Oriente e Occidente

Una signora tedesca, dal nome antico, che aveva sposato un egiziano, tanto anni fa, ed era venuta a vivere in Egitto.

Novembre 1956.

Inglesi, francesi e israeliani attaccano insieme l’Egitto, bombe e paracadutisti dal cielo. Migliaia di egiziani devono fuggire, in quei giorni, dalle loro case.

THE SUEZ CRISIS (OPERATION MUSKETEER) 1956 (HU 4148) Egyptian civilians survey the burnt out ruins of a shanty town in Port Said. Buildings in this area were totally destroyed by anti-tank gun fire when British forces engaged Egyptian machine gun and infantry positions in the locality.

Sieglinde, pelle chiara e capelli biondi sale sul tram tremolante che attraversa Alessandria.

La guardano tutti, incarnazione pallida di tutti coloro che in quel momento stanno massacrando il loro paese.

Lei si guarda attorno, e si chiede se ne uscirà viva.

Poi un uomo si alza, dicendole, itfaddali ya madaam, “prego signora”, e le cede il suo posto a sedere.

Mezzo secolo e oltre dopo, a Firenze, sull’autobus numero sei.

Una signora italiana anziana, con evidenti problemi fisici, sta in piedi, e davanti a lei se ne sta beatamente seduto un ragazzo, di palesi origini maghrebine, le cuffie in testa. Avrà sedici anni, e se ne sta nella sua impenetrabile bolla elettronica, con ho i miei diritti umani e tu non mi rompere, se hai qualcosa da ridire, citami pure in tribunale, scritto sul fumetto che gli esce dalla testa.

E poi dite che non sanno integrarsi ai nostri valori.

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in esperienze di Miguel Martinez, Islam in Europa, migrazioni and tagged , . Bookmark the permalink.

63 Responses to Oriente e Occidente

  1. Francesco says:

    1956 – 2018

    è colpa del ’68 mi pare evidente! che altro fatto della storia dell’umanità ha mai attaccato frontalmente la buona educazione e il rispetto per gli anziani? almeno in quel lasso di tempo?

    PS pensavo di stare scherzando ma faccio fatica a pensarlo ancora adesso …

    • Peucezio says:

      Il fatto è che l’Occidente è il ’68.
      Fino ad allora cioè lo iato antropologico fra l’Occidente comunemente inteso e tutte le altre culture della storia umana (compreso il passato plurimillenario dell’Occidente stesso) non era così abissale.
      Pasolini lo comprese molto bene.

      • Z. says:

        E basta rosicare sul Sessantotto, miseriaccia…

        🙂

        • Peucezio says:

          L’ho sempre detto che sei un sessantottino fatto e finito! 😛

        • Z. says:

          Veramente il sessantottino sei tu: anarcoide, obiettore di coscienza, anticonformista, sempre alla ricerca di qualcosa con cui spiazzare la borghesia…

          Però potresti rispondermi: “è tutta colpa dei Sessantotto se sono così!”

          😛

        • Peucezio says:

          Non ho capito in che senso sarei tutte queste cose, a parte la borghesia, che non mi sta simpatica, essendo un reazionario.

      • Per Peucezio

        “Il fatto è che l’Occidente è il ’68.”

        a parte la tua nota antipatia per il Sessantotto (Costanzo Preve ci teneva a distinguere sempre l’evento, scritto in lettere, dall’anno, scritto a numeri)…

        io faccio molto fatica a datare così tardi la spaccatura.

        Per me l’anno decisivo è il 1813, che per Peter Linebaugh fu l’anno decisivo della storia (guerre napoleoniche, colonialismo in India, rivoluzione industriale…).

        William Dalrymple (da non confondere con Theodore Dalrymple) data attorno allo stesso periodo il passaggio da giovani sprovveduti che andavano in India, ammirandone l’immensa cultura e ricchezza e che non vedevano l’ora di mettersi pennacchi di pavone e farsi un harem anche loro, alla categoria di “occidentali superiori”.

