La fisica quantistica dell’intersezionalità

Una venerabile legge sociologica stabilisce che, se tu inventi per scherzo una cialtronata, puoi essere sicuro che qualcuno l’abbia già inventata, ma sul serio.

Conoscete probabilmente il detto publish or perish, “pubblica o crepa”, riferito ai docenti universitari statunitensi che per farsi vedere produttivi, sono obbligati all’ammuina di far uscire continuamente articoli su riviste peer review.

Da qui nasce una ricca industria di riviste peer review a pagamento, che permettono ai disgraziati docenti di fare curriculum.

Due accademici americani,  Jamie Lindsay e Peter Boyle, hanno presentato un articolo a una di queste riviste, Cogent Social Science, che – certamente dopo attenta revisione da parte dei pari – ha deciso, il 19 maggio, di pubblicarlo online.

L’articolo si intitola “The Conceptual Penis as a Social Construct, parla della “società pre-post-patriarcale” e – attraverso migliaia di confuse parole – attribuisce il cambiamento climatico al Pene Concettuale.

Il 19 maggio, l’articolo è uscito sul sito di Cogent Social Science, e lo stesso pomeriggio, gli autori hanno svelato che era uno scherzo, costruito in gran parte utilizzando il generatore automatico di gergo postmoderno, e che prima di mandarlo alla rivista, avevano controllato attentamente che non significasse assolutamente nulla.

Passa qualche giorno, e una certa Whitney Stark, docente di gender studies e dotata di un prestigioso Master in “Cyborg and Post Colonial Theory”, pubblica su The Minnesota Review, un articolo serissimo, in cui spiega come la Fisica Quantistica opprime le donne:

“Siccome la teoria tradizionale della fisica quantistica ha influenzato la maniera in cui l’umanità comprende il mondo, ha aiutato anche a dare credibilità all’attuale regime di razzismo, sessismo e classismo che danneggia le minoranze”.

Ci attendiamo la replica della nostra dendroterapeuta esperta di fisica quantistica.

Ecco l’abstract del suo articolo, non oso tradurvelo.

Assembled Bodies

Reconfiguring Quantum Identities

Abstract

In this semimanifesto, I approach how understandings of quantum physics and cyborgian bodies can (or always already do) ally with feminist anti-oppression practices long in use. The idea of the body (whether biological, social, or of work) is not stagnant, and new materialist feminisms help to recognize how multiple phenomena work together to behave in what can become legible at any given moment as a body. By utilizing the materiality of conceptions about connectivity often thought to be merely theoretical, by taking a critical look at the noncentralized and multiple movements of quantum physics, and by dehierarchizing the necessity of linear bodies through time, it becomes possible to reconfigure structures of value, longevity, and subjectivity in ways explicitly aligned with anti-oppression practices and identity politics. Combining intersectionality and quantum physics can provide for differing perspectives on organizing practices long used by marginalized people, for enabling apparatuses that allow for new possibilities of safer spaces, and for practices of accountability.

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184 Responses to La fisica quantistica dell’intersezionalità

  1. Pierluigi Vernetto says:

    lo segnalero’ a Zicchichi, magari gli e’ utile per i suoi articoli sul cambiamento climatico

  2. giovanni says:

    Il mio inglese non è certo da Oxford, ma non leggo niente del tuo riassunto in italiano nell’abstract.

  3. paniscus says:

    Nessuno ha notato che uno scherzo del genere era stato già fatto una ventina d’anni fa, con conseguenze veramente CLAMOROSE sulle riflessioni accademiche in materia, negli anni successivi?

    https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Sokal

    E che ogni tanto c’è già stato qualche imitatore?

    http://www.3quarksdaily.com/3quarksdaily/2016/04/the-tripodi-hoax.html

  4. PinoMamet says:

    Corpi Assemblati

    Riconfigurare le Identità Quantiche

    Abstract

    In questo semimanifesto, approccerò il modo in cui la comprensione della Fisica quantistica e dei corpi cyborghiani possa allearsi (o sia già alleata) con le pratiche femministe antioppressive già in uso da tempo. L’idea di corpo (che sia biologico, sociale, o di lavoro) non è stagnante, e i nuovi femminismi materialisti aiutano a riconoscere come fenomeni multipli agiscano insieme nel comportarsi in ciò che può essere leggibile ad ogni momento come corpo.
    ( questa frase è fuffa purissima, nota mia )
    Utilizzando la materialità delle concezioni sulla connettività spesso ritenuta essere meramente teoretica
    ( o “ritenute essere meramente teoretiche”? è riferitò alla materialità, alle concezioni, o alla connettività? non mi risulta chiarissimo, nota mia )
    utilizzando uno sguardo critico ai movimenti multipli e non-centralizzati della Fisica quantistica, e degerachizzando la necessità di corpi lineari attraverso il tempo, diventa possibile riconfigurare strutture di valore, longevità e soggetività in modi esplicitamente allineati con pratiche antioopressione e con identità politiche.
    Combinare intersezionalità e fisica quantistica può risultare utile per differenti prospettive sull’organizzare pratiche a lungo utilizzate da persone marginalizzate, per mettere in opera apparati che permettano nuove possibilità di spazi più sicuri, e pre pratiche di responsabilizzazione.

    nota mia:
    la sintassi è fintamente complicata- una serie di frasone lunghe ma del tutto paratattiche- e il lessico è dello stesso tenore, con un’alternanza di termini che magari suonano ostici al lettore inglese poco colto, come “stagnant” o “dehierachizing”, con alcuni concetti del tutto comuni (“marginalized people”, “safer space”).
    L’effetto è un po’ quello del “bambino che gioca al dottore”, non so se mi spiego.
    Poi ci sono parole come accountability che sono proprio il genere di termini che suonano fighi in inglese, e in italiano alla fine no, quindi mi aspetto di ritrovarli in qualche programma politico italiano… ;)

  5. izzaldin says:

    la cosa che fa arrabiare è che i primissimi autori del filone ‘post colonial studies’ erano degli storici serissimi che facevano ricerche rigorose, partendo da una critica costruttiva di Hobsbawm e della storiografia marxista occidentale, usando Gramsci ma comunque con un approccio molto ‘classico’ e per niente fuffoso.
    Poi hanno creato dei dipartimenti appositi di Women Studies, Gender Studies etc.
    Il mondo accademico anglosassone è davvero psicotico: se vuoi provare una borsa di studio ti chiedono di compilare un modulo con la domanda ‘race/ethnicity”, in un tentativo di essere antirazzisti che si risolve invece nell’effetto opposto! Forse negli anni ’30 ti chiedevano di dichiarare la tua razza in un documento di accesso ad una università!
    Da questo punto di vista l’America è irredimibile.
    Poi il fatto che ci sia gente pagata per studiare il Pene Immaginario o per fare dottorati di ricerca sugli zombie nel cinema intesi come strumento di oppressione coloniale/patriarcale, beh, da un lato li ammiro, se riescono a campare così devono essere davvero delle volpi! ;)

    • Z. says:

      Temo non sia necessario arrivare fino in America per trovare ricerche retribuite condotte su temi, diciamo, bizzarri…

      • izzaldin says:

        oh beh certamente, proprio dalle tue parti a volte si realizzano tali eccessi.
        Però ancora per iscriverti all’ Università di Bologna non ti chiedono di dichiarare la tua ‘razza o etnia’ per poter calcolare i punti vittima e decidere se darti una borsa di studio oppure no.

        e comunque, quel poco di queer studies/gender studies che ho letto in Italia sono basati su analisi sociologiche vere e proprie e non su fuffa teorica di questo tipo, certo dai dipartimenti di filosofia escono spesso articoli al limite della comprensibilità, ma se porti cifre, dati e metodo scientifico diciamo che fai il minimo sindacale per non farti prendere in giro

        • Z. says:

          Izz,

          — Però ancora per iscriverti all’ Università di Bologna non ti chiedono di dichiarare la tua ‘razza o etnia’ per poter calcolare i punti vittima e decidere se darti una borsa di studio oppure no. —

          Vero. In compenso il criterio del reddito, in Italia, finisce per essere almeno altrettanto arbitrario. Il perché è abbastanza intuitivo…

          — e comunque, quel poco di queer studies/gender studies che ho letto in Italia sono basati su analisi sociologiche vere e proprie —

          Dammi qualche dritta, così comincio a farmi una cultura!

          • izzaldin says:

            Z.,
            dammi qualche dritta

            “La violenza normalizzata” è un libro curato da autori vicini ai gender studies ma con solide basi di sociologia classica con criterio scientifico.

            “In compenso il criterio del reddito, in Italia, finisce per essere almeno altrettanto arbitrario. Il perché è abbastanza intuitivo…”

            guarda che ogni università ha (o almeno aveva) isuoi criteri.
            Quando andavo io, l’Università di Palermo aveva ben dieci fasce di reddito, e pagavi a seconda del tuo reddito.
            A Bologna solo due fasce di reddito: sotto i 14mila euro annui per nucleo familiare (quindi eligibile per la borsa) oppure, sopra i 14mila euro annui, pagavi la cifra standard.
            Quando mi trovai di fronte a questa situazione, pensai per un attimo che forse il patetismo terrone democristiano fosse meglio della finta eguaglianza dell’Alma Mater ;)

            • izzaldin says:

              e per quanto riguarda il criterio del reddito, sono totalmente d’accordo con te: qui in Sicilia nessuno può fare l’avvocato se non ha una famiglia che lo sostiene fin oltre i trent’anni per il praticantato e i primi anni, a meno che ovviamente non si nasca in una famiglia particolarmente inserita nell’ambiente.

