I delfini d’aria

Chiedo a volte agli amici, qual è il suono che si sente in tutta Europa, in città ma anche in campagna, da maggio a luglio ogni anno?

Le risposte che ricevo rivelano che chi le dà, non ci ha mai pensato.

Solo B., la nostra cantante macedone, ci arriva:

“sono uccelli, ma non quelli che fanno tuì tuì, sono quelli che fanno il suono lungo, come un grido. Ci ho pensato proprio ieri, e ho studiato come fanno musica”.

E ci canta il verso delle apodidae.

Delle apodidae, non se ne è accorto quasi nessuno, su di loro non esistono che io sappia leggende, superstizioni, nulla. Gli italiani li chiamano rondoni.

Alle cinque di mattina, quando l’unico altro rumore è quello profondo del fiume, o qualche occasionale motorino, sento le loro grida arrivare a onde mentre volano a velocità inimmaginabili davanti alle finestre di casa: più tardi saliranno sempre più in alto in cielo, poi verso il tramonto scenderanno di nuovo in basso. E in piena notte, di tanto in tanto, si sente un uccello che fischia solitario.

Gli inglesi li chiamano con il nome di swift, che da una parte significa “veloce”; dall’altra rende in modo onomatopeico il particolarissimo loro verso.

Ma per quanto sia stridulo e intenso il suono, ha evidentemente una qualità tale da essere meno percettibile dalla sensibilità umana di quasi tutti gli altri suoni. E poi quasi nessuno alza la testa nelle ore in cui i rondoni descrivono danze di grande bellezza nel cielo.

A ricordarci, che la nostra coscienza abita solo uno dei mondi possibili, ce ne sono innumerevoli altri.

Nella grande vecchia chiesa di fronte, ho identificato sette nidi di rondoni, piccole fessure accanto a quelle grosse occupate dai piccioni.

Di quel pochissimo che si sa, o si intuisce:

il piccolo rondone nasce in quella fessura, curato dai genitori. Per allenarsi fa flessioni sulle punte delle ali e poi, appena è pronto, vola via.

Ma non è un volar via come quello del passerotto.

Infatti, il rondone è l’unico uccello a vivere in aria come i delfini vivono in acqua.

Entra nell’aria e ci rimane.

Continua a volare mentre lascia dormire mezzo cervello, poi fa dormire l’altro mezzo. E arriva a volare a duecento chilometri l’ora, mentre ci libera da quantità inimmaginabili di insetti: chi sa cosa sarebbe la nostra vita senza di loro.

Il rondone vola verso fine luglio in Sudafrica, facendo anche cinquecento chilometri di volo al giorno.

Dopo un paio di anni, assieme a quella che sarà la compagna di tutta la sua vita (i due sessi sono indistinguibili) torna nel luogo di nascita, trovo un buco e vi costruisce un nido, senza deporre uova. E’ probabilmente la prima volta che tocca terra dopo tanti mesi, e dentro la fessura si muove di pancia, come le foche.

Solo l’anno dopo la coppia farà ritorno allo stesso buco inaccessibile, per deporre finalmente le uova, e ricominciare il ciclo.

I rondoni passano i due terzi della loro vita in Africa, e lì, che io sappia, nessuno li ha mai studiati.

Mentre nel nord del mondo, li hanno studiati in quattro. Solo quando nidificano e toccano terra, cosa facciano in cielo non lo sa nessuno.

Gilbert White, un parroco di campagna inglese che nel Settecento descrisse in minuzioso dettaglio la vita animale e vegetale attorno alla canonica di Selborne.

Emil Weitnauer, un maestro di scuola in un villaggio svizzero che in piena guerra, studiò i rondoni nella torre della parrocchia (pare che fosse riuscito anche a usare una mongolfiera per vederli all’opera).

David Lack, che nel 1946, in una torre dell’università di Oxford escogitò un ingegnoso sistema per osservare dall’interno i nidi: se non avessi letto da ragazzo il suo Swifts in a Tower, forse non me ne sarei mai accorto nemmeno io della loro esistenza.

Mark David Walker, un giovane biologo inglese, il quale nel 2016 ha pubblicato a proprie spese un libretto sulle proprie ricerche, Swift Summers (invito vivamente gli anglofoni all’acquisto).

E poi, che io sappia, finisce lì.

Ah, i rondoni non c’entrano proprio nulla con le rondini, che ormai sono quasi estinti almeno nelle nostre città (dicono perché a causa dell’espansione del Sahara, non ce la fanno più a migrare).

I rondoni, per la precisione, sono parenti dei colibrì, che ci crediate o no.

Non metto immagini in questo post.

Basta alzare la testa, guardare e ascoltare, manca ancora un mese circa prima che scompaiano.

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766 Responses to I delfini d’aria

  1. Francesco says:

    200 km all’ora non è un pò tanto?

    ciao

    • Per Francesco

      “200 km all’ora non è un pò tanto?”

      Credo che il record, nei pochissimi studi fatti, sia di 197 chilometri orari. Ma non permette di definire un limite preciso.

      La media durante gli “screaming parties”, quando corrono veloci gridando insieme, mi sembra che sia poco sopra i 100 chilometri orari.

  2. Francesco says:

    Credevo che gli uccelli più veloci fossero i falchi pellegrini, quando si tuffano in picchiata.

    Codesti rondoni paiono divertirsi molto ma … non fanno un altro mondo possibile. Sono solo bestie alla fine. Il mondo siamo noi (umani intendo, non potete tirarvi fuori).

    Davvero non capisco come un appassionato di mondi immaginali possa essere anche un antispecista come sei tu!

    Ciao

    🙂

    • PinoMamet says:

      ” Il mondo siamo noi ”

      Ma no, dai. Che noia altrimenti.

      A parte questo, era Alcmane che conosceva i “nomoi” (“leggi”, ma anche “modi musicali”) di tutti gli uccelli?

      Un epigono in minore è Dino Risi, che in un suo libro sul cinema classifica brevemente gli uccelli tipici delle città in cui ha soggiornato: nella mia cittadina cita, correttamente, le tortore.
      Io però sono nato fuori città e ricordo come tipici delle mie estati i polisillabici stridii dei gheppi (falchetti: credo abbiano ispirato il ghereghereghez un po’ pirla degli aviatori italiani all’epoca del Fascio), le upupe, le civette.

      Rondini ne vedo in effetti molte meno, ma forse anche perché vivo nel centro abitato; in compenso, noto che nelle campagne qua attorno sono comparsi in maniera massiccia i gabbiani.

      Un collega insegnante di Scienze mi ha fatto sentire il chiù dell’assiolo pascoliano (in vari accenti: pare che gli uccelli, come le persone, abbiano dialetti diversi), che avevo sentito chissà quante volte senza riconoscerlo.

      Si tratta di una civettina, alla fine.

    • Per Francesco

      “Credevo che gli uccelli più veloci fossero i falchi pellegrini, quando si tuffano in picchiata.”

      Può darsi, sto parlando di voli sostenuti nel tempo.

      “Il mondo siamo noi (umani intendo, non potete tirarvi fuori).”

      Ho capito benissimo.

      Nel tuo mondo ci sono impiegati d’ufficio che stanno sotto la luce al neon e fanno gli umani.

      Senza cielo, senza monti, senza rondoni, senza acqua, senza aria.

      Boh, che ti devo dire.

      Mi ricordi un po’ il motivo per cui mi piacciono le crociere: rinchiudono durante l’estate decine di migliaia di persone a cui piace stare chiuse dentro una bara di acciaio, mentre io mi godo tutti i posti dove loro non vanno.

    • PinoMamet says:

      Il nottambulo e la mondana si addormentano invece cullati dal suono di un sacco di uccellini, che si svegliano d’estate alle prime luci dell’aurora, o prima.
      Non so però di che speci siano: ma sono molto riposanti.

      • roberto says:

        da noi c’è una cosa che si chiama blaumeise (mesange bleu e non ho voglia di wikipediare il nome in italiano) che spacca i timpani intorno alle 4.30 (mezz’oretta prima dell’alba)

        tutto tranne che riposante
        🙁

        trovo invece incredibilmente riposanti le cicale, che però qui non ci sono

        • PinoMamet says:

          Fantastiche le cicale! Il vero suono dell’estate italiana in campagna (e greca ancora di più!)

        • Z. says:

          In quantità moderata le cicale sono rilassanti anche per me.

          In quantità massive però insomma!

  3. Sempre per Francesco

    Ecco, mi sono ricordato di un illustre predecessore del Pensiero Franceschino:

    http://kelebeklerblog.com/2010/07/10/lenin-tra-le-nevi/

  4. Francesco says:

    Grande Vlad, che non si fa distrarre!

    😀

    PS mica era una domanda buddhista, come canta il rondone se nessuno lo ascolta?

    • Per Francesco

      “come canta il rondone se nessuno lo ascolta?”

      Non mi risulta che i rondoni siano sordi.

      • Francesco says:

        ma persino i buddhisti sanno che i rondoni non contano! l’unico caso di coscienza nota è quella umana, mi pare

        F o’tradizionalista

        • paniscus says:

          “l’unico caso di coscienza nota è quella umana, mi pare”
          —————————

          Adesso non fare lo svicolatore di fianco e definisci per bene che cosa intendi per “coscienza”, poi si discute se hai detto una cosa corretta o no.

          Il numero di specie animali (e NON necessariamente tutti mammiferi vicini all’uomo) che hanno dimostrato di saper riconoscere se stessi allo specchio, di saper fare dei riferimenti a se stessi comunicando in vario modo tra loro, di comprendere la differenza tra un concetto nella propria testa o nella testa di un altro individuo, e di sapersi mettere dal punto di vista di quell’altro per immaginarsi cosa gli passa per la mente, sta aumentando di anno in anno.

          E aumenterà ancora via via che noi impareremo a elaborare esperimenti e test adatti a gente che non ha le mani o la voce.

          Non solo scimpanzé, bonobo e oranghi, che giocano facile, ma elefanti, delfini, una varietà insospettabile di specie di uccelli, e perfino un po’ di invertebrati…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Probabilmente i più credono che gli animali tendano a scannarsi con il proprio riflesso nell’acqua…

          • Per Paniscus

            ” test adatti a gente che non ha le mani o la voce.”

            Pensiamo alla difficoltà di elaborare test per i delfini, che pare abbiano addirittura nomi individuali che usano nelle loro “conversazioni”.

            Lo dico peraltro da “chomskiano” linguistico: credo che il linguaggio (distinto dalla coscienza, dalla capacità di comunicazione, ecc.) sia esclusivamente umano, ma questo dipende dal significato che si dà al termine stesso di linguaggio. E’ un po’ come l’ecolocalizzazione dei pipistrelli – anche noi umani sappiamo orientarci nello spazio quasi bene quanto loro, ma ci manca l’ecolocalizzazione, ed è inutile fare finta che la vista o l’udito normale “siano” ecolocalizzazione.

          • Peucezio says:

            Lisa,
            “Non solo scimpanzé, bonobo e oranghi, che giocano facile, ma elefanti, delfini, una varietà insospettabile di specie di uccelli, e perfino un po’ di invertebrati…”

            Molto interessante in effetti.
            Se si pensa che non è scontato neanche per noi: i bambini ci arrivano a un certo punto, mica ci nascono.

            • paniscus says:

              Però un conto è nascere con la capacità di fare concretamente una certa cosa X… un altro è nascere avendo già la predisposizione innata per poterla fare, ma non con la capacità innata di farla davvero fin dall’inizio.

              Qualsiasi bambino umano (almeno, quello normodotato, lasciando perdere i casi di menomazioni patologiche) nasce con la capacità automatica di imparare una lingua, o anche più di una, però ha bisogno di almeno due o tre anni per impararla davvero.

              La stessa cosa non si può dire sulla capacità automatica di attaccarsi alla tetta e ciucciare, che gli riesce subito fin dalle prime ore di vita, e non ha bisogno di esercitazione o di apprendimento…

          • Francesco says:

            pensare le robe che pensava Leopardi può andare?

            io sono un povero diplomato del liceo classico, non un filosofo

            ma lo stesso non riesco a non vedere un abisso tra gli umani e le altre specie animali, prima ancora di saperlo descrivere

            • Per Francesco

              “ma lo stesso non riesco a non vedere un abisso tra gli umani e le altre specie animali, prima ancora di saperlo descrivere”

              Ma se pensiamo a tutti gli abissi che esistono…

              che so, immagina la gentile signora che per vent’anni mette le corna al marito, il politico del tuo stesso partito che anno dopo anno si appresta a farti le scarpe, il figlio che scopri che si droga da tre anni…

              Io non ho mai dormito volando in cielo, il rondone sì.

              Eppure tra me e lui, c’è un abisso minore che tra me e il camorrista di quartiere. A cui mi accomuna soltanto il possesso del linguaggio.

              • Francesco says:

                oh, per una volta sono totalmente in disaccordo con te.

                il che forse mi pone in contraddizione con me stesso: se nego l’abisso tra Miguel e il camorrista, non sto affermando l’abisso tra Miguel e me?

                🙂

            • rutt1 says:

              France’ me sei calato, per la doppia negazione

              • Francesco says:

                ruttò, quando ci vuole ci vuole!

                io sono scarso come filosofo ma un animale resta un animale, non m’hanno ancora impressionato d’averce l’anima (o come se dirà oggi)

              • paniscus says:

                e allora perché si chiamano animali? : – )

              • Francesco says:

                pecchè so’ vivvi prof, non pecchè c’hanno l’anima!

                lo sò pure io che sono ‘gnurante di brutto, che è cosa diversa

                😀

          • maffeia says:

            Scusa, questo mi interessa.
            Quali invertebrati hanno dimostrato coscienza?

            • Francesco says:

              Giggino Di Maio?

            • rutt1 says:

              Secondo me quando si parla di coscienza, come laconicamente fa notare il Roberto, si entra in un campo minato

              A me pare che quando si parla di questo concetto ci si riferisce a queste due cose, che avvengono contemporaneamente:

              1. saper tradurre il mondo esterno in una rappresentazione interna che può essere manipolata, in maniera più economica, per intervenire sul mondo esterno

              2. La (presunta?) capacità di questa abilità di avere anche sé stessa come oggetto (=introspezione)

              In fondo 1. è comune agli animali; nel senso che gli indizi che ci fanno pensare che il nostro prossimo umano abbia una coscienza e quelli che il nostro gatto ce l’abbia sono equivalentemente convincenti

              È la 2. che secondo me è quella che abbiamo più l’idea che sia tipicamente umana, e secondo me perché abbiamo uno strumento (il linguaggio) che ci convince che sia vera

              In realtà credo che l’opzione che la ‘coscienza’ che dal nostro punto di vista sembra tipica del genere umano e individuale sia invece una specie di proprietà che permea la materia tipo campo magnetico è addirittura plausibile

              ‘Chi cazzo sono’ è uno dei problemi fondamentali della filosofia occidentale, credo

              Sulla 1. secondo me ci si è fondato l’altro problema filosofico fondamentale dell’occidente, cioè se il mio successo sia dovuto all’esperienza o a un ‘talento innato’.

              Questi due problemi sono stati riproposti in svariate salse in ciascun periodo storico

              Ora vado al cesso

      • PinoMamet says:

        Mmmm non credo che i buddhisti dicano esattamente questo.

        Neppure i serissimi, tostissimi e per niente “new age” monaci zen che conosco io.

        Il koan peraltro credo parlasse di un albero che cade nella foresta.

        • Francesco says:

          sì, mi riferivo a quello

          “se non c’è nessuno a sentire, che rumore fa un albero che cade?”

          mai saputo la risposta o se esiste una risposta

          mai stato buddhista

          🙂

        • PinoMamet says:

          Mah, non credo che esista “una” risposta, da imparare a memoria e ripetere.
          Non è quello che interessa, mi pare siano domande mirate a vedere il procedimento con cui si arriva alla risposta, più che la risposta stessa.
          Naturalmente in modo empirico, esperienziale e intuitivo.

          Non ho mai approfondito più di tanto, anche perché è un procedimento tipico di un’altra corrente dello Zen rispetto a quella radicata qua.

          • Z. says:

            Cosa empirizzi o esperienzi se non c’è nessuno? 😀

          • PinoMamet says:

            😀

            Ho il libricino, degli Adelphi detestati da Blondet, “La porta senza porta”, una raccolta di koan.

            Non è che sia un fanatico delle robe new-age, e il fatto è che senza adeguata preparazione il rischio è di prenderlo proprio come una roba new age.
            Con adeguata preparazione, il rischio è di prenderlo come una cosa accademica, una conoscenza puramente intellettuale, che è proprio il contrario dello zen.

            Non posso dare patenti a nessuno, neanche a me, ma devo dire che su questo blog, dove ci sono tante persone preparate, mi pare che molto spesso si finisca per fare questo:

            Miguel, che è un po’ poetico, dice “guarda, che bel rondone!”, e noialtri si finisce per parlare, dacci un giorno, di Federico II e del De arte venandi, poi degli insediamenti arabi in Sicilia, poi di politica, di linguistica e di ricerca storica.
            Tutti campi bellissimi, ma intanto il rondone vola e se ne frega 😉

            • Francesco says:

              guarda che il rondone se ne frega anche se parliamo di rondoni!

              😀

            • PinoMamet says:

              Non è una scusa per non guardarli.

              • Francesco says:

                allora temo di non aver capito il punto del tuo intervento: è che tendiamo a perdere troppo di vista quello che dice Miguel?

              • PinoMamet says:

                No, è che tendiamo a perdere troppo di vista la realtà.

                Che può essere i rondoni, come la vita del vicino di casa o che altro.

                Mi pare che abbiamo (mi ci metto dentro io per primo) una visione a volte un po’ libresca e pedante: ognuno secondo i suoi gusti personali, perché mica tutti leggiamo gli stessi libri; qua vanno forte i trattati storici, linguistici e di Economia. Ma sempre libresca, di carta.

                Metti che parliamo di zingari: ne escono fuori venti interventi, tutti molto interessanti, da punti di vista diversi, che ti sviscerano le differenze tra il sinto piemontese e quello emiliano, ti spiegano cos’è un’economia di nicchia, ti parlano della storia dell’Iran del XIII secolo, tutte robe ghiottissime, che non troveresti in altri blog (lascia che “ci” lodi un po’ 😉 ).

                Ma il sapore di vita vera c’è pochissimo.

              • Per PinoMamet

                “Ma il sapore di vita vera c’è pochissimo”

                Non è facilissimo scrivere della vita che si vive: qui direi che quelli che ci riescono meglio sono Pino Mamet e (in certi brevi frammenti) Roberto.

                La scrittura poi divide. Avrete notato quante volte ho polemizzato con te o con Roberto; ma credo che se la vita vi avesse trascinati a vivere in Oltrarno 🙂 ci capiremmo perfettamente anche sulle cose fondamentali.

                La vita unisce infatti alcune persone; in altri casi, le divide ovviamente.

              • Francesco says:

                sarà perchè questo è un blogghe sull’internette?

                o perchè siamo italiani e quindi senza scampo libreschi?

                “la vita senza libri va bene per gli alberi” potrei farmi scrivere sulla lapide

                🙂

              • PinoMamet says:

                Tenderei ad escludere la prima (questo blog mi sembra un’eccezione per molti aspetti) mentre darei più peso alla seconda: l’Italia è il paese della cultura vista come “roba noiosa che sta scritta in qualche libro noioso e pieno di polvere che viene aperto una volta l’anno da un esperto che non si capisce quando parla” (che saremmo noi);

                e come ogni cosa, vale nei due sensi di marcia, positivo e negativo, visto dagli altri e visto da sè stessi.

              • roberto says:

                Miguel

                “Non è facilissimo scrivere della vita che si vive:”

                verissimo, ma aggiungerei inoltre che non tutti quelli che scrivono sul tuo blog hanno voglia di parlare della loro vita.

                a me sembra una cosa saggia, per quello c’è FB ;-), qui parliamo di cose che trascendono le nostre più o meno misere e noiose esistenze 😉

              • ruttone says:

                Pure tu co’ ‘ste doppie negazioni

            • Lucia says:

              Io comunque se vi mettete a parlare solo di rondoni (un po’ è pure interessante) smetto di leggervi 😛

              • PinoMamet says:

                A te che argomenti interessano di più?

              • Z. says:

                Noooo Lutschia, das kannst du nicht machen!

              • mirkhond says:

                Eh?

              • Lucia says:

                @Z doch!

                @Pino storia, direi – se ho poco tempo cerco gli interventi di Habsburgicus e bòna lì 😀

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                dice: “questo non lo puoi fare”.

              • mirkhond says:

                Conosci anche il Tedesco?

              • Z. says:

                Non so se vi rendete conto.

                In questo blog abbiamo una donna che non solo non si annoia a morte a leggerci – insomma, se le altre sono fuggite tutte, qualche colpa ce l’avremo! – ma che apprezza soprattutto il deep core del chelebecchianesimo più spinto:

                gli articoli di habs!

                Viva Ferrara, insomma!

              • Z. says:

                Duca,

                Peucezio conosce un sacco di lingue, credimi. Fa finta di no perché è uno dei soliti snob di sinistra 😛

              • Francesco says:

                volete dirmi che voi non conoscete il tedesco?

                ma dai, non ci credo

  5. Ma nessuno che abbia guardato su, abbia ascoltato le grida dei rondoni, abbia qualcosa da dire su come si muovono nel cielo?

    Abbia un pensiero su come sia il cielo sopra le nostre teste?

    Si sia chiesto almeno almeno se sapeva prima che c’era gente che se ne stava due o tre anni in aria senza mai toccare terra?

    O almeno almeno abbia da ringraziare per tutti i pizzichi di zanzare che non ha dovuto subire?

    O abbia scovato un nido di rondone sul muro di fronte casa?

    O possa vantarsi di non aver mai confuso rondoni e rondini?

    O sappia imitare quel verso stranissimo?

    • PinoMamet says:

      Beh, io credo di averti elencato i pennuti significativi della mia infanzia 😉

      ho molti ricordi di rondini (compresa una gatta che ne accappiò una al volo), che tra l’altro servivano anche da indicatore atmosferico di alta o bassa pressione a seconda della quota scelta per la caccia agli insetti;

      e credo fossero proprio rondini (ho guardato le figure).

      Invece, confesso: sono un terrapiattista, per quanto riguarda l’evoluzione parallela 😉 . Qualcosa dentro di me la trova sbagliata. Mi piace continuare a credere che rondini e rondoni siano cugini. 😉

      • Per PInoMamet

        “Beh, io credo di averti elencato i pennuti significativi della mia infanzia”

        Infatti, avrei dovuto escluderti dalla lista di quelli a cui ho rivolto la domanda!

    • Z. says:

      1) no, non me ne intendo granché;

      2) sì, da bambino guardavo spesso le stelle;

      3) sì, il Barone rampante;

      4) sì, il sig. Piretro fa miracoli;

      no a tutte le domande successive!

    • roberto says:

      devo dire che non ho una particolare confidenza con i rondoni, e probabilmente la cosa è dovuta al fatto che qui di uccelli ne ho abbastanza.
      a parte le noiosissime mesanges, ho due coppie di gazze che hanno nidificato sull’albero del mio giardino e qono uno spettacolo da vedere. sul campo di fronte a casa mia girano in continuazione falchetti e poiane.
      Ma soprattutto:
      1. la primavera è la stagione degli aironi e delle cicogne che mi affascinano da sempre
      2. il nostro uccello fetiche è il grebe huppé (che vedo si chiama “svasso maggiore”) che puoi vedere in un paio di laghetti nel sud del paese, ed in particolare in una meravigliosa riserva naturale che consiglio di visitare a tutti quelli che vengono qui http://environnement.public.lu/fr/publications/conserv_nature/Depliant_Haff_Reimech/Haff_Remich_fr.html

      • roberto says:

        dimenticavo una delle cose migliori, la migrazione delle oche!
        quello è uno spettacolo veramente fantastico!

      • PinoMamet says:

        Le cicogne!!

        Gli aironi sono comunissimi, e c’è stato un periodo in cui i cormorani erano addirittura infestanti (ora è un po’ che non ne vedo);

        ma le cicogne! ho fatto in tempo a vederle in Spagna e in Romania, prima di rivederle nella mia campagna, graditissimo ritorno!
        Molto più fighe degli aironi.

        • roberto says:

          le vedo ogni anno!

          qui in lussemburgo un po’ più raramente, ma in alsazia ce ne sono molte e nel paesino tedesco di mia moglie quest’anno una coppia ha fatto un nido

        • Per PinoMamet

          “Le cicogne!!”

          I mitici bocian polacchi!

          Per questo, ci vogliono tanti mondi.

          Uno come il nostro, con i piccoli antichi buchi per rondoni; e uno come la Polonia (e immagino anche le tue nordiche lande) con i camini su cui i polacchi costruiscono enormi impalcature nella speranza che ci approdino le cicogne.

          Che mi sembra un bellissimo segno di gratuità, visto che a parte i bambini, non so cosa portino di utile le cicogne.

          Qualcuno ha copiato lo spirito polacco anche all’Abbazia di Chiaravalle a Milano, come può testimoniare Peucezio.

          • Roberto says:

            Ma in Polonia non li costruiscono sui tetti delle case i nidi delle cicogne?

            Credo che in tutta l’Europa centrale le cicogne siano dei porta fortuna (se non sbaglio gli sloveni hanno una moneta con la cicogna)

    • Francesco says:

      1) non credo di aver mai avuto a che fare coi rondoni però trovo affascinanti i movimenti collettivi degli stormi di uccelli
      2) questa è facile: c’è quella comoda centrale nucleare a fusione che regala energia da sempre e per sempre, in attesa che scopriamo come arrivare a distanza di sfruttamento dalle sue infinite sorelle
      4) non è che io abbia tutti questi problemi con le zanzare ..
      3 etc) totalmente assenti dal mio mondo mentale, devo confessarti

      ciao

      F o’deludente

    • maffeia says:

      Qui a Napoli non ci sono molti rondoni, che io sappia.
      Ci sono molti passeri e simili. Molti piccioni. Diversi gabbiani e merli.
      A Roma mi ha impressionato il numero di cornacchie, che qui dono completamente assenti. E ci ho visto diversi pappagalli. Che saranno specie alloctona ed infestante, ma mi piacciono.

      • PinoMamet says:

        I pappagalli saranno alloctoni, ma sono belli, colorati, simpaticamente esotici…. e poi ormai sono di casa in Italia come specie libera da… 50 anni? non credo di meno.
        io li promuovo autoctoni al merito!

        In Israele ricordo i corvi, enormi, nere. Qua da me assenti, ci sono invece gazze, ghiandaie, e cornacchie nere-e-grige, ma un vero e proprio corvo, mitologico, nero, dall’aria feroce come l’inferno, è raro da vedere.

      • Per Maffeia

        “Qui a Napoli non ci sono molti rondoni, che io sappia.”

        Interessante.

        I rondoni hanno bisogno di piccole aperture, il più in alto possibile. Caratteristiche quindi di edifici antichi, vecchie chiese e quindi forse dipende dal quartiere in cui abiti: di un muro liscio di cemento, non sanno cosa farsene.

  6. MOI says:

    il falco pellegrino va davvero a busso fino a 360 km/h … ma in picchiata, essendo un uccello rapace mentre il rondone al massimo fa dei volteggi.

    cmq è vero che il rondone se casca a terra ha serie difficoltà a tornare in aria, tra ali proporzionalmente enormi e zampette proporzionalmente minuscole. Una volta mi capitò in giardino, da piccolo … lo raccolsi con una pala “a cucchiaio” con la quale poi ci feci la catapulta, funzionò.

  7. izzaldin says:

    Palermo ne è piena, vicino dove lavoro hanno fatto un nido e per ora fanno un macello di urla!
    Tu dici che non hanno dato vita a leggende, io però li ho sempre vissuti come le classiche ‘rondini che non fanno primavera’ perché arrivano in quel periodo e, come dici tu, le vere rondini ormai sono quasi scomparse. In più i rondoni in volo sembrano la classica rondine stilizzata tipo Acqua San benedetto.

  8. mirkhond says:

    Qui di rondoni non se ne vedono (forse perché li confondo con le rondini).
    In compenso ci sono tanti piccioni che lasciano sempre il ricordino sul balcone, che bisogna spruzzarci un pò di viakal sopra e poi passare all’olio di gomito per levarli.

    • Per Mirkhond

      “Qui di rondoni non se ne vedono (forse perché li confondo con le rondini).”

      Rondini e rondoni hanno approssimativamente la stessa forma, ma:

      – le rondini sono “a portata d’uomo”, fanno dei nidi ben visibili a pochi metri da terra, volano molto in basso

      – le rondini sono molto più piccole

      – le rondini hanno il petto bianco

      – le rondini hanno un curioso modo di volare, che ricorda quello erratico dei pipistrelli

      • PinoMamet says:

        Comnfermo: quelle della mia infanzia erano proprio rondini.

        Ma credo ci siano ancora… boh, almeno lo spero. Le ricordo molto bene anche ai tempi dell’università
        (lo ricordo perché c’era una ragazza che mi piaceva soprannominata “rondine” perché piccola di statura e con una curiosa attaccatura dei capelli neri e chiara di carnagione, quindi vedevo passare una rondine ci facevo caso… vabbè ero molto giovane).

  9. MOI says:

    @ MIGUEL

    In un vecchio post su Ferdinand de Lesseps , ci avevi presentato gli Effetti IttioKalergici 😉 del Canale di Suez … stavolta, hai qualche esempio invece di Effetti OrnitoKalergici 😉 a causa di qualche “GOD” 😉 ? …. Grande Opera Dannosa ? 😉

    Sì, è vero: da tempo accenni a certi Effetti EntomoKalergici 😉 in Germania … ma si sa: gli insetti son bestie brutte e difficilmente possono suscitare simpatia !

  10. MOI says:

    Ah, a proposito di “Natura nella Cultura” e di uccellini cinguettosi 😉 … è poi vero che il Passero Solitario del Leopardi era di un’ altra specie ? A quanto pare, Giacomo Leopardi conosceva le bestie a Livello Linneano molto meglio de Critico Letterario Medio … rimasto fermo a Fedro !

    D’altronde il Pascoli, a sua volta, si scandalizzò perché Leopardi scrisse che “rose e viole” erano nello stesso mazzo della “Donzelletta” … però suvvia: uno che vede vivide immagini uterino-vaginali nei Gelsomini Notturni farebbe meglio a star zitto ! 😉

    • paniscus says:

      E il Foscolo che mette l’upupa tra gli uccelli notturni (quando non lo è affatto) solo perché pensa che in quel contetso suoni bene il nome?

  11. Ugo Bardi says:

    Ragazzi, qui c’è qualcosa che non va. Dopo il post di Miguel, sono andato in giro per la campagna intorno a Fiesole. Zero rondoni e zero pipistrelli. Dove sono andati a finire? Ci sono merli e passeri, quelli si, ma nel cielo non si vede volare niente. Mi sembra una cosa preoccupante, perché di rondoni e pipistrelli, mi ricordo che c’era pieno, una volta. Secondo voi, c’è una spiegazione?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Stamattina il cielo ne era pieno, da noi

      • Per MT

        “Stamattina il cielo ne era pieno, da noi”

        Molto dipende dall’orario: già adesso alle 8.30 sono meno visibili in cielo, diciamo che sono tendenzialmente “aurorali”, come i gatti.

        Comunque è vero che c’è un forte declino nella popolazione, come al solito gli unici ad accorgersene sembra siano gli inglesi, c’è un bel sito sulla questione, purtroppo in questo momento il loro server è giù e non riesco ad accedere:

        http://www.swift-conservation.org/

    • Per Ugo

      “Mi sembra una cosa preoccupante, perché di rondoni e pipistrelli, mi ricordo che c’era pieno, una volta. Secondo voi, c’è una spiegazione?”

      https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/jun/18/swifts-tragic-decline-birds

      paradossalmente, è nel centro storico probabilmente che sono più al riparo da ristrutturazioni e da insetticidi.

      • Ugo Bardi says:

        Ci può stare. Oggi ero a Sesto Fiorentino e qualche rondone al tramonto c’era – non molti, ma qualcuno si. A Sesto ci sono molti vecchi edifici non ristrutturati – deve essere quella la ragione. Invece, Fiesole, è un posto di villette a schiera piuttosto moderne e le vecchie case sono state quasi tutte ristrutturate da chi si poteva permettere di comprarle

  12. Z. says:

    Miguel,

    anch’io ho una domanda: cos’è che può essere essere un’entrata, un’uscita e una funzione, e che al plurale è anche singolare?

  13. Moi says:

    @ MIGUEL

    E sulla “rondine” che in Inglese è “swallow” uguale a “inghiottire” … hai osservazioni da fare ?

