La politica ai tempi dei Social Media

Abbiamo parlato qui più volte di Régis Debray, che a suo tempo ci colpì con alcune geniali riflessioni sulla trasformazione delle istituzioni in Stato seduttore.

Tutte le sue riflessioni – di trent’anni fa – rimangono sostanzialmente valide, soltanto che non poteva prevedere che centinaia di milioni di persone sarebbero diventate imprenditori mediatici, con una tecnica allora impensabile: digitando testi, spesso con il solo pollice, su uno schermo molto piccolo. Tre fattori (testo, pollice, dimensioni) che impongono estrema brevità, come nel recentissimo tweet del curioso personaggio che presiede ai destini della più grande potenza militare della storia umana:

trump

Dal sito di Repubblica oggi, seguiamo due notizie che pongono al centro “i social”.

La prima è questa, e non richiede particolari commenti:

belen-moricLa seconda non è più seria, ma è più complessa, perché ci sono di mezzo alcune parole chiave che rimandano a quella che in Italia chiamano “politica” (“Emiliano”, “M5S”).

Esiste infatti un’ampia minoranza di italiani che da sempre si sveglia ogni mattina e legge il giornale (cartaceo o virtuale) nella speranza di poter dire che qualcuno della squadra nemica ha fatto una figura di palta.

Per non cadere in questa trappola, seguiamo la notizia senza pensare troppo ai nomi coinvolti, tanto qualunque schieramento politico oggi si comporta così.

C’è in Puglia un disegno di legge che in sostanza ammette la possibilità teorica di abbattere anche cani e gatti randagi. Non ho idea se il Presidente della Regione se ne sia interessato, ma si sa, se a Bordeaux non piove, la colpa è del re di Francia.

Grande mobilitazione sui social dell’Ente Nazionale Protezione Animali.

E qui prestate attenzione:

Così il governatore pugliese è stato subissato dai messaggi e costretto a correre ai ripari con una dura presa di posizione via social e bollando come “impossibile” – ribadisce il suo ufficio stampa – quella eventualità: “Qualche burlone sedicente 5 Stelle (ma io non ci credo) ha messo in giro un post Facebook che dice che in Puglia si aprirà la caccia a cani e gatti. È una caxxata totale. In Puglia mai nessuno darà la caccia a cani e gatti, dovrebbero passare sul mio cadavere. Bannate quel deficiente che vi ha detto queste bugie. Fate girare. Grazie”.

Ci sono tre elementi interessanti.

Il primo è il linguaggio con cui si esprime questa figura istituzionale.

Il secondo è che dice il falso (il Movimento 5 Stelle questa volta non c’entra, non si è detto che “si aprirà la caccia a cani e gatti”, e il disegno di legge criticato esiste).

Qui vediamo l’effetto dei tempi mediatici.

Infatti, Emiliano o ha dovuto reagire prima ancora di informarsi, oppure è stato costretto a semplificare in modo da rientrare con un post nello spazio fisico dello schermo di un telefonino.

Il terzo elemento è l’inattesa forza conservatrice dei “social”.

Ai tre fattori testo, pollice, dimensioni, dobbiamo infatti aggiungere che la quantità sterminata di messaggi che gira obbliga a scrivere cose che attirano l’attenzione.

L’attrazione può consistere in un pugno in faccia o in una pacca sulle spalle: uno che mi insulta, oppure uno che mi dice “bravo!” attira molto di più di uno che mi chiede di ragionare, o dice qualcosa con cui sono in parte d’accordo e in parte in disaccordo.

Ma sia un pugno in faccia, sia una pacca sulle spalle, non faranno altro che rafforzare le mie convinzioni.

texting

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50 Responses to La politica ai tempi dei Social Media

  1. Francesco says:

    Beh, di pugni in faccia “rivoluzionari” gente come Ronald Reagan o Margaret Thatcher era ben capace.

    Per cui non sono d’accordo con l’ultima parte del tuo post.

    Anche se secondo me intendevi parlare non di “forza conservatrice” ma di “brutalità semplificatrice e stupida”

    Ciao

    • Per Francesco

      “Beh, di pugni in faccia “rivoluzionari” gente come Ronald Reagan o Margaret Thatcher era ben capace.”

      Ma i pugni fisici in faccia funzionano benissimo: Reagan, Lenin, Thatcher, Mao, Robespierre, Pizarro erano tutti bravi a cambiare il mondo attorno a loro.

      Il problema sono i pugni “morali”. Che proprio perché non ammazzano, ingrassano chi li riceve.

