Perché ho dovuto votare

Riguardo alle elezioni, l’esperienza mi ha insegnato che chi si dedica alla “politica” è in genere un narcisista fallito in altri campi, ma sveglio e simpatico, e questo fatto prevale su tutte le eventuali differenze di schieramento.

Per questo, non si può dire che quelli di un partito siano buoni e quelli di un altro cattivi: la vera divisione è tra chi sta al governo (e deve quindi sorridere e fare l’ottimista) e chi sta all’opposizione e deve fare il moralista sempre arrabbiato; e se si scambiano i ruoli, si scambiano anche i caratteri (mentre i funzionari che decidono davvero non cambiano).

Quindi, ero incerto se votare, finché non mi ci hanno costretto.

Utilizziamo il solito oltrarnometro, per raccontare una faccenda piccola e complicata, ma che indica tutto un modo di agire che ha sicuramente contribuito a mettere l’80% degli italiani contro il Partito Unico nonostante le sue sterminate risorse organizzative ed economiche.

Voi sapete che a Firenze esiste un piccolo giardino con un bel palazzo, che per novant’anni è stato il luogo dove sono cresciuti i bambini e i giovani del quartiere.

Un giorno, un aiuto elettricista napoletano che era passato a vendere enciclopedie, con i suoi sudati risparmi compra una decina degli edifici più belli di Firenze, tra cui anche questo palazzo con una parte del giardino.

I suoi operai rompono il soffitto e riversano una gran quantità di acqua dentro la sottostante ludoteca, che il Comune quindi chiude, il gentiluomo fa cambiare la serratura e si impossessa così di tutto l’immobile. Che vende a vari privati (uno dei quali scopre che dietro alle eleganti placche degli interruttori, l’aiuto elettricista si era dimenticato di mettere anche i fili della corrente).

Nel 2014, il Comune arriva a un accordo: toglie tutti i vincoli all’area, permette al gentiluomo di fare quello che vuole, in cambio il gentiluomo si impegna a restituire un pezzetto di giardino e a pagare la ristrutturazione di una casetta fatiscente nella parte pubblica del giardino (275.000 euro).

Grazie a quest accordo, l’ex venditore di enciclopedie trasforma il pezzo dello storico  giardino che gli rimane in 30 posti macchina a cielo aperto (abbattendo illegalmente un albero, sui tre che restano vegliamo noi), che vende per 50.000 euro l’uno, con un guadagno netto quindi di oltre un milione di euro.

A questo punto, ci vorrebbero due passi: il Comune dovrebbe accettare la generosa donazione del pezzetto di giardino, e poi l’imprenditore dovrebbe venire a firmare la donazione stessa.

Passano quasi quattro anni, senza che succeda assolutamente nulla.

Giovedì scorso (cioè tre giorni prima delle elezioni), gli amministratori ci convocano in Comune, per darci la buona notizia: la Giunta comunale, con quattro anni di ritardo, ha deciso di fare il primo passo per accettare la donazione del pezzettino di giardino (il venditore di posti macchina deve ancora farla, la donazione).

Facciamo presente che nel frattempo il signore ha venduto tutto a un altro suo compare, per cui non capiamo come possa fare la donazione. Un po’ stupiti, quelli del Comune ci guardano e chiedono chi sia il nuovo acquirente, e glielo diciamo noi.

Chiediamo se possiamo avere almeno una copia della delibera della Giunta, ci dicono di no “perché non è ancora pubblica”.

E questo ci consola: che malfidati, pensavamo che volessero dare pubblicità alla faccenda prima delle elezioni!

Usciamo da Palazzo Vecchio, e un’ora dopo leggiamo sul sito del Comune:

Di “immobili in Via della Chiesa”, c’è solo il palazzo che il gentiluomo ha già venduto e a cui il Comune ha rinunciato quattro anni fa. Ma poco importa, tutto il quartiere sogna da anni di riavere quel luogo, ed ecco che a tre giorni dalle elezioni, ritorna magicamente a essere proprietà pubblica.

Ma soprattutto, fuori dal quartiere, tanta gente a Firenze non conosce i dettagli, ma ha sentito parlare della nostra vicenda ed è contenta che sia finita bene, grazie all’impegno del Partito Unico.

E poi il Partito Unico si lamenta delle “false notizie”:

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105 Responses to Perché ho dovuto votare

  1. mirkhond says:

    Adesso che ha vinto il centrodestra, chi ne sarà il leader e presidente del consiglio?
    Tajani o Salvini?

    • Peucezio says:

      Sarebbe Salvini, è evidente: fra Lega e FI c’è uno stacco di più di 3 punti e anche nei seggi stanno su.
      Ma il fatto è che NON ci sarà un governo di centro-destra, perché non ci sono i numeri.
      O i pentastellati accocchieranno un mezzo governo col Pd o con qualche suo pezzo (insieme a cespugli e cespuglietti), oppure si torna a votare.
      Salvini ha già detto che intende rimanere fedele alla coalizione e spero per lui che sia conseguente (ne ha tutto l’interesse, per molti motivi).

