In che modo fioriscono Commercio e Libertà!

I destini del mondo, son sempre più convinto, si segnano in Inghilterra.

E’ una faccenda di secoli e secoli, che inizia ancora prima del 1200, quando i re cominciarono a preoccuparsi dell’espansione dei proprietari delle terre.

Che il possesso della terra, per atto notarile e misura geometrale, è la fonte di ogni diritto: esiste prima il diritto alla proprietà, solo di riflesso esistono i diritti alla vita, a non essere torturati e ad altre fissazioni da continentali.

Civil Rights, e non Natural Rights, come si disse quando Cromwell fece fucilare i Levellers.

Questo diventa il mondo che noi conosciamo, alla fine del Quattrocento, quando la terra e le pecore degli inglesi batterono per sempre le ambizioni dei ricchi di Firenze, Venezia, Genova (e magari anche di Amsterdam).

Poi arrivano le guerre napoleoniche, tra fabbriche, commerci, e la messa in ginocchio, con pochi colpi ben assestati, di un mondo che fino ad allora era stato uguale – l’India e la Cina.

Gli anni in cui i ragazzi partiti a quindici, sedici anni, da qualche misero campo inglese, si trovavano a confronto con immense e feroci civiltà più grandi di loro, divennero di colpo, gli anni in cui i signori bianchi disponevano della vita di famelici selvaggi.

Tutte le altre faccende (tipo guerre mondiali) sono, in fondo, note a piè di pagina.

Un commento invidioso alla potenza di Albione.

Nel 1809, il parlamento inglese votò per abolire le antiche leggi che proteggevano gli artigiani, condannando così di fatto all’impiccagione chi restava fedele agli antichi privilegi.

Tre anni dopo, si sarebbe introdotto anche il Frame-Breaking Act, che introduceva la pena di morte per chiunque osasse distruggere una macchina.

Byron, che nella Camera dei Lord aveva votato contro l’abrogazione delle leggi in difesa degli artigiani, scrisse qualche giorno dopo, anonimamente, una poesia sul London Morning Chronicle.

I birbanti, forse, si dedicheranno al furto,
ai cani di sicuro, nulla resta da mangiare.
E allora se noi li possiamo impiccare per aver rotto un rocchetto,
si risparmieranno soldi e vitto del governo.
E’ più facile fare uomini che macchine
con le calze, c’è da far più soldi che con le vite
le forche a Sherwood miglioreranno il paesaggio,
dimostrando in che modo fioriscono Commercio e Libertà!

The rascals, perhaps, may betake them to robbing,
The dogs to be sure have got nothing to eat—
So if we can hang them for breaking a bobbin,
‘Twill save all the Government’s money and meat
Men are more easily made than machinery—
Stockings fetch better prices than lives—
Gibbets on Sherwood will heighten the scenery,
Showing how Commerce, how Liberty thrives!

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in imprenditori, riflessioni sul dominio and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

136 Responses to In che modo fioriscono Commercio e Libertà!

  1. Daouda says:

    Santaruina ha scritto un bell’articolo sulla terra e la sua proprietà

  2. gengiss says:

    Già ci avevano pensato i Rivoluzionari francesi nel 1791 ad abolire corporazioni e “privilegi” degli artigiani (sindacati e contratti collettivi in sostanza)

    https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Le_Chapelier

  3. Francesco says:

    Miguel

    dovresti pensare che ci sono anche persone ignoranti e non eccedere nella sintesi

    credo di ignorare il 90% di quello che dai per scontato

    🙁

  4. Per Francesco

    “dovresti pensare che ci sono anche persone ignoranti e non eccedere nella sintesi”

    In effetti… se ci riesco, voglio scrivere un saggio più lungo sul tema.

  5. Francesco says:

    Tra l’altro apprezzerei un intervento dei nostri storici sul tema della proprietà privata della terra, negata da Santaruina per tutto l’evo cristiano

    “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.” cosa significa possette?

    • Per Francesco

      ” cosa significa possette?”

      All’incirca, penso che dovrebbe significare, “ebbe l’uso dei frutti, delle costruzioni e delle braccia che si trovano su quelle terre”.

      • Francesco says:

        è la tesi di Santaruina ma nei commeni ho letto pesanti critiche

        gli antichi Romani avevano la proprietà privata della terra e tutto il diritto seguente si basa in larga parte su quello romano

        qualcuno può erudirmi?

      • Z. says:

        Il possesso è una signoria di fatto, che si manifesta con un’attività corrispondente a quella del titolare del diritto reale di cui trattasi.

        Tradotto: il possessore è un tizio che si comporta come se fosse il proprietario.

    • Moi says:

      … “possette” è la forma contratta di “possedette”, non te l’ hanno “fatto fare” a scuola ?!

      • Z. says:

        Moi,

        bazzichi il Francesco da una vita e ancora ti sfugge la sua lieve ironia? 😉

        • Francesco says:

          veramente avevo un reale problema con il possesso come distinto dalla proprietà o meno

          io non sono nè un esperto di diritto nè di volgare

          • Z. says:

            A quanto ne so, quello che tu hai citato dovrebbe essere il verbale di un processo per usucapione (forse praescriptio longi temporis, ma i dettagli li lascio al più competente MT).

            Il teste viene escusso e dice quaccheccos tipo: “quel terreno è stato posseduto per trent’anni dai benedettini”.

            Insomma, piaccia o no, il diritto più importante è sempre il diritto civile. Perché dirime le controversie più comuni? Sì, ma forse anche perché vi emerge prepotente l’attività umana, i traffici, la produzione di ricchezza, e quindi di benessere e quindi di libertà, cribbio 😀

  6. Moi says:

    Fake News ? … Siete Antichi !

    … stanno arrivando i Deep Fakes ! In pratica, programmi di videofotomontaggi avanzatissimi: potrete prendere, ad esempio, un pornazzo molto sul peso e combinarlo con la foto della persona odiata … sembrerà proprio che davvero quella persona lì abbia fatto “quella roba lì” !

  7. Moi says:

    d’altronde, è almeno dai tempi dei telai a vapore 😉 che l’evolversi tecnologico delle robe artificiali ha effetti collaterali irreversibili su parte sempre più consistente della nostra specie !

  8. Mauricius Tarvisii says:

    @ Habsburgicus

    Paolo Sarotti in opere moderne (biografia della Biblioteca Marciana, dizionario biografico Treccani) viene dato residente della Repubblica di Venezia a Londra fino al 1681, dopo di che tornò a Venezia dove fondò la sua accademia. Però il Garzoni, nella sua Istoria, riporta che fu richiamato a Venezia per protesta dopo la deposizione di Giacomo II.
    Garzoni si sbaglia? Oppure effettivamente passò un periodo a Venezia nella prima metà degli anni ’80 del XVIII secolo e poi tornò a Londra?

    • habsburgicus says:

      non conosco la sua carriera….però direi di dare fiducia al Garzoni
      era abbastanza comune, in quei tempi, tornare nel luogo di svolgimento della propria attività diplomatica dopo un certo tempo
      dirò di più…é possibile che Sarotti fosse legato al Duca di York, poi James II e ciò spiegherebbe molto..ti faccio un’ipotesi, ma non SUFFRAGATA da alcun fatto, basandomi però sulla storia dell’epoca che invece conosco
      nel 1681 il Duca di York era in discesa, i whigs volevano escluderlo dal trono (diciamo che nasce allora la distinzione fra whigs e tories), dunque Venezia lo richiama per non irritare i possibili potenti di domani
      nel 1685 James II diviene Re (senza troppi grattacapi) e il suo “amico” Sarotti é di nuovo inviato da lui, per sfruttare appieno il [presunto] legame
      nel nov 1688 lo fanno fuori [ma non tutto appariva deciso] dunque Venezia decise, forse pentendosi presto 😀 di puntare su una prossima restaurazione di James II e ritirò il Sarotti in protesta..entra anche altro in gioco; in 1688 Venezia aveva bisogno di Roma, contro i Turchi (1683-1699), non poteva rischiare di apparire tiepida sulla causa cattolica !
      il tutto però si basa su un fatto indimostrato e a me ignoto..che Sarotti avesse legami personali con il Duca di York, poi James II, ultimo Re cattolico (e legittimo) di Inghilterra

  9. Zhong says:

    In Inghilterra solo chi possedeva terre poteva votare… …da cui il mitico concetto del Rotten Borough:

    https://www.youtube.com/watch?v=ritTGcHtAlw

    • Per Zhong

      “In Inghilterra solo chi possedeva terre poteva votare…”

      La domanda è se nell’Italia del nono secolo, o nell’Inghilterra prima del 1450 circa, il concetto di possesso coincidesse con quello attuale di proprietà.

  10. OT per Moi…

    Pare che ci sia una correlazione precisa tra uso di videogiochi violenti e violenza fisica (sia contro persone che contro la proprietà).

    Solo che è una correlazione inversa: più tempo i ragazzi passano in casa a rimbambirsi sui videogiochi, meno opportunità hanno per fare un po’ di sana attività fisica:

    https://link.springer.com/article/10.1007/s12115-017-0211-0

    • Francesco says:

      e tutti gli articoli di giornale sui giadisti che da piccoli giocavano a GTA invece di andare a scuola?

  11. OT

    Godetevi questo meraviglioso video della Bionda Americana che scopre il nazionalismo gambiano:

    https://youtu.be/FpeOZqcJHgI

    Awesome! 🙂

    • Francesco says:

      Cosa hai contro Joss Stone? è garbata, carina, poco appariscente, pare simpatica.

      E credo stia più o meno girando il mondo, senza l’attitudine imperialistica-turistica che tu detesti tanto.

      Ciao

      • Per Francesco

        “Cosa hai contro Joss Stone?”

        Assolutamente nulla.

        E’ meraviglioso il contrasto tra l’entusiasmo, la semplicità, l’ignoranza (nel senso di persona che sa poco ma vorrebbe sapere di più) dell’americana, con il suo biondissimo pallore, e i neri dietro cui si intuisce un mondo di enorme sofisticazione, di linguaggi simbolici, di conflitti ritualizzati, di ironia, di abilità diplomatica.

        E ovviamente il concetto di “gambiani uniti al di là della tribù” potrebbe avere qualunque senso.

        D’altra parte, gli iracheni hanno fregato gli americani così.

        • Sempre per Francesco

          “D’altra parte, gli iracheni hanno fregato gli americani così.”

          E comunque un americano liberal lo freghi in modo facilissimo.

          Appartieni alla tribù dei Piediblu e vuoi conquistare i pozzi della tribù dei Piedigialli?

          Fai un fotomontaggio con i Piedigialli cattivi che picchiano un bambino e lo fai vedere a un americano liberal.

          L’americano liberal, dopo essersi svenato a mandarti soldi, manifesta davanti al Pentagono, “salvate i bambini Piediblu!” e ci crede, con entusiasmo e innocenza.

          Dieci minuti dopo, al Pentagono si fregano le mani, per l’appalto che ha vinto qualcuno per diecimila bombe da buttare in testa ai Piedigialli.

          Poi vanno a cercare sulla mappa dove stanno i Piedigialli, così per curiosità. Tanto le bombe prendono la mira da sole.

          • Peucezio says:

            “Poi vanno a cercare sulla mappa dove stanno i Piedigialli, così per curiosità. Tanto le bombe prendono la mira da sole.”

            Eheh, descrizione fedele.
            Curioso come, da quando ci sono Google Maps e in generale la cartografia digitale, ormai applichiamo il calco “mappa” automaticamente, anziché il più proprio “carta geografica”, “cartina” o simili (o “piantina”, se si tratta di città). Proabilmente succede anche a me a volte, soprattutto se mi riferisco a una via da trovare con Google Map o Wazee su pc o cellulare, anziché a una città straniera su un vetusto atlante cartaceo.
            In effetti “mappa” in italiano avrebbe un significato più specifico, in genere riferito a cartografie di estremo dettaglio (mappe catastali) oppure si usa con valore metaforico.

          • Francesco says:

            Miguel

            la mia domanda è chi ci ha perso di più, gli americani o gli iracheni?

            Beware the horse!

            🙂

        • Zhong says:

          “Bionda Americana”

          Ahem… e’ inglese..

          Cheers!

          Zhong

          • Per zhong

            “Ahem… e’ inglese.. ”

            Davvero? Parla americano!

            • Zhong says:

              Interessante, sentendola, dall’accento e dal modi di parlare, mi e’ sembrata subito inglese, e in effetti e’ inglese.

              Pero’ questo articolo che spiega che non ha avuto successo in UK perche’ parla troppo americano:

              http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/music/features/why-have-we-fallen-out-of-love-with-joss-stone-2301744.html

              Nel video in Gambia a me sembra inequivocabilmente un accento inglese…

              L’articolo sopra e’ del 2011, forse nel frattempo ha cambiato accento ma ha mantenuto espressioni americane???

              Vabe’ non e’ importante 😀

              • Zhong says:

                “Davvero? Parla americano!”

                Una curiosita’: siccome da tua stessa ammissione sei “amusico”, come ti trovi a riconoscere gli accenti? 🙂

              • Per Zhong

                “Una curiosita’: siccome da tua stessa ammissione sei “amusico”, come ti trovi a riconoscere gli accenti? ”

                E’ una cosa che mi chiedo anch’io.

                Sicuramente ho problemi con i toni cinesi: capisco che un tono è “diverso” da un altro, ma non riesco proprio a capire se è “ascendente” oppure “discendente”, o comunque ci riesco solo prestando enorme attenzione.

                Al polo opposto, sento perfettamente se qualcuno pronuncia la “a” o la “r” o la “l” in un certo modo o in un altro, e questo ti distingue immediatamente inglesi da americani.

                In mezzo, c’è tutta una gamma sottile, che effettivamente percepisco abbastanza bene: una volta riuscivo anche a distinguere un veronese da un veneziano, o un lodigiano da un milanese.

                E mentre non riuscirei assolutamente a cantare, riesco a imitare discretamente l’intonazione generale di una lingua, per cui dicono che ho un buon accento, ad esempio in tedesco o francese. La cosa curiosa è che ho un accento molto migliore di persone che conosco che sanno cantare benissimo.

                Boh!

              • Peucezio says:

                Curioso in effetti.
                In genere sono due capacità associate.
                Ma evidentemente non è sempre così.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Al polo opposto, sento perfettamente se qualcuno pronuncia la “a” o la “r” o la “l” in un certo modo o in un altro, e questo ti distingue immediatamente inglesi da americani.”

                D’accordo ‘a’ ed ‘r’, ma anche sulla ‘l’ trovi differenza?

              • Per Peucezio

                La “l” americana è molto densa, e si trova anche davanti a vocali anteriori; in fine di sillaba tende a scomparire nella gola: sospetto che l’origine della “Ł” polacca sia qualcosa di simile.

                Come sai, io credo che la fonetica di tutte le lingue si basi un’impostazione molto semplice della bocca: l’italiano lo pronunci correttamente, se usi la “t” dentale, cosa che modifica l’impostazione di tutta la bocca in avanti.

                Il tedesco fa perno su due suoni: la “t” alveolare e la “l” sempre “chiara”.

                L’americano fa perno sulla “t” alveolare, ma sulla “l” in fondo alla gola (quasi senza che la punta della lingua tocchi il palato).

                L’arabo fa perno sul suono della lettera che noi trascriviamo come “q”.

                Se si acquistano queste semplici posizioni, tutto il resto segue.

              • PinoMamet says:

                La trovo una teoria interessante e condivisibile!

              • Peucezio says:

                Miguel,
                sono gli atteggiamenti articolatori. Che sembra che i linguisti dell’Ottocento e del primo Novecento avessero più chiari di quelli di oggi.
                E’ lì la spiegazione del sostrato, che infatti la maggior parte dei linguisti degli ultimi decenni escludono quasi sempre, mentre fino agli anni ’50-’60 veniva dato quasi per scontato.

                Invece vorrei capire che intendi per ‘l’ densa.

                Circa la ‘t’ tedesca, veramente è dentale, esattamente come l’italiana e diversamente dall’inglese. Si distingue dalla ‘t’ italiana in quanto, come anche le altre due occlusive sorde, prende un’aspirazione davanti a vocale tonica (proprio come in inglese) o in posizione finale, per cui Tod ‘morte’, si pronuncia [ˈt̪ʰoːtʰ].
                Tra l’altro sono le due posizioni in cui l’inglese americano non applica la regola /t/ → [ɾ], proprio perché l’aspirazione blocca tale regola.

              • Per Peucezio

                “Circa la ‘t’ tedesca, veramente è dentale, esattamente come l’italiana e diversamente dall’inglese. ”

                No.

                Che vuol dire, no.

              • Per Peucezio

                “No.

                Che vuol dire, no.”

                Poi, per quanto alveolare :-), la “t” tedesca è leggermente meno aspirata di quella inglese, e la lingua è più tesa.

              • Peucezio says:

                Scusa: [ˈt̪ʰoːt̪ʰ].
                Avevo dimenticato il segnetto di anteriorità sul secondo ‘t’.

              • Peucezio says:

                Non escludo però pronunce locali o dialettali alveolari: non ne so abbastanza.

              • Peucezio says:

                Approfondendo,
                De Dominicis me le dà pèer dentali, ma Canepari dice “sono generalmente dentali, ma spesso sono alveolari specie in posizione finale, per molti parlanti.
                Bisognerebbe leggere qualche saggio di qualche autore tedesco che illustri la diffusione dell’allofono alveolare, sia sul piano diatopico, diastratico e microdiacronico che come variante individuale.
                Mi chiedo se in qualche misura non c’entri l’inflenza culturale dell’inglese o se invece è una tendenza più antica.

              • Per Peucezio

                “Mi chiedo se in qualche misura non c’entri l’inflenza culturale dell’inglese ”

                Escluderei del tutto… i miei alvearofoni, dal Sudtirolo alla Pomerania, non sono certo copioni dell’inglese. E comunque non è lo stesso identico suono.

                La “t” tedesca la so ripetere perfettamente, ma non so spiegarla 🙂

              • Peucezio says:

                … le virgolette si chiudono dopo “molti parlanti”.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Poi, per quanto alveolare :-), la “t” tedesca è leggermente meno aspirata di quella inglese, e la lingua è più tesa.”

                Intendi che sarebbe lamino-alveolare, come la ‘s’ italiana?
                Io mi sono basato sul mio orecchio e sugli autori che ho sottomano.
                Per dirimere in modo definitivo la questione ci vorrebbero dei palatogrammi (gli spettrogrammi non so quanto diano conto di sfumature così sottili), su un campione variegato di parlanti, ma sicuramente in Germania li avranno fatti.

              • Per Peucezio

                “Intendi che sarebbe lamino-alveolare, come la ‘s’ italiana?”

                Non ho idea del termine tecnico.

                Più che palatogrammi, in qualunque parte della Germania io sia stato, mi sono posto la stessa domanda, perché nemmeno io ero certo all’inizio. Facevo anche ripetere a tedescofoni le stesse parole, per capire meglio.

                E ovunque ho sentito una “t” che non tocca i denti.

                Ma basta ascoltare qualunque lettura o canzoni in tedesco.

                Turco e arabo invece sono “dentali”; il magiaro mi sembra di no (ma non aspira).

              • Peucezio says:

                Strano…
                Per carità, i manuale di fonetica prendono di quelle cantonate… mi fido di più di un orecchio allenato e fine che dei testi dei fonetisti, che non sono tutti così attenti.
                La mia personale percezione è di un suono come quello italiano, però proverò a starci più attento.

                Comunque ti spiego il termine tecnico:
                tu puoi toccare gli alveoli con la punta della lingua e allora hai un’apico-alveolare (la /t/ inglese), oppure con la lamina, cioè la parte subito sopra la punta (per intenderci la parte anteriore, il primo pezzo della superficie orizzontale superiore della lingua) e ottieni una laminoalveolare (un esempio fricativo è la /s/ italiana).

