L’amicizia

La politica, comunemente intesa, consiste nel bofonchiare sospettosamente e occasionalmente infuriarci con quelli che paghiamo per decidere delle nostre vite.

La base sono regole per tenere il prossimo a distanza di sicurezza, nonché il risentimento, che è la nota di fondo che si sente sempre.

Ma la politica vera dovrebbe essere la polis che costruiamo noi. E per una tale politica l’unica base, assolutamente concreta,  può essere l’amicizia.

Sempre dalla Cittadella di Antoine de Saint-Exupéry  (pagine 157-158):

Era ingiusto quel tale che diceva della sua minuscola casa: “La costruisco così perché contenga tutti i miei veri amici…”

Che cosa pensava dunque degli uomini quel gottoso?

Io, se volessi costruire una casa per i miei veri amici non saprei fabbricarla abbastanza grande poiché non conosce un uomo al mondo che non sia in parte mio amico, sebbene in modo limitato e transitorio. Anche quel tale a cui faccio tagliare la testa potrei trasformarlo in mio amico se sapessimo porre fine alle divisioni degli uomini.

Saprei fare un amico anche di chi mi odia in apparenza e mi farebbe tagliare la testa se potesse. E non credere che si tratti di una commozione facile, né d’indulgenza, né di un’aspirazione ignobile, di una simpatia volgare, perché io rimango duro, inflessibile e silenzioso. Ma pensa che sono numerosi i miei amici sparsi un po’ dovunque e che riempirebbero la mia dimora se insegnassi loro a camminare.

Ma che cosa intende per amico vero costui se non colui al quale potrebbe affidare del denaro senza correre il rischio di essere derubato – l’amicizia allora non è altro che lealtà di domestico -, ovvero colui al quale potrebbe chiedere un favore – e l’amicizia non è altro che un vantaggio ricavato dagli uomini  – , ovvero colui che all’occorrenza potrebbe prendere le sue difese? L’amicizia allora è un segno di ossequio.

Io disprezzo i calcoli e dico mio amico quell’essere che ho intravisto nell’uomo, un essere che forse sonnecchia ancora nascosto nella sua ganga,[1] ma che di fronte a me comincia a rivelarsi poiché mi ha riconosciuto e sorriso, anche se più tardi dovrà tradirmi.

Ma costui chiama amici quelli che berrebbero la cicuta al suo posto; come puoi pretendere che tutti se ne rallegrino?

Quel tale che si diceva buono non poteva capire l’amicizia. Mio padre che era crudele, aveva degli amici e sapeva amarli poiché non era sensibile alla delusione che è avarizia frustrata.

La delusione non è che bassezza, poiché quello che in un primo tempo amavi nell’uomo per qual motivo dovrebbe essere distrutto se ci sono anche altre cose in lui che non ti piacciono? Ma tu trasformi subito in schiavo colui che ami e che t’ama, e se egli non assume il peso di questa schiavitù lo condanni.”

Nota:

[1] Perfetta la definizione della Treccani: “ganga: il complesso dei minerali sterili, cioè non utilizzabili, che si trovano associati ai minerali utili di un giacimento minerario. Viene eliminata, parzialmente o totalmente, durante l’arricchimento dei minerali.”

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360 Responses to L’amicizia

  1. habsburgicus says:

    e poi c’è l’ “amicizia” democristiana..dove “amico” era la sua antifrasi 😀

    • Z. says:

      In effetti, se ricordi, Vendola propose di sostituire il termine “compagno” col termine “amico”: che è molto più moderno e più social, se non altro.

      Renzi ci è riuscito: ha sostituito gli amici ai compagni, et voila!

      😀

      • Francesco says:

        ma Renza sta tornando? è come Freddy Krueger, cattivissimo e immortale?

        ho sentito un paio di spiegazioni di area 5S su perchè Salvini e il PD gli dicono di No e, seriamente, siamo oltre l’infantilismo

        • Z. says:

          Non ho capito cosa intendi con l’ultimo paragrafo!

          • Francesco says:

            allora: Salvini dice no a Di Maio perchè ricattato da Berlusconi; il PD perchè Renzi li controlla.

            il sospetto di non essere la bonazza della scuola con cui tutti vogliono uscire non li sfiora neppure.

            credono davvero di essere il meglio (o meglio glielo dicono i loro media di indottrinamento)

          • Z. says:

            Non so quanto ci credano o quanto facciano mostra di crederci, come gli agenti immobiliari che devono convincerti che ti stanno vendendo un castello a due lire.

            Ah, Renzi non è tornato. Nel senso che non se n’è mai andato. E’ immanente, come la parte civile nel processo penale 😀

            • Francesco says:

              o è un deficiente convinto di non aver sbagliato nulla?

              ormai il dubbio mi assilla (sempre meno di quello tra Kalinic, Silva e Cutrone, comunque)

              🙂

  2. Z. says:

    Comunque, Miguel, ci crederesti? debbo dissentire di nuovo!

    Secondo me l’amicizia è una cosa, e la politica una cosa diversa. In politica mi unisco a chi ha obiettivi, ideali, interessi comuni ai miei: un amico è qualcosa d’altro. Non qualcosa di meno: sotto certi aspetti, anzi, è qualcosa di più prezioso, di più raro. Talvolta di unico.

    Ma è qualcosa di diverso.

    E in effetti, nella tradizione in cui sono cresciuto si parlava di compagni, che è un concetto differente. Qualcuno che non è necessariamente tuo amico, con cui non ti confidi. Anzi, magari è qualcuno con cui non andresti nemmeno a bere una birra assieme: però è qualcuno che condivide le tue prospettive, e nel viaggio verso una meta comune puoi contare su di lui.

    • Per Z

      @Secondo me l’amicizia è una cosa, e la politica una cosa diversa. In politica mi unisco a chi ha obiettivi, ideali, interessi comuni ai miei: un amico è qualcosa d’altro.””

      Capisco, ma la sfumatura – almeno per noi – è diversa.

      Si parte dal fatto di vivere casualmente nello stesso luogo, essendo persone diversissime, con esperienze, opinioni e caratteri in apparenza inconciliabili tra di loro.

      In questo caos, nasce però l’esigenza di costruire qualcosa insieme, dove la grande diversità è esattamente ciò che arricchisce.

      Quindi in parte è come dici tu, quando parli di “viaggio verso una meta comune” di persone che normalmente spesso non andrebbero nemmeno a prendere una birra insieme; ma non è nemmeno il “gruppo di quelli che la pensano tutti allo stesso modo”. Proprio perché ciò che unisce non è un “pensiero”, ma un’azione condivisa.

      E tutto questo si sorregge, perché dentro ciascuna persona, c’è un elemento particolare, prezioso, di cui la persona stessa non si rende conto.

      Come la nostra fornaia, che ha scoperto di avere incredibili capacità di coordinare le azioni degli altri senza interferire e una lucidità di discorso che funziona perfettamente, ad esempio, in televisione.

      E’ una persona con cui non avrei avuto molto da condividere se avessimo parlato di “ideali”; ma l’amicizia e il reciproco rispetto nasce nell’azione.

      • roberto says:

        probabilmente per caso 🙂
        ma Z ha detto una cosa giusta e diversa da “gruppo di quelli che la pensano tutti allo stesso modo”, perché parla di “obiettivi, ideali, interessi comuni ai miei”.
        secondo me ha ragione e voi sicuramente fate politica, anche se non lo ammetterai mai nemmeno sotto tortura visto che nella nuova lingua del XXI secolo politica è una cosa bruttissima e chi fa politica è il peggio del peggio.

        • Per roberto

          “ma Z ha detto una cosa giusta e diversa da “gruppo di quelli che la pensano tutti allo stesso modo”, perché parla di “obiettivi, ideali, interessi comuni ai miei”.”

          Forse io personalmente vivo tre tipi di amicizia completamente diversi, vediamo se corrisponde anche alla vostra esperienza:

          1) persone con cui condivido interessi, come i frequentatori di questo blog: non stiamo costruendo nulla insieme, ma stiamo molto bene a stimolarci intellettualmente a vicenda, e sicuramente c’è anche un elemento di autentica simpatia umana

          2) persone con cui condivido ideali. Potrebbero essere persone che si occupano di “ambiente” e con cui condivido molti ragionamenti e un comune impegno: probabilmente sono quelli che Z chiamerebbe “compagni” in senso lato.

          3) persone con cui condivido un territorio, e con cui viene istintivo farci qualcosa, che non viene definito in alcun modo in precedenza (quindi non è un “ideale” e non è un “progetto”). Ovviamente non tutti gli abitanti di questo territorio provano questo istinto, ma con i tanti che lo provano viene spontaneo, in pochi minuti, creare qualcosa, e in questo il linguaggio, l’educazione, le identità politiche sono prive di qualunque importanza.

          Ciò che si costruisce è sempre imprevedibile, perché dipende tutto da “quell’essere che ho intravisto nell’uomo, un essere che forse sonnecchia ancora nascosto nella sua ganga”, come la fornaia che si scopre capace di organizzare in un attimo decine di persone senza perdere la lucidità, o di parlare in televisione.

          Ciò che si costruisce insieme muta continuamente, a mano a mano che nuove persone aggiungono nuovi rami del tutto imprevedibili all’albero.

          Questa è l’amicizia alla Saint-Exupéry. Che lui esprime nel suo stile certamente particolare che può piacere o meno; ma non conosco qualcun altro che sia stato capace di descriverla in maniera così scientifica.

          Poi se non si ha esperienza di questo terzo tipo di amicizia, capisco che le parole di Saint-Exupéry possano risultare incomprensibili o retoriche.

        • roberto says:

          mah, per quel che mi riguarda gli amici sono quelli con i quali condivido o vorrei condividere cibo e/o bevande alcolizzate.
          si tratta quindi di pura simpatia umana senza che ci debba essere un interesse comune o un ideale o un territorio.

          penso a te o peucezio.
          viviamo lontani, non vi piace né il basket né star wars né la musica rock, abbiamo delle visioni politiche abbastanza antitetiche eppure vi metterei nel cassetto “amici” molto più che certi miei compagni di squadra (stessi interessi) o certi tizi che vivono nella mia strada (stesso luogo) o la stragrande maggioranza dei genitori dei compagni di classe di mia figlia (stessi interessi e luogo) o un ex collega per il quale ho votato, che pure stimo molto

          • Peucezio says:

            Roberto,
            “mah, per quel che mi riguarda gli amici sono quelli con i quali condivido o vorrei condividere cibo e/o bevande alcolizzate.”

            Beh, avendo frequentato dei russi, difficilmente potrei trovarmi in disaccordo e ovviamente sono molto onorato di fare parte della tua cerchia di amici.

            Dovremmo riflettere sul tipo di amicizia di cui parla Miguel, che non è quella nel senso che intendiamo normalmente, ma non è nemmeno solo solidarietà comunitaria, se non forse in un senso che oggi è quasi sconosciuto.

            Io credo che alla fin fine la base di tutto sta nella condivisione di esperienze significative (in atto o in potenza: non ne ho condivise con Roberto, ma so che potrebbe accadere) a partire da una particolare compatibilità di fondo.

            • Per Peucezio

              “Dovremmo riflettere sul tipo di amicizia di cui parla Miguel, che non è quella nel senso che intendiamo normalmente, ma non è nemmeno solo solidarietà comunitaria, se non forse in un senso che oggi è quasi sconosciuto.”

              Ti ricordi l’Oste che ti ho fatto conoscere?

              Scout, cattocomunista, settant’anni, terza media, una vita ai mercati… cosa posso condividere come esperienze, come visione del mondo?

              Non so nemmeno se mi posso “fidare” (e su questo andrebbero meditate le parole di Saint-Exupéry).

              So soltanto che è mio amico, perché condividiamo un territorio, un sentimento interiore (che non è un “ideale”, un “progetto”), e perché riconosco in lui delle qualità straordinarie, che io non possiedo.

          • Peucezio says:

            Belle comunque le “bevande alcolizzate”: non sono solo alcoliche, ma anche loro hanno il vizio dell’alcol, al pari dei loro consumatori.
            Sarà una svista forse, ma è ben riuscita. 🙂

      • roberto says:

        che poi se pensate al PCI-PDS-PD e a tutti i frazionamenti di ogni forma di sinistra (e scusatemi se rubo il lavoro a Moi), “gruppo di quelli che la pensano tutti allo stesso modo” non mi sembra descrivere tanto accuratamente la politica….

        • per roberto

          ” se pensate al PCI-PDS-PD e a tutti i frazionamenti di ogni forma di sinistra (e scusatemi se rubo il lavoro a Moi), “gruppo di quelli che la pensano tutti allo stesso modo” non mi sembra descrivere tanto accuratamente la politica….”

          E invece penso di sì, è esattamente quando tutti usano gli stessi meccanismi di comunicazione, che non si capisce più niente e si finisce per litigare.

        • Z. says:

          Miguel,

          veramente “pensarla tutti allo stesso modo” non è necessario. A sinistra, poi, si usa da sempre pensarla tutti in modo diverso (e litigare uso forsennati :D).

          Basta avere una meta comune e una visione del mondo compatibile.

          Detto questo, agli stessi termini si possono dare significati diversi e versavice. È anche questione di semantica. E la semantica è anche interessante, sia chiaro, ma la politica lo è di più 🙂

  3. Francesco says:

    capisco pochissimo di quello che dice SE e quel poco che capisco mi vede in gran dispetto e opposizione

    ma diffido anche dello spontaneismo assoluto di Miguel, secondo me ALLA BASE c’è una implicita comunanza spirituale, fosse solo NON avere lo sguardo dello speculatore edilizio quando si guarda all’Oltrarno. Da lì nasce tutta l’azione comune

    F il rompiballe

    • Per Francesco

      “ALLA BASE c’è una implicita comunanza spirituale, fosse solo NON avere lo sguardo dello speculatore edilizio quando si guarda all’Oltrarno. Da lì nasce tutta l’azione comune”

      Verissimo!

      L’unica cosa è che volgerei al positivo il tutto: “avere uno sguardo più bello e ricco di quello dello speculatore”

      • Francesco says:

        più che positivo direi tendenzioso!

        dopo tutto chi ha uno sguardo realista e aperto al futuro? bella domanda, la cui risposta mi pare molto meno scontata di quando la ho scritta

        😀

  4. Amicizia…

    oggi parlavo con A., che avrà una settantina d’anni portati molto bene.

    A. viene da Piazza de’ Nerli, che dista forse duecento metri dal nostro giardino, ma è un altro mondo.

    E ha raccolto, negli archivi tutta la storia del rione.

    Però al di là di ogni archivio, mi ha indicato il punto in cui sorgeva un tempo un vespasiano.

    E lui a far sentinella, eroico, in cima al vespasiano, con l’occhio rivolto verso sud.

    Dove c’è la Via de’ Camaldoli.

    Da cui, improvvisamente, ferocissimi, sbucavano i bambini camaldolesi a fa’ sassaiole, come ai tempi del Savonarola.

    E fu lì che lo colsero con un sasso sul collo, che lui se lo ricordo ancora.

    Ecco, anche questi sono i miei amici, exuperianamente.

  5. Moi says:

    Il Pd è diventato il partito dei ricchi

    http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2018/03/07/il-pd-e-diventato-il-partito-dei-ricchi/

    … chi l’aréss mai détt ! 😉

    • Francesco says:

      e io che non li ho votati soprattutto per le politiche peroniste dell’ultimo Gentiloni!

      😀

  6. Moi says:

    ma tutto ciò _ al netto di qualche pennellata ItaloFolklorica di Familismo Amorale con Amicidegliamicismo incorporato 😉 _ ricalca perfettamente gli Iuessei, perciò nulla donde trar maraviglia ! 😉

  7. Moi says:

    Ma … quel che dovrebbe indignare il Popolo è che a un vecchio Bauscia pieno di baiocchi gli piace la Young Fàiga (cfr. Loro1+Loro2, Servillo & Sorrentino), nevvero Habs ?! 😉

  8. Moi says:

    Per intendere”de’ Nostri”, il “Compagno” era da vecchio PCI mentre “Amico” è ancora in uso nella Galassia Diasporata del Dopo DC … ciò predisponeva a una prospettiva rispettivamente di severa ideologia Vs Familismo amorale ?

    Può essere, ma in entrambi i casi c’era un’ alternativa consolidata al Liberismo sfrenato che libera la società da tutti gli stigmi / simbolismi … per poi riversarli in uno solo, unico intollerabile: la povertà !

  9. Moi says:

    Renzi è riuscito nel miracolo di far capire a operai appassionati di figa e grigliate di non aver nulla a che vedere con intellettualoidi lesbiche vegane … o no, Habs ? 😉

    • PinoMamet says:

      ?

      Che c’entra Renzi con tutto ciò? Non è per far polemica, è che proprio non ci vedo il nesso.

      Non credo di averlo mai sentito parlare, nonché di lesbiche vegane, ma neppure di femminismo. E neanche di figa.
      Magari parlava di Europa per dire che dobbiamo starci dentro ma farci rispettare e robe di questo genere.

      • Z. says:

        Non istà bene parlare al passato dei vivi, però 😀

      • Francesco says:

        Pino

        scusa ma tra matrimoni gai e adozioni pè tutti e DAT il nostro amico Renzi si è battuto più per questi obiettivi che per le riforme socio-politiche

        al punto che al referendum costituzionale i miei amici cattolici del Family Day si sono battuti per il NO, e non certo per il merito delle questioni

        ciao

        • paniscus says:

          “scusa ma tra matrimoni gai e adozioni pè tutti e DAT il nostro amico Renzi si è battuto più per questi obiettivi che per le riforme socio-politiche”
          —————————

          Ah, e ti stupisci?

          Secondo te Renzi l’avrebbe fatto perché ideologicamente militante a favore del complotto omosessualista e dissoluzionista contro i Veri Valori Tradizionali?

          Renzi si è battuto per le unioni gay e per le adozioni allargate e per la legittimazione di forme più fantasiose di famiglia alternativa, INVECE che battersi per altre forme di diritti socio-politici (ed economici), non perché fosse ideologicamente convinto della bontà intrinseca della prima causa rispetto alla seconda.

          Ha fatto quella scelta perché battersi per quella prima causa gli costava poco (al massimo si sarebbe beccato gli strilli di quattro gatti reazionari e bigotti, ma nessuna vera opposizione di sostanza, e gli avrebbe fatto fare la figura brillante presso tutti gli altri, a costo quasi zero)… mentre battersi per ottenere dei cambiamenti radicali in questioni economiche e finanziarie gli avrebbe stroncato qualsiasi possibilità di appoggio da parte delle banche, del mondo imprenditoriale, dell’unione europea e dei vari poteri internazionali effettivi.