      • werner says:

        In effetti se andasse al governo (con i 5s) poi dovrebbe governare, per lui molto più comodo stare all’opposizione e continuare a fare quel che sa fare bene.
        Invece i 5s hanno bisogno di qualcuno che li renda credibili e accettabili a livello internazionale. E il Pd in questo sarebbe molto meglio della lega. Poi bisogna vedere come vanno le trattative.

        • Francesco says:

          sì ma il PD di Renzi (o di Gentiloni o di Calenda) che interesse ha a governare con Di Maio?

  2. PinoMamet says:

    Alla fine il Pentapartito, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra…

  3. maura says:

    Scusa, ma io ho fatto politica per decenni. E non sono fallita né a livello personale, né a livello professionale. Non so se sono narcisista, non so se sono sveglia e simpatica.

    • Per maura

      ” Non so se sono narcisista, non so se sono sveglia e simpatica.”

      🙂

    • Z. says:

      Anzi tutto un abbraccio a Maura, perché di persone come lei ne ho conosciute tante, nel corso dei decenni.

      Poi mi permetto anche di interpretare Miguel, nel senso che oggi, oggi che trovare un lavoro dignitoso è più difficile, il richiamo della politica come opportunità di profitto è più forte.

      • Per Z

        “Poi mi permetto anche di interpretare Miguel”

        Non so molto di come fossero i politici “di una volta”: ho conosciuto alcune persone che hanno avuto incarichi come assessori di sinistra in comuni in decenni passati. Non è un numero statisticamente significativo, ma sono persone sicuramente molte spanne al di sopra di quelle che oggi rivestono ruoli analoghi.

        Posso azzardare alcune ipotesi. Innanzitutto, credo che “la politica” sia oggi molto meno importante, e per tanti è solo l’inizio di una carriera – dal consiglio comunale (non conosco il parlamento) si spera di entrare nell’amministrazione di una partecipata di qualche tipo.

        Poi forse (ma non ho certezze statistiche) c’è anche un ricambio molto forte: all’interno del Partito Unico è stata fatta fuori una generazione, sostituita con tutti i mezzi dai piccoli cloni rignanesi; poi con gli sconvolgimenti attuali, c’è gente nuova ovunque.

        Infine, come già dicevo, i metodi elettorali iperdemocratici dei grillini permettono a perfetti sconosciuti di catapultarsi in parlamento manipolando i clic.

  4. A Firenze l’avvento del nuovo corso politico è stato festeggiato con sobrietà e coerenza.
    Un certo Roberto Pirrone, secondo ogni evidenza un vecchio stronzo fallito e cattivo (ovvero l’elettore talijan prototipico) ha sparato molti colpi di pistola contro il cittadino della Repubblica del Senegal Idy Diene, morto per le ferite riportate.
    Roberto Pirrone era uscito di casa deciso “a suicidarsi per motivi economici”.
    Poi ha pensato che ammazzare qualcuno a caso potesse costituire una soluzione al problema: si va in galera e si mangia e dorme gratis per il resto dei propri giorni.
    Difficile trovare una migliore incarnazione dei tempi.
    Povero mangiaspaghetti, non sapeva nemmeno che la “legge” del suo “paese” obbliga i prigionieri a rifondere le spese di detenzione…

    • Francesco says:

      non mi pare che la legge italiana obblighi i detenuti a pagare la detenzione, neppure i miei amici di Radio Radicale hanno mai dato una simile notizia

      ?

      • Z. says:

        Certo che sì.

      • L’articolo è il 188 del codice penale, tradotto operazionalmente dal regolamento penitenziario e da circolari varie.
        Oggi come oggi la detenzione costa poco più di 108 euro al mese, che sono i 3/5 di quello che lo “stato” paga per vitto ed effetti letterecci.
        Quindi, gratis un accidente. Le spese di detenzione non sono neanche il salasso peggiore, che è rappresentato invece dalle spese processuali e dai risarcimenti per le parti civili…

        • maffeia says:

          Se qualcuno non si può permettere di pagare il carcere, che fa?
          Lo fanno uscire? Lavori forzati? Debito con lo stato?

          • Z. says:

            Non paga la cartella e gli resta il debito, come con le altre cartelle…

          • Allora: l’obbligazione derivante dal mantenimento in carcere si estingue con il pagamento… o con la morte del soggetto obbligato. In altre parole, non interessa l’asse ereditario.
            Tutte le altre non so, ma credo di sì.

            • Z. says:

              Mi sembra giusto.

              Neppure le sanzioni penali si estendono agli eredi, e da una ventina d’anni neppure quelle tributarie per espressa disposizione di legge.

        • Z. says:

          Oh, va detto che è anche tutto relativo. Nel senso che se Tizio non ha una lira non pagherà una lira, così come con qualsiasi debito.

          Però, se fossi proprio costretto a scegliere, credo che preferirei mangiare alla Caritas e dormire in un dormitorio.

