La guerra dei piattini rosa

Come sapete, in questi anni l’evidenza ci ha costretti, nonostante noi stessi, ad adottare una prospettiva insolita: guardare il mondo dal punto di vista della seconda legge della termodinamica.

Ricordiamo brevemente che ci sono solo due certezze  assolute al mondo, condivisibili da cattolici tradizionalisti, militanti gay, Saviano e Salvini, collezionisti di cimeli delle SS e Antifa, eremiti e proprietari di discoteche, liberisti e sindacalisti. Persino architetti e ingegneri saranno d’accordo.

La prima legge assoluta e certa, come ricorderete, dice che la crescita e il progresso sono balle esattamente quanto la conservazione. E il bello è che è per lo stesso motivo.

La seconda legge dice che:

1) ogni volta che facciamo qualcosa, creiamo più disordine che ordine.

2) a questo, ci pone rimedio il Sole che con un folle autosacrificio da rituale azteco,  bruciandosi, nutre con delicatissima lentezza la varietà di piante e di esseri viventi che ci sono sulla terra, tra fotosintesi e molluschi che diventano petrolio: insomma, assume su di lui il disordine che permette quel poco di ordine che ci può essere da noi.

Possiamo discutere se i sacrifici umani fossero proprio il modo più azzeccato di dare una mano al Sole, ma non si può negare che gli antichi messicani fossero gli unici ad aver capito il punto fondamentale di tutto il sistema che chiamiamo, appunto, solare.

3) Quindi ogni ordine che creiamo che non rispetti i tempi della fotosintesi (o dei molluschi che si fanno petrolio in qualche centinaio di milioni di anni), in realtà fa più danno che altro.

E’ certo che altrimenti faremo soltanto disastri, anche se non capiamo subito di che tipo.

E’ una delle pochissime cose che sappiamo con assoluta certezza essere vera: nessuna stanza si è pulita mai da sola, il latte versato non è mai entrato da solo nel cartone e non esiste la macchina del moto perpetuo.

Fino a questa primavera, da noi si celebrava quasi un compleanno al giorno, nella bella stagione.

Cosa di cui i bambini (e forse ancora di più i genitori) hanno un comprensibilissimo bisogno.

L’attrezzatura media era questa, in tutta la sua rosea allegria:

Poi finisce la festa, e tocca pulire.

Io non ci pensavo proprio, tutto sorridente alla fine delle feste, non mi chiedevo nemmeno dove andasse a finire la roba.

Tanto, non dovevamo pulire noi.

Per noi, la roba spariva.

Poi ho capito che a compiere il miracolo della sparizione era un somalo, di cui non si accorgeva nessuno. Un uomo straordinario, saggio e con un grande senso dell’umorismo, che meritava un rispetto che nessuno gli tributava.

Esercizio: hai idea di chi sia la persona che fa sparire i tuoi rifiuti?

Capita la domanda? La devo ripetere?

Però con il saggio somalo – o con chi lo mandava,

(poi ho conosciuto chi lo mandava, ed era una brava persona pure lui, per cui diciamo, chi mandava chi lo mandava…)

  tutto finiva nell’indifferenziato, e poi in qualche inceneritore.

Come abbiamo raccontato altrove, gli inceneritori in Toscana li stanno chiudendo ad uno ad uno, perché fanno più male che bene, e se ne accorgono persino i tribunali.

Ci siamo civilizzati, e abbiamo cominciato a fare la raccolta differenziata noi stessi, così dopo le feste ci si carica sulle spalle un gran sacco nero, e lo buttiamo tra i contenitori.

Come potete capire dal post che scrissi all’epoca, ci siamo anche sentiti abbastanza bravi.  A nostra giustificazione, devo dire – eravamo davvero più bravi del Comune in cui viviamo.

Solo che i piattini rosa che differenziavamo andavano in Cina, finché non si sono accorti che li stavamo soffocando.

Allora, l’onda è passata in Tailandia, dove in pochi mesi ha bloccato l’intero sistema portuale.

I piattini (usati) delle bambine fiorentine non permettevano ai piattini cinesi ancora da usare di arrivare ai bambini tailandesi, che si mettevano a piangere perché nessuno cantava, Happy Birthday to You! per loro.

Così anche il governo tailandese ha dovuto dire basta compleanni!

La marea è debordata anche in Polonia, dove in pochi mesi l’importazione di rifiuti è raddoppiata.

Seguita da oltre sessanti incendi di discariche, come questo:

Ma anche – come qualche giorno fa – in impianti di riciclaggio della plastica.

Gli incendi sono probabilmente di origine dolosa, anche se la motivazione non è chiara: forse per fare più spazio nelle stesse discariche, quasi sempre di proprietà dubbia.

Comunque, il governo polacco sta prendendo misure per bloccare anche da loro l’importazione dei nostri piattini.

Saapete che occhio non vede, cuore non duole.

Quindi, siccome ho tutti i difetti umani possibili, non riesco a commuovermi troppo per la Tailandia, perché non ci sono mai stato e non ho mai conosciuto un tailandese (sono riuscito a insegnare a un italiano abbastanza tailandese da passare un esame, ma si tratta di trucchi da linguisti).

Però in Polonia ci sono stato, e quindi ci resto male. Sono un polaccofilo.

A questo punto rimane una sola discarica per i piattini rosa delle bambine fiorentine: il mare.

Pensate al risparmio.

Mi immagino di essere il capitano della EcoFleet Green Future.

Invece di partire da Livorno con un carico di piattini rosa per la Tailandia, dico che ci vado, svuoto la nave in qualche punto tra Carrara e la Corsica, mi faccio un mese di ferie a casa e poi racconto agli amici delle mie prodezze con le ragazze dagli occhi a mandorla.

Solo che la realtà è un’altra.

Una di noi ha una bancarella di bibite e panini per turisti in piazza Duomo, non ce la fa più a vedere la plastica, e decide di autotassarsi per dare almeno i bicchieri compostabili ai clienti

Lei ha un carattere forte da oltrarnina, ma soprattutto ha ragione, e così decidiamo, basta compleanni.

Almeno finché non troviamo piatti di acciaio inossidabili, che i bambini dovranno contribuire a lavare insieme. Happy Washday to You!

Un sacco di gente ci guarda in cagnesco, c’è anche il bambino che dice, “sei tu quello che non vuole più i compleanni?”

Ma sono cose che non avremmo dovuto imporre noi: avrebbe dovrebbe imporle lo Stato. Uno Stato che avrebbe dovuto capire che siamo in guerra con qualcosa di molto più terribile delle migrazioni, della disoccupazione, del “terrorismo”.

A sterminarci non saranno i russi, l’Isis, i nigeriani con i’ cappellino in mano, Casa Pound o la Casta.

Saranno i piattini di plastica rosa.

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572 Responses to La guerra dei piattini rosa

  1. daouda says:

    Ci sarebbe tanto da ridire ma , a conti fatti, l’ultima frase finalein grassetto è l’unica vera cosa da analizzare.
    Chiaramente non lo farò, quello che mi perplime non è la guerra alla blasdika, tanto “sul lungo periodo saremo tutti morti”, quanto semmai il fatto che se si parla dei piatti di tal fatta, non si può non parlare dei propri vestiti, di dove come e quando vengono confetturati i notri pc et cetera.
    Alché , visto che per esempio , per non parlare di mongoloidi ma di africani che è più cool perché i cinesoidi ciànno er cazzo piccolo, co tutti li sordi che j’avemo dato ormai ce avrebbero dovuto surclassà, ed invece ce stanno bande armate di merda.
    Sì. Uccidemo ed uccidemose tutti. Sono d’accordo.

    • Per Daouda

      “Chiaramente non lo farò, quello che mi perplime non è la guerra alla blasdika, tanto “sul lungo periodo saremo tutti morti”

      Rileggi il testo (perché ho fatto parecchie modifiche mentre commentavi).

      Io scrivo:

      1) sono un cretino che fa un sacco di errori

      2) ti racconto dei miei tentativi di rimediare a una parte di questi errori.

      Mentre accetto tutte le tue critiche ai miei errori (e la domanda “come ti vesti” è fondamentale e te ne ringrazio), tu ci vuoi raccontare di come cerchi di rimediare ai TUOI errori?

      • Daouda says:

        Ok.
        Dopo

        • Daouda says:

          Poi rileggo pure. Ad oni modo apprezzo la verve messicana eh, sia chiaro

        • Daouda says:

          “Mentre accetto tutte le tue critiche ai miei errori (e la domanda “come ti vesti” è fondamentale e te ne ringrazio), tu ci vuoi raccontare di come cerchi di rimediare ai TUOI errori?”

          -io non critico, spiego
          -la soluzione era continuà a fà lavorà er somalo quello lì facendoje fa il grosso a lui ma pure n po’ a chi usa e fa na petizione pé tenesse l’inceneritori.

          Ovviamente te che sei un cojone non capisci credendo che sto a scherzà.Ma non mi preoccupo di questo. Chiedi e dunque rispondo così: è un po’ bizzarro “rimediare” ad un “errore”, in termini tecnico/tattico. Due esempi:

          -nessuna carta di credito
          -nessun conto in banca
          -nessuna spesa a rate

          Le implicazioni sono molte, si presti attenzione.
          Riuscissi a rimanere così, penso già sarebbe qualcosa. Ma non mi pare proprio che questi siano rimedi.
          Sono semmai cose che se facessimo tutti, crollerebbe istantaneamente il sistema, e non faccio che delle cose, come troppe altre, le quali non andrebbero fatte PRIMA , no dopo.
          Non ho mai rimediato all’errore di scrivere le mie stronzate qui ad esempio, l’errore probabilmente essendo che non sono un grande hacker per riscriverti tutti i testi che pubblichi come abbiano un senso.
          Ma più infondo ancora, in realtà, io davvero tutti sti errori non li vedo.
          Certo si ci sono quelli relazionali che fanno male, proviamo a darli per scontati però, e non si chiamano errori in verità.
          L’errore mi pare possa essere sine culpa, l’errore è parte di quel che nell’uomo è fragile, e perciò si dice scusa, invece di pregare perdono.
          QUINDI IN DEFINITIVA STI CAZZI.

          • Daouda says:

            Laddove si alluda invece velatamente al crimine nel senso più aleatorio possibile ( ma l’importante è che sia possibile pensarlo quindi perlomeno per il fatto che vi ci ho fatto pensare è così ormai ) è semplicemente da sorriso il fatto che appena prima tu possa accostare il termine tentativo a questo astruso concetto di errore, perché è di questo che stai parlando.
            Poi per scherzare scrivo che sei una spia, ma neanche mi interessa disconvincermi che non possa essere così, l’importante essendo mirare ala gravità della cosa affrontata e quindi, appunto, dell’errore sugli errori dagli errori et similia.
            Ognuno faccia quel che può, ognuno può quel che ha, ontologicamente inteso.

            Per il resto “ego is a spook” dicono i memes su Stirner, e come al solito il ridicolo afferma quello che i lettori non hanno mai capito.

        • Daouda says:

          Leggere Stirner è utile solo se, non solo si riesca a giungere a considerare spettri tutte le cose , ma anche se stessi.
          Questo relativismo totale è un devoto riconoscimento dell’Uno.

          L’utilità del suo testo più famoso consistendo nel fatto di comprendere che se ne poteva benissimamente fare a meno chiedendosi come mai sia stato possibile ( leggi necessario ) scriverlo.
          Poi è chiaro che le misinterpretazioni fanno parte del gioco

  2. Z. says:

    Miguel,

    per l’uso fricchettonico della fisica – a cui peraltro tu stesso, tempo addietro, dedicasti diversi articoli – ti bastonerà, se lo vorrà, la prof di casa!

    Detto questo, un’osservazione da senescente: a mio avviso sia il progresso che la conservazione sono concetti che hanno perfettamente senso, purché non li si trasformi in caricature.

    Infine, lo Stato non credo possa fare granché al riguardo. Il livello di governo per queste decisioni è sempre sovranazionale. E sì, questo significa che chi ha gioito per la Brexit ha gioito per gli oceani pieni di plastica.

    PS: comunque ho tirato fuori Carnot solo poche ore fa!

    • Per Z

      “Infine, lo Stato non credo possa fare granché al riguardo.”

      Certo, però fa inc… il fatto che noi dobbiamo vietare di buttare i piattini di plastica monouso, che per lo Stato sono perfettamente legali.

      Credo che ti manchi l’esperienza del trovartici.

      • Z. says:

        Miguel,

        mi manca QUEL tipo di esperienza, sì.

        Ma credimi se ti dico che mi sono trovato spesso in situazioni non troppo diverse. Ti assicuro che comprendo molto bene il tuo disappunto.

        E’ anche una questione personale, per quanto mi riguarda. Se è vero, com’è vero, che quella ambientale è LA questione di oggi, l’idea di dare il mio pur piccolo contributo alla catastrofe non mi piace.

    • Z. says:

      Nel caso non si capisca, quella sulla Brexit è anzitutto un’autocritica.

      Sapete bene quanto sia stato contento del risultato di quel referendum (a proposito: oh, ma sono ancora qui? ANDERSEN!).

      Però, fuori dalle regole comunitarie, il rischio che il Regno Unito decida di rilassare le proprie norme a difesa dell’ambiente non è così peregrino.

      E Miguel a mio avviso ha ragione quando scrive che la questione più importante, e direi anzi LA QUESTIONE dei nostri tempi, è quella ambientale.

      E non credo che ci sia molto che uno Stato possa fare da solo.

      • Francesco says:

        hai mai passato il confine dall’Italia all’Austria? lo vedi subito quello che uno Stato può fare da solo (meglio, una nazione)

        niente che inverta l’entropia, naturalmente, ma molto per vivere meglio

  3. izzaldin says:

    Z
    lo Stato non può fare niente a riguardo.

    invece sì e lo ha pure fatto: a capodanno di quest’anno ricorderai la follia collettiva sui sacchetti biodegradabili da comprare al supermercato, una delle poche buone fatte dal Pd non so se da Renzi o da Gentiloni.
    lo Stato può e deve fare qualcosa, concordo con Miguel. Potrebbero farlo i comuni e in alcuni casi lo fanno:
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/07/16/news/salina_vietata_la_vendita_di_piatti_e_posate_di_plastica-201894658/

    http://siracusa.gds.it/2018/07/21/a-noto-e-avola-niente-bicchieri-e-piatti-in-plastica-per-feste-e-sagre-solo-bio_889273/

    questa è la strada da seguire. alcune spiagge siciliane sono letteralmente uguali a quelle della Cina dove la gente si sdraia accanto ai rifiuti. il futuro è questo e bisogna quantomeno limitare.

    • paniscus says:

      “invece sì e lo ha pure fatto: a capodanno di quest’anno ricorderai la follia collettiva sui sacchetti biodegradabili da comprare al supermercato, una delle poche buone fatte dal Pd non so se da Renzi o da Gentiloni.”
      ———————–

      Scusa, ma a me non sembra tutta ‘sta cosa buona il fatto di imporre dei sacchetti ecologici, sì, ma contemporaneamente imponendo che debba trattarsi di articoli rigorosamente usa-e-getta, e vietandone il riutilizzo più volte. Ok, quando vengono smaltiti inquineranno meno rispetto ai sacchetti di prima, ma perchè obbligare per legge a smaltirli dopo un solo uso, se sono ancora integri?

      • izzaldin says:

        penso il motivo siano le direttive europee sugli alimenti non imbustati che vanno presi con sacchetti nuovi per non contaminare, ma potrei sbagliarmi.
        poi è ovvio che hai ragione, bisogna comunque provare a riutilizzare qualsiasi cosa. io personalmente riutilizzo i pochi sacchetti biodegradabili del supermercato per altri scopi.
        pensa che c’è gente che compra sacchetti in plastica non biodegradabile per raccogliere la cacca di cane, venduti in comodi rotoli da inserire in un involucro di plastica da attaccare al guinzaglio. al contrario, tra sacchetti biodegradabili dell’ortofrutta e volantini pubblicitari dei supermercati si può risolvere non solo gratis ma riutilizzando qualcosa che era destinato comunque a inquinare.
        infatti oltre alla plastica abbiamo un problema enorme con la carta. la produzione globale di carta non è più sostenibile ed è una vergogna vedere gli ammassi di volantini pubblicitari che ingolfano le città. recentemente è uscito questo report sull’argomento
        http://environmentalpaper.org/stateoftheindustry2018/

        • Francesco says:

          ma non è riciclabile la carta? e poi con Internette e i cellulari l’uso non è in calo?

          • maffeia says:

            La carta è riciclabile, ma quanti prodotti in carta riciclata acquistiamo?
            E poi, Internet penso che abbia notevolmente aumentato l’uso della carta. Si comprano meno giornali e libri, ma la maggior patte della carta non è usata per leggere. Gli acquisti che fscciamo su Internet devono essere trasportati a casa nostra, ed hanno aumentato enormemente l’utilizzo di buste di carta e scatole di cartone

            • Francesco says:

              anche prima molti di quei prodotti erano inscatolati … dovremmo sapere come è cambiato il totale

              questa è una cosa che non si può dedurre dai massimi principi!

              🙂

        • Roberto says:

          Izz,
          Quella cosa del divieto di riutilizzo non è nella direttiva europea (io uso in Lussemburgo delle comodissime retine riutilizzabili), e a dire il vero non sono nemmeno sicuro che sia nella legge, era, se non ricordo male, un’interpretazione di un ministero.

      • Per paniscus

        ” ma contemporaneamente imponendo che debba trattarsi di articoli rigorosamente usa-e-getta, e vietandone il riutilizzo più volte. ”

        Il punto è la mancanza totale di una riflessione sistematica.

        Un esempio di procedimento sistematico è quello delle Coop svizzere:

        https://www.coop.ch/it/chi-siamo/media/comunicati-stampa/2017/coop-lancia-i-sacchetti-multiuso-per-frutta-e-verdura.html

        Leggete attentamente, perché questo sì che un modo di operare che parte dalla testa e finisce alla coda.

    • Per Izzaldin

      “ricorderai la follia collettiva sui sacchetti biodegradabili da comprare al supermercato”

      Credo che ci fossero diversi elementi:

      1) il solito spirito di fazione, per cui se “l’amica di Renzi” aveva fatto il prodotto, bisognava gridare allo scandalo. In realtà il Mater Bi è un prodotto valido: http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/06/17/sacchetti-ecologici-la-risposta-della-novamont/

      2) tirchieria sul “sacchetto che te lo fanno pagare”

      3) la presa in giro di vedere in ogni supermercato i guanti di plastica non biodegradabili, obbligatori, accanto al reparto frutta, comunque con etichette non biodegradabili messi sui sacchetti stessi, cosa che rende del tutto vana la manovra del Materbi.

      • giovanni says:

        2) tirchieria sul “sacchetto che te lo fanno pagare”

        Stante il fatto che il cittadino medio occidentale è sempre più povero, fare pagare a lui (perchè lo stato no che deve fare austerità) il prezzo delle scelte ecologiche è una scelta di corte vedute.

        • Per Giovanni

          “Stante il fatto che il cittadino medio occidentale è sempre più povero, fare pagare a lui (perchè lo stato no che deve fare austerità) il prezzo delle scelte ecologiche è una scelta di corte vedute.”

          1) Sono d’accordo che sia stato un errore comunicarlo così

          2) Ma il cittadino medio è quello che paga (alla fine) il prezzo di tutte le scelte disecologiche

          3) comunque anche se fai pagare al commerciante, poi il commerciante fa pagare al cliente

          • Z. says:

            Due osservazioni.

            La prima è che definire “un errore” il modo con cui il provvedimento è stato comunicato e implementato è usare un garbato eufemismo verso il cessato governo.

            La seconda è che parliamo di qualcosa come tre euro all’anno.

            Ripeto: TRE-EURO-OGNI-ANNO.

            Et de hoc satis, come direbbe il buon Habs 🙂

        • izzaldin says:

          invece Giovanni sono le scelte non ecologiche che andrebbero pagate di più. un piatto di plastica non biodegradabile dovrebbe essere un lusso, non costare pochi centesimi.

          • Francesco says:

            Il costo di un prodotto non riciclabile dovrebbe comprendere il costo dello smaltimento.
            Sarebbe allora il costo vero, senza quelle dimenticanze che rendono il mercato inefficiente.

            E’ un caso da manuale in cui la scelta apparentemente di sinistra sarebbe la cosa più sbagliata.

  4. Roberto says:

    IKEA, il piatto oftast costa 50 centesimi ed è indistruttibile. Comprane 100 e con poche decine di euri stai apposto per le feste per le prossime 3 generazioni

    • Francesco says:

      a parte il valore educativo altissimo del lavare i piatti, propri e altrui, io preferisco i piatti biodegradabili di cartone, almeno per le feste

      che anche le palle mica durano in eterno e passare tutta la vita a fustigarsi per colpa di Carnot è una gran rottura – ed è pure inutile, mica che l’entropia torna indietro perchè tu ti fustighi

    • Per roberto

      “Oftast”

      Interessantissimo. Vedo che è “vetro temprato”, davvero non si rompe (calcolando che abbiamo sempre a che fare con bambini!)?

      Vedo qualche recensione, forse è la soluzione!

      • Roberto says:

        Un bambino può rompere qualsiasi cosa, ma è anche bene imparare presto ad avere cura delle cose

        (Quei piatti li ho visti a casa di amici, io ne ho altri in plastica dura riutilizzabili all’infinito, ma un po’ più cari, 2 euro l’uno se non ricordo male)

  5. Francesco says:

    PS in senso fisico, il problema mi pare essere più l’inquinamento che la bolla energetica

    quella finisce con i combustibili fossili (e poi sono cazzi, lo ammetto) ma se non inquinassimo ce la si caverebbe benissimo

  6. Z. says:

    Izz,

    pensavo proprio a quel caso, in cui lo Stato ha fatto poco: si tratta di normativa comunitaria.

    Gli altri casi che citi, leggendo il testo dei lini, non credo riguardino lo Stato ma i Cuni.

    Intendiamoci: concordo che l’autorità pubblica debba intervenire, ma sono decisioni che vanno affrontate ad un livello di governo differente.

  7. Daouda says:

    Nessuno riflette sul fatto che c’è un certo NOI che vieta le feste?

    • MOI says:

      Ma chi ? … L’ Erede di Elijah Muhammad ?! 😉

    • Per Daouda

      “Nessuno riflette sul fatto che c’è un certo NOI che vieta le feste?”

      Certo che c’è: l’assemblea elegge un consiglio direttivo, il consiglio direttivo dirige 🙂

      Solo che accanto a questa struttura, ce n’è un’altra che è composta da tutte le persone realmente attive, che si riuniscono – quando possibile – una volta a settimana. E anche lì il NOI è per vietare le feste!

      Temporaneamente, comunque, vediamo se la dritta di Roberto ci porta da qualche parte.

      • Daouda says:

        Io se abitassi lì piscerei in quel cazzo di giardino senza farmi vedere ogni notte.
        Ma apparte questo che dipende dal fatto che ovviamente quel noi è un mero VOI, ed a mii dire nega la fruibilità del bene comune, perché chiedi allo stato qualcosa se lo stato lo hai già?

        • Per Daouda

          “Io se abitassi lì piscerei in quel cazzo di giardino senza farmi vedere ogni notte.”

          Già lo fa, o lo faceva fino a un po’ di tempo fa, un tizio assai buffo, che sembra un’appendice della propria sigaretta, con la faccia tutta ingrigita.

          Si giustifica dicendo che ha problemi di prostata.

          In realtà, il tizio lo fa all’esterno; dentro sarebbe molto più difficile, ci vorrebbe una buona attrezzatura o almeno un’abilità da alpinisti per scavalcare il muro.

        • Z. says:

          Daouda,

          — Io se abitassi lì piscerei in quel cazzo di giardino senza farmi vedere ogni notte. —

          Occhio. Se per caso ti vede un agente SOSSOLDI 😀

      • Daouda says:

        Non mi sembrate così andicappati insomma…

        • Per Daouda

          “Ma apparte questo che dipende dal fatto che ovviamente quel noi è un mero VOI, ed a mii dire nega la fruibilità del bene comune, perché chiedi allo stato qualcosa se lo stato lo hai già?”

          Ecco perché Daouda, nonostante i suoi palesi difetti, mi piace.

          Dietro questa frase un po’ confusa, si riconoscono una serie di riflessioni non da poco.

          1) Noi, voi? Di chi è la responsabilità di un luogo?

          2) cos’è il “bene comune”? Risposta Zuckerberg: “è l’insieme di tutti i like, e devono vincere”. Risposta Nidiaci: “il Bene Comune è di tutti, ma la sua sorte, la decidono coloro che se ne prendono cura. Che possono essere tutti, ma non sono tutti. Prendersi cura equivale a prendere coscienza, fare delle scelte, andare oltre il desiderio immediato…”

          3) cos’è “lo stato”? Qui credo che già roberto e Z abbiano detto che “quelli del giardino sono un po’ ‘Stato’ e ‘fanno politica”. Quindi andrebbe riformulato… noi che siamo microstato, possiamo o no chiedere qualcosa al macrostato? Risposta, sussidiarietà…

          Poi se a Daouda gli riconosci di aver scritto una cosa intelligente che ti fa riflettere, lui ti risponde con qualche parolaccia, ma va bene così.

          • Z. says:

            Miguel,

            cos’è questa moda che avete voi di sinistra di chiamare “Stato” tutto ciò che non è Il Privato? la tradizione cattolica della sussidiarietà dove la mettiamo? e che diamine, abbasta! 😀 😀 😀

            Quel che dico, e che immagino dica anche Roberto (in quanto che è vero), è che voi siete un livello di governo (come lo è lo Stato italiano, il Comune di Firenze, l’Unione Europea etc.).

            E aggiungo anche che, per alcune decisioni inerenti al giardino, siete verosimilmente il livello di governo ideale.

        • daouda says:

          1) è evidente che determinare una responsabilità è importante, ma visto che essa nasce solo come relazionalità che altrimenti non avrebbe senso ( si può pure provare ad essere responsabili con sè stessi, o con Dio, ma in questi due casi userei termini diversi ) continuo a far leva sui 3 tipi di proprietà , sul bene comune ed il res sacris nullius, i vincoli della relazionalità politica.
          E’ evidente che data la relazionalità, in nessuna di quei 3 tipi di proprietà possibile ( PUBBLICA – ASSOCIATA – PRIVATA ) rientra la “proprietà” individuale con le sue propaggini presa in quanto tale – ossia l’io me stesso e quel che si è procurato con le relazione da aversi con gli altri tu loro stessi e quel che hanno ( campo della morale ) – ergo l’individuale non è proprietà privata.
          Come non sono proprietà il res sacris nullius ed il bene comune.

          2) ok

          3) lo stato c’è solo dove c’è proprietà, ed i beni comuni non possono supportare una realtà del genere, a meno che non vadano ad installarsi in una delle 3 proprietà.
          Per latitanza di baroni e burocrati, il comportamento mi sembra quello di proprietà associativa, che fa il paio con quelli che ne hanno le sorti in mano.
          Finalmente si ammette che in Oltrarno c’è una lobby. Potremo prendervi per il culo come tutti gli altri. Dato che non siete meglio, lasciatecelo fare.
          Dal canto mio ripeto: cor cazzo che non ci faccio na festa.

          • Francesco says:

            1) daouda è un pò stronzo a scrivere così male, e credo lo faccia apposta e con fatica – stronzo due volte! 🙂

            2) anche se MM è molto più simpatico, sono tentato di aderire all’ultima frase di mr. d. Anche perchè se faccio una festa io DOPO non deve poterlo rilevare nessuno, deve essere tutto pulito alla perfezione

            ciao

          • daouda says:

            che fossi stronzo si sapeva !

            • Francesco says:

              la mia è una correzione fraterna e un invito alla conversione

              anche perchè San Miguel legge dritto su righe storte, io non ci capisco un tubo!

              😉

  8. MOI says:

    Diego Fusaro illustra secondo, appunto, Logos che la Grecia Culla Culturale dell’ Europa emblematicamente brucia … fra le KalergiKoSorosiane Kolpe e l’ Ipocrisia della UE :

    https://www.youtube.com/watch?v=UN_KWF9EXH8

    ** Spoiler Alert : **

    “sugli Attici di Nuova York, tra le Titillevoli Aragoste, non vi è Bardo Cosmopolita che intervenga !” [cit.]

    • Z. says:

      Un po’ come quel tizio meridionalista qualche anno fa, per cui il disastro ferroviario in Puglia era un’occasione come un’altra per raccattare un po’ di consenso online sparando a caso su qualche ministro del governo…

      Ma tu, voi, a queste cose, a questa gente, credete davvero?

      • mirkhond says:

        E Zanardo a chi crede?

        • Z. says:

          Posso dirti cosa credo, se vuoi.

          Credo che tutto questo livore, questo odio che troppi si pregiano di diffondere sul web per sfogarsi, per mettersi in mostra, per compiacersi, contribuisca a rendere il mondo un luogo peggiore dove vivere.

          Un giorno mi darete ragione, ma sarà troppo tardi e non servirà a niente.

          • daouda says:

            lo avresti scritto comunque, anche se internet fosse n’ambiente di frogi smielati, carinamente melensi, e molto molto cool

          • Peucezio says:

            Z.,
            su questo hai pienamente ragione.
            Anche se io, più che temere le conseguenze pratiche (che non esistono: che danno possono fare quattro sfigati livorosi in rete?) mi preoccuperei del fatto che la gente non ha niente di meglio da fare che stare in rete a sputare veleno: come stiamo combinati?

            Ciò però non toglie che storture grosse nel mondo ce ne sono e se qualcuno, invece di incazzarsi sulla rete, agisse per correggerle, farebbe solo bene.
            E il fatto che uno stato europeo sia stato ridotto a dover smantellare il suo sistema sanitario, licenziare migliaia di dipendenti pubblici, ecc. (che sono tutte cose che alla fine comportano tanti morti, per mancanza di cure adeguate, per peggioramento dello stile di vita e alimentare e ora persino per gli incendi, cioè per infrastrutture non più attrezzate per contenerli) è qualcosa che grida vendetta alla coscienza delle persone civili e deve indurre a una condanna delle istituzioni internazionali che hanno provocato questo stato di cose e dei politici greci che le hanno consentite.

