Immaginari siriani

Su Twitter, Maytham è un sostenitore, o se preferiamo un esaltatore, del governo siriano.

In quanto tale, cerca di mettere in buona luce il proprio paese, e per farlo posta ogni giorno immagini molto diverse da quelle che associamo alla Siria.  Bisogna aprirle ad una ad una, perché, probabilmente per opera di qualche troll di parte avversa, Twitter ti avverte che anche la foto di un fiore potrebbe urtare la tua sensibilità.

Al di là dell’intento propagandistico di Maytham, queste immagini mi colpiscono per un motivo: da quando andai in Bosnia in piena guerra civile, sono sempre rimasto colpito dalla normalità che continua – gli operai che lavorano per riparare le buche, i negozi che vendono, la gente che stende il bucato e stira i vestiti, la corrente elettrica che continua misteriosamente ad arrivare, le mamme che preparano la colazione e i ragazzi che si annoiano a scuola sperando che arrivi la ricreazione.

Solo se riusciamo a immaginarci chi si trova in guerra come molto simile a noi, riusciamo a liberarci dal pietismo accondiscendente e dall’esotismo.

I siriani poi, per chissà quale motivo, sono tra tutti i popoli del Medio Oriente quelli che somigliano di più fisicamente agli italiani, e questo rende ancora più forte l’effetto.

Queste foto poi, mentre ci comunicano l’immaginario governativo, ci aiutano a capire anche qualcosa dell‘immaginario avversario, quello molto più austero dei ribelli, e forse persino a condividerne qualcosa.

Eccovi alcune delle foto di Maytham.

a-barberParrucchiera-barbiera al lavoro

a-zumbaLezioni di zumba

a-ragazzeIn spiaggia a Tartus

a-ultras-aleppoUltras Aleppo allo stadio

a-student2La moglie del presidente della Siria riceve gli alunni che hanno avuto i migliori risultati. E’ una foto “ufficiale” e proprio per questo colpisce lo stile che vuole trasmettere

a-studenti

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160 Responses to Immaginari siriani

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Beh, ‘Business as usual’ è un classico della propaganda. Dubito che un regime come quello lasci twittare qualcuno del posto senza le debite autorizzazioni. Anche a Theresienstadt/Terezin ci sono rimasti filmati di gente che coltivava allegramente dei fiori.

    Ciò non vuol dire che i Siriani non ci somiglino: anzi, nelle loro condizioni noi faremmo lo stesso. Se chiedi a un Italiano appena appena benestante come va, ti risponderà probabilmente: ‘non mi posso lamentare’. Un Siriano ti dirà la stessa cosa.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per Adv

      “Beh, ‘Business as usual’ è un classico della propaganda.”

      Non solo, stiamo parlando di questa specifica propaganda.

      Cioè di un governo che arriva al potere tramite le lotte contadine, ma non può presentarsi per sempre come tale, perché nel frattempo ha dovuto accogliere mille interessi diversi.

      E quindi può solo esprimersi (in fondo anche come il PD da noi) come una generica “normalità” che non conosce conflitti.

    • Peucezio says:

      Andrea,
      però non è neutro il fatto che l’ISIS mandi in giro ben altre immagini.
      Propaganda è l’una e propaganda è l’altra, d’accordo.
      Ma se dovessi scegliere fra un politico che dice:
      “ti lascerò andare a lavorare, uscire la sera a mangiare la pizza, andare a ballare, a fare le vacanze, mandare a scuola i tuoi figli, fare il fine settimana fuori”
      e uno che ti dice:
      “ti insegnerò fin da piccolo a sogzzare e decapitare infedeli, suprare donne, ammazzare di qua e di là in nome dell’Islam, poi a un certo punto, se sarai fortunato, avrai anche la gloria e l’onore di poterti far saltare in aria per Allah”
      d’accordo che non sempre i politici riescono a mantenere le loro promesse, d’accordo tutto quanto, ma, insomma, così, a spanne, in base a una preferenza programmatica…
      … tu quale dei due voteresti?

      • Per Peucezio

        “però non è neutro il fatto che l’ISIS mandi in giro ben altre immagini.”

        Sì, però la propaganda dell’Isis (che è abbastanza diversa anche da quella degli altri ribelli) ha un fine preciso.

        Violando tutti i canoni ufficiali, intanto, è garantito che verrà sempre ripresa dai media.

        Secondo, di solito tutti i sistemi sono nei fatti più cattivi di quanto appaiano a parole. Se quelli dell’Isis sono così cattivi pure a parole, immagina come devono essere nei fatti! Scappiamo appena li vediamo! (e con l’esercito iracheno ha funzionato a meraviglia).

        Terzo, è una risposta al piagnisteo di al-Qaida che non fa altro che dire quanto i musulmani soffrono.

        • Francesco says:

          quindo Al Qaeda è come i Fasci che lamentavano la sofferenza della Grande Proletaria, ISIS come le SS e il loro gusto per il massacro?

          gentaglia entrambi, direi

  2. Dif says:

    A proposito di mediorientali poco esotici, ieri ho letto la notizia dell’uccisione (previa tortura, ovviamente) dell’attore Karar Nushi, il “Brad Pitt iracheno”, per via del suo stile di vita “immorale”. Se date un’occhiata alle foto, tralasciando il fatto i capelli biondi molto probabilmente tinti, era veramente distante dall’iracheno standard.

  3. mirkhond says:

    Guardando queste immagini, si riescono a capire le ragioni dei fondamentalisti.
    A parte quelle 3 o 4 ragazze velate, sembrano immagini di una società occidentale.
    Come l’ellenismo degli ultimi secoli prima di Cristo e dei primi secoli dopo, anche l’occidente produce i suoi maccabei per reazione.

  4. Francesco says:

    ma chi sarebbero i ribelli siriani?

    togliamo pure i “turisti” dell’ISIS, laidi appassionati di veli e videogames

    sono sunniti stufi del governo di una setta minimale? sono folli che vorrebbero votare, leggere giornali, essere liberi come in occidente? austeri “pretoni” disgustati dalla zumba? contadini proletarizzati dalla carestia finiti nelle mani di agitatori?

    • Per Francesco

      “ma chi sarebbero i ribelli siriani?

      togliamo pure i “turisti” dell’ISIS, laidi appassionati di veli e videogames”

      Semplifichi molto direi.

      Intanto, l’Isis non è affatto costituito solo da turisti: non sono quattro coattelli francesi che conoscono due parole di marocchino ad aver conquistato il medioriente dalla periferia di Aleppo alla periferia di Baghdad.

      In questo, magari, la colpa è anche un po’ mia, perché mi sono concentrato sulla periferia occidentale dell’Isis, che è un po’ come studiare i maoisti italiani del Sessantotto invece di quelli cinesi.

      • Francesco says:

        beh, la manica di giovani stronzi tunisini non mi suscita maggiore empatia

        ciao

      • Peucezio says:

        Miguel,
        vabbè i maoisti italiani non erano maosti cinesi periferici: nella Cina maoista li avrebbero scorticati vivi e bolliti al vapore: penso che non avrebbero riconosciuto loro nemmeno la qualifica di esseri umani.

        • Per Peucezio

          “vabbè i maoisti italiani non erano maosti cinesi periferici: nella Cina maoista li avrebbero scorticati vivi e bolliti al vapore: penso che non avrebbero riconosciuto loro nemmeno la qualifica di esseri umani.”

          beh, più o meno… i maoisti italiani erano di molte specie (e diversissimi, tra l’altro da quelli francesi). Ci fu una brevissima moda, durata pochi mesi, che coinvolse tanti, poi rimasero dei pittoreschi settari, ma anche qualche persona molto in gamba: mi onoro dell’amicizia di uno dei capi del “maoismo” di quegli anni, rimasta persona estremamente lucida e che tra l’altro incontrò Mao in persona.