        • Peucezio says:

          Che poi sono veramente idiozie.
          Come fai a reinserire un tizio magari dopo vent’anni, che non può avere proprietà, quindi stabilizzarsi, perché gli evrrebbero subito pignorate? E forse non gli conviene neanche lavorare, perché potrebbero sequestrargli parte dello stipendio.
          Piuttosto li si faccia lavorare in carcere, così non sono un peso per lo stato (o lo sono di meno).
          Il legislatore è un demente totale, ragiona per principio, in astratto, non in base alla realtà fattuale più ovvia.

          • Z. says:

            E se in carcere non lavorano che si fa, li si lascia morire di fame? o li si uccide direttamente per soddisfare la tua sete di granghignole? 🙂

            Seriamente. La persona condannata che si trova in disagiate condizioni economiche, e che ha mantenuto una condotta regolare, può chiedere l’esenzione dal pagamento delle spese del procedimento giudiziario e del mantenimento in carcere.

            Capisco che chiedere sia meno divertente che declamare e teorizzare, comunque. E continuo, come sempre, a volerti bene 🙂

          • Z. says:

            A margine, osservo una cosa: a quanto ne so, il problema non è trovare detenuti che vogliano lavorare. Di solito, quando si organizza qualcosa al riguardo, il problema è che i numeri sono limitati.

  5. Mi incuriosisce il fatto che nessuno abbia commentato la sostanza di questo post.

    Guardate che il fatto che il Partito Unico – fusione del più grande partito comunista fuori dall’URSS e della DC che per mezzo secolo ha dominato l’Italia, dei sindacati, della classe operaia, dei padroni, degli scout, delle parrocchie, dei piccoli imprenditori, della Resistenza, della Confindustria, delle banche, delle cooperative e della Chiesa, di tutte le organizzazioni sportive, del volontariato, degli enti locali, padrone dei media – sia diventato uno straccetto, è un evento straordinario.

    E credo che questo microscopico evento che ho descritto potrebbe aiutare a capire, in parte, il motivo per cui questo gigantesco castello di carte sia caduto.

    • MOI says:

      Alluenza: 75 % ca …

    • Marino says:

      Sì, concordo, è epocale. Per chi vive in Toscana deve esserlo ancora di più.
      D’altra parte, io non immaginavo neanche lo exploit della Lega.
      A dirla tutta, gli anni ’80-’90 sono tramontati definitivamente: il PD, i Democristiani, Berlusconi e gli ex AN sommati tra di loro (!!!) raggiungono poco più del 40%. E gli anni ’70 sono ancora più seppelliti: CP, il pericolo fascista, ha preso meno di Potere al popolo, e tutti insieme arrivano alla metà di LeU che a stento è entrata in Parlamento. E chi ha la maggioranza del paese? Una forza di destra con pochissime idee sociali (quasi nessuna) ed una forza di boh non so che con idee che ancora non ho capito. Molto interessante…

    • Roberto says:

      Il fatto è che, per straordinario che sia, è un evento ampiamente previsto

    • Z. says:

      Miguel, la sostanza del tuo articolo, e di pMiguel, la sostanza del tuo articolo, e di parecchi tuoi articoli degli ultimi anni, mi sembra arecchi tuoi articoli degli ultimi anni, mi sembra “mi basta guardare la strada di casa mia per capire come gira il mondo”.

      Premesso che io invece capisco davvero poco del mondo – le prove al riguardo si sprecano! – che cosa c’è da commentare? ti invidio, ecco, beato te!

      • Per Z

        “Miguel, la sostanza del tuo articolo, e di parecchi tuoi articoli degli ultimi anni, mi sembra “mi basta guardare la strada di casa mia per capire come gira il mondo”.”

        Non basta, assolutamente.

        Però aiuta, perché offre un quadro preciso di un comportamento tipico del PU – raffazzonato, sfuggente, manipolatorio, calato sempre dall’alto, spacciando per vere cose false, agendo senza consultare mai i diretti interessati, con sempre e solo in vista il risulato mediatico. Il tutto con uno stile che è marchio di fabbrica, di “gente seria che giorno per giorno fa gli interessi dei cittadini, non siamo certo estremisti, facciamo i fatti”.

        Moltiplichiamo questo piccolo episodio per – poniamo – 20.000 episodi analoghi altrove, e credo che si possa capire una parte del crollo del PU. Po ci sono sicuramente altri fattori, anche molto più importanti.

        • Z. says:

          Miguel,

          non sono d’accordo: a me non basta moltiplicare 20.000 volte la foto della strada di casa mia per capire com’è fatto il mondo. Anzi, a me non basta neppure per iniziare a capire com’è fatto il mondo.

          Guardare la strada di casa propria, e credere che sia il mondo su scala ridotta, mi sembra in qualche modo naturale. La vedo diversamente, forse perché ho cambiato spesso strada e casa 🙂

          • Per Z

            ” La vedo diversamente, forse perché ho cambiato spesso strada e casa”

            Anch’io, e pure continenti 🙂

            E’ ovvio che la propria esperienza di vita e la propria cultura non sono sufficienti per capire il mondo.

