Giostre magiche

Seguo con curiosità le vicende di Macerata. Proviamo a ripercorrerle con entomologico distacco.

All’inizio, ci sono due persone, (1) Pamela e (2) Innocent Oseghale.

Cioè un nome contro un nome-e-cognome, che poi in questi giorni si sta trasformando in un branco. E’ comprensibile che una ragazzina ammazzata faccia più simpatia di chi l’ha ammazzata, ma se andiamo per simpatie e antipatie, rischiamo di cadere in una serie di trappole.

La cosa interessante è che il signor Oseghale non ha una storia. O almeno, io non ho trovato nulla che andasse oltre i dati anagrafici: avrà una mamma anche lui, certamente cristiana (forse più religiosa dei parenti della vittima), sarà arrivato in qualche modo in Italia; si sa vagamente che avrebbe un bambino, non si sa dove. Curiosamente, trovo che di persone con il cognome Oseghale è piena la rete: professori universitari, intellettuali, architetti. Non so cosa voglia dire, forse è un clan che ha avuto accesso a un alto grado di istruzione.

Immagino che Innocent fosse innocente del tutto della politica italiana, comunque con la propria azione, ha segnato un fantastico Punto Vittima per la Destra politica, in piena campagna elettorale. Poco importa che la vittima non fosse esattamente la figlia ideale che l’elettore medio sogna di avere, ma le foto sono perfette: è insieme carina e innocente (di nuovo quell’aggettivo).

Passa qualche giorno, e un curioso personaggio rovina tutto, segnando un clamoroso Punto Vittima per ciò che chiamerò sbrigativamente la Sinistra. Ha un cognome, Traini, e si mette a sparare contro gli immigrati nigeriani della sua città.

Traini ha una sorta di storia (abbandonato dal padre, con la mamma malata, sotto occasionale cura psichiatrica e piantato recentemente dalla fidanzata), ha amici che si lasciano intervistare, una pagina Facebook e altre cose che lo rendono un po’ meno alieno di Innocent Oseghale.

Il Punto Vittima per la Sinistra viene garantito dal fatto che lui una volta si sarebbe presentato in fondo a una lista alle elezioni comunali di una cittadina in una lista della Lega, prendendo esattamente zero preferenze. Quindi, praticamente, è stato Salvini in persona a sparare.

Notate la simmetria: è un “nemico” della Lega a fare propaganda alla Lega, è un “nemico” della Sinistra a fare propaganda alla Sinistra. La strategia per raccogliere Punti Vittima consiste nel non fare assolutamente nulla, restando però estremamente vigili: il primo che fa qualcosa, perde.

Chi dice, “ma dall’alto, hanno istigato” o non ha capito questo meccanismo, o – più probabilmente – non lo vuole capire. La mitica Boldrini non vuole scatenare nigeriani killer per l’Italia, per il semplice motivo che quelli portano Punti Vittima al suo nemico; e Salvini non vuole scatenare italiani killer, per lo stesso ovvio motivo.

Mentre, in linea del tutto teorica, possiamo immaginare che alla Boldrini piacerebbe che l’Italia si popolasse di fascisti sparatori, e a Salvini che si popolasse di nigeriani con la motosega.

A questo punto, parte il grande corteo antifascista a Macerata. Durante il corteo un gruppetto canta, «Ma che belle le foibe da Trieste in giù», e la Destra cerca di succhiarne fuori uno striminzito punto vittima, e qualche politico di centrosinistra corre a prenderne le distanze (attività sempre perdente, tanto la distanza non sarà mai abbastanza).

Ora, qual è lo scopo di un corteo, oltre a quello conviviale (fare una passeggiata con i vecchi amici fa sempre piacere)?

Potrebbe essere quello di conquistare militarmente una città.

Ma, tanto finito il corteo, torneranno i vigili a comandare, non i manifestanti.

Dopo anni di osservazione, questo entomologo ha deciso che lo scopo di un corteo consiste nel compiere un rituale di Magia Deambulatoria, e c’è un motivo preciso.

Il mondo si divide in due: noi contro quello dell’altra parte.

Alla fine, con quello dell’altra parte, cosa ci fai?

Puoi trattarlo come un avversario a calcio, con cui ti scontrerai lealmente infinite volte, finché non andrete in pensione entrambi, stringendovi la mano.

Ma in “politica” non funziona così, almeno in Italia.

Ognuno sogna che il proprio nemico smetta di esistere.

Cioè sogna gli venga tolto il diritto di parola o di voto, che finisca in galera o che muoia di colpo. Anzi, l’unica cosa che funziona in maniera sicura è l’ultima.

Quindi è assolutamente normale che si fantastichi di vedere il proprio avversario morto.

Poi esiste anche il piacere profondamente umano di immaginare che quello lì faccia una fine particolarmente atroce, ma la cosa importante è che faccia comunque una fine.

Per vari motivi – mancanza di coraggio personale, paura della polizia e paura di attribuire punti-vittima al proprio nemico – tutto questo resta in un mondo immaginale, che è esattamente quello in cui prospera la magia.

Infatti, lo scopo della Magia Deambulatoria è di compiere un rituale che faccia morire i propri nemici.

E più sono esplicite e potenti le formule che chi compie il rituale pronuncia, più è probabile che funzioni.

Quando ero giovane, mi ricordo due slogan contrapposti:

“Il comunismo non passerà!”

“Fascisti carogne tornate nelle fogne!”

Nel primo caso, si tratta di creare una realtà futura nella mente. E’ come la preghiera, “venga il Tuo regno”. Io lo voglio, quindi sarà così.

Nel secondo caso, abbiamo un ordine rivolto al nemico stesso, lo stesso meccanismo che troviamo negli esorcismi:

“D’ora innanzi, perfido serpente, non ardire ingannare il genere umano, perseguitare la Chiesa di Dio e scuotere e crivellare come frumento gli eletti di Dio.”

E’ interessante poi il concetto di fogna, cioè di luogo infero, di ciò che noi escludiamo dalla nostra vita, buio, quasi una metafora del lato oscuro dell’inconscio: il Nemico proviene dalle tenebre, e noi gli ordiniamo con fermissima volontà di farvi ritorno.

Insomma, non togliete la magia ai cortei: sono la parte più interessante.

E poi, da scettico incallito, sospetto che sia anche la parte meno pericolosa.

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482 Responses to Giostre magiche

  1. PinoMamet says:

    Segnalo che al coro contro i morti delle foibe si contrappone il coro contro la Shoah di Casa Pound
    (un ambiguo “rinnega la Shoah”, che potrebbe essere letto- improbabilmente, e aldilà della volontà dei cantanti- come “rinnega le ragioni che hanno portato ad essa e prendine le distanze”)

    • Per PinoMamet

      “rinnega la Shoah”

      https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/shoah_casapound_blocco_studentesco-3540205.html

      Bellissimo:

      1) il livello normale di imbecillità dei giovani quando si trovano a cazzeggiare tra di loro, pensando di non essere visti

      2) il livello anormale di imbecillità del candidato a qualche micro-seggio studentesco che posta il tutto su Instagram (prima o poi, Internet riuscirà a far fuori chiunque faccia politica?)

      3) il livello eccezionale di vigilanza del Cacciatore Punti Vittima che segue anche i microcandidati, riesce a cogliere e decifrare quei grugniti e rilanciarli al mondo intero

      Il punto 3) è esattamente quello che dicevo: il collezionista di punti vittima deve essere come un gatto in agguato, che muove appena appena la punta della coda, ma salta sulla preda appena quella si agita.

  2. Peucezio says:

    A me viene in mente qualche riflessione.
    Subito dopo la sparatoria di Traini ho pensato: “ecco un bel regalo alla sinistra!”.
    Ma forse mi sbagliavo.
    La mia impressione è che questo innalzamento del livello di tensione polarizzi le posizioni a tutto vantaggio della Lega e della Meloni (ma forse del centro-destra in generale) e forse anche un po’ di LeU, che però significa solo qualche voto in meno al Pd, non altrimenti utilizzabile.
    Insomma, si sta creando un certo clima, anche un po’ pesante.

    Ieri sera sulla 7, durante l’intervista alla Deneuve, hanno mostrato un pezzo di intervista a Berlusconi che diceva, con sorriso compiaciuto, che lui è poco esperto di corteggiamento perché sono state sempre le donne a corteggiare lui.
    Questo mi ha ricordato tutto un clima.
    Berlusconi rappresentava la destra vitalista, istrionica, godereccia, affabile, la sinistra della levità e del sorriso; per i suoi avversari, se vogliamo, della superficialità, dell’incoscienza. E’ stato deminizzato, combattutto senza esclusione di colpi, immobilizzato nella sua azione da avversari e alleati, ostracizzato come l’incarnazione metafisica del male. Dall’altra parte c’erano tristi figure di censori col ditino sempre puntato e con lo sguardo eternamente accigliato.
    Oggi sembra sia cambiato tutto: è stato messo a margine il poliziotto buono ed è arrivato quello cattivo (razzista, ruvido, incazzoso, greve): dalla destra dell’amore (anche in senso carnale) alla destra dell’odio (almeno secondo la retorica dell’altra parte).
    E la sinistra è molto meno agguerrita di prima. Si può dire che abbia perso, schiacciata fra i Cinque Stelle da una parte e il riformismo renzista dall’altra.
    Poi chi vivrà, vedrà: è più facile cogliere l’atmosfera di un momento che fare previsioni sul futuro.

    • Francesco says:

      temo che tu abbia ragione: qualsiasi cosa si pensi di Berlusconi, Salvini appare peggiore

      certo, se ci si racconta che Berlusconi è giusto un pupazzo della mafia, allora Salvini è quasi meglio

      ma il FQ è un problema di suo, non una parte di qualche soluzione

      • Peucezio says:

        Intendiamoci: dal punto di vista personale mi sta molto più simpatico Berlusconi, ma dal punto di vista politico preferisco nettamente Salvini (senza nulla togliere ai meriti immensi di Berlusconi, che per un ventennio è riuscito ad arginare la sinistra, che senza di lui avrebbe fatto danni incalcolabili), anche proprio perché è più cattivo: in politica non si può essere troppo buoni.

        • Francesco says:

          Salvini non è cattivo nel senso in cui lo era Margareth Thatcher, di avere idee chiare e la volontà di imporle (con mezzi democratici).

          Lo è in modo bestiale e insensato, mosso da un cieco istinto di sopravvivenza di tipo medioorientale (conosci l’apologo della rana e dello scorpione?).

          Parla come un nazista ma è più una SA, un golem senza cervello e assetato di sangue.

          PS io sono di quelli che teme più i cretini dei malvagi

  3. Francesco says:

    Da becero quale sono, il nostro amico nigeriano HA un minimo di storia: arrivato in modo non legale in Italia, invitato dalla legge ad andarsene, non se ne è andato, noto come spacciatore.

    Credo ci sia tutto quello che può interessare all’Italiano Medio, no?

    PS sei proprio certo che Salvini voglia solo Punti Vittima? io temo che ci siano anche i Punti Carnefice (li ottieni ammazzando i Ne(g)ri, a seconda della tua bandiera).

    PPS hai notato come i due slogan che citi presuppongano che sia impossibili liberarsi dei Cattivi? puoi fermarli o rimandarli nelle fogne ma non riesci a sterminarli.

    • Per Francesco

      I “Punti Carnefice” sono una faccenda complessa.

      Nei monumenti antichi (tipo assiri, libro di Giosuè) si mena spesso vanto di stragi.

      Sono la dimostrazione pratica della propria forza, e sono un incoraggiamento a chi già è “dei nostri”, e a volte servono per infondere paura e obbedienza nel nemico.

      Ma stiamo parlando di azioni già compiute, non di istigazione a qualche azione futura.

      Poi esistono i Punti Promessa: “quando vincerò, ripulirò le strade da spacciatori negri” è un’affermazione aggressiva e forte, che ti rende affidabile con chi già la pensa come te.

      Ma non è un invito a qualche individuo di sparare per fatti suoi per strada, danneggiando in modo grave la campagna elettorale della tua parte e senza minimamente incidere sulla presenza dei nemici (di sinistra o stranieri che siano).

      • Francesco says:

        Miguel

        eppure nel tuo paese di demi-origine c’è tutto un campionato a chi commette la strage più grande grossa e crudele

        mica sempre si perde a fare la bua agli altri, c’è tutto un mondo che apprezza

        🙁

        • Per Francesco

          “eppure nel tuo paese di demi-origine c’è tutto un campionato a chi commette la strage più grande grossa e crudele”

          Modestamente 🙂

          Penso alla mia amica messicana che in Germania, rimane sorpresa che tutti parlano male di Hitler: “ma in Messico pensiamo che sia stato un grande!”

          • Francesco says:

            vi piacciono quelli che muoiono col paese invaso dai nemici, diviso e ridotto di grosse fette?

            o vi piacciono i maggiolini volkswagen e pensate li abbia inventati lui?

      • LO says:

        … altro che assiri e babilonesi, qui si parla di punti “sacrificio umano”!
        Hai attraversato mare e monti, rischiato la vita in mezzo al mare, per venire in Italia a fare un sacrificio umano su una poveraccia tossicodipendente?
        Se non altro non è la solita storia di degrado umano condita con con un tocco di esotico d’importazione, qui c’è tanta spiritualità!

        • Francesco says:

          ma perchè la hanno ammazzata? da quando gli spacciatori ammazzano i tossici che li mantengono?

          la storia è oscurata da una nube di Vittimismo e ColoreDellaPelle e ElezioniPoliticheMoltoVicine

          una prece

    • Per Francesco

      “Da becero quale sono, il nostro amico nigeriano HA un minimo di storia: arrivato in modo non legale in Italia, invitato dalla legge ad andarsene, non se ne è andato, noto come spacciatore.”

      E invece, io avrei una marea di domande… qual è la sua origine etnica generale e quale di clan? Che tipo di cristianesimo hanno? Che rapporti esistono tra chi arriva in Italia e chi resta a casa? La sua famiglia ha voluto che partisse, è scappato? Che strada ha fatto per arrivare in Italia, chi l’ha aiutato, che debiti ha contratto? Che rapporti ha con altri cittadini nigeriani (che dire “nigeriano” è un po’ come dire “asiatico”, confondendo turchi e vietnamiti)? Manda soldi a casa, e se sì, per quali vie? Dove abita, se non potrebbe avere un contratto in regola? Chi sono i suoi clienti? Che rapporti ha con il proprio figlio, e dove si trova? La droga la procura da italiani o da nigeriani? Perché sono improvvisamente comparsi i nigeriani con il cappellino davanti a ogni negozio d’Italia?

      Ci sarebbero mille altre cose, partendo dalla premessa che nessun uomo è un’isola, che tutto è in rapporto con altro.

      • E poi è interessante il più umano di tutti i personaggi, l’ultimo “bianco occidentale” ad aver incontrato la ragazza:

        http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/pamela-orrore-uomo-corpo-comprato/

        “Il Corriere descrive questo 45enne «con la tuta rossa da meccanico e i sandali da francescano» che sta guardando in cucina Mattino 5 con Federica Panicucci. «Magro, alto, affilato, la barba hypster, la pelle bianca». I due giornali raccontano nei particolari l’incontro con Pamela che è appena scappata dall’istituto, mentre cammina sul ciglio della strada, senza soldi, senza un cellulare. La carica sull’utilitaria bianca, lei ha solo «la sua bellezza da vendere», e lui la porta a casa. fanno l’amore nel garage del retro, su una coperta. Le dà 50 euro e la accompagna alla stazione di Piediripa. La lascia lì, abbandonandola al suo destino. Innocent Oseghale la condurrà da un suo amico a comprare l’eroina che la ucciderà, chiudendo solo in parte questo doloroso scenario di squallore.”

        Gente che esiste a milioni in Italia e che non ha una briciola di superiorità morale rispetto a uno spacciatore nigeriano.

        • Sull’ultimo cliente della ragazza…

          E’ interessante notare come questo personaggio abbia suscitato, pare immenso disgusto nei “social”, ma silenzio assoluto nella politica.

          Un criminale che molti trovano ributtante, che viene smascherato in pubblico, non ha però alcuna ricaduta di tipo elettorale, e quindi per i politici, è come se non esistesse (anche perché il porco somiglia a milioni di elettori di tutti gli schieramenti politici);

          mentre il nigeriano, che ripeto non mi sembra minimamente peggiore, diventa un mostro perché è un’utile leva per attaccare Renzi (che alla fine è a Renzi che bisogna togliere i voti, mica ai “negri”).

          • Francesco says:

            toh, sono in totale disaccordo

            1) non me ne frega nulla dei dettagli biografici dello spacciatore e (se lo fosse) assassino. sono folklore irrilevante

            2) questo secondo tizio mi lascia quasi indifferente: ha fatto quello che la società post-cristiana si aspetta da lui. il Buon Samaritano è un coglione, ammesso che qualcuno sappia chi è

            non vi piace questo tipo di società? tornate ad altri valori, bigotti e codini, non linciate uno a caso, o stronzi

            ciao

            • Per Francesco

              “non linciate uno a caso, o stronzi”

              Infatti.

              Hai attraversato i mari, rischiando non si sa cosa, per fare carriera, vedendo morire non si sa quanti compagni di viaggio, hai un figlio da mantenere chissa dove, sai che ogni cosa che fai nella vita può essere l’ultima, campi dei vizi degli indigeni, senza capire nemmeno una virgola delle loro leggi e del loro mondo segreto, gli indigeni ti corrono dietro per avere quello che hai da dare e ti senti una sorta di divinità precaria, poi te ne crepa una di queste che ti corrono dietro, non vuoi finire in galera e la fai a pezzi.

              Anche questa è vita, no, come quella dell’imprenditore italiano avventuroso in Africa?

              E per quanto orribile, la trovo più interessante della vita del puttaniere che si tromba la tossica. Quella è veramente una vita che se scomparisse in maniera atroce, mi lascerebbe indifferente.

              • Francesco says:

                Veramente io parlavo della ridicolaggine di prendersela con un puttaniere nella società moderna, che glorifica tutto quello che spinge il puttaniere e poi vorrebbe pure condannarlo.

                All’assassino non faccio sconti perchè è un Povero Vittimo Africano

              • LO says:

                … e mentre i nostri discutevano sulle miĺle difficoltà affrontate durante la traversata in mare, sui soldi da mandare a casa, sulle infinite colpe del 45 italiano che invece di aiutare la poverina ne approfittava sessualmente, emergeva pian piano un quadro agghiacciante, nel quale i poveri migranti, avevano rischiato la vita per giungere in Italia per poter svolgere in santa pace un sacrificio umano, in linea con abitudini diffuse nel loro paese.

                Miguel, ti rendi conto della figuraccia clamorosa che tu e molti dei commentatori qui presenti stare per fare? Perché la ragazza sembra sia stata amazzata per un rituale… e intanto tu e tanti altri vi siete concentrati sull’italiano che se l’è scopata, sul senso delle manifestazioni, sul pd, sulla lega, sulle foibe… e mentre moraleggiavate con il ditino alzato viene fuori che tutto era sbagliato, tutto da rifare. L’immigrazione massiva sarà un disastro per l’Italia, come lo è stata per altri paesi, porterà ingiustizia e crudeltà, migliorando le vite di pochi, peggiorando quelle di molte ( immigrati compresi). Oggi siamo alle prima avvisaglie…

              • Per LO

                Come diceva un mio vecchio amico, non hai capito una beneamata mazza.

                Dire che è brutto fare a pezzi una tossicodipendente mi sembra talmente banale, da essere quantomeno inutile ribadirlo.

                E’ come fare un post dove il giorno che la temperatura supera i 40 gradi, dico “ragazzi, avete notato che fa caldo?”

                Quindi non ci perdo tempo, proprio perché evito di moraleggiare, alzare il ditino o fare cose simili.

                Per il resto sì, il post non era sulle migrazioni, ma sulle tecniche di manipolazione elettorale e i media.

                Secondariamente, però, trovo estremamente importante capire i meccanismi delle migrazioni, proprio perché è un fenomeno drammatico, di cui (per citarti) “siamo alle prime avvisaglie”.

                Dire che una cosa ha un meccanismo, succede in qualche modo, non significa “giustificare”.

                Se io dico che gli abitanti di Firenze nel 1920 erano terrorizzati alla prospettiva che i mezzadri bloccassero la fornitura di cibo alla città, e quindi sostenevano le squadre fasciste che andavano a “riportare alla ragione” i contadini, dico un fatto.

                E non me ne importa un fico secco se qualcuno dice, “ma tu vuoi giustificare il fascismo e odi i contadini”.

                Non ho mai pensato che l’assassino avesse voluto fare un sacrificio umano, anche perché è certamente cattolico o evangelico dal nome, e non mi risulta che siano religioni che prevedano i sacrifici umani. In realtà, non abbiamo ancora idea perché l’abbia ammazzata.

                Se vuoi sapere cosa penso delle migrazioni, guarda il tag “migrazioni” in fondo a questo post, ci sono diversi altre riflessioni sul tema (che di solito suscitano reazioni di segno opposto alla tua).

              • Roberto says:

                “l’assassino […] è certamente cattolico o evangelico dal nome”

                Faccio solo notare che non si sa nemmeno se il tizio accusato, per ora, di aver fatto a pezzi il cadavere sia veramente l’assassino

              • Francesco says:

                >> Dire che è brutto fare a pezzi una tossicodipendente

                no, scusa, fammi capire: fare a pezzi ME, che non sono tossicodipendente (per ora) sarebbe meno brutto?

                mica sono sicuro di capirti

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Non ho mai pensato che l’assassino avesse voluto fare un sacrificio umano, anche perché è certamente cattolico o evangelico dal nome, e non mi risulta che siano religioni che prevedano i sacrifici umani. ”

                Questo però sai che antropologicamente non è affatto scontato: un cristianesimo alineo in modo assoluto da forme di sincretismo storicamente è più l’eccezione che la regola.
                Comunque magari fosse stato un sacrificio umano!
                Almeno non avremmo uno squallido assassinio con l’esigenza di liberarsi del cadavere, ma un rituale sacro.
                Non mi spaventa il tizio che fa sacrifici umani, mi preoccupa semmai il marocchino il cui figlio diventa salafita leggendo la propaganda sul web, il sudamericano evangelico o testimone di Geova, il senegalese che fa il rapper credendo di stare in una periferia statunitense e di essere discendente di schiavi.

              • Per Peucezio

                “Non mi spaventa il tizio che fa sacrifici umani, mi preoccupa semmai il marocchino il cui figlio diventa salafita leggendo la propaganda sul web, il sudamericano evangelico o testimone di Geova, il senegalese che fa il rapper credendo di stare in una periferia statunitense e di essere discendente di schiavi.”

                In effetti…

            • Per Francesco

              “non me ne frega nulla dei dettagli biografici dello spacciatore e (se lo fosse) assassino. sono folklore irrilevante”

              E’ esattamente questo che crea tutto il problema legato alle migrazioni.

              Taluni si immaginano che i migranti siano solo braccia, altri si immaginano che siano solo documenti vaganti.

              Che vanno frenati o legalizzati.

              E invece sono esseri umani, con tutta la terribile, immensa complessità che ciò significa.

              Il documento, il lavoro, la regolarità, l’obbedienza alle leggi sono piccolissime aggiunte, in genere casuali, a questo enorme e spaventoso fatto.

              • Francesco says:

                >> Il documento, il lavoro, la regolarità, l’obbedienza alle leggi

                direi è TUTTO quello che interessa a noi, alla comunità in cui questi arrivano

                il resto sono beatamente cazzi loro, di cui mi pregio di non volermi occupare

                peraltro, non è questo tutto il succo dell’immigrazione? noi italiani siamo andati in più posti di quelli che ci sono al mondo senza che nessuno si interessasse di quella roba lì

                infatto l’italo-ameranismo è folklore

          • habsburgicus says:

            mentre il nigeriano, che ripeto non mi sembra minimamente peggiore

            e vabbé, adesso non esageriamo, Miguel 😀
            e che ha poi fatto quello (l’italico) ? ha fatto l’amore, a pagamento, come moltissimi altri..lo so che tu sei moralista 😀 ma credo che almeno Peucezio, e forse anche Francesco, persone sagge :D, concorderanno che-al di là di ogni giudizio-è mica la fine del mondo 😀 non poteva sapere il futuro [intendiamoci, ho seguito pochissimo..se ci sono particolari che ignoro, che aggravano la posizione del tipo, chiedo scusa e come non detto !]
            e invece l’altro….orrore senza fine
            non è neppure possibile il paragone

            • Per Habs

              “e vabbé, adesso non esageriamo, Miguel ?
              e che ha poi fatto quello (l’italico) ? ha fatto l’amore, a pagamento, come moltissimi altri..”

              Infatti, ho detto proprio questo: nessun partito politico si innimicherai mai questa gente. Se la prendono con i nigeriani, oppure con i nazisti, ma mai con i normali 🙂

            • Roberto says:

              Habsb,
              Non “ha fatto l’amore a pagamento” ma “ha scopato dando alla vagina di turno i soldi necessari a comprarsi l’ultima dose”

              Se avesse fatto la cosa che qualsiasi uomo degno di questo nome avrebbe fatto (riportarla indietro, portarla a casa, portarla in ospedale, dai carabinieri, insomma da chiunque poteva aiutarla), non sarebbe finita a pezzi in una valigia.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Adesso si risponde anche dei vizi altrui? Lei, maggiorenne e vaccinata, la dà a pagamento ad un tizio maggiorenne e vaccinato: perché avrebbe dovuto chiamare i carabinieri? E per fargli fare cosa?

              • Roberto says:

                No si risponde delle proprie azioni, come sempre.
                In questo caso immagino che “si risponde” intendi in senso morale

              • Francesco says:

                Robè, poteva provarci, prendersi un vaffanculo e lasciarla a quello dopo.

                Cosa che voleva la fanciulla, che apposta aveva lasciato la comunità.

                Sospetto che preoccuparsi per lei, pensare che fosse giovane e nei guai, si chiami “conformismo” dalla beat generation e sia indicato come il male.

                Chi era lui per giudicare?

              • Roberto says:

                Francesco,

                Ammetto di essere conformista, e che trovo umanamente repellente comprare una ragazza in crisi d’astinenza, come approfittarsi di una donna ubriaca, o svenuta o comprare sesso da una schiava.

                Mettiamolo in conto al moralismo di sinistra…..

              • Per roberto

                “Mettiamolo in conto al moralismo di sinistra…..”

                per ironia della sorte, avevo scoperto dell’esistenza del puttaniere italico sul blog di Blondet 🙂

                Blondet scrive:

                “fanno orrore, più delle prostitute nere e transex che infestano certe strade fra i campi, i loro clienti italiani a migliaia; sapete, non potete non sapere, che state “usando” le vittime di una tratta, spesso terrorizzate e torturate dalla bande di sfruttatori. La vostra urgenza sessuale è così imperiosa, da ritenervi in diritto di fregarvene, e di finanziare col vostro vizio un mercato ripugnante e ricchissimo? In un articolo recente della Stampa ho appreso di ragazzini giovanissimi del Mali sbattuti sulle strade di Torino da una gang ferocissima di nigeriani per servire la prostituzione maschile. La repressione dello Stato deve fare il suo lavoro, certo; ma quel mercato lo stanno alimentando con milioni di euro, sodomiti italiani che hanno “bisogno” di dare sfogo ai loro piaceri.”

                ma sarà anche lui un moralista di sinistra…

              • Z. says:

                Roberto,

                se Rosa colta da improvvisa luce… lo sai come prosegue, no?

                Poi il giudizio morale è altro discorso.

              • roberto says:

                Z,

                do appunto un gudizio morale, altro non credo che ci sia da dire

              • Francesco says:

                Blondet fa del finto moralismo di destra (a cui mi allineerei subito, se gli credessi).

                Invece gli interessa prendersela con i negri e i froci, che non è tradizione ma fascismo.

                Mi fa un infinito piacere che Roberto scopra di non essere un uomo a una dimensione.

                🙂

              • Z. says:

                Robé, a dire il vero mi pareva che gli accollassi la responsabilità della morte della ragazza. Ma probabilmente ho frainteso.

            • Peucezio says:

              Habsb.,
              ” ha fatto l’amore, a pagamento, come moltissimi altri..lo so che tu sei moralista ? ma credo che almeno Peucezio, e forse anche Francesco, persone sagge :D, concorderanno che-al di là di ogni giudizio-è mica la fine del mondo ? non poteva sapere il futuro”

              Certo.
              Io distinguerei nettamente il sesso dall’indifferenza verso la persona, dalla sua reificazione.
              Il fatto è che dall’ideologia corrente viene stigmatizzato il primo, non la seconda, altrimenti non si tollererebbe che ci sia gente che guadagna 2 euro all’ora ai call center.

              • habsburgicus says:

                infatti !
                eppure in un mondo non del tutto irrazionale dovrebbe essere stigmatizzata anche, e soprattutto, la seconda (anzi il sesso, SE consenziente e fra maggiorenni, non andrebbe stigmatizzato in alcun modo…al limite, se proprio uno lo trova così “schifoso”, non lo faccia :D)
                bah, tempi strani 😀
                in effetti questa nuova sessuofobia [solo per etero] mai sarebbe stata prevedibile nei Settanta..all’epoca i più conservatori, parlarono anche di “rivoluzione sessuale”, condannandola..lo fu, senza dubbio, ma poi le cose sono cambiate..o meglio i costumi restano libertinissimi (da far scandalizzare un ottocentesco o proto-novecentesco !) tali da fare attizzare il desiderio nei maschietti [cit.] ma quando si viene alla concretezza :D, tranne in casi ben circoscritti (uomo e donna di successo, coetanei, trendy) scatta la riprovazione pseudo-moralistica 😀

              • Per Peucezio

                “Io distinguerei nettamente il sesso dall’indifferenza verso la persona, dalla sua reificazione.”

                Io distinguerei ancora un’altra cosa.

                Io non dubito che esistano delle signore che si divertono ad avere molti rapporti; e altre che si divertono a manipolare i maschi sessualmente per ottenere vari favori.

                Prostituirsi (in appartamenti o magari anche per avere un ruolo di protagonista in un film) può essere una legittima scelta per ottenere notevoli guadagni.

                La ragazzina diciottenne tossicodipendente non rientra in questa categoria, come non vi rientra la bambina haitiana senza casa quando incontra l’impiegato di Oxfam in missione ludico-umanitaria a 2.000 euro al mese (lo stipendio medio dei loro inviati).

                Poi è anche vero che i “2 euro all’ora ai call center” costituiscono anch’essi una forma di sfruttamento, ma ciò allarga e non restringe il discorso.

      • roberto says:

        Sono d’accordo a metà con miguel

        La metà no, è la storia del nigeriani. Chissenefrega di quale clan appartiene e cosa mangiava da piccolo! Se devo dare un giudizio su uno sconosciuto lo do su quello che fa, non si quello che è, perché quello che è lo sa solo lui

        La metà si invece riguarda il puttaniere. Trovi una ragazza per strada, in evidente crisi di astinenza, senza soldi, e che fai? Te la trombi a pagamento! Un’azione di uno squallore e disumanità nauseante. Poi anche lì, mi interessa poco la storia del tizio. È un amorevole padre di famiglia? La ragazza lo ha mollato ieri? Fattacci suoi, è l’azione squallida, il contesto lo lasciamo a psicologi, sociologi e giornalisti

        • Per roberto

          “Sono d’accordo a metà con miguel”

          Sia chiaro, non voglio giustificare nessuno.

          E’ che il nigeriano che si trova in Italia non mi suscita pensieri da Povero Vittimo Negro. Mi ricorda piuttosto lo smarrimento degli spagnoli nelle Americhe, che spesso si sono trovati in tre, due, uno, a cavarsela con un continente sconosciuto, e con una ferocia non dissimile.

