L’incedere dei luoghi comuni

Si discuteva con il commentatore Peucezio. Io sostenevo che l’ordinanza del sindaco di Firenze che vieta la prostituzione, qualunque cosa se ne pensi, è soprattutto un indizio di come i politici, tutti, siano costretti a rincorrere sciocchezze, visto che non possono fare niente di concreto.

Peucezio, in un commento che taglio un po’, dice

C’è qualcosa di profondo dietro il moralismo che si fa in questi anni sul sesso e che qualche decennio fa non si faceva. Poi puoi dirmi che dietro ci sono strutture legate alle risorse o ai meccanismi di funzionamento della società, ma bisogna capire come mai queste hanno bisogno di un sesso più controllato e con una serie di nuovi tabù (la prostituzione, la sessualità minorile, tendenzialmente anche l’adulterio, già stigmatizzato nelle società anglosassoni e molto mal visto ormai anche da noi, perché violi un patto, menti, ecc.).

Insomma, non è un discorso da eludere secondo me, perché la sessualità attiene a una sfera molto profonda e primaria dell’essere umano, quindi è fondamentale, credo, capire quali sono i meccanismi profondi che la condizionano.

Nardella ha detto che gli premeva colpire lo sfruttamento del corpo delle donne e la schiavitù sessuale.
Avrebbe potuto dire che gli premeva difendere il decoro delle strade.
Oppure che gli premeva tutelare la virtù dei padri di famiglia.
Non sono scelte indifferenti, sono sintomi.

Concordo.

Ogni epoca ha dei luoghi comuni, nel senso letterale: cioè una serie di cose su cui quasi tutti sono d’accordo, o fanno finta di esserlo. E i grandi scontri avvengono quasi sempre dentro la citazione di luoghi comuni.

Per dire, a un italiano medio, il discorso che fa uno sciita in guerra con i sunniti sembra uguale al discorso che fa un sunnita contro gli sciiti.

Chi non si è mai interessato di teologia trova i discorsi dei cattolici e degli anabattisti più o meno intercambiabili.

Ma c’è un luogo comune che io trovo particolarmente interessante, perché è talmente vicino a noi, che è incredibile pensare che ce ne siamo dimenticati.

Negli anni che vanno più o meno dal 1945 al 1977, in Italia, esisteva un unico, preciso luogo comune, che potrei definire come il benessere dei lavoratori.

Non era mica solo un tema di sinistra. Il ministro democristiano che inaugurava un’autostrada, ne parlava; e il benessere dei lavoratori era il principale tema propagandistico dell’MSI, anche per fare discorsi che oggi chiameremmo “di Destra”, anche se il termine era molto meno di moda allora.

In Russia, il comunismo ha ridotto i Lavoratori a schiavi… i Lavoratori che hanno risparmiato tutta la vita, hanno il diritto a non essere schiacciati dalle tasse… quando c’era il fascismo, i Lavoratori avevano le otto ore e la pensione… la socializzazione ha permesso ai Lavoratori di partecipare direttamente alla gestione delle fabbriche… gli scioperi sono contro gli interessi dei Lavoratori

Ovviamente, a Sinistra, l’antifascismo aveva un unico tema centrale: il Fascismo era il grande nemico dell’emancipazione dei Lavoratori. E quando i fascisti si dicevano amici dei lavoratori, stavano cercando di fregarti nell’interesse dei Padroni.

Lasciamo perdere quanto ci potesse essere di vero in questa retorica (ogni propaganda è menzognera per definizione).

La cosa interessante è che il Luogo Comune di allora non aveva alcun posto per i Luoghi Comuni dei nostri tempi.

Non c’era la religione, non c’era la “patria” al di fuori di Trieste, non c’era l‘identità etnica (due termini che allora venivano usati solo da qualche antropologo), non c’erano razze, razzismi o migrazioni. Certo, non si poneva il problema dei profughi ghanesi, ma fascisti e comunisti non avevano il minimo problema con le grandi migrazioni interne dell’epoca.

I comunisti erano un po’ più disponibili dei fascisti ad ascoltare le opinioni delle signore, ma non era un punto simbolico cruciale.

Eppure la gente allora si picchiava e si ammazzava lo stesso, con ancora più passione di oggi: insomma, quel luogo comune celava divisioni vere, tremende, ma che gli stessi protagonisti faticavano a spiegare.

Concordo in parte con Peucezio, quando dice che invece la sessualità sia diventato un luogo comune fondamentale oggi.

Ovvio che anche nel 1945-1977, la sessualità fosse una realtà cruciale, con i genitori (fascisti o comunisti) che impedivano in tutti i modi alle figlie di uscire con fidanzati poco raccomandabili, oppure con nonne (fasciste o comuniste) che restavano sgomente per le convivenze. Ma tutto questo non costituiva un luogo comune di discussione, era solo un luogo comune scontato.

Il Luogo Comune di oggi non riguarda “il sesso” – ovunque ammesso purché “consenziente” (termine molto discutibile, ma lasciamo perdere) – ma i diritti della parte ritenuta più debole. Con un’interessante confusione (che Peucezio ha sottolineato in altri commenti) tra l’antica idea “cavalleresca”, secondo cui la donna non si tocca nemmeno con un fiore, e l’idea moderna, di come ti permetti di paragonare la Signora X a un fiore?

E’ un tema affascinante, per ora due cose:

- Il Luogo Comune della “donna oppressa” è oggi il principale cavallo di battaglia della Destra, che non fa altro che parlare di immigrati stupratori e di burqa. E’ un cambiamento di campo incredibile, come quando i cattolici sono passati dal parlare della salvezza eterna ai diritti dell’embrione. E’ un’altra ideologia, totalmente diversa.

- Il Luogo Comune della sessualità si accompagna strettamente ad altri luoghi comuni, quali la Religione e l’Identità Etnica. Che a pensarci, hanno qualcosa di più arcaico del “Benessere dei Lavoratori”.

E forse questo ci riporti all’Effetto Seneca.

Il “benessere dei Lavoratori” è una fissazione tipica di quando tutti credono che ci siano infinite risorse per tutti, basta ridistribuirle. E’ quindi una preoccupazione tipica del picco, a cui non ritorneremo più.

Mentre a mano a mano che scendiamo, preoccupazioni più antiche e profonde riemergono; come riemergono modi antichi di affrontare i problemi che ci troviamo davanti. In fondo, cominciamo a scoprire, uno dopo l’altro, il valore di tante cose che gli esseri umani facevano prima della Rivoluzione Industriale, a partire dai Commons.

Allo stesso tempo, la coscienza comune ha acquisito l’illusione che le risorse siano davvero infinite, solo che hanno preso la forma immateriale dei diritti individuali.

E questo ci riporta dritto dritto al tema del post precedente: il meccanismo per cui le regole che garantiscono i diritti individuali rendono impossibile adattarsi ai cambiamenti storici.

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160 Responses to L’incedere dei luoghi comuni

  1. MOI says:

    una fissazione tipica di quando tutti credono che ci siano infinite risorse per tutti, basta ridistribuirle

    [cit.]

    … e chi ci prova più ?!

    ————————————————————-

    https://www.youtube.com/watch?v=Kvh82UCjj1w

    … ‘Member Berry ? ;)

  2. mirkhond says:

    Veramente i nostri governanti non fanno che parlare di crescita e investimenti.
    Stiamo affondando, ma c’è ancora un tabù nel dichiararlo pubblicamente.

  3. Z. says:

    Chi predica la decrescita dovrebbe, a mio avviso, spiegare anzitutto come ridurre drasticamente la popolazione.

    Chessò: guerre sanguinose, distribuzione gratuita di armi, epidemie diffuse ad arte, suicidi di massa uso Jonesville

    • Per Z

      “Chi predica la decrescita dovrebbe, a mio avviso, spiegare anzitutto come ridurre drasticamente la popolazione.”

      Nessuno “predica” la decrescita.

      Esiste la decrescita.

      Alcuni sognano che possa essere “felice”, concordata, fatta di piccoli adeguamenti.

      Altri si trovano una decrescita incasinata, come noi a Firenze.

      Alcuni hanno una decrescita comandata, come in Arabia Saudita dove hanno vietato l’agricoltura.

      Altri ancora hanno una decrescita caduta in testa, tipo la Siria dopo la grande siccità.

      E altri pensano di far decrescere tutti tranne se stessi, come Trump.

      • Z. says:

        Miguel,

        non attacchiamoci troppo alle parole: è inutile, e oltretutto potrei essere più bravo io :)

        Parlo dei teorici della decrescita, tipicamente scrittori e letterati, un po’ come se io scrivessi trattati di neurologia.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Loro sono teorici della possibilità di programmare e di governare la decrescita. Se hanno torto, allora è proprio finita.

        • Per Z

          “Parlo dei teorici della decrescita, tipicamente scrittori e letterati”

          Capisco in parte quello che dici, a patto che tu metta fisici, chimici, meteorologi e affini nella categoria degli “scrittori e letterati”.

          Costanzo Preve, cui ho voluto un mondo di bene, era dalla parte degli “scrittori e letterati” contro gli sprangatori ottusi e gli urlatori di piazza.

          Io invece mi trovo per forza di cose, senza nemmeno pensarci, lontano da entrambi.

          Pochissime delle persone con cui mi trovo a interagire sono “intellettuali”, anzi la mia vita “intellettuale” si esaurisce qui, su questo blog.

          La “decrescita” me la raccontano ogni giorno le persone di cui parlo qui, su questo blog.

          • Z. says:

            Miguel,

            fisici e meteorologi hanno scritto trattati su come gestire la decrescita? Credevo che la loro branca fosse differente…

            Se per decrescita intendi crisi, comunque, qui effettivamente ne parliamo spesso!

            • Per Z

              “Se per decrescita intendi crisi, comunque, qui effettivamente ne parliamo spesso!”

