I quadri della contessa

Mi raccontano oggi della morte della Contessa Anziana.

La nostra amica parla con il custode, che ha l’incarico di sgomberare tutto, ci faranno magari un bedenbrecfas.

“In cantina, doveva vedere quanta roba c’era, un troiaio”.

“E cioè?”

“Ma tanti, tanti quadri. Però erano tutti molto vecchi.”

“Sì, però che fine hanno fatto?”

“Non si preoccupi, erano proprio tanto vecchi. Come i libri, pensi che ce n’erano certi che non erano nemmeno in italiano, erano in latino.”

“Sì però che fine hanno fatto?”

“Ma ho buttato tutto, ovviamente, sa che fatica!”

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192 Responses to I quadri della contessa

  1. massimo says:

    Salve ! E’ la prima volta che metto un commento su queste pagine . Che dire queste poche righe mi fanno e penso di poter dire fanno capire dove stiamo andando ,ovvero verso l’auto dissolvimento . Buttiamo via pure tutto , cancelliamo memorie poi pero’ se non sappiamo piu’ mettere insieme due parole non lamentiamoci .

  2. Francesco says:

    Lo avete fatto sparire dentro un pozzo nero, vero? non deludermi!

    :(

    PS ma un lontano cugino? una nipote avida? una badante astuta? era così sola la Contessa?

    • Z. says:

      Beh, c’è un custode… magari c’è già anche un erede…?

      • Francesco says:

        da come scrive Miguel, pare un estraneo totale alla Contessa e alla storia della sua famiglia

        e pare che ci sia un tesoro nella rumenta di Firenze, speriamo qualcuno se ne sia impossessato … solo coi libri ci fai un museo in praticamente tutti i paesi del mondo!

        • Per Francesco

          “da come scrive Miguel, pare un estraneo totale alla Contessa e alla storia della sua famiglia”

          Un giorno bisognerà fare uno studio antropologico dei conti, marchesi e nobili della nostra città.

          Come la famiglia complicatissima di persone – peraltro prese ad una ad una molto simpatiche – in cui il padre non parla con il proprio fratello da anni, mentre il figlio (giardiniere) non rivolge la parola al padre;

          o la contessa buona che prende a parolacce la gente per strada e la scambiano per una popolana sanfredianina;

          o la contessa cattiva con la zia santa, tutta impettita e truccata che traffica con gli speculatori;

          o il marchese che ha dedicato la vita a far campare i contadini disgraziati;

          o quello deficiente che si presenta al Grande Fratello come nobile fiorentino e viene pure espulso perché poco interessante;

          o quella fantastica che sa far innamorare i bambini dei quadri antichi.

          Firenze non si può capire, se non si conoscono i suoi nobili.

          • Aggiungo il marchese di tutti i marchesi, persona peraltro decisamente perbene (con porticina di ingresso personale dietro l’altare a una delle chiese più importanti di Firenze), che non trufferebbe nessuno: i nobili raramente sono str… come i borghesi, i quali sono comunque meglio dei proletari arricchiti.

            Un giorno un banchiere giovane e assai noto gli presentò un ragazzetto sbarbatello di provincia, dicendo che sarebbe riuscito a salvare i suoi soldi.

            E così il marchese onesto gli diede tanto di quello spago, che lo sbarbatello divenne capo del governo.

            Poi il marchese gli ha tolto lo spago, quando ha capito meglio con chi aveva a che fare.

            E da allora, quello dondola senza spago.

            • Z. says:

              Miguel,

              — i nobili raramente sono str… come i borghesi, i quali sono comunque meglio dei proletari arricchiti. —

              Questa osservazione è interessante.

              Tu come ti spieghi il fenomeno?

            • Per Z

              “Questa osservazione è interessante.

              Tu come ti spieghi il fenomeno?”

              Beh, mi sembra abbastanza semplice.

              Il 13,27% degli esseri umani nascono profondamente str…

              E quindi capaci di Farsi da Sé, nonché di farsi gli altri.

              Quindi nella prima generazione di ricchi, la percentuale di str… si avvicina al 90%.

              Mentre, più è lungo il tempo che separa il ricco attuale dal suo avo, più ci avviciniamo alla naturale percentuale del 13,27%.

            • Moi says:

              Ti/vi ricordo che ora abbiamo alla Guida della sedicente (!!!) Sx (ovvero dei “Buoni a Nulla eppure Capaci di Tutto” [cit.]) e del Paese un Nobilastro Decaduto …

            • Roberto says:

              Scusa ma di chi parli?
              Renzi?

            • Moi says:

              ORDUNQUE

              Paolo Gentiloni Silverj (con la”gèi” ;) …) è un Conte, disceso da tal Vincenzo Ottorino: dell’ omonimo “Patto” che tutti “abbiam fatto a scuola” in Storia .. . Roberto : vorresti darmi a intendere che non lo sapevi ?!

            • Roberto says:

              Mi hai messo fuori strada con “alla guida della sinistra”.

            • Francesco says:

              Miguel,

              mi deludi!

              dal marxismo in salsa messico-italiana al puro determinismo biologico?

              ti rimane solo l’odio contro i ricchi ma quello è quasi banale

              ;)

  3. roberto says:

    in tutti i paesi del mondo “quello che ha l’incarico di svuotare tutto” si prende tutte le cose interessanti….a firenze no, il troiaio va alla monnezza…..

  4. Moi says:

    Sul tema Nobiltà Vs Bifolchitudine ;) ad ogni modo … credo che nessun buon/a/* Antropologo/a/* (per quanto valido) , possa valere un buon/a/* Drammaturgo/a/* …

    ;)

    • Moi says:

      un’ opera che ritengo riuscitissima sul tema suddetto è, come già dissi, l’ anime d’ inizio Anni ’80 di Yumiko Igarashi “Lady Georgie” …

    • PinoMamet says:

      La contrapposizione non è nobiltà vs bifolchitudine, o bifochiltà vs nobiltudine.

      In realtà nobili e contadini mi pare che siano perfettamente complementari; rappresentano i membri dello stesso “sistema”, coerente al suo interno.

      (I membri intermedi, “yeomen” e cavalieri, sono quasi persi da lungo tempo… chi parla appartiene, per tradizione famigliare, alla classe dei primi, i piccoli coltivatori- piccoli proprietari cioè, con diversi membri della famiglia sconfinati nei cavalieri- piccolissima nobiltà piacentina, e moltissimi altri “scesi” in quella dei contadini).

      Avendo conosciuto milioni di agricoltori emiliani, direi che il loro sistema di valori era perfettamente identico a quello nobiliare:

      al denaro si riconosce pochissimo o nessun “valore” sociale, la generosità fino allo scialacquo e una certa dose di ingenuità e di fiducia nel prossimo sono considerati tratti positivi;
      per cui, quando si fanno i conti, è d’obbligo mostrarsi generosi, “non stiamo a guardare queste piccolezze tra gentiluomini”, fino a rimetterci.

      la terra e il suo possesso (corredato dall’abitazione, caslen’na o castello che sia) sono l’unico simbolo di riconoscimento, si preferisce l’indipendenza del nucleo famigliare rispetto alla vita di quartiere, la furbizia è vista negativamente.
      E di fatto un nobile, veramente nobile, della zona, fa attualmente l’agricoltore, perché di fatto questo è il “lavoro” del nobile, la fonte tradizionale cioè delle sue entrate e la base del suo mondo, e moltissimi contadini hanno cambiato “mondo” nel frattempo, per cui…
      Il nobile e il contadino, tra l’altro, parlano lo stesso dialetto, anche letteralmente. Si capiscono.

      Completamente diverso è il mondo del quartiere e del borgo (a cui fa più riferimento il mio lato materno):
      qui la parlantina svelta, la rapidità dello scherzo, una dose di furbizia e anche capacità di raccontare frottole, la capacità di far bene i conti e farli quadrare, sono ciò che conta e che è stimato, mentre l’ingenuo è un povero fesso.

      • Peucezio says:

        Sono analisi sociologiche affascinanti.
        Sai che credo di non aver conosciuto finora nessuno che conosca il suo territorio con la profondità e la capacità di penetrazione e comprensione con cui tu conosci il tuo?

      • PinoMamet says:

        Beh, ti ringrazio.. dobbiamo trovare il modo di fare qualcosa insieme!!

      • Per PinoMamet

        “In realtà nobili e contadini mi pare che siano perfettamente complementari; rappresentano i membri dello stesso “sistema”, coerente al suo interno.”

