Trovate l’errore!

Dalla periferia del G20.

Cos’è che non va in questa foto?

La risposta in fondo.

bremaMa semplice.

Non è il selfista a sinistra, che è praticamente perfetto, essendo uscito cinque minuti prima dal parrucchiere.

Non sono nemmeno i bidoni dei rifiuti che si illuminano dando il proprio plasticoso contributo a salvare il mondo dal cambiamento climatico.

Non sono quelli vestiti in stile simil-Isis, ma alla postmodernista: quelli dell’Isis sfidano i bombardamenti aerei giorno e notte su Raqqa, questi sfidano i cannoni ad acqua.

No, è quel tizio a torso nudo, con le mutande che emergono con civetteria sopra la cintura.

Nel cappuccio/canottiera che indossa, si  è dimenticato di ricavare un secondo buco per la bocca.

Come farà a bere la birra?

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73 Responses to Trovate l’errore!

  1. Moi says:

    credo che il Bottigliozzen ;) di birra halalissima :) lo infili da sotto, a mo’ di bavaglio … ho visto farlo da qualche donna all’estero … sotto quegli orrendi niqabazzi neri.

    • Zhong says:

      Stavo per scrivere la stessa cosa!

      Fa come le donne con il niqab quando mangiano fuori.. tiene la bottiglia con la mano sinistra e alza il velo con la mano destra per bere…

  2. Moi says:

    Non sono nemmeno i bidoni dei rifiuti che si illuminano dando il proprio plasticoso contributo a salvare il mondo dal cambiamento climatico.

    ———–

    … eh, ma triggherare i Benpensanti facendo scempio della Proprietà Comunale di Amburgo val bene innalzare un pochino ciò stesso contro cui si protesta ! ;)

  3. Marianna says:

    ‘sti FAP (filtri anti-particolato) moderni!

  4. Pierluigi Vernetto says:

    fuori posto mi sembrano le centinaia di smidollati che stanno a guardare senza far niente… panciafichisti….io avrei preso a randellate qualche black bloc di m… isolato…. dove sono finiti i servizi d’ordine autogestiti delle manifestazioni d’antan…. generazione facebook buona solo a selfarsi e a indignarsi online

  5. Roberto says:

    Il selfista sembra anche a voi chiaramente photoshoppato?

    • Per roberto

      “Il selfista sembra anche a voi chiaramente photoshoppato?”

      Sicuramente è photoshoppato di carattere :-)

      Comunque quello con un buco solo (per vedere o per bere?) è autentico.

      • Roberto says:

        Sembra anche a me.
        Magari la spiegazione è che nella bottiglia ha un collirio per le irritazioni agli occhi
        :-)

  6. Roberto says:

    A proposito di “trovare l’errore”

    http://www.repubblica.it/cronaca/2017/07/09/news/la_spiaggia_fascista_di_chioggia_qui_a_casa_mia_vige_il_regime_-170332052/

    Questo scambia un pezzo di demanio pubblico avuto in concessione per “casa sua”.
    Al confino!

    • Per roberto

      “Questo scambia un pezzo di demanio pubblico avuto in concessione per “casa sua”.”

      Anch’io avevo subito associato la spiaggia di Chioggia al Cosplay di Brema.

      Non so esattamente quale sia il punto in comune, ma secondo me c’è.

      • PinoMamet says:

        Il punto in comune credo sia il cosplay stesso…

        bisognerebbe fare una classifica dei personaggi cosplayabili e della rispettiva durata.
        Benito mi sa che sta stracciando il Che.

        Del resto, “Gianni il pirata”, come viene chiamato nei commenti di Tripadvisor, avrebbe potuto avere benissimo la fissa per i Pirati dei Caraibi o per Spiderman o per StarTrek.

        Poi c’è questa fissazione dell’ordine, che è una cosa di destra ma è anche una cosa comune
        (l’idea vincente della sua spiaggia credo sia quella di “tenere fuori i buzzurri”)

      • PinoMamet says:

        Ipotizzo una rimonta del Che, nell’universo cosplay, tra 15-20 anni, quando generazioni di ragazzini non avranno la minima idea di chi fosse (questo già ora) e quando si sarà spenta l’ultima eco del muro di Berlino, crollo del sistema sovietico, “i comunisti avevano torto” ecc., e magari riconquistata la Corea del Nord (questo sarebbe ora), il cui regime delirante c’entra poi col comunismo come i cavoli a merenda, ma tant’è.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d’uomo, se non ti piace me ne frego!”

      Questo inneggia contro il codice Rocco: da prenderlo a manganellate e fargli scolare una bottiglia di olio di ricino.

      • Per MT

        ““Questo inneggia contro il codice Rocco: da prenderlo a manganellate e fargli scolare una bottiglia di olio di ricino.””

        :-)

        infatti, la mia è solo una riflessione secondaria, sulle spiagge pubbliche piene di cicche e bottiglie, sulla gente che lascia i sacchetti dei rifiuti per strada, e anche sulle piazze del quartiere.

        Che sarebbe un errore attribuire il problema ai pochi barboni, come spesso si fa: non ci sono barboni sulle spiagge, credo; e spesso se fanno la pipì per strada, è perché non hanno altri posti dove andare. Come mi fanno orrore gli articoli della Nazione che sparano la foto di una donna rom che lava i panni in una fontana, come se quello fosse il problema.

        E comunque, in linea di massima, tolto qualche psicopatico, con barboni, zingari e ambulanti si trova sempre un modus vivendi.

        Ma con le folle urlanti di gente,
        quelli che quando alle tre di notte li inviti ad abbassare la musica e ti riempiono di parolacce,
        i prepotenti di ogni tipo,
        gli spacciatori che si sentono ganzi,
        i loro clienti strafatti di cocaina che prendono a calci i bidoni della spazzatura,
        quelli che buttano i rifiuti per terra perché gli fa fatica arrivare al cassonetto,
        quelli che parcheggiano in doppia fila dopo aver spostato a mano i cartelli di divieto di sosta per farsi più spazio,
        quelli che guidano contromano a tutta velocità e se gli dici qualcosa di riempiono di parolacce, quelli che al corteo si tirano alle spalle le bottiglie di birra appena finite,
        i buttafuori dei ristoranti pagati per far parcheggiare le auto dei non residenti nei posti per residenti facendole entrare contromano,

        insomma la specie di quelli che abusano della proprietà pubblica non per necessità è molto vasta.

        L’educazione civica, con questa gente, non serve a un tubo, anzi fa ridere.

        I vigili sono pochi, stanchi e impauriti.

        • Roberto says:

          Ma cosa è, l’acqua che bevete? L’aria? Perché mi sembra un fenomeno veramente circoscritto all’Italia (e forse la Spagna).
          Tossici, sporcaccioni, incivili, spacciatori esistono ovviamente dappertutto, ma chessò il vecchietto che butta la cartaccia per terra non l’ho mai visto da nessuna altra parte, e non è che appena si passano le Alpi hai polizia in giro dappertutto…,
          Tutto ciò è molto sconsolante

          • Z. says:

            In effetti, capisco il successo del fascistone di Chioggia.

            Perché in effetti ci sono poche cose che trovo più disgustose del sudiciume e della maleducazione diffusa nelle nostre spiagge. Davvero poche.

            Solo che una di quelle poche sono i tamarri di estrema destra…

          • Per Roberto

            “Ma cosa è, l’acqua che bevete? L’aria? Perché mi sembra un fenomeno veramente circoscritto all’Italia ”

            Quest’estate, abbiamo fatto un giro del Sud, dove abbiamo visto di tutto: le stradine di campagna della Puglia, tutte intasate dai sacchetti di plastica e le bottiglie che i guidatori buttavano dai finestrini, ma anche Castrovillari, che è un gioiello di pulizia e di cura.