      Mi metto innocuamente a bestemmiare davanti a te e dire che i cristiani fanno schifo, finirò soltanto per rafforzare la tua fede cattolica.

      Lo stesso, se ti dico, “che bravo cattolico che sei! Avanti così!”

      • Francesco says:

        Beh, un tweet di Maggie “Labour isn’t working” avrebbe funzionato benissimo per diffondere dubbi e scoraggiamento nel campo della sinistra britannica dell’epoca. Come fece dai manifesti murali.

        Il pugno non è rivolto all’avversario ma all’elettore “mobile”.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        sai che sono un po’ scettico?
        In genere l’aggressività genera due cose:
        1) intimidazione in chi la riceve, ma soprattutto
        2) emulazione negli altri, che contribuisce all’accerchiamento della vittima.

  2. Carlo says:

    Interessante la scelta delle immagini per l’articolo gossipparo: Belen sembra stia per piangere a causa delle male parole della cattivona Moric, che, invece, è ripresa mentre sogghigna furbetta

    • roberto says:

      giusta osservazione!

      • mirkhond says:

        Addirittura citarla in giudizio solo per una mala parola……

        • roberto says:

          non potendo sfidarla a duello, se uno non vuol lasciar passere l’insulto quella è la via

          • PinoMamet says:

            Mm. non mi dispiacerebbe vedere il duello tra Belen e la Moric, ora che ci penso.
            Magari in bikini mentre sguazzano nel fango.

            Ah, non è quello che fanno tutti i giorni? 😉

            • roberto says:

              mi correggo!

              il duello ed i cosiddetti “delitti cavallereschi” sono stati depenalizzati!

              quindi via libera al duello fra le due (e la forma “lotta nel fango” mi pare ottima)

            • Carlo says:

              Parziale OT, comunque la Moric è la prova che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare (nel suo caso il candidato di Casapound)

  3. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Parziale OT:

    Parlando di cose serie, invece che di social (modo snob ON), ho dato il 5 per mille della mia IRPEF ai Nidiaci dell’Oltrarno (modo snob OFF)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  4. Peucezio says:

    O.T.:
    qualcuno si è accorto di questo articolo di Limes:
    http://www.limesonline.com/cartaceo/perche-ci-serve-il-vaticano ?
    In particolare di questi passaggi:

    “4. Le frizioni tra Chiesa e Stati Uniti non sarebbero venute meno neanche con la scomparsa di Giovanni Paolo II. Avrebbero invece avuto un seguito durante il pontificato di papa Ratzinger, nel corso del quale ad acuirle non sarebbe stato soltanto l’investimento fatto da Barack Obama e Hillary Clinton sull’islam politico della Fratellanza musulmana durante le cosiddette primavere arabe, ma altresì la ferma volontà di Benedetto XVI di pervenire a una riconciliazione storica con il patriarcato di Mosca, che sarebbe stata nelle sue intenzioni il vero e proprio coronamento religioso di un progetto geopolitico di integrazione euro-russa sostenuto con convinzione dalla Germania e anche dall’Italia di Silvio Berlusconi – ma non da quella, più filo-americana, che si riconosceva in Giorgio Napolitano.

    Com’è andata a finire, è noto a tutti. Governo italiano e papato sarebbero stati simultaneamente investiti da una campagna scandalistica, coordinata, di rara violenza e priva di precedenti, alla quale si sarebbero associate anche manovre più o meno opache nel campo finanziario, con l’effetto finale di precipitare nel novembre del 2011 l’allontanamento di Berlusconi da Palazzo Chigi e, il 10 febbraio 2013, l’abdicazione di Ratzinger. Al culmine della crisi, l’Italia avrebbe visto progressivamente chiudersi le porte d’accesso ai mercati finanziari internazionali, mentre l’Istituto per le Opere di Religione (Ior) sarebbe stato tagliato temporaneamente fuori dal circuito Swift4. ”

    e, soprattutto, di questa nota:

    4. Lo Ior sarebbe stato escluso dal sistema internazionale dei pagamenti dal 1° gennaio all’11 febbraio 2013 sulla base dell’accusa di concorrere ad attività di riciclaggio, con l’effetto di indurre Deutsche Bank a bloccare il funzionamento dei bancomat in tutto il territorio dello Stato della Città del Vaticano. La notizia venne data in Italia da la Repubblica, il 3 gennaio 2013, quando Fabio Tonacci pubblicò un pezzo con questo titolo: «Vaticano, stop a carte e bancomat. Sospesi i servizi di pagamento». All’indomani dell’annuncio dell’abdicazione di papa Ratzinger, la Santa Sede otterrà da una banca svizzera il ripristino dei servizi interrotti.

