Open Day alla #FriendlyForce

Anno 2021, dopo la vittoria di Salvini alle elezioni e la reintroduzione del Servizio Militare Obbligatorio

Open Day alla caserma #FriendlyForce di Nave a Rovezzano.

La #FriendlyForce è una caserma che si basa su principi di Open Awareness e Share-in-Action, e vanta la migliore mensa di tutte le caserme toscane, con prodotti approvati da alcuni dei più noti chef televisivi.

Si ricorda che a causa di una recente decisione dell’ASL, è severamente vietato alle reclute entrare in cucina, pulirla, servire ai tavoli o pulirli o scambiarsi posate, bicchieri o cibo.

Nella discoteca della caserma, dove operano alcuni dei migliori DJ della regione, si ricorda che sono in azione telecamere HandsOff, per prevenire eventuali molestie. Pertanto durante le DanceEvenings si consiglia sempre di preservare una debita distanza dai propri partner.

Dopo la recente sentenza che ha condannato quattro sergenti a cento milioni di euro di multa per danni all’udito, si ricorda che è vietato l’utilizzo di armi da fuoco all’interno di tutta l’area militare.

Per chi porta un certificato di Disagio Marziale firmato da uno psicologo iscritto all’Ordine, si ricorda che ci sono i Personal Tutor a disposizione che possono accompagnare le reclute alla piscina durante gli orari di esercitazione. Il Sergeants’ Board può comunque disporre misure dispensative straordinarie anche in assenza di certificazione, se ritiene di rilevare segni di Bisogni Militari Speciali.

Per l’utilizzo di IPhone e gli scatti di selfie durante le esercitazioni, esistono due sentenze contraddittorie: la prima li vieta perché violerebbero la privacy delle altre reclute, la seconda vieta di vietarli perché la recluta ha il diritto in ogni momento di restare in contatto con i propri cari e con i propri legali. Si consiglia pertanto prudenza e moderazione nel loro utilizzo.

In seguito alle minacce di ricorso legale da parte delle Florence Soldier Moms, la caserma ha introdotto un innovativo Cold Warning. Appena la temperatura scende sotto i diciotto gradi, scatta l’allarme, le reclute vengono evacuate e portate in alcuni alberghi convenzionati.

Attualmente, per mancanza di fondi, i jeep e carri armati non sono in sicurezza e quindi non si possono adoperare. Un focus group sta però lavorando su un bando europeo per la costruzione di mezzi in cartone riciclato, in uno spirito di Sustainable Imitation.

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79 Responses to Open Day alla #FriendlyForce

  1. Moi says:

    A proposito di DJ … nessuna ancora (e dire che a Dee Jay Television ne sono passate teante-E ! 😉 … ) che abbia denunciato per molestie Claudio Cecchetto ?!

    Intendiamoci: NON è un santo, anzi … pare (!) che come Talent Scout fosse e sia un gran spilorcio sanguisuga mediante contratti-capestro, tuttavia ha sempre avuto l’accortezza di “NON scopare nel Libro Paga”, come ha detto di recente Oliviero Toscani !

  2. Moi says:

    Telecamere Hands Off ?!

    Mica bastano più, ci vuole anche con opzione Eyes Off e Trigger Words Wailing Alarm !

    😉

  3. Moi says:

    possibilmente wailing tipo transatlantico … da trailer di action / disaster / invasion (Alieni, Zombie, Zingari, Immigrati fate vobis 😉 …) movie !

  4. PinoMamet says:

    😀 😀

    ricordo che… in una casemra di Reggio Emilia 😉 che l’uso di cellulari, palmari ed altri devices era proibito durante le attività di addestramento, ma contemporaneamente era incoraggiato in quanto la caserma partecipava al progetto Digital Barracks ed è all’avanguardia nello sperimentare le nuove tecnologie;
    godeva di copertura WiFi in tutte le sue estensioni, ma i cellulari dovevano essere sequestrati da regolamento, tuttavia sempre da regolamento non si potevano toccare i beni personali dei.. soldati.

