Carrefour

Mentre sento incolpare

la lobby gay, i fascisti, Renzi, Salvini, Grillo, i massoni, gli skinhead, gli immigrati, i preti, gli anticlericali, la Boldrini, gli ebrei, i comunisti, la buonanima di Benito morto da oltre settant’anni, i sindacati, il fondamentalismo islamico, le femministe, i revisionisti storici, gli animalisti…

Ecco che seguendo il tag su Twitter, scopro questo incommensurabile, quasi geniale contributo alla distruzione della vita stessa sull’unico pianeta su cui ballano Renzi, Salvini, Grillo e tutti gli altri.

Cortesia di Carrefour:

carrefour

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128 Responses to Carrefour

  1. PinoMamet says:

    Confermo: chi ha pensato a questo imballaggio è un genio; del male, beninteso, ma genio.

  2. roberto says:

    giusto un’osservazione

    quando parli degli spacciatori marocchini con facce patibolari, subito ricordi (giustissimamente) i clienti ai quali viene venduta la droga

    secondo me si deve applicare lo stesso principio qui. Carrefour mette in vendita quest’obbrobrio perché ci sono dei mentecatti che lo comprano. convinci i mentecatti che spendono di più, inquinano, mangiano della merda secca solo per evitarsi una operazione che dura 30 secondi mal contati e carrefour non produrrà più quest’obbrobrio

    ovviamente nel mio paese ideale (cioè una dittatura feroce con me come dittatore), la produzione di obbrobbri sarebbe vietata

    PS che moneta è Rs? i reais brasiliani?

    • Per roberto

      “convinci i mentecatti che spendono di più, inquinano, mangiano della merda secca solo per evitarsi una operazione che dura 30 secondi mal contati e carrefour non produrrà più quest’obbrobrio”

      Carrefour è uno, i mentecatti sono milioni e non saprei nemmeno come arrivarci.

      Anzi, molti reagirebbero male se ci provassi.

      Non sono sicuro nemmeno io della nazionalità del prodotto, comunque adesso mi attivo anch’io con la macchina fotografica!

      • roberto says:

        “Carrefour è uno, i mentecatti sono milioni e non saprei nemmeno come arrivarci”

        capisco, ma che differenza c’è con mercanti di droga e drogati?

        • Per roberto

          “capisco, ma che differenza c’è con mercanti di droga e drogati?”

          Non vedo un chiaro parallelo.

          il mercante di droga ha un prodotto irriducibilmente pericoloso, che è quello che cercano clienti irrefrenabili.

          Il Carrefour (in questo caso) ha un prodotto innocuo, con un imballaggio pericoloso; a parità di prezzo e di accessibilità, ci sono molti clienti che cercano il prodotto innocuo e sono anche contenti dell’imballaggio, cui rinuncerebbero però nel caso del minimo problema di prezzo o di accessibilità.

          Nel primo caso, non vedo particolari soluzioni (reprimere? legalizzare? comunque fai danno).

          Nel secondo caso, l’unica soluzione è cambiare il prezzo e l’accessibilità, e lì tocca a Carrefour, o allo stato che si impone al Carrefour.

          • Francesco says:

            Veramente gli imballaggi si pagano, e la lavorazione del prodotto pure.

            La differenza di prezzo tra un arancio (?) nella sua buccia e quella roba lì di solito è del 100-200%.

            Quindi i clienti coglioni sono colpevoli.

            In più paghi anche la tassa sulla pattumiera ma non so se sia proporzionale alla pattumiera che produci o a forfait.

            In ogni caso è un suicidio con complicità.

            Ciao

            • rossana says:

              Quindi i clienti coglioni sono colpevoli.

              I clienti, per come la vedo io, sono solo l’ultimo anello della catena dei colpevoli.
              1. Gli imballaggi di plastica dovrebbero essere vietati per legge, o quanto meno limitati alla vendita dei soli prodotti altrimenti non commerciabili (acqua in bottiglia, ad esempio, anche se sarei dell’idea di imporre acqua solo in bottiglie di vetro con quella pratica per cui quando ritorni il vetro ti tornano i centesimi che costa…non ricordo come si chiama il sistema ma è usato in Austria e Germania per le bottiglie di birra e vino)
              2. colpevole è Carrefour, che anziché promuovere prodotti sfusi e rieducare il cliente a tornare un po’ scimmia sbucciandosi arance e banane da solo, lo abitua all’imbecillitò
              3. colpevole ovviamente il cliente, che può essere solo un imbecille: come si fa a rinunciare a quel meraviglioso profumo che amana dalle bucce degli agrumi mentre ti preparano la slaivazione al prelibato spicchio profumato e dolce? Solo un imbecille, appunto…Colpevole in quanto imbecille, cosa che a questi livelli va curata come patologia psichiatrica grave

            • Z. says:

              Più passano gli anni e più il web, a quanto vedo, abbonda di esperti psichiatri…

    • Giuliano says:

      “PS che moneta è Rs? i reais brasiliani?”

      Esatto. C’è una cosa che mi sorprende: mi pare di vedere che il prezzo sia di 2,89 reais al kilo (circa un euro). Un prezzo sorprendentemente vantaggioso anche in caso di frutta venduta normalmente.

  3. PinoMamet says:

    Probabilmente c’entra anche la tendenza di alcuni paesi, di cui parlava Roberto, di considerare “igieniche” solo le robe coperte da strati di plastica.

    Non escluderei affatto che l’arancio (?) plastificato sia brasiliano (c’è Carrefour in Brasile? controllo subito: c’è)
    i brasiliani mi risultano un popolo di cagacazzo molto più spinti degli italiani, contrariamente alle aspettative: super precisisini e puntigliosissimi in molti campi, e fissati con l’igiene, che credo sia la reazione istintiva al vivere in un paese dalla natura così invadente.

    • Peucezio says:

      Tu pensa che per controllare online il conto in banca (in Italia basta uno user ID e una password e, per alcune banche, il cazzillo elettronico che emette un numero ogni volta diverso), in Brasile per digitare la password ti salta fuori una tastiera sullo schermo e devi usare il mouse per digitare le singole lettere.
      Inoltre di solito devi installare un software apposito.
      Insomma, paranoici totali.
      (Lo so tramite la moglie brasiliana di un mio amico, cui ho fatto tante volte assistenza al pc)

  4. PinoMamet says:

    OTissimo per Moi:

    cultural appropriescion:

    mentre cercavo online tracce dei nativi americani in Europa, mi imbatto in un sito appunto di nativi americani, che in un articolo parla dell’ossessione dei tedeschi per Sioux, Comanche & affini, compresi gruppi di fanatici cosplayer (da quando il termine non esisteva ancora) e vecchi fricchettoni convinti di essere la reincarnazione di capi Nez-Percè.