        • Peucezio says:

          Secondo me è una questione di ceti.
          La spaccatura secondo me data intorno ai 5.000 anni fa, però è vero che, a livello popolare, un contadino degli anni ’50, con tutti i distinguo del caso, era ancora per molti versi simile a un contadino medievale o a un contadine cinese o indiano.
          Mi pare che Pasolini dicesse proprio che un uomo di quelle generazioni era ancora in grado, sentendo un racconto biblico, di riconoscersi in molti aspetti del mondo agricolo ivi descritto, mentre già uno nato negli anni ’40-’50 ormai no.
          Cioè il ’68 (scrivo così per brevità: non lo farei mai in un testo più formale: scrivere 1968 riferendomi all’anno, Sessantotto riferendomi al movimento) ha portato una trasformazione di origine molto antica fino a stravolgere completamente le caratteristiche antropologiche più profonde della maggior parte della popolazione.
          Pensa solo all’alfabetizzazione (con tutte le implicazioni che ha). Fra la generazione immediatamente precedente gli anaflabeti e i semialfabetizzati erano ancora tanti, io ho conosciuto gente nata negli anni ’10-’20 che faceva fatica a esprimersi in italiano.
          Ma la scrittura appunto comincia ad esserci con Sumeri ed Egizi, per l’appunto cinquemila anni fa. Ci ha messo circa mezza decina di migliaia di anni per diffondersi in tutta la popolazione (almeno nel mondo cattolico: i protestanti immagino che per poter leggere la Bibbia si siano alfabetizzati molto prima, d’altronde Lutero stesso caldeggiava la diffusione delle scuole… poi dice che uno è antiprotestante).

      • Francesco says:

        no Pecuezio, mi rifiuto

        Roma non è Nerone e Caligola, la Germania non è Himmler e Goebbles, il Milan non è Traorè e Digao

        io sono nato in quell’anno ma mi pregio di appartenere all’altro ramo dell’Occidente, quello che al ’68 ha fatto guerra ogni giorno della sua vita

        ciao

        • Peucezio says:

          Ma cosa sarebbe allora esattamente l’Occidente?
          La Grecia è la Grecia, Roma è Roma, Carlo Magno è Carlo Magno, la Germania è la Germania…
          Al massimo occidentali possono essere gli americani… E infatti il ’68 è venuto da lì, mica da Bergamo.

          • Francesco says:

            cosa è l’Occidente?

            credo basti leggere le relazioni degli ambasciatori turchi, cinesi, giapponesi in Europa per saperlo

            o pensare a Cristoforo Colombo e Bartolomeo de Las Casas

            l’Occidente è quella Cultura che hanno IN COMUNE gli Europei e i loro emigrati nel mondo e che in parte non piccolissima è stata accolta nel resto del mondo

          • PinoMamet says:

            OMDAF

            col il distinguo che quello non è “l’Occidente”, che è una direzione, ma “l’Europa”, che è un posto piuttosto piccolo;
            un continente o forse più correttamente un angolino di un continentone che va dal Portogallo alla Cina;
            e in questo angolino si è sviluppata nel tempo una cultura comune, che fa sì che maltesi, danesi, portoghesi e polacchi potessero parlare delle stesse cose… magari in latino o in francese.

  2. Francesco says:

    PPS spesso se gli fai cenno i giovinastri escono della bolla e fanno sedere la persona anziana, con disarmante naturalezza

  3. Z. says:

    Insomma: se un maghrebi è maleducato, è colpa dell’Occidente!

    Che poi è vero, nel senso che un maghrebi è occidentale ipso nomine 😀

  4. Z. says:

    Ma soprattutto, Miguel, lo vedi cosa succede a scambiare il corsello condominiale per il mondo? si finisce per credere di saper leggere i fumetti nella testa altrui 😉

  5. roberto says:

    “E poi dite che non sanno integrarsi ai nostri valori”

    se tra i tuoi valori c’è “non cedere il posto”, direi che abbiamo valori diversi e che usi “nostri” in maniera impropria

    • paniscus says:

      Io posso vantare qualche esperienza mistica di passaggio sull’autobus, insieme ad alunni miei, all’uscita da scuola, incinta di sette mesi, alla fine di maggio…

      …in cui a nessuno di tali alunni miei veniva in mente di cedermi il posto, nonostante fossi palesemente incinta a uno stadio avanzato, e nonostante sapessero che avrei dovuto dare loro il voto di fine anno pochi giorni dopo.

