Il vincitore resta con il cerino in mano

In questi giorni, mi sembrano stranamente euforici diversi elettori e militanti del PD.

“Voglio proprio vederli a governare!”, dicono, mentre godono a vedere il cerino rimasto acceso in mano all’avversario, e già sognano la propria rivincita alle prossime elezioni.

Hanno ragione, ovviamente, però non capiscono che è una legge generale, che segna la storia italiana dall’inizio del grande declino, che poi coincide con l’assestamento dopo Tangentopoli: prima c’era una tale pacchia che con il grasso che avanzava, ci poteva campare un ceto intero di politici: un mestiere da allora molto ridimensionato e diventato precario.

I pranzi non sono mai gratuiti, come amano dire i liberisti, e se non hai qualcun altro che li paga per te, li paghi tu – in debiti, devastazione ambientale, rifiuti, disoccupazione  e riduzione dei servizi.

La Germania riesce ancora a far pagare all’ambiente proprio e agli Stati Uniti (nonché all’ambiente degli USA e dell’Europa orientale), e lì la cancelliera è stata riconfermata per la quarta volta.

L’Italia paga da sola; e di conseguenza, a pagare è anche il politico che ha in mano il cerino nel momento che si vota, come ha imparato a proprie spese il neo-senatore Renzi.

Questo crea un nuovo, curioso meccanismo: per avere il potere politico, occorre evitarlo.

Infatti, Mario Portanova ci ricorda come è andata, proprio a partire da Tangentopoli:

“Mentre impazzano le analisi sul voto del 4 marzo e sui futuri scenari di governo, c’è un dato di fatto che meriterebbe di essere approfondito: nell’ultimo quarto di secolo, in Italia chi ha vinto le elezioni ha sempre perso al giro successivo.

Ossia, in 24 anni nessuno l’ha mai spuntata in due corse di seguito.

1994: vince il centrodestra di Silvio Berlusconi (che governa solo sette mesi).

1996: vince il centrosinistra di Romano Prodi (con successivo ricambio di vari governi “rossi”).

2001: vince il centrodestra di Berlusconi (che regge con qualche rimpasto fino a fine legislatura).

2006: vince il centrosinistra di Prodi (con una maggioranza risicata che dura poco).

2008: vince il centrodestra di Berlusconi (che nel 2011 si dimette aprendo la strada a Mario Monti e ai suoi tecnici).

2013: vince il centrosinistra di Bersani (per una manciata di voti: Enrico Letta fa le larghe intese, poi arriva Renzi, infine, dopo la sconfitta del referendum costituzionale, Paolo Gentiloni).

2018: il Pd e il centrosinistra vanno ai minimi termini, il centrodestra ha la maggioranza relativa dei voti (vedremo i seggi) e i 5 Stelle sono il primo partito. E’ un caso?

O – al netto di singole responsabilità ed errori, e di ogni legislatura che fa storia a sé – governare porta male, a destra come a sinistra? E quando si torna alle urne la voce di chi sta all’opposizione arriva agli elettori sistematicamente più forte e chiara rispetto a quella di chi ha governato? E se sì, perché? Difficile dare una risposta, la materia è più da politologi che da giornalisti (chi conosce buoni studi scientifici in materia li segnali pure, grazie). Quel che è certo è che per tutta la Seconda repubblica è andata così.”

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312 Responses to Il vincitore resta con il cerino in mano

  1. Francesco says:

    1) dovresti smettere di affidarti al primo scemo che passa, in materia di economia, meglio lasciar perdere del tutto. come per la potatura degli alberi, la mancanza di competenza porta a disastri

    2) Portanova ha ragione ma il problema è sotto la superficie: gli italiani vogliono l’impossibile (vedasi Pino) e chiunque governi non può che deluderli. senza una rivoluzione culturale (prendere coscienza che NON ci sono pasti gratis) il giochino andrà avanti fino al default, magari anche ripetuto

    voi che vivete all’ombra del PD, potete dirmi di che razza sono i parlamentari superstiti? fedeli di Renzi scelti da lui (dopo la scissione dei comunisti chi altri è rimasto?)? fedeli di Bersani lasciati lì come quinta colonna e pronti al golpe e all’alleanza col PD? disperati pronti a tutto? fedeli di Calenda pronti ad offrirsi come salvatori della patria dopo i disastri dei populisti?

    ciao

    • Per Francesco

      “prendere coscienza che NON ci sono pasti gratis”

      Infatti, è esattamente quello che dico io.

      Quella che chiamano “crescita” si paga sempre (o la pagheranno i nostri figli), se non si riesce a farla pagare a qualcun altro, almeno finché quell’altro è disposto a pagare (vedasi Cina che ha finalmente chiuso le frontiere ai nostri rifiuti).

      Non esistono pasti gratis, e questo prescinde dalle nostre buone o cattive intenzioni.

      Ma tu cosa faresti al posto del M5S in questo momento? Passare la palla, o provare a governare, e in tal caso con chi?

      • Francesco says:

        questa storia della Cina e dei rifiuti è strana: il trattamento dei rifiuti è un’attività economica perfettamente sensata, non consiste nell’abbandonare in aperta campagna bidoni di plutonio fregandosene altamente. almeno mi aspetto che funzioni così in Cina

        il M5S è formato da pazzi che pensano di poter governare l’Italia con delle pseudo-idee, nella loro logica imbarcare i resti del PD come sherpa è ottimale

        • Per Francesco

          “il trattamento dei rifiuti è un’attività economica perfettamente sensata”

          Dai, io non ci capisco niente di economia e quindi non ho idea se sia “economicamente” sensata 🙂

          Parlo di energia e ambiente, che per me sono concetti più chiari.

          1) Per portare la plastica dall’Italia in Cina, devi attraversare il mondo con navi altamente inquinanti e consumare petrolio

          2) Arrivata in Cina, la plastica deve essere selezionata, pezzettino per pezzettino, e si salva solo una parte. Con un alto consumo energetico.

          3) La parte utilizzabile della plastica viene trasformata per un primo giro in plastica di bassa qualità (secchi, palette, ecc.). E qui sicuramente c’è da fare un po’ di soldi (è questo che chiami “economia”, credo).

          4) Il resto è scarto, che si degrada lentamente in macromolecole che durano più o meno per sempre e avvelenano le falde aquifere, il mare e i corpi di tutti gli esseri viventi.

          Certo, lungo la catena si possono migliorare tanti procedimenti (ad esempio, aumentare la quantità riciclata), ma alla fine il dilemma è sempre quello:

          1) o fermiamo a monte la produzione di plastica

          2) o consumiamo oggi ciò che rubiamo ai nostri figli.

          Sono cose talmente ovvie, che le hanno capite anche i cinesi. Al costo di rinunciare a un piccolo guadagno (economico?) oggi, riducono la devastazione di domani. Certo, nel loro orticello, come dicono, ma dove mai possiamo cominciare, se non nel nostro orticello?

          • Francesco says:

            1&2) se mi pagano il trasporto e la lavorazione, non vedo il problema

            3&4) è esattamente quello che intendo io per “migliorare il procedimento” rispetto ad abbandonare il rifiuto di plastica in giro … i cinesi cosa ne facevano della plastica non riciclabile? hanno tutto il deserto Gobi per esempio da riempire, che non serve a un cazzo

            😉

            • Per Francesco

              “rispetto ad abbandonare il rifiuto di plastica in giro ”

              Direi che un modo notevole per migliorare il procedimento consiste nel limitarti a riciclare la plastica tua, senza sobbarcarti pure quella del resto del pianeta.

              E come tu giustamente lasceresti autonomia finanziaria ai Comuni, allo stesso modo, lasciamo autonomia immondezzaia a tutti: quando ognuno avrà il proprio orticello intasato fino all’inverosimile, cercherà finalmente di produrre meno rifiuti.

              • Un altro punto importante: la parte di plastica effettivamente riciclabile di solito si riesce a riciclare una sola volta, per cui in inglese si parla di “downcycling”, non di “recycling”.

                Poi va a discarica o nell’inceneritore comunque (e comunque lo stesso procedimento di riciclaggio rilascia composti organici volatili, e non a caso la plastica puzza https://www.sciencedaily.com/releases/2017/05/170523104345.htm ).

                La frazione recuperabile dipende da molti fattori: ad esempio, dalla colorazione (la plastica trasparente può essere tinta, quella colorata può essere soltanto tinta di nero), nonché ovviamente dalla composizione chimica, molto varia (e molti tipi di plastica, individualmente riciclabili, non si possono riciclare in combinazione tra di loro).

                E spesso il riciclaggio è controintuitivo: ho saputo adesso che per i rifiuti organici, almeno a Firenze, è meglio usare gli spessi sacconi neri (appunti riciclati) che i delicati sacchettini “compostabili” perché a Prato esiste un impianto che è in grado di separare i sacconi, mentre i sacchetti, degradandosi rapidamente, finiscono per inquinare il materiale organico.

            • Peucezio says:

              Francesco,
              lasciami dire che tu ragioni come se i soldi fossero un bene intrinseco, con poteri risanatori sul mondo, che compensano i danni reali.

              Come dire che io e te facciamo a mazzate e ci rompiamo le ossa, poi io ti do un pezzo di carta bianca con la mia firma, tu un pezzo di carta bianca con la tua e magicamente le nostre ossa si riaggiustano.

              • Francesco says:

                no, quello no, però i soldi in quanto scambiabili con beni reali servono a confrontare tra loro attività, beni e altro

                se mi ammazzano e danno alla mia famiglia un risarcimento non è esattamente lo stesso ma almeno è meglio che niente

                idem per i rifiuti: se scelgo di prendermi i tuoi in cambio di soldi, vuol dire che qualcosa ci farò. alla peggio ho un orto più grande del tuo ma proprio alla peggio

            • Mauricius Tarvisii says:

              La plastica non riciclabile ha impiego in edilizia e, alla peggio, viene usata al posto del cdr dai forni industriali (cementifici in primis).

    • PinoMamet says:

      “vedasi Pino”

      per curiosità, cosa vorrei io?

      • Francesco says:

        la Prima Repubblica, la DC, la Spesa Pubblica e tutta quella roba lì

        convinto che le cose andassero bene per quello e che si potrebbe tornare a quel bene

        🙁

      • PinoMamet says:

        Le cose andavano bene per quello , un altro sistema avrebbe sperperato le stesse risorse e creato malcontento

        (l’Italia non era fatta per diventare l’URSS, ma neppure la Germania Est; e, sappilo, non era fatta neanche per diventare gli USA- nel primo caso sarebbe diventata l’Albania, nel secondo uno qualunque dei paesi sudamericani del secondo Novecento).

        Ma, ahimè, il sistema non è esattamente replicabile, in assenza di guerra fredda.

        • Francesco says:

          le cose andavano bene NONOSTANTE quello e, al contrario di quello che dici, l’Italia sarebbe potuta diventare tranquillamente come la Francia, se non come la Germania, senza la serie lunghissima di cazzate fatte dalla DC: prima in campo culturale, poi economico, poi politico

          un altro sistema avrebbe INVESTITO le risorse, invece di sperperarle e non hai idea di quanta differenza faccia

  2. Peucezio says:

    Comunque c’è un aspetto che sarebbe da capire.
    Un amministratore pubblico locale ha dei poteri limitati, quindi viene eletto, NON governa, le cose vanno male e perde le elezioni successive senza colpa.
    Un politico nazionale ha dei poteri limitati, viene eletto, NON governa neanche lui, stesso schema.
    Con una differenza fondamentale.
    Il politico nazionale ha il potere di stabilire le regole del gioco.
    E’ vero che le leggi le scrivono i tecnici, ma in base a indirizzi stabiliti dai politici, che hanno l’ultima parola, perché senza voto in parlamento una legge non passa e non c’è tecnico, magistrato, giurista che tenga.
    Perché
    1) i politici eletti non cambiano le leggi di funzionamento delle amministrazioni locali in modo da esautorare i funzionari, lasciando loro solo le questioni più spicciole e neutre, e dare tutto il potere reale agli eletti?
    2) Perché, soprattutto, non ripristinano la sovranità piena degli stati, intervenendo sulla costituzione, sui trattati internazionali e tutto il resto?
    Se il mondo d’oggi funzionasse in modo intrinsecamente tale per cui gli stati non possono avere sovranità, non ce l’avrebbe neanche la Russia di Putin, la Turchia di Erdogan, l’Egitto di Al-Sisi, la Cina, l’Iran, ecc. ecc. Invece è meramente una questione di scelte politiche. Ma il parlamento è sovrano, inoltre elegge il presidente della Repubblica, direttamente o indirettamente (cioè tramire il presidente della Repubblica) due terzi della Corte Costituzionale: insomma, volendo avrebbe tutte le leve in mano. Ma sceglie di non usarle…

    • Francesco says:

      1) bella domanda, credo c’entri il controllo della spesa, ti ricordo che i soldi vengono quasi tutti dal centro (meglio, affluiscono al centro che li ridistribuisce). quel potere implica che ai locali posso concedere il minimo perchè il coltello ce lo ho io, per quanto ciò sia inefficiente. d’altra parte, i locali possono indebitarsi a gogò se io non gli metto le briglie. mica per niente io sono federalista radicale

      2) la sovranità degli Stati è limitata DI FATTO, altro che palle. guarda alla Storia: quanta sovranità hanno mai avuto gli Stati piccoli e deboli? l’Egitto che sovranità può avere, al di là dei formalismi? e poi storicamente la sovranità serve a farsi le guerre, per quello ci sono i trattati internazionali che la limitano. c’è un limite alla sete di sangue!

      ciao

      • Peucezio says:

        Francesco,
        1) va bene, ma allora diano molto più potere a prefetti e altri funzionari mandati dal centro, che rispondano però al governo centrale eletto, anziché lasciare tutto il potere a funzionari locali non eletti da nessuno, che fanno quello che vogliono paralizzando tutto (e spesso, cionondimeno, rendendo più costosa la macchina).

