Moriranno tutti

Oltre due anni fa, in tempi assai meno tristi, scrissi qualche riga di riflessioni su quello che chiamano l’Isis.

E conclusi con queste parole:

Moriranno ammazzati quasi tutti, perché le armi alla fine appartengono a chi sa fare meglio di conto. Moriranno giovani, e qualcuno ancora sorridente.”

Un paio di giorni fa, quelli che ancora resistevano dentro l’ultimo vicolo di Mosul, bombardati da cielo e da terra, fecero un video di addio a questa dunya.

Ecco qualche immagine.

A tutti coloro che esultano, perché qualcuno uccide al posto nostro e ci lascia ancora far finta che tutto sia in ordine, ricordiamo le parole di Vernon Lee:

In quel momento entrò Eroismo con le membra da gigante, le guance rosee di fanciulla e gli occhi allegri di bambino.

Vieni qui, ragazzo mio” disse Morte, “tu sei sempre stato obbediente e affezionato al tuo vecchio padre Morte, a cui tieni più di qualsiasi altro Immortale”. Così dicendo, lo Scheletrico Maestro di Ballo diede un buffetto sulle guance infantili di Eroismo, quel giovane splendente come una stella, con occhi che ridevano ma non vedevano, poiché, proprio come suo cugino Amore, è cieco dalla nascita. Allora Eroismo, al suono della ben nota voce di Morte, baciò estasiato quelle sue dita ossute e afferrando il tamburo con cui accompagnava la sua voce celestiale, si sedette fra Paura e Odio, inconsapevole della loro sporcizia.”

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53 Responses to Moriranno tutti

  1. mirkhond says:

    Che Dio abbia pietà di tutti noi.

  2. Sarebbe da vedere il video…

    il ragazzo porta sulla schiena il proprio compagno moribondo lungo un vicolo, che non è più largo del nostro Ardiglione.

    In questo vicolo, intuisci per un attimo gli ancora-vivi (e oggi ormai morti), sagome appena intraviste, in piedi a sinistra e a destra, una folla…

    … la modernità come motorini e sacchetti di plastica…

    …la temperatura sicuramente molto più alta di quella già insopportabile che abbiamo qui a Firenze…

    l’odore, intuibile, di cadavere, urina ed escrementi…

    e la certezza che tra poche ore, ciascuno di quelli stanno in piedi, e che ancora si preoccupano del proprio compagno morente, se non avranno la fortuna di essere ammazzati con un missile, saranno torturati a morte e poi gettati nel fiume.

    E tutto questo succede esattamente adesso, mentre noi stiamo qui.

    E quando succederà anche a noi, un giorno, qualcun altro se ne starà rilassato a godersi quel poco di vita che gli resta, e gli sembreremo solo titoli di giornale.

    • mirkhond says:

      “E quando succederà anche a noi, un giorno, qualcun altro se ne starà rilassato a godersi quel poco di vita che gli resta, e gli sembreremo solo titoli di giornale.”

      La morte, soprattutto oggi, nell’occidente contemporaneo, è solitudine, ma la solitudine può esserci già prima per dei tormenti interiori che ti porti da tanto tempo, per situazioni e conflitti familiari che non riesci a risolvere…….

      • mirkhond says:

        Di fronte ai tanti fallimenti umani ti viene dal profondo dell’anima di chiedere a Dio di perdonarci tutti, anche e soprattutto i peggiori di noi, quelli che con azioni ed opere sono stati i più lontani da Lui…..

  3. ruttone says:

    A costo di sembrare orribile, ma io penso che se la siano cercata.

    Non ho alcuna pietà per queste persone, e poco importa se oggettivamente l’espressione di questo pensiero ha del ridicolo: È vero, io sto qui a gingillarmi con un computer mentre quella gente muore in mezzo alle macerie. Ho avuto fortuna.

    Ma quella gente è frutto di una cultura che attribuisce valore alle persone secondo canoni che sono perdenti: ad es. l’anzianità e altre cazzate che hanno afflitto e spesso continuano ad affliggere molte altre culture inclusa quella italiana

    Se ci pensi in Italia la gente si scandalizza se uno tira una bestemmia in televisione, oppure prendi quella merda di pirozzi con il cartello contro i selfie — questa pure è roba da ISIS. io questo paradosso me lo sono spiegato solo nel modo seguente: l’italia ha il vantaggio di avere amici importanti.

    È la stessa mentalità, associata ad una litigiosità e permalosità incredibile di queste popolazioni. Questa “fierezza” e “orgoglio” di queste culture che ogni tanto dobbiamo sentirci ricordare da gente tipo Massimo Fini penso che provochi più danno che altro; a loro stessi in primis, e al resto del mondo anche.

    Ci sono svariati esempi nella storia umana di popolazioni che messe di fronte alla necessità ed a concorrenti più potenti, si sono rimboccati le maniche: giappone, svezia, germania, india, cina.

    questi paesi hanno notato l’arretratezza (in diverse epoche storiche) rispetto ai loro competitori e hanno cercato di svilupparsi in quello che non avevano

    invece questi col turbante in testa in ogni trovata che tirano fuori ci ficcano di mezzo il corano, perché si sono fissati che l’occidente è cattivo

    Poi si vanno a fare le pippe su Youporn

    • per ruttone

      “A costo di sembrare orribile, ma io penso che se la siano cercata.”

      Me l’aspettavo, era la risposta scontata della maggior parte di quelli che guardano queste cose.

      Non lo dico quindi come una critica personale a te.

    • Sempre per ruttone…

      comunque scusami…

      “Ci sono svariati esempi nella storia umana di popolazioni che messe di fronte alla necessità ed a concorrenti più potenti, si sono rimboccati le maniche: giappone, svezia, germania, india, cina.”

      Il Giappone si è rimboccato le maniche e ha costruito un impero, con i risultati che ben sappiamo; la Germania ha cercato di uscire dalla situazione con due guerre mondiali; l’India è nata con molti milioni di morti ammazzati (molto più che in Siria oggi), la Cina ha fatto un “grande salto in avanti” che è costato qualcosa come 45 milioni di morti in quattro anni.

      Sulla Svezia, a parte aver causato centinaia di migliaia di morti nella Guerra dei Trent’Anni, non muovo particolari accuse :-)

      • ruttone says:

        Sì, non volevo dire che lo sviluppo di quelle abbia portato fiori baci e carezze, per carità.

        Volevo dire che li accomuna, e nel caso del giappone secondo me più che di altri, il fatto di vedere dei vantaggi nei propri avversari e cercare di riprodurli, perché giudicati oggettivamente qualcosa di migliore di quello che la propria cultura ha creato.

        Per me gente che ancora cerca di convincere — addirittura con la forza — che nel libro del corano ci siano le risposte ad ogni problema del genere umano, altro che macerie in testa si merita

        • ruttone says:

          Ma poi non è nemmeno questione di “meritarselo”, è semplicemente la conclusione più ovvia il permanere in convinzioni che il mondo moderno ha completamente reso inutili.

          Certo se poi, come succederà, i numeri saranno dalla loro parte, va bene. Ma non credo che gli ortodossi saranno contenti di quello che sarà l’occidente a maggioranza islamica.

        • PinoMamet says:

          Ti dirò, ruttone, ho sentito diverse volte questo ragionamento ma non è che mi convinca tanto. Un po’ per la difficoltà di comparare vicende diverse
          (il Giappone ha attuato una modernizzazione “dall’alto” perché aveva un governo unitario e un paese sostanzialmente omogeneo e diversi altri fattori che lo favorivano) e un po’ perché il problema del mondo islamico/arabo non credo siano i vestiti, e del resto l’Islam, contrariamente all’opinione comune, non ha proprio niente contro la scienza e la tecnologia moderna.

          -Sì, immagino che su una popolazione di migliardi di persone si possano trovare facilmente dei tizi bizzarri creazionisti o terrapiattisti o altro;
          ma quelli li possiamo trovare anche qua, per non parlare degli USA che ne sono il regno (e nessuno direbbe che gli USA rifiutano la tecnologia moderna…)-

          insomma, per semplificare al massimo, il Giappone aveva da un lato i samurai che facevano le cariche con le lance e le spade, dall’altro l’imperatore che diceva “dovete usare i fucili moderni!”;
          il mondo arabo/musulmano aveva delle gente che in effetti non vedeva l’ora di usare i fucili moderni…

          • Per PinoMamet

            “il mondo arabo/musulmano aveva delle gente che in effetti non vedeva l’ora di usare i fucili moderni…”

            Infatti, credo che chiunque conosca un po’ la storia medorientale si trova sempre a combattere contro un errore fondamentale, nella visione “occidentale”.

            Non c’è alcun “ritorno al Medioevo”.

            La tremenda scolarizzazione di massa di centinaia di milioni di ragazzi ha portato a una cultura che ritiene che il “passato”, l’Islam del culto dei santi e dei miracoli, sia un male che deve essere estirpato con ogni mezzo: Corano puro senza aggiunte medievali più tecnologia moderna.

            La scolarizzazione di massa ha distrutto tutte le gerarchie tradizionali, e ha trasformato chiunque abbia letto due libri in un interprete sicuro di sé e in un giudice con la sentenza già pronta. Questo era già il problema di al-Qa’ida, ma è la principale accusa che oggi Ayman al-Zawahiri ha mosso all’Isis: la radicale negazione del ruolo dei “saggi”.

            Con l’Isis, anche il ragazzo cresciuto a hip hop e canne nel ghetto di Londra ottiene il diritto di vita e di morte, su di sé e sugli altri.

            Finché continueremo a confondere questo stadio estremo della modernità con la “arretratezza”, saremo costretti a subire cose terrificanti.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              Sembri confermare quello che sono portato a pensare da un po’, anche sulla base di qualche lettura a riguardo: il nitido parallelismo tra i Paesi europei della Riforma e la Grande Siria attuale, inclusa la demolizione del principio di “Auctoritas”. La questione è che cosa emergerà dalla terra di Sham quando l’attuale vortice di oscurità e distruzione si sarà placato… Non so, ricordo che il politologo Sartori sosteneva che la coesistenza pacifica tra fedi e culture diverse aveva iniziato a palesarsi come esigenza imprescindibile in Europa proprio in conseguenza delle devastazioni dovute alle guerre di religione…

            • Per Abd

              ” La questione è che cosa emergerà dalla terra di Sham quando l’attuale vortice di oscurità e distruzione si sarà placato…”

              Infatti.

              Credo che dipenderà da due frontiere.

              La prima sarà quella tra le varie “identità” (scusa la semplificazione) in conflitto.

              Certamente, dentro il confine di ciascuna entità, ci sarà una pulizia etnica radicale: più che il 1648, l’esempio è quello del 1921 con la reciproca pulizia etnica greca/turca, o le pulizie etniche legate alla Seconda guerra mondiale o alle guerre jugoslave, ma anche la deportazione/fuga degli ebrei dal Medio Oriente nel 1948.

              Poi, bisogna vedere che confini verranno stabiliti.

              La seconda, e più importante, frontiera sarà quella tra il deserto/inquinato/inabitabile/surriscaldato e l’abitabile, che si sta spostando continuamente.

            • Il terzo confine, dimenticavo, sarà tra “noi” e “loro” (senza giudizi di simpatia).

              Domenica, un mio amico egiziano mi esprimeva tutto il terrore sotto cui vive il suo paese di novanta milioni di persone, a causa dell’immensa diga che gli etiopi stanno costruendo – grazie alla ditta italiana Impregilo, ma questo lui non lo sapeva – in Etiopia.

              Per lui, sarà la “guerra dell’acqua”, ma comunque l’Egitto potrebbe diventare davvero soltanto un pezzo di deserto, con novanta milioni di profughi.

              E allora il mare sarà il confine che ci permetterà, come dice Roberto, di continuare a prendere il gelato.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il Giappone ha resistito all’occidentalizzazione chiudendo le frontiere per tipo tre secoli e scatenando l’inferno interno contro i cristiani. Ricordiamo che le frontiere fu costretto a riaprirle sotto la minaccia delle cannoniere.

      • PinoMamet says:

        Hai ragione! giusto ricordarlo.

        • ruttone says:

          D’accordo con voi, ma quello che voglio esprimere è che in quel momento sicuramente più di qualche giapponese ha capito che la tradizione non poteva competere con l’attualità

          • Francesco says:

            il Giappone è secondo solo a Firenze per saper coniugare tradizione e modernità

            ;)

            per gli Arabi, aspetto che gli venga voglia di saper costruire i fucili, invece di usare quelli fatti da altri, poi ne riparliamo

            ciao

  4. Roberto says:

    Circa un anno fa un tizio che si dichiarava soldato di quelli la, lanciava un camion su un gruppo di gente che stava mangiando un gelato guardando fuochi d’artificio. Quelli la di affrettarono a rivendicare l’appartenenza del tizio al loro gruppo

    Ora, gioire per le morti altrui è agli antipodi del mio modo di essere, ma devo confessare che un mondo dove non ci saranno più quelli la ad ispirare (e magari pagare, organizzare, istruite) i vari tizi che si aggirano nel decadente e pessimo occidente, beh non mi sembrerà un mondo peggiore

    • Per Roberto

      “Ora, gioire per le morti altrui è agli antipodi del mio modo di essere, ma devo confessare che un mondo dove non ci saranno più quelli la ad ispirare (e magari pagare, organizzare, istruite) i vari tizi che si aggirano nel decadente e pessimo occidente, beh non mi sembrerà un mondo peggiore”

      Ma secondo me, puoi anche gioirne, sarebbe umano.

      Gli sciiti in questi giorni non solo ne stanno gioiendo, è una meravigliosa occasione di secolare vendetta, la liberazione da un millennio di subordinazione e di umiliazione, la possibilità di far vivere ai sunniti le morti che gli sciiti hanno subito da chissà quando; e in questi anni, in cui l’Isis per un momento ha fatto sognare ai sunniti la possibilità di vendicarsi dei massacri che subiscono dal 2003 in qua, gli sciiti hanno contato ogni testa tagliata, e i cadaveri gettati a migliaia nel fiume (ti ricordi il famoso video?).

      E da quello che sta succedendo adesso, nasceranno orrori che ancora noi, innocenti, stentiamo a immaginarci.

      Dico solo, noi che non eravamo

      sotto i missili italiani scagliati sull’Iran e sotto il gas buttato sui curdi

      a resistere nelle trincee agli assalti dei battaglioni suicidi iraniani

      sotto tortura dei poliziotti di Saddam perché sciiti

      sotto le bombe al fosforo americano a Falluja perché sunniti

      sotto le squadre di giovani sciiti con la motosega alla ricerca di chiunque di nome facesse Omar

      tra le migliaia di soldatini sciiti che l’Isis fucilava e gettava nel fiume,

      e non eravamo nemmeno in quel vicolo di Mosul…

      beh, credo che non abbiamo diritto più di tanto di sentenziare.

      • “beh, credo che non abbiamo diritto più di tanto di sentenziare.”

        Anche perché il ditino imparatore l’abbiamo alzato soltanto quando tutto questo è caduto, in piccolissima misura, addosso a noi.

        Chi ha la mia età, si ricorda qualcuno che si scandalizzasse per la guerra Iran-Iraq, che in Italia ha creato fortune?

        • Francesco says:

          era nota per essere una guerra terribile, con un altissimo numero di morti

          tra una teocrazia religiosa sospettata di voler rovesciare il mondo e un regime guidato da uno psicopatico assetato di sangue e incapace

          più o meno, la linea era “fermare l’Iran a qualsiasi costo”

          ciao

      • E ricordiamo che la Shiah stessa è nata in un supplizio. è il suo fondamento: non è un caso che il “suono” sciita per eccellenza sia proprio quello di chi si batte il batte nel dolore.

      • Roberto says:

        Non gioisco né sentenzio

        Mi limito a sperare di poter andare a mangiarmi un gelato in piazza senza fottermi di paura

        • Per Roberto

          “Mi limito a sperare di poter andare a mangiarmi un gelato in piazza senza fottermi di paura”

          Capisco e figuriamoci se hai torto.

          Ma se pensi all’Iraq, alla Siria, alla Libia, all’Egitto e al Sudan, se ti capita di mangiarti un gelato, devi anche fotterti di paura :-)

          E non certo per colpa esclusiva dell’Isis, che è solo un sintomo.

          • Roberto says:

            “Ma se pensi all’Iraq, alla Siria, alla Libia, all’Egitto e al Sudan, se ti capita di mangiarti un gelato, devi anche fotterti di paura”

            Certo, ma elementi ansiogeni ne ho quanti ne voglio, dal fatto di vivere accanto ad una delle centrali nucleari più vecchie d’Europa al non sapere se tra X anni ci sarà ancora l’UE ed io avrò un lavoro.
            Dico solo che il fatto di avere una fonte di ispirazione in meno per i matti che ci sono in giro è un elemento positivo, ma magari mi cade un meteorite sulla testa proprio mentre tirò un sospiro di sollievo per la fine di daech o quel che è

        • ruttone says:

          D’accordo con Roberto, altro che cazzi.

          @Miguel:

          Finché continueremo a confondere questo stadio estremo della modernità con la “arretratezza”

          ok, non chiamiamolo arretratezza vs modernità, io mi troverei molto più a mio agio infatti chiamandoli “intelligenza” e “stupidità”. Perché tanto gli obiettivi sono gli stessi eh: stare meglio. Solo che certi ci riescono, e certi altri no. Siccome hanno deciso che qualsiasi cosa concepita in occidente è merda a prescindere (a parte youporn), la vedo dura per loro

          @pinomamet
          insomma, per semplificare al massimo, il Giappone aveva da un lato i samurai che facevano le cariche con le lance e le spade, dall’altro l’imperatore che diceva “dovete usare i fucili moderni!”;
          il mondo arabo/musulmano aveva delle gente che in effetti non vedeva l’ora di usare i fucili moderni…

          Eppure adesso in Giappone, nonostante una storia del loro sviluppo non molto onorevole se vista dal punto di diritti umani etc etc, non si sono fermati ai fucili moderni, e non ho mai visto giapponesi tirarsi su una folla con un camion.

          L’osservazione che l’ammodernamento giapponese fosse venuto dall’alto non è infatti un dettaglio: alla fine è chi ha il potere che decide se una mentalità ha successo o no. Al giappone ha detto bene.
          Vai a fare un discorso sulle libertà individuali e sulla libera espressione a, che cazzo ne so, Merdogan o qualche altro straccione della stessa risma.
          E intanto i loro sudditi si grattano dalla fame e perpetuano la stupidità della loro cultura mentre si fanno grossi con l’orgoglio nazionale.

          Ribadisco: non voglio dire che giappone e altri paesi siano migliori in assoluto e che le loro storie siano immacolate: dico che l’orgoglio nazionale di questi popoli, specialmente quelli legati all’islam, nuoce più che aiutare. E invece insistono da secoli con queste cazzate

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Ruttone

            “… Merdogan … straccione …”.

            Se pensi davvero che la Turchia contemporanea, pur con tutte le incongruenze, le contraddizioni e le questioni aperte, sia un Paese di “straccioni” (come dici tu), ho idea che tu sia in profondissimo errore: credo che tutti possano qui confermartelo…

            • ruttone says:

              Sono consapevole che la Turchia è una potenza economica.

              Solo che un anno fa c’è stato un colpo di stato, ci sono svariati siti internet inaccessibili per il “bene della popolazione” (come in Cina) e via discorrendo.

              Per me è un paese guidato da straccioni proprio perché il loro segno è quella permalosità mescolata ad orgoglio immotivato. Poi sicuramente c’è gente per bene. Ma se a comandare ci sono persone di vedute così ristrette è ovvio che i difetti si perpetuino.

  5. MOI says:

    @ HABSBURGICUS

    Commento qui, per comodità, un po’ in ritardo …certe tue osservazioni, di quelle giammai Off Topic. Rapporto Dio / Stato : è interessante quel che dicevi sul fatto che la Secolarizzazione in Occidente è stata più “light” laddove gli Equilibri sono stati rotti dall’ Eresia Protestante … anziché dalla Rivoluzione Giacobina !

    Ma mica è solo qNON è solo questione di “croci in bandiera”, ma _ a farci ben caso _ anche di impossibilità di poter scrivere o pronunciare “Dio” in un inno o in un motto (gli USA non hanno croci, di menzioni “God” ne hanno eccome …) …

  6. MOI says:

    A me invece, almeno i “Foreign Fighters”, ricordano la Lcomotiva di Guccini … potrebbe essere benissimo un Ferroviere Islamico con “Allah u Akhbar !” al posto di “Trionfi la Giustizia Proletaria !” … è questa “Expendableness” (o come si dice …) dell’ Individuo ad acconmunare Islamismo, TurboLiberlismo Finanziario Apolide, Genderismo, Liberal Scum, Comunismo, Ebraismo, Eresia Protestante …

  7. MOI says:

    Locomotiva e.c.

    https://www.youtube.com/watch?v=O2W11raDXb8

    “Che importa morire? Meglio morire che essere legato!”

    Pietro Rigosi

  8. MOI says:

    @HABS

    Giovani e Belli [cit.] … perché non vanno a figa, allora ? ;)

  9. Un’ultima cosa (per ora!)

    Quello di cui non ci rendiamo conto è che è finito in Medio Oriente l’epoca in cui comandano le élite:

    Il militare formatosi nell’accademia inglese che si mette d’accordo con il dotto coranico un po’ cinico e scanzonato e il loro comune amico prete cristiano, per stare tranquilli, spartirsi i soldi degli aiuti stranieri e vivere metà dell’anno all’estero e deridere gli “asini ignoranti” che vanno tenuti sotto controllo con la frusta.

    Come un simpatico colonnello egiziano che conoscevo e che sembrava uscito da un romanzo vittoriano (come personaggio inglese, mica come colonizzato), e che si sentiva terribilmente imbarazzato se cercavo di parlargli in arabo.

    Ecco, questi hanno sbagliato, se vogliamo, ad aprire le scuole alle masse, e il risultato è quello che vediamo: anche l’ultimo diplomato dell’istituto tecnico chimico sa diventare un perfetto bombarolo :-)

    Però di nuovo, evitiamo di fare paralleli con il Medioevo.

    • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

      @ Miguel

      Ma infatti, al di là dei certamente fondamentali aspetti geopolitici, mi chiedevo quali potrebbero essere le trasformazioni nel Vicino Oriente a livello di rapporti sociali, successivamente alla situazione attuale…

    • ruttone says:

      @Miguel

      Credo che tu abbia sicuramente più esperienza di me, ma io non posso fare a meno di vedere invece un parallelo con l’Italia: anche qui infatti la gente s’è tutta laureata, perché sembrava un bel modo di farsi rispettare dai condomini.

      è la mentalità paesana che secondo me è comune con gran parte del mondo islamico ed arretrato che spera di uscire dal suo stato di arretratezza con un machismo fuori tempo massimo, insistendo su quelli che sarebbero i loro “valori”

      Pirozzi l’amatriciano secondo me ne è un bell’esemplare nostrano, e a giudicare dal successo che riscuote mi fa capire proprio che c’è una internazionale della paesanità all’opera dietro l’ ISIS

    • Peucezio says:

      Mi sento sempre meno un fissato, con la mia idea che la scuola è il cancro che ammorba la specie umana.
      Da noi produce rincoglioniti, da quelle parti assassini sanguinari.

      • Z. says:

        Immagino che tu, coerentemente, scelga solo medici analfabeti :D

        • Peucezio says:

          Se andiamo avanti così, per colpa della scuola non ci saranno più medici non dico in grado di fare diagnosi, ma con le strutture cognitive minime per capire i rapporti causa-effetto.

          La medicina mi sembra esista da un po’ prima della scuola dell’obbligo.
          I medici ci sono sempre stati e hanno sempre studiato.
          Quello che non è ben chiaro è perché, affinché i medici siano ben preparati, si debbano far studiare gli spazzini.
          Il risultato ovviamente è il livellamento verso il basso, perché, non potendo portare tutti al livello dei medici (non esiste al mondo una società di soli professionisti), si portano i medici a livello degli spazzini.

          E le conseguenze si stanno vedendo: la ricerca (che è fatta da una piccola élite relativamente capace, non so ancora per quanto) è l’unica salvezza di una classe medica complessivamente mediocre (e sempre peggiore), che non sa diagnosticare, ma si salva con analisi e strumenti diagnostici elaborati da altri.
          Il sistema per ora regge: si è solo spostata la competenza: prima il singolo medico capiva tutto, era diagnostico, terapeuta, aveva acquisito la scienza e la applicava. Oggi è un passacarte (compresi gli specialisti) che sa più o meno interpretare degli esami clinici, in base a schemi già prefissati.
          Il guaio è quando i medici normali non saranno neanche più in grado di fare questo, in virtù del degrado cognitivo, e quando il sistema non sarà più in grado di formare ricercatori minimamente capaci. Ma questo forse non accadrà: la ricerca si farà quasi solo all’estero, in paesi non occidentali, quindi seri. I nostri medici sapranno un po’ di inglese tecnico e applicheranno meccanicamente protocolli e metodologie sviluppate altrove. Resta il problema del degrado cognitivo.
          L’unica soluzione probabilmente sta nell’erodere progressivamente i margini di scelta autonoma dei medici: laddove davvero una procedura meccanica non è sufficiente, faremo consulenze a distanza con medici indiani.

          • Francesco says:

            Robot-medici fabbricati in Thailandia che usano ricerche indonesiane e software messicani per curare male i malati italiani?

        • Peucezio says:

          Va da sé che tutto ciò vale in tutti gli ambiti: architetti, ingegneri, ecc. ecc.

          Non so come ce la sfangheremo con gli avvocati, visto che le leggi fisiche che regolano la statica degli edifici non sono nazionali, ma le legislazioni sì.
          Ci saranno, sempre in India, tizi che studiano la legge italiana, francese, tedesca, ecc. e fanno i processi in videoconferenza.

          Tanto lo studio è destinato a scomparire dall’Occidente: troppo faticoso per l’occidentale contemporaneo: richiede sacrificio, differimento del piacere, assunzione di respnsabilità, capacità di gestire la frustrazione, tutte cose che stanno diventando utopiche.

          • Moi says:

            Magari ci saranno ancora le Università, ma in qualunque Facoltà nulla sarà più importante che l’imparare l’uso corretto dei pronomi personali neologismi “ello” ed “eglia” …

            • Peucezio says:

              In America è già così.

              Non ho mai capito bene a cosa serva l’università negli Stati Uniti.
              Anzi, in generale non ho mai capito a che serva loro l’alfabeto se non per impararsi a memoria la Bibbia.

  10. Per Moi

    “A me invece, almeno i “Foreign Fighters”, ricordano la Lcomotiva di Guccini … ”

    Verissimo

  11. Z says:

    Non sono così ottimista. Non moriranno tutti.

    Molti di loro sopravviveranno riciclandosi.

  12. PinoMamet says:

    Non ricordo nei commenti di quale post si parlasse di Afrodite Epitimbia;

    non la conoscevo, e una brave ricerca mi dice che era venerata a Delfi, e identificata con la Venere Libitina (protettrice di becchini e funerali).

    Il legame tra Afrodite/Venere e la morte starebbe, pare, forse, nel ciclo della vegetazione;

    ma onestamente mi sembra una di quelle spiegazioni abbastanza valide, ma talmente generiche da dirci poco e niente di un’associazione di idee che invece doveva essere molto più profonda e abbastanza inesplicabile anche nell’antichità.

    Con Afrodite, o con divinità orientali con la quale era identificata forse già nelle epoche più arcaiche, venivano adorate figure maschili come Adone, che morivano (e poi le si faceva rinascere, ma chissà); certamente la vegetazione c’entrava, ma c’entrava forse un po’ tutto il ciclo della vita/morte;
    Afrodite stessa in certi casi veniva a sovrapporsi a Proserpina, quindi era lei che moriva e rinasceva;
    leggo di un’Afrodite Gorgo raffigurata come morta;
    e Afrodite puniva con la morte (spesso il suicidio) chi non la onorava amando, ma spesso anche gli amanti tout court;
    anche lei, come altre dee, era una dea da invocare con la magia, e quindi legata al mondo ctonio e infero.

    Fa pensare a certe dee indiane, Durga, Kalì ecc., dee terribili con un aspetto positivo o viceversa, perché la vita, in fondo, è fatta di bene e di male.

    • PinoMamet says:

      Per un’immagine “occidentale” dell’Afrodite epitimbia, pensiamo alle figure di Femme Fatale/Dark Lady, che conducono l’uomo alla rovina e alla morte;
      o alla Vamp, lei stessa mezza morta…

      il collegamento doveva essere sentito in modo evidente ancora dagli autori ottocenteschi (Mérimée, “La Venere d’Ille”)

  13. Francesco says:

    OT

    domanda a quelli che seguono le vicende anatoliche: è possibile che la Germania si sia davvero decisa ad andare allo scontro con Erdogan? che voglia trascinare l’Europa in uno scontro frontale (immagino politico-economico) volto a far cadere il Sultano e far tornare la Turchia un paese alleato e affidabile?

    grazie

    fine OT

  14. Moi says:

    A proposito di Martiri Giovani e Belli …

    «Placanica doveva prendere meglio la mira»

    … di che Partito è il Parlamentare che l’ha detto ?

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/g8_gevova_placanica_prendere_meglio_mira-2575197.html

    … Sbagliato ! ;)

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