          • Peucezio says:

            Insomma,
            non è che perché c’è qualche esagitato che insulta i politici e dice che le vaccinazioni fanno venire la meningite, si smarrisce il senso del bene e del male e il senso dell’umanità.
            E soprattutto non è che il male nel mondo consiste nell’esistenza dei grillini e degli siechimicisti e terrapiattisti. Quello è solo folclore piuttosto fastidioso e, a tratti, di cattivo gusto.
            Il male del mondo sono la polarizzazione fra territori dove si muore ancora per un ascesso o un’influenza (qui non parlo della Grecia, ovviamente, ma di posti che la sanità pubblica non se la sono mai nemmeno sognata) e concentrazioni di ricchezza folli, che solo venti o trent’anni fa non esistevano nella misura attuale; così coem il degrado della qualità della vita e la perdita di risorse economiche anche della popolazione della parte finora ricca del mondo, sempre a favore di simili concentrazioni o comunque in nome di scelte dissennate e distruttive.
            Francamente tutto questo mi sembra infinitamente più grave della diffusione del terrapiattismo.
            E se proprio devo preoccuparmi di un certo degrado del sapere e della cultura generale, più che dei complottisti da tastiera mi preoccuperei dello scadimento della ricerca in ambito universitario, almeno in Occidente, per cui si produce sempre più fuffa e meno sostanza, si pubblicano un mare di articoli senza succo solo per aumentare i titoli, ecc.; del fatto che il sistema scolastico è diventato una barzelletta, in cui si promuove sempre e comunque e che forma gente sempre meno attrezzata in termini di strumento culturali e critici, il che significherà domani una classe dirigente che ci farà rimpiangere genre come la Grillo (che ha appena detto in tv in media stat virtus e ha piazzato un po’ di svarioni di sintassi italiana). E le riforme scolastiche e universitarie non le ha fatte Di Maio, né Casaleggio: le hanno fatte i tuoi amici, scusami se te lo faccio notare.

          • Peucezio says:

            Aggiungo che trovo piuttosto fastidiosa una tendenza della gente di sinistra a fare un discorso che è una palese mistificazione.
            Cioè loro impongono delle idee e dei modelli completamente nuovi e inediti (l’erosione della sovranità nazionale a favore di organizzazioni internazionali al punto di cedere loro la sovranità monetaria e una serie di leve economiche fonsamentali è una cosa che cinquant’anni fa non esisteva; l’idea che possano ufficializzare la propria unione persone dello stesso sesso era completamente inconcepibile fino a pochi lustri fa; a nessuno statista di qualche generazione fa sarebbe venuto in mente di pensare che i confini territoriali terrestri o marittimi non debbano essere difesi ma sia del tutto naturale che vengano attraversati da masse di migliaia di stranieri senza alcun titolo legale per entrare; nessuno qualche decennio fa, anche dopo la II G. M. e l’Olocausto, avrebbe pensato che “negro” fosse una parola offensiva e che tutto il linguaggio debba essere ispirato a un’ossessiva e fanatica attenzione a non offendere qualche minoranza organizzata, e così per tutto), ma poi, se uno fa qualche obiezione ed esprime qualche perplessità gridano allo scandalo del degrado che avanza, della barbarie incipiente, della perdità della civiltà, come se si fosse di fronte alla fine del mondo.

            • Francesco says:

              loro vedono tutta quella roba che citi come la nostra civiltà e chi si ribella come un nemico della civiltà, dell’umanità, della decenza

              io, tutto sommato, su molti argomenti economici ho esattamente lo stesso approccio: i nemici del Liberismo sono i nemici dell’uomo

            • Z. says:

              Peucè,

              l’odio, il livore, le bufale spacciate per verità e i loro effetti mica si arrestano quando spegni il PC.

              E non riguardano certo solo antivax e sciachimicisti (questi ultimi, peraltro, piuttosto innocui). L’omologazione dell’utente web verso il basso è fenomeno ben più vasto, che certo molti hanno interesse a minimizzare. Fosse anche soltanto per credersi assolti. Non lo siete, e non lo siamo.

              (Tra parentesi. Oggi dei signori hanno tranquillamente minacciato di morte dei bambini di colore in un parco pubblico a Ravenna. Immagino volessero raddrizzare una stortura, dal loro punto di vista.)

              Poi resta inteso che hai ragione pure tu: è triste che molti passino così le loro giornate. Bisognerebbe cercare di capire perché succede.

              Ah, quanto agli amici: io non ho mai votato per la Gelmini. Tu?

              • Peucezio says:

                Io sì, ma la sua è stata la riforma più blanda.
                Il devastatore è stato Berlinguer.
                Che TU hai votato 😛

              • Z. says:

                No, alt, io parlavo di riforma scolastica: quella che per ragioni di cassa ha tolto ore di officina ai professionali per sostituirli con ore di diritto ed economia.

              • Francesco says:

                beh, ma QUESTO è un palese caso di necessità manicomiale, mi rifiuto di metterla in conto al razzismo!

              • Z. says:

                Allora la metteremo in conto a Renzi, e magari a Bertinotti.

                Insieme agli altri SEI casi analoghi di questo mese, tra cui una bambina zingara e un africano impallinati con armi ad aria compressa.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Alternanza scuola-lavoro ai licei: questo farà la differenza, perché fa avere ai liceali le soff-schils.

              • Peucezio says:

                Z.,
                le riforme scolastiche non le ho seguite molto. Lì si fanno comunque sempre danni.
                I primi sono stati i democristiani con le riforme postsessantottine.
                Il problema inoltre è l’evoluzione della prassi, oltre alle riforme: non so se c’è davvero una legge che dice che si deve promuovere in ogni caso, dare il sei in ogni caso, ecc. Ma di fatto si fa. E lì è colpa soprattutto dei presidi, che andrebbero presi a frustate.

              • Z. says:

                Peucè,

                capiamoci: prima spari sul povero LB poi dici che non sai nemmeno che abbia fatto? ma mi prendi pel naso?

                Aho, vengo a Milano e ti cinghio!

                PS: ti dico la mia? Fare l’insegnante è un lavoro snervante e sottopagato. Chi ha alternative, oggi, fa bene a tenersene lontano. Questa è la cosa più triste, più di qualsiasi riforma…

              • Z. says:

                MT,

                seriamente: secondo te si possono insegnare, le sofschilz, oppure c’è chi ce le ha e chi no?

              • paniscus says:

                “secondo te si possono insegnare, le sofschilz, oppure c’è chi ce le ha e chi no?”
                —————————-

                Si può insegnare praticamente qualsiasi cosa a chi è minimamente interessato e motivato ad apprenderla, e quindi collabora con un po’ di impegno personale.

                In passato questo poteva avvenire per due motivi: o perché l’allievo era davvero interessato spontaneamente all’apprendimento… oppure perché non aveva tutta questa grande passione spontanea, ma aveva ALMENO interesse a ottenere il risultato finale, perché rischiava qualche sanzione, o comunque qualche conseguenza negativa e qualche svantaggio, se non lo otteneva.

                In un contesto in cui il risultato finale si può benissimo ottenere lo stesso anche senza aver imparato niente, e in cui l’allievo è quasi sicuro di non rischiare nessuna conseguenza spiacevole se non impara, non c’è verso di insegnare NULLA.

                Tranne eventualmente a quei pochi che sono genuinamente interessati ad apprendere, e quindi si impegnerebbero lo stesso anche se non ci fosse nessuna forma di obbligo o di aspettativa esterna (che esistono ma appunto sono pochi, come erano pochi anche in passato).

              • Roberto says:

                Lisa, ma se sei convinta che sia impossibile insegnare, perché non fai un altro lavoro?
                Voglio dire, deve essere ben frustrante fare un lavoro che consideri tu stessa impossibile (e dunque inutile)

              • paniscus says:

                “Lisa, ma se sei convinta che sia impossibile insegnare, perché non fai un altro lavoro?”
                ———————

                a) perché qualsiasi altro lavoro che io potrei fare e che saprei fare, o è peggio (non come lavoro in sé, ma come condizioni in cui si deve lavorare), oppure sarebbe idealmente meglio ma è inaccessibile (almeno, alla mia età e nella mia situazione di vita attuale;

                b) perché comunque, la soddisfazione di lavorare con quella minoranza con cui l’insegnamento funziona è tale da rendermi accettabile anche il resto;

                c) perché, nonostante tutto, non credo nella Grande Deriva Totale Globale della Dissoluzione dei Tempi che va sempre in un unico senso, e sono consapevole che le mode culturali della nostra epoca vanno e vengono e hanno tempi di turn-over relativamente brevi… e quindi non ho ancora perso la speranza che tra qualche anno il vento cambi di nuovo e ci sia un po’ di ripensamento sui principi e sui metodi imposti attualmente. Anzi, confido che ci sarà di sicuro, perché gli studenti che hanno passato tutta la loro vita formativa in questo contesto, sono già arrivati all’età adulta, e fra poco la bolla drammatica della loro impreparazione e incompetenza a fare qualsiasi cosa scoppierà su scala massiccia, e un ripensamento dovrà esserci per forza.

              • Roberto says:

                I punti b e c mi fanno piacere.
                È raro leggere qui una nota di vago ottimismo

      • Peucezio says:

        Z.,
        non è la stessa cosa: nessuno ha cannibalizzato la Puglia togliendole le risorse minime perché funzionino i servizi essenziali dello stato.

        • Francesco says:

          è stato fatto quello alla Grecia? fonti, dati, prove?

          perchè di spendaccioni pubblici che usano questa scusa per mantenere l’amante a spese del contribuente ne conosco 1.000.000.000.000.002 e sono diventato scettico

          tutti iniziano a tagliare dai poveri, mentre gli imboscati resistono fino al giorno del tracollo del sistema

          • werner says:

            Sul pubblico non saprei, ma riguardo alle infrastrutture quando sono stato in Grecia un paio di anni fa ricordo che praticamente tutti i cantieri di lavori pubblici sul cartellone riportavano una generosa quota di finanziamenti UE.

            • Peucezio says:

              Sì, vabbè, delle cose di cui parlo hanno parlato tutti i telegiornali. Poi uno può anche dire che l’uomo non è andato sulla luna e che Giulio Cesare non è mai esistito.

            • Z. says:

              Peucè,

              capisco l’idea di fare propaganda sui morti, è di moda.

              Ma ti rendi conto che senza i soldini che la UE ha passato alla Grecia forse non esisterebbero nemmeno più i VV. FF. ad Atene? Chi credi che abbia pagato per i loro stipendi?

            • Roberto says:

              A Creta ci sono stato l’anno scorso e confermo quanto dice Werner: tutto è stato finanziato dalla UE. Restauro della chiesetta di kissadostamos? UE
              Area di servizio di avtokinitaros? UE
              Pronto soccorso di voitiades? UE

              Poi come dice Z gli stipendi ai pompieri li hanno pagati negli ultimi anni i famosi crudeli creditori.

              I greci però pagano gli stipendi ai pope, una pensione a vita a tutti gli atleti che vincono una medaglia alle olimpiadi, un esercito in cui gli ufficiali sono numerosi come l’intero esercito belga….ma non hanno soldi per i pompieri….

              Infine la gestione del territorio in Grecia non è molto dissimile da quella italiana (pessima quindi)

              Poi certo, avrà turboragione l’iperbolico fusaro con le sue aragoste….

            • Roberto says:

              Sul penultimo punto leggevo ieri che financo i greci iniziano a chiedersi se costruire a cazzo nella foresta, senza strade vere, senza un piano regolatore, senza strade vere, sia una buona idea….

              Poi la sfiga ci vede benissimo e questo è un altro discorso

              • Z. says:

                Le mie fonti greche mi dicono che oltre all’edilizia libertaria anche la scarsa cura degli alberi pare abbia fatto la sua parte.

                Tipo, pini che non venivano potati da molti anni e che col vento si sono trasformati in lancia-tizzoni…

              • Peucezio says:

                Ma è ovvio: l’Unione Europea è un cancro, non solo per quello che toglie, ma anche per quello che dà.
                Timeo Danaos et dona ferentes!
                Se regali soldi a palate a una nazione, sollevandola di fatto dall’onere di costruirsi autonomamente una sua struttura economica e produttiva e abituandola al parassitismo e poi glie li togli di colpo, cosa puoi aspettarti?
                Rendere le persone dipendenti e non autonome è un crimine di per sé, soprattutto se sai di non poterle mantenere a vita (come è naturale).

              • PinoMamet says:

                Peucè, sarà, però allora è un crimine in cui i greci sono stati complici e molto volentieri.

                Già gli anni in cui la visitai io, prima dell’euro, mi stupiva vedere praticamente ovunque la sigla dell’Unione Europea su qualunque lavoro in corso…

              • PinoMamet says:

                E lo dico, come sai, da filelleno accesissimo!

              • Roberto says:

                Peucezio, scusami ma credo che tu non abbia la più pallida idea di come funzionino i finanziamenti UE.

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Peucè, sarà, però allora è un crimine in cui i greci sono stati complici e molto volentieri.”

                Certo, su questo non c’è dubbio.
                La follia è stata entrare nell’Unione. I turchi non l’anno fatto e, negli stessi anni in cui la Grecia sprofondava, vivevano un boom senza precedenti, di cui ho visto direttamente gli effetti.

                Roberto,
                certo che non ne ho idea. Mi interessa il cosa, non il come.

              • paniscus says:

                I turchi non l’hanno fatto perché non gliel’hanno permesso, non certo perché non ci abbiano provato. La scelta orgogliosa di tenersene fuori, adesso esiste, ma è arrivata in un momento successivo, una decina/quindicina d’anni fa i tentativi pressanti c’erano eccome…

              • Z. says:

                Cioè, la UE è colpevole per gli incendi perché finanzia i pompieri, non perché non lo fa.

                Il prossimo passo immagino siano le scie chimiche 😀

              • Francesco says:

                in effetti, caro Peucezio, sei arrivato a dare la colpa alla UE sia perchè NON dà i soldi alla Grecia, sia perchè li dà

                come puoi ben capire, il problema è che non ti piace la UE, non quello che ha fatto o non fatto in Grecia!

                ah, la Turchia al momento sta in crisi economica, il gigantismo infrastrutturale di Erdogan inizia ad avere il fiato corto, mentre i soldi veri li fanno le imprese che esportano nella … indovina? UE!

                mica per nulla lo sponsor della Lega di serie A di basket è un costruttore turco di elettrodomestici

                i soldi, e la vita, sono DENTRO l’Occidente, non fuori, per ora

    • Francesco says:

      Moi

      ma dai cavoli! basta con questo cialtrone non lavorante di Fusaro!

      la prova che siamo fottuti è la totale insipienza di TUTTE le parti, i potenti come i deboli, chi comanda e chi si oppone, il Pensiero Unico come i supposti Pensieri critici, non ne trovo uno che si salvi (fuori da questo blog)

      🙁

      • PinoMamet says:

        Io mi sono fermato quando ha parlato di Eraclito (minuto 0.006) ;
        mi riassumete cosa ha detto?

        • Francesco says:

          io non lo ascolto dai tempi di Eraclito, non ne vale la pena

        • Roberto says:

          Che gli eurocrati mangiano aragoste sugli attici di New York invece di spegnere gli incendi in Grecia

          (Che poi a nuova iorche si mangiano gli astici

          • Francesco says:

            è a Boston che si mangiano le aragoste, giusto?

            • PinoMamet says:

              Sì, non costan niente là, te le tirano dietro
              (le mangiai quando non mi erano proibite!)

              • Francesco says:

                sei diventato allergico? mi spiace

              • PinoMamet says:

                Macchè allergia, kasherut!

              • Francesco says:

                giusto, avrei dovuto ricordarlo! scusa

              • Carlo says:

                Per Pino, non voglio invadere la tua privacy, quindi se vuoi non rispondermi, ma il fatto che tu prima potessi mangiare le aragoste vuol dire che non sei ebreo di nascita e ti sei convertito oppure che sei ebreo dalla nascita ma in gioventù ignoravi i precetti religiosi e poi ti sei ravveduto?

              • PinoMamet says:

                Sono in parte di origine ebraica per il lato “sbagliato” e ho fatto il ghiur (csiddetta conversione) da grande.

              • PinoMamet says:

                Posso chiedere la cittadinanza israeliana, tra l’altro, anche se non l’ho ancora fatto;
                tuttavia per essere onesti non posso dire di essere imparziale quando si parla di Israele.
                Però anni fa vedevo le cose in modo diverso (non prima della “conversione”, ma prima di conoscere molti possibili concittadini…)

            • Roberto says:

              Pure a Boston astici (lobster)!

              L’aragosta è molto più a sud, florida, cuba, Caraibi

              • PinoMamet says:

                Ah, ecco perché non erano poi così cari (forse)!

                Ma in inglese si fa confusione, non si chiamano entrambi lobster?

              • Roberto says:

                Si in inglese sono entrambi lobster.
                Se ha le chele è un astice, altrimenti aragosta. In genere sulla costa est mangiano astici (poco cari in effetti)

  9. MOI says:

    … IM-PER-DI-BI-LE !!!

    https://www.huffingtonpost.it/2018/07/25/la-copertina-di-famiglia-cristiana-vade-retro-salvini_a_23489236/

    La Copertina di Famiglia Cristiana fa un Esorcismo … contro Salvini !

    • MOI says:

      E adesso … la UAAR Cosmopolita e de Sinistra da che parte starà ?!?!

    • daouda says:

      “il dialogo con il nemico è sempre strategia, staremo dalla loro parte cosicché un giorno potremmo realizzare gli omicidi che abbiamo solo posticipato”

      Quindi credo stiano più in là di quel là

    • werner says:

      Beh, il comportamenti e le dichiarazioni di Salvini non mi paiono molto in accordo con i vangeli… Poi in questi giorni mi pare di aver sentito che vorrebbe usare il crocifisso come simbolo escludente antimmigrazionist-islamico… ( cultural appropriation!). Insomma mi sembra che nell’ordine Delle cose che una parte dei cattolici non lo ami.

      • Peucezio says:

        Non lo ama il clero, che è una cosa ben diversa.
        E Famiglia Cristiana in questo modo suscita solo ancora più rancore e distanza nei cattolici verso la Chiesa.
        Ma probabilmente loro mirano a cooptare gli immigrati e in generale i popoli del Terzo Mondo. Mi chiedo però, in un’epoca di radicalizzazione dei conflitti come la nostra, che presa possa avere, anche nel Terzo Mondo, il buonismo melenso.
        A volte l’impressione è che ‘sti coglioni credano di essere ancora negli anni ’60-’70; in quegli anni peraltro loro erano ultraprogressisti, ma non se li cagava nessuno, come il pretino di Verdone, che faceva il giovanilista, ma l’hyppie lo schifava uguale. In fondo il rapporto fra quei due personaggi è esattamente il paradigma del rapporto fra Chiesa postconciliare e mondo.

        Comunque sarebbe interssante capire dov’è che nei Vangeli ci sarebbe scritto che bisogna islamizzare l’Italia.

        • PinoMamet says:

          C’è anche l’ipotesi che semplicemente non gli piaccia Salvini, eh…
          😉

          • Peucezio says:

            A chi? Ai preti?
            E’ evidente che non gli piace.
            Non gli piace neanche Dio in fondo: è troppo fascista. E’ persino onnipotente!

            • PinoMamet says:

              Ma no, a Famiglia Cristiana, che non è i preti.

              è un giornale di tendenza cattolica-progressista, abbastanza moderato; mi pare chiaro che abbia sull’immigrazione idee diverse da quelle di Salvini.

              Da qui a dire che voglia cooptare gli immigrati (a far che?) o che desideri o sia perlomeno succube di un’islamizzazione dell’Italia (che i numeri smentiscono) ce ne corre…

              • Francesco says:

                Abbastanza poco moderato, e infatti credo abbia finito per perdere quasi tutto il pubblico storico di lettori.

                Ha alcune rubriche “dei vecchi tempi” ma l’impostazione generale è molto “Repubblica”&”Il Fatto”.

                Tra fighettismo intellettualoide e indignazione a comando.

                🙁

              • PinoMamet says:

                La leggeva qualcuno, in famiglia, quando ero un ragazzo.
                Per cui me ne capitavano in mano delle copie e non la trovavo male, all’epoca: mi sembrava molto ponderato ed equilibrato.
                I film però li metteva tutti come “sconsigliati” o “discutibile/volgarità”! 😀

                Non so se abbia subito un’evoluzione (o involuzione secondo i punti di vista).

                Ricordo che l’ultima pagina era tenuta da una specie di rubrica di costume/attualità/morale, tenuta da un mrchigiano di origine campagnola (ci teneva a precisarlo) se non sbaglio di cognome Volpini, che mi sembrava molto ragionevole.

              • Peucezio says:

                Pino,
                “è un giornale di tendenza cattolica-progressista, abbastanza moderato”

                Chiamalo moderato…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “I film però li metteva tutti come “sconsigliati” o “discutibile/volgarità”! 😀”

                Altri tempi.
                Ricordo come già una quindicina d’anni fa o giù di lì mise, forse addirittura in prima pagina, un bel culo femminile in primo piano.
                Per carità, io sono il massimo estimatore, ma ogni cosa ha il suo luogo. Mi piace imprecare, ma non lo faccio in chiesa.

        • Francesco says:

          Ah Peucezio, il problema è che la misura della carità cristiana è il Cristo crocifisso, su quello non ci piove

          Convertire gli infedeli è bello ma non esime dalla carità

          Quindi SU QUESTO PUNTO ha torto Salvini e ragione FC

          Peccato che chi ha esordito con “chi sono io per giudicare” da allora giudica con severità calvinista, maestà bonifaziana, faziosità ideologica manifesta, ma si è già tagliato il ramo da sotto i piedi

          Se non puoi giudicare quelli lì, come puoi giudicare il mondo occidentale e Salvini?

        • Per Peucezio

          “Ma probabilmente loro mirano a cooptare gli immigrati e in generale i popoli del Terzo Mondo.”

          Credo che la faccenda sia più semplice.

          La Chiesa cattolica (a differenza di quelle protestanti) ha sempre avuto la caratteristica di occupare tutte le sfere lasciate vuote dal potere politico; e di dare un grande peso alle “opere”.

          Ne consegue che per secoli, la Chiesa si è occupata di tutti coloro di cui il potere politico non si occupava – donne, moribondi, lebbrosi, mentecatti, orfani, storpi eccetera, per usare i termini storici.

          C’è un accumulo immenso di esperienza e di abitudini di questo tipo, che fa sì che chi ha fatto quella scuola, tenda automaticamente a continuare nella stessa scia. Anche con interessi concreti, ovviamente – ospedali, cooperative, “accoglienza” e quant’altro.

          E a mano a mano che la Chiesa perde peso tra le persone “normali”, cresce l’importanza relativa di questa parte del cattolicesimo.

          La Chiesa si occupa di immigrati in quanto “miserabili”, e infatti la retorica cattolica è tutta incentrata su questo, che è solo uno degli aspetti delle migrazioni.

          • Francesco says:

            magari, si vede che non senti tutti i clerici intenti a cercare di farci sentire in colpa per la miseria dei paesi dei migranti!

            sono più anni 60-70 loro di Techetè della RAI, hanno persino ritirato fuori le multinazionali, che non si sentivano dai tempi delle BR! intanto i cinesi, gli indiani, gli arabi comprano il vecchio terzo mondo ma questi non se ne accorgono

            🙁

          • Peucezio says:

            Miguel,
            se fosse così, avrebbero dovuto occuparsi degli italiani medi impoveriti da questi anni di crisi, non degli immigrati, di cui si occupano politici, volontari, ONG, organizzazioni di tutti i tipi, centri sociali, intellettuali, organizzazioni internazionali, ecc.
            Oggi forse c’è una piccola inversione di tendenza, ma sarà tutto da vedere e comunque è una cosa degli ultimi mesi (ammesso che si concretizzerà).

            Io in realtà ho una spiegazione ancora più semplice: con l’apostasia del Vaticano II la Chiesa p divenuta un’entità satanica e Satana vuole il disordine. Il disordine non è solo metafisico o morale (per cui distruggiamo dottrina, liturgia, categorie etiche basilari), ma è anche naturale (la famiglia), sociale, giuridico, culturale, ecc.: le nazioni e i popoli sono un elemento della civiltà umana, esprimono varietà, articolazione, struttura, quindi vanno scardinati perché ovunque, in luogo del kosmos, si deve imporre il caos e l’indifferenziato, che è la matrice del luciferino.

            • Francesco says:

              Caro Peucezio,

              nei fatti, la Chiesa si è occupata – come sempre – di tutti i poveri. Basta guardarsi intorno, cercare un pò e si verifica che la povertà è sempre rimasta tra gli ambiti di azione della Chiesa.

              Nelle parole, non ci sono discorsi pubblici condivisi contro i poveri, da parte di nessuno. Ci sono, invece, diffusissime espressioni di odio contro gli zingari e contro gli immigrati (lasciando questa categoria nella massima vaghezza).

              Credo che questo spieghi perchè la Chiesa parli PIU’ di queste due categorie che dei poveri italiani.

              Ciao

              • mirkhond says:

                Qui concordo con Francesco.

              • Peucezio says:

                No, secondo me sei fuori strada.
                Intendiamoci: la Chiesa fa benissimo a occuparsi degli immigrati (se poveri, e di solito lo sono), come di tutti i poveri.
                Quello che è discutibile è la sua militanza immigrazionista.
                Una cosa è occuparsi di qualcuno una volta che è qui, una cosa è desiderare che faccia un viaggio pericolosissimo e forse mortale per arrivarci, esponendosi a rischi e vessazioni di ogni tipo.
                Ed è anche giusto occuparsi dei poveri del mondo. Ma che soluzione è farli venire qua?
                E poi tutto è relativo: sono poveri per noi, ma per aver racimolato tre, quattromial euro per intraprendere il viaggio, vuol dire che sono i più ricchi fra i loro. E infatti basta guardarli. La denutrizione fin dall’infanzia compromette il normale sviluppo fisico, invece questo sono la gioventù più sana e florida delll’Africa!
                La Chiesa invece cosa sta facendo: si occupa dei più ricchi di lì e qui da noi pure solidarizza coi più ricchi, cioè sta dalla stessa parte della sinistra salottiera e delle élite progressiste.
                Cioè alla fine sta con tutti i ricchi! 🙂
                Ed è anche pauperista e ama la sciatteria e il degrado estetico, perché, come tutti i borghesi, che sono ricchi e miserabili a un tempo, predica il brutto e lo squallido (i cozzali hanno sempre amato lo sfarzo, come anche gli aristocratici; il gusto del grigio e del brutto è un gusto borghese).

              • Per Peucezio

                “Quello che è discutibile è la sua militanza immigrazionista.”

                E se invece di attribuire agli altri pensieri che coviamo noi, ascoltassimo ciò che hanno da dire loro?

                Esistono davvero “immigrazionisti”.

                Mi è capitato più volte di leggere i loro scritti.

                Sono economisti liberisti convinti che una forte iniezione di manodopera proveniente da non importa dove darà una spinta favolosa alla Crescita Economica (Francesco a volte rispecchia qui qualcosa di queste posizioni).

                Altri “immigrazionisti” non ne conosco.

                Non conosco nessun estremista antifa, nessun prete-di-sinistra, nessuna ong di quelle che fanno salvataggi a mare, nessuna boldrina, che “desideri immigrazioni”.

                Al massimo, dice che, visto che l’immigrazione c’è, ci “arricchisce culturalmente”. Che è una tesi su cui si può discutere, ma non è “immigrazionismo”.

                Conosco gente invece che sceglie di vedere ciò che le conviene, e di non vedere ciò che non le conviene.

                Conosco gente che è convinta che l’immigrazione porti delinquenza, e quindi scelgono selettivamente statistiche sulla delinquenza degli immigrati. E deducono quindi che chiunque difenda gli immigrati, sia innamorato degli stupri e degli scippi.

                Conosco gente che è convinta che gli immigrati siano persone oneste e maltrattate, e quindi scelgono selettivamente episodi tipo il venditore senegalese che salva il tizio che sta annegando sulla spiaggia. E deducono quindi che chiunque parli dei problemi legati alle migrazioni sia uno che sogna stermini di massa di chiunque non sia biondo.

              • Francesco says:

                Peucezio,

                i ricchi dell’Africa, quando vengono qui, è per fare shopping di lusso in via della Spiga. Hanno soldi quasi come i ricchi del Brasile.

                Gli immigrati che vediamo sono i meno sfigati degli sfigati e i soldi per il viaggio sono, come già sai, lo sforzo di tutta una famiglia allargata, se non di un villaggio o un pezzo di bidonville.

                La Chiesa predica la castità ma aiuta lo stesso le ragazze madri (sì, ci sono ancora, come ci sono i cattolici che le aiutano), non si limita a dire “non avreste dovuto”

                Idem per i migranti.

                Ciao

              • PinoMamet says:

                “Quello che è discutibile è la sua militanza immigrazionista.”

                Che non c’è.

                Ma non parlo solo della Chiesa cattolica: in generale tutto il fronte anti-immigrazionista, cioè quelli che chiedono frontiere più chiuse, sembra avere l’idea che chi non la pensi come loro voglia, desideri o ami particolarmente l’immigrazione.

                Quando invece si tratta semplicemente di sentimenti di carità.

                Puoi dire che sia mal diretta: che sia carità pelosa; che sia eccessiva; ma non dire che chi non la pensa come Salvini o quel tizio ungherese “vogliano” l’immigrazione, per chissà che motivi poi.

                Insomma, non puoi accusarli di essere da una parte ingenui buonisti che si fanno fregare per i buoni sentimenti, e dall’altra cattivissimi cospiratori che vogliono distruggere la civiltà europea per qualche losco scopo.

              • Per Pino Mamet

                “Puoi dire che sia mal diretta: che sia carità pelosa; che sia eccessiva; ma non dire che chi non la pensa come Salvini o quel tizio ungherese “vogliano” l’immigrazione, per chissà che motivi poi.”

                Questo è un punto fondamentale, su cui concordo totalmente con Pino Mamet.

                Smettiamo di attribuire ai nostri nemici, motivazioni che non hanno.

                Jon Ronson (che poi è ebreo e fiero di esserlo) racconta in “Them” della demenziale campagna condotta dagli antifascisti canadesi contro David Icke, il tizio fissato con le lucertole: con gli antirazzisti convinti che Icke ce l’avesse invece con gli ebrei e che quindi era un nazista.

