Dei grandi movimenti della storia

Ieri sera, si parlava a cena con Jacopo.

Jacopo ha lavorato per anni con l’immigrazione, preoccupandosi per la sorte delle badanti sfruttate in nero o di chi lavora sotto il sole per ore raccogliendo pomodori, senza magari venire nemmeno pagato.

Adesso, Jacopo lavora come impiegato di un Comune del tutto particolare, che chiameremo con poca fantasia Campo e che viene descritto in feroce dettaglio nel racconto, Morte di un’impresa tessile: su Internet si legge con una certa difficoltà, visto che il post che compare per primo è il più recente, ma anche l’autore, come tutti i geni, è una persona un po’ difficile.

Campo fa parte della Città Metropolitana di Firenze, una sorta di impero che si mantiene in vita grazie al cuore ancora pulsante di turismo, mentre gli arti iniziano a morire ad uno ad uno.

Jacopo si sfoga…

“A Campo, ho potuto vedere la questione delle migrazioni dall’altra parte, per la prima volta.

Innanzitutto c’è il quartiere cinese, il Comune prova a fare iniziative per coinvolgerli, ma loro hanno quelle che chiamano ‘associazioni culturali’, fanno tutto da soli, hanno le proprie scuole e i propri sistemi di assistenza sociale, fanno le ronde che picchiano gli zingari e i maghrebini, non per razzismo, ma perché i cinesi girano sempre con i soldi addosso e quelli li scippano.

E adesso i cinesi hanno cominciato a sfruttare in nero la manodopera dei non cinesi, e lì non entri e non riesci a fare niente.

Ma soprattutto, c’è stato un cambiamento proprio nelle migrazioni: io mi sono formato con gente che veniva in Italia perché cercava lavoro, adesso è un’altra cosa.

Ci sono differenze enormi tra le migrazioni.

Gambia e Mali si stanno svuotando, cercano di arrivare in Europa attraverso la Libia, dove li catturano e poi li vendono come schiavi, eppure continuano ad arrivare. Come quelli del Bangladesh, che appena scendono all’aeroporto di Tripoli, se li portano via e li torturano nelle carceri finché i loro parenti non pagano.”

Interrompo Jacopo, per raccontargli una cosa che mi ha colpito.

Da pochi mesi, vedo davanti a ogni bar e ogni negozio di Firenze, dei giovani maschi con il cappellino in mano. In Oltrarno, ce ne sarà uno ogni cento metri.

Fisicamente, sono molto particolari: alti, robusti e con una pelle che è più rossiccia che nera, che li distingue nettamente da tutti gli altri africani.

Mi raccontano che sta succedendo la stessa cosa in tutta Italia, persino in paesi piccolissimi.

So vagamente che sono nigeriani, ma da dove sono spuntati?

“In realtà la Nigeria è un paese enorme, questi vengono tutti dallo Stato di Edo, sono tutti cristiani, con quei nomi da protestanti, Blessing e Perfect e Favour…

Quando li intervisti, non ti raccontano mai le loro storie, a differenza degli altri africani. Le cooperative che vengono pagate per ospitare i richiedenti asilo, hanno paura, chiedono , ‘ma ci sono i nigeriani?’, perché presentano sempre un muro di aggressività.

Poi ci sono cooperative e cooperative, qui in Toscana ce la caviamo ancora abbastanza bene, ma un po’ di tempo fa, sono stato a un convegno di cooperative, e quelli del sud si lamentavano che erano mesi e mesi che gli operatori non venivano pagati.

Evidentemente i nigeriani hanno una via preferenziale per attraversare la Libia, perché hanno un’organizzazione che nessun altro ha, le donne appena arrivano, già sono sulla strada a prostituirsi.

Poi come sai, sta tornando ovunque l’eroina: i nigeriani maschi appena arrivati andavano subito alla stazione di Campo a spacciare, poi quando la polizia è arrivata a sloggiarli, hanno occupato tutta la linea del tram di Firenze, e mandavano avanti i ragazzini, perché i sedicenni, diciassettenni, erano più convincenti per i loro coetanei.

E in mezzo, trovi sempre qualche strana chiesa evangelica, con un’organizzazione misteriosa.”

Chiedo, “ma come fanno a dire che sono profughi?”

“Tutte le loro richieste vengono respinte, alla fine.

Ma una volta ci voleva anche un anno e mezzo, prima che venissero respinte. Adesso lo Stato ha assunto più gente per occuparsene, comunque sono sempre sette, otto mesi. E poi il richiedente asilo fa subito ricorso, e in appello ci sono sentenze molto diverse, è come se ogni giudice decidesse di testa sua, perché mentre è ovvio che non sono profughi, il richiedente può comunque dimostrare di essersi ‘integrato’ in Italia in qualche modo.

L’immigrazione sta cambiando radicalmente, e l’Italia la sta gestendo in maniera catastrofica.”

E insieme riflettiamo…

sul fatto che invece di pensare al singolo delinquente o alla singola vittima, riuscissimo a cogliere per un istante l’immenso fenomeno storico in corso; se riuscissimo a sospendere i giudizi, come li sospendiamo quando pensiamo all’arrivo dei Goti nella Moesia con gli Unni alle loro spalle, o allo stesso fatto che gli Unni magari scappavano da qualcun altro…

penso al buon senegalese ammazzato poco tempo fa da un pazzo italiano: non aveva fatto male a nessuno, sicuramente, però è anche vero che aveva dieci figli. Che avranno quanto meno bisogno di emigrare ciascuno in qualche paese europeo, solo per mantenere una sopravvivenza minima…

e poi come tutte queste storie vengano rimpicciolite dagli italiani,  per mandarsi degli insulti reciproci, per dare del razzista a Salvini o della radicalchic (o peggio) alla Boldrini.

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122 Responses to Dei grandi movimenti della storia

  1. Z. says:

    Devo dire che non sento nessuno parlare più di tanto del singolo delinquente o della singola vittima: salvo casi particolarmente eclatanti, come quello di Macerata, i discorsi che mi capita di ascoltare o leggere tendono più che altro a discutere il fenomeno nel suo insieme.

    Naturalmente alcuni discorsi li condivido di più, altri di meno e altri per nulla. Ma ecco, non conosco nessuno che non abbia una qualche idea generale sul fenomeno di massa.

  2. Per Z

    “Devo dire che non sento nessuno parlare più di tanto del singolo delinquente o della singola vittima: salvo casi particolarmente eclatanti, come quello di Macerata”

    Sul “singolo delinquente”, ricordo uno scambio qui, proprio su Macerata:

    FRANCESCO:

    Da becero quale sono, il nostro amico nigeriano HA un minimo di storia: arrivato in modo non legale in Italia, invitato dalla legge ad andarsene, non se ne è andato, noto come spacciatore.

    Credo ci sia tutto quello che può interessare all’Italiano Medio, no?

    MIGUEL:

    “E invece, io avrei una marea di domande… qual è la sua origine etnica generale e quale di clan? Che tipo di cristianesimo hanno? Che rapporti esistono tra chi arriva in Italia e chi resta a casa? La sua famiglia ha voluto che partisse, è scappato? Che strada ha fatto per arrivare in Italia, chi l’ha aiutato, che debiti ha contratto? Che rapporti ha con altri cittadini nigeriani (che dire “nigeriano” è un po’ come dire “asiatico”, confondendo turchi e vietnamiti)? Manda soldi a casa, e se sì, per quali vie? Dove abita, se non potrebbe avere un contratto in regola? Chi sono i suoi clienti? Che rapporti ha con il proprio figlio, e dove si trova? La droga la procura da italiani o da nigeriani? Perché sono improvvisamente comparsi i nigeriani con il cappellino davanti a ogni negozio d’Italia?

    Ci sarebbero mille altre cose, partendo dalla premessa che nessun uomo è un’isola, che tutto è in rapporto con altro.”

    ROBERTO:

    ” Chissenefrega di quale clan appartiene e cosa mangiava da piccolo! Se devo dare un giudizio su uno sconosciuto lo do su quello che fa, non si quello che è, perché quello che è lo sa solo lui”

  3. A suo tempo, un commentatore occasionale ha invece commentato:

    “… e mentre i nostri discutevano sulle miĺle difficoltà affrontate durante la traversata in mare, sui soldi da mandare a casa, sulle infinite colpe del 45 italiano che invece di aiutare la poverina ne approfittava sessualmente, emergeva pian piano un quadro agghiacciante, nel quale i poveri migranti, avevano rischiato la vita per giungere in Italia per poter svolgere in santa pace un sacrificio umano, in linea con abitudini diffuse nel loro paese.

    Miguel, ti rendi conto della figuraccia clamorosa che tu e molti dei commentatori qui presenti stare per fare? “

    • “A suo tempo, un commentatore occasionale ha invece commentato:”

      Effettivamente come dice Z, questo commentatore guarda al fenomeno in generale; ma proprio per questo trova addirittura ripugnante “farne la storia”, che è quello che suggerisco io.

      “Fare la storia” è indigeribile ai liberali (“esiste solo l’individuo!”), a quelli di sinistra (“le vittime non si discutono, si amano!”) e a destra (“dire che hanno una storia vuol dire dare un’attenuante a questi mostri di invasori!”).

      E quindi la Storia si fa (transitivo) noi.

      • Moi says:

        Oppure, sulla base della compatibilità individuale con la Democrazia Liberale di turno … stabilire via Media Main Stream chi è o NON è un “Vero” + religione di turno; da quando c’è Bergoglio, vale perfino per il Cristianesimo (“Cattolico” invece è usato tendenzialmente in senso di “Fariseo” negli Anni Settanta …)

      • Francesco says:

        beh, i liberali non sono COSI’ TANTO fessi

        però rifiutano di fare di ogni erba un fascio, cercando di distinguere tra le diverse persone, nella misura del possibile: è chiaro che se venissero in Italia in 15 milioni le loro qualità individuali sarebbero irrilevanti rispetto all’effetto di una tale migrazione

        ma se mi trovo di fianco il muratore romeno che lavora da 5 anni e il pappa romeno che sfrutta le ragazzine da 5 anni, da liberale sono due situazioni diverse

        da leghista sono due stranieri da odiare

        da sinistra sinistra sono due vittimi dell’Occidente globalista (immagino)

        da piddino … boh

        😀

        • Per Francesco

          “ma se mi trovo di fianco il muratore romeno che lavora da 5 anni e il pappa romeno che sfrutta le ragazzine da 5 anni, da liberale sono due situazioni diverse”

          Ma le situazioni significative sono di un altro tipo: quarantaquattro cugini tutti dello stesso villaggio in Oltenia, che tutti rivendono biciclette rubate.

          Mentre dal villaggio accanto, sono arrivate 27 signore ultracinquantenni che fanno tutte le badanti.

          E’ questo che distingue la “storia” dal caso individuale.

          • Z. says:

            Beh Miguel…

            la probabilità che Tizio si imbatta nell’esodo di 44 cugini mi sembra bassa.

            Più facile che abbia colleghi stranieri, e che abbia avuto grane da parte di malviventi stranieri.

            E anche la storia di Tizio fa parte della Storia, come si dice.

          • supervice says:

            Ci sarebbe anche da parlare sulla concorrenza sleale delle badanti straniere, che vengono usate come schiave, ma a loro più o meno sta bene visti gli introiti. In Germania, paese nevvero un po’ troppo fiscale, le badanti devono lavorare 8 ore, fine, period. Se vuoi la badante tutto il giorno ne devi assumere e pagare 3, e quindi mandano i genitori in Cechia o in Slovenia a svernare per gli utlimi anni della loro vita.

          • PinoMamet says:

            In effetti le badanti vengono sfruttate moltissimo, ma c’è da dire che per una famiglia di reddito medio o medio basso rappresentano una spesa non indifferente, e comunque l’ultima ratio prima di mandare il congiunto al ricovero per anziani:

            dove non è detto che ci sia posto, e che comunque ha anche questo dei costi non irrisori (a fronte di un trattamento non garantito: ce ne sono di ottimi e di pessimi, e finire in un o in un altro è spesso questione di pura fortuna) che non sempre viene coperto dal Comune nel caso l’anziano risulti nullatenente.

            Parlo di cose notissime a chi abbia un famigliare anziano non autosufficiente.

            Poi naturalmente si trova di tutto, dalle famiglie di veri schiavisti alle badanti ladre matricolate, ma parliamo di casi medi.

          • Z. says:

            Peucezio direbbe che è colpa del Sess… no, ma quasi.

            Seriamente: direbbe che questa è la conseguenza naturale del passaggio dalla famiglia patriarcale a quella nucleare. Dalla comunità familiare alla famiglia-individuo, debole e indifesa.

            C’è del vero. Ci sono evidenti diseconomie di scala, nella famiglia nucleare.

            Ma c’è anche il fatto che anziché essere orribile, brutale e breve, oggi la vita è orribile, brutale e lunga.

            • PinoMamet says:

              Verissimo, ahimè!

            • Francesco says:

              Z

              ma visto che la vita è orribile e brutale, nonchè prova di libero arbitrio e che Iddio non c’è, chi te lo fa fare?

              che se non sbaglio pure in termini cestistici sei messo malissimo

              😀

            • Z. says:

              La vita è dura, Francè, ma è più duro il muso di un treno 😀

              • Francesco says:

                vuoi scherzare? se il treno è abbastanza veloce è tutto finito prima ancora di sentire il dolore

                “sii realistico, buttati”

                F o’tomista

  4. Moi says:

    Ogni tanto “viene su” anche gente con corporatura relativamente minuta (di solito si pensa a uomini robuste e donne prosperose) e pelle giallastra scura molto lucente ma con tratti somatici _ per dirla alla Sizzi Ottocentescamente _ di tipo “negroide”.

    E ovviamente, questi come tutti gli altri, quando vengono “controllati” dall’ Appuntato dei Carabinieri Semianalfabeta convinto che già in Italia ci sia un pianeta diverso ogni 10 km 😉 … possono raccontare ciò che vogliono.

  5. Moi says:

    un po’ come dire “asiatico”, confondendo turchi e vietnamiti

    ——————-

    Be’, in realtà “Asiatico” viene usato _ almeno dai Millennials, in quanto primi PsicoStatunitensi in Presa Diretta e non più a effetto ritardato __ calcando l’ AngloAmericano “Asian” … “generico ma specifico” 😉 per “Muso Giallo”, che intensifica il termine “Yellow Face” 🙂 …

    A sua volta, “Yellow Face” scende(va) nello specifico con “Jap” / “Chink” o “China” aggettivato / “Gook”(Coreani) e il curioso “Charlie” per i Vietnamiti.

    Tuttavia, circa il marasma delle polemiche razziste e richieste di risarcimento con le Azioni Affermative … i “Gialli” sembrano il più possibile “starne fuori”, si capisce che sono organizzati diversamente.

    • Moi says:

      Se poi vuoi darti un tono da Professore Emerito in VideoConferenza dalla stanzetta (tutta tazze e walky cups da “beveroni al caffé” globali , poster, gadget nerd … ) adibita ad Aula Magna della Youtube University …

      … una o anche entrambe le mani a “palleggio orizzontale”, e vai di “woh woh woh woh woah !” commentando le tesi avverse con un semplice “U’òddeffàcch ?! … Oh ! Mmio ! Ddio ! Ommài Ggàdd !”

      Nei fatti, ripetere a mantra “Pensioni e Pomodori !” come i Media Main Stream fin dagli Anni Novanta ininterrottamente fanno !

      … Gran Finale: “cadere dal pero” se vincono “I Populisti” !

  6. Moi says:

    Ecco, appunto, chiediamoci la Preaching / Razzoling 😉 Ratio :

    In che consisteva la Cena BioEquoSolidal Happy DeGrowth a KmZero ?

    woh woh woh woh woah ! 😉

    • Moi says:

      Allora … che avete mangiato ? … A che distanza auspicabilmente < 1 km di filiera produttiva dall' Oltrarno ?

      NON è per farsi i cazzi vostri … è, ben inteso, unicamente per testare la somma virtute della coerenza pragamatico-applicativa calando gli Ideologismi nel Mondo Reale ! 😉

  7. PinoMamet says:

    Ma può essere che queste chiese evangeliche si siano organizzate copiando il modello dei Murid senegalesi?

    Comunque: il confronto tra senegalesi e nigeriani mi pare mostri che non esiste “una” razza negra.
    Già i senegalesi sono diversi tra loro; ce ne sono alcuni (non la maggioranza, forse) che sembrano i neri americani; molti sono un bel tipo fisico, invece, di solito alti, slanciati, carnagione scura, lineamenti fini, naso rilevato ma ancora morbido, labbra carnose ma non troppo in fuori, insomma, si percepisce un’influenza sahariana o subsahariana, li si immagina facilmente con un cammello e un bel turbante, ma colorato, non monocromatico come quello degli arabi.
    Mi paiono uno degli incroci tra Africa e mondo “biblico” meglio riusciti, meglio anche degli abissini, che sono un po’ scrausi tutto sommato.

    Invece i nigeriani che vedo sono come li descrive Miguel, omoni e donnone che trasmettono un’idea di forza e sono un po’ preoccupanti da vedere, di solito torvi in viso.
    Le donne le sento sempre urlare al telefono, di solito qualcosa che somiglia all’inglese senza esserlo proprio.
    Poi, parlandoci, sono anche loro dei bravi ragazzoni (non tutti).

    la studentessa nigeriana della mia supplenza invece era bassotta, molto simpatica, aveva tre nomi lunghi che cominciavano tutti per O- e finivano per vocale e sembravano un po’ degli insiemi di sillabe buttate a caso
    (tipo “Olowodatife Owomuberedoyo Omawumelo”, me li sto inventando di sana pianta ma per rendere l’idea).

    Poi, per riprendere il discorso di Moi, ci sono i cinesi: quelli che stanno in Italia credo vengano quasi tutti dalla stessa zona.
    Non hanno un aspetto né “tunguso”, come alcuni coreani, né “tropicale” come alcuni filippini; mi paiono medi, anche come altezza e corporatura mi sembrano nella media italiana, non spiccano; tutt’insieme assomigliano forse più a Jackie Chan che a qualche ritratto di mandarino che sarà capitato di vedere.

    Poi mo’ c’abbiamo il fruttarlo pakistano, gentilissimo, e posso tornare a fare un po’ pratica di hindi/urdu…

  8. Moi says:

    Egitto: Al-Sisi torna in sella col 97% dei voti … niente brogli, giusto ?

    • Per Moi…

      La possente voce del popolo parla chiaro:

      Mohammed Morsi prese appena il 51,73% del voto, al-Sisi ha conquistato il 97% dei cuori.

      Il 3% in galera, adesso.

    • Francesco says:

      Moi, parlare di brogli indica una tale rozzezza di analisi da lasciarmi basito.

      Davvero non senti il bisogno di conoscere?

      • Moi says:

        pare che le incarcerazioni (tutta gente che per la vergogna d’aver perso chiede di propria sponte al Generalissimo Al-Sisi di cacciarla al gabbio, ovviamente !) siano scese al 2,2% ! 😉

        • Francesco says:

          il 3% non è la percentuale presa da Salah SENZA essere candidato? come espressione di dissenso la trovo geniale

  9. Z. says:

    ROBERTO!

    Dei solari giovinetti che dicono “septant-deux” o qualcosa di simile: donde vientìll? Dalla Suis? dalla Belgìk?

  10. Z. says:

    I leghisti siciliani sono dei dilettanti…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/04/lega-sicilia-la-candidatura-col-trucco-il-deputato-sei-condannato-ci-servono-tuoi-voti-metti-lista-tuo-figlio/4270732/

    Alle comunali di Bologna (2016) si candidava a sindaco Lucia Borgonzoni, com’è noto, per la Lega Nord.

    Orbene: in una circoscrizione, si è candidato alla carica di consigliere un tale “Alessandro Lucia detto Borgonzoni”.

    Chiariamoci, non ci vedo particolari reati: per quanto ne so io può darsi che il signor Lucia, che non conosco, venga chiamato abitualmente “il Borgonzoni”. Perché no? Tipo: il Nero, Ramón, il Torre e il Borgonzoni. Ci sta. Il punto non è questo.

    Il punto è che Bologna è sempre un passo avanti. E voi barbari, che vivete fuori dal Mondo e lontani dalla di lui Capitale, voi siete sventurati e nemmeno immaginate quanto 😛

    • Per Z

      isola triggherante…

      Leggo:

      “Kristina Roth, l’imprenditrice americana che ha comprato il terreno e ha inventato l’idea del resort «senza testosterone» sottolinea che non sarà un’isola «anti uomini, ma per le donne» e per inciso, «anche per i transgender». ”

      L’idea dell’Isola per sole donne mi sembra ottima. Il problema sta nell’ “anche per i transgender”.
      Ora, una buona parte dei transgender sono FtM, cioè la signora Maria che è diventata il signor Mario. E un barbuto signor Mario può quindi pretendere (al modico prezzo di 3000 euro a settimana) di venire ammesso anche lui.

      Però il caso più interessante sono i transgender MtF, cioè il signor Mario che è diventato la signora Maria.

      Di cui un’alta percentuale non solo non ha subito chirurgie particolari, ma è anche dichiaratamente “lesbica”, nel senso che la signora Maria-ex-Mario cerca Femmine.

      http://www.peaktrans.org/

  11. Moi says:

    la Finestra di Overton in Italia è ancora alle Palestre “Curves” (letto com’è scritto) … a Casalecchio ce n’è una, ma immagino anche altrove.

  12. Moi says:

    Quindi sull’ Isola delle Femmine [cit.] Finlandese … Elisabetta Gardini avrebbe avuto ragione in materia di bagni pubblici vs Vladimir Luxuria ! … Giuisto ?

  13. Moi says:

    per me, cmq, nei loro sogni, ci sono sbarchi di Energumeni Zingari Negri Islamici 😉 che le posseggano senza (!) fronzoli conformi alla political correctness … 😉

  14. Per il triggheraggio di Moi:

    https://gendertrender.wordpress.com/2015/02/23/7511/

    “Lesbians no longer have any right to hold social events that exclude males. Such events cause heterosexual males to commit suicide, claim transgender activists.

    The Breitenbush Hot Springs Retreat and Conference Center, host of the Historic ‘Women In The Woods’ caved to the suicide threats of “Male Lesbians” who claimed that the existence of Lesbian events makes men want to kill themselves.”

  15. Z. says:

    Su cosa si basa il “rigoroso accertamento” di cui all’articolo che segue?

    http://www.lastampa.it/2018/04/05/cronaca/trans-rifiuta-loperazione-ma-per-corte-dappello-di-torino-ha-diritto-di-essere-riconosciuta-donna-uV6sCoPYAMFNWL1IIcYxeO/pagina.html

    Esame della parte, perizie, dichiarazioni di volontà? e ogni quanto si ha diritto a cambiare idea (diritto che immagino non possa essere negato)?

    Interessante, come nuova frontiera del diritto.

  16. Moi says:

    @ MIGUEL

    Hai seguito il rocambolesco Caso della Youtuber (ma non sarebbe eglio “Youtubress” ?) Nasim Aghdam ?

  17. habsburgicus says:

    @Mirkhond (in primis) @Andrea Di Vita ma interessa verosimilmente anche a Miguel, e a molti altri
    vi metto due scritti da me composti oggi..il primo l’ho già messo su fb (almeno Andrea Di Vita l’ha visto e forse altri, non ho più controllato), l’altro lo metto prima qui e poi, se ci riesco (è lunghissimo) su fb…dove non desterà, credo, alcun interesse 😀
    purtroppo non vengono i grassetti ed i corsivi…specialmente per l’altro avrebbe aiutato la lettura !

    ecco il primo
    UNGHERIA OTTOMANA (1526-1718)
    nell’Ungheria storica ci furono in tutto 9 eyalet ottomani (di cui 6 avevano capitali in H, 2 in RO e 1 in SK) e 1 principato (in RO), donde 10 in tutto, tre dei quali effimeri a fine XVI secolo (di questi il più famoso, Győr, durò solo 4 anni, in quanto venne ripreso dai cristiani già nel 1598), cosicché nel 1683 vi erano 6 eyalet (in ordine di creazione: Buda, Timişoara, Eger, Nagykanizsa, Oradea, Nové Zámky) e 1 principato (Transilvania)
    tutti questi 6 eyalet (più la Transilvania) andarono de iure perduti alla pace di Carlowitz=Karlovci in Serbia (26/1/1699), tranne Timişoara che fu perduta alla pace di Passarowitz=Požarevac in Serbia (luglio 1718)
    in entrambi i casi le conquiste cristiane asburgiche furono precedenti (talora di molto), ad esempio Buda fu presa dai cristiani il 2/9/1686 e Timişoara nel 1716 (il resto del Banato nel 1717)

    I.Budin Eyaleti=Eyalet di Buda (H), 1541
    sangiaccati: 29
    Budin=Buda (H, oggi parte di Budapest)
    Alacahisar=Kruševac (SRB)
    Beşkelek=Zrenjanin (SRB)
    Estergon=Esztergom (H)
    Filek=Fiľakovo (SK)
    Garajgal
    Germat=Gyarmat (H)
    Hatvan (H)
    Istolni Belgrad=Szekesfehérvár (H)
    Izvornik=Zvornik (BiH)
    Kopan=Koppány (H)
    Mohaç=Mohács (H)
    Novigrad=Nógrád (H)
    Ösek=Osijek (CRO)
    Peçuj=Pécs (H)
    Pojega=Požega (CRO)
    Seçen=Szécsény (H)
    Segedin=Szeged (H)
    Sekçöy=Szekcső (H)
    Seksar=Szekszárd (H)
    Semendire=Smederevo (SRB), cap. Beograd
    Sigetvar=Szigetvár (H)
    Sirem=Srem (SRB; anche un po’ CRO, dove è noto come Srijem)
    Solnok=Szolnok (H)
    Şimontorna=Simontornya (H)
    Tata (H)
    Vaç=Vác (H)
    Vespirem=Veszpém (H)
    Vulçıtrın=Vučitrn=Vushtrri (KOS)
    II.Erdel Prensliği=Principato di Transilvania (RO)
    III.Temeşvar/Yanova Eyaleti=Eyalet di Timişoara (RO), 1552 in 1660-1688, cap. Yanova=Ineu (RO)
    sangiaccati: 20
    Temeşvar=Timişoara (RO)
    Alacahisar=Kruševac (SRB)
    Arla
    Arad (RO)
    Beşkelek=Zrenjanin (SRB)
    Çanad=Cenad (RO)
    Göle=Gyula (H)
    Kaçnad
    Kolaboş
    Lipova (RO)
    Lugoş=Lugoj (RO)
    Medova=Moldova Nouă (RO)
    Orşova (RO)
    Pankota
    Semendire=Smederevo (SRB)
    Sirem=Srem (SRB e in parte CRO, Srijem)
    Şebeş=Caransebeş (RO)
    Vidin (BG)
    Vulçıtrın=Vučitrn=Vushtrri (KOS)
    Yanova=Ineu (RO) fu capitale dell’eyalet in 1660-1688
    IV.Yanık Eyaleti=Eyalet di Győr (H), 1594, effimero
    sangiaccato: 1
    Yanık=Győr (H)
    V.Papa Eyaleti=Eyalet di Pápa (H), 1594, effimero
    sangiaccato: 1
    Papa=Pápa (H)
    VI.Sigetvar Eyaleti=Eyalet di Szigetvár (H), 1595, effimero o solo progettato
    sangiaccato: 1
    Sigetvar= Szigetvár (H)
    VII.Eğri Eyaleti=Eyalet di Eger (H), 1596
    sangiaccati: 8
    Eğri=Eger (H)
    Baçka=Bácsalmás (H)
    Filek=Fiľakovo (SK)
    Germat=Gyarmat (H)
    Hatvan (H)
    Seçen=Szécsény (H)
    Segedin=Szeged (H)
    Solnok=Szolnok (H)
    VIII.Kanije Eyaleti=Eyalet di Nagykanizsa (H), 1600
    sangiaccati: 10
    Kanije=Nagykanizsa (H)
    Balaton
    Kopan=Koppány (H)
    Nadaç=Nádasd (H)
    Peçuj=Pécs (H)
    Pojega=Požega (CRO)
    Rahoviçe=Orahovica (CRO)
    Sigetvar=Szigetvár (H)
    Sikloş=Siklós (H)
    Valpova=Valpovo (CRO)
    IX.Varad Eyaleti=Eyalet di Oradea (RO), 1660
    sangiaccati: 5
    Varad=Oradea (RO)
    Debrecin=Debrecen (H)
    Halmaş
    Salanta=Salonta (RO)
    Şenköy=Sâniob (RO)
    X.Uyvar Eyaleti=Eyalet di Nové Zámky (SK), 1663
    sangiaccati: 6
    Uyvar=Nové Zámky (SK)
    Bolak
    Helok
    Leve=Levice (SK)
    Nitra (SK)
    Novigrad=Nógrád (H)

  18. habsburgicus says:

    ah, T, non l’ho scritto, ma è chiaro 😀 😀 😀

    ecco il secondo
    EUROPA OTTOMANA
    penso sia utile distinguere fra dominazione ottomana, cioè i territori annessi all’Impero, e sovranità ottomana (di cui esistettero nei fatti varie gradazioni) cioè quei territori soggetti a propri principi e governi, sebbene sottomessi in qualche modo alla Sublime Porta
    furono sotto dominazione ottomana in integro i seguenti 5 Stati europei attuali:
    1.Albania, sino al 1912
    2.Macedonia, sino al 1912
    3.Kosovo, sino al 1912
    4.Bulgaria, sino al 1878 da 1878/1885 a 1908 ancora sovranità ottomana
    5.Serbia (la parte a nord del Danubio molto meno del resto che passò nell’Ottocentro attraverso uno stadio di sovranità ottomana, sino al 1878)
    fu sotto dominazione ottomana pressoché integralmente: 1 Stato
    6.Grecia
    però non fu MAI ottomana almeno Corfù, e alcune altre isole Ionie
    la Grecia mai passò sotto lo stadio della sovranità ottomana, divenne subito indipendente nel 1830 e questa fu la sua peculiarità rispeto a SRB, MNT, RO, BG
    fu sotto dominazione ottomana quasi integralmente: 1 Stato
    7.Ungheria
    infatti solo l’estremo nord-ovest non fu mai ottomano, fra le città un po’ importanti direi solo Sopron; in molti luoghi il dominio ottomano fu però brevissimo
    fu sotto dominazione E sovranità ottomana integralmente: 1 Stato
    8.Montenegro
    una buona parte fu sicuramente sotto dominio ottomano; pure Cattaro=Kotor, poi veneziana, fu brevemente ottomana;
    il resto del Montenegro, il “cuore” non solo fu brevemente sotto dominio ottomano, ma fu in ogni modo per secoli sotto vaga sovranità ottomana, che i montenegrini non riconoscevano più ma che nondimeno sopravvisse de iure, a livello internazionale, sino al 1878
    fu sotto sovranità E dominazione ottomana integralmente: 1 Stato
    9.Moldova
    quasi tutta l’attuale Moldova “effettiva” (cioè controllata dal governo di Chişinău), in quanto parte del principato di Moldavia era sotto sovranità ottomana e lo rimase fino al 1812; una piccola parte al sud, nel Bugeac, era direttamente sotto dominio ottomano come era Bender (Tighina) che però oggi de facto è in mano alla non riconosciuta “Transnistria” che si autodefinisce “Repubblica moldava del Nistro” (RMN) o, in abbreviazione russa, PMR=Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika, con capitale Tiraspol; la “Transnistria” comprende soprattutto le aree della Moldova ad est del Nistru e fu anch’essa sotto dominio ottomano od almeno ottomano-tataro (Jedisan): financo l’estremo nord, Râbniţa e Camenca, che era polacco, fu nondimeno ottomano nel 1672-1699;
    è quindi corretto dire che tutta la Moldova nei confini internazionali o, se si vuole, tutta la Moldova effettiva più tutta la “Transnistria”, furono sotto sovranità e/o dominazione ottomana
    fu sotto sovranità E dominazione ottomana quasi integralmente: 1 Stato
    10.Romania
    innanzitutto una parte della Romania fu sotto dominio ottomano (Timişoara, Arad) e soprattutto la Dobrogea (questa sino al 1878);
    la maggior parte fu però solo sotto sovranità ottomana: principato di Moldavia e principato di Valacchia (governati da romeni) e principato di Transilvania (governato da ungheresi); anzi, talora i principi di Transilvania ebbero autorità anche sulla Romania del nord-ovest, come Satu Mare o dell’estremo nord, cosicché rimane poco e probabilmente nulla fuori;
    perché allora non dico TUTTA ? semplicemente perché a.non ne sono sicuro :D; b.questi principi talora agirono nelle cosiddette Partes Adnexae (Ungheria orientale cioè Romania occidentale non-transilvana stricto iure) non in quanto vassalli del Gran Sultano (capacità in cui agivano, e governavano, nella Transilvania propria, anche intesa in modo abbondante) bensì come luogotenenti (in genere infidi, ma adesso questo non importa :D) del Re cristiano d’Ungheria (un Asburgo), dunque lì riconoscevano o ammettevano, più o meno implicitamente, un’altra sovranità antitetica a quella ottomana !
    ammetto però che sono questioni astruse; la realtà è che solo una parte piccolissima, se non nulla, della Romania attuale sfuggì alla sovranità ottomana più o meno giuridicamente intesa
    furono solo in parte (talora piccolissima) sotto dominazione (o sovranità) ottomana: 4 Stati, in ordine decrescente di impatto ottomano
    11.Croazia
    ne fu ottomana una buona parte, ma non il fulcro (mai Zagabria ad esempio); Ragusa=Dubrovnik, oggi croata era sotto vassallaggio ottomano
    12.Slovacchia
    una parte piccola, ma non trascurabile, fu sotto dominio ottomano
    13.Ucraina
    piccolissima parte direttamente (e per poco, almeno in Podillja 1672-1699), ma molto di più se contiamo le steppe meridionali mal definite in mano, teorica, ai tatari soggetti al Gran Sultano (a parole) e teatro dele imprese dei cosacchi
    14.Russia (nei confini internazionalmente riconosciuti)
    pochissimo (anche se non in senso assoluto !), in pratica direttamente solo Azov; poi c’erano le steppe circasse (queste solo sotto vaga sovranità ottomana) e altre terre nord-caucasiche (idem)
    14b.fu però integralmente sotto sovranità e dominazione ottomana un territorio ieri ancora ucraino e oggi russo (ma non riconosciuto internazionalmente), cioè la Crimea
    in Crimea vi era un Khan tataro a Bakhčisaraj, soggetto vagamente al Gran Sultano dal 1475 sino al 1774 (poi indipendente sino all’annessione russa del 1783), e un eyalet ottomano a Kefe=Caffa (un tempo genovese)=Feodosija, questo direttamente dipendente dalla Porta, dal 1475 alla pace di Küçük Kaynarca del 1774
    15.vi era, e vi è, naturalmente la Turchia europea
    riassumendo, e di nuovo rimarcando che NON TUTTI esistettero allo stesso tempo, vi furono i seguenti 35 eyalet (sino al 1867) o vilayet (dal 1864/1867) ottomani in Europa (conto anche Plovdiv, in quanto la sua provincia, la cosiddetta Rumelia Orientale creata ex foedere berlinensi del 13/7/1878 sebbene fosse privilegiata non era ereditaria e dunque in una categoria differente da principati autonomi come Transilvania, Valacchia e Moldavia e nel XIX secolo anche Serbia, da un principato de facto indipendente quale il Montenegro per quanto in posizione giuridica ambigua, dal khanato autonomo di Crimea e a fortiori da una Repubblica sotto vassallaggio come Ragusa=Dubrovnik, CRO; in un certo senso la Rumelia orientale era paragonabile al Monte Libano negli anni 1861-1914, ancorché il Libano fosse solo sangiaccato e non vilayet)
    i.Nové Zámky, 1663-1685, SK
    ii.Buda, 1541-1686, H
    iii.Győr, 1594-1598, H
    iv.Pápa, 1594-per pochissimo, H
    v.Szigetvár, 1595, solo progettato H
    vi.Eger, 1596-1687, H
    vii.Nagykanizsa, 1600-1688, H
    viii.Timişoara, 1552-1716, RO (in 1660-1688, sede a Ineu, RO)
    ix.Oradea, 1660-1691, RO
    x.Kefe=Feodosija, Crimea (UA sino al 2014; RUS da 2014)
    xi.Kam’’janec’-Podil’skij, 1672-1699, UA
    xii.Khotyn, nel Settecento, UA solo la fortezza e poco altro
    xiii.Očakiv, UA da fine XVI secolo a 1790, ma da tempo già sede de facto a Silistra (BG) che lo sostituì, anche di nome, nel 1812
    xiv.Silistra, 1812-1864 BG prese il posto dell’eyalet di Očakiv
    xv.Vidin, a metà Ottocento (sino a 1864) BG
    xvi.Tuna Vilayeti (Vilayet del Danubio), cap. Ruse, 1864-1877/1878, BG
    xvii.Rumeli, sino a 1867 (cap. per molto tempo Sofija, BG che tornò valilik=piccolo vilayet in 1876-1877, per pochissimo tempo, sino alla liberazione dal dominio ottomano grazie alle vittorie russe, e anche romene, nel 1878)
    xviii.Plovdiv, 1878-1885, capitale della provincia autonoma della Rumelia orientale, sotto governatore cristiano (e nel lontanissimo passato, dopo il 1363, capitale della Rumeli)
    xix.Niš, nell’Ottocento, 1846-1864, SRB
    xx.Beograd, dopo il 1815-1867, SRB solo la fortezza
    xxi.Edirne TR (in passato sede del beglerbeg di Rumeli) solo dopo 1826
    xxii.Istanbul TR solo dal 1909 (vilayet)
    xxiii.Thessaloniki, sino a 1912 GR
    xxiv.Trikala, cap. Larisa, sino a 1881 GR
    xxv.Ioannina, sino a 1821 GR
    xxvi.Morea (Peloponneso), cap. da ultimo Tripolitsa=Tripoli (in passato anche Corinto e Patrasso), da metà XVII secolo sino a 1829/1830 GR
    xxvii.Cezayir-i Bahr-i Sefid=Isole del Mar Bianco (Mediterraneo) cap. Rodi GR
    xxviii.Kriti, cap. Chania GR
    xxix.Shkodër, da metà Ottocento sino a 1912 ALB
    xxx.Prizren, 1867-1874, KOS effimero
    xxxi.Kosovo (cap. Prishtina, KOS, in 1877-1879 e 1880-1888, l’intervallo 1879-1880 essendo coperto da Prizren, KOS; da 1888 cap. Skopje, MK che fu già sede di un eyalet col suo proprio nome da 1846 a 1867), 1877-1912
    xxxii.Skopje, 1846-1867, MK (ma ancora da 1888 al 1912 sotto nome vilayet del Kosovo)
    xxxiii.Bitola, da metà Ottocento sino a 1912 MK
    xxxiv.Bosnia, cap. Banja Luka, poi a lungo Travnik, da ultimo Sarajevo, da 1580 sino a 1878 BiH
    xxxv.Hercegovina, cap. Mostar, a metà Ottocento e in 1875-1877, BiH

    dunque ebbero capitali in 13 Stati sui 15 ove si esercitò dominazione o sovranità ottomana (mancano solo CRO e MD)
    6 in Grecia
    6 in Ungheria
    5 in Bulgaria
    3 in Ucraina
    2 in Turchia europea
    2 in Romania
    2 in Serbia
    2 in Kosovo
    2 in Bosnia-Erzegovina (e, nel caso della Bosnia, prima due altre)
    2 in Macedonia
    1 in Albania
    1 in Slovacchia
    1 in Crimea (dal 2014 russa)

  19. Moi says:

    La cosa più “incredibbbala” 😉 è che Youtube abbia una redazione con sede “fisica”.

    • Moi says:

      su Nasim Aghdam, dicevo.

