Relazioni

La bambina che viene dall’Est guarda con immensa serietà la nostra scrittrice che dona lezioni d’inglese a lei e alle altre bambine del giardino. Poi, con urgenza, le dice:

“Io lo so che tu sai far apparire un angelo.

Fallo apparire adesso!

Subito!”

Oggi hanno trovato morta la Nerina, la gatta che, come l’angelo, compare solo quando tutti scompaiono e il giardino tace.

La Sarta ci dona un pezzo di stoffa tutta rossa per avvolgerne il corpo, prendo la vanga e mi preparo a scavare una buca.

Chiamo la nostra amica francese che ogni sera dà da mangiare ai gatti (qualcuno ha fatto sparire per sempre il cartello che vieta di farlo, il cartello sia tritato e sparso ai quattro venti).

Arriva, mi dice, “ti dispiace se non la tocco? Non so, non me la sento, scusami.”

E io le chiedo, “ma tu lo sai che dopo tre anni, abbiamo scoperto dove vivono i gatti?”

In realtà, l’avevamo scoperto insieme a una bambina che ti prende per mano, ma non sa parlare: è un piccolo foro nel Carmine, carico di umido e di Rinascimento.

La mamma, che è inglese, le raccontava di come i gatti lì prendevano il tè insieme e mangiavano tartine di topo, e la bambina taceva ancora e sorrideva.

Di gatte ora ne è rimasta solo una, da sei che erano.

Non devo faticare con la vanga – c’è una gran bella buca, ce l’ha scavata il Privante.

Sbucaltando radici di alberi secolari come se niente fosse, il Privante aveva scavato per piantarci pali di ferro impiantati come stecchini su palle di cemento, e mi chiedo come debba essere tenebrosa la vita di chi è capace di cose simili.

Sono i pali delle enclosure, le recinzioni che pungono, tagliano, escludono le persone vive dalla proprietà di quella schifezza che deve essere la sopravvivenza, la subvivenza, di un uomo del genere.

L’altro giorno, dicono, è capitato uno strano albanese, narratore, poeta e ubriacone, che si chiama Libero, e ha sradicato pali e cemento.

E noi, in una di quelle buche che Libero aveva svuotato, ci caliamo Nerina.

Dove stia, lo sappiamo in quattro, con l’albero che è lì da molto prima di noi.

Ma abbiamo regalato qualcosa anche noi qualcosa a quell’albero, perché gli abbiamo salvato la vita in una storia che è troppo complicata da raccontare.

20170403bnw_39foto di Alice Ginavri

 

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57 Responses to Relazioni

  1. Grog says:

    Avete bisogno di GATTACCI VENEZIANI o in alternativa di altrettanto validi GATTACCI DI IMPERIA di quelli che si piazzano in tre o quattro alle spalle dei pescatori sul Riva degli Schiavoni e acchiappano al volo i pochi pesci che vengono tirati su, notevolmente simili le reazioni dei pescatori di Venezia ed Imperia.
    – Xè il gato … ( pronuncia strascicata di fronte al fato immanente ed immodificabile )
    – U gatu…….. ( profondo pensiero filosofico ligure occidentale )
    I GATTACCI MARINARI sono mediamente grossi e non hanno paura delle pantegane formato carro armato sovietico, si lasciano accarezzare dai bambini e non graffiano, gradiscono i bocconcini delle gattare e non sono razzisti, si trombano le gatte di qualsiasi colore.
    Grog! Grog! Grog!