        • Francesco says:

          No, il contrario.

          Aboliamo i prefetti e diamo la più ampia possibile responsabilità di spesa ai sindaci. LORO mettono le tasse e LORO decidono le spese, al netto di trasferimento da Roma ridotti al minimo possibile.

          QUALSIASI cosa succeda in un territorio sono cazzi loro. NESSUN intervento di Roma senza proclamazione dello stato d’assedio e la sospensione dell’autogoverno.

          Questo è il mio ideale di Italia.

          • Z. says:

            Tipo, un ordinamento penale ogni comune? se vado a Casalecchio, o a San Lazzaro, o a Rastignano cambiano legge, giudici e procedura?

            Sei un grande. Hai risolto la crisi dell’avvocatura!

            Que viva el Generalísimo Francesco, miseriaccia!

          • Lucia says:

            Scusa Francesco, quindi politiche industriali si possono fare solo a livello locale (giá parlare di regioni, soprattutto nel caso di un territorio abbastanza esteso e molto popolato come la Lombardia, significa centralizzare e non a caso i paragoni e le comparazioni per la Lombardia si fanno con il Belgio o con territori semi-nazionali tipo Baviera o Baden-Württemberg)? Ovvero, non si fanno politiche industriali a parte forse qualche distretto industriale. Ne consegue che, secondo te, progetti per far trasportare le merci da una parte all’altra del mondo, dal canale di Suez alla nuova via della seta, non s’hanno da fare? Perché per quelli servono stati piuttosto potenti a livello centrale, dai vecchi imperi coloniali alla nuova Cina, direi.

            • Francesco says:

              vedi alla voce “sussidiarietà”

              ci sono moltissime cose che si possono fare a livello locale, senza bisogno di regole dal centro

              altre è bene le decida il centro, senza interferenze dei locali

              ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            Grande! No Tav ad honorem!

            • Francesco says:

              veramente pensavo più a un’epidemia dovuta a scelte NO VAX o ad aver esaurito i fondi della sanità dopo 3 mesi per spese clientelari

              la TAV è un progetto continentale, cosa c’entrano le regioni?

          • Peucezio says:

            Dovete capire che a Francesco basta demolire l’Italia.
            Che sia a favore degli Stati Uniti del Mondo o della Repubblica di San Colombano al Lambro, poco glie ne cale.

      • Peucezio says:

        2) Ma l’Italia è una delle 7 potenze più industrializzate e in proporzione ha un peso politico internazionale minimo.

        • Francesco says:

          lo era … Cina ci ha sorpassato, India anche immagino, Corea Sud forse

          per avere peso POLITICO ci vogliono una politica estera e i cannoni.

          indovina cosa non abbiamo?

          ciao

          • Peucezio says:

            Eehe…
            Fosse per me investiremmo nel nucleare militare.
            Ma ormai siamo un popolo di froci imbelli che aborrono la guerra.
            Il che è giusto, ma se te la fanno a te o la fanno a un povero cristo che non ha fatto niente di male.
            Ma non se tu ti attrezzi per esercitare la deterrenza sugli altri e avere peso geopolitico.

            • Per Peucezio

              “Ma non se tu ti attrezzi per esercitare la deterrenza sugli altri e avere peso geopolitico.”

              Guarda che non mi basta fare sei mesi di studi di pugilato, per salire su un ring a confrontarmi con i pesi massimi.

              I piccoli devono studiare tecniche alternative. Che so, i veleni, ad esempio.

              Credo che la Svizzera abbia un esercito molto, molto più efficiente di quello italiano.

              • Peucezio says:

                Vero.
                Ma secondo me il modello migliore è quello dello zio Kim Jung-Un.

              • Francesco says:

                che è un tirannello psicopatico del terzo mondo, in piedi solo perchè serve come cuscinetto alla Cina

                punterei a qualcosa di meglio

  3. Peucezio says:

    Questo potere di cambiare le regole è una questione decisiva che distingue i due livelli di potere e che mi fa avere qualche riserva sull’idea che le logiche locali possano far comprendere in toto quelle nazionali (il che in parte è verissimo, ma solo in parte).
    Perché se è vero che l’amministratore locale è terrorizzato e paralizzato dalle cause e dai risarcimenti in cui può incorrere, il politico nazionale può fare una legge in cui lo solleva da ogni responsabilità, come i magistrati (tranne casi di dolo palese, ecc.).
    Se non lo fa, è una scelta, non è un condizionamento invincibile.
    E allora si tratta di capire da dove viene tale scelta e bisogna chiamare in causa un piano ulteriore.

    • Francesco says:

      è tutta colpa di MT: la certezza che gli amministratori locali siano le persone peggiori del mondo spinge a emanare infinite norme nazionali, a questo punto i politici hanno le mani legate e i tecnici sono gli unici in grado di giocarci dentro

      poi l’Italia è il paese dei formalismi para-giuridici, pensa a come reagisce Roberto alla normalità italiana

      🙁

      • Peucezio says:

        Ma infatti la colpa fu dei democristiani dell’epoca di Tangentopoli, che si fecero sbranare senza reagire, autodelegittimandosi e delegittimando così per decenni la politica italiana. E quando delegittimi la politica, dai il potere ad altri non eletti e più forti, l’unico vero scopo della politica dovrebbe essere contenere i quali, a favore del resto della società e dei ceti deboli.
        E’ il motivo per cui detesto i Cinque Stelle: l’antipolitica è sempre funzionale a delegittimare la sovranità popolare a favore di interessi privati forti e poco palesi.

        • Francesco says:

          beh, i DC avevano fatto di tutto per essere delegittimati, nei decenni precedenti

          con la complicità di molta parte degli italiani, che se beccano un ladro non chiamano la polizia ma chiedono una parte del bottino

          mi rimane da capire se quelli che dettavano ai giornali la linea e i titoloni avessero un piano o meno: da quello che è successo dopo ne dubito

          • Peucezio says:

            Da quello che è successo dopo, ne ho la certezza.

            • Francesco says:

              il piano dei potenti italiani era ridurci al nulla? e a loro cosa resta, il gonnellino di banane e cantare per per sollazzare qualcuno?

              non funziona così

    • Per Peucezio

      “il politico nazionale può fare una legge in cui lo solleva da ogni responsabilità”

      Ha un po’ più di libertà nel farlo, ma entro limiti molto ristretti: pensa alla Polonia, che ha introdotte riforme in tal senso, che vanno però contro i trattati europei; e quindi la Polonia dovrebbe rinegoziare anche quelli, ma immagino che non sia possibile più di tanto per un singolo paese.

      • Francesco says:

        si chiama principio di legalità e dovrebbe proteggere i cittadini della prepotenze dei sindaci e dei funzionari pubblici in genere!

        non è una cosetta da poco, il problema sono i confini tra discrezionalità politica e azioni illegali

        • Peucezio says:

          Allora dovrebbe valere anche per i giudici. E sul serio, non solo nei casi estremi.

          • Francesco says:

            hai ragione ma chi giudica i giudici? per questo apprezzo l’idea USA di farli eleggere, per cui alla fine il popolo giudica i giudici

            sempre meglio del CSM

            ma non so quanto funzioni in pratica

            ciao

            • PinoMamet says:

              Ti pareva che non ci mettevi dentro la tua sconfinata ammirazione per le peggiori storture americane 😉

              per esempio quella che fa sì che un giudice divenga in tutto e per tutto un politico;
              e un politico USA cioè persino peggiore dei nostri,

              Il bel risultato?
              Le giudici che abbiamo visto qualche post fa, quelle che stracciano platealmente la difesa di un accusato buttandola nel cestino e che si compiacciono di mostrarsi mosse da sentimenti e passioni personali nell’emettere la sentenza…

            • Peucezio says:

              Infatti…

              Si potrebbe farli giudicare da degli avvocati: sono anche loro professionisti del diritto, ma al tempo stesso non c’è rischio di solidarietà corporativa.
              Si potrebbe pensare anche a dei professori universitari di diritto, se non fosse che, con tutte le eccezioni del caso (da Bagnai in giù) tendo a diffidare dei professori universitari quando si tratta di questioni pratiche: vanno bene per la linguistica (e molti di loro fanno danni anche lì).

      • Peucezio says:

        E’ il motivo per cui si deve uscire dall’Ue.
        E’ chiaro che è fatta per impedire che gli stati siano governati.

        • PinoMamet says:

          No, non è affatto chiaro che sia fatto per questo, ma di sicuro è uno degli effetti collaterali.

          • Francesco says:

            che io sappia, la UE proibisce che gli stati siano governati in maniera dispotica e basta

            non diamo a loro la colpa che è della nostra classe dirigente

            • Peucezio says:

              Che è un modo per dire che se c’è uno statista che decide davvero non va bene, perché potrebbe fare gli interessi della nazione, mentre se le responsabilità non sono chiare e tutto affoga nella palude del parlamentarismo con i suoi tatticismi, si può essere certi che decidono altri, la nazione va a puttana e l’Europa è contenta.

              • Francesco says:

                eh no compagno Peucezio, è dagli anni ’80 che sento i rossi rompere il cazzo confondendo governi perfettamente democratici ma decidenti (Maggie, Ronald e così via) e governi dispotici!

                non ci sto a questa porcata: per decidere davvero non serve opprimere

                😉

              • Peucezio says:

                Francesco,
                ti svelo un trucco:
                basta applicare alla rovescia ciò che dicono i rossi:
                se parlano male di un governo, che sia eletto in un sistema democratico consolidato su cui nessuno avanzerebbe dubbi (Trump), che sia eletto nel contesto di una democrazia con tendenze plebiscitarie e autocratiche (Putin, secondo loro) o che sia palesemente un dittatore, vuol dire che è valido.
                Non importa la forma di governo in sé stessa: il giudizio della sinistra è una cartina al tornasole perfetta!

              • PinoMamet says:

                La odiosa ed esecranda donna inglese di damnanda memoria e lo svampito attorucolo americano erano in effetti abbastanza dispotici, ma era il minore dei loro numerosi difetti…

              • Peucezio says:

                Francesco,
                aggiungo che comunque lo stesso Trump resta vittima della palude del parlamentarismo e dello stato profondo, cosa che in un’autocrazia, sostanziale o formale, non sarebbe possibile.
                Quindi tieniti pure la tua democrazia parlamentare con i (finti) pesi e i (veri) contrappesi.
                A me piacciono i sistemi politici in cui si DECIDE.

                Pino,
                beh, sì, difficile apprezzare personaggi di quel genere.
                Meno peggio di Clinton, Blair e Bush, comunque, che hanno sparso molto più sangue.

              • PinoMamet says:

                Clinton che sangue ha sparso?

                Non so, chiedo. Non lo ricordo come un guerrafondaio, a differenza della moglie.

  4. Francesco says:

    Del resto Miguel ci racconta di come gli amministratori locali liberali e progressisti abbiano devastato l’Italia unificata: senza senno, senza competenza, con molta corruzione.

  5. OT

    Sull’omicidio del ragazzo senegalese…

    Oggi alla mesticheria, la vecchina che fa la spesa: “L’ho visto tante volte! L’era un figliolo tanto bravo! Una persona proprio educata! Ma come si fa ad ammazzare uno così?”

    I fratelli che gestiscono la mesticheria: “Io lo so cosa gli farei a quello che ha sparato, la stessa cosa che ha fatto lui! Tu ammazzi, e io ti ammazzo! Ma siamo in Italia, questo qui che si è messo ad ammazzare la gente per strada, tra cinque anni ce lo troviamo libero di nuovo!”

    • Peucezio says:

      Ragazzo…?

      • Per Peucezio

        “Ragazzo…?”

        Un lapsus interessante: in effetti, i senegalesi ce li immaginiamo sempre molto giovani. Ieri da noi c’era un amico del senegalese assassinato, che vendeva assieme a lui, con la bambina, dalla carnagione più chiara, per cui immagino che la mamma sia italiana.

        In realtà, mi sembra che la vittima avesse più di trent’anni.

  6. rossana says:

    Azzardo un’ipotesi, sull’alternanza di governi nella seconda Repubblica: l’adozione di un sistema elettorale maggioritario rispetto al sistema proporzionale precedente (v. referendum Segni ’92).
    Fin lì, infatti, nonostante i governi cadessero e si rifacessero ogni due per tre, c’era una certa stabilità governativa, nel senso che la Democrazia Cristiana è stata al governo 40 anni, con poche variazioni dal lato opposizione.
    Forse è più stabile un sistema proporzionale, che consente di fare e disfare governi senza che nessuno rimanga mai con il cerino in mano, di un maggioritario che privilegia alla fine solo l’imposizione di governi “tecnici” e PdC mai votati da nessuno.

    • Francesco says:

      guardi che la spiegazione è molto semplicemente la politica internazionale: fino al 1989 in Italia chi avrebbe governato lo si sapeva prima, unichi “rischi” il 1948 e l’anno della “legge truffa” (che truffa non era ma i bugiardi erano già al potere)

      • rossana says:

        @ Francesco
        fino al 1989 in Italia chi avrebbe governato lo si sapeva prima
        Appunto: governi stabili (pur se di breve durata), referenti politici stabili.
        Un po’ quello che ha continuato a garantire il piddino Napolitano, anche quando i governi sono stati di destra…

        • Z. says:

          Rossana, i governi erano stabili perché solo a una parte politica era permesso di governare.

