Il pugno nell’occhio (i)

Un periodo in cui ho pochissimo tempo, per cui ho pensato di riprendere alcune cose di James Howard Kunstler, autore di cui abbiamo già parlato qui.

Nel suo blog, Kunstler ogni mese pubblica la foto di un eyesore, un “pugno nell’occhio” architettonico.

Che non solo fa schifo, ma ci rivela sempre qualcosa di fondamentale a proposito di ciò che riduttivamente chiamiamo “urbanistica“: il modo in cui l’essere umano si rapporta con il pianeta che ha attorno, con i propri simili e (non ultimo) con i carburanti fossili.

Kunstler è un autore brillante, e fa molti riferimenti alla vita quotidiana statunitense, per cui farò così – metterò l’immagine del “pugno nell’occhio” e una mia parafrasi per italiani del testo, lasciando ai lettori anglofoni la lettura del testo originale.

Iniziamo la serie con questo parco giochi (di una Montessori Academy, nientemeno) nella periferia suburbana di Chicago. Veramente non ci sarebbe molto da aggiungere sul rapporto tra generazioni, luoghi, petrolio, insomma tutto ciò che collega la mamma al figliolo, l’America all’Arabia Saudita e la pompa di benzina al cervello delle persone.

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in ambiente, mundus imaginalis, urbanistica, USA and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

368 Responses to Il pugno nell’occhio (i)

  1. Francesco says:

    Miguel,

    ma i tuoi riferimenti in tema di Urbanistica studiano solo gli USA o anche altri paesi occidentali?

    Perchè le conclusioni a cui arrivano mi paiono più ampie di quello che ne trarrei io guardando a un paese che da sempre ha moltissimo spazio, moltissima mobilità, poca storia

    ciao

    • Per Miguel

      “ma i tuoi riferimenti in tema di Urbanistica studiano solo gli USA o anche altri paesi occidentali?”

      Spaziano anche a Greve in Chianti, Scandicci, San Donnino, Campi Bisenzio, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino… ah, dimenticavo, anche a Firenze.

      Comunque quel parco giochi non stonerebbe affatto nella periferia di Milano.

      • Francesco says:

        a Milano non abbiamo parcheggi così grandi!

        scherzi a parte, tutti i parchi giochi che ho visto in periferia qui a Milano sono in mezzo al verde, magari di loro invece dell’erba hanno una superficie simil-sughero elastica

        e di solito sono stati vandalizzati

        ma tornando a bomba, dici che anche in Toscana c’è lo zoning?

        • Per Francesco

          “ma tornando a bomba, dici che anche in Toscana c’è lo zoning?”

          Ci sarebbe da fare uno studio comparato storico dei vari piani regolatori e regolamenti urbanistici di Firenze, per rispondere sul piano amministrativo.

          Sul piano storico, sicuramente c’è un netto sistema di zoning, che dovrebbe assumere questa forma:

          1) centro storico – musei, banche, localini fighetti, case abbandonate usate solo come B&B

          2) quartiere universitario-giudiziario completamente vuoto di notte

          3) villini a schiera in quartieri dormitorio per bianchi dove non si vede mai un’anima viva

          4) immenso deposito semiclandestino per cinesi con chiazze per africani vari (controllati a vista dagli stessi cinesi)

          5) la Grande Discarica – magazzini, inceneritori, aeroporto, autostrada, nuovo superstadio, centri commerciali – che pian piano divora i comuni-colonia della Città Metropolitana.

          Il tutto tenuto insieme da un immenso flusso di benzina.

          • Francesco says:

            sistema netto ma dinamico, che permette alla città di seguire i flussi del denaro

            mi sembra molto meglio dello zoning “ufficiale”

            ciao

  2. PinoMamet says:

    Petrolio.

    Anni fa, una Festa dell’unità di una cittadina emiliana.
    Una conoscente trentenne “alternativa”, vestita da fatina, tentava di intrattenere dei bambini riottosi e guardinghi con delle canzoncine composte da lei (terribili).

    D’un tratto, poco lontano si ergono, improvvisamente gonfiati, degli enormi scivoli di plastica colorata.

    Un Bruto o Aristogitone tra gli infanti si erge parimenti e dà fiato al pensiero di tutti:
    “Figa, i gonfiabili!”

    Seguendo il loro Spartaco, i bambini in un batter di ciglia lasciano sola la povera cantante.

  3. roberto says:

    bella la rubrica del pugno nell’occhio!

    l’osservazione di francesco comunque è interessante. mi pare che urbanistica USA e europa siano difficilli da conciliare

    infine, tu che sei interessato alla questione, hai notato che i giochi per bambini nei paesi del sud sono sempre completamente esposti al sole, in modo da graticolare il malcapitato che si avventura su uno scivolo?

  4. Francesco says:

    OT (ma non è vero)

    Miguel, hai una fonte su quello che sta succedendo in Venezuela? sembra una lotta di classe di estrema radicalità, con vittoria degli uni ma rovina generale che conferma la ragione degli altri!

    più invecchio e più Menenio Agrippa aveva ragione

    ciao

    • Per Francesco

      ” hai una fonte su quello che sta succedendo in Venezuela?”

      Non più.

      Da quel che so io,

      1) società allucinante con ricconi che sono un poquito drogaditos (come mi diceva un tipico soggetto miliardario in giro per l’Europa) che si vantano di prendere a calci i negretti che li servono

      2) milioni di negretti che fanno la vita che in Italia fa normalmente solo qualche barbone alcolizzato avanti con gli anni

      3) tentativo di Chavez di uscirne ridistribuendo la rendita petrolifera, invece di staccarsi dal mercato globale e mandare a quel paese la monocoltura petrolifera, facendo fare lavori veri alle persone. Ha scelto di affidarsi al Mercatone, cercando di far campare la gente di rendita, tipo “tasso il petrolio e finanzio le scuole”, con risultati inevitabili

      4) appena il sistema globale vomita addosso ai venezuelani, collassa tutto

      5) ma siccome Chavez ha insegnato ai negretti che anche loro sono esseri umani, non hanno intenzione di rientrare in gabbia o morire di fame.

      • ” tentativo di Chavez di uscirne”

        Non la prendete come accusa. Se io fossi un militare venezuelano, probabilmente con l’equivalente della seconda elementare in tasca, e mi fossi trovato in mano un paese dove soffro per la condizione dei poveri disgraziati, e vedo la ricchezza petrolifera sgorgare copiosa, avrei fatto anch’io come lui.

        Che oltre tutto, Chavez non ha mai ammazzato nessuno, anche quando magari se lo sarebbero meritati ancora di più di certi camorristi da noi.

        • Francesco says:

          Miguel

          anche ad avere la seconda elementare, dovresti arrivarci a capire che se vuoi usare i soldi del petrolio per sfamare i poveri hai bisogno del petrolio

          senza contare che la narrazione sull’America Latina come terra duale, una specie di sogno marxiano sotto LSD, inizio a crederci sempre meno

          poi il problema dei “lavori veri”, meglio “economie vere”, mi pare alla base del mistero America Latina: come cazzo fanno a essere poveri con tutte le risorse?

          • Per Francesco

            “senza contare che la narrazione sull’America Latina come terra duale, una specie di sogno marxiano sotto LSD, inizio a crederci sempre meno”

            Non sono i marxiani che la raccontano così. E’ chiunque, anche i conservatori.

            Non è solo la povertà che colpisce, è anche l’ostentazione della ricchezza, in una maniera inimmaginabile in Europa.

            Qui da noi è questione di quello che fa il cretino ostentando la Ferrari; in Messico ho visto invece una schiera infinita di ville con muri altissimi e guardie armate in cima con il mitra, una sorta di carcere invertito, con strade tutte curatissime davanti, quartieri in cui nessun povero osa avventurarsi se non fa parte della servitù.

            Poi passi da lì ed entri in metropolitana, e ogni vagone è una sorta di mercato: i “vu cumpra” che da noi sono quattro gatti provenienti da paesi esotici sono la gran massa di chi è nato lì – gli extracomunitari sono i cittadini stessi.

            Venezuela è molto, molto peggio, anche perché ha un’economia molto meno diversificata.

            Su questo sono d’accordo tutti, da destra a sinistra, perché basta avere gli occhi per vedere.

            Poi le soluzioni possono divergere:

            1) “più socialismo, ridistribuiamo la ricchezza”

            2) “più libero mercato e spirito di iniziativa”

            • Francesco says:

              ma questa narrazione raffigura quanto della società?

              ci sono giornali e automobili in America Latina, credo che esista per davvero una classe media

              poi che quel problema sia gigantesco e da risolvere lo riconoscono tutti (tranne i ricchi, mi piacerebbe sapere cosa si raccontano)

              più che sulle soluzioni, vorrei prima capire qualcosa delle cause

              ciao

              • Per Francesco

                ” credo che esista per davvero una classe media”

                In Italia, penso che la grande maggioranza della popolazione si attesti su un reddito (e quindi su consumi) che ruotano attorno a una sorta di “stipendio medio” che non varia di molto tra il bidello, il carabiniere, il cassiere, l’insegnante.

                In America Latina non esiste nulla di simile. Ad esempio, in Messico, gli insegnanti fanno parte dei poveri, che magari fanno anche altri tre lavori, ma godono di un miserabile sussidio statale ereditario (!), molto controverso: ma è inevitabile che lo Stato faccia anche da cuscinetto, in situazioni simili.

              • “più che sulle soluzioni, vorrei prima capire qualcosa delle cause”

                Ma sostanzialmente vale la regola del “First is first and second is nowhere”.

                Poniamo che in Venezuela si producano:

                1) pomodori che costano un po’ di più di quelli colombiani

                2) grano che costa un po’ di più di quello del Texas

                3) radioline che sono qualitativamente inferiori a quelle cinesi

                4) petrolio di buona qualità a prezzi molto bassi

                5) coca di buona qualità con rischi ridotti rispetto ad altri paesi

                Va a finire che nessun compra pomodori, grano e radioline, e quindi si svuotano campi e fabbriche.

                Mentre il mondo compra petrolio, che richiede pochissimi operai e qualche guardia armata e la complicità di qualche politico corrotto.

                E una minoranza di contadini e operai si riciclano come narcotrafficanti, attività che in effetti un po’ di lavoro lo dà.

                E gli altri, basta, che vuoi che facciano? Un hub di startup di incoolator?

              • Francesco says:

                >>> Ma sostanzialmente vale la regola del “First is first and second is nowhere”.

                Guarda che è una regola che in generale non vale.

                I francesi fanno automobili, gli spagnoli pizze, i tedeschi salumi, gli inglesi formaggi … tutta robaccia schifosa che ha un suo spazio sul mercato

                mentre dovrebbero comprare la roba buona tutta da noi italiani

              • Z. says:

                …e Ricardo è lassù, perplesso, e si chiede: dove ho sbagliato?

                🙂

            • Un’altra cosa che colpisce dell’America Latina (e anche dei paesi arabi) è che i ricchi hanno un atteggiamento molto diverso verso i poveri.

              Quando in una società ci sono 10 ricchi, 80 “medi” e 10 poveri, i ricchi possono ostentare buoni sentimenti verso i poveri, e cercare di non ostentare la propria differenza.

              Quando ci sono 10 ricchi, 5 media e 85 poveri, ti passa presto lo spirito caritatevole, vivi in uno stato di perenne assedio, in fortezze armate, e percepisci la massa dei poveri come noi percepiamo le mosche.

              Io se vedo un singolo cane, gli faccio le carezze. E penso, che carino.

              Ma ho lavorato anche in un canile, e so cosa vuol dire trovarsi venti, trenta cani ringhianti, mordenti e sentirli abbaiare tutta la notte. E comincio a pensare in termini di recinti, catene, secchiate d’acqua.

              • Francesco says:

                >>> Quando ci sono 10 ricchi, 5 media e 85 poveri,

                è la causa di questo fatto del tutto anomalo che mi incuriosisce molto

                in paesi in cui il territorio (la prima risorsa) era abbondante e la gente era scarsa

                condizioni che mi paiono uguali a quelle di USA, Australia, Canada, per dire

                con esiti molto diversi e, azzarderei, in tempi recenti: quanto era ricco il Sud America ancora nel 1950?

              • Francesco says:

                >>> milioni di negretti che fanno la vita che in Italia fa normalmente solo qualche barbone alcolizzato avanti con gli anni

                Miguel, scusa l’insistenza ma da noi i barboni alcolizzati non si riproducono … come cacchio è che quella vita è la normalità della maggioranza dei venezuelani? mica si parla di India!

              • Per Francesco

                “Miguel, scusa l’insistenza ma da noi i barboni alcolizzati non si riproducono”

                Tu e io viviamo in una microscopica isola felice, sia in termini temporali (siamo mica al 1348 quando, se ben ricordo, un terzo della popolazione di Firenze morì in pochi giorni di peste), sia in termini geografici.

                Da noi quelli senza casa, senza lavoro, che dormono per strada (e magari sono anche violenti, ubriachi e hanno mille altri difetti caratteriali) sono pochi e vanno all’Albergo Popolare.

                Nella parte normale del mondo, i barboni sono la maggioranza della popolazione, almeno da quando sono stati espulsi dalle campagne: in pochi anni, più di venti milioni di contadini messicani hanno perso tutto a causa degli accordi Nafta, i più svegli possono aspirare a diventare guardie del corpo dei narcos, per gli altri, che speranza c’è?

                E questo in un paese che statisticamente “cresce”.

                Ora, trattandosi della maggioranza, della gente “normale”, è normale che si riproducano, come i cinquemila che hanno occupato a Caracas un grattacielo pericolante, il ” Centro Financiero Confinanzas”, 45 piani di hybris capitalistica, abbandonata con la crisi finanziaria del 1994 – molto prima di Chavez.

                Come a volte sottolineano alcuni, l’Italia non è un paese normale.

                Venezuela lo è.

              • Francesco says:

                Miguel

                temo che per una volta la tua anima messicana ti stia ottenebrando

                la normalità mondiale sono i cinesi che si arricchiscono e comprano beni di consumo, non il sottoproletariato venezuelano senza vie di uscita

                ciao

              • Francesco says:

                PS Miguel, quanti milioni sono i messicani che hanno un lavoro nell’industria automobilistica?

      • Z. says:

        Miguel,

        cosa intendi, in quel contesto, per lavori veri?

      • Francesco says:

        >>> siccome Chavez ha insegnato ai negretti che anche loro sono esseri umani, non hanno intenzione di rientrare in gabbia o morire di fame.

        quindi cosa hanno intenzione di fare “i negretti”? per il morire di fame mi pare stiano avendo un grande successo e una certa soddisfazione, visto che sostengono ancora Maduro

  5. habsburgicus says:

    in Venezuela, io distinguerei fra Chavez (che merita rispetto) e Maduro (di molte spanne inferiore)
    la situazione economica è desolante..su questo non si possono avere dubbi
    alcuni dicono che ideologicamente è meglio Maduro..
    col piffero ! ci vivano loro in Venezuela D
    da quanto so, è tremendo
    una Nazione rovinata
    se qualcuno qui ha notizie fresche e di prima mano, sono le benvenute !

    • Francesco says:

      Chavez era solo più efficace come retorica caudillista e aveva ancora gli impianti petroliferi funzionanti del regime politico precedente

      ciao

  6. habsburgicus says:

    vi sarebbe, tutte le fonti concordano, una criminalità spaventosa !
    almeno a Cuba, dove hanno pure distrutto l’economia nazionale 😀 ma hanno fatto il passo successivo verso un efettivo sistema sovietica, la criminalità non c’è *

    *qualcosa ora sì, come effetto della quasi-perestrojka cubana..ai tempi di Fidel NO, perché allora non si scherzava
    oggi invece il soldo gira a Cuba, specie all’Avana e Marx é morto..o al più ritenuto come uno strano tipo che diceva cose assurde e incomprensibili 😀
    secondo me Cuba (ma ci riuscirà ?) va verso una strada “cinese”..
    ovvero restaurare il capitalismo in pratica
    mantenendo il PCC e la burocrazia
    si vedrà

  7. habsburgicus says:

    anche il Vietnam ha fatto “alla cinese”..detto così un vietnamita si offenderebbe 😀 poiché non amano i cinesi !
    cioé Marx ormai é deriso e abbandonato e si applica un capitalismo puro
    però resta il PCV, le purghe e ogni tanto qualche esecuzioncella..per far capire chi comanda ! e vuole restare a comandare 😀

    l’esperienza dunque dimostra che delle 2 strade per uscire dalla follia leninista
    n° 1, il gorbaciovismo SI alla democrazia, NO a (serie) riforme economiche
    n° 2, il denghismo restaurare il capitalismo ma mantenere il Partito, se necessario con varie piazze Tien Anmen
    é la seconda che ha avuto/sta avendo successo
    vi è la 3°, mantenere lo stalinismo 😀 cioé il terrore
    quartum non datur

    P.S 2
    credo che se Berija avesse vinto nel 1953 in URSS, forse avrebbe anticipato Deng
    cioé avrebbe abbandonato l’economia marxista (Berija era de-ideologizzato, se ne fregava delle stupidate marxiste, gli interessava il potere..sono i tipi migliori, quelli, meno pericolosi 😀 i peggiori, fra i rivoluzionari ed i sovversivi, sono i fanatici idealisti)
    mantenendo il controllo politico e ideologico, pur dando un certo respiro
    e l’URSS ancora esisterebbe, forse
    non andò così..vinse Nikita che a Lenin ci credeva ! e sì, Nikita era comunista…rarissima avis, quasi un ircocervo 😀
    per dire in tutta l’Emilia, fra milioni di tesserati PCI, non ve n’era uno 😀 vero, Moi ?