  14. Moi says:

    … Un momento :

    … e il Balestruccio ?! … Dove lo mettiamo il Balestruccio ?!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Delichon_urbicum

    “House Martin” …

    https://en.wikipedia.org/wiki/Common_house_martin

  15. Per carnivori e vegetariani, un articolo molto interessante su Resilience che critica il semplicismo di chi attribuisce il disastro ecologico mondiale solo al consumo di crne:

    https://www.resilience.org/stories/2018-06-22/claims-against-meat-fail-to-consider-bigger-picture/

    • roberto says:

      interessante (e già mi viene fame a quest’ora….)

      resta la sensazione che *qualsiasi cosa si faccia* è sbagliata e porterà alla catastrofe.
      immagino che appena prenderà piede la moda di mangiare gli insetti, che oggi è vista come unica salvezza del pianeta, si scopriranno 1000 problemi ambientali non che oggi non sono stati presi in considerazione

  16. roberto says:

    tornando agli uccelli di miguel,
    i colibri sono veramente molto affascinanti da osservare

  17. Peucezio says:

    Z.,
    totale O.T. (continuazione del discorso bolognese):
    reato = illecito penale,
    Ø = illecito amministrativo (cioè non ha un nome),
    E d’accordo.

    Ma si può anche dire:
    delitto = reato = illecito penale,
    contravvenzione = Ø = illecito amministrativo?
    O “delitto” e “contravvezione” vogliono dire altre cose?
    E nella prima ipotesi quindi “reato” e “delitto” sono perfetti sinonimi?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Delitto e contravvenzione sono due categorie di reati. Quella che chiamiamo normalmente contravvenzione è un illecito amministrativo, ma si tratta di un uso improprio del termine.

      • Peucezio says:

        Quindi “delitto” e “contravvenzione” sono due sottoinsiemi dell’insieme dei reati, cioè degli illeciti penali?

        Nell’uso comune la contravvenzione addirittura è la sanzione pecuniaria per un illecito amministrativo.
        Ma quindi c’è un uso più tecnico, ma altrettanto scorretto, che si riferisce all’illecito amministrativo stesso?

      • Peucezio says:

        Quindi l’arresto (inteso come pena) è la pena corrispondente alla reclusione per le contravvenzioni.
        Ma ci può essere l’arresto anche per un illecito amministrativo o le pene sono solo pecuniarie?

        • Francesco says:

          con questo governo mi aspetto che l’arresto diventi pratica comune … fosse per me, poi, arresto in flagranza di: tatuaggio, pantalone col buco sui ginocchi, spalline del reggipetto a vista, ciabatte, canotta da uomo, hot pants, camicia fuori dai pantaloni, sandalo col calzino, pantalone a vita bassa e/o cavallo basso, pantalone a sigaretta

          in caso di reiterazione, si proceda di frustate, come a Singapore

          😀

          • mirkhond says:

            🙂

          • Peucezio says:

            Benissimo su tutto, tranne le spalline del reggipetto a vista, che sono sensuali 🙂

            • Francesco says:

              spalline a vista non sono sensuali, sono indice di sciatteria estetica estrema

              me ne frego se indicano disponibilità a darla, non si possono vedere e basta!

              ah, cercasi fisico-matematico per calcolare la formula che oggettivizzi il concetto di “hot pants + ciccia” non sono tollerabili. ciccia va bene, hot pants va bene, insieme NO

              e vai di frustate

            • PinoMamet says:

              “spalline a vista non sono sensuali, sono indice di sciatteria estetica estrema”

              Mah, non sarei così categorico, dipende dai casi (certo, se una mette una cosa con le spalle a viste, senza spalline di sorta, può mettersi un reggiseno senza spalline…)

              in generale, credo che le donne siano privilegiate, e nei limiti di una generica decenza- o anche indecenza, fisico permettendo- possono mettersi di tutto: le perdono.

              Ma per gli uomini sono rigoroso; prendi i sandali:
              l’uomo con i sandali per me va bene nelle immediate adiacenze delle spiagge, a casa sua, o perlomeno in contesti vacanzieri; e che siano dei sandali perlomeno belli;
              per il resto, non voglio vedere orridi piedazzi maschili!

              Una donna, i sandali può permettersi di metterli quando vuole (meglio evitare in occasioni molto formali, ma nel governo Berlusconi la Carfagna, esteticamente scusabilissima, ruppe la regola).

              • Francesco says:

                in generale hai ragione ma non volevo esagerare col sessismo … salvo poi trovarmi qualche T M->F che mi rovina la giornata

                meglio essere rigorosi, tanto una bella donna è tale anche vestita!

                🙂

              • Peucezio says:

                Pino,
                sono d’accordo con te diciamo fino ai 40. Dopodiché le restrizioni per le donne dovrebbero essere più rigorose di quelle per gli uomini: un uomo attempato che veste da giovane può essere un po’ ridicolo, una donna che lo fa è proprio squallida, ‘n ze pò gguardà!

                Francesco,
                “ah, cercasi fisico-matematico per calcolare la formula che oggettivizzi il concetto di “hot pants + ciccia” non sono tollerabili. ciccia va bene, hot pants va bene, insieme NO”

                Sottoscrivo! Comunque la cicca è deprecabile in sé, ma se una almeno la nasconde…

                Certo che noi uomini interpretiamo la bruttezza e il cattivo gusto femminile come un delitto 🙂
                Il mio bisnonno diceva che se lui avesse governato l’Italia, avrebbe fatto condannare a morte le donne con le gambe a tarallo. Poverine… meno male per loro che non lo è mai diventato!

              • roberto says:

                “noi uomini interpretiamo la bruttezza e il cattivo gusto femminile come un delitto”

                non interpretiamo, è effectivamente un delitto (o contravvenzione, vediamo se hai studiato)

                🙂

              • roberto says:

                comunque sono d’accordo con il rigore pinesco.

                nessun orrore femminile potrà mai uguagliare quello di un panzone con pantaloni a vita bassa che espone le se chiappe pelose e sudate alla vista del mondo.
                che gli si tolga la pelle del sedere a scudisciate!

              • Peucezio says:

                Roberto,
                beh, no: l’uomo si sa che è brutto di suo, può solo essere PIU’ brutto, invece una donna brutta è un delitto, perché la donna sarebbe bella.
                Con un uomo mica ci devo andare a letto! Che me frega se è brutto, panzone, peloso, pelato, puzzolente… No, beh, puzzolente è meglio di no, perché la puzza si sente anche non volendo…

              • Roberto says:

                Sulla bruttezza in se non dico nulla perché se la natura è stata matrigna con qualcuno è solo questione di sfiga.
                Il fatto è che se fai schifo e per di più ti conci da far ribrezzo, non eviterai il mio scudiscio!

              • Peucezio says:

                In questo hai ragione…
                Ma secondo me è anche questione di contesti e di tipologie di persone. Una volta la gente distinta si vestiva come tale e oltretutto in genere le persone sapevano differenziare l’abbigliamento secondo l’occasione.
                Oggi si sono incozzaliti tutti e si va verso l’indifferenziato livellato verso il basso, cioè la volgarità generalizzata.

                Però poi dipende: in Italia un certo stile almeno i giovani lo mantengono, anzi, rispetto agli anni ’70-’80 forse c’è stato persino un miglioramento.

          • PinoMamet says:

            OMDAFfissimo!!!

            (però approvo l’emendamento Peucezio)
            😀

          • Peucezio says:

            😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          No, una pena detentiva può essere disposta solo dalla legge penale. Sembra tautologico (è penale la legge che dispone sanzioni detentive), ma lo appare molto di meno quando si considera che una sanzione amministrativa può essere comminata anche da fonti diversa da quella legale (es., regolamenti comunali).

          • Peucezio says:

            In effetti mi pare sensato.
            In questo senso ordinanze come quella di Nardella contro la prostituzione, che a loro volta si avvalgono di un decreto di Minniti, se non sbaglio, sono fatte per aggirare questo sacrosanto principio.

  18. Z. says:

    Esistono due categorie di reati: delitti e contravvenzioni.

    I primi sono i più gravi: prohibita quia mala, dicono quelli che hanno studiato. La pena prevista per i delitti è quella della reclusione (detentiva) e/o della multa (pecuniaria).

    I secondi sono meno gravi: mala quia prohibita, dicono i summenzionati. La pena prevista per le contravvenzioni è l’arresto (detentiva) e/o l’ammenda (pecuniaria).

    Occhio a non confondere:

    – la multa con la sanzione amministrativa comunemente, ed erroneamente, chiamata “multa”;
    – la contravvenzione con l’illecito amministrativo comunemente, ed erroneamente, chiamato “contravvenzione”;
    – la pena dell’arresto con l’arresto in flagranza, che è l’apprensione del soggetto agente mentre commette un delitto passibile di arresto, o allorché è colto con tracce evidenti del delitto appena commesso, o mentre si dà alla fuga;
    – la pena dell’ammenda con la sanzione amministrativa comunemente, ed erroneamente, chiamata “ammenda” .

    Da oggi la vostra eventuale ignoranza non sarà più né inevitabile né scusabile (Corte Cost, 364/88).

    E sarà pianto e stridor di denti.

  19. habsburgicus says:

    @Z
    complimenti !
    esposizione molto chiara ed esauriente
    anche se noi, che non siamo nel ramo, continueremo a usare un linguaggio impreciso 😀

    • Z. says:

      Habs,

      quando se la trova sotto il parabrezza, credimi, la chiama “multa” chiunque 😀

      • Moi says:

        Be’ … è comprensibile che il “Nerd Giuridico” 😉 risulti meno simpatico dell’Omologo specializzatosi in Entèrtéinmènt 😉 !

  20. Moi says:

    *** Vignetta del 1946 da”Il Pettirosso”, Rivista Social-Comunisto-Liberal-Progressista AntiFascista 🙂 o giù i lì … ***

    _ Vittorio Emanuele E-Basta;) : Papà, Papà … che cos’è una rondinella ?

    _ Umberto II / Re di Maggio : Ehm … è un schifoso passeraceo migratorio che con la sua lugubre presenza annuncia la Costituente !

  21. Moi says:

    “Emmanuele” …

  22. PinoMamet says:

    Nel frattempo, nel Mondo…

    “Gazzetta di Reggio:
    Finto prete entra in chiesa durante la messa urlando in latino”

  23. OT

    Siamo nell’ultima roccaforte del Partito Unico, che rappresenta l’insieme di imprenditori, sindacati, terzo settore, Chiesa, partiti politici, associazioni professionali, appalti, esercenti, squadre sportive, baroni universitari, camorristi, associazioni di volontariato (il solo UISP qui ha 50.000 soci), massoni…

    Dall’altra parte, non c’è nessuno: una piccola opposizione di sinistra, che nessuno ascolta; qualche ingenuo grillino; una destra che grazie a Verdini sostiene nei fatti il Partito Unico.

    Così il sindaco chiama a raccolta una grande manifestazione contro il governo, che dovrebbe rappresentare il ritorno a livello nazionale del Partito Unico, in Piazza Ognissanti, raccogliendo migliaia di sindaci, associazioni e altro.

    Dall’altra sponda dell’Arno, colgo di tanto in tanto le parole “ebrei” “resistenza” “fascismo” “seconda guerra mondiale” “razzismo” “costituzione”, e così alla fine esco di casa e vado a vedere.

    Ci sono circa duecento persone ad ascoltare (fino a un certo punto) un imprenditore cinese che sta spiegando come ci siano trecento ditte cinesi iscritte alla CNA e quindi gli imprenditori sono Integrati.

    Guardando poi le foto sul sito di Repubblica, capisco che prima ci doveva essere più gente: i politici evidentemente sono scappati subito, non avevano alcuna voglia di sentire l’imprenditore cinese.

    E sono andati via anche quelli del mitico Partito Marxista Leninista Italiano, che hanno scoperto Nardella come salvatore dal Fascismo che Avanza.

    Insomma, quando arrivo io erano quattro gatti, prima dovevano essere sette gatti e mezzo (dell’ottavo, si è intravista solo la coda).

    Stiamo vivendo tempi interessanti.

    • PinoMamet says:

      Nella cittadina dove risiedo, al ballottaggio è stato rieletto il sindaco del PD;

      è un giovane, di cui Renzi, in visita, disse “questo mi rottamerà!”, e direi che è la descrizione perfetta. Infatti, dal… basso della sua posizione di sindaco della cittadina, è diventato “capo dei sindaci”, vale a dire Presidente della Provincia (il capoluogo essendo in mano a un ex grillino).

      Ha festeggiato in maniera calcistica, con urla e mani al cielo e festino in ristorante giustamente ubicato presso il campo sportivo;
      ma in realtà ha vinto per una manciata di voti, nei seggi poi ti aspettavi di vedere il cespuglio rotolante o magari Lawrence d’Arabia a farsi il thè nel deserto.

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “Stiamo vivendo tempi interessanti.”

      L’ondata salvinista travolgerà anche voi! 😀
      Scherzi a parte, ne vedremo (e ne stiamo già vedendo) delle belle.

      • Per Peucezio

        “L’ondata salvinista travolgerà anche voi! 😀”

        Il bello è che non ha alcun protagonista locale: come dicevo, l’opposizione a Firenze è totalmente impotente, e praticamente priva di figure interessanti (e poi c’è più opposizione di Sinistra che di Destra).

        • Peucezio says:

          Dovranno trovarle.
          Perché la gente sta diventando leghista, o, per meglio dire, populista e nazionalista, più o meno dappertutto.
          In fondo l’italiano è uno per il quale esiste solo la politica nazionale. Da quando si eleggono direttamente i sindaci, alle amministrative si vota anche secondo logiche locali, ma, insomma, si vota alle europee SOLO in funzione delle logiche nazionali e così per tutto: la politica è nazionale.

          • PinoMamet says:

            Il tuo mi sembra un po’ un pio desiderio, Peucè…

            a me non pare affatto che la gente stia diventando più populista; la gente è populista e basta. La gente è gentista (altro termine che si sente sempre usare in senso peggiorativo), come il maschio è naturalmente maschilista, la femmina femminista, il bianco bianchista e così via.
            Tutto ciò è perfettamente normale.

            Però c’è qualcosa di vero in quello che dici. Per esempio, gli italiani per un sacco di anni (per reazione al Fascismo e alla Seconda guerra mondiale) sono stati antinazionalisti;
            attenzione, non pacifisti o internazionalisti o mossi da chissà che ideali, ma proprio antinazionali e antipatriotici per partito preso. In effetti erano nazionalisti: ma di altre nazioni.
            Questo mi pare che stia cambiando, un po’ perché era contronatura e non poteva durare per sempre, un po’ per antipatia verso i francesi (che se la meritano).

            Il fatto che gli italiani appaiono più populisti mi sembra ancora una questione di reazione o di prospettiva:
            non ne possono più (e gli do pienamente ragione) di sentire i parlamentari che appena gli si parla di tagliare vitalizi e prebende arruffano il pelo e mostrano gli artigli, perché i sacrifici bisogna farli, ma sempre gli altri;
            di aprire un giornale online, e vedere il faccione di Augias che, ieri, ci spiegava che “è un bene che la Democrazia abbia delle limitazioni”, vale a dire, poveri stronzi avete votato Salvini perché non capite un cazzo, non posso certo lasciarvi il potere;
            di vedere decine di persone teoricamente di sinistra che quando gli si parla di aumento delle pensioni minime (e magari, apriti Cielo! ridimensionamento di quelle “massime”…) postano come per rilfesso condizionato “e allora le spese militari?”, “ah ma tanto non si risolve niente!”, “ecco la solita demagogia” e compagnia cantante, come dire, cinque euro in tasca il povero cristo non li può tenere, perché i problemi sono sempre, come si sa, “ben altri”
            (questi “benaltri” che sono come l’araba femice).

            Non è che la sinistra è scomparsa, insomma, perché gli italiani si sono svegliati tutti razzisti e fascisti;
            questa tra l’altro è una delle due vulgate ufficiali della sinistra stessa
            (“italiani siete tutti cattivi!”),
            l’altra è quella di Renzi che ha colpa di tutto, ha fatto crollare il muro di Berlino e ha ucciso Trotskii.

            No, sono i partiti di sinistra che devono darsi una svegliata.

            • Francesco says:

              per la cronaca, non è una idea di Augias: è dal 1700 che si sa che la democrazia vera e pura è una iattura e la strada direttissima per una dittatura.

              si può dire che tutta la storia della costruzione della democrazia in Occidente è la storia dei meccanismi per limitare la dittatura delle maggioranze e garantire la libertà degli individui.

              che ha dare tutto il potere al primo stronzo che riesce a farsi votare sono capaci tutti, è la costruzione di un sistema politico che funzioni bene che è complicata

              ciao

              • Peucezio says:

                Francesco,
                va bene tutto, ma chiamiamo le cose col loro nome.
                “Democrazia” vuol dire “potere del popolo”. Punto. Non vuol dire né “potere del popolo con limitazioni e garanzie”, né “potere del popolo che garantisca le minoranze”, né “potere del popolo mediato attraverso oligarchie, classi dirigenti, pesi e contrappesi (rigorosamente senza pesi, ma coi soli contrappesi)”.
                No, “Democrazia” non vuol dire nulla di tutto ciò.
                Se si vuole fare riferimento a un potere del popolo con tutta una serie di limitazioni, si parli di “democrazia parziale”.

              • Per Peucezio

                “No, “Democrazia” non vuol dire nulla di tutto ciò.”

                Totalmente d’accordo con Peucezio. “Democrazia rappresentativa” è un po’ come “inquinamento sostenibile”.

                Poi aggiungo che il “popolo” è il popolo realmente esistente, e quindi non è possibile una democrazia di alcun tipo, oltre una certa dimensione (diciamo di cinquemila persone).

              • Peucezio says:

                O di “semidemocrazia”. O di “semioligarchia”. O di “sistema misto”.

              • Francesco says:

                il nome c’è già: si chiama democrazia liberale.

                ha come alternativa la democrazia popolare, meglio nota come dittatura comunista

                ma voi a Storia sbirciavate le tette della prof?

              • Francesco says:

                vorrei ringraziare Miguel per aver spiegato come democrazia, fuori da casi irrilevanti come gruppi con meno di 5.000 persone, sia necessariamente rappresentativa, mediata, liberale e costituzionale

                oppure si esce da quel tipo di regime politico e si entra negli altri tipi

            • PinoMamet says:

              Io sono di formazione grecista: abbiamo Aristotele, Tucidide, Polibio, Platone…
              Gli cago in testa al ‘700, gli cago!
              😀

              • Francesco says:

                tutta gente pienamente d’accordo con ME, o molto più a destra (tipo Platone e il governo dei filosofi, una roba che neppure Juncker!)

                😀

              • Peucezio says:

                Grande Pino!!!!!

                Francesco è liberale, non democratico. Rivendichi il liberalismo e lasci in pace la democrazia!

              • Francesco says:

                Peucezio

                non esiste la democrazia senza aggettivi, esistono le due robe che ho detto io e, volendo, la democrazia bolivariana, variante più cialtrona e inefficiente di quella popolare

                almeno su questo concordiamo?

              • Peucezio says:

                Da quando un sostantivo ha bisogno di aggettivi?
                Io ho un’automobile.
                Poi posso specificare se è bianca, rossa, metallizzata, veloce, potente…

              • Moi says:

                Be’: dicesi Res Publica … NON Res Privata di Qualcuno a discapito di Qualcunaltro, no ? 😉

              • Francesco says:

                Peucezio,

                la democrazia “pura” dura quanto le particelline di fisica, che il CERN spende due trillioni di euri per trovare il Bosone di Stronz, la cui vita dura un decimilardesimo di secondo … e tu paghi!

                😉

                PS seriamente, questo dibattito lo hanno già fatto gli antichi Greci e poi Inglesi e Francesi nel ‘700. Dobbiamo ripeterlo? Io, poi, che sono per il SRI!

            • roberto says:

              “tagliare vitalizi ”

              sui vitalizi, l’esperto di pensioni è mauricius, ma ho l’impressione che se usi i vitalizi per fare un buchino nella diga dei diritti aquisiti, domani verrà giù tutto.

              ma tanto non vivo in italia e non mi interessa più di tanto

              • Francesco says:

                beh, roberto, la prospettiva migliore da decenni per l’Italia, la revisione dei diritti acquisiti!

                dici che c’è speranza?

              • Peucezio says:

                Questo è un grosso problema e su questo tema sono completamente antipopulista (io preferisco “antidemagogico”, perché il populismo è una cosa un po’ diversa: il populismo di per sé non sarebbe antipolitico, perché è nemico delle oligarchie transnazionali che cercano di svuotare la politica).

                La gente non si rende conto che si toccano le pensioni ai parlamentari per poi toglierle ai poveri cristi.

              • Francesco says:

                peucezio

                quindi anche tu come i politici di governo sei per i diritti teorici benchè impossibili?

                ti piace la cucina greca o preferisci quella argentina?

                😉

              • roberto says:

                Francesco

                “beh, roberto, la prospettiva migliore da decenni per l’Italia, la revisione dei diritti acquisiti!”

                ripeto, non vivo in italia, per me possono anche dire con un tratto di penna che tutti i tuoi versamenti sono acqua fresca….

                francé, ma sarai mica un filino masochista? ed in ogni caso, se ti piace essere frustato, almeno assicurati che il dominus rispetti la safe word

              • roberto says:

                peucezio

                “si toccano”

                bisognerebbe veramente vedere se “si toccano”….magari fanno una cosa scritta alla boia, guadagnano l’applauso della folla e tra un anno la corte costituzionale annulla tutto

              • Francesco says:

                Roberto

                ci sono due tipi di “tocco” dei diritti acquisiti: uno è organizzato, razionale, politico, pesato e pensato

                l’altro è l’iperinflazione da uscita dell’euro

                secondo te quale fa più male?

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “bisognerebbe veramente vedere se “si toccano”….magari fanno una cosa scritta alla boia, guadagnano l’applauso della folla e tra un anno la corte costituzionale annulla tutto”

                Questo è l’auspicio.

                Francesco,
                ma il fatto che siano state fatte scelte improvvide non abroga lo stato di diritto.
                E tu saresti il liberale, che tiene alle garanzie e alle regole più che al consenso popolare? 🙂

              • Francesco says:

                Peucezio

                ci sono un sacco di cose che possono abrogare lo stato di diritto. La bancarotta è tra queste.

                Preferisco di gran lunga una revisione parlamentare dei diritti acquisiti – e se vuoi l’esecuzione pubblica di Cirino Pomicino e di tutti quelli che lo hanno votato.

                Tra l’altro, il voto non ha conseguenze sui principi di contabilità come non ne ha sull’aritmetica: altri due ambiti da sottrarre al controllo della politica.

                Ciao

              • roberto says:

                francesco,
                il tratto di penna è oggi, sicuro, duro come lo scudiscio sulla pelle tenera delle chiappe

                l’uscita dall’euro, chissà se e quando

                preferisco una minaccia futura che un danno concreto oggi

              • roberto says:

                oltretutto preferisco una malasorte condivisa fra tutti che una sfiga solo a certi gruppi

              • Francesco says:

                roberto

                ti piace vivere molto pericolosamente … forse perchè tu vivi nel Granducato!

                a me basta leggere il report del’ISTAT sulla povertà (vecchi OK, giovani poveri) per capire che o si corre ai ripari oggi o si viene fottuti a sangue domani, altro che rischio eventuale

              • Francesco says:

                non è che tutti i gruppi siano uguali … quello andati in pensione da bambini e/o senza contributi e/o assunti per non lavorare NON sono un cazzo uguali al resto del paese

            • Peucezio says:

              Pino,
              ma guarda che intendevo proprio questo.

              “a me non pare affatto che la gente stia diventando più populista; la gente è populista e basta. La gente è gentista (altro termine che si sente sempre usare in senso peggiorativo), come il maschio è naturalmente maschilista, la femmina femminista, il bianco bianchista e così via.
              Tutto ciò è perfettamente normale.”

              Appunto. La normalità oggi è un lusso, uno stato d’eccezione: la condizione corrente è il delirio, non la normalità.
              Quindi il fatto che gli italiani da qualche tempo ragionino in modo un po’ più “normale”, pensando anche al proprio portafoglio e al fatto che se va a puttana l’Italia vanno a puttana anche loro, mi pare salutare. E comunque constato che sta avvenendo (e me ne compiaccio).

            • Per Pino Mamet

              “No, sono i partiti di sinistra che devono darsi una svegliata.”

              Belle riflessioni, condivido ampiamente.

              Tranne l’ultimo punto, che è qualcosa su cui ho avuto in passato discussioni con Peucezio: a me sembra che un ente collettivo che sta morendo è al di là di ogni possibilità di salvezza.

              La Sinistra non potrà rinascere, più di quanto potrà rinascere la Cristianità o l’Unione Sovietica. E questo a prescindere dagli sforzi che fanno i difensori, dalla loro buona volontà e persino dalla loro intelligenza.

              Possono risorgere soltanto caricature: il gruppetto cattolico tradizionalista, pur essendo diretto da persone certamente in assoluta buona fede e del tutto prive di senso dell’umorismo, è solo una buffa e simpatica caricatura della forza che fu il Concilio di Trento; Casa Pound è una caricatura dei fasci di Mussolini; e il PMLI fa ridere, mentre Stalin e Mao non facevano ridere proprio per niente.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “da persone certamente in assoluta buona fede e del tutto prive di senso dell’umorismo”

                In realtà se ascoltassi anche una sola conferenza di don Francesco Ricossa cambieresti opinione: è un fine e profondo teologo, ma quando ascolti i suoi interventi ridi praticamente tutto il tempo: non fa che ironizzare e scherzare dall’inizio alla fine.

                Però resta la verità di fondo di tutto il tuo discorso.

                Ci sarebbe da capire però come mai ci sono istituzioni e modelli culturali così longevi da essere sottratti, di fatto, alla contingenza storica (pensa ai contadini di Carlo Levi, che lui situa metafisicamente al di qua del tempo stesso come coordinata, persino nei loro usi linguistici e modelli cognitivi) e mode realmente effimere, quali sono state l’Illuminismo, il liberalismo, il marxismo, ecc., che non durano più di uno, due secoli o poco più (mia nonna, per dire, è nata sette anni prima della Rivoluzione d’Ottobre e ha fatto in tempo a vedere la caduta del Muro e a sopravviverle di un decennio).

                Potresti parlare semplicemente di accelerazione. Ma questo è un salto sostanziale, antropologico.

              • Francesco says:

                Beh, la Chiesa Cattolica ha circa 2000 anni e ha dimostrato una rimarchevole capacità di rigenerarsi, in forme parzialmente nuove

                quindi sono più ottimista di te

                e anche la Sinistra, direi, come pure la passione per l’autoritarismo

                che ritrovo pari pari nel teatro greco classico

                ciao!

              • per Francesco

                “che ritrovo pari pari nel teatro greco classico”

                La Chiesa cattolica è in effetti un esempio di rigenerazione andata avanti da molto tempo, anche se penso che adesso sia arrivato alla frutta, ma ovviamente non ne posso avere la certezza.

                E’ ovvio poi che certe cose si ripetono sempre; quello che intendo dire è che specifiche forme ideologiche, e soprattutto specifiche organizzazioni, sono destinate a scomparire.

                I discorsi di Leone XIII, di Calvino, di Stalin o di Mussolini, i loro simboli, oggi possono ripetersi solo sotto forma di caricatura.

              • Francesco says:

                tutto sommato non sono d’accordo, uno come Marx può tornare fuori per sempre

                certo, non nelle forme liturgico-imbalsamatorie di certa gente

                ma credo che alcune tensioni rimangano sempre attuali

                ciao

              • Per Francesco

                “tutto sommato non sono d’accordo, uno come Marx può tornare fuori per sempre”

                Il punto essenziale per me era comunque più ristretto: intendevo dire che gli stessi politici che hanno fatto finora le sinistre (PD ma anche sinistra “estrema”) non possono salvare la barca che affonda, per quanto si impegnino.

                Poi magari un giorno si alzerà qualcuno, che non ha nulla a che vedere con quelle storie personali, e “farà qualcosa di sinistra”, ma sarà un’antropologia diversa.

              • Francesco says:

                Allora: OMAMM!

    • Francesco says:

      qui a Milano quello che chiami partitone sta benissimo! di fatto noi spocchiosi borghesi che non tolleriamo le contraddizioni e le aporie che escono dalla bocca degli avvocati della ggente SIAMO la città

      io non ne gioisco più di tanto

      in quanto che esso-partito è fortemente anti-cristiano, non per altro, che poi lo sono pure le alternative, laonde la quale a me ormai che me ne frega

      🙂

  24. Moi says:

    @ LUCIA

    Per non farti smettere di leggerci :

    Bandiga Politically Correct, individuata da Peucezio e da Pino (acqua e menù vegano ai Muratori !) … Giusta ? … Sbagliata ? … Roba da legiferarci sopra , SE già non lo si è fatto “a basta” 😉 per caso ?

    … a te la parola, ne hai facoltà 😉 !

    • Moi says:

      Il Principio di base “Political Correctness Fucked Up Logics” _ per dirla à la Steven Bannon _ è “Per NON scontentare le Minoranze … scontentare le Maggioranze!”

      😉

  25. mirkhond says:

    “in Italia un certo stile almeno i giovani lo mantengono, anzi, rispetto agli anni ’70-’80 forse c’è stato persino un miglioramento.”

    C’è stata l’esplosione del tatuaggio che prima non c’era, se non come simbolo dei detenuti e dei marinai.

    • Moi says:

      Nonché altre “bòdi modifchéscions” che almeno fino agli Anni Ottanta eran considerate robe da “Selvaggi delle Grandi Foreste Pluviali” 😉 !

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “C’è stata l’esplosione del tatuaggio che prima non c’era, se non come simbolo dei detenuti e dei marinai.”

      Sì, questa è espressione di un vero degrado estetico in effetti.

  26. mirkhond says:

    Se un uomo tatuato fa schifo (vedi Fedez e JX), una donna tatuata suscita ribrezzo.

    • Moi says:

      Ha ha ha ! Fedez : fa tanto il Trasgressivone, poi … quando Gasparri l’ ha chiamato “Schìfez” [sic] nonché “Coso Dipinto” [sic] , Federico Lucia (così si chiama) ha “gnolato” come un cinno ! 😉

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “Se un uomo tatuato fa schifo (vedi Fedez e JX), una donna tatuata suscita ribrezzo.”

      OMDAM!

      • habsburgicus says:

        oggi molte donne sono tatuate, talora tatuatissime…pure una vista alla stazione di Bologna durante il ritardo 😀
        e pensare che un tempo praticamente [a parte circo e mondi “strani” e “alternativi”] le uniche tatuate erano le prostitute !

    • PinoMamet says:

      Ora è estate, ed è pieno di belle ragazze con braccia e spesso gambe in bella vista;
      e quando le vedo coperte da disegni, mi chiedo: ma perché si rovinano così?

      Trovo poi irritante che nella maggior parte dei casi i tatuatissimi, e ancor più le tatuatissime, si lancino in discorsi di tipo morale/sociologico, tipo “vi diamo fastidio perché non ci accettate, siete retrogradi banali ecc.”, quando invece a essere banali e tristemente “normali” sono proprio loro;

      sta di fatto che non c’è niente di morale o moralistico nella critica che gli si fa di solito, è proprio un mero fatto estetico: starebbero meglio senza.

    • PinoMamet says:

      Un’altra cosa che mi fa ridere o incazzare, a targhe alterne, è quando dicono “ma io me ne frego di come sarò da vecchia! io ho il coraggio di vivere il momento ecc. ecc.”

      Ma no, cara, il fatto è che io me ne frego di come sarai da vecchia! da vecchia sei libera di coprirti di tatuaggi da capo a piedi, fai quello che vuoi, tanto sarai brutta uguale.
      è adesso che fai schifo! Non è che ti sei rovinata l’aspetto da vecchia, come credi che ti rinfaccino: t isei rovinata l’aspetto da giovane.

      Insomma, ‘sti tatuatoni credono che tu li consideri dei boss dei malavita, mentre li consideri al livello del turista tedesco col sandalo + calzino.

      • Peucezio says:

        OMDAP!

        Incredibile come la volgarità più corriva e la sciatteria vengano scambiate per trasgressione. Trasgressione di che cosa poi?
        Come dire che uno è trasgressivo perché puzza o perché parla sgrammaticato.

        • Z. says:

          Beh, gente che si crede trasgressiva per queste (e altre) ragioni esiste.

          La domanda interessante è quella che poni tu: trasgressione di che cosa?

          • Moi says:

            Liberi liberi siamo noi
            Però liberi da che cosa
            Chissà cos’è, chissà cos’è
            Finché eravamo giovani
            Era tutta un’altra cosa
            Chissà perché, chissà perché

            [cit.]

          • PinoMamet says:

            Non so di chi sia la canzone, ma approfitto dell’argomento rapper per chiedere a Voi Che Tutto Sapete;

            nella canzone di Ghali sull’Italia sua madre/madrigna (che poi non è neanche male, dai) a un certo punto c’è un verso che fa “Crash Bandicoot raccoglie le mele” e sembra buttato lì a casaccio.

            Che Crash Bandicoot sia un videogioco lo so persino io, ma c’entra qualcosa o, come temo, è veramente buttato lì a pene di mastino?