    Limes rivista biecamente reazionaria e complottista…?
    E Repubblica…?

    • Peucezio says:

      Perché cacchio mi fa il grassetto anche dopo che avevo messo ““?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Da quello che sapevo, i tentativi di riforma dello Ior di Ratzinger sarebbero proprio nati dalla necessità di evitare un “catenaccio” finanziario intorno al Vaticano.
      A questo punto partono le (mie) supposizioni. Ratzinger era un pontefice debole, di temperamento introverso e più dedito alla speculazione (intellettuale: quella finanziaria la facevano altri, ahimé) che alla gestione degli intrighi di palazzo, intrighi di palazzo che hanno fatto naufragare i suoi tentativi di intervenire sullo Ior e hanno provocato le conseguenze di cui alla nota che hai citato.

      Io credo che Ratzinger abbia fatto da catalizzatore di attacchi alla Chiesa. Da un lato ha dovuto affrontare tutto lo sporco nascosto sotto il tappeto ai tempi del suo predecessore, non condividendo il carisma e la mediaticità di quest’ultimo, e dall’altro ha fatto i conti con la propria naturale scarsa simpatia (era l’arcigno “pastore tedesco”). Un attacco frontale contro GP2 o contro Francesco susciterebbe antipatia del pubblico verso chi lo porta avanti, mentre contro B16 pagava eccome.
      Guardacaso Francesco ha potuto tranquillamente portare avanti la sua politica di apertura a Est senza dover affrontare scossoni particolari, proprio perché figura mediaticamente poco attaccabile.

      • Peucezio says:

        Sì, sono d’accordo su tutto.
        Ma ciò non è in contraddizione col fatto che un papa conservatore non piaceva affatto al corso progressista-gauche-caviar obamiano.
        Certo, con un soggetto dal temperamento diverso sarebbe stato più difficile, invece qui si sono sommati tanti fattori.

        In ogni caso a me Bergoglio pare proprio costruito su misura per il corso obamiano che dicevo: un papa confezionato a pennello. Certo non sarebbe la prima volta che il Cesare di turno si piazza sul soglio un papa come gli pare a lui, solo che una volta queste cose erano palesi, oggi sono impresentabili, quindi si nascondono.

  5. mirkhond says:

    Veramente l’articolo si può leggere per intero solo accedendo a pagamento.
    Però dallo stesso sito ho trovato questa interessante riflessione sul famoso Vallo da Sarzana (nell’articolo Massa) a Senigallia, visto non solo come linea di frattura linguistica, ma anche sociale, culturale e storica dell’Italia:

    http://www.limesonline.com/litalia-pre-unitaria-1860/99007

    • PinoMamet says:

      Mmmm e arimmmm

      forse avevo sopravvalutato Limes 😉

    • PinoMamet says:

      “Veramente l’articolo si può leggere per intero solo accedendo a pagamento.”

      sarà il Limes Ultra 😉

    • PinoMamet says:

      Spiego un filo meglio le mie perplessità:

      1-il confine culturale tra “le due Italie” c’è, ma non c’entra niente con i Germani, antichi, medievali o moderni (semmai l’Italia padana può far parte, perifericamente, di un continuum celtico-romanizzato- d’altra parte era la Gallia cisalpina); cita giustamente le isoglosse, ma, come ricorda l’autore stesso, separano un’area di sostrato celtico, mica germanico (per i Germani, ricordiamolo, Celti e Latini erano all’incirca la stessa roba…)

      2-l’Italia “mediterranea” non vuol dire niente, è mediterranea tanto Izmir quanto Marsiglia e Barcellona

      3-vuol dire ancora meno in contrapposizione presunta con il mondo germanico (che dai Goti ai Normanni ha sempre ambito a stanziarsi, e si è materialmente stanziato, benissimo sul Mediterrneo)

      4-la cosa del cimitero militare mi sembra proprio un caso, dai; i cmiteri militari, delle nazioni più disparate, stanno un po’ ovunque; ma vabbè passiamoglielo per amore di suggestione

      5-“dal crollo dell’Impero Romano”, come scrive lui, l’Italia si spacca sì in due tra Longobardi e Bizantini, ma mica sulla “linea SS” come la chiami tu; l’auotre stesso del resto cita l’Esarcato Bizantino (ma poteva metterci anche Genova e Venezia) che stavano a nord della linea medesima, come del resto la Longobardia Minor ne stava bene al sud…

      • mirkhond says:

        Tutto vero.
        Però resta il fatto che delle divisioni storiche e culturali all’interno dell’Italia sono sempre esistite.
        Il Vallo linguistico SS è una di queste. 😉

        • mirkhond says:

          I Normanni che scesero nella Longobardia minor e in Sicilia erano però già dei francofoni da almeno un secolo.

