La scienza economica

Nel 1860, Ruskin scrisse un lungo saggio – ma i vittoriani erano pazienti e non scappavano altrove al primo clic – su Cornhill Magazine, che poi fu ristampato sotto il titolo Unto This Last nel 1862. Un testo che ebbe una forte influenza nella diffusione di quel vago concetto che chiamiamo “socialismo” nella cultura inglese.

Da ignorante di chimica, immagino che quando Ruskin parlava di azoto e cloruro, si riferissse al tricloruro di azoto, che è effettivamente un esplosivo.

A tanta distanza, rileggete le prime righe.

Traduco social affections in maniera letterale, “affetti sociali”, ma credo che il senso di fondo sia l’istinto sociale, il bisogno umano di fare comunità e tutto ciò che supera il mero individualismo.

Tra gli inganni che in vari periodi si sono imposessati delle menti di grandi masse della razza umana, forse il più curioso – e certo il meno meritevole – è la moderna sedicente scienza dell’economia politica, che si fonda sull’idea che un codice vantaggioso di azione sociale si possa istituire a prescindere dall’influenza degli affetti sociali.

Certo, come nel caso dell’alchimia, dell’astrologia, della stregoneria o simili credenze popolari, alla radice dell’economia politica c’è un’idea plausibile. “Gli affetti sociali”, dice l’economista, “sono elementi accidentali e di disturbo nella natura umana; mentre l’avarizia e il desiderio di progresso sono elementi costanti. Eliminiamo gli incostanti e, considerando l’essere umano semplicemente come una macchina avida, cerchiamo di esaminare tramite quali leggi di lavoro, acquisto e vendita si possa ottenere il massimo risultato in termini di accumulazione di ricchezza.

Una volta che abbiamo determinato tali leggi, spetterà a ciascun individuo introdurre quanto ne vuole dell’elemento di perturbazione affettiva, e decidere per se stesso i risultati in base alle nuove condizioni”.

Questo sarebbe un metodo perfettamente logico e funzionale di analisi, se gli elementi accidentali da introdurre successivamente fossero della stessa natura dei poteri esaminati in precedenza.

Se supponiamo che un corpo in movimento sia influenzato, insieme, da forze costanti e incostanti, la cosa più semplice di solito consiste nel tracciarne il percorso prima sotto le condizioni persistenti, e successivamente introdurre cause di variazione.

Ma gli elementi di disturbo nella questione sociale non sono della stessa natura degli elementi costanti: alterano l’essenza stessa della creatura sotto esame nel momento in cui si aggiungono; non agiscono matematicamente, ma chimicamente, introducendo condizioni che rendono inutili tutte le nostre conoscenze pregresse.

Abbiamo condotto esperimenti dotti sul puro azoto, e ci siamo convinti che si tratta di un gas molto facile da controllare; ma attenzione, ciò con cui abbiamo a che fare praticamente è il suo cloruro; e questo, nel momento in cui lo tocchiamo applicando i nostri rigorosi principi, fa saltare in aria noi stessi assieme ai nostri dispositivi.

Guardate bene, io non critico né metto in discussione le conclusioni della scienza, se se ne accettano le premesse. Semplicemente, non mi interessano, come non sarei interessato a una scienza della ginnastica fondata sulla premessa che gli uomini sono privi di scheletro. Si potrebbe dimostrare che sarebbe vantaggioso arrotolare gli studenti in palle, schiaccarli per formare torte, o stirarli a formare cavi; e che una volta ottenuti questi risultati, il reinserimento dello scheletro comporterebbe non pochi problemi per la loro struttura.

Questo ragionamento potrebbe essere degno di ammirazione, le conclusioni logiche e l’unico difetto di tale scienza risiederebbe nella sua non applicabilità.

La moderna economia politica si fonda su una base proprio di questo tipo.

Assumendo , non che l’essere umano manchi di scheletro, ma che sia tutto scheletro, fonda un’ossificante teoria del progresso sulla negazione dell’anima; e avendo dimostrato tutto ciò che si può fare con le ossa, e avendo costruito numerose interessanti figure geometriche con teschi e omeri, dimostra con successo la scomodità di far riemergere l’anima tra tali strutture corpuscolarli.

Non nego la verità di tale teoria; semplicemente nego la sua applicabilità alla presente fase del mondo.