                Mentre lui ce l’ha davvero e solo con le lucertole. Non ha proprio nulla contro gli ebrei, anzi considera gli ebrei le prime vittime del vero complotto, che è quello delle lucertole.

                Ronson ti fa piegare in due dalle risate, mentre leggi i pomposi proclami degli antifascisti, ma ovunque impera lo stesso meccanismo: attribuire ai nostri nemici motivazioni che rientrano nei nostri schemi, e che loro non hanno.

              • Francesco says:

                Ah, mi scuso ma preferisco il grigio borghese all’osceno sfarzo dei cozzali!

                E come tipo umano li preferisco anche agli aristocratici, quelli almeno che vedo in TV e nei social

              • PinoMamet says:

                Gli aristocratici da TV sono il peggio del peggio!
                Allora meglio un cozzalone “vero”!

                Aristocratici non da TV, tolta una prozia morta prima ch’io nascessi, che mio nonno detestava, ne ricordo una manciata, divisi tra personaggi ridicoli, persone serie e apparentemente normali, e qualcuno molto convinto del ruolo di aristocratico ma in fondo un comunissimo pirla.

                Ah, poi c’era il “noto hitleriano” (altra antipatia cordiale di mio nonno).

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “Gli immigrati che vediamo sono i meno sfigati degli sfigati e i soldi per il viaggio sono, come già sai, lo sforzo di tutta una famiglia allargata, se non di un villaggio o un pezzo di bidonville.”

                Non come so, come tu pretendi di convincermi, che è un’altra cosa! 🙂
                Comunque se uno è meno povero è più ricco: è un fatto aritmetico 🙂

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Che non c’è.

                Ma non parlo solo della Chiesa cattolica: in generale tutto il fronte anti-immigrazionista, cioè quelli che chiedono frontiere più chiuse, sembra avere l’idea che chi non la pensi come loro voglia, desideri o ami particolarmente l’immigrazione.”

                Secondo me sei un po’ ingenuo.
                Oppure ti piace fare un po’ l’avvocato del diavolo, che va benissimo, se no di che stiamo a parlare qua: ci vuole anche il contraddittorio! (non scherzo)

                La Boldrini, la gente di sinistra, i giovani dei centri sociali, i preti VOGLIONO gli immigrati. E sperano che siano più distanti culturalmente possibile, in modo da scardinare il più possibile ogni tratto identitario nazionale.
                Si sentono oppressi dal fatto che l’Italia sia italiana, che abbia una storia e una fisionomia: lo vivono come un gretto provincialismo, come una forma di fascismo, di autoritarismo razzista.
                Poi c’è una minoranza di gente che è mossa principalmente o esclusivamente da un vero sentimento di empatia e solidarietà umana. Ma non sono la maggioranza.

              • Per Peucezio

                “La Boldrini, la gente di sinistra, i giovani dei centri sociali, i preti VOGLIONO gli immigrati. E sperano che siano più distanti culturalmente possibile, in modo da scardinare il più possibile ogni tratto identitario nazionale.
                Si sentono oppressi dal fatto che l’Italia sia italiana, che abbia una storia e una fisionomia: lo vivono come un gretto provincialismo, come una forma di fascismo, di autoritarismo razzista.”

                Credo che ci sia una mezza verità in quest’affermazione.

                Esiste un “odio di sé” tipicamente italico, che è pronto, da una parte:

                1) a esaltare i paesi “superiori” (Inghilterra, Germania, Stati Uniti)

                ma anche

                2) a dire che persino gli zulù sono più civili di noi

                Senza però avere la minima idea di come siano fatti gli zulù.

                In realtà, non amano gli zulù, di cui ignorano tutto; è falso dire che vogliono che l’Italia si inzuluzzi; però magari la battuta sullo zulù che è più generoso o gentile del veneto, la dicono.

                Ma questo è proprio un arcaico problema, tutto interno alla psicologia italiana.

              • PinoMamet says:

                Boh, su questo fatto la vedo all’opposto di te.
                Premesso che non siamo dentro la testa di nessuno (neppure della diabolica Boldrini 😉 ) non mi pare che ci sia questo sentimento.

                C’è, naturalmente, un bel po’ di amore per l’esotico e il diverso; di appoggio a prescindere per chi è sentito come diverso, oppresso, ma sopprattuto contrapposto al modello occidentale
                (magari a torto: Bello Figo è lì apposta a raccontare che a lui il modello occidentale e capitalistico piace parecchio; infatti provoca e fa incazzare tanto a sinistra che a destra).

                Però tutta questa volontà di distruggere o sostituire la cultura europea o italiana non la vedo.
                Certo, a sinistra non ne fanno una bandiera, come a destra;

                anzi, si indignano per il fatto che la destra la riduca a una bandiera, una barzelletta.

            • paniscus says:

              “Secondo me sei un po’ ingenuo.
              Oppure ti piace fare un po’ l’avvocato del diavolo,

              La Boldrini, la gente di sinistra, i giovani dei centri sociali, i preti VOGLIONO gli immigrati. E sperano che siano più distanti culturalmente possibile, in modo da scardinare il più possibile ogni tratto identitario nazionale. (…) Si sentono oppressi dal fatto che l’Italia sia italiana

              ———————

              Peucezio, fattene una ragione: questa è un’interpretazione personale tua, NON un’evidenza di fatto.

              E un sacco di gente pensa sinceramente che questa tua interpretazione non sia vera. Non che crede che sia vera e la APPROVI, ma proprio che la consideri una bufala fatta e finita.

              Quanto alla Boldrini, per favore, FINIAMOLA di attribuirle tutta questa importanza e tutto questo potere di influenzare le masse.

              Già quando era presidente della Camera, è sempre stata nota molto di più per gli sfoghi personali che scriveva su facebook che per i suoi effettivi poteri istituzionali… adesso che non ha più nemmeno quel ruolo, perché attribuirle tutto questo potere di influenza politica che non esiste (e che probabilmente non esisteva nemmeno prima)?

              Io la vedo sullo stesso piano di una qualsiasi urlatrice modaiola e patetica da social, tipo Asia Argento, Francesca Barra o Selvaggia Lucarelli.

              In altri termini: CHI SE NE FREGA della Boldrini? Perché dedicarle tanta attenzione, sia pure in negativo?

              • Z. says:

                Lisa,

                — Peucezio, fattene una ragione: questa è un’interpretazione personale tua —

                E siccome tendo a conoscere le categorie sopradescritte un pochino meglio di Peucezio, posso assicurare che è pure una bischerata 😀

                — In altri termini: CHI SE NE FREGA della Boldrini? Perché dedicarle tanta attenzione, sia pure in negativo? —

                Perché va di moda sul web…

              • Peucezio says:

                Lisa,
                veramente la Boldrini se ha avuto un’influenza è stata nel senso di rendere gli italiani più razzisti e più innsofferenti versi l’immigrazione.
                In questo senso è stata una benedizione.
                Ma io mica la cito perché avesse tutto ‘sto potere, ma perché è la progressista archetipica: immigrati, froci, antifascismo, desinenze politicamente corrette.
                Questo già di per sé fa capire che a lei degli immigrati sul piano umano non frega nulla, sono solo un pezzo dell’ortodossia politicamente corretta. Se uno ha un vero sentimento di empatia verso gli immigrati non glie ne frega un cazzo delle desinenze: di fronte alle tragedie umane col loro impatto emotivo sarebbe grottesco.

                Per il resto, Lisa, in una società in cui tutto è mediato e filtrato e si è perso il rapporto con le necessità essenziali (nessuno di noi si butta su un barcone a rischio della vita per risolvere i suoi problemi, quali che siano) non è credibile che le posizioni non siano ideologiche.
                Ma io almeno lo ammetto: nel mio caso è una reazione: sono insofferente verso le ideologie e quindi tendo a contrapporre un’antiideologia. Ma non ho l’impudenza di dire che lo faccio per empatia verso qualcuno. Le mie empatie non sono ideologiche.

              • PinoMamet says:

                Peucezio, non entro nel merito

                ma per una volta, si può anche dire omosessuali, eh?

                Non preoccuparti, non verrai scambiato per un buonista, se per una volta eviti di usare il termine offensivo

              • Peucezio says:

                Quando si parla di omosessualità ideologica, di attivisti alla Boldrini, dico “froci”.

                Se si parla di Pasolini o di Wittgenstein non dirò mai “froci”: sarebbe una volgarità gratuita.

                La differenza fra Pasolini e Cecchi Paone è che il primo era un omosessuale, il secondo un frocio di merda.

                Se poi parlo in situazioni informali, posso anche dire che Wittgenstein era ricchione (non direi mai “frocio”), allo stesso modo di come dico “zito” anziché “fidanzato” e “canaruto” anziché “goloso”.

          • Peucezio says:

            Con ciò, non voglio dire che ogni prete è lì che dice: “adesso vediamo come fare ad aumentare il degrado del mondo, in modo da compiacere Satana” (fregandosi le mani con un ghigno malvagio mentre lo dice).
            Forse persino quell’esagitato di Bergoglio crede di fare del bene, a modo suo (anche se è uno con un pelo sullo stomaco lungo diversi palmi).
            E’ la temperie creata dagli ispiratori originari del Concilio e, soprattutto, dal clima di secolarizzazione e di ideologie nichiliste e materialiste, che, alla fine, essendo moneta corrente nel mondo, sono penetrate in profondità nel seno della Chiesa, in ossequio alla pervasività dello spirito dei tempi.
            Sempre tenendo conto che i progressisti prima, durante e dopo il Concilio erano organizzati, coordinati, asgivano con astuzia e sagacia, mentre i conservatori avevano slanci nobili, ma non erano minimamente attrezzati e preparati a fronteggiarli e agivano così, in modo scoordinato e improvvisato, perché, cresciuti in un contesto ecclesiastico completamente diverso, davano per scontate certe cose e nemmeno immaginavano di dover fronteggiarne il capovolgimento.
            Io credo che lì si sia mischiato il conformismo dello spirito del tempo con l’azione di alcuni agenti molto consapevoli.
            Ma il confine fra le due cose è labile, perché, appunto, il progressista in genere, antropologicamente (non parlo certo solo della Chiesa, ma di tutti i rivoluzionari della storia, non i capipopolo improvvisati, ma i rivoluzionari scientifici, istruiti e di estrazione sociale alta) è una persona determinata, astuta, pragmatica, risoluta, a volte molto cinica, quindi è in consonanza con lo spirito del tempo, ma in modo consapevole, smaliziato.

            • PinoMamet says:

              “Sempre tenendo conto che i progressisti prima, durante e dopo il Concilio erano organizzati, coordinati, asgivano con astuzia e sagacia, mentre i conservatori avevano slanci nobili, ma non erano minimamente attrezzati e preparati a fronteggiarli e agivano così, in modo scoordinato e improvvisato”

              Vabbè, questa Peucezio la raccontano i perdenti di ogni tempo e di ogni dove: “noi eravamo ingenui e nobili, gli avversari organizzati, astuti e cattivissimi… manco la fortuna non il valore 😉 “

              • Peucezio says:

                Se uno vince, vuol dire che era meglio organizzato e determinato.
                O tu vuoi dire che di solito quelli sprovveduti, scoordinati, disorganizzati e ingenui, magari anche mossi da impulsi nobili ma del tutto velleitari, si impongono?

                Le rivoluzioni e i rivoluzionari, con alti e bassi, avanzamenti e riflussi, è almeno dalla Riforma Protestante che continuano a vincere e a guadagnare terreno, tanto che hanno stravolto il volto dell’Europa.
                Prima effettivamente non succedeva. C’era tanta conflittualità, movimenti anche fortemente sovversivi, dinamiche e spinte in tante direzioni, ma alla fine, più o meno, si trovava la quadra e il mondo andava avanti: certo capisaldi non si mettevano in discussione.
                Perché probabilmente la sovversione non era ancora in linea con lo spirito dei tempi, era come una malattia in un corpo sano, dotato di anticorpi.

              • PinoMamet says:

                Io credo semplicemente che quando c’è una guerra, una battaglia, o uno scontro di qualche tipo, anche ideologico, ognuno si attrezza al meglio che può.

                Poi può fare errori tattici o strategici, perdere o vincere alla grande o di poco, ma insomma, nessuno va alla guerra come una candida colomba circondata da perfidi serpenti…
                diciamo che ci va come un serpente che ritiene di essere sufficientemente armato 😉 ma poi magari si sbaglia.

              • Peucezio says:

                Tu parli come se una guerra fosse una cosa in cui ci si mette d’accordo con anticipo, da galantuomini, e ognuno si attrezza con calma e pianificazione, tipo duello ottocentesco.
                Ma se io ti aggredisco proditoriamente, tu non ti aspettavli la mia aggressione e non sei preparato per reagire.

                E comunque a ogni ideologia corrisponde un’antropologia. E un’antropologia significa anche maggiore o minore cinismo, risolutezza, ecc.

              • PinoMamet says:

                Beh Peucè, che sarebbe scoppiato il Concilio Vaticano II lo sapevano tutti e due gli “schieramenti” eh?
                😉

              • Peucezio says:

                Sì, ma normalmente i concili non sono fatti per fare apostasia 🙂
                Volendo fare un discorso meno di parte, guarda che quelli credevano davvero che si intendesse completare il Concilio Vaticano I interrotto con la breccia di Porta Pia. Erano entusiasti!
                Poi si sono presi una tegola in testa, alla scurdata, come si dice a Napoli.
                Hai letto De Mattei?

  10. Francesco says:

    OT

    in materia di immigrazione si potrebbe fare un’analisi semantica delle sòle più clamorose.

    La mia preferita è quella degli “schiavisti”, che cerca di raccontarsi che il problema sono dei tizi cattivi che per lucro trasportano la gente dall’Africa all’Europa. L’unico elemento che incrina questa narrativa è che mai nella storia gli schiavisti sono stati pagati dagli schiavi per trasportarli alle piantagioni di cotone; anzi gli schiavisti dovevano sorbirsi tutta l’attività di ricerca e cattura degli schiavi, altro che trovarseli belli pronti e volenterosi davanti alla nave!

    • Peucezio says:

      Vabbè, come dire che un operaio di 12 anni dell’Ottocento che lavorava 12 ore al giorno non era uno schiavo, perché aveva scelto di farsi assumere.
      Poi, certo, c’è il significato letterale delle parole e in quel senso hai ragione. Cioè, no, non hai ragione, perché nessuno parla di schiavisti, in riferimento all’immigrazione, intendendolo in senso letterale.

      • Z. says:

        Infatti chiamarli schiavi serve da un lato a criminalizzare il traffico di persone, e dall’altro ad aggredire verbalmente chi non vuole farle morire in mare.

        Nessuno, in effetti, può davvero pensare ai migranti come schiavi.

        • Per Z

          “Infatti chiamarli schiavi serve da un lato a criminalizzare il traffico di persone, e dall’altro ad aggredire verbalmente chi non vuole farle morire in mare.”

          Ovviamente a patto di estendere questa riflessione anche ai tanto vituperati “scafisti”, considerati criminali tout court perché si fanno pagare.

          E si fanno pagare in proporzione al rischio del viaggio, esattamente come farebbe qualunque linea aerea.

          • Z. says:

            Miguel,

            — Ovviamente a patto di estendere questa riflessione anche ai tanto vituperati “scafisti”, considerati criminali tout court perché si fanno pagare. —

            Ma certo.

            Poi intendiamoci: quando un’attività è pericolosa, lucrativa e illegale ci si butta sempre la peggior feccia, Sempre.

            Sicché non mi stupiscono i racconti dei migranti che descrivono gli scafisti come la peggior feccia (e mi stupirei del contrario).

            Ma non è che trasportare persone equivalga ad essere “schiavisti”, né rende di per sé meritevoli di vituperio.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Ma non è che trasportare persone equivalga ad essere “schiavisti”, né rende di per sé meritevoli di vituperio.”

              Davvero? Io ero convinto che i piloti di aeroplani e i tassisti si chiamassero “schiavisti”!

            • PinoMamet says:

              In effetti stento a vedere una differenza tra gli scafisti e qualsiasi traghettatore o taxista, tranne che i loro mezzi sono schifosi, pagati eccessivamente (è un eufemismo), i passeggeri vengono maltrattati e se necessario abbandonati in alto mare o lasciati affondare…

              ma in effetti si fanno pagare anziché trasportarli gratis, quindi non si può dire che siano schiavisti 😉

              • Francesco says:

                no, la differenza è che i migranti, come i clienti dei traghetti e dei taxi, CHIEDONO di essere trasportati

                gli schiavo non lo hanno mai chiesto, di essere portati alle piantagioni

              • PinoMamet says:

                Non saprei.

                Credo che il paragone forse più calzante non sia con gli schiavi rapiti con la violenza in Africa da altri africani e poi rivenduti agli europei, ma con gli “indentured servants” spesso di origine europea, che alla fine erano trattati come o peggio degli schiavi, ma dovevano ripagarsi, oltre alla libertà, anche il trasporto.

              • Z. says:

                Beh, sì, direi che è difficile dar torto a Francesco.

                Si tratta di persone che investono tutto ciò che hanno e oltre per costruirsi una vita altrove. Altro che schiavi o servi.

                Che la destra (e non solo la destra) li chiami così per lavarsi la coscienza, è altra faccenda…

              • Z. says:

                Per capirsi…

                se glielo permettessimo, verrebbero in aereo per 100 dollari.

                Siamo noi che li mettiamo di fronte all’alternativa “o scafista o restate lì”.

                In altre parole, lo scafista è un prodotto delle nostre leggi, così come lo spacciatore.

              • PinoMamet says:

                Continuano a sembrarmi pressochè identici agli indentured servants irlandesi o cornici in America.

                Anche loro investivano tutto quello che avevano per rifarsi una vita oltreoceano, e anche loro finivano in mano a “scafisti” e “datori di lavoro” senza scrupoli, anche loro avevano un sacco di debiti da ripagare, anche loro quando potevano si davano alla macchia, cambiavano identità, facevano documenti falsi, anche loro se venivano scoperti venivano rispediti indietro, e anche loro, se avessero potuto, sarebbero arrivati comodamente in aereo…

              • Per PinoMamet

                “Continuano a sembrarmi pressochè identici agli indentured servants irlandesi o cornici in America.”

                Concordo all’80%.

                Il 20% riguarda il fatto che gli indentured dei nostri tempi non sanno se troveranno qualcuno interessato a sfruttarli.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “se glielo permettessimo, verrebbero in aereo per 100 dollari.
                Siamo noi che li mettiamo di fronte all’alternativa “o scafista o restate lì”.”

                Ma guarda che mica li definiamo schiavi perché vengono in imbarcazioni malsicure col rischio di annegare, ma perché andranno ad accrescere la massa di manodopera a basso costo.
                C’è lo schiavo in senso letterale, poi c’è quello che il sistema economico mette in condizioni di accettare condizioni da sfruttamento.

              • Z. says:

                Pino,

                a me pare che ci sia una certa differenza tra uno schiavo compravenduto dal capo villaggio e un tizio che si indebita per cambiare vita.

                Molti lo fanno senza migrare…

                Poi certo ognuno la vede a modo suo.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — C’è lo schiavo in senso letterale, poi c’è quello che il sistema economico mette in condizioni di accettare condizioni da sfruttamento. —

                Ah, allora con questo criterio gli “schiavi” in Italia sono, secondo i gusti, qualche migliaio o milione o decina di milioni. Vale tudo!

              • Peucezio says:

                Certo: con la precarizzazione del lavoro, i call center, i ragazzi che consegnano le pizze a due euro all’ora siamo di fatto a una forma di società neoschiavile.

              • Z. says:

                Ecco. Questo conferma vieppiù che non ha senso parlare di “schiavismo” con riferimento particolare all’immigrazione.

              • Peucezio says:

                Z.,
                beh, no: il deprezzamento del lavoro deve molto alla disponibilità di manodopera a basso costo di origine straniera.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — beh, no: il deprezzamento del lavoro deve molto alla disponibilità di manodopera a basso costo di origine straniera. —

                In alcuni casi è vero, anche se senza dati alla mano è difficile quantificare.

                Va detto che talvolta non si tratta neppure di immigrati: i call center all’estero, per citare il tuo esempio.

                In molti casi invece non c’entra proprio: i liberi professionisti difficilmente subiscono la concorrenza dei migranti africani. Eppure non pochi di loro lavorano in condizioni che tu definiresti “da schiavo”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Gli schiavisti infatti sono i datori di lavoro italiani. Ma in genere questi utilizzano i regolari, che devono stare zitti e buoni, se non vogliono perdere il permesso di soggiorno per il lavoro stagionale (indispensabile per ottenere poi il permesso di soggiorno per lavori non stagionali in seguito) e dimenticarsi definitivamente l’Italia.

      • Moi says:

        C’ è un’ intervista video a dei Caporioni (o come si dice) che chiedono la Legalizzazione del Caporalato dei Campi … dicono di essere l’ equivalente degli Imprenditori Fighetti sortiti della Bocconi, solo con il Pugliese Cozzalofono al posto dell’ AngloAziendalese !

        • Peucezio says:

          “Cozzalofono” è bella in effetti: mi era sfuggita!
          In effetti non c’è solo la dialettofonia, ma anche la “cozzalofonia”: uno può parlare un dialetto più pesante, più greve, socialmente caratterizzato (i linguisti dicono “diastraticamente marcato”) o anche un italiano con analoghe caratteristiche.

      • Peucezio says:

        Mauricius,
        è tutta una filiera.
        I negrieri non erano solo i proprietari delle piantagioni di cotone.
        Anche gli armatori delle navi negriere erano negrieri.

      • Francesco says:

        è vero che i padroni di schiavi facevano lavorare gli schiavi, a frustate, ma assimilarli per questo ai datori di lavoro italiani “in generale” mi pare una affermazione da CGIL

        ogni tanto sei schizzinoso peggio della Boldrini

        • Mauricius Tarvisii says:

          France’, dimmi dove avrei parlato di datori di lavoro in generale. Io parlo solo dei “padroni che sbagliano” 😀

          • Z. says:

            Ma è vero che la locuzione eufemistica “datori di lavoro” l’ha inventata lui, il pelatone di Forlì?

            • Peucezio says:

              Ma si dice solo in Italia?
              Io credevo che si dicesse uguale ovunque, chessò, donneur de travail, job (o work) giver, Arbeitsgeber
              Però è vero che in effetti non ho mai sentito dador de trabajo.

              • Z. says:

                A me risultava un eufemismo coniato dal Pelatone per non dire “padrone”. Ma chissà. Di sicuro non ho mai sentito “job giver” 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mi risulta che sia un calco dal tedesco precedente. Avevo anche letto chi lo aveva importato nel linguaggio giuridico italiano, ma non solo non me lo ricordo, ma non mi ricordo nemmeno dove lo abbia letto 😀

  11. izzaldin says:

    in questi giorni ho visto un titolo del Fatto quotidiano emblematico
    “Sbarchi, funziona la cura Salvini: a giugno meno arrivi ma più morti”

    • Francesco says:

      Ipocriti.

      La “cura Salvini” ha l’appoggio della stragrande maggioranza del popolo italiano e del tipo umano che legge il FQ. Che cerca solo qualcun altro a cui dare la colpa dei problemi.

      Se togliamo “Salvini” e lasciamo la sostanza “meno sbarchi a qualsiasi costo” quanto appoggio ha? il 90%?

  12. Daouda says:

    Domanda. Se io facessi una festa, supposta la riuscita, come si riuscirebbe a farmi smettere?
    Chiamate la polizia?

    Quel che vorrei far capire è questo. Le riunioni di condominio sono tecnicamente da boicottare sempre giacché ormai invece di bussarsi, ci si da un appuntamento imprescindibile. Ossia il problema è proprio questa imprèscindibilità del dover FARE RIUNIONE.
    È utile, come è utile bussarsi e parlare, oppure alle volte agire semplicemente senza avvertire nessuno.ma non può essere inprescindibile.
    Ecco perché dico che siete una lobby.

    Se poi uno pulisce i cessi e ci si fa la remora di contrattualizzarlo evidentemente ciò implica una proprietarizzazione del bene comune in questione perlomeno negli attegiamenti che si hanno verso di questo.
    Alché si potrebbe dire che tra 100 anni quando non esisterà più quel posto, la responsabilità sia anche ìn parte vostra.

    Infatti torniamo al chiamare le guardie. Se si agisse così si darebbe adito ad una implementazione dell’esproprio secondo il noto principio che non merita autorevolezza chi da sè non se la sappia guadagnare presso gli altri.
    Cedere alle guardie è il primo passo per vendere un bene comune per dire, cosa che spero non capiti

    • Per Daouda

      “Chiamate la polizia?”

      Non ho idea: in cinque anni, non ci siamo mai trovati a dover sanzionare nessuno.

      Comunque il tipo di persona che per non spendere dieci euro in più, ti riempie un giardino di sudicio, non è di solito il tipo che insiste rischiando qualcosa.

      Ma immaginiamo che succeda.

      Probabilmente chiuderemmo il giardino, e inviteremmo quello che vuole risparmiare 10 euro a costituire lui l’Associazione Amici della Plastica. Con 200 euro, possono andare dall’Agenzia delle Entrate a far mettere quattro timbri sul loro statuto, poi possono stare un anno dietro ai funzionari del Comune, fino a convincerli a fare una convenzione per tenere loro aperto il Giardino del Sudicio.

      Poi basta che si organizzino volontariamente per tenere il giardino aperto tutto l’anno, non c’è problema.

    • daouda says:

      Ok quindi siete un’associazione a cui partecipa il quartiere immagino, e chi on paga alla fine non usufruisce perlomeno di certe date opportunità.
      Lasciando perdere i timbri , che alla fine ci dobbiamo piegare un po’ tutti a certe cose, non capisco come puoi dire che quel sito lì sia un bene comune, se in fin dei conti lo trattate come proprietà vostra , essendo che di fatto è proprietà del comune.
      Cioè come vedi il discorso non ha senso.

    • daouda says:

      Per questo quando ti scrivo che sei una spia, uno spook, dico il vero. Reiteri la confusione e rinforzandola.
      Poi per carità, incidentalmente la vostra opera è lodevole.

  13. Peucezio says:

    Citazione postata su facebook da Gianfranco La Grassa:
    “Così la guerra santa è cominciata. Tutto il mondo cattolico e cristiano ha guardato alla Germania e all’Italia e agli altri stati che hanno impugnato le armi contro la Russia, come a dei difensori della civiltà cristiana. Il ‘branco di delinquenti’ – come diceva Hitler- – che da 25 anni ha imposto a quasi 180 milioni di uomini l’ateismo e l’idiozia spirituale in compenso di uno straccio rosso e del bieco materialismo marxista deve sentire che, invece della rivoluzione mondiale, s’avvicina quella della riscossa europea [quella delle Einsatzgruppen…], della civiltà e della libertà di religione. Preghiamo quindi Iddio, che faccia presto arridere [la vittoria] alle forze dell’ordine, nella certezza che essa segnerà il ritorno della croce di Cristo, sulle cupole d’oro delle cento chiese del Kremlino, ignominiosamente profanate dal bolscevismo” Famiglia Cristiana, ” La spada a difesa della civiltà”, 6 luglio 1941.
    Vedi G. Scotoni, “Il nemico fidato”, Panorama, Trento, 2013, p. 126.>>>”

    Sono leggermente cambiati gli orientamenti…

    • mirkhond says:

      Peccato che i nazisti non abbiano trattato la popolazione “liberata” da loro, meglio dei bolscevichi.
      Rafforzando anzi, la retorica di Stalin padre dei popoli oppressi.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Peucezio, cerchiamo di non berci proprio tutta tutta la propaganda di regime…

    • Francesco says:

      e forse per colpa di chi scriveva simili puttanate? potrei sbagliarmi ma AH aveva già mostrato cosa pensava della libertà di religione, o porca quella grandissima puttanda maiala!

      sul Cremlino sarebbe sventolata la croce uncinata, non quella di Cristo!

      come dicevo, il guaio è che NON c’è più un santo a cui votarsi

  14. Daouda says:

    Non se si sapesse riguardo the phony collapse of soviet union: the perestoika deception.
    Chi se fà i cazzi sua ( in intelletto, psiche e corpo ) potrebbe campà 100 anni

  15. Moi says:

    Segnalazione : Pallonesimo 😉 e Kalergesimo 😉 :

    https://www.nextquotidiano.it/piano-kalergi-mondiali/

    La rosicata dei sovranisti per la vittoria del piano Kalergi ai Mondiali

    • Moi says:

      D’altronde il Luogo Comune (i cui relativi contro-esempi di casi concreti si sprecano, in realtà …ma tant’è !) che “i Negri sono geneticamente più scimmioneschi perciò più prestanti fisicamente (scilicet sesso e sport) ma meno intellettualmente rispetto ai Bianchi” è ancora diffuso in certi ambienti.

      • Roberto says:

        Ma che schifo di ambienti!

      • daouda says:

        Ripeto: il negro standard ha un’intuitività ( metafisica si badi ) immediata che il cinese sogna, ugualmente però non riesce a farne una catena, come se dovesse ripetere il processo da capo ogni volta, mentre il cinese riesce ad astrarre molto meglio.

        Ugualmente il cinese è più forte del negro per quanto riguarda la forza.Nel sollevamento pesi a parità di peso/categoria sono loro i più. La velocità è del negro.

        Se poi vogliamo vedere il cazzo o la forma della testa, il cinese ha mediamente il cervello più grosso , il negro il cazzo più grosso.Il cinese però ha un cazzo ovviamente più duro, mentre i negri ciànno il moscione anche a parità di dimensioni intendo, mentre il cinese il suo cervello non gli permette quella creatività istintiva dei negri.

        Come faccio a sapere queste cose? FANCULO!

  16. Moi says:

    Cmq chi rosica in politica gioisce nello sport … e versa -vice !

  17. Moi says:

    “vittoria di un impero coloniale che coglie i frutti del suo dominio sull’Africa”.

    [cit.]

    ————————

    Ma attaccare un impero coloniale sfruttatore … non era roba da cosmopoliti ?!

  18. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=1t69xlLyFxw

    HENRY DE LESQUEN – QUI A GAGNÉ LA COUPE DU MONDE ?