          Quando l’altra parte provò ad avvicinarsi al governo, quarant’anni fa, fu sequestrato e ucciso il politico democristiano che aveva promosso l’apertura a sinistra.

          • Peucezio says:

            Purtroppo va così. Se la presero con Moro, che era una brava persona… Magari avessimo avuto gente simile ai tempi di Prodi, D’Alema, ecc.

          • rossana says:

            “Erano stabili”…Non intendevo dire di più.
            Solo un’ipotesi sul perché dopo Tangentopoli (e il Referendum Segni), si siano sempre alternati un governo di destra e uno di sinistra.
            Fino al 2011 e al governo Monti (era di sinistra o di destra? Bipartisan, secondo me, poiché nessun governo è stato più decisamente politico di quello imposto come “tecnico”). Poi di governi nati da elezioni è difficile parlare senza ricorrere a tripli salti mortali…
            Va be’, non volevo comunque dire nulla più di questo.

          • paniscus says:

            “Rossana, i governi erano stabili perché solo a una parte politica era permesso di governare.”
            ———————–

            L’alternanza regolare comincia a esistere quando le parti a cui è permesso di governare sono solo due, e quelle due sono quasi uguali.

            • Z. says:

              Lisa,

              è un punto vista interessante, ma bisognerebbe intenderci su cosa significa “quasi uguali”.

            • Z. says:

              Quanto all’essere solo due partiti, beh, immagino che enti ed elettori tendano a coagularsi intorno a uno dei due maggiori partiti per non disperdersi. Ma non significa che solo a due partiti sia permesso di governare.

              A Ravenna, nei decenni dopo il secondo dopoguerra, la destra appoggiava il partito repubblicano. Non che il PRI fosse necessariamente di destra, e probabilmente laggiù lo era meno che altrove.

              Ma non è che Roma avrebbe inviato i marò in caso di elezione di un sindaco DC.

              • Francesco says:

                non fare lo gnorri: la tesi è che la NATO avrebbe inviato i marines in caos di vittoria del PCI alle politiche

                🙂

              • paniscus says:

                Veramente il PRI, dagli anni sessanta fino ai novanta, ha sempre partecipato ai governi nazionali, mica solo nell’amministrazione locale di Ravenna…

        • Francesco says:

          sì ma non capisco il nesso col sistema elettorale

  7. Mario says:

    Lo ripeterò sino alla fine del presente manvantara: Prodi è il nemico numero uno. E’ un mistero forse più oscuro di quello della stessa Trinità come nessuno in Italia abbia mai tentato di accopparlo.

  8. MOI says:

    Oggi SuperMega Gender Strike 🙂 , la donna delle pulizie e la Womanager [sic] sullo stesso piano a raglio … senza che neppure che nel Paese ci sia un Governo; impensabile un successo simile per motivi davvero sindacali !

  9. MOI says:

    Insomma: i RadicalChic fan già danni enormi all’ opposizione … figuarsi al governo !

  10. MOI says:

    Fra l’ altro gli incidenti sul lavoro con morti o gravi menomazioni sono un fenomeno prettamente maschile, come “i lavorazzi pesi” in sé … giacché, quando conviene, gli stereotipi di genere _ del tipo “fèr fadiga l’è un quèl da òmen” … _ van benissimo !

    Insomma, i Sindacati si sono autoinflitti la sputtanata finale che a Renzi non era riuscita !

  11. MOI says:

    A proposito, Indovina Indovinello a’ sto giro il Buffoncello 🙂 :

    voleva abolire il Senato, divenne Senatore !

    … Chi sarà mai ? 😉

  12. MOI says:

    King T’chaka levati, Prince T’challa scansati 😉 :

    Tony Iwobi VS Balotelli … no spoiler 🙂 !

    Tony Iwobi VS Cécile Kyenge … no spoiler 🙂 !

  13. MOI says:

    Maschietto autofustigante ci spiega perché nell’ Italia Sempre Indietro bisogna cessare immantinente di dire “Festa” della Donna … e in vece iniziare a dire “Giornata” :

    http://thevision.com/attualita/8-marzo-festa/

  14. MOI says:

    Ah … chiusa finale :

    si noti come fra le varie attività lavorative “emancipatorie” ve ne siano di “aberranti” se compiute da uomini :

    tipo bombardare villaggi di civili inermi nel Kissàndostan 😉 ; accoppare o torturare i nimaléin per applicazione commerciale o perfino diletto artistico (corrida, caccia, pelliccerie, pelletterie, agroalimentare, circo, ecc …) ; smanganellare/impallinare/dare scosse elettriche a (quasi tutti omacci) Vittimi 😉 dell’Ingiustizia Borghese che palesano Infanzia Difficile mediante Percezione Soggettiva dei Cittadini; radere al suolo la NaturaMadre Gaia per edificare senza ritegno; violenti e turpi sport da combattimento; e svariate altre …

  15. Z. says:

    Miguel,

    credo di aver scritto un gazillione di volte che non appena quelli fossero stati in grado di formare un governo si sarebbero squagliati come un gelato. Non è neppure detto che succeda, se Ferdinando di Borbone da Bari riuscirà nei suoi improbabili tentativi di Soccorso Rozzo, ma non voglio parlare di questo: se mi permetti un comportamento irrituale, per una volta non vado fuori tema 😀

    Credo di poter rispondere come “elettore del PD” se non altro perché (alla Camera) l’ho votato: cioè, ho votato la lista Più Europa, che però non ha passato lo sbarramento e tutti i miei voti sono andati al PD. L’intenzione non era quella, ma il risultato sì, e del resto ho consapevolmente accettato il rischio che succedesse, tutt’altro che peregrino.

    Euforia ne vedo poca. Legittima curiosità, in effetti, sì. E pure un pizzico di sano divertimento, mentre l’agente immobiliare Giggino scrive una lettera a Repubblica per spiegare che quelli sono i suoi principi, e che se non ci piacciono ne ha degli altri.

    Che la ruota gira lo capiscono tutti. Anche i grillini, naturalmente – e tra una fila all’INPS e una al CAF per richiedere “il modulo del reddito di cittadinanza” magari ci faranno un pensierino su. I non-grillini, estranei agli sforzi di raggimentare la politica nazionale, potranno ben farsi due ghigne, no? 😀

    A parte questo, le novità hanno sempre il loro fascino. Giggino dice che si è aperta una fase politica nuova, e a occhio direi che non sbaglia.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma infatti, non siete euforici: state rosicando nella peggiore tradizione calcistica.

      • Z. says:

        Maurì, noi abbiamo rosicato nel 2013. Ormai a sfatica esistiamo.

        A me – e direi non solo a me – pare che stiate rosicando voi. Ma rosicando abbestia, eh, dopo aver stravinto le elezioni.

        Naturalmente mi sbaglierò 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Noi chi? Elettori di potere al popolo? No, diciamo che non ci ho mai realmente sperato.
          Elettori di LeU? Sì, il risultato è brutto, ma se fossi ancora coinvolto emotivamente nella morte della sinistra non vivrei.
          Gli unici a rosicare siete voi piddini, che siete in piena scenata da sentimenti offesi.

          • Francesco says:

            Dagli torto: i migliori risultati economici da un decennio o giù di lì; la fine della Grande Crisi; l’occupazione che cresce; il miglior ministro dello sviluppo economico, l’export che vola … e prendono una trambata elettorale a favore di due giovani analfabeti le cui proposte economiche sono degne del Presidente degli Stati Uniti d’America!

            fossi piddino, e non lo sono, sarei un pò incazzato

            • Francesco says:

              e per rincarare la dose, non è che le sindache di Roma e Torino stiano facendo una gran pubblicità alle capacità dei casaleggini

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il bello è che ci credi davvero a ‘ste cazzate.

              • Francesco says:

                vedi alla voce “dati statistici” caro mio

                invece di provare a sparare cortine fumogene

          • Z. says:

            MT.

            — Noi chi? —

            Voi grillini, ma soprattutto voi Tarvisii (plurale magistratis): tra tutte le persone che conosco, sei quello che rosica di più.

            Non ho capito: contavi sul fatto che Renzi avrebbe appoggiato un governo Di Maio? ma perché?

            Io capisco che tu voglia vedere il PD al 10% entro due mesi, ma cerca di non avere fretta e vedrai che tra qualche anno ci arriva lo stesso!

            — Gli unici a rosicare siete voi piddini, che siete in piena scenata da sentimenti offesi. —

            Sentimenti offesi? cosa significa? riguarda i tuoi contatti su FB?

            • Mauricius Tarvisii says:

              No, riguarda i piedini che incontro quotidianamente e che da cinque giorni a questa parte fanno discorsi tipo “adesso voglio che vada tutto a puttane, così imparano…”. Per non parlare degli insulti razzisti contro i meridionali che si sprecano.
              Parlo di questo.

              Io da quando rosico? Ho già esaurito le rosicate ai tempi del Jobs Act, quindi per me ora è tutto indifferente.

              • Z. says:

                I tuoi amici dovrebbero prenderla più sportivamente, e anche tu 🙂

              • Peucezio says:

                “Per non parlare degli insulti razzisti contro i meridionali che si sprecano.”

                Invece L’Italia settentrionale, Emilia-Romagna compresa (ed esclusi solo i crucchi, che manco sono italiani), che ha votato in blocco la Lega, gli va bene? 😀

              • PinoMamet says:

                I piddini che insultano i meridionali però mi suonano nuovi.

                Boh?

              • Peucezio says:

                Eppure non è che una sinistra antimeridionale, non nella teoria ovviamente, ma nei sentimenti, non è che non sia esistita.
                Pensa un po’ gli operai polentoni degli anni ’60 che si vedevano arrivare meridionali a carrettate.

                Io credo che la sinistra abbia sviluppato un’avversione verso il razzismo antimeridionale solo a partire dall’emergere di Bossi.

              • Peucezio says:

                Ripetuta per errore la negazione.

              • PinoMamet says:

                Mi risulta nuovissimo.
                Sarà roba di sopra al Po!

                Direi che qui la sinistra è sempre stata allineata, da sempre, sulle tematiche della lotta di classe: le differenze regionali o nazionali considerate invece strumento della reazione per opprimere la coscienza di classe.

                C’è invece di vero che- forse a differenza della Lombardia?- sono state le città le prime a sviluppare una certa insofferenza antimeridionale- parliamo ovviamente di molto tempo fa, da un paio di decenni almeno- almeno- questi temi non interessano proprio a nessuno.

                Per intenderci, negli anni sessanta e settanta, quando le città vivevano l’industria e il terziario e gli immigrati meridionali che vengono a votare DC e si prendono tutti i posti pubblici ecc., le campagne erano ancora il regno indiscusso delle canzoni napoletane, i film di Totò e le tantissime mogli siciliane e campane dei contadini… Un fenomeno che nessuno mi ha mai saputo spiegare.

              • paniscus says:

                per Peucezio: non escludo che un certo filone di “sinistra antimeridionale” ci sia stata negli anni cinquanta e sessanta esattamente come adesso esistono dei filoni di sinistra anti immigrazione straniera, e per gli stessi identici motivi.

                Ossia, la paura che un’eventuale montata di straccioni, ignoranti e arretrati, o almeno visti come tali (cioè, pieni di legittimo risentimento per la propria situazione subordinata, ma allo stesso tempo del tutto privi di quella consapevolezza politica e sociale considerata indispensabile dalla sinistra tradizionale) potesse mettere in dubbio i principi di progresso e le garanzie civili faticosamente conquistate con la militanza organizzata.

                E questo vale allo stesso modo in contesti sociali diversi.

                La sinistra borghese, emancipata e colta, oggi come allora, è condizionata da una paura diffusa rispetto all’avanzata di massa di gente rozza (a volte davvero a volte no, ma comunque descritta e immaginata così) che tratta male le donne, che fa i matrimoni combinati, che va in giro col coltello in tasca, che si fa giustizia da sé, che risolve le controversie a botte invece di ricorrere alle vie legali con tutti i documenti in regola, che compra e vende senza ricevute, che non manda i figli a scuola, e roba del genere;

                la sinistra dei vecchi proletari di una volta, poco colti, ma ben organizzati e battaglieri a causa dell’esperienza della fabbrica, ha paura dell’avanzata di massa di gente più sfigata di loro e disposta a farsi pagare di meno e a condizioni peggiori, senza nessuna rivendicazione.

                Tutti questi immaginari, ripeto, non è detto che siano VERI, e non è detto nemmeno che siano completamente fasulli, ma sono sufficientemente forti per fondare un’avversione viscerale incontrollabile.

              • Per Paniscus

                “Ossia, la paura che un’eventuale montata di straccioni”

                Quando ero MOLTO piccolo, mi ricordo di due elementi concorrenti:

                1) il concetto di “vento del Nord”, l’idea che solo il Nord avesse fatto la Resistenza, mentre il sud era feudale, clericale, superstizioso, mafioso

                2) la paura che provavano gli operai del nord, sindacalizzati, comunisti, ma estremamente fieri del proprio lavoro, davanti all’arrivo di un’orda di giovani terroni, spesso dichiaratamente fascisti, che non volevano proprio lavorare e che iniziavano, sotto la spinta di Lotta Continua, a spaccare la sacra fabbrica.