              • Per Peucezio

                “tu puoi toccare gli alveoli con la punta della lingua e allora hai un’apico-alveolare ”

                Grazie… direi proprio apico-alveolare. Laminare credo che mi darebbe un sibilo che non sarebbe per nulla tedesco.

                Prova ad ascoltare la “t” magiara: non conosco una parola di ungherese, in Ungheria ci sono stato un paio di giorni in tutto, ma mi sembra quasi retroflessa, per nulla aspirata.

              • Peucezio says:

                Comunque, se ti punge vaghezza di leggere qualcosina di tecnico su queste cose, ma di una chiarezza espositiva eccezionale ti consiglio i manuali di Ladefoged, in particolare “A Course in Phonetics” e, forse ancora più interessante, “The Sound of The World’s Languages”.
                Per quanto ne so non esiste niente di meglio al mondo sulla fonetica articolatoria (con buona pace dei nostri Mioni, che resta il più valido in Italia, Canepari, Leoni e Maturi, buono anche lui, ecc.).
                Se ti interessano, ci ho il pdf di entrambi.

              • Per peucezio

                “Se ti interessano, ci ho il pdf di entrambi.”

                Sì, sì, manda! Grazie

              • Peucezio says:

                Diciamo che leggendo Ladefoged capisci veramente che cacchio succede dentro la nostra bocca mentre parliamo.

  12. Francesco says:

    piccolo spazio helzapoppin (scusa Miguel):

    “https://www.movimento5stelle.it/programma/index.html”

    divertitevi, se sopravvivete a una vivacità di linguaggio degna di Leonid Breznev

  13. Francesco says:

    Miguel,

    i luddisti erano artigiani o operai?

    in effetti la pena di morte mi pare eccessiva per la distruzione di una proprietà privata, c’erano ragioni di guerra civile o di guerra a Napoleone per questa severità?

    ciao

    • Per Francesco

      “i luddisti erano artigiani o operai? ”

      Interessante come tante domande convergano su questo punto.

      Erano artigiani.

      Sul rapporto tra pena di morte e proprietà, spero di tornare presto!

    • Z. says:

      In Inghilterra all’epoca la pena di morte era comminata con ampia liberalità, a quanto ne so. Poi se venisse anche applicata con pari frequenza non ti so dire.

      Insomma, non mi stupisce più di tanto che anche danneggiare macchine rientrasse tra i delitti capitali.

      Fu intorno a metà Ottocento, mi pare, che si deliberò che era un filo eccessivo e ci si decise a metter mano alla cosa.

      • Francesco says:

        scommettiamo che la commutavano con la deportazione nelle colonie?

        😀

        è così che hanno dominato il mondo, popolando a forza le colonie, ‘sti fetenti di britannici

  14. Moi says:

    @ MIGUEL & FRANCESCO

    Joss Stone è Britannica … ergo 😉 ha più della Jane Porter di Tarzan, se proprio 😀 !

  15. Moi says:

    per me quei Gambiani li idealizzate troppo … va là che Bello Figo Gu “entrambi i Mondi” li ha capiti ben meglio di loro !

    😉

  16. Zhong says:

    [OT]

    Esiste davvero il “Marxismo culturale”/”Neo-Marxismo” specificatamente inteso come la strategia di disintegrare il capitalismo usano il politically correct, transgender, diritti omosessuali, etc..? Voglio dire esiste davvero una teoria del genere o e’ una bufala tipo il piano Kalergi?

    Ovviamente in rete si trova di tutto e il contrario di tutto, e di sicuro non e’ una strategia che piace a Fuffaro 😀

    Qualcuno, tra i colti commentatori di questo blog, sa qualcosa?

    Grazie!
    Zhong

    • Moi says:

      Piano Kalergi

      https://www.youtube.com/watch?v=lBhfHhFekHc

      Una Bufala che se fosse vera tutto sarebbe com’è davvero …

      • Zhong says:

        Grazie Moi, sei una garanzia! 😀

        Ma c’e’ una fonte che non sia di chiaramente di estrema destra?

    • roberto says:

      zhong,

      non solo mi pare un po’ complicato come piano, ma per di più ho l’impressione che politically correct, transgender e gay rights siano un toccasana per il capitalismo.

      ho venduto barbie a tutte le bambine del mondo? eh bene, mo’ le vendo pure a tutti i bambini che è politically correct far giocare con la barbie pure i bambini!

      • Zhong says:

        “politically correct, transgender e gay rights siano un toccasana per il capitalismo”

        Si’ e’ quello che penso anche io, ed e’ la stessa cosa che dice Fuffaro 😀

        Pero’ mi chiedevo se esiste davvero una cosiddetta ideologia chiamata “Neo-Marxista” che supporta l’estremizzazione di queste cose. In particolare mi riferisco a Jordan Peterson, nuova star di youtube, ma anche prof accademico “serio”, che sostiene questa tesi.

        Per Moi, questa e’ la famosa intervista che lo fece diventare una star di youtube:

        https://www.youtube.com/watch?v=aMcjxSThD54

        Indipendentemente da quello che dice, notare il notevole controllo che riesce a tenere durante tutta l’intervista.

        Zhong

        • per Zhong

          “Pero’ mi chiedevo se esiste davvero una cosiddetta ideologia chiamata “Neo-Marxista” che supporta l’estremizzazione di queste cose.”

          Sì, è più o meno quello che sostengono certi postmodernisti che mettono in un unico calderone, “whiteness, patriarchy and capitalism”.

          In realtà, penso che negli Anni Cinquanta, ci fosse davvero un forte conformismo sociale associato alla civiltà industriale, alla disciplina del lavoro, al perbenismo del consumo; e ai tempi del lavoro industriale “duro”, poteva anche fare comodo che le donne si occupassero prevalentemente di consumare e di prendersi cura dei lavoratori maschi. Per comprare un macchinone, ci vuole una villetta a schiera e una famiglia.

          Qui credo che la critica femminista abbia buona parte di ragione.

          Ma tutto questo si dissolve con il crollo del sistema industriale; la produzione diventa flessibile e si adatta a qualunque mercato, merci globali inseguono il consumatore, seducendolo, in qualsiasi nicchia possa trovarsi.

          E si studia scientificamente come compiacere a tutti. E il modo migliore di sedurre qualcuno non consiste nell’offrirgli un buon prodotto, ma una buona immagine di sé. Ecco che a ciascuno si instilla un po’ di “pride” per ciò che lui/lei/l*i è.

          Allo stesso tempo, la “cultura del cliente” di cui si parlava rende il cliente particolarmente aggressivo nell’esigere rispetto della propria immagine di sé.

          • Zhong says:

            Grazie!

            Quindi, tagliando con l’accetta, i riferimenti teorici di questa ideologia “Neo-Marxista” sarebbero filosofi tipo Derrida e Deleuze, giusto?