      Quindi, non solo la cosa non veniva in mente per educazione e rispetto, ma NEMMENO per eventuale ruffianeria e tornaconto egoistico.

      E faccio presente che il bambino che allora stava in pancia, adesso ha quasi 11 anni, quindi non si parla di una moda recentissima. E gli smartphone superaccessoriati ancora non c’erano.

      • Roberto says:

        Io mi sono sempre, o quanto meno ho offerto il posto, a donne in cinta, vecchietti, infortunati ed in generale a chi sembrava aver più bisogno di me di un posto a sedere, e questo da quando prendo l’autobus, almeno 30 anni….

        Ma a parte gli aneddoti personali, e facendo la tara al modo immaginifico con il quale miguel scrive, il fatto di non cedere il posto a chi ne ha più bisogno è percepito comunemente come un disvalore, giusto? O c’è qualcuno che dice “no, è giusto così, chi prima arriva meglio alloggia?”. quindi come cavolo si può considerarlo un “valore”?

        • Roberto says:

          Leggasi

          “Mi sono sempre alzato”

          • Per roberto

            “Leggasi

            “Mi sono sempre alzato””

            Ah ecco, e io che pensavo chel’errore riguardasse le donne che vanno in giro dentro grandi cinte:

            “ho offerto il posto, a donne in cinta”

            • Roberto says:

              Quello non l’ho corretto perché è colpa del correttore automatico della Apple, che evidentemente detta il valore occidentale della disortografia

            • Roberto says:

              Tra l’altro chissà se qualcuno ha mai fatto uno studio sul perché delle correzioni.

              se scrivo male “incinta”, saltando una lettera per esempio, mi corregge in “in cinta” e non nel più comune “incinta”

        • Peucezio says:

          In effetti si deve parlare di prassi, più che di valore.

  6. Moi says:

    In realtà il Mondo Arabo-Islamico ha conosciuto una classe dirigente laica e progressista senza (!) le degenerazioni tutte “Occidentali” (… nel senso proprio di a Ovest della Cortina di Ferro !) … finché ha potuto beneficiare culturalmente del Colonialismo e PostColonialismo Europeo !

    • Per Moi

      “il Mondo Arabo-Islamico ha conosciuto una classe dirigente laica e progressista”

      Boh…

      era un mondo che innanzitutto aveva le armi in mano, e poteva sparare sugli altri.

      Poi, come ho già detto altrove, si sono dati la zappa sul piede con la scolarizzazione di massa.

      Così il popolo ha imparato come si fa a sparare su di loro.

      • Francesco says:

        e ha ottenuto una classe dirigente religiosa e reazionaria che spara anche di più sul popolo stesso ma finge di essergli più simile?

        un pò come dire che hanno anticipato i 5 Stelle di un bel pezzo

        • Moi says:

          Ma la Sunna NON credo che potrà mai garantire la stabilità politica come la Shi’ia (o come si scrive) che già è strutturata in maniera cripto-para-ecclesiale !

          • Francesco says:

            insomma, non mi pare che la instabilità politica sia un problema storico dei paesi sunniti

  7. Moi says:

    L’ Egitto del 1956 (essenzialmente Nasser) andrebbe paragonato con l’ Italia del 1956 …

  8. Eccoci rinati!

    C’era un piccolo errore nel file .htaccess, dovuto a non ho idea cosa

  9. mirkhond says:

    Infatti per due giorni non si apriva il blog.

  10. Moi says:

    Riprendo qui un discorso di Miguel che mi sembra molto pertinente :

    ———————————-

    La modernità è occidentale.