              • Z. says:

                Miguel, ma LC era arrivata anche in Messico? Wow!

                Comunque non so la Lombardia. Qua più che “antimeridionali” siamo, beh, meridionali. Tra emigrati e figli di emigrati, i bolognesi DOC non esistono più.

                (e io del resto non lo sono)

              • Per Z

                “Non temere. Nessuno abolirà il contratto di appalto”

                Credo che tu abbia capito benissimo quello che voglio dire.

                Ci sono immensi appalti in ballo in Italia, che dipendono anche dai governi: leggo che si parla adesso anche delle Olimpiadi, ma pensiamo a TAV, TAP, Venezia, aeroporto di Firenze, i centri di smistamento migranti e infiniti altri.

                Questioni molto più importanti dei nomi dei partiti che ci saranno o non ci saranno nella prossima coalizione.

              • PinoMamet says:

                Devo dire che, qualunque fosse il sentimento negli anni Settanta (quando il PD non c’era), sentir parlare di piddini antimeridionali mi stupisce moltissimo, anche perché molti piddini che conosco sono meridionali o mezzi meridionali.

                Non perché rappresentino qualcosa di particolare: proprio perché non la rappresentano, sono semplicemente comuni parmigiani/parmensi.

              • Roberto says:

                Da che io mi ricordi, dopo qualsiasi elezione, il voto a sud è sempre stato analizzato con un po’ di puzza sotto il naso, sul presupposto che sia frutto di voto di scambio e accordi con la mafia. Anche questa volta è così, mi sembra

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma no: sono solo i terroni che non hanno voglia di fare un cazzo e che pretendono di essere mantenuti a vita con il reddito di cittadinanza.

              • Roberto says:

                Ma è uno specifico di quei maledetti piddini? Io la sentivo dai tempi di “i terroni votano de mita perché vogliono tutti il posto fisso in comune, ostrega!”

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quindi visto che lo dicono i leghisti va bene che lo dicano anche i piddini. Roberto, ho capito il tuo innamoramento salviniano, ma poniti un limite 😀

              • Z. says:

                Miguel,

                –Questioni molto più importanti dei nomi dei partiti che ci saranno o non ci saranno nella prossima coalizione. —

                Sono certamente questioni importanti, e sono le questioni che interessano di più a te.

                Ma è come se io ti dicessi che ho male al fegato e tu mi dicessi che è più importante il cuore.

              • Per Z

                “Ma è come se io ti dicessi che ho male al fegato e tu mi dicessi che è più importante il cuore.”

                No, è come se uno che avesse un serio problema al cuore non ne parlasse mai, mentre parla per ore di come abbia un po’ di mal di pancia.

                Incuriosisce capire il perché.

              • Z. says:

                C’è però una cosa che mi stupisce, di quelli che sono andati a chiedere i moduli per il RdC (a proposito, come sospettavo parrebbe che non ci siano state resse o risse: http://www.butac.it/le-file-per-il-reddito-di-cittadinanza/ ).

                Chi c’è andato pensava che, all’indomani delle elezioni e senza ancora un governo in carica, esistesse già la legge?

              • PinoMamet says:

                Insomma, leggendo il link risulta che:

                qualche decina di cittadini ha chiesto informazioni ai Comuni in merito a un’eventuale introduzione del reddito di cittadinanza.

                Sarà ingenuità, ma non mi pare ‘sto scandalone.

                Riportiamolo a uno scenario realistico:

                nonno Ermete va al Comune e chiede all’impiegato “ho sentito che vogliono mettere il reddito di cittadinanza, mio nipote che è appena laureato e non sa dove sbattere la testa c’avrebbe diritto? che carte deve fare?”

                Ingenuità, può essere, ma dai, più che lecita, in quella misura.

              • Z. says:

                Sì, ho approfondito la notizia perché mi sembrava esagerata per come l’avevo letta.

                Comunque si parla di una cinquantina di richieste nel corso della stessa giornata allo stesso sportello, che non sono pochissime.

                Insomma, quello che mi stupisce non è che qualcuno – magari disoccupato, o con figli o nipoti senza lavoro – abbia votato i grillini sperando nel reddito di cittadinanza. Ci sta. Mi stupisce che parecchi utenti di quello sportello pensassero che fosse già entrata in vigore la legge a urne appena chiuse!

              • Roberto says:

                Eh ma sai mauricius noi PDini siamo razzisti nell’anim! Per di più quando becchiamo un terrone o un negro lo sacrifichiamo al nostro dio Renzi.
                Eia eia mavalà!

              • PinoMamet says:

                Certo, ammetto che 50 o 60 persone che chiedono la stessa cosa possono essere tantine.

                Però bisogna tener presente anche quanti nonni Ermeti e quanti giovani disoccupati ci sono nel paese…

                non credo affatto poi che tutti quelli che siano andati a chiedere informazioni pensassero che la legge fosse già in vigore.
                Probabilmente la maggior parte pensava, semplicemente, che il Comune avesse più notizie a riguardo.

                Tantiiiiiiissimi anni fa, quando ero in fase di “rinvio per motivi di studio”, lessi sul giornale locale che forse sarebbe stato possibile fare il servizio militare nei Vigili del mio Comune (la notizia non era chiarissima: linguaggio giornalistico…)

                andai dai Vigili, pardon Polizia Municipale, e chiesi, e loro mi dissero che ne sapevano più o meno quanto me.

                Bon, fine: chiedere è lecito, rispondere è cortesia, dice quel tale 😉

                Naturalmente basta un niente perché il tutto si trasformi nelle “file di terroni che non hanno voglia di lavorare…”

              • Z. says:

                Pino, siamo d’accordo. La cosa che mi stupisce è che sia successa subito, appena finito lo spoglio!!

              • Peucezio says:

                Se ho un figlio, lo chiamerò Ermete.

                E spererò che da vecchio abbia tanti nipotini!

              • Z. says:

                Miguel,

                –No, è come se uno che avesse un serio problema al cuore non ne parlasse mai, —

                In effetti anch’io fatico a capire.

                Certo che gli appalti non si fermano quando cambia il governo. Sarebbe bizzarro aspettarsi il contrario.

                Questo implica che l’appalto sia misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono?

                Non cambia nemmeno la Nazionale di calcio, peraltro, e nemmeno il campionato di basket.

                Ma siamo sicuri che non esista vita oltre al calcio, al basket e agli appalti?

              • Per Z

                “Certo che gli appalti non si fermano quando cambia il governo. ”

                Oltrarnometro… Il nuovo aeroporto di Firenze dipende da alcune decisioni del governo nazionale, sui ruoli degli aeroporti “strategici” in Italia.

                Dipende dalla città metropolitana che lo inserisce nei propri grandi progetti.

                Dipende dai singoli comuni che favoriscono oppure ostacolano: ad esempio, ci sono delle misure di compensazione dell’impatto ambientale che alcuni Comuni (tipo Firenze) accettano senza fiatare, mentre altri Comuni (come Sesto) fanno ricorsi perché le ritengono insufficienti.

                Ora, dietro l’aeroporto ci sono una serie potentissima di interessi, che vanno da un grande investitore argentino, alla Confcommercio, alle banche, a grandi imprese fiorentine che magari non partecipano direttamente agli investimenti, ma premono per avere un aeroporto che porti più turisti o più merci.

                E tutta questa gente preme sulla politica, perché dalla politica – a quel punto – dipendono innumerevoli milioni di euro di interessi.

                Tu ovviamente mi dirai che queste cose succedono solo a Firenze; e quindi per farti contento, diciamo che solo a Firenze, la politica è essenzialmente il riflesso di queste cose qui, e non certo di questioni come i rapporti tra singoli politici.

              • roberto says:

                quindi miguel la questione non è tanto “appalti” ma “aeroporto di firenze”.
                il governo X non farà l’aeroporto di firenze e chi è contrario ha fatto bene a votare un partito che supporterà il governo X. ma non è che blocchi tutti gli appalti (almeno spero….)

              • Per roberto

                “quindi miguel la questione non è tanto “appalti” ma “aeroporto di firenze”.”

                No.

                Ho citato il caso che conosco meglio, ma in un altro commento avevo anche elencato varie altre opere che conosco meno bene – TAV, TAP, Olimpiadi (qualche titolo ho visto), rigassificatori, Ponte sullo Stretto (se se ne parla ancora) e immagino mille altre.

                Quindi la domanda è, “appalti”?

              • roberto says:

                scusami miguel,
                appalti che mi sono passati davanti al naso nell’ultima settimana :
                1. pulizia delle stazioni ferroviarie nella provincia di X
                2. mense scolastiche nella provincia Y
                3. trasporto scolastico nella
                provincia Z
                4. servizio di assistenza domiciliare nel comune di W

                quindi, ribadisco, non puoi avercela con gli “appalti”. forse non ti piacciono le grandi opere? ma non gli appalti in generale

              • Per roberto

                “quindi, ribadisco, non puoi avercela con gli “appalti”. forse non ti piacciono le grandi opere? ma non gli appalti in generale”

                Su internet è difficile capirsi, perché si perdono i gesti e spesso il senso delle cose.

                Non ce l’ho con niente: non volevo nemmeno criticare l’aeroporto di Firenze, anche se personalmente sono contrario.

                Dico che la politica gioca un ruolo fondamentale negli appalti: il Comune di W nello scegliere la cooperativa ciellina o quella “rossa” per l’appalto del servizio di assistenza domiciliare, lo Stato italiano nel promuovere, rallentare o fermare l’appalto per le Olimpiadi a Roma.

                E la politica nazionale, come quella del Comune di W, mi sembra che siano strettamente legate agli appalti.

                Nel Comune di W, 500 abitanti, la cooperativa ciellina influenza il voto di 10 soci, di 30 dipendenti, di 100 famigliari degli stessi soci e dipendenti, del parroco, delle tre vecchiette che vengono a messa e dei genitori dei 40 ragazzi che frequentano l’oratorio.

                Insomma, l’appalto (in sé innocuo) per i servizi di assistenza domiciliare può anche decidere l’elezione del sindaco di W.

                Processi analoghi non vedo perché non dovrebbero funzionare anche a scala nazionale: scusa se cito sempre Firenze, ma non penso che in questo sia unico – l’edizione fiorentina del Corriere ha fatto un’intensa campagna per l’aeroporto e per i politici che lo sostenevano, quasi quotidiana, e il suo proprietario è casualmente anche uno dei principali azionisti dell’aeroporto stesso.

              • Z. says:

                Miguel,

                tutto questo, al più, potrebbe significare che anche un governo Di Maio farà costruire l’aeroporto, perché al di là delle ideologie c’è pur sempre l’economia reale.

                Possibile, e anzi verosimile.

                Ma sia che Giggino decida o meno di far proseguire i lavori aeroportuali, ciò non significa che i partiti siano tutti uguali. C’è vita anche al di fuori dell’aeroporto, ed è almeno altrettanto importante!

              • Per Z

                “tutto questo, al più, potrebbe significare che anche un governo Di Maio farà costruire l’aeroporto, perché al di là delle ideologie c’è pur sempre l’economia reale.”

                O il Ponte sullo Stretto, o il Canale Adriatico-Ionio sotto il Gran Sasso, non c’è mica solo Firenze.

                Infatti, è questa credo la domanda più importante, e anche quella che coinvolge più interessi.

                Quello che non capisco, è perché non se ne parla (a parte un accenno per cui Grillo si sarebbe convertito alle Olimpiadi).

              • paniscus says:

                “Chi c’è andato pensava che, all’indomani delle elezioni e senza ancora un governo in carica, esistesse già la legge?”
                ————————

                E certo che esiste qualcuno che ha pensato esattamente quello… perché l’aveva letto su facebook, o perché gliel’aveva detto suo cuGGIno. Che c’è di strano?

                Tre anni fa, nel mondo della scuola, in occasione del lancio sbrilluccicoso del piano straordinario di assunzioni renziane, a chi era da tempo nelle graduatorie di precari è stata data la possibilità (non l’obbligo, ma la possibilità) di fare domanda di immissione per il ruolo, una tantum, sapendo benissimo che quelle immissioni erano pianificate su tutto il territorio nazionale e che quindi esisteva la possibilità concreta di essere spediti lontano da casa, senza possibilità di cambio immediato.

                Chi non se la sentiva di rischiare, era liberissimo di NON fare domanda e di continuare a lavorare come supplente, come aveva sempre fatto per parecchi anni.

                NON ERA vero che le chiamate come supplenti sarebbero state abolite, né che le graduatorie residue sarebbero state chiuse.

                Eppure migliaia di persone (che si presumono di livello culturale superiore alla media) hanno continuato a recriminare per anni di essere state “deportate” a forza, lontanissimo da casa e di essere state costrette sotto ricatto a fare domanda “perché altrimenti non si sarebbe mai più potuto lavorare nemmeno come supplenti”, quando invece non era vero. Sul testo della legge e sul bando per le domande di assunzione NON C’ERA scritto niente del genere.

                E per anni, quando si faceva notare loro che non era vero, hanno continuato a rispondere “ma io avevo sentito dire che era così, come si doveva fare a capire che non era vero, che ci potevo fare?

              • Z. says:

                Miguel,

                perché il tema dei lavori pubblici è probabilmente meno dipendente, rispetto ad altri, dal cambio dei governi.

                Ma non per questo gli altri temi sono irrilevanti, ecco!

              • Z. says:

                Lisa,

                non dirò UNA parola a difesa dei tuoi colleghi che si lagnavano di “deportazioni”, se non sotto tortura. E non la dirò nemmeno contro di loro, perché sono frasi che si commentano da sole.