    • Peucezio says:

      Qua qualcosa non torna: io non sono abbonato a Limes eppure mi si apre tutto intero.

    • Peucezio says:

      Sull’articolo circa la linea gotica: ma perché mai si occupano di cose di cui non sanno nulla, invece di parlare di geopolitica, cosa che fanno benissimo?

  6. mirkhond says:

    Interessante dell’articolo sui rapporti Italia-Vaticano, purtroppo incompleto, il passo a cui si accenna a progetti tra settori vaticani e gli Imperi Centrali durante il conflitto 1915-1918, progetti tesi ad uno sfaldamento dello stato massonico tricolorato, ed alle nostalgie per un ritorno alla situazione preunitaria.
    Progetti purtroppo falliti.

  7. Moi says:

    Il BluU’éil NON esiste … ma i cinnazzi iniziano a farsi la schèrifchéscion fai-da-te del cetaceo !

    http://www.gazzettadiparma.it/video/gallery/438035/blue-whale-allarme-della-procura-dei-minori-per-l-emilia-romagna.html

    “Blue Whale”, allarme della Procura dei Minori per l’Emilia-Romagna

    • PinoMamet says:

      Il fatto è che siu internet “non-esiste” qualunque cosa: è tutto virtuale, ed esiste o comincia ad esistere dal momento che c’è qualcuno che ne parla.

      Uno dei motivi per cui mi stanno sul cazzo Le Iene…

  8. Moi says:

    Ma la cosa che più colpisce è l’incredibile fragilità-manipolabilità di ‘sti Millenials !

  9. Moi says:

    Dài là … una penisola lunga e stretta, al centro del mare più trafficato della Storia dall’ Antichità al Cinquecento ! … Come si può concepire che ne esistano un solo Sud e un solo Nord ?!

  10. Moi says:

    poi centro-nord , centro-centro, centro-sud … poi c’è pure un isolone isolato 😉

  11. Moi says:

    Belén Vs Nina …

    ma paragonare con intento offensivo una donna a un viado … non è omo-transfobia da controdenuncia ?! Boh …

    Entrambe starebbero senz’altro meglio al naturale, senza rifacimenti un po’ sul “MILF” …

  12. mirkhond says:

    Sono entrambi due cesse siliconate con quei canotti di labbra, oltreché mazze come due scope.

  13. Moi says:

    @ MIGUEL

    Esempio Pratico da sottoporre :

    Afghanistan, autobomba dellʼIsis a Kabul: almeno 90 morti e 400 feriti | Colpito lʼospedale di Emergency
    Lʼattacco è stato compiuto nel quartiere di Wazir Akbar Khan, vicino a diverse ambasciate e non lontano dal palazzo presidenziale

    http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/afghanistan-autobomba-dell-isis-a-kabul-almeno-90-morti-e-400-feriti-colpito-l-ospedale-di-emergency_3074339-201702a.shtml

    … chi sono i Buoni ? … chi Cattivi ? … perché l’han fatto, a parte per l’essere i Cattivi ?!

    PS

    Sì, lo so che come dice Crozza … Kabul NON è Parigi, il Magnete-Souvenir da Frigo di Kabul chi cazzo cel’ ha ?!

    • Per Moi

      Tu chiedi:

      “perché l’han fatto, a parte per l’essere i Cattivi ?!”

      E tu ti rispondi:

      “Lʼattacco è stato compiuto nel quartiere di Wazir Akbar Khan, vicino a diverse ambasciate e non lontano dal palazzo presidenziale

  14. Moi says:

    A proposito di Robe Social, ormai è ufficiale anche in Italia; non è più solo un’ “Americanata”, come si diceva finché è esistita l’ URSS :

    http://www.lastampa.it/2017/03/22/societa/e-sempre-l-8-marzo/mio-figlio-ha-anni-ed-gender-fluid-kQr6BbU6kFbOYRqJuOcXPJ/pagina.html

    “Mio figlio ha 9 anni ed è gender fluid”
    Il blog di una mamma fa luce su un fenomeno più diffuso di quanto si pensi

  15. OT

    Consiglio agli anglofoni la lettura di questa interessante riflessione di Ben Sixsmith sulla diversità tra Europa occidentale e orientale, imperialismo, cosmopolitismo e migrazioni:

    http://quillette.com/2017/05/26/eus-cosmopolitanism-gap/

    • PinoMamet says:

      Lo leggerò con calma, intanto scopro l’esistenza degli haitiani di origine polacca, da aggiungere alla mia rassegna di minoranze strane!
      🙂

      • Andrea Di Vita says:

        @ PinoMamet

        I Polacchi ad Haiti erano originariamente soldati di Napoleone che si rifiutarono di praticare le solite atrocità nella repressione delle rivolte antifrancesi, e furono per questo lodati e ammirati nella Haiti indipendente.

        Comunque in Polonia vive felicemente da cinquecento anni una minoranza Musulmana al nord del Paese.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  16. Andrea Di Vita says:

    @ Pino Mamet

    Dimenticavo la cosa più importante (parlo per i Polachci, ma credo valga anche per atrli paesi est-europei).

    I Polacchi sono abituati ancor oggi a vedere i loro vicini stringere accordi letteralmente sopra le loro teste. Berlino si accorda con Mosca non solo nel patto del 1939, ma anche per un metanodotto (oggi). Gli Italiani vogliono togliere le sanzioni alla Russia perchè ci rimettono, ma è Varsavia sotto pressione di Putin. La Francia teme l’ “idraulico Polacco”, ed è più facile per un Polacco trovare legalmente lavoro nella piccola Irlanda (o nella Norvegia fuori dalla UE) che nel resto del’area Schengen. Si celebra la fine della seconda guerra mondiale, e l’unico non invitato alle celebrazioni è Walesa. Merkel accoglie i profughi siriani a braccia aperte, ma non dice che per andare in Germania quelli dovranno passare per Bulgaria, Serbia e Ungheria.

    Lo credo che Polacchi e Ungheresi votano per sovranisti (eufemismo 🙁 ) stile Kaczynski e Orban. Mi fanno schifo (a Natale mia figlia diciassettenne a Bialystok, esempio di ‘razza ariana’ se ce n’è una, è stata apostrofata tre volte per strada come ‘sporca straniera’ perchè udita parlare Italiano con la madre; sono quasi 1000 nel 2016 i locali pubblici bruciati in Polonia perchè fra i loro camerieri c’è un Musulmano, magari Bengalese, con la polizia che arriva sempre in ritardo). Ma li posso capire.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Carlo says:

      Solo che i “sovranisti” polacchi e ungheresi sono, oltre che anti-UE, anche anti-Putin (un mio amico polacco elettore del Pis sostiene che l’incidente in cui morì Lech Kaczynski sia stato un complotto di Putin) e filo-NATO (Orban, durante il suo primo governo, durato dal 1998 al 2002 e di cui non si ricorda mai nessuno, ha fatto aderire l’Ungheria alla NATO e ha preso parte alla guerra in Afghanistan), ma questo non si può dire sennò si rovinano il racconto “sinistrorso” su Putin che sarebbe il burattinaio di tutta la destra populista in Europa e quello “destrorso” uguale e contrario di Putin che vuole salvare la sovranità delle nazioni europee dal grande complotto UE-USA

      • habsburgicus says:

        non é che Putin sia al di sopra di critiche, eh
        ad esempio, dal punto di visto degli studiosi di storia (ok, un campione limitato :D) era molto meglio El’cin quando gli archivi erano in parte aperti (NON tutti..il buon El’cin in realtà non controllò mai lo Stato profondo restato sempre in mano agli stessi che lo esautorarono nel 1999.trattandolo bene, diciamolo, un pensionamento decoroso :D) e si poteva pindareggiare addirittura su temi tabù, anziché oggi quando gli archivi sono di nuovo di fatto chiusi e si devono ripetere, almeno dal 1930 in poi le versioni sovietiche ! magari con un spruzzo di nazionalismo, ma solo così 😀

        • mirkhond says:

          Non è incriticabile, ma è sempre meglio degli usa e dell’insopportabile nato.
          Putin cerca solo di difendersi dall’arroganza usa.

          • mirkhond says:

            Ai tempi del pessimo El’cin, la Russia era un paese a pezzi, incapace di opporsi all’arroganza usa.

  17. mirkhond says:

    Perché i Polacchi sarebbero così disprezzati?

  18. mirkhond says:

    ” si poteva pindareggiare addirittura su temi tabù”

    Mi sembra che le vicende dei crimini del comunismo in Russia siano ormai in gran parte noti, nonostante la riabilitazione di Stalin, sia pure in una versione nazionalistizzata come hai ricordato.

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