  2. Grog says:

    Miguel sei un incorreggibile sentimentale altro che feroce messicano!
    VIENI CON MIGO Y OTROS FEROCIOS A MATAR PIDDINOS?
    No e! Troppo impegnato in gozzaniane melanconie…
    MALEDIZIONE!
    Cosa faranno i nostri figli allevati a coccole, bacini e buoni sentimenti quando:
    – dovranno sgozzare i turchi e sparare raffiche sulla folla reazionaria?!
    – dovranno rotolare la carrozzin di Wolfgang Schäuble giù dalla scalinata di Odessa?!
    – dare in uso ai “goumier” per “marocchinare” la Boldrini e la Fedeli?!
    – dare in uso ai “goumier” culattoni (statisticamente ce ne devono essere) i deputati del PD a partire da quelli toscani?!
    – dovranno sventrare gli infanti di piddino a colpi di baionetta?!
    SUVVIA UN PO DI FEROCIA NELL’EDUCAZIONE!
    Grog! Grog! Grog!

    • Carlo says:

      Curioso questo paragone tra Miguel e Gozzano, io non ci avevo mai pensato.

      • Grog says:

        Mi scuso,
        Miguel è un tipo sostanzialmene per bene, onesto, dolce e per niente cattivo. Gozzano invece era un NOTEVOLE STRONZO, ad una donna che gli voleva bene oltre a non corrispondere, cosa lecita, la sfotteva pure con gli “occhi azzurro di bottiglia”.
        La ragione è che Gozzano era un frocione e non lo accettava per cui inacidiva mentre l’ottimo Miguel non mi pare che abbia di questi problemi.
        Grog! Grog! Grog!

  3. PinoMamet says:

    “Poi, con urgenza, le dice:

    “Io lo so che tu sai far apparire un angelo.

    Fallo apparire adesso!

    Subito!””

    Lo ha poi fatto apparire?
    (domanda seria, e da intendersi in senso letterale).

  4. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Stan perculando il Ministro Lotti per lo Scandalo Golf con la sigla dell’omonimo :D anime ….La7, LaGabbia, e chi sennò ?! ;)

  5. Moi says:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/12/ryder-cup-di-golf-lotti-ha-mantenuto-la-promessa-garanzia-statale-inserita-nella-manovrina-ma-senza-la-cifra/3517405/

    Ryder Cup di golf, Lotti ha mantenuto la promessa: garanzia statale inserita nella manovrina (ma senza la cifra)

  6. Grog says:

    Dicevva un famoso umorista inglese Jerome K.Jerome che per giocare a golf non occore essere stupidi ma essere stupidi aiuta molto.
    Grog! Grog! Grog!

  7. Moi says:

    @ Z

    Scusa, ma … adesso come adesso, preferirei che “brozzassero” Igor, roba da PostVietnam Movie Amni ’80 !

    • Moi says:

      Sono già 16 giorni che sarebbe “accerchiato”, nell’ ISIS di uomini così “cazzuti”, per fortuna, NON ne hanno … per me, si è impossessato di un piccolo catamarano turistico da birdwatching a Gorino ;) e poi ha attraversato l’ Adriatico fino alle coste dell’ ex Jugoslavia. L’ imporante è che ci resti.

  8. Moi says:

    SEGNALAZIONE

    Caos Siria : Maurizio Blondet loda e riporta il Fact Checking Debunking (o come si dice) di Matteo Salvini (NON l’omonino !) sull’ Osservatorio (Farlocco) Siriano per i Diritti Umani !

    Con tanto di affondo all’ ipocrisia della Boldrini !

    http://www.maurizioblondet.it/un-politico-al-momento-della-verita-non-si-squaglia-tanto-cappello/

    NO SPOILER!

    • Moi says:

      E.C. “non è un omonimo”

      • Francesco says:

        L’entusiasmo pro-Assad è demenziale quanto quello pro-chiunque-sia-contro-Assad.

        Rivela nulla della Siria e moltissimo (già noto però) di chi si presta a cantare nel coro.

        Ora, la cosa è leggermente pallosa: un confronto tra cori acritici di laudatori fanatici a chi può interessare?

        Sembra che lavorino per De Vita, noto estimatore delle voci fuori dal coro “a prescindere”

        :)

  9. Grog says:

    Matar los florentinos piddinos todos! Enfantes y popantes compresos!
    Donde estan los Mexicanos violentos y ferocios?
    A log jardinos de Otlranos a cocolar miciones?!
    Nelle majones a trombar inglesinas vogliosas?!
    Nelle viviendas a farse incular da lo piddinos imfamones?!
    PIDDINOS MIERDES TERIBILES!
    Grog! Grog! Grog!

  10. Grog says:

    La Boldrini è quanto di più ignobile e ridicolo potesse capitare come presidente della camera, alberga agnelli cagoni negli austeri palazzi e dice “questi sono veraci ed io non ho mai mangiato carne d’agnello ma non sono vegetariana” cosa mangia allora?
    – carne di gatto l’infamona che mille gatti possano graffiarla tutti insieme!
    – cane di cane la bugiardona che mille cani possano addentarle le chiappe!
    – carne bovina la blasfema che mille Indù inferociti la possano fare a pezzettini!
    – cane di asino la cannibale!
    Poi critica il Berluscak e dice che ha fatto “un casting” dimostraneo di non aver capito una mazza!
    Il vecchio porco non ha preso degli AGNELLINI ma delle AGNELLINE perchè lui si è dichiarato parlando di omosessualità LESBICO!
    Indurrà le AGNELLINE ad avere rapporti contro natura e voglio vedere se questa volta la scampa con la PROCURA DI MILANO.
    Grog! Grog! Grog!

  11. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Buona Pasqua!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  12. mirkhond says:

    Oltre l’Oltrarno :

    Il futuro è alle nostre spalle ma i grillini non lo sanno
    E-mail Stampa PDF

    Ho partecipato sabato al convegno Capire il futuro organizzato da Davide Casaleggio per onorare, a un anno dalla morte, la figura di suo padre. Gianroberto Casaleggio era uno strano animale, un uomo molto pragmatico (alla sua intuizione della piattaforma sul web si deve in buona parte, com’è noto, la fortuna dei Cinque Stelle) e insieme un idealista, un ottimista che credeva nel futuro dell’uomo, soprattutto attraverso lo sviluppo delle tecnologie, come ci dicono certe sue teorie che si spingevano verso un orizzonte molto lontano.

    Il Convegno, vista l’importanza dei temi che ha cercato di mettere a fuoco, aveva secondo me innanzitutto lo scopo di dimostrare che i Cinque Stelle non sono affatto quei ‘baluba’, ignoranti e impreparati, che tutti, o quasi tutti, vogliono far apparire.

    A me è toccato in sorte di trattare, nell’ultimo degli interventi degli ospiti, di un tema che, in un certo senso, ricomprendeva tutti gli altri: “Il futuro dell’uomo”.

    Innanzitutto ci sarebbe da capire se la specie umana avrà un futuro. Il problema più importante, tra l’altro molto sentito da quasi tutti, non è l’inquinamento globale. Non perché, come pensa Grillo, e molti altri con lui, attraverso nuove tecnologie troveremo, come in parte abbiamo già trovato, nuove e più pulite fonti di energia. Grillo non sa ciò che mi disse un tempo Paolo Rossi, che non è l’ex centravanti della Nazionale e nemmeno il comico, ma un importante filosofo della Scienza, e cioè che “la tecnologia, in qualunque campo applicata, come risolve un problema ne apre altri dieci ancora più complicati”. Ed è quindi un moltiplicatore di complessità e perciò di difficoltà che usurano la nostra vita. Noi ci salveremo dall’inquinamento semplicemente perché l’uomo, nel corso della sua storia, ha dimostrato di essere un animale estremamente adattabile, superato in questo solo dai topi. In Cina, a Pechino, gli abitanti vivono praticamente in una nube tossica e pur vivono.

    Il vero pericolo ci viene proprio da quella Tecnologia di cui oggi tutti, non solo i grillini, sembrano entusiasti e alla quale affidiamo il nostro futuro. Un articolo da me scritto per il Gazzettino (10/10/2014) era così titolato: “Il più grande pericolo per la civiltà non è l’Isis ma la Scienza”. Naturalmente non intendevo, e non intendo qui, affermare che la Scienza in sé è il pericolo, la Scienza in sé è la conoscenza e quindi come tale consustanziale all’uomo ciò che lo distingue dagli altri esseri del Creato, ma appunto la scienza tecnologicamente applicata che è cosa diversa. I nuovi e inesausti Frankenstein stanno già lavorando a un programma, quello della società Neuralink di Elon Musk, per impiantare nel cervello umano un chip che ne sviluppi le capacità intellettive, ma questo non è che l’ultimo degli orrori, molti già applicati o in fase di applicazione e dei quali si è abbondantemente sentito parlare al Convegno.

    Il fatto è che abbiamo perso il senso del limite. Ha prevalso la tanto strombazzata linea ideologica giudaico-cristiana che attraverso gli innesti della tecnologia e dell’economia ci ha alla fine portato alla società che oggi stiamo vivendo in cui si ritiene che tutto ciò che conosciamo, che tutto ciò che possiamo fare dobbiamo, prima o poi, più prima che poi, farlo.

    Ma alle spalle della nostra civiltà c’è un’altra cultura molto più profonda di quella giudaico-cristiana. Ed è quella Greca. I Greci, attraverso Pitagora, Filolao e gli altri grandi matematici e pensatori, avrebbero potuto creare macchine molto simili alle nostre. Ma non lo fecero perché intuivano o piuttosto capivano che andare a manipolare e replicare la natura è pericoloso. Avevano il senso del limite. Sul frontespizio del Tempio di Delfi era scritto: “Mai niente di troppo”. E molti dei loro miti fondativi ruotano intorno a questo concetto. Parlando nei loro termini, l’ubris, vale a dire il delirio di onnipotenza dell’uomo (che è proprio ciò di cui oggi siamo preda) provoca la fzonos zeon, l’invidia dei Dei, e quindi l’inevitabile punizione (Prometeo). Nel nostro caso la punizione verrà repentina, improvvisa, “senza darci avvisaglia” come canta De André in un suo brano significativamente intitolato La Morte. Perché il nostro sistema è basato sulle crescite esponenziali che esistono in matematica ma non in natura. Noi siamo come una lucente macchina che partita a metà del XVIII secolo con la Rivoluzione scientifica e industriale ha percorso gli ultimi due secoli e mezzo a grandissima velocità, ma ora si trova davanti a un muro che non può valicare, però si ostina a dare di gas per cui prima o poi fonde (chiunque oggi parli di crescita –mi riferisco naturalmente alle classi dirigenti non al cosiddetto uomo comune- è un criminale). Naturalmente poiché questo collasso non avverrà oggi né domani ma è spostato in là nel tempo, le classi dirigenti se avessero un po’ di cultura potrebbero risponderci ironicamente con Oscar Wild “ma che cosa hanno fatto i posteri per noi?”. Ma il fatto è che alla velocità in cui stiamo andando siamo diventati i posteri di noi stessi. In un vorticoso andamento circolare siamo arrivati alle nostre spalle e ce lo stiamo mettendo nel culo da soli. In questo sistema che ho definito ‘paranoico’ noi non possiamo mai trovare un momento di equilibrio, di armonia, di pace. Raggiunto un obbiettivo dobbiamo immediatamente inseguirne un altro e un altro ancora finché “morte non ci colga”. La situazione di grande disagio esistenziale che tutti, o quasi tutti, noi avvertiamo, qualsiasi sia la classe sociale cui si appartenga, è dovuta a questo meccanismo. E quindi stress, angoscia, nevrosi, depressione, droga e ogni sorta di dipendenza per colmare questo vuoto esistenziale. Noi siamo come i levrieri, fra gli animali più stupidi della terra, con buona pace degli animalisti, che al cinodromo inseguono la lepre meccanica, ricoperta di stoffa, che per definizione non possono raggiungere. La lepre ha solo la funzione di farli correre. Se la raggiungessero il gioco, cioè il sistema, sarebbe finito.

    La grande rivoluzione che accompagna quella scientifica e industriale, è quella, ancora più determinante, della concezione del tempo. Allo statico e quieto presente basato sui ritmi circolari delle stagioni, si è sostituito il dinamico futuro che non solo contiene in sé i germi della propria autodistruzione ma è precisamente la causa del nostro malessere.

    In questo affannoso inseguimento dell’impossibile (la lepre meccanica della metafora) noi abbiamo perso la consapevolezza che il vero valore della vita non è né il denaro né il lavoro, ma il Tempo, il padrone inesorabile delle nostre esistenze. Consapevolezza che era presente nella cultura greca e nell’Europa medievale (ma esiste anche in alcune civiltà contemporanee, almeno quelle che non abbiamo distrutto a suon di civilissime bombe).

    Non si tratta di ritornare all’età delle caverne ma di recuperare alcune suggestioni delle società che ci hanno preceduto e una sapienza antica. E capire che il futuro non è davanti ma dietro di noi.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2017

    http://www.massimofini.it/articoli/il-futuro-e-alle-nostre-spalle-ma-i-grillini-non-lo-sanno

    • Z. says:

      A parte il doveroso peana per Casaleggio, trovo curioso che Fini non sappia che i Greci a macchine non stavano messi male. Ne costruirono poche, e più che altro per curiosità, perché gli schiavi costavano meno.

      Come sempre, si parte dal presupposto che la schiavitù non è così brutta, finché riguarda gli altri :-)

    • PinoMamet says:

      In realtà non credo che c’entri né il numero degli schiavi (ignoro le stime dell’età ellenistica, nell’età classica erano relativamente pochi rispetto ai numeri romani) che avrebbe impetito di impegnarsi nella meccanizzazione del lavoro, né una presunta coscienza ambientalistica o “olistica” dei Greci.

      Entrambi i pensieri erano semplicemente troppo avanzati per loro; prima di accorgersi che le macchine distruggono l’ambiente, bisogna averle utilizzate massicciamente, e prima di averle utilizzate massicciamente bisogna aver capito che non sono solo simpatiche curiosità.

      In realtà quasi l’unico ambito in cui gli antichi, dall’età ellenistica in poi, usarono macchine complesse in maniera massiccia (assai più di quanto si pensi) fu quello militare.

      • Z. says:

        Le macchine che citavo erano d’epoca ellenistica (ed erano appunto curiosità, mai costruite in gran copia, tipo l’automazione dell’apertura porte del tempio).

        A parte questo, probabilmente nessun numero di schiavi può sostituire validamente un onagro o una ballista. Ma per altre cose le braccia a buon mercato sono tanta roba :-)

        • PinoMamet says:

          Ma gli antichi non sarebbero riusciti, nemmeno volendo, a costruire macchine utili per una quantità di lavori: avevano intuito, sì, l’uso del vapore, ma la costruzione di un vero e proprio motore era ancora molto di là da venire.

          • Francesco says:

            parliamo di quanto fosse primitiva la loro metallurgia?

            :D

            PS ma Fini lo pagano un tot a cazzate o lo fa per diletto (cit. S. Stone)?

          • Z. says:

            Francè,

            mica solo Fini. Guarda Report, tra una puntata sulla giustizia con estemporaneità talmente crasse da essere incommentabili (me l’ero persa ma l’ho ripescata per colpa di MT) e un’altra in cui fa propaganda all’antivaccinismo.

            • Z. says:

              (a proposito: leggo ora che secondo il FQ la protesta contro l’antivaccinismo è sostanzialmente un gombloddho piddino. Boh, capisco che abbiano le loro direttive ma nzomm)

  13. mirkhond says:

    “Come sempre, si parte dal presupposto che la schiavitù non è così brutta, finché riguarda gli altri :-)”

    Come pensava Platone, finché non toccò a lui di finire schiavo, seppure per qualche tempo. ;)

  14. mirkhond says:

    “Ne costruirono poche, e più che altro per curiosità, perché gli schiavi costavano meno.”

    Perché invece, a partire dal ‘700, la costruzione e l’utilizzo di macchine divennero più redditizi del lavoro servile?

    • izzaldin says:

      penso che c’entri qualcosa il discorso che fa Fini sulla crescita esponenziale che esiste in matematica (e quindi in economia) ma non nella realtà.
      Non sono un matematico quindi non posso ampliare il discorso ma credo Fini intenda dire che il progresso economico e tecnologico non sia sopportabile o comunque non sia utile sul lungo periodo

    • Z. says:

      Duca,

      non solo non c’erano più ampi bacini di schiavi (in Europa) ma le miniere diventavano via via più profonde…

    • Francesco says:

      il lavoro degli schiavi era quasi sparito in Europa e la rivoluzione industriale iniziò da alcuni casi “speciali” in cui la macchina a vapore era molto più efficiente di qualsiasi alternativa

      tipo le pompe per togliere l’acqua dalle miniere, che prima erano azionate da cavalli

      inoltre solo a fine ‘700 impararono bene a fare l’acciaio

  15. Grog says:

    I levrieri nobilissimi cagnoloni veloci saranno anche stupidi ma sicuramente di miglior compagnia di un BUGIARDISTA e dire che Fini tra i BUGIARDISTI non è nemmeno il peggiore.
    Quanto Grog avrà preso il potere userà un POLITICO IMPAGLIATO per far correre i BUGIARDISTI nei BUGIARDODROMI dove correranno disperatamente per raggiungere e BACIARE IL CULO AL POLITICO IMPAGLIATO.
    Grog! Grog! Grog!

  16. Grog says:

    Avete la possibilità di giacere sessualmente o con:
    – la Rompina Boldrini;
    – la Kaiserina Merkel;
    – la Signora Rosy Bindi.
    DOVETE SCIEGLIERNE UNA E MOTIVARE
    Grog! Grog! Grog!

  17. Mario says:

    Da Thule incorrotta, un grido alto di smussata perseveranza si erge per le terre iperboree, madide di umori interstellari, entro un sole madreperlato di immacolati ghiacci.
    Che gli Dei del sangue e del suolo preservino la nostra forma razziale: di noi, europei di buon sangue, propiziandoci nell’immane, eucatastrofico, apocalittico (non integrato!) jihad di respingere le alluvioni di paria allogeni. Da ciò, Amici!, Camerati!, Compagni!, dipende l’unico fine per cui oggi val la pena gettarsi nella mischia, operando l’ultima “devotio” per Occidente: la salvezza dell’uomo bianco.

    Auguri a tutti, anche agli eschimesi!

  18. Grog says:

    Buona Pasqua a tutti SALVO CHE AI BUGIARDISTI che con soddisfazione anche se in tarda età CREPANO ANCHE LORO.
    Buona Pasqua a tutti SALVO CHE AD ALCUNI PIDDINI sperando in ravvidemento operoso dei PIDDINI VENETI.
    Buona Pasqua a tutti SALVO CHE A QUELLI CHE NON AMANO SAN MARCO.
    Buona Pasqua a tutti COMPRESE QUELLE LENZE TIRCHIE DEI GENOVESI che poi sono anche abbastanza per bene.
    Grog! Grog! Grog!

  19. Mauricius Tarvisii says:

    Buona Pasqua a tutti!

  20. roberto says:

    OT
    mentre l’orologio dell’art. 50 continua a ticchettare, theresina indice nuove elezioni….ma aveva avuto un anno per farlo, perché pensarci solo ora?
    boh….

    http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/18/news/may_elezioni_gran_bretagna-163269248/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

  21. Mario says:

    cioè Zeus ci ha pisciato in testa?

    Divertente, ma triviale.

  22. Moi says:

    @ MIRKHOND

    A ‘sto giro, a dirlo NON è il “Terrone” Pino Aprile …

    Tremonti: “Vogliono che l’Italia faccia la fine che i piemontesi hanno fatto fare alle Due Sicilie”

    http://www.vesuviolive.it/web-tv/media-video/180782-tremonti-vogliono-litalia-faccia-la-fine-piemontesi-alle-due-sicilie/

    … bensì (!) il Sondriese Giulio Tremonti !

    • Moi says:

      Anche la Retorica Ufficiale/Scolastica del “Vengono da Nord a liberarci dalla nostra stessa arretratezza !” è molto simile …

  23. mirkhond says:

    Beh, nel lontano 1954, l’allora presidente francese Mendes France, espresse timori simili per la Francia in un costituendo stato unico europeo.
    Facendo proprio il paragone con la fine delle Due Sicilie.
    Chi di spada ferisce……

  24. mirkhond says:

    Dallo stesso sito linkato da Moi, un’interessante riflessione su Garibaldi e le Due Sicilie:

    http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/42543-ecco-come-garibaldi-e-famiglia-rinnegarono-litalia-combattendo-coi-briganti/

  25. Grog says:

    Colpa di quel gran mona testa de caso de BISMARK!
    Primo erore se avese smeso di rompere i coglioni ai austriaci per ragioni di supremazia in crucconia nel 1866 il Veneto sarebbe gloriosamente rimasto con l’Impero e l’Impero esisterebbe ancora, multi lingua, multi razziale, ricco e con i Venexiani a capo della marina a darci bote da orbi a quei mona di piemontesi che con l’acqua han poca dimistichesa che si lavan ancha poco!
    I Genovesi avrebero potuto ancha mandar fan culo i tagliani per farsi gli afari propri che son bravini a farseli e prender quei sasini dei bersaglieri a canonate.
    Secondo erore del gran mona testa de caso de BISMARK và a far guera ai Galletti e ovviamente vince inescando quelo che i mona ciama “l’esprit de revanche” per due regioni europee di bastardoni mesi cruchi e mesi francesi con una cucina di merda e le case che sembra di marsapane e cià ancha il coragio di ciamarla “picola vemexia” mona de l’ostia terricoli! Doveva invece lasciar governar quel altro grandisimo testa de caso de Napoleon III che stupido come era si sarebe meso a litigar con i inglesi ciapando un saco de bote.
    Terso erore non aver rinsaldato il patto dei tre imperi e messo in mano la Russia a la finanza deyfrusarda francese.
    Quarto erore non aver ceduto Cipro alla Grecia ma a quei desgrasiati di Inglesi che sono ancora lì e sara dura per i Greciotti mandarli via insieme a quele merdacce dei turcheti!
    Grog! Grog! Grog!

    • Z. says:

      Oh, intendiamoci.

      BISMARK scritto una volta potrebbe far pensare ad una frettolosa distrazione, e la pena potrebbe essere sospesa. Potrebbe.

      BISMARK scritto due volte costituisce reato continuato (art. 81 c. 2. c.p.), e niente pena sospesa.

      Lo stesso dicasi per ciascun GHANDI, in aggiunta o in sostituzione a ciascun BISMARK, comunque combinati e disposti.

  26. Z. says:

    Di Maria Elena Boschi si è detto di tutto perché ha detto, banalmente, che molti partigiani veri – i.e., quelli che hanno combattuto nella guerra civile, non i ventenni che si tesserano all’ANPI – avrebbero votato SI (in effetti, a Bologna e a Ravenna mi risulta sia andata così).

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/04/19/news/roma_25_aprile_l_anpi_sfila_anche_quest_anno_senza_la_comunta_ebraica-163387637/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

    Anche la definizione “eredi del Gran Mufti di Gerusalemme, che si alleò con Hitler” non è esattamente lieve lieve.

    Ma dubito che l’ANPI protesterà. Mica c’è Renzi, nella comunità ebraica romana :D

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