    La modernità stabilisce che io sono un individuo e faccio quello che voglio, almeno finché non mi si mostra la legge contraria e poi ce la vediamo per i prossimi dieci anni in tribunale, se hai voglia di spendere i soldi.

    La tradizione, che è tipica del non-occidente (Africa, mondo islamico, Calabria Saudita, America Latina, contadini polacchi ecc.) dice che i giovani devono rispettare gli anziani, che gli uomini devono rispettare le donne, che bisogna stare sempre attenti a tutto ciò che si fa, perché si potrebbe perdere la stima agli occhi degli altri.

    [cit.]

    ————————-

    Giusto, MA … attenzione: nella “Tradizione” esistono ruoli ben precisi, fin troppo rigidi, la “donna” rispettatavi NON vuole mostrare di saper fare tutto ciò che fa un uomo come se non meglio di lui; l’ anziano NON scimmiotta goffamente il giovane con il Giovanilismo e il viagra 😉 , i giovani vogliono perpetuare il Mondo che hanno ricevuto, NON sovvertirlo; e così via …

  11. Francesco says:

    OT

    Miguel, scusa se sono noioso da far schifo ma il fumetto “le” esce dalla testa!

  12. Moi says:

    @ MIGUEL

    Interessante quel “madaam” , che immagino calcato dal Francese PostColoniale … si usa solo per le “Kafiresse” 😉 di riguardo, in un contesto culturale “laico” (facciamo a capirci) ? … Oppure si può usare anche in contesto religioso per le “Muslimme” 🙂 ?

    • Per Moi

      “Interessante quel “madaam” , che immagino calcato dal Francese PostColoniale … si usa solo per le “Kafiresse””

      Si usa normalmente per le signore, senza riferimenti religiosi… poi le muslimme casomai sono anche “sorelle”.

      Un’espressione più araba è “sitti”, accorciamento di “sayyidatii”, “mia signora”, senza alcun riferimento religioso.

      • Moi says:

        “sorelle” com’è in Arabo ? … è la stessa parola della famiglia ?

        … perché ad esempio, in Portoghese (quindi non chissà che lingua esotica chissà dove !) “padre” significa “prete” come titolo mentre “padre” in senso del gergo di famiglia è “pai”.

        • Per Moi

          ““sorelle” com’è in Arabo ? … è la stessa parola della famiglia ?”

          discorso interessante… comunque sì, “ukht” vuol dire sia “figliola de la mi mamma”, sia “muslimma di chiunque ti possa aver messa al mondo”.

          • Moi says:

            Anzi, basta l’ Italiano 😉 :

            “fratello e sorella” sono diminutivi-vezzeggiativi, che riguardano la famiglia … mentre “frate” e”suora” sono sostantivi primitivi “diretti” dal Latino che hanno assunto un significato di sacerdozio !

  13. Moi says:

    A proposito di Occidente Vs Oriente e Sincretismo d’ Immaginari :

    «Macellaio ucciso nell’attentato di Trebes? Zero compassione»: condannata vegana in Francia
    Un’attivista aveva scritto su Facebook di trovare giusta la morte di «un assassino» per mano del terrorista che ha compiuto l’attacco di Trebes

    «Macellaio ucciso nell’attentato di Trebes? Zero compassione»: condannata vegana in Francia
    Un’attivista aveva scritto su Facebook di trovare giusta la morte di «un assassino» per mano del terrorista che ha compiuto l’attacco di Trebes

    PS

    Ha vinto Macron, quindi NON ci sarà conseguente applicazione di Politiche di Pubblica Sicurezza di stampo Israeliano … contenti/e/*?!

    • Moi says:

      http://www.corriere.it/cronache/18_marzo_30/macellaio-ucciso-nell-attentato-trebes-zero-compassione-condannata-vegana-francia-61c966ce-33e1-11e8-a1e2-51062e133ddb.shtml

      … ovunque possa essere concepibile e addirittura “organizzato politicamente” un essere umano dalla parte delle bestie in Odium Sui, colà è Occidente !

      Intelligenti pauca !

