L’unico punto di coscienza nell’universo

Sotto la gronda, nel paese, ci sono tre nidi di rondine.

Sotto un’auto parcheggiata, c’è una rondine, che notiamo per caso.

E’ minuscola, ma perfettamente formata, nera sopra e con il petto bianco.

Deve essere caduta da un nido.

Immobile, fissa il mondo con grandi occhi scuri e fa un verso per chiedere aiuto.

C’è una cosa che mi sembra assolutamente ovvia: ogni essere animale è per se stesso, l’unico punto di coscienza esistente nell’universo. E quell’unico punto di coscienza nell’universo in quel momento non si trova diversamente dal bambino umano abbandonato che sta per morire.

E la morte è esattamente uguale per tutti.

Rondini e rondoni non sono parenti, ma hanno sviluppato comportamenti simili, e quindi presumo che i genitori sarebbero impotenti a terra e incapaci di fare qualcosa per il piccolo.

Per cui l’unico essere vivente in grado di aiutarlo, sono io.

E’ una vita intera che ogni volta che vedo quello che chiamano un problema di qualcun altro, mi sento chiamato personalmente in causa. E ogni volta mi trovavo a essere l’unico, quello a cui tutti sapevano che potevano passare il cerino.

Non ho idea da quale dei nidi sia caduta, non saprei come arrivarci e comunque sospetto che la sua famiglia non gradirebbe un ospite calato da mani umane.

Non ho idea come si possa nutrire una rondine.

Non ho una casa in campagna da cui poi possa volare via libera.

Non ho nemmeno dietro il numero di telefono di quella signora della Lipu, che qualcosa forse saprebbe suggerire.

Non ho nemmeno voglia di fare un gesto perfettamente inutile, di cui mi possa vantare dopo: che so, toglierla da sotto la macchina e metterla sull’erba, dove le formiche non attendono altro che mangiarsela viva.

Conoscendo le mie risorse, mi allontano, e proprio allora vedo in lontananza un bel gatto arancione, in esplorazione.

Mi rendo conto che non c’è alcuna differenza tra la rondine che mi fissa, e le scatolette di cibo per gatti che apro ogni giorno.

Fa parte della grande danza delle cose.

So, come sappiamo tutti in fondo senza osare dircelo, che ciò vale per tutte le forme di vita, per tutti i punti unici di coscienza dell’universo.

“Giorno per giorno, la vita è una gran fatica, ti stanchi e ti sfugge il ritmo. Hai bisogno di distanza, di distacco. Per vedere quanto sia bella la terra, visualizzala come se fosse la luna. Per vedere quanto sia bella la vita, guardala dal punto di vista della morte”.

Ursula LeGuin

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3 Responses to L’unico punto di coscienza nell’universo

  1. mirkhond says:

    Il gatto poi si è mangiato la rondine?

  2. OT

    E una volta che qualcuno cerca davvero di Aiutarli a Casa Loro, ecco che interviene la magistratura:

    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_agosto_09/i-soldi-destinati-bambini-africani-finiti-conti-familiari-renzi-35b06fc2-9ba8-11e8-8ab2-79782f76ba72.shtml

    l’inchiesta
    «I soldi destinati ai bambini africani finiti nei conti di familiari di Renzi»
    Per la Procura di Firenze oltre 6 milioni di dollari sarebbero stati dirottati in altre società
    di Valentina Marotta

    Unicef, Fondazione Pulitzer e altre onlus australiane e americane credevano di finanziare con dieci milioni di dollari i progetti dell’associazione Play Therapy Africa destinati ai bambini affamati in Africa. In realtà, secondo la ricostruzione della Procura fiorentina, solo una piccola parte di quella colossale somma sarebbe stata impiegata per scopi umanitari. Quasi 6,6 milioni di dollari sarebbero transitati sui conti privati riconducibili, a vario titolo, ai fratelli Andrea, cognato dell’ex premier Renzi, Alessandro e Luca Conticini per l’acquisto di una casa in Portogallo e per finanziare Eventi6, Quality Press Italia e Dot Media, società riconducibili alla famiglia Renzi o a sostenitori della prima ora dell’ex premier.

    Ma non tutto quel denaro, ritiene la Procura, può essere considerato un compenso per l’attività svolta da Alessandro Conticini, titolare della Play Therapy Africa Limited ed ex direttore dell’Unicef di Addis Abeba, e i suoi collaboratori. Da oltre due anni, Alessandro e i suoi fratelli sono sotto inchiesta, a vario titolo, per riciclaggio, auto riciclaggio e appropriazione indebita. Ma la vicenda giudiziaria si è arricchita ora di nuovi capitoli. I tre, nell’autunno 2017, avrebbero voluto chiarire la vicenda agli inquirenti. Un primo interrogatorio fissato a dicembre fu annullato dalla Procura, spiega il difensore Federico Bagattini. Così quando, il 14 giugno scorso, sono stati nuovamente convocati dai pm Giuseppina Mione e Luca Turco, nessuno di loro si è presentato. «I tempi della difesa li decide la difesa», ha detto Bagattini. E c’è di più. L’inchiesta è partita da una segnalazione della Banca d’Italia che aveva notato trasferimenti di ingenti somme di denaro da un conto a un altro. Ma si è sviluppata anche per i sospetti sollevati da Monika Jephcott, ex responsabile della sede centrale di Play Therapy Londra su come impiegasse i soldi Play Therapy Africa, consociata fondata da Alessandro Conticini che aveva ottenuto il permesso di usare lo stesso nome e a cui successivamente, però, la direttrice revocò l’autorizzazione. Ma ciò ora non basta. In base a una modifica del codice penale (entrata in vigore ad aprile) è possibile avviare un’indagine per appropriazione indebita aggravata solo se vi è la denuncia delle parti offese. Così, la Procura ha avvisato Unicef, Fondazione Pulitzer e altre sette organizzazioni umanitarie internazionali della riforma legislativa, invitandole a sporgere denuncia: solo così il procedimento potrà andare avanti.

    La ricostruzione dei passaggi di denaro è stata possibile attraverso rogatorie internazionali. Gli investigatori hanno ricostruito che la Play Therapy Africa aveva intanto ottenuto diverse donazioni dagli Usa, in particolare da Unicef (3,8 milioni di dollari tra 2008 e 2013) e Fondazione Pulitzer (5,5 milioni di dollari tra 2009 e 2016 transitati dalla onlus Operations Usa). Altri 900.000 dollari da altre sette no profit: ong Australian High Commission, Avsi, Fxb, Mobility without barriers foundation, Oak, Undp, France Volontaires. Ma non tutto il denaro avrebbe fatto ritornare il sorriso ai bambini dell’Africa. Secondo la Procura, Andrea Conticini avrebbe prelevato soldi dai conti per destinarli a tre società: la Eventi6 di Rignano (133.900 euro) riferibile ai familiari di Matteo Renzi; la Quality Press Italia (129.900 euro); la Dot Media di Firenze (4.000 euro). Infine l’investimento da 1,9 milioni di euro per la casa in Portogallo.
    9 agosto 2018 | 09:49

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