            Poi vado sulle colline qui, a Bellosguardo.

            C’è un punto nemmeno tanto facile da arrivarci, da cui vedi sotto tutta la città.

            C’è un muretto, e un meraviglioso giardino sotto.

            Tutto pieno di piatti di plastica e bottiglie di vetro che la gente che si ferma a guardare il panorama tira giù.

            Eppure sono venuti qui per vedere il panorama, in un posto fuori mano…

            E’ lì che i discorsi da “tagliamogli le mani”, “ci vorrebbe il manganello”, “buttiamo via le chiavi” non mi sembrano così insensati :-)

            So benissimo quali sono le obiezioni: la prima è che se dai un manganello in mano a qualcuno, non è detto che sia meglio di quelli che gli chiedi di manganellare.

            Però è anche vero che ci sono persone che capiscono solo la violenza. Con cui ogni tentativo di dialogo è impossibile.

            E’ una riflessione astratta, perché ovviamente loro hanno il coltello dalla parte del manico non io, solo che quando si parla di “degrado” ricordiamoci che le cose stanno così.

            • Quando ero a Singapore, mi raccontavano – con esaltazione patriottica – di come il mercato pullulasse di poliziotti in borghese.

              Che appena butti una cicca per terra, ti saltano addosso, ti mettono in ginocchio e ti obbligano a chiedere scusa ai passanti, poi ti fanno una multa di 500 dollari.

              La cosa interessante è che i cinesi – la popolazione dominante di Singapore – battono ampiamente gli italiani come cialtroneria. Proprio per questo, la politica singaporesi li esalta.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Però è anche vero che ci sono persone che capiscono solo la violenza. Con cui ogni tentativo di dialogo è impossibile. —

              Vorrei darti torto, ma purtroppo non è possibile farlo.

              Un mio amico ha un condomino che suole passare tutti i giorni con la moto per un vialetto pedonale del condominio. Il mio amico gli fa presente cortesemente che quel vialetto è riservato ai pedoni e il tizio gli risponde, insultandolo, che lui fa quello che gli pare.

              E in effetti è vero, lo fa.

            • per Z

              “E in effetti è vero, lo fa.”

              Questo in effetti è il punto interessante.

              Tutti subiamo un’enorme pressione sociale (non necessariamente negativa) a conformare, e in genere conformiamo.

              Poi se ci mettiamo a sparare, o scappiamo con la cassa di una banca, possiamo anche venire sanzionati.

              In mezzo ci sono innumerevoli comportamenti che magari in teoria sarebbero vietati, su cui nessuno veglia, dove le pene sono irrisorie. E se siamo disposti a farci guardare male dagli altri, possiamo fare come ci pare.

              Al di là dei cialtroni, questo è vero anche per quelli che violano la legge più o meno per necessità. Se fai le rapine, finisci sicuramente male, ma se fai il posteggiatore abusivo? Insomma, è possibile vivere in qualche modo al di sotto della legge, basta che dopo non pretendi di fare concorsi pubblici o simili. Non sto dicendo che sia male (distinguo nettamente tra il poveraccio e l’str… in moto di cui parli), mi limito a constatare.

            • Peucezio says:

              I privilegi dell’amministratore, che può mettere le foto dentro i commenti! :-)

            • Peucezio says:

              Mi correggo…
              ma come fate?

            • Z. says:

              Miguel,

              — Insomma, è possibile vivere in qualche modo al di sotto della legge, basta che dopo non pretendi di fare concorsi pubblici o simili. —

              Uhm… per me sei troppo ottimista.

              Può darsi che il posteggiatore abusivo potrebbe avere qualche problema un domani a iscriversi a un concorso pubblico, non saprei.

              Ma escluderei che il simpatico centauro di cui sopra ne avrebbe: nessuno lo processerà per il suo comportamento incivile, né per gli insulti ai condomini.

            • Peucezio says:

              Comunque la violenza serve eccome in questi casi.
              Se io sapessi che un comportamento che faccio con disinvoltura perché è vietato in teoria ma consentito nei fatti, mi costerebbe invece, chessò,m una bastonatura seria, cento frustate, un mese di carcere o una multa di cinquecento euro e sapessi che non è un’evenienza teorica, ma una possibilità concreta, stai tranquillo che evito quel comportamento.

              Semplicemente in Italia si è deciso di tollerare. Non nel senso che qualcuno lo ha deciso a tavolino, ma che il lassismo viene dato per scontato, come l’unica opzione normale.

            • PinoMamet says:

              Questo è vero, è uno dei postulati (non so se uso la parola nel senso giusto) della vita italiana;
              alcune cose devono essere tollerate, perché? perché sì…

              forse ogni paese ha i suoi perché sì, mi piacerebbe che chi li ha notati elencasse quelli italiani, sarebbe interessante!

            • Z. says:

              ORDAP 33.

              Basta guardare quanti scooteristi, dalle mie parti, girano senza casco: zero.

              Il giorno in cui la legge è entrata in vigore, molti hanno pensato che nessuno l’avrebbe fatta rispettare. Hanno pensato male.

              La settimana dopo, tutti avevano il casco.

              E senza neppure l’uso della frusta!

            • Roberto says:

              Il casco citato da Z, ma pure il divieto di fumo nei locali che sembrava impossibile da far rispettare, e invece ora sembra impossibile che sia esistito un tempo in cui si fumava in un pub….
              Invece per la monnezza non c’è nulla da fare. Torno da un week end a Roma e dovresti vedere che porcilaia che è. E ripeto, non è che qui abbiamo poliziotti ad ogni angolo e fondamentalmente il 30% degli abitanti sono portoghesi e italiani, si potrebbe cercare di riprodurre lo schema romano. Invece no, se vedi una lattina per terra a momenti va sul giornale…

            • Roberto says:

              Pino
              “Perché si tollerati italiani”

              Quello che mi colpisce di più perché rischio concretamente la vita ogni volta che vengo in Italia è che nessuno mai e per nessun motivo si ferma alle strisce pedonali. Conta che io ho perso completamente l’abitudine di guardare prima di attraversare la strada perché qui tutti si fermano se vedono uno nel raggio di 10 metri dalle strisce e capirai perché mi colpisce

            • Roberto says:

              Poi ovviamente l’incapacità di fare una fila normale (ma vabbè è civismo, non esiste un reato di “violazione di fila”)

            • Zhong says:

              “le stradine di campagna della Puglia, tutte intasate dai sacchetti di plastica e le bottiglie che i guidatori buttavano dai finestrini, ”

              Ho avuto la stessa esperienza qualche anno fa nel salento. Impossibile stare in una spiaggia libera perche’ tutte piene di rifiuti. Decidemmo di pagare un ombrellone ogni giorno, e di non tornarci mai piu’. Da allora vacanze solo in sardegna dove in effetti le spiagge libere sono splendide…

            • Roberto says:

              Zhong parla di Sardegna ma vorrei spezzare una lancia per la Sicilia che mi sembra abbastanza accuonciatiella e ben curata, con l’esclusione delle piazzole di sosta sulle “autostrade” che sono delle discariche. Alcune spiagge libere erano immacolate.
              Ci sono però stato 4-5 anni fa l’ultima volta…

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Roberto

              In Sicilia, posti che trovo bellissimi sono, ad esempio, quelli della provincia di Trapani (es. San Vito Lo Capo, Mozia, le Egadi, etc): sono anche quelli a cui sono, personalmente, più legato.

            • Roberto says:

              Alle Egadi non sono mai stato, ma San Vito è un posto meraviglioso! Bellissima mozia.
              Devo dire però che ho un debole per la provincia di Ragusa

            • Francesco says:

              Confermo quanto detto da Miguel: a Singapore hanno imposto la “civiltà” a frustate, con esiti ottimi e ampia soddisfazione.

              Una specie di trattato sociologico sulla coglioneria umana “dal vero”.

              Se può fare piacere a voi inferiori invidiosi, Milano sta seguendo una chiara china “da stradina pugliese”

              ;)

            • Per Francesco

              “Confermo quanto detto da Miguel: a Singapore hanno imposto la “civiltà” a frustate”

              poi è chiaro che questo probabilmente implica un lato oscuro che nemmeno conosciamo: la prostituta che non va a lavorare, la sbattono magari in galera (caso inventato, non lo so). Comunque per chi riga dritto (ed è cinese), credo che ci sia anche un discreto stato sociale.

              Probabilmente il punto di partenza è l’autoritarismo: hanno scoperto un giorno che la polizia, oltre a mettere in galera oppositori, poteva pure servire a far tenere pulite le strade.

              Però io sono rimasto colpito dalla passione con cui i singaporesi – che peraltro sono cinesi, quindi chiacchieroni, a volte pigri, spesso fanno in tre il lavoro che potrebbe fare uno, scherzano e sorseggiano il tè – esaltano questo ordine “repressivo”. E’ proprio il vanto nazionale, come altri paesi sostengono di avere i migliori calciatori o il vino più buono.

  7. Moi says:

    … Ma non è Amburgo ?

  8. Moi says:

    almeno le celebri bestie di Bremen usavano la diversità per cooperare …

    https://www.youtube.com/watch?v=JdHUZmVfrEE

  9. Sempre per Roberto

    su Gianni Scarpa di Chioggia, trovo questo video

    https://www.youtube.com/watch?v=IW-bIHyMnCA

    Tra l’altro di cinque anni fa, cartelli e modi immutati…

    Al di là dei discorsi politici, dell’ammiccamento da evasore fiscale e tutta la questione delle concessioni di beni pubblici a privati a scopo di guadagno, c’è un punto su cui non riesco a dargli tutti i torti: il problema del degrado degli spazi pubblici.

    E’ qualcosa di cui ti accorgi solo quando cominci ad averci a che fare, forse – ma ovunque trovi veramente una fogna, tra rifiuti abbandonati e maleducazione generale; e non si rimedia facendo patetici appelli ai comportamenti civili, anche perché sono appelli che hanno effetto solo sulle persone già civili.

  10. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    Politically Correct … Vasco resiste !!! ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=kI70iou2EUI

    in teoria è razzismo+sessismo assieme ! ;)

  11. Moi says:

    Cmq ha esortato anche a Non Avere Paura … e avrà seguito : mica è un semplice VIP come un Papa qualsiasi ! ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=GEeiSbNNVCY

  12. Comunque, dietro l’ironia, c’è una rabbia sconfinata.

    Sei tra le poche persone che si accorge che esiste qualcosa come il cambiamento climatico (per citare solo uno dei molti temi associabili a un evento tipo il G20)?

    E invece di fare qualcosa, di costruire qualche alternativa, se ti va bene bruci un cassonetto dei rifiuti dando il tuo microscopico contributo all’inquinamento globale, oppure ti fai mettere in galera, dove sarai ancora più inutile.

    E’ questo che mi fa odiare i cosplayer, più di quanto li possano odiare i loro semplici avversari.

    • Roberto says:

      Sono d’accordo

      :-(

    • Z. says:

      Miguel,

      — Sei tra le poche persone che si accorge che esiste qualcosa come il cambiamento climatico (per citare solo uno dei molti temi associabili a un evento tipo il G20)? —

      cioè, ho capito bene? tu pensi che a quella gente importi qualcosa del cambiamento climantico? davvero?

      • Per Z

        “cioè, ho capito bene? tu pensi che a quella gente importi qualcosa del cambiamento climantico? davvero?”

