Dio ti abbatterà

Ancora, per il vecchio discorso sulla religiosità anglosassone. Qui nella sua variante più statunitense.

“Cut down” vuol dire abbattere, nel senso di un albero o di una pianta; e forse anche con un sottinteso di ridimensionare.

La potenza immensa di un Dio che nella sua ira – the wrath of the Lord – abbatte, affiancato dalla dolcezza del Figlio, che però va incontrato di persona, nella notte.

Il tutto calato nella vita quotidiana di provincia.

“Puoi cavartela per tanto tempo
Prima o poi, Dio ti abbatterà

Diglielo a quel mentitore dalla lingua lunga
diglielo a quel latitante
raccontalo al vagabondo,
allo scommettitore,
a quello che ti colpisce alle spalle
diglielo che Dio li abbatterà

Per Dio, lasciate che vi dia la notizia
la mia testa si è bagnata della rugiada di mezzanotte
sono stato in ginocchio a parlare con l’uomo che viene dalla Galilea
mi ha parlato con una voce così dolce
pensavo di poter sentire i piedi degli angeli che si muovevano piano
Mi ha chiamato per nome e il mio cuore si è fermato
quando ha detto, “John, compi la mia volontà!”

Puoi scagliare il sasso e nascondere la mano
lavorare nelle tenebre contro gli altri uomini
ma sicuro come il fatto che Dio ha creato il bianco e il nero
ciò che si trova giù nel buio sarà portato alla luce”

 

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55 Responses to Dio ti abbatterà

  1. Peucezio says:

    Bella la canzone!

  2. Francesco says:

    Bello il testo, un ottimo mix di Antico e Nuovo Testamento!

    Mi piace un sacco

  3. fs says:

    certo, diglielo a quegli eroici stupratori di massa di rotherham, che dovevano essere ridimensionati! ci ha pensato il politicamente corretto a lasciare agire indisturbati quei bastardi musulmani per 15 anni!

    • Per Fs

      “ci ha pensato il politicamente corretto a lasciare agire indisturbati quei bastardi musulmani per 15 anni!”

      premessa giusta, per conclusioni errate.

      Il fatto che gli stupratori di Rotherham appartenessero a un preciso gruppo etnico è importante, perché la rete di complicità, parentela, possibilità di farsi favori e ricatti a vicenda (compresi ricatti sui familiari rimasti in Asia) è stato decisivo.

      E sicuramente le coperture sono state impressionanti, e fortemente legate al “politicamente corretto”. https://en.wikipedia.org/wiki/Rotherham_child_sexual_exploitation_scandal

      Semplicemente, non è che i colpevoli fossero “i musulmani”. Era il clan dei Husseini, della cui origine etnica non so nulla: il Pakistan è un paese estremamente complesso dal punto di vista etnico. Nessuno dice che fossero coinvolti bosniaci o senegalesi.

      • Francesco says:

        vediamo se ho capito: nessuno dice che i colpevoli fossero i musulmani. però è facile che fossero musulmani (mi pare che il 99% dei pakistani sia di religione musulmana)

        cosa questo c’entri con gli stupri mi rimane misterioso

        • Per Francesco

          “vediamo se ho capito: nessuno dice che i colpevoli fossero i musulmani. però è facile che fossero musulmani”

          Certo che sono musulmani.

          E posso anche aggiungere che le tensioni che riguardano i rapporti “liberi” tra maschi e femmine nel mondo islamico sono tali, che a volte le alternative vengono viste in maniera meno “proibizionista” che da noi. In questo senso sono anche disposto a concedere un’ipotetica componente islamica, per lo stesso motivo per cui le tensioni che riguardano la castità nel clero cattolico possono rendere meno rigorosi i tabù sulla pedofilia.

          Ma questo non vuol dire che l’islam trasformi ragazze e ragazzi in oggetto di commercio, o che la dottrina cattolica insegni la pedofilia.