              Crisi vuol dire aver passato il crinale, il picco nel grafico appunto della “crescita” garantita da risorse minerarie di facile estrazione e dal fatto che i rifiuti (in senso ampio, ci mettiamo anche il CO2 prodotto dalla combustione) costavano la sola spesa di trasporto alla discarica.

              D’altronde, una crescita produttiva, finanziaria, demografica come quella degli ultimi due secoli era ovvio che non si poteva mantenere all’infinito, lì non servono meteorologi, bastano i matematici.

              Dopo la crescita (freccia in su), c’è la de-crescita (freccia in giù).

              Poi, dentro questo contesto, esiste l’idea, in effetti assai utopica, letteraria e di difficile realizzazione, della “decrescita felice” (Latouche e altri non fisici, non climatologi, ecc.).

              Possiamo certo chiamare la prima “crisi”, a patto che ne rispettiamo il senso etimologico.

              Ma la seconda, proprio per la sua natura utopica, sarebbe bene chiamarla sempre “decrescita felice”, se parliamo di “teorici”.

            • Francesco says:

              Miguel

              crisi significa un’altra cosa nel parlare comune, visto che l’economia capitalistica è tipicamente una sinusoide, con periodi di boom e di crisi tutto il tempo

              ciao

            • Peucezio says:

              Insomma, mi assento due giorni e si fa un post dedicato a me! :-)

              Sulla decrescita,
              con buona pace di Z., resta il problemino non trascurabile che le risorse e il loro rapporto con i consumi e con la popolazione se ne fregano allegramente del fatto che noi siamo 8 miliardi e vogliamo continuare a campare tutti e a fare figli.
              Se siamo duecento persone nel deserto e c’è solo un litro d’acqua, possono schiattare di sete tutte o quasi tutte, ma l’acqua non aumenta miracolosamente e chi lo fa notare non è tenuto poi a spiegare come si fa a dissetare duecento persone.

      • Francesco says:

        Miguel

        veramente nel mondo, e nel 95% delle entità chiamate Stati, la decrescita non esiste affatto.

        Magari verrà ma oggi non c’è proprio.

        PS i tuoi amici del Club di Roma hanno provato a dividere la capacità di carico del pianete per 8 miliardi? cosa ne viene fuori?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Che se tutti vivessero come l’italiano medio, avremmo bisogno di quasi 4 pianeti per potercelo permettere nel medio-lungo periodo.

          • Francesco says:

            lo so

            per questo mi chiedo: come dovrebbero vivere tutti per non ammazzare l’ecosistema?

            poi vediamo i problemi distributivi

            • Mauricius Tarvisii says:

              Tipo i cubani. Non che basti, ma sarebbe sufficiente in quel caso intervenire su qualche spreco minore per raggiungere la sostenibilità.

            • Francesco says:

              così male? lo temevo

              continuo a sperare nella tecnologia, allora

              PS dove trovo i conti? grazie

            • Mauricius Tarvisii says:

              Basta che cerchi l’impronta ecologica.

            • Per MT e Francesco

              “Basta che cerchi l’impronta ecologica.”

              In effetti, l’articolo su Wikipedia mi sembra fatto molto bene:

              https://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica

              Non sapevo che ci stava lavorando l’Università di Siena.

              Ovviamente, in un mondo così complesso, si tratta di un calcolo estremamente approssimativo, ma è quanto di più vicino alla realtà la scienza sia arrivata a produrre, ed è utile perché è facilmente comprensibile.

            • Peucezio says:

              Ma come fanno ‘sti americani a fare tutti ‘sti danni, campando da miserabili in case prefabbricate?

              C’è un piccolo gruppo che consuma immensamente?
              Vabbè, ma anche il riccone del piccolo gruppo mica può guidare dieci macchine contemporaneamente e, ammenoché non è pazzo, non credo che nelle sue dieci ville tenga contemporaneamente l’aria condizionata accesa e usi la lavastoviglie, malgrado, non esseno ubiquo, in ogni momento si trovi solo in una di esse. E difficilmente mangia venti chili di bistecca al giorno, se ha un apparato digerente da homo sapiens.

            • Mauricius Tarvisii says:

              La casa prefabbricata offre la comodità di un tugurio ottocentesco senza offrirne l’efficienza energetica. Inoltre si trova in aperta campagna, a decine di km da tutto, per cui per spostarti utilizzi un bel gippone risalente a 40 anni fa che inquina come una centrale termoelettrica.
              Poi a colpi di imballaggi, manzo ogni giorno, plastificazione di tutto il plastificabile e strafottenza nei confronti di tutte le minime normative ambientali, gli abitanti delle baracche americane consumano il triplo di te vivendo tre volte peggio.

            • Francesco says:

              adesso, che la villetta di legno e il SUV siano elementi di una vita miserabile mi pare esagerato

              non credete che dovreste mettere un minimo di realismo nella vostra vita?

              PS credo che benzina troppo economica e aria condizionata come matti abbiano una grossa resposansabilità

            • PinoMamet says:

              ” non credo che nelle sue dieci ville tenga contemporaneamente l’aria condizionata accesa e usi la lavastoviglie, malgrado, non esseno ubiquo, in ogni momento si trovi solo in una di esse. E difficilmente mangia venti chili di bistecca al giorno, se ha un apparato digerente da homo sapiens.”

              Risposta breve: invece sì.
              Gli americani fanno esattamente questo.

              Quelli che non hanno dieci ville, campano comunque come dice Mauricius.
              Lasciano la villetta di legno (difficilissima da riscaldare) e si trasferiscono (in macchina o in aereo, sia mai pigliare un treno) in un’ltra villetta in Oklahoma, e i mobili li lasciano tutti all’aperto, mobili nuovi! in perfetto stato, televisione bici da corsa letto matrimoniale poltona con massaggio elettrico.
              Yard sale.
              Passi e ti compri tutto per cinquanta dollari (voglio dire, tutto) se vuoi.

              Sono normali? No, beh, ci sarà un motivo se parliamo di americanate…

        • Francesco says:

          Mig

          scusa se insisto ma … la risposta a quello che ho scritto PRIMA del PS?

          sennò sembra che l’unico luogo in cui la decrescita si mostra sia l’Oltrarno (e il Sud Italia ma quello è un caso disperato a se stante)

          Ciao

          • Per Francesco

            “prima del PS.”

            Ma tutto dipende da come definisci la “crescita”.

            Intendi che i processi estrattivi, in ogni senso, continuano ad accelerarsi? Verissimo.

            Solo che nel 1930, con un investimento energetico pari a 1, si ricavava 100 dal petrolio; oggi siamo attorno a 10.

            E le tecniche necessarie oggi sono molto più devastanti dal punto di vista ambientale e talmente più costosi economicamente che paradossalmente, si deve immediatamente mettere il prodotto sul mercato, abbassandone i prezzi (ottant’anni fa, le grandi ditte compravano giacimenti interi sfruttandoli il meno possibile).

            E ci sono scenari analoghi per tante risorse, a partire dal suolo stesso.

            • Francesco says:

              Scenari previsivi, nella cui attendibilità confida il solo MT perchè sollazzano il suo desiderio di distruzione del mondo.

              Per crescita mi limito a considerare la banale crescita economica: aumenta la quantità di beni disponibili per le persone, in posti in cui questi beni sono veramente scarsi.

              Mica dico che domani il sistema non collasserà e l’esempio petrolifero che fai è un indizio in quel senso.

              Però siamo sopravvissuti alla fine del carbone, rendendolo marginale, credo potremo cavarcela anche “senza” petrolio.

            • Per Francesco

              “Però siamo sopravvissuti alla fine del carbone, rendendolo marginale, credo potremo cavarcela anche “senza” petrolio.”

              Tutto è possibile.

              Per ora, non esiste nulla di lontanamente simile al petrolio, che contiene un’immensa energia facilmente trasportata, conservata, suddivisa.

              Nessun’altra fonte energetica, per quanto teoricamente potente, gli somiglia lontanamente.

              Ci vorranno decenni, forse secoli, per esaurire il petrolio; il problema è che sta diventando sempre più difficile da ricavare.

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ finito il carbone? E quando? Mi sono perso un evento così importante? E se l’è perso pure il GSE?

              http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/FUEL-MIX-DISCLOSURE-DETERMINAZIONE-DEL-MIX-ENERGETICO-PER-GLI-ANNI-2014-2015.aspx

            • Francesco says:

              x MT: diciamo che non è esattamente al centro del mondo energetico, giusto?

              x MM: se abbiamo secoli per capire come usare l’energia del Sole, dovremmo stare più o meno tranquilli, no?

              ciao

  4. MOI says:

    Quindi …

    Madrid Vs Barcellona : II Guerra Civile Spagnola ? Chiunque vinca, Neo-Al-Andalus ha già vinto ?!

    Washington Vs Pyongyang : Atto Finale della Guerra di Corea, con il Nord raso al suolo che confluirà nel Sud ?),

    La Birmania che ha imparato da Israele che con i MuSSulmani “Prevenire è Meglio che Curare” [cit.] e Palestinesi o Ronhingya fa lo stesso ?

    … La Decrescita Demo-Grafica è almeno un po’ garantita ?!

    • MOI says:

      … Tutti epifenomeni del cosiddetto Effetto Tropi Criceti in Gabbia, no ?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Madrid Vs Barcellona : II Guerra Civile Spagnola ? Chiunque vinca, Neo-Al-Andalus ha già vinto ?!

      A me pare che quelli dell’Isis abbiano tragicamente perso a Barcellona, visto che dopo l’attentato i catalani stavano parlando di indipendenza e non di loro. Certo, dare sfogo alla fogna è sempre gradevole a destra, ma in genere la sottoesposizione mediatica è un buon deterrente per gli attentati a caso in stile Isis.