  5. PinoMamet says:

    Tra l’altro mi pare che nelle caserme vere, attuali, dei militari volontari, molte cose funzioni all’incirca già così.
    Le mense appaltate a servizi di catering esterni ecc. Immagino che le preoccupazioni sulla sicurezza (cioè, sulla possibiltà di cause legate al tema della sicurezza) non siano tanto distanti.

    Quando stavo a Roma, passavo sempre di fianco a una caserma, e oso dire di aver visto la portineria, o come si chiama, insomma, i servizi di guardia perimetrale, affidati a una ditta privata.
    Sono quasi sicuro di non essermelo sognato.

    Invece le guardie svizzere facevano il loro lavoro…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Vabbé, ma che i militari non siano in grado di un accidenti di nulla fuori dai teatri di guerra è noto…

      http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_gennaio_16/napoli-baby-gang-accerchia-soldati-lungomare-4ad8c0a6-fa8c-11e7-b760-b3b80890a614.shtml

      Se ti fai pestare un ragazzino sotto il naso senza sapere cosa fare non vedo perché dovresti saper controllare l’ingresso di una caserma.

      • Peucezio says:

        E’ che purtroppo non possono sparare in situazioni così, altrimenti non si porrebbe il problema.

        • Z. says:

          Perché limitarsi a sparare? secondo me se una gang di ragazzini ti accerchia io tirerei anche due bombe atomiche, così, per soprammercato…

          • Francesco says:

            parli di Napoli vero? perchè potresti essere giunto vicino alla soluzione del problema senza saperlo

            😀

            F o cattivone

      • Zhong says:

        Ma in effetti tutti questi soldati che ci sono per le strade che possono o devono fare?

        Io non l’ho mai capito..

        Tra l’altro se uno arriva dall’estero e non sa niente sembra che ci sia un golpe in atto….

        • Z. says:

          Niente, Zhong. Non devono fare proprio niente, ed è giusto così.

          In Italia il crimine violento cala progressivamente da una cinquantina d’anni, a quanto ne so; gli ultimi dati, poi, mostrano un calo a picco. Ma a molti italiani piace credere di vivere in una pericolosissima Gehenna, dove il crimine è fuori controllo e i massacri sono all’ordine del giorno.

          E così, con un po’ di soldati che sfilano per le strade, ecco che siamo tutti più tranquilli.

  6. MOI says:

    … fra l’ altro la beffa femministoide della “Bossessa” 😉 degli Scugnizzi !

  7. MOI says:

    Mica come l’ Amerregani di Clint Eastwood (quelli veri, interpretano sé stessi … e anche François Hollande) !

    https://www.youtube.com/watch?v=IC_lnyn2R2Q

    da un fatto di cronaca, in cui i tre (2 WASP con Migliore Amico Black) hanno sventato l’ attentato di un “Raghead” 😉 e hanno ricevuto Medaglia al Valor Civile dalle mani del suddetto FH ! Insomma: in USA , ci fa sapere Granpa Gun Ol’ Clint ;), c’è ancora speranza … non ci sono solo Pussy [sic ; cit.] Snowflakes che sanno soltanto triggherarsi, tra i Millennials d’ OltreOceano !

    • PinoMamet says:

      Non è che non siano capaci: è che non lo fanno.

      • PinoMamet says:

        Rispondevo a Mauricius, ho sbagliato post.

        Comunque: credo che i militari americani siano non meno, più inetti e impreparati di quelli italiani.

        Solo che là hanno Clint Eastwood, qui hanno Muccino.

        • Francesco says:

          no, non credo

          ai miei tempi, il maresciallo fresco di guerra fredda parlava con invidia di quante risorse avessero i militari USA e come le usassero nelle esercitazioni

          PS Miguel, l’ultimo punto pare valere già per tutti gli eserciti NATO dell’Europa continentale, tranne la Turchia

          • Z. says:

            Ai tempi della guerra fredda se ne dicevano tante, Francè, e forse da allora qualcosa è cambiato.

            Credo che tra il militare italiano medio e il militare americano medio non ci sia nemmeno possibilità di paragone, e a tutto vantaggio del primo.

            Tempo addietro vidi un servizio dove tra le altre cose mostravano una squadra di soldati americani in Iraq. Credo che da noi li avrebbero mandati a casa il primo giorno della visita di leva – magari tra lazzi e sghignazzi umilianti, come talvolta era costume.