          • Peucezio says:

            In effetti c’è sempre di tutto a ‘sto mondo.
            Una delle cose belle tue è che anche fra i gruppi meno simpatici, conosci sempre qualcuno molto valido.

            • Per Peucezio

              “Una delle cose belle tue è che anche fra i gruppi meno simpatici, conosci sempre qualcuno molto valido.”

              Purtroppo, non conosco nessuno dell’Isis. Non lo dico perché ci potrebbe essere in ascolto il troll della Digos :-), ma perché mi dispiace davero. Anche perché tra breve, non ne resterà in vita nemmeno uno.

              Almeno ho fatto in tempo a conoscere due delle SS (entrambi di origine ebraica, peraltro).

            • Z. says:

              Come hanno fatto a evitare guai?

            • Peucezio says:

              Mah, sarò settario ma ‘stavola sì che non ti perdi nulla, credo.
              E’ anche vero che curioso come sei tu sull’umanità capisco bene il tuo rammarico.

            • Lucia says:

              @Miguel Ma scusa, questa delle ss “ebree” l’hai raccontata. Se no, cosa aspetti? :D

            • Per Lucia

              Ma scusa, questa delle ss “ebree””

              Non è che fossero ebrei, avevano soltanto ascendenze ebraiche (non mi ricordo la legge nazista in che proporzioni stabiliva l’ebraicità; sicuramente era più tollerante di quella statunitense, che considerava che una sola goccia di sangue nero ti faceva un “negro”).

              Comunque è divertente dal punto di vista statistico: se dovessi basarmi sulla mia limitata esperienza, siamo al “100% di ebrei” nelle SS, mentre la maggioranza dei sionisti che ho conosciuto non sono ebrei :-)

              La vita vera è così.

            • Lucia says:

              Ci andava un punto interrogativo anche dopo raccontata

            • Roberto says:

              Pfui, due naioni….io ho conosciuto la famiglia himmler
              (I genitori di karhrine himmler, che probabilmente avrete sentito nominare, sono amici di famiglia dei miei suoceri)

            • Per roberto

              “io ho conosciuto la famiglia himmler”

              :-)

              Io però conosco il più noto pittore del mio quartiere, che ha conosciuto Padre Pio.

              Vale?

            • Roberto says:

              Se cali la carta padre pio non posso che arrendermi
              :-)

              Gli himmler sono comunque persone molto simpatiche ed interessanti. Degli hippies rimasti negli anni 60, che hanno vissuto nel tentativo di far dimenticare e dimenticare la loro parentela con il mostro (così lo chiamano), finché la figlia non ha iniziato a scrivere sulla loro storia di famiglia. Figlia che ha sposato un ebreo, cela va sans dire….
              Ottime persone

    • Per Francesco

      “ma chi sarebbero i ribelli siriani?”

      La spaccatura fondamentale è molto antica, e risale alle riforme agrarie dopo l’occupazione francese.

      Sotto gli ottomani, la Siria era in mano a una categoria urbana di artigiani, imprenditori e latifondisti, con le loro figure di riferimento religiose, tutti sunniti, che padroneggiavano su una vasta campagna povera.

      Questo potere è crollato con la rivoluzione baathista, con le sue cooperative e tutto il resto e con il risveglio dei cristiani, degli alawiti e degli sciiti attorno al movimento Baathista.

      In un secondo momento, i baathisti, arrivati al potere, diventano un partito di tipo sovietico, con milioni di iscritti, che si infila in tutti i gangli della società, autoreferenziale, e perde anche in buona parte la sua natura contadina iniziale.

      E poi c’è la grande rinascita islamista, la guerra in Iraq in cui il governo siriano ha giocato un ruolo molto ambiguo, dove migliaia e migliaia di giovani siriani sono partiti per combattere contro gli americani, mentre il governo cercava il compromesso: ho un bellissimo libro di testimonianze di ragazzi siriani che partirono allora.

      E con il senno di poi, credo che quello sia stato il momento di rottura, quando ci si è resi conto che al governo baathista non gliene importava nulla del destino dell’Iraq, che in fondo accettavano l’occupazione americana, e poi la tremenda violenza sciita contro i sunniti.

      Credo che sia lì che è avvenuto il risveglio delle coscienze, che poi ha trovato materiale umano con la catastrofe ecologica del 2009-2011.

      Dopo, ci sono messi anche gli americani, il Qatar e l’Arabia Saudita, ma non sono d’accordo con chi vede i ribelli siriani come meri “agenti della NATO”.

  5. mirkhond says:

    Già Pasolini, nei suoi ultimi anni di vita, notava come la globalizzazione di matrice occidentale avesse (o fosse sul punto di) livellato tutte le differenze culturali, per cui spostandosi anche in paesi lontani dai nostri, si finiva col ritrovare le stesse abitudini, la stessa moda.
    A questo punto, mi sento di aggiungere, non è meglio starsene a casa propria, se devo ritrovare in un altro posto il peggio in cui mi trovo?

    • Per Mirkhond

      Chiaro che la Siria è molto varia.

      Guarda questo mio vecchio post:

      http://kelebeklerblog.com/2016/12/26/tra-il-vino-e-il-sorriso/

      dove troviamo altri due immaginari. Quello “novecentesco” del Partito Socialista Nazionale siriano da una parte, e quello dei ribelli, in cui il ragazzo canta il suo amore per la Huri.

      Sono immaginari di chi – a differenza dei governativi – non è costretto a mediare tra tutti, per poi non dire nulla.

    • Peucezio says:

      Ah, ora ho capito meglio.
      In questo senso hai ragione.

      Ma secondo me è un fatto simbolico, di estetica, di immaginario, non è affatto detto che quelle foto siano uno specchio della società siriana, o meglio, che la esauriscano, che non ci sia altro.

      Non credo (anzi, lo escludo) che l’ISIS sia un agente antiomologante e il governo siriano un agente occidentalizzante.
      Anzi, è il contrario. Il governo siriano, essendo pluralista, lascia anche spazio a costumi occidentalizzanti. l’Isis no, perché è omologante, come l’Occidente (anche se propone un modello apparentemente diverso).

  6. PinoMamet says:

    Due amiche sono state in Siria l’anno prima dei casini
    (avessero portato sfiga? ;) )

    vedo le foto che hanno postato, e direi che fanno media tra quelle qui sopra e quelle della Siria post-devastazione e post-Isis:

    un paese sicuramente “arabo” (metto tra virgolette perché mi rendo conto che non vuol dire niente), vicino-orientale, dalle architetture mediterranee e (non nel senso che dice Mirkhond) persino ellenistiche;

    un paese, insomma, solidamente, soleggiatamente tradizionale, di vicoli, negozietti, narghilè, cucina levantina, uomini baffuti e donne spesso velate;
    ma velate alla buona, con fazzolettoni colorati da zingara o da nonna, non da integralista.
    Estetiste maldestre, ma estetiste. Baffoni, non barbe da finto Califfo. Anche tizi biondi o biondastri, naturalmente.
    Sigarette, camicie, salotti vecchi stampo, l’aspirazione a essere borghesi.

    Un’aspirante Grecia o Turchia, insomma, non un aspirante Emirato Arabo o Qatar.

    • Z says:

      Leggendo la tua descrizione mi sento molto siriano.

    • Peucezio says:

      Ecco, mi riferivo proprio a qualcosa come ciò che ha descritto qui Pino (senza averlo letto, lo intuivo).
      Cioè le società con caratteristiche tradizionali si sa che hanno anche il mito dell’Occidente e amano rappresentarsi così. Ma quest è il segno che sono ancora società con una loro autenticità.
      L’antioccidentalismo dell’ISIS (ammesso che esista) è ideologico, quindi è speculare all’occidentalismo nostrano, che non è un’aspirazione di gente completamente diversa, ma è un dato fattuale, aggressivo, che scardina equilibri e ne sostituisce altri.