    • Moi says:

      Be’, vi consiglio di vederlo: assolutamente “Inediti” (sui media main stream politically correct !) i Non-Bianchi del resto del mondo che perculano i Francesi Bianchi perché senza gli Immigrati (specie Neri) sono solo un Branco di Schiappe !

    • PinoMamet says:

      Sulla Coppa del Mondo, un’amica posta su FB una lunga tirata di un nero credo statunitense (e che ne sanno di calcio?) che se la prende con i francesi (te pareva) perché dicono che i giocatori che hanno vinto il Mondiale sono francesi;

      cioè, esattamente per il ritornello degli antirazzisti europei ;

      secondo lui, dovrebbero dire che sono francesi e africani, come si fa, guarda che caso, in America, dove puoi essere orgoglioso di essere african-american.
      Che un altro modello (meno razziale) di vita sia possibile, non gli sfiora la mente.

      Quindi, ho in elenco attualmente queste posizioni:

      1-buuh, abbasso la Francia che ha vinto il Mondiale grazie a un branco di negri;
      2-evviva la Francia che ha vinto il Mondiale grazie ai francesi di colore;
      3- evviva noi francesi che abbiamo vinto il Mondiale con i nostri cittadini francesi;
      4-evviva noi africani, che abbiamo vinto il Mondiale vestiti da giocatori francesi;
      5-abbasso i francesi, che non lasciano i loro giocatori liberi di dire che sono africani;
      6-viva i francesi, che non si fanno paranoie razziali come noi stronzi italiani con Balotelli, per loro sono francesi e basta
      7-aridatece la Gioconda 😉

    • Roberto says:

      L’unica cosa intelligente in questione l’ha scritta un mio amico (italiano che vive in Francia) che ha ricordato che Matuidi andava alla stessa scuola di suo figlio è ha avuto la stessa maestra

      Il resto è chiacchiera e noia

      • Moi says:

        … Ivi compreso i “Razzisti al Contrario” Neri che, partendo dagli USA (e donde, sennò ?!) , si sentono Razza Superiore proprio vedendo in positivo la (reale o presunta) superiorità nel sesso e nello sport ?!

        Che tanto la cultura è roba da Nerd Sfigati, e se (davvero) vi primeggiano i Bianchi … a loro disonore !

  19. Peucezio says:

    Z.,
    “l’odio, il livore, le bufale spacciate per verità e i loro effetti mica si arrestano quando spegni il PC.
    E non riguardano certo solo antivax e sciachimicisti (questi ultimi, peraltro, piuttosto innocui). L’omologazione dell’utente web verso il basso è fenomeno ben più vasto, che certo molti hanno interesse a minimizzare. Fosse anche soltanto per credersi assolti. Non lo siete, e non lo siamo.”

    Ma esattamente cos’è che ti preoccupa?
    Io m’incazzo perché i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi e perché piano piano si sta smantellando lo stato. E perché l’Italia sta venendo espropriata: da settima potenza industriale a colonia. E queste cose le hanno fatte le élite che non credono nelle scie chimiche, né nella Terra piatta, che scrivono idiozie sul Corriere e su Repubblica, ma almeno i rudimenti primi dell’istruzione ce li hanno.
    I terrapiattsti complottisti telematici alla fin fine, stringi stringi, che grosso danno hanno fatto nel mondo? L’hanno schiacciato come una focaccia… e pazienza! Finché il sole continua a sorgere e tramontare…

    • Z. says:

      Il problema non sono le sciocchezze innocue come la terra piatta o le scie chimiche. Il problema sono quelle dannose come l’antivaccinismo.

      Ed è la propaganda di odio che non riguarda solo gli estremismi bizzarri, eche dal web si riversa nel mondo reale.

      • Peucezio says:

        Vabbè, ma tu pensi davvero che i problemi del mondo d’oggi non siano gli squilibri nella distribuzione della ricchezza, l’indigenza di tanta parte del mondo e l’impoverimento dei ceti medi del mondo ex ricco, ma che siano gli antivaccinisti?
        Cioè pensi che davvero gli antivaccinisti possano fare sì che si allentino sensibilmente le attenzioni per la nostra salute, con conseguenze concrete rilevanti?

        A me pare soltanto che la scienza (medica e in generale), migliorando molto le condizioni di vita, la sua durata, ecc., venga però percepita da alcuni come troppo meccanicistica e reificante dell’uomo; ne nasce una reazione che, come tutte le reazioni, ha degli eccessi. Ma da qui a pensare che torneremo a curarci dallo stregone per colpa di qualche antivaccinista telematico…

        • Z. says:

          L’abbiamo già fatto, direi, visto il livello delle coperture vaccinali.

          E sì, questa gente è pericolosa. Ma anche chi difendesse le mie idee – giuste per definizione – con la stessa aggressività e lo stesso odio degli antivax darebbe il suo piccolo contributo a peggiorare il mondo.

          Sulla disuguaglianza siamo d’accordo: certo è però che le condizioni del Terzo mondo e dei Paesi ex socialisti sono migliorate parecchio negli ultimi trent’anni, talvolta a scapito dei nostri ceti medi.

          • Peucezio says:

            Z.,
            A sentire te parrebbe che siamo in piena epidemia per colpa degli antivaccinisti.

            Sull’aggressività hai ragionissima.
            Ma è un problema connaturato con la comunicazione scritta a distanza, in cui non vedi l’interlocutore, sai che non può spaccarti il deretano e quindi lasci libero sfogo ai tuoi istinti peggiori. E’ sgradevole, ma non lo vedo come un vero problema sociale. Tutt’al più psicologico, di nevrosi e frustrazione diffusa.

            Sul Terzo Mondo hai ragione.
            Ed è vero che in parte i nostri ceti medi si sono impoveriti anche per quello, ma ci hanno messo del loro una serie di politiche dissennate nostrane: se tu sei un politico italiano, il tuo scopo è favorire l’interesse degli italiani, non rimuovere ogni ostacolo perché ci sia un mercato integrato in cui la Cina ci fa concorrenza e noi, per stare al passo, dovremmo lavorare 12 ore al giorno a 2 euro l’ora.
            La vittoria di Salvini e Di Maio stringi stringi è il prodotto di tutto ciò. Che poi loro riescano a invertire il processo, è tutto da vedere. Comunque, rispetto a uno che mi dà le martellate sulle palle, meglio uno che non fa niente, nemmeno per alleviarmi il dolore per le martellate prese prima.

          • Z. says:

            Peucezio,

            — A sentire te parrebbe che siamo in piena epidemia per colpa degli antivaccinisti. —

            No, a sentire chiunque abbia competenze qualificate in materia siamo sotto la soglia di sicurezza. Gli antivax danno una mano, e così chi li corteggia per voti e denari.

            — E’ sgradevole, ma non lo vedo come un vero problema sociale. —

            Tranquillo. Tra qualche anno escogiterai qualche scusa per non ammettere, di fronte all’evidenza, che invece lo è 🙂

            — se tu sei un politico italiano, il tuo scopo è favorire l’interesse degli italiani —

            Siamo passati, cambiando argomento, alle excusationes non petitae? Bene, vuol dire che un pochino di consapevolezza c’è!

            • Peucezio says:

              Mah, mi sembra che parli di un mondo di fantascienza. Un po’ come quelli che gridano al montante antisemitismo.
              Tutto per quattro sfigati che scrivono insulti su facebook.

              Fra qualche anno non so cosa succederà, non ho la palla di vetro.
              Tieni però conto che il concetto di problema è relativo: ciò che tu consideri un problema, per me può essere un bene (e nel 90% dei casi lo è) e viceversa.

              Scendendo nel concreto, gli unici elementi che trovo realmente pericolosi di questa nuova cultura telematica diffusa sono l’animalismo e il moralismo politico. E per quelli non c’è bisogno di qualche anno: sono disposto a riconoscerti che fanno già danni, anche perché i Cinque Stelle se ne fanno latori facendo danni incalcolabili, come l’abolizione dei vitalizi, che è una misura ingiusta e antiumana, che oltretutto prelude alla cancellazione delle pensioni per la gente comune.

              • Peucezio says:

                CVD: come l’antisemitismo montante.
                Allarme razzismo.
                Si comincia così e si arriva alle leggi razziali e ai campi di concentramento.

              • Z. says:

                Veramente già questa prassi mi sembra grave di per sé.

                A te sembra cosa buona? Che dire, la pensiamo diversamente.

              • PinoMamet says:

                Peucè, qualche settimana fa ho compilato un questionario sull’antisemitismo, inviatomi dalle Comunità Ebraiche, molto dettagliato, e ho scritto quello che mi sembra corretto dire: no, in Italia non noto una crescita dell’antisemitismo, non ho ricevuto insulti antisemiti, non sono stato aggredito in quanto ebreo (e neppure in quanto passante), non sento una sensazione di pericolo se indosso la kippah, sì, ho sentito criticare Israele, ma non ritengo che criticare Israele equivalga ad antisemitismo. Punto.

                Invece, senza essere nero, posso dirti tranquillamente che noto una crescita del razzismo, e anche la trasformazione in razzismo (fenomeno di importazione) di quella che prima era xenofobia, e sì, come dimostrano i casi di cronaca, sono cresciuti gli atti di razzismo anche violenti.

                Non so se porterà ai campi di concentramento, ma non mi sembra proprio una bella cosa.

              • Z. says:

                Ecco, mi associo al savio rabbi Mamet.

              • Peucezio says:

                Se devo dare un giudizio in merito, trovo positiva una crescita di consapevolezza del problema dell’invasione di allogeni, ma discutibili gli esiti (semmai, se proprio devi esercitare violenza contro qualcuno, fallo contro lo spacciatore, non contro il povero cameriere che lavora onestamente; meglio ancora, fallo contro l’attivista antirazzista: il vero male, lo dico sempre, sono gli italiani di sinistra, non gli immigrati: uno non sceglie di essere africano o marocchino, ma progressista e antirazzista sì!).

                Sulla portata del fenomeno: sono oscillazioni. Magari in Italia si sviluppasse una vera coscienza identitaria e razziale! Poi in futuro tutto può essere. Fino ad ora, quando ci sono stati fenomeni di questo tipo (ricordate gli skinhead all’inizio degli anni ’90?), sono stati del tutto effimeri. Anche perché i gendarmi del mondialismo sono pronti a reagire appena la cosa supera il livello di guardia (e anche molto prima). Dite che i gendarmi del mondialismo si stanno ammosciando? Bah, vedremo. Si è venduta troppe volte la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Non mi abbandono a simili facili ottimismi.

              • PinoMamet says:

                Peucezio, farò finta di non aver letto il commento qua sopra. Dai, è meglio.

              • Peucezio says:

                Non sei d’accordo sul fatto che non bisogna infierire sul povero cameriere?
                E vabbè, poveretto, che ha fatto di male? Mica è una colpa essere nato in un altro paese…

              • PinoMamet says:

                Dai Peucezio, su, va bene che ci vuoi stupire, ma da qui a dire che l’attivista antirazzista è la vera origine dei mali, insomma…
                😉

              • Peucezio says:

                A parte che l’attivista è un male comunque sia. 🙂
                Se poi è anti- qualcosa, è un doppio male.

              • PinoMamet says:

                Peucezio
                Però basta, su.

                Abbiamo capito che sei un fascista: ci sta. Ma non alzare troppo la cresta. Ogni tanto, vi va ricordato che avete torto, e la Storia lo ha mostrato brutalmente. Non siete le vittime dell’ingiustizia storica, molti nemici molto onore (quando mai i fascisti hanno avuto onore) e scemenze di questo genere che vi piace raccontarvi: avete avuto ciò che meritavate.

                Scusa eh? Non voglio offendere, ma visto che mi pare che tu questa preoccupazione non c’è l’abbia, non vorrei che tu credessi che visto che qua dentro tutti possono parlare- come in democrazia- allota le tesi dei fascistone valgano quanto le altre.
                Non è vero: avete torto.

              • PinoMamet says:

                Te lo dico con affetto, guarda. Però le provocazioni non mi piacciono.

                Prima di tutto, non vedo cosa ci sia da provocare.

                E poi, mi dà abbastanza fastidio la “finestra di Overton” al contrario: oggi si comincia a trovare accettabile un’affermazione un po’ razzista, domani una un po’ di più, e va a finire che il razzismo è completamente sdoganato, e così per tutto il resto.

                è il grosso rischio delle democrazia e il suo paradosso.

                Ho sempre trovato antipatici gli antifascisti militanti, con le loro foto del Duce rovesciato e la loro generica ottusità da gregge: ma lasciami dire (non parlo dei presenti, che conosco in altre vesti per la lunga frequentazione telematica) che basta un solo fascista per rendermeli immediatamente, se non simpatici, perlomeno “utili” come anticorpi.

                Non è vero che qualunque idea è equivalente a un’altra. Alcune sono semplicemente sbagliate, e ogni tanto va ricordato.

              • Francesco says:

                Ciao Pino

                mi rifaccio alla tua ultima osservazione, che condivido al mille per mille.

                Il mio problema è cosa fare quando il 99% delle idee in circolo sono sbagliate e pericolose?

                Se non stessi virando verso le tesi Martin-benedettine, sarei abbastanza disperato.

                Ciao

              • PinoMamet says:

                Hai perfettamente ragione, e per correttezza dirò che non trovo sbagliate solo le tesi razziste e antidemocratiche, ma anche quelle, come dire, antinaturali.

                è un problema che l’impareggiabile Moi, a modo suo, ha portato più volte all’attenzione del Nobile Consesso del blog 😉 :
                tutto non è uguale a tutto.

                L’obbligo di far finta di crederlo sta facendo crescere una generazione di frustrati incattiviti, sui quali per giunta si fa ricadere la colpa del loro stesso male:
                i devianti degli anni Duemila e dieci sono i “normali”.

                La situazione NON è normale e prima o poi qualcosa bisognerà fare.

  20. Daouda says:

    Il libro che scriverò ( chiaramente regalabile di persona a chiunque voglia leggerlo ) si potrebbe intitolare cosi:

    “Sefardi ed Askenazi a confronto: conversione della gnosi di Zevi e della somatica di Stirner. Elogio dei ribelli secondo la sintesi danaico/ellena della Schola, del Liceo, della Stoà, sotto colore e calore ebraico nazareo. Per la nascita della reale humanitas fascista nell’individuo spossessato, sola garanzia di sopravvivenza qui e ora”

  21. Moi says:

    i cozzali hanno sempre amato lo sfarzo, come anche gli aristocratici; il gusto del grigio e del brutto è un gusto borghese

    [cit.]

    ———————-

    Sì, è vero: tempo fa avevamo notato insieme come il gusto dell’ eccesso strabordante decorativo accomunasse gli automezzi “da Truzzi” alle … carrozze di Versailles !

    • werner says:

      Daverio nelle sue lezioni al Politecnico di Milano (non le ho frequentate sono su YouTube) parla estesamente della questione.
      Riassumendo a memoria: il colore e l’elaborazione servono all’elite “aristocratica” come segno di distinzione. Se li sai usare sei chic, se ci provi non avendo la capacità e il (buon)gusto produci disastri. In effetti le carrozze nobiliari spesso sono stupende, le auto tamarre ad andare bene fanno sorridere.

      Il nero (o il grigio, o il tono su tono) sono invece democratizzanti, nel senso che permettono di essere elegante anche a chi non ha il gusto educato dell’aristocratico. Per questo sono divenuti distintivi della borghesia che nell’ ‘800 era in larga parte composta da persone che non avevano avuto modo di crearsi sin da piccoli il gusto necessario a usare i colori.

      • PinoMamet says:

        Mmmmmm

        a naso, penso ci sia qualcosa di vero, ma ci ravviso la classica deformazione dello specialista (“mi intendo di questo settore -> leggo il mondo attraverso la sua lente -> e perciò questo settore è l’unica cosa che ha importanza”)

        a dirne una, per esempio, i colori più tipici dello stile sobrio inglese sono stati scelti da Lord Brummel, che era un aristocratico e anche parecchio snob…

        mentre per diverso tempo esistevano, un po’ in tutta Europa, leggi suntuarie che impedivano (almeno in teoria) ai borghesi di vestirsi da gentiluomini, anche se avessero voluto…

        ..mentre i resoconti di viaggiatori ecc. del Seicento fanno notare che i nobili spagnoli e italiani si vestono tipicamente di nero…

        insomma, mi sembra ci siano tanti fattori, non è mai facile- né indicabile- semplificare troppo.

      • Peucezio says:

        Werner,
        non ci avevo mai pensato. Al di là delle riserve di Pino, di cui tenere senz’altro conto, però l’idea in sé è interessante.

        Sbaglio o si era già parlato qui delle valenze estetiche e culturali del colore? Le chiese medievali, i templi e le statue greche, tutte cose che oggi spesso ammiriamo per la loro essenziale bianchezza, ma che erano coloratissime, ai limiti del kitsch.

        • werner says:

          X Pino:
          Sì ci sono esempi storici che non quadrano. In parte penso che tu abbia ragione. In parte è colpa della mia sintesi, perché il discorso era più complesso e coinvolgeva anche la questione della contaminazione reciproca tra cultura alta e bassa, la distinzione tra lusso ed eleganza e altri argomenti. L’esposizione poi è tutto meno che sistematica, anche perché l’argomento principale non era questo.

          X Paicezio:
          Esatto statue, templi e chiese erano colorati e spesso chiassosi.

        • PinoMamet says:

          Viste le ricostruzioni/ricolorazioni di statue e templi greci e romani:

          più che alla purezza dei marmi di Canova, fanno pensare in effetti alle statue più ingenue dei santi cattolici, o ai templi indù…

  22. Mario says:

    Vi sarebbe molto da dire; lasceremo allora parlare altri, più saggi di noi:
    https://ilsizzi.wordpress.com/2018/07/22/lattualita-identitaria-e-tradizionalista-del-solare-ethos-ariano/

    • Peucezio says:

      Sorprende sempre come, per un curioso paradosso, proprio per questi etnicisti così attenti ai geni e alla razza, le suggestioni della lingua possano di più di quelle del sangue.
      Io non sono discendente di quelli che qualche millennio fa parlavano una lingua antenata della mia (altrimenti i negri americani discenderebbero dai Germani), ma degli avi dei miei avi, qualunque idioma parlassero.

      • PinoMamet says:

        Premesso tutto il premettibile 😉

        in effetti i neri americani sono discendenti anche dei Germani, e più di quanto vogliano ammettere… 😉

        ricordi le mie conoscenti americane? una delle due (non ricordo se l’ebrea new yorkese o l’italiana della Virginia, vennero in anni diversi… forse entrambe!) si stupivano di quanto fossero “neri” i neri in Italia!

        Non che c’entri qualcosa con la lingua (altrimenti, in effetti, molti africani sarebbero Galli 😉 )

        • Peucezio says:

          Sì ma, ammesso che sia, vaglielo a spiegare al Sizzi che i negri americani discendono dai Germani! 🙂

          • Z. says:

            Avete un bel po’ di tempo da perdere se lo impiegate per Sizzi 😛

          • MOI says:

            ma infatti: anche le Divinità Norrene , tipo Heimdall o le Valchirie, è noto che avessero “fattezze Negroidi”, Peucé … 😉 😀

            • PinoMamet says:

              Le divinità norrene non so (mi pare che Loki fosse immaginato con i capelli neri “perché era cattivo”, qualcosa del genere)
              ma i neri americani sono discendenti degli africani solo in parte , e hanno molti più geni europei di quanti credano

              versione sputtanata da cultura popolare:

              https://www.youtube.com/watch?v=Exz0yNdvksg

              • MOI says:

                Ha ! Ha ! Ha ! … Che “trashata” stupenda, ovviamente solo gli USA potevano toccare certi livelli 😉 !

  23. Mario says:

    Conosciamo il Sig. Sizzi e ne stimiamo risolutamente le posizioni “piccolo-etniciste”, pur avendo noi mire più ampie. Solo la forma imperiale o le cdd. piccole patrie, comunità organiche di eletti sul modello delle “poleis” elleniche (“in primis” doriche), possono infatti garantire senza falla l’esercizio “democratico” di un intransigente dominio delle élites: alla cui intersezione, in perenne tensione (ma mai in conflitto), il sangue è spirito calato nel mistero della storia.

    • daouda says:

      te sei scordato la geografia e non hai specificato che religione vuoi che l’Augusto mondiale affermi.
      Problemi per i piccolo-etnicisti, che non si rendono conto che il loro desiderio lo stanno avverando gli altri…

  24. MOI says:

    Sofschilz … Soft Skills ?

    Ovvero dare per scontato che NON ci è Alcun Altro Mondo Possibile all’ infuori del Politically Correct, acciocché niun abbia giammai a triggherarsi d’alcunché ?

    … Convintissimi/e/* che un Pakistano Tradizionalista accetti di buon grado una Figlia LesboVegan Gender Fluid posponendo l’ Alcorano 😉 alla Co-Sti-Tu-Zio-Ne Più Bella d’ Immondo 😉 ?!

    Woh ! Woh ! Woh ! Woh ! Woah !
    … Come on, Buddies : U just gotta be kidddin’ me !

    • PinoMamet says:

      Mi pare che le soft skills non c’entrino niente con i problemi dei pakistani tradizionalisti e delle vegane lesbiche.

      In ogni caso, preferisco di molto le esclamazioni emiliane-romagnole a quelle degli americani tamarri…

  25. MOI says:

    a proposito di “altri” Campionati Mondiali :

    https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/07/27/news/niente-mondiale-di-scacchi-per-quella-campionessa-sei-israeliana-207702/

    Niente Mondiale di scacchi per quella campionessa. “Sei israeliana”
    Liel Levitan, sette anni, e la vera apartheid in medio oriente

  26. mirkhond says:

    Si, ma usare il termine antisemita riferito ai paesi arabi, è davvero un’assurdità.

  27. mirkhond says:

    “la vera apartheid in medio oriente”

    Come fa Israele nei territori occupati.
    Loro possono essere razzisti quanto gli pare, ma si lamentano se li si ripaga con la stessa moneta.
    Come non capisce il foglio…di carta igienica.

    • Francesco says:

      Hai casi di simile razzismo applicato dalle autorità israeliane ai non ebrei o parli a vanvera?

      Che, Duca, parlare a vanvera è peccato grave. Quasi quanto insistere sull’etimologia di antisemitismo per negare i problemi politici esistenti.

      • mirkhond says:

        I casi li puoi trovare sui siti internet.
        A parlare a vanvera qui è qualcun altro.

      • PinoMamet says:

        Beh no Mirkhond

        se mi dici che Israele applica l’apartheid ai palestinesi: parliamone, l’esempio non mi sembra così fuori luogo. Mi dispiace dirlo, ma trovo che sia la verità, et magis amica veritas.

        Se mi dici che discrimina i non-ebrei,è semplicemente falso. Una discriminazione di questo genere semplicemente non esiste. I cristiani, musulmani, drusi, baha’i, vari ed eventuali, possono accedere a tutti gli incarichi e a tutte le cariche.

        • mirkhond says:

          Ma infatti mi riferivo alle discriminazioni contro i Palestinesi.
          Per il resto concordo con te.

          • mirkhond says:

            “I cristiani, musulmani, drusi, baha’i, vari ed eventuali, possono accedere a tutti gli incarichi e a tutte le cariche.”

            Non credo però che possano diventare presidenti del consiglio o capi di stato.

          • PinoMamet says:

            In teoria sì. Nella pratica non mi risultano
            (del resto, quanto tempo c’han messo gli USA- nati nel Settecento- per avere un presidente nero?)

            • mirkhond says:

              Ma Israele non è stato concepito come lo stato degli Ebrei?

            • PinoMamet says:

              Non credo ci sia alcuna legge che proibisca l’elezione di un non-ebreo alle cariche più alte dello Stato.
              Le minoranze hanno gli stessi diritti degli altri, come in qualunque democrazia.

              Non è quello il problema democratico di Israele, ma la situazione in Cisgiordania e Gaza, che prima o poi bisognerà risolvere.

  28. mirkhond says:

    “l’abolizione dei vitalizi, che è una misura ingiusta e antiumana”

    Perché sarebbe una misura ingiusta e antiumana?

    • PinoMamet says:

      Chi lo ha detto? Mi’, ricordati di indicare chi citi, altrimenti non ci si raccapezza più se rispondi in fondo e non dopo il commento citato

      • Peucezio says:

        L’ho detto io.
        Perché non si parla di chissà che cifre, ma di pensioni sui 4000 euro, un centesimo della pensione di un grosso dirigente.
        Ma soprattutto il punto è che la gente organizza la sua vita in funzione di quei soldi: toccare i diritti acquisiti è una barbarie giuridica e morale.
        Non so se avete letto il caso di Grillini. Io lo trovo un personaggio ripugnante, ma non per il fatto che è stato un attivista omosessuale deve morire di cancro perché grazie all’abolizione dei vitalizi non avrà i mezzi per curarsi.

        • Z. says:

          Se la Corte costituzionale dichiarerà illegittima la norma, i vitalizi saranno salvi e i gialloverdi potranno raccontare di averci provato.

          • Peucezio says:

            Infatti.
            E vissero tutti felici e contenti.
            Ma se non dovesse farlo, si confermerà una manica di delinquenti, non solo nel senso che scavalcano la sovranità popolare in nome del potere, ma che la assecondano negli unici casi in cui ciò viola garanzie minime di legalità e giustizia.

            • Z. says:

              Beh, a dirla tutta sarebbe il contrario: è la CC a decidere se legalità e giustizia sono violate o meno.

              E non credo che si tratti di togliere la pensione agli altri: si tratta, piuttosto, di convertire i vitalizi in pensioni.

              • Peucezio says:

                Z.,
                come dire che se un giudice condanna in cassazione un inoocente per omicidio, automaticamente diventa lui l’assassino nel mondo reale (e si agisce sul passato).

                Nel caso di cui parliamoil punto non è la coerenza col mondo reale, ma la coerenza logica interna, ma poco cambia: la Corte Costituzionale è un organo che esprime gli orientamenti e le sensibilità correnti (un po’ come ogni persona e istituzione, chi più chi meno), anche a volte facendo forzature notevoli.
                Non è che se c’è un libro che dice “nero” e poi chiamo uno come interprete ufficiale e lui dice che il libro dice “bianco”, il libro dice “bianco”. No: continua a dire “nero”.

              • Z. says:

                Peucè…

                curiosamente, non sei tu – quale autoproclamato interprete privilegiato del Vero – a decidere quale norma è costituzionalmente legittima e quale no. È prerogativa della Corte costituzionale 🙂

                Poi ognuno di noi ha le proprie idee su cosa è equo e cosa no.

              • Peucezio says:

                Beh, no, non è proprio così.
                Non esiste autorità al mondo che può stabilire che il bianco è nero.
                Ci sono ambiti in cui i margini d’interpretazione sono ampi e la questione è più sfumata.
                E lì si può dire non già che l’interpretazione della Corte Costituzionale è giusta (sono uomini e, in quanto tali, fallibili), ma che ha forza legale e va presa per buona, in quanto sono loro i legittimi custodi dell’interpretazione.

                Ma laddove forzino palesemente il significato letterale della Costituzione (ed è accaduto), la loro sentenza resta vincolante, ma in virtù di un abuso evidente.

                Insomma, non è che se il più autorevole matematico del mondo dice che due più due fa cinque, due più due fa cinque!

                Voialtri giuristi avete il vizio di credere che la legge crei la realtà e vi si identifichi.
                La legge non è la realtà, è solo un mezzo degli uomini per convivere in modo più ordinato.
                Quindi non può cambiare la realtà materiale se non in misura limitata e, soprattutto, non può cambiare la logica, nemmeno di una virgola.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Beh, no, non è proprio così. —

                Sì, credimi. E’ la Corte costituzionale che decide cosa è legittimo e cosa no, e non tu. Curioso, in effetti!

                — Non esiste autorità al mondo che può stabilire che il bianco è nero. —

                Certo che no. Un tribunale costituzionale non decide di tonalità cromatiche. Decide della compatibilità di una norma con le norme sovrordinate.

                — Voialtri giuristi —

                Ti prego. Non ho mai avuto l’arroganza di definirmi “giurista”. Ci vuole ben più di un giurisperito per fare un giurista, così come ci vuole ben più di un laureato in lettere per fare un letterato 🙂

                — avete il vizio di credere che la legge crei la realtà e vi si identifichi —

                Direi, al contrario, che questo è un vizio tipico dei babbani.

                Del resto – come disse un francese, molti anni fa – il filosofo è il meno metafisico degli uomini, il fisico lo è un po’ di più, l’uomo comune lo è perdutamente.

                Cosa che peraltro è abbastanza irrilevante nel caso di specie, che è una questione di mero diritto (nessuno sostiene che i vitalizi non esistano!).

              • Z. says:

                Per capirsi, i giudici della Corte costituzionale non sono chiamati a pronunciarsi sul merito di una norma, ma solo sulla sua legittimità.

                Su cosa costituisca “forzatura palese” di un testo normativo, poi, difficilmente c’è accordo in dottrina. Se leggi un articolo che parla con baldanza di “forzature palesi”, probabilmente l’ha scritto un giornalista e non un giurista.

              • PinoMamet says:

                “Ci vuole ben più di un giurisperito per fare un giurista, così come ci vuole ben più di un laureato in lettere per fare un letterato”

                Una volta.
                Da quando i dj hanno iniziato a definirsi musicisti e dire che “suonano”, vale tutto 😉

              • Peucezio says:

                Z.,
                continui a girare attorno al problema.
                La costituzione dice che non si possono discriminare le persone.
                Mettiamo che domani il parlamento a maggioranza giallo-verde fa una legge dicendo che i negri o gli omosessuali non possono accedere ai posti statali e la Consulta, chiamata in causa, dice che la cosa è perfettamente costituzionale.
                Secondo la tua strampalata concezione, la discriminazione diventa quindi costituzionale.
                Secondo la mia, forse ancora più strampalata, la Consulta ha semplicemente sbagliato (in buona o in cattiva fede, non lo so).

              • Z. says:

                Nel caso di specie sarei d’accordo con te, ma mi pare un’ipotesi piuttosto lunare.