  27. Moi says:

    Io ho una concezione manubriobaffuta 🙂 di “Rinselvatichimento Culturale” … 😉

    Ne prendo atto, senza scandalizzarmene né esaltarmene.

  28. Moi says:

    Quando inizia la fase “It’ s Do or Die” 😉 a Eliminazione Direttadei Mondiali di Pallonate Non-Travestite [cit.] senza l’ Eataly 😉 ?

    Tenevo Asgard (Islanda) o in ripiego Wakanda (Nigeria), ma la vedo dura … 🙁

    • PinoMamet says:

      “Tenevo Asgard (Islanda) ”

      N’altro…
      vabbè che sui gusti non si discute, ma mi spieghi cosa ci trovate?

      Una mia amica, del tutto ignara ed anzi ostile al calcio, non nascondeva di essere semplicemente attratta fisicamente da un giocatore islandese (il solito biondazzo che a me non sa di niente), ma tu che sei uomo?

      • Z. says:

        A noi italiani piace tifare per i “deboli”: gli indiani, l’Islanda, Paperino.

        E mi sembra qualcosa di molto sano 🙂

        • mirkhond says:

          E Zanardo per chi tifa in questi mondiali senza l’Italia?

        • PinoMamet says:

          Sarà… a me l’Islanda non fa pensare ai deboli.
          Sì, è una squadretta, ma non credo fosse tifata per quello, il Mondiale è pieno di squadrette.
          Però può essere, chissà, uno dei fattori.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ariani, biondi, europei, underdog. L’ideale per farci un meme.

          • roberto says:

            beh ma è una squadretta di un paesucolo simpatico. poi avevano tifosi divertenti.

            un po’ come l’irlanda che sta simpatica a tutti (inglesi a parte)

        • Francesco says:

          infatti io tifo per gli inglesi, che non vincono MAI

          adesso, se fanno passare apposta i belgi, sono praticamente in finale!

          GBTQ|

      • Moi says:

        Son tutti maschietti in tutte le squadre , s’ è per questo, eh ! 🙂 😉

        ————

        Cmq già lo dissi: NON hanno una Lega Professionisti, gli unici.

        A Reykjavik hanno uno Stadio Nazionale che nelle altre Capitali d’ Europa è da “Pulcini” 😉 !

  29. Moi says:

    I Giappi ce la fanno ?

    … ri-ripiego su di loro, nel caso.

    In fondo, glielo debbo :

    https://www.youtube.com/watch?v=0IiHaG_cUps

    😀

  30. Moi says:

    “Il Calcio non è uno sport per signorine !”

    [cit. … Dillo adesso, in un cartone animato per bambini 😉 ! ]

    Kojiro Hyuga / Mark Lenders – Marco Prestatori 😉

    ————

    Il tamarrissimo personaggio è (per ammissione dell’ autore Yōichi Takahashi) , talmente popolare che se dici “maniche alla Mark Lenders” nessuno equivoca 😉 , è ispirato all’ Italiano Guido Ara (1888 – 1975)

  31. Roberto says:

    Mi ero ripromesso di non guardarli, ma evidentemente il calcio e come l’alcol per un alcolista che cerca di smettere di bere: basta berne un goccio e ricadi nel vizio

  32. habsburgicus says:

    @Z
    La domanda interessante è quella che poni tu: trasgressione di che cosa?

    oggi l’unica, vera e grande trasgressione, sarebbe essere antitrasgressivo, conservatore e morigerato 😀

  33. Moi says:

    la Trasgressione Femminile, in Italia, iniziò così :

    https://www.youtube.com/watch?v=pSbOQ4d1N7w

    … 55 anni or sono ! 😉

    • Peucezio says:

      Ma com’è che i cantanti avevano quelle voci di cazzo…?

      • Moi says:

        Transizione dal NeoMelodico, suppongo.

        • Peucezio says:

          Ma il neomelodico è posteriore.

          Si vede che nell’immaginario femminile di quell’epoca gli uomini dovevano essere fighetti e poco virili.
          Ma mentre una donna con la voce un po’ grave io la trovo sgradevole, ma riconosco che per molti ha un suo fascino, un uomo con la voce da ricchione secondo me è sempre ridicolo.
          Non parliamo poi degli uomini con la barba e la voce di cazzo, tipo Marco Da Milano.
          Uno con la barba deve avere una voce cavernosa! O almeno normale… Cacciari è uno che ha un’espressività coerente con la sua barba.

  34. Francesco says:

    Miguel,

    una domanda: rileggendo gli scambi in materia di economia (sia di teorie economiche sia di politiche economiche) che si trovano su questo forum, io mi sento tantissimo negli anni ’70!

    Tu che c’eri, cosa ne pensi?

    🙂

    • Per Francesco

      “rileggendo gli scambi in materia di economia (sia di teorie economiche sia di politiche economiche) che si trovano su questo forum, io mi sento tantissimo negli anni ’70!”

      Domanda interessante.

      Io ovviamente non sono in grado di risponderti in maniera scientifica, ma credo che qualche similitudine ci sia. L’idea di fondo, che mi ricordo allora, era che l’economia era una sorta di variabile indipendente, una roba che doveva crescere e crescere, poi la questione era come ridistribuire la roba che sgorgava fuori: ci doveva essere un controllo nazionale, ci doveva essere un controllo sociale, doveva sgorgare fuori da sola?

      In effetti, i discorsi (apparentemente opposti) su ridistribuzione, su protezionismo, su liberalizzazione, su reddito di cittadinanza, riflettono tutti quella mentalità: probabilmente la nostra generazione si è formata sulla certezza dell’abbondanza, e non riesce a mollare questa illusione.

      In questo, la mia parte anglosassone mi ha sicuramente dato qualcosa di buono, vista l’antica tradizione inglese di diffidenza verso il progressismo, assieme ai primi barlumi di coscienza ecologica che in Italia erano inesistenti (penso ad esempio a mia madre che leggeva Rachel Carson).

      • Francesco says:

        in verità io pensavo più alla straordinaria popolarità di temi che auspicavo morti per sempre quali “la lotta di classe” e “le conquiste dello lotte che non si toccano”

        mentre che la ricchezza sarà prodotta è una placida certezza, la vacca è lì da mungere

        ora, io speravo fosse un errore di quegli anni, magari frutto di decenni di fatica pregressa o di una illusione ottica da “balzo tecnologico della produttività”

        invece pare che l’unico a sapere che la ricchezza va creata sono io (poi ci sei tu convinto che invece presto non ci sarà più un tubo di nulla, altro che ricchezza)

        :O

  35. OT

    Per quelli che si lamentano del clima politico in Italia: in Messico ci sono le elezioni adesso (presidenziali, parlamentari e molte comunali).

    I candidati finora uccisi sono 120.

    • Francesco says:

      ma come mai? i narcos partecipano direttamente alle elezioni, i partiti lì usano così, avete liberalizzato la vendita di armi?

  36. Vi spiego le elezioni messicane.

    1) a parte i 120 candidati ammazzati, altri 1000 circa hanno deciso di ritirarsi e dedicarsi ad attività meno pericolose (poi si parla male della Turchia).

    2) Gli schieramenti politici fondamentali sono:

    – il PRI, l’immenso super-PD che ha dominato il Messico per settant’anni attraverso il sistema del dedazo, il Presidente uscente con il dito indica chi sarà il Presidente per i sei anni successivi, poi le urne guarda caso lo confermano al 90% (non siamo in Bulgaria, mai il 99%).

    – Un’alleanza tra due formazioni storiche: il PAN, il partito dei cattolici di destra che sin dagli anni Trenta ha diritto a due o tre seggi simbolici, e che è anche un gran sostenitore del liberismo economico, assieme al PRD, che è la formazione della più grondante retorica di sinistra latinoamericana di quella che commuove gli europei

    – Un’alleanza tra Manuel Lopez Obrador, curioso personaggio (bianco come tutti i candidati presidenziali) che si è costruito un’immensa base tra il sottoproletariato di Città del Messico, e viene accusato di essere il futuro Chavez filorusso del Messico, e un partito evangelico di destra.

    Il partito di Manuel Lopez Obrador si chiama Morena, che è una sigla, ma in realtà è un riferimento alla Madonna india di Guadalupe, e a capo del partito c’è una signora sempre bianca, che ha tre certificati di nascita diversi e due nomi:

    a) Citlali Ibáñez Camacho (Citlali in lingua nahua vuol dire stella)

    b) Yeidckol Polevnsky Gurwitz, che secondo lei significa “Dio mi ha chiamata” in ebraico, Polevnsky secondo lei sarebbe un “nome polacco”, cosa di cui ci permettiamo di dubitare.

    Viva Mexico!

    • Moi says:

      Miguel … e di Gianfranco Amato che _ stando a quel che racconta _ ha salvato il Messico dal Gender affidandosi alla Virgen de Guadalupe, sai nulla ?!

      😉

      • Per Moi

        ” e di Gianfranco Amato che _ stando a quel che racconta _ ha salvato il Messico dal Gender affidandosi alla Virgen de Guadalupe, sai nulla ?!”

        Ricordati che il Messico ha due Virgenes, quella di Destra (dei Remedios) e quella di Sinistra (di Guadalupe).

    • Francesco says:

      Miguel

      però gli ultimi 3 presidenti sono stati due del PAN (2000 e 2006) e uno del PNR (2012) che neppure citi!

      Que pasa?

      • Francesco says:

        PS che poi Obrador ha già vinto! hai idea di che rapporti voglia instaurare con Trump?

        PPS mi sento ogni giorno di più un romano nel 477 DC … non riconosco più il mondo nè le sue regole

    • roberto says:

      il dedazo diceva obrador o è una sorpresa assoluta?

      • per roberto

        “il dedazo diceva obrador o è una sorpresa assoluta?”

        Credo che da molte parti stiamo vivendo una scollatura tra potere politico-economico e risultati elettorali.

        So che è discutibile se Trump sia “contro il sistema o parte del sistema”, certamente prima di lui, il presidente degli Stati Uniti doveva essere una semplice espressione del sistema; poteva quindi essere più o meno simpatico, rispettabile, avere la battuta pronta, ma sapeva di eseguire la volontà di altri.

        Ma persino i “rappresentanti” oggi devono avere almeno la parvenza di agire in proprio, come Renzi o Macron.

        Sono tempi interessanti…

  37. Moi says:

    Invece che il loro Mister fosse un Dentista Part Time pare sia vero ! 😉

  38. Moi says:

    Apodidae Apodidarum 😉 , Apulofonia, Musica Tradizionale, Omofobia e probabili Nuove Tipologie di Reato se avesse vinto il PD :

    https://www.youtube.com/watch?v=E9_Ccze0GyQ

    … tutto assieme, in pochi minuti ! 😉

    • PinoMamet says:

      1- i minuti sono pochi ma sembrano tantissimi perché il video è lentissimo, bisogna sorbirsi un sacco di disegnini per riuscire a leggere le scritte

      2-la canzone non c’entra assolutamente nulla

      3-alcune delle frasi scritte sono perlomeno discutibili (non mi pare di essere omofobo se do per scontato che l’impiegato allo sportello o il controllore del bus siano eterosessuali..

    • Peucezio says:

      Certo che c’è gente ca non dène ce ffà…

    • roberto says:

      se mi gratto il pacco sono omofobo?

      • Francesco says:

        stai triggerando i T M to F ricordando loro cosa hanno che non va

        e i T F to M ricordando loro cosa manca

        insomma, sei un mostro!

    • Z. says:

      Moi,

      il PD ha perso. Straperso, direi.

      Ora a fare figurette al governo ci sono i vostri amici.

      Godéteveli, bisdrucciolamente 🙂

      • Francesco says:

        sì ma porca puzzola se l’alternativa a Salvini&Di Maio sono Sala&Cirinnà io rimango disperato per il presente E per il futuro

        mettiti nei miei panni, avvocà

  39. Mario says:

    Supplendo alla abissale carenza di ius e di religio, nell’Occidente decomposto a immagine e somiglianza di Giuliano Ferrara, abbiamo provveduto aventieri a costituire, con atto ufficiale ed ardimentoso ossequio, una sorta di culto intransigente al Signore degli Arii; nume inflessibile, che veglia sulle coscienze dei Bianchi senza operare alcunché di significativo. Egli “sta”, etimologicamente; Egli scruta i Suoi, pure, disinteressandosi dell’altrui “ethnos” (pur mantenendo in alta stima la gloriosa razza gialla, imperscrutabile e distante, e la fiera amerindia, che ritiene tuttora qualcosa di aquilino e di solare).
    Il culto per ora si organizza a fronte di un’edicoletta con immaginette anch’esse supplenti, nell’attesa che un iconografo di nostra conoscenza appronti una icona del Signore dei Bianchi: Junger, Schmitt, Benn, Hess, Giani, ovviamente Evola tra i ritratti verso cui si concentra il nostro dolente “oculus cordis”. Non esistono preci né teologia: ma solo il ricordo di un lontano passato, pungolo e nucleo dell’Ordine di là da venire.
    Tra i requisiti necessari per aderire al culto, che si officia “cotidie” nell’istante dell'”occasus solis”, a Velletri: appartenenza del candidato alla razza bianca senza commistioni che inclinano al meticciato fisiologico o ideologico, antisionismo certificato a prova di bomba, “ethos” indoario, stima e distacco per tutte le razze, tranne una, rifiuto della violenza, a meno che non sia necessaria, ma non della forza. Si cercano officianti e turiferari: i cui meriti verranno ricompensati non con danari (che indurrebbero al mercimonio, alla simonia ed all’alterigia liberistica), ma con l’acquisizione di posizioni di Potenza all’interno dell’Ordine.

    • Francesco says:

      >> nume inflessibile, che veglia sulle coscienze dei Bianchi senza operare alcunché di significativo

      mi pare una posizione lavorativa interessante, fammi sapere quando se ne aprono altre di simili sinecure

      perchè non si tratti dei Bianchi di Firenze, che hanno già un prete-ultras e il clima è nefasto!

      😀

  40. habsburgicus says:

    @Francesco
    tutti i presidenti sino al 2000 sono stati del PRI (partito-guida dai 1930′ ai 1990′, anticlericale)
    nel 2000 Fox (filo-PAN), allorché cadde il “muro messicano” (per dire nei 1960-1970′ il PAN era peggio del MSI in Emilia nei ’50-60 😀 tollerato, ma de facto posto al di là dell’arco costituzionale azteco :D)
    nel 2006, PAN
    nel 2012, PRI e non PNR !!!!
    gli ultimi (senza accenti poiché voglio far prima :D) furono, a ritroso
    Pena Nieto, 2012-2018 PRI
    Calderon, 2006-2012 PAN
    Fox, 2000-2006 PAN
    Zedillo, 1994-2000 PRI
    Salinas de Gortari, 1988-1994 PRI stabilì rapporti de iure con il Vaticano nel 1992
    de la Madrid Hurtado, 1982-1988 PRI 1° a trattare con il Vaticano, abbandonando il laicismo estremo
    Lopez Portillo, 1976-1982 PRI accolse Giovanni Paolo II nel 1979, ma lo snobbò
    Echeverria, 1970-1976 PRI disse pobre México, tan lejos de Dios y tan cercano de los Estados Unidos
    Diaz Ordaz, 1964-1970 PRI
    (in precedenza d’uopo ricordare Avila Camacho, 1940-1946, PRI che dissse laconicamente “soy crediente”)
    il fanatismo antireligioso si raggiunse nell’epoca fosca del :. Elias Calles, che sgovernò il Messico di persona dal 1924 al 1928 e indirettamente (fra cui attraverso Portes Gil) dal 1928 al 1934 ! allora forse il PRI non si chiamava ancora così
    Lazaro Cardenas, goscista, 1934-1940, PRI fanatico nemico della Sapgna nazionale nel 1936, incominciò a diminuire il fanatismo antireligioso (il Cattolicesimo fu eliminato in Messicon con la Costituzione massonica del 1917, all’epoca di Venustiano Carranza; già la Costituzione del 1857 “ometteva” il Cattolicesimo e Lerdo de Tejada mi pare in 1872 ancora la emendò in senso laico, ma fu interpretata in modo largo da Don Porfirio, golpista in 1876 e pres 1877-1880 e 1884-1911, con l’unica parentesi del gen. Gonzalez, 1880-1884; le Costituzioni arcaiche, 1824 e 1836, invece garantivano il Cattolicesimo)
    con questo Obrador temo che per il Cattolicesimo si metta male ! é del PRD, di sx retorica
    i messicani avranno anni di sinistrismo, rivoluzionarismo et similia

    • Francesco says:

      grazie

      in effetti mi pareva che ci fosse stata una ripresa del PRI dopo la sbandata filo-capitalista del PAN

      adesso invece pare che si vada di un tizio onesto, amico della ggente, non corruttibile … se non fosse già così ridotto male sarei preoccupato per il Messico

      lo avranno avvisato che il Messico non ha il petrolio a differenza del Venezuela?

      • Per Francesco

        “lo avranno avvisato che il Messico non ha il petrolio a differenza del Venezuela?”

        per sua disgrazia, il Messico ha un bel po’ di petrolio, anche se per fortuna non è la base dell’economia. Ma è fonte di non poche delle disgrazie nazionali.

        • Francesco says:

          quindi avete anche il petrolio e ciò nonostante non siete ancora diventati la Germania? vergogna!

          😉

          • Per Francesco

            “quindi avete anche il petrolio e ciò nonostante non siete ancora diventati la Germania? vergogna!”

            La mancanza di petrolio penso che sia una delle fortune della Germania.

            Fa sorridere invece leggere la letteratura di fine Settecento/inizio Ottocento della “Nuova Spagna”, dove l’indipendentismo si basava sul fatto che quello che sarebbe diventato il Messico aveva risorse che nessun altro paese americano aveva.

            Sognavano, all’epoca, di copiare brevemente e poi di superare gli Stati Uniti 🙂

            • Francesco says:

              cosa che avrebbero ben dovuto fare! io, in una delle mie altre vite, studio il fallimento storico dell’America Latina e le sue cause reali

              altro che tesi razziste sui poltroni cattolici!

              ciao

              PS la Germania è diventata la Germania perchè aveva il carbone! hai proprio toppato questa volta 🙂

              • Per Francesco

                “PS la Germania è diventata la Germania perchè aveva il carbone!”

                E infatti, il carbone fu storicamente il contrario del petrolio

                https://www.theguardian.com/books/booksblog/2015/dec/29/carbon-democracy-political-power-in-the-age-of-oil-by-timothy-mitchell

                Per una volta, NON ho toppato 🙂

              • Z. says:

                Avessimo noialtri il petrolio, anziché il gas tanto vituperato da quel referendum per costumadier di due anni fa…

              • Francesco says:

                Miguel

                tu mi provochi e mè te magno! vado a divorarmi l’articolo che sostiene che il carbone sia diverso dal petrolio!

                non sai dove ti sei infilato (o lo sai?)

                😀

                ciao

              • Per Francesco

                “divorarmi l’articolo”

                In realtà, è la recensione di un libro, se ti interessa ti faccio avere il libro.

              • Francesco says:

                Miguel,

                dalla recensione non pare affatto interessante

                scambia i dati tecnici per i motivi politici e si diletta di voli pindarici

                il mio punto era “la disponibilità di risorse naturali, energetiche in particolare, non è un problema per la crescita economica di una nazione” e non mi pare sia scalfito

                le conseguenze democratiche del carbone, da questo punto di vista, sono secondarie

                FORSE lo è meno il fatto che il carbone è un problema trasportarlo, a differenza del petrolio

                ciao e grazie

              • Z. says:

                Comunque, io direi che l’Europa è diventata l’Europa (anche) perché la Germania non aveva petrolio a sufficienza.

  41. PinoMamet says:

    OTissimo per Peucezio, Mirkhond e altri pugliesi e/o linguisti

    accompagno mia madre al mercato; compro una maglietta da un signore pugliese, dove avevo già comprato l’anno scorso; dice che la maglietta è fatta in Italia, anzi, al suo paese, Barlètt;
    passa un altro signore e gli dice una cosa tipo “noi diciamo Varrhè!” con una erre uvulare pronunciatissima;
    il venditore gli dice, ma noi a Barlètt diciamo Barlètt!
    Il passante gli dice, tipo, “I’ andrs so’!” (immagino che fosse di Andria?) grandi strette di mano e saluti e forza Bari.

    Vabbè, mi è rimasta impressa la erre uvulare del passante, così identica a quelle di qua.

    • Peucezio says:

      E’ un’uvulare individuale, non certo andriese o barlettana.
      Come quella di Enantino (che poi ho scoperto chi è, ma non posso dirlo in pubblico 🙂 ): mica i nocesi parlano così, è lui che ha la erre moscia.

      Ormai oggi non mi stupisca che si dica “Bbarlètte”, italianizzato, ma in schietto dialetto barlettano e dei dintorni si dice “Varrètte”. Ma che età avevano il barlettano e l’andriese?
      Comunque “andriese” si dice andresàne, che in bocca andriese suona più o meno come [andrəˈsʌɪ̯nə], variamente trascritto come andresàine, andresâine o oggi, più spesso, andresòine.
      Le persone della vecchia generazione dei paesi vicini imitano gli andriesi dicendo [andrəˈsai̯nə], il che mi fa sospettare che qualche generazione fa la vocale tonica fosse più bassa.

    • PinoMamet says:

      Tieni presente che io trascrivo a memoria, cose sentite in un mercato incasinato.

      “Varrètte” è strano forte! Ma ormai ho capito che voi pugliesi siete tutti strani 😉

      i due tizi del mercato erano entrambi sui 50-55, direi.

      • Peucezio says:

        No, in realtà non è strano: betacismo e assimilazione progressiva della vibrante nel nesso di vibrante+laterale, come Terrizze (Terlizzi, da inter iliceas), le carrìne “i carlini”.
        E’ uno di quei fenomeni un po’ estemporanei, non regolari (altrimenti “parlare” si direbbe **parrà, come in siciliano).
        Sua parente è l’assimilazione nel nesso vibrante+nasale, per esempio in terrise “tornesi”, oggi a Bari usato nel senso più generico di “soldi, denaro”. Anche quello non è regolare, altrimenti “carne” si direbbe carre.

      • Peucezio says:

        E’ interessante però come questi curiosi fenomeni si applichino praticamente solo a parole di origine onomastica: toponimi, nomi di monete a loro volta di origine toponimica (“tornese” viene da Tour) o antroponimica (i carlini)…

      • Peucezio says:

        Pino,
        visto che ti colpisce la bizzarra fonetica pugliese (intendo in senso diacronico, la mutazione dei suoni), ti faccio (a te e agli altri) qualche piccola sfida per farvi divertire.
        – Che cosa sono le auì,
        – che cos’è u rècque,
        (si tratta di due parole che hanno la stessa identica origine della corrispondente parola italiana)
        e soprattutto qual è l’origina dell’aggettivo nel sintagma recòtta scquànde (pronuncia [rəˌkotta ˈʃkwandə], che è un tipo di formaggio in forma di crema, molto saporito e forte, quasi piccante, che si usa per condire per esempio la pasta o per il ripieno di un panzerotto, ma si può mangiare anche così com’è, magari su un pezzo di pane. Proprio in questi giorni ne ho comprata un po’ in un negozio pugliese di Milano: arriva direttamente dalla Puglia e me la sto gustando. C’era un mio amico russo, un vecchio pittore dissidente, che, dopo che glie la feci scoprire, ne divenne letteralmente ghiotto. Lui, col suo forte accento russo, la chiamava “ricotta shkvant” o “shkvatt” o anche “farmaggio shkvatt” (i russi mettono la ‘a’ atona al posto della ‘o’).

      • Peucezio says:

        Ce n’è una ancora più tremenda.
        Gli esempi di prima erano baresi, ma vi è una voce del dialetto di Martina Franca (TA), linguisticamente apulo-barese, che vi sfido a decifrare (qui non ci riesce neanche Mirkhond).
        Ve la devo scrivere in grafia fonetica, perché non saprei come trascriverla altrimenti:
        [a ˈrɜɟɟə]
        (a è il determinativo femminile singolare).
        Quella strana epsilon speculare designa una sorta di indistinta [ə], ma più aperta, qualcosa che sta fra una ‘e’ aperta, uno schwa e una ‘a’. In modo approssimativo si potrebbe trascivere come a règghie.
        A Bari règghie è il Requiem, la preghiera, ma a Martina non c’entra nulla, è una parola di uso comune e quotidiano, molto più semplice e basilare.

  42. Peucezio says:

    Intanto, mentre noi parliamo amabilmente di erre uvulari, sono state rinnovate di sei mesi le sanzioni alla Russia con il beneplacito di Conte.
    Questi sarebbero i pericolosi sovranisti russofili dei mie coglioni.
    La cosa divertente è che i piddini e i progressisti in genere continuano a strillare e a stracciarsi le vesti per un governo che è una loro sfumatura di qualche millesimo di millimetro più a destra.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Si stracciano le vesti per la stretta sui contratti a termine, mica per altro…

      • Francesco says:

        hanno già fatto la cazzata? sulla scuola non hanno perso tempo

        governaccio di m … altro che buffoni e basta

        🙁

        • Mauricius Tarvisii says:

          Guarda che sarebbe un ritorno alla disciplina voluta dai tuoi amici Monti e Fornero…

          • Francesco says:

            a me amico di Monti, da quando non ha mandato i panzer in strada, non me lo dice nessuno!

            nello specifico, però, non capisco a cosa ti riferisci

            🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              La disciplina delle causali che pare voglia Dima è uguale a quella prevista dalla Fornero a suo tempo.

              • Francesco says:

                e chi dei due non lo sa?

                🙂

                PS spiegazioni per il fatto che solo in Italia il lavoro a termine costa MENO di quello a tempo indeterminato?

        • PinoMamet says:

          Che han fatto sulla scuola?
          A me risulta solo che il nuovo ministro abbia concordato con i sindacati, che lo chiedevano da tempo, uno stop alla “chiamata diretta” da parte del preside, in attesa di poter cambiare la norma.

          Sulla chiamata diretta non so che pensare, perché può essere tanto un’ottima idea (scelgo chi so che va bene per i miei studenti) quanto una pessima (nepotismo appena mascherato o arbitrio assoluto).

          Ha fatto altro?

          • Z. says:

            Se è solo questo ha fatto più che bene…

          • Francesco says:

            Appunto: c’era stato un minimo di novità nel senso necessario per rianimare la scuola pubblica.

            Meno potere ai formalismi e ai sindacati, più potere e più responsabilità ai presidi.

            Tecnicamente, un disastro, quasi quanto la revisione dei premi di produttività in benefici a pioggia della ministra precedente.

            Oh, poi qui a Milano le scuole pubbliche un minimo funzionano ancora, è altrove che stanno nel guano fino al collo e ci restano.

    • Z. says:

      Peucezio,

      tranquillo, è tutta colpa del piddì!

      😀

      • Peucezio says:

        Intanto Trump vuole riconoscere la Crimea russa.
        Se non mi sbaglio, quando l’Europa a trazione tedesca si mette contro America e Russia contemporaneamente, non finisce molto bene.
        Peccato solo che stavolta temo che non ci sarà una Norimberga per la Merkel e Macron. Sempre che non succeda di molto peggio: chi lo può sapere: all’epoca non c’era l’atomica e quando saltò fuori, almeno in Europa la guerra era finita.

        • Z. says:

          Ah, certo, lo stesso Trump pacifista, che era contrario alle attività militari all’estero, toglieva le tasse ai poveri…

          Devono avere eletto un Trump diverso, in America 😀

          • Peucezio says:

            Sì, proprio quello stesso 😛
            No, credo sia la stessa persona.

            • Z. says:

              Secondo me anche stavolta verrà fuori che avevo ragione, come su tutto il resto da quando Trump è stato eletto.

              Ma chissà, vedremo 😀

              • Peucezio says:

                Cioè su che cosa avresti ragione?
                O l’avresti avuta?

              • habsburgicus says:

                Intanto Trump vuole riconoscere la Crimea russa.

                presumo che Z voglia dire che é aria fritta
                e in questo ha ragione 😀
                però la questione russa non è chiara
                e neanche quella tedesca
                per qualche motivo, a me ignoto, Trump pare voglia adottare una posizione anti-tedesca..per quanto l’attuale sia una germanietta, oppressa da sensi di colpa, facilmente manipolabile, insomma irrilevante e del tutto gestibile alla buona [sembra rilevante qui solamente perché l’Italia è messa ancor peggio ! e perché pure a dx non si capisce che il vero nemico d’Italia é la Francia, non ‘sta Merkel che in definitiva conta poco, quella Gallia oggi, con il nuovo presidente italofobo, fanaticamente ostile al nostro popolo..e la Francia può tradire la Germania, oggi forse lo sta già facendo !..chissà, l’UE magari imploderà ma non al modo che sarebbe piaciuto agli euroscetici..urge intervento veloce di Robelux che dalla sua posizione privilegiata potrà dirci se i legami franco-tedeschi sono ormai irreversibili, come vuole la vulgata, o non troppo difficilmente reversibili data l’invidia gallica per tutti, tedeschi in primis]
                a proposito, Trump avrebbe invitato Macron a porsi contro la Germania
                ciò che vuole veramente Trump è oscuro
                una cosa appare incontrovertibile..se per caso (impossibile !) volessimo uscire dall’UE questo é il momento..solo Trump potrebbe aiutarci ! mai nessun altro lo farà e mai nessuno prima di lui lo avrebbe fatto…ma dalla UE non usciremo, tranquilli 😀

              • Peucezio says:

                Habsb,
                “urge intervento veloce di Robelux che dalla sua posizione privilegiata potrà dirci se i legami franco-tedeschi sono ormai irreversibili, come vuole la vulgata, o non troppo difficilmente reversibili data l’invidia gallica per tutti, tedeschi in primis”.

                Senza essere Robelux ti dico che secondo me francesi e tedeschi sono prontissimi a scannarsi come un tempo. Ma intendo sul serio, a suon di massacri di donne e bambini, ecc.
                E così tutti i popoli europei con tutti i popoli europei, in barba alla Ue.

              • habsburgicus says:

                allora la UE è fallita
                senza scherzi
                forse l’Europa unita é un’utopia
                esistette l’Europa (solo ovest e nord) e fu la Christianitas dei secoli medievali
                bon !
                poi più nulla..se non odi senza fine
                in Francia, ogni monumento, ogni pietra, ogni via é un inno d’odio verso la Germania !
                e loro vorrebbero fare l’Europa unita 😀
                illusi
                *non a caso l’europeismo esiste a livello di massa solo nelle tre Nazioni denazionalizzate perché sconfitte in guerra (due materialmente, una a livello ideologico anche se all’epoca non se ne rese cinto)
                Germania che ormai è solo un agglomerato di tedesco-parlanti, non altro
                Italia dove però qualcosa sta rinascendo (solo la sx rappresenta ogi l’Italia denazionalizzata)
                Spagna ove tutto è finito il 20/11/1975 quando morì l’ultimo degli spagnoli così come Filiopemene fu l’ultimo degli Elleni

              • Peucezio says:

                Habsb.,
                mah, il fatto è che Europa vuol dire tutto e niente.
                Se è la cristianità occidentale, ha avuto pezzi mancanti a lungo (Spagna, Scilia…) e manca grossa parte dell’Europa orientale; se è la cristianità tout court, dobbiamo estenderla fino a Vladivostok, nelle Americhe, ecc.
                Se è l’estensione del modello carolingio e postcarolingio, si è andata estendendo lentamente, prendendo l’Inghilterra solo con Guglielmo il Conquistatore, l’Italia meridionale sempre coi Normanni, la Spagna con la Reconquista e poi estendendosi a tutta la cristianità latina, quindi, alla fine, anche oltre il continente.
                D’altronde è proprio il “continente” a porre problemi. l’Europa non è l’Australia, che è delimitata dal mare.
                L’Europa è un taglio arbitrario dell’unico continente eurasiatico: mostrate un mappamondo a un extraterrestre e provate a convincerlo che l’Europa è un continente!
                E talmente arbitrario che gli Urali ormai da secoli non sono né un confine linguistico, né religioso, né etnico, né culturale.
                Quindi come la mettiamo?
                Storicamente l’unica Europa a cui possiamo fare riferimento come antecedente diretto alla fine fine sono le potenze occidentali ottocentesche.
                Ma al di là che questo rende problematico escludere gli USA, che ne sono filiazione diretta, ma poi quella era un’Europa con presupposti ideologici e geopolitici antitetici a quella attuale: litigiosissima al suo interno, guerre continue, ma con un’enorem capacità espansiva all’esterno.

                Alla fine bisogna chiamare le cose col loro nome. L’Ue è un dispositivo politico inventato dagli Stati Uniti per tenere stabile e controllata l’Europa occidentale (e poi un po’ tutta); dentro questo originario contenitore geopolitico poi si è riversato tutto il peggio del perbenismo ideologico pacifista, antifascista prima, sessantottesco poi.

              • Z. says:

                Insomma, l’UE è un gombloddho yanqui?

              • PinoMamet says:

                “. L’Ue è un dispositivo politico inventato dagli Stati Uniti per tenere stabile e controllata l’Europa occidentale”

                beh, no, questo non direi, Peucè.