            Ma sono gli unici strumenti che possediamo per capirlo, e anche tu parti dalle tue esperienze e dalla tua cultura.

            Quindi, sì, esperienza e cultura sono utili per iniziare a capire il mondo.

            Inoltre, visto che Firenze assieme a Bologna è rimasta quasi l’ultima città d’Italia in mano al Partito Unico, sì – ritengo che l’esperienza fiorentina sia utile per capire il Partito Unico.

            • Z. says:

              Miguel,

              forse allora non l’ho cambiata abbastanza spesso!

              Fatto sta che, ogni volta, il mondo mi sembrava meno lineare e più complesso. Più che aumentare la mia conoscenza (che immagino sia aumentata, ma in modo trascurabile) ho visto aumentare la consapevolezza della mia ignoranza 🙂

              Sicché no, nessuna strada dove ho abitato mi pare possa definirsi un mondo in miniatura…

    • Francesco says:

      il Partito Unico – fusione del più grande partito comunista fuori dall’URSS e della DC che per mezzo secolo ha dominato l’Italia,

      Mai visto a Milano questo robo.

      Il PCI era già stato ridimensionato dal PSI di Craxi e la DC (base e personale politico) non si era mai ridotta a quella roba che sarebbe confluita nel PD, qui da noi.

      Ciao

  6. MOI says:

    Mah … la tendenza del Partitone a fare il Traghettatore del Liberismo era già evidente, ma Renzi è stato proprio spudorato !

    Però, ripeto: aspettiamo l’ Incarico Esplorativo !

    PS

    In Campagna Elettorale, in Eataly 🙂 i én tòtt John Frum ! 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=YfSC6RDyVA0

  7. daouda says:

    Miguel credo semplicemente che non si sia capito cosa tu voglia realmente dire oltre la caduta del partito democratico che ingenuamente si può considerare come tu dici un evento straordinario.

  8. Francesco says:

    Tanti saluti da Milano che è

    1) uno degli ultimi baluardi del PD, nella sua versione più borghese, colta, classista e liberal

    2) uno degli ultimi baluardi di FI, pur senza potere in Comune da molti anni

    3) uno dei pochi posti dove i 5 stelle sono il quinto partito!

    4) un baluardo della Bonino

    ne approfitto per spernacchiare Pino dopo che è stato invaso dai leghisti di Salvini (te l’avevo detto di votare Bossi quando potevi!) 😀

    PS come è che togliendo Nord dal simboli il Salvini ha conquistato il Nord?

    😀

    • Per Francesco

      “Tanti saluti da Milano”

      Milano culla del fascismo!

      Non c’entra un tubo, ma fa sempre il suo effetto e azzittisce l’avversario.

      • Francesco says:

        ” e dove volevi nascesse qualsiasi cosa importante in Italia? a Bologna?”

        non puoi zittire un milanese

        😀

      • PinoMamet says:

        PPS

        diciamolo, Milano avrà tanti pregi, per esempio i miei cugini;

        ma è brutta! ma brutta, brutta forte, inguardabile, anche nella parte storica e centrale.

        Non è come tra Parigi e Roma, che se la contano con video simpatici su chi è più figo, noi abbiamo più parchi sì ma avete anche più buche ecc.;
        non è come Firenze o Venezia che se la giocano nel campionato dei pesi medi invasi dai turisti;
        non è come le cento città italiane, tutte col loro centro-bomboniera e i loro piccoli e medi orgogli locali, con il loro campanilismo ecc.

        è proprio brutta, da qualunque parte la si guardi, e i milanesi per cosa sono famosi?
        per la cucina? no. Simpatia? ma figuriamoci.
        No, sono famosi come antipatici, schiavi del lavoro e fighetti boccaloni.

        • Per Pino Mamet

          “diciamolo, Milano avrà tanti pregi, ma è brutta! ”

          🙂

          invece io trovo tanti angoli belli, e proprio perché non è finta come Firenze, conserva ancora tante botteghe che qui sarebbero inimmaginabili.

          Il vero problema sono i SOLDI. Se non guadagni 10.000 euro al mese a Milano, sei morto, o comunque te ne vai in penitenza in qualche luogo orribile.

          Puoi essere bianco, giallo o negro o muslumaniaco.

          Poi, a cavartela, è probabile che tu sia bianco.

          Oppure giallo str…, negro spacciatore o muslumaniaco petroliere.

          Ma se sei normale, sono capperi amari.

          • Francesco says:

            ah, la normalità inizia a 10.000 euro al mese? dicetemelo prima allora

            Milano ha mille angoli bellissimi, non solo le chiese e i palazzi ma moltissime case e basta

            ammetto che non è Parigi o Vienna (sigh)

            di certo ha zone a costi altissimi, poi c’è tutta Milano 🙂

            dove si vive lo stesso da milanesi, se volete farvi un’idea pensate all’Esselunga

        • roberto says:

          devo ammettere anche io che dopo aver per anni vissuto nella certezza della bruttezza di milano, l’ultima volta che ci sono stato ho visto dei posti proprio belli.
          in fin dei conti anche gente decentemente simpatica e ospitale

          • Francesco says:

            Taverna Rebetiko, vero cucina greca, prezzi ragionevoli, piccola ma ospitale, la famiglia padrona e gestora è greca almeno al 50% – e la figlia invece di fare Lettere Moderne sta ai tavoli.

          • Peucezio says:

            Roberto,
            è un po’ migliorata in effetti negli ultimi anni.
            E anche le nuove leve sono più cortesi effettivamente.
            Va da sé che la prossima volta che vieni, mi aspetto tu mi faccia un fischio, così ti porto nella stessa trattoria in cui ho portato Miguel, che ne è rimasto entusiasta! 🙂
            (non l’ho portato solo in trattoria, ma se vorrà, sarà lui a raccontare qualcosa del giro turistico)

            • Per Peucezio e Roberto

              “non l’ho portato solo in trattoria, ma se vorrà, sarà lui a raccontare qualcosa del giro turistico”

              Un giro splendido, tra l’altro con visione dei Navigli sotto un tramonto spettacolare, con la neve; e poi ho trovato a Chiaravalle una cosa che avevo visto solo in Polonia, uno straordinario Portacicogne!

              http://www.atelierforte.com/blog/af-blog/

            • roberto says:

              con piacere!
              l’ultima volta che ci sono stato abbiamo fatto una riunione di famiglia, fra cugini che non vedevo mi sa dal mio matrimonio….

    • PinoMamet says:

      “PS come è che togliendo Nord dal simboli il Salvini ha conquistato il Nord? ”

      Ha conquistato il resto del Nord, la parte civile cioè quella a sud del Po 😀

      che ha sempre considerato le stronzate di Bossi sulla Padania per quello che sono: stronzate.

      Te l’ho detto che della Padania non fregava niente a nessuno 😀

      PS
      Seriamente, Francè: io ti voglio (ragionevolmente) bene, ma l’orgoglio milanese non si può sentire.
      Ma seriamente.

      Nei paesi civili e sviluppati, tipo l’EmiliaRomagna, suona un po’ come uno che dica “sono orglioso di appartenere al popolo dei fessi che derubate senza il minimo sforzo appena escono dal casello dell’autostrada, quelli che comprano ogni scemenza basta che ci sia sopra un nome in inglese e poi s isentono anche furbi…”

      • Francesco says:

        seriamente, se siete selvaggi e ladri pazienza, se ve ne vantate pure …

        😀

        meno seriamente: Salvini ha sfondato la linea del Po grazie a cosa? al razzismo da far vergognare il KKK? a proposte economiche che neppure Milton Friedman sotto LSD? alla grazia e all’eloquenza da gorilla in calore? al vittimismo anti-europeo?

        ha preso un mare di voti (più di Bossi) offrendo nulla (che federalismo o secessione valgono dei bellissimi soldoni, il sovranismo ‘un serve a una sega)

        per me è un mistero

        • Z. says:

          Credo che la storia sia piena di diffusori di odio almeno altrettanto rozzi e di maggior successo.

          Salvini infatti è sotto il 20% e questo significa che ha un bel margine di crescita. Forse, quando il M5S inizierà a liquefarsi, crescerà ancora.

          • Francesco says:

            perchè ha proposte più concrete? dagli al negro è meno scemo di dagli alla casta?

            • Z. says:

              No, perché “dagli alla casta” cessa di funzionare quando sei al governo…

              Africani da odiare ce ne saranno sempre.

              Poi spero di sbagliarmi.

              • Francesco says:

                ma noi siamo puri e belli e non diventiamo mica casta solo perchè siamo al governo

                anzi, vi faremo vedere tutti gli scontrini e prometteremo di tagliare le auto blu tutti i mercoledì

      • PinoMamet says:

        Francè la tua frase su “dovevate votare Bossi” non ha proprio alcun senso, da qualunque parte la guardi.

        Premesso che io non voterei mai e poi mai per la Lega, mi fa meno schifo la Lega nazionalista di Salvini di quella autonomista e indipendentista di Bossi.

        Il tasso di razzismo è rimasto lo stesso, anzi, tutto sommato credo che la retorica di Salvini (“sono troppi questi nrgri e non di integrano”) dia MENO razzista di quella di Bossi (“i terroni sono di un’altra razza e non hanno voglia di lavorare”)

        • Z. says:

          No, io trovo che quella di Salvini sia molto peggio.

          Quella di Bossi poneva una questione seria, quella delle autonomie locali, di cosa vada deciso qui e a Roma, di quanti sghei debbano andare qui e quanti a Roma.

