Il resto del mondo

Un piccolo, ozioso problema matematico.

Alcun giorni fa, il governo messicano ha affermato che sono state rinvenute in questi anni nel paese 855 fosas clandestinas, con i resti di 1.548 cadaveri di morti ammazzati.

Ora, una semplice consultazione dei quotidiani propone invece la cifra di 1.143 fosse clandestine, contenenti “3 mil 230 cadáveres y/o restos humanos“.

Giusto per ricordare ai nostri lettori, che il mondo è bello, anche perché è vario e statisticamente incerto.

Cambiamo continente.

Uno studioso americano afferma che le statistiche ufficiali cinesi conterrebbero un errore di novanta milioni di esseri umani inesistenti in più (per capirci, la popolazione della Germania e del Belgio insieme).

Con l’interessante risultato che se fosse così, l’India avrebbe superato la Cina.

Ogni tanto, è bene ricordare che il mondo è molto più grande dell’Italia.

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438 Responses to Il resto del mondo

  1. PinoMamet says:

    Più grande sì, ma non so se molto più vario ;)

    (Naturalmente scherzo, ma ho l’impressione che vai, che ne so, cento km in Russia, e sono tutti russi, cinquecento e sono tutti russi uguale, mille e sono tutti russi, poi to’, c’è un villaggio di tatari, che a parte qualche cognome tipo Mokhamedov e il fatto di essere teoricamente musulmani, sono ancora russi uguali…
    mentre in Italia passi da Montefriggione a Valdicappero, dieci km, e cambia mentalità…)

    • PinoMamet says:

      Naturalmente esagero: per esempio la mia esperienza in Romania mi ha portato nel Banato, dove ci sono ungheresi e romeni (che si trovano antipatici), svevi (che poi hanno anche origini francesi…), serbi, zingari (che stanno antipatici a tutti) e così via.

      Però in Spagna, come potrà confermare Peucezio, ci sono in compenso i castigliani, che sono uguali, i catalani, che sono uguali ma mettono i cartelli in catalano, i baschi che sono uguali ma mettono i cartelli in basco e la bandiera basca, gli asturiani che sono uguali e basta…

      • Peucezio says:

        Confermo tutto ciò che dice Pino su Spagna e Russia.

        Quanto all’India, forse lì ci siamo come varietà, d’altronde sono venti volte noi, quindi la varietà relativa immagino sia minore (altrimenti, se noi abbiamo diecimila dialetti, loro quanti ce ne hanno…?), anche se quella assoluta forse maggiore.
        E’ anche vero però che noi abbiamo una religione sola, anche se mille santi (togli i valdesi e pochi altri).

        • PinoMamet says:

          Sull’India non saprei, gli indiani li ho conosciuti solo all’estero;
          quelli emiliani sono in stragrande maggioranza Sikh, quindi per forza sono omogenei (anche se poi, a pensarci, il punjabi deve avere perlomeno altrettanti parlanti dell’italiano, se non di più…)
          e quelli negli USA erano dottorandi/ricercatori, quindi sicuramente omogenei per estrazione socioculturale.

          Naturalmente un paese enorme, pieno di lingue diverse e di dialetti, diviso per religioni e per (ex)caste ecc.; per cui immagino che si avvicini ;) al grado di diversità italiana.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Tempo fa lessi su Yahoo Answer la risposta di alcuni stranieri alla domanda se cogliessero le differenze geografiche tra gli italiani. La risposta era in quasi in tutti i casi negativa.

      • PinoMamet says:

        Ignoranti :D

      • Roberto says:

        Confermo!
        È un gioco che ho fatto mille volte con amici e pure famigliari e al massimo percepiscono la differenza nord sud

      • PinoMamet says:

        Comunque se è per qusto neppure gli italiani si accorgono delle loro differenze appena messo piede all’estero ;)

        (e del resto, nonostante tutte le differenze interne, e forze a conferma che l’identità italiana si sia formata tantissimo tempo fa- almeno negli anni Sessanta cioè- basta dare un’occhiata dal finestrino e si capisce immediatamente se si è in Italia o in Francia- potrei avere qualche dubbio con la Provenza ma non sono sicuro)

        sta di fatto che mi pare che le differenze tra hindi e gujrati, per dire, che sono due lingue diverse, siano se non inferiori perlomeno comparabili a quelle tra piemontese e napoletano, che hanno diversi milioni di parlanti in meno e molte centinaia di kilometri di distanza in meno.

        E parla, badiamo, un sostenitore dell’unità d’Italia, non solo, ma dell’antichità stessa del concetto!

        Solo che la differenza di scala tra le differenze italiane- per quanto sovrastimate da noi- e quelle “altrui” mi pare abbastanza obiettiva.

        • Z. says:

          A me stupisce sempre quanto siano così diversi tra loro tutti i pugliesi che ho conosciuto.

        • Francesco says:

          Beh no, Pino: se incontro un meridionale o anche un laziale me ne accorgo eccome

          faccio fatica a distinguerli dagli spagnoli, piuttosto

  2. Francesco says:

    non capisco bene … fosse con meno di due cadaveri ciascuna? che logica seguite in Messico?

    ricordo un famoso referendum in Italia, in cui le liste dei potenziali elettori in alcune regioni improvvisamente si gonfiarono a dismisura, così da portare alla sua invalidazione per mancanza di quorum … e la mancanza di statistiche economiche approfondite su base regionale, a protezione di equilibri di potere

    chi ha bisogno di andare in Cina o in India?

    ciao

  3. Moi says:

    @ ROBERTO

    Fatwa ;) Culinaria di Giorgia Meloni VS la UE (che impone i formaggi con latte in polvere ?!) & pro Caprese !

    https://www.youtube.com/watch?v=WOAR0_D4u9U

    • Roberto says:

      La UE impone formaggi con il latte in polvere? E di tutti i formaggi a denominazione protetta (dalla UE) che ne facciamo?

      • Francesco says:

        Due sole parole:

        Giorgia

        Meloni

        ci siamo fatti capiti eh?

        • ruttone says:

          Della Meloni mi piace che l’incompetenza l’ha portata lontano, quindi forse c’è speranza anche per me

          • Francesco says:

            la capacità di mantenere la stessa espressione mentre dice cose completamente idiote su argomenti di cui non sa assolutamente nulla … quello è vero talento

            • ruttone says:

              ho anche qualche dubbio che lei sia in grado di discriminare il formaggio fatto con il latte in polvere da quello che non lo è;

              se poi sapesse a che tipo di processamento il latte viene sottoposto, questo farebbe a cazzotti con la sua idea paesana di “prodotto genuino”.

              “mangi italia” – adesso parla addirittura come un immigrato

  4. Moi says:

    Segnalazione

    http://www.corriere.it/esteri/17_agosto_28/londra-bimba-cristiana-5-anni-affidata-famiglia-musulmana-de01730e-8bbb-11e7-b9bf-f9bee7e83ed2.shtml

    Io rabbrividisco, specie pensando a quanto clamore in più farebbe un caso al contrario … e che ‘sta gente in sacconi di juta neri è istituzionalmente considerata “normalissima” così com’è, basta che non ammazzi nessuno per imporre le stesse cose … va be’ !

    • Z. says:

      Casi “al contrario” saranno capitati chissà mai quante volte!

      • Francesco says:

        Ho qualche dubbio al riguardo: mi sembra che le comunità islamiche siano abbastanza attente a questo genere di problemi e che l’idea di un bambino musulmano che vada “perduto” in mano a cristiani sarebbe intollerabile, più o meno.

        Ma aspetto di leggere qualche dettaglio su questa storia strana assai.

        PS a oggi, la mia moderata posizione è che i funzionari della Social Security siano accoppati sulla pubblica piazza, con modalità germaniche medievali

        • Per Francesco

          “Ma aspetto di leggere qualche dettaglio su questa storia strana assai.”

          Beh, non mi sembra tanto complicata.

          1) Ragazza madre “bianca” con una situazione talmente incasinata, che le viene tolta la bambina e data in affidamento, che è sempre l’ultima sponda.

          2) La bambina viene affidata a una famiglia musulmana

          3) La madre, che sarà incasinata ma è pure grintosa, scopre che la bambina non può mangiare gli spaghetti alla carbonara (sic) e che deve imparare l’arabo, scatena avvocati e giornali e lancia varie accuse di cui è difficile capire la fondatezza (tipo che non fanno portare il crocifisso alla bambina)

          4) A questo punto, la bambina viene affidata alla nonna.

          Tutta roba già vista mille volte, ma di solito nel caso di divorzi quando i genitori si litigano i figli all’ultima pugnalata alla schiena.

          • Francesco says:

            Se fosse così, avrei un discorsetto da fare alle famiglie affidatarie musulmane, allora

            E aspetto l’invito per la pubblica esecuzione degli assistenti sociali con trepidazione

          • Roberto says:

            Come dice lisa sotto, affidare un bambino ad una famiglia con uno stile di vita completamente diverso (addirittura che non parlano la lingua del bambino) mi pare incomprensibile….ed infatti il giudice che è intervenuto ha rimediato

            • Per Roberto

              “affidare un bambino ad una famiglia con uno stile di vita completamente diverso (addirittura che non parlano la lingua del bambino) ”

              E’ esattamente ciò che si è fatto tante volte con zingari, alcolisti, tossici e marginali vari.

              Mica affidano il bambino a chi ha uno “stile di vita simile” (e nel caso degli zingari, la conoscenza del romanè non è certo una precondizione per l’affidamento).

              Ma siccome non sappiamo nulla dello stile di vita della famiglia di provenienza, è un discorso molto teorico.

            • Z. says:

              Cioè il figlio dei tossici va affidato ad altri tossici, secondo te? Vabbè :)

            • Francesco says:

              ORRRAZ

          • Peucezio says:

            Certo che ‘sti inglesi so’ pazzi.
            Come si fa a non capire che la religione struttura tutto lo stile di vita e anche gli orientamenti etici più basilari e, direi, la stessa antropologia.

            A ruoli invertiti è come togliere la bambina alla coppia di mussulmani perché le fa portare il velo: se davvero compiono degli eccessi intollerabili per la nostra cultura (e il velo non mi pare una di queste, anche se non mi piace), la mia idea sarebbe di cacciare tutti, figlia e genitori, al paese loro (per relativismo culturale: così ognuno mantiene il suo stile di vita in un contesto in cui questo non ferisce la sensibilità della comunità che lo circonda); in subordine li affidi a un’altra coppia di mussulmani che sai che non gl’imporrebbero cose che noi troviamo inaccettabili.

            In ogni caso secondo me una società multireligiosa (che in linea di massima non mi convince) può funzionare (è il caso di tante realtà precedenti all’imporsi del nazionalismo otto-novecentesco) a patto che ogni comunità abbia uno status giuridico diverso e poi ci siano leggi per disciplinare le interazioni fra le due comunità (e fra i loro individui).
            L’idea di integrazione è una follia, con buona pace del mio amico Salvini: integrare significa uccidere ciò che gli uomini sono: o non li accetti o se li accetti non puoi pretendere di integrarli.

            Va da sé che il passaggio da società multireligiosa (chessò, Istanbul prima di Ataturk) a monoreligiosa e la trasfomrazione opposta, sempre in età contemporanea, vanno nella stessa direzione di semplificazione e impoverimento, malgrado apparentemente siano fenomeni opposti.
            Nel primo caso si omologa in nome del nazionalismo ottocentesco, distruggendo complessità secolari. Nel secondo si omologa in nome del consumismo moderno, creando finta molteplicità, in realtà trasformando mille realtà locali differenziate e peculiari in un’immensa banlieue globale di marginali sradicati tutti uguali o al massimo divisi in una manciata di macrogruppi mondiali (i maghrebini, gli indiani, i cinesi, i negri, ecc.), che non ha nemmeno una lontana parentela con la Costantinopoli o l’Alessandria di prima della Grande Guerra.

        • paniscus says:

          “Ma aspetto di leggere qualche dettaglio su questa storia strana assai.”
          ———————-

          Ultimo aggiornamento: pare che, semplicemente, la storia non sia vera:

          http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/30/news/londra_marcia_indietro_sulla_bimba_affidata_a_famiglia_musulmana_torna_dai_suoi_familiari-174189230/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P8-S1.6-T1

          Avevamo perso di vista la sana abitudine a usare il rasoio di Occam : – )

      • PinoMamet says:

        Io ricordo la coppia di ex (purtroppo) vicini siciliani, con figlio sposato a una tunisina, poi divorziato, e relativi problemi: al “capezzale” (scoperto in quell’occasione il significato) che ci mettono, Padre Pio o la frase del Corano?
        e la bambina, battezzata o musulmanata?
        (alla fine battezzata)

      • paniscus says:

        Quello che sembra sfuggire è il significato stesso dell’affido familiare (almeno io conosco come è concepito in Italia, in Inghliterra non lo so).

        L’istituzione dell’affido familiare parte dal presupposto di base e indiscutibile che tale provvedimento è provvisorio e che il suo obiettivo finale dovrebbe essere quello di aiutare il bambino a rientrare nella propria famiglia, quando questa avrà superato dei problemi anche gravi, ma appunto temporanei.

        Se si pensa che una famiglia (per colpa o negligenza consapevole, ma anche per debolezza in buona fede, malattia, emarginazione, sfighe varie, ma oggettive) sia completamente inadeguata a occuparsi di un figlio e che non abbia margini di recupero, la legge prevede che il figlio sia tolto definitivamente a tale famiglia e sia reso disponibile per l’adozione.

        Se si decide di non togliere il bambino alla famiglia definitivamente, ma solo in via temporanea, con affidamento NON adottivo a un’altra famiglia, vuol dire che si parte dal presupposto che i genitori naturali siano in grado di recuperare le loro potenzialità educative, e che il bambino sia destinato a ritornare con loro.

        E che quindi tutti i provvedimenti presi nel frattempo siano mirati sostanzialmente a quello, ossia al suo reinserimento graduale in famiglia, meno traumatico e meno contraddittorio possibile, una volta che gli impedimenti più gravi si saranno risolti.

        Non capisco che senso abbia buttare il bambino in un ambiente dagli stili di vita a lui totalmente sconosciuti, che non capisce, e che per lui non significano niente, se poi è destinato a rimanerci solo per pochi mesi.

        Se si tratta di semplici abitudini superficiali o gusti personali, non vedo il problema… ma se si tratta di convinzioni di principio veramente importanti per tutte e due le parti,e che tutte e due le parti considerano incompatibili con motivazione forte, non vedo come si possa pensare che si faccia il bene del bambino, sbattendolo qua e là a farsi condizionare di volta in volta da due o più famiglie che gli insegnano valori opposti e gli martellano in testa che quegli altri sono mostruosamente sbagliati.

        In Italia, alle famiglie che si danno disponibili come affidatarie, fanno un mazzo così di preparazione, di selezione e di accertamenti di idoneità, PROPRIO in base alla loro capacità di rispettare il vissuto del bambino e il suo futuro, in base al fatto che prima o poi dovrà tornare dai genitori naturali e che questi continueranno ad avere il diritto di educarlo come vogliono loro. Poi, ci sono anche i casi in cui questo non succede, ma appunto è un caso disgraziato di fallimento, non la norma a priori.

        Ma a una famiglia che afferma chiaramente di avere intenzione di inculcare al bambino ospitato dei valori forti e fondamentali che confliggeranno con quelli dei genitori da cui dovrà tornare, l’idoneità all’affidamento provvisorio non gliela dovrebbero dare, questo è poco ma sicuro…

        • Peucezio says:

          Secondo me si gioca con estrema disinvoltura con la collocazione dei bambini, facendo enormi danni.

          Ci vorrebbero alcuni punti fermi inviolabili.
          1) Allontanare un bambino dai genitori naturali da cui è stato cresciuto dovrebbe essere veramente un’extrema ratio, ma molto molto extrema: si deve dimostrare, per dire, che il padre è uno spacciatore e un assassino e che la madre si prostituisce in casa davanti al figlio. E anche in questi casi avrei qualche dubbio.
          2) L’istituto o qualunque contesto che non sia una famiglia non dovrebbe essere contemplato nemmeno per una notte per nessuna ragione al mondo: meglio un anno dai primi sconosciuti dei cui requisiti non si sa nulla, che una notte in un’istituzione collettiva.
          3) Ogni spostamento è un trauma e come tale va minimizzato: se affidi temporaneamente un bambino a una coppia per bene e lui ci si affeziona (e loro a lui), è meglio che rimanga lì, piuttosto che spostarsi poi, mesi o anni dopo, da adottanti con requisiti ancora migliori sulla carta, ma che per lui sono perfetti sconosciuti.
          4) Va da sé che, in presenza di tante coppie che vorrebbero adottare, è assurdo considerare l’opzione di singoli (non parliamo di coppie omosessuali e altre aberrazioni).

          • paniscus says:

            ” Va da sé che, in presenza di tante coppie che vorrebbero adottare, è assurdo considerare l’opzione di singoli (non parliamo di coppie omosessuali e altre aberrazioni).”
            ——————-

            A parte il fatto che, come si è detto, l’affido temporaneo e l’adozione sono due cose completamente diverse, anche questa delle “così tante coppie che vogliono adottare” mi sembra un bel luogo comune.

            E’ vero che ci sono tante coppie che, almeno idealmente, vorrebbero adottare, ma vorrebbero adottare bambini piccolissimi, sani, belli, somiglianti ai propri tratti somatici (volgarmente detti “razza”) in modo che non si noti che sono adottati, e che non si ricordino nulla delle loro origini e del loro vissuto precedente. Quando si tratta di trovare una famiglia adottiva per il bambino già grandicello che viene da un passato traumatico (che poi sono effettivamente la maggior parte dei casi in cui si renderebbe necessaria l’adozione), tutte queste disponibilità dove si trovano?

            Non è che ci siano tutte ‘ste famiglie che non vedono l’ora di adottare un ragazzino che ha già otto o nove anni e che li ha passati a chiedere l’elemosina per strada in mezzo a tossici, barboni e accoltellatori, oppure che è stato tolto a una famiglia che lo maltrattava, o a una famiglia di delinquenti violenti e vendicativi che l’hanno già abituato a vivere nell’illegalità e nella prepotenza… per non parlare della disponibilità ad adottare un bambino malato o disabile, che magari è stato abbandonato proprio perchè disabile, o che è stato a sua volta tolto a una famiglia inadeguata che non era in grado di assisterlo, o della disponibilità a prendersene uno ad alto rischio giuridico, ossia che è stato tolto a una famiglia che lo rivuole e che sta facendo ricorsi per riaverlo, e che potrebbe anche vincerli, magari dopo anni.

            La maggior parte dei bambini disponibili per l’adozione, almeno in Italia, appartengono a categorie come queste. Bambini traumatizzati, feriti, spesso pieni di rabbia, ostilità e diffidenza, difficilissimi. L’angioletto paffuto e dolce abbandonato direttamente alla nascita e adottabile subito, oppure l’orfanello incantevole e strabordante di affetto e bontà che non vede l’ora di portare la felicità in una famiglia altrettanto entusiasta, sono un po’ una leggenda…

          • Peucezio says:

            Lisa,
            non ho motivo di non crederti, però, tanto per capire, ti basi su statistiche?

        • per Paniscus

          “Quello che sembra sfuggire è il significato stesso dell’affido familiare (almeno io conosco come è concepito in Italia, in Inghliterra non lo so). ”

          Il fatto è che non conosciamo nulla della situazione, se non la denuncia pubblica e mediatica di una parte.

          E’ possibile immaginarsi sia la situazione

          1) in cui c’è una mamma molto religiosa (cristiana) da una parte, dall’altra una banda di fanatici che vogliono allevare una nuova bambina per mandarla sposa a 10 anni in Pakistan, sia la situazione

          2) in cui c’è una tossica mezzo fuori di testa a cui hanno tolto la bambina dopo il quarto arresto, affidandola a una mite famiglia che non usa mangiare gli spaghetti alla carbonara (e nemmeno farsi grandi sbronze di whisky secondo il costume a cui era abituata la bambina). Poi la tossica, proprio perché mezzo fuori di testa, scatena il Daily Mail e qualche leghista locale…

          Insomma, tra questi due estremi, è possibile qualunque cosa.

          • Peucezio says:

            Vabbè,ma il punto è: hanno affidato una bambina nata in una famiglia di una religione a una di una religione diversa?
            Secondo me non dovrebbero farlo nemmeno nel caso di quelle mille congregazioni protestanti americane pur molto simili fra loro (cosa che comunque fa un millesimo dei danni che si fa in un caso come questo): parafrasando la pace di Augusta: cuius pater (o mater) ejus religio.

            • Per Peucezio

              “Vabbè,ma il punto è: hanno affidato una bambina nata in una famiglia di una religione a una di una religione diversa?”

              E’ interessante come ognuno di noi immagina i protagonisti di questa vicenda.

              Confesso di avere una fantasia anch’io, non più veritiera delle altre.

              Shakira O’Toole detta “Tattoo”, ventidue anni, diventata madre a 17 dopo un incontro in discoteca con un signore molto inglese che attualmente sta scontando dodici anni di carcere, attualmente lei convive con un rapper giamaicano che la picchia tutte le sere, prima di ubriacarsi con lei.

              Tutti e due contenti quando arriva l’assistente sociale e li libera dalla pargola.

              Poi scopre che il rapper le mette le corna, e si decide che di uomini ne ha avuto abbastanza, e poi senza la bambina, le dimezzano il sussidio, per cui va a piantare un casino, per riavere la figlia.

              Poi magari è totalmente sbagliata come idea, ma se un po’ stessero davvero così le cose, non so se possiamo parlare di una diversa “religione”.

            • Sempre parlando in termini di immaginari e fantasie…

              Probabilmente molti mettono a fuoco la “famiglia musulmana”, che mi sembra molto vaga o comunque lontana dalla mia esperienza in Italia; io istintivamente metto a fuoco la “famiglia ‘cristiana’ d’origine”.

              E chiaramente le opinioni di ognuno si baseranno per forza sull’immagine che si ha: ad esempio, se Shakira O’Toole racconta balle, non è affatto detto che la famiglia in questione sia “integralista”, potrebbero essere dei miti professionisti benestanti, dai sentimenti liberali, ma che magari non mangiano il maiale e forse qualche volta parlano tra di loro in arabo.