          • Francesco says:

            beh, questo era quello che mettevo alla voce “misterioso”

            a meno di tornare alle tesi per cui qualsiasi forma di controllo culturale della sessualità conduce alla perversione e alla violenza

            tesi che gli ultimi 40 anni smentiscono totalmente – sarebbe più serio ipotizzare che violenza e perversione facciano parte del comportamento fisiologico dell’uomo

            • Lucia says:

              In realtà nelle società “sessualmente libere” occidentali i tassi di violenza fisica sono diminuiti di parecchio, no? Mi si potrà ribattere che ciò è dovuto, almeno in parte, al fatto che ci sono più persone anziane e meno persone giovani . Al che io ribatterei che la libertà di fare meno o zero figli* fa anch’essa parte della libertà sessuale.

              *Idealmente, o meglio se c’è uno stato sociale funzionante, anche di farne.

              • Francesco says:

                1) i tassi di violenza fisica sono diminuiti? puoi precisare a quali ti riferisci?

                2) la libertà di non fare figli è la libertà di estinguersi. nulla più di questa constatazione mi dice che c’è un problema sotto.

                3) la menata dello Stato sociale necessario per fare figli non la si può reggere. “gli altri” i figli li fanno lo stesso e manco frignano.

                ciao e scusami

              • Per Francesco

                “1) i tassi di violenza fisica sono diminuiti? puoi precisare a quali ti riferisci?”

                Credo che si possa anche non essere d’accordo in principio, ma mi sembrano corretti i fatti esposti da Lucia.

                Il tasso di violenza fisica mi sembra molto diminuito, a tanti livelli, almeno da quando ero ragazzo io: persino negli scontri politici di questi giorni, non è ancora morto nessuno. Mentre nella Firenze del 1584, in un periodo policamente pacifico e senza guerre vi furono 380 omicidi in quattro mesi.

                Sono rimasti gli omicidi irriducibili, di quelli che danno di matto, tipo trenta coltellate alla moglie e poi si buttano dalla finestra. E sospetto che lì il tasso non potrà mai scendere sotto quel livello.

                Poi lo stato sociale in effetti significa che anche se mia figlia si sposa con un poco di buono, quando sarò anziano non dovrò mendicare per strada. E quindi c’è un’indifferenza maggiore alle scelte personali.

                Certo, tutto questo dipende dalla bolla energetica in cui viviamo, finché dura.

              • Francesco says:

                Oddio, quindi la tesi è che siccome si scopa di più (e abbiamo i nostri dubbi in proposito), allora si accoltella di meno?

                Laonde cui la violenza efferata del XVI secolo va attribuita al prezzo eccessivo delle puttane?

                Oppure ho preso lucciole per supernove?

              • Lucia says:

                No non si tratta di scopare di poi, ma di farlo SE, COME e quando si vuole, quindi anche per niente.
                E sulla libertà di non fare figli, un po’ mi stupisci visto che da cattolico dovresti vedere do buon occhio che parte della popolazione decida di praticare il celibato e di non generare.
                Per quanto riguarda lo stato sociale, posso anche esser d’accordo che non sia conditio sine qua non, però parlando per me posso dire con una certa sicurezza che se fossi in Italia nella condizione di molte mie coetanee, col razzo che avrei fatto un figlio e ne avrei un altro in arrivo. E non è che prendiamo granché di aiuti statali, anzi a parte quelli che si ottengono di default quando si genera proprio niente. Ma che vuoi, sarò pavida: il sapere che in caso di bisogno potrei ottenere aiuti sociali è per me determinante.
                Sul fatto che sia una sicurezza costruita su una bolla ecologica, sicuramente c’è del vero e non so che fare al riguardo.
                Sul fatto che la violenza sia diminuita, adesso non ho tempo per cercarti delle referenze ma davvero ti servono?

              • PinoMamet says:

                Ultimamente ho visto postato il numero degli omicidi dal 1998 (mi pare, o ’94) a oggi, anno per anno, in Italia:
                c’era scritto “dati del Ministero dell’Interno”, non so se sia vero.

                Comunque, in una ventina d’anni sono più che dimezzati.

                Da cosa deriva questo calo? Non ho idea.
                Certo si smonta l’idea che l’immigrazione abbia fatto aumentare i crimini violenti, o perlomeno gli omidici.

                Un facilone che volesse fare battute ad effetto potrebbe uscirsene con delle frasi tipo “altri vent’anni di immigrazione e in Italia non ci saranno più omicidi”, ma lascio queste cose ai politicamentecorretti di FB.

                Anzi, gliela regalo, nel caso volesse usarla, purché la smettano di dire “non lasciateci soli con gli italiani” che onestamente ha rotto il cazzo.

                Comunque non capisco proprio il motivo: tra insicurezze lavorative, attriti legati all’immigrazione, espansione territoriale e “settoriale” delle mafie, c’era materiale per un aumento esponenziale della violenza.

                Forse c’è semplicemnte più sicurezza?

              • Per PinoMamet

                “Forse c’è semplicemnte più sicurezza?”

                C’è sicuramente infinitamente più sorveglianza: ai tempi miei, ci si picchiava e via, adesso praticamente tutto ricad sotto il controllo delle telecamere, ma anche delle foto prese a caso da qualche passante.

                Poi i giovani probabilmente sono più “figli unici”, più impauriti e più chiusi in casa: tempo fa segnalavo lo studio paradossale che mostra che la diffusione di videogiochi violenti porta effettivamente alla diminuzione dei reati… perché i ragazzi presi nel loro guscio elettronico, non escono nemmeno di casa.

                Anzi, si sa che negli Stati Uniti, i diciottenni di adesso escono di casa non più di quanto uscissero i tredicenni una decina di anni fa.

                Ma è un percorso lungo, non è una cosa solo degli ultimi decenni.

              • Francesco says:

                Secondo me dovreste allungare un pò la serie storica: siamo molto vicini alla tesi per cui la DC ha abolito la violenza dalla società italiana, eliminando un retaggio plurisecolare di coltellate facili.

                Io mi tengo di riserva la carta dell’invecchiamento della popolazione come ultima difesa, poi toccherà beatificare De Mita e Forlani. E Berlusconi, naturalmente.

                😀

              • Per Francesco

                “Io mi tengo di riserva la carta dell’invecchiamento della popolazione come ultima difesa, poi toccherà beatificare De Mita e Forlani. E Berlusconi, naturalmente.”

                Apprezzo il tuo senso dell’umorismo, ma non stiamo parlando solo dell’Italia.

                Pinker ha scritto un libro sul calo della violenza in Inghilterra dal Medioevo in qua.

                Io penso che esista una correlazione stretta tra disponibilità di risorse energetiche facilmente sfruttabili, che superano la velocità di crescita della popolazione, e calo della violenza interpersonale: altra cosa è la violenza tecnologica, infatti la massima violenza tecnologica si è raggiunta con la seconda guerra mondiale e con la collettivizzazione in Cina.

                La domanda fondamentale che noi ci dovremmo sempre porre è, come affrontare il successivo picco delle risorse facilmente accessibili.

              • Come vi avevo già detto, mi ha colpito il forte aumento di delitti a Firenze in quest’ultimo anno.

                E’ un aumento diffuso, che riguarda categorie diverse, quindi non sembra dovuto a un singolo fatto (probabilmente con la strage del Bataclan, gli omicidi a Parigi saranno aumentati del 500% in un anno, ma finisce lì).

                Non ho le statistiche di base (cioè “aumento del 100%” significa che si passa da 1 omicidio a 2, oppure da 100 a 200?).

                Poi la mia teoria è che i cosiddetti “femminicidi” siano ormai irriducibili: per 17 volte, qualcuno dei 175.000 maschi di Firenze ha ammazzato una donna. Se non si tratta di omicidi “culturali” (tipo, uccidere la propria figlia perché ha disonorato il clan) non hanno un particolare significato sociale.

                Però effettivamente ho la percezione che qualcosa stia peggiorando nella situazione di una città finora particolarmente tranquilla e sicura.