                Poi, a differenza del mio amico Marco trovo che commentare le sentenze sia giusto. Sulle sentenze che hanno conservato certi reati ad esempio non sono molto d’accordo. Però, conscio dei miei limiti, prima di lamentare “palesi forzature” ci vado piano: e se, come spesso capita, mi sbagliassi io? 🙂

        • Roberto says:

          Sono totalmente d’accordo con Peucezio sui vitalizi

          Ma adesso gli italiani con i 20 centesimi risparmiati potranno permettersi le bustine ecologiche al supermercato….

        • Mauricius Tarvisii says:

          “pensioni sui 4000 euro, un centesimo della pensione di un grosso dirigente”

          Esisterebbe il massimale pensionabile.
          Se poi 4000 euro non è un grande importo, ti prego di integrare il mio mensile fino a quella somma: per te è un irrilevante sacrificio e io avrò la gioia di prendere i miei 50.000 euro lordi annui.
          Sapete, nel mondo reale sono cifre importanti, queste.

          • Peucezio says:

            Sa benissimo che le cose sono relative e che c’è gente che ha grosse spese, per una serie di motivi.
            Per inciso, pensando a Grillini (tu guarda se mi tocca difendere un individuo del genere!), non penso che curarsi il cancro sia un lusso.
            Facciamo così: comincia a dare tu due terzi di quello che hai a qualche famiglia africana di quelle che mangiano una volta alla settimana: gli risolvi la vita per generazioni. 🙂

        • Francesco says:

          >> toccare i diritti acquisiti è una barbarie giuridica e morale.

          e io continuo a leggere questa frase come “l’Italia è il paradiso dei furbi e dei ladri”

          nonchè come “non si può fare”, riferito a qualsiasi cosa

      • PinoMamet says:

        “Perché non si parla di chissà che cifre, ma di pensioni sui 4000 euro, un centesimo della pensione di un grosso dirigente.”

        Non so quali siano le pensioni di un grosso dirigente (onestamente non credo che siano cento volte maggiori…)
        e in che misura lo Stato possa intervenire
        (perché i grandi dirigenti mica dipendono tanto dall’INPS, hanno pensioni integrative, investimenti ecc.)

        comunque ti assicuro che visti dalla prospettiva di un pensionato con pensione minima, regolarmente decurtata con i pretesti più vari, 4000 euro al mese (specie se “meritati” con qualche posata di culo su una poltrona) sono tanti, tantissimi.

        E io sono tra quelli che pensano che una sforbiciata non starebbe male.

        • Peucezio says:

          Certo: tutto è realtivo.
          Tu rispetto a uno che dorme nell’automobile sei un benestante.
          E rispetto a un bambino denutrito dell’Africa sei un multimiliardario.
          Ma per questo dobbiamo toglierti quel poco che hai? (mi sembra di aver capito che non sei una persona particolarmente facoltosa, un po’ come tutti noi qui dentro d’altronde, tranne forse Roberto, che, essendo un alto funzionario, avrà uno sitpendio rispettabile, immagino).

          Sui grossi dirigenti: non sto dicendo che sia una colpa (anche se ci sono eccessi che andrebbero ridimensionati): semmai trovo una colpa che i parlamentari, che sono il tramite della sovranità popolare, guadagnino così poco. Insomma, c’è un’oggettiva sproporzione.
          Tra l’altro il parlamentare se sbaglia può non venire rieletto; il dirigente, se fa fallire l’azienda, se ne va con una buoniscita di qualche centinaio di migliaia di euro.

          Poi ci sarebbe sempre da considerare che l’immunità parlamentare e la pensione che ne deriva sono presidi fondamentali di democrazia. Vogliamo toglierli? Diventeranno parlamentari solo i ricchi, perché tanto non hanno bisogno di lavorare e non ci perdono nulla. Vogliamo un parlamento e una politica che fanno gli interessi dei ricchi?

          Infine come al solito si colpisce ciò che è più esposto e visibile, alla ribalta nazionale.
          Ma perché non si parla dello sconcio delle amministrazioni locali, dello scandalo per esempio del parlamento e del numero di dipendenti della Regione Sicilia e dei costi in generale delle regioni a statuto speciale?

          • Roberto says:

            Anche qui, sono totalmente d’accordo

          • PinoMamet says:

            Ma parliamone invece.
            Io del resto non ho nulla contro quelli che definisci “presidi di democrazia”, come idea; è la loro applicazione specifica al caso italiano che mi dà da discutere.
            Non so esattamente ora (ho ragione di credere che la situazione non sia cambiata) ma qualche anno fa era il più caro di quelli europei, anche se, sorprendentemente, non è in assoluto quello con il maggior numero di parlamentari.

            Tra l’altro, sarei curioso di sapere quanti tra i parlamentari siano davvero nella condizione di ricevere questi “presidi di democrazia”, se sia davvero necessario che tutti li ricevano, e se sia necessario che continuino a riceverli anche quando non siano più parlamentari…

            infine, e lo dico anche a Roberto, trovo davvero insopportabile, scusami, l’argomento “eh ma tanto non si risolve niente, i cittadini al massimo risparmieranno un centesimo a testa”:
            e che vuol dire?
            con questo argomento non si farebbe mai niente di niente, ed è stato utilizzato nei secoli per giustificare le peggiori storture.

            • Roberto says:

              Io trovo che sia una stortura dire a qualcuno “ti do un euro domani” e poi non darglielo.

              Che il qualcuno sia un parlamentare, un operaio o un pubblico dipendente greco, la cosa non cambia.

              Se il discorso è “per quelli che oggi diventano parlamentari non c’è più l’euro domani”, ne possiamo parlare (sono contrarissimo all’idea che la politica debba essere gratis, ma direi che in Italia si sia abbondantemente esagerato)

              • Roberto says:

                Su “politica gratis” non mi riferisco a te ovviamente, ma ai pentastelluti

              • Z. says:

                Beh, se un privilegio è davvero eccessivo non sarei contrario a valutare la modifica dei diritti acquisti.

                Ad esempio, trovo ingiusto che il vitalizio non sia pignorabile.

                Però bisogna andarci con moderazione. Gente che ha lavorato dieci anni scarsi prima della pensione ce n’è, e questo è odioso e danneggia concretamente tutti noi. Ma che si fa, gli si taglia la pensione? A molti di loro serve per vivere…

              • Peucezio says:

                In effetti in Italia gli emolumenti dei politici in genere sono stati per decenni molto alti, decisamente più che nella maggior parte degli altri paesi occidentali.
                E questo si può correggere.
                Ma
                1) non si deve esagerare nell’altro senso;
                2) non si devono toccare i diritti acquisiti, per il semplice principio espresso da Roberto.

              • Mauricius Tarvisii says:

                @ Z

                Be’, no: un principio di intangibilità è un principio di intangibilità, non può essere tangibilità a targhe alterne.

                Però è interessante che nessuno si sia strappato i capelli quando il TFR è diventato, in caso di cessione del quinto, non più cedibile al cessionario solo per un quinto, ma integralmente, fino a concorrenza del debito. Ma sarà che la retribuzione dei lavoratori non è un presidio di democrazia 😀

              • PinoMamet says:

                OMDAMT

              • Z. says:

                MT, mi spieghi meglio sta cosa del quinto del TFR?

              • Z. says:

                Comunque, se un privilegio è ritenuto iniquo non trovo sbagliato ridiscuterlo, in linea di massima.

                Riguardo agli ex parlamentari, parliamo di qualche migliaio di persone, presumo. Sicché non dovrebbe essere difficile trovare una soluzione ragionevole che non riduca nessuno in miseria.

              • Peucezio says:

                La soluzione è semplicissima: mantenere i diritti acquisiti senza sognarsi di toccarli, invece di assecondare l’osceno moralismo demagogico dei pentastelluti.

                Mauricius,
                grave che non ce li si sia strappati.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Parliamo di cessione della retribuzione.
                La retribuzione è cedibile fino al quinto e immagino sia cosa nota: percepisci 1500 euro al netto delle ritenute e non puoi cederne ad una finanziaria più di 300 per estinguere un mutuo.
                È stata però introdotta una deroga a questo principio: quando cessa il rapporto e percepisci il TFR (che è retribuzione a tutti gli effetti) questo è ceduto per intero, fino a concorrenza del debito, alla finanziaria. Peccato che siano cedute le quote del TFR anche accantonate PRIMA dell’introduzione di questa eccezione, questo perché l’aspettativa, nel nostro ordinamento, non gode di nessun tipo di tutela.

              • Z. says:

                MT,

                interessante. Tra l’altro lo stesso TFR è istituto che trovo discutibile e un filino paternalistico.

                Comunque, se è per la tutela dell’aspettativa, nessuno ha detto bao neppure per la legge sul c.d. stalking o sulle riforme della prescrizione.

              • Z. says:

                Detto questo, parliamo di sola cessione volontaria o anche di pignoramento del quinto?

                Nel secondo caso sarebbe una discreta mazzata anche se solo pro futuro.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Solo cessione: è una garanzia in più che il creditore ha in caso di licenziamento del lavoratore.

              • Z. says:

                Allora…

                sul TFR maturando capisco il problema, ma impedire di impegnarlo lo vedo un po’ come vietare il pignoramento della prima casa: rendi più costoso l’accesso al credito, per tutti.

                Detto questo, personalmente guardo l’indebitamento con estremo sfavore. Su questo la mia ottica sfiora il paternalismo, e forse ci sfora.

                Cosa ne pensi della risposta di Fassina sul decreto?

    • MOI says:

      provo senza verificare in google … Mastella ?

      • MOI says:

        Cmq, chiunque l’abbia detto per primo, tutti (o quasi, se hanno ben altre “entrate” magari più cospicue …) quelli che li hanno saran d’accordo …

  29. mirkhond says:

    “Chi lo ha detto?”

    Peucezio

  30. mirkhond says:

    Rispondo in fondo, perché in mezzo agli altri post non mi raccapezzo, e poi è una fatica ritrovare il commento. 🙂

  31. Peucezio says:

    Miguel,
    “Credo che ci sia una mezza verità in quest’affermazione.
    Esiste un “odio di sé” tipicamente italico, che è pronto, da una parte:
    1) a esaltare i paesi “superiori” (Inghilterra, Germania, Stati Uniti)
    ma anche
    2) a dire che persino gli zulù sono più civili di noi
    Senza però avere la minima idea di come siano fatti gli zulù.
    In realtà, non amano gli zulù, di cui ignorano tutto; è falso dire che vogliono che l’Italia si inzuluzzi; però magari la battuta sullo zulù che è più generoso o gentile del veneto, la dicono.
    Ma questo è proprio un arcaico problema, tutto interno alla psicologia italiana.”

    Parliamo di cose un po’ diverse però.
    Tu parli del tipico complesso italiano, per cui l’italiano è a un tempo ipercritico e complessato, ma la seconda cosa viene dalla prima: deve criticare e demolire sempre e comunque e quindi demolisce il vicino, l’altro italiano, perché ce l’ha a portata di mano, è lì a disposizione. E’ un meccanismo che all’estero non esiste.

    Ciò di cui parlo io invece è l’avversione nichilista dell’Occidente verso l’ordine e la civiltà: è la pulsione postsessantottesca alla distruzione di tutto; poiché la nazione e l’etnia sono strutture, bisogna distruggerle.

    • daouda says:

      A mio avviso te ciài proprio na concezione del tradizionalismo errata. Cosa ha di male il 68 in sè scusa? Ti accontenti della famiglia borghese? Ed il tribalismo dove lo mettiamo? Ti piace l’ordine armonico? Ma è normale!
      Vivendo oggi nella merda che anche ti permette di realizzare il tuo ordine armonico ideale, hai ben più opportunità ( non essendo gravato da quel che sò da tosti handicap ) rispetto ad un passato che nelle sue ingiustizie ha scatenato la rivolta!
      Altro discorso è chiedersi se la rivolta fu pilotata, e chiunque non è cieco sà che è così. Ciò non toglie che senza tradimenti poco avrebbero potuto fare.
      La cosa più stupida sapendo che si è traditi sè stessi…a me il 68 non mi disgusta, e possi dirti che l’epoca è quanto mai interessante perché permetterrà di morire in grande stile e soprattutto a riflettori spenti, che visti i tempi è quello che più conta.
      Dunque mi sembri semplicemente un ateo pio.E’ troppo comoda come posizione. Mentre Miguel Martinez è un coglione che assieme ai suoi compari estorce sul bene comune 10 ero di gestione per un’associazione che è una semplice propaggine ufficiosa del comune…e poi ci viene a rompere il cazzo con i suoi post filantropici.

  32. MOI says:

    @ PINO

    Nel Questionario sull’ AntiSemitismo , c’ erano riferimenti al diffondersi delle interpretazioni di PaleoContatto della Bibbia ?

    • PinoMamet says:

      No, niente del genere.

      • MOI says:

        Sul Forum ConsulenzaEbraica (che lurko solo) è piuttosto ricorrente … stanno pensando di farci una sezione apposta a patto che nessun PaleoContattista si immischi in altri topic e altre sezioni.

        A fronte di cotali letture ufologiche, tutti gli Ebrei negano; ciascun però a suo modo :

        alcuni Ebrei si indignano, altri se la ridono … qualcuno ancora, invece, dà a intendere che nell’ Antichità ci fossero effettivamente tecnologie umane (!) avanzatissime a riservate a pochissimi, andate però perdute.

      • PinoMamet says:

        Non sapevo dell’esistenza del forum!

        del resto, non mi stupisce che gli ebrei prendano l’argomento…. come chiunque altro 😉

        • MOI says:

          Il Leitmotiv che “la Storia fatta a Scuola va riscritta !” accomuna una pletora di persone & personaggi 😉 con idee molto diverse fra di loro su cosa effettivamente vada “riscritto” in particolare !

          • PinoMamet says:

            Mah, perché fermarsi alle mezze misure.
            Io propongo di riscrivere tutto!

            😀

            Tanto, per come viene fatta, dalla preistoria al 1850… no dai, facciamo fino alla Rivoluzione Francese, puoi raccontare benissimo He Man e il Zorro anziché Giulio Cesare e Carlo V, e non cambierebbe niente.
            Allora, perché non farlo? 😀

  33. MOI says:

    Nel caso, comunque, Israele come Terra Promessa NON viene messo in discussione:

    cambia solo in termini (!) di Chi (un Essere Vivente di una pluralità d’ individui, vs Rivali-Colleghi-Compaesani 😉 come Milcolm , Kemosh, ecc …) l’ ha promessa … e ora quel poco ottenuto in tanti secoli va difesa dai Seguaci dell’ Eloah (un altro della medesima pluralità d’ individui giunti da Nibiru) Hubal d’ Arabia !

    Hubal che mediante l’ Islam vuole conquistare l’ intero Pianeta: Israele, perciò, combatte non solo per sé stessa, ma per l’ Umanità intera che (eccezion fatta in parte per India e Indocina) pavidamente NON si difende dalla medesima Minaccia.

    😉

    • daouda says:

      Tutto un po’ strano. I deicidi hanno sempre favorito l’Islam contro i cristiani, ed oggi finalmente indipendenti, gli andrebbero contro?
      Non solo la questione non regge essendo falso ( si può favorire la disseminazione dell’Islam ed al contempo difendere le proprie postazioni nella Terra Promessa contro gli islamici favoriti ) ma si dimentica della cesura del sionismo stesso che ha gettato il giudaismo rabbinico nel vicolo cieco del rinnegamento di sè.

  34. MOI says:

    Prete Migrante Pro (!) Salvini :

    https://www.youtube.com/watch?v=yKBFJ_HiGws

    Vs Famiglia Cristiana

  35. daouda says:

    “ME NE FREGIO!
    MASSICIA MENTE, BONA LINGUA, BELLI GESTI, MEJO MANO.
    SEFARDI ED HASKENAZI RINNEGATI A CONFRONTO: GNOSI DEL MATERIALISMO IN MOSES DE LEON ET SOMATICA DEL PENSIERO IN MAX STIRNER.
    Elogio dei ribelli e loro conversione secondo visione pelasgico semita della Schola, del Liceo, della Stoà su Fides ebrea nazarena.
    Analisi politica della situazione dello statuale pubblico-associativo-privato e dei potentati religiosi innanzi alla questione dell’autorità libera dell’Unico Uno, nessUno/tuttUnico.
    Giocando dunque alla realizzazione personale qui et ora nel ruolo dell’ “augusto kanna’im”, allora quindi…per sopravvivere.”

  36. MOI says:

    Beh, no, non è proprio così.
    Non esiste autorità al mondo che può stabilire che il bianco è nero.

    [cit.]

    —————————–

    Perché no ? …Già ci sono quelle che stabiliscono che il Maschile è Femminile; certo: prima si rivoluziona la Cultura, poi il Diritto ne prende atto e via andare !

    Ci si può questionare sopra all’ infinito , se ciò sia bene o male … ma è fattualmente così !

  37. mirkhond says:

    Peucezio
    “Magari in Italia si sviluppasse una vera coscienza identitaria e razziale!”

    Anni fa, Vittorio Messori riflettendo su queste tematiche, concluse che in Italia esistono due dimensioni identitarie sentite dagli italiani: il particolarismo del proprio comune o, al massimo, regionale, e l’universalismo, cioé il sentirsi parte di un universo sovranazionale.
    In questo il Cattolicesimo ha dato un forte impulso.
    Ciò che mancherebbe agli italiani, almeno in maggioranza è proprio il nazionalismo, che è incompatibile con le due dimensioni identitarie sovracitate.
    Quindi siamo campanilisti ed esterofili, mentre il nazionalismo non ha mai fatto davvero breccia in noi.
    Come dimostrato dai fallimenti del fascismo, compimento del nazionalismo italiano.

    • PinoMamet says:

      Sono d’accordo con l’analisi.

      Devo dire che potrei capire anche una coscienza identitaria: in fondo l’identità vuol dire tante cose, per Miguel è l’Oltrarno. Al limite per qualcuno potrebbe essere anche gli stati-nazione, una bizzarra creazione ottocentesca 😉 che però non mi dispiace (con limiti).

      ma una coscienza razziale davvero mi ripugna, è qualcosa che istintivamente mi spaventa.

      • Peucezio says:

        Pino,
        “ma una coscienza razziale davvero mi ripugna, è qualcosa che istintivamente mi spaventa.”

        Tieni conto che ci hanno fatto il lavaggio del cervello, condizionandoci pavlovianamente contro certe parole.
        Io sono vaccinato solo grazie al fatto che il mio contesto famigliare mi ha instillato gli anticorpi, mi ha insegnato fin da piccolo a diffidare degli slogan e dei tabù.

        • PinoMamet says:

          Mmm
          No, direi che le cose stanno proprio al contrario. Per anni anni e anni gli italiani sono stati sottoposti al lavaggio del cervello proveniente da uno strano paese di oltreoceano diviso in due caste, basate vagamente sul colore della pelle, ognuna delle quali deve aderire a un particolare codice di comportamento, linguistico, stilistico, pensato appositamente per dividerle.

          E dai e dai e dai, qualcuno comincia a crederci anche qui, dove la storia è completamente diversa è dove del colore della pelle non è mai fregato particolarmente a nessuno, tolti tre o quattro fissatoni o- forse, ma non ne sarei troppo sicuro- il curioso mondo dei nostalgici e post fascisti, quattro gatti particolarmente lontani dall’italiano medio
          (che andava in Africa per la bella abissina, e che era fascista quando Mussolini comandava, antifascista dopo)

          • Francesco says:

            OMDAPM!!!

            la sola locuzione “coscienza razziale” mi suscita da una parte fortissimo disgusto. dall’altra la rimembranza che il termine “razza” è privo di senso (escluso il mondo fantasy, dove ci sono umani, elfi, nani, orchi, troll, ent, hobbit e stregoni). Volendo anche i draghi, che sono maligni e senzienti. e uno strano tipo che parla in rima e sta in campagna, non ne ricordo il nome.

            Saluti

          • Peucezio says:

            Pino,
            a parte che la cinematografia americana non è mica razzista, non parliamo della produzione culturale e intellettuale.
            In generale il martellamento sul razzismo è costante, dalla scuola attraverso i giornali, la televisione, gli intellettuali, ecc.
            Tu vorresti dire che la gente, a forza di vedere film americani in cui i negri comunque non sono del tutto integrati e costituiscono un gruppo a sé, tende a vederli appunto come un gruppo a sé?
            Ammesso pure che sia così, ciò che sta accadendo riguarda il marocchino, il rom, ecc.: non c’entra nulla il colore della pelle, che al massimo rende lo straniero più immediatamente individuabile. Ma è solo un caso che non ci sia andato di mezzo un albanese o un rumeno.

            • Peucezio says:

              Va da sé che, quando parlo di coscienza razziale, mi riferisco all’italianità, cioè ai sottotipi italiani delle varie razze mediterranea, adriatica, alpina, nordica, ecc.
              In questo senso un tedesco, per dire, è da vedere come un pericoloso allogeno che può immettere sangue spurio, esattamente quanto un aborigeno australiano.

            • Peucezio says:

              I negri invece mi stanno venendo in uggia (ma non a livello individuale: sarebbe ingiusto e inumano) perché sono diventati il simbolo del politicamente corretto, sono una bandiera, anche linguistica (non si può dire “negro”, ecc.).
              Ma ce l’ho col simbolo, non certo con le persone.
              Lo stesso vale per gli omosessuali.

              In un certo senso è proprio l’antirazzismo a costruire l’immaginario simbolico del negro e probabilmente proprio perché negli USA i discriminati per eccellenza sono stati loro.
              In questo senso è vero quello che dici sulla colonizzazione culturale, ma alla rovescia. Quando mai “negro” in Italia era stato offensivo? Ormai interpretiamo le parole italiane come fossero calchi dell’americano, il che è veramente grave, se ci pensi.
              Non si può nemmeno escludere che a un certo punto accada ciò che tu adombri, cioè, per reazione, una forma di razzismo rivolto proprio alle vittime della bandiera del razzismo USA. Ma la colpa sarà stata dell’importazione della retorica antirazzista americana.
              Poi qualche esagitato italiano che vede i siti dei suprematisti bianchi americani e si carica di odio contro i negri che stanno in Italia ci sarà pure (non c’è merda che non importiamo da lì), ma quanti sono?

            • PinoMamet says:

              Peucè, è stata importata la retorica antirazzista americana, perchè è stata importata in blocco la retorica americana, che si basa sull’idea che esistano due razze, bianca e negra.

              Poi ovviamente la maggioranza degli americani non ti dirà “che schifo i negri”, ma “che bella la cultura nera”.

              Peccato che la “cultura nera” non esiste.

              Esistono decine di culture africane;

              e poi esiste un gruppo di americani di pelle scura, che a un certo punto, come forma di rivendicazione politica, hanno scelto di identificarsi come “africani-americani” e di avere una cultura distinta da quella degli americani di pelle chiara, ma alla fine dei conti americana tanto e più di quella dei bianchi…

              tutto ciò con l’Italia non c’entra assolutamente niente.

              E a maggior ragione mi dà fastidio che venga importato.

              • Peucezio says:

                Pino,
                pienamente d’accordo.
                Ma non tralascerei il fatto che in Italia è ancora molto forte un’altro tipo di retorica antirazzista, legata all’esito della II G.M., cioè essenzialmente alla sconfitta del nazionalsocialismo, che dice che guai a parlare di razze e a distinguere le razze.
                E in questa retorica siamo stati formati, perché viene ripetuta ossessivamente da tutte le parti, a scuola, in tv, ecc.
                Con questo, non sto esprimendo una preferenza per l’una o per l’altra. A me poi fondamentalmente m’interessano poco bianchi, neri e gialli, io sono un nazionalista, m’interessa che uno sia discendente d’italiani, sia verde, rosso o blu. Per un accidente storico tradizionalmente gli italiani non sono negri. Ma tanti bianchi non sono italiani.

              • PinoMamet says:

                Vabbè, ma anche io ho avuto una famiglia, sai? Alla mia famiglia non è mai importato niente dell’Italia (interessa più a me che a loro, e fondamentalmente perché sono un classicista) e meno di niente di razze, religioni e colori. Mio padre, come mio nonno, divideva le persone in galantuomini e brutta gente. Non ricordo altre distinzioni (nonno era comunista e aveva in profonda antipatia una parente monarchica)

                Non vedo perché dovrei importare ora una distinzione nazionale che mi sembra fuori tempo massimo.
                Ma tifo ai mondiali e alle olimpiadi, quanto ne vuoi!

              • Peucezio says:

                Pino,
                per carità, ti spiego le mie ragioni, mica voglio cambiare le tue idee o i tuoi sentimenti!
                La maggior parte delle persone di buon senso fa come tu dici e distingue le persone in galantuomini e brutta gente.
                Basta andare in qualunque paese estero e si sente continuamente una retorica nazionalista che a noi italiani è abbastanza estranea.
                Ma anche tutto ciò è molto italiano. In un certo senso non sentirsi italiano è un segno tipico di italianità! 🙂
                Io però, con le mie consapevolezze culturali, ho il senso chiaro del valore dell’italianità e del suo retaggio culturale. E quindi anche dell’urgenza di tutelare quei tratti antropologici che ne sono i veicolo.

    • MOI says:

      Mmmhhh … oppure l’ Identità Italiana esiste solo per contrapposizione (quale che ne sia la controparte ) ?

      NON è un esclusivismo dell’ Italia, ma mi pare particolarmente consolidato.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      è verissimo.
      Ma non è incompatibile con una coscienza identitaria.
      Se si diventa ostili agli immigrati in nome di Lauria Inferiore o dell’Italia, sempre ostili agli immigrati si è 🙂 Che, poi, ripeto, è un errore, perché non bisogna avercela personalmente con gli immigrati (tranne quelli che delinquono), che sono anch’essi vittime.

      Comunque qualcosa sta cambiando. Bossi ebbe successo grazie alla Padania, Salvini ne sta avendo molto di più grazie a una proposta ormai chiaramente nazionalista. Può essere che sia un fenomeno effimero, ma bisogna prenderne atto.

      • Francesco says:

        burro o cannoni? Salvini morirà impiccato a questa questione fondamentale, altro che successo

        perchè lo Spirito è più forte della Materia ma la Materia è più forte delle Stronzate

  38. Mario says:

    Attenzione, Mamé, ai sentimentalismi indotti dalla propaganda dei ventriloqui del mondialismo.
    Evola può essere conciliato con il cattolicesimo: la sua tesi della “razza dello spirito” è formulazione ario-aristocratica accostabile alle deduzioni che si possono facilmente trarre dalla tesi n. 15 del tomismo. Una giustapposizione problematica, ma fascinosa: vi porremo mente nei prossimi giorni, se il pallido sole dei vinti scalderà con grazia il nostro intelletto agente di arioitalico che non si arrende.

    • daouda says:

      Nei tempi antichi, ma perché no, anche in quelli futuri, rimane impossibile chiamare IL GENIO o NUME con il termine razza.
      Ciò scritto il complesso d’inferiorità dell’indoeuropeismo nordicista in Evola è ributtante ed è veramente triste che gli italiani , gli italici, si siano piegati a questa vulgata.

      • Mario says:

        Nessuna coscienza in ordine si piega ad affermazioni autoevidenti. Si tratta di possenti tensioni spirituali, percepite come titaniche dai disfattisti: da evocare, da riplasmare; soprattutto, da custodire nel proprio foro interno: ove alberga l’antenato ario che è in noi.

        • Daouda says:

          ovviamente ti invito a farti un test del DNA ( chiaramente foraggiato grazie allo sfruttamento usocratico degli àbbrei ) per appurare se ciò che narri sia vero.

          A Mario, dai, fai ride, soprattutto per il nome maschio che hai che non merita ulteriori commenti proprio per la pochezza della blasfemia che vorresti suscitare!

          Mala tempora currunt

      • daouda says:

        Devi sapere che, prima di ogni altra cosa, il fatto che tu scriva per me è solo segno che l’Io voglia così, giusto perché immagino tu sia abbastanza stronzo da volermi rompere i coglioni.

        Ora io sono un tipo paziente, ed anche un perdi tempo. La mia coscienza, non sò se in ordine, si piegherà sempre, per esempio che sò ,al concetto primitivo di insieme che è autoevidente, come lo è anche la forza di gravità per usare invece un riferimento empirico.
        Vorrei edulcorarti sul fatto che Enea fu semita, ma è cosa che non perderò tempo a fare.
        Ad ogni modo mi rendo conto che tu tutt’alpiù parli dei mani ed i lari.
        Tralasciando la psichicità di tali fattezze rispetto al Genio od ai Penati, faccio presente che con lo spirito non c’entrano nulla.
        Cioè un esempio: razza è una subclade di umanità. Ora potresti bellamente evidenziare come l’umanità possa essere divina in sè per sè?
        Poi se ti piacciono le metafore, anche a me piacciono ma sparare che esista un razzismo spirituale o che dentro di me debbo ritrovare, a sto punto perché no vista la catena, il primo Umano, è molto interessante, financo utile, ma spiritualmente nullo.

        Ti lascio volentieri al tuo nordicismo indoeuropeista comunque.

  39. Z. says:

    Et voilà!

    Stasera la Riviera si tinge di giallo, grazie anche ai migliori giornalisti di La7:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/07/29/news/m5s_casaleggio_c_fanno_festa_in_spiaggia_con_mentana-202906966/

    Ma del resto era stato profetizzato molti anni fa…

    https://www.youtube.com/watch?v=aMFzlJiJtyU

    • Peucezio says:

      Effettivamente ho notato ultimamente una strana contiguità di Mentana col governo…
      State perdendo aderenze: in te mi preoccuperei 🙂

      • Z. says:

        Ultimamente? Strana?

        Ma dove hai vissuto negli ultimi anni, per stupirti di Chicco alla festa danzante di Re Davide? 🙂

        • Peucezio says:

          Poi i complottisti siamo noi… 🙂

        • Z. says:

          Peucè, dai, ti svelo un altro segreto: non solo Mentana, ma anche Paragone è “contiguo” ai grillini!

          E anche – tieniti forte – un tale Marco. Ma non lo sa nessuno! Ssst!

          Immagino che queste incredibili rivelazioni facciano di me un antivax terrapiattista dei più duri e puri 😀

          • Peucezio says:

            Comunque io parlavo di governo.
            Al tuo amico Marco 😀 i grillini piacciono, ma Salvini gli fa schifo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non è piddino? Dunque è pentastellatoleghista, categoria dello spirito unica e universale, rinominabile a piacimento man mano che il Partito e i suoi tirapiedi indicano un nuovo nemico contro il quale abbaiare.