            E’ vero, come strategia, aveva senso negli anni 50, ma non ora…

            • Peucezio says:

              Non aveva senso neanche negli anni ’50: il marxismo in sé non predicava mica di instaurare instaurare una nuova forma di capitalismo più “liquido”.
              Tra l’altro, se con capitalismo intendiamo un sistema in virtù del quale si diffonde ricchezza in ogni strato della popolazione, non in modo pianificato, ma per la “mano invisibile” del mercato, quello era un capitalismo perfetto, ma se intendiamo il capitalismo violento, con la sua carica di ingiustizia, diseguaglianza e sfruttamento, non siamo ai livelli dell”800, ma quello di oggi ci si avvicina molto di più.
              Dal punto di vista quindi di un marxista o anche di un socialista classico il capitalismo gay friendly di oggi è più “reazionario”. Questa alla fine è l’essenza del discorso di Fusaro e mi pare difficilmente contestabile.
              Poi i nostri Z. e compagni si divertono a fare obiezioni di stile (Fusaro è un fighetto che parla compiaciutamente in difficile, Bagnai è arrogante, Giannuli non ricordo cos’altro… sembra che la loro ossessione siano gli intellettuali eredi o comunque legati alla sinistra, come se io non facessi altro che criticare Venenziani), ma a me interessa anche il merito.

              • Francesco says:

                io distinguerei il ’68 che ha fatto esattamente quello di cui si accusa il neo-marxismo

                dal progredire del marketing che ha solo fatto soldi negli spazi aperti dalla “rivoluzione culturale”

                e che è pronto a vendere i jeans Jesus come i bond “a regola di Corano”

                ciao

              • Per Peucezio

                “Dal punto di vista quindi di un marxista o anche di un socialista classico il capitalismo gay friendly di oggi è più “reazionario”. ”

                Non dimenticare però la riflessione di Dumont: Marx alla fine, per quanto si dichiari “comunista”, è sempre un individualista nella tradizione dell’illuminismo europeo.

                Ma perché è tanto importante il parere di Marx?

                Io non ho mai conosciuto un biologo che ritenesse di qualunque importanza il parere di Darwin: casomai lo si rispetta, come persona intelligente che ha aperto un nuovo modo di pensare, ma se Darwin diceva che il fringuello blu fu selezionato perché mangiava l’uva, e lo studio del più sconosciuto enologo dimostra che i fringuelli blu si tengono lontani dall’uva… beh, ha ragione l’enologo e ha torto Darwin.

                E anche Darwin sarebbe stato d’accordo (Marx un po’ di meno, ma anche lui ha cambiato idea qualche volta).

              • Peucezio says:

                Miguel,
                ma io non mi riferivo a Marx o a un marxismo ultraortodosso (tra l’altro a malapena ho letto il Manifesto di Marx, capirai quanto ne so sul suo pensiero…), ma semplicemente a ogni concezione cui prema un modello distributivo più equo e una maggiore tutela del lavoro.
                Cioè in sostanza la sinistra classica, quella fino agli anni ’60 per intenderci.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                e se fosse stato il grande capitale a finanziare il ’68 e tutto il resto?
                Certo è che oggi le campagne omosessualiste sono finanziate e sostenute dai grandi magnati di Facebook, Google, Apple e tutto il resto.

              • Per Peucezio

                “e se fosse stato il grande capitale a finanziare il ’68 e tutto il resto?”

                1. Non ho capito cosa sia il “grande” capitale

                2. All’epoca, non esisteva tutto l’apparato mediatico che esiste oggi, non esistevano ONG che si trombavano le ragazzine dell’Haiti, non esistevano Caschi Bianchi che fingevano attentati, non esistevano campagne virtuali con raccolte di fondi planetarie.

                3. Esisteva gente che aveva cattedre, esistevano ragazzi che compravano fogli di cartone e ci scrivevano sopra con i pennarelli, esisteva gente che viaggiava a proprio spese da un posto all’altro.

                4. Poi esisteva un piccolo indotto economico, ma era soprattutto musicale; e il Sessantotto musicale è stato molto diverso da quello politico. Le canzoncine di Potere Operaio non hanno certo segnato la musica del Novecento.

                5. Altra questione è quella di certi ricconi affascinati dalla possibilità di buttarsi in un’avventura, a partire dal povero Giangiacomo Feltrinelli. Che peròà non ha certo agito come “grande capitale”, ma come aristocratico curioso, passionale e un po’ ingenuo. Perché è facile dimenticare che la ricchezza a volte dà la libertà, e quindi permette di fare cose non motivate da qualche interesse personale.

              • Per Peucezio

                Sul Sessantotto…

                ti consiglierei di leggere il bellissimo testo che ha scritto il mio amico Roberto Massari sul tema.

                Roberto è da una parte un rompiballe trotskista storico, testimone di un mondo allucinante di scissioni e follie, dall’altra è una persona estremamente sensibile e curiosa, di vasta cultura, poi produce una propria marca di vino.

                Sul Sessantotto ha scritto un libro che mi sembra eccezionale, poco ideologico e molto autentico, ma profondamente riflessivo.

                http://www.massarieditore.it/app/prodotto.jsp?IdC=2064&IdS=2066&tipo_cliccato=2&tipo_padre=2&ok=1&menu=&id_prodotto=55208&id_categoria=2066&css=

                Poi magari lo andiamo a trovare insieme, lui sarebbe molto felice. Ma lui ama incontrare le persone faccia a faccia, senza mediazioni internettare.

                Molte cose di quel Sessantotto non piaceranno a te, molte non piacciono nemmeno a me, ma è comunque un quadro autentico.

              • Francesco says:

                Peucezio,

                l’unico con le credenziali per organizzare il ’68 sta in un buco ghiacciato in fondo all’inferno.

                io credo che sia accaduto, per il convergere di forze storiche impersonali e non volute da nessuno, con esiti assolutamente imprevisti dal 99% dei pro e dei contro.

                è stato come un giorno di carnevale che ha avuto troppo successo e siamo ancora a cercare di capire come vivere dopo che il mondo è diventato uno scherzo.

                possiamo farne un’analisi culturale, per capire come sia successo ma una in chiave di complotto mi pare risibile (mica per niente i siti catto-reazionari parlano come Toni Negri e fanno un pò ridere)

                ciao

              • Z. says:

                Peucezio,

                distinguiamo.

                Fusaro e Giannuli mi sembrano due personaggi mediatici che passano molto tempo a parlare di ciò che non sanno. Non che facciano male, eh. Al giorno d’oggi, in questo mondo che spesso mostrano di detestare, è sport diffuso e retribuito.

                Bagnai, prima che un candidato di Salvini, è un professore di economia. Di cui non condivido le opinioni politiche, e vabbè.