      • Per MT e Moi

        “Madrid Vs Barcellona : II Guerra Civile Spagnola ? ”

        Concordo che l’Isis ha sicuramente perso :-)

        Ma dubito che ci sarà una “guerra civile”: le guerre civili richiedono una percentuale di giovani maschi che l’Europa non conosce da decenni. Dopo il Sessantotto, gli unici giovani ad aver fatto qualcosa di vivaci sono stati quelli dell’Isis, ma in numero statisticamente insignificante.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Intanto i referendari registrano marianorajoy.cat

      http://www.marianorajoy.cat/

      Intanto c’è un’interessante prova di forza. Abbiamo:
      – il sindaco di Barcellona che ora è per la consultazione e grida al golpe centralista (e fino all’altro ieri non avrebbe garantito i locali per il referendum)
      – il governo che manda agenti della Guardia Civil in Catalogna facendoli arrivare da altre parti della Spagna, a costo di alloggiarli sulle navi ancorate a Barcellona
      – il sindacato dei portuali di Barcellona che dichiara che a quelle navi non saranno garantiti i servizi portuali
      – il Tribunale Costituzionale che minaccia sanzioni contro i giuristi che parteciperanno alle operazioni di voto
      – si ha notizia di sindaci che hanno ordinato alla polizia locale di non ottemperare agli ordini dell’autorità giudiziaria
      – le procure che procedono contro le centinaia di sindaci favorevoli al referendum
      – le autorità catalane che ammettono che gli arresti hanno veramente creato delle difficoltà tecniche alla macchina elettorale

      http://www.vozpopuli.com/politica/referendum-en-cataluna-ultimas-noticias-directo_8_1065273463.html

  5. Z. says:

    In effetti, i diritti individuali servono anche come argine ai cambiamenti, agli sconvolgimenti e alle mode. Finché tengono.

    Ad esempio, se taluni reati diventano l’argomento preferito dei media, il diritto alla difesa in giudizio serve a rendere un po’ più difficile che i giornali ti condannino prima del giudice, che ai minori sia sottratta la possibilità di un’educazione, che la società trovi il suo John Barleycorn in una persona qualsiasi.

    Il diritto penale – sostanziale e processuale – salterà per ultimo. Salterà, e già il diritto UE preme per modificarlo in malam partem, non necessariamente pro futuro: figuriamoci la rullata del mondo extraeuropeo.

    Ma salterà per ultimo, e questo mi va bene. La sola idea di una punizione decisa dai saggi del vicinato, o deliberata da un’assemblea berciante, mi metterebbe piuttosto a disagio.

    Io non ho figli, cari amici chelebecchiani. Non invidio i vostri. Ma capirete la mia ritrosia ad accettare con slancio pregiudizi certi e immediati in cambio di vantaggi discutibili, e comunque solo eventuali, per le generazioni future.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Le garanzie penali italiane stanno saltando esclusivamente per colpa del sistema penale italiano, che con la sua inefficienza scontenta i suoi “stakeholders” (banalmente, chiunque abbia interesse alla repressione dei reati). Fino a ieri a rimetterci era il cittadino, di cui a nessuno gliene frega nulla, mentre oggi che è l’Unione Europea ad avere un interesse concreto all’efficacia del sistema e il sistema resiste, arriva il rullo compressore.
      Qualche anno fa scrivevo proprio qui che questo sistema inefficiente, difeso fino allo stremo dalle Camere Penali, ci avrebbe riportato alla legge della giungla. Mi sbagliavo non sul risultato, ma su chi sarebbe stato il primo ad impugnare l’accetta e passare ai modi spicci: pensavo che sarebbe stato qualche esagitato di borgata, ma invece sono funzionari poliglotti e dall’ottima istruzione.
      E dunque in grado di fare del male sul serio.

      • Z. says:

        Capisco la tua tesi. Senza discuterla nel merito, preciso che il fenomeno non credo si limiterà solo all’Italia, né avrà come causa la sola UE.

      • Francesco says:

        ma cosa vogliono questi funzionari poliglotti? ci porteranno un loro diritto civilizzato e aboliranno l’ANM? o gli basta piallarci e poi ci arrangeremo che a loro non frega nulla?

      • roberto says:

        sono totalmente d’accordo con mauricius sulla descrizione del fenomeno (sul giudizio da dare al fenomeno sono indeciso, di rullo compressore comunque si tratta, non c’è dubbio)

        francesco,
        mauricius si riferisce, mi sembra, a questioni un po’ complicate da spiegare in due righe.
        sostanzialmente vogliono che chi si fotte i soldi che devono essere versati all’unione sia punito (e pazienza per le regole tipo “prescrizione” o “principio di legalità delle pene”)

        • Francesco says:

          chi si fotte i soldi che devono essere versati all’Unione … che roba sarebbe?

          non riesco a capire

          (pensavo a un dall’Unione)

          ciao

          • roberto says:

            una parte dell’IVA è una delle risorse proprie dell’UE, quindi se qualcuno si fotte l’iva fotte (anche) l’UE.
            inoltre, gli stati membri sono obbligati a combattere le frodi che colpiscono gli interessi dell’Unione.
            siccome l’italia non è particolarmente ligia su questo punto, l’UE (e la corte di giustizia in particolare) è intervenuta come un carroarmato su alcuni istituti (come la prescrizione, facendo bene secondo me) e alcuni principi costituzionali quali la legalità delle pene (facendo male sempre secondo me)

            • Z. says:

              Scusa, intervenire retroattivamente sulla prescrizione non equivale ad intervenire su di un principio costituzionale?

            • roberto says:

              esatto ed è la cosa che non mi piace di taricco

            • roberto says:

              mi spiego meglio

              che tu abbia prescrizioni che letteralmente impediscono di perseguire truffe mi pare uno scandalo, come mi pare uno scandalo che ci siano regole di prescrizione diverse per casi analoghi (e questo risultava da quanto detto dal giudice del rinvio in taricco)

              cambiare le regole in gioco per i procedimenti in corso mi sembra inaccettabile

            • Francesco says:

              in sintesi, c’è speranza che l’Europa ci invada e ci civilizzi o restiamo felici coi La Russa e le Cirinnà?

              :)

            • roberto says:

              non è il mio ruolo quello dell’antieuropeista del blog, ma non sono a 100% sicuro che tutto sia “civiltà”.
              in questo caso alcune cose lo sono, altre mi paiono barbarie

              poi se mi dici che la barbarie è meglio di la russa siamo d’accordo….
              :-)

            • Francesco says:

              ora, da catto-reazionario bigotto non potrei essere più d’accordo con te.

              ma, come fai notare argutamente, la scelta è tra la barbarie modernista europea – che ci toglie l’anima e ci lascia il portafogli – e quella nazionalista “alla Russa” – che ci toglie l’anima E il portafogli

              inoltre, con la consulenza di Moi, penso alla pratica della dissimulazione sotto il dominio degli infedeli, mica all’abiura

              :D

    • Per Z

      “In effetti, i diritti individuali servono anche come argine ai cambiamenti, agli sconvolgimenti e alle mode. Finché tengono.”

      Infatti. Proprio per questo capisco come rendano impossibile reagire alla crisi.

      Ricordati del micro-esempio del mobiletto.

      Il diritto individuale della famiglia del bambino a essere risarcita se il bambino inciampa nel mobiletto nuovo nel giardino, sommato al diritto individuale del funzionario di zona di non dover risarcire lui, va a cozzare contro il fatto che i fondi a disposizione delle istituzioni “decrescono”, non permettendo loro di gestire più il giardino stesso.

      E quindi (adesso la faccio tragica, giusto per far capire l’esempio) la “decrescita felice” delle famiglie che gestiscono da sole il giardino, a proprie spese, viene sostituita dalla “decrescita infelice” del giardino che viene chiuso e cade in rovina.

      Vuol dire che i “diritti individuali” sono “sbagliati”? Vuol dire che nessuno deve risarcire la famiglia del bambino?

      No, vuol dire che i “diritti individuali” costituiscono un interessante elemento di accelerazione della caduta.

      • Z. says:

        In realtà per il mobiletto (magari sbagliando, eh) non la vedo così tragica.

        Però in generale capisco cosa intendi, e credo che come associazione sarebbe bene avere un legale e un’assicurazione a portata di mano, sempre.

        • Per Z

          “In realtà per il mobiletto (magari sbagliando, eh) non la vedo così tragica.”

          Ma infatti, era solo un esempio che con un po’ di illegalità si risolve :-)

          Per quanto riguarda il legale e l’assicurazione – anche qui si tratta come sempre di trasferire dallo Stato, in decrescita, ai privati i costi (senza che per questo diminuiscano le tasse) e lo smazzamento e i rischi.

          E quello che voglio sottolineare è che mentre le risorse diminuiscono, aumentano le regole.

  6. Francesco says:

    >> Non c’era la religione, non c’era la “patria” al di fuori di Trieste, non c’era l‘identità etnica

    mica vero, ho scoperto che prima del ’68 quella roba c’era anche in Italia. contro cosa si batteva Pannella, tra gli altri?

    basta rileggersi la Costituzione e si scopre che mondo c’era, mica solo professorini progressisti. del resto, lo scrittore più importante di quella stagione era Giovanni Guareschi, lo conosci?

    oggi quasi non ce n’è più traccia ma oggi, mica allora

    ciao

    • Per Francesco

      “mica vero, ho scoperto che prima del ’68 quella roba c’era anche in Italia. contro cosa si batteva Pannella, tra gli altri?”

      Ho scelto il 1977 come data spartiacqua apposta: lo vedo come il momento in cui appunto temi di questo tipo sono diventati di massa.

      Sicuramente, molti potevano essere d’accordo su singole tematiche promosse da Pannella anche prima.

      Ma il mio tema è il “Luogo Comune”.

      Comunisti e democristiani e missini dicevano, “noi facciamo l’interesse dei lavoratori meglio!”, non “siamo tutti uno più laico dell’altro!” oppure “solo noi comunisti difendiamo la Patria! No, siete dei venduti, lo facciamo solo noi democristiani!”

      E oggi, il “Luogo Comune” è, ad esempio, la “difesa delle donne” (contro stupratori negri, contro antiabortisti cattolici, contro maschilisti reazionari, contro magnaccia, ecc. ecc.).

      • Francesco says:

        “noi difendiamo la Pace”
        “noi difendiamo l’Ambiente”
        “noi difendiamo i Lavoratori” (ti sei già dimenticato Berlusconi-operaio?)
        “noi difendiamo le Donne”
        “noi difendiamo l’Italia” (che dopo il tradimento di Salvini siamo rimasti io e il Duca come pericolosi sovversivi)
        “noi difendiamo i GGiovani”
        “noi difendiamo i PPEnsionati”

        mi manca qualche altro luogo comune?

        ciao

  7. Moi says:

    funzionari poliglotti e dall’ottima istruzione.

    [cit.]

    ———————–

    … tipo chi, di grazia ?

    • Z. says:

      Robéluxe le Terrible, zum Beispiel!

      • roberto says:

        vabbé “ottima istruzione”, sono il prodotto della scuola del bronx e dell’università di massa….

        • Mauricius Tarvisii says:

          E sei dott. ric.

        • paniscus says:

          “vabbé “ottima istruzione”, sono il prodotto della scuola del bronx e dell’università di massa….”
          ——————–

          Sei il prodotto di un’università di massa che apriva l’accesso a tutti, ma che una volta che c’eri entrato, ancora pretendeva che si studiasse sodo, e ancora bocciava, per cui arrivavano in fondo solo quelli decentemente studiosi e decentemente determinati.

          Non la confronterai mica con quella di oggi, in cui ci si può laureare in fisica con una tesina di 20 pagine che a me non avrebbero accettato nemmeno come relazione per un singolo esame, e ci si può laureare in storia confondendo Napoleone I con Napoleone III?

          (per non parlare di quelli che si laureano in “Scienze della Pace“, in “Progettazione di Eventi“, in “Informatica Umanistica” o in “Igiene e Benessere del Cane e del Gatto“, che ai tempi nostri, per fortuna, non c’erano proprio)

          • Francesco says:

            >> Sei il prodotto di un’università di massa che apriva l’accesso a tutti, ma che una volta che c’eri entrato, ancora pretendeva che si studiasse sodo, e ancora bocciava,

            quando è successo, scusa, prof? a me la hanno raccontata diversa, da dentro

        • Z. says:

          Roberto, hai fatto il miglior liceo della Capitale, altroché Bronx :)

  8. Z. says:

    Ogni anno, lungo la Penisola, poco più di 71 mila donne risultano vittime di episodi di violenza ostetrica. Con questa etichetta vengono riconosciuti i comportamenti «profondamente rappresentativi delle disuguaglianze di genere».

    Così leggo su La Stampa.

    Se volete sapere come la penso, beh, profondamente ingiusto che le donne che partoriscono siano trattate peggio degli uomini che partoriscono.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Repubblica fa di meglio: mette in calce all’articolo direttamente l’IBAN di un’associazione che si occupa di ‘sta roba :D

      http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2017/09/20/news/violenza_ostetrica_in_14_anni_1_milioni_di_donne_l_hanno_subita_durante_il_parto-175925649/

    • PinoMamet says:

      Allora, da quello che ho capito il problema è che sostanzialmente queste partorienti sono state trattate male o insultate da medici o infermieri durante il parto.

      Il problema credo esista, e l’articolo tra le righe ne dà anche una spiegazione, cioè il ridotto turn over di medici e infermieri costretti a turni più lunghi in un lavoro, come si può intuire, assai stressante.
      Io stesso ho assistito, nei due-tre anni scorsi dove ho frequentato spesso ospedali per ragioni famigliari, a scene meno che edificanti (ma ho anche incontrato infermieri e medici bravissimi e disponibilissimi).

      La cosa sarebbe risolvibile con un po’ di formazione specifica, e soprattutto migliorando i turni
      (già che sono in tema, suggerisco di cambiare radicalmente il sistema del triage nel Pronto Soccorso)
      ma soprattutto non riguarda esclusivamente le donne né le partorienti!

      • Z. says:

        Non entro nel merito. Dico solo che trovo quanto meno bizzarra l’idea che l’ostetrica che maltratta la partoriente possa ritenersi perpetratrice di “diseguaglianze di genere”…

    • Per Z

      “Se volete sapere come la penso, beh, profondamente ingiusto che le donne che partoriscono siano trattate peggio degli uomini che partoriscono.”

      non so cosa pensare della notizia, ma la battuta è geniale!

  9. MOI says:

    @ PINO

    Penso di aver capito perché nell’ ultimo Wonder Woman abbiano strolgato delle Amazzoni da sempre multietniche nell’ Egeo (o giù di lì) : non è solo “includere” il pubblico, è proprio l’ idea che la Società Matriarcale sia naturaliter multietnica e combatte in gioco di squadra solo per autodifesa … all’ esatto opposto dell’ orrore della Società Patriarcale, che non a caso stava combattendo la Prima Guerra Mondiale. ;)

  10. Moi says:

    Tra il serio e il faceto, Silvana De Mari (medichessa odiatissima dai gay per averne commentato le endorettocolonscopie pubblicamente … “adottata” dal Popolo della Famiglia di Gianfranco Amato e Mario Adinolfi + Giuseppe Povia, ecc …) crede davvero alla propensione maschile alla creatività artistico-tecnologica come atavico
    “surrogato” uterino …

  11. Per roberto

    Siccome tu vivi in luoghi normali :-) , oggi mi arriva una telefonata da un esponente del Partito Unico della nostra città.

    L’esponente si trova attualmente in Belgio, e mi dice che non si può più organizzare nulla all’aperto a Firenze, dopo la recente circolare della polizia, per cui chiede se va bene se si organizza un certo evento al giardino, che almeno ha i cancelli.

    E aggiunge che nemmeno in Belgio si fa più nulla all’aperto, “perché l’hanno provata sulla loro pelle”.

    Ci sarebbero un sacco di riflessioni, tra cui la prima è che forse la tremenda circolare che ha abolito qualunque attività organizzata all’aperto in Italia, non sarebbe legata solo al fatto di Torino.

    La seconda è che la famosa frase “La Francia/Spagna/Belgio ecc. sconfigge il terrorismo uscendo di nuovo per strada” può far piacere ai liberal e far impazzire di rabbia quelli di destra, ma è una menzogna.

    La gente si dimentica presto, ma le circolari del Capo della Polizia restano.

    La terza è che il Belgio non è tanto diversa da Firenze.

    • Roberto says:

      Mi vuoi dire che la brocante di place du jeu de balle non esiste più?
      https://www.out.be/fr/evenements/126112/brocante/

      Che il mercato di arlon del giovedì mattina è chiuso?

      Che è inutile che domani vada sempre ad arlon al mercato del biologico?

      • Per roberto

        “Mi vuoi dire che la brocante di place du jeu de balle non esiste più?”

        Giusto… mi ha parlato brevemente, per cui non siamo entrati nei dettagli.

        Posso azzardare che lui non intendesse grandi eventi fissi di questo tipo: anche da noi, il mercato in Piazza Santo Spirito continua.

        Qui almeno, sono tutte le piccole attività locali, in particolare quelle senza scopo di lucro, che sono state stroncate.

        Comunque, cercherò di informarmi meglio su come funziona il mercato di Santo Spirito, non ci avevo pensato.

    • Roberto says:

      Questo sarebbe piaciuto a Z peccato che non l’hanno fatto
      :-)

      http://www.alcatraz.be/en/photos

    • PinoMamet says:

      Nel Mondo continuano a organizzare tranquillamente eventi all’aperto. C’è vasta scelta.
      Non mi risulta che sia cambiato alcunché a livello organizzativo in seguito alla circolare “oh, controllate che sia tutto in ordine, eh?” del Ministero dell’Interno.

      Posso ribadire il concetto e formulare in tono dubitativo la domanda: forse a Firenze siete amministrati malino? ;)

      • PinoMamet says:

        Per chi segue distrattamente: il Mondo è l’EmiliaRomagna, naturalmente ;)

      • PinoMamet says:

        Visto che mi si segue con ingiusta e immotivata distrazione ,ribadisco di trovarmi, e trovare all’esponente del Partito Unico, le parti della circolare in cui si specifica chi, come e quando e soprattutto a spese d ichi devono essere fatti questi controlli.
        Io non le ho viste, forse perché non ci sono ;)

        Trattasi di circolare rivolta a prefetti e Polizia… dove gli si chiede di controllare: capienza delle piazze, vie di fuga ecc. (dati che hanno già), fare un giro di telefonate ai vigili del fuoco e protezione civile (“oh, è tutto in ordine? nel caso sono pronti i mezzi?”) come chiaramente di routine ecc.

        Se, e sottolineo se, la usano per dire “caspita, mi dispiace, non si può fare niente all’aperto” o non l’hanno capita, o vi pigliano per il didietro.

        • Per PinoMamet

          ” in cui si specifica chi, come”

          “gli organizzatori”.

          Poi quando si fa la Festa della Polizia, gli organizzatori saranno sicuramente la polizia stessa.

          • Su come si è amministrati…

            Sono sicuro che altri commentatori qui ne sappiano molto più di me su diversi argomenti: quando sento parlare qui di Di Maio e Di Battista, ad esempio, o di film, o altre cose, ho tutto da imparare.

            Ma forse sono quello che ha più a che fare con amministratori locali di tutti noi.

            Non ho alcun motivo per pensare che vivere a Firenze renda tutti sistematicamente più incompetenti.

            Anzi, ho imparato a rispettare diversi funzionari e persino alcuni politici, anche del Partito Unico.

            Inoltre, si tratta di rapporti anche di amicizia, in cui loro si sfogano delle loro frustrazioni e delusioni.