  8. Antonino says:

    Sarà deformazione professionale, ma mi colpiscono gli alberi rimasti al contorno, tutti piegati in una stessa direzione. Diciamo che è una zona spazzata da venti forti sempre in una stessa direzione… Asfalto, cemento, auto, “parco giochi”, elettrodotto sono tutti fermi lì. Mi viene in mente il Guzzanti che, parodiando la maschera di un serafico Prodi, diceva “e io sto calmo, fermo…”
    Intanto che tutto pare immobilizzato dalla cementificazione, ad iniziare dalla parte di mondo che abitiamo, non ci resta che tentar di chiudere le nuove generazioni in un recinto. Se ci capita di doverle sorvegliare da vicino, noi stessi non avremo neanche dove sederci. Scusa buona per riportarci quanto prima (noi e loro) nel nostro caro mondo asfaltato, dove qualcheduno avrà pur sistemato almeno un gazebo da qualche parte. E poi, dove mai andranno quando, un po’ cresciuti, sapranno scavalcare un recinto così basso? Nell’asfalto. Spetta a noi procurar loro almeno delle scarpe adatte, altrimenti si scotteranno col sole dell’estate che verrà…

  9. Mario says:

    Fontana: “Le famiglie gay per la legge non esistono”.
    Orfini: “Le famiglie arcobaleno (sic) esistono e sono bellissime”.

    Voti ed orazioni affinché non uccidano il neoministro della Famiglia, che dichiara una ovvietà, e affinché il lacché di Renzi se ne vada a morire ammazzato.

    • Z. says:

      Ma l’uomo indoario non farebbe meglio ad accoppiarsi virilmente con altri uomini anziché cedere alle molli lusinghe muliebri?

      • Per Z

        “Ma l’uomo indoario non farebbe meglio ad accoppiarsi virilmente con altri uomini anziché cedere alle molli lusinghe muliebri?”

        Leggere qui:

        http://www.slate.fr/story/155768/gays-extreme-droite-homonationalisme

        • Roberto says:

          Un grande classico dell’elettore di sinistra.
          Nessuno a sinistra è abbastanza per soddisfare i miei desideri, quindi punisco o andando a destra o astenendomi e poi, una volta la destra al potere, con licenza parlando, lo prendo in culo

          Parlando di Italia non dico che un gay debba per forza essere di sinistra e nemmeno che debba per forza votare per il PD (che come è noto non è sinistra)…. però adesso hai gli omofobi al governo.

          • Z. says:

            Robè, niente da dire: ognuno vota come crede. Chi vuole usare il voto per fare il gradasso e/o vantarsene sul web, faccia pure…

            Purché dopo non piagnucoli e non mi chieda un centesimo 🙂

        • PinoMamet says:

          In effetti noto che diversi omosessuali che ho conosciuto non sono affatto di sinistra;

          non credo che un gay debba per forza condividere idee di sinistra (non ne vedo il motivo) ma da qui a votare per partiti che sono dichiaratamente contro la concessione di diritti a loro, mah, ce ne passa;
          eppure…

          • Z. says:

            Leggiti il lagnoso articolo del grillino Accolla sul FQ. Direi che ha avuto il governo che si merita…

          • Peucezio says:

            Pino,
            ecco, questi sono i ragionamenti che dovrebbero indurmi a diventare ostile agli omosessuali (ma non ci riescono) 😛

            Cioè io continuo a credere, nella mia ingenuità, che l’omosessualità non c’entri nulla col movimento LGBT e tutto il resto delle porcherie, come il femminismo non c’entra nulla con le donne, che esistono da qualche era geologica prima, e l’antirazzismo con i negri.

            Ma un omosessuale razzista piccolo imprenditore del nord come dovrebbe votare?
            E un omosessuale ferocemente anti-islamico, proprio in quanto omosessuale?
            Insomma, si deve votare in base al fatto che ti piace il pisellino o invece la patatina? E’ così che funziona?
            E se a uno gli piacciono tutti e due? Voto disgiunto? 😀
            Cchiù pilu per tutti?
            Dove ci si iscrive al partito della Patata?

            • PinoMamet says:

              Ma sai Peucezio che io parto da casi concreti, di persone conosciute.

              Non ho conosciuto (non escludo ce ne siano), per esempio, un imprenditore con moglie e figli, a cui stanno antipatici gli immigrati e vuole pagare meno tasse, ma nel tempo libero va a prendere del cazzo nelle dark room.

              Ho conosciuto invece un omosessuale dichiaratissimo, con compagno convivente (mi sa), e con idee di destra.
              Per cui…

              • Peucezio says:

                Io invece conosco omosessuali fascio-leghisti che odiano la Boldrini, la Kyenge, i negri, i comunisti, Bergoglio e quant’altri.
                E conosco omosessuali comunisti che non parlano quasi mai dei diritti omosessuali (ma quando ne parlano li difendono, senza nessun fanatismo isterico).
                E so per certo che ci sono omosessuali di destra, di sinistra, liberali, marxisti, fascisti, cattolici progressisti, cattolici tradizionalisti, atei, anticristiani, ecc., ecc.

                Ammetto tutt’al più che le proporzioni siano leggermente diverse rispetto alla media della popolazione: d’altronde se uno dice di avere tanto a cuore i tuoi diritti e di difenderli attivamente, quacuno che ci casca si trova sempre.

  10. Moi says:

    Il Gay di solito è di “Sx” in senso AngloAmericano di “Liberal” …

    • PinoMamet says:

      Una volta lo credevo anch’io. I fatti mi hanno smentito.

      • Moi says:

        Mah … sicuramente qualcuno avrà voluto “punire il PD” per aver stralciato la Stèppciàild 😉 !

        Cosa che penso che abbia fatto più per ragioni anagrafiche dell’ Elettorato (ex) Storico, quello che “i Busoni non fan mica niente di male, ma La Famiglia (singulare tantum) è un’altra cosa” !

        • Roberto says:

          “Mah … sicuramente qualcuno avrà voluto “punire il PD” per aver stralciato la Stèppciàild 😉 !”

          Certo e adesso se lo prende….vabbè ci siamo capiti

          Un po’ come le femministe americane che non volevano la Clinton perché non si era spesa abbastanza per la causa delle femministe (ne ho conosciute di persona, democratiche che facevano questo discorso un paio di settimane prima delle elezioni….e pure loro se lo prendo lì)

          Mi sento molto schadenfroh

      • Moi says:

        In ogni caso fatico a vedere oggi (!) gli LGBTQecc… come Marxisti ! Perché ? Percome ? … Citofonare Vendola ! 😉

      • PinoMamet says:

        “Mah … sicuramente qualcuno avrà voluto “punire il PD” per aver stralciato la Stèppciàild 😉 !”

        Non parlo di quelli, ma di alcuni gay orgogliosamente di destra (anche, molto di destra) e socialmente conservatori se non reazionari che ho conosciuto in tempi non sospetti.

        • Moi says:

          Capito. Be’, è un mondo pochissimo “esplorato” dalla sociologia … probabilmente perché “scomodo”.

          Per caso, sono anche AntiClericali ? Questo, in teoria, si spiegherebbe con una Destra “nostalgica” di un Passato lontanissimo: altro che Fascismo ! L’ Antichità Greco-Latina che NON aveva pregiudiziali “omofobe”, soprattutto sull’ Archetipo del Guerriero.

  11. Moi says:

    L’ Ex Adinolfiniano Simone Pillon :

    : «Io eletto per volontà di san Tommaso Moro. Con la Lega cancelleremo la stramaledettissima rete antidiscriminazioni»

    https://gayburg.blogspot.com/2018/05/pillon-io-eletto-per-volonta-di-san.html

  12. Moi says:

    INTERVISTA AL NEO MINISTRO FONTANA
    “Natalità, flat tax e home schooling: ecco i miei primi atti per la famiglia”

    http://www.lanuovabq.it/it/natalita-flat-tax-e-home-schooling-ecco-i-miei-primi-atti-per-la-famiglia

  13. Moi says:

    @ MIRKHOND & PEUCEZIO

    Ikea Bari premia l’amore con la ‘Diversity Celebration’

    https://www.giornaledipuglia.com/2018/05/ikea-bari-premia-lamore-con-la.html

    http://www.puglianews24.eu/ikea-bari-premia-lamore-con-la-diversity-celebration-18611.html

    Questa mattina l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, insieme a Manfredi Giacomoni, direttore del punto vendita Ikea Bari, ha presentato i dettagli dell’iniziativa “Diversity Celebration”, un concorso promosso dalla catena svedese Ikea, con il patrocinio del Comune di Bari, destinato a tutte le coppie residenti in Puglia che intendono sottoscrivere un’unione civile.

    […]

    Alla coppia vincitrice IKEA offrirà il banchetto di nozze per 100 persone all’interno del ristorante dello store di Bari, un viaggio nei Paesi Scandinavi e un buono del valore di 500 euro da utilizzare in uno dei punti vendita IKEA.

    […]

    questa iniziativa si presenti oggi, perché l’11 maggio di due anni fa fu approvata la legge Cirinnà, che ha finalmente riconosciuto il diritto dell’unione civile per le coppie dello stesso sesso

  14. Z. says:

    La risposta dall’Esarcato ai CC fiorentini: quelli che – parole loro – si sono comportati “da maschietti” con le turiste americane.

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/06/03/news/ravenna_carabiniere_fa_sesso_in_caserma_e_si_segna_lo_straordinario_indagato-198034444/

    Questa volta il sesso, consensuale, è anche straordinario. Mica brustulli.

  15. PinoMamet says:

    Si parlava tempo fa di calzolai; ricevo e volentieri segnalo:

    https://www.youtube.com/watch?v=NiEhgEMUHTA

  16. OT

    Il Comune di Firenze ha concesso il patrocinio a una nostra iniziativa, e ci ha mandato:

    1) due file contenenti il Brand (!) del Comune che non si aprono, anche se sono di un formato normale

    2) il testo di un accordo di qualche anno fa tra un artista giapponese e il Comune, spacciato per “manuale del Comune sull’uso del Brand”.

    Per fortuna, hanno messo anche il link al vero manuale, che bisogna seguire con la massima attenzione quando si mette il Brand su qualche volantino.

    Il manuale, come potete vedere qui

    https://www.comune.fi.it/sites/www.comune.fi.it/files/2017-11/SIV%20Firenze_2014.pdf

    consta di 144 agili paginette, contenenti ” tutte le informazioni necessarie alla ricostruzione delle
    diverse carte intestate e biglietti: misure, formati di gabbia, dimensioni e tipologia dei
    caratteri, gerarchia delle intestazioni, livelli di personalizzazione delle diverse attività.”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non esiste regola scientifica per stabilire un
      giusto rapporto di proporzioni fra elementi
      grafici di forme diverse e non regolari.
      È necessario in questo caso affidarsi alla
      percezione visiva che l’avvicinamento dei due
      elementi restituisce.
      Ad esempio, per abbinare il marchio dei Musei
      con quello del Comune non va utilizzato
      l’ingombro massimo in altezza di quest’ultimo
      (il quadrato a campitura piena risulterebbe
      visivamente predominante), ma le soluzioni
      proposte.

    • PinoMamet says:

      Qualche anno, per una storia troppo complicata per essere riportata qua, devo affidare la promozione di un film a dei “promotori” di una regione italiana che comincia per V. e finisce per eneto.
      Io credo che sotto sotto ci fosse la volontà di mangiarsi la piccola quota dei piccolissimo contributo stanziato dalla Direzione Cinema del MiBAC, da parte di un coproduttore che già si era fottuto la restante parte.
      Ma transeat.

      Infatti questi promotori ci mandano una trentina di pagine in cui, con enorme spreco di fuffa e di pseudo inglese, cianciavano di cosa è la promozione, come si fa a farla e quanto sono bravi loro a farla:
      e secondo loro questa , cioè la trentina di pagine, sarebbe stata la promozione, per la quale ci mandarono fattura (20.000 euro).
      Regolarmente contestata.

      Lo scrivo così, come caso di studio per gli esperti legali del blog.
      Lo fanno, lo fanno.

      • PinoMamet says:

        Qualche anno addietro .

      • Z. says:

        Non ho mai capito se il case study è un caso di studio o uno studio di caso…

        (oppure lo studio di un case, tipo lo chassis del PC)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Conosco chi chiama chèis il casinò.

        • PinoMamet says:

          Boh?
          Credo esista in italiano caso di studio, anche in ambiti non strettamente giurisprudenziali.
          Dall’anno di Giurisprudenza ricordo un “libro dei casi”, che sarà rimasto da qualche parte in una libreria.
          Ne ricordo uno, che aveva a che fare col marchio del Parmacotto, e un altro che riguardava un testimone di quell’affare con Calvi e un ponte di Londra…

          • Z. says:

            E poi hai abbandonato gli studi iniziatici, fuggendo tra i babbani.

            Ti biasimo.

            (in realtà no, non ti biasimo, valà che hai fatto bene tu 🙂 )

        • PinoMamet says:

          La faccenda del marchio del Parmacotto è anche la mia grande ispirazione 😉 quando si parla di sedevacantisti: possono chiamare la loro Chiesa in vari modi, anche infilandoci dentro il nome “roma”, ma non possono farla passare per quella cattolica… il brand appartiene già al Papa 😉

          • Moi says:

            parallelismo interessante 😉 …

          • Peucezio says:

            Pino,
            sai che però sono sempre sorpreso di come non si capisca una cosa così elementare?
            Esiste una sola Chiesa, di cui fanno parte tutti i battezzati. Poi ci sono gli eretici, ma è un altro discorso.
            Fondare un istituto religioso non è un atto scismatico e quanto alla tesi di Cassiciacum è un’opinione teologica.
            Se io dicessi che Mattarella non è presidente della Repubblica Italiana potrei anche essere preso per pazzo al limite (poi bisogna vedere come lo argomento), ma non è che divento francese o spagnolo.

            • Z. says:

              Peucè, puoi argomentarlo come vuoi ma resta comunque una boutade 🙂

              • Peucezio says:

                Comunque sia… resta il fatto che se uno è cattolico è cattolico.
                Se poi uno decide di fare uno scisma è un altro conto.

              • Z. says:

                No, no, io parlavo di Mattarella: a prescindere da come lo argomenti, il Presidente della Repubblica Italiana è lui.

                Qualsiasi cosa tu pensi di lui, del suo modo di interpretare il suo ruolo, della stessa Repubblica Italiana…

                E direi che lo stesso vale per il Papa e per la Chiesa cattolica.

              • habsburgicus says:

                @Z
                il tuo ragionamento non farebbe una grinza…
                ma nel caso della Chiesa é, o può apparire, un po’ diverso
                credo sia difficile spiegartelo qui..e tedioso
                se mai un giorno avrò il piacere di conoscere anche te, sarà mio piacere spiegarti a boce ciò che intendo
                per ora fidati 😀 oppure dubita ! de omnibus dubitandum diceva Cartesio (1592-1650) non solo “cogito ergo sum”, ed é un principio che va applicato nella Storia
                diciamo che ha relazione con l’infallibilità
                il Papa é infallibile per i cattolici
                un Monarca no..magari crudele, magari inetto ma infallibile
                se si dimostra, o se si crede di mostrare, che due Papi hano detto l’opposto ci sono tre soluzioni
                a.far finta di nulla (come i più=
                b.dire che non c’é contraddizione (anche se evidente)
                c.constatare che uno dei due NON é Papa
                (vabbé tu e Roberto direste, d. “son tutte balle” :D….soluzione radicale :D)
                è però diverso, il problema esiste..se uno lo prende sul serio
                come fa Peucezio..e come non fa il 99, 999999999999999 % degli altri

              • habsburgicus says:

                @Z
                forse ho trovato il modo di spiegartelo già qui
                mi scuso con Peucezio e altri se userò un linguaggio non del tutto preciso, ma lo faccio volutamente, per rendere più chiare ‘ste cose oscure
                da parte dei sedevacantisti seri (quelli della IBMC..non considero i pittoreschi tipi americani e i conclavisti :D) in effetti non si nega che Frasncescio sia un Papa materiale, ovvero che sia l’unico candidato atto a ottenere il Papato, in altre parole che abbia avuto una nomination al Papato (e, a te, da laico, può bastare questo: dunque dal tuo punto di vista hai ragione, neppure loro negano che Francesco sia “Papa”..tra virgolette per quello che ti dirò dopo, o senza virgolette, Papa-designato)
                però, e lì entra la teologia, secondo loro è eretica dunque o non può addirittura dare il consenso all’elezione o, dandolo, offre un consenso viziato e nullo [sul Papa eretico, mille teorie !]..dunque è Papa materiale, Papa designato, ma non Papa effettivo…per essere Papa vero dovrebbe professare la fede cattolica come stabilita dai Concili sino al 1870 ..basterebbe che la professi e diventerebbe Papa, in qualunque momento, anche domani (e solo lui ha questo privilegio..se la professi tu, domani, diventi un sedevacantista :D, ma resti sempre l’avvocato Z.)..paradossalmente anche per i sedevacantisti Francesco è dunque un Papa potenziale..é eletto LEGALMENTE al Papato (seppur semplice laico in quanto i suoi ordini sarebbero invalidi..ma ci sonp precedenti medievali per l’elezione di laici) dunque per diventare Papa dovrebbe semplicemente professare la fede cattolica (come era sino al 1958 !) e farsi ordinare, prima prete e poi vescovi, secondo l’antica legge (ripeto, per molti ma non per tutti, è laico come te e me; il rito sarebbe invalido, dicono..come minimo è dubbio, e la prudenza vuole che non ci siano dubbi e si usi quindi l’antico rito episcoplae precedente al 1968, di sicuro valido e quello antico presbiterale)
                più chiaro ?
                però sì..al netto della speculazione teologica, neppure loro negano che l’omonimo del nostro stimato commentatore sia, se non Papa, almeno designato al Papato e l’unico a fregiarsi legalmente di tal titolo…

              • Z. says:

                habs,

                ora è più chiaro! Grazie per la tua spiegazione e per la tua pazienza 🙂

              • Peucezio says:

                Confermo pienamente l’ottima spiegazione di Habsb, chiara e precisa.