              Ma Allahu a’lam…

            • Peucezio says:

              Certo, in un quadro di questo genere non hai torto.
              Però la metterei in un altro modo allora.
              Trovo illogico che il governo inglese, cioè di un paese di tradizione cristiana, affidi gente anche di difficile collocazione e definizione (ma mi pare di capire che comunque la bimba è etnicamente inglese, come ascendenti) a una famiglia islamica, come se fosse una cosa neutra.
              In un paese cristiano per me quella islamica è una comunità straniera, quindi fa benissimo ad allevarsi i suoi figli. Ma non a prendersi quelli altrui.
              In fondo non sarebbe diverso che se la bambina fosse stata presa e spedita in Pakistan. Non è un pacco postale.

              In effetti anche sulle adozioni internazionali ci sarebbe da dire in effetti. Con che titolo noi ci prendiamo i bambini africani (o dell’est Europa, qualche tempo fa, o di tanti altri posti)?
              Se volessimo fare le cose bene, piuttosto dovremmo adottare a distanza o, alla peggio, in situ, un’intera famigliola straniera o, se i genitori sono morti, far crescere i bambini da gente dabbene della loro comunità a spese nostre (spendere per spendere, meglio farlo con criterio, non a cazzo).

            • Z. says:

              Miguel,

              — Shakira O’Toole detta “Tattoo” —

              Un piccolo appunto, che vorrai perdonarmi perché sei un padre di famiglia di buon cuore :)

              Shakira – per esteso, Shakira Isabel Mebarak Ripoll – è diventata famosa nel 2002 (anche se presumo che Gabriel García Márquez la conoscesse da prima).

              Sicché la signorina O’Toole, ad oggi, avrà verosimilmente non più di 15 anni.

              Il che, peraltro, non esclude una o più gravidanze non desiderate. A maggior ragione nel Regno Unito…

              Z.

              PS: ci ho messo un po’ ad associare i nomi Chaker e Choukri al femminile Shakira.

            • Per Z

              “Un piccolo appunto, che vorrai perdonarmi perché sei un padre di famiglia di buon cuore ”

              perdonato, perdonato!

              Dai, tu che ci capisci, tiriamo fuori un nome del genere ma cronologicamente più plausibile.

            • Z. says:

              Ventidue anni, 1999…

              decisamente Britney :)

            • Z. says:

              Hey, no, wait!

              22 anni, ad oggi, significa 1995.

              Il pop femminile non era molto in voga all’epoca, a dire il vero. Andava soprattutto il rap, dove di donne ne giravano poche…

              Direi Courtney, come Courtney Love.

            • paniscus says:

              “Confesso di avere una fantasia anch’io, non più veritiera delle altre.

              Shakira O’Toole detta “Tattoo”, ventidue anni, diventata madre a 17 (…)

              Tutti e due contenti quando arriva l’assistente sociale e li libera dalla pargola.

              Poi scopre che il rapper le mette le corna, (…) va a piantare un casino, per riavere la figlia.

              —————————–

              Dettaglio realistico in più: la signora Molly O’Toole, nata 41 anni fa alla periferia industriale di Cork, approdata a Londra a 14 anni per fare la sguattera in un take-away asiatico, e diventata a 19 anni madre della signora Shakira di cui sopra, che non vede da quando la ragazza aveva 17 anni ed era rimasta incinta del delinquente andando via di casa a sua volta…

              …dopo essersi faticosamente rifatta una vita avendo trovato un lavoro in regola in un’impresa di pulizie, e magari essendosi pure sposata con un bravo vedovo semplicione, e avendo ricominciato a frequentare la parrocchia cattolica irlandese del quartiere accanto, improvvisamente si ricorda di avere una nipote.

              E fa scoppiare il caso.

            • PinoMamet says:

              Non c’entra nulla, ma credo che la prima apparizione di Shakira alla televisione italiana sia stata del tutto involontaria:

              durante un servizio della serie di documentari Overland (i tizi che girano il mondo in camion insomma), mentre stava attraversando da Nord a Sud il continente americano, da qualche parte nel SudAmerica del Nord la troupe si imbatte in questo concerto:

              ricordo il palco filmato dall’altro, e un tizio intervistato dalla troupe di Overland che diceva all’incirca
              “Ma come, non la conoscete? questa è Shakira, diventerà la Madonna (intesa come cantante) latinoamericana!”

              Io pensai
              “ma chi, questa sgallettata tinta bionda?”

            • PinoMamet says:

              Il SudAmerica del Nord :) credo fosse la Colombia

            • paniscus says:

              Per Peucezio:

              “In un paese cristiano per me quella islamica è una comunità straniera, quindi fa benissimo ad allevarsi i suoi figli.”
              —————–

              Per te “in un paese cristiano” è da considerare una “comunità straniera” anche un normale ambiente di persone autoctone, non immigrate e non di origine esotica, che però non si riconoscono nelle tradizioni religiose maggioritarie intorno a loro?

              Cioè, in Italia secondo te sarebbe ragionevole prendere un bambino nato da genitori laici, atei o agnostici, non battezzato e non abituato a messe, preghiere e sacramenti, e affidarlo a a una famiglia di cattolici praticanti, magari neocatecumenali o focolarini, che rivendicherebbero di battezzarlo subito anche contro il volere dei genitori naturali (con cui dovrà tornare di lì a pochi mesi) e spedirlo immediatamente al catechismo?

              Oppure il contrario? Affidare un bambino, allevato fino al giorno prima in un ambiente di cattolici osservantissimi (però ugualmente tanto “disfunzionali” da farsi sospendere temporaneamente la potestà genitoriale), a una famiglia di laici agnostici completamente indifferenti alla pratica religiosa, che non pensa minimamente a portarli in chiesa?

            • Peucezio says:

              Lisa,
              sono questioni complesse e non ho risposte tranchant.
              Distinguerei però fra una religione, che come tale si porta dietro un retaggio culturale, e il laicismo.
              Secondo me una famiglia di atei o laici convinti (non parlo di cattolici tiepidi, ma proprio di atei convinti) è, mediamente, con tutte le eccezioni del caso (che è un mio modo per dire che ti considero un’ottima madre malgrado tu sia non credente, ma che ti ritengo al tempo stesso un caso peculiare che non si può erigere a norma) meno adatta ad akkevare un figlio rispetto a una cattolica, perché non ha valori chiari da trasmettere.
              Tuttavia non farei grossi problemi su un’opzione di questo tipo, alla condizione che la coppia di atei faccia di tutto per promuovere una libera scelta dei figli, in qualunque senso sia.
              E’ chiaro che se ci mettessimo pure a discriminare i non credenti negli affidamenti non ne usciremmo più.

            • Z. says:

              Peucezio,

              perché un cattolico rispetto a un ateo dovrebbe avere “valori più chiari da trasmettere”?

            • Roberto says:

              Z questa è una posizione curiosa di molto credenti che non capiscono come gli atei possano avere valori morali.

            • Francesco says:

              Perchè i valori morali hanno senso se c’è Dio, sennò sono una banale, meschina, volgare convenzione

              non dico Dosto ma almeno De Sade e Nice leggeteli!

              Ciao

            • Z. says:

              Francesco,

              ma perché? fammi capire!

            • Roberto says:

              “Perchè i valori morali hanno senso se c’è Dio, sennò sono una banale, meschina, volgare convenzione”

              Giusto, chi mi impedisce di violentare la vecchietta e uccidere il marito se protesta e rubargli la damigiana di vino se non ho un dio che me lo vieta?

              Bah…..

            • PinoMamet says:

              “Perchè i valori morali hanno senso se c’è Dio, sennò sono una banale, meschina, volgare convenzione”

              Disaccordo totalissimo.

              Un ateo, del resto, potrebbe benissimo rivoltare la frase, e funzionerebbe lo stesso.

            • Z. says:

              Potrebbe persino funzionare meglio, in teoria: se mi comporto in un certo modo perché convinto che lo ordini un dio sto eseguendo un ordine.

              In pratica gli esseri umani sono roba complicata, nei gesti e nelle motivazioni. In effetti non credo che in Italia ci siano molte persone che si comportano in un dato modo, al di fuori dei rituali religiosi, per obbedire a precetti divini.

              Però sarebbe interessante disporre di qualche statistica: chi crede delinque più o meno di chi non crede? è più fedele alla moglie? è più onesto con gli amici? è più corretto nel lavoro e nello sport? è più prodigo o più parsimonioso?

              Ma questo soprattutto perché mi interessano le statistiche :)

            • Francesco says:

              Welcome to my favourite carrough!

              Dio non esiste, giusto? quindi perchè non violento la vecchietta?

              1) lo dice la Legge (e un bel chissenefotte spero raccolga il 100% di preferenze)
              2) vi pare Brutto … e invece a me mi pare bello, tiè. dimostrate che ho torto
              3) c’abbiamo un Valore Morale inscritto nelle circonvoluzioni del cervello. vedi 1 o 2 a scelta

              Però, da bravo ciellino, sono apertissimo a qualsiasi risposta che non so dare da solo. Non ci attribuiamo nessuna onniscenza.

              Salvo si parli di basket

            • paniscus says:

              “Tuttavia non farei grossi problemi su un’opzione di questo tipo, alla condizione che la coppia di atei faccia di tutto per promuovere una libera scelta dei figli, in qualunque senso sia.”
              ———————

              Anche questa è carina: per quale motivo alla coppia di atei dovrebbe essere imposta la condizione di “promuovere la libera scelta dei figli in qualsiasi senso”, mentre alla coppia di cattolici praticanti no?

            • paniscus says:

              “Disaccordo totalissimo.

              Un ateo, del resto, potrebbe benissimo rivoltare la frase, e funzionerebbe lo stesso.”
              ——————-

              Senza contare l’annosa questione della evidente pluralità di valori morali diversi tra una religione e l’altra.

              Si vuole che le famiglie insegnino ai figli i valori morali realmente giusti, o basta che insegnino loro dei valori morali “chiari”, che qui è stato detto che possono derivare solo da una morale religiosa… ma non si è specificato se debbano per forza essere quella cristiana, o se vanno bene anche le altre?

            • paniscus says:

              sempre per Peucezio:

              “In effetti anche sulle adozioni internazionali ci sarebbe da dire in effetti. Con che titolo noi ci prendiamo i bambini africani (o dell’est Europa, qualche tempo fa, o di tanti altri posti)?
              Se volessimo fare le cose bene, piuttosto dovremmo adottare a distanza “

              ——————-

              Guarda che chi adotta lo fa perché vuole farsi una famiglia, o vuole allargare la famiglia che ha già, in altre parole perchè vuole un figlio, solo che non riesce a generarlo in maniera naturale (oppure esistono anche quelli che scelgono direttamente l’adozione per altre ragioni), ma comunque l’idea di base è che vuole diventare genitore, NON che voglia compiere una missione umanitaria.

              L’adozione non è un’opera di carità (per fare del bene a un povero orfanello sfortunato) è un modo per farsi una famiglia. Il figlio adottato diventa FIGLIO, per sempre, c’è un rapporto personale molto diverso rispetto a una persona che viene semplicemente aiutata, ospitata o curata in vario modo.

              Il volontariato e la filantropia sono tutt’altro, non c’entrano niente.

              A chi pensa di adottare “per fare un’opera buona verso poveri bambini sfortunati” l’idoneità all’adozione non gliela danno, stai sicuro.

            • Z. says:

              Quindi il motivo per non compiere una data azione è che ritieni che la cosa non piaccia al tuo dio.

              Allora ha ragione Lisa: se io ritengo che il mio dio invece la approvi, ho il diritto e magari il dovere di compierla.

              In fondo è la tua n. 2, solo che si obbedisce al supposto gusto altrui anziché al proprio.

              Questa la teoria.

              In pratica credo che tutto questo sia irrilevante: non conosco pressoché nessuno che si comporti in un dato modo perché lo prescrive il suo dio, al di fuori delle ritualità di culto propriamente dette.

              L’unica eccezione che mi sovviene sono i musulmani che ho conosciuto per il divieto di mangiare maiale (quanto all’alcol, alcuni lo bevono e altri no, ma a loro dire più che altro per gusto, pet abitudine a non bere).

            • Francesco says:

              Z

              se tu mi avessi letto con attenzione e affetto (ma so di chiedere troppo) avresti notato che ho CHIESTO quale altro motivo adeguato ci possa essere

              so di mancare di immaginazione, per questo mi rivolgo a voi

              non ho bisogno di critiche al mio parametro, ho bisogno di sapere quali altri parametri ci sono

              ciao

            • PinoMamet says:

              Non ho capito l’ultima obiezione di Francesco:
              “non ho bisogno di critiche al mio parametro”.

              Anche io non vorrei aver bisogno delle tasse…

              Di fatto, io credo all’esistenza di un Senso Morale Medio insito nella maggior parte delle persone, salvo:

              1- malati psichici

              2-persone che ricevono una sorta di lavaggio del cervello dall’adesione totale a un modello sociale, politico…. o religioso.

              Una lunga storia di sacrifici umani, guerre di religione, massacri di eretici ecc. rende un po’ difficile sostenere che la religione o la fede sia di per sè un freno morale o un incentivo al bene.

              Risulta addirittura più agevole pensare il contrario, come Lucrezio.

              Dal momento che io affido il mio libero pensiero e sentimento morale a qualcun altro, che sia il Fuhrer o il Gran Sciamano, sono pronto a fare quello che mi dice lui.

            • Roberto says:

              Francesco,
              Io sono molto a disagio con la filosofia e non ho una risposta
              Ho però una domanda.
              Hai notato vero che ci sono un sacco di atei che non uccidono, non rubano, non violentano vecchiette, non buttano cartacce a terra eccetera?
              Dunque, da questo semplice dato empirico, non possiamo forse dedurre che effettivamente esiste una morale senza dio?

            • Per roberto

              “Dunque, da questo semplice dato empirico, non possiamo forse dedurre che effettivamente esiste una morale senza dio?”

              Ma la morale credo che sia essenzialmente un prodotto sociale.

              Ovunque, l’umanità è “sociale”.

              In poche isole del mondo, l’umanità crede a un dio unico, morale e in qualche modo “personale”: isole importanti, visto che musulmani e poi cristiani hanno conquistato gran parte del mondo, ma questa è storia politica.

              Anche i credenti nel Dio Unico, hanno una loro morale, altrimenti non potrebbero organizzarsi; ma ridurre la religione alla morale sarebbe come ridurre il comunismo al pagamento delle tessere del partito.

              Poi ogni società ha la propria morale, che sembra demenziale e criminale a quasi tutte le altre società.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              “Una lunga storia di sacrifici umani, guerre di religione, massacri di eretici ecc. rende un po’ difficile sostenere che la religione o la fede sia di per sè un freno morale o un incentivo al bene.

              Risulta addirittura più agevole pensare il contrario, come Lucrezio.

              Dal momento che io affido il mio libero pensiero e sentimento morale a qualcun altro, che sia il Fuhrer o il Gran Sciamano, sono pronto a fare quello che mi dice lui.”

              Concordo pienamente con Pino.

            • Per Abd

              ““Una lunga storia di sacrifici umani, guerre di religione, massacri di eretici ecc. rende un po’ difficile sostenere che la religione o la fede sia di per sè un freno morale o un incentivo al bene.”

              Non so cosa sia la “religione”.

              La “fede” poi è un fatto psicologico molto particolare, che riguarda un’infima minoranza dell’umanità.

              Parliamo piuttosto di consenso.

              Appena una società richiede condivisione di valori e di principi, siamo automaticamente nella situazione che permette di lavorare insieme, e – se le basi economiche ed energetiche lo richiedono – di ammazzare insieme.

            • PinoMamet says:

              MMm Abd stava citando me, e se hai pazienza di leggere tutti gli interventi, vedresti che in fondo mi dai ragione.

              Il che è abbastanza prevedibile e depone a tuo favore, visto che ho ragione ;)

          • Roberto says:

            Giusto una cosa: dal racconto del giornale la famiglia affidataria non parla inglese. Questo mi basta per definirla una follia

            • paniscus says:

              “Giusto una cosa: dal racconto del giornale la famiglia affidataria non parla inglese. Questo mi basta per definirla una follia”
              ————————

              Appunto: e quindi il problema principale sta nella religione?

            • Roberto says:

              Quello della religione mi sembra un problema secondario rispetto alla cultura più in generale, anche se non credo che i miei figli sarebbero contenti se affidati ad una famiglia di baciapile

            • Peucezio says:

              Lisa,
              “Appunto: e quindi il problema principale sta nella religione?”

              Questo dimostra proprio il mio assunto: religione e cultura sono strettamente collegate: gli inglesi etnici di religione mussulmana sono un fenomeno marginale, quindi una famiglia mussulmana è con ogni probabilità una famiglia straniera, presumibilmente non madrelingua inglese e, in casi estremi, con scarse competenze linguistiche della lingua nazionale, il che effettivamente può diventare un deficit serio per un bambino che cresce in Inghilterra.

            • Roberto says:

              Non so peucezio, io ho un collega inglese musulmano di origine pakistana che parla un inglese perfetto (da oxfordiano, per capirci) e mi sembra inglese al 100% (se consideri la classe alta che guarda al resto del mondo con la curiosità dell’entmologo), a parte che non mangia il bacon….non ho dubbi che la bimba sarebbe stata bene affidata a quella famiglia.
              Vero è invece che ci sono quelli di cui parli tu che vivono effettivamente in un mondo a parte, ma non generalizzerei

            • Roberto says:

              È per questo che parlavo di cultura più che di religione.
              Non fraintendermi, è ovvio che la cultura e la religione sono strettamente legate, ma non sempre in maniera assoluta

  5. Moi says:

    … Incredibile ma In Topic ! :)

    Nessuna difficoltà a credere che a certe latitudini la demografia sia più aleatoria che ad altre ! ;)

  6. Moi says:

    Io però pensando all’ imprinting con uno spettrale saccone di juta nero semovente ;) … penso che sia stato meno peggio Konrad Lorenz per le sue “ocarine” ;) .

  7. Moi says:

    Anche i delfini e gli elefanti sono bestie intelligentissime, però non sono studiatissime …

  8. Moi says:

    Chi mai salverà quella bambina, SE verrà salvata ?!

  9. Moi says:

    Vai di MultiKulti …

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/08/28/news/mediatore_culturale_stupro_rimini-174055574/

    “Lo stupro è peggio all’inizio, poi la donna si calma”: commento su Rimini, sospeso mediatore culturale

    —————————————————————-

    … ah, già: giù pari Anchenoiunavoltismo da Codice Rocco, giusto ? ;)

  10. Moi says:

    Sbodrination :

    nella società italiana c’è chi continua a non tollerare l’avanzamento delle donne

    http://www.repubblica.it/politica/2017/08/29/news/boldrini_stupro_rimini-174147483/

    ———————

    certo: solo Italiana … quale altra mai sul Globo Terracqueo ?! ;)

  11. Moi says:

    Sboldrination e.c. … anzi: SboldriNation ;) !

  12. Moi says:

    Pare che la Cinna Inglese tornerà dalla nonna … ma tutti sappiamo che questa faccenda non è certo l’unico esempio d’ Ipocrisia Silente della Boldrini :

    http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13224483/laura-boldrini-giorgia-meloni-stupro-rimini-silenzio-ideologia-immigrazione.html

    Stupro di Rimini, Giorgia Meloni attacca Laura Boldrini: “Non ha niente da dire sui quei vermi?”

    29 Agosto 2017

    Stupro di Rimini, Giorgia Meloni attacca Laura Boldrini: “Non ha niente da dire sui quei vermi?”

    ——————————————————–

    “Cara Boldrini, ti racconto il mio stupro”

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cara-boldrini-ti-racconto-mio-stupro-1435557.html

    Sul quotidiano Il Tempo, la lettera di una ragazza vittima della brutalità due rom nella Capitale: “Ora basta col perbenismo”

    • Moi says:

      … io NON credo che la Cultura dell’ Accoglienza si crei con nuove leggi “Liberal” o regolamenti giornalistici tali per cui scrivere o dire sui media main stream “Zingaro Stupratore” è peggio dello stesso “Agire del Ragazzo Rom Che Stupra” !

      • Moi says:

        Certe associazioni di sinistra non solo non hanno avuto il minimo rispetto per quanto avevo subìto, ma hanno addirittura detto per telefono a mio padre che non doveva manifestare perché i due violentatori erano dei rom e così si sarebbe alimentato il «razzismo». Quei giorni sono stati terribili, ci chiamavano «fascisti», andavano in giro per il quartiere a mettere voci in giro che io mi ero inventata tutto, che ero una puttana”.

        [cit.]

    • Moi says:

      Lo chiedo da donna, da madre e da cittadina: veramente Laura Boldrini, la donna che ricopre il più alto incarico della Repubblica italiana, non ha nulla da dire sui gravissimi stupri di Rimini commessi da un branco di vermi magrebini? Veramente in nome della difesa ideologica dell’immigrazione di massa è disposta ad accettare la violenza sessuale come un “male necessario” del multiculturalismo?

      Giorgia Meloni

      [cit.]

      —————–

      • ruttone says:

        Ok, la boldrini e trump nel caso di Charlotteville diventano una specie di sciamano attraverso le cui parole viene raddrizzato un torto.

        I magrebini si trasformano in vermi, l’automobile si trasforma nella carrozza di Cenerentola. I morti risorgono, le escoriazioni spariscono. Arrivano 70 verginelle arrapate. Soprattutto: La meloni e i suoi omologhi sopravvivono come personaggi marginali, spalmando su 30 anni quei 15 minuti di celebrità di cui parlava quello scemo

        Se non fossi abbastanza scafato da capire come le motivazioni di queste critiche mediatiche abbiano una matrice ideologica e propagandistica – che riesce ad annullare tutti gli sforzi di qualsiasi sistema scolastico almeno dopo l’asilo – … non cambierebbe un cazzo, mi sembrerebbero sempre critiche idiote.