      • Per Peucezio

        “L’antioccidentalismo dell’ISIS (ammesso che esista) è ideologico”

        Ma infatti, io non credo che l’Isis sia “antioccidentalista”.

        E’ un errore di etnocentrismo.

        Da una parte, l’Isis è islamocentrico, ha qualcosa di positivo da affermare e ciò che non ci sta, zacchete, che venga dalla Persia o dall’Occidente: ricordiamo che l’Islam non ha la categoria “laicismo occidentale modernista”, come quella che si è costruito il cattolicesimo. Infatti, in genere, gli islamisti parlano male dei “Crociati”, al massimo hanno capito che esiste la malvagia categoria dei “comunisti”.

        Dall’altra, l’Isis è sicuramente psicologicamente “occidentale” come cultura mediatica, reattività delle periferie, ecc. ecc.

        Ricordo infine un’espressione islamofoba che mi dà sempre fastidio: “vogliono riportarci al settimo secolo”.

        Al contrario, l’Islam fu la prima, radicale rivoluzione CONTRO il proprio secolo, il primo tentativo di creare una comunità volontaria che sul piano della vita, della politica, dei rapporti umani e perfino sessuali, negasse alla radice tutti i presupposti del proprio tempo.

        L’Islam fu un tentativo di uscire dal settimo secolo, non certo un tentativo di rientrarci.

        • Z. says:

          Io di solito sento dire “vogliono riportarci al medioevo”. Un islamofobo che ha orecchiato qualcosa sul VII secolo d.C. è già più istruito della media :)

          • Peucezio says:

            E’ uno scienziato!
            Secondo me se si ferma la gente per strada, la maggior parte so’ capaci di dire che l’Islam è precedente al cristianesimo.

        • Peucezio says:

          Già, è quello che cerco sempre di far capire (nel mio piccolo: ne so molto meno di te sull’Islam).

  7. PinoMamet says:

    “I siriani poi, per chissà quale motivo, sono tra tutti i popoli del Medio Oriente quelli che somigliano di più fisicamente agli italiani, e questo rende ancora più forte l’effetto.”

    Confermo.
    Sono già diversi i siriani/libanesi che ho conosciuto e che erano fisicamente indistinguibili dall’italiano medio (compresi biondi, sì).

    • Z says:

      Infatti, come alcuni di voi sanno, a quanto pare sono stato scambiato per siriano. Per l’aspetto, credo, e non per la mia discutibile pronuncia araba!

      • mirkhond says:

        Nell’Esarcato di Ravenna, vi erano anche dei Siri cristiani, probabilmente religiosi e funzionari romano-bizantini.

        • Z. says:

          …beh, non sono COSI’ vecchio però :D

          • mirkhond says:

            Potrebbero essere dei tuoi antenati. :)

            • Z. says:

              In effetti potrebbero. Mi convince di più, come tesi, di quella che ci vorrebbe discendendi da non so quale luogotenente di non so quale popolo barbarico :D

            • mirkhond says:

              Già.
              Ho notato come alcune tra le più antiche e prestigiose famiglie aristocratiche romagnole come i Traversari e i da Polenta, vantassero origini germaniche, mentre è più probabile che discendessero da notabili locali, forse proprio legati all’Esarcato, e magari di origine armena, siriaca o romaica.
              Chissà perché dirsi di ascendenze gotiche o franche (i Longobardi hanno dominato l’Esarcato per un lustro), facesse più figo, che non un’origine romano-bizantina.

  8. mirkhond says:

    (non nel senso che dice Mirkhond)

    Ellenistiche nel senso di globalizzanti attuali.

  9. mirkhond says:

    “donne spesso velate;
    ma velate alla buona, con fazzolettoni colorati da zingara o da nonna, non da integralista.”

    Ma magari andassero velate alla buona. :)
    Ovviamente mi riferisco alle donne di qui. ;)

  10. Per Francesco

    ““ma chi sarebbero i ribelli siriani?”

    Sempre parlando per immaginari, se cerchi i video delle organizzazioni ribelli, vedrai una differenza straordinaria: Maytham posta tante immagini femminili; i ribelli non fanno mai vedere una donna (salvo vittime di bombardamenti).

    I visi sono solo maschili, giovani, armati. E spesso sono “inter-epocali”. Cioè l’immaginario governativo è la sedicenne con i jeans strappati, l’immaginario ribelle è il guerriero con la lancia a cavallo.

    • Z says:

      Ecco che invece mi sento molto lontano dai ribelli, e a quanto pare non solo per ragioni politiche.

      • Per Z

        “Ecco che invece mi sento molto lontano dai ribelli, e a quanto pare non solo per ragioni politiche.”

        Direi che è strutturale.

        Governo: “care piccole persone normali, avete paura? Io vi proteggo!”

        Ribelli: “Sei un vigliacco al di là di ogni rimedio, oppure hai il fegato per farti saltare in aria per una causa giusta?”

        • Z. says:

          Infatti io sono una cara persona normale. Non piccola, in effetti, né per altezza né per stazza, ma questo è abbastanza secondario.

          Ma non è tanto questo a farmeli sentire distanti, quanto i visi solo maschili, giovani, armati e il guerriero con la lancia a cavallo.

          Non mi piacciono gli esaltati del mio Paese, ma neppure quelli esteri. Che nel caso di specie combattono a fianco di chi odia il mio Paese e l’unione politica di cui fa parte, e purtroppo non solo con le lance.

          • Per Z

            “Che nel caso di specie combattono a fianco di chi odia il mio Paese e l’unione politica di cui fa parte”

            Attenzione, la maggior parte dei ribelli siriani NON sono dell’Isis.

            Ci sono diverse centinaie di milizie del tutto autonome, che sostanzialmente difendono il proprio villaggio, e che non sono necessariamente nemiche del governo.

            Poi ci sono gruppi di lanzichenecchi che aspettano lo stipendio dal Qatar, dai curdi (che a loro volta si finanziano con il traffico di eroina in Germania), dagli americani, dai russi.

            E ci sono alcuni grandi movimenti, spesso in conflitto armato tra di loro, ma che comunque si rifanno in qualche modo a Bin Laden. Non sono, che io sappia, tremendamente antieuropei: ritengono casomai che gli Stati Uniti siano il primo nemico mondiale, però aspettano, che il primo nemico è il governo siriano.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Attenzione, la maggior parte dei ribelli siriani NON sono dell’Isis. —

              Lo immagino, visto il numero di ribelli e di sigle. Però combattono dalla stessa parte dell’ISIS: per questo dicevo “a fianco di chi odia il mio Paese e l’unione politica di cui fa parte”.

            • Francesco says:

              Z

              credo che combattano a fianco o contro l’ISIS a settimane alterne

              non è ben chiaro da questa descrizione che problemi abbiano con il governo siriano però

              ciao

  11. Segnalo un bellissimo video dei ribelli, dove si vede l’immaginario opposto a quello governativo.

    Notate che business non è per nulla as usual; una donna compare per un istante, solo come figura piangente, ci sono un paio di bambine combattive e tutto il resto è giocato sul dramma e sulla virilità.

    https://www.youtube.com/watch?v=Xz3qp8uDIE4

    Che è un video particolarmente interessante, perché rifiuta esplicitamente il “settarismo”.

    • andrea di vita says:

      @ Martinez

      Il video è davvero notevole. Ma mi ha fatto contrarre lo stomaco. Istintivamente, mi spinge a parteggiare per Assad (si’ lo so che non dovrei, ma… che ci vuoi fare, io a sentire quelle nenie che promettono solo vendetta.. saro’ sincero, mi viene voglia di una bella repressione stile Vandea. Reagisco così quando sento nominare Dio come una bandiera.)

      Ciao!

