Promemoria elettorale

In vista delle elezioni, ricordiamoci che…

gli italiani che fanno o parlano di politica si dividono tradizionalmente in due fazioni ereditarie, che si tramandano di generazione in generazione una cosa che chiamano “valori“, che consiste nel ritenere che quelli della fazione opposta siano la causa di ogni male noto al genere umano. E che facciano il male pure apposta.

Per i primi, gli stranieri sono una manna dal cielo, la prova vivente che le signove bene con la evve moscia che leggono il Capitale nei salotti chic ai loro ospiti mentre servono apevitivi vegani, sono in realtà complici di stupratori ghanesi e serial killer pakistani, nonché alleate dell’Isis.

Anche per i secondi, gli stranieri sono una manna dal cielo, la prova vivente che le carogne fasciste bugiarde e criminali e pure stupide odiano i bambini negri solo perché hanno la pelle scura.

Per fortuna, oltre a queste due peculiari riedizioni dei Guelfi e dei Ghibellini, esistono anche gli stranieri in carne e ossa.

Speriamo vivamente nella loro capacità di non integrarsi.

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118 Responses to Promemoria elettorale

  1. PinoMamet says:

    A me non sembrano tanto meglio degli italiani, a dirla tutta.
    😉

    • Z. says:

      Tra l’altro, appena arrivano a Firenze, certuni diventano indistinguibili dai fiorentini!

      Comunque, queste fazioni conteranno tipo mille membri ciascuna. Poi c’è il mondo reale 😉

      • mirkhond says:

        E quando arrivano a Bologna?

        • PinoMamet says:

          Mi’, candidato di Parma di idee di centrodestra, qualche anno fa: un popolarissimo africano che affitta limousine.

          Scuola cattolica a corto di fondi, di pochi giorni fa: li mette un imprenditore siriano musulmano, che vive in città da duemila anni, tipo.

          Grande esperto del dialetto locale: kebabbaro di origine algerina.

          Ma a che dilungarsi, quando basta il nome di Bello Figo?
          😉

          • Per PinoMamet

            “Ma a che dilungarsi”

            bellissimo, tutto il tuo commento. Grazie!

            • PinoMamet says:

              Grazie a te!

              Vorrei aggiungere all’elenco (che potrebbe essere assai più lungo) lo storico alimentari/salumiere, di origine iraniana con cognome, credo, del Baluchistan

          • mirkhond says:

            Interessante!
            Però avevo chiesto a Zanardo come si assimilano gli immigrati a Bologna.

            • Z. says:

              Duca,

              siamo una cittadina piuttosto cosmopolita, per essere sotto i quattrocentomila. Forse anche perché i bolognesi DOC sono piuttosto rari…

        • Z. says:

          A Bologna quel messicano mica ci viene.

          E non mi vuole a Firenze.

          Ah ma io faccio l’offeso!

          😛

      • Per Z

        “Comunque, queste fazioni conteranno tipo mille membri ciascuna. Poi c’è il mondo reale ”

        Verissimo.

        Però hanno il monopolio del discorso, un po’ come i preti nel Medioevo.

        Sono mille persone nei partiti, negli incarichi politici, nei media.

        E tutti devono chinare la testa quando parlano.

        • Z. says:

          Il discorso… boh?

          Sarà che la gente con cui discorro io non ricade in nessuna delle due categorie!

          Tra l’altro le fazioni in lotta sono almeno tre, nessuna delle quali mi pare desti grandi entusiasmi.

          Non vedo nessuno chinare la testa. Casomai vedo qualcuno girare a cresta alta quando sarebbe il caso farne a meno. Per fortuna, se non altro, la fama oggidì è sempre più effimera.

      • Peucezio says:

        Z.,
        “Comunque, queste fazioni conteranno tipo mille membri ciascuna. Poi c’è il mondo reale”

        Sei italiano, nato, cresciuto e vissuto sempre in Italia, e non hai capito gli italiani.
        L’italiano è uno che manderebbe l’universo a puttane pur di evitare che il suo vicino abbia successo.

        • Z. says:

          Oh, fossero poche le cose che non ho mai capito!

          Però credimi, in vita mia – e per mia colpa – ho frequentato un numero impressionante di ambienti molto diversi tra loro, e tutte queste categorie mi sono sempre sembrate diciamo pure marginali, pur attraverso i decenni.

  2. mirkhond says:

    Anche nell’Oltrarno è presente questa logica da scontro guelfi-ghibellini?

    • Per Mirkhond

      “Anche nell’Oltrarno è presente questa logica da scontro guelfi-ghibellini?”

      Qui la Parte Guelfa di Firenze veglia instancabile da sette secoli.

      La Magistratura di Parte Guelfa fu istituita nel 1267, nel 1512 era ancora attivamente a caccia di ghibellini. Anche perché senza sequestro di beni ghibellini, non aveva nulla di cui campare.

      Infatti, i ghibellini in qualunque momento possono sbucar fuori, occorre la Massima Vigilanza!

      L’aquila rossa dei guelfi stringa sempre forte il drago ghibellino tra i suoi artigli, che il Male Può Sempre Ritornare!

  3. habsburgicus says:

    OT
    visto che le mie foto mal riuscite le vedono tutti :D, ma le mie note erudite non le vede nessuno 😀 [parlo di fb], ve la riproduco qui 😀