            • Z. says:

              Izz,

              io penso che il sistema delle borse di studio andrebbe interamente rivisto, per non dire proprio cancellato.

              Piuttosto penso bisognerebbe dare agli studenti – pochi e rigorosamente selezionati a numero chiuso – la possibilità concreta di mantenersi studiando.

              Il criterio delle borse di studio per reddito, in Italia, finisce per penalizzare i dipendenti a favore dei figli dei lavoratori autonomi. Quindi è intrinsecamente e direttamente discriminatorio e ingiusto.

              Z.

              PS: no Izz, fare gli avvocati non è un diritto garantito dalla costituzione, così come non lo è fare gli imprenditori o i gioiellieri o i palazzinari. Non mischiamo pere e susine par piasé :)

            • PinoMamet says:

              Dai là, Z., appunto, non mischiamo:

              un conto è dire “non è un diritto” (nessuno lo ha mai sostenuto) un altro è dire “lo stato di cose non ne garantisce la possibilità concreta”.
              E qui lo Stato dovrebbe in effetti intervenire.

              Questo del “non è un diritto”, Z., è uno dei trucchetti retorici della destra conservatrice americana:
              con la scusa che non è un diritto, me ne sbatto altamente di qualunque politica sociale, e va a finire che, con un tratto di penna, non sono più diritti neanche le cose che prima lo erano…

            • Moi says:

              è un Diritto all’ Italiana … acquisito (tipo il Diritto Dinastico) ;) !

              Tipo i Veri Invalidi che vengono penalizzati dai Falsi Invalidi che tengono gli Amici degli Amici ancora in sella che saran disarcionati cadaveri ;) , magari non più Presidenti del Consiglio ma Sindaci !

            • Z. says:

              Pino,

              — un conto è dire “non è un diritto” (nessuno lo ha mai sostenuto) un altro è dire “lo stato di cose non ne garantisce la possibilità concreta”.
              E qui lo Stato dovrebbe in effetti intervenire. —

              Cerco di spiegarmi meglio.

              Il diritto allo studio è un diritto costituzionale, senza meno. Poi si può discutere di come lo Stato potrebbe o dovrebbe darvi attuazione, ma diritto costituzionale è e resta, in quanto tale.

              Il diritto ad guadagnarsi da vivere come avvocati, palazzinari, agenti immobiliari, periti meccanici, gioiellieri, calciatori o industriali, no, non esiste.

              Quindi, se in una città l’offerta di vasetti di vetro supera di cinque volte la domanda, molti produttori di vasetti di vetro dovranno cambiare lavoro. E lo stesso vale per gli avvocati, purtroppo.

              Tu stai invece dicendo un’altra cosa, secondo me, con la quale sono d’accordo senza riserve.

              Siamo d’accordo che lo Stato dovrebbe garantire a tutti, per quanto possibile, possibilità analoghe alla nascita. Sono d’accordo con quel che scrivesti tu tempo addietro – mi capita di pensarci spesso, e ogni tanto ti cito – che le disuguaglianze non dovrebbero essere né ingiustificate né eccessive.

              Ma oltre a questo, oltre al dovere dello Stato di perseguire l’uguaglianza sostanziale in generale, c’è un più specifico e ulteriore dovere di promuovere il diritto allo studio in particolare.

  6. Per Moi (Per Moi è un tag)

    A Brindisi,

    1) un africano (maschio) entra in una discoteca per vendere rose

    2) una ragazza italiana, tale Sharon Doria (!), gli butta a terra le rose.

    3) due maschi italiani la invitano a restituire le rose all’africano

    4) la signorina Sharon, “spalleggiata dalle sue amiche”, prende a colpi di bottiglia di birra i due maschi, poi estrae dalla borsa un coltello, e li accoltella pure.

    5) poliziotti bianchi italiani di sesso imprecisato arrivano e portano via la signorina Sharon.

    Gradirei analisi intersezionale, nonché assegnazione precisa dei Punti Vittima a ciascuna parte.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Fosse stato a parti invertite sarebbe stato più semplice.
      Qui il negrodimmerda è la vittima, i due uomini bianchi non sono Difensori della Donna, ma due cittadini responsabili e la donna non è l’Angelo da Difendere ma una pazza criminale.
      Ignoriamo la notizia.

    • Peucezio says:

      Da quando in qua le rose le vendono gli africani?

      • PinoMamet says:

        Qua a vendere le rose alla sera, rompendo le scatole nei locali a qualunque cosa somigli vagamente a una coppia, sono gli indiani.

        Invece in treno vedo sempre un sacco di nord africani con secchi di fiori, che credo vendano durante il giorno.

        Da chi li comprano? Sono gli stessi fornitori degli indiani? Perché alcuni di giorno, con i secchi, e gli altri di notte, con la bici? Boh, misteri.

        E perché gli africani non vendono fiori, invece?

        E chi è che stampa tutti quei libricini che vendono i senegalesi, che poi pochissimi comprano e nessuno legge, che parlano sempre di leggende africane/Mandela/saggi sufi senegalesi? chi ha cominciato, chi ha avuto questa idea, a chi vanno i guadagni?

        Queste cose mi incuriosiscono, penso che ci sia dietro tutto un mondo che non vediamo, perché nascosto dalla solita retorica pro- o anti-

      • Francesco says:

        stessa domanda sorta a me, mai visto un ambulante africano vendere fiori a Milano, è lavoro solo per indiani

        ma giro poco

  7. marxista (nel senso di groucho) says:

    Cacciari da anni fa anche peggio e qui da noi è riuscito ad accreditarsi come guru.

  8. marxista (nel senso di groucho) says:

    “Nell’ambito del possibile e’ necessario sia possibile anche il possibile con cio’ che e’ possibile in opposizione all’imposizione dell’impossibile.”

  9. Un “visiting professor” dell’Università dell’Arizona ha recentemente scritto che si sente un ippopotamo.

    Nulla di male, inteso in senso scherzoso. Il problema è che ne ha fatto un saggio pubblicato su una rivista accademica:

    http://www.dailywire.com/news/17023/peer-reviewed-paper-discusses-phd-students-amanda-prestigiacomo

    L’autore si occupa della nuova categoria dei Tranimali:

    “He works at the intersection of Trans Studies and Animal Studies, focusing on tranimal body modifications, practices and subjectivities”

    Tutte cose anche divertenti, se si vuole; ma si resta colpiti dal fatto che le università americane, con il loro occhio attento alla cassa, paghino roba del genere.

  10. PinoMamet says:

    Comunque un Master in “Cyborg e Teoria post coloniale” suona un po’ come un “Dottorato in Entomologia e Kung Fu”, o una “Laurea specialistica in Narrativa Western e Statistica”

    • Carlo says:

      Credo che “cyborg” si riferisca al “Manifesto Cyborg” della filosofa femminista Donna Haraway.

  11. Mario says:

    Leggo addolorato queste noterelle, e mi chiedo come gli uomini bianchi, fino a pochi decenni or sono autentici, intransigenti vettori di civiltà in ispecie in Africa, si siano potuti ridurre ad un ammasso informe di degenerati.

    • Francesco says:

      buona domanda, sfrondata dalle stronzate

      che siano le fronde il problema?

    • Per Mario

      “autentici, intransigenti vettori di civiltà in ispecie in Africa”

      Resto sempre meravigliato di come i nostri amici “reazionari” esaltino il tentativo dei giacobini francesi e degli eretici inglesi di “modernizzare” il pianeta tutto.

      Al massimo potrei capire qualche simpatia per l’impero spagnolo.

      • Francesco says:

        i “simpatizzanti ariani” si limitano al colore della pelle, non hanno di tali finezze

        ;)

        PS e non offendere i reazionari! :D

      • Carlo says:

        “Resto sempre meravigliato di come in nostri amici reazionari esaltino il tentativo dei giacobini francesi e degli eretici inglesi di modernizzare il mondo tutto” su questo concordo, lascia interdetto anche me. Comunque penso che il buon Mario utilizzi una strategia “simmetrica” a quello degli autori dell’articolo scherzo: loro dicono un sacco di cose senza senso che però sembrano appoggiare una certa posizione (femminismo, studi di genere) gradita a chi gli ha pubblicato l’articolo, invece Mario mette insieme un sacco di frasi destrorse senza capo né coda proprio perché sa che non sono condivise da te e dalla maggior parte dei commentatori

  12. Roberto says:

    Su una rivista giuridica americana seria, in mezzo ad articoli serissimi di procedura civile e diritto costituzionale, ho trovato una cosa intitolata “star trek and the law” (molto divertente peraltro)

    • PinoMamet says:

      Che come singolo articolo ci sta, può essere appunto divertente e anche utile;

      ma insomma esiterei a fare tutto un corso di studi su Legge e Fantascienza ;)

      magari un monografico, ecco.

      • Roberto says:

        Si sono d’accordo, ma faccio fatica ad immaginare una cosa del genere pubblicata su Il Foro italiano!
        Comunque su star trek c’è pure un libro, veramente interessante che si chiama “Star trek visions of law and Justice”, curato da due professori di diritto penale. L’ho pure citato in un progetto di un pallosissimo euro atto amministrativo ma poi nella versione finale me lo hanno cassato.

      • Z. says:

        Pino,

        — magari un monografico, ecco. —

        Not with my tax money, man!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Star Trek predisse Italgiure :D

  13. mirkhond says:

    Zanardo era a Torino ieri sera?

    • Z. says:

      No, ti ringrazio del pensiero. Per fortuna ero a casa mia a soffrire gli inani sfottò di infedeli e tifosi rivali.

  14. Moi says:

    Enhanced Humans

    RAY KURZWEIL:

    By 2030, Nanobots Will Flow Throughout Our Bodies

    https://futurism.com/kurzweil-by-2030-nanobots-will-flow-throughout-our-bodies/

    Futurist RAY KURZWEIL repeated his long-held beliefs in a recent interview
    He believes that by 2029, humans will be extending their lives
    He also predicts nanobots could help back up our memories to the cloud
    This could also help to expand human creativity and emotions, he claim

    Read more: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3551403/Would-want-live-forever-Expert-claims-extend-lives-virtually-immortal-soon-2029.html#ixzz4j4qW4p9L

  15. Moi says:

    Io attendo ancora studi sul Genoma Italico che mettano in relazione difetti di pronuncia in Italiano e Radical Chic ! Il nesso NON può non esserci, è la Statistica a gridarlo a gran voce ! ;)

  16. OT

    Ieri sera mi è arrivato un sms: è morto Lorenzo Bargellini, il “Robin Hood” di Firenze.

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/06/04/news/firenze_e_morto_lorenzo_mao_bargellini-167242036/

    Non vi fate ingannare dal suo aspetto pittoresco: era una personalità talmente forte, presente, capace di mobilitare (prendendosi centinaia di denunce), ma anche di negoziare e trovare soluzioni per le migliaia di disgraziati senza casa della nostra città.

    Nemico numero uno dell’amministrazione a Firenze, eppure rispettato da tutti.

    Difficile immaginare cosa succederà adesso.

  17. Moi says:

    “Enough is enough !”

    Theresa May

    ————————————-

    Chissà le risate che si staran facendo i terroristi, e cmq avanti così: riempirsi di Musulmani raccontandosi che “il Fenomeno” non c’entra niente con l’ Islam … che se dicono che sono “diritti”, burqa, niqab, burkini, ch’è giusto uccidere blasfemi, pervertiti, apostati … stanno solo esprimendo un’ opinione multiculturalisti.

    • Per Moi

      “Chissà le risate che si staran facendo i terroristi, e cmq avanti così: riempirsi di Musulmani raccontandosi che “il Fenomeno” non c’entra niente con l’ Islam ”

      Premesso che “il fenomeno” c’entra con l’Islam (come “c’entrano” con il comunismo sia Pol Pot che l’assessorato che a Bologna negli anni Settanta curava i giardini pubblici)…

      Due possibilità per la May:

      1) sottolineare appunto che il fenomeno c’entra con l’Islam, e quindi cominciare a rompere le scatole alle milioni di famiglie musulmane che vivono in Inghilterra, trasformando così migliaia di loro in risentiti bombaroli, come se le decine che ci sono già non bastassero

      2) far finta di niente e raccontare balle e tenere le dita incrociate che non succeda più niente

      • Francesco says:

        scusa, non mi è chiaro nè il concetto di “rompere le scatole” nè, tanto meno, quello di “risentimento”, nel caso di specie

        grazie

        • Per Francesco

          “scusa, non mi è chiaro nè il concetto di “rompere le scatole” nè, tanto meno, quello di “risentimento”, nel caso di specie”

          Credo che un esempio intuitivo ce lo fornisce la Francia.

          Ragazzotto normale, di origini marocchine, che se ne frega di tutto il fregabile.

          Un giorno, la polizia ferma sua sorella (che come obiettivo nella vita ha solo quello di sposarsi e cucinare bene) perché porta un foulard in testa, e lo racconta piangendo al fratello.

          Il quale, da menefreghista, comincia a covare sogni di vendetta contro tutta la Francia.

          Il rapporto tra:

          1) Islam e jihadismo sunnita

          2) jihadismo sunnita e terrorismo indiscriminato alla Isis

          è una questione estremamente complessa, roba che richiede la conoscenza di un sacco di testi e studi ed eventi storici.

          Quindi, l’unica alternativa è tra due menzogne:

          1) “tutti i musulmani sognano di ammazzare la gente per strada”

          2) “l’Islam è una religione di pace che non ha nulla a che fare con questi cattivi estremisti-non-si-sa-cosa”.

          Le ex-potenze imperiali (Francia e Inghilterra) non sono in grado di fare diversamente, a differenza di Polonia e Ungheria, che possono invece permettersi almeno di scegliere.

          • Francesco says:

            1) la cazzate francesi sul foulard sono pre-terrorismo, o meglio risalgono al terrorismo di Stato giacobino

            2) le potenze coloniali dovrebbero essere avvantaggiate dalla loro esperienza, mi verrebbe da dire

            ciao

            • Per Francesco

              “la cazzate francesi sul foulard sono pre-terrorismo”

              veramente i primi brutali attentati in Francia risalgono ai primi anni Novanta, con la guerra civile algerina. Però è vero che la spinta dietro le leggi anti-foulard nasce proprio da un meccanismo tipicamente francese.

              “le potenze coloniali dovrebbero essere avvantaggiate dalla loro esperienza”

              Ma le potenze coloniali sono diventate potenze, grazie alle colonie. E hanno continuato a sfruttare onde di manodopera anche dopo. Poi i colonizzati, a volte, chiedono anche il conto, ma tutto sommato, le potenze coloniali ci hanno guadagnato.

              Il discorso è diverso per paesi come la Polonia, che hanno subito un colonialismo – tedesco e russo – paragonabile a quello subito dall’Algeria.

              Non hanno nessuna voglia di pagare i conti dei francesi e degli inglesi.

            • Roberto says:

              Quante generazioni servono per pagare i conti? Così giusto per sapere cosa rispondere se qualcuno mi chiede dei conti per la distruzione di Cartagine…..

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non lo so. Aspettiamo la cancellazione della Giornata della Memoria per capirlo.

            • Z. says:

              MT tocca un punto interessante.

              In effetti la Giornata della Memoria è in certa misura un rito religioso di Stato, così come l’odio per il nazismo e per Hitler, o meglio la sua identificazione col Male, è la nostra fede collettiva.

              Cosa citiamo tutti noi quando vogliamo mostrare che qualcosa è un errore, o addirittura un orrore? Hitler e il nazismo.

              E non sto dicendo “tutti” per dire “tutti gli altri”, come farebbe un pensoso intellettuale da corsivo. Non sto citando, chessò, gli armaioli per dire che Hitler era per il controllo delle armi, o i cacciatori per dire che Hitler era vegetariano (falso), o i fumatori per dire che Hitler odiava il fumo (vero).

              Sto dicendo proprio tutti noi. Tutti.

              Lo faccio io, lo fa Miguel, lo fa Francesco, lo fa Moi. Anzi, a volte lo fa persino Peucezio che del nazionalismo non è certo un detrattore.

              Tutti quanti, insomma.

              Il mondo che conosciamo, in cui tutti noi siamo cresciuti, è il mondo “occidentale” sorto dal ripudio unanime del nazismo, della sua identificazione unanime col Male.

              Possiamo ben essere capaci di una seria analisi storica, politica, sociologica della Germania tra le due guerre. Non di meno, la nostra ripulsa istintiva per il nazismo, per Hitler, non verrà mai meno.

              Ora, il punto è:

              le ex-colonie inglesi e francesi hanno sviluppato lo stesso odio, la stessa ripulsa per gli ex-dominatori, pari a quella che noi proviamo per Hitler e per il nazismo?

            • Per Z

              “le ex-colonie inglesi e francesi hanno sviluppato lo stesso odio, la stessa ripulsa per gli ex-dominatori, pari a quella che noi proviamo per Hitler e per il nazismo?”

              Ti saprei rispondere soltanto per il Messico.

              Che è un caso molto particolare.

              1) l’arrivo degli spagnoli ha significato la morte (più per malattia che per uccisione diretta) della grande maggioranza della popolazione autoctona, e un obbligo di rinnegare se stessi che posso paragonare soltanto a quello che è successo in Germania nel 1945, anche se in circostanze molto diverse. Se ne sapessimo di più, aggiungerei anche l’esempio del Sindh, 711 d.C. (il Pakistan in fondo è un Messico che non ha mai ritrovato se stesso, come sostiene Naipaul).

              2) l’arrivo degli spagnoli è un trauma psicologico terrificante, perché ogni messicano sa di essere – come diceva Octavio Paz – un hijo de puta, figlio lui stesso in qualche modo di uno stupro.

              3) Allo stesso modo, il Messico non sarebbe lontanamente immaginabile senza questo stupro/amore fondante: è intimamente, visceralmente legato alla Spagna e alla Chiesa cattolica, e tutti i tentativi di recidere queste radici sono destinati a fallire in maniera miserabile, se condotti dagli hijos de puta, dai meticci.

