Il destino sta scritto nelle carte

Stamattina, incontro Giovanni, il fotografo.

“Come va?”

“Ho lavorato un paio di settimane”.

“Meno male!”

“Mica tanto, quando lavori a dicembre e dicono che ti pagano a marzo…”

“Dove dormi adesso?”

“Oh, sempre lì, non cambio mai!”

è la sala d’attesa dell’ospedale di Careggi.

“Ma non riesci a ottenere qualcosa di meglio?”

“Ieri sono andato all’ufficio del Comune e ho detto, guardi che ho un sacco di problemi ai polmoni, meno male che piove e così fa più caldo, ma un posto per dormire non ci sarebbe… e mi hanno detto,

ma non possiamo fare niente per lei, è lei che rifiuta di farsi aiutare!

E quando mai?

guardi che sta scritto nella relazione che ha fatto il suo assistente sociale!

Io non ho nessun assistente  sociale!

Veramente, signore, lei ne ha avuti cinque… e l’ultimo ha scritto questa relazione…”

Ma io non ho mai visto nemmeno un assistente sociale, come può aver fatto una relazione su di me?

Credo si sia basato sulle relazioni dei precedenti quattro assistenti sociali

Ma cosa dice questa relazione?

Eccola… il signor Giovanni X è un tossicodipendente,

Ma se non fumo nemmeno le sigarette!

E’ un tossicodipendente che rifiuta regolarmente ogni possibilità di assistenza, anche medica, e rifiuta ogni opportunità di lavoro…

Ma cosa dice? Io vado in giro tutto il giorno a cercare lavoro, e accetto tutto quello che mi offrono, come crede che mi procuri da mangiare, visto che non ricevo assistenza, non spaccio e non rubo?

Mi dispiace, la relazione parla chiaro, non possiamo fare niente per lei”.

Non so bene cosa commentare.

Poi lui mi dice,

“Oggi c’è il corteo dei Magi, partono alle due da Pitti. Vado a fare qualche foto, così mi sfogo”.

magi

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9 Responses to Il destino sta scritto nelle carte

  1. Roberto says:

    Ora Miguel, mi troverai sicuramente 10000 giustificazioni, il funzionario che ha paura del processo e i soldi che mancano e blablabla.

    Ma:

    “Credo si sia basato sulle relazioni dei precedenti quattro assistenti sociali”, insieme a “non possiamo fare niente per lei”, (diamo per scontato che siano vere, e lo dico non perché ho dubbi ma perché abbiamo solo il racconto di una parte)

    Sono prova di lazzaronite, incoscienza, mancanza di scrupoli, malafede, ignavia, idiozia, incompetenza, irresponsabilità da imputare non “al sistema” o “ai funzionari” ma personalmente a questi disgraziati, imbroglioni, mangiapane a tradimento

    “Si è basato sulle relazioni degli altri” ma immagino che sia stato pagato come gli altri….bastonate e via, cambi lavoro

    “Non possiamo fare niente”…..chiamare l’assistente sociale e chiedergli spiegazioni è immagino impossibile? Buttare nel cestino una relazione fasulla?

    Odio questa gente

    • Z. says:

      Beh, almeno astrattamente il comportamento del tizio appare delittuoso.

      Non è detto che interessare la Procura dia risultati, ma come al solito vigilantibus non dormientibus.

      Anziché usare il fatto come pretesto, o asserita dimostrazione delle proprie profezie, forse sarebbe il caso di attivarsi.

    • Roberto says:

      Mi è saltato “criminali” fra disgraziati ed imbroglioni

    • Per roberto

      “Ora Miguel, mi troverai sicuramente 10000 giustificazioni, il funzionario che ha paura del processo e i soldi che mancano e blablabla.”

      Calcola che io ho sentito una sola campana, infatti metto tutto tra virgolette. Però non riesco a immaginarmi particolari giustificazioni in questo caso.

      Perché so benissimo che i funzionari spesso si trovano a dover preparare cento lunghissime schede burocratiche in poche ore, e quindi tendono a ripetere formule in modo del tutto automatico, sapendo che nessuno leggerà il testo.

      Ma qui mi sembra un po’ il contrario: chi te lo fa fare a essere così creativi, con possibili conseguenze inattese?

      Trovandomi nei panni dell’assistente svogliato, avrei scritto banalità salvachiappe, sul tipo, “l’alunno ha ancora alcune lacune cui potrà rimediare con adeguato studio e l’utilizzo di opportuni accorgimenti didattici, da concordare con ufficio diverso dal mio”.

      Comunque, se Giovanni fa denuncia, mi sono offerto di testimoniare a suo favore, staremo a vedere.

    • Roberto says:

      Bene

      Trovandomi nei panni dello svogliato (e mi capita….) mi prenderei un caffè , riflettendo sulle ragioni per le quali mi pagano per il mio lavoro, farei un sospiro e farei il mio lavoro.

      Per qualche motivo non riesco a parlare con giovanni (non ha un indirizzo, non so dove sia, non ha telefono)? Scrivo sulla relazione: “ho fatto questo, questo è quest’altro per trovarlo, e non sono riuscito a parlare con lui”

  2. Roberto says:

    Ps pagamenti a 90 giorni….mia moglie ci ha vissuto 3 anni, un incubo terminato appena varcare le alpi dove ti pagano 15 giorni dopo la fattura….

  3. Daouda says:

    Alò

  4. Lucia says:

    Deragliando un po’, mi torna in mente l’introduzione di “A futura memoria” du Sciascia. “Scrivevo: Caro presidente, circa un mese addietro, sul Corriere della Sera, ho pubblicato un articolo in cui non soltanto esprimevo la mia personale convinzione sull’innocenza di Tortora, ma cercavo di darne ragioni oggettive, al tempo stesso criticando l’eccessiva «irresponsabilità“ di cui i giudici godono nel nostro paese e di cui era ancora una volta prova il comportamento di quelli che a Napoli si occupano della camorra. Che su ottocentocinquantasei mandati di cattura ben duecento avessero colpito persone che non c’entravano se non per sciagurata omonimia; che queste persone fossero state per giorni tenute in segregazione senza sapere di che cosa le si imputasse, era già, in avvio, un fatto sufflcientemente insopportabile alla coscienza e alla civiltà giuridica cui non dovremmo essere (e molti fermamente non siamo) estranei. Ma che dico, giorni? Su la Repubblica del 25 settembre si dà notizia di quel povero marittimo di Eboli arrestato per omonimia e rilasciato dopo tre mesi. E mi si dice che in un paese campano una diecina di persone di uguale cognome sono state arrestate per trovarne una sola, accusata di appartenere alla camorra: fatto che appare incredibile; ma se vero, il giudice capace di ricorrere a un tal prvvedimento non merita il nome di giudice, e ancor più le funzioni. Purtroppo, tante ingiustizie consumate a danno, direbbe Manzoni, di «gente meccanica e di piccolo affare” ci sfuggono, sfuggono alla pubblica opinione”

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