          Pensare davvero che fosse una questione di scelta ideologica mi pare proprio ridicolo…

          • Francesco says:

            insomma, anche pensare che i quattro gatti bigotti fossero meno importanti dei tre gatti iper progressisti è una scelta (o una cecità) ideologica

            e soprattutto pensare che agli occhi dell’uomo medio quelle scelte sarebbero parse un merito … ecco questo è fanatismo ideologico della più bella specie!

            😉

            PS cosa vorrebbe dire “cambiamenti radicali in questioni economiche e finanziarie” in una direzione anti UE, anti banche, anti imprenditori e anti “poteri internazionali effettivi”? devo cercare di nuovo tra i comunicati delle BR? o di Matteo Salvini?

            • paniscus says:

              “e soprattutto pensare che agli occhi dell’uomo medio quelle scelte sarebbero parse un merito … ”
              —————————-

              Veramente io non penso affatto che l’uomo medio sia entusiasticamente favorevole ai matrimoni gay per ragioni ideologiche, e che quindi consideri quelle posizioni politiche “un merito”.

              Io penso che all’uomo medio (a meno che non sia egli stesso gay a sua volta, o abbia qualche persona cara coinvolta direttamente), semplicemente non gliene freghi niente dei matrimoni gay.

              Ma proprio per questo, non è nemmeno contrario, quelle scelte politiche non gli sembrano né un merito né una colpa, semplicemente non ci sta a pensare in continuazione come invece sembri fare tu 🙂

              • Francesco says:

                quindi perchè mai Renzi (e prima di lui Obama) si sono buttati a pesce su questo?

                non interessano a loro, non interessano agli elettori (tranne casi marginali)

                com’è che sono saltate fuori queste tematiche?

              • paniscus says:

                a) perché se il 10% è accanitamente favorevole, il 5% è accanitamente contrario, e il restante 85% è indifferente, conviene seguire la strategia che porta più consensi, anche se sembrano margini piccoli;

                b) perché le coppie gay e le “famiglie arcobaleno” costituiscono una nuova nicchia di mercato potenzialmente florida, mentre le “sentinelle in piedi” no… per cui, il mondo aziendale, le banche, le multinazionali, l’industria della pubblicità, del turismo, del cinema, dell’intrattenimento, dell’editoria, della moda, dei corsi di formazione psicofuffologica contro il bullismo omofobico e per l’inclusività totale globbale, è più facile che faccia pressioni a favore che contro.

                E col cavolo che Renzi avrebbe preferito scontentare banche, multinazionali e imprese pubblicitarie, piuttosto che scontentare quattro gatti di sentinelle in piedi.

              • Francesco says:

                beh, come strategia elettorale mi pare abbia funzionato maluccio

                forse quel 10% è una stima generosa

              • paniscus says:

                Francesco, ma tu veramente non vedi (o fai finta di non vedere) i disastri immani che il governo di Renzi ha combinato su altri fronti, perdendo consensi in massa per questioni completamente indipendenti dai matrimoni gay?

                Io ho detto che, in generale, tra le persone nettamente schierate a favore o contro le unioni civili, penso che quelle a favore siano di più (sempre considerando che si tratta entrambe di minoranze, e che alla maggioranza non importa nulla dell’argomento)…

                …ma non ho mica detto che tutte queste avrebbero dovuto votare Renzi in automatico perché considerano quella causa la più importante di tutte!

                Io sono a favore delle unioni civili, e ho apprezzato il fatto che quella legge fosse finalmente stata varata, ma non l’ho mai considerata nemmeno per un istante una motivazione per garantire la fiducia a Renzi al turno elettorale successivo.

                Le motivazioni per NON votarlo erano molto più forti.

                E immagino che ci saranno stati anche parecchi omosessuali, coinvolti personalmente nella storia delle unioni civili, che hanno ragionato esattamente come me.

                Magari contenti per la legge sulle unioni civili, ma schifati da quella sulla scuola, o dalla pantomima indecorosa messa su con la storia del referendum costituzionale.

                Cosa ci sarebbe di strano?

              • Peucezio says:

                Cito Lisa, ma rispondo a Francesco (e a tutti):

                “b) perché le coppie gay e le “famiglie arcobaleno” costituiscono una nuova nicchia di mercato potenzialmente florida, mentre le “sentinelle in piedi” no… per cui, il mondo aziendale, le banche, le multinazionali, l’industria della pubblicità, del turismo, del cinema, dell’intrattenimento, dell’editoria, della moda, dei corsi di formazione psicofuffologica contro il bullismo omofobico e per l’inclusività totale globbale, è più facile che faccia pressioni a favore che contro.”

                E’ questo il punto fondamentale.
                Poi resta da vedere se è solo un fatto di mercato o non è quantomeno il fatto che il mondo aziendale, le banche e tutto il resto ci credono (mai sottovalutare la buona fede e la sincerità, che sono il vero motore, se non della politica spicciola, della storia e non di rado sono la base di ogni male).

            • Peucezio says:

              Francesco,
              quante divisioni corazzate ha l’uomo medio?
              Che tradotte in termini attuali significano soldi, potere finanziario, editoriale, mediatico, ecc. ecc.

        • PinoMamet says:

          Francè

          l’azione di Renzi a favore dei gay è stata così incisiva che me l’ero scordata del tutto. 😉

          Però ora che me lo ricordi devo darti ragione (cioè, non nel senso che la pensi come te sui matrimoni gay, ma sull’immagine di Renzi) e a Moi.

          • Francesco says:

            n0n so quanti siano i bigotti là fuori, so che se la sono legata al dito contro Renzi e contro i cattolici moderati che hanno accettato il “male minore”

            mentre a quanto pare i militanti per i nuovi diritti civili sono pochini o distrattini

    • Lucia says:

      Penso che la maggior parte degli operai appassionati di F&G siano troppo intelligenti per non capire che in politica non si tratta, come ha spiegato Z., di prendersi un birra assieme, bensì di avere o no obiettivi comuni. E non vedo perché non potrebbero essercene, di obiettivi comuni: il fatto di essere “lesbiche vegane” non salva dall’essere precarie e magari colleghe operaie. Mi piacerebbe sapere che esperienza hai di queste “lesbiche vegane” – quelle che conosco io sembrano uscite dai racconti del Nidiaci di Miguel, si danno un sacco da fare per la comunità, i luoghi pubblici della città e per i figli, di solito altrui fra l’altro. E sono lavoratrici precarie.
      Poi fra parentesi, l’operaio appassionato di figa e la lesbica ALMENO una passione in comune ce l’hanno 😀

  10. Moi says:

    Come una Gender Swap Cassandra 😉 , soltanto Cacciari tra le Fila RadicalChic lo comprese in tempo …

  11. Moi says:

    https://imgur.com/r/sjwhate/MLstND7

    poi ci sono altre ragioni … 😉

  12. Moi says:

    @ MIRKHOND

    https://www.youtube.com/watch?v=Je8BVPuoTDw

    un Kalergic Short Circuit Movie 😉 Fantasie Boldriniste VS Realtà Santanchéista 🙂 che _ seppure invertendo i parametri etici … _ dovrebbe piacerti … 😉

    ————–

    Cosa dirà la Gente / Hva vil folk si

  13. Moi says:

    @ MIRKHOND

    ******* Un commento youtubico che condividerai, naturalmente al netto della proposta finale di una via di mezzo 😉 *********

    Solito film di propaganda sulla superiorità dei “valori occidentali” (ossia troieggiare in disco e scopare liberamente) da propinare a paesi legati a tradizioni impermeabili alla cultura consumistica di mercato che sarebbe tanto conveniente “democratizzare” e “liberare”, ovviamente nell’interesse di multinazionali e banche. Vi sembro paranoico? invece le cose stanno (oggettivamente) proprio così. Promettono la libertà dalla schiavitù dei valori tradizionali (in cui la sessualità è disciplinata) per consegnare i popoli alla schiavitù del consumismo, del debito, della precarietà economica, della solitudine e della guerra tra i sessi: una via di mezzo no?

    • Peucezio says:

      Che poi uno ricava l’impressione esattamente opposta.
      Che guai a Dio far venire un giovane, o, a maggior ragione una giovane, in contatto con l’Occidente, perché sviluppa bisogni che poi non puoi reprimere.
      Uno che vede un film del genere dice: io mia figlia la faccio crescere in un villaggio in mezzo ai muli, così si evitano tante frustrazioni, problemi e conflitti.

      Poi dice che uno ha torto quando dice che dovremmo mettere muri altissimi con tanto di filo spinato tutto intorno alle nostre nazioni.

      • mirkhond says:

        “Poi dice che uno ha torto quando dice che dovremmo mettere muri altissimi con tanto di filo spinato tutto intorno alle nostre nazioni.”

        Si ma per proteggere gli extracomunitari dalla decadenza dell’occidente.

        • Peucezio says:

          Per proteggere tutti.
          U mìscka piscke fa solo danni in tutte le direzioni.

          • mirkhond says:

            La nostra civiltà ormai è alla frutta.
            Si tratta di preservare le altre di civiltà.

            • Peucezio says:

              Proprio perché culturalmente siamo finiti, si tratta di preservare il sangue.
              Un popolo deculturalizzato può rincivilirsi, ma una razza ibridata o estinta non può ricostituirsi.

              E comunque nessuna civiltà collabora con la propria estinzione. Semmai proprio questo invocare con entusiasmo la propria distruzione, che è poi quello che fanno i comunisti, è il segno del crollo morale.
              Ma a questo punto il discorso è tautologico: si invoca l’autodistruzione e la si adduce come prova del fatto che siamo alla frutta e che ci deve essere l’autodistruzione.

              Ma a nessuna civiltà, per quanto decaduta, è impedito di mantenere un barlume di dignità e di sentimento di riscatto. Proprio nella crisi più devastante si distinguono gli uomini che cercano di ricostruire anche dalle macerie, anche solo mettendo un singolo mattone sopra un altro.
              Non vedo cosa ci sia di positivo nel contribuire, fisicamente o moralmente, al declino e alla morte della propria civiltà o compiacersene o volerla accelerare o assecondare.
              Un uomo da solo non salva una civiltà, ma riscatta sé stesso se almeno fa quel minimo sforzo per tenerne in piedi qualche pezzo e cercare di porre anche le minime premesse per la sua rinascita.
              L’idea evoliana del tanto meglio tanto peggio mi è sempre sembrata un’idea nichilista e compiaciutamente aristocratica nell’accezione più decadente.

            • PinoMamet says:

              “Proprio perché culturalmente siamo finiti, si tratta di preservare il sangue.
              Un popolo deculturalizzato può rincivilirsi, ma una razza ibridata o estinta non può ricostituirsi.”

              Secondo me la razza non c’entra proprio niente, Peucè.
              Prendiamo un esempio macroscopico: i neri americani.
              Sono americani, in tutto e per tutto, con la pelle più scura degli altri;

              è vero che hanno, a volte, un accento diverso (a dire il vero, avevano l’accento del sud degli Stati Uniti: sono stati i bianchi locali a cambiarlo per non assomigliare ai negri, così perlomeno dice internet) ma mi sembra un po’ poco…

              • Peucezio says:

                Pino,
                non c’entra niente con che cosa?
                E’ molto difficile sia dimostrare che la razza abbia una qualche correlazione con la cultura e con l’indole dei popoli (una volta si dava per scontato, oggi è una bestemmia sostenerlo), sia dimostrare che non ce l’abbia.

                Ma la biodiversità fenotipica umana non può essere un valore in sé?
                Per me il pluralismo è un valore sempre e comunque.
                E il feontipo è importante, non foss’altro per ragioni estetiche, simboliche… insomma, a Tizio piacciono le rosse, a Caio le bionde, Sempronio ama la sensualità delle brune, poi c’è quell’altro che non si fa mancare niente, ma si diverte proprio a cambiare continuamente colore.
                Sai che divertimento un’umanità grigia tutta uguale, anche in senso esteriore.

              • Per Peucezio

                “Sai che divertimento un’umanità grigia tutta uguale, anche in senso esteriore.”

                E’ una domanda interessante.

                Mettere insieme due cose diverse e particolari, non dà necessariamente come risultato il “grigio”, cioè nessuna cosa.

                Parlo solo del mio caso personale.

                Ci sono diversi poli nella mia vita: il mondo anglosassone, da Beowulf a Ruskin; il mondo ispanico/cattolico/latino; il mondo mesoamericano (mais+sangue, come si diceva con Mirkhond); il mondo dell’Oltrarno.

                Ciascuno è una ricchezza, che mi fa apprezzare ancora di più la diversità.

                E mi viene in mente una mia amica, molto fiorentina, che ha fatto il liceo classico.

                Ha sposato un venditore ambulante clandestino senegalese, legalizzatosi poi come meccanico.

                Hanno un figliolo, che a scuola è di una bravura eccezionale, d’estate va in un villaggio in Senegal e si fa chiacchiere in Wolof con innumerevoli parenti.

                Con lui forse è tardi, ma sarebbe bello se oltre al villaggio Wolof, conoscesse anche il Masaccio e quel matto di Filippo Lippi.

                Poi non tutti finiscono così: vedo i figli di splendidi e coraggiosi genitori arabi, che si fissano con rapper e cretinate, quanto gli autoctoni. E ci mettono anche un tocco rancoroso e cretino di vittimismo.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                certo, osservazioni molto pertinenti, per il resto e sostanzialmente condivisibili.

                Ma io parlavo del mero fenotipo.
                Si ritiene che fra qualche generazione non esisteranno più i biondi e i rossi (e, immagino, nemmeno i neri nerissimi).
                Non riesco a vederci proprio nulla di positivo in ciò.

              • PinoMamet says:

                “Ma la biodiversità fenotipica umana non può essere un valore in sé?”

                dal punto di vista di un giardiniere, per così dire, sicuramente.

                Ma può anche darsi che i fenotipi non divengano meno, ma più: come i bastardini, che sono molto più variabili dei cani “di razza”.

                Del resto, restando nel paragone canino, i cani di razza attuali raramente sono adatti allo scopo per cui erano utilizzati i loro antenati:
                i San Bernardo non sarebbero più in grado di salvare dei dispersi (si usano altre razze), i siberian husky non sono il massimo per tirare le slitte (si usano… dei bastardi!), i bulldog finirebbero sotto le zampe del primo toro e così via.

                La selezione eccessiva, che accentua i caratteri tipici, li ha resi inadatti allo scopo.

                Un po’ di bastardità fa bene!

              • Peucezio says:

                Pino,
                che era esattamente quella garantita dalla civiltà pre-industriale, in cui comunque ci si spostava, ecc., ma non ci si spostava in centinaia di migliaia alla volta, su mezzi che ti portano in poche ore da un angolo del mondo a quello opposto.

                E comunque ogni pluralismo, per essere tale, dev’essere strutturato.
                Se tu prendi tanti puntini di diversi colori e li distribuisci, puoi fare un’immagine. Se li mischi in eguale dosaggio in ogni parte, è vero che i singoli puntini sono diversi l’uno dall’altro, ma nell’insieme hai un indistinto tutto uguale.

                E comunque ‘sta storia dei rossi e dei biondi che spariranno se va avanti così non l’ho inventata; non saprei citarti lo studio…

              • Peucezio says:

                Questo però è molto interessante.
                Sfugge alla percezione comune che la misura è sostanza.

                Come se davvero l’alternativa fosse fra comunità chiuse endogamiche in eterno (cosa che non è mai esistita e lo sanno anche i sassi) e la follia attuale.

              • PinoMamet says:

                Mah, però che delle popolazioni si spostino non mi sembra affatto folle…

            • Roberto says:

              Il fatto che vostra figlia possa andare in discoteca, incontrare un tizio che le piace e trombarselo, è la fine della civiltà???
              Ma dai, relax che voi figlie non ne avete!

              Peucezio, quando parli della sessuofobia moderna non è che pensi a te stesso?

              • Peucezio says:

                Più semplicemente scindo il sesso dalla riproduzione.
                Tromberei con negre, gialle, scandinave, mediorientali… Ma un figlio lo farei preferibilmente con un’apula.

              • Francesco says:

                >>> Il fatto che vostra figlia possa andare in discoteca, incontrare un tizio che le piace e trombarselo, è la fine della civiltà???

                beh, questo è pacifico e acclarato, sul resto possiamo dibattere.

                F o’serio

              • roberto says:

                “Tromberei con negre, gialle, scandinave, mediorientali”

                ma non ho dubbi su questo, ma la tua allegra e condivisibile sessuofilia, si ferma, mi sembra, quando la tua (ipotetica!) figliola vuol divertirsi pure lei

                tra l’altro faccio notare che se tutti i padri mettessero agli arresti domiciliari le figlie fino al matrimoio, nessuno tromberebbe mai tranne la propria legittima moglie

              • Francesco says:

                e le vedove? e le orfane? e quelle col marito in mare?

                dai, non essere così pessimista!

                😀

              • roberto says:

                no, quelle con il marito in mare no!
                le orfane hanno pur sempre eun fratello, un tutore, uno zio…

                restano le vedove, su questo hai ragione

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “ma non ho dubbi su questo, ma la tua allegra e condivisibile sessuofilia, si ferma, mi sembra, quando la tua (ipotetica!) figliola vuol divertirsi pure lei ”

                E’ ovvio, sarei pur sempre un padre meridionale.

                E’ vero che quando i padri erano repressivi con le figlie, avevano le amanti e si divertivano (le amanti erano donne sposate o che, per particolari condizioni sociali, erano più… disinvolte), mentre i padri moderni liberali e di larghe vedute sono anche moralisti e sessuofobi e non tradiscono la moglie, perché non è politicamente corretto.

              • paniscus says:

                Più semplicemente scindo il sesso dalla riproduzione.
                ——————————

                Ah, e questo sarebbe compatibile con il tuo ideale generale omnicomprensivo di civiltà tradizionale ispirata al medioevo?

                La possibilità di scindere il sesso dalla riproduzione in maniera netta è diventata realistica soltanto negli ultimi 50 anni (forse in maniera parziale anche negli ultimi 100, ma sempre parziale e poco affidabile).

                In una società di tipo medievale come quelle che tu esalti e che prendi a modello, il concetto di “scindere il sesso dalla riproduzione” implicava un’unica possibilità: quella in cui il maschio poteva trombare a destra e a manca a caso, strafregandosene se la femmina in questione rimanesse incinta o no, e ignorando gli eventuali figli biologici risultanti (oppure, sostenere che fossero figli di qualcun altro).