            E forse, sotto la scorza, è così anche altrove. E forse nemmeno solo in Italia. E magari ha anche cause oggettive, non solo il DNA dei fiorentini.

            • Francesco says:

              Ah, qui a Milano i mercati e i mercatini continuano come prima.

              L’altro giorno ero al parco sotto i grattacieli col figlio, c’era un tendone con eventi culturali, parecchi chioschi di roba da mangiare e un sacco di gente

              Magari erano assicuratissimi e con un bellissimo piano di emergenza, non so

              Ciao

            • roberto says:

              oddio orrore!!!!

              gente per strada in aperta violazione delle regole, e per di più dei ligi milanesi!
              non me lo sarei proprio aspettato….

            • Francesco says:

              ah, quella dei ligi milanesi ormai è storia antica, come quella degli spartani valorosi o dei romani frugali

              siamo un casino a cielo aperto, al che non so cosa ci resta di buono

              :(

      • Per PinoMamet

        “Posso ribadire il concetto e formulare in tono dubitativo la domanda: forse a Firenze siete amministrati malino?”

        Forse leggono le circolari. Che non dicono solo “controllate che sia tutto in ordine”, ma definiscono in modo abbastanza chiaro cosa significa “tutto in ordine”.

        Poi può darsi che a Firenze siano particolarmente sensibili, visto che è una città mediaticamente paragonabile a Parigi o Barcellona o Berlino o Nizza, tanto per citare qualche luogo recentemente nei media.

        • Moi says:

          Poi può darsi che a Firenze siano particolarmente sensibili, visto che è una città mediaticamente paragonabile a Parigi o Barcellona o Berlino o Nizza, tanto per citare qualche luogo recentemente nei media.

          —————

          … Detto meglio, al dilà delle reticenze ?

          • Per Moi

            “… Detto meglio, al dilà delle reticenze ?”

            Una città dove avrebbe un certo senso compiere un attentato, se si cerca la massima attenzione mediatica; e quindi si richiede più cautela.

            Magari alla Sagra del Tartufo di Borgovecchio ci sarà anche parecchia gente, ma si può stare più tranquilli.

        • PinoMamet says:

          Magari a Firenze- difficile ammetterlo- siete più indietro della sagra del tarufo di Borgovecchio :D :D

          comunque, facciamo un po’ di lezione all’illuminato esponente del Partito Unico, e p.c. al signor Prefetto di Firenze.

          Le manifestazioni pubbliche sono già regolate da (cito)
          “2
          PREMESSA
          Le fonti normative che regolano la materia delle pu
          bbliche riunioni e
          manifestazioni sono l’ art.17 della COSTITUZIONE, g
          li articoli da 18 a 24 del
          T.U.L.P.S. e da 19 a 28 del REGOLAMENTO DI ESECUZIO
          NE del TULPS. ”

          La circolare del Ministero, abbastanza chiaramente, non va a innovare tale disciplina;

          precisa invece che debbono essere eseguiti una serie di controlli su aspetti che definisce di “safety” e “security” da parte dell’autorità competenti.

          Ripeto per l’ennesima volta per i non capenti e i fiorentini, che questi controlli dovrebbero essere di prammatica, e non c’è scritto da nessunissima parte che debbano essere pagati (e perché mai?) dal gruppo che intende realizzare l’evento o manifestazione, men che mai dall’attore girovago che si mette in testa di recitare Shakespeare in piazza citato da Miguel nell’altro post.

          Cito inoltre:
          “Ma ecco la circolare del Dipartimento dei Vigili del fuoco, più circostanziata: la nota esordisce chiarendo che le condizioni da verificare e le determinazioni susseguenti che riguardino le misure di sicurezza del pubblico “non costituiscono un corpus unico di misure, da applicare tutte insieme ed indiscriminatamente” ma sono soggette “al vaglio critico”, attraverso un “approccio flessibile” che valuti la natura della manifestazione e determini le modalità applicative.

          Viene inoltre ribadita la competenza “in prima istanza” delle Commissioni comunali e provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, le quali dispongono già di un “complesso e collaudato sistema di disposizioni”. In caso di condizioni straordinarie potrà essere richiesto l’interessamento del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

          La circolare richiama inoltre la normativa di settore alla quale fare riferimento, prima fra tutte la Regola tecnica di prevenzione incendi del 1996 ed elabora “a titolo esemplificativo” alcuni elementi”

          Ma sì sa, noi di Borgovecchio siamo tutti dei poveri ingenui che non vivono in Oltrarno…

          • roberto says:

            disgraziato, 24 ore di procedimento maieutico per far arrivare miguel a partorire la risposta e tu rovini tutto così!

            • PinoMamet says:

              Non preoccuparti, come vedi ancora la legge a modo suo…
              ;)

              ma credo che la colpa sia delle istituzioni fiorentine che hanno trovato la scusa buona per non far fare niente.
              Niente di che, basterebbe uno che sa di diritto amministrativo e sindaci e compagnia se la prenderebbero in saccoccia, ma niente, noi non si vive in Oltrarno e perciò i nostri consigli contano niente.

            • Per PinoMamet

              “Niente di che, basterebbe uno che sa di diritto amministrativo e sindaci e compagnia se la prenderebbero in saccoccia, ma niente, noi non si vive in Oltrarno e perciò i nostri consigli contano niente.”

              Non capisco esattamente il senso della polemica.

              Esiste una circolare molto vaga riguardo ai destinatari e alle manifestazionii a cui si riferisce, ma totalmente paralizzante nei contenuti.

              Se uno poi applica in modo “flessibile” tale circolare, e poi succede qualcosa, la polizia potrà dire, “non è colpa nostra”. Per cui la colpa passa automaticamente a chi ha applicato appunto in modo flessibile la circolare.

              Il processo gli potrà anche andare bene, cioè dopo cinque anni potrà scaricare la colpa su qualcun altro, o addirittura si deciderà che il funzionario ha agito correttamente.

              Ma non ci vedo niente di strano nel fatto che a un’assoluzione dopo cinque anni di processo, un funzionario possa preferire nessun processo per aver permesso qualcosa che sembra esplicitamente vietato da un documento specifico, anche se un altro documento dice che quello stesso documento si può anche leggere in maniera “flessibile”.

              E non vedo cosa c’entri Firenze, nel bene o nel male. Mica che questi meccanismi operino solo qui.

              Sopratutto pensando che dei giovani politici ambiziosi hanno dovuto bloccare eventi che loro stessi stavano promovendo e che permettevano loro di fare bella figura. Non è un caso che si siano sfogati, è stato un brutto colpo per loro.

            • PinoMamet says:

              “Non capisco esattamente il senso della polemica.”

              Il senso della polemica è che la circolare non è affatto paralizzante, e infatti- per esempio da link di Roberto- risulta che altre città non ne sono affatto paralizzate.

              Poi tu rispondi dicendo che sarà forse così a Borgovecchio per la sagra del tartufo, ma non a Firenze (per inciso, Bologna non è esattamente Borgovecchio) e qui è dove c’entra Firenze.

              C’è il caso che da voi la abbiano capita malino?
              O che ci sia una volontà- anche comprensibile- di applicarla in un senso più restrittivo del dovuto??

            • Per PinoMamet

              “O che ci sia una volontà- anche comprensibile- di applicarla in un senso più restrittivo del dovuto??”

              Intanto, scusate, la differenza tra me e te/Z/Roberto non è che io sto a Firenze.

              La differenza è che io ho un’esperienza quotidiana di piccole questioni di amministrazione locale, e conosco un bel po’ di amministratori politici e non, nonché di altre persone che interagiscono anche loro con l’amministrazione. Non è mica una scienza di cui vantarsi, però in questi ultimi cinque anni, non si può dire che non me la sia fatta.

              Se si guardasse Firenze da fuori, non sembrerebbe affatto diversa dalle città che descrivete voi.

              Anzi, ricordiamo che Renzi era riuscito a proiettare l’illusione in tutta Italia di essere un “grande sindaco”, capace “finalmente di fare qualcosa”.

              Probabilmente, se foste a contatto con la microrealtà quotidiana dell’amministrazione, vedreste che quelle città non sono così diverse.

              Perché i meccanismi dell’ultima firma, del cerino acceso e tutto il resto – che mi confermano sono identiche anche nelle scuole, solo che si scaricano sempre sull’insegnante – sono sicuramente italiani, e probabilmente anche universali.

      • roberto says:

        ma a proposito di playground,

        come funziona adesso con i vari campetti di calcio/basket?
        con i parchi giochi?

        tutti pericolosissimi luoghi di riunione!

        inoltre, quid dei dehors dei ristoranti? luoghi di riunione, sulla via pubblica, e per di più già oggetto di attentati (ricordate il café voltaire a parigi?). chiedi al tuo esponente come si applicano le nuove regole ai dehors. hanno seguito tutte le procedure? se no, che aspettano a chiuderli?

        • Per roberto

          “come funziona adesso con i vari campetti di calcio/basket?
          con i parchi giochi?”

          Non sono compresi, perché sono all’interno di mura/cancelli, ecc.

          Per i dehors, provo a rileggermi la famosa circolare.

          • roberto says:

            “Non sono compresi, perché sono all’interno di mura/cancelli, ecc.”

            ma la letterina di gabrielli parla di “aree pubbliche di libero accesso!
            un campetto, un parco giochi, per quanto recintato resta sempre “di libero accesso”, finchè non lo chiudi a chiave

            secondo me si applica e non vorrei essere nei panni del ragazzino che con un pallone va a giocare senza aver prima avvertito la questura, i pompieri, il coc, il com ed il ccs

            • Per roberto

              “secondo me si applica e non vorrei essere nei panni del ragazzino che con un pallone va a giocare senza aver prima avvertito la questura, i pompieri, il coc, il com ed il ccs”

              In effetti… tra l’altro, la circolare dice che mai ragioni di ordine pubblico (tipo, “troppe mamme inferocite, torniamocene a casa”) dovranno impedire la meticolosa applicazione di tutte quelle regole.

              Questa volta il Capo della Polizia non ha passato un semplice cerino, ha passato una bomba a mano.

              Mi sembra però vago il concetto di “eventi”. Una regolare scuola di calcio, oppure un dehors che sta lì da anni, costituiscono “eventi”?

            • PinoMamet says:

              Non lo so come fate a Firenze, noi a Borgovecchio ci informiamo, e troviamo per esempio:

              ” relazione allo svolgimento di manifestazioni di pubblico spettacolo, sarà quindi onere dell’ufficio comunale preposto al rilascio delle licenze ex art. 68 T.U.L.P.S., secondo le abituali prassi amministrative , interessare la Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

              Qualora la Commissione ritenga che la manifestazione possa comportare un innalzamento, anche solo potenziale, del livello di rischio per i partecipanti o più in generale per la popolazione, derivante, ad esempio, dalle modalità di svolgimento dell’evento, dal luogo prescelto o dal prevedibile, elevato afflusso di persone, e tale da richiedere un surplus valutativo di livello più ampio e coordinato, ne informerà la Prefettura, inviando una relazione di sintesi con l’indicazione del possibili profili di criticità.”

              http://mauriziocrisanti.it/2017/07/pubbliche-manifestazioni-ministero-interno/

            • Per PinoMamet

              “http://mauriziocrisanti.it/2017/07/pubbliche-manifestazioni-ministero-interno/”

              Grazie, utilissimo… lo conosci anche tu il blog di Crisanti?

              In effetti, condivido i dubbi che il Crisanti esprime, quando parla di una circolare “molto generica e relativa a “pubbliche manifestazioni”.

              Il riferimento ai Lunapark – cioè a spazi semipermanenti, tipo dehors o giardini “al chiuso” – in effetti spiega la contraddizione di cui si parlava prima (cioè Shakespeare o piccolo evento sportivo all’aperto vietati, mega-dehors o mercato permessi), tanto che la nota dei Vigili del Fuoco parla di “Commissioni comunali e provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo”.

              Notare l’elegante passaggio finale del cerino:

              “Sarà la Commissione di vigilanza interessata, in occasione del sopralluogo effettuato prima dello svolgimento dell’evento, a verificare la piena ottemperanza a tutte le prescrizioni impartite e ad assumere le definitive determinazioni ai fini del rilascio della prescritta licenza da parte delle autorità competenti.”

            • Poi è un capolavoro la frase:

              ” le misure di sicurezza del pubblico “non costituiscono un corpus unico di misure, da applicare tutte insieme ed indiscriminatamente” ma sono soggette “al vaglio critico”, attraverso un “approccio flessibile” che valuti la natura della manifestazione e determini le modalità applicative.”

              Che addolcisce senza rinnegare nulla.

    • Roberto says:

      Un mese dopo l’ordinanza liberticida, mentre i fiorentini erano costretti a casa a Bologna di organizzava questo

      http://bolognabasket.it/category/playground-giardini-margherita/

  12. Moi says:

    credo che come associazione sarebbe bene avere un legale e un’assicurazione a portata di mano, sempre.

    [cit.]

    Z

    ————–

    Giusto ! A patto, però, che sia tutta gente che ci crede davvero e lo dimostri nell’ unico modo possibile: Lavorando Gratis !

    Altrimenti arrivano i Professionisti della Solidarietà Esperti dell’ Inventare Sé Stessi con nomi del cazzo in Gergo Anglobale … e la Mangiatoia è già bella che pronta ! Troppe volte ho visto la Gente Migliore, ingannata, Pascere con solerzia al Trogolo la Gente Peggiore !

  13. Moi says:

    @ ZETA

    Visto che ha prevalso Dima su Dibba ? Non ricordo chi, li aveva paragonati rispettivamente al Forlani e al Che Guevara del M5S …

    • MOI says:

      Dima si è messo pure a baciare l’ampolla di San Gennaro, ma mica ha fatto sciogliere … le Camere (cfr. Vignetta di Giannelli !), il Santo !

  14. Francesco says:

    x MT

    a proposito, COME vivono a Cuba?

    a naso quasi senza auto private, per cui l’impatto ambientale diminuisce parecchio

    ma per tutto il resto?

    grazie

    • Mauricius Tarvisii says:

      Mai vissuto a Cuba.

      • Francesco says:

        Sappiamo solo che hanno l’impronta ecologica pro-capite massima sostenibile?

        E il Cuba Libre

        :D

        • MOI says:

          ma come ? …. figa, ron, figa, aragoste,figa, baila la salsa, figa, sigarone, figa … già menzioanta la figa ?! ;)

          • Francesco says:

            il Paradiso dei Negri secondo qualsiasi razzista quindi?

            niente lavorare, niente fabbriche, niente civiltà, solo bere e ciulare?

            ho capito perchè si chiama decrescita felice

            • Per Francesco

              “il Paradiso dei Negri secondo qualsiasi razzista quindi?

              niente lavorare, ”

              Eh, non si dice “lavorare come un negro”?

            • Z. says:

              In effetti è l’unico cliché razzista che nessuno applica agli africani.

            • Francesco says:

              Miguel

              il Negro lavora come un Negro nelle piantagioni perchè lo corcano di mazzate.

              Se vedi un fanatico che lavora tantissimo senza nessuno che lo frusta, gli dici che lavora come un Negro.

              Ma cosa ne sai tu che sei messicano? :D

              PS il luogo comune prosegue dicendo che , se fosse per lui, il Negro starebbe tutto il giorno sdraiato sotto l’albero delle banane, e a sera mangia le banane.

              Ciao!

            • PinoMamet says:

              Devo dire che da queste parti i negri hanno fama di grandi lavoratori, effettivamente.

              Nessuno si lamenta del negro in quanto negro, visto all’opera nei classici “lavori che gli italiani non vogliono più fare” (diciamo quelli che ogni tanto elenca Nonstoconoriana ;) )

              invece tutti se la prendono con i “profughi”, che stanno senza far nulla pur essendo negri .

              In generale gli africani neri sono visti molto meglio dei nordafricani.

            • Z. says:

              Gli africani dell’Africa nera, almeno quelli con cui io ho avuto a che fare, mi sono sempre sembrate persone dalla dignità eccezionale.

              Magari umili e dimessi, ma sempre puliti, sempre in ordine e sempre educati, ad ogni età.

              Niente tatuaggi a raglio, niente abiti strappati alla moda, niente giovanilate fuori tempo e fuori luogo.

              Se noi siamo melaninodeficienti, alias neri difettosi, un motivo ci sarà…

            • Moi says:

              per loro, “neri” è generico almeno quanto per noi “bianco” … so che lo sapete, ma non si rammenta mai abbastanza.

              PS

              il tatuaggio “classico” è scuro, tipo marchio a fuoco… perciò mi pare ovvio che sulla pelle di un Islandese risalti meglio che su quella d’un Ghanese !

            • Moi says:

              cmq il Paradigma della Tamarraggine “di Colore” è Statunitense-Rapper, emulatissimo da ogni altra “razza” !

  15. Visto che mi diverto con le storielle locali…

    Sette funzionari dell’Ambiente del Comune di Firenze rinviati a giudizio.

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/09/19/news/dopo_la_rabbia_e_i_pianti_il_taglio_dei_300_alberi_finisce_anche_in_procura-175948367/

    Ecco la sequenza dei fatti:

    1) Cade un albero, un ippocastano. Per paura di finire sotto inchiesta, il Sindaco ordina una strage di alberi ritenuti “pericolanti”. Meglio abbondare dalla parte della sicurezza, quindi se ne abbattono circa 300.

    2) Gli alberi abbattuti sono in massima parte della categoria C (praticamente, piante un po’ bruttine), non quelli della categoria D (quelle effettivamente a rischio)

    3) Le regole prevedono che per abbattere un albero nel Centro Storico/Area Unesco, si debba ottenere il parere della Sovrintendenza per ogni singolo abbattimento (credo dopo un’accurata perizia, se ben ricordo), cosa che i funzionari dell’Ambiente non hanno fatto

    4) Inoltre, i funzionari dell’Ambiente sono accusati di aver creato loro stessi la situazione attuale, non avendo fatto sufficienti controlli in passato.

    Ora, ho un’idea dell’Ufficio ambiente del Comune (l’ultimo giardiniere l’ho conosciuto, è andato in pensione diversi anni, adesso si affidano i lavori a cooperative di disgraziati che non parlano nemmeno italiano). Non potevano fare i controlli, perché non c’era più il personale per farli.

    Ma quelli rimasti con il cerino, a questo giro, sono proprio i funzionari dell’Ambiente.

    I quali, come tutti coloro che finiscono sotto inchiesta qui, raddoppieranno quindi gli sforzi per bloccare qualunque cosa di pericoloso possa succedere.

    D’altronde, a ogni giro è così: quando alcuni anni fa, morirono in due per un ramo caduto al Parco delle Cascine, capitozzarono gli alberi in mezza città, segando via tutti i rami. Così formalmente si salvarono dal finire sotto inchiesta, peccato che gli alberi capitozzati soffocano e ricrescono molto più fragili e pericolosi di prima.

    I rami poi li mettevano tutti dentro la “cippatrice”, una grande macchina tritatutto che spara polvere e frammenti nell’aria.

    Peccato che Firenze sia considerata focolaio del cosiddetto “cancro del platano”, un fungo che sta uccidendo molti platani, per cui la Regione ha emesso regolamenti molto rigorosi sul taglio dei platani, in modo da evitare il contagio tramite dispersione appunto di polvere e frammenti.

    Quindi la “pulizia” del 2014 ha disseminato ampiamento malattie che oggi minano le piante. D’altra parte, se non avessero tagliato gli alberi, sarebbero stati accusati di negligenza omicida; e non avevano certo i soldi per fare i tagli in regola.