    18 gennaio 1871-18 gennaio 2018
    Il Kasiserreich, 1871-1918

    il nuovo Impero tedesco, durato dal 18/1/1871 al 9/11/1918, ebbe grazie al genio di Bismarck un ordinamento costituzionale che (i giuristi ed i costituzionalisti che eventualmente leggano mi perdonino le imprecisioni nel linguaggio tecnico :D) univa elementi federali (predominanti) e financo confederali (asimettrici), ad un forte [e probabilmente “sano”, poi si può discutere su questo] centralismo de facto in fundamentalibus, garantito dalla predominanza della Prussia che lungi dal dissolversi nel nuovo Reich, continuò ad esistere fianco a fianco: diversissimo dal modello cavouriano e post-cavouriano di una decina di anni precedente che di impronta francese (giacobino-napoleonica) eliminò tutti gli Stati italiani (incluso il Regno di Sardegna che fu dissolto !) ed instaurò un rigido centralismo che fece strame delle differenze, anche legittime, anche portatrici di ricchezza, dei diversi Stati italiani…
    fu probabilmente una “disgrazia” storica che le due unificazioni, italiana e tedesca, siano avvenute in quell’ordine: se l’ordine fosse stato rovesciato noi avremmo potuto ispirarci al modello tedesco e, ad esempio, trattare il Sud sul modello della Baviera, ovvero garantire al Mezzogiorno la propria autonomia e quasi indipendenza, magari anche sotto la propria dinastia (dopo essere stata opportunamente “obbligata” ad accettare l’inevitabilità dell’Unione..come il Re di Sassonia che filo-austriaco sino al 1866 ricevette la giusta “educazione” e dal 1866 si accontentò del suo trono senza fare più alcun problema :D)
    si tratta di due modelli divergenti, direi opposti, su cui si possono avere idee e giudizi disparati
    quale dei due io preferisca, penso sia chiaro 😀
    l’Impero tedesco constava di 25 Stati e di 1 Reichsland: i 25 Stati comprendevano 4 Regni, 6 Granducati, 5 Ducati, 7 Principati e 3 Città-libere; il Reichsland era l’Alsazia-Lorena (ovvero tutta l’Alsazia tranne la francofona Belfort e la Lorena di Metz che comprendeva sia la Lorena germanofona, oggi ormai un ricordo vago dopo la francesizzazione estrema nei ’20 e soprattutto in età gollista, che alcune aree francofone) che era sotto la sovranità congiunta di tutti i 25 Stati dell’Impero, esercitata dall’Imperatore tedesco in tale qualità e non in quanto Re di Prussia: a dirla tutta l’Alsazia-Lorena alla fondazione non c’era, essendo stata de iure ceduta con il trattato di Francoforte del 10/5/1871 ed invierà deputati al Reichstag solo dal 1874 in poi (erano 15), dunque non fu presente nel primo Reichstag, né fu mai presente al Bundesrat, che rappresentava gli Stati (più tardi manderà osservatori)..il non aver risolto in maniera più logica la questione dell’Alsazia-Lorena fu una pecca di Bismarck (alimquandiu dormitat et Homerus) in quanto così gli alsaziano-lorenesi furono trattati, dagli stessi tedeschi, come un po’ diversi dagli altri sudditi del Kaiserreich ! manna per lo sciovinismo gallico…c’erano, secondo me, due soluzioni: i.creare uno Stato di Alsazia-Lorena, magari un Regno per solleticare la vanità dei nuovi sudditi e far loro obliare la Francia al più presto (ci fu Re Zwentibold di Lorena in X secolo d.C, dunque nella Storia c’erano precedenti !), da affidare a un principe tedesco scelto più o meno a caso, ma preferibilmente non prussiano (melius, se cattolico, anche se in quel periodo i rapporti fra Bismarck e Pio IX stavano peggiorando e presto ci sarà il Kulturkampf, altro errore del pur grandissimo Otto, che lo ammetterà, sotto un altro Papa, con cui sarà in rapporti molto deferenti); ii.dare l’Alsazia al Baden e la Lorena alla Prussia (che aveva la Renania) anche se i bavaresi avrebbero preteso qualcosa pure loro 😀
    gli Stati erano i seguenti (*, non facevano parte della Confederazione tedesca del Nord=Norddeutscher Bund, nata il 1/7/1867 e composta da 22 Stati o meglio 21 e mezzo, indicato con **)
    i.Regno di Prussia (che nel settembre 1866 aveva inglobato, annettendoseli per ragioni geografiche e strategiche, pur con qualche scrupolo dei legittimisti: a.Regno di Hannover; b.Elettorato di Hessen-Kassel; c.Ducato di Nassau; e.Città libera di Francoforte sul Meno, che si schierarono con l’Austria nel 1866 e creò, dalla prima, la Provinz Hannover e dagli altri tre, la Provinz Hessen-Nassau; tutti i Sovrani spossessati-a differenza dell’Italia- ebbero qualche forma di compenso, in denaro o altro, anche in seguito e ad esempio il protestante Duca di Nassau deposto diverrà, anziano, Granduca del Lussemburgo nel 1890 e da lui deriva l’attuale Casa granducale lussemburghese, ormai cattolica; gli elettori di Assia-Kassel ebbero del denaro e solo i Welfen=Guelfi dell’Hannover diedero problemi ma il tutto si risolse nel 1913 con un matrimonio con la Casa reale imperiale prussiana, quando il tutto si era ormai intrecciato con la successione al Ducato di Braunschweig, la cui dinastia anch’essa guelfa si era estinta nel 1884; un partito guelfo particolarista, analogo mutatis mutandis, ai filo-borbonici nostrani esistette in Hannover fino al 1933 e qualche traccia sussiste ancora oggi)
    iiRegno di Sassonia fu con l’Austria nel 1866, si salvò dall’annessione (voluta da alcuni prussiani) per la moderazione di Bismarck e l’atteggiamento cavalleresco e fermo di Franz Josef che disse che non avrebbe potuto tollerare la detronizzazione della dinastia sassone, cattolica da fine XVII secolo, in un paese luteranissimo, altrimenti saltava tutto, inclusa la pace appena fatta: i sassoni mantennero la dinastia, ma la Prussia assunse il controllo de facto..e vissero tutti felici e contenti 😀
    *iii.Regno del Württemberg fu con l’Austria in 1866
    *iv.Regno di Baviera fu con l’Austria in 1866
    v.Granducato di Mecklenburg-Schwerin
    vi.Granducato di Mecklenbug-Strelitz
    vii.Granducato di Oldenburg
    viii.Granducato di Sachsen-Weimar-Eisenach
    **ix.Granducato di Hessen (la parte a nord del Meno però faceva parte della Confederazione tedesca del Nord) fu con l’Austria in 1866
    *x.Granducato di Baden fu, a parole, con l’Austria in 1866
    xi.Ducato di Anhalt
    xii.Ducato di Braunschweig
    xiii.Ducato di Sachsen-Altenburg
    xiv.Ducato di Sachsen-Coburg und Gotha
    xv.Ducato di Sachsen-Meiningen nel 1866 fu con l’Austria; Bismarck fece finta di non accorgersene; se ne accorse, naturalmente, e agì, ma si limitò a imporre un cambio politico
    xvi.Principato di Reuß ä.L (vecchia linea) nel 1866 fu con l’Austria ! ma se la cavò
    xvii.Principato di Reuß j.L (linea giovane, cadetta)
    xviii.Principato di Schwarzburg-Rudolstadt
    xix.Principato di Schwarzburg-Sondershuasen
    xx.Principato di Schaumburg-Lippe
    xxi.Principato di Lippe-Detmold
    xxii.Principato di Waldeck-Pyrmont amministrato dalla Prussia in base a un trattato-capestro
    xxiii.Città libera e anseatica di Hamburg
    xxiv.Città libera e anseatica di Bremen
    xxv.Città libera e anseatica di Lübeck
    Gli Stati tedeschi mantennero autonomie enormi, anche se variabili
    la Baviera aveva un proprio Esercito, che solo in guerra sottostava al comando supremo dell’Imperatore-Re di Prussia e tutto sommato era altrettanto autonomo dell’Esercito italiano odierno rispetto ai comandi NATO, forse (in questioni interne) di più 😀
    la Baviera aveva inoltre diritto di Legazione attiva e passiva; aveva Legazioni a Roma-Vaticano, Roma-Quirinale, Parigi, Vienna, San Pietroburgo e Berna (qui solo un Ministro-Residente), ma non a Londra; riceveva un Corpo diplomatico accreditato presso il suo Re e che non aveva più alcun potere diplomatico passato di un metro il confine bavarese :D..riceveva ad esempio un Nunzio Apostolico, che rimase anche quando la Prussia (e non la Germania ! che come tale non aveva allora rapporti con il Vaticano) chiuse la propria Legazione presso la Santa Sede ! (un Nunzio a Berlino, pur consigliato da Bismarck negli 1880’, ebbe il Nein del Monarca protestante ! le relazioni prussiane con Roma papale, riprese nel 1882 sotto Leone XIII, erano unilaterali)
    il Württemberg aveva un proprio Esercito (Ludendorff se ne lamenta nella I GM !), ma organizzato alla prussiana; sino al 1894 aveva Legazioni a Vienna e San Pietroburgo, poi le chiuse e non ebbe più diplomatici all’estero, ma di sua volontà e continuò a ricevere diplomatici a Stoccarda, fino al 1914 c’era anche un Ministro russo
    la Sassonia aveva un proprio Esercito (Ludendorff se ne lamenta nella I GM !), ma organizzato alla prussiana; la Sassonia mantenne sino alla fine, nel 1918, una Legazione separata a Vienna (dove quindi c’erano tre sedi diplomatiche tedesche: l’Ambasciata imperiale del Kaiserreich, la R. Legazione di Baviera e la R. Legazione di Sassonia) e accettò presso di sé diplomatici esteri (sino al 1914 anche inglesi e russi); il nostro R. Ambasciatore, sino al 1915, era accreditato anche a Dresda come Ministro, ma con lettere credenziali separate, cross-accreditation si dice oggi, comune in Africa, dove magari l’Ambasciatore in Nigeria è accreditato anche in Benin ecc
    a questo mi riferivo con “elementi confederali” (il federalismo stricto sensu elimina il diritto di legazione, di norma) e con “asimmetrici” mi riferivo alle differenze fra Stato e Stato
    gli altri Stati non avevano più Esercito (ammesso che l’avessero mai avuto) nel senso che il Re di Prussia, in base ad accordi e patti bilaterali più o meno leonini (non per arbitrio, eh !), aveva diritto di arruolare nel suo Esercito (NON esisteva un Esercito tedesco, sino a Weimar: c’era un Esercito prussiano, o prusso-tedesco se vogliamo, più gli altri tre Eserciti citati, in tutto c’erano 4 Ministri della Guerra in 4 Stati) anche i sudditi di quegli Stati; il Baden, che ebbe un Esercito prima dell’Impero e lo sciolse, ottenne il privilegio di costituire da sé solo un Corpo d’Armata, il XIV; questi Stati non avevano sedi diplomatiche all’estero, ma (quasi tutti, anche molti di quelli lillipuziani) ricevevano diplomatici presso di sé, accreditati con tutti i crismi (a Karlsruhe in Baden c’era un Ministro austriaco, ad Amburgo sino al 1914 c’era un diplomatico russo ecc)
    gli altri Stati poi avevano relazioni DIPLOMATICHE con la Prussia (dunque basate sullo ius gentium) e il Ministero degli Esteri prussiano aveva una carriera comune per i diplomatici: ad esempio potevi essere mandato a Weimar (ed eri “prussiano”), poi a Bucarest (ed eri “tedesco”), indi Ministro a Dresda (“prussiano”) per finire in bellezza con un’Ambasciata a Madrid (“tedesco”) ! Monts che fu ambasciatore TEDESCO da noi era stato Ministro PRUSSIANO in Baviera nei 1890’ (e odiava i bavaresi !)
    la massima autorità politica era il Cancelliere dell’Impero (Reichskanzler) che di solito era anche Presidente del Consiglio prussiano, tranne per un breve periodo sotto il Cancellierato di Caprivi (1890-1894); non c’erano Ministeri ma solo Dipartimenti imperiali retti da un Segretario di Stato; non fu mai creato, come implicito sopra, un Dipartimento imperiale della Guerra, ma venne formato un Dipartimento imperiale della Marina (che, a differenza dell’Esercito, fu creazione imperiale, soprattutto negli anni di Tirpitz che fu Segretario di Stato alla Marina da 1897 a 1916); c’erano Dipartimenti imperiali delle Colonie, delle Poste, degli Interni (contava poco); il Dipartimento imperiale degli Esteri (Auswärtiges Amt=AA) era la stessa cosa del Ministero degli Esteri prussiano (ed il suo titolare univa le due cariche) e agiva nell’una o nell’altra capacità a seconda delle situazioni, come AA all’estero e come Ministero Esteri prussiano all’interno dell’Impero con gli altri 24 Stati (agiva come “prussiano” anche nei rapporti con il Vaticano); verso la fine della I GM furono creati altri Dipartimenti; la tendenza era verso il rafforzamento delle istituzioni “tedesche” versus quelle “prussiane” e degli altri Stati
    il Cancelliere era scelto dall’Imperatore a suo arbitrio (si fa per dire :D) e non aveva bisogno in alcun modo della fiducia parlamentare, almeno sino al 1918 avanzato
    vi era un Reichstag=Dieta dell’Impero, eletto a suffragio universale maschile libero ed eguale (sin dal 1867 cioè sin dal Reichstag costituente della Confederazione tedesca del Nord, altra idea geniale e rivoluzionaria, per i tempi, di Bismarck); consisteva di 397 deputati eletti a doppio scrutinio (297 dagli Stati della vecchia Confederazione tedesca del Nord di cui ben 236 prussiani; 85 dagli Stati del Sud, tanto che in 1871 constava di 382 deputati; 15 dal Reichsland Elsaß-Lothringen, a partire dal 1874 come si è detto)
    vi era un Bundesrat=Consiglio della (Con)federazione [in tal caso credo che la traduzione usuale di Bund=“federazione” sia riduttivo], composto da 58 membri (43 nella Confederazione tedesca del Nord; 15 si aggiunsero con l’Impero, dagli Stati del sud) che erano plenipotenziari, quasi sempre diplomatici, e dunque DOVEVANO votare come era loro ordinato dai propri governi e votavano in blocco; la Prussia aveva 17 seggi (cioè quelli nel Bundestag=Dieta confederale del vecchio Deutscher Bund=Confederazione germanica 1815-1866 più quelli che avevano nella medesima Dieta i 4 Stati annessi in 1866 e l’Holstein ed il Lauenburg egualmente annessi, insieme allo Schleswig che era fuori dalla Confederazione germanica come prima fino al 1806 era fuori dal Sacro Romano Impero, in conseguenza della guerra del 1864 condotta dalla Prussia insieme all’Austria contro la Danimarca: il Lauenburg fu annesso alla Corona prussiana nell’estate 1865 dopo gli accordi di Bad Gastein anche se integrato amministrativamente in toto solo nel 1876 e lo Schleswig e lo Holstein dopo la guerra del 1866, essendo uniti nella Provinz Schleswig-Holstein in gennaio 1867), ma sarebbe meglio dire 17 voti; la Baviera aveva 6 voti/seggi, gli altri fra 4 e 1; necessario il consenso bavarese per le dichiarazioni di guerra, e se ne tenne conto nel 1914; si noti che mancava qui la dizione “Impero” (che ci sarà a Weimar, Reichsrat)
    gli Stati però avevano loro sistemi politici (bicamerali in quelli più grandi o unicamerali e financo sopravviveva una Dieta tradizionale di Ordini, uno Ständestaat, nei due Mecklenburghi, in cui sedevano i rappresentanti dei diversi ceti: clero luterano; nobiltà; popolo) e soprattutto diversi sistemi elettorali, quasi sempre molto arretrati rispetto a quello dell’Impero; in Prussia ad esempio vigeva un sistema a 3 classi, in Sassonia idem con ulteriori restrizioni (tanto che nel 1912 la Sassonia diede 22 su 23 deputati all’SPD al Reichstag, mentre in quegli anni la medesima SPD non riusciva ad eleggere un solo deputato al Landtag sassone !)
    anche in religione ciascuno faceva (quasi) ciò che voleva; in Baviera vi era un Concordato con Roma dalla fine degli anni 1810’, anche se i governi anticlericali (Lutz !) ebbero rapporti tesi con il clero almeno sin verso il 1890’; l’aristocrazia si vantava, spesso, di essere cattolicissima e disprezzava gli eretici; la Prussia, protestante in maggioranza, dava piena libertà a tutti e dopo il Kulturkampf la Chiesa di Roma non ebbe problemi, tranne all’Est dove però la lotta era contro i polacchi e non contro i cattolici in sé e, lo si dimentica spesso, vi erano anche cattolici tedeschi o almeno germanofoni; l’Assia invece impediva il culto pubblico del “papismo”, tanto che i cattolici andavano a fare le processioni nella vicina Prussia o in enclave prussiane (le enclaves abbondavano !) ecc
    la moneta invece era unica in tutto l’Impero, il marco
    la bandiera dell’Impero era “nero-bianco-rossa”, identica a quella della Confederazione tedesca del nord (dal 1/7/1867); verrà sostituita con il “nero-rosso-oro” nel 1919 (Costituzione di Weimar, 11/8/1919); la bandiera prussiana aveva, ed ancora avrà in epoca post-imperiale sino all’abolizione nel 1935, i colori “bianco-nero”
    il libro di Laband, in più volumi, anche disponibile in francese, descrive bene l’organizzazione giuridica del Kaiserreich
    grande Bismarck ! tu fosti in grado di creare un grande Stato unito e potente, salvando tutte le suscettibilità e le indipendenze locali !