          Poi siamo d’accordo: non la poneva seriamente, né in modo rispettoso dei cittadini del Meridione. E non ci sono dubbi che a molti quello che interessava era continuare a non pagare una lira di tasse come sotto la DC. E infatti la Lega di Bossi non ha mai portato a casa niente, dicasi niente – salvo una riforma inutile della difesa legittima e una legge che probabilmente ha reso più lente e difficili le espulsioni degli stranieri irregolari.

          Ma la Lega di Salvini non ha proprio niente da offrire – nemmeno a livello astratto, di spunti su cui riflettere – se non odio puro.

          • Peucezio says:

            Però è interessante ‘sta cosa.
            Il localismo, il regionalismo, ecc. sono posizioni “serie”.
            L’europeismo è serio, perché ci salva dai populisti euroscettici, ecc. ecc.
            Invece chi difende l’Italia non è serio: l’Italia deve sprofondare nella merda, dilaniata dai localismi e dai sovranazionalismi.

            • Per Peucezio

              “Invece chi difende l’Italia non è serio: l’Italia deve sprofondare nella merda, dilaniata dai localismi e dai sovranazionalismi.”

              Obiezione interessante.

              Perlò l’Italia non è la Polonia, o l’Ungheria.

            • Francesco says:

              IMHO

              1) l’Europa è la taglia minima per partecipare alla politica mondiale non in posizione 90°

              2) lo Stato italiano, nella sua versione storica di centralismo e uniformità alla francese, è stato ed è un immane disastro. come emerge anche dalla facile morte del patriottismo.

              3) l’Europa in alto e le macroregioni in basso sono il livello adeguato ai problemi da affrontare

              4) a queste condizioni, lo Stato italiano può felicemente sparire, l’Italia potrebbe anche risorgere – compreso un Sud libero di darsi una moneta debole e una politica economica “su misura”

              ciao

            • PinoMamet says:

              1) sono d’accordo

              2) abbastanza d’accordo (l’Italia andava fatta, ma in modo tutto diverso)

              3) potrei essere d’accordo, basta che la mia macroregione non comprenda la Lombardia, il Veneto e il Piemonte 😀
              comunque non vedo la necessità della sparizione degli Stati

              4) lo Stato italiano deve esistere per un solo scopo, importantissimo: insegnare il latino, l’italiano e la storia, ed evitare che qualche milanese se ne esca in futuro a dire che è un celta… 😉

              • Francesco says:

                caro mio, la discussione sui confini dei laender o macroregioni è aperta: basta che siano abbastanza grandi

                vanno sterminate senza pietà micro-entità quali la Valle d’Aosta, la Liguria, il Trentino etc. etc.

                la scuola italiana può sopravvivere come quella tedesca: ogni land ha la sua e una conferenza dei rettori o simile mantiene un minimo di uniformità linguistica (ma di certo un titolo di studio napoletano NON ha da essere recepito in automatico a Bologna più che a Stoccarda)

                tengo più alla serie A che la MIUR

            • Z. says:

              Difendere l’Italia?

              Essere famosi in Parlamento europeo come recordman di assenze è un modo di difendere l’Italia?

              Votare per impedire la redistribuzione di migranti dall’Italia verso l’Europa è difendere l’Italia?

              Non cito nemmeno la storiella dei dazi, che fingerà presto di non aver mai escogitato. Però, ecco, se davvero credi che a Salvini interessi “difendere l’Italia” allora sei davvero un puro di cuore, e vedrai Nostro Signore 🙂

        • PinoMamet says:

          Eppure alla prova dei fatti penso che la Lega pesante di Salvini che cerca voti ovunque sarebbe più ragionevole di quella dello sbraitante Bossi che si è inventato la Padania per non lavorare…

          • Francesco says:

            per lavorare in santa pace e senza eccessive ruberie di Stato, mi consenta

            per quello nacque la Lega nord in altri tempi

            Salvini, invece, è proprio il rappresentante di quelli che vogliono dallo Stato meno tasse, più dazi, credito dalle banche a clienti insolventi, in sintesi una vera iattura

          • PinoMamet says:

            Franceè, permettimi: cosa ha mai combinato la Lega di Bossi? A parte i soldini per cerchi magici ecc.

            • Francesco says:

              le buone intenzioni da sole non costruiscono nulla

              figurati quelle pessime!

              coi politici italiani tocca abbassare molto l’asticella

              e comunque l’unica legge elettorale buona dal ’45 a oggi l’ha fatta Calderoli: proporzionale di coalizione con premio di maggioranza.

  9. Z. says:

    Miguel,

    sai che in tutto questo non capisco perché tu abbia “dovuto” votare? 🙂

    Cioè, hai fatto bene a votare. Purtroppo hai votato una lista che non ha passato lo sbarramento, quindi ad es. alla Camera hai votato così:

    – al 37% per il centrodestra;
    – al 32,68% per i grillini;
    – al 22,85% per il centrosinistra;
    – al 3,39% per Liberi e Belli.

    Z.

    PS: io invece ho votato alla Camera al 100% per il PD (il mio voto per la Bonino è stato redistribuito alla coalizione, e solo il PD ha superato lo sbarramento) e al Senato al 100% per Liberi e Belli. Insomma, fedele alla linea per metà, mio malgrado 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ah, ma quindi tu hai votato per il 32,6% per Dima?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Perché a voler fare i calcoli strampalati potremmo dire che conta solo l’esito finale dello scrutinio, no?
        E per la stessa ragione tu al referendum hai votato contro la Boschi-Verdini, visto che tutti i voti a favore dell’opzione perdente in quei casi non valgono nulla..

        • Z. says:

          Al referendum ci sono due alternative soltanto, sicché nessun voto è disperso. Caso mai non è sufficiente per far prevalere la tua opzione preferita e far soccombere quella rivale.

          Ma al Senato, in effetti, si può dire che ho di fatto disperso il voto, contribuendo alla vittoria di P.F. Casini su P.F. Scarano.

          • Mauricius Tarvisii says:

            No: se conta solo il voto che porta al risultato utile allora i voti per l’opzione sconfitta sono dispersi.

            • Z. says:

              Capisco quel che vuoi dire. Solo, se la scelta è rigorosamente binaria non hai alternativa. Se non sei d’accordo col SI non ti resta che votare NO, e viceversa.

              Qui la possibilità di evitare la dispersione del voto c’era, magari (ad es.) votando Vasco anziché Viola. Che è sempre un rischio (Vasco c’è andato vicino a scivolare sotto il 3%) ma d’altronde nessun piano è perfetto 🙂

      • Z. says:

        No, poiché Plus d’Europe ha passato lo sbarramento dell’1%, e Liberebbelli quello del 3%!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ho capito il tuo errore: confondi l’espressione del voto con la ripartizione dei seggi, che sono però due momenti ben distinti delle operazioni elettorali. E il primo influenza il secondo solo nel limiti previsti dalla formula elettorale.
          Capisco che ti prepari al governissimo, ma non iniziare a fare il grillino!

          • Z. says:

            Maurì, non facciamo troppa filosofia: il mio voto alla Bonino non è andato disperso. E’ stato assegnato al PD 🙂

            Se la Bonino non avesse passato l’1% allora sarebbe effettivamente disperso, e avrei votato come Miguel!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il contesto una cosa diversa: il voto disperso a causa di una soglia di sbarramento non è la ratifica del voto altrui ed un’interpretazione simile è solo frutto di un fraintendimento paragrillino.

              • Z. says:

                Beh, no, il contesto è lo stesso: le elezioni politiche 🙂

                Se vuoi possiamo dire che nel votare una lista che manca il minimo non c’è dolo intenzionale, come invece c’è nel caso di astensione o di voto non valido. Questo è vero.

                Nel caso del voto a PaP invece mi sembra che ci sia dolo quanto meno eventuale, e forse addirittura diretto. Nessuno poteva seriamente credere che una lista tipo Potere al Popolo avrebbe passato lo sbarramento: e infatti nemmeno Viola ci credeva.

                Quindi sì, se hai votato PaP sei condannato. Se hai votato LeU invece no, perché fatto e colpa stanno e cadono assieme 😛

              • Mauricius Tarvisii says:

                Volevo dire “io contesto”, ma il correttore automatico la pensava diversamente, si vede 😀

                Comunque quelli di pap festeggiavano alla fine, e a ragione. Si sono trovati tutti insieme, hanno messo su la Maratona, si sono scolati due birrette in compagnia, sono finiti persino in tv e in fin dei conti hanno passato una bella serata divertente.
                È così che si deve vivere il voto, mica con le rosicate isteriche a cui sto assistendo in questi giorni 😀

              • Peucezio says:

                Giusto!
                Quello che conta non è ciò che è, ma la tua felicità.
                Se prendi un calcio in culo, ma ridi, sei un vero saggio 😀

              • Z. says:

                Maurì, sì, dal loro punto di vista ci sta.

                Però capisco anche il punto di vista dei miei amici che hanno votato PaP e che il morale invece ce l’hanno sotto i tacchi. Se anche vorranno rosicare, via, perdoniamogliela (bisdrucciolamente).

              • Peucezio says:

                Ma come cacchio è? Sono quattro gatti in tutta italia e li conoscete tutti voi?

              • Z. says:

                Peucè…

                qui ce ne sono due, poi ne conosco almeno altri quattro certi!

    • Per Z

      ” ad es. alla Camera hai votato così:”

      🙂

      In realtà, alla fine, ho votato solo al Senato per una lista che non ha passato lo sbarramento (e quindi le cifre da te riportate sono esatte per metà). Alla Camera, la lista che ho votato ha invece passato lo sbarramento.

      • Z. says:

        Allora ho sbagliato proprio, dato che la lista era della Camera! Chi hai votato alls Camera?

        • Per Z

          “Chi hai votato alla Camera?”