  13. Moi says:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/13225090/alessandro-sallusti-laura-boldrini-stupro-rimini.html

    Alessandro Sallusti contro Laura Boldrini: “Piagnucola come una bambina viziata e non dice una parola sugli stupratori africani”

    ————————–

    … in compenso :

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2017/08/25/news/laura-boldrini-lancia-i-cartellini-paritari-1.308661

    Laura Boldrini lancia i “cartellini paritari”

    Prosegue alla Camera dei deputati l’aggiornamento linguistico di genere voluto dalla presidente della Camera dei Deputati

  14. Moi says:

    … e qui ?!

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/sequestrata-islamico-procura-non-indaga-1435396.html

    Sequestrata da un islamico Ma la procura non indaga
    A maggio la denuncia dei genitori: nostra figlia ridotta in schiavitù. Il pm vuole archiviare

    … dove sono le Boldrinette & Oche Gigie ;) varie del Popolo Viola ?!

    • paniscus says:

      “Nella memoria dei cellulari, il papà di Rosa ha trovato immagini di lei col velo e foto a sfondo sessuale inviate sotto ricatto del pakistano.”
      —————————

      Decidiamoci.

      Foto col velo o foto a sfondo sessuale?

      Che non sappia l’emisfero destro cosa fa il sinistro, insomma…

      • Moi says:

        Prof … immagino che ai Corsi di Aggiornamento MultiKulti Teaching organizzati dalla Boldrini NON gliene abbiano parlato, ma esiste una roba denominata “Hijab Porn” [sic], il nostro Mirkhond ci diceva di guardarne (con l’ internètt’e ;) è più facile che trovare puntate di “Robottoni Giappi” ;) , oggi …) perciò potrebbero averla benissimo costretta a robe del genere, con il velo inteso come segno di SottoMissione a Loro … che tanto sono i Rappresentanti di Allah.

        PS

        La totale assenza di empatia in caso di stupro se il seviziatore è Esotico da parte delle Donne di SX; o, come a Colonia per il Kapòdannen :), “Aspettiamo il V’esoconto delle Fov’ze dell’ Ov’dine” proclamato da parte di Gente con la Kultura CiviKa :) dello “Sbirri di Merda: Tutti Karogne Tutti Bugiardi Tutti Appesi ” è da raccapriccio … nevvero, Habs ? :(

        • Moi says:

          Insomma, per chi ha abusato di rosa il velo ha evidentemente assunto significato di “Troia Kafiressa, taci e suca !” , piùo meno.

          … Dove sono laBoldrini e le Oche Gigie del Popolo Viola ?!

          Davvero è più grave Silvio che non seppe distinguere se una “Giovane Levantina che s’offre con l’ apostrofo” (lo disse la Bocassini , ‘member berry [cit.] ?) avesse 17 anni e 1/2 o 18 anni e 1 giorno ?!?!

          • Moi says:

            Rosa Di Domenico* … 15 anni, che “se e solo se” (come direbbe il libro di “màte” …) il Maschietto Ipertestosteronico Incontenibile è Esotico, per i Liberals è una Donna Navigata.

            Nevvero, Habs ?

            *(e.c.)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sai, tendo a fidarmi di più di una procura che di te e del Giornale :D

      • Francesco says:

        no, no, l’ordine corretto è

        1) Moi
        2) nessuo
        3) nessuno mai
        4) non fidarsi è meglio
        5) Wanna Marchi
        6) le procure, mica tutte
        7) il Lecio
        8) il Giornale

        :D

  15. Moi says:

    … chi è il Suprematista Kuturale BianKo, Nipotino di Kipling ;) , che vuole che in Inghilterra si parli Tutti/e/* in Inglese ?! ;)

  16. Moi says:

    Kulturale e.c.

    … a proposito, una volta chi voleva far vedere di saper l’ Inglese diceva “Càlciar”, adesso invece va “Còlcior” … cos’è meglio ?

  17. Moi says:

    @ PINO

    In effetti il SudAmerica del Nord (mettendo il Messico opportunamente in America Centrale ;) …) mi sembra avere un proprio particolare complesso d’inferiorità amore-odio per gli USA …

  18. Mauricius Tarvisii says:

    Domanda agli storici: a Udine su un edificio del centro (piazza XX Settembre) c’è una targa in cui si ricorda che Quintino Sella, lì, appena finì la guerra d’indipendenza del ’66, prevenne un tentativo austriaco di riprendere la città. E questo sarebbe accaduto DOPO la fine del conflitto.
    A cosa potrebbe riferirsi?

    • maffeia says:

      Sella arrivò a Udine il 4 agosto. L’ armistizio fu firmato il 12 agosto.
      Suppongo che in quei giorni si sia discusso per stabilire con precisione quale dovesse essere il nuovo confine. E che il contributo di Sella sia stato principalmente il suo vibrante appello agli italiani del Friuli. Accolto con freddezza, come ammise lo stesso Sella.
      Ma ammetto di non essere uno storico, e mi rimetto a chi ne sa più di me.

  19. Roberto says:

    A proposito di resto del mondo, Trump non doveva essere l’amico della russia?

    http://www.repubblica.it/esteri/2017/08/31/news/usa_ordinata_chiusura_consolato_russo_san_francisco-174312988/

    • Z. says:

      Doveva anche astenersi dall’intervenire nel Vicino Oriente, dal mandare truppe in Afghanistan…

      Probabilmente siamo noi che non abbiamo capito :)

      • Francesco says:

        cosa ha fatto in Vicino Oriente?

        in ogni caso per ora gli darei almeno 6,5 come Presidente

        Obama sta a 5

        ;)

  20. Moi says:

    Trump ha i Giudici Comunisti :) che non lo lasciano lavorare … vi ricorda qualcuno ? ;)

  21. Moi says:

    @ ROBERTO

    Allora: la Boldrini dice che l’ origine etnica di chi delinque è ininfluente … oh, sarebbe pure giusto se non fosse che quando è “Loro VS Noi” la tace sempre, quando è “Noi Vs Loro” la rimarca sempre !

    • Roberto says:

      Scusa moi,
      La boldrini dice (parlando di Rimini nell’intervista che ti ho postato):

      ““La mia condanna è ovviamente incondizionata. Ci sono delle indagini in corso ma a prescindere da chi sarà ritenuto colpevole spero che la giustizia comminerà pene adeguate alla gravità del reato. Ogni giorno purtroppo abbiamo notizie di violenze, non faccio dichiarazioni di condanna su ogni singolo episodio. Non è il mio lavoro, di professione non commento gli accadimenti del giorno. Faccio una battaglia contro tutte le violenze, in special modo quelle sulle donne. Qualcuno può dubitare del mio impegno in questo ambito? Se lo fa è sicuramente in malafede e con intento strumentale”

      Che altro deve dire/fare (baciare, lettera o testamento)?

      E il presidente del senato che dice ?
      E mattarella che dice?
      E la raggi?
      E la boschi?

  22. Moi says:

    @ LISA e ZETA

    “Pare che” significa “diobò, che tatanaio di cazzate !” quando “le robe” NON ci piacciono e/o NON ci fanno comodo … e “Rivelazione LaicoMistica” quando “le robe” ci piacciono e/o ci fanno comodo !

    E “Guglielmino il Figaro di Platone” … può essere il Patrono dei Faciloni o dei Genietti, sempre a seconda che la versione più semplice delle “robe” ci piaccia o NON ci piaccia, ci faccia comodo o NON ci faccia comodo.

  23. Moi says:

    L’istituto o qualunque contesto che non sia una famiglia non dovrebbe essere contemplato nemmeno per una notte per nessuna ragione al mondo: meglio un anno dai primi sconosciuti dei cui requisiti non si sa nulla, che una notte in un’istituzione collettiva.

    PEUCEZIO

    ———————

    … Cazzo dici ?! Dimentichi il piccolo Yoshibo che preferisce restare con Banzuki e Ruriko e gli altri cinni (tipo il “difficile” Kenta, nel quale non a caso Naoto rivede sé stesso … o il ciccio-simpa Gaboten) quando una coppia si offre di adottarlo ?

    ;)

  24. Moi says:

    l’orfanello incantevole e strabordante di affetto e bontà che non vede l’ora di portare la felicità in una famiglia altrettanto entusiasta, sono un po’ una leggenda…

    —————

    “Mister Hassan, gli occhi di quel bambino, brillano con lo stesso odio dei vostri !”
    [cit.]

  25. Moi says:

    No,Roberto: purtroppo, come dicono i Matematici, l’ Ovvio NON esiste !

  26. Moi says:

    Quando si vive in Gabbie Dorate o in Torri d’Avorio, potendo in assoluta tranquillità trasognare di tutto e il contrario di tutto, NON si può avere contezza del Mondo Reale !

  27. Moi says:

    Ripeto: Noi Vs Loro … commenta sempre tutto; Loro Vs Noi … non commenta mai nulla. Ignorare questo che è Mala Fede !

    • Francesco says:

      una che è la cattiva copia della Meloni … proprio vero che ci sono cose al mondo che nessun filosofo o poeta riuscirebbe a immaginare

    • paniscus says:

      Alessandra Mussolini:
      “La Boldrini si porti a casa quel branco di stupratori”

      ————————-

      Parla la Mussolini? Quella che non si è fatta scrupolo di tenersi in casa il frequentatore di prostitute minorenni, dell’età delle loro stesse figlie?

      Da che pulpito…

      • Z. says:

        Mi stupisco sempre che non le venga costantemente ributtato in faccia appena apre bocca.

        • Francesco says:

          potrebbe rispondere “mica era l’unico cliente”

          e questo aprirebbe interessanti spunti di indagine

          :D

    • Roberto says:

      La spiaggia di castelporziano è un posto di merda (lo so perché confina con quella fogna che è la spiaggia di ostia ad un tiro di sputo da dove vivono i miei genitori)
      Se è vera la notizia è un gravissimo segno di cattivo gusto

    • Roberto says:

      Ah moi, giusto un dettaglio, sulla spiaggia di Castel porzioni non ci sono corazzieri ma carabinieri (anche qui, a luglio l’ho visto con i miei occhi e pure scambiato due chiacchiere con uno molto simpatico che sorveglia l’ingresso dal lido di ostia)

  28. Moi says:

    Scusa Miguel, ma se il Topic è il Resto del Mondo … come può essere Off Topic la Pasionaria dell’ Accoiènza a Casa degli Altri ?! ;)

  29. izzaldin says:

    sull’affido familiare..
    l’anno scorso a Palermo una ragazza di 12 anni nata in una famiglia problematica in un quartiere povero venne affidata ad una famiglia della borghesia cittadina che la portò in villeggiatura al mare in una bella casa. La ragazza si allontanò dallo sguardo dei genitori affidatari e annegò a mare. Una storia straziante. Naturalmente la famiglia naturale si scagliò contro gli assistenti sociali che gli avevano tolto la ragazza.

  30. Roberto says:

    Comunque, veramente non capisco perché la boldrini attiri tanto odio.
    Ok, lei è una femminista ed in quanto tale non simpaticissima, ma dovrebbe piacere alle donne
    È chiaro che sta dalla parte degli immigrati, e quindi dovrebbe stare antipatica a mezza Italia, ma, per dire, non peggio di ginostrada o medecins sans frontières
    Poi, come presidente della camera avrà tolto la parola a questo o quello, come fanno tutti i presidenti di camera e senato da sempre.
    Insomma mi pare un politico come un altro, ed invece attira un odio totale, trasversale che solo la kyenge era riuscita a catalizzare prima, ma lei almeno era negra!
    Boh, faccio fatica a capire…..

    • Z. says:

      Strada è uomo e non è un politico. Specie dal punto di vista del grilloleghista la cosa non è secondaria.

      Oltre alle vostre osservazioni c’entra anche il fattore caso, secondo me: serve un cattivo da additare ed è toccato a lei.

    • Francesco says:

      non hai notato il tono supponente con cui dice qualsiasi cosa? anche se ti da l’indicazione per il cesso, lo fa rimarcando la sua assoluta superiorità morale, civile, intellettuale, etica su di te

      credo che QUELLO che dice sia quasi irrilevante, rispetto a COME lo dice

      • Mauricius Tarvisii says:

        Condivido. In generale, la Boldrini è una di quelle persone che hanno la sfortuna di essere intuitivamente antipatiche e che non fanno assolutamente nulla per cambiare questa impressione.
        Prendiamo per esempio questo episodio:

        https://www.youtube.com/watch?v=fVBpRGfjiUs

        Ora, chiaramente la Presidente della Camera fa gli auguri ad una propria collega, non al marito di lei che non conosce: immagino che a ciascuno di noi nella vita abbia sempre fatto lo stesso.
        L’hanno però provocata e lei se ne sarebbe potuta uscire elegantemente con una frase tipo “naturalmente gli auguri sono rivolti a tutta la famiglia della nostra collega” e sarebbe morta lì. Ma no, lei si è dovuta imbarcare in un botta e risposta su questa stronzata e ha fatto la figura della stronza quando in linea di principio avrebbe potuto anche avere ragione.
        Se sei in politica devi conoscere almeno i rudimenti della vita sociale e devi sapere uscire illesa da una frecciatina innocua. Altrimenti perché si è candidata? Solo perché aveva la capacità di fare (molto male) la Presidente della Camera?

        • Francesco says:

          >> immagino che a ciascuno di noi nella vita abbia sempre fatto lo stesso.

          beh, no, mai: per fare un bambino si deve essere in due ed è naturale, logico, educato, fare le felicitazioni a entrambi – salvo casi molto particolari

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, ma se un tuo collega ha un figlio tu in ufficio dici “facciamo gli auguri a Tizio che è diventato papà” oppute “facciamo gli auguri a Tizio e a sua moglie (che manco conosciamo)”? A me sembra più spontanea la prima: tu pensi a chi conosci e non a chi non conosci.
            Ovviamente se qualcuno dirà “e a sua moglie” tu concorderai con lui e non farai una polemica da due soldi.

      • Roberto says:

        Capisco e concordo, ma suvvia è la sola politica antipatica?

        • Francesco says:

          diciamo che quanto ad antipatia fa categoria a sè, forse un paio di socialiste francesi si avvicinano

          e gli orfani di Hillary

          ma in quanto stranieri sono tutti più lontani e l’antipatia è roba di pelle

      • Roberto says:

        Per dire, pensiamo a D’Alema, unanimemente considerato odioso. Eppure non è mai stato trattato così

    • Peucezio says:

      Roberto,
      sulla Boldrini:
      il motivo è banale: l’ideologia politicamente corretta soggiace a molte scelte, fatte spesso un po’ di nascosto, almeno in Italia, per non esporsi troppo al ridicolo. Insomma, la gente ha ancora un po’ di buon senso e in fondo pensa che dire “sindaca” suona male, che abolire il Natale nelle scuole per non offendere gli islamici sia un’idiozia, ecc.
      Invece la Boldrini proclama l’ideologia politicamente corretta nella sua versione più integrale e fanatica, su tutto, senza lasciarsi sfuggire nulla.
      Cioè tutte le cazzate di oggi per cui tutto offende tutti, lei le proclama come una bandiera.
      E’ come uno che puzza e che invece di vergognarsene, proclama che la puzza è bella! Come può piacere, almeno a quelli che hanno l’olfatto sensibile?

      • Z. says:

        Non c’entra niente ma pensavo…

        “Sindaca” suona effettivamente male, e visto che è parola italiana ad ogni effetto forse dovremmo chiederci perché suona male, e abituarci al fatto che non suonerà male a lungo.

        Del resto non trovo sbagliato che si voglia utilizzare una forma femminile per “assessore”. L’errore sta nella storpiatura simil-romanesca “assessora” al posto del più corretto “asseditrice” :)

      • PinoMamet says:

        Ma quando mai è stato “abolito il Natale” a scuola?

        Mi risulta che a Natale, Pasqua e altre feste cattoliche come Ognissanti, le scuole siano chiuse, e nessuno se ne sia lamentato.

  31. Moi says:

    Premessa:

    vi prego, NON fate “NecroPosting” ;) come dicono i Digital Natives o i “Forèveriàngh” ;) … Miguel stesso NON lo vuole, ma da Madrelingua Inglese Novecentoso (almeno nel linguaggio) NON usa il termine “Necro Posting” :

    16 Dicembre 2011 … la Profezia ;) ! … Mi sa che il Nativo Parlamentare ;) Giorgio Napolitano lurkava il Blog Kelebekler ;) almeno quel giorno :

    http://kelebeklerblog.com/2011/12/16/del-dover-fare-qualcosa-3/

  32. Moi says:

    Fra l’altro la Boldrini è espressamente molto stimata dai Millennial Snowflakes Scimmiottatori/trici/tr* ;) Professionisti/e/* (campano di visualizzazioni monetizzate dalle pubblicità di Youtube … sentendosi Imprenditori/trici/tr*) da Vlog [sic con “V” … lo sapete cos’è, no ? … Dinosauri !] di Nerd Statunitensi

    … Gente senza alcun ricordo personale dell’ URSS (… neppure “Io ti spiezzo [sic] in due !”) e che crede che da sempre la Sx si occupi soltanto delle Pugnette SovraStruttutali (detto in Marxistese localistico …) e si mette, ad esempio, a fare “simil-palleggi da basket con mano in soggettiva”, e poi si dà un tono dicendo “woh-woh-woh-woh-woah !” E accusa “gli Italiani” (sempre in 3° persona, in continuità con la Tradizione …) ad esempio di essere i Peggiori d’Occidente (almeno fra gli Autoctoni, sennò le Culture Altre NON si giudicano …) con il “Cat Calling” ! SE pensate che sia richiamare la Toscana Grigia e la Serba Clandestina … siete “out” ! ;)

    Matteo Renzi imita soprattutto loro, anche se sa che il grosso della popolazione votante ha un’età che “cat calling” e “woh-woh-woh-woah !” glieli considererebbe il Supplemento Rapido per QuelPaeseLà che te c’hanno mai mannato [cit.].

  33. Moi says:

    Sovrastrutturali [cit.] … cmq Cat Caller di solito è un tamarro che neppure sa decentemente l’Italiano … ma deve rispondere ad accusa in Inglese, magari credendo che lo si accusi di molestare i gatti.

    • PinoMamet says:

      Naturalmente se il governo degli Stati Uniti d’America nel corso del Sette e Ottocento ha regolarmente violato la propria parola e massacrato, deportato e rinchiuso i popoli nativiamericani, la colpa è di un navigatore genovese che credeva di essere sbarcato nei pressi del Giappone…
      ;)

    • PinoMamet says:

      Passaggio due:
      tra 20 anni casualmente verrà scoperto un manufatto che indica controvertibilmente che i coloni vichinghi che sicurissimamente sono esistiti vivevano in pace&armonia con i nativi e praticavano anche tanto yoga e dieta vegana.
      Film a seguire. Trentina d’anni, e starà su tutti i sussidiari.

      (meanwhile, io continuo a credere che L’Anse aux meadows fosse un comunissimo insediamento temporaneo di balenieri, che le cura “disinteressate” di due archeologi scandinavi ha magicamente trasformato nella prova provata di saghe non meno verosimili dell’Odissea…)

      • PinoMamet says:

        Errata: incontrovertibilmente.

      • Mauricius Tarvisii says:

        La storia dei nordici in America apre un mondo di riflessioni.
        Partiamo dalla Groenlandia. I coloni nordici ci arrivarono dopo che la cultura Dorset si era già ritirata e quindi di fatto si insediarono in una terra disabitata. Qualche secolo dopo arrivarono gli Inuit e sono documentati pesanti attacchi dei nuovi venuti contro i nordici: potremmo pretendere dagli eschimesi un riconoscimento del genocidio da loro operato ai danni di europei cattolici? :D
        Islandesi e groenlandesi presto abbandonarono il mare, non avendo legname per costruire imbarcazioni. Sembra persino che in Groenlandia si mangiasse pochissimo pesce e che quindi ci si sostentasse, oltre che con la poca agricoltura possibile, prevalentemente con allevamento e caccia. Questo fu fatale col raffreddamento del clima, visto che gli Inuit pescavano e i nordici no, godendo quindi di un enorme vantaggio, non compensato dalla superiorità tecnologica nordica (lavorazione del metallo, tecniche costruttive, ecc.) o dai contatti e i commerci con l’Europa (che rimasero regolari: tra i manufatti più recenti ci sono abiti in linea con la moda continentale del tardo XIV secolo): la demografia e la disponibilità di cibo in genere vincono.
        I tentativi di spingersi oltre, verso sud, nel continente americano si suppone che avessero una ragione ben precisa: garantire una fonte di legname più vicina della Norvegia (i fragili boschi di betulle islandesi erano ormai un ricordo da un pezzo). Immagino quindi che l’attività nordica in Canada sia stata tutta finalizzata al reperimento di legname e/o alla conversione dei nativi (vedi la missione del vescovo Erik). Durò certamente poco e si può tranquillamente ipotizzare che Anse of Meadows e altri eventuali siti nordici fossero solo teste di ponte degli insediamenti groenlandesi per il reperimento di legname (più che per l’attività di caccia alle balene: i groenlandesi e gli islandesi avevano pochissime navi). Avere poche navi sicuramente favorì i rapido declino di questo/i insediamento/i, di cui infatti non c’è menzione delle fonti ecclesiastiche (in primo luogo gli annali dei vescovi islandesi).
        Le saghe fanno pensare che i nordici non ricevettero un caloroso benvenuto da parte dei nativi che anche qui, nonostante l’inferiorità tecnologica, avevano spropositati vantaggi strategici e logistici.
        E comunque la storia del già citato vescovo Erik lascia pensare che le puntate nordiche in Canada ebbero vita estremamente breve. Chiederemo ai rappresentanti delle Prime Nazioni un riconoscimento di questo vergognoso esempio di intolleranza religiosa e di respongimento di migranti? :D

        • PinoMamet says:

          No no, intendo dire che si tratta di un insediamento di balenieri del XIX secolo.
          Come ne sono stati trovati diversi in tutta l’area.