      Andrea Di Vita (parecchio innervosito :-( )

      • Per ADV

        “Ma mi ha fatto contrarre lo stomaco”

        Ripeto, secondo me dipende molto dalla funzione che ha. Qui è istigare a una rivolta (anche La Marsigliesa ha un tono drammatico…), mentre l’immaginario asadiano deve dire, difendiamo la vita ordinaria.

      • mirkhond says:

        Mentre un massacro in nome dell’uomo, ti fa stare bene?

        • Per Mirkhond

          “Mentre un massacro in nome dell’uomo”

          cosa sarebbe, un femminicidio o un ecocidio?

          :-)

        • Francesco says:

          credo che per ADV sia l’optimum, un bel massacro laico

          secondo me è un fan della Grande guerra, con tutti quei morti in uno scontro tra poteri massonici franco-britannici e crucchi anti-cristiani, deve essere l’idea post-religiosa di paradiso terrestre

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco & mirkhond

            Mai visto un relativista agnostico mettersi a massacrare altri al grido di ‘Epicuro lo vuole!’

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Mai visto un relativista agnostico mettersi a massacrare altri al grido di ‘Epicuro lo vuole!’”

              Ma ho visto dei tecnocrati per nulla religiosi bombardare per tredici anni di seguito il Vietnam, uccidendo diversi milioni di persone (qualcuno, forse esagerando, pensa 10 milioni), al grido di “portiamo la democrazia, la prosperità e la felicità!”

              Senza invocare il povero Epicuro, che non credeva sicuramente al progresso.

          • habsburgicus says:

            crucchi anti-cristiani

            @Francesco
            non volevo intervenire…ma l’hai detta troppo grossa :D della Germania nella I GM si può dire di tutto, ma per favore, non che fossero anti-cristiani..a tutto dovrebbe esserci un limite :D
            sia il Kaiser ed il Kronprinz che i Cancellieri ed i generali erano devoti luterani (von Hertling, Reichskanzler fine 1917-1918, pure cattolico..il conte Mirbach, che fu Ministro ad Atene sino al 21/11/1916 quando l’Intesa brutalmente e contro lo ius gentium espulse lui e i colleghi Szilassy, Pasarov e Galip Bey, e poi sarà Ministro nella Mosca rossa di Lenin, quella sì anti-cristiana !, dooo la pace di Brest del 3/3/1918 e sarà assassinato dal SR di sinistra Bljumkin il 6 luglio 1918, era cattolico…ammetto che i cattolici però non erano molti)..Ludendorff diverrà anti-cristiano DOPO, su influenza della moglie Mathilde..dunque un’asserzione priva di fondamento

  12. Completamente diverso è il rapporto poi con la morte: nella propaganda governativa, certo, c’è la foto del “nostro” morto in battaglia; ma la propaganda dei ribelli è tutta giocata sulla disponiblità, quasi l’affetto per la morte, l’arma ultima che rende possibile combattere anche quando tutti hanno tradito.

    E in questa assoluta disponibilità alla morte, c’è tutta la superiorità sui governativi.

  13. Infine, confrontando gli immaginari governativi e ribelli, la debolezza dei governativi sta anche che non possono in fondo invocare Dio, se non in un vago senso di “tolleranza” e “volemosse bene”.

    Mentre i ribelli hanno dalla loro proprio la possibilità di invocarlo, affermando che è meglio morire seguendo i Suoi comandi che vivere con disonore.

    • Francesco says:

      Dio andrebbe bene per gli sciiti, per gli alawiti, per i cristiani … come non possono invocarlo? adesso è un’esclusiva sunnita?

      non capisco

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non puoi sgozzare in libertà dicendo “Dio lo vuole” se poi sostieni che la guerra non è voluta da Dio. O dici “ammazziamo tutti i sunniti, perché sono nemici di Dio” (e in tal caso buon lavoro, ce ne sono un bel po’ in giro per il mondo…), oppure devi giocare di rimessa contro un nemico che grida “uccidiamo tutti i nemici di Dio!” e si immola per l’obiettivo.

        • Francesco says:

          1) sì che posso, eccome, anzi il fatto che io non glorifichi la guerra rende i miei sgozzamenti più pii e modesti
          2) nessuno sarebbe così rozzo
          3) i fanatici sono i peggiori nemici dei veri religiosi, giusto? quindi possiamo mettere mano al coltello

          ;)

  14. Pierluigi Vernetto says:

    da leggere il libro “the Dirty war on Syria” – e lasciate pure perdere tutto quello che sentite sui media controllati dal Pentagono – cioe’ tutti i media nostrani.

    • Per Pierluigi

      “e lasciate pure perdere tutto quello che sentite sui media controllati dal Pentagono”

      Credo che il ruolo degli Stati Uniti nel Medio Oriente sia stato sempre ed esclusivamente nefasto (forse l’unica eccezione, Eisenhower quando minacciò gli inglesi e i francesi perché mollassero l’occupazione di Suez).

      Figuriamoci se non concordo (in linea di massima) sul ruolo usano in Siria oggi.

      Detto questo, non confondiamo gente che per motivi propri prende le armi, e potenze estere che decidono di aiutare quella gente per i loro interessi.

      Qui stiamo parlando degli aspetti soggettivi, del vissuto dei siriani stessi, non di chi li manipola (che è un discorso importante e che va fatto).

      • Francesco says:

        io adoro l’immaginifico immaginario di chi vede tutti i media asserviti al Pentagono

        poi penso che non mi hanno mai offerto neppure un posto di spugnetta lecca francobolli e mi intristisco

  15. rossana says:

    Di due giorni fa la notizia di un padovano di origine siriana il quale, convinto di dover tornare in Siria per “fare qualcosa”, è finito morto per una bomba.
    Cioè, questo vive qui ed è qui insegnante di ballo latino-americano, ha una sua attività che va bene e molla tutto per ragioni ideali (influenzate da ciò che legge nei media), e va lì ad aprire un’altra attività, si sposa una siriana, che ora è in attesa di un bambino, e salta per aria per una bomba di quelli che secondo lui erano i cattivi che gli stavano massacrando il paese.
    Una storia che a dire destino viene facile…

  16. Inviterei tutti a dare un’occhiata a questo video, che rappresenta molto bene l’immaginario ribelle:

    https://www.youtube.com/watch?v=E9nyKfsSq-M

    Le parole sono molto semplici (“Dio è grande… combattiamo sul sentiero di Dio… siamo tutti fratelli… siamo martiri per la Siria…” ecc.), ma colpiscono le facce dei bambini, per il solito motivo che sembrano così tremendamente italiani.

    Questi sono ribelli NON dell’Isis, infatti si nota anche dall’abbigliamento; anzi probabilmente sparerebbero su quelli dell’Isis.

    • andrea di vita says:

      @ Martinez

      O santo cielo. Ho interrotto a metà, quella cantilena ha qualcosa di pauroso.

      Nasconderò mica un’anima di legaiolo?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • ruttone says:

        No è che è di una pallosità disarmante e fa solo disperare che in questi posti la gente un giorno possa iniziare ad affrancarsi dalla società come branco

        qualità che condividono oltre all’aspetto fisico con gran parte dell’Italia, specie centro-sud

  17. mirkhond says:

    “Almeno ho fatto in tempo a conoscere due delle SS (entrambi di origine ebraica, peraltro).”

    Sarebbe interessante se potessi parlarcene.
    Tempo fa è uscito un libro, di un ebreo americano proprio sui Giudei che militarono per il reich e che lui assommava a 150.000.
    Purtroppo non ricordo ne il titolo, ne l’autore.

  18. Roberto says:

    Non ci capisco più niente!
    I milioni di profughi siriani dai quali la Turchia ci difende, che aspettano ad andare a tartus a fare zumba?

    • Per roberto

      “Non ci capisco più niente!”

      Ogni cosa è apparenza e inganno, se no non saremmo in Medio Oriente.

      Una cosa invece molto interessante sono i patti di pacificazione che il governo fa con le singole milizie. Considera che ovunque in Siria, i confini non sono come appaiono sulle mappe: i camion a volte passano carichi di viveri, la centrale elettrica è in mano al nemico ma vende la corrente ai nostri, ecc. – come dicevo, le guerre civili consistono in gran parte di vita normale.

      Quindi ci sono già ampie premesse per patti, che poi vengono negoziati formalmente, magari con una milizia sì e l’altra no, che permettono alle milizie di restare armate e di continuare, entro certi limiti, a dettare legge nel loro quartiere/villaggio, ma fermano i massacri e le sparatorie, creano forme di mediazione per i trasporti e i lavori pubblici, eccetera. Sono molto diversi gli uni dagli altri, e sono ovviamente motivi di scontro (armato) tra le milizie più religiose, che hanno difficoltà ad accettarli, e quelle più localiste; ma spesso i fronti si invertono, e ci sono anche milizie jihadiste che aderiscono ai patti.

  19. Moi says:

    @ CARLO

    Scusa, da dove DGT (come scrivono i minkiakids) ? ;)

    Nel senso, m’ incuriosisce quel che dici dello stereotipo del _ tanto per capirci al volo_ “Negro” che non può essere Cristiano … dalle mie parti, neanche a farlo apposta, è alquanto paradigmatico Bello Figo Gu : Secolarizzazione, o meglio : Culto della Figa ;) … non necessariamente “Bianca”; insomma: “già integrato” !

    …ma il tipo sa benissimo che senza quella provocazione lì non avrebbe mai fatto il clamore mediatico che ha fatto.

    • Moi says:

      insomma: l’impressione è che _ al netto di una forte identità religiosa _ scimmiottino “tamarrofilamente” i loro Omologhi Simil-Para-Rapper AngloAmericanofoni con cognome Inglese … e, anche in questo, gli Italici Bianchi , non di rado, differiscono di poco. ;)

  20. Moi says:

    Invece il _ sempre per capirsi al volo _ “Beduino” è un esempio eloquente di quello che tu ( … o Andrea Di Vita ?) avevi genialmente (!!!) definito “Immigrato di Schrödinger” [sic] … esistendo contemporaneamente come Tamarro SenzaDio e come MuSSulmaniaco finché non si decide come agire (l’ ISIS _ cronache alla mano … _ha questa capacità “Quantistica” di incanalare il Fenomeno SocioQuantico).

    ;)

  21. Moi says:

    [legge] statunitense, che considerava che una sola goccia di sangue nero ti faceva un “negro”

    —————-

    E infatti, come notava giustamente Pino, la mentalità è rimasta … solo che viene data anche per positiva, ribaltando il paradigma dell’ Ottocento : tipo il caso di Alicia Keys … che oggi vuol far di tutto per essere considerata “Black”, ma fino agli Anni Cinquanta avrebbe fatto altrettanto di tutto ;) per NON essere considerata “Niggress” !

  22. Moi says:

    A proposito … il Jim di Mark Twain è in origine un giovane adulto. Poi versioni successive di film e cartoni animati (anche “anime” Giapponese …) ne hanno fatto un “cinno” ;) come Tom Sawyer e Huck Finn.

    Paura di “wanna gonna get triggered” ;) sulla pedofilia anche “archiviando” il razzismo ?!?!

  23. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=1dTuu1yjrIc

    … Whoopi Goldberg in difesa della “N-Word” in Mark Twain !

  24. PinoMamet says:

    Commento qua, e vale, in qualche modo, anche per l’interessante link sull’ultimo fabbricante di pergamena di Pergamo, sotto un altro post.

    Mi sembrano posti profondamente snaturati: può essere che a volte la Storia si sbagli ?

    Lo dico a Mirkhond: non sarebbero luoghi più simili-a-sè-stessi, più autentici e suppongo anche più felici, se fossero rimasti variamente romaici?
    (in varie gradazioni ovviamente)

    Cosa c’entra l’ideologia turanica col fabbricante di pergamena? cosa c’entrano le tute nere dell’Isis con l’emiro biondo che si converte al cristianesimo, padre del Digenis Akritas?

    • Per Pino Mamet

      “Cosa c’entra l’ideologia turanica col fabbricante di pergamena? cosa c’entrano le tute nere dell’Isis con l’emiro biondo che si converte al cristianesimo, padre del Digenis Akritas?”

      Una bella domanda.

      Naipaul si pose anni fa domande analoghe a proposito del Pakistan.

      • PinoMamet says:

        Non lo sapevo, ma a naso lo trovo significativo:
        anche i pakistani mi danno quello strano effetto di “siamo indiani ma vorremmo essere arabi”

        che poi, viene da chiedersi perché? almeno sotto il profilo estetico gli indiani- ma più o meno chiunque- sono sicuramente meglio degli arabi.

        Gli arabi- arabi-arabi, della Penisola Arabica, sono la negazione dell’estetica, sono la causa e il prodotto di un’arte e religione aniconica (o pochissimo iconica, già prima dell’Islam.) e di un clima desertico.

        Basta un camicione, per salvare la decenza, il capo coperto, la sabbia per lavarsi le mani per le abluzioni in mancanza di acqua, e c’è tutto quello che serve al bravo musulmano sunnita arabo, i lresto è un di più.

        Non lo dico per denigrarli: tutti qua dentro sanno dei miei legami ;) con gli ebrei, che sono sostanzialmente la stessa cosa, più duemila anni di esilio.

        Ma in generale, quasi tutto ciò che è esteticamente bello e piacevole nel mondo arabo, è persiano!
        (anche qui: già prima dell’Islam)
        Tranne forse la calligrafia.

        • Per PinoMamet

          “Ma in generale, quasi tutto ciò che è esteticamente bello e piacevole nel mondo arabo, è persiano!
          (anche qui: già prima dell’Islam)
          Tranne forse la calligrafia.”

          Ti manca quello che un musulmano metterebbe al primissimo posto: la lingua araba. Che quella meglio degli arabi non la parla nessuno :-)

          come qui: https://www.youtube.com/watch?v=Ov0-CBnOW4w

          Comunque è verissimo, infatti i musulmani spesso dicono che Dio abbia scelto proprio per quello il popolo più “ummi”, più analfabeta.

          La calligrafia credo che sia sostanzialmente irachena, quindi proviene da un mondo inseparabile dallo storico impero persiano, qualunque lingua ci si parlasse (l’aramaico era la lingua ufficiale, comunque).

        • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

          @ Pino

          Ma, ad esempio, nel Sud della Penisola araba c’è lo Yemen, “architettonicamente il Paese più bello del mondo” secondo Pasolini… Ma – è vero – non credo affatto lo Yemen abbia un clima desertico, dato che è già prossimo all’Eritrea…
          Tra l’altro, una volta ho assistito ad una conferenza in cui si discuteva dell’origine del toponimo “Arabia Felix”, che – secondo quanto è stato detto – dovrebbe significare semplicemente “Arabia meridionale” (quindi, nulla a che vedere con la fertilità, diversamente da “Campania Felix”), dato che la “destra”, geograficamente, coincide con il Sud, se si ha lo sguardo rivolto verso l’Oriente. E per i Romani la “destra” era la direzione “fausta”. Tra l’altro, in questo senso, mi pare che il toponimo romano si sovrapponga con quello arabo, considerato che, se non sbaglio, “Bilad al-Yaman” significa proprio “Terra del Sud”, mentre “Bilad al-Sham” significa “Terra del Nord”. Inoltre, credo che le architetture tipiche dello Yemen siano decisamente preislamiche…

          • mirkhond says:

            Infatti.
            Lo Yemen era l’Arabia Felix dei Romani.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            Confermate riguardo all’origine del toponimo “Arabia Felix”?