                Poi che vuoi farci… a te piacciono i bulli e gli arroganti (con gli altri ovviamente), a me no. Deggustibbus 😉

              • Francesco says:

                Peucezio,

                mi ripeterò ma vedo che ce ne è bisogno: se per capitalismo intendiamo un sistema economico che grazie alla “mano invisibile” diffonde benessere e ricchezza meglio di ogni altro sistema economico mai visto, quello attuale è uno spettacolare successo.

                Solo che diffonde benessere e ricchezza al di fuori degli angusti confini europei, penalizzando pesantemente quelli che si trovano in diretta concorrenza con le centinaia di milioni di persone che si affacciano ai mercati mondiali. E i parassiti deboli, che trovavano aiuto negli iper-trofici stati sociali europei.

                Sarà un mio limite ma non vedo come questo sia legato, se non per contemporaneità, con la decadenza dei costumi, la diffusione del libertinismo e delle perversioni, il proliferare di menzogne e follie.

                Dove questo è ancora proibito, il capitalismo va avanti lo stesso benissimo.

                Ciao

              • Peucezio says:

                Sul ’68 (Miguel e Francesco),

                conoscerei il tipo molto volentieri (ma è di Firenze?).
                Mi piacerebbe anche leggere il libro: è un periodo che mi sento un po’ come Troisi, che si sentiva sovrastato dalla quantità di libri esistenti… Avere tempo leggerei tanta di quella roba…

                Sul merito, la mia è solo un’ipotesi.
                Poi so bene che il ’68 è un prodotto della terza rivoluzione industriale e del consumismo di massa (e sono anche d’accordo con Francesco sul signore al centro della Terra).
                Probabilmente l’errore è ragionare in termini di causalità, unidirezionali: le epoche hanno certe caratterizzazioni, certe tendenze e le esprimono sia a livellodel costume di massa che a livello delle ideologie più lucide delle élite dominanti e anche del potere economico.

              • Peucezio says:

                Z.,
                beh capisco Giannuli, che è uno che parla di eventi specifici, più che costruire teorie forti che spiegano tutto.
                Ma al tempo stesso mi sorprende, perché è uno che ha spulciato gli archivi in una misura per cui è una sorta di memoria vivente delle cose di cui si occupa.
                Basta andare a casa sua e capisci molte cose (non entro nei dettagli, visto che è una persona pubblica, ma se vuoi te ne scrivo in privato).

                Su Fusaro invece il tuo discorso non mi torna proprio: Fusaro non è uno che parla di eventi, di dettagli, è uno che interpreta il presente alla luce di un suo modello. Quindi , al di là dello stile, mi pare che l’unica obiezione che gli si possa fare è di interpretazione.

                Circa i bulli, a me sostanzialmente interessano i contenuti. Però se uno è sicuro di sé ed efficace nel trasmetterli mi pare un valore aggiunto.
                Tutta questa arroganza però non ce la vedo: ho presente per anni i politici del Pds/Ds/Pd pre-Renzi che avevano costantemente stampata in faccia l’idea per cui l’interlocutore e comunque tutti quelli non della loro parte politica erano dei deficienti e nello stesso tempo dei reprobi e ostentavano un disprezzo e un senso di superiorità realmente odioso (peraltro basato sul nulla, visto che era una classe dirigente mediocre, sostanzialmente di cialtroni, non meno degli altri). Adesso hanno un po’ abbassato la cresta (e un po’ bisogna dire grazie a quei dementi dei Cinque Stelle, che hanno moralizzato i moralizzatori, peraltro senza averne titoli, ma il ciclo dei moralisti e dei farisei funziona così…).
                Non vedo in Bagnai questo sentimento di superiorità antropologica (e lui ne avrebbe i titoli, perché è una persona seria); mi sembra tutt’al più uno che ci tiene ad additare la cialtroneria, la mistificazione e l’ignoranza per quello che sono.
                D’altronde se uno dice che gli asini volano, non è che un altro può dargli ragione per sembrare umile.

              • Z. says:

                Di Giannuli non dico altro solo perché è amico tuo e ti voglio bene.

                Fusaro fa l’esperto di diritto, l’esperto di vaccini, l’esperto di economia, l’esperto di marxismo e via discorrendo. Fa l’esperto, ecco.

                Per il resto, sì, a te piacciono i bulli. E direi che vivi, sotto questo aspetto, nel migliore dei mondi possibili.

                A me piace vederli dal lato schiena, e mi va decisamente peggio.

                Non credo comunque di doverti spiegare che si possono sostenere le tesi più estremiste con la massima pacatezza. Ma se ti capita, segui qualcosa di Vikernes. Tra l’altro credo saresti d’accordo con lui su molte cose…

  17. Moi says:

    George Soros ha un messaggio per Zhong :

    https://www.youtube.com/watch?v=XAvrrcHbp4o

    • Moi says:

      George Soros che _ Fonte “Stampa e Vangelo” del Pentito di PD Mario Adinolfi _ l’ hà dè zdòt milièrd d’ euri ala Bonino !

  18. Moi says:

    @ Zhong

    Capolavoro :

    https://www.youtube.com/watch?v=ut82dDp-n3g

    AntiRacist Hitler – “Divörsity is guut!”

  19. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    Ma nelle Tavolette Cuneiformi Sumero-Accadiche, gli Anunnaki avran pur scritto la Ricetta Genetica della Figa Baltica, no? 😉

    • Francesco says:

      sarebbe stato carino da parte loro, quindi non lo hanno fatto

      PS parlando di accadico, te lo sei letto il programma dei 5 stelle?

      • Per Francesco

        “te lo sei letto il programma dei 5 stelle?”

        Scusami… a volte mi abbasso a sbirciare fatterelli di cronaca, tipo omicidi feroci.

        Ma non spierei mai sulle vite intime delle cantanti o sui programmi di partiti politici.

        • Francesco says:

          guarda che loro dicono di farlo in pubblico, anzi invitano tutti a dare contributi e idee!

          mica sono pudichi

  20. Per Moi

    “Oxfam aid workers posted to earthquake-torn Haiti paid survivors for sex and the charity covered it up”
    https://www.thetimes.co.uk/article/top-oxfam-staff-paid-haiti-quake-survivors-for-sex-mhm6mpmgw

    “A number of sources with knowledge of the case said they had concerns that some of the prostitutes were under age. One said that men had invited groups of young prostitutes to their guesthouse and held sex “parties”. The source claimed to have seen footage from a night there that was “like a full-on Caligula orgy”, with girls wearing Oxfam T-shirts.”

    Mancava solo l’ex-presidente del Milan.