                Però all’epoca un governo c’era, e si trattava di non aver verificato il testo di un provvedimento che poteva astrattamente esistere. Una leggerezza tutto sommato diffusa, per non dire ordinaria.

                Qui manco c’è il governo. Nemmeno aveva avuto un’ora di tempo per esistere!

              • paniscus says:

                per Z:

                ma guarda che il meccanismo è esattamente lo stesso.

                La differenza sostanziale tra le situazioni in cui c’è davvero un governo già insediato o no, è evidente, sì, ma è evidente per chi si informa e per chi ci ragiona.

                Se uno non sa come funzionino le elezioni, non conosce nemmeno la differenza tra parlamento e governo, e ha come fonte unica o principale di informazione la lettura di sproloqui in libertà su facebook o il fatto che gliel’abbia detto suo cuGGino, non c’è niente di strano se arriva a conclusioni del genere.

                Magari quelli veramente TANTO cialtroni estremi fino a questo punto sono una piccolissima minoranza…

                …ma anche se fossero uno su un milione, spalmati su decine di milioni di elettori fanno qualche decina, o al massimo qualche centinaio, e infatti è andata esattamente così.

  16. roberto says:

    seguendo l’in topic di Z

    “In questi giorni, mi sembrano stranamente euforici diversi elettori e militanti del PD.”

    devo ammettere che questa cosa mi ha sorpreso in effetti. più o meno tutti gli elettori del PD che conosco sono tristi, rassegnati e/o incazzati. di euforici non ne ho visti

    • Z. says:

      Anzi, tutti gli elettori di qualsiasi cosa a sinistra del M5S sono, siamo di umore nzomm, direi 🙂

      • roberto says:

        a parte i PAPisti che si esaltano probabilmente per spirito decoubertiniano

        • Z. says:

          I miei amici PAPisti vanno dal rassegnato (MT, ad esempio, ma non solo) al dispiaciuto (quelli che speravano nel 3%).

          Mi stupiscono di più quelli che hanno votato LeU: mi sembra che si aspettassero molto di più, tipo il 7-8% almeno. Io ero preoccupato che non arrivassero allo sbarramento!

  17. Peucezio says:

    Su questo blog si è instaurato un dialogo surreale: ci si aspetta che
    – Mauricius, elettore dell’estrema sinistra, pianga perché ha perso il M5S e che
    – Roberto, elettore del Pd, che detesta tutto ciò che la Lega rappresenta, esulti per la vittoria di Salvini.
    Meno male che a me non mi hanno fatto diventare elettore di Potere al Popolo!

  18. Peucezio says:

    http://www.aldogiannuli.it/pd-la-fine-di-un-mondo/
    Le previsioni non le darei così per scontate, ma l’analisi storica mi pare inecepibile (con buona pace del nostro Z.).
    Poi lui ha fatto di peggio: ha votato PaP, che sono i figli teppisotoidi di quello stesso ceto: è meglio il Giannuli pentastelluto, che almeno sta con un partito che una sua base elettorale e programmatica popolare ce l’ha.

    • Per Peucezio

      ” ha votato PaP, che sono i figli teppisotoidi di quello stesso ceto:”

      Il programma di PaP contiene molti elementi, tra cui alcuni noiosamente classici dell’estrema sinistra.

      Però i “figli teppistoidi” avevano nel loro programma molte cose condivisibili.

      Iniziamo con questo, che condivido in pieno:

      Per questo lottiamo per:

      la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari;
      la ratifica da parte dell’Italia del “Trattato ONU di interdizione delle armi nucleari” del 7 luglio 2017, in coerenza con l’art. 11 della Costituzione;
      il ritiro delle missioni militari all’estero;
      la cancellazione del programma F35 e degli altri programmi militari e la riconversione civile dell’industria bellica;
      la cancellazione del MUOS in Sicilia, lo smantellamento delle basi militari in tutto il paese,la rimozione delle bombe nucleari presenti sul territorio e la restituzione a fini civili dell’uso del territorio, problema particolarmente grave in realtà come la Sardegna.”

      • Sempre su PaP, riporto il programma ambientale. Non condivido tutti i punti, ma non credo che nessuno abbia un programma migliore:

        Per questo lottiamo per:

        la messa in sicurezza e salvaguardia preventiva dei territori, la tutela del paesaggio e dei beni comuni, del patrimonio storico e architettonico, programmazione, pianificazione e gestione partecipate e trasparenti fondate su obiettivi di interesse collettivo in alternativa al business dell’emergenza ambientale e a quello della cosiddetta green economy;
        lo stop alle cd. “Grandi Opere”, a partire dalla TAV in Val di Susa, alla TAP in Salento, al MOSE, all’eolico selvaggio, col riorientamento degli investimenti verso un grande piano per la messa in sicurezza idrogeologica e sismica del Paese;
        una nuova politica energetica che parta dal calcolo del fabbisogno reale e dalla radicale messa in discussione della Strategia Energetica Nazionale, raccogliendo le rivendicazioni dei movimenti NO TRIV e dei comitati per il NO EOLICO SELVAGGIO e la richiesta di democrazia dei territori contro un modello centralizzato orientato da interessi multinazionali
        la moratoria sui nuovi progetti estrattivi riguardanti combustibili fossili e lo stop a ogni progetto di estrazione non convenzionale, l’ eliminazione dei sussidi pubblici alle fonti fossili o ambientalmente dannose (16 miliardi annui) da utilizzare per la creazione diretta di posti di lavoro nell’efficienza energetica, nelle energie rinnovabili, in ricerca e innovazione tecnologica
        l’uscita totale dal carbone come fonte di produzione energetica entro il prossimo decennio, l’uso delle biomasse solo da scarti, la pianificazione degli impianti eolici con criteri di tutela paesaggistica e faunistica, lo stop a infrastrutture energetiche come il TAP e Poseidon;
        una legge seria per lo stop al consumo di suolo che obblighi i comuni a localizzare i nuovi interventi nel territorio urbanizzato e non in quello non urbanizzato una legge urbanistica che ponga fine alla stagione della deregulation a favore dei privati, l’aumento delle dotazioni pubbliche (verde, servizi, trasporti non inquinanti), lo stop alla cementificazione delle coste e il recupero ambientale delle spiagge (il 75,4% della fascia entro 200 m. dalla costa è edificato);
        un piano nazionale per la bonifica dei siti inquinati fondato sul principio “chi inquina paga” e il monitoraggio e la tutela delle condizioni di salute delle popolazioni delle aree interessate;
        un piano di investimenti per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico (dalle ferrovie al trasporto urbano) fondato sui reali bisogni delle classi popolari e sul rispetto dell’ambiente, che superi la prevalenza dei sistemi di trasporto su gomma, potenziando il traffico merci su ferro e via mare;
        un radicale potenziamento della ciclabilità, con una politica di investimenti pubblici
        lo stop all’ingresso delle navi da crociera nella Laguna di Venezia, sostenendo le proposte alternative del comitato NOGrandiNavi
        una nuova politica dei rifiuti, che indirizzi la produzione delle merci verso la recuperabilità, disincentivando i prodotti non riciclabili e usa e getta;
        la gestione pubblica dell’impiantistica e del ciclo di smaltimento, la messa al bando dell’incenerimento attraverso l’eliminazione degli incentivi, investimenti su raccolta differenziata, recupero, riuso, riciclo, riduzione, realizzando la strategia elaborata dal Movimento “Legge Rifiuti Zero”
        la ripubblicizzazione dell’acqua bene comune, e più in generale dei servizi pubblici, cancellando il modello di gestione attraverso soggetti di diritto privato come le SPA, nel rispetto della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011.”

        • Francesco says:

          lo sai che, tolte le semplice fregnaccie, rimane un gigantesco aumento delle spese pubbliche senza nessuna proposta di copertura?

          mi consento solo di sghignazzare a morte alla voce ” la riconversione civile dell’industria bellica” che non vuol dire una beata fava di nulla

        • Peucezio says:

          Miguel,
          il no eolico selvaggio merita dieci firme sotto e in generale si tratta di programmi bellissimi.

          Però conosci meglio di me certe antropologie: generazioni di comunisti, pacifisti, ecc., hanno detto per decenni le stesse cose (magari con meno temi ecologici, ma su NATO, spese militari e il resto) e poi sono diventati piddini complici organici di tutte quelle cose, quando non bombardatori di paesi per conto NATO.
          E questi secondo me sono pronti a sfogare più in grande, quando ce ne sarà occasione, contro il reprobo di turno individuato dagli USA (compresi civili, donne e bambini), la stessa furia violenta che ora sfogano contro le sedi di Casapound o della Lega.
          Non escludo che tu abbia conosciuto qualche persona decente lì dentro (ogni gruppo umano è sempre composito e tu hai un’individiabile capacità di scovare le persone più belle anche nei posti più tremendi), ma io credo che la base antropologica di un gruppo come PaP sia veramente il peggio che c’è in Italia, cioè lo spirito violento del branco assetato di sangue contro la vittima di turno, secondo lo schema girardiano caro al nostro Mauricius.
          Ricordo sempre quello che ho scritto qualche giorno fa: i gregari non sono il popolo, i gregari sono i pretoriani stretti attorno al capo, cioè, fuor di metafora, la manovalanza interna delle classi dirigenti, i quadri intermedi e medio-alti del potere.

      • Z. says:

        Dirò una cosa che forse vi stupirà: ho letto delle interviste a Viola e a un altro kompagno di PaP e non mi sono dispiaciute. Anzi, lo sapete, perché mi sa che l’ho postata qui io stesso, qualche giorno fa.

        Non dovrebbero essere giudicati per questi elenchi di slogan obbligatori (la parte sulle spese militari si può riassumere con “smettiamo di fare politica estera”, ad esempio).

        Sono un po’ come le citazioni di Castro che ogni tanto inframezzano le risposte degli intervistati: una specie di pedaggio identitario, o se si preferisce un omaggio alle proprie radici.

        • Peucezio says:

          “Dirò una cosa che forse vi stupirà”
          Non mi stupisce minimamente, Kompagno Zeta! 😛

          • Z. says:

            Quello che mi è piaciuta è la riflessione che cercava di spingersi al di là degli slogan. Il tentativo di vivere gli ideali di eguaglianza, comunitarismo e giustizia sociale nel tempo presente, nel mondo reale.

            Il tutto cercando di evitare di restare intrappolati nel costume da piccoli rivoluzionari che facilmente in certe aree ci si cuce addosso.

            Poi il parlamento e la politica internazionale sono un’altra cosa, e allora ci sta che lì si ritorni alle liste dell’usato sicuro.

            • Peucezio says:

              Avranno preso l’unico che non è un pirla integrale e gli avranno fatto scrivere il programma.

              Scherzi a parte, ciò che dici, in una formazione del genere, non sarebbe scontato, anche se leggendo il programma postato da Miguel, mi sembrano tutte cose di buon senso (e che quindi non si faranno mai), alla portata di chiunque, in un contesto del genere, sia un po’ più serio e capace di informarsi ed elaborare programmi un po’ strutturati. Tieni conto che questa è gente che non fa altro dalla mattina alla sera.

              • Z. says:

                Peucè, per me il programma è proprio la cosa meno condivisibile.

                Il primo listino equivale a dire “smettiamo di fare politica”. Il secondo mette la linea TAV sullo stesso livello di un tubo che richiede il trapianto di un centinaio di alberi.

              • Peucezio says:

                Allora a che riflessione ti riferivi?

              • Z. says:

                All’intervista che ho postato qualche giorno fa.

              • Peucezio says:

                Me la sono persa 🙁

    • Per Peucezio

      “http://www.aldogiannuli.it/pd-la-fine-di-un-mondo/
      Le previsioni non le darei così per scontate, ma l’analisi storica mi pare inecepibile ”

      Molto interessante. Le mie previsioni sono opposte (nell’altalena dei nostri tempi, se il PD fa un po’ di Aventino, tra qualche mese prende il 50% dei voti), ma l’analisi storica è interessante.

      Solo che non ci trovo per niente il renzismo, che non è certo fatto da salotti intellettuali romani.

      Ma forse Giannuli, proprio da intellettuale, sottovaluta cose come il Monte dei Paschi, i marchesi con le vigne, la Banca Etruria, le cooperative di CL, gli appalti per l’aeroporto, gli innumerevoli iscritti alle organizzazioni di volontariato, i miliardi che girano con l’Alta Velocità, la Coop, l’Unipol, la cooperativa meccanici di Ravenna, le associazioni dei commercianti, persino gli appalti per le piscine comunali (hanno appena incastrato il più simpatico assessore di Firenze).

      Pur essendo sommerso nel Partito Unico, non ho mai incrociato Intellettuali Veltroniani.

      • Francesco says:

        ehm, loro stanno a Roma, tu a Firenze

      • Peucezio says:

        “Solo che non ci trovo per niente il renzismo, che non è certo fatto da salotti intellettuali romani.”

        OMDAMM
        E anche sul resto.
        Poi lui è un barese trasferitosi a Milano: non ha mai vissuto in una regione rossa.

      • Z. says:

        Cooperativa meccanici di Ravenna?

    • Francesco says:

      definirlo rozzo sarebbe fargli un complimento

      e lo dico da destra, non dalla sinistra per cui spaccare un capello in 4 è roba grossolana

      non fa sintesi, fa casino, come uno che confondesse arabi e turchi perchè sono tutti musulmani

  19. Mario says:

    Torno dal discount di Velletri, mezzo morto per la salita fatta. Le avversità in questa valle di lacrime non mancano, mai, e ci temprano costantemente, se le accettiamo con ispirito di lotta.
    Tempo addietro, in un sondaggio telefonico da me effettuato in un call center a Roma (a 4 euro lordi l’ora), un oscuro signore elettore di LeU mi confessò che secondo lui “questa volta vincono i nazisti”.
    Ora,
    1) Una tradizionae autenticamente nazionalsocialista in Italia non esiste, in senso largo;
    2) in senso stretto esiste: sono le frange marginali di movimenti già marginali di per sè: FN, Fronte Nazionale (che non si è neppure presentato alle elezioni), Cp (con revisioni della “carta del lavoro” in salsa hipster;
    3) c’è poi un interessante movimento, in parte erede dei “nazionalitari” che ebbero un qualche ruolo verso il 2003-, l'”Unione per il Socialismo Nazionale”. Ma contano meno di zero: sono fuoriusciti del Fronte Nazionale, vecchi repubblichini degni di tutti gli onori ma ormai attempati. Belli i loro manifesti, di tono futurista, e qualche loro incursione metropolitana, del medesimo segno. Stelvio dal Piaz ne è il decano. Non amano Evola, e sono tutti orgogliosamente per l’astensione. Come i primi fascisti e nazisti, si dichiarano oltre la destra e la sinistra. Hanno le loro ragioni, ma forse non hanno ragione sul voto, nonostante il senegalese della Lega.

    • Per Mario

      “Cp (con revisioni della “carta del lavoro” in salsa hipster;”

      Bellissima definizione, una delle migliori che abbia sentito!

    • Peucezio says:

      Io ne ho conosciuto degli esponenti anni fa.
      Avevano dei bellissimi volantini e fogli neri, bianchi e rossi, con una svastica invisibile (ci voleva il microscopio) nascosta in un angolino.
      La cosa divertente è che presero qualche consigliere comunale in un paesino vicino Milano, ma questi consiglieri, che i politici delle altre parti si immaginavano sarebbero arrivati in comune in divisa da SS, erano in realtà la parrucchiera, l’idraulico, il fruttivendolo e simili, non degli intellettuali sociopatici stile Sizzi (che poi non conosco di persona, magari è un tipo integratissimo e gioviale).

  20. Mario says:

    Peucezio

    Sì, ne conosco alcuni esponenti. Tutte bravissime persone, simpatiche, giovani, a modo.
    A me non pare che Sizzi sia così scemo, anzi: le sue ricerche antropometrihe mi sembrano molto ben fatte.
    Se è sociopatico, in una antisocietà come questa, si tratta di un pregio.

    • Peucezio says:

      Non è affatto scemo, infatti: nel suo campo è preparatissimo e sicuramente ha ottime nozioni sia di antropologia fisica che di genetica e, a livello almeno di classificazioni, anche di linguistica.

      Io non so nulla di lui sul piano personale, ma in generale questi personaggi mi danno di eccentrici poco integrati socialmente (anche se magari simpatici e affabili da trattare). Ma, come dici tu, non è certo una colpa.
      Semmai è un errore: anche nella società più abietta gli individui si riscattano sempre e da questo punto di vista il mio ideale è Miguel, che non si riconosce certo nel mondo d’oggi, o, quantomeno, ne respinge molti aspetti e le dinamiche di potere di fondo, ma è uno che conosce un’infinità di persone e con gran parte di queste sviluppa un’empatia invidiabile.
      Se noi di destra, invece di arroccarci nella torre d’avorio, facessimo come lui, secondo me miglioreremmo un po’ il mondo.
      Anche perché si tratta di un’integrazione opposta a quella delle persone di sinistra, che sono sì integrate, ma secondo una logica di potere, che è l’opposto della gratuità e dell’amore per gli altri.

      • mirkhond says:

        Le dita della mano non sono tutte uguali.

        • MOI says:

          vero: se si manda a quel paese con il medio, si indica con l’ indice (appunto) e si fa autostop con il pollice, si mette gli anelli nell’anulare (appunto) … un motivo ci sarà.

          • MOI says:

            il mignolo alzato con in mano il caffettino non ho mai capito se sia una sciccheria o una cafonata … girano entrambe le versioni.

            • mirkhond says:

              Da noi il solo mignolo alzato, in riferimento ad una persona, è indice di cozzalità 🙂 della suddetta persona.

  21. Mario says:

    Peucezio

    Sono d’accordo. Purtroppo il carattere degli uomini di “destra” è spesso pessimo (non siamo cattivi, ma “solo” superbi), quindi spesso si finisce in un anarchismo/isolazionismo deleterio anche solo da un punto di vista individuale. Orgoglio, più che rivolta.
    Sono d’accordo anche su Miguel, la cui fine intelligenza mi ha sempre impressionato. Alcune sue “battaglie”, lui lo sa, sono da me perfettamente condivise.

    PS Ultimamente passo le mie pause postprandiali a rimuginare, in stato quasi di ebetudine stuporosa, sull’elezione del senegalese leghista.

    • Z. says:

      Beato te che puoi fare pause postprandiali!

      • Mario says:

        In realtà, avendo solo lavori esistenzialmente orientati e tremendamente vaghi (in senso leopardiano, e a parte il maledetto call center, a chiamata), io potrei fare pausa quando voglio: ma, essendo in radice un volontarista da salotto, la faccio solo dopo pranzo, e talora al crepuscolo: quando la terra appare cadere a piombo nelle voragini dell’antimateria, ma una grande mano la trattiene dall’esito quasi fatale.

  22. mirkhond says:

    Non è tempo per noi

    https://youtu.be/tyiNBy009HE

  23. Z. says:

    Oppalà!

    https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-59-di-chi-ha-votato-il-pd-favorevole-allalleanza-col-m5s/

    Rilancio la proposta: referendum tra gli iscritti al piddì. I grillini potrebbero organizzare la stessa cosa sulla loro piattaforma. Poi i vertici dovranno tenerne conto.

    Sbaglio?

    • MOI says:

      Quando vi fa comodo IlFattoBufaliano 😉 diventa la Pravda, di certo il voto popolare è l’ultimo degli optional per un mercato delle vacche onde andare al governo !

      • MOI says:

        il 59 % di chi ha votato pd, poteva votare m5s prima … si fotta !

      • Z. says:

        Moi, l’astio politico ti acceca.

        A me fa scomodo. E spero che quel sondaggio sbagli alla grande, perché perdere le elezioni va bene (ci sono abituato), ma dover fare da stampella a Giggino no.

        Se l’avessi saputo, avrei votato LeU anche alla Camera!

        • MOI says:

          la “stampellità” dipende da quanti ministri dei propri cercheranno di mercanteggiare … e nelle culture Levantine è considerato professionale, in quelle Norrene mafioso.

          • Z. says:

            Beh, nel PD sicuramente c’è chi appoggerebbe Giggino senza troppi problemi. Emiliano, ad esempio.

            Spero siano in pochi, che devo dirti.

        • Peucezio says:

          Z.,
          quelli di LeU saranno i primi ad andare con i pentastelluti (il suffisso sta a evocare i “trinariciuti” di guareschiana memoria, anche se qui il dettatore di direttive che passano attraverso la terza narice non è il PCUS, ma la premiata ditta Grillo-Casaleggio).

    • Peucezio says:

      Z.,
      mi sembra un sondaggio “ad usum Travalii”.
      La 7 ne ha fatto uno simile l’altro giorno ed è risultato l’esatto opposto.
      E i piddini che conosco sono orientati nello stesso senso (nessun accordo).

      • Z. says:

        Sembra anche a me, e anche i miei conoscenti la pensano così. Ma se ci sbagliassimo?

        Secondo me il referendum sarebbe una buona idea.

        • Peucezio says:

          In teoria sì.
          Ma tanto sai che succederà?
          Che il Pd ufficialmente non si alleerà (dimostrando una coerenza degna di lode), ma molti singoli parlamentari faranno il salto della quaglia. L’unico elemento determinante sarà il loro numero.

        • MOI says:

          come lo organizzi ? … stile Primarie Blindate nei Circoli ARCI & Affini ?

          • Z. says:

            No, tra soli iscritti.

            • MOI says:

              … dove ?

              • MOI says:

                … on line ? … e umarell e zdàure che il “conpiùter non son buoni neanche da inpiarlo” ? 😉

              • MOI says:

                certo, di voti ne ha persi persino 🙂 tra di loro … che vuoi farci ? quando si è vecchi e malfermi e si ha paura delle aggressioni a uscir di casa … neppure uno scroto di vibranium 🙂 regge più alle non-risposte dei radical-chic da “percezione soggettiva, carlo Lei …” …

              • Z. says:

                Come dove, Moi? Il PD nei luoghi soliti e il M5S sul web. Dove sarebbe il problema?

          • MOI says:

            … Ma non violerebbe la segretezza del voto, certificare (come ?) come aver votato ?

      • Per Peucezio

        “E i piddini che conosco sono orientati nello stesso senso (nessun accordo).”

        Almeno da noi, la maggioranza dei piddini sono persone che hanno qualche preciso interesse.

        Per dire, un nostro simpaticissimo assessore (che mi auguro ne esca a testa alta, anche perché ci ha sempre trattati benissimo) è stato appena rinviato a giudizio per avere (secondo l’accusa) favorito nella concessione di una piscina una società diretta da un signore che ha preso il posto del babbo del Renzi come segretario del Partito Unico di Rignano sull’Arno.

        Una faccenda microscopica, ma l’Aeroporto, l’Inceneritore e la Terza Corsia dell’Autostrada sono faccende da centinaia di milioni, se non miliardi, di euro.

        La vera domanda è, questi qui salteranno sul carro del vincitore, rischiando di venire risucchiati nel suo fallimento, o avranno l’accortezza di rinunciare per alcuni mesi ad appalti fondamentali, per poi risorgere assieme al PD e vincere tutto il tavolo?

        • Peucezio says:

          E chi l’ha detto che il Pd risorgerà?
          La DC è risorta?
          Il PSI è risorto?
          E gestivano cose serie, grosse, mica come questi buffoni.

          Non lo darei così per scontato che il Pd risorga (poi non posso escluderlo, certo…).

          • Francesco says:

            i duri rischi della politica!

            è meglio saltare sul carro dei 5 Stelle (e se fanno casino e spariscono in pochi mesi? e se il marchio del PD mi rende lo stesso un paria?) o tenere duro col Partito (e se facciamo la fine della DC?)

            come li compatisco!

  24. mirkhond says:

    “Purtroppo il carattere degli uomini di “destra” è spesso pessimo (non siamo cattivi, ma “solo” superbi), quindi spesso si finisce in un anarchismo/isolazionismo deleterio anche solo da un punto di vista individuale. Orgoglio, più che rivolta.”

    Condivido.

  25. MOI says:

    @ MAURICIUS

    Vorresti che Dima iniziasse le Geremiadi VS Salvini come un Beppe Severgnini qualsiasi ?!

  26. MOI says:

    Almeno Dima avesse la coerenza di un discorso tipo “O Mafiosi Corrotti, salvateci dai Populisti Xenofobi !”

    O forse no, perché l’ Establishment ha sempre dato di “Populista” anche al M5s ?!

    • Francesco says:

      credo che il trionfo del M5S al Sud abbia cancellato, anche per il passato, ogni ombra di influenza della mafia sul voto.

      da oggi la mafia non esiste, semplice. al massimo è un problema di Berlusconi

      😀

  27. mirkhond says:

    Sulle elezioni

    Quel che sembra passare inosservato è il voto di protesta contro le politiche europee e i loro sostenitori nostrani.
    Purtroppo il colpo assestato al PD non è stato sufficiente a farlo definitivamente crollare.
    Da qui il probabile prossimo inciucio……

    • Peucezio says:

      Beh, inosservato… è come trovarsi davanti a un maremoto e dire: “non me ne sono accorto”.

      E’ talmente evidente che se ne sono accorti tutti, solo che in Italia ci si concentra sui giochetti tattici e quindi ora la palla sta in mano all’ago della bilancia, cioè al Pd. Siamo comunque messi meglio che ai tempi della prima repubblica, quando i partititni del 2% e dell’1% erano decisivi e tutti stavano col fiato sospeso a vedere che facevano.

      Zucconi mi sta sulle palle, ma l’altra sera disse una cosa vera: il Pd ha perso e ora tutti parleremo a lungo di cosa farà il Pd.

      Ma ciò non toglie nulla all’entità dell’ondata populista in Italia, con cui dovranno fare i conti (a calci nel sedere; e se non li faranno abbastanza, la prossima volta arriva il resto).

      Hai sentito che ha detto Steve Bannon?

      • mirkhond says:

        Cosa ha detto?

        • Peucezio says:

          Che l’Italia, con questo voto, ha superato l’elezione di Trump e la Brexit.

          • Z. says:

            Ma valà, per un cambio di governo 🙂

            Che poi i grillini sono così affezionati alla UE che vogliono governare con la sinistra!

            • Peucezio says:

              E’ iperbolico infatti.
              E riguarda più l’elettorato che non gli eletti.
              Ma è sintomatico che uno che non è l’ultimo pirla del mondo se ne venga con una frase così.

              • Z. says:

                Non so niente di Bannon, ma sicuramente elementi in comune ci sono.

                Qui non si tratta di un voto irreversibile, però. Tra cinque anni al più tardi, l’elettorato potrà confermare la propria decisione o cambiare idea.

              • Peucezio says:

                Vale anche per Trump.

                Con la Brexit è un po’ più difficile, grazie a Dio.

              • Francesco says:

                ma la Brexit è una tale puttanata che neppure loro riescono a decidersi a farla!

    • Francesco says:

      Duca

      è stato notato da tutti ma “noi europeisti” restiamo convinti che 2+2=4 anche quando il 99% del voto popolare sarà contrario

      quindi o ci sbagliamo noi e il mondo andrà avanti benissimo senza di noi o i popoli scopriranno a caro prezzo la verità

      prendi i dazi di Trump: l’ultima volta l’esito fu la seconda guerra mondiale, questa volta potrebbe limitarsi a una profonda e duratura recessione mondiale

      la Verità ha sempre la sua rivincita sull’Opinione

      • Z. says:

        Purtroppo, anche qua

        • Z. says:

          ndo ce l’ha, spesso si contano i morti.

          • Francesco says:

            lo so, per questo preferisco i politici che non mentono scientemente e fanno del loro meglio per il bene comune

            ma è dura trovarli, specie quando i popoli scelgono di inseguire bugie seducenti perchè la verità è dura

            Mario, dove sono i Veri uomini quando servono? a redigere manifesti sulla Razza e altre cazzate consimili?

          • Peucezio says:

            Ma il vero problema è quando
            – politici,
            – popolo,
            – opinionisti
            sono tutti convinti che 2+2 faccia 5,
            ccome che gli uomini non siano uomini e le donne non siano donne e mille altre cose; difficile negare che il politicamente corretto sia una secessione dalla realtà e la sostituzione dell’istanza pulsionale all’istanza logica.
            E il liberismo è la sovrastruttura economica (sì: con buona pace di Marx sono quelle antropologiche, culturali e ancora prima logiche e concettuali ad essere strutture, di cui quelle economiche sono sovrastrutture) di tale ideologia: se non esiste la realtà, ma solo il mio moto emotivo e pulsionale, non ci sono freni ai desideri e quindi alla circolazione e al consumo dei beni materiali, che ne sono l’oggetto principale.

            • Francesco says:

              il liberismo è il modo migliore di far funzionare l’economia, direi, oltre a quello meno ingessato e per questo meno ingiusto

              le ubbie liberal sono di un altro mondo, pura perversione intellettuale

              ciao

            • PinoMamet says:

              Stabilito che il sistema capitalista è il più naturale per l’uomo, il liberalismo è appunto il peggior modo di governarlo.

              • Francesco says:

                liberalismo: la democrazia temperata con buon senso, rispetto per la libertà e prudenza contro le tirannie

                tu a cosa penso al suo posto?

              • PinoMamet says:

                Penso agli Stati Uniti, che mi sembrano il contrario di quanto dici qua sopra, anche se per qualche misterioso motivo non sembri essertene mai accorto..
                😉

              • Francesco says:

                gli USA hanno una Costituzione liberale scritta molto bene

                però sono abitati da americani …

                PS anche se a rispetto per la libertà e prudenza contro le tirannie (a casa propria) direi che possono dar lezione a chiunque

  28. MOI says:

    Il primo autogol irreversibile del PD credo che sia stato quello del gettone nell’i-phone, chiavetta USB nel giradischi, rullino nella digicam … fra le risa sguaiate del pubblico astante convinto che i “Problemi del Paese” veramente veri fossero le “desinenze in A” da Furor Neologista della Boldrini, i Gender Studies nelle scuole, “accoière” … poi s’è vista la coerenza a Capalbio proteste in piazza VS Monumento Quelcazzochelè Style Nave della Solidarietà in spiaggia !

  29. Mario says:

    https://www.youtube.com/watch?v=WLyJmZDh9mU

    Parla il neosenatore Iwobi.

    Sono d’accordo con quello che dice, ma firmerei una legge per impedirgli di esprimerlo.

  30. Devo dire che trovo difficile seguire queste discussioni.

    Io sono uno che dedica la maggior parte delle energie a fare attività in maniera totalmente gratuita e a scrivere cose che penso.

    Ma resto sempre sconvolto dall’idealismo estremo dei commentatori.

    Vorrei essere come voi, che vedete “razzisti xenofobi” (magari cattivi, ma comunque innamorati della razza, che è già un ideale) contro “moderati che credono alla democrazia”, contro “pazzi che ce l’hanno con le scie chimiche” (che, se esistessero, meriterebbero comunque di essere combattute).

    Io mi trovo coinvolto in una lotta quotidiana di interessi.

    Che non sono necessariamente brutti: esistono anche interessi comuni – un quartiere senza speculatori e senza spacciatori e senza inquinamento e dove trovi un negoziante amico invece di un supermercato, e dove oggi fai una cosa buona per un amico e tra dieci anni un amico fa una cosa buona per te – è pur sempre un interesse.

    E qui, nascono rapporti profondi di complicità e di affetto, che sono sinceri (come il ristoratore che sta cercando di rintracciare e aiutare un ubriacone albanese mezzo matto che è stato rispedito nel suo paese, ma che merita il nostro affetto).

    Come è anche un “interesse” quello di chi è sempre contro, che consiste nel sentirsi moralmente superiore, il gusto dell’investigatore che scopre la magagna e segna il colpaccio.

    E l’interesse dei burocrati, di non finire loro in galera per colpa tua (e quindi l’Interesse Supremo dello Stato e della Legalità).

    E l’interesse del Partito Unico, che è un insieme di farsi eleggere nella speranza di fare carriera, l’interesse a entrare in qualche società partecipata, l’interesse a dominare le persone attraverso piccole forme di potere.

    E anche quando dicono di avere mille euro a disposizione per un’iniziativa “contro le discriminazioni”, sai che su quei mille euro si accenderanno lotte feroci e scambi e… discriminazioni senza fine.

    Ma soprattutto l’interesse di chi usa il Partito Unico per immensi scopi imprenditoriali e appalti giganteschi.

    E tutti questi ti fanno la guerra dalla mattina alla sera, oppure ti guardano come possibile amico per un attimo, da accoltellare alle spalle appena serve, e se qualcuno ti saluto caloroso per strada, sai che sta mandando tre messaggi trasversali contemporaneamente.

    • Z. says:

      Miguel, ti svelo un segreto: tutti noi facciamo cose gratuitamente, tutti noi siamo in qualche modo coinvolti in una lotta quotidiana di interessi.

      Magari non teorifichiamo a ogni angolo e su ogni cosa e siamo un pochino meno spocchiosi. Ma non vorresti essere come noi: se lo fossi, non potresti più guardarci con lo snobismo dell’intellettuale che fa i bagni nel Popolo 😉

    • Francesco says:

      Miguel

      credo sia una nefasta conseguenza del partito unico: se sugli ideali si è tutti d’accordo, rimane solo da dividersi sui soldi

      🙂

  31. Peucezio says:

    Miguel,
    non c’entra nulla.
    Tu come collocheresti sul piano diatopico/diastratico/diafasico/microdiacronico, negli Stati Uniti (se non sbaglio in Inghilterra non esiste), la pronuncia di wh- come [ʍ], cioè con aspirazione, per esempio in white, pronunciato [ˈʍaɪ̯t], o where come [ˈʍɛɹ], opponendosi a [ˈwɛɹ], cioè were, che nella maggior parte delle varietà d’inglese risultano omofoni?
    Cioè, tradotto, qual è secondo te la base sociale (o contestuale), generazionale e territoriale di tale pronuncia? Ne ho sentito parlare come di una pronuncia sostenuta e formale, ma esiste anche come pronuncia popolare da qualche parte?

  32. MOI says:

    Be’ … non c’è qualche Marxista di LeU o di PaP o di chissà cos’altro che giustifichi la donna delle pulizie da 500 €/mese e la womanager [sic] da 5’000 €/mese che scioperano assieme nella stessa Categoria Sindacale … da “teorificare” 😉 in quanto “donne” ?

    … Dove siete, quando vi s’invoca ?!

  33. MOI says:

    Una precisazione: Toni Iwobi è Nigeriano, NON Senegalese … in effetti ha una “tonalità” diversa da Mario Balotelli (origine Ghanese) ma che mi sembra simile alla Kyenge. Però si sa: gli Stati Africani (basta guardarli in cartina) sono stati letteralmente “tirati su” dai righelli dei Diplomatici Bianchi arbitrariamente, sono in questo un po’ diversi da quelli Europei e Asiatici; più tipo quelli Americani (certi stati degli usa sono proprio dei tovaglioli 🙂 aperti sulla cartina e ci han tirato le righe attorno 🙂 …)

    • MOI says:

      Kyenge ch’ è Congolese … cmq di solito Senegalesi e Sudanesi sono proprio neri-neri un po’ opachi con riflessi sul violaceo, mentre in nigeria quel marrone tipo cuoio scuro lucidato, per intenderci.

  34. MOI says:

    In ogni caso, Toni Iwobi spiegato ai RadicalChic da Vittorio Feltri:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13316852/vittorio-feltri-chi-e-davvero-toni-iwobi-senatore-lega-negro-bergamasco-bugiardi-buonisti-razzismo-.html

    un caso favoloso di negro bergamasco. La definizione sarà rustica, però è veritiera.

    [cit.]

    —————————————–

    http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/13316427/vittorio-feltri-toni-iwobi-primo-senatore-negro-storia-danno-razzista-salvini.html

    “Con la Lega eletto il primo senatore negro della storia, ma danno del razzista a Salvini”

    [cit.]

  35. MOI says:

    Altra questione alla quale stranamente nessuno/a/* ha risposto:

    ‘sto accidenti d’ un Rosatellum … non è che l’ han fatto apposta per l’ingovernabilità e rimettere su un altro Governo Tecnico ?!

    • Z. says:

      Con questa legge Lega e M5S hanno molti più seggi di quelli che avrebbero avuto se avessimo votato, come loro avrebbero voluto, col proporzionale quasi puro.

      • Peucezio says:

        Veramente lo volevano solo i Cinque Stelle, o ricordo male?

        • Z. says:

          Entrambi volevano votare subito a legge vigente. Salvini però si era detto disposto ad accettare una nuova legge elettorale purché poi si votasse subito.

    • Francesco says:

      ricordo che il premio di maggioranza è stato cassato dalla Corte Costituzionale con motivazione “gnè gnè” (non ne ho ancora trovate di più convincenti)

      il casino in cui siamo è un loro diretto regalo al popolo italiano

      baciate la toga in segno di gratitudine

      • PinoMamet says:

        Proporzionale unica via!!

        puoi stare a girarci attorno finché vuoi, ma con il proporzionale l’Italia era più governabile.

        Leggi-truffa varie non ci interessano.

        • Francesco says:

          Pino

          l’Italia era governabile quando la politica estera divideva i partiti italiani in due categorie

          Partiti da Governo: tutti tranne Comunisti e Fascisti
          Partiti NON da Governo: Comunisti e Fascisti

          la proporzionale era di mero accompagnamento a questo dato di fatto esterno

          ciao

        • PinoMamet says:

          Il sistema proporzionale faceva sì che si accontentavano un po’ tutti, e rimaneva il più democratico.

          Col proporzionale adesso si spartirebbero i dicasteri con un minimo di criterio tra FI, M5S e resto del centrodestra, e ci scapperebbe anche un contentino per il PD che rimane percentualmente un signor partito
          (è “sparito” solo nell’ottica bizzarra dei premi di maggioranza e delle leggi elettorali bislacche) e si tirerebbe avanti discretamente bene senza correre alle urne tra un paio di mesi…

          • Francesco says:

            no e te lo dimostro facilmente: il compromesso politico tra Pentas e CDX è possibile oggi come lo sarebbe col proporzionale puro (questo è solo un proporzionale corretto)

            se poi la tua idea è che l’ideale democratico è dare uno strapuntino a ogni partito presente in parlamento, tanto Giove Pluvio quadrerà le somme … chi è Cirino Pomicino rispetto a te?

            • PinoMamet says:

              Io ambisco al ritorno di Cirino Pomicino, del Liberalealtissimo, di AFràchetteserve e di tutta la benemerita Prima Repubblica!

              Vero specchio della genuina anima italica, e pertanto unico sistema atto a governare l’italico suolo.

              • Francesco says:

                guarda che la lieve sensazione di ebbrezza che provi è perchè stiamo precipitando dal ventesimo piano, grazie a quei tuoi amici

                non è nostalgia del bel tempo andato

                😉

  36. Z. says:

    Il PD non ascolta i miei saggi consigli, ma lo fa il M5S: loro pare l’abbiano consultata, la base.

    http://www.lastampa.it/2018/03/09/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/il-sondaggio-segreto-nella-base-spinge-il-ms-verso-la-lega-o2JbtzwPEEDxsKraLWWDkL/pagina.html

    Ma soprattutto, spiegatemi sta cosa: perché Salvini chiede aiuto al PD? Perché ha paura di finire oscurato dai grillos mentre il PD gli sembra già spacciato e inoffensivo?

    • Peucezio says:

      Non è che ho ben capito Salvini a cosa pensasse?
      Se a un governo di scopo per fare una nuova legge più maggioritaria e andare a votare, mi pare naturale coinvolgere il Pd.
      Se ad altro, mi pare follia autolesionista.

    • Francesco says:

      senti, se devi chiedere aiuto, lo fai a uno più grosso e cattivo di te o a uno appena appena sufficiente e male in arnese? chi è che ti farà pagare il prezzo più alto?

  37. Roberto says:

    C’è una ragione per la quale le olimpiadi a Roma sono male e a Torino sono bene?