    P.S (solo per voi :D)
    il 18 gennaio 1701 Friedrich III (I) fu incoronato primo Re di Prussia, dopo aver ottenuto il permesso dell’Imperatore Leopold II (1658-1705), nella città prussiana-orientale che porta oggi il nome del caporione rosso Kalinin ed appartiene a Putin [dunque extra Imperium], da due “vescovi” protestanti, uno luterano e uno calvinista, “consacrati” ad hoc ed una tantum…perché va bene Lutero va bene Calvino, ma un vescovo (o “vescovo”) che ti incoroni ci va, no ? 😀
    la data fu scelta per questa valenza simbolica

    • Z. says:

      ma si è poi scoperto se Crasso era libero, stopper o mezzala?

      😛

      • habsburgicus says:

        @Z
        perché citi Crasso ? 😀
        in effetti, in pomeriggio, ho fatto un post (o meglio ho trascritto un Anhang di una studiosa polacca, che scrive in tedesco, sui trionfatori di Augusto) e ho citato Crasso, ma un nipote…
        tu però non puoi vederlo 😀 come mai hai citato Crasso 😀 ? come ti è tornato in mente in un post sulla Germania ? 😀
        a proposito, visto che forse qualcuno me lo chiederà e in ogni caso per il tuo piacere (sic !) personale ti copincollo qui anche quel commento sul mio fb 😀

    • Francesco says:

      Cavour è morto prima di poterci provare, mi si disse al proposito

      • Mauricius Tarvisii says:

        No, è andata in modo più complicato e la questione di Roma ne fu una causa fondamentale.
        Era stato in effetti proposto a Francesco II di entrare nell’Italia unita come confederato, ma lui (persona estremamente devota, come è noto) rifiutò perché avrebbe comportato una guerra o comunque una spoliazione ai danni del Papa.
        Lì morì l’ultima velleità di un’unificazione diplomatica (che poi lo sarebbe stata solo parzialmente: l’Austria doveva comunque essere cacciata con le armi).

    • Lucia says:

      Cercando Laband ho trovato solo questo https://en.m.wikipedia.org/wiki/Fritz_Laband
      Una bibliografia un po’ più precisa riusciresti mica a darcela?

      • habsburgicus says:

        @Lucia

        è un altro quello 😀
        scusami, ma talvolta [me lo dice sempre una mia amica in fb] dò per scontate alcune cose che in effetti, in generale, non lo sono !
        sarebbe questo, scaricabile se vuoi
        http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5837819s?rk=64378;0
        http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5452430g?rk=85837;2
        http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5453958k?rk=107296;4
        http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5758768j?rk=42918;4
        http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5452552d?rk=21459;2
        sono 5 grossi volumi…l’ordine in cui te li ho messi è quello di importanza (secondo me ! valutazione opinabile) che non sempre coincide con l’ordine dei volumi
        altre cose che ho scritto, poi, le so io avendole lette in fonte disparate (Almanacchi, Memorie, articoli ecc) e non ci sono nel Laband…che però è molto dettagliato
        buona domenica

        • habsburgicus says:

          il commento precedente, stranamente, attende moderazione, forse perché ci sono 5 links
          questo [lo dico qualora non si veda ancora l’altro] é da ritenersi una postilla

          per capire quel mondo (e anche la politica europea, ma adesso mi focalizzo sulla Germania imperiale) è d’uopo leggere e “digerire” le Memorie del principe di Bülow, in 4 volumoni, disponibili anche in italiano (traduzione dei ’30) e comunque in inglese (fecero scandalo e saggiamente le fece pubblicare post mortem, avvenuta nel 1929..sono molto soggettive e non sempre fededegne, ma ci dicono veramente i pensieri reconditi, e financo le bassezze intime, di un uomo della most upper class dell’epoca, senza reticenze..con punte maligne verso gli avversari, giudizi taglienti, considerazioni personali, il Kaiser, con cui B. ce l’aveva da quando lo cacciò nel 1909, ne esce distrutto, come un buffone vanaglorioso !…ci racconta pure delle donne che si è trombato 😀 e delle tendenze in quell’epoca “strane” ma oggi, a sentire i media, molto à la page di illustri nobili, in primis il principe Eulenburg 😀 diciamo che è una gigantesca quantità di sassolini che si è voluto togliere dalle scarpe..l’opposto quindi delle pseudo-Memorie degli statisti anglo-americani di oggi, pubblicate in vita a scopi commerciali, scritte da ghostwriters e prive di alcun SERIO valore storico, infarcite di politically correct e di banalità..B. può essere criticato, anche e soprattutto nei suoi faziosissimi giudizi di politica estera ad maiorem gloriam suam fra l’altro ripetendo a ogni pie’ sospinto che se ci fosse stato lui al potere nel 1914 non sarebbe scoppiata la Grande Guerra e non ha nemmeno torto, ma CI DICE cosa pensava ed i suoi sentimenti, nobili o ignobili che siano…credetemi, se volete..io di Memorie di politici e diplomatici ne ho lette molte, mi piacciono e, in generale trovo quelle di tedeschi e asburgici più candide e sincere di quelle degli anglosassoni e anche di molti italiani..ve ne sono, indubbiamente, di maggior rigore storico e di importanza ben maggiore, ma in fatto di candore e libertà di giudizi B. é il non plus ultra ! tanto che le molte persone da lui colpite e ingiuriate reagirono, in privato con epiteti irriferibili 😀 verso l’ormai defunto ex-Cancelliere e in pubblico con un volume “Fronte contro B.”, in tedesco ! Macchio, l’ultimo Ambasciatore asburgico a Roma, addirittura scrisse un noioso ma utile libro ad hoc “La verità ! Il principe B. e io a Roma “! in tedesco); dei 4 volumi, più importante per gli excursus sulla vecchia Germania é il IV (1849-1897); il I tratta 1897-1903, il II il 1903-1909 (questi due quindi trattano la guida degli Esteri, 1897-1900 e il Cancellierato, 1900-1909) e il IV, amaro, gli anni 1909-1919 (é lì che Wilhelm II viene letteralmente distrutto)
          da leggere il libro di Ludendorff su I GM, edito in 1919…e le Memorie del principe Hohenlohe (cattolico, anche se liberale, bavarese; Cancelliere 1894-1900)
          Guglielmo II è godibile, scrisse su 1859-1888 (pre-Impero) e su 1888-1918 (Impero), più una tavola diplomatica 1878-1914, ma soprattutto su questioni diplomatiche..purtroppo non ci diede la SUA versione sulla catastrofe del 1918, eppure il tempo lo aveva in esilio a Doorn, ove morì solo il 4/6/1941, quando la Germania anche se retta da un altro, sembrava vincere