    Al contrario di quanto mi aspettavo, l’articolo presenta questi personaggi con simpatia, visto che, in fondo, hanno solo l’intenzione di omaggiare la cultura nativo-americana, e si spinge ad affermare che “nessun popolo dovrebbe tenere la propria cultura solo per sè”;
    che per noi italiani, e per me parmense abituato a vedere frotte di giapponesi e coreani studiare musica classica e canto lirico, è una discreta ovvietà, per le minoranze dell’America di oggi è abbastanza rivoluzionario.

    • Peucezio says:

      “che per noi italiani, e per me parmense abituato a vedere frotte di giapponesi e coreani studiare musica classica e canto lirico, è una discreta ovvietà, per le minoranze dell’America di oggi è abbastanza rivoluzionario.”

      Noi ci abbiamo i giapponesi che si imparano a fare i trulli e poi li fanno in Giappone.
      Io non li ho mai visti, ma ne ho letto.

    • Per Pino Mamet

      “che per noi italiani, e per me parmense abituato a vedere frotte di giapponesi e coreani studiare musica classica e canto lirico, è una discreta ovvietà, per le minoranze dell’America di oggi è abbastanza rivoluzionario.”

      Credo che la questione sia molto diversa.

      Il canto lirico e tutto il resto sono grandiose produzioni culturali, non sono intimi tramandamenti familiari che trasmettono qualcosa di molto prezioso.

      Non è facile trovare paralleli in culture “occidentali”; diciamo è come se l’albero vicino a cui sei cresciuto da bambino diventasse il luogo di attrazione per milioni di turisti che hanno deciso che farci la pipì perché dicono che una leggenda dei Magici PinoMamettiani dice che porta fortuna.

      La cultura dei nativi americani poi ha sempre avuto un forte elemento di segreto – nel senso di cose che hanno senso imparare nel momento in cui ti servono davvero e non prima – che è inconciliabile con la modernità.

      Ci sono eccessi ridicoli nel campo della “lotta all’appropriazione culturale”, ma spesso i nativi americani stanno dalla parte giusta.

      Ribadisco il sacrosanto Diritto al Segreto.

      Che è il motivo vero e profondo per mandare a quel paese Facebook e quelli che dicono che “nessun popolo dovrebbe tenere la propria cultura solo per sè”.

      Questo è stato il grande, sacrosanto merito della Massoneria.

      • Z. says:

        Il diritto al segreto ci sta: finché il segreto è tale, naturalmente.

        Se io e te lo conosciamo, non è più segreto.

        E l’idea che il diritto di parlare di qualcosa dipenda dai quarti di PVRA RAZZA millantati è idea a dir poco bizzarra.

        Quando ai bolognesi di PVRA RAZZA sarà concesso il privilegio di giustiziare chiunque dica “tortellini” senza sottintendere “in brodo di cappone non sgrassato e ripieni in base alla ricetta tradizionale felsinea”, ecco, ne riparleremo!

        Naturalmente ai romagnoli dovrà essere concesso punire chi osasse parlare di “piadine al kamut” con supplizi tali da fare impallidire Leone III Isaurico. Ai romani, mano libera su chi dissacra la carbonara con l’albionico bacone. Und so weiter.

        • Francesco says:

          ORRRAZZ!

          anche se di nascosto mi farò i tortellini panna e prosciutto, con le finestre chiuse e i vetri oscurati

    • Peucezio says:

      Come le formule per tagliare i vermi, togliere le fatture…
      La segretezza era ed è ancora presa molto sul serio.

    • PinoMamet says:

      Ora, io sono anche d’accordo con quello che dice Miguel, però c’è da notare due cose:

      -i nativi americani sono stati, se non sempre, abbastanza spesso, complici nell’opera di sputtanamento-svendimento-“dissegretamento” della loro cultura
      (per motivi anche molto comprensibili, tipo i soldi, la sopravvivenza, e i soldi)

      -la battaglia americana contro la “cultural appropriation” non riguarda soltanto i riti misterici degli Hopi o dei Navajo, ma anche cose come il blues o le acconciature “afro”, per cui insomma il paragone con la lirica (o con i tortellini bolognesi) ci sta tutto…

      • Per PinoMamet

        “Ora, io sono anche d’accordo con quello che dice Miguel, però c’è da notare due cose:”

        Verissimo, su entrambi i conti.

        Infatti, siamo sempre nella logica binaria (e spesso demenziale) degli “sfruttatori e degli sfruttati”, le due specie eterne di esseri, demoniaci e angelici, in cui taluni sinistri dividono l’umanità.

        Che poi il bello è che gli esseri umani sono tutti santi e buoni e universali, e la colpa di quei mostri di sfruttatori (sempre umani?) consiste nel negare questa verità assoluta. NESSUN essere umano è cattivo, tranne i cattivi che vanno impiccati a Piazzale Loreto.

        A me interessa invece insistere su roba meno patologica.

        Tipo il Diritto al Segreto.

        Che non è la “riservatezza commerciale”. E’ proprio il Diritto a non esistere pubblicamente, o comunque al di fuori della comunità cui scegli di appartenere.

        • Z. says:

          Non so se il “diritto a non esistere pubblicamente” esista per gli uomini.

          Direi però che non esiste per le rappresentazioni delle culture nativoamericane o supposte tali, e nemmeno per i tortellini o supposti tali.

          Quelli alla panna o al ragù, ad esempio, avrebbero non solo il diritto bensì anche il DOVERE di non esistere, secondo me…

          • Per Z

            “Direi però che non esiste per le rappresentazioni delle culture nativoamericane o supposte tali, e nemmeno per i tortellini o supposti tali.”

            il Segreto non è individuale.

            E’ un bene comune, condiviso da alcuni: i “fratelli”, come dicono i massoni.

            Certamente, i Diritti non esistono: non esiste né il Diritto alla Vita, né il Diritto al Segreto.

            Ma esiste il fatto che ci sono cose che io ho condiviso con altre persone e con posti e alberi e gatti, che anche se io te le racconto, tu non potrai capirle (e viceversa, ovviamente).

            Siccome tu non le puoi capire, è inutile che tu cerchi di capirle. E se tu cerchi di appropriartene, è giusto che io ti tagli le manacce che ci metti sopra.

            E viceversa, sempre e ovviamente.

            • Z. says:

              Miguel,

              quindi mi stai dando ragione: è giusto che il Bolognese di Sangue Puro sia autorizzato a praticare torture isauriche su chi consuma tortellini alla panna (e magari potrei contrabbandarmi come bolognese). O che il Romano di Sangue Nonmenopuro faccia lo stesso su chi consuma carbonara col bacon.

              E io potrei fare lo stesso con Francesco, se solo osa ordinare una piadina per celiaci. Guai. Giù le mani dal Pane della mia Terra, maledetto appropriatore meneghino!