          Dunque, escludiamo Potere al Popolo!, restano…

          PD, LeU, M5S, FI, Lega, Casa Pound, Più Euri per Tutti, Forza Nuova e poco altro.

  10. Quello che è successo nelle elezioni ha molte cause; ma tra queste c’è anche la questione delle migrazioni.

    Che in Italia, in questo momento, significa soprattutto arrivi massicci di africani attraverso la Libia.

    Una situazione che a sua volta deve molto all’attacco americano/francese alla Libia nel 2011, a cui l’Italia ha partecipato attivamente.

    Leggo in un articolo di allora https://www.wsws.org/it/2011/jun2011/lbit-j22.shtml

    “Il principale partito di opposizione, il Partito Democratico (PD), proveniente dal Partito Comunista Italiano (PCI), sostiene con entusiasmo la guerra della NATO contro la Libia. Il 23 marzo e il 4 maggio il PD si è pronunciato molto favorevolmente in Parlamento agli attacchi della NATO.”

    Mai sputare contro vento…

    Qui una dettagliata ricostruzione (di parte, ovviamente) degli eventi politici di allora:

    http://www.ilmonti.com/questo-disastro-e-figlio-della-guerra-libia-caldeggiata-dal-pd-bossi-e-la-lega-erano-contrari/

    • roberto says:

      ma sbaglio o era un governo berlusconi, con un muscolare la russa alla difesa? e la lega che alla fine aveva accettato la guerra a tempo (ok, siamo contrari ma votiamo a favore se c’è una data di fine della guerra?)

      • Francesco says:

        e che volevi fare? la guerra a americani francesi e inglesi per salvare Gheddafi? ci siamo accodati per non essere spazzati via del tutto dal post-Gheddafi

        c’è il petrolio in Libia, caro mio

        • Per Francesco

          ” la guerra a americani francesi e inglesi per salvare Gheddafi?”

          Se ricordi, Gheddafi stava vincendo la guerra civile quando è partito l’attacco, proprio per salvare gli ultimi ribelli.

          D’altra parte, non era solo una guerra tra Gheddafi e i ribelli, ma di grandi clan contro altri clan.

          • Francesco says:

            stare dalla parte di Gheddafi, a quel punto, avremmo dovuto fare guerra alle maggiori potenze militari del mondo occidentale

            non fu sufficiente avere ragione per cambiare di nulla le scelte della politica

      • Per roberto

        “ma sbaglio o era un governo berlusconi, con un muscolare la russa alla difesa?”

        Guardati il video di D’Alema, che è tutto un “questa volta siamo totalmente con Berlusconi, a differenza di certi della sua maggioranza”.

        • roberto says:

          si me lo ricordo che il PD era a favore della guerra. volevo giusto ricordare che non era solo il PD e che comunque avevamo un governo che non era PD, perché a leggere i tizi che hai postato sembra che tutto sia dipeso da napolitano e d’alema (e strano che non tiri in ballo prodi)

    • Francesco says:

      Mig

      sii serio: gli africani volevano venire e in Europa a prescindere dalla guerra in Libia (immane puttanata) e avrebbero trovato la strada lo stesso

      che il limitato numero di stranieri abbia creato una paranoia “invasione dei negri” è vero ma dipende più dallo stato mentale degli italiani e dal modello “romano” di accoglienza e integrazione

      ciao

      • roberto says:

        si ma la Libia effettivamente era in grado di creare dei mega campi di concentramento e bastava pagarla (un’autostrada qui, un acquedotto là, un po’ di petrolio) e si impegavano a trattenere tutta l’africa in mezzo al deserto.
        una soluzione che evidentemente stava benissimo alla lega e a tutti quelli che “adesso senza la libia siamo invasi”

        • Francesco says:

          non è che se sono neri sono anche scemi

          una volta chiusa la Libia, avrebbero trovato un’altra strada

          PS la Libia era chiusa e arrivavano lo stesso, in effetti

      • Per Francesco

        “sii serio: gli africani volevano venire e in Europa a prescindere dalla guerra in Libia (immane puttanata) e avrebbero trovato la strada lo stesso”

        Certo, c’erano delle strade. Però con la distruzione di ogni forma di stato in Libia, è diventata un’autostrada. E il PD che assieme a FI aveva voluto la guerra, ha trovato sotto Minniti che l’unico modo per bloccarla prima delle elezioni consisteva nell’affittare bande di killer lontani dalle telecamere.

        Comunque, sbagli a sottovalutare la forza delle migrazioni: da buon anticomunista, ti farà piacere leggere oggi sui giornali che secondo vari sondaggi, la maggioranza degli abitanti della Venezuela vorrebbe emigrare. Come la maggioranza degli egiziani e presumo la maggioranza dei nigeriani, anche se lì non ho dati.

  11. mirkhond says:

    “basta che la mia macroregione non comprenda la Lombardia, il Veneto e il Piemonte ?”

    Beh, parte del Piemonte e l’Emilia ad ovest del Panaro, per secoli sono stati parte della Lombardia. 🙂

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