              Da qui l’enorme importanza della doppia figura della Malinche, la figlia di mexica venduta schiava ai maya, che fece da interprete per gli spagnoli e divenne madre del primo meticcio. E’ una figura che esiste da sempre nella leggenda messicana, come figura tragica e notturna; e parallelamente, come mostro demoniaco, nella mitologia politica progressista/liberale: ma essendo lei stessa la madre di tutti i liberali messicani, c’è qualcosa di profondamente patologico in questo.

              Mentre per gli indios, la storia è ancora diversa: non a caso, i filo-ispanici erano spesso più vicini agli indios dei meticci. E il primo e ultimo politico in Messico ad aver preso in considerazione gli indios, fu l’imperatore Massimiliano, fatto fucilare dall’indio rinnegato, Benito Juarez.

              Come vedi, non sono rapporti semplici.

            • Per Z

              “Ti saprei rispondere soltanto per il Messico.”

              Qualifico meglio: si parlava di ex-dominatori coloniali.

              Ma credo che esistano altre antipatie, ben più forti.

              Il caso esemplare è la Turchia, che non ha mai conosciuto un diretto dominio straniero; ma pensiamo anche alla divisione sunniti/sciiti e a tante altre divisioni simili.

              La differenza forse è che non è un odio rituale, una gara a chi parla il peggio possibile di qualcuno morto settanta e passa anni fa; ma di tensioni vive.

            • Roberto says:

              Giornata che per altro si chiama “della memoria” e non “del debito”

            • Mauricius Tarvisii says:

              Roberto, non c’è nessuna differenza: si crea comunque un capitale di punti-vittima spendibile.

            • Peucezio says:

              Z.,
              io lo faccio perché ho presente il sistema di valori dell’interlocutore o comunque vigente, non perché lo condivido (ma lo sapevi già da te).
              Ottima analisi comunque.

            • Z. says:

              Noiosa precisazione finale.

              Non trovo affatto che la ripulsa istintiva sia di per sé qualcosa di esecrabile, specie se praticata contro qualcosa di terribile come il nazismo e i depravati che ne componevano le fila.

              La ripulsa istintiva per tutto ciò che puzza di nazismo ci ha messo in guardia dalla guerra totale (1), ci ha tenuti lontano dall’eugenetica, ci ha resi diffidenti verso le grandi masse oceaniche di qualsiasi colore e ha squalificato ai nostri occhi qualsiasi pretesa di serietà del razzismo c.d. “biologico”.

              Tutto questo, per me, è cosa buona e giusta. I sottili distinguo intellettuali li lascio ad altri.

              Il problema è un altro.

              Il problema è che il Novecento sta pian piano scomparendo, lasciando il posto ad un mondo diverso (che capisco meno e che mi piace meno: certo, son gusti). Temo dovremo abituarci all’idea che per i nostri nipoti la figura di Hitler non sarà forse più rilevante, né più terrificante, di quella di tanti altri tiranni sanguinari della storia. Per gli immigrati che arrivano in Italia da altri Paesi, probabilmente in molti casi è già così: perché un indiano, un cingalese o un bengalese dovrebbero provare la nostra identica ripulsa per Hitler e per il nazismo?

              Per questo dovremo – e dovremmo – trovare altre ragioni per ripudiare il razzismo, per provare orrore davanti all’eugenetica, per rifiutare l’idea di guerra come diritto del più forte di brutalizzare e schiavizzare il più debole, per disgustarci di fronte a chi incita all’odio gli elettori del proprio Paese.

            • Z. says:

              (1) Sì, sappiamo che la Germania nazista fu probabilmente l’ultima delle grandi potenze a mobilitarsi per la guerra totale. Ma sappiamo anche che la mobilitazione delle altre potenze è stata conseguenza diretta della politica estera e militare della Germania nazista. Quindi facciamo a capirci :)

            • Peucezio says:

              Z.,
              riflessioni interessanti.

              “Il problema è che il Novecento sta pian piano scomparendo, lasciando il posto ad un mondo diverso (che capisco meno e che mi piace meno: certo, son gusti).”

              I gusti, certo, sono gusti, ci mancherebbe.
              Però quando diventano orientamento ideologico-politico e quindi, a suo modo, militanza, mi sento autorizzato a metterli in discussione (tanto è un puro esercizio accademico: nessuno convertirà l’altro e soprattutto nessuno cambierà una virgola di come va il mondo).
              Ti chiedo: ma perché l’orologio della storia avrebbe camminato efficientemente e bene fino al Novecento (diciamo seconda metà, ammenoché non ti riconosci nei fascismi e nel socialismo staliniano), per poi aver trovato la sua perfezione e, per qualche misterioso meccanismo, tutto ciò che è arrivato dopo non va bene?
              Se le magnifiche sorti e progressive hanno decretato la fine del razionalismo positivista, annacquati in un mare di prodotti omoepatici e naturopatici e di folcloristica spiritualità New Age, se l’informazione controllata e accentrata dei grandi giornali storici e della radio e della televisione novecentesca sta cedendo il posto al grillismo complottista e al mare di teorie rettiliano-sciechimiciste internettare, che c’è di male? Perché restare abbracciato e abbarbicato nostalgicamente a un momento storico del passato recente?
              Cos’è che ci trovi, alla fin fine, di così bello?

            • Z. says:

              Peucezio,

              — Ti chiedo: ma perché l’orologio della storia avrebbe camminato efficientemente e bene fino al Novecento (diciamo seconda metà, ammenoché non ti riconosci nei fascismi e nel socialismo staliniano), per poi aver trovato la sua perfezione e, per qualche misterioso meccanismo, tutto ciò che è arrivato dopo non va bene? —

              Mica ho detto questo.

              Intendiamoci. C’è stato un periodo – diciamo tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta – in cui il mondo che chiamiamo “occidentale” ha offerto grande possibilità di mobilità sociale a gran parte della popolazione. E’ quello che Francesco, senza aver tutti i torti, chiama “epifenomeno della crescita postbellica”.

              L’Italia crebbe di più e più rapidamente di altri Paesi, e forse proprio per questo oggi soffre maggiormente la crisi.

              Detto questo, ognuno ha i suoi gusti e le sue fissazioni. Io ho i miei, e come ho già detto per me il Novecento è quello che segue:

              Mi piaceva lo spirito dell’attività politica collettiva; la tranquillità domestica del buon borghese che legge la pagina esteri sul giornale; l’idea che il lavoro fosse rispettabile e rispettato anziché essere prostituzione umiliante, predatoria o entrambe; l’idea che infastidire il vicino non fosse un diritto acquisito di chi è più ricco, prepotente o entrambe; la convinzione che rifiutare le ingiustizie non significasse “essere invidiosi” e che la fama e il consenso non giustificassero l’arroganza; i compagni su cui potevi contare, convinti che avremmo saputo mettere da parte le differenze; gli avversari che potevi capire, perché nessuno di noi era stato mangiato vivo come oggi dalla rabbia, dalla disperazione.

              Non pretendo che sia uno sguardo obiettivo sulla realtà, ben inteso.

            • Peucezio says:

              Z.,
              non ho capito se il corsivo l’hai scritto tu o citi qualcuno, ma sostanzialmente sono d’accordo.
              Poi c’erano luci e ombre (si è cannibalizzato il paesaggio e molti centri storici), ma, insomma, male non si stava.
              Il problema è che certe congiunture particolari sono il frutto di una peculiare combinazione di porgresso e tradizione, cioè di mezzi progrediti e di un’umanità relativamente ancora all’antica e quindi più seria.
              Poi il benessere produce una generazione di rincoglioniti e appena diventano la parte attiva va tutto a puttana. Ovviamente non di colpo, ma progressivamente.

            • Z. says:

              Il corsivo è mio, cito me stesso manco fossi Alberoni. L’avevo scritto qui un annetto fa.

              Per me la spiegazione è più semplice: una congiuntura particolarmente favorevole è iniziata, è durata una quindicina d’anni e poi tutto è tornato alla normalità. Più convulsa, più elettrica, ma pur sempre la normalità, dove il povero resta povero, il ricco resta ricco, e chi sta in mezzo si barcamena e spera in bene.

            • Peucezio says:

              Ho qualche dubbio sul fatto che si possa inquadrare la cosa come un episodio.
              Il fatto è che per qualche secolo si è andati verso un innalzamento del livello di vita e oggi si va verso una depressione dello stesso.
              Un conto è un episodio, un conto è un’inversione di tendenza.

            • Z. says:

              Peucezio,

              il balzo in avanti di quegli anni è un fenomeno di cui non conosco l’eguale in nessun periodo storico recente (e nemmeno remoto, ma questo potrebbe dipendere dalla mia ignoranza).

              Ora in prospettiva possiamo apprezzare un lento miglioramento delle condizioni di vita nel corso dei secoli passati, ma allora il miglioramento era tangibile, era aspettativa concreta, era qualcosa che ogni giorno trovava conferme.

              Intere generazioni sono cresciute credendo che quella eccezione fosse la norma.

            • Peucezio says:

              Beh, sì, in questo senso è stato un frangente storico eccezionale.
              Nel bene e nel male (ha migliorato le condizioni di vita di una generazione, ma al contempo ha rovinato l’umanità: se oggi c’è un’umanità di molluschi, è conseguenza di quel balzo in avanti).

            • paniscus says:

              “Il problema è che il Novecento sta pian piano scomparendo, lasciando il posto ad un mondo diverso (che capisco meno e che mi piace meno: certo, son gusti). Temo dovremo abituarci all’idea che per i nostri nipoti la figura di Hitler non sarà forse più rilevante, né più terrificante, di quella di tanti altri tiranni sanguinari della storia. “
              ——————-

              Ma è GIA’ così.

              Ed è esattamente per questo che sono diventata molto critica contro l’insistenza morbosa sulle “giornate della memoria” e roba del genere, in particolare nelle scuole.

              Questi ragazzini sono sottoposti ogni anno, diciamo dai 6/7 anni fino ai 19, a un martellamento sistematico su quanto sia moralmente obbligatorio mostrarsi tristi e compunti per tragedie avvenute 80 anni fa, e soprattutto su quanto sia moralmente obbligatorio sentirsi un po’ in colpa per essere stati talmente fortunati da non essersele beccate personalmente , come se la cosa fosse dipesa da loro.

              Su quelli della mia generazione il richiamo aveva un senso, perché i nostri stessi nonni le avevano vissute e ce le avevano raccontate come esperienze di vita vera.

              Ma adesso che gli ultimi testimoni stanno scomparendo (e quelli che sono ancora tra noi non sono più fisicamente in grado di portare stendardi alle manifestazioni pubbliche o di andare a fare conferenze nelle scuole), è assolutamente inevitabile che la memoria collettiva si allenti. Non è una questione ideologica, ma proprio concreta…

          • Francesco says:

            Miguel

            non capisco il nesso tra il vecchio colonialismo e il risentimento dei cittadini europei di origini post-coloniale

            nella loro testa, intendo, che degli storici progressisti e autofustigatori bianchi poco mi interesso, mi basta uno storico serio come Peucezio per sapere tutto quello che è stato commesso

            ciao

            • Per Francesco

              “non capisco il nesso tra il vecchio colonialismo e il risentimento dei cittadini europei di origini post-coloniale”

              Direi che i nessi sono di vario tipo.

              1) Il fatto stesso che stanno in Europa, è sempre legato a una colonizzazione precedente

              2) L’urbanistica europea che crea ghetti e anche dislivelli sociali obiettivi

              3) la perdita della propria cultura, sostituita da quella generica del teleproletariato europeo (sesso, droga e rap, per capirci), che si accompagna a un sordo disprezzo proprio per questa nuova cultura

              4) il piacere stesso del risentimento, che non va mai sottovalutato, e fa sentire vivi e importanti nel vuoto abissale delle periferie contemporanee

            • Z. says:

              Miguel,

              un sordo disprezzo per questa cultura o piuttosto la rabbia per esserne escluso, quando ti accorgi che non è per te?

            • Francesco says:

              1) ah, credevo fosse legato a una loro decisione di emigrare, invece di contribuire alle glorie della patria finalmente libera
              2) ah, il problema è che sono poveri e vivono nei quartieri dei poveri
              3) ah, non li hanno avvertiti che sono emigrati?
              4) questo mi sembra più ragionevole e umano, grazie

      • Z. says:

        Miguel,

        — (come “c’entrano” con il comunismo sia Pol Pot che l’assessorato che a Bologna negli anni Settanta curava i giardini pubblici) —

        Sinceramente, secondo me l’assessorato che a Bologna etc. col comunismo non c’entrava quasi niente.

        Così come la Casaleggio & Associati – M5S non c’entra nulla con la democrazia dal basso, così come FI non c’entra nulla con alcuna “rivoluzione liberale”, così come Salvini non c’entra nulla col federalismo.

        A meno che “comunista” non sia chiunque si definisca tale. Ma sarebbe una tesi che prova troppo: si finirebbe per considerare Renzi un politico di sinistra, sol perché si proclama tale…

  18. Moi says:

    @ Zeta

    la Sindachessa magna-grilli rinsecchiti Chiara Appendino durantebravata/maxirissa di Torino era a Cardiff ! Di’ mò che se tornava su Piero Fassino, invece …

    • Z. says:

      Beh, la gestione dell’evento mi sembra sia stata davvero disastrosa, poi non so chi ne sia il principale responsabile (in effetti escluderei Fassino).

  19. Mario says:

    Per Miguel, Francesco, Carlo

    Apprezzo molto i vostri tentativi di rettificare e/o demistificare la mia difesa d’ufficio del colonialismo: che è soprattutto sacrosanta offesa dell’infausto processo di decolonizzazione.
    In effetti, una contraddizione nella mia statuizione di principio v’è: per l’uomo della tradizione (che non è un reazionario, ma un rivoluzionario oggi), dovrebbe porre problema la conquista delle terre degli allogeni da parte di modernisti di ogni risma. Per risolvere la contraddizione, si dovrebbe assumere che la “civiltà bianca” ha avuto una missione, al di là della cultura, fondata sulla “razza dell’anima”: ciò cui io non sono ancora arrivato, e perché questa ultima nozione mi è problematica, e perché essa, anche dove esistesse, sarebbe inequivocabilmente degnerata. Altrimenti, come è più verosimile, la contraddizione permane: essa, in ultima analisi, è il fardello dell’uomo bianco.

    • Francesco says:

      Oh, messa così l’affermazione ha un suo nitore logico.

      Superiore o meno che fosse, l’uomo bianco si è comportato come tale e quindi gli tocca portarne le conseguenze.

      Questo mi piace, anche se è una bella rottura di scatole.

      Ciao

    • Per Mario

      “si dovrebbe assumere che la “civiltà bianca” ha avuto una missione, al di là della cultura, fondata sulla “razza dell’anima””

      Missione compiuta, direi…

      Un miliardo di africani su Facebook ad aspettare il Barcone (quello che arriva con i rifiuti tossici da scaricare).

      Al limite, si potrebbe pensare che la missione dell’uomo bianco in Africa sia stata di accelerare la fine dei tempi, che in effetti può anch’essere un’azione buona e utile.

      Preciso che io non demonizzo alcun colonialismo (né azteco, né arabo, né inglese, né americano): ci vedo solo la storia all’opera.

  20. Mario says:

    Per Miguel

    Un miliardo di africani su Facebook ad aspettare il Barcone (quello che arriva con i rifiuti tossici da scaricare).

    Hai ragione: nel vortice della fase terminale del kali yuga, la bontà è ripagata con le alluvioni di paria allogeni.

    PS Ma lo pubblichi il mio lavoretto, o no?

    • Per Mario

      “PS Ma lo pubblichi il mio lavoretto, o no?”

      Ti rispondo in privato

    • marxista (nel senso di groucho) says:

      Secondo me faremmo meglio a preoccuparci più dei paria endogeni che di quelli esogeni.

      • Francesco says:

        vabbè, faccio il cinico

        secondo me dovremmo abituarci ai paria, tutto qui, in stile indiano

        bomba atomica, razzi spaziali, gente che muore di fame

        è il mondo senza le condizioni materiali che hanno reso possibili i socialdemocratici direi

  21. habsburgicus says:

    OT
    @Miguel

    scrivi qualcosa sul Qatar e i sauditi ?
    kelebek non é più quello di una volta..a meno di commenti che non ho visto, ancora nulla
    un tempo ve ne sarebbero già stati decine :D

  22. Moi says:

    qui in Sicilia nessuno può fare l’avvocato se non ha una famiglia che lo sostiene fin oltre i trent’anni per il praticantato e i primi anni, a meno che ovviamente non si nasca in una famiglia particolarmente inserita nell’ambiente.

    ————–

    Direi che si può arrivare DeAmicisianamente ;) in fin all’ Alpi … Enrico ! ;)

    • Z. says:

      Beh, non esageriamo. Ad esempio, alla fine degli anni Settanta gli avvocati a Bologna erano circa ottocento, e non erano tutti ricchi di famiglia.

      Certo erano altri tempi.

  23. Moi says:

    pensai per un attimo che forse il patetismo terrone democristiano fosse meglio della finta eguaglianza

    ———————

    Guarda che è il sistema che dal 1948 al 1992 ha fatto dell’ Italia coiò che è … Renzi, se vincerà, sarà perché darà intendere che un Fanilismo Amorale Light :) per Quasi Tutti :) è ancora fattibile !

  24. Moi says:

    Familismo

  25. Moi says:

    Qatar : è finito il Petrolio ?! ;)

    Dài che la Reductio ad Petroleum funzia sempre … ;)

    • Francesco says:

      il Qatar avrà esagerato nel volersi distinguere dalla AS nel campo sunnita, tutto qui

      c’entra poco il petrolio, più la politica

  26. Moi says:

    @ Izz / Pino

    Zeta sta facendo una Taqiya di Partito :) terminologica fra “Diritto” e “Possibilità” …

  27. Moi says:

    Cmq … “intersèch-scionèlidi” ;) in teoria è una roba che fino agli Anni Cinquanta (anche Ottanta, ove il PCI era forte) era ovvia : NON è possibile ridurre una persona ad un’unica categoria e pensare a un solo problema che risolve tutti gli altri.

    Ciò che dice la Fondatrice Kimberlé Crenshaw (… che di per suo :) è naturaliter una “intersectionality” fra “Blackness” e “Womaness” o come accidenti si dice !) è “da Noi” ovvio per gli Umarèll e le Zdàure,ma in ze Iuesséi è roba da Cattedra Univeristaria :

    https://www.ted.com/talks/kimberle_crenshaw_the_urgency_of_intersectionality

    Etar ech … Sàmz’in’ Nùu ;) !

  28. Moi says:

    ma i Liberals preferiscono una “sòssàiédi” ;) di gente trincerata e autoghetizzata in “màinòridis” ;) sempre pronte al triggherone ;) … ovviamente, quando si arriva ai Rapporti Sociali di Produzione, ripeto:

    “cinni, tutti in riga … che la ricreazione (durante la quale ogni RPG Live, ogni Cosplay va bene …) ora è finita !”

  29. Moi says:

    Rucka Rucka Ali – I Love Minorities

    https://www.youtube.com/watch?v=DGk6kULEJtU

  30. Mario says:

    Purtroppo, la razza bianca è oggi sommersa da torme di paria. Questo è il punto, incontrovertibile; questo il problema, irresolubile. Ma cosa fa, la stirpe iperborea, per liberarsi delle o per contrattaccare alle strategie mondialiste? Niente; anzi, essa “accoglie”, su mandato di Bergoglio e di Soros. Clamoroso il caso della sindaca (sic) di Lampedusa, felice di accogliere sterminati grumi di selvaggi che devasteranno la piccola isola semiaraba (insieme ai poveri autoctoni, infiltrati da levantinismo acuto) che ella, si fa per dire, governa. Epperò, il vero nemico è interno alla putrescente civiltà di Occidente: il cui occaso sta scritto nel nome, un destino folgorante eppur tutto teso alla autoannichilazione. Senso del tragico: fato e forma, Nietzsche lo aveva scritto, ma noi qui a crogiolarci coi suoi interpreti libertari, Vattimo, Cacciari e Vissani. I nemici si chiamano, allora (si facciano nomi e cognomi): ONG, Chiesa cattolica, Bergoglio, Mattarella, Alfano, centri sociali e mefitici aggregati mondialisti, ONU, Comunità di S. Egidio, panteisti, destra sociale, destra liberale, destra monarchica, destra progressiva, destra populistica, destra socialista, destra.

    Si legga “Il campo dei santi” di J. Raspail: un romanzo profetico, scritto nel 1973 e preveggente le invasioni di milioni di debosciati, che mangiano con le mani, facendosi beffe della preziosa argenteria del professore protagonista, e si puliscono con le pagine dei libri della sua sterminata biblioteca. Autentici animali, guidati da un essere ributtante: nominato “il coprofago”. Un testo talmente lungimirante da risultare paradossalmente inattuale: un libro per i pochissimi, seletti D. Venner di Occidente; in ultima analisi, per tutti e per nessuno.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mario

      Uno che ha letto “Il campo dei santi”!

      Finalmente… allora Martinez e io non siamo gli unici :-)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  31. Mario says:

    D’altra parte, il bel gesto di Mohammad, che ha salvato il piccolo Kelvin mentre i bianchi cercavano senza successo di fuggire dalla loro stessa colpevole imbecillità, è già sfruttato a fini di propaganda mondialista dalla stampa.

  32. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Visto che a quanto pare l’unico laureato in Fisica fra i commentatori del blog sono io, mi permetto di aggiungere un ricordo personale.

    Qualche anno fa alcuni laureandi organizzarono a Fisica a Genova uno scherzo goliardico a danno delle matricole.

    Affissero un finto bando di concorso in bacheca degli studenti, col logo dell’Ente Spaziale Europeo, per la selezione di aspiranti astronauti per un viaggio interstellare.

    Il bando era fatto bene.Ci cascarono parecchie decine di matricole.

    Furono portate da seriosi assistenti fasulli al cospetto di un finto fisico dell’ESA che li subissò di domande di meccanica quantistica (vera) cui naturalmente nessuno era in grado di rispondere sensatamente.

    Dopo una prima selezione farlocca fu selezionato circa un quinto dei partecipanti per la prova fisica. Prova che consisteva in dozzine di flessioni da praticarsi nel prato vicino alla Facoltà. Fra gli sghignazzi degli organizzatori che guardavano dalle finestre, attenti a non farsi scoprire.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Z. says:

      ADV,

      forse sei l’unico laureato in fisica, ma di certo non sei l’unic* laureat* in fisica :)

      • paniscus says:

        .forse sei l’unico laureato in fisica, ma di certo non sei l’unic* laureat* in fisica.
        ————————————————–

        ..e non sei manco l’unico che sia a conoscenza di quello scherzo, in cui fu prima diffuso un finto bando di selezione da parte di una fantomatica “Agenzia Spaziale Europea” con la sigla ASE, che in dialetto ligure significa “asino”, e poi fu regolarmente consegnato il diploma di “ase”, ossia la certificazione di somaro, a quelli che si erano prestati a fare le flessioni nel prato.

        La sapevo pure io, rassegnati : – )

    • Moi says:

      @ ADV

      … e che delle matricoline abbiano voluto fare l’asinata, stando al gioco ? … Quantisticamente impossibile ?! ;)

  33. Moi says:

    … il Tutto sempre nella misura in cui il Capitalismo si accinge a crollare, naturalmente ! ;)

  34. Moi says:

    http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/parigi-ferisce-agente-a-colpi-di-martello-polizia-apre-il-fuoco-preso-l-aggressore_3075420-201702a.shtml

    Parigi, ferisce agente a colpi di martello: polizia apre il fuoco, preso lʼaggressore
    Circa 900 persone bloccate nella cattedrale per unʼora. Lʼuomo, di origine algerina, aveva anche due coltelli. “Lo faccio per la Siria”, ha gridato

  35. Moi says:

    … ma perché in Europa è inconcepibile reagire all’ Israeliana ?

    NON è una domanda retorica, eh …

    • Z. says:

      Non ho capito… chi vorresti bombardare? la Bosnia? l’Albania?

      • Moi says:

        Al proprio interno: dichiarare lo Stato di Guerra Civile fra Stato e Islam !

        • Z. says:

          Ma poi in concreto cosa faresti?

          Non rispondermi di nuovo con cose tipo “chiedo a Tizio di lanciare una bomba atomica”, ti prego. La mia è una domanda seria.

          Dimmi cosa faresti se fossi il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, insomma se fossi qualcuno cui potessero essere garantiti ampi poteri.

          Fammi una serie di esempi concreti.

        • Moi says:

          E pochi Strommen ;) : ho chiesto perché NON si fa … NON ho detto che bisognerebbe eliminare un miliardo e mezzo di Musulmani in mezza giornata !

          • Z. says:

            Moi,

            io voglio proprio capire COSA vorresti fare.

            Come faccio a dirti perché non si fa qualcosa se non so neanche di cosa si tratta?

            Inizia a dire COSA faresti tu, così ne discutiamo.

            Senza strommen, promesso :)

            • Moi says:

              Inizia con lo spiegare perché stante una Guerra Civile Unilateralmente Dichiarata … NON è applicabile la Legge Marziale (in teoria la Brexit e Similexit dovrebbe servire a questo … no ?) !

            • Z. says:

              Moi, allora lo fai apposta!

              Se non mi spieghi cosa vorresti fare, come posso dirti perché non è possibile farlo?

              Magari è possibile, anzi.

              Non penso che tu abbia manie omicide, eh, è solo che vorrei capire quali provvedimenti prenderesti se la sicurezza dell’Italia dipendesse da te.

            • Moi says:

              Uff …

              da wikipedia :

              “La legge marziale (letteralmente “legge del dio Marte”) è un sistema di governo in cui le leggi ordinariamente in vigore in uno Stato vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia.”

              ———–

              voce molto tecnica, quindi affidabile … si spera.

            • Z. says:

              D’accordo.

              Una volta proclamata la legge marziale, cosa faresti?

            • Moi says:

              Opzione realisticamente “soft”:

              Rivedere tutte le vecchie puntate de “La Gabbia” … le Musulmane e i Musulmani ;) che nelle interviste hanno espresso pare favorevole a uccidere Blasfemi/Apostati/Pervertiti … individuati, rastrellati e Lavori Forzati Socialmente Utili senza processo.

              … Sarebbe fattibile ?

            • Moi says:

              “parere”

            • Z. says:

              Beh, hai proclamato la legge marziale, no?

              Basta una commissione addomesticata – una corte canguro, dicono gli ammeregani – e non avrai problemi a deportare la gran parte di loro.

              Di quante persone stiamo parlando? Non so, non seguo quel programma… dieci, venti, trenta persone? Diciamo trenta persone.

              Poi?

            • Moi says:

              Vi ricordate “change petizioni online” ?

              https://www.change.org/p/governo-italiano-islam-fuorilegge-in-italia

              trovata già chiusa a 122 voti , 88 voti mancanti per il Quorum ! Penso che sia stata penalizzata dal taglio “Femminista” …

            • Roberto says:

              122 firme?
              Auguri

            • Moi says:

              … ma se arriva a 200 una qualsiasi petizione, che succede ? la fanno leggere a Gentiloni ?

            • Roberto says:

              200 sono molto meno dei numeri di telefono sulla mia agenda, spero che gentiloni non perda tempo così

        • PinoMamet says:

          Moi, una curiosità:

          Israele NON ha dichiarato lo stato di guerra civile contro l’Islam.

        • Francesco says:

          che cazzo proponi? i terroristi stanno a lavorarci da decenni e tu gli fai tutto il lavoro?

          lo Stato deve portare, piuttosto, la guerra civile dentro il nostro Islam, tra terroristi e integrati, reclutando spioni e incoraggiando la liquidazione interna dei terroristi, sobillatori et similia

          poi cosa hai contro i musulmani da volergli fare guerra?

          • Moi says:

            @ FRANCESCO

            … ma il sospetto che gli Estremisti NON Terroristi siano i “cani da riporto”* della Sharia, non ti viene ?!

            … e dire che circa i “Comunisti” questi discorsi ti vengono così naturali !

            • Francesco says:

              quindi tu, a differenza del rozzo Salvini, fai l’uguaglianza tra musulmani ed estremisti?

              oppure non ho capito?

              PS per intendersi. se due terroristi, “turisti” in Siria o simili, si scoprono essere passati per la stessa moschea/centro culturale/garage, il custode/gestore/Imam/quello che vuoi tu è già bello lì con un segnalino rosso sulla testa

              se dopo accurata indagine risulta che è solo sfiga, togliere il segnalino rosso e lasciarne uno giallo “a futura memoria”

            • Z. says:

              Francè,

              grazie per aver scritto “uguaglianza” e non “equazione”, davvero!

  36. Moi says:

    A proposito di Qatar … Allarme Pallonesimo ;) :

    http://www.trend-online.com/prp/mondiali-calcio-qatar-2022/

    Qatar: a rischio i mondiali di calcio 2022 … altro che pugnette islamiche fra Sunniti e Sci’iti ! ;)

  37. Moi says:

    Il terzo terrorista dell’attentato a Londra aveva nazionalità italiana, la madre vive a Bologna

    http://www.lastampa.it/2017/06/06/esteri/il-terzo-terrorista-dellattentato-a-londra-era-figlio-di-una-donna-italiana-EoI5fTvXeRTyjOhZFqvjOK/pagina.html

    Si chiamerebbe Youssef Zaghba. Era già stato fermato a Bologna nel 2016 mentre tentava di prendere un volo per la Turchia

    • Z. says:

      Pensiero stupido delle 21.19

      Questo fatto – e lo dico da ignorante, sia ben chiaro – mi fa pensare, una volta di più, che trattenerli non sia necessariamente una buona idea.

      Molti di quelli che partono moriranno in battaglia, lontano da qui; in caso contrario, li si può sempre espellere.

      Non riesco a capire perché si faccia di tutto per espellere gli stranieri che non si ritengono pericolosi sotto il profilo terroristico, mentre quelli ritenuti pericolosi li si debba trattenere.

      Aiutatemi a capire…

  38. mirkhond says:

    “Miguel,

    un sordo disprezzo per questa cultura o piuttosto la rabbia per esserne escluso, quando ti accorgi che non è per te?”

    A Bologna è molto forte questo risentimento, tra gli esclusi dalla movida sradicato-cosmopolita?

    • Moi says:

      spiega meglio …

      • mirkhond says:

        Voglio dire, pensando all’attentatore semibolognese di cui parlano i telegiornali, se nella grande città universitaria vista come una mecca della movida sradicato-cosmopolita, vi siano sacche di risentimento dovute ad esclusione da tale movida, non necessariamente di oriundi musulmani.
        E se questo risentimento se non compreso, può crearvi dei problemi……

        • mirkhond says:

          possa crearvi

        • Moi says:

          già risposto sotto … ;)

        • Z. says:

          Duca,

          in realtà era un’impressione che mi ero fatto sui terroristi francesi di cui abbiamo appreso la biografia.

          Non mi sembra fosse gente dalle spalle larghe e dai principi saldi. Mi sembra gente che non poteva permettersi lo stile di vita che la TV rivende ai telespettatori.

          Quanto a Bologna, io sono certamente di parte, ma non riesco a immaginare una città più inclusiva.

        • PinoMamet says:

          Lombrosianamente, dirò che secondo me il bolognese-marocchino era perfettamente inserito tra i maragli del rosso capoluogo felsineo.

          Ce lo vedo con il mitico “spacciatore starter pack”: cappellino, scarpe della Nike, giacca Adidas… ;)

  39. Moi says:

    cmq NON credo che Yussuf sia diventato ciò ch’è diventato perché “le Crociate non gliela davano …” ;) … anzi !

  40. Moi says:

    @ HABS / TUTT* ;) :

    http://www.huffingtonpost.it/2017/05/26/un-uomo-in-posa-con-le-first-lady-il-marito-del-premier-gay-d_a_22110662/

    Il “First Gentleman” in posa con le first lady. È il marito del premier gay del Lussemburgo

  41. Moi says:

    http://www.maurizioblondet.it/si-dice-popolo-bue/

    Blondet sulla “Stampede” [sic] di Torino …

    • Per Moi

      “Blondet sulla “Stampede” [sic] di Torino …”

      Non male.

      Descrive una realtà che vedo tutti i giorni. Non conosco la cultura dei “braccianti”, che immagino sia quasi l’opposto di quella dei “contadini”; ma è verissimo che il problema di fondo dell’Italia è esattamente la commistione tra modernità e comportamenti ancestrali.

      • Roberto says:

        Qualche anno fa decine di migliaia di persone si ritrovavano nello stesso punto per vedere i gladiatori i le corse con le bighe. Appena qualche mese fa si ritrovavano folle di genti per assistere ad impoccaggioni o squartamenti, oggi è la Juve….nihil novi

        PS sulla aegean la classe economica paga i bagagli come su ryanair, sappiamo quindi che a blondet piace viaggiare comodo

        • Per roberto

          “Qualche anno fa decine di migliaia di persone si ritrovavano nello stesso punto per vedere i gladiatori i le corse con le bighe.”

          Ma il punto non è tanto il fatto di ritrovarsi in un posto, quanto il contorno: le bottiglie di birra illegali ovunque bevute e buttate a terra, mi immagino padri che bestemmiano e fumano in faccia ai bambini mentre li tengono in braccio, altri che urlano nel telefonino, poi il panico totale senza la minima riflessione, gente che si spintona e si minaccia a vicenda per arrivare in prima fila, buche e ringhiere a caso, nessuna preparazione di vie di fuga, il tutto seguito dalla ricerca del “colpevole”. Che sostanzialmente altro non è che il Popolo Bue stesso.

          • roberto says:

            “le bottiglie di birra illegali ovunque bevute e buttate a terra, mi immagino padri che bestemmiano e fumano in faccia ai bambini mentre li tengono in braccio, altri che urlano nel telefonino,”

            ovviamente 1000 anni fa non c’erano telefonini e birre illegali (nel senso che ogni birra era illegale), ma ti sembra che questo genere di anarchia della follla sia una cosa “moderna”?

            a me invece ha colpito come qualche giorno fa in germania hanno evacuato 90.000 persone senza avere una caterva di gente calpestata
            https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/03/germania-riprende-il-festival-rock-ring-dopo-evacuazione-di-90mila-spettatori/3632448/

            più che “folla di popolo bue” il tema interezzante mi sembra “organizzazione degli eventi nell’epoca del panico facile”

            • Per roberto

              “più che “folla di popolo bue” il tema interezzante mi sembra “organizzazione degli eventi nell’epoca del panico facile””

              E’ un tema che mi ha colpito qualche giorno fa, assistendo a uno spettacolo di atletica di una bambina.

              Mi guardavo attorno, e vedevo famiglie assolutamente normali, nulla a che fare con drogati, teppisti, tifosi scatenati o simili:

              – babbi tatuati fino al ridicolo, in esibizione
              – nonni che mangiavano e bevevano e facevano mangiare e bere i nipotini e poi lasciavano i rifiuti sulle gradinate
              – bambini di tre anni che non si staccavano da Facebook
              – all’uscita i genitori che fumavano in faccia ai propri figlioli
              – auto parcheggiate in doppia fila e gente che litigava

              Il tema del Popolo Bue direi che è decisivo, perché a quel punto, anche la migliore amministrazione del mondo può solo mettersi le mani nei capelli.

            • roberto says:

              sbagli sport miguel!

              un paio sdi settimane fa sono andato a vedere una partita di rugby e ho visto

              – gente normale
              – papà e mamme che bevevano birra e mangiavano salsicce buttando i rifiuti nei cestini (qui poi per la birra c’è il reso: paghi un euro che ti restituiscono se porti la bottiglia o il bicchiere)
              – zero cellulari se non per fare qualche foto
              – zero macchine parcheggiate in doppia fila

              :-)

            • Per roberto

              “sbagli sport miguel!”

              Mi sa che la Toscana (o Torino) non è il Lussemburgo, dalla tua descrizione.

              Tra parentesi, confermi il mio sospetto: che la Toscana sia l’esempio supremo di familismo amorale e cialtronaggine italica, senza l’elemento civilizzatore del Rispetto Mafioso.

              Comunque, spero che tu sia riuscito a capire perché credo che il problema del Popolo Bue sia così importante.

            • Francesco says:

              Miguel

              mi sa che un elemento comune a molti di noi sia la disperazione per il Popolo Bue Italico, per quanto individuata in fattispecie diverse

              solo a Pino gli italiani paiono piacere per come sono

              :)

            • roberto says:

              “l’esempio supremo di familismo amorale e cialtronaggine italica, senza l’elemento civilizzatore del Rispetto Mafioso.”

              interessante il richiamo all’elemento civilizzatore

            • Per roberto

              “interessante il richiamo all’elemento civilizzatore”

              Diciamo, l’elemento frenante: in Toscana, io posso parcheggiare la mia macchina davanti alla porta di casa tua, impedendoti di uscire, e riempirti di insulti quando ti lamenti, anche perché me ne frego di chi sei.

              In Calabria, non mi permetterei di fare lo stesso davanti alla casa di uno sconosciuto.

              Chiaro il concetto?

            • “in Toscana, io posso parcheggiare la mia macchina”

              In realtà, quello toscano non è nemmeno familismo.

              E’ proprio individualismo, voglia di litigare; e a differenza del sud, non esiste il freno di pensare alle conseguenze.

              E c’è anche la cultura che ritiene che reprimere la rabbia sia malsano, meglio sbraitare e scoppiare ed esplodere in fiumi di violenta retorica. Che poi raramente diventa violenza fisica, perché la memoria dell’offesa è molto breve, diciamo 24 ore e passa tutto.

              Perché mi posso permettere di tutto, e finisce tutto a pacche sulle spalle e grandi risate.

              I toscani mi hanno insegnato il gioco delle minacce, di gonfiare il petto e drizzare il pelo :-)

            • roberto says:

              “Chiaro il concetto?”

              certo!

            • PinoMamet says:

              Una delle prime cose a colpirmi della Toscana, quando ci andavo da ragazzino, fu la litigiosità verbale aggressivo-scherzosa degli abitanti;
              nel Mondo abbiamo qualcosa di simile ma in misura molto limitata, e più che altro in ambito rurale o dei vecchi quartieri; in genere non arriviamo mai alle esagerazioni verbali dei toscani;
              gli emilianiromagnoli sono anzi, direi, dei bravissimi stemperatori e moderatori.

              Invece a colpirmi di Roma era l’atteggiamento da “finto bullo”;
              mentre i toscani, a volte, si ha l’impressione che facciano davvero sul serio (e qualche volta lo fanno, anche per niente direi) con i romani si capisce che è tutto una maschera, lo scopo del prendersela con l’automobilista che ha fatto una brutta manovra, o roba del genere, è unicamente quello di piazzare una buona battuta;
              detta quella, fine, si “vince” e la cosa finisce lì.

            • roberto says:

              sono d’accordo con pino sia sui romani che sui fiorentini.

              in effetti, venendo da bologna dove sembra che tutto si stemperi in un buon brodo ed in un bicchiere di lambrusco, quando mi sono spostato a firenze per il servizio civile l’agitazione dei fiorentini mi ha proprio spiazzato (e alla fine mi rendo conto ch eho frequentato gente di ogni posto tranne toscani….).

            • Z. says:

              I fiorentini (iure soli o acquisiti) che frequentano questo blog, in effetti, hanno quasi sempre voglia di litigare :D

  42. Moi says:

    Cmq, se Chiara Appendino avesse emulato Virginia Raggi … niente maxischermo in piazza, che il Comune deve risparmiare dopo gli sperperi del PD : Rituali Spaghettofagi del Pallonesimo _ vero Culto della Penisola Stivaliforme _ ognuno a casa propria, in tivù, e riga !

  43. Moi says:

    Incredibile: la Cassazione si è messa a poverinare Totò Riina ! … Questo Paese non ha più dignità: è finito !

    • roberto says:

      sono d’accordo.
      il paese di beccaria è diventato il paese dei linciatori (da tastiera, almeno).
      come abbiamo fatto a diventare così?

      • Francesco says:

        ha ragione il lussemburghese (quello sobrio, non Jean Claude)

        il paese della pietà cristiana e di Beccaria diventa il paese dei coraggiosi linciatori anonimi di un vecchio – sia pure pessimo

        che la mafia abbia già vinto?

  44. Moi says:

    Ma immagino che ci sia chi si trigghera di più per Gentiloni che inaugura una TAV-GOII ad Afragola (NA) :

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/gentiloni-inaugura-la-stazione-di-afragola

    si noti lo stile “Startrekkoso” ;) dell’architettura !

  45. Moi says:

    OT (mica il primo … mica iniziato io …) @ PINO

    Tra le varie, numerose ipotesi sul perché il non mangiare carne di maiale sarebbe tra le prescrizioni più importanti (quella più importante “da tenere” nell’ Islam) dell’ Ebraismo … c’è quella _ molto suggestiva …_ del ricordo aborrito (!) degli antichissimi sacrifici umani antropofagi, per cui il sapore di carne umana e carne suina sarebbero molto simili.

  46. OT

    Interessante il profilo dell’attentatore casinista di Notre Dame (si dice ancora “attentatore” per questi casi?), anche per rispondere a Francesco sulla difficoltà di identificare potenziali “attentatori”:

    http://www.quotidiano.net/esteri/parigi-notre-dame-1.3179021

    “DOTTORANDO IN GIORNALISMO – Si tratterebbe di Farid Ikken, algerino, nato nel 1977 e arrivato nel marzo 2014 in Francia. Non un emarginato della banlieu ma uno studente dell’Università di Metz, dottorando da tre anni in giornalismo, con una tesi sui media del Nord Africa. Dall’Università confermano che Ikken, giornalista in Algeria, era ricercatore presso il CREM, il Centro di ricerca sulle mediazioni. “Sono sconvolto e stomacato”, confessa all’emittente Lci il professor Arnaud Mercier che lo seguiva nel lavoro. Il 40enne non avrebbe mai mostrato segni di radicalizzazione, al contrario: il suo progetto di tesi “testimonia il suoi valori democratici”. Ikken avrebbe firmato diverse pubblicazioni e sarebbe sposato con una svedese. ”

    Qui potete trovare anche una lunga recensione di un libro di storia, scritta da lui e la sua email (dubito che risponda):

    https://www.cairn.info/publications-de-Ikken-Farid–139559.htm

    • marxista (nel senso di groucho) says:

      Cacciamoli tutti! (i giornalisti) :-)

    • roberto says:

      un altro colpo di piccone all’idea “sono disadattati rigettati dalla république”, idea che, come sai, ho sempre trovato consolatrice, basta infatti includere gli esclusi. purtroppo così non è

      • Per roberto

        “un altro colpo di piccone all’idea “sono disadattati rigettati dalla république”, idea che, come sai, ho sempre trovato consolatrice, basta infatti includere gli esclusi. purtroppo così non è”

        OMDAR!

        Ciò che accomuna tutti gli attentatori, dal ricercatore algerino al pluripregiudicato tunisino, è proprio il contrario del rigetto, è la doppia identità in cui quella “occidentale” sovrasta tutto il resto. Infatti, cosa ci può essere di più “occidentale” di un ricercatore di studi mediatici in un’università francese, che scrive recensioni di libri scritti da intellettuali francesi? Ma anche, cosa c’è di più occidentale di uno spacciatore da banlieue affascinato dal rap?

        Anche per questo, l’ultima cosa che serve sono “più assistenti sociali”.

  47. PinoMamet says:

    Comunque (e rispondo a Mirkhond sulla questione dell'”integrazione a Bologna” del terrorista)

    secondo me “integrarsi in una città” non vuol dire niente.

    Si può essere integrati nel piccolo o nel grande, nel medio no.
    Cioè: si può essere integrati in un gruppo di amici, in un paesino, in un quartiere.

    Oppure in uno Stato, in una Istituzione.

    In una città non vuol dire niente: ci sono venti locali, cinque ti piacciono e ci vai, cinque così così, gli altri non li caghi: che tu sia marocchino o “del sasso” è comunque la stessa cosa, cambieranno semmai i locali che ti piacciono.
    Questo in una città italiana, che non ha l’apartheid né legale come il vecchio SudAfrica, né logistico come Parigi, e in quasi i tutti i casi neppure etnico come New York.

  48. Guenonista says:

    “Roberto:
    Giornata che per altro si chiama “della memoria” e non “del debito””

    Allora, perché non ci sono altre giornate della memoria, per esempio, della memoria delle stragi compiute da francesi ed inglesi nelle loro colonie? Forse perché sono “buoni”, portatori di luce, civiltà, illuminismo ed altre fesserie?

    • Roberto says:

      Boh?

      C’è però per consolarti una giornata della memoria delle vittime dello schiavismo ed un’altra della tratta degli schiavi fra Africa e americhe

      Non sono però sicuro di capire il senso della tua domanda

      • Peucezio says:

        Sì, ma non se le caga nessuno, invece con quella dell’Olocausto ci fanno una capa tanta.
        D’altronde se una vittima è ricca, è giusto che sia celebrata di più: chi se ne frega degli schiavi negri, che non ci hanno una lira (né giornali, case editrici, ecc.)???

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