                La femmina, col cavolo che poteva permettersi di “scindere il sesso dalla riproduzione”, a meno di aborti sanguinolenti e macellai che mettessero a rischio la vita della donna stessa (ma tu comunque sei anche contrario all’aborto in assoluto, a quanto ho capito).

                Quindi, nel tuo mondo ideale ispirato al medioevo, la possibilità di “scindere il sesso dalla riproduzione” riguarda solo i maschi, e significa solo ignorare la possibilità che la riproduzione avvenga ugualmente, e rifiutare di occuparsi dei figli nati ugualmente.

                Bello comodo…

              • Z. says:

                paniscus,

                — Ah, e questo sarebbe compatibile con il tuo ideale generale omnicomprensivo di civiltà tradizionale ispirata al medioevo? —

                😀 😀 😀

              • Peucezio says:

                E le prostitute? Non sono sempre esistite? Mica facevano un figlio per ogni coito.
                E gli adulteri? Nascevano figli bastardi, ma nessuno lo sapeva e per la legge erano del marito della madre.

            • PinoMamet says:

              Sono d’accordo al 90% con Roberto.

              Il 10% che manca è perchè a nessuno, ma manco negli Stati Uniti, manco la coppia gay trasgrescion che si è conosciuta in una dark room, è poi particolarmente felice che la figlia si faccia rimorchiare e montare da uno sconosciuto in una discoteca.

              Specularmente, un padre che mena la figlia, le impedisce di fidanzarsi con chi vuole (presentabile), la rapisce e la porta in una pese lontano ecc. ecc. è uno stronzo, anche in Pakistan.

              Quindi non c’è nessuno scontro di civiltà.
              Ci sono cose che irritano, che possono benissimo essere opposte
              (io non ho simpatia per i padri-padroni tradizionalisti, ma a dire il vero non muoio di affetto neanche verso le “lesbiche vegane” citate da Moi)

              e cose che possono essere reati
              (rapire una ragazza, forzare la sua volontà, picchiarla, sono reati; essere lesbiche e vegane no).

              • Francesco says:

                >> è uno stronzo, anche in Pakistan.

                posso esprimere i miei dubbi? sospetto che sia “un vero uomo che fa quello che si vede fare” in larghissima parte del pianeta

              • Peucezio says:

                Non è più semplice prendere atto che ogni sistema culturale ha una sua logica interna con le sue regole?
                Perché dovrebbe stare alla sensibilità mia o tua stabilire come deve regolarsi un padre pakistano in Pakistan?
                E’ chiaro che, come dicevo all’inizio, il conflitto subentra laddove c’è il contatto: vieni qui, come puoi pensare che tua figlia non diventi una zoccola?

              • Per PinoMamet

                “e cose che possono essere reati”

                Senza minimamente voler giustificare pestaggi o punire lesbiche vegane, mi chiedo che importanza abbia il fatto di “essere reato”?

                Voglio dire, è stato reato l’adulterio, è reato oggi suonare in pubblico un brano di Giacomo Puccini senza dare la tangente alla SIAE, in altri luoghi e tempi è stato reato l’emigrazione clandestina, è reato in Austria dire (come David Irving) che le camere a gas sono esistite, ma quelle principali non erano ad Auschwitz, è lecito ammazzare vacche ma non gatti, nell’Arizona è reato permettere agli asini di dormire nelle vasche da bagno https://www.huffingtonpost.com/entry/weird-laws-in-america_us_56a264abe4b0d8cc1099e1cd mentre nell’Illinois si può bere alcol avendo meno di 21 anni solo si è iscritti a un corso di cucina http://www.ilga.gov/legislation/fulltext.asp?GAID=11&SessionID=84&GA=97&DocTypeID=SB&DocNum=758&LegID=&SpecSess=&Session=

                Il diritto è bello perché è vario e flessibile 🙂

              • roberto says:

                “è poi particolarmente felice che la figlia si faccia rimorchiare e montare da uno sconosciuto in una discoteca”

                certo.

                dico solo che se dovessi far vivere mia figlia secondo quello che a me rende felice, non sarei tanto diverso dal padre del film.
                mi sembra che una delle caratteristiche nascenti della decadentissima civiltà occidentale del III millennio, sia l’idea che i figli non sono proprietà dei gentori.

              • roberto says:

                “Non è più semplice prendere atto che ogni sistema culturale ha una sua logica interna con le sue regole?”

                io sono assolutamente d’accordo con questa osservazione di peucezio.

                vorrei solo rivendicare il diritto di giudicare le cose con il mio metro e con la mia logica.
                tizio che manda all’ospedale la figlia perché la sorprende a letto con il ragazzo è per me un grandissimo stronzo, a prescindere dalla latitudine. se poi lo fa a casa sua, posso riconoscergli mille attenuanti, ma stronzo rimane. se lo fa qui è stronzo *e* criminale.

                non ho problemi ovviemanente se lo stronzo giudicherà il mio stile di vita utilizzando il suo metro

              • PinoMamet says:

                “Non è più semplice prendere atto che ogni sistema culturale ha una sua logica interna con le sue regole?”

                Ma io non credo davvero che il sistema culturale del Pakistan sia molto diverso da quello italiano.

                Di base, è un sistema patriarcale.

                Solo, è molto più “indietro”, ma i valori fondanti sono gli stessi, all’incirca.

                “Perché dovrebbe stare alla sensibilità mia o tua stabilire come deve regolarsi un padre pakistano in Pakistan?”

                Non sono del tutto un relativista: credo che esista un giusto e sbagliato universale, poi alcune culture a volte si fanno, come dire, traviare:

                ma, come dicevo a Mirkhond, di solito da qualcosa si nota che non è “gente che sta bene”.
                (Tipo l’arte Maya: contatemi quello che volete, due puntate di Daverio le ho viste anche io 😉 e no, non è l’arte di un popolo che sta bene).

              • Peucezio says:

                Roberto,

                “vorrei solo rivendicare il diritto di giudicare le cose con il mio metro e con la mia logica.”

                Ah, beh, questo è pienamente legittimo, ci mancherebbe.

                Pino,

                “Solo, è molto più “indietro”, ma i valori fondanti sono gli stessi, all’incirca.”

                Beh, ma questa è una differenza sostanziakle, è il trapasso da un sistema a un altro completamente diverso. Poi, siccome i trapassi non si fanno in un giorno, c’è una gradualità e c’è chi è più avanti e più indietro.
                Ma in questi casi essere “più avanti” o “più indietro” significa proprio essere due cose diverse.

                Sul relativismo,
                ci può stare quello che dici. Ma riconosco anche a culture che ritengo “peggiori” il diritto di vivere a modo loro.
                Ma soprattutto c’è un fatto: L’Occidente secondo me non ha nemmeno i titoli per valitare gli altri, non perché sia una cultura peggiore, ma perché non è più una cultura, è post-culturale (che poi significa pre-culturale, perché l’esito è lo stesso).

      • Z. says:

        Peucezio,

        — Poi dice che uno ha torto quando dice che dovremmo mettere muri altissimi con tanto di filo spinato tutto intorno alle nostre nazioni. —

        Solo in entrata o anche in uscita?

        • Peucezio says:

          Soprattutto in uscita.
          Lo diceva anche lo zio, quello col baffetto.

          • Z. says:

            Quello col baffetto in realtà non ostacolava troppo le migrazioni in uscita, almeno all’inizio. Era più tipico dello zio col baffone e dei suoi colleghi dell’Est.

            Però, obiettivamente, quanti italiani sarebbero disposti a farti trasformare il Paese in un enorme gulag da cui è vietato uscire?

            E in effetti li capisco…

            • Peucezio says:

              Ma io non mi riferivo agli uomini, ma ai capitali, alle imprese, ecc.

              Capirai quanti milioni di occidentali vanno in Africa e in Asia…

              Circa il baffetto, mi riferivo a quello che diceva sulle esplorazioni europee negli altri continenti (quelle passate, s’intende).

              • Francesco says:

                eppure credevo che il fallimento dell’autarchia negli anni ’30 avesse insegnato qualcosa ..

              • Peucezio says:

                Quale fallimento?
                In che film? 🙂

              • Francesco says:

                mah, posso consigliare un paio di puntate

                Italia-Etiopia

                Italia-Grecia

                spero basti a far capire cosa intendo per “patetico fallimento”

                ma credo che anche “Italia e fame” vada benissimo, come “Italia ed emigrazione”

                mica tutti si fanno far su da due parate e tre discorsi tonitruenti

      • PinoMamet says:

        “Uno che vede un film del genere dice: io mia figlia la faccio crescere in un villaggio in mezzo ai muli, così si evitano tante frustrazioni, problemi e conflitti.”

        Forse uno del Pakistan; ma il film è pensato per essere visto in Occidente, mica in Pakistan.

        • Peucezio says:

          Già, è vero anche questo.
          Non ci vedo molto di diverso rispetto ai film di propaganda nazionalsocialista sul genere di “Süß l’Ebreo”: come mettere alla berlina un modello culturale e antropologico diverso per attirarvi contro la riprovazione del pubblico.
          Sono operazioni razziste, che costruiscono stereotipi negativi di altre società, dando per scontata la validità del solo modello occidentale.

    • Roberto says:

      ” Vi sembro paranoico?”

      Si
      😉

      • mirkhond says:

        Invece ha ragione.

      • Francesco says:

        No, peggio, ipocrita.

        L’attacco alla cultura consumista e porcellona dell’Occidente lo possono fare tutti, tranne quelli che sparano a chi chiede libertà di parola e giustizia a casa loro.

        • mirkhond says:

          Si comincia come dici e si finisce nel troiaio turbocapitalista.

          • Francesco says:

            che però è meglio di MOLTE (non dico tutte perchè sono ignorante e ottimista) delle alternative ESISTENTI. Comunisti, nazisti, socialisti nazionali, peronisti, kimalisti, khmer rossi,

            anche se io rimango per una versione (teorica che non ne conosco di reali) che unisca i pregi temporali del capitalismo ai quelli spirituali del cattolicesimo

            oppure al ritorno ai fasti della riforma cattolica!

            🙂

            • Per Francesco

              “che però è meglio di MOLTE (non dico tutte perchè sono ignorante e ottimista) delle alternative ESISTENTI. Comunisti, nazisti, socialisti nazionali, peronisti, kimalisti, khmer rossi,”

              Che sono notoriamente tutti i peggiori sistemi mai ideati, o quasi.

              L’unico peggiore è quello che ha distrutto la terra, i mari e l’aria e ci ha condannati tutti a pensare con terrore al destino dei nostri figli.

              • Francesco says:

                no, mi spiace, non ci casco

                LORO ci hanno provato molto più dei capitalisti ma non ci sono riusciti

                la cattiva intenzione c’era tutta

                anzi, a essere esatti, la natura repressiva del comunismo ha permesso disastri ecologici che il capitalismo non è riuscito a fare

                quello che sta uccidendo l’uomo è l’uomo, non un sistema politico-economico in particolare: la bolla energetica siamo noi, tutti

                ciao

              • Per Francesco

                “quello che sta uccidendo l’uomo è l’uomo, non un sistema politico-economico in particolare: la bolla energetica siamo noi, tutti”

                Concordo in buona parte, precisando però che per il 99,9% della sua esistenza sul pianeta, l’umano è stato, se non sostenibile, almeno sopportabile 🙂

                Ed è diventato insostenibile e insopportabile esattamente in coincidenza con una svolta culturale, psicologica e anche corporea immensa, avvenuta pochi secoli fa.

                Sui disastri ecologici dei sistemi che si rifacevano a Marx, nulla da obiettare.

                Ma erano sempre danni locali (tipo lago di Aral o Cernobyl), mentre i dannatori attuali esternalizzano su scala planetaria.

                Sarebbe interessante valutare l’impatto ecologico del fascismo e del nazismo, ma anche lì sospetto che i danni siano stati localizzati: è il lato positivo del nazionalismo.

              • Francesco says:

                veramente è il lato positivo del fallimento, per cui sono durati poco e in pochi posti

                ma mettevano la produzione al primo posto con più enfasi dei loro rivali capitalisti, che un presidente alla Teddy Roosevelt o un movimento ecologista da noi ci scappava sempre; là avrebbero tradito la Patria o il Partito e giù mazzate

                la rivoluzione industriale (o scoppio della bolla energetica), nei suoi aspetti di insostenibilità ecologica, è un mero fatto tecnico, direi, non una svolta immensa

                culturalmente, abbiamo cavalcato la macchina a vapore e l’alesatrice per cilindri come il cavallo e il mulo

                in fondo, è il mondo che esiste per noi, non viceversa, giusto?

              • Per Francesco

                “in fondo, è il mondo che esiste per noi, non viceversa, giusto?”

                Cioè per il Signor Francesco e Famiglia e non per il Signor Martinez?

              • Francesco says:

                per tutti i Miguel e i Francesco del mondo, mica sono Trump io!

                infatti in pratica sono verde quanto te, nonostante sospetti delle divergenze filosofiche profonde

                fino a che non diverremo puri spiriti, dovremo tenere in ordine il posto in cui viviamo

                ciao

          • Francesco says:

            ah Duca, per capirci: tu saresti disposto a rinunciare alla libertà di parola e di opinione, in cambio della morigeratezza dei costumi come valore condiviso? e secondo te la seconda cosa richiede la prima?

            ciao

            • mirkhond says:

              Dove ci sono le libertà che dici, vi è anche il libertinaggio.
              L’ideale sarebbe una società con una forte morigeratezza di costumi, che avesse pure la libertà di parola.
              Ma questa società non l’ho ancora vista.

              • Francesco says:

                >> L’ideale sarebbe una società con una forte morigeratezza di costumi, che avesse pure la libertà di parola.
                Ma questa società non l’ho ancora vista.

                mi associo, carissimo Duca

            • Z. says:

              La parola, in fondo, è parte del costume…

            • Roberto says:

              Ma che ci trovi di bello o interessante nella morigeratezza dei costumi?

              (Tra parentesi, morigeratezza dei costumi femminili, visto che la morigeratezza maschile non è evocata molto spesso)

              • MOI says:

                morigerate le figlie proprie, mignotte le altrui … nevvero, Peucé ? 😉

              • Francesco says:

                Robè, tu sai che sono un bigotto molto ingenuo: io intendo proprio di tutti, come ideale condiviso.

                Non una semplice forma di pubblica ipocrisia.

              • roberto says:

                tu si, ma l’ala ritornoalpassatista del blog mi pare di no

  14. mirkhond says:

    Mi hai tolto lo scritto dalle mani.
    Ho appena letto il commento e lo condivido al 100%!

    • Z. says:

      Il film non l’ho visto ma mi è venuto in mente un pensiero che faccio spesso ultimamente.

      Che forse sarebbe sufficiente resistere finché il vento smette di tirare, ammesso che smetta.

      Poi però penso: ma se tutto intorno a noi vola via, a che servirà aver resistito?

      Faccio pensieri tristi, a volte, la domenica pomeriggio 🙂

  15. mirkhond says:

    Già nel lontano 1975, quasi alla fine della sua vita, Pasolini disse che la liberazione sessuale, a cui lui stesso aveva contrbuito con i suoi film come il Decamerone, era diventata una nuova forma di schiavitù legata al consumismo.

    • Francesco says:

      noi bigotti lo avevamo sempre detto ma nessun che ci dia mai retta!

      comunque il problema rimane la lussuria (che è permanente) , non il consumismo (che è transeunte)

  16. habsburgicus says:

    sul PD come partito dei non-poveri 😀

    “scusi, Lei è del PD ?”
    “No, mi spiace, non posso permettermelo”
    😀

  17. habsburgicus says:

    Pasolini disse che la liberazione sessuale

    vero, a grandi linee…però con le puntualizzazioni già fatte altre volte da Peucezio, ovvero che OGGI la liberazione sessuale “classica” non è più tanto di moda (e negli ambienti cosiddetti “trendy” radical-chic è quasi un’eresia..per gli altri, eh 😀 ovvio :D) e si stanno restringendo gli spazi, tranne che per una ristretta “élite” (uso questo termine in mancanza di un termine migliore :D) composta 1.da chi è socialmente ben inserito; ii.da chi è “figo” di suo o reputato tale dalle donzelle
    invece è di moda il “sesso non convenzionale” (lesbo, gay, trans, ecc ecc)..questo sì..
    coloro a cui piace quel tipo di “sesso” hanno l’imprimatur dei sacerdoti del “politically correct”
    ma il volersi trombare una bella ventenne, in primis da parte di chi ha qualche primavera in più, un aspetto fisico non proprio da attore hollywoodiano e per giunta é privo delle condizione socioeconomiche per entrare nel Partito di cui si discettava prima..non sia mai ! ovvove ! 😀

    • Peucezio says:

      D’accordo su tutto, tranne sul fatto che ci siano esenzioni delle élite.
      La cronaca di questi mesi dimostra che non ci sono esenzioni.
      Magari! Preferisco l’ipocrita al censore, almeno l’ipocrita si diverte.

      Nella Ginevra di Calvino la dirigenza, compreso Calvino stesso, mica si divertiva, anzi, saranno stati più cupi ancora degli altri, perché ci credevano e davano l’esempio.
      E’ proprio invece negli strati più popolari, dove c’è meno controllo, che possono sopravvivere forme di maggiore vitalità. Le élite introiettano le cazzate che propagandano, ci credono loro per prime. E sono molto più esposte al controllo e alla riprovazione.

      • habsburgicus says:

        @Peucezio

        su Calvino, all’epoca non era percepito così…
        ti mando un articolo in italiano sull’Inquisizione portoghese che tratta di un veneziano che venne arso vivo a Coimbra nel 1571…
        il tipo, inter alia, finì nei guai perché anni prima si era recato a Ginevra e lui disse agli inquisitori che si andava a Ginevra per congiungersi carnalmente, non per religione ! l’immagine nel mondo cattolico, almeno in Italia, era di una Ginevra sentina di ogni (piacevole) vizio ! 😀 😀 😀
        certo che noi italiani dobbiamo sempre farci conoscere 😀
        effetti della (cronica) mancanza di f.. disponibile 😀
        al tipo, un nobile veneto, andò malissimo…fra l’altro, se c’era un posto che doveva evitare per i suoi viaggi, visto che in Italia la sfangò, era proprio il Portogallo ! là non si scherzava
        (en passant, Londra alleata con i portoghesi dal 1703 mise la sordina all’Inquisizione portoghese e si concentrò su quella spagnola nella sua propaganda..AI TEMPI il Santo Uffizio lusitano fu più duro di quello spagnolo ! tanto che durante l’Unione delle Corone, 1580-1640, molti portoghesi, “cristiani nuovi”, emigravano in Spagna per sfuggire all’Inquisizione lusitana !)
        anzi, se ritrovo il link, lo metto qui, cosicché lo potranno leggere tutti

  18. Francesco says:

    IT

    perchè il buon SE chiama “amicizia” quella che descrive come “umanità”? veramente non si rende conto di cosa di specifico sia l’amicizia, al di là di quanto lega ciascun uomo a ogni altro uomo? era così solo?

    fine IT

    PS cosa ne dite di Londra? non avranno ragione quei pazzi della NRA?