              • Peucezio says:

                Per inciso, Berlusconi, attaccato e insultato per anni in tutti i modi come delinquente, ladro, farabutto, mafioso, puttaniere, pedofilo, somma di tutti i vizi e le nefandezze del mondo, è diventato un grande amico, un bastione della civiltà contro la barbarie gialloverde che avanza.

              • Z. says:

                MT,

                — Non è piddino? Dunque è pentastellatoleghista —

                Va bene Maurì: Mentana non è pentastellato né leghista.

                Passava per caso per Cesenatico e Casaleggio per caso l’ha invitato alla festa 😀

              • Z. says:

                Peucè,

                ti giuro che stavo per scrivere “al mio amico Marco”.

                Comunque io preferisco i giallobruni a Berlusconi. Sono probabilmente più distruttivi, ma anche più autodistruttivi, e ad un tempo – spero – più istruttivi.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “ti giuro che stavo per scrivere “al mio amico Marco”.”

                😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mentana non è pentastellato né leghista.

                Ma è grillino o leghista?

              • PinoMamet says:

                Io di queste cose non sono informato, ma lo davo in quota Piddì.

                Gli piace “blastare” (che brutto termine) la ggente (sì, lo so che non è lui quello della pagina dedicata, ma gli piace lo stesso farlo).;
                ritiene che i frequentatori di internet siano tutti, o in gran parte, dementi tecnologici (un’espressione simile, che non ricordo);
                se la prende (giustamente va detto) con le bufale antivacciniste, razziste ecc.;

                insomma, non mi sembrano i tratti tipici del giallo, né del verde.

                Una sua certa aria di supponenza me lo avvicina, antropologicamente, a molti tipi del PD, conosciuti anche a livello locale e di persona.

                Vedi come ci si sbaglia.

              • Z. says:

                MT,

                — Ma è grillino o leghista? —

                Né l’uno né l’altro: gli piace frequentare Cesenatico, così come a Casaleggio jr.

                Cesenatico del resto è una località molto carina: e anzi, se questa estate venite a trovarmi sulla Riviera, vi ci porto a mangiare dell’ottimo pesce 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Z, sul serio: è grillino o leghista?

              • Z. says:

                Sul serio, Maurì: né l’uno né l’altro.

                Mi pare abbia dichiarato che non vota da vent’anni. Perché non dovrei credergli?

              • Z. says:

                Pino,

                il ritratto che hai tracciato si attaglia a molti giornalisti italiani.

                Anche al mio amico Marco, che avrà tanti difetti ma non quello di tifare PD!

                Pensaci: è un pochino presuntuoso e leggerissimamente arrogante, ama “blastare” la gente, adora accusare gli altri di diffondere bufale, inveisce spesso contro i “webeti”. Ha persino citato il celebre titolo di Cuore sull’uomo della strada…

                E’ abbastanza indulgente verso gli antivaccinisti. Ma è un amico, e mi piace pensare che lo sia suo malgrado 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                oltre a prevedere catastrofi ed epidemie apocalittiche, ora hai anche la sindrome da accerchiamento?

              • Z. says:

                Dimenticavo (portate pazienza, oggi non prendo sonno):

                niente pesce, questa estate. Niente pesce locale, almeno. Fermo pesca da TS ad AN per tutto il mese.

                Cesenatico resta comunque una località molto graziosa 😛

              • Z. says:

                Peucezio,

                ottimo! Consiglio di proseguire con “rosikate”, “più parli più perdete voti” e “ti vedo nervoso”. Poi sarai pronto per partecipare a un talk show 😀

              • Peucezio says:

                Z.,
                basta che mi paghino…
                Anzi, visto che hai testé fondato una scuola, forniscimi altre frasi da repertorio!

              • PinoMamet says:

                “Io l’ho lasciato parlare, adesso lei non mi interrompa!”
                😉

                questa è difficile da usare su un blog, però 😉

              • Z. says:

                Pino,
                però, ti dirò, chi interrompe è davvero insopportabile. Chi non lo fa, tipo Scanzi, merita per ciò stesso rispetto.

                Peucè,
                per

              • Peucezio says:

                “L’ho lasciato parlare”: alla Totò 😀
                “Non l’hanno fatto commendatore?”.
                Beh, presso politici e giornalisti anche le concordanze cominciano a indebolirsi…

              • Peucezio says:

                Comunque, scherzi a parte, i comunisti sono strani. Dopo aver ridotto il mondo in macerie, paventano catastrofi, come se ci fosse ancora qualcosa da perdere…

                Il fascismo non va bene, perché è il male assoluto, prima del fascismo non c’è niente, perché la storia universale la fanno cominciare dalla lotta partigiana, però gli anni ’50 erano bigotti e oscurantisti, i ’60 erano superficiali, c’era il boom, non c’erano stati ancora aborto, divorzio, statuto dei lavoratori, nuovo diritto di famiglia; gli anni ’70 non vanno bene perché erano gli anni di piombo, il terrorismo, le stragi, ecc., gli ’80 Craxi, la Milano da bere, Reagan, la Tatcher, Guido Nicheli, non parliamone proprio, poi gli è caduto il Muro in testa, è arrivato Berlusconi…
                Però ora siamo alla vigilia della fine del mondo, col razzismo che avanza, le bufale telematiche, gli antivaccinisti, gli insulti sul web, il populismo, il sovranismo, ecc. ecc.

                Ma soprattutto non capirò mai cosa vogliono salvare e in nome di che. Il nichilismo? Il nulla? Ora ci sono anche i satanisti a criticare Salvini.

              • PinoMamet says:

                Non ho ancora idea, penso che sia un ritratto un po’ di fantasia.
                Comunque non credo che il mondo sia ridotto in macerie, e gran parte di ciò che non funziona oggi non è certo colpa del.Comunismo.

                A me pare che sei tu che vedi i comunisti come il male assoluto 😉

                In ogni caso, girala come vuoi, Peucè, ma il razzismo continua a essere sbagliato.;)

              • Peucezio says:

                Pino,
                “In ogni caso, girala come vuoi, Peucè, ma il razzismo continua a essere sbagliato.;)”

                E chi l’ha stabilito?

                Seriamente, sono razzista differenzialista, non suprematista.
                Quindi, secondo me:
                razzismo suprematista = sbagliato,
                razzismo differenzialista = giusto.

                Ma che c’entrava ora con i comunisti?

              • Peucezio says:

                Pino,
                comunque, al di là di certi miei schematismi fatti un po’ a titolo di provocazione, ammetterai che c’è una contraddizione che viene poco messa in evidenza:
                non dico che il mondo sia un cumulo di macerie, però è vero che la sinistra ha contribuito in modo decisivo a mettere in discussione i valori tradizionali.
                Quindi, se uno mette in discussione tutti i valori, dovrebbe essere uno spregiudicato che non teme il salto nel buio.
                Un progressista è uno che vuole il cambiamento, malgrado le incognite che questo comporta.
                Invece loro non è che accusano gli altri di passatismo, di immobilismo, di essere delle cariatidi, dei reazionari, dei noiosi e opprimenti conservatori che vogliono tenere in piedi vecchi monumenti morali e politici di un mondo ormai datato.
                No, loro continuano a parlare degli altri, che siano i fascisti, Berlusconi, oggi Salvini, come dei barbari, come del salto nell’inciviltà, come la caduta di tutte le sicurezze, come quelli che non hanno principi e vincoli morali, che vogliono compromettere la cultura e il vivere civile.
                E il nostro Z. qui è un bell’esempio di questo. Fa l’allarmista, teme epidemie apocalittiche, imbarbarimento dell’umanità a causa dei social network e non si capisce quali altre catastrofi da distopia postatomica. Solo perché, di fronte a gente che ha reso il mondo irriconoscibile rispetto a qualche decennio fa, adesso al governo c’è qualcuno che dice: “ragazzi, diamoci un attimo una calmata, torniano a un minimo di buon senso e moderazione, ai tempi di mia nonna non si stava poi così male”.
                Quindi, se uno vuole che ci si dà una calmata, sta evocando catastrofi epocali di dimensioni cosmiche.

              • Z. says:

                Peucè,

                dov’è che parlo di “epidemie apocalittiche”? Su, non diciamo amenità.

                L’imbarbarimento dovuto (anche) all’incapacità di gestire la velocità comunicativa del mondo di oggi è sotto gli occhi di tutti, da tempo. Non dipende certo dal buffo governo italiano pro tempore, che al massimo potrà beneficiarne.

                Certo, può darsi anche che col tempo gli utenti web imparino a farne un uso più assennato, chissà. Ma non sono molto ottimista, in effetti.

                Sorvolo infine sulla deliziosa, dolcissima descrizione oleografico-pastorale che dai del governo Salvini – il coccoloso governo della nonna!

                E anche sulle nonne-Instagram 😉

              • PinoMamet says:

                “Invece loro non è che accusano gli altri di passatismo, di immobilismo, di essere delle cariatidi, dei reazionari, dei noiosi e opprimenti conservatori che vogliono tenere in piedi vecchi monumenti morali e politici di un mondo ormai datato.
                No, loro continuano a parlare degli altri, che siano i fascisti, Berlusconi, oggi Salvini, come dei barbari, come del salto nell’inciviltà, come la caduta di tutte le sicurezze, come quelli che non hanno principi e vincoli morali, che vogliono compromettere la cultura e il vivere civile.”

                Io non ci vedo però contrapposizione tra queste due posizioni.

                In effetti, credo che la destra salviniana sia fatta da reazionari, passatisti, e opprimenti conservatori;
                e che proprio per questo motivo rappresentino un salto verso l’inciviltà e la barbarie.

                La differente valutazione dell’incoerenza tra me e te è dovuta, mi sa, a questo:

                per il “Passato” è bello. Scusa la semplificazione, è per capirci:
                a te piace “il passato” proprio perché potevi dire frocio, andare a puttane (vabbè, lo so che non ci vai), tradire la moglie ecc. il ricco era libero di restare ricco e il povero povero ecc.

                a me, per tutti questi motivi, il passato fa schifo.

              • PinoMamet says:

                Sì, poi lo so che non sei così pessimo come ti descrivo, scusa; lo faccio per semplificare!

              • Z. says:

                In effetti Peucezio è una persona molto per bene. Dopo averlo conosciuto mi sono VIEPPIÙ convinto che sostenga certe tesi per il gusto di provocare.

                Un gusto che non mi è alieno, si BADI bene, entro certi limiti.

              • Peucezio says:

                Pino,
                però, scusami, qua non si parla del paleolitico, in cui si dirimevano le controversie con la clava, ma al massimo degli anni ’50.
                Noi non c’eravamo, ma le persone che c’erano non hanno avuto affatto la percezione di un’uscita dal regno della barbarie e un’entrata nel regno della civiltà. Anzi, semmai capita di sentire il discorso opposto.

                E comunque questi fanno ridere, sproloquiano (non parlo certo di Z., che non è certo uno che si ammanta di retorica): la Costituzione come fondamento della Civiltà Umana per i prossimi 10.000 anni, però la Costituzione non è un prodotto dell’Italia politicamente corretta anni 2000 che Salvini il barbaro vorrebbe far regredire agli anni di sua nonna; è proprio una cosa degli anni di sua nonna! E così per tutto: siamo sempre all’orlo dell’imbarbarimento, con Berlusconi, con Salvini, ecc. ecc., però sono sempre aperti a tutte le follie più estreme di moda e stigmatizzano chi vuole mantenere un minimo di statu quo.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “dov’è che parlo di “epidemie apocalittiche”? Su, non diciamo amenità.”

                Vabbè, ho un leggermente calcato la mano per rendere più chiare le posizioni. 🙂

                Comunque, ragazzi, dovete sapere che sono andato a Bologna con addosso la maglietta di Che Guevara e durante il viaggio in treno ho letto il libretto rosso di Mao.
                Va da sé che, appena incontrati gli ottimi Z., Mauricius e Habsburgicus, li ho subito salutati col pugno chiuso.

                Comunque la prossima volta speriamo in più adesioni e non si ammetteranno defezioni! Il momento è storico: dobbiamo creare un primissimo nucelo di un nuovo movimento trockista internazionale!

  40. mirkhond says:

    Daouda
    “Enea fu semita”

    Non mi risulta che la Troade fosse abitata da semiti.

  41. mirkhond says:

    Sempre per Daouda

    I Troiani possono essere appaetenuti ad uno di questi tre gruppi etnici:

    1) Indigeni anatolici preindoeuropei.
    2) Indoeuropei di ceppo luvita, come potrebbe dedursi da un’iscrizione in lingua luvita del XIII secolo a.C.
    3) Indoeuropei di ceppo trace.

  42. mirkhond says:

    appartenuti

  43. mirkhond says:

    Iscrizione in lingua luvita, ritrovata durante uno scavo tra le rovine di Troia.

  44. Daouda says:

    Non capisco perché l’ipotesi pre indoeuropea non possa collimare con il semitismo di quella zona che la Bibbia sacra affibbia a Lud.
    Ad oni modo la lingustica non risolve affatto le questioni etniche, come dire…evidentemente gli etiopi non sarebbero una popolazione negra, ma la loro lingua semitica è proprio segno della loro appartenenza in massa alla stirpe etnica semitica financo ebraica soltanto il che , pena non far diventare Abramo un negro, è semplicemente impossibile.
    Insomma, per continuare, evidentemente tutti gli americani iberici del sud sono discendenti di sangue diretti degli spagnoli….inoltre l’indoeuropeo è una favola come Semeraro ha provato a far vedere contro il razzismo franco-germano-anglofilo ed i nordicisti rintuzzano su questa teoria proprio per giustificare il supposto progresso della loro sub civiltà attuale. Che un italiano ceda a queste visioni è tŕadimento e, come gli immigrati inintegrabili, è un nemico

    • mirkhond says:

      Lasciando stare le affermazioni un po’ confuse, nella Troade non erano semiti.

      • mirkhond says:

        I Lud/Lidi non stavano nella Troade, e comunque anche loro, stando alle ricerche moderne, erano indoeuropei con una lingua discendente dal Luvio, che era imparentato con l’Ittita.

        • mirkhond says:

          La Tavola genealogica della Bibbia, non è sempre affidabile (ad esempio quando annovera i Cananei tra i Camiti, mentre sono Semiti).
          Essa è un calco della Tavola delle Nazioni assiro-babilonese, e il senso giusto della sua interpretazione, è che veniamo tutti da Noè, discendente di Adamo.

        • daouda says:

          Mirkhond perdonami ma hai letto quello che ti ho scritto a riguardo della lingua?

          Poi per carità, il passaggio del mar dei giunchi non è mai avvenuto, ergo , non scomodiamoci nemmeno per la resurrezione di Cristo.
          Non scelgo chiaramente questo esempio a caso giacché seza tale PASSAGGIO, tecnicamente, non può aversi l’incarnazione di Dio ( sempre se fosse possibile a questo punto ).
          E lo cito perché tu lo neghi seguendo gli empi su un fatto essenziale.
          Sarò troppo letteralista io, che mi fisso anche su attribuzioni sbagliate, ma no vado a demolire i fondamenti tradizionali.

          p.s. hai riportato la solita sbobba. Credi che non ne sia a conoscenza?

          • mirkhond says:

            Il passaggio di cui parli, stando agli studi, consisterebbe nel cambio di sovranità, dall’Egitto all’indipendenza di Canaan.
            Solo al seguito delle deportazioni assiro-babilonesi, venne riletto come l’esodo del popolo israelita.
            Riguardo alla Resurrezione di Cristo, non ci sono prove che non sia mai avvenuta.

          • PinoMamet says:

            Mi hai già spiegato questa teoria, Mi’, ma a dire il vero io continuo a trovare più semplice e realistico che la storia dell’uscita dall’Egitto, con attraversamento del mare, rifletta una vera migrazione, piuttosto che un cambio di sovranità.

            Non so, mi pare strano che uno debba inventarsi tutta una storia, con tanto di antenato “mitico” nel lessico degli antropologi, permanenza in un paese con tanto di località e nomi di città, spostamento in varie località nominate una a una, scontri con popoli incontrati lungo il cammino ecc., per un semplice cambio di sovrano, che poteva essere reso in due righe.

            Occam e compagnia…

            Poi oh, mi puoi dire che magari gli Ebrei del tempo del Regno di Israele erano solo in piccola parte discendenti dei semi-nomadi del tempo dei Patriarchi, e lo capisco benissimo, ci sta…

            ma questa cosa del codice coso (non mi ricordo come lo chiami) non mi convince proprio.

            • mirkhond says:

              Codice motorio, che indicava un cambio di sovranità.
              Il fatto è che non ci sono le prove di un esodo dall’Egitto verso il Sinai e poi il Canaan di un grosso numero di semiti.
              A meno di non considerare la cacciata degli Hyksos dall’Egitto, intorno al 1550 a.C., come il lontano sfondo storico su cui poi, in epoca postesilica, si sarebbe sviluppato il racconto dell’Esodo.

            • PinoMamet says:

              Non ho dubbi che non ci siano prove, e del resto non penso affatto a una cacciata di un grande gruppo di persone, ma alla fuoriuscita di un gruppo piuttosto piccolo.

              E del resto, parliamo di avvenimenti di 3500 anni fa, giorno più giorno meno 😉 va’ a trovare tracce di tutto quello che è successo…

              devo dire anche l’identificazione di Ebrei e Hyksos è un’altra cosa che non mi ha mai convinto.
              Vabbè, saranno stati forse semiti, ma appaiono come un gruppo di conquistatori guerrieri: gli Ebrei si narrano come un gruppo di poveri immigrati e poi di schiavi (” ‘avadim”, che poi vuol dire all’incirca “lavoratori”, non corrisponde esattamente alla schiavitù greca e romana), in genere i popoli se possono vantarsi di essere stati grandi conquistatori tendono a ricordarlo, non a nasconderlo…

              boh, io, se proprio devo fantasticare (ma stiamo parlando di cose incntrollabili) la vedo così:
              ‘sti Ebrei in Egitto erano un popolo semitico, piuttosto misto e raccogliticcio, che aveva vaghi ricordi di un culto monoteistico;
              Giuseppe era un loro parente/antenato mitico “che ce l’aveva fatta”, e Mosè un potente semita legato alla corte del Faraone, forse lui sì un Hyksos, o chissà. Che ha una crisi mistica e riscopre le sue “radici”.

              Altre robe, tipo Mosè=Faraone monoteista, o Ebrei=Hyksos o chissà che altro, non mi convincono proprio.

              Non voglio dire che la Bibbia vada presa alla lettera (non è un libro di Storia, ripeto) ma quando narra le cose in maniera più realistica e semplice non vedo il motivo di andare a complicare le cose.

          • Daouda says:

            Mirkhond se non c’è passaggio nel mar dei giunchi ossia il mar Rosso siano nell’ambito di un DIO mitologico ossia che non ha agito realmente nella storia.
            Di conseguenza tu accetti una visione prettamente storicistica ( che per natura è una ricostruzione ideologica fra l’altro ) ed allora è inutile che cianci sulla possibilità storica della resurrezione per pararti il culo giacché il DIO che testimonia il suo agire è già un burlone le cui promesse sono prettamente false in quanto ricostruzioni umane.
            Stai bene così

            Il fatto che tu possa trovare già un’eccezione fà sorridere ( gli hykios ) e poi soprattutto rimango perplesso.
            Praticamente secondo te l’uomo in quanto tale prima delle costruzioni di pietra e dell’artigianato utensile e della scrittura ( ergo kingua e cultura ) non potrebbe esistere, ed ovviamente, stando a come imposti il discorso, i primitivi erano semplicemente barbari.
            È strano come agli arcaici prima dell’epoca protostorica si riconosca grande memoria, grande volontà, grande forza fisica, ma una cosa sola si deve negare…che fossero soprattutto più intelligenti.
            Bah

            Per quanto mi riguarda le 3 letture del testo ossia letterale, tropologico ed allegorico non si possono escludere a vicenda.
            Quella anagogica invece la lascerei più propriamente ai mistici

            • mirkhond says:

              “Di conseguenza tu accetti una visione prettamente storicistica ( che per natura è una ricostruzione ideologica fra l’altro ) ed allora è inutile che cianci sulla possibilità storica della resurrezione per pararti il culo giacché il DIO che testimonia il suo agire è già un burlone le cui promesse sono prettamente false in quanto ricostruzioni umane.
              Stai bene così”

              Non vedo come l’accettare la versione critica di una parte del Vecchio Testamento, possa inficiare la realtà storica della Resurrezione di Cristo.
              Cristo NON fu il Messia atteso dai Giudei, che invece si aspettavano un leader guerriero che avrebbe cacciato i Romani dalla Palestina.
              Gesù fu una SORPRESA per i suoi stessi discepoli.
              I quali, a partire dalla RESURREZIONE INATTESA di Gesù, furono COSTRETTI a rivedere tutta la loro esperienza col Maestro, e cercare nella Torah, quei passi profetici sulla venuta di Cristo stesso, che, prima non venivano letti come tali.

            • Daouda says:

              Vabbè gli ebrei erano coglioni. Grazie

              • mirkhond says:

                Non erano coglioni.
                Solo si aspettavano un Messia diverso da Gesù.
                Che infatti finì in Croce, proprio per il rifiuto dei Giudei di riconoscerlo come il loro Messia.

              • daouda says:

                A mì perdonami un attimo. Innanzitutto Cristo è risorto e la Chiesa è nata ebraica, anche fuori dalla Giudea, i primi convertiti erano praticamente quelli delle sinagoghe, il che significa una cosa alquanto banale: non perché ognuno ha la sua opinione sul messianesimo non può ricredersi. Infatti tutti queli, ebrei, si sono ricreduti.

                Inoltre ignori le varie fazioni dell’ebraismo. Cioè davvero credi che essi erano tanto coglioni da avere solo la versione materialistica del regno e non una , diciamo così, noetica della faccenda?
                Certo Cristo ha portato LA NOVITA’ ossia il passaggio dall’immanenza alla trascendenza del Regno della compartecipazione di Dio, ossia, del divenire Dio per Grazia, ma non per questo gli ebrei non avevano varie concezioni spirituali del Messia.

              • Daouda says:

                il fatto di ritenere la visione materialistica del Messia ‘unica reale è veramente un ( secondo la vulgata moderna of course ) ANTISEMITISMO!!!!

            • Daouda says:

              A questo punto converrebbe chiedersi quanto ebraismi c’erano al tempo di Gesù e perché li si voglia ridurre ad una etichetta strumentale

    • Z. says:

      A discolpa del Presidente 🙂 va detto che la mia “scuola” sul tema è molto minoritaria: comprende solo me, Francesco e forse Miguel…

  45. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    La “Razza Italica Che Hai In Mente” 😉 … come la vedi ? Un PanCaucasoidismoLeucodermismo 😉 da Dolph Lundrgren a Magdi Allam passando da Matteo Salvini (se NON lo conoscessimo, in cosplay 😉 da Mariachi sembrerebbe un Messicano da Spot Estathé … il classico José, dopo il primo che si chiama sempre Pedro e il secondo che si chiama sempre Miguel 😀 ! ) Enrico Brignano?!

    • PinoMamet says:

      A me pare che Salvini abbia un viso lombardo, della varietà mora (c’è anche la varietà bionda, identica: a volte nel corso degli anni da biondi si diventa mori, vedi Pozzetto 😉 che nei primi film era biondo, forse tinto? erano anche i più strani e divertenti; c’è un riferimento nel Ragazzo di Campagna, quando Boldi interpreta suo cugino che se lo ricordava “biondo, con la faccia da pirla…”- “e tingiti i capelli di biondo, faccia da pirla!” Boldi, altro viso molto lombardo.
      Come le tre concorrenti al quiz preserale estivo di RaiUNo, viste ieri sera, tre milanesine, due molto tipiche, ho un’amica cremonese identica a loro)

      per Mirkhond: parlo di Lombardia nel senso comune del termine 😉

      da queste parti quei visi sono anzi piuttosto rari, direi che i tipi più comuni sono identici a quelli della Toscana (anche per lunghe storie di incroci)

      Visi siciliani tipici di donna: Levante, quell’attrice che si chiama Finocchiaro.

      Mi piace la facciografia! 😀

  46. Mario says:

    Sui vari ceppi etnici della Troade — e sulla catastrofe razziale che conseguì alla politica di meticciato perseguita dalle sfaldate élites di regime, verso il 3000 a.C. — si potrebbe auscultare il parere del Sig. Sizzi, infallibile su temi consimilari.

    • PinoMamet says:

      Ma non credo sia un esperto della situazione anatolica/balcanica…

      comunque, secondo me i Troiani di Omero erano un popolo misto (se ne percepisce l’eco in Omero stesso): un ceppo locale forse luvio o comunque di derivazione hittita o strettamente imparentato, un altro ceppo balcanico (i famosi Dardani, forse l’avanguardia di una più consistente migrazione di ceppo traco-illirico avvenuta in epoca storica e ben nota), e, mi immagino, stanziato nei dintorni, un gruppo non-indoeuropeo o pre-indoeuropeo, i parenti dei famosi etruscofoni testimoniati dalla stele di Lemno qualche secolo dopo.

      Per i Greci, che non è che fossero linguisti di professione, erano tutti Lidi, bon.
      Da cui la famosa teoria dell’origine lidia degli Etruschi.
      E anche il mito romano di Enea…

      e Tarconte, il cui nome è appunto attestato in documenti circa coevi della guerra di Troia omerica, insieme ad altri che hanno appunto echi omerici…

      • Peucezio says:

        Interessante.
        Quindi ritieni probabile che la stele di Lemno riporti una lingua del posto?

      • PinoMamet says:

        Non ne possiamo avere la certezza, ma la coincindenze (origine “lidia” degli Etruschi- “lettera di Manapa-Tarhunta”- mito troiano di Roma- stele di Lemno in lingua di tipo etrusco) cominciano a diventare notevoli…

        • Peucezio says:

          Raccontami di Manapa-Tarhunta…

        • PinoMamet says:

          Oh beh, so solo quello che si può trovare con qualunque rapida ricerca su internet, perciò sintetizzo e ti lascio libero di cercarenotizie più esatte, senza far finta di essere chissà che esperto:

          appare in diversi documenti come re ed ex re in esilio di uno stato luvio posto nell’area dei Dardanelli, impegnato in una serie di vicende che hanno a che fare con l’area di Wilusa (Ilio) fatta preda delle mire di “pirati” Ahhiwa (qualcosa del genere, insomma, Achei) guidata da un certo Piyama Radu (Priamo?) e poi da un certo Alaksandu (che forse è un autentico nome greco miceneo, e comuqnue: Paride Alessandro…)

          Tarhunta, come forse Tarconte etrusco, era un dio della tempesta…

      • Daouda says:

        Si chiamani coincidenze adesso?

        X Mario : la politica federativa di Roma delle 3 tribù non era meticcia?

        • Daouda says:

          Ad oni modo rimando a Gennaro d’Uva ( dovrei ricordarmi bene ) per far presente come proprio il pelasgico dardano sia fondamentale in quelle narrazioni che oltremodo non posso essere svincolata da Ercole sia per Roma che per la Lidia.
          Ora tralasciando il fatto che io ritenga il conglomerato come semitico, questo studioso ha bene a dire come in realtà sia la tirrenide ( Tirreno principe lidio ) ad aver portato arte e scienza ai cosiddetti greci.
          Anhe il mito della miopia metafisica del “popolo” romano deve finire.

          Ad oni modo leggendosi l’Iliade si noterà la variegatezza degli alleati troiani, come Pino dice

  47. mirkhond says:

    Pino Mamet

    “devo dire anche l’identificazione di Ebrei e Hyksos è un’altra cosa che non mi ha mai convinto.”

    Non ho identificato gli Hyksos con gli antichi Israeliti, ma solo notato come il ricordo di una cacciata dall’Egitto di un gruppo di semiti, possa aver costituito lo sfondo storico, poi divenuto leggendario, dell’Esodo degli Israeliti suddetti dall’Egitto.
    Esodo che nel racconto biblico (circa 2.600.000 Israeliti in un Egitto che all’epoca in cui si ritiene avvenuto tale esodo, il Tardo Bronzo, XIII-XII secolo a.C., contava circa 4.000.000 di abitanti come dai prospetti demografici relativi a quell’epoca), porta gli Israeliti a sfuggire dal Faraone per …..ritornare dal Faraone stesso, visto che all’epoca, Caanan era sottomessa all’Egitto!
    La più antica testimonianza extrabiblica sugli Israeliti, risale attorno al 1210 a.C., descritta in una stele del Faraone Merneptah.
    Il quale si vanta di aver combattuto e, esagerando, quasi sterminato un popolo degli altipiani centrali di Canaan, chiamato Israele.
    Sempre intorno a quella stessa epoca, abbiamo testimonianze archeologiche di un gruppo di nomadi cananei che avevano smesso di mangiare carne di maiale.
    Queste testimonianze, rinvenute negli altipiani centrali di Canaan, possono essere attribuite ai Proto-Israeliti.

    • PinoMamet says:

      Faccio poca fatica a immaginare un’esagerazione nei numeri, come facevano tutti i popoli antichi, e considerando anche l’uso simbolico che si fa nella Bibbia dei numeri.
      Anche il fatto che anche la terra di Canaan fosse sottoposta all’autorità del Faraone non mi sembra una difficoltà insormontabile, ricordiamoci sempre che parliamo di 3500 anni fa, una cosa è stare “in casa” di un sovrano, un’altra rendersi irreperibili altrove.

      Pensa a Spartaco (e parliamo già dell’Italia di molti secoli dopo) alla fine il suo obiettivo era di scappare in una Gallia che era già nell’orbita romana, e per un bel po’ gira in su e in giù per l’Italia, a due metri da Roma in pratica, senza farsi beccare…

      • mirkhond says:

        “Anche il fatto che anche la terra di Canaan fosse sottoposta all’autorità del Faraone non mi sembra una difficoltà insormontabile”

        Se fuggivano dal Faraone, non avrebbe avuto senso stabilirsi in una terra dominata dal suddetto Faraone.
        L’esperienza di Spartaco durò solo due anni, e non creò un nuovo ordine ne a Roma, ne nei territori ad essa collegati.

        • PinoMamet says:

          “Se fuggivano dal Faraone, non avrebbe avuto senso stabilirsi in una terra dominata dal suddetto Faraone.”

          Mi’, ti ripeto:
          secondo me è la storia mitizzata di un piccolo gruppo di ‘avadim che si rende irreperibili. Faraone li cerca per un po’, poi si rompe il cazzo e molla.
          Loro si stabiliscono, dopo aver girovagato un po’ per il Sinài, che non è il posto più ospitale del mondo, in terra di Canaan, quarant’anni dopo, quando nessuno ormai ci pensava più.

          Sì, mi sembra abbastanza realistico.

          • mirkhond says:

            A me sembra leggendario.

            • mirkhond says:

              E poi come avrebbe fatto il piccolo gruppo di fuggiaschi a conquistarsi un’intera regione come Canaan?

              • PinoMamet says:

                Ma chi ha detto che l’hanno conquistata subito?

                Oh, se è leggendario il numero, può essere leggendario anche altro.

                E del resto, non penso chei Moabiti o gli Amaleciti fossero molti di più 😉

            • PinoMamet says:

              Comunque è curioso che una semplicissima migrazione ti sembri incredibile, e una storia strana in cui un popolo si inventa viaggi, persecuzioni, tappe, scontri, senza essersi spostati di un millimetro, ti sembri credibile… boh!

              • mirkhond says:

                I racconti dell’Esodo, stando agli studi, non sono che il riflesso delle deportazioni assiro-babilonesi e del ritorno degli esuli in Giudea.
                Moab prima del X secolo a.C., non esisteva, idem Ammon e Edom.
                Non si tratta di una semplicissima migrazione, quella raccontata in Esodo, Numeri e Giosuè, bensì di una conquista violenta e accompagnata da stermini razziali di indigeni.
                Di cui archeologicamente non è stata trovata traccia dagli archeologi israeliani.

              • mirkhond says:

                “Comunque è curioso che una semplicissima migrazione ti sembri incredibile”

                Non esistono prove di tale migrazione, a differenza ad esempio, dei Filistei, documentati già nel XII secolo a.C., e le cui tracce archeologiche dimostrano che si trattava di un popolo giunto dall’Egeo, e che conservò tale carattere per almeno 50 anni dopo la conquista della costa di Canaan, prima di semitizzarsi a sua volta.

              • PinoMamet says:

                Mi’, permettimi:

                le tracce archeologiche possono mostrare, che so, affinità tra la cultura materiale dell’area filistea del tal secolo e quella egea.

                Da cui si può ricavare che i Filistei potevano avere un’origine egea;

                che ne so, opere d’arte (statuette di culto per esempio), o i vasi, o le sepolture.

                ma anche no- Z. mi scusi il gialappismo 😉 – perché le stesse cose possono dimostrare una semplice influenza culturale;

                però è bello credere che avessero un’origine egea e ci piace 😉 anche perché collima con tanti altri cenni che ci arrivano da cose che non sono resti archeologici
                (per esempio, appunto, la Bibbia stessa).

                I resti archeologici non ci dicono, perché materialmente non possono dirci, niente di più di quello che possono dirci.

                Lo so che è una tautologia, ma è importante tenerlo a mente.

                Puoi trovare tracce di un insediamento umano nella penisola del Sinai nel tal secolo;
                ma a meno che non ci trovi anche una bella scritta sopra, non puoi dire con certezza molto altro, se non “dei tizi sono passati di qua e ci hanno mangiato una pecora perché ho trovato un ossicino di pecora bruciacchiato”.

              • Z. says:

                Ai tempi studiai che nei registri egiziani non si dava proprio atto dell’esistenza degli Ebrei in Egitto.

                Forse – sosteneva l’autore – gli Ebrei si erano insediati in Egitto all’epoca degli Hyksos (ma non ce l’hanno un nome italiano, questi Hyksos?) e se n’erano andati quando si riconsolidò il potere centrale tradizionale, per non restarne sudditi.

            • daouda says:

              Scusa eh…E’ Dio stesso che li ha fatti vagare per 40 anni. NON ci voleva un cazzo ad arrivare da altre parti.

              Grazie Pino comunque

              • mirkhond says:

                Non ci soo le prove del vagabondaggio durato 40 anni.
                E tra gli studiosi si discute anche l’esatta collocazione geografica del Sinai.

              • mirkhond says:

                non ci sono

              • Daouda says:

                Ma non ci sono prove nemmeno che io mi sia scaccolato 100 secondi fa se è per questo

  48. mirkhond says:

    Nel racconto dell’Esodo non si parla della dominazione egiziana in Canaan.
    Inoltre gli scavi archeologici non hanno rinvenuto le tracce della presunta conquista violenta degli Israeliti della terra di Canaan, ne di stermini razziali dei popoli indigeni.
    Quando le notizie cominciano a corrispondere al racconto biblico, nel X-IX secolo a.C., troviamo due piccoli regni, Israele e Giuda, culturalmente e linguisticamente cananei, politeisti con Yahweh dio supremo ma non unico, solo un po’ più rozzi e arretrati (soprattutto Giuda) rispetto ai parenti Fenici.

    • PinoMamet says:

      Secondo me Mi’ è perfettamente inutile cercare tracce archeologiche della Bibbia, perlomeno dei primi libri, la Torah vera e propria.

      Parla di fatti che (col metro laico, e anche con quello “religioso”) sono ampiamente mitici, e che riguardano per la maggior parte un popolo nomade vissuto in un’area semidesertica: che te cerchi?

      Il che non significa che non trovare tracce significhi che “è tutto falso”, e che qualunque altra interpretazione sia necessariamente quella vera…

      • PinoMamet says:

        Voglio dire, la storia araba è piena di scontri tra tribù e clan; pensa ai lunghi secoli della conquista araba del Nord Africa. E quali sono le tracce archeologiche?

        E per restare da noi, e molto più vicini temporalmente rispetto al racconto biblico: quali sono le tracce archeologiche delle lunghe guerre civili romane, con annessi massacri?
        Dobbiamo pensare perciò che gli storici romani si sono inventati tutto?

        • mirkhond says:

          Veramente la conquista araba del Nordafrica è durata 40 anni (670-710 d.C.).
          E in quell’area non si parla più il Latino da secoli, e il Berbero è di fatto confinato in zone montuose, soprattutto in Marocco.
          Da secoli nel Maghreb si parla in Arabo.

        • PinoMamet says:

          Ahò, se leggi quelle robe tipo Leone Africano ecc., vedi che le lotte tra vari gruppi arabi sono durate un bel po’…

          comunque la linguistica non è una traccia archeologica Mi’…

          • mirkhond says:

            Lotte che sono avvenute in seguito alla conquista araba del Maghreb.

          • PinoMamet says:

            Sì vabbè, mi sono espresso male, facciamo a capirci.

          • daouda says:

            Aggiungerei gli scontri in terra araba proprio. Sostenere la visione mirkhondiana equivale a negarne l’esistenza

            • mirkhond says:

              Quando mai avrei negato gli scontri tra gli Arabi?

            • Daouda says:

              Vabbè non vuoi capire. Potessi campà altri 200 anni per vedere i progressi della storia ed ugualmente concepirla per quello che è, soggettiva…

              • mirkhond says:

                “Vabbè non vuoi capire.”

                Potrei dire lo stesso di te.

              • Daouda says:

                A mì il discorso è questo:
                -le evidenze archeologiche sono passibili di sviluppo? SI
                -le evidenze archeologiche presenti bastano a dimostrare qualcosa? NO
                -le non evidenze archeologiche bastano a dimostrare qualcosa? NO

                Ciao

              • Daouda says:

                Altro esempio: oggi è 2 agosto…Basilio il benedetto.

                Cercando si ivan Iv ho saputo del mercurio rinvenuto nel corpo. Si può stabilire la certezza della morte per avvelenamento? No.
                Si può dire che sia stato assassinato certamente? No.
                Puotrebbe anche aver utilizzato mercurio contro la sifilide? Si, potrebbe.

                La tua fede nell’archeologismo è irrazionale. Esso non solo non dirà mai tutto, ma come tutte le cose parziali, domani su oggi dirà molto di più!

  49. mirkhond says:

    Guarda che a questi risultati sono giunti degli archeologi israeliani, Israele Finkelstein e Neil Asher Silberman, nel loro Le Tracce di Mosè.

    • PinoMamet says:

      Embè, mica è detto che devo essere d’accordo con loro perché sono israeliani!

      • daouda says:

        Credi Mirkhond che questi siano studiosi ebraici di stampo ortodosso ( moderni od haredi? )
        Se non lo sono, non sono ebrei, ed anzi, spacciandosi per tali sono nemici ancora più insidiosi.
        Inoltre ricordo che avere cittadinanza samaritana ( di quello stato là nell’ex terra cananea, la Terra Promessa ) non significa essere ebrei.

  50. mirkhond says:

    Ti consiglio di leggerlo, Le Tracce di Mosè.

  51. mirkhond says:

    Pino Mamet
    “però è bello credere che avessero un’origine egea e ci piace 😉 anche perché collima con tanti altri cenni che ci arrivano da cose che non sono resti archeologici
    (per esempio, appunto, la Bibbia stessa).”

    Appunto, in questo caso gli scavi archeologici CONFERMANO quanto detto dalla Bibbia circa i Filistei.
    Mentre NON confermano la quasi coeva conquista violenta di Canaan da parte degli Israeliti.

    • PinoMamet says:

      Vabbè, e ritorniamo da principio, Mi’: dove sono i resti archeologici che provano l’assassinio di Giulio Cesare? Dico archeologici .

      Dove sono le prove archeologiche (bada bene, parlo appunto di archeologia, non di altre fonti) che dimostrano che siano mai avvenute la guerra giugurtina o le spedizioni contro Mitridate?

      di questi avvenimenti siamo certi semplicemente perché sono avvenuti in epoca storica e ben documentati.
      Possiamo dire che questo storico ha tralasciato un episodio o che quell’altro lo ha deformato a scopo propagandistico o persino che se ne sia inventato qualcuno: ma nel complesso, nessuno le metterebbe in dubbio.

      Ora, tu mi dirai che è ben noto che la Numidia e la Mauritania sia diventata parte del mondo romano; che ci sono città di epoca romana ben conosciute, scavate e studiate; che ci sono scrittori in lingua latina originari del posto…
      tutto vero, ma allora mutatis mutandis si può dire lo stesso dell’Israele antica: ci sono città, resti, monete, si sa che c’era un popolo che parlava ebraico ecc.
      cioè vedi gli effetti delle conquiste.

      Del resto, la I prima guerra mondiale è di un secolo fa. Mo’, se vai dove è stata combattuta, magari un bossolo o un elmetto lo trovi ancora… tra duecento anni, non ci giurerei.

      E parliamo di un evento che è stato combattuto da una massa di persone inimagginabile nell’antichità, con un utilizzo di materiali pesanti e ingombranti oltre lo spreco…

      pensa quattro pastori che se tirano le mazzate, il più ricco ha una spada lunga trenta centimetri. Hai voglia a cercà le tracce! 😉

  52. Mario says:

    X Mario : la politica federativa di Roma delle 3 tribù non era meticcia?

    Rispondiamo sinteticamente all’amico che si fregia di un patronimico maghrebino, o forse berbero, non per penuria di argomenti, ma per un loro eccesso che deborda e rende pleonastica la trasposizione per iscritto: ovviamente, no.

    • daouda says:

      maghrebino? Berbero? Se mi vuoi etichettare etichettami semita così sei più contento te e i tuoi spettri mentali frutto del nordicismo più idiota che infestano il tuo cervello. Fai dunque bene ad usare il “noi”!

      Poi scusa eh…daouda è Davide in arabo, derivante da Daud (Dawud) ed è un nome NON PATRONIMICO. COGLIONE!

      Mi dispiace per te ma è la storia che ti sconfessa. Già il conosciuto Paolo di Tarso stranamente ( stranamente? ) era CITTADINO DI ROMA.
      O dovremmo parlare di esponenti camiti che avevano la cittadinanza divenendo anche imperatori?
      Comunque prenditela con Caracalla che conclamò solo il tutto.

      Saluti romani!

      p.s. non ho paura di una tua possibile esagitata argomentatività né ti rimprovero di non esporla. Fai come vuoi, rilassati.

      • Mario says:

        La invito, devoto figlio di Sem, a contenere gli effetti della sua incipiente epperò già debordante menopausa camitico-imperiale.
        Salam!

        • Moi says:

          Elohim Vs Neteru … quando inizia la partita ? 😉

          • daouda says:

            Credi che non conti la leggerezza del cuore nei 42 giudizi?
            Sei ingeneroso Moi, perché devii il campo sulla partita a cui vorresti assistere.
            Lui voleva giocare all’ariano non capendo che l’ariano è troppo ebreo.
            Essendo un Miguel della situazione sul piano dei concetti, và insultato a prescindere.
            E’ gente che se non la insulti non ci parli.

          • Daouda says:

            MOI rispondi.
            Credi che nel libro dei morti conti solo wuanto il qore è pesante o anche se sia troppo leggero?
            E tu sei troppo leggero.

            Non spieghiamo all’amico che Evola era seguace di Schelling e di origine camita, un copione di Stirner ed infondo un invidioso di Crowley!
            In definitiva uno perso ancora dietro i meandri di Spinoza, ossia a conti fatti un vretto ignorante

      • daouda says:

        Ottimo! Eseguo!

        a) la Fides di Abramo figlio di Set, di Sem e di Eber, non riguarda né i genii, né la razza, soprattutto no il sangue.

        b)l’impero è una realtà ( formale ed ilica ) dei semiti.

        c) camita quella puttana de tu madre!

        A me me piace la sarciccia, e la pulisco cor cortello.

  53. Peucezio says:

    Pino,
    “In effetti, credo che la destra salviniana sia fatta da reazionari, passatisti, e opprimenti conservatori;
    e che proprio per questo motivo rappresentino un salto verso l’inciviltà e la barbarie.

    La differente valutazione dell’incoerenza tra me e te è dovuta, mi sa, a questo:

    per il “Passato” è bello. Scusa la semplificazione, è per capirci:
    a te piace “il passato” proprio perché potevi dire frocio, andare a puttane (vabbè, lo so che non ci vai), tradire la moglie ecc. il ricco era libero di restare ricco e il povero povero ecc.”

    Scusami, ma fammi capire,
    tu davvero stai seriamente sostenendo che queste cose che hai detto costituiscono il discrimine fra civiltà e barbarie?
    Cioè tu seriamente ascriveresti alla barbarie tutta la storia umana tranne gli ultimi dieci o vent’anni, in cui non si può dire più “frocio”?
    Quindi Virgilio, Orazio, Dante, Leonardo da Vinci, Manzoni, Leopardi, Pirandello, Pasolini appartengono al mondo della barbarie?

    Per inciso, ti ricordo che si può ancora andare a puttante e tradire la moglie. E anche il marito. Per la verità era proprio fino agli anni ’70 che non potevi tradire il coniuge, pena la reclusione. Però era socialmente tollerato.
    Il giorno in cui davvero fosse più lecito de jure e de facto tradire la moglie o andare a puttane, lì sì che saremmo precipitati, se non nella barbarie, in un mondo da incubo, che non vedo come a te, che mi sembri più un libertario che un puritano sessuofobo, potrebbe mai piacere.

    • PinoMamet says:

      È una risposta complessa e sto andando a dormire perché sarò al mare per un paio di giorni…
      Facciamo che rimandiamo 😉

    • PinoMamet says:

      “Cioè tu seriamente ascriveresti alla barbarie tutta la storia umana tranne gli ultimi dieci o vent’anni, in cui non si può dire più “frocio”?
      Quindi Virgilio, Orazio, Dante, Leonardo da Vinci, Manzoni, Leopardi, Pirandello, Pasolini appartengono al mondo della barbarie?”

      Allora: no, e non ho mai scritto niente del genere.

      Ma il discorso è molto più semplice di quanto credessi, ahimè (lo so che ami le cose lunghe) anche più breve da esporre.

      Esiste la civiltà, e l’inciviltà.

      Dante è civiltà, offendere le persone è inciviltà.

      Mi pare che invece tu consideri la cultura come un tutt’uno solidale e tutto d’un pezzo: se levi un tocchettino solo, cade tutto.

      Ma non è e non è mai stato così. Non esiste la civiltà costituita da Dante, Bach, Giotto E prendere in giro gli omosessuali e picchiare la moglie.
      Come dire che se smetti di prenderli in giro, non avresti più “diritto” a Dante.

      No: per me la civiltà è prima di tutto una sola:
      non esiste la cultura italiana in contrapposizione a quella francese o senegalese: esiste la cultura, punto e basta.
      Parli una lingua, bene, due meglio, tre meglio ancora, quattro è fantastico: è cultura.

      Ma anche in senso storico e diacronico per me è così: esiste una sola civiltà, quella umana, che è un viaggio e una conquista continua, e sì, credo che ci sia un senso, una direzione ben precisa, che si possano fare passi avanti e passi indietro.

      • Daouda says:

        Pino per piacere.

        Essere frogi è incivile, sempre che si voglia dare alla civiltà un senso prettamente UMANO.
        Alché è prettamente incivile non prendere in giro un frogio ricordandogli la sua minorità per due motivi semplici e basilari ( cos’ come ogni altra cosa, se vuoi possiamo metterci anche l’inferiorità dei negri e dei cinesi, giacché Cristo è semita ):
        a) perché se lo prendo in giro BONARIAMENTE posso parlargli, dargli un ruolo, accettarlo, stuzzicarlo, interagire e rionoscerlo per quello che è ERGO smorzo la tenzione
        b) perché se non lo faccio lui imporrà a me la merda, non perché lui è merda, ma semplicemente perché da parzialista NON E’ IL CENTRO e dunque disordina tutto dalla sua visuale, legittima parzialmente, ma non totalmente.

        Credi che avremmo avuto che Dio intervenisse nel mondo con gli ebrei se ciò non fosse vero?
        veramente Pino tu sei un antiebreo come tutti gli ebrei,a peggior ragione i sionisti, che sono l’apice del rinnegamento

  54. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Antisemitismo, Islamofobia, Sessismo, Omofobia, ecc … sostituire a busso , nelle scuole, Dante Alighieri con Federico Moccia ! 😉

    • Moi says:

      e cmq negli ultimi decenni a me colpisce molto di più un’ altra (!) cosa: la totale assenza di un pensiero coeso e coerente. UAARini pro-Moschee , Femministe pro-Niqab ,LGBTQU+ che vogliono spasmodicamente “gemellarsi” in quanto “Minoranze” con gente che viene da Paesi ove li farebbero oscillare da una gru con una corda al collo …

      • Z. says:

        Moi,

        non è detto che quella che tu vedi o che io vedo come incoerenza lo sia per tutti gli altri.

        Ad esempio, metti che ci siano Paesi dove gli atei come me e come te fanno una brutta fine: davvero sarebbe “coerente” perseguitare chi emigra da quei Paesi – magari fuggendo – per vivere da noi?

        • Peucezio says:

          No, Z., qua non ci siamo.
          Loro non rivendicano il diritto dell’omosessuale iraniano di venire in Italia per non essere appeso per le palle in Iran, che sarebbe del tutto logico.
          Loro divendicano il diritto del pakistano che vive in Italia di vivere coerentemente con la sua cultura (che implica anche appendere per le palle gli omosessuali, ma questo non lo dicono), il diritto dell’islamica di portare il velo a Milano o a Roma.
          Di tutti gli stranieri che vengono qua, una minima parte sono omosessuali o atei perseguitati in quanto omosessuali o atei: la maggior parte, compresi quelli di religione cristiana, hanno sui coglioni gli uni e gli altri, soprattutto i primi: pensa un po’ che simpatia hanno per gli omosessuali nell’Est Europa, dove invece con l’ateismo ci hanno convissuto per decenni perché era imposto dallo stato. Figurati gli islamici o i cristiani africani quanto possono avere in simpatia l’una e l’altra cosa!

          • Z. says:

            Peucezio,

            — Loro divendicano il diritto del pakistano che vive in Italia di vivere coerentemente con la sua cultura (che implica anche appendere per le palle gli omosessuali, ma questo non lo dicono) —

            Aspetta: tu conosci gente che rivendica il diritto dei pachistani di evirare gli omosessuali? dici sul serio?

            — il diritto dell’islamica di portare il velo a Milano o a Roma. —

            Forse sbaglio, ma credo che il sostantivo sia “musulmana”. Comunque ci mancherebbe che non ce l’avesse: a Milano, a Roma e sinanche a Trebbo di Reno 🙂

            • Peucezio says:

              Alla facciaccia del femminismo.
              Fossero i cattolici a proporre che le donne vadano in giro velate, succederebbe il finimondo.

              Nessuno dice che il pakistano può evirare l’omosessuale, ma sostanzialmente è quello che la maggior parte dei pakistani pensa, però tutti quelli di sinistra sono rispettosissimi della loro cultura.
              Chissà perché per Salvini vale la presunzione di pensiero malvagio (dice che l’immigrato regolare è suo fratello, ma in realtà è un nazista), invece per il pakistano si presume che sia tollerante, finché non afferma esplicitamente il contrario (e anche quando lo fa).

              Comunque no, sia “mussulmano” che “islamico” sono aggettivi (sinonimi) e come tali sostantivabili. “Islam” è un sostantivo.

            • Z. says:

              Peucè,

              — Fossero i cattolici a proporre che le donne vadano in giro velate, succederebbe il finimondo. —

              Molti cattolici, in realtà, sostengono il diritto delle donne a portare il velo. E quasi nessuno sostiene che andrebbe loro vietato.

              — Nessuno dice che il pakistano può evirare l’omosessuale —

              Ah, ecco. Meno male!

              — ma sostanzialmente è quello che la maggior parte dei pakistani pensa —

              L’hai letto da qualche parte o sei pratico di cultura pachistana?

              — però tutti quelli di sinistra sono rispettosissimi della loro cultura —

              Non credo che “tutti quelli di sinistra” la pensino ugualmente, ma di certo in pochi approverebbero violenze contro i gay commesse da pachistani.

              — [Salvini] dice che l’immigrato regolare è suo fratello —

              Tornano le oleografie di genere pastorale, vedo 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Molti cattolici, in realtà, sostengono il diritto delle donne a portare il velo. ”

                Presentameli. Non vedo l’ora di conoscere degli integralisti più integralisti di me e dei miei amici sedevacantisti (che il velo alle donne lo propongono solo per la messa e molte neanche obbediscono, senza che loro facciano una piega).

                Non sono pratico di cultura pachistana, ma tu non sei ingenuo come fingi di essere. Capita anche a me qualche volta di parlare con degli immigrati mussulmani. Ma se persino russi e ucraini agli omosessuali li prenderebbero a calci!

                “Non credo che “tutti quelli di sinistra” la pensino ugualmente, ma di certo in pochi approverebbero violenze contro i gay commesse da pachistani.”

                Grazie al cavolo: la sinistra ha smarrito da quel dì il principio di non contraddizione.
                Come si dice a Bari: vole merì e nnon vole stènne le pìite.

                Che poi è bellissima ‘sta cosa: accetto la tua cultura con riserva, esattamente fino al punto in cui decido io e non un millimetro oltre. Come dire: ti faccio venire qui, purché ti tagli un piede, perché accetto tutto di te, tranne il tuo piede.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Presentameli. —

                Scusa, ma dalle tue parti tutti i cattolici vogliono impedire alle donne di portare il velo? sei serio?

                — Non sono pratico di cultura pachistana, ma tu non sei ingenuo come fingi di essere. —

                L’ingenuità è una qualità mica da ridere. Ha reso grandi gli Stati Uniti 🙂

                — Grazie al cavolo: la sinistra ha smarrito da quel dì il principio di non contraddizione. —

                Eh, non c’è più la sinistra di una volta, signora mia. E nemmeno la mezza stagione 😀

                — Che poi è bellissima ‘sta cosa: accetto la tua cultura con riserva, esattamente fino al punto in cui decido io e non un millimetro oltre. —

                Esatto. E il punto in cui dico io è la pacifica convivenza comune presidiata dalle leggi dello Stato: che si possono discutere assieme, ma vanno rispettate.

                — Come dire: ti faccio venire qui, purché ti tagli un piede, perché accetto tutto di te, tranne il tuo piede. —

                No, è piuttosto come dire: “ti faccio venire qui, purché non mi tagli un piede.” E nemmeno a tua moglie, o a Peucezio. Mutilarsi non credo sia vietato, purché tu non lo faccia per frodare l’assicurazione (sì, pare ci sia chi lo fa).

              • Peucezio says:

                Vabbè e i tabù linguistici che c’entrano con la libertà?
                E’ libera e rispettosa una società in cui qualche coglione cambia le desinenze ritenendole offensive?

                Non è che stimassi di più la sinistra di una volta.
                Però, un po’ come tutta la società, almeno era colta.
                Questi sono degli analfabeti, incapaci di formulare un pensiero che non sia uno slogan.

              • Roberto says:

                ” Che poi è bellissima ‘sta cosa: accetto la tua cultura con riserva, ”

                Credo che sia un’ovvietà.
                Non ho mai sentito dire “accetto la tua cultura in toto, sacrifici umani compresi”

              • Peucezio says:

                Basterebbe che ognuno si tenesse la sua e accettasse quella degli altri in casa propria.
                Ogni cultura è un insieme, un sistema integrato e organico, non puoi farla a pezzi e prendere i pezzi che vuoi.
                E un uomo non è né una tabula rasa, né un puzzle da cui puoi togliere pezzi a piacimento. Se lo accetti, devi accettare tutto ciò che è il suo retroterra culturale e antropologico. Altrimenti non lo devi accettare.

                Se si dicesse a un cattolico che non ci può essere la messa con la consacrazione del vino, perché decidiamo che la nostra società è incompatibile con l’alcol, che è una sostanza psicotropa, tossica, che crea dipendenza e fa molti danni, semplicemente staremmo negando in toto il suo cattolicesimo: semplicemente non si può dire messa senza che il sacerdote consacri il vino e faccia la comunione sub utraque specie.

              • Peucezio says:

                Casa propria degli altri, intendevo.

              • Z. says:

                Peucè,

                — Vabbè e i tabù linguistici che c’entrano con la libertà? —

                E allora le foibe, eh?

                — Non è che stimassi di più la sinistra di una volta.
                Però, un po’ come tutta la società, almeno era colta. —

                C’è da dire una cosa,al riguardo, cui ultimamente penso spesso

                Nel secondo dopoguerra molti politici – in primis, ma non tantum, quelli di sinistra – erano persone eccezionali. Era gente che aveva accettato di subire il carcere e la deportazione, che aveva rischiato la vita per le proprie idee. Non è la norma, quel mondo, ma l’eccezione. Come la crescita postbellica.

                Oggi spesso si entra in politica sperando di schivare la fresa, o addirittura quando non c’è più posto alla fresa.

                Per questo il mondo di ieri produceva ADG e PT mentre quello di oggi produce soprattutto gente di cui mi vergognerei se vivessi all’estero.

              • Z. says:

                (soprattutto no, dai. Però ne produce tanta)

              • Peucezio says:

                Non ho capito le sigle, ma la cosa secondo me è più semplice.
                C’è stata una depressione del livello culturale e delle competenze. E anche del livello morale: gli stronzi ci sono sempre stati, ma oggi sono tutti una massa di quacquaraquà.

              • Peucezio says:

                Ma almeno i cozzali non pretendono di essere colti.
                Invece i “colti” sono ignoranti, ma con l’arroganza di chi si crede colto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Non ho capito le sigle —

                🙂

                De Gasperi e Togliatti!

                — C’è stata una depressione del livello culturale e delle competenze. —

                Hmm, non so. Oggi pressoché chiunque vuol dir la sua su tutto, pubblicamente, e spesso per iscritto. E il Dunning-Kruger non perdona.

                Oggi anche il peggio truzzo, corteggiato – e in certo senso, compravenduto – da imprese e politica e media, crede di capire.

                E credere di capire è un guaio, soprattutto per gli altri.

              • Peucezio says:

                Z.,
                questo anche.
                Ma c”è anche il fatto che i livelli medio-alti sono molto più bassi di un tempo (non di chissà quando: i miei amici docenti universitari facendo esami notano un degrado a vista d’occhio).
                C’è anche una progressiva caduta di livello della produzione scientifica: si fa sempre più fuffa.
                Insomma, siamo sempre là: il ’68 con la sua onda lunga. 🙂

          • Roberto says:

            Io rivendico il diritto di tutti, pakistani, peruviani, fiorentini e sinanco svizzeri di vivere come cavolo gli pare nei limiti delle regole di convivenza che si chiamano leggi.

            Vuoi non mangiare salame, vestirti da schifo, passare il venerdì in moschea e digiunare un mese all’anno?
            Bene, fatti tuoi

            Vuoi appendere l’omosessuale per le palle?
            Male, non puoi

            Semplice e coerente

            • Z. says:

              Credo che di norma – cattolici e non, sinistra e non – la gente tenda a pensarla così. Giustamente, direi.

              • Peucezio says:

                Sì, ma voi non siete rappresentativi della retorica multiculturalista imperante. Voi fate un discorso di buon senso, che si può condividere o meno, ma che non si ammanta di retorica e di livore anti-italiano e anti-occidentale (per inciso, a me dell’Occidente non frega nulla).

              • Peucezio says:

                E comunque non bastano le affermazioni di principio, le cose debbono essere effettivamente realizzabili.
                Come la mettiamo se un giorno, essendo o maggioranza o comunque determinanti per le leggi e tutto, imporranno un sistema non liberale ma ispirato alla loro mentalità?
                Voi disegnate uno schema in sé perfetto: si può non condividere, ma potenzialemnte funziona perfettamente senza conflitti. Ma poi c’è la gente, con la sua storia, il suo retroterra, la sua mentalità. E spesso questi sistemi liberi e democratici vanno a carte quarantotto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — E comunque non bastano le affermazioni di principio, le cose debbono essere effettivamente realizzabili. —

                Sagge parole.

                — Come la mettiamo se un giorno, essendo o maggioranza o comunque determinanti per le leggi e tutto, imporranno un sistema non liberale ma ispirato alla loro mentalità? —

                Come la mettiamo se un giorno tutti in Italia vorranno fare i traduttori dal gaelico e nient’altro? Chi farà tutto il resto?

                Il problema è angosciante, ma le tue sagge parole, citate sopra mi aiutano a rasserenarmi un po’ 🙂

                Z.

                PS: Non credo possano esistere sistemi senza conflitti. Si cerca di prevenirli, di dirimerli, di minimizzarne i danni per quanto possibile. Per farlo si usa una roba il cui etimo è lo stesso di “giogo” 😉

              • Peucezio says:

                Z.,
                veramente i Romani non si sono mai sognati di slegare lo stato e il diritto dalla religione.
                Potevi professarne un milione di diverse, pure inventartele, ma i cristiani sono stati perseguitati per essersi rifiutati di onorare quella pubblica.
                Come al solito non riuscite a storicizzare: nella storia mondiale l’idea liberale e laica è un’eccezione postilluminista.

                Comunque, se pensavi a ius, iuris, sappi che non ha nessuna relazione etimologica con iugum.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — veramente i Romani non si sono mai sognati di slegare lo stato e il diritto dalla religione. —

                Beh, per certi versi è proprio ciò che hanno fatto!

                All’inizio il giudice era un sacerdote o giù di là, e abbondavano ritualità e sacramentalismi. Ma solo in epica piuttosto arcaica.

                — nella storia mondiale l’idea liberale e laica è un’eccezione postilluminista. —

                La durata di un fenomeno, come sempre, dipende dalla scala di osservazione: quando storicizzi devi tenerne conto. Quella dello sparare a due mani con la pistola è pratica di introduzione relativamente recente, se consideri da quanto esistono le armi da fuoco personali.

                — Comunque, se pensavi a ius, iuris —

                Ouais. Secondo una ricostruzione di cui lessi (e che citai qui tempo addietro) sia ius che iugum sono parenti di iubeo.

              • Roberto says:

                Ho passato gli ultimi 30 anni della mia vita pensando che ius e giogo fossero legati!
                Allora da dove viene ius?

              • Peucezio says:

                In base al Pokorny è solo un’ipotesi e a livello di indoeuropeistica, nemmeno del latino.

                jugum è da una radice jeu(g), che è legata al concetto di “legare insieme” e di “giogo”;
                mentre jus, come anche jurare viene dalla rad. jewos, che vuol dire “norma, diritto” e che potrebbe avere un rapporto con l’altra.

                jubeo a sua volta è legato a jeu-dh “muoversi rapidamente, combattere”, radice per il quale il Pokorny non indica connessioni di sorta con le altre due.
                Però non saprei se sono stati individuati successivamente nessi fra queste radici, di cui il Pokorny, che è l’opera di riferimento per il lessico indoeuropeo, non dà conto.
                Non posso escluderlo. Ma in goni caso non sarebbero etimologie classiche, interne al latino.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “All’inizio il giudice era un sacerdote o giù di là, e abbondavano ritualità e sacramentalismi. Ma solo in epica piuttosto arcaica.”

                Sì, ma questa è un’altra questione.
                Una cosa è che l’attività giuridica sia cosa distinta dai riti religiosi, una cosa che lo stato non abbia anche una dimensione religiosa imprescindibile, tale per cui, se le rifiuti il giusto omaggio, sei un sovversivo contro la comunità.

                Continua a non convincermi quest’idea lineare e progressiva, quasi che l’uomo andasse naturaliter verso la laicità: pensa all’Iran prima e dopo il ’79.
                Tra la’ltro il bello è che proprio tu, rappresentando in ciò un tipo di sensibilità comune a sinistra, neghi tale linearità necessaria e progressiva, visto che paventi imminenti pandemie cosmiche, legate al fatto che l’umanità sta tornando a curarsi dallo stregone, a causa dell’antirazionalismo di ritorno portato dai social network.
                Insomma, a quale periodo dovremmo fermare l’orologio della storia? Al Settecento degli Enciclopedisti? Agli anni ’70? Al governo Gentiloni…?

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Ouais. Secondo una ricostruzione di cui lessi (e che citai qui tempo addietro) sia ius che iugum sono parenti di iubeo.”

                Hai ancora per caso l’articolo?

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Continua a non convincermi quest’idea lineare e progressiva —

                Questo vizio di attribuirmi opinioni mai espresse (idea lineare e progressiva, pandemia cosmica) un giorno ti costerà pianto e stridor di denti!

                In realtà mi limito a constatare tendenze in atto oggi, per come le interpreto 🙂

              • Peucezio says:

                Sì, d’accordo, però non ho capito perché se il mondo va nella direzione che ti piace, sta costruendo una società giusta e ordinata, secondo una normale logica di progresso umano, per la quale è normale che gli omosessuali abbiano dirtti che non sono mai stati loro riconosciuti nella storia umana, la religione sia completamente distinta dallo stato, ecc. ecc., ma quando poi si impone (probabilmente sono oscillazioni, ma se anche così fosse, come è probabile, obbedirebbero a una logica compensativa, sana, che tende a contenere e compensare i salti in avanti; se invece è un fenomeno epocale di lungo periodo, come mi farebbe piacere credere, ma non sono così ottimista, è il movimento inarrestabile della Storia, bellezza!) una tendenza che non ti piace, il mondo sta prendendo una brutta china, la gente si nutre di odio sul web, si vaccina troppo poco, diventa razzista, ecc. ecc.

                Non potresti semplicemente dire che un certo momento storico coincide con una tua personalissima sensibilità (tua e di tantissime altre persone, certo), senza parlarne come se fosse l’esito naturale, giusto e razionale della civiltà umana?

              • Z. says:

                Peucè,

                — Sì, d’accordo, però non ho capito perché se il mondo va nella direzione che ti piace —

                Per certe cose il mondo va in una direzione che mi piace. Per molte altre, purtroppo, no.

                PERALTRO credo di averlo detto almeno una volta per ogni chilo che peso, e sono parecchi 🙂

              • Peucezio says:

                Mmh…
                Sì, però c’è sempre l’idea che la direzione che ti piace coincida con una sorta di razionalità intrinseca cui il mondo deve tendere.
                E’ questo che intendo più o meno quando parlo di difficoltà a relativizzare.
                Tu, come me, sei figlio di un’epoca, un contesto sociale e culturale, ecc. ecc., che ha sviluppato in te una sensibilità, un orientamento ideologico.
                Ma l’impressione è che tendi un po’ a ipostatizzarlo (non solo tu, ovviamente).

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Sì, però c’è sempre l’idea che la direzione che ti piace coincida con una sorta di razionalità intrinseca cui il mondo deve tendere. —

                A me piacerebbe che ci si ascoltasse di più. Ho imparato che aiuta molto a risolvere e comporre i conflitti, ad ogni livello.

                Se è questo che intendi per “razionalità intrinseca” allora mi piacerebbe che il mondo vi tendesse. Per certe cose lo fa, ma per molte altre no.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “A me piacerebbe che ci si ascoltasse di più. Ho imparato che aiuta molto a risolvere e comporre i conflitti, ad ogni livello.”

                E fin qui benissimo.

                “Se è questo che intendi per “razionalità intrinseca” allora mi piacerebbe che il mondo vi tendesse. Per certe cose lo fa, ma per molte altre no.””

                No, intendo che tu pensi (se non ho capito male) a una sorta di sistema buono in assoluto, potenzialmente per tutte le società.
                Io a questo non credo. Gli uomini sono diversi, i popoli sono diversi, le società sono diverse, le epoche sono diverse.

              • Z. says:

                Peucezio,

                e come ti sei fatto questa idea su di me, e sulla mia adesione ad un ipotetico sistema perfetto sub specie aeternitatis?

  55. mirkhond says:

    Pino Mamet
    “ma allora mutatis mutandis si può dire lo stesso dell’Israele antica: ci sono città, resti, monete, si sa che c’era un popolo che parlava ebraico ecc.
    cioè vedi gli effetti delle conquiste.”

    Non mi sembra di aver negato l’esistenza storica dei Proto-Israeliti, così come dei due stati di Israele e Giuda.
    Idem per la lingua, monete ecc.
    Solo, rifacendomi agli studi di archeologi e storici ISRAELIANI, ritengo che i racconti della conquista violenta di Canaan non abbiano riscontri storici.
    Gli Israeliti e i Giudei erano popolazioni cananee con radici beduine e la loro stessa lingua, l’Ebraico, era imparentata col Fenicio.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      ” l’Ebraico, era imparentata col Fenicio.”

      Non sono un semitista, ma credo si possa dire che fosse una varietà di cananeo come il fenicio, per cui, più che imparentata, era proprio la stessa lingua.

      Sarebbe però da capire se gli ebrei lo parlassero ab origine o se l’hanno appreso dai Cananei perdendo una loro lingua originaria (che doveva comunque essere semitica occidentale, forse di tipo più settentrionale, affine all’aramaico o a un suo antenato). Ma temo che manchino riscontri di qualsiasi tipo in merito.

    • PinoMamet says:

      “ritengo che i racconti della conquista violenta di Canaan non abbiano riscontri storici.”

      Mi’, a dire il vero tu dicevi riscontri archeologici, che non è proprio la stessa cosa. La ricerca storica è fatta anche di fonti archeologiche, non solo.

      • mirkhond says:

        Riscontri archeologici e riscontri storici.

        • PinoMamet says:

          Tipo?

          comunque l’argomento “e silentio” è molto debole, lo sai.

          • mirkhond says:

            Ti ho elencato le pubblicazioni in merito.
            Come mai della conquista e insediamento filisteo sono state trovate tracce, e di quello dell’esodo e della conquista israelitica, no?

          • PinoMamet says:

            Forse non ci capiamo Mi’:

            tracce dell’ insediamento filisteo ci sono sicuramente, come di quello ebraico…

            traccia della conquista filistea, quali sono?
            c’è qualche resto archeologico di una battaglia con cui sappiamo con certezza che i filistei hanno conquistato, che so, Ascalona?
            c’è qualche resto archeologico che prova in modo univoco che sono sbarcati da Creta o dal Dodecanneso, che ne so?

            Non so, magari c’è: a me non risulta, ma magari c’è.

            Altrimenti, devi dire dei Filistei la stessa cosa che dici degli Ebrei, cioè “non ci sono tracce della conquista”.

            Boh, a me pare che una corrente storica si ostini a negare l’evidenza, richiedendo agli Ebrei una serie di prove su prove che non sono chieste a nessun altro popolo antico.

            Bada bene, non dico mica che per forza debbano essere avvenuti i massacri e le battaglie nelle sansioni temporali e soprattutto nelle dimensioni “bibliche”.
            Ma onestamente continuano a non vedere perché ostinarsi a negarli in assoluto.

            • mirkhond says:

              “traccia della conquista filistea, quali sono?
              c’è qualche resto archeologico di una battaglia con cui sappiamo con certezza che i filistei hanno conquistato, che so, Ascalona?”

              Ci sono tracce di incendi, e poi di manufatti di cultura egea.
              E questo per 50 anni successivi.
              Poi avvenne la semitizzazione dei Filistei.
              Comunque ti consiglio di leggere Le Tracce di Mosè di Finkelstein e Silberman e Oltre la Bibbia di Mario Liverani.

            • PinoMamet says:

              Vabè.

  56. Z. says:

    Il razzismo non c’entra…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/01/palermo-pestano-a-sangue-al-pub-gli-hanno-urlato-sporco-negro-torna-al-tuo-paese-che-e-in-provincia-di-agrigento/4531593/

    … gli avranno detto “sporco negro” per criticare la sua igiene? Immagino che la tesi sia questa.

  57. Moi says:

    Il movente primario pare sia stato una “Questione di Figa”, che _ parafrasando Karl Marx _ nelle Risse fra Giovani Maschi è da sempre la Struttura … Classismo, Localismo, Razzismo, Origini Culturali / Religiose esistono; sono però il più delle volte Elementi Sovrastrutturali !

    • Moi says:

      Fra l’ altro c’è un diffusissimo Culto Esotico che dichiara Territorio di Caccia Libero quella “Altrui”, ma privatizza la “Propria” … poi ci si meraviglia se è il più problematico.

      … Nevvero, Habs ? 😉

    • Z. says:

      Moi,

      — Il movente primario pare sia stato una “Questione di Figa” —

      Il movente serve soprattutto a individuare il reo, ma mi pare che qui sia individuato.

      Sostenere che “sporco negro” non sia un insulto razzista, invece, richiede la ferma convinzione che il tuo interlocutore sia un vero mentecatto.

      Non lo pensi di me, vero Muà? 🙁

    • Peucezio says:

      I “sentinelli”… Questa mi mancava. D’altronde nell’epoca delle sindache, ministre, minestre…

      • Mauricius Tarvisii says:

        E’ un nome ironico che scimmiotta quello delle Sentinelle in Piedi.

        • Moi says:

          Già: solo che quando sono Kuelli dei Centri Sociali OKKupati e i Rèinbòu Pìpol a dare addosso (cariche in piazza o simpatiche recite da Cattedra dei NON-Credenti [cit.] ove la Passione di Cristo diventa un Glory Hole in cosplay da Antichità …) ai Reazionari … la Democrazia raggiunge inarrivabili ed ineguagliati picchi ! 😉

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          “E’ un nome ironico che scimmiotta quello delle Sentinelle in Piedi.”

          Noooo, non l’avevo capito 🙂

  58. Moi says:

    Certo che c’è stato razzismo … dicevo solo che in Italia mi pare molto più “sovrastrutturale” che altrove fuor d’ Occidente. Anche perché il razzismo non-Occidentale non deve (!) esistere e non è d’uopo giammai che si ne discuta.

    la Vittima, preso atto di queste elucubrazioni, se ne fa qualcosa ? Certo che no, ma se qui fossimo sempre e solo concreti … semplicemente non saremmo noi.

    • Daouda says:

      mah. Gli italiani è vero che tendenzialmente sono i più razzisti d’Europa, il che non gli vieta anche di essere i più umani!

      e come canta Claudio Villa in “Tutti Romani”…me n’avanto!

  59. Moi says:

    molto più “sovrastrutturale” che altrove in Occidente.

    e.c. talmente siamo un Occidente Anomalo.

    PS

    il Caldazzo Afoso NON aiuta il Logos … 😉

  60. Moi says:

    Nell’ Antichità un territorio , qualsivoglia territorio, poteva essere solo di chiunque ne avesse i migliori mezzi e/o uomini per prenderselo.

    • Daouda says:

      Vatti a leggere il risus paschalis del medioevo e poi ne riparliamo Peucé.

      Se Guénon ha fatto na cazzata, tra mille altre, è proprio credere che esista una cosa così stupida chiamata modernità, e la CHIESA SANTA, a peggior ragione, ha chiamato una certa data apostasia come eresia ( che almeno gli eretici…ma vabbé) detta modernismo tant’è che i è avuta, con tale introduzione, la descrizione di un’apostasia, 3 eresie, e la Fede ( modernismo, progressismo-tradizionalismo-conservatorismo, ortodossia ) che la maggior parte della gente non può cogliere.

      • Peucezio says:

        Non conoscevo il risus paschalis, ma non ho mai pensato che la chiesa debba essere un luogo ieratico e ingessato: nel medioevo e anche dopo era un gran casino, vi succedeva di tutto.
        Ma quello che accade oggi è una cosa di segno diversissimo.
        Quella era una chiesa molto immanentista e non moralista, questa è una chiesa pauperista, moralista e puritana, in cui il prete non può avere la concubina, se poi è pedofilo succede il finimondo (nei secoli chissà quanti preti avranno pasticciato con ragazzini e ragazzine e non fregava niente a nessuno).
        Quindi lì poteva esserci disordine, in quanto c’era vitalità, gusto del bello, esuberanza.
        Oggi invece queste cose si fanno per perseguire il brutto, sono forme di automortificazione: l’orrore deve entrare nella Chiesa, perché la Chiesa dev’essere a tutti i livelli squallore, bruttezza, miseria estetica e morale.

        • Daouda says:

          Peucè tu parli coll’occhi di oggi co 700 anni de corso.
          Al tempo quelli che vivevano quelle cose pensi la pijassero bene?
          Stavano come te oggi, dentro quell’epoca che invece tu idolatri e non capisco perché

        • Z. says:

          Peucezio,

          — nei secoli chissà quanti preti avranno pasticciato con ragazzini e ragazzine e non fregava niente a nessuno —

          Chiedi a MT, secondo me qualcosa da obiettare ce l’ha…

  61. mirkhond says:

    Da chiesa a balera.

  62. Moi says:

    SEGNALAZIONE DOVEROSA

    Come oramai già saprete di certo, è polemica Salvini&Fontana VS DiMaio&Conte circa l’ eventualità di Abolizione della Legge Mancino …

    Per come la vedo io, forse, prendersela con la Legge Mancino è come prendersela con il termometro se si ha un febbrone da cavallo.

    In termini fattuali e concreti a mo’ di esempio, un “Occidente” in cui mettere a mollo un crocifisso nell’ urina è “Arte da Patrocinare” e commentare un attentato ISIS o AlQaeda con le Sure Coraniche Bellicose è “Istigazione all’ Odio Vs le Minoranze” … è un “Occidente” messo male ma proprio da panico, e la Legge Mancino ne è un’ efficacissima sonda in grado di fornire precisa misurazione del fenomeno !

    … Nevvero, Habs ? … Almeno te ! 😉

    • Daouda says:

      Anche qui ( risposta sucessiva a quella sotto ) caschi nel baratro. L’occidente che non metta a merda il Crocifisso non sarebbe tale, ed ugualmente l’occidente che non giustificasse l’Islam ( di cui l’Isisse è na scusa ) non si confarrebbe per quello che è.
      Cioè tu non vedi proprio che l’ “occidente” è proprio messo bene bene bene invece che a pezzi.
      Parli della legge mancino, alché, a conti fatti, parleresti dell’abolizione della statualità italiana se non altro dei suoi gangli, se non si volesse scovare la fascistità della costituzione.
      Cioè MOI non ti svegliare sempre tardi, non cercare di fare lo sveglio!
      Anche tu devi morire ed il gioco del provocatore non giova a decidere chi tu sia, per dire.

  63. Moi says:

    Quanto a Coloro che più d’uno qua dentro chiama polemicamente “gli Eletti” (NON certo in senso di democratico scrutinio istituzionale 😉 …) , devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso quel che scrivono certi utenti del Forum Consulenza Ebraica (il più “sbiglinato” 😉 dai Goyim !) e che accennava anche Pino :

    chiunque sia in grado di leggere il Testo Biblico in Lingua Originale, può sostanzialmente pensarne ciò che vuole. Ovvio che NON deve aspettarsi approvazioni e men che meno apprezzamenti 😉 se _ credendoci sul serio_ ne fa una vulgata di “Ufi Guerrafondai” 😉 … ma, di per sé, NON si configura la “Blasfemìa” …

    • Daouda says:

      MOI tu vuoi parlare di tutto…ora…parlando di tutto non parli su tutto, perché infondo sei troppo schematico per esautorarti dai limiti che ti imponi.
      Il sugo der discorso è piuttosto banale: “er testo lascia ddì e quindi posso” non ha rilevanza in realtà.
      Sarebbe come a dire che non possa tradurre Bereshit con merda: In-Principio ( negazione d’inizio) perché non posso ddì che è parto dal culo di Dio?
      Infondo la creazione è un surplus sovrabbondante, uno scarto…trovame qualcuno che appoggi sta visione ed io te dirò che ogni interpretazione è fattibile, ma a conti fatti, e fatti parecchio, allucinati, non troverai nessuno che ti dirà di sì. se non altro perché si usata una A invece che una O il ché ci porta al linguaggio.
      Ovvio che messo in discussione questo….non si ha ragione per seguire alcuno!

  64. mirkhond says:

    Moi

    Ti è sfuggito questo?

    https://youtu.be/2sKN6H50n74

  65. Peucezio says:

    Z.,
    “Peucezio,
    e come ti sei fatto questa idea su di me, e sulla mia adesione ad un ipotetico sistema perfetto sub specie aeternitatis?”

    Dalle cose che scrivi, ovviamente.
    L’idea, non solo tua, è quella liberale per cui esiste una sfera di rispetto individuale, tale per cui ognuno può seguire i suoi orientamenti, tradizioni, culti, purché non condizioni in nessun modo il prossimo e l’unica funzione dello stato, che quindi si trova al di sopra di ogni religione ed è in una posizione neutra, è garantire che chiunque goda di questa libertà, purché non comprometta quella altrui.
    Tutto ciò, insieme alla gestione generale della cosa pubblica, deve avvenire attraverso forme mediate, rappresentative, tali per cui il potere, degli eletti e, a maggior ragione, dei funzionari, debba essere esercitato da persone competenti che abbiano seguito un percorso di studi riconosciuto ufficialmente e che dovrebbe garantire (il che oggi come oggi è del tutto irrealistico, visto che il sistema scolastico e universitario sono diventati delle barzellette, in cui voti, promozioni e lauree si regalano).

    Ora, tale sistema è uno dei tanti storicamente possibili.
    Non è così nelle società passate e non è così in tante società attuali, che funzionano mentre io sto vergando queste righe.
    Va benissimo che a te un sistema del genere sia più congeniale, ma tu ne parli come se fosse l’esito di un processo necessario di disvelamento progressivo di una sorta di Bene metafisico, come se fuori da questo modello ci fosse barbarie, follia, arbitrio assoluto.
    Siamo sempre lì: come obiettavo a Pino: l’umanità è vissuta nelle tenebre della barbarie prima che arrivassero a redimerla Voltaire, Marx e Gentiloni.

    • Peucezio says:

      Per inciso, Gentiloni è un signore abbastanza inoffensivo, ma quando si sono volute applicare le ricette politiche degli altri due, è scorso sangue di innocenti a fiumi, rispetto ai quali le mie pulsioni grandguignolesce sono una bagatella.

      • Z. says:

        Per inciso, nessuno credo abbia mai preteso di applicare le “ricette politiche” di A-lj, che fu più divulgatore che pensatore sistematico…

        Per quanto riguarda Marx, è un po’ come accusare Cristo dei crimini di Pavelić, o addirittura come accusare Keynes per ciò che fa e dice Bagnai 🙂

        • Peucezio says:

          E Gentiloni? Guarda che è il più sanguinario di tutti!! 🙂

          Scherzi a parte, bisogna prendersi le responsabilità di quello che si dice: “li giudicherete dai frutti”.
          Ma tu sei un marxista, non posso mica toglierti il diritto di difendere i tuoi padri ideologici 😛

          Ma m’interessava di più la risposta all’altro commento, di cui il discorso su Voltaire e Marx è solo l’appendice.

          • Z. says:

            Peucè,

            — Scherzi a parte, bisogna prendersi le responsabilità di quello che si dice: “li giudicherete dai frutti”. —

            No, non mi sento di giudicare il Vangelo in base a Pavelić, o – peggio – JMK in base a Bagnai. Mi spiace 🙂

            • Peucezio says:

              Sbagli anche su questo.
              Mi spiace 🙂

              • Z. says:

                Quindi se nei forni di Fratello Morte finivano ebrei vivi è per via dei Vangeli? Lo pensi davvero?

              • Peucezio says:

                Non conosco codesto fratello: io sono figlio unico!
                Però si potrebbe anche dire che non cade foglia che Dio non voglia. E Gesù è Dio.

                Comunque, scherzi a parte, sì: le idee mettono in moto meccanismi, muovono energie, anche in forme molto indirette.
                Trovo una giustificazione facile e discutibile dire: “eh ma lui era in buona fede, sono stati i suoi epigoni che hanno sbagliato”.
                Io da cattolico mi assumo la responsabilità di ogni nefandezza fatta dalla Chiesa Cattolica, non solo delle stragi grandguignolesche che approvo (come la Notte di San Bartolomeo), ma anche di quelle che trovo discutibili, perché non si può comprare il pacchetto spezzettandolo e prendendo ciò che ci fa comodo.
                Possono non piacermi alcuni aspetti della storia del cattolicesimo, ma non posso negare che la Chiesa, nella sua storia, è lo sviluppo organico dell’insegnamento di Cristo, nel bene e nel male, nelle grandezze come nelle miserie.

              • Z. says:

                Peucè,

                tu puoi assumerti la responsabilità di ciò che desideri – specie quando non corri rischio nel farlo! – ma non sei né Marx né Gesù Cristo 🙂

                Detto questo, il tuo ragionamento potrebbe in certo modo applicarsi a Lenin, e fin qui.

                Il nesso tra il Vangelo e Filipović mi sembra invece troppo tenue per stabilire un nesso eziologico.

                Marx poi non ha fondato una Chiesa, né ha inteso darlo. Ne è stata fondata una sui suoi testi: ciò assieme a diverse eresie, di cui una di enorme successo (nel Novecento). Ma se molti generali hanno preferito MZ a JJ ( :P) dipese più dalla situazione contingente che dagli studi di Marx applicati alla Cina 😉

              • Peucezio says:

                Siamo sempre lì.
                A parte che secondo me siamo tutti responsabili di tutto, in nome del principio del battito d’ali della farfalla.
                Ma se io scrivo delle cose o comunque impartisco insegnamenti di un qualche tipo, sono ancora più responsabile.
                Mi sto sbilanciando, sto cercando di dare uno schema alla multiforme realtà, quindi niente sarà più come prima: non posso essere così ingenuo da non sapere che, oltre a seguaci ultraortodossi, ne avrò alcuni un po’, per così dire, creativi… Ma è un rischio che accetto a priori di correre. Ammenoché non sono un deficiente assoluto, nato ieri, che non capisce i più ovvi nessi di causalità fra le cose del mondo; ma nessuna persona così stupida elabora una teroia che muove masse intere ed energie storiche; e comunque anche la stupidità è una colpa, soprattutto da parte di uno che pretende di ammaestrare l’umanità.

    • Z. says:

      Lo vedi? Troppo ragionamento e poca osservazione portano all’errore 🙂

      Non solo i popoli sono diversi tra loro, e così le loro esigenze, ma anche all’interno dello stesso Paese le norme hanno un valore e una funzione storici.

      • Peucezio says:

        Appunto.
        Tu sembri voler sostenere l’esatto contrario, ma forse ho capito male io.
        D’altronde tu per un 90% di quello che scrivi fai battute, per un 9% obiezioni circostanziate (e vanno benissimo le une e le altre) e c’è un residuo 1% in cui, in genere spinto a forza dall’interlocutore (cioè di solito da me), spiegi in modo un po’ più articolato la tua visione delle cose.

        • Z. says:

          Peucezio,

          — Tu sembri voler sostenere l’esatto contrario, ma forse ho capito male io. —

          Secondo me l’hai dato per scontato tu…

          — D’altronde tu per un 90% di quello che scrivi fai battute —

          Beh, dai, allora non sono così noioso come credevo 😀

          • Peucezio says:

            Non sei affatto noioso.
            Però potresti essere un po’ più serio 😛

            • Z. says:

              Potrei. Però dopo sarebbe più difficile nascondere la mia ignoranza…

              • Peucezio says:

                Già, ogni tanto mi dimentico che sei un ignorantone!
                E dire che anche di persona sembri così preparato e distinto 🙂
                Simuli molto bene!

              • Z. says:

                È tutto relativo, come diceva sempre Einstein:

                ignorante rispetto a chi?

                Rispetto a voi, in campo umanistico, direi proprio di sì 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                lasciami dire che ho seri dubbi anche su questo.

                Se parliamo della linguistica è un conto, ma quella è una disciplina specialistica.

  66. habsburgicus says:

    @Moi
    la crisi del cosiddetto Occidenté è in primis “culturale”
    tutto il resto vien da sé
    purtroppo, temo, la crisi è irreversibile

  67. Peucezio says:

    Comunque, ragazzi, ci fate caso che alla fine è il metodo, non i contenuti, la costante dei gruppi umani e ideologici?

    I comunisti una volta facevano la lotta di classe contro i ricchi, ora contro i poveri. Ma sempre lotta di classe è.
    Prepariamoci a una sorta di Pol Pot alla rovescia.
    Meno male che porto gli occhiali: forse mi salverò…

    • Z. says:

      Premesso che mi adoprerò perché tu sia fucilato tra i primi, credo occorra definire meglio “comunisti” e “fare la guerra di classe ai poveri”:)

    • PinoMamet says:

      Non so, ci sono segnali di riscossa.

      Le persone normali, nonostante tutto, continuano a sembrarmi diverse dalla parodia che ne fanno i media, o da quella che i media vorrebbero che diventassero;
      non mi sembra che viviamo in un mondo di razzisti (ma stanno leggermente aumentando) né di persone che considerino guarda due belle gambe femminili “una molestia” mentre vestirsi da cane in lattice e farsi trainare al guinzaglio da un tizio in pubblico “libera espressione della propria sessualità” (ma stanno leggermente aumentando). Per inciso, penso che in privato ognuno possa fare quello che gli piace, come è sempre successo (del povero Aristotele dicevano che gli piaceva fare da cavallo non so più a che etera… so’ gusti).

      Non ho letto la sentenza, per esempio, ma nel caso di Brizzi mi pare che i giudici italiani abbiano deciso ragionevolmente e senza isterismi “asiani”, e il riferimento non è al continente…

      • Z. says:

        Non sono sicuro che gli italiani siano più razzisti di qualche anno fa: anzi, secondo me no. Del resto, non credo si diventi razzisti all’improvviso.

        Molti a mio avviso si fanno assai meno problemi ad esternarlo, per ragioni intuitive.

        Comunque, se ho letto bene i casi esaminati di Brizzi erano uno soltanto (negli altri due il termine per la querela era spirato).

      • Peucezio says:

        Pino,
        sì sostanzialmente sono d’accordo con te.
        Quello che noto è l’arroccamento delle élite, che quindi si estremizzano (come, correlativamente, le classi popolari e i partiti che le rappresentano). Insomma, non dico una radicalizzazione, ma quantomeno una certa polarizzazione.
        Ma non è detto che questa preservi una parte di potere delle élite, anzi, potrebbe essere un arroccamento se non suicida tale da rendere tali élite sostanzialmente ininfluenti (questo è il mio aupsicio; sperando che nel frattempo non facciano danni, con colpi di coda violenti, anche moralmente: non ho il monopolio del grandguignol di zetiana memoria e ci sono tanti modi di farlo).

      • Roberto says:

        Sono totalmente d’accordo con pino

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