              Però, però… insomma, tu eri un feroce addestratore di guerriglieri già in età prescolare. Mentre io – oh, sia chiaro, non sono un damerino gracile come Peucezio. Sono un omone grande, grosso e barbuto. Però, ecco, quanto durerò a difendermi dagli assalti di tortellinari modenesi e di piadinari al glutine? Prima o poi finirò per soccombere…

              Z.

              PS: Naturalmente non dev’essere per forza una carneficina. Si può usare il metodo MT-Puidgemont, ossia decidere a suon di carte bollate chi può parlare di cosa e chi no. Ma non sarebbe da VERI VOMINI, secondo me :P

  5. Mauricius Tarvisii says:

    Esiste di peggio: arancia sbucciata e non separata a spicchi che è messa in una confezione cubica di plastica.
    Insomma, invece dell’involucro monodose suo hanno messo un involucro monodose artificiale che fa durare il frutto di meno.

  6. mirkhond says:

    “Questo è stato il grande, sacrosanto merito della Massoneria.”

    Sarebbe un merito se non avesse cercato di conquistare il POTERE a scapito di altre culture.

    • izzaldin says:

      a parte quello che giustamente aggiunge Mirkhond, il segreto non è mai democratico. la condivisione è democratica.
      per questo sono d’accordo con Miguel sul valore del segreto ma solo nella sfera personale, spirituale, affettiva, mistica.
      nella sfera pubblica e politica il segreto è da sempre un’arma nelle mani dei potenti, i cosiddetti arcana imperii.
      poi è ovvio che le società segrete (appunto) e i gruppi rivoluzionari fanno uso del segreto per opporsi al potere, e in questo senso accolgo la nota di Mirkhond: i massoni hanno usato le loro conoscenze segrete ed elitarie per diffondere la cultura e la democrazia in passato; ma ora per lo più usano il segreto per governare il prossimo e in generale per ordire trame per la conquista del potere.
      a tal proposito, un aneddoto significativo dalla Sicilia: a Castelvetrano in provincia di Trapani, paese di Messina Denaro, si è scoperto che operano ben sei logge massoniche distinte. E stiamo parlando di Castelvetrano non di Bruxelles :)

  7. Pierluigi Vernetto says:

    googlando ho trovato questo vecchio (di un anno) articolo sul MEXIR GOMOS http://www.bioecogeo.com/carrefour-ripensaci/

    avevo letto di una catena che aveva messo in commercio banane sbucciate e invaschettate, poi le ha ritirare dopo le proteste di clienti inviperiti per l’assurdita’ della cosa. Ecco, se la gente ogni tanto si rivoltasse, forse qualcosa cambierebbe.

  8. Giuliano says:

    In merito a questa confezione di mandarino a spicchi, sulla rete se n’è già parlato molto. Principalmente in Brasile, ovviamente. qualche curiosità:
    – una didascalia applicata sull’immagine recita: “L’esatto momento in cui ho perso speranza nell’umanità”;
    – la “redazione” di BioEcoGeo (http://www.bioecogeo.com/carrefour-ripensaci/) si indigna perché il prodotto “arriva da oltre oceano” e ci informa che il nome del prodotto, Mexir Gomos, sia usato per far “pensare a qualcosa di piuttosto esotico”;
    – Secondo un veemente j’accuse pubblicato su un sito brasiliano (http://bzfd.it/2BHiWf1), è tutta colpa dei giovani d’oggi che: “non sa cosa sia giocare e avere le unghie sporche di terra. Non ha mai scavato una pista per giocare con le biglie. Certmente non sa usare una trottola o salire su un albero. Giocare a calcio per strada, a palla avvelenata con i cugini o i vicini di casa, ai cowboy e indiani con un’arma immaginaria? Neanche pensarci.” ecc.

    NB: il motto della redazione di BioEcoGeo è:”Creare un modello di società più consapevole”.

    • Giuliano!

      bentornato!

    • Roberto says:

      Cioè quei tristissimi spicchi di mandarino hanno attraversato l’oceano prima di venir mummificati nella plastica???? Mamma mia che tristezza….

    • ruttone says:

      non sa cosa sia giocare e avere le unghie sporche di terra. Non ha mai scavato una pista per giocare con le biglie. Certmente non sa usare una trottola o salire su un albero. Giocare a calcio per strada, a palla avvelenata con i cugini o i vicini di casa, ai cowboy e indiani con un’arma immaginaria? Neanche pensarci.

      questo ragionamento io lo associo sempre a 40-50enne disoccupato che passa tutto il tempo a spugnettare con un cellulare e a cercare di scoparsi qualche altra disperata coetanea su facebook, preferibilmente immigrata, che periodicamente condivide qualche cacata tipo la sigla di holly e benji o merda simile

      non gli rimane che anticiparsi la senilità riprendendosela con qualche giovane che si gode la vita

      • ruttone says:

        Sì, invece che con le biglie con un cellulare su tinder per farsi spompinare da una coetanea. Non sono forse uguali?

  9. Moi says:

    @ ROBERTO

    Adempi al tuo Dovere di Difensore della UE : non è forse vero che in fatto di settore agroalimentare non si muove foglia che Normativa diKtata dalla Ue non voglia ?! … E allora con tutti ‘sti imballaggi e contenitori in plastica per la frutta … come può la colpa NON essere da attribuirsi alla UE ?!

  10. Moi says:

    … anche le frutta secca si trova già sgusciata in ‘sti robi in plastica, “gherigli” si noce compresi.

    Ma in fondo la perdita di contatto con la natura è iniziata da molto prima: pochi (tra la “gente di città”) sanno che la castagna in natura sta dentro a un riccio spinoso, pochissimi sanno che una noce in natura sembra una grossissima oliva verde …

  11. Moi says:

    …si parla perfino di cinni convinti che un pollo sia una bestia quadrupde !

    • Francesco says:

      ma i libri per bambini con le pagine spesse e le figure non vanno più?

      io ho visto ancora un sacco di “allegre fattorie” con tutte le bestie e le piante disegnate per benino

      • roberto says:

        sono d’accordo con francesco.
        bestie ignoranti ne esisteranno sempre, ma un bambino che non sa come è fatto un pollo non è credibile nella società attuale.

  12. Moi says:

    Pensare che mio figlio, quando gli diranno di disegnare un ulivo, ci disegnerà su le bottiglie d’olio bell’è fatte perché secondo lui l’olio nasce così, o che un tacchino possa avere su di lui l’effetto che su di me avrebbe un ornitorinco mi preoccupa non poco

    http://www.ceraunavodka.it/la-gallina-non-ha-quattro-zampe/

    —————–

    … o tonni intesi come scatolette in latta che nuotano in mare ;) ? … NON me ne meraviglierei !

    • Moi says:

      una volta a Favignana avvenivano le mattanze dei tonni più pregiati al mondo … adesso è finito tutto, e campano solo di turismo “da movida” tutto locali,discoteche e fàiga hunting ;)…

  13. Moi says:

    E anche è sempre meno noto che patate e carote “stiano sotto terra” … o che i legumi stiano in schiera dentro a dei baccelli …

  14. Moi says:

    scorze di agrumi … su certi piatti a base di pesce in sicilia si grattugiano a scaglie, oppure si usa la buccia surgelata dei limoni svuotati da bicchiere per sorbetti al limone ! Ma soprattutto, le scorze finissimamente “pelate” si usano, anche a Napoli e Isole Flegree, per ottenere il Limoncello. Ultimamente hanno strolgato anche “arancello” e “meloncello” …

    • paniscus says:

      Però adesso è diffusissimo l’allarme sull’uso delle scorze di agrumi, a meno che non siano solo quelli biologici, non trattati chimicamente, che nei negozi e nei mercati vengono esposti a parte, con una dicitura chiara. In tutte le ricette e in tutte le indicazioni commerciali c’è scritto chiaramente che per adoperare le scorze bisogna usare solo “limoni non trattati”.

      Ma siccome non mi risulta affatto che sia sempre stato così (30 anni fa questa dicitura non c’era, ma mia madre e mia nonna le bucce di limone e di arancia qualsiasi le grattugiavano eccome, per metterle nei dolci o nelle salse, erano convinte che bastasse lavarli bene prima… e di sicuro all’epoca c’erano molti meno limiti e meno divieti su che razza di additivi chimici, conservanti e pesticidi si potessero usare), mi chiedo se la preoccupazione sia autentica, o se sia esagerata per eccesso di zelo negli ultimi anni…

      • Moi says:

        Lisa … è come per il Politically Correct !

        https://www.youtube.com/watch?v=Ir6HOInog0c

        … guardacaso stesso periodo: intelligenti pauca !

      • Roberto says:

        Non può essere stato sempre così perché fino ad una trentina di anni fa il biologico non esisteva affatto.
        Poi credo che ci sia un mix di marketing, di maggior consapevolezza di quello che si mangia, attenzione (più o meno ragionata) ai modi di produzione, paranoie varie

  15. Moi says:

    Sicilia e.c.

  16. giovanni says:

    la cosa spassosa è che la catena che ha messo in vendita per prima la frutta sbucciata e inscatolata nella plastica è Whole Foods Market, ovvero quella che negl USA sfrutta (giustamente) i fessacchiotti vegan-hipster radical chic facendogli pagare la frutta a prezzi da gioielleria.
    https://www.cbsnews.com/news/whole-foods-responds-to-6-pre-peeled-orange-twitterstorm/
    STRAROTFL

  17. Moi says:

    Cmq, mi raccomando: a partire da Gennaio di Staltranno :) , tutti a tenere sotto stretta osservazione i nuovi Reparti Insetti negli IperMercati … e Roberto adempirà al suo Dovere di rendercene conto !

    • Roberto says:

      Continuo a non capire cosa c’entro io con gli insetti.
      Mi fanno schifo e non li tocco.
      C’è della gente che vuole mangiarseli? Buon per loro, ma a me che mi importa? E l’insettofago che male mi fa?
      La tua è una battaglia come contro il tofu. Fa schifo, vabbè siamo d’accordo, ma i gusti sono gusti e basta evitarlo

      • Peucezio says:

        Voialtri liberali credete nel libero arbitrio più dei cristiani.

        Liceità e obbligo sono cose distinte solo in teoria, nel diritto, non fattualmente, nella psicologia umana.

        E soprattutto occore demitizzare e demistificare la categoria dell’adulto: nessuno è adulto a questo mondo: l’infanzia è una condizione connaturata alla stessa vita umana, anche se non etimologicamente (parlano tutti anche troppo).

        • Francesco says:

          Peucezio

          la più contorta giustificazione pissicologica del fassisimo che abbia mai letto!

          :D

        • roberto says:

          non è che credo nel libero arbitrio, è che sono certo che nessuno sarà obbligato a mangiare insetti, come sono certo che ci sia una una differenza enorme tra liceità e obbligo, proprio nella psicologia umana.
          cavolo, è proprio la ragione per la quale se sono obbligato a leggere i promessi sposi a scuola mi fanno cagare, mentre se li leggo per i fatti miei mi piacciono!

          • Peucezio says:

            Roberto,
            vedi?
            Quando ti consentono di fare una cosa senza obbligarti, è come spingerti a farla.
            Non dico che mangerai gli insetti perché nessuno ti ci obbliga, ma la civiltà di un paese (e le abitudini alimentari sono un elemento strutturante della civiltà) è determinata non solo dagli obblighi che vengoo imposti, ma anche dalle liceità, dalle cose che vengono consentite.

            In ogni caso è contro il mio concetto di umano pensare che di ciò che fanno gli altri non mi debba importare nulla. Siamo tutti collegati e tutti corresponsabili di tutti. Se la gente in Italia mangia le cavallette io soffro. Come soffro per quelli che si fanno i tatuaggi o la chirurgia plastica. I secondo sono delitti contro natura (alterano la fisionomia naturale), il primo contro cultura (in altre culture l’entomofagia è lecita e radicata).

            • Z. says:

              Lo vedi quanto sei inutilmente molesto?

              Se un ebreo mancia carpa anziché calamari, o se un musulmano beve zenzero anziché birra, perché devo metterci il naso io? E’ la loro religione e giustamente la seguono.

              Il problema è quando arriva quel genere di vegano che pretende di dire a me cosa devo o non devo mangiare!

              Dovresti trasferirti dalle mie parti un sei mesi circa, vedi come ti rieduco :P

            • Roberto says:

              Questo è uno dei punti in cui le nostre idee si scontrano in maniera irreconciliabile: a me sembra intollerabile stare a guardare i fatti altrui. Ci sono un sacco di cose che mi fanno schifo e mi sembrano inaccettabili, ma se non mi toccano, che ci posso fare? Anzi, perché devo preoccuparmene?

              L’altro giorno mia moglie se ne torna a casa per la prima volta in 15 anni di matrimonio con un barattolo di sugo pronto. Stavo già facendo le valige e chiamando l’avvocato quando mi ha detto “non è per noi, lo mangio io una volta che sono sola a casa e non ho voglia di cucinare”. Che le posso dire? Non lo da a me, non lo da ai bambini (anzi lo teniamo ben nascosto), sono soldi suoi, perché dovrei romperle le palle, anche se per me un sugo pronto è come per un musulmano mangiare le costolette di maiale in una moschea durante la preghiera?

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Se un ebreo mancia carpa anziché calamari, o se un musulmano beve zenzero anziché birra, perché devo metterci il naso io? E’ la loro religione e giustamente la seguono.”

              Infatti.
              Siamo noi italiani che non seguiamo la nostra “religione” di italiani se mangiamo gli insetti.