    • roberto says:

      d’accordo con il tuo IT.

      su Londra a cosa ti riferisci? vorrei risponderti che la NRA non ha mai ragione, ma chissà, anche un orologio rotto ogni tanto segna l’ora esatta

      • Francesco says:

        fanno notare che Londra è una città in cui praticamente non esistono armi da fuoco legali, il che non pare avere effetti positivi in termini di crimini violenti

        dei 60 omicidi di quest’anno, dicono che metà sono stati commessi con lame, l’altra metà con armi da fuoco (illegali, si suppone)

        ne deducono che hanno ragione a dire che i motivi della violenza sono “ben altri” che le leggi sulle armi da fuoco

        e che anzi se qualche vittima avesse avuto la possibilità di difendersi, si sarebbe anche potuta salvare

        può essere divertente notare che sui ben altri motivi non si pronunciano e (forse) non gli interessa un fico secco. o forse è solo un tema che non riguarda la ragione sociale della NRA – mica come noi che i sindacati si occupano di concerti, pace e politica estera

      • Z. says:

        Non avrei nulla contro la libera vendita di armi a Londra, né altrove, purché non in Italia e purché si vendano anzitutto armi italiane.

        Per le battaglie urbane suggeriamo, come sempre, il Benelli Supernova, fucile a pompa con calcio regolabile. Letale nelle mani di un professionista, può essere usato in modo proficuo anche da ragazze e ragazzini grazie alla dispersione dei proiettili.

      • Roberto says:

        L’esperimento dovrebbe essere: libere armi per 5 anni poi vediamo che succede. Insomma l’esperimento opposto a quello australiano

        • Peucezio says:

          Probabilmente aumenterebbero gli omicidi.
          Bisgna però vedere in che misura riteniamo accettabile che uno non possa difendersi, in nome di una statistica generale.
          Cioè, anche se chiudessimo in carcere tutta la popolazione, preverremmo molti reati, ma non per questo si fa.
          Inoltre nella statistica finirebbero anche i morti per regolamenti di conti fra malviventi e anche i ladri uccisi da negozianti o altre vittime di tentato furto o rapina.

          Che poi questa tendenza ad armarsi viene percepita come un’innovazione prveniente dagli Stati Uniti, ma nelle campagne fino a pochissimo tempo fa la gente aveva i fucili e all’occorrenza li usava.
          Un mio parente acquisito contadino in Puglia aveva u dobbòtte e una volta dei tizi di passaggio si presero uno spavento, perché si avvicinarono alla sua masseria per chiedere informazioni e lui, non sapendo le loro intenzioni, li accolse con l’arma spianata.
          Ma succedeva di molto peggio.
          La gente era anche più violenta, meno mite di oggi.
          Ovviamente per molti versi la mitezza è un bene, anche se una popolazione come quella attuale è anche meno reattiva rispetto alle ingiustizie e ai soprusi, il che non è un bene.

        • PinoMamet says:

          “L’esperimento dovrebbe essere: libere armi per 5 anni poi vediamo che succede.”

          Ma poi anche se si liberalizzasse l’uso delle armi da fuoco in Italia, senza cambiare la legislazione vigente sull’autodifesa, non cambierebbe granché.

          Infatti è su quella che punta la destra, leghista specialmente: un’arma legale sono in tanti a possederla.

        • Francesco says:

          non è che negli USA lo hanno già fatto, con le moltissime legislazioni diverse in tema di armi?

          c’è un’analisi seria dei risultati?

          perchè tra Arizona e New York ci sono molte altre differenze, oltre alle leggi sulle armi

          ciao

  19. mirkhond says:

    “si tratta di preservare il sangue.”

    Anche se è marcio e prossimo alla fine?

    • Peucezio says:

      Che c’entra: il sangue mica è marcio in sé, è un fatto culturale.
      Mica c’è stata una degenerazione genetica.

      • PinoMamet says:

        E allora se non è una cosa genetica, cosa te ne frega del sangue?
        Mi sfugge.

        Del resto mia madre è figlia di un soldato straniero (ignoto) ed era a scuola con la figlia di un altro soldato straniero (evidentemente nero 😉 ).
        Calcola un po’ quante guerre ci sono state in Italia, e vedi un po’ se abbiamo un sangue puro 😉

        • Peucezio says:

          No, che c’entra, ma la purezza non vuol dir nulla.
          Il bello della razza italiana è che è il risultato dell’armonizzazione e la stratificazione plurisecolare, anzi, plurimillenaria, di apporti.
          Mi pare fosse lo stesso Biasutti a dire che in Italia (forse ne avevamo già parlato e convenivi abbastanza) i tipi mediterranei, dinarici, alpini, nordici ecc., erano tutti compresenti, diversamente distribuiti secondo le aree, ma dai tratti ingentiliti, “talianizzati” insomma, rispetto, per esempio, ai nordici nordeuropei, ai dinarici balcanici, agli alpini francesi o tedeschi o ai mediterranei iberici.

          Invece quella di oggi è un’immissione violenta, troppo rapida, in numeri tali da stravolgere un assetto, da rompere brutalmente questo equilibrio.

        • Peucezio says:

          No, che c’entra, ma la purezza non vuol dir nulla.
          Il bello della razza italiana è che è il risultato dell’armonizzazione e la stratificazione plurisecolare, anzi, plurimillenaria, di apporti.
          Mi pare fosse lo stesso Biasutti a dire che in Italia (forse ne avevamo già parlato e convenivi abbastanza) i tipi mediterranei, dinarici, alpini, nordici ecc., erano tutti compresenti, diversamente distribuiti secondo le aree, ma dai tratti ingentiliti, “italianizzati” insomma, rispetto, per esempio, ai nordici nordeuropei, ai dinarici balcanici, agli alpini francesi o tedeschi o ai mediterranei iberici.

          Invece quella di oggi è un’immissione violenta, troppo rapida, in numeri tali da stravolgere un assetto, da rompere brutalmente questo equilibrio.

  20. Mario says:

    Anche se è marcio e prossimo alla fine?

    Ovviamente sì. Combattere, soprattutto se si è su posizioni disperate, è un destino. Qui si distingue il fascista da salottino situazionista dall’autentico nazionalrivoluzionario.
    Iddio è morente, lo sappiamo tutti, ormai: e i suoi futuri orfani danzano senza posa, in un delirio orfico di onnipotenza, presso tutti i crocicchi di Occidente.

  21. mirkhond says:

    Dio E’ IMMORTALE, ETERNO, INCREATO

    Anche se dovesse morire nei cuori umani, non cesserebbe di ESSERCI lo stesso!

    • Francesco says:

      Ah, su questo non ci piove. Siamo noi a farci gran seghe mentali sulla nostra importanza rispetto a Lui, e poi a correre dietro al gatto che soffre di depressione e ansia!

      🙁

  22. MOI says:

    @ MARIO

    Buona Notizia per te :

    Thanos, il Malthusiano Cosmico Moderato (appena il 50% della popolazione civilizzata sui pianeti abitati da sterminare !) Duciomorfo 😉 (vedi gaggia ipertrofica prognata e pelata) … per Asgard , vedendola multietnica e in procinto di sbarcare a Lampedusa 😉 per farsi “accoiere” dalla Boldrini 😉 … talmente gli son girati i maroni che ha accoppato tutti, tranne Thor !

    • MOI says:

      Keeping the Cosmic Balance … in ‘sti termini, la mette lui !

      Anzi: Lvi ! 😉

      • MOI says:

        Peccato che in USA Mussolini sia del tutto sconosciuto (o tutt’al più ritenuto un insignificante Scagnozzo di Hitler …) … sennò, sapete quanto ci avrebbero “memato” su ?! 😉

  23. MOI says:

    Il Principe Consorte della Perfida Albione 😉 avesse i mezzi di Thanos … farebbe 90 % almeno !

  24. mirkhond says:

    “Non sono del tutto un relativista: credo che esista un giusto e sbagliato universale, poi alcune culture a volte si fanno, come dire, traviare”

    Condivido. Le civiltà mesoamericane precolombiane erano malate, con un forte aspetto demoniaco.
    In questo la conquista spagnola ebbe qualcosa di liberatorio, portando sia pure con le armi, la Fede in in Dio di Amore e Misericordia.

    • Per Mirkhond

      “Condivido. Le civiltà mesoamericane precolombiane erano malate, con un forte aspetto demoniaco.”

      Non ho nulla contro la conquista spagnola, ma credo che la logica delle civiltà mesoamericane sia chiara: senza sangue, non cresce il mais. Vita e morte sono una cosa sola, e chi cerca solo la vita senza amare la morte, è condannato a morire male.

      • MOI says:

        @ MIGUEL

        Oppure quando gli Anunnaki sono atterrati là … han dato il peggio di sé ! 😀 … che già in Mesopotamia erano tutto dire !

        Cfr. Alberto Basile, secondo il quale le religioni sono ricordi di regimi totalitari * degli Anunnaki che si spartirono il Pianeta.

        … Esseri tipo Ganesha ? Facile: Ibridi InterSpecie 😉 !

        *
        (Regimi totalitari, alcuni Simil- Comunisti, altri SimilNaziFascisti … tutti accomunati dal Culto della Personalità per un Capo ritenuto a torto “Immortale” solo perché di metabolismo umanamente lentissimo, impercettibile anche tra memorie di nonni e nipotini !)

      • mirkhond says:

        Solo che a morire e male, erano gli altri, i prigionieri di guerra e i poveri disgraziati il cui sangue doveva nutrire le divinità che dovevano reggere l’universo.
        Francamente è qualcosa di spaventoso.

        • mirkhond says:

          Non bisogna amare la morte perché l’uomo è fatto per la vita, ma accettarla quando arriva perché parte ineluttabile del ciclo biologico.
          E per chi ha fede in Dio, con la promessa della vita eterna in un’altra dimensione.

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          “Francamente è qualcosa di spaventoso.”

          Vabbè, ma noi siamo kelebecchiani, non ci spaventiamo, siamo rotti alle avventure più estreme. 😀

          Soprattutto Miguel, che addestrava i paramilitari. Lui usava le armi da fuoco, i mesoamericani precolombiani gli fanno un baffo a tortiglione!

      • Peucezio says:

        Miguel,
        in effetti è questo il punto.
        La logica bene-male è una logica unilaterale, limitata.
        E in ogni caso anche il male deve avere il suo spazio nel mondo. Purché non lo monopolizzi.

        Comunque preferisco i precolombiani agli Assiri.

        • Francesco says:

          OMTTTTDisaccordoConPeucezio!

          🙂

          • Peucezio says:

            Cosa trovi di bello negli Assiri?

            Oddio, alla fine avevano avuto pure un imperatore colto, non mi ricordo come cazzo si chiamava, uno degli ultimi…

            • PinoMamet says:

              Non so, a me personalmente gli Assiri, pur ferocissimi, danno sempre più “aria di casa mia”, eurasiatica, rispetto ai Mai, gli Inchi e gli Azzèchi.

              Li capisco di più.

              Le civiltà americane mi paiono un’alterità quasi assoluta. Poi anche loro alla fine non lo saranno, homo sum etc., però a la comunanza con le loro culture la trovo molto, molto più mediata e distante.

            • Francesco says:

              veramente gli Assiri sono l’unica cosa che non ho considerato del tuo post!

              🙂

              • Peucezio says:

                Lo so, scherzavo.

                Ma l’idea che il male e il peccato esistono e non sono estirpabili in questo mondo è un’idea molto cattolica.

            • habsburgicus says:

              Assurbanipal (669-631 o poco oltre)

  25. MOI says:

    @ PINO

    (MA su questo credo che Miguel la sappia più lunga di me …)

    In realtà, esiste un accento / una pronuncia “ricorstruita” del “Negro” / “Nigger” (quando già “Black” era politically correct al massimo !) dell’ Ottocento nel Dixieland : il “Jive” !

    In realtà è un po’ (tanto) caricaturale e i “Blacks” lo sanno benissimo, tant’è che si “trìggherano” a manetta 😉 se un “White” prova a parlarlo …

    • MOI says:

      secondo alcuni studiosi più o meno attendibili, la cadenza del “Jive” sarebbe la cripto-base ritmica del rap …

    • PinoMamet says:

      Beh in generale credo che ricada tutto nella faccenda dell’appropriazione culturale, sulla quale si può discutere, e del non sentirsi presi per il culo, che invece è sacrosanto.

      Una roba per te: lo sapevi che il rapper (vabbè, potremmo fermarci qua: chi dice rapper…) Kanye West (negro) ha sostenuto che la schiavitù è stata una “scelta” dei neri americani?
      Immediatamene, e giustissimamente, sommerso di parolacce dai neri, bianchi e gialli americani e di tutto il mondo.

      Il mondo però lo ricorderà per la cover schifosa di Bohemian Rhapsody, sputtanatissima su youtube, e per le interruzioni alle cerimonie di premiazioni di cantanti bianche dicendo che una cantante nera, a caso, si sarebbe meritata il premio di più.
      L’anno scorso Adele ha fatto tutta una sbrodolata in lode di Beyoncé, che sostiene di ascoltare, e ha diviso il premio (fisicamente) con lei. Secondo me lo ha fatto per evitare che il notorio cretino salisse di nuovo sul palco a scassare la minchia.

      • MOI says:

        Cioè, se sei Bianco e pensi che Freddy Mercury la cantasse meglio … sei razzista, giusto ?!

        … E se lo pensi da Nero, sei uno Zio Tom, nevvero ?!

        … Oh, my fuckin’ goodness !

  26. MOI says:

    Be’ … esistono anche i cosiddetti “Wiggers”o “Wiggas” … cioè quelli che da noi sono semplicemente i “Truzzini” bianchi con felpa, braghe della tuta, scarponi da basket e cappellino con visiera sulla nuca nonché appassionati di rap (da ascoltare e talvolta da strimpellare, specialmente per il gusto di “dissare” i rivali nei capannoni affittati da qualche discografico …)

    Spero che in Italia NON nascano ulteriori complicazioni … anche se purtroppo non pochi AfroItaliani [sic] pensano che ” integrarsi ” significhi imitare tutto sommato “a raglio” 😉 gli AfroAmericani !

  27. jam says:

    Mirkhond hai certamente visto il film “Mission”… con le armi puoi portare la violenza, la fede in Dio di Amore e Misericordia la porti con Amore e Misericordia…

    • mirkhond says:

      Certamente Jam (da quanto tempo che manchi!).
      Però nella Mesoamerica la religione indigena aveva qualcosa di demoniaco con quelle ecatombi di sacrifici umani.
      Che Dio non vuole.
      ciao!

    • PinoMamet says:

      Mission l’ho rivisto (mostrato a scuola): bello, non c’è che dire. Anche, una pagina molto interessante di Storia.

      Il personaggio di De Niro è fantastico, colonna sonora inutile parlarne, e poi c’è una grande intelligenza registica nell’uso del paesaggio e delle luci: l’acqua, il fiume, la pioggia, l’umidità vivificante è sempre alle spalle dei personaggi positivi, l’aridità, la polvere, la secchezza di quelli negativi

      (De Niro entra nella città in una nuvola di polvere: i bambini fuggono al suo arrivo;
      il prete gesuita che viene a “salvarlo” entra sotto una pioggia torrenziale: i bambini si stringono a lui;

      De Niro, nella sua penitenza autoimposta, finisce totalmente imbrattato di fango, finchè, a picco sul fiume, sono gli indios stessi- le sue altre vittime- a perdonarlo, buttando a fiume il peso delle armi che trascina con sè…)

      però attenzione Jam perché alla fine è il bambino indio stesso che recupera le armi di De Niro, e gliele porge quando servono!!

      La non violenza è giusta ma non può essere assoluta…

      • mirkhond says:

        Concordo.

        • mirkhond says:

          La situazione descritta dal film Mission è differente.
          Nel 1750 Spagna e Portogallo firmarono un trattato sulla rettifica di frontiera tra il Brasile portoghese e il Paraguay spagnolo, a favore del primo.
          Che condannava così le missioni gesuite spagnole, passate al Brasile, alle rappresaglie dei bandeirantes (cacciatori di schiavi indios e di negri fuggitivi).
          Alle autorità portoghesi, influenzate dal governo del massone Pombal, non interessavano quelle missioni cattoliche, viste come una riserva di schiavi.
          Dunque un capitolo vergognoso all’interno della cattolicità ispanica, ma che non ha nulla a che fare con le ecatombi mesoamericane, descritte dal film Apocalypto di Mel Gibson…..

        • PinoMamet says:

          Verissimo…

    • roberto says:

      bentornata jam!
      🙂

  28. MOI says:

    @ PINO

    Difatti _ forte di quel che tu stesso (!) dici della “mixité” in Italia … _ ammetterai che l’ idea DI discendere direttamente da Giacobbe (già il Gemello Esaù NON va bene, anzi: da fargli il culo a strisce ! 😉 …) è un po’ un atto di fede, no ?

    SE _ e ripeto SE _ davvero (!) questa qui dev’essere l’ Essenza dell’ Ebraismo !

    • PinoMamet says:

      Ma infatti non la è;
      peraltro gli ebrei italiani credo discendano, in grandissima parte… dagli antichi italiani, convertiti all’Ebraismo quando ancora il Cristianesimo non era obbligatorio, o anche quando lo era ma valli a distnguere…

      Flavia Domitilla, ricordata oggi nel Martirologio cristiano come martire romana convertita al cristianesimo, è ricordata anche dagli ebrei come… martire romana convertita all’ebraismo.

      Credo che la differenza debba essere rimasta nebulosa e sfumata per un bel po’…

      • PinoMamet says:

        Naturalmente la storia ufficiale delle religioni la conta diversamente, ma è ovvio: è ufficiale, deve essere chiara, limpida, e facile da seguire.

        Invece la storia delle superstizioni, dei modi di dire, degli usi e costumi ecc., mi sa che racconta che ebrei e cristiani italiani (e poi europei… partendo dall’Italia) fossero all’incirca la stessa cosa per un bel po’.

  29. mirkhond says:

    Flavia Domitilla, parente dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.) fu condannata per “superstizione giudaica”, che, stando ai tempi, può voler dire sia Giudaismo che Cristianesimo.
    Che, evidentemente, all’epoca di Domiziano, nonostante la frattura tra Chiesa e Sinagoga nel 62-80 d.C., e la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., non doveva ancora essere ben chiara alle autorità romane.
    Che a lungo videro il nascente Cristianesimo come una branca del Giudaismo.

  30. mirkhond says:

    E quando sotto Adriano (117-138 d.C.), fu repressa nel sangue la seconda grande insurrezione giudaica del 132-135 d.C., l’imperatore romano cacciò da Gerusalemme sia i Giudei che i Cristiani, trasformando la stessa Gerusalemme in una città pagana, Aelia Capitolina e ricoprì i luoghi santi giudaici e cristiani con templi dedicati alle divinità pagane.
    Evidentemente nonostante Giudei e Cristiani ormai si odiassero reciprocamente e cordialmente, per le autorità romane e per molti, le due religioni continuavano ad essere viste come branche di una stessa fede.

    • PinoMamet says:

      Che non è tanto strano, se consideri il mondo ebraico anche attuale: le varie correnti del mondo ebraico hanno sempre avuto, e tuttora hanno, rapporti anche burrascosi, e visioni a volte radicalmente diverse;
      anche i seguaci di vari sedicenti Messia non sono mai mancati.

      Logico che all’epoca, ai Romani, dovessero sembrare tutti un po’ la stessa roba.

  31. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Oppure certi caratteri fenotipici resteranno come costosi “geni optionals” aggiuntivi nelle Cliniche Ingegneristiche Genetiche … tipo quelle alle quali si sono rivolti Elton John e Nichi Vendola: cocktail di sborra di due maschi, donna fecondanda prima e donna covatrice di ovetti fecondati da spermini poi.

    … Facile, no ? 😉

  32. Moi says:

    “U mìscka piscke”

    … tradotto ? 😉

  33. Moi says:

    … ma che è, Pugliese “kappizzato” ?! 😉

    • Peucezio says:

      La ‘k’ serve per poter trascrivere il nesso [ʃk]: ‘sc’ indica /ʃ/ e ‘k’ indica /k/. C’è chi scriverebbe mìsceca pìsceche, ma è macchinoso e non corrisponde alla pronuncia, perché quello schwa in più non c’è.

      Vuol dire “miscuglio”.

      • Peucezio says:

        C’è anche ascquà, cioè [aʃˈkwa], che significa “pizzicare, dare bruciore”, riferito a peperoncino o altre cose forti o piccanti. Solo che lì la ‘q’ ci salva e ci evita di usare la ‘k’.
        Ma alcuni scrivono asckuà.
        ɛ comunque, coniuɡato, diventa iùscke.

        Viene da USTŬLARE.

  34. Moi says:

    *** a proposito degli INCELs …

    per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso con il “Jihad degli Sfigati” 😉 di accoppare senza ritegno”Chads”, “Stacys” [sic] e ovviamente Femministe (oggettivamente colpevoli di quanto segue) … è stato di criminalizzare la prostituzione, o meglio, molto ipocritamente l’ utenza della stessa !

    • Moi says:

      Tanto basta un furgone all’impazzata fra le folle di Stacys, Chads e Femministe … come abbiam visto.

      • Moi says:

        Cmq, mentre _ con le dovute premesse _ trovo contestualmente (!) logico che gli Incels eliminino i Chads e le Femministe, ma … le Stacys ?!

        Non sarebbe più logico farne bottino di guerra come sex-slaves negli Harem di Guerra Civile Sessuale Permanente degli Incels ?!

  35. Moi says:

    Quindi, nel tuo mondo ideale ispirato al medioevo, la possibilità di “scindere il sesso dalla riproduzione” riguarda solo i maschi,

    [cit.]

    ————-

    Be’, no … credo che in questo contesto le opzioni per le donne siano tre :

    1 – Spose Fedeli Vergini Fino al Matrimonio

    2 – Monache

    3 – Prostitute

    • Z. says:

      Miguel, questa tua ansia di distinguerti dalla massa è così deliziosamente mainstream 😀

      • Per Z

        “Miguel, questa tua ansia di distinguerti dalla massa è così deliziosamente mainstream”

        Mica difendo i Casamonaca.

        Noto con curiosità che:

        1) nessuno si accorge che sono zingari

        2) nessuno si accorge che gli zingari possono avere successo nella vita

        3) i Casamonaca non si giocano la Victim Card

        4) giocare la Victim Card per uno zingaro è però a rischio, perché effettivamente l’opinione diffusa sugli zingari non è delle più favorevoli

        E’ una vicenda moiescamente interessante.

        • roberto says:

          Caro Miguel,
          ti capita ogni tanto di usare delle parole o delle espressioni in modo talmente lontano dal loro uso comune che sembra che tu voglia semplicemente épater les bourgeois (nulla di grave, ma non sorprenderti se non tutti i lettori si épatano)

          pensa ad “avere successo”.
          quante persone direbbero “i casamonica hanno avuto successo nella vita”?
          certo, hanno i soldi, hanno conquistato un pezzo di territorio che dominano militarmente (come dei mafiosi qualsiasi), ma è “successo”, nell’accezione comunemente usata?

          voglio dire, se tu fossi un toto riina, probabilmente effettivamente penseresti “ah beh, i casamonica hanno proprio avuto un gran bel successo”. ma non credo che sia quello che pensa il barista picchiato, o quello che deve pagare il pizzo, o chi deve pagare la tassa per passare in una strada, o i semplici spettatori.

          • Peucezio says:

            Roberto,
            scusa il cinismo, ma se non è successo fare i soldi, cos’è il successo?

            • PinoMamet says:

              A dire il vero non mi è mai venuto in mente di pensare a Riina, ai Casamonica (che per me stanno molto al di sotto del livello dei mafiosi che si sforzano di imitare) o a Pablo Escobar (al quale continuano a dedicare film e serie TV… avrebbe anche rotto il cazzo) come a “persone di successo”.

              Se penso a una persona di successo posso benissimo pensare a persone che trovo antipatiche, come Zuckerberg o persino Lapo Elkann;
              attori, imprenditori, divi;
              anche persone prive di qualunque qualità, al limite, ma che abbiano ereditato senza alcun merito una buona posizione sociale, con una certa dose di buona volontà, potrei definirli “persone di successo”.

              Un capobanda, o peggio ancora uno che lo imita o lo ammira, non mi pare affatto uno di successo.
              Può anche diventare molto ricco: ma rimane sempre uno che è salito, per così dire, dalla scala di servizio.
              Può avere molti soldi: ma come spesso succede, i soldi sono l’unica cosa che ha.
              Se li ha fatti in modi illeciti, è perché, di solito, non ha la possibilità né la capacità di farli in modi leciti;
              né ha la capacità di spiccare o farsi notare in qualunque altra maniera accettabile.
              Gli rimangono quelle inaccettabili, ma quelle non danno la fama, semmai la notorietà, che è la sua immagine allo specchio, rovesciata.

              In fondo è il dramma sottinteso di molti film sui figuri della malavita, veri o inventati, e sulla loro ascesa e discesa sociale;
              e dei gruppi marginali, come appunto i rom.

              • Roberto says:

                Non potrei dirlo meglio!

              • Peucezio says:

                Pino,

                “Può avere molti soldi: ma come spesso succede, i soldi sono l’unica cosa che ha.
                Se li ha fatti in modi illeciti, è perché, di solito, non ha la possibilità né la capacità di farli in modi leciti;
                né ha la capacità di spiccare o farsi notare in qualunque altra maniera accettabile.”

                Ti dirò che non sono d’accordo per nulla.
                Alla fine il discrimine è la legge.
                Ma la legge è una categoria rilevante per alcuni, non per tutti.
                Il malvivente è uno che non sa fare certe cose che sa fare l’onest’uomo, ma se sa fare altre, che l’onest’uomo non sa fare.
                Per ceto, ambiente e indole personale, è uno coraggioso, risoluto, determinato, anche violento, ma, insomma, sa fare una serie di cose e gestire una serie di situazioni di cui solo l’ombra ci farebbe cagare sotto.
                E non parlo solo di violenza fisica: ci vogliono doti di carattere, anche una certa psicologia.
                E’ un mondo altro per noi borghesi scolarizzati, ma la legge è un fatto esteriore, teorico, poi c’è il mondo reale.

                Per inciso, perché il potere “legittimo”, quello che non si sporca le mani direttamente (ma poi spessissimo lo fa e finisce anche dentro), sarebbe migliore, visto che vive di compromessi e accordi con quell’altro mondo?
                Credi davvero che se si volesse far sparire la droga dalla faccia della terra, non si potrebbe? E così il traffico illegale di armi e mille altre cose.
                Ognuno ha successo a modo suo.
                Il successo non è né morale né legale.
                E’ consenso, è prestigio sociale. E il prestigio del professore universitario pesca in tutt’altro contesto rispetto a quello del capobanda di Scampia, ma sempre prestigio è: le dinamiche in campo in fondo sono quelle.

              • Peucezio says:

                Tra l’altro,
                il politico messicano che fa scorticare la faccia allo studente, quello di cui parlò Miguel tempo fa, come lo classifichi?
                Per la legge e per la società, è un integrato, ma usa gli stessi metodi dei criminali più incalliti e feroci.

              • PinoMamet says:

                Non stiamo parlando di eroi romantici che si oppongono a qualche ingiustizia o tirannia, Peucè; stiamo parlando di perfetti cretini il cui massimo sogno nella vita è appunto di avere un cesso dorato o di apparire da Maria de Filippi.

                E credimi- ho sfiorato diverse situazioni e persone poco raccomandabili- tolto il sistema di autoproduzione di cui si circondano- minacce, armi esibite, conoscenze e parentele ecc- sono molto meno coraggiosi di te.

                Del resto, il fatto di mettersi in due a picchiare una disabile, per riuscire a dimostrare forza, la dice lunga…
                Veri piscia sotto, altro che.

              • PinoMamet says:

                *auto protezione

              • Peucezio says:

                Pino,
                permettimi di avere qualche dubbio.
                Non dico sugli scagnozzi, ma sui capi.
                No, non ci credo proprio che Totò Riina fosse un pusillanime o un mediocre.
                O lo stesso Pablo Escobar.
                E’ gente oltretutto che ha un sacco di carisma. Insomma, lì fare il capo non è un fatto giuridico, che se uno te lo vuole contestare con la forza, arriva la polizia e ti tutela. Sei uno con decine di altri che avrebbero tutto l’interesse a prendere il tuo posto, ma non osano farlo e invece ti obbediscono.

              • PinoMamet says:

                Balle. A parte la differenza di statura… immorale tra un Riina e un imbecille che picchia una disabile, anche Riina resta uno che è potente solo a costo di vivere lui stesso nel terrore. Gente che si nasconde nelle fogne, letteralmente, e che si mostra aggressiva proprio perché terrorizzata dalla prospettiva di essere portata davanti alla giustizia: mica per essere torturata, ma per il carcere.
                Certo, hanno preso delle decisioni tremende: sempre a danno degli altri, però, e sempre prendendosi il massimo di protezioni possibili, lecite ed illecite.

                E comunque, per tornare all’inizio, no, neppure il più grande capomafia è una “persona di successo” se non per qualche altro disgraziato suo dipendente.

              • PinoMamet says:

                Insomma, voglio dire:

                mi dai l’impressione di credere all’immagine che il malavitoso vuole proiettare di sè stesso.

                Un gigantesco bluff.

                Quello che descrivi è una specie di West immaginario, con lo sceriffo che ricerca (a torto o a ragione non ha importanza) il fuorilegge, e questo lo aspetta a mezzogiorno in piazza.

                (Nella realtà, il “mezzogiorno di fuoco” fu una faccenda molto più complicata e sporca).

                Invece la cosa è che lo “sceriffo” ricerca il malavitoso italiano per ragioni di solito giustissime;

                e questi, lungi dal farsi trovare, fugge vilmente, e, spaventato a morte, tenta a sua volta di spaventare il poliziotto o il giudice:
                gli manda delle lettere di insulti e minatorie;
                poi gli manda una pallottola;
                se il giudice insiste, tenta di corromperlo, di incastrarlo o di accusarlo a sua volta;
                nelle sue fughe (sono casi di cronaca anche recenti) finisce per ammazzare anche degli innocenti, ai quali non si sogna di chiedere scusa, anzi, colpa loro che lo intralciavano;
                infine, spesso, viene preso in qualche situazione ingloriosissima e si appella a tutte le leggi esistenti e ancora da inventare.

                Non è uno che è “contro il sistema”, meno che mai eroicamente o coraggiosamente: è uno che si appiglia a tutti gli inghippi che offre il sistema.

                Vince in una serie di match truccati, dove l’avversario non può muoversi e lui gode di tutte le protezioni; al primo match vero, si dimostra per quello che è.

                I due coglioni che menano la donna disabile non sono un’eccezione, un’esplosione di violenza e aggressività giovanile: sono esattamente il metodo seguito dai malavitosi.

                Quando tornano a devastare i locali, o quando gettano il cellulare della donna intimando di non chiamare la Polizia, non è per forza, ma per paura .

              • Roberto says:

                Peucezio, tu stesso scrivi che il successo è “prestigio sociale”. Sono d’accordo su questo e mi chiedo, che prestigio sociale ha una famiglia di delinquenti mafiosi? Certo avrà qualche tifoso come chiunque abbia uno spicciolo di notorietà, ma prestigio sociale?

              • Roberto says:

                Sui due coglioni che hanno picchiato la tizia in carrozzina, faccio notare che lo hanno fatto davanti ad una telecamera….vabbè che in Italia è difficilissimo andare in prigione, ma si sono veramente impegnati

              • Peucezio says:

                Pino,
                qualcosa di vero c’è in quello che dici.
                Ma secondo me bisogna anche considerare alcuni aspetti.
                1) Non tutti i delinquenti finiscono dentro: dipende dal caso, dalla loro abilità e da quella dei poliziotti, ma anche e soprattutto, dal periodo e dal luogo, cioè dalla soglia che lo stato ha deciso di tollerare (o dalla forza che ha per reagire); ci sono stati decenni di impunità pressoché totale delle mafie in Italia, prima degli anni ’90.
                2) Che si ricollega al primo punto: il confine fra legalità e criminalità è labilissimo. In Sicilia in questi anni la mafia ha scelto un basso profilo per agire sostanzialmente indisturbata. La Ndrangheta gestisce affari enormi, investe in attività anche legali, tende a evitare di fare troppi morti, in questo modo lo stato chiude un occhio sullo spaccio della droga, i cui proventi vengono reinvestiti in attività immobiliari e di altro tipo, sicuramente oscure, ma non violente e comunque con una parvenza di legalità. Poi esiste tutta un’imprenditoria non direttamente coinvolta nelle attività violente, di strada, ma contigua ad esse e alla criminalità vera e propria; ed è un’imprenditoria che ogni tanto viene beccata (succede anche all’imprenditoria normale, ai politici, a chiunque abbia a che fare con soldi seri e quindi cerchi di corrompere, evadere il fisco, ecc.). Insomma, chiunque maneggi soldi ad alto livello, tende ad assumersi dei rischi, è esposto e come tale può avere guai giudiziari anche molto seri. Quindi, più che due mondi diversi, uno criminale e uno basato sul lavoro onesto, c’è una sorta di graduatum, dai confini incerti.

                Ciò che comunque non mi convince è l’interpretazione della criminalità come devianza sociale. E’ un’interpretazione ingenua, perché la criminalità è una delle forme di integrazione sociale. In Sicilia può essere deviante chi si ribella. L’integrazione e la devianza sono concetti sociali, relazionali, non assoluti.

              • Per Peucezio

                “La Ndrangheta gestisce affari enormi, investe in attività anche legali, tende a evitare di fare troppi morti”

                Immagina una città dell’Italia centrale, dove non ci sono mai morti per mafia.

                E dove un ex aiuto elettricista, figlio di un signore che è finito male in un vicolo di una città del meridione, con i suoi sudati risparmi si compra una quindicina dei principali palazzi della città e diventa copresidente di una delle principali attività culturali del comune, assieme al prefetto.

                Direi che è una storia di successo, no?

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “Peucezio, tu stesso scrivi che il successo è “prestigio sociale”. Sono d’accordo su questo e mi chiedo, che prestigio sociale ha una famiglia di delinquenti mafiosi? Certo avrà qualche tifoso come chiunque abbia uno spicciolo di notorietà, ma prestigio sociale?”

                A me sembra che tu, senza rendertene conto, applichi un criterio di classe.
                Ma il prestigio sociale non è solo una cetgoria borghese.
                Così come la ricchezza non è un privilegio borghese, con buona pace dei marxisti.
                Pablo Escobar, come il camorrista napoletano, era rispettato se non venerato nei quartieri poveri, ma non certo dai borghesi istruiti, laureati, ecc.
                Ed era pieno di soldi.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Direi che è una storia di successo, no?”

                Lo direi anch’io! 🙂

                Poi mica il successo ci deve piacere: c’è successo e successo.
                Per inciso, a me le persone di successo, con qualche eccezione, stanno abbastanza sulle palline.

              • PinoMamet says:

                Ma infatti Peucezio io non credo affatto alla criminalità come devianza sociale.

                Penso proprio il contrario: il criminale o criminaloide non è un ribellista, proprio il contrario: è un approfittatore, quando può ottenere quello che vuole con metodi legali, o che gli somigliano, lo fa senz’altro.

                Sulla Ndrangheta in E.R. si potrebbero scriveri interi volumi, ma in sostanza per esempio mi risulta questo:

                -con gli amministratori locali, fa affari sporchi ma sul filo della legalità, perché questo è il modo che gli permette di guadagnare;

                -con i calabresi immigrati, utilizza il solito metodo delle estorsioni mafiose

                perché solo con loro?
                sono più paurosi? meno paurosi? Più collusi? Meno?

                No; è che sanno che, se entri nel negozio di un tale locale (come è successo) con l’accendino acceso dicendo “è molto bello, qui, eh?”, il primo istinto del prorpietario del negozio non è telefonare al capobanda: manco lo sa che numero ha o come si chiami!
                Ma di andare dai Carabinieri e denunciare l’accaduto.

                E quindi, visto che neppure il tizio con l’accendino è un cuor di leone, ma di solito uno sfigato pesce fuor d’acqua, la cosa finisce lì
                (e il negozio è ancora al suo posto, bello come il sole).

              • PinoMamet says:

                Naturalmente è una versione extra semplificate, ma tieni presente che nella mia cittadina in un anno sono bruciate una trentina di automobili, nessuna di un locale

                (una a dire il vero sì: probabile sbaglio, visto che la settimana dopo ne ha preso fuoco un’altra, identica, di un signore calabrese.
                Non mi sto inventando niente, ricordo che ho avuto anche un omicidio di mafia a poche decine di metri da casa).

              • Peucezio says:

                Mah, il concetto di coraggio è sempre relativo.
                Ho qualche dubbio sul fatto che chi si espone a regolamenti di conti o a sparatorie con la polizia sia un pusillanime. Poi, certo, c’è gente più coraggiosa.

                E comunque conta la percezione sociale (stiamo parlando di prestigio, di successo).
                Chiaramente ognuno gode di prestigio nel suo ambiente e magari fuori da quell’ambiente e da quel ceto nessuno se lo caga.

              • PinoMamet says:

                Io no, non ho di questi dubbi. Il malavitoso, del resto, mica si espone

                Un po’ come diceva Groucho Marx: la caccia sarebbe un bellissimo sport, se anche i cervi avessero i fucili.

                E comunque, tornando a noi, no, i due sfigati picchiadisabili non solo non mi sembrano coraggiosi, ma neanche lontanamente “di successo”: due sfigati e basta.

              • Peucezio says:

                Vabbè, quelli sì, è ovvio.
                Ma i regolamenti di conti e le sparatorie mica le ho inventate io 🙂

              • Z. says:

                Peucezio,

                data un’occhiata cursoria ai tuoi commenti, direi che di delinquenti ne hai conosciuti pochini.

                Tranquillo, non ti perdi niente. Ma proprio niente. Sempre che tu non sia un cultore della noia!

              • PinoMamet says:

                Ma sì Peucezio, ma sulle sparatorie, lo sai come la penso.

                Non è mica l’Ok Corral. Neanche l’Ok Corral era l’Ok Corral.

                Le fanno se non hanno proprio nient’altro di meglio da fare: non sono gli eroi dell’Iliade, e nonostante tonnellate di serie televisive, continuo a ritenere che non gli somiglino nemmeno un po’.

                E le fanno, di solito, tentando di non farsi ammazzare.

                Possono essere coraggiosi o meno, è un dato individuale, come possono essere coraggiosi o meno i soldati;
                ma la guerra non è un fatto di coraggio.

                Forse, e dico forse, lo era ai tempi di Omero.

                Le sparatorie dei malavitosi- quelli reali, non quelli dei film; quelli che ammazzano magari un disgraziato a Bari che si è trovato nella traiettoria di un proiettile destinato a qualcun altro- sono robe sporche, bastarde, quando possibile senza rischi.

                Esattamente come una guerra, se vuoi: se posso uccidere tot nemici senza perdere un solo mio soldato, e naturalmente restando vivo io, lo faccio.

                Il coraggio non c’ha niente a che vedere.

        • Z. says:

          Migurl,

          — Mica difendo i Casamonaca.–

          Excusatio non petita. Chi ha detto il contrario?

          Ho detto che sei ansioso di distinguerti dalla massa, e che questo è deliziosamente mainstream.

          Di fronte a due sgherri che pestano una donna disabile, poi, chissenefrega delle moiate (di cui già mi frega poco comunque).

          • Per Z

            “Ho detto che sei ansioso di distinguerti dalla massa, e che questo è deliziosamente mainstream.”

            Allora, la massa (mediatica) dice, “i Casamonaca sono cattivi!”

            Io non me ne distinguo dicendo il contrario, ma resto subito colpito dal non detto: i Casamonaca sono zingari.

            Normalmente, ti troveresti il titolone su Libero, “zingari picchiano disabile”. E invece silenzio.

            Oppure troveresti il titolone su Repubblica, “nomadi accusati ma non generalizziamo”. E invece silenzio.

            E siccome i media li incrocio più spesso dei Casamonaca, mi sembra un aspetto molto interessante.

            Per citare il tuo detto preferito, io guardo il dito mediatico, mai la luna che il dito indica 🙂

          • PinoMamet says:

            Mah, a dire il vero che i Casamonica siano zingari lo si è detto in lungo e in largo.

            Probabilmente, per una volta il giornalista preferisce non dirlo per due motivi:

            1: non c’entra niente

            2: evitare facili accuse di razzismo

          • PinoMamet says:

            Ecco qua, digitando il nome Casamonica cosa salta fuori su Google relativamente allo stesso affare:
            https://www.tpi.it/2018/05/07/casamonica-roma-aggressione/

            nell’articolo, in bell’evidenza col il titolo “chi sono i Casamonica” un link a un altro articolo (solo notorio funerale) in cui sono presentate le attività criminali dei membri della famiglia e le loro origini (variamente definite “rom abruzzesi” e poi “sinti abruzzesi”, forse per confusione o forse perché “sinti” suona più neutro di “rom”, che ormai vale quanto e più di “zingaro” come insulto).

            Non c’entra:
            ma, per una volta, voglio confermare l’opinione che Moi ha di ebrei/israeliani, e per le villone cessodorate del clan propongo il metodo israeliano: demolizione immediata!

            Reato: oltraggio al buon gusto e alla decenza.

            • Peucezio says:

              Ma dove sono le foto delle villone cessodorate?

              Comunque posso spezzare un’arancia a favore del kitsch-tamarro e del cattivo gusto? 🙂

              Io dico sempre che se avessi i miliardi me ne andrei in giro con una macchina con la carrozzeria d’oro, con la musica da discoteca a tutto volume (con un apposito altoparlante che la spari fuori, ma non me la propini nell’abitacolo) oppure con i neomelodici.
              Al posto del nome del modello, sul retro ci sarebbe scritto qualcosa tipo “Supercozzala”. 😀

            • PinoMamet says:

              Lo fanno i neri americani, non ho mai capito bene se apposta, ironicamente, oppure (forse la maggioranza) proprio perché gli piace.

              Com’era quella canzone?
              I took you out of the ghetto, but I couldn’t take that ghetto out of you…

              e vabbè, so’ gusti, ma scusa, se non ti piacciono i neomelodici a che scopo ascoltarli??

              • Peucezio says:

                Infatti li farei ascoltare agli altri 😀

                Comunque non ti nego che dopo un giorno o due mi sarei già rotto di fare il cozzalo.

                Però sono molto indulgente verso le pezzìinde arrecchessciùte: è normale che li troviamo di cattivo gusto, ma che si può pretendere… Inoltre in fondo i gusti so’ gusti, se a loro piacciono quelle cose…
                Non mi piace fare troppo lo snob, soprattutto nei confronti dei cozzali, che possono anche essere miliardari, ma sono incolti.
                Sono insofferente semmai verso l’arroganza delle vere élite, quelle istruite (che non significa colte).

      • PinoMamet says:

        Occassione Abbastanza Rara di Disaccordo con Miguel

        nell’articolo non sarà scritto perché ormai è dato per scontato, ma:

        -tutti sanno che i Casamonica sono zingari

        -tutti sanno che i Casamonica hanno avuto successo con metodi più che discutibili

        -i Casamonica si giocano la Victim Card tantissimo, in ospitate e sceneggiate TV

        -i Casamonica non si prendono nessun rischio, sono dei perfetti vigliacconi e arroganti che quando gli conviene si ricordano di essere degli zingari e “questa è la nostra cultura” (riferito a cose che con la cultura zingara c’entrano ben poco…)

        • PinoMamet says:

          Peraltro sospetto che il personaggio de “lo zingaro” nel (bel) film Lo chiamavano Jeeg Robot, con i suoi traffici malavitosi, il cattivo gusto e la voglia di apparire mediaticamente, sia più che leggermente ispirato ai Casamonica e alle famiglie del loro entourage della periferia romana.

          • roberto says:

            pure gli zingari di suburra mi sembrano molto realistici

            (bellissimo “lo chiamavano jeeg robot”)

        • roberto says:

          accordo totale con pino,
          stavo per rispondere a miguel la stessa cosa!

          ps. a proposito di zingari di successo, che voi sappiate i togni (circensi) sono zingari? so che moira orfei vantava origini zingare, ma talmente lontane da essere più un divertissement intellettuale che altro

          • PinoMamet says:

            Credo che entrambe le famiglie abbiano origini sinti, più o meno remote.

          • Peucezio says:

            Allora,
            ci ho seguito un corso su ‘sta cosa, col massimo esperto in Italia, ma non mi ricordo moltissimo.

            Però ti posso dire che da quello che spiegava il tizio, i circensi spesso sono di origine sinti, ma non lo ammettono neanche sotto tortura.

      • PinoMamet says:

        In questi giorni è morto in un incidente un ragazzo di una famiglia di giostrai sinti, non so se residente o di passaggio nella zona.

        Il giornale locale ne ha dato notizia, esattamente come si fa in tutti gli altr icasi di giovani morti in circostanze simili; ha fatto un po’ i salti mortali per parlare della comunità sinti (accorsa specialmente dal Piemonte, e un po’ da tutt’Italia per il funerale) senza scrivere mai la parola “zingari”, ma per il resto direi che è stato esemplare.

        • Peucezio says:

          Che poi questo tabù è davvero stupido: come fai a designare l’insieme di rom e sinthi (che poi è una distinzione del cavolo, perché i sinti sono come gli altri rom, solo con un po’ di germanismi in più, perché hanno soggiornato a lungo in territorio germanofono)?
          C’è chi dice “nomadi”, cosicché pure i tuareg diventano zingari! 😀

        • PinoMamet says:

          Questo è vero, e non riesco neanche a capire perché “zingari” debba essere una “brutta parola”.

          • Francesco says:

            perchè gli zingari rubano, mendicano, rapiscono i bambini!

            che domande che fai Pino

            😉

  36. Moi says:

    @ PEUCEZIO / MIRKHOND / PINO

    Tratti somatici da “Chad” …

    https://archive-media-1.nyafuu.org/bant/image/1511/22/1511220856450.png

    … che con un Incel nei paraggi possono costar la pellaccia ! 😉

  37. Moi says:

    Stacys VS Beckys …

    https://www.racked.com/2018/4/28/17290256/incel-chad-stacy-becky

    Incels Categorize Women by Personal Style and Attractiveness
    There are “Stacys” and there are “Beckys.”

      • Moi says:

        fra l’altro Pino aveva fatto osservazioni interessanti sul Darwinismo Sociale d’accatto che impazza in USA e indi nel resto dell’ Occidente, con il sempre felice “ritardo” Italiano, che fa della nostra “arretratezza” una benedizione !

        … l’ ho messo qui per evitare la dispersione.

    • Per Moi

      Leggo oggi:

      “New York, 4 donne lo accusano di abusi sessuali:si dimette procuratore che fece causa a Weinstein”

      Notevoli le biografie delle presunte molestate:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Tanya_Selvaratnam

      http://www.ibtimes.com/who-michelle-manning-barish-eric-schneiderman-accused-ex-girlfriend-abuse-2678794

    • PinoMamet says:

      Comunque questi Incel sono dei pirla, non perché sono single (come credono loro), ma perché credono che le donne (quelle belle: le altre, a quanto pare, non interessano…) vadano solo con belloni palestrati e ricchi.

      Si mettano il cuore in pace: il mondo è pieno di belle donne fidanzate con bruttoni, molte volte (e ne sono testimone) anche poveri e non particolarmente svegli.

      E ho visto anche più di un bellone, di discreto successo, innamoratissimo di una racchia (in qualche caso pure più vecchia di lui).

      è il bello dell’amore: non è meritocratico, è cieco. Lo si sa fin dall’antichità, possibile che in America se lo siano scordato?

      • PinoMamet says:

        Interessantissimi anche i disegni delle “beckys”, cioè le donne che non piacciono agli Incel, e delle “stacys”, quelle che gli piacciono ma non gliela danno.

        https://www.racked.com/2018/4/28/17290256/incel-chad-stacy-becky

        Il primo disegno, la “becky”, è quello di una bella ragazza studiosa, con un look femminile ma sobrio (più femminile che sobrio visti i leggings aderenti).

        Il secondo, la desideratissima e irraggiungibile “stacy”: che dirne?

        se gli piace il modello, non è che devono fare tutta questa fatica o disperarsi tanto, basta un giro sulla via Emilia dopo le 10…

        • Francesco says:

          😀

          PS intendi dopo le 22 o da voi la vita inizia di mattina?

        • Per PinoMamet

          “Interessantissimi anche i disegni delle “beckys”, cioè le donne che non piacciono agli Incel, e delle “stacys”, quelle che gli piacciono ma non gliela danno.”

          Vero!

          Confesso che la Becchina mi piace 🙂

          • Francesco says:

            anche a me, non sembra così stronza come si lamentano gli sfigati (che è la corretta traduzione di incel)

            mentre il puttanone fa addirittura pena

  38. Moi says:

    Ti sorprenderà … ‘sto delirio reale (!) Incels / Chads / Stacys / Beckys l’ ho imparato da Miguel 😉 , prima ne avevo solo sentito qualche accenno come generici “misogini” (pronunciato giusto) dal Bruno Vespa dei Millennials 😉 : il celeberrimo Alessandro Masala* terHatesYou / SHY ! Dopo l’ Attacco ISIS Style con il furgone a Toronto !

    … * uno che pronuncia /muzulma’ni/ sbagliando apposta la pronuncia per dimostrare di sapere la grafia.

  39. Moi says:

    Catharine MacKinnon Quote:

    “Sexuality is to Feminism what Work is to Marxism”

    ————-

    Provocazione interessante, direi …

  40. Mi sono perso nei commenti, vedo solo adesso che è tornata Jam, una splendida sorpresa!

    Abiti sempre, ahem, un pochino più a sudest di Arezzo?

    🙂

  41. Peucezio says:

    OT.:
    https://europeansworldwide.wordpress.com/2018/05/07/holohoax-heroine-on-the-run/

    Me l’hanno segnalato, non l’ho letto, perché è scritto in forestiero, ma se non è una bufala è veramente mostruoso.

  42. mirkhond says:

    In Germania mettono in prigione anche anziani di 87 anni?

    • Peucezio says:

      Non è la Germania in sé, è che quando c’entra l’Olocausto, gli ebrei, il razzismo e in generale i tabù di moda, non esiste umanità, non esistono tutele, non ci sono diritti umani che tengano.
      In Germania effettivamente ci mettono un particolare zelo.

      • Francesco says:

        come puoi dare credito a un “nazionalista europeo” che deve copiare la sigla ZOG (zionist occupied government) e scrive wog (washington occupied germany)?

        non solo è coglione, è pure privo di originalità

        ecco, se fossi nazista lo sbatterei in un campo per “sudditanza ideologica agli yankees”

        • Per Francesco

          “ecco, se fossi nazista lo sbatterei in un campo per “sudditanza ideologica agli yankees””

          Sarebbe interessante studiare l’americanizzazione dell’estrema destra “neonazista” europea (che distinguo da quella “neofascista”).

          I nazisti avevano preoccupazioni nazionali, con alle spalle una tradizione “risorgimentale” tedesca, antipatie per francesi e polacchi, una classe operaia in subbuglio da controllare/nazionalizzare e un’organizzazione militarista legata a una società fortemente gerarchica.

          I neonazisti invece non hanno nessuna di queste preoccupazioni, mentre hanno la preoccupazione degli “stranieri” dalla pelle più o meno scura; e vivono in una cultura per nulla gerarchica. Anche il rapporto con gli ebrei che avevano i nazisti ha premesse solo in parte analoghe alla questione delle migrazioni di oggi.

          Quindi copiano a man bassa da un sistema ideologico nato in un altro continente, dove “bianchi semplici e democratici” devono vedersela con “i negri”.

          • Francesco says:

            nonostante questo, sono il brodo di cultura di forze politiche sempre più forti

            mi sento preso per il culo, oltre che in pericolo!

            ciao

  43. Moi says:

    @ PINO

    Variazioni del “Chad” (compreso se Gay, che immagino sia considerato nel caso “Gender Swap Stacy” 😉 …) per “razza” , difatti NON è detto che sia Bianco …

    https://imgur.com/r/Incels/f0UJf4M

    stupisce che espressamente NON ci siano varianti “Brownie” 😉 / Levantine … tipo Omar Sharif e Kadir Bedi, almeno da Giovani !

    • PinoMamet says:

      Moi, non perderci troppo tempo.
      Questa gente è fuori come un geranio. Trovano delle foto di modelli e poi ci scrivono sopra delle loro fantasie stupide, insultanti per gli altri e, peggio, per loro stessi. Mah. Arimah.

    • Moi says:

      Già …

      cmq a quanto pare l’Adepto si chiama “NewCel” … poi quando ha terminato con la “Formazione” (basata sulle slàid 🙂 , con metodi didattici travagliescamente guardacaso aziendalistici e/o da Leopolda 😉 ! ) di ‘ste fisse dei “Seniors” può divenire “InCel” ufficialmente.

  44. Moi says:

    Si noti come l’immaginario da “anime girl” sia entrato anche nell’ immaginario Americano

  45. Moi says:

    Ma difatti se non fosse che qualche sbalinato spara o stira la gente sotto ai furgoni emulando i Jihadisti* … sembrerebbe satira surreale !

    *
    Paradossalmente, un Incel che diventasse Musulmano, ne abbandonerebbe _ proprio per la sua nuova religione ! _ l’ ottica Incel di sterminio per questioni di gusti sessuali: trasognando chissà quante Hurì-Stacy … 😉

  46. Moi says:

    A proposito dei “Blacks” … oggi ne ho visto in circolazione in Corticella un modello che almeno in USA dovrebbe essere fuori produzione 😀 oramai da diversi anni e anni : barbetta “nazzarena” lunghina crespa, ma soprattutto … una voluminosa “ciozza” di capelli crespi e vaporosi da Anni Ottanta in giù ! 🙂

  47. Moi says:

    sulla Z-Word 😉 …

    http://www.odg.mi.it/procedimenti-disciplinari/matteo-legnani-professionista-censura-violazione-gli-artt-2-e-48-della-leg

    Delibera di apertura:
    Prot. n. 5049/10/LG/ac Milano, 10 novembre 2010
    raccomandata ar

    DELIBERA DI APERTURA PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE

    Il Consiglio dell’Ordine regionale della Lombardia nella seduta del 29 ottobre 2010;

    – visto l’esposto presentato dall'”Osservatorio contro le discriminazioni” di Mantova;

    ha deliberato d’ufficio l’apertura di un procedimento disciplinare ex art. 56 della legge 69 del 1963 nei confronti di Matteo Legnani, nella sua qualità di giornalista del quotidiano “Libero” per verificare se vi sia violazione delle norme deontologiche che presiedono alla professione di giornalista e in particolare degli 2 e 48 della legge professionale n. 69 del 1963, nonché l’art. 9 del Codice deontologico sul trattamento dei dati personali nella pubblicazione di una serie di8 articoli aventi ad oggetto le comunità zingare e rom.

    ———————————–

    … e su come i Radical-Chic vorrebbero per legge imporre a chiunque di esprimersi in Internet !

    • Roberto says:

      Moi santiddio è un GIORNALISTA che scrive su un GIORNALE!!!!!
      Pubblica immondizia su un giornale, racconta balle e l’ordine che fa? Un buffetto sulla guancia! Immagino che il giorno della sentenza gli hanno pure offerto caffè e pasticcini.
      Vi meritate la radio delle 1000 colline se non capite qual è il lavoro del giornalista

    • Roberto says:

      “Addirittura viene riportata la “notizia” secondo la quale gli zingari comprano e vendono i bambini per poi sfruttarli. Si tratta di una affermazione destituita di fondamento e che non si ricollega ad alcun fatto di cronaca. Tuttavia, essa, per il solo fatto di essere pubblicata su un giornale, è destinata ad acquistare credibilità presso il pubblico e, dunque, a fomentare il clima di ostilità nei confronti dell’etnia rom e zingara.”

      Ecco. Poi per carità, sono contrario alla prigione per i minchioni, ma che smetta di scrivere su un giornale e faccia l’opinionista in TV

      • Per roberto

        ““Addirittura viene riportata la “notizia” secondo la quale gli zingari comprano e vendono i bambini per poi sfruttarli.”

        In realtà, credo che la storia senza fondamento sia quella del rapimento di bambini gagè.

        Resta il problema più ampio dello sfruttamento organizzato del lavoro dei bambini.

        Qui ci sono alcune considerazioni abbastanza ragionevoli, anche se forse espresse senza percisare meglio le differenze tra diversi clan:

        https://www.diritto.it/articoli/penale/durso.html

        “E’ sicuramente quest’ultimo l’aspetto più preoccupante di tutta la “questione zingara”. Ed invero, i presupposti strutturali di tale attività illecita ci fanno comprendere chiaramente che i minori che delinquono non sono di solito i figli di coloro che ne sfruttano i proventi del reato: quasi tutti i bambini che rubano sono argati. Tale parola, di origine slava, significa letteralmente “operaio”, ma chiaramente, nell’ambito del nostro discorso, assume un senso ed una valenza più ampi. Non si tratta, infatti, solamente della prestazione di un’attività lavorativa, bensì implica un legame del tutto particolare, un vincolo assoluto con gli adulti che godono dei proventi di tale attività.

        Le inferenze logiche di tali considerazioni hanno, quindi, come ovvia e necessitata destinazione argomentativa l’emersione di un graduale processo di asservimento alla volontà del padrone e di annullamento della personalità del minore. Siamo, pertanto, di fronte ad un sistema che, se per le nostre coscienze, può essere considerato aberrante ed ai limiti di un’evoluzione in termini di “nuovo schiavismo”, per il contesto sociale delle comunità Rom rappresenta, invece, l’espressione di una normalissima ed, anzi, apprezzata e condivisa fonte di approvvigionamento economico.

        Argato, pertanto, vuol dire che il minore appartiene ad un nomade, anche senza esserne figlio. Alla stessa stregua di un oggetto e per tale nomade lavora andando a rubare. Molto spesso alla base di tale rapporto vi è un vero e proprio contratto di cessione stipulato tra i genitori ed il futuro “padrone” del minore. Si tratta di una specie di contratto non scritto, ma regolato da norme molto precise e solennizzato da un giuramento musulmano “sul pane”, con il quale i genitori cedono il figlio per un periodo di tempo determinato, in cambio di un compenso che, in molti casi, consiste in una partecipazione agli utili futuri derivanti dallo sfruttamento del minore oppure nell’elargizione di una somma di denaro predeterminata per un certo periodo di tempo (in genere un anno).”

        • Sempre nello stesso articolo di Massimo D’Urso una riflessione che mi sembra importante:

          “, giova ulteriormente chiarire che la giustizia dei gagè non è effettivamente disprezzata. In realtà, non è compresa; è considerata irrilevante o persecutoria e spesso sortisce addirittura effetti negativi, sia sul piano ideale che su quello concreto.

          Per esempio, esperienze sociologiche ci fanno notare come taluni genitori si dichiarino incapaci di mandare i loro figli a rubare, come avviene in altre comunità, ma asseriscono che lo riterrebbero preferibile all’accattonaggio perchè hanno capito che, così facendo, avrebbero minori fastidi con la giustizia. Inoltre, i soldi impiegati per il compenso degli avvocati, qualora gli interessati vi ricorrano, sono sempre tratti dai proventi dell’accattonaggio, per i quali sono perseguiti con procedimenti giudiziari in cui sono difesi dagli stessi avvocati. Gli zingari sono spesso consapevoli di questo circolo vizioso, ma dicono di non essere in grado di spezzarlo a prescindere da consistenti interventi istituzionali, che prevedano maggiori possibilità di lavoro o di aiuti in denaro, atteso che si tratta, in ogni caso, di caratteristiche comportamentali che sono espressione di un modus vivendi assolutamente alternativo[15].

          Questa è un’ulteriore dimostrazione di quanto siano delicati gli spazi d’intervento del servizio sociale, posto che quest’ultimo si trova ad operare nell’ambito di un microcosmo culturale che, purtroppo, nella maggior parte dei casi, risulta del tutto refrattario a qualsiasi tentativo di mediazione.

          Peraltro, la mediazione necessaria non è quella tipica; quella, cioè, che il servizio sociale adotta nella generalità dei casi e grazie alla quale riesce a fungere da tramite tra l’individuo e la più ampia società, per mettere il primo in grado di relazionarsi con maggiore efficacia con le strutture di quest’ultima, lungo un percorso di avvicinamento culturale, di migliore utilizzo delle risorse, di rispetto delle regole e, quindi, di integrazione sociale sempre più riuscito. La mediazione richiesta si lascia agevolmente individuare ed è di più ampia portata: è la mediazione tra due mondi, tra due universi differenti e tra loro per molti aspetti incompatibili.

          E non è tutto. Ed infatti, rimanendo così lo stato delle cose, la vigilanza sociale esperita dal diritto e poi, in concreto, grazie all’esercizio dell’attività giudiziaria non potrà ottenere, almeno nel breve periodo, consistenti riscontri positivi, in termini di attenuazione della delinquenza nomade, atteso che interviene con configurazioni esclusivamente repressive sugli effetti della c.d. “degenerazione integrazionista”, come supra esemplificata, in ordine alla quale sarebbe forse più opportuno risalire alle cause della sua nefasta evoluzione, apparendo, quindi, più efficaci interventi che abbiano una funzione di prevenzione.”

  48. Moi says:

    Qualcosa di simile, molto simile succede anche a chi, sempre giornalista (v.di Magdi Cristiano Allam VS Ordine Giornalisti per la Dhimmitudine Volontaria) usa l’ aggettivo “Islamico” per il Terrorismo Internazionale (che evidentemente urla “Alla u Akhbar” perché “We wanna fuck all Stacys” è troppo difficile da pronunciare 😉 …)

    o (almeno in Scandinavia, ma sta già scendendo …) a chi sacerdote osi ricordare a messa che il Levitico NON è che sia proprio “ghèi-frèndli” 🙂 subito-subito !

  49. Moi says:

    … per questo, un nuovo Governo _ direbbe Silvio _ NON Golpista , scelto da Mattarella dovrebbe fare un supermegapurgone da URSS Anni Cinquanta della Classe Culturale, epurando da Scuola, Intrattenimento e Informazione d’ogni Radical-Chic :

    classiche Faine (facenti laica taqiya di esser divenute una specie vegana 😉 ! ) messe a Guardia del Pollaio sotto Assedio Kalergico nell’ interesse del Lupo Famelico George Soros !

  50. Moi says:

    A proposito di “faine” : un’ altra Americanata che per fortuna NON sembra aver attecchito in Europa (e già passata come smania anche in USA …) , è stata quella del “furetto” / “ferrret” … un comunque “mustelide” semiaddomesticato.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Ferret

    più o meno, come mustelide, come il gatto domestico risptto ai cugggini 😉 selvatici … o almeno, ci stavano provando; poi, gli Allevatori-Imprenditori devono aver perso il Mercato dei “Pets” !

    PS

    Pazzesco: il Politically Correct invade perfino la Zoologia : “obligate” [sic !] carnivore !

    Insomma:se lo fai diventare vegano, schiatta ! In effetti _ si sente n giro ma potrebbe essere vero _ ci sono stati casi di RadicalChic che hanno fatto tirare la zampina al gatto o al cagnino (*) facendoli diventare vegani assieme a loro stessi/e/* !

    ————————-
    *

    (a parte D’Alema per _ positiva, in questo caso _ vestigiale Cultura Sovietoide, niun di loro ha dei “cagnoni” … considerati “da Fascisti” che vogliono un body guard a 4 zampe !)

  51. Interessante la discussione tra Peucezio e PinoMamet sulla “qualità” di certi delinquenti.

    C’è del vero in tutte e due le posizioni.

    In aggiunta direi che noi parliamo di solito unicamente dei delinquenti di… insuccesso, quelli che fanno notizia perché vengono smascherati o arrestati.

    Ma sospetto che ci sia anche un discreto numero a cui è andata bene.

    Nel 1995, sono stato a Kiseljak, poverissimo paesino in Bosnia pieno di profughi cattolici in fuga dai musulmani, dove i croati avevano cacciato tutti i musulmani e trasformato la moschea in un deposito di immondizie, con giovani sfaccendati che giravano avanti e indietro su auto senza targhe.

    Ma Kiseljak aveva la straordinaria fortuna di trovarsi esattamente sul fronte, dove tutti gli aiuti per Sarajevo dovevano passare prima attraverso le linee croate, poi quelle serbe, poi quelle musulmane.

    Infatti, sono ripassato a Kiseljak recentemente, e non ho mai visto una tale collezione di negozi e supermercati, uno dopo l’altro.

  52. Moi says:

    Diàno NON Dàino

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/24/grecia-bimba-bionda-trovata-in-campo-rom-trovati-veri-genitori-in-bulgaria-lavevano-venduta/756004/

    Grecia, bimba bionda in campo rom, trovati veri genitori: l’avevano venduta

    PS

    Ma possono esistere Zingari Biondi, no?

  53. Moi says:

    “Zingaro”, parola razzista. Salvini oscurato Facebook blocca per 24 ore la pagina del segretario leghista. Che replica: “Assurdo” LEGGI ANCHE Ma quell'”espresisone” piace a cantanti e calciatori

    http://www.iltempo.it/politica/2015/04/10/news/zingaro-parola-razzista-salvini-oscurato-973236/

    ………………………………………………………………………….

    ‘ste Vestali del Politically Correct, quanti voti gli avran fatto … prendere ?!

    NON è un refuso di “perdere” … proprio “prendere” intendo !

    … Dite a Soros di lavorare su quel System Bug chiamato “Suffragio Universale” (e dopo Trump le “Avanguardie” ci stanno già pensando) , se non vi sta bene ! 😉

  54. Moi says:

    @ MIGUEL

    Sapevi del famigerato “Kekistan” ?

    https://www.vice.com/it/article/vbpxj9/bandiera-del-kekistan-comizio-di-salvini-a-milano

    La delegazione della Repubblica del Kekistan in missione a Milano per Salvini (24/02/2018) (in Inglese Scolastico con i Giornalisti)

    https://www.youtube.com/watch?v=UNnom3fIEzo

    —————–

    Che, fra società e geopolitica esiste e non-esiste ? 😉

    • Moi says:

      Bellissimo l’ Umarell Leghista senza “conpiùter” che scopre in presa diretta in Piazza Duomo Milano l’ esistenza di una roba chiamata “Kekistan” … che sembra il Kazakhistan secondo Sacha Baron Cohen 😀 😉 !

    • Per Moi

      “Sapevi del famigerato “Kekistan” ?”

      No, scopro adesso.

      Sotto l’articolo che segnali, mi ha colpito quello sul Sentinello Stalkerato. Devo dire che ho trovato molto equilibrata e non vittimistica la sua reazione.

    • PinoMamet says:

      Mi sembra una roba troppo complicata e troppo da nerd.

      Derubrico nella categoria “chissene”.

  55. Moi says:

    Questi li scopro adesso:

    https://www.youtube.com/watch?v=s2ys4SotE64

    Roma, gli urtisti ebrei suggestionati dalla destra di Salvini, ecco perché

    ————–

    Discesi da questi

    https://it.wikipedia.org/wiki/Peromanti

    Nella Roma ottocentesca, i peromanti, detti anche urtisti, costituivano una peculiare categoria di venditori ambulanti, specializzati in una particolare tipologia merceologica, quella degli oggetti devozionali della religione cattolica. Di estrazione ebraica, i Peromanti erano per questo legati, da un punto di vista abitativo, al perimetro delle vie del Ghetto di Roma e del Portico di Ottavia, ma, per ciò che concerne l’attività commerciale erano autorizzati, in via eccezionale, a operare per le strade e le piazze della città, in questo differenziandosi dagli altri ebrei romani, le cui attività economiche, invece, erano forzosamente confinate nel ghetto.

    • Per Moi

      “Roma, gli urtisti ebrei suggestionati dalla destra di Salvini, ecco perché”

      Favoloso!

      • Moi says:

        @ MIGUEL

        Provo l’ Oltrarnoscopia:

        Ma concretamente (!) :

        la Grande Minaccia per ‘sti NeoPeromanti Ebrei , sono i Senegalesi (o giù di lì) che _ per dire _ “ti fanno” da 3 a 5 neuri il Padre Pio piccolo/grande di plasticazza prodotto e loro distribuito dai Cinesi … anziché da 5 a 7 neuri, come gli Urtisti Ebrei ?!

        • Moi says:

          Ma è lo stesso “Clan” Ebraico degli stessi che fanno il Cosplay da Centurioni facendo giocare la Turiste Giappe [pare che siano i Turisti più “Giocosi” …] a Cleopatra in foto da 5 neuri … o è un altro ?

        • Per Moi

          “la Grande Minaccia per ‘sti NeoPeromanti Ebrei , sono i Senegalesi”

          Credo che sia un insieme di cose. Per il “decoro turistico”, c’è una guerra altalenante, che dura da anni, per cacciare dal Colosseo urtisti e centurioni, anche questi ultimi ebrei – gli ultimi ebrei poveri.

          Gli urtisti hanno permessi, ma li vogliono relegare in qualche angolo dove danno poco fastidio (e non vendono). Mentre i senegalesi o chi per loro, proprio perché non hanno permessi, fanno come vogliono.

          • Peucezio says:

            Certo che parlare di decoro per un luogo invaso da frotte di turisti sudati, con cappellini, zaini e bottigliette di plastica, è veramente surreale.
            I centurioni invece sarebbero indecorosi… Mah, che strano mondo.

          • Peucezio says:

            Ogni volta che sento ‘ste storie divento filo-ebraico.

            • Per Peucezio

              “Ogni volta che sento ‘ste storie divento filo-ebraico.”

              🙂

              Sono persone antiche, sostanzialmente.

              Il bello è che non interessano a nessuno, come dicono loro stessi. Credo che nella comunità ebraica romana qualcuno li aiuti per dovere religioso/etnico, ma sicuramente non ne fanno una bandiera.

              Eppure gli ultimi ebrei sfigati d’Europa hanno un discreto fascino.

          • PinoMamet says:

            Perché questi, Peucè, sono gli ebrei di Roma… Molto italiani e molto lontani dall’immagine della grande finanza apolide che domina il mondo ecc ecc

  56. Moi says:

    @ MIGUEL

    Interessante anche il concetto di “Magia Memetica” (dei “memes” …) … che sembra sempre di più sostituirsi alla Otto-Novecentesca “Magia DeAmbulatoria” !

    Basta un Nerd sfigatello frustrato con un gingillo informatico a provocare il mondo intero … con conseguenze per definizione imprevedibili !

    Magari, ad esempio, gli Incels sono iniziati “per gioco” … poi, presi sempre più sul serio, hanno nel mondo reale (!!!) adottato il “Car Jihad” dall’ ISIS , a sua volta adottato da Hamas !

    • Per Moi

      “Magari, ad esempio, gli Incels sono iniziati “per gioco” ”

      Infatti, può essere.

      Altro fattore: gli “sfigati” sono sfigati nella vita “reale”, e se ne stanno un po’ tristi ai margini, e soprattutto isolati.

      Però non sono secondo a nessuno con un computer, anzi magari sono anche più bravi degli altri. E così per la prima volta riescono a fare rete, con risultati esplosivi.

      E con rimedi facili e autogestiti per adolescenti in crisi di ogni tipo.

      • Francesco says:

        stai dicendo che i programmi che daranno vita al vero Grande Fratello saranno scritti da psicopatici morti di figa, fino a quando la IA diventerà autonoma anche in questo?

        pare che in Cina stiano entusiasticamente lavorandoci, convinti che alla fine il Partito comanderà alla IA e non viceversa

        il bello è che i cellulari, lo strumento di base di controllo, li paghiamo anche, e parecchio!

        rispetto alle distopie che lo prevedevano, il nero futuro ha più elementi da farsa

        ciao

        • PinoMamet says:

          “stai dicendo che i programmi che daranno vita al vero Grande Fratello saranno scritti da psicopatici morti di figa, fino a quando la IA diventerà autonoma anche in questo?”

          Ehm, e dove sarebbe la novità?
          😉

          • Francesco says:

            non parlo del programma TV, parlo di quando le cose di me che il mio telefono sa saranno in mano a Casaleggio&C. o Stalin o Xi Jin Ping

            o piuttosto alla AI che dovrebbe gestirle per loro

          • PinoMamet says:

            Non ti seguo: prima temevi i morti i figa e adesso Stalin?
            boh.

  57. Moi says:

    se vedete il video,il Kekistan l’ ha “inventato” un “Negro” _ “facendo l’ asino” in youtube per sbarcare il lunario monetizzando i video _ ma i Suprematisti Bianchi l’ han fatto proprio ideologicamente … 😉

    • Francesco says:

      vabbè, la bandiera tedesca a cui si ispira non è nazista ma imperiale

      è diventata nazista solo in tempi recenti …

      • Moi says:

        Lo sai :

        Dopo il primo Hollywoodiano Wonder Woman movie, sono diventati Nazisti anche loro … perché se Diana (Prince) nella I GM avesse avuto misurarsi con dei SuperVillains da meno di Steve Rogers nella II GM, poi chi le sentiva le Femministe ?! 😉

        • Francesco says:

          in effetti, cosa gli costa riscrivere la storia? tanto chi dei loro spettatori la ha mai studiata?

          😀

          • Moi says:

            @ FRANCESCO

            Altro che Storia Fatta a Scuola … accadde nel Mondo Reale

            da Neteru

            http://theconversation.com/how-an-ancient-egyptian-god-spurred-the-rise-of-trump-72598

            a Simbolo (presunto,”di default” …) AntiSemita

            http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/16_settembre_29/pepe-the-frog-meme-virale-che-diventa-simbolo-d-odio-veste-panni-donald-trump-8f0c5d3e-8628-11e6-9ddf-2c9d29242dcc.shtml?refresh_ce-cp

            —————

            In un Occidente sempre più convinto che “Neteru” fosse l’equivalente di “Elohim”, a sua volta di “Anunnaki” … plurale !

            • Moi says:

              . By October of 2015, /pol/ was approaching its 77777777th post, seen to be of particular importance because the number 7 is often associated with good luck and fortune. The post that would “get” that number was sure to gain legendary status within the community.

              As it happened, the 77777777th “get” was for the message “Trump will win”.

              The 77777777th post on 4chan’s /pol/ sub-forum. Author provided
              This sent /pol/ and the broader 4chan community into paroxysms of amazement and glee. To fulfil this prophecy, the sub-forum started an online campaign in support of Trump. Users on /pol/ believed that the best way they could help Trump’s chances of victory was by creating and spreading pro-Trump internet memes outside of 4chan. They called it the “meme war”: if they could expose regular social media users (“normies”) to as many pro-Trump memes as possible, Trump would forever dominate the online news cycle, giving him a better chance of winning the primaries and maybe even the presidency.

              It was from this melting pot that the cult of Kek emerged.

              [cit.]

  58. Moi says:

    https://pepethefrogfaith.wordpress.com/

    Pepe The Frog : the Prophecy (Ancient Egypt – 1986)

  59. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=fF0Cb7h6ZBQ

    SHADILAY – P.E.P.E. (the original!) – live from the 1986, on the Italian television

  60. Moi says:

    Ma le sorprese NON finiscono 🙂 :

    Shadilay era ItaloDisco Anni 80 … con il Lato B in Italiano anziché Instrumental

    https://www.youtube.com/watch?v=3I8hFmAj8dw

    … pensate se quel gricciazzo di Claudio Cecchetto avesse potuto vedere il Futuro a Livello Planetario !!!

    Hahahaha !!! Anzi : Kek ! Kek ! Kek ! 😀

    —————————————————————————-

    Il testo di Shadilay (Italian Version) di Pepe

    assoluto cosmico, regolare realtà
    respiro di un immagine, sintonia di civiltà
    confusa progenia di cellule ribelli
    volo verso l’universo, l’attraverserò
    se sei stella fatti vedere, io mi fermerò
    oh oh

    shadilay shadilay la mia libertà
    shadilay shadilay oh no
    shadilay shadilay oh sogno o realtà
    shadilay shadilay oh no
    vola nella mia vita, no non è finita
    io mi fermerò
    sciogli le mie vele, nel cielo e in fondo al mare
    io ti crederò

    shadilay shadilay la mia libertà
    shadilay shadilay oh no
    shadilay shadilay oh sogno o realtà
    shadilay shadilay oh no
    vola nella mia vita, no non è finita
    io mi fermerò
    sciogli le mie vele, nel cielo e in fondo al mare
    io ti crederò

    armonia metallica, concreta realtà
    videoclio elettronico, elogio di civiltà
    confusa progenia di cellule ribelli
    volo verso l’universo, l’attraverserò
    se sei stella fatti vedere, io mi fermerò
    oh oh

    shadilay shadilay la mia libertà
    shadilay shadilay oh no
    shadilay shadilay oh sogno o realtà
    shadilay shadilay oh no
    vola nella mia vita, no non è finita
    io mi fermerò
    sciogli le mie vele, nel cielo e in fondo al mare
    io ti crederò

    shadilay shadilay la mia libertà
    shadilay shadilay oh no
    shadilay shadilay oh sogno o realtà
    shadilay shadilay oh no
    vola nella mia vita, no non è finita
    io mi fermerò
    sciogli le mie vele, nel cielo e in fondo al mare
    io ti crederò

    https://www.musixmatch.com/it/testo/P%C3%A9p%C3%A9/Shadilay-Italian-Version

  61. la complessità delle questioni “etniche”.

    Attacco da sinistra al sindaco Nardella,

    http://www.perunaltracitta.org/2018/05/06/la-casa-agli-italiani-nardella-supera-a-destra-meloni-e-salvini/

    perché ha detto che le zone di case popolari rischiano di diventare ghetti etnici. E che ci vuole un criterio che dia la priorità a chi risiede da più tempo nel Comune.

    Che a sinistra viene interpretato come “vuole dare le case solo agli italiani!” (razzista, salviniano, nazista…).

    Ora, Nardella ha assolutamente ragione su due conti.

    Il primo, che il rischio di nascita di ghetti etnici esiste eccome.

    Il secondo, che la casa non è un bene intercambiabile qualunque, è la cosa più importante di tutte ed è strettamente legata al territorio, alle amicizie, alla vita delle persone, per cui la residenzialità va sempre privilegiata.

    Sono due principi cruciali per permettere la sopravvivenza delle città: niente ghetti etnici o economici, difesa delle reti di rapporti umani storicamente creati.

    Ma quello che Nardella non dice (e qui invece la sinistra ha totalmente ragione) è che ci sono migliaia di sfratti a Firenze, che le case si svuotano per farne B&B, che quando il Comune ha grandi palazzi a disposizione li svende a speculatori. http://articolo9.blogautore.repubblica.it/2017/01/23/firenze-privatizzata-per-amore-dei-soldi/

    E quindi per forza che le case popolari che ci sono finiscono per essere assegnate soltanto a zingari con dodici figli. E vengono esclusi sia l’ottantenne italiano lasciato sul marciapiede, sia il pizzaiolo egiziano residente a Firenze da dieci anni, ma che di figli ne ha solo due.

    E’ il meccanismo nel complesso che va considerato (e magari la colpa non è del povero sindaco in persona, che sospetto sia una brava persona, solo che è totalmente impotente).

  62. Francesco says:

    x Miguel,

    tu che conosci un pò di mondo: è normale che i poveri resistano disperatamente dentro il buco in cui sono finiti, che gli garantisce di restare poveri a un millimetro dalla rovina totale? è un istinto di sopravvivenza che solo ai miei occhi di borghese privilegiato pare una forma lunga e dolorosa di suicidio? lottando come finti centurioni di Roma per continuare a esserlo? o i tuoi amici zingari? o i cassintegrati storici di tanto Sud & Isole?

    dove sono i poveri che si rompono i coglioni di essere poveri e mollano tutto (cosa poi?) e cercano fortuna altrove? o questa roba del cercar fortuna altrove è metà un mito e metà per chi non è povero?

    ciao

    • Peucezio says:

      Meno male che non lo fanno!
      Non hanno ancora inventato i robot che fanno le pulizie, guidano gli autobus, fanno i magazzinieri, i commessi…
      E che brutto un robot centurione!!

      • Francesco says:

        >>> Non hanno ancora inventato i robot che fanno le pulizie, guidano gli autobus, fanno i magazzinieri, i commessi…

        scusa ma stai scherzando? li hanno inventati per ognuno di questi lavori!

        • Peucezio says:

          Se non mi documenti in modo esaustivo l’esistenza del robot centurione, non ti do ragione.

          • Francesco says:

            robot? non era un ologramma di un centurione con la faccia de Il gladiatore con cui farsi le foto sotto il Colosseo? se non c’è ancora, lo propongo io!

    • Peucezio says:

      Certo che sei proprio un comunista! 😀
      Vuoi un mondo senza ceti!

      • Francesco says:

        No, mi basta che i poveri siano abbastanza ricchi da non rompere i coglioni.

        Credo sia il sogno di tutti i i borghesi, chi per egoismo e basta e chi per tacitarsi la coscienza

        Ah, il problema è che centurioni, venditori ambulanti, mendicanti, proprio non dovrebbero esserci. Non hanno utilità sociale alcuna.

        • PinoMamet says:

          I centurioni servono a farsi le foto col centurione, i venditori ambulanti a vendere i magneti da frigo col Colosseo o il Papa, i mendicanti a essere buoni.

          Se non avessero utilità farebbero altri lavori!

    • Per Francesco

      “dove sono i poveri che si rompono i coglioni di essere poveri e mollano tutto (cosa poi?) e cercano fortuna altrove? o questa roba del cercar fortuna altrove è metà un mito e metà per chi non è povero?”

      Bellissima domanda, che tocca un sacco di argomenti.

      Grazie!

      • Francesco says:

        Grazie un paio di ….

        vorrei un aiuto per rispondere!

        invecchiando si diventa più moralisti

        😀

  63. Moi says:

    Kek , Pepe, ecc … si tratta indubbiamente di “Nerdate Siderali” 😉 , che quasi sempre partono come cazzate dichiarate, ma poi vengono prese sul serio; e, soprattutto, dimostrano come gli “Shit Storms” (sempre èerusare un’ espressione da Millennials) danneggino i “costruitissimi” Liberals NewLib Tutti Politically Correct & Libero Mercato MA rendano più popolari invece gli “spontaneissimi” Populisti Nazionalisti-NeoProtezionisti / ALT-Right” !

  64. Moi says:

    sempre per usare …

    e.c.

    ——————–

    Se non altro, forse (!) aiuteranno in Italia ad aggiornare gli stereotipi di Sx (quindi “giusti” nel main stream) nei confronti della Dx … che paiono sempre “freezati” al Fascismo storico.

  65. Z. says:

    OT:

    raddoppiano le denunce per atti persecutori, ma solo un denunciato su dieci viene condannato.

    http://www.lastampa.it/2018/05/09/italia/le-denunce-per-stalking-raddoppiano-ma-solo-uno-su-dieci-condannato-7cjgh5RXW4Gz9Gu7emZ3GK/pagina.html

    Un articolo interessante, a mio avviso.

    • PinoMamet says:

      Il giornalista dà tranquillamente per scontato che i 9 assolti siano comunque colpevoli, ma l’abbiano fatta franca.
      Chi o cosa gli dia questa certezza non è concesso sapere.

      • Francesco says:

        il fatto di essere in Italia?

        da noi l’assoluzione è una confessione di colpa e potere (o colpa e culo)

        non è mai una assoluzione

        in questo siamo un popolo di stronzi

      • PinoMamet says:

        Lscio che ti risponda chi conosce il mestiere meglio di me, perché lo pratica.

        Io non avrei di queste certezze.

        • Francesco says:

          parlo di giornali: gli articoli sulle assoluzioni sono quasi sempre sul tono “‘il bastardo l’ha fatta franca”

          tranne quelli partigiani pro-bastardo, che però pencolano verso “questa partita l’abbiamo vinta noi”, visione che prescinde dalla colpevolezza o meno (anzi, c’è più soddisfazione se l’hanno assolto benchè fosse colpevole)

      • Z. says:

        Pino,

        — Il giornalista dà tranquillamente per scontato che i 9 assolti siano comunque colpevoli, ma l’abbiano fatta franca. —

        Precisamente. Ora, se ne avete voglia potete fare questo piccolo esperimento: provare a sottoporre il link ai vostri conoscenti, e contate quanti di loro faranno questa osservazione e quanti no.

  66. Moi says:

    Stalking
    Cat Calling
    Body Shaming
    Slut Shaming
    Victim Blaming
    Misgendering
    Dead Naming / Born Naming

    … come si faceva prima di ‘sta Invasione GlottoAliena 😉 ?!

  67. Moi says:

    A sproposito 😉 , Peucé … la BBC sta “blackwashando” 😉 l’ Iliade ! 😉

  68. Moi says:

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/liliade-delirio-epico-achille-e-zeus-sono-neri-1483869.html

    L’Iliade? Un delirio epico Achille e Zeus sono neri
    Arriva quest’anno la nuova serie tv Netflix-Bbc E a Troia sono di colore anche Enea e Patroclo

  69. Moi says:

    Osservazione interessante nell’ articolo :

    —————–

    Secondo le teorie storiografiche più accreditate, i film storici o epici parlano molto di più della società che li ha prodotti, in questo caso l’anglosassone staff di Netflix, rispetto al periodo storico che vogliono raccontare e … «Sono d’accordo – conclude il grecista -. Forse questo kolossal con Achille e Zeus neri si adegua a un certo conformismo politically correct dei nostri tempi, che vuole protestare contro il razzismo». Zeus come Obama per umiliare Trump?

    [cit.]

    • Z. says:

      È come la locuzione “radical chic”: dice poco della persona che dovrebbe descrivere, e moltissimo di chi la usa 😀

      • Francesco says:

        non sono d’accordo, credo valga in entrambe le direzioni

        molti usano radical chic per indicare chi sa leggere e scrivere, poi questi fanno una petizione per la tutela dei gatti vegani nelle pubblicità televisive … o per chiedere film Disney con principesse femministe

    • PinoMamet says:

      Anch’io non ho niente in contrario, e naturalmente mi aspetto che in Africa non abbiano niente contro Dolph Lundgren che interpreta il re Shaka degli Zulu.

      • Moi says:

        La cosa stramba è che questo pubblico preferisce proprio per (contorta concezione di ) “Orgoglio Nero” vedere Idris Elba nei panni _ che so … _ di Alessandro Magno che NON di Chaka Zulu !

        … e dire che in Africa Nera di Epos Tradizionale da scoprire e riscoprire ce ne sarebbe eccome,volendo !

  70. Moi says:

    Immagino anche Elena che prima stende a mani nude tre o quattro sgherri-maschietti che volevano rapirla, allora Paride va personalmente con altra decina di omoni “tamugni” e finalmente ce la fanno ! 😉

    • Moi says:

      cmq anche per ‘sti Personaggi Omerici dev’essere un po’ stressante : non fai neanche a tempo a diventare Albanese 😉 che già ti tocca diventare Baltico … non fai neanche a tempo a diventare Baltico 😉 che già ti tocca diventare Yoruba o giù di lì 😉 !

  71. supervice says:

    O.O.O.T: cambiati in via d’Ardiglione e in Piazza Tasso i contatori del gas, e come al solito pulita la rumenta a giro per strada, sacchetti lasciati sul marciapiede largo 13 cm, svotate le bottiglie nei cestini delle biciclette, combattuto con i vigili per eventuali multe. Ancora O.T: il solo merito di San Frediano sono le strade e come sono intrecciate: da questo dipende il fatto che la gente cammini per strada la sera, e che scambi chiacchiere con chi capita. Ari O.O T. fiorentini off-limits, non ci abita più nessuno, tutti ad affittare a turisti che hanno tempo da perdere che non sanno come impiegare, buscare quattrini per poi farsi qualche giro per il mondo, ecc, ecc, ecc… Comunque, vorrei stare in Santo Spirito.

  72. Moi says:

    Il ruolo (sottovalutato) dei meme nelle elezioni italiane. Una guida

    https://www.agi.it/politica/kekistan_meme_bandiera_4chan_italia_pol-3555114/news/2018-02-26/

  73. Moi says:

    Quello che sorprende è l’impressionante pragmatismo degli utenti italiani in confronto, ad esempio, a quelli anglosassoni, che per lo più vagheggiano un irrealizzabile futuro di segregazione razziale e Shoah 2.0. Molti Anon italiani si battono per un obiettivo realistico: Salvini premier.

    [cit.]

    • Moi says:

      evidentemente Machiavelli “non tira più”, altrimenti il Pragmatismo Italiano in opposizione al Vagheggiar AngloSassone mica stupirebbe …

  74. Peucezio says:

    Pino,
    sulle sparatorie,
    sai che proprio non ti seguo?
    E’ ovvio che uno mica spara per farsi ammazzare, spara semmai per ammazzare o per difendersi.
    Il punto è che fare l’impiegato o il dirigente non espone a prendersi una pallottola in testa, fare il delinquente sì.
    Come anche il soldato. Ammenoché davvero non guidi i droni stando seduto in qualche ufficio nel Pentagono (o in qualche caserma in Italia).
    Se uno sceglie un mesteire in cui si può morire, se non è coraggioso, è un incosciente.

    • Per Peucezio

      “Se uno sceglie un mesteire in cui si può morire, se non è coraggioso, è un incosciente.”

      E’ un discorso che mi perplette.

      Tizio è buono, ha gli occhi verdi ed è coraggioso.

      Caio è un mostro di cattiveria, ha gli occhi verdi ed è coraggioso.

      Le qualità si distribuiscono nella maniera più varia tra le persone.

      Tra l’altro, nel piccolo mondo degli internettari fusi, ho incrociato gente paranoica e cattiva, dispostissima a correre rischi.

      L’errore sta nel mettere “coraggioso” come un valore simile a “buono”.

      • Peucezio says:

        Appunto.
        Io questo non l’ho mai detto.
        Mica penso che uno più coraggioso sia più buono.
        Soprattutto se il coraggio è collegato alla violenza fisica.

        Ma infatti neanche il successo (sul quale verteva il discorso in origine) lo considero moralmente migliore, anzi, molte persone di successo sono fra le più antipatiche.

    • PinoMamet says:

      La penso come Miguel.
      Onestamente penso che neppure i praticanti di sport estremi siano tutti coraggiosi, figuriamoci i soldati o i malavitosi.

      Comunque, può darsi che qualcuno faccia il soldato pensando che sia uno sport estremo (credo che siano i primi scartati alle selezioni per i corpi speciali), ma non penso proprio che qualcuno scelga di fare il mafioso per sport.

      E di sicuro, ripeto, non è una cosa che si faccia sportivamente.

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