                Aggiungo (ma penso sia già chiaro dalla spiegazione di Habsb) che è un po’ il discorso che vale per gli altri sacramenti: se io mi confesso ma in realtà sto scientemente prendendo in giro il prete, magari sono addirittura ateo (benché battezzato), la mia assoluzione non è valida, non esiste, non per vizio di materia, ma di forma, cioè, diremmo oggi, non per vizio di forma ma di sostanza.
                Per il papato vale lo stesso: non è solo un’istituzione secolare, con un valore sociale e politico, ma anche sacramentale, pertinente all’ordine sovrannaturale, quindi se non c’è un’intima adesione dell’interessato, non vale.
                Ma resta il papato materiale, cioè la potenzialità: sel’eletto rimuove l’ostacolo interiore è papa a tutti gli effetti.

                Per inciso, ci sono i sedevacantisti stricto sensu che negano anche (secondo me sbagliando) che Francesco sia papa materiale, tanto che alcuni definiscono noi “sedeprivazionisti”, riservando il termine “sedevacantisti” per loro.

            • Francesco says:

              credo che tutti gli eretici considerino le proprie delle “opinioni teologiche” però sul tema vale quello che dice il Papa (o il Sant’Uffizio)

              consiglio a tutti la lettura del “contratto per il governo del cambiamento”: in ogni caso alla fine di ogni capitolo vi sentirete persone migliori di loro. e lo siete davvero!

              • Peucezio says:

                Allora:
                prendi Pio X e Bergoglio.
                Uno condannava il modernismo e un altro dice tutto e il contrario di tutto e soprattutto dice che chi dice il contrario di lui ha comunquer ragione. Come la mettiamo?
                Quindi Scalfari è cattolico e Pio X no?

              • Francesco says:

                anche io condanno il modernismo!

                ma non ricordo cosa sia …

                seriamente, ci sono esempi per babbani di contraddizioni tra Papi? o tra Concili?

          • Peucezio says:

            Inoltre,
            codesto “brand” era lo stesso che una volta era comune a cattolici d’Occidente e d’Oriente? E in base a cosa si può dire che se l’è tenuto l’Occidente e non l’Oriente, dopo il 1054? Ognuno dei due, specularmente, sostiene che è l’altro che ha deviato. Mica gli ortodossi ritengono di non essere katholikoi, cioè universali; né i cattolici di non essere ortodossi, ma eterodossi; sono etichette che diamo per praticità.
            L’unica differenza fra un cattolico stricto sensu e ogni altra confessione cristiana sta nel fatto che il cattolico ritiene che la Chiesa, cioè i successori degli apostoli, coincida con quella di Roma. E questo non lo nega nessun sedevacantista. D’altronde un sedevacantista è un signore che dice che la Chiesa Cattolica in questo momento non ha un capo: se non facesse della Chiesa Cattolica che glie ne importerebbe che questa non ha un capo? Così, tanto per farsi i fatti degli altri? Poi si può discutere se sia vero che non ha un capo, ma questo è un altro discorso.

          • PinoMamet says:

            Peucè, se tu dici che Mattarella non è presidente della Repubblica Italiana dei un matto Bo un ignorante, ma la Repubblica Italiana esiste comunque.
            La sua storia ci interessa il giusto, in questa sede.

            Se tu invece dici che la “vera” Repubblica Italiana è quella fondata da te, perché l’ultima riforma della Costituzione non ti è piaciuta, oltre che invece del reparto neurologia c’è il rischio che ti ritrovi in casa anche i carabinieri;
            E questa è una cosa elementare….

            • Peucezio says:

              Ma perché credi che Don Ricossa pensi che l’Istituto Mater Boni Consilii sia la Chiesa?
              Il problema è che non avete idea dell’argomento e ne parlate. Liberissimi, ma infatti poi si dicono cose alla cazzo.

            • PinoMamet says:

              Mah, a me non pare che esista una sola posizione sedevacantista; comunque quella di cui mi parlate tu e Habs (tradotta: la dottrina della Chiesa va seguita fin quando pare a me, poi diventa eretica; il Papa è Papa ma contemporaneamente non lo è; il cattolico deve obbedienza alla Chiesa ma anche no) mi pare di una tale contorsione da farmi preferire i puri e semplici eretici e antipapi 😉

              • Peucezio says:

                Vabbè, dai, stai pasticciando un bel po’ 🙂

                Qui si parlava di chiese e scismi: don Ricossa non ha fondato nessuna chiesa e crede nell’unica Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Poi puoi dirmi che non condividi l’idea per cui Francesco non è papa, ma non puoi sostenere che don Ricossa ritenga il suo Istituto la vera Chiesa Cattolica, perché non si è mai sognato di pensare o dire una cosa simile.

    • Roberto says:

      Vabbè miguel ma le 144 pagine sono quasi tutte esempi o immagini (anche storiche!)
      Dai che è un documento più che interessante!

      Ps quelli che sbagliano a mandare i documenti sono terrorizzati da un’azione legale o semplici cazzari?

      • per roberto

        “Dai che è un documento più che interessante!”

        Concordo, anzi direi affascinante… il problema è quando riesci a trovare un artista che ti fa il volantino a gratis e hai davanti 24 ore per farlo, poi lo devi sottoporre all’Ufficio Design, e magari te lo bocciano, e l’artista non ti risponde al telefono 🙂

        • roberto says:

          una cosa che non c’entra nulla con la questione

          ho lavorato per 5 anni con un capo che era esattamente come te: tutto è impossibile, non ce la faremo mai, non c’è tempo, andrà tutto a scatafascio, ed io ho passato 5 anni a dire “ma no, guarda, è facile (su questioni intricatissime), c’è tempo in abbondanza (scrivendo una mail alle 3 del mattino), abbiamo fatto la scelta giusta (vomitando per lo stress)”…..alla fine, nei discorsi d’addio, mi ha pubblicamente ringraziato dicendo suppergiù “senza le rassicurazioni di robeluxe la mia vita sarebbe stata molto difficile”

          tutto questo per dire, che vorrei dirti “verdrai che che ce la farete” ma il Rassicuratpore Professionista, per essere veramente efficace, dovrebbe vivere laggiù e conoscere i vostri problemi
          😉

          • Per roberto

            “ho lavorato per 5 anni con un capo che era esattamente come te: tutto è impossibile, non ce la faremo mai, ”

            🙂

            Ma non sono io che lo dico, sono i nostri capi, cioè il Comune.

            Nonostante tutto, sono cinque anni che reggiamo, perché siamo ottimisti!

            Poi non sai in che momento ti si può spalancare davanti l’abisso, ma pazienza.

            • Francesco says:

              <<< non sai in che momento ti si può spalancare davanti l’abisso

              non è quella roba che si chiama "vita" che è definita così?

  17. Moi says:

    @ MIGUEL

    SE ti stai chiedendo la differenza tra “brand” e “logo” del Comune

    http://www.puglianext.it/training/immagine-aziendale-differenza-tra-logo-e-brand/

    con l’immagine originalissima 😉 della parte emersa dell àisbergh 😉 !

    in ogni caso, una Renzata ! 😉

  18. OT
    una riflessione che non è una critica a nessuno.

    La sinistra a Firenze si prepara ad affrontare la campagna elettorale.

    Afferma che vuole “Praticare un nuovo umanesimo che contrasti le politiche razziste e xenofobe che avanzano nella società e nelle istituzioni, che smilitarizzi le relazioni umane”

    http://www.tommasograssi.it/?wysija-page=1&controller=email&action=view&email_id=814&wysijap=subscriptions&user_id=342

    seguono 56 nomi, di cui 55 italiani (diciamo pure toscani) e uno senegalese.

    Se noi avessimo 56 nomi, avremmo probabilmente 20 nomi “stranieri” almeno. Senza che parliamo mai di “razzismo” o di “xenofobia”.

    Credo che ci sarebbe da riflettere sul fatto che la “politica” risulta quasi incomprensibile a chi non è italiano da generazioni. Mentre “fare qualcosa” è immediatamente comprensibile.

    • Z. says:

      “Fare qualcosa” mi ricorda un po’ il “bisogna fare” di Renzi, se devo dirla tutta 🙂

      • Per Z

        ““Fare qualcosa” mi ricorda un po’ il “bisogna fare” di Renzi, se devo dirla tutta 🙂”

        🙂

        Solo ciò che si fa dipende da ciò che nasce dentro le singole persone.

    • Peucezio says:

      Le relazioni umane sono militarizzate?
      In effetti, ogni volta che vado a Firenze, saluto le persone mettendomi sull’attenti e facendo il saluto militare. 😀

  19. Moi says:

    Firenze non è una merce.

    [cit.]

    ———————-

    Però il Comune è “brandato” … 😉

    • Roberto says:

      Il riferimento alla kyenge e ai bonghi serve a qualcosa oltre che a dare una spiacevole spruzzata di razzismo?

      • Moi says:

        Razzismo ?! Sospendo il giudizio: SE per Bonghi intende i tamburi Afro Black a due mani aperte … tutt’al più sarà Cultural Appropriation !

      • Roberto says:

        Ok allora a cosa serve il riferimento a kyenge e bonghi?

        • Moi says:

          @ ROBERTO

          Bon, senza starci a girar troppo attorno:

          Un Blogger smaccatamente (!) FiloPalestinese può avere uno e un solo motivo per “retrocedere” 😉 la infondo nostrana 😉 Cécile Kyenge da “Donna di Colore” a “Negra” … fin troppo facile:

          la ritiene FiloIsraeliana, a ragione o a torto !

          • Moi says:

            Per quanto il Bloggher di cui sopra mi sia poco simpa 😉 e potrei cogliere la ghiotta occasione per dargli del “razzista” … in fondo, NO !

            Lo metto sullo stesso piano di un Norreno che associ l’ idea di un’ Italiana al Coro di Mandolini (si sa che all’ Estero siam considerati tutti Napoletani 😉 !) per fini polemici.

            Insomma: almeno un passo di distanza prima di arrivare al “Razzismo” direi che c’è.

            Ribadisco : i FiloPalestinesi amano ammantarsi di un alone quasi mistico 😉 di Essere di Sx … quindi, una “Donna di Colore” che diventi ai loro occhi una “Negra” deve proprio farla grossa ! … Vale a dire mostrarsi FiloIsraeliana.

          • Roberto says:

            A ragione o a torto….sicuramente per colpa mia ma non mi ricordo una sola parola della kyenge su Israele

  20. Moi says:

    Con un video postato su Facebook, Matteo Salvini alla guida di una ruspa scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=NzygmojqQps

    “Buon Primo Maggio, Amici. Prendo lezioni di RUSPA! Faccio bene???”

    • Per Val

      “padaniaclassics”

      Molto interessante:

      “l’unità vera non è nel dna celtico. A unire la Terra Promessa è il cumulo di lacerti disseminati sulla via dello sviluppo patologico. Superato il capannone, tra l’area commerciale artigianale e la lottizazione residenziale, oltre alla rotonda che porta al cantiere girando a destra e poi ancora giù verso il parcheggio del mangia fino a scoppiare: sollevato lo sguardo dal banco di lavoro, all’uomo padano serviva un sogno e, com’è sempre stato nella sua natura pragmatica, se l’è fabbricato chiamandolo Padania.”

      Descrive la Padania esattamente come la racconto io: non parlo della qualità, l’autore è bravissimo e molto più informato di me, ma parlo di ciò che nota. E il motivo per cui, pur piacendomi tanti centri storici e resti di villaggi padani, ogni volta che attraverso gli Appennini, sto fisicamente male.

      La Padania esiste, e fa orrore; e Padaniaclassics ne disegna un quadro molto preciso.

      Però, come spesso succede nel mondo “antagonista”, il curatore accompagna una minuziosa e condivisibile critica, a qualche fugace “evento” contro ciò che critica: qui potete vederlo in varie versioni mentre lancia fumogeni di qua e di là http://www.filippominelli.com/ .

      Sono anche bellini, i fumogeni.

      Marx diceva “I filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi; ma il punto ora è di cambiarlo.”

      I postmodernisti al contrario interpretano il mondo solo per scoprire che fa schifo, ma senza nemmeno la coerenza di darsi quindi all’ascetismo: si limitano a “protestare”.

      • Francesco says:

        da quel che vedo, a me quella Padania piace molto: dici che c’è ancora speranza?

        passerà la nottata “italiana” del Salvini e si tornerà a lottare per la Padania libera?

        in Spagna la Catalogna ha fatto un altro passetto in avanti …

        ciao

        • Francesco says:

          PS la Padania è così bella e viva che il sito critico è morto per consunzione … sospetto che l’Expo del 2015 sia stata il colpo di grazia!

          😀

          • Val says:

            Mentre tutto sommato trovo che Milano sia una città vivibile e (considerando che non ha né un fiume né un lago né un mare a darla respiro) urbanisticamente “umana”, anche nelle periferie, la Padania mi sembra molto più sotto scacco. I capannoni hanno invaso la pianura in modo del tutto disordinato e disorganico, senza rispetto per il paesaggio, senza pianificazione, quindi con consumo di suolo eccessivo e innecesario, a cui si aggiunge una viabilità altrettanto invasiva e inefficiente. Arrivo da un paio di giorni a cavallo delle provincie di Cremona e Mantova, una campagna commovente per silenzio, spazi aperti, campanili all’orizzonte. Tanti campi fioriti e tanta, tanta acqua: canali, rogge, fossi, navigli, torrenti, fiumi: bellissimo. Ma basta poco per finire in aree industriali tirate su a cazzo di cane, enormi capannoni dismessi, cementificazioni inutili, svincoli abnormi. E la poesia svanisce. E dire che pure l’industria ha una sua poesia, ma non l’ammasso di capannoni classicopadani. Così la vedo io…

      • PinoMamet says:

        Andando in macchina da, poniamo, Piacenza a Reggio, vedi quelle cose lì (meno bruttine di solito).

        Per fortuna basta spostarsi cinque minuti e trovi una collina persino più bella di quella toscana.

        Ma i toscani non lo sanno e volano lo stesso 😉

        • Francesco says:

          credo che in tutta la Padania non ci siano posti a più di 20 km dalle colline o dalle montagne o dal mare, alla peggio dal Grande Fiume

          ma mica lo diciamo ai forestieri

        • Per PinoMamet

          “Ma i toscani non lo sanno e volano lo stesso 😉”

          In realtà, io penso soprattutto all’area attorno a Milano da una parte, al Veneto dall’altra.

          Poi condivido, è chiaro che la collina svolge un’importante funzione di sconvolgimento di progetti geometrici: non credo che sia il DNA etrusco a far sì che la Toscana sia “più bella” della provincia di Padova. E infatti, basta un bel pezzo piatto di Toscana, tipo a San Donnino, e si diventa brutti uguale.

          • Francesco says:

            Scusate ma l’area intorno a Milano cosa è per voi? per me sono “città d’arte e storia” come Monza e Pavia e abbazie, pievi e monasteri dalle altre parti. E canali.

            Più il progresso, senza il quale Milano sarebbe Bari senza il mare.

            Ciao

            • Francesco says:

              il mio sogno “personale” è diventare ricchissimo e cattivissimo e vivere in una delle vecchissime cascine simil-castelli, con una fedelissima tribù Sikh che faccia da mezzadri e security

              mentre io vivo nella parte padronale e non faccio un tubazzo di niente

              🙂

            • PinoMamet says:

              La mezzadria per fortuna non esiste più, non ti conviene fargli un normalissimo contratto d’affitto?
              😉

              L’agricoltura americana non ho idea, ma quella “padana” credo continui a esistere proprio grazie ai Sikh e in generale ai punjabi…
              ottime persone, a quanto vedo.

              • Francesco says:

                no, a me servono ferocissimi guerrieri, altro che brave persone

                contratto d’affitto? io pensavo a qualcosa di più simile alla schiavitù perpetua, loro e i loro discendenti

                (non hai letto la parte sul cattivissimo?)

              • PinoMamet says:

                Ferocisissimi guerrieri e brave persone sono tutt’uno, nel mia scala di lavori.

                La schiavitù perpetua non è la mezzadria, e non è nemmeno una condizione che faresti accettare volentieri a un ferocisissimo guerriero…
                sikh o piacentino 😉

                provare per credere.

                Poi oh, la pelle è la tua 😉

                PS
                “Se volete le armi venite a penderle” (molon labe, laconicamente) non lo diceva solo Leonida ai Persiani, lo diceva anche mio trisavolo ai carabinieri…

              • Francesco says:

                in effetti il piano è prima farmi riconoscere dai Sikh come una divinità o almeno un santone

                sarebbe una schiavitù per metà volontaria e per metà religiosa

                🙂

                PS è anche il motto della NRA

            • PinoMamet says:

              Paesaggistico

              credo che le differenze fondamentali tra le campagne toscane e quelle emiliane siano:

              -in Emilia gli ulivi, che crescevano tranquillamente, sono stati estirpati credo con l’unità d’Italia (quando è diventato conveniente comprare olio da altre parti);
              corollario: le storie “qua gli olivi non crescono” e “la cucina di qua usa solo grassi animali” sono vere e proprie fandonie, fatte imparare a pappagallo;

              -le colline emiliane sono molto più “antropizzate”, perché le proprietà erano più piccole ed è esistito dal Medioevo (forse prima) un ceto medio agricolo di piccoli proprietari/coltivatori diretti
              (gentry/yeomen) forse più corposo. Penso che se ne potrebbero trarre conseguenze sociologiche ma evito.

              Quindi trovi la bella collina con il grano e il cipresso, ma l’ulivo no, e la collina non è vuota, ma sopra c’è sempre un casolare… o due… o tre…

              non ci sono le grandi “leopolde”, in compenso ci sono molte più (abbastanza recenti) “case coloniche” pensate per offrire una sistemazione pratica ed economica per gli ex mezzadri (a loro volta spesso ex piccoli proprietari rovinati da guerra o altro) e nuovi affittuari/piccoli proprietari.