            • Peucezio says:

              Z. e Roberto,

              in realtà avete molta parte di ragione.
              Insomma, se si lasciasse vivere, si camperebbe tutti meglio.
              Ma questo credo valga senz’altro nei rapporti privati. Mentre, quando si tratta dello stato, vale, ma con qualche limite, che io ritengo un po’ più ampio del puro “impedire che tu comprima la libertà altrui, per il resto fai tutti quello che vuoi”.
              Insomma, io credo ci debba poter essere un equilibrio fra il puro arbitrio per cui ognuno vive al 100% a suo modo e l’oppressione di una comunità che ti vuole far vivere a suo modo.

            • Peucezio says:

              Comunque, lasciamelo dire:

              “L’altro giorno mia moglie se ne torna a casa per la prima volta in 15 anni di matrimonio con un barattolo di sugo pronto. Stavo già facendo le valige e chiamando l’avvocato”

              Sei un grande! :-)
              So che non lo avresti fatto comunque, ma, insomma, tu hai capito quali sono le cose importanti!!

            • Z. says:

              Peucè,

              avresti ragione, se esistesse una “religione di italiani”, ma naturalmente non c’è.

              Quanto all’essere invadenti, penso invece sia giusto esserlo, entro certi limiti, nel privato: se un tuo amico iniziasse a tenere comportamenti che lo mettono a rischio, lo avvisi e se del cado gli rompi le scatole. Anche con insistenza.

              Mentre il potere bastonatorio dello stato, ecco, facciamolo intervenire se necessario. Altrimenti pensiamoci bene!

              Hai mai letto Le città invisibili di Calvino, e in particolare Zobeide?

            • Peucezio says:

              No, ma sono sicuro di averle, quindi stasera ci do un’occhiata.

              Intendevo religione in senso gastronomico stavolta.
              E non venirmi a dire che non c’è!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Aspetta, però: nessuno mi vieta di prendermi i coglioni a martellate, ma non per questo sono invitato a farlo.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              a chi ti rivolgi?

            • PinoMamet says:

              Però Peucezio non ha tuttissimi i torti:

              quando una cosa non è più vietata, è automaticamente un po’ incentivata.
              “Gli insetti non sono più vietati! Era ora: mangiate gli insetti Rossi & Co.! Croccanti e gustosi! Rossi & Co. garanzia di insetti di qualità!”

              Vuol dire che ci costringeranno a mangiarli? No, ma il sospetto è lecito e naturale, e trovo molto salutare che in tutti i paesi in cui il consumo di insetti non sia tradizionale la proposta di mangiarli perché “tanto costano poco, c’hanno le proteine, è irrazionale non mangiarli ecc.” sia accolta con grande resistenza.

              Mi sembra diverso il caso delle regole alimentari di religioni diverse da quella cristiana:
              il fatto che io non mangi maiale (peraltro non per motivi razionali ) non impedisce a nessuno di gustarsi il suo prosciutto o il suo culatello, e soprattutto non mira a sostituirlo con qualcos’altro, che fino a ieri tutti trovavano disgustoso.

            • Z. says:

              Pino,

              non è che depenalizzando il suicidio (tentato, non consumato!) l’ordinamento abbia incoraggiato i suicidi, né ha inteso farlo. Idem per il consumo di eroina, o per i rapporti omosessuali.

              La differenza tra obbligo, diritto e raccomandazione, poi, non è esattamente una novità inusitata nel panorama assiologico (visto che paroloni oggi? :D).

              Per altri versi, è difficile immaginare che il legislatore intenda promuovere il consumo di tortellini alla panna o al ragù, preparazioni alimentari di indubbio disvalore!

            • PinoMamet says:

              Vabbè Z. ma tu parli di leggi e di legislatori.

              Tutto vero quello che dici, solo che è parziale.

              L’altra faccia della medaglia, è che il giorno dopo a quello in cui il legislatore illuminato ha stabilito il diritto per il signor Ng di mangiare anche in Italia il suo bacarozzo preferito, io apro un allevamento di bacarozzi
              (per carità, con tutte le certificazioni in regola) e li metto in vendita;

              tre o quattro curiosi li provano, la moda si diffonde, e forse, e sottolineo forse, tra una ventina d’anni non puoi andare a una festa figa senza che ti vengano ammanniti i bacherozzi.

              Tra cent’anni diranno che è “tradizionale”.

              Ora che ci penso, il “tradizionale” cavallo di Parma è cominciato proprio così (con i carretti di carne equina presi a sassate, appena stabilito dalla legge che potesse essere venduta).

              Vabbè, dirai, e chissenefrega?

              Ora, io non so se c’è un Grande Piano Mondiale per obbligarci a mangiare schifezze che costano poco, e tendo a non crederci.

              Però di sicuro c’è una crescente tendenza mondiale verso l’instaurazione di un “ecologismo da poveracci”, inteso come Estremo Rimedio ai Casini Creati dall’Uomo, e che secondo me è invece un astuto piano dell’esigua percentuale più ricca del pianeta per diventare ancora più ricca, a spese del resto del mondo.

              E invoco la resistenza a base di bistecche bovine.

            • Roberto says:

              Pino

              “tre o quattro curiosi li provano, la moda si diffonde, e forse, e sottolineo forse, tra una ventina d’anni non puoi andare a una festa figa senza che ti vengano ammanniti i bacherozzi.”

              1. Dici tu stesso, e sono d’accordo, che la tradizione nasce così. Parli del cavallo, ma secondo me vale praticamente per tutto

              2. Sono d’accordo con la resistenza a forza di bistecche

              3. Non sono d’accordo invece su un divieto. Molto più interessante e giusto vedere uno scontro tra tradizione e novità che aspira a diventare tradizione

            • Roberto says:

              Sono d’accordo anche sulla tua considerazione sull’ecologismo dei poveracci

            • PinoMamet says:

              Neanche io vorrei il divieto di bacherozzare!

              Sono un antiproibizionista entomologico, ma avverto dei rischi legati al consumo di insetti ;)

            • Peucezio says:

              Pino ha colto l’essenza di quello che volevo dire.
              Poi io sono meno allergico di lui ai divieti, e d’accordo…

            • Z. says:

              Pino,

              esatto, parlavamo di leggi: in particolare, di quella che ammette e regolamenta la vendita di insettazzi.

              Poi c’è chi dice che si comincia tollerando l’omosessualità e si finisce che tutti si accoppiano coi somari. Un ragionamento bizzarro, ma immagino che qualcuno possa sostenerlo anche in campo gastronomico.

              Non io, però. Anzi, persino l’idea di confutarlo mi annoia :D

            • ruttone says:

              Se la gente in Italia mangia le cavallette io soffro. Come soffro per quelli che si fanno i tatuaggi o la chirurgia plastica. I secondo sono delitti contro natura (alterano la fisionomia naturale), il primo contro cultura (in altre culture l’entomofagia è lecita e radicata).