                Agli USA facevano molto più comodo gli Stati europei divisi, ognuno satellite USA per conto suo. Non è che ignorino la stranota massima latina… 😉

                e anzi mi risulta che siano stati grandissimi avversari dell’unione monetaria, per non parlare dell’ipotesi di una vera politica estera comune da parte dell’UE.

              • Roberto says:

                Peucezio e tutti

                “Senza essere Robelux ti dico che secondo me francesi e tedeschi sono prontissimi a scannarsi come un tempo. Ma intendo sul serio, a suon di massacri di donne e bambini, ecc.
                E così tutti i popoli europei con tutti i popoli europei, in barba alla Ue.”

                Sono d’accordo e credo che l’unico ostacolo serio allo scannamento generale, e quindi alla ripresa del corso della storia, sia appunto l’esistenza della UE (che ricordiamo nasce appunto per quel motivo).
                Da questo punto di vista direi che l’UE ha funzionato finora (e sottolineo “da questo punto di vista” e “finora”

              • Roberto says:

                Qui invece sono d’accordo con pino

                “Agli USA facevano molto più comodo gli Stati europei divisi, ognuno satellite USA per conto suo. Non è che ignorino la stranota massima latina”

                D’altronde non riesco a leggere il supporto USA all’entrata nell’Ue degli stati ex blocco est e della Turchia se non in chiave “indebolire la UE”

              • Z. says:

                Roberto,

                non sono esattamente antieuropeista, ma come direbbe Bagnai, c’è anche e soprattutto la NATO.

              • Roberto says:

                Appunto, la nato è il segno concreto della potenza imperiale, l’UE un fastidio

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “Da questo punto di vista direi che l’UE ha funzionato finora (e sottolineo “da questo punto di vista” e “finora””

                Qui sono in totale, cordiale disaccordo.
                L’unico motivo per cui nonn sono scoppiate guerre è la divisione dei due blocchi e la Nato prima e la Nato stessa e l’egemonia americana unilaterale poi.
                A cui si aggiunge l’elemento del deterrente atomico.
                E, più in generale, un benessere economico diffuso, legato alla terza rivoluzione industriale, che ha fatto sì che le opnioni pubbliche europee attuali abbiano una mentalità poco compatibile con la guerra.
                In tutto questo l’Ue ha un ruolo inesistente.
                E soprattutto non ha impedito che ci si massacrasse comunque fra europei, in Jugoslavia, non solo fra loro, ma anche col nostro apporto: io non dimentico che stati dell’Ue hanno bombardato una nazione europea, ancorché non appartenente all’Unione.
                Cosa sia la pace dell’Ue l’hanno sperimentato i Serbi sulla loro pelle, con bombardamenti sugli ospizi, sui treni civili, sulle sedi delle televisioni e su infiniti altri obiettivi civili.

              • Roberto says:

                Come dici tu stesso la Serbia non fa parte dell’UE, quindi non c’entra nulla con quello che dicevo.
                Per il resto io non voglio sottovalutare il ruolo della nato, è giusto che fare la guerra fra paesi che sono economicamente strettissimamente legati è difficile se non impossibile

              • Peucezio says:

                Roberto,
                quindi la caratteristica dell’Ue è quella di evitare guerre intestine e muovere violente aggressioni all’esterno, sempre beninteso dentro il continente europeo (ma anche fuori e non sto qui a elencarle, perché sarebbero troppe).
                Cioè si chiama Unione Europea, ma è fatta da pezzi di Europa che bombardano altri pezzi di Europa?

              • Roberto says:

                Peucezio, ora come ora l’unica caratteristica dell’Europa è quella di aver creato un mercato unico fra i suoi stati membri. Qualsiasi altra cosa è stata un fallimento, figuriamoci la politica estera e fare guerra a questo o quello!
                Una ricaduta positiva del mercato unici è appunto quella che non ci si scanna fra partecipanti.
                Tutto qui

              • Roberto says:

                Unione Europea è un nome, niente più. Comprende i partecipanti e quindi ne la Serbia né la svizzera.
                D’altronde gli Stati Uniti d’America non comprendono il Canada

              • Peucezio says:

                Mah…
                E le guerre civili?
                Non l’avevo mai sentita ‘sta cosa che in un mercato unico non ci si scanna.

              • Francesco says:

                Peucezio

                per scannarsi in un mercato unico bisogna essere dei selvaggi semibestiali, tipo i tifosi di calcio o i professori di provincia

                gente che non conosce il valore del denaro

                in caso di guerra tra Francia e Germania, i due paesi userebbero gli stessi elicotteri d’attacco fabbricati parte di qui e parte di lì … ridicolo!

              • PinoMamet says:

                Mi permetto di dissentire sull’ultima parte.
                Le guerre combattute con le stesse armi sono state la norma da sempre, e in gran parte lo sono ancora.

                Finiti gli elicotteri costruiti in comune, Francia e Germania se ne farebbero di “fatti in casa” al 100% o ne comprerebbero da un terzo che gode…

        • Francesco says:

          1) nonostante la buffonata delle sanzioni, non mi pare che la Germania abbia una politica estera ostile alla Russia. del resto, i rapporti economici tra i due paesi sono assai rilevanti
          2) la Crimea russa prima o poi sarà riconosciuta, anche se accettare confini modificati manu militari è un passo molto grave
          3) i coglioncelli nazionalisti alla Orban molto presto scopriranno quale è la vita nel mondo da loro proposto. non vedo l’ora che riescano ad ammazzare “mamma UE”. sono dei 68ini che fanno casino coi soldi altrui, fingendosi Grandi Guerrieri – uguali uguali agli estremisti rossi degli anni ’70 e ’80 in questo
          4) relazioni USA-Europa. Hasburgcius, illustra tu la divertente situazione USA, con mille interessi tra loro divergenti: tenere sotto la Russia senza spendere troppo ma senza far crescere troppo la Germania nè un’Europa unita

          ciao

  43. Mario says:

    Secondo noi, il rinnovo delle sanzioni alla Russia è una tattica volta a ingannare il nemico mondialista. Conte ha probabilmente letto, tra ieri e ieri l’altro, il Maestro Sun.

  44. OT

    sapete che qui si ha scarsa simpatia per i luoghi comuni e i riferimenti alla StoriaUgualeHitler, ma questa canzone di David Rovics – cantautore anarchico americano di origini ebraiche – dice davvero cose storicamente sensate:

    https://soundcloud.com/davidrovics/1933a

    For blood and soil.
    1933

    History doesn’t repeat, they say, but it often appears it does
    Enough so that it seems like we should know just how it was
    When in another time and place the party in the driver’s seat
    The Social Democrats ruled on behalf of the elite
    And the next person who arose to lead the state
    Said he’d stand up for his people and make his country great

    He said everyone’s exploiting us, and the reason why
    Is we’ve been ruled by weaklings, and now it’s time we must reply
    Military spending and industry grew
    And the razor wire tent camps did, too
    He said we’ll take the country back, and standing on the brink
    He said it’s anarchy or me, we can rise or we can sink

    For Blood and Soil

    From Budapest to London, from Chicago to Milan
    There was the specter of all those so inspired by the man
    He signed treaties that were broken before the ink was dry
    He left the League of Nations and Prime Ministers would try
    Appeasement, but whatever they would do
    The fuhrer would just tighten the screws

    Most of the news seemed real – at least after a while
    The same propaganda, wherever on the dial
    Germany was the victim – it would be victim no more
    That’s what he was saying years before the war
    Years before the blitzkrieg, before extermination
    Became the fate of so many then living in the nation

    For Blood and Soil

    He talked of enemies within and enemies outside
    Who together had conspired and stolen and lied
    He said they took us for a ride with treaties signed by those
    Serving foreign interests, as every Aryan knows
    But follow me, he said, you won’t recognize the place
    We’ll be great again – we’re the Master Race

    People look back and wonder what could have been done
    Many years before the war was won
    When social institutions fell one after the next
    And then faster than almost anyone expected
    Few people could have even imagined the cost
    Once it was too late, and the chance for peace was lost

    For Blood and Soil

    • Peucezio says:

      Traduzione, prego 🙂

    • Francesco says:

      che traduzione e traduzione, è inglese da terza elementare!

      data di composizione, piuttosto!

      1) concorda con la mia tesi per cui certe tendenze storiche ci sono sempre, cambiano le forme esteriori e i protagonisti

      2) Mussolini è venuto PRIMA di Adolf, vogliamo il copirait del fascismo! ladri ladri è un completto american-tedesco!!!

      Ciao a tutti

      PS secondo voi ha letto Umberto Eco?

    • Z. says:

      La SPD era venduta, il KPD troppo vicino a Mosca, gli altri gruppi troppo radicali.

      Hitler, che non faceva di questi puerili distinguo, li sistemò tutti nello stesso alloggio.

      Certo, però, fare il cantautore anarchico è tanto figo, originale e chic 😀

  45. PinoMamet says:

    Visto che il padron di casa è statunitense, e che cè gente che legge, e gente che finge di non leggere, l’inglese, abbiamo trovato questa roba qua:

    https://www.gq.com/story/gary-faulkner-hunts-osama-bin-laden

    a quanto pare sul personaggio è uscito o sta uscendo un film con Nicholas Cage.

    • Peucezio says:

      Ma è scritto in barbaro pure questo…

    • Per PinoMamet

      “Visto che il padron di casa è statunitense, e che cè gente che legge, e gente che finge di non leggere, l’inglese, abbiamo trovato questa roba qua:”

      Ma è straordinario!

      Mi ricorda tutta una serie di americani che ho conosciuto: uno che doveva essere Papa e veniva sempre seguito da una nuvola a forma di pesce, un altro che viveva solo dei soldi che Dio gli faceva apparire in tasca, un altro che mangiava reliquie e aveva trovato la confutazione matematica del pensiero di Teilhard de Chardin, un altro molto religioso che appena arrivato in Italia mi chiedeva dove si ritrovavano gli omosessuali perché lui campava facendosi rimorchiare e poi derubandoli con un coltello puntato alla gola, e molti altri.

      Gente sempre grintosa fino alla ferocia, che usava proprio lo stesso tipo di linguaggio di Faulkner.

      Grazie!

      • Z. says:

        Cioè solo matti e delinquenti? Wow che bello, da farci una serie TV! 😀

        • Per Z

          “Cioè solo matti e delinquenti?”

          Tutti però con le caratteristiche di Faulkner: una sorta di forza monomaniacale, un certo grado volgarità, totale incapacità di ragionare, una genialità e un coraggio travolgente nelle loro azioni, zero perbenismo e un contatto più o meno diretto con il loro Amico Invisibile.

          Cose che non ho mai riscontrato nei matti o nei delinquenti italiani.

          • Z. says:

            Ce ne sono, ce ne sono. Una noia mortale 🙂

          • PinoMamet says:

            Per chi non avesse voglia di leggersi tutto l’articolo, credo basti la descrizione in poche righe degli amici del tizio:
            “Gary è il tipo di persona che si toglierebbe la camicia di dosso per regalartela; Gary sa mangiare una quantità incredibile di ali di pollo; Gary scherza sempre; Gary è un muratore e carpentiere con i controcazzi, un vero esperto dei piani piastrellati; Gary ogni tanto sparisce per andare a cacciare Osama Bin Laden in Pakistan”.

            Che comunque non dice ancora nulla del suo passato di ladro e truffatore, drogato e spacciatore, maniaco religioso e malato ai reni dializzato… il tutto vissuto e raccontato con una naturalezza disarmante,che fa sembrare anche prendersi su e andare a cacciare Osama Bin Laden (anzi “Binny Boy”) in Pakistan armato di katana e visore notturno, senza parlare una parola delle lingue locali, come la cosa più normale del mondo.

            • Per PinoMamet

              “, come la cosa più normale del mondo.”

              Aggiungo una cosa che non ho mai visto tra i cattolici: Dio gli ha detto che per catturare Binny Boy, non deve mai toccare terra, e quindi va in barca in Pakistan. Con risultati tecnicamente discutibili, ma questo è l’essenziale dello spirito evaangelico: gli ordini non si discutono, a differenza dei cattolici che amano vedere in tutto una metafora di qualcos’altro.

              Lo spirito evangelico mi ricorda il film Ordet di Dreyer, dove la fede riesce a far risorgere dai morti.

              • Peucezio says:

                C’è un grandissimo fascino, per quanto sinistro, in tutto questo.

              • Z. says:

                Dovreste conoscere più delinquenti di quelli veri…

              • PinoMamet says:

                Secondo me Z. il punto interessante non è il fatto che il signor Gary Faulkner abbia un passato di delinquente, quanto il modo in cui rappresenta certe qualità tipiche degli americani: il senso religioso, l’assoluta fiducia nella sua missione individuale, per bizzarra che possa apparire agli altri, e nei suoi mezzi personali , un gusto per il faidatè a confine tra genio e pazzia, l’assoluta indifferenza/complicità della sua comunità (del genere, pensi che puoi andare sulla Luna col razzo costruito dietro casa? ok, nessun problema, basta che non fai casino dopo le dieci di sera, poi me ne parli mentre beviamo una birra e anche se sono assolutamente sicuro che morirai nel tentativo, ti do un paio di buoni consigli sul tipo di propellente da usare), insomma…
                l’America!

              • Peucezio says:

                Pino,
                infatti, hai colto esattamente il punto.

                Z.,
                sai quanto ti voglio bene 🙂 ma perché a volte hai l’impulso irrefrenabile di banalizzare?

              • Z. says:

                Che devo dirti, presumo che ognuno abbia avuto le proprie esperienze…

              • Peucezio says:

                D’accordo, ma, parlando seriamente, bisogna distinguere l’esperienza diretta dal fascino intellettuale.
                Io posso guardami “Il Padrino” e trovare una grandissima suggestione nel mondo che vi viene rappresentato, ma ciò non impedisce che, se avessi a che fare direttamente con dei mafiosi, potrebbe essere un’esperienza traumatica.

                Altrimenti non potremmo leggere e amare i Poemi Omerici, la Divina Commedia, Ariosto, Tasso, i film di guerra, polizieschi e un miliardo di altre cose.

              • Peucezio says:

                Vabbè, i film non si leggono 🙂

              • Z. says:

                Boh, che posso dirti? Il fascino che la malavita e i malavitosi esercitano su di me è esattamente zero.

                Forse è per via del fatto che ho poca fantasia? Forse sì.

                Mi piace “Porta Romana Bella” cantata da Nanni Svampa, ecco.

              • PinoMamet says:

                “Boh, che posso dirti? Il fascino che la malavita e i malavitosi esercitano su di me è esattamente zero.”

                Ribadisco che la malvita c’entra pochissimo con il tipo di fascino del personaggio in oggetto;

                e ribadisco anche che la malavita è in effetti una delle principali fonti di narrativa, perché effettivamente deve esercitare fascino su molti.

                Il che non toglie che non effetti moltissimi criminali possono essere poi persona banalissime.

                Il tizio americano però, non ostante il suo passato criminale, non mi sembra affatto banale 😉

              • Z. says:

                Pino,

                — e ribadisco anche che la malavita è in effetti una delle principali fonti di narrativa, perché effettivamente deve esercitare fascino su molti. —

                Non ci sono dubbi. Solo, non faccio parte della categoria 🙂

              • Francesco says:

                FORSE noi cattolici riusciamo meglio a distinguere le esperienze religiose dalla malattia mentale, sarà per tutti gli asili per pazzi realizzati nei secoli

                non credo c’entrino le metafore

                ciao

              • PinoMamet says:

                “FORSE noi cattolici riusciamo meglio a distinguere le esperienze religiose dalla malattia mentale”

                Forse sì, ma non solo per gli asili per pazzi;

                in effetti leggendo le storie dei santi cattolici (come di tutte le sltre confessioni) capita spessissimo di pensare (ammettiamolo) “ma dai, questo è un matto”;

                solo che i cattolici hanno il Santo Uffizio, e i protestanti no.

                I cattolici hanno il Catechismo ufficiale, e unico, e i protestanti no.

                I cattolici, per farla breve, hanno il Papa, e i protestanti no.

                Per cui, a un certo punto il singolo fedele con le visioni, che può sempre capitare, comincia ad avere coscienza di essere inserito in una grossa Organizzazione Dispensatrice di Timbri:

                ti può dare il timbro di santo e finisci sugli altari, quello di eretico e finisci sul rogo, quello di matto e finisci al manicomio.

                (Al meglio, di dà quello di strambo innocuo e finisci come barzelletta del paese. Che suppongo sia sempre stato il caso più frequente).

                L’esperienza religiosa, insomma, è sempre mediata.
                Tra i protestanti no: la riscoperta della vita “evangelica” porta a credere abbastanza ciecamente nei “carismi”, avere visioni, curare con le mani, parlare lingue sconosciute ecc. ecc.,tutto in modo spontaneo e sostanzialmente incontrollabile: se non ti piace una chiesa te ne fondi un’altra o stai per conto tuo
                (hai visto il film The Witch, ambientato nel New England del Seicento? secondo me andrebbe visto in parallelo con L’Arcano incantantore, ambientato nelle colline bolognesi del Settecento, due universi cristiani a confronto…)

              • Z. says:

                Di certo da quando esistono cure psichiatriche efficaci esistono meno esperienze estatiche…

      • Peucezio says:

        Sì, ma io preferisco sempre quello a cui Dio ha vietato di pagare le tasse!

  46. Memoria storica…

    E’ affascinante come il concetto di “memoria storica” (cioè sostanzialmente la percezione della Seconda guerra mondiale) cambi, tra l’Italia e i paesi dell’est.

    E’ una cosa che avevo notato in maniera molto forte in Polonia, e lo ritrovo – con un tocco ancora più duro se vogliamo – in questo video russo:

    https://youtu.be/cWrdAyP5aO0

    • Peucezio says:

      Credo che la grossa differenza è che la retorica ufficiale, quella “legittima”, dei vincitori insomma, legata alla II G. M., in Italia è per definizione antinazionale e celebra una sconfitta militare (che già di per sé credo sia un unicum), mentre in Russia, così come nella maggior parte delle nazioni è una grande epopea patriottica di riscatto nazionale.
      Insomma, non per banalizzare, ma c’è la stessa differenza che c’è fra uno che festeggia perché gli hanno dato un calcio nei coglioni e uno che festeggia perché ha vinto la lotteria.

      • Z. says:

        Pensa alla Francia, sconfitta, che è stata dichiarata vincitrice per ordine di di Truman. Un duicum? 🙂

        • Peucezio says:

          In effetti…
          Un dui…che?

          • Z. says:

            Un unicum che raddoppia 😀

            • Peucezio says:

              Sì, dopo ripensandoci l’ho capita.
              In realtà chi più giustamente di loro festeggia: perdono la guerra e li trattano da potenza vincitrice!
              Come uno che fa un omicidio e come pena gli regalano un milione di euro!

              • mirkhond says:

                E volevano pure la Valle d’Aosta, mezzo Piemonte e mezza Liguria (tra aprile e luglio 1945 occuparono Ventimiglia, che tentarono di francesizzare a forza, finché Truman gli impose di ritirarsi nei loro confini; alla fine la Francia ottenne solo Briga e Tenda).

              • PinoMamet says:

                Tra l’altro il più acceso sentimento antifrancese l’ho trovato proprio in Val d’Aosta
                (forse perché devono sorbirsi i francesi tutti i giorni… 😉 )
                e non tra la popolazione terronicamente importata 😉 ma proprio tra i teoricamente francofoni locali, che ho trovato (quelli conosciuti da me perlomeno) anche molto patriottici verso l’Italia.

              • mirkhond says:

                I Valdostani autoctoni non parlano il Francese, ma un Patois franco-provenzale o come si dice adesso, Arpitano.
                E poi la Valle d’Aosta è stata francese solo per brevi periodi della sua storia (1691, 1704-1706, 1798-1799, 1800-1814).

              • mirkhond says:

                Invece durante la prima occupazione francese del ducato sabaudo (1536-1559), la Valle d’Aosta ottenne dal re di Francia, il mantenimento della propria autonomia amministrativa, come già sotto i Savoia.

              • PinoMamet says:

                “I Valdostani autoctoni non parlano il Francese, ma un Patois franco-provenzale”

                Ma sì, lo so, ma a volte si può anche riassumere un po’ 😉

                comunque a scuola studiano (e imparano malissimo) il francese “normale”.

              • habsburgicus says:

                E volevano pure la Valle d’Aosta, mezzo Piemonte e mezza Liguria

                ecco perché a dx (e in certa sx) con il loro antiamericanismo hanno proprio stancato !
                oggettivamente l’America ci é stata utile nel 1945 !
                va detto
                e dirò di più..
                l’errore più grande, nel 1943, del Re e di Badoglio non fu l’esser passati agli anglosassoni ma averlo fatto così male..e gratis 😀
                noi, triste dirlo ma é la dura realtà, nel 1943 di fronte alla disfatta avevamo SOLO una strada..conquistare con ruffianaggini varie l’amicizia dei vincitori anglosassoni e sfruttarli ben bene 😀
                manco questo abbiamo saputo fare 😀
                l’Italia in poche parole doveva fare l’escort superlux e “pelare” gli americani il più possibile 😀 cosa che fecero a Napoli, ove (a sentire i film) pare a ‘sti americani li fecero fessi più volte 😀 😀 😀
                Roosevelt che pure da true American ci bombardò selvaggiamente (Calvino ! nel mondo da lui infaustamente plasmato non c’é e non ci può essere pietà), dopo la nostra resa non si mostrò soverchiamente ostile all’Italia [ma ai Savoia, purtroppo, sì] e non sopportava de Gaulle
                per noi fu un male la sua morte il 12/4/1945
                né Roosevelt amava troppo Tito (roba inglese !) e dati i suoi rapporti di fiducia con il Cremlino magari riusciva a ottenere il placet di Stalin per mantenerci almeno Pola !

              • habsburgicus says:

                Briga e Tenda poterono votare il 2/6/1946 (BZ e la Venezia Giulia no !) erano nostre, ancora (vero, anche Fiume, e ancor più Pisino, erano nostre, strictissimo iure…ma il grido sinistro dei titini “smrt fašizmu, svoboda narodu”=”morte al fascismo, libertà per il popolo” e gli infoibamenti di massa avevano ormai estinto ogni traccia d’Italia..bandiere slave con la stella rossa e ritratti di Tito ancora unito a Stalin mostravano a tutti che là non era più Italia in attesa che il 15/9/1947 divenisse Jugoslavia de iure)
                gli italofili votarono tutti Monarchia perché il Re, là, voleva ancora dire l’Italia unita e (un tempo) forte !
                i partiti repubblicani (di sx) in genere furono colà per la Francia
                altro piccolo tradimento di cui fuori dal Piemonte non ci si sovviene

      • Francesco says:

        Peucezio

        a memoria però almeno ungheresi e romeni la guerra la hanno persa eccome

        i polacchi sono a metà strada, visto che la loro guerra fu contro l’alleanza russo-tedesca

        gli altri possono far finta di essere stati sempre antitedeschi

        ciao

  47. Mario says:

    I giovani Arii di Occidente! Dove sono costoro? Ieri abbiamo officiato (supplendo ad una strabocchevole carenza di sacristi) il nostro istantaneo culto, eppure alcuno ha tenuto le consegne! Esistono uomini in ordine, al giorno d’oggi? Coscienze non piegate, non imbastardite,non esizialmente sollazzate dall’edonismo panmondialistico?
    Noi ne siamo certi, e quindi ci porremo ancora sulla linea del fronte, per ora solo ritualistico: a debita distanza, si intende, dall’impassibile Signore dei Bianchi.
    Non sperare, non disperare: ma perseverare.

    • Z. says:

      Ma a queste adunanze, sii sincero, quanta gente partecipa? ed è ambosessi o braga tantum?

    • rutt1 says:

      io non capisco mai un cazzo di quello che scrivi

      Perché non ha alcun significato.

      Nota che non ho scritto alcun “secondo me”

  48. PinoMamet says:

    IT!!

    Sul giornale locale di oggi, c’è una pagina intera dedicata ai rondoni (e rondini e balestrucci) con l’Associazione che li difende che ha chiesto ai sindaci di moltecittà italiane misure edilizie che facilitino la creazione dei loro nidi, e trafilettone descrittivo delle abitudini di apodidi e irundidi.

  49. Mario says:

    Per Z.

    Noi siamo sempre sinceri, come ogni bianco che ritiene in sè mera la propria emozione genealogica.
    L’Ordine costituendo è aperto ai soli uomini: la figura ancestrale del guerriero-sacerdote, che va riunita in un unico soggetto, non è certo di pertinenza femminea. Ciò deve risultare preclaro.
    L’adunanza di avantieri ha contato un unico partecipante: che, allo stesso tempo, ha funto, nell’attimo dell'”occasus solis”, da officiante, da sacrista e da assemblea.
    E tuttavia, già un nostro amico di orientamento nazionalrivoluzionario (nazista fino al ’44, per semplificare), e di professione svuotacantine, si unirà presto alle celebrazioni: ma solo a quelle, exoteriche, del Fronte che stiamo approntando, “en revanche”.

  50. Mario says:

    Per Miguel

    Noi riteniamo, assumendocene tutta la responsabilità, che prima del fatidico incontro con Eckart vi fosse il Nulla, nelle terre di Mor: e che quindi non ci si potesse orientare. Avvenne poi, in forma cortocircuitata ma pregna di valenze mitopolitiche, la trasvalutazione di tutti i valori (negoziabili, “ça va sans dire”).

  51. Moi says:

    @ MAURICIUS/ TUTTI

    Modello Giancarlo Gentilini – Joe Formaggio esportato in Ungheria (che ha fama di “Paese Serio”, a differenza dell’ Italia) :

    https://en.wikipedia.org/wiki/L%C3%A1szl%C3%B3_Toroczkai

    Sindaco di Ásotthalom, László Toroczkai , le fonti sono quasi tutte in Ungherese, pochissimi i video sottotitolati almeno in Inglese.

    https://www.youtube.com/watch?v=47sg6nPBRg8

    (musiche epiche da Film di SuperEroi Americani …)

    … Vs Islam (che stritola dall’ Esterno) & Gender (che corrode dall’ Interno) contemporaneamente !

    • Moi says:

      László Toroczkai … il Nuovo SuperEroe di Mario ! 😉

    • PinoMamet says:

      ” ha fama di “Paese Serio””

      credevo fosse nota per i porno…

    • Z. says:

      Ma Joe Formaggio è un nome vero o è un soprannome?

      • Mauricius Tarvisii says:

        E’ vero: Formaggio è un cognome diffuso nel veronese.

        • Moi says:

          Come lui stesso rilasciò in un’ intervista locale, i suoi lo chiamarono “Joe” sbagliando (l’ Inglese non si era ancora così imposto da far cogliere certe sfumature!) il nome di “Joey”, protagonista umano 🙂 di Furia Cavallo del West !

          … Lui però ha chiamato correttamente “Joey” il proprio figlio !

  52. Mario says:

    László Toroczkai

    Il padre vandalizzò la “Pietà” di Michelangelo, dopo aver dichiarato di essere il Cristo in persona a Paolo VI: che ebbe dubbi anche sul Cristo storico, figurarsi su quello della fede. Non venne quindi creduto dagli increduli gerarchi del cattolicume mondialistico.
    Questo Lazzaro(ne), ora sindaco di un villaggio ungherese da cui il culto islamico e le pratiche sodomitiche sono state estromesse, ci pare degno di rispetto: anche se si situa all’interno di un paesaggio razziale a noi estraneo, quello ugrofinnico.

  53. Mario says:

    Per MT

    Mi inchino alla sua sapienza, lei che è esperto di paraphernalia austroungariche.

  54. habsburgicus says:

    @Peucezio @Pino @Z @tutti
    L’Ue è un dispositivo politico inventato dagli Stati Uniti per tenere stabile e controllata l’Europa occidentale (e poi un po’ tutta)

    direi che forse hanno ragione sia Peucezio che Pino (esercizio di democristianesimo applicato :D)
    basta intendersi sulla cronologia
    i.é certo, storicamente provato e documentabile, che gli USA nei ’50 e primi ’60 favorirono e vollero i primordi del processo che viene detto di unificazione europea..almeno un presidente USA, lo sfortunato Kennedy (unico cattolico) ci credette veramente e aveva una sincera simpatia per l’Europa unita…diciamolo, giusto dare i meriti ai cosiddetti “Padri” (De Gasperi, Adenauer, Schuman) ma senza gli USA non partiva nulla ! o se partiva si arenava tutto dopo il 1958 con De Gaulle, l’arci-Francia, invidiosa, megalomane, arrogante, ma con dei sensi di inferiorità verso la Germania (e pure verso di noi !) mal celati
    ii. detto questo i tempi sono cambiati…gli USA divennero prima indifferenti (’70 e ’80..con la Thatcher, il cui avvento nel 1979 rappresenta uno spartiacque, ritrovarono l’unica vera amicizia, quella con i cugini anglosassoni, tornati forti e assertivi con Margaret) e ora sono francamente ostili..in questo ha ragione Pino..specialmente i REP trumpiani che rappresentano l’America più “vera”, rozza, non diluita 😀 probabile che Trump vedrebbe volentieri la fine dell’UE, tanto più ora che non hanno più il “controllore” britannico (la cui adesione venne favorita da Washington anche per controllare meglio ‘sti europei..e pure per questo de Gaulle che lo capì, vi si oppose…ribadisco che però, secondo me, all’epoca gli USA non erano ancora anti-Europa unita)………ciò non toglie che, forse per legami settari ignoti a noi mortali, almeno fra i DEM ve ne siano ancora favorevoli all’UE per le ragioni indicate da Peucezio
    staremo a vedere

    • Peucezio says:

      Secondo me fino a Obama l’europeismo americano era fortissimo e sono convinto che l’euro l’abbiano voluto loro, anche per mandare a puttana l’economia europea: dopo la caduta del Muro un’Europa prospera non serviva a niente e poteva essere un pericoloso competitore, quindi meglio sottomessa ma povera.
      Con Trump la musica effettivamente è cambiata, ma Trump non è gli Stati Uniti. I poteri e lo stato profondo ostili a Trump sono ancora fortissimi e condizionano anche la politica europea malgrado Trump (che comunque un suo poetere ce l’ha, altrimenti non sarebbe lì).
      Ciò che si gioca in Europa è primariamente una partita interna agli USA, che di riflesso arriva qui, dividendo la Merkel, Macron, l’Ue, ecc. da una parte e Salvini, la Le Pen, Orbán, gli austriaci, ecc. dall’altra.

      • Francesco says:

        veramente gli USA avevano (hanno?) il problema di una buona memoria storica e sanno di essere venuti in Europa due volte a combattere i tedeschi

        questo ha reso la situazione post-45 difficile: tener fuori i russi e sotto i tedeschi era uno dei motti della NATO o sbaglio? col tempo, i russi sono crollati e i tedeschi stanno diventando sempre più importanti in Europa … qualcuno di là sarò preoccupato

        in più, gli USA hanno sputtanato metà della loro industria, i tedeschi (e noi) no!

        infine, lo scemo del villaggio Trump che pensa di vivere meglio in un mondo di mille nazioni in competizione, avendo abdicato all’Impero e di conseguenza aborrisce la UE

        ah, l’Euro è il più importante rivale del dollaro e potrebbe azzoppare il potere USA più di ogni altra cosa

  55. Z. says:

    Ho sentito al TG che la prescrizione dei processi a Bari è stata sospesa perché il palazzo di giustizia è inagibile.

    Ma è vera questa notizia?

    Cioè, visto che non riesco a garantire la celebrazione del processo a tuo carico allora mi rivalgo su di te allungandone i termini? e può essere decisa per decreto governativo, una cosa del genere?

    Ditemi che ho capito male!

  56. Moi says:

    Io abolirei la prescrizione e basta !

    • Z. says:

      Certo, così poi può capitarti di vederti inflitta una condanna per asseriti fatti di trenta o quaranta anni fa…

      Pensa che io la estenderei invece a tutti i tipi di reati, nessuno escluso.

      • Moi says:

        Guarda che potrebbe anche tornare personalmente comodo a te, se qualcuno che ti ha danneggiato l’aveva fatta franca, eh …

      • Peucezio says:

        Stavolta OMDAZ! Mi spiace per Moi.

        • Moi says:

          Va be’… te Peucezio ripristineresti i metodi pre-Hammurabi ! 😉

          • Z. says:

            Vero. Però li ripristinerebbe solo a valle di un giusto processo accusatorio e garantista 😛

          • Peucezio says:

            Moi,
            tieni conto che in Ancien Régime e, a maggior ragione, in civiltà premoderne in senso lato, non esiste nemmeno il diritto penale come diritto pubblico: se tu uccidi uno, stai facendo un torto a lui, alla sua famiglia e alla sua comunità, per cui devi risarcirli (al limite anche con la tua vita).
            Ma il concetto che il tempo attutisce e alla lunga annulla i torti credo sia universale.

            • Z. says:

              Non c’è solo questo. C’è anche il fatto che dopo anni e anni la tua facoltà di difesa finisce per essere indebolita, o addirittura compromessa.