            • Peucezio says:

              Francesco,
              che strana idea hai di Bari.
              In realtà è una città illuminista (nel disegno urbanistico) e anni ’60 (nelle architetture), innestatasi su una penisoletta medievale (anzi, almeno neolotica) e sulla quale si è innestato un caotico conglomerato secondo-novecentesco.
              In pratica, se non ci fosse il fazzolettino di Bari Vecchia, sarebbe una città coloniale sudamericana disegnata a tavolino con la riga e la squadra.

      • Val says:

        Sì sì, l’ho notato anch’io il fumogeno postmoderno, e sono d’accordo con te. Però lo sguardo sugli obbrobri urbanistici padani è per certi versi uno sguardo da antropologo, e ne coglie molti aspetti interessanti.

  21. roberto says:

    prima che la destra inzia a dire che con loro il numero di migranti è calato

    http://www.interno.gov.it/sites/default/files/cruscotto_giornaliero_01-06-2018.pdf

    • Francesco says:

      secondo te come farà Salvini a giustificare il totale fallimento delle sue promesse? che ci sarà è certo, come cercherà di uscirne non lo so

      ciao

      • roberto says:

        sparando palle a più non posso, con la complicità della stampa (che non capisce nulla) e dell’opposizione (che pensa solo a litigare).

        • Francesco says:

          sì ma lui si impegnato a far sparire i negri … che fa, li dipinge di rosa?

          anche a chiuderli da qualche parte, quelli scappano!

          so’ cattivi dentro oltre che neri fuori

          🙂

          • roberto says:

            per esempio se per il mese di giugno il calo degli arrivi si confermerà (calo che, ricordo, è frutto dell’accordo con la libia con il quale gentiloni ha delegato alle motovedette libiche il compito di affondare i barconi e alle autorità libiche il lavoro di costruire lager nel deserto), immagino che andrà in giro a pavoneggiarsi del detto calo, senza aver alzato un dito prima e senza che nessuno farà vedere la tabella che ho postato prima

            • Francesco says:

              e a luglio? a agosto? a settembre?

              ha promesso un’Italia libera dai negri, ai suoi elettori anche vedere Balotelli fa venire l’orticaria, non parliamo dei baristi cinesi, dei kebabbari arabi, dei pizzaioli egiziani … per quanto tempo potrà tergiversare?

            • Z. says:

              Si fa prima a dire cosa non abbia promesso, questo governo.

              Daranno la colpa, secondo me, a:

              -Leuropa (var.: Questeuropa);
              -Renzi;
              -Poteriforti;
              -Berlusconi

              in quest’ordine.

              Nel frattempo, forse qualche GiornalistaLibero ci spiegherà perché uno sconto sulla sanzione è vergognoso un colpo di spugna mentre un’amnistia fiscale al 6% – di tutto, incluso il tributo! – non è poi così male…

              Nel frattempo godiamoci le contorsioni degli apologeti 🙂

              • Peucezio says:

                Devo dire però che quelle degli sconfitti sono molto più sollazzevoli.
                Ma mica perché hanno perso (noi siamo magnanimi e non godiamo delle disgrazie altrui 😀 ), ma per come l’hanno presa. 🙂

              • Z. says:

                In effetti dovrebbero avere pazienza e sorridere.

                Ma a contorcersi in modo davvero vistoso non sono né gli sconfitti né i vincitori: entrambi ostentano certezze, e vedremo chi ha ragione.

                A contorcersi sono i giornalisti apologeti dei vincitori: su tutti, imbattuto e imbattibile, il mio amico Marco 🙂

              • Peucezio says:

                Beh, insomma…
                Non è che quelli dell’altra parte siano più calmi.

                Travaglio poi caldeggiava un’alleanza M5S-Pd (come me d’altronde, ma per ragioni diametralmente opposte) e dava per impossibile quella M5S-Lega, che ora sembra difendere. Contento lui…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Però, secondo me, dobbiamo metterci d’accordo: Salvini è cattivo perché non vuole i negri o perché non tiene lontani i negri in maniera efficace, a differenza di Gentiloni?

  22. habsburgicus says:

    OT erudito (ogni tanto ci vuole)
    @Mirkhond

    ho trovato in una fonte serba, Miroslav Svirčević (ma in inglese) la statistica dettagliata del sangiaccato di Niš a fine 1877 e te (ve) la condivido
    la cosiddetta Jugoistočna Srbija=Serbia sudorientale venne infatti annessa solo nel 1878 (e non era quindi compresa nel vecchio Principato autonomo di Serbia con cui peraltro l’unificazione riuscì bene tanto che già in I GM non vi erano più differenze o quasi)
    una parte, piccola, del sangiaccati, benché occupata militarmente dai Serbi fu data a Berlino (13/7/1878) alla Bulgaria che peraltro, in pura teoria, a San Stefano (3(3/1878) ebbe di più (anche Pirot e Vranje) e i cui iper-nazionalisti sognavano financo la “bulgara” Niš

    il Mutasarrıflık [sangiaccato] di Niš aveva 150.413 abitanti maschi [a fine 1877]:
    110.386 cristiani (73, 4 %)
    40.027 musulmani (26, 6 %) turchi, albanesi e un numero più piccolo di Circassi, Cumani e Tatari
    i cristiani vivevano prevalentemente in villaggi, i musulmani nelle città;
    Niš, Pirot, Leskovac e Vranje erano città miste etnico-religiose (secondo Stajko Trifonov possedevano carattere nazionale bulgaro)
    i 7 kaza erano questi (2 a maggioranza islamica !)
    1.kaza di Niš 77, 7 % cristiani e 22, 3 % musulmani
    2. kaza di Leskovac 66, 6 % cristiani e 33, 4 % musulmani
    3. kaza di Vranje 70, 6 % cristiani e 29, 4 % musulmani
    4. kaza di Pirot 83, 6 % cristiani e 16, 4 % musulmani
    *5. kaza di Prokuplje 42, 6 % cristiani e 57, 4 % musulmani
    *6. kaza di Kuršumlija 11, 3 % cristiani e 88, 7 % musulmani
    7. kaza di Trn=Trăn (BG) 97, 9 % cristiani e 2, 1 % musulmani
    gli albanofoni dominanti nelle città, eccetto a Niš e Pirot ove gli abitanti parlavano egualmente albanese e turco; i maschi albanesi parlavano esclusivamente albanese in Prokuplje e Kuršumlija;
    nella città di Trn=Trăn (BG) gli albanesi formavano il 2 % dei maschi

    noterai, caro Mirkhond, che nel kaza di Kuršumlija, quasi integralmente islamico, oggi non vi é più un solo musulmano o comunque pochissimi !
    ciò può essere spiegato dalle migrazioni che l’autore serbo descrive asetticamente ma che possiamo supporre essere state cruente..come le invasioni islamiche di secoli prima, del resto
    ciò si collega all’albanizzazione del Kosovo perché molti fuggirono lì (il Kosovo restò ottomano sino al 1912; una piccola parte occupato in 1878, ed evacuato alla pace)

    infatti tutto cambiò, radicalmente, durante la guerra serbo-turca e soprattutto dopo Berlino
    durante la guerra serbo-turca, molti serbi giunsero nelle aree sotto temporanea amministrazione civile e militare serba dalle zone ottomane, addirittura una famiglia da nahiya di Bitola in autunno 1878: il governo serbo organizzò uno speciale dipartimento per accogliere e sistemare i rifugiati dall’Impero ottomano
    contemporaneamente, 30.000 musulmani fuggirono verso Priština (KOS), Mitrovica (KOS), Vučitrn (KOS), Djakovica (KOS), Drenica (KOS) e Prizren (KOS)
    la maggior parte di questi erano albanesi da Toplica, Kosanica, Gornja Jablanica, Donja Jablanica, Masurica Gornja e dalle città di Niš, Prokuplje, Kuršumlija, Leskovac e Vranje; questi albanesi affiancarono gli ottomani come irregolari durante la guerra serbo-turca (başıbozuk)

    dopo Berlino, la popolazione serba lasciò le aree di Trn=Trăn, Znepolje, Vidin e Kustendil=Kjustendil, assegnate alla Bulgaria: alcuni andarono in Serbia centrale (Šumadija, valle della Resava e regione del Danubio), altri si stabilirono vicino alla frontiera [di Berlino] SRB/BG
    vi furono però anche emigrazioni dalle aree di frontiera verso la Bulgaria, in piccolo numero

    in pratica la carta etnica del 1877 (probabilmente simile a quella, chessò, del 1699) e la cara etnica di oggi (ma già del 1945) c’è un abisso !

    • paniscus says:

      “ho trovato in una fonte serba, Miroslav Svirčević (ma in inglese) la statistica dettagliata del sangiaccato di Niš ”

      MIAO!

  23. habsburgicus says:

    P.S
    i territori annessi formarono le cosiddette “Nuove Aree” (Novi Krajovi) che il 17/12/1878 furono suddivise nelle 4 contee di Niš, Vranje, Pirot e Toplica
    questa é la Serbia sud-orientale dove si parla un simil-bulgaro o, volendo, un serbo che balcanicamente non usa mai l’infinito (a differenza dei croati)
    il 27/11/1919, a Neuilly, ebbero anche (nell’area) Bosiljgrad (in bulgaro Bosilegrad) e Caribrod (marxisticamente denominato Dimitrovgrad dal nome del boia rosso bulgaro, mossa voluta nel 1951 da Tito per scompaginare i piani dei comunisti bulgari che in quegli anni non amavano tantissimo Dimitrov che aveva perso il favore di Stalin prima di,opportunamente, morire nel 1949..il nome é poi restato 😀 anche se il PC bulgaro, a Stalin morto, fece di Dimitrov la sua divinità :D), entranbe città occupate dai serbi in 1877-1878
    a Neuilly la BG cedette altri due territori, uno minuscolo a nord (bulgaro ab origine che io sappia) e uno più grande a sud (Strumica, turco sino al 1912)
    traduco con contea, seguendo fra gli altri io serbo ciato prima, la parola “okrug”

  24. mirkhond says:

    Grazie e interessante come sempre.
    Noel Malcolm nel suo libro sul Kosovo dice che gli Albanesi di Niš e Vranje, vennero cacciati dai Serbi nell’inverno 1877-1878 con marce della morte sotto la neve, con modalita che, su scala maggiore, gli Ottomani avrebbero utilizzato con gli Armeni durante e subito dopo la I guerra mondiale, nel 1915-1922.

  25. mirkhond says:

    “ciò si collega all’albanizzazione del Kosovo perché molti fuggirono lì”

    Stando a Malcolm, il Kosovo era un paese a maggioranza albanese già nel XVIII-XIX secolo, dunque prima delle fughe del 1878 e degli anni successivi.
    Che comunque hanno rafforzato ulteriormente una componente musulmana albanese già maggioritaria.

    • habsburgicus says:

      hanno rafforzato ulteriormente una componente musulmana albanese già maggioritaria.

      si, intendevo dir quello…mi sono espresso male
      se vogliamo dare una data simbolo per il raggiungimento della maggioranza albanese nel Kosovo, sceglierei il 1699 (Carlowitz)
      pre-1699, maggioranza serba
      post-1699, maggioranza albanese
      e non dovrei sbagliare di molto

  26. mirkhond says:

    “Cumani”

    Ma a quella data (1878) non erano stati tutti assimilati alle popolazioni danubiano-balcaniche, tra cui si erano insediati?

    • habsburgicus says:

      ha stupito anche me…
      delle due l’una
      1.é un errore dello studioso serbo (capita !)
      2.magari i turchi chiamavano qoman o nome simile alcune tribù balcaniche, più o meno anacronisticamente

  27. Moi says:

    Fatto sta che né Tito né Hoxha, con i loro Ateismi di Stato del Socialismo Reale, riuscirono a rimuovere le coscienze religiose dai Popoli … come vi è invece pienamente riuscito l’Occidente Capitalista-Consumista, mediante la Secolarizzazione !

    • habsburgicus says:

      @Moi
      verissimo !
      ecco perché io talora amo dire che il vero marxismo lo abbiamo realizzato qui 😀
      e solo in questo senso, quelli di sx odierna non sono “traditori” del marxismo, ma i VERI MARXISTI
      paradosso per paradosso, i “traditori” erano quelli di una volta che a forza di parlarne pensavano agli operai, per quanto Marx e gli altri usassero i proletari [secondo una corrente, eh ! ] solo come strumento per ben altri fini
      quelli ricordati da te, Moi

      • Z. says:

        Habs,

        lo vedi che mi rendi la vita difficile? Non sarà facile convincere il Tribunale del Popolo a risparmiarti, dopo la Rivoluzione.

        Ci proverò, a commutarti la pena in ergastolo. Ma non ti prometto niente.

        🙂

    • Francesco says:

      la Francia iniziò prima del consumismo

      in Spagna l’ateismo è frutto di un processo politico voluto anche più che del capitalismo

      secondo me stai facendo il gioco dei catto-reazionari, che sono più reazionari anti-occidentali che cattolici

      • PinoMamet says:

        La Francia ha una tradizione laicista che parte dalla Rivoluzione Francese, anzi, dall’Illuminismo;
        la Spagna ha avuto la Repubblica e la Guerra Civile.

        L’Italia, il Concordato. Modi molto diversi di affrontare la questione.

        No, Francè, mi sa proprio che hanno ragione Mirkhond, Habs, Messori… e l’evidenza dei fatti 😉 cioè, in Italia il “sentire cattolico” è stato sconfitto dalle ballerine in TV, dall’Uomo in ammollo (che tra l’altro, mi dicono, era un jazzista di una certa fama, cioè, l’attore che lo interpretava nel vecchissimo spot) e dai tuoi amatissimi film americani, soprattutto.

        Non da Berlinguer-ti-voglio-bene o dalle ingenue bestemmie contadine, in fondo (come sapevano benissimo anche i preti) segno di fede, come in fondo di matrice evangelica era gran parte del “comunismo” italiano, non dei vertici ma della base certamente.

        • Francesco says:

          io parlavo di Europa in generale, non di Italia, dove il cattolicesimo si è palesemente suicidato negli anni ’60, dopo aver salvato l’Italia dal 1948 in poi

          e temo di dover mettere il CV2 tra i colpevoli, avendo scelto non di parlare al mondo ma di cedere al mondo

          • Francesco says:

            mi chiedevo la storia della scristianizzazione del Nord Europa, oggi così profonda e assoluta

          • habsburgicus says:

            e temo di dover mettere il CV2 tra i colpevoli, avendo scelto non di parlare al mondo ma di cedere al mondo

            parole da incorniciare

            P.S
            diciamolo, ammettiamolo, tanto non possiamo cambiare nulla, il passato non torna
            il CV2 é stato al meglio non necessario (sene poteva fare a meno)
            al peggio il maggior disastro (auto)inflitto della Chiesa

          • PinoMamet says:

            Sapete che sul CV2 la penso all’opposto:

            prima la Chiesa voltava sdegnosamente le spalle al mondo, che la ignorava sempre di più;

            col CV2 ha iniziato a parlare al mondo, salvando il salvabile.

            L’alternativa l’avete sotto gli occhi: i gruppuscoli degli affezionati del vecchio rito, quattro gatti non troppo diversi da qualunque cosplayer…

            • Per PinoMamet

              “prima la Chiesa voltava sdegnosamente le spalle al mondo, che la ignorava sempre di più;”

              Non sono né cattolico, né cristiano, ma se lo fossi, questo discorso non mi convincerebbe proprio.

              La salvezza dal castigo eterno passa per la cruna dell’ago, perché Dio l’ha fatta così.

              Se poi quasi nessuno ci passa, beh, il problema non è certo di chi ha il solo compito di ricordare ai mortali le dimensioni specifiche della cruna dell’ago, a cui loro si devono adattare.

              Chi pensa che sia invece importante la popolarità della Chiesa, semplicemente non è cattolico; casomai è un “istituzionalista”.

            • PinoMamet says:

              Questo a me sembra un discorso luterano, se non calvinista, più che cattolico.

              La Chiesa cattolica ha perfezionato e dichiarato la sua posizione in merito, mi sa, perlomeno dai tempi di Ignazio di Loyola e poi del Concilio di Trento:

              la sua missione, la sua “mission” 😉 (se non nel senso aziendalista, perlomeno in quello del bel film sui Gesuiti e gli indios) è proprio quella di parlare col mondo.

              In effetti la Chiesa cattolica “tradizionale” è proprio quella che parla con Scalfari- con l’intento, e la convinzione, di salvarlo, naturalmente, ma non con preclusioni bigotte e fanatiche.

              L’altra Chiesa, quella dei fumi di incensi, nel caso migliore è folklore, cioé si finge di rivivere un periodo storico indossandone i costumi, come nel Palio di Siena.

              • Peucezio says:

                Pino,
                però, scusa, ma perché una cosa abbia successo, oltre al successo ci vuole la cosa.
                Se stravolgi la cosa e la rinneghi, il successo è di un altro.

              • Peucezio says:

                A parte che storicamente il Concilio ha coinciso con lo svuotamento delle chiese.
                Un po’ di ripresa c’è stata ai tempi di Wojtyla, poi ora sta ricrollando. Insomma, dire che la Chiesa è in salute mi sembra un po’ lontano dalla realtà: semmai si sta estinguendo con ancora degli sprazzi di vitalità (che non vengono certo solo dall’ambiente progressista; in Francia le messe tridentine sono un fottio e sono piene di giovani; non è un fenomeno residuale, è minoritario perché la gente è tendenzialmente passiva e ubbidiente: gli hanno ammannito le schitarrate e il resto delle porcherie e si è adeguata).

              • Francesco says:

                >>> In effetti la Chiesa cattolica “tradizionale” è proprio quella che parla con Scalfari- con l’intento, e la convinzione, di salvarlo, naturalmente,

                Frase da incorniciare, perchè descrive esattamente quello che la Chiesa ha smesso di fare: incontrare il mondo per convertirlo a Dio. Che è molto diverso da incontrare il mondo per farsi applaudire (o per fargli piacere l’incenso e il latino).

