«Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele»

Cristianesimi e Islam sono anche discorsi sul futuro (non dico niente sul giudaismo, perché ne so troppo poco, poi ovviamente molto deriva da lì).

Il futuro individuale, nel passaggio dall’attimo di vita terrestre a quella eterna.

L’attimo cruciale è quindi la morte, e il luogo la tomba: e qui sta la meravigliosa potenza delle religioni, che trasformano in possibile vittoria il momento della vera humilitas, quello in cui diventiamo humus.

Poi ci sono religioni, tipo quella del signore in bianco che attualmente risiede nel Vaticano, che dice cose molto simpatiche e giuste sul presente, ma finisce lì:

“Io ancora, se bene mi sono accorto, truovo che questa nostra vita è come la Bolla nell’acqua, che subito manca: come il vapore nell’aria, che presto si consuma: e come il Fiore, che su la siepe in un tratto languisce.”

(Emilio de’ Cavalieri, Rappresentatione di Anima et di Corpo, 1600)

Però accanto al futuro individuale, i due monoteismo parlano di un futuro generale.

Qui i cattolici fischiettano e fanno finta di niente, perché stanno già bene così, con papi e preti, e dell’Apocalisse è meglio non parlare (tecnicamente cattolici e luterani sono in genere amillennialisti).

Per i protestanti americani, magari perché di passato ne hanno poco, il mondo dell’immaginario è invece tutto nel futuro – è lì che si trova l’essenziale del loro mondo mitologico. L’Apocalisse è talmente presente, da colorare anche una vasta parte della cultura apparentemente non religiosa.

Tutti sanno che arriverà il Regno e ritornerà Gesù, che regnerà per Mille Anni. E questa è una verità condivisa.

Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, ch’è il diavolo e Satana e lo legò per mille anni.
Lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni,
finchè fossero compiuti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per un po’ di tempo.

Però esistono due modi di leggere la stessa storia che sono totalmente diversi.

Le persone che hanno poco di cui lamentarsi, dicono che siamo già nel Regno.

Si chiamano postmillennaristi, e sono sostanzialmente gli americani che gli italiani, nel bene o nel male conoscono.

Un po’ è un discorso teologico, ma diventa facilmente un discorso politico, perché la contemplazione dell’Ombelico Americano porta subito a dire, “noi americani abbiamo il Destino Manifesto di costruire il Regno di Dio”. Che di volta in volta significa, abolire la schiavitù, vietare l’alcol e le scommesse, raccogliere fondi per i bambini africani o bombardare lontani continenti: ogni cristiano si impegna a liberare il mondo dal peccato.

Nel 1873, l’autore del Trans-continental Tourist’s Guide, George A. Crofutt, commissionò a John Gast un quadro che doveva rappresentare il senso profondo delle sue guide, intitolato American Progress, da dare come litografia a colori a chi si abbonava alla sua pubblicazione.

Un quadro tutta laica, all’apparenza – il libro che la pallida signora reca sotto braccio indica la scuola pubblica, con la mano destra tira i fili del telegrafo, mentre davanti a lei gli indiani fuggono tra le tenebre. Esattamente come Satana davanti al Regno, nell’immaginario postmillennialista.

Nel 2008, Religion and Ethics pubblicò uno studio, da cui  emergeva che il 61% degli americani ritenevano di vivere in una nazione “specialmente benedetta da Dio” e il 59% credeva che gli Stati Uniti dovevano essere un “modello cristiano per il mondo”.

Ora, attenzione, perché se la Nazione di Dio ha una missione universale, i peccati personali contano poco, una divinità bonaria ce li perdonerà, e dobbiamo pensare a liberare gli esseri umani che vivono nelle tenebre e a migliorare il mondo.

Questa doppia tesi è difficile da confrontare con qualcosa in Italia, dove si fa fatica a pensare che una teologia vaga e liberale e idee rilassate in termini morali possano giustificare guerre di dominio senza fine: 222 anni di guerra, 21 anni di pace, da quando è nato quel terrificante paese (doppiamente terrificante, perché delle loro guerre, hanno sempre pagato le spese gli altri).

“Se dobbiamo usare la forza, è perché siamo l’America; siamo la nazione indispensabile. Stiamo alti in piedi e vediamo più lontano nel futuro di altre nazioni, e vediamo il pericolo presente per tutti noi.”

Così disse Madeleine Albright nel 1998, per giustificare una delle innumerevoli vessazioni contro l’Iraq che avrebbe poi portato la nazione più lungimirante a gettare nel caos tutto il Medio Oriente cinque anni dopo.