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14 Responses to La scienza economica

  1. Antonino says:

    “Se le perturbazioni non sono piccole, non è innaturale che il sistema prima o poi, almeno numericamente, esploda”. Questo è quanto, in poche parole, cerca spessissimo di evitare un fisico che si occupa di scrivere modelli. Quando quelle “perturbazioni” sono inevitabili, sa che deve rifare il modello per descrivere l’esplosione o l’implosione. Oppure ragionare ad una scala diversa, dove i parametri sono tutt’altro e talvolta si può perfino reintrodurre qualche ipotesi di linearità. Con beneficio d’inventario, come suolsi dire…
    Dunque, solo nella fantomatica “epoca attuale” la teoria esoscheletrica dell’economia politica è inapplicabile?
    Ma in quale epoca ci troveremmo , stando alle allegorie di Ruskin? Se siamo nell’epoca della valorizzazione del digitale, implementata attraverso la valorizzazione del “social”, allora… la socialità scarnificata è digitalizzata, l’uomo diventa solo scheletro. Si cerca (attraverso l’economia politica come l’abbiamo conosciuta noi, come Ruskin) di vivere in un’esoscheletro.
    Gente come Miguel ci prova, a metterci dentro un po’ d’anima.
    Uno spettro si aggira per il mondo…

    • Per Antonino

      “Dunque, solo nella fantomatica “epoca attuale” la teoria esoscheletrica dell’economia politica è inapplicabile?”

      Anch’io mi sono posto la stessa domanda, ma purtroppo Ruskin non risponde alle mail e quindi temo che non sapremo mai perché abbia parlato di “epoca attuale”.

      • Lucia says:

        A me pare un ironico accondiscendere alla possibilità che in futuro sarà possibile (non tenere conto degli affetti sociali) per una qualche evoluzione degli esseri umani etc etc

    • rutt1 says:

      “Se le perturbazioni non sono piccole, non è innaturale che il sistema prima o poi, almeno numericamente, esploda”

      io questo lo chiamo uso criminale della negazione

      • Antonino says:

        Non volendo negare chi dice sempre no, si è costretti ad affermare che è meglio dire sempre signorsì.

  2. Francesco says:

    Posso suggerire di usare avidità invece che avarizia? da economista temo sia più appropriato.

    Ah, un economista direbbe che le affezioni sociali sono miopi rispetto al loro oggetto (il bene comune), mentre il desiderio di progresso ci vede benissimo, rispetto al suo oggetto (il mio portafogli). Per questo il mercato è una mirabile invenzione sociale e la sua polizia una indispensabile condizione di buon (nei DUE sensi) funzionamento.

    Poi se volete essere poveri e altruisti va benissimo così, se mi convincete che il Paradiso è più facile mi iscrivo subitissimo!

    • daouda says:

      Tu continui a parlare di economia laddove la maggioranza non è proprietaria di sè, dove la corruzione imperversa abilmente giustificata, dove la morale vale a senso unico e doppio peso, dove vige la collettivizzazione delle perdite ed i guadagni personali vengono salassati dai balzelli, dove c’è l’usura, dove la produttività non è valorizzata, dove la competizione sana è bloccata dai cartelli e dove chiunque può iniziare un lavoro senza competenza, quando le polizze assicurative pensionistiche o sindacali non sono che sistema Ponzi.
      A Francè è evidente che l’economia dei manuali, che già no n può essere scienza se le scuole deviano i discorsi, semplicemente non esiste

      • Francesco says:

        nella larga quantità di questioni poste (apparentemente ad minkiam) dal caro Davide, una mi ha molto colpito: “dove la produttività non è valorizzata”.

        vi chiederete perchè: l’altra sera su RaiStoria facevano 68 e autunno caldo. Intervista d’epoca, operaio militante o piccolo sindacalista che tutto felice rivendicava tra i frutti della lotta “il salario slegato dalla produttività”.

        poi cronaca … i sindacati dei chimici e dei metalmeccanici firmano prima con le imprese statali … mediazione del ministro Carlo Donat Cattin … bomba fascista …. firma anche Confindustria

        Miguel, capisci come questo spiega che Berlusconi non era solo lo zio sguaiato?

        ciao

        • daouda says:

          È ovvio che parlo ad minchiam MA l’economia ( di quale scuola? ) è semplice arraffamento strategico anche perché , ultima cosa, gli investimenti sono oltretutto pilotati e non loberi e volti al bene comune. Alcjé gli scambi economici in qiesto sistema, quelli sani, sono più un occasionalità che un sostrato per l’illecito vigente che domina. Francè è lapalissiano che l’unico modo per fare economia vera è la completa disgiunzione dagli apparati ( compresa l’evasione fiscale che è basilare ma non si pretende che un coglione capisca questo ) oltre che semplicemente la propria identità. Insomma o si introduce un paradossale personalismo teologico o diviamo cosi naturalisticamente umano nell’economia, o si continuerà a scrivere su una disciplina che per la vita odierna è solo accidentalità divenendo complici con le proprie scientifihe visioni del sistema che impera.

        • daouda says:

          Chiarameente non sono contro di te ma più con Miguel che nella sua bestialità non comprende che la finanza , termine invalso ma più comprensibile,è correlativa alla strategica, ergo come insegna aristotele È politica. Dire politica economica può essere specificazione di polarità ma invece troppo spesso è mera ridondanza. Chiaramente si abuserà dell’evento rivoluzione borghese in Francia ma più banalmemte tale ridondanza vela la fedeltà ad uno schema tipicamente reazionario quale la 3a casta ( che se è terza su 3 caste non si capisce come faccia a riguardare la classe media ed oltretutto mischiando lo status di borghese fattuale con quello marciano solo per fomentare confusione visto che questi ultimi sono solo i rendatari nel sistema cambiato di quel tempo ) ossia si svela il solito recupero dri sovversivi di quel che hanno combattuto ( esempi: frogi come deviazione aristocratica, nazionalismo come destra e varie altre fino alla sussunzione della religione stessa of course )

  3. daouda says:

    Cioè sembra che quello che si fà studiare sia l’andazzo ma non è…ed alllora non può aversi comprensione anche ecomica delle situazioni.
    A partr che l’economico è e rimane una scienza sociale, non è che l’uno escluda l’altro. Ti fanno studiare sttonzate ad hoc perché si generi in date applicazioni una variabile sfruttabile da chi invece sà come le cose vanno.
    Il fatto che esso abbia puntato su costanti di vizio già svela l’inganno, e l’aura di rispettabilità delle emozioni ed affetti che tu incautamente ed ignorantemente vuoi difendere ne è un altro di altro tipo che, espressa comunenemente ormai da troppe persone di cui il tuo blog è cassa di risonanza…ebbene ci augura un nefasto futuro quando la rimmissione di tali ponderabilità sarà pienamente vigente.

    Chiaramente sorvolo sui paroloni e le analogie ( essenza…stile chimico et cetera ) perché nel tuo testo non hanno alcuna realtà.
    A furia di leggerti viene in mente che certo, un pezzo di merda và estirpato ma almeno lo è, tu invece parti random come simulatore delle merde, e ciò determina che l’incresciosità della congiuntura ha un climax davvero,per certi versi, ammirevole
    Reply

    daouda says:
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    22/10/2018 at 7:05 pm

    Che poi quel riferimento all’anima è davvero terrificante. Ma plaudiranno di gioia quando la Nato non ci sarà più…e gli uni e gli altri…comunque sia tralasciando certi studiosi persi nella loro pretesa di sapere o chi si disperde nel esacerbare il voler sperimentare, poveri ebeti destinati alla decomposizione, non credo che per raggiungere obiettivi aerva verità e validità delle cose. Infatti questi concetti esistono nell’umano…quindi famose ddu conti

  4. gengiss says:

    Per un’incredibile coincidenza avevo da poco finito di leggere proprio quel libro, e ne ho scritto la relativa voce di Wikipedia, proprio pochi giorni fa (prima del tuo post). Anche a me il primo saggio è quello che è piaciuto di più (anche il secondo, mentre il terzo e quarto sono noiosini).

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fino_all%27ultimo

    G

  5. gengiss says:

    Es. “Verso una psicologia dell’essere” o “Eros e agape”.

    Sempre riassunti di libri, poco conosciuti e non di moda. Ci sono pochi contributi di questo tipo, per cui Wikipedia li accetta tranquillamente (salvo premettere che le fonti sono insufficienti: ma la fonte è il testo stesso!)

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