          La domanda è, che fai quando ti trovo su un pianeta misterioso?

          Molto spesso la risposta è, commetto un delitto atroce (vorrei fare un post sull’origine della città di Buenos Aires).

          Mentre l’italiano con “la barba da hypster” (sic) non ha lontanamente questo senso: capisce perfettamente dove sta, e ne approfitta.

          Questo non vuol dire che entrambi non meritino di essere scuoiati vivi.

          Ma prima di scuoiarlo vivo, mi piacerebbe registrare la storia del nigeriano, mentre aggiungerei alla pena dell’indigeno, la damnatio memoriae.

          • Roberto says:

            “La domanda è, che fai quando ti trovo su un pianeta misterioso”

            Non capisco questo punto.
            Per un nigeriano l’Italia è un paese talmente misterioso che non lo sanno che tagliare a pezzi un cadavere è una cosa sgradevolissima?

            • Francesco says:

              mica avevano studiato tutta la storia d’Italia dal 1859 in poi su Internet i nostri immigrati nigeriani? com’è che adesso Facebook non c’è più?

              • Moi says:

                oh, be’ …

                Smartphone / I-Phone / I-Pad / Efod 🙂 … Wikipedia in English … Italy … History … What Else [cit.] ?

                Memberberry Ol’ Pajetta 😉 ?

        • PinoMamet says:

          “La metà no, è la storia del nigeriani. Chissenefrega di quale clan appartiene e cosa mangiava da piccolo! Se devo dare un giudizio su uno sconosciuto lo do su quello che fa, non si quello che è”

          Io la vedo non diversamente da te: ma all’opposto. Dall’altro lato dello specchio.

          Premesso che per me il giudizio è sempre su quello che uno fa, a me di dare il giudizio non interessa nulla: ci sono i giudici apposta.

          Invece mi interessa molto a quale clan apparteneva e cosa mangiava da piccolo…

    • Peucezio says:

      Miguel e Francesco,
      sui punti “carnefice”.

      Stavo per scrivere qualcosa di molto simile a ciò che ha scritto Francesco, che secondo me ha colto il punto.
      Alle ragioni di Miguel aggiungerei un istinto primario, primitivo, basilare, che è quello dello spirito gregario, del branco (e possiamo metterci anche Girard, l’amico del nostro Mauricius).
      Se io mi pongo come il cattivo, il violento, al limite anche come l’assassino, la gente mi ammirerà e cercherà di stare dalla mia parte: spesso gioca più una sincera ammirazione (dovuta proprio al meccanismo gregario), che la paura o la convenienza.
      Forse si sta facendo qualche incrinatura nel meccanismo del vittimismo. Che non è moralmente migliore, si badi: i vittimi e le vittime di oggi sono potenti che si travestono da vittime, ma è un gioco abbastanza scoperto: è lo stesso del lupo di Esopo che pretendeva che l’agnello, più giù, inquinasse la sua acqua.
      Il principio del vittimismo è quello per cui non solo ti sottometto, ma lo faccio fino al punto di pretendere pure di avere la ragione e di far passare te per cattivo.
      Fa parte di una logica moralistica in cui il forte pretende anche una legittimazione etica (che è ovviamente il sommo della soperchieria).
      Che il carnefice si manifesti per tale in fondo è un bene, perché è meglio smascherabile: si combatte un po’ più a viso aperto, senza un velo d’ipocrisia.

      • Francesco says:

        hai finalmente deciso di mollare Hitler?

        😀

        • Peucezio says:

          Perché?

          • Francesco says:

            Al di là delle lagne sui poveri tedeschi Vittime, era un carnefice e basta. il che lo rende totalmente non interessante (esclusi gli pischiatri) e soprattutto esclude qualsiasi vicinanza politica con lui.

            Sarebbe come solidarizzare col lupo di Esopo, in attesa di essere mangiati da lui.

            😀

            • Peucezio says:

              Ma chi ha detto che era un carnefice e basta?
              I carnefici sogliono vincere (anche perché se no arriva un altro carnefice e il “carnefatto” diventi tu).

              Poi, certo, siamo tutti un po’ vittime e un po’ carnefici, ma contano le proporzioni.

            • PinoMamet says:

              Peucezio, ti prego…

              Non c’è bisogno che ti dica cosa c’è di sbagliato nel tuo ragionamento, vero?

              Cioè, se Ugo tiene legata una donna in cantina, la picchia e la violenta, ma poi viene arrestato dalla polizia, non è più un carnefice perché non ha vinto?
              Dai là, Peucè, fatti un favore, riserva le tue doti di polemista per obiettivi migliori…

  4. izzaldin says:

    non sono d’accordo con Miguel come spesso capita quando tocca questi argomenti.
    il tuo concetto di magia deambulatoria può anche avere un suo senso, ma non a Macerata.
    A Macerata per due giorni non giravano gli autobus e la cittadinanza veniva invitata a non uscire di casa. Il sindaco e i maggiori partiti avevano vietato la manifestazione. La volontà degli antifascisti di scendere in piazza è stata altroché effettiva, visto che ha annullato gli ordini che venivano dall’alto.
    cioè forse questo è l’unico caso in cui il solo atto di scendere in piazza ha costituito una vittoria: non era la classica manifestazione del sabato pomeriggio contro la speculazione o che ne so delle Mamme no Inceneritore, autorizzata dalla questura e con pochi manifestanti che cantano slogan svogliatamente.
    è stata una manifestazione in seguito a una tentata strage, che la politica voleva vietare.
    Dal tuo punto di vista sono riti magici e da scettico in fondo li guardi con ironia. Io guardo con ironia il tuo mettere sullo stesso piano le due parti, sapendo da dove proviene questa tua fissazione.

    • Per Izzaldin

      “La volontà degli antifascisti di scendere in piazza è stata altroché effettiva, visto che ha annullato gli ordini che venivano dall’alto.”

      Il punto di polemica riguarda soprattutto chi “prende le distanze” dal gruppetto che intonava i cori. Io ritengo che i cori siano sempre legittimi, e più sono sanguinari, meglio è.

      Non ho capito invece il tuo ragionamento: il sindaco vieta un corteo. Il corteo si fa lo stesso. Ecco perché si è fatto il corteo.

      Premesso che mi va benissimo che si facciano tutti i cortei di questo mondo, in maniera vivace o svogliata, non ho ancora capito cosa dovrebbe realizzare il corteo.

      Questo vale anche per le Mamme No Inceneritore, che hanno portato in piazza 15.000 persone (probabilmente il più grande corteo a Firenze in questi anni): una cosa molto bella, molto piacevole esserci, piacevole condividere entusiasmo con altri, poi lì non c’era un nemico, ma ovviamente c’era la speranza magica che camminando tanto, l’inceneritore sarebbe scomparso.

      E invece nulla è cambiato, nemmeno di una virgola, grazie al corteo.

      Quindi che si è fatto a fare?

      • izzaldin says:

        Non ho capito invece il tuo ragionamento: il sindaco vieta un corteo. Il corteo si fa lo stesso. Ecco perché si è fatto il corteo.

        Il mio ragionamento è che una manifestazione di solidarietà voleva essere impedita dalle autorità, e la gente ha sfidato il divieto ed è scesa in piazza a dare solidarietà.
        Forse ancora non ti sei tolto la lente dell’entomologo e quindi non hai notato alcuni dettagli: le scuole erano chiuse e gli africani avevano paura di uscire di casa a Macerata in quei giorni per paura di essere bersagli ambulanti.

        Il fatto che decine di migliaia di persone siano scese in piazza per solidarietà con le vittime ha sicuramente aiutato a far tornare alla normalità la città di Macerata, in questo senso davvero magicamente.
        Se poi davvero non arrivi a capire la differenza fra la manifestazione di Macerata e le migliaia di altre manifestazioni fatte negli ultimi anni, dubito di essere in grado di spiegarlo in modo più chiaro.

    • Per Izzaldin

      ” Io guardo con ironia il tuo mettere sullo stesso piano le due parti, ”

      “mettere sullo stesso piano” riguarda questioni di contenuti: “è bene (per chi, poi?) ridurre o no l’immigrazione?” “l’uscita dall’euro farebbe bene (a chi?) o male?”. Non sono sullo stesso piano, sono proposte molto diverse, e che implicano riferimenti a ceti e a interesse di classe molto diversi.

      Quindi non metto sullo stesso piano.

      Qui faccio una riflessione antropologica, su meccanismi che mi sembra scattino immancabilmente in situazioni di polarizzazione.

      Specie sotto i riflettori mediatici, e quando due fazioni diverse (e ripeto, con contenuti e interessi diversi) si trovano a giocare allo stesso gioco, in questo caso le elezioni.

      Un gruppo di impiegati di banca che decide di sfidare un gruppo di operai metalmeccanici non “sono sullo stesso piano”.

      Ma se decidono di sfidarsi a calcio, scatteranno una serie di meccanismi legati al gioco stesso del calcio, e cercheranno quindi allo stesso modo di segnare, di parare, ecc.

      • izzaldin says:

        chi è che si sfida alle elezioni? non certo gli antifascisti militanti. Casapound si candida alle elezioni, schierando poliziotti, carcerieri e l’avvocato di Licio Gelli, Sinagra.

        qualche giorno fa dicevi che casapound e la Boldrini assolvono allo stesso meccanismo, immagino ti riferissi sempre al discorso antropologico.
        In fondo questo tuo modo di analizzare la realtà si può applicare a tutto, è il principio di appartenenza a un gruppo e vale per qualsiasi attività umana. Il comitato Nidiaci vede gli speculatori come nemici, “Il mondo si divide in due: noi contro quello dell’altra parte.”, no? addirittura quelli del Nidiaci hanno inventato nomignoli per deridere “il privante” per togliergli umanità e blablabla.. un discorso del genere avrebbe senso? aggiunge qualcosa a quello che sappiamo?
        Ovviamente no, ma ti serve per non prendere posizione sulla VERA questione. è un approccio pilatesco che tiri fuori solo e unicamente quando si parla di queste questioni.
        Per questo mi sembra carente il tuo discorso, poi è ovvio che nello specifico del rituale magico sono d’accordo, ma non è la cosa importante secondo me, anzi serve appunto a equiparare le due parti, a dire che in fondo ragionano allo stesso modo, irrazionalmente.
        poi certo, tu sei quello che qualche giorno fa ha scritto che Boldrini e Casapound assolvono alla stessa funzione di spauracchio, come se la questione fosse una questione mediatica e non di violenza, denunce, minacce e agguati. Mi sembra un discorso miope, utile solo a svicolare dalla questione veramente importante.
        Poi figurati, sono un ospite qui e non mi sogno di dirti cosa scrivere.

        • Per Izzaldin

          “Poi figurati, sono un ospite qui e non mi sogno di dirti cosa scrivere.”

          Ma figurati tu, accolgo volentieri quello che scrivi.

          Dipende sempre da ciò che vogliamo mettere a fuoco: io mi concentro sul rapporto media-elezioni, e i tentativi delle varie parti di ottenere voti.

          Tu, da persona attiva politicamente, guardi lo spirito di quelli che militano con te, e fai bene.

          Sul Nidiaci, posso dire che la differenza sta nel fatto né noi né lo speculatore gareggiamo per l’attenzione mediatica: non stiamo giocando allo stesso gioco.

          L’unico gioco in cui potremmo competere sarebbe nei tribunali, ma la disparità delle forze ce lo impedisce.

          Se noi dovessimo mettere in piedi il Partito Antispeculatori, e lui il Partito Speculatori, finiremmo per dire cose molto simili e raccontare episodi strappalacrime (noi di poveri vecchietti sfrattati, lui di poveri vecchietti proprietari di case) e staremmo come avvoltoi a spiarci, per cogliere la prima mossa sbagliata dell’avversario.

          Eppure – come dicevo – “non stiamo sullo stesso piano”: siamo una realtà sociale molto diversa da quella dello speculatore e dei suoi amici (lui peraltro adesso pare che abiti a Dubai). E i nostri interessi non sono i suoi.

          • “E i nostri interessi non sono i suoi.”

            non voglio fare il marxista, cosa che non sono; ma credo che l’analisi degli interessi collettivi sia sempre molto utile.

            I “nostri” sono un’umanità, molto variegata, che va dalla donna delle pulizie filippine all’architetto di medio successo, e quindi non possiamo certo dire di rientrare in qualche astazione tipo la “classe operaia”.

            Però esiste un approccio diverso tra chi comunque “fa qualcosa” e chi vive di speculazioni finanziarie, comprando e vendendo cose di cui non gliene importa nulla, e fregandosene delle conseguenze sugli altri.

            Sono confini sottili, labili, ma alla fine, penso che se io fossi “il Privante”, mi comporterei come si comporta lui; e se lui fosse un babbo oltrarnino che fa qualche lavoro non speculativo, si comporterebbe di più come me.

            Poi ci sono anche elementi psicologici – forse lui come traduttore, trufferebbe i clienti più volentieri di me, anche perché altrimenti, non so come potrebbe salire alla categoria di speculatori.

            Però alla fine, analizzare le “parti sociali” in causa è sempre utile.

            • izzaldin says:

              “I “nostri” sono un’umanità, molto variegata, che va dalla donna delle pulizie filippine all’architetto di medio successo, e quindi non possiamo certo dire di rientrare in qualche astazione tipo la “classe operaia”.

              Però esiste un approccio diverso tra chi comunque “fa qualcosa” e chi vive di speculazioni finanziarie, comprando e vendendo cose di cui non gliene importa nulla, e fregandosene delle conseguenze sugli altri.”

              ecco, è questa profondità di analisi che cerchi di evitare quando parli di argomenti come la manifestazione di Macerata. Mi fa piacere che quando sei chiamato in causa ritorni ad analizzare le cose con più attenzione.

              “Tu, da persona attiva politicamente, guardi lo spirito di quelli che militano con te, e fai bene.”

              Guarda che io non sono più attivo politicamente di te, anzi mi sa che tu sei molto più impegnato di me fra comitati di quartieri, mamme no inceneritore etc. Non è un discorso di militanza, io non “milito” da nessuna parte, non ho affiliazioni di gruppi/comitato etc. Semplicemente penso che concentrarsi come fai tu sui meccanismi di appartenenza in una situazione del genere, dopo una tentata strage, serve solo ad offuscare le differenze reali fra le due parti in causa.
              Tanto è vero che quando ho usato il tuo stesso meccanismo per parlare del comitato Nidiaci, hai sentito il bisogno di specificare le differenze fra le due parti. Fascisti e antifascisti invece nel tuo post sono due tribù speculari che fanno riti di magia deambulatoria

              • Per Izzaldin

                “Fascisti e antifascisti invece nel tuo post sono due tribù speculari che fanno riti di magia deambulatoria”

                Prendendo l’esempio del Nidiaci (“sguattere filippine e architetti fuffaldini contro speculatori mordi-e-fuggi”), tu come definisci socialmente “fascisti e antifascisti”?

                Dico come fonti di reddito, vita quotidiana, senza entrare in giudizi sull’anima?

                E senza fare (come ho fatto io) la storia del fascismo toscano, parliamo di adesso?

              • izzaldin says:

                “Dico come fonti di reddito, vita quotidiana, senza entrare in giudizi sull’anima?”

                la descrivo esattamente come la varia umanità che frequenta il Nidiaci, dai ricchi ai poveri.
                Nei centri sociali palermitani trovi i figli delle elites e i figli dei disoccupati dei quartieri popolari. Non è possibile rispondere alla tua domanda se non citando la vasta eterogeneità sociale, economica e di classe di chi frequenta i centri sociali.
                Poi appunto è un posto molto variegato, puoi trovare anarchici estremisti e gente dalla comunità di sant’egidio, suore e metallari.

              • Per Izzaldin

                “Nei centri sociali palermitani trovi i figli delle elites e i figli dei disoccupati dei quartieri popolari. ”

                Certo, condivido.

                Mi chiedevo, gli altri, quelli di Casa Pound a Palermo, come sono socialmente?

              • Per Izzaldin

                “Mi chiedevo, gli altri, quelli di Casa Pound a Palermo, come sono socialmente?”

                Aggiungo, perché sia chiaro che non sto cercando di difendere nessuno, che il braccio destro dello Speculatore è un simpatizzante di Casa Pound 🙂

                Quello che sto cercando di capire è la sociologia di quelli che tu consideri i tuoi nemici.

              • izzaldin says:

                sulla composizione sociale di casapound

                ti ho linkato vari articoli sui candidati di Casapound alle politiche, puoi farti un’idea. molti militari, poliziotti, avvocati, medio alta borghesia tradizionalmente di destra.
                A Palermo casapound è espressione della media borghesia, ma sono pochi e generalmente non si fanno vedere in giro.

                Io li considero nemici perché conosco bene il loro modo di agire, non per motivi magici ma perché conosco non una ma tante persone che hanno subito aggressioni a bottigliate, minacce, e soprattutto denunce: il numero due di Casapound è un avvocato che segue i processi ai militanti, processi molto spesso promossi da Casapound.
                Da questo punto di vista, Forza Nuova è molto più coerente, Casapound ha slogan tipo “nel dubbio mena” e poi hanno la denuncia facile e come si vede hanno tantissimi poliziotti e militari fra i loro sotenitori, addirittura candidati alle elezioni.

                Comunque, non capisco perché insisti sulla composizione sociale. Nel caso Nidiaci non dai troppa importanza a questo fattore, dovresti avere lo stesso atteggiamento che hai col privante: non importa la provenienza sociale, importano le pratiche messe in atto. C’è chi difende gli spazi pubblici e chi li privatizza. C’è chi spara ai senegalesi e chi organizza corsi di italiano per migranti per favorire la convivenza pacifica.

              • Per Izzaldin

                “Comunque, non capisco perché insisti sulla composizione sociale. Nel caso Nidiaci non dai troppa importanza a questo fattore”

                Beh, mi sembra ovvio.

                La differenza fondamentale è tra residente e speculatore sulle residenze stesse.

                Chi specula, deve cacciare i residenti e impossessarsi delle loro abitazioni o dei luoghi dove i loro bambini vanno a giocare.

                Altrimenti, dovrebbe cambiare mestiere.

                Qual è il motivo di interesse diretto che spinge quelli di Casa Pound?

              • izzaldin says:

                Qual è il motivo di interesse diretto che spinge quelli di Casa Pound?

                difendere gli interessi del gruppo sociale di riferimento, ossia polizia e militari.
                Il padre del candidato premier Di Stefano presentò tempo fa una perizia a favore dei Marò, per i quali Casapound ha fatto una battaglia mediatica rumorosa. In un recente intervento al Senato, lo stesso DiStefano ha invitato polizia e ministero degli interni a indagare sui centri sociali. E ripeto, generali, militari, poliziotti, carcerieri etc compongono le liste di Casapound, non quelli che tu chiami quattro coattelli romani.
                Prova ne sia il fatto che Casapound è iper rappresentata in televisione negli ultimi mesi, soprattutto La7 ma anche SkyNews li invita quotidianamente. Ti chiedi perché ai centri sociali non viene riservato lo stesso trattamento? Il direttore del TgLa7 Mentana è andato ad un dibattito nella sede di Casapound. Lì ha detto che i veri fascisti sono gli antifascisti mentre a Casapound sono givoani vitali e puliti. I militanti hanno applaudito questa frase di Mentana.
                Spero di avere risposto alla tua domanda

              • Per Izzaldin

                “Qual è il motivo di interesse diretto che spinge quelli di Casa Pound?

                difendere gli interessi del gruppo sociale di riferimento, ossia polizia e militari.”

                Bene, chiaro, è un aspetto che non conosco di Casa Pound: anche perché il punto di dissenso tra me e te è proprio questo, che io trovo Casa Pound molto meno importante e interessante dei Testimoni di Geova, tu invece ritieni che valga la pena di occuparsene.

                Accetto che tu possa avere ragione.

                Quali sono gli interessi di polizia e di militari?

                A naso, le vedo come due categorie abbastanza diverse – i poliziotti hanno interesse ad avere pensioni più alte, e forse a un occhio di riguardo quando vengono processati; i capi militari almeno, hanno interesse all’acquisto di bombardieri inutili – ma mi posso sbagliare. Infatti, conosco diversi poliziotti, ma pochi militari.

                Si riesce a capire cosa c’entrano i migranti con questo? Sono solo strumentali per ottenere più sostegno agli interessi corporativi di poliziotti e militari?

              • izzaldin says:

                Miguel io mi presto a queste domande, anche se comincio a pensare che sia un interrogatorio.

                io non “trovo interessante” Casapound. Ne parlo qui perché ne parli tu, per rimanere in topic. Se li temo è perché, come ti ho detto, conosco personalmente tante persone che hanno subìto violenze fisiche, minacce e denunce da Casapound. Ho amici che hanno avuto le stesse esperienze coi testimoni di Geova, quando farai un post a riguardo ne possiamo parlare se ti va. Ma se tu parli di Casapound io su di loro ti rispondo.
                poi mi chiedi
                “Quali sono gli interessi di polizia e di militari?

                A naso, le vedo come due categorie abbastanza diverse – i poliziotti hanno interesse ad avere pensioni più alte, e forse a un occhio di riguardo quando vengono processati; i capi militari almeno, hanno interesse all’acquisto di bombardieri inutili – ma mi posso sbagliare. Infatti, conosco diversi poliziotti, ma pochi militari.

                Si riesce a capire cosa c’entrano i migranti con questo? Sono solo strumentali per ottenere più sostegno agli interessi corporativi di poliziotti e militari?”

                Se invece di scrivere questa domanda avessi letto i link che ti ho postato stamattina, sapresti che sia la componente militare che quella di polizia è rappresentata a Casapound. Nello specifico, DiStafano ha detto a Mentana che bisogna aumentare le spese militari e attaccare la Libia, insomma fa quello che tu dici vogliono i militari.
                Il candidato a Bologna, Tonelli, è un idolo dell’ala più a destra della polizia, ha attaccato la madre di Federico Aldrovandi e fra i suoi punti programmatici (suoi e quindi di Casapound) c’è la contrarietà a
                -tagli di organico
                -numeri identificativi
                -processi ai poliziotti.

                Come vedi, Casapound come ogni partito presenta personaggi provenienti da mondi diversi, e ognuno porta con sè i propri desiderata.

                Ho perso tempo a scrivere questa risposta perché evidentemente non hai letto nulla di ciò che ho scritto e linkato prima. Dubito che abbia senso continuare questa discussione, spero di avere soddisfatto le tue curiosità.

              • Per Izzaldin

                “Ho perso tempo a scrivere questa risposta perché evidentemente non hai letto nulla di ciò che ho scritto e linkato prima”

                Hai ragione, non ho seguito i link, li ho presi come documentazione di tue affermazioni, che prendevo per vere comunque.

                Invece di rispondere a tutti i punti che elenchi (e che sono validi e interessanti), ti dico la mia ipotesi in questo momento (non “la verità”):

                – CP è, all’inizio, un gruppo di coatti romani

                – ha ottenuto il monopolio o quasi del piccolo ambiente neofascista italiano, non per meriti propri, ma unicamente grazie a tutti i cortei pubblicitari che le hanno fatto le sinistre

                – da lì, ha iniziato ad attirare una minoranza di poliziotti e militari (dico “minoranza” perché CP comunque toglie voti a Salvini e Berlusconi, che presumo siano più interessanti per il poliziotto o militare medio)

                – quelli di CP non disdegnano le risse, almeno in certe parti d’Italia

                – tra tanti “pensieri di destra”, trovo particolarmente ripugnante quello di CP, perché si rifà al “fascismo movimento”, all’esaltazione guerrafondaia e futurista degli anni 1914-1922. Certo, le idee non contano più di tanto, ma sono idee e sentimenti che mi sono particolarmente lontani

                – CP è infinitamente meno pericolosa, ad esempio, della Confcommercio (poi hai ragione, qui ho parlato di CP, non di Confcommercio).

                – faccio fatica a capire quelli che rischiano la galera pur di impedire l’apertura di una sede di CP, e non fanno nulla per impedire l’apertura di una sede di Confcommercio.

                Ci siamo?

              • Z. says:

                Miguel,

                a me hanno insegnato che chi cambia continuamente argomento ha generalmente torto. Ma a parte questo, sarai mica un dirigente di Confesercenti? 😀

        • Sempre per Izzaldin

          “qualche giorno fa dicevi che casapound e la Boldrini assolvono allo stesso meccanismo, immagino ti riferissi sempre al discorso antropologico.”

          precisazione… no, non “assolvono”.

          Il meccanismo mediatico che mette in rilievo una personalità politica poco importante e un gruppetto di teppisti romani è lo stesso, a prescindere dalle intenzioni di entrambi: il fatto di essere entrambi oggetto di continui attacchi, in sé insignificanti, ma – come si dice in inglese – “newsworthy”.

          Questo non significa che la dottoressa Boldrini somiglia a un coatto romano.

          Basta vedere il curriculum:

          https://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Boldrini

          • izzaldin says:

            “il fatto di essere entrambi oggetto di continui attacchi, in sé insignificanti, ma – come si dice in inglese – “newsworthy”.”

            Una persona che definisce gli attacchi a Casapound ‘insignificanti’ come si può definire?
            ad essere buoni, è una persona che non ha subito aggressioni o denunce o agguati da parte di Casapound, e continua a definire Casapound un gruppetto di coatti.
            un gruppetto di coatti che forse ha amici più importanti di quello che puoi pensare, guarda i loro candidati alle elezioni:

            L’ex direttore del CIE di Ponte Galeria, il generale Baietti
            http://roma.corriere.it/notizie/politica/18_febbraio_10/ha-15-lauree-candidato-casapound-ragazzi-el-alamein-oggi-nessuno-come-loro-9dfdf572-0df0-11e8-8559-9d658e1c4279.shtml

            Augusto Sinagra, avvocato di Licio Gelli
            https://ilmanifesto.it/in-lista-con-casapound-lavvocato-di-gelli/

            Gianni Tonelli, segretario del Sap, l’uomo che difende gli assassini di Aldrovandi e Casapound stava per candidare proprio a Ferrara
            https://www.estense.com/?p=669434

            Insomma, ex generali, direttori di CIE, avvocati di grido, a me non sembrano proprio quattro coattelli romani, o magari la mia definizione di coattello è diversa dalla tua

            • Peucezio says:

              Scusami, ma hai postato tre link, di cui uno parla di un anziano eccentrico tuttologo con quindici lauree, un altro che non cita nemmeno Casapound e parla di un candidato della Lega e un terzo che non si apre se non sei abbonato al Manifesto online.
              Non mi è ben chiaro come, in questo modo, uno dovrebbe ricostruire il sostrato sociologico e gli interessi rappresentati da Casapound.

  5. Mario says:

    Innocent Oseghale

    Questi negri fanno ridere fin dai propri nomi e cognomi.

    • Per Mario

      “Questi negri fanno ridere fin dai propri nomi e cognomi.”

      Il cognome non sono riuscito a capire in che lingua sia; mi incuriosisce la “gh”, che mi sembra foneticamente fuori luogo.

      Per quanto riguarda il nome Innocent, ringrazia qualche missionario euroario.

      Comunque, come ho scritto varie volte, dalla mia esperienza personale, gli africani neri hanno un’intelligenza ben superiore alla media dei “bianchi” che conosco.

      Da Ultimo Ario, dovresti preoccuparti di quello, se li prendi per scemi e ci ridi sopra, ti fregheranno subito 🙂

      Devi temere le razze superiori.

  6. Mario says:

    Per quanto riguarda il nome Innocent, ringrazia qualche missionario euroario.

    Se è così, questo missionario era un eretico, precursore dell’apostata oggi assiso “materialiter” sul trono più alto. Nessuno è innocente, secondo la mera dottrina cattolica. La nostra ultima spiaggia è l’ingiustizia di Dio.

    Comunque, come ho scritto varie volte, dalla mia esperienza personale, gli africani neri hanno un’intelligenza ben superiore alla media dei “bianchi” che conosco.

    Non ci credo. Lo dici per “épater les bourgeois”. Che poi chi rovina da altezze siderali faccia più rumore di chi, conoscendo solo dimensioni caotico-orizzontali, non può cadere, essendo già in terra, questo è un altro discorso.

    Da Ultimo Ario, dovresti preoccuparti di quello, se li prendi per scemi e ci ridi sopra, ti fregheranno subito ?

    Impossibile. Non intrattengo alcun rapporto con lorsignori. Talvolta li osservo da lontano, incuriosito, a Torpignattara: ed essi ricambiano gli sguardi, torvi, di sottecchi.

    Devi temere le razze superiori.

    Non ne conosco alcuna. Non si discetti di superiorità o di inferiorità: ma di muri invalicabili, universi antropologici autarchici e conchiusi, distanze e iati incolmabili come i cieli che sovrastano i postremi, autentici, malinconici uomini bianchi.

    • Per Mario

      “Non ci credo. Lo dici per “épater les bourgeois””

      Assolutamente no.

      Io credo di sbagliarmi, perché la questione di chi è “più intelligente” è assai complessa.

      E anche perché essere “più intelligenti” non vuol dire essere “migliori”.

      Semplicemente, ho conosciuto un certo numero di persone dalla pelle nera, da cui sono arrivato a una conclusione, che vale quanto, “ho incontrato un certo numero di zingari che mi chiedevano i soldi, e quindi gli zingari sono tutti scrocconi”.

      Ora, tra le persone dalla pelle nera che ho conosciuto io (appartenenti a popoli diversissimi e sparsi dagli Stati Uniti alla Somalia), in media ho ravvisato alcune caratteristiche:

      – la capacità di prendere tante cose con filosofia
      – un forte senso dell’umorismo
      – una capacità di riflettere sul senso della vita
      – una leggera tendenza a sfruttare la loro superiorità per prenderti in giro, senza approfittarne però più di tanto
      – una capacità di osservare e immedesimarsi negli altri
      – una capacità di imparare le lingue, la storia, le letterature altrui (e di parlare, se occorre in latino).

      Capisco che è un po’ come aver conosciuto dieci italiani, di cui otto mafiosi, e dire quindi “tutti gli italiani sono mafiosi”.

    • PinoMamet says:

      Beh, giudicando dall’esperienza mia, non ho notato affatto queste cose.

      Dall’osservatorio scolastico, devo dire che faccio molta fatica a tracciare delle classifiche: c’è il nero studioso, quello intelligente, quello che non capisce un cazzo, tali e quali ai bianchi.
      Difficile categorizzare.

      Se proprio proprio, mi pare che alcuni immigrati africani, provenienti da situazioni di privilegio, abbiano un atteggiamento leggermente indisponente di superiorità, non so da cosa motivato, e comunque ingiustificato.
      Può darsi che in un interlocutore ben disposto possa venir scambiato con intelligenza o ironia- io credo sia una forma di reazione autoprotettiva.

      • PinoMamet says:

        Sul latino, sorvolamo 😉

      • Per PinoMamet

        “Beh, giudicando dall’esperienza mia, non ho notato affatto queste cose.”

        Non ho alcuna esperienza scolastica.

        Ho esperienze sparse, molto individuali.

        E ripeto, so che tutte le generalizzazioni di questo tipo sono sciocchezze.

        Però, se accantono il censore che c’è in me, dico, “beh, i napoletani sono proprio come li descrivono nelle barzellette, i veneti sono tremendi, i negri sono intelligenti, gli americani sono un un po’ imbecilli antipatici e un po’ ingenui simpatici”.

        • PinoMamet says:

          Non conviene accantonare il censore che c’è in noi: se ne sentirebbero delle belle…

          • Z. says:

            L’autocensura è il fondamento della civiltà.

            • Peucezio says:

              Internet è stato inventato proprio come valvola di sfogo alla censura che consente la civile convivenza.
              Autocensurarsi su internet è come non cagare quando si sta seduti sul cesso per paura che risulti sconveniente.

              • Z. says:

                Certo, internet è stato inventato proprio per permettere a te di insultare la Boldrini e frignare battendo i piedi se ti beccano!

                Per questo gli Stati Uniti ci hanno investito un botto di soldini.

                E tu, tu sei antiamericano, nonostante tutto questo ben d’Iddio.

                Non ti senti un pelo ingrato? 😀

              • Z. says:

                (comunque si parlava dell’autocensura in genere…)

              • Peucezio says:

                Hanno investito un botto di soldi in che cosa?
                Nel consentirmi di insultarla o nel fare sì che se lo faccio sia beccato?

                Comunque ne abbiamo già parlato: la gente continua a ragionare come se internet fosse la televisione, perché applica ancora un vecchio schema, ne ha completamente frainteso la natura.
                Internet è come il bar, dove posso dire quello che voglio, perché nel mondo ci sono altri milioni di bar, quindi la mia frase non influirà su nulla.
                Poi è chiaro che se io vado con le telecamere nel bar sotto casa e poi trasmetto in mondovisione quello che vi viene detto, è un altro conto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Hanno investito un botto di soldi in che cosa?
                Nel consentirmi di insultarla o nel fare sì che se lo faccio sia beccato? —

                Credo che tu ne abbia sentito parlare:

                https://en.wikipedia.org/wiki/ARPANET

                — Internet è come il bar, dove posso dire quello che voglio, perché nel mondo ci sono altri milioni di bar, quindi la mia frase non influirà su nulla. —

                Macché bar. Il web è come un enorme muro in cui le cose restano scritte per sempre. E tutti sappiamo che scripta manent, carta canta e villan dorme 🙂

              • Per Z

                “Macché bar. Il web è come un enorme muro in cui le cose restano scritte per sempre.”

                Il punto è che quel muro è percepito come un bar; che in realtà ci si passa davanti al massimo per una frazione di secondo e si dimentica subito ciò che vi era scritto; che perché ti capitino le “scritte brutte”, devi origliare con gran pazienza – come una volta magari ci si infilava mascherati nel bar dei “nemici” per spiare le loro chiacchiere.

                Io non ho la minima idea se oggi ci sia o no ancora qualcuno su Internet che parli male di me, per il semplice motivo che non vado in giro a cercare di saperlo.

                E comunque ci sono modi diversi di parlare male di qualcuno:

                1) “Miguel è un lercio schifoso verme putrido puzzolente e porco”. Un’opinione, chi se ne frega.

                2) “Miguel lo voglio ammazzare e fare a piccoli pezzi e metterli poi in lavatrice”. Cane che abbaia non morde.

                3) “Ho un’informazione riservata, il 12 marzo del 2013, Miguel Martinez partecipò alla rapina alla Banca d’Italia”. Alt! Fermi tutti! Questo lo denuncio!

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Macché bar. Il web è come un enorme muro in cui le cose restano scritte per sempre. E tutti sappiamo che scripta manent, carta canta e villan dorme ”

                Ah, d’accordo.
                Ma allora se su un muro di un cesso pubblico c’è scritto “Inter merda” sguinzagliamo la polizia perché è ingiuria verso la squadra di calcio.
                E comunque la permanenza non è un fatto teorico, ma sostanziale: un’informazione che si perde fra miliardi di altre è un’informazione teoricamente disponibile, in realtà non lo è.
                E soprattutto è del tutto priva di conseguenze fino a quando gli unici che hanno il potere di diffonderla lo fanno. Quindi è come una malattia iatrogenica o un reato creato artificialmente dallo stato.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Ma allora se su un muro di un cesso pubblico c’è scritto “Inter merda” sguinzagliamo la polizia perché è ingiuria verso la squadra di calcio. —

                Non complichiamo le cose semplici cortesemente 🙂

                Se qualcuno scrive cose in pubblico contro di me e ritengo che convenga procedere nei suoi confronti, lo faccio. Altrimenti no.

                Il Presidente della Camera ha iniziato con colpevole ritardo, in effetti, ma vale sempre l’insegnamento del maestro Manzi.

                — E comunque la permanenza non è un fatto teorico, ma sostanziale: un’informazione che si perde fra miliardi di altre è un’informazione teoricamente disponibile, in realtà non lo è. —

                Il che significa che l’intemperante può anche essere fortunato. Buon per lui.

                — E soprattutto è del tutto priva di conseguenze fino a quando gli unici che hanno il potere di diffonderla lo fanno. —

                Vero, solo che quelli che tu chiami “gli unici” è esattamente chiunque. Chiunque infatti può riprodurre e rilanciare gli illeciti pubblicamente. E molti lo fanno.

                — Quindi è come una malattia iatrogenica o un reato creato artificialmente dallo stato. —

                No, quindi è ora di stare in campana, come staremmo in campana se scrivessimo su un muro insulti firmati con nome, cognome e indirizzo. Che poi è esattamente quel che facciamo, se scriviamo insulti sul web.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Il punto è che quel muro è percepito come un bar —

                Verissimo. Ed è una percezione sbagliata. Sarà utile capire che il computer non è una console per videogames.

              • Z. says:

                Miguel,

                — E comunque ci sono modi diversi di parlare male di qualcuno: —

                Certo.

                Nel caso sub 1), il giudice cercherà di farti rimettere la querela.

                Nel caso sub 2), il giudice deve procedere d’ufficio.

                Nel caso sub 3), se il tizio va dai carabinieri e ti denuncia, non prenderà meno di anni uno e mesi quattro, attenuanti già comprese.

                Sempre che tu non ci fossi davvero, quel giorno, a rapinare la Banca d’Italia!

              • Per Z

                “Nel caso sub 2), il giudice deve procedere d’ufficio.”

                Infatti, questo lo trovo folle.

                Il tizio non mi ha “minacciato”, non ha cioè detto, “Caro Miguel, è proprio simpatico vedere tuo figlio che va a scuola la mattina, e forse avresti meno pensieri, se mi facessi subito un bonifico di 10.000 euro”. Che è una frase molto meno “cattiva” in apparenza di quella della lavatrice, ma è realmente un tentativo di condizionare la mia volontà.

                Il tizio non ha nemmeno “istigato”, cioè non ha scritto, “fornisco una pistola e quattro proiettili a chiunque spari a Miguel, prometto vacanza premio in caso di successo”.

                Si è solo fatto una fantasia infantile, di quelle che nessuno traduce mai in fatti.

              • PinoMamet says:

                “Miguel,

                — Il punto è che quel muro è percepito come un bar —

                Verissimo. Ed è una percezione sbagliata. Sarà utile capire che il computer non è una console per videogames.”

                OMDAZzone

              • Z. says:

                Miguel,

                — Infatti, questo lo trovo folle. —

                In linea di massima convengo che sia bene restringere l’area della criminalizzazione, e ancor più quella dell’iniziativa d’ufficio. Ma conta che nel 1930, oltre a non esserci il web, l’esigenza di deflazionare il contenzioso era leggermente meno pressante.

                — Il tizio non mi ha “minacciato”, non ha cioè detto, “Caro Miguel, è proprio simpatico vedere tuo figlio che va a scuola la mattina, e forse avresti meno pensieri, se mi facessi subito un bonifico di 10.000 euro” —

                Certo. Infatti se la dichiarazione è questa il delitto cambia. La pena minima sale da zero a cinque anni e quella massima da uno a dieci. E’ la differenza tra la minaccia, che è un reato bagatellare, e l’estorsione, che è un reato un pochino più grave.

                — Si è solo fatto una fantasia infantile, di quelle che nessuno traduce mai in fatti. —

                Non mi pare una buona ragione per minacciare qualcuno di morte. Men che meno per piagnucolare da vittima quando sei stato beccato a firmare minacce di morte.

              • Per Z

                “Non mi pare una buona ragione per minacciare qualcuno di morte. ”

                Probabilmente io non ho chiaro l’uso legale del termine “minaccia”.

                Per me significa prospettare a qualcuno, di potergli fare male se non piega la sua volontà alla tua.

                Diciamo, “domani se non fai i compiti non ti faccio giocare a pallone” è una minaccia.

                “Quanto godrei a vederti sbranato vivo da mille coccodrilli” non è una minaccia, è l’espressione di una mia fantasia personale.

              • Z. says:

                Miguel,

                eh, ma continui a cambiare le carpe in tavola. Le gobbe, insomma.

                Ma dire “vorrei vedere Miguel sbranato dai coccodrilli” non è come dire “Miguel lo voglio ammazzare e fare a piccoli pezzi e metterli poi in lavatrice”.

                Nel secondo caso direi che è bene verificare se qualcuno sta effettivamente cercando di spaventarti. Valutando il contesto e tutte cose.

                E poi nel caso si proscioglie. Del resto non devo dire a te che occorre diffidare di chi dice “bisogna processare e condannare” 😉

              • Roberto says:

                Minaccia, miguel scorderello visto che ne abbiamo già parlato, si intende minaccia di causare un danno ingiusto. Lo dice proprio il codice penale: non si punisce la minaccia ma la minaccia di un danno ingiusto.
                Cosa vuol dire danno ingiusto? Beh ingiusto nel senso di “contrario al diritto”. Se dico “se ti scordi ancora questa cosa smetto di scrivere qui” non è una minaccia perché non è un danno ingiusto quello che subiresti

  7. Mario says:

    E anche perché essere “più intelligenti” non vuol dire essere “migliori”.

    Vero. Ma se non è detto che sia giusto essere governati dai più intelligenti (ma, appunto, dai “migliori”), è certo che è bene non esserlo dagli sciocchi: a qualunque razza essi appartengano.

  8. Mario says:

    Se proprio proprio, mi pare che alcuni immigrati africani, provenienti da situazioni di privilegio, abbiano un atteggiamento leggermente indisponente di superiorità, non so da cosa motivato, e comunque ingiustificato.

    Onore a Mamet. Assolutamente ingiustificato: scusate il francesismo, ma che cazzo hanno creato i negri a casa loro? Noi abbiamo porto loro civiltà, ed essi ci si sono poi rivoltati contro –usufruendo però di quanto abbiamo fatto per loro, come gli antifascisti colle istituzioni fasciste–, come traditori dei benefattori.

    • PinoMamet says:

      “Cosa hanno mai fatto i Romani per noi?”
      “Beh, l’acquedotto…”
      “Va bene, l’acquedotto… ma a parte questo?”
      “Le scuole! La rete fognaria! Le strade…”
      😉

    • Per Mario

      “Noi abbiamo porto loro civiltà,”

      In certi momenti, tendo a capire Izzaldin quando se la prende con i fascisti… mica perché sarebbero mostri, ma perché riescono a fare un gran calderone di tutto.

      Dunque:

      la malvagia rivoluzione francese laicista, i cattivi inglesi di Albione che hanno sfranto il Medioevo, hanno deciso di industrializzare, modernizzare, distruggendo le tradizioni, le famiglie, i modi di produzioni storici, prima in casa e poi in tutto il pianeta, per creare la modernità.

      Ed ecco che gli antimodernisti diventano sentimentali pensando ai poveri colonizzatori.

      • PinoMamet says:

        Boh?

        Io ricordo diversi personaggi che per un motivo po per l’altro hanno avuto a che fare con “l’Africa”, dall’epoca fascista fino alle piattaforme petrolifere negli anni ’60 e seguenti.

        La media dei discorsi è di questo tenore:
        “I negri sono simpatici ma non hanno voglia di fare niente, ma niente! Gli abbiamo costruito le case: il giorno dopo gli avevano già rotto qualcosa, e se non fosse stato per noi non avrebbero mai aggiustato niente! Io non sono razzista, avevo anche un amico negro che per scherzo chiamavo schiavo, e lui stava allo scherzo e si faceva fotografare con le catene, mi manca molto”

        (non sono esempi fittizi, è un collage di discorsi sentiti davvero).

        Come giudico le persone che li fanno? Non saprei: per dirla in breve, non li giudico. Troppo complicato. Come non giudico “i negri” stupidi perché scassavano case e strade (e non vedo perché dubitare della testimonianza oculare di persone in buona fede) o intelligenti perché stavano al gioco del bianco scemo, o stupidi per lo stesso motivo…

        • Per PinoMamet

          “Io ricordo diversi personaggi che per un motivo po per l’altro hanno avuto a che fare con “l’Africa”, dall’epoca fascista fino alle piattaforme petrolifere negli anni ’60 e seguenti.”

          Credo che le cose più belle che io abbia letto recentemente, siano gli scritti dell’autore si fa chiamare Theodore Dalrymple.

          Figlio di un disgraziatissimo ebreo comunista tedesco, ottuso e aggressivo, è venuto fuori un conservatore inglese geniale, profondamente umano, che ha passato la vita a fare lo psichiatra in carcere, dove ha conosciuto intimamente il sottoproletariato inglese.

          Per un certo periodo, è vissuto in Rhodesia-Zimbabwe, lavorando da medico, e ne è uscito con riflessioni molto profonde, rispettosissime degli africani stessi, che aiutano a capire perchè l’Africa si trova nei casini.

          Dalrymple ha sempre una visione originale, mai politicamente corretta ma mai politicamente scorretta per il gusto di esserlo (ad esempio scrive cose molto condivisibili sui musulmani inglesi, sui lati positivi e negativi delle migrazioni). A parte quando la sua antipatia per la sinistra gli prende troppo la mano, ma poi si calma e ci ripensa, e ammette che esiste anche una verità opposta a quella che ha appena sostenuto.

          https://theodoredalrymple.wordpress.com/

          • Francesco says:

            fare un bigino minimo delle tesi di questo interessante tizio?

            io sospetto che alcuni secoli di raid di schiavisti, seguiti da pochi secoli di colonialismo duro e puro, possano intaccare la fiducia nel duro lavoro come modo per tirare avanti

            spingendo piuttosto verso il fatalismo

            • Per Francesco

              “o sospetto che alcuni secoli di raid di schiavisti”

              No, lui dice che i medici africani con cui ha lavorato erano bravissimi.

              Il problema è che un bianco lavora per sé (e per comprarsi l’auto e la TV a colori, e al massimo per far studiare un figlio).

              Nell’Africa Nera vige invece ancora il Valore della Famiglia, dove ci si prende cura anche degli anziani e dei malati e dei matti.

              Tu hai uno stipendio da dottore? Bene, ricordati di dividerlo per diciotto, quanti sono i tuoi parenti più stretti.

              Lo stesso, se diventi poliziotto. E a quel punto devi arrotondare fermando la gente ai posti di blocchi e riscuotendo un tributo per la tua famiglia: il controllo delle armi diventa quindi fondamentale.

              Insomma, un po’ come succede tra gli zingari.

              • Francesco says:

                questo sarà forse vero nei villaggi ma quando emigro in città dove sarebbero tutti questi parenti stretti?

                poi com’è che conosci solo situazioni in cui ne lavora 1 su 15? famiglie allargate in cui lavorano in 5 su 15 no eh?

                🙂

              • Per Francesco

                “questo sarà forse vero nei villaggi ma quando emigro in città dove sarebbero tutti questi parenti stretti?”

                Conosco più zingari che africani; comunque in genere i senegalesi arrivati qui vengono mandati a spese di tutta una comunità, anche con il sostegno della confraternita dei Muridin, e quindi tutti si aspettano un ritorno dall’investimento.

              • roberto says:

                francesco

                anche se ci fosse lavoro per tutti, perché lavorare finché qualcuno lo fa per te?

                (credo che questa situazione valga un po’ in tutto il mondo “povero”)

              • Francesco says:

                roberto
                1) una volta se uno di una famiglia allargata non lavorava erano mazzate. cosa è cambiato?

                2) mangiare in 18 con uno stipendio è duretta mi sa

                ciao

                PS Miguel, si chiamano rimesse e non sono lo stesso di mantenere un sacco di gente QUI.

  9. PinoMamet says:

    A quasi-proposito:

    mi capita in mano in libreria l’ennesimo libro sull’umorismo ebraico (raccolta di barzellette).
    Introduzione: “l’autore è convinto che esista uno specifico ebraico dell’umorismo…”

    io invece non ne sono affatto convinto, e dopo aver letto ormai un bel po’ di queste barzellette, posso affermare: l’umorismo ebraico non esiste.

    Esistono delle raccolte di storielle, alcune molto intelligenti (come in tutto il mondo), altre così così o per niente (idem come sopra);

    è vero che alcune hanno per tema la condizione degli oppressi/minoranze, che se la cavano con l’ironia e la furbizia: ma di nuovo, succede così in tutto il mondo, e spesso le storielle sono proprio le stesse.
    Ognuno se le racconta mettendo il proprio gruppo tra i “furbi” e gli oppressori o gli altri tra i “fessi”.

    (nel mondo degli imperi orientali, vedo che spesso le minoranze erano greci, armeni, zingari ed ebrei, e mi pare che esistano storie in cui ognuno dei gruppi si racconta di essere più furbo degli altri gruppi, pur riconoscendo anche ad essi una furbizia superiore alla maggioranza…)

    altre sono barzellette ebraiche semplicemente perché fanno riferimento a oggetti, gesti, ritualità o abitudini ebraiche, e quindi di difficile comprensione per gli altri, ma a parte questo, si basano sui soliti meccanismi universali della comicità.
    Non sono più “ebraiche” di quanto siano “cinesi”.

    Infine ce n’è un gruppo, non troppo grande, che usano la comicità per veicolare messaggi di tipo religioso nascosti, e queste forse sono le uniche veramente “ebraiche”, anche se pure di queste esistono versioni senza altro significato se non di far ridere.

    E poi ci sono quelle semplicemente brutte o insulse.

    • Peucezio says:

      Mi viene in mente, fuori dall’ambito dell’umorismo, ma in quello della favolistica popolare, una favola pugliese che trovai pari pari in una raccolta di fiabe ebraiche.
      Te la racconto nella versione pugliese, che è quella che ricordo meglio.

      Un uomo aveva una moglie sckenèdde, cioè lavativa, che non faceva i servizi di casa, per cui lui, tornato a casa dal lavoro, trovava la casa sporca e niente da mangiare.
      In casa loro c’era una di quelle pelli d’animali che si usavano un tempo a mo’ di tappeto.
      Alle rimostranze di lui nei confronti della moglie pigra, ella sistematicamente diceva che sarebbe dovuta essere pèdde, cioè “pelle”, a fare i servizi.
      Un bel giorno il marito prende la pelle, la mette addosso alla moglie e comincia a darle mazzate. lei si lamenta: “percè me stà a ddà mazzàte?”. E lui: “Nonn’è a ttè, iè a ppèdde!”.

  10. maura says:

    Personalmente, da donna di sinistra, ho pensato che tutti tre avvenimenti fossero punti per la destra: 1) lo hai spiegato tu. 2) c’è qualcuno a destra che fa la cosa giusta, magari un po’ eccessiva, ma giusta – pensa l’italiano medio-. 3) la sinistra ci dà una lezione al solito di ciò che è buono e giusto, eccheppalle. E macerata ha paura. Le ossessioni destra/sinistra sui migranti – migrante pericolo,italiano vittima/migrante vittima, italiano razzista e fascista sono entrambe prive di senso, ma hanno una cosa in comune: non serve trovare una soluzione vera al doppio problema di tutelare i ceti più esposti di entrambi attraverso Welfare, diritti, giustizia, lavoro, lotta alle mafie, dire agli Usa che se smettono di bombardarci i paesi limitrofi ci farebbero un favore ecc. ecc. ma lo stupido slogan delle destre mi pare più efficace dello stupido slogan delle sinistre, elettoralmente, dico. per quel che serve, poi!

    • Per Maura

      “ersonalmente, da donna di sinistra, ho pensato che tutti tre avvenimenti fossero punti per la destra: 1) lo hai spiegato tu. 2) c’è qualcuno a destra che fa la cosa giusta, magari un po’ eccessiva, ma giusta – pensa l’italiano medio-. 3) la sinistra ci dà una lezione al solito di ciò che è buono e giusto, eccheppalle. ”

      Una riflessione interessante, e che si collega a “chi ha un nome e chi no”.

      Credo che ci sia del vero.

      Infatti il 2) è più un problema con i media che con gli italiani medi (che in gran parte, come dicevo, sono come il puttaniere che portò Pamela a morire).

  11. Z. says:

    Non prendetevela col buon Miguel che gioca a fare il Bruno Vespa snob…

    http://www.lastampa.it/2018/02/12/esteri/il-miglior-modo-a-mosca-per-togliere-la-neve-davanti-a-casa-scriverci-sopra-il-nome-di-navalny-D51VI4HFgK6ZgQtR68DoJI/pagina.html

    … fatevi due risate con la dissidenza funzionale russa 😀

    • Per Z

      “Non prendetevela col buon Miguel che gioca a fare il Bruno Vespa snob… ”

      Ahem, premesso il sacrosanto diritto di tutti di prendere in giro il gestore del blog, c’è un problema.

      Il gestore del blog non ha molto chiara la relazione tra un omicidio a Macerata, Bruno Vespa (che lui non vede da almeno tredici anni) e l’ipernazionalista russo Navalny che sfida il nazionalista Putin.

      • Z. says:

        La relazione è questa – tu fai l’equivicino come Vespa, ma in versione snobbona!

        La vera notizia, invece, è il tuo pregresso di frequentazioni con il dott. Vespa!

  12. Moi says:

    SEGNALAZIONE !!!

    Intanto, a Napoli, un Candidato PD tenta arditissimamente di “pescare qualche voto a Dx” … vota non olent 😉

    Rapinatore ucciso a Napoli, candidato Pd: «Uno di meno, complimenti al gioielliere»

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/rapinatore_ucciso_napoli_candidato_pd_complimenti_al_gioielliere-3542372.html

    … funzionerà ? 😉

  13. Moi says:

    a proposito di “Giostre” … cos’è ‘sta storia che il 4 Marzo ci sarà un Governo di Scopo per un’ altra nuova ancora (!!!) Legge Elettorale, e poi … “palla al centro” che si rivota ?!

    … WTF ?! 😉

  14. Moi says:

    Cmq, a Macerata, particolarmente sotto i riflettori perché _ come se non bastasse_ è per giunta città natale della Boldrini …il Questore è stato rimosso !

    • Z. says:

      Moi, capisco la tua ossessione ormai conclamata per la compagna Laura, ma questo link nemmeno menziona il suo nome!

      Secondo me dovresti scriverle. Le legge, le lettere.

      Non sono sicuro che ricambierà la tua passione, anzi francamente mi sembra piuttosto improbabile. Ma credo che saprà ascoltarti, e chissà, magari ti risponderà pure.

  15. Moi says:

    Boldrini che striglia il PD :

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/boldrini-domenica-live-pd-doveva-sfilare-macerata-1493477.html

    “Domenica Live”: “Pd doveva sfilare a Macerata”

  16. Mauricius Tarvisii says:

    Habsburgicus,
    che ti lamenti che non ti diamo mai soddisfazione con argomenti di alto livello 😀
    Nel post su commercio e libertà ti ho fatto una domanda su una questione di storia diplomatica e per giunta dell’età barocca: insomma, quasi una domanda autobiografica per te 😀

    • Z. says:

      Ah, laggiù io sto aspettando una risposta di Miguel, per capire se mi hanno sempre preso in giro con quello stramaledetto fondo Serviano!

      Ma niente, al giorno d’oggi un articolo vecchio di pochi giorni è già obsoleto…

      🙁

      • Per Z

        “Ah, laggiù io sto aspettando una risposta di Miguel, per capire se mi hanno sempre preso in giro con quello stramaledetto fondo Serviano!”

        scusami, mi sono completamente perso, che storia è?

        • PinoMamet says:

          Quella del proprietà che sarebbe un’invenzione recente.

          Z. e Mauricius ti contestano, con esempi tratti dal diritto romano, come invece il concetto sia molto antico, e distinto da quello di possesso.

    • habsburgicus says:

      non l’ho vista, scusa !
      guardo e ti rispondo domani…magari, due parole anche subito

  17. Moi says:

    si vede che il link non l’ ha preso …

    http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/speciale-politiche-2018/laura-boldrini-a-tgcom24-sugli-omicidi-di-pamela-e-jessica-non-c-e-stata-la-stessa-reazione-_3122743-201802a.shtml

    Laura Boldrini a Tgcom24: “Sugli omicidi di Pamela e Jessica non cʼè stata la stessa reazione”

  18. Moi says:

    a Macerata arriva anche Gino Strada :

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/10/macerata-gino-strada-alla-manifestazione-antifascista-pd-assente-coerente-mi-meraviglierei-di-vederlo-in-questa-piazza/4151457/

    “Pd assente? Coerente, mi meraviglierei di vederlo in questa piazza antifascista !”

    • Z. says:

      Per il Grillo Quotidiano la notizia era questa, ieri – il fatto che il PD fosse in piazza a Bologna anziché a Macerata. Anzi, l’opinione al riguardo dell’Allegro Chirurgo.

      Anche l’ANPI era a Bologna, ma perché occuparsi di quel che pensa l’ANPI in materia di antifascismo? mica siamo sotto referendum 😀

      • Francesco says:

        >> perché occuparsi di quel che pensa l’ANPI in materia di antifascismo?

        buona domanda, hai qualche suggerimento?

        • maura says:

          La buona notizia delle elezioni è che forse ci togliamo dalle palle Boldrini. Boldrini è UNA DONNA, nelle istituzioni, ma UNA. le donne nel mondo sono circa 3/4 miliardi! Le femministe in Italia, parecchie. Quel che dice Boldrini è di Boldrini. Punto.

          • Francesco says:

            sicura? perchè Ella mi pare incarnare l’Idealtipo della Donna di Sinistra che legge Manifesto e Repubblica, mentre sorseggia un Moccaggino Biovegano da 5 euro.

            e ce ne sono tante ma tante ma tante …

          • PinoMamet says:

            Posso capire perché la Boldrini stia antipatica a molti uomini, ma alle femministe?
            Cosa gli avrà fatto, alle femministe?

            Save the Boldrini! poveretta, mi pare che si attiri un po’ troppe antipatie, solo perché dà un po’ l’impressione che dice Francesco.

            • Francesco says:

              da un pò l’impressione o è esattamente quel tipo? almeno Donna Prassitele è un personaggio di un romanzo

              😉

            • Peucezio says:

              Pino,
              “Cosa gli avrà fatto, alle femministe?”

              Baratta l’emancipazione sostanziale (se incoraggi l’immigrazione di massa e il multiculturalismo, te la giochi) con le desinenze. Ti pare poco…?

              • PinoMamet says:

                Eh non sono la stessa cosa?

                Dico davvero.

                In Italia, se sei donna, quale carriera ti è attualmente preclusa?
                A me pare nessuna.
                Ripensandoci, nessuna.

                E quindi, cosa c’è da emancipare?
                Ci sono, è vero, molti uomini violenti, e molte donne che si mettono con uomini violenti: non mi pare che la Boldrini sia mai stata in silenzio o poco impegnata su questo fronte.

                E per il resto, cosa rimane?
                Le desinenze, direi.

              • Z. says:

                Secondo Travaglio, gli immigrati vengono in Italia perché glielo dice Berlusconi. E già sembra bizzarra, come tesi. Ma chissà, qualcuno di loro forse conosce Berlusconi. Forse.

                Ma Peucezio va oltre: secondo lui gli immigrati vengono in Italia perché glielo dice la Boldrini. Figura che immagino notissima, tra le masse di migranti, da cui la si immagina venerata a guisa di Giovanna d’Arco.

                Beh, poco cambia: né l’uno né l’altra devono riscuotere gran successo presso le masse migratorie, visto che l’Italia non è esattamente tra le mete più ambite…

              • Peucezio says:

                Non c’è bisogno di essere fra le mete più ambite.
                Gli scarti di esodi epocali da intere parti del globo sono comunque tante persone.
                Un decimo degli abitanti dell’Italia sono stranieri, come cittadinanza; ciò significa che non sono compresi quelli con passaporto italiano, che sono comunque un prodotto dell’immigrazione e hanno comunque un influsso culturale e sociale,

              • PinoMamet says:

                Mmm credo invece che un po’ meno del 10% sia la percentuale di popolazione immigrata totale, compresi quelli diventati italiani.

                Fossero anche tutti arabi e africani di salda fede maschilista, resta che non li ha chiamati la Boldrini e che “la Boldrini non difende le donne se sono colpite dagli immigrati” è, prima che un falso argomento, proprio una palla bella e buona.

              • Peucezio says:

                Pino,
                è ovvio, mica lo fa in modo esplicito.
                Ma è chiarissimo che per la cultura femminista-progressista di oggi il multiculturalismo è anteposto alle ragioni del femminismo in sé.
                Il che infatti ha generato un femminismo di destra, molto esagitato, dalla Fallaci alla Magli fino a personaggi come la Santanchè o la Bergonzoni, presso le quali si capisce che la difesa dei diritti delle donne non è un pretesto per fare del razzismo, ma viceversa: sentono davvero una minaccia incombente sul loro ruolo femminile, così come è concepito in Occidente da qualche decennio.

              • Peucezio says:

                Poi è chiaro che non è che la Boldrini ha un disegno lucido in testa e machiavellicamente cercadi farsi credere femminista, mentre vuole affossare i diritti delle donne.
                Lei femminista pensa di esserlo davvero.
                Ma lei semplicemente persegue la distruzione per la distruzione: l’immigrazione è funzionale a stravolgere la fisionomia etnica e culturale dell’Italia, il femminismo e i diritti omosessuali a rompere la concezione tradizionale della famiglia, dei ruoli, ecc., e così per tutto.
                Ma è chiaro che un sistema che stravolgesse tutti gli assetti tradizionali, anche se ciò avvenisse a discapito delle donne, le andrebbe bene, perché il fine è la distruzione, mica sono le donne.

                Non parliamo della distruzione della grammatica, che è uno dei delitti peggiori…

              • Per Peucezio

                “Boldrini”

                Non essendo teledipendente, probabilmente mi sfuggono molte cose.

                A me la Boldrini sembra una persona insignificante, intanto: chiosando la famosa domanda di Stalin, quante banche controlla? Quante partecipate pubbliche sono sotto sua egida?

                Da quel poco che ne so, credo che sia una persona colta, intelligente ma banale, con le idee più banali che ci siano in circolazione: tutti gli individui sono uguali, tutti hanno diritti uguali, il burocrate è pagato dai contribuenti per restituire servizi ai contribuenti stessi.

                A quel punto, le relazioni reali che sono alla base della vita reale perdono di qualunque significato, e per questo può sembrare distruttiva.

                Ma certamente non trama contro la razza bianca o cose simili.

              • Francesco says:

                tra”è chiaro” e “certamente” vi faccio i complimenti per le vostre certezze!

              • PinoMamet says:

                Peucezio,
                (e vale come risposta a Blondet 😉 perché in fondo quella che riporti è la sua tesi fondamentale):

                non è mica detto che chi la pensa diversamente da te voglia o persegua o finirà col causare la distruzione;

                magari la pensa semplicemente diversa 😉

                Ora mi dirai che la mia è una risposta semplificatoria, ma che dire?
                a volte la realtà è proprio semplice.

                Alla Boldrini piacciono i diritti delle donne e dei gay;
                alla Boldrini piacciono i diritti degli immigrati;
                non sta scritto da nessuna parte che il matrimonio gay o lo ius soli faranno finire la società occidentale.

                Il punto è proprio questo: tu dai per scontato che il tuo punto di vista
                (“i diritti dei gay e lo ius soli distruggeranno l’Italia”, scusa se banalizzo) sia automaticamente vero;
                e fin qui lo fanno- sbagliando- tutti;

                ma vai oltre!
                Pensi che in fondo in fondo lo pensi anche la Boldrini…

              • Per PinoMamet

                “Alla Boldrini piacciono i diritti delle donne e dei gay;”

                Ma forse nemmeno. Il pensiero della Boldrini non lo conosco; ma potrei per analogia pensare a una vasta categoria di persone che hanno una precisa visione del mondo, anche se non espressa esattamente in questi termini.

                Provo a spiegarla, vediamo se ci azzecco almeno in parte.

                Ogni singolo essere umano è una tabula rasa, blank slate.

                In quanto tale, è perfettamente identico ed equivalente a ogni altro essere umano sull’intero pianeta.

                Gli esseri umani, che siano animali, monti, fiumi o altro, semplicemente non esistono.

                Questa tabula rasa funziona secondo i dati che vi vengono inseriti “dalla società”: in questo concetto bisogna guardare soprattutto i rapporti di forza, quindi si tende a pensare sempre a Vittime e Carnefici. Ma per il resto, meno si pensa a ci che ci differenzia davvero, gli uni dagli altri, meglio è.

                L’ideale sarebbe che ciascuna di queste tabulaerasae venisse rifornita della massima quantità possibile di felicità: cioè possibilità di godere di beni di consumo, di disporre della propria vita senza costrizioni da parte di altre tabulae, di avere accesso a tutte le informazioni possibili.

                La Tabularasa non deve essere razionale (perché questo comportorebbe molte possibili stranezze), ma deve comportarsi sempre in un modo ragionevole: benissimo che si innamori, ma non provi mai passione; che si sdegni ma non provi mai odio: insomma, è una creatura raffinata attraverso anni e decenni di scolarizzazione forzata.

                Per raffinare la Tabularasa, alla “società” si sostituisce lo Stato, la polizia, i magistrati e un’infinita serie di istituzioni impersonali, che sono le uniche autorizzate a governare le persone.

                In questo, non vedo nessuna passione distruttiva; casomai una passione civilizzatrice.

                Ripeto, me la immagino così la Boldrini, poi poveretta magari non c’entra niente.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “A me la Boldrini sembra una persona insignificante, intanto: chiosando la famosa domanda di Stalin, quante banche controlla? Quante partecipate pubbliche sono sotto sua egida?

                Da quel poco che ne so, credo che sia una persona colta, intelligente ma banale, con le idee più banali che ci siano in circolazione: tutti gli individui sono uguali, tutti hanno diritti uguali, il burocrate è pagato dai contribuenti per restituire servizi ai contribuenti stessi.”

                Sono completamente d’accordo.
                La Boldrini è una persona puramente conformista, con quella forma di conformismo tipica di chi ha fatto studi superiori, ha una laurea, ma è sostanzialmente incapace di pensiero originale.
                Ma infatti di persone che pensano quello che pensa lei ce ne sono centinaia di migliaia: sono i soldati (insonsapevoli) della guerra di dissoluzione.
                Lei, essendo arrivata a un alto ruoo istituzionale, assurge a simbolo di quel conformismo progressista estremamente ortodosso, il che le attira il risentimento di chi è su posizioni opposte (compreso il mio).
                Ma è chiaro che la sua influenza reale è relativamente marginale.
                Ma si sa che in politica i simboli contano.

                Mi ricorda un professore universitario che conobbi, senz’altro competente e tra l’altro molto disponibile verso gli studenti: una brava persona insomma (mentre la Boldrini sul piano privato non me la immagino simpaticissima: sarà una rompipalle di medio livello, come tante).
                Ma ricordo che incarnava al 100% il conformismo ideologico contemporaneo, in modo totalmente acritico e pedissequo.

                Ovviamente la media è per definizione un’astrazione, ma ci sono personaggi che la incarnano molto bene, come quello che è alto esattamente l’altezza media della popolazione di cui fa parte.
                Esiste quindi, in un certo senso, l'”Uomo medio”, cioè dei tipi che lo incarnano perfettamente.

              • Peucezio says:

                Pino,
                “non sta scritto da nessuna parte che il matrimonio gay o lo ius soli faranno finire la società occidentale.”

                Bisognerebbe intendesi sui termini come “distruzione”, “dissoluzione”, “sovversione”.
                Sia chiaro che io non penso a una distruzione fisica della società, cioè non penso che grazie ai matrimoni omosessuali non funzionerà più niente e alla fine moriremo di fame (e nemmeno che moriremo tutti suicidi per quanto saremo destabilizzati psicologicamente, anche se, quanto a destabilizzazione psicologica, un certo incremento lo contemplo come altamente probabile).
                Penso alla decadenza spirituale, morale.
                E in una certa misura (ma non troppo) mi sorprende che tu, da credente, non mi segua su questo terreno. In fondo non è che la religione ebraica contempli l’istituzionalizzazione della coppia omosessuale come normale o accettabile. E così un po’ per tutto.
                UN po’ diversa è la questione dell’immigrazione: gli ebrei sono riusciti a mantenere la loro identità in mezzo ai popoli più disparati, capisco bene che non potranno mai temere l’immigrazione (anzi, io credo che la incoraggino, ma non in virtù della loro religione; ma qui sarei il solito complottista, quindi non insisto, tanto conosci le mie posizioni).

              • PinoMamet says:

                Peucè, ti stupirà sapere che moltissimi ebrei la pensano esattamente come te, sull’immigrazione.
                Molti altri invece no, ma direi che la maggioranza degli ebrei italiani è abbastanza anti-immigrazionista e non la incoraggia per niente.

              • Francesco says:

                >>> Pensi che in fondo in fondo lo pensi anche la Boldrini…

                complimenti a Pino per aver colto una fallacia, direi fondamentale, del Blondet pensiero.

                io temo che la Boldrini (come ideal-tipo, non solo lei come persona) creda veramente di MIGLIORARE la società promuovendo il femminismo radicale e stupido o l’omologazione delle coppie omosessuali con quelle naturali o sognandosi che l’immigrazione sai tutta rose e fiori.

                è per questo che da un lato è molto più pericolosa, dall’altro tocca conviverci mentre si cerca di fare entrare un pò di sale in zucche durissime e strapiene

                ciao

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Peucè, ti stupirà sapere che moltissimi ebrei la pensano esattamente come te, sull’immigrazione.
                Molti altri invece no, ma direi che la maggioranza degli ebrei italiani è abbastanza anti-immigrazionista e non la incoraggia per niente.”

                Mi stupisce relativamente. L’ebreo medio probabilmente non è poi così diverso da me e te e dall’italiano medio che incontriamo in giro. Gli ebrei cosmopoliti e dissolutori sono probabilmente una minoranza, anche se cospicua.

                Francesco,
                anche Pol Pot era convinto di volere il bene della Cambogia e dei cambogiani (almeno di quelli che non trucidava). Ma in realtà stava solo assecondando il suo istinto sadico.
                Comunque lo rispetto molto di più della Boldrini, perché c’è della grandezza in carnefici disumani del genere e comunque la distruzione fisica è tremenda ma è un male visibile, diretto, puoi rispondere con le armi, ma la distruzione spirituale è molto più insidiosa, perché appunto di mostra sotto fattezze rispettabili, anzi, umanitariste.

              • Francesco says:

                Peucezio

                però devi deciderti: la Boldrini segue una fine e sotterranea strategia politica o è una sadica?

                non sono due cose conciliabili, la prima ha delle esigenze incompatibili con le pulsioni crudeli del sadico, pure Leopoldo del Belgio per seguire le seconde rovinò la colonia e la fama del suo paese

  19. Moi says:

    Altro fronte: il Museo Egizio di Torino Giorgia Meloni VS Christian Greco …

    Round 1

    http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2018/02/09/egizio-botta-e-risposta-meloni-greco_9664d797-f9b3-451c-9e6a-7b9b994d5861.html

    https://www.youtube.com/watch?v=8o5cvrchPvo

    Round 2

    La reazione dei torinesi al Museo Egizio scontato solo per gli arabi

    https://www.youtube.com/watch?v=IwuPeKmxBxU

    Round 3

    Torino, la minaccia di Fdi: “Quando saremo al governo cacceremo il direttore dell’Egizio”

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/02/11/news/torino_la_minaccia_di_fd_i_qundo_saremo_la_governo_cacceremo_il_direttore_dell_egizio_-188627758/

  20. Moi says:

    Antefatto Pre-Match 😉 :

    http://www.lastampa.it/2016/12/18/cultura/torino-al-museo-egizio-fortunato-chi-parla-arabo-EgMfTW59RA6sNr6jQCjGOJ/pagina.html

    Torino, al Museo Egizio fortunato chi parla arabo
    Una campagna rivolta agli immigrati dal Medio Oriente. Il direttore Greco: occasione di dialogo nella loro lingua

    • PinoMamet says:

      Dunque, se il Museo dell’arte cinese di Roncocampocanneto fa una promozione rivolta ai cinesi
      (“Venite a riscoprire la vostra cultura! sconto per tutti quelli che parlano cinese fino a fine settimana!”)
      deve scoppiare uno scandalo?

      No, chiedo.

    • Per Moi

      “Torino, al Museo Egizio fortunato chi parla arabo”

      Capirei se fosse riservato a cittadini egiziani: “una parte importante del patrimonio del tuo paese è stato portato all’estero, almeno ti facciamo lo sconto se lo vieni a vedere”.

      Non capisco cosa c’entri il mauritano o l’iracheno.

      • Francesco says:

        si tratta di attrarre al Museo dei turisti che di solito non ci vengono

        avranno visto che il turista arabofono medio è pieno di soldi e hanno agito di conseguenza

      • Peucezio says:

        Ma io non ho capito: fanno un velocissimo test di lingua araba (o dialetto) sul momento o gli basta un documento che certifichi la cittadinanza di un paese a maggioranza arabofona? Nel secondo caso quindi entra gratis un berbero algerino ma un egiziano con la cittadinanza italiana paga?

        • Francesco says:

          Peucezio

          direi che si chiama “marketing” e che non si pone certi sottili problemi

          🙂

        • PinoMamet says:

          Peucè, mettiti nei panni del bigliettaio del Museo Egizio.

          “Ho visto che c’è la promozione per chi parla arabo, io sono tunisino, posso far entrare la mia ragazza gratis?”
          “Lei è araba?”
          “No beh lei è italiana… però dice che se parli arabo entri con una persona gratis, io sono arabo…”
          “Vabbè, dai, c’è gente in fila, ecco i biglietti”

  21. Moi says:

    … Quanto è verosimile pensare che l’ Arabislamico 😉 Medio prenda questa iniziativa di Torino come AutoCertificazione di Dhimmitudine ?

    • PinoMamet says:

      Quanto è verosimile che l’arabo (araboislamico non esiste) medio di Torino non avrebbe saputo nulla di questa iniziativa senza la Meloni?

      Diciamo tutti grazie alla Meloni se qualche arabo ha approfittato per andare a farsi una cultura sui faraoni e le mummie.

      • Per PinoMamet

        “Diciamo tutti grazie alla Meloni se qualche arabo ha approfittato per andare a farsi una cultura sui faraoni e le mummie.”

        Hai colto perfettamente il meccanismo: infatti, alla Meloni non importa sicuramente che degli arabi abbiano uno sconto, interessa acchiappare al volo un Punto Vittima (“poveri italiani, niente sconti per noi!”) da un altro italiano, in questo caso il direttore del Museo Egizio.

    • Francesco says:

      secondo me la prende come uno sconto

      😀

  22. Moi says:

    Italiani gratis al Louvre … Gioconda !

    Greci gratis al British Museum … Fregi del Partenone !

    • PinoMamet says:

      Prima di tutto la camapagna promozionale era: entri in due con un solo biglietto.

      Poi, ti informo che io ho girato i principali musei di Parigi senza biglietto.
      C’è chi può 😀

      Infine, ti informo che le campagne promozionali dei musei sono la cosa più comune del mondo, li fanno tutti.

    • maura says:

      La Gioconda non centra una mina. Gliel’ha regalata Leonardo. QUi a Venezia poi, è tutto rubato

  23. Moi says:

    Cmq … per un Musulmano Pedissequo, non è “Haram” andare a vedere dei “Neteru” Pagani ?!

    D’altronde l’ ISIS da quelle parti fra Nilo ed Eufrate sta distruggendo tutto quel che riesce …

    • PinoMamet says:

      L’Isis esiste da quanto, dieci anni?

      I musulmani pedissequi da milletrecento e rotti. E di solito hanno scavato, lavato, catalogato, nel caso venduto, sempre convissuto senza troppi problemi, con i tuoi “Neteru”.

  24. Mario says:

    La realtà è che l’uomo bianco ha perduto il provvidenziale agone del dominio cui fu destinato dal Fato con decreto inappellabile, ed intende trasmutare questa sua sconfitta epocale in un autoattestato di multiculturalismo arcobalenico: di cui l’immigrazionismo a casa degli altri è la manifestazione più platealmente mefistofelica. All’uomo negro, che scruta torvo l’europeo, e ne concupisce senza freni le donne, non interessano questi sofismi, di cui pure profitta con l’arroganza propria del pezzente senza storia: del tutto alieno da ogni filosofema, protetto dalla sua bolla di inerzia tellurica fabbricata ad arte, si fa beffe delle vesti lacerate del risveglio del bianco; immalinconito, quest’ultimo, da un doppio fardello: l’uno, la sua storia grandiosa, di cui oggi si leggono ipercriticamente, decontestualizzati, i preziosi frammenti; l’altro, l’uomo negro medesimo, che preme dal continente del Caos eretto a sistema, la grande, meravigliosa, mefitica Africa, con insolenza belluina, immemore di tutto il bene ricevuto.

    • Z. says:

      Mario,

      — La realtà è che l’uomo bianco ha perduto il provvidenziale agone del dominio cui fu destinato dal Fato con decreto inappellabile —

      Forse il decreto era appellabile, e l’uomo nero ha pure vinto l’appello 😀

      • Francesco says:

        in effetti pare esserci una leggera contraddizione tra il decreto del Fato e il procedere della Storia

        caro Mario, che tocchi anche a lei rifugiarsi nei Playmobil? garantisco che ivi i decreti del Fato sul dominio dei bianchi rimangono inappellabili a suo piacimento (a casa mia l’Impero Romano vive, anzi è divenuto triplice, Roma Costantinopoli e Kiev)

  25. Peucezio says:

    Moi,
    ti eri accorto di questo?
    https://www.quotidiano.net/politica/berlusconi-unioni-civili-1.3721646

    Bellissimo questo passaggio:
    “Anche la dem Monica Cirinnà, che della legge si sente un po’ mamma, va all’attacco: “Ormai è chiaro che il centrodestra vuole far fare un salto nel passato all’Italia. Anche Silvio Berlusconi, accodandosi alle posizioni medievali di Meloni, Roccella &C. dice di voler cancellare la legge sulle unioni civili”. E a parte che “sarebbe incostituzionale e andrebbe contro i richiami della Corte di Strasburgo, sancirebbe anche una pericolosa regressione culturale”. Quindi Cirinnà spera “che le anime migliori e libere del centrodestra, che pure votarono una legge giusta che ha portato uguaglianza e dignità, facciano sentire la propria voce”.

    Cioè l’Italia dal ’47 fino al 2016 sarebbe stata fuori dalla costituzione.

    • Z. says:

      Peucè, neppure io mi sono entusiasmato a dare costituzionale. Però a te doveva fare proprio schifo…

      Non li capirò mai, i babbani 😉

      • Peucezio says:

        Io seguii solo qualche lezione, ma era uno dei docenti più simpatici 😛

      • Francesco says:

        Z

        vediamo se ho capito: la Costituzione è viva e si evolve con la società, per cui quello che è costituzionale oggi ieri non lo era e viceversa?

        dopo tutto mica è stata inventata per dare stabilità e certezze, no?

        puttanate come le Unioni Civili o l’Obiezione di Coscienza al servizio militare, palesemente incostituzionali, lo diventano per il “mutato sentire” della società, giusto?

        e non saremo così faciloni da modificare la Costituzione solo per questo, basta affidarsi ai suoi interpreti?

        • Z. says:

          Francesco,

          — vediamo se ho capito: la Costituzione è viva e si evolve con la società, per cui quello che è costituzionale oggi ieri non lo era e viceversa? —

          Già, e non mi risulta che in Italia nessun costituzionalista lo metta in dubbio (e men che meno la scuola di destra che mi ha formato a suo tempo).

          Chessò… hai presente il principio per cui il marito era il capo della famiglia? Ecco.

          Detto questo, perché le unioni civili o l’obiezione di coscienza al servizio militare (o alla pratica dell’IVG) sarebbero “palesemente incostituzionali”?

          • Peucezio says:

            Quindi, se domani la mentalità corrente stabilisce che i negri non sono uomini, posso schiavizzarli senza violare il principio di uguaglianza.
            (D’altronde è lo stesso principio che legittima l’aborto: la costituzione tutela tutti gli esseri umani? Mica c’è bisogno di cambiarla, basta stabilire che alcuni non lo sono ed è fatta!)

            E io sono quello del diritto sostanziale, che non capisce che non esiste il formalismo giuridico ma solo le leggi positive così come sono 😀

            • Z. says:

              Peucezio,

              — Quindi, se domani la mentalità corrente stabilisce che i negri non sono uomini, posso schiavizzarli senza violare il principio di uguaglianza. —

              Beh, mi sembra ovvio. L’art. 575 c.p.c. punisce chi cagiona la morte di un uomo, e non solo “uomo” ma anche “morte” va interpretato (se ti ricordi ne abbiamo parlato: se non hai né polso né battito sei vivo o morto?).

              — (D’altronde è lo stesso principio che legittima l’aborto: la costituzione tutela tutti gli esseri umani? Mica c’è bisogno di cambiarla, basta stabilire che alcuni non lo sono ed è fatta!) —

              Eh? ma davvero pensi che nel 1956 uno zigote avesse gli stessi diritti di un essere umano? Brilliant!

              Anzi, pensa che solo grazie ad una sentenza relativamente recente si è affermata nell’ordinamento italiano la tutela dei diritti del nascituro…

              — E io sono quello del diritto sostanziale —

              No, tu sei quello che ha abbandonato gli studi di legge, e credimi, hai fatto benissimo. Hai studiato quello che davvero ti interessava, nella misura in cui ti interessava, e la cosa non ti ha impedito di avere un lavoro ben retribuito. Sicché oltre ad ammirarti ti invidio 🙂

              • Per Z

                “Eh? ma davvero pensi che nel 1956 uno zigote avesse gli stessi diritti di un essere umano?”

                Non ne so niente, mi speghi cosa diceva la legge allora?

              • Z. says:

                La capacità giuridica si acquisiva alla nascita oggi come allora, sicché uno zigote non poteva essere titolare di diritti e doveri.

                L’aborto era compreso tra i delitti “contro l’integrità e la sanità della stirpe”.

                http://www.altalex.com/documents/news/2013/07/16/dei-delitti-contro-la-integrita-e-la-sanita-della-stirpe

              • Peucezio says:

                Il mio lavoro ben retribuito esiste nella tua fantasia, anzi: se mi passi un tot al mese per pura liberalità, mi fai un grosso favore! 🙂

                Va da sé comunque che se Berlusconi abolisce la Cirinnà, lo fa interpretando la temperie ideologica del momento (la sua eventuale vittoria elettorale ne sarebbe un sintomo), quindi va tutto bene.

                Ma, mi obietterai, sono i giudici costituzionali a decidere. A parte che avrò pure fatto un solo anno di giurisprudenza senza dare mezzo esame ma, a naso, ammenoché non assumono te come consulente, non credo che avranno la faccia tosta di dichiarare incostituzionale l’aborgazione di una legge che esiste da due anni, circa settant’anni dopo la costituzione stessa (lo spirito del tempo così diventa caricatura).
                Ma, a parte questo, ciò significherebbe che lo spirito del tempo si stabilisce a totale arbitrio dei giudici della Consulta (che, da giuristi, si ergono ad antropologi, sociologi, filosofi, ecc., ecc.).

                In teoria forse è ineccepibile: ogni giudice ha una sorta di monopolio dell’interpretrazione.
                In sostanza significa che le costituzioni vanno bene solo per pulircisi il culo, perché possono disciplinare gli aspetti tecnici del funzionamento delle istituzioni, Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica, ma poi, per il resto, sono compatibili con l’antropofagia e i sacrifici umani come con la tutela della vita delle pulci e dei pidocchi.
                Quindi non mi si parli di valori: la Costituzione esprime gli stessi valori di un regolamento di condominio.
                Mentre custodi dei “valori” sono giudici espressi dalla sovranità popolare in modo molto molto indiretto, che decidono a loro totale arbitrio.
                Che meraviglia il mondo che piace a Z. 🙂

              • Z. says:

                Peucè,

                partiamo dal principio: altroché il mondo che piace a me.

                Per tacer d’altro, se vivessimo nel mondo che piace a me io non lavorerei. Avrei una cospicua rendita mensile, avrei tempo di farmi una cultura linguistica e ti pagherei per darmi lezioni in materia. Vitto e alloggio inclusi, eh, ché mica avrei voglia di fare delle vasche fino a Milano!

                Questo non vorrei doverlo ripetere, né a te né ad altri. Quindi tenetevelo per detto. Avete sentito tutti? tutti quanti? ecco, bene 😀

                Sui rapporti tra Cirinnà e costituzione non entro nel merito. Si tratta di questioni tecniche che esulano dalle mie sin troppo modeste competenze leguleiesche, che diventano vieppiù evanescenti in ambito di matrimonio e affini.

                In generale, però, tieni presente che la giurisprudenza ci va sempre coi piedi di piombo su certi temi.

                Si parlava, ad es., dei diritti del nascituro.

                Ora, che debbano essere riconosciuti diritti al nascituro è in qualche modo incontroverso da sempre. Ma la sua tutela comincia ad affermarsi in modo chiaro solo di recente, grazie ad una decisione che cita a piene mani giurisprudenza da mezzo mondo al fine di dimostrare che negare diritti a un cittadino solo perché in un dato momento non era ancora nato non è una soluzione accettabile.

                Del resto, non è che si può sostenere che il marito ha diritto a correggere la moglie visto che così era negli anni Quaranta. A degghia bèn? 😉

              • Peucezio says:

                Sì, d’accordo, dici cose molto sensate…
                Non vedo la contraddizione con quello che ho detto io.

              • Francesco says:

                >> lo spirito del tempo si stabilisce a totale arbitrio dei giudici della Consulta

                ma no? che sorpresa caro Peucezio

                del resto, se il Sacro Dovere di difendere la Patria lo posso compiere senza fare il soldato, what’s impossible?

                io chiedo solo che la Costituzione venga cambiata esplicitamente, onestamente, palesemente, quando i valori della società sono cambiati.

                mi disturba il combinato disposto di ipocrisia, contraddizione e abuso sistematico

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Sì, d’accordo, dici cose molto sensate… —

                Sì, ma sei di parte. Ho detto che se fossi ricco ti manterrei come precettore personale!

                — Non vedo la contraddizione con quello che ho detto io. —

                Non so se ci sia contraddizione con quel che dici tu, però provo a spiegarmi.

                La costituzione dice che tutti siamo uguali di fronte alla legge. Ma ben pochi l’avrebbero interpretato nel senso che marito e moglie avevano gli stessi diritti e doveri: cosa su cui, oggi, non discute nessuno.

                La costituzione dice: “l’imputato non è considerato colpevole sino
                alla condanna definitiva”. Ora neppure Davigo si fermerebbe al testo letterale: tutti conveniamo che si tratta di una vera e propria presunzione di non colpevolezza.

                Art. 11: quali sono le limitazioni di sovranità che l’ordinamento può accettare?

              • paniscus says:

                Sulla questione dei “diritti del nascituro”: ma non dovrebbe essere abbastanza normale e intutivo stabilire un criterio diverso a seconda dell’età gestazionale e del diverso livello di sviluppo dell’embrione?

                Voglio dire, scusate se sono rozza e poco formale…

                …ma a me pare evidente che un feto di sette o otto mesi sia una persona a tutti gli effetti, capace di percezioni sensoriali autonome e di una forma basilare di autocoscienza, di memoria e di apprendimento, equivalente a un neonato che è già uscito dal grembo materno (tanto è vero che, anche se nasce prematuro, può sopravvivere)…

                …mentre che un embrione di poche settimane non lo è, perché non ha ancora sviluppato un sistema nervoso tale da garantirgli una coscienza, un’individualità e una percezione autonoma delle proprie possibilità di movimento e di rapporto con l’ambiente che lo circonda (e infatti potrebbe andare incontro a un aborto spontaneo precoce senza che la madre si sia nemmeno resa conto di essere mai stata incinta, e non potrebbe mai sopravvivere fuori dal corpo della madre).

                Certo che esisterebbe comunque un’ampia zona grigia in cui le definizioni non sono certe …e quindi, in quei casi, mi va benissimo che si adotti un “principio di precauzione” e che si fissi un limite di cautela abbastanza indietro.

                Cioè, per fare un esempio MOLTO grossolano, e non necessariamente portato come modello: diciamo che fino al tezo mese di gravidanza ci sono evidenze ragionevoli che l’embrione NON sia ancora una persona, che dopo i sei mesi ci siano evidenze ragionevoli che sia già una persona, e che siccome dai tre ai sei mesi non ci sono criteri assoluti per suddividere le due definizioni, allora per non rischiare di fare danni gravi e dolorosi, stabiliamo un limite precauzionale più vicino possibile ai tre mesi piuttosto che ai sei.

                Ma non vedo perché l’alternativa debba essere quella di scegliere categoricamente tra due opzioni estreme, ossia tra la teoria che “l’embrione sia del tutto identico a un essere umano compiuto, fin dal primo istante del concepimento” (quando ancora potrebbe sudddvidersi in due gemelli identici o trasformarsi in una mola tumorale), e quella secondo cui “diventa una persona solo dopo la nascita, e fino all’istante prima del parto non esiste” (quando invece è in grado da mesi di comandare i movimenti delle proprie parti del corpo, di addormentarsi e svegliarsi, e di percepire stimoli esterni).

                Chi sostiene queste tesi categoriche (o tutto o niente) non ha la più pallida idea di come funzioni la biologia dei mammiferi, oltre all’esperienza concreta della maternità.

              • Z. says:

                Lisa,

                per diritti del nascituro, in realtà, intenDONsi i diritti che avrà un giorno il nascituro se e quando deciderà di nascere 🙂

                Finché non nasce, che io sappia, non ha diritto VERUNO.

              • Z. says:

                Tipo: se il bambino nasce già orfano di padre perché questi è stato ucciso mentre quegli era ancora al quarto mese? quid JURIS?

                E cose così.

              • Peucezio says:

                Lisa,
                mi rendo conto che se apriamo la questione aborto non la finiamo più…
                Comunque do qualche spunto.
                Il discorso che fai è molto di buon senso.
                La mia unica obiezione è questa: se la capacità percettiva fosse precondizione per essere definiti uomini e avere una titolarità di diritti, una persona in coma irreversibile non avrebbe diritti e potrebbe essere soppressa contro la sua volontà.
                Per questo preferisco una chiara, semplice e lineare definizione biologica: appartieni alla specie homo sapiens? Hai un corredo genetico completo, suscettibile di sviluppare un individuo? Sei un essere umano.
                Ogni altra classificazione rischia di basarsi su elementi arbitrari (sviluppo biologico, capacità di sentire, autoconsapevolezza, ecc. ecc.).

              • Z. says:

                Peucezio,

                dopo la cessazione irreversibile delle funzioni del tuo encefalo, in effetti, ti sopprimono.

                Non so se si possa dire “contro la tua volontà”, non potendo parlarsi di volontà.

                Però per sopprimerti ti sopprimono.

                Z.

                PS: ah, tu assomigli al Presidente della Repubblica molto più di quanto uno zigote assomigli a te. Non di meno, per qualche bizzarro cavillo da avvocati, non hai né la dotazione del Presidente della Repubblica né la possibilità di fare discorsi a reti unificate a Capodanno 😀

              • Peucezio says:

                Beh, la Englaro si sapeva che non sentiva nulla e che non avrebbe mai sentito nulla per tutta la vita, eppure è stato tutt’altro che pacifico e semplice toglierle la vita.
                Non sto parlando di morte cerebrale, ma di incapacità di sentire e avere coscienza.

    • Francesco says:

      Grande Silvio! è riuscito ad arruolare la Cirinnà perchè gli faccia campagna elettorale a favore?

      Peccato che alle promesse di Silvio ormai non ci credo più. Questa sarebbe sufficiente a farmi votare per lui, per l’altissimo valore civile e culturale, ma sono certo che se ne è già dimenticato.

      Certo che una promessa di “pericolosa regressione culturale” è qualcosa che mi tenta smodatamente

      • Peucezio says:

        Francesco,
        “Certo che una promessa di “pericolosa regressione culturale” è qualcosa che mi tenta smodatamente”

        Non dirlo a me 🙂
        Però tieni conto che la Meloni e Salvini non vedrebbero di cattivo occhio la cosa.
        Che poi sarebbe fattibilissima senza danneggiare le ragioni pratiche di nessuno, basta istituire, come ho detto tante volte (e dicono tante persone di buon senso) la possibilità di fare liberamente contratti sugli aspetti singoli che ora formano il pacchetto dell’unione civile. Sarebbe semmai un vantaggio per gli interessati: è come una macchina di cui puoi scegliere gli optional, anziché doverla comprare così com’è.

        • Francesco says:

          Meloni e Salvini se ne strafottono dei Valori, sono gente di Pancia e Potere che per uno scranno si sposerebbe con un cavallo andaluso zoppo.

          Perdere un voto per fare contento qualche pirla passatista? Ma neppure per sogno. Sono al 100% dentro la modernità, peggio di Silvio, che ne è complice quasi inconsapevole. Lui voleva solo fatturare.

      • PinoMamet says:

        Voi due quando sentite parlare di regressione culturale vedete l’uno le cattedrali e i monaci (tesserati CL) che ci ricordano di arrichirci e di non fare penitenza, l’altro i castelli con i contadini che parlano pugliese stretto per il gusto di farsi registrare da lui 😉

        Mi permetto di farvi presente che la Storia non fa mai retromarcia, qualche volta invece fa lo zompo del cavallo…

        • Per PinoMamet

          “Voi due quando sentite parlare di regressione culturale vedete l’uno le cattedrali e i monaci ”

          🙂

          Esistono comunque tanti nostalgici (non Francesco, Peucezio e Habs) che sognano la regressione a un mondo in cui possano andare a scuola, magari laureandosi, trovare un lavoro che permetta di sopravvivere, farsi le vacanze d’estate in aereo e avere la pensione quando saranno vecchi.

          Ma la Storia non fa mai retromarcia…

          • Z. says:

            Io, io! Sono io quello!

            Sospetto anche un pochino gli altri tre citati, però 🙂

            • Per Z

              “Sospetto anche un pochino gli altri tre citati, però :)”

              E non solo loro!

              Ma resta il fatto che la storia non fa mai retromarcia.

            • Francesco says:

              no, affatto, quelli sono gli elettori usani di Trump che pretendono il cheap oil

              per me pretendere è già una bestemmia, figurati dei beni scarsi come la benzina

              non contatemi tra gli aspiranti nipotini della Camusso

        • Peucezio says:

          Pino,
          “Mi permetto di farvi presente che la Storia non fa mai retromarcia, qualche volta invece fa lo zompo del cavallo…”

          Non mi convince.
          Perché presuppone ci sia un vettore, cioè un avanti e un indietro.
          E l’apparenza va in questo senso, ma tieni conto che noi vediamo solo un pezzettino della storia. E’ come uno che si trova magicamente dentro un’auto che fa un viaggio tortuosissimo, muovendosi liberamente in tutte le direzioni, con ritorni, avanzamenti, fughe laterali, cambi di direzione, ecc., ma ci si trova solo per pochi secondi, mentre quell’auto percorre un isolato rettilineo.
          Ma di esempi di reversibilità della storia ce n’è un’infinità: pensa alla disarticolazione delle infrastrutture (in senso lato) del mondo romano in epoca tardoantica e altomedievale (per dire, in Italia con almeno con la guerra greco-gotica e l’invasione longobarda): si tratta di tutto un sistema organizzato e strutturato che prima non c’è, poi a un certo punto c’è e poi cessa e c’è di nuovo una certra anarchia e tendenza a riorganizzarsi dal basso, senza strutture centralizzate che abbiano qualche peso.

          • Per Peucezio

            “Non mi convince.
            Perché presuppone ci sia un vettore, cioè un avanti e un indietro.”

            Probabilmente c’è una differente visione di “retromarcia”.

            Che la storia sia ciclica, è un’ovvietà.

            Tainter, ad esempio, ha studiato un gran numero di civiltà che crescono e poi collassano.

            E le “civiltà” hanno elementi comuni tra di loro (il più ovvio, alto livello di organizzazione e di consumo energetico), come ce l’hanno i periodo diciamo di semplificazione.

            Trovo molte analogie tra l’impero romano e il sistema attuale; e presumo che ci fossero molte analogie tra il villaggio di Asterix 🙂 e il villaggio bretone dell’anno Mille.

            Però nel villaggio bretone, non c’erano Druidi, e presumo che nel villaggio pugliese del 2300, ci saranno ben pochi cristiani 🙂

            E se oggi abbiamo una serie di lussi (tipo scuola, sanità, lavoro, ecc.), toccherà aspettare cinque secoli almeno perché ci siano di nuovo.

            Poi nessuno di noi è profeta, ci mancherebbe.

            • Peucezio says:

              Sì, beh, niente torna in modo esattamente uguale, è vero.

              Mi viene in mente però un’altra riflessione per Pino, a margine.

              Pino,
              tu dicevi che noi viviamo solo il presente e lamentavi che in Italia si vive nel passato (un po’ contraddicendoti, ma ho capito cosa intendevi dire).
              Ma io direi invece che, proprio perché noi viviamo sempre nel presente, ma d’altra parte tutti, per senso comune, sappiamo benissimo cos’è il passato, da quello che abbiamo fatto cinque minuti fa fino al Big Bang (per gli scenziati che l’hanno elaborato). Quindi il passato ci è compresente.
              Quindi in fondo tutte le epoche sono simultanee e il tempo è una comoda coordinata pratica, ma in sé non esiste, cioè noi siamo contemporaneamente romani antichi, neolitici, democristiani…

            • PinoMamet says:

              “un po’ contraddicendoti”

              Ma neanche per idea: noi viviamo nel presente, ma gli italiani credono di vivere nel passato.

              “Quindi in fondo tutte le epoche sono simultanee ”

              Nessuno di noi sa “per senso comune” cosa è il passato come lo intendi tu .

              So che il tempo passa, questo sì.
              So anche che è esistito mio nonno, e di lui so le cose che mi hanno detto, quelle che mi ricordo, ed altre che penso io magari senza fondamento, e questa possiamo chiamarla esperienza diretta.

              Di Carlo Magno, i druidi, Giulio Cesare, l’apostolo Paolo, la Guerra dei Cent’anni, la Rivoluzione industriale, so quello che mi è stato insegnato , a scuola o altrimenti.

              Non è mia esperienza diretta, e se invece di Carlo Magno in tutti i libri ci fosse scritto Il Grande Puffo, non cambierebbe assolutamente niente.
              A dire il vero, ci beviamo tranquillamente Pipino il Breve senza fare domande, perché sta scritto sui libri 😉

              Dirai che la Rivoluzione Industriale la conosco per esperienza diretta: ma non è vero.
              Conosco per esperienza diretta le automobili, le navi a motore e i computer, ma che siano state inventati nel tal anno lo so, di nuovo, perché sta scritto da qualche parte;

              se tutti e tutti i libri mi avessero sempre ripetuto concordermente che i computer sono stati inventati da Pico della Mirandola, nella mia vita non sarebbe cambiata una singola virgola.

              Quindi sì, noi viviamo sempre nel presente, e solo in quello, ma gli italiani amano credere di vivere in un passato immaginario, e tendono sempre a quello.

              • Peucezio says:

                Siamo sempre lì…
                La quasi totalità di quello che siamo è il sedimento e la stratificazione
                1) di cinquemila anni di civiltà e di storia che noi conosciamo piuttosto bene grazie alla scrittura,
                2) di altrettanti millenni all’incirca di civiltà su cui sappiamo molto meno, perché non si scriveva, ma che fa parte di ciò che siamo,
                3) di circa quarantamila anni di storia della nostra specie, più o meno nella sua versione attuale,
                4) di qualche milione di anni di evoluzione umana (prendo l’evoluzionismo con le molle, ma la microevoluzione mi pare plausibilissima e comunque abbiamo i fossili, quindi di qualcuno dovevano pur essere),
                5) di qualche miliardo di anni di evoluzione della vita (se è vero l’evoluzionismo,
                6) inoltre siamo fatti di una materia che esiste da prima ancora e che fa sempre parte di noi.
                A tutto questo la nostra vita biografica, cioè ciò che possiamo ricordare, ha aggiunto una parte infinitesimale. Noi cioè siamo antichissimi: lo p la materia di cui siamo fatti, lo è il nostro genoma, lo è la nostra lingua, lo è la gran parte dei nostri modelli cognitici e delle nostre categorie mentali, della nostra cultura; lo è la terra sotto i nostri piedi, lo è il paesaggio che ci circonda e in Italia poi lo è moltissima parte delle strutture e delle pietre che ci circondano.
                Poi a tutto questo si aggiunge un sottile strato di cose che esistono da quando siamo nati (o da dopo).

              • Per peucezio

                “La quasi totalità di quello che siamo è il sedimento e la stratificazione”

                Devi leggerti qualcosa di Steven Pinker!

                Tra l’altro, è un buon esempio della differenza degli schieramenti italiani e statunitensi.

                Pinker è discepolo linguistico (ma non politico) di Chomsky, e ha approfondito in modo radicale il rapporto tra linguaggio, psiche, pratica psichiatrica, eccetera. Con parecchi atteggiamenti da “scientista duro” se si vuole, tipo, “uomini e donne sono diversi? Andiamo a vedere tutti gli esperimenti che hanno fatto”.

                Nessuno come lui ha confutato in maniera credo definitiva, la filosofia del “blank slate”, la “tabula rasa”, che ispira la modernità; ma proprio per questo, lui è un esaltatore della modernità e del progresso.

                Comunque scrive molto bene, ha una cultura spaventosa ed è sempre disposto a porsi qualunque domanda scomoda (anzi, il suo ultimo libro è dedicato proprio alle domande scomode).

              • PinoMamet says:

                Che dire? Io la vedo esattamente al contrario.

                Siamo fatti di un corpo fisico, certo, e di un cervello. Ma quello che ci metti dentro…

                un tuo ipotetico gemello dato in adozione neonato a una coppia di australiani, sarebbe un australiano fatto e finito.

                Ora, tu mi dirai, “vabbè, ma io invece sono pugliese perché i miei genitori…

                e il trucco sta proprio qua: i tuoi genitori ti hanno detto determinate cose, la scuola un’altra e così via.
                Ma mica sono robe fisse, immutabili…. “vere”, nel senso latino del termine.

                Se per ipotesi prendessimo una generazione di ragazzi e gli insegnassimo che l’Inghilterra è stata fondata da John Lennon Primo nel terzo secolo avanti Cristo, che è arrivato a capo di un’orda di mongoli, lo crederebbero.

                Come noi crediamo a quello che ci raccontano (d’accordo, ci auspichiamo che sia un po’ più vero), e restiamo lo stesso fatti di un corpo, un cervello, ci innamoriamo, mangiamo, caghiamo uguale.

                L’Italia è piena di migliaia, forse milioni, di ignoranti, che ieri erano disposti a credere di discendere tutti da Giulio Cesare, oggi magari dai Celti, e beh? qual è il loro “vero” passato? Ha davvero tutta questa importanza? Se la avesse, lo saprebbero…

              • Per PinoMamet

                “un tuo ipotetico gemello dato in adozione neonato a una coppia di australiani, sarebbe un australiano fatto e finito.”

                Non so se sarebbe un “australiano”.

                Ma moltissimi studi hanno dimostrato che somiglierebbe in modo incredibile, negli interessi e nei comportamenti, a Peucezio.

                Questo è un dato di fatto assodato.

              • PinoMamet says:

                Ma appunto!

                ma anche Peucezio stesso, gemelli a parte, assomiglierebbe a sé stesso anche se fosse di un’altra lingua e cultura.

                Quello che voglio dire è che lingua e cultura
                (e ancora di più, il nostro passato ideale in cui ci rifugiamo continuamente, le cosiddette “radici”)
                sono quasi totalmente insignificanti.

                Peucezio (a partire dalla scelta del soprannome da blog) secondo me pensa di essere sé stesso per un infinità di motivi legati in qualche modo alle sue origini;

                ma, anche se non sapesse niente di queste, sarebbe sé stesso lo stesso.

              • PinoMamet says:

                Immagino che tu e Peucezio mi rinfaccereste che io creda all’uomo come tabula rasa.

                Ma io non credo all’Uomo: io credo agli uomini.

                Su di me hanno effetto tante cose, che hanno contribuito a formare il mio carattere com’è oggi
                (che è diverso da quello di ieri e forse da quello di domani):

                ma, a conti fatti, nessuna di queste è Carlo Magno o i popoli dell’Italia Pre-Romana, che restano interessanti argomenti di conversazione.

              • Peucezio says:

                Pino,
                forse non si è capito bene il senso del mio discorso.
                Quello che voglio dire è che, sia sul piano genetico che sul piano culturale, siamo una stratificazione infinita (cioè finita, ma immensa…).
                Se io fossi nato in Australia da genitori pugliesi che mi ci avessero abbandonato a pochi mesi, avrei il retaggio
                della cultura anglosassone presente in Australia, quello genetico dei miei genitori pugliesi, ecc., ecc.
                L’identità storica come la conosciamo, nel mio caso quella pugliese, è solo una parte di questa stratificazione (il mio lungo elenco lo illustrava in modo chiaro).

                La mia impressione è che tu mi attribuisca l’idea per cui c’è una pugliesità metafisica monolitica che produce in serie delle persone, piccoli pezzettini di pugliesità tutti simili fra loro, uno dei quali sarei io.
                E’ vero che credo nei Volksgeister, ma so benissimo che la realtà è enormemente complessa.
                Quello però che voglio dire è che il presente è un piccolissimo strato su tutto ciò che siamo.

              • Per Peucezio

                “Se io fossi nato in Australia da genitori pugliesi che mi ci avessero abbandonato a pochi mesi, avrei il retaggio
                della cultura anglosassone presente in Australia, quello genetico dei miei genitori pugliesi, ecc., ecc.”

                Per esperienza personale, concordo in pieno.

                Io sono:

                – qualcosa di estremamente complesso sul piano genetico, che ha un suo peso (e non c’entra niente con fantasie soggettivo ottocentesche sulla razza, ma certamente ha un peso in molti modi ancora misteriosi)

                – qualcosa di estremamente complesso sul piano delle influenze culturali ancestrali

                – qualcosa di estremamente complesso nelle mie interazioni con il mondo, sia fisiche che psicologiche che culturali.

                Tutto questo fa di me una persona assolutamente unica, come tutte le altre.

                Ma unica nel senso che i miei legami (con il passato, con la natura, con il paesaggio, con l’aria, con gli altri esseri viventi umani e non) sono unici.

              • Peucezio says:

                Tanto per chiarire meglio cosa intendo:
                non è che il retaggio di Carlo Magno pesa su di me perché io so che è esistito e quindi fa parte del mio retaggio storico erudito.
                Io però sono il risultato anche di quelle strutture economiche, sociali, culturali, etniche, ecc. che noi mettiamo sotto l’etichetta di Carlo Magno, ma che in realtà sono fatte molto di più dalla vita quotidiana di tanti uomini anonimi che dalla storia illustre, che studiamo, sappiamo e quindi trasformiamo in simboli identitari; io meno degli altri, infatti una delle cose su cui ogni tanto entriamo in attrito io e Mirkhond è che io credo che la vera storia sia quella anonima e non scritta (ma che possiamo ricostruire in parte da alcune spie), mentre lui tende un po’ ad appiattirla sui documenti, che pure sono molto utili e importanti, per carità, ma sono un po’ la punta dell’iceberg.

  26. habsburgicus says:

    @Miguel
    anche a me non piace il richiamo di CPI al fascismo movimento (1919) e a D’Annunzio ! e siamo in due 😀
    FN (oggi alla frutta) almeno si richiama agli anni del consenso, all’Impero, al clerico-fascismo e addirittura va oltre (su posizioni ultra-cattoliche e anti-risorgimentiste) ..vero che molti della base di FN sono altrettanto maneschi 😀 (e lo deploro altamente !) ma almeno in teoria FN é agli antipodi di CPI..poi, il bacino di pesca é lo stesso, e molti “coatti” (che sanno poco sulla Vandea :D) ora vanno in CPI anziché in FN, come avrebbero fatto 5 anni fa :De molti “coatti” (che sanno poco sulla Vandea :D) ora vanno in CPI anziché in

  27. Marino says:

    È davvero centrato il paragone tra il corteo antifascista e l’esorcismo, e tra il corteo fascista e la preghiera solenne. Talmente vero che d’ora in poi lo considererò così.
    Ma, allora, mi chiedo: dunque il corte serve? nel momento in cui è come una preghiera o come un esorcismo, ma sua effettiva utilità è irrilevante, l’importante è che abbia assolto al suo compito rituale e magico. Quindi serve! Questo è soprendente…

  28. In mezzo a tante chiacchiere, un’azione piccola ma significativa: se la politica la facessero su queste cose, invece che sugli sconti al museo, i rimborsi dei 5Stelle o tutto il resto della giostra:

    Buono due volte: a Dicomano la lotta allo spreco alimentare si fa al ristorante

    Nei locali che aderiranno al progetto i clienti potranno portare gli avanzi del pasto a casa
    di CRISTIANO FONTANA
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    08 febbraio 2018
    Buono due volte: a Dicomano la lotta allo spreco alimentare si fa al ristorante
    Buono due volte: al ristorante e a casa. A Dicomano, in provincia di Firenze, tra pochi giorni in alcuni ristoranti sarà possibile portare a casa gli avanzi di pranzi e cene. I clienti che lo vorranno, armati di tappi e apposite vaschette fornite dai locali che aderiranno all’iniziativa, potranno portare via gli scarti del loro pasto. Consumando cibo e vino a domicilio.

    Un progetto, quello lanciato dal Comune di Dicomano con Ambiente Energia Risorse s.p.a, per combattere gli sprechi alimentari. I ristoranti e le pizzerie eco-sostenibili che parteciperanno all’iniziativa saranno riconoscibili grazie a un adesivo sulla vetrina. La partecipazione al progetto per i negozianti è gratuita.

    Secondo le ultime stime, ogni italiano produce 110 chilogrammi di rifiuti all’anno: di questi il 40% sono scarti alimentari. Ed è proprio in questa cornice che si inserisce il progetto del comune toscano, da anni attento ai temi della sostenibilità ambientale. “Buono due volte” arriva dopo un’altra iniziativa del Comune che dal 2015 raccoglie il cibo avanzato nelle mense delle scuole del teritorio e lo dona alle famiglie e alle persone in difficoltà.

    • Francesco says:

      Io col vino lo faccio già. Se non finiamo la bottiglia, immancabilmente costosa, che la moglie ha ordinato, cioè sempre, io me la faccio tappare e la porto via.

      Col cibo, molto più semplicemente ordino quello che mangio.

      E non ho dovuto aspettare che il Comune me lo dicesse! eh, il mio lato anarchico

    • roberto says:

      credo che l’italia sia rimasto l’unico paese in cui non si usa il doggy bag….

      anche in francia non si usa moltissimo, ma lì le porzioni sono sempre piccole assai, credo che il problema sia meno sentito. il vino invece te lo ritappano sempre.

      • Peucezio says:

        Aridaje…
        Quindi siamo proprio noi italiani a essere stronzi.
        Forse c’entra un malinteso senso di eleganza: siamo così imbecilli che creperemmo di fame pur di non “parere brutto”.

        • roberto says:

          in effetti credo che abbia a che fare con il fatto che l’italiano non vuole mai fare “brutta figura”. oggi la “brutta figura” è quella del pezzente, domani chissà, speriamo, sarà quella di chi getta il cibo nella monnezza.

          ovviamente per me è una discussione teorica, io finisco sempre tutto (il vino è la sola eccezione ché una bottiglia in due facciamo fatica e poi non posso guidare)

          • Peucezio says:

            Roberto,
            “ovviamente per me è una discussione teorica, io finisco sempre tutto (il vino è la sola eccezione ché una bottiglia in due facciamo fatica e poi non posso guidare)”

            Idem.
            Di solito faccio fuori anche il vino, ma perché, in base a quanti siamo, chiedo anche un mezzo o un quartino all’occorrenza.

            • roberto says:

              qui il mezzo o il vino a bicchiere sono poco diffusi. cioè hanno sempre qualche bottiglia aperta per il “bicchiere”, ma possono essere un bianco ed un rosso e sempre cose un po’ banali. per questo se esco con mia moglie prendiamo sempre una bottiglia che poi ci finiamo a casa
              (con gli amici 99% birra, e li è più facile regolarsi)

        • Z. says:

          Sospetto che abbiate ragione, che sia una questione che “pare brutto”.

      • PinoMamet says:

        Ma io non ci vedo nessuna stronzità particolare.

        Più che altro c’entra quel particolare senso di decoro contadino/borghese, per cui “sta bene” mangiare tutto
        (“è tutta roba che ho pagato! e poi non si butta via il cibo!”)
        ma “non sta bene” chiedere di portarlo via
        (“non facciamoci riconoscere!”)

        “Sta bene” sono le due parole su cui si è retta la società italiana per almeno cento anni…

    • Francesco says:

      Sulle mense, invece, è buona abitudine che si sta diffondendo, anche se con molte difficoltà .

      Pensa al caso di una grossa impresa del settore alimentare che si trovasse con l’accusa di aver dato cibo avariato ai poveri, sarebbe un danno economico altissimo che porta a buttare via molto cibo buono, nel dubbio.

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “Nei locali che aderiranno al progetto i clienti potranno portare gli avanzi del pasto a casa”

      Nel Canton Ticino lo fanno da sempre senza bisogno di pubblicizzarlo o formalizzarlo.
      Era la norma di tutte le società preconsumiste e quelli lì, che pur in mezzo ai soldi e alle banche, sono rimasti molto genuini di carattere, fanno ancora così.
      Da ultranazionalista, delle volte però mi chiedo qual è questo gene malvagio che rende noi italiani così stronzi, per cui dei lombardi, che parlano praticamente in milanese, ma che per caso si sono trovati a nascere oltre un confine politico, non se la tirano, non sono maleducati, arroganti, egoisti, rompicoglioni, scostanti, non cercano di complicarti la vita con ogni mezzo, anzi, se possono si danno da fare per semplificartela…

      • PinoMamet says:

        Mah, io ho un amico che risiede in Lombardia e lavora nel Canton Ticino, e me li descrive un po’ diversi 😉

        (tradotto: diffidenti, altezzosi, razzisti verso tutti italiani in primis e lombardi in primissimis)

        ma chissà!

        • Z. says:

          Siccome Peucezio si lamenta sempre che lo maltratto, spezzo un’arancia a suo favore.

          Credo che descriva i ticinesi come lui li percepisce comportarsi nei confronti di altri ticinesi, apprezzandone lo spirito di comunità (che non contraddice, e anzi in certa misura richiede, la diffidenza per i foresti).

          • Peucezio says:

            Z.,
            hai molta fantasia.
            Peccato che sanno benissimo che sono italiano e finora, di tutti i luoghi che ho visitato in vita mia, lì è dove ho trovato la gente più gentile (con me).
            Meno cerimoniosi (ma mai maleducati) sono proprio gli stranieri che vivono lì, compresi gli italiani del sud.

            • Per Peucezio

              “di tutti i luoghi che ho visitato in vita mia, lì è dove ho trovato la gente più gentile”

              Si vede che ti mancano i Balcani 🙂

              • roberto says:

                comunque è incredibile come le esperienze personali possano essere varie.

                gli svizzeri li ho trovati orribili, quasi come austriaci e danesi. il poco che mi ricordo dei balcani, croati insopportabili, tutti gli altri moderatamentesimpatici, ma certo non i più gentili di tutti (posto che per me si contendono irlandesi, greci, siciliani e usani)

              • Per roberto

                “comunque è incredibile come le esperienze personali possano essere varie.”

                Verissimo. Infatti, ogni volta che generalizzo così, sottintendo una leggera autoironia.

                Posti dove mi sono trovato bene, in tempi recenti: Germania dell’Est, Egitto, Calabria, Serbia, Polonia, campi zingari.

                Ah, Oltrarno!

            • Z. says:

              Peucezio,

              — hai molta fantasia. —

              Direi che ne ho poca. Infatti ho tirato a indovinare e ho mancato clamorosamente il bersaglio 😀

              • Peucezio says:

                Vabbè, hai fatto una ricostruzione non veritiera, ma senz’altro suggestiva 🙂

          • Peucezio says:

            Tra l’altro, quando mi sarei lamentato che mi maltratti?
            E’ vero che lo fai, ma subisco stoicamente in silenzio! 🙂

          • PinoMamet says:

            Io le persone più educate e gentili (in media) per ora le ho trovate nelle Marche.
            Seguono, a sorpresa, gli Stati Uniti, e, a sorpresissima, la Francia.
            Adoro la Grecia, ma i greci sono un po’ scostanti.
            Romeni: incazzosi ma non male.
            I più indisponenti, in media: israeliani.

            • PinoMamet says:

              Dimenticavo: siciliani, il massimo della vita!

            • Peucezio says:

              Ovviamente io parlo di gentilezza spicciola: non ci ho vissuto, quindi non so se sia l’ambiente più accogliente coi forestieri quando si tratta di stabilire amicizie e rapporti.

              Ma mi ha colpitola famigliarità calorosa e la generosità spicciola (che però in Italia ti sogni), dalla biblioteca del centro dove stai studiando, col tizio che ti fa fotocopiare il libro gratis, alla signora dietro di te nella fila alla cassa al supermercato, che mette lei gli spiccioli per te per non constringere la cassiera a darti una carriola di monete di resto, al tizio del negozio di dischi che la prima volta che ti vede ti regala il cd dei canti ticinesi.
              E poi mi colpisce l’elasticità rispetto alle regole (in un posto dove tutto è ordinatissimo): la signora che ti dice “parcheggi pure lì, tanto a quest’ora non passano più i vigili e dopo è gratis, per cui non vale la pena pagare per mezz’ora”, l’altra che ti fa parcheggiare nel parcheggio del centro che stai frequentando, perché tanto non c’è ancora il pienone, siamo ad agosto, non c’è problema.

            • PinoMamet says:

              A dire il vero sono tutte scene abbastanza comuni qua dove vivo…
              Di vede che a Milano siete abituati male 😉

              Certo, magari non tutte insieme 😉 ma forse c’è anche il fatto che Milano è una metropoli…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Di vede che a Milano siete abituati male ? ”

                Non c’è dubbio su questo: Milano è il luogo d’Italia dove la gente è più stronza e maleducata in assoluto (anche se poi t’imbatti in eccezioni clamorose: ci sono milanesi squisiti).
                Le ultimissime generazioni sono diverse: un po’ più timide ma molto più gentili.
                Il peggio è la mia generazione e quelle di poco precedenti.
                I vecchi milanesi non è che fossero tutti simpaticissimi, ma trovavi anche gente molto disponibile, mentre gli attuali 40-60enni… stendiamo un velo pietoso: il migliore è simpatico come lo sterco di elefante se ti cade in testa la mattina dopo che ti sei appena fatto la doccia.

                Devo dire però che anche fra gli altri luoghi d’Italia in cui sono stato e il Ticino ho trovato una distanza siderale.
                In Puglia bisogna distinguere: i baresi sono meglio dei milanesi, ma approssimativi e spesso tutt’altro che simpatici; nella provincia la gente è gentilissima e disponibile, ma non come in Ticino.
                Gli abruzzesi sono gente veramente alla buona, genuina, cordiale, molto meno smaliziata dei pugliesi… ma vale lo stesso discorso: c’è proprio un salto di qualità oltre Como.
                Il resto più o meno s’allinea (provincia meglio della città; Italia centrale meglio del sud e del nord).

                Non conosco bene la provincia emiliano-romagnola: ci sono stato poche volte. In genere sono simpatici, non ci piove, ma un po’ come dappertutto mi è sembrato. Ma bisognerebbe starci più a lungo per rendersi conto davvero.

  29. mirkhond says:

    E in Romagna sono altrettanto diffidenti verso i foresti?
    Soprattutto se vengono da aree più a sud?

    • Per Mirkhond

      “E in Romagna sono altrettanto diffidenti verso i foresti?”

      Di solito li invitano a fare una passeggiata nei campi, se non sanno arrotare ben bene la “esse” li riempiono di pesticidi e li trasformano in piadine che rivendono ai cinesi.

  30. PinoMamet says:

    Comunque qua il Museo Egizio sta facendo una promozione a favore delle coppie! Per il Giorno di San Valentino!!!!11!

    e nessuno protesta! vogliono ridurre noi single alla dhimmitudine, eh? no, ditemelo
    😉

  31. Francesco says:

    Ho fatto, per curiosità, un giretto sul sito di Potere al Popolo. Sono commoventi, sembrano personaggi di un telefilm giovanilista statunitense per ingenuità e candore (aka stupidità, ignoranza e sudditanza culturale).

    OK, fine momenti intimi, passiamo alle cose serie: meglio Pelè o Maradona?

  32. PinoMamet says:

    Peucezio (e Miguel)

    Rispondo più tardi!

  33. PinoMamet says:

    Eccomi:

    allora, influenze o tabula rasa?

    Quando dico a Peucezio che secondo me gli italiani vivono troppo nel passato, Peucezio mi risponde che noi siamo la somma di mille influenze;

    per me è il passato è passato perciò finito, per lui il passato è dentro il presente quindi sempre presente.

    Ora, io non nego che siamo la somma di mille influenze, dal colore dei capelli fino al modo in cui pronunciamo la S.

    Quello che contraddistingue in particolare gli italiani è che loro queste influenze le amano .

    Io le vedo come gabbie. E mi pare che gli italiani, in genere, se non hanno una gabbia corrano a farsela: per esempio i lombardi, che prima si sono inventati (e nessuno li obbligava!) la gabbia del “valore del lavoro”, e poi, non contenti, quella dei “Celti”, con tanto di pirloni in kilt scozzese ai raduni della Lega.

    Ok, a questi non a mai creduto davvero nessuno: ma, dandogli sufficiente tempo, anche questi sarebbero diventati altrettanto “influenti”, e quindi altrettanto “veri”, di tutti gli altri elementi storici veri (o finti) da cui sono fatti ora.

    Io gli italiani (che sono sempre gli altri 😉 ) li manderei in massa a fare uno stage a Berkeley negli anni Sessanta:
    a sperimentare lo Zen, nella versione di Alan J. Watts, e capire che, in fondo, nessuno ti obbliga a farti piacere una cosa solo perché la ritieni “tua”:
    e che, dopo tutto, sei anche un po’ padrone dei tuoi gusti.

    Se gli USA si presentano, insomma, come un paese senza passato (lo so che è una semplificazione), l’Italia si presenta come un paese dal passato troppo presente, opprimente, dove ogni tuo passo, dalla pronuncia fino ai gusti alimentari, è dettato da una serie di storie antiche:

    e nessuno vuole fare il passo avanti, liberatorio, di capire che… è storia antica! è finita!
    Sei libero! Sì, ti condiziona, ma sai una cosa? puoi anche non farti condizionare!

    Non puoi cambiare la tua statura, per dire, o il ritmo del tuo respiro;
    ma mille altri dati che credi immutabili e connaturati a te, invece, sono solo cose a cui sei attaccato per abitudine, familiarità e così via, ma magari manco ti piacciono davvero.

    Il giorno che lo scopri, che dici “ah i lombardi sono fatti così? vaffanculo, io sono fatto diverso” è davvero liberatorio, e tutti dovrebbero provarlo.

    • PinoMamet says:

      Manca una h!

    • Peucezio says:

      Ora mi è più chiaro cosa intendi.
      C’è senz’altro molto di vero.
      Ma io credo faccia parte di una questione più grande.
      Cioè l’italiano in tutto ciuò che fa e che è è enormemente vincolato. Cioè è trattenuto da mille scrupoli, si complica la vita in mille modi, si limita, si dà dei paletti assurdi, si riempie di zavorre di tutti i tipi.

      Circa invece l’aspetto specifico dell’idealizzazione del legame col passato (vero o più o meno inventato),
      fosse per me il passato sarebbe ancora più presente fattualmente e meno idealmente: trovi persone antropologicamente modernissime, che te la menano con le tradizioni.
      Però ti dirò che preferisco oggi, in cui c’è più coscienza storica, con tanta fuffa, ma anche con forme di consapevolezza culturale a volte tutt’altro che disprezzabili, rispetto agli anni ’80, in cui c’era una generazione di giovani decerebrati che non erano liberi, ma solo ignoranti e avevano un orizzonte esistenziale che non usciva dall’ultimo disco del cantante americano più commerciale e triviale del momento.

      Poi succedono cose strane. Nel Salento (forse l’avrò già scritto anni fa, non ricordo) sorgono come funghi gruppi di riproposizione che eseguono fino allo sfinimento gli stessi pochi canti raccolti negli anni ’50 o ’70 da Carpitella o altri etnomusicologi, mentre magari hanno i nonni che sanno ancora un sacco di canti e musiche, ma non si preoccupano di ascoltarli, registrarli o impararli. Però è anche vero che grazie a ‘ste mode si fanno anche lavori seri di ricerca, che altrimenti probabilmente non si farebbero (e conosco giovani che sono davvero radicati nella loro tradizione – parlo di figli di contadini e simili – con la consapevolezza di un giovane colto attuale, ma con forme di vera continuità priva di artificio).
      Ovviamente fra un po’ di anni la rivoluzione antropologica di Pasolini si sarà compiuta, nel senso che saranno morti gli ultimi italiani “antichi”, per cui resteranno solo queste forme di valorizzazione artificiale di cui parli, ma nessun testimone in carne e ossa.
      Per te è un normale fenomeno fisiologico e immagino non ti dispiaccia più di tanto, ma per me è un enorme impoverimento e significherà davvero vivere in un mondo cui non sento di appartenere.

    • PinoMamet says:

      In effettic’è anche questa cosa abbastanza odiosa della moneta falsa che scaccia quella buona…

      io, in effetti, non sono molto affezionato a molte cose veramente tradizionali… figuriamoci alle false! 😉

      Mirkhond mi “accusa” di essere sostanzialmente a mio agio nella società sradicata, e non so dargli torto, però devo dire che molti atteggiamenti e conformismi di questa mi stanno quasi più antipatici delle tradizioni che non reggo.

      Molti amici (di FB, mica i miei amici storici…) mi pare che siano allineati per esempio a un “perbenismo gay” (anche e specialmente quando sono etero) che inizia a starmi sulle balle: mi sembra che stia diventando il nuovo pensiero obbligato…

      l’effetto positivo è che essere etero sarà presto una vera trasgressione 😉 vedrai!

      ma sarebbe un altro argomento…

    • Francesco says:

      Sono d’accordo solo per un quarto scarso con Pino. E lo è la mia parte filo-americana, quella che “andiamo sulla Luna” non ha risponde “ma dai è una stronzata” ma “OK, cosa ci serve?” e lo fa davvero.

      Però la parte preponderante è convinta che siamo quello che siamo mille volte di più di essere quello che vorremmo essere. E negarlo o non volerlo sapere è una forma di essere più schiavi.

      >> li manderei in massa a fare uno stage a Berkeley negli anni Sessanta:

      Ecco, insieme con gli Illuministi che scrivono l’Enciclopedia, il caso perfetto di gruppo di pirla che si immagina di stare capendo tutto del mondo e quindi cambiando tutto. Una della sfaccettature del Male Assoluto presenti nella Storia più vicina al Grande Mentitore.

      “Vaffanculo io sono diverso” serve solo come battuta da film, che mentre il personaggio la dice il pubblico vede quanto è uguale e ride.

      Ciao

      • PinoMamet says:

        Illuminismo + Berkeley Renaissance: quanto di più vicino al Bene e al Vero nella storia dell’umanità!

        • Francesco says:

          potrei perdere tempo a contestare il bene

          ma sul vero è così lampante la falsità che neppure ti considero

          PS e quella cosa dei film in lingue diverse? quando organizziamo?

          • PinoMamet says:

            Mmm si può fare, e dico seriamente.

            PS
            mi piacerebbe indagare, senza polemica ma in spirito conoscitivo, come mai la vediamo in modo così radicalmente diverso su due momenti così focali (uno sicuramente più dell’altro) nella storia del pensiero.

            C’è da ragionarci!

            • Francesco says:

              Sotto sotto io credo che la storia del pensiero umano poteva finire con le glosse a Tommaso e per il resto dedicarsi agli sport

              Parafrasando B16, tutto l’illuminismo di cui c’era bisogno c’è nel cattolicesimo, il resto è vanità pseudo-razionalista.

              Per me quelli lì che ti piacciono tanto sono proprio quelli che hanno fatto il passo più lungo della gamba (e potremmo chiedere a Marx quanto siano stati ascoltati “in malafede”)

              Ciao

    • PinoMamet says:

      Sei troppo cattolico, Francè. Consiglio a tutti i religiosi: prendi la tua religione con un po’di Buddhismo 😉

      Che vuol dire siamo quello che siamo? È una tautologia. Siamo anche il frutto dell’esperienza nostre scelte, e in fondo molto di più di tanto altro.

      Del resto, non c’è il libero arbitrio nel Cattolicesimo?

      PS
      Non credo che agli americani servisse, o importasse pensare che serviva, andare sulla Luna. Ci andarono perché potevano farlo.

      • Francesco says:

        >> Ci andarono perché potevano farlo

        e noi non ci saremmo andati anche se avessimo potuto, perchè l’idea era troppo “fuori dagli schemi”. su una cosa siamo d’accordo, mi sa.

        il libero arbitrio c’è eccome, pensare che siccome siamo il frutto di un sacco di storie passare allora non siamo liberi è un rozzo fraintendimento (infatti lo crede Z), non serve negare quel fatto per essere liberi

        anzi, saperlo ci aiuta a essere liberi davvero e non come illusione

        ciao

        • Francesco says:

          PS grazie per il bellissimo complimento, vorrei veramente meritarlo!

        • Z. says:

          Per essere più precisi, secondo me “libero arbitrio” non vuol dire niente, e non c’è decisione che non sia necessaria.

          Che io sia rozzo e incolto è, ahimè, un triste dato di fatto!

          • PinoMamet says:

            Sì, ricordo che mi avevi parlato della tua visione, che non trovo affatto rozza e incolta (e ha avuto diversi seguaci non da poco) ma che non condivido affatto.

            • PinoMamet says:

              Per la precisione: dire che il nostro giudizio sia condizionato da una serie infinita di influenze, e si debba necessariamente basare su dati incompleti, non significa che non sia libero…

              • Z. says:

                Ma che significa “libero” esattamente?

              • Z. says:

                Cioè, intendo, cosa distingue una decisione “libera” da una “non libera”? Io direi nulla. O sono tutte libere, o nessuna lo è. Quindi “libero” in questo contesto è parola priva di significato.

              • Per Z

                “Cioè, intendo, cosa distingue una decisione “libera” da una “non libera”? Io direi nulla. O sono tutte libere, o nessuna lo è. Quindi “libero” in questo contesto è parola priva di significato.”

                E’ una splendida affermazione radicale, che apprezzo.

                E che sono sicuro contenga un profondo elemento di verità.

                Cosa sia la libertà, forse l’ha espresso bene solo Pindaro:

                “Creature di un giorno.

                Cos’ è qualcuno?

                Cos’è nessuno?

                L’uomo è il sogno di un’ombra (skias onar anthropos).

                Eppure, quando compare un riflesso donato da un dio,

                C’è per gli uomini una chiara luce e una dolce vita.”

              • Mauricius Tarvisii says:

                Z, capisco che tu quando devi decidere cosa pensare chiedi prima al Partito e che quindi le tue decisioni non sono veramente tue 😛
                Ma normalmente quando noi decidiamo qualcosa la decidiamo noi, proprio noi. Anche la tua scelta di delegare il pensiero al Partito, per esempio, è una scelta tua che nessuno ha preso al posto tuo.

              • Z. says:

                MT,

                tu chiami “libertà” la somma vettoriale e io la chiamo “necessità”. Sta bene, è una mera differenza lessicale.

              • PinoMamet says:

                Non c’è nessuna somma vettoriale.

                Mai tirato la monetina? Puntato a caso su una cartina? Delegato ad altri la scelta tra due opzioni a te perfettamente indifferenti?

                Poi ci sono quelle non perfettamente indifferenti: vedi un tizio in difficoltà in strada MA sei di fretta.
                Qui SPESSO la scelta è un fatto di somma vettoriale (quanto mi pare in difficoltà lui rispetto a quanto è perché sono di fretta io) ma comunque non sempre; e in ogni caso, nessuno ti obbliga: quel qualcuno che ti dice hai fatto una brutta cosa a non fermarti, sei sempre tu: non eri ateo?

                E poi ci sono le scelte che ci sembrano scontate (non uccido il vicino di casa anche se è antipatico) e anche queste, capita di farle diverse.

                Tu confondi le attenuanti con l’incapacità di decidere…

              • Z. says:

                No aspetta, non è questione di incapacità e nemmeno di attenuanti. È un tentativo, il mio, di ricostruire il processo a monte, tentativo che per altro non implica uno sguardo amorale sul mondo.

                Quel che provi per il tuo vicino che guarda caso si chiama Tizio è un elemento. Quello che provi nei confronti dell’omicidio (per ragioni personali, religiose, umane, tutte insomma) è un altro elemento. Più infiniti altri.

                La tua decisione sarà la risultanza della somma degli elementi DE QUIBBUS. E ogni data somma non può che dare un risultato preciso.

                Il che non significa che non si possano dare giudizi morali. Anzi, proprio perché le decisioni sono necessarie, e non casuali, possiamo giudicare moralmente Caio, nel cui processo decisionale il vettore “svuotare lo scroto” surclassa quello “provare compassione per una ragazzina”.

                E possiamo anche non farlo, certo, a seconda delle passioni che prevalgono in noi, cuibper comodità DEMMO un freddo nome matematico.

                I processi si faranno lo stesso, insomma, e un giorno apriremo lo studio associato Mametti – Zalambani 😉

              • Francesco says:

                Z

                va ben che sei avvocato comunista e bolognese

                ma adesso stai teorizzando la responsabilità penale e morale dello schiavo, anzi di una specie di macchina legata alla somma vettoriale degli

        • Per Francesco

          “il libero arbitrio c’è eccome”

          Credo che vada sempre rivisto in base ai grandi numeri.

          Io mi posso astenere da attività riproduttive per un certo periodo.

          Un altro può anche scegliere di astenersi totalmente da attività riproduttive.

          Queste sono scelte individuali e libere.

          Possiamo dire che “noi” ci asterremo?

          Che l’umanità deciderà di non trombare più e non fare più figli?

          La risposta la conoscete già.

          Esiste il “mio” libero arbitrio.

          Non esiste il “nostro” libero arbitrio.

          • Z. says:

            Non esiste né l’uno né l’altro…

            Cioè, esistono così come esiste lo Spirito dell’Acqua, il Grande Cocomero o qualsiasi divinità a scelta.

            Il nostro agire è il risultato di una somma vettoriale di pulsioni concorrenti. Una prevale, le altre soccombono.

            Cosa c’è di “libero”? Ho “scelto” di preferire le donne agli uomini, Dylan a Renato Zero, Escher a Picasso?

            • PinoMamet says:

              Quelli sono gusti o inclinazioni naturali, non sono scelte per definizione.

              Hai scelto, invece, di scrivere il tuo intervento anziché no: nessuno ti obbligava.

              • Z. says:

                Se intendi violenza fisica hai ragione. Nessuno ha premuto le mie dita sui tasti. Del resto, in quel caso, sarei stato letteralmente agito e non agente.

                Diversamente debbo dissentire (guarda come allittero).

                Perché decisione cui ti riferisci sarebbe stata parimenti libera – o parimenti necessaria – se fossi stato minacciato da Francesco con la sua nuova mitraglietta. Semplicemente la somma avrebbe compreso un vettore in più, che avrebbe potuto comportare un esito decisionale diverso (e siccome sono un vigliacco…).

                Forse ora ho chiarito meglio il mio punto di vista.

              • PinoMamet says:

                Ma non importa: puoi aggiungere vettore su vettore, a prendere la decisione sei sempre tu.

                Francesco: “Vota Berlusconi o sparo!”
                Tu “Preferisco votare Berlusconi e restare vivo, o votare Vasco Errani e morire?”

                ci puoi mettere su quello che vuoi: la famiglia, gli amici, l’immagine di te che vuoi tramandare, gli esempi altrui, l’importanza data al valore in gioco… quello che ti pare e che ti viene in mente.

                Comunque a decidere sei sempre tu.

              • Z. says:

                Certo, sono io così come sono io a compiere qualsiasi azione.

                Sotto questo punto di vista, ogni azione è libera, ogni decisione è libera, nessuna esclusa. C’è sempre una alternativa.

                Forse per questo chiami “libertà” l’esecuzione della somma vettoriale, e lo stesso fa MT.

                Io la chiamo “necessità”: una parentesi che apresi al principio e chiudesi alla fine mi sembra, un’aggiunta non necessaria.

              • PinoMamet says:

                Resta sempre la mia obiezione, carissimo Zalambani 😉

                e quando la somma vettoriale è zero?

              • Z. says:

                Beh, direi che una decisione vale l’altra in un caso simile. Una volta ho tirato davvero i dadi, ora che ci penso. A uno scritto, invece, una moneta 🙂

              • roberto says:

                “A uno scritto, invece, una moneta”

                🙂 confesso che l’ho fatto pure io

              • Peucezio says:

                Temo abbia ragione Z.
                Ciò non significa che non siamo liberi: perlappunto lo saremmo se soggiacessimo a costrizioni esterne.
                O, per meglio dire, che percepiamo come tali. Se la mia mano improvvisamente si muovesse da sola e mi desse uno schiaffo sulla faccia, non mi sentirei libero.
                Ma se do io uno schiaffo a un tizio, scelgo di farlo liberamente, nel senso che tutta quella somma di fattori “vettoriali”, come li chiama Z. di cui io in quel momento sono il prodotto costituisce me, ciò che io sento come la mia persona e la mia capacità volitiva.
                Si potrebbe obiettare che tutto ciò esiste da prima di me e indipendentemente da me e che se vale un determinismo meccanicistico assoluto, io percepisco di essere libero, ma non lo sono: sono solo il prodotto di una catena di rapporti causa-effetto che sono iniziati molto prima di me.
                Ma ciò sposta solo la questione: nessuno ha obbligato dall’esterno l’universo ad essere ciò che è: l’universo è libero, quindi in quanto tale è soggetto, non oggetto (un obiectum presuppone un subiectum, ma se parliamo del tutto non c’è niente fuori di esso, quindi la soggettività dev’essere al suo interno). Quindi siamo liberi, pur essendo determinati (che poi è in fondo quello che ha detto Z. in modo meno fumoso di me, d’altronde io sono un filosofo della Magna Grecia e lui un romagnolo schietto e sanguigno).

              • Z. says:

                Peucezio,

                non dirlo a nessuno, altrimenti qui scoprono che ignorante lo sono davvero, ma sai che non ho capito un tubo di quello che hai scritto? 😀

              • Francesco says:

                Mica ho capito: vorreste essere liberi senza essere voi? la libertà è quella roba che c’è tra “tutto quello che c’è stato prima” e “scelgo di votare Silvio Berlusconi”.

                E quella roba lì c’è eccome, non avete nessuna scusante del tipo “eh ma Carlo Magno trombava con la nipote del Califfo del Cairo” e roba simile.

                Quelli che le loro scelte non sono libero sono
                1) malati psichici gravi
                2) meccanismi

                ma noi non lo siamo.

                vero?

                PS Miguel, hai ragione, il LA è individuale

              • Z. says:

                Per pav condicio, come diceva Ritty, non ho capito un tubo nemmeno di quello che scrive Francesco.

                Tranne una cosa: per lui libertà è essenzialmente libertà di votare Berlusconi. Una concezione di libertà bolscevica, che apprezziamo 😀

              • PinoMamet says:

                Beh, visto che Francesco ha nominato Carlo Magno, e che nemmeno io ho capito il resto del suo intervento
                (ma non ho seguito più tutti gli altri, mi sono perso…)

                colgo l’occasione per annunciare:

                Feudalesimo e Libertà (sito satirico finto-medievale su FB) mi sta sul cazzo.

              • Peucezio says:

                Z. fasce sèmbe u sscème pe no sscì a la uèrre.

                Oltretutto ho ripreso la tua tesi, che fai, non capisci te stesso?

                Francesco,
                diciamo che agisce in modo più libero uno che è meno condizionato da nevrosi e coazioni varie.
                Ma in effetti non è che sia più libero, ha solo più opzioni, che quindi lo fanno decidere secondo una logica più adulta, più evoluta e soprattutto meno autoreferente, più integrata, più relazionale, più radicata nel principio di realtà.
                Ma in un certo senso, se volessimo sofisticare, potremmo dire che l’adulto è meno libero rispetto al nevrotico, perché le cause che portano alla scelta del nevrotico sono più endogene rispetto a quelle dell’adulto integrato e “libero”.
                Ovviamente sul piano esistenziale non è così: se io sono un ossessivo-compulsivo e devo camminare evitando le linee fra le mattonelle di casa, un po’ mi identifico con le mie nevrosi (pensa ai collezionisti, ai pignoli), ma sento anche che ho meno libertà di manovra.

                Ma tornando alla questione generale, caro Francesco, siamo liberi in quanto è libero il Cosmo, non di più e non di meno.
                Con buona pace di Forza Italia e Berlusconi.

              • Francesco says:

                Peucezio ha messo in evidenza l’errore che porta a non credere alla libertà.

                Se il Cosmo non ha libertà (tranne quella colossale e non insignificante di esserci), l’Uomo è una strana bestia la cui caratteristica precipua, direi la cui Natura, è la Libertà.

                Conoscendone ogni antecedente, ogni pensiero, ogni azione e ogni influenza, resterebbe una quota misteriosa di imprevedibilità che lo rende libero.

                E questo fatto mi pare tanto evidente quanto importante.

                Peraltro, sopravvive alle analisi sociologiche e di marketing, alla propaganda dei Partiti e alla Pubblicità, vedremo se sopravvive anche ai Social Network e allo studio serio dei dati che estraggono.

                Saluti

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “Conoscendone ogni antecedente, ogni pensiero, ogni azione e ogni influenza, resterebbe una quota misteriosa di imprevedibilità che lo rende libero.”

                Idealmente mi piacerebbe essere d’accordo con te.
                Ma è che non funziona proprio logicamente, non sta in piedi quest’idea.
                Perché quest’imprevedibilità cos’è? Caso puro?
                Ma il caso non esiste: quello che noi chiamiamo casualità è il risultato di nessi causali teoricamente ricostruibili e il fatto che hanno una distribuzione statisticamente uguale noi lo constatiamo a posteriori, in virtù di campioni sufficientemente ampi di eventi, ed è dovuto al fatto che le condizioni per uno o l’altro esito sono uguali: se tiro un dado posso calcolare tutti i fattori che lo portano a dare quel numero di sei, solo che è fatto in modo tale che dopo 1000 tiri, per dire, avremo circa 1/6 di risultati per ogni lato, e più saranno i tiri più vicino sarà questo esito al sesto esatto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                da noi si dice “fare l’asino per non pagare dazio”. Nel senso che l’asino era un bene strumentale e non un bene-merce, quindi non doveva essere sdaziato.

                Siamo storicamente una città di bottegai, oltre che di legulei.

                Ho capito che sei d’accordo con me, questo sì. E dunque hai ovviamente ragione. Ora assieme a me devi convincere i nostri critici che questa prospettiva non pregiudica né i processi né la fede 🙂

  34. Peucezio says:

    Comunque è vero che siamo un paese ingessato, fossilizzato, sclerotizzato.
    Al di là del culto del passato, c’è proprio il fatto che tutto si fa “in un certo modo”, non si può improvvisare.
    Non solo per la burocrazia (a tutti i livelli e in tutti i gangli: è una forma mentis), ma anche per l’etichetta, perché guai, sembra brutto, che figura facciamo! Ogni comportamento umano segue dei binari e delle regole precise e spesso soffocanti.
    Non parliamo poi delle rendite di posizione e di privilegio, ecc.
    Tutto questo comprime delle energie che potenzialmente sarebbero estremamente produttive e su questo credo tu colga un problema centrale.

  35. mirkhond says:

    “infatti una delle cose su cui ogni tanto entriamo in attrito io e Mirkhond è che io credo che la vera storia sia quella anonima e non scritta (ma che possiamo ricostruire in parte da alcune spie), mentre lui tende un po’ ad appiattirla sui documenti, che pure sono molto utili e importanti, per carità, ma sono un po’ la punta dell’iceberg.”

    Certamente la storia non è contenuta tutta nei documenti scritti, e la storia anonima non è sempre facile da rcostruire, anche perché il folklore, i miti, sono anch’essi frutto di stratificazioni e non è facile comprendere se e quanto sono testimonianze integre del passato, oppure anch’essi sono il frutto di più influenze.
    Ad esempio un registro fiscale della Basilicata del 1541, solo perché in ogni comune di questa, vi sono elencati residenti di etnia “greca”, slava e albanese, può portare ad una considerazione su quanto sia complessa la storia di questa regione e che, se pensiamo che tutti gli abitanti della Basilicata siano i diretti discendenti di agricoltori neolitici, dobbiamo invece concludere che le origini etniche dei lucani di oggi siano alquanto variegate.
    Dunque sia i documenti scritti che il folklore vanno tenuti in eguale considerazione.

    • Peucezio says:

      Forse bisogna distinguere i piani.
      Sulla questione della composizione etnica io credo che l’unico riscontro affidabile è la genetica (che però va usata bene).
      Ma questo è un aspetto particolare.

      Invece ciò che mi preme sottolineare è che la storia documentata è una piccolissima parte della storia, sia perché contemporaneamente succedevano molte altre cose che nessuno raccontava per iscritto, sia perché prima che inventassero la scrittura succedevano un’infinità di cose, per un periodo molto più lungo. E noi siamo più il prodotto di tutto questo che del sottile strato più visibile raccontato dalla storia documentata.
      Effettivamente ciò di cui parlo è molto meno conoscibile.
      A ciò sopperisce, solo in parte, l’archeologia: la cosa bella dei resti materiali è che non mentono: un utensile, i resti di una costruzione, delle ossa per definizione sono reali. Poi si può discutere sul loro uso, sulle caratteristiche degli uomini che li utilizzavano, ecc.: ci dicono molte meno cose di un testo scritto.

  36. Francesco says:

    Miguel,

    tu spesso ripeti che gli zingari vivono con un perimetro affettivo strettamente limitato alla famiglia

    com’è che a te ti vogliono così bene e ti accolgono a braccia aperte?

    parrebbe un bel mistero

    • Per Francesco

      “com’è che a te ti vogliono così bene e ti accolgono a braccia aperte?”

      Non ho mai detto che mi vogliano bene o che mi accolgano a braccia aperte.

      Eventualmente, lo possono fare singoli zingari un po’ strani anche rispetto agli zingari 🙂

      Poi esiste un vasto mondo periferico zingaro, che riconosci solo con occhio esperto… tipo la splendida ragazzina, figlia di una mamma romena che sembra appena arrivata dall’India, che vuole imparare tante cose, o il ragazzino parecchio bizzarro che finge crisi epilettiche, figlio della mamma un po’ matta abbandonata dal marito, e che deve mantenere due figlioli facendo occasionalmente le pulizie in qualche casa.

      O quella donna sempre sorridente, che è diventata non-mi-ricordo-come-si-chiama che è un po’ meno di un operatore sanitario.

      Notate che parlo sempre di donne: in nessun ambiente, ho visto una differenza così immensa, tra maschi e femmine (certamente non nel mondo arabo-islamico).

      • Peucezio says:

        Miguel,
        “in nessun ambiente, ho visto una differenza così immensa, tra maschi e femmine (certamente non nel mondo arabo-islamico).”

        Questo è molto interessante.

        • per Peucezio

          ““in nessun ambiente, ho visto una differenza così immensa, tra maschi e femmine (certamente non nel mondo arabo-islamico).”

          Questo è molto interessante.”

          Penso che la differenza tra un militante dell’Isis e un imprenditore brianzolo, sia molto meno della differenza di quella tra uno zingaro veronese e un “italiano” veronese.

          Eppure, esiste sempre una comune umanità, per cui ci capiamo lo stesso.

          Solo che mi capisco, in fondo, solo con donne zingare.

          Senza fraintendimenti, perché la vera forza è questa, che tu non approfitterai mai della debolezza di qualunque persona: sei talmente forte, che non sfrutti nessuno.

          Proprio per l’infinita disparità che esiste tra l’ultimo dei traduttori sfigati e la più fortunata delle zingare, non mi ha mai sfiorato l’idea di approfittarne (e per questo, come dicevo l’altro giorno, mi fa profondamente schifo l’ultimo italiano di una lunga catena ad approfittare della disgraziata tossica di Macerata).

          Frequentare gli zingari, ti insegna molte cose, anzi ti cambia la vita.

          La prima cosa che ti insegna è che la “romanità” è una maniera meravigliosa di superare la condizione di clochard e di fuoricasta, che se ci pensate, sono le categorie in cui finirà in tempi brevi la grande maggioranza dell’umanità.

          La seconda è che uno stile di vita che si regge sullo sfruttamento delle donne, fa ammalare gli uomini, e per questo non penso che la “romanità” sia la soluzione.

          • Z. says:

            Miguel, stavolta non dici che non giudichi. Anzi, dici che quel tizio ti fa profondamente schifo.

            Non è una cosa che scrivi spesso, anzi direi che non lo scrivi quasi mai (almeno qui).

            Un esempio qualsiasi: i borseggiatori colti in fragrante dalla passeggera di colore, quelli che hanno cercato di accusare lei di essere la ladra tra botte ed epiteti razzisti vari? come mai quelli no?

            La differenza rilevante qual è, il sesso? la tossicodipendenza? altre che non rilevo?

            Cos’è che in questo caso ti fa abbandonare il tuo consueto distacco?

            • Per Z

              “Cos’è che in questo caso ti fa abbandonare il tuo consueto distacco?”

              Bella domanda.

              Credo che sia la normalità del personaggio.

              La coppia giovanissima che scippa la gente sugli autobus, con il bambino dietro, effettivamente è strana e difficile da capire. Manca proprio il punto su cui appoggiare un giudizio.

              Il tizio normale che tira fuori cinquanta euro per farsi la ragazzina che sta male, è in un certo senso fin troppo facile da capire; e si capisce quindi proprio la scelta brutta che ha fatto.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quello che ruba mi sembra altrettanto facile da capire, però.

              • Per MT

                “Quello che ruba mi sembra altrettanto facile da capire, però”

                Non mi sembra: rubare comporta rischi elevati, pagare una appena-maggiorenne no.

                Poi rubare in famiglia, con bambino a seguito, è ancora più strano.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mi sembra che i reati contro il patrimonio siano in assoluto quelli più diffusi, quindi non riesco veramente a capire che cosa ci sia di strano nel ladro.
                Il fatto che si porti dietro il bambino può essere curioso, ma può essere che:
                – non sapesse dove lasciarlo
                – volesse usarlo per far abbassare istintivamente la guardia alle potenziali vittime

              • Per MT

                “Mi sembra che i reati contro il patrimonio siano in assoluto quelli più diffusi, quindi non riesco veramente a capire che cosa ci sia di strano nel ladro.”

                Evidentemente, riesci a immedesimarti meglio nel babbo ladro che nel puttaniere.

                Ottima scelta, direi.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Secondo me sono abbastanza simili: hanno dei bisogni abbastanza elementari e li soddisfano nel modo più semplice e rapido.

              • Mauricius Tarvisii says:

                E in questo sono simili alla tossicodipendente che si prostituisce.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “Mi sembra che i reati contro il patrimonio siano in assoluto quelli più diffusi”.

                Appunto.
                Invece scoparsi una diciottenne a pagamento non è reato (non ancora, per fortuna).
                In genere una persona media evita i reati, per paura della punizione.

              • Z. says:

                Miguel,

                il rischio di beccarsi una condanna per un borseggio è assai esiguo. Il rischio di scontarla, salvo casi particolari, più che altro teorico.

                Non credo che questo il discrimine nel tuo caso.

                Ci vedo più un misto di cavalleria e di repulsione per il basso istinto sessuale.

              • Per Z

                “il rischio di beccarsi una condanna per un borseggio è assai esiguo. ”

                Tra l’altro, il borseggiatore lo avrei capito, se fosse stato zingaro, perché comprendo parte dei meccanismi che possono portarvi; mentre il fatto che fosse un ragazzo abbastanza banale, con immancabile profilo sentimentale su Facebook, mi rende difficile capire.

                Mentre capisco benissimo la reazione una volta beccato: “buttarla in caciara”, accusare l’altro e cercare di cavarsela. Tra l’altro, se sono ancora vivo oggi, è anche perché una volta ho fatto qualcosa del genere: non ho messo in mezzo nessuna persona innocente, ma ho cominciato a raccontare una storia talmente assurda da confondere le idee a quelli che mi volevano aggredire, e darmi il tempo di scappare.

                Insomma, non capisco cosa ti fa rubare la borsa a una povera signora che sta tornando stanca dal lavoro; ma capisco perfettamente la successiva tecnica difensiva.

              • Roberto says:

                Credo che sia piuttosto un ribrezzo per chi si approfitta della persona in difficoltà (un po’ come i carabinieri che fanno sesso con le ragazze ubriache).
                L’esempio dovrebbe essere piuttosto quello di chi ruba il cappello con le monetine al cieco.

              • Per roberto

                “Credo che sia piuttosto un ribrezzo per chi si approfitta della persona in difficoltà (un po’ come i carabinieri che fanno sesso con le ragazze ubriache).”

                Una cosa non esclude l’altra.

                Tu hai spiegato correttamente perché mi indigno nei riguardi del puttaniere, ma non il motivo per cui non so cosa dire di altri delitti.

                I delitti “strani” mi lasciano sempre spaesato. Trovo più facile giudicare il tizio che parcheggia sulle strisce pedonali che il tizio che prende un camion e travolge una folla.

                Ho visto che un serial killer francese – tale Michel Fourniret – che ha ucciso sette donne anni fa, adesso ha ammesso di averne uccise altre, con l’attiva collaborazione della moglie.

                Ha questa simpatica faccina da intellettuale francese:

                Che dire?

                E’ una faccenda talmente aliena (a partire dalla faccia che a me, almeno, ispira fiducia) che non riesco a pensare qualcosa di precisa.

              • Z. says:

                Roberto,

                — Credo che sia piuttosto un ribrezzo per chi si approfitta della persona in difficoltà (un po’ come i carabinieri che fanno sesso con le ragazze ubriache). —

                Appunto, ed è quello che ha fatto la dolce coppietta, approfittandosi della possibilità di dare tutta la colpa ad una negraccia.

                Il caso che hai citato è interessante, comunque.

                Nel caso dei due militari a Firenze c’è un procedimento in corso per violenza sessuale. Nel caso della ragazza diciottenne no, pare proprio che il rapporto fosse stato consensuale.

                Ciò nonostante, e trascurando il fatto che si trattava di CC in servizio, mi sembra che tu metta i due eventi più o meno sullo stesso piano.

                Non giudicate chi giudica, perché potreste essere giudicati per averlo giudicato.

              • Per Z

                “Appunto, ed è quello che ha fatto la dolce coppietta, approfittandosi della possibilità di dare tutta la colpa ad una negraccia.”

                A quanto mi ricordi io, è andata diversamente: hanno approfittato della “negraccia” per scipparle la borsa.

                Una volta beccati, hanno cercato di confondere le acque, facendo la sceneggiata: possiamo supporre che alcuni avranno trovato credibile la sceneggiata perché già diffidano degli stranieri, ma di per sé non ci vedo un’azione “razzista”.

                A meno che non abbiano scelto la “negraccia” perché la considerano stupida e quindi più facile da derubare, ma questo non lo sappiamo.

              • Z. says:

                Appunto Miguel. Hanno approfittato della sua condizione di straniera, oltraggiandola in pubblico, prima per derubarla e poi per farla franca.

                Nell’altro caso abbiamo un rapporto consensuale tra due persone adulte. Nemmeno un magnaccia di mezzo, che io sappia. E la necessità soddisfatta era basilare almeno quanto quella di comprarsi l’ultimo I-Phone.

                Insomma, chissà da dove viene la maggiore o minore empatia che proviamo di fronte a casi di cronaca. Per quanto tentiamo di razionalizzare, la ragione sembra sfuggire.

              • Per Z

                A proposito di Gabriele Miele, il ladro di Rimini, è interessante riportare da Facebook i suoi preferiti, da “sputtana il tuo ex” a “Ecco perché difendo Berlusconi”:

                DilettaGoal, Kristian, Mercatino dell’Usato – Rimini, Il Mondo Dell’Amore, Napoli Love., Calcio&MercatoT8, Niko Pandetta Page, Tuning Cars and Bikes, Notizie Flash SSC Napoli 2.0, La mia fede si chiama Napoli, Fast & Furious., Kinder, L’odioso visualizzato alle., DEL RE, Notizie.it, Mondo Napoli, Mister Sbanca, Come Risparmiare, Napolistore, Narcos Cartel Wars Hack & Cheats For Android and iOS, Io sono la tua regina e tu sei il mio re., Le migliori frasi di Alessandro Siani, Searcher Boots, Altromondo Studios, Mi sono innamorata di te., Sputtana il tuo ex, Gianni Celeste Leggenda, Antonino Cannavacciuolo, SimaK, Carcere è Malatij, Vita Criminale, nametests.com italiano, ONORE E’ Dignita’, Enzuccio, Mino Franciosa, Juri Di Mauro – JD, Aquafan ® – Riccione, Il Nonno Moderno, Crime+Investigation, LUNA GLAM CLUB, SmileSolar, Ridi che ti passa, Vabbè. Mi sono fatta di peggio., Ed è subito Ex, Detenute Guerriere, Vivi e lascia vivere, V – La VOCE di Napoli, Biagio Izzo, Raffaele Molisso – Rafelopazz, Secondillyanum, Frank Matano, Ciro Di Marzio – Gomorra La Serie, Romagna Shopping Valley, Carmine Migliaccio, Salvatore Esposito, Johnny Depp Fans Club Italia, Rolex Passione Eterna, Noi Carcerati, La Famiglia, Italiana Fabbrica Orologi, Zerogravity Club, Avvocato Paolo Mengoni Studio Legale, Il Monello Lounge Bar, IL Folle, Deichmann Italia, Mercedes-Benz Italia, DS, Napoli Fanpage.it, Babloo gadget, LONGINES, Ho il cuore che batte forte,per te., Plana resort, Lei Non Sa Chi Sono IO, Le Migliori Battute di Alessandro Siani, Totò, Ray Gadget, Grande Cocomero Classic, Nutella, Commenti Memorabili, BOOM. Friendzoned., Giovani imprenditori e professionisti Caserta, Mentire di fronte alle spunte blu di Whatsapp, MONTECARLO 33, Autodue SRL – Concessionaria Volkswagen Salerno, MaLaViTa, Gangster, Là VIDà LOCà, SemplicementeMe, tvleonapoli, Luca Pagano, I bravi ragazzi, Maison Micheal, Noi Caserta, Gerry Caffè, Ca’incastrati after caposile, Adolescenti, Popcorn TV, Audi Italia, Corner22, FanPage Arturo Sepe, Caffè del Porto Riccione, Studio PR, Lungo Mare Margellina, Sky Vodka Beach Festival Cocoricó, Torneo Calcio Tennis S.Prisco, Wind, Techno Italia, Famiglia mia Stupenda, Sensualità, Riccione News, Triflisco Acquapark, Fastweb, Spotted: univpm, Video Da Condividere, Villa Jomaryan, Solo da noi, Pierino – Alvaro Vitali, Bartolotti Srl, Sama Africa, Corriere della Sera, Movimento Sammaritano, Glory Hole, Andrea Vento viaggi, Caffè Europa Jesi, 2015/16 un annata indimenticabile, New Albatros cafe’, Coca-Cola, #31#, Sun Island Group, La Gazzetta della Sera, Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp, Riccione, Antonella D’agostino – Faccia d’Angelo, ENZO SALVI CLUB, Le Migliori Frasi Di WhatsApp, “L’onore e il rispetto”, ECCO Perche’ Difendo Berlusconi, Rosy Abate – La Regina Di Palermo, Gli screen più belli di whats app., Avere una relazione complicata con le relazioni, Rialzati e sorridi., HUMOR, Nella vita contano i fatti, Sei Adolescente? Sei uno di noi, Cose strane che accadono nei luoghi pubblici.

              • PinoMamet says:

                Va bene tutto, anche Gangster e Vita Criminale;

                ma Frank Matano no!

                Carcere subito.

              • Z. says:

                La nuda atrocità del nulla, come disse Vlad Shrek.

                Una fonte certa mi assicura che i profili degli assassini – se accessibili dopo la cattura – sono quasi sempre pieni di laide banalità motivazionali.

              • Per Z

                Ecco invece quattro delinquenti, con i quali mi identifico totalmente, e in positivo, avendo passato una parte della mia vita in una casa dove per entrare, dovevi sollevare il mitico nastrino rosso-bianco.

                Accusa: violazione del nastrino più furto di uno zaino della ditta, con gadgetini di plastica, magari a mollo nell’acqua da mesi.

                La proprietà è sacra, santa e divina!

                “Furto a bordo della Concordia: condannati i quattro tecnici della Titan Micoperi

                Erano accusati anche di violazione dei sigilli. Due di loro trafugarono uno zainetto. Furono identificati grazie alle telecamere di sorveglianza

                17 febbraio 2018
                Furto a bordo della Concordia: condannati i quattro tecnici della Titan Micoperi
                Sono stati tutti condannati i tecnici della Titan Micoperi accusati di aver trafugato dal relitto della Costa Concordia, sotto sequestro dopo il naufragio del 13 gennaio 2012, uno zainetto con il logo della compagnia e alcuni souvenir. I furti risalgono a novembre 2013.

                I quattro addetti, tutti stranieri, erano stati inchiodati dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza installato a bordo. Era stata la security ad avvertire i carabinieri di Isola del Giglio che, visionati i fotogrammi, li aveva identificati. I quattro erano stati tutti denunciati per violazione dei sigilli di area sequestrata.

                Oggi, dopo cinque anni, sono arrivate le condanne: sei mesi e 200 euro di multa (con doppi benefici) per furto e violazione dei sigilli a
                David John Freeburn, inglese di 47 anni, e Sean Ruddy, irlandese di 41 anni. Mentre due cittadini sudafricani, Melvin Lotter, 31 anni, e Hendrik Johannes Venter, 33 anni, sono stati condannati a 4 mesi e 200 euro di multa (con gli stessi benefici) per la sola violazione dei sigilli. L’accusa aveva chiesto un anno per i primi due imputati e sei mesi per gli altri due. Oltre a 300 euro di multa per tutti. Il giudice depositerà le motivazioni della condanna entro due mesi.”

              • PinoMamet says:

                Ok, ma…
                perchè rubare uno zainetto con qualche souvenir??

              • Per PinoMamet

                “perchè rubare uno zainetto con qualche souvenir??”

                Per lo stesso motivo per cui lo avrei fatto io.

                Diciamo per evitare che altra roba inutile finisse nell’inceneritore che farà morire di cancro il figlio del giudice.

              • Roberto says:

                “sei mesi e 200 euro di multa (con doppi benefici)”

                Praticamente niente….
                Non mi sembra una condanna troppo severa. Tu assumi quattro tizi per fare un lavoro e questi si fottono i souvenir
                Magari nella borsa c’erano delle foto di tizio, morto nel naufragio, che la famiglia avrebbe voluto recuperare e che invece gli sciacalli hanno buttato nella spazzatura, indifferenziata per di più, contribuendo ad inquinare l’aria che respirano i figli di tizio

              • Per roberto

                “Praticamente niente….”

                Non mi lamentavo della sentenza.

                Dagli scarni dati che abbiamo, non doveva essere lo zaino di qualcuno: era semplicemente “uno zainetto con il logo della compagnia e alcuni souvenir”. Che io interpreto come lo zainetto promozionale che l’equipaggio regalava ai passeggeri come ricordo/pubblicità, con dentro qualche gadget della ditta.

                Almeno nei media, non risulta che fosse di qualcuno.

                L’altro giorno ero in una fabbrica per lavoro, e mi sono tenuto gli occhialini di plastica che ti danno per sicurezza. Valore forse 50 centesimi, ma ai bambini piacciono molto, e per i soliti motivi di discutibile igiene, se li avessi restituiti, li avrebbero semplicemente buttati.

                Quanti mesi mi dai?

              • Roberto says:

                Troppi pochi elementi per giudicare ma ti invito a riflettere sulle parole

                “ti danno”

                Ti avevano chiesto di restituirli? In caso di risposta negativa, saresti colpevole di cosa? (A parte il fatto di dare ai bambini una cosa di plastica che finirà nell’inceneritore e quindi nell’aria che respirate)

              • Per roberto

                “Ti avevano chiesto di restituirli?”

                No, ma c’era un bidone vicino all’ingresso per buttarli, e non l’ho fatto.

                In effetti, è curioso come ognuno di noi si immagini le cose in un certo modo, e da quella immaginazione tragga una propria opinione:

                tu ci hai visto lo zaino personale di qualcuno, con una foto personale, e magari ti è venuto in mente qualcosa che ti è successo nella vita.

                Io ci ho visto lo zainetto promozionale dell’azienda, e ho pensato subito agli occhialini.

              • roberto says:

                PS. se usi gli occhiali protettivi più di una volta all’anno e non hai già pensato di comprarti i tuoi da portarti in giro invece di usare quelli usa e getta (5 euro che puoi sicuramente pure scaricare), sei colpevole di attentato alla salute del pianeta, nessuna pena è sufficiente!

            • Z. says:

              Miguel,

              non ho capito… come fai a sapere che quando gli imputati avrebbero buttato via gli zaini non sarebbero poi finiti in un inceneritore?

              • Per Z

                “non ho capito… come fai a sapere che quando gli imputati avrebbero buttato via gli zaini non sarebbero poi finiti in un inceneritore?”

                Semplice.

                Le schifezzuole sarebbero sopravvissute per generazioni: “vedi questo strano coso fatto di vera plastica, come si usava centocinquant’anni fa? Il mio trisnonno lo salvò da un naufragio! Purtroppo, dopo la Grande Smagnetizzazione, non si sa nulla della storia umana tra il 1990 e il 2040, ma fu in quegli anni misteriosi…”

              • Z. says:

                Ma come fai a sapere che sarebbe andata così? è un costume dei sudafricani? o c’è qualcosa che mi è sfuggito?

              • PinoMamet says:

                Tutto ciò mi ricorda un vecchio cartone animato e quindi va benissimo 😉 ma temo che non sia la spiegazione giusta.

                Io ipotizzo:
                -sciacallaggio andato a male: pensavano ci fosse roba molto più costosa di cui impadronirsi;

                oppure:
                -era roba loro e sono riusciti a prenderne solo una parte (riappropriazione/bravata);

                ma a conti fatti, se era roba loro sapevano già di cosa si trattava, e valeva la pena rischiare per un paio di camice e di calzini? Non regge troppo, a meno che non si trattasse di (e qui entra l’ipotesi 3)…

                -una copertura: i tizi sarebbero stati mandati dalla Costa Crociere o dalla Titan o altri appositamente per distrarre e farsi beccare mentre qualcuno operava un’altra azione illegale più significativa: siamo in piena sceneggiatura poliziesca però.

              • Per PinoMamet

                “Io ipotizzo:
                -sciacallaggio andato a male: pensavano ci fosse roba molto più costosa di cui impadronirsi;”

                ma cosa c’è di strano?

                Ti trovi, per motivi di lavoro, su un sito “storico”.

                Ti porti a casa un insignificante souvenir (totalmente privo di qualunque valore per chiunque altro), dove c’è scritto comunque il nome della nave.

                Da raccontare in giro agli amici, o mettere come soprammobile in casa.

                Con questo, non sto giudicando i giudici, sto solo dicendo che mi identifico totalmente con i condannati.

              • PinoMamet says:

                L’ipotesi 2 l’avevo formulato pensando fossero tecnici della Concordia; invece sono della Titan, che non so di preciso di cosa si occupi.

                Secondo me l’ipotesi più probabile è lo sciacallaggio mal riuscito.

              • PinoMamet says:

                “ma cosa c’è di strano?

                Ti trovi, per motivi di lavoro, su un sito “storico”.

                Ti porti a casa un insignificante souvenir (totalmente privo di qualunque valore per chiunque altro), dove c’è scritto comunque il nome della nave.”

                mmm sì, ci sta come ipotesi.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Con questo, non sto giudicando i giudici —

                …è tornato il Miguel che non giudica 🙂

              • Roberto says:

                Di tutti i criminali di cui parliamo quello con cui mi identifico di più è il mariolo. Certo per la vittima il mariolo è odioso, ma almeno puoi pensare che non ha tante scelte, che la fame è fame.
                Gli sciacalli sono dei veri imbecilli.
                Il puttaniere (l’unico non criminale, lo ricordo) moralmente disgustoso (e fatte ‘na sega!)

              • Z. says:

                Non c’è nessun criminale con cui riuscirei a identificarmi.

                Alcuni di loro mi suscitano empatia, altri meno, ma farei proprio fatica ad identificarmi tanto con gli uni quanto con gli altri.

                Abbiate pazienza, che devo dirvi… sono una persona noiosamente borghese, salvo che per il magro conto in banca.

  37. Vedo che la signora Boldrini ha chiesto che si vietino i “movimenti neofascisti”.

    Presumo che si tratti di Forza Nuova e Casa Pound.

    Partiamo dalla premessa che la Destra (compreso il feroce Salvini) potrebbe anche farcela ad avere la maggioranza assoluta in parlamento.

    Però ha un problema: sia FN che CP hanno presentato liste proprie.

    Diciamo che è fisicamente impossibile che entrino in parlamento, però potrebbero togliere insieme un 5% di voti alla Destra.

    Salvando così l’Italia dal Ritorno del Duce.

    Per fortuna del fascismo, la Boldrini veglia: vietiamo FN e CP, così tutti quelli che la pensano in quel modo concentreranno il loro voto su Salvini.

    • Francesco says:

      Vedi che concordi con noi sull’intelligenza della Boldrini?

      Non bastava il patto di pubblicità reciproca con i centri sociali, adesso pure lei si mette al servizio di questa gentarella?

  38. Leggo, come una delle principali notizie del momento, che un candidato del M5S avrebbe avuto un alterco con la moglie e la figlia avrebbe sbattuto la porta, uscendo di casa per alcune ore.

    E’ un fatto di una gravità inaudita, che sicuramente non è mai successo in alcun altro partito (l’ultimo episodio analogo risale al 1342 a Padova, però lì ci è scappato anche uno schiaffo).

    Unico dubbio… com’è che la notizia è uscita dal commissariato di polizia dove la signora è andata a sfogarsi, senza poi fare alcuna denuncia, ed è arrivata in prima pagina sui media?

    Che Dio ci preservi sempre dalla Politica.

  39. “Che Dio ci preservi sempre dalla Politica.”

    Il problema è sempre quello.

    “Fare politica” è sicuramente utile alcune volte: penso a Gabriele Toccafondi, cattolico di estrema destra, che il PD ha candidato nel collegio più blindato di Firenze. Nessuno lo conosce, ma in silenzio riesce a tenere in piedi tutto il sistema delle scuole private cattoliche finanziate con fondi pubblici.

    Ma appena esci dal silenzio, ti ammazzano. Non per qualche cosa di significativo che tu possa aver fatto, ma per qualunque attimo in cui hai litigato con la moglie, scritto una cosa minimamente criticabile su Facebook… non importa: la politica sono mille occhi puntati su di te al solo scopo di farti fuori.

    • Francesco says:

      mi piace questo Toccafondi, a parte le simpatie politiche, spiega meglio in che modo è un benefattore di Firenze

      PS ti ricordo che non esistono i fondi pubblici, esistono i fondi dei cittadini prelevati dallo Stato

      😀

  40. Giustamente, qualcuno mi chiede:

    “allora perché devono scrivere ogni giorno frivolezze su Facebook, ognuna delle quali potrebbe essere attaccabile?”

    Risposta semplice.

    Se non scrivi frivolezze su Facebook, sei fuori dalla competizione elettorale.

    Ma prima o poi abbassano tutti la guardia, scrivono qualcosa che non è banale, e allora sono morti.

    Peggio per chi vuole fare “politica”, ovviamente.

  41. Z. says:

    Miguel,

    — Se non scrivi frivolezze su Facebook, sei fuori dalla competizione elettorale. —

    Ne siamo proprio sicuri sicuri? non so, io qualche dubbio al riguardo ce l’ho…

    • Z. says:

      Mi spiego meglio.

      Grillo era spesso criticato perché si sottraeva ai confronti TV.

      Ora, si può dire che lo faceva perché non avrebbe saputo reggere il confronto con nessun contraddittore. Probabilmente è vero, ma non è questo il punto.

      Il punto è: servono davvero, i confronti TV, per promuovere il proprio partito?

      Ecco, sbaglierò, ma io sospetto che non servano a granché.

      Chiunque abbia seguito con un minimo di obiettività il dibattito tra Renzi e Zagrebelsky si sarà accorto che quest’ultimo era parecchio a disagio ogni qual volta si usciva dal seminato propriamente tecnico. Lo stesso professore, l’indomani, si rammaricava di non essere stato efficace, ripromettendosi di non partecipare più a dibattiti di questo genere. Ottimo proposito, dal mio punto di vista: detto questo, dubito che l’ottima performance del tuo concittadino abbia spostato di una virgola le intenzioni dell’elettorato.

      Che poi, intendiamoci: non è detto che questo sia un male, eh. L’idea che le capacità di un politico siano misurate da quanto è telegenico, francamente, non mi sembra così esaltante.

      Quindi bene faceva Grillo, secondo me, ad evitare i confronti TV, e a far sì che fosse la TV a inseguirlo e non viceversa.

      Allo stesso modo, ho molti dubbi che all’elettore medio interessi seguire la campagna elettorale dei politici sul web. Alla fine, i politici e le loro dichiarazioni sono antipatici a tutti. Reclutare influencer si è rivelato molto più proficuo, almeno per i grillini (pare che altri ci abbiano provato, ma con esiti non all’altezza).

      • Per Z

        “Reclutare influencer si è rivelato molto più proficuo, almeno per i grillini”

        Partiamo dalla certezza che ho torto, lo dimostrano i sondaggi.

        Quindi non vi sto chiedendo di darmi ragione, vi sto solo chiedendo di dirmi dove sbaglio.

        Pensiamo a Firenze.

        Dove, come si sa, esiste un Partito Unico e basta.

        Con Toccafondi che garantisce il voto delle parrocchie, dei preti, degli scout, dei genitori delle scuole cattoliche.

        Con NonImportaChi che garantisce il voto dei vecchietti che odiano i fascisti e sognano la giustizia sociale.

        Con il Ristoratore Caio che assicura il voto di cinquecento ristoratori, ognuno dei quali con una decina di dipendenti.

        Con l’UISP (già “unione italiana sport popolare”, adesso “unione italiana sport per tutti”) che ha 50.000 iscritti in una città di 350.000 abitanti, che ordina, votate per il Partito Unico, se no chi vi garantisce un’altra maratona per le nostre strade.

        con il Marchese F. e la contessa M., cui nessuno in tutta la città avrebbe mai il coraggio di dire di no, che dicono, votate per il Partito Unico (e tutti i loro fornitori e domestici di corsa a seguire)

        con le cooperative di sfigati a 700 euro al mese se va bene, ma senza il Partito Unico l’appalto non l’avreste nemmeno

        con tutta la rete delle banche che danno prestiti e li negano, delle associazioni dei commercianti, dei giri degli imprenditori, che ricordano, “al mondo esiste un solo partito!”

        e ogni volta che vai da qualunque negoziante in città, dalla macchinetta esce lo scontrino fiscale, con stampato dietro il cognome del padrone dell’aeroporto, delle autostrade, dello stadio, degli appalti, che mantiene il Partito Unico.

        E tutti i bambini portati a fare le gare sportive davanti al sindaco?

        L’altro giorno, il Sindaco sorridente ha invitato tutte le coppie sposate da cinquant’anni, in Palazzo Vecchio, e c’era talmente tanta gente a sorridergli che hanno dovuto mandare fuori parenti e invitati a godersi la scena su uno schermo.

        E poi quelli del Partito Unico sanno tutto di ciascuno di noi, in maniera mai aggressiva o offensiva, semplicemente, ogni cittadino sa dove gli conviene andare e da dove può sperare che gli arrivi un favore.

        Come è possibile che una potenza così straordinaria sia ridotta come effettivamente è?

        • Z. says:

          Premesso che ho molti dubbi che i sondaggi sui partiti dimostrino granché, su cosa ritieni di avere torto?

    • Per Z

      “— Se non scrivi frivolezze su Facebook, sei fuori dalla competizione elettorale. —

      Ne siamo proprio sicuri sicuri? non so, io qualche dubbio al riguardo ce l’ho…”

      Certo, se sei Toccafondi, il problema non si pone nemmeno.

      Chiami Renzi molto in privato, gli dici, “mettimi nell’ultimo collegio sicuro del PD, così non devo nemmeno fare campagna elettorale”, e Renzi obbedisce.

      Facebook nemmeno esiste.

      Ma se non sei Toccafondi, che fai?

      • Z. says:

        Capisco ciò che intendi, ma io ho proprio grossi dubbi sul fatto che il Tomo de’ Ceffi sia utile all’autopromozione.

  42. mirkhond says:

    “Non mi spaventa il tizio che fa sacrifici umani”

    Neanche se ad essere sacrificato fossi tu in persona? 🙂

    • Peucezio says:

      Vabbè, è una logica che lascia un po’ il tempo che trova, perché in Africa c’è chi muore perché io possa avere un nuovo telefonino veloce.
      Eppure nessuno di noi rinunica al nuovo telefonino veloce e nessuno di noi è alieno dal provare orrore se sente le storie di inquinamento e sfruttamento che comportano la sua produzione.
      Per cui, se uno che vive sulla montagna mangiando bacche o coltivando la terra, senza elettricità, telefono, ecc., mi addebita la mia incoerenza, gli do ragione, ma solo lui è titolato per addebitarmela.

      Quindi sì, se fossi sacrificato io mi spaventerei, ma siccome non è così non mi spavento, per lo stesso motivo per cui non ho nessun problema ad ammettere che potrei essere a favore della schiavitù, se fossi un proprietario. D’altronde ce ne sono stati milioni, nella storia, di proprietari favorevoli alla schiavitù, mentre credo siano stati molto meno nella storia gli schiavi favorevoli alla schiavitù e fossero tutti schiavi molto privilegiati. E’ nella logica delle cose umane perseguire privilegi e volerli mantenere a scapito di altri.
      Poi ci sono gli utopisti egualitaristi e se sono davvero conseguenti, li rispetto.

      • Francesco says:

        Hai appena tessuto l’elogio di Henry David Thoreau, uno degli autori preferiti di mia madre!

        Il che non toglie che i sacrifici umani in senso stretto facciano proprio schifo e vadano aboliti a tamburo battente.

        Nel contempo, meglio se si lavora anche a migliorare le condizioni di lavoro in tutto il mondo, non vorrei fare il cattivo de “la professione della signora Warren”

        • Peucezio says:

          Francesco,
          “Il che non toglie che i sacrifici umani in senso stretto facciano proprio schifo e vadano aboliti a tamburo battente.”

          Donde codesta avversione?

          “Nel contempo, meglio se si lavora anche a migliorare le condizioni di lavoro in tutto il mondo, non vorrei fare il cattivo de “la professione della signora Warren””

          Non conosco la signora Warrer, ma sono d’accordo sul concetto.

  43. Tornando in tema…

    Vedo che in tutta Italia, c’è gente che si fa arrestare per cercare di disturbare comizi di Forza Nuova e Casa Pound.

    Ora, immagino che i contestori abbiano paura che esponenti di FN e CP entrino in parlamento e da lì impongano leggi agli italiani che i contestatori legittimamente non gradiscono.

    Bene, come fare per impedire che arrivino in parlamento?

    Bisogno che prendano pochi voti.

    E siccome i voti li prendono da gente di Destra, presumo che stiano cercando di convincere la gente di Destra a non votare per FN e CP; e a preferire quindi Salvini e Berlusconi.

    Ora, gli italiani in questo momento non sanno che esiste una lista di “estrema sinistra”, Potere al Popolo, che si presenta alle elezioni.

    Mentre tutti sanno che si presentano sia FN che CP.

    Perché nessuno contesta PP, e quindi nessuno gli fa pubblicità.

    Ora, prendiamo un elettore di Destra, che non sopporta i “comunisti”, e che si appresta a votare tranquillamente per Berlusconi.

    Poi tutti i giorni legge che i “comunisti” tirano petardi e ogni tanti picchiano qualche poliziotto, per dire che i loro veri nemici sono FN e CP.

    Allora, secondo voi l’elettore di Destra, che non ha mai prima sentito parlare di questi microscopici gruppetti, sarà tentato a tenersene alla larga, o magari proprio a votare per loro?

    Ma ecco che disperde il suo voto, e Salvini e Berlusconi digrignano i denti dalla rabbia!

    • Peucezio says:

      Che strateghi geniali! 🙂

      • Per Peucezio

        “Che strateghi geniali! ?”

        Beh, non possiamo immaginare che siano idioti, quindi…

        • Francesco says:

          No, aspetta, scusa, CHI non sarebbero degli idioti in questa storia?

          i fascisti di CP/FN? i centrosocialisti che si fanno pubblicità a mazzate? Salvini e Silvio? i maoisti di PaP?

          perchè in effetti “branco di idioti” è la prima cosa che mi viene in mente

          ciao

          • Per Francesco

            ” i maoisti di PaP?”

            🙂

            Si vede che non conosci i veri maoisti.

            I quali, ricordiamo, si dividono in tre specie:

            – lo 0,01% che sta in Italia
            – il 4,99% che sta nelle Filippine
            – il 95% che sta in India, ed è gente seria.

            • Sempre per Francesco

              “Si vede che non conosci i veri maoisti.”

              I maoisti italiani non simpatizzano affatto per PaP:

              http://www.pmli.it/articoli/2018/20180131_04L_Poterealpop.html

              (sorprendentemente, le critiche di questo tipo sul sito del PMLI di solito sono fatte bene e danno molte informazioni inedite)

              “la composizione politica di questa lista [PaP], anche se ha origine tra i centri sociali, gli “autonomi” e il “sindacalismo di base”, è egemonizzata prevalentemente da forze ed esponenti della sinistra trotzkista, con al centro il PRC e il PCI e con varianti che vanno dai bordighisti e la cosiddetta “Quarta Internazionale” fino ai CARC, e il tutto con De Magistris defilato ma sempre sullo sfondo. Ma è senz’altro il PRC a tirare le fila del nuovo “soggetto politico”, dal quale provengono o comunque fanno riferimento diversi dei principali esponenti e candidati della Lista. Nel PRC hanno avuto infatti la loro formazione politica i principali esponenti e candidati della Lista, a cominciare dal suo portavoce e capo politico, Viola Carofalo (non candidata), per non parlare della Menapace e dello stesso Acerbo.
              Del resto è il progetto stesso di questa sorta di nuova “sinistra arcobaleno” di bertinottiana memoria ad essere farina del sacco dei dirigenti trotzkisti di Rifondazione”

              Interessante comunque che i postmaoisti dei CARC sostengano PaP http://www.carc.it/2018/01/03/sulla-lista-potere-al-popolo/ , ma loro spesso capaci di alleanze anche sorprendenti, in base al principio maoista del “Nuovo Potere”.

              Sul fronte avverso, però anche i trotzkisti del Partito Comunista dei Lavoratori si presentano alle elezioni, contro PaP:

              https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=5770

              • In compenso, PaP gode del sostegno, nientemeno, che del Partito Comunista Italiano (PCI), con identico simbolo del partito di Togliatti. https://www.ilpartitocomunistaitaliano.it/

                Fondato da tale Manuela Palermi, che nel (vecchio) PCI entrò all’età di dodici anni.

                Resuscitazione Comunista.

              • Il Partito Comunista Italiano ovviamente non va confuso né con il nuovo Partito Comunista Italiano (notare nal “n” minuscola di “nuovo”) dei Carc, né tantomeno con il Partito Comunista di Marco Rizzo, che si presenterà anch’essa alle elezioni.

              • Francesco says:

                Mig

                dal sito avrei proprio detto che la fonte ideologica del PaP fosse il GrandeTimonierismoItaliano degli anni ’70

                Dici che sbaglio?

              • Peucezio says:

                A proposito di Rizzo, l’ho visto l’altro giorno in televisione.
                Sembra incredibile, ma ero d’accordo al 100% su quello che diceva.
                Ma proprio al 100%.

                Stessero attenti: fra un po’ si arriverà al punto che dire che non va bene sfruttare la gente facendola lavorare per 3 euro all’ora senza poter andare neanche al cesso sarà considerato un pericoloso discorso fascio-razzi-nazi-populista, manco si stessero negando le camere a gas.

              • Peucezio says:

                Ah, dimenticavo, e anche omofobo, xenofobo e, parafrasando Feltri, idrofobo.

              • Francesco says:

                Peucezio,

                se gli va bene io i tre euri me li tengo. Il problema (come direbbe Marx) è capire perchè c’è gente disposta a lavorare per 3 euri che sono oggettivamente uno stipendio di merda.

                Ma capire è meglio di deprecare.

              • Peucezio says:

                Non ci vuole molto.
                Perché non c’è di meglio.

                Che poi è vero fino a un certo punto, perché ci sono lavori manuali molto meglio pagati di quello del call center, che è considerato un lavoro “di concetto” (benché invece sia un lavoro di merda), solo che i laureati non vogliono sporcarsi le mani e oltretutto non sanno fare un cazzo.

                Ciò non toglie che ci sia un problema, perché anche fare l’operaio comincia a diventare difficile (da trovare) e più duro di un tempo.

              • Z. says:

                Non è facile che un laureato venga preso a fare l’operaio…

        • roberto says:

          “Beh, non possiamo immaginare che siano idioti, quindi…”

          e perché no?

          ti racconto la parabola del giovin roberto

          in una delle primissime cause che ho trattato, leggevo la memoria di un avvocatissimo, un megaprincipe del foro, nobile, feroce, ammirato, anzi idolatrato. leggevo un paio di cazzate terrificanti e ho perso un paio di giorni a dirmi “dai non è possibile, non può scrivere una cosa così, sono io che non capisco, Lui è Lui”.
          finché non ho capito (grazie al saggio consiglio del mio capo), che tutti gli esseri umani dicono e fanno cazzate di continuo, la sola differenza sta nel quantum, non nell’an.

  44. Peucezio says:

    OT:
    https://www.facebook.com/events/575136066164874/
    Simpatizzanti di donna Prassede e del Sopracciglio Unico Antifascista Militante, partecipate numerosi!
    Viva l’Unica Democrazia del Medioriente!

    • PinoMamet says:

      Peucè

      ricapitoliamo: Emanuele Fiano, colpevole di avere delle sopracciglia cespugliose, parteciperà a una tavola rotonda/fritto misto di argomenti (razzismo, antisemitismo, medio oriente…) che gli ha già fruttato gli strali dell’immancabile Meotti perché di non stretta osservanza filo-destra israeliana (di fatto, ne dà notizia il sito di Sinistra per Israele);

      nel frattempo, da Gaza sparano missili su Israele (notizia non data su Palestinenews) e da Israele risparano su Gaza (notizia data con enfasi patriottica sui siti filo-israeliani)

      A me sfugge un legame che non sia quello, nelle immortali parole dell’unico e vero Califfo, della noia… no, non ho detto gioia… 😉

    • PinoMamet says:

      Mi permetto di far notare di avervi risparmiato tutte le notizie di accoltellamenti di civili israeliani e linciaggi vari che ho ricevuto sul noto social network in questi anni…
      😉

      • Peucezio says:

        Pino,
        ma infatti per me tutto ciò è perfettamente naturale.
        Cioè non è naturale che si risponda con mezzi militari ad aggressioni di strada: sarebbe come se la Nigeria avesse bombardato l’Italia per colpa di Traini.
        Ma è del tutto naturale che la Boldrini (Fiano è dei loro, lì la cosa è lapalissiana) sia filosionista.
        Lo è un po’ di meno per tutti i bempensanti di sinistra radicale che fanno i filosionisti ed esaltano la Boldrini in quanto immigrazionista e antifascista. E per coloro, qui dentro, che non amano Israele ma difendono la Boldrini ogni volta che la si critica.

        Ma tu proprio non sei implicato in tutto ciò: non hai mai fatti professioni di antisionismo.

      • PinoMamet says:

        Beh, molti anni fa ero molto più critico verso Israele, questo sì.
        Poi l’ho conosciuto meglio e ho visto ictu oculi che molte delle cose che gli vengono imputate sono semplicemente false.

        Per esempio, di regola non risponde militarmente contro le aggressioni di strada (cioè, prendere un tizio che aspetta l’autobus con la kippah in testa e ucciderlo a coltellate, per esempio: di casi così ce ne sono stati due in un paio di mesi, se ricordo bene);
        ma sicuramente risponde militarmente contro il lancio di razzi.

        Si può discutere se la risposta sia proporzionata o meno, e lascio volentieri la discussione a chi se ne intende di più
        (secondo me in certi casi è stata sproporzionata).

        Invece non capisco- non dico polemicamente: proprio non capisco- cosa c’entri se la Boldrini è a favore degli immigrati e contro il fascismo.

        • Peucezio says:

          Ripeto,
          c’entra perché la Boldrini piace a tutto il centrosocialume immigrazionista che si dichiara anche filosionista.
          Insomma, non è colpa mia se in Italia il filosionismo è considerato una posizione di destra, anzi, a me sembra una follia che grida vendetta alla logica e al buon senso.
          Però è così.

          • Z. says:

            Peucezio,

            1) dove hai letto che Laura Boldrini sarebbe filoisraeliana (filosionista non vuol dire un tubo)?

            2) dove hai letto che i movimentisti da centro sociale, in Italia, sarebbero filoisraeliani (filosionista non vuol dire un tubo)?

            • PinoMamet says:

              Sulla posizione della Boldrini riguardo a Israele non so niente.
              Tra i filoisraeliani da tastiera che conosco, è popolare più o meno quanto lo è presso Moi 😉

              I centri sociali, che io sappia, sono da sempre fortemente anti-israeliani.

              • Z. says:

                Credo che “fortemente” sia un garbato eufemismo…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “Tra i filoisraeliani da tastiera che conosco, è popolare più o meno quanto lo è presso Moi ?

                I centri sociali, che io sappia, sono da sempre fortemente anti-israeliani.”

                Ecco. Questo è quanto.

              • Francesco says:

                Concordo

                io non li conosco molto ma gli unici che hanno tempo da perdere a dichiararsi anti-sionisti sono appunto quelli dei centri sociali

                i neri di solito si fanno meno problemi e ce l’hanno esplicitamente con gli ebrei

                almeno di recente

                🙂

            • Peucezio says:

              Z.
              quante storie fra te e Pino.
              Io ho riportato degli eventi. Reali.
              Poi ognuno li interpreti come vuole.

              • Z. says:

                Peucezio,

                fammi capire, ché come sai non sono molto intelligente.

                Prima scrivi parli di

                “centrosocialume immigrazionista che si dichiara anche filosionista.”

                Poi concordi, a quanto capisco, con Pino che osserva che:

                “I centri sociali, che io sappia, sono da sempre fortemente anti-israeliani.”

                Allora, capiamoci, questi centri sociali sono filosionisti o anti-israeliani? o entrambe le cose assieme?

              • Peucezio says:

                Quando mai avrei detto che sono filoisraeliani?

                Li prendevo per il culo, perché fanno gli antifascisti e immigrazionisti radicali e poi la massima rappresentante dell’antifascismo e dell’immigrazionismo va a braccetto con i sionisti, loro nemici, il che mi diverte.
                Questo è tutto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                mi prendi in giro?

                Hai parlato di “centrosocialume immigrazionista che si dichiara anche filosionista”

                Dove sarebbe il “centrosocialume” che si dichiara “filosionista”, e che contemporaneamente è filo-israeliano?

                Comunque hai naturalmente ragione, il linguaggio è una convenzione. Il termine “sionismo”, come il termine “Consulta”, conosce un uso giornalistico approssimativo:

                http://www.treccani.it/vocabolario/sionismo

                ma appunto, è un termine esso stesso partigiano, che può essere frainteso, e che non è invalso nell’uso al di fuori di un settore minoritario di critici di Israele.

              • Peucezio says:

                Z.,
                lapsus calami (non so qual è il genitivo di “tastiera”).
                Volevo dire “antisionista”.
                Chiedo venia per l’equivoco.

              • Z. says:

                Ecco, ora la tesi è più chiara!

                Comunque propongo “lapsus digiti”.

                Veh come sembro istruvito 😀

            • Peucezio says:

              Z.,
              cos’è che non va nel termine “filosionista”?

              • Z. says:

                Non c’è niente che non vada, Peucè, ma non mi è chiaro che significhi, oggi, opporsi ad un’ideologia politica dell’Ottocento.

                Chi supporta le politiche israeliane sarei per chiamarlo “filo-israeliano”, così si evitano ambiguità. E ci si capisce meglio. Ché in fondo il linguaggio serve a capirsi, e non a darsi importanza 😉

              • Peucezio says:

                Vabbè, ma è un uso consolidato ormai quello di “antisionismo” per indicare l’ostilità allo stato d’Israele.

                Come di “antisemitismo” per indicare l’ostilità agli ebrei, che è un uso molto fortemente iperonimico (gli ebrei sono una piccolissima parte dei semiti del mondo), quindi del tutto improprio se preso alla lettera.

                Insomma, il linguaggio è una convenzione 😛

              • Z. says:

                Iperonimico!

                Qui dovrei ribadire che il linguaggio non dovrebbe servire a darsi importanza. Ma non sarei sincero. La verità è che adoro quando parli difficile 😛

              • Peucezio says:

                Ti ringrazio 🙂

                Sono un tecnico e ho il vizio di tutti i tecnici…

          • Per Peucezio

            “c’entra perché la Boldrini piace a tutto il centrosocialume immigrazionista ”

            Non credo.

            E’ pur sempre un’espressione dello Stato.

            Poi è vero che anche i centri sociali sono una realtà incredibilmente variegata, quindi non escludo che in qualche centro sociale la accoglierebbero ad applausi non molto calorosi, in qualcun altro a bottigliate.

            • Peucezio says:

              Può essere.

              Purché si sappia che la stessa che è solidale con i popoli poveri e oppressi che dovrebbero venire a quintalate in Italia senza freni va anche a parlare alle conferenze organizzate da gruppi che sostengono uno stato che si è impossessato dei territori di un popolo mediorientale e che erige muri, barriere e crea check point e posti di blocco a gogò.

              • PinoMamet says:

                Magari si parla proprio di quello… 😉

              • Peucezio says:

                Guarda, se la Boldrini è andata dai filoisraeliani per criticare Israele e la sua politica con i Palestinesi, non ho nessun problema a lodarla.

              • PinoMamet says:

                Sinistra per Israele non sono proprio filoisraeliani;

                cioè, naturalmente lo sono, ma sono molto critici verso la destra israeliana e in generale verso tutti gli aspetti di Israele che piacciono alla destra

                (reazioni di stampo militare, diffidenza verso l’immigrazione, conflitto con il mondo arabo ecc.)

              • PinoMamet says:

                Diciamo che sono filoisraeliani, ma nel mondo della politica italiani verrebbero percepiti come antiisraeliani 😉

              • Peucezio says:

                Ah, ma quindi li conoscevi?
                Io ne ho appreso l’esistenza oggi…

        • Peucezio says:

          Sulla questione della risposta agli attacchi hai ragione effettivamente.

          Circa la proporzionalità,
          non voglio convincerti, per carità. Oltretutto hai una posizione piuttosto equilibrata.

          Però io la interpreterei sul piano del numero di morti. Credo che siano proprio altri ordini di grandezza, più o meno da sempre e ogni volta.
          Sarebbe interessante comunque leggere qualche statistica.

          • Francesco says:

            Ah, se il governo italiano fosse il mandante (o anche solo connivente con l’organizzazione mandante) del Traini e non l’avesse sbattuto subito in galera, credo che sarei abbastanza disponibile a riconoscere alla Nigeria (o al Gabon?) un certo diritto a incazzarsi.

            Cannoniere ne hanno da mandare a bombardare Genova?

            • Peucezio says:

              Un conto è incazzarsi, un altro bombardare.
              Comunque do atto a Pino che effettivamente il paragone era improprio.

    • PinoMamet says:

      Comunque, aripovera Boldrini!

      Destra filoisraeliana: ecco, va a parlare alla riunione degli amici degli arabi, vorrà dettare legge anche in Israele e dirgli di accogliere i palestinesi, e poi è amica della Mogherini…
      Sinistra filopalestinese: ecco, va a parlare alla riunione dei sionisti, da noi si impegna in battaglie inutili sulle desinenze e intanto là appoggia uno stato che occupa…
      Destra antiisraeliana: ecco, è amica degli ebrei, tutto torna, fa parte del piano mondialista per sostituire la popolazioni a beneficio dei Savi di Sion…

      😉

  45. Mauricius Tarvisii says:

    La cosa che mi incuriosisce di più è come l’azione di privati cittadini, se compiuta da parte di appartenenti alla frazione sfigata del pianeta, sia sempre percepita dalla frazione fortunata del pianeta come una buona ragione per scatenare guerre contro intere popolazioni.
    L’esempio della Nigeria che ci bombarda per Traini credo che sia più che calzante: non può farlo perché Traini è un cittadino della frazione fortunata e la Nigeria fa parte della frazione sfigata.

    • Peucezio says:

      Ahimè, diconsi rapporti di forza.

      Però si vorrebbe almeno che chi esercita la forza la chiamasse col suo nome, invece di pretendere che sia un atto di giustizia o di autodifesa.
      Una delle cose odiose dell’Occidente contemporaneo è che ti dà un calcio nel culo e dice pure “ahi!”.

    • PinoMamet says:

      Beh, se ti riferisci al lancio di missili da Gaza, non è l’azione di privati cittadini, ma di Hamas…

      poi se mi parli di sproporzione militare (anche se in questo caso non ho proprio idea dell’entità della reazione israeliana) è un altro conto…

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non è sempre Hamas. In ogni caso, anche se fosse sempre Hamas, se non vado errato Israele non riconosce il governo di Hamas come legittimo, quindi agli occhi dello Stato ebraico quelli di Hamas sono privati cittadini. O sbaglio?

      • Mauricius Tarvisii says:

        anche se in questo caso non ho proprio idea dell’entità della reazione israeliana

        Un paio di volte è stata di sganciare un po’ di piombo fuso su un centro abitato…

      • PinoMamet says:

        Quella del piombo fuso è una delle scelte linguistiche più infelici della propaganda israeliana; visto che l’operazione è stata nel periodo delle feste, si faceva riferimento al piombo liquefatto e gettato nell’acqua, una vecchia tradizione popolare (non solo ebraica) di gioco/previsione del futuro.
        Solo che fuori dal mondo ebraico non se ne ricordava nessuno e ovviamente si è pensato a qualche scelta linguistica da guerrafondai assetati di sangue.

        A parte questo, Israele sostiene che le sue operazioni siano mirate a distruggere le basi di Hamas.

        Che Hamas venga considerato o meno uno Stato legittimo mi pare questione di lana caprina, sinceramente…

        • Mauricius Tarvisii says:

          No, no: direi che il nome israeliano dell’operazione non poteva essere più azzeccato per indicare centinaia e centinaia di morti ammazzati in questo divertente gioco tradizionale portato avanti per il sollazzo dei piloti dello Stato ebraico.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Che poi secondo me è peggio la tua spiegazione della percezione collettiva. Esaltarsi per la violenza è anche umano, ma chiamare una carneficina “grande festa del tiro al piccione” è da veri figli di puttana.

      • PinoMamet says:

        Comunque credo che quella (Piombo Fuso) sia stata una reazione assolutamente sproporzionata e al limite (o oltre il limite) della “punizione collettiva”, se ti interessa un parere personale.

        Altre reazioni israeliane invece mi sembra siano state sostanzialmente di routine e del tutto prevedibili (e forse in certi casi volute, data la scelta delle posizioni di partenza dei razzi presso scuole, ospedali ecc.) da Hamas o chi per loro (Jihad Islamica ecc.)

    • Francesco says:

      x MT

      quindi in fatto che Traini sia stato subito sbattuto in galera è indifferente?

  46. mirkhond says:

    Pienamente d’accordo con Peucezio.

  47. PinoMamet says:

    Meanwhile, nel non-capoluogo:

    -dopo l’aggressione all’aiuto kebabbaro della kebabberia più famosa della città a opera di “giustizieri della notte” riconducibili ad ambienti dell’estrema destra, c’è stata l’aggressione al famosissimo (in città) gestore di un locale di panini del centro, noto per le sue creazioni particolari, a opera della gang di ragazzini extrascolastici che per qualche motivo si aggira in centrocittà e nessuno è ancora riuscito a scacciare efficacemente perché minorenni.
    Questi, a quanto pare, sono per la maggior parte di origine straniera.

    Significativamente, per il kebabbaro c’è stata un’imponente manifestazione di sostegno e messaggi di solidarietà; per il paninaro (absit iniuria) moooooolto meno e niente manifestazione, anche se la baby gang sta sul cazzo a tutti.

    Vittoria della “sinistra immigrazionista”? Sì, ma di Pirro: perché i destrorsi e gli antiimmigrazionisti hanno la loro bella card “due pesi e due misure” da giocare nell’ennesima puntata del gioco di ruolo politico…

    • PinoMamet says:

      C’è da dire che il paninaro ha solo avuto la vetrina rotta.

      Però le persecuzioni da parte dei piccoli figli di mignotta, a lui e altri negozi e ignari passanti del centro, durano da un bel po’ (un signore, tra l’altro con problemi fisici, è stato aggredito e malmenato senza ragione l’anno scorso).

      • Peucezio says:

        In questo caso una bella spedizione punitiva da parte di ronde di cittadini sarebbe risolutiva.

        Io lancerei la moda della caccia al minorenne con bastoni e manganelli.

        • PinoMamet says:

          Magari si potesse!

        • Z. says:

          Peucezio,

          occhio, rischi di prenderle di santa ragione dal minorenne!

          e poi chi assumo come precettore quando divento ricco??

          • Peucezio says:

            Ah, perché secondo te la volevo fare io la ronda? Mi hai preso per scemo?? 🙂

          • PinoMamet says:

            Ma no che non rischia. Sono solo quattro imbecilli, mica Mike Tyson. A mettersi in gruppo contro un disabile sono buoni, ma quando qualunque negoziante si incazza scappano come lepri. Giusto le vetrine sanno rompere.

        • Per Peucezio

          “In questo caso una bella spedizione punitiva da parte di ronde di cittadini sarebbe risolutiva.”

          Beh, dovrebbe difendere anche il kebabbaro però 🙂

          Personalmente, non ho nulla in contrario.

          Non vedo perché la violenza dovrebbe essere sempre delegata a qualche funzionario statale, con i cittadini che hanno l’unico ruolo di vittime/delatori.

          L’importante è che difenda tutta la comunità, e non solo una fazione.

          Ma è un discorso del tutto teorico, per i soliti motivi anagrafici occidentali.

          Dallo spacciatore, ci vanno i giovani, sono i vecchietti che se ne lamentano.

          • Francesco says:

            >> L’importante è che difenda tutta la comunità, e non solo una fazione.

            ops, Miguel ha appena scoperto perchè la violenza è delegata a funzionari pubblici addestrati e vincolati da leggi!

            per l’acqua calda quando?

            😀

    • Per PinoMamet

      “Vittoria della “sinistra immigrazionista”? Sì, ma di Pirro”

      Interessante.

      Ma credo che sia anche un fatto anagrafico: la gente in età da manifestazione, se non è totalmente apolitica, è di sinistra.

      Sono gli anziani che bofonchiano contro gli immigrati, ma dovendo andare a prendere il nipote all’asilo, fanno fatica a scendere anche in piazza.

      Poi la sinistra è più brava “fare rete”, cioè tutto l’insieme di comunicati stampa, comunicare il corteo, coordinare interventi, contattare altre realtà in Italia.

      Non mancano realtà organizzate a destra, ma sono microscopiche: penso che Casa Pound e Forza Nuova in tutta Italia avranno qualche centinaio di seguaci in tutto.

      Ah, alla scuola dell’infanzia di via Palazzuolo qui vicino, il figlio di una nostra amica è l’unico italiano in tutta la scuola. Nessun problema, però statisticamente, è interessante.

      • Peucezio says:

        In generale hai ragione, ma non sarei così drastico.
        Nel sud i giovani di ceto basso tengono ancora testa senza problemi agli immigrati e sono ancora tanti, anche se il problema demografico ora è forte anche lì.
        E anche nel nord in una popolazione italiana autoctona ancora fortemente maggioritaria una percentuale di giovani che fanno palestra, arti marziali o simili e dal carattere risoluto e deciso ci sono sempre: anche se sono l’1% dei giovani sono comunque tanti in assoluto e basta questo. Si sa che una minoranza organizzata e decisa crea deterrenza rispetto alla microcriminalità e al teppismo.
        Altro discorso è la criminalità organizzata straniera, ma anche quella, fra le forze dell’ordine e quella nostrana non è che sia difficile da tenere a bada.
        Il problema come al solito è culturale: è chiaro che se a Parma si facessero davvero le ronde e le spedizioni punitive contro i baby-teppisti succederebbe il finimondo, fra sinistra istituzionale e centri sociali. Se non fosse per questo virus culturale delle società occidentali, semplicemente non ci sarebbe gioco. Il problema è di legittimazione sociale, non di capacità materiale: quella si trova sempre, fra braccia e tecnologia.

        • Per Peucezio

          “E anche nel nord in una popolazione italiana autoctona ancora fortemente maggioritaria una percentuale di giovani che fanno palestra, arti marziali o simili e dal carattere risoluto e deciso ci sono sempre: anche se sono l’1% dei giovani sono comunque tanti in assoluto e basta questo.”

          Il problema è che queste cose hanno senso soltanto in un contesto più ampio e propositivo.

          Un gruppo di giovani che picchia altri giovani, e poi fa la stessa vita, mi interessa poco 🙂

          Casomai, penso ai Bianchi da noi, che con tutti i loro difetti, hanno anche qualche pregio, e vorrebbero – per quanto possibile – creare una rete che metta insieme la sicurezza di cui parli con attività sportiva, con la difesa degli anziani e dei poveri (di qualunque etnia), con la conoscenza del quartiere e tante altre cose.

          Solo se ti prendi la responsabilità complessiva del luogo in cui vivi, ha senso anche un elemento di autodifesa come quello che descrivi.

          E comunque l’Italia non è la Polonia, non lo è mai stata e non lo sarà mai.

          • Peucezio says:

            Spiegami questa cosa della Polonia…

            Sul resto siamo d’accordo: non basta solo la difesa, bisogna avere in mente un modello di società.
            (Però la difesa sarebbe già qualcosa, per conto mio: meglio che stare totalmente alla mercè dell’arbitrio di delinquenti e teppisti, stranieri o italiani che siano).

    • Per PinoMamet

      “Questi, a quanto pare, sono per la maggior parte di origine straniera.”

      Che poi a me la parola “stranieri” non piace.

      L’umanità residente sul suolo italiano, non si divide affatto in “italiani” e “stranieri”.

      Gli antipatici spacciatori maghrebini del quartiere esistono; e il fatto che siano maghrebini non è casuale: hanno legami tra di loro, magari anche di parentela; hanno delle proprie regole o non regole; hanno una lingua che li rende difficili da sorvegliare. Quindi, è giusto considerare anche questo aspetto, e non solo pensarli come “individui che delinquono”.

      Però hanno molto poco in comune con il pizzaiolo egiziano, con la famiglia tunisina che cerca di arrabbattarsi con lavoretti vari.

      E non hanno nulla in comune con i cinesi, o con gli albanesi, o con i peruviani (e penso che anche i peruviani siano molto diversi tra di loro).

      E poi c’è una grande differenza tra le generazioni: come giustamente sottolineava Peucezio, il figlio dell’immigrato “perbene” è spesso molto a rischio.

      • Peucezio says:

        Con buona pace di quelli che vogliono integrare e dare cittadinanze.
        L’integrazione domani significa bombe.
        Questo non lo ha capito (o fa finta di non averlo capito) nemmeno Salvini.
        Ci si preoccupa sempre dell’ultimo arrivato, che alla fin fine è il più innocuo.
        Io sarei per la massima ghettizzazione, altro che criticare i rom che non mandano i figli a scuola e vivono nei campi.
        Il terrorista è frutto dell’occidentalizzazione. Non c’è nulla di male in sé nel fatto che gli islamici da noi applichino la sharia al loro interno, compresa poligamia, spose bambine e simili. O non li fai venire, oppure non puoi pretendere di assimilarli
        1) per ragioni di principio: che diritto hai di farlo?
        2) perché l’esito è devastante e crea un’umanità di disadattati e di delinquenti.
        Io addirittura proibirei la conversione di stranieri di altre religioni al cristianesimo e di italiani ad altre religioni.
        D’altronde di città multietniche e multireligiose ce ne sono state tante anche nella storia rccente e funzionavano molto meglio delle attuali società assimilazioniste.
        Devono accettare la nostra costituzione? Il giorno in cui gli immigrati smetteranno di pulircisi il deretano e la accetteranno davvero, allora sì che saremo fottuti. Ma proprio sodomizzati con violenza (scusate l’icasticità brutale dell’immagine).

        • Francesco says:

          Peucezio

          ti risponderò con poche parole

          Repubblica Federativa del Brasile

          Commonwealth dell’Australia

          Canada

          Stati Uniti d’America

          Impero Romano (entrambi)

          L’integrazione è necessaria, punto. Bisogna avere una identità con cui i nuovi possano identificarsi (SPQR funziona, il fanatico laicismo francese no).

          Bisogna avere un sistema economico vivo e, soprattutto, leale: ci vogliono ricconi delle nuove etnie a dimostrarlo.

          Ciao

          • Peucezio says:

            Mah… secondo me qui metti insieme cose diversisisme.
            In America Latina si è realizzato quello che dici tu ed è anche apprezzabile il fatto che non ci siano ghetti né sostanzialmente forme di razzismo.
            Però vediamo come va l’America Latina…
            Comunque lì gli unici autoctoni sono gli Indios, che sono stati sottomessi, quindi non ci vedo nulla di positivo. E’ come se in Italia arrivasse un popolo, ci conquistasse con le armi e diventasse il padrone: qualunque modello imponesse, non saremmo più l’Italia e non conteremmo più nulla o quasi nulla.

            Le società anglosassoni che dici invece sono proprio esempi di quello che dico io. Ghetti, comunità chiuse, endogamiche, autoreferenti.

            Su Roma: è il solito discorso: è vero, ma è ciò che alla fine ha comportato la decadenza di Roma.
            Non dimentichiamo che la spinta espansiva di Roma si è esaurita ancora in un’epoca in cui predominavano gli Italici e dopo ha vissuto di rendita per diversi secoli.
            Dopo le Guerre Puniche l’egemonia nel Mediterraneo c’era già; Cesare ha aggiunto un po’ di cose, Augusto qualche altro pezzettino, poi, tolta qualcosina che è durata pochissimo (Mesopotamia, Dacia), praticamente i confini sono rimasti gli stessi fino alla fine.

            • mirkhond says:

              In Dacia il dominio romano durò più di 160 anni, in Mesopotamia (e neanche tutta) solo 2.

              • habsburgicus says:

                Mesopotamia nel nostri uso (cioé Iraq)
                esisteva però, in modo stabile da Settimio Severo una provincia di mesopotamia, durata sino al VII secolo d.C
                forse già Marco Aurelio e Lucio Vero conquistarono quei territori ma dovete essere effimero, i periodo bellico (o, da un punto di vista più duraturo, livello di clientela imposta al Re di Edessa)
                invece da Settimio Severo (diciamo da c.a 198 d.C, forse già 195) esistete una provincia di Mesopotamia sotto un praefectus equestre, come in egitto ! Edesa restava indipendente ma soggetta a controllo leonino; annessa da Caracalla fu riannessa nel 244 d.C (Osrhoene)
                nel Tardo impero divisa in due province: Mesopotamia (cap. Amida, oggi Diyarbakir) e Osrhoene (cap. Edessa, oggi Sanliurfa, cioé Urrfa eroica per qualche impresa in modo più o meno posticci collegata a Mustafa Kemal :D)
                la Mesopotamia fu accorciata nel 363 d.C quando Nisibis (Nusaybin, TR alla frintuera con SYR) fu tolta dai Persiani ai Romani dopo il disastro di Giuliano; nel III secolo d.C e fino al 363 d.C in mano nostra, cioé romana, era pure Singara (Sinjar) dove oggi ci sono gli Yazidi (o c’erano !), in IRQ, unica parte dell’Iraq che fu consistentemente romana per oltre un secolo ! Hatra (IRQ) era soggetta a Roma, con suoi principi di lingua aramaica hatrena, ma nel 240 d.C fu distrutta dai Persiani, dopo appena un cinquantennio o meno di controllo romano “serio”
                Anastasio I (491-518 d.C) creerà la fortezza di Dara (poi sede di un secondo Metropolita nella stessa provincia, caso raro, ma più diffuso da Giustiniano I in poi) per fronteggiare i Persiani proprio vicino a Nisibis ormai nemica (e 2covo” di nestoriani, la cui scuola fu accolta dai Persiani nel 489 d.C)…ci dice ciò, e molto altro, lo pseudo-Giosué lo Stilita che scrisse una cronaca in siriaco che andava dal 494 al 506 d.C, contemporanea (scripsit c.a 507)
                il dominio di Roma nella sua incarnazione bizantina finì solo poco prima della metà del VII secolo d.C con l’invasione araba
                e quelle terre furono perdute per sempre per la nostra civiltà
                la romanizzazione della Mesopotamia, essendo tarda, da fine II secolo d.C con una Roma meno assertiva, non scacciò la lingua locale e quella fu la terra del siriaco !
                in Siria propria invece, ad ovest dell’Eufrate, sono rarissime le iscrizioni in lingue semitiche di quell’epoca !
                ciascuno, in pubblico, usava il greco o più raramente il latino ! sennò faceva figura di un primitivo 😀
                Antiochia era greca o così voleva apparire, e il latino non vi era ignoto..solo molto più tardi verrà siricizzata un po’, all’epoca delle controversie religiose da metà (fine V secolo e inizio VI secolo d.C

              • habsburgicus says:

                scusate alcuni errori (doppie cadute ecc)

              • mirkhond says:

                “Mesopotamia nel nostri uso (cioé Iraq)”

                Peucezio ed io ci riferivamo a questa.

            • Francesco says:

              ho qualche dubbio che sia corretto individuare gli USA come una serie di ghetti etnici

              azzardo l’ipotesi che sia più aderente ai fatti parlare di ghetti economici: i ricchi tutti insieme da una parte, i poveri, divisi per gruppi, dall’altra

              certo, con una meravigliosa ricchezza di diversità usane, per cui Massachusettes e Texas sono leggermente diversi … ma chi vorrebbe l’uniformità?

              😉

              ti invito poi a cercare qualche prova che Roma sia caduta per il meticciamento di popolazioni e non per altri motivi, solitamente considerati pregnanti (quei crucchi di merda e le loro sgradite migrazioni)

              😀

              ciao

              • roberto says:

                “i ricchi tutti insieme da una parte, i poveri, divisi per gruppi, dall’altra”

                anche secondo me è così

      • PinoMamet says:

        Peucè, Pindaro era un discreto poeta, ma lasciamo che svolazzi da solo 😉

        Come insegnante potrei portarti decine di casi che dimostrano il contrario di quello che dici.

        Di fatto, i giovinotti del centro non sono manco tutti stranieri. Quello che non ha funzionato, nel loro caso, ha pochissimo a che fare con la religione (che poi per molti di loro immagino sia quella cattolica sudamericana) e con la cittadinanza, che è un problema che non li tocca
        (qualcuno non-voterà da italiano e qualcuno da straniero, stop)

        Invece mi pare conti parecchio la non integrazione scolastica (che comunque, ripeto, è un fatto Inter etnico) e lavorativa.

        Tradotto: sono i classici ragazzotti da prendere a sberle. Sempre esistiti.
        Purtroppo ci sono meno guerre con le quali liberarsi di loro usandoli come carne da cannone.

        • Per PinoMamet e Peucezio

          “L’integrazione domani significa bombe.”
          “Invece mi pare conti parecchio la non integrazione scolastica (che comunque, ripeto, è un fatto Inter etnico) e lavorativa.”

          Direi che avete ragione entrambi 🙂

          1) l’immigrazione ci viene presentata ufficialmente come una sola faccenda di “individui” che devono “venire qui a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare” e “integrarsi”, cioè diventare appunto individui che galleggiano in un mare sterminato di burocrazia.

          2) Questo modello non funziona per tanti motivi: un po’ perché gli individui/atomi non esistono, un po’ perché la burocrazia non potrà mai tritarli alla velocità richiesta, un po’ perché il picco delle risorse significa che esistono sempre meno risorse disponibili per far crescere la stessa burocrazia. Infine, perché il sistema economico ha bisogno di clienti, non di lavoratori.

          3) Poi c’è il passaggio generazionale: il nuovo immigrato (in genere) si fa un mazzo così per sopravvivere e far sopravvivere i figli. Proprio perché straniero, non riesce a dare ai figli un modello credibile – parla in modo buffo e capisce poco il sistema in cui si trova. Nella furia di integrarsi, a volte rinuncia a parlare persino la propria lingua in casa; e comunque ha pochissimo tempo per i figli.

          4) Con la crisi economica, i ragazzi quindi crescono disoccupati, si devono arrangiare da soli, e una parte (mica la maggioranza) tende a raggrupparsi per bande più o meno etniche. E siccome sono già “poveri”, alcuni tendono a crearsi un’identità vittimistico-aggressiva, stile neri americani, e magari anche a fare certi “lavori che gli italiani non vogliono più fare”, tipo spacciare, chiedere il pizzo e affini, e magari qualcuno si fa anche fantasie di morire in maniera gloriosa facendosi saltare per aria. Anche lì, calcoliamo quanti musulmani ci sono in Francia e confrontiamo con il numero di attentati che ci sono stati effettivamente.

          Comunque il problema si pone e si porrà sempre di più, perché si tenderanno a formare quartieri sempre più omogenei.

        • PinoMamet says:

          Una cosa che noto per esempio è che figli di immigrati di provenienze diversissime e figli di italiani di provenienza disagiata si integrano benissimo: hanno la stessa cultura, per così dire

          che poi, è quella che si ricava dai “mi piace” del borseggiatore:

          il mondo finto o para-gangsteristico del rap, la glorificazione della malavita da parte di serie TV furbette, il vittimismo che dici tu- particolarmente forte nel mio non-capoluogo, dove fino a metà del secolo scorso il vetrinistico centro città era quasi off limits anche per i parmigiani stessi dei quartieri popolari- ma immagino che per Milano o Napoli le cose non stiano diversamente (anche da cose che leggo sulle “baby gang” di là)

          • Per PinoMamet

            “Una cosa che noto per esempio è che figli di immigrati di provenienze diversissime e figli di italiani di provenienza disagiata si integrano benissimo: hanno la stessa cultura, per così dire”

            Verissimo.

          • Peucezio says:

            Pino,
            io mi riferivo proprio a questo.
            L’assimilazione, per gente che viene a costituire il ceto più basso della società, significa ricezione dei modelli deteriori di strati popolari locali che non sono certo i contadini di una volta, rozzi ma onesti, ma sono i teppisti di periferia.

            Ma non è che quei pochi che accedono ai livelli alti siano peggio: saranno interpreti più fanatici e acritici delle ideologie demenziali delle élite di oggi, come quel mezzo ricchione del sindaco di Londra.
            Poi ci saranno alcuni intelligenti che legheranno con gli italiani dotati di maggiore capacità critica, come è statisticamente normale in ogni gruppo, e questi saranno la parte migliore.
            (e ne conosco diversi)

  48. mirkhond says:

    A Parma sta crescendo la popolarità di Salvini?

    • PinoMamet says:

      No, non mi risulta affatto.

      • Francesco says:

        Bravi! ottimo!

        quello lì deve uscire dalle elezioni con le ossa rotte ed essere eliminato dai pochi gerarchi della vecchia Lega ancora in giro.

        E finire i suoi giorni tenendo conferenze a Casa Pound

  49. mirkhond says:

    E nel Parmense?

  50. mirkhond says:

    Non hai risposto. 🙂

    • Peucezio says:

      Credo fosse un no…

    • PinoMamet says:

      Beh, la risposta per Parma vale anche per il Parmense, mi pareva scontato;
      è vero che non sono esattamente la stessa cosa quanto a mentaltià, ma insomma…
      😉

  51. Francesco says:

    PS per chi non mi frequenta qui da decenni, sono in realtà un grande tifoso della lingua e della cucina tedesca

  52. Francesco says:

    x Hasburgicus: ma quegli idioti di Romani e Persiani, non potevano trovare uno Stato cuscinetto da frapporre tra loro in Mesopotamia ed evitare di svenarsi per secoli senza costrutto?

    c’è mai stata la possibilità?

  53. mirkhond says:

    Teoricamente lo stato cuscinetto era l’Armenia, ma i due contendenti finirono per spartirsela.

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