            • Per Abd

              “Confermate riguardo all’origine del toponimo “Arabia Felix”?”

              Sì, decisamente… Yaman vuol dire destra, Sham vuol dire sinistra per chi guarda il sole che sorge a est. Sham credo che sia una radice bilettera che si apparenta a Shimaal, che ha associazione negative.

              E la radice ymn ha una serie di risvolti positivi – è anche la mano con cui si giura, da cui nomi di auspicio come Ayman.

              A questo proposito, sottolineo come i governativi chiamino il proprio paese Suriya, mentre i ribelli lo chiamano con il nome religioso di Sham.

            • Z says:

              Ma Shimaal che significa?

            • Per Z

              “Ma Shimaal che significa?”

              Shimaal, nord
              Shamaal, sinistra (assieme al più classico yasaar)

              In realtà, il senso originario della radice sh-m-l pare che sia quello di avvolgere, includere, racchiudere.

              Nelle sira della vita del Profeta, c’è scritto, “ishtamila bi-l-thawb” che forse unisce i due concetti: “si avvolse nella veste, si gettò la veste sulla sinistra”.

              Ma non è chiaro, credo, il rapporto tra i due significati.

              Comunque, è attestato “shamala bihi”, nel senso di “prese la via della mano sinistra”, che significa anche “il nord”.

            • Z says:

              Il nord a sx? Come mai? Facevano cartine con l’Est in alto, come i nani di Tolkien?

            • Per Z

              “Il nord a sx? Come mai? Facevano cartine con l’Est in alto, come i nani di Tolkien?”

              Non so…se io abito, poniamo, in Palestina, e guardo il sole che sorge grazie alla gentile concessione dei cinesi, a sinistra ho la Barbiera Tatuata di Assad e lo Sgozzatore dell’Isis, e a destra ho i Palazzoni di Sanaa e le Bombe Saudite.

            • Z says:

              Ah no… a sx guardando il sole nascente, come dicevi sopra. Anderstùd.

              Grazie della spiegazione :-)

            • PinoMamet says:

              Confermo in ebraico, yamìna e smòla (trascrivo alla buona), destra e sinistra.

              Interessante come si avvolgeva nell’abito Maometto:

              anche il tallit ebraico si mette così, gettando riunendo i due lembi e gettandoli al di sopra della spalla sinistra
              (in realtà ci sono diversi modi ma questo è il più comune) e tenendolo così per un certo intervallo di tempo (quindi di fatto “indossandolo”) prima, di solito, di lasciarlo cadere alla buona a mo’ di mantello con due angoli davanti, e due di dietro.
              La normativa afferma esplicitamente che va indossato “al modo degli arabi” (credo che nessuno sappia bene cosa voglia dire :D ) e magari Maometto, che ha vissuto fianco a fianco con gli ebrei, ne sapeva qualcosa…

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              “I Palazzoni di Sanaa” non mi pare renda molta giustizia ad una delle più belle città del mondo, che è, oltre tutto, patrimonio Unesco… Se ti riferisci allo sviluppo in verticale delle architetture, hai un’idea sulle ragioni alle quali potrebbe essere attribuito? Mi pare che nelle regioni con poche aree fertili, le città spesso sorgano in corrispondenza di antiche oasi… Lo sviluppo in verticale potrebbe essere dovuto alla relativamente scarsa disponibilità di spazio “utile”?

            • PinoMamet says:

              Sempre su destra/sinistra:

              penso che in origine poi ci fosse semplicemente il modo di avvolgersi nelle toghe/palii/himation/kasaya (dei monaci buddhisti) e così via, insomma, in quel lenzuolone che è stato la prima forma di abito umano.

              Ci si avvolge coprendo la parte sinistra, e lasciando perciò libera la destra
              (i mancini avran fatto il contrario)
              e questo spiega i vari significati…

              mi incuriosisce anche la sovrapposizione dritto/destro, che in alcune lingue come l’inglese mi pare marcata.

              Per deformazione hobbystica mi suggerisce un popoli di schermidori ;) e chissà che non ci sia sotto qualcosa del genere.

          • per Abd

            “Ma, ad esempio, nel Sud della Penisola araba c’è lo Yemen”

            Credo che all’epoca, lo Yemen fosse ancora linguisticamente sudarabico, cioè più vicino all’etiope che all’arabo del Hijaz.

        • Peucezio says:

          Pino,
          “Gli arabi- arabi-arabi, della Penisola Arabica, sono la negazione dell’estetica, sono la causa e il prodotto di un’arte e religione aniconica (o pochissimo iconica, già prima dell’Islam.) e di un clima desertico.

          Basta un camicione, per salvare la decenza, il capo coperto, la sabbia per lavarsi le mani per le abluzioni in mancanza di acqua, e c’è tutto quello che serve al bravo musulmano sunnita arabo, i lresto è un di più.

          Non lo dico per denigrarli: tutti qua dentro sanno dei miei legami ;) con gli ebrei, che sono sostanzialmente la stessa cosa, più duemila anni di esilio.

          Ma in generale, quasi tutto ciò che è esteticamente bello e piacevole nel mondo arabo, è persiano!”

          Oh, finalmente uno che capisce i miei canoni! :-)

          • Per Peucezio

            “Oh, finalmente uno che capisce i miei canoni! :-)”

            Però sempre, ti manca la lingua araba :-)

            • Peucezio says:

              Anche quella però non mi piace, come le lingue semtiche in genere.
              Troppe laterali e soprattutto troppe uvulari, faringali e laringali, che sono oggettivamente i suoni più sgradevoli all’orecchio.

              Una certa curiosità, al di là della fonetica, ce l’ho per l’accadico però: quella è l’unica lingua semitica che potrei studiare. Forse perché essendosi estinta circa due millenni e mezzo fa, si legge ma non si ode :-)

            • Roberto says:

              Trovo anche io sgradevoli da sentire le lingue semitiche, ma c’è un suono che mi piace molto dell’ebraico, una gutturale che mi sembra molto caratteristica (almeno non l’ho mai riconosciuta in altre lingue) e vattelapesca che lettera è

            • Per Roberto

              “Trovo anche io sgradevoli da sentire le lingue semitiche, ma c’è un suono che mi piace molto dell’ebraico”

              Ascolta qualche cantillazione del Corano. Forse perché più o meno capisco, ma io lo trovo molto bello, come trovo bella la lettura della poesia araba.

              Per quanto riguarda l’ebraico, Pino M. confermerà, ma sostanzialmente è una lingua morta (come il latino) con due pronunce radicalmente diverse: una araba e una tedesca; paradossalmente, la seconda è quella che è prevalsa in Israele, con tanto di erre “moscia”.

            • PinoMamet says:

              Mmmm una gutturale…

              io ogni tanto sento qualche israeliano (direi quelli più “semitici”, tipo un’amica yemenita) che pronunciano la Ayn (che altri usano sostanzialmente come omofona delle vocali)

              tipo “en ba””’ia” “non c’è problema”
              (con gli apostrofi indico quella specie di pausa con suono gutturale, che è la Ayn).

              Nella mia vecchia grammatica ebraica italiana, ottocentesca, e libro di preghiere ebraico italiano, ottocentesco anche lui, alla Ayn si attribuisce la pronuncia “gn”, proprio quella di “gnocco”.

            • Peucezio says:

              Allora non è una gutturale.
              Sarebbe interessante capire l’esatta natura articolatoria del suono di cui parla Roberto (“gutturale”, che oggi non si usa più, ma nel linguaggio comune sì, può indicare una velare, una uvulare, una faringale o una laringale).

            • Roberto says:

              Ma non vi viene in mente un suono caratteristico del l’ebreo?
              Una specie di ch alla tedesca, ma sento uns vibrazione (non uno scatarramento come in olandese è nemmeno un verso da gatto come in tedesco)

            • PinoMamet says:

              Forse la lettera het? (o chet, khet…)

              in realtà bisognerebbe distinguerla dalla kaf aspirata (khaf) ma nella pronuncia sembrano più o meno simili…

              del resto, l’ebraico come lingua d’uso è una riscoperta relativamente recente, e Israele ha tuttora un discreto numero di nuovi immigranti che vengano da vari paesi e pronunciano l’ebraico in modi diversi, quindi è difficile dire cosa sia tipico.

              L’aspetto più tipico dell’ebraico”israeliano” che mi viene in mente per esempio è la R uvulare!
              che difficilmente era quella di Re David ;) più probabilmente un derivato francese o tedesco.
              E anche quella, mica tutti ce l’hanno ;)

            • Per Pino Mamet

              “in realtà bisognerebbe distinguerla dalla kaf aspirata (khaf) ma nella pronuncia sembrano più o meno simili…”

              Infatti, la pronunciano in genere come la “ch” tedesca.

              Credo che gli ebrei “arabi” distinguano anche sin e tsadi, kaf e qof, tav e tet.

            • PinoMamet says:

              Sentite la differenze di pronuncia tra questi israeliani che dicono la propria età, da 0 a 100:

              https://www.youtube.com/watch?v=7WwQL6hr02A

              (apprezzate anche la caratteristica espressione seria-triste-interrogativa-perplessa e leggermente incazzata dell’ortodosso a minuto 1.17 ;) )

            • Peucezio says:

              Non l’ho sentito fino alla fine, ma vedo una grandissima frequenza di vibranti uvulari e poi una frequenza esagerata di fricative postalveolari sorde [ʃ], come sh inglese, che di per sé non è un suono sgradevole, ma quando è così pervasivo sì.

            • Per Peucezio

              “Non l’ho sentito fino alla fine, ma vedo una grandissima frequenza di vibranti uvulari e poi una frequenza esagerata di fricative postalveolari sorde [ʃ], come sh inglese, che di per sé non è un suono sgradevole, ma quando è così pervasivo sì.”

              Sarebbe interessante sentire in parallelo le età in arabo.

              C’è stata una convergenza di diversi suoni su “kh” e “sh”, che in arabo sono ancora ben distinti, ad esempio “sh”, “th” e spesso anche “s” diventano “sh”; “kh”, “h” gutturale e “k” intervocale diventano tutti “kh”.

              Piuttosto, mi sembra di sentire abbastanza chiaramente la “ayn” in alcune pronunce; qualcuno invece la pronuncia come una “hamza” (tish’a).

            • Peucezio says:

              Pino,
              ma tu lo parli l’ebraico?

            • PinoMamet says:

              Macchè, capisco qualcosa quando è scritto e qualche espressione di uso comune;

              lo seguo discretamente bene quando è sottotitolato, ma mi manca la competenza lessicale per comprenderlo “senza sottotitoli” nella vita reale, anche se molte volte indovino l’argomento della discussione ecc.

            • PinoMamet says:

              “ma sostanzialmente è una lingua morta (come il latino) con due pronunce radicalmente diverse: una araba e una tedesca; paradossalmente, la seconda è quella che è prevalsa in Israele, con tanto di erre “moscia”.”

              Sì, direi che in Israele hanno preso le vocali sefardite (cioè, prevalenza di a su o) e le consonanti ashkenazite (cioè, grossa semplificazione “europea”).
              Anche la semivocale, shva, in Israele è sempre muta.

              La vecchia grammatica italiana che ho sotto questi aspetti è molto più complicata: la a lunga può essere a oppure o secondo i casi, lo shva (“scevà”) si pronuncia o meno secondo i casi e così via;
              come scrivevo, persino la ayin viene pronunciata distintamente, anche se “all’italiana”.

              L’impressione è quella di una lingua “classica”, che ha ricevuto un trattamento e un’attenzione “umanistici”, come il latino e il greco del Liceo, per intenderci;
              una lingua che conta di più conoscere, saper leggere e utilizzare in senso colto, che saper parlare (all’epoca della mia grammatica, che nessuno ci pensasse).

              Mentre le altre grammatiche a cui ho dato un’occhiata mi sembrano sotto questo profilo abbastanza semplificate, pensate per un ebraico che sia anche, o principalmente, la lingua dello Stato di Israele, con la quale chiamare un taxi o prenotare una stanza d’albergo…

  25. mirkhond says:

    Pino

    Alludi all’Anatolia?
    In tal caso sono d’accordo con te. :)

  26. mirkhond says:

    “può essere che a volte la Storia si sbagli ?”

    E’ quello che penso anch’io, anche per quanto mi riguarda, e cioé di essere nato se non nel posto sbagliato, certamente nel tempo sbagliato.

    • PinoMamet says:

      Certo ma aldilà del caso individuale, pensavo proprio a interi paesi che mi sembrano delle “distopie reali”, mentre la loro “vera natura” sarebbe paradossalmente quella persa o contraffatta dal tempo.

      Più o meno come te quando dici che l’attuale Grecia non dovrebbe rifarsi tanto agli antichi Elleni, quanto ai Romei cristiani ortodossi.

    • PinoMamet says:

      Oppure mi vengono in mente tutti quei tizi sudamericani/filippini vestiti da rapper (non solo ragazzini, anche gente di una certa età) che si incontrano di solito in stazione o altri non-luoghi, che ti viene da chiedere, ma perché?
      Non lo vedi che stai malissimo?
      Che non è roba pensata per te, che si adatta al tuo fisico o alla tua età?
      Ma cosa c’entri, esattamente?

      Che poi, per carità, magari c’entrano anche, e un bel po’ (tutte quelle storia di bande latinoamericane…) ma siamo sempre lì, la Storia sbagliata

  27. mirkhond says:

    Sempre sull’Anatolia

    Osservandone i paesaggi, ad esempio l’area pontica oppure la Cappadocia o Sille e la piana di Konya, mi chiedo in effetti che cos’abbiano questi luoghi di turanico.

  28. ruttone says:

    Sulla somiglianza fisica tra italiani e siriani

    Mi pare di aver letto forse in qualche libro che durante l’impero romano un sacco di schiavi siriani venivano importati in Italia, forse questo la spiega

    • PinoMamet says:

      Sì, la Siria storica risulta anche a me come serbatoio della manodopera servile in Italia in età imperiale
      (c’è chi lo ha legato al nome del liberto Trimalchione, che avrebbe ascendenze semitiche, e del suo commensale Dama se non ricordo male…)

      • mirkhond says:

        Trimalchione doveva essere della provincia d’Asia (Anatolia occidentale), mentre sua moglie Fortunata era siriaca.

  29. mirkhond says:

    Siria ed Anatolia furono i serbatoi di schiavi di Roma.
    Ma anche il Nord Africa.

  30. mirkhond says:

    “in età imperiale”

    Più o meno dal 200 a.C. al 100 d.C. circa.
    Dunque in età tardo repubblicana-primo imperiale.
    Già dal I-II secolo dopo Cristo, l’afflusso di manodopera servile cominciò a calare, e per la fine delle grandi guerre di conquista, e per l’aumento del numero dei cittadini romani in tutto l’Impero.
    Già Columella, nel I secolo dopo Cristo, consigliava ai padroni, di allevare e mantenere schiavi nati in casa, e da allora in poi l’elemento servile si fa sempre più indigeno, finendo per fondersi coi ceti umili liberi, dando luogo al ceto degli humiliores, già documentato nel III secolo dopo Cristo.

  31. mirkhond says:

    “che poi, viene da chiedersi perché? almeno sotto il profilo estetico gli indiani- ma più o meno chiunque- sono sicuramente meglio degli arabi.

    Gli arabi- arabi-arabi, della Penisola Arabica, sono la negazione dell’estetica”

    Però ci sono donne arabe davvero belle.