              Per questo ci sono carte che si buttano dopo cinque, dopo dieci e dopo quindici anni. A volte si chiama “decadenza”, altre “prescrizione”, ma questo principio vale per entrambe…

              • Peucezio says:

                Mi pare una cosa di assoluto buon senso.
                Ovviamente dev’essere proporzionatà alla gravità del delitto, ma questo significa che ci sono delitti con prescrizione più lunga, non che ci siano delitti imprescrittibili. L’imprescrittibilità è un’idea sciocca.

              • Moi says:

                Ripeto: la Prescrizione è diventata il surrogato dell’ Innocenza … Se sempre più gente nata qui è tentata dalla Barbarie Tribale della Sharia, un motivo ci sarà.

              • Z. says:

                Moi, sbaglio o hai cominciato a scriverlo da quando Silvio è finito all’opposizione? 🙂

      • PinoMamet says:

        “Guarda che potrebbe anche tornare personalmente comodo a te, se qualcuno che ti ha danneggiato l’aveva fatta franca, eh …”

        Moi, tu non ce l’hai con la prescrizione, che mi sembra una norma ragionevolissima;
        ce l’hai con i processi troppo lunghi.
        Che non si risolvono abolendo la prescrizione (semmai si aggrava il problema) ma, ipotizzo, per esempio assumendo più magistrati.

        Ti faccio un altro esempio.
        Tra vent’anni, anno 2038, la tua ex vicina di casa si “ricorda” che sul pianerottolo ti sei abbassato le braghe e le hai mostrato i gioielli di famiglia.
        Un’altra ex vicina di casa, sua amica, le fa da testimone. Hai voglia tu a andare a trovare cosa stavi facendo domenica 1 Luglio 2018…

  57. Moi says:

    Intrighi Politico-Gastronomici a Bologna …

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    Contro-Festa dell’Unità a Parco Nord? Il Comune: ‘Indagheremo’
    Sembra pensata proprio per fare concorrenza alla kermesse democratica. Lepore: ‘C’è un tema di trasparenza che va affrontato’

    http://www.bolognatoday.it/cronaca/made-parco-nord-festa-unita-pd.html

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  58. Moi says:

    … Nuova Faida all’ interno del PD oppure i Privati “fanno festa” per i fattacci loro ?!

  59. Moi says:

    Segnalazione :

    http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2016/08/22/ASUjWYzD-buongiornissimo_facebook_piaga.shtml

    «Buongiornissimo», «kaffé» e la piaga dei 50enni su Facebook

    ————————–

    Aggiungerei robe tipo “Buon Wick” 😉 … (per “Buon Weekend, che già di suo …)

  60. Moi says:

    @ ZETA

    Più che un “Duicum”, la Francia alla fine della II GM NON era divisa come l’ Italia … almeno NON dopo che la Resistenza del “Buono” Generale Charles De Gaulle prevalse VS il “Cattivo” Maresciallo Philippe Pétain.

    Ma su questo meglio lasciar campo ad Habsburgicus.

    • Z. says:

      Non sono mica tanto sicuro che la Francia non fosse divisa.

      Lo Stato Francese guidato da Pétain, diversamente dalla RSI, era stato riconosciuto da gran parte dei Paesi del mondo. Non vorrei dire bestialità, ma direi anche dagli Stati Uniti e persino da governi già in guerra contro l’Asse (ad es. Canada).

      E Roosevelt aveva le idee chiare su De Gaulle…

      • Moi says:

        Come Unità Nazionale post-bellica
        non c’era confronto … anche perché l’ Italia uno Stato-Nazione come la Francia non lo è mai stato, se non sotto il Fascismo che è stato una forzatura contronatura e soprattutto controstoria 😉 dell’ Italia Nazione.

        • Z. says:

          Moi,

          devo dire che questa idea del fascismo come parentesi mi è sempre sembrata minimizzatrice e autoassolutoria.

          Il fascismo non è stato un momento bizzarro in cui in Italia governavano gli alieni, ma un regime che aveva punti importanti di continuità con lo stato albertino.

          È stato una forma di manifestazione del nazionalismo italiano, che ha preso il potere e ha governato il Paese per vent’anni.

          Ma il nazionalismo in Italia non l’ha certo inventato Mussolini. Piuttosto è stato sgonfiato assai dalla disfatta del regime, e dalla rovina cui il fascismo ha condotto il Paese.

          Ma esisteva prima, e a mio avviso esiste oggi.

          • Per Z

            “È stato una forma di manifestazione del nazionalismo italiano, che ha preso il potere e ha governato il Paese per vent’anni.”

            Concordo in pieno: su questo trovo molto convincente le tesi di Banti.

            Che non solo dimostra la perfetta continuità tra retorica risorgimentale e fascista, ma anche una notevole continuità tra retorica fascista e retorica della resistenza “patriottica” soprattutto di matrice azionista (ma presente anche nel PCI).

            • “ma anche una notevole continuità tra retorica fascista e retorica della resistenza “patriottica””

              Parlando solo in termini di retoriche e di stili di vita, potrei concordare in parte con Peucezio e Francesco nel dire che la vera cesura non è il 1922 o il 1945, ma il 1968.

              A patto di intendere per 1968, non il movimento studentesco, ma la radicale trasformazione dei consumi, l’esplosione della pubblicità, la certezza di un gran benessere alla portata di tutti, basta allungare la mano. E’ lì che la retorica nazionale finisce.

              • Francesco says:

                non trascurerei la data dell’8 settembre 1943

                quel dì l’Italia è morta per tanti italiani e forse non è più risorta, neppure col referendum repubblicano che fu anche cacciata dei vili

                va bene tradire i tedeschi a metà guerra ma quel giorno i generali abbandonarono i soldati. mi sa che i soldati non lo hanno mai dimenticato

              • PinoMamet says:

                OMDAF, direi.

              • Francesco says:

                io di solito sono anti-popolare (a sentire voi) ma devo rilevare che i vigliacchi che fuggirono non furono neppure sanzionati

                solo il Re, alla fine, e potè andarsene tranquillo

                capisco che molti del popolo da allora non credono più nel sistema

                giusto?

              • Peucezio says:

                Non è un caso che ci è voluto un partito nato come regionalista per riportare il nazionalismo in Italia.

              • Francesco says:

                quello non è nazionalismo, Salvini non saprebbe riconoscere l’Italia su cartina geografica muta!

                è solo buono a ringhiare se vede la foto di un negro o di un cinese

                persino io ho una stima del nazionalismo troppo alta per accettare Salvini come suo campione

  61. Moi says:

    Eric Zemmour ha dato scandalo ricordando gli Ebrei Francesi salvati da Pétain … in quanto “Francesi” come Sostantivo ed “Ebrei” come aggettivo … cosa che ancor oggi è dura da mandar giù per molti Ebrei e che sarebbe inaccettabile per tutti (o quasi tutti) i Musulmani se ci fosse (… se ci sarà, dopo il fallimento del Paggio Macron di Re Soros e un bel Frexit ?!) una Politica DisIslamizzatrice.

  62. mirkhond says:

    Quel riposo domenicale salverà, forse, la civiltà

    La proposta del ministro del Lavoro Di Maio di chiudere i negozi la domenica s’inserisce in quello che è forse il progetto più ambizioso del programma a Cinque Stelle e che Grillo ha chiamato “il tempo liberato”: privilegiare il valore-tempo sul valore-lavoro. Progetto ambizioso perché va contro uno dei totem del nostro modello di sviluppo: la produttività. Non a caso questa proposta verrebbe inserita in quello che sempre i Cinque Stelle hanno chiamato “decreto dignità”. Noi non possiamo sacrificare tutto alla produttività, cioè all’equazione produzione-consumo, per cui il consumo, anche quello domenicale, fa da supporto alla produzione e viceversa. In fondo anche Dio “il settimo giorno si riposò”. Questo lo aveva capito un Papa, Wojtyla, che parecchi anni fa invitò a rispettare il riposo domenicale. Ma rimase inascoltato. Ora i Cinque Stelle riprendono quel progetto ma in chiave laica. Il riposo domenicale significa più tempo per la contemplazione, la riflessione e anche la famiglia. Se in Italia, e in tutto l’Occidente, si fanno così pochi figli è perché siamo stritolati fra il lavoro nei giorni feriali e il consumo compulsivo durante il weekend. Insomma non abbiamo mai un vero tempo per noi stessi.

    Il progetto di Di Maio è avversato dalle associazioni dei consumatori, persone che non si vergognano di essersi fatte degradare da uomini a consumatori, cioè gente che deve ingurgitare, come un water, nel più breve tempo possibile ciò che altrettanto velocemente produce. Ed è avversato dalla Federdistribuzione spaventata dall’idea di perdere 12 milioni di italiani che fanno acquisti la domenica. Ma è stato capito, a quanto pare, dai sindacati: “non esiste un diritto allo shopping” ha dichiarato il segretario della Cisl Anna Maria Furlan. E non è un caso che la Cisl rappresenti i lavoratori di cultura cattolica. E questo è un grosso salto nella storia del sindacato. Ai primordi della Rivoluzione industriale il sindacato è stato decisivo nell’arginare il massacro che le imprese stavano compiendo sui lavoratori. Si facevano lavorare anche i bambini di 6 o 7 anni, si imponevano ritmi di lavoro tali che alla fine uccidevano il lavoratore. Poi la situazione è apparentemente migliorata perché gli stessi imprenditori hanno rinunciato a spremere oltre ogni limite il lavoratore sul luogo del lavoro ma solo in funzione del fatto che avesse più tempo per il consumo, cioè che ridiventasse schiavo sia pur in un’altra forma. Il sindacato però non si è accorto, o si è accorto troppo tardi, che oltre ai salari e ai ritmi del lavoro c’era la questione della qualità del lavoro e del mondo che lo circonda. In questa qualità c’è innanzitutto la salute (la vertenza Ilva è emblematica). Ma nella salute rientra anche la qualità di quello che noi chiamiamo il nostro “tempo libero”. Se noi lo passiamo a consumare siamo punto e a capo. Ecco quindi la ragione della fondamentale distinzione fra “tempo libero” e “tempo liberato”.

    Quello che noi stentiamo a percepire qui è stato capito nella lontanissima Corea del Sud (non del Nord) dove ci si appresta a ridurre drasticamente gli orari di lavoro dei coreani spaventati dal fenomeno del karoshi (termine non a caso coniato dai giapponesi che, sulla base della loro cultura samurai, non sono secondi a nessuno nello stakanovismo) che indica la “morte per fatica”. Noi occidentali questo punto lo abbiamo superato già da tempo quando gli stessi imprenditori, a cavallo fra Ottocento e Novecento, si accorsero che i ritmi ossessivi uccidevano la manodopera che non era più sostituibile con la massa contadina che aveva dovuto lasciare le campagne in seguito all’introduzione dell’enclosures a sfavore del regime degli open fields su cui aveva vissuto per secoli. Questa massa, intruppandosi nelle città, si era alla fine esaurita. Si doveva salvare il lavoratore non per spirito di carità ma per spirito d’impresa. Più interessante per noi, arrivati a un certo livello del nostro modello di sviluppo, è una delle motivazioni che il presidente della Corea del Sud ha fornito per giustificare la nuova legge: “dare più tempo alle famiglie”. Inutile dire che le grandi Corporation stanno cercando di mettere i bastoni fra le ruote. I lavoratori devono sopravvivere sì ma solo a loro uso e, è il caso di dirlo, consumo.

    Il concetto sudcoreano di “dare alle famiglie più tempo per sé” si lega anche al tentativo di stoppare il decremento demografico. Ma questo è un problema che riguarda tutto l’Occidente e l’Italia in particolare che nel mondo è in penultima posizione con una fertilità per donna di 1,3. Ecco perché il progetto a Cinque Stelle che a Dario Di Vico appare “ideologico” (Corriere, 21.6) si rivela in realtà anche molto pragmatico se non vogliamo essere sommersi dal mondo musulmano (indice di fertilità 2,5) e da quello africano (indice 5). Se non poniamo un freno alla frenesia della produttività e del consumo non ci saranno cannoni di Salvini, navi da guerra, espulsioni che potranno impedire la scomparsa della nostra civiltà. Fenomeno che si è già ripetuto molte volte nella ormai lunga storia del mondo.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2018

    http://www.massimofini.it/articoli/quel-riposo-domenicale-salvera-forse-la-civilta

    • Roberto says:

      Una domanda a fini

      Il riposo domenicale vale solo per commercianti e commesso dei negozi? Perché volevo fare una lista di categorie che lavorano la domenica, ma ho rinunciato perché sarebbe troppo lunga

      • Mauricius Tarvisii says:

        A me va bene che gli altri lavorino di domenica. Anzi, io farei lavorare gli altri anche di notte e mentre gli partorisce la moglie.

        • roberto says:

          certo.
          immagino che quando prendi il bus per andare a messa la domenica tu sia contento che l’autista lavori, e se scivoli e sbatti la capoccia sull’acquasantiera (facciamo le corna) è un bene che lavorino tre persone sull’ambulanza, medici ed infermiere al prontosoccorso e financo il cuoco che ti preparerà la triste zuppetta.

          ma pensiamo a casi più felici. Lunedì ti piace leggere il giornale? beh ci sarà stata gente che ha lavorato la domenica. caffé e croissant prima del footing domenicale? anche lì hai un barista che lavora. prendi il treno per andare a vedere la morosa a verona? macchinisti, capostazioni, manutenzioni, pulizia della stazione (lavacessi compresi), sono tutte persone che lavorano la domenica….

          mi chiedo solo perché fini considera solo i negozianti

          • Francesco says:

            perchè i negozianti sono quelli che potrebbero NON lavorare la domenica, tra quelli che oggi lo fanno

            mentre gli operai e gli impiegati già non lo fanno, per ora

            mentre che le categorie da te citate lavorino la domenica è necessario (tolti i giornalisti)

            ciao!

            • roberto says:

              operai di impianti a ciclo continuo?

              per gli impiegati, sinceramente è capitato anche a me di lavorare la domenica (certo in situazioni abbastanza eccezionali, ma non del tutto straordinarie)

              comunque non mi pare che nessuna delle categorie da me menzionate sia necessaria, tolti i sanitari. perché devi viaggiare proprio di domenica?

    • Moi says:

      C’è un sacco di gente che se dici loro che “Domenica si santifica il Giorno del Signore” sghignazza pensando che tu stia citando Ned Flanders dei Simpsons … NON credo che avrebbe problemi a “turnare”, ‘sta gente.

    • Francesco says:

      posso concedere a Fini solo il declino demografico dell’Occidente in senso ampio

      il resto è fanatismo da FB e pseudo-analisi

      PS poi la conclusione logica è divertente: se lavoriamo facciamo i cannoni ma nessuno spara, se trombiamo non avremo i cannoni!

  63. mirkhond says:

    Credo che il riferimento a commercianti e commessi sia preso ad esempio della cultura consumista di cui Fini parla.
    Penso che il senso dell’articolo sia che il rispetto del riposo domenicale serva all’uomo contemporaneo per non diventare una macchina stakanovista.

  64. mirkhond says:

    Lavorano di domenica, ma penso che facciano i turni per il legittimo giorno di riposo.

    • Z. says:

      Gli avvocati non necessariamente. Gli altri sì.

      Ma la polemica riguarda, di norma, proprio il fatto che ai commessi non è concessa la domenica, non il fatto che non siano indennizzati per questo.

      Ora, sono d’accordo che non ci sia nessuna esigenza di tenere aperto per Natale: che poi, chi è che vuole irrinunciabilmente fare sciopping a Natale?

      Da qui a chiudere obbligatoriamente tutti gli esercizi di domenica, però, ne corre, via 🙂

  65. mirkhond says:

    “Gli avvocati non necessariamente.”

    Traversara, non ti riposi mai?

    • Z. says:

      Certo che sì, e solo raramente ho lavorato alla domenica.

      Anzi, dirò di più: credo che non solo uno, ma due giorni di riposo alla settimana siano pochi. Sarebbe bello che fossero di più.

      Ma qui si va sui gusti personali 🙂

  66. Moi says:

    Una ricaduta positiva del mercato unico è appunto quella che non ci si scanna fra partecipanti.

    —————-

    … Non ancora. Quando “non ci lasceranno più nemmeno gli occhi per piangere” [cit. mod.] le cose potrebbero tornare come “prima” . In realtà, come dice anche Diego Fusaro, è una grande mistificazione che la UE abbia impedito per tanti decenni le guerre: le ha solo trasferite dagli eserciti alle banKe, contro un Nemico Invisibile nei Computers delle TurboFinanze Capitaliste Apolidi anziché il Vecchio Nemico Visibilissimo delle Trincee e Campi di Battaglia !

    • roberto says:

      sinceramente preferisco la banca alla trincea, ma capisco che i gusti son gusti….

      • Francesco says:

        spiegare a Fusaro cosa è una guerra, giovane coglioncello che non è altro!

        a certa gente un paio di mesi in Congo o in Eritrea o in Somalia o in Messico del Nord o in Siria o in Kurdistan o in Libia o al Porto Vecchio di Bari ….

        • Peucezio says:

          A mangiare u pulpe rizze?

          • Francesco says:

            quello non è nazionalismo, Salvini non saprebbe riconoscere l’Italia su cartina geografica muta!

            è solo buono a ringhiare se vede la foto di un negro o di un cinese

            persino io ho una stima del nazionalismo troppo alta per accettare Salvini come suo campione

          • Francesco says:

            post finito nel posto sbagliato, spero che a Bari sapreste fare di meglio con Fusaro che dargli da mangiare!

  67. Moi says:

    @ Peucezio

    Le Guerre Civili le fanno i Poveracci … e se quelli NON possono partecipare al Libero Mercato, che si scannino pure fra di loro. No, non son buoni neppure come manodopera a basso costo: i Negri da “accòiere” costano ancora meno !

  68. Messico, le notizie di politica locale…

    Scontro tra militanti del PRD (la sinistra alleata con la destra) e quelli del PRI, quest’ultimi si sono presentati davanti a un seggio su un pick-up, aprendo il fuoco e facendo fuori quattro perredistas

    A Nahuatzen, gli indigeni giustamente hanno preteso che prima di permettere che si votasse, si dedicesse se la comunità voleva votare o no. Per cui hanno dato fuoco a 12.000 schede elettorali:

    “Si la mayoría se decide por la elección partidista nosotros lo aceptamos y también votamos, pero si no es así, que sea la asamblea comunal la que decida”

    • Francesco says:

      veramente il voto è un diritto individuale, spiegalo a tuoi amici “indigeni”

      😉

      • Per Francesco

        “veramente il voto è un diritto individuale, spiegalo a tuoi amici “indigeni””

        Per la costituzione messicana non esistono solo diritti individuali, esistono anche i diritti collettivi delle comunità indigene:

        https://archivos.juridicas.unam.mx/www/bjv/libros/9/4320/10.pdf

        Infatti, la comunità insiste che l’installazione dei seggi elettorali senza consultazione sarebbe proprio illegale.

        • Francesco says:

          correggete la Costituzione!

          😀

          • Per Francesco

            “correggete la Costituzione!”

            E voi, studiate la storia 🙂

            I diritti collettivi delle comunità indigene sono sempre esistiti, riconosciuti per primi dagli spagnoli.

            Poi nel 1857, la costituzione liberale-massonica privatizza sia i beni ecclesiastici sia quelli comunitari, con l’idea di creare una nazione di piccoli proprietari in stile nordamericano.

            Motivo per cui gli indios hanno sostenuto massicciamente l’imperatore Massimiliano contro l’indio-ma-liberale Benito Juarez.

            Poi per quarantacinque anni hanno provato a “individualizzare” gli indios, con l’unico risultato di diffondere una tragica miseria, che culmina nella rivolta di Zapata e nel riconoscimento, nella costituzione del 1917, dei diritti collettivi delle comunità indigene.

            • Per gli ispanofoni, suggerisco l’ascolto di questo bel video sul rapporto tra Massimiliano e la cuestion indigena:

              https://youtu.be/VMmbE12zF0E

              • Peucezio says:

                Molto interessante.

                Ma anche alcuni messicani hanno questo vezzo della -d finale ricativa desonorizzata (comunidad pronunciato come comunidaz, ecc.), con un [θ] che suona tanto più strano in un continente dove è esclusiva la pronuncia con seseo.

                Questa desonorizzazione di -z finale è un vezzo tipico di molti madrileni di vari strati sociali (ma non cozzali, perché quelli eliminano proprio la -d finale e dicono Madrí, come capita un po’ a tutti di fare parlando velocemente), mentre in genere chi parla meglio articola un’occlusiva sonora [d], ma senza rilascio dell’occlusione (io faccio così ad esempio e ugualmente i miei parenti). In realtà la norma vorrebbe che si articolasse una fricativa sonora: bisognerebbe dire [maˈðrið], [verˈðað], [xuβenˈtuð].
                Strana peraltro la trascrizione [x] fornita dai fonetisti: gli spangoli, esclusi quelli del sud, non realizzano una fricativa velare, ma una vibrante o al massmo una fricativa uvulare, a Madrid, presso gli strati più bassi, persino a volte in sostituzione di /s/ avanti occlusiva velare, per cui senti dire la mojca anziché la mosca.
                Comunque la pronuncia desonorizzata di -d finale è tipica anche del nord: ricordo una ragazza basca che diceva [la paˈreθ] per indicare il muro.
                Tra l’altro questa realizzazione fricativa sorda di un’originaria occlusiva sonora può applicarsi anche alle altre serie di occlusive, che, per ragioni fonotattiche, non possono che essere forestierismi: in Spagna c’è chi chiama il pub paf!

              • Per Peucezio

                “Ma anche alcuni messicani hanno questo vezzo della -d finale ricativa desonorizzata (comunidad pronunciato come comunidaz, ecc.), con un [θ] che suona tanto più strano in un continente dove è esclusiva la pronuncia con seseo.”

                Non sono sicuro, ma mi sembra che sia la norma.

                A te sembra desonorizzata?

                Forse è talmente “debole” che da una parte non sembra sorda, dall’altra però non gode della forza della voce.

                Direi che è un parente stretto della “r” finale, la cui pronuncia accomuna messicani e turchi.

              • Peucezio says:

                Correzione:
                “Questa desonorizzazione di -d finale”, non “-z”.

              • Peucezio says:

                Altra correzione: [berˈðað]: non esiste la labiodentale in castigliano.

              • Per Peucezio

                ” non esiste la labiodentale in castigliano.”

                Non lo sapevo!

              • PinoMamet says:

                Lo ho ascoltato ora (avevo paura che fosse lungo 😉 invece è sintetico)
                molto interessante.

                Ma mai quanto le disquisizioni linguistiche di Peucezio 😀

              • Peucezio says:

                Miguel,
                davvero?

                Pino,
                grazie 🙂

              • Peucezio says:

                Miguel,
                circa la -d,
                ci vorrebbe un esame spettro grafico. A me a orecchio sempre una schietta fricativa sorda, come quella di “hacker” nel castigliano di Spagna (escluse le zone “seseantes” naturalmente).

              • Peucezio says:

                Hacer

                Mortacci del correttore e di me che mi metto a scrivere i commenti dallo smartphone! 🙂

  69. E’ interessante rileggere i paragrafi dell’articolo 2 della Costituzione che riguardano i diritti collettivi delle comunità indigene, che sono dettagliatissimi, anche se con qualche contraddizione (si veda l’articolo III, che dà ragione sia a chi vuole imporre seggi elettorali, sia a chi non li vuole):

    A. Esta Constitución reconoce y garantiza el derecho de los pueblos y las comunidades indígenas a la libre determinación y, en consecuencia, a la autonomía para:
    (Reformado mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    I. Decidir sus formas internas de convivencia y organización social, económica, política y cultural.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    II. Aplicar sus propios sistemas normativos en la regulación y solución de sus conflictos internos, sujetándose a los principios generales de esta Constitución, respetando las garantías individuales, los derechos humanos y, de manera relevante, la dignidad e integridad de las mujeres. La ley establecerá los casos y procedimientos de validación por los jueces o tribunales correspondientes.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    III. Elegir de acuerdo con sus normas, procedimientos y prácticas tradicionales, a las autoridades o representantes para el ejercicio de sus formas propias de gobierno interno, garantizando que las mujeres y los hombres indígenas disfrutarán y ejercerán su derecho de votar y ser votados en condiciones de igualdad; así como a acceder y desempeñar los cargos públicos y de elección popular para los que hayan sido electos o designados, en un marco que respete el pacto federal, la soberanía de los Estados y la autonomía de la Ciudad de México. En ningún caso las prácticas comunitarias podrán limitar los derechos político-electorales de los y las ciudadanas en la elección de sus autoridades municipales.
    (Reformado mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la federación el 29 de enero de 2016)

    IV. Preservar y enriquecer sus lenguas, conocimientos y todos los elementos que constituyan su cultura e identidad.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    V. Conservar y mejorar el hábitat y preservar la integridad de sus tierras en los términos establecidos en esta Constitución.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    VI. Acceder, con respeto a las formas y modalidades de propiedad y tenencia de la tierra establecidas en esta Constitución y a las leyes de la materia, así como a los derechos adquiridos por terceros o por integrantes de la comunidad, al uso y disfrute preferente de los recursos naturales de los lugares que habitan y ocupan las comunidades, salvo aquellos que corresponden a las áreas estratégicas, en términos de esta Constitución. Para estos efectos las comunidades podrán asociarse en términos de ley.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    VII. Elegir, en los municipios con población indígena, representantes ante los ayuntamientos.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    Las constituciones y leyes de las entidades federativas reconocerán y regularán estos derechos en los municipios, con el propósito de fortalecer la participación y representación política de conformidad con sus tradiciones y normas internas.
    (Reformado mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    VIII. Acceder plenamente a la jurisdicción del Estado. Para garantizar ese derecho, en todos los juicios y procedimientos en que sean parte, individual o colectivamente, se deberán tomar en cuenta sus costumbres y especificidades culturales respetando los preceptos de esta Constitución. Los indígenas tienen en todo tiempo el derecho a ser asistidos por intérpretes y defensores que tengan conocimiento de su lengua y cultura.
    (Reformada mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    Las constituciones y leyes de las entidades federativas establecerán las características de libre determinación y autonomía que mejor expresen las situaciones y aspiraciones de los pueblos indígenas en cada entidad, así como las normas para el reconocimiento de las comunidades indígenas como entidades de interés público.
    (Reformado mediante Decreto publicado en el Diario Oficial de la Federación el 14 de agosto de 2001)

    • Francesco says:

      insomma, una specie di modello inglese, quello che ha portato i tribunali della Sharia in certi quartieri

      oh, a me piace, è molto medievale e cattolico, con la giusta dose di localismo e di universalismo (la nostra amata sussidiarietà!)

      ciao

  70. Francesco says:

    OT

    Miguel, una volta avevi scritto che la storia del Messico non era mai stata fatta a Città del Messico

    con Amlo presidente ed ex-sindaco della capitale è cambiato qualcosa?

    ciao

    • Per Francesco

      “con Amlo presidente ed ex-sindaco della capitale è cambiato qualcosa?”

      Domanda interessante, risposta boh!

      • Francesco says:

        e no scusa, a chi lo devo chiedere? ai giornalisti di Repubblica? a quelli di Avvenire che cercano di vendere Amlo con l’anti-Trump?

        🙁

  71. Mario says:

    Per Peucezio

    Senza alcuna intenzione di critica distruttiva, a nostro modo di vedere la sua difesa della prescrizione tout court le fa assumere una postura perigliosamente garantista: letale per lo Stato, al di fuori del quale nulla esiste.

    • Francesco says:

      aspetti un attimino, caro Mario, cosa c’era PRIMA dello Stato se “al di fuori nulla esiste”?

      :0

    • Z. says:

      Mario,

      pur perplesso per il “lei” – che credevo giudicassi esterofilo e borghese – faccio notare che la prescrizione è essa stessa il marchio dello Stato in una delle sue più tipiche, essenziali manifestazioni: prescrivere.

      Vale a dire: se Peucezio mi deve una somma promessa, egli mi sarà moralmente debitore sino a che non avrà saldato il debito. Nulla quaestio.

      Ma ecco che interviene lo Stato e dice: “caro Peucezio, nulla togliendo alla bontà morale della tua pretesa, sappi che Noi non ti garantiamo un’azione legale se non ti attiverai nei termini per tutelarla”.

      Negare la prescrizione equivale dunque a negare il diaframma che separa, che si para – rassicurante e autorevole – tra Stato e disordine. Forse, addirittura, tra civiltà e barbarie.

  72. Mario says:

    Caro Francesco,
    Nulla, per l’appunto.

    • Francesco says:

      e come quando perchè il “nulla per l’appunto” ha generato lo Stato?

      mi trovo impreparato a immaginare un possibile percorso – forse il Monolite Nero?

      • Peucezio says:

        Francesco,
        che c’era prima di Dio?

        • mirkhond says:

          che c’era prima di Dio?

          DIO.

          • Peucezio says:

            E prima dello Stato c’era lo Stato.
            Sub specie aeternitatis.

            • Francesco says:

              lo Stato non ha le caratteristiche di Dio, per essere ritenuto eterno e anzi superiore al tempo stesso

              anche perchè manco esiste (lo Stato, che è una pura convenzione umana, sul Tempo non mi pronuncio, su Dio solo uno scemo avrebbe dei dubbi)

              • Per Francesco

                “anche perchè manco esiste ”

                E soprattuttto, è la più sovversiva delle invenzioni della Rivoluzione Francese!

                I Conservatori Statalisti sono come i Capitalcomunisti cinesi

              • Francesco says:

                mah

                io invece credo che ci fosse anche prima, nel suo senso fondamentale dalla polis greca

                il che non toglie che la rivoluzione francese rimanga abominevole oltre ogni cosa

              • PinoMamet says:

                La Rivoluzione Francese rimane un grande momento della storia umana, inferiore solo a quella russa e soprattutto al ’68 (tiè),

                ma la Polis credo c’entri con lo Stato moderno più o meno come un greco antico che lotta nudo con il suo amante e poi sacrifica un toro a Zeus c’entra con un impiegato di banca in giacca e cravatta che va a giocare a tennis con la collega bona: niente, direi.

              • Francesco says:

                a parte la ricchezza (che un toro costa un botto) è esattamente la stessa cosa: lo sport come antipasto del sesso!

                ohi Pino, che c’hai?

              • PinoMamet says:

                Mah, guarda, capisco che uno ritrovi nella Grecia antica “le basi” o “le radici” famose
                (“anche tu, se cerchi delle radici, qui puoi trovarle…” da Mediterraneo, il film) della scoietà moderna;

                ma non scambierei l’Atene di Pericle, anche se è proprio la più “classica” e simile a noi che conosciamo, con “noi”.

                Alla fine la polis era una roba dove ci si conosceva tutti, o quasi, dove era normale che esistessero degli schiavi, dove la gente andava in giro palle al vento, dove le persone erano divise in stirpi e gruppi territoriali o parafamigliari legati a culti o antenati mitici, insomma…

                una roba molto, molto più arcaica.

                Le radici sono lì, ma non le confonderei con i rami, ecco.

              • Francesco says:

                Pino

                hai appena descritto l’Italia del 2018, tutto sommato

                🙂

              • Peucezio says:

                Pino, tanto peggio per noi è ciò che conosciamo noi. E per la Révolution naturalmente, che è la radice dello spirito burocratico.

              • PinoMamet says:

                “hai appena descritto l’Italia del 2018, tutto sommato

                🙂 ”

                Vero 😀 😀

          • Peucezio says:

            Scusa, credevo di rispondere a Francesco, dopo dopo mi sono accorto che eri tu.

            Comunque resta ciò che ho detto 🙂

            • PinoMamet says:

              Ammetto che faccio molta fatica a capire questa visione credo di matrice hegeliana dello Stato come una roba trascendente.

              Per me resta un grosso condominio, ma in realtà quando penso a “lo Stato” mi vengono in mente feroci poliziotti francesi in kepi, pronti a spedirti in Guyana o a costruire strade in Marocco, collegi severissimi dove ogni mattina si saluta il Signor Presidente della Repubblica, baffi a manubrio, ferrovie, esami e poesie imparate a memoria sui soldati dell’ultima delle guerre ventennali.

              Sono gusti, d’accordo;
              ma proprio non ci vedo nulla di eterno, metafisico o trascendente.

              • PinoMamet says:

                Come se uno mi dicesse che il Libro Cuore sta al posto dei Veda, ecco, l’effetto è quello 😉

              • Per Pino Mamet

                “quando penso a “lo Stato” mi vengono in mente feroci poliziotti francesi in kepi,”

                Devo dire che hai una visione molto più esaltante e romantica della mia.

                Per me, “Stato” è un gruppo di funzionari davanti al distributore automatico di merendine, che commentano la partita e si danno piccole raccomandazioni su come scrivere testi in modo tale da scaricare la responsabilità di qualunque cosa a qualcun altro.

              • PinoMamet says:

                In effetti…
                😉

              • Francesco says:

                Pino scava un pochino più a fondo direi …

              • Peucezio says:

                Pino, per me è tutto ciò che dici, ma anche e soprattutto l’Atene di Pericle, la Roma repubblicana, lo stato prussiano (con tutto che era luterano) e ogni altra forma in cui l’uomo entra in relazione con l’altro uomo.
                Lo Stato è l’Oltrarno di Miguel, mentre ciò di cui Miguel parla (i due funzionari davanti alla macchina delle merendine, ecc.) Al massimo è lo stato, non lo Stato.

              • Francesco says:

                Peucezio

                anche se io mi apparto con un trans è un caso di “uomo che entra in contatto con l’uomo”!

                dovresti precisare di quale tipo di contatto si tratta nella tua accezione

                😀

              • Peucezio says:

                Certo che lo è! 🙂

              • Z. says:

                Peucè,

                l’Oltrarno di Miguel è un livello di governo, ma non è lo stato e nemmeno lo Stato.

                Piuttosto direi che è l’ostato, nei confronti di ciò che lo Stato fatica a gestire.

              • Peucezio says:

                Z.,
                tu ragioni in termini troppo pratici e troppo poco spirituali. 😛

              • Z. says:

                Cioè, tradotto dal peucetico, ragiono.

                Non sono sicuro di meritare un complimento del genere, ma te ne sono grato!

                😛

  73. mirkhond says:

    “Poi nel 1857, la costituzione liberale-massonica privatizza sia i beni ecclesiastici sia quelli comunitari, con l’idea di creare una nazione di piccoli proprietari in stile nordamericano.

    Motivo per cui gli indios hanno sostenuto massicciamente l’imperatore Massimiliano contro l’indio-ma-liberale Benito Juarez.”

    Questo non appare mai nella filmografia al riguardo, che dipinge Massimiliano solo come un invasore estraneo, mentre il popolo messicano sta dalla parte del “legittimo” presidente Juarez.

    • Per Mirkhond

      “Questo non appare mai nella filmografia al riguardo, che dipinge Massimiliano solo come un invasore estraneo, mentre il popolo messicano sta dalla parte del “legittimo” presidente Juarez.”

      I “conservatori” immaginavano uno Stato sul modello europeo, i “liberali” sul modello statunitense.

      La sconfitta dei primi è stata in apparenza totale, già nel 1865, come quella dei ghibellini dopo la battaglia di Benevento. Eppure i Conservatori sono rimasti inconsciamente radicati nella società messicana, specie nell’Ovest, e oggi finalmente è possibile riascoltare il loro punto di vista.

      Ma né i Conservatori né i Liberali avevano il minimo interesse per ciò che era la grande maggioranza della popolazione del Messico.

      L’unico ad accorgersene, prima di Zapata, fu Massimiliano, e credo che questa bizzarra e tragica figura meriti un certo rispetto per questo.

      Gli indios successivi – Juarez e poi Porfirio Diaz – vivevano in un mondo de-indizzato.

      Aggiungo che non fu un caso, che molti ex-zapatisti divennero poi Cristeros. Che furono sostenuti (fino a un certo punto) dai Conservatori, e poi prontamente abbandonati appena il clero si mise d’accordo con il governo, un fatto su cui gli ammiratori cattolici dei Cristeros tendono comodamente a glissare.

  74. Moi says:

    @ MIGUEL

    Non ho capito …

    Prima gli Elementi appartenenti alla “Diversità” si creano una psico-prigione di Diritto della “Comunità” … poi cascano dal pero se gli “EteroCisBianchiMaschi” più o meno “PostCristiani” sono gli unici Esseri Umani ad avere il “Privilegio” di poter vivere individualmente (!) le proprie esistenze ?!

    … altro che “Maccarone, m’hai provocato e mo’ me te magno !” [cit.] 😉

    • Per Moi

      “Non ho capito … ”

      Credo che tu abbia scambiato gli abitanti mezzalfabeti di un villaggio messicano, con un gruppo di professori americani di Studi Transessuali.

      Stiamo parlando di Nahuatzen, che rispetto a loro, i Bianchi di Santo Spirito sono una congrega di pallosi foucaultiani.

  75. mirkhond says:

    “Aggiungo che non fu un caso, che molti ex-zapatisti divennero poi Cristeros. Che furono sostenuti (fino a un certo punto) dai Conservatori, e poi prontamente abbandonati appena il clero si mise d’accordo con il governo, un fatto su cui gli ammiratori cattolici dei Cristeros tendono comodamente a glissare.”

    Lo stesso per gli ammiratori cattolici della guerriglia antipiemontese nelle Due Sicilie conquistate dai Savoia.
    Che fingono di dimenticare il voltafaccia di Pio IX nel 1865, quando sconfessò la nostra resistenza.

    • Francesco says:

      cosa successe nel 1865? racconta a un ignorante

      • Per Francesco

        “cosa successe nel 1865?”

        Refuso, volevo scrivere 1867!

        • Francesco says:

          ma io chiedevo al Duca: cosa fece di male Pio IX?

          • mirkhond says:

            “cosa fece di male Pio IX?”

            Vedendo che la causa della reazione antisabauda non aveva futuro, in quanto tutti i paesi europei gradualmente riconoscevano il nuovo regno d’Italia sabaudo massonico, abbandonò al suo destino la guerriglia antipiemontese.
            Da osservare che il Papa dal 1849 al 1870, viveva in un regime di occupazione francese, e dunque era vincolato ai desiderata di Napoleone III.
            Il quale con gli accordi del 1864, che portarono al trasferimento della capitale del nuovo regno d’Italia da Torino a Firenze (e dunque rinunciando, almeno provvisoriamente a Roma), abbandonò a sua volta lo strumento di pressione sullo stato piemontitaliano, costituito dalla guerriglia antipiemontese.
            Il Papa pensava a quel punto, solo alla sopravvivenza della Chiesa e di quel minimo di autorità che gli era rimasta, nel cercare di riguadagnare in futuro influenza sul nuovo stato italiano.
            Quindi se sul piano dottrinale Pio IX, mantenne le distanze dal nuovo ordine massonico italiano, nei fatti cercava di sopravvivere per negoziare in futuro i termini della presenza cattolica italiana nel nuovo ordine.

            • Francesco says:

              insomma, vedendo che la guerriglia non aveva alcuna speranza di vincere, optò per la non belligeranza

              mi pare una scelta di sommo buon senso e pienamente cristiana, non credi?

              • mirkhond says:

                Fu una scelta opportunistica.

              • Francesco says:

                no, fu scelta opportuna in primo luogo in senso morale

                come può un cristiano appoggiare una lotta politica priva di qualsiasi possibilità di vittoria ma certa di portare morte e sofferenza?

                non si trattava di combattere i musulmani – ma anche sotto sovrani musulmani i cristiani seppero sopravvivere rinunciando alla guerra

                un cristiano che avesse mosso guerra ai Savoia nel 1867 sarebbe stato un peccatore e un assassino – anche se la causa dei Borbone e degli Asburgo era legittima

                ciao

              • mirkhond says:

                “un cristiano che avesse mosso guerra ai Savoia nel 1867 sarebbe stato un peccatore e un assassino”

                Solo perché la maSSoneria era potentiSSima!

              • Francesco says:

                i cristiani non praticano il suicidio nè ammettono guerre suicide, piuttosto trattano una resa che permetta – in qualche modo – di continuare a praticare la vera Fede

                il resto è fanatismo TERRENO e quindi peccato grave

  76. mirkhond says:

    Questo abbandonare gruppi di credenti, la cui difesa ad oltranza comporterebbe problemi di difficile soluzione, mi sembra una costante della Chiesa Cattolica.
    A partire dai sacerdoti paleoslavi discepoli dei Santi Cirillo e Metodio nell’885 d.C., poi dei Templari nel 1307-1314, dei cattolici inglesi nel 1534 e poi nel 1570, dei gesuiti nel 1773 (poi ricostituitisi in segreto e nuovamente riconosciuti dalla Santa Sede nel 1814), la guerriglia antipiemontese nelle Due Sicilie nel 1865, i Cristeros nel 1928, i cattolici uniati dell’Ucraina nel 1962.

    • Per Mirkhond

      “Questo abbandonare gruppi di credenti, la cui difesa ad oltranza comporterebbe problemi di difficile soluzione, mi sembra una costante della Chiesa Cattolica.”

      Verissimo.

      E ovviamente, è molto umano, e vale per tutti i sistemi organizzati (che so, per il PCI che lascia far fuori la rivolta che è nata dopo l’attentato a Togliatti, o per Hitler che abbandona i sudtirolesi in mano a Mussolini).

      La lezione che ne dobbiamo trarre non riguarda i “cattolici”, ma “le organizzazioni” in generale.

      • Z. says:

        Miguel,

        non sono d’accordo. Togliatti (non il PCI, proprio Togliatti) non ha salvato il partito in quell’occasione, ma il Paese.

        Il partito aveva già conosciuto la clandestinità, vi era cresciuto, avrebbe saputo cavarsela alla grande anche sotto un’Italia pinocesca.

        • Francesco says:

          salvato o perduto? come sarebbe stata la nostra storia se ci fossimo liberati del PCI ancora negli anni ’40? saremmo stati più simili alla RFG?

          • Z. says:

            In quelle circostanze saremmo stati molto più simili alla Grecia dei colonnelli, mi sa.

          • Z. says:

            Per capirsi, non ci saremmo liberati del PCI, che sarebbe tornato agilmente in clandestinità.

            Ci saremmo liberati della democrazia appena conquistata.

            • Francesco says:

              mah, De Gasperi e Scelba e Einaudi non mi sembrano molto colonnelli

              mentre liberarsi dei comunisti sarebbe stata una gran bazza, anche perchè all’epoca erano quelli di Stalin e Togliatti, con la democrazia che c’azzeccavano?

              ma non c’ero per cui non sono sicuro al 100%

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se ti sbarazzi delle opposizioni in genere sembri proprio un colonnello, anche se coi guanti bianchi.

              • Francesco says:

                dai, la RFG ha messo fuori legge i comunisti (oltre che i nazisti) ed è stata una democrazia senza alcun dubbio!

                l’anomalia in una democrazia è avere dentro forze anti-democratiche, non buttarle fuori

                a sinistra ci sarebbero stati socialdemocratici, repuibblicani e (auspicabilmente) socialisti

                magari pure La Pira e Dossetti si buttavano a sinistra da subito

              • Peucezio says:

                OMDAF.
                Avremmo avuto ciò che in Italia non abbiamo mai avuto e di cui paghiamo ancora le conseguenze; un’opposizione socialdemocratica anziché marxista.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quali sarebbero queste conseguenze?

              • Francesco says:

                MT

                per curiosità; sfotti o la domanda è seria?

              • Peucezio says:

                Per esempio il passaggio diretto dall’ipersimdacalizzazione al precariato senza nemmeno passare da una situazione equilibrata, che non sia vessatoria né per i lavoratori, né per i datori di lavoro.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il passaggio diretto è passato indirettamente da Craxi, dalla Marcia dei Quarantamila, dallo strappo di San Valentino, dalla concertazione, dai referendum degli anni ’90, dal pacchetto Treu…

            • Z. says:

              De Gasperi ed Einaudi sarebbero stati immediatamente liquidati dagli occupanti, politicamente parlando. Per primo De Gasperi, ormai inutile e forse pure dannoso, smentite dai fatti le sue rassicurazioni agli Stati Uniti.

              Per il PSI sarebbe iniziata una brutta stagione. Forse sarebbe stato assorbito dal PCI clandestino?

              Perché, ribadisco, il PCI certo non avrebbe avuto problemi a sopravvivere in clandestinità. Certo, non sarebbe diventato il partito di Fanti, di Dozza e di Berlinguer.

              Nelle tue preghiere, ogni tanto, assieme a De Gasperi ricorda anche Togliatti e il suo “Fermi tutti” 🙂

              • Francesco says:

                Col membro maschile!

                Figurati se gli Americani avrebbero liquidato i loro migliori uomini, in grado di condurre il paese e di tenerlo nel campo occidentale

                e poi perchè avrebbero dovuto farlo? a favore di chi poi?

                il PCI avrebbe dovuto provare a sopravvivere in clandestinità, senza frontiere amiche tranne quella molto ridotta con la Jugoslavia di Tito

                PS oppure stai pensando a un’Italia affidata a Junio Valerio Borghese? simile alla Spagna di Franco? mi tenti

              • Z. says:

                Vorrai scherzare, zio!

                I piani per l’occupazione erano già stati stesi. ADG rassicurò l’ambasciatore CBL, dicendo che non sarebbero stati necessari, così come molte altre misure predisposte dagli yanquis.

                Ma la morte di PMNT avrebbe cambiato le cose, ovviamente. E non ci sarebbe stato spazio per una democrazia una volta soffocate nel sangue le proteste, molto estese, che andavano ben oltre gli iscritti del PCI.

                JVB? FFYB? Non saprei, forse. Di certo l’esito sarebbe stato augusteo. Nel senso di pinocesco.

                Non credo ne avresti gioito, a conti fatti. Anzi, forse nella Bologna di Dozza saresti stato un compagno degno di stima 🙂

                Z.

                PS: diglielo a Peucezio che i comunisti tedeschi erano un piccolo partito di quadri. Il PCI era un grande partito di massa. Tolta la toponomastica del QSV, il cui asse trasversale fu dedicato a VIUL, tra Bologna e una città amministrata dalla SPD c’era poca differenza. Nella Homeline, però, non su Pallante-1.

                PPS: so che MOI apprezzerà gli acronimi. Offro il prox pranzo dal romeo a chi li indovina tutti 😛

              • Francesco says:

                sul PCI partito di massa … lo era anche il PNF

                e poi, erano comunisti e, se vogliamo giocare al grand guignol, in quel periodo certe questioni si sistemavano così anche in Europa

                conto sulla capacità dei DC di mediare e di ridurre lo spargimento di sangue al necessario

                ceeeerto che col senno di molto poi il PCI non fu così diverso dalla SPD. ma molto poi e ci fu anche il prima e le conseguenze: almeno Cirino Pomicino ce lo saremmo risparmiato, credo

                la CBL era una donnetta un tantino isterica, diciamocelo

                ah, Franco non fu Pinochet e forse anche Pinochet non fu affatto Pinochet

              • Z. says:

                Francesco,

                — sul PCI partito di massa … lo era anche il PNF —

                E per certi versi pure la DC. Poi diciamo che all’epoca del PNF c’erano meno alternative, eh 🙂

                A parte questo, dichiarare il PCI illegale era difficile quanto dichiarare la SPD illegale nella Germania guglielmina, e per le stesse ragioni.

                — conto sulla capacità dei DC di mediare e di ridurre lo spargimento di sangue al necessario —

                Ci contavano anche gli Stati Uniti, grazie in larga misura a De Gasperi, e visto che le teorie di ADG – che conosceva bene Togliatti – sono state confermate dalla storia.

                Qui si parte dal presupposto che Togliatti sia stato ucciso. ADG aveva impedito la messa al bando del PCI e la confisca di tutti i suoi beni: una misura non necessaria, sostenne. Nella nostra ipotesi sarebbe stato il primo ad essere liquidato.

                E considerando la sua importanza nella costituenda unione dei Paesi d’Europa (nel senso più lato del termine “unione”), a ben vedere, Pallante-1 mi sembra un mondo terribilmente distopico.

                — ah, Franco non fu Pinochet e forse anche Pinochet non fu affatto Pinochet —

                No, in effetti ho il sospetto che Franco sia stato molto, molto peggio di Pinochet.

                Però su una cosa sono d’accordo con te: se dopo Praga il Segretario avesse avuto più coraggio, ci saremmo forse risparmiati la degenerazione della c.d. prima repubblica. Forse anche Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini.

                Forse.

              • Francesco says:

                ma, io sono un povero ignorante

                vedo che la maggioranza della Spagna ha un rigetto violentissimo di tutto quello che vede come franchista, senza nessuna capacità di giudizio, con una brutalità intellettuale che mi impressiona

                e che mi fa pensare molto male di Franco, al contrario di tutte le notizie storiche che ne ho

                dici che di fronte alla sollevazione in armi del PCI privo del Migliore, e del suo cinismo, il buon Alcide non avrebbe finito per accettare le maniere forti? non era uomo debole, anzi

                senza il PCI, non credo che la scuola italiana avrebbe potuto fare la fine che ha fatto e, quindi, niente Berlusconi, Grillo e Salvini. Bossi non era evitabile, invece

                la DC avrebbe potuto essere un normale partito di centrodestra, come la CDU o il PPE?

                boh

              • Z. says:

                Beh, forse c’è un motivo per cui Franco è così detestato.

                ADG secondo me sarebbe proprio stato liquidato: i tuoi metodi hanno fallito, d’ora in poi si usano i nostri.

                Sotto un regime autoritario sarebbe stata diversa anche la scuola, naturalmente.

              • Francesco says:

                Beh, è vero che avevamo una lunga storia di autoritarismo ma quello valeva anche per i tedeschi!

                Si faceva quello che si doveva fare per il tempo strettamente necessario, si applicava l’articolo della Costituzione che limita l’attività politica ai partiti democratici e via di modello tedesco.

                cosa ostava?

              • Peucezio says:

                Z. e Francesco,
                Franco non è affatto detestato per motivi sostanziali, è solo stigmatizzato in ossequio al politicamente corretto dai giovani, che non ne sanno un cazzo e ragionano secondo il catechismo del progressismo internazionale, e dai vecchi di parte avversa, quelli giustamente inveleniti, come altrettanto giustamente sono inveleniti il vecchi del fronte opposto, perché la Guerra Civil fu un bagno di sangue.
                Poi c’è tanta gente comune, sempre delle vecchie generazioni, che dice che tutto sommato sotto Franco non si stava malaccio.

              • Peucezio says:

                Z. e gli altri,
                circa il PCI e la sua eredità,
                una socialdemocrazia normale contempera i diritti e gli interessi dei lavoratori con lo sviluppo industriale e un capitalismo funzionale e temperato.
                In Italia invece i comunisti sono passati dall’odio di classe antiborghese (contro la piccola borghesia, perché la grande erano sempre loro, ma appoggiati da molta parte dei ceti subalterni) all’odio di classe antipopolare, sempre in una contrapposizione violenta e in una delegittimazione morale dell’avversario, visto come nemico e da distruggere.
                L’esito è stato prima la sindacalizzazione selvaggia, il debito pubblico (in combutta con la DC) e tutto un sistema che ha fatto da grave zavorra all’economia, alimentato la corruzione, gli sprechi, creato i pensionati a 35 anni, i falsi invalidi, le forme più degenerate di assistenzioanlismo parassitario, ecc., poi la canbibalizzazione violenta dei ceti mediobassi e la distruzione del tessuto economico e sociale, con conseguente creazione di masse enormi di sfruttati e di disoccupati senza speranze o prospettive, in ossequio agli interessi del grande capitale finanziario internazionale.
                In pratica come uno che prima cerca di farti morire assiderato chiudendoti in una ghiacciaia, poi ti mette in un forno per abbrustolirti.

              • Z. says:

                Francesco,

                — cosa ostava? —

                Lo stesso che ostava in Cile e in Grecia, presumo.

                Più un partito di sinistra con una base di iscritti molto ampia e di simpatizzanti ancora più ampia.

                E infine, avrebbe ostato il venir meno della fiducia nella DC e nella sua capacità di tenere l’Italia dalla parte giusta della cortina di ferro (che poi è il motivo per cui i progetti di colpo di Stato in Italia, negli anni Settanta, non furono approvati né dal governo inglese né da quello degli Stati Uniti).

              • Z. says:

                Peucè,

                va bene voler far tornare i conti a tutti i costi, è umano, ma:

                – ti vedo gran nemico del debito pubblico a intermittenza (come mai hai cambiato idea?);
                – ti ricordo che il PCI era partito d’opposizione e non di governo, a livello nazionale. A livello locale, i falsi invalidi abbondavano (come ben sai) ben lontano dalle zone amministrate dal PCI;
                – ti chiedo e mi chiedo in che modo la dirigenza FIAT fosse il PCI!

              • Peucezio says:

                Z.,
                “– ti vedo gran nemico del debito pubblico a intermittenza (come mai hai cambiato idea?);”

                Una cosa è non drammatizzarlo, una cosa amarlo.

                “– ti ricordo che il PCI era partito d’opposizione e non di governo, a livello nazionale. A livello locale, i falsi invalidi abbondavano (come ben sai) ben lontano dalle zone amministrate dal PCI;”

                E’ il solito discorso. Tu vedi la cosa dal punto di vista locale.
                Ma il PCI di governo locale (ma vale ancora persino per il Pd: per dire, De Caro a Bari non governa male) era davvero un’altra cosa, secondo me, rispetto a quello nazionale.

                “– ti chiedo e mi chiedo in che modo la dirigenza FIAT fosse il PCI!”

                Beh, insomma, sono sempre andati molto a braccetto.
                D’altronde dove ci sono le grandi industrie ci sono gli operai e i sindacati. E’ lo stesso mondo.

              • Z. says:

                Peucè,

                scusa eh, ma:

                – il PCI nazionale è sempre stato all’opposizione, dal 1948 in poi;
                – dove i falsi invalidi abbondavano mica governava il PCI;
                – quanto alla FIAT, su, non esageriamo con la fantasia al potere 😀

              • Francesco says:

                Z

                mi spiace ma non è degna della tua finezza di intellettuale di sinistra questa rozza analisi “il PCI è sempre stato all’opposizione a Roma”

                alla luce delle particolari circostanze storiche italiane, io il PCI lo metterei nella maggioranza de facto dalla caduta del centrismo a Craxi – anzi anche allora era parte della maggioranza insieme alla sinistra DC

                non vorrai provare ad analizzare la politica italiana con le rozze categorie anglosassoni di maggioranza e opposizione, vero?

                😀

              • Z. says:

                Francesco,

                mi stai confondendo con qualcun altro: non sono fine, non sono intellettuale e non sono di sinistra!

                Certo, a livello nazionale l’opposizione PCI non consisteva nel limitarsi a saltellare sui banchi (e arrabbiarsi quando ti tirano giù con la forza, perché i Buoni non si toccano) o morsicare i commessi (e arrabbiarsi quando ti sanzionano, perché è peggio la mafia).

                Era certamente più propositiva, e capace di compromessi. Storici, talvolta.

                Ma ehi, era pur sempre opposizione.

                E i falsi invalidi stavano altrove…

              • Peucezio says:

                Z.,
                macchè opposizione, il PCI non è mai stato veramente all’opposizione fino a Berlusconi.
                Il consociativismo lo chiami opposizione?
                E i falsi invalidi si stabiliscono in situ, ma in base a leggi nazionali.

              • PinoMamet says:

                Ammetto che non ho capito nulla della ricostruzione del PCI fatta da Peucezio.

                Si può discutere se e quando l’opposizione fosse più accesa, ma per i lresto, mah…

              • Z. says:

                Peucezio,

                — macchè opposizione, il PCI non è mai stato veramente all’opposizione fino a Berlusconi. —

                Chissà perché non hanno preso te, a capo della CIA. Prenderesti una barca di soldi e potresti assumermi. Così ti potrei pagare per ripetizioni di linguistica!

                — E i falsi invalidi si stabiliscono in situ, ma in base a leggi nazionali. —

                Già, e – per puro caso, ovviamente – le leggi nazionali le aveva approvate la DC, e nei situ in questionu governava la DC 😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                “– ti chiedo e mi chiedo in che modo la dirigenza FIAT fosse il PCI!”

                Beh, insomma, sono sempre andati molto a braccetto.
                D’altronde dove ci sono le grandi industrie ci sono gli operai e i sindacati. E’ lo stesso mondo.

                Certo e la Marcia dei Quarantamila è una sottigliezza da cultori di vetusta storia sindacale, no?

              • Peucezio says:

                Beh, a forza di tirare la corda…

                Comunque io mica dico che la DC era meritocratica ed efficientista e il PCI ha rovinato l’Italia favorendo i fannulloni, dico che hanno agito di concerto, il PCI con il suo sindacalismo radicale che premiava fannulloni, assenteisti e tutto il resto della gentaglia, e la DC col suo assistenzialismo clientelare.

                Però almeno la DC ha fatto anche del buono: le autostrade, le infrastrutture, l’industria pubblica, ecc., mica le ha fatte il PCI.

              • PinoMamet says:

                “Però almeno la DC ha fatto anche del buono: le autostrade, le infrastrutture, l’industria pubblica, ecc., mica le ha fatte il PCI.”

                Famme capì, se facevano dei danni allora la colpa era di entrambi, perché il PCI era all’opposizione ma era come se governasse, se facevano qualcosa di buono allora il merito era della DC, perché il PCI era all’opposizione e mica governava… 😉

              • Francesco says:

                Z,

                tu sei abile e simpatico ma io fin da piccolo sono stato addestrato a trattare con voi comunisti!

                l’Era del Consociativismo non si può nascondere dietro la foglia di fico dell’opposizione formale, la sintonia tra PCI e sinistra DC è stata così totale da ricordare (più che rivelare) che fossero insieme anche prima delle pubbliche nozze

                anzi, credo che basti dire “Ulivo” per smontare la tua capziosa ricostruzione storica 🙂

                o che basti sussurrare “Craxi” e vedere l’identica reazione rabbiosa … gemelli omozigoti

                che la FIAT avesse raggiunto una discreta simbiosi con la FIOM-CGIL mi pare evidente, poi il mercato (sempre sia lodato) impose all’azienda un minimo di efficienza e la rottura divenne necessaria.

                ma PRIMA ci fu Togliattigrad e gli anni dei contratti che la FIAT poteva reggere, le altre aziende no

              • Peucezio says:

                Pino (e Z.),
                “Famme capì, se facevano dei danni allora la colpa era di entrambi, perché il PCI era all’opposizione ma era come se governasse, se facevano qualcosa di buono allora il merito era della DC, perché il PCI era all’opposizione e mica governava… 😉”

                Sì 😛
                In parte ha risposto Francesco.,
                Aggiungo che è così. Il PCI non c’entra nulla col progresso infrastrutturale e industriale, mica si occupava di quello. Anzi, semmai gli intellettuali di sinistra lo guardavano con sospetto (a volte anche con ragione).
                Mentre le baby-pensioni e tutto il resto fanno parte di un unico sistema assistenziale comunista-democristiano che viene dalla stessa mentalità paternalistica e parassitaria che accomunava le due realtà.
                Sì: direi proprio che l’efficientismo la DC lo aveva in comune con gente come liberali e repubblicani (che avevano numeri ridicoli) e in un certo periodo col PSI (craxiano), ma la DC lo temperava decisamente; il filo-parassitismo lo aveva in comune coi comunisti, che, volendo in teoria difendere i deboli e i lavoratori, in realtà difendevano i fancazzisti.

              • Francesco says:

                Peucezio, quello vale sicuramente per i sindacati, dove la rincorsa alla difesa del più spudorato fancazzismo divenne ragione di vita, oltre che di competizione.
                Non so a livello di politica industriale. Qui avrei più fiducia nel PCI, prima che diventasse sfascista in funzione anti-craxiana.

              • PinoMamet says:

                Peucè, sei milanese e ti perdono 😉 perché non sai quello che fai 😉

                ma si dà il caso che Z. e io (e anche Moi e Robetro) veniamo da una regione “rossa”, e scusatemi, sappiamo bene da che parte c’era l’efficientismo, l’orgoglio operaio, la serietà; e da quale gli sprechi, la mentalità parassitaria e, come ci ricorda Moi, il familismo amorale…

                Poi se vi piacciono le favole, ahò…

              • Z. says:

                Francesco,

                diglielo agli yanquis, che il PCI governava e loro non se n’erano accorti perché non sono dei geni come te e Peucezio!

                Così vi prendono a fare i capi della CIA, tipo Salvini e Di Maio in salsa Langley, e mi trovate una sinecura ben pagata 😀

                PS: Togliattigrad non esiste, così come Ghandi e Bismark!

                PPS: Peucezio in particolare mi ricorda EGDL che cercava di dire, contemporaneamente, che Stalin era cattivo quanto Hitler e che Hitler era più cattivo…

              • Peucezio says:

                Pino,
                siamo sempre lì, tu parli di una realtà locale.

                Z.,
                se n’erano accorti eccome ed erano felici come pasque. D’altronde mica hanno fatto la II Guerra Mondiale per niente.

              • PinoMamet says:

                Tradotto dal peucetico 😉 ,

                vuol dire che gli americani sapevano che il PCI stava tranquillo all’opposizione.

              • PinoMamet says:

                Comunque, ricapitolando:

                -a livello nazionale, il PCI stava all’opposizione, il famoso “malgoverno” era quello, stateci, democristiano; semmai il PCI poteva essere complice (ma allora lo era anche delle opere che vi piacciono, non si scappa)

                -a livello locale, dove governava, governava meglio: spiace ricordarlo (no, non è vero) ma non erano le regioni rosse quelle dei favori clientelari e familistici.
                Semmai c’era il tanto malignato (ma poi, c’era qualcosa di serio o era in grna parte aria fritta berlusconiana, come il “dossier Mitorkhin”?) “sistema delle cooperative”.

              • Z. says:

                Pino,

                — vuol dire che gli americani sapevano che il PCI stava tranquillo all’opposizione. —

                Confidavano molto, e a buon diritto, nella capacità della DC di tenere il PCI lontano dal governo.

                Poi a dire il vero gli yanquis sono stati a più riprese preoccupati, e nella seconda metà degli anni Settanta lo erano anche gli inglesi.

                Diciamo che la morte di Moro, e del compromesso storico con lui, ha rassicurato più di un governo occidentale.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “che la FIAT avesse raggiunto una discreta simbiosi con la FIOM-CGIL mi pare evidente”

                In cosa? Hai mai sentito parlare della Fismic?

              • Francesco says:

                1) mi chiedo come Miguel veda lo sbrodolamento di sciovinismo regionale che si sta verificando
                2) e io che credevo di essere un pò razzista verso i terroni … non conoscevo ancora PinoMamet!
                3) su una cosa gli do ragione: gli USA ragionavano con la stessa rozzezza che Z simula e a un certo punto hanno iniziato a trovare eccessiva la vicinanza (anche ufficiale) del PCI al governo del paese
                4) forse c’era un equivoco sul fatto che la NATO fosse presa sul serio da entrambe le parti – Roma e Washington

              • Peucezio says:

                Bisogna sempre tenere presente lo scarto temporale fra scelte politiche ed evoluzione antropologica.
                I comunisti della vecchia guardia, seri, che erano convinti di estendere diritti e giustizia ai lavoratori, hanno poi prodotto la figura del dipendente cialtrone e parassita; gli imprenditori vitalisti anni ’50-’60 hanno poi generato le condizioni economiche e sociali perché nascesse la generazione dei loro figli debosciati sessantottini.
                Ora è rimasto il peggio delle scelte politiche, ma il tipo antropologico serio si è estinto da anni, qundi la sinistra produce contemporaneamente moralismo e cialtronaggine assoluta, senza nessuno straccio da valore positivo.

              • Peucezio says:

                di valore

              • PinoMamet says:

                Francè

                1)- quale sciovinismo regionale? dire che EmiliaRomagna e Toscana erano governate bene è una semplice constatazione.

                Ragazzi, è vero che i vincitori riscrivono la storia, ma adesso volermi far credere al mondo alla rovescia è un po’ troppo.

                2) te lo sogni. Peraltro diversi esponenti storici del PCI della mia provincia erano meridionali.

                3) e 4) non ho idea e non parlo di cose che non conosco.

              • Z. says:

                Francesco, lo vedi che mi dai ragione?

                Ci volete tu e Peucezio a fare i Salvini e Di Maio in America, i in UK, nella NATO. Così voi che avete capito tutto spiegate a loro che vivono sulle nuvole come gira davvero il mondo!

                L’ultima volta che ho guardato l’ingaggio nella CIA erano 100.000 dollari all’anno. Ed è solo la paga iniziale.

                Che aspettate? fatelo per gli amici 🙂

              • Francesco says:

                se la CIA vuole sono sul mercato, tanto poi i loro sistemi di controllo qualità sono così scadenti!

                adesso Pino si tira indietro? adesso scrive “non sono razzista, molti miei amici sono terroni”? 😀

              • PinoMamet says:

                Francè

                il resto del mondo non è la Lombardia.
                Stacci.

                Specialmente IL Mondo, cioè l’EmiliaRomagna, non è la Lombardia.

                Le dinamiche sono diverse: ma molto, diverse.

                Per questo io mi limito a parlare di quello che conosco: prendi esempio 😉

              • PinoMamet says:

                Per un capriccio del digitale terrestre, prendo un canale del Veneto.

                Ha una serie di servizi intitolato tipo “vie verdi”, in cui presentano varie realtà locali (specialmente rurali, il che per un emiliano è già strano) dell’Italia… del Nord, a quanto ho capito.
                Il tipo va intervistare una serie di personaggi del tipo nordico, sai quelli che parlano calcando l’accento lombardo o veneto?
                Un’umanità radicalmente diversa da quella sotto il Po.