    • Francesco says:

      visto quanto mi stanno antipatici quelli di Oxfam, accolgo con malcelata soddisfazione la notizia

      😉

  21. roberto says:

    si parlava di giudici americani e segnalo questa cosa per gli amici legulei

    http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/08/news/il_gip_al_giudice_con_la_pistola_sbagliata_l_ordinanza_-188326503/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P15-S1.6-T1

    lasciamo per un attimo da parte la storia della pistola che non c’entra niente

    io ho una procura che mi scrive una cosa ben fatta, che sta in piedi che condivido totalmente.
    perché dovrei divertirmi a riscriverla (perdendo tempo che potrei usare per altre cose) parafrasandola usando altre parole?
    non parlo ovviamente del giudice pigro che non legge e dice “sisi vabbuò ha ragione tizio”, ma del caso in cui, dopo lettura, non ho nulla da aggiungere.

    a me è capitato di scrivere “decido questo perché come correttamente sostiene l’avvocato x [tre paragrafi di citazione]. inoltre, l’argomento dell’avvocato y non è convincente perché, come ritiene l’avvocato x [altri due paragrafi di citazione]” e ciaociao, senza che nessuno si lamentasse poi “ha copiato la sua decisione dagli argomenti dell’avvocato”…è un motivo di impugnazione che non ho mai visto nel magico mondo dell’eurocrazia (non posso escludere con sicurezza che non esista, io non l’ho mai visto)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché se copi-incolli al Riesame viene il dubbio che tu non abbia nemmeno letto quello che hai copiato.

      • Roberto says:

        Sarà….perdere tempo a fare la parafrasi mi pare un lusso che un magistrato non dovrebbe avere

  22. Peucezio says:

    Z.,
    su Fusaro,
    mah, parla di tutto, ma in senso meta-tecnico, se così vogliamo dire. Anche noi qui dentro parliamo di tutto. Ma sulle cose tecniche alziamo le mani, ammenoché non sono il nostro ramo specifico.
    Un filosofo è normale che parli di tutto, perché la filosofia è in un certo senso la scienza del tutto, non nei suoi dettagli, ma nel suo legame con l’insieme.

    Quanto a Bagnai, in che senso non sarebbe pacato?

    • Z. says:

      Le alzo io le mani, ma su di te, se continui a fare l’apologia della fuffotronica. E di Bagnai 😀

    • PinoMamet says:

      “Un filosofo è normale che parli di tutto”

      Anche nei bar è normale… 😉

      • Peucezio says:

        Sei un classista! 😛

      • Francesco says:

        no scusate e questa affermazione la fate passare così?

        un filosofo (e uno serio tipo Aristotele o San Tommaso o Kant) non si sognerebbe mai di parlare di argomenti specifici che richiedono competenze specifiche, perchè sarebbe il primo a sapere che farebbe figuracce terribili.

        in filosofo serio investiga il senso di ogni cosa e di tutto ma lascia a un elettricista di sapere il senso in cui si gira il cacciavite

        ciao

  23. Peucezio says:

    Comunque è interessante ‘sta cosa: io, Habsburgicus e chi altro capita argomentiamo, ecc.; per te invece quello è antipatico, quell’altro è arrogante, quell’altro ancora è saccente e parla in modo difficile per gettare fumo negli occhi.
    Comincio a capire perché il Pd è in crisi: se ragionate tutto così… 😛
    Sai, in genere uno ha anche delle simpatie e antipatie, ma le proprie; dagli altri vuole sentire argomenti, non sentire quelle altrui 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Però se a me sta antipatica la Boldrini mi si chiede un parere motivato sulle ragioni..

    • Z. says:

      Peucezio,

      tu argomenti in modo singolare, ammettilo.

      Tipo:

      – Fusaro è giustificato perché parla, qualsiasi voglia dire, in senso “meta-tecnico”. Quindi se dà lezioni di vaccini e di costituzione italiana, dicendo baggianate epiche, Egli Può;
      – Giannuli ha ragione perché sono stato a casa tua e ho visto tanti libri. Quindi se decide a gusto suo chi erano i nonni della Boschi o che questo o quell’attentato in Francia non ci sono mai stati, Egli Può;
      – Di Bagnai non hai mai letto se non un articolo o due, ma ha ragione, perché? ma è ovvio, perché Egli Può!

      Se questo è argomentare, Peucè, tu sei Betta Lemme 😀

      • Peucezio says:

        Mah, sai, a me interessa la tesi di fondo che uno sta sostenendo, non le questioni di dettaglio.
        Poi, certo, se uno sui dettagli dice cazzate è un tipo approssimativo e sarebbe meglio se fosse più preciso.
        Ma non è che l’approssimazione, che è sempre un difetto (almeno per me, che sono un pignolo rompicoglioni, quindi ti capisco), infica una tesi generale.
        Per inciso, non mi hanno colpito tanto i libri di Giannuli (che pure ne ha un fottio), ma le carte, i faldoni, i papielli. E immaginati quanti ne avrà scartabellati negli archivi (visto che questo è il suo lavoro da decenni).
        Poi, certo, non è che questo gli conferisce l’infallibilità ex cathedra.

        Io però ho la netta impressione che a te stiano antipatici tutti quelli che mettono in discussione sostanzialmente la visione del mondo del centro-sinistra istituzionale contemporaneo.
        Ed è interessante il fatto che si tratta non di tre fascisti o comunque gente con un retroterra di destra, ma di tre persone nate di sinistra e vicine al marxismo o al socialismo, che, coniugato in modo diverso, denunciano il tradimento da parte della sinistra istituzionale dell’attenzione verso i ceti più deboli e verso il lavoro e la sua adesione agli interessi del grande capitale finanziario.
        A quest’obiezione, che è la vera essenza del discorso, al di là dei dettagli, tu non rispondi.
        E’ sintomatico il fatto che tu dedichi molti meno commenti a ideologi dichiaratamente di destra.

        • Z. says:

          Peucè,

          insomma, confermi che quel che ho detto: tu non argomenti proprio, e le argomentazioni non ti interessano.

          Se qualcuno ripete gli slogan che ti piacciono, indipendentemente da quello che sostiene, allora cià raggione lui.

          Se io invece commento nel merito, circostanziando, rispondi che il merito è irrilevante.

          E poi mi accusi di non argomentare!

          Ora, dimmi. Ti ci mando io a quel paese o ti ci mandi da solo, Peucè? 😀

          • Peucezio says:

            Certo che le escogiti tutte per eludere la semplice questione che ti ho posto.
            In tutta franchezza non me ne frega nulla dei nonni della Boschi.
            Mentre m’interessa la progressiva concentrazione della ricchezza in sempre meno mani e l’impoverimento della popolazione italiana.

            • Z. says:

              Veramente la questione era perché non idolatro la Sacra Triade, e penso di averti risposto.

              Sui nuovi argomenti che proponi ti ho già detto come la penso ( e mi avevi pure risposto) ma tu no, tu non ti accontenti mai!

