Esami totemici

Ieri mattina su Repubblica.

totema

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191 Responses to Esami totemici

  1. Francesco says:

    “record di ammessi” è più preoccupante, visto che non è frutto di Repubblica

    • Per Francesco

      ““record di ammessi” è più preoccupante, visto che non è frutto di Repubblica”

      La paura di dover passare l’estate a prepararsi la difesa da possibili ricorsi fa i miracoli tra presidi e docenti 🙂

      • Francesco says:

        quello e l’ideologia che “bocciare è classista”

        poi dicono che non c’è speranza

        PS dovresti leggere Avvenire ogni tanto, sospetto che ci sono cose d’Italia che non conosci ancora

        • Per Francesco

          “quello e l’ideologia che “bocciare è classista””

          Direi che è un misto di vari elementi:

          1) la paura di ricorsi

          2) la paura degli altri che hanno paura dei ricorsi (tipo, l’insegnante che non ha paura, ma il preside sì, e l’insegnante ha paura del preside)

          3) un’ideologia che non parla più di “classi”, ma di “inclusione individuale”, di “antibullismo”, di “se non lo promoviamo, si traumatizza”.

          4) la concorrenza tra “presidi manager” che fa sì che ogni scuola cerchi di ostentare il proprio successo, misurabile statisticamente in ingresso e in uscita: cioè nel numero di giovani attratti da una scuola dove “si sa che non si boccia” e dalla percentuale di promossi alla fine. La scuola che promuove il 100% degli alunni, in fondo, realizza il 100% della propria missione, no?

          5) l’idea che se l’alunna di quinta litiga con il proprio moroso mentre sono in vacanza, la colpa è dell’insegnante (“ragazzo di diciott’anni picchia amico in discoteca, ma la scuola cos’ha fatto per lui?”).

          • Francesco says:

            4) insisto: io non ho mai sentito una sola volta una scuola che vanti la propria percentuale di promossi

            è vero che sono un pò sordo ma insomma

            ciao

            PS perfetto il punto 5

            • paniscus says:

              4) insisto: io non ho mai sentito una sola volta una scuola che vanti la propria percentuale di promossi
              ————————————-

              Perchè non sei mai stato a una seduta in un collegio dei docenti. In tali occasion, è assolutamente la norma.

              Presidi che applaudono perché i bocciati, rispetto all’anno prima, sono passati dal 2,3% all’1,9%… o che al contrario lanciano anatemi di vergogna e infamia contro l’intero corpo docente perchè quest’anno sono passati dal 2,3% al 2,5%

            • PinoMamet says:

              A quel poco che ho visto, e non poco che ho sentito, un classico degli scrutini è il preside che passa (e fin lì è suo dovere) e insiste perché gli studenti Bulletto Limbecille, Bambolina Sognante o Sguaianda Sboccatona, destinati alla bocciatura, siano invece graziati e miracolati.
              Il che puntualmente avviene.

          • PinoMamet says:

            Non è che sei sordo, è che forse sei fuori dal mondo della scuola (per meglio dire, dei presidi, pardon, dirigenti scolastici… 😉 )

            • Francesco says:

              come genitore, sento quello che i presidi dicono come pubblicità della propria scuola

              che è diverso da quello che dicono nei consigli di classe, a quanto pare

              grazie

            • PinoMamet says:

              Certamente! E ragionando in maniera commerciale, deve essere così: venite in vacanza nella mia location esclusiva!
              (a parte, tra sé)
              Speriamo abbocchino milioni di polli…

        • Zhong says:

          Forse mi ripeto:

          ma qual’e’ il problema a far passare tutti?

          Basta essere chiari che chia ha la media del 9 e’ piu’ bravo di chi ha la media del 6.

          Io proporrei di promuovere anche con il 4, cosi’ si e’ ancora piu’ chiari.

          • Francesco says:

            che siccome devi dare 6 per non bocciare, dai 9 a un semianalfabeta per dare 6 a un totale analfabeta

            e non è bello

            • Moi says:

              Privatizzazione … implica “càstomer satisfèch-scion” !

              … Ma non eran materie da Bocconi, queste 😉 ?!

            • Zhong says:

              “che siccome devi dare 6 per non bocciare, dai 9 a un semianalfabeta per dare 6 a un totale analfabeta”

              Appunto… si promuova con il 4! E sostanzialmente questo e’ quello che succede nel sistema inglese di cui si parlava nel post precedente…

  2. Sempre per Francesco

    “quello e l’ideologia che “bocciare è classista””

    Dal mio osservatorio privilegiato, credo che contino poi fattori più profondi, che valgono per tutto l’Occidente.

    In fondo, a che serve la scuola?

    La vecchia idea di un lungo percorso, che inizia dalle fondamenta e arriva alla vetta del sapere e del saper-fare, che senso ha quando tutto cambia a una velocità lampo e quando nessuno è più in grado di dirti nulla di utile sul futuro?

    Internet è infinitamente più divertente, e i penosi tentativi della scuola di rincorrere Facebook ricordano i preti che cercano di fare gli animatori turistici senza essere nemmeno erotici.

    Per le masse, la scuola è stata storicamente la speranza di uscire dalla miseria, per avere un futuro migliore.

    Ma oggi abbiamo un benessere talmente diffuso, che nessuno è seriamente spronato a dedicare anni e anni della propria vita a migliorare la propria sorte; e comunque quella sorte è del tutto aleatoria, visto che dipende dalla borsa di Wall Street o da qualche congegno pazzesco che inventerà qualcuno tra sei mesi che ci renderà tutti superflui.

    • Francesco says:

      >>> La vecchia idea di un lungo percorso, che inizia dalle fondamenta e arriva alla vetta del sapere e del saper-fare, che senso ha quando tutto cambia a una velocità lampo e quando nessuno è più in grado di dirti nulla di utile sul futuro?

      io ho fatto il Liceo Classico e poi Economia Politica. mi hanno insegnato un sacco di cose utili per il mio futuro (allora lo era, adesso è il passato, ahimè), pur non avendo nulla da dare in materia di aggeggi pazzeschi

      da “gentiliano”, quelle scuole non servono a imparare una tecnica ma a formare una mente – e quello serve assai

    • Peucezio says:

      Miguel,
      vedi che non ho torto quando dico è meglio se chiude?
      Un’istituzione che ormai, anziché un fine formativo, ha una specie di ruolo auccudente-consolatorio-viziante del tutto inutile, anzi, dannoso, perché deresponsabilizza e rammollisce, ma costa miliardi ai contribuenti.

      Tra l’altro ne nascerebbe una tale richiesta di formazione privata da parte delle classi alte, che i nostri Lisa e Pino troverebbero immediatamente di che lavorare molto meglio pagati di ora.

      • Francesco says:

        Quindi escludi che la scuola pubblica possa tornare a funzionare come scuola?

        Tutti felicemente ignoranti o, peggio, FB-didatti e le classi alte che si pagano le scuole per i loro figli.

        Non mi convinci pienamente.

        • Peucezio says:

          E’ ovvio che lo escludo, almeno per il prossimo secolo.
          Non siamo mica in India, dove tutto funziona in modo che i ragazzi si facciano il culo: perché ci sia un’inversione di tendenza rispetto al permissivismo e al lassimo di oggi ci vuole una rivoluzione antropologica, dovrebbe nascere una nuova umanitàò dalla mentalità opposta a quella di oggi, seria, con il senso della responsabilità e del sacrificio, di cui non si vede all’orizzonte, non dico l’ombra, ma nemmeno l’embrione dell’embrione dei prodromi dell’anticipazione dell’ombra.

          • Per Peucezio

            ” dovrebbe nascere una nuova umanitàò dalla mentalità opposta a quella di oggi”

            Ma qualcosa si vede in alcuni ambienti particolari: tra alcuni immigrati (in particolare i mitici cinesi), oppure tra certi “ambientalisti” che effettivamente vanno a zappare la terra e imparano – in tutti i sensi – a piantare oggi alberi che daranno frutto tra vent’anni.

            Oppure alcuni musicisti o studenti di fisica.

            Ma sono davvero pochi, alla fine.

            • Peucezio says:

              Certo, prima o poi un’inversione di tendenza dovrà esserci: il pendolo della storia non va in una sola direzione e oggi i tempi dei cambiamenti sono rapidi.
              Probabilmente bisognerà prima raschiare il barile, cioè bisognerà aver perso la percezione delle risorse illimitate.

              Peraltro il problema è di tutto l’Occidente (anzi, probabilmente noi siamo messi meglio della media).
              Quest’assurdità della confidenza e della mancanza di senso della disciplina c’è dappertutto, d’altra parte riflette l’evoluzione dei rapporti famigliari: in tutti i film americani c’è il solito padre nevrotico e debole che deve conquistarsi la considerazione del figlio, comprenderlo, che se gli dà uno schiaffo poi si sente in colpa manco l’avesse ucciso… Com si può pensare di trasmettere il sapere se i figli sanno che i genitori e i vecchi tanto si prendono a cazzi in faccia perché non contano niente? Qual è il motore che dovrebbe fare sì che i giovani vogliano recepire il sapere delle generazioni precedenti, quindi la cultura?

      • Per Peucezio

        “Tra l’altro ne nascerebbe una tale richiesta di formazione privata da parte delle classi alte, che i nostri Lisa e Pino troverebbero immediatamente di che lavorare molto meglio pagati di ora.”

        Rispondo a un vecchio commento….

        Non escludo che esista una piccolissima minoranza di genitori in Italia che pretendono “l’eccellenza” per i loro figli, magari per poterli poi mandare a fare un master negli Stati Uniti.

        Mal’istruzione privata in Italia mi sembra in parte promovificio per bocciati delle scuole pubbliche, in parte luogo dove “non si fanno le canne e non ci sono marocchini”.

        Non a caso, le condizioni di lavoro degli insegnanti delle scuole private sono quasi sempre molto peggiori di quelle degli insegnanti delle scuole pubbliche (pensiamo ad esempio al favoloso sistema dei falsi stipendi, con gli insegnanti che lavorano gratuitamente anche per anni, solo per ottenere il punteggio utile per passare alla scuola statale).

        • Francesco says:

          >>> Non escludo che esista una piccolissima minoranza di genitori in Italia che pretendono “l’eccellenza” per i loro figli, magari per poterli poi mandare a fare un master negli Stati Uniti.

          e li conosco tutti io? mi sembra statisticamente difficile

          PS e non c’entra la politica, molti sono miei parenti di sinistra, anche abbastanza spinta

          • Per Francesco

            “PS e non c’entra la politica, molti sono miei parenti di sinistra, anche abbastanza spinta”

            E ci credo, cosa c’è di più da “intellettuale di sinistra” che studiare?

            Quelli che picchiano i professori da noi non sono certamente di sinistra.

            • Z says:

              Oh Miguel… sono amici tuoi i picchiaprof, mica nostri!

              Conta comunque che per Francesco anche Alfano fa parte della sinistra, probabilmente.

              Persino io!

              😀

            • Francesco says:

              Beh, veramente per quei miei consanguinei Alfano è un esempio di destra reazionaria e bigotta …

        • Peucezio says:

          Miguel,
          effettivamente le cose non bisogna darle per scontate, se no uno capisce una cosa per un’altra: mi sono espresso male io.
          Io non parlo di scuole private: io le scuole le chiuderei tutte, prubbliche, private…
          Io parlo di insegnamento privato. Cioè a domicilio, col precettore.

          • Peucezio says:

            Va da sé che il titolo poi te lo dà lo stato, ma con criteri restrittivissimi, roba che ogni anno si dipòloma in tutta Italia se va bene un migliaio di ragazzi (ma sono pure troppi).

            • Francesco says:

              dai, di diplomati come perito tornitore o saldatore ne servono ben di più!

              o pensi ai liceali?

            • Z. says:

              Ma no, vuole solo abolire la scuola per gli altri.

              “Per gli altri” è il postulato irrinunciabile di qualsiasi progetto di qualsiasi destra italiana. Incluso Grillo 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Roba che negli ultimi 1500 anni si è vista solo in una brevissima parentesi nell’Ottocento?
            Peucezio, mi sorprendi sempre di più col tuo modernismo 😀

            • Francesco says:

              beh, perchè cancelli l’antichità classica dal panorama?

              non mi pare leale

              poi, i danni dell’istruzione universale sono evidenti quasi quanto quelli del suffragio universale o della seria A a 20 squadre

  3. Per Francesco

    “insisto: io non ho mai sentito una sola volta una scuola che vanti la propria percentuale di promossi”

    Non so se ci sono delle scuole che vantano pubblicamente la percentuale di promossi, ovviamente mascherando la cosa con un linguaggio appropriato.

    Certamente, è il tema centrale dei consigli di classe fiorentini: “trasformiamo il 4 in matematica di Tizio in un 5 che poi diventa un 6, perché non vorremmo che si spargesse l’idea che la nostra scuola sia poco inclusiva”.

  4. PinoMamet says:

    Ma cosa vorrebbe dire “totema”??

    • Z. says:

      Immagino sia una crasi involontaria per “tototema” 😀

      • Moi says:

        Già: oppure volontaria, di Giornalistese Moderno evolutosi dal Giornalistese Classico … “Tototema” sulla falsariga di “Totoministri”, “Totosegretari”, sulla falsariga a propria volta di “Totocalcio” e (se anch’or esiste …) “Totip” …

        • Moi says:

          il Totip lo ricordo piuttosto bene, che “da cinno” abitavo vicino all’ Ippodromo … e c’era anche il rituale della Festa dell’ Unità tutta (o quasi) montata da Volontari del PCI … poi, dicevano gli Umarell e Zdàure, arrivavano “cal brànch ed lèder” del PSI con la Festa dell’ Avanti e della DC con la Festa dell’Amicizia: che si limitavano a pagare l’ affitto, a cambiare le insegne e lasciare lo smontaggio a chi aveva montato ! 😉 … Che con orgoglio stava al gioco, dimostrando nei fattti (!) così la propria Superiorità Morale ! 😉

    • Roberto says:

      Forse è una traslitterazione imprecisa di το θέμα?

  5. Francesco says:

    >> Vengono quindi proposte delle riforme. Per prima cosa non bocciare nella scuola
    dell’obbligo, portare tutti alla terza media. Secondo i ragazzi di Barbiana la scuola
    dell’obbligo è un diritto sancito dall’articolo 34 dalla Costituzione. Tutti sono adatti ad
    acquisire un sapere di base. Una chicca umoristica è la proposta di pagare a cottimo
    gli insegnanti, un tanto per ogni studente portato alla fine dell’obbligo scolastico.

    Ops, forse Milani non è così poco colpevole come pensavo!

  6. Francesco says:

    >>> Proposta seria è l’introduzione del tempo pieno per gli studenti bisognosi. Visto che i ricchi possono pagarsi le ripetizioni, sarebbe giusto offrire un doposcuola agli allievi
    che non hanno a disposizione gli strumenti per studiare da soli. Gli autori si rendevano
    perfettamente conto che questo avrebbe significato togliere agli insegnanti il privilegio
    di un orario di lavoro molto ridotto rispetto a quello di altre professioni; nonché
    togliere tempo per i guadagni extra ottenuti in maniera non lecita grazie alle
    ripetizioni. Tutte queste cose sono denunciate apertamente nella Lettera.

    Questo è il polpottismo che io apprezzo! Credo che a proporli ai grillini molto potrebbero abboccare, c’è la Kasta, i Previlegi, il Complotto

    • paniscus says:

      Visto che i ricchi possono pagarsi le ripetizioni, sarebbe giusto offrire un doposcuola agli allieviche non hanno a disposizione gli strumenti per studiare da soli.
      __________________________

      Rimane comunque lo stupore totale globale per il principio che c’è sotto: ossia, perché mai gli allievi non dovrebbero essere in grado di studiare da soli, e dovrebbero avere bisogno assoluto del tutoraggio di una persona adulta che si mette al tavolino con loro e che suggerisce loro cosa fare?

      La fissazione con la bufala che “i compiti a casa siano discriminanti” perché non è giusto che qualcuno abbia la possibilità di farsi aiutare dai genitor e qualcun altro no , è di una demenzialità che travalica l’universo conosciuto.

      Perché NESSUNO dovrebbe farsi aiutare dai genitori, né i ricchi né i poveri, né i colti né gli ignoranti. I compiti sono una responsabilità diretta dei ragazzi, NON dei genitori!

      • Peucezio says:

        No, va bene che li aiutino i genitori.
        Però allora il diploma lo prendono i genitori, non i figli.
        E’ inammissibile che lo stato certifichi delle competenze acquisite da qualcuno che NON le ha acquisite, perché si è fatto aiutare.

        Comunque sarebbe semplice: cominciamo a stabire che per ogni alunno promosso ogni scuola deve pagare un tot allo stato. E così ogni università per ogni esame passato e una cifra molto più alta per ogni laurea.

      • ruttone says:


        Perché NESSUNO dovrebbe farsi aiutare dai genitori, né i ricchi né i poveri, né i colti né gli ignoranti. I compiti sono una responsabilità diretta dei ragazzi, NON dei genitori!

        credo che qui ci siano svariate sfumature però, io sono d’accordo se il genitore si sostituisce al figlio nel fare i compiti.

        Ma io penso che sia più che bene se un genitore è disponibile ad aiutare il figlio altrimenti.

        Non che gli faccia i compiti, ma che dia supporto e possa spiegare se richiesto, o magari dare la sua opinione.

        Cioè se non hai capito le derivate e tuo padre fa il matematico o l’ingegnere, che male c’è a chiedergli aiuto?

        Che differenza c’è se lo fa un genitore o un compagno di classe intelligente con cui si studia il pomeriggio?

        Certe famiglie sono più colte e questa cosa la possono fare, altre famiglie no. Così come certe persone singolarmente hanno più talento e altre no.

        È la vita, ognuno prova a fare il meglio con quello che ha.

        • Roberto says:

          Totalmente d’accordo con ruttone.

          Aggiungo che mi è capitato di studiare con mia figlia anche perché semplicemente un’insegnante non fa una beata fava in classe (ci ha pure scritto una mail dicendo che non ha il tempo di preparare le lezioni e pregandoci di far studiare ai nostri figli i capitoli X, Y e Z…)

          • Francesco says:

            lì nel Granducato? avete girato la mail alla Gestapo e fatto giustiziare il tizio?

            • Roberto says:

              Abbiamo vivamente protestato, ma gli insegnanti sono distaccati dai vari Stati membri e quindi non ci puoi fare nulla.
              Comunque mo finisce l’anno e questa disgraziata non la vedo più (finché non toccherà al piccolo, sperando che nel frattempo se ne torni in Germania e Berlino ce ne mandi un’altra)

        • Peucezio says:

          Ruttone,
          in teoria avresti ragione.
          Il guaio è che li aiutano per sollevarli almeno in parte dal peso di fare i compiti, non è che li aiutano perché gli insegnano le cose.

      • Francesco says:

        cara prof

        ammetto che non ci avevo mai pensato in questi termini

        i miei figli hanno deciso per conto loro che non vogliono i genitori tra i piedi, comunque

        saluti

  7. Francesco says:

    PS e non ho postato nulla delle critiche alla cultura delle classi alte, dirette progenitrici dell’ignoranza come principale materia di insegnamento nelle scuole.

  8. Mario says:

    Oggi consegnavo la domanda/modello b1 per le scuole in un liceo romano: si cerca lavoro pregando di non trovarlo. La scuola, dai quadri alla base fin ai lati obliqui, costituisce l’ipostasi, l’idea ipouranica di un treno surrealista filosofante nella notte di ogni buon senso. In fila, vari lassisti ed arruffapopolo, oltre a qualche sbandato saccente ed addirittura un impenetrabile esponente della gloriosa razza gialla: l’unico a tenersi con rettitudine nell’abisso ivi rappresentato. Nella segreteria, un poster di Che Guevara osserva con tono di sfida il malcapitato docente precario. Vari giovinastri sfaccendati si agitano nella prossimità dei professori di terza fascia, forse burlandosene. Gli effluvi mefitici di un antifascismo clinicamente testato ci confermano nella nostra idea di fondo: la scuola ha da essere un avviamento al lavoro; i giovani sceglieranno tra questa e la milizia popolare; in entrambi i casi, la educazione e la tenuta morale dei sottoposti sarà informata ai canoni degli spartiati.
    Appena fuori l’istituto, un rom infraumano rovista nei cassonetti dell’AMA, forse ricercando le ctonie origini della sua stirpe.

    • Moi says:

      Mario, “facta non pugnectae” 😉 : SE vuoi insegnare … devi trasmettere alla Gioventù il contrario (!) di tutto ciò in cui personalmente credi !

      • Moi says:

        Sennò non ti accetteranno mai, e al primo sgarro rispetto ai dettàmi del politically correct …. you’re fired, it’s over !

    • ruttone says:

      che vai a insegnare, scie chimiche?

  9. Moi says:

    Le Tracce Kalergiche dei Temi 😉 :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-maturita-dateciculturanon-ideologia-20234.htm

    Maturità, dateci cultura non ideologia
    di Giovanni Fighera
    22-06-2017

    …………………………………………………….

  10. Z says:

    M. Martínez, vous avez un courriel!

  11. Per Z

    “M. Martínez, vous avez un courriel!”

    Non trovo nulla… hai scritto a muqawama o a un altro mio indirizzo?

  12. Mario says:

    che vai a insegnare, scie chimiche?

    Cose molto meno impegnative: materie letterarie e latino.
    Ma: una questione a Miguel. Vedo tra i blog che segnali, voce “menti interessanti”, Alessandra Colla: moglie di M. Murelli, il nazimaoista direttore di “Orion”, di cui ho letto un significativo saggio sul nazionalcomunismo, ultimamente. Mi pare che però la Colla abbia preso una deriva ecologistico-animalistica, pericolosa se non esiziale. Attenzione! Ad “Ar” non ne saranno felici.
    Che ne pensi?

  13. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=GDcCzElcUMs

    Esami di Maturità, “Chi è Caproni?” Gli studenti avellinesi rispondono così…

    • Moi says:

      Grillo “lanciò una fatwa” vagamente simile anche VS Rita Levi Montalcini … c’era di mezzo un farmaco (“Croniassial”) presuntamente (!) neurotossico !

    • Roberto says:

      una storia orrenda

    • Per Z

      “Storie di orrore tutto italiano…”

      Perché tutto italiano? Anche gli Stati Uniti, tanto per citare un paese a caso, sono pieni di queste storie.

      Anzi, in Italia fino al 1993 era il contrario: la stampa non osava parlare di autentici delitti.

      Ciò che viviamo è l’immediatezza della circolazione mediatica, e ce l’ha raccontato un francese da me spesso citato, Debray.

      Invece i tempi (!5 anni!) sono davvero italiani.

      • Z. says:

        Miguel,

        gli Stati Uniti sono pieni di ricercatori costretti a emigrare in Italia perché oggetto di baggianate giornalistiche e bersagliati dai No-Quaccheccos di turno?

        e in quale università italiana si rifugiano?

  14. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=GDcCzElcUMs

    Io però “a scuola non lo feci” 😉 … perciò avrei detto l’ Ingegnere Aeronautico Italiano caro a Hayao Miyazaki; ma in realtà so benissino che quel Caproni lì sarebbe improponibile alla “Matura” perché troppo legato al Fascismo.

    https://www.youtube.com/watch?v=7NMiTC29BSQ

    Si alza il vento Trailer Ufficiale Italiano (2014) – Hayao Miyazaki Movie

    • PinoMamet says:

      Moi, scusami, ma perché mai dovrebbero parlare di un ingegnere aeronautico nella verifica di italiano??

      Il Fascismo, ammetterai, non c’entra niente, e neanche i Professoricomunisti.

      Ah, l’nno scorso ho fatto il commissario esterno in alcune calssi di indirizzo Architttura:
      c’era anche una tesina sull’architettura nell’Italia fascista, con tanto di spiegazione della Casa del Fascio di Como.
      Non l’ha scritta un ragazzo fascista, e non è stata stroncata dai professoricomunisti, come forse potresti essere portato a credere.
      L’ha scritta un ragazzo appassionato di architettura, ed è stata letta commentata e domandata 😉 da professori della materia, che conoscono benissimo l’opera di Terragni, Piacentini ecc.

      Forse, sai, ogni tanto dovresti dare anche un’occhiata al mondo reale 😉

  15. Moi says:

    fra l’altro, anche l’ ivi giovanissimo Jiro Horikoshi èun personaggio Storico

    https://it.wikipedia.org/wiki/Jir%C5%8D_Horikoshi

    … un po’ 😉 cambiato da grande ! 😉

  16. Moi says:

    #maturità2017 Sgarbi: “A proposito di Caproni”

    https://www.youtube.com/watch?v=SDQpi4ZFTSk

    ———-

    per quanto riguarda Caproni l’Altro, maturità o non maturità, resta cmq il paradosso che un nome così importante quasi tutti in Italia lo debbano imparare dall’anime di un Giappo !

    …. forse Habsburgicus può “iper-interpretare” 🙂 ciò che dico, ma almeno lo coglie !

  17. Moi says:

    poiché si dice che il Fine Veramente Vero 😉 della Scuola NON è il Sapere, bensì l’ Indottrinamento Ideologico …

    ——————————

    http://www.secoloditalia.it/2017/06/il-caso-fusaro-cosi-un-marxista-divento-maestro-per-la-destra-radicale/

    Il caso Fusaro, così un marxista diventò maestro per la destra radicale

    di ANNALISA TERRANOVAgiovedì 22 giugno 2017

  18. Moi says:

    La retorica del disagio. Come nascondono le contraddizioni sociali
    Diego Fusaro

    https://www.youtube.com/watch?v=1kgfWY4Wxz8

  19. Moi says:

    Soluzioni biografiche a contraddizioni sistemiche.

    Ulrich Beck

    [cit.]

    —————————————————–

    https://de.wikipedia.org/wiki/Ulrich_Beck

    • Moi says:

      le Affirmative Actions, il Politically Correct … seguono queste logiche per cui dinanzi al Sistema ci si mette in riga, però il Sistema sa come “poverinare” chi potrebbe ribellarsi, facendone il più innocuo degli Utenti; anzi: non di rado, il più strenuo dei Difensori.

  20. Moi says:

    @ Zeta & Roberto

    Icché dite a discolpa rispettivamente di PD e UE ? 😉

    Dopo il TTIP … il CETA !

    https://www.youtube.com/watch?v=0o3oqJOh1HA

    (prospettiva Piddicentrica)

    https://www.youtube.com/watch?v=sv3_Z_UE1MM

    (Prospettiva UEocentrica)

    • Z. says:

      Ribadisco: votali, te li meriti 🙂

      A volte penso che se lavorassi all’estero non mi dispiacerebbe vedere i grillini al governo in Italia, magari assieme a Salvini.

      • Francesco says:

        sei un sadico!

        il che non mi stupisce, visto che sei un comunista

        • Z. says:

          Esagerato… ho detto “a volte”, dopotutto.

          E poi tanto il problema non si pone, dato che vivo e lavoro qui, e verosimilmente sarà così fino a quando Sovngarde mi farà cenno.

    • Roberto says:

      Moi,
      Uno spunto di riflessione più che una risposta.
      Non potrebbe essere che l’abolizione dei dazi doganali favorisca i piccoli produttori artigianali & tradizionali di prodotti tipici quali Parmigiano, prosciutto di Parma e di San Daniele che potranno esportare in Canada a costi ridotti (niente più dazi) e non soffriranno più della concorrenza di fake quali prochutto de Parma e canadian parmesan?

      • Francesco says:

        beh, sospetto che i produttori del prochutto abbiano capacità di gestione delle loro imprese migliori dei nostri produttori di vero prosciutto

        altrimenti non potrebbero essere sul mercato con le porcherie che propinano, giusto?

        • roberto says:

          come no? basta un bel dazio doganale del 100% sul prosciutto di parma che mette fuori commercio ogni concorrente plausibile, sfrutti impunemente il nome e la reputazione del prosciutto italiano e vendi la tua merda a base di cosce di pantegana nei negozi di delikatessen

        • roberto says:

          a lavorare senza concorrenza credo che saremmo capaci pure io e te di mettere su un bel business di prochutto di topo…..

          • Francesco says:

            è che non riusciamo a vendere Prosciutto DOP neppure dove non ci sono i dazi, mi pare

            🙁

          • roberto says:

            come no?
            par i prosciutti c’è una crescita costante nell’esportazione!

            comunque, lasciamo stare il caso specifico, quelo che voglio dire (a Moi più che a te) è che l’abolizione dei dazi doganali non è solo a vantaggio dei canadesi come si sente in quel video che ha postato, ma pure degli esportatori nostrani.
            poi ci sarà come in ogni situazione chi ci perde e chi ci guadagna, ma guardare solo chi ci perde è sbagliato almeno quanto guardare solo chi ci guadagna

            • Francesco says:

              Parole Sante!

              è per quelli che Salvini è una sfaccettatura del Male Assoluto, come Meloni, Camusso, Grillo e molti altri

  21. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=4Kv1DHJaDVw

    Canzone di Povia sul CETA, si noti il “Serie Zeta” 😉 come rima !

    • Z. says:

      😀

      …ti meriti anche Povia. Soprattutto Povia 😛

      • paniscus says:

        “…ti meriti anche Povia. Soprattutto Povia”
        —————————–

        Una delle figlie di Povia, diversi anni fa, è stata compagna di asilo di mio figlio al nido comunale.

        Faccio notare che la moglie o compagna del Povia stesso, di mestiere, gestisce un asilo nido privato (o almeno lo faceva sette o otto anni fa, non so se adesso abbia cambiato genere di attività), e però contemporaneamente mandava le proprie figlie all’asilo nido pubblico del comune.

        • Z says:

          Ci sta… se anche insegnassi in un liceo privato manderei comunque i miei figli alla scuola pubblica!

          🙂

  22. Moi says:

    http://www.terranuova.it/Agenda/Eventi-vari/Presidio-contro-il-Ceta

    il 9 Giugno in Piazza de’ Ciompi … c’era un Rituale Magico Deambulatorio VS il CETA …

  23. Moi says:

    E se invece … non fosse opportuno abolire i compiti a casa (nonché delle vacanze !) per evitare l’idiosincrasia vs la Cultura che porterà tanti, da grandi, a guardare i cinepanettoni a spregio di Dante e Manzoni (che fa anche rima) ?

    Invece no: gli insegnanti (che magari leggono la Gazzetta dello Sport in classe … e parlo per esperienza personale) hanno l’assoluta convinzione che nel DNA dell’intera classe via sia un Gene della Nerdaggine 😉 che si attiva in chiunque previo bombardamento di compiti a casa e delle vacanze.
    L’ atteggiamento (sempre parlo per esperienza personale) da “per la prossima volta vi fate da pagina tot. a pagina tot. , che vi interrogo e poi se avanza tempo ve lo spiego !” ottiene il bel risultato di imparare apposta per poi dimenticare la volta dopo.

    • Moi says:

      “vi sia ”

      —————————————

      La scuola fa male alla cultura perché non comunica. Perché il ceto del sottoproletariato intellettuale l’ha conquistata come proprio terreno di sicurezza economica sbattendosene della funzione.

      Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad “educatori” spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell’itinerario-vacanze. Non è neppure sfiorato uno dei principi della pedagogia classica: la trasmissione della passione per la lettura e la trasfusione della curiosità culturale. Si leggono i classici come se fossero la bolletta del telefono o le ricette del medico. Le parole lette, anche quelle dei grandi autori, restano solo parole, svuotate di tutta la loro forza, perché ridotte al rango di esercizio.
      La cultura non arriva al cervello perché è stata ridotta a compito da svolgere per il giorno dopo, a pedaggio da pagare per ottenere un voto, che poi darà diritto ad un diploma, e quindi, eventualmente e fortunosamente, ad un impiego, in attesa della pensione.

      (Mina Mazzini)

      • Per Moi

        “Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad “educatori” spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell’itinerario-vacanze. ”

        A parte la descrizione caricaturale, non si capisce cosa voglia l’autrice.

        Cioè, capisco: vorrebbe insegnanti più carismatici.

        Ma come ottenerli?

        Un concorso con assunzione basata su punti-carisma a prescindere dalla preparazione?

        Vacanze pagate per l’insegnante che sa far ridere di più?

        In Italia, ci sono circa 9 milioni di studenti tra statali e paritarie, diciamo 10 milioni per arrotondare.

        Poniamo che in Italia ci siano diecimila persone sia carismatiche sia preparate, capaci davvero di “trasmettere le passioni e trasfondere la curiosità intellettuale”.

        I casi sono tre:

        1) dai a ciascun insegnante una classe di 1000 alunni

        2) dai a ciascun insegnante una classe di 20 alunni e lasci a casa gli altri 9.980.000

        3) prendi per concorso gli insegnanti preparati e lasci perdere se sono o no nati con il tocco magico dell’oratoria e del fascino.

        • Francesco says:

          4) licenzi gli insegnanti lavativi a fine anno, creando magicamente motivazioni sufficienti per fare bene il lavoro di insegnante, esattamente come capita ai traduttori di manuali tecnici, agli sceneggiatori senza cugini importanti, agli impiegati del settore privato, ai giocatori USA di basket in giro per l’Europa

          cosa ne pensi?

          • per Francesco

            “licenzi gli insegnanti lavativi a fine anno, creando magicamente motivazioni sufficienti per fare bene il lavoro di insegnante, esattamente come capita ai traduttori di manuali tecnici, agli sceneggiatori senza cugini importanti, agli impiegati del settore privato, ai giocatori USA di basket in giro per l’Europa”

            Tolto l’insegnante napoletano (caso vero) che all’inizio di ogni anno manda alla scuola a Firenze un certificato medico che lo esonera dal lavorare, faccio fatica a definire un “insegnante lavativo”.

            Posso pensare a vari criteri:

            1) referendum tra studenti: “vi fa faticare molto, il vostro insegnante? Vi fa soffrire facendovi fare cose nuove e sempre più difficili?”

            2) quantità di carte burocratiche compilate dagli insegnanti, a prescindere da ogni e qualunque merito (e ovviamente a totale discapito della qualità dell’insegnamento)

            3) telecamere nascoste nell’aula di italiano con gruppo di esperti psicologi, psicopedagogisti e professori universitari di letteratura italiana e di filologi che analizzano meticolosamente comportamenti, stato d’animo e competenze del docente spiato

            4) una specie di prova unica nazionale, per cui se gli studenti dell’istituto per meccanici di Scampia falliscono la prova di italiano superata brillantemente dagli studenti del liceo classico di Milano, si licenziano tutti gli insegnanti di Scampia

            4) il sistema più semplice: quantità di promossi a fine anno. Zero bocciati, si rinnova la cattedra, ogni alunno bocciato o con insufficienza, un punto in più di rischio licenziamento. Per liberarsi dall’insegnante pignolo, gli studenti devono limitarsi a non studiare.

            • Zhong says:

              “una specie di prova unica nazionale, per cui se gli studenti dell’istituto per meccanici di Scampia falliscono la prova di italiano superata brillantemente dagli studenti del liceo classico di Milano, si licenziano tutti gli insegnanti di Scampia”

              Prova unica nazionale in cui i risultati di ogni scuola si confrontato con i risultati della stessa scuola negli anni precedenti.

              • Per Zhong

                “Prova unica nazionale in cui i risultati di ogni scuola si confrontato con i risultati della stessa scuola negli anni precedenti.”

                Infatti, è per questo che alle prove Invalsi capita spesso che gli insegnanti aiutino gli studenti; anche perché le prove vengono corrette… dagli stessi insegnanti, visto che non si possono mobilitare un milione di funzionari a correggerle. E le prove Invalsi non sono ancora la differenza tra avere un lavoro e trovarsi per strada…

            • roberto says:

              “faccio fatica a definire un “insegnante lavativo”.”

              invece è semplicissimo, è uno che non fa il suo lavoro.

              molto più delicato, e su questo sono d’accordo con te, è dimostrare che uno non fa il suo lavoro, ma questo è difficile per qualsiasi tipo di mestiere che non ha un obbligo di risultato misurabile

              in francia (dove tutti i funzionari sono soggetti ad una forma di valutazione)
              hanno escogitato questo sistema

              http://www.education.gouv.fr/cid1138/inspecteur-de-l-education-nationale.html

              il che implica la creazione di un numero importante di funzionari (insegnanti all’origine, in genere si tratta di insegnanti con una certa esperienza e che si sono scocciati di insegnare) ed una bella macchina amministrativa da far funzionare

              non ho idea dei risultati. posso solo dire che tutti gli insegnanti francesi che ho conosciuto sono stressatissimi per le ispezioni (più o meno regolari a seconda delle regioni) ma contenti del funzionamento che permette (a detta loro) di scartare i nullafacenti e valorizzare gli altri.

            • Sempre per Francesco

              “insegnante lavativo”

              Tra l’altro, la definizione di “lavativo” è problematica.

              Nella mia esperienza, ho avuto diversi insegnanti bravi, qualcuno incompetente e uno solo lavativo.

              L’insegnante si trova sotto sorveglianza continua, da parte di un pubblico che non capisce quello che dice, ma che controlla in ogni istante come lo dice e come si comporta. Non può, di norma, mettersi a scrivere risposte a Francesco al computer mentre lavora, a differenza dei traduttori di manuali tecnici.

              Casomai, ci sarebbe da valutare quanto l’insegnante abbia voce forte e chiara, sia in grado di farsi rispettare, abbia occhio di falco per capire cosa stanno facendo gli alunni più copioni, stia su fino alle tre di notte a casa a corregere i compiti invece di tirare via, ma ammetterai che sono cose per nulla facili da valutare da fuori.

            • Francesco says:

              Beh, premessa una minima diffidenza per il modello francese, non posso che pensare alle famiglie (non agli studenti), ai presidi, ai risultati ottenuti alle prove Invalsi e ai risultati ottenuti nel ciclo scolastico successivo.

              Per iniziare, mi accontenterei della fucilazione degli esibitori di certificati medici farlocchi e dei richiedenti trasferimento ma intanto mantengo la cattedra.

              • per Francesco

                ” non posso che pensare alle famiglie (non agli studenti),”

                E che ne sanno?

                Almeno gli studenti vedono gli insegnanti in azione.

                Le famiglie sentono soltanto i pareri degli studenti arrabbiati neri perché devono studiare un nuovo capitolo di un libro invece di andare in discoteca. Per cui la mamma corre dallo psicologo per ottenere una certificazione che esoneri il figlio dalla fatica di studiare.

                E siccome ha ottenuto una certificazione come BES (ormai ci sono classi anche con cinque certificati!) anche la promozione è assicurata, per cui sono assicurati anche i risultati nel “ciclo scolastico successivo” cui accenni.

                Per quanto riguarda i presidi, hanno in genere due preoccupazioni strettamente correlate:

                1) ottenere più fondi per la scuola

                2) aumentare le iscrizioni a scuola

                Quindi si tratta di soffocare ogni scandalo, nascondere al mondo ogni possibile problema, evitare ricorsi, produrre molta carta-ammuina e sperare che si sparga la voce che “da noi non si boccia”.

            • Zhong says:

              “visto che non si possono mobilitare un milione di funzionari a correggerle.”

              Le prove vengono rese anonime. Poi gli insegnati di una scuola correggono quelle di un’altra scuola scelta a caso. Ogni scuola non sa quale altra scuola corregge i suoi esami, e nemmeno di che scuola sono gli esami che corregge.

            • Francesco says:

              x Miguel

              ah, l’incompetenza è grave quanto la lavatività. Non mi interessa se il problema è che non ti alleni o che sei scarso, se non segni e non prendi rimbalzi non giochi a pallacanestro e non prendi lo stipendio da giocatore di basket.

              ammessa tutta la difficoltà di capire se un insegnante fa il suo lavoro o meno ma tutto sommato non è per questo che sono (sarebbero) pagati i presidi?

              l’alternativa è affidarsi interamente alla autogestione degli insegnanti, che NON SO quanto sia fattibile con successo

              PS ho scritto NON SO,

              • Per Francesco

                “ma tutto sommato non è per questo che sono (sarebbero) pagati i presidi?”

                Direi di no.

                Il preside serve a mediare il conflitto a tre tra studenti/famiglie, stato e insegnanti.

                Lo Stato vuole statistiche in aumento: di iscritti, di ore spese in riunioni, di moduli compilati. Tutte cose che vanno direttamente in conflitto con il rendimento reale degli insegnanti.

                Gli studenti (a larga maggioranza, poi le eccezioni ci sono sempre) vogliono evitare ogni forma di fatica e potersi occupare di varie attività molto più interessanti (fidanzarsi, trovare nuove app per l’iphone, ecc.) e secondariamente vogliono evitare di essere bocciati per non avere guai in famiglia. Aggiungi il fattore età della ribellione, e l’insegnante è sostanzialmente un antagonista.

                Le famiglie (sempre a larga maggioranza) vogliono, Uno, avere il figlio sempre promosso in modo che ottenga il famoso Pezzo di Carta e Due, avere qualcuno da accusare se la figlia viene mollata dal fidanzato, se diventa anoressica, se si fa le canne o se su Facebook le danno della cittadina di Ilio.

                Questo vuol dire che le famiglie (a larga maggioranza) ritengono che gli insegnanti abbiano due compiti: promuovere il loro figlio e impedirgli di sniffare cocaina quando va in discoteca alle tre di notte (la famosa, “ma la scuola cosa ha fatto per riconoscere il suo Disagio?”).

              • Per Francesco

                “ah, l’incompetenza è grave quanto la lavatività. Non mi interessa se il problema è che non ti alleni o che sei scarso, se non segni e non prendi rimbalzi non giochi a pallacanestro e non prendi lo stipendio da giocatore di basket.”

                Il giocatore di basket deve fare un’azione molto precisa, con regole rigorose e risultati statisticamente misurabili, visibili a tutti.

                L’insegnante che conosce la propria materia, che non fa mai un’assenza, che sta fino alle 3 di notte a correggere compiti, ma ha un buffo tic all’occhio destro e la voce flebile, è certamente un “incompetente”, perché gli alunni alla fine dell’ora si ricordano SOLO queste due ultime caratteristiche.

                Però se tu vuoi avere 720.000 insegnanti, pagati con uno stipendio che non è quello del giocatore di basket, a un certo punto non puoi scartare quelli con il tic all’occhio destro o con la voce flebile.

            • Francesco says:

              >> Le famiglie sentono soltanto i pareri degli studenti arrabbiati neri perché devono studiare un nuovo capitolo di un libro invece di andare in discoteca.

              allora, le famiglie che conosco io scelgono le scuole perchè ci sono insegnanti di questo tipo.

              se ci sono altre famiglie, questo dimostra che l’istruzione universale è un errore dovuto a fanatismo ideologico, come noi conservatori diciamo da un paio di secoli

              ciao

              • Per Francesco

                “se ci sono altre famiglie, questo dimostra che l’istruzione universale è un errore dovuto a fanatismo ideologico, come noi conservatori diciamo da un paio di secoli”

                Può darsi. Ma calcola che in regime di istruzione universale, la grande maggioranza delle famiglie vuole soltanto la promozione del proprio figlio con il minimo di disagio per lui. E quindi è facile capire quale sarebbe il risultato, se le famiglie avessero voce in capitolo.

                D’altra parte, sono cose che si vedono già alle elementari, quando vedi i padri (non tutti, certamente) che scendono in campo durante le partite di calcio dei loro figli, brandendo sigarette e iphone, per assestare cazzotti agli arbitri.

                O la mamma che racconta tutta fiera di come ha riempito di pugni l’insegnante che aveva messo un brutto voto al suo figliolo (“hanno chiamao i harabinieri, ma ‘un mi son mai divertia tanto in vita mia!”).

                E meno pittorescamente, quando i genitori del ragazzo diciottenne arrivano tre mesi prima degli esami di maturità con la certificazione di uno psicologo che dichiara che il loro figlio è dislessico e quindi ha bisogno di un programma tutto speciale, nonché di portarsi dietro il computer agli esami.

                E con il preside che convoca di corsa l’insegnante, spiegandogli che se continua a chiedere al diciottenne quanto gli si era chiesto in tutti gli anni precedenti, rischia la denuncia e quindi bisogna fare come ordina lo psicologo.

                E l’insegnante, invece di preparare una lezione, deve redigere un testo di tre pagine di “programma speciale” per gli ultimi tre mesi di vita scolastica dell’alunno certificato.

            • Francesco says:

              Miguel

              mica devi spiegare a me che l’istruzione universale è una cattiva idea e che un sacco di gente la si dovrebbe tenere lontana dalle scuole

              “antagonista”? e poi mi cazzi se dico che il ’68 è stato un Grande Male. si dice un Superiore e si trema alla sua presenza

              ciao

              F o’sognatore

              • Per Francesco

                ““antagonista”? e poi mi cazzi se dico che il ’68 è stato un Grande Male. si dice un Superiore e si trema alla sua presenza”

                “Antagonista” senza alcun fronzolo ideologico, oggi.

                E’ l’Adulto contro cui devi dimostrare che esisti, devi dimostrare ai tuoi amici che lo sai fregare e quindi sei un po’ Adulto anche tu.

                Si chiama adolescenza, non “Sessantotto”.

                Solo che oggi non esiste alcuna spinta in senso contrario.

            • Francesco says:

              OK, stavo estremizzando la mia esperienza di giovane ubbidiente e troppo mansueto.

              però è colpa del ’68 se gli adulti hanno smesso di essere tali, nel confronto con i giovani!

              🙂

    • Moi says:

      Non si può rendere auto-esaustiva la giornata dalle 8.00 alle 13.00, con tutte le nozioni ed esercitazioni incorporate ?! … E poi, fino alla mattina dopo, non ci si pensa più ?!

      • Zhong says:

        I compiti a casa hanno un senso, secondo me. In effetti, servono ad esercitarsi, riflettere da soli sui problemi, capire le cose, etc..

        Invece i compiti delle vacanze sinceramente non li ho mai capiti. Qualche anno fa e’ stata pubblicata sui giornali la lettera di un padre contro i compiti delle vacanze. Era un tipo di Varese mi pare. L’ho trovata molto giusta…

      • Per Moi

        “Non si può rendere auto-esaustiva la giornata dalle 8.00 alle 13.00, con tutte le nozioni ed esercitazioni incorporate ?! ”

        Non so come siano fatti gli altri, ma per quanto riguarda me, i compiti dovrebbero essere la parte principale della scuola.

        La mia personale capacità di imparare ascoltando è molto ridotta. Mi resta solo una vaga sensazione di quello che si è detto, che finché si tratta di letteratura può anche andare bene (“Leopardi era uno triste”), ma diventa quasi inutile con altre materie (“l’aoristo del verbo x è …” oppure una formula matematica).

        Devo leggere personalmente, e poi devo mettermi alla prova da solo, per imparare.

  24. Moi says:

    d’altronde, se già da un pezzo si chiaman “Primarie”, perché han mantenuto così a lungo i voti come se fossero ancora “Elementari” ?!

    http://it.blastingnews.com/lavoro/2016/06/scuola-primaria-addio-ai-voti-numerici-dal-2017-arrivano-le-lettere-novita-cosa-cambia-00985291.html

    • Moi says:

      arrivan le lettere, così si sentiranno tutti/ae/a 😉 come nella loro serie TV Americana preferita …

  25. Moi says:

    In Finlandia si sta compiendo una rivoluzione didattica: non più materie e lezioni frontali, ma argomenti interdisciplinari da sviluppare in collaborazione con gli insegnanti.

    http://www.nostrofiglio.it/news/scuola-finlandia-addio-alle-materie

    • roberto says:

      mi permettete un quarto d’ora politically and statistically incorrect?

      tutti i miei colleghi finlandesi mi sembrano degli scimuniti, con idee fisse da piscopatici, capacità di discussione prossima allo zero, capacità di adattamento alle novità, sorprese ed imprevisti totalmente inesistente

      ci sarà un perchè

      • per roberto

        “mi permettete un quarto d’ora politically and statistically incorrect?”

        Corrisponde anche alla mia esperienza (a parte una fantastica signora dal forte accento napoletano, di mestiere insegnante di italiano, gesticolante e pittoresca, che è arrivata a Napoli dalla Finlandia a vent’anni).

      • Francesco says:

        il clima? le zanzare? la lingua difficilissima?

        😉

        • Moi says:

          la lingua è sillabica e molto vocalizzata … almeno quello, non è difficile !

        • Peucezio says:

          E’ agglutinante, come il turco. Non dovrebbe essere difficile.

          • Z. says:

            Un francese in viaggio di lavoro a Helsinki sente due abitanti del luogo parlare tra loro francese. Parlano malissimo, sbagliando tutte le parole, con decine di errori di ortografia.

            “Parbleu, mon Dieu!” esclama il francese interdetto “Perché non parlate nella vostra lingua, anziché massacrare a questo modo la mia?”

            “Ha ragione, signore” gli risponde uno dei due “il fatto è che la nostra lingua è molto più difficile del francese…”

            Questa è una barzelletta finlandese, quindi vedi tu 🙂

          • roberto says:

            mah, ho qualche collega traduttore che ci si è messo e tutti hanno rinunciato (e ti parlo di gente che ha il pallino delle lingue) fondamentalmente per la difficoltà a ricordarsi le parole

    • roberto says:

      anzi mi correggo “quasi tutti” perché ne ho uno molto bravo (ma ha studiato in inghilterra prima e negli USA poi)

    • PinoMamet says:

      Moi, taaanti post fa spiegavo perché parlare di scuola finlandese in Italia non ha tecnicamente alcun senso.

  26. Moi says:

    Sempre in Finlandia, pare che volessero abolire anche quella roba arcaica e antiecologica della scrittura chirografica su carta, imparando direttamente a dattilografare in tastiera QWERTY … e sostituire i libri cartacei (roba da film di Harry Potter, come l’ ippogrifo ! 😉 … ) in massa con una USB Pen Drive !

  27. OT

    Sto pensando al povero ADV dopo il trionfo dell’Ammiraglio Horthy in casa sua a Genova.

    Qui a Firenze, però governa ancora Bela Kun!

    • Francesco says:

      😀

      qui Stalingrado è caduta dopo solo 72 anni di assedio

      anche se la facciotta grassa barbuta e ottusa del capo-liberatore non mi ispira molta fiducia

    • Andrea Di Vita says:

      @ MM

      Grazie, grazie 🙂

      Come sta scritto su una famosa lapide nel deserto di El Alamein, “mancò la fortuna, non il valore” 🙁

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  28. Francesco says:

    OT

    grazie all’agenzia di stampa ufficiale cinese e al libro de’ ceffi, il calcio fiorentino è ora noto al mondo!

    fine OT

  29. A proposito di giocatori di basket…

    il sito “http://www.iltuosalario.it/” ci dice che in Italia lo stipendio medio lordo di un netturbino è di 1497 euro al mese, quello di un insegnante di matematica con 15 anni di esperienza è di 2955 euro (sempre lordo, ovviamente).

    Non voglio fare alcun discorso meritocratico (e non sono nemmeno sicuro che farsi anni di università e poi 15 anni di lavoro stressante crei particolari meriti), ma mi sembra evidente che siamo lontani dal giocatore professionista di basket.

    • Francesco says:

      non facevo un discorso di “dimensioni” ma di corrispondenza: chi sa giocare a basket, prende i soldi del basket

      chi sa insegnare, prende i soldi dell’insegnante

      chi non lo sa fare, NON prenda quei soldi, tanti o pochi che siano

      ciao

      • Per Francesco

        “chi non lo sa fare, NON prenda quei soldi, tanti o pochi che siano”

        Insomma, se ha un tic all’occhio destro o la voce flebile, via!

        • Francesco says:

          Miguel

          se quei problemi impediscono di insegnare, è chiaro che quelle persone non possono fare gli insegnanti! un insegnante di liceo con la voce flebile è una contraddizione in termini, direi

          Anche io ho per il basket una passione più grande di metà degli strapagatissimi giocatori della NBA … solo che ho 49 anni, i tendini rovinati, non faccio canestro in una vasca da bagno e sono pure lento

          Ciao

          • Per Francesco

            “se quei problemi impediscono di insegnare”

            Non ho detto che il tic all’occhio destro “impedisce di insegnare”.

            Dico che fa ridere gli studenti e distrae, come essere zoppo, essere pelato, avere la erre moscia, avere una voce un filino più acuta della media, portare le lenti spesse, starnutire spesso.

            Tu vieteresti a chiunque abbia problemi del genere di insegnare, a prescindere dalla sua preparazione?

            • Francesco says:

              la preparazione non è sufficiente per essere un insegnante

              uno può avere la vocina flebile, essere alto un metro e quaranta, zoppo pelato e interista e trascinare una classe verso vette altissime

              un altro può sapere tutto ma proprio tutto di glottologia finlandese ma non saper trasmettere nulla – e allora non può insegnare

              ciao

  30. Si vede che oggi ho una gran voglia di lavorare (comunque afa nonostante, qualcosa riesco a fare)…

    Credo che un punto importantissimo è che un insegnante è una semplice guida o agevolatore di un lavoro che deve fare qualcun altro.

    Un giocatore di basket deve giocare lui; un allenatore di basket no: sono gli allievi che devono giocare.

    Il migliore allenatore di basket al mondo potrebbe cercare di allenarmi, ma io dopo una mezz’ora lo mollerei per andare a leggere un libro o per farmi una passeggiata in montagna.

    E la scuola ormai ha un’influenza del tutto marginale rispetto a un ragazzo formato dalla famiglia, dalle mode, dalla televisione, da Facebook, dalle amicizie.

    • Francesco says:

      non è vero.

      ho due figli, con tutti i difetti possibili (tranne FB, ormai usa Instagram) e il loro rapporto con i professori è identico al mio, e molto simile a quelli dei miei genitori

      anzi, mi raccontano di pochi compagni strani che “a scuola non stanno attenti” e non studiano nulla. “per fortuna che poi li bocciano così se ne vanno dalla classe”

      giuro, tutto documentabile

      • Per Francesco

        “giuro, tutto documentabile”

        Ti credo, ovviamente: sulla tua esperienza, sei il massimo esperto vivente.

        Non è l’esperienza delle insegnanti di scuole superiori di Firenze 🙂

        • Francesco says:

          Anche Avvenire, con suo grande scandalo, riportava la soddisfazione di vari studenti nel sapere che i compagni che non avevano studiato erano stati bocciati.

          Non ti dico lo strappar di vesti per la meritocrazia infiltratasi in queste giovani menti!

          Ciao

    • Francesco says:

      Si vede che oggi ho una gran voglia di lavorare (comunque afa nonostante, qualcosa riesco a fare)…

      fratello!

    • roberto says:

      stessa esperienza di francesco

      (con la medesima voglia odierna, ma la scusante che faccio una cosa pallosissima….)

      • Francesco says:

        stavo citando il nostro Miguel, che vive in una della città più calde d’Italia – e d’inverno più fredde, se ricordo giusto

        forza compagni!

  31. Moi says:

    Mi sembra un revàival di Civati 😉 … ‘sta Brexit !

  32. Mario says:

    Sizzi, da una prospettiva etnicista, contro il mondialismo e i suoi lacché:
    http://www.ereticamente.net/2017/06/il-regime-mondialista-e-i-suoi-tragicomici-cagnolini-da-guardia.html
    Ave, Italia!

  33. Moi says:

    Resta il problemone di fondo : sono ormai 50 anni che parlare ai Giovani di Responsabilità, Impegno, Senso del Dovere … puzza subito di ClericoFascismo ! 😉

  34. PinoMamet says:

    Rispondo in fondo per comodità.
    Sto facendo il commissario esterno in due scuole private parificate, unite per i numeri esigui, dello stesso indirizzo.
    Sono due mondi diversi.

    Una è un ambiente fighissimo, che non somiglia per niente a una scuola, molto cara, in cui le famiglie ricche mandano figli problematici o con poca voglia.
    Visto l’indirizzo, quasi tutte ragazze.

    L’altra, è una piccola scuola storica di una cittadina, a parte la retta (sostenibile) e la piccolezza e le suore, identica a una scuola pubblica.
    Ragazze più sveglie e identiche a quelle delle scuole pubbliche (pure più carine)

  35. Mario says:

    Vorrei proporre ai bloggers una bozza di modello scolastico, elaborata in un momento di scoramento.
    Si riprenda la scuola gentiliana e la si trasmuti in senso etnicistico-verticistico. Un solo uomo al comando, con pieni poteri, dovrebbe garantire lo sradicamento di ogni infezione anarchica, lassista o liberaloide. La separazione rigida tra caste e razze darà il colpo di grazia al meticciato ed alla lotta di classe imperante. Gli esponenti, docenti, discenti o servi, di ciascuna forma razziale saranno tenuti ad intrattenere rapporti solo coi loro simili. E’ vietata ogni forma di commercio con l’altrui etnia. Non sono ammessi i sionisti, di qualsiasi colore. La scuola sia un avviamento alla professione (contadinato o commercio: quest’ultimo punito dall’autorità), al cavalierato o al sacerdozio romano. Per le fanciulle, si prendano ad esempio i paradigmi esposti in Darrè e certe intuizioni di Goebbels.
    Alla sera, danze e canti intorno a fuochi di ghiaccio per le razze iperboree; tamburi e jazz sincopato per gli africanoidi; tai chi e contemplazione del vuoto per l’impenetrabile razza gialla; letture di Ramakrishna e Sai Baba per gli indoarii, di Khomeini per gli arii di Persia. Tutto ciò, in preparazione alla grande e rituale cacciata di tutti gli extraeuropei, degli zingari e degli albanesi verso le loro terre di origine, ove essi infine si potranno ricongiungere al proprio paesaggio interiore.

    • Per Mario

      “Tutto ciò, in preparazione alla grande e rituale cacciata di tutti gli extraeuropei, degli zingari e degli albanesi verso le loro terre di origine, ove essi infine si potranno ricongiungere al proprio paesaggio interiore.”

      Ottimo progetto, son sicuro (interessante poi il fuoco di ghiaccio, devo chiedere alla fisica di casa)…

      ma esattamente dove si dovrebbero mandare gli albanesi?

      • Francesco says:

        non fare il figo

        io ho attizzato una polemica su FB chiedendo “dove dovrebbero andare i Rom, essendi cittadini italiani?” e il meglio che ho ottenuto è stato “via!”

        🙂

        • Per Francesco

          “e il meglio che ho ottenuto è stato “via!””

          🙂

          Purtroppo il leghismo si è annacquato, se no almeno potevano dire, “in Calabria Saudita!”

          • Francesco says:

            è che nel loro cervello (e non sono leghisti, sono di Roma in larga parte) il desiderio di cacciare gli zingari occupa il 97% delle risorse, per cui il fatto che non si possa fare e neppure si possa ipotizzare un dove cacciarli non entra

            vanno in cortocircuito e ripartono dal “via!”

        • paniscus says:

          E cosa ti aspettavi di più intelligente, in una flame su facebook?

          • Z says:

            Non riesco davvero a capire perché dedicarsi a Facebook quando esistono Diablo, Civilization e tutti i titoli della serie Total War.

            Capisco Tinder, ma Facebook? Boh.

      • paniscus says:

        “Ottimo progetto, son sicuro (interessante poi il fuoco di ghiaccio, devo chiedere alla fisica di casa)… ”
        ———————————-

        Non credo che sia un fenomeno fisico, è più probabile che sia ciarpame fantasy sul genere del “Trono di Spade”, fatto passare per antichissima tradizione storica reale…

        • Z. says:

          Cioè, ho capito bene? i bianchi sono costretti a guardare noiosa TV commerciale per adultolescenti mentre iraniani e indiani possono leggere e agli africani è addirittura permesso ascoltare buona musica?

          Eh no, scusa, questo è razzismo verso gli “iperborei”!

    • Roberto says:

      Ogni volta che leggo cose così (più spesso di quanto si possa immaginare) mi viene in mente “era meglio morire da piccoli, suicidarsi col cavaturaccioli”…,

  36. Mario says:

    ma esattamente dove si dovrebbero mandare gli albanesi?

    In Albania, ça va sans dire.

  37. Mario says:

    Fanno eccezione. Forse influenze levantine mal digerite.

    • Per Mario

      “https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/06/26/gli-zingari-un-fenomeno-da-conoscere/”

      Non è fatto malissimo. Non concordo molto con il concetto però di “libertà”, che mi sembra abbastanza estraneo alla cultura Rom.

      E forse manca all’autore una percezione della forza della cultura Rom stessa, con elaborate regole, rapporti familiari, usanze e una lingua assai ricca e interessante.

      Inoltre, vedo che la scolarizzazione produce effetti abbastanza positivi, e talvolta permette a chi vuole abbandonare quella cultura (che appunto non è “libertà” per nulla) di rifarsi una vita.

  38. MOI says:

    C’è, in effetti, un pianeta fatto di ghiaccio iperpressurizzato in qualche modo “avariato” che brucia …

  39. MOI says:

    https://astronaut.com/the-planet-of-burning-ice/

    …eccolo: Gliese 436b , magari c’è vita aliena intelligente che troverebbe strano il ghiaccio nostro … se proprio dobbiamo fare i Relativisti, facciamoli in grande, no ? )

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