              Cazzate
              Alla fine quello che conta è:
              chi si è mangiato le cavallette, chi si è fatto il tatuaggio o le zinne finte… s’è divertito?

              Se veramente soffrissi
              per gli altri etc etc è questa la domanda che ti dovresti porre

              Perché allora dovresti soffrire ugualmente per chi mangia cibo tradizionale italiano fatto dalla nonna ogni giorno (che non è una cosa salutare), chi fuma sigarette, chi beve whisky, chi scopa durante le mestruazioni etc etc etc

              Eppure vivono e sono felici
              E per fortuna se ne sbattono delle tue rosicate

            • Per ruttone

              “chi si è mangiato le cavallette, chi si è fatto il tatuaggio o le zinne finte… s’è divertito?”

              Da messicano e mangiatore occasionale di gamberetti, non capisco il problema delle cavallette; ma per me la questione dei tatuaggi e delle zinne finte va vista a lungo andare: a sessant’anni, io che oggi tifo per la Juve, proverò ancora piacere a guardarmi allo specchio e vedere che in fronte, a vent’anni, mi sono scritto, “Forza Viola”?

              Le cavallette sono revocabili, i taugaggi no.

            • Roberto says:

              Ruttone,
              Io invece capisco Peucezio e soffro per le stesse cose.
              Solo che a differenza di peucezio, sacrifico sull’altare della libertà altrui la sua (e mia) sofferenza. In cambio ci saranno altre cose che io mi permetto nonostante facciano soffrire gli altri

            • Peucezio says:

              Ruttone,
              nella tua psicologia d’accatto, per cui il dissenso è da patologizzare e liquidare come “rosicone”, non capisci che esistono ragioni superiori da difendere anche rispetto alla felicità altrui e che uno può compiacersi o dolersi per gli altri non solo per la logica eudemonistica per cui fanno quello che piace loro.
              Dove cazzo sta scritto che uno nella vita deve fare solo ciò che gli piace o che una società sana sia una società in cui la gente fa quello che le piace e si diverte?
              Questa è una logica infantile: il bambino persegue il principio del piacere senza mediazioni.

              Ma sei proprio strutturalmente incapace di evitare di scendere sul piano personale quando discuti?
              Sarebbe come se io ti dicessi che pensi quello che pensi perché sei un conformista senza spina dorsale che ti senti sicuro e protetto nell’aderire alla mentalità corrente e temi tutto ciò che è in contrasto con essa.
              Perché pensi quello che pensi per me sono affari tuoi: dibattere in modo civile significa criticare l’idea non la persona, a maggior ragione in un contesto in cui le persone non le vedi e non sai nulla di loro.
              Vediamo se almeno riesci a recepire questa banale lezione di buona educazione.

            • Per Peucezio

              “Dove cazzo sta scritto che uno nella vita deve fare solo ciò che gli piace o che una società sana sia una società in cui la gente fa quello che le piace e si diverte?
              Questa è una logica infantile: il bambino persegue il principio del piacere senza mediazioni.”

              Sul principio, concordo in pieno.

              E’ una discriminante fondamentale: l’idea che la società debba essere guidata da fini edonistici ci sta portando sull’orlo di una catastrofe tipo fine dei dinosauri.

              Poi nello specifico, non sono d’accordo che ci sia nulla di particolarmente riprovevole nel mangiare gamberetti o affini. E capisco come Ruttone possa confondere un po’ i due piani.

            • PinoMamet says:

              “Perché allora dovresti soffrire ugualmente per chi mangia cibo tradizionale italiano fatto dalla nonna ogni giorno (che non è una cosa salutare), chi fuma sigarette, chi beve whisky, chi scopa durante le mestruazioni etc etc etc”

              Ma no.

              Io credo che in questo Peucezio ha ragione: ogni società stabilisce di volta in volta quello che è normale per essa.

              In quella europea/italiana mangiare cavallette o scorpioni non lo è;
              la curiosità esotica (l’amico che le ha provate una volta in Tailandia o in Cambogia…) ci sta, per carità.

              Che vengano proposte come “cibo per tutti”, così, di punto in bianco, genera sospetto;
              Non “rosicate” come dici tu: non c’è proprio niente da rosicare, e il sentimento di Peucezio mi sembra proprio il contrario del rosicamento, cioè dell’invidia.

              Mi sembra lo stesso sentimento che si porva quando vediamo qualcuno che si fa del male da solo, perché convinto che invece sia una bella cosa; davanti ai matti, per esempio, o a certi maniaci, o a quegli individui “estremi” che si coprono tutto il corpo di tatuaggi o di piercing o fanno mille operazioni per assomigliare a Barbie;
              ti viene da chiedergli, appunto, “ma sei davvero contento?”

            • ruttone says:

              Dove cazzo sta scritto che uno nella vita deve fare solo ciò che gli piace o che una società sana sia una società in cui la gente fa quello che le piace e si diverte?
              Questa è una logica infantile: il bambino persegue il principio del piacere senza mediazioni.

              Dove cazzo sta scritto:
              1. il contrario di quello che dici?
              2. che questo non è lecito per alcuni individui?
              3. che ogni voglia di fare quello che si vuole o che piace debba essere infantile?

            • Per ruttone

              “Dove cazzo sta scritto:
              1. il contrario di quello che dici?
              2. che questo non è lecito per alcuni individui?
              3. che ogni voglia di fare quello che si vuole o che piace debba essere infantile?”

              Nulla “sta scritto”, perché non stiamo parlando appunto di leggi scritte.

              Nella mia visione, che non è la “verità”- Due esempi un po’ iperbolici, ma così è più chiaro:

              1) non esistono esseri isolati né azioni o eventi privi di conseguenza. Io decido di tenere il riscaldamento a 30 gradi in casa perché a me mi piace così e ho i soldi per farlo, tiè. E’ la goccia che fa traboccare il vaso di un grande ghiacciaio che si scioglie in Antartide, annegando un villaggio di pescatori di pescatori di frodo della Birmania. Si salva così dall’estinzione una specie unica di pesci. Ho fatto bene, ho fatto male?

              2) Tu ti vuoi fare un tatuaggio? Boh, non ti conosco, non so cosa dire. Ma poniamo che io abbia un figlio di quattordici anni, che si sente solo per qualche passeggiera crisi adolescenziale. I suoi compagni gli dicono, che se si fa tatuare in fronte “fuck the police”, tutti lo considereranno un grande. Lo fa, gli amici dicono “che eroe!” e gli regalano una bottiglia di whisky con cui sbronzarsi. Un doppio piacere, insomma. Solo che così come noi non siamo individui isolati, i momenti di piacere della nostra vita non sono isolati da quelli in cui ne paghiamo le conseguenze.

            • Peucezio says:

              Ruttone,
              fammi avere il tuo numero, così, se avrò bisogno di un psicologo, potrò valermi delle tue grandi capacità… :-D

              E’ curioso come chi predica il rispetto intangibile della sfera individuale non sia nemmeno capace a discutere senza entrare nel personale.

              Al di là comunque delle tue cazzate introspettive, davvero non capisco perché mai io dovrei essere invidioso di chi si deturpa o di chi mangia gli scarafaggi.
              E se uno facendolo è contento, lo compiango.

              E non è nemmeno vero che chi si deturpa coi tatuaggi o con la chirurgia (anti)estetica non mi riguarda. Se è un maschio effettivamente sì, cazzi suoi. Mi dà fastidio solo perché ci vedo un degrado culturale e antropologico.
              Ma se è una donna, mi fa schifo una donna tatuata o, peggio, con le tette di plastica. Quindi mi riguarda, perché viene corrotto un potenziale oggetto di desiderio.

              A parte questi casi, come hanno detto anche altri, la vita è interazione, non solipsismo.
              L’idea per cui o uno pensa che ognuno è libero di fare i cazzi suoi oppure ha delle turbe psichiche è il sintomo della miseria morale della visione liberale e individualista.

            • ruttone says:

              Certo…
              se ho un figlio e voglio impedire che si droghi, è perché in fondo sono invidioso che lui è giovane e io vecchio. :-D

              figlio di peucezio : droga = venticinquenne figa : tatuaggio

              In testa a te

              Sembri essere una persona assai permalosa.
              Credo che sia piuttosto tu ad essere ipersensibile per la tua “sfera individuale”.

              Le motivazioni che adduci secondo me non reggono. Prendine una:

              perché viene corrotto un potenziale oggetto di desiderio.

              certo: quell’oggetto, cioè un pezzo del corpo di un’altra persona, è lì per farsi desiderare da te. Poi sarei io il solipsistico?

              Guarda che se io dico che quello che dici sono cazzate non è un’offesa alla tua persona eh, e nemmeno se dico che rosichi (nota che non ti ho nemmeno scritto ‘rosicone’ come tu hai capito, ma non cambierebbe molto)

              @Miguel:

              i momenti di piacere della nostra vita non sono isolati da quelli in cui ne paghiamo le conseguenze.

              stai suggerendo che ad ogni momento di piacere corrisponde una conseguenza negativa? Per me non è vero.

              Certo ogni azione ha una conseguenza, ma se devi eliminare ogni conseguenza non puoi vivere. Nemmeno potresti ammazzarti perché causeresti il dispiacere di chi ti vuole bene. Allora che facciamo?
              Ognuno cerca di fare il meglio che può credo. E una che si fa un tatuaggio perché dovrebbe preoccuparsi di chi non approva?

              E per esempio una che ha subito mastoctemia e si mette una protesi al seno che dovrebbe se non fottersene del giudizio di uno come peucezio? Occhio peuce’ che se dici che questo caso è diverso crolla tutta la tua teoria eh, quindi fai piano.

            • Per Ruttone

              “stai suggerendo che ad ogni momento di piacere corrisponde una conseguenza negativa? Per me non è vero.”

              Io vivo di una successione incredibile di momenti di piacere.

              Di alcuni momenti di piacere, ne paghiamo le conseguenze. Perché dipende un po’ dal tipo di piacere che viviamo.

              Ma non voglio polemizzare né farti rattristare: se sei qui, vuol dire comunque che hai voglia di comunicare.

              Consideriamo soltanto che viviamo tra esseri umani e animali fragilissimi, in città fragilissime, sull’unico pianeta che sappiamo essere abitabile, respirando l’aria che hanno respirato i dinosauri.

          • Z. says:

            Vengano proposte… da chi? Okkio agli impersonali, direbbe il Messicano feroce ;)

            Sono comunque contrario a proibire sia gli interventi per assomigliare alla Barbie sia i tortellini alla panna.

            • PinoMamet says:

              Da chi di preciso non so perché non ci sono stato dietro, ma non è la prima volta che leggo sui giornali (che non vuol dire niente) il signor Tal dei Tali dice che gli insetti sono il cibo del futuro e cazzate varie.

              Poi io sono contrario a troppe proibizioni, e quindi, ripeto, non ci sono stato dietro.
              C’è Moi apposta che se ne occupa ;)

            • ruttone says:

              nella tua psicologia d’accatto, per cui il dissenso è da patologizzare e liquidare come “rosicone”,

              nella mia psicologia d’accatto sospetto che ci colgo. perché già il fatto che ti incazzi se qualcuno ti dice che quello che dici sono cazzate ti fa perdere le staffe e pensare ad un attacco personale la dice lunga.

              Chiamare “rosicata” il fatto che a uno non piaccia che una si faccia un tatuaggio mi pare normale, anzi spero che tu stesso ti sia chiesto “sto rosicando?” Se tu l’avessi fatto in introspezione non ti saresti nemmeno incazzato alla mia osservazione.

              non capisci che esistono ragioni superiori da difendere anche rispetto alla felicità altrui e che uno può compiacersi o dolersi per gli altri non solo per la logica eudemonistica per cui fanno quello che piace loro.

              No, non lo capisco. Le “ragioni superiori” da difendere ciascuno se le sceglie da solo, e alcuni le impongono agli altri. Io quando vedo una con un tatuaggio o uno che mangia una tarantola non penso alle mie ragioni superiori, penso che se ne traggono giovamento va bene per loro.

            • ruttone says:

              sbagliato thread…

            • PinoMamet says:

              “Chiamare “rosicata” il fatto che a uno non piaccia che una si faccia un tatuaggio mi pare normale”

              beh ruttone a me a dire il vero no.

              A me non crea nessun problema che uno si faccia un tatuaggio, ma se a qualcuno invece lo crea, non è detto che sia per invidia: la trovo una spiegazione molto semplice e abbastanza sbagliata nella maggior parte dei casi.

            • ruttone says:

              “Chiamare “rosicata” il fatto che a uno non piaccia che una si faccia un tatuaggio mi pare normale”

              hai ragione. intendevo dire che mi sembra normale che uno debba chiedersi se il proprio disprezzo non venga da una rosicata
              quando si criticano gli altri per cose che non tangono (come dell’inchiostro sulla pelle non tua)

            • Peucezio says:

              Certo…
              se ho un figlio e voglio impedire che si droghi, è perché in fondo sono invidioso che lui è giovane e io vecchio. :-D

        • Z. says:

          Peucezio,

          — Voialtri liberali credete nel libero arbitrio più dei cristiani. —

          Beh, il liberale in teoria dovrebbe. Io decisamente no. Questo mi rende illiberale?