          E del resto, anche molto più facile immaginarsi di ritrovare un insediamento temporaneo di due secoli fa, rispetto a uno di otto o nove secoli…

          degli insediamenti temporanei dei marinai di Colombo (per esempio di quelli della Santa Maria, abbandonati per un anno nel nuovo continente) non rimane assolutamente nulla, per esempio.
          Ma per fortuna la spedizione di Colombo ha delle basi documentarie un po’ più solide rispetto al mito degli skraelings, che valgono i Ciconi…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Già, e gli annali dei vescovi islandesi che parlano di viaggi missionari oltre la Groenlandia saranno pure un mucchio di cazzate! :D

            • mirkhond says:

              Senza dimenticare che la Groenlandia geograficamente è America.
              Da qui all’insediarsi (sia pure per breve tempo) sulla non lontana isola di Terranova, non era certo impossibile.

            • mirkhond says:

              Insediamento su Terranova che ebbe vita breve per l’ostilità dei Nativi Americani.
              A dimostrazione che questi Norvegesi NON erano affatto dei Vichinghi ( cioé pirati, i quali avrebbero reagito ben diversamente).

            • PinoMamet says:

              Questa storia che i pirati avrebbero reagito diversamente non la capisco.

              Davvero, non c’entra niente con la mia ipotesi su L’Anse aux Meadows, è un ragionamento a parte.

              La pirateria è di solito un mestiere di sopravvivenza, di ripiego, di popolazioni che vivono in aree costiere povere e che offrono poche risorse;
              un po’ come i predoni del deserto, che sono anche, e principalmente, pastori.

              Pirati sono stati gli abitanti della costa dalmata, delle coste greche e cretesi, delle coste turche;
              sono stati liguri e corsi (fino a tempi recenti, eh?)
              lo sono ancora i somali e altre popolazioni dell’Oceano Indiano, come per esempio alcune dell’arcipelago indoniesiano.

              Erano “pirati” anche quelle popolazioni indonesiane che si sono stabilite in varie ondate nel Madagascar, e in un certo senso erano tutti “pirati” i colonizzatori polinesiani delle Marchese, delle Hawai’i e della Nuova Zelanda.

              Bon, arrivi in una terra nuova, se la terra è abbondante e ti dà delle risorse ti metti a coltivarla, che è più semplice e conveniente e meno rischioso che fare il pirata.

              Non vedo questa distinzione netta tra “pirati” e “avventurieri disposti a rischiare la vita per finire in una terra sconosciuta dopo una lunga navigazione in un guscio di noce”, insomma ;)

        • PinoMamet says:

          Del resto, nel Sud America, in lotta contro il dominio spagnolo peninsular, e sede di una consistente comunità libanese, si ritrovavano insediamenti e steli dei Fenici…

          come stele runiche saltavano fuori in mezzo nord America, quasi sempre in vicinanza di qualche comunità scandinava ;)

          poi oh, mica tutti c’hanno il culo di avere due archeologi che ci lavorano praticamente da soli, e una saga ambientata poco lontano, che pochissimi hanno letto ma che tutti citano…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Certo che è interessante il tuo modo di ragionare. In passato hai difeso la possibilità (non suffragata da un bel niente) che dei navigatori antichi siano arrivati in America, mentre ti rifiuti di ipotizzare che degli abitanti della Groenlandia abbiano navigato verso ovest per 400 km (Isola di Baffin) o per 900 km verso sud (Baia di Baffin), nonostante sappiamo per certo dalle fonti islandesi dell’epoca che fosse loro più che nota l’esistenza di terre abitabili da quelle parti.
            Oh, che poi i nordamericani inventino roba poco credibile sui vichinghi è verissimo (vedi i presunti reperti sull’Hudson… il fiume!), ma reperto + fonte per me danno una discreta certezza. Poi certo, restano medievali brutti & cattivi lo stesso :D

            • PinoMamet says:

              Ma no, in realtà penso che sia possibilissimo che i groenlandesi e gli islandesi abbiano raggiunto Terranova e forse anche il New England.
              Perché no?

              In fondo è abbastanza certo che i Fenici abbiano raggiunto l’Inghilterra, e i Polinesiani, con mezzi ancora più rudimentali, hanno colonizzato gli immensi e sparpagliatissimi arcipelaghi del Pacifico.

              Solo, sono abbastanza convinto che L’Anse aux Meadows sia un falso, che però è ufficialmente proibito smascherare per un sottinteso razzismo verso i mediterranei “off white”, i “dagos” o gli “wops” che possono essere tanto folkloristici ma scoprire l’America, dai, no.

              Noto anche che online un decennio fa gli skraelings erano descritti. probabilmente dalle saghe stesse- come mostri semiumani con carattersitiche poco realistiche;
              improvvisamente, sono diventati tutti membri della cultura Dorset, e sembra che le altre descrizioni siano sparite, perlomeno dalle prime pagine dei motori di ricerca e di Wikipedia.

              Un caso? Io non credo ;)

            • PinoMamet says:

              Non nego insomma la possibilità che gli islandesi/groenlandesi si siano spnti più a sud, e siano (in un certo senso abbastanza lato) i “veri” scopritori del continente americano
              (e de lresto, fa notare Mirkhond, la Groenlandia è già America).

              Ma secondo me, dopo una dozzina di stele runiche false come una moneta da tre euro, quando hanno avuto per le mani un insediamento abbastanza credibile non devono averci visto dalla gioia, i tifosi dell’ “ipotesi scandinava”, e immagino
              (ma io perché sono un italiano cattivo e andreottiano) che abbiano chiuso volentieri uno o due occhi, quando necessario.

              Che poi, non ne avevano neanche bisogno:
              l’Italia non è affatto piena di fan di Colombo, ma straborda di wannabe-vichinghi ;)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Una cosa la ammetto: gli Skraeling (rectius, la popolazione reale che li avrebbe ispirati: il nome è nordico nonché riciclatissimo, mentre la descrizione è quella del villain standard di ogni storia) sicuramente non erano Dorset.

              “che però è ufficialmente proibito smascherare per un sottinteso razzismo verso i mediterranei “off white”, i “dagos” o gli “wops” che possono essere tanto folkloristici ma scoprire l’America, dai, no”
              Però dobbiamo distinguere tra la ricostruzione del fatto storico e la lettura partigiana che se ne fa. Che i vichinghi siano stati i primi a colonizzare l’America è sicuro che più sicuro non si può: la Groenlandia è America e pagava le decime straordinarie per le crociate. Che differenza farebbe aggiungere un puntino nel Labrador?
              Ecco, al massimo potrebbe dar fastidio ai nativi americani (che celebreranno il proprio orgoglio alla facciaccia del genovese!) il fatto che anche loro, insieme agli inuit, si siano verosimilmente macchiati del genocidio degli abitanti degli insediamenti scandinavi! :D

          • Per PinoMamet

            “Del resto, nel Sud America, in lotta contro il dominio spagnolo peninsular, e sede di una consistente comunità libanese, si ritrovavano insediamenti e steli dei Fenici…”

            Bufala :-)

        • mirkhond says:

          Infatti per sopravvivere, negli anni 1261-1264, groenlandesi e islandesi si sottomisero al re di Norvegia, in cambio di una nave l’anno per la Groenlandia, e di 6 per l’Islanda.
          Cosa che alla lunga NON salvò l’insediamento groenlandese.

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      “Continua la Crociata degli usani contro la storia

      http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/01/news/columbus_day_abolizione_usa-174350125/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1

      La gente dovrebbe essere più coerente.
      Colombo ha fatto male? Siete statunitensi con del sangue di origine europea nelle vene?
      Buttatevi in massa a mare e tornate a nuoto in Europa.

      • Per Peucezio

        “Colombo ha fatto male? Siete statunitensi con del sangue di origine europea nelle vene?
        Buttatevi in massa a mare e tornate a nuoto in Europa.”

        Totalmente d’accordo.

        Persino i neri sono immigrati, per quanto involontari, non sono certo i discendenti di quelli che Colombo ha “scoperto”.

        • Z. says:

          Mah, per me il punto è un altro: Colombo, esattamente, che genocidio avrebbe commesso?

        • PinoMamet says:

          Di persona credo nessun genocidio particolare, però ha importato i primissimi schiavi indios in Europa e ha detto ai sovrani spagnoli, più o meno, “ok, di oro per adesso ce n’è pochino, ma ci sono questi indigeni che non vedono l’ora di farsi sfruttare come schiavi”.

          Credo che non gli si possa imputare molto altro, e in ogni caso ragionava come qualunque altro viaggiatore/esploratore dell’epoca.
          (o quasi: tutti sanno che Bartolomè de Las Casas, poco più avanti, denunciò al contrario lo sfruttamento degli indigeni).

          Ora, naturalmente va benissimo denunciare Colombo perché aveva quest’ottica sfruttatrice e colonialista: mi sta un po’ meno bene che la denuncia avvenga da parte di chi, nella stessa epoca, trovava cosa buona, giusta, e divertente per di più, non solo prendere schiavi, ma anche scuoiare, arrostire, o torturare in vari modi i prigionieri sconfitti.
          E un Las Casas irochese o sioux non mi risulta…

          • Per PinoMamet

            “mi sta un po’ meno bene che la denuncia avvenga da parte di chi, nella stessa epoca, trovava cosa buona, giusta, e divertente per di più, non solo prendere schiavi, ma anche scuoiare, arrostire, o torturare in vari modi i prigionieri sconfitti.”

            Ma la denuncia non avviene affatto da parte loro.

            Avviene da parte di persone che o sono “bianchi” o sono “nativi americani” che hanno studiato nelle scuole dei bianchi e poi si sono inventati una propria storia del tutto immaginaria (la famosa “Turtle Island” e sciocchezze affini).

            Nemmeno ti contestano se dici che scuoiavano e arrostivano i prigioneri sconfitti; ti diranno che sei razzista, liquidando così tutto.

            Sono fenomeni però necessari per la coesione della comunità, e questo aspetto non va sottovalutato.

            • PinoMamet says:

              Ho idea che il razzismo sia diventato un po’ come la Hitler card ;)

              da notare che la coesione della società usana, nel suo insieme, prevede l’esclusione di qualche gruppo, che deve fare da capro espiatorio: i “bianchi” nel loro insieme sono sufficientemente vaghi per soddisfare molte richieste, ma troppo eterogenei per poter essere facilmente demonizzati;
              e gli anglosassoni sono intoccabili essendo la matrice fondante del sistema
              (insomma, va bene l’orgoglio nativo però parlano tutti inglese e studiano Shakespeare che è, per i parlanti inglese, “il miglior scrittore del mondo” per definizione)
              quindi va bene costringere gli italiani, che sono stronzi perché bianchi, e doppiamente stronzi perché non abbastanza bianchi, a rinunciare alla loro occasione di festa paesana.
              Fa lo stesso, ne faranno una con Toro Seduto ;)

            • Z. says:

              Mah, io ricordo che Colombo spese parole a favore e difesa degli indigeni (certo non come Las Casas).

              Secondo me lo si accusa più che altro di essere una sorta di responsabile oggettivo del genocidio che seguì. Per capirsi: secondo me si vuole sottolineare che la scoperta attribuita a Colombo fu tragica per i nativi.

              Comunque gli Stati Uniti hanno il presidente che meritano, e gli auguro di tenerselo a lungo :)

            • PinoMamet says:

              Se è come dici tu
              (e in effetti ho seri dubbi che il movimento “anti Columbus day” abbia speso più di un minuto per leggersi gli scritti del povero genovese)
              allora hanno torto, punto.

              E concordo con la tua considerazione finale…

            • Z. says:

              Certo che hanno torto!

              Anzi, direi che questo è uno dei punti su cui tutti i chelebecchiani concordano :)

            • PinoMamet says:

              Comunque secondo me tutta questa ventata di antirazzismo e di anti-confederatismo ;) finirà puntualmente per rinsaldare il dominio- se non altro culturale- dei gruppi privilegiati.

              Non si abbatte la statua di un generale, o di un navigatore, per metterci quella dei rigattieri Sanford and Sons.

              Come fa notare Mauricius, alla fine salterà fuori che i cattivi sono “ben altri”, per esempio i cattolicissimi latini, ecco, guardate loro, loro sì che ce l’avevano con gli indiani e i negri, mica noi eh?
              ;)

      • Per MT

        ““Continua la Crociata degli usani contro la storia”

        Il titolo è azzeccato.

        Ricordiamoci che nessun monumento è mai neutrale, nemmeno la Cattedrale di Notre Dame a Parigi o il Colosseo. La totalità dei monumenti nel mondo incarna qualche forza storica che si è imposta, con le buone o con le cattive; e che prima o poi viene sconfitta dalla storia.

        Ecco perché non è questione di abbattere Colombo o Lenin, ma di abbatterli tutti, senza eccezione, come già proposto dai futuristi. Sempre se vogliamo tenerci aggiornati con la storia, ovviamente.

      • Mauricius Tarvisii says:

        No! Gli USA sono i buoni: i cattivi sono i genovesi, gli spagnoli, i confederati, i francescani in California e Giovanna D’Arco!

        • PinoMamet says:

          OMDAMT

          mi pare che la “Novissima Storia, edizione riveduta e corretta” degli USA imponga proprio questo:
          gli USA, di per sè, sono l’incarnazione del Bene, sono righteous perché sì;
          nella loro storia lunga e gloriosa però hanno dovuto lottare contro nemici esterni (quasi tutti) e interni (poche mele marce, e i Confederati che però in fondo avevano capito male…)

        • Z. says:

          Pure Giovanna d’Arco? Warum?

          • PinoMamet says:

            Non stare a chiedere:
            è Abramo Lincoln? no. Nelson Mandela: non mi pare.

            Sarà un generale confederato ;) , e quindi la statua deve essere abbattuta
            http://www.nola.com/politics/index.ssf/2017/05/joan_of_arc_statue_graffiti_te.html

            • Moi says:

              Insisto: ma neanche a femministizzarla alla Lady Oscar :D la riescono a salvare, povera Pulzella d’ Orléans ?!

          • Francesco says:

            Beh, se non fosse per colpa sua, l’Europa si sarebbe liberata dei Francesi e, molto probabilmente, anche degli Inglesi.

            Lascio al Duca immaginare le praterie che si aprono a un continente cattolico, unito e magari vittorioso contro i Turchi qualche secolo prima!

            • Mauricius Tarvisii says:

              La Francia molto semplicemente la Guerra dei Cent’Anni non l’avrebbe mai persa. Al massimo sarebbe durata qualche decennio in più.

  34. mirkhond says:

    Pino

    I coloni norvegesi della Groenlandia e che giunsero sulle coste del Vinland, non erano vichinghi, cioé pirati, ma contadini e allevatori.
    Il fatto che bastò l’ostilità dei nativi americani per farli desistere dall’insediarsi stabilmente a Terranova e nelle coste americane, dimostra che non si trattava di guerrieri.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, tra l’altro islandesi e groenlandesi in generale non solo non erano vichinghi (pirati), ma non erano neppure navigatori!

      • PinoMamet says:

        Mmm a me pare che “vichinghi” fosse un termine abbastanza generico per chiunque facesse un’impresa oltremare, quindi direi che i colonizzatori della Groenlandia e del resto del continente americano
        (SE questi ultimi siano mai esistiti, e il sottoscritto continua a dubitarne) rientrino ampiamente nella descrizione.

        • mirkhond says:

          Però questi non erano combattenti, e non usavano le tipiche navi affusolate, ma quelle tozze destinate al trasporto di viveri e bestiame.
          Insomma NON erano i vichinghi di un certo immaginario.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Noi lo usiamo in questo senso. Anzi, spesso lo usiamo come sinonimo di scandinavi, nordici e norreni.
          Io non credo che quando i sovrani scandinavi cominciarono a promulgare leggi contro i vichinghi ci buttassero dentro anche i pastori groenlandesi, comunque :D

          • PinoMamet says:

            Perché no?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché non compivano atti di pirateria, non disponendo di imbarcazioni degne di questo nome (niente legna).
              Anzi, in generale mi pare che la Groenlandia non ricadde mai sotto la sotto giurisdizioni “continentali”, tolte ovviamente quelle eclcesiastiche (Arcidiocesi di Amburgo-Brema prima, Arcidiocesi di Nidaros, oggi Trondheim, dopo).

  35. mirkhond says:

    “Dunque, da questo semplice dato empirico, non possiamo forse dedurre che effettivamente esiste una morale senza dio?”

    E su che principi si basa?
    Perché scegliere il bene piuttosto che il male?

    • PinoMamet says:

      …e perché no?
      ;)

      seriamente, tu non scegli il bene perché te lo ordina Dio.

      E sarebbe un credente ben miserabile quello che scegliesse il bene solo ed esclusivamente per paura di un Inferno o di una punizione di qualche tipo;
      sebbene questo aiuti, immaginarsi che un credente basi la sua etica solo su premio/punizione non fa che il gioco degli atei, che scelgono il bene liberamente.

      Il fatto è che noi, tutti, scegliamo il bene (quando ci riusciamo) perché ci sembra bene , semplicemente.

      La differenza è che i credenti pensano che questo sentimento sia ispirato da Dio, gli atei credono che sia insito nell’uomo.

      • Z. says:

        In effetti la penso sostanzialmente così.

        • Z. says:

          Cioè, insito nell’uomo nin zo. Ma non credo che i credenti che si comportano come me, cioè bene, lo facciano per amore o per paura di Dio. Lo fanno perché sì, come me.

          • Francesco says:

            mica vero, parla per te.

            che già definire cosa mai può essere il bene, se non adesione a Dio, mi pare impresa considerevole.

            molto carina l’idea di Madre Natura che ci mette dentro il Riconoscitore automatico di Bene, come alle tigri mette dentro il riconoscitore automatico di Cibo!

            :D

            • PinoMamet says:

              Francè, è esattamente la tua stessa idea, solo che tu invece di “Natura” dici “Dio”

  36. mirkhond says:

    “seriamente, tu non scegli il bene perché te lo ordina Dio.”

    E i Dieci Comandamenti perché sono stati dati, allora?

    “gli atei credono che sia insito nell’uomo.”

    Nell’uomo però agisce anche il male.
    E poi perché scegliere il bene, se non c’è un motivo che vada oltre noi stessi?

    • PinoMamet says:

      Scusami Mirkhond, ma mi stai dicendo che se non ci fosse l’Inferno tu ruberesti e ammezzeresti?
      No, vero?

  37. mirkhond says:

    Perché allora vincolare il bene e il male a premi e punizioni metafisiche?

    • PinoMamet says:

      Per come la vedo io, premi e punizioni promessi dalle religioni sono un qualcosa in più, che serve a far tornare i conti della giustizia, che in questo mondo non sempre sembrano tornare.
      Servono alla teodicea, non all’etica umana.

      Fate il bene perché sì , questo lo dicono più o meno tutte le religioni;
      poi, non preoccupatevi, ci sarà anche la giustizia che punirà i malvagi, e di converso premierà i buoni.

  38. mirkhond says:

    “Solo, sono abbastanza convinto che L’Anse aux Meadows sia un falso, che però è ufficialmente proibito smascherare per un sottinteso razzismo verso i mediterranei “off white”, i “dagos” o gli “wops” che possono essere tanto folkloristici ma scoprire l’America, dai, no.”

    Qui hai ragione, perché in effetti questo sentimento antilatino legato alla scoperta dell’America esiste davvero.
    Solo che questi norreni d’America fanno finta di dimenticarsi che i Norreni di allora, quando scoprirono le coste settentrionali dell’America, erano anch’essi di recente conversione al Cattolicesimo.

  39. mirkhond says:

    Inoltre la scoperta norrena, rimase sterile con la stessa Groenlandia bisognosa di aiuti dalla madrepatria.
    Mentre la scoperta di Colombo, ha generato una gigantesca opera di colonizzazione da cui si sono originati gli odierni stati e società nord e sudamericane.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non è rimasta sterile: la Danimarca poté reclamare l’isola proprio perché i suoi ex abitanti avevano avuto antenati norvegesi! :D

      • mirkhond says:

        La colonizzazione danese della Groenlandia però, risale al 1721, quando già esistevano da due secoli grandi imperi coloniali spagnolo, portoghese e da un secolo, quelli inglese e francesi.
        Però quando la Danimarca perse la Norvegia nel 1814, si tenne l’Islanda e la Gorenlandia.

  40. mirkhond says:

    “la Groenlandia è America e pagava le decime straordinarie per le crociate. Che differenza farebbe aggiungere un puntino nel Labrador?”

    Nel 1347 giunse in Islanda una nave carica di legname, proveniente da Vinland.

  41. mirkhond says:

    “Questa storia che i pirati avrebbero reagito diversamente non la capisco.”

    Se fossero stati pirati, avrebbero combattuto contro gli Skraeling, invece di ripiegare sulla Groenlandia.
    A differenza di quei vichinghi norvegesi e danesi che fondarono regni in Inghilterra, isole scozzesi, Irlanda e Normandia.

  42. mirkhond says:

    Hanno perso perché non erano pirati.

  43. Mauricius Tarvisii says:

    A proposito di letture interessate della storia, anni fa lessi un ortodosso dire che, grazie a Leif Eriksson, possiamo dire che l’America fu scoperta da un ortodosso e non da un cattolico.
    Perché di sicuro in Groenlandia erano di rito greco! :D

    • PinoMamet says:

      Fantastico!
      e su cosa si basa per dire questo?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Che parlando di fatti accaduti prima dello scisma, allora tutti i cristiani erano ortodossi e non cattolici.
        Quella del rito greco ovviamente è ironia che faccio io, visto che la dottrina dei latini non è cambiata alla vigilia dello scisma…

        • PinoMamet says:

          Bellissimo il suo ragionamento :D

          allora tanto varrebbe dire che Costantinopoli è una città cattolica, non so se si rende conto ;)

  44. PinoMamet says:

    OT:

    riceviamo e volentieri pubblichiamo, specialmente per Mirkhond (ma non solo ovviamente):

    http://moked.it/blog/2017/08/31/cattolici-alleati-amici-fratelli-lo-storico-documento-dei-rabbini/

    • PinoMamet says:

      Due note veloci:

      -il documento parla specificamente dei cattolici, e li indica addirittura come esempio alle altre confessioni cristiane;

      -ammette la diffidenza da parte ebraica che ha accompagnato gli sforzi di dialogo da parte cattolica, dicendo che è ormai è superata e da superare;

      -non nasconde le differenze dottrinarie incolmabili, ma sembra indicare la necessità di un legame privilegiato con i cattolici;

      -parlando a più riprese di Noè, sottinde che il Cristianesimo passa, nella visione ebraica, da “idolatria” a “culto monoteista rispettabile” (ovviamente c’era chi lo vedeva in un modo e chi in un altro anche prima).

    • mirkhond says:

      Interessante, grazie!

  45. Mauricius Tarvisii says:

    L’ho sempre saputo che Moi, gli occidentalisti e i legaioli vari anti-Islam erano solo dei servi “dell’élite finanziaria e dei suoi circenses giornalistici, accademici e mediatici”! :D

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/01/elogio-dellislam-e-del-cristianesimo-contro-il-fanatismo-del-mercato/3830418/

    “L’onnimercificazione quale fondamento del mondialismo economico classista non può non entrare in contrasto con il patrimonio simbolico ed etico della trascendenza racchiuso nel monoteismo cristiano e in quello islamico, portatori di un senso solidaristico e comunitario, trascendente e sacro, fecondamente eccedente rispetto a quello nichilistico e immanente del valore di scambio”

    • Peucezio says:

      E dire che in fondo Fusaro, Buttafuoco, Massimo Fini e Cardini non pensano poi cose così lontane da quelle dei leghisti et similia.
      Il problema è che l’Islam non esiste. Come non esiste il cristianesimo.
      Finché si continuerà a parlare dell’Islam anziché degli Islam si farà allo stesso modo di uno che mettesse in un unico calderone, per dire, Pio V e Cromwell.
      Il problema è che se uno stesso termine riunisce due cose oppposte, bisogna maneggiarlo con cautela, altrimenti si rischia di pensare una cosa e dire il suo opposto.

  46. Peucezio says:

    Lisa,
    sul primo punto,
    beh, ma io mica ho detto che invece una coppia di cattolici che adotta un bambino ha il diritto di imporgli con la forza il cattolicesimo o di fargli il lavaggio del cervello.
    La cosa normale, almeno nel nostro tipo di società, è che glie lo proponga.

    Sul secondo punto:
    io mi riferivo allo stato, non agli adottanti.
    Le coppie o chi per loro cercano ciò che tu dici, ma lo stato dà in adozione in funzione dei bambini, non degli adottanti. Quindi dico che meglio farebbe a cercare di risolvere problemi in altro modo, anziché spostare bambini di migliaia di chilometri come fossero pacchi postali.

    • paniscus says:

      “beh, ma io mica ho detto che invece una coppia di cattolici che adotta un bambino ha il diritto di imporgli con la forza il cattolicesimo o di fargli il lavaggio del cervello.
      La cosa normale, almeno nel nostro tipo di società, è che glie lo proponga.”
      ———————–

      La cosa normale nel nostro tipo di società è che tutti i genitori (sia naturali che adottivi) abbiano il diritto di proporre ai figli le convinzioni e i valori morali in cui credono loro, sempre mettendo in conto che non è detto che la “trasmissione” riesca automaticamente, e che i figli potrebbero tranquillamente distaccarsene quando saranno più grandi.

      In caso di adozione di un bambino non piccolissimo, che ha già avuto un percorso di vita in un contesto diverso, ed è stato influenzato da questo percorso, mi aspetterei che i genitori adottivi rispettassero questo vissuto e non lo forzassero a rinnegare convinzioni e abitudini che per lui erano importanti prima (e questo principio vale ancora di più in caso di affidamento non adottivo, in cui bisogna cacciarsi in testa fin dall’inizio che la situazione è PROVVISORIA, e si deve sempre tenere in conto la possibilità che il bambino torni alla famiglia d’origine o che comunque se ne vada altrove).

      Però, appunto, parlo solo di rispetto del vissuto personale di quel singolo bambino, e di cosa è stato importante per lui, non certo di opportunità sociale che vale per tutti. Tu sostieni che, nel dubbio, sia sempre meglio proporre un’educazione cattolica piuttosto che un’educazione laica (per non parlare degli infiniti altri casi di credenti di altre fedi), ma io questo “valore aggiunto” dell’educazione cattolica in sé, proprio non lo vedo.

      Se a me dovesse capitare di prendere in affidamento un bambino che fino al giorno prima è stato educato in un istituto di suore, ed è stato abituato a recitare le preghiere tutti i giorni… beh, lo lascerei liberissimo di continuare a dire le preghiere come è abituato, non mi sognerei di impedirglielo, ma non mi sognerei nemmeno di mettermi a dire le preghiere con lui o di farle dire al resto della famiglia che non l’ha mai fatto, gli spiegherei serenamente che noi non lo facciamo, ma che lui può farlo. Però mi aspetterei anche la stessa tolleranza e la stessa disponibilità alla pluralità, da una famiglia cattolica che accoglie un bambino che proviene da un contesto di un’altra religione, o anche di nessuna religione.

      Chi vuole adottare, o anche chi vuole dedicarsi all’affidamento familiare non adottivo, si presume che abbia maturato una certa mentalità di accoglienza e di rispetto delle esperienze di vita altrui. Altrimenti, come ho già detto, l’idoneità all’adozione o all’affidamento non dovrebbero dargliela.

  47. Moi says:

    http://www.huffingtonpost.it/michela-pagarini/boldrini-migranti-trans-e-favole-nazional-popolari_a_23189755/

    Boldrini, migranti, trans e favole nazional popolari
    (con lezioncina sul fatto che “trans” si coniuga in base al “to” e NON in base al “from” … in USA su ‘ste robe ci fanno persino le tesi di laurea, ndr)

    • Z. says:

      Oh, beh, considerando su cosa si fanno tesi di laurea e sinanco dottorati di ricerca in Italia…

      • Moi says:

        Pare che ad Antropologia ci siano già state anche in Italia le prime sul PaleoContattesimo : immagino con sottotitoli tipo “Mito o Realtà” ? … E tutta la tesi volta a dimostrare solo la seconda opzione. :)

  48. Peucezio says:

    Lisa, Z., Roberto e tutti gli altri,
    Sul tema di etica e religione.

    Ma il punto non è tanto il dio che te lo ordina.
    E’ che non riesco a capire dal materialismo che etica possa nascere.
    Il materialismo non può, per definizione, che ragionari in termini pratici, funzionali, utilitaristici.
    Quindi può dirti che non devi uccidere e rubare perché in un sistema di vita associata questo è disfunzionale e crea una serie di problemi.
    Ma lì finisce. Che idealità stai trasmettendo? Che visione del mondo è? Che scopo c’è se non quello della mera sopravvivenza fisica e di un certo benessere materiale?

    C’è la stessa differenza che fra chi dice: “mi sposo la tale donna perché sta bene economicamente, sa cucinare ed è pure orfana di madre, quindi non avrò una suocera fra le scatole” e chi dice “mi sposo la tale donna perché la amo”.
    Puoi vivere relativamente bene anche facendo scelte del primo tipo, ma è un po’ squallido.
    Ecco, se avessi un figlio lo indirizzerei più nella seconda direzione.

    • Z. says:

      Insomma, se la tua teoria confligge con la realtà allora la realtà si sbaglia. Come al solito :D

      • Peucezio says:

        Non ho capito questo che c’entri con quello che dicevo.

        • Z. says:

          Che forse, anziché indagare come dovrebbe essere il mondo in base alle nostre teorie astratte, sarebbe bene dare un’occhiata a come funziona davvero e partire da lì :)

    • Roberto says:

      Mica è sempre vero che uccidere e rubare è sempre disfunzionale!

      • Francesco says:

        e allora cosa fa un materialista? preferisce essere disfunzionale e seguire un’etica che ha come base la funzionalità?

        lo so benissimo che il principio di non contraddizione pare non avere alcuna importanza nella vita effettiva ma … non tutto quello che appare è vero

        ciao

        • roberto says:

          temo di non aver capito la domanda.

          comunque stiamo un po’ uscendo dal tema che è cominciato con la domanda di peucezio

          “Secondo me una famiglia di atei o laici convinti [….] non ha valori chiari da trasmettere.”

          si parla quindi di “atei” o “laici convinti”, non di “materialisti” che sono intervenuti dopo della discussione e di “valori da trasmettere” in assenza di dio

    • Roberto says:

      Che idea stai trasmettendo, chiedi?
      Vengono sempre in aiuto i monty pythons ed il loro “il senso della vita”

      “be’, non è niente di speciale… siate gentili con il prossimo, non mangiate i grassi, leggete un buon libro, fate passeggiate e cercate di vivere in pace e armonia con gente di ogni fede o nazione. ”

      Che altro c’è da aggiungere?

      • Francesco says:

        che tutto da aggiungere, naturalmente

        i MP sono grandissimi per farsi una sana risata. e basta

        ciao

        • roberto says:

          “che tutto da aggiungere, naturalmente”

          per esempio?

          • Francesco says:

            tipo un “perchè”, non so i tuoi figli ma ai miei questa parola piace parecchio

            • roberto says:

              si ma i miei si accontentano di risposte banali

              “piccolo non distruggere quel formicaio”
              “perché?”
              “scusa ti piacerebbe se le formicuzze venissero a casa nostra a ce la distruggessero? no vero? e allora non farlo nemmeno tu”

              “papà posso scaricare un film pirata?”
              “certo che no”
              “perché?”
              “senti ma se tu fai un disegno, vuoi venderlo e uno te lo ruba sei contenta?”
              “no, hai ragione”

    • PinoMamet says:

      “E’ che non riesco a capire dal materialismo che etica possa nascere.”

      Eppure nasce :D

      Peucè, un ateo non è necessariamente un materialista;
      non è necessariamente coerente;
      non è affatto detto che il materialismo, anche il più coerente, sia di impedimento alla nascita di un’etica (basta il “contratto sociale” per esempio);
      non è detto che un materialista (che è, ricordiamolo, una persona, mentre il materialismo può essere un sistema o un idea) anche coerente, sia materialista sempre e in tutto e al cento per cento, e quando prende il caffè o sale su un autobus o saluta un amico stia sempre pensando al suo tornaconto: questo non è un materialista, è un folle.

      • PinoMamet says:

        Aggiungo che non è affatto vero che il materialismo ragioni solo in termini utilitaristici;
        questa è una caricatura del materialismo.

        Te sei pugliese e stai a Milano, chissà.

        Ma vedi, io sono una regione dove sono stato praticamente circondato da “materialisti”;
        non nel senso milanese, la villetta che sta in copertina sulla rivista, la macchina grande, taac, la fidanzata fotomodella.

        Nel senso emiliano, di “quello che dicono i preti sono tutte balle, ci sei mai stato te in cielo? hai mai visto uno che torna dai morti e ti dice com’è?”
        e le conclusioni che ne traevano era
        “bon, adesso rimbocchiamoci le maniche, diamoci da fare e aiutiamoci tra noi, perché se aspetti qualcosa dal cielo stai fresco”.

        Naturalmente si può benissimo essere in disaccordo con loro: io lo sono. Ma l’etica ce l’avevano eccome.

        La dissoluzione morale semmai è arrivata con la fine del pensiero materialista…

        • Per PinoMamet

          “La dissoluzione morale semmai è arrivata con la fine del pensiero materialista…”

          Bella riflessione.

        • Peucezio says:

          Pino,
          questo è vero storicamente, ma non logicamente.
          E in questo senso probabilmente sull’allevare un figlio avete ragione.
          Anch’io mi fiderei di più a farlo allevare da un operaio comunista mangiapreti anni ’50 che da un cattolico borghese attuale.

          Però tutto ciò accade perché la gente non è conseguente: in fondo non è materialista, al di là delle dichiarazioni di principio. Come dire: non è vero, ma ci credo.
          Divinizza altro, ha un misticismo non clericale.
          In fondo è religiosa, ma di una religione diversa e non ufficiale e dogmatica.

          Poi ci sono i materialisti nichilisti convinti e a quelli non farei allevare neanche un gatto, anche se possono essere gente molto innocua.

          • PinoMamet says:

            Peucezio, tu credi che un materialista “logico” sia uno che fa tutto per il suo tornaconto, ma non è così.

            Quello lì ha un altro nome: stronzo.

            Il materialismo non c’entra niente, né sul suo significato storico (il Materialismo, corrente filosofica) né in quello comune e sputtanato (“sei un materialista: ti piacciono le Ferrari e gli abiti di Armani e non vai mai in chiesa”)

          • Z. says:

            No, Peucè, tutto ciò accade perché le caselline e le etichette fanno parte del mondo delle teorie, mentre il comportamento umano fa parte del mondo reale :)

          • Per Peucezio

            “In fondo è religiosa, ma di una religione diversa e non ufficiale e dogmatica.”

            Beh, in effetti è così.

            Il vero, assoluto divario, è tra il Dio che si Rivela e i Falsi Dei.

            I missionari cattolici che, con immensi sacrifici, hanno convertito il Messico, non hanno mai, nemmeno per un attimo, pensato di contestare il “laicismo” o “l’ateismo”: erano lì per combattere le credenze nemiche, sarebbero stati ben contenti quindi di trovare un “non credente” tra i popoli da salvare.

            Allo stesso modo, per l’Isis, il vero nemico non è Dawkins, ma la tomba del santo Sufi.

            Ora, la cosa affascinante non è l’effimera apparizione del “materialismo”, ma il trionfo, dopo 2500 anni di lotta senza quartiere, di quel sentimento di sacro, di quella vaga cosa, che i monoteisti hanno attaccato come “paganesimo”.

          • Per Peucezio

            “Poi ci sono i materialisti nichilisti convinti e a quelli non farei allevare neanche un gatto, anche se possono essere gente molto innocua.”

            Oltre ai comunisti bestemmiatori, mi vengono in mente quelli che non hanno mai un pensiero che non sia per il proprio conto in banca. Ma, a differenza dei comunisti bestemmiatori, non hanno il minimo problema ad andare in chiesa, se si tratta di un matrimonio o di stringere la mano a un cardinale.

            Sicuramente questi sono “materialisti” nel senso che pensano sempre al proprio tornaconto, anche in maniera intelligente.

          • Peucezio says:

            Pino e Miguel,
            forse l’esempio del matrimonio d’interesse ha ingenerato un equivoco.
            Io non penso che il materialista sia uno che agisce per il proprio interesse o che sia un egoista.
            Penso che sia uno che ritiene che esista solo il mondo materiale e che la vita e l’universo non abbiano scopo né senso.
            Per cui, coerentemente, ragiona in termini pratici, utilitaristici, il che non significa che anteponga la propria utilità: può anche essere quella collettiva.
            Ma in ogni caso per lui la società è come una macchina, che deve funzionare bene. Ma non se ne capisce lo scopo.
            Insomma, io la macchina posso usarla per andare in un certo luogo. Oggi l’ho usata per tornare dal Canton Ticino a Milano.
            Ma se avessi la macchina più efficiente e potente del mondo ma non avessi dove andare, mi ci sciacquerei i cosiddetti.

            • PinoMamet says:

              Peucè, io non so chi esattamente tu stia descrivendo, probabilmente perché non esiste ;)

              In ogni caso, questo materialista che pensa “coerentemente” al bene collettivo e vuole che la società sia una macchina che funziona bene mi dà l’idea di essere una persona abbastanza affidabile ;)

            • Per Peucezio

              “Ma in ogni caso per lui la società è come una macchina, che deve funzionare bene. Ma non se ne capisce lo scopo.”

              Ma forse è il contrario: le macchine hanno sempre uno “scopo”.

              Ecco che per i moderni (non dico “materialisti” perché mi sembra un termine improprio), lo scopo del petrolio è essere estratto, lo scopo dei boschi è essere trasformati in legname, lo scopo del bambino è venire scolarizzato, lo scopo dell’Uomo (con la maiuscola) è il Progresso, lo scopo dell’individuo è la Felicità… tutto viene proiettato verso un futuro, un “non qui”.

              “Qui” è l’unico posto dove valga la pena di andare, e ci siamo già.

            • Roberto says:

              Lo scopo della società è semplicemente garantire la convivenza (e la sopravvivenza) dei suoi membri.
              Certo le società non sono tutte uguali: per la società occidentale moderna i membri sono tutti coloro che si trovano in un certo momento in un certo posto. Altre società sono più restrittive (chessò, la società nazista non si preoccupava troppo della convivenza con gli ebrei né della loro sopravvivenza)

            • Per Roberto

              “Lo scopo della società è semplicemente garantire la convivenza (e la sopravvivenza) dei suoi membri.”

              Infatti, è lì che risiede la sua pericolosità.

              La convergenza dei desideri immediati e scatenati di milioni o miliardi di individui, per giunta in collaborazione tra di loro, è una bomba atomica lanciata contro le generazioni future, la natura e l’esistenza della vita sul pianeta. E persino contro gli stessi individui, oltre un brevissimo orizzonte temporale.

            • Peucezio says:

              Mi rendo conto che sto descrivendo un tipo ideale, un po’ settecentesco o ottocentesco, che forse, in questo senso Pino non ha tutti i torti, non esiste o non esiste più come tipo puro.
              Io penso a categorie di pensiero, che possono essere più o meno presenti nelle persone, senza che vi sia gente che ne sia l’incarnazione pura.

              In effetti anche il discorso di Miguel sugli scopi è corretto.
              Anche se viene da chiedersi ognuno di questi scopi a sua volta a cosa mira: il bosco è fine a sé stesso, nel senso che ci fai una passeggiata e te lo godi in sé così com’è. Ma una volta che ci fai il legname, a che ti serve esattamente questo legname?
              Anche prima la gente si riscaldava e costruiva mobili, eppure non disboscava in misura così massiccia.
              Comunque, Miguel, ammetterai che c’è un rapporto fra l’occaso del sacro e la reificazione e strumentalizzazione della natura, anche se in questo in effetti il cristianesimo ha fatto soprattutto danni.

              Roberto:
              “Lo scopo della società è semplicemente garantire la convivenza (e la sopravvivenza) dei suoi membri.”

              Ecco: qui sono in dissenso assoluto.
              Peraltro per me non è la società ad essere uno strumento dell’individuo, ma ne è il fine. Come le cellule esistono in funzione dell’organismo, non per sé stesse.

            • Roberto says:

              Peucezio

              “Peraltro per me non è la società ad essere uno strumento dell’individuo, ma ne è il fine.”

              O non capisco bene o stiamo dicendo cose simili. Perché l’uomo ha come fine la società? Secondo me perché è un animaletto fragile, indifeso e litigioso, e dunque la società garantisce la sopravvivenza (personalmente aggiungerei che l’uomo da solo si scoccia, sono un po’ come i tuoi amici russi come avrai capito, ma mi rendo conto che è un punto di vista soggettivo)

            • Peucezio says:

              Ma per me non c’entra nulla l’essere protetto e difeso. Cioè non è un fatto pratico.
              E’ che in fondo, tutto ciò che facciamo o che ci interessa e ci motiva, riguarda l’interazione con altri uomini.
              La professione e la carriera, per quelli a cui interessa, perché significa che la società ti riconosce un ruolo e un prestigio.
              La famiglia e le relazioni affettive e amicali sono relazione per definizione.
              La cultura è un relazionarsi a distanza con altri uomini, del passato o del presente, e coglierne il pensiero o le azioni.
              Cosa resta?

            • Per Peucezio

              “La cultura è un relazionarsi a distanza con altri uomini, del passato o del presente, e coglierne il pensiero o le azioni.
              Cosa resta?”

              Restano i luoghi, il paesaggio, l’aria, il cibo, i cieli. Che interagiamo anche con quelli, incessantemente: anzi, se smettessimo per un solo istante di farlo – interrompendo il respiro – saremmo morti.

              Non ci sono i soli uomini, insomma; ma questo non fa che espandere la portata del tuo discorso, che per il resto condivido.

            • Peucezio says:

              Insomma, tu fai le grigliate perché ti piace, non per sopravvivere. E non penso tu le faccia da solo!

            • Roberto says:

              si, mi capita di accendere il barbecue anche solo per me stesso :-)
              Come mi capita di cucinare cose lunghe e complicate solo per me (anzi quando sono solo è il grande momento delle prove)

              Comunque, seriamente, non parlavamo di lavoro e famiglia ma di società ed in particolare di cosa serve una società atea.
              I tuoi esempi mi sembrano fuori tema.

            • Peucezio says:

              Beh, no, tu hai affermato:
              “Lo scopo della società è semplicemente garantire la convivenza (e la sopravvivenza) dei suoi membri.”
              che è una frase di più vasta portata.

      • ruttone says:

        D’accordo con tutti meno che con Peucezio

        Anzi forse no: se etica significa “metodo per distinguere correttamente bene da male (o approssimare la distinzione)”, allora tutti ce l’hanno ed è un atto di fede, sia nel materialista che nel non materialista.

        In un certo senso allora ha ragione Peucezio, perché c’è poco di ‘materialista’ in quell’atto di fede (e nelle sue conseguenze, e nelle premesse: come dice bene Pino, uno che si dice ‘materialista’ non è una incarnazione dell’idea di materialismo!); dove non sono d’accordo è che secondo me ha niente a che vedere con la religione in senso stretto (credo che questa sia la posizione di tutti quelli che lo hanno criticato); o rigirando il pedalino, ne ha a che fare ma allora bisogna annoverare il materialismo tra le religioni ;)

        • PinoMamet says:

          Odio citarmi (non è vero, mi piace da impazzire :D )

          ma io l’ho detto, e, ciò che è più importante, l’egregio Z, si è detto d’accordo:

          sia fa il bene (quando ci si riesce) perché ci sembra bene , ci sembra, se vogliamo “bello”, lo troviamo giusto.

          Credenti o atei non cambia nulla.

          • Francesco says:

            >> sia fa il bene (quando ci si riesce) perché ci sembra bene , ci sembra, se vogliamo “bello”, lo troviamo giusto.

            Credenti o atei non cambia nulla.

            parla per te: per me cambia tutto, non nel senso che da ateo farei il male ma nel senso che da credente faccio quel che riesco con un minimo di speranza

            :)

    • Per Peucezio

      “Il materialismo non può, per definizione, che ragionari in termini pratici, funzionali, utilitaristici.”

      So che “materialismo” era un termine di moda in certi ambienti 150 anni fa.