                Ciao

              • PinoMamet says:

                “A parte che storicamente il Concilio ha coinciso con lo svuotamento delle chiese.”

                Siamo sempre lì, l’uovo e la gallina.
                Di certi fenomeni è semplicemente impossibile dire cosa è avvenuto prima o a causa di cosa.

                Le chiese si svuotavano, la società cambiava, la Chiesa in una maniera o nell’altra doveva prendere atto del cambiamento.

                La mossa dell’arrocco, secondo me, è molto miope, anche negli scacchi, ma chissà…

              • Peucezio says:

                Appunto, non abbiamo la riprova comunque perché la storia non si fa coi sé.
                Però diciamo quantomeno che se il Concilio voleva arginare la disaffezione, non c’è riuscito granché.
                Allora tanto valeva tenersi un cattolicesimo vero.

                E comunque, ribadisco, se attraggo la gente smettendo di essere me e diventando lei, il convertito sono io, non la gente.

              • Peucezio says:

                coi se

            • Francesco says:

              Pino, io credo sia il contrario. PRIMA la Chiesa parlava al mondo1 (inteso come l’insieme delle persone che vivono) di Dio; poi ha iniziato a pensare come il mondo2 (nell’altro senso, quello dell’opposizione a Dio) credendo invece di farsi capire meglio dal mondo1.

              Prima (non nel Medioevo, dal dilagare dell’Illuminismo in poi) forniva una “alternativa cristiana”, adesso è una irrilevante “variazione mondana”: puoi essere vegano, culattone, nerd, cattolico, sei sempre uno dei tanti.

              Ciao

              • Francesco says:

                Ah, su una cosa concordo con te: i fissati della “vecchia forma” sono cosplayer, non più scandalosi per il mondo di chi si veste come Sailor Moon.

                Mentre la Chiesa viva si riconosce perchè è pietra d’inciampo.

                Per Z: è diventato il Dio dei cristiani, non il capo del cattolici. Studia! 😀

              • Z. says:

                Beh Francesco…

                il papa è il capo dei cattolici, in effetti, ma è il Suo vicario.

                Quindi Egli è il capo propriamente detto!

                🙂

          • Z. says:

            Mi sa che ha ragione il nostro rabbi, che come spesso accade dimostra saggezza.

            Del resto, c’era un rabbi così saggio che è diventato il capo dei cattolici!

        • Peucezio says:

          Pino,
          concordo.

  28. mirkhond says:

    Infatti, persino Messori ha ammesso che la scristianizzazione dell’Italia (e dell’Occidente) è stata dovuta al consumismo piuttosto che al comunismo.

    • Moi says:

      Mai capito se UAARini & Simpatizzanti facciano finta di non saperlo o se invece son proprio “tòcchi” 😉 … direi per i Vertici la prima, per la Base la seconda ! 😉

  29. Moi says:

    Ha dichiarato Travaglio che ‘sto Governo è il primo senza (!) Inquisiti dal 1994 !

    • Moi says:

      … è anche stato “memato”, perciò almeno in Internet è Verità Ufficiale 😉 !

      • Z. says:

        E Di Maio l’ha diligentemente ripetuto. In effetti, se governasse direttamente Travaglio forse sarebbe meglio 😀

        (in realtà a me risulta almeno un ministro inquisito e uno già condannato, ma vabbè, che ci vuoi fare…)

        • Francesco says:

          Z, ormai è assodato che tra verità e bugia l’unica differenza è la fonte

          se lo dico io è vero, se lo dici è falso.

          il resto è noia

          😉

  30. Moi says:

    Migranti, naufragio al largo della Tunisia: “Forse più di cento i morti”

    https://www.lifegate.it/persone/news/migranti-naufragio-tunisia-morti

    MA

    https://www.lifegate.it/persone/news/piloti-aereo-migranti

    Due aviatori francesi hanno investito tutti i loro risparmi per comprare un aereo. Pattuglieranno il Mediterraneo per salvare i migranti alla deriva.

  31. Moi says:

    Lorenzo Fontana sguàina ufficialmente la Spada di Chesterton

    http://www.iltempo.it/politica/2018/06/04/news/governo-gay-lorenzo-fontana-ministro-famiglia-omosessuali-insulti-social-1070304/

    “L’odio delle élite non mi spaventa”Il responsabile della Famiglia scrive a Il Tempo: “Mi batto contro la furia dell’ideologia relativistica”

    • paniscus says:

      ”Il responsabile della Famiglia scrive a Il Tempo: “Mi batto contro la furia dell’ideologia relativistica”
      ———————-

      Quindi lui non crede che la velocità della luce sia sempre la stessa in tutti i sistemi di riferimento possibili, o che la massa inerziale sia uguale alla massa gravitazionale? Interessante!

      • Z. says:

        Anche per me “relativistico” significa inerente a quella robba lì, e ogni volta penso ad Einstein, Mincoschi, Eddington e soci.

        Ma sono di un’altra epoca 🙂

      • roberto says:

        ma quella della velocità della luce è un’ideologia?

        mi pare che fontana parli di altro….

        • Francesco says:

          anche Papa Benedetto XVI e pure Papa Francesco … ma a quanto pare qualcuno trova la battuta divertente

  32. Z. says:

    Ho pensato a voi, e un po’ anche a me, quando ho letto la storia di Tara Westover.

    La sensazione di avere un mondo intero di storia tutto da scoprire da zero dev’essere qualcosa di entusiasmante, di indescrivibile forse.

    • Francesco says:

      in effetti sto per uscire a comprare del vino buono, è una rara occasione per festeggiare un attimo di libertà

      però sono indeciso, non vorrei offendere l’invisibile Tiziano Ferro

      • roberto says:

        libertà non per quei due poveri cristi che manifestamente non godono della libertà mia e tua di entrare in una pasticceria e comprarsi una torta…..

      • PinoMamet says:

        Francè, stai festeggiando la libertà del pasticcere razzista di non vendere la torta al negro, e al gommista anticattolico di non cambiarti le gomme.
        Pensaci.
        😉

        • Moi says:

          Sarebbe interessante vedere le reazioni di un cartellone tipo:

          “ATTENZIONE : Elettrauto/Meccanico Tesserato UAAR: gli autoveicoli con effigi di San Cristoforo o Padre Pio in versione Fast& Furious 😉 si rivolgano altrove !” 😉 …

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma che c’entra? E’ bello quando discriminano gli altri!

        • PinoMamet says:

          Che poi non capisco perché il pasticciere non poteva semplice dirgli “questa è la torta, sono 20 dollari”;
          mica doveva sposarli lui!
          Doveva solo fare una cazzo di torta.

          Mo’ sta a vedere che avremo gli obiettori di coscienza dolciari…

          • Z. says:

            Pino,

            — Che poi non capisco perché il pasticciere non poteva semplice dirgli “questa è la torta, sono 20 dollari” —

            Perché probabilmente costava almeno dieci volte tanto!

          • Francesco says:

            Esattamente quello! e non mi pare neppure tanto difficile capirlo.

            Questi tizio ha perso dei soldi perchè ritiene che partecipare (come fornitore) a un “matrimonio omosessuale” sia contro la sua Fede.

            Se questo è razzismo, io sono in difficoltà mentale a raccapezzarmi.

            • roberto says:

              nessuno ha parlato di razzismo!
              la questione è discriminazione, la stessa che impedisce un altro pasticciere in alabama di vendere la torta alla famiglia di negri

              • Francesco says:

                beh, il problema è che in questa accezione di “discriminazione” hanno ragione le trans MtoF non ancora operate ad accusare di discriminazione la lesbica a cui non piace il pisello

                veramente avercela coi negri è lo stesso di ritenere che il matrimonio possa essere solo l’unione di un uomo e una donna?

                parliamone

              • roberto says:

                “veramente avercela coi negri è lo stesso di ritenere che il matrimonio possa essere solo l’unione di un uomo e una donna?”

                io suggerisco molta attenzione nel fare i paragoni in questa materia, perché sennò facciamo casino

                avercela con i negri non è uguale a “ritenere che….”

                avercela con i negri è invece uguale ad “avercela con gli omosessuali sposati”

                mi spiego.

                il pasticciere non si è limitato a “ritenere che”, ma ha rifiutato un cliente solo sulla base delle sue ubbie.
                nessuno chiede al pasticciere di sostenere il matrimoni per tutti, né di nascondere la sua riprovazione nei confronti dei pervertiti, ma giusto di fare il suo lavoro che è “fare le torte a chi te le chiede e ti paga il prezzo che hai fissato” (e magari tu potrai chiedergli di essere un buon cristiano, che gesù non rifiutava la torta all’adultera. io mi limito a chiedergli di essere una persona decente, ma non è obbligatorio)

              • Francesco says:

                Roberto,

                prima facevo fatica a seguirti, adesso che hai definito ubbie la fede cristiana e scritto chiaramente che deve rimanere circoscritta nel foro intimo delle persone, senza manifestarsi in azioni o rifiuti, posso dire con certezza di essere al mille per cento in disaccordo con te

                ciao

              • Peucezio says:

                Però la cosa non è così semplice.
                Non è come negare la torta a un omosessuale (o a un negro o a un comunista/fascista/liberale o a uno coi capelli biondi).

                Gli è stata chiesta una torta nuziale. Come faccio a fare una torta nuziale per due uomini, se non ritengo che possa esistere il matrimonio per due uomini? Il problema riguarda la cosa cioè, non la persona.
                Se gli diceva: “mi serve una torta con queste caratteristiche”, senza dirgli che serviva per un “matrimonio” omosessuale, si risolveva il problema.

              • roberto says:

                Peucezio,
                sa avessero chiesto al pasticciere di officiare la cerimonia, o di fare da testimone, ok, avresti ragione.

                ma gli hanno chiesto una dannata torta!

                io ho giocato a basket per la squadra di una parrocchia, nonostante sia un club al quale non appartengo. ma mi avevano chiesto di tenere fuori dal pitturato il gorilla nemico, predere qualche rimbalzo e decapitare il play avversario, mica di andare a messa, fare la comunione e pregare il buon Dio!

              • Francesco says:

                Roberto,

                un panettiere ateo accetterebbe di preparare le ostie per la chiesa vicina? così facendo non verrebbe in aiuto a qualcosa che considera falso e maligno?

                Tu sottovaluti il coinvolgimento di un credente con quello in cui crede e, di conseguenza, col mondo.

                Se non me ne frega nulla, posso fare tutto ed essere tranquillo.

                Ma se mi frega di tutto?

              • Francesco says:

                Caso teorico: Salvini deve andare a fare un comizio, gli scoppia la gomma e si ferma a fare l’autostop.
                Voi riterreste cosa buona dargli un passaggio così che arrivi in tempo?

                Era un pò che non giocavo la Hitler card 🙂

              • roberto says:

                “un panettiere ateo accetterebbe di preparare le ostie per la chiesa vicina?”

                questa è facile.
                sicuramente si. ho qualche dubbio invece se la chiesa chiederebbe al panettiere ateo di fargli le ostie….

                autostop sotto il diluvio universale o nel deserto della morte? lo prenderei di sicuro. per il resto non prendo mai autostoppisti

              • Francesco says:

                Roberto io ti voglio (telematicamente) bene ma spero che tu non schivi i palloni in area come schivi i problemi …

                🙂

              • Z. says:

                Francesco,

                un tassista dovrebbe accettare senza meno, fosse anche un napoletano iscritto a Rifondazione!

              • roberto says:

                francesco continua a fare confusione con gli esempi.

                lui mi parla di autostoppista e io gli rispondo sull’autostoppista. ma in realtà la cosa che si avvicina al pasticciere è il tassista, come dice Z, e lì carichi anche hannibal lecter

                (o facciamo come a parigi che un tassista guardando un gruppo di maghrebini mi ha detto “io quegli animali non li carico”?)

              • Z. says:

                Mmm no, il tassista è come un barista o un commesso di Zara.

                Il pasticciere su commissione è come un avvocato o un musicista, secondo me: svolge un lavoro personalizzato, in cui è difficile imporre una data prestazione.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se il pasticcere ha il listino delle torte non può mica rifiutarsi di farne una quando gli viene chiesto da un tizio che non gli piace: esiste l’offerta al pubblico…

              • Z. says:

                Certo, se c’è ad es. un frigo e un cartellino col prezzo sono d’accordo.

                Ma probabilmente qui parliamo di un servizio personalizzato su commissione.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non serve il frigo: si applica anche quando la promessa riguarda un fare sufficientemente determinato, quindi basta che ci sia il listino (tale torta per tale peso tanti euro).
                Certamente se invece la torta viene eseguita sulla base di istruzioni del cliente allora siamo fuori dall’offerta al pubblico.

              • Z. says:

                Certo, il mio era un esempio: il punto è proprio l’offerta al pubblico, che nel caso della torta su commissione a mio avviso non c’è.

        • Per PinoMamet

          “Francè, stai festeggiando la libertà del pasticcere razzista di non vendere la torta al negro, e al gommista anticattolico di non cambiarti le gomme.”

          Sono cose completamente diverse.

          La persona religiosa sa cosa sia il bene e cosa sia il male, perché le è stato rivelato dal Creatore stesso del mondo.

          Questa è l’essenza di cristianesimo e islam, se a qualcuno non piace, si chieda il divieto dei monoteismi.

          La persona religiosa ha il dovere di non rendersi complice del male, motivo per cui i primi cristiani scelsero di farsi ammazzare in modi assai drammatici pur di non fare un semplice sacrificio all’imperatore, che non è diverso dal fare una torta per celebrare il peccato mortale di sodomia.

          Fatemi giocare la Hitler card – un pallidissimo esempio, che non rende affatto il dramma vissuto dal vero cristiano, potrebbe essere quello del pasticciere antifascista che si trova commissionata una torta per festeggiare il centrotrentesimo compleanno di AH, e deve scegliere se farla o no.

          Non rende affatto l’intensità del problema etico del credente, perché l’antifascista può comunque pensare che nessuno lo verrà a sapere, e comunque non lo aspetta l’inferno se lo fa.

          • PinoMamet says:

            “Sono cose completamente diverse.”

            Mmm no

            sono cose completamente uguali, per il negro o l’omosessuale che vuole comprarsi una torta.

            Che poi di non vendergliela te lo dica Gesù o il Mein Kampf o magari entrambi, sono fatti tuoi.

            In ogni caso non so il Mein Kampf, ma non mi risulta che Gesù abbia mai vietato di vendere dolci ai gay, ma neppure agli stupratori o agli assassini.

            In ogni caso, quando il pasticciere americano chiederà la fedina penale a ogni suo cliente, potrei persino concedergli l’attenuante della coerenza.

          • PinoMamet says:

            “scelsero di farsi ammazzare in modi assai drammatici pur di non fare un semplice sacrificio all’imperatore, che non è diverso dal fare una torta per celebrare il peccato mortale di sodomia.”

            Ehmm, sì, è molto diverso.

            Se sacrifichi all’imperatore stai implicitamente dicendo che l’imperatore è un dio, ergo sei un pagano idolatra

            (e anche così, le posizioni in merito variavano, e credo che la Chiesa di oggi ammetta- forse anche quella del Cinquecento a dire il vero- la “riserva mentale” per salvarsi la vita);

            se fai un torta a due persone che se lo sbattono in culo, stai facendo una torta a due persone che se lo sbattono in culo.

            Che tu gliela venda o meno, non cambia nulla.

            Potresti anche sputargli in faccia (che è l’equivalente di rifiutare la vendita): beh, e con ciò? hai espresso la tua disapprovazione per quello che resta un peccato di altri.

            • Per Peucezio

              “Che tu gliela venda o meno, non cambia nulla.”

              No. Il tizio non è che abbia rifiutato di vendere un dolce a qualcuno, per motivi legati alla vita privata di quella persona.

              Si è rifiutato di farsi complice della celebrazione rituale di qualcosa che considera un peccato mortale.

              • PinoMamet says:

                Non sono Peucezio, che pure stimo;

                in ogni caso, la torta non ha nulla a che fare con la celebrazione del rito.

                é un affare che si mangia.

              • Francesco says:

                Pino,

                non fare l’ipocrita! la torta fa parte della festa nuziale e della legittimazione dell’unione in questione!

                mi aspetto da un bravo pasticcere cristiano che rifiuti di fare simili torte per qualsiasi matrimonio anti-cristiano, che so dove uno dei due era sposato e ha divorziato

                che è cosa molto diversa dall’impossibile pretesa di “perfezione” del cliente

                per un cristiani, siamo tutti peccatori

              • paniscus says:

                “non fare l’ipocrita! la torta fa parte della festa nuziale e della legittimazione dell’unione”
                ———-

                Quindi se ci si sposa senza una torta, l’unione è meno legittima? Ma non siamo ridicoli…

              • Peucezio says:

                L’istituzione è molto di più della legge, è un dato radicato nella sensibilità collettiva.

                Vi assicuro che nell’Italia meridionale conta molto di più la festa di nozze che l’aspetto civilistico e legale del matrimonio.

              • Francesco says:

                x Paniscus

                lei gira la frittata ma esagera nel dualismo

                posso ben dire che un matrimonio senza festa sarebbe ben strano, però!

                🙂

              • PinoMamet says:

                Ragazzi, potete dire quello che volete, ma una torta resta una torta e non implica nessuna complicità in alcunché, a meno che non si tratti di diabete 😉

                In un forum di abbigliamento vintage americano si parlava anni fa dei “reenactors”:

                ci sono anche quelli che indossano divise della Germania nazista, e non necessariamente sono nazisti
                (incredibile dictu: ci sono anche americani che amano “rievocare” i bersaglieri e alpini italiani…)

                però ci sono anche persone che comprano e collezionano riproduzioni di divise naziste perché sono “nazisti dell’illinois”…

                bene, salta fuori che uno dei produttori di queste divise è ebreo.