          • habsburgicus says:

            mitico è il modo con cui Bülow racconta la crisi del luglio 1917 in cui Bethmann-Hollweg (da Bülow odiato perché gli “aveva preso il posto”) venne cacciato per volere di Hindenburg, Ludendorf e il Kronprinz (amico di Bülow) [punto di svolta nella storia tedesca]
            si trattava di dargli un successore e non è un mistero (lo venne a sapere pure la diplomazia ell’Italia laicissima, allora in guerra con la Germania) che Bülow volesse tornare al potere, spalleggiato dal Kronprinz
            Bülow ci dice, e porta documenti, per sostenere che avrebbe fatto la pace (a spese dell’Austria..viva la sincerità !) e impedito la disfatta..vabbé..questo non possiamo saperlo e al momento non ci interessa
            basti dire che i “nemici di Bülow” (a sentir lui) riuscirono a impedire questo (cita Valentini, il direttore del gabinetto civile del Kaiser ecc) e scelsero un signor nessuno, Michaelis, che pochissimi avevano mai sentito nominare [in autunno Michaelis, ritenuto inadeguatissimo, verrà cacciato e Cancelliere diverrà sino alla fine del settembre 1918 il cattolico bavarese del Zentrum, conte Hertling, il cui figlio ci ha lasciato dei ricordi; poi ci sarà Max von Baden, ott-nov 1918 e il crollo]
            orbene Bülow ci racconta la scena della SCELTA di Michaelis al Castello di Potsdam, dal “Supremo Signore della Guerra” (Oberster Kriegsherr),come amava farsi chiamare Wilhelm II
            dive che un alto ufficiale prussiano, quelli con le corna in testa [indipendenti in questo caso da mogli e/o fidanzate :D] arrivò tutto emozionato gridando..abbiamo trovato quello che cercavamo ! uno duro, un mastino, che ha fatto un discorso in cui minaccia di fucilare tutti i sabotatori e chi non si impegnerà con tutte le sue forze per la Vittoria..COME SI CHIAMA NON ME LO RICORDO ma ecc
            si noti la pregnanza e la sottile e raffinata malignità di questo “come si chiama non me la ricordo”
            Bülow fa notare che, pur di impedire a lui (che avrebbe salvato la Germania-ipse dixit) di tornare al potere, le cricche che dominavano un Kaiser ridotto a macchietta scelsero un perfetto sconosciuto di cui non ricordavano neppur il nome !
            chessò, come se venisse scelto Primo Ministro italiano dopo le elezioni il sindaco di Nonantola [con tutto rispetto se qui c’è qualcuno di Nonantola, eh]
            questa era l’alta politica, regnando Gulielmus imperator et rex, come si firmava !

        • Lucia says:

          Scusa eh, che era un altro l’avevo capito pure io 😛
          Spero si trovi in tedesco (o in inglese o italiano, chiaro) se così non fosse mi tocca lasciar perdere ..
          I commenti seguenti li leggo stasera, grazie!

  4. mirkhond says:

    “visto che le mie foto mal riuscite le vedono tutti :D”

    Io non lo ho viste. Di che si tratta?

    • habsburgicus says:

      niente…solo chi é su fb 😀
      ma é un’inezia e non ha alcuna importanza !
      invece di una certa rilevanza, forse, é il dibattito sulle differenza fra le due unificazioni, italiana e tedesca

  5. izzaldin says:

    questo è uno dei pochi casi in cui non sono per nulla d’accordo con Miguel che ritiene speculari e uguali il fascismo e l’antifascismo.
    negli ultimi cinque anni hanno governato sostanzialmente PD e Forza Italia assieme. I ministri che si sono occupati dei migranti sono stati Minniti e Alfano. Politiche molto più dure le ha fatte Minniti del PD rispetto ad Alfano, un ex di Forza Italia. Le forze parlamentari hanno programmi molto simili. Non so se Miguel quando parla di “antifascisti” pensi tanto al renziano del PD quanto ai centri sociali stalinisti, in genere lui sfugge a generalizzazioni così grossolane.
    Ma veniamo al punto in cui per me Miguel prende una cantonata.
    La destra e la sinistra, o meglio, i fascisti e gli antifascisti non si limitano a fare i ragionamenti stereotipati citati da Miguel, ma prendono misure concrete e agiscono nella realtà, venendo a contatto con gli stranieri.
    I fascisti a Roma vanno a picchiare i bengalesi per puro divertimento.
    Gli antifascisti a Roma prendono denunce e subiscono violenze perchè occupano stabili vuoti per aiutare gli stranieri senza casa, senza documenti e stritolati dalla burocrazia che gli nega non solo i documenti, ma anche una sentenza in tempi brevi.
    Quindi Miguel tu che sei così attento, fatti un giro anche su internet, e guarda quali sono le diverse modalità di approccio. se non ti va di farlo su internet, passeggia a Firenze e vai a vedere il luogo dove hanno ucciso Samb Moudou e Diop Mor.

    • Z. says:

      È molto umano tentare di razionalizzare, di vedere simmetrie ovunque. Però il mondo è asimmetrico per sua natura.

      • habsburgicus says:

        @Z
        il mondo è asimmetrico per sua natura.

        come la costituzione bismarckiana (di Bismarck)
        Bismark invece era il fratello fesso, come Ghandi era il cugino scemo di Gandhi

    • Per Izzaldin

      ” passeggia a Firenze e vai a vedere il luogo dove hanno ucciso Samb Moudou e Diop Mor”

      Non sono andato sul luogo dove uno scrittore fuori testo ha (non “hanno”) ha ucciso due senegalesi. Ho solo cercato con i senegalesi di aiutare le famiglie a recuperarne i cadaveri.

      Vedi, appena si inizia a dire “i xxxisti”, si entra nella situazione di cui parlo.

      L’80% dei comunisti italiani, e il 95% dei fascisti italiani, sono figli di comunisti e fascisti, e quasi sempre nipoti e pronipoti.

      Semplifico un po’… ad esempio molti comunisti sono nipoti di socialisti; alcuni fascisti sono nipoti di cattolici, magari non legatissimi al governo fascista, ma ostili ai comunisti.

      Ma quasi sempre, all’inizio della catena ereditaria, troverai una distinzione di classe, che risale al 1922 circa.

      Diciamo, il maestro socialista contro il piccolo proprietario terriero fascista; ma anche il mezzadro socialista contro il bracciante fascista; o l’operaio comunista contro il capoturno fascista.

      Ora, a un certo punto, quando attribuiamo sempre la malvagità agli altri, dobbiamo chiederci, ma qual è la radice della malvagità degli altri?

      Perché sempre, immancabilmente, chi nasce musulmano è buono, chi nasce indù è cattivo? (o viceversa)

      Quali sono le cause profonde di questo?

      • Francesco says:

        Mig

        ma i fascisti moderni? qui al nord abbiamo i leghisti, che Salvini cerca disperatamente di portare su posizioni fasciste, mentre di fasci fasci c’è molto poco

        c’era un sacco di FI, questo sì, oggi abbastanza disperso

        ci sono i cattolici, di dx e di sx

        ci sono i piddini moderati, che credo siano a destra di FI in media, come i vecchi rossi – comunisti socialisti radicali

        e la teppaglia antifa, mai sparita, con sfumature anarchiche

        teppaglia nera, un poco, meno che marginale direi

        • Per Francesco

          “Mig”

          sicuramente…

          Però qui abbiamo due fenomeni:

          1) l’idea che qualunque cosa succeda debba essere colpa di un altro italiano ma della fazione opposta, e tutto andrà per il meglio se riesci ad ammazzarlo, farlo finire in galera o almeno impedirgli di parlare.

          2) il problema dell’ereditarietà: un bambino cresce in una famiglia comunista, diventa comunista e rimane tale (sotto qualche forma) per tutta la vita. E’ un’identità che nulla può cambiare, nemmeno il fatto che lui fa l’imprenditore e grazie al Job Acts licenzia allegramente; ma la “politica” è una cosa viscerale, prerazionale, che gli arriva dal padre, dal nonno, dal bisnonno mezzadro bastonato dai fascisti nel 1921.

          Da questo deriverebbe l’utilità di separare la propria storia personale da quelle che sono scelte giuste o sbagliate.

          Tipo, a prescindere dal fatto che mio nonno ha fatto a botte con il tuo, le tue proposte sulla raccolta dei rifiuti sono ragionevoli o no?

          • Francesco says:

            1) beh, se facessimo fuori tutti gli altri, dovremmo dividerci subito tra noi e ricominciare. anzi, ci portiamo già avanti prima

            2) non lo so, nella mia famiglia non esiste questo fenomeno, anzi c’è una forte non correlazione tra le scelte dei genitori e quelle dei figli

            • Per Francesco

              “2) non lo so, nella mia famiglia non esiste questo fenomeno, anzi c’è una forte non correlazione tra le scelte dei genitori e quelle dei figli”

              Non so, qui a Firenze chiunque sia “di sinistra” ti parla subito del babbo e del nonno e del bisnonno. E te lo dicono in modo chiaro, “ci sento troppo, per me è una questione di famiglia!”

              Ma mentre sicuramente nel Sessantotto, tanta gente non “di sinistra” è diventata comunista, di gente diventata “fascista” per conversione, credo che quasi non ce ne sia: lì è un ambiente quasi del tutto ereditario.

              Io non ho niente contro l’idea che la malvagità possa essere ereditaria, ma mi piacerebbe che si teorizzasse in modo ragionevole il concetto.

              • Z. says:

                Beh, chi è cresciuto a botte ad esempio può facilmente pensare che sia normale crescere i figli a botte.

                Non so se questo sia “malvagità” o meno, ma diciamo che molte abitudini sono ereditarie.

                Detto questo, non ho molti dubbi sul fatto che il neofascismo sia una forma di manifestazione della malavita, ma almeno dalle mie parti non è necessariamente qualcosa di ereditario.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “di gente diventata “fascista” per conversione, credo che quasi non ce ne sia: lì è un ambiente quasi del tutto ereditario.”

                Ma dici a Firenze o in generale?
                Perché nel complesso credo sia abbastanza vera la tua idea dell’ereditarietà delle idee politiche, ma varrà più o meno per un 2/3 degli italiani (forse anche qualcosa di meno), non per l’altro terzo.
                E circa proprio l’ultima tua osservazione, io sono fascista “ereditario”, ma i miei più cari amici di destra sono
                1) un intellettuale figlio di un funzionario democristiano conservatore, poi berlusconiano (mai stato fascista): il figlio è stato monarchico da bambino, comunista da adolescente, ulivista con simpatie leghiste da giovane, poi leghista puro e infine fascista;
                2) una ragazza nazionalsocialista (intellettuale raffinatissima) figlia di un imprenditore liberale che ha avuto simpatie berlusconiane ma è uno molto centrista (laico);
                3) un procugino figlio di un agricoltore abbastanza apolitico ma con simpatie a sinistra e antiberlusconiano, mentre il figlio, mai stato fascista, ora vota Salvini turandosi il naso, ma pensa che la Le Pen sia molto più seria (in realtà lui aveva simpatie per i radicali: ha un gran fastidio per la sindacalizzazione e i mille lacci e lacciuoli che bloccano e rendono arretrata l’Italia: è un razionalista scientista di destra, senza fanatismi stile UAAR);
                4) l’esempio più interessante: un fascista e nazionalsocialista molto convinto e motivato (lauerato in lettere con 110 e lode, che ora fa l’impiegato pubblico a tempo indeterminato), che ha anche militato in diverse formazioni d’area, figlio di un sindacalista comunista convinto, con il culto di Di Vittorio e altre figure simili (a dire il vero Di Vittorio lo ammiro anch’io, ma non sono comunista!).

              • Francesco says:

                >>> Non so, qui a Firenze chiunque sia “di sinistra” ti parla subito del babbo e del nonno e del bisnonno. E te lo dicono in modo chiaro, “ci sento troppo, per me è una questione di famiglia!”

                mai sentito nulla del genere, poi nella mia famiglia i figli unici sono pochi e i fratelli sono esempi di scelte politiche diversissime

                🙂

              • roberto says:

                devo dire che la mia esperienza coincide con quella di Peucezio.

                torno oggi da una riunione di famiglia….generazione degli anziani tutti fascisti (ma proprio fascisti all’antica), generazione dei miei genitori, tutti sessantottini barricaderi e cheguevaristi, generazione mia tutti pentastellati o persi. bambini, tutti felici

              • per roberto

                “bambini, tutti felici”

                bellissimo!

      • izzaldin says:

        io ci credo che hai aiutato i senegalesi a dare una degna sepoltura ai morti, infatti mi stupisce molto che non cogli differenze fra la condotta attuale di fascisti e antifascisti (parlo di chi si autoproclama tale, non di altri). c’entrano poco i nonni socialisti, si tratta che stasera o domani ci saranno persone con certe idee che andranno a schiaffeggiare un bengalese solo perché è bengalese, e ci sono altri che rischiano lagalera per far passare i sans papier a Ventimiglia, e ce ne sono altri ancora che si impegnano con la comunità senegalese per seppellire i morti.

        Riguardo Casseri, fai bene a dire che è stato lui da solo a uccidere, ma come diceva un tale, “Non so se Gianluca Casseri fosse matto, per il semplice motivo che non so cosa sia la follia. Ma se lo era, era un matto che pensava, come d’altronde anche Breivik. E scriveva le sue idee, che si possono trovare e leggere in rete. Sono idee che appartengono a un preciso ambito culturale.

        Premesso che le idee di per sé non uccidono – nessuno di quelli che la “pensano come” Casseri ha finora fatto una strage in una piazza di Firenze – , esiste a mio avviso un rapporto tra quelle idee e ciò che Casseri ha fatto, e spero domani di poter scrivere qualcosa in merito.”

        c’è un rapporto fra certe idee e certi comportamenti, siamo d’accordo su questo. e mi sorprende che oggi certe cose non le tieni più a mente.

        • Per izzaldin

          “io ci credo che hai aiutato i senegalesi a dare una degna sepoltura ai morti,”

          Chiaramente non è un vanto.

          E’ semplicemente che mi sembra ovvio che tra andare a scovare qualche italiano da picchiare per vendetta, e aiutare un senegalese, mi sembra più normale la seconda scelta. Anche perché con i senegalesi, si condivide la conoscenza dell’arabo, con gli italiani in genere no.

          • izzaldin says:

            quindi siamo d’accordo con quello che scrivevi dopo la strage, che a determinate idee corrispondono determinati comportamenti, giusto? io la penso così. se anche tu la pensi così, non capisco come fai a equiparare i due atteggiamenti, tanto più visto che parli del rapporto con gli stranieri. Forza Nuova fa le ronde contro gli stranieri, il centro Baobab di Roma li aiuta con le traduzioni e i documenti. A determinate idee corrispondo determinate pratiche.
            inoltre non mi pare che nessuno abbia mai cercato “italiani da picchiare per vendetta” dopo Casseri, magari tu riesci a trovarmi un link, forse Moi cercando su la nuovaBQ qualcosa trova.
            insomma, visto il modo in cui ti comporti, viste le tue idee e la tua condotta quotidiana, vista la tua capacità di cogliere la complessità del mondo in una goccia d’acqua, mi sorprende questo vezzo di equiparare fascisti e antifascisti, tanto più alla luce delle cose che hai scritto in passato.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              ti vuole arruolare nei guelfi a tutti i costi! 🙂
              Alla fazione in Italia non si può sfuggire e se proprio uno non vuole la tessera, deve almeno evitare l’equidistanza, dimostrare di sbilanciarsi un po’, essere sbilenco, non troppo dritto.

              Izzaldin, spero non te la prenderai se ironizzo un po’, ma credo tu non abbia colto l’essenza del discorso di Miguel, che non è dire che tutti sono identici (nulla è identico a qualcos’altro a questo mondo; per inciso, anch’io sono sbilenco, ma dalla parte opposta alla tua, come sai), ma disinnescare, almeno sol piano logico, lo schema stesso di questo dualismo.
              Poi è chiaro che c’è il polo più bello e quello più brutto, ma è proprio il magnete che a Miguel non piace.
              E anche se possiamo non riconoscerci in pieno in questa sua preferenza, ci fa capire molte più cose di quante ne capiremmo restando prigionieri nello schema del magnete e nel bilancino delle colpe e dei meriti.

              • Z. says:

                Uhm, veramente il bilancino mi pareva lo maneggiasse Miguel…

                Io invece sono convinto che il mondo sia tutto asimmetrico, “sbilenco, non troppo dritto”.

              • Peucezio says:

                Va bene, ma non ho capito dove sta il bilancino.
                Miguel dice che è tutta una contrapposizione ridicola e surreale, un gioco inconspevole delle parti, quasi fra due riflessi pavloviani opposti e simmetrici.

                Come per me interisti e milanisti: non capisco un cazzo di calcio e mi fa ridere che ci sia gente che prende sul serio una contrapposizione simile (che alla fine è un gioco).

              • Per Peucezio

                “Poi è chiaro che c’è il polo più bello e quello più brutto, ma è proprio il magnete che a Miguel non piace.”

                Esatto.

                E’ ovvio che ciascuno si sente “più vicino ai” sunniti oppure agli sciiti, che d’altronde hanno 1300 anni, e non 70, per sentire il peso dell’inconciliabilità.

                E dietro questa inconciliabilità, che coinvolge centinaia di milioni di persone, ci sono storie che non possono essere messe in parallelo, non sono sullo stesso piano.

                Però fanno bene nello Yemen o in Pakistan, quelli che conentrano tutte le loro energie su questo?

                Forse sì, perché in entrambi i luoghi esiste la possibilità di eliminare fisicamente l’altro, e quindi di ripartire.

                In Italia, no. Nessuno può vincere sull’altro, e nessuno ovviamente cerca nemmeno di convincere l’altro.

                Questo rende lo scontro particolarmente bizzarro.

            • Per Izzaldin

              “quindi siamo d’accordo con quello che scrivevi dopo la strage, che a determinate idee corrispondono determinati comportamenti, giusto? ”

              Sulle idee di Casseri, c’è un problema… mi capita spesso di iniziare un discorso che vorrei continuare, poi non ci riesco perché vengo interrotto da un’urgente chiamata di lavoro.

              Deve essere andata così, perché non trovo la continuazione del discorso.

              Quindi devo ricostruire un pensiero di sei anni fa.

              Credo di aver trovato in rete qualche frammento di scritti di Casseri, tutto era stato fatto però sparire.

              Mi sembra che mi interessasse uno specifico riferimento a una forma di ciò che Evola chiamava “idealismo magico”, cioè all’inconoscibilità della realtà materiale, cui si contrappone la volontà di ciò che sempre Evola chiamava “individualismo assoluto”.

              Questo concetto l’ho sviluppato meglio qui:

              http://kelebeklerblog.com/2012/03/06/julius-evola-il-rinoceronte-sullasfalto/

              Ora, i neofascisti non hanno “letto Evola e sono diventati cattivi”. Non più di quanto qualche giovane sia diventato comunista perché “ha letto il Capitale”.

              Evola era del tutto marginale sotto il fascismo, con cui ha avuto anche qualche problema vista la sua durissima critica al Concordato.

              Entra nel mondo neofascista solo dopo lo sfaldamento della “Sinistra RSI” negli anni Cinquanta e Sessanta. Che ricordiamo era una cultura del tutto laica, al massimo cattolica per abitudine familiare, ma non troppo.

              La terza cultura, cattolica “dura”, arriva ancora più tardi.

              Ma tutte queste “culture” sono secondarie rispetto all’identità di gruppo, che si forma sostanzialmente a casa o nella prima adolescenza (poi esistono sicuramente gli individui che per curiosità letteraria e storica entrano nel mondo neofascista, ma non sono certo quelli che picchiano i bengalesi).

              Ora, quasi sempre si riesce a tracciare l’origine di questa identità in qualche fatto degli anni Venti-Trenta: a quelli che ho già citato, aggiungo “la bisnonna che perse due figli in guerra in Russia” e “il bisnonno che grazie a Mussolini ha avuto l’acqua in casa”. Cioè fatti molto concreti, che portano a racconti tramandati, e immediatamente rafforzati dall’astio altrui.

    • Francesco says:

      mah, qui a Milano, al netto delle dichiarazioni, non credo ci siano stati cambiamenti passando dalle aministrazioni di destra a quelle di sinistra

      ah, i rossi hanno abolito i vigili ma solo per il codice della strada, tra un pò i napoletani scriveranno ai giornali per lamentarsi dell’inciviltà meneghina

      • Z. says:

        Dice il saggio: se il rosso abolisce il vigile è bizzarro, ma se il vigile abolisce il rosso è più bizzarro!

  6. habsburgicus says:

    OT facebookiano n° 2

    @Z (a cui non interessa nulla, ma che mi ha dato malgrado lui lo spunto :D)
    @Mirkhond (cui interessa)
    @Peucezio, Pino e Miguel (cui forse interessa)
    @tutti

    da un articolo di Katarzyna Balbuza, Die Siegesideologie des Octavian Augustus, Eos 1999

    in epoca augustea (anche se divenne Augusto solo il 16/1/27 a.C, giustamente parte dal 29 a.C, in quanto allora non aveva più alcun rivale, dopo il suicidio di M. Antonio il 1/8/30 a.C e di Cleopatra pochi giorni dopo) ci furono
    13 trionfi, di 11 separati (lui ne celebrò tre insieme, in tre giorni)
    2 ovationes
    18 ornamenta triumphali

    trionfi: 11 (13)
    1.Imp. Caesar divi filius=C. Ottavio/Augusto, 13/8/29 a.C, ex Dalmatis [campagne di 34-33 a.C circa] (cos suff I 43 a.C; cos II 33 a.C; cos III-XI, 31-23 a.C, di fila, l’ultimo lo abdicò+due consolati isolati posteriori, in 5 a.C e 2 a.C, in tutto 13)
    Imp. Caesar divi filius=C. Ottavio/Augusto, 14/8/29 a.C, Victoria Actiaca [del 2/9/31 a.C] (cos suff I 43 a.C; cos II 33 a.C; cos III-XI, 31-23 a.C, di fila, l’ultimo lo abdicò+due consolati isolati posteriori, in 5 a.C e 2 a.C, in tutto 13)
    Imp. Caesar divi filius=C. Ottavio/Augusto, 15/8/29 a.C, ex Aegypto [del 30 a.C] (cos suff I 43 a.C; cos II 33 a.C; cos III-XI, 31-23 a.C, di fila, l’ultimo lo abdicò+due consolati isolati posteriori, in 5 a.C e 2 a.C, in tutto 13)
    2.C. Calvisius Sabinus, 26/5/28 a.C, ex Hispania (cos 39 a.C)
    3.C. Carrinas, 14/7/28 a.C, ex Gallia (cos suff 43 a.C)
    4.L. Autronius Paetus, 15/8/28 a.C, ex Africa (cos 33 a.C)
    5.M. Licinius Crassus, 4/7/27 a.C, ex Thracia et Geteis (cos 30 a.C) però Ottaviano/Augusto gli negò con un trucco le spolia opima, onore inaudito toccato solo a Romolo (mito), a Cornelio Cosso nel V secolo a.C (forse mito), a Furio Camillo nei 390’ a.C (dubbio) e a Marcello nella seconda metà dei 220’ a.C (vero); le spolia opima erano una sorta di super-trionfo concesso solo a chi avesse ucciso di sua mano il capo nemico; un uomo magnanimo e al tempo stesso valente di suo come Cesare forse avrebbe tollerato ciò, ma Ottaviano/Augusto, che militarmente non era un fulmine, non poteva a costo di mettere a repentaglio il suo prestigio e la sua posizione, permettere che un altro potesse fregiarsi di un onore così grande; allora fece “trovare” una bella iscrizione in un tempio (chiaramente una sopercheria :D) che stabiliva che Cosso, al cui precedente Crasso jr si rifaceva, aveva ottenuto le spolia opima da console e poiché Crassus non era console quando vinse (non lo era più) non poteva, con grande “dispiacere” di Augusto, ottenerle ! Crasso jr dovette accontentarsi del trionfo; i suoi servigi non furono più richiesti e scomparve dalla Storia
    6.M. Valerius Messalla Corvinus, 25/9/27 a.C, ex Gallia (cos 31 a.C)
    7.Sex. Appuleius, 26/1/26 a.C, ex Hispania (cos 29 a.C)
    8.L. Sempronius Atratinus, 12/10/21 a.C, ex Africa (cos 34 a.C)
    9.L. Cornelius Balbus, 27/3/19 a.C, ex Africa (suff 32 a.C)
    10.Ti. Claudius Nero=futuro Tiberio, 1/1/7 a.C, ex Germania (cos I 13 a.C; cos II 7 a.C)
    11.Ti. Claudius Nero=futuro Tiberio, 23/10/12 d.C, ex Pannonia (cos I 13 a.C; cos II 7 a.C)

    ovationes: 2
    1.Nero Claudius Drusus=Druso maggiore, 11 a.C, ex Germania obiit 9 a.C, giovane
    2.Ti. Claudius Nero=futuro Tiberio, 9 a.C, ex Pannonia (cos I, 13 a.C)

    ornamenta triumphalia: 18
    1.Ti. Claudius Nero=futuro Tiberio, 20 a.C (?), ex Armenia (cos I, 13 a.C)
    2.Ti. Claudius Nero=futuro Tiberio, 12/11 a.C, ex Pannonia (cos I, 13 a.C)
    3.Nero Claudius Drusus=Druso maggiore, 11 a.C, ex Germania obiit 9 a.C, giovane
    4.P. Sulpicius Quirinius, 11-7 a.C, ex Cilicia (cos 12 a.C) è quello citato nei Vangeli per il censimento “quando governatore della Siria ara Quirinio”
    5.L. Calpurnius Piso pontifex, 11 a.C, ex Thracia (cos 15 a.C)
    6.L. Domitius Ahenobarbus, c.a 1 a.C, ex Illyrico et Germania (cos 16 a.C) da lui deriverà Nerone
    7.L. Passienus Rufus, c.a 2/3 d.C, ex Africa (cos 4 d.C) lei inverte con il successivo ma io credo sia stato un lapsus
    8.M. Vinicius, c.a 4 d.C, ex Germania (cos 19 a.C)
    9.C. Sentius Saturninus, 6 d.C, ex Germania (cos 19 a.C; fu collega nel consolato del precedente)
    10.Giuba II Re di Mauretania, 6/7 d.C, ex Africa (Gaetuli) uomo dottissimo, scrisse opere, purtroppo (occorre dirlo ?) perdute; è l’unico “straniero”, ma era anch0egli pervaso dalla cultura e dalla civiltà di Roma
    11.Cossus Cornelius Lentulus, c.a 6-8 d.C, ex Africa (cos 1 a.C)
    12.M. Valerius Messala Messalinus, c.a 7 a.C, ex Illyrico (cos 3 a.C)
    13.M. Aemilius Lepidus, 9 d.C, ex Illyrico (cos 6 d.C)
    14.M. Plautius Silvanus, 9 d.C, ex Illyrico (cos 2 a.C)
    15.C. Vibius Postumus, 9 d.C, ex Illyrico (cos suff 5 d.C)
    16.Nero Claudius Drusus Germanicus, 9 d.C, in Basso Danubio
    17.Cn. Cornelius Lentulus, 14/123 a.C-10/11 d.C (cos 14 d.C)
    18.L. Aelius Lamia, c.a 10-13 d.C, ex Pannonia (cos 3 d.C) anche uno ex Germania, secondo Velleio, non attestato

  7. Moi says:

    A proposito di Fascismo … che ne pensate della battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci, e relativo Silenzio della Boldrini ?

    • Z. says:

      Non mi è chiaro perché quella battuta avrebbe dovuto far ridere. A parte questo, direi decisamente chissenefrega…

      • Moi says:

        E che diresti se avesse detto che la scrofa si chiamava Laura Boldrini ?

        • Z. says:

          Che non avrebbe fatto ridere comunque. Anche dopo aver letto la tua interpretazione continuo a non capire che senso avrebbe la battuta, e perché si dovrebbe ridere…

      • Moi says:

        … avrebbe dovuto far ridere perché secondo Gene Gnocchi è una scrofa allevata apposta da Giorgia Meloni per mettere in cattiva luce la Raggi. Di per sé, quindi, è una battuta infantile … Ad esempio, D’Alema ha chiamato un cagnaccio “Aiace”, mica “Berija” in omaggio ai bei tempi indietro.

  8. Moi says:

    Cmq : maiale /scrofa / suino gender non-conforming che grufola tra la monnezza per le strade di Roma … è grave NON chi crea tali condizioni da una parte politica simpatica, bensì chi le fotografa da una parte politica antipatica.

    Insomma: se ci fosse un Comune amministrato da FdI ridotto allo stesso modo e qualche Esponente del M5S facesse lo stesso tipo di foto che documenti la stessa cosa … in linea di principio sarebbe altrettanto “Essenza Politica dell’ Italia” !

    … chiaro ?

  9. Un equivoco, nella discussione con Izzaldin, sta nel fatto che in realtà io non parlo di chi aiuta e chi non aiuta gli stranieri in difficoltà.

    Qui è evidente che li aiuta di più chi considera l’immigrazione un fatto positivo, li ostacola di più che la ritiene un fatto negativo.

    Stiamo parlando di un’altra cosa.

    Casseri, per quanto colto, non sapeva sicuramente nulla del mondo senegalese. Anche se non abbiamo un suo testamento, presumo che lui ce l’avesse con il proprio mondo, cioè con i “traditori globalizzatori” e affini. Quindi il vero nemico sono gli italiani che “hanno aperto le porte agli stranieri”.

    Ora – e qui sta la specularità – a cosa ha pensato subito il Partito Unico e gli antifascisti fiorentini?

    A fare cortei e manifestazioni in nome della Seconda guerra mondiale, evento in cui i senegalesi ricorderanno soltanto Campo Thiandoum (e forse il fatto che Senghor leggeva Goethe in originale ai suoi carcerieri tedeschi).

    Nessuno ha pensato a fare una raccolta di soldi per rimandare i corpi dei senegalesi in Senegal, ci hanno pensato i senegalesi stessi, che hanno organizzazioni loro che gli italiani nemmeno si sognano.

    E’ stato un dialogo (se vogliamo chiamarlo così) tutto tra italiani.

  10. Roberto says:

    Miguel

    “Qui è evidente che li aiuta di più chi considera l’immigrazione un fatto positivo, li ostacola di più che la ritiene un fatto negativo.”

    Chi aiuta non considera l’immigrazione un fatto positivo, semplicemente vede persone in difficoltà. D’altronde quando hai ospitato i non so quanti rom, mica consideravi la guerra nei Balcani un fatto positivo, no?

    • Per roberto

      “D’altronde quando hai ospitato i non so quanti rom, mica consideravi la guerra nei Balcani un fatto positivo, no?”

      Ma non l’ho fatto per la Seconda guerra mondiale o perché la città dove stavo era medaglia d’oro alla Resistenza.

      Poi è vero che gli albanesi kosovari durante la guerra erano con l’Asse contro i serbi antifascisti, ma appunto sono proprio queste le storie che trovo inutili rievocare.

      • roberto says:

        si ma non mescolare le carte aggiungendo un altro argomento.

        contesto solo un punto preciso, e cioè l’equazione “aiutare gli immigrati = vedere positivamente l’immigrazione”

        puoi voler aiutare anche semplicemente perché ti dispiace vedere una famiglia passare l’inverno in un prato fangoso, senza per questo avere la minima simpatia per l’immigrazione intesa come fenomeno

        • Per roberto

          “contesto solo un punto preciso, e cioè l’equazione “aiutare gli immigrati = vedere positivamente l’immigrazione””

          In genere è così e sostanzialmente accetto la tua precisazione.

          Esistono però almeno due forme di sostegno ideologico all’immigrazione:

          1) quella degli editorialisti/economisti che dicono (ad esempio) che gli immigrati possono pagarci le pensioni, tipo questo qui:

          https://www.internazionale.it/opinione/nicolo-cavalli/2015/07/03/abolire-frontiere-reddito-mondiale

          “Se si raggiungesse una mobilità totale del ‘fattore lavoro’, l’aumento dell’ouput globale arriverebbe al 122 per cento”, cioè praticamente la distruzione certa di ogni forma di vita sul pianeta.

          2) una cultura libertaria-anarchica che nega le frontiere per principio.

    • Per roberto

      “semplicemente vede persone in difficoltà”

      E qui tocchi un argomento interessante. Non è un caso che i Rom che ospitavo fossero in dieci.

      O che adesso in Oltrarno abbiamo il problema di una famiglia Rom, gente dignitosa e tranquilla, solo che sono in 17, di cui uno solo lavora. Diciassette, in un appartamento dove pagano 200 euro d’affitto al mese, per cui non deve essere un appartamento di lusso.

      Mandano i figli a scuola, sono sempre molto puliti e dignitosi, chiedono qualcosa di rado, scusandosi.

      Però è chiaro che non si tratta semplicemente di “persone in difficoltà”: è proprio questo che sfugge agli “antirazzisti”, come sfugge la rete che fa venire in Italia i senegalesi e permette di espatriare i loro corpi, o sfuggono le chiese evangeliche nigeriane, o il bengalese che vende i fiori e sente che il mio amico è musulmano e allora inizia estasiato a parlare del suo sheikh e di come gli porterà un regalo.

      In questo, la Destra vede fin troppo, immaginandosi tutte queste reti come tremende bande a delinquere; ma almeno vede oltre le “persone in difficoltà”.

      Però non riusciremo mai a vedere il quadro nel suo insieme, se non componiamo tutti gli elementi

      Ammettere che la famiglia di 17 Rom non sia una banda di delinquenti, significa darla vinta ai buonisti comunisti, ma è vero.

      Perà anche ammettere che una famiglia di 17 persone di cui una sola lavora, eppure non sta malissimo, significa darla vinta ai maiali fascisti che sostengono che gli altri sono diversi da noi, però è vero pure quello.

      • Francesco says:

        non ho capito

        se non è un caso, cosa è?

        e se su 17 persone ne lavora una, non è una definizione di “difficoltà”? ammesso che non vivano di rendita ma non mi pare

        ciao

        • Per Francesco

          “se non è un caso, cosa è?”

          Conosci una famiglia di 17 persone, di cui una sola che lavora, tutti uniti nella stessa casa, che non sia Rom?

          Sono certo anche in difficoltà. Ma non quanto me o te se fossimo al posto loro, proprio perché sono in diciassette.

    • Peucezio says:

      Roberto,
      in Italia tutti fanno le cose per ragioni ideologiche.
      Poi c’è Miguel…

      • Per Peucezio

        “in Italia tutti fanno le cose per ragioni ideologiche.”

        Non è esattamente questo.

        Tranne rare persone, non ci sono “idee” in senso filosofico, ragionamenti coerenti.

        Ci sono sentimenti di fondo, legati a un insieme di amicizie, parentele, interferenze mediatiche, sovrapposizioni storiche.

        C’è la certezza che il mondo sia composto esclusivamente da italiani, divisi in due schieramenti dall’eternità: quelli che hanno sempre ragione e quelli che hanno sempre torto.

        Ci pensano poi i fatti, dovutamente filtrati, a dare con grande fedeltà prova dopo prova di questa premessa iniziale.

        E il fatto che il Nemico si rifiuti regolarmente di vedere i fatti che noti tu è la prova della malafede totale del Nemico.

        Il vero problema del paese è quindi l’esistenza del Nemico, il quale ha fatto la totalità delle cose che non vanno, e mira giorno per giorno a fare ancora più danni.

        Questo è un pattern fisso, sottostante a tutte le parti in causa.

        Fortunatamente i grillini hanno superato una di queste forme di conflittualità, ma l’hanno subito rimpiazzata con un’altra (è tutto Colpa della Casta Partitica, senza la quale vivremmo in un mondo con reddito di cittadinanza per tutti).

        Se gli italiani sapessero riflettere sulla storiella indiana dei ciechi e l’elefante…

      • Z. says:

        Ma dov’è tutta questa gente, scusate?

        Le persone che conosco io, peraltro diversissime tra loro, non mi sembrano affatto così gonfie di ideologia…

        Boh!

        • Per Z

          “Ma dov’è tutta questa gente, scusate?”

          Ma infatti, non ce n’è tanta, anche se immagino che la metà viva a Firenze.

          Però sono le persone che determinano i discorsi pubblici: nei media, nei discorsi ufficiali, nelle elezioni.

          Non è affatto detto che chi “fa politica” ci creda, semplicemente deve tenersi dentro l’alveolo del discorso del proprio gruppo, oppure è morto.

          Solo Andrea Rossi la pensa diversamente, e ci offre una speranza di vero cambiamento.

          • Sempre per Z

            “Ma infatti, non ce n’è tanta, anche se immagino che la metà viva a Firenze.”

            anche se ovviamente un elemento fondamentale è il gusto toscano di letihare

            Malaparte:

            “Ma essere toscani ancora di più. Siamo una razza maledetta. Nessuno ci disprezza, ma neppure ci vuole bene, e tutti ci tengono in sospetto. Forse perché dove e quando gli altri piangono, noi ridiamo. E dove gli altri ridono, noi stiamo a guardarli ridere, senza batter ciglio in silenzio. Finché il riso gela sulle loro labbra.”

          • Z. says:

            Miguel,

            ma dov’è tutta questa gente che passa la giornata ad ascoltare “i discorsi pubblici”?

            Pochissimi seguono la politica in TV, quasi nessuno partecipa ad eventi politici, praticamente nessuno si interessa a ciò che i politici dicono o fanno.

            Boh!

            • Per Z

              “Pochissimi seguono la politica in TV, quasi nessuno partecipa ad eventi politici, praticamente nessuno si interessa a ciò che i politici dicono o fanno.”

              Certo, ma tutto ciò è propedeutico all’elezioni di piccoli politici per affiancare timidamente grossi funzionari.

              Non credo che faccia tanta differenza, ma dicono che sarebbe la conquista più elevata della nostra civiltà.

              • Z. says:

                Al di là di questa tua teoria, che non commento, faccio quindi notare che siamo d’accordo: questa supposta e feroce contrapposizione tra due parti non esiste.

                Semplicemente non descrive la società di oggi più di quanto una sfera non descriva un cavallo.

                Ci si potrebbe chiedere se descrive quella di ieri, ma è un altro discorso.

  11. Nel post precedente, citavo la Donna dei Misteri, di cui non si vedevano nemmeno gli occhi.

    Ora, io non ho idea se sia una “persona in difficoltà”. Credo che suo marito lavori onestamente, e hanno un figlio che mi sembra in gamba.

    Quando uno di Destra vede, rimane sconvolto e cerca di vietare che questa signora si vesta in maniera diversa (e pensa subito che deve essere colpa della Boldrini).

    Io personalmente non giudico, non sapendo nulla della vita di questa persona, e ritenendo che ogni gruppo di persone vive come vive. Basta guardare la varietà di culture che esisteva nel mondo ancora nel primo Ottocento, chi siamo noi per dire agli altri come si devono vestire?

    Venire da un paese in cui un tempo la condivisione dei beni, i sacrifici umani, il cannibalismo e una meravigliosa produzione poetica erano la norma, aiuta a non prendere troppo sul serio certe cose.

    Ma l’antirazzista-antifascista come si rapporta con questa signora?

    In genere tende a non guardarla, perché turba la visione dello straniero-in-difficoltà; qualche volta tende, in nome del femminismo, a interferire.

    Mentre la Destra, nella sua demonizzazione, almeno la vede.

    Gli sguardi possono essere molti, e nessuno è in sé sbagliato – sbagliate sono le conseguenze operative che si traggono.

  12. Quello che io trovo assolutamente incomprensibile è la negazione del vissuto altrui.

    Cioè, dentro l’immenso insieme del vissuto della specie umana, c’è di tutto, e gli occhi umani hanno visto di tutto.

    E nessuna delle cose che hanno visto è esattamente “falsa”.

    Esiste un numero indefinito di possibilità, proprio come quelle che Bastian vive nel libro di Michael Ende.

  13. Moi says:

    Ecco, appunto: SE discetti “che fastidio ti dà una che si copre il volto proprio, che mica è il tuo ?!” NON puoi far finta di “cadere dalle nubi” [cit.] se un altro ancora prontamente ribatte “che fastidio ti dà una religione che pratica stupro e cannibalismo rituali sui bambini, che mica sono i tuoi ?!”

    • Per Moi

      ““che fastidio ti dà una religione che pratica stupro e cannibalismo rituali sui bambini, che mica sono i tuoi ?!””

      Come sai, in questo blog non ci siamo mai permessi di dire una parola contro il cannibalismo.

      In merito, ho un’esperienza che si limita però ai racconti della mia tata, sugli scherzetti che si facevano ai tempi della rivoluzione in Messico.

      • Z. says:

        Sullo stupro, invece, si continua a glissare. Non che la cosa mi stupisca…

        • Per Z

          “Sullo stupro, invece, si continua a glissare.”

          Da parte mia?

          Nella veste di sacerdote azteco mi posso immaginare, faccio fatica a immaginarmi in quella di stupratore.

          Anche perché fa molto più ganzo, pensare che l’ho conquistata perché sono bello e affascinante e scrivo poesie stupende, che perché banalmente ho un coltello in mano. Che a quello sono buoni tutti.

          • Z. says:

            Non sono capaci tutti. Io non ci riuscirei. Mi impressiono per molto meno.

            Però Moi non ha torto: ci sono culture altre dove la violenza sessuale è un peccato veniale. Chi ha lavorato con imputati minorenni lo sa bene.

            Non so gli Aztechi. Non ne ho mai conosciuti…

        • Moi says:

          Be’, non mi sembra che non si sia mai parlato di stupri … anche perché i media main stream vogliono assimilarli alle molestie, al cat calling, slut shaming, victim blaming … e altri termini da Cameretta di Millennial adibita a Sala Conferenze della Youtube University 😉 , ovvero Futura Classe Culturale … se il mondo continua così !

  14. Moi says:

    Se gli italiani sapessero riflettere sulla storiella indiana dei ciechi e l’elefante…

    [cit.]

    ———–

    NON la so … è sessista, per caso ?! … In Italia l’ elefante, con quella stazza e quella proboscide si presta molto, nelle storielle, ad allusioni maschiliste e omofobe ! 😉

    • PinoMamet says:

      No, non è sessista, i ciechi dell’elefante toccano tutte le parti tranne la minchia 😉

      perlomeno nella versione che sapevo io 😉

      • Per Pino Mamet

        “No, non è sessista, i ciechi dell’elefante toccano tutte le parti tranne la minchia ”

        Nella versione che scopiazzo a caso, invece la minchia c’è!

        Fate conto che io sia il re che si diverte alla zuffa:

        “C’era una volta un re che ordinò al suo ministro: «Riunisci in piazza tutti gli uomini del regno, che sono ciechi fin dalla nascita!». Il ministro eseguì e il re si recò sulla piazza, dov’erano riuniti i ciechi, quindi chiamò l’elefantiere, e disse: «Questo è l’elefante!». E fece toccare ad alcuni ciechi la testa, ad altri le orecchie, ad altri le zanne, ad altri la proboscide, ad altri il ventre, ad altri le gambe, ad altri il dietro, ad altri il membro, ad altri la coda; sempre a tutti dicendo: «Questo è l’elefante!».

        Poi il re si accostò ai ciechi e chiese loro se avessero toccato l’elefante. «Sì, Maestà!» risposero. «Allora ditemi a che cosa rassomiglia». E i ciechi cominciarono a descrivere a modo loro l’elefante.

        Quelli che avevano toccato la testa dissero che rassomigliava a una caldaia. Quelli che avevano toccato le orecchie dissero che rassomigliava ad un ventilabro. Quelli che avevano toccato le zanne che rassomigliava ad un vomere. Quelli che avevano toccato la proboscide che rassomigliava ad un manico d’aratro. Quelli che avevano toccato il ventre dissero che rassomigliava ad un granaio. Quelli che avevano toccato le gambe, dissero che rassomigliava a colonne. Quelli che avevano toccato il dietro, dissero che rassomigliava ad un mortaio. Quelli che avevano toccato il membro, dissero che rassomigliava ad un pestello. Quelli che avevano toccato la coda, dissero che rassomigliava ad uno scacciamosche.

        E, siccome ognuno sosteneva la sua opinione, cominciarono a discutere e finirono con l’accapigliarsi e percuotersi, gridando: «L’elefante rassomiglia a questo, non a quello! Non rassomiglia a questo, rassomiglia a quello!». E il re si divertì a quella zuffa.”

        • Z. says:

          No Miguel, secondo me tu sei quello che tocca il sonaglio.

          Che è come vler spiegare un oceano partendo da una goccia d’acqua…

          🙂

  15. Passa sotto casa il Corteo Antifascista.

    Numerosi giovani e tantissime bandierine rosse, molto piccole.

    Davanti un furgone, con un megafono e una voce (femminile) che riesce a parlare ininterrottamente.

    Nel poco tempo che passa sotto la mia finestra, apprendo:

    “questi stronzi queste merde
    che se la prendono con i più deboli e gli immigrati
    combattiamo contro lo stato turco
    combattiamo contro lo stato islamico
    a favore del PKK che da quarant’anni combatte contro il fascismo
    gli oppressi in lotta contro questi stronzi queste merde”

    Che bello.

    Io studio la storia da una vita, e più la studio, meno ci capisco.

    E invece era tutto così semplice.

    • Peucezio says:

      Non ho capito se lo stato turco e lo stato islamico sono buoni o cattivi.

      • “Non ho capito se lo stato turco e lo stato islamico sono buoni o cattivi.”

        Cattivi, i rivoluzionari non si schierano mai con i cattivi.

        I cattivi sono quelli come Trump che ha appena regalato un terzo della Siria ai buoni del PKK.

      • Intanto vedo che i Buoni deLL’Esercito Libero Siriano (a suo tempo foraggiato dagli Stati Uniti) sta partecipando all’attacco dei Cattivi turchi contro i Buoni del PKK sostenuti a loro volta dal cattivo Trump e (secondo i turchi) dal cattivo Assad, che il cattivo Trump ha dichiarato in passato di voler far fuori (il cattivo Assad è quello che assieme ai buoni del PKK ha fatto fuori il cattivo Daesh).

        I cattivi russi si sono ritirati da Afrin per vedere che succede (i soldati nel tempo libero fanno falsi profili su Facebook per cambiare i risultati delle prossime elezioni italiane con un clic).

        • PinoMamet says:

          Questi stronzi queste merde! 😀

          Nel frattempo l’unico “buono” riconosciuto da tutti è di nuovo la Jeune Fille, in versione “La Svelata”, ovvero “immagine di donna mediorientale nell’atto di togliersi il velo”:

          -piace a sinistra! Viva il Femminismo e i Diritti della Donna, abbasso il Patriarcato oppressore, We can do it, Frida Kahlo!
          (che non c’entra niente ma è sempre di moda, specialmente nella foto tarocca con le sise di fuori di fianco a Maiakovskij)

          -piace a destra! Abbasso l’Islam che opprime le donne, no come noi occidentali dove possono fare quel cazzo che vogliono e pilotare i jet uccidendo tanta gente! Arabi di merda sviluppatevi!

          • Peucezio says:

            A sinistra non piace.
            Sono i cattivi fascisti razzisti che non rispettano la cultura degli immigrati che vogliono svelare le donne.
            Basta vedere le politiche di sinistra, che si velano ostentatamente ogni volta che visitano l’Iran o l’Arabia Saudita.
            Il velo, come ogni forma di copertura del corpo, va perfettamente in consonanza col nuovo moralismo femminista, che stigmatizza l’esposizione del corpo e l’ostentazione della bellezza delle forme femminili come mercificazione e svilimento della donna.

          • PinoMamet says:

            Ma no, Peucè, io ho un sacco di amici di sinistra pro-kurdi, Kobane di qui e Kobane di là, e la Donna Svelata con Kalashnikov è un grande classico, e un must della stagione 2016/17 😉

            In realtà ho anche molti dubbi sul fatto che le “donne di sinistra”, scilicet Boldrini 😉 , si velino “ostentamente” quando vanno nei paesi islamici:
            al limite era stata la Fallaci a svelarsi “ostentatamente” e credo con premeditazione di fronte a Khomeini
            (che l’aveva, dal canto suo, definita più meno “vecchia zoccola”, con parole solo leggermente più eleganti…)

            ma se sei in visita ufficiale, ammetterai, puoi metterti a fare la provocatrice…

          • PinoMamet says:

            Uno dei cortocircuiti “alla Moi”:

            -i siti pro-israeliani a cui sono iscritti hanno costantemente magnificato i combattenti curdi anti-Daesh, anche nella loro versione “femminista” e “lgbtt” (sì, ci sono anche questi), riportando dichiarazioni pro-israeliane di diversi combattenti kurdi;

            -i siti di sinistra pro-kurdi hanno nel frattempo costantemente inneggiato alla liberazione della Palestina, paragonato i kurdi ai palestinesi e accusato gli israeliani di una lista di cattiverei assortite (dalla A- di Abigeato alla Z- di Zoofilia, direi).

            Boh!

  16. Sui kurdi o curdi…

    Credo che siano un po’ come i polacchi, schiacciati tra tante potenze. E come sapete i polacchi mi stanno molto simpatici.

    Però ricordiamo due cose.

    La prima, che i polacchi sono stati usati da tutti contro tutti – da Napoleone contro gli insorti italiani, dai turchi contro i russi, dai tedeschi contro i russi, dagli inglesi contro i tedeschi, dagli americani contro i russi.

    E oggi la Polonia è quello che è.

    Un paese abbastanza normale, ma non certo un faro utopico della liberazione umana.

    Non vedo i centrisociali che si entusiasmano per il governo polacco attuale.

  17. Per Peucezio

    “Sono i cattivi fascisti razzisti che non rispettano la cultura degli immigrati che vogliono svelare le donne.”

    Credo che qui tu ti faccia sviare dall’ideologia.

    Teniamo presenti i capisaldi.

    “Quelli di sinistra” intanto odiano “quelli di destra” e vice versa, e a nessuno dei due gliene importa molto delle donne con il velo.

    Quelli di sinistra riescono a segnare un punto razzismo contro quelli di destra, se riescono a dimostrare che sono razzisti che odiano gli immigrati.

    Quelli di destra riescono a segnare un punto femminismo contro quelli di sinistra, se riescono a dimostrare che quelli di sinistra non strappano i foulard alle musulmane per strada.

    Siccome il punto razzismo vale più del punto femminismo (Auschwitz non era particolarmente maschilista), quelli di sinistra in Italia fanno in genere finta di niente quando vedono una musulmana con il velo. In Francia no, la massacrano: la laicité di sinistra lì è tutta contro i musulmani.

    Nessuno di sinistra poi ama l’Arabia Saudita, sono ricconi e quindi cattivi.

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