                Il bello (no, il brutto) è che quei tizi non se ne rendono conto, e vogliono a tutti i costi metterci dentro anche l’Emilia e la Romagna. Il tizio (che già dall’abbigliamento da noi verrebbe considerato un mentecatto) è venuto anche in provincia di Parma, ad intervistare un’azienda agricola biologica che riscopre le razze antiche ecc.
                A parte che i nomi locali risultavano completamente estranei all’intervistatore, questi voleva a tutti costi far dire all’intervistato (che lo guardava abbastanza distaccato, direi) quelle solite menate para-padane di amore per le radici, il mondo del Po e così via, e quello faceva l’indiano e si limitava a dire che gli piaceva il suo lavoro.

                Niente, cambia programma, c’è un tizio tutto esaltato perchè un sindaco di una località del Veneto ha mantenuto le promesse elettorali e ha cacciato i “nomadi” e ora si spera che vengano cacciati da tutto il veneto, e i veneti sono così contenti di questo fatto ed è ora che si metta fine a questi degrado di questi nomadi…

                ecco, una cosa così in Emilia Romagna non la troverai mai, in nessuna televisione locale.

                Perché, siamo migliori?
                Sì.

              • Francesco says:

                x Pino

                non ho mai pensato che le regioni Emilia-Romagna e Toscana fossero governate male. Si sospetta che fossero rette da un sistema* tale da far sembrare gli anni di Formigoni un’età d’oro dell’innocenza ma le cose in generale funzionavano.

                * partito, cooperative, sindacati. tutti insieme appassionatamente

                mai pensato neppure che fossero le regioni meglio governate d’Italia, peraltro.

                gli è che erano anche le regioni delle stragi rosse del Dopoguerra

                ciao

              • PinoMamet says:

                Francè

                temo invece che fossero proprio le regioni meglio governate d’Italia.

                E a dire il vero mi pare che lo siano ancora, nonostante la fine del PCI e la sua sostituzione con un partito sostanzialmente erede della DC, cioè il PD (e non parlo tanto di ideologia, quanto di persone).

                “Formigoni” e “innocenza” nella stessa frase non dovrebbe essere permesso neppure scriverlo, mentre i tuoi sospetti, mi sembrano, come dire, un pochino di parte, e sostanzialmente basati su aria fritta d’annata berlusconiana
                (le cattivissime cooperative rosse, che chissà che crimini contro l’umanità dovevano aver fatto, mentre chissà perché per tutte le altre realtà produttive ci voleva un regime iper-garantista e la presunzione d’innocenza anche di fronte all’evidenza più becera…)

                Non voglio dire che qui fosse il paradiso;
                e per favore il fattore “etnico” tienilo nelle Prealpi lombarde, perché torno a ripeterti che i membri del’odiatissimo da te PCI in ER erano tranquillamente meridionali.

                Era un sistema però migliore che in altre parti d’Italia, punto.

              • PinoMamet says:

                Sulle “stragi rosse” scrissi poi su questo blog, sarà stato diecimila anni fa.

                Ho letto i numeri che danno i siti che parlano del famigerato “triangolo rosso”: a sentire loro, sarebbe scomparsa metà della popolazione emiliana attuale
                mi sembrano un tantinello poco credibili 😉

                Ci sono stati morti e regolamenti di conti, come dopo ogni conflitto civile, quello sì.

  77. Z. says:

    L’eurocrazia ha affondato la Yamato…

  78. mirkhond says:

    Traversara

    I tuoi parenti erano comunisti già durante il fascismo?

  79. Moi says:

    Dubito che Togliatti avrebbe partecipato al “Pràid” di Milano … nevvero, Habs ? 😉

  80. Moi says:

    c’è anche questo spiegone qui :

    Si scrive thai (ไทย) oppure tai (ไท)?

    http://waithai.it/pizzichi/pizzico_thai_o_tai.html

  81. Mauricius Tarvisii says:

    Bello il Decreto Dignità. Peccato che si siano dimenticati di scrivere “dodici mesi comprensivi di proroghe“.

    • Z. says:

      Cioè? spiegaci…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Un contratto a termine è un contratto di lavoro in cui viene apposto un termine risolutivo. Le parti, entro certi limiti, possono accordarsi per prorogare il termine (si parla quindi di proroghe del contratto) o per stipulare un nuovo contratto a termine dopo la cessazione del precedente (si parla in questo caso di rinnovi). Oggi il limite di durata complessiva di tutti i contratti a termine stipulabili per mansioni equivalenti è di 48 mesi (36 mesi + un ulteriore contratto di massimo 12 mesi stipulabile in sede protetta. Di questi ultimi non ne ho mai visti in vita mia), comprensivi di proroghe e rinnovi.
        Da quello che ho letto (che si discosta, però, dai titoli di giornale), il limite verrà portato a 12 mesi, salvo possibilità di rinnovo per raggiungere una durata massima di 36 mesi (ma forse si salva l’ulteriore contratto in sede protetta…) in presenza di causali specifiche (più rigide di quelle previgenti il Jobs Act).
        Solo che questa limitazione l’hanno messa ai rinnovi, ma non alle proroghe, per le quali si continua a parlare di limite di 36 mesi, a prescindere dalle causali. E’ vero che le proroghe sono massimo quattro (da 5, ma prima del Jobs Act erano addirittura solo 3), ma ciò non toglie che – salvo interpretazioni un po’ tirate del Ministero o dell’Ispettorato – ricorrendo solo a proroghe ed evitando i rinnovi si potrebbe tranquillamente neutralizzare la riforma.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Vi aggiorno: nel testo definitivo sono state inserite anche le proroghe ed il termine con le causali è sceso a 24 mesi.

          • Francesco says:

            in sintesi, hanno reso più difficile usare contratti a termine per “mascherare” rapporti di lunga durata e quindi costi da lavoro dipendente?

            • Mauricius Tarvisii says:

              In sostanza sì, è più difficile usare i lavoratori a termine per coprire posti stabili in organico.

  82. Mario says:

    Dio è Ordine. Lo Stato è Ordine. Lo Stato è la forma “politica” della metafisica. Di qui, la sua trascendenza.

    • Francesco says:

      non sono molto d’accordo col punto due: ordine riferito allo Stato è una cosa pratica, volgare, pragmatica

      Dio è Logos, invece

      insomma, una parola sola ma un abisso metafisico tra i significati

  83. Peucezio says:

    Miguel,
    va bene, ma, in conclusione, ‘sto “populista” che avrebbe vinto in Messico è davvero un cambiamento o è tutta una presa in giro e resta tutto come prima?

  84. Mario says:

    Dio è Logos, invece

    Ma il senso arcaico di “Logos” è proprio rapporto, quindi ordine. Lo ricordava la pur squilibrata Simone Weil. Di ciò resta, nella augusta dottrina cattolica, il principio della “proporzionalità”, applicato alla misura etica ed alla incorporazione dell’anima, di probabile ascendenza pitagorica. La metafisica è, in ultima analisi, matematica traslata sul piano noumenico.

    • Per Mario

      “Ma il senso arcaico di “Logos” è proprio rapporto, quindi ordine.”

      Condivido in parte ciò che dici.

      La vita umana a caso, non è vita: noi in genere scorgiamo appena un puntino di realtà, e anche questo lo facciamo in uno stato che somiglia al sogno.

      La vita diventa vita, quando trova un senso: nel percepire le cose, nell’accorgersi dove ci si trova, nel collegare passato e presente.

      Quando sappiamo invece cogliere il rapporto con tutte le cose – sappiamo vedere i rondoni nel cielo, il pezzo orrido di plastica che ci troviamo tra le mani, la storia delle pietre che abbiamo attorno, i sentimenti intimi delle persone (umane e non) che ci stanno attorno – allora abbiamo una visione autentica della vita.

      Ma capita molto di rado, la maggior parte di noi – a partire ovviamente da noi – siamo zombie.

      Però non diamo ai funzionari davanti alla macchinetta del caffè il superpotere di capire queste cose: anzi, sono tra i tanti che vivono poco.

  85. MOI says:

    Nella Bibbia il Dio come “Logos” NON c’è … troviamo bensì un Yahweh qualificatosi come ” Ish Milchamah ” , ovvero “Individuo Maschio Adulto di Casta Guerriera”. Le esortazioni belliche, nel Testo Biblico , piaccia o no … sono tutt’altro che rare ! 😉

    • Per Moi

      “Ish Milchamah ” , ovvero “Individuo Maschio Adulto di Casta Guerriera”.”

      Ottimo Moi!

      Non conoscevo questo nome di Yahwe.

      Dal mio povero arabo, “milchamah” (arabo malHamah) dovrebbe derivare da “laHma”, carne, in pratica “Omo macellaro.

    • PinoMamet says:

      Moi, la casta guerriera è una fissazione dei fanatici di picchiaduro, che sono ovviamente convinti di appartenervi in virtù del fatto di aver fatto quattro lezioni di pre-pugilato alla Pro Patria di Roncocampocanneto.

      Gli Ebrei antichi non avevano niente del genere, avevano invece (e ce l’hanno ancora) una casta sacerdotale.

      Hanno anche un’altra roba strana, sai? si chiama lettura metaforica… 😉

    • PinoMamet says:

      Per rimanere in ambito “milchamà” e “caste guerriere”, la divulgazione sul karatè negli anni Settanta era tutta di questo genere: “nasce tra i contadini e pescatori di Okinawa, che i loro oppressori del clan giapponese Satsuma avevano privato di armi”;
      diciamo, una divulgazione vagamente marxistoide, e per dirla semplicemente era una balla;
      arriviamo agli anni Novanta, ed è tutta “il karatè era praticato in segreto solo dai nobili della città di Shuri, era proibito alla gente comune”, ed è una balla ancora più grossa.

      Mi stupisce che a migliaia di persone (che sono tutt’altr oche di origine nobile) piaccia quest’ultima palla, come in genere piacciono gli Spartani e tutte le società percepite come ingiuste. Mah.

  86. habsburgicus says:

    ADG rassicurò l’ambasciatore CBL,

    @Z
    impossibile storicamente
    Clare Booth Luce divenne Ambasciatrice nel 1953, al crepuscolo del degasperismo e credo abbia avuto pochissimi incontri con Alcide De Gasperi, ormai alla fine
    nel 1948-mi pare stiate parlando di quello-la Booth Luce era ben lontana dall’Ambasciata

    • Z. says:

      Non ricordo la data dell’incontro, habs, sono cose che lessi troppissimi anni fa. Ero giovane, magro e con i capelli!

      Ricordo che fu un incontro tra De Gasperi e l’ambasciatore americano allora in carica. Forse non era lei.

      Questo fine settimana recupero il testo, cerco e ricerco e ti so dire.

    • Z. says:

      Per la precisione, ricordo di un incontro in cui De Gasperi fu messo al corrente delle preoccupazioni americane nei confronti della sinistra in Italia, e in cui fu ventilata la possibilità di un intervento armato.

  87. Moi says:

    ch’è successo a wikipedia ?!

    “Perché abbiamo oscurato Wikipedia in Italia e per ora resta così”

    https://www.agi.it/economia/wikipedia_copyright_ue-4097408/news/2018-07-03/

  88. Mario says:

    (e ce l’hanno ancora) una casta sacerdotale.

    Assolutamente no. Il sacerdozio giudeo è stato abolito da Gesù Cristo “moralmente”, e di fatto dalla benemerita distruzione del Tempio, di cui rimangono alcune vestigia, in fronte alle quali esprimono i loro straveri ebrei e, ultimamente, anche vicari del mondialismo.

    • PinoMamet says:

      Ehm, ricordato di dirlo ai signori Cohen 😉 (o Sacerdoti, in traduzione italiana)
      loro sono convintissimi che quando il Tempio verrà ricostruito (presto ai nostri giorni, si dice) torneranno a fare appunto i sacerdoti.

      Assai gliene frega di Gesù! 😉

  89. mirkhond says:

    “quando il Tempio verrà ricostruito”

    Facendo scoppiare la guerra mondiale musulmana. 🙂

    • PinoMamet says:

      Non so, mi auguro che a queste cose penserà il Messia.

      Comunque ti dirò, secondo me ai musulmani tutto l’argomento interessa sempre meno. Naturalmente non sarebbero felici di veder distruggere le moschee sulla Spianata, ed è il motivo per cui gli israeliani si guardano bene dal farlo.

      Ma mi sembra di notare una certa stanchezza verso l’appoggio “automatico” ai palestinesi.
      Mi hanno postato una manifestazione in Iran in cui si chiedeva “morte alla Palestina”: non a Israele, proprio alla Palestina. Il motivo sarebbe la rabbia verso i soldi spesi per il sostegno a Hezbollah e Hamas mentre la popolazione iraniana deve stringere la cinghia e si sente presa in giro, del genere “sì, ci fate inveire contro grandi e piccoli Satani, ma è tutta una scusa per fregarci, ormai l’abbiamo capito”;

      intanto nei paesi del Golfo e anche in Arabia Saudita, causa guerre in Yemen, crescita del potere sciita in Iraq ecc., mi pare che cresca sempre di più il numero di quelli che chiedono (giù la maschera) maggiore collaborazione con Israele e coesistenza pacifica, in cambio di sostegno contro i persiani/sciiti.

      Cinicamente si può dire che la strategia di dividere, che i neocon teorizzavano un decennio fa e più, ha dato i suoi frutti.

      Storicamente, credo che invece l’alleato naturale degli israeliani (dai tempi di Ciro il Grande in poi…) siano invece proprio i persiani.

      • Peucezio says:

        Pino,
        “Ma mi sembra di notare una certa stanchezza verso l’appoggio “automatico” ai palestinesi.”

        ‘Na cosa buona ci avevano i mussulmani…

      • Roberto says:

        “ormai l’abbiamo capito”

        Meglio tardi che mai

        • Moi says:

          Parafrasando le famose Leggi (un po’ abusate, a dire il vero … ) :

          “Se in Terra Santa qualcosa può degenerare con esiti sanguinosi … lo farà ! “

  90. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    Che dissero i Media Americani , nel 1948, della Volata dell’ Intramontabile Gino Bartali (che fra l’ altro era il tipico Toscanaccio Testacalda) al Tour de France sventò una Guerra Civile in Italia ?

    https://www.oasport.it/2014/07/tour-de-france-quando-gino-bartali-salvo-litalia-dalla-guerra1/

    ………………….

    Tour de France: quando Gino Bartali salvò l’Italia dalla guerra

    • habsburgicus says:

      penso quasi niente
      gli americani hanno altre abitudini 😀
      vi era preoccupazione per la tenuta dell’Italia..ma neanche troppa
      del resto, come qualcuno ha detto qui, gli unici a rimetterci qualora avessero tirato troppo la corda sarebbero stati i comunisti
      facciamo un’ucronia 😀
      scoppia la rivolta
      il PCI assume il potere a BO e nelle Romagne e proclama la Repubblica rossa…cui aderisce LI e molta Toscana..torbidi, fra gli operai rossi, pure a TO e GE
      MI resta al governo
      da Roma al Sud il PCI è eliminato entro 24 h
      il Veneto fornisce una massa di manovra per la riconquista del nord
      elementi fascisti, a “riposo” che avrebbero visto improvvisamente la loro grande occasione per “risvegliarsi”, avrebbero dato fastidi pure in Emilia e Romagna, con atti violenti
      fra truppe governative, guerriglieri di dx e veneti provenienti dal nord l’Emilia entro 2-3 settimane avrebbe dovuto arrendersi
      bilancio, di un mesetto di follie
      distruzioni immani…eliminazione del PCI messo fuori legge…almeno 30-40 anni di clandestinità
      queste cose Palmiro le intuiva..donde il suo atteggiamento “moderato”..non perché fosse buono 😀
      in più era stato in Spagna….e gli venne in mente, forse, la Spagna 1936..non bisogna tirare troppo la corda, altrimenti si spezza
      riassumendo, mai ci fu serio pericolo che il PCI facesse la rivoluzione 😀

    • PinoMamet says:

      Beh, in Grecia successe una cosa molto simile, e ci misero ben più di un mesetto…
      tra l’altro il PC greco aveva forse ancora minor appoggio di quello italiano (ma più deciso e “cattivo”), la maggioranza della popolazione mi pare fosse ancora monarchica alla fine della Seconda Guerra.

      • Francesco says:

        Ma aveva mica riformimenti dalle potenze comuniste dell’epoca che il PCI, per motivi di conformazione geografica, mai avrebbe potuto avere?

        E poi la storia dei prigionieri italiani in Russia avrebbe fornito la copertura ideologica perfetta alla lotta ai comunisti italiani

        Per me in tempi “ragionevoli” si sarebbe diventati un’altra Germania Federale, con problemi nelle regioni più rosse gestibili

      • habsburgicus says:

        @Pino
        Beh, in Grecia successe una cosa molto simile, e ci misero ben più di un mesetto…

        si, ma vi è una differenza importante
        in GR la crisi iniziò subito dopo la guerra (i primi scontri in dic 1944, ed é interessante leggere la Schadenfreude della stampa tedesca e salotina 😀 non fu una crisi da poco, Winston vi si dovette recare !), dunque il KKE che-esattamente come il nostro PCI aveva dominato il movimento partigiano ellenico forte soprattutto nella “nuova Grecia” (post-1912) al Nord più in qualche area montagnosa della “vecchia Grecia” (quella del 1832 più Isole Ionie ottenute in 1864 e Tessaglia avuta in 1881)- poté avere uno slancio molto forte
        da noi nel 1948, la guerra era finita anche se non dimenticata, le autorità (un tempo R. dal 1946 repubblicano ma composte in assenza da burocrati che avevano servito il fascismo) avevano ripreso pieno controllo..nella stessa Emilia la “Volante Rossa” incominciava ad avere problemi, lo Stato con la sua forza riusciva, con fatica, a farsi (ri)sentire pure lì.. la polizia era già stata epurata dai partigiani, l’ultimo prefetto politico (di estrazione partigiana) Troilo cacciato a fine 1947 (Pajetta organizzò l’occupazione della prefettura di Milano, ma finì in ridicolo)…per il PCI sarebbe stato molto più difficile del KKE che nel 1944 aveva il nulla davanti a sé..a parte gli inglesi 😀
        e poi c’era la Chiesa, allora forte e non trascurabile…di nuovo, se Palmiro votò i Patti Lateranensi lo fece per il timore della Chiesa..in effetti se Pio XII avesse abbandonato la Repubblica, schierandosi apertamente per una soluzione autoritaria, é difficile che la “Repubblica nata dalla Resistenza” avrebbe superato il terzo anno di vita 😀 Togliatti capì che non bisognava esasperare il clero e, marxisticamente (cioé non credendo a nulla ma guardando solo all’utile) impose ai compagni il voto a favore del Concordato 😀 (25/3/1947)…forse di nuovo la Spagna gli fu utile..là vide dove portò il fanatismo antireligioso dei suoi compagni spagnoli !
        in più vi sono le ragioni, a sfavore del PCI, rammentate da Francesco
        il KKE aveva l’appoggio assoluto e completo di Tito..e finché Tito fu un devoto del “grande Stalin” il KKE non fu vinto..in nome di Marx, aiuti infiniti giungevano al KKE da YU, da ALB (de facto parte integrante della YU sino al 1948) e dalla BG (e pure lì Tito ordinava…e Dimitrov obbediva, tanto che a Stalin ciò non piacque e sarà una delle cause per la rottura con Tito..e per la morte “improvvisa”-e tutta sovietica :D-di Dimitrov in 1949 :D)
        ci fu il 1948..anche se Tito decise di rompere a sua volta in modo definitivo solo nel 1949
        la YU abbandonò il KKE….che a sua volta si spaccò fra titini e filo-sovietici
        cambiò tutto..e ciò favorì la sconfitta del KKE nel 1949
        da noi era diverso, in Venezia Giulia c’erano gli anglosassoni e Tito-anche volendo-poteva sì purtroppo papparci qualche altra città, oltre a tutte quelle che già ci rubò, ma non poteva aiutare seriamente il PCI
        dunque da noi, un PCI rivoluzionario, nel 1948, difficilmente avrebbe potuto durare più di un mese
        poi, come per ogni cosa che non é avvenuta, non si può mai avere la controprova 😀

  91. habsburgicus says:

    invece gramscianamente pensarono di poter vincere in modo democratico
    donde la battaglia per il controllo della cultura che a causa dell’ignavia dei DC fu vinta entro la metà dei 1970′
    e nel 1976 andarono molto vicini al governo
    se l’Italia non è divenuta comunista é solo per il cambio internazionale..a fine ’70 il comunismo ha perso repentinamente ogni appeal
    altrimenti, vincevano loro…dopo 30-35 anni, ma avrebbero vinto !
    l’abbiamo scampata bella
    di pochissimo
    rendo omaggio alla strategia del PCI che definirei geniale..in trenta anni, ottennero vittorie su vittorie..il tutto nella cornice democratica
    il PCI è stato rovinato dagli estremisti rossi dei ’70 che hanno impaurito gli italiani, rallentando la strada del PCI verso il governo
    e dal cambio politico mondiale ben rappresentato dalla Thatcher (1979) e da Reagan (nov 1980/gen 1981)
    a un certo punto qualcuno disse, ai piani alti “la festa é finita”
    l’Occidente parlò duramente, per la prima volta da decenni e volle “vedere le carte”, esponendo il bluff sovirtico
    “il Re é nudo” disse il bimbo occidentale
    Mosca si impaurì e in dieci anni crollò tutto (già Andropov che forse avrebbe fatto tutto con maggior intelligenza pensò ad una liberalizzazione, ad uso dei gonzi occidentali; poi inventarono questo Gorbaciov, uomo del KGB, con il compito di cambiare tutto per non cambiar nulla: ma il tipo si fece prendere la mano e mandò tutto a donne di facili costumi :D)
    e pure il PCI ci rimise
    andrà al potere, vero..ma solo diversi anni dopo, sotto nome PDS e in accordo con i DC di sx

    • Francesco says:

      ignavia della DC o precisa scelta di campo degli intellettuali DC di sinistra contro le forze reazionarie, borghesi, capitaliste, protestanti e massoniche?

      la cultura italiana era stata fascista e divenne comunista con facilità estrema, i pochissimi pensatori diversi furono ostracizzati anche quando popolarissimi – penso a Giovanni Guareschi

  92. habsburgicus says:

    e senza i giudici, che eliminarono il PSI e la DC moderata, non ci sarebbe andato manco allora !

  93. Moi says:

    @PEUCEZIO

    Si parla(va) di gente che prendeva i giorni di ferie per andare a lavorare (!) in volontariato (!) alla Festa dell’Unità … perché, a torto a ragione, credeva molto di più (!) della gente “di Chiesa” che un mondo migliore fosse già (!) fattibile concretamente !

    • Z. says:

      Oppure ci lavorava nei giorni festivi, ad es. la domenica a pranzo.

      E non aveva mica torto: un mondo migliore non era solo possibile. Nella nostra regione era anche concreto e attuale.

      Certo, era una situazione figlia dell’epifenomeno della ricostruzione postbellica e blah. Però mica era così tutta Italia, nel periodo della ricostruzione postbellica.

    • roberto says:

      posso?

      io ci sono andato qualche volta a dare una mano a fare salsicce e piadine.

      Perché?

      boh, era una specie di rito collettivo (tutti lo fanno, lo faccio anche io), c’era un’atmosfera di festa che mi piaceva, alla festa si univa un pizzico di cultura ed impegno che pure mi piacevano, ogni tanto vedevi personaggi famosi, ed era divertente, avevi l’impressione di partecipare a qualcosa di importante ed era eccitante.
      (c’era figa)

      niente a che vedere con il fanatismo ciellino
      😉

      • Francesco says:

        aspetta, hai appena descritto il Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, anche se non lo sai

        ma hai anche confermato che non per tutti il Festival dell’Unità era l’epifenomeno di un mondo migliore (quello comunista o quello emiliano?)

        😀

        • roberto says:

          sul punto 1 ne sono certo, anche i ciellini sono italiani!

          sul punto 2, no, ho detto c’era l’impressione di “fare una cosa importante” = stiamo facendo salsicce per migliorare il mondo.

          immagino che sia stato così anche per voi, ma voi sbagliavate
          🙂

  94. habsburgicus says:

    @Lucia
    cerco gli interventi di Habsburgicus e bòna lì 😀

    lo vedo solo adesso…grazie 😀

  95. Francesco says:

    x Pino

    che siano convinte di essere le regioni meglio governate d’Italia è qualcosa di cui sono ormai consapevole, da lombardo lo trovo così palesemente risibile che non voglio neppure replicare

    che il sistema, illegale e collusivo, per cui TUTTO in quelle regioni era rosso, ce lo racconta ancora oggi Miguel, che vive in una superstite roccaforte di quel sistema. ora, ai tempi, anche nella DDR si raccontavano che i tedeschi sapevano far funzionare anche il comunismo … sappiamo che era una simpatica boutade

    capisco che passare la vita a guardare Roma per sentirsi superiori e poi scoprire all’improvviso che c’è anche Milano può far male ma … stacce, sono duri pezzi di realtà

    pure a noi tocca scoprire Parigi, Francoforte, Monaco, New York, qualche volta

    😉

    • PinoMamet says:

      Francesco, guarda.

      Gli emiliani non si sentono superiori a Roma. Verso Roma e i romani hanno un sentimento di vaga simpatia; è simpatico l’accento, l’atteggiamento, il carattere dei romani, ai quali sgli emiliani rimproverano semmai di essere alla lunga un po’ pesanti nel loro scopo prefisso di essere battutari, compagnoni, mejo fichi ecc.; ma niente di grave.

      Roma? enorme, caotica, sporca; ma anche bellissima, antica, simpaticamente paesana, “io ci ho fatto il militare e stavo benissimo”, “io ci sono andato per la prima volta in gita nel ’54 e ci siamo messi in un’osteria e abbiamo detto, diamo fastidio se cantiamo? e l’oste ci ha detto che potevamo cantare quanto volevamo, che gli faceva piacere” (per inciso, uno è un mio zio, l’altro è mio padre).

      I milanesi? antipatici, saccenti, freddi, stronzi (non secondo me: secondo la vulgata emiliana).
      Milano? Uno schifo di città, “io non ci vivrei mai”, “ma come fanno a stare tutto il giorno qua dentro”, “un mio amico ci è andato per lavoro ed è scappato prima di morire di depressione” (questa l’ho sentita mille volte), triste e modaiola, ma più triste.
      Capisco che sia brutto viverci, ma guarda, non è colpa mia, non venirti a rifare con noi che stiamo in un posto civile.

      Che la Lombardia fosse amministrata meglio dell’Emilia
      (la Lombardia di Formigoni…) può crederlo solo uno che non ha mai vissuto in Emilia.

      • PinoMamet says:

        “qua dentro” perché è la frase che dice tipicamente l’emiliano in giro per Milanomentre guarda quei tetri, lugubri, depressi quartieri di palazzi grigi senza personalità, che formano il 50% di Milano. Il resto sono periferie pessime, e un centro storico altrettanto triste e grigio, ma più vecchio.

        A inizio inverno vado per fatti miei a Milano (a casa di un rabbino): nevica: è subito oscurità e voglia di suicidio.

        A fine inverno vado per sbaglio e fatti miei a Firenze: c’è freddo, tira un forte vento mentre esco da casa di un amico 😉 e mentro poi mi dirigo verso la stazione a tratti snevischia:
        è subito magia.

        • Francesco says:

          quello che leggo io:
          1) Roma è simpatica, cioè patetica, cioè siamo meglio noi
          2) Milano è così superiore che inventiamo cazzate per non fare i conti con questo fatto*
          3) che la Lombardia di Formigoni fosse amministrata molto bene, come quella prima e come quella dopo, non lo mette in dubbio nessuno. vediamo adesso se i leghisti in stile Salvini faranno danni significativi ma noi siamo lombardi ed è dura buttarci giù
          4) Milano è molto brutta, in parte della periferia, ma è eccezionale andando verso il centro; ammetto che Parigi e Vienna sono ancora meglio.

          * “antipatici, saccenti, freddi, stronzi” significa esattamente quello, è un complimento da queste parti

          😀

          • Francesco says:

            però devo riconoscere, obtorto collo, che a Milano non c’è il mare!

            dovrei trovare qualcosa di razzista da dire su quelli che a Milano gli viene voglia di suicidarsi, poi penso che noi abbiamo avuto Gaber e Jannacci e Cochi e Renato e mi passa pure la cattiveria

          • PinoMamet says:

            1) tu leggi le cose al rvoescio

            2) no, Milano ci fa schifo e basta; e i milanesi li compatiamo per come si fanno inculare in trattorie e negozi di alimentari

            3) era amministrata maluccio e da corrotti. Niente che possa impensierci. Poi se ti rode che qua erano “comunisti”, beh, non so che farci. (dovrebbe roderti di più che uno come Formigoni si facesse passare per “cristiano”).

            4) scusami ma Milano è brutta tutta. Ha qualche angolo bello, che va cercato meticolosamente, e quando lo vedi dici “to’, alla fine anche Milano ha qualcosa di bello “.
            Può stare alla pari delle capitali europee nella cultura, nell’innovazione, nella moda; sono i lprimo a dirlo; è molto avanti a Roma in questo.

            Per la bellezza, però, Parigi e Roma sono in serie A, Milano al massimo in serie C.

            • Francesco says:

              1) io leggo le cose come si deve fare
              2) si chiama “generosità verso i selvaggi”
              3) Formigoni rimane un buon esempio di governante cristiano, con lievi problemi di iper-ego. Milano era città corrotta ai tempi di Craxi ED era amministrata ancora bene.
              3.1) sul livello di corruzione delle regioni rosse, ho dubbi derivanti dalla natura umana e dallo strapotere rosso in loco … sareste stati rossi E santi. ah, Milano era città rossa dal 1944 o giù di lì, non scordarlo; solo non era monocolore

              ciao

              PS Roma sarebbe bella se mancassero i locali, come Venezia e Firenze con i turisti

          • Mauricius Tarvisii says:

            E’ ovvio che è meglio qui.

            • Z. says:

              Nzomm, non è che città e luoghi siano proprio tutte tutte uguali, via 🙂

            • PinoMamet says:

              L’altro giorno per uno scherzo del digitale terrestre, prendo un canale veneto.

              Non so che canale sia, ha come effigie la silhouette delle regione in verde;
              hanno un programma dove vanno a intervistare delle realtà dell’Italia (suppongo del Nord esclusivamente) chiamato tipo “vie verdi”.

              Bene: c’è una specie di telegiornale con uno speaker esaltatissimo che loda un sindaco neo eletto (un nome tipo Ruppo, qualcosa del genere) perché ha cacciato il campo nomadi da non capisco che città o cittadina (immagini di un paio di roulotte) e “ha mantenuto quello che ha promesso! ha dimostrato di essere serio!” ma proprio con un tono come l’annunciatrice della Corea del Nord quando Ciccio lanciava i missili.
              Esortazioni al resto del Veneto a fare altrettanto.

              Poi il programma che ti dicevo, con l’intervistatore, vestito in un modo che qua si farebbe compatire, che per qualche motivo finisce in una fattoria biologica proprio da queste parti…
              e in effetti si fa compatire dall’agricoltore, che non dà corda alle sue sparate localistiche/padane e dice solo che gli piace il suo lavoro e alleva le razze locali
              (l’intervistatore non conosce neppure i nomi delle località qua attorno, per cui l’impressione di finta famigliarità e fratellanza che voleva dare subisce un altr oduro colpo).

              Beh, ecco, una cosa così nel Mondo non la vedresti mai.

              E ribadisco: quando prendevo il Tg3 del Veneto
              (il Tg della Rai!) ogni tre per due sentivo dire “il Vèèèèneto”, i “vèèèneti”, i veneti qui, i veneti là.

              Sento il Tg emiliano, e non sento mai (lo riscrivo grande: MAI) dire “gli emiliani” o “i romagnoli”, e a dire il vero neanche “i modenesi” o “i ravennati”, ma semmai “il Comune di Modena” o “l’azienda USL di Ravenna”.
              Una qualche differenza la fa.

            • PinoMamet says:

              Non voglio dire che gli emiliani-romagnoli siano meno stronzi.
              Possono esserlo anche molto di più, credo.

              Ma diciamo che sono più eleganti e formali, e in modo diverso; proprio, con criteri diversi.

              Un po’ la stessa cosa di quando dico che è sbagliato (anzi, era: ormai le cose stanno cambiando, a forza di fraintendere…) confondere il razzismo statunitense, basato sull’idea di razza, con la xenofobia italiana, basata sull’idea di “degrado cittadino”.

              • Z. says:

                Come esempio di quel che dice Pino: i modenesi. Sapevate che a trovare l’oro in Alaska è stato un modenese? No? Tranquilli, non è colpa vostra, è naturale che non lo sapeste.

                I modenesi sono grandi lavoratori, ma non lo ostentano. Badino lorsignori: non solo non ostentano le loro ricchezze, ma non ostentano nemmeno la loro dedizione al lavoro, il loro amore per il lavoro, la loro soddisfazione per quel che hanno costruito.

                Anche per questo si capisce quanto davvero lo amino, il loro lavoro. Ad alcuni di loro brillano quasi gli occhi quando ti spiegano in cosa consiste la loro attività.

                I modenesi conquisteranno il mondo e non ce ne accorgeremo perché lo faranno in modo educato, senza alzare la voce, senza saltare la fila e senza abbandonarla. Con quella cadenza particolare che da un lato pare esprimere un velato disappunto e dall’altro la convinzione che lamentarsi non serve, che alla fine la vita è così, sicché adesso sistemiamo tutto per bene e con ordine, come si deve.

                Z.

                PS: sì, sostengono anche di aver inventato i tortellini. Ma questo significa solo che, come tutti noi, alle volte sbagliano. Del resto, l’ultimo che aveva sempre ragione, un tizio del forese di Forlì, non era una bella persona e non ha reso un bel servizio al Paese.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma dove altro trovi affissi manifesti di questo tipo? 😀

              https://clnveneto.net/manifesto-di-c/

              • Francesco says:

                neppure noi ce li abbiamo! però se volete paginate di analisi marxisto-staliniane dell’attualità se ne può parlare

                😀

  96. mirkhond says:

    Forse questa antipatia reciproca tra lombardi transpadani e CISpadani potrebbe risolversi col ritorno della capitale a Pavia? 🙂

    • Francesco says:

      no, no, si risolve con la messa a ferro e fuoco delle città di questi reprobi! appena torna un Imperatore Germanico serio, li mettiamo sotto ben bene

      😀

    • PinoMamet says:

      La capitale ce l’ho già ed è Roma.

      • PinoMamet says:

        😀

      • Z. says:

        Credo occorra contestualizzare, come suole dire chi ha studiato.

        La capitale del Mondo – laddove il Mondo è la regione abitata dove meglio l’uomo ha dimostrato come temperare organizzazione e umanità, benessere e solidarietà, bellezza e verità – è Bologna.

        La capitale del mondo, ivi inteso come l’unica città regina dell’orbe terracqueo e di tutte le civiltà che vi siano fiorite e vi fioriranno, è Roma.

        Così disse Z. il saggio.

        🙂

        • PinoMamet says:

          Concordo!!
          😀

        • Peucezio says:

          Che fessi voialtri romagnoli, che vi siete fatti fottere la capitale del mondo da Bologna…
          E dire che la vostra lo è stata davvero, visto che è stata capitale dell’Impero Romano (sì, di una parte, ma insomma, sempre Impero Romano era).

          • Z. says:

            Aber nein, mein lieber Peutschetius:

            poiché oggi noi siamo tutti egualmente EmilianoRomagnoli, siamo cittadini del Mondo e ne abitiamo, in diversa misura, la rossa Capitale.

            • Peucezio says:

              Ti faccio sommessamente presente che Emilia-Romagna vuol dire Emilia e Romagna. Se io dico “vendo macchine a benzina e diesel” non vuol dire che ogni singola macchina è sia a benzina che diesel. 😛

            • PinoMamet says:

              Non è proprio così.

              Prima di tutto, la Romagna nessuno sa bene dove cominci e dove finisca, le teorie variano. 😉

              Inoltre, la Romagna è anche Emilia, infatti la regione romana Aemilia andava, come la via omonima, da Piacenza a Rimini.
              Il nome Aemilia riferito alla regione, del resto, è attestato già in epoca tardo-antica (sospetto anche prima) e addirritura “aemilianus” nel senso di “appartenente alla regione”.

              • Peucezio says:

                Vabbè, allora Z. mi dica che è semplicemente emiliano (lato sensu).
                Comunque la Romagna non sono banalmente le province di Ravenna, Forlì e ora Rimini (da quando c’è)?
                E mettiamoci pure, volendo, le Marche galloitaliche. Ma qual è l’incertezza del confine con l’Emilia (stricto sensu?)

              • PinoMamet says:

                Z. non è semplicemente emiliano. È romagnolo E emiliano, come tutti i romagnoli.
                Sui confini ne sento di tutti i colori, compresa questa che dici tu. In generale mi pare che valga per i confini di qualunque regione o sotto-regione, per cui la cosa va presa con una certa elasticità. Mettiamola così, se non esistessero le Marche non avrei nulla in contrario a Pesaro in Emilia (E in Romagna 😉 ) anche se la regione romana finiva prima. Del resto, chi non vorrebbe stare nel Mondo? E noi siamo generosi 😉

  97. mirkhond says:

    “scusami ma Milano è brutta tutta. Ha qualche angolo bello, che va cercato meticolosamente, e quando lo vedi dici “to’, alla fine anche Milano ha qualcosa di bello “.”

    Concordo.

    • Francesco says:

      lo pensavo anche io, poi ho iniziato a fare una cosa poco milanese: guardarmi intorno quando sono in giro

      Milano ha molti angoli belli, il brutto brutto è quasi solo nella periferia moderna

      • PinoMamet says:

        “Milano ha molti angoli belli”

        Cioè, detto dalla prospettiva di uno che ama la sua città, è la stessa cosa che dico io: se proprio ti metti a cercarlo, anche Milano ha qualche angolo bello.

        A Parigi o a Roma mica ti devi mettere a cercare tanto eh? 😉

        Ma anche due città diversissime come Verona e Bari (il nostro Mirkhond le conosce entrambe e può confermare o smentire);
        o che ne so, Padova e Urbino, Trani e Siena…
        e non voglio neppure parlare di Palermo e Napoli…

        dai, su, Milano avrà tante cose positive (ci abitano dei miei parenti; Gaber, Jannacci ecc. che hai citato tu; le canzoni delle mala; il design…) ma come estetica non può gareggiare.

        • Francesc0 says:

          il fatto è che neppure noi milanesi pensiamo alla città in quei termini (roba da perditempo) eppure la città è ricca di bellezza

          secondo è più l’idea che la bellezza non vada tanto bene – e alcuni obbrobri post-bellici

        • Peucezio says:

          Ma, la verità sta un po’ in mezzo.
          Dire che Milano è bella, no… non è bella.
          Dire che ha qualche bellezza sparuta no: ne ha a carrettate.
          Ma questo non basta a rendere bella una città.
          Perché una città è un insieme, non è una somma di parti.
          Per rendere bella Milano bisognerebbe demolire tutti gli edifici moderni presenti almeno dentro la cerchia dei Navigli (non dico dentro le mura spagnole, che in parte non erano ancora edificate nemmeno nell”800), poi prendere tutti i palazzi antichi così rimasti e raggrupparli tutti insieme, magicamente, così da formare un continuum.

        • PinoMamet says:

          Io sospetto che la verità stia nel mezzo in una marea di cose.
          Non sempre; ma in un sacco di cose.

          • Peucezio says:

            No, solo in questa 🙂
            Scherzi a parte, la verità una volta sta da una parte, una volta da quella opposta, una volta nel mezzo, una volta da una terza parte, una volta a tre quarti fra l’una e l’altra, senza nessuna regola o costante.

      • PinoMamet says:

        Una città lontanissima dal mio gusto, che però trovo bella, è per esempio Trieste (e ho dei parenti anche lì 😀 )

    • Roberto says:

      Dopo aver cantato per decenni allo stadio “solo la nebbia, avete solo la nebbia” mi sono accorto che a Milano ci sono un sacco di posti belli. Non posso dire che sia Parigi o Roma, ma tanto brutta non è

    • PinoMamet says:

      Habs, il primo articolo lo hanno già postato qua, mi sa;

      il secondo, mm, credo M. Fini non abbia capito bene cosa vuol dire specista, o forse non l’ho capito io, comunque dai, tutte ‘ste storie per una bistecca.
      Basta accendere la tv e ti fanno vedere mille modi per cucinarla.

      • habsburgicus says:

        il primo articolo lo hanno già postato qua, mi sa;

        non lo avevo visto…
        comunque, repetita iuvant 😀

      • paniscus says:

        Non ha capito niente, infatti, chiama “specisti” proprio quelli che nel gergo animalista si chiamano ANTIspecisti.

        E comunque continuo a non capire che fastidio dà a un carnivoro il fatto che anche all’animalista o all’antispecista sia consentito di dire quello che pensa, e di caldeggiare e divulgare la propria visione del mondo.

        Tanto il carnivoro è convintissimo di essere nel giusto, e quindi non si sentirà “in colpa” o “a disagio” per le accuse dell’animalista, o sbaglio?

        Non può limitarsi a ignorarle o a farsi una risata?

        Se invece finisce veramente col sentirsi a disagio, e a farsi condizionare davvero da quelle accuse, beh, la riflessione dovrebbe farsela lui…

        • Roberto says:

          Per quanto mi riguarda l’animalista può divulgare quel che vuole, ma non a tavola con me.
          Trovo poi abbastanza antipatici ed inefficaci quelli che vogliono farti sentire in colpa, per un qualsiasi motivo

          • PinoMamet says:

            Io sono indifferente ai vegani, che ammiro e rispetto perché ognuno ha le sue stranezze 😉

            sulla seconda parte dell’intervento invece OMDAR assoluto!

          • Z. says:

            In generale, è facile che le persone la cui occupazione prevalente consiste nel dar fastidio agli altri siano considerate fastidiose: erbivori, carnivori od onnivori che siano, ovviamente.

            • Peucezio says:

              Sì, ma non ho mai sentito carnivori fare pipponi morali sul fatto che mangiare solo verdure sarebbe sbagliato e malvagio.

              • paniscus says:

                “Sì, ma non ho mai sentito carnivori fare pipponi morali sul fatto che mangiare solo verdure sarebbe sbagliato e malvagio.”
                ————–

                Ah no? Forse non hanno la forma diretta di “pipponi morali”, ma carnivori che esprimono un disprezzo profondo per i vegetariani, ne sento eccome

                (e non parlo solo di prese in giro umoristiche, ma proprio una forma di disprezzo etico e sociale, descrivendoli come una sorta di anormali, pervertiti, o come dei fanatici sovversivi ai quali non dovrebbe essere permesso di esprimersi, o dovrebbe essere tolto l’affido dei figli, o roba del genere… )

              • Peucezio says:

                Mi sta più simpatica la gente che ti piglia per il culo, di quella col ditino alzato che si ritiene più buona e proba, che ti fa la morale.
                In molti vegani (in molti altri no, d’accordo) c’è un atteggiamento di ostenazione orgogliosa, di superiorità morale. Naturale che questo susciti una reazione. Che poi magari investe anche il vegano che si fa i cavoli suoi.

              • Francesco says:

                io propendo per “anomali e pervertiti”, anche se temo toccherà diventare semi-vegetariani per motivi pratici

                ma etici mai!

              • PinoMamet says:

                “Mi sta più simpatica la gente che ti piglia per il culo, di quella col ditino alzato che si ritiene più buona e proba, che ti fa la morale.”

                Dipende dallo spirito. Molto spesso le prese per il culo sono solo un altro modo di fare la morale.

              • Peucezio says:

                Ma, sai, capisco quello che vuoi dire, però in genere la morale la fa chi vuole che un altro NON faccia qualcosa, non chi vuole che lo faccia.
                Il moralista insomma è uno che vuole che la gente si privi di cose, di esperienze, che restringa l’ambito delle sue opzioni e azioni, non che le allarghi.
                Perché dietro lo spirito moralistico c’è una voglia di mortificazione.

            • PinoMamet says:

              Beh, in compenso Peucè ho sentito milioni di carnivori prendere in giro i vegani/vegetariana su FB o altri social network (famosissimo il “meme” “il mio pranzo sta cagando sul tuo pranzo”, con la mucca in un campo) o dal vivo;

              e sono altrettanto pesi dei vegani che te la menano con la morale.

              Sono solo modi diversi di romperti le balle.

              Ho passato decenni a sopportare quelli che chiedono “ma comeeeee non mangi il prosciutto/formaggio? è tanto buoooooonoooo… non sai cosa ti perdi… ma tua mamma non ha mai provato a fartelo mangiare quando eri piccolo (no, aspettava te) ecc. ecc.” e posso assicurare che anche senza la morale di mezzo sono altrettanto insopportabili.

              • Peucezio says:

                Però è strana ‘0sta cosa.
                Come sai non mangio la frutta. Mi fa orrore, trovo che abbia un sapore e una consistenza ripugnanti (per il mio gusto).
                E sono ben cosciente di quanto questo mi privi di apporti nutritivi molto benefici, diversamente dalla carne e dal formaggio, che sono utili per certe cose, ma nel complesso probabilmente fanno più male che bene, appena si superano dosi molto limitate.
                Tanta gente si stupisce molto di questa mia avversione, eppure non mi sono mai sentito criticato, nessuno mi ha rotto le palle, ecc.

              • PinoMamet says:

                Tu non vivi in una regione che fa della frutta (nel mio caso, di formaggi e insaccati) il proprio orgoglio locale….

              • paniscus says:

                “Come sai non mangio la frutta. Mi fa orrore, trovo che abbia un sapore e una consistenza ripugnanti (per il mio gusto).”
                ——————–

                Ma cosa intendi per “la consistenza della frutta” o “il sapore della frutta”, come se tutta la frutta si assomigliasse?

                Io tra la consistenza di una pesca noce bella soda, di quelle che ti fanno CROC in bocca, e la consistenza di una fetta di cocomero o di una susina matura gocciolante, ci trovo una bella differenza…

              • Peucezio says:

                Pino,
                per carità, quella è la tua esperienza e come tale ne prendo atto. E riconosco che dev’essere pesante e molto fastidioso.
                Però, se è vero che la Lombardia non è famosa per la frutta buona, il sud sì. Eppure pure là non mi ha mai detot niente nessuno (pure mio padre, barese DOC, sempre vissuto a Bari tranne brevi parentesi, non amava la frutta, anche se non gli faceva orrore come a me; in compenso si faceva certe mangiate di frutti di mare!).

              • Peucezio says:

                Lisa,
                sì, ma, insomma sempre futta è.
                Anche i tipi di carne, i formaggi, oppure i pesci, sono tutti diversi l’uno dall’altro, però, insomma, la carne è carne, il pesce è pesce, i latticini so’ latticini, ecc. ecc.

                Diciamo che probabilmente quello che mi fa orrore è quella combinazione di dolce e sugoso, perché i dolci invece me li strafoco, ma dolci secchi, al cioccolato, per dire, alle mandorle, ecc.
                Però è proprio il tipo di dolce della frutta che trovo tremendo, perché non riesco a mangiare nessuna cosa che si ricavi dalla frutta, né gelato, né caramelle, non parliamo di succhi di frutta e frullato, che trovo orripilanti.
                Una volta a Bari feci la cavolata di prendere una granita al melone rosso (il cocomero, per parlare in buon italiano), perché siccome quello lo mangio (è troppo fresco e troppo poco dolce perché io lo senta come frutta), pensai che la corrispondente granita non mi sarebbe dispiaciuta. Dovetti buttarla via: una cosa stucchevole, immangiabile.
                Curiosamente invece sono ghiotto non solo di verdure cotte (soprattutto quelle amare), ma anche di ortaggi freschi sconditi, mangiati così come sono, tipo cetrioli, caroselli e simili… Recentemente un tizio è rimasto quasi male vedendomi mangiare con gusto un’insalata sciacquata e non condita con nulla che non fosse acqua fresca (di solito ci metto invece olio e un sacco di roba, ma mi piace anche così).

              • paniscus says:

                Probabilmente la granita al cocomero era stucchevolmente dolce perché affogata nello zucchero aggiunto, non per colpa del cocomero 🙂

                E comunque, non mi pare neanche vero che “la frutta sia sempre frutta” come “la carne è sempre carne”… io posso mangiarmi le fettine di petto di pollo, ma se mi mettono davanti carne di agnello, pecora o capra sono capace di sentirmi male alla sola vista (per non parlare di bistecche sanguinolente e semicrude, di qualsiasi animale siano)!

              • Peucezio says:

                Lisa,
                sulla granita mi sa che hai ragione. E’ anche vero che è la combinazione dello zucchero col cocomero che mi ha fatto schifo probabilmente.

                Per il resto, che ti devo dire, la mia è un’avversione per il genere, non per la specie. Come uno a cui fa schifo ogni tipo di carne o ogni tipo di formaggi.

              • paniscus says:

                “Per il resto, che ti devo dire, la mia è un’avversione per il genere, non per la specie. Come uno a cui fa schifo ogni tipo di carne o ogni tipo di formaggi.”
                ———————-

                Quindi ti fanno schifo anche i pomodori, i cetrioli, le zucche o le olive, che da un punto di vista biologico sono decisamente FRUTTI, e non certo foglie verdi, radici o tuberi?

                (e in qualche caso, a parte le olive, sono anche abbastanza dolci e succosi? Tutta questa differenza strutturale tra un pomodoro e un chicco d’uva, oppure tra un cetriolo e un melone, non ce la vedo, sinceramente!)

                La tua avversione riguarda i frutti in generale, o riguarda solo quei prodotti commerciali che che nell’uso comune si chiamano “frutta” invece che “verdura”, strafregandotene della loro natura biologica e seguendo solo la definizione commerciale?

                Guarda che la melanzana, il peperone, il pomodoro o l’oliva sono “frutta” esattamente quanto il melone, la ciliegia o la pesca, eh!

                Davvero non lo sapevi? : – )

              • Peucezio says:

                Lisa,
                ma di che prodotti commerciali vai raccontando? Esiste il linguaggio comune.
                Perché non sono tutti biologi o botanici, ma tutti usano la lingua e designano oggetti e alimenti di uso comune.
                Poi vai pure al fruttivendolo a spiegargli che i peperoni sono frutta, magari da un bel toscanaccio ruvido e greve: mi divertirò un mondo a vedere la scena.
                E comunque sarò libero di avere i miei gusti alimentari o devo dare conto alle tue tassonomie scientifiche?
                I peperoni non sono dolci, tanto mi basta e non m’interessano le analisi chimiche, mi basta il mio palato.
                Ma robe da matti: ora bisogna dare giustificazione delle proprie preferenze, in base a Linnaeus.

              • Z. says:

                “Se ti piace questo allora deve piacerti anche quello” fa molto famiglia di una volta. Mi piace 🙂

              • paniscus says:

                “Ma robe da matti: ora bisogna dare giustificazione delle proprie preferenze, in base a Linnaeus.”
                ———————

                Scusa, ma vedo solo adesso.

                Guarda che c’è un equivoco, tu non devi giustificarti proprio di nulla, e giustamente mangi quello che ti pare.

                Se non ti piace l’espressione di “definizione commerciale” per
                distinguere che cosa si chiama “frutta” da che cosa si chama “verdura”, usiamone un’altra, che so, definizione “comune”, definizione “familiare”, definizione “tradizionale”, come preferisci, ma certo è che sempre di una definizione si tratta, e non di un dato di fatto reale…

                …perché semplicemente non è vero che la frutta si assomigli tutta in blocco e che le verdure si assomiglino tutte in blocco, e che questi due blocchi siano “ontologicamente” tanto diversi l’uno dall’altro come descrivi tu.

                Ripeto che io non ci vedo proprio niente in comune (dal punto di vista del gusto, non della tassonomia botanica) tra un mandarino, una fragola e una pesca noce, quindi ribadisco che non riesco a capire come si possano considerare tutti la stessa cosa, e o piacciono tutti o non piace nessuno. Nemmeno tra specie biologicamente vicinissime riesco a fare questa generalizzazione: ad esempio, le cosiddette verdure “da insalata” si assomigliano tutte, ma io tra la lattuga e la rucola non ci trovo proprio niente in comune, come gusto e consistenza (e infatti la prima mi piace e la seconda no)…

                (segue sotto)

              • paniscus says:

                A rifletterci ancora:

                Ripeto che non c’è niente di male nel tuo atteggiamento, ovviamente è una cosa personale, ma francamente mi viene il dubbio che non sia tanto dovuto a effettivo gusto complessivo globale di tutta la frutta presa insieme,

                …ma piuttosto a una reazione di insofferenza a quanto te l’abbiano imposta da piccolo, facendoti una testa così sul fatto che la frutta si dovesse mangiare per forza (e magari colpevolizzandoti perché non la volevi, come se fosse una questione di dovere morale e non di salute).

                Assicuro che è successa la stessa cosa a me con il rifiuto assoluto, per tutta la vita, di asciugarmi i capelli col phon o di indossare canottiere sotto gli abiti.

                Dopo anni di anatemi minacciosi su quanto fosse assolutamente indispensabile indossare la canottiera sotto qualsiasi altro capo (e possibilmente quella DI LANA fino ad aprile o maggio, e quella di cotone anche per tutta l’estate), e su quanto fosse scellerato lasciare i capelli appena lievemente umidi, e quali conseguenze terribili si rischiassero a non seguire queste procedure…

                …a partire dall’età di 13-14 anni mi resi conto che non mi succedeva niente di spiacevole, e non volli più saperne nè della canottiera né del phon.

                Anche adesso mi lascio asciugare i capelli all’aria, in qualsiasi stagione 🙂

              • Peucezio says:

                Lisa,
                sulle tassonomie:
                non c’entra la realtà: non esiste nulla di reale a questo mondo. O, meglio, tutto è reale.
                Esistono diversi modi in cui gli uomini classificano il mondo circostante.
                Il linguaggio comune è uno di questi. Si vale di criteri empirici, esteriori, a volte sfumati e sfuggenti.
                La classificazione scientifica è un altro e si vale di aspetti più nascosti ma più univoci.

              • paniscus says:

                “sulle tassonomie:
                non c’entra la realtà: non esiste nulla di reale a questo mondo. O, meglio, tutto è reale.
                Esistono diversi modi in cui gli uomini classificano il mondo circostante.”
                ———————–

                Ok, mi sta benissimo: quindi tu accetti l’idea del pluralismo e del relativismo, e anzi sei perfino MOLTO più relativista di me.

                Ma allora rilassati, e accetta anche che esistano alcuni che considerano “persona” la blastocisti e altri no,

                e accetta anche che esistano alcuni che considerano il vitello o il coniglio un essere senziente titolare di diritti, e altri no.

              • Peucezio says:

                Ma perché ogni volta te ne vai da un cavolo a un altro?
                Si sta parlando della frutta, cosa c’entra il blasto… come cazzo si chiama?

                Comunque io mica condannerei una cultura che tradizionalmente ha l’aborto fra le sue pratiche lecite. Legittimo persino i sacrifici umani se sono tradizionali!
                Il punto è che non possono gabbellarci ridicoli pipponi sui diritti umani, sul rispetto dell’individuo, lacrimevoli storie sugli immigrati, le donne incinte nei barconi, ecc., in nome del principio che è l’appartenenza stessa al genere umano a fondare dei diritti intangibili non solo alla vita, ma al benessere, persino a cambiare sesso e comprarsi figli, e poi accanirsi contro la più debole e indifesa delle creature.
                Non possono romperci i coglioni sulla pedofilia, come se il vivessimo in un mndo di adulti orchi e depravati e di bambini vittime innocenti esposte ai peggiori soprusi sessuali e poi legittimare l’infanticidio dei più piccoli e fragili in assoluto.

                E, in ogni caso, proprio perché sono un relativista, mi tengo la MIA di cultura, che contempla non un diritto al consumo e all’autogratificazione narcisistica, questo no, ma alla vita sì.

              • Peucezio says:

                In ogni caso è veramente seccante questo non rispondere ad argumentum e ogni volta voler usare l’espediente della coerenza: non è che in ogni commento devo dare conto di tutta la mia Weltanschauung: bisogna stare a quello che uno scrive sullo specifico argomento.

                Circa la frutta: in realtà ci hanno provato per un po’ con quella frutta che trovavo un po’ meno sgradevole, tipo le mele o le banane, finché non è stata più cosa perché proprio non volevo saperne. Con le pesche e simili ci hanno tentato pochissimo, perché avevo un’idiosincrasia troppo forte.
                La mia avversione precedeva i loro tentativi e si è manifestata da subito. Ed è qualcosa di indipendente da stimoli esterni.
                Tanto è vero che, mentre da adulto, ho imparato via via a magiare di tutto, apprezzandolo sempre di più (poi ci sono cose che mi piacciono meno: non vado matto per cavoli, carote, zucchine, perché sono troppo dolci per il mio gusto, ma all’occorrenza le mangio, non mi fanno schifo). Invece lì c’è una resistenza radicatissima.
                E questo dimostra che esistono categorie cognitive empiriche, legate a fattori visivi (forma, colore, ecc.), tattili, ma anche olfattivi e gustativi che hanno maggior forza delle classificazioni biologiche, tanto è vero che passano nella lingua.

                Poi non so se un giorno gli uomini arriveranno a dirsi: “Oggi ho portato a spasso il mio canis lupus, instillando sempre nell’interlocutore il dubbio che il tizio abbia un lupo addomesticato, visto che si tratta della stessa specie, o “oggi ho mangiato il frutto di una Malus domestica“.
                Lo darei per poco probabile però… 🙂

              • Peucezio says:

                Comunque, visto che hai tirato fuori ancora ‘sto benedetto blasto-come-cacchio-si-chiama, visto che parliamo di soppressione fisica di una quantomeno potenziale vita e non si scherza, l’essenza delle cose direi che è fondamentale.
                Ora, questo ‘sta (mi pare di capire sia femminile) blastocisti (parole che ignoravo fino a qualche giorno fa: avevo sempre sentito parlare di embrioni e simili) è solo una fase in uno stadio evolutivo, che passa a un’altra con un nome diverso in un momento non ben definibile e senza una cesura netta.
                Cioè sono classificazioni di comodo, perché non c’è un trapasso da una cosa a un’altra, definibili univocamente e tali per cui puoi dire che prima hai una cosa, poi hai un’altra, così come dici che un cane è una cosa, un uomo un’altra.
                Da questo punto di vista allora ha più senso porre la nascita come cesura, perché quella è una cesura vera da molti punti di vista. Ma questo non viene accettato, giustamente, perché lì si tratta di un essere senziente.
                In ogni caso non vedo la pertinenza, perché, da quello che leggo si Wikipedia, la blastocisti riguarda i primi giorni, mentre la liceità giuridica dell’aborto va molto oltre (in Italia 3 mesi, giusto?). Il che legittima l’uccisione di quell’essere che ha già la forma del bambino, immagine molto utilizzata dalle campagne anti-abortiste ma giustamente, visto che c’è un’intrinseca carica di violenza e crudeltà in una pratica del genere: se io prendo un tizio, lo scortico vivo in modo raccapricciante, ecc, e qualcuno vuole suscitare risentimento nei miei confronti, è logico che usi magari l’immagine del tizio che ho spellato vivo.

          • paniscus says:

            “Trovo poi abbastanza antipatici ed inefficaci quelli che vogliono farti sentire in colpa, per un qualsiasi motivo”
            ——————————–

            E appunto, se sono inefficaci dove sta il problema?

            Se suscitano tutta questa irritazione e insofferenza, forse, vuol dire che tanto inefficaci non sono, e che un po’ ci riescono davvero a far sentire in colpa qualcuno…

            • Peucezio says:

              No, questo è un discorso che non sta in piedi.
              Il moralizzatore è una figura odiosa proprio perché vuole insegnare agli altri a vivere non avendone titoli.

            • Roberto says:

              “E appunto, se sono inefficaci dove sta il problema?”

              Che sono antipatici…..

              • paniscus says:

                L’antipatia non è un reato e non può essere rivendicato il suo divieto per legge.

              • Francesco says:

                no, però infastidisce

                e lo fa in sè, non perchè abbia sotto sotto delle vere ragioni

                se mi trovassi quel povero scemo di Odifreddi che mi spiega come e perchè Dio non esiste, mi darebbe fastidio ma non certo perchè farebbe crollare la mia ingenua baldanza fideistica – so’ più bravo a fare l’ateo io di lui – ma perchè è saccente, antipatico e pure scemo

              • Roberto says:

                Lisa scusami tanto ma tu hai spesso il difetto di non leggere con attenzione e di rispondere a cose che nessuno dice. In particolare non ho parlato né di reato né di legge, e non mi sembra che ne abbia mai parlato nessuno qui. Ho solo detto che il vegano può esprimersi quanto vuole ma che trovo il vegano moralisteggiante con il ditino alzato una figura insopportabile

              • Peucezio says:

                Infatti.
                Mica dico che i vegani debbano essere arrestati perché criticano i carnivori. Almeno se non scendono nell’insulto personale, per il quale c’è l’ingiuria, la diffamazione, ecc.
                E’ giusto che siano arrestati quando, come in Francia, compiono atti violenti, come chiunque.

              • Boucherons e vegani…

                qui https://www.telegraph.co.uk/news/2018/06/25/french-butchers-issue-plea-police-protection-vegans-spate-attacks/ leggo di undici incidenti, in un paese in cui ci sarebero 18.000 boucherons.

                Inoltre, una vegomane, su Facebook, avrebbe scritto che non provava compassione per un macellaio, casualmente vittima di un attentato islamista. Motivo per cui la vegomane sarebbe stata addirittura condannata da un tribunale (e sono d’accordo ovviamente, chi scrive su Facebook andrebbe condannato sempre, ma è un altro discorso).

                Sapete che sono il primo a dire che in Italia non c’è “violenza razzista” perché un unico individuo a Macerata spara per strada contro i nigeriani; impariamo ad applicare lo stesso criterio in tutti i campi.

                Gli incidenti in questione mi sembra riguardino il lancio di “sangue finto”.

              • Z. says:

                Prof, mi scusi, ma Roberto mica ha chiesto la loro carcerazione…

        • paniscus says:

          Allora, facciamo a capirci:

          l’animalista, o l’antispecista, o come lo si vuole chiamare, fa notare che il piacere del carnivoro nel magnarsi la bistecca è fondato sullo sfruttamento dei massacri e delle sofferenze di esseri viventi e senzienti

          (oltre che sulla pratica di tecniche di allevamento industriale su grande scala, che sono inquinantissime e dannose per l’ambiente, e anche dannose per la salute del consumatore stesso di carne, ma questo è un altro discorso ancora… limitiamoci pure alle argomentazioni precedenti, ossia allo sfruttamento e alla sofferenza degli animali)

          Il carnivoro non gradisce di sentirsi dire questa cosa, e quindi si indigna, e rivendica il proprio diritto a magnarsi la bistecca SENZA che l’animalista “provi a farlo sentire in colpa“, perché altrimenti gli solleva qualche recondito disagio legato al “trauma trigger“, o altra fuffa postmoderna del genere (e in tal caso il magnatore di bistecche si rivela molto più fuffologico postmoderno rispetto all’animalista che disprezza tanto).

          A questo punto io mi chiedo quale sarebbe esattamente l’obiezione di principio del carnivoro.

          Le possibilità sono due:

          a) il magnatore di bistecche ritiene che l’obiezione dell’animalista non sia vera? Ossia, che non è vero che la produzione di bistecche implichi lo sfruttamento e la sofferenza di esseri senzienti, perché i vitelli, i manzi, le pecore e i maiali non sentono nulla e non capiscono nulla, e quindi possono tranquillamente essere trattati come oggetti inanimati? Bene, in questo caso spetta a loro muovere le chiappe per dimostrarlo, e non il contrario. E non mi risulta che ancora l’abbiano fatto.

          b) il magnatore di bistecche ritiene che l’obiezione dell’animalista sia vera, ma che non sia rilevante? Ossia, che è vero che l’animale viene sfruttato e che soffre, ma che in questo non c’è niente di male ed è giusto che sia così, perché fa parte dell’ordine naturale delle cose, e deve esistere il diritto degli umani a sfruttare gli animali e a farli soffrire per i propri comodi? E allora, a maggior ragione, non capisco perché si indigni… che continui a magnarsi le bistecche, ignorando le proteste degli animalisti, ma che non rompa le scatole a chi la pensa diversamente!

          • Peucezio says:

            Il fatto è che criticare i comportamenti altrui è ipso facto un atteggiamento aggressivo.
            Non dico che debba per forza essere censurato d’autorità, ma quantomeno chi lo attua non si aspetti di non suscitare irritazione, antipatia e ostilità.
            Se uno mi viene ogni giorno a dire: “tu sei un assassino, sei un malfattore, sei responsabile dei guasti del pianeta e della sofferenza degli esseri viventi” che devo dire? “Quanto sei bello e simpatico”? Dirò: “Vai a fare in culo e non rompermi più i coglioni”. Mi pare normale.
            O la libertà di espressione è appannaggio solo degli animalisti?

          • Roberto says:

            Lisa
            Partiamo da
            “’animalista, o l’antispecista, o come lo si vuole chiamare, fa notare che il piacere del carnivoro nel magnarsi la bistecca è fondato sullo sfruttamento dei massacri e delle sofferenze di esseri viventi e senzienti”

            Esiste un carnivoro che abbia più di tre anni e che non sia al corrente di questa informazione? No ovviamente. E allora a che serve l’informazione di servizio del vegano?
            Immagina se mentre stai per fare una lavatrice arrivasse l’ecologista che ti dice che che la tua lavatrice consuma elettricità e quindi petrolio e che il tuo sapone inquina l’ambiente, non proveresti una certa irritazione?