  32. mirkhond says:

    “Comunque è verissimo, infatti i musulmani spesso dicono che Dio abbia scelto proprio per quello il popolo più “ummi”, più analfabeta.”

    Questa di scegliere popoli e luoghi umili, ai margini di grandi imperi e grandi civiltà, sembra una essere costante da parte di Dio.
    Pensiamo al piccolo popolo di Giuda, vivente in un luogo desertico e ai margini delle grandi strade commerciali del Medio Oriente antico.
    Cos’ha prodotto Giuda da un punto di vista artistico e culturale, anche rispetto al confinante settentrionale Regno di Israele, che oggi sta venendo alla luce grazie all’archeologia?
    L’unico vero lascito di Giuda è la sua Fede nell’Unico Dio, fede che ha cambiato per sempre la storia dell’uomo.

    • Per Mirkhond

      “Questa di scegliere popoli e luoghi umili, ai margini di grandi imperi e grandi civiltà, sembra una essere costante da parte di Dio.”

      O Huitzilopochtli che ha scelto i Mexica!

    • Peucezio says:

      Leggevo il catechismo tridentino, concepito per i preti in epoca controriformista, perché a loro volta ammaestrassero i fedeli.
      Il concetto era che essendo quelli anche moralmente peggiori, più cattivi, avevano bisogno di più aiuto.

  33. mirkhond says:

    “sono oggettivamente i suoni più sgradevoli all’orecchio.”

    Anche il dialetto barese e le parlate pugliesi sono oggettivamente sgradevoli ad orecchie non baresi e non pugliesi.
    E si tratta di linguaggi indoeuropei latini.
    Personalmente trovo sgradevole l’inglese parlato.

    • Per Mirkhond

      “Anche il dialetto barese e le parlate pugliesi sono oggettivamente sgradevoli ad orecchie non baresi e non pugliesi.
      E si tratta di linguaggi indoeuropei latini.
      Personalmente trovo sgradevole l’inglese parlato.”

      E’ un tema interessante.

      Da “americano”, trovo sgradevole l’americano urlato di notte sotto casa mia, eppure rimango incantato da Johnny Cash (o da Buffy Sainte-Marie e Leonard Cohen).

      Non lo trovo sgradevole solo per il volume, ma proprio per certi suoni inconfondibili, che pure sono simili a quelli di alcuni di alcuni dei miei cantanti preferiti.

      • Roberto says:

        Ma da americano l’inglese britannico ti suona piacevole?
        A me piace moltissimo l’inglese “nobile”, poi più diventa popolare e sguaiato meno mi piace.
        L’americano mi pare sguaiato sempre e comunque

        • Peucezio says:

          Come sei snob! :-P
          A me l’accento americano piace :-) Mi sembra più virile.

        • Roberto says:

          :-)

          L’accento è comunque l’unica cosa che mi piace del l’inglese nobile, per il resto è gente che non toccherei manco con una canna da pesca

      • PinoMamet says:

        Io ho una certa simpatia per gli accenti inglesi della Gran Bretagna, quelli americani mi piacciono meno per via della popolarità che li rende più banali.

        Mi piace riguardare le immortali scenette dei Monty Python, per esempio, o la vecchia serie Father Ted, ma mi piaceva anche l’accento dell’unico-gay-del villaggio gallese o dei due travestiti di Little Britain (che pronunciavano all’incirca “I’m a laaiiidii” per dire lady)

    • Peucezio says:

      Ma infatti i nostri dialetti apulo-baresi io li amo, ma sono oggettivamente brutti, con tutti quei suoni “turbati”, come si diceva una volta, cioè quelle vocali centrali, anteriori arrotondate, per non parlare dei dittonghi…
      Poi hanno una ruvidità che il napoletano o il siciliano non hanno.
      E in effetti sono i più distanti dal latino, fra i dialetti italiani centromeridionali, quelli più difficili da capire per un italiano che non ne abbia una qualche familiarità.

      • mirkhond says:

        Forse dipende dal substrato illirico.
        Se il Dalmatico fosse ancora parlato, si potrebbero fare interessanti comparazioni.
        Elementi di dittongazione simili alle parlate pugliesi si trovano anche nel Romancio svizzero.

        • Peucezio says:

          Sì, è l’ipotesi che ho sempre trovato più plausibile.
          L’unico grosso problema è che nel Salento, dove le iscrizioni messapiche sono molto più abbondanti, anzi, come tu m’insegni, esclusive, non c’è traccia di alterazioni vocaliche, dittongazioni e simili.
          Questo è un bel mistero.

          Poi c’è la questione della continuità adriatica (sopra Brindisi) di questi fenomeni, che investono anche Molise, Abruzzo, Marche (in parte), fino all’Emilia Romagna, ove si ricollegano con l’ambito gallo-italico in generale, per poi attraversare le Alpi e ritrovarsi nel nord della Francia (ma, fuori dall’ambito romanzo, anche in tedesco e inglese).

          L’altro giorno leggevo un articolo degli anni ’50 di Tristano Bolelli, allievo di Merlo, sui sostrati ligure-lepontico (lui li mette insieme) da una parte e celtico dall’altra nell’Italia nord-occidentale.
          In pratica lui attribuiva una serie di fenomeni che accomunano Liguria e Lombardia occidentale al primo e altri, che accomunano Emilia-Romagna e Piemonte, al secondo (aqnche se collocava il Piemonte in una posizione di compromesso).
          Fra questi il rotacismo di -l- intervocalica, vitalissimo in Liguria ma un tempo anche in milanese e lombardo occidentale in genere, dove ha lasciato numerosi residui.
          Ma anche la conservazione di -u finale, che anch’essa in lombardo occidentale medievale lasciava delle tracce, riscontrabili nei testi di Bonvesin della Riva e altri testi dell’epoca.
          In pratica ci sarebbe una continuità ligure-lepontica che crea una sorta di corrodoio, grosso modo fra il Ticino e l’Adda, dall’Appennino Ligure all’area alpina.
          I Leponzi quindi, a senire lui, non sarebbero celti, ma liguri superficialmente celtizzati (non lo dice, ma è implicito nel suo discorso).
          Che ne pensate?

          • PinoMamet says:

            Mmm come ipotesi ci sta… ma è difficile essere più precisi senza vedere le sue fonti.

            • Peucezio says:

              Non fa discorsi storici, ma solo fonetici.
              Circa il rotacismo non so, ma per quanto riguarda la conservazione di -u l’idea è che le lingue celtiche hanno un forte accento d’intensità che tende a indebolire le sillabe atone, quindi una maggiore conservazione delle atone è segno di un sostrato celtico più debole.

              Ma sai che forse ricordo male e l’articolo era proprio di Merlo, non di Bolelli?

            • PinoMamet says:

              A sentimento comunque una progressiva celtizzazione, tramite apporti di popolazione ma soprattutto linguistici/culturali, mi convince di più del tradizionale scenario di “invasione e sostituzione”.

            • Peucezio says:

              Ma in Emilia-Romagna a sentire lui ci sarebbe stata proprio una sostituzione.
              Cosa che mi suona un po’ eccessiva.

  34. mirkhond says:

    L’Inglese cantato è melodioso.

  35. habsburgicus says:

    che considerava che una sola goccia di sangue nero ti faceva un “negro”).

    mi fa venire in mente un articolo che lessi, di qualche rivista scientifica e politologica USA, ma degli anni 1920′ o 1930, in cui parlando dell’America latina e delle sue differenziazioni etniche, con tono ad un tempo didattico, didascalico e sussiegoso, rammentava che “bianco” in America latina andava inteso in senso lato perché quei paesi, ipsa dixit, non avevano l’efficienza USA e dunque spesso definivano “bianchi” persone che secondo la più rigorosa e “scientifica” (aggiungevansi !) metodologia USA non lo sarebbero stati ! :D :D :D

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