          — Liceità e obbligo sono cose distinte solo in teoria, nel diritto, non fattualmente, nella psicologia umana. —

          Ah, allora no. Liceità e obbligo sono chiaramente distinti anche nell’Islam sunnita, che a quanto mi risulta non crede nel libero arbitrio.

          Niente, come non detto :)

  18. Giuliano says:

    Per Roberto

    “Cioè quei tristissimi spicchi di mandarino hanno attraversato l’oceano prima di venir mummificati nella plastica???? Mamma mia che tristezza….”

    No, non hanno attraversato l’oceano: come dimostra il fatto che il prezzo è espresso in reais, la vendita è avvenuta su territorio brasiliano. E’ stata la redazione di BioEcoGeo che non ha capito niente, il che rende velleitario il suo proposito di rendere la società “più consapevole”.

  19. Moi says:

    Massocrazie Kalergiche: Euro, Islamizzazione, Gender… possa la Legalizzazione dell’ Insettivorismo / Entomofagia essere la Hybris che segnerà l’ Inizio della Loro Fine !

  20. Moi says:

    La Grande Occasione Punitiva Elettorale si avvicina : impariamo, ancora una volta, l’ Arte Jedi del Trasformare la Rabbia in Forza ! ;)

  21. Moi says:

    Insetti, alghe, spirulina: da gennaio via libera ai Novel Food ma in Italia non si sa come fare

    http://www.ilsole24ore.com/art/food/2017-12-05/insetti-alghe-spirulina-gennaio-via-libera-novel-food-ma-italia-non-si-sa-come-fare-180731.shtml?uuid=AEeRXjND&refresh_ce=1

    Ah … che bello essere Fanalini di Coda in Europa, come dicono Lilli Gruber e Beppe Severgnini facendo bocche a cul di gallina !

  22. Moi says:

    Questo mi rende illiberale?
    [cit.]

    ————-

    Dal momento che religioni e le ideologie funziano “o tutto il pacchetto o nisba”, la risposta è:

    sì !

  23. Moi says:

    Mah … penso che l’imballaggio / scatolino di plastica serva essenzialmente a recare una data di scadenza certa rispetto alla frutta “sfusa” … prevedo situazioni analoghe fra meno (!) di un mese per gli insetti ! L’ importante è ricordarsene qualche mese dopo … esercitando il dovuto Voto Punitivo Esemplare VS il PD, che ne ha la colpa !

  24. Moi says:

    Il Mandarino, di sicuro, è “venuto da molto lontano” ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=eQuunodjr4g

  25. Moi says:

    … e dire che i Tortellini alla Panna o al Ragù furono inventati alle Feste dell’ Unità di Fine Anni Settanta per essere più “Inclusivi” ante-litteram ! ;)

    • Z. says:

      Non dire baggianate, Muà :D

    • Roberto says:

      Sui tortellini alla panna,
      È un’invenzione degli anni 40, di tale Cesarina Masi. La storia è confermata anche dalla Dotta confraternita del tortellino che, o torto collo, ammette la possibilità di condire tortellini con la panna

      http://www.varie.eu/siti/sitopaperogiallo/la_cesarina_che_ha_inventato_i_tortellini_alla_panna.html

      Inutile dire che secondo me chi condisce i tortellini con la panna è un eretico (a proposito di religione, giustamente evocata da peucezio).

      Le feste dell’unità non c’entrano una minchia (anche se sembrerebbe che Cesarina Masi abbia votato per il PD e sua stata una grande ammiratrice della boldrini sin dagli anni 50)

    • Roberto says:

      Per i tortellini al ragù non saprei. Sospetto una cosa inventata ad usum turistorum.
      Siamo però ben oltre l’eresia, questa è una religione malvagia della quale non voglio occuparmi

      • Z. says:

        Naturalmente è molto più imperdonabile il tortellino alla panna o al ragù rispetto all’insettazzo.

        Il tortellino eterodosso infatti non è solo eretico: è ortomimetico, poiché imita pedissequamente il tortellino ortodosso, introducendovi un di più che viene dal diavolo.

        Parlandone in termini evangelici, il tortellino alla panna o al ragù potrebbe addirittura definirsi anticristico.

        • Roberto says:

          Mah non ne farei una questione di perdonabilità.
          Il tortellino alla panna è come il cristiano che non crede nella transustanzazione.
          L’insettivoro è il seguace di qualche divinità maligna e burlona.
          Il primo potrebbe essere una pecorella smarrita, il secondo è proprio un’altra bestia

          • Z. says:

            Dissento.

            Dell’insettivoro non sappiamo nulla, salvo il fatto che consumo ANCHE insetti.

            Del cremonfalofago sappiamo per certo che consuma appunto, tortellini alla panna. Come a dire, sappiamo per certo che recita sì le preghiere, ma al contrario. Che è omoiusiano anziché consustanzialista.

            Il diavolo si nasconde nei dettagli.

    • PinoMamet says:

      Mi sfugge cosa avrebbe di inclusivo i tortellini alla panna, comunque!

      • Z. says:

        Chessò: non ti piace il brodo, o non puoi consumarlo. In questo senso una variante può essere effettivamente inclusiva, immagino.

        Però non è una giustificazione. Come se un prete mi dicesse: se non ti piace Cristo apposto, nessun problema, venera pure l’Anticristo:D

        • Roberto says:

          Vabbè il brodo piace a tutti tranne che a pellacani (gran giocatore peraltro)

          • Z. says:

            In realtà ne ho conosciuti a cui il brodo non piace, e altri che non possono mangiarlo. Mi duole pei secondi e non capirò mai i primi: io mangerei tortellini un brodo anche a Ferragosto

  26. Moi says:

    Be’, quasi tutti in Emilia Romagna abbiamo conosciuto i tortellini al ragù o alla panna c/o i “stènd” delle Feste dell’ Unità … tra Fine Anni ’70 e Inizio Anni ’80 !

    Anche perché c’è gente a cui il tortellino in brodo piace ma NON squagliatovi !

    • Roberto says:

      Ripeto.
      I tortellini alla panna sono anteriori alle feste dell’unità.
      Bona.

    • Roberto says:

      Comunque il piatto tipico della festa dell’unità è il panino con la salsiccia (o pollo riso e fagioli dal cubano).
      Credo di non aver mai mangiato altro in 15 anni di feste dell’unità.

    • Roberto says:

      Ah dimenticavo la polenta, questa si con il ragù

  27. Moi says:

    Un ‘ altra novità “inclusiva” diffusa (seppur forse NON inventata …) dalle Feste dell’ Unità sono i tortellini “pasticciati” [sic] con panna + ragù e/o legumi e/o funghi mischionati assieme !

  28. Moi says:

    se ho un figlio e voglio impedire che si droghi, è perché in fondo sono invidioso che lui è giovane e io vecchio

    [cit.]

    —————————

    … Stupenda ! Ci vorrebbe la lapide scolpita al centro di Piazza Verdi !

    ;)

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