                “FIRENZE – Le cifre sono allarmanti: più 19,7% i delitti contro la vita, più 30% i delitti contro il patrimonio. Significa che la società toscana sta vivendo uno dei momenti più critici. Lo sottolinea il presidente della corte di appello, Margherita Cassano, nella sua relazione letta all’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Lo studio – ha detto – mette in evidenza un +19,7% di delitti contro la vita e contro l’incolumità individuale; +30,6% i delitti contro il patrimonio mediante violenza a cose o persone; +31,8% delitti in materia di stupefacenti; +30,6% reati contro il patrimonio mediante frode; +29,5% delitti contro la libertà individuale (violenze sessuali e reati ex art. 609 ter e quater del codice penale); +41,7% reati contro la famiglia». Lo stesso studio, fa rilevare sempre Margherita Cassano, riporta che “sono in costante aumento gli affari penali: presso la corte di appello i processi penali sono aumentati del 24,3% e nel settore di competenza della corte di assise si è registrato un aumento complessivo del 46,7% tanto più significativo laddove si consideri la tipologia dei reati di particolare allarme sociale di sua competenza».”

              • Roberto says:

                Credo che la fine delle varie gurrre di mafia/camorra incidano molto. Un po’ poi c’è chiaramente meno violenza vera, non a chiacchiere, e probabilmente più controllo. Miguel ricorda a giusto titolo la violenza politica, ma pensate agli stadi negli anni 70-prima metà degli anni 80

              • Z. says:

                Proprio nel 1998, se ben ricordo, lessi un articolo che osservava come i delitti risultavano in calo grosso modo costante dal 1970.

                Nell’ultimo anno la derivata pare sia stata addirittura impressionante (postai un articolo al riguardo due settimane fa).

                Perché? Non so, e ammetto che mi interessa fino a un certo punto. Piuttosto, perché non si fa che ciabattare di “sicurezza”? Perché nessun politico dice: giovani, in un mondo del tutto insicuro come quello di oggi se c’è UNA cosa in cui siamo più sicuri di ieri è proprio la scarsa incidenza del crimine violento?

                Spiegatemi questo, ecco!

              • Per Z

                “Piuttosto, perché non si fa che ciabattare di “sicurezza”?”

                E’ un tema che mi incuriosisce molto.

                Forse il calo della violenza e la paura della violenza sono due facce della stessa medaglia.

                Io mi affido sempre più ad altri per mantenermi, difendermi, proteggermi, nutrirmi, e quindi divento sempre meno capace di difendermi da solo.

                E quindi ho sempre più paura, e bisogno di qualcuno che mi mantenga, difenda, protegga…

              • Z. says:

                Miguel,

                — Forse il calo della violenza e la paura della violenza sono due facce della stessa medaglia. —

                Una specie di circolo virtuoso, insomma, o vizioso se si preferisce: più la violenza recede, più mi spaventa quando si manifesta.

                E siccome mi spaventa, l’autorità interviene per reprimerne alcune manifestazioni che fino a ieri sarebbero state più facilmente tollerate.

              • Z. says:

                Lù,

                conditio(n) sine qua non – da pronunciarsi condìcion sàin queinen.

                Go build an igloo please, and turn your radiators on!

                😛 😛 😛

                dai che ci arriviamo al 3%!

              • Lucia says:

                Se davvero i reati di violenza sono in diminuzione dal 1970, mi spiace per Francesco ma una correlazione virtuosa con il 1968 ci dev’essere 😀

                “Perché nessun politico dice: giovani, in un mondo del tutto insicuro come quello di oggi se c’è UNA cosa in cui siamo più sicuri di ieri è proprio la scarsa incidenza del crimine violento?” perché poi dovrebbero impegnarsi in altri tipi di politiche, soprattutto di sicurezza sociale, che sono meno spettacolari, più difficili, trovi sempre qualcuno a cui non vanno bene perché non è lui/lei il beneficiario… Ed effettivamente ci sono anche pericoli reali che si sviluppino reti clientelistiche basate sugli aiuti sociali, difatti non si tratta di politiche facili come sbattere dei fattoni in prigione.

                Ps. Quella dell’igloo non l’ho capita, mi stai augurando di morì annegata nell’igloo che si scioglie? :O

              • Per Lucia

                “Quella dell’igloo non l’ho capita, mi stai augurando di morì annegata nell’igloo che si scioglie?”

                Z ogni tanto è criptico, ma credo che si riferisca semplicemente alle gelide temperature di questi giorni

              • Z. says:

                Fat na ca ad giaz etc. 😉

              • paniscus says:

                “Una specie di circolo virtuoso, insomma, o vizioso se si preferisce: più la violenza recede, più mi spaventa quando si manifesta.”
                —————————

                Ah, interessante: come le bocciature a scuola, insomma?

                Da quando è invalsa l’abitudine di non bocciare quasi più nessuno, quelle poche bocciature che ancora ci sono, diventano affronti, oltraggi personali, tragedie psicologiche, materiale infinito per ricorsi in tribunale, o fallimenti educativi vergognosi di cui la scuola deve sentirsi terribilmente in colpa.

              • Lucia says:

                Non ammetterò mai che un bolognese dimostri maggiore conoscenza di me del dialetto natìo.
                Preferisco l’augurio di morte.

                Paniscus, hai ragione, ma credo abbia a che fare anche con la trasformazione delle scuole in periodo di “carriera” esse stesse, per cui un anno di bocciatura potrebbe pesare nel “curriculum”. Spero di sbagliarmi..

                Quando si imputa ai media parte dell’aumento di ansia nella società mi chiedo quanto però sottovalutiamo l’ansia che poteva provenire da una cerchia ristretta che può attuare sanzioni da cui dipende il sostentamento quotidiano. Se io voglio, ora posso anche se con difficoltà ignorare i media, ma il chiacchiericcio dei paesani mica lo si poteva ignorare. Quindi in un certo senso era ancora più “terroristico” di quello odierno. O no? Boh.

              • Francesco says:

                >>> Se davvero i reati di violenza sono in diminuzione dal 1970, mi spiace per Francesco ma una correlazione virtuosa con il 1968 ci dev’essere ?

                rilancio: il ’68 è stato così nefasto che nel 1970 si è raggiunto, per sua colpa, il picco storico della violenza. da allora è tutto un lentissimo miglioramento

                PS se si parte a scendere dal Medioevo, temo che il ’68 c’entri poco.

                C’entrano Ordine, Legalità, Stati, Progresso, Civiltà, Sviluppo economico come struttura di base.

                🙂

              • Z. says:

                Viola Carofalo, leader di Potere al Popolo…

              • Z. says:

                Scusate, replica sbagliata.

                La serie credo iniziasse dal 1970. Prima probabilmente era pure peggio….

              • paniscus says:

                per Lucia:

                “Paniscus, hai ragione, ma credo abbia a che fare anche con la trasformazione delle scuole in periodo di “carriera” esse stesse, per cui un anno di bocciatura potrebbe pesare nel “curriculum”. ”
                ———————

                Ipotesi originale, ma francamente non mi pare plausibile.

                La percentuale di famiglie che pensa al futuro dei figli in termini di “carriera”, attualmente, è infima. E riguarda soprattutto la categoria degli squali carrieristi a loro volta, già ben sistemati in nicchie specifiche, in categorie di potere e di raccomandazioni blindate.

                Nella media, prevale di gran lunga l’atteggiamento vago e liquido di chi:

                – dà per scontata la prospettiva di mantenere integralmente il figlio nel (relativo) benessere fino a 30 anni o anche oltre,

                – e pensa che in fondo, ai giovani, non si debba mettere nessuna fretta di darsi da fare, o di decidere cosa voler fare a lungo termine, perché tanto è scontato che “ci sia un sacco di tempo”, in cui si può benissimo cambiare idea dieci o venti volte.

                L’opposizione fanatica a qualsiasi giudizio negativo e a qualsiasi delusione scolastica, tipicamente, non è affatto legata a considerazioni di “carriera”, ma solo a considerazioni protettive sulla serenità immediata e personale del ragazzo.

                La bocciatura è inaccettabile, non perché rappresenti una macchia sulla carriera, ma perché traumatizza il povero pupo che si sente rifiutato, si sente incompreso, si sente “non incluso” e si vede “distruggere l’autostima”. Tutto lì.

                Le carriere non c’entrano niente, c’è solo l’aspirazione maniacale a proteggere i propri figli da qualsiasi delusione e da qualsiasi contrarietà, anche quelle assolutamente meritate o assolutamente inevitabili.

  4. Francesco says:

    OT ma non troppo

    ho visto l’ultimo film di Eastwood, per sbaglio

    e devo dire che mi è piaciuto veramente molto

    lo trovo sempre più vicino a Miguel come spirito, la loro è un’America con molti punti di contatto

    • PinoMamet says:

      Forse perchè è l’America 😉

    • PinoMamet says:

      PS
      Com’è il film? Me lo consigli? ci vado?

      • Francesco says:

        Faccio fatica a dirtelo: per me è quasi perfetto, la storia di tre (uno in particolare) uomini qualsiasi, mediamente sfigati, non molto virtuosi, rimasti (almeno lui) sempre credenti in fondo, che nel momento più inatteso sono pronti.

        Dimmi cosa ne pensi, se vai a vederlo.

  5. Francesco says:

    cribbio ho appena visto il video: che parata di personaggioni!

  6. Francesco says:

    Miguel

    come tradurresti “propriamente” fellow man?

    🙂

    • Per Francesco

      “come tradurresti “propriamente” fellow man?”

      Bella domanda. Che è una via di mezzo tra l’astrazione di “uomo” e la prossimità di “fratello”.

      • Francesco says:

        “camerata/compagno” se non ci fosse una certa esperienza politica di mezzo?

        😀

        “fratello” mi piace ma immagino che allora si dica direttamente “brother”

  7. OT

    Ecco una questione che mi sembra davvero importante (e che scommetto nessun partito abbia in programma).

    In questi anni, è diventato sempre più difficile riparare qualunque cosa da soli, cioè senza finanziare i monopolisti che producono macchine, veicoli, ecc.

    Ecco il movimento dei contadini che riparano i propri trattori:

    https://blog.p2pfoundation.net/tractor-hacking-the-farmers-breaking-big-techs-repair-monopoly/2018/02/26

    Se ci fosse una campagna elettorale su queste cose, invece che sul sospetto che un immigrato abbia fatto un furto o che un antimmigrato abbia fatto un saluto romano, potrei pensare quasi quasi di votare…

    • Z. says:

      Non voti per il partito di Viola, allora?

      • Sono andato a cercare di capire chi fosse Viola, ho trovato l’interesessante caso di Lenin Carballido

        https://www.lapoliciaca.com/nota-roja/candidato-en-oaxaca-viola-a-un-mujer-finge-su-muerte-y-gana-esta-eleccion/

        accusato di stupro, per evitare l’arresto si è finto morto per coma diabetico e poi si è fatto eleggere sindaco di un paesino in Messico (slogan “Uniti per lo sviluppo”), a capo di una coalizione della destra, della sinistra e dei comunisti (contro il mitico Partito Unico della storia messicana, il PRI) (“viola” vuol dire “violenta”).

        Anzi, pare che Lenin C. si chiami anche “Leninguer“, che mi sembra un omaggio a un noto politico italiano.

        Il resto è meno interessante, un Andrea Viola candidato del PD alle regionali sarde (“vinceremo con i sani valori”), un Francesco Viola M5S candidato alle comunali di Alcamo, Pino Viola candidato con la lista Tsipras nel 2014…

  8. Vi segnalo un bell’articolo, con foto d’epoca, sull’ultima esecuzione pubblica negli Stati Uniti:
    https://timeline.com/rainy-bethea-last-public-execution-in-america-lischia-edwards-6f035f61c229

  9. fs says:

    dunque… quando ho postato quel commento (che non c’entrava un cazzo con l’argomento del tuo post) ero pressoché sbronzo! (in pratica ubriaco). comunque, visto che giá sono andato disperatamente ot… insisto! e ti chiedo di darmi qualche ragguaglio su un argomento che un pó mi pesa, ovvero: perché in europa certi problemi si verificano solo con gli immigrati islamici (di qualunque provenienza geografica od origine etnica) e non con tutti gli altri? mi rendo conto (o quasi) di averti posto un quesito “un pó” complesso, per cui non farti problemi ad ignorarlo. anche perché saró di sicuro troppo sbronzo per capire la tua eventuale (e comunque graditissima ) risposta.
    prosit

    • Per fs

      “perché in europa certi problemi si verificano solo con gli immigrati islamici (di qualunque provenienza geografica od origine etnica”

      Non ho problemi con i quesiti complessi semplificati, è solo che ci sono problemi con ogni sorta di immigrati.

      Diversi gruppi di immigrati tendono a occupare diverse nicchie: ad esempio, le filippine tendono a fare le domestiche, grazie a una catena di raccomandazioni all’inizio, immagino, poi chi emigra decide di specializzarsi facendo la domestica.

      Questo vale anche per certe attività illegali: i cristiani in Nigeria faranno le cose più diverse, ma un numero sproporzionato qui si dedica allo spaccio di droga. E lì aiuta molto la complicità etnica, come nel caso della mafia calabrese all’estero.

      Gli zingari (che hanno una religiosità vaga) sono sicuramente sovrarappresentati nel campo della violenza domestica, ma gli stessi che picchiano le mogli poi le fanno mendicare ai semafori.

      E ho l’impressione che una parte dei pakistani (tutti musulmani) abbiano storie molto pesanti di matrimoni forzati, ragazze rimandate al paese per sposare cugini che non conoscono e delitti d’onore (che possono arrivare anche all’uccisione della propria figlia). Ora, il Pakistan è un paese multietnico all’estremo, e sospetto che queste faccende avvengano in alcune precise comunità etniche, ma non sono sicuro quali: potrei azzardare i Pashtun, vista l’affinità con storie afghane, ma non saprei.

      Cinesi, che non sono religiosi, si occupano di mettere su fabbriche illegali e gestiscono ricatti, prostituzione e altre cose rigorosamente all’interno della propria comunità.

      E ovviamente, attentati jihadisti islamici li fanno solo jihadisti islamici.

      Prosit e buon risveglio!

      • Francesco says:

        credo che fs si riferisca alle “pretese culturali” degli immigrati islamici

        i cinesi o i latinos non importunano le donne che si vestono in modo non modesto o gli ebrei riconoscibili

        e non pretendono neppure corti separate in cui applicare un proprio diritto separato

        cose che invece con gli islamici (non saprei se per comunità etnica e in modo ecumenico) succedono in Europa

        da noi meno per motivi di anarchia generale

        • Per Francesco

          “e non pretendono neppure corti separate in cui applicare un proprio diritto separato”

          Beh, credo che i cinesi e gli zingari lo pretendano ampiamente. Poi certo c’è la differenza con un diritto scritto e prescrittivo, come quello islamico.

          • Francesco says:

            i cinesi e gli zingari hanno corti separate in Inghilterra e Germania?

            non cose fatte in privato e di nascosto, corti che lo Stato ha riconosciuto

            ?

            • Per Francesco

              “non cose fatte in privato e di nascosto, corti che lo Stato ha riconosciuto”

              Ma in Europa, non credo che esistano da nessuna parte.

              Casomai, esistono procedure civili autonome tra persone consenzienti, come dentro qualunque associazione, e all’interno dei limiti delle leggi più generali.

              Il punto più dubbio è quando si applica l’arbitrato, che è normale nei contratti civili: due parti accettano liberamente di essere vincolati dalla decisione di una corte “privata”, e quindi la decisione dell’arbitro diventa anche legalmente vincolante, purché ovviamente rispetti le leggi nazionali.

              Qui c’è una spiegazione abbastanza bilanciata di cosa succede nel Regno Unito:

              https://fullfact.org/law/uks-sharia-courts/

        • Per Francesco

          ” (non saprei se per comunità etnica e in modo ecumenico) ”

          ma credo che la suddivisione etnica sia cruciale.

          Anche perché ovviamente uno dei principali motivi per frequentare una moschea è chiacchierare con gli amici nella tua lingua.

          Inoltre, esistono comunità come i senegalesi che sono legati a ordini sufi che non hanno nulla a che vedere ad esempio con quelli marocchini; gli arabi non hanno un particolare piacere a stare vicino agli Animali della Giungla Negri; i pakistani non è che abbiano alcun amore per gli arabi; i turchi disprezzano gli arabi.

          Certo, il salafismo crea un po’ di unità, ma divide anche dagli altri musulmani.

          • Francesco says:

            c’è mica qualche commentatore di Londra o di Manchester che può dirci come funziona?

            grazie

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