L’immenso viaggio e il miliardo di euro da dare

Come sapete, di Repubblica parlo spesso, volentieri e male.

Ma questa volta c’è un articolo straordinario su una delle questioni fondamentali dei nostri tempi: le centinaia e centinaia di migliaia di giovani maschi africani che rischiano la vita, e spessissimo la perdono, per arrivare in Europa.

Quando un giornalista d’Occidente cerca di raccontare storie d’altri, sappiamo che di mezzo c’è una marea di storie, un’infinità di mondi orali che esulano da ogni comprensione dell’idiota medio iperletteralizzato delle parti nostre, con  i suoi Principi, le sue Certezze e tutto il resto.

Però qualcosa, in mezzo alle storie, passa:

Seny e Demba spiegano però qualcosa di decisivo per capire la disperazione che sale dall’Africa: “Quando un anno fa abbiamo deciso di partire abbiamo mobilitato le famiglie, abbiamo chiesto soldi, abbiamo venduto animali, abbiamo dato una speranza ai nostri cari, abbiamo detto loro che avremmo mandato indietro soldi dall’Europa. Ecco, adesso tornare indietro è ammettere il fallimento, è confessare che i soldi richiesti sono stati perduti. Bruciati! Noi non si sa come siamo riusciti a fuggire dopo quello che abbiamo visto. Tanti non ci provano neppure, perché morire in Libia o in mare è meno grave di tornare indietro. Morire in Libia per tanti è meglio che rivedere una famiglia che non ti perdonerà di avere fallito”.

Da questo articolo, ricaviamo alcune certezze terrificanti, comunque la mettiamo.

La prima è questa.

Nel nostro quartiere, ogni negozio o bar si trova davanti un ragazzo nero, maschio, tutto intabarrato per resistere al freddo europeo, con un cappellino in mano, che chiede soldi con una vocina tenue, e con straordinaria gentilezza.

Ognuno di loro ha alle spalle una storia da eroe, se ce l’ha fatta ad arrivare fin qui: verrebbe voglia di sentire da ognuno di loro l’0rrore che lo ha segnato, abbracciarlo, essergli vicino, ammirarlo pensando alla coccolata feccia nostrana.

Non per farne una questione di superiorità razziale, ma nella mia vita, quasi tutti i neri che ho conosciuto erano gente straordinaria. Sarà un caso, poi ho scritto quasi per metterci anche dei neri che si comportavano da italiani qualunque.

Però rimane il fatto di fondo: tutti quelli che mi hanno dato addosso, erano sempre affetti da melaninodeficienza.

La seconda è che se l’intero continente africano non è ancora arrivato qui, è perché il filtro di assassini, sfruttatori, criminali tra il Niger e Lampedusa è talmente mostruoso, che ferma ancora la maggior parte (niente di strano, studiatevi la storia del Limes romano).

Se non ci fosse un filtro di questa mostruosa entità, tutta l’Africa diventerebbe come i paesini dell’Aspromonte, i meravigliosi ruderi vuoti su cui fischia il vento.

La terza considerazione è che l’abbandono dell’Aspromonte, del Molise (che nel 1860 era più popolato di oggi), di tutti gli infiniti luoghi del Sud, e la creazione dei mostri urbani dove si può arrivare soltanto in macchina, ecco, è stata la stessa cosa. Oggi non si arriva da Agnone, si arriva da Dakar.

Eppure la gente che è arrivata da Agnone, è stata il male che ci sta portando all’annientamento possibile del pianeta, se vogliamo dare retta ai climatologi…

ma almeno la fuga da Agnone è avvenuta in tempi in cui le nostre mostruose città erano tronfie di ottimismo, sovraccariche di godimenti futuristicoprogressiste, socialiste, fasciste, liberiste,  keynesiane poco importa.

Invece un intero continente ci si sta buttando addosso, come falene attorno a un fuoco fatuo, esattamente mentre il fuoco fatuo dell’Occidente inizia a mostrare tutta la sua criminale vanità.

Esco dal negozio, e mi trovo davanti il ragazzo nero, che poi somiglia tanto ai ragazzi neri che poi sono diventati babbi – magari con mamme italiane – che fanno parte come tutti della nostra comunità, che sono noi come lo siamo noi stessi. Però sono quattro, cinque, dieci, i neri nostri, ci puoi parlare con ciascuno e condividere con ciascuno.

Mica son mica un miliardo.

Guardo il ragazzo nero, incappucciato, con il cappellino, che un pezzo di plastica non si nega a nessuno.

Sto sicuramente meglio di lui.

E allo stesso  tempo, mi rendo conto che dargli un euro, che gli potrei dare benissimo (e penso a centinaia e migliaia di euro che ho dato a zingari che erano messi come loro, e di cui non mi pento)… mi rendo conto che di fronte all’infinita distesa della miseria africana, non serve a nulla.

Se dovessi spartire i pochi euro che ho con un continente intero

Ma perché, se io non riesco a dare un miliardo di euro all’Africa, non posso dare un euro a lui, che mi trovo davanti? Ma anche se dessi un miliardo di euro, sarebbero un euro a testa, manco da comprarsi un panino per oggi…

E qui nasce il quarto punto, che è difficile davvero da comunicare ai nostri tempi.

Che l’Occidente (scusate la parola cretina) non è superiore a nessuno. Ha soltanto distrutto il pianeta intero, magari tra qualche decennio sterminerà ogni essere vivente tra cui gli esseri umani…

ma l’Occidente non è superiore proprio a nessuno, nemmeno ai tagliatori di testa della Papua Niugini.

E chi ha mai chiesto ai tagliatori di teste del Papua Niugini di farsi carico del mondo?

Print Friendly
This entry was posted in migrazioni and tagged . Bookmark the permalink.

123 Responses to L’immenso viaggio e il miliardo di euro da dare

  1. mirkhond says:

    E pensare che l’Africa possiede tali risorse, che dovremmo essere noi ad emigrarvi.
    E invece…….

  2. mirkhond says:

    L’Aspromonte è il luogo in cui è nato il nome di Italia, forse il nome di una piccola tribù o di un proprio re, il mitico Italo.
    Oggi l’Aspromonte è considerato una “Calafrica” mafiosa, disprezzata e/o dimenticata dall’Italia che conta…..

  3. mirkhond says:

    “Che l’Occidente (scusate la parola cretina) non è superiore a nessuno. Ha soltanto distrutto il pianeta intero, magari tra qualche decennio sterminerà ogni essere vivente tra cui gli esseri umani…”

    Come dice Massimo Fini, l’Occidente più vuole il bene, più fa il male……

    • Francesco says:

      in verità, Miguel, la tua allergia alla matematica ti permette di infilare, come perle, una bella serie di errori o di affermazioni prive di prove, per poi concludere con una sciatta fesseria

      se la motivazione è non dare l’euro al negher, vergognati!

      ;)

      • Per Francesco

        “in verità, Miguel, la tua allergia alla matematica ti permette di infilare, come perle, una bella serie di errori o di affermazioni prive di prove, per poi concludere con una sciatta fesseria”

        La tua allergia al metodo ti permette di non analizzare una sola cosa di quelle che ho detto, magari anche per demolirla.

  4. mirkhond says:

    “Quando un anno fa abbiamo deciso di partire abbiamo mobilitato le famiglie, abbiamo chiesto soldi, abbiamo venduto animali, abbiamo dato una speranza ai nostri cari, abbiamo detto loro che avremmo mandato indietro soldi dall’Europa. Ecco, adesso tornare indietro è ammettere il fallimento, è confessare che i soldi richiesti sono stati perduti. Bruciati! Noi non si sa come siamo riusciti a fuggire dopo quello che abbiamo visto. Tanti non ci provano neppure, perché morire in Libia o in mare è meno grave di tornare indietro. Morire in Libia per tanti è meglio che rivedere una famiglia che non ti perdonerà di avere fallito”.

    Questo avveniva anche per tanti migranti napoletani e siciliani, che preferivano condurre una vita grama nei paesi di emigrazione, piuttosto che tornare in patria da falliti e sottoporsi al disprezzo delle famiglie e alla derisione dei compaesani.
    Ecco il mito della fortuna in America, che in realtà ha riguardato solo una minoranza dell’immenso flusso migratorio meridionale.

    • Francesco says:

      “minoranza” è un termine vago, sarei felice di sentire qualcosa di più aderente ai fatti

      tipo la quota di poveri tra gli italo-americani, rispetto agli italiani – e poi vedere la differenza tra essere povero in Italia e essere povero in America

      che so, credo che essere poveri in Brasile sia peggio

  5. Pierluigi Vernetto says:

    diciamo che se la popolazione dell’Africa non fosse raddoppiata dal 1980 ad oggi , complici un migliaio di fattori diversi, magari non ci sarebbero tanti che scappano. Siamo in troppi, ma troppo troppi, inutile stare tanto a filosofarci su. Poi per carita’ i bianchi sono sempre stati cattivi ma anche i neri non scherzano, i negrieri erano neri.

    • izzaldin says:

      Wojtyla nei suoi viaggi dai cristiani africani negli anni ’80, quando esplodeva l’epidemia di Aids, diceva che NON bisognava usare i preservativi perché erano diabolici.
      Forse un po’, giusto un po’, ha influito su questa crisi demografica

      • Moi says:

        in effetti le fatwe ;) anti-preserva di AlPulâch :) hanno in fulito pochissimo: dal PostConcilio, un Pontefice già fatica a imporre autorevolezza dentro (!) la propria Ecclesia, figurarsi fuori !

        PS

        Crescere e moltilpicarsi lo dicono in tutti i monoteismi : è, quindi, stucchevolmente Novecentesco prendersela sempre solo chi già sai che NON ha né Smitragliatori né Avvocati del Corpo …

        • Moi says:

          “influito” , errata corrige.

          E cmq il Salvare l’Africa Bombardandola di Preservativi fa molto Anni Novanta, quando si poteva parlare di “Figa” [sic] da Sx senza accuse di omofobia e sessismo !

          • Moi says:

            Addirittura era “acume di sx” aggiungere che ci volevano anche istruzioni chiare per insegnare ai “negri” [sic] che i preserva non sono mica “cicles” da “biassare” …

        • izzaldin says:

          Moi,
          che i cristiani africani non abbiano smitragliatori mi pare una falsità bella e buona, sinceramente.
          Io mi riferivo più all’epidemia di Aids che al controllo delle nascite, che non mi interessa particolarmente: come dici tu è una idea novecentesca, anzi ottocentesca, visto che Engels scrisse un libro proprio su questo argomento

      • Francesco says:

        credo che si potrebbe guardare ai dati demografici per rendersi conto se è vero o meno

        però mi basta dire che SE venisse seguito l’insegnamento della Chiesa in materia di sesso l’Africa sarebbe leggermente diversa, per cui non vedo perchè solo quello sui goldoni dovrebbe aver fatto presa

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          “l’insegnamento della Chiesa in materia di sesso ”

          Tot chiavata tot filia?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            pok kiavat e piut pregat, filioli,e spetat di eservi sposati, me racumandi

            guarda che io in Chiesa ci vado

            :D

          • izzaldin says:

            @Francesco
            però mi basta dire che SE venisse seguito l’insegnamento della Chiesa in materia di sesso l’Africa sarebbe leggermente diversa

            hai ragione, se ogni rapporto sessuale fosse NON protetto ci sarebbero MOLTI più africani

            • Francesco says:

              ma scusate, quale Chiesa conoscete voi, che promuove questa simpatica frenesia sessuale?

              la mia è un pochino più restrittiva

              :D

            • roberto says:

              sono fedeli della mia chiesa!

              abbiamo pure pane e salsiccia al posto dell’ostia e un’ampia scelta di alcolici al posto del vinaccio della messa.
              ah, la messa è un BBQ in giardino e per il resto, trombate fratres!

              dai, vieni anche tu!

            • Francesco says:

              ma tu non vivi in Africa!

              è che resta il mistero di questi cattolici così devoti da ascoltare il Papa sempre ma solo su un punto dei suoi insegnamenti

            • izzaldin says:

              ma scusate, quale Chiesa conoscete voi, che promuove questa simpatica frenesia sessuale?

              ci sarebbe da fare un corso monografico sul rapporto della Chiesa con la sessualità ne lcorso dei secoli (e qualche prof universitario lo ha pure fatto).

              Però credo che siamo d’accordo col fatto che la Chiesa sostiene:
              -rapporti sessuali al solo scopo di procreare
              -‘crescete e moltiplicatevi’
              -enfasi sul ruolo della famiglia, senza alcuna restrizione per quanto riguarda il numero dei figli.

              i cristiani non sono mica come i senzadio comunisti cinesi che impongono il controllo delle nascite!

            • Francesco says:

              1)NO

              2) “con responsabilità”

              3) vedi punto 2

              mi sa che dovresti puntare meglio il telescopio, più che sfuggirti i dettagli pare che tu abbia sbagliato pianeta

            • izzaldin says:

              come “NO”
              lo so che sant’Agostino diceva che i bordelli sono “come una cloaca, senza la quale la casa diventa sporca” e quindi andavano tollerati.
              Ma la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica parla di rapporti sessuali all’interno del matrimonio al solo scopo della riproduzione. Il peccato di Onan, l’omossessualità, i preservativi, la ricerca sugli embrioni, sono tutte pratiche condannate dalla Chiesa proprio perché limitano le nascite.
              Ti prego di argomentare il tuo “NO” sennò mi viene da pensare che oltre alle battute e allo sfottò non sei in grado di andare.
              Indicami qualche lettura a riguardo, te ne sarei grato!

            • Francesco says:

              >> Ma la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica parla di rapporti sessuali all’interno del matrimonio al solo scopo della riproduzione.

              Potresti citarmi le fonti? grazie

              >> Il peccato di Onan, l’omossessualità, i preservativi, la ricerca sugli embrioni, sono tutte pratiche condannate dalla Chiesa proprio perché limitano le nascite.

              Beh, queste affermazioni sono tutte sbagliate, proprio tutte.

              Ciao

            • Carlo says:

              Grado Giovanni Merlo sostiene che durante l’alto medioevo c’erano libri penitenziali diffusi nel regno dei franchi da monaci originari delle isole britanniche che imponevano ai coniugi in alcuni periodi dell’anno la pratica della più antica ed efficace pratica contraccettiva, ovvero l’astinenza sessuale

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              Ci vuole un bel coraggio a negare l’intrinseca, irriducibile sessuofobia cattolica.

              Se Agostino arriva a scrivere nel suo ‘De Nuptiis et concupiscentia’ “Haec enim quae ab impudentibus impudenter laudatur pudenda concupiscentia nulla esset, nisi homo ante peccasset; nuptiae vero essent, etiamsi nemo peccasset; fieret quippe sine isto morbo seminatio filiorum” mi sembra proprio che si voglia dire che il desiderio sessuale trae la sua peccaminosità dal fatto stesso che l’essere umano è peccatore (‘nulla esset, nisi homo ante peccasset’), e tale peccaminosità affligge proprio il metter al mondo figli (‘fieret quippe sine isto morbo seminatio filiorum’)

              http://www.augustinus.it/latino/nozze_concupiscenza/nozze_concupiscenza_2.htm

              E che si tratti proprio di dottrina della chiesa, lo si capisce da perle come: “Si quovis modo semen humanum extra vas naturale effondant, quia hic coitus adversatur bono speciei, vocatur in Scripturis res detestabilis […] tactus, aspectus, oscula […] non sunt peccaminosa si fiant sine periculo pollutionis; quia si fiant cum tali periculo sunt mortalia” (da un manuale di teologia dei cappuccini)
              https://books.google.it/books?id=C3BcG_1RTr0C&pg=PP463&lpg=PP463&dq=vas+concupiscentiae&source=bl&ots=FnMQiwIuDK&sig=qhPHXgN26DktToXs4nrgsNtG8gk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwim3-u3lfzTAhWSaFAKHZmjCOQQ6AEIRDAH#v=onepage&q=vas%20concupiscentiae&f=false

              Dalla stessa fonte, qualche riga più sotto a pagina 460, si trae l’ammonimento ai confessori a non fare domande troppo esplicite a chi si vuol confessare (in particolare se femmina), ché se no c’è il rischio… di rivelare pratiche erotiche che magari prima della confessione erano ignote ai confessandi, e di fare dunque a cose fatte (leggasi, a peccato avvenuto) la figura dei fessi (“ne vituperetur ministerium nostrum [corsivo nell’originale], et imbecilles scandalum patiantur, experimentum sumendo de iss quae antea ignorabant”).

              Ora, capisco tutto il politically correct postconciliare, ma a me questa sembra sessuofobia da ricovero, e urgente anche.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Mi sembra un caso di sano buon senso (strano per dei monaci britannici del periodo, noti per la loro rigidità eccessiva)

              Grazie della notizia

              Francesco

            • Francesco says:

              x Andrea

              ti farò una sola domanda, ma importante, stai attento: vuoli la pillola rossa o la pillola blu?

              :D

              OK, questa era una battuta. La domanda seria è: in che anno siamo? in che anno ha parlato San Giovanni Paolo II? da quando ogni parola di Agostino è Dottrina della Chiesa?

              Perchè è spassoso come si cerchi di inchiodare la Chiesa cattolica alle parole sul sesso di un paio di millenni o secoli fa, come se avesse il minimo senso.

              :D :D :D

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Il bello è che quando Darwin tiro’ fuori la teoria dell’evoluzione tutti i credenti gli diedero addosso perché negava la Scrittura.

              Poi quando uno va a vedere e cita un documento della chiesa che non è uscito ieri i credenti tirano fuori che è roba superata e che invece vale quello che ha detto l’ultima omelia del papa.

              In altre parole la dottrina che vale è sempre l’ultima in ordine cronologico.

              Ma la Verità, se esiste, è Una, sia nel V secolo sia oggi. E’ per questo che la chiesa continua a citare parole di duemila anni fa. Solo che se lo fa la chiesa va tutto bene, se lo fa un altro no.

              Allora i casi sono due: o le parole di secoli fa sono sbagliate perché sono appunto vecchie di secoli (e allora mi sa che dell’insegnamento della chiesa rimane ben poco) oppure no, e allora perché le parole della chiesa che ho citato io non vanno più bene?

              A pensar male si farà peccato, ma mi sa tanto che a distinguere sia soltanto ciò che il vaticano decide di volta in volta che vada bene.

              Ad maiorem Dei gloriam, naturalmente… :-) :-) :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  6. Moi says:

    La cosa più paradossale dell’ Occidente, a mio avviso, è che la parte più autofustigante ne è anche quell’ incessante avanguardia che spasmodicamente distrugge apposta per ricreare e ricrea apposta per distruggere …

    —————————————–

    L’ipocrisia cattocomunista

    In tv chiamano i profughi “fratelli migranti” con la faccia contrita ma al telefono parlano di loro come i “negri da spellare”

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lipocrisia-cattocomunista-1397507.html

    Alessandro Sallusti – Mar, 16/05/2017 – 19:32

    • Per Moi

      “Alessandro Sallusti – Mar, 16/05/2017″

      Non è del tutto sbagliato quello che scrive Sallusti:

      “La domanda da farsi non è «perché la mafia», ma «perché le confraternite cattoliche», «perché le coop rosse».”

      Affascinante la carriera politica della sponsor degli indranghettari cooperativi e accoglienti, la dottoressa Dorina Bianchi (Sottosegretaria ai Beni Culturali sotto Renzi):

      https://it.wikipedia.org/wiki/Dorina_Bianchi

      Riassunto:

      “Dorina Bianchi ha militato nei seguenti partiti politici:

      Centro Cristiano Democratico (2001-2002)
      Unione di Centro (2002-2005)
      La Margherita (2005-2007)
      Partito Democratico (2007-2009)
      Unione di Centro (2009-2011)
      Il Popolo della Libertà (2011-2013)
      Nuovo Centrodestra (2013-2017)
      Alternativa Popolare (dal 2017)

  7. Moi says:

    Ah … l’ ultimo ritrovato della BBBBB (Borghesia Bianca Bella Brava Buona) è “Afrodiscendente” , Romanescheggiando appena nella pronunzia se non si è di “Madre Lingua” :)

  8. Moi says:

    I soliti intellettualismi pessimisti e barbogi ;) , non sapete fare altro … adesso, però, arriva finalmente il Trionfo della Bontà Bianca Borghese :

    ——————————————————

    http://gayburg.blogspot.it/2017/05/il-mondo-che-sogno-migranti-e-rifugiati.html

    Il mondo che sogno, migranti e rifugiati contro omofobia e transfobia.

    Alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, l’associazione interculturale lgbt “Il Grande Colibrì” [Grog … tì gh’ha mìa capìo, l’usèlo che xè ?] ha pubblicato un video in cui 15 persone provenienti da tredici diversi paesi del mondo, ma ora residenti in Italia, raccontano il pregiudizio, e in molti casi la persecuzione, che colpisce le minoranze sessuali nel proprio paese d’origine.

  9. Grog says:

    Se è vero che in Papua Nuova Guinea esistono ancora i cannibali vediamo di importarne un milioncino da liberare in toscani perchè si mangino i piddini locali previo loro marcatura a fuoco.
    IL PIDDINO CHIANINO E’ UN BUON BOCCONCINO
    Grog! Grog! Grog!

  10. Segnalo agli anglofoni questo interessante articolo su un tipico paesino da bianchi sfigati negli Stati Uniti:

    https://www.theguardian.com/society/2017/may/17/drugs-opiod-addiction-epidemic-portsmouth-ohio

  11. Moi says:

    Da qualche parte ;) avevo letto/sentito che i veri “Filtri” erano Gheddafi, Mubarak e Ben Alì … ora passa di tutto, di più di ogni.

    • PinoMamet says:

      Per un’attività scolastica (“progetto”) abbiamo, tra le altre cose, ospitato un famoso “profugo”.
      Del Mali: salta fuori che è un tuareg, parla tutti i dialetti berberi, il francese, e l’arabo invece male.
      Il che è un grosso problema: perché mentre attraversare il deserto per lui è stato relativamente semplice (l’ha sempre fatto), la permanenza forzata in Libiaè staa difficilissima, perché in Libia, ci spiega, i tuareg sono visti malissimo e anche ammazzati dagli arabi, perché hanno appoggiato pesantemente Qadafì (non so se gli studenti hanno capito che si tratta di Gheddafi) fornendogli soldati, non necessariamente di cittadinanza libica a quanto ho capito, in cambio di armi.

      Lui ora sta in Italia, pare un marocchino qualsiasi, e salta fuori che era amico di pallone con metà classe.
      Ah, nel Mali a loro volta i tuareg sono oppresi- forse per rivalsa- dalla maggioranza nera, che gli impedisce di utilizzare e insegnare la loro lingua.

      • mirkhond says:

        Chissà che fine hanno fatto le amazzoni di Gheddafi.

      • izzaldin says:

        E allo stesso tempo, mi rendo conto che dargli un euro, che gli potrei dare benissimo (e penso a centinaia e migliaia di euro che ho dato a zingari che erano messi come loro, e di cui non mi pento)… mi rendo conto che di fronte all’infinita distesa della miseria africana, non serve a nulla.

        capita anche a me di fare questi pensieri, che però immagino non interessino CONCRETAMENTE alla persona col cappello in mano. i bangladeshi qui lavorano tutto il giorno e la notte vanno a vendere accendini et similia, quattro cinque euro al giorno in Bangladesh sono una bella cifra, quindi il tuo euro ha un peso nelle rimesse alle famiglia.

        “Che l’Occidente (scusate la parola cretina) non è superiore a nessuno. Ha soltanto distrutto il pianeta intero, magari tra qualche decennio sterminerà ogni essere vivente tra cui gli esseri umani…”

        Miguel a proposito della superiorità dell’Occidente ti segnalo un episodio che sicuramente troverai interessante:

        https://www.nytimes.com/2017/04/28/arts/music/fyre-festival-ja-rule-bahamas.html?_r=0

        http://www.thefader.com/2017/04/28/fyre-festival-bahamas-cancelled-report

  12. filippo says:

    In Italia arrivano anche tantissimi pakistani che per il fatto di prendere un aere0 verso la Tunisia, attraversare il confine libico, imbarcarsi su un gommone, finiscono ad avere qui un trattamento diverso da quello che avrebbero prendendo direttamente un aereo per l’italia …

  13. Grog says:

    EVVIVA I BONGHI CANNIBALI DELLA PAPUA NUOVA GUINEA
    sempre che divorino almeno 100.000 PIDDINI TOSCANI AL MESE
    perché IL PIDDINO CHIANINO E’ UN BUON BOCCONCINO
    Non bisogna importare(mi correggo) i BONGHI CANNIBALI DELLA PAPUA NUOVA GUINEA magari per sbaglio divorano qualche turista straniero e poi sono cazzi diplomatici da gestire, ma esportare in container
    I PIDDINI TOSCANI CONGELATI
    Grog! Grog! Grog!

  14. mirkhond says:

    “Ah, nel Mali a loro volta i tuareg sono oppresi- forse per rivalsa- dalla maggioranza nera, che gli impedisce di utilizzare e insegnare la loro lingua.”

    La vendetta dei Neri per via della schiavitù secolare attuata dai Tuareg nei loro confronti.
    Comunque è curioso come ognuno c’ha i propri “negri” e “terroni” da odiare e disprezzare: gli Arabi (e/o arabizzati) disprezzano i Berberi, Arabi e Berberi i Neri.
    E i Neri a loro volta disprezzano i loro antichi schiavizzatori come i Tuareg.

    • izzaldin says:

      una volta ho sentito un etiope amico mio che diceva “noi i negri li odiamo proprio!”
      :)

      • Peucezio says:

        L'”amigo ediobe” di morettiana memoria?
        Lui non odiava i neri però.
        Ma spiegava che i tunnel delle autostrade italiane non consentirebbero i passaggi dei carriarmati perché sono troppo stretti e quindi fermerebbero un eventuale tentativo d’invasione.

    • marxista (nel senso di groucho) says:

      e gli svizzeri i leghisti, i napoletani i salernitani

  15. Grog says:

    Neri – Tuareg – Negri – Terroni – Arabi – Berberi.
    SONO TUTTI FIGLI DI DIO E COME TALI VANNO RISPETTATI
    Non sono invece figli di Dio i
    MERDOPIDDINI
    e come tali vanno sterminati come specie infestante partendo dai
    MERDOPIDDINI CHIANINI
    Grog! Grog! Grog!

  16. Grog says:

    Il tribunale di Milano ha condannato il NAZILEGHISTA BORGHEZIO a dare 50.000 Euri alla simpatica Dottoressa CECILE KYENGE per offesa razziale e simili ah ah ah ah.
    Non lo sa il cretinetti che il problema della Dottoressa CECILE KYENGE non è essere BONGA come i miei amici BONGHI DI LAGUNA, che tra l’altro giocano maledettamente bene a scopone scientifico, ma è l’essere PIDDINA, il fatto di essere BONGA e non CHIANINA è un elemento che gioca a suo favore!
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Tra l’altro il mio Dott. mutualista nonchè caro amico da molti anni è un SIRIANO DI ALEPPO dall’aspetto proprio da ARABACCIO e come medico è bravissimo roba da far impallidire i visi pallidi nostrani, quando gli ARABACCI esercitavano la medicina i nostri antenati imparavano a salire sugli alberi ed i più evoluti facevano salassi con le sanguisughe e bruciavano streghe.

  17. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    “se l’intero continente africano non è ancora arrivato qui, è perché il filtro di assassini, sfruttatori, criminali tra il Niger e Lampedusa è talmente mostruoso”

    Il che ben dimostra la futilità di ogni velleità di controllo. Se chi riesce a passare ha superato queste orribili prove, che paura volete che gli faccia un doganiere Austriaco, un finanziere Italiano o un poliziotto Danese?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per ADV

      “Il che ben dimostra la futilità di ogni velleità di controllo.”

      E’ vero e non vero.

      Il rovescio della medaglia è che con queste prove da superare, in Italia sono arrivate solo poche centinaia di migliaia di persone, e non decine di milioni.

      Non tutti sono eroi.

      Però è vero che il doganiere austriaco (ecc ecc) non sarebbe altrettanto efficace.

      • Peucezio says:

        Comunque parliamo sempre di impossibilità culturale, non materiale.
        Gli stati hanno i mezzi per fare deportazioni di massa, bloccare le frontiere, non far passare uno spillo, sparare a vista a chiunque si avvicini, fare blocchi navali, terrestri, per assurdo anche fare le retate e sterminare gli allogeni a milioni (o gli italiani, o i comunisti, o i fascisti o quelli più alti di un metro e settanta o col cognome che inizia in vocale).
        E’ solo che si sceglie di non farlo in ossequio alla sensibilità contemporanea.
        Ma non si faccia passare per ostacolo materiale quella che è una scelta valoriale precisa.

        • Per Peucezio

          “Gli stati hanno i mezzi per fare deportazioni di massa”

          Qualunque cosa si possa pensare eticamente di ciò che dici, ti do ragione nei fatti.

          Gli Stati “occidentali” hanno deciso di impedire il “terrorismo”.

          Al di là del clamore che fanno, gli attentati in Occidente in questi anni sono stati pochissimi e non hanno mai toccato bersagli significativi dopo le Torri Gemelle (che possiamo considerare un vero obiettivo militare). Questo nonostante guerre in tutto il pianeta e la presenza di milioni di giovani carichi di risentimento verso i paesi in cui vivono, e l’importanza che i media danno a ogni singolo attentato che pure dovrebbe suscitare un effetto di imitazione in alcuni.

          Quando un ragazzo della periferia di Parigi deva andare a fare un attentato davvero, è costretto a una migrazione difficile attraverso la Turchia e fino in Siria.

        • PinoMamet says:

          Onestamente non credo che l’Italia abbia i mezzi- proprio i mezzi pratici, non parlo di volontà o di morale- per fare un blocco navale totale dell’immigrazione.

          A meno che non si intenda sparare ai barconi a scopo dissuasivo: ne affondo uno, e so che gli altri cento, messi sull’avviso, torneraano indietro. Forse, o forse lo metterranno semplicemente nel conto, già notevole, dei rischi di viaggio.

          Oh, è gente che è sfuggita a mezza dozzina di tagliagole, e sta viaggiando su una carretta sovraffollta a rischio affondamento: non credo che una mitraglietta in più o in meno gli faccia differenza…

          • Francesco says:

            veramente, se decidessimo di affondare i barconi e i gommoni, la Marina Italiana avrebbe tutti i (pochissimi) mezzi necessari

            i tagliagole vogliono spennarli, non fermarli, i migranti

            più complesso il discorso per i confini di terra

            ciao

            • PinoMamet says:

              Secondo me non stai pensando quadridimensionalmente ;)

              prima di tutto, ho scritto che non abbiamo (ma nemmeno gli USA…) i mezzi per fare un “blocco navale” dei barconi totale: è semplicemente impossibile fermarli tutti, il mare non è la terra dove puoi costruire un muro, in mare puoi solo rincorrere delle segnalazione sul radar o degli avvistamenti dal cielo.
              Sempre ammesso che ti convenga rincorrerli, e non invece lasciarli alla deriva.

              Naturalmente sono sempre esistiti i blocchi navali, e sono sempre esistiti i violatori di blocco.
              Penso che, sotto questo aspetto, la Marina italiana faccia tutto quanto fisicamente e realisticamente possibile.

              Diverso (come, ehm, ho già scritto ;) ) il discorso sullo scegliere di mitragliare, cannoneggiare o affondare i barconi.
              Puoi anche scegliere di farlo:
              a parte che rischi di disperdere gli armamenti delle Forze armate (che non sono infiniti, né particolarmente economici) per uno scopo di difesa tutto sommato secondario, il risultato è facile che sia molto al di sotto delle aspettative…

              se un tizio è disposto a correre il rischio di morire affogato per una tempesta o “sparato” da un trafficante dai nervi tesi, correrà anche il rischio di affondare per un colpo di cannone di una motovedetta.

              Ripeto: secondo me Marina, Guardia costiera, Guardia di finanza ecc. stanno facendo tutto quanto realisticamente possibile.

            • Peucezio says:

              Non so se tecnicamente sia come dici, davvero non ho idea di quanto i mezzi e le tecnologie attuali siano in grado di fronteggiare agilmente o meno il fenomeno, anche se così, a spanne, mi pare un po’ strano che sia così difficile: una struttura che esiste per difendere il territorio da un’eventuale attacco militare mi pare strano che non possa gestire barconi del tutto disarmati: e se allora arriva una nave da guerra che facciamo, diciamo “non siamo riusciti a fermarla perché non l’abbiamo intercettata e quindi è venuta a bombardare Genova o Napoli dalla costa”?

              Ma al di là di questo, resta sempre il fatto – e vi prego di considerare che sto facendo una valutazione tecnica, non sto esprimendo un auspicio – che lo stato può pure fare retate sui clandestini presenti sul territorio e anche passarli per le armi quanti sono, se vuole.
              E, di nuovo, non si potrebbe fare, perché, a parte l’insorgere degli italiani stessi, insorgerebbe la comunità internazionale. Ma anche queste sono scelte etiche, fra le tante possibili, non sono impedimenti materiali. Chi dice che “non si può fermare l’ondata” mente: non è che non si possa fermare in sé, è che lui aderisce, legittimamente, a questo sistema di valori. E allora dica questo, dica che non possiamo metterci a sparare sulla gente. Sarebbe per molti versi condivisibile e soprattutto più onesto, non sarebbe una mistificazione.
              A quel punto si può discutere su dove sta il confine fra la difesa dei confini nazionali e il rispetto degli uomini e come si possono contemperare realisticamente le esigenze, senza diventare dei sanguinari sterminatori di esseri umani.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco & PinoMamet

              A mio modesto parere, la verità stia nel mezzo.

              Indubbiamente sarebbe difficile per la Marina (non dico Italiana, ma anche USA) effettuare un blocco davvero totale: anche usando i satelliti per acquisire i bersagli (ammesso di considerare davvero ‘bersagli’ i barconi carichi di migranti, ovviamente), il mare è grande.

              Pero’ se davvero ci fosse la volontà politica di ‘colpirne uno per non farne partire cento’, allora una campagna propagandistica appena sufficiente farebbe facilmente approvare all’opinione pubblica i provvedimenti necessari a un massiccio riarmo a base di artiglieria navale leggera – tutte cose nella cui produzione fra Leonardo/ex-Finmeccanica e Oto Melara in Italia siamo leader (gli stessi Statunitensi vengono a comprare da noi).

              Al solito, la tattica da seguire dipende dalla strategia, e la strategia dipende dalla politica.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • roberto says:

              secondo me peucezio ha ragione.

              non mi sembra affatto difficile affondare dei barconi che seguono più o meno sempre le stesse rotte (un po’ di sorveglianza aerea et les jeux sont faits).

              poi qualcuno passerà sempre, ma se si volesse impedire il passaggio ad ogni costo (tipo muro di berlino), non credo che sarebbe così complicato.
              certo costa soldi, che potrebbero essere spesi in maniera più intelligente, e morti….

            • roberto says:

              su una cosa la vedo in maniera diversa da peucezio.

              quando dice:

              “E allora dica questo, dica che non possiamo metterci a sparare sulla gente. ”

              io prendo la questione in modo speculare.
              se uno vuole “fermare l’immigrazione” dica chiaramente che vuole sparare sulla gente o affondare i barconi, perché è l’unico modo per “fermare l’immigrazione”

            • Per roberto

              “se uno vuole “fermare l’immigrazione” dica chiaramente che vuole sparare sulla gente o affondare i barconi, perché è l’unico modo per “fermare l’immigrazione””

              Premesso che io non voglio fermare né accelerare nulla, riferisco che c’è un imprenditore italiano che ha convinto gli albergatori tunisini – ormai alla frutta dopo gli attentati – a riciclarsi offrendo ospitalità ai richiedenti asilo in cambio di soldi dal governo italiano, che spenderebbe molto di meno in Tunisia che in Italia. Pare che anche il governo tunisino sia favorevole all’idea. E in questi alberghi tunisini, gli inviati europei potrebbero con calma selezionare i “veri” rifugiati, per poi portarli in Europa.

              A questo punto basterebbe prendere a bordo la gente in alto mare e portarla in Tunisia.

              Fare il purgatorio di passare un anno o due a girare i pollici in un albergo in Italia, sapendo che quando finisce, puoi diventare un tranquillo clandestino in Europa, è diverso dal pensare che dopo il purgatorio, ti troverai a fare il clandestino in Tunisia.

              Per cui la cosa avrebbe anche un notevole effetto dissuasore.

            • roberto says:

              “io non voglio fermare né accelerare nulla,”

              tu no, ma c’è un mare di gente che dice “bisogna fermare l’immigrazione” e che non sa rispondere alla semplice domanda “cosa faresti con una zattera in mezzo al mare”

            • roberto says:

              mah, il tizio dopo due anni in albergo a tunisi, diventa clandestino a tunisi e si prende un gommone per andare a fare il clandestino a pantelleria….non ci vedo un gran effetto dissuasivo (a meno che l’abergo non sia un campo di sterminio, allora si che ragioniamo)

            • Z. says:

              Roberto,

              — io prendo la questione in modo speculare.
              se uno vuole “fermare l’immigrazione” dica chiaramente che vuole sparare sulla gente o affondare i barconi, perché è l’unico modo per “fermare l’immigrazione” —

              Esattamente.

              O meglio, se si vuol tentare di rallentare l’immigrazione l’unica è affondare tutti i barconi che capitano a tiro – meglio se pieni di donne e bambini – e assicurarsi di finire i superstiti.

              Non possiamo essere certi che funzioni. Ma possiamo ragionevolmente supporre che qualche effetto lo avrebbe.

              Affondare i barconi vuoti, investire in costose ed effimere opere umanitarie, fare propaganda fanfarona, chiamare ipocritamente “trafficanti di uomini” gli scafisti come se trascinassero a forza gli africani dalle loro case per venderli in Europa – ecco, tutto questo è roba buona per convincere qualche elettore.

            • Z. says:

              In altre parole…

              ci sono problemi che si risolvono, e problemi che semplicemente non si risolvono, come i buchi nelle strade.

              Non possiamo ospitare miliardi di cittadini del terzo mondo in Europa, perché non ci stanno; non possiamo sterminare tutti i migranti che ci capitano a tiro, perché l’idea ripugnerebbe anche a quasi tutti gli estremisti di destra di questo mondo.

              I problemi che non si risolvono come si affrontano? si tamponano, proprio come i buchi nelle strade. E poi si ri-tamponano. E così via.

            • PinoMamet says:

              ” e se allora arriva una nave da guerra che facciamo, diciamo “non siamo riusciti a fermarla perché non l’abbiamo intercettata”

              Mi sa che ti sfugge il punto:

              la Marina italiana credo sia in grado di “vedere” ogni singolo barcone, o quasi.

              Non è in grado- né lo sarebbe nessuna altra Marina- di spostare alla velocità della luce le sue navi da un puntino all’altro della carta geografica, per così dire, per andare a intercettare ogni singolo barcone, gommone o vecchio peschereccio riadattato;

              non che non voglia: proprio è fisicamente impossibile
              (se ci sono due barconi, uno, poniamo, a trenta miglia, l’altro a ventotto ma con condizioni che rendono la navigazione peggiore, da chi va per prima? e l’altro? e il terzo che si trova a sessanta miglia?).

              La soluzione poi di cannoneggiarli o bombardarli mi sembra, più che immorale, fantascientifica.
              Non perché la Marina non abbia missili e bombe:
              ma perché sarebbe assurdo e militarmente stupido sprecarli per bombardare un po’ a cazzo ovunque il radar segnali una barchetta di negri…

              rimane l’idea di mitragliarli da vicino (“colpiscine uno per educarme cento”…) ma per quella occorre appunto essere vicini…

            • Z. says:

              Mica servirebbe eliminarli tutti. Se sapessero che una buona parte viene smitragliata cercherebbero altre strade.

              Piuttosto, dubito che la Marina si presterebbe.

  18. Carlo says:

    Miguel, non voglio fare il Bastian contrario e sono tutto sommato d’accordo con te sulla somiglianza tra emigrazione dal Sud Italia del secolo scorso e immigrazione africana oggi, tuttavia non sono così d’accordo sul fatto che l’immigrazione almeno in Italia sia essenzialmente un fatto africano: secondo il calendario atlante De Agostini nel 2015 sarebbero stati rilasciati ben 1214000 permessi di soggiorno a cittadini provenienti da paesi africani, ma quelli rilasciati a cittadini europei erano 1173852, quindi non molti di meno, peraltro vorrei chiedere ai giuristi del blog se ai comunitari il permesso di soggiorno viene concesso automaticamente oppure non ne hanno proprio bisogno (nel primo caso sarebbero compresi tra i 1173852 di cui sopra, nel secondo farebbero aumentare il numero degli immigrati europei). Secondo me sono i media a focalizzarsi quasi esclusivamente sugli immigrati africani subsahariani perché sono immediatamente riconoscibili come stranieri, a differenza della mia vicina di casa albanese bianca bionda e con gli occhi azzurri

    • Z. says:

      Carlo, la seconda che hai detto :-)

      • Carlo says:

        Grazie mille Z., peraltro questo indica che gli immigrati europei potrebbero essere ancora più numerosi degli africani

    • Per Carlo

      “sarebbero stati rilasciati ben 1214000 permessi di soggiorno a cittadini provenienti da paesi africani, ma quelli rilasciati a cittadini europei erano 1173852″

      Riflessione interessante.

      “Cittadino europeo” è un concetto difficile per me da capire.

      Stando in quella particolarissima città che è Firenze, vuol dire l’artista inglese (Brexit permettendo) ma non quello australiano; vuol dire il rom rumeno ma non l’informatico serbo, l’operaio greco ma non quello albanese.

      E lì passo subito a un’altra riflessione: le migrazioni non funzionano esattamente in base a criteri puramente economici. Perché l’Italia (o almeno Firenze) è piena di albanesi, che non sono “in Europa”, mentre non mi ricordo di aver mai visto un greco, nemmeno nella drammatica crisi che quel paese sta passando? Eppure non avrebbero problemi di passaporto…

      • PinoMamet says:

        Beh io ho visto diversi greci e ne conosco qualcuno, ma non sono qua per motivi economici.

      • Roberto says:

        A Bologna ci sono una marea di greci, ma in generale i greci vanno piuttosto in Germania o Inghilterra. Portoghesi, che in Italia non esistono, sono eserciti in Francia, Belgio o Lussemburgo

        • Per Roberto

          “Portoghesi, che in Italia non esistono”

          Verissimo quello che dici – infatti le migrazioni hanno meccanismi molto particolari.

          Ad esempio, le giapponesi un po’ grezze sposate a grezzissimi artigiani oltrarnini, mi sa che li abbiamo solo noi, già sull’altra sponda del fiume scarseggiano.

          Ma noi abbiamo l’unica portoghese di Firenze o quasi a nostro fianco, e ci teniamo molto :-)

          http://www.nidiaci.com/2016/04/03/mariana-rodrigues-pinto-la-nostra-maestra-di-violino/

          • Peucezio says:

            Impressionante come persino i cognomi portoghesi siano castigliani con al massimo una consonante cambiata.
            E’ veramente un accidente storico che esista una nazione portoghese e non una catalana (che quello sì è un altro mondo, un pezzo d’Occitania di qua dai Pirenei).

      • Carlo says:

        Miguel, mi hai frainteso, i “cittadini europei” a cui faccio riferimento non sono cittadini dell’UE (visto che quelli non hanno bisogno del permesso di soggiorno) sono cittadini di paesi del continente europeo che hanno bisogno del permesso di soggiorno per vivere in Italia, quindi proprio gli operai albanesi, gli informatici serbi, le badanti ucraine etc. Tutti questi sono poco meno dei cittadini di paesi africani cui è stato rilasciato un permesso di soggiorno in Italia e, se a loro aggiungiamo il rom rumeno, l’operaio greco e tutti gli immigrati comunitari risulterà che il primo continente da cui provengono gli immigrati in Italia è l’Europa, non l’Africa.

        • Per Carlo

          “Miguel, mi hai frainteso”

          Adesso ho capito, grazie!

        • Andrea Di Vita says:

          @ Carlo

          Bene o male gli immigranti dall’Europa dell’Est fanno meno paura dei ‘negri’. Non è solo questione di razzismo: la Fig. 8 del rapporto ONU sui traffici illeciti in Africa occidentale
          http://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/tocta/West_Africa_TOCTA_2013_EN.pdf
          mostra come degli stranieri arrestati in Italia per traffico di cocaina nel 2010 1404 fossero Albanesi, 155 Rumeni e 76 Serbi, a fronte di 162 della Repubblica Dominicana, 915 di paesi dell’Africa occidentale e 1514 di paesi del Nordafrica.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto says:

            “Bene o male gli immigranti dall’Europa dell’Est fanno meno paura dei ‘negri’”

            oggi! sai bene che non è stato sempre così

            • Francesco says:

              e in Veneto? lì gli Slavi che rapinano le villette e sono crudelissimi sono il babau, più dei negri

              almeno così pare da lontano, che c’è nebbia e si vede male

            • Carlo says:

              Per Roberto, concordo, fino a venti-quindici anni fa lo spauracchio erano gli albanesi che rubano, sfruttano le proprie donne etc. e gli immancabili zingari che “portano via i bambini”

          • Carlo says:

            Però i nordafricani in genere non sono di pelle nera, anche se di certo sono più riconoscibili come stranieri rispetto agli europei dell’Est

  19. Roberto says:

    Una cosa miguel,
    Tu sei convinto che se non ci fossero ostacoli l’Africa si svuoterebbe.
    Era la stessa convinzione che è stata usata per criticare i vari allargamenti dell’UE (saremo invasi da spagnoli e portoghesi! I paesi dell’est si svuoteranno!)
    Alla fine non è successo nulla di terribile perché fondamentalmente le persone disposte ad abbandonare tutto (pure se il tutto è nulla) restano sempre una minoranza

    • Per Roberto

      “le persone disposte ad abbandonare tutto (pure se il tutto è nulla) restano sempre una minoranza”

      Nel paesino di mio suocero, c’erano quaranta famiglie.

      Oggi non ce n’è nemmeno una.

      Tranne mio suocero che quando può, cerca di ricostruire il rudere della casa dei suoi.

      • Francesco says:

        perchè tu vuoi negare che esistono le nazioni e che emigrare dove parlano un dialetto diverso dal tuo è diverso dall’andare all’estero

        perchè al di là delle battute leghiste, l’italiano è l’italiano e il tedesco è ostrogoto, anche per i contadini veneti e calabresi

        e poi l’Africa è in fase di grande crescita economica, anche se da qui non si nota

        ciao

        • Per Francesco

          ” emigrare dove parlano un dialetto diverso dal tuo è diverso dall’andare all’estero”

          Da spiegare pazientemente a venti milioni di messicani, che si sono trasferiti tra i gringos.

        • Per Francesco

          “perchè al di là delle battute leghiste, l’italiano è l’italiano e il tedesco è ostrogoto, anche per i contadini veneti e calabresi”

          Invece l’Ameriha l’è l’Ameriha, e 5,5 milioni di italiani ci sono trasferiti, in tempi ben diversi; e un numero probabilmente pari di turchi si sono trasferiti in Germania, dove fa freddo, piove, parlano ostrogoto e mangiano maiale.

          Ma di nuovo, l’Italia e la Turchia non sono paragonabili alla Repubblica Centrafricana: erano e restano tra gli Stati più strutturati del mondo e hanno un’economia diffusa e moderna.

          • Francesco says:

            Miguel

            io non sono fiorentino e non ho voglia di litigare: nè Italia nè Turchia si sono svuotate, anzi hanno più abitanti di quanti ne abbiano mai avuti

            e credo che questo infici la tua visione di un’Africa che si spopola come il Molise per venire in Europa

            ci sta un sacco di africani che è venuta o vuole venire in Europa, quanti? contiamoli, non bisticciamo

            :D

    • Roberto says:

      Non ho dubbi. Tuttavia quando mi è capitato di andare in Spagna o Grecia o anche Estonia o Slovenia, tutto sommato ho incontrato gente per strada. Eppure per tutti questi paesi ti ricorderai le paure “ci invaderanno! Verranno tutti da noi! Si svuoteranno!”. Il tutto per cittadini che possono viaggiare tranquillamente con il treno (e non c’è nemmeno più il roaming per chiamare casa da quest’estate….)
      Il che dimostra che c’è una parte di popolazione che emigra ma una parte che resta ad ogni costo.

      • Z. says:

        Roberto,

        — e non c’è nemmeno più il roaming per chiamare casa da quest’estate… —

        Mi dicono che il merito sia dei popolari, nonostante l’opposizione dei socialisti. Verità o leggenda?

    • Peucezio says:

      Roberto,
      alla faccia di nulla di terribile.
      Tutta la delinquenza rumena si è trasferita qua in blocco!

      • Per Peucezio

        “alla faccia di nulla di terribile.
        Tutta la delinquenza rumena si è trasferita qua in blocco!”

        Ma Roberto dice un’altra cosa: che in Romania, Spagna e Grecia la popolazione complessiva non è calata, con la caduta delle frontiere, e non è facile dargli torto.

        Non credo che il parallelo regga con l’Africa.

        Le migrazioni seguono meccanismi particolari e imprevedibili – perché l’Italia è piena di senegalesi, mentre non ho mai conosciuto un congolese? Perché (come dicevo) a Firenze gli albanesi sono ovunque, mentre di greci non se ne vedono? Perché le domestiche sono filippine ma le badanti ucraine?

        Non è facile quindi dire cosa succederebbe se cadessero le frontiere.

        Inoltre, il tasso riproduttivo è ancora abbastanza alto nei paesi africani da permettere di mandare fuori milioni e milioni di giovani mantenendo un livello di popolazione abbastanza stabile: in Italia, in 150 anni, la popolazione è appena raddoppiata, nonostante famiglie magari con 10 figli fino a tempi non lontani.

        Ma la grande differenza, secondo me, è legata alle aspettative di futuro: in Grecia e in Spagna e in Romania, almeno fino a poco tempo fa, il “futuro europeo” era visto come qualcosa di positivo, e si poteva rischiare qualcosa restando a casa. Persino l’Italia era un paese ottimista, nonostante i fatti, dai tempi del Libro Cuore all’impresa d’Etiopia; e poi di nuovo subito dopo la guerra: si poteva vivere nella miseria più terribile, ma “il domani sarebbe stato meglio”, almeno emigrando in città.

        L’unico paese africano che io conosco è l’Egitto, e lì la certezza è che “non c’è futuro”, ci si sente su una nave che affonda e non c’è via di uscita.

        Presumo che in altri paesi africani (tranne Marocco e Botswana, forse) la sensazione sia ancora più marcata.

        Per questo, penso che il parallelo sia molto più con il paesino dell’Aspromonte in “cui non c’è futuro”, se non per pochissimi coraggiosi, o in particolarissime nicche ecologiche, che esistono sempre (oggi è fortunato chi vive nel sud della Libia e ha i senegalesi da spolpare).

        • Sul possibile svuotamento dell’Africa…

          Non penso invece che la Turchia si svuoterebbe, se si aprissero le frontiere: con tutti i problemi che ci sono, è un paese che “sente di avere un futuro”.

          • Peucezio says:

            Se è per questo, ormai sono gli italiani ad andare a lavorare in Turchia. E ne ho conosciuti diversi.
            D’accordo sul resto.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non starai paragonando Spagna e Ungheria a Nigeria e Somalia…

  20. Moi says:

    Ma infatti:

    la famosa “integrazione” non è solo un problema “quantitativo”, ma anche e soprattutto “qualitativo” culturale ! No : che non delinquano, che lavorino e paghino tasse non è affatto sufficiente ! Ma … trìggherati ;) Cielo a dirlo / scriverlo sui media main stream !

  21. Moi says:

    Circa il Blue Whale, cmq, ciò a cui Pino allude e Zeta dissimula di noncomprendere,mi pare che sia il calarlo nella realtà:

    esistono communities (potenzialmente planetarie, basta un Inglese di base molto gergale e poco “da scuola”…) vaste di giovani e giovanissimi “fuori dai coppi”, che per diventare famosi monetizzandosi i video su Youtube si danno alle “challenge” più assurde e a volte pericolose … tipo il “classico” peto incendiario con l’ accendino, che può diventare molto pericoloso con indumenti sintetici altamente infiammabili.

    • Z. says:

      Uhm, e dunque ci sono ragazzi che fanno cose stupide e pericolose. Davvero? Una novità inusitata, secondo me è colpa di Laura Boldrini. O della UE? :-)

  22. Sempre per capire perché l’Africa è un po’ diversa dalla Spagna al momento del suo ingresso nell’Unione Europea:

    https://news.vice.com/story/the-u-s-is-waging-a-massive-shadow-war-in-africa-exclusive-documents-reveal

  23. Z. says:

    Miguel,

    — Però rimane il fatto di fondo: tutti quelli che mi hanno dato addosso, erano sempre affetti da melaninodeficienza. —

    Io ho avuto, diciamo, alterchi ultraverbali solo due volte in vita mia.

    Erano due calabresi di seconda generazione.

    Oggi metà della gente che frequento è calabrese.

    Questo cosa ci insegna? Una sola cosa: i calabresi sono dappertutto :D

  24. Moi says:

    Argomenti che NON si sentiranno MAI sui Media Main Stream :

    https://www.youtube.com/watch?v=Y__cjIsa1Mo

    Immigrazione a 360° – Gianandrea Gaiani – Domus Orobica

  25. Per Z

    “I problemi che non si risolvono come si affrontano? si tamponano, proprio come i buchi nelle strade. E poi si ri-tamponano. E così via.”

    :-)

    All’incirca è così.

    Aggiungerei che tendiamo sempre a usare a vanvera il pronome “noi” (“noi li dobbiamo fermare/noi li dobbiamo accogliere” ecc.).

    In realtà, la questione è sempre “io”.

    E prendiamo un esempio più a portata di un semplice “io”.

    Non parliamo di una cosa complicata come l’immigrazione.

    Voi sapete cosa penso dell’idea della scuola come fabbrica di Eccellenti che Concorrono nel Mercato Globale. Però siccome esiste qualcuno che ci crede (tipo lo Stato italiano), facciamo che…

    Parliamo di Me, insegnante, che mi trovo l’alunno che si stravacca con i piedi sulla scrivania e dice le parolacce, e risponde con un mugugno quando gli chiedo se ha studiato.

    Se lo boccio, il Me-Insegnante si trova addosso il preside (“vedo che non riesci a insegnare, ecco perché non imparano!”), il consiglio d’istituto (“calano le iscrizioni perché qui si boccia troppo!”) e il babbo avvocato dello svogliato che ti stronca con un ricorso legale. Se va bene a lui, riesce quasi sicuramente a farsi promuovere; se va bene a Me, sono spese legali e anni di ansie legali.

    Se lo promuovo, tutti gli altri alunni capiranno che possono fare la stessa cosa.

    Questo abbatte il livello della scuola, e quindi ne escono persone incapaci di affrontare un esame universitario, e incapace ovviamente di concorrere con l’ultimo ex-contadino cinese.

    Allo stesso tempo, c’è da qualche parte un funzionario che preme furiosamente perché l’Italia sia una Fucina di Eccellenze nel Mercato Globale, e chiede il conto a ogni insegnante su quanto siano Eccellenti i suoi prodotti umani.

    Per il piccolo Me, l’unico modo di uscire da questa situazione consiste nel promuovere persone sempre più svogliate, con voti sempre più alti, a dimostrazione che sono sempre più Eccellenti.

    Producendo così una generazione che in brevissimo tempo costringerà anche l’università a promuovere tutti.

    • Z. says:

      Miguel, in Italia funzionava proprio così: la scuola è stato un ascensore sociale mica da ridere. Ha tolto tanti italiani dal bracciantato in nero e ha dato loro una casa, una macchina, un frigorifero e la possibilità di mandare i figli a studiare all’università.

      Altrove credo continui a funzionare così.

      Ma anche oggi chi frequenta un buon Itis e/o una facoltà universitaria utile ha qualche possibilità in più di non finire nell’ eterno precariato.

      • Francesco says:

        >> Ha tolto tanti italiani dal bracciantato in nero e ha dato loro una casa, una macchina, un frigorifero e la possibilità di mandare i figli a studiare all’università.

        questo SOLO fino a quando la scuola ha insegnato qualcosa, non crederai alla Magia del Pezzo di Carta? quella valeva solo per l’assunzione nel pubblico, nell’Era del Debito Pubblico.

        come fai a frequentare un buon ITIS quando il meccanismo è più o meno quello descritto da Miguel? per fortuna le università si valutano con le assunzioni dei loro laureati, per cui non possono entrare nel girone infernale dei voti alti a tutti – con positivi effetti a cascata sotto. o almeno di tappo che ferma gli analfabeti con pezzo di carta.

        certo, ci sono anche università pubbliche ma … cosa ti danno?

        Checco Zalone ormai è un attore, passatista

        ciao

  26. Moi says:

    proviamo a restare concreti, nel Mondo Reale :

    con l’accoglienza farlocca, si può fare un bel po’ di grana; delle tante regole del giuòco, una tuttavia non si può proprio violare: il Negro, almeno all’ Isolotto dei Conigli di Lampedusa, ci deve sbarcare vivo … sennò, i 35 neuri al dì nisba !

  27. francydafne says:

    Manca la quarta certezza terrificante:

    “Non per farne una questione di superiorità razziale, ma nella mia vita, quasi tutti i neri che ho conosciuto erano gente straordinaria. Sarà un caso, poi ho scritto quasi per metterci anche dei neri che si comportavano da italiani qualunque.”

    Anche Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco, assieme a centinaia di migliaia di connazionali, avevano lo stesso sangue di questi negri (ops, scusa, neri) pur ostentando un colore della pelle un po’ meno scuro.

    Ops….. ci scappa anche la quinta certezza terrificante:

    la tanto vituperata “Repubblica”, di tanto in tanto, pubblica articoli interessanti, financo condivisibili…. questa sì è terrificante….

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>