            Del resto, Miguel ci ha spiegato più volte perché ci si arruola nell’esercito, dalle sue parti.

          • PinoMamet says:

            ” di quante risorse”

            una cosa sono le risorse, un’altra, ben diversa, chi le usa…

            e su questo, devo dire che i soldati americani hanno fama di ottimi soldati: negli USA e al cinema.

            Fuori, mah… non mi pare proprio (chiedere a inglesi e israeliani, mica a Iran e Russia…)
            Hanno un sacco di risorse, sì.

            • Francesco says:

              lo si dice da sempre, solo che alla fine gli ammericani vincono le guerre, quelli che saprebbero combattere tanto bene le perdono

              sarà un caso, eh,

            • PinoMamet says:

              Risorse.

            • PinoMamet says:

              PS
              Il Vietnam l’hanno perso, Corea pareggiato.
              Hanno vinto contro Saddam Hussein…

              • Francesco says:

                Corea si sono fermati, che è leggermente diverso. E di guerre serie conterei anche la IIGM, contro una potenza industriale, una quasi potenza emergente e un paesucolo guidato da un imbecille.

                A ben vedere, Saddam aveva un esercito forgiato da anni e anni di guerra e lo hanno asfaltato in breve tempo, hanno avuto problemi nel nation building. In effetti è la cosa a cui conviene prepararsi, prima di andare in guerra contro gli USA: a spendere bene i loro soldi dopo che ti hanno sconfitto

                😉

              • PinoMamet says:

                Certo, anche i cinesi e i russi in Corea si sono fermati 😉

                ah, alla Seconda Guerra hanno partecipato anche gli inglesi (l’Impero Britannico, per meglio dire), e l’URSS…
                gli americani sono entrati in guerra come sai benissimo tardi.

                Naturalmente sono stati abbastanza determinanti (anche se forse meno dei sovietici) per due motivi:
                risorse, e bomba atomica.
                Non per particolari abilità strategiche (ci si ricorda semmai di Montogomery e di Rommel…) né perché i soldati americani avessero chissà quali capacità… aldilà delle risorse
                (ci si ricorda semmai dei coriacei paracadutisti tedeschi, dei rustici e tenaci soldati russi, dei fanatici e infaticabili giapponesi…
                degli americani si ricorda che, beh, avevano molte armi moderne e portavano in regalo le calze di nylon e le barrette di cioccolato).

              • PinoMamet says:

                “A ben vedere, Saddam aveva un esercito forgiato da anni e anni di guerra ”

                A bene vedere, Saddam aveva un esercito esaurito da anni di guerre, enormemente minore di quello americano per numero ed armamenti.

                E per asfaltarlo ci sono volute due guerre, alla prima delle quali ha partecipato mezzo mondo, e in pratica l’intero mondo arabo.

                Francè…
                Hollywood è un bellissimo posto, ma poi esiste anche la realtà 😉

        • Peucezio says:

          Io me li immagino come dei deficenti integrali, ma fisicamente fortissimi e temprati (almeno i marines, per l’addestramento che fanno, che trasformerebbe in Rambo anche un mollusco), quindi sostanzialmente dei bestioni: carne da macello (ahiloro).

        • Peucezio says:

          Poi, vabbè, ci sono le teste di cuoio, ma anche le nostre non credo siano da disprezzare.

          • Z. says:

            Quando feci la visita di leva, il colonnello ci disse che i parà italiani erano da considerarsi i meglio addestrati, al pari di quelli russi e israeliani.

            Poi ci disse anche che proprio per questo l’addestramento era molto duro, e di pensarci molto bene prima di fare domanda 🙂

          • PinoMamet says:

            Da voci interne so che anche i famosi incursori dellla Marina considerano gli omologhi americani, resi notissimi da massiccia propaganda, poco più che dei principianti pasticcioni.

            Comunque, tornando ai militari italiani dell’esempio, avevano ben poco da fare: l’unica alternativa era sparare, e che non l’abbiano fatto depone a favore della loro preparazione e del loro sangue freddo.
            Non sono affatto sicuro che militari di altre nazioni avrebbero fatto altrettanto.