A fianco di questa narrazione dominante, si diffonde dall’inizio del Novecento un’altra narrazione, che si chiama premillennarista.E porta nel verso esattamente opposto.

Ma l’ambiguità era stata prevista proprio dall’autore del libro delle Rivelazioni:

Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: «Và, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta ritto sul mare e sulla terra».  Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele».  Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza.”

Non viviamo nella Nazione benedetta da Dio, ma sul pianeta maledetto da Dio. Tutto ciò che voi esaltate, dovrà essere distrutto dalla Sua ira, e succederà molto presto.

E’ una visione confusa, in cui si mescola di tutto: se vogliamo trovare un’identificazione etnica, possiamo dire che mentre il postmillennarismo è anglosassone, il premillennarismo è scozzese-ulsteriano, però sono distinzioni di cui gli stessi portatori hanno poca coscienza.

Nel premillennarismo, affondano le radici tanto le prediche di coloro che sostengono che i comunisti, musulmani e nemici d’Israele stiano per impossessarsi del mondo, quanto certi ecologisti che ci rammentano della grande distruzione che l’umanità ha invitato su di sé. Comunque dà a tante riflessioni americane una profondità di visione che manca nelle riflessioni europee.

E qui inseriamo un’altra canzone di Johnny Cash – per una volta, non devo faticare, rubo la traduzione dal sito Black Snack.

Innanzitutto, perché – come anche i musulmani – parte dalla certezza della resurrezione della carne, delle ossa: niente platoniche “anime”.

Poi sente le trombe, come dice anche il Corano:

وَنُفِخَ فِى ٱلصُّورِ فَصَعِقَ مَن فِى ٱلسَّمَٰوَٰتِ وَمَن فِى ٱلْأَرْضِ إِلَّا مَن شَآءَ ٱللَّهُ ۖ ثُمَّ نُفِخَ فِيهِ أُخْرَىٰ فَإِذَا هُمْ قِيَامٌ يَنظُرُونَ

“E suonerà il Corno, e chiunque si trovi nel cielo e chiunque si trovi sulla terra cadrà morto, salvo colui che Allah vorrà. Poi suonerà di nuovo, e improvvisamente si troveranno in piedi, a guardare.”

Ma che caspita vorrà dire,

“Accoglimi, Gesù, accoglimi
Accoglimi nel mezzo dell’aria
E se queste ali non mi cedono
Ti incontrerò ovunque”

E’ una visione esclusiva del premillennarismo americano, che nasce agli inizi dell’Ottocento (forse in Inghilterra, forse forse per merito di una ragazzina visionaria scozzese Margaret MacDonald morta giovanissima).

Il primo, tremendo segno della Fine del Mondo come Noi lo Conosciamo, sarà il rapimento, Rapture, quando coloro che sono già stati salvati saranno miracolosamente rapiti nel cielo, lasciando indietro i loro parenti e amici sbalorditi, i Left Behind a dover affrontare i sette più terribili anni del nostro pianeta.

Un immenso spettacolo di sangue che gli eletti si godranno guardando giù dal cielo:

“Non c’è tomba
che possa trattenere il mio corpo

Quando sentirò il suono della tromba
uscirò subito fuori dal terreno
Non c’è sepoltura
che può tenere il mio corpo
Beh, guarda giù lungo il fiume
E cosa pensi che io veda?
Vedo una banda di angeli
E mi vengono incontro

Beh, guarda laggiù, Gabriele
Metti i piedi sulla terra e sul mare
Ma Gabriele, non soffiare alla tua tromba
Finché non ricevi mie notizie

Accoglimi, Gesù, accoglimi
Accoglimi nel mezzo dell’aria
E se queste ali non mi cedono
Ti incontrerò ovunque

Accoglietemi, Madre e Padre
Accoglietemi lungo la strada del fiume
E madre, sai che sarò là
Quando registrerò il mio bagaglio”

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21 Responses to «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele»

  1. Francesco says:

    Piano Marshall: quando gli USA vittoriosi pagarono le spese ad alleati ed ex-nemici con le pezze al culo. Me lo confermi?

    Forse la più grande vittoria nella storia politico-militare dell’umanità.

    Ciao

    • Per Francesco

      “iano Marshall: quando gli USA vittoriosi pagarono le spese ad alleati ed ex-nemici con le pezze al culo. Me lo confermi?”

      I grandi miracoli dello statalismo: il contribuente (o il debitore) dà soldi a clienti in mezzo mondo per arricchire gli imprenditori nostrani.

    • PinoMamet says:

      Francè, permettimi un appunto.

      Tu sei cattolico praticante: non so, a me pare una cosa religiosa…

      e da tutto questo post che verte su cose religiose, ti interessa il Piano Marshall?

