La cicala

Alla traduzione precedente (che potete ancora leggere in fondo), abbiamo sostituito quella del nostro lettore Pino Mamet, fatta direttamente sul testo greco:

Anche se ci ricopre, o viaggiatore, una lastra tombale
piccola e vicina a terra
non volerne, uomo, a Filenide; infatti amò
per un doppio corso d’anno il suo canoro
insetto, che prima usava calpestare gli spini,
e offriva un crepitio di canzoncina;
nè consunta mi gettò via; ci innalzò
questo piccolo momumento al talento poetico.

εἰ καὶ μικρὸς ἰδεῖν καὶ ἐπ᾽ οὔδεος, ὦ παροδῖτα, λᾶας ὁ τυμβίτης ἄμμιν ἐπικρέμαται, αἰνοίης, ὤνθρωπε, Φιλαινίδα: τὴν γὰρ ἀοιδὸν ἀκρίδα, τὴν εὖσαν τὸ πρὶν ἀκανθοβάτιν, διπλοῦς ἐς λυκάβαντας ἐφίλατο τὴν καλαμῖτιν, κἀμφίεφ᾽ ὑμνιδίῳ χρησαμένην πατάγῳ: καὶ μ᾽ οὐδὲ φθιμένην ἀπανήνατο: τοῦτο δ᾽ ἐφ᾽ ἡμῖν τὠλίγον ὤρθωσεν σᾶμα πολυστροφίης.

(versione precedente:)

Viandante, sebbene la pietra sulla mia tomba sembri piccola e si trovi quasi a terra, non farne una colpa a Filenide. Io, la sua cicala cantante che ero solita camminar sui cardi, una cosa che sembrava paglia – lei mi amò e si prese cura di me per due anni, perché facevo un suono musicale. E anche quando morii, non mi gettò via, ma costruì questo piccolo monumento al mio variegato talento.

Leonida da Taranto

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36 Responses to La cicala

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Ricordi del liceo..! :-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. roberto says:

    L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio di individui senza residua identità di genere e aspiranti unicamente al plusgodimento cinico.

    siete d’accordo?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io preferisco dire che

      Karl Marx e Martin Heidegger concordano nel dire che la retorica delle ammonizzazioni filosofiche è iscritta con urgenza nell’area proletarizzata da cui trae sostanza la semiotica delle geminazioni liberiste.

      • Mauricius Tarvisii says:

        La mia è chiaramente del fusarobot. Anzi, mica tanto chiaramente visto cosa tira fuori l’originale :D

    • Mauricius Tarvisii says:

      Tralasciando la forma, sì bene o male è come dice lui. Ma la domanda che mi pongo io è: prima che cosa sarebbe stata? E poi perché “cinico”?

      • Z. says:

        Secondo me il plusgodimento è quella cosa che viene progressivamente erosa dalla caduta tendenziale del (o nel) saggio di danza, secondo il noto ciclo “denaro – fesserie – più denaro”.

      • Francesco says:

        2) cinico perchè senza speranza, cosciente della caduta inevitabile del tasso di piacere a ogni iterazione, della sua incapacità di fornire vera soddisfazione al cuore umano ma, testardamente, deciso a non uscire dal ciclo folle e perdente “desiderio-onanismo-desiderio”

        1) prima l’uomo sapeva di avere una natura e di potere o aderirvi e vivere bene o fare lo scemo e stare male.

        ciao

    • Peucezio says:

      Vabbè, dai, ragazzi, poteva dirlo in modo molto meno contorto, ma il senso si capisce benissimo.

    • PinoMamet says:

      Non lo so, ma a me il plusgodimento cinico suona molto bene :)

  3. roberto says:

    scusate messaggio partito senza

    (d. fusaro)
    :-)

  4. Andrea Di Vita says:

    @ roberto

    Due domande:

    a) qual’è il legame fra fusaro e la lineare semplicità di Leonida?

    b) come fa fusaro ad essere discepolo di uno comprensibile come Preve?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    (P.S. le iniziali maiuscole e minuscole nel post sono volute)

    • roberto says:

      a) mi colpisce appunto che sono trascorsi inutilmente 2500 da leonida da taranto
      b) non trovo particolarmente comprensibile preve (ma mi baso solo sulle cose che ha postato nel tempo miguel), ma ho l’impressione che il rapporto maesto allievo in quel caso sia lo stesso che c’è tra hakeem olajuwon e me (cioè il magico hakeem l’ho amato, visto in TV 1000 volte, imitato il più possibile, ma io gioco in 3 divisione di un campionato scapoli ammogliati lussemburghesi e lui è uno dei migliori di sempre)

      • Z. says:

        Mah, a dire la verità quel che ho letto di Preve mi sembrava abbastanza comprensibile. Poco condivisibile, forse, ma comprensibile lo era. Magari era un testo per babbani :)

        Comunque per i laureati in filosofia non sono tempi facili, e se Fusaro si guadagna da vivere facendo il fashion blogger ne sono contento per lui. Mi stupisce quando persone che suppongo colte lo prendono sul serio, ma va anche detto che sono poche e piene di odio politico represso.

        • Per Z

          “Mah, a dire la verità quel che ho letto di Preve mi sembrava abbastanza comprensibile. Poco condivisibile, forse, ma comprensibile lo era.”

          Concordo. Poi Fusaro non l’ho mai letto, e non mi interessa. Ma forse anche lì c’è il solito problema, che per andare in televisione è necessario fare un po’ schifo.

          • Z. says:

            Dovresti guardare qualche programma, ogni tanto, e ti accorgeresti che non è necessariamente vero.

            Non è come l’eroina. Non si finisce a Sanpa.

            :)

            • Francesco says:

              OT (on television)

              ieri giallo svedese. il Cattivo rapisce la Ragazza e la chiude per 5 anni in una camera iperbarica, aumentando progressivamente la pressione. poi viene ucciso.

              ma il Motivo è che, da piccola, lei ha stupidamente causato l’incidente stradale in cui lui ha perso padre e sorella e la madre è rimasta in carrozzina; lei ha perso i genitori e il fratello è rimasto cerebroleso.

              beh, che ci frega direte voi?

              è che sono così moralista dentro, ontologicamente, che quando lo hanno spiegato ho simpatizzato per il Cattivo. in modo spontaneo, irriflesso, naturale, inevitabile.

              dite che devo andare dallo strizzacervelli prima che sia troppo tardi?

              :)

              fine OT

  5. PinoMamet says:

    Beh se date un’occhiata al testo greci vedrete che non è poi mica tanto semplice e lineare ;)

    • PinoMamet says:

      Mi incuriosisce, nella traduzione, quel “una cosa che sembrava paglia”, che mi pare uno scolio o una glossa penetrata nel testo;

      posso chiedere a Miguel da dove l’ha presa?
      Nel testo greco, come riportato da lui, non c’è.

      • Per Pino Mamet

        “posso chiedere a Miguel da dove l’ha presa?”

        Giusto, non avevo citato la fonte.

        Il mio greco – dopo lunghi anni di liceo classico – è quasi inesistente, ho ripreso da attalus.org.

        Eventuali correzioni sono benvenute.

        • PinoMamet says:

          “Il mio greco – dopo lunghi anni di liceo classico – è quasi inesistente”

          è un problema comune a moltissimi ex liceali (e non ex…) che forse dovrebbe far suonare un campanello d’allarme negli insegnanti: ci deve essere qualcosa che non funziona nell’insegnamento del greco (e del latino, ma lì la vicinanza con l’italiano aiuta un po’).

          Da un bel po’ di tempo ormai si sperimenta l’insegnamento delle lingue classiche come “lingue vive”, e può essere che aiuti;

          ma io oso credere che il problema non sia esattamente, o solo, questo, quanto la finalità dell’insegnamento…

          • Peucezio says:

            Io mi ricordo tutto.
            Nel senso che già allora dovevo mettermici col dizionario, non è che traducevo all’impronta (ma la grammatica la sapevo) e così adesso.

          • PinoMamet says:

            Io- non per meriti miei- con un po’ di esercizio traducevo all’impronta testi di media difficoltà;

            questo, con le caratteristiche difficoltà degli epigrammisti, non sarei riuscito certo a tradurlo senza il fido Rocci e molta attenzione…

          • Per Pino Mamet

            “Da un bel po’ di tempo ormai si sperimenta l’insegnamento delle lingue classiche come “lingue vive”, e può essere che aiuti;”

            Infatti, non si può far finta che il greco antico sia una “lingua viva”.

            Io sono un ammiratore del metodo Assimil, praticamente gli devo le mie conoscenze di turco e di serbo, nonché un gran miglioramento nel tedesco e nel francese.

            Invece, il Greco Antico dell’Assimil non funziona (e il Latino è ancora peggio!).

            Curiosamente, il 90% del greco antico che conosco l’ho imparato verso i 13 anni (prima di andare al classico) da un libretto, Teach Yourself Ancient Greek, di tale Kinchin Smith, che in anni ormai lontani (credo che il testo sia degli anni Cinquanta) decise di scrivere un testo che non doveva servire a “parlare” il greco antico, ma solo a capirlo.

            Ogni brano nel libro proviene da un testo vero, e tutti i concetti vengono semplificati per permettere la comprensione.

            Il problema è che sono passati un po’ di anni da allora :-) e gli anni di liceo classico hanno aggiunto pochissimo, quasi nulla, direi.

          • PinoMamet says:

            Non ho presente il metodo dell’Assimil (per nessuna lingua) e non mi esprimo, ma in effetti credo che il greco, come il latino, funzionerebbero assai meglio con il metodo che dici, cioè imparando dai brani stessi:

            più o meno come si impara a comprendere qualunque lingua, per così “organicamente”, ascoltando o leggendo, secondo i casi, e non analiticamente
            (“fammi l’ottativo medio presente terza personale plurale di…”)

            però il secondo metodo “piace” perché è un bellissimo sport d’elite, il polo gli fa un baffo ;)

            (“Romanes eunt domum- certi tizi chiamati Romanes vanno… la casa!” ;) )

        • PinoMamet says:

          Comunque la lingua di questo epigramma è tutt’altro che facile, fìdati ;)

        • PinoMamet says:

          Anche se ci ricopre, o viaggiatore, una lastra tombale
          piccola e vicina a terra
          non volerne, uomo, a Filenide; infatti amò
          per un doppio corso d’anno il suo canoro
          insetto, che prima usava calpestare gli spini,
          e offriva un crepitio di canzoncina;
          nè consunta mi gettò via; ci innalzò
          questo piccolo momumento al talento poetico.

          (in prova)

          • Per PinoMamet

            “Anche se ci ricopre, o viaggiatore, una lastra tombale”

            La redazione di Kelebek Blog, riunitasi nella Sala Capitolare della Chiesa di Santo Spirito sulle lastre tombali dei vecchi priori agostiniani, ha approvato all’unanimità tale versione, inserendola nel testo del post.

          • Andrea Di Vita says:

            @ PinoMamet

            Congratulazioni! :-)

            Chaire! Evcharistò! :-) :-)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Grazie a tutti, troppo buoni!

  6. Moi says:

    “delle cicale, ci cale … della formica, invece non ci cale mica”

    [cit.]

  7. Mario says:

    Ottimo, Mamet, che attinge con perizia e prudenza alle fonti arie della nostra imperitura civiltà del sol calante.

  8. Peucezio says:

    Mi associo!
    E’ fatta anche con stile, è una traduzione letteraria.

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