  16. Comunque, tempo fa, un gruppo di architetti e botanici ha elaborato un enorme piano per la sistemazione degli alberi a Firenze, che prendeva in considerazione una gran quantità di fattori diversi.

    Il sindaco ha ringraziato e ha messo il progetto in un cassetto.

    Poi è arrivata la Coop, che ha regalato un certo numero di alberi, del tutto estranei tra l’altro alla flora locale, al Comune (“tutto gratis!”) e il sindaco ha pensato bene di piazzarli tutti nei giardini pubblici, per fare ombra agli scivoli (così le mamme ringrazieranno) senza la minima logica.

  17. Comunque, sulla circolare Gabrielli…

    Il punto fondamentale non è la lettera del testo: tutti i documenti simili sono ugualmente paralizzanti, e non è certo il primo.

    Il punto è che nei processi che ogni funzionario sogna mentre si addormenta, gli verrà chiesto soprattutto, “chi ha messo l’ultima firma?”

    Come nei romanzi di Pennac, esistono Capri Espiatori professionisti, che dietro adeguato compenso, fanno proprio questo: sono i classici Ingegneri della Sicurezza che fanno le perizie.

    Il Capro Espiatorio legge e firma tutta l’immensa mole di divieti che tutti quelli a monte di lui hanno scritto per scaricare a valle inchieste e processi.

    Se l’organizzatore riesce a pagarsi un Capro Espiatorio professionista, il funzionario è disposto a mettere la PENultima firma.

    Gli organizzatori dei piccoli eventi di cui si parla qui semplicemente non hanno i soldi per pagarsi un Capro Espiatorio professionista.

    • PinoMamet says:

      Scusa non vorrei essere insistente, ma dove sta scritto che l’organizzatore debba pagare quello che fa le perizie?

      A naso, mi sembrerebbe anzi una procedura molto irregolare.

      • Per PinoMamet

        “Scusa non vorrei essere insistente, ma dove sta scritto che l’organizzatore debba pagare quello che fa le perizie?”

        DEVe “regolare e monitorare gli accessi, ” creare “percorsi separati”, “suddividere in settori l’area di affollamento”, gestire un “adeguato numero di operatori appositamente formati”, individuare aree e punti di primo intervento, organizzare “preventivi e mirati sopralluoghi”, ecc.

        Se trova uno studio ingegeneristico che glielo fa gratis, la polizia non ha problemi.

      • PinoMamet says:

        Riporto quanro scritto più sopra nel link che ti ho postato:

        se vuoi fare una manifestazione la fai secondo la normale procedura amministrativa .

        Se il Comune pensa che (per le dimensioni della manifestazione per esempio, o per la natura del luogo scelto) possano esserci problemi particolari di sicurezza, mette in atto la serie di controlli da cui alla circolare.

        Non li paga l’organizzatore!!

        • Per PinoMamet

          “Non li paga l’organizzatore!!”

          Mi sono spiegato male: l’organizzatore in questo caso è un ente del Comune particolarmente povero, il Quartiere.

          Il Quartiere può stanziare 200 euro per quello che legge Shakespeare, un Capro Espiatorio costerebbe al Comune 2000 euro.

          Per cui i giovani politici in questione devono far svolgere i loro progetti, a cui ci tenevano moltissimo, in uno spazio chiuso (una saletta del Comune e il giardino).

          Io non riesco a capire cosa ci sia dietro il tuo discorso.

          Tu pensi che una persona che da tre anni fa il consigliere di quartiere, che cerca disperatamente di fare delle piccole iniziative (vuoi per ambizione, vuoi anche per genuino entusiasmo), che cerca come è normale di accattivarsi le simpatie di tante persone visto che non ha promotori altolocati… che una persona del genere si spari nel piede per ignoranza, perché non sa che esiste una contro-circolare dei Vigili del Fuoco che dice, “tutto vero, ma cerchiamo di essere flessibili”?

          Capisco il gusto di ridere dei fiorentini, ma per quale motivo questo dovrebbe succedere solo a Firenze – città peraltro piena di gente che si impegna e che è pronta a fare le pulci ai politici?

          • PinoMamet says:

            Allora:
            io non ho il gusto di ridere dei fiorentini, che mi sono altamente indifferenti;
            semmai sei tu che hai la tendenza a dire che chiunque viva fuori da Firenze o dall’Oltrarno, secondo i casi, non può capire determinate cose.
            Io mi sono limitato a dirti, anzi, a porti la domanda: c’è il caso che siate amministrati maluccio?

            Tu rispondi dicendo che tanto noi viviamo a Borogovecchio dove fanno la sagra del tartufo.
            Bene.

            Comunque altrove (qua; a Bologna; in Friuli Venezia Giulia…) dove pure le circolari le leggono
            (per inciso: io l’ho letta, prima di risponderti per la prima volta, risposta bellamente ignorata da te)
            le manifestazioni le fanno lo stesso, niente è paralizzato, e non risulta che nessun lettore di Shakespeare abbia dovuto pagare alcunchè per una procedura amministrativa del Comune, al di fuori delle tasse e imposte comunali.

            • Per PinoMamet

              “semmai sei tu che hai la tendenza a dire che chiunque viva fuori da Firenze o dall’Oltrarno, secondo i casi, non può capire determinate cose.”

              No, ho detto una cosa molto diversa: che più si ha a che fare quotidianamente con il gioco del calcio, più si capisce del mondo del calcio. Anche di più rispetto a chi ogni tanto guarda una partita per cinque minuti alla televisione e poi passa a qualcos’altro.

              Io di calcio ne so meno di chi guarda la partita per cinque minuti, e quindi i miei giudizi in merito sono alquanto discutibili.

              Ho invece a che fare con l’amministrazione locale di una città qualunque d’Italia, su basi quotidiane, da circa 5 anni. E in questi cinque anni, non ho avuto nessun motivo per pensare che sia particolarmente diversa dall’amministrazione di qualche altra normale città.

              Quindi, ho il sospetto che non sia affatto così anomala come apparirebbe dai vostri commenti.

              Chiedo scusa se poi non ho risposto subito al tuo commento, evidentemente mi sono perso a causa del numero dei commenti.

            • Per PinoMamet

              “Tu rispondi dicendo che tanto noi viviamo a Borogovecchio dove fanno la sagra del tartufo.
              Bene.”

              A volte su Internet, non ci si capisce, perché mancano le espressioni della faccia e tutte quelle piccole cose che ci permettono di comunicare.

              Non mi riferivo a nessun commentatore, e non penso che il casino di Firenze sia nulla di cui vantarsi.

              Semplicemente, se io sono il comandante della polizia di un paese piccolo, in cui tutti si conoscono, e che non interessa a nessuno, potrei essere più tollerante del capo della polizia di una città molto più grande, percorsa ogni giorno da centinaia di migliaia di sconosciuti, e che è abbastanza nota nei media da attirare anche chi vorrebbe farsi notare.

              Questo l’ho detto, casomai, per venire incontro a chi sostiene (al contrario di me) che Firenze sarebbe amministrata in maniera “diversa” rispetto ad altre città.

          • Roberto says:

            Miguel,
            Proviamo a rigirare la domanda:
            Ti stiamo facendo notare che in tutta Italia la vita continua esattamente come prima anche dopo l’ordinanza gabrielli.
            Ci sono dappertutto mercati, manifestazioni, processioni, spettacoli, sagre, matrimoni, funerali, tornei di calcio, dehors di ristoranti, spiagge gremite di gente….insomma tutto!
            L’unico posto di cui abbiamo conoscenza del fatto che una manifestazione con 200 persone mal contate diventa impossibile è Firenze, anzi no, oltrarno.
            Ora la domanda.

            Secondo te, perché solo da voi il possibile diventa impossibile? Come te lo spieghi?

            • Per roberto

              “Ti stiamo facendo notare che in tutta Italia la vita continua esattamente come prima anche dopo l’ordinanza gabrielli.”

              L’ordinanza Gabrielli lo scopro solo in questi giorni, sono stato in Polonia, e il testo l’hai scovato tu.

              Quindi è vero che lo scopro a Firenze (non c’entra l’Oltrarno, che non è un’unità amministrativa).

              Ora, tu mi informi che nel resto d’Italia continuano a esserci tanti eventi.

              Certo, bisogna vedere come: a Firenze si è svolta la notte di San Giovanni, con fuochi d’artificio, in una condizione talmente blindata (varchi, controlli, blocchi stradali, perquisizioni, ecc.) che tanti fiorentini, noi compresi, non ci sono andati per la prima volta . Però risulta sulla carta che si è svolta anche quella. E magari anche altrove è andata così, non lo so.

              La risposta perché succede a Firenze è molto semplice – la storia del cerino, dell’ultima firma, eccetera che ho ampiamente descritto. E’ una cosa talmente ovvia, che non riesco a capire perché non succederebbe anche altrove.

              Casomai ci sarebbe da parlare con un funzionario a Bologna, ad esempio, per sapere

              1) se anche lì tanti piccoli eventi non appariscenti sono saltati, senza che lo sappiamo io che non sono bolognese, e tu che non sei a contatto quotidiano con amministratori locali

              2) e se no, quale ragionamento abbiano fatto gli amministratori per rischiare ugualmente.

              Comunque io non me la sentirei di dire che ” in tutta Italia la vita continua esattamente come prima”.

              Direi piuttosto, “da una veloce occhiata su Internet, sembra che ci siano tanti eventi in giro per l’Italia”.

            • Francesco says:

              Anche da un veloce (più spesso lento) giro per la città in cui vivo e lavoro …

              solita presenza di soldati post 11/9/2001, solita latitanza dei vigili urbani/poliziotti locali

              e sempiterno fregarsene delle regole, dalle bici sui marciapiedi alle automobili sui marciapiedi, sulle fermate degli autobus, in doppia fila, ferme un metro dopo il semaforo e così via

              insomma, nessun segno di un giro di vite

            • Per Francesco

              “insomma, nessun segno di un giro di vite”

              ma nemmeno qui.