                Interrogato in proposito, dice “sapete la goduria nel far soldi a spese di queste scemotti?”

              • Francesco says:

                toh, un ebreo coglione!

                se esiste la famosa “poetic justice”, la macchina lo pianterà in asso proprio in mezzo a una manifestazione di suoi clienti …

                ciao

              • PinoMamet says:

                Perché coglione? perché vende abiti grigi con dei gradi sopra a un pirla che ci si fa i selfie davanti allo specchio?

                Ma va là…

              • paniscus says:

                “posso ben dire che un matrimonio senza festa sarebbe ben strano, però!”
                ——————–

                Invece i matrimoni senza festa, o con festicciole molto private e molto sottotono, riservate solo ai congiunti stretti… sono abbastanza normali quando si tratta di matrimoni di coppie stagionate che convivono da anni e hanno già figli da anni

                (non parlo di divorziati e di seconde nozze, eh, parlo proprio di matrimonio tardivo che arriva dopo molti anni di convivenza, per cui, dal punto di vista delle abitudini di vita della famiglia non cambia proprio niente)

                E ti informo che questa modalità di matrimonio sta diventando sempre più comune 🙂

              • Peucezio says:

                Lisa,
                anche a Milano.
                Ma come si nota che non vivi nel sud…

              • Francesco says:

                giusto per confermarmi che viviamo nel modo peggiore, persino il matrimonio non è più occasione per fare festa!

                a quando martellarsi i coglioni come hobby molto diffuso?

              • roberto says:

                “Invece i matrimoni senza festa, o con festicciole molto private e molto sottotono, riservate solo ai congiunti stretti”

                mi hai fatto venire in mente un amico (siciliano) che si è sposato con una greca: ” abbiamo invitato solo famiglia stretta ed amici intimi”….400 persone

                e di conseguenza la bellissima scena del mio grasso grosso matrimonio greco, con la famiglia di lei che prende mezza chiesa e quella di lui che si raccoglie in una panchina

                🙂

              • Francesco says:

                per confermare l’idea di Peucezio che vivo in un universo parallelo: quando hanno deciso di sposarsi, con convivenze di lunga data alle spalle o figli già sfornati, i miei cugini hanno fatto la classica bella festa di matrimonio!

              • roberto says:

                però ha ragione lisa a dire che il panorama è molto vario, e pur con il caveat usuale che l’aneddoto non è statistica, tra i miei amici già da tempo conviventi direi che c’è una buona metà di feste vere ed un’altra di nessuna festa (o semplice cena con mamma e papà).

              • paniscus says:

                “persino il matrimonio non è più occasione per fare festa!”
                ————————–

                Francesco, scusa, ma allora definisci meglio che cosa intendi per “fare festa”, altrimenti non si capisce nemmeno quello.

                Perché c’è una bella differenza tra il concetto di “fare festa” nel senso di “voler condividere da vicino un momento molto importante della propria vita privata con le persone a cui si vuole bene, a cui ci si sente più vicini affettivamente e a cui si tiene di più“…

                …oppure nel senso di “mettersi in mostra organizzando un baraccone sproporzionato di scialo, di esibizionismo (e spesso anche di sguaiataggine e volgarità) per centinaia di persone, di cui quelle veramente care saranno al massimo 20 o 30, e della maggior parte delle altre non te ne frega niente e le conosci appena” ?

              • Francesco says:

                Lisa,

                temo che la festa sia la seconda che hai detto.

                Diciamo che porti l’individualismo metodologico a vette impensabili, posso definirti la Stephen Curry del blog?

              • Z. says:

                Sì sì Francè…

                però nei fatti Lisa ha parecchio ragione, secondo me 🙂

            • paniscus says:

              “Se sacrifichi all’imperatore stai implicitamente dicendo che l’imperatore è un dio, ergo sei un pagano idolatra”
              ————————

              Anche questa non l’ho mai capita (sempre che le storie truculente sui martiri cristiani siano tutte vere, e non siano state gonfiate a dismisura parecchi secoli dopo): sotto minaccia di morte, non potevano semplicemente adeguarsi a recitare la sceneggiata del sacrificio all’imperatore sapendo benissimo di non crederci, quindi prendendo in giro chi gliela voleva imporre e facendolo fesso… e poi, dopo essere sopravvissuti, continuare tranquillamente ad essere cristiani come prima?

              Parecchi secoli dopo, nella Spagna dei sovrani cattolici, un sacco di ebrei fecero finta di convertirsi al cristianesimo per scansare le persecuzioni, e poi continuarono a praticare i rituali ebraici in privato. Non avrebbero potuto farlo anche i cristiani?

              • Francesco says:

                Si chiama coerenza davanti a Dio.

                Chieda a Mig che “da esterno” ha capito molto bene la questione

                Ah, nei Vangeli l’idea è già sconfessata da Gesù Cristo in persona

              • roberto says:

                vabbé ma quelli non li chiamano “martiri” (= testimoni) ma “adeguati”

                🙂

              • roberto says:

                dicevo a lisa

              • PinoMamet says:

                “sotto minaccia di morte, non potevano semplicemente adeguarsi a recitare la sceneggiata del sacrificio all’imperatore sapendo benissimo di non crederci”

                In effetti la maggior parte faceva così.
                I cosiddetti “lapsi”.

                La Chiesa del resto all’epoca doveva ancora decidere la sua linea di pensiero in merito a un sacco di cose:
                il Cattolicesimo che conosciamo noi è quello della Controriforma, una cosa estremamente recente…

                e nel Cattolicesimo attuale, sì, è perfettamente permissibile fingere di essere idolatri per salvarsi la vita.

                All’epoca invece (non senza dibattito) credo prevalesse la linea intransigente, quella del nostro Francesco 😉

              • roberto says:

                ah grazie, sapevo che “adeguati” non era la parola giusta ma non mi ricordavo lapsi (scivolati? caduti?)

              • PinoMamet says:

                Scivolati, o caduti, direi che sono traduzioni perfette.

              • habsburgicus says:

                @Lisa
                fecero finta di convertirsi al cristianesimo per scansare le persecuzioni, e poi continuarono a praticare i rituali ebraici in privato. Non avrebbero potuto farlo anche i cristiani?

                verissimo…ma il cristianesimo non è il giudaismo talmudico 😀
                vi sono standard diversi…
                e quello dei cristiani è (era) alto ed esigente
                né in cristiani hanno qualcosa di simile alla Kol Nidrah (o nome simile..boh), che in pratica ti autorizza a fare ogni cosa 😀
                diciamolo, marranismo e taqiya non sono per tutti 😀
                in ogni caso non sono (non erano) per i Cristiani !

              • habsburgicus says:

                ci sono appunto i “lapsi”, come autorevolmente rammentato
                ma lungi dall’essere lodati, il loro comportamento era stigmatizzato
                e i rigoristi fecero anche scismi di protesta contro la presunta “leniency” nei loro confronti
                (di lì, tutto sommato, nasce il donatismo, vero e proprio flagello delle cristianità africane
                lo scisma meleziano, o altro nome, in Alessandria ecc
                i mal di pancia un po’ dappertutto, ma un po’ meno a Roma, erede di una tradizione diversa che venne in parte fatta propria, magari inconsapevolmente, pure dalla giovane Chiesa romana cristiana)

              • PinoMamet says:

                “né in cristiani hanno qualcosa di simile alla Kol Nidrah (o nome simile..boh), che in pratica ti autorizza a fare ogni cosa”

                Kol Nidrè, in aramaico;
                ma nel rito italiano si usa la versione in ebraico, Kol Nedarim;

                non ti autorizza a fare qualunque cosa 😉 come malignamente sostenuto nel Medioevo, ma è molto più banalmente una preghiera in cui si chiede perdono al Signore per i voti (promesse a Dio) non mantenute.

                La normativa ebraica riguardo a voti e promesse è anzi molto sviluppata e precisa, c’è un intero trattato del Talmud a proposito, e no, decisamente non puoi fare qualunque cosa 😉

          • roberto says:

            sono umanamente molto sensibile (hahaha) alla sofferenza del pasticciere fondamentalista, peccato per lui che non viviamo in una teocrazia e che se viene uno a chiederti una torta non puoi rifiutarla in base alle tue ubbie.

            sennò che facciamo, il pompiere fondamentalista non va a spegnere l’incendio a casa della coppia gay sposata? il funzionario fondaentalista non li sposa (ah questa l’abbiamo avuta)? l’ebreo fondamentalista che lavora al centralino del 112 non risponde alle chiamate il sabato?

            • Per roberto

              “sennò che facciamo, il pompiere fondamentalista non va a spegnere l’incendio a casa della coppia gay sposata? il funzionario fondaentalista non li sposa (ah questa l’abbiamo avuta)? l’ebreo fondamentalista che lavora al centralino del 112 non risponde alle chiamate il sabato?”

              Di nuovo sono domande diverse.

              Dio ordina al pompiere di cercare di salvare le vite anche dei peccatori, quindi il pompiere deve spegnere l’incendio e basta.

              Dio ti vieta di farti complice del peccato, quindi il funzionario fondamentalista non dovrebbe celebrare il matrimonio gay.

              Dio ti vieta di lavorare il sabato, quindi non devi rispondere al telefono.

              Negli ultimi due casi però, c’è il problema che l’accettazione di un posto statale implica che tu devi obbedire sempre e solo all’autorità e non alla tua coscienza, e quindi sarebbe meglio non entrare direttamente in un ufficio statale.

              Invece non vedo perché un privato non possa rifiutarsi di fare qualcosa per motivi di coscienza.

              • paniscus says:

                “Dio ti vieta di farti complice del peccato, quindi il funzionario fondamentalista non dovrebbe celebrare il matrimonio gay.”
                ———————

                E anche questa: io non ho mai capito cosa ci sia di “complicità” in un atto formale previsto dalla legge, che dal punto di vista dei comportamenti privati non cambia nulla rispetto alla sostanza che c’era già.

                Per chi crede davvero che l’omosessualità sia inaccettabile, è il MATRIMONIO gay ad essere un peccato? Non è la relazione omosessuale in sè?

                I due amanti commettono un peccato nel momento in cui vanno a far registrare la loro unione in un ufficio comunale? Se il funzionario glielo impedisse , non starebbero insieme lo stesso e non rimarrebbero amanti lo stesso, e non sarebbero considerati peccatori lo stesso?

                Se il peccato sono i rapporti fisici omosessuali, cosa cambia se l’unione civile è registrata o no?

                Ho appena scoperto una cosa surreale: i gay sarebbero l’unica categoria umana per cui fare sesso dopo il matrimonio è considerato più grave che farlo prima!

              • Peucezio says:

                Lisa,
                “Per chi crede davvero che l’omosessualità sia inaccettabile, è il MATRIMONIO gay ad essere un peccato? Non è la relazione omosessuale in sè? ”

                Ecco, qui sono in dissenso totale e radicale.
                Non trovo nulla di male, ma proprio NULLA, negli atti sessuali fra uomini (o fra donne). A me non piacerebbe farli, ma non vedo davvero cosa ci sia di male in generale nelle multiformi manifestazioni della sessualità.
                Il vulnus gravissimo è l’istituzionalizzazione.
                A questa stregua perché non istituzionalizziamo il trimone e non creiamo il matrimonio fra un cittadino e sé stesso?
                Un’istituzione non è la ratifica pubblica di ogni forma di sessualità umana, ma è un istituto sociale radicato nella tradizione e portatore di valori simbolici. Oppure un espediente pratico (ma per quello bastava prevedere libertà di contratti su singoli aspetti, dal subentro nell’affitto all’assistenza in ospedale, all’eredità, ecc. ecc., cosa che sarebbe stata molto più liberale e meno da stato etico nel senso più oppressivo e dirigista del termine).

              • Francesco says:

                >> Ho appena scoperto una cosa surreale: i gay sarebbero l’unica categoria umana per cui fare sesso dopo il matrimonio è considerato più grave che farlo prima!

                Mica vero: anche se fossero un fratello e una sorella, o una madre e un figlio, la richiesta di matrimonio sarebbe un peggioramento di una situazione già peccaminosa.
                Mi pare manchi il concetto di “peggio”.

              • paniscus says:

                “Invece non vedo perché un privato non possa rifiutarsi di fare qualcosa per motivi di coscienza.”
                ———————-

                Però a questo punto sarebbe il caso di de una definizione più precisa e più condivisa tra tutti di che cosa sia esattamente un “motivo di coscienza”, altrimenti non si va da nessuna parte.

                In altri termini, come si fa a distinguere un VERO motivo di coscienza da una qualsiasi altra questione di gusto personale, preferenza, repulsione o avversione, o di simpatia e antipatia personale? Deve esistere la certificazione ufficiale del Motivo di Coscienza Vero? E nel caso, chi dovrebbe essere abilitato a rilasciarla?

                Quando c’era la leva militare obbligatoria, con la possibilità di fare il servizio civile alternativo, come q*zz si sarebbe dovuto fare a distinguere con certezza chi era davvero un obiettore di coscienza, ossia profondamente motivato da una convinzione assoluta contro le armi e contro il militarismo… da quello che non aveva nessuna motivazione ideale tanto assoluta in proposito, ma semplicemente l’ambiente militare non gli piaceva e di andare in caserma non gli andava? E quindi, potendo scegliere, preferiva fare il servizio di leva da civile piuttosto che da militare, perché riteneva che passare un anno in un ente assistenziale o in un’associazione di volontariato fosse più interessante e più utile che passarlo in una caserma?

                Se un medico fa obiezione di coscienza sull’aborto, come cavolo si fa a stabilire se ha davvero un serissimo motivo di coscienza, perché ritiene l’aborto sempre inaccettabile…

                …o se lo fa semplicemente perchè, tra tutti gli aspetti dell’ostetricia, è un lavoraccio sgradevole e deprimente che non dà nessuna soddisfazione, e che quindi è più comodo scansare (visto che esiste la possibilità di scansarlo facilmente e che non costa niente)?

              • Z. says:

                Lisa,

                in effetti, l’unico modo per negare il diritto riconosciuto all’odc credo sia individuare comportamenti concludenti di stampo opposto.

                Tipo, per chi voleva schivare la naja, aver chiesto il porto d’armi o aver fatto domanda per la Folgore.

                Il concetto stesso di “obiezione di coscienza” è discutibile, secondo me. Si può sostenere che se decidi di esercitare una professione te la tieni così com’è, e se alcune branche ti ripugnano ne scegli altre.

                Non è obbligatorio, ad es., fare il penalista. Anche se lo fai, non è obbligatorio difendere persone accusate di violenza sessuale. Basta non iscriversi all’elenco dei difensori d’ufficio, e rifiutare tutti i mandati in tema (per le nomine d’urgenza un rimedio si trova).

                Detto questo, chi difende un imputato controvoglia come lo difenderà?

            • Z. says:

              Miguel,

              secondo me servire un caffè è una cosa, accettare un incarico professionale è una cosa diversa.

              Il primo va servito senza meno, in forza di una licenza (comunque denominata) e di un prezzo esposto per legge.

              Il secondo presuppone un accordo liberamente negoziato dalle parti, e lo Stato non può sostituirsi ad una parte.

              Almeno secondo me.

              • roberto says:

                e sono d’accordo

              • Per Z

                “secondo me servire un caffè è una cosa, accettare un incarico professionale è una cosa diversa.”

                Forse frequenti meno artigiani di me, altrimenti riconosceresti la differenza tra il lavoro di un maestro pasticciere e quello di un barista 🙂

                La nostra Maestra Pasticciera, personaggio surreale che sembra l’Amélie del famoso film, che ha le mani magiche, per me è anche più professionista di un traduttore svogliato.

                E lei sicuramente non avrebbe alcun problema a preparare la torta per un matrimonio gay, ma credo che si licenzierebbe piuttosto che farla per una festa di Forza Nuova. Ma siamo in Toscana…

              • roberto says:

                letto troppo velocemente.

                sul primo (il caffé sono d’accordo).

                sul secondo mi sembra che il divieto di discriminazione sia un limite alla libertà contrattuale (ma non c’è una disposizione nel testo unico sull’immigrazione? non ho il tempo di cercare)

              • Z. says:

                Miguel,

                — Forse frequenti meno artigiani di me, altrimenti riconosceresti la differenza tra il lavoro di un maestro pasticciere e quello di un barista —

                Miguel, miseriaccia, ti sto dando ragione: quella del “maestro pasticciere” infatti la assimilo proprio ad un’attività professionale!

                Come faccio a farmi capire?

                🙂

              • Per Z

                “Come faccio a farmi capire?”

                Hai ragione, scusami!

              • Z. says:

                Roberto,

                — sul secondo mi sembra che il divieto di discriminazione sia un limite alla libertà contrattuale —

                E in concreto questo come funziona? Lo Stato si sostituisce al pasticciere dicendogli come deve fare la torta, quanto deve impiegarci, che materie deve usare e quanto farla pagare?

                Può farlo anche con un avvocato, così imponendo ad un libero professionista di accettare un mandato difensivo? E magari imporgli la linea difensiva?

                Mi sembra difficile…

            • PinoMamet says:

              Vi informo che in Israele ci sono i pompieri e volontari delle ambulanze, ebrei osservanti, e lavorano anche di Sabato, perché il salvataggio delle vite umane è prioritario sul Sabato.

              • Per PinoMamet

                “il salvataggio delle vite umane è prioritario sul Sabato.”

                Esattamente come quello che dicevo del pompiere cristiano fondamentalista: il salvataggio delle vite umane è prioritari sulla riprovazione morale.

                Come la non complicità nel peccato è prioritaria sul guadagno.

              • roberto says:

                ragazzi non prendetemi alla lettera! non mi sembra che stia scritto da nessuna parte nella bibbia che non puoi vendere cibo ad un peccatore eppure il pasticciere obbiettore di coscienza esiste. quindi i miei esempi, sebbene non perfettamente coerenti dal punto di vista teologico sono plausibili, almeno quanto il pasticciere obbiettore

              • Per roberto

                “non mi sembra che stia scritto da nessuna parte nella bibbia che non puoi vendere cibo ad un peccatore eppure il pasticciere obbiettore di coscienza esiste”

                Credo che ci sia una grande confusione qui su cosa sia il cristianesimo.

                E’ la forma ideologica che ha prevalso per secoli in Occidente, e quindi è servito a mille scopi – dal giustificare il potere dei re alla teologia della liberazione.

                Ma l’essenza del cristianesimo NON coincide con la giustizia sociale, con il perbenismo, con l’amore per i poveri, con la monarchia assoluta, con il culto della vita, con il moralismo sessuale, con il pacifismo.

                Il cristianesimo dice:

                Tutti gli esseri umani sono uguali, nell’anima.

                Il problema fondamentale è che la vita terrena è breve, e qui decidiamo in un solo giro la nostra sorte eterna, che è quella che conta.

                Noi abbiamo informazioni certe e infallibili (se non la pensi così, non hai “fede”) che siamo tutti ad altissimo rischio di finire all’inferno, che è molto peggio che stare qui.

                Il sacrificio di Gesù in croce apre una porta stretta ad alcuni di noi che richiede fede, comportamento secondo le regole rivelate per l’essere umano, rigetto di ogni culto di “altri dei”.

                La breve vita terrena di ciascuno di noi è un campo di battaglia, in cui il “milite” cristiano deve saper restare intimamente fedele a Gesù e respingere le carote e i bastoni di Satana.

                Il parere dei vicini, le minacce della legge, le lusinghe del denaro fanno spesso parte delle armi di Satana; e il buon cristiano deve sempre sapersi guardare dentro e chiedersi, in tutte le proprie scelte, anche minime, se sta con Gesù o con Satana.

                Si può pensare quello che si vuole di questo quadro di vita, ma certamente non c’entra nulla che simpatie e antipatie personali, “avercela con i negri” o roba del genere. E’ proprio un altro campo.

                Poi è vero che se i nostri “laicisti” fanno fatica a capirlo, è anche perché tanti sedicenti cristiani, che magari non hanno affatto fede, fanno i cristiani identitari, o confondono i propri pregiudizi personali con la religione. Ma non è colpa del cristianesimo.

              • Z. says:

                Secondo me state facendo questioni teologiche di un problema rozzo e pratico…

          • Z. says:

            Ipotesi: un committente estremamente sgradito a Miguel per ragioni ideologiche gli commissiona una traduzione.

            Un tizio molto religioso, che detesta gli ebrei, chiede a Pino di fare ripetizioni di greco al figlio.

            Un tifoso della Effe chiede alla pasticceria Zeta, il cui titolare è di fede virtussina, di confezionare una torta personalizzata per il ventennale del I scudetto (2020).

            Dovrebbero essere puniti se non accettano?

            • Per Z

              “Ipotesi: un committente estremamente sgradito a Miguel per ragioni ideologiche gli commissiona una traduzione.”

              Intanto, non so se ho Dio dalla mia o se sono nel vero o no, un credente lo sa, e questo cambia parecchio la prospettiva.

              Ma facciamo che io SAPPIA dove stia il bene e dove il male.

              E un cliente mi invita a tradurre, che so, una direttiva segreta interna della sua ditta che ordina di versare scarichi tossici direttamente in Arno per risparmiare, magari approfittando di un buco nella legge che non lo rende illegale.

              Sì, credo che avrei il diritto di fare obiezioni di coscienza, perché no?

            • Z. says:

              Miguel,

              io non parlerei nemmeno di obiezione di coscienza, che mi sembra fuorviante.

              Tu sei un professionista, e fino a prova contraria sei libero di accettare o rifiutare un incarico.

              • Per Z

                “Tu sei un professionista, e fino a prova contraria sei libero di accettare o rifiutare un incarico.”

                E un pasticciere non sarebbe un professionista?

                Io capirei benissimo il problema dell’obiezione di coscienza da parte di un pubblico ufficiale: è un problema che si è posto a volte in Toscana – Forza Nuova è stata ammessa alle elezioni come tutte le altre formazioni politiche, ma tanti sostengono che sia il dovere di tutte le autorità impedire loro di fare campagna elettorale.

                E’ una posizione che non condivido, per lo stesso motivo per cui non condivido che un pubblico ufficiale possa rifiutarsi di celebrare un evento ordinato dalle istituzioni, qualunque sia, per motivi di “coscienza”.

                Ma penso che il tipografo abbia tutti i diritti di rifiutarsi di stampare un volantino per Forza Nuova, se non gli garba.

              • Z. says:

                Miguel,

                è un artigiano, ma qui non fa differenza, e infatti trovo che il pasticciere non possa essere costretto ad accettare la commessa.

              • PinoMamet says:

                “E un pasticciere non sarebbe un professionista?”

                Certo. E stimo anche molto la sua professione.

                Che non è quella di celebrare matrimoni, ma di fare torte e pasticcini.

                L’occasione nella quale verranno mangiati non credo sia di sua pertinenza.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Dovrebbero essere puniti se non accettano?

              Non è una cosa così impossibile nel nostro ordinamento: un datore di lavoro può essere punito se discrimina i dipendenti (negando promozioni, aumenti, ecc. comunque non dovuti a norma di legge o di contratto collettivo!), eppure non c’è rapporto in cui le condizioni personali rilevano di più di quello di lavoro.

              • Z. says:

                MT,

                si tratta appunto di ambito differente: il diritto del lavoro prevede numerose rigidità a tutela del dipendente, soggetto debole protetto dalla legge.

                Artigiani, professionisti etc. contrattano liberamente la prestazione col committente, senza vincolo di subordinazione e senza gli obblighi che la sovraordinazione comporta.

                Come puoi tu, Stato, imporre ad un avvocato di accettare un dato cliente o di patrocinare una data causa, o costringere uno scrittore di accettare l’offerta di un dato editore?

                Come puoi costringere Miguel a tradurre un testo di un autore con cui non vuole avere nulla a che fare?

                Non mi sembra fattibile, e se anche lo fosse – ma non vedo come – non mi sembrerebbe particolarmente desiderabile.

              • Roberto says:

                Fate i bravi e cercate al posto mio che stasera ho da fare.
                Non c’è un’azione per discriminazione su sesso religione razza e età (insomma i tabù della “direttiva discriminazione”) con la quale chiedere la cessazione della discriminazione e il risarcimento danni?
                Mi ricordo una sentenza che risarciva il fanno da discriminazione ad un tizio al quale non volevano affittare la casa perché negro

              • Z. says:

                Robè,

                non discuto che esista un’azione di questo tipo.

                Mi chiedo se e come sia possibile punire, chessò, un musicista cattolico che rifiuti un’offerta di Arci Gay per suonare al Cassero adducendo ragioni religiose.

          • Francesco says:

            >>> Questa è l’essenza di cristianesimo e islam, se a qualcuno non piace, si chieda il divieto dei monoteismi.

            Miguel, non suggerire idee simili che abbiamo un governo di cerebro-carenti e potrebbero prenderle sul serio! come se poi non fossero già in circolo nelle università USA

            tra un pò la dhimmitudine che ossessiona Moi sarà la normalità in Occidente, per i cristiani

            mentre sarà divertente il cortocircuito nei confronti dei musulmani

  33. OT

    La nostra occasionale rubrica di Cronaca Fiorentina:

    “Domenica sera è entrato ubriaco nella casa del popolo di Greve in Chianti, nel Fiorentino, gridando e impugnando una spada da samurai. L’uomo, un 42enne incensurato residente in zona, è stato bloccato dai carabinieri e denunciato. L’arma è stata sequestrata”

  34. mirkhond says:

    “La salvezza dal castigo eterno passa per la cruna dell’ago, perché Dio l’ha fatta così.

    Se poi quasi nessuno ci passa, beh, il problema non è certo di chi ha il solo compito di ricordare ai mortali le dimensioni specifiche della cruna dell’ago, a cui loro si devono adattare.”

    Praticamente Gesù si E’ sacrificato sulla Croce per…perché tutti andassimo all’inferno?

    • PinoMamet says:

      è la visione di Calvino, direi. Non certo quella cattolica, che non a caso ha il Purgatorio, le opere di bene, e un’umanissima (e solida) comprensione che il bene e il male hanno infinite sfumature, e se nessuno è perfetto non vuol dire che nessuno si possa salvare…

      • mirkhond says:

        Pino

        Mi convinco sempre di più che saresti un ottimo sacerdote cattolico. 🙂

      • PinoMamet says:

        Se fossi della religione giusta forse 😉

        ma temo che mi piaccia un po’ troppo il gentil sesso (anche se ahimè singolo, ma a tutto c’è rimedio).

      • Peucezio says:

        C’è del vero in quello che dice Mirkhond.

        E’ paradossale, perché poi mi cadi nel vaticanosecondismo, che è un cattolicesimo protestantizzato, con l’ossessione di leggere la Bibbia, ecc.
        Non ha del protestantesimo (di certo protestantesimo, per meglio dire) la solidarietà con i forti a discapito dei deboli e certi eccessi puritani.
        Ma ha del protestantesimo la fissa della scrittura, il maggiore libertarismo anche sul piano dottrinale e disciplinare, l’avversione per la gerarchia, la mediazione, le regole, l’antipatia per il culto popolare, i santi, le statue, le devozionalità varie (non le vieta, di solito, ma non le ama e non le incoraggia), la sciatteria liturgica fino alla carnevalata.

        Ma più in generale forse l’elemento più caratterizzante, più protestante e anticattolico, del cattolicesimo conciliare, è il soggettivismo, contro al fortissimo oggettivismo del cattolicesimo tradizionale.
        La fede tradizionale è oggettiva, è un sistema di credenze, una costruzione dottrinale cui si deve semplicemente aderire e che esiste in sé. Il cattolicesimo moderno invece è tutto incentrato ossessivamente sulle inquietudini individuali, il problema esistenziale, il dato emozionale: tutto è suggestione, intimità, soggettivismo. Non si va più per affermazioni apodittiche, con un contenuto logico, ma per parole evocative.

        Inoltre c’è l’ossessione del percorso: per un cattolico tradizionale si è cattolici, si aderisce alla fede e tanto basta; poi si può peccare, cadere e allora si deve cercare di rialzarsi, espiare, fare gli opportuni riti per recuperare la grazia di Dio. Per un cattolico aggiornato è un continuo percorso, non si capisce bene da dove e verso dove, purché si cammini. da ciò l’idea che si è sempre insufficienti, che la fede è una conquista continua: ne deriva una svalutazione implicita del mondo: le persone normali, che conducono più o meno dignitosamente la loro esistenza non vanno bene: il cristianesimo è una sorta di aliud assoluto, di conversione permanente e mai compiuta. Il che dev’essere estremamente frustrante per i fedeli: non li invidio affatto.

        • Francesco says:

          ma credo che in 2.000 nessun cristiano si sia mai dichiarato “perfetto cristiano” bisognoso solo di restare al livello raggiunto!

          • Peucezio says:

            Ma mica ci si dichiarava.
            Scusa, ma il livello raggiunto per una persona comune è la grazia di Dio, dopo la confessione. Tanto basta.
            Poi ci sono i santi.

    • Francesco says:

      Duca,

      posso ricordarti che Lui in persona ha detto che la porta è stretta e bisogna sforzarsi di entrare?

      e credo l’abbia detto esattamente per i pigri che contano sulla Sua misericordia per indugiare nei propri vizi

      mentre per quelli facili alla rinuncia per disperazione ha ricordato che il Suo giogo è leggero

      insomma, il marketing mirato mica lo ha iniziato Faccebucche!

      😀

      • mirkhond says:

        “posso ricordarti che Lui in persona ha detto che la porta è stretta e bisogna sforzarsi di entrare?”

        Sulla Croce Ha perdonato, perché il Suo scopo è quello di salvare l’umanità e non di perderla.
        Altrimenti cosa sarebbe Venuto a fare sulla Terra?

        • PinoMamet says:

          Ricordiamo a Francesco et alii che Gesù parlava con pubblicani e prostitute…

          • Per PinoMamet

            “Ricordiamo a Francesco et alii che Gesù parlava con pubblicani e prostitute…”

            E perché no?

            Un vero cristiano non dovrebbe fare alcuna distinzione tra le persone.

            L’anima immortale di tutti è uguale, e tutti hanno la stessa possibilità di salvarsi fino all’ultimo momento della loro vita (mettiamo da parte la predestinazione per il momento).

            Quindi non c’è alcun motivo per cui si debba parlare con un arcivescovo e non con un transessuale drogato, che ogni giorno compie azioni che sono chiaramente contrarie alla “natura” che Dio ha stabilito per gli esseri umani.

            E’ una forma di carità avvisare il transessuale drogato che deve smettere di peccare, deve pentirsi e deve avere fede (e se cattolico, accedere ai sacramenti).

            Poi dopo morto, magari in Paradiso ci va lui e non l’arcivescovo.

            Mettendomi nei panni del cristiano che non sono…

            1) se io vado dal fumatore e gli dico, “ah si? sei un fumatore incallito? e allora col cavolo che ti curo!”” [testo suggerito da roberto], compio una discriminazione.

            2) Se io vado dal fumatore e gli dico, “ti voglio bene, ti regalo un pacchetto di sigarette!”, mi faccio complice.

            3) Se io vado dal fumatore e gli dico, “lo sai che fumando ti potrebbe venire un tumore, cerco di aiutarti a smettere” compio un atto di carità.

            Mi sembra che Pino Mamet, roberto e Z confondano 1) con 3), e accettino solo il comportamento 2).

            • roberto says:

              1) se io vado dal fumatore e gli dico, “mi fai schifo”, compio una discriminazione.

              e che discriminazione compio?

              piuttosto compio una discriminazione se io sono un dottore e dico “ah si? sei un fumatore incallito? e allora col cavolo che ti curo!”

              o se sono un pasticciere e dico “eh no a te la torta non la vendo”

              o un barista e dico “no, qui non puoi entrare”

              per me tu confondi regolarmente insulti, commenti, opionioni, minacce, discriminazioni

              • Per roberto

                “piuttosto compio una discriminazione se io sono un dottore e dico “ah si? sei un fumatore incallito? e allora col cavolo che ti curo!””

                hai ragione, è un esempio molto più azzeccato, e quindi l’ho riscritto dentro il mio commento precedente.

              • roberto says:

                però così non si capisce il roberto pensiero (e vabbé) che sarebbe “NON accetto solo il numero 1” (su 2 e 3 lascio magnanimamente ad ognuno la libertà di decidere)

              • Per roberto

                “però così non si capisce il roberto pensiero”

                Infatti.

                La dialettica è quella cosa che permette a due persone di costruire meglio i propri discorsi, grazie proprio alle obiezioni che solleva l’altra parte.

                Mentre scrivevo frettolosamente, sapevo già che c’era qualcosa che non quadrava il quello “schifo”; tu hai espresso mille volte meglio ciò che avrei voluto dire.

                Quindi, ripartiamo dalla nuova formulazione.

              • roberto says:

                certo! non era una critica (per questa volta 🙂 ) giusto una costatazione

            • Z. says:

              Miguel,

              non ho capito il tuo rilievo. Per me “fai schifo” è cosa maleducata da dirsi, per il resto boh 😀

              • Per Z

                “non ho capito il tuo rilievo. Per me “fai schifo” è cosa maleducata da dirsi, per il resto boh ”

                Ma infatti, era un esempio poco azzeccato, grazie a roberto l’ho cambiato (potere del padrone del blog!), magari adesso il mio ragionamento è più chiaro.

              • Z. says:

                Boh, io continuo a non capire, ma probabilmente sono io 🙂

          • Francesco says:

            Pino

            e li invitava a cambiare vita!

            possibile che quel piccolo dettaglio sfugga così spesso ai coraggiosi nemici del perbenismo?

            🙂

  35. Moi says:

    Sarebbe interessante vedere quanti Occidentali Frustrati passati all’ Islam avrebbero aderito a un Cattolicesimo rimasto “intonso” 😉 dottrinalmente agli Anni Cinquanta (e da lì in giù, ovviamente !) … ma suddetta statistica NON è fattibile ! 🙁

    • Mauricius Tarvisii says:

      Si sono convertiti all’Islam o al sedevacantismo?

      • Moi says:

        E cmq, se senti certa gente “NeoAbbracciata 😉 all’ Islam” tipo quella scovata da Gianluigi Paragone … probabilmente avrebbero trovato la Chiesa “Old School” (come dite voi Millennials 😉 …) come troppo buonista ! 😉

      • Peucezio says:

        Beh, l’Islam è mediaticamente leggermente più noto.
        E poi è molto più semplice (il letteralismo sunnita almeno, non tutto l’Islam).
        A forza di banalizzare, la gente si abitua alle cose semplici e quindi le vuole ancora più semplici.

    • PinoMamet says:

      Oh, poi a dire il vero tutti questi occidentali passati all’Islam non è che ci siano, eh?

      Io ne ho conosciuto uno, molto particolare, con alle spalle un vissuto politico altrettanto particolare (di cui preferisco non parlare su internet), e che è finito all’Islam credo sulla scorta di Guénon (Islam sciita, tra l’altro).

      E mi è capitato di interagire con un altro che definirei, in parole semplici, un pirla.

      In compenso, i buddhisti e simpatizzanti sono legione, e in media non sono certo il tipo del fondamentalista o del tradizionalista culturale…
      (a meno che non si tratti della tradizione tibetana 😉 )

      • Moi says:

        Seriamente, ma … perché la butti in “quantità”, quando hai deciso di appartenere alla religione che per antonomasia (!) ragiona in termini di “qualità” ?

        Davvero, non lo colgo.

      • PinoMamet says:

        Mah, rispondevo alla tua domanda su “quanti” musulmani europei sarebbero diventati invece “cattolici anni Cinquanta”.

