Visioni diverse

A volte, mi capita di leggere una frase che mi colpisce profondamente.

Il blog Abbatto i muri parla di sesso/genere/femminismo e temi affini, da un punto di vista diametralmente opposto a quello di alcune femministe, come ad esempio Marina Terragni.

Sono polemiche molto interessanti, promosse da persone intelligenti, e non voglio entrare qui in merito ai singoli temi.

Ma mi ha colpito una frase che scrive la redattrice di Abbatto i muri. Lei definisce il proprio  femminismo, ma in realtà ciò che descrive va molto oltre, anzi è la base di una delle principali visioni del mondo dei tempi in cui viviamo:

“è decostruzione degli stereotipi di genere, è analisi delle differenze, di classe, identità politica, è intersezione delle lotte, non fissa parametri altri che non siano innanzitutto il partire da se’ e partire da se’, dar luogo all’autorappresentazione, toglie necessariamente il potere/diritto, a chiunque parli di te con la pretesa di rappresentarti, di usarti e legittimare così, attraverso te o quello che di te si vuole raccontare, culture che ci sono nemiche e nemiche per davvero.”

Non voglio polemizzare con nessuna delle singole tesi che lei sostiene, e nemmeno con il concetto di “femminismo”.

Ma rispetto la chiarezza con cui sostiene un punto di partenza, un assioma, che mi è totalmente alieno e che spiega il motivo per cui io mi sento così lontano da ogni rancoroso antagonismo.

Rispetto al mondo, si è qualcosa di negativo: “decostruire”. Nella mia vita, non manca l’aggressività, ma pian piano, ho capito che porre qualunque scioglimento o negazione o lotta al centro di se stessi porta innanzitutto a un’esistenza malata e rancorosa.

Ora, se il mondo è negativo e va sciolto nell’acido, cosa resta? Il partire da. Non capisco.

Io sono una scintilla di coscienza che compare per un attimo, sospesa tra grembo e tomba, e magari non così diversa dalla zanzara che mi ronza attorno all’orecchio in queste calde notti di ottobre (hanno sciolto il mondo intero nell’acido del partire da sé, e l’esito è il cambiamento climatico).

Io galleggio su un abisso di storia, respiro un’aria che viene dagli alberi e che condivido con ogni essere vivente.

Sono figlio e nipote, fin dai tempi dei primi esseri sessuati, dei desideri di altri e sono a mia volta progenitore di altre vite, che magari arriveranno a vedere la fine del mondo stesso.

Cammino in mezzo a strade che non ho costruito, toccando muri lisciati da muratori che giacciono non si sa in quale cimitero.

Se mi muovo su veicoli a petrolio lo faccio macinando cadaveri di milioni di minuscoli esseri viventi di cui non so nulla, eppure che si agitavano, volevano, temevano non meno di me stesso.

Ogni volta che mangio, c’è una vita altrui che si conclude dentro di me: un sacrificio all‘umano.

E se vi dico questo, ve lo dico in italiano, che deriva dal latino, che è rimasto incredibilmente simile attraverso centinaia di generazioni di madri e bambine e figlie e figli e madri e bambine, e di quasi tutti loro, non sapremo mai nulla.

Chi parte da sé mente soprattutto a se stesso.

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118 Responses to Visioni diverse

  1. ruttone says:

    Sono d’accordo con te Miguel.

    Riguardo alla blogger e ai contenuti, di solito questo tipo di letteratura mi strema e alla fine di due paragrafi mi stanco addirittura di scrollare con la rotella del mouse.

    La porzione di testo che hai quotato per me è una sequela di memi o slogan che probabilmente nella testa di chi li ha scritti significano qualcosa, per me significano meno di un cazzo.

    Purtroppo credo che gran parte dell’attività intellettuale umana si fondi sull’assunto che esista un bene trascendentale (che non sappiamo se esiste), ma soprattutto che possa essere raggiunto eseguendo particolari mosse, tipo la fireball di Ken a street fighter II, l’analisi delle differenze o la decostruzione di quell’altra cosa

    • ruttone says:

      per la cronaca, a leggerlo ci ho provato

      • ruttone says:

        nella testa di chi li ha scritti significano qualcosa, per me significano meno di un cazzo.

        esempio del partire da sé

        • ruttone says:

          Il Donnismo vuole la Donna Oggetto e non Soggetto

          Il Donnismo è dunque quello che approva […]

          Io vorrei chiudere le facoltà umanistiche in italia, finché diffondono questo uso del “dunque” all’inizio dei paragrafetti

          mi fa pensare proprio a uno che non sa un cazzo di quello che dice e deve darsi un tono altèro, che se parla de roba seria sa

          • Per ruttone

            “mi fa pensare proprio a uno che non sa un cazzo di quello che dice e deve darsi un tono altèro, che se parla de roba seria sa”

            lasciami dire una parola invece in sua difesa.

            La discussione tra Abbattoimuri e Terragni (per semplificare) toccano temi di enorme importanza.

            Ad esempio, le femministe alla Terragni sostengono che le prostitute sono oggetto di sfruttamento, quelle agli Abbattoimuri sostengono che ognuno ha il diritto di vendere icche vole (semplifico, perché non voglio entrare nei dettagli).

            Sono due posizioni estreme, certo, ma hanno un fondo di verità entrambe. Ma sono questioni importanti.

            Qui volevo rispondere unicamente all’assioma di fondo, che non riguarda solo il femminismo: “Io voglio decostruire, io parto solo da me stesso”.

            • ruttone says:

              Sì, il commento è andato per la tangente (e anche questo ci andrà) ma confermo che questo partire da sé non ti permette di capire molto del mondo

              È tutta una scuola di pensiero suppongo, dove conta quello che sono io e tutto il resto è una specie di congiura che mi minaccia, descritta con parole più o meno intellettualoidi (dal vaffanculo di beppe grillo fino al fiato avvinazzato ed erudito di un filosofo francese)

              Sono molto ignorante di filosofia ma mi sa che questa idea nefasta gira da un bel po’ di secoli

              Io sono di quella che dice che il pensiero umano è fallace, che la coscienza nostra (adattata a diventare uno strumento per comprimere e manipolare informazione) serve solo per rappresentare l’esperienza (e usarla come predittore nelle occasioni future).
              Anzi sono convinto (ma non lo posso provare…) che quello che noi chiamiamo giudizio sia una ricostruzione fisiologica a posteriori.
              Siccome siamo italiani posso fare il paragone sportivo:
              per me il pensiero razionale, la coscienza, è uno che fa la telecronaca a quello che succede, ma non è che ha grande influenza sugli eventi: Magari può influenzarli indirettamente (con un altoparlante, fomenta il pubblico che di conseguenza influenza i giocatori — ma in che misura chi cazzo lo sa?)

              In fondo la nostra coscienza è il senno del poi.

              Come dici tu, questi che “partono dal sé” mentono, perché se parto da me, allora non esistono nemmeno la società patriarcale e tutte ste altre menate

              A proposito di partire, c’era un album di qualche gruppo underground che si chiamava “Parto per il culo”

    • PinoMamet says:

      La sintassi è da incubo, di sicuro, ma forse sarebbe bastato cambiare la punteggiatura.

      In ogni caso mi pare una lunga tautologia per dire che se mi rappresento da solo non lascio che mi rappresentino gli altri secondo i loro gusti.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Fondamentalmente sì: visto che non faccio parte di nessuna categoria perché ho demolito le categorie, nessuno può dire di rappresentarmi.

      • PinoMamet says:

        A chiunque abbia scritto quel periodo lancio un appello: per il bene di tutti, non dia informazioni stradali.
        Si trinceri dietro la pietosa bugia “non sono di queste parti”.

    • Z. says:

      Ruttone,

      basso, basso destra, destra. Facile.

      Lo shooryuken, volgarmente detto “lo ryuken”, quello è difficile.

      Ma questi giovinastri vivono di social-scempiaggini e hanno perduto la memoria storica del Novecento.

  2. Mauricius Tarvisii says:

    Però da Kant in poi si parte dal soggetto, non dall’oggetto: è il soggetto (noi stessi) l’unica cosa di cui possiamo predicare qualcosa di vagamente sicuro, mentre tutto il resto è veramente un nostro contorno. Immedesimarci con l’oggetto significa soltanto predicare qualcosa di diverso sempre dello stesso soggetto e poi raggiungere delle conclusioni partendo da questa premessa, che tuttavia è di fantasia.
    Con ciò non dico che sia giusto o privo di rischi, dico soltanto che è un modo molto razionale (a suo modo) di procedere e più vicino alla realtà di molti altri.

    • Carlo says:

      In realtà il “soggetto” di Kant non siamo “noi” ma è il soggetto trascendentale, infatti ciò che conosciamo per Kant sono le condizioni di possibilità degli oggetti dell’esperienza per il soggetto universale, non il soggetto empirico in sé che è sconosciuto tanto quanto le cose in sé.

  3. Z. says:

    Come disse un celebre compagno bolognese, molti anni fa, a me tutta questa complessità mi disturba..

    Dì quel che devi dire e vediamo se lo condivido. Poi ti dirò la mia.

    Partire da Bologna, da Ravenna, da Modena… boh, alla fine conta dove arriviamo. Se andiamo a Ferrara meglio andarci in treno, di questa stagione. C’è tanta nebbia, e con la nebbia si va a sbattere facilmente :)

  4. Moi says:

    https://www.wikisessualita.org/wiki/Donnismo

    … credo che ‘sto lemma (o quel che l’è … ‘sto “entry” ?!) l’abbia creato lei stessa: wikipedia funzia così !

  5. Moi says:

    probabile calco di “Womanism” … ma “set” ;) in Eataly ;)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Womanism

  6. giovanni says:

    “Chi parte da sé mente.”
    Se ci aggiungi “soprattutto a se stesso” te la quoto col sangue. Senza, no. Per me la menzogna è un atto di violenza. Io mento perchè voglio distorcere la tua rappresentazione della realtà in modo che si conformi ai miei fini.
    Ma se mento a me stesso, danneggio solo (o meglio, non solo, ma prevalentamente) me stesso. Come fa una poveretta (sì, è una poveretta) che ciancia di “donnismo” funzionale al capitalismo, e poi non si rende conto del lavaggio del cervello che le ha fatto il capitalismo stesso facendole credere che l’unica cosa che conta è l’egoismo assoluto che è preliminare a “Pensieri” come “partire da sè”.
    Qui siamo persino oltre il fascismo. Il fascismo era fondato sull’odio dell’altro (il comunista, l’ebreo, il non ariano), ma l’odio per l’altro presume il riconoscimento dell’esistenza dell’altro, l’egoismo assoluto del capitalismo di fatto è un odio assoluto per CHIUNQUE ALTRO. Del resto il capitalismo è fondato sul considerare il prossimo esclusivamente come fonte potenziale di guadagno. Se tui sei un salvadanaio da rompere, non posso riconoscerti nessuna umanità. Anzi, NON ESISTE nessuna umanità, esisto io, la mia volontà di guadagno, e tanti salvadanai con le gambe da rompere. E questa gallina di Renzo si sta a beccare con le “donniste”, e crede di “decostruire” perchè dice IO, IO, IO, che è il fondamento del capitalismo.

  7. giovanni says:

    “Il fascismo era fondato sull’odio dell’altro (il comunista, l’ebreo, il non ariano), ma l’odio per l’altro presume il riconoscimento dell’esistenza dell’altro”

    Nonchè il riconoscimento di un altro simile a me (il camerata, l’ariano) con cui costituisco una comunità. Una comunità fondata sull’odio, ma una comunità. Che è sempre infinitalmente più sociale di chi chioccia solo IO IO IO

  8. giovanni says:

    e niente, stasera apro le parenti, e non le chiudo mai
    “l’egoismo assoluto del capitalismo di fatto è un odio assoluto per CHIUNQUE ALTRO.”
    Non è un caso che l’arma di distruzione più assoluta e indifferente all’umanità, ovvero l’atomica, sia stata creata dallo stato guida del capitalismo. Solo l’odio assoluto per il genere umano consustanziale al capitalismo può pensare una simile arma.

    • ruttone says:

      @giovanni

      Sono d’accordo coi tuoi precedenti commenti meno che con questo:

      Non è un caso che l’arma di distruzione più assoluta e indifferente all’umanità, ovvero l’atomica, sia stata creata dallo stato guida del capitalismo. Solo l’odio assoluto per il genere umano consustanziale al capitalismo può pensare una simile arma.

      e chi può dirlo che non sia stato un caso? Secondo me tu sottovaluti (o sopravvaluti) il capitalismo
      il piacere di annientare qualcosa non credo che sia nato di recente, eh

      • Z. says:

        A me sembra che l’odio assoluto per il capitalismo, qualsiasi cosa sia, sia la bussola per molti pensatori da web…

      • Francesco says:

        più che un caso è stata la difficoltà della Germania nazista a realizzare la bomba mentre perdeva una guerra mondiale e un tot di bombardamenti strategici mirati

        poca metafisica, in questo caso, e molto tritolo

      • giovanni says:

        la bomba atomica non la crei (e la usi, soprattutto) per caso. Il progetto Manhattan è pura pianificazione. Come l’universo concentrazionario dei lager, dove prima di sterminare era pianificato fino al dettaglio quanto si poteva ancora sfruttare fino all’ultimo l’internato.

  9. Peucezio says:

    Bellissimo post.
    In effetti il problema è proprio la mancanza di relazionalità.
    Non è che si cerchi di far passare il messaggio di un soggettivismo solipsistico, ma di fatto poi tutto è organizzato in funzione di esso e i messaggi che si lanciano lo danno per scontato e lo rafforzano.
    Tutto ha valore come esperienza soggettiva, mai per ciò che è in sé stesso.

    Ultimamente sentivo, da parte di miei amici, una critica al pensiero liberale proprio secondo quest’ottica.
    Il marxismo (uno dei due amici è un marxista non politicamente corretto, non antiberlusconiano, non pro-immigrazionista, insomma, un marxista anni ’50, anche se molto più giovane di noi), l’altro un anti-marxista cattolico e di estrema destra, ma conveniva sul fatto che il marixsmo ha forte il senso del fatto che le risorse non sono infinite e quindi bisogna equilibrarne la distribuzione, mentre il liberale semplicemente non si pone il problema: esiste il soggetto coi suoi diritti, non il mondo, quindi ho diritto a desiderare, acquistare, godere, consumare, bruciare fino all’infinito.
    In effetti il marxismo è erede (degenere) dell’hegelismo, che, per quanto ricomponesse poi il tutto in una sintesi superiore, non considerava certo il mondo e l’oggetto un incidente di percorso: che dialettica c’è senza l’alterità?
    L’illuminismo non è dialettico, nega la storia. E’ la radicalizzazione dell’umanesimo da una parte e, soprattutto, del protestantesimo dall’altra: c’è l’uomo di fronte a Dio, quindi non c’è il mondo.

    Non ci avevo mai riflettuto prima.

    • ruttone says:

      Comunque a me le posizioni “pubbliche” delle persone mi fanno ridere:

      il senso del fatto che le risorse non sono infinite e quindi bisogna equilibrarne la distribuzione, mentre il liberale semplicemente non si pone il problema: esiste il soggetto coi suoi diritti, non il mondo, quindi ho diritto a desiderare, acquistare, godere, consumare, bruciare fino all’infinito.

      io sfido chiunque a non trovare entrambe le “correnti” in ciascun individuo; e se trovate un uomo solo liberale o solo marxista, sicuramente è un fondamentalista (e bisogna comunque scindere quello che va blaterando dalla sua condotta…) Tipo i fans di Ayn Rand

      • Peucezio says:

        Che ragionamento…
        Come dire che un estimatore del pesce mangia sempre pesce, per primo, per secondo, per dessert…

    • Francesco says:

      Peucezio

      la definizione liberale di economia è “scienza che studia l’allocazione ottimale di risorse scarse”

      come può conciliarsi con quello che scrivi tu?

      • Peucezio says:

        Forse intendi “liberista”…
        Non sono un esperto, ma mi risulta che il liberalismo non è una dottrina economica. Sbaglio?

        • Francesco says:

          >> esiste il soggetto coi suoi diritti, non il mondo, quindi ho diritto a desiderare, acquistare, godere, consumare, bruciare fino all’infinito.

          allora, parti da una posizione che potrebbe essere liberale ma ci aggiungi una deriva molto diversa.

          Un liberale arriva tranquillo a desiderare (ma già qui ci sono più limiti che oggi, se desideri trombarti tua mamma sei un pervertito, non un adulto consenziente) e ad acquistare. Quello che può permettersi. E qui non c’è verso di infilarci nessun infinito. Mica crede alla pubblicità, un liberale.

          Certo, il liberale è anche morto più di 150 anni fa ma questo lo trovo irrilevante.

          Ciao

      • Peucezio says:

        Insomma, un liberale, ancora prima di essere uno che dice “lo stato deve lasciarmi più soldi in tasca, poi vedo io come spenderli” è uno che dice: voglio poter essere ateo, cattolico, mussulmano, eterosessuale, frocio, asessuato, divorziare, ecc., ecc.

        In fondo è un po’ il senso di ciò che diceva Miguel: se uno pensa in una logica di finitezza delle risorse, pensa anche che la vita va organizzata insieme, per poterle amministrare in modo ottimale; se uno pensa omfaloscopicamente ad assecondare ogni sua pulsione, a iscriversi al sito dei sadomasochisti, perché si eccita a venire frustato, poi a quello dei sadomasochisti di colore, perché quella che lo frusta gli piace che sia negra, poi dei sadomasochisti di colore che frustano vestiti in pelle nera con le borchie, perché gli piace così, passerà la vita a cercare di soddisfare le sfumature più sottili dei suoi desideri e non uscirà mai da questo solipsismo. E’ il motivo per cui la gente cerca di stare sempre più per i cavoli suoi.

        Ovviamente non è colpa dell’ideologia liberale in sé (che semmai è una conseguenza), né tantomeno il marxismo ha aiutato a migliorare le cose da questo punto di vista, anzi, probabilmente le ha peggiorate o, al massimo, è stato un argine, per qualche decennio, perché non dilagasse l’individualismo più sfrenato in alcuni paesi del mondo.

        • Per Peucezio

          ” se uno pensa omfaloscopicamente ad assecondare ogni sua pulsione, a iscriversi al sito dei sadomasochisti”

          Concordo, a patto che mettiamo sullo stesso piano anche i genitori rompiscatole fissati con gli zaini troppo pesanti o troppi compiti a casa, o quelli che si lamentano perché il Comune non gli mette un parcheggio sottocasa. Saranno meno pittoreschi, ma sono assai più numerosi.

        • Francesco says:

          non sono d’accordo con Peucezio

          il liberale non pensa affatto che le risorse siano infinite, chiede solo che lo Stato non gli rompa i coglioni più del minimo indispensabile

          tanto meno gli altri privati, anche quelli abituati a dire alla gente come comportarsi

          non vedo cosa questo c’entri con risorse infinite o meno

          • Francesco says:

            Ah, giusto per ribadire, un liberale non andrebbe MAI dallo Stato a piatire privilegi e riparazioni per torti immaginari.

            Tanto meno pretenderebbe che i propri desideri e capricci diventino un costo per la comunità.

            Non tanto per ragioni ideologiche quanto che non gli potrebbe neppure venire in mente.

            Un progressista sì e infatti è un altro tipo di bestie, checchè ne dicano alcuni.

            :D

            • Z. says:

              Secondo me un po’ tutti noi pretendiamo che i nostri desideri, e magari i nostri capricci, siano messi a carico della società.

              Non devo specificare, naturalmente, che non significa chiedere al Comune di regalarti una copia di Civ V.

              :)

            • Francesco says:

              perchè no?

              il liberale mette i propri desideri a carico di se stesso e considera un’onta intollerabile pretendere da altri.

              se rinunci a quella posizione, è tutto un piano inclinato fino a CIV 6 a carico dela Comune (CIV 5 ce lo ho già)

        • roberto says:

          concordo con francesco, stai pensando forse (e dico forse) all’anarchico non al liberale

          • ruttone says:

            concordo con franco & berto

          • Z. says:

            Concordo, e direi che mi rispecchio per molti versi nella visione che Francesco dà del liberale.

            Probabilmente ho un’idea diversa dalla sua di “minimo indispensabile”. Ma del resto non sono un bolscevico come Francesco :P

          • Peucezio says:

            Roberto,
            “concordo con francesco, stai pensando forse (e dico forse) all’anarchico non al liberale”

            Non ho mai capito bene la differenza :-)

            • Z. says:

              Io sono liberale, ma non anarchico!

            • roberto says:

              anarchico = non vuole nessuna autorità

              liberale = l’autorità deve esistere ma solo come arbitro

            • Francesco says:

              liberale= l’autorità deve esistere (ahimè) quindi regoliamola e limitiamola il più possibile

              Peceuzio, ci siamo capiti?

              :)

            • Peucezio says:

              Sì, ammetto che la mia era una domanda retorica, polemica (amichevolmente, ça va sans dire) :-)
              In fondo un liberale è un anarchico che vuole che l’anarchia sia garantita dallo stato:
              posso fare quello che voglio, ma perché ciò sia possibile ci vuole un’autorità esterna dotata di forza coattiva che impedisca ad altri di impedire o comprimere tale mio libero esercizio.
              Il fine è lo stesso ma il mezzo usato dal liberale è più efficace :-)

          • Peucezio says:

            Comunque, in generale,
            non è che il liberale non sappia che le risorse sono finite, almeno in teoria: non prendetemi alla lettera.
            Dico che nella sostanza c’è un rapporto fra individualismo liberale e senso di onnipotenza del consumista.
            Poi è ovvio che ci sono anche i liberali seri.
            Ma il guaio delle ideologie non è il fatto che producano (poche) persone serie, ma il fatto che ne producono (tante) imbecilli.

            • Francesco says:

              >> Dico che nella sostanza c’è un rapporto fra individualismo liberale e senso di onnipotenza del consumista.

              da quando la formazione non la fanno i libri ma la pubblicità, potresti ben avere ragione

              rimedi? togliere la libertà sperando di trovare buoni Principi?

            • Peucezio says:

              Mah, il fatto è che il senso originario di “libertà” non si riferisce alla libertà individuale, ma alla condizione di libero in contrapposizione a quella servile, inteso come membor di un gruppo che gode di certi privilegi: libero è il guerriero nelle società indoeuropee.
              E non si sottolinea il fatto che è un individuo che può fare quello che vuole purché non disturbi gli altri, ma che, appunto, in quanto facente parte della comunità dei liberi, non è sottoposto a lavoro servile.
              E’ un inedito storico illuminista l’idea dei diritti individuali.

            • Z. says:

              Non direi: chiamiamo “libero” anche il cittadino dell’anno Mille, se nessun feudatario ha il potere legale di costringerlo a zappargli il campo.

            • Peucezio says:

              E io che ho detto?

            • Z. says:

              Tu hai parlato di privilegi, ma nel caso del cittadino di cui sopra non ci sono privilegi.

              Altrimenti potremmo definire “privilegiato”, ad es., chiunque non sia appeso a testa in giù in un carcere…

            • Peucezio says:

              Beh, a me pare un privilegio, soprattutto se i servi della gleba sono tanti. Il carcerato è una condizione eccezionale, il contadino sottoposto penso di no.

              Comunque, vabbè, questione di termini, ci siamo intesi sulla sostanza.

        • Francesco says:

          >>> se uno pensa in una logica di finitezza delle risorse, pensa anche che la vita va organizzata insieme, per poterle amministrare in modo ottimale;

          basta non esagerare, come diceva Borges appena rinuncia all’anarchia ho già dato troppo al comunismo. nessuna saggia amministrazione delle risorse mi compensa per la perdita della libertà, tolti stati d’eccezione che sono comunque da evitare come la peste e gli interisti.

      • Moi says:

        Ma certo, Francesco : “allocazione” … in un conto bancario delle Isole Cayman protetto da segreto, e il resto dell’ umanità che si fotta !

        ;)

        • Francesco says:

          no, tra gli stipendi dei dipendenti pubblici siciliani e le tasche dei contribuenti italiani (per fare un esempio dei mille possibili)

    • Z. says:

      Peucè,

      cosa intendi per “immigrazionista”?

  10. Moi says:

    un marxista non politicamente corretto, non antiberlusconiano, non pro-immigrazionista, insomma, un marxista anni ’50, anche se molto più giovane di noi

    [cit.]

    ————–

    …. Diego Fusaro ? ;)

    • izzaldin says:

      Fusaro è un personaggio televisivo, non è un marxista.
      Non ha mai fatto militanza politica nelle tantissime formazioni marxiste italiane.

    • Peucezio says:

      Moi,
      “…. Diego Fusaro ?”

      In effetti il ritratto che ho fatto ricorda lui.

      In realtà il mio amico è molto diverso da Fusaro: non solo meno narcisista, ma proprio meno dogmatico. E comunque si occupa di tutt’altro.
      La cosa che colpisce di questo amico è la totale indifferenza ai perbenismi politicamente corretti (Fusaro ne fa addirittura una banidera, lui semplicemente se ne impipa).
      La cosa che hanno più in comune è il fatto di sentire come un tema forte le diseguaglianze sociali che stanno sorgendo.

  11. Moi says:

    Chi parte da sé mente soprattutto a se stesso

    [cit.]

    … Maschilista ! … Binarista ! … EteroNormativista ! … CisNormativista !

    … 4 PsicoReati in una “o” ! ;)

    … Si dice, e si scrive, “stesso/a/*” !

  12. Moi says:

    Cmq la cosa straordinaria di Miguel Martinez è proprio che, a ragion veduta, capisce lo scioglimento delle calotte polari da una riflessione sul “gender” meglio che da una conferenza sul clima …

  13. Francesco says:

    >> Chi parte da sé mente soprattutto a se stesso.

    Bellissima la frase, cui aderisco al 100%. Solo che aderisco 100% anche alla frase
    “chi non parte da sé mente, soprattutto a se stesso”

    Insomma, non posso buttare via tutto Cartesio ma solo il 99%, tutto quello che lui fa discendere dal “cogito ergo sum” in modo ridicolmente menzognero. Ma chi non parte da se stesso è alienato – nel senso marxiano del termine. Chi immagina di restare a quel punto di partenza, nei fatti, sarà un altro alienato pari pari.

    La partenza “corretta” ha valore puramente logico, massime psicologico, perchè quello che Miguel dice sulla concretezza della vita è verissimo, la nostra partenza “materiale” è opera di due altri soggetti, i cd genitori.

    Ciao

  14. Mario says:

    a società postmoderna si serve di donne, omosessuali, immigrati, malati, “diversi” per scardinare identità e tradizione, cavalcando la presunta discriminazione di costoro per colpire al cuore il nucleo fondamentale di una comunità sana, che è costituito dalla famiglia; le donne femministe che si credono libere in quanto femministe sono delle povere schiave drogate e manovrate dall’alto dai pupari progressisti, coloro che han fatto loro credere che il maligno si annidi nella società identitaria, tradizionalista, conservatrice nel giusto. Peccato che il maligno alligni invece nel femminismo, una schiavitù ideologica contro natura basata sullo scontro esiziale tra maschio e femmina in cui nessuno è vincitore, o meglio, il vincitore è proprio il nemico sia di maschi che di femmine, e che è appunto l’agenda turbo-capitalista finalizzata alla creazione di un moloc globale sotto forma di stato (anche solo invisibile) mondialista.

    Paolo Sizzi

    • Per Mario

      “a società postmoderna si serve di donne, omosessuali, immigrati, malati, “diversi” per scardinare identità e tradizione,”

      Potrei anche essere d’accordo, se aggiungesse: si serve di proprietà privata napoleonica, di petrolio, di libero mercato, di denaro, di ‘crescita’ economica, di Stato.

      Che sono il 99,99% del problema, il resto della colpa, se volete, la possiamo pure assegnare a “diversi” vari.

      • PinoMamet says:

        Mi stupisce trovarti così materialista ;)

        davvero, io credo che noi siamo mossi dall’immaginario.

        Enell’immagginario, il 99,9% è occupato da:
        sesso, rapporto tra i sessi, apparenza, essere presi sul serio, posto nella società, famiglia, religione, tifo etnico religioso politico sportivo, essere fighi ecc.
        Sono queste le cose che fanno sì che decidiamo di spendere 900 euro per un telefono nuovo perfettamente inutile, o di prendere u aereo per andare a romperci le palle in Egitto anzichè divertirci in campagna o nella spiaggia più vicina con gli amici.

        Napoleone, poverino, c’ha pochissima colpa in tutto ciò ;)

        • Per PinoMamet

          “Enell’immagginario, il 99,9% è occupato da:
          sesso, rapporto tra i sessi, apparenza, essere presi sul serio, posto nella società, famiglia, religione, tifo etnico religioso politico sportivo, essere fighi ecc.”

          Però che immaginario triste…

          niente silenzi tra i boschi,
          suono felpato di neve che cade,
          speranza di captare una voce nel ruscello che scorre,
          paura di smarrirsi in terre lontane,
          gioia di guardare un fuoco nella notte,
          sdraiarsi e osservare le stelle sopra di noi,
          annusare erbe strane e chiedersi come si chiamino,
          raccogliere sassolini in mano e ascoltarli che ti scivolano tra le mani,
          annusare l’aria in una calda notte d’estate e chiedersi cosa sia il rumore che si è sentito tra gli arbusti,
          sentirsi nessuno e poi guardare una stella cadente.

          Ma che vita di m… fa certa gente?

          • Z. says:

            Vedi qual è il bello del liberalismo? Il bello è che non devo per forza convincere il prossimo che la sua vita fa schifo!

            Anzi, rilancio: meno gente bazzica pei boschi, più posso apprezzarne il silenzio e la quiete!

            ;)

            • giovanni says:

              “meno gente bazzica pei boschi, più posso apprezzarne il silenzio e la quiete!”

              Meno gente bazzica pei boschi, più è facile che tra i non bazzicatori ce ne sia almeno uno che vuole far soldi abbattendo i boschi (e questo vale per qualsiasi cosa, per cui non è quell’uno il problema), e tutti gli altri che se ne fregano perchè non hanno esperienza della vita nei boschi (e loro sono il problema, perchè tu da solo chi vuol fare dei boschi una catasta di legna non lo fermi).
              Ancora una volta, il solipsismo aiuta oggettivamente la distruzione capitalista.

          • PinoMamet says:

            “Ma che vita di m… fa certa gente?”

            Non lo so, su certe cose che piacciono a me, molto simili a quelle boscose che elenchi tu, mi piace mantenere il silenzio.
            Forse tutti le hanno, e chi non le ha, è un gran peccato.

            Gli hanno fregato qualcosa, e sostituito con un aperitivo e un telefonino.

            • ruttone says:

              Infatti stiamoce zitti se no ci vanno tutti

              Non scherzo eh

            • roberto says:

              “Gli hanno fregato qualcosa, e sostituito con un aperitivo e un telefonino.”

              però un cellulare può essere utile per organizzare un aperitivo con gli amici, che potrebbe benissimo essere un’esperienza spirituale almeno dello stesso valore che la passeggiata nel fango a farsi sbranare dai tafani

    • ruttone says:

      credo che l’agenda turbocapitalista (se esiste l’anno prossimo me la compro e ci scrivo le frasi di ‘JIM MORISON’ [sic!]) abbia contribuito a un benessere che permette a Paolo Zizze di fare il personaggio che è.

      A me personalmente ha permesso di farmi prendere un salario consumandomi semplicemente la punta delle dita e marcire le cartilagini della spina dorsale.

      Scommetto che mio nonno se lo sarebbe fatto mettere in culo pur di incorrere nello stesso destino.

      A me una cosa che procura sfiducia nella società è proprio l’idea che quel 50% della popolazione con organi genitali femminili sia considerata un blocco indifferenziato, un po’ come altre minoranze, ad uso e consumo di un numero di astuti comunicatori mediatici che ormai nemmeno si scomodano più a andarsi a cercare fisicamente le persone di cui presumono di difendere i diritti: basta na foto co le zinne de fori

      Ma forse questo viene insieme all’usura dei polpastrelli

      • ruttone says:

        a me quando se parla di ‘identità’ e ‘tradizione’ me viene automaticamente da sbuffare perché percepisco la over-semplificazione annoiata e rancorosa di chi ha troppo orgoglio per campare nel mondo moderno.

        Capirei se campassero 1000 anni, ma invece abbiamo il fatto che campano uguale a gente che della tradizione se ne sbatte, e campa felice uguale.

      • Z. says:

        Quella dell’agenda è geniale :D

      • PinoMamet says:

        “A me una cosa che procura sfiducia nella società è proprio l’idea che quel 50% della popolazione con organi genitali femminili sia considerata un blocco indifferenziato”

        però nella norma, almeno in Italia/Europa/USA/Canada ecc., succede il contrario:
        è il 50% della popolazione con organi genitali maschili a essere considerata un blocco indifferenziato, che deve continuamente chiedere scusa di cose che non ha fatto e non si sogna di fare, e anche del fatto di avere organi genitali maschili
        (vedasi lettera delirante da me linkata, in cui una tizia sosteneva che per un uomo è quasi doveroso farsi la vasectomia,…)

        Non sono nell’Ottocento come fosse: non vivo nell’Ottocento.
        Non so come sia in Arabia Saudita, dove le donne non guidavano (adesso pare di sì): non vivo in Arabia Saudita.

        Qui è così.
        Mi dicono “eh ma nella realtà le donne guadagnano ancora meno” (peraltro, non credo sia esattamente vero) ma questo c’entra pochissimo col fatto che il discorso “vincente”, “dominante” in assoluto nella società è che ci sia e ci debba essere una “guerra dei sessi” e che sia una bella cosa, per educazione, che in questa guerra risulti “vincente” il sesso femminile.

        • ruttone says:

          Sì sono d’accordo, il mio discorso in testa a me vale anche al maschile (ma non l’ho scritto quindi hai fatto bene a farlo notare)

          In ogni caso tendo a disprezzare tutte le narrative dell’oppressione specialmente quando sono applicate alla società europea o occidentale in genere, e specialmente quando sono propagandate per via elettrica (a suon di sacchi di carbone)

        • Francesco says:

          eh no caro Pino

          da quel 50% devi togliere

          1) i Negri che sono oppressi (e sotto Negri ci stanno gli aborigeni e gli immigrati tutti)
          2) i Busoni che sono oppressi (in tutte le possibili varianti, fortuna che quel porco andava solo con attrici fimmine sennò rovinava il quadro)
          3) i Ggggiovani che sono oppressi
          4) i Mancini che sono oppressi (insomma, alcune astute minoranze che riescono a infilarsi)

          alla fine restiamo io, te, Miguel e il Duca. quell’infame di Robelux è scappato!

          ;)

          • Carlo says:

            In realtà ci sono femministe che disprezzano gli omosessuali maschi considerandoli l’espressione suprema del patriarcato e anche quelle che “io non sono razzista, ma ‘sti immigrati sono tutti giovani e maschi”.

            • Francesco says:

              Ottimo! la nostra unica speranza di sopravvivere è farli combattere tra loro!

              :D

  15. mirkhond says:

    Non ha mica torto.

    • PinoMamet says:

      da “scontro esiziale” in poi, sono perfettamente d’accordo con lui;
      prima, non perfettamente ;) ma sostanzialmente sì.

  16. Francesco says:

    >> si serve di proprietà privata napoleonica, di petrolio, di libero mercato, di denaro, di ‘crescita’ economica, di Stato

    due cose

    1) se identità e tradizione avessero problemi con questo, tutto sommato peggio per loro, sarebbero poca roba

    2) i mezzi di scardinamento sono in larghissima misura tradizionali e parte dell’identità occidentale, diventa poco chiaro cosa scardinano (pensa chi ha costruito le strade che calpesti e i palazzi che ami, lì a Firenze)

    io proprio non ci arrivo

    ciao

  17. Moi says:

    un’ altra donna che abbatte i muri …

    https://www.youtube.com/watch?v=jDCYJqBxsCc

    … a modo proprio ! ;)

  18. Moi says:

    cmq la Donna Ontologica come Categoria Protetta è utile al Funzionalismo Kalergico: consente, difatti, elucubrazioni del tipo “Be’, in fondo la Lapidazione e il Cat Calling NON sono poi così due robe diverse … entrambe presuppongono che il Maschio consideri la Donna come “Oggetto di Cui Poter Disporre” e bla-bla-blà … “

  19. Moi says:

    D’altra parte secondo il Biglinesimo ;) la Donna esiste perché “basta la Bibbia che abbiamo in casa” [cit.] gli Elohim / Anunnaki s’ impietosirono nel vedere che l’Esperimento Adam Afar (inizialmente solo maschi che lavorassero, perciò servivano Esseri Testosteronici) s’inchiappettava troppe bestie (“la compagnia degli animali non gli è più sufficiente, non è bene che l’Esperimento Genetico Adam Afar sia solo” … quindi gli tolsero il cromosoma Y e gli raddoppiarono il cromosoma X … et voilà (lo step successivo, rendere lo “Ish” e la “Isha” fecondi … Enki il Grande Umanista tradì Re Elyon e lo fece: lo Ish e la Isha dovettero venire dunque preventivamente allontanati prima che accedessero perfino al Segreto Genetico della Olàm) !

  20. Moi says:

    Vi ricordo altresì che Diego Fusaro (benché fosse ancora un cinno di cinque anni nel fatidico 1989 …) ha studiato il Das Kapital in Tedesco come se fosse un Al Quran in Arabo o una Torah in Ebraico ;) !

    • Z. says:

      Davvero racconta di aver studiato il Capitale in tedesco?

      Dai, non può ritenervi paganelli fino a questo punto…

      o può? ;)

      • Moi says:

        Be’, Preve NON lo contraddisse … e cmq Fusaro fa citazioni in Tedesco e le contestualizza “freezate” nell’ Ottocento … molti Marxisti del Novecento invece non hanno mai letto Marx direttamente, men che meno in Tedesco … più o meno come catetchisti/e/(* ?), [(preti e vescovi) (e/* in certe confessioni)] che predicano la Bibbia senza sapere l’ Ebraico … però il Das Kapital in Tedesco NON parla di Alieni ! ;)

        PS

        Il “Ghabriel” del Corano è un adattamento dall’ Ebraico che indica “Uno Scagnozzo temutissimo (stupri e ammazzerie all’ ordine del giorno) dagli Umani fra i Malachim, ovvero Elohim Intermediarii” … sapevatelo ! SE NON vi sta bene, sappiate che MB Sabato viene in conferenza a Zola Predosa ! ;)

        • Moi says:

          cioè, i presunti “nomi” dei Malachim sono in verità nomi gerarchici di cariche, tipo in un esercito …

          • Moi says:

            … ètar ech cat calling, ch’ an l’ è brisa ciamèr al gât !

            • Moi says:

              cmq, per quanto riguarda se Allah dell’ Islam è o meno Hubal Governatore d’Arabia o Yahewh alla Riscossa … ci sono UFO-Biblisti che ipotizzano geni mutaforma nel DNA Anunnaki che neppure Enki il Gran Umanista si sentì di darci a suo tempo … che a Re Elyon di Nibiru aveva già disobbedito a basta !

        • Carlo says:

          In realtà ricordo di un tizio in rete che citava alcuni errori marchiani di traduzione dal tedesco all’italiano fatti da Fusaro.

        • Z. says:

          Moi,

          allora sì, fa bene a trattarvi come paganelli…

  21. Moi says:

    L’esperienza che abbiamo accumulato deve ampliare le nostre prospettive e rafforzare la nostra posizione, per consentirci di sfruttare le opportunità insite nelle sfide gestionali che ci attendono. Le nostre prospettive storiche sono inevitabilmente diverse. A monte ci può anche essere una convergenza, ma sulla base della piattaforma attuale le nostre prospettive divergono. Questa, naturalmente, è la chiave di tutte le nostre prospettive future. Non c’è nulla da fare! Non si muove foglia. L’Italia è ferma, irrigidita, bloccata. In egual modo raggelata da una falsa coscienza; e dalla paura.

  22. Z. says:

    Postulato di Zeta n. 14: per assicurarsi al di là di ogni ragionevole dubbio che un testo sia privo di contenuto rilevante, esso va letto a righe alterne. Se il discorso nel suo complesso non sembra risentirne particolarmente, allora il testo è privo di contenuto rilevante.

    L’esperienza che abbiamo accumulato deve ampliare le nostre prospettive
    nelle sfide gestionali che ci attendono. Le nostre prospettive storiche sono
    base della piattaforma attuale; le nostre prospettive divergono. Questa:
    fare! Non si muove foglia. L’Italia è ferma, irrigidita, bloccata. In egual modo.

  23. Moi says:

    Rafforzare la nostra posizione, per consentirci di sfruttare le opportunità insite inevitabilmente diverse. A monte ci può anche essere una convergenza, ma questa, naturalmente, è la chiave di tutte le nostre prospettive future.
    … raggelata da una falsa coscienza; e dalla paura.

    ————–

    :)

    versione “speculare”

  24. Moi says:

    RIASSEMBLAGGIO ;)

    Rafforzare la nostra posizione, per consentirci di sfruttare le opportunità insite inevitabilmente diverse. A monte ci può anche essere una convergenza, ma questa, naturalmente, è la chiave di tutte le nostre prospettive future.
    … raggelata da una falsa coscienza; e dalla paura.

    L’esperienza che abbiamo accumulato deve ampliare le nostre prospettive
    nelle sfide gestionali che ci attendono. Le nostre prospettive storiche sono
    base della piattaforma attuale; le nostre prospettive divergono. Questa:
    fare! Non si muove foglia. L’Italia è ferma, irrigidita, bloccata. In egual modo.

  25. Moi says:

    Be’, così può diventare divertente anche il Marxismo ;) in effetti …

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