    • Per Moi

      “macellaio Trebes”

      Allora, un islamista, per motivi che non hanno nulla a che fare con questioni animaliste, anzi… uccide un tizio che casualmente fa il macellaio.

      Una signora, che non c’entra niente, che non ha nulla a che fare con le idee dell’islamista, scrive queste parole:

      “Ben quoi, ça vous choque un assassin qui se fait tuer par un terroriste? Pas moi, j’ai zéro compassion pour lui, il y a quand même une justice.”

      Cioè dice che quello che ammazzato è un terrorista, ma la vittima è un assassino (di animali). Che è un punto di vista che possiamo definire filosofico, su cui si potrebbero fare tanti ragionamenti (come succede anche con l’aborto).

      Poi dice che non prova un certo sentimento verso il signore che di mestiere uccideva animali.

      Penso a una serie di persone verso cui non provo sentimenti in questo momento – diciamo il presunto broker italiano morto misteriosamente in Messico mentre “intermediava finanza” in una sperduta cittadina del Messico https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/messico_italiano_ucciso_villani_intermediario_finanziario-3639085.html comunque, se arrivano i carabinieri e me lo chiedono, giuro che piango come una prefica.

      Per quanto riguarda poi il riferimento alla “giustizia”, ci aspettiamo l’arresto post mortem di Johnny Cash:

      Go tell that long tongue liar
      Go and tell that midnight rider
      Tell the rambler, the gambler, the back biter
      Tell ’em that God’s gonna cut ’em down
      Tell ’em that God’s gonna cut ’em down

      You can run on for a long time
      Run on for a long time
      Run on for a long time
      Sooner or later God’ll cut you down
      Sooner or later God’ll cut you down

      • Moi says:

        Be’, infatti come modo di “sragionare” tipicamente Occidentale (almeno da quando la mentalità del gruppettaro “Fuorone” Anni Settanta è Cultura di massa nel “Trasgressivismo Conformista”) NON mi maraviglia affatto !

    • necroclerico says:

      La psicopolizia orwelliana è arrivata. E come tutta la merda, parte dal potere in Francia.

  14. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=lzWZ_FzmDB4

    Apologie du terrorisme: ce que l’on sait sur la condamnation de Stéphane Pouss
    Militante «vegan» jugée pour apologie du terrorisme : la position des GRANDES GUEULES

  15. Moi says:

    Se avete ascoltato, e magari vi è capitato di sentire certi discorsi dal vivo … a ‘sto punto, se fossi un TerrorJihadista farei le aste on line, del tipo:

    Vegani/e/*, quanto offrite (al limite in bitcoin) per una strage di gente che fa le grigliate ?
    Gente da Grigliate, quanto offrite per una strage di Vegani/e/* ?

    Popolo No Gender, quanto offrite per una strage durante un “Pride” ?
    LGBTQPUAXYZ ;), quanto offrite per una strage durante un “Family Day” ?

    Fasci, quanto offrite per una strage di Rossi ?
    Rossi, quanto offrite per una strage di Fasci ?

    E così via …

  16. Davide Troiano aka daouda says:

    E qui il sistema, in quest post, supera sè stesso.
    Non solo si pretende Cesare a Dio ( vedasi paniscus ) ma anche si ciancia di valori ( Miguel ) quando un disvalore non può mai essere tale.
    Infatti in quest’ultimo caso non si fà così solo una legittimazione di quel che è degenere , ma si spacciano per valori cose che non lo sono, ad esempio la religione islamica. Torniamo al primo caso : Cesare è preferito a Dio quindi non subordinatoGli giudicando come mancanza di etica quel che è mancanza di Agape. Senza Agape infatti abbiamo leggi, e con le leggi foss’anche morali, interiori, di buon costume e rispetto se non proprio di chiara generosità, comunque sia abbiamo obbligo e dove c’è obbligo c’è educazione non affetto. Cambia la società, cambi il diritto. Cambi il diritto, soprattutto quando pieno di inutilità e contraddizioni e favoreggiamenti, cambi addirittura l’etica.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *