Cloro, memoria e selfie

Se avete tempo, seguite i vari link in questo post…

Sostanzialmente, c’è un gruppo armato che si chiama Esercito dell’Islam, il cui fondatore affermava che il Paradiso nasce all’ombra delle spade.

Voi sapete che i briganti mi piacciono.

E questa è gente tosta, che aveva il controllo di vasti distretti occupati dai profughi dalla siccità e dal cambiamento climatico che stavano distruggendo il delicato ecosistema siriano.

L’Esercito dell’Islam era reduce da una lunga battaglia contro i tremendi combattenti della Legione del Misericordioso per il controllo delle vie del contrabbando. Le guerre civili offrono infatti occasioni straordinarie per le brevi vite dei Signori del Passo. E infatti il fondatore dell’Esercito dell’Islam – che come tutti i capi con molto testosterone, aveva tre mogli – finì presto e dolorosamente la propria esistenza.

Nel conflitto con la Legione del Misericordioso, l’Esercito dell’Islam è accusato di aver utilizzato armi chimiche, ma l’Esercito afferma di aver punito a suo tempo quelli che si dedicavano a tale sport, e non saremo certo noi a mettere in dubbio le loro affermazioni.

Oggi l’Esercito dell’Islam è in fuga dalle truppe governative siriane.

E mentre negozia il proprio ritiro (cosa che in Siria si fa con una complessa procedura, finora comunque abbastanza riuscita) diffonde alcuni video dove si vedono bambini a terra o che vengono ripuliti con una spruzzatina d’acqua, e spiegano che è perché i loro nemici avrebbero usato il cloro.

A questo punto, intervengono a fianco dell’Esercito dell’Islam tre paesi, che hanno deciso di lanciare l‘ennesima guerra in Medio Oriente:

– gli Stati Uniti, che hanno inventato le camere a gas e che ripulivano gli immigrati messicani con lo Zyklon B e ogni tanto ne ammazzavano qualcuno per sbaglio; e poi è dal 1918 che mettono il cloro nell’acqua, ma è un’altra storia,

– i francesi che furono i primi in assoluto a usare le armi chimiche (l’etilbromoacetato),

– l’Inghilterra che nel giro di otto mesi rubò ai tedeschi l’uso del cloro senza nemmeno pagare i diritti d’autore al povero scienziato Fritz Haber.

Noi abbiamo la memoria lunga, e ricordiamo che Francia e Inghilterra, esattamente un secolo fa, crearono il casino da quelle parti che stiamo pagando adesso.

L’Esercito dell’Islam non va confuso con l’Isis: certo, ha la pittoresca usanza di mettere in gabbia i prigionieri alawiti, ma ricordiamo che quasi tutti i teologi sono d’accordo nel dire che gli alawiti – che almeno secondo i sunniti credono alla Trinità e alla reincarnazione e bevono allegramente il vino – siano fuori dall’Islam e anche fuori dalla protezione di cui godono i Popoli del Libro, e quindi non  si capisce proprio che problema ci sia.

In secondo luogo, abbiamo sentito che quelli dell’Esercito dell’Islam non solo non massacrano i cristiani per principio, ma tollerano anche che bevano l’alcol o mangino carne di maiale, e che le loro donne si scoprano il capo, purché mai davanti a un musulmano. Vien via!

Ma questo dovrebbe essere talmente ovvio da non costituire nemmeno un problema – altrimenti sarebbe come dire che un uomo cristiano avrebbe il diritto di sposare una donna musulmana, o i cani possono dormire sui letti mentre i padroni dormono nella cuccia.

Presumiamo che sia la comune diffidenza verso chi crede alla reincarnazione che abbia portato Roberto Saviano a lanciare una campagna virale per far ripartire la guerra in Siria, che langue da troppi mesi.

Saviano fa la guerra così (la mano che non si vede impugna intrepida il bastoncino da selfie):

Quelli dell’Esercito dell’Islam la guerra invece la fanno così:

E tutti e due sperano che Trump tra breve faccia la guerra così:

Spesso ci si lamenta che mancherebbe la memoria storica.

Ora, “la storia” non serve a insegnarci che questi o quelli erano cattivi o buoni secoli o decenni fa.

Serve per fare da magistra vitae, “maestra di vita”, per non farci fare le stesse bischerate che hanno fatto altri.

Quindi, facciamo un po’ di storia.

Vi ricordate l’attacco americano all’Iraq?

Mica è una roba dei tempi in cui si facevano le foto in bianco e nero e gli uomini portavano il cappello. E’ una roba che basta avere vent’anni, e te la ricordi.

La prima cosa di cui ci rendiamo conto è che certa gente pare abbia la fissa della chimica:

La madre di tutte le bufale (speriamo che un giorno quella fialetta finisca in un museo) ha avuto un prezzo che nessuno riuscirà mai a calcolare in pieno.

La Brown University ci ha provato (nel conto ci mette anche l’Afghanistan), arrivando a un calcolo approssimativo di 370.000 morti per cause dirette e 800.000 per cause indirette, con oltre dieci milioni di profughi; e alla cifra di 23.386 dollari a testa per ogni contribuente statunitense.

Insomma, ogni americano ha lavorato per circa un anno o più della propria vita, non per la propria famiglia, ma solo per ammazzare arabi e altra strana gente.

Poi c’è la successiva guerra che gli stessi tre hanno condotto contro la Libia, trasformando quel paese in una giungla desertica di bande che si massacrano a vicenda e portando al collasso della frontiera tra Africa ed Europa e a migrazioni paragonabili solo a quelle che accompagnarono la caduta dell’impero romano.

Migrazioni – accompagnate da stragi e riduzioni in schiavitù – che hanno avuto quanto meno un discreto peso nell’uscita dell’Inghilterra dall’Europa e nel collasso del sistema politico storico dell’Italia.

Non so se questi risultati siano buoni o cattivi, ma ci aiutano a capire una lezione fondamentale delle guerre: il bambino tutto felice che apre il pacchetto dove pensa di che la mamma gli abbia impacchettato cadaverino del suo nemico, ci scopre anche un sacco di altri cadaveri, non sempre graditi. A volte, ci capita pure la manina sua.

Fortunatamente, qualcuno cinque anni fa capì l’ovvio.

Non ci voleva mica un gran cervello, infatti, per scrivere:

“Di nuovo, al nostro stupidissimo leader, non attacare la Siria – se lo fai, accadranno cose pessime e gli Stati Uniti non otterranno nulla di buono da quel conflitto!”

Una battuta che ha permesso al Trombone di diventare leader anche lui. Per la gioia di Saviano.

Io trovo perfettamente umano desiderare la guerra, specie se in un paese lontano di cui non sappiamo nulla. La nostra specie è anche così, le guerre le facciamo da quando ci siamo separati dagli scimpanzè, e magari anche prima.

Però se ci tenete proprio, fate come i tanti ragazzi che sono partiti volontari per l’Isis o per l’esercito kurdo, o come qualcuno che è andato a combattere volontario assieme ai cristiani siriani.

Portatevi tutte le armi che volete, ma il bastoncino da selfie lasciatelo a casa.

E se proprio pensate che simboleggi tutta la vostra esistenza, chiedete che lo mettano nella vostra bara, se mai verrà recuperato il vostro cadavere.

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258 Responses to Cloro, memoria e selfie

  1. mirkhond says:

    “ricordiamo che quasi tutti i teologi sono d’accordo nel dire che gli alawiti – che almeno secondo i sunniti credono alla Trinità e alla reincarnazione e bevono allegramente il vino – siano fuori dall’Islam e anche fuori dalla protezione di cui godono i Popoli del Libro, e quindi non si capisce proprio che problema ci sia.”

    In effetti la Sunna, fin dal tempo del Califfo Abbaside al-Mahdi (775-785), ha perseguitato gli zanadiqa, gli eretici di stampo gonostico e manicheo, per salvare la purezza della Sunna medesima, dalle varie correnti religiose che sotto una veste shiita, continuavano a diffondere un messaggio religioso di tipo gnostico.

    • Peucezio says:

      Voglio fare in tempo a vedere il giorno in cui la purezza sarà un reato perseguibile penalmente con la pena di morte.
      La purezza è la peste che ammorba l’umanità.

    • Peucezio says:

      A parte questo, Miguel, bellissimo post.
      Ma ovviamente non condivido nemmeno in minima misura la tua simpatia per l'”Esercito dell’Islam”: per quanto mi concerne sono scarafaggi da cui andrebbe ripulito il mondo.

      Ma mi piace parlare con te, anche proprio perché non abbiamo simpatie sempre coincidenti 🙂

  2. mirkhond says:

    di stampo gnostico

    • Peucezio says:

      Comunque questa della gnosi dev’essere un’ossessione.
      Persino i miei amici sedevacantisti la tirano fuori spessissimo (non nelle prediche, che sono didascaliche e poco complottiste, quanto nelle pubblicazioni; per la verità era soprattutto un’ossessione di Nitoglia, che ora è diventato sedeplenista “prudenziale”, che nessuno ha capito che cavolo voglia dire).

      • mirkhond says:

        Infatti la Chiesa preconciliare, quando ha avuto il potere ha perseguitato aspramente i gruppi dualisti come i Catari.

        • Peucezio says:

          Ma perseguitare le posizioni dualistiche è giusto.
          Purché non faccia ricadere a propria volta in una forma di dualismo manicheo.

  3. Moi says:

    Peace, was never an option ! [cit.]

  4. Moi says:

    Ma … quanti eserciti ha, l’ Islam 😉 ?

  5. Moi says:

    @ MIGUEL

    Che ti piaccia o no, anche il Selfie ha il suo Esercito … con tanto di Inno Ufficiale 😉 e Pippo Baudo è il suo Profeta 😉 :

    https://www.youtube.com/watch?v=FQkaH5ppFek

    … che però sarebbe la Colonna Sonora Perfetta delle Leopolde ! 😉

  6. Ugo Bardi says:

    Sarà anche “virale” l’invenzione di Saviano – ma probabilmente solo perché lo dice Repubblica. Però, a me non è ancora arrivata nessuna immagine di un imbecille che si tappa il naso mentre si fa un selfie. Per fortuna. Ma a voi ne sono arrivate?

  7. Ugo Bardi says:

    Scusate l’OT – ma è passato ormai un mese (era il 12 Marzo) dall’arresto delle maestre cattive di Pomezia. Il silenzio rimane assordante. Possibile che non se ne sappia assolutamente più nulla?

    Fra le altre cose, ho trovato questo pezzo molto carino che vi passo per vostra edificazione. (http://www.italiasera.it/news.asp?id=29735#)

    Stavolta l’ennesimo caso di ’maestre streghe’ ci porta a Pomezia, dove i Carabinieri della locale Compagnia di Pomezia (emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della corrispondente Procura della Repubblica), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare di arresti domiciliari nei confronti di tre maestre di una scuola statale dell’infanzia. Le tre, come hanno dimostrato le attente indagini condotte dai militi (partite dopo le denunce di alcune mamme insospettite dal comportamento dei loro figlioletti), sono state accusate di aver sottoposto alcuni bimbi – di età compresa tra i 3 ed i 5 anni – a continui atti di violenza fisica, morale e psicologica, non lesinando inoltre umiliandoli e vessazioni, quando non volgari insulti proferiti davanti all’intera classe di scolaretti. Atteggiamenti feroci e persecutori che hanno finito per generare nei bambini stati di ansia, di rabbia e di paura.
    M.

    • Peucezio says:

      Io farei una legge per cui non è reato penale, ma puro illecito disciplinare, tutto ciò che fai nell’ambito del tuo lavoro. Almeno se è un lavoro statale.
      Se io vado in mezzo alla strada, da privato cittadino, e uccido un cristiano, è giusto che sia processato e punito.
      Ma se io faccio morire qualcuno (prendo volutamente una situazione estrema) da funzionario pubblico, il principio dovrebbe essere che io ho acquisito dallo stato una sorta di protezione rispetto a qualunque diritto esterno, civile o penale, in modo che abbia le mani sufficientemente libere e risponda solo alle regole interne di efficienza della mia mansione.
      Poi lo stato risponde di me in tutte le sedi (certo, non si può mettere in carcere lo stato, ma lo si può condannare a pagare multe, risarcimenti) e a sua volta si rivale su di me con tutti i mezzi possibili, ma che devono essere contrattuali, previsti espressamente nel mio contratto di lavoro, non sottoposti al codice civile o penale.
      In questo modo io avrò dei confini d’azione chiari e se lavorerò secondo quanto previsto nei miei compiti e con i limiti previsti, nessuno potrà dirmi nulla.

      • Francesco says:

        “reato penale” non era stato definito un reato nel Codice Penale Kelebecchiano? punibile con n frustate, dove n è un multiplo degli scudetti rubati dalla Juventus?

        😀

      • Z. says:

        Per fortuna che non le scrivi tu le leggi, Peucè! A partire da “reato penale”, che neppure a Ritvan ho mai lasciato correre 😛

      • roberto says:

        quindi peucezio,
        se io e Z siamo poliziotti, entriamo a casa tua sospettandoti di essere un pericoloso terrorista, e senza motivo ti ammaziamo di botte, ti devastiamo la casa e ti uccidiamo il gatto….pace & bene? lo stato (cioè miguel e francesco con le loro tasse) ti risarcirà ed io e z saremo liberi come l’aria?

        • Peucezio says:

          No. La vostra sanzione disciplinare potrebbe anche consistere nella galera a vita o, al limite, nella pena di morte. O nell’essere fustigati a morte.

          Ma dovrebbe essere previsto contrattualmente.
          In quel momento voi siete lo stato italiano, quindi non dovreste rispondere al codice penale, ma a un codice interno di quell’organo dello stato che rappresentate.

          Una sorta di regola d’ingaggio, per non avere le mani legate ma al tempo stesso non poter commettere abusi.

          • Z. says:

            A parte oneri amministrativi a carico del contribuente – di per sé ottima cosa, direbbero i keynesiani, perché moltiplicano il PIL – dove sarebbe il vantaggio nell’avere un doppione della legge penale?

            • Peucezio says:

              Beh, non sarebbe identico.
              Sarebbe mirato per ogni categoria, in modo da rendere efficace la sua azione, tutelando al contempo le sue possibili vittime.

              Senza prendere il caso estremo che hai citato, in cui effettivamente sarebbero leggi fotocopia, ma prendi un sindaco o un funzionario comunale, che poi sono i casi che c’interessano, quelli di cui parla Miguel.
              E’ giusto che rispondano in modo limitato, altrimenti non possono fare niente.
              E’ assurdo che un sindaco possa venire condannato per disastro colposo, strage e cose simili, come se avesse il potere assoluto, non già di prendere decisioni (e già quello è limitatissimo), ma quello magico di modificare la realtà col solo pensiero, con il puro intento.
              Quindi, per preservarlo dal primo produratore d’assalto in vena di notorietà e d’indagini originali, è bene che ci sia una commissione interna al comune o sovracomunale, comunque tecnica, che stabilisca se ha agito utilizzando al meglio i suoi poteri o se è stato gravemente negligente.
              Ma penso soprattutto al funzionario: il politico alla fin fine dovrebbero giudicarlo solo i cittadini alle successive elezioni. Per questo penso che i politici debbano essere totalmente a legibus soluti: alla fin fine anche la legge promana dalla sovranità popolare (il legislatore è il parlamento, che è votato dai cittadini), quindi l’elezione dovrebbe prevalere sulla legge, visto che è in virtù dell’essere stato eletto che puoi fare delle leggi.

            • Z. says:

              Peucè,

              se non si tratta di leggi-fotocopia, allora la cosa non è brutta, è molto peggio!

              In questo modo finiresti per sottrarre il funzionario a qualcosa cui ha sia il diritto sia il dovere di sottostare: un processo giusto ed equo, che spetta ad ogni cittadino.

              Potresti penalizzare l’innocente, cui sarebbero negate le garanzie sacrosante del processo penale, e aiutare il criminale, che potrebbe essere salvato da una giusta condanna senza che nessuno lo venga a sapere.

              Peraltro, un conto è la responsabilità che il funzionario ha verso la sua amministrazione (e per accertare la quale ci sono procedimenti appositi), e un conto è quella che la stessa persona ha nei confronti della società nel suo insieme. Sono due cose diverse, e vanno trattate diversamente.

              L’idea poi che a qualsiasi politico eletto dovrebbe essere garantito il diritto – chessò – di sgozzare e violentare impunito qualora lo desideri, francamente, mi sembra a dir poco bizzarra. Ma in fondo non penso che tu ci creda davvero!

              • Peucezio says:

                Z.,
                guarda che io mi riferisco al funzionario nell’esercizio delle sue funzioni, non in assoluto.
                Cioè trovo assurdo che un sindaco risponda penalmente delle sue decisioni di sindaco, ma non è che penso che se poi va fuori e uccide un tizio in mezzo alla strada, la cosa debba essere trattata come un illecito disciplinare.

                Circa i politici: non dico che debbano restare impuniti, dico solo che la sfera penale non dovrebbe avere nessuna conseguenza, almeno ufficiale, sulla loro carriera.
                Il concetto è: sono un politico, sgozzo una persona, continuo nel mio ruolo, quale che sia, anche esercitandolo dal carcere al limite, e sono candidabile ovunque in tutto e per tutto, perché se il popolo sovrano vuole farsi rappresentare da un assassino, essendo sovrano ne ha diritto quanto ha diritto di scegliere invece il più onesto degli uomini.
                In ogni caso io, finché il politico è in carica, sospenderei il processo, perché chi mi dice che il giudice non stia cercando, attraverso il processo, di danneggiare la sua carriera politica?
                Poi si possono fare eccezioni in caso di reati violenti, con flagranza, e tutto. Ma ammetterai che sono casi teorici: i politici possono rubare (senza effrazione! 🙂 ), ma non sgozzano la gente in giro.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Cioè trovo assurdo che un sindaco risponda penalmente delle sue decisioni di sindaco —

                Se le sue azioni sono delittuose sarebbe assurdo se non ne rispondesse. Ferma restando la responsabilità disciplinare, anche i funzionari sono cittadini.

                Peraltro, l’idea di irrogare sanzioni detentive senza le garanzie processuali del processo penale sarebbe roba che manco in Apokalypto 🙂

                Quanto ai politici, non ho capito se li vuoi davvero legibus soluti o solo sospendere il processo fino a quando sono in carica; se li vuoi schermare del tutto o solo per alcuni reati e non per altri; se solo per fatti commessi durante il mandato o anche prima…

              • Peucezio says:

                Z.,
                beh, ma sanzioni serie, detentive o simili, sarebbero previste solo per dolo e con un processo altrettanto attento.
                Ma in generale la cosa sarebbe a garanzia del funzionario; dai, è ridicolo che un sindaco venga condannato per disastro colposo, come se avesse davvero i poteri di prevenirlo.
                Sono cose ridicole, è come dire che un soldato deve rispondere al codice penale quando è in guerra.

                Sui politici e la punibilità, si può discutere sui dettagli di cui parli; a me interessa salvaguardare il principio per cui la magistratura NON PUO’ sovrapporsi alla sovranità popolare: se uno è eletto è eletto e punto: niente lo deve scalzare se non una sfiducia da parte degli stessi che gli hanno dato a suo tempo fiducia.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — beh, ma sanzioni serie, detentive o simili, sarebbero previste solo per dolo e con un processo altrettanto attento —

                Peuceè, il processo penale prevede forme e procedure particolari – anzitutto a garanzia dell’imputato, ma anche delle altre parti e persone coinvolte, nonché a garanzia della corretta ricostruzione della verità dei fatti – che nemmeno il procedimento disciplinare più “attento” può riprodurre.

                — Sono cose ridicole, è come dire che un soldato deve rispondere al codice penale quando è in guerra. —

                Stai dicendo che pressoché tutto il mondo, e forse il pressoché è di troppo, sarebbe “ridicolo”? inoltre, stai dicendo anche che a tuo avviso non c’è differenza sostanziale tra un segretario comunale e un marine a caccia di Vietcong?

                Secondo me le due figure assomigliano quanto tu assomigli a Natalie Portman 🙂

                — Sui politici e la punibilità, si può discutere sui dettagli di cui parli —

                Il diavolo, si diceva un tempo, si nasconde nei dettagli.

                Questi poi non sono affatto “dettagli”, a mio avviso: i sistemi che ne discendono sono molto diversi gli uni dagli altri. Si può andare dall’ordinamento previsto dalla costituzione italiana del 1946 ad una sorta di totalitarismo formalmente suffragato dalle elezioni (come erano buona parte dei totalitarismi del Novecento, oltre tutto).

  8. Z. says:

    Miguel,

    condivido buona parte delle tue repulsioni politiche, e soprattutto la tua repulsione per il bacchetto da selfie.

    Peraltro, essendo fieramente asocial, ho scoperto qui cosa significasse “selfie”, quando parlavate di ragazzi che si fotografano ridacchiando davanti a monumenti celebrativi di tragedie storiche.

    Insomma, associo anche il termine a qualcosa di particolarmente antipatico.

    La mia perplessità è di costume: mi stupisce sempre il tuo attaccamento ai briganti (sempre che non spaccino, stuprino o stupraccino in Oltrarno).

    È vero che i delinquenti sono sempre pittoreschi, quando se la prendono con gli altri, però boh 🙂

    • Per Z

      “La mia perplessità è di costume: mi stupisce sempre il tuo attaccamento ai briganti ”

      Mi stupisce ancora di più l’attaccamento di Macron e della May agli stessi briganti. Trump è un caso a parte.

      • Francesco says:

        Concordo con l’ultima frase di Miguel: qualcuno di voi riesce a vedere una strategia dietro la politica estera e militare di Francia e Regno Unito in Medio Oriente negli ultimi 10 anni?

        Io vedo una serie di mosse che hanno provocato caos e basta, senza nessun guadagno, per quanto cinico e spietato, dei due paesi.

        Volendo, anche l’invasione dell’Iraq di Bush jr (e la non invasione dell’Iraq di Bush sr ma solo dopo averlo distrutto) rientrano nella stessa non logica.

        • Peucezio says:

          Beh, intanto il caos in sé può essere uno scopo: se destabilizzi, indebolisci un’area e le entità politiche che la occupano.

          Inoltre c’è stato anche un altro risultato (che però alla fine gli è andato male, perché è intervenuta la Santa Madre Russia): la crescita esponenziale dell’integralismo sunnita.
          Forse persino per eterogenesi dei fini, perché, per quanto diabolici, non penso che gli americani, rafforzando gli sciiti in Iraq, volessero innescare una reazione contraria (anche se nella maggior parte degli scacchieri sono a favore degli integralisti sunniti), per quanto non si sa mai: magari qualcuno, non fra i decisori diretti, lo contemplava.

          Secondo Dario Fabbri l’intervento in Iraq sarebbe stato fatto per eliminare un cuscinetto fra Arabia Saudita e Iran e fare sì che si scornassero di più fra loro. Se fosse vero, tenendo conto che i Sauditi (non i vertici politici diretti, magari, ma gente contigua) gli hanno scatenato contro l’11 settembre, vorrebbe dire che nel periodo di Bush si sarebbe consumato un intiepidimento dell’amore statunitense per l’Arabia Saudita, che però si sarebbe espresso nel peggiore dei modi (il giorno, che mai ci sarà, temo, in cui gli Stati Uniti dovessero davvero colpire l’Arabia Saudita, stapperò quello buono).

          • Francesco says:

            un Impero fomenta il caos per conquistare o impedire l’emergere di un rivale,

            non per permettere che questo succeda

            Saddam era un bel tappo a ogni ambizione persiana, adesso l’Iraq è un “alleato” dell’Iran

            uno scontro tra Sauditi e Iran renderebbe i secondi bisognosi degli USA ma … lo erano già prima

          • PinoMamet says:

            Secondo me, più che eterogeneità, si tratta di cazzocanità dei fini 😉

            Mi spiego: mettiamo che la CIA, come il Mossad ecc., sia formata da persone discretamente intelligenti, ma oh, mica dei geni.

            I geni non vanno alla CIA, vanno all’Università e sperano di vincere un Nobel.

            Hanno una serie di analisti molto brillanti, ma anche un po’ cazzoni e arrangiati, come succede sempre;
            hanno dei contatti locali, che a volte promettono il gatto prima di averlo nel sacco, a volte raccontano un po’ di palle per il proprio tornaconto, a volte nascondono qualcosa perché sì, e qualche volta dicono la verità.

            A loro volta, i dirigenti della CIA, Mossad e compagnia devono arrivare a fine mese, devono annusare l’aria che tira nel governo e tentare di non farsi epurare e sostituire con uno più gradito, per cui anche se secondo loro l’idea di lasciare che il Gruppo Indipendentista Maoista (Infiltrato) del Vaffanculistan metta una bomba nel mercato di Kecesemovenutiaffà è la peggiore di cinque opzioni possibili, sanno che è quella che piace al Primo ministro.

            Perciò chiamano il loro contatto, Dalì Alà, lui promette che il GIM (Gruppo Indipendentista ecc.) metta la bomba, invece la bomba non ce l’hanno (la millantavano);
            ce l’ha invece il gruppo rivale, La Sezione Autonomista Leninista (Infiltratta dalla Russia): va bene uguale?

            serie di telefonate, traduzioni in lingue improbabili, nessuno ci capisce un cazzo, ‘sta bomba c’è o non c’è?
            Chiama il Primo Ministro “io non voglio saperne niente dei particolari, come faccio a saperlo, siete voi gli esperti, le linee guida sono chiare!”
            e niente, in quattro e quattro otto è il caos.

            Poi ci metti sopra una pezza a colori e proclami a tutti “ecco, sono terroristi, bombardiamoli!”

          • Peucezio says:

            Sì, Pino, è verissimo: c’è molta casualità, improvvisazione, interazione di atti e fini diversificati, che si sovrappongono e si intersecano con esiti imprevedibili.
            Ma ci sono anche delle linee, delle costanti che si intravedono dietro l’improvvisazione delle azioni di politica estera.
            Non saprei dire quanto queste linee siano determinate dai pochi intelligenti che riescono comunque a mantenere un po’ la barra dritta in mezzo al casino o se siano dovute ad affinità o simpatie quasi incosce, fini non ben chiari nemmeno a chi li persegue (quanta gente agisce suo malgrado, ma lo fa secondo una logica? L’intuizione di Freud, checché se ne possa dire, è molto profonda).

          • Peucezio says:

            E chi mi dice che non pensasse proprio ai suoi correligionari?
            (lo so, mi dirai che è la mia ossessione)

        • roberto says:

          “qualcuno di voi riesce a vedere una strategia dietro la politica estera e militare di Francia e Regno Unito in Medio Oriente negli ultimi 10 anni?”

          per regno unito non saprei.
          per la francia mi sono fatto questa idea:
          1. siccome hanno un discreto numero di pazzi sul loro territorio che non riescono a fermare, per far vedere alla popolazione che “fanno qualcosa” fanno la lotta al terrorismo
          2. sempre in chiave di politica interna, devono far la faccia feroce sennò vengono accusati di essere più flaccidi del mitico generale de gaulle

          1+2 = faccio la faccia feroce un po’ a caso, come quando a risiko non riesci a raggiungere l’obbiettivo e attacchi un po’ a destra e a sinistra per “prendere carte”

          • Per roberto

            “per la francia mi sono fatto questa idea:
            1. siccome hanno un discreto numero di pazzi sul loro territorio che non riescono a fermare, per far vedere alla popolazione che “fanno qualcosa” fanno la lotta al terrorismo”

            Però una certa coerenza c’è: sono sempre per la distruzione dei cosiddetti governi “laici” in Medio Oriente – Iraq, Libia, Siria.

            Questa è una politica comunque precisa, e mi chiedo quale sia il senso (Peucezio ha la risposta ovviamente, ma non la condivido 🙂 ).

            • roberto says:

              si ma forse l’idea non è “distruggiamo i governi laici” ma “facciamo la guerra a posti che non ci fanno troppa resistenza”. poi il caso vuole che siano laici.

              sto provando a dare un senso alla cosa, non ho nessuna certezza

            • Francesco says:

              l’unico governo religioso sunnita è pappa e ciccia con noi

              l’unico sciita è l’Iran …

              credo la spiegazione sia questa

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “l’unico governo religioso sunnita è pappa e ciccia con noi”

                E’ pappa e ciccia con voi?
                Dovreste lavorare un po’ sulle frequentazioni: ci sono ampi margini di perfettibilità 😛

              • Francesco says:

                Peucezio

                io a quelli li invaderei oggi, li sputtanerei presso le loro stesse plebi mostrando il lusso e il vizio in mezzo a cui vivono, creerei una specie di grande stato arabo petrol-socialista che nutre la plebe coi soldi del petrolio che vende a noi

                senza più finanziare l’estremismo religioso e stragista all’estero

                insomma, tutto come oggi cambiando gli Imam formati dallo Stato saudita

                😉

    • Z. says:

      Miguel,

      beh, aspetta: se a un politico “piacciono” o meno è per questione di opportunità politica (che può variare nel tempo, come appunto nel caso di Trump).

      Ma tu non hai la ventura di essere primo ministro, e se dici che qualcuno ti piace immagino che tu lo senta affine a te.

      Sicché… cosa ti piace dei “briganti”? L’aspetto comunitario, la non conformità all’ordinamento comune, la libertà dai vincoli che legano noi comuni mortali…?

      (tiro a indovinare, non ne ho idea)

      • PinoMamet says:

        Secondo me a tutti piaccioni i briganti.

        Solo che ci si divide in due categorie:

        quella di chi ama i briganti che stanno dalla propria parte, e quelli che amano quelli che stanno dalla parte opposta.

        I primi sono perlopiù “di destra”, gli altri perlopiù “di sinistra”.

        Io però sto coi primi.

        Il che significa che in Siria mi stanno sulle balle tanto gli sgarrupati islamisti con le ciabatte e le palandrane mal rasati, quanto i kurdi femministi che riempiono facebook di foto di tizie in mimetica con la faccia larga e i fazzoletto colorato attorcigliato in testa, come se in Kurdistan esistessero solo donne.

        • Z. says:

          I briganti che stanno dalla parte opposta secondo me tendono a piacere poco, in genere. Se non altro perché stanno dalla parte opposta 😀

          • PinoMamet says:

            Non è mica vero: gli italiani in genere sono grandi amatori dei loro nemici, in base ai due noti princìpi “tutti sono meglio degli italiani” e “italiani sono sempre gli altri”;

            la “sinistra” o il mondo insomma “liberal” poi è piena di maschi bianchi eterosessuali occidentali che parlano male dei maschi bianchi eterosessuali occidentali e benissimo di chiunque stia dalla parte opposta, per qualunque ragione.

            Analizzare i controcircuiti tra “sostegno al movimento LGBTT” e “simpatia per i briganti musulmani sunniti” è compito e specialità di Moi, nella quale (mi perdonerà) a volte esagera un po’;

            e dire che un’affermazione è dettata da “odio di sè stessi” non ne costituisce, secondo me, una critica valida.

            Però credo che, almeno un po’, questo odio per sè stessi esista.
            Per fortuna non ne sono contagiato! 😀

            • Per Pino Mamet

              “Però credo che, almeno un po’, questo odio per sè stessi esista.”

              E’ odio per se stessi, oppure è quel senso di superiorità che ti permette di dire, ‘ma io ho tanto da dare ai poveri pezzenti’?

              • PinoMamet says:

                Penso che ci sia anche questo, e anche un po’ di viltà: “mi unisco ai cannibali che temo stiano per mangiarmi, ne canto le lodi e di sicuro mi risparmieranno”.

                E anche molta ipocrisia, per cui in pubblico so che “devo” lodare la tal categoria che invece privatamente mi sta antipatica…

              • Per PinoMamet

                “Penso che ci sia anche questo, e anche un po’ di viltà”

                Fraintendimento… pensavo che si parlasse dell'”odio per sé dei bianchi europei”, non dell'”odio per sé degli italiani”, che sono due cose molto diverse, quasi opposte.

              • PinoMamet says:

                E’ vero, sono idee quasi opposte, eppure in certi casi finiscono per convergere!

            • Z. says:

              Pino,

              — Non è mica vero: gli italiani in genere sono grandi amatori dei loro nemici —

              Una precisazione forse un po’ pignola: più che “odio” e “amore”, io direi piuttosto che gli italiani sono spesso grandi estimatori di chi li disprezza.

              Anche perché agli italiani, spesso, piace molto “fare i superiori”: non necessariamente credersi superiori, per capirsi.

              Credo sia una forma di manifestazione di quell’aspetto che hai osservato tu una volta, e che (quello sì) ci unisce pressoché tutti: ci piace molto essere teatrali, ciascuno a suo modo 🙂

              (naturalmente sto generalizzando pure io, eh)

            • Z. says:

              Tipo, di generalizzazione in generalizzazione:

              ogni volta che vado a Roma mi accorgo che a molti nativi piace prenderti in giro.

              Non con cattiveria e non per litigare: sembra che gli piaccia dire battuta proprio per recitare (e recitano alla grande: non so se sia l’accento o cosa, ma devo dire che come viene bene a loro non viene bene a nessun altro).

              Infatti se hai bisogno, subito dopo, fanno tutto quel che possono per aiutarti.

              Ma anche quelli che non amano sfottere il prossimo, e certamente sono tanti, sanno recitare come nessuno altrove!

              • PinoMamet says:

                Concordo con tutte le tue precisazioni e osservazioni!!

              • Peucezio says:

                Verissimo.
                L’italiano è attore e istrione, i romani lo portano all’estremo. Come portano all’estremo quello spirito cinico e scanzonato, come quello che, di fronte ai proponimenti dell’interlocutore di uccidere un tizio, rispondeva “mejo, stamo più larghi” o quell’altro, in un altro film, che vedendo un tizio sul cornicione in procinto di buttarsi, diceva “se vede che nu’ je va più de fasse ‘a barba la mattina”.

                Z., cerco di figurarmitici a Roma: se sei come qui sul blog, con quelli che sono sfottenti dev’essere davvero un bel match!

          • PinoMamet says:

            Approfitto per dire che, attualmente, tutti i luoghi comuni su italiani ed ebrei sono veri… perfettamente al contrario.

            A quanto vedo, sono gli italiani i cervellotici, insicuri, fissati con la psicologia, odiatori di sè stessi e ironici.

            Mentre gli israeliani (che non vuole dire ebrei ma… al giorno d’oggi quasi vuol dire ebrei, ma sarebbe un altro discorso) sono i truzzi, sicuri di sè stessi, palestrati e ignoranti.

            • PinoMamet says:

              PS
              astenersi precisatori: posso già precisare a profusione, ma si fa apposta per parlare, lo so anch’io che sono rozze generalizzazioni…

            • Peucezio says:

              Pino,
              per forza: gli israeliani sono per la maggior parte cozzali russi e ucraini con qualche nonna ebrea.
              Sono ebrei solo nominalmente.

            • PinoMamet says:

              Non è vero: sono anche cozzali marocchini e tunisini 😉

      • Per Z

        “Sicché… cosa ti piace dei “briganti”? L’aspetto comunitario, la non conformità all’ordinamento comune, la libertà dai vincoli che legano noi comuni mortali…? ”

        La mia era più che altro una battuta: perché i media in questi giorni stanno proprio esaltando dei briganti. In particolare, l’Anticamorrista per antonomasia, Saviano.

        Detto questo, in linea di massima mi trovo bene con gente un po’ rozza 🙂

        Il che non vuol dire che mi vada bene la gente malvagia.

  9. roberto says:

    invece a me quello che stupisce sono gli argomenti “gli usa 100 anni fa hanno usato il cloro per primi” e simili.
    chi se ne frega, era proprio un’altro mondo, adesso siamo nel 2018!
    non credo che in *queste* discussioni (politica quindi, non storia) la “memoria lunga” sia una cosa veramente utile, anche perché noi abbiamo una memoria ancora più lunga e sappiamo bene quanto poco vale al parola del beylerbey di Damasco…..

    • Peucezio says:

      D’accordo, ma quello che è intollerabile è la retorica moralistica.
      Miguel fa bene a ricordare quelle cose, perché nessuno ha titoli morali per parlare.
      Quello che è vergognoso non è che si faccia la realpolitik, quella è LA politica per definizione e si è sempre fatta.
      Quello che è vergognoso è che chi ha sempre perseguito e continua a perseguire i propri interessi anche al costo di milioni di morti, abbia il coraggio di ammantarsi di ragioni umanitarie.

      E comunque anche l’idea per cui sarebbe tutt’altra epoca è vera sì e no.
      Siamo nello stesso ciclo di civiltà, l’imperialismo occidentale (gli statunitensi sono europei trapiantati o almeno lo sono le loro classi dirigenti) c’è come c’era allora e il mondo attuale è lo sviluppo organico di quello cui fa riferimento Miguel, con qualche cesura, sì, ma non davvero decisiva.
      Sarebbe improprio dare la colpa ai francesi di quello che facevano le tribù galliche o, volendo, anche i capetingi, ma non la Francia moderna e borghese.

      • Per peucezio

        “il mondo attuale è lo sviluppo organico di quello cui fa riferimento Miguel, con qualche cesura, sì, ma non davvero decisiva.”

        In effetti i tre paesi sono tra i pochi a non aver avuto proprio cesure. Tra Macron e Clemenceau c’è una continuità che non c’è certo tra il governo russo attuale e lo Zar, per dire; negli Stati Uniti poi addirittura i partiti politici sono gli stessi di allora.

        • Francesco says:

          Putin è uno Zar! per il resto concordo con tutti e due

        • habsburgicus says:

          Tra Macron e Clemenceau c’è una continuità che non c’è certo tra il governo russo attuale e lo Zar

          vero ! sempre acuto, Miguel
          io credo, se posso dire la mia che alla radice (inespressa) vi sia la forte (e giusta ? tenderei quasi a pensarlo) convinzione che l’Islam radicale (sunnita) NON sia un pericolo strategico per chi controlla veramente l’Occidente..anche se, certo, può essere un pericolo immediato..cinicamente, triste a chi tocca ! [anche se è vergognoso !]
          cioè probabilmente pensano di controllare i sauditi [e hanno ragione..oramai quelli hanno gettato la maschera e sono umili servi, anche contro l’Islam stesso che di fatto è stato pubblicamente abbandonato dai ricchi pornosceicchi sauditi] e i gruppi estremisti che, direttamente o indirettamente, prendono finanziamenti da quei centri..
          e dunque ritengono, sempre cinicamente, che possono usare i fanatici per far fuori i pochi regimi dell’area non comprabili (o forse comprabili a prezzi troppo alti :D) cioè quelli “laici” e l’Iran sciita..attenzione però, i turchi son sempre stati tosti..se RTE diviene troppo potente (anche se oggi sta più o meno con loro) potrebbe diventare un problema..del resto EL, presentissimo sui nostri media, non sbottò a suo tempo contro Saddam, più o meno “quello non spende i suoi soldi in puttane e whisky, ma in armi e costruzioni, dunque è pericoloso” ? 😀
          dunque, ma non possiamo saperlo, potrebbe essere così
          ambienti che per semplicità potremmo chiamare “massonici” hanno deciso nei loro oscuri recessi (chiusi a noi mortali), anche per favorire qualcuno, di controllare il Medio Oriente
          perciò, possono aver deciso di rovesciar i pochi regimi “seri”, cioé “laici”, più l’Iran (ripeto, non facilmente comprabili, e guarda caso non disposti a sputare sui palestinesi)
          e come farlo ?
          Marx é morto..e non siamo più nei ’60
          ma c’è una soluzione
          con gli integralisti sunniti !
          tanto, in questa ipotesi (solo ipotesi, eh :D) saprebbero già che sono controllabili e, a lunga scadenza, innocui (seppur criminali)..puri bruti, intelligenza poca e fanatismo tanto, a loro volta finanziati da ricchi sceicchi che pensano solo a trombare 24 h su 24 😀 e non hanno uno straccio di idea, dunque tipi assolutamente manovrabili e all’occorrenza gestibili
          è solo un’ipotesi
          ma consiglierei, anche a Miguel, di pensarvi
          prima di rifiutarla a priori 😀
          (tutto sommato, come spesso capita in politica estera, mi sembra di non essere lontano dalle idee di Peucezio, pur essendo forse io, magari a torto, più nuancé e “complicato” :D)

          • Per Habs

            “ma consiglierei, anche a Miguel, di pensarvi
            prima di rifiutarla a priori ”

            No, infatti, non rigetto a priori nulla.

            Certamente il “terrorismo islamico” su suolo europeo fa infinitamente meno danni, che so, degli incidenti automobilistici, e fa danni al tipo di gente che prende la metropolitana o passeggia nelle piazze. Insomma, è cronaca e non storia.

            Diverso il discorso di luoghi come l’Afghanistan, dove il prezzo economico è molto alto. Ma ciò che chiamiamo “prezzo” sono sì soldi presi da qualcuno (contribuenti, discendenti tramite debiti, ecc.), ma sono pur sempre soldi dati a qualcuno e quindi la guerra è un prodotto redditizio, specie se in luoghi lontani.

          • Peucezio says:

            Habsb,
            “io credo, se posso dire la mia che alla radice (inespressa) vi sia la forte (e giusta ? tenderei quasi a pensarlo) convinzione che l’Islam radicale (sunnita) NON sia un pericolo strategico per chi controlla veramente l’Occidente..”

            Io andrei molto oltre.
            Fra l’Occidente e l’islam radicale sunnita c’è una profonda consonanza spirituale e morale.

            Ho sempre pensato che ciò sia dovuto all’affinità fra fondamentalismo evangelico americano e letteralismo sunnita, idea che non rinnego, ma forse c’è anche dell’altro.
            E’ probabile che anche, e forse ancor di più, i circuiti di potere laicisti, atei e antireligiosi (di matrice marxista o liberal-giacobina e spesso di ascendenza ebraica, sul piano dell’origine personale) vedano l’integralismo sunnita come un movimento razionalizzatore, che, liquidando le “superstizioni” (quando qualcuno ce l’ha con le superstizioni, in fondo ce l’ha con la religione), spazza via il sacro e apre la via a una società secolarizzata, sradicata, in cui si sono spezzati i legami comunitari (imponendo una religione individualista), i legami con la tradizione (perché si spezza la stratificazione storica in nome del recupero diretto della purezza coranica), col territorio (perché si distruggono le vestigia, la fisionomia storica dei luoghi).
            Insomma, niente di meglio dell’integralismo sunnita per strasformare il Medio Oriente in un enorme e asettico centro commerciale, in stile saudita o alla Dubai.
            L’Occidente dovrebbe preoccuparsi? L’Occidente gongola, incoraggia, caldeggia, appoggia, plaude, è felice.

            Ciò non toglie che ci siano anche scelte tattiche, contingenti, il “divide et impera” e tutto il resto.
            Con la guerra in Iraq gli USA hanno indirettamente aperto la porta all’ISIS, ma hanno anche rafforzato moltissimo l’asse sciita, il che va nella direzione opposta rispetto a quanto detto.
            Però, dietro una serie di scelte contingenti e contraddittorie si possono leggere in filigrana delle costanti, delle tendenze. E il rapporto con l’Arabia Saudita per esempio è una costante: ha avuto alti e bassi, ma è sempre rimasto buono.

            Poi non bisogna sottovalutare il fatto che i fenomeni sono bidirezionali: diventano amici dell’Occidente quelli che vi si sentono più affini.
            Non è un caso che l’Iran degli Ayatollah non vada d’accordo con gli USA e i Sauditi sì.
            Uno che sta in mezzo ai grattacieli, va in America e ci si sente a casa.
            Ed è naturale che le scelte geopolitiche si orientino facendo leva sugli amici.
            Però è anche vero che gli amici si possono anche pugnalare: l’hanno fatto con Saddam, con Mubarak e con tanti altri. Ma con la dinastia saudita mai.

    • Per roberto

      “invece a me quello che stupisce sono gli argomenti “gli usa 100 anni fa hanno usato il cloro per primi” e simili.”

      Certo, ma è divertente perché gli unici che hanno usato i gas per uccidere, e che quei gas li hanno inventati, sono proprio questi tre paesi (assieme alla Germania).

      • Francesco says:

        1) e l’Italia? anche noi, anche noi

        2) gli USA? non ce lo sapevo

        3) Assad va aggiunto anche lui al club però

        ciao

      • roberto says:

        anche saddam aveva usato i gas per uccidere, o sbaglio?
        e sicuramente i russi almeno in afganistan e se non ricordo male gli spartani nelle guerre del peloponneso (o i persiani contro i greci? Pino forse lo sa chi erano quelli che bruciavano delle schifezze sotto le mura degli avversari per avvelenarli?)

  10. Voi sapete che non faccio parte del coro anti-Trump per moda.

    E che i suoi avversari portano una responsabilità molto pesante per la situazione di quasi guerra mondiale in cui stiamo precipitando.

    Ma certo il tweet del presidente degli Stati Uniti è senza precedenti:

    “Donald J. Trump
    ‏Account verificato @realDonaldTrump
    22 h22 ore fa

    Russia vows to shoot down any and all missiles fired at Syria. Get ready Russia, because they will be coming, nice and new and “smart!” You shouldn’t be partners with a Gas Killing Animal who kills his people and enjoys it!
    62.711 risposte 63.421 Retweet 156.262

    • Francesco says:

      lo amo quando fa così!

      e secondo me piace anche ai russi, lo stile mugiko è quello

    • roberto says:

      non vedevo l’ora di poter dire “ve lo avevo detto!”

    • David says:

      Anche i russi preferiscono che Trump faccia il cowboy su twitter, per la gioia dei suoi followers, piuttosto che per vie ufficiali.

      • Peucezio says:

        Comunque sta già cominciando a fare marcia indietro.
        Vedremo.

        Comunque la maggior parte della colpa è dei suoi detrattori, che gli rompono talmente i coglioni con fatto che lui sarebbe filorusso, che ha vinto le elezioni con l’aiuto di Putin, che lo stanno costringendo a dover dimostrare il contrario.

        Ciò non toglie che vogliono le palle: se non sai resistere e decidere con un minimo di autonomia rispetto alle pressioni che ti fanno, vai a fare lo spazzino, non il presidente USA.

        • Francesco says:

          per una volta sono veramente d’accordo con Peucezio!

          anche se ritengo che l’isolazionismo di Trump sia dannoso per il mondo quanto l’interventismo alla cazzo di cane dei suoi predecessori – di alcuni suoi predecessori

          di solito i duri di facciata come Trump non è che sotto abbiano tantissime palle …

        • Z. says:

          Peucezio,

          — Comunque la maggior parte della colpa è dei suoi detrattori —

          Aaah, ecco. Se un politico che piace a te promette BIANCO e poi fa NERO mica è colpa sua: è colpa degli altri 😀 😀 😀

          Apologia 5/2018 registrata.

          STUNF!

          • Peucezio says:

            Beh, sì, mi pare lapalissiano.
            Se io mi ripropongo di fare una cosa e poi non la faccio, o sono pazzo, oppure vuol dire che mi è stato impedito.

            • Mauricius Tarvisii says:

              O mentivo…

              • Peucezio says:

                A che scopo?

                La gente non mente. Semplicemente non misura i propri limiti.

              • Z. says:

                La gente non mente, sono tutti buoni e Babbo Natale porta i regali a tutti i bravi bambini 😀

              • Peucezio says:

                Poi il complottista paranoico sono io 😀

              • Z. says:

                Cioè dire che i politici promettono frottole significa essere “paranoici complottisti”? ma davvero?

                Peucè, tieniti stretto il tuo di lavoro, e lascia la psichiatria ai medici specializzati 😀

              • Peucezio says:

                Z.,
                è come dico io: la gente non misura i propri limiti, quindi spara 10 e poi al massimo fa 4.
                Ma a sentire te, uno vuole fare nero e dice che farà bianco. Che senso ha? Tanto vale dire che si fa bianco, in modo da prendersi i voti degli elettori che vogliono bianco, anziché sputtanarsi e poi perdere quelli del nero e quelli del bianco.
                Tu fai quest’introspezione machiavellica nella testa dei politici (che è molto meno tortuosa di quella che tu pensi, e comunque della tua e della mia) e poi quello che vuole rubare il mestiere agli psichiatri sono io, che dico solo che la gente, scontrandosi con la realtà, ridimensiona i suoi progetti.

                E la cosa più bella è che secondo te uno, se vuole bianco, fa male a votare quello che promette bianco 10 e poi fa bianco 4, ma dovrebbe direttamente votare nero.

              • Z. says:

                Peucè,

                è molto più facile: il politico la spara grossa, la gente se la beve.

                Il resto è fuffa autoassolutoria di chi non vuole ammettere di essersela bevuta. E via che parte la ridda giustificazionista!

                Stacce, Peucè 😉

              • Z. says:

                Errata: ma la tassazione sarebbe comunque proporzionale al reddito.

              • Roberto says:

                Miguel

                “Io invece ogni anno ricevo un paio di lettere minatorie dall’agenzia delle entrate che mi chiede qualche decina di euro, senza spiegarti perché, ma dicendo che puoi pure fare ricorso, come se valesse la pena.

                Certo ma quelli non sono controlli, ma semplici imbrogli.
                Per curiosità, è equitalia?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Immagino siano i controlli formali: ti capitano pure se sbagli a copiare le cifre degli acconti…

              • Peucezio says:

                Z.,
                e allora perché non voti Salvini?
                Tanto se ognuno fa il contrario di quello che dice…
                Io invece voterò LeU 😀

              • Z. says:

                Miguel,
                se ti arriva un avviso bonario c’è anche la motivazione del perché ti è arrivato. Diciamo che ci sono letture più entusiasmanti e preferisci leggere altro, via 🙂

                Peucè,
                lo so, è dura ammettere di aver fatto la figura del boccalone. Però una volta che lo accetti è liberatorio. Parlo per esperienza personale 😀

              • Roberto says:

                Motivazione Z?
                🙂

                Tipo una letterina ricevuta nel 2004
                “Bollo ACI
                Pagamento mancante: euro 0,01
                Indennità di mora: euro 0.20
                Diritto di riscossione: euro 40
                Totale: euro 40.21”
                🙂

              • Z. says:

                Robè,

                come vedi la motivazione c’è!

                Il problema non è certo la motivazione, qui. Il problema è che chiedere 40 euro per la riscossione di un tributo di 1 cent è un filino sproporzionato!

                E’ successa una cosa simile all’INPS nella seconda metà del 2015: un pensionato si è visto richiedere indietro la somma di uno o due centesimi, mediante bonifico del costo di un euro. L’anziano signore ha accettato di buon grado di pagare quanto dovuto, ma ha chiesto all’ufficio di RATEIZZARE la somma in otto rate, così come prevede la legge…

                L’ufficio si è scusato e ha annullato la richiesta 🙂

            • Z. says:

              Oppure vendevo frottole ai gonzi abboccanti.

              Occhio all’amo, Peucè, ci si ferisce al gozzo 😀

              • Peucezio says:

                Come la storia di Salvini, che è a favore della società multietnica, dell’Islam e delle tasse, ma dice il contrario pre prendere voti 😀

                Ma quindi la Boldrini è razzista e vorrebbe che si sparasse sui barconi?
                E cerca di incoraggiare l’afflusso di immigrati per far montare la reazione contro l’immigrazione?

              • Z. says:

                Come Salvini che vi promette la flat tax e voi ci cascate. Come LeU che promette l’università gratis, e i LeUini ci cascano.

                E così via.

                Glu glu glu 😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Comunque il Sole 24 Ore (la fonte più ostile possibile a Grasso) aveva detto che quella delle università gratis non fosse così impossibile come promessa. Ma lo avevo già detto.

              • Peucezio says:

                Certo che non è impossibile!
                Si possono offrire gratis anche i corsi di ballo latino-americano, a spese del contribuente.
                Non è che andremmo in fallimento per questo.

                Il punto è se sia opportuno.
                O, meglio, se sia opportuno farlo per tutti.
                Le tasse per gli incapienti le azzererei domani mattina (ci sono delle rette fisse, che si pagano indipendentemente dal reddito, il che è opinabile), ovviamente se fai un certo numero di esami, con certi risultati (ragionevoli), in determinati tempi, non si ti laurei in dieci anni con la media del 22.
                Ma togliere le tasse a chi ha un reddito di 4.000 euro al mese mi pare un’idiozia.

              • Z. says:

                Diciamo che Peucezio ha sostanzialmente centrato il punto.

                C’è anche dell’altro:

                1) perché con le mie imposte dovrei aiutare qualcuno a laurearsi in Scienze della Disoccupazione? Se proprio lo desidera, lo faccia a sue spese.

                2) perché dovrei aiutare qualcuno a prendere Lauree Serie, onde aiutare il mercato estero coi soldini miei e dello Stato italiano?

                3) a chi parla di distinguere per reddito (e già la promessa è violata) rispondiamo con un gentile sorriso, sperando che non ci creda davvero 🙂

                Tipo le multe in base al reddito.

                Quindi sì, nei fatti è come promettere la flat tax: una promessa per paganelli, e anche un filino offensiva.

              • Z. says:

                Peucezio,

                le tasse per gli incapienti in teoria sono già azzerate, anche in caso di studenti non proprio brillanti.

                Siccome però qui nessuno è Biancaneve, sappiamo che spesso “incapiente” in Italia ha un significato più esteso che altrove 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                veramente, a quanto mi consta, esiste una rata che è fissa per tutti, indipendentemente dall’ISEE, e poi c’è il conguaglio che è in proporzione al reddito.
                Non mi risulta ci sia modo di eludere tale rata, ma può essere sia male informato.

              • Z. says:

                Peucezio,

                c’è chi gode dell’esenzione parziale e chi gode dell’esenzione totale.

                In un mondo ideale sarei pure d’accordo, così come per le multe in base al reddito 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Si parlava di coperture realistiche, naturalmente…

              • Peucezio says:

                Z.,
                non ho capito su cosa non sei d’accordo.

              • Z. says:

                Peucezio,
                non sono d’accordo sulla retta in base al reddito, o sulle multe stradali in base al reddito. Spero di non dovere specificare perché, ché qua siete tutte persone di intelligenza ben oltre la media 🙂

                MT,
                per le ragioni tutte sopra esposte, e che qui s’intendono per integralmente trascritte, l’unica copertura realistica per l’università in Italia, a mio avviso, è “chi la vuole se la paghi” 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                poi io sono quello che si diverte a fare discorsi provocatori…
                Vale anche per la sanità magari?

                O magari si potrebbe addirittura stabilire una progressività alla rovescia per le tasse.
                Perché non stabiliamo che chi guadagna 800 euro al mese ne paghi 600 di tasse? Tanto è un povero cristo, cosa vuoi che se ne faccia di 800 euro? Sono troppi, non sa come spenderli.

                Mi sembri l’imitazione che fa Crozza di Briatore 😀

              • Peucezio says:

                Per inciso, saremo anche intelligenti, ma forse proprio per questo facciamo fatica a capire le stupidate 😛

              • Z. says:

                Peucezio,

                😀

                La sanità non solo è un servizio necessario. È un servizio la cui importanza è regressiva rispetto al reddito, e lo Stato deve curare gratuitamente gli indigenti, tutti.

                Gli studenti indigenti, invece, devono essere aiutati se capaci e meritevoli, mica tutti (come scrivi tu sopra). Non è detto che l’unico o il miglior modo per farlo siano esenzioni a favore dei figli di chi si dichiara povero. E ciò senza considerare che l’Italia sforna sin troppi letterati sottomansionati, o scienziati per altri Paesi.

                Sulle multe in base al reddito non ricordo particolari prescrizioni della costituzione. Certo, in un Paese dove le dichiarazioni rispecchiassero più fedelmente i redditi potremmo pure discuterne. In Italia, francamente, non mi sembra proprio il caso 🙂

              • PinoMamet says:

                Vabbè Z., sulla base del principio che gli italiani dichiarano il falso l’unica tassa possibile sarebbe la flat tax…

                Che poi, se c’è un popolo ossessivamente controllato a livello fiscale, quello sono gli italiani…

                Mi sfugge invece dove abiti l’elusivo popolo dei Tutti Onesti…

                Il che non impedisce che altrove viga il principio di buon senso per cui Lapo Elkann debba pagare una multa più salata rispetto a un impiegato del comune.

                Magari basterebbe, senza bisogno di tante indagini, fare qualche semplice tabella di cilindrate e anni di vita del mezzo…

              • Z. says:

                Pino,

                perché l’aliquota unica dovrebbe ridurre l’evasione?

                E se un popolo non evade ma è fiscalmente elusivo davvero può dirsi onesto? 😀

                Seriamente: nella UE, in base alle ultime statistiche che ho letto, l’Italia è uno dei Paesi dove il tasso di evasione sul PIL è più elevato e quello dove il volume assoluto di evasione è più elevato.

                Questo non significa che gli italiani siano meno onesti: una polemica che mi appassiona ben poco, come sai. Significa che le dichiarazioni sono spesso ben poco rappresentative del reddito effettivo.

                Quando non sarà più così, ossia quando con le mie tasse non pagherò più l’università ai figli di evasori tutt’altro che poveri, allora viva le multe in base al reddito.

                DOPO, però 😉

              • Z. says:

                Le multe credo siano proporzionali al reddito in Finlandia, ad esempio.

                Nella UE è uno dei Paesi con meno evasione e con più trasparenza (leggo che si potrebbe scoprire con un SMS il reddito del tuo vicino!).

                Insomma, non tutti i Paesi sono uguali. In Italia, ad esempio, nonostante cinque mafie cinque possiamo vantare un numero di omicidi davvero basso, con pochi eguali al mondo.

              • Peucezio says:

                Z.,
                posta in questi termini d’accordo. Cioè, non in senso assoluto, però capisco che, laddove i redditi reali sono spesso molto distanti da quelli ufficiali, qualche remora a misure di quel tipo si possa legittimamente averla.
                D’accordissimo poi sul fatto che l’università devono potersela permettere solo i meritevoli.

                Sai, conoscendoti pensavo al solito discorso cinico a favore dei ricchi e del capitale 😀

                Ma che differenza c’è fra evasione ed elusione?

                Pino,
                anche le tue obiezioni mi paiono sensate, anche se il problema comunque esiste, però non condivido il discorso della cilindrata e simili: mettiamo che un povero cristo non si fa le vacanze e non va in pizzeria, perché ha la passione delle macchine e riesce a risparmiare per farsene una di grossa cilindrata…
                Io ho avuto un’alfa 164 2000 V6 turbo, ma non ci ho una lira, infatti la comprai usata da un amico con meno di 30.000 km al prezzo di un’utilitaria.

              • Roberto says:

                Pino

                “Che poi, se c’è un popolo ossessivamente controllato a livello fiscale, quello sono gli italiani…”

                Madame robeluxe ha lavorato da libera professionista in Italia tre anni. Controlli zero.
                In Lussemburgo (paradiso fiscale e regno dei peggio evasori) sempre tre anni. Controlli sei, uno all’anno sull’IVA, uno sul reddito. Quando dico “controlli” intendo che porti tutta la contabilità, tutti gli estratti conto, tutte le ricevute i contratti eccetera all’amministrazione fiscale che te li spulcia per un paio di giorni.

              • Per Roberto

                “Madame robeluxe ha lavorato da libera professionista in Italia tre anni. Controlli zero.”

                Io invece ogni anno ricevo un paio di lettere minatorie dall’agenzia delle entrate che mi chiede qualche decina di euro, senza spiegarti perché, ma dicendo che puoi pure fare ricorso, come se valesse la pena.

                Ora, su come utilizzano le nostre risorse… hanno iniziato le procedure di esproprio per costruire la nuova pista dell’aeroporto, nonostante i ricorsi di sindaci che rappresentano 400.000 cittadini (contro i 350.000 fiorentini). Presumo che le mie tasse contribuiscano a cacciare di casa gente e distruggere oasi naturali, per inquinare ancora di più l’aria che respiro io.

              • Ma più interessante è il meccanismo del bando cui stiamo partecipando.

                1) “I cittadini associati curano con amore il verde, partecipando alle decisioni, la Fondazione della Cassa di Risparmio dà 50.000 euro a testa per progetti che mettono insieme lavori strutturali e attività di animazione, perché bisogna mantenere vivo un giardino!” Che bello, partecipiamo anche noi, non tutto ciò che è del Partito Unico è marcio!

                2) I cittadini associati presentano tanti progetti, con (poniamo) 30.000 euro di lavori strutturali, 20.000 di animazione.

                3) La Fondazione alla fine dà 30.000 euro per ogni progetto, e ricorda che bisogna “privilegiare i lavori strutturali”, e che i i cittadini liberamente associati devono pagarsi le assicurazioni e correre tutti i rischi legali del caso.

                4) Traduzione:

                – la Fondazione che è il cuore del Partito Unico regala soldi al Comune

                – il Comune evita di dover indire gare, e comunque appena qualcosa la deve fare il Comune, semplicemente non si fa (non lo dico io, lo dice qualunque funzionario del Comune)

                – il Comune scarica tutte le responsabilità legali addosso ai cittadini associati, che devono stipulare tutte le assicurazioni che il Comune non ha voglia di fare. E senza che il Comune spieghi minimamente a loro quali siano i rischi.

                – il Comune si prende i meriti dopo di aver fatto partecipare i cittadini stessi

                Il concetto di partecipazione dei cittadini del Partito Unico, nel suo ultimo covo. Non cambiano nemmeno dopo la batosta del 4 marzo.

              • PinoMamet says:

                “infatti la comprai usata da un amico con meno di 30.000 km al prezzo di un’utilitaria.”

                Beh, già il fatto che la comprasti usata dovrebbe influire nella valutazione della multa…

                comunque, davvero, aldilà dei dettagli della formulazione della legge
                (di difficoltà irrisoria per la raffinata cultura giuridica italiana)
                l’idea di multe e sanzioni commisurate al reddito mi pare, oltre che fondamentalmente giusta , davvero realizzabile senza troppi problemi.

                Altrimenti si fa il tipo di ragionamento per cui “le Olimpiadi a Roma no perché poi organizzano male e rubano” (ma negli anni Sessanta le han fatte…), “tagliare gli stipendi dei parlamentari no perché tanto sono serve a niente” e così via:

                quello stato d’animo rinunciatario e cinico al tempo stesso, per il quale alla fine in Italia non si fa nulla di nulla, se non invidiare gli altri che fanno.

              • PinoMamet says:

                “Pino,

                perché l’aliquota unica dovrebbe ridurre l’evasione?”

                Non sostengo questo, Z.;

                sostengo inevce che, in base al ragionamento per cui è non si può applicare la proporzionalità alle multe perché tanto tutti dichiarano meno, non si vede perché applicarla alle tasse.

              • Z. says:

                Pino,

                l’aliquota unica sarà unica ma è pur sempre proporzionale al reddito. Il nesso con l’evasione continuo a non capirlo!

                Quanto alle “scelte giuste”, dipendono dal contesto. Una giacca imbottita è ottima a Bologna a gennaio, ma pessima in Sierra Leone.

                Il reddito in Italia non è uno, sono sei diversissimi tra loro (se vuoi ti annoio con i dettagli, ma dubito possa interessare). Si calcolano in modo diverso gli uni dagli altri.

                Poi, e solo poi, non si può ignorare che il tasso di evasione varia tantissimo a seconda delle categorie.

                Se il reddito di un dipendente fosse considerato in una frazione di quello effettivo, per dire, potremmo parlarne. Diversamente, resto favorevole solo per Lapo Elkann 🙂

              • Z. says:

                Errata: ma la tassazione sarebbe comunque proporzionale al reddito…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “l’idea di multe e sanzioni commisurate al reddito mi pare, oltre che fondamentalmente giusta , davvero realizzabile senza troppi problemi.”

                “quello stato d’animo rinunciatario e cinico al tempo stesso, per il quale alla fine in Italia non si fa nulla di nulla, se non invidiare gli altri che fanno.”

                Sì, sono d’accordo in effetti.

              • Z. says:

                Ma poi mica è vero che in Italia non si fa nulla.

                In Italia si parla!

                Si dice: io farei qua, io farei qua, io darei la pena di morte a quello, io farei fucilare quell’altro.

                Poi quando qualcuno chiede: ma tu cosa fai per portare avanti le tue idee, in Italia si risponde: ah, io scrivo sul web (non avete idea di QUANTE volte mi hanno risposto così).

                La cosa ha una sua logica. Non avevamo concordato che in Italia siamo tutti attori? ecco, allora parlare per noi è fare!

                C’era uno slogan situazionista bellissimo, che diceva tipo: vogliamo parole, non fatti. E mi sento di aggiungere: se un’immagine vale mille parole, una frase vale mille immagini.

                Obiettivamente, quale popolo è vivace nell’argomentazione arguta, nella battuta brillante e nello sfottò salace come noi italiani?

              • PinoMamet says:

                Ma naturalmente hai ragione, Z.: non bisogna neppure parlare.
                Certe cose non si devono neppure dire: neppure pensare, non si sa mai.
                Al massimo si può pensare che accadano in Svezia, Finlandia o Giappone, dove sunt leones.

                Metti che per sbaglio qualcuno abbia l’opportunità di farle in Italia: di comportarsi come se l’Italia fosse il famoso “paese normale”.

                Allora va immediatamente ridicolizzato, si deve dire che tanto è tutta retorica, che non risolve niente, che lo fa per prendere voti e poi via, i problemi sono ben altri!

              • Roberto says:

                “Le multe credo siano proporzionali al reddito in Finlandia, ad esempio”

                Se solo la Finlandia lo fa mi sembra un ottimo motivo per dubitare del fatto che sia una buona idea
                🙂

                Scherzi a parte io lo farei e forse avrebbe anche un effetto positivo: quando il tizio ti chiede 120 con fattura o 100 senza, magari se pensi che contribuisci a farlo risparmiare sulle multe ti viene voglia di chiederla la fattura

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “quando il tizio ti chiede 120 con fattura o 100 senza, magari se pensi che contribuisci a farlo risparmiare sulle multe ti viene voglia di chiederla la fattura”

                Ecco, l’odio e l’invidia sociale! 😛
                Io invece solidarizzo col mio prossimo (come regola di vita generale) e sarei felice di contribuire a fare sì che prenda una multa più bassa se mette la macchina cinque minuti in doppia fila per evitare di girare venti minuti inquinando per cercare parcheggio per entrare un secondo dal ferramenta a comprare due viti o se va a 70 all’ora in una strada urbana a cinque corsie dove hanno messo il limite di 50 e l’autovelox, che per poco non devi scalare in quarta e mettere la doppia freccia per paura che qualcuno ti tamponi per quanto vai lento.

              • Peucezio says:

                Z.,
                bisognerebbe parlare meno e votare di più, che è l’unica cosa che ha una qualche influenza, per quanto limitata.

                Fosse per me la gente andrebbe a votare a calci, nel senso che io, a quelli che non vanno a votare, toglierei il diritto a fruire del servizio sanitario nazionale e di qualsiasi altro servizio pubblico: non vuoi partecipare, non hai neanche diritto a usare ciò che è comune.
                Tanto c’è la scheda bianca, nulla… nessuno ti obbliga a scegliere un partito. Ma almeno ci vai. Non credo che la maggior parte di quelli che non vanno a votare voterebbero bianca o nulla; semplicemente non ci vanno per pigrizia, per trascuratezza. Che è un comportamento che trovo incivile e irritantissimo.

              • Z. says:

                Pino,

                probabilmente mi sono spiegato male: la tua non penso che sia retorica, davvero.

                Però penso che le case si costruiscano dalle fondamenta e non dal tetto, e che serva tanta pazienza.

                Quello che proponi tu è un ottimo tetto, in linea di principio, e non penso che sia impossibile da costruire.

                Prima però va costruito l’edificio che dovrebbe sorreggerlo, vale a dire un ordinamento fiscale abbastanza consistente e solido (che non significa “perfetto”) . Cosa che tra l’altro sarebbe, anzitutto, cosa buona in sé.

                L’Italia può dotarsi di un SIFFATTO ordinamento? Certo che sì. E alla fine piacerà quasi a tutti, secondo me.

                Però ci vuole la pazienza di studiarlo e, come direbbe Roberto, la volontà politica di realizzarlo.

                Nel frattempo sarei per un ritocco al sistema della patente a punti, che poi si pone il medesimo fine. Magari con accertamenti a campione sulle dichiarazioni, spesso farlocche, del proprietario del mezzo.

              • Z. says:

                Peucè,

                sai che sull’importanza del voto la penso come te. Per questo non condivido l’idea di bastonare chi non vota (che pure capisco): è cosa importante e seria, quindi va fatta da chi ne ha voglia, da chi ci tiene, da chi ci crede.

                Se gli altri se ne stanno a casa non mi scandalizzo: conterà di più il voto di chi partecipa.

                Casomai, questo sì, sarei per incoraggiare tutti ad interessarsi di politica, ad approfondire, a confrontarsi con civiltà come fai tu.

              • Roberto says:

                Peucezio
                “Io invece solidarizzo col mio prossimo”

                Saresti quindi contento se lo stesso divieto di sosta costasse 50 euri a te e 40 alla macchina davanti alla tua? E per di più contribuiresti direttamente a questa cosa?

              • Peucezio says:

                Z.,
                capisco il tuo punto di vista.
                Però rischia di creare un filtro sociale e culturale, di portare a un voto elitario, rappresentativo di ceti comunque più fortunati (se io non avessi avuto determinate opportunità e non ne avessero avuto i miei genitori e nonni, non avrei acquisito gli strumenti critici che utilizzo qui dentro).
                Invece la partecipazione a suo modo forzata coinvolge tutti gli elettori, di tutti i ceti e i livelli culturali, anche indipendentemente dalla loro motivazione, creando una democrazia più vera, senza distinzioni: la gente bisogna anche spingerla.

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “Saresti quindi contento se lo stesso divieto di sosta costasse 50 euri a te e 40 alla macchina davanti alla tua? E per di più contribuiresti direttamente a questa cosa?”

                Perché no?
                Tieni conto che il lavoratore autonomo, anche quando guadagna di più, è uno che rischia molto di più, non ha garanzie né sicurezze, insomma, non devi vedere solo il reddito nudo e crudo, ma anche la condizione generale.

              • Z. says:

                Peucezio,

                proprio perché la coscienza critica non rimanga appannaggio di pochi ritengo che sia giusto, come scrivevo, sensibilizzare tutti i cittadini, abituarli alla discussione e al dialogo, ad approfondire e ad interessarsi della società dove vivono.

                Non tutti abbiamo gli stessi strumenti, certo. E non è detto che dobbiamo averli per forza: ognuno di noi ha i propri interessi e anche i propri limiti.

                E se a qualcuno il risultato delle elezioni politiche interessa quanto a me interessano le trasmissioni TV di cucina, trovo giusto:

                – che lui abbia il diritto di fregarsene, e
                – che il mio voto valga anche per lui.

                Peraltro, l’idea del popolo bue da educare a bastonate per il suo bene non fa parte della mia ideologia.

              • Z. says:

                Peucezio, dimenticavo…

                direi che tu e Roberto avete sintetizzato con un esempio perfetto perché sono contrario alle multe in base al reddito, a legislazione vigente 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                non è questo, non si tratta di prendere il popolo bue a bastonate (io sono populista!).
                Si tratta di obbligarlo a partecipare, visto che poi il risultato riguarda anche lui.
                O, meglio, porre la sua partecipazione alle decisioni (cioè al voto) come precondizione per la partecipazione ai risultati (i servizi erogati).
                Il ricevere un servizio, cioè il partecipare dei beni, dei benefici materiali di una società, dovrebbe implicare un’assunzione di responsabilità. Comodo lavarsi le mani e poi prendersi i vantaggi.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — O, meglio, porre la sua partecipazione alle decisioni (cioè al voto) come precondizione per la partecipazione ai risultati (i servizi erogati). —

                Al massimo, materialmente, potresti ottenere la mera veste esteriore della partecipazione al voto. Privandoti tra l’altro di un indicatore importante: la quantità di elettori che decide di astenersi dal voto.

                No, proprio no. Anzi, ti dico di più

                Io riformerei la costituzione: il voto non dovrebbe più essere considerato un dovere – nemmeno un dovere sprovvisto di sanzioni – e la propaganda astensionista non dovrebbe essere perseguita per legge. Ciò che era comprensibile e probabilmente pure giusto nel dopoguerra non è detto che lo sia anche oggi.

                Del resto, ci sono azioni e omissioni ben più nocive per la comunità rispetto all’astenersi dal voto. Ma nessuno, salvo forse qualche esagitato, propone di privare dei servizi essenziali chi le commette.

                Al massimo, in certi casi, viene tolto loro il diritto di voto 🙂

                Z.

                PS: e ti ripeto, personalmente non ho mai nemmeno considerato di astenermi dal voto alle elezioni, ma proprio mai!

        • habsburgicus says:

          sono abbastanza d’accordo con Peucezio e Francesco
          credo però che sia necessario ammettere
          1.Trump può rivelarsi pericoloso (nel 2016 non lo pensavo, tuttora non sono convintissimo, vi è anche la possibilità del “gioco cinico” per parare alle critiche che ha magistralmente descritto Peucezio, “gioco” che potrebbe spingersi come già nel 2017 al bombardamento della Siria fatto “per gioco” e per motivi interni USA cioè senza intenzioni “serie” ma che difficilmente i siriani che potrebbero esserne vittime apprezzerebbero 😀 però incomincio ad avere qualche dubbio sul tipo :D)
          2.Obama è da rivalutare…lo criticammo tutti……e in gran parte sbagliammo
          Obama NON volle, oggi è chiaro, la guerra del 2011 che gli fu imposta dai clintoniani e da circoli trasnazionali franco-britannici
          Obama impedì nel 2013 il rovesciamento di Assad, anche se lo mascherò dietro una coltre di retorica anti-assadiano (anche contro i clintoniani, lei non c’era più…….da poco)
          Obama fu l’unico presidente USA, e probabilmente l’ultimo, che manifestò un minimo di interesse verso i palestinesi (Carter lo fece ma solo ex post, non da presidente)
          tuttavia fra Trump (che può essere un guerrafondaio) e Hillary (che é guerrafondaia), ancora meglio Trump
          però Obama valeva 1000 Trump in politica estera
          non in politica interna, lì è diverso
          ma a noi che ce ne frega ? 😀
          invece la politica estera ci tange tutti !

          • Peucezio says:

            Su Obama però non sono molto d’accordo.
            Voleva destabilizzare il Medio Oriente e il Nordafrica e ci è riuscito.
            Il casino in Siria è cominciato con lui.
            Ed è andato molto vicino a voler invadere la Siria, fare un vero e proprio intervento stile Iraq o Libia. Non l’ha fatto perché Putin si è impuntato sul serio e ha capito che ci scoppiava la III Guerra Mondiale.
            Probabilmente ha anche capito che isolare l’Iran significa radicalizzarlo e creare un asse sciita forte, mentre portarlo dalla propria significa anche ammorbidirlo, cominciare un’occidentalizzazione e, in prospettiva, rednerlo innocuo geopoliticamente.
            Secondo me è stato un genio. Quindi una rovina per noi (e ancora di più per tutto il pezzo di mondo che ha destabilizzato).
            Trump al massimo sparerebbe qualche missile, ma intanto Assad ha già riconquistato il paese e gli americani se ne sono andati (su ordine di Trump): non sarebbe certo qualche missiletto a cambiare la situazione, anzi, compatterebbe ancora di più i nemici degli Stati Uniti (ora, dopo la Cina, pare che persino l’India si stia avvicinando a Putin sulla questione siriana).
            Insomma, una caporetto geopolitica per gli Stati Uniti: in Medio Oriente contano ormai poco e sono sempre meno credibili, anche i turchi li prendono a scorregge.
            La Cina è sempre più ostile (e sempre più coesa, con un presidente a vita molto deciso), in Russia Putin ha ristravinto e farà lo zar per chissà quanto. La Corea del Nord finge di fare la pace, ma in questo modo guadagna tempo.
            E intanto l’economia degli Stati Uniti vola: esattamente secondo gli intenti: ripiegamento geopolitico mondiale e attenzione al fronte interno, all’economia, con tanto di protezionismo.

  11. Francesco says:

    PS mi pare marketing nel settore missilistico tra due aziende concorrenti

  12. Dif says:

    Ma Trump non era quello che, a differenza di quella guerrafondaia della Clinton, avrebbe fatto ritirare le truppe Usa dal Medio Oriente? Che sarebbe stato in ottimi rapporti con la Russia?
    Quando fu eletto in tanti mi sembravano così sicuri, ora chissà quelle persone cosa dicono.

    • Z. says:

      Dif, qua dentro ne abbiamo a mazzi. Chiedi a loro!

      Di solito rispondono con contorsionismi verbali sotto forma di apologia trumpettista…

    • Per Dif

      “Quando fu eletto in tanti mi sembravano così sicuri, ora chissà quelle persone cosa dicono.”

      Hai ragione.

    • Peucezio says:

      Comunque è vera una cosa: comunque vada gli Stati Uniti in Siria hanno straperso.
      Possono buttare qualche bombetta su qualche base di Assad, ma Assad ha riconquistato praticamente tutto il territorio in modo ormai irreversibile.

      Con Obama l’America era in grande spolvero, ora sta avendo un crollo di prestigio.

      Trump poteva ridurre il peso geopolitico degli Stati Uniti in due modi: con una politica estera troppo arrendevole (in quanto concentrata sugli interessi interni degli Stati Uniti) oppure aggressiva ma in modo maldestro.
      Effettivamente io pensavo avrebbe scelto la prima ipotesi (visto che era quello che diceva: uno giudica i politici prima che vengano eletti in base ai loro discorsi e programmi, non con la sfera di cristallo), ma a quanto pare sta battendo la seconda strada, probabilmente perché talmente sottopressione, soprattutto rispetto al dossier russo, che deve dimostrare con ogni mezzo di non essere amico di Putin.

      • Francesco says:

        con Obama l’America è diventata una barzelletta. Poi lui ha smesso di fare politica estera e quella scema della Clinton ne ha fatto un attore internazionale tipo Ciccio Kim.

        Lo spolvero di Obama è durato il tempo di scoprire che il Cairo non è Boston

        • Peucezio says:

          Magari fosse stato come dici.

          • Francesco says:

            Obama ha provato a fare politica estera come se fosse a un dibattito in una università USA di sinistra

            stranamente è stato un fallimento totale e anche ridicolo

            se lo ritenessi così scemo, potrei pensare che si aspettasse veramente che abbattere i dittatori del Medio Oriente avrebbe fatto emergere una società civile “civile” sul tipo dei suoi amici progressisti

            mi toccherebbe chiedere chi gli ha dovuto dare la cattiva notizia quando non è successo

            • Peucezio says:

              Io non so di che parli.
              Non hai visto il capolavoro della Libia?
              E’ riuscito a trasformare un paese stabile in un’anarchia assoluta. Certo, c’erano anche i francesi, d’accordo…
              C’è mancato poco che non s’imponessero i Fratelli Mussulmani in Egitto.

              Vogliamo parlare dell’ISIS? La sua parabola ha coinciso esattamente con quella dell’obamismo.

              Tu scambi un genio per un cretico e mal te ne incoglierà (non sul piano personale ovviamente), perché i geni tanto più sono geni in quanto si fanno passare per cretini, così poi te lo mettono in quel posto.

              • Francesco says:

                il problema è che questo tuo ragionamento avrebbe senso solo se dietro la politica di USA, UK, Francia e Israele ci fosse Seth, il Serpente, il Dio del Caos

                ogni altro piano, per quanto malvagio e imperialista, non è compatibile con il creare casino e disordine e risorse che bruciano

                mentre il cretinismo spiega molto meglio quello che è successo e che succede

                inoltre il cretinismo ha infiniti precedenti storici, Seth no

                ciao!

              • Peucezio says:

                Francesco,
                invidio la tua fiducia negli esseri umani.

                Io invece sono del tutto certo che la storia contemporanea sia una teofania rovesciata, sia il manifestarsi nel mondo dell’Anticristo.

                Ad ogni modo, meno metafisicamente, è vero che in altre epoche gli Stati Uniti avevano interesse a creare ordine, almeno economico: vedi il piano Marshall.
                Oggi no; è palese in tutti gli ambiti in cui perseguono una qualche forma di politica internazionale o di influenza.

                E in ogni caso con Obama gli USA andavano benone, la loro influenza geopolitica era alle stelle, il loro prestigio ai massimi storici dopo tempo; ora sul prestigio lasciamo perdere proprio, ma anche sul piano concreto, hanno di fatto perso il Medio Oriente, regalandolo a Russia e Iran (poi chissà, ma ora come ora è così), la Cina è sempre più ostile… peggio di così!
                Poi a Z. lascialo dire: secondo lui Trump un progressista uguale a Clinton, Salvini è a favore dell’immigrazione e dell’Europa…

              • Francesco says:

                Peucezio

                non mi sarei mai aspettato di vedere il tuo giudizio storico distorto dalle cazzate di Repubblica e di Vanity Fair!

                Obama ha dilapidato il prestigio degli Stati Uniti “di sinistra” in pochissimo tempo: la sua apertura ottimistica sull’evoluzione democratica delle società islamiche è morta in un batter d’occhio. A questo punto se la è svignata, si è occupato di troiate “Love wins” e ha lasciato il campo alla Clinton (che sospetto sia una adepta di Seth).

                Bush Jr aveva dilapidato il prestigio degli USA “di destra” fallendo nello stabilire Stati amici in Afganistan e, soprattutto, Iraq.

                E l’apogeo dell’influenza USA c’era stato con Bush Sr, poi è tutto un emergere dei cinesi mentre gli USA declinano senza sapere cosa fare o sbagliando quasi tutto.

                Obama è stato un abbaglio dell’intellighenzia rossa occidentale, i cui orgasmi hanno fatto arrossire Rocco Siffredi. Ma sotto il bel faccino … niente di niente.

                Trump sta proseguendo nel declino: da Impero a Regno, la gestione è diventata più egoista e ha perso ogni speranza.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “Obama ha dilapidato il prestigio degli Stati Uniti “di sinistra” in pochissimo tempo: la sua apertura ottimistica sull’evoluzione democratica delle società islamiche è morta in un batter d’occhio.”

                Aridaje… il bello è che ci credi!
                Omaba voleva liquidare i regimi laicisti, nazionalisti o comunque estranei all’internazionale salafita e ci è riuscito perfettamente. Tranne che con la Siria, perché lì ha incontrato Putin che è un osso più duro di lui. Ma è riuscito comunque a fare danni incalcolabili anche lì.

                Credo che tu non abbia percezione della portata rivoluzionaria dell’integralismo sunnita radicale. Si tratta di correnti di origine settecentesca, ma solo in questi ultimi anni (anni, non decenni) si sono diffuse a livello popolare in misura davvero significativa, stravolgendo equilibri plurisecolari del Medio Oriente e del resto del mondo islamico, non tanto sul piano geopolitico (anche), quanto su quello religioso, sociale e antropologico.

                E l’Occidente, che non ne è il regista, ha dato però una grossa mano.
                Obama in questo è stato un attore decisivo.
                Probabilmente è stato l’apogeo dell’Impero Americano; si sa che dopo l’apogeo incomincia la discesa, quindi non è escluso che in qualche aspetto fosse cominciata già prima. Ma, insomma, la sua è stata una fase di successo, non certo di crisi.
                Anche solo per la caduta di Gheddafi e l’aver riversato di conseguenza valanghe di immigrati in Europa e in Italia. Che è un modo per americanizzarla, cioè renderla etnicamente composita e romperne la fisionomia etnico-razziale.

              • Peucezio says:

                Ah… e in te mi guarderei dal sottovalutare Repubblica e Vanity Fair, che esprimono in modo fedelissimo le linee dell’ideologia dominante (che sono una montagna di cazzate, ma non importa), quindi sono un po’ un vangelo dei nostri giorni.

              • Francesco says:

                Mah, Peucezio, di solito quando l’ideologia di Repubblica si scontra con la realtà non c’è gara, la realtà vince con facilità irrisoria.

                Il mito dei regimi laici e nazionalisti arabi a me lascia abbastanza freddino. Direi che erano morti già negli anni ’70, con le batoste contro Israele e la dipendenza dal petrolio. Di certo erano finiti quando servirono tutti i soldi degli sceicchi per fermare i persiani provocati da Saddam.

                Sono durati perchè in Medio Oriente il male dura fino a quando arriva un male peggiore.

                Sono durati senza senso e senza prospettive. Opprimendo i loro popoli e aspettando il disastro.

                In Egitto sono tornati al potere, credo perchè nessuno vuole milioni di egiziani tra i piedi. Ricordami chi sosteneva la FM e chi no, nell’area.

                In Libia il regime laico è crollato nel caos puro e semplice … questo non ti autorizza a scrivere fesserie sul profilo etnico dell’Europa! 🙂

                In Siria il regime laico è diventato burattino in mano ai russi.

                In Turchia gli islamisti sono nemici dell’America.

                non vedo il quadro che tu dipingi

              • PinoMamet says:

                Sono d’accordo con Francesco, mi sa.
                Obama può aver peccato di ingenuità e di inesperienza: un progetto filo salafiti era fuori dai suoi programmi, penso che lui pensasse addirittura alla possibilità che le “rivoluzioni colorate” avessero successo, per dire quanto era ingenuo…
                Sempre che Hillary e soci non gliele avessero fatte alle spalle, che non escludo.
                Altro che apogeo! Forse nello stile: era molto fotogenico, che è più o meno tutto quello che si può dire di lui.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                non pensavo né a un laicismo kemalista, né alla Franca del Terrore, pensavo solo a un contenimento dell’integralismo.
                E questo oggettivamente quei regimi lo facevano.
                Tu preferisci l’ISIS? Ognuno ha i suoi gusti. 🙂
                D’altronde il cattolicesimo postconciliare in salsa giussaniana può portare anche a questo, come ogni concezione che si rifà ai libri anziché alla storia (e il cattolicesimo vaticanosecondista è una bibliolatria quanto il protestantesimo e l’islamismo radicale, basta vedere come si mettono in bocca il Vangelo dalla mattina alla sera; i miei sedevacantisti lo nominano solo per spiegare cosa dice quello della messa che celebrano: è un testo, mai un contenuto in sé, uno spirito, una metafisica, ecc.).

                Pino,
                che ti devo dire. Non sono nella testa di Obama, ma non avrei dubbi.
                In fondo non serve essere nella testa delle persone, contano gli atti. Un buon guidatore non è uno che mentre fa una manovra ci pensa: agisce in modo irriflesso, inconsapevole, però un buon guidatore arriva velocemente senza incidenti.
                La buona fede non è una categoria politica e in fondo nemmeno psicologica, perché ognuno di noi è ciò che è e fa ciò che fa e nei suoi atti esprime la sua essenza.
                Obama è la personificazione del successo americano. L’essenza della politica americana è la distruzione e Obama ha lasciato un’infinità di macerie. Il resto sono per come la vedo io sono elucubrazioni intimistiche che lasciano un po’ il tempo che trovano.

              • Peucezio says:

                E comunque Obama non è un ingenuo, è uno dei pochi presidenti intelligenti che gli USA abbiano mai avuto.

              • PinoMamet says:

                Peucè, onestamente che le mie siano elucubrazioni intimistiche, detto da uno che crede che Obama abbia favorito l’immigrazione in Europa per renderla simile agli USA, ecco, lo trovo un po’…
                lasciamo perdere 😉

                La nuda semplice verità è che gli USA nel Medio Oriente hanno fatto un gran casino, da cui non ci hanno guadagnato niente.
                Lo dici tu stesso.

                E secondo te lo hanno fatto apposta??

              • habsburgicus says:

                E secondo te lo hanno fatto apposta??

                dipende….se son fessi sì 😀 😀 😀

              • Peucezio says:

                Come non hanno guadagnato niente?
                Hanno portato un regime ostile e strettamente legato alla Russia vicino alla distruzione.
                Gli è andata male, d’accordo: nemmeno loro sono onnipotenti.
                E anche Gheddafi è sempre stato decisamente antioccidentale.

                A loro fondamentalmente interessa debolire i regimi forti, per sostituirli o col caos o con sistemi a sovranità limitatissima tipo l’Italia.
                Loro vogliono colpire le sovranità statuali forti, perché gli interessano stati deboli, il cui compito sia una mera ratifica formale del potere effettivo delle multinazionali, ecc.
                In Cina o in Russia l’economia non è completamente libera, ma deve sottostare agli interessi nazionali strategici.
                Ciò rende questi stati dei poli geopolitici di resistenza a un sistema economico integrato mondiale controllato dal potere economico anglo-statunitense.
                E questo vale su scala ridotta per tutti gli stati forti, con un potere politico vero, non fittizio (come sono invece gli stati europei).

              • Peucezio says:

                Come non hanno guadagnato niente?
                Hanno portato un regime ostile e strettamente legato alla Russia vicino alla distruzione.
                Gli è andata male, d’accordo: nemmeno loro sono onnipotenti.
                E anche Gheddafi è sempre stato decisamente antioccidentale.

                A loro fondamentalmente interessa debolire i regimi forti, per sostituirli o col caos o con sistemi a sovranità limitatissima tipo l’Italia.
                Loro vogliono colpire le sovranità statuali forti, perché gli interessano stati deboli, il cui compito sia una mera ratifica formale del potere effettivo delle multinazionali, ecc.
                In Cina o in Russia l’economia non è completamente libera, ma deve sottostare agli interessi nazionali strategici.
                Ciò rende questi stati dei poli geopolitici di resistenza a un sistema economico integrato mondiale controllato dal potere economico anglo-statunitense.
                E questo vale su scala ridotta per tutti gli stati forti, con un potere politico vero, non fittizio (come sono invece gli stati europei).

                Aggiungo che una società etnicamente, culturalmente e religiosamente disomogenea è molto più adatta a recepire modelli consumistici e anti-identitari rispetto a una società omogenea.

              • Francesco says:

                Peucezio,

                mi duole informarti che NON siamo nel 1960. I regimi laici non contengono l’integralismo religioso, ne sono il terreno di crescita. Ammetto che ci siano delle eccezioni: l’Algeria e l’Egitto sono le uniche che mi vengono in mente però.

                Comunque la tesi per cui gli USA perseguono il caos come strumento di dominio non regge. Qui non si tratta di impedire che oltre il limen dell’impero si formino entità ostili, qui si tratta di disordine sui mercati mondiali, di mancate forniture di petrolio, di situazioni in cui crescono i nemici dell’America.

                Persino Israele non ha nulla da guadagnare dal crollo di regimi con cui può trattare delle tregue.

                La politica di Obama aveva un senso: atteso che dopo una dittatura laica emerge un regime fondamentalista, cercare una terza via democratica. Solo che la ha perseguita con strumenti totalmente inadeguati, ammesso che sia una via possibile in Medio Oriente.

                Che Obama non sia così furbo si vede da come ha governato all’interno.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                mi confermo sempre di più nel fatto che sei un totale ingenuo (o ti piace giocare a farlo).
                Il caos è sempre meglio di un nemico.
                Ma a quanto pare persino di un amico, altrimenti che motivo c’era di far cadere Mubarak?
                Certo, gli è andata male, perché dopo la breve parentesi di Morsi è arrivato Al-Sisi, però si sa, ogni tanto i tentativi falliscono.

                E che vuol dire che i regimi laici sono il terreno di crescita dell’integralismo? E’ una frase che ha qualche senso?
                Sembra la teoria marxista per cui il capitalismo produce inevitabilmente il suo superamento nel socialismo.
                Qui le cose sono semplici: o si sta con i regimi anti-integralisti o si sta con i gruppi integralisti.
                Gli USA fanno sempre la seconda cosa.

              • Francesco says:

                Peucezio

                se ti dico Marocco e Giordania cosa pensi?

                😀

                Continui a confondere un Impero mondiale con un semplice Regno. Un Impero non vuole il caos più di quanto tu non voglia un incendio in salotto. Possiamo dire che l’Impero trae legittimità dalla capacità di garantire l’ordine? e di esportare il suo ordine all’esterno – pena la perdità di credibilità della sua pretesa di universalità?

                Mussolini poteva accettare il caos fuori dall’Impero italiano perchè era solo un provinciale. Ma nè USA nè URSS possono. Ogni caos deve essere transitorio, passaggio verso l’ordine che loro incarnano – oppure risultano dei bugiardi e crollano. Gli Imperi non si reggono sulle baionette, quello lo fanno gli Unni.

                Ciao

              • Francesco says:

                >>>E che vuol dire che i regimi laici sono il terreno di crescita dell’integralismo?

                Che le maggioranze oppresse dal regime laico lo odiano e trovano nel fanatismo religioso il più naturale approdo. E prima o poi ogni regime che si regge sulla forza crolla, è una legge storica.

                Infatti sarei curioso di conoscere la storia algerina, unica eccezione a me nota. L’Egitto non vale come smentita perchè i FM hanno fatto in tempo a fallire.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                quindi l’alternativa quale sarebbe?
                Dare loro la democrazia e l’autogoverno pieno, così i fondamentaisti governano senza pià ostacoli di sorta?
                Maledetti voi liberali! 🙂 Credere sempre nella carota e non capite il valore del bastone. Ma gli arabi non sono liberali. Con loro l’imposizione bruta funziona benissimo, perché la sentono come un elemento di prestigio, cui tributano rispetto.

                Circa l’impero,
                d’accordo su tutto.
                E infatti gli USA non sono un impero.
                Quello romano era un impero.
                Quello statunitense è un cancro. Gli uniti e gli altri si definiscono per il fatto di tendere all’espansione, solo che uno crea ordine, l’altro destrutturazione e necrosi.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non mi pare che la Tunisia sia degenerata in emirato.
                Tra l’altro, non credo affatto che dietro la caduta di Ben Ali ci fosse lo zampino imperiale: il buon Sarkozy, al contrario, stava per fornire aiuto ai reparti antisommossa tunisini per reprimere la rivolta…

              • Francesco says:

                peucezio

                sospetto che la tua visione della mentalità araba sia un misto di preconcetti romantici e di razzismo anni 20 …

                anche se sono più che disposto a correggermi se qualcheduno da DENTRO quei paesi mi correggesse

                “il bastone serve a un sacco di cose ma non a sedercisi sopra” (cit.)

                la mia idea di fondo è che i fondamentalisti dovrebbero dimostrare la loro incapacità fallendo nel governare (come i fascisti, i comunisti, Salvini, i Pentas e pure i Castro) … il prezzo* è altissimo ma non vedo altra strada

                * e di solito comprende avventure militari

      • Roberto says:

        intanto il pacifista Trump le bombette le ha tirate….

        • Francesco says:

          tu che sai cose, Roberto, che cosa ci fanno soldati USA sul terreno in Siria? ci sono davvero? dove sono?

          perchè mi pare una cosa un poco strana

        • habsburgicus says:

          le bombette le ha tirate….

          si, ma detto questo, Roberto (e premesso che a me certi metodi fanno orrore e provocano sdegno) bisogna anche vedere QUANTE
          perché, cinicamente, un conto è un bombardamento a scopo di politica interna che non cambia nulla [tranne per le possibili vittime ! e qui sta la nefandezza della nostra epoca che si vuole illuminata]
          un conto è una guerra alla Bush jr che provoca DECINE DI MIGLIAIA di morti e ha conseguenze che durano tuttora
          SE quindi si limiterà a questo (e azioni simili) si potrà, ex post, dire che Trump ha fatto una politica “pacifista, american style 😀
          altrimenti no
          al momento però nulla sembra chiaro
          di norma in Medio Oriente prevale il peggio, come ha fatto notare Francesco e ha purtroppo ragione
          però, per la legge dei grandi numeri, non potrebbe una volta prevalere il “meno peggio” ?

          • Francesco says:

            credo che i morti in Iraq siano stati più sulle centinaia di migliaia, se guardiamo dal 1991 in poi … e sono tutte azioni dirette USA, senza possibilità di equivoci o errori

            il crimine più grave è che non c’era una scelta politica chiara dietro le azioni che hanno provocato tutti quei morti, per cui non c’è neppure un esito del tipo” adesso però hanno la pace, lo sviluppo e la libertà”, come Germania, Giappone, Italia.

            no, hanno inflitto sofferenze al popolo iracheno paragonabili solo a quelle inflitte da Saddam senza sapere bene cosa stavano facendo, visto che alla fine abbiamo un Iraq filo-iraniano e anti-USA

  13. Ugo Bardi says:

    Comunque, permettimi una critica, Miguel. Citare Maurizio Blondet a proposito dei messicani gassati dagli USA (o a proposito di qualsiasi altra cosa) è come citare Novella 2000 a proposito della meccanica quantistica.

    • Per Ugo

      “Citare Maurizio Blondet”

      Con Blondet bisogna sempre distinguere tra le informazioni che presenta e le conclusioni che ne trae.

      In genere, le sue informazioni sono abbastanza attendibili.

  14. Francesco says:

    dove è la citazione di Blondet?

  15. Francesco says:

    ah, la ho trovata, non riesco neppure volendo a scandalizzarmi

    e non credo sia per antipatia contro i messicani

  16. Moi says:

    @ MIGUEL

    Il Gesto di Saviano spiegato dal Bruno Vespa dei Millennials 🙂 :

    https://www.youtube.com/watch?v=gcffnUwn6kE

  17. Moi says:

    cmq è stupendo questo paradosso che è uno sbarbo che va in giro a cazzeggiare con lo smartphone a dettare la linea sui social ai Big della Politica Planetari … anziché viceversa !

  18. Moi says:

    Saviano, Boldrini, Littizzetto e Fabio Volo, la pagliacciata della foto a sostegno delle ‘fake news’ sulla Siria. Che tristezza

    https://www.mag24.es/2018/04/12/saviano-boldrini-littizzetto-e-fabio-volo-la-pagliacciata-della-foto-a-sostegno-delle-fake-news-sulla-siria-che-tristezza/

    • Peucezio says:

      La Blodrini le ha proprio tutte.
      Le mancano solo la scabbia, la peste bubbonica e i pidocchi, sempre che non abbia anche quelli.

      Io ‘sta gente la passerei tutta per le armi come fiancheggiatori del terrorismo islamico.

      • rutt1 says:

        Saviano è proprio scandaloso.

        La falsità di queste persone è imbarazzante, e evidentemente mi imbarazzo io per loro visto che loro continuano indisturbati nei loro traffici

        Penso che in generale abbia proprio fatto più danno che bene:

        1. lotta alla camorra banalizzata e eclissato il contributo di chi l’ha fatta veramente
        2. con la sua serie, anche se è impossibile da provare, credo che abbia fatto piombare quel cesso di napoli ancora più in fondo. visto che sono scimmie, imitano quello che vedono in tv soprattutto quando celebra la merda che sono. è un tipico tratto terrone sborrarsi addosso con l’autocelebrazione.

        Tra l’altro mi fa ridere che la gente si incazza per la “scorta a saviano”. saviano la scorta ce l’ha perché la sua casa editrice, nella remota possibilità che lo facciano secco, dovrebbe fare un brusco cambio di rotta.

        Siccome adesso sta diventando vecchio e ha prodotto abbastanza monnezza scritta credo che a un certo punto sarà più conveniente farne un martire

        A me sembra un pene

        • Peucezio says:

          I giudizi sul sud e su Napoli, per quello che mi concerne, puoi ficcarteli dove dico io.
          Ma su Saviano hai ragione al 100%.

        • Z. says:

          Secondo me Assad apprezza l’operato di Saviano.

          E anzi deve aver pensato: se a forza di parlar male della camorra l’ha fatta diventare ancor più popolare, potrà riuscirci anche con me!

          • Peucezio says:

            Non ci avevo pensato in effetti!

            Voglio vedermi la prossima serie su Netflix, firmata Saviano, che celebri l’epopea della riconquista della Siria da parte di Assad!

            • Francesco says:

              da parte di russi e iraniani, se fosse stato per lui Assad a quest’ora era passato a miglior vita

              mi fanno ridere i tifosi di Assad che celebrano la sua resistenza ai cattivoni occidentali

      • PinoMamet says:

        C’è da dire che prima di Saviano, si sentiva parlare di camorra una volta ogni tanto, quando c’era qualche omicidio, e la reazione era di massimo disinteresse.

        Non credo sia colpa di Saviano, ma averla posta al centro dei riflettori- opera senza dubbio meritoria- ha avuto l’effetto collaterale di renderla un fenomeno di moda, con serie TV e compagnia cantante e migliaia di truzzi che credono sia bello imitare i camorristi della TV- non solo a Napoli.

        • rutt1 says:

          Credo che comunque il suo obiettivo principale resti e sia stato quello di diventarci famoso. Nemmeno ricco, famoso. Anche perché se non hai la foia di diventare famoso o ricco, dubito che ti metti a scopiazzare i tuoi libri da altri

        • Z. says:

          Saviano ha scritto un libro che consiglio a tutti, e per qualche tempo i media si sono interessati alla camorra.

          Purtroppo poi le persone e le cose hanno preso una piega diversa.

          • Francesco says:

            sì ma della camorra io sento parlare almeno da quando ha sconfitto le BR a Napoli e dalla guerra civile scatenata da Cutolo … insomma da decenni

        • roberto says:

          sono d’accordo con Pino e Z.
          saviano ha fatto un’ottima cosa ad accendere i riflettori sulla camorra, e su come ha conquistato il territorio, cosa che al di fuori di napoli credo che si fosse persa totalmente di vista.

          poi è stati fagocitato dal mondo dello spettacolo e vabbé (non credo nemmeno che sia interamente colpa sua)

          • Per roberto

            “sono d’accordo con Pino e Z”

            Anch’io!

            Gomorra mi è sembrato uno studio affascinante dell’antropologia della camorra, e mi piaceva come ne metteva in risalto la funzione sociale, ad esempio indicando l’importante ruolo dei ragionieri, invece di dedicarsi solo a condanne di boss cattivi.

            • Francesco says:

              faccio outing

              anche un mio caro amico, molto serio e sagace, me ne parlò molto bene e divertito, raccontando proprio il ruolo sociale della camorra, quale veicolo finanziario per gli investimenti di chi aveva qualche soldo

              ma non lo ho mai letto, anche per la faccia di Saviano

              • Per Francesco

                “raccontando proprio il ruolo sociale della camorra, quale veicolo finanziario per gli investimenti di chi aveva qualche soldo”

                infatti, la cosa che più mi colpi era la descrizione della raccolta di fondi per un investimento non meglio precisato (si può immaginare, una partita di eroina), con un giro del quartiere, dai pensionati e dai piccolissimi commercianti.

                Senza minacce o prepotenze, semplicemente facendo promesse di un guadagno futuro, che si sapeva sarebbero state mantenute: i camorristi non sono come i politici.

                Con tutto calcolato con la massima correttezza, perché giustamente la forza della camorra sta nella sua serietà e affidabilità.

              • Z. says:

                Miguel,

                poche storie e pochi aforismi da weberuditi: la forza della camorra sta nel fatto che ti punisce sempre, atrocemente e subito.

                Lo Stato ti punisce forse, ti punisce in modo assai più mite e ti punisce dopo anni.

                Dovendo scegliere tra i due, non mi stupisce che molti preferiscano avere come nemico lo Stato.

              • Roberto says:

                Qui invece sono d’accordo con Z. La forza della camorra non sta affatto nella serietà (anzi….), ma nella ferocia e nel controllo del territorio.
                Sulla raccolta fondi, credo che il guadagno sia nettamente inferiore a quello che si può avere pagando le tasse. Solo che con le tasse se proprio sei sfigatissimo ti fanno una multa. Con la raccolta fondi, ti bruciano il negozio se ti va bene

              • Peucezio says:

                Francesco,

                “ma non lo ho mai letto, anche per la faccia di Saviano”

                Idem!!!
                Mi duole ammetterlo, ma quando certi tratti fisiognomici ed espressivi sono così forti, fanno da filtro (d’altronde non si può leggere tutto in una sola vita).

                Prima di qualsiasi altra cosa, il problema di Saviano è la sua faccia.

                Poi però, in OGNI situazione, senza nessuna eccezione, prende la posizione sbagliata, quella peggiore possibile. E allora ti confermi nella fisiognomica.

              • Peucezio says:

                Z. e Roberto,
                è sbagliato in certi casi essere unilaterali.
                La camorra è ferocissima e spietata, ma sa anche creare consenso in certi strati della popolazione.
                Altrimenti, se fosse solo violenza bruta, avrebbe sì il controllo, ma appena si voltasse, la gente la tradirebbe, come i regimi dittatoriali feroci e impopolari.

                E’ un consenso mal riposto, d’accordo, perché chi lo tributa non ne ricava un vantaggio reale in termini di crescita sociale ed economica; ma è un consenso, non è solo repressione bruta.
                Certo modelli inoltre hanno anche una potenza nell’immaginario, si pensi ai ragazzini di quartiere che vedono Gomorra e ne imitano i protagonisti.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — La camorra è ferocissima e spietata, ma sa anche creare consenso in certi strati della popolazione. —

                Certo, qui credo che nessuno dubiti che la camorra è sistema. Anzi, io non me ne intendo, ma Saviano scriveva che “camorra” è un termine usato soprattutto dai giornali, e che laggiù di solito la chiamano “sistema”.

                Detto questo, se la camorra anziché spezzare gambe e giustiziare persone facesse come lo Stato – cioè emettesse avvisi di accertamento rateizzabili in otto rate, originanti a loro volta cartelle rateizzabili in trenta rate, e poi si vedrà – durerebbe altre due settimane 🙂

    • Un terzetto di luminari della geopolitica.
      Una volta certe cose le lasciavano dire e fare a Giuliano Ferrara; la putrefazione mediatica e sociale in atto sta davvero producendo mostri a cassettate.
      Andrà a finire che ingrasseranno anche loro?

  19. Moi says:

    In effetti, se possiamo buttarla in polemicacce e dispettucci all’ Italiana fra Politici e “Influènsers” … “Hassad” o “Hassan” è l’ultimo dei dettagli ?

    https://www.maurizioblondet.it/le-testimonial-bene-informate-hassad-hassan-uccide-bambini/

  20. Moi says:

    volevo mettere “!”

  21. Moi says:

    Vi ricordo che Sandro Pertini diceva testualmente “io ripudio l’ idea della guerra, ma se mi ritrovo costretto a combatterla … voglio vincerla, Buon Dio !”

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ricordo anche che disse che Sharon lo avrebbero dovuto bandire dalla vita pubblica…

  22. Moi says:

    أنا أرفض فكرة الحرب ، ولكن إذا وجدت نفسي مضطرة لمحاربتها … أريد أن أفوز بها ، يا إلهي!

    ‘ana ‘arfid fikrat alharb , walakunin ‘iidha wajadat nafsi mudtaratan limuharabatiha … ‘urid ‘an ‘ufuz biha , ya ‘iilhi!

  23. PinoMamet says:

    «Stanno ancora cercando le `armi chimiche´ di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia e qualcuno col grilletto facile insiste coi `missili intelligenti´, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi»

    Firmato, la sinistra it… ah no, la Lega.

  24. Peucezio says:

    Comunque, a parte i soliti scherzi e ironie, mi fa sinceramente piacere che sullo stigmatizzare l’attacco alla Siria siamo tutti d’accordo (almeno chi si è espresso finora qui).

    • rutt1 says:

      Se è successo che hanno sparato missili, non hanno torto un capello a nessuno e hanno distrutto solo i laboratori dei cattivi, allora gli faccio un applauso

      Ma credo che sia solo una storiella per uomini qualunque creduloni ed ingenui come me

      Principalmente poi mi chiedo: ma che cazzo gliene frega a trump, macron e la may di quei quattro straccioni mustafà.

      Cioè è troppo difficile capire come una persona che scannerebbe il suo prossimo possa muoversi a pietà per gente che non conosce e che come gli si presenta a casa la sbattono in qualche slum o la rimandano indietro o in qualche paese più incline al terrorismo sentimentale come l’italia

      Ah lo so: a loro quella misericordia costa la fatica di premere un bottone

    • Francesco says:

      io non mi esprimo

      1) non so dell’attacco colle armi chimiche, manco se alla fine si sa se c’è stato e chi lo ha lanciato

      2) non so manco a chi hanno tirato i missili, pare sia stata una sceneggiata quasi concordata con il nemico

      3) la cosa più importante è se nella commedia hanno vinto i missili occidentali o i missili antimissile russi, almeno per le vendite di missili nei prossimi anni

      4) dei siriani non frega nulla a nessuno, in primis alla famiglia Assad

      che cosa dovrei esprimere?

      • habsburgicus says:

        dei siriani non frega nulla a nessuno, in primis alla famiglia Assad

        ricordati però Francesco (a te questo dovrebbe interessare molto) che il giorno in cui Assad verrà rovesciato, i cristiani di Siria subiranno verosimilmente una catastrofe paragonabile a ciò che avvenne poco più a nord durante la I guerra mondiale
        dovresti tenerlo presente e, almeno tu, non cadere nell’anti-baathismo da liblab 😀
        è solo l’attuale regime che permette ai cristiani siriani di vivere (bene) e, prima della guerra, financo di prosperare…ricordatelo
        ci sono innumerevoli dichiarazioni di prelati SIRIANI in questo senso

        • Francesco says:

          ben lo so ma mi pare un equilibrio di breve periodo e assai perdente

          una scelta obbligata e suicida

          preferivo l’imperialismo? inizio a sospettarlo

  25. mirkhond says:

    “Miguel, mi mancano le tue informate analisi!”

    Non è Miguel, ma credo che sia comunque interessante:

    EFFEMERIDI DELLA SOPRAFFAZIONE

    DOVEROSO OMAGGIO A UN POLITICO “AVVERSARIO”

    Anzitutto, lasciatemelo dire. E non lo dico volentieri. Ma l’onestà intellettuale va avanti a tutto.

    Un sincero “Bravo!” a Matteo Salvini. Il personaggio, in fondo, mi è sempre stato umanamente simpatico: lo consideravo un bravo ragazzo che si era trovato leader per caso e senza preparazione a capo di un partito e che – secondo gli insegnamenti già impartiti alcuni lustri fa dal fondatore di esso – aveva deciso che “far politica è sempre meglio che lavorare”. Tuttavia molte cose che diceva (e che magari continua a dire: per quanto mi sembra che anche a quel proposito abbia, se non cambiato musica, quanto meno smorzato i toni), ad esempio sui migranti e sul papa – “Che se li porti lui in Vaticano!…” –, non mi piacevano e continuano a non piacermi. Per quanto io sia e continui ad essere un “cane sciolto” (mi piacerebbe tanto allinearmi: ma il mio partito cattolico, socialista ed europeista purtroppo non esiste), consideravo Matteo Salvini come un “avversario”: senza rancore e senza nulla di personale.

    Ma ora che egli si sente (e potrebb’essere in effetti) a un passo dalla premiership, a parte la prova di responsabile correttezza che ha fornito mettendosi per così dire “al servizio degli eventi” e rinunziando al ruolo che potrebbe spettargli quanto meno all’interno della coalizione di centrodestra pur di dar presto un governo al paese, nelle ultime ore si è forse definitivamente (e non solo per quest’occasione, ma anche per chissà quanto tempo in futuro) giocato la carriera politica. Lo ha fatto nel nome di quel che gli sembra giusto (e tale sembra anche a me), per il bene del paese e del mondo intero.

    Salvini ha denunziato con chiarezza e con forza l’infamia della prosecuzione dell’embargo alla Russia contro gli stessi interessi del nostro paese, giustificato solo dalla subordinazione cieca e vigliacca ai diktat di quella che resta formalmente ancora la prima superpotenza del mondo e al suo impresentabile leader. Egli, quasi solo (con un mezzo appoggio di Giorgia Meloni e un terzo circa di più fumoso sostegno da parte del Cavaliere dalla Maschera Chirurgica dell’Attore di Teatro Kabuki), ha dichiarato senza mezzi termini che l’attacco americo-anglo-francese del 14 aprile scorso ai presunti centri di produzione e/o stoccaggio di armi chimiche siriane è stata un’inqualificabile aggressione a uno stato sovrano membro dell’ONU e un’offesa al diritto internazionale: al contrario di Macron, il quale continua a nascondersi dietro una risoluzione delle Nazioni Unite che proibisce l’uso di quel tipo di armi, ma continua a “trascurare” (?!) che l’aggressione dei governativi siriani a Duma con il relativo uso di gas asfissianti è cosa tutt’altro che certa e che, al contrario, forte è il dubbio che si sia trattato di una provocatoria messinscena seguita da un raid che ha impedito alla commisssione dell’ONU a ciò preposta, la quale era sul punto di cominciare il suo lavoro, di appurare appunto quanto di vero ci fosse in quella faccenda.

    A Salvini va un’esplicita lode da parte di tutte le persone libere e oneste, al di là di qualunque steccato politico. Mi duole di non poter dire lo stesso del povero Martina, il quale continua a recitare le sue giaculatorie sulla “fedeltà alle alleanze” (vale a dire sul perpetuarsi della sudditanza della politica italiana ed europea alla politica statunitense e al grottesco ma iniquo fantasma della NATO, che avrebbe dovuto dissolversi con la fine del “pericolo” sovietico” e che, nell’ultimo quarto di secolo, ha accumulato un’infamia dietro l’altra, compromettendoci agli occhi del mondo e trascinandoci nelle sue inqualificabili avventure (Balcani, Iraq, Afghanistan, poi ancora Iraq, quindi Libia, e poi Siria, infine falsa guerra contro il Daesh pretestuosamente e ridicolmente richiamata in causa perfino ieri da Macron per giustificare il raid del 14 aprile diretto proprio a colpire chi, invece, la guerra al Daesh in questi anni l’ha fatta davvero). Mi duole di non poter associare alla lode cui Salvini ha diritto anche l’amico Gentiloni, che continua a snocciolare a mezza voce – forse perché se ne vergogna: e ha ragione a vergognarsene – le sue accuse alla Siria e le sue dichiarazioni di impotentia regendi determinate dal fatto (vero) che lui è il capo di un governo “uscente” che può far solo amministrazione ordinaria (e senza dubbio la complicità in una guerra d’aggressione non lo è). Ma attenti, cari caporal furieri, perché fornire a un “potente alleato” aggressore basi aeree e assistenza logistica non è ordinaria amministrazione; è quel tipo di complicità per il quale dopo il 1945 si è coniato una definizione infamante: collaborazionismo. Il giorno che (quod Deus avertat) qualche missile russo piovesse su Sigonella o su qualche altra delle decine di basi USA e NATO che noialtri ospitiamo dal veneto alla Sardegna alla Toscana, cari furbetti del trattatino d’alleanza, non andate in giro a lamentarvi che voi non sapevate e non c’entravate; e ricordate che, secondo l’aureo detto popolare, “Ladro è chi ruba come chi regge il sacco”.

    E’ necessario sottolineare con forza che questa sua scelta di onestà e di libertà sta costando a Salvini – e ve ne accorgerete… – ogni possibilità non solo di diventare premier adesso (per quanto non possa escludere un gesto di doppiezza da parte di chi potrebbe anche affidargli un primo incarico “esplorativo”, al quale elettoralmente parlando egli ha diritto, per assistere poi al suo fallimento e dichiararlo “democraticamente” fuori gioco), ma anche di esserlo nel futuro, a meno che le cose interne e internazionali non mutino in modo epocale. E’ evidente che i nostri padroni d’Oltreatlantico (e anche di qua) puntavano, prima del 4 marzo, a un governo Renzi-Berlusconi. Le urne li hanno sconfitti: a volte perfino le democrazie taroccate servono a qualcosa. Ora, è evidente che si sta puntando a dissolvere l’alleanza di centrodestra: e tutti ne daranno la colpa all’”imprudenza”, all’’”ingenuità” (se non all’”estremismo filorusso”) di Salvini. Ma anche il Berlusca e la Meloni stanno diventando sospetti di troppa tenerezza nei confronti del Cremlino: ed ecco pronto il PD di Martina (e anche quello di Renzi?), il partito che ospita fra l’altro un sacco di persone che, quanto a tenerezza nei confronti del Cremlino, ci sono stati negli anni scorsi illustri maestri. Ma a volte le lancette dell’orologio politico girano molto in fretta. I tempi cambiano, la memoria della gente è per fortuna molto corta e siamo in tanti a tenere famiglia. Di Maio si è già prodotto in riverenze e salamelecchi nei confronti degli americani: peraltro, sembra una sua specialità. Avanti quindi, con la benedizione dell’onnipotente ambasciata statunitense (lo sanno tutti che la vera Farnesina sta in Via Veneto…), verso un asse M5S-PD: e Renzi, che degli “ex grillini” non vuol sentir parlare, farà bene a reallinearsi. L’alibi potrebb’essere proprio questo, l’appoggio da necessariamente fornire alla nuova aggressione “occidentale” nel Vicino Oriente. Camuffato da ovvia, naturale e necessaria “fedeltà” alle alleanze. Tutti o quasi d’accordo, in un bell’arco dall’estrema destra all’estrema sinistra passando per Di Maio.

    AGGREDIRE, CALUNNIARE, INTIMIDIRE.

    PRASSI E PENSIERO DELLE “DEMOCRAZIE OCCIDENTALI”

    Repetita stufant, sed iuvant. Ricapitoliamo un istante – per i distratti, i disinformati, i minacciati da un incipiente Alzheimer, i ciechi che non voglion vedere, i sordi che non voglion sentire e “quelli in malafede, sempre a caccia delle streghe” – la situazione vicino-orientale.

    Come ci ha opportunamente ricordato il bravo Maurizio Blondet, che sarà anche un rompiscatole ma di queste cose se ne intende, nel 2009 gli USA volevano far passare un pipeline proveniente dal Qatar per il territorio siriano. Il presidente Assad, che con gli USA era già ai ferri corti per molti motivi, si oppose. Da allora fu deciso che il ruolo di “nuovo Hitler”, lasciato libero dopo la scomparsa di Saddam Hussein, fosse affidato all’esile altissimo medico figlio ed erede del terribile Hafez ma notoriamente ben più mite e ragionevole di lui: complici le “primavere arabe” (sulle quali è ormai concorde parere che sia meglio stendere un velo pietoso), ed auspice quel gran galantuomo di Sarkozy, si avviò da allora la crociata occidentale contro Assad. Il quale però ha capitale in Damasco, esattamente come ce l’aveva poco più di otto secoli fa il grande Saladino, con il quale le crociate non funzionavano nemmeno se a comandarne una c’era Riccardo Cuor di Leone. Per fermare i “crociati” di oggi non è certo necessario il Saladino: il dottor Assad basta e avanza, specie se a spalleggiarlo ci sono russi e iraniani.

    Poi, contro Assad si è ordito ogni tipo di trappola, dall’aggressione francese del 2011 sino al Daesh scatenatogli contro dai solerti alleati arabo-sunniti della Casa Bianca e del Pentagono; ma, grazie al fronte russo-siro-irano-curdo (per quanto con i curdi poi, soprattutto per colpa dell’ambiguo Erdogan, si sia sbagliato tutto), Daesh è stato quasi sconfitto. Eppure, tutte le forme d’aggressione della banda guidata da Washington (e adesso anche da Macron e, a rimorchio, dalla May in ciò erede di Cameron) nei confronti della Siria sono state messe a punto nel nome della “lotta contro Daesh”. Misteri della politica.

    Ora eccoci di nuovo al dunque, dopo la dissennata (ma per fortuna poco efficace) aggressione del 14 notte. Però c’è la Provvidenza. Ogni tanto, perfino Mamma RAI ci offre buoni servigi. E’ un vero peccato (anche se non è affatto strano…) che i media non abbiano ripreso con sufficiente attenzione l’intervento nel programma “Omnibus” di ieri mattina 14 aprile del generale Leonardo Tricarico (già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e Presidente dell’Unità di Crisi) sui fatti siriani. A suo ponderato e competente avviso, in questi sette anni di guerra civile in Siria mai le forze armate di Assad hanno fatto uso di gas: si è sempre trattato di messe in scena o di azioni delle forze ribelli che, dopo palesi sconfitte, hanno cercato (talora riuscendovi) di provocare interventi militari da parte degli occidentali. L’azione franco-anglo-americana dell’altra notte è stata – secondo Tricarico – una “sceneggiata” senza significative conseguenze sul piano militare: più che altro un atto rivolto all’opinione pubblica interna, ma che sul piano internazionale appare come una manifestazione di debolezza perché non collocato in una qualche strategia di lungo periodo. Inoltre, i russi hanno facilmente ironizzato sull’impresa dichiarando che nessun missile occidentale è entrato nell’area da essi controllata: sono bastate le difese antimissilistiche siriane (vecchie di trenta anni) per abbattere un terzo dei missili in arrivo.

    All’obiezione un po’ preoccupata del conduttore della trasmissione, il quale (anche lui tiene famiglia…) tentava di ridurre quelle parole a una semplice opinione personale, il generale Tricarico ha ribadito che il suo è un rilievo sereno e obiettivo. Ciò è comprovato in primo luogo dalla logica del cui prodest (A Duma i lealisti siriani avevano già vinto quando si sarebbe verificato l’attacco: si è mai visto un esercito vincitore che infierisce con mezzi del genere senza che si renda necessario un attacco risolutivo teso a stroncare una resistenza dura da battere?). In secondo luogo, l’esame obiettivo dei fatti relativi ai precedenti presunti attacchi con gas da parte siriana passati al rigoroso vaglio di una ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston ha confermato che le accuse formulate nei confronti delle forze di Assad non reggono.

    In realtà notizie contrastanti si erano intrecciate, nelle ore che hanno preceduto l’attacco missilistico portato dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dalla Francia contro la Siria, circa il ricorso alle Nazioni Unite per risolvere pacificamente la crisi in corso e per indagare sul presunto utilizzo di armi non convenzionali contro i civili a Duma. Su alcuni giornali e media si è letto dell’opposizione della Russia a un’inchiesta indipendente, in altri si è parlato di un rifiuto americano. Entrambe le notizie sono (almeno parzialmente) corrette. Mosca e Washington hanno fermato i tentativi reciproci in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU di avviare indagini internazionali sugli attacchi con armi chimiche in Siria. La Russia ha posto il veto a un testo statunitense, mentre due risoluzioni di redazione russa non sono riuscite a ottenere il minimo quoziente per passare, corrispondente a nove voti. Il progetto sostenuto da Trump ha ottenuto 12 voti favorevoli, 2 contrari (Bolivia e Russia) e un’astensione (Cina); quello di Putin ha ottenuto 5 voti favorevoli (Bolivia, Cina, Etiopia, Kazakistan e Russia), 4 contrari (Francia, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti) e 6 astensioni (Costa d’Avorio, Guinea equatoriale, Quwait, Paesi Bassi, Perù e Svezia). Nel primo caso, la condanna dell’attacco era preliminare all’invio di un team incaricato d’indagare con nuove procedure; altra differenza, secondo la risoluzione russa l’ultima parola sarebbe spettata non agli investigatori, ma al consiglio di sicurezza dell’ONU. Anche una seconda risoluzione russa, che esortava la missione d’inchiesta dell’OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, con base all’Aia) a indagare sull’incidente e offriva protezione militare agli investigatori, non riceveva voti sufficienti per passare.

    In realtà, un’inchiesta della stessa Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche stava per partire comunque. La missione dell’OPCW è appena arrivata il 15 in Siria per indagare sull’attacco del 7 scorso al fine di verificare se l’attacco si sia sul serio verificato e individuare l’agente chimico utilizzato; l’OPCW ha annunziato sul suo sito internet l’intenzione di continuare l’indagine nella repubblica araba siriana per accertare i fatti in merito alle accuse di uso di armi chimiche a Duma. Ma tutto è diventato impossibile dopo l’attacco. Perché non si è attesa la conclusione di quella missione? Va ricordato che gli “Elmetti Bianchi”, sempre presenti nei territori controllati dall’ISIS (come finora a Duma, dove le forze governative si avviano solo in questi giorni a riprendere sistematicamente il controllo) e appoggiati economicamente da Stati Uniti e Regno Unito, sono gli unici a sostenere, oggi come in occasioni passate, la tesi della responsabilità di Bashar al-Assad: ma senza aver finora fornito prove delle loro asserzioni.

    Che l’attacco missilistico sia comunque stato poco efficace, al di là delle discussioni sull’effettiva riuscita siriana nell’intercettare gli ordigni, è evidente: e gli stessi governi occidentali che vi hanno partecipato si sono affrettati a dichiarare che l’operazione è conclusa e che essi non mirano a un cambio di governo in Siria. Ma allora a che cosa è servita l’azione? È stata solo dimostrativa, a titolo intimidatorio? Ha servito come test per comprendere fino a che punto si può provocare la Russia? O ha piuttosto mirato a impedire l’inchiesta dell’OPCW a Duma nel giustificato timore che essa avrebbe finito con l’accertare che là non v’è stato alcun attacco a base di gas asfissianti?

    E’ d’altronde chiaro che, più si rimanda l’indagine, più sarà difficile accertare la verità. L’azione del 14 scorso ha in ultima analisi mirato forse a “inquinare le prove”, rendendo impossibile lavorare su un terreno che l’attacco aveva sconvolto.

    Difficile invece pensare a un’operazione di americani ed europei rivolta al “fronte interno” dei paesi occidentali, dove tutti i protagonisti della decisione che ha condotto al raid (Trump, May, Macron) hanno problemi di tenuta politica: né americani, né francesi, né inglesi sembrano particolarmente propensi a una nuova guerra dopo la figuraccia delle terribili armi di distruzione di massa” che non c’erano in Iraq e mentre Sarkozy viene incriminato per i traffici con la Libia di Gheddafi del quale egli determinò poi la deposizione e l’uccisione.

    Per avere una risposta ci vorrà forse del tempo. Intanto, però, la Russia ha chiesto una sessione di emergenza del Comitato di Sicurezza delle Nazioni Unite sugli eventi. La soluzione ch’essa ha proposto, approvata solo da Bolivia e Cina, è stata bloccata subito: e molti commentatori hanno ironizzato sulla diplomazia russa: com’è stata possibile quell’ingenuità, andar a buttarsi in bocca a un Comitato dove sono presenti tre potenze dotate di diritto di veto che le sono avversarie su cinque? Ma ingenui sono stati piuttosto i commentatori: il vero scopo di Putin è stato raggiunto, in quanto egli mirava in realtà a coinvolgere nella questione la Cina, finora fedele all’idea di esercitare un soft power, come si dice, attraverso l’economia, senza però farsi coinvolgere in alcun conflitto. Vero è, però, che alcuni esperti militari cinesi addestrano le truppe regolari siriane e che la ricostruzione del paese, adesso che l’ISIS è stato sconfitto grazie allo sforzo congiunto russo-iraniano-siriano-curdo, già vede i capitali cinesi all’opera.

    Pechino si è già opposta in passato agli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi militari siriani e ha chiesto colloqui: e ieri ha aggiunto che l’operazione occidentale ha complicato gli sforzi per trovare una soluzione alla crisi. “Qualsiasi azione militare unilaterale viola la Carta delle Nazioni Unite e i suoi principi, nonché il diritto internazionale e i suoi principi “, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying in un comunicato di sabato pomeriggio. Pechino ha anche richiesto un’indagine “completa, imparziale e obiettiva sui sospetti attacchi chimici” e preteso “che si debbano trarre conclusioni affidabili”. Prima di ciò, “non si dovrebbe arrivare a nessun tipo di conclusione”, ha aggiunto Hua.

    Questa è stata la “vendetta” di Putin: questa la sua “ritorsione”, l’escalation che qualcuno temeva e di cui quelli stessi che hanno lanciato il raid del 14 mattina lo accusavano. Una semplice operazione politica: far sapere a Trump e soci che la Cina è, sia pure con la consueta prudenza, al suo fianco. Forse sarà bene che l’Occidente si astenga da ulteriori colpi di testa; e che Germania e Italia perseverino nel manifestare scarso entusiasmo nei confronti di quelli che sono già stati effettuati. I venti di guerra soffiano, certo. Ma, finora, sono venti dell’ovest.

    Franco Cardini

    http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-210/

    • Mauricius Tarvisii says:

      L’intervento di Tricarico citato

      http://www.dailymotion.com/video/x6hsi24

    • Francesco says:

      mamma che noia! tipico di persone con gravi deliri ma del tutto indigeribile e non certo per motivi politici

      io non riesco a reggere certi pistolotti a prescindere dal contenuto, figuriamoci se superano le 10 righe

      partisse dalla fine, con la Cina come Cavaliere Bianco della Pace, così ci si risparmia la traversata del mare di cazzate e si arriva subito allo zenith

      ah, la mia domanda rimane priva di risposte

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non hai capito niente, insomma.

        • Francesco says:

          non c’è scritto niente, dai, facciamo le persone serie

          non me ne viene nulla a difendere l’assurda e criminale politica in Siria dei tre paesi in questione e non lo faccio

          da qui a trattare da essere umano Matteo Salvini, da persona per bene Assad, da persona decente Putin, passano un paio di parsec

          e lo stesso dicasi dei lunghissimi deliri di Cardini

    • Roberto says:

      ” nel 2009 gli USA volevano far passare un pipeline proveniente dal Qatar per il territorio siriano”

      E perché? Non possono passare da Giordania ed Israele?

    • Peucezio says:

      Comunque non condivido la tesi per cui Salvini si sarebbe giocato la possibilità di andare al governo.
      Non è uno sprovveduto e se continua a fare certe affermazioni così nette, sa che può farle. Poi, governando, dovrebbe fare dei compromessi, questo è ovvio.
      A parte che chi dovrebbe impedirglielo?
      Se si cambia la legge elettorale, si va a nuove elezioni e stravince che si fa? Un colpo di stato? Lo si fa fuori fisicamente, che sarebbe come un autoaccusarsi? Lo avrebbero già fatto a Trump, a Orbán, ai fautori della Brexit…

      • Z. says:

        Lo hanno fatto a una fautrice del Remain, a dire il vero.

        Comunque nemmeno io credo che Salvini si sia giocato la possibilità di andare al governo.

        • Francesco says:

          fatemi sperare, dai!

          più Salvini dice stronzate e dimostra di essere stupido e cattivo, più diventa popolare

          idem l’altro nullacapace pentastellato

          mi resta solo la speranza

        • Peucezio says:

          Z.,
          “Lo hanno fatto a una fautrice del Remain, a dire il vero.”

          Questo è vero.

  26. Francesco says:

    >> Come ci ha opportunamente ricordato il bravo Maurizio Blondet, che sarà anche un rompiscatole ma di queste cose se ne intende, nel 2009 gli USA volevano far passare un pipeline proveniente dal Qatar per il territorio siriano. Il presidente Assad, che con gli USA era già ai ferri corti per molti motivi, si oppose. Da allora fu deciso che il ruolo di “nuovo Hitler”, lasciato libero dopo la scomparsa di Saddam Hussein, fosse affidato all’esile altissimo medico figlio ed erede del terribile Hafez ma notoriamente ben più mite e ragionevole di lui: complici le “primavere arabe” (sulle quali è ormai concorde parere che sia meglio stendere un velo pietoso), ed auspice quel gran galantuomo di Sarkozy, si avviò da allora la crociata occidentale contro Assad. Il quale però ha capitale in Damasco, esattamente come ce l’aveva poco più di otto secoli fa il grande Saladino, con il quale le crociate non funzionavano nemmeno se a comandarne una c’era Riccardo Cuor di Leone. Per fermare i “crociati” di oggi non è certo necessario il Saladino: il dottor Assad basta e avanza, specie se a spalleggiarlo ci sono russi e iraniani.

    trovami il contenuto sensato di questa lenzuolata

  27. Francesco says:

    >>> In secondo luogo, l’esame obiettivo dei fatti relativi ai precedenti presunti attacchi con gas da parte siriana passati al rigoroso vaglio di una ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston ha confermato che le accuse formulate nei confronti delle forze di Assad non reggono.

    no, scusate, adesso il gomblottone occidentalista per far passare il petrolio dalla Siria (non era l’Afganistan?) si è dimenticato di avvisare il MIT, noto covo di resistenti e di ribelli? quindi questi ignari dicono LA VERITA’ al mondo?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Be’, ma io leggendoti mi convinco sempre di più che al MIT siano dei comunistazzi antiamericani: sul cambiamento climatico, sul nucleare, sull’esaurimento delle risorse… Insomma, per fortuna che ci sei tu a smontare ogni volta quei cialtroni, no? 😀

      • Francesco says:

        magari hanno anche ragione ma allora l’establishment USA è decisamente rosso-verde

        certo, se perdono tempo con fesserie come l’esaurimento delle risorse se non dei cialtroni sono almeno degli ingegneri

        😀

  28. habsburgicus says:

    OT (ma neanche tanto !)
    si tende sempre a obliarlo, ma anche l’Arabia Saudita è figlia lato sensu della Grande Guerra, vera e propria causa di ogni nequizia 😀
    melius, il potere saudo-wahhabita è figlio dell’incapacità oggettiva dei britannici di far rispettare le LORO stesse decisioni nel Vicino Oriente
    a nord ciò si esplicò con la farsa di Sèvres (10 agosto 1920=1336 maliye) che, unico fra i trattati che posero fine al conflitto, non poté essere implementato per varie ragioni di cui, magari, un giorno parleremo…risultato, come è noto, l’umiliazione di Mudanya (11/10/1922) in cui il possente Impero britannico dovette piegare la testa davanti a Ismet Paşa (Inönü) e poi, caduto Lloyd George (19/10/1922) altre umiliazioni che portarono a Losanna (14 luglio 1923=1339 maliye) [si leggano le memorie di Lloyd George da cui traspare tutta la sua amarezza per come andarono le cose; lui, avesse potuto, da vero britannico, l’ultimo statista veramente imperiale, avrebbe combattuto ! a Mudanya finì l’Impero britannico, anche se de iure ciò avverrà solo dopo un’altra guerra mondiale]..more britannico, il conto più salato lo pagarono altri, nella fattispecie i greci che commisero l’imprudenza letale di porre fede ad Albione 😀 l’orrenda fine di Smirne, greca da 3000 anni (settembre 1922), oggi dimenticata da tutti (in primis gli tsiprioti :D), ne fu la tragica epitome
    a sud ciò si esplicitò con la tolleranza britannica, nel 1926, nei confronti dell’invasione dell’Higiaz, Regno creato dai britannici per gli hascemiti e affidato a quell’Hussein, già sceriffo della Mecca che nel 1916 levò lo stendardo della ribellione araba con Lawrence d’Arabia..gli hascemiti avrebbero dovuto, come si sa avere tre Regni
    i.Higiaz, con il controllo delle “città sante” (Haram ash-Sharif), affidato a Hussein con titolo di Re
    iiTransgiordania (con promessa sottobanco e a mezza bocca di Gerusalemme=al Quds ash-sharif) per ‘Abdullah da cui discende l’attuale Re omonimo di Giordania
    iii.Iraq, assegnato a Feisal e la cui dinastia verrà sterminata nel sangue il 14 luglio 1958 dal golpe di Qassem (la leggenda-che naturalmente non è la Storia :D-vuole che un giovane Saddam abbia freddato di suo pugno un colonnello dell’armata regia durante il golpe mortifero; poi, caduto in disgrazia presso Qassem che decise di ammazzarlo, si sarebbe tuffato nel Tigri e avrebbe raggiunto la salvezza :D)
    all’inizio si parlò pure della Siria ma il generale gallico Gouraud cacciò Feisal (quello che sarà Re dell’Iraq) nel 1920 in base agli accordo Sykes-Picot del 1916 che assegnavano Siria e Libano ai discendenti dei giacobini (anche Mossul, ma quella fu presa da Lloyd George nel dic 1918 in cambio di promesse sul Reno e di qualche profitto sottobanco; fra parentesi, se oggi Mossul è irachena, lo si deve solo a Londra non solo per quanto ho appena detto ma anche perché Londra nel 1926 obbligò i turchi a rinunciarvi)
    dirò di più..quell’Hussein Re dell’Higiaz nel 1924-1926 pensò per un attimo di restaurare per sé il Califfato abolito da Gazi Mustafa Kemal Paşa il 3/3/1924=1340 maliye (allorché espulse l’ultimo Califfo Abdülmecit, con modi bruschi) e radunò un Congresso di ulema
    prima di recarsi a Sanremo (ove morì nel 1926) pure l’ultimo Sultano-Califfo Mehmet VI Vahdettin (1918-1922) passò in Higiaz e lì redasse una protesta contro l’usurpazione dei kemalisti che avevano abolito il Sultanato la notte fra 1 e 2 novembre 1922=1338 maliye e lo avevano ridotto a mero Califfo;
    Mehmet VI, sentendosi insicuro*, fuggì da Costantinopoli il 17 novembre 1922=1338 maliye su una nave inglese, i kemalisti lo dichiararono ipso facto decaduto da Califfo e il giorno dopo fecero Califfo quell’Abdülmecit sopra citato..in quella fase non potevano ancora agir diversamente e la stessa Türkiye Cumhuriyeti=Repubblica turca poté essere proclamata solo il 29 ottobre 1923=1339 maliye [e i kemalisti di destra, presto ex-kemalisti, quali Rauf Bey (Orbay) e Kâzım Bey (Karabekir) mormorarono..ciò si vede in una lettera privata del 1941, a Kemal morto, in cui Kâzım Bey espresse giudizi che oggi, o almeno sino a pochi anni fa :D, NON potrebbero essere resi pubblici 😀 in quel periodo Ismet, per quanto possa apparire strano, tollerò un culto minore di Atatürk..eh sì, perché contro la vulgata, l’esaltazione sovrumana di Atatürk è soprattutto posteriore al 1950 !]
    *non tutti sanno che un trisavolo di Boris Johnson (sic !) era il giornalista e politico ottomano Ali Kemal, già Ministro dell’Interno nell’unico serio governo antikemalista quello di Damat Ferit Paşa nel 1919; orbene il 4/11/1922, DOPO Mudanya, Ali Kemal, pro-sultano e nemico acerrimo del governo di Angora (Ankara), fu rapito a Costantinopoli da agenti kemalisti, portato in Asia, consegnato a Nurettin Paşa, il boia del Ponto e il linciatore dell’Arcivescovo Chrysostomos di Smirne, uomo bestiale, il quale per tener fede alla sua fama 😀 fece linciare pure Ali Kemal..(l’ex)-Sultano quindi aveva paura, comprensibilmente ! onestà vuole che si dica che il crudelissimo Nurettin Paşa non era amato da Mustafa Kemal, che pure avallò i di lui crimini nel Ponto, e che più tardi gli diverrà oppositore
    ebbene, nel 1926, gli inglesi lasciarono che Ibn Saud facesse una seconda Mudanya, cioè si pappasse l’Higiaz rovesciando gli hascemiti !
    oh, se ci fossero ancora gli hascemiti, tolleranti e civili ! non ci sarebbe stato l’Isis né prima al-Qaida
    poi, come saprete, nel 1932 Ibn Sa’ud unì il Regno (usurpato) dell’Higiaz e il Sultanato avito del Najd nel nuovo Regno di Arabia Saudita (cap. Gedda, Higiaz e molto dopo Riyadh nel Najd), la cui Costituzione come amavano dire è il Corano

    ho scritto a getto, come amo fare quando mi vengono in mente certi argomenti, preso dall’entusiasmo 😀
    dunque mi scuso in anticipo di eventuali errori ortografici e soprattutto di possibili confusioni onomastiche arabo-islamiche

    • Francesco says:

      beh, mi pari troppo severo con i britannici

      a Nord la colpa fu dei greci e del loro folle tentativo di rovesciare secoli di storie e demografia senza averne le forze, contro il parere delle potenze protettrici

      a Sud il merito fu della faccia tosta dei Saud e, sospetto, della stanchezza di guerra

      chi poteva sapere PRIMA le conseguenze di quel piccolo cambiamento nella mappa geografica dell’Arabia?

  29. habsburgicus says:

    ne vedo una ora
    Losanna=Lozan, 24 luglio ! (1923)

  30. mirkhond says:

    “*non tutti sanno che un trisavolo di Boris Johnson (sic !) era il giornalista e politico ottomano Ali Kemal”

    E qual’è il legame tra Boris Johnson e Ali Kemal?
    Ali Kemal era di origini britanniche?

    • habsburgicus says:

      no, era turco….molto occidentalizzato e autentico liberale
      e credo che tramite un matrimonio derivi la discendenza..non so però la linea genealogica esatta, so dell’esistenza di questo legame
      (forse un matrimonio con un’occidentale..che non esclude altri matrimoni in Turchia)

  31. Torniamo a una vecchia discussione qui, dove la cosa più interessante era l’impossibilità di capirci.

    Tema, elezioni.

    I commentatori parlavano di questioni tipo razzismo, oppure difesa dello stato nazionale.

    Io ho chiesto, “ma gli appalti?”

    E mi si rispondeva “stavamo parlando di elezioni, mica di appalti”.

    Ora, vedo che sulla più grande questione di appalti attualmente in corso in Italia, la distruzione della Piana Fiorentina,

    http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2018/03/21/news/sette-comuni-e-4-ricorsi-contro-peretola-1.16618998

    il M5S ha preso una posizione diametralmente opposta a quella del Partito Unico.

    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_aprile_10/assalto-m5s-grandi-opere-tunnel-tav-nuova-pista-inutili-se-saremo-governo-fermeremo-6d9165a0-3c8e-11e8-8230-4c035273e8b5.shtml

    Il Partito Unico ha affermato che si va avanti lo stesso,

    https://tuttosesto.net/nardella-m5s-contrario-a-nuova-pista-noi-andiamo-avanti/

    anzi come ho detto, stanno iniziando le procedure di esproprio nei confronti di chi fa da ostacolo; mentre sul fronte opposto, quello del Partito Unico, leggo:

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/04/18/news/si_alla_pista_a_firenze_nasce_il_comitato_pro_aeroporto-194236736/

    “Nasce il Comitato Sì Aeroporto promosso dalle associazioni di artigianato, commercio e industria della città. Come prima iniziativa indice una Manifestazione-festa organizzata il 7 maggio alle 19 al Palaffari di Firenze. Una manifestazione, sottolineano i promotori, “per chiedere a gran voce alle istituzioni la realizzazione della nuova pista dell’aeroporto utile a tutta la Toscana, nel pieno rispetto di quanto già deciso dagli organismi competenti”. Primi firmatari fondatori del Comitato, sono Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria Firenze. Come presidente è stato scelto il presidente della Camera di commercio, Leonardo Bassilichi.”

    Ogni volta che faccio un acquisto a Firenze, prendo uno scontrino, e dietro lo scontrino, quasi per divinizzarlo, appare il cognome “Bassilichi”.

    Ecco, questa per me è l’essenza del Partito Unico.

    • Z. says:

      Sai che mi stupisci?

      Voglio dire, io pensavo che la tua tesi fosse: chissenefrega chi governa, tanto la politica reale va avanti altrove, al di fuori del Parlamento, e va avanti comunque.

      Sarebbe una tesi un po’ tagliata con l’accetta, ma è vero che ci sono aspetti della politica che possono e devono proseguire comunque, e la cosa riduce certamente i margini di manovra di qualsiasi governo.

      Invece, l’idea che i grillini al governo rivolterebbero da cima a fondo gli appalti in Italia, ecco, quella si che mi sembra bizzarra. Ma del resto che ci capisco io, che ancora non mi sono accorto che Trump porterà la pace nel mondo e metterà fine al militarismo sfrenato e sanguinario di Obama 😀

      • Roberto says:

        No miguel usa l’espressione “appalti” per indicare “grandi opere” (anche se ti dirà di no….)

        • Peucezio says:

          Ah, beh, in quel senso con i grillini si sta sicuri: secondo me la Raggi non ripara le buche perché crede (diversamente da Miguel, che critica solo le opere davvero invasive) che siano grandi opere pure quelle!
          Loro ritengono non si debba fare semplicemente nulla, perché anche riparare una buca significa appaltarlo a una ditta, quindi alimentare la corruzione e il malaffare.

          • Francesco says:

            allora tu e Miguel dovreste aver trovato il vostro referente, visto che siete contrari a smuovere qualsivoglia pietra, convinti che ogni cambiamento sia per il peggio!

            vabbè, vi si vuole bene lo stesso

            PS Mig, i Pentas sono contro la terza pista non perchè gli frega del vostro benessere ma perchè sono contro e basta. almeno finchè qualcuno dirà al burattino GDM che loro sono a favore – e allora saranno sempre stati favore, giurin giuretta

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