Profughi extracomunitari

Passa da noi un signore, che si sta trasferendo da New York in Oltrarno e offre anche di darci una mano.

Lo accompagna il figlio, circa tredicenne.

Il babbo gli chiede, in inglese, “vuoi giocare a calcio?”

“No”.

“Magari poi potrai dare una mano a fare l’orto”.

“Vedremo”.

“Adesso cosa vuoi fare?”

“Voglio andare a casa e fare un video”, risponde il ragazzo.

“Fai dei video? Come mai?” intervengo io.

Il ragazzo risponde:

“per i soldi. Quando hai 10.000 like su Youtube poi ti danno un cent su ogni clic per la pubblicità”.

Il babbo interviene, “ma dai, non esistono solo i soldi!”

“Vero. Lo faccio anche per la fama”.

Il babbo mi guarda: “adesso capisci perché siamo scappati dagli Stati Uniti?”

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47 Responses to Profughi extracomunitari

  1. rossana says:

    Per un corso di rieducazione intensiva in Oltrarno? Potrebbe aver scelto il posto giusto, a patto che vieti a figlio di fare dell’Oltrarno il soggetto dei suoi video da tanti click su youtube.
    Il tempo dirà chi fra padre e figlio avranno avuto miglior fortuna dal trasferimento…

  2. Guenonista says:

    Due immigrati americani nella Corea del Nord, perfettamente integrati:

    https://www.youtube.com/watch?time_continue=60&v=tPD83i9wMOM

    Ted e James Dresnok.

    Integrazione è possibile!

  3. Roberto says:

    Povero illuso, come se quei tredicenni non esistessero pure in Italia…

    • Moi says:

      … Esatto !

      • Moi says:

        Però magari in Oltrarno è più difficile “caderci” (parallelismo con la droga …) che a Milano !

    • Francesco says:

      immagino esistano in tutte le nazioni del mondo, tranne la Corea del Nord dove sanno come proteggere i giovani da certi rischi

      mi incuriosisce di più saperne la percentuale sul totale dei tredicenni – che poi è l’età del massimo conformismo, poveri piccoli – e la distribuzione per classi sociali

      ciao

  4. Esistono anticoncezionali di provata efficacia.
    Negli ultimi anni è una considerazione che esprimo anche ad alta voce e non sempre nei momenti più opportuni.

    • Moi says:

      Insomma, a Tutto Kalergi per la Palingenesi della Penisola Stivaliforme CentroMediterranea debellandone la Popolazione Spaghettofaga Autoctona ?

      • RM: …Con lo scappellamento a destrosinistra nel pentolone?
        Giovannone: …’Unn’ ho capit’ un cazzo!
        RM: Grazie; è l’informazione che volevo.

        Lo so che non c’entra, ma c’entra.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Moi deve aver avuto qualche trauma con gli anticoncezionali visto che ogni volta che li si nomina se ne esce con la storia del genocidio.

    • Z. says:

      INSCO,

      — Esistono anticoncezionali di provata efficacia. —

      E’ quello che penso anch’io, specie quando sento persone che usano i figli come scudi umani, roba che manco Saddam.

      Però non lo applicherei a questo caso. Dopotutto il signore non poteva immaginare il mondo di oggi, al momento in cui il giovinotto è stato concepito. Nessuno di noi avrebbe potuto. Per fortuna.

    • Francesco says:

      contro i tredicenni???

  5. OT

    Mi stavo divertendo con lo straordinario meccanismo dello scaricabarile:

    http://www.repubblica.it/cronaca/2017/08/26/news/svolta_del_viminale_stop_agli_sgomberi_se_non_ci_sono_le_case-17388167

    Dunque:

    1) Sempre che ce la facciano a uscire vivi dalla Libia e dal mare, persone che non hanno alcun diritto all’asilo possono venire in Italia a chiedere l’asilo

    2) Dopo un lunghissimo periodo di tempo, le loro richieste, come è ovvio, vengono respinte

    3) Non è però possibile rimandarli a casa, salvo mandare in bancarotta lo Stato e impiegare tutte le forze dell’ordine del paese in questo esclusivo e ingrato compito

    4) Perciò possono vivacchiare in condizioni di semilegalità, dove – visti anche i canoni inavvicinabili per gli affitti – finiscono per occupare alcune delle innumerevoli proprietà che vari camorristi e speculatori lasciano sfitti

    5) Essendo la proprietà sacra, i tribunali devono restituire la proprietà occupata ai “legittimi proprietari” (sempre che non siano finiti in galera nel frattempo perché camorristi)

    6) Per farlo, deve intervenire la Forza Pubblica, che ovviamente non può fare obiezione di coscienza pena il licenziamento

    7) Per buttare fuori gente che non ha alcuna intenzione di venire buttata fuori, un certo grado di violenza è inevitabile

    8) Per questa violenza, la Forza Pubblica viene quindi messa alla gogna mediatica

    9) Inoltre, si ricorda alla Forza Pubblica che a) DEVE eseguire immediatamente le decisioni dei tribunali (i quali DEVONO difendere la proprietà privata) e b) NON DEVE sfrattare nessuno finché non trova un’adeguata sistemazione abitativa

    10) L’adeguata sistemazione abitativa (che in Italia è come dire, inventare l’albero della cuccagna) è compito, secondo il Comune, della Regione; e secondo la Regione, è del Comune; e comunque non ci sono i soldi, né da una parte né dall’altra.

    Ringrazio il Signore che finora mi ha sempre risparmiato dal ricoprire incarichi pubblici o avere funzioni ufficiali.

    • PinoMamet says:

      OMDAMMone

    • Z. says:

      Che io sappia spetta proprio al comune, e c’era pure stato lo stanziamento durante la reggenza prefettizia.

      Infatti secondo il FQ la colpa di tutto quanto è del sindaco di un comune del reatino che ha effettivamente rifiutato di accollarsi gli eritrei.

      Comunque, senti questa: in un processo ci sono:

      – un PM, che accusa l’imputato,
      – un difensore d’ufficio, nominato dalla polizia che però prima ha arrestato l’imputato, che lo difende;
      – un giudice, che è per legge terzo e se per caso ha seguito l’indagine non può fare il giudice;
      – una corte d’appello che a volte dà torto al giudice di prime cure;
      – la Cassazione che, alle volte, cassa tutto!

      Perché non si danno tutti ragione l’un l’altro? In fondo sempre Stato è!

      :D

      • Per Z

        “Perché non si danno tutti ragione l’un l’altro? In fondo sempre Stato è”

        Io la vedo diversamente.

        QUello che mi colpisce è quando lo Stato ti punisce qualunque cosa tu faccia.

        Ad esempio:

        – in una scuola ci sono dieci classi e il provveditorato assegna 250 studenti alla scuola.

        – questo vuol dire che alcune classi per forza avranno un numero di alunni superiore al limite legale

        – in caso di problemi, sarà legalmente responsabile l’insegnante che quel giorno ha ammesso in aula un numero di alunni superiore alla soglia permessa

        – l’insegnante quindi scrive un foglio in cui dice di essere stato obbligato per ordine del preside ad accogliere il numero in eccesso di alunni, e lo fa protocollare (ed entra così nel libro nero del Preside)

        – in questo modo, se succede qualcosa è incastrato il preside, il quale però può tirare fuori proprio il foglietto per dimostrare che l’insegnante era perfettamente al corrente dell’illegalità e non ha fatto nulla per impedirlo

        A questo punto, qualcuno mi dirà, “e perché il preside ha accettato 250 alunni?” Non conosco la risposta, ma sono sicuro che ci sarà un altro comma 22 che lo incastra a obbedire; e che alla fine, c’è ancora un altro problema (tipo, “tutti hanno il diritto di andare a scuola”, “lo Stato non ha i soldi per mandare tutti a scuola”).

        E’ questo meccanismo che volevo evidenziare, non il fatto che esista nel sistema giudiziario la possibilità di arrivare a conclusioni diverse.

        • Roberto says:

          Per ignoranza mia, mi sfugge di cosa possa essere “legalmente responsabile” l’insegnante che ammette in classe il numero di alunni assegnati alla classe e quale sono le cose gueuze di questa responsabilità. Puoi approfondire?

          • PinoMamet says:

            Mah, ai miei tempi da studente no, mai fatta una;

            ma adesso sono obbligatorie le esercitazioni di evacuazione per terremoto o altre calamità, i banchi devono essere in teoria disposti in un ordine preciso (i testa quadra lo prendono al-la let-te-ra) e dopo ogni esercitazioni si deve fare l’appello degli alunni presenti, su elenco cartaceo;

            visto che l’ordine dei banchi è dato appunto dal non dover ostacolare le operazioni di evacuazione o di soccorso, è facilissimo pensare allo studente che sta male e l’ambulanza arriva un minuto tardi/rimane dieci secondi di troppo nell’edificio durante un terremoto…

            e la colpa di chi sarà? dell’insegnante che non ha urlato abbastanza, ad ogni benedetto cambio di ora, di lasciare i banchi nella disposizione segnata in segreteria, e non mettersi vicino all’amico o più vicino alla finestra o tutti spostati per il compito in classe…

            • Z. says:

              Ma abbiamo una casistica concreta? perché altrimenti tutte le congetture sono legittime…

        • Z. says:

          Miguel,

          abbiamo delle cassazioni su presidi e/o insegnanti condannati? o almeno qualche tribunale di merito?

          • Per Z

            “Miguel,

            abbiamo delle cassazioni su presidi e/o insegnanti condannati? o almeno qualche tribunale di merito?”

            Io no, non possiedo cassazioni :-)

            Conosco invece da molto vicino qualche insegnante, che – come tutti quelli della sua categoria – si pone ogni giorno problemi concreti di questo tipo.

            1) L’insegnante deve obbedire agli ordini di servizio dei presidi

            2) Se l’ordine di servizio dei presidi è irregolare (e praticamente tutta la scuola italiana vive in una situazione di irregolarità per quanto riguarda l’affollamento e la sicurezza), può far protocollare un’obiezione, ma intanto deve obbedire

            3) Questo è il problema che gli insegnanti si pongono adesso, prima del processo. Poi dall’eventuale processo, dopo che tutti saranno stati indagati, tutti avranno passato anni in attesa della condanna e tutti avranno sborsato soldi per gli avvocati, vedremo se i presidi o gli insegnanti finiranno per risarcire le eventuali vittime.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Io no, non possiedo cassazioni —

              Malissimo. Dove vai se la cassazione non cellài? :D

              — Questo è il problema che gli insegnanti si pongono adesso, prima del processo. —

              Ho capito, ma ce l’abbiamo almeno un precedente di cui discutere? perché altrimenti è tutta teoria…

            • Per Z

              “Ho capito, ma ce l’abbiamo almeno un precedente di cui discutere? perché altrimenti è tutta teoria…”

              Capisco la tua obiezione.

              Se qualche Insegnante Kelebekiano più informato di me vorrà rispondere, bene.

              Il problema è che questi dubbi paralizzano realmente non tanto la scuola (che conosco poco), quanto l’amministrazione comunale (che conosco fin troppo bene).

            • Roberto says:

              Miguel,
              Perdonami ma se non mettiamo un po’ di carne al fuoco rispondendo a Z e magari a me (nel tuo esempio, di cosa sono responsabili gli insegnanti?) stiamo parlando di aria fritta e di paure legittime finché vuoi ma un po’ campate in aria.
              Non ho proprio idea di cosa rischi concretamente un insegnante che accetta in classe il numero di allievi previsti dalla classe. Non ho idea se sia mai successo che un insegnante sia stato condannato o ritenuto personalmente responsabile per questa cosa.
              Mi sembra di parlare con mio figlio che non vuole entrare in acqua perché ha paura del calamaro gigante (che però esiste anche se non nel mar Egeo….)

            • Roberto says:

              A pensarci bene, questa cosa di “protocollare il dissenso” mi sembra una tipica tattica da sindacati. Ogni tanto pure a me arrivano letterine così “se vi chiedono di fare sta cosa è irregolare e scrivete al vostro superiore per chiedere conferma dell’ordine”. Ottime per accendere il BBQ*

              *scherzo ovviamente, mai carta con inchiostro nel BBQ

            • Z. says:

              Miguel,

              “intendo precisare”, come si dice, che la mia non è una obiezione. Sto cercando di capire se questa damnaziofobia trova giustificazioni concrete!

        • Z. says:

          Ci sono, comunque, circostanze in cui qualsiasi cosa fai rischi una sberla. Immagino sia un fenomeno che esista da sempre, in qualsiasi società in cui c’è più di un livello di governo.

          So di un caso in cui è capitato, molti anni fa, che il Comune lottizzasse della terra con obbligo di edificare, solo che edificare era vietato da leggi dello Stato. Così nessuno dei proprietari ha edificato e tutti sono stati sanzionati dal Comune, e hanno pagato; immagino che avrebbero potuto impugnare il provvedimento, ma era un’Italia meno litigiosa.

          • Peucezio says:

            Ma no, Z., è che l’Italia è un paese kafkiano, in cui si sovrappongono mille livelli, mille leggi contraddittoria e tutto è immensamente più complicato del necessario.

            • Z. says:

              Tu che opinione ti sei fatto al riguardo? sulle cause di tutto questo, intendo…

            • Per Peucezio

              “Ma no, Z., è che l’Italia è un paese kafkiano, in cui si sovrappongono mille livelli, mille leggi contraddittoria e tutto è immensamente più complicato del necessario.”

              Ma credo che il punto fondamentale sia, che tutti vivono nel terrore degli avvocati :-)

              Alla fine, qualunque situazione di paralisi che trovi, è sempre lì il problema: “non posso, perché se qualcuno facesse una denuncia…”

              Un esempio splendido, appena raccontatomi: famiglia di ragazzo bocciato a scuola, che fa ricorso (e addirittura denuncia ai carabinieri) perché durante le verifiche scritte, c’erano dei lavori in corso nel cortile della scuola (per la messa in sicurezza, tanto per cambiare), e quindi il ragazzo si distraeva a causa del rumore.

              Non voglio mettere in dubbio la versione dei genitori, è che qualunque impiegato statale oggi vive oggi pensando (a) a fare il proprio lavoro e (b) alla possibilità di finire messo alla gogna dai media, a pagare somme che non possiede per il resto della vita o comunque, anche se ne esce vivo e vittorioso, a spese folli per avvocati.

              Motivo per cui l’impiegato statale, anche quello migliore, gira con addosso un enorme guscio di tartaruga tutto ricoperto di nastro bianco e rosso, per dire che NON SI PUO’ E SE TU LO FAI IO NON C’ENTRO.

              Al che diventa molto facile per il primo oppositore di turno sbraitare a proposito della sua viltà, incompetenza e probabilmente anche complicità.

            • PinoMamet says:

              Esami di maturità.

              Il presidente della commissione d’esame, oltre a numero imprecisato di verbali da smazzare con il segretario designato, ha la responsabilità di custodire i locali in cui si svolgono le prove d’esame e le prove d’esame medesime; gli vengono consegnate fisicamente le chiavi e dovrebbe (qualcuno non lo fa, qualcuno sì) chiudere con sigilli porte e finestre, ogni singolo giorno.
              Perché? chi è che andrà a rubare le prove d’esame svolte dai ragazzi?
              (infatti il problema non consiste nel sapere in anticipo quelle inviate dal Ministero, che avvengono aperte in tempo reale davanti agli studenti).
              Nessuno, ovviamente.

              Ma! se qualcuno, per altri motivi (che so, corna vissute), si intrufolasse nella scuola?
              Bosgnerebbe invalidare gli esami, e rifarli tutti, richiamando la commissione, e qui sta il trucco, a spese del presidente .

            • Z. says:

              Miguel,

              — Ma credo che il punto fondamentale sia, che tutti vivono nel terrore degli avvocati —

              Se è di questo che la gente ha paura, comincio a sospettare che abbia troppi pochi problemi seri di cui occuparsi :D

            • Peucezio says:

              Z. e Miguel,
              mah, non so, gli avvocati ci sono anche nelle altre nazioni e in America sono agguerritissimi, eppure non è così complicato fare qualsiasi cosa.
              Io ho presente proprio la figura del burocrate rompicoglioni italiano (spesso, ahimè, meridionale) che deve eccepire per eccepire.
              La questione è che l’Italia, per storia e tutto, è troppo complessa e quindi tutto si blocca. Si pensi ai conflitti di competenze fra livelli ed enti dello stato. Ed era così anche quando il potere dello stato era molto unilaterale e nessun cittadino si sognava di fare causa, perché si aveva ancora la mentalità da sudditi.
              Oggi ha preso la forma della paura dell’avvocato e della causa, ma è un male antico e non ha bisogno in sé degli avvocati.

            • Roberto says:

              “tutti vivono nel terrore degli avvocati”

              Sia messo a verbale che io non ho paura degli avvocati

            • Z. says:

              Anche perché avvocati più grandi e grossi di te non esistono :D

    • Mauricius Tarvisii says:

      Comunque nel caso di Roma non c’erano richiedenti asilo, ma persone a cui era stata riconosciuta protezione. Se fossero stati richiedenti asilo sarebbero stati destinatari di tutta quella storia dei 35 euro.

    • Roberto says:

      Sul punto 3, non è tanto una questione di soldi ma di difficoltà a rimpatriare persone delle quali non conosci la nazionalità o cittadini di stati con i quali non ci sono accordi di rimpatrio (ti immagini un aereo dell’esercito con 200 ghanéen che atterra in Ghana senza essere autorizzato?)

  6. Moi says:

    … Era solo un po’ di Sceneggiata PreElettorale ?

    ——————————————————————–

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/boldrini-e-minniti-cedono-occupazioni-abusive-1434299.html

    Boldrini e Minniti cedono alle occupazioni abusive

    Il Viminale: stop sgomberi se non c’è un’altra casa.

    La presidente contro gli agenti: “Violenza gratuita”

  7. Moi says:

    Laura Boldrini? Simbolo della sinistra che non lotta contro, ma per il capitale

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/24/laura-boldrini-simbolo-della-sinistra-che-non-lotta-contro-ma-per-il-capitale/3812785/

    di Diego Fusaro [quello vero, non il “bot” …]

    • PinoMamet says:

      Diego Fusaro + Laura Boldrini = mi aspettavo il botto, e invece…

      alla fine non lo trovo neanche malvagio come intervento, fino al punto in cui ho letto io, cioè circa l’inizio (poi non ce l’ho fatta, oh…)
      la definizione di “destra del capitale” e “sinistra del costume” che lavorerebbero insieme mi pare convincente o perlomeno suggestiva…

      • Carlo says:

        Secondo me in Fusaro ci sono spunti interessanti, il suo problema è, come ho già scritto, la confusione totale che opera tra i due concetti di “Stato” e “Nazione”.

        • Z. says:

          Boh, a me quel poco di interessante che tira fuori mi sembra una scopiazzatura (e una riduzione) di Preve, scritta con un linguaggio inutilmente contorto per sembrare originale.

        • Per Carlo

          “Secondo me in Fusaro ci sono spunti interessanti, il suo problema è, come ho già scritto, la confusione totale che opera tra i due concetti di “Stato” e “Nazione”.”

          E’ una riflessione interessante.

          Mi ricordo che ne discutevo con Costanzo Preve, che mi chiedeva il mio parere in merito: era sempre pronto ad ascoltare, ma alla fine era pur sempre un uomo dell’Ottocento.

          Credo che per Costanzo la Nazione di riferimento fosse sempre la Grecia, la sua prima patria. Aveva le idee molto chiare sulla ellenizzazione forzata di un paese in larga parte albano-slava, ma proprio per questo aveva una visione dello Stato molto forte e impersonale.

          Almeno è la mia impressione.

          • Peucezio says:

            Eppure aveva un acume raro nel comprendere i fenomeni della contemporaneità, che è secondo me il maggiore motivo d’interesse della sua produzione, più che i suoi riferimenti filosofici in senso stretto.
            Poi lui non amava tale contemporaneità, forse, come tu dici, perché era un uomo dell’Ottocento: d’altronde per dare contributi critici validi si deve essere appunto critici, quale appunto può essere chi si rifà a un mondo diverso.
            In effetti di me si può dire che sono un uomo del Neolitico.

            • Z. says:

              Te nel Neolitico duravi dieci minuti. Forse undici se pioveva e faticavano a trovarti!

              :P

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