        Non lo so, normalmente, quando ci parli con persone simili, sembra di condividere tante cose. Poi quando agiscono, ci resti male.

        Non per la violenza, ma per la quantità di fallacie logiche che riescono ad accumulare.

        Infatti, oltre ai puri e semplici violenti, ci sono tutti quelli che pensano che “protestare” serve a qualcosa.

        Quelli che magari se la prendono con i violenti, dicendo “stavamo quasi quasi per cambiare il mondo vestendoci tutti di rosa e innalzando cartelli con scritto BASTA e poi siete arrivati voi e avete rovinato tutto tirando i sassi”.

        • PinoMamet says:

          “Non lo so, normalmente, quando ci parli con persone simili, sembra di condividere tante cose.”

          ma quella è recitazione, Miguel.
          L’attore più bravo, naturalmente, è quello che si identifica con il personaggio.

          Non li sto criticando per questo: a me capita di immedesimarmi in personaggi multipli, e con opinioni diametralmente opposte
          (credo che a volte si noti anche, nel blog).

          Semmai mi stupiscono quelli che si immedesimano in un personaggio solo: voglio dire, non si stancano?
          Forse a casa, penso banalmente, questi convintoni saranno poi l’opposto di come si presentano, per reazione.

          In ogni caso, molti degli “antagonisti”, variamente declinati, mi sembrano un po’ dei narcisi, specialmente i più giovani.
          Naturalmente c’è anche il narcisismo opposto, ma spesso, come dire, è più ruspante (il “pirata fascista” del lido…) o più facilmente sputtanabile
          (sono buoni tutti a fare il dannunziano, ma essere dandy facendo il proletario è un passo più avanti…)

        • Francesco says:

          Miguel

          quelli lì hanno ragione: se il cambiamento climatico esiste, il danno più grave non lo fa Trump, lo fanno i black block

          come ti spiegherebbe ADV, a furia di manifestazioni hanno fatto il voto alle donne, il diritto di sciopero, lo stato sociale, un sacco di roba da non credere che prima pareva decisamente impossibile

          ciao

          • per Francesco

            “a furia di manifestazioni hanno fatto il voto alle donne, il diritto di sciopero, lo stato sociale”

            Mi sembra che la tua conclusione neghi la premessa.

            Non so… il voto alle donne credo che lo abbia creato la Prima guerra mondiale, con il lavoro femminile in fabbrica (anche l’Italia fascista diede il voto alle donne, per quel che contava); gli scioperi li hanno creati… gli scioperi, lo stato sociale credo che sia stato creato più che altro con la paura di elezioni e rivoluzioni.

            Comunque stiamo parlando delle donne (il 50% della specie umana, presente peraltro in tutte le famiglie, quindi non “altro” rispetto a “noi”) e di chi lavorava e teneva in piedi la società.

            Non penso che una manifestazione di per sé crei alcunché, sono comunque disposto a cambiare idea in base a esempi storici.

            Nel caso dei diritti agli omosessuali, probabilmente le manifestazioni hanno giocato una loro parte, ma dall’altra c’è l’assenza di interessi concreti contrari (ci sono soltanto interessi “ideologici”, ma non vedo chi ci rimette la sopravvivenza fisica).

            • Z says:

              Miguel,

              la guerra ha contribuito a creare il terreno favorevole, e le manifestazioni pure.

              Non è che la guerra faccia piovere diritti dal cielo da sola…

            • Francesco says:

              x MM

              ci ho messo un pò a capire … per me una manifestazione è una cosa seria, un milione di persone compostamente in piazza dietro un leader politico, con una ragione e un programma

              non le cagate dei Black Block, a metà tra la recita dei figli di papà e la rissa di ubriachi

              ci vedo una immensa differenza

              ciao

            • Per Francesco

              “per me una manifestazione è una cosa seria,”

              Ma mi dici perché una manifestazione “seria” dovrebbe funzionare?

              Tra l’altro, dovrebbe fare anche meno notizia di una manifestazione cretina.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Attenzione: Francesco ha descritto chiaramente il tipo di manifestazione che secondo lui funzionerebbe e io sono d’accordo con lui.
              Il leader politico giova di quel tipo di manifestazioni, che gli danno spazio mediatico e danno l’idea che abbia seguito popolare. Ovviamente la manifestazione in sé è inutile, ma il ritorno di immagine del leader è una cosa importante.
              E questo che il leader sia Martin Luther King o che sia Silvio che porta in piazza il proprio gregge al completo.

            • Francesco says:

              Gregge dillo a tua cuggina!

              :D

              PS davvero, ancora oggi, dopo 20 anni, hai una simile opinione degli elettori di Silvio?

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              “voto alle donne”

              Lo voleva fare, inizialmente. Fu fatta una legge che consentiva il voto femminile alle elezioni comunali, ma prima che venisse messa in pratica, le elezioni vennero di fatto abolite sic et simpliciter (sono informato perché sulla questione hanno fatto una puntata monografica di “Il tempo e la Storia”, su Raistoria, trasmissione che mi permetto di consigliare a tutti).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

      @ Miguel

      “… tra le poche persone (…) cambiamento climatico …”.

      Come “tra le poche persone”?? A me risulta che i cambiamenti climatico-ambientali siano un argomento alquanto dibattuto e discusso. Con varie sfumature, d’accordo… Ed è anche vero che “tra il dire e il fare etc.”… Ma non mi pare che si tratti di una questione ristretta a pochi eletti.

      • Per Abd

        “Ma non mi pare che si tratti di una questione ristretta a pochi eletti.”

        Certo, infatti l’ho scelto come tema semplice, comprensibile e un po’ a caso.

        Aggiungo, sempre un po’ a caso, ma citando temi strettamente legati tra di loro:

        la questione dei trattati internazionali, la speculazione finanziaria, la cementificazione, la gentrificazione urbana, le guerre internazionali.

        Ora, uno che per queste cose è disposto a correre dei rischi, mi sta in linea di principio simpatico. E’ molto meglio di quello che è pronto solo a fare una chiacchierata e poi dire, “ma pazienza, che ci puoi fare?”

        Poi, nel 90% dei casi, l’attività di questa gente “disposta a” si esaurisce nel farsi una passeggiata dove strilla le cose a cui è contrario; nel 5% consiste nel bruciare cassonetti (e magari finire davvero in carcere).

        In entrambi i casi, l’idea di fondo è sempre quella: sono gli altri che devono fare qualcosa, o perché protestando li convinco magicamente, oppure perché io gli metto paura.

        E’ questa la tragedia.

        • Z. says:

          Miguel,

          — Ora, uno che per queste cose è disposto a correre dei rischi, mi sta in linea di principio simpatico. —

          Le persone disposte a correre rischi per cose del genere, in base alla mia esperienza, si dividono principalmente in due categorie:

          – alcuni con le spalle coperte;
          – altri che mettono a repentaglio il proprio futuro in base a disposizioni impartite dai primi.

          Provo scarsa simpatia per i primi, naturalmente. E provo molta compassione per i secondi, indotti a mettere la loro creatività e le loro capacità al servizio di fricchettonate nocive anziché al servizio del loro futuro – magari all’estero, in un Paese meno ingrato e ingiusto verso la propria gioventù.

        • Z. says:

          Quello che si limita a una chiacchierata, invece, non crea disagio né guasti al prossimo, e non danneggia la stessa causa che dovrebbe servire.

          Il coraggio è un vizio terribile, che nuoce parecchio al coraggioso e ancor di più alla società.

  13. Z. says:

    I nostri cosplayer, invece, non siamo riusciti a metterli in vetrina all’Expo di Amburgo…

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/07/07/news/bologna_l_attivista_de_pieri_fermato_ad_amburgo-170225299/

    In effetti, quando hai una carrettata di procedimenti penali in corso per fatti non dissimili da quelli commessi ad Amburgo in questi giorni, chi poteva mai immaginare che ti avrebbero fatto dormire in dogana?

    https://www.pressreader.com/italy/corriere-di-bologna/20150829/281857232294348

    Comunque, di immotivata privazione della libertà personale anche l’appello, firmato tra gli altri dal professor Rodotà, che protestava contro la giustizia “fascista” perché De Pieri era gravato di divieto di dimora in Bologna – la più blanda delle misure cautelari coercitive applicate dai tribunali italiani.

    Quando in seguito De Pieri fu oggetto di una seconda misura cautelare, questa volta addirittura custodiale (arresti domiciliari), tutti zitti. A quanto pare, impedire a Tizio di entrare nel comune di Bologna è nazifascismo, mentre sbatterlo dentro è democrazia.

    Purtroppo l’età non fa sconti a nessuno, nemmeno al defunto professor Rodotà.

    Bologna è sempre un passo avanti. Il guaio è che ne sono al corrente anche le autorità tedesche…

    • Per Z

      “De Pieri”

      Non lo conoscevo, notevole la sua biografia (non mi sono permesso di correggere l’ortografia dei nomi inglesi):

      Imprenditore e agitatore sociale nasce a Padova 41 anni fa. A Bologna dal 1996 si innamora perdutamente della città, dove decide di vivere. E vivere per Gianmarco significa da sempre lottare con ostinazione contro le ingiustizie sociali, per i diritti dei più deboli, per una società migliore, animato dal sogno di dare il potere alla società che lotta. Essere un agitatore sociale a tempo pieno non gli ha impedito di laurearsi in ingegneria col massimo dei voti e con sei mesi di anticipo, per poi ottenere anche il diploma a Henley in Oxforshire con tesi su Leadership distribuita in contesti complessi. Chiusi gli studi inizia subito a cimentarsi con scrupolo e dedizione alla vita professionale. Inizia come analista per la Coop, poi come ingegnere per una nota multinazionale, dove viene licenziato perché, come da sentenza, discriminato per le sue battaglie politiche. Dimostra che si può lottare per la difesa dei valori in cui si crede, anche se questi apparentemente confliggono con gli interessi personali. Il bene collettivo prima di tutto. Dopo aver ricominciato come manager per una società di consulenza, decide di mettersi in proprio e aprire Zazie. L’avventura di imprenditore la vive come sempre, con dedizione e ostinazione. Vince la sfida e dimostra che nonostante la crisi si può fare impresa in modo etico e continuare a lottare in strada, in piazza, nelle assemblee. Non ha mai obbedito, né al potere né alla sacralità del movimento, convinto, come disse Micheal Jeffrei Jordan, che “i limiti, come le paure, spesso sono solo un’illusione”. I recinti, anche quelli di movimento preferisce provare a saltarli, perché la prima sfida è sempre verso noi stessi.”

  14. Comunque il De Pieri mi sembra molto diverso dal nostro grande attivista da poco morto, Lorenzo Bargellini.

    Che aveva sicuramente un aspetto pittoresco, ma seguiva con intensa partecipazione ogni singolo sfratto di ogni singolo disgraziato della città, e si batteva in tutti i modi anche per trovargli un tetto.

    Si può anche non essere d’accordo sui metodi, ma per tanta tanta gente, è stato Robin Hood, e penso che a Firenze ci siano migliaia di persone che lo ricordano con stima e riconoscenza.

  15. Mario says:

    Secondo me l’agitatore dalla bottiglia non beve; ci fa altro, visti i tempi.

  16. Francesco says:

    Ah Miguel

    ho trovato il vero errore: non c’è la Polizei a rimettere le cose a posto

    è decisamente una Germania deludente, quella di questo G20, molto andreottiana

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