        Bellissima riflessione.

        Poi bisogna vedere come funziona il nobile fiorentino: che possiede vaste tenute in campagna, ma vive nel cuore della città. Però all’incirca la cultura è quella che descrivi tu.

        • Francesco says:

          in effetti, la nobiltà nasce in campagna ma quasi sempre va in città e lì muore

          solo di inglese ho presente qualcosa di diverso, fino alla Sciura Camilla sposata con Carlo

        • PinoMamet says:

          Mah, Francè, non direi: credo che la campagna francese sia tuttora costellata di nobili (non escludo molti proprio riconvertiti alle origini, cioè agricoltori, come il nobilissimo parmense che dico io), e in generale mi pare che il legame campagna-nobiltà sia ben saldo un po’ ovunque
          (dai, l’hai letto Anna Karenina…)

          • Z. says:

            Io no. Però ho letto un numero di Dylan Dog che ne parlava :D

          • Francesco says:

            la nobiltà di campagna a un certo punto si è trovata a non contare più nulla e ad essere pure povera

            allora si è trasferita in città, dove alla lunga ha fatto la stessa fine

            in campagna i fattori gli hanno fottuto la terra

            questo è quello che mi pare sia successo, con qualche eccezione

          • PinoMamet says:

            Molto in generale sì, ma da queste parti a dire il vero l’impressione che ho è che in campagna siano rimasti pochissimi: gli eredi di chi non aveva nulla, e ha occupato i posti lasciati liberi dalla classe intermedia scesa in città;
            e di chi aveva tantissimo, nobili compresi, che si sono ritrovati a corto di lavoratori (e di poderi, persi o scialacquati o venduti perché il mondo cambia) e si sono ridotti allo stesso livello degli altri.

            Tutti gli altri sono andati in città, ovviamente.

            Ma non stavo discutendo di questo, quanto del sistema, come dire, lavorativo-valoriale.

            Il “sistema della terra”, chiamiamolo così’, con valori connessi, era lo stesso, per il nobile come per il piccolo proprietario, affittuario o bracciante.
            Si sentivano gli stessi discorsi, con gli stessi accenti, in tutte queste categorie: tutti questi si facevano un vanto di essere “galantòmm”, cioè, sostanzialmente, fessi.

            • Peucezio says:

              Cioè il contadino si autodefiniva galantuomo?
              Rispetto all’Italia meridionale in effetti siamo molto lontani…

            • roberto says:

              in effetti

              “una certa dose di ingenuità e di fiducia nel prossimo sono considerati tratti positivi”

              questo credo che sia inconcepibile per un contadino del sud

            • PinoMamet says:

              “Cioè il contadino si autodefiniva galantuomo?”

              Assolutamente sì, e nessuno si sognava di negargli questa caratteristica se non a scopo offensivo
              (“non si è comportato da galantuomo, sono stato a casa sua e non mi ha offerto niente…”)

            • Francesco says:

              Pino

              scusa ma “galantuomo” nel senso di “gentiluomo” (che sa essere cortese anche nel poco che ha) o di “persona onesta, di parola, sincera, al limite ingenua”?

              O le due cose vanno insieme?

              Ciao

            • PinoMamet says:

              Entrambe le cose.

          • PinoMamet says:

            PS
            Z. è maestro nel fingersi non colto!

            • Peucezio says:

              Piucchealtro si limita a dichiararlo.
              Poi basta leggerlo per capire che non è vero :-)

          • PinoMamet says:

            Tieni anche presente le dimensioni, Francè: tu vivi a Milano, io ho sott’occhio la situazione dei paesi del Ducato di Piacenza e Parma…

            • Moi says:

              … Io l’ ho sempre detto, difatti, che a “Taqiya di Partito” ;) Zeta eccelle !

            • Francesco says:

              stavo giusto pensando stamattina che i nobili, in Milano città, hanno contato eccome ancora per secoli

              anche se non ho idea se fossero nobili di antico conio o borghesi arricchiti che si erano fatti nobilitare dal primo imperatore/re/vicerè che passava di lì e aveva bisogno di soldi (i Medici, giusto?)

              dopo tutto, i Comuni borghesi sono andati a gambe all’aria e la nobiltà è tornata (?) a comandare (?) sin dal 1300

            • PinoMamet says:

              Mmm non è andata esattamente così, però è vero che a Milano la signoria che ha preso il potere sul Comune, quella dei Visconti, rappresentava il partito aristocratico (poi governava perchè accontentava anche gli altri);

              altre città italiane hanno avuto vicende diverse, però in genere i signori cittadini tendevano a farsi “nominare” nobili da qualche re o piazzare figli/figlie presso famiglie nobiliari…

  5. Moi says:

    Una volta le (in senso Sgarbiano) #Capre! ;) almeno cercavano di fare soldi vendendo ai Collezionisti !

  6. Peucezio says:

    Ma non esistono delle leggi?
    Che ne sappiamo che non ci fossero oggetti di interesse artistico, tutelato?
    Una bella denuncia?
    Così poi a un altro custode ci pensa due volte.

    • izzaldin says:

      da terrone fatico a immaginare che uno che si occupa di traslochi e sbarazzi vada a buttare un pezzo di ferro senza provare a venderlo, figuriamoci dei quadri antichi.
      onore al trasportatore ;)

      • Moi says:

        … tutti quei Fighetti Massoni Inglesi pieni di soldi con Casale e che vogliono ricondurre ai Medici le origini della Massoneria ?!

        … La Massa Turistica DanBrownomane ?!

        … Sarebbe stato tutto vendibilissimo, e per altro a prezzi tutt’altro che bassi ! … Ma ripeto: non ci sono più nemmeno le #Capre! di una volta … che almeno avrebbero saputo lucrarci (e indirettamente salvare un po’ di Patr… pardon: GenitoreUnoMonio ;) Artistico !)

    • ruttone says:

      certo denuncia per sgombero di roba vecchia che potrebbe contenere cose di valore da mettere in un museo

      la chiameranno legge indiana jones?

      • Peucezio says:

        Insomma, se io vado al Louvre e mi metto a sfregiare i quadri, ammesso che ci riesco, mi blindano.
        Ci dovrebbe arrivare anche un subnormale a capire che in una casa di una vecchia nobile fiorentina piena di quadri ci può essere roba che se fosse nota, sarebbe tutelata.
        A me pare un grosso vuoto normativo il fatto che non ci si preoccupi di inventariare i beni presenti nelle case private.

        • Francesco says:

          Beh, va bene la tutela dell’arte ma lo troverei leggermente invasivo, diciamo pure un pò fascista.

          :D

          • Peucezio says:

            Un altro dei vantaggi del fascismo :-P

            • Francesco says:

              che rimangono ben poca cosa, rispetto agli svantaggi

              a oggi il punto massimo di filo-fascismo che riesco a sentire è l’ostilità per l’arte degenerata – per me comprende il Futurismo però

              ;)

            • ruttone says:

              i vantaggi del fascismo si vedono meglio quando non c’è, e li vedono meglio quelli che non ci hanno vissuto

            • Z. says:

              Cose buone realizzate dal fascismo, in ordine crescente di importanza (n. 2):

              – la struttura del codice Rocco;
              – lo stadio Renato Dall’Ara.

              L’ostilità per l’arte degenerata secondo me era più che altro tipica del nazismo (e dello stalinismo, anche se zio Beppe usava altre nomenclature). Però la mostra nazista sull’arte degenerata andò piaciutissima e attirò una marea di visitatori, mentre a quella sull’arte arianamente corretta – tenutasi in contemporanea – non ci andava nessuno.

            • Francesco says:

              la bonifica delle paludi?

              le trasvolate atlantiche?

              due coppe Rimet?

              l’IRI?

            • PinoMamet says:

              Fascismo e Nazismo vengono da vicende diverse e hanno un approccio diverso anche rispetto all’arte:

              il Nazismonasce in un paese urbanizzato e industrializzato, e rigetta quello che gli sembra “corrotto”, alla ricerca di una presunta purezza “folklorica”, declinata quando possibile in chiave nazionale e ovviamente razziale;

              insomma, se dovessimo identificarlo con un persona, è un tizio che sta in città, fa l’impiegato, abbastanza oppresso, e sogna di essere un eroe antico o perlomeno suo nonno boscaiolo.

              Il Fascismo nasce in un paese ancora in grandissima parte agricolo, che sogna di diventare una grande potenza intellettuale e industriale, e guarda la scienza, la cultura e l’arte con quel rispetto tinto di sospetto che contraddistingue il contadino che guarda quello che ha imparato.
              “A me non è che piaccia, ma dice che è l’arte moderna, e lui ha studiato…”

              Per cui in effetti il Fascismo ha lasciato molto più spazio alle avanguardie, proprio per il fatto di essere avanguardie.

            • Per PinoMamet

              “Per cui in effetti il Fascismo ha lasciato molto più spazio alle avanguardie, proprio per il fatto di essere avanguardie.”

              Analisi interessante.

              Aggiungerei che:

              1) il fascismo è nato bastonando fisicamente i contadini, in nome del presunto loro dovere di nutrire le città

              2) la più alta percentuale di votanti nazionalsocialisti era tra i contadini protestanti

              Con la comoda conseguenza che posso quindi più o meno correttamente definire “fascista” sia qualunque movimento contadino, sia chiunque reprima qualunque movimento contadino.

              Dove per “più o meno correttamente” intendo che posso citare a sostegno della mia tesi un episodio specifico o una frase specifica.

            • A proposito, leggo su Repubblica:

              “Vivo in un Paese in cui un carabiniere espone nella propria stanza una bandiera neonazista. Il carabiniere in questione ha 24 anni, e si definisce “appassionato di simboli storici”. Vivo in un Paese in cui i militanti di un gruppo di ispirazione neonazista – Veneto Fronte Skinhead – fanno irruzione nel corso dell’assemblea di una rete sociale, per leggere un proclama delirante contro i migranti. Il leader è un trentenne. Vivo in un Paese in cui la pagina Facebook [ecc.]” (mi fermo qui perché il resto è a pagamento)

              Cioè vivo in un paese di 60 milioni di abitanti, in cui:

              1) un carabiniere (su 103.000) ha una bandiera dei Hohenzollern, che all’epoca non sapevano chi sarebbero stati i nazisti, figuriamoci i neonazisti

              2) i Veneto Skin (4 italiani su 60.000.000) sono entrati dentro un locale dove le porte erano aperte, hanno detto che il capitalismo favorisce l’immigrazione per ridurre il valore del lavoro e sono usciti senza fare male a nessuno.

              3) c’è una pagina facebook che sicuramente dice cose cattivissime. Ah, le pagine facebook in Italia sono 30.000.000.

              Il problema è che con queste cifre, siamo di fronte a un fenomeno ulteriormente incomprimibile.

              Se mobilitiamo tutta la potenza di tutte le scuole, tutta la polizia e trentamila antifa con le uova marce, possiamo probabilmente ridurre

              – il carabiniere a esporre una bandiera prussiana del 1700 invece che una del 1870;

              – possiamo dimezzare i lettori di proclami da 4 a 2.

              – Ma come si fa a dimezzare una pagina facebook?

            • A proposito di Onda Nera, il partito Britain First si è guadagnato innumerevoli articoli nei media per la sua Xenofobica Pericolosità (e perché il presidente Trump ha retweettato un loro video).

              Alle ultime elezioni Britain First ha candidato la signora Jayda Fransen, la quale ha preso 56 voti.

            • PinoMamet says:

              Dei due, il movimento più affine al mondo attuale, e quindi più pericoloso, è senza dubbio il Nazismo.

              Nessuno sta pensando che l’Italia, o l’Europa, debba fare un “grande balzo in avanti” tecnologico, per cui si esalta per record aeronautici o per il loro equivalente attuale (che so, l’uomo su Marte);

              ma moltissimi stanno pensando a “come sarebbe bello tornare alla natura, magari senza tutti quei negri tra i piedi”.

            • Peucezio says:

              Pino,
              forse c’è del vero, ma in generale non mi convince la tua spiegazione.
              Il mondo tedesco era ed è molto più rurale di quello italiano e il rapporto del tedesco – e dei popoli germanici in genere – è molto più stretto con la natura rispetto all’italiano, soprattutto del sud, che vive in funzione della polis e della natura non gli frega nulla.
              Io credo semmai che nel fascismo c’è una elemento di continuità con la tradizione urbana medievale e, prima ancora, antica, mentre nel nazionalsocialismo un sentimento völkisch ancestrale legato al mondo rurale.
              E non credo c’entri molto la compensazione, il voler essere ciò che non si è. Gli scandinavi hanno molto meno urbanesimo anche dei tedeschi, eppure sono dei fanatici della natura: quando sono in Italia cercano disperatamente anche il più piccolo fazzolettino di verde pur di vedere un po’ di fotosintesi.

            • PinoMamet says:

              Hmmm in effetti Peucezio non hai torto;

              probabilmente c’è anche un elemento ancora più antico sotto, cioè, i germanici amano (“godono”, si dice dalle mie parti) la natura, i latini godono la cultura.

              Forse non è un caso che quasi tutti i “naturomani” che conosco, quelli che “ah che bello stare nei boschi a respirare aria buona”, siano poi di gusti germanofili o scandinofili.

              Voglio dire, mai uno che mi dica, “ah com’è bella la natura, adesso prendo e vado a fare un viaggio in Spagna o in Chad o in Iran”: si tratta inevitabilmente di Islanda, Norvegia o al massimo Canada, chi va in Spagna o in Iran ci va per altre ragioni, eppure non è che lì la natura non ci sia…

        • PinoMamet says:

          “se io vado al Louvre e mi metto a sfregiare i quadri, ammesso che ci riesco”

          Per riuscirci credo che ci riusciresti tranquillamente.
          Stupisce lo scarso livello di sicurezza del Louvre e del museo d’Orsay, considerando la massa di visitatori e il valore delle opere esposte… o forse ci sono sistemi che non vediamo, che impediscono non solo (quello è ovvio) il furto delle opere, ma anche il loro danneggiamento.

          PS
          Ho studiato la situazione, e riprendersi la Gioconda, per chi fosse così disposto, non è impossibile ;)

          PPS
          Rimando all’opera in tema di Ivan Graziani :)

  7. Moi says:

    Il “Nobile” mi fa dall’ Ottocento in giù … a Bologna per fortuna ne abbiamo (generalmente stronzettume insulso finto-povero radical-chic !) pochi e non se li incula nessuno: la prassi Pontificia del Celibato Ecclesiastico per evitare troppa Nobiltà Dinastica ai livelli più alti, ha dato almeno questo buon frutto !

    • ruttone says:

      io non capisco il tuo astio verso quello che chiami “generalmente stronzettume insulso finto-povero radical-chic !”
      ammesso che io capisca a cosa ti riferisci, fammi capire in che modo di precludono di vivere la tua vita

      • Francesco says:

        ci provano, ci provano

        a Milano ci provano un sacco

      • Peucezio says:

        Questa è fantastica! :-D
        Uno dovrebbe avere un atteggiamento verso il mondo, in base a quanto preclude o meno di vivere la propria vita!

        In che modo il fatto che in Libia siano brutalizzati i tentati migranti preclude a qualcuno in Italia di vivere la sua vita? E perché allora ci fanno una capa tanta su questo argomento?

        • ruttone says:

          Se ho capito bene il tipo che è Moi gli fa solo rodere il culo di vedere graziose giovani che la danno a chi vogliono loro

          • Peucezio says:

            Non ho ben capito il passaggio logico. Ma, vabbè, tu fai collegamenti molto liberi…
            Cosa poi potrai aver capito di Moi, di cui hai letto qualche commento, quando c’è gente che vive gomito a gomito per decenni e non si capisce.
            Invidio questa tua capacità introspettiva a distanza…

            • ruttone says:

              a moi era una plateale provocazione

              per i passaggi logici, allora spiegami tu che cazzo c’entrano dei nordafricani con delle giovani ricche del norditalia

              Niente battute eh

            • Francesco says:

              c’entrano eccome:

              1) se non li frequentano “vedi che parlano di accoglienza poi col cavolo che li prendono a casa loro, ‘ste ipocrite”

              2) se li frequentano “certo che parlano di accoglienza ‘ste zoccole, so io dove li accolgono, e a me non mi vedono neppure”

              F il lettore del pensiero

              :D

            • Peucezio says:

              Io però non ho trovato dove Moi avrebbe citato i nordafricani.
              Ha detto che i pochi nobili bolognesi rimasti sono fighettume radical-chic.