      Be’ … visto che si è interposta una tesi di laurea online gratuita in Storia scritta da Habs ad uso e consumo potenziale da parte di Drogati Universitari Perdigiorno ! 😉

  20. habsburgicus says:

    Plovdiv é, come sapete, in BG
    ah, Vushtrri é inserito in base a Leunclavius 1588
    ma ho avuto modo di constatare che Leunclavius sapeva poco la geografia 😀
    chiaramente un sangiaccato in Kosovo NON POTEVA stare sotto Buda !
    Leunclavius fece altri errori !
    ad esempio mise Alacahisar in Bosnia ! possibile, ma inverosimile
    diciamo, volendo essere buoni, che aveva una sua geografia balcanica 😀
    era anche fra i primi, di ciò gli va dato atto

  21. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Sentito che i “Repubblicones” 😉 hanno cacciato Piergiorgio Odifreddi per aver perculato Eugenio Scalfari come se fosse un Papa qualsiasi ?! 😉

    • Francesco says:

      il nuovo direttore di Repubblica mi ha deluso profondissimamente

      • Peucezio says:

        Perché, sei solito illuderti sui direttori di Repubblica? Contempli la possibilità che non siano la mediocrità intellettuale e la mistificazione senza ritegno fatte a persona?

        • Francesco says:

          sulla mediocrità intellettuale non sono d’accordo, quella è la punta di lancia del Male

          mi ero illuso sulla persona di Calabresi, credevo avesse spina dorsale a sufficienza

          invece non mi pare si noti che ci sia lui e non quell’altro di prima

          • roberto says:

            mi era sfuggito completamente il cambio di direttore….

          • Peucezio says:

            In quello ha ragione la Arendt, circa la banalità del male (anche se lei lo applicava alla rovescia).

            In ogni caso non è certo Repubblica che alleva i geni del male: Repubblica è solo il riflesso del pensiero conformista che altri elaborano e che di cui entità come Repubblica si fanno echi acritici.
            Fra Repubblica e il pensiero, sub specie aeternitatis, c’è la stessa distanza che c’è fra l’ameba e la filosofia speculativa.

            • Francesco says:

              Peucezio,

              se non è Repubblica l’incubatore del Pensiero Malvagio, chi lo è in Italia?

          • Z. says:

            Vuoi mettere coi messinlatinisti, lì sì che ci trovi dei BenAltri pensatori 😀

    • Z. says:

      Beh, se scrivi che un giornale permette ai giornalisti di scrivere bugie…

      https://www.ilpost.it/2018/04/04/repubblica-odifreddi-scalfari/amp/

      … mi sembra abbastanza inevitabile.

      • Francesco says:

        non è peggio far scrivere bugie ai propri giornalisti, che poi è la ragione sociale di larga parte della stampa italiana?

        PS per l’estero non so, non prendetemi per un anti-patriottico a prescindere.

        • Z. says:

          E allora il PD? e le foibe? eh? 😀

          • Francesco says:

            non voglio fare il polemico ma licenziare un giornalista da Repubblica perchè scrive bugie sarebbe assurdo.

            più logico licenziare chi denuncia le bugie, in effetti.

            PS voi del PD cosa c’entrate?

          • Z. says:

            E le foibe? e la trattativa stato-mafia? e la gggente che soffre?

            ti stai preparando all’alleanza coi grillini? 🙂

            • Francesco says:

              No, quello mai, sono piuttosto per una repressione leninista del fenomeno grillico. Fucilazioni, stermini di massa, deportazioni.

              E per questo tendo ad allontanarmi dalla politica, a che pro sporcarmi le mani di sangue?

              PS il che non toglie che rilevare la sostanziale falsità sistematica di Repubblica non c’entra con Grillo, basta saper leggere.

              • Z. says:

                Francesco,

                le tue opinioni su Repubblica, come le mie, sono legittime quanto irrilevanti nel caso di specie.

                Se io collaboro al tuo giornale, e scrivo articoli che accusano il tuo giornale di pubblicare sistematicamente bugie, mi pare ovvio che tu voglia interrompere la collaborazione con me.

                Poi magari io eccepirò che Assad è peggio, che la guerra è peggio, che le buche nelle vie di Roma sono peggio e persino che sono peggio i tortellini alla panna (e senza dubbio lo sono). E anche che il tuo giornale è brutto brutto.

                Ma tutto questo, come comprenderai, non c’entra un tubo 😉

              • Francesco says:

                Quindi se io dico una cosa vera e notoria (cioè che Repubblica pubblica un sacco di bugie) è un motivo sufficiente per cacciarmi da Repubblica?

                Questione interessante per le implicazioni per le varie parti coinvolte.

                🙂

                PS visto il tuo gusto per il benaltrismo, informo che a Milano quanto a buche per strada stiamo inseguendo Roma con molto impegno

              • roberto says:

                perché lavori per un giornale che pubblica continuamente bugie?

                in genere ho l’impressione che insultare il tuo datore di lavoro sarà certamente una applicazione della libertà di espressione ed un sacrosanto diritto del lavoratore, ma può avere delle conseguenze sul rapporto di fiducia con il tuo datore di lavoro

  22. mirkhond says:

    “principato di Moldavia e principato di Valacchia (governati da romeni)”

    Interessantissimo, come sempre, questo tuo excursus sulla dominazione ottomana in Ungheria e nei Balcani.
    Riguardo ai principati valacchi di Valacchia e Moldavia, non furono sempre governati da valacchi/rumeni, ma proprio al seguito delle sconfitte ottomane in Ungheria e della sua relativa perdita, i gospodari valacchi vennero sostituiti da romei fanarioti fino al 1821.
    Quando, a seguito della rivolta romea in Morea e nella Rumeli meridionale, i Fanarioti perdettero il controllo dei principati valacchi, che furono riaffidati a principi rumeni.

  23. mirkhond says:

    Il dominio dei Fanarioti su Valacchia e Moldavia, per un secolo fu ritenuto più affidabile da parte del Sultano ottomano, in quanto i Fanarioti appartenevano all’elite romea dimorante a Costantinopoli, nel quartiere di Fanar.
    E dunque con le famiglie sotto diretto controllo ottomano, i Fanarioti davano garanzia di maggior lealtà al Sultano, almeno fino al 1821.

  24. mirkhond says:

    “la Grecia mai passò sotto lo stadio della sovranità ottomana, divenne subito indipendente nel 1830 e questa fu la sua peculiarità rispeto a SRB, MNT, RO, BG”

    Non ho capito questo passaggio.
    Volevi dire che non tutta la “Grecia” passò sotto la dominazione ottomana (riferendoti appunto a Corfù e alle Isole Ionie)?

    • habsburgicus says:

      no..ma in effetti non sono stato chiaro
      volevo dire che
      i.prima del 1821 (o 1829/1830) tutta la Grecia era sotto dominazione diretta…e poi nacque nel 1830/1832 il Regno di Grecia, formato da eyalet di Morea e alcuni sangiaccati rumelioti..subito, NON ci fu un Principato di Grecia sotto il Gran Sultano
      ii.invece, prima del 1804 (o 1815 o 1817 o, volendo, 1829/1830) c’era un sangiaccato di Smederevo, cap. Beograd, che divenne nel 1817 (o 1829) Principato autonomo di Serbia (ingrandito dalle 6 nahije rumeliote nel 1833) e poi, Stato indipendente nel 1878 (Regno solo in 1882)
      iii.parimenti, prima del 1878, in Bulgaria c’era l’eyalet di Tuna (e da poco quello di Sofia) che nel 1878 divenne Principato autonomo di Bulgaria e solo nel 1908 Regno indipendente [vabbé poi c’era la Rumelia orientale 1878-1885]
      dunque
      GR divenne subito da ottomana a indipendente saltando il passaggio del Principato autonomo
      invece SRB e BG ebbero quella fase !
      anche RO e MNT furono prima autonomi e poi dal 1878 indipendenti secondo lo ius gentium, ma in quei due casi mai ci fu dominio diretto in Moldavia e Valacchia o, se ci fu in MNT, lo fu nel 1514-1528 e ancora si disputa..dunque avrei fatto bene a non citarli
      la differenza c’è fra
      GR da un lato
      SRB e BG dall’altro
      (l’ALB diverrà anch’essa indipendente in un colpo solo, il 28/11/1912)
      volevo dire questo

  25. habsburgicus says:

    dico subito che nel 1830 si parlò di una Grecia autonoma
    ma la Casa reale bavarese (una delle papabili poi, come ben sai, scelta) fece capire che non si poteva tollerare un Sovrano cattolico* soggetto ad un Padiscià infedele 😀
    e si ripiegò sulla piena indipendenza
    la storiografia ellenica neppure ama parlare dell’altra (la prima) possibilità 😀
    ti dirò che forse gli stessi ottomani preferivano così
    non molti sanno che nell’ottobre 1334 maliye (cioé 1918), quando si discusse sulla delegazione ottomana da inviare dagli inglesi, Mehmet VI disse, mi pare al nuovo Gran Visir Izzet Pascià, che PREFERIVA perdere la sovranità sulle terre arabe piuttosto che accettare condizioni che ledessero il suo onore e la sua posizione di Califfo dei musulmani !
    il Sultano avrebbe voluto nominato a capo della delegazione Damat Ferit Pascià, anglofilo, nemico dei Giovani Turchi e unico politico turco che ammetterà quando Gran Visir (in 1919 e poi il 1920) il massacro degli Armeni (anzi farà impiccare uno dei massacratori, di basso rango, e condannare a more i caporioni, tutti contumaci), dunque a tutt’oggi “uomo nero” nella storiografia kemalista che lo accusa di servilismo verso lo straniero (e, presumo, anche in quella erdoganista, su questo concorde), ma non gli fu possibile..i giovani turchi erano ancora potenti e fecero nominare Rauf Bey (Orbay), amico fraternoillis diebus di Mustafa Kemal, che era Ministro della Marina e, pur unionista, era antitedesco
    fu Rauf Bey a firmare il 30 ottobre 1334=1918 l’armistizio di Moudros con l’amm. Calthorpe sulla MS Agamemnon..contro i piagnistei di (certa) storiografia kemalista, l’armistizio fu lievissimo..avessimo avuto noi nel 1943 a trattare con Calthorpe !
    anzi, se la Turchia, sotto Kemal, potrà poi opporsi all’Intesa vincendo, molto dipese dalla moderazione diciamo un po’ imprevidente (dal punto di vista dell’Intesa) di quell’armistizio 😀
    ma non divaghiamo

    *Ferdinando di Bulgaria non si farà tanti scrupoli nel 1887

    • Z. says:

      Sovrano cattolico? non sarebbe stato ortodosso, nel caso?

      • habsburgicus says:

        i Wittelsbach bavaresi erano cattolici
        e pretesero il mantenimento del Cattolicesimo come condicio sine qua non, almeno ad personam
        anche per questo Ottone, il primo Re di Grecia e unico Wittelsbach, perderà il trono nel 1862 (e financo perché manifestò simpatia per i Borbone e ostilità al nuovo Regno d’Italia e al ruolo svolto dall’Inghilterra)
        la nuova dinastia, i danesi Glucksborg, più elastici :D, accettò la Chiesa ortodossa..come da prassi plurisecolare nei rapporti dinastici fra Case principesche tedesche (e danesi) e Grande Russia..per dire negli stessi anni, Dagmar figlia di Christian IX (1863-1906) ed educata, si presume, ad un Lutero al cubo more danico, divenne, ribattezzata, la pia ortodossa Marija Fedorovna, come moglie del futuro Alessandro III e madre dell’ultimo Imperatore di tutte le Sante Russie, il povero e sventurato martire Nicola II
        dicono che Dagmar (Marija) fosse bellissima, bionda, occhi azzurri !
        la Casa reale dano-greca reciprocò , quando Filippo nato nella Chiesa ortodossa greca passò alla Chiesa protestante per sposare Elisabeth..ed è Filippo di Edinburgo !
        (en passant, ciò divenne possibile solo per il crollo della vera Russia nel 1917…MAI i russi avrebbero tollerato che un principe della loro fede ortodossa divenisse eretico..altrimenti la collera del Gran Padre Bianco, come era chiamato lo Zar, sarebbe caduta sulla dinastia greca
        ed Elisabetta o avrebbe avuto altro marito, o avrebbe dovuto tollerare un marito non protestante..l’Act of Settlement del 1701 esclude apertis verbis solo i cattolici, chissà magari un ortodosso si poteva accettare con un’interpretazione estensiva 😀 dopo un voto del Parlamento 😀 perché in Inghilterra tutto, in teoria, anche oggi dipende dal Parlamento
        i cattolici erano più rigidi
        il Vaticano non scherzava..mica c’era stato il Concilio all’epoca 😀
        e principi cattolici non potevano abiurare, mai…mal visti pure i matrimoni con eretiche, SE non abiuravano
        Ferdinando di Bulgaria promise di far educare da cattolico il figlio Boris, ma poi su pressioni russe, pur rimanendo lui cattolico, lo fece ribattezzare nella Chiesa ortodossa..
        Leone XIII cacciò dal suo cospetto gli inviati bulgari che erano venuti a spiegare con un sonoro “uscite !”
        anche per questo, Vittorio Emanuele III dovette ripiegare su Elena, bella fisicamente ma come prestigio il meno possibile 😀
        Elena era ortodossa, ma suo padre Nikola capì di avere in mano il colpo gobbo e fregandosene dei russi (che da allora si misero con i serbi contro di lui) fece abiurare la figlia
        sì, perché quell’Italia laicissima, in cui non c’era un solo cattolico nel Parlamento, non osava rompere seriamente con il Vaticano !
        c’era una soluzione che avrebbe salvato i Savoia (probabilmente garantendo loro il trono per sempre), massonizzandoli e britanizzandoli del tutto…
        si parlò di fargli sposare una figlia/nipote della Regina Vittoria..che però, per alterigia tutta britannica, non voleva abiurare…
        vi erano due soluzioni
        o rompere del tutto con il Vaticano, fare una cosa inaudita, sposare il Principe Ereditario d’Italia con una eretica conclamata, in più quella Londra che odia Roma parossisticamente
        o prendere una ortodossa volenterosa di convertirsi, anche se era molto meno prestigiosa dinasticamente (qualcuno si chiederà..e le Case cattoloiche ? erano indisponibili, il Vaticano minacciava i sui fulmini contro chi si fosse recato a Roma, tolta al Papa, figuriamoci con chi si fosse sposato..siamo sempre nel contesto di lotta fra le due sponde del Tevere)
        ebbene, quell’Italia laicissima, in cui era il potere il massonissimo Crispi non osò sfidare IN ESSENTIALIBUS il Vaticano (come non oserà, a Crispi morto, introdurre il divorzio..e sarà Salandra a guidare la lotta al divorzio nel 1902), rigettò la principessa inglese..e si accontentò della montenegrina 😀
        ci sarebbe da scrivere un libro sui dessous della religione nei matrimoni reali
        in breve
        protestanti disponibilissimi a farsi ortodossi, specialmente i tedesco-scandinavi (tranne gli inglesi, molto alteri), non tanto a farsi cattolici (il Re di Prussia Friedrich Wilhelm III, 1797-1840 che aveva sposato delle sorelle alle Zar, divenendo quindi ortodosse, inorridì quando si parlò di una sua parente che voleva farsi cattolica per sposarsi)
        cattolici chiusissimi (qualche rarissimo caso, ad esempio una zia di Sissi che si sposò in Prussia)
        ortodossi forse più chiusi ancora, con il timore della Santa Russia fino al 1917 (fu la Russia, per dir, a a far sì che ci fosse il vecchio calendario anche nei Balcani ! fu la BG la prima ad abbandonarlo nel 1916 non a caso quando era in guerra con la Russia, dal’ottobre 1915, manifesto di Nicola II) tuttavia Elena abiurò (MNT) e, dopo il 917, abiurerà anche Filippo

        • habsburgicus says:

          morale (italica)
          la Chiesa se la passava meglio (a parte la scena :D) nell’Italia laica, la Terza Italia (“nata dal Risorgimento”..come la nostra Repubblica, ci dicono è “nata dalla Resistenza”..sempre questione di R :D)
          che sotto i DC 😀
          i boss DC che avrebbero fatto mille crisi di governo per un appalto 😀 si guardarono bene dal minacciare fuoco e fiamme per il divorzio nel 1970 😀

          • habsburgicus says:

            vero che c’era un altro Papa, un altro Vaticano un’altra Chiesa
            già vi era stato il Concilio (1962-1965) anche se tute le conseguenze erano ancora chiare
            il Novus Ordo Missae era appena del 1969

            • Lucia says:

              … Forse intendevi “anche se NON tutte le conseguenze erano ancora chiare” o ho capito male il senso della frase? Comunque grazie delle “precisazioni” 😃

              • habsburgicus says:

                si, hai ragione Lucia
                è caduto il NON
                che tu, lodevolmente, hai rimesso al suo posto 😀

    • Moi says:

      … La Verità vi renderà Trìggheri 😉 !

    • roberto says:

      perché la gente ha la merda nel cervello

      (ormai questa è la spiegazione che mi do per il 90% delle cose che non capisco, e sono ben consapevole che probabilmente è colpa mia che non capisco)

      • Francesco says:

        “la gente” o Monica Cirinnà? non è che siamo tutti come quella lì e i suoi simili e sodali

        ciao

        • roberto says:

          leggo

          “tantissimi i commenti degli utenti.”

          “«Abbiamo segnalato all’ufficio affissioni del comune di Roma per affissione di un manifesto illegittimo» annunciano numerosi utenti di Twitter.”

          “Proteste nei confronti del cartellone arrivano infine dalle consigliere del Pd al Campidoglio, Michela Di Biase, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e da quelle della Lista Civica #RomaTornaRoma, Giulia Tempesta e Svetlana Celli.”

          direi proprio “la gente”

          • Francesco says:

            io invece direi “i rossi”

            anzi, “le rosse”

            un caso da manuale in cui le vecchie categorie politiche funzionano benissimo

            🙂

            • Francesco says:

              poi, visto dove siamo meglio precisare per non fare brutte figure, non sono proprio i rossi nel senso di Peppone ma i progressisti pannellizzati

              intanto segnalo che alla CGIL riescono a tenere il piede in entrambe le scarpe della Sinistra – pur di non fare bene i sindacati gli riescono pure i miracoli

  26. Moi says:

    @ MIGUEL

    https://www.youtube.com/watch?v=FvQiyY-OIFg

    Why I Became An Evil TERF (Penny White)

  27. Moi says:

    Benessum: axé ch’ l’ inpèra ! 😉

    Il Common Sense è come le Religioni Monoteiste: o tutto il pacchetto in blocco o nisba, niente selettivismo di comodo 😉 !

    • Z. says:

      Beh, no, il common sense dovrebbe comportare valutazioni caso per caso, non l’adesione a dogmi di fede!

      Come direbbe la Lucia, ci vuole un po’ di usta 🙂

      • Moi says:

        A me la tipa su in video ricorda una che stia precipitando da un precipizio in caduta libera dentro un’ automobile … e che s’illude di potere restare sospesa a mezz’aria tirando il freno a mano !

  28. mirkhond says:

    “Ottone, il primo Re di Grecia e unico Wittelsbach, perderà il trono nel 1862 (e financo perché manifestò simpatia per i Borbone e ostilità al nuovo Regno d’Italia e al ruolo svolto dall’Inghilterra)”

    Nel 1862 Vittorio Emanuele II, cercò di ottenere il trono di “Grecia” per un suo figlio, ma il tentativo fallì.
    Come mai?
    I Savoia non erano disposti a diventare ortodossi?

  29. mirkhond says:

    Eppure una Savoia diventata ortodossa c’è stata:
    L’imperatrice Anna di Savoia (1306-1360), Giovanna da cattolica, la quale sposò nel 1326 l’imperatore romano Andronico III (1328-1341), e poi sarebbe stata reggente per il figlio Giovanni V (1341-1391), scatenando la guerra civile romana del 1341-1347, che ebbe effetti disastrosi sulla Romània, aprendo le porte alla conquista ottomana dei Balcani.

    • habsburgicus says:

      prima del Concilio di Trento e financo prima dell’Unione di Firenze* (1439)
      quando probabilmente non si aveva ancora piena coscienza dell’irreversibiità (purtroppo) della separazione

      *è innegabile che il fallimento dell’Unione di Firenze ha radicalizzato molto gli ortodossi (vabbé, con virgolette, si dovrebbe :D) contro di noi

  30. mirkhond says:

    Mah, penso che l’ostilità anticattolica degli Ortodossi, almeno di quelli Romei, si dovette alla conquista franco-veneziana di Costantinopoli nel 1204, e alla creazione di un impero latino in Romània (1204-1261).
    I sovrani paleologhi (1259-1453), fin dai tempi di Michele VIII (1259-1282), giocarno la carta unionista con la Chiesa Cattolica, più per avere un aiuto militare prima contro altre potenze cattoliche come gli Angioini di Napoli, e poi contro i Turchi.

    • Peucezio says:

      Sì, credo anch’io.
      Probabilmente è stato un crescendo di cui quello è stato l’apice.

      E poi ci sono stati una serie di epigoni.
      Il penultimo è stato la rivoluzione boscevica, che, nell’immaginario ortodosso è anch’essa opera dei “Franchi” (in effetti è roba occidentale); l’ultimo l’antirussismo aggressivo e scomposto dell’occidente contemporaneo (proprio oggi gli Stati Uniti hanno fatto altre sanzioni contro la Russia).

  31. mirkhond says:

    giocarono

  32. mirkhond says:

    I tentativi di unione con la Chiesa Cattolica del 1274-1282 e quello di Ferrara/Firenze del 1438-1439, non ebbero effetto per la forte ostilità ortodossa, preferendo questi ultimi alla fine, di passare sotto la sovranità ottomana piuttosto che diventare cattolici.

  33. mirkhond says:

    Ostilità diffusa proprio a livello popolare, e che fece fallire i tentativi unionisti degli imperatori paleologhi.

  34. Moi says:

    Kalergioscopia Applicata 😉 :

    Jacopo (il Sor “Simonetta”, di cognome … giusto ?) usa “migrazioni” (come la Bonino e la Boldrini !) per gli esseri umani senza (!) prefissi di moto da luogo e moto a luogo “emigrazioni” / “immigrazioni” ciò implicala negazione delle identità culturali de’ popoli a vantaggio dello Sradicato Universale, facendo così il Giuòco di Soros e del TurboDieselCapitalismo Elitario Finanziario Apolide !

    • Per Moi

      “acopo (il Sor “Simonetta”, di cognome … giusto ?) usa “migrazioni” (come la Bonino e la Boldrini !) per gli esseri umani senza (!) prefissi di moto da luogo e moto a luogo”

      Ammiro la tua lucidità nel cogliere questi dettagli.

      Però credo che sia il modo giusto di guardare le cose: “si migra”, e questo è un problema che riguarda sia il “luogo da cui” che il “luogo verso cui”.

    • Z. says:

      Beh, mi sembra che di solito si dica proprio “migrazioni”.

      “Immigrazione” ed “emigrazione” si usano più spesso al singolare.

    • Roberto says:

      Nella mia kalergica e sorosiana ingenuità, pensavo che si dicesse migrazioni per indicare il fenomeno nel suo complesso (in- e ex-)

  35. roberto says:

    cadeau, perfettamente in topic, per moi, da parte del signor Overton

    http://www.lalibre.be/actu/politique-belge/richard-miller-mr-veut-interdire-le-parti-islam-5ac89a3bcd702f0c1ac20354

    (questi sono un po’ più numerosi dei francesi, hanno eletto un paio di consiglieri comunali in comuni intorno a bruxelles. fuori da bruxelles contano però lo 0.2%)

    • Z. says:

      Una fenètr uvèrt par le messié Overton, paddechestiòn (lo so, l’accento è sbagliato, perdonatemi!), ma aperta verso quale mondo?

      Pour parer à cette éventualité, M. Miller a déjà introduit deux propositions de modification de la Constitution. L’une d’elles vise notamment l’inscription de la laïcité et de la neutralité de l’Etat.

  36. Zhong says:

    Sto leggendo la Morte di un’impresa tessile… molto divertente!

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