            L’amica parigina mi diceva che c’era stato un certo clamore per il fatto che uno dei tanti soldati che presidiavano la città aveva lasciato partire un colpo a caso, per errore.

  8. Moi says:

    Perché … Umberto Smaila ?

    https://www.youtube.com/watch?v=QRgdf4Ou9jE

    Soldati 365 all’alba – Canzone del “Naja Movie”
    di Marco Risi del 1987
    (Umberto Smaila)

    https://www.youtube.com/watch?v=IbvDp6kzX-0

    [cit. ibidem] Discorso Tenente Fili

  9. Moi says:

    Pare che a Macerata i Cosplayers abbiano “fatto il loro numero” …

    Con tanto di “rivisitazione” della Carrà (e i Movimenti LGBTQUAAYXZ apprezzeranno) in versione “Ma che Belle Son le Foibe da Trieste in Giù !” e vari scontri in giro per l’ Italia.

    • Peucezio says:

      Vanno infiobati a loro volta, visto che gli piace.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Moi è stato in campana i giorni successivi l’Eroica Impresa di Traini, poi ha visto che il vento mediatico era dalla sua parte e adesso se la prende con chi se la prende con il suo nuovo di pacca Gladiatore dell’Italianità.
      Interessante non sentirlo strepitare contro il terrorismo, invocare leggi marziali o marziane contro i destristi, bombardare i circoli della Lega, arrestare Salvini e la Meloni e amenità del genere 😀

      • Moi says:

        Bon, Pamela si è suicidata … giusto Maurì ?

      • Moi says:

        La giustizia-fai-da-te (stile tribale …) succede quando lo Stato NON è presente … Oseghale aveva ricevuto il famoso Foglio di Via, e come tutti i Riceventi dello stesso l’ ha usato da spazzarsi il culo !

    • Per Moi

      ““Ma che Belle Son le Foibe da Trieste in Giù !””

      Sì, ho visto che la cosa ha suscitato un po’ di isterismo.

      Che c’è di male, sei della fazione A e sogni di ammazzare quelli della fazione B?

      Credo che sia umano e normale, s’è sempre fatto così dal paleolitico in qua e non c’è niente da scandalizzarsi.

      • Moi says:

        Certo, ma … dipende da “Di chi fai il Giuòco” sotto Elezioni ?

        • Per Moi

          “Certo, ma … dipende da “Di chi fai il Giuòco” sotto Elezioni ?”

          Allora, uno sfigato nigeriano che non sa nulla della politica italiana segna un Punto Vittima per la Destra.

          Poi uno sciroccato che con la politica aveva il vaghissimo legame di avere una volta preso zero preferenze (!) candidandosi con qualche lista locale della Lega, ha dato di matto e ha sparato in giro, segnando un Punto Vittima per il Centrosinistra.

          A questo punto quelli di sinistra fanno una marcia in cui qualche ragazzo canta una canzoncina che esprime fantasie distruttive probabilmente condivise da quasi tutti i presenti, salvo quelli totalmente burocratizzati nell’animo, e segna un mezzo Punto Vittima per la Destra.

          Preferisco il circo.

          • Tra l’altro, marce e contromarce ci fanno dimenticare una cosa semplice semplice.

            Alla fine, con il tuo nemico, cosa ci fai?

            Puoi trattarlo come un avversario al calcio, con cui ti scontrerai lealmente infinite volte, finché non andate in pensione entrambi.

            Ma in “politica” non funziona così, almeno in Italia. Dove il nemico rappresenta il Male e fa schifo.

            Ognuno sogna di neutralizzare il proprio nemico. Cioè di togliergli il diritto di parola o di voto, di farlo finire in galera o di ammazzarlo.

            Alla fine, l’unica cosa che funziona in maniera sicura è l’ultima.

            E quindi è assolutamente normale che almeno si fantastichi di vedere il proprio avversario morto.

            Poi esiste anche il piacere di immaginare che faccia una fine particolarmente atroce, ma la cosa importante è che faccia comunque una fine.

            Perché non dirlo apertamente, senza tanti giri di parole?

            • Ancora, qual è lo scopo di un corteo?

              E’ conquistare militarmente una città? No, tanto finito il corteo, torneranno i vigili a comandare, non i manifestanti.

              Lo scopo di un corteo consiste nel compiere un rituale di Magia Deambulatoria, nella speranza che faccia morire i propri nemici.

              E più sono esplicite e chiare le formule che chi compie il rituale pronuncia, più è probabile che funzioni.

              Quindi ancora più assurdo criticare l’uso di certe espressioni.

              • Z. says:

                Direi che gli scopi di una manifestazione sono soprattutto mediatici.

                Siccome i compagni che sbagliano rischiano di essere mediaticamente controproducenti, mi sembra ovvio il perché non piacciano, così come non piacerebbe il portiere che calciasse il pallone nella propria rete.

                Se invece manifesti per fare cosplay, allora i compagni che sbagliano sono un problema meno problematico.

      • Moi says:

        Non è tanto l’ Inno alle Foibe a sorprendermi … ma l’ adozione di un Vaudeville della Carrà, che era sempre stata un Icona Rainbow-Friendly !

        • Moi says:

          un’ Icona e.c. … va be’ : come direbbe la Fedeli, è GenderGrammar ! 😉

          • werner says:

            Da un po’di anni la musica “trash” va molto di moda anche nei centri sociali.

            • Moi says:

              Un libro di Blondet di metà anni duemila mostrava la “parade” dei No-Global a Genova … tutta gente organizzata in movimenti di “sbalinati” che manco i Monty Python !

              Tuttavia il Rito del Tafferuglio con gli Sbirri lo lasciavano ai Cosplayers “Tradizionalisti” 😉 …

              Cmq tutta gente mantenuta dalle Lobbies Globaliste stesse, apposta per tornaconto mediatico, scriveva Blondet.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        guarda che nessun popolo al mondo (tranne i tedeschi, da molto prima dell’Olocausto) sogna di ammazzare sé stesso.
        I popoli sono tutti nazionalisti. Poi possono dividersi al loro interno, ma di fronte all’attacco esterno si compattano.
        Come ogni gruppo umano, famiglia, comunità, clan, ecc.
        E’ chiaro che c’è qualcosa di patologico in quello che accade in Italia: è come una malattia autoimmune: il corpo, invece di difendersi dagli agenti esterni, combatte contro sé stesso.

        Per inciso, senza nessuna polemica, a titolo di pura contrapposizione intellettuale: di che fazione erano i padri di famiglia, le donne, i bambini, i vecchi, molti dei quali non fascisti, alcuni magari comunisti, infoibati solo in quanto italiani?
        Erano un pericolo per una fazione di ragazzotti nati mezzo secolo dopo?

        • PinoMamet says:

          “E’ chiaro che c’è qualcosa di patologico in quello che accade in Italia”

          Ma lo dicono tutti i nazionalisti, di tutti i popoli, Peucè, Italia Francia America e così via, “dovremmo essere tutti uniti e invece voi comunisti marciate contro”.

          Fa il paio con “la polizia incrimina e la legge assolve”…

        • Per Peucezio

          “guarda che nessun popolo al mondo sogna di ammazzare sé stesso.”

          Scusa, i fiorentini nel 1300, o i russi nel 1917?

          Certo, è vero – io contro mio fratello, io e mio fratello contro mio cugino… ma oggi nessuno minaccia l’Italia (poi si può dire che la NATO la asservisca, ma è una servitù d’oro).

          E quindi ci si odia internamente. Ma mica è una novità.

          Non importa di che fazione fossero gli infoibati. Importa che è divertente pensare ad ammazzare il nemico.

          • Molti anni fa lessi un editoriale, credo di Furio Colombo sulla Stampa, ma potrei sbagliarmi… comunque il tizio si trova a New York, c’è il tassista Sikh che gli elenca tutti i nemici dei Sikh (indiani, musulmani, ma anche nemici etnici, tipo sindhi contro punjabi) e poi gli chiede, “e in Italia, quali sono i vostri nemici?”
            Il tizio ci pensa un attimo, poi dice, “ma noi non abbiamo nemici”.
            E il tassista dice qualcosa come, “lei è molto diplomatico quando parla, lo apprezzo, ma tutti i popoli hanno nemici!”

          • Peucezio says:

            Miguel,
            i fiorentini sono pur sempre italiani, quindi ricadiamo nel primo caso.
            Nel 1917 sono stati gli ebrei contro i russi.

            • Per Peucezio

              “i fiorentini sono pur sempre italiani, quindi ricadiamo nel primo caso.”

              Non capisco. I Guelfi per oltre un secolo danno la caccia ai ghibellini che non esistono nemmeno più, creano un intero sistema di magistratura per tenerli lontani (e per sequestrare i beni di chiunque sia sospettato di essere ghibellino).

              Il tutto non senza provocazioni, se pensiamo che dopo Montaperti (10.000 morti, tre volte quelli delle Torri Gemelle) i ghibellini avevano fatto abbattere le case dei guelfi (due anni dopo che i guelfi avevano abbattuto le case dei ghibellini).

              Dei russi, un’altra volta…

              • C’è un punto in quel che dice Peucezio.

                E’ comprensibile che la Destra, in quanto erede in qualche modo delle classi privilegiate almeno di tempi lontani, sia più “tollerante” della Sinistra che si sente erede delle classi oppresse.

                Il padrone del podere non ha nulla contro i braccianti che vengono a lavorare per lui; anzi, se non ci fossero, non potrebbe fare la vita che fa.

                L’odio in questi casi è in genere a senso unico: sono i braccianti che vorebbero squartare il padrone.

                Poi nella vita reale tutto è molto più complesso.

              • Tra l’altro, ai tempi della battaglia di Montaperti, non solo non importava essere italiani (cioè non era la preoccupazione prevalente); il ghibellino fiorentino si sentiva più affine il ghibellino “straniero” (senese) del guelfo che abitava di fronte a casa sua. E non aveva problemi a prendere le armi assieme ai senesi per uccidere fiorentini.

              • Peucezio says:

                Sono stato così sintetico (diversamente dal mio solito) che mi sono espresso in modo poco chiaro.
                Quello che voglio dire è che, al di là della consapevolezza o meno di essere italiani, c’è un dato antropologico degli italiani, che nei toscani si accentual ulteriormente, che è quello della contrapposizione: il mio connazionale/compatriota/concittadino e quant’altro è il mio nemico, anche alleandomi con lo straniero/forestiero, ecc.
                Non so se fosse così già nelle città stato etrusche. Non era così a Roma (non avrebbero conquistato il mondo).
                Sicuramente è così almeno dal basso medioevo ad oggi, con piena e ininterrotta continuità.

              • Per Peucezio

                ” c’è un dato antropologico degli italiani, che nei toscani si accentual ulteriormente, che è quello della contrapposizione:”

                allora siamo d’accordo.

              • Francesco says:

                Peucezio

                se ricordo, l’Impero Romano è nato proprio andando in soccorso della fazione A contro quella B in tutti i paesi noti allora … e in quelli scoperti andando a spasso

                ma pure l’Impero Latino d’Oriente nacque così

                è roba molto diffusa, direi

  10. Moi says:

    C’erastato anche un “Femicidio” (visto che lui NON stava assieme a lei …) a Milano, ma non sene parla più perché pare che il Maschietto sia stato prima minacciato da lei con un coltello. E dire che “Bianco Lui Bianca Lei” scattava il Principio di Peucezio in materia di Femicidio / Femminicidio Vs Negricidio [sic] …

  11. paniscus says:

    questo è un lavoro per MOI!

    https://tinyurl.com/thomas-oco

    Quota disabile, quota gay e quota trans-specie!

    Un oco (nel senso di maschio-di-oca) innamorato per anni di un maschio di cigno, poi il cigno cambia idea, si innamora di una cignessa e mette su una famiglia regolare, ma continua a trattare l’altro come un fratello, poi l’oco ha dei problemi di salute e diventa cieco, però rimane ostinatamente a fare da zio e da padrino ai numerosi figli legittimi della coppia regolare di cigni.

    Ma non solo: il cigno maschio muore prima di lui, e lui rimane accanto alla vedova a fare da padre putativo ai cignetti giovani.

    Un mito! 🙂

  12. Moi says:

    Scusa, Miguel come mai appaiono “urls” nei “posts” o quell’ accidenti che sono con titoli riportati in Inglese ?

  13. Mario says:

    Due brevi notazioni, che lasciano il tempo che trovano epperò descrivono lo stato delle cose vedute nei prismi degli intermundia:

    1) E’ necessario votare Lega, per motivi tattici (non strategici). Salvini è un ciarlatano, Borghi e Bagnai no. Quali le emergenze che giustificano, in istato di necessità, l’opzione leghista? E’ evidente: le escrescenze tumorali dell’immigrazione e dell’euro. Il partito che più chiaramente –avendo la possibilità di governare: in principio, si opterebbe per una Casa Pound meno chic, che invece di invitare Parenzo a conversare lo prende a sassate sui coglioni che non ha, o per una Forza Nuova non infiltrata dai servizi– vuol cancellare l’euro, ricacciare gli immigrati (clandestini e profughi non fa differenza: sulle distinzioni come queste prosperano le ONG, e gli officianti i nefandi culti yoruba) a casa loro, facendo quindi loro un favore, erigendo mura invalicabili per la salvaguardia inconcussa di quel che resta della celeste civiltà iperborea, è la Lega. La si voti, sperando “contra spem” che poi Salvini non venga ucciso da qualche Luisa Corna di regime; Paragone potrebbe allora fare da ponte col M5S in funzione antiDimaio. Il sistema si potrebbe disintegrare disinnescando il suo “ubi consistam”: il coacervo malmostoso di immigrazionismo e crematistica.
    2) Rimane addosso la veste lacerata del risveglio: il fascismo fu una delicatissima inquietudine europea, un gesto che appena abbozzato si dissolse nel mito. Chi osò più di colui che indagò se stesso?

    • Per Mario

      “la salvaguardia inconcussa di quel che resta della celeste civiltà iperborea”

      E cioè:

      1) burocrazia amministrativa napoleonica
      2) industria ammazzapaesaggio e ammazzapolmoni
      3) autostrade, aerei, automobili e smartphone
      4) scuola giacobina dell’obbligo
      5) insegnanti di religione nominati dal vescovo
      6) festival di Sanremo

      Sì, salviamola!

  14. PinoMamet says:

    Visto che c’è Moi:

    https://www.facebook.com/theRoot/videos/10159872430835231/

    avete mai pensato di iscrivervi al Ku Klux Klan? No, vero?

    Beh, andrete molto vicini a cambiare idea dopo aver visto questo video.

    Riassunto: dei tizi ricostruiscono la faccia di Nefertiti a partire dal teschio. Compito facilissimo, perché già fatto: c’è un suo famosissimo ritratto, tridimensionale e a colori. Basta copiarlo, ciò che loro fanno.

    Ta-daa! Non è abbastanza nero, perciò questa antipatica tizia va avanti per tre minuti a dire che i tizi sono razzisti, perché Nefertiti era nera. La prova? c’è pieno di commenti su youtube di neri arrabbiati per la ricostruzione, perché Nefertiti era nera.
    No, davvero.

    Per completare l’opera, mostra come prova finale la famosissima scultura di Nefertiti, dello stesso identico colore di quello usato dai ricostruttori.
    No, ari-davvero.

  15. Moi says:

    Va be’, anche Akhenaten o Akhenaton (che tanto son lingue semitiche con vocali libere …) prima era in base al cranio e alla corporatura indubitabilmente (!) un giovane di “Razza Negroide”, usando il termine ottocentesco in positivo … quando andavano di moda gli Africanisti. Poi con le Femministe divenne indubitabilmente (!) una giovane Donna. Adesso è sempre indubitabilmente (!) un “Neteru” Alieno !

    • PinoMamet says:

      Vabè…

      ma insomma, io capisco che i neri americani possano aver bisogno di “simboli positivi”, ma gli è mai venuto in mente che magari gli egiziani antichi potevano essere fatti come quelli moderni?
      In media scuretti, ma non troppo, con qualcuno chiaro qua e là, e qualcuno nero qua e là.

      • Peucezio says:

        Eh, ma devi tenere conto che loro si chiamano afro-americani, perché “negri” non ne parliamo, ma anche “neri” e “di colore” pare brutto, quindi vuol dire che in Africa ci sono i negri.

        Il vero nemico dell’umanità non sono i geometri, come dice Miguel, ma sono i geografi, quelli che hanno inventato i continenti, creando identità fittizie.
        Senza di loro ci risparmieremmo l’Unione Europea, gli Stati Uniti d’America, gli afro-americani e mille altre cose brutte.

        • PinoMamet says:

          In effetti, se vedi il filmatino della tipa, è tutto un ricordare che l’Egitto è in Africa, come se questo volesse dire qualcosa…
          Tra l’altro per i Greci era in Asia,..

          • Peucezio says:

            Questo mi ricorda specularmente un mio amico, che, quando andai a Istanbul a trovare un amico e visitare così anche la città (per la cronaca, dormivo nella parte asiatica), era convinto che io fossi andato in Africa.

    • mirkhond says:

      Moi

      L’antico Egiziano non era una lingua semitica, ma camitica, con qualche parentela con il Berbero.

  16. PinoMamet says:

    Sempre per Moi:
    (anzi, siempre, in ricordo di Ritvan)

    http://www.corriere.it/esteri/18_febbraio_01/manchester-via-ninfe-museo-erotismo-offensivo-ma-polemica-59644ee4-0732-11e8-8886-af603f13b52a.shtml

    queste si sono ricordate di molestie tanto antiche da essere entrate nel mito…
    ah no, le molestatrici erano donne.

  17. Vedo che Renzi già “prende le distanze” dagli antifa che hanno picchiato un carabiniere a Piacenza.

    http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/carabiniere-picchiato-da-manifestanti-spalla-fratturata/

    Interessante il video.

    Intanto, non ci sono più i combattivi di una volta 🙂

    vedo che gli attaccanti non hanno nulla della bella organizzazione militare che caratterizzava i loro predecessori: mi ricordo scene di straordinaria eleganza, roba da balletto classico, con i mazzieri con i loro “stalin” che si alternavano ritmicamente a frombolieri e lanciatori di molotov.

    Questi ragazzini di oggi partono a casaccio; e i carabinieri con i loro scudi non fanno altro che scappare, presumo per non fare segnare Punti Vittima ai loro avversari.

    Non si sa chi faccia una figura peggiore.

    E non ci sono più le mezze stagioni!

    • Roberto says:

      Ma la polizia non ha più lacrimogeni, idranti, sfollagenti?
      Ok che la Diaz è stata un buco nero per la nostra democrazia? Ma cavolo disperdere 200 persone che meritano di essere disperse non si fa più?

      • per roberto

        “Ma la polizia non ha più lacrimogeni, idranti, sfollagenti?”

        Hai visto fino in fondo il video, è notevole.

        Azzardo un’ipotesi, che si potrebbe benissimo smentire.

        I poliziotti sono:

        1) normali padridifamiglia

        2) funzionari statali

        3) persone addestrate a controllare reazioni emotive

        La combinazione, almeno dal Diaz in qua, significa che:

        1) prima di fare qualunque cosa, si aspetta di avere la firma autosacrificale del proprio superiore. E i superiori evitano sempre di autosacrificarsi.

        2) una volta che è arrivata la firma autosacrificale del proprio superiore (ma non arriverà mai), ci si accerta che non ci sia alcuna videocamera nelle vicinanze

        3) siamo sotto elezioni. Motivo per cui anche la biblioteca di quartiere che sta organizzando una bella attività, deve secretare i nomi di chi verrà alla stessa attività. Figuriamoci se si può pestare qualcuno che sta protestando contro qualcun altro che si presenta alle elezioni.

        Comunque, la mia esperienza in questi anni con la polizia – a prescindere dai miei amici che si fanno tatuare sulle mani le lettere ACAB – è che questi padri di famiglia, come tutti quelli pagati per fare un lavoro, lo prendono come un lavoro.

        Come i funzionari delle poste non impazziscono per distribuire lettere, i poliziotti non impazziscono per distribuire manganellate.

        • Z. says:

          Dì loro di non farsi tatuaggi sulle mani. Prima o poi se ne pentiranno, ma li dovranno portare a vita, e non li potranno nascondere.

        • Francesco says:

          veramente c’è gente a cui il proprio lavoro piace

          e credevo i celerini ne fossero un caso preclaro!

          che delusione

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