      • Francesco says:

        posso essere un filino maleducato? quando Miguel parla dei cattolici, di solito a me girano le balle e allora faccio lo gnorri

        oserei dire che ha un leggero pregiudizio anti-cattolico, a volte sembra un martininiano (nel senso del Cardinal Martini)

        ciao

        • PinoMamet says:

          Beh, ma perché non gli fai presente il tuo punto di vista?
          Sono di parte, lo ammetto, perché preferirei leggere una bella discussione sull’Apocalisse che una sulla politica… 😉

          • Francesco says:

            veramente il mio commento era solo rivolto al fatto che gli USA sono stati capaci di “vincere la pace” dopo il 1945 in un modo che credo abbia ben pochi precedenti storici

            e che è un inno al New Deal e allo statalismo, almeno dal lato della domanda 🙂

            sull’Apocalisse: nelle Scritture cristiane ci sono elementi che inducono a pensare che sia un tantino in ritardo. possiamo buttare via le Scritture cristiane visto che contengono delle solenni fesserie e farci tutti ebrei (musulmani no, se butti il Cristianesimo non puoi tenere l’Islam) o rileggerle meglio e seguire le istruzioni di Nostro Signore per “l’intanto che si aspetta”.

            la Fine del mondo, come la nostra morte singola, è un elemento di giudizio fondamentale senza bisogno che diventi una fissazione angosciante

            ciao

        • Peucezio says:

          Francesco,
          “oserei dire che ha un leggero pregiudizio anti-cattolico, a volte sembra un martininiano (nel senso del Cardinal Martini)”

          Io per la verità non ho mai avuto quest’impressione.

          • Per Francesco e Peucezio

            ““oserei dire che ha un leggero pregiudizio anti-cattolico, a volte sembra un martininiano (nel senso del Cardinal Martini)””

            Il mio parere sulla Chiesa cattolica, l’ho già scritto:

            http://kelebeklerblog.com/cattolici/

            “C’è chi guarda alla Chiesa cattolica come alla fonte della verità; c’è chi la vede come un nemico.

            Io invece, la vedo come un ornitorinco: uno dei fenomeni più affascinanti, compositi, mutevoli e interessanti al mondo.

            Il risultato è che mi trovo accusato sia di essere un clericale, sia di essere un fanatico laicista. Capita.”

            • Francesco says:

              Appunto: Martini era un uomo di cultura straordinaria ma, imho, di freddezza totale nei confronti della Fede.

              Pareva un entomologo. Senza la passione per le piattole, solo per la propria sconfinata erudizione.

              Anche in te, soprattutto se lo paragono all’afflato evidente quando parli di Islam, noto un atteggiamento simile.

              Ciao

              • Peucezio says:

                Eheh, è vero in effetti.
                C’è anche da dire che Miguel non parla mai delle cose in modo del tutto neutro, proprio perché riesce ad astrarsi quasi da tutte le cose.

  2. mirkhond says:

    Senza il pericolo comunista, non credo che gli USA sarebbero stati così generosi…

  3. Francesco says:

    Non ho mica detto che è stato fatto per bontà d’animo nè dal mercato, ho solo rilevato a Miguel “doppiamente terrificante, perché delle loro guerre, hanno sempre pagato le spese gli altri” che gli USA, dopo la seconda guerra mondiale, grazie al piano Marshall hanno legato a sè sia gli ex-nemici sia gli alleati (e in questo il pericolo comunista ha contato molto, che tra Stalin e Truman la scelta era davvero facile).

    Parlando di religione, solo a me è venuto in mente che la rapture della biondina è un vero spreco di risorse fisiche? Non si poteva aspettare di conoscerla meglio?

    • PinoMamet says:

      Qui si vede che sei cattolico!

      Non c’è bisogno di conoscerla meglio e di darle il tempo di (eventualmente) peccare:
      è predestinata alla salvezza, sostanzialmente “perché sì”, visto che la salvezza è sola gratia per i protestanti.

  4. Francesco says:

    >>> se la Nazione di Dio ha una missione universale, i peccati personali contano poco,

    mi sarei aspettato il contrario: se pecchi e fai parte di una nazione qualsiasi, vabbè cosa ci si aspetta? ma il peccato di uno degli Eletti dovrebbe essere cosa vieppiù terribile e reprensibile!

    ciao

  5. Z. says:

    Leggendo meglio il virgolettato credo che parli di un hamburger con doppia pancetta.

  6. Peucezio says:

    Bella la canzone!
    Avevo presente un altro Johnny Cash, più commerciale e allegro (per quel pochissimo che l’ho ascoltato).

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