      Oggi, a parte qualche contadino toscano bestemmiatore e comunista, elogiatore delle salsicce, della caccia e delle belle donne, non conosco praticamente nessun cultore della “materia”.

      La roba che prevale oggi è una densa nuvola psichica, fatta di desideri, emozioni effimere, denaro immaginario che oggi vale cento e tra venti minuti vale dieci perché lo dice un computer, luoghi comuni sulle parole e sulle mode socialmente accettabili, l’aura che accompagna il “brand” e roba del genere.

      Una roba che obbliga tutti a informarsi su quale sia la Morale del momento, pena pochi Like e molti insulti su Facebook.

      Quando quelli di Destra se ne accorgeranno, sarà sempre troppo tardi :-)

      • Peucezio says:

        Certo.
        Questo come psicologia di massa.
        Come sempre fai un’aalisi centratissima.
        In effetti ciò che dico vale per i borghesi colti.

    • paniscus says:

      “C’è la stessa differenza che fra chi dice: “mi sposo la tale donna perché sta bene economicamente, sa cucinare ed è pure orfana di madre, quindi non avrò una suocera fra le scatole” e chi dice “mi sposo la tale donna perché la amo”.
      Puoi vivere relativamente bene anche facendo scelte del primo tipo, ma è un po’ squallido.
      Ecco, se avessi un figlio lo indirizzerei più nella seconda direzione.”

      ——————————–

      Guarda che anche gli atei o gli agnostici si innamorano, e preferiscono sposarsi una persona che amano piuttosto che una che “conviene” e basta, ma per la quale non provano attrazione personale.

      Davvero non lo sapevi?

      A parte il fatto che il proposito di “indirizzare un figlio” per fargli decidere chi si deve sposare è destinato inevitabilmente al fallimento più becero…

      • Z. says:

        Confermo. Ci innamoriamo, proviamo attrazione per le donne e per gli uomini, ci sposiamo.

        Siamo molto simili agli altri, in effetti :D

      • Peucezio says:

        Lisa,
        era una metafora, non stavo dicendo che i materialisti si sposano per queste ragioni.

  49. Moi says:

    Be’ in realtà a voler fare i Nichilisti se per “Spiritualità” s’ intende “Terrore della Collera Divina” … NON è che si si faccia una gran bella figura. Ma “Far Bella Figura” interessa quasi solo all’ Occidente, specie all’ Italia.

    • Moi says:

      Collera Divina dalla cui paura nasce un’etica “assoluta”, NON vincolata cioè ad alcun contesto.

  50. Moi says:

    E cmq, un’ Elite può avere anche dei Valori Assoluti … per il Popolaccio, invece, la “Pia Fraus” [cit.] va benissimo ! :D

    • Z. says:

      Parli così perché non abiti in una periferia disastrata. Quelle dove abitano Moi, Meloni e Salvini!

    • Per MT

      “Moi, Salvini e la Meloni che hanno da dire sull’ultimo pogrom? Silenzio, vero?”

      e perché definire “pogrom” una rissa di cui non sappiamo assolutamente nulla?

      Forse perché io almeno sono stato giovane :-) capisco perfettamente la situazione: due gruppi di più o meno giovani, assolutamente convinti che la colpa sia dell’altro, che hanno visto in buona fede cose totalmente impossibili e inconciliabili tra di loro.

      La certezza con cui hanno vissuto di persona la malvagità dell’altro, impedirà per sempre qualunque riconciliazione.

      Con una sfilza di giornalisti che nel giro di cinque minuti devono aver “capito tutto”.

      • Sempre per MT

        ““Moi, Salvini e la Meloni che hanno da dire sull’ultimo pogrom? Silenzio, vero?””

        leggete l’articolo sul Fatto Quotidiano.

        Se mettete da parte i pregiudizi (“immigrati tutti delinquenti”, “chiunque abbia problemi con gli immigrati è un razzista”), ci capite qualcosa?

        L’eritreo espulso da una cooperativa perché violento (esistono anche i sottoprofughi?) che avrebbe forse preso a sassate un bambino, la zia che arriva e…

        1) entra in mezzo a quaranta maschi grandi e grossi e accoltella l’eritreo

        2) viene sequestrata e molestata da quaranta maschi grandi e grossi e una coltellata appare misteriosamente sulla schiena dell’eritreo

        Come dicevo, sono stato giovane anch’io :-)

        • Mauricius Tarvisii says:

          entra in mezzo a quaranta maschi grandi e grossi e accoltella l’eritreo

          La ricostruzione della polizia è un’altra: entra in mezzo a quaranta maschi grandi e grossi insieme alla propria orda di vendicatori e accoltella l’eritreo. Cosa ci sarebbe di poco credibile?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Da quello che dice la polizia, non c’è stata una rissa tra giovani, c’è stata una spedizione punitiva. In particolare, il gruppo di quella che sembra essere l’accoltellatrice della situazione ha sempre sostenuto che quella fosse una spedizione punitiva e non una rissa.
        Direi che se il reo dichiara di aver avuto cattive intenzioni possiamo dargli tranquillamente ascolto :D

        • Z. says:

          In realtà si autoaccusano falsamente per coprire gli stranieri. Chi li paga? Direi la Boldrini e il Bidelbenberg

  51. Roberto says:

    Voi vivrete in periferie disastrate, ma io ho i lupi letteralmente davanti casa!

    https://www.wort.lu/fr/luxembourg/entre-holzem-et-garnich-moutons-tues-c-etait-bien-un-loup-59a93a2f56202b51b13c286f

    • PinoMamet says:

      Tsè!
      Nel non-capoluogo ne hanno trovato uno in tangenziale, qualche inverno fa.

      E io stesso ne ho avvistato uno, di notte, al fianco della strada.
      Una stradina collinare imboscata dove ho già visto cinghiali, volpi, ecc.
      Certo, poteva essere benissimo un cane-lupo cecoslovacco piuttosto grande e dall’aria ancora più selvatica del normale, anche se non mi risultano sparizioni di cani-lupi cecoslovacchi in zona… (un amico ne ha uno, in effetti molto simile a un lupo).

      • paniscus says:

        “Certo, poteva essere benissimo un cane-lupo cecoslovacco piuttosto grande e dall’aria ancora più selvatica del normale,”
        ————————–

        Come si chiamano quelli fantasy?

        I metalupi?
        Gli iperlupi?
        I supercani?
        Gli oltrecani?
        Gli in-q*lo-ai-lupi?

        • PinoMamet says:

          ?
          Non ho idea, il fantasy mi ha sempre fatto cagare.

          Però era un canide più grande del cane-lupo cecoslovacco del mio amico.

          • PinoMamet says:

            O forse ti riferiva all’aria selvatica?

            Stavo dicendo (ma forse mi sono espresso male; caspita però, facciamo anche a capirci, eh?) che i canilupi cecoslovacchi hanno in effetti un aspetto un po’ più “selvaggio” di, metti, un pastore tedesco.

            Il “cane” (io credo lupo, sinceramente; nella mia zona comunque sono presenti) che ho visto io aveva l’aria di essere un filino più selvatico anche di un canelupo cecoslovacco, che in fin dei conti è un cane.

        • Z. says:

          Varg o warg. Come Varg Vikernes, e per la stessa ragione!

          • PinoMamet says:

            Ma perché il fantasy deve pescare sempre e comunque negli stessi scenari?

            Non diventa una noia mortale, dopo un po’?

            • Z. says:

              È un po’ come i telefilm polizieschi. Gira e rigira, i topos e i gattos sempre quelli sono :)

              Comunque non sono un appassionato di libri e cinema fantasy. Mi danno l’impressione di guardare altri mentre praticano giochi di ruolo: diretti, oltretutto, da un arbitro meno capace di me, e con meno immaginazione ;)

            • PinoMamet says:

              “Mi danno l’impressione di guardare altri mentre praticano giochi di ruolo”

              In effetti…

              comunque temo di essere pochissimo nerd .

              Ho una conoscenza meno che cursoria di Guerre Stellari, Star Trek la ricordo solo come “quella vecchia serie tv ridicola che poi è stata rifatta e imitata da altre serie ridicole”, non ho letto il Signore degli Anelli, non sopporto i videogiochi, schifo i giochi di ruolo, i “supereroi” americani mi sembrano la versione più stupida possibile dei fumetti, odio le battutine allusive da esperti delle cose sopraelencate, e continuo a ritenere che gli anni ’80 siano stati il punto più basso dell’umanità in questioni di stile & cultura popolare.

            • Z. says:

              Pino,

              sono un appassionato di videogiochi e gdr, ma tutto il resto lo sottoscrivo.

              Trovo che il Trono di Robe sia noioso quasi quanto Guerre Stellari; che le storie dei supereroi oscillino tra lo stucchevole e lo sgradevole (salvo il film di Nolan, che è neoconnismo rumsfeldiano di gran qualità); Tolkien mi piacque a undici anni, ma già a sedici mi avrebbe annoiato; degli anni Ottanta salvo solo La Piovra e il metal.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma perché il fantasy deve pescare sempre e comunque negli stessi scenari?
              Non diventa una noia mortale, dopo un po’?

              In generale, perché scrittori e sceneggiatori devono sempre propinarci la stessa minestra riscaldata? L’altro giorno al cinema ho visto 20 minuti di trailer di film bene o male tutti uguali, in cui la storia presentata ruotava sempre intorno ad armi, soldi e figa. E basta.
              Dico, variate almeno: ne fate uno solo con armi e figa, uno solo con armi e soldi, uno solo con figa e soldi, ma non tutti quanti con tutti e tre gli elementi e niente di più.
              Non chiedetemi i titoli dei film dei trailer: non riuscendo neppure a distinguerli non ho memorizzato i loro titoli.

            • Z. says:

              Beh, così c’è il triplo richiamo.

              Ma se questo non vi garba, la risposta è Dishonored.

              Armi, poche: il vero powergamer non uccide i nemici.
              Soldi, niente: si lotta per sopravvivere.
              Effe: nada de nada.

              E naturalmente Max Payne: sempre al verde e senza donne (ma armi a iosa).

              Basta telefilm seriali, che portano questo nome poiché sono originali quanto i prodotti di una catena di montaggio. Lasciate due spicci a chi produce storie interattive di qualità.

              :)

            • PinoMamet says:

              “In generale, perché scrittori e sceneggiatori devono sempre propinarci la stessa minestra riscaldata? L’altro giorno al cinema ho visto 20 minuti di trailer di film bene o male tutti uguali, in cui la storia presentata ruotava sempre intorno ad armi, soldi e figa. ”

              Verissimo.

              Per gli scrittori non so (immagino però sia all’incirca la stessa cosa) ma per gli sceneggiatori prevale il pensiero conservatore dei produttori:

              “la tal storia è piaciuta l’anno scorso, facciamone una uguale ma che costi meno!”

              Armi soldi e figa vengono poi considerati- a torto- degli assi piglia tutto.

              Poi c’è di mezzo anche il Grande Intamarrimento dei Gusti (GIG).
              Penso che metà delle canzoni italiane degli anni Ottanta, e parlo dei successi estivi non di chisssà che autore, porrebbero qualche problema di comprensione lessicale agli adolescenti di oggi.
              E il resto di conseguenza…

            • Z. says:

              A torto, dici? vorrei darti ragione…

        • PinoMamet says:

          Comunque ho riletto e non mi sono fatto espresso male.

      • Roberto says:

        Vabbè, cinghiali, volpi e cerbiatti li abbiamo visti dalla finestra di casa, il lupo invece mancava dal granducato da 120 anni

  52. Moi says:

    Per chi fosse in vena di tirarsi un triggherone ;) :

    http://nationalpost.com/entertainment/movies/dunkirk-is-racist-sexist-anti-french-propaganda-all-the-worst-dunkirk-takes-so-far

    Dunkirk is racist, sexist, anti-French propaganda: All the worst Dunkirk takes (so far)

    • PinoMamet says:

      Immagino che avrebbero dovuto aggiungere il personaggio di Wonder Woman, ma interpretato da una donna di colore.
      Allora sarebbe stato un film storico come si deve ;)

      • PinoMamet says:

        A proposito di Wonder Woman:

        non voglio neanche parlare di sessismo perché, dai, non vale la pena.

        Ma nessuno ha mai fatto notare che, con i criteri utilizzati per Dunkirk, sarebbe “propaganda antitedesca”?
        Che è, va bene demonizzare i tedeschi sempre e comunque e utilizzarli regolarmente come esempio di “nemici sconfiggibili”?

        Ricordiamo che il film (di cui ho visto solo i trailer) è ambientato nella prima guerra mondiale.

        • Moi says:

          io ho visto il film, in V.O. : i Tedeschi sono già Nazisti in fieri, ossessionati da nuovi esperimenti di gas nervini come se fossero gli unici a usarli; le Amazzoni sull’ Isola sono una tribù multietnica (e va be’ c’è un Negro ;) Guardiano ad Asgard, no ? … Why not ! ) ma _ tiratina d’orecchie alla Registessa ;) _ le tre principali _ Generalessa Antiope, Regina Ippolita e Principessa Diana : la prima si occupa di renderla una super guerriera, la seconda di darle una cultura sconfinata_ son tutte e tre “white” !

          • PinoMamet says:

            Stavo per chiederti se nel film risolvono il problema di come si riproducono le Amazzoni o perlomeno di perché sono tutte femmine (anzi, la versione cinematografiche di donne, vale a dire modelle)…

            poi ho letto del negro di Asgard e vabbè, allora facciamola finita, chiudiamo baracca e burattini e via ;)

            • Moi says:

              Considera che poi la protagonista ha cinquemila anni ma ne dimostra sì e no una trentina ;) , perciò, ogni tanto può anche trovar tempo per qualcosaltro …

            • Moi says:

              le Amazzoni saran pure multietniche, ma etnostereotipate, del tipo la Nerona ;) bestiona forzutona, la Giallina ;) piccolina ma svelta e agile come una gatta eccetera …

            • PinoMamet says:

              Ma è questo il punto!

              Non so cosa dicano nel film a proposito (penso niente) ma insomma:

              -o sono esseri divini inventati per la storia, e allora perché mai dovrebbero essere bianche? o anche nere?
              ma soprattuttto, perché mai dovrebbero essere miste?? chi ha mai detto che gli dèi abbiano le “razze” umane?

              -oppure sono prese dalla mitologia greca, seppure trasfigurate in dee (cosa che non erano) e allora perché mai devono essercene di nere o di gialle? semmai, a essere filologici, dovrebbero assomigliare alle bulgare o alle russe o al massimo alle persiane o tagiche…

              -oppure sono esseri umani, e in qualche modo si devono riprodurre, e allora perché mai ne salta fuori una bianca e una nera e una gialla?? viene spiegato in qualche modo??

            • Mauricius Tarvisii says:

              viene spiegato in qualche modo??

              Citando Leo Ortolani, per esigenze di sceneggiatura.

            • Francesco says:

              nel film le Amazzoni sorgono (dalla terra? boh non importa) perchè Zeus le manda come civilizzatrici e pacificatrici della pessima civiltà umana

              sono immortali, salvo venire accoppate

              e vergini, salvo fare bambine con Zeus o (ma solo WW) innamorarsi di bellissimi ed eroici piloti nordamericani

              x Moi: qualche fanatico PC ha già preteso dei nazisti negri? o gli basta che vengano messi tra i buoni, asgardiani compresi?

          • Roberto says:

            Mi sfugge il passaggio da dunkirk alle amazzoni.

    • Mauricius Tarvisii says:

      I francesi sono stati lasciati a terra: lo dicono chiaramente nel film, ma forse qualcuno non è stato attento.
      Quasi tutti bianchi? Strano: pensavo che gli inglesi fossero verdi…
      E le donne? Al sicuro a casa loro, come sempre.

      • Z. says:

        …e i militanti LGBT? cosa dice il film sui militanti LGBT?

        • Moi says:

          i personaggi principali sono tutti maschi+bianchi+etero+cristiani (almeno di “morale ricevuta” Protestante) … come può, quindi, non essere un’ opera razzista ?!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Come fai a dire che fossero tutti etero? Non sappiamo nulla della vita privata di nessuno di loro.
            O hai già visto la estèndid edìscion?

  53. Moi says:

    A proposito di Cristoforo Colombo … sembra impossibile che a inizio Anni Novanta in Giappone gli dedicarono un anime (consacrato ;) in Italia con tanto di sigla di Cristina D’ Avena) NON di Damnatio Memoriae bensì di Celebrazione !

    https://www.youtube.com/watch?v=ireaJn7sOI0

    • PinoMamet says:

      Mmm ha l’aria stanca di un prodotto di serie B, senza ispirazione. Sembra una marchetta su commissione.

      OT animalistico (ispirato dalle immagini della sigla):

      una novità degli ultimi anni, della zona in cui risiedo, sono i “gabbiani di terra”.
      Non ho idea di come e perché siano arrivate qua, però da una decina di anni alcune colonie di gabbiani si sono stabilite nella zona.

      All’inizio li si vedeva volteggiare romanticamente sulle discariche e altre aree industriali, mentre adesso sembrano essersi adattati anche alla vita di campagna (seguono i trattori mentre arano ecc.)

      • Moi says:

        … può essere benissimo, il gabbiano non mi pare che sia “fisso” piscivoro ! … A Ostenda ha imparato a nutrirsi di patatine fritte ;) offerte gentilmente dai turisti !

  54. Z. says:

    Un piccolo risparmio per il contribuente…

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/08/31/news/boetico-174290239/

    …un passo in avanti per la bolognesità.

    Il resto del Mondo prenda esempio, perdinci.

    Di quel che succede fuori dal Mondo, boh, chissene :D

    • Moi says:

      @ Z

      E il Pìpol Mùver ;) ? … come siam messi ?!

      • Z. says:

        Come si usava dire durante la campagna per le comunali del ’99, abbiamo fatto passi avanti. Dicono.

        :)

    • PinoMamet says:

      Stessa cosa l’anno scorso nel mio non-capoluogo:
      date spazio agli antivaccinisti, e io Comune ritiro il patrocinio al Festivaldeglialternativoni (non ricordo il nome).

      Il Mondo è il Mondo, oh! :D

    • Peucezio says:

      Sembra che l’antivaccinismo sia il nuovo revisionismo.
      In un mondo normale non si fanno genocidi e tanto basta. In un mondo strano è un delitto negare siano avvenuti.
      In un mondo normale, si vaccina la gente, laddove serve. In un mondo strano i danni non li fanno le cose ma le parole.

      • Z. says:

        Esatto, si vaccina la gente laddove serve. E siccome serve, si vaccina. Che è poi quel che sta succedendo.

        Però bada: non tentare di illudermi per questo che viviamo in un mondo normale, o in un Paese normale :D

      • PinoMamet says:

        Da piccolo vivevo in un paese abbastanza normale:

        una serie di esperimenti scientifici avevano dimostrato l’utilità dei vaccini, a sua volta confermata dal trend calante delle malattie per cui ci si vaccinava, e dalla scomparsa pressochè completa di alcune di esse nel territorio italiano.
        Perciò i genitori vaccinavano i bambini e li mandavano a scuola, fine.

        Poi è cominciata la tendenza “ma io sono più furbo di tutti e la so lunga, è vero che a scuola in chimica e biologia non sono mai andato oltre il 3 ma ho letto su internet un articolo di uno che dice che i vaccini provocano l’autismo e lui è un dottore con un curriculum lungo così”, e la normalità è finita ;)

        • PinoMamet says:

          “Poi io mando i bambini alla scuola Metodo Professor Ernst Strafalarius e lì i vaccini non li chiedono!”

        • Peucezio says:

          Pino,
          però quando noi eravamo piccoli non c’era l’obbligo di fare dodici vaccini.
          Il complottismo e lo scientismo sono due facce della stessa medaglia.
          Negli anni ’80 io non ricordo un’ostilità pregiudiziare verso l’omeopatia, la medicina alternativa, ecc., anzi, l’idea era che ormai la rigida scienza ottocentesca, che ci aveva regalato un netto miglioramento del livello di vita, di durata media della stessa, ecc., dopo aver svolto la sua funzione andava temperata, andavano smussati i suoi aspetti più invasivi e violenti: sia la sensibilità ecologica, sia la medicina alternativa, sia una certa evoluzione anche del gusto e un superamento di un certo razionalismo freddo anni ’50-’60 negli arredamenti, ecc., andavano in questo senso.
          Così come andava in questo senso una maggiore attenzione, oltre che al paesaggio, al patrimonio storico, dopo la furia distruttrice degli anni ’60 (che pure ci ha regalato, oltre a quartieri orrendi, le autostrade e altre infrastrutture fondamentali).
          In fondo è la stessa logica: la proto-modernità violenta non capiva nemmeno il valore della chiesa medievale e diceva che un bel palazzone di cemento è più funzionale e moderno; in quegli anni (e per fortuna, sotto questo aspetto, anche adesso) invece ormai si capiva bene che conservare una chiesa o un borgo medievale non implica che la gente debba vivere con i disagi del medioevo, che una casa medievale si può ristrutturare con i sanitari, il bidet e tutto, ecc.

          Oggi io vedo una regressione alla protomodernità violenta, di cui certe forme di neoscientismo fuori tempo massimo sono una delle espressioni più appariscenti.
          E, d’altra parte, forme di fanatismo complottista che non so quanto siano salutari per la causa del temperamento degli aspetti più crudi della modernità.

          • Z. says:

            Peucezio, negli anni Ottanta l’omeopatia non era neppure considerata medicina.

            Solo grazie al Berlusconi II, per ragioni facili da immaginare, si è deciso che l’acqua e lo zucchero fossero agevolabili se confezionati da un’impresa sanitaria.

            La gente vaccinava i figli senza lagnarsi – con vaccini immensamente più violenti di quelli attuali! – sicché non erano necessarie campagne a supporto.

            Poi il centrosinistra ha ritenuto superfluo l’obbligo, col conseguente indebolimento dell’immunità di gregge.

            Sono necessari 12 vaccini? Forse la comunità scientifica è più preparata di te al riguardo, e anche di questo governo che ne ha ridotto il numero per timore di perdere consensi.

            Comunque credo che tutti debbano essere liberi di preferire Vannoni a un medico, finché non mettono a rischio l’altrui salute o non gravano sulle altrui tasche. Il guaio è che ora succedono ambo le cose. Ma non è detto che sarà così ancora a lungo :)

            • Peucezio says:

              Z.,
              io non sto parlando delle leggi o della comunità scientifica, ma delle idee correnti, quelle veicolate dai media, insomma, della percezione collettiva.
              E non c’era lo scientismo che c’è oggi: era sentito come qualcosa di definitivamente consegnato alla storia, come le macchine tessili del ‘700, le locomotive a vapore e i quartieri di minatori dell”800 descritti da Zola.

              Sui 12 vaccini: veramente mi risulta sia una cosa solo italiana e non mi risulta che i medici facciano direttamente le leggi: sono stati comunque i politici.

              Poi è vero che nessuno aveva timore delle vaccinazioni.
              E’ anche vero che decenni fa nessuno aveva timore dell’amianto, che si usava con larghezza, del DDT e di tante altre cose. Ai posteri l’ardua sentenza.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Paragonare l’amianto e il DDT alle vaccinazioni mi pare un tantino azzardato e accusare di veteroscientismo le leggi sulle vaccinazioni obbligatorie è come dire che anche le discipline sulla quarantena nei porti medievali fossero “scientiste”.

            • Z. says:

              Peucezio,

              se parliamo di credulità popolare, anziché di leggi, negli Ottanta l’omeopatia mi risulta fosse molto meno diffusa di quanto lo sia oggi…

              Quanto allo scientismo, è un termine di cui non capisco bene il significato: specie in un’epoca dove la gente si beve qualsiasi cosa, dalle scie chimiche in giù!

              Il che ripeto va bene, finché non danneggia seriamente gli altri.

              ***

              Lisa,

              se ben ricordo, l’intero volume d’affari che orbita intorno alle vaccinazioni pesa circa quanto quello che orbita intorno all’omeopatia (acqua e zucchero imbottigliati, come mi insegni). Insomma, fatico a vederci grosse prove di collusione della quasi totalità della comunità medica italiana.

            • Per Z

              “Quanto allo scientismo, è un termine di cui non capisco bene il significato: specie in un’epoca dove la gente si beve qualsiasi cosa, dalle scie chimiche in giù!”

              C’è del vero, ma non sono sicuro che sia così semplice.

              Proviamo, facendo riferimento solo all’Italia:

              – anni 50-60: totale fiducia in qualunque cosa ordini il Medico, con più chimica possibile. Chiamiamolo, senza polemica, “scientismo”, giusto per capirci.

              – Sessantotto: inizia una cosciente rivolta contro questo “scientismo”; una rivolta comunque minoritaria, e all’inizio solo politica (esaltazione del sistema medico maoista, ecc., non perché “tradizionale” ma solo perché “popolare e di massa”). Di solito però prende la forma di denuncia dell’inquinamento nelle fabbriche, degli incidenti sul lavoro, insomma di tutto ciò che avrebbe dato corpo a “Medicina Democratica”.

              – Settantasette: esplode in pieno la rivolta di massa contro lo “scientismo”, coinvolgendo una grande minoranza della popolazione italiana (diciamo i “radicalchic e fricchettoni”), decisamente “di sinistra”.

              – Anni Ottanta/Novanta: questa rivolta si diluisce, perché la gente non ricorda più lo spirito autoritario/scientista degli anni Sessanta, e poi perché la moda diventa maggioritaria, almeno tra le donne.

              – Anni attuali: tutto si dissolve e si scioglie. La “spiritualità” viene disciolta nelle pure chiacchiere, altrettanto immateriali.

              Non ci sono “fronti”, non ci sono idee coerenti. Qualcuno, freneticamente digitando su Facebook, scopre che senza vaccini si diffonde la peste, qualcun altro che chi si vaccina muore tra convulsioni.

              Quelli ancora politicizzati corrono a vaccinare i propri figli primi che li contagino i “populisti”, mentre i loro avversari temono che i bambini verranno iniettati con un germe che li farà votare PD.

              Ma non c’è e non può più esserci un quadro generale, un senso a nessuno degli schieramenti.

              Almeno, è una ipotesi.

            • Per Z

              “solo sotto Berlusconi II”

              Credo che sottovalutiamo spesso quello che succede nel resto del mondo.

              Le medicine alternative hanno da sempre goduto di uno status speciale in Germania in particolare (si pensi ai Heilpraktiker, ma non solo).

              Ecco cosa dice Wikipedia comunque, sulla regolamentazione dell’omeopatia in altri paesi europei:

              https://en.wikipedia.org/wiki/Regulation_and_prevalence_of_homeopathy

              Some homeopathic treatment is covered by the national insurance of several European countries, including France, some parts of the United Kingdom, Denmark, and Luxembourg. In other countries, such as Belgium and the Czech Republic, homeopathy is not covered. In Austria, public insurance requires scientific proof of effectiveness in order to reimburse medical treatments, but exceptions are made for homeopathy.[6] In 2004, Germany, which formerly offered homeopathy under its public health insurance scheme withdrew this privilege, with a few exceptions. In June 2005, the Swiss Government, after a 5-year trial, withdrew insurance coverage for homeopathy and four other alternative treatments, stating that they did not meet efficacy and cost-effectiveness criteria. However, following the result of a referendum in 2009 the five therapies were reinstated for a further 6-year trial period from 2012.

              Il triangolo è sempre quello germanofono: Germania, Austria, Svizzera.

            • Z. says:

              Miguel,

              anch’io penso che siamo messi meglio di altri Paesi, infatti. E spero che dopo ai vaccini si ritorni sull’omeofuffa a spese pubbliche.

            • Per Z

              “E spero che dopo ai vaccini si ritorni sull’omeofuffa a spese pubbliche.”

              Una delle cose più divertenti è chiedere agli omeopati di stabilire loro un test, con un metodo a scelta loro, che permetta di distinguere l’acqua distillata dalle pillole omeopatiche che dovrebbero richiedere una lunga lavorazione.

              Insomma, come faccio a distinguere l’omeopatia “vera” da quella “falsa”?

            • Z. says:

              È come l’articolo che ho letto di recente su di un “falso agopuntore” a Bologna. Cosa lo distingue da un “vero agopuntore”? :)

              Comunque a vaccinare i figli è un’ampia maggioranza di famiglie, molto eterogenea, inclusi molti “populisti”. Mica vaccinano i figli contro il “populismo”.

              Sono gli antivax ad essere una minoranza agitata e politicizzata.

              Evitiamo questa ossessione portaportese di cercare ad ogni costo la simmetria dove non c’è. E non c’è quasi mai, a mio avviso. Il mondo è asimmetrico per natura!

          • paniscus says:

            “però quando noi eravamo piccoli non c’era l’obbligo di fare dodici vaccini.”
            ———————

            E’ vero che erano di meno, ma i vaccini obbligatori c’erano eccome, ci sono sempre stati… l’abolizione dell’obbligo è stata una cosa molto recente, e per la maggior parte della nostra storia la normalità è stata che l’obbligo esistesse. Quello che mi sconcerta di più, in tutta questa polemica, è che nessuno se lo ricordi più… a distanza di pochissimi anni questo provvedimento viene contestato come se fosse una novità inaudita, quando invece è esattamente il contrario!

            L”unica argomentazione su cui sono d’accordo con i contestatori, invece, è che sia stata una porcata quella di approfittare della bufera per estendere indiscriminatamente l’obbligo includervi anche dei vaccini in più, che prima non c’erano e che non erano nemmeno nella lista di quelli “consigliati”.

            Questa, francamente, ho molti dubbi che sia stata una decisione basata su evidenze scientifiche e non su pressioni commerciali.

            Ma dove stia lo scandalo dell’obbligo in sé, e soprattutto dove sia lo scandalo della sua “novità”, proprio non lo vedo.

            • Peucezio says:

              Vabbè, si sa che i vaccini sono obbligatori da molti decenni: le persone della mia generazione hanno ancora la piccola cicatrice sul braccio, che già quelli nati dalla metà degli anni ’70 non hanno più (perché si faceva in un altro modo, credo) e le generazioni precedenti le hanno pure più vistose.

            • Mauricius Tarvisii says:

              La cicatrice non c’è più perché era una conseguenza dell’antivaiolosa, che non si fa più perché a quanto pare i veteroscientisti avevano ragione ed il vaiolo è stato eradicato.

            • PinoMamet says:

              “L”unica argomentazione su cui sono d’accordo con i contestatori, invece, è che sia stata una porcata quella di approfittare della bufera per estendere indiscriminatamente l’obbligo includervi anche dei vaccini in più, che prima non c’erano e che non erano nemmeno nella lista di quelli “consigliati”. ”

              Concordo con Lisa.

            • paniscus says:

              E appunto, l’antivaiolosa non si fa più, ragionevolmente, perché il vaiolo è stato eradicato DAVVERO. E infatti non è che si sia smesso di farla grazie alla rivolta di massa dal basso che si opponeva all’obbligo, ma si è smesso di farla perché il sistema sanitario stesso ha preso atto del fatto che (davvero) non serviva più.

              Per la polio, la difterite e roba del genere, col cavolo che è la stessa cosa.

          • Per Peucezio

            “Negli anni ’80 io non ricordo un’ostilità pregiudiziare verso l’omeopatia, la medicina alternativa, ecc., anzi, l’idea era che ormai la rigida scienza ottocentesca, che ci aveva regalato un netto miglioramento del livello di vita, di durata media della stessa, ecc., dopo aver svolto la sua funzione andava temperata, andavano smussati i suoi aspetti più invasivi e violenti:”

            In Europa, la “medicina alternativa” è da sempre un campo in cui la Germania prevale – l’omeopatia viene soprattutto da lì.

            In Italia arriva con grande ritardo, direi che la svolta è stata nel 1977, quando si è infranta la grande onda del Sessantotto; e nella generale liberazione dal marxismo pesante, sono state scoperte tante cose che partivano dagli Stati Uniti.

            Tra cui le “medicine alternative” la cui storia risale addirittura dal primo Ottocento, le fantasie sull’India e sui nativi americani e tante altre cose “antimoderne”.

            In pochi anni, cose che appartenevano a una piccolissima minoranza di italiani, tipo i lettori di Scaligero, sono diventate di massa; e in questo ha svolto un ruolo importante anche il femminismo e il nuovo spirito antiautoritario, certo un paradosso se ci si pensa.

            Poi negli anni Ottanta ho vissuto a Milano l’esplosione di massa delle cose “alternative”, in un insieme di spiritualismo, sette, viaggi con Avventure nel Mondo, canne indiane, sciamani peruviani e seguaci di Osho. I quali poi hanno trovato lavoro agendo in maniera sempre più diluita, alla fine come consulenti dietetici ed estetisti.

            Da qui, questa corrente penetra sempre più profondamente nel mondo delle parrucchiere, e di riflesso nella pubblicità delle ditte di cosmetici che cercano di conquistare il mercato femminile.

            Un’ulteriore svolta è data da Internet, ovviamente, dove la prima informazione che ti arriva, magari da uno sconosciuto angolo della Svizzera o del Paraguay, diventa subito la “verità”; e lì tutto assume un aspetto molto più caotico.

            • PinoMamet says:

              I miei parenti milanesi sono milanesi al ciento pe’ cciento:

              negli anni Settanta erano habituè dell’India e delle pratiche medidative, adesso hanno l’appartamento di design (quando mi riferivo ai milanesi con la casa che sta sulle riviste di archittetura o arredamento, in effetti, mi riferivo a loro).

              Interessante lo sviluppo, comunque.

            • paniscus says:

              Però negli anni settanta quelli che andavano in India e seguivano pratiche meditative erano una minoranza di nicchia. Magari abbastanza “influente” nel loro ambiente sociale, ma sempre una piccola minoranza, e molto connotata come eccentrica.

              Adesso qualunque persona ordinaria, senza passioni filosofiche alternative, dallo stile di vita assolutamente nella media, e banalmente conformista in tutto il resto, può avere la fissa dell’omeopatia solo perché gliel’ha consigliata l’estetista o la maestra di danza della figlia…

            • PinoMamet says:

              Una mia amica, anni fa, era fissata con queste cure alternative.

              E l’omeopatia, e i fiori di Mahler (Bach è così’ banale ;) ), e una tizia americana che faceva dei massaggi strani, e la pranoterapeuta (una mezza matta)….
              e sempre malata.

              ‘Na grama volta che è andata da un medico vero , le ha fatto fare gli esami, salta fuori che doveva fare un’operazione (togliersi qualcosa, ora non ricordo cosa scusatemi), bene, fa l’operazione ed è guarita e sta benissimo.

              Tante volte, scegliere la strada più ovvia… ;)

          • paniscus says:

            “Negli anni ’80 io non ricordo un’ostilità pregiudiziare verso l’omeopatia, la medicina alternativa, ecc., ”
            —————————–

            Negli anni ottanta non c’erano critiche tanto ostili verso l’omeopatia, semplicemente perché non era considerata pericolosa né come impatto sanitario, né “culturale” in genere.

            Era considerata per ciò che era davvero, ossia una semplice moda consumistica che non aveva niente a che fare con la medicina, nemmeno in senso oppositivo. Negli anni ottanta nessuno si sarebbe sognato di curarsi una malattia seria con l’omeopatia, rinunciando alle cure vere: era semplicemente un capriccio vezzoso utilizzato da persone sane, che non avevano bisogno di nessuna medicina vera, e che però avevano abbastanza soldi da buttare via in terapie finte che curavano disturbi finti (oppure, che venivano anche usate per disturbi veri, ma comunque non gravi, e comunque NON li curavano). Praticamente, lo stesso meccanismo del proliferare delle terapie psicologiche, che allora impazzavano, e che venivano seguite anche da gente che non ne aveva nessun bisogno, ma che era solo annoiata, insoddisfatta, in cerca di coccole o in cerca di conferme personali, oppure perché andavano di moda… e che se avesse avuto da preoccuparsi concretamente su come portare a casa la pagnotta, non avrebbe perso tempo con questa roba.

            Ma tutta ‘sta gente, 30 anni fa, in caso di un problema di salute SERIO, col cavolo che si sarebbe affidata all’omeopatia o alla danzaterapia o alla visualizzazione olistica: si sarebbero immediatamente precipitati dal medico vero, e nessuno sarebbe stato così imbecille da rifiutare le cure vere per affidarsi SOLO a quelle alternative.

            L’allarme sociale contro l’omeopatia e affini è scoppiato quando hanno cominciato a moltiplicarsi i casi di gente che si è lasciata morire (o peggio ancora, ha causato la morte dei propri figli) per aver rifiutato le cure efficaci continuando a seguire solo quelle finte… e soprattutto quando è venuto fuori che in molti casi questa scelta non era stata tutta farina del sacco del paziente, ma era stata esplicitamente consigliata dal fuffoterapeuta.

            Secondo te 30 anni fa (a parte casi truculenti di sette religiose o di arretratezza sociale estrema con ignoranza bestiale, che sono l’esatto opposto della moda sfiziosa), sarebbe stato immaginabile qualche terapeuta alternativo che si permettesse di suggerire a un diabetico di abbandonare l’insulina per sostituirla con una pozione erboristica, o di suggerire ai genitori di un bambino con la broncopolmonite di rifiutare gli antibiotici per curarlo solo con l’omeopatia? E tantomeno suggerire di non vaccinare i figli…

  55. Z. says:

    Il nostro Valerione, che la carne la mangia ancora, fa pubblico atto di contrizione…

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/09/04/news/la_bas_vegani_e_animalisti_una_polemica_social-174620515/

    Il guaio di chi non crede è che non ha davvero Qualcuno di fronte a cui flagellarsi.

    • PinoMamet says:

      Mmmm dice che gli fa un po’ ridere il vegano che scimmiotta la cucina “carnivora” con piatti tipo wurstel di tofu.

      Mi pare un pensiero ancora più estremista, volendo, di quello dei comuni vegani
      (per inciso, ho conosciuto una vegana che la pensava esattamente così: il piatto non doveva nemmeno sembrare di carne per soddisfarla…)

      è proprio come imposta il discorso che non mi piace: è più divertente creare cose diverse.
      Può essere, ma io non mangio per divertirmi, mangio soprattutto per nutrirmi e perché mi piace.
      Non voglio che diventi una missione!! nemmeno una missione di divertimento, un gioco, “adesso inventiamoci la creatività vegana”.

      In realtà ho mangiato ottimi hamburger, polpettine e cotolette vegani, che comprerò di nuovo perché mi piacciono e perché qualche volta ho voglia di mangiare un hamburger o una polpetta;
      potrebbe essere che diventi persini vegano, chissà!

      Ma se fossi costretto a dover mangiare solo verdure-che-sembrano-verdure, ecco, di sicuro non diventerai vegano mai.

      • Z. says:

        Capisco il tuo punto di vista. Del resto, l’ironia del Valerione presume un punto di vista di chi, appunto, la carne la mangia: se io sono vegano, magari per ragioni etiche, è chiaro che non la mangerò. E magari mi viene voglia di hamburger…

        Questa la teoria.

        La pratica, invece, dice che il chili vegano io nemmeno lo guardo. Se devo mangiare verdura, appunto, mangio verdura. Mica sono vegano :D

    • Per Z

      Valerione

      La frase è affascinante, e spiega un mondo intero:

      ” “Ho combattuto tutta la vita per far sì che non solo i ricchi potessero permettersi la carne…”

      Ecco veramente un’altra epoca.

      Ovviamente, la vera posta in gioco non è affatto di tipo morale.

      Ci sono alcune cose che veramente, tutti non possono permettersi.

      La piscina olimpionica, ad esempio.

      O l’automobile.

      O la carne.

      Non è un problema etico, è un problema matematico.

      Il vecchio discorso della sinistra diceva:

      “Ci sono cento mele e dieci persone.

      Una ha una 91 mele, le altre si devono accontentare di una mela a testa.

      Noi invece vogliamo un mondo dove tutti e dieci hanno 91 mele a teste!”

      L’allevamento industriale di animali, di cui io sono complice e consumatore, è una cosa che il pianeta non si può permettere.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Ci sono cento mele e dieci persone.
        Una ha una 91 mele, le altre si devono accontentare di una mela a testa.
        Noi invece vogliamo un mondo dove tutti e dieci hanno 91 mele a teste!”

        L’ho sentito con l’epilogo “sono comunista, non francescano”.

        • Z. says:

          Mi sembra un epilogo molto azzeccato. In effetti, l’idea del paradiso marxista vorrebbe tutti ricchi, non tutti penitenti!

        • Per MT

          “L’ho sentito con l’epilogo “sono comunista, non francescano”.”

          Infatti.

          Il guaio è che solo i francescani sono compatibili con la nostra sopravvivenza.

          Non i comunisti, e non i Miguel Martinez (uno dei quali stasera ha mangiato pollo a cena).

          • Z. says:

            Beh, il pollo è molto più sostenibile del manzo!

            • Per Z

              “Beh, il pollo è molto più sostenibile del manzo!”

              Sì, credo che il manzo sia il più insostenibile di tutti.

              E’ interessante riflettere, in modo del tutto amorale, sul dilemma:

              è preferibile tenere vivi, anzi riprodurre in maniera furiosa, degli esseri viventi al solo scopo di ammazzarli?

              Oppure è meglio cessare di ammazzarli, facendoli finire tutti in qualche camera a gas?

              A voi l’ardua scelta su innumerevoli milioni di vite.

            • PinoMamet says:

              Però messi così mi sembrano discorsi un po’ campati per aria.

              Voglio dire: l’allevamento intensivo “industriale” è insostenibile comunque, che si tratti di manzi come di peonie.

              In questo senso, sono davvero inutili le discussioni vegane-carnivore su “i manzi che distruggono l’ambiente- no non è vero le coltivazioni di soia per voi vegani sono molto peggio”.
              Non voglio dire che sia tutto uguale, ma alla fine, sommi tutti gli effetti, e stiamo lì.

              Se invece parliamo di sostenibile, allora il modello è un altro, quello dell’agricoltura e allevamento piccolo/medio, chilometro zero, razze e prodotti locali e compagnia cantante, e in quest’ottica pollo, manzo, soia e patate possono e anzi devono convivere, senza problemi particolari.

            • Z. says:

              Pino,

              non so se sette miliardi di persone possano sfamarsi a chilometro zero.

              Anche perché, carte alla mano, se il mercato a chilometro zero è in piazza Maggiore dovremmo coltivare ortaggi al Guasto :D

              A parte questo, il pollo è davvero più sostenibile del manzo e anche del porcello, e credo che nel futuro della nostra specie ci sarà tanto pollo!

            • PinoMamet says:

              Secondo me fai un errore prospettico. Certo il pollo mangia e caga meno di un manzo e consuma meno erba; metti anche 100 polli.
              Ma se vuoi che i polli sfamino tutti, e giustamente dici che il biologico chilometro zero ecc non può bastare, allora non stiamo più parlando di mezza dozzina di polli che ruspano felici e consumano meno della mucca Carolina, ma di un allevamento pressoché industriale di polli in batteria o all’incirca, che non è detto sia meno dannoso o più sostenibile di un allevamento di cinquanta bovini…

            • Z. says:

              Credo che un allevamento di cinquanta bovini da carne sia tanta roba.

              Sbaglierò, ma secondo me – salvo sintetizzare la carne in laboratorio o boh – dovremo abituarci che i bovini saranno sì allevati, ma per il latte. Ne servirebbero meno e si farebbe meno sdazzo :)

            • PinoMamet says:

              Mmmm non so. Davvero, non mi pare così semplice.
              Un allevamento di cinquanta bovini da carne l’ho visto: erano all’aperto, di vasti prati intervallati da boschi.
              Cinquanta bovini da latte: chiusi o semichiusi in una stalla, quindi mangimi industriali almeno in parte, e grande quantità concentrata di letame (che in dosi eccessive è uno dei responsabili della rovina delle falde idriche della pianura padana).

              Mi pare che il secondo sia molto meno sostenibile, anche se i bovini, certo, campano di più (oh intendiamoci, neanche le mucche da latte muoiono di vecchiaia di solito).

              Insomma, davvero, non è così semplice.

            • Z. says:

              Pino, che diamine, ceteris paribus. Con cetre di pari valore, insomma :P

          • PinoMamet says:

            Penso che dove pascola un solo manzo, possa razzolare una dozzina di polli, probabilmente moltiplicata per due nel tempo.

            Il pollo lo puoi far diventare cappone; però un paio di capponi non tirano l’aratro, mentre un paio di buoi sì.

            Insomma, non mi sembra così semplice ;)

            • Z. says:

              Urca, tocca tornare all’aratro trainato da forza animale? se l’alternativa è questa voto il veganesimo!

      • PinoMamet says:

        Ma… se tutti e dieci avessero nove mele a testa?

        • Z. says:

          … significherebbe che il compagno commissario dell’Ufficio Redistribuzione Mele si è imbertato dieci mele :D

        • Francesco says:

          Andrebbe benissimo se riesci a convincere quello che parte con 90 mele e se riesci a convincere tutti che NON vogliono 90 mele

          In attesa che tu riesca in questi due impossibilia, metto giù le conseguenze nefaste di eliminare i ruoli sociali “da 90 mele”

          Ma non lo avete visto Matrix?

          O tempora, o mores! tutta colpa del ’68

          • PinoMamet says:

            Proprio non ho idea di cosa c’entri Matrix:

            io ricordo che c’era un sistema in cui le macchine prendevano il potere, più o meno come il cartone animato Kyashan;
            distruggevano tutto e usavano gli esseri umani in sonno come fonte di energia (che mi sembra una grandissima stronzata ma vabbè… esigenze di sceneggiatura) e per tenerli tranquilli nel sonno gli facevano sogni né troppo belli né troppo brutti, cioè realistici.

            La credibilità del tutto, proprio a vederci bene, è abbastanza scricchiolante, ma chi se ne frega perché il senso del film era vedere Keanu Reeves, quella tizia che sembrava lesbica ma attraente e uel negro pelato che schivano le pallottole al rallentatore e fanno il kung fu con i cavi tolti in postproduzione come nei film di Hong Kong.

            • Mauricius Tarvisii says:

              schivano le pallottole al rallentatore e fanno il kung fu con i cavi tolti in postproduzione come nei film di Hong Kong

              :D

            • Francesco says:

              ricordi male

              il sogno ideale, quello che teneva gli uomini belli felici a dormire (credendo di vivere) e a produrre energia elettrica (magari è pure possibile), era un mondo pessimo, ingiusto, violento, in cui pochi se la passavano bene! non malissimo come descrizione della vera natura umana

            • Mauricius Tarvisii says:

              un mondo pessimo, ingiusto, violento

              Fermi tutti: il momento è storico e non può passare inosservato come temo che passerà.
              Francesco ha criticato per la prima volta gli Stati Uniti d’America!

            • PinoMamet says:

              :D

              è vero!

            • Francesco says:

              critica? quale critica?

              ragazzi quando imparerete a leggere?

              :D

              PS se lo faceste, avreste visto che quel mondo è il mondo ideale per l’uomo. se proprio volessi essere critico, sarebbe della natura umana e non degli Stati Uniti (cmq il concetto è “la società di fine XX secolo” tutta, non gli USA, nel film – ma sono provinciali e si confondono)

  56. Z. says:

    Muà, è ora di decidere…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/01/elogio-dellislam-e-del-cristianesimo-contro-il-fanatismo-del-mercato/3830418/

    rinnegare Fusaro, e tornare al tuo amore incondizionato per il neoliberismo?

    O restare con Fusaro e le religioni abramitiche, in particolare quella islamica, contro il neoliberismo che avanza?

    • Per Z

      “rinnegare Fusaro, e tornare al tuo amore incondizionato per il neoliberismo?”

      C’è qualcosa che non riesco a mettere a fuoco.

      Intanto, non mi convince la tendenza a considerare il liberismo una “ideologia”, un “pensiero” che uno accetta o respinge, o in cui ci si crede.

      Almeno non in quei termini così netti.

      Il “liberismo” (chiamiamo così per comodità un intero sistema mondo) esige sicuramente un enorme atto di fede nell’invisibile – si deve credere alla “proprietà privata”, oppure all’esistenza del denaro: che alcune cifre in fila su un estratto conto bancario abbiano il diritto di impossessarsi di un bosco in Polonia o di un quartiere nel Cile, o di obbligare un operaio a versare sudore.

      O che 501 anonimi che mettono una scheda nell’urna abbiano ragione e 499 anonimi torto.

      Credo quia absurdum, e quia ti mettono in galera se non ci credi, o almeno ti sputtanano su Facebook.

      Ma questa palese follia non ha le stesse associazioni che hanno le religioni, che toccano corde più profonde.

      Allo stesso tempo, la follia del “liberismo” è autoreferenziale. Divora tutto, comprese le religioni: e infatti non entra più di tanto in conflitto con loro, a patto ovviamente che le religioni si limitino a essere passatempi personali.

      • Z. says:

        Miguel,

        — Intanto, non mi convince la tendenza a considerare il liberismo una “ideologia”, un “pensiero” che uno accetta o respinge, o in cui ci si crede. —

        A dire il vero parlavo di neoliberismo :)

        Immagino che il discorso non cambi, per il liberismo. Favorire la circolazione della ricchezza anziché la sua permanenza in capo all’attuale proprietario – in soldoni, il liberismo è questo – mi sembra un’inclinazione che si può accettare o respingere. Con mille sfumature intermedie.

        Questo non significa che sia una religione. Del resto, Moi non è religioso, e la sua repulsione per le religioni abramitiche – in particolare per quella islamica – non è di origine religiosa.

        Comunque, se non credi nell’esistenza del denaro, passo volentieri a Firenze a ritirare il tuo. Tanto mica esiste :P

        • Francesco says:

          >>> Favorire la circolazione della ricchezza anziché la sua permanenza in capo all’attuale proprietario – in soldoni, il liberismo è questo

          se c’è una cosa che odio, è quando un babbano, pure comunista, spiega le mie cose molto meglio di me!

          :(

  57. Mauricius Tarvisii says:

    E’ interessante riflettere, in modo del tutto amorale, sul dilemma:

    è preferibile tenere vivi, anzi riprodurre in maniera furiosa, degli esseri viventi al solo scopo di ammazzarli?

    Oppure è meglio cessare di ammazzarli, facendoli finire tutti in qualche camera a gas?

    Se fosse necessario fare realmente questa scelta (e secondo me non è realmente necessario: uno sfruttamento ottimale delle risorse richiede anche una quota di allevamento, che consumi quelle parti delle piante che noi non mangiamo. Ovviamente si tratta di una quantità di bestiame ridotta), io direi di fare una bella grigliata finale.

    • Z. says:

      Io sarei per la prima soluzione. Non risultando possibile, BBQ Armageddon.

      • ruttone says:

        è preferibile tenere vivi, anzi riprodurre in maniera furiosa, degli esseri viventi al solo scopo di ammazzarli?

        Oppure è meglio cessare di ammazzarli, facendoli finire tutti in qualche camera a gas?

        capisco il valore teorico del tuo dilemma, ma tu credi che esista veramente qualcuno in grado di decidere a tavolino queste cose? Queste sono le spiegazioni che diamo a posteriori secondo me. Nel presente ci accontentiamo di vivere nella contraddizione; tanto in fondo il lacerante conflitto sta solo nelle nostre teste

  58. Moi says:

    Insomma, quanto la fate inutilmente lunga ;) voialtri:

    il Pianeta NON può più reggere Industria, Allevamento e Agricoltura … nemmanco il Turismo ! Tutti Mostri dell’ Uccidente [sic, come già scrisse non ricordo chi] :)

    Invece, tornare a esercitare appieno Culture Altre, del tipo :

    capocce che ruzzolano giù dai gradoni delle Piramidi PreColombiane irrorandole di sangue; Giovani Vedove incenerite in onore a statue a otto braccia che fanno le linguacce, o fatte risposare con serpenti cobra in cui l’ ex anziano marito si reincarna; Adultere accoppate a sassaiole, “Culandre”[cit.] buttate giù dai tetti, Atei / Kuffar / Dhimmi Renitenti alla Jiyza che oscillano con corde al collo o decapitate in pubblico con dei coltellazzi …

    … sono tutte attività che l’ EcoSistema Planetario può reggere benissimo, anzi: con le dovute premesse NeoMalthusiane, sono metodi molto più ecologici delle Bombe USA & Israele per la Grande Sfoltita (degli altri :D ovviamente …) sulla Grande Madre Gaia !

    ;)

    PS

    Se avete da ridire, siete Suprematisti Culturali Bianchi, pure un po’ Razzistelli ! ;)

    • Per Moi

      “… sono tutte attività che l’ EcoSistema Planetario può reggere benissimo”

      Allarghiamo, per togliere il sapore di tifo:

      L’aborto, i matrimoni gay, le trollate su Facebook, le marce del KKK, il celibato forzato delle suore, le teste che ruzzolano giù dalla Grande Piramide, gli sgozzamenti di infedeli… non pongono un problema particolare alla sopravvivenza del pianeta.

      Semplicemente creano forme di tifo diverso, secondo le opinioni morali di ciascuno.

      Per quanto riguarda Industria, Allevamento, Agricoltura e Turismo, non mi sembra di ricordare che la Cina sia in Occidente.

      • Moi says:

        Be’, dài: quando dei Non-Whites ;) accolgono una forma di Pensiero Occidentale (Giacobinismo e Marxismo più che compresi ;) …) allora perdono la Purezza Originaria !

    • Francesco says:

      scusa MT ma i guardo SOLO i video “tipo quelli del Duca” e quelli sportivi

      cosa ha detto il ministro Fedeli???

      grazie

    • Z. says:

      La ministra secondo me ha ragione: è colpa – rectius, merito – delle famiglie a basso reddito.

      Immagino che le famiglie a basso reddito – consapevoli, come le altre, che la laurea nel mercato del lavoro italiano è tendenzialmente un lusso costoso e improduttivo – orientino i figli verso percorsi di formazione più concreti. Giustamente, direi.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Infatti: la laurea non serve nemmeno più a fare il ministro della pubblica istruzione…

        • Z. says:

          Lo trovo ragionevole: non si vede perché, né in cosa, una tesi su Amici di Maria De Filippi dovrebbe rendere migliore un ministro.

          Infatti questo ministro sta proseguendo su di una linea analoga ai ministri degli ultimi quindici anni. Che in soldoni è: bisogna aumentare il numero dei laureati, miseriaccia! Perché? Non c’è un perché: bisogna aumentarli perché sì!

          Pazienza se laurearsi è tempo e denaro sprecato – o, peggio, un investimento che arricchisce Paesi esteri…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Poi se le nostre imprese sono innovative quanto una workhouse ottocentesca il problema lo risolviamo uscendo dall’euro, no?

            • Francesco says:

              chiedersi perchè le aziende italiane facciano tanta fatica ad innovare no eh?

              restiamo nel catto-moralismo che cerca di giudicare l’economia reale con lo sguardo di una suora del tempo che fu?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché innovare quando puoi svalutare, ricorrere a bassi costi del lavoro e vendere semilavorati ai tedeschi?
              France’, questa è sempre stata la base elettorale dei tuoi amici.

            • Francesco says:

              perchè?

              perchè non puoi più svalutare da quasi 20 anni e perchè i tedeschi trovano salari più bassi appena oltre confine e perchè i semilavorati che comprano in Italia sono sofisticati

              ma perchè studiare i fatti se i pregiudizi sono più rassicuranti?

      • Francesco says:

        magari lo facessero!

        è l’idea di mandare lo stesso e a prescindere i pargoli a scuola, del tutto aliena dal corollario “a studiare” ma molto focalizzata su “col pezzo di carta non devi lavorare con le mani”, l’origine di gran parte dei problemi italici

        milioni di posti di idraulico e saldatore e tornitore liberi, milioni di analfabeti con qualche pezzo di carta che campano male tra call center e pony express … o avvocatura prolet … o concorsi per un posto pubblico

  59. Dieci richieste ai Bianchi, da Black Lives Matter:

    https://www.leoweekly.com/2017/08/white-people/

    Black Lives Matter Chanelle Helm, a Black Lives Matter of Louisville organizer, speaks near Indivisible Kentucky’s Save My Care Bus. (photo by Brian Bohannon)

    White people, here are 10 requests from a Black Lives Matter leader
    Aug 16 2017

    By Chanelle Helm

    [This article is part of a package covering Louisville’s reaction to Charlottesville. Check out the other pieces, including Ricky Jones’ column “Black People Should Arm Themselves Now!” and Erica Rucker’s “America… where are you going?”]

    Some things I’m thinking about that should change (in that Southern, black grandmama voice):

    1. White people, if you don’t have any descendants, will your property to a black or brown family. Preferably one that lives in generational poverty.

    2. White people, if you’re inheriting property you intend to sell upon acceptance, give it to a black or brown family. You’re bound to make that money in some other white privileged way.

    3. If you are a developer or realty owner of multi-family housing, build a sustainable complex in a black or brown blighted neighborhood and let black and brown people live in it for free.

    4. White people, if you can afford to downsize, give up the home you own to a black or brown family. Preferably a family from generational poverty.

    5. White people, if any of the people you intend to leave your property to are racists assholes, change the will, and will your property to a black or brown family. Preferably a family from generational poverty.

    6. White people, re-budget your monthly so you can donate to black funds for land purchasing.

    7. White people, especially white women (because this is yaw specialty — Nosey Jenny and Meddling Kathy), get a racist fired. Yaw know what the fuck they be saying. You are complicit when you ignore them. Get your boss fired cause they racist too.

    8. Backing up No. 7, this should be easy but all those sheetless Klan, Nazi’s and Other lil’ dick-white men will all be returning to work. Get they ass fired. Call the police even: they look suspicious.

    9. OK, backing up No. 8, if any white person at your work, or as you enter in spaces and you overhear a white person praising the actions from yesterday, first, get a pic. Get their name and more info. Hell, find out where they work — Get Them Fired. But certainly address them, and, if you need to, you got hands: use them.

    10. Commit to two things: Fighting white supremacy where and how you can (this doesn’t mean taking up knitting, unless you’re making scarves for black and brown kids in need), and funding black and brown people and their work.

    #RunUsOurLand #Reparations #YouGonLearnToday #RunUsOurMoney •
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    Cashapp: talawilson

    • Z. says:

      Ho smesso di prendere la cosa sul serio dopo aver letto il punto 2.

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ un fake.
      Vero?

      • Per MT

        “E’ un fake.
        Vero?”

        No, credo che sia piuttosto una provocazione nello stile della compianta Dacia, tipo, “bianchi piagnucolosi che vi dite tanto dispiaciuti per le sofferenze di noi poveri negri, se volete rendervi utili, dateci i soldi e toglieteveli dalle balle”.

        Lo dice anche in modo abbastanza chiaro quando parla dell’accento da nonna nera.

    • PinoMamet says:

      1- col cazzo

      2-col cazzo

      3-for free neanche per idea, possiamo metterci d’accordo sugli affitti

      4-cosa mi danno in cambio? sto parlando di soldi.

      5-non ho rapporti con razzisti bianchi o neri

      6-quello che faccio con i miei soldi sono stracazzi miei

      7-8-9-come il punto 5, e non posso far licenziare nessuno.

      10-non ho idea di cosa sia la “white supremacy”, se è l’apartheid, è stato abolito da un pezzo; se invece intendi le fantasie dei neri americani su come sia facile la vita dei bianchi, mi spiace ma non posso farci niente. E non ho intenzione di dare soldi a dei tizi solo perché hanno la pelle scura.

      • Moi says:

        Be’ … finché la proverbiale Mucca Carolina (aka Affirmative Actions) dà latte … perché non smanazzarle le mammelle come se non ci fosse un domani ?!

        PS

        Chiha lanciato l’espressione “come se non ci fosse un domani !” ? … Da qualche anno è usatissima, così, all’ improvviso. Boh …

      • Z. says:

        A ben vedere…

        un movimento nato per rivendicare la parità, una volta che almeno formalmente l’ha ottenuta, ci sta che non si accontenti e passi al livello successivo – rivendicare agevolazioni.

        Naturalmente, ci sta anche che questo non piaccia a chi non è tra gli aspiranti agevolati.

        • Moi says:

          in realtà più che pretese “agevolazioni” mi sembrano pretesi “risarcimenti danni” … solo che anziché personali, sono generazionali.

          Del tipo: un mio avo “Nigger” veniva frustrato a raccogliere il cotone … adesso dei “Whites” debbono mantenere noi “POCs” a ingozzarci di hamburgers e a spugnettare videogiochi 24/7

          • Moi says:

            Ma il problema identitario oggettivo è però un altro … che fine ha fatto il Sogno Americano ?!

            … Era per poterne essere partecipi che in tanti marciarono a Selma accanto a MLK !

            • Moi says:

              cmq, NON sarà imminente (dopo Trump) un Crollo degli USA tipo quello dell’ URSS … ma di certo, come ha notato giustamente Habs, è l’ Inizio della Fine del “Classicismo” USA !

            • Moi says:

              Insomma, gli USA prossimi venturi saranno irriconoscibili, magari avranno per Nuovo Inno Nazionale una Hit di Justin Bieber e per bandiera una spirale arcobalenata ! ;)

  60. Moi says:

    @ PINO & FRANCESCO

    Al tempo: in un rapido flashback vediamo la cinquemillenaria Diana “da cinna”, agli Albori del Genere Umano o giù di lì ;) , perciò NON si tratta di “Immortalità” (che cmq senza “invulnerabilità” è una mezza sòla ;) no ? …) ma di quella supermegalongevità che _ stando al Biglinesimo ;) _ corrisponde a “Olàm” in Ebraico Biblico Masoretico !

    • PinoMamet says:

      Olam dovrebbe corrispondere all’incrica ad Aion greco e a Saeculum latino, nel loro significato originario;

      cioè una misura indefinita di spazio o di tempo, o se preferiamo e vogliamo fare i difficili, una misura di spazio/tempo, qualcosa di simile a una “dimensione”, o a un “mondo”.

      Ecco, dillo a Biglino, magari gli fa comodo ;)

  61. Moi says:

    Inoltre, non lo ammetteranno mai perché sono Gringos ;) , ma “Diana” _ anzi : “Dàiana” :) _ risente molto dei Saiyan di Akira Toriyama: ha difatti _ OCIO SPOILER ! _ una sorta di “Zenkai Power” dopo che Ares, in un primo momento la “pialla” in combattimento: ma la “piallata”, NON ammazzandola, le impenna appunto il Livello di Combattimento. Quando si accorge che Trevor si sacrifica per lei e per la Causa, inizia a levitare con una specie di urlo misto a pianto con sfiammarata ;) energetica extracorporea e, “caricandoosi”, Diana (non viene mai definita con il nomignolo “Wonder Woman”, non in ‘sto film) travolge Ares sconfiggendolo finalmente con una simil-Genkidama !

  62. Moi says:

    La cosa più divertente delle conferenze di Biglino (ormai hanno inondato internet, sputtanando l’ Ebraico Biblico e i Racconti Biblici … dapprima sconosciuti fra i Goyim d’Italia) sono i Toscanacci con accentacci Livornesi o giù di lì:

    sembrerebbero non fare nemmeno una piega all’ idea di essere OGM di fattura Aliena … e riservano tutto lo stupore a “che balle che c’ han raccontato i preti pur di farsi mantenere a sbafo con l’ ottopermille” !

  63. Moi says:

    Specie “Ezechiele”, che una volta :D non era che il Lupaccio Famelico dei Tre Porcellini ;) … “adesso” ;) è diventato quello che gli arriva un rumorosissimo, enorme “Kavod” sospeso a mezz’aria sopra la testa che poi risale, risucchiandolo antigravitazionalmente mediante un “Ruach”. Poi s’imbatte in Ibridi InterSpecie a Quattro (Umano-Aquila-Toro-Leone) e altre stranezze …

  64. Moi says:

    Oggi la Boldrini ha reso famoso il Sindaco di Pontivrea (SP), tal Matteo Camiciottoli e il Comune stesso; dapprima sconosciuti entrambi: NO spoiler ! ;)

  65. Moi says:

    Stupri di Rimini, il sindaco di Pontinvrea su Facebook: «Domiciliari a casa Boldrini»
    La frase postata da Matteo Camiciottoli ha scatenato polemiche

    http://www.lastampa.it/2017/09/04/edizioni/savona/stupri-di-rimini-il-sindaco-di-pontinvrea-su-facebook-domiciliari-a-casa-boldrini-4V2M0GfJcsaNRWSeccRCXN/pagina.html

  66. Moi says:

    Non so come dire, ma (vedi sopra, per riferimenti …) sembra che il Sogno Americano sia stato rottamato ;) una volta “sgavagnata” l’ URSS … “sembra”, oppure “è” ?!

    • Francesco says:

      non credo che tu guardi nella giusta prospettiva storica

      il “sogno americano” nasce ben prima della rivoluzione d’ottobre e non credo stia granchè male

      anche se JFK ammazzato e Nixon bugiardo hanno dato dei bei colpi

      il “nostro” sogno americano nasce (mi sa) a fine Ottocento e muore col miracolo economico, quando si crede che non sia più necessario emigrare per avere un futuro migliore. sta rinascendo con questo secolo

  67. PinoMamet says:

    Quasi OT, riceviamo e pubblichiamo:
    http://sicurezzainternazionale.luiss.it/2017/09/05/tutte-le-distorsioni-della-stampa-italiana-sulla-corea-del-nord/

    a mme, me pare ‘na strunzata, così a occhio e croce, ma sentiamo gli illuminati pareri del blog.

    • PinoMamet says:

      Elementi a favore della mia tesi:
      l’autore è belloccio, ogni suo articolo è corredato da una sua foto, e sfoggia una camicia con iniziali ricamate. Sul colletto.

    • Francesco says:

      lo avevo notato anche io! guarda dove mi portano le conoscenze destrorse su FB …

      manica di stronzate disarmante, il solito segaiolo convinto che gridare “gli USA fanno schifo” sia figo e dissacrante

      invecchiando, mi chiedo se certe correnti di pensiero non siano coltivate dai potenti americani per farci bella figura al confronto

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