              Non si sta parlando di “svolta repressiva del regime fascista che odia la libertà di movimento”.

              Stiamo parlando di funzionari che non vogliono finire sotto processo.

              Tutti in catena che scrivono, “io non c’entro niente, giuro che fosse per me vieterei tutto!” su un foglietto che poi passano a firmare a quello dopo, fino all’ultimo della fila.

              Che può decidere se andare sotto processo lui per tutti, oppure effettivamente vietare tutto.

              Ora, se tu sei l’ultimo della fila, ma hai messo un bel cartello grande “divieto di sosta” e c’è una firma per dimostrarlo, che importanza ha se qualche libero cittadino decide di prendersi lui il cerino parcheggiando davanti al cartello?

              Ma anche un assembramento di cinquanta ubriachi non è un problema, se ci sono firme sui documenti che lo vietano.

            • PinoMamet says:

              Ora, io prima lavoravo come privato e boh.

              Mo’ lavoro (anche) per un’amministrazione, cioè quella scolastica;
              mi regola l’Uff. Scolastico regionale. A loro volta, ci sono quelli provinciali, e i presidi, pardon, dirigenti scolastici.

              Passo in tre anni in tre scuole, e sono tre realtà diverse, proprio sotto il piano amministrativo.
              Ora cambio di provincia, rispetto a quella dei due anni precedenti, ed è un mondo completamente diverso.

              Le leggi, le circolari ministeriali, le disposizioni dell’Uff. scol. reg. sono le stesse.
              L’interpretazione varia enormemente.

              Del resto, ripeto, io, nel mio piccolo, che di leggi non so niente, leggo la circolare e non ci vedo niente di ciò che dici, o molto poco.
              Può essere, chiedo senza polemica, che a Firenze abbiano deciso di interpretarla in senso particolarmente restrittivo?
              Va bene formulata così?
              Può essere che, per il ben noto meccanismo del cerino, una volta interpretata così sia servita anche o possa benissimo servire come ottima scusa per lavarsene le mani, perché il cerino non lo vuole nessuno?

              Ora poi io non ho interpretato tutti quelli che organizzano eventi o micro- (che non dovrebbero essere toccati dalla circolare) o macro- eventi.

              Potrei provare a sentire qualcuno, per chiedere se la situazione è cambiata, ma spannometricamente direi di no:
              il numero degli eventi non è diminuito, nessuno (qua perlomeno) che io sappia si è lamentato di non aver potuto fare la sua manifestazione o evento o spettacolo a causa di questa circolare e così via.

              Tantomeno, che io sappia, nessuno si è lamentato di aver dovuto pagare un ingegnere o un esperto.

              Insomma, sicuramente ha aggiunto un livello aggiuntivo di rottura di coglioni a carico di comuni, prefetture ecc., in caso di eventi straordinari: questo si evince dalla circolare.

              Il resto no, io perlomeno non lo evinco.

            • Z. says:

              Miguel,

              lo scorso 10 settembre, come ogni anno, a Bologna si è tenuta l’ormai celebre Run Tune Up.

              Dopodomani si terrà la Race for the Cure: organizzata, questa, da un’organizzazione di volontariato.

              Mai come in questo periodo, devo dire, ho visto sbocciare come fragole in un bosco iniziative podistiche di ogni genere e sorta. Da quelle più agonistiche per atleti col fisico a quelle più amatoriali per famiglie, dalle passeggiate più tranquille alle corse più estreme, sia nel Mondo sia fuori. Un’abitudine che mi sembra si fosse persa da decenni, diciamo dagli anni Settanta.

              I casi sono due: o c’è un sacco di gente che non ha letto quella circolare, o si può anche interpretare in modo difforme da quello che temi :)

  18. Mauricius Tarvisii says:

    Scusate, ma come mai qui fanno le maratone? Veneto e Friuli Venezia Giulia sono escluse dall’applicazione delle circolari?

    • Z. says:

      Anche qui. Che poi, vorrei dire, siamo il più importante nodo logistico dell’Italia settentrionale e uno dei bersagli dichiarati dell’ISIS. Mica brustulli :P

  19. Mauricius Tarvisii says:
  20. MOI says:

    L’ inesistente (!), almeno “de nomine” ;) , GAYSTAPO ;) sentenzierebbe che … siete ancora troppo legati all’ Eteronormatività [sic] : OCIO !

    https://en.wikipedia.org/wiki/Heteronormativity

  21. MOI says:

    *** HABS , GROG … dove siete ?!?! ***

    Espone striscione “VIVA LA FIGA ” durante il “Pràid” … denunziato !

    https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/la-gaystapo-si-arrabbia-se-dici-w-la-f/

    • per Moi

      “Espone striscione “VIVA LA FIGA ” durante il “Pràid” … denunziato ”

      Ma hai letto la giustificazione dello striscionaro, che striscia ai piedi di tutti i Luoghi Comuni?

      “Non sono un omofobo ho voluto solo riaffermare i miei gusti sessuali“, ha provato a giustificarsi così l’autore della provocazione. “I gusti sessuali fanno parte di una sfera personale. Perché farne una manifestazione?” allora per “parità di ‘genere’ ho voluto dire la mia. Purtroppo è durata poco la mia libertà”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma siamo sicuri della notizia? Perché il soggetto è una entità chiamata Gaystapo di cui non ho mai sentito parlare e di cui non trovo riscontri.

    • PinoMamet says:

      Non risulta da nessuna parte che i Carabinieri siano stati mandati da qualcuno dei manifestanti del Pride, in effetti.
      Può essere che abbiano agito d’ufficio, per motivi di decoro ecc.

      Ora, si può poi discutere se il Pride sia molto più “decoroso” di Viva la Fica.

      In realtà credo che se il signore fosse andato al Pride dicendo “a me piace la fica” sarebbe stato accolto a braccia aperte, ma questo è un altro discorso.

  22. Firenze è un piccolo villaggio, come ha potuto constatare Peucezio che ci ha incontrato un amico conosciuto da tutt’altra parte.

    Me ne sto in piazza, al calar del sole.

    Davanti a me si ferma una macchina, con una ragazza e un ragazzo, facciamo 25 anni a testa.

    Lei mi si avvicina e mi chiede dov’è una certa sala.

    Poi mi guarda e dice, “ma tu sei Miguel!” (Firenze, appunto, villaggio).

    Nello stesso momento, le chiedo, “ma stai andando alla recita di Shakespeare?”

    “Certo… è lui, il mio ragazzo, che fa la recita!”, mi dice.

    Infatti, la recita che non si poteva fare in pubblico, si fa dentro la sala di un ex-convento di suore, con l’acustica peggiore di Firenze.

    Lui sembra tutt’altro che un artista alternativo , ha un’aria energica che mi piace, gli stringo la mano.

    “Lo sai che è tutto il giorno che discuto con gente che non ci crede a quello che ti è successo?”

    E lui, con un gran sorriso,

    “E’ successo, è successo!”

    • PinoMamet says:

      Io credo che gli sia successo.
      Affermo altresì che quello che gli è successo deriva da un’interpretazione della famigerata circolare molto restrittiva, per non dire bislacca, che infatti non mi pare (anche da riscontri con gli altri commentatori) avere riscontri nel resto d’Italia.

      • Per PinoMamet

        “Io credo che gli sia successo.”

        Ok, accettato!

        Però se tu fai un giro distratto sui siti che riguardano Firenze, non sapresti mai di questo fatto.

        La lettura di Shakespeare (al chiuso del convento) viene pubblicizzata come un fatto positivo.

        Purtroppo, tra i nostri commentatori, manca che so, il funzionario del Comune di Cremona, dove magari succedono le stesse identiche cose, ma vengono spazzate sotto il tappeto.

        Però torniamo alla potatura degli alberi.

        1) Cade un albero, il sindaco rischia di venire denunciato come omicida.

        2) Per evitare di andare in galera per aver permesso che qualche bambino venisse ucciso da un ramo cadente, il sindaco ordina una strage di alberi.

        3) il cerino passa giù giù fino ai funzionari dell’Ambiente, che tagliano rapidamente tutta la roba che non hanno potuto controllare (a Firenze ci sono migliaia e migliaia di alberi, ma non ci sono i soldi per controllarli).

        4) Gli alberi non cascano quindi in testa ai passanti, il sindaco è salvo, ma sette funzionari del Comune finiscono processati loro al posto suo (il cerino…).

        Non conosco i nomi dei “rinviati a giudizio”, ma sicuramente ne conosco diversi personalmente, e sono convinto che non siano dei corrotti,
        semplicemente hanno cercato il modo di fare meno danni, con risorse sempre minori e costretti a fare scelte devastanti, anche per l’ambiente.

  23. Moi says:

    @ ZETA / MIGUEL

    “Lavorare come un Negro” NON allude al fatto che al “Negro” piaccia lavorare, ma che fosse schiavo … nelle Americhe. Il “Workaholic” è tradizionalmente “WASP” … se è “Black”, è perché vuol partecipare al Sogno Americano, che è poi lo “Spirito di Selma”, almeno per i/le Reduci (si passi l’ Eteronormatività per ragioni amnagrafiche) …

    • Moi says:

      “anagrafiche” …

      Cmq la bussola è andata persa quando la più straordinaria storia di amicizia mai raccontata diventa razzista perché scritta nell’ Ottocento, ambientata nell’ Ottocento e con i personaggi che parlano come nell’ Ottocento !

      https://www.youtube.com/watch?v=1dTuu1yjrIc

      The View: The Word Nigger Removed From Mark Twain

      ** In teoria, la Sora Whoopi ;) dice la roba più banale del mondo … ci tocca acclamarla come un Premio Nobel ! ;)

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