  38. Mario says:

    Non so se c’è una ragione. So però due cose:

    1) le più grandi olimpiadi della storia furono quelle di Berlino, con la storia molto tenera del saluto (ricambiato militarmente) di Hitler al campione negroide Owens, che smonta la balla del razzismo nazista in senso stretto: una storia la cui parodia è la candidatura di Iuobi Uan Kenobi, senegalese o no poco importa, da parte di Salvini;
    2) sono contrario al reddito di cittadinanza, perché favorisce tendenzialmente il rincoglionimento ad uso dei tecnocrati, ed a favore del lavoro come mezzo di acquisizione di posizioni di potenza. Io, nel mio piccolo, ho sempre cercato un lavoro che avesse due caratteristiche: di pomeriggio, per aver tempo di prepararmi e dormire decentemente; dove non si lavora (cioè: si va sul posto, non si fa niente o si finge di fare qualcosa senza controlli, per tenere la coscienza pulita, e poi si torna a casa. Poi si ricomincia, e così per tutta la vita, ogni giorno da capo). L’ideale sarebbe custode di cimitero, da solo, con una piccola pieve di campagna che fiancheggia il camposanto, ove tiene la sua cura d’anime e le sue omelie acute e inflessibili un operatore del sacro sedevacantista (ma solo “formaliter”, non sia mai!).

    • Per Mario

      “le più grandi olimpiadi della storia furono quelle di Berlino, con la storia molto tenera del saluto (ricambiato militarmente) di Hitler al campione negroide Owens, che smonta la balla del razzismo nazista in senso stretto”

      Credo che su questo specifico episodio, tu abbia storicamente ragione.

      • rutt1 says:

        Sul reddito di cittadinanza :
        1) lo chiamano così ma lo vogliono dare solo ai disoccupati
        2) il materiale umano disponibile in italia non credo che potrebbe farci qualcosa di costruttivo, visto che per la maggioranza degli italiani la mediocrità scarsa è qualcosa di cui andare fieri (almeno da Firenze in giù)
        3) I cazzo di soldi dove li prendono? Ma ovvio: dai servizi (che già funzionano a cazzo di cane, e la colpa non è mica di Berlusconi o renzi, altro che cazzi)

        Se mettono il reddito di cittadinanza in centro-sud italia, il prossimo passo è darlo in affitto a Israele

        • Z. says:

          Sai che non sarebbe un’idea così peregrina?

          Gli israeliani saprebbero forse ricavarne più profitti dal turismo, sarebbero inflessibili con le mafie e si alleggerirebbe la pressione sui palestinesi.

          Poi lo Stato incasserebbe l’affitto.

          Deal 😀

        • Per rutt1

          “Sul reddito di cittadinanza :”

          In linea di massima sono d’accordo con te.

          Tra l’altro, guardandomi attorno, la gente disperata che vedo io ha bisogno di una sola cosa: un tetto, non un reddito.

          La roba – al limite anche il cibo – te lo tirano dietro, la casa te la fanno pagare invece a peso d’oro.

          • Z. says:

            Ricordiamo sempre che Casaleggio non ha proposto alcun reddito di cittadinanza. Ha dato un nome pittoresco a una specie di sussidio statale per disoccupati.

            Detto questo, il reddito non deve essere necessariamente corrisposto in danaro. I buoni-pasto sono reddito. La casa adibita dal tuo datore a tua abitazione è reddito.

            • Per Z

              “Ricordiamo sempre che Casaleggio non ha proposto alcun reddito di cittadinanza. Ha dato un nome pittoresco a una specie di sussidio statale per disoccupati. ”

              Certo. L’idea era di Casaleggio?

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, credo che in origine fosse di Boeri. Ma attualmente il Boeri fan club pare essersene dimenticato…

              • Z. says:

                Nella sua forma attuale la proposta è nativa-M5S, incluso il nome.

                Peraltro è già stato usato da giunte grilline per denotare alcune erogazione di indennità.

            • PinoMamet says:

              Sul reddito di cittadinanza si può discutere, ma il sussidio per i disoccupati non mi sembra una proposta così rivoluzionaria o fuori dal mondo…

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sarebbe un sussidio per inoccupati (ovvero quelli che non hanno mai avuto un lavoro) e disoccupati non percettori dei vari sussidi di disoccupazione esistenti (naspi per i lavoratori dipendenti, dis-coll per i lavoratori parasubordinati…).
                No, niente di trascendentale, ma l’ammortizzatore sociale universale di cui parla Boeri da anni, anche se tutti se ne sono dimenticati.

              • Z. says:

                Qui c’è una spiegazione con tabella:

                http://www.repubblica.it/economia/2018/03/07/news/reddito_cittadinanza_che_cos_e_e_come_funziona_proposta_m5s-190670785/

                Purtroppo non riporta una spiegazione analitica.

                1) Se mi offrono tre volte un lavoro da inserviente a 10h/settimana, e io rifiuto, conta come causa per l’esclusione?

                2) Ogni volta che firmo un contratto di lavoro si resetta il countdown?

                3) Il RdC è previsto per chiunque sia inoccupato, a prescindere dalle ragioni per cui lo è?

                (Anche la proposta di Boeri escludeva i cittadini di altri Paesi?)

              • Francesco says:

                Pino

                il nome lo hanno scelto i Pentas, mica noi

                a casa mia si chiama truffa e abbiamo un maestro in questo ramo, ex-presidente di una squadra di calcio

                ma dei Pentas nisi bonum pare

    • Francesco says:

      PS le più grandi Olimpiadi della Storia furono quelle di Barcellona, quando si esibì il Dream Team.

  39. MOI says:

    …. UN MOMENTO !

    Negli Anni Ottanta del Proporzionale Puro, mi è rimersa la memoria d’infanzia, c’era il concetto di “Staffetta” dei Governi … è replicabile ? … Immagino di no, ma perché, tecnicamente ?

    • Peucezio says:

      Vabbè, che LeU si sarebbe subito buttata a pesce con il M5S era scontato, la questione resta il Pd.
      Lì non ho previsioni: non è così scontato che tanti renziani facciano il salto della quaglia, ma nemmeno irrealistico.
      Darei 50% e 50%.

      Semmai spero che il centro-destra, in nessuna delle sue parti, si presti a pasticci di qualsiasi genere, a parte un governo per cambiare la legge elettorale, in cui avrebbe tutta la convenienza a partecipare, per cercare di far passare un sistema più maggioritario possibile.

      • Francesco says:

        Bersani ANCORA in ginocchio dai Pentas? ma dai

        e poi la Boldrini non li trova troppo razzisti?

  40. Z. says:

    Altra domanda: LeU parla di “sconfitta pesante”. Quanto pensavano di prendere?

    Boh, mi sembra di essere quel ferrarese in autostrada, maial.

    • Peucezio says:

      Parlavano di 6%-7% e speravano pure di superare il 10%.
      Alla prima ipotesi ci avevo creduto, di lì il mio giubilo.

      • Z. says:

        Vabbè, allora che dire… vivono su Marte.

        • Peucezio says:

          Anche i sondaggisti mica scherzano però…
          Cioè, non è neanche colpa loro.
          Per la verità sospettavo che il voto a LeU fosse un po’ sobrastimato: ci sono voti molto identitari; chi li dà lo fa con orgoglio e convinzione, quindi lo dice. Ciò significa che, quando gli indecisi decidono e i reticenti votano, non ci sono grossi margini di aumento, quindi, in percentuale, quei partiti scendono.

          I sondaggisti dovrebbero forse sviluppare degli strumenti per valutare anche questi aspetti psico-elettorali, se così vogliamo chiamarli. Magari ci sono domande che si possono fare e la cui risposta caratterizza l’elettore ideologico e convinto rispetto a quello più estemporaneo e umorale.

          • Z. says:

            Ci sono effettivamente domani che stimolano risposte probabilmente più sincere e meno identitarie. Tipo “ha fiducia in Gentiloni?”.

            Qui puoi rispondere sì o no senza l’imbarazzo di dire chi voti. Puoi anche dichiarare di apprezzare o meno più politici, quelli che vuoi.

            Ma proprio per questo, non sono risposte utili per un sondaggio elettorale.

    • Peucezio says:

      I sondaggi davano quelle cifre, 5% – 6% almeno.

  41. Sì, va bene i sondaggi, le prese di posizione, i discorsi in televisione…

    MA GLI APPALTI?

    CIOE’, DICO, GLI APPALTI?

    Che alla fine, I chiacchiri sù chiacchiri, ma ‘a putiara voli i picciuli, se no la politica a che serve?

    • Z. says:

      Non temere. Nessuno abolirà il contratto di appalto 🙂

    • Francesco says:

      Mig

      l’Oltrarno non è il mondo, è un pezzetto di una frazione distorta di Italia che si chiama Firenze

      non è esattamente il punto di vista migliore per elaborare Grandi Teorie Universali

      😉

      • Per Francesco

        “l’Oltrarno non è il mondo, è un pezzetto di una frazione distorta di Italia che si chiama Firenze”

        Questa sarà la quarantesima volta che succede la stessa cosa:

        1) Io dico, “per parlare solo della mia esperienza e dire una cosa di cui sono certo, so che quando soffia forte il vento in Oltrarno a volte cadono degli alberi. Potrebbe succedere anche nel resto d’Italia?”

        2) E mi sento rispondere, “ah beh, se pensi che il resto del mondo sia come l’Oltarno, sbagli!”

        Almeno sentirmi dire, “no, intanto non esiste il vento nel resto d’Italia”, già lo troverei più utile come informazione.

        • Francesco says:

          veramente te hai scritto che gli appalti sono l’elemento decisivo della politica, non che c’è vento

          in zone civili, dove la gente lavora per il Mercato e non per lo Stato, non è minga vero

          ciao

          • Per Francesco

            “in zone civili, dove la gente lavora per il Mercato e non per lo Stato, non è minga vero”

            Ecco finalmente un ragionamento.

            Tu sostieni che fuori da Firenze, conta moltissimo di più il puro mercato dello Stato: non ci sono cose appunto come aeroporti, autostrade, TAV, Expo, Olimpiadi e simili, che quelle interessano solo ai fiorentini.

            Da Catanzaro a Domodossola, la gente va al mercato con il sacchetto sulle spalle, vende le sue patate e torna a casa felice.

            • Francesco says:

              non esattamente ma all’incirca così: da Firenze a Domodossola, la gente vende mutande sul mercato e il sindaco non c’entra un tubo, tranne quando manda la moglie a comprare le mutande. e non gli facciamo lo sconto.

              il potere che ha sugli appalti è assai insufficiente a farlo eleggere sindaco, infatti

              • Per Francesco

                “non esattamente ma all’incirca così: da Firenze a Domodossola, la gente vende mutande sul mercato e il sindaco non c’entra un tubo”

                Mi piace (anche se non devi dire da Firenze, ma dagli Appennini in su).

                Un mondo intero senza ospedali, centri anziani, scuole, semafori, assegnazione di frequenze radio, strade, aeroporti, attraversamenti pedonali, cimiteri, polizia, carceri, giardini, musei, argini lungo i fiumi, asili nido, vigili, norme di igiene o altre cose in cui il sindaco (o il governo) possa ficcare il naso.

                La Lombardia di Rousseau!

              • Francesco says:

                sai che a Milano, non in Svizzera, tutta quella roba lì va avanti a prescindere dal sindaco? e anche se cambia il sindaco? addirittura anche se il sindaco è dell’altra parte?

                l’ultimo sindaco beccato troppo a ficcare il naso finì sotto processo (anche se mi pare che alla fine fu assolto)

                ogni tanto la tua equazione Stato=corruzione è eccessiva anche per un liberista come me!

                🙂

  42. MOI says:

    In sintesi: Dima NON è John Frum … ma DeCrescenzianamente 🙂 i Meridionali pensano che lo sia ?! 😉

  43. MOI says:

    Clemente Mastella, Ciriaco De Mita, Remo Gaspari … i CattoJohnFrum DC al Sud, nella Prima Repubblica, non mancavan di certo !

  44. MOI says:

    Però sarebbe stupendo lo Scenario auspicato da Mauricius Tarvisii : Dima che lancia l’accorato appello : “Oh, Mafiosi del PD … sosteneteci contro gli Xenofobi della Lega !” 😉

  45. MOI says:

    La Meloni “si giustifica” con Myrta Merlino per aver incontrato Orban :

    http://www.la7.it/laria-che-tira/video/giorgia-meloni-fdi-mi-chiamano-regina-di-coattonia-io-non-piaccio-alla-sinistra-radical-chic-02-03-2018-235524

    con frecciatina a Francesco Merlo !

  46. MOI says:

    @ ZETA

    Nel merito di metodo :

    “ha fiducia in Gentiloni?” e “crede che Gentiloni risolleverà le sorti del Paese ?”

    … NON è la stessa roba, la seconda domanda è più “schierata” della prima. Infatti secondo me (e non solo) , il classico % di “non sa, non risponde” deriva più dal timore di uno “strommen” 😉 da parte del Giornalista di turno che non da altro !

  47. Z. says:

    Un autorevole richiamo all’unità tra le migliori forze del Paese.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-politica-deve-unire-le-forze-migliori-come-contro-le-br/

    Le BR immagino siano i leghisti, nell’ardita metafora.

  48. PinoMamet says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo (specialmente per Mauricius e Moi):

    http://moked.it/blog/2018/03/09/sogni-11/

    Rav Punturello è uno stimatissimo rabbino, orgogliosamente napoletano.

  49. mirkhond says:

    Lo conosci di persona?

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