              • Peucezio says:

                Ma chi ti chiede di idolatrare sacre triadi?
                Quello che ti addebito è di criticare le persone per ragioni marginali ed estrinseche.
                Se vuoi esprimere una simpatia, liberissimo: possiamo anche essere curiosi delle tue simpatie e antipatie.
                In genere però mi aspetto che, se si parla di qualcuno, si argomento a favore o contro le sue posizioni, non solo che si dice che è antipatico.

                Sull’altra questione: evidentemente eri stato così poco persuasivo che mi sono dimenticato la tua risposta 😛

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Ma chi ti chiede di idolatrare sacre triadi? —

                Ti lamenti perché non lo faccio. Ciclicamente, per giunta, nemmeno una tantum!

                — Quello che ti addebito è di criticare le persone per ragioni marginali ed estrinseche. —

                Vediamo: il fatto che il primo parli di cose che non conosce, il secondo fantastichi di gombloddhi immaginari su cose che non conosce e il terzo pensi di far pagare agli altri i suoi esperimenti politici va tra le “ragioni marginali ed estrinseche”? Va bene, allora, le ragioni delle mie perplessità sono “marginali ed estrinseche”!

                — evidentemente eri stato così poco persuasivo che mi sono dimenticato la tua risposta —

                Molto probabilmente è proprio così!

              • Z. says:

                Ribadisco comunque che sono tre persone diverse, accomunate dal solo fatto che piacciono a te:

                – Giannuli, fuori di qui, non lo conosce quasi nessuno;
                – Fusaro lo conoscono solo gli appassionati di baruffe web;
                – Bagnai è un professore di economia, quasi per nulla diverso dai suoi contraddittori. Trovo le sue idee politiche pittoresche, e vabbè.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Però Giannuli in TV ogni tanto lo invitano: qui dentro sono famosi personaggi molto più oscuri di lui.

              • Z. says:

                Può essere, ma prova a chiedere nei posti che frequenti “sai chi è Giannuli?”.

                Poi sappimi dire 🙂

                Z.

                PS: io all’inizio quando parlavate di Giannuli pensavo a Cazzullo. E quando parlavate di Fusaro credevo intendeste il professor Fusaro, il costituzionalista…

              • PinoMamet says:

                Io frequento il blog e ancora non so chi siano Giannuli e Bagnai, mentre Fuffaro l’ho scoperto grazie al blog.

        • werner says:

          “denunciano il tradimento da parte della sinistra istituzionale dell’attenzione verso i ceti più deboli e verso il lavoro e la sua adesione agli interessi del grande capitale finanziario.”

          Sarà per questo che due dei tre si sono candidati in un partito che propone la Flat tax, mentre il terzo è talmente ben disposto verso i ceti deboli e i lavoratori che sembra parli complicato giusto per risultare incomprensibile ai più.

          • Peucezio says:

            Non ho capito, chi si sarebbe candidato, oltre a Bagnai, nel partito che propone la flat tax?
            Giannuli si è candidato da qualche parte?

            E che c’entra il linguaggio? I comunisti degli anni settanta parlavano in modo molto più incomprensibile.
            Bella ‘sta cosa: chi usa con slogan semplici e linguaggio ruvido parla alla pancia del popolo quindi fomenta i peggiori sentimenti, chi parla “difficile” (che poi che cazzo ci trovate di difficile nei discorsi di Fusaro? Al massimo sono opinabili stilisticamente, perché sono compiaciuti) vuole male al popolo perché non si fa capire… Insomma, come cazzo dovrebbe parlare uno?

            • werner says:

              Sui due errore mio, pardon. Ma per Bagnai la questione resta sul tavolo.

              Sul linguaggio di Fusaro: a me pare l’alter ego di Salvini. Uno parla difficile per nascondere la banalità di quello che dice, l’altro parla in modo becero per nascondere l’inconsistenza Delle sue proposte.

              • werner says:

                Come dovrebbe parlare? Un buon oratore penso dovrebbe saper adattare il suo eloquio al pubblico e al contesto.

              • Peucezio says:

                Werner,
                le cose banali spesso vanno dette, in un mondo in cui si crede che gli asini volino.

                ” Un buon oratore penso dovrebbe saper adattare il suo eloquio al pubblico e al contesto.”

                E’ esattamente quello che fanno loro tre. Per questo hanno stili così diversi.

                Su Bagnai: il punto è chi favorisce la flat tax. Poi uno può non essere d’accordo.

              • Z. says:

                Immagino favorisca qualcosa tipo “i ceti umili oppressi dal capitale”, no? cosa ho vinto? 😀

              • Peucezio says:

                “cosa ho vinto? 😀 ”

                ‘Sta capa di c…. 🙂

            • Francesco says:

              >>> E che c’entra il linguaggio? I comunisti degli anni settanta parlavano in modo molto più incomprensibile.

              e infatti, porca puttana, quale sintomo più chiaro che stavano (oggettivamente, magari non se ne rendevano conto) tradendo?

              il pessimo Carlo Marx parlava chiarissimo, alla bisogna. infatti la sua visione è ancora potente benchè il manifesto sia del 1848 (e tutti sbagliato)

              ma quando mi ammanto di fuffa oscurissima, c’è sotto qualcosa di male.

              fosse pure la coscienza che il marxismo non stava in piedi e che il popolo sarebbe rimasto nudo

              • Peucezio says:

                Dipende, non c’è una regola su questo.
                E’ giusto diffidare in generale di chi parla in modo incomprensibile, d’accordo.
                Però che Fusaro sia incomprensibile… trovami una sola frase che non si capisca.
                Semmai è pretenzioso (col risultato di risultare un po’ ridicolo). Se parlasse in modo più naturale, anziché far sembrare che sta leggendo a macchinetta il volantino, sarebbe enormemente più efficace (ma il nostro Z. a quel punto direbbe che è arrogante e aggressivo, come se lui fosse una mammoletta 😀 ).

              • Francesco says:

                Fusaro lo conosco poco, se si disperdesse la cortina fumogena della difficoltà di linguaggio resterebbero solo le cazzate che dice.

                Abbiamo già un sacco di gente di quel tipo, allora, da Leu a M5S, da CGIL a PaP, da Lega a Manifesto, e lui non avrebbe mercato. Ah, dimenticavo i Padri Gesuiti.

              • Z. says:

                Peucè,

                io avrò tanti difetti, senza dubbio, ma non sono arrogante né spocchioso. Forse essere consapevolmente ignorante mi aiuta 😀

  24. Moi says:

    Se in questo Paese la politica fosse una cosa seria, con i “Propri” si dovrebbe essere più severi poiché su di essi si hanno aspettative più alte … NON più indulgenti, come nelle Sacre Pallonate Domenicali !

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *