Al di là delle parole

gattesseSe non avessi altri impegni, starei a guardarle tutto il giorno, la serba clandestina e la grigia toscana.

Cosa leghi noi a loro, è un mistero: è vero che non ho mai visto un topo in casa, da quando ci sono, ma non so se la spiegazione da storico marxista sia così semplice.

Non è perché sembrano umani – non lo sono. E diffido di chi guarda i gatti solo con tenerezza. Non sono per nulla dei surrogati bambini, anche perché i primi ad innamorarsi dei gatti sono i bambini stessi. E anche questo sarebbe interessante da capire: quale bisogno profondo porta gli esseri umani a innamorarsi degli animali? Mi vengono in mente tutte le storie che mi hanno raccontato certi contadini, dell’agnello da ammazzare per Pasqua, e delle balle che bisognava raccontare ai bambini che l’avevano adottato.

I gatti non sono per nulla umani, ma sono persone.

Per un caso, son nato umano, ma anche se fossi nato felino, sarei sempre un io.

Il cuore mi batterebbe più veloce, il respiro sarebbe più intenso, saprei calcolare meglio i salti, ma sarebbe sempre una differenza di quantità: in ogni osso, siamo simili, tranne che non ho la fortuna di avere una coda.

Ci separa qualcos’altro, il fatto che ogni cosa che sento e vivo, io umano, è mediata dalla parola. E mi viene il sospetto che la famosa mela del Giardino contenesse proprio la parola, la capacità di confondere le cose con un trucco, di creare un mondo falso accanto all’unico vero. Perché alla fine, quanto si capiscono gli esseri umani, con tutte le parole che tessono al vento?

Simili, mai identici: ci capiamo sempre meglio quando accantoniamo la parola.

Grandi occhi intensi di gatto che mi scrutano, una piccola testa che riflette senza tradurre, appunto, in parole. Eppure sono occhi profondamente intelligenti, e quando la Grigia mi vede, mi saluta sempre: un piccolo suono chiaro, che non è una parola.

E allora penso che la cosa che vorrei di più al mondo, sarebbe potermi capire davvero con loro, poter scambiare ciò che sentiamo, ma nella loro lingua, non nella mia.

Vivranno vicino a me, continueranno a fidarsi della mia mostruosa statura da tirannosauro, io dei loro denti da carnivori, e un giorno se ne andranno, senza esserci mai rivolti la parola.

Ma forse non c’era nessun segreto da raccontarci: il problema era solo che cercavo di confondere con le parole, quello che già sapevo, come lo sapevano loro.

E allora ci capiamo già, e già ho realizzato ciò che vorrei più al mondo.

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228 Responses to Al di là delle parole

  1. …Perché la “Serba clandestina”?

  2. Z. says:

    Finalmente un Miguel mainstream :P

    • Francesco says:

      :D

      persino da gattaro, Miguel è molto meglio del mainstream

      però non credo che nessun gatto possa starti vicino in un grande dolore o una grande gioia come un essere umano con cui tu abbia un vero rapporto

      ciao

      • per Francesco

        “erò non credo che nessun gatto possa starti vicino in un grande dolore o una grande gioia come un essere umano con cui tu abbia un vero rapporto”

        Certo, ma forse un gatto non deve servire per consolare. Non deve servire proprio a niente, se non a vivere la propria vita, con piccoli segnali di amicizia non obbligatori.

        • Francesco says:

          concordo pienamente

          per questo quando vedo un gatto penso “toh, un coniglio di riserva per condire la polenta”

          ciao

          • PinoMamet says:

            I conigli mi fanno altrettanto schifo dei gatti (in padella intendo) e quasi altrettanto schifo che la polenta, quindi

            Occasione di Disaccordo Totale con Francesco! :D

            • Mauricius Tarvisii says:

              Hai mai assaggiato un gatto?

            • PinoMamet says:

              Non ho neppure mai assaggiato un formaggio, e voglio continuare così.

            • Peucezio says:

              Pino,
              “Non ho neppure mai assaggiato un formaggio, e voglio continuare così.”

              Davvero??? E perché mai?
              Come fai a sapere che non ti piacerebbe?

            • paniscus says:

              per pino: ma per quale motivo sei tanto incline a prendertela polemicamente contro i vegetariani e i vegani, accusandoli di essere dei fanatici e dei disturbati, e contemporaneamente ti compiaci di ostentare tabù alimentari altrettanto restrittivi?

              Per me chi si vanta di non aver mai assaggiato un formaggio in vita sua (nemmeno da bambino? Sei stato allevato da genitori che a loro volta avevano il tabù contro il formaggio? Allora non è una scelta tua, è un’abitudine appresa!) è altrettanto “anomalo” di chi si vanta di non aver mai mangiato carne… non vedo proprio che differenza ci sia nel merito.

              A meno che la scelta non sia dovuta a un’allergia o a un’intolleranza fisica, oppure, semplicemente, al fatto che il formaggio ti faccia schifo, il che è perfettamente lecito… ma prima di arrivare a capire che ti faceva schifo, o che faceva stare male perché eri allergico, avrai pur dovuto provare ad assaggiarlo!

              Cioè, non ho capito perché tu che mangi la carne ma non il formaggio (per scelta, e non per gusto o per necessità fisica) saresti ragionevole, mentre il vegetariano che mangia il formaggio ma non la carne, quello invece è strano, e il vegano che non mangia nessuna delle due è ancora più strano a sua volta… però quello ragionevole sei tu!

            • Peucezio says:

              In effetti l’obiezione di Lisa non è peregrina: mi ha incuriosito il tuo tabù del formaggio.

              Io, che per il resto mangio davvero tutto, ho orrore della frutta. Mi fa schifo il suo sapore, la sua consistenza, mi fanno schifo le caramelle di frutta, i succhi di frutta, il gelato o la granita alla frutta, la marmellata (non parliamo dei frullati: mi vengono i brividi solo al pensiero), ma io ‘sta roba, che mi dà quasi fastidio toccare, l’ho comunque assaggiata qualche volta: so che sapore ha.

          • Per Francesco

            conigli, gatti, padelle…

            A volte, le battute mi ispirano riflessioni serie.

            Per me, la cosa fondamentale è uscire dall’illusione dell'”Uomo”, l’idolo della rivoluzione francese, del consumismo e anche del cattolicesimo progressista (prima c’erano Dio e l’Uomo, relegato in secondo piano il primo, resta solo il secondo, con il culto della “Vita” misurabile in secondi di resistenza alla Grande Mietitrice).

            L’Uomo è una cosa auto-adorante, intercambiabile (“sono tutti uguali”), individuale (lo scopo della politica, ad esempio, è di soddisfare i capricci del massimo numero di “uomini” viventi in un dato istante), isolato da ogni altra cosa. E destinato quindi a distruggere il pianeta stesso su cui vive, visto che non si può espandere all’infinito.

            Da questa mostruosità si esce sia mettendosi alla pari con i non-umani (gatti, fiumi e monti, ad esempio), sia accettando che siamo tutti in qualche modo mortali e quindi partecipiamo a un unico, grande massacro planetario.

            Il sacrificio è stato forse il modo più sano di risolvere il dilemma: uccidiamo, perché la nostra vita può nascere solo dalla morte, ma almeno rendiamoci conto di quello che stiamo facendo, e rendiamone conto.

            • Mauricius Tarvisii says:

              intercambiabile (“sono tutti uguali”)

              Credo che questo sia uno dei più grandi fraintendimenti della storia umana, quindi merita una mezza riflessione.
              La frase corretta non è “tutti gli uomini sono uguali”, ma “tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge”: nessuno predica l’identità tra le persone, quindi, ma soltanto che le diversità individuali debbano essere giuridicamente irrilevanti.
              Chi avrà cavalcato quindi questo fraintendimento? Immagino che siano stati tutti quelli contrari all’uguaglianza davanti alla legge (se io riesco a dimostrare che “siamo tutti uguali” è un’assurdità, perché è un’assurdità, allora posso legittimare le discriminazioni), che hanno prodotto uno dei quid pro quo più fortunati (e anche più assurdi) di sempre.

            • Francesco says:

              Caro Miguel

              io sono rimasto a prima, quindi non ho il tuo problema

              ciao

              PS più invecchio, più il mio scherzo su essere un vecchio reazionario bigotto diventa meno uno scherzo, a quanto pare

              :D

            • PinoMamet says:

              “Chi avrà cavalcato quindi questo fraintendimento? Immagino che siano stati tutti quelli contrari all’uguaglianza davanti alla legge (se io riesco a dimostrare che “siamo tutti uguali” è un’assurdità, perché è un’assurdità, allora posso legittimare le discriminazioni), che hanno prodotto uno dei quid pro quo più fortunati (e anche più assurdi) di sempre”

              OMDAMT

            • Francesco says:

              credevo che l’uguaglianza formale davanti alla legge fosse un trucco dei ricchi borghesi con gli avvocati migliori per fottere meglio i poveri!

              invece va bene a voi rossi?

              Duca spiegami tu!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Francesco, le due uguaglianze non sono sempre in contrapposizione. Capisco che il tuo feticismo per i miliardari non ti fa capire che vietare che il nero sia in schiavitù non è incompatibile con il SSN, ma ti assicuro che sbagli :D

            • Francesco says:

              MT

              mi deludi compagno! se il miliardario può scegliere di andare in clinica, il nero è ancora in schiavitù!

              altro che compatibilità delle uguaglianze, quella è ipocrisia socialdemocratica, non cadere in tentazione

            • Mauricius Tarvisii says:

              Già, invece tu vorresti che il negro crepi liberamente per strada :D

  3. ruttone says:

    Una cosa che pensavo l’altro giorno è il fatto che noi esseri umani, o almeno la società in cui viviamo, sembra costantemente preoccupata del proprio destino, specialmente perché se lo figura in maniera catastrofica.

    Cioè gran parte del tempo si passa a ruminare di una possibile fine, che se non è imminente, è annunciata — forse un pensiero che addolcisce il fatto che ciascuno è cosciente, come individuo, che la propria, personale fine è ineluttabile.

    Mi piace degli animali il fatto che sembrano fregarsene, o comunque non abbiamo modo di capire se se ne freghino o meno. Ma vorrei credere che se ne freghino.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non se ne fregano: semplicemente non ne sono consapevoli. E sono due concetti diversissimi tra loro.

      • ruttone says:

        MT:
        Non se ne fregano: semplicemente non ne sono consapevoli. E sono due concetti diversissimi tra loro.
        Sì è vero, intendevo con parole sbagliate quello che tu correttamente fai notare.

        Peucezio:
        Certo che l’uomo è invidioso per natura. […]
        L’estremo che tu porti delle penetrazioni anali e delle martellate sui testicoli ha senso perché magari è quello che si verifica spesso in pratica.

        Però secondo me di catastrofe, per chi osserva, ce n’è una sola, che è la fine propria (o più propriamente la promessa di dolore, che in fondo è quello che fa veramente paura); l’invidia fa inventare altre catastrofi comuni per rendere tutto sopportabile.

        Però pensa pure che non tutti forse sono invidiosi: magari esiste una persona un po’ più gentile e ottimista di me o di te, a cui il pensiero che anche altri condividano lo stesso destino dà sollievo perché le garantirà di non essere sola nella sofferenza.

        Anche a me viene naturale dare la tua interpretazione (ma sappi che è proprio perché siamo persone invidiose eh)

        • ruttone says:

          Comunque non era mia intenzione iniziare una discussione seria su o affermare quello che si può dire o no delle emozioni animali e della loro esistenza

          infatti ho specificato che “vorrei credere” di poterle vedere ed interpretare, era solo un vagheggiamento romantico perché mi piacciono i gatti, mi spiace di non essere stato più esplicito nelle mie intenzioni

          ma vedo nei commenti sotto che l’argomento ha aperto ‘na polemica che manca solo che vi menzionate le mamme a vicenda

          • Per ruttone

            “Comunque non era mia intenzione iniziare una discussione seria”

            Allora non conosci bene i tuoi polli :-)

            Qui basta niente, per scatenare una discussione seria!

    • Peucezio says:

      Ruttone
      “Cioè gran parte del tempo si passa a ruminare di una possibile fine, che se non è imminente, è annunciata — forse un pensiero che addolcisce il fatto che ciascuno è cosciente, come individuo, che la propria, personale fine è ineluttabile.”

      Certo che l’uomo è invidioso per natura. A me riesce incomprensibile come la somma di due catastrofi possa essere sentita come una cosa buona: come dire che se uno me lo mette nel didietro e un altro mi dà una martellata sui cosiddetti, una cosa compensa l’altra, anziché sommarsi i danni.
      D’altronde si dice: “mal comune, mezzo gaudio”: sai che consolazione.

      Mauricius,
      sì, anche se spesso mi chiedo come facciamo a saperlo, non essendo mai stati cane o gatto.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Mi chiedo come tu faccia a dire che l’acqua bolle a 100°, non essendo mai stato una molecola d’acqua. La risposta alle due domande è la stessa.

        • Peucezio says:

          Cioè tu dici: la consapevolezza è un concetto umano, oggettivabile e come tale non lo constatiamo negli animali.
          Così come sappiamo che non capiscono la Divina Commedia, anche se non siamo mai stati animali.
          In effetti il discorso fila.

          Mi chiedo però quando si esce da un piano di consapevolezza razionale.
          Mi riferisco alle questioni esistenziali da cui siamo partiti.
          Gli animali hanno percezione della morte? A qualche livello sì, perché la evitano e perché la percepiscono negli altri (i necrofagi non si avvicinerebbero allo stesso animale da vivo), ma un animale vivo sa che morirà comunque prima o poi o capisce solo che morirà se non riesce a sfuggire al leone che gli si avvicina minacciosamente per sbranarlo?
          Questo è difficile dirlo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Evita la morte perché la teme, oppure perché un istinto genetico gli fa evitare comportamenti che, se messi in atto dai suoi progenitori, non gli avrebbero permesso di nascere?
            Insomma, io non posso escludere a priori che i gatti in realtà compongano sinfonie di nascosto, evitando di far insorgere in noi il sospetto che ciò avvenga e riuscendo incredibilmente a sfuggire a qualsiasi sorta di vigilanza, ma in genere l’onere della prova ricade su chi afferma. Altrimenti si è costretti a credere a tutto, ma proprio tutto.

            • Z. says:

              …persino a Dio!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io credo in Dio, tu puoi pure credere a tutto il resto :D

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              sull’evitamento della morte: quello è un istinto primario, quindi in noi non è diverso che in loro.
              Quando fuggiamo un pericolo, non agisce una reazione meccanica, ma ci caghiamo sotto e temiamo di morire. Non è che scappiamo e non sapppiamo perché: scappiamo perché sentiamo il pericolo, fin nelle nostre fibre.

              Sull’onus probandi: non la metterei esattamente in questi termini, perché a questa stregua chi deve provare cosa? Da che presupposto si deve partire? Uno potrebbe dire che se i mammiferi hanno gli occhi e il naso come noi, saranno anche consapevoli della morte come noi ed è chi sostiene il contrario che deve dimostrarlo.

            • ruttone says:

              Uno potrebbe dire che se i mammiferi hanno gli occhi e il naso come noi, saranno anche consapevoli della morte come noi ed è chi sostiene il contrario che deve dimostrarlo.

              in realtà prima è da dimostrare se “avere naso e occhi” implica “consapevolezza della morte”

  4. Per Insco

    “Perché la “Serba clandestina”?”

    Nata a Niš, di famiglia liberamente ospitata da un marmista (che si vanta di aver anche avuto una commissione dal Hilandar, il monastero serbo del Monte Athos).

    Madre morta in un incidente, la Serba Clandestina è stata allevata, in giovanissima età, da uno zio (maschio) di nome Đole, che le ha insegnato i rudimenti della felinità.

    E’ poi entrata senza documenti in Europa.

  5. Per ruttone

    “Mi piace degli animali il fatto che sembrano fregarsene, o comunque non abbiamo modo di capire se se ne freghino o meno. Ma vorrei credere che se ne freghino.”

    Sarebbe interessante seguire certe migrazioni durante le grandi guerre.

    Immagino gli storni che allegramente sorvolano le linee alleate e quelle tedesche nel 1944, o le cicogne che guardano i carri armati sovietici entrare nella pianura ungherese e poi tornano a spigolare nei campi.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Dubito che gli uccelli provino allegria :D

      • Per MT

        “Dubito che gli uccelli provino allegria ”

        Non lo sappiamo. Anche perché non sappiamo esattamente cosa sia ciò che noi chiamiamo “allegria”.

        Certamente, tutti gli esseri viventi appartengono a un continuum.

        Dove a volte ci superano.

        E’ difficile capire quali siano le emozioni di un volatile; ma sappiamo che i piccioni hanno una capacità di orientarsi nello spazio molto maggiore della nostra.

        Nulla di strano, a meno che non si sia dei fanatici autoadoratori del Dio Uomo, ma non è un mio problema.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non sappiamo cosa sia l’allegria soltanto al di qua delle parole. Ragioniamo invece su cosa descriva la parola “allegria”: evidentemente una condizione della mente umana.

          • PinoMamet says:

            Mmm e che ne sai della mente degli uccelli??

            • Mauricius Tarvisii says:

              Appunto: non ne so nulla, come non ne sai nulla tu. La nostra parola “allegria” può quindi solo descrivere qualcosa che conosciamo, cioè un’emozione umana.

            • Per MT

              “La nostra parola “allegria” può quindi solo descrivere qualcosa che conosciamo, cioè un’emozione umana.”

              E allora le nostre parole sonno, fame, desiderio, paura possono riferirsi solo a condizioni umane.

              Ribadisco:

              1) umani e animali si somigliano tantissimo, dal punto di vista fisico e comportamentale; e si comportano in modo assolutamente analogo, nelle condizioni in cui noi parliamo di “emozioni”.

              2) Con questo, non possiamo dire che provino le stesse cose, possiamo solo ipotizzarlo. Ma non possiamo certo negarlo a priori.

            • Z. says:

              Proprio come Dio può descrivere null’altro che un’idea umana: e infatti, Dio non esiste.

              Che bello, siete tutti atei come me :D

            • PinoMamet says:

              Non mi convincete, nessuno dei due.

              Mi sembra tutto un grosso gioco di parole, il vostro.

              Io posso conoscere il sentimento umano a cui do il nome allegria , è vero;
              ma questo non implica che gli uccelli non possano avere qualcosa di analogo, solo perché non posso chiamarlo un sentimento umano ;
              per forza, è un sentimento “uccellico”, io e te non lo conosciamo, ma non vuol dire che non possa esistere.

              Oppure devi farmi complessi discorsi di etologia e anatomia comparativa, di cui non so niente e immagino tu poco più di me, ma temo che alla fine saremmo a capo e dodici…

              Z.:
              che “Dio” sia solo un nome l’Ebraismo lo sa da sempre;
              prudenzialmente infatti lo chiama “Il Nome”, oppure con tutta una serie di nomi (almeno 72), proprio a significare che noi lo conosciamo solo in virtù di altro (la creazione, la asua azione sulla creazione), ma la sostanza resta ineffabile.

            • Per Pino

              “Io posso conoscere il sentimento umano a cui do il nome allegria , è vero;”

              In realtà, io posso conoscere il sentimento migueliano cui do il nome allegria.

              Di quello pinomametiano o mariciusiano, non so nulla. Non ho alcuna prova che esista.

            • Z. says:

              Pino,

              — Mi sembra tutto un grosso gioco di parole, il vostro. —

              Certo, il Nostro è tutto un gioco di parole (nemmeno così grosso, a ben discernere), e il Vostro non è da meno, messere.

              Del resto, chi può dire che io esisto, che Voi esistiate, che Miguel esista? Chi dice che tutto questo non sia un sogno? Chi può?

              Nel dubbio, mi vado a bere un chinotto Lurisia :D

            • PinoMamet says:

              Verissimo, Miguel, e verissimo, Z.

              Per Z.: di fatto, tutta la mistica ebraica (e suppongo, ma non sono sicuro, anche quella islamica) è tutto un giocare con le parole, tentando di cogliere qualche barlume della Creazione; ma restando ben consci che si tratta di parole.

            • Peucezio says:

              Dio si conosce per approssimazione progressiva.
              Io so che il mio capo è più potente di me (exemplum fictum, non ho ancora capi grazie a Dio). Ma i Rothschild sono più potenti del mio capo. Ma se cade un enorme asteroide sulla Terra, può cancellare la vita in un baleno, quindi è più potente persino dei Rothschild (anche se non mi fiderei del tutto…). Quindi c’è sempre qualcuno o qualcosa più potente.
              In fondo il divino è questo: anche ciò che di più potente riusciamo a immaginare è un peto in confronto a qualcosa che lo sovrasta e che possiamo ugualmente presupporre.

            • Z. says:

              Peucezio,

              — Dio si conosce per approssimazione progressiva. —

              Come il concetto di diritto!

              Sei nomolatrico, insomma :D

            • Peucezio says:

              Spero, semmai un domani dovessi avere un contenzioso con qualcuno, che il giudice non incarni questa tua definizione, quantomeno nel senso che sia non in una fase intermedia all’interno di questa progressione.

            • Z. says:

              :)

              è proprio il concetto di diritto – la domanda “cos’è il diritto” – che, secondo il Galgano, può trovare risposta mediante approssimazioni successive…

              il giudice invece sa, iura novit curia, amiamo dire noialtri legulei :)

    • Z. says:

      Sono convinto che le cicogne magiare, silenti ma non assenti, abbiano assistito con silenziosa gioia all’incedere sobrio eppur maestoso del Socialismo internazionale verso Occidente.

      • Per Z

        “Sono convinto che le cicogne magiare, silenti ma non assenti, abbiano assistito con silenziosa gioia all’incedere sobrio eppur maestoso del Socialismo internazionale verso Occidente.”

        Loro sì, ma i socialisti se ne sbattevano: cultavano l’Uomo.

        • Z. says:

          E alla fine polvere alla polvere entrambi tornarono.

          Dust to dust, ash to ashes,
          hope it works before it smashes.

          • paniscus says:

            Yes, you, like a ghostly cricket, creaking where a house was burned:

            “Dust and ashes!
            Dead and done with!
            Venice spent what Venice earned.

            The soul, doubtless, is immortal—where a soul can be discerned. “

            (R. Browning)

  6. Il punto non è “umanizzare” gli animali, che è soltanto un’illusione umana.

    Dice la Bhagavad Gita:

    “I saggi son tali da vedere con lo stesso occhio un brahmano, di sapienza e modestia dotato, una vacca, un elefante, un cane e un uomo che mangi carne di cane.”

    Ecco, lo stesso occhio sul cane e sull’uomo che lo mangia, che mi sembra la risposta perfetta a Francesco.

    • Francesco says:

      Francesco ha letto la Genesi, per cui non è affatto d’accordo con te

      ;)

      • Per Francesco

        “Francesco ha letto la Genesi, per cui non è affatto d’accordo con te”

        Certo, ma il Genesi [il grandissimo, compianto Mario Nordio diceva IL perché parlava de “il libro della genesi”, che lui ha tradotto] non è confrontabile con la Bhagavad Gita, dai…

        una confusa e contraddittoria favoletta, tipo “perché il coniglio ha le orecchie lunghe”, contro una riflessione profonda su tutto il senso dell’esistenza, con tanto di argomento e contro-argomento.

        • PinoMamet says:

          Dovrò decidermi a leggerla…
          quello che mi incuriosisce del mondo indiano è questo:
          c’è davvero una profonda e acribistica (si dice?) disanima di tutti gli argomenti del sapere umano, che vengono per così dire smontati, analizzati al microscopio e rimontati…

          per poi finire, assurdamente, con la bhakti, la devozione più insensata verso qualche divinità dalle favolette ancora più assurde di quelle greco-romane o di quelle babilonesi della (perdonami) Genesi.

          Nel migliore dei casi; perché nel peggiore, si finisce con la devozione verso coso là, Franchino, Godman Singh o come si chiama…

        • Per Francesco

          “una confusa e contraddittoria favoletta, tipo “perché il coniglio ha le orecchie lunghe”,”

          Fantastico, avevo sparato a caso questo titolo… mi segnalano che Stefano Benni avrebbe scritto un racconto esattamente su questo tema (nel libro Terra!), e con lo stesso significato.

          • Francesco says:

            o abbiamo letto due libri della Genesi diversi o, più probabile, è il tipo di libro che muta profondamente se l’approccio è diverso

            a me è piaciuto persino più della prima parte del Silmarillion

            invece ho dubbi serissimi sull’esistenza della cultura indiana, tanto meno di una riflessione razionale indiana: se dopo 3.000 anni finisci a fare la colonia di un’isoletta semi-disabitata che sta dall’altra parte del mondo, non puoi essere tanto furbo

            ciao

            • Moi says:

              Va be’ … non avete mai sentito Mauro Biglino sul testo Ebraico Masoretico ;) !

            • PinoMamet says:

              Francè, dai, onestamente l’esistenza della cultura indiana e della riflessione razionale indiana non la può mettere in dubbio neppure un ciellino provocatore (endiadi) come te!

              La cultura indiana è molto razionale e analitica, pure troppo;
              è il motivo per cui la grammatica sanscrita è come quella greca/latina, ma più complessa, e nel Medioevo europeo ci si accontenta di una divisione tra nobili/clero/lavoratori dai confini sfumabili, mentre in India se ne escono con duemilaquattrocento caste che non si sa mai bene dove sistemare.

              No, quello che stupisce è come possano coniugare la loro tendenza razionale/analitica (che per inciso gli ha fatto produrre ottimi matematici) con quella devozionale/fanatica, se non facendo salti mortali di logica fufforeligiosa.

              Poi saltano fuori per forza personaggi come Buddha o Guru Nanak a dire “diamoci un taglio, siamo razionali e basta”, solo per essere poi divinizzati a loro volta…

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ il non avere la Chiesa che è la fonte di ogni male.
              A parte gli scherzi, è normale una diversità tra la religiosità colta e quella popolare e senza nessuno che ne faccia una mediazione il risultato è quello che si vede tra i protestanti: pochi teologi spanne sopra quelli cattolici e poi masse di esaltati che gridano “Gisas!” e delirano nei tendoni.

            • PinoMamet says:

              Sì, però non è che i teologi protestanti si siano mai inventati un “protestantesimo tantrico”…
              voglio dire, non risulta (a me almeno) che abbiano costruito complesse architetture di pensiero per giustificare le più estreme bizzarie della devozione popolare.

              In India, insomma, c’è l’incolto che crede in Kalì con 8 braccia (dico per dire, magari ne ha 4 ;) ) …
              e il colto che ha un pensiero sostanzialmente monoteista, e fin qui ci siamo.

              Ma poi lo stesso colto se ne viene fuori con la storia che comunque va bene adorare Kalì perché focalizzandosi sulla sua immagine nella posizione della Vaffanculasana si ottiene la moksha dallo spirito negativo della cupidigia, rappresentato nel Ramayana dal demone Taldeitalashtra…

            • Z. says:

              Bah…

              :)

            • Francesco says:

              Pino

              un albero lo si riconosce dai suoi frutti, giusto? e se la società indiana ha prodotto le caste, i nazionalisti che Santa Teresa di Calcutta era imperialista, il santone dell’altro post, la divisione sanguinolenta del 1948, la Bomba atomica mentre si crepa di fame, i ricconi che scappano a Londra … allora l’onere di provare che hanno anche una cultura e una razionalità cade su di loro

              PS la smetti di imputare a CL le mie fissazioni? devo dimettermi per farti desistere? :D

          • Francesco says:

            ah Mig, l’Islam cosa ha in materia di origine del mondo?

            non ti ho mai sentito liquidare quella cultura come “confusa favoletta”

            :)

            • Per Francesco

              “ah Mig, l’Islam cosa ha in materia di origine del mondo?

              non ti ho mai sentito liquidare quella cultura come “confusa favoletta””

              L’Islam ha ben poco: il Corano predica a proposito di eventi, senza però raccontarli. Ci sono frammenti ancora più sparsi, quindi, di quelli proposti dal Genesi. Proprio questo offre eccezionali possibilità apologetiche ai musulmani oggi, che non sono inchiodabili alla precisione falsificabile del Genesi.

              A parte il mio tono scherzoso, quello che sottolineo è la differenza radicale tra un racconto secco, alla “credici perché te lo dico io”, come quello biblico della creazione, e una riflessione sull’esistenza e sul proprio ruolo nel mondo come la Bhagavad Gita.

            • PinoMamet says:

              A dire il vero è dal Medioevo che l’Ebraismo raccomanda di NON prendere alla lettera il racconto della Creazione; che deve essere sempre e solo interpretato simbolicamente, metaforicamente, misticamente… ma non alla lettera.

            • Francesco says:

              Mig

              a quanto pare ho trovato una netta differenza tra noi: a me interessa solo un racconto del tipo “credici perchè te lo dico io, e per la cronaca sono Dio”, di una bella riflessione di Sempronio non so che farmene.

              Poi, a partire dalla Parola, riflettiamo e confrontiamoci, mica sono proprio dell’ISIS

              ;)

            • Francesco says:

              PS scusate giovani ma a voi pare seria una religione che non spiega l’origine del mondo? e non ditemi che anche sulla fine del mondo svicolano!

            • PinoMamet says:

              Mah, Francè, la mia impressione è che il Corano, sui massimi sistemi, dia per intesa o per scontata la Bibbia.

              Insomma, si presenta in pratenza come una religione.punto uno, incapibile senza passare dalla versione precedente.

              Il resto, per il poco che ho letto, mi sembra un ri-racconto di storie bibliche un po’ pasticciate, e soprattutto invettive e minacce contro i nemici di turno, “i miscredenti e gli idolatri” tipicamente.
              Ma l’ho letto poco e distrattamente.

              (Psst, non dirlo a Miguel, ma tendo a vederlo un po’ come Petrolini:
              “Il Corano, che è il libro del còre e del… resto tutti lo sanno” ;) )

            • Francesco says:

              allora devi spiegarmi il successo di una religione che, sulle cose importanti, dice “fate riferimento al Libro sacro di un’altra religione”, mentre di suo ci mette un pò di prescrizioni a metà tra yoga e dietetica

              :0

    • GUIDO says:

      E’ questa infatti la sfida che va considerata: uscire dall’antropocentrismo portando finalmente a compimento l’allontanamento dal teocentrismo (inteso ovviamente secondo i parametri del culto religioso occidentale). Vale la pena soffermarsi su quanto già Nietzsche scriveva in “Su verità e menzogna in senso extramorale”:
      “In un angolo remoto dell’universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c’era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia universale»; ma fu solo un minuto. Dopo pochi respiri della natura l’astro si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Qualcuno potrebbe inventare una favola del genere, ma non riuscirebbe mai a illustrare adeguatamente quanto lamentevole, quanto vago e fugace, quanto inane e capriccioso appaia nella natura l’intelletto umano. Ci furono eternità in cui esso non c’era, e quando di nuovo non ci sarà più non sarà successo niente. Giacché per questo intelletto non c’è nessuna missione ulteriore che porti al di là della vita umana. Esso è totalmente umano e solo chi lo possiede e lo produce ne ha un’idea così patetica, quasi che su di esso ruotassero i cardini del mondo. Ma se noi potessimo comunicare con la zanzara, apprenderemmo che anch’essa svolazza nell’aria con questo pathos e si sente appunto il centro svolazzante del mondo. Nella natura non c’è niente di così spregevole e meschino che, con un piccolo soffio di questa forza del conoscere, non si gonfi subito come un otre; e co-me ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più superbo degli uomini, il filosofo, crede che da tutte le parti gli occhi dell’universo siano telescopicamente puntati sul suo agire e pensare.”
      Uscire dunque dalla menzogna e dalla tracotanza.
      La favola che continuiamo a raccontarci intorno al “destino manifesto” della specie umana ci ha portato esattamente dove meritiamo di stare.

      • Francesco says:

        trovo menzogna massima, quella di fingersi l’eterno dio che guarda con sussiego all’uomo

        e pure patetica

        come un tifoso dell’Alzano Virescit che discetti di calcio europeo

        non si da un uomo con una ragionevole prospettiva universale e il perchè mi pare evidentissimo

        ciao

      • PinoMamet says:

        Solo per dire che nel merito la vedo come Francesco.

        Mi sta anche abbastanza “umanamente” antipatico chi dice ” voi uomini vi credete tanto importanti, e invece…”

        dev’essere la versione internazionale dell’Eterno Italiano, quello del “voi italiani fate questo e quest’altro, vergogna!”

        • izzaldin says:

          sono d’accordo. da un lato è giusto staccarsi dall’antorpocentrismo per guardare la realtà ‘dal di fuori’ però ha ragione Pino, è normale che gli uomini diano maggiori importanza a loro stessi, così come fanno i gatti o le zecche o i gabbiani o gli anemoni o i batteri

          • Peucezio says:

            Mah,
            mi sembra come quello che voleva capire come vedono i colori i ciechi dalla nascita.
            Gli animali percepiscono la realtà, ma non hanno una visione della realtà.
            Che punto di vista può esistere fuori da quello umano?

      • Z. says:

        Comunque ricordiamo che si scrive Nice ma si legge Nìs. I più giovani talvolta lo leggono all’americana, Nàis.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “I saggi son tali da vedere con lo stesso occhio un brahmano, di sapienza e modestia dotato, una vacca, un elefante, un cane e un uomo che mangi carne di cane.”

      E’ bellissima questa frase perché può voler dire qualsiasi cosa. Se io guardo con lo stesso occhio uomo e gatto, vedo gigantesche differenze e mi viene da pensare che chi dice “alla fine pari sono” stia semplicemente guardando il gatto con occhio più generoso, perché emotivamente portato a sostenere una tesi predeterminata. Insomma, la frase mi sembra buona per dire “io vedo bene, siete voi che siete partigiani” :D

  7. Per MT

    “intercambiabile (“sono tutti uguali”)

    Credo che questo sia uno dei più grandi fraintendimenti della storia umana, quindi merita una mezza riflessione.”

    Sono totalmente d’accordo, in parte :-)

    Ho spesso sollevato la tua stessa obiezioni (sulla differenza tra “uguaglianza delle persone” e “uguaglianza davanti alla legge” in altri luoghi ed è assolutamente corretta.

    Mi riferisco piuttosto a un concetto fondamentale dei nostri tempi: l’intercambiabilità.

    C’è Caio, ottant’anni, nato e cresciuto nel quartiere.

    C’è Tizio, trent’anni, che sta facendo operazioni di speculazione immobiliare.

    Il proprietario di casa sfratta Caio e vende a Tizio, perché i due in quanto umani sono uguali, la differenza sta in un altro elemento, che non li riguarda: Caio ha in banca mille euro, Tizio ha in banca un milione.

    Se in banca, i conti fossero invertiti, avrebbe vinto Caio, e quindi entrambi sono stati trattati in maniera “uguale”.

    Se una legge tutelasse invece Caio, perché la sua esperienza di vita è diversa, perché è legato a un luogo, sarebbe immediatamente impugnata in nome dell’uguaglianza davanti alla legge.

    Tra l’altro, è quello che sta succedendo oggi in Polonia, dove le multinazionali rivendicano la loro “uguaglianza” rispetto ai polacchi, nell’acquistare terre coltivate e trasformarle in fabbriche di etanolo.

    • Francesco says:

      è il bello del denaro, Miguel: non ha patria, non puzza, non ha passato, non ha remore, non ha pregiudizi

      come il sangue nelle vene, scorre e porta vita, cambiamento, mutamento, rivoluzione permanente è il suo vero nome

      se fossi un materialista, alla KM, sarei un adoratore del denaro per la meraviglia che è – altro che lotta di classe e paradiso socialista

      • Per Francesco

        “se fossi un materialista, alla KM, sarei un adoratore del denaro per la meraviglia che è”

        Ma certo che il denaro è una meraviglia. La pura riduzione a quantità immaginaria di ciò che è qualità concreta.

        Invece di KM, dovresti leggerti RG.

      • Peucezio says:

        Francesco,
        ma tu SEI un materialista, anche se non lo sai :-P

        • Francesco says:

          non esattamente: il mio Dio ha una certa predilizione per la concretezza, rifugge i segaioli spiritualisti

          sotto sotto è milanese

          :D

      • paniscus says:

        “se fossi un materialista, alla KM, sarei un adoratore del denaro ”
        —————-
        Ah, perché non lo sei già?

        • Francesco says:

          beh, visto che non lo puoi portare nell’Aldilà, sarei ben un fesso a esserlo, no?

          saggezza del popolo, direbbe Tolstoi

          • PinoMamet says:

            Però tu l’Aldilà lo hai mai visto?
            Mentre del denaro è difficile dubitare.
            E questa è saggezza del popolo.

            • Francesco says:

              Figa Pino, se non ci fosse l’Aldilà ci sarebbe solo il presente.

              Che è il diaframma infinitamente sottile tra quello che non c’è più e quello che non c’è ancora.

              Insomma, tolto l’Aldilà rimani con Niente.

              :)

            • Z. says:

              Mica vero. Restano Diablo 3, il chinotto Lurisia, i tortellini in brodo di cappone, i Led Zeppelin. E tanto ancora.

              Più la consolazione che tutto finirà, senza l’orrore eterno della non-morte.

            • Francesco says:

              Premesso che resterebbero Wolfenstein, il chinotto, i tortellini panna e prosciutto, I Police e tanto altro ancora, resterebbero SSE avessimo la certezza che NULLA finirà.

              Altrimenti in bocca resterebbe un sapore di cenere ogni volta.

              PS Juan de los mortos.

            • Z. says:

              I tortellini panna e prosciutto, semmai, sono una forte argomentazione a favore dell’esistenza del Maligno.

              La convinzione che tutto finirà mi aiuta a tollerare il fatto che esistono.

            • PinoMamet says:

              Un altro estimatore del chinotto!!

              Il Chinotto Lurisia numero uno, vince di una lunghezza sul Chinotto Neri tanto decantato a Roma, doppia tutti gli altri.
              Ma il chinotto è sempre il chinotto ;)

              (Peggio per i globalizzati che si ciucciano solo CocaCole)

            • Roberto says:

              Io adoro il chinotto e qui nel granducato si trova il chinotto laurisia!
              I robertingi sono contagiati dal padre e fra chinotto e Coca-Cola non c’è partita (in effetti la coca cola non la compriamo mai, se non come digestivo, tipo bicarbonato)

              I tortellini con la panna sono effettivamente una delle 666 manifestazioni del maligno

            • Z. says:

              Il chinotto è deliziosamente radicalscicche, e quello Lurisia lo è ancora di più.

              Lo consumo spesso, sul mio yacht ormeggiato a Bruxelles, davanti a rue Charlemagne, assieme a Christine, Mario e Jean-Claude.

            • Roberto says:

              Jean Claude lo rovina versandoci il gin, dovresti dirglielo anche tu

            • Peucezio says:

              Il chinotto radical-chic?
              Non ne avevo idea. Credevo lo fosse la Nutella.
              Lo facevo semplicemente italiano.
              Io comunque lo trovo l’unica bibita gradevole (la coca cola in mancanza di meglio quella volta ogni morte di papa la bevo pure, ma ha quel dolciastro da bambini, per cui ogni volta mi chiedo come faccia a piacere alle persone di età superiore ai sei anni).

            • PinoMamet says:

              Non ho mai saputo neppure io che fosse radical chic, ma lo è diventata un sacco di roba che esisteva, senza che nessuno gli desse importanza, quando ero bambino, quindi anche il chinotto ci sta…

              Un esempio: le bici a scatto fisso. Ne avevo una in casa da bambino, in mezzo a una mezza dozzina di biciclette di altro tipo, era “quella bicicletta strana che ci puoi pedalare all’indietro”.
              Nessuno si sarebbe mai sognato che potesse diventare di moda!!

            • Z. says:

              Pino,

              — Non ho mai saputo neppure io che fosse radical chic —

              Ma no, era una battuta!

              Però una cosa è vera: gli amanti del chinotto che conosco (e non mi stupisce che qui abbondino) sono tutte persone di un certo livello culturale.

              Bevendolo unisco dunque l’utile al dilettevole, potendo fingere di essere altrettanto istruito.

              :D

            • Z. says:

              Roberto,

              sì, è un po’ come l’orologio sopra il polsino o il vino rosso nei tortellini. Ma ho un po’ paura a dirglielo. Poi metti che boicotta le feste sul mio iot.

            • PinoMamet says:

              Ahh, mi pareva, che fosse una battuta!

              Adesso magari salta fuori che hai anche una bici a scatto fisso… la barba già ce l’hai (ma da tempi non sospetti) ;)

            • Z. says:

              No, per carità!

              Come disse Prodi a un paio di hipster su quelle bici lì: attenti, ragazzi, che vi fate male…

              :)

            • Francesco says:

              Allora, i tortellini in brodo sono appena tollerabili, quelli P&P fatti bene giustificano l’annessione dell’E&R nonostante tutto

              Del resto possiamo discutere

            • Z. says:

              Non ci capiamo.

              I tortellini panna e prosciutto sono come, boh, gli “spaghetti alla boloniese” o il pesto fatto con lavanda e anacardi.

              Non sono tortellini, per capirsi.

              Poi possono pure piacere, così come si può adorare Satana.

            • Roberto says:

              Eccerto che possono piacere, d’altronde il demonio mica ti tenta sotto forma di donna vecchia e racchia o pizza ananas e prosciutto!

            • Francesco says:

              Mai preteso di essere una persona per bene: i tortellini panna e prosciutto stanno in altissimo nella mia lista dei cibi preferiti, con la polenta concia con salamelle, gli spaghetti con sugo piccante, gli gnocchi col pesto ligure vero, quelli alla carbonara, le tagliatelle col ragù e molto altro ancora.

              I tortellini in brodo, con o senza vino rosso, sono DNP

              ;)

            • Z. says:

              Francesco, di nuovo non ci capiamo.

              Una persona che fa, chessò, scippi o rapine o scippi magari non è una persona per bene.

              Una persona che chiama “tortellini” delle robe di origine ignota, e ravanate nella panna e nel prosciutto, è un adoratore di Satana.

              Se credessi in Dio pregherei per la tua anima.

            • Francesco says:

              per la cronaca, oggi ero a fare la spesa con mio figlio e ho comprato il Chinotto Laurqualcosa

              non l’avrei mai fatto se non frequentassi questo postaccio

              :)

    • Mauricius Tarvisii says:

      In questo caso, però, non c’è nessun rapporto tra Tizio e Caio per cui uno potrebbe rivendicare “uguaglianza”: c’è solo il diritto di proprietà del proprietario che con le proprie cose fa quello che vuole. Si può affermare che il diritto di proprietà come “ius utendi et abutendi” sia sbagliato, ma questo ha poco a vedere con l’uguaglianza davanti alla legge.

    • Z. says:

      Di Sempronio noto che non se ne cura nessuno. Ho dovuto battezzarlo io, tra l’altro, perché nella storia non aveva nemmeno la dignità di un nome.

      Sempronio, l’uomo giusto, che mentre il rapace Speculatore e l’anziano Insolvente si azzuffano rimane coinvolto suo malgrado.

      Sempronio, che difende i risparmi della sua famiglia dalla speculazione e dall’insolvenza altrui, lottando come un anziano leone, più testardo che vigoroso ormai.

      Sempronio, che puntella una casa, un mondo che sta per cadere, che cadrà. Ma non oggi, perché oggi ancora c’è lui a sorreggerlo, e conta di esserci anche domani.

      A difendere la sua casa. A difendersi da un mondo avvoltoio che non è mai sazio di carogne.

      Domani cadrà, ma oggi è qui, puntella la casa, non si spezza e non si piega.

      Sempronio, un eroe che cammina tra noi.

      • Roberto says:

        Di sempronio ci si ricorda solo quando è tempo di riparare la caldaia

        • Moi says:

          Già, tutto vero : però nessuno è più Fatalista di Sempronio quando il Partito è al Governo … nessuno è più Volitivo di Sempronio quando il Partito è all’ Opposizione !

          … Possa Sempronio esprimere tutto lo Spirito Volitivo ! ;)

          • Z. says:

            Sempronio è sempre molto volitivo, un po’ fatalista, raramente estremista.

            Da un lato sa che il governo scaricherà su di lui il problema della scarsità di alloggi, anziché su chi ha investito in titoli.

            Dall’altro sa che non questa è una buona ragione per mollare. E così tiene duro.

  8. Mauricius Tarvisii says:

    Che poi proprio a voler andare fino in fondo, l’intercambiabilità (in senso di fungibilità) è più una caratteristica degli animali che delle persone: se io investo il maiale del contadino, me la cavo comprandogliene un altro, ma se investo un familiare del contadino, non me la cavo certo fornendogli una dama di compagnia che lo sostituisca.
    Questo perché gli animali sono dei beni fungibili, con la parziale eccezione degli animali da affezione (per cui se vi investo il gatto, oltre a ripagarvi il gatto, sarò dovrò anche risarcirvi le spese mediche affrontate nel disperato e inutile tentativo di salvarlo).

    • Francesco says:

      >> se investo un familiare del contadino, non me la cavo certo fornendogli una dama di compagnia che lo sostituisca.

      parliamone, carissimo, non essere precipitoso!

      età della dama? a che popolo appartiene? lituana forse? sa ella cucinare? come è di carattere? ecc. ecc.

  9. elena says:

    ciao Miguel,

    mi hanno segnalato questo tuo articolo, grazie per aver postato, mi è piaciuto molto leggerti in queste riflessioni. data poi la mia attività (comunicazione intuitiva con gli animali) e l’avere da sempre un’ormai estesa famiglia felina che mi ha cresciuta tanto se non più di quella umana non posso che ritrovarmi molto in quanto osservi.

    eh sì, le parole sono un di più, amerei molto non ci servissero. secondo me prima o poi ci arriveremo (o torneremo) comunque..

    ancora grazie,
    Elena

  10. izzaldin says:

    Miguel ti consiglio un libro bellissimo sull’argomento: La Teologia degli Animali del teologo Paolo De Benedetti. Ci sono tante riflessioni interessanti di un teologo che racconta come gli animali (in particolare i gatti) gli abbiano insegnato moltissime cose su Dio.
    Un passaggio molto bello è quando dice che i cani hanno una concezione teologica del proprio padrone, come un Dio buono ma temere se si compie un peccato; mentre i gatti non hanno alcuna tensione cultuale verso i propri amici umani :)

  11. Peucezio says:

    Io comunque questo continuum fra uomini e bruti non lo vedo.
    Cioè è vero a livello delle strutture di base.
    Ogni salto di livello avviene su un piano diverso rispetto alle strutture di base.
    La materia inorganica è fatta di atomi, con le stesse particelle subatomiche e le stesse leggi fisico-chimiche di quella organica. Ma fra la non-vita e la vita c’è un salto a un altro livello di aggregazione.
    E a questo livello in effetti uomo, gatto, tartaruga e ameba sono simili, stesse strutture, stessi meccanismi.
    Però il problema è che con l’uomo c’è un altro salto, che la mera analisi delle caratteristiche biologiche non permette di cogliere e che è la cultura, cioè la capacità di tramandare i saperi e quindi creare strutture stabili indipendentemente da una modificazione delle strutture biologiche. Cioè un cane per tramadare qualcosa alla generazione successiva deve cambiare il suo DNA e la sua struttura fisica. Un uomo no.

    • Mauricius Tarvisii says:

      ERESIA! Metti in discussione l’indifferentismo antispecista! Sappi che non c’è nessuna differenza tra un latrato e la Divina Commedia!

      • Peucezio says:

        :-)

        E fra viventi e inanimati? Cosa predica l’egualitarismo ontologico universale?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Lì basta sparare un pippone sulla Bellezza Universale del fruscio delle fronde degli alberi, dello sciabordare di un ruscello e del soffio del vento su una pianura erbosa.

          • Peucezio says:

            Tutte cose meravigliose finché c’è un uomo in grado di poetizzarle.
            Di per sé sono interazioni di materia ed energia, fredde formule matematiche.
            L’ultravioletto e l’infrarosso non sono belli e poetici, perché non li vediamo, invece i colori sono bellissimi, perché rientrano nel nostro spettro di percezione.

      • PinoMamet says:

        Tra uomo e altri animali c’è, in effetti, un salto.

        Non sta tanto nel fatto che l’uomo abbia fatto la Divina Commedia; quanto nel fatto che abbia avuto l’intenzione di farla.

        Altrimenti, si potrebbe rispondere che gli animali fanno un sacco di cose esteticamente bellissime, ed è vero; ma le fanno perché sì, in un certo senso perché non sanno fare altro.

        Perciò non mi convincono i discorsi “antiumanisti” tipo “guardate quante schifezze ha combinato l’uomo, dovremmo estinguerci ecc.”.
        E neanche la frase famosa sul topo che non ha mai progettato una trappola per topi: è vero, ma perché non ha la minima idea di come progettare la trappola.

        Quindi il salto è quasi tutto nel livello estetico, secondo me.
        A livello etico, non sono tanto sicuro: può essere benissimo che il terranova salvi l’affogato solo per ricevere il biscottino e la carezza di premio (semplifico) ma leggo di un esperimento di topi che in effetti dimostrano un senso morale reciproco (il topo che si rifiuta di prendere cibo per evitare che un suo simile riceva una scossa).

        Anche in questo caso, però, non li metto mica al di sopra dell’uomo: al topo “umanitario” corrisponde, per esempio, il leone che uccide senza il minimo rimorso i cuccioli figli di un altro padre…

        • Per PinoMamet

          “Quindi il salto è quasi tutto nel livello estetico, secondo me.”

          La Grigia Toscana ha come massimo divertimento, respingere con le mani una palla che tu le tiri. Insomma, è una specie di portiere. Sta davanti a me, io tiro, lei mi ri-tira.

          La Serba Clandestina, invece, apprezza soprattutto i cosini di plastica con cui si chiudono le buste. Appena ne trova una, mi viene a cercare, me lo mette davanti e mi chiede di lanciarglielo.

          Stamattina, ha scovato un Cosino, è venuta a cercarmi, e ha visto che c’era la Grigia, che è molto più grossa di lei.

          Si è fermata a riflettere un attimo. Poi ha fatto tutto un giro da un’altra parte, per potermi portare il Cosino, da lanciare.

          Tra la Palla e il Cosino, non ti sembrerà che ci sia tutta questa differenza. Ma togli di mezzo la Parola, e vedrai che sono mondo diversi.

        • Peucezio says:

          OMDAP

          Anch’io non credo che gli animali siano moralmente migliori o peggiori dell’uomo.
          Poi forse bisognerebbe distinguere fra specie e specie, anche se è sempre un’applicazione indebita di nostre categorie.

          • Moi says:

            è l’ultimo dei dettagli e ne sono consapevole, ma credo mi sfugga icché sia un “cosino” …

    • Per Peucezio

      ” Cioè un cane per tramadare qualcosa alla generazione successiva deve cambiare il suo DNA e la sua struttura fisica. Un uomo no.”

      Certo, ma è una questione di quantità. L’umano trasmette molto di più dello Zio Dole, ma lo Zio Dole ha trasmesso qualcosa di fondamentale alla Serba Clandestina.

      Poi se si vuole, si possono cercare tanti esempi che vanno in senso opposto: il gatto che si prepara a fare un salto di quattro volte la propria altezza, lo vedi tutto attento, la coda che si agita appena, mentre fa una serie pazzesca di calcoli di fisica… e poi riesce a fare una cosa impossibile per noi.

      • Moi says:

        No, direi che i calcoli di fisica sono l’interpretazione universalistica da “Esprit de Géometrie” Pascaliano dell’ Umano Nerd ;) circa il prodigioso balzo del felide … ;)

        Un Calciante non conosce certo la Teoria degli Urti, ma se carica una persona normale la “stianca a mezzo”;) … finita lì.

      • Peucezio says:

        Miguel, sai che non mi è molto chiaro quest’ultimo commento?

      • PinoMamet says:

        In questo concordo con Moi: il gatto non sta facendo dei calcoli di fisica, più di quanti ne faccia il saltatore con l’asta prima di prendere la rincorsa.
        Sta valutando il momento propizio, sistemando il proprio corpo nella maniera che ricorda più propizia, aspettando la sensazione “giusta” che i muscoli trasmettono al cervello, ma non fa alcun calcolo.

        • Francesco says:

          testimonianza diretta: prima di fare il mio primo tiro a basket ero terrorizzato da tutti i calcoli di geometria tridimensionale e di fisica che avrei dovuto fare … poi ho tirato

          :)

          ps sbagliando di brutto

  12. Moi says:

    ci sono scienziati-etologi che comunicano con gli scimmioni mediante linguaggio da sordomuti, anche perché uno scimmione anatomicamente NON può “parlare”, ma ha mani simili (v.di pollice opponibile) e braccia molto simili da collegare al cervello e al sistema nervoso centrale.

    Ammiro senz’altro il coraggio di ‘sta gente … visto che già uno scimpanzè, se gli gira male, a storpiare o uccidere qualsiasi umano ci mette un attimo con sforzo minimo.

    • Moi says:

      nel senso che la mano scimmiesca è praticamente uguale a parte l’opponibilità del pollice … in compenso “stricca” con una potenza devastante. ;)

      • paniscus says:

        “nel senso che la mano scimmiesca è praticamente uguale a parte l’opponibilità del pollice”

        ———————-

        Cioè, secondo te scimpanzé, gorilla e bonobo non hanno il pollice opponibile? E gibboni, macachi, e babbuini non sanno afferrrare oggetti con la mano come noi?

        Ma aggiornati, cavolo!

        • Moi says:

          Va be’, Prof, Tesina di Scienze Naturali:

          io con lo scimmione ci faccio una gara di origami … lei ce la faccia a chi “stricca” più forte. Chissà chi avrà ancora una mano funzionante, al termine dell’ esperimento.

          ;)

        • PinoMamet says:

          Moi, una curiosità: ma perché usi termini dialettali quando ce ne sono di equivalenti italiani di più semplice comprensione per chiunque non sia del Mondo?

          comunque non capisco la tua obiezione. Le scimmie hanno il pollice opponibile, lo sanno tutti.

          • PinoMamet says:

            I primati, perlomeno, non sono troppo sicuro di tutte le specie di scimmie.

            • paniscus says:

              “I primati, perlomeno, non sono troppo sicuro di tutte le specie di scimmie.”

              ——————-

              La definizione di “scimmie” è PIU’ restrittiva di quella di “primati”, e non il contrario.

              Ossia, tutte le scimmie sono primati, ma non tutti i primati sono scimmie.

              I lemuri sono primati, ma non sono scimmie. Gli umani sono scimmie, e quindi anche primati.

              Forse fai confusione tra il concetto di primati e quello di “scimmie antropomorfe”, che è ancora più restrittivo.

              Cioè, per capirsi:

              – primati: circa 400 specie, che comprendono scimmie, lemuri, e varia gente affine ai lemuri che non so bene come si chiamino, galagoni e simili);

              – scimmie: circa 300 specie (comprese nelle precedenti);

              – scimmie antropomorfe ( che in inglese si chiamano “apes” e non “monkeys”): circa 25 specie, sempre selezionate tra le 300 precedenti;

              – grandi scimmie antropomorfe, in inglese “great apes”, 7 specie selezionate tra le 25 precedenti, tra cui la nostra (lo scimpanzé, il bonobo, due specie di oranghi, due specie di gorilla, e gli umani)

              Il pollice opponibile ce l’hanno TUTTI i primati, lemuri compresi, anche se non tutti allo stesso livello di funzionalità.

              Saluti scimmieschi.
              L.

          • Peucezio says:

            Vabbè, ma Pino, ma fa parte del suo armamentario criptolalico, che comprende anglicismi alla moda ma spesso settoriali, più o meno adattati morfologicamente all’italiano, riferimenti oscuri e allusivi, ellissi e passaggi logici impliciti, così come dialettismi vari, riferimenti poco noti, che spesso richiedono una profonda conoscenza di tutta la musica e il cinema contemporaneo, compreso l’universo dello spettacolo nazionalpopolare e tamarro… insomma, bisogna essere un’enciclopedia vivente di contemporaneità, linguaggio e arti di ogni genere, registri e varietà linguistiche disparate.

            • Z. says:

              Sai cosa ottieni se incroci Moi col Padrino?

              Un’ offerta che non riesci a capire..

            • PinoMamet says:

              Va bene Peucezio, ma… perché?

            • Peucezio says:

              E che ne so? Chiedilo a lui!
              Sarà il suo stile: ognuno ha un suo tipo di espressività.

            • Moi says:

              Be’, un po’mi piace stemperare temi così seriosi … poi c’è anche un certo “Revanchismo” a fronte di gente che magari ha anche lauree o ruoli da intellettuale, ma si dà un tono esprimendosi come fa Checco Zalone per far ridere ! ;)

              … o il Direttore di un Settimanale (in lingua Italiana !) d’attualità importantissimo che tutto fiero di sé pronunzia “i rùmmorz’ della polidiga sono inascettabbbili !” ;)

  13. Moi says:

    Etologia Marxista ;)

    Anche le bestie si combattono le une le altre, tra specie diverse e all’interno della stessa specie per la Proprietà Privata che “chiamano” ;) con il nome di “Territorio” e, in diversa misura, modificano l’ ambiente circostante per adattarvisi … però, va detto, nessun animale ha mai provocato sconvolgimenti all’ ecosistema paragonabili a quelli dell’ azione umana.

    • Moi says:

      l’unica altra specie che pare pratichi la guerra sistematica (!) contro i propri simili, dovrebbe essere la formica, che peraltro pratica anche l’ allevamento (!) di altre specie … tipo certi afidi, a mo’ di vacche da “mungere” per una sostanza zuccherina.

  14. Moi says:

    Etologia Boldriniana ;) :

    ci vuole subito una legge contro il sessismo delle lotte furibonde fra giovani maschi; non tanto perché si massacrano fra di loro, che tanto sono maschi e chissenefrega ;) … quanto perché considerano le femmine meri oggetti di piacere sessuale e per garantirsi una discendenza di cui non curarsi !

    … Accidenti : vale per le bestie come per i tamarri, questa !

    ;)

  15. Moi says:

    Human fingers can flex and rotate towards the center of the palm to touch the thumb. Primate fingers are not as mobile.

    http://sciencing.com/human-vs-primate-hands-6137415.html

    • Moi says:

      la mano scimmiesca è praticamente uguale a parte l’opponibilità del pollice
      [autocit.] + “di prestazione inferiore” … dài là, régaz’ !

  16. Moi says:

    Come già avete detto : be’, l’animale che si può morire ammazzati certamente lo sa … altrimenti non fuggirebbe/combatterebbe/si mimetizzerebbe davanti a pericoli e predatori … che si morirà in tarda età, boh, dovrebbe vedere che all’ interno del branco i più anziani ed “esperti” a un certo punto “cessano di funzionare”. ;)

    Ma … quanto se ne cura, SE se ne cura ? Cambierà senz’altro da specie a specie.

    Mia ipotesi, l’animale si preoccupa solo (!) della morte violenta … NON di quella naturale. Però NON posso dimostrare alcunché ! ;)

  17. Moi says:

    Magari un animale potrà “rattristarsi” della morte di un “amico” del branco, per violenza, o malattia o “di vecchiaia”. Ma alla propria, ci penserà mai ? … In che termini ?

  18. Moi says:

    comunque, dicevo, ammiro il coraggio (oltre alla dedizione, alla scienza e tutto il resto) di chi insegna e comunica con ‘sti scimmioni (“éips” ;) …) nel linguaggio dei sordomuti: sono gente di scienza, li vedi pure che si abbracciano con un gorilla (!) e sanno meglio di me che per la forza mostruosa di ‘ste bestie la loro schiena è robusta come un grissino ;) … tanto per dirne una.

    • Moi says:

      Inoltre: tempo fa ho visto anche un filmato a dir poco impressionante in cui c’era una scienziata-etologa orribilmente sfigurata da uno scimpanzé che le aveva semplicemente stretto il viso con le dita (neanche l’intera mano, sennò era capace di frantumarle il cranio !) … eppure, non serbava alcun rancore nei confronti del suddetto animale !

  19. Moi says:

    Ah … già: in teoria c’era, che io sappia, il distinguo non oppositivo ma distintivo appunto tra “Eguaglianza” (valore giuridico) e “Uguaglianza” (valore diciamo “antropologico” …)

    • Moi says:

      … poi va be’, il relativismo c’era già ai tempi di Montesquieu: da qualche parte ;) scrisse di proprio pugno che le capre del Mediterraneo avevano papille gustative più sviluppate delle capre delle Alpi; di conseguenza, era “normale” che a Marsiglia la gente fosse più passionale che a Parigi; e il Diritto doveva tenerne conto.

      • Moi says:

        Va be’, Paese Freddo temperamento umano freddo, Paese Caldo temperamento umano caldo. Più o meno il senso era quello. Ricordo bene ‘sta roba delle lingue di capra sottoposte a lenti d’ingrandimento come strumento di giurisprudenza !

      • Moi says:

        lo so che a Parigi le Alpi non ci sono, eh … però
        Chamonix non contava e non conta un cazzo rispetto a Marsiglia !

  20. Moi says:

    @ LISA

    il “gibbone” è “ape” ma non “great ape” … giusto ?

  21. Moi says:

    @ PINO

    Sì, penso che tu abbia ragione: s’ inizia con “Voi Italiani” e si finisce con “Voi Umani” ! ;)

  22. Moi says:

    @ MIGUEL

    Tu NON sai l’ Ebraico, giusto ? Perché secondo il Biglinesimo ;) il testo V.O. Masoretico non usa un equivalente di “creare”, cioè “fare dal nulla” … ma un “barà” che mi pare simile al nostrano ;) concetto di “fare dei gran ciappini” ;) all’ ambiente pianeta come alle specie ivi trovate.

    Insomma, più o meno ;) questo :

    https://www.youtube.com/watch?v=0SAT4b7IAA4

    • Moi says:

      Già … attenzione spoiler ;) sovrastante !

    • PinoMamet says:

      Mmm “barà” a quel poco che so dovrebbe essere “creò dal nulla” (i cieli e la terra), mentre “yatzar” dovrebbe essere “ciappinò” (l’uomo)…
      se ricordo bene!!

      • Moi says:

        … e “asà” ?

        • Moi says:

          insomma, con diversi livelli d’intensità nessuno dei tre verbi suddetti significherebbe “non c’ è nulla e dal nulla cavo fuori qualcosa” … cmq mi limito a citare un Personaggione ;) , tal Mauro Biglino, che traduceva dall’ Ebraico per le Edizioni Paoline … poi si sarebbe espressamente stufato di raggirare la gente ;) con le fòle ordinate dal Vaticano !

        • PinoMamet says:

          Mmm c’è ance “asà”, è vero…
          boh, è il vero “fare” (la-asòt) che si usa normalmente, non saprei dire la differenza con gli altri due… (ce l’ho da qualche parte negli appunti)

      • Moi says:

        “ciappinò” o “ciappinarono” ?

  23. Moi says:

    ANCORA SPOILER ;)

    Ci sono anche varie teorie su Gesù Ibrido InterPlanetario, o che Allah dell’ Islam sia sempre Yaweh* tornato alla carica alla Conquista del Mondo … o un altro Annunaki Emulo di Yaweh (ucciso forse a Babilonia), tipo Kylo Ren con Darth Vader ! ;)

    In ogni caso, le donne Semitiche porterebbero il velo in testa perché i “Malachim” (“Angeli” …) in realtà erano tipacci (spesso sicarii) violentissimi dallo stupro facile, che andavano in fregola subito con il capello femminile umano.

    ————-
    *

    Yaweh … uno “Sbarbo” ;) in anni biologici Annunaki, ma violentissimo, guerrafondaio e irascibile come nessun altro; frustrato e risentito del fatto che Re Elyon da Nibiru gli avesse assegnato, fra i tanti Elohim, un “postaccio” ! Yaweh, quindi, ben presto divenne temuto addirittura dagli altri Elohim ancor più che dagli Umani stessi !

  24. mirkhond says:

    Tutta roba già letta e sentita da Peter Kolosimo e Valentino Compassi. :)

    • Moi says:

      Nah … ‘sto Valentino Compassi è introvabile … dovrebbe essere uno che dà una visione “d’insieme” in giro per il mondo, no ?

      Cmq la novità di Mauro Biglino è aver preso di mira la Bibbia Masoretica … mentre i “Pagani”, va be': possono dire qualunque roba,tanto son tutte cazzate fantasiose di adoratori di statuette !

  25. Moi says:

    un’altra parola mooolto controversa, un vero vespaio sarebbe pure “olàm” … che NON significherebbe “eternità” !

  26. Moi says:

    @ LISA

    Be’, cmq gli isterismi degli AnimalarVegani non sono secondi a nessuno … vero: non smitragliano gente sottocasa, ma come “Keyboard Warriors”;) sono violentissimi, ti ricordi che “fatw’e biliose” VS una certa Caterina Simonsen ?!

  27. Moi says:

    Invece io pur amando sgranocchiare carote “alla Bugs Bunny” :) non riesco a bere il succo di carota /ACE o robazze affini … mi dà vomito !

  28. Moi says:

    Anche i delfini e gli elefanti sono bestie intelligentissime, però non sono studiatissime … scusate, era di qua.

  29. Moi says:

    Anni e anni fa, il doppiaggio Italiano di una serie di film sul Dottor Doolittle aveva dato loquele regionali caricaturali agli animali … la critica bollò la cosa come “terzomondista” [sic]. Io invece apprezzai e apprezzo.

    Trovai la polemica inutile … oggi la trovo utilissima, invece. ;)

    Perché conosco le alternative: il Black Washing ch’è Inclusiveness, il White Washing ch’è Racism, il Pink Washing, il Purple Washing, il Rainbow Washing, la Cultural Appropriation … e altre “Pugnette SovraStrutturali Velleitarie PiccoloBorghesi”,come si sarebbe detto da “Sinistrerrima” ;) finché c’era la Madre Patria URSS ! ;)

  30. Moi says:

    Comunque a ripensarci,quando HaShem appare sotto forma di scugnizzo ;) a Mosè nel film Exodus del 2014 … fa tutt’un altro effetto ! ;)

  31. Moi says:

    God (un cinno spaziale ;) ribelle ?!) Talks To Moses (Exodus 2014)

    https://www.youtube.com/watch?v=ueBrtHPdypU

    https://www.youtube.com/watch?v=UD0od-kEClg

    PS

    si noti l’incessante belato anche di notte di tutta (!) la Hollywood “Antica Ebraica” ! ;)

  32. ruttone says:

    “gli amici a quattro zampe” è come dire “gli amici a pecorina”
    bello come questa espressione si sia insinuata in ambienti e discussioni apparentemente immacolati, tipo nelle trasmissioni per bambini degli anni ’90
    Cybernanny

  33. Moi says:

    chinotto, bici a scatto fisso … be': una vecchia vignetta del Bobo di Sergio Staino, disegnata prima di tradire sé stesso e in preda al furore dell’ autocritica di sx, diceva che un “Intellettuale” è una persona con gli stessi gusti delle “masse”.

    … Solo che ce li ha con almeno 20 anni di ritardo ! ;)

  34. Per Moi

    Progressista “Ally” bianca (e parecchio str…) incontra Angry Queer Black Girl (ancora più str…) che la fa fuori in due mosse:

    https://mystudentvoices.com/beware-of-wolves-in-sheeps-clothing-the-tale-of-a-progressive-professor-who-forgot-to-hide-her-7efe21b1fc5d

    • Francesco says:

      Ehi ehi ehi ehi ehi ehi

      cosa è questo romanocentrismo? ancora a usare barbaric con sottintesi negativi e razzisti? adesso parto con una bella protesta! e vi faccio vedere io!

      :D

    • Z. says:

      Miguel,

      da vecchio togliattiano io nel link ho letto soprattutto un’altra storia.

      Ho letto di un’insegnante – una docente universitaria che tiene corsi validi per ottenere il MD, se ho messo assieme bene i pezzi della storia – dalla preparazione mediocre, smentita da una studentessa che è riuscita a sembrare più competente di lei, e molto risentita verso quest’ultima.

      Ho letto anche di una studentessa ansiosa di mettere in mostra la propria competenza, le proprie capacità, in un mondo dove ti insegnano che devi uccidere il prima possibile per non essere ucciso.

      Tutto il resto – razzismo, antirazzismo, anti-antirazzismo e accuse assortite – mi sembrano solo la veste esteriore, il costume che le nostre eroine hanno indossato, o tentato di indossare.

      Ma appunto, sono un rottame del Novecento, e forse mi sbaglio.

      • PinoMamet says:

        Io ho letto un’altra cosa ancora:

        c’è una studentessa desiderosa di mettersi in mostra che litiga sulla pagina facebook pubblica di una docente universitaria sistematicamente rifiutando (non si sa bene perché) di leggere i titoli suggeriti dalla docente stessa, e attribuendo invece alla docente medesima sentimenti razzisti sulla semplice motivazione del disaccordo su un dato storico
        (la maggioranza delle famiglie di schiavi degli Stati Uniti del Sud era guidate da uno, o da due genitori?).

        La studentessa medesima si mostra anche orgogliosa di aver distrutto la carriera della docente.

        • Z. says:

          Questa lettura, peraltro obiettiva e inoppugnabile, credo che sia tutto sommato vicina a quella di Miguel.

          Comunque la si veda è una vicenda sgradevole, che solo vent’anni fa, forse, era difficilmente pensabile.

          • ruttone says:

            Grazie a tutti di avermelo letto e interpretato perché sarà mio analfabetismo funzionale ma questo tipo di letteratura fatta a paragrafi, con titoletto, e con quella spocchia che dovrebbe costruire pathos e suspence mi annoia dopo il primo paragrafo.

            comunque posso pensare, molto vilmente, che finché s’ammazzano a vicenda per me va tutto bene. in fondo è come se parlassimo di due camorristi che si tendono un agguato.

            • ruttone says:

              Madonna ciascun articolo su quel sito è soporifero e parla in maniera approssimativa e farraginosa di cose che riguardano l’esperienza soggettiva, elevate a teoria.
              qua stiamo proprio entrando a gamba tesa nel medioevo futuro.

              pensa quando nel 3488 A.D. esumeranno quel muro in zona Tiburtina dove troneggerà, a ricordare un’epoca violenta del passato: “SQUADRA DE NEGRI” quale sarà la reazione dell’espert@ di archeologia queer di Yale

            • ruttone says:

              medioevo futuro

              vabbeh che avrei detto lo stesso 40-50 anni fa leggendo roba comunista

            • PinoMamet says:

              “pensa quando nel 3488 A.D. esumeranno quel muro in zona Tiburtina dove troneggerà, a ricordare un’epoca violenta del passato: “SQUADRA DE NEGRI” quale sarà la reazione dell’espert@ di archeologia queer di Yale”

              L’esperta queer dirà che si tratta del segno evidente che nell’antica (cioè attuale) Roma i negri erano privati di diritti su base razziale e destinati a far parte di squadre di rematori;

              mentre la sua professoressa dirà che si tratta di una prova del tifo romanista verso i propri beniamini di colore ;)

            • Roberto says:

              “mi annoia dopo il primo paragrafo.”

              Grazie di averlo detto, credevo di essere solo

  35. Moi says:

    Ma non sono un po’ Specisti ;) Antropocentrici, ‘sti etologi che insegnano il linguaggio da sordomuti umani ?! … Perché non imparano loro gli “uh uh uh uhuh oh ohoh ohoh kyaaaahhkyahhhkyaahh uuuaaaahhh ” ;) tipo Adriano Celentano in Bingo Bongo ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=QnDg55h2-uc

  36. Moi says:

    @ PINO

    Fratello Superman ;)

    http://www.youtube.com/watch?v=JLhVkxCXr2s

    Kal-El … Figlio di Jor-El … “El” !

    rif.

    Jerry Siegel & Joe Shuster … Ebrei Americani.

  37. Moi says:

    @ PINO

    Anche “Kavod” e “Ruach” sarebbero parole semanticamente molto diverse dai significati “Preteschi” ;) di “Gloria” e “Spirito” …

    • Moi says:

      Anche per quanto concerne la celeberrima scena dei Nazisti Vs Indiana Jones, liquefatti quando aprono l’ Arca dell’ Alleanza … c’è qualche madrelingua Inglese (quindi gente che ha molta più dimestichezza di “Noi” :) … con il Testo Biblico) che commenta semplicemente copincollando Zacaria 14; 12 dalla Bibbia, che si direbbe la vera sceneggiatura , il vero “script”, della scena.

      • Moi says:

        … insomma, l’arca era un’ arma devastante ?

        E che dire della “trovata” Biglinica :) di leggere di che fine fecero Sodoma e Gomorra (che volevano cambiare Alleanza) sostituendole nel testo con Hiroshima e Nagasaki onde vedere “se si adatta bene” come descrizione degli effetti di un Fall Out Radioattivo dopo una Battaglia con Armi Nucleari ?

    • PinoMamet says:

      Kavod in ebraico comune vuol dire proprio gloria, onore, ed è anche il modo comunque per fare i complimenti (“kol ha-kavòd”), mentre ruach indica proprio spirito o soffio (anche di vento).

      Naturalmente sappiamo benissimo che erano due armi di distruzioni aliene ma non lo diciamo ai goyim ;)

  38. Moi says:

    Ripeto quel che penso della (suesposta da voi …) Rivelazione Coranica :

    prendiamo pure “per buono tutto” ! Maometto avrà pure ricevuto un Nuovo Messaggio “a sé stante”, ma i riferimenti precisi allusivi ad Ebrei e Cristiani sarebbero stati privi di ogni senso comprensibile e compiuto senza che il Profeta li conoscesse già, in qualunque modo possa averli pre-conosciuti !

    NON è che gli vien detto dall’ Arcangelo (chiunque o qualunque essere fosse !) qualcosa di tipo:

    “Bene, devi sapere che esistono nel luogo X comunità di persone chiamate Ebrei che bla-bla-bla e altre nel luogo Y chiamate Cristiani che bla-bla-bla … “

  39. Moi says:

    Kavod,manchi tu nel Ruach ;)
    Kavod, Sinagoga ;) di Campagna
    Kavod, Acqua del Deserto ;)

    —————————-

  40. Moi says:

    … perché _ sempre relata refero, eh … fra l’altro il Personaggione dice di confrontarsi con i Rabbini, specie di Madrelingua … magari un giorno te lo ritrovi in sinagoga ;) _ la “sfida” è :

    leggere il Libro di Ezechiele in versione “pretesca” … delirio totale !

    sostituire “gloria” e “spirito” ripristinando “kavod” e ” ruach” …”kavod” è un robo enorme parecchio rumoroso che sta sospeso in aria sopra al povero Ezechiele, poi a un certo punto sale risucchiandolo su mediante un “ruach” … bon. Desumere i significati dal contesto. In fondo,il Biglinesimo ;) è solo questo.

  41. Moi says:

    @ Ruttone

    un altro Reperto Storico :) : un Antico (cioè Odierno) Liberto AfroDiscendente commetteva reato di Lenocinio ! … O forse esercitava libera Prostituzione Maschile ?

    ;)

    https://img.tuttoandroid.net/wp-content/uploads/2016/02/Scopa-dal-negro-e1455636877567.jpg

  42. Moi says:

    … Animalismo AntiBoldrinista !

    http://www.ildolomiti.it/blog/carmine-ragozzino/ratti-scovare-le-mine-antiuomo-vergognoso-mandiamoci-la-boldrini-quando-il

    “Ratti, per scovare le mine antiuomo? Vergognoso, mandiamoci la Boldrini” quando il comico sbaglia (clamorosamente) la battuta.

  43. ruttone says:

    @moi

    tu che mi sa che sei di quelle opinioni,

    mi puoi spiegare perché gran parte degli italiani ce l’ha così a morte con la boldrini?

    Io me la spiego così: chi la critica in maniera così insistente vorrebbe scoparsela, per le seguenti ragioni:
    1) È donna (questo la accomuna a Rosy Bindi e Kyenge)
    2) Ha una posizione di potere che ricorda quella di madre o insegnante
    3) Gran parte degli italiani vorrebbe scoparsi la propria madre (statistiche di youporn: https://www.youporn.com/world/youporn-italy/)
    4) Gli italiani sono spesso attratti dalle questioni dove possono esprimere il loro astio verso i loro simili e pensarsi vittime di complotti o ingiustizie

    Se è vera l’equivalenza boldrini = mamma = insegnante, a peggiorare il profilo sadomasovoyeuristico c’è l’immagine, riproposta a più riprese almeno da un lustro ormai, della sventurata violentata da aitanti giovanotti africani (provvisti di telefonino e paghetta settimanale che ammonta a 35€, circa 70.000 lire)

    Sono quasi 10 anni che 40 e 50enni rompono il cazzo con questi argomenti sui social media, mi chiedo chi sarà il prossimo capro espiatorio

    A me non fa più rabbia di tanti altri personaggi, non capisco perché a lei sia riservata tanta acredine (visto che poi la sua influenza pratica è NULLA)

    • PinoMamet says:

      Accordo totale con l’analisi di Ruttone!

      La sovrapposizione dell’immagine della Boldrini con quella dell’insegnante è assoluta e molto evidente (“con quel fare da maestrina…”).

      Le si rimproverano le stesse cose che si dicevano dell’insegnante antipatica (“mi ha messo 4, e non sa neanche parlare italiano!”) e le si augurano le stesse cose che le auguravano i più truci della classe (“se la scopassero dieci camionisti, anzi no, che poi le piace! te le dico io, per quella ci vuole un po’ di cazzo, poi si calma!”)

    • Roberto says:

      Leggo solo ora.
      Ok ma perché la boldrini e non la boschi che è pure più caruccia?

      • izzaldin says:

        perché la Boldrini viene percepita come “amica degli extracomunitari”.
        all’analisi di ruttone che condivido aggiungerei il fatto di essare ricca e di sinistra quindi radical chic, una delle aproel preferite dalla destra.
        La cosa interessante è che ha sostituito da un giorno all’altro la Kyenge come bersaglio di odio. Il giorno dopo che la Kyenge ha smesso di essere insultata, le stesse persone hanno cominciato a prendersela con la Boldrini.
        Che poi la cosa divertente è che ormai qualsiasi cosa brutta che succede nel mondo, subito la gente dice “avete visto? ora la Boldrini deve stare zitta!” come se tutte le sventure di questo mondo fossero opera sua.

        • Moi says:

          “APROEL” ?!

          No, analisi scazzata ;) … c’è gente Vs la Boldrini ora ma NON Vs la Kyenge allora, e tanta !

    • Peucezio says:

      Pino e tutti,
      “1) È donna (questo la accomuna a Rosy Bindi e Kyenge)
      2) Ha una posizione di potere che ricorda quella di madre o insegnante
      3) Gran parte degli italiani vorrebbe scoparsi la propria madre (statistiche di youporn: https://www.youporn.com/world/youporn-italy/)
      4) Gli italiani sono spesso attratti dalle questioni dove possono esprimere il loro astio verso i loro simili e pensarsi vittime di complotti o ingiustizie”

      Complicate enormemente le cose semplici.
      E’ l’incarnazione del politicamente corretto filo-immigrati e al tempo stesso è presidente della Camera, quindi ha un ruolo importante e fa continue dichiarazioni che vengono riprese in tv e dai giornali.
      Quindi sta sulle palle a tutti quelli di destra.

      Se la Meloni o la Santanchè fosse presidenti della Camera, attirerebbero le stesse reazioni da sinistra, tipo Berlusconi nei tempi d’oro, con in più, come per la Boldrini, una malcelata misoginia, che a qualche livello c’è anche negli uomini di sinistra.

    • Moi says:

      il potere d’acquisto di 35 neuri (singolare “u neuro” ;) …) oggi Vs di 70 sacchi a Fine Novecento NON è paragonabile … lo sa benissimo anca al Vèc’ Democristianâz’ ed l’ IRI !

      https://www.youtube.com/watch?v=WGDw2_jseTE

  44. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=kHiUBOPkPGc

    Cruciani:

    “Chi mette al centro della propria vita un animale ha problemi col mondo che lo circonda”

  45. Moi says:

    Atra Ipocrisia registrata della Boldrini: perché NON ha salvato delle agnelline [sic] da adottare ANCHE quando le macellano “gli Slammici” ?! ;)

    https://voxnews.info/2017/09/03/boldrini-tace-sulla-mattanza-islamica-di-animali-in-italia/

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