            • Z. says:

              …con ciò dimostrando di non sapere un tubo della città dove vive :D

            • ruttone says:

              i nordafricani li hai nominati tu peuce’, quando si parlava di giovinette. E poi il troll sarei io eh

            • Peucezio says:

              Cita il passo…
              Figurati se mi ricordo, con le quintalate di messaggi che scrivo qua dentro da anni.

            • Francesco says:

              ruttone, noi lo conosciamo a Moi

              anche se più che con i nordafricani lui ce l’ha con gli africani africani (e con i giamaicani)

              :D

  8. Moi says:

    Mah … un vecchio articolo, letto chissà dove da qualche parte, di Maurizio Blondet parlava appunto delle nuove classi sociali che emergendo scimmiottano quelle che rimpiazzano, minimizzandone i pregi ed esasperandone i difetti … i Nobili sul Clero, I Borghesi sui Nobili, i “Cafoni Arricchiti” sui Borghesie così via …

    Poi va be’, dal momento Paolo Ruffini ha dichiarato che il primo autore ipso facto di Cinepanettoni fu Plauto nonché porterà a Natale in tutti i cinema la sua Storia d’Italia dai primi Anni Ottanta attraverso i Cinepanettoni “Super Vacanze di Natale” [sic] … è davvero possibile tutto !

    • ruttone says:

      io non ci vedo alcuno scandalo che abbiano buttato tutta quella roba. se stava là in cantina a pigliare muffa forse c’è una ragione.

      Sono cose, valgono per chi le guarda. Supponiamo che ci fosse stata roba di valore inestimabile: cosa potrebbe essere stato? un quadro di Leonardo? Il Carteggio Mussolini-Churchill?

      Meglio che hanno buttato tutto se rompeva il cazzo. La signora che ha buttato via tutto ha fatto bene, e ha fatto meglio se si è tenuta qualcosa e non te l’ha detto.

      • roberto says:

        per una volta non sono d’accordo con te.

        hai una cantina piena di roba, se anche non c’è nulla di prezioso per te, può essere utile a qualcun altro.
        certo è molto più facile prendere un camioncino e buttare tutto (tranne che per il giardino di miguel….) ma è veramente un peccato

        • ruttone says:

          Sì non metto in dubbio che ci possano essere state cose che a me piacciono, ma mi metto nei panni di chi deve fare il lavoro di sgomberare la cantina.

          Io non so cosa ci fosse, se fossi stato io a sgomberare probabilmente la cantina non si sarebbe mai sgomberata,

          ma al tempo stesso non riesco a pensare che chi ha invece buttato tutto senza pensarci abbia fatto qualcosa di “male”

        • roberto says:

          beh “male” non è preciso, direi “egoista” e probabilmente “sciocco”

          gli darei le attenuanti per il gravissimo reato di “comportamento contrario a quello che faebbe roberto” solo se fosse stato obbligato a sgombrare la cantina in pochissimo tempo. è chiaro che se ti dicono “domani deve essere vuota”, un po’ di alcol, un fiammifero et voilà!

        • roberto says:

          sto pensando alla casa di mia suocera che abbiamo da poco finito di svuotare.
          sono rimasto stupefatto dalla quantità di cose da me definite “merda da buttare subito” che abbiamo regalato facendo felici un sacco di persone

      • Peucezio says:

        Ruttone,
        non ho capito se vuoi fare il provocatore o cosa.
        Che cavolo ne sai del valore artistico dei quadri della contessa?
        Ci saranno state pure tante croste, ma è possibilissimo che ci fosse roba di valore artistico.
        Che cacchio c’entra Leonardo? Allora distruggiamo tutte le opere d’arte del mondo, tranne quelle di Michelangelo, Leonardo e Raffaello?
        Tutti i meravigliosi borghi medievali italiani e salviamo solo Firenze, Venezia e Roma?

        Quanto ai libri, è chiaro che la copia in sé non ha un valore intrinseco insostituibile (ammenoché non è un manoscritto del Trecento o simili…), ma in quello ha ragione Roberto, in senso anche più ampio.
        Io soffro per tanti libri non più editi e introvabili, che sono costretto alla peggio a fotocopiare in qualche biblioteca, se mai ce li trovo, e leggere scomodissimamente in fascicolature.
        Non sarebbe infinitamente meglio se
        1) ci fosse un coordinamento telematico fra tutte le biblioteche antiquarie e di usato;
        2) ci si preoccupasse di preservare i libri di un qualche interesse culturale (non le collezioni degli Armony ovviamente) presenti nelle biblioteche private di persone che muoiono senza eredi, inserendoli in circuiti di biblioteche o di vendita a privati.

        Molti anni fa conoscevo un magistrato, amico di mio zio, coltissimo, latinista, grecista, sanscritista e tante altre cose, che aveva una biblioteca di circa cinquemila volumi. Mi ricordo che, fra il serio e il faceto, mi nominò erede della sua biblioteca.
        Poi, ahimè, ci siamo persi di vista (lui abitava anche in un’altra città) e dopo qualche tempo morì. La moglie era una donna pratica e incolta, i figli altrettanto e praticamente non avevano rapporti con lui né lui con loro: c’era una totale incomprensione reciproca.
        Ora, io non ho idea di che fine abbiano fatto quei libri. C’erano anche edizioni cinque-sei-settecentesche, che voglio sperare abbiano almeno venduto.

        • roberto says:

          “non le collezioni degli Armony ovviamente”

          pensa che nella casa che abbiamo svuotato c’era una valanga di Armony aut similia (due generazioni di abbonamenti ai terrificanti club del libro), che io avrei usato per appicciare il barbecue.

          senonché qualche mese fa, il famoso paesello sui pirenei del quale ogni tanto parlo, ha deciso di aprire una biblioteca pubblica e visto che la popolazione residente è essenzialmente di vecchietti, sono stati strafelici di ricevere in donazione una quindicina di cartoni di libri

          per il resto, non so come sia la situazione in italia, ma in francia è praticamente impossibile regalare libri alle biblioteche perché straripano di libri. l’idea “muore tizio, do via i suoi libri in doppio” non l’abbiamo avuta io e te per primi, ahimé

        • roberto says:

          sul mio “per il resto” parlo di libri di un minimo interesse.
          per dire, in casa della suocera abbiamo trovato un numero esorbitante di dizionari e grammatiche di catalano, magari non recentissimi ma in ottimo stato (la suocera aveva il viziaccio di recuperare le cose che non servivano agli altri….). a noi non servono perché mia moglie ha i suoi e lo stesso vale per tutti i nostri conoscenti locali. abbiamo fatto il giro delle biblioteche di perpignan (letteralmente tutte) e nessuno le voleva proprio per mancanza di spazio: se hai 10 dizionari l’11 non serve

          • roberto says:

            per completezza, grammatiche e dizionari sono stati recuperati dalla caritas che li ha distribuiti ai profughi che sono accampati nella regione

            • Peucezio says:

              Peccato. Se ci conoscevamo già allora, potevi regalarli a me!

            • roberto says:

              in effetti….

              però anche qui metti il dito su un prolema pratico. probabilmente di spedizione mi sarebbe costato di più che comprare nuovo su amazon. intendiamoci, non sarebbestato un problema per me perché se posso non buttare una cosa preferisco e posso farlo, ma potrebbe essere un grosso problema per altri.

            • roberto says:

              comunque ho ancora svariate casse di libri, la prossima volta che vado giù vedo se c’è qualcosa che può interessarti

            • Peucezio says:

              Ah, beh, grazie mille! :-)

          • Per roberto

            “abbiamo fatto il giro delle biblioteche di perpignan (letteralmente tutte) e nessuno le voleva proprio per mancanza di spazio: se hai 10 dizionari l’11 non serve”

            E’ una questione drammatica, e molto sottovalutata.

            L’intero mondo attuale produce incessantemente un quantità illimitata di cose che diventano una quantità illimitata di rifiuti. Che se saltiamo il passaggio in mezzo, significa che l’unico prodotto del mondo in cui viviamo sono i rifiuti.

            Le persone perbene non amano distruggere cose che sono costate fatica.

            Le persone normali – perbene o no – non hanno spazio per tenere tante cose.

            Ecco la caccia furiosa a chiunque sia disposto ad accettare qualcosa dei nostri rifiuti: vestiti, libri, quello che volete.

            E tutte le persone normali fuggono dalle persone normali che cercano disperatamente di “regalare” loro qualcosa dei loro rifiuti.

            Ma tanto anche se rifiutano i rifiuti, se li ritrovano dopo come particelle sottili che escono dagli inceneritori. Su google, cerco incendio inceneritore, e trovo che nelle ultime settimane, hanno preso fuoco gli inceneritori di:

            San Vittore del Lazio, Parona, Trieste, Campi Bisenzio, Torino, Mortara, Montale, Acerra, Manzano, Alcamo, Colleferro, Bevera, Riccione…

            poi mi sono fermato.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Che se saltiamo il passaggio in mezzo, significa che l’unico prodotto del mondo in cui viviamo sono i rifiuti. —

              E se togliamo gli animali vivi, tutti gli animali che restano sono morti. Poi, se togliamo il Milan, l’unica squadra milanese di Serie A è l’Inter!

              Miguel PERDIANA :D

            • Francesco says:

              però oggi Miguel ha abbastanza ragione, c’è un gran giro di roba inutile

              tipo i regali di Natale

              spesso almeno

            • Roberto says:

              Miguel ha ovviamente ragione, vorrei però far notare che una parte di queste cose inutili è strettamente legata al fatto che nessuno vive più in famiglia.
              Quando ci siamo sposati i genitori di mia moglie erano separati e noi siamo andati a vivere a 1000km. Quella che poteva essere una sola casa son diventate tre, con tre cucine, tre servizi di piatti, tre televisori e una moltiplicazione di dizionari

            • Z. says:

              Beh, oggidì i dizionari cartacei sono di utilità assai ridotta per gran parte dei cittadini. Meno alberi abbattuti :)

            • Roberto says:

              Oggi, certo ma ancora io a scuola e università usavo solo cartaceo perché altro non esisteva

            • Peucezio says:

              Miguel,
              “Ma tanto anche se rifiutano i rifiuti, se li ritrovano dopo come particelle sottili che escono dagli inceneritori. Su google, cerco incendio inceneritore, e trovo che nelle ultime settimane, hanno preso fuoco gli inceneritori di:

              San Vittore del Lazio, Parona, Trieste, Campi Bisenzio, Torino, Mortara, Montale, Acerra, Manzano, Alcamo, Colleferro, Bevera, Riccione… ”

              Per fortuna c’è chi vi viene a dare supporto contro gli inceneritori! ;-)
              E mica uno solo: stavolta siamo in due!

            • Per Peucezio

              “Per fortuna c’è chi vi viene a dare supporto contro gli inceneritori! ;-)
              E mica uno solo: stavolta siamo in due!”

            • Francesco says:

              hanno preso fuoco o sono stati accesi?

              :D

              Solo in Italia siamo disposti a tornare al neolitico pur di non far funzionare la tecnologia per imbecillità! a parole, si intende, nei fatti andiamo verso il modello Manila

        • PinoMamet says:

          Io la vedo come quasi tutti qua dentro.

          Ricordiamoci sempre che non tutti i gusti sono al limone, e che, come dicono gli americani, “one man’s trash is another man’s treasure”;

          e posso dirlo con i miei occhi conoscendo il già citatissimo forum di appassionati di abiti vintage, grandi frequentatori di “thrift stores” o “mercatini dell’usato” dove con pochi dollari scovano cappotti, giacche ecc. spesso davvero magnifici, che hanno solo bisogno, in molti casi, di una buona lavata e spazzolata per essere rivenduti a molte centinaia…

      • Peucezio says:

        “1) ci fosse un coordinamento telematico fra tutte le biblioteche antiquarie e di usato;”

        Mi correggo: volevo dire “librerie”, ovviamente.

        • ruttone says:

          Sulla cosa di Leonardo penso che tu Peucezio mi abbia frainteso o mi sono spiegato male.

          quello che volevo dire è qualcosa tipo l’espressione inglese “ignorance is bliss”, nel senso che siccome come dici tu non so se c’era qualcosa di valore, quantunque alto, nella cantina, adesso è andata quindi dobbiamo rassegnarci.

          Non parlavo dello specifico valore attribuito alle opere del pittore Leonardo nella nostra società

          Più in generale credo che quello che volevo esprimere è che quando è un’altro a trovarsi nella situazione pratica di trasformare il proprio giudizio in azione, c’è poco da incazzarsi se la persona agisce secondo il suo giudizio quando né questo né l’atto ci piacciono
          Altre istanze: aborto, eutanasia, e il loro contrario; delega data in maniera poco precisa, sgombero di locali

          Ma le considerazioni pratiche che avete fatto le condivido tutte

          • Peucezio says:

            D’accordo.
            Il problema sono le regole infatti.
            Certo, non è che possiamo crocifiggere il custode, che probabilmente non ha proprio i mezzi per capire il danno che ha fatto (o che può aver fatto, non lo sappiamo).

  9. Francesco says:

    :D

    questa me la segno

  10. Francesco says:

    OT ( o forse mica tanto)

    come è possibile che ci sia il dubbio se scrivere zebra o zebbra? che si debba cercare conferma (e su Internet poi)?

    non me ne capacito

    fine OT

    • roberto says:

      ue’ uagliò ‘a zebbbra se scrive accussì, ce devi mettere tre “BB”

    • paniscus says:

      come è possibile che ci sia il dubbio se scrivere zebra o zebbra? che si debba cercare conferma (e su Internet poi)?
      ————————————–
      Io mi scazzo di brutto quasi tutti i giorni con gli alunni che scrivono ACCELLERAZIONE con due L.

      Alla fine ho deciso di stabilire la regola che quello non è un errore di forma ma un errore di fisica, e che quindi pesa sul voto del compito di fisica…

  11. Moi says:

    *** Rejuvenation Millennial Snowflake Mode On ***

    Aaaaaaaaargh !!! Ruttone ci triggheraaaaaaaaaa !!! Vogliamo un Nuovo Reato di Opinione a Tutela del nostro Séif Spéiss !!! Aaaaaaaaargh !!! Triggher !!! Triggher !!! Triggher !!! Aaaaaaaaargh !!!

    *** Rejuvenation Millennial Snowflake Mode Off ***

    ;)

  12. Moi says:

    “one man’s trash is another man’s treasure”

    —————

    Oh yeah, nice saying !

    …. WTF ?! “Man” ?!?! You mean “Person” ?!

    … Sexism !
    Patriarchism !
    HeteroNormativism !
    CisNormativism !
    GenderBinaryism !

    ;)

  13. Moi says:

    Lady Boldry ;) ‘s gonna explain it all :

    https://www.diariodelweb.it/italia/articolo/?nid=20171130_468150

    Boldrini contro l’uomo italiano:

    «Vuol sentire ‘contadina’, ma non ‘ministra’ perché considera la donna inferiore»

    La presidente della Camera è intervenuta a Firenze ad un convegno dell’Accademia della Crusca sul linguaggio e la disparità di genere

    • Peucezio says:

      Questa demente proprio non ha i termini minimi delle cose. Ma avrà letto mezzo libro in tutta la sua vita?
      Non la sfiora il sospetto che parole come “avvocato”, “ministro” e “sindaco” indicano dei ruoli, mentre “contadino” e “cameriere” no. E che un ruolo non ha genere.
      “Ministro” non è un mestiere, è una carica. Uno di professione non fa il ministro. E così per il sindaco.
      Diverso il discorso per l’avvocato, ma infatti per indicare un avvocato donna si dice “avvocatessa”, ma per questa imbecille neanche quello va bene, non si sa bene perché. Mentre è giusto dire “avvocato” indicando il ruolo in un processo o in qualsiasi situazione in cui ci si riferisce alla funzione.
      Ma, insomma, io se incontro un amico e mi dice che gli fanno male i denti gli dico “perché non vai dal dentista”, mica mi preoccupo di informarmi se il suo dentista è maschio femmina e nel caso gli dico “vai dalla dentista”.
      Quando il meravoglioso oste della trattoria oltrarnina ha portato il vino a me e Miguel, ha detto “i’ vvino d’i ccontadino”; magari l’ha fatto una contadina donna.

      Poi dite che Moi esagera! Come si può difendere una mentecatta del genere, che fa una bandiera di queste cazzate?

      • ruttone says:

        Io non ho grande astio nei confronti della boldrini, mi sembra una persona con problemi di autostima — immagino che bell’ambientino che ci sia nei palazzi del potere.

        Credo peuce’ che abbia letto e pure molto. Che la cultura crei acume secondo me è come dire che giocare alla lotteria ti fa diventare ricco: succede a volte.

        La boldry fa sue queste questioni perché si sa che sono cause perse, così puoi sempre fare la figura dell’eroe sconfitto. e soprattutto sono cause per cui è richiesta molta poca preparazione

        Penso che abbia un po’ ragione sul fatto che l’italiano medio consideri la donna inferiore, ma non mi convincono queste discussioni centrate sul linguaggio (in genere formulate da chi di linguaggi capisce un cazzo)

        Per me il linguaggio è uno strumento. Se non esistessero water, ma solo pisciatoi a muro, credo che chi non ha un pene si adeguerebbe, o inventerebbe un water senza presentarlo come una lotta di classe o di genere. e se lo fa è stronzo, perché non servirebbe a risolvere il suo problema urinario.

        Quello che dici tu, sulla differenza tra ruolo e lavoro, pure non mi convince. Alla fine pure fare il contadino è un ruolo. La ragione per cui non mi convince è che a questa mia affermazione tu puoi controbattere con un’altra altrettanto valida dove mi spieghi perché non è un ruolo, e così non finiamo più

        incazzarsi perché un altro non ti parla come vuoi tu dimostra che sei da casa di cura: nello specifico lei che si incazza perché non la chiamano ‘ministra’.
        Lei pensa di ristabilire la giustizia nel mondo se la gente dice ‘ministra’ invece di ‘ministro’

        Che poi un certo numero d’anni fa la questione non era di vietare che si usasse ‘ministra’ perché derogatorio?

        • ruttone says:

          Il carattere bold ad enfatizzare, come nel Blog di Beppe Grillo

        • Peucezio says:

          Ruttone,
          sì, a questo giro mi sembra siamo abbastanza d’accordo.
          E’ anche probabile, come dici tu, che abbia letto, il che aumenta le ragioni di disistima, perché se uno legge e ne rimane del tutto indenne, sta messo male. D’altronde ognuno ha i suoi limiti, se no basterebbe far studiare tutti come pazzi e avremmo un mondo di geni.

          Circa il ruolo,
          sì, la distinzione non è così netta in effetti.
          Diciamo che comunque quella di ministro o di sindaco è per sua stessa natura una carica a tempo: nessuno fa di professione il sindaco o il ministro.
          In certi casi il senso del ruolo è molto netto: voglio sperare che nemmeno la Boldrini arriverebbe a proporre di dire “la pubblica ministera”.

          In ogni caso, ancor prima che la questione del ruolo, per me il punto dirimente (e mi pare di capire che non sei in distonia con quest’idea) è che il linguaggio si forma spontaneamente grazie all’uso dei parlanti e che solo a posteriori, per induzione, si scrivono le grammatiche.
          Io credo che il senso della grammatica normativa, delle prescrizioni dei linguisti, della scuola e delle altre istituzioni stia nel non esporre la lingua ai capricci della contingenza, delle mode e a non farla degradare erigendo a norma l’uso dei più ignoranti.
          Mi spiego meglio: la nostra lingua si basa sul toscano trecentesco filtrato dagli scrittori e poi in parte aggiornato e modernizzato da Manzoni mezzo millennio dopo e infine evolutosi lentamente (ma neanche tanto: il linguaggio dei promessi sposi ci suona ancora oggi molto moderno, anche molto più di tanti testi scritti per esempio nei primi decenni del Novecento) grazie all’uso dei colti.
          In tutto questo nessuno ha inventato le cose a tavolino, ma le ha tutt’al più fissate, stabilizzate, volendo anche fossilizzate.
          Si può discutere in che misura i grammatici e i letterati in genere hanno diritto di cristallizzare un uso ed erigerlo a norma inderogabile.
          E’ vero che se oggi o nei decenni passati non ci fosse stata la grammatica normativa scolastica, tanti ceti semianalfabeti, molti dei quali in origine dialettofoni, avrebbero completamente deformato la lingua, senza che vi fosse alcun argine e oggi non sapremmo nemmeno come parlare.
          Per dire, dalle mie parti c’erano ancora fino a qualche anno fa quelli che sbagliavano tutte le finali o mettendo la “o” (“voleto veniro”, “andato da quella parto”) o semplicemente cambiandole ad libitum (“la moglio e il marita”) o, nel migliore dei casi, secondo criteri morfologici (“la vesta”, “le veste”, “il presidento”).

          Chi vieterebbe di parlare così se non ci fosse la norma?
          Ma la norma, appunto, cristallizza, sancisce e stabilizza un uso originariamente spontaneo, non inventa ex nihilo un uso mai esistito.
          Alla fine, stringi stringi, è questa la mia obiezione di fondo verso le boldrinate.

          E non so, per la verità, se le sue siano cause perse.
          Ormai “ministra” e “sindaca”, anche se a molta gente suonano male, si sono imposte almeno in televisione e sui giornali (quindi presto s’imporranno nel parlato) perché i giornalisti hanno paura di passare per maschilisti/fascisti e quant’altro, mentre la gente comune sente una cosa in televisione e automaticamente imita, pensando che si dica così.
          Altrove queste cose sono molto più avanzate. In Spagna si dice la “presidenta” da molti anni; le mie cugine, colte e puriste, sono molto critiche, ma lo senti dire anche da gente di destra o comunque del tutto estranea all’ideologia politicamente corretta, perché si è radicato nell’uso.

          • ruttone says:

            mentre la gente comune sente una cosa in televisione e automaticamente imita, pensando che si dica così.

            per me in questo non c’è tanto di negativo, è negativo il fatto di promuovere questo o quel modo di parlare sotto minaccia

            se la boldrini parlasse liberamente nella maniera che a lei piace, non curandosi che gli altri facciano lo stesso, secondo me avrebbe anche molto più successo nel vedere affermato il suo modo di esprimersi

            Ma in quel caso dovrebbe essere simpatica e carismatica, cosa molto difficile se ti rifai a certe idee e soprattutto a certi ambienti dove la presunzione è necessaria per sopravvivere

            quindi le conviene per forza buttarsi sulla sua presunta superiorità morale per far valere le proprie posizioni

            Il cordoglio delle istituzioni

          • Z. says:

            Il PM è necessariamente maschile, in effetti. E la difesa femminile :)

          • Z. says:

            Detto questo, Peucè…

            — Diverso il discorso per l’avvocato, ma infatti per indicare un avvocato donna si dice “avvocatessa”, ma per questa imbecille neanche quello va bene, non si sa bene perché. Mentre è giusto dire “avvocato” indicando il ruolo in un processo o in qualsiasi situazione in cui ci si riferisce alla funzione. —

            “Avvocatessa”, in realtà, non si dice. Non si dice proprio. Non so perché e in effetti non mi sono mai posto il problema: fatto sta che non si dice. Come raccontavo, se un’esercente la professione vuol mettere l’accento sul genere, si presenta al più come “avvocata”…

            Si dice “professoressa” però, e si dice “dottoressa”.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il femminile in -essa credo sia un esito tardo dei femminili che latini sarebbero -(t)rix: doctor, professor…
              Fa eccezione poetessa, ma per la particolarità del suo maschile.

            • Peucezio says:

              Z.,
              probabilmente è un uso popolare, mai del tutto ammesso nel linguaggio più sorvegliato e formale.
              Ciò non toglie che io l’ho sempre sentito dire.
              Mentre “avvocata”, a parte il Salve Regina, non l’avevo mai sentito prima degli ultimi quattro-cinque anni.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              -essa, da -issa, è un grecismo, se non ricordo male impostosi in età tardoantica e credo non c’entri granché con -tor, -trix, che sono suffissi ereditari latini, cioè formazioni di diretta origine indoeuropea, con funzione di nomina agentis (almeno in latino).

              Ma se vuoi qualche dettaglio in più, vado a rileggermi la storia di -essa.

      • Moi says:

        @ PEUCEZIO

        … devi dire “Vai dal-barra-la-barra-asterisco dentista” …oppure “dal-barra-la-barra[schwa]” … hai la Libertà di Espressione di una schwa alla Pugliese anziché all’ Inglese !

        … sapevi il caso volutamente polemico, ma dubito che la Femminista Media l’ abbia colto, del Pediatro [sic] ?

        http://www.ilgiornale.it/news/cronache/femminismo-boldrini-non-piace-pediatra-diventa-pediatro-1307563.html

        Dott. Roberto Ciccoccelli “Pediatro” [sic] ;) Roberto Ciccocelli, un pediatra di Giulianova (Teramo), ha deciso di “ribellarsi” e ha dato vita alla sua protesta di generi.

        Al dottore abruzzese non piace il linguaggio di genere perché “cambiando un sostantivo non si fanno passi in avanti nella parità dei sessi”. Niente di più vero, viene spontaneo dire. Ma il pediatra non si è accontentato di “aver ragione”, ha voluto anche cambiare alcune cose.

        —————

        E anche il Conte Silverj con la Ggèi ;) , approva il Boldry NewSpeak :) !

      • PinoMamet says:

        “Penso che abbia un po’ ragione sul fatto che l’italiano medio consideri la donna inferiore”

        Non sono d’accordo.
        Secondo me l’italiano medio considera:

        -la Donna (interpretata da una modella di 25 anni) come bella simpatica intelligente, da proteggere e riverire

        -le donne (interpretate dall’impiegata dell’Ufficio tributi) come stronze

  14. Moi says:

    Dubbi addio, si dice chirurga e ministra, sindaca e avvocata: rispettando l’italiano si rispettano anche le donne

    http://27esimaora.corriere.it/articolo/dubbi-addio-si-dice-chirurga-e-ministra-sindaca-e-avvocata-rispettando-litaliano-si-rispettano-anche-le-donne/

    di Giovanna Pezzuoli
    Tags: Cecilia Robustelli, Donne e grammatica, linguaggio sessista

    PS

    … Salvano “Professoressa” da “Professora” alla IspanoLusofona !

  15. Moi says:

    @ ZETA E ROBERTO

    http://www.huffingtonpost.it/2017/11/29/renzi-non-ha-ucciso-nessuno-grillo-si-bufera-per-un-post-a-sostegno-di-renzi-il-pd-si-dissocia_a_23291598/

    la risposta del PD al caso del treno … che me pensate, soddisfatti della strategia di risposta ?

    “Il treno di Renzi non ha ucciso nessuno perché Renzi non ha un treno. La macchina di Grillo invece una famiglia l’ha davvero sterminata”

    [cit.]

  16. Peucezio says:

    Bisognerebbe prendersi la briga di spulciare l’Universal Archive
    https://typo.uni-konstanz.de/archive/intro/
    per verificare se sia nota qualche lingua in cui il genere femminile è quello non marcato o se invece la marcatezza del femminile è un universale linguistico.
    In altre parole, sarebbe interessante capire se regole come quelle per cui un aggettivo concordato con più sostantivi di genere diverso deve essere maschile, neutro, comunque non femminile sono universali o meno. Io non è ho idea e comunque ciò non sarebbe dirimente, perché noi abbiamo una tradizione linguistica, la lingua si tramanda e si trasforma spontaneamente, non si inventa a tavolino e in ambito indoeuropeo il genere femminile è marcato.
    Però sarebbe comunque interessante, perché se fosse così, i politicamente corretti non starebbero cercando di infrangere un modello culturale, ma un universale linguistico, quindi antropologico.
    Che è poi la cifra, l’essenza del politicamente corretto: negare l’umano.

    • Peucezio says:

      Doveva venire sotto il commento di Daouda, invece è venuto più in alto… Misteri dell’informatica.

    • Francesco says:

      Interessante

      Ma io mi occupo di basket, playmobil, Milan, economia, storia geografia filosofia e teologia (poco e male), figa (troppo poco) e fumetti.

      Non posso essere utile

  17. Moi says:

    “ignorance is bliss”

    …… è copiata ;) :

    https://www.youtube.com/watch?v=1bmDYEthTgY

  18. Moi says:

    I Giamaicani allusi da Francesco (dreadlocks, cuffia di lana pure a Ferragosto, tronca generosamente rimpinguata d’ erba in bocca perennemente accesa) a Bologna sono praticamente tutti Bianchi ;)

    Del resto, del Certamen a spissajèr fòra ed l’ urinèri sul mio conto da parte di LorSignori NON mi curo !

  19. Moi says:

    TRIGGER ALTER :

    Sgugolate ;) “Pubblica Ministera” [sic] virgolettato … SE ne avete il coraggio !

    ;)

    • Moi says:

      Be’, unico spoilerino, poiché è una chicca troppo ghiotta per privarvene senza sentirmi in colpa … la Pista Pedociclabile [sic] a Genova ! ;)

  20. Moi says:

    Aaaaóóóóó :) : cuà ;) stamo a pparlà de GGGènder Stàdddiss Ammerregani , a Daù …

  21. Moi says:

    Cmq in Jamaica c’era e c’è anche Harry Belafonte, eh … ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=X-PTafd-ymQ

  22. Moi says:

    … ma il termine “zest” è mutuato dallo Yiddish, nevvero ?

  23. Moi says:

    @ I “Razzialisti” [sic]

    http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2017/11/27/harry-sposa-meghan_tjotJU9UmCcvL8LUYnIJmN.html

    Meghan Markl, Futura Sposa del Principino Albionico … autoproclamatasi né bianca né nera !

  24. Moi says:

    boh, va be': ‘sto sòftu’ér ;) sta a piazzando i commenti dove vuole lui

  25. Moi says:

    NONsoloPronomi …

    Mx

    Misc

    Ind

    https://en.wikipedia.org/wiki/Gender-neutral_title

    ….. sareste mica ancora fermi ai sessisti cis-tutto Mr / Mrs / Ms ?! ;)

  26. MOI says:

    @ ZETA

    Perché tessi le lodi del Codice Rocco ?! … Quello del Delitto d’ Onore / Femminicidio Legalizzato ?!?!

    Quanto al Dall’ Ara … c’era anche “un certo” Allenatore di nome Arpad Weisz, Ebreo Ungherese :

    https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%81rp%C3%A1d_Weisz

    • Z. says:

      Perché il codice Rocco è un’opera solida e di grande valore, come testimoniato – tra le altre cose – dall’influenza che ha avuto sui Paesi in via di sviluppo e dalla duttile resilienza che ha dimostrato nel corso dei decenni.

      Non soffermarti sulla parte speciale, quella che elenca i singoli reati, che inevitabilmente ha risentito in modo pesante dello spirito dell’epoca (fascista anzitutto). Soffermati invece sulla parte generale e sull’equilibrio che la contraddistingue.

      • Peucezio says:

        Z.,
        “come testimoniato – tra le altre cose – dall’influenza che ha avuto sui Paesi in via di sviluppo”

        Davvero?
        Non ne sapevo nulla! Interessante…
        Quali ad esempio?

  27. MOI says:

    Perché ci sono due malsane idee Statunitensi che si sono impossessate della Cultura Europea :

    I

    Un Eccesso si combatte con l’ Eccesso opposto …

    II

    Due cazzate di segno opposto si elidono …

    Invece

    I

    Ogni Eccesso si combatte con l’ Equilibrio …

    II

    Due cazzate di segno opposto si sommano in Valore Assoluto, NON si elidono !

  28. MOI says:

    … va be’, distribuzione dei commenti “at dick” ! ;)

  29. PinoMamet says:

    OT per Moi:

    vedo in giro i trailer di un film su Maria Maddalena, con Rooney Mara. Uno degli apostoli è nero. Che non sarebbe neanche impossibile, tutto sommato: è vero che nessuno dei Vangeli dice alcunché in proposito, ma è anche vero che le tematiche razziali non erano esattamente all’ordine del giorno…

    il precedente, ovviamente, è Jesus Christ Superstar, in cui però il Giuda nero aveva riferimenti all’attualità statunitense..

    • Moi says:

      Be’, sì … ripeto che in realtà il personaggio “etnicamente paradossale” di per sé mi piace anche … a patto però che si dica da dove salta fuori, senza dare per scontato “in quota” ! Ad esempio, c’è un recente film WuXiaPian un po’ grottesco (anche perché a HongKong del PoliticallyCorrect se ne sbattono il cazzo, buon per loro !) dove un bordello di lusso è il centro degli intrighi … a fare il Gwai Lo Bianco c’è un David Bautista (ex Wrestler di stazza ragguardevole) Avventuriero Occidentale e un Gwai Lo Ne(g)ro che è l’unico superstite di una nave negriera che naufraga lì e viene allevato da dei Monaci simil-Shaolin … non è più avvincente ? ;)

      • Moi says:

        addirittura a inizio anni duemila c’era un Pellerossa in Francia pre 1789 … perché un personaggio Nobile Francese lo incontra in Louisiana e gli salva la vita e perciò il Pellerossa deve (!) seguirlo ovunque finché non gli rende il favore di salvargli la vita. Adesso invece abbiamo La Bella e la Bestia con i Nobili Francesi “Black” come se ci fossero sempre stati davvero nel Seicento !

        • Moi says:

          “L’ Uomo dai Pugni di Ferro” & “Il Patto dei Lupi” …

        • PinoMamet says:

          Però in effetti non è che fosse impossibile trovare un nativo americano a spasso per l’Europa del Sei- o Settecento.
          Mi pare che ce ne siano stati diversi di relativamente famosi, senza contare tutti gli altri (convertiti al cristianesimo, “curiosità” alla corte di qualche nobile, mezzosangue con famigliari in Europa e così via).

          Ogni tanto saltano fuori anche nella letteratura dell’epoca, mi pare per esempio di ricordare una citazione in Manoscritto trovato a Saragozza.

  30. Moi says:

    Per “avvocata” viene scomodato il “Salve Regina” … magari da quella stessa gente che ritiene le Mostre d’ Arte Blasfema (… curiosamente :) sempre e solo “mono-target” …) siano la forma più alta di Libertà d Espressione.

  31. Moi says:

    @ PINO

    A proposito di Cultural Appropriation … che ne pensi di certe etichette del Birrificio Artigianale “Il Beerbante”[sic] dalle tue bande ? ;)

  32. Moi says:

    state facendo sfoggio di archeoglottolinguistica per tentare di coprire il vostro sessismo !

    ;)

    Cmq il “trend negativo” [cit.] , l’ “andazzo da scago” ;) è Spagnoleggiare con Assessora [ufficilaizzato] … che robe tipo “Asseditrice” l’ è tròp difféz’z’il ed è alieno al Genius Linguae che si pasce di Anglismi come di “anbùrgher” da Fastfùdd e ormai anche di “cafféazzi dacquati” stile Starbàcchs o simili ! ;)

  33. Moi says:

    Non so dove sarà piazzato ‘sto commento …

    Come ho già detto più volte, forse la Prof. USA Kimberlé Crenshaw vincerà un Nobel per la Pace per aver introdotto il concetto di”Intersecionality” [sic] nei Social/Gender Studies … eppure _ l’idea che NON risolvi alcun problema identificandoti in una e una sola “categoria” e ignorando deliberatamente il Tessuto Sociale circostante_ è una roba che per gli Umarell e Zdàure è la più banale del Mondo.

    • Moi says:

      volevo andasse in fondo … per me è un Complotto di Marco Zuccheromonte VS la Resistenza del Confronto ;) anziché Schieramenti di Catapulte caricate a merda ;)

  34. Davide Troiano aka daouda says:

    La cosa del genere neutro è però davvero segno che la lingua esista. Il latino è una lingua che ha un senso e dunque anche tutte quelle che conservano ciò ( oltre anche i casi in sè stessi che sono sintomo di civiltà ).

  35. ruttone says:

    in latino al concetto semantico di neutro corrisponde un concetto sintattico (il neutro declinato diverso dai nomi maschili e femminili).

    Cioè se una cosa è neutra lo indovini da come la scrivi/pronunci (spesso).
    In italiano vale quasi sempre che se finisce per -o è maschile, per -a è femminile, ma il neutro non esiste, s’è distribuito tra maschile e femminile.

    Nota che in lingue tipo l’inglese questo ce l’hai solo nei pronomi, il che spiega perché nei dipartimenti di sociologia si sbizzarriscono coi pronomi più del cazzo inventati a tavolino: questo è veramente un esempio di adattare il mondo alle proprie teorie.

    Per me il linguaggio è uno strumento che si roda nel tempo rispetto all’uso che se ne fa. questo è il punto in comune che ho coi dipartimenti di sociologia. poi quelli partono per la tangente mescolando le cose oggettive (il linguaggio come tecnologia) con i loro rodimenti di culo personali e di categoria

  36. Peucezio says:

    Tra l’altro è interessante come, almeno in ambito indoeuropeo, la distinzione fra neutro e generi teoricamente animati risponde solo in parte a criteri semantici: in larga parte è arbitraria.
    E’ vero che in genere gli animati non sono neutri (ma abbiamo τὸ τέκνον, das Kind, das Mädchen, perché l’idea è che il bambino o il giovane è sessualmente indifferenziato), ma gli inanimati possono essere indistintamente neutri, maschili o femminili, senza nessun criterio individuabile.

    Ha valore semantico più stringente il neo-neutro di materia romanzo, laddove c’è, che si applica solo ai non numerabili.

  37. roberto says:

    in neo greco abbiamo “το κοριτσι” cioè “la ragazza”.

    per il tedesco, mädchen non credo che abbia a che vedere con la non sessualizzazione dei bambini ma piuttosto con il fatto che i sostantivi che finiscono con -chen (che indica il diminutivo, come -l ou -le nel sud) sono tutti neutri

    (la butto li gli esperti siete voi :-) )

  38. Peucezio says:

    Ma le due cose sono collegate.
    Il nesso fra neutro e suffisso diminutivo è proprio legato al fatto che gli esemplari di giovane età degli animali e dell’uomo sono sessualmente meno differenziati.

    Se per caso vuoi approfondire, c’è un ponderoso volume di Nicola Grandi, dell’università di Pavia, che approfondisce proprio le csotruzioni valutative (cioè diminutive, accrescitive, ecc.), i loro valori semantici, la loro diacronia, il loro rapporto col genere grammaticale, ecc., il tutto riferito in particolare all’area mediterranea, ma con collegamenti ad altre lingue.
    Però non te lo consiglierei: è molto tecnico e noioso.

  39. Francesco says:

    il pulcino
    il vitello
    l’agnello

    tutti senza sesso, giusto?

    però la puledrina … o si dice solo di fanciulle giovani ma piacenti?

  40. Peucezio says:

    In realtà la cosa è complessa.
    Spesso, nelle società contadine, gli animali in genere, anche adulti, erano interpretati come femminili, come per noi la tartaruga, la giraffa, ecc.

    Dalle mie parti, in molti paesi, il gatto è “la gatta”, così come anche nel napoletano delle vecchie generazioni.
    Ma ciò non vale solo per i dialetti: in russo il cane, il gatto e persino il cavallo di solito è femminile, anche quando è maschio.

  41. Moi says:

    Memerberry … le agnellinE, salvate da FemminInfantiCidio InterSpecie ?! ;)

    Laura Boldrini adotta due agnelline salvate dalla macellazione: “Non posso portarle a casa perché il mio gatto Gigibillo può risentirne”

    http://www.huffingtonpost.it/2017/04/12/laura-boldrini-adotta-due-agnelline-salvate-dalla-macellazione_a_22036674/

    … però con Kwellilah per la Festa di Kwellarobalah è stata gobba !

  42. Moi says:

    eli’s ciàmen Gaia e Gioia … per chi non riuscisse ad arrivare in fondo al minutaggio !

  43. PinoMamet says:

    Questo per me è veramente strano!

    Capisco ancora “‘a jatta”, perché insomma non si capisce mai bene, specie quando sono piccoli, a guardargli sotto la coda ;)

    ma toro e mucca hanno un tale dimorfismo che mi risulta davvero inconcepibile che qualcuno possa usare lo stesso termine per entrambi, e addirittura quello femminile, dopo aver visto il batacchio taurino.
    Boh?

  44. ruttone says:

    pure il nome gigibillo dato al gatto mi fa pensare a tutto meno che ad una persona simpatica e con quello che in inglese si chiama ‘zest’

    ‘Na chiavica

    Ma ne parlammo anche altrove nei commenti.
    il personaggio pubblico della boldrini è proprio uno spurgo che emerge diretto da quel lurido angolo dell’ immaginario italiano in cui bivacca l’archetipo dell’ insegnante acida e tendenzialmente zitella

  45. PinoMamet says:

    Doveva finire sotto il commento di Peucezio e invece è qua..
    misteri dell’informatica!

  46. Moi says:

    ” jatta ” non l’ avevo mai sentito dire, conoscevo solo “u’àllera”, da quelle parti.

    cmq in Giapponese “Yatta” (cfr. Yattaman) significa “ce l’ ho fatta !” ;)

  47. Moi says:

    cmq al tempo : ci sono anche bestie (tipo i cetacei) che il maschio ce l’ ha moooolto retrattile ;)

  48. Peucezio says:

    Infatti nel caso dei bovini non ho mai constatato un tale fenomeno.
    Accade solo dove il sesso è indifferente sul piano, ancor più che percettivo, funzionale.
    Hai voglia a tirare il latte ai tori!!

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