        Secondo me i convertiti all’Islam sono pochi, in genere, quindi è difficile fare un ragionamento in questi termini, tutto qua.

        Invece i buddhisti (ancora di più i simpatizzanti) credo siano molti di più.

        Almeno a quello che vedo: se vai in un luogo di preghiera islamico da me, ci trovi solo “marocchini”….
        se vai in uno dei due (2) templi zen della provincia, ci trovi un sacco di gente, tutti italiani…

        • Francesco says:

          Pino

          almeno per i musulmani il discorso di Moi è valido: la conversione alla versione hardcore della religione è fenomeno di massa

          mentre di adesioni alla versione softcore del cristianesimo offerta dai protestanti e dai cattolici post-CV2 non ne vedo granchè

          certo, in mancanza di un Cattolicesimo “puri e duri” non abbiamo la controprova che avrebbe più appeal, ci manca il mondo alternativo in cui il CV2 ha esiti diversi o non c’è per nulla

          ciao

        • Peucezio says:

          Concordo con Pino.
          Conosco un mare di italiani buddisti e nessun mussulmano (anche se il fenomeno non è proprio del tutto marginale, ma è ancora molto molto minoritario, mentre l’adesione a religioni o generica spiritualità orientale si può tranquillamente definire un fenomeno di massa).

          • Francesco says:

            credo sia questione di tempo: la Natura aborre il vuoto, quale che sia l’etichetta che gli si appiccica sopra

  36. Moi says:

    Il Sedevacantismo, contrariamente all’ Islam, non ha la benché minima visibilità main stream … e comunque c’è il discorso “Brand”, e lo dico ragionando per analogia con gli Anziani delle mie parti che ci hanno messo quasi 30 anni (… di cui 3 superintensivi di Renzismo, medicina amara ma necessaria !) per l’ Apostasia dal Fideismo Politico di Partito !

  37. Moi says:

    @ I FOBOFOBICI 😉 DEL POLITICALLY CORRECT
    (chiunque siano, eh … gallina che canta, fa l’uovo 😉 !)

    La cage aux phobes [2013]
    par Claude Rochet

    https://claude-rochet.fr/la-cage-aux-phobes/

  38. A proposito della storia della torta…

    Tengo in casa su uno scaffale i miseri confetti del matrimonio delle nostre amiche http://kelebeklerblog.com/2016/03/02/in-san-frediano-ci-si-sposa/ che ogni settimana cambiano improbabile colore di capelli e si tengono per mano.

    E mi sarebbe anche piaciuto che il matrimonio di quelle due assurde e tenere e antichissime donne si fosse svolto nel nostro giardino, perché se lo meritano.

    La mia difesa del pasticciere americano parte casomai dal fatto che rispetto anche il suo diritto di essere strano, di rifiutare una bella somma di soldi solo perché Dio glielo ha ordinato, in un messaggio scritto in ebraico, aramaico e greco in secoli lontani, in un continente dove lui con ogni probabilità non ha mai messo piede.

    Fa parte della biodiversità, proprio come le nostre due amiche così fantasticamente brutte da essere bellissime.

    • “Fa parte della biodiversità, proprio come le nostre due amiche così fantasticamente brutte da essere bellissime.”

      Poi temo che, esattamente come quelli che credono ai Diritti Umani, anche quelli che credono alla Legge di Dio, siano del tutto incapaci di apprezzare la biodiversità,la realtà meravigliosa di infiniti dialetti, di vite che sfuggono a ogni legislazione e burocrazia, di pianticine che spaccano il cemento e crescono lo stesso.

    • PinoMamet says:

      Prima di tutto, io non confondo affatto i comportamenti e i punti che elenchi più sopra.

      A dire il vero, li stavo pensando io autonomamente in macchina, oggi, mentre mi stavo spostando per cose mie.

      A me la “biodversità” del pasticciere va anche bene, ma, appunto, trvo che il pasticciere debba essere liberissimo di dire “disapprovo il vostro comportamento e se acontinuate così andrete all’Inferno”;

      non vedo invece perché non debba fargli una torta.

      La torta NON fa parte del rito, è solo un corollario.

      è solo una torta: è eccessivo dargli troppa importanza. Ma il pasticciere, che si rifiuta di farla, lo sta facendo.

      Allora diamogli importanza anche noi: ricordiamo al pasticciere che di questa stregua si finisce a “negozio vietato ai negri” e “cani e terroni non possono entrare”.

      • Z. says:

        Mi sembra la classica argomentazione omofoba della slippery slope, secondo cui si comincia col depenalizzare l’omosessualità e si finisce per fare orge coi cani perché tanto non ci sono più regole.

        Secondo me sarebbe bene leggerla quella sentenza.

      • PinoMamet says:

        Ma qui da un pezzo non stiamo parlando della sentenza, ma di tutt’altro, cioè “io al posto del pasticciere che avrei fatto” 😉

        La sentenza, a dirla tutta, dal primo link in proposito, mi pare parli di una cosa molto meno da babbani, e perciò molto più interessante, e quindi passata del tutto in secondo piano 😉

        cioè, a memoria (e tenuto conto delle semplificazioni giornalistiche):

        la prima sentenza, che dava torto al pasticciere, è viziata nelle sue motivazioni, che nella formulazione mostrano una traccia evidente di un forte pregiudizio antireligioso.

    • Peucezio says:

      Però c’è un aspetto triste che nessuno ha colto.
      E si può estendere all’aborto, solo che lì non è triste, è tragico.

      E cioè che bisogna essere religiosi per respingere il matrimonio omosessuale.
      Come se il matrimonio l’avessero inventato i cristiani e non fosse un universale culturale, per quanto diversamente declinato.

      E se un giorno qualcuno se ne uccisse che l’interdizione dell’omicidio è un vincolo religioso e non deve valere per i non credenti? E con l’aborto stiamo lì, anzi, è proprio un caso speciale di questo principio.

      • Francesco says:

        Pecuezio,

        hai perfettamente ragione ma … guarda i paesi senza Chiesa cattolica: lì la sconfitta dell’umano e della logica è ancora più devastante e totale.

        Mi pare evidente che senza Dio l’uomo si perde senza speranza, regredendo a molto meno della legge naturale, che pure è presente in lui anche senza rivelazione divina.

        Ciao

  39. mirkhond says:

    Fedez è un autentico cozzalo tatuatissimo.
    Non so lei che ci trova in quel mostro.

    • Francesco says:

      è una geniale operazione di marketing: la bella e la bestia si vende sempre tantissimo

      a tutti

      se fosse una cozzala anche lei, avrebbero ben poco mercato

      • Francesco says:

        se anche lui fosse un fighetto, poi, non li cagherebbe quasi nessuno

        così beccano i due mondi e tutti quelli che trovano degno di interesse il mix (ne ho sposata una!)

        pare che lei abbia pianificato la cosa a tavolino

      • PinoMamet says:

        In realtà sono entrambi dei cozzaloni, solo con stili (leggrmente) diversi.

        Credo, per dire, che lei abbia prodotto o lanciato dei sandali a tacco alto con una specie di coda di cavallo dietro.
        Basti questo…

      • paniscus says:

        Ah, perché invece lei è una signora raffinata?

        Dove la vedete la differenza di livello tra i due?
        A me sembrano cozzali esattamente alla pari!

        • Francesco says:

          ho detto una fighetta, non una signora raffinata

          mi scuso se non sono stato chiaro

          PS le signore raffinate mettono la loro vita in piazza per fare soldi?

      • roberto says:

        di livello non so.

        esteticamente lei è molto caruccia e lui un cesso (o meglio poteva pure non essere male se non avesse deciso di deturparsi)

        poi lei è una imprenditrice di successo, lui un cantante di (inspieganile) successo, da questo punto di vista mi sembra che ci sia poca differenza

        • PinoMamet says:

          Anche è il successo di lei è abbastanza inspiegabile…
          sarebbe una delle migliaia di fashion blogger, senza nulla che la contraddistingua dalle altre…
          forse ha iniziato un po’ prima di molte, tutto qua.

          Direi che si sono trovati.

          • roberto says:

            beh è partita come fashion blogger, per diventare trend setter, creando il suo brand diretto prima ai suoi followers e poi al wide world.
            non si può negare che sia una success story nel mondo del marketing

            (bello parlare alla cazzona, o big dick)

          • PinoMamet says:

            😀 😀

        • paniscus says:

          “esteticamente lei è molto caruccia e lui un cesso (o meglio poteva pure non essere male se non avesse deciso di deturparsi)”
          ———————————-

          Mi pare che anche lei sia strapiena di tatuaggi molto estesi e di dubbio gusto. Meno di lui, di sicuro, ma a me pare sempre una forma di deturpazione.

          Senza contare che, per i personaggi modaioli femminili, le foto diffuse al pubblico sono sempre infinitamente più photoshoppate rispetto a quelle dei maschi. Anche quello che ingenuamente potrebbe essere creduto un selfie improvvisato fatto in casa, si becca ritocchi a non finire…

          • PinoMamet says:

            Verissimo!
            le più ridicole sono quelle con le didascalie “la kia foto senza trucco”, “la prima cosa che trovato nell’armadio” e simili 😀

          • roberto says:

            ma dai non avrei mai immaginato che le foto di modelle, attrici attricette & soubrettes varie siano ritoccate….

            vabbé comunque che dire, la trovo carina lo stesso.

  40. Francesco says:

    Interessante, mentre io mi preoccupo di quanto possa diventare oppressivo lo Stato se Salvini e Di Maio facessero quello che dicono – e non essendo un immigrato il secondo è più pericoloso per me del primo – scopro che il mio vero problema sono Roberto e Pino!

    🙂

    PS Moi, scusa se a volte ti ho accusato di esagerare!

    • roberto says:

      ma no, io non sono un problema, io te la faccio la torta anche se hai tutti i difetti del mondo

      😉

      • Francesco says:

        ma io non voglio viverci nel tuo mondo! tranne quando fai le grigliate (e in quel caso credo che frequentare pubblici peccatori sarebbe permesso)

        😀

        PS visto Milano come ha triturato Trento?

      • roberto says:

        “ma io non voglio viverci nel tuo mondo! ”

        ma certo, e nemmeno io nel tuo!

        siccome però il destino ci ha fatto la burla di metterci tutti insieme sulla stessa barca, pure quelli che non sopportiamo, il primo ed unico comandamento dovrebbe essere “sii gentile con i tuoi compagni di viaggio, che te li devi beccare per i prossimi mille anni”

        • Francesco says:

          io non sono gentile, io sono in missione per conto di Lui (cit. dai Blues Brothers)

          e se non lo fossi, non sarei io

          voglio sperare ci sia un altro modo di convivere che non quello da te proposto, cioè la mai totale omologazione e annichilimento

  41. mirkhond says:

    “verissimo…ma il cristianesimo non è il giudaismo talmudico 😀
    vi sono standard diversi…
    e quello dei cristiani è (era) alto ed esigente
    né in cristiani hanno qualcosa di simile alla Kol Nidrah (o nome simile..boh), che in pratica ti autorizza a fare ogni cosa 😀
    diciamolo, marranismo e taqiya non sono per tutti 😀
    in ogni caso non sono (non erano) per i Cristiani !”

    Nell’Anatolia pontica e a Cipro, in epoca ottomana vi era diffuso il Criptocristianesimo, con interi villaggi che ufficialmente erano musulmani, e nel privato delle famiglie continuavano a professare il Cristianesimo Ortodosso.
    Idem in Albania e nel Kosovo, con famiglie e villaggi con una doppia identità, ufficialmente musulmana e nell’intimo cristiana, questa volta cattolica.
    Nel secondo caso la Santa Sede non vedeva di buon occhio che i sacerdoti cattolici del luogo, dessero la comunione e altri sacramenti cristiani a questi criptocristiani.
    Ma i missionari, tramite Propaganda Fide, cercavano di spiegare al Papa, che quello era l’UNICO MODO per continuare ad esserci una presenza cristiana nel luogo.

    • Francesco says:

      però ammetterai che è una situazione estrema, quella dei cristiani sotto gli Ottomani

      una vera tragedia, che i cristiani si siano dilaniati tra loro in lotte intestine, fino al totale trionfo degli Ottomani

      🙁

  42. PinoMamet says:

    Riceviamo e volentieri segnaliamo a Moi:
    https://axismundi.blog/2018/06/06/chi-si-nasconde-dietro-la-maschera-le-visite-dallaltrove-e-lipotesi-parafisica/

    mi pare che sia due gradini più avanti di Biglino, anche se si ostina a non vedere la semplice verità:
    la paralisi del sonno, per dire, non c’è bisogno di credere che sia un incubus (visione tradizionale)
    nè un rapimento alieno (anni Cinquanta
    nè un rapimento alieno che anticamente era attribuito agli dei che in realtà sono alieni (Biglino)
    nè un rapimento da un’altra dimensione che si travesta secondo le culture (questi tizi qua)

    ma un fenomeno fisico abbastanza fastidioso e spaventoso, che poi le varie culture hanno attribuito a cause diverse, ma resta un fenomeno fisico…

    • Moi says:

      Interessante … cmq Ezechiele racconta che stava in fila fra dei deportati. 😉

      • Moi says:

        Cmq , senza Biglino, Ezechiele sarebbe rimasto per me solo il Lupastro dei Tre Porcellini 😉 …

    • Moi says:

      Il fenomeno mi è capitato … come quello di credere di essere cascato dal letto e invece c’ero sopra. Lo so: di Fricchettoni che parlano di involontarie (!) Esperienze ExtraCorporee dei Viaggioni 🙂 Astrali (o robe simili) ce n’è a bizzeffe !

  43. Z. says:

    Un intero articolo in cui l’autore non-grillino critica, per la vicenda Aquarius, tutti i partiti tranne uno: il partito di maggioranza relativa, che ha peraltro il doppio dei voti rispetto al suo alleato di governo.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/11/aquarius-e-migranti-contro-gli-opposti-qualunquismi/4419320/

    Non era facile!

    PS: Marco, passami una quota dei click 🙂

    • Z. says:

      Contestualmente, Rumagnol Pride:

      http://www.ravennatoday.it/politica/porto-nave-aquarius-salvini-malta-de-pascale-ravenna-oggi-lunedi-11-giugno-2018.html

      Ma concretamente chi decide chi entra o meno in porto e quando?

      • PinoMamet says:

        Non lo so, ma credo che il sindaco della città non abbia tutta questa voce in capitolo…

        mi pare che sia una roba di frontiere, quindi sostanzialmente la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera- Capitaneria di Porto, l’Autorità portuale…

        in ultima analisi, il Governo. Ma potrei sbagliare, siete voi (Z., Maurì, Roberto) gli esperti di diritto!

        • Z. says:

          Esperto sarà Lei, caro Lui!

          In effetti non so molto al riguardo e mi piacerebbe saperne di più.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Lo hanno già detto pure i sindaci di Napoli e Livorno, ma probabilmente loro sbagliavano, non essendo del Partito 😀

        Comunque, come fa notare Pino, si tratta di gesti simbolici, visto che non sono i comuni ad essere competenti in materia di immigrazione.

        • Z. says:

          Sapevo che avresti messo l’elmetto non-grillino, giovine Mauricius! Sono orgoglioso di te, ma il mio intervento era su Feltri, non certo sul censurato Nogarin (mica sono di Livorno)…

          Il mio punto però è che non so quanto siano competenti in materia di porti, oltre che di immigrazione.

          • Mauricius Tarvisii says:

            De Magistris è grillino? Oppure è che sei come Silvio, per il quale tutti quelli contro di lui sono comunisti? 😀

            • Francesco says:

              De Magistris è abbastanza stupido da qualificarsi come grillino, da sindaco poi le notizie che mi provengono dal loco lo danno di razza purissima.

              Quindi Pentas ad honorem!

              🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Che tu fossi alla Silvio non ne avevo dubbi 😀

              • Z. says:

                Per quante critiche si possano fare a LDM, sono ragionevolmente certo che non governerebbe mai con Salvini.

              • Francesco says:

                Beh, no, scusate, io avevo una opinione parzialmente buona di voi.

                Ma se mi venite a dire che il peggior difetto dei grillini è l’alleanza di governo con Salvini devo ricredermi!

                🙁

            • Z. says:

              MT,

              — De Magistris è grillino? —

              Ma cosa c’entra LDM, razza di tangheraccio che non sei altro! e ti sembra che me la sia presa con lui?!

              Caso mai mi dispiace che abbiano costretto Nogarin a cancellare quell’articolo.

              Va benissimo armarsi e partire alla guerra da “non-grillino”, ma almeno criticami per qualcosa che ho scritto!

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, tu te la sei presa con me, infatti, accusandomi di grillismo per aver citato De Magistris 😀

              • Z. says:

                No, io ti ho accusato di (non) grillismo per essertela presa con me per una ragione che tuttora mi è ignota!

                🙂

                (forse perché ho scritto Rumagnol Pride e non Livorno Pride? ma mica sono livornese io, scusa!)

  44. OT

    stavo seguendo la vicenda della quattordicenne Susanna Maria Feldman, stuprata e strangolata in Germania.

    Mentre i media sottolineano che avrebbe confessato che il suo assassino, il “profugo” Ali Bashar, avrebbe confessato, soltanto i media israeliani sottolineano che Susanna MF era di famiglia ebraica.

    Devo dire che mi piace molto l’approccio dei media britannici, che sottolineano che si tratta di un “suspect murderer” (mentre i media italiani parlano di un “killer”), e trovo splendida la precisazione del sito della bbc:

    https://www.bbc.com/news/world-europe-44425783

    “A note on terminology: The BBC uses the term migrant to refer to all people on the move who have yet to complete the legal process of claiming asylum. This group includes people fleeing war-torn countries such as Syria, who are likely to be granted refugee status, as well as people who are seeking jobs and better lives, who governments are likely to rule are economic migrants.”

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *