The WEIRDEST people in the world

Weird. strano, insolito, bizzarro, inusitato, strambo

Dizionario italiano-inglese sul sito di Repubblica

Leggo questa splendida presentazione di una ricerca condotta da Joseph Henrich, Steven J. Heine e Ara Norenzayan del Dipartimento di Psicologia (ma Henrich, è interessante notare, è anche economista) dell’Università della British Columbia, a Vancouver in Canada, intitolata The weirdest people in the world?

Al di là della specifica questione della ricerca psicologica, contiene una verità assolutamente fondamentale.

Abstract:

Gli scienziati del comportamento abitualmente pubblicano ampie affermazioni sulla psicologia umana e il comportamento nelle principali riviste di tutto il mondo, basandosi su campioni prelevati interamente da società Western, Educated, Industrialized, Rich, and Democratic (WEIRD) [occidentali, industrializzate, ricche e democratiche).

I ricercatori – spesso implicitamente – partono dal presupposto che vi sia poca variazione tra le popolazioni umane, o che questi “soggetti normali” siano i rappresentante della specie, come qualsiasi altra popolazione.

Sono giustificate queste ipotesi?

Qui, la nostra recensione del database comparativo da tutte le scienze comportamentali suggerisce sia l’esistenza di una sostanziale variabilità nei risultati sperimentali in tutte le popolazioni, sia la natura particolarmente anomala dei  soggetti WEIRD rispetto al resto della specie umana – i valori fuori norma appaiono infatti frequentemente tra i soggetti WEIRD.

I campi studiati comprendono la percezione visiva, l’equità, la cooperazione, il ragionamento spaziale, la categorizzazione e l’induzione inferenziale, il ragionamento morale, gli stili di ragionamento, i concetti di sé e delle proprie motivazioni, e l’ereditarietà del quoziente intellettivo.

I risultati suggeriscono che i membri delle società WEIRD, compresi i bambini, siano tra le popolazioni meno rappresentative per poter trarre generalizzazioni sugli esseri umani. Molti di questi risultati riguardano campi associati agli aspetti fondamentali della psicologia, della motivazione, e del comportamento – quindi, non ci sono evidenti motivi aprioristici per sostenere che un fenomeno comportamentale particolare sia universale sulla base del campionamento di un’unica sottopopolazione.

Nel complesso, questi modelli empirici suggeriscono che abbiamo bisogno di essere meno superficiali nell’affrontare le domande riguardanti la natura umana sulla base dei dati ricavati da questa fetta particolarmente sottile e piuttosto insolita  di umanità.

Chiudiamo proponendo modi per strutturalmente riorganizzare le scienze comportamentali per affrontare al meglio queste sfide.

spazio-autoSpazio pedonale, spazio automobilistico in una qualunque città Weird

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310 Responses to The WEIRDEST people in the world

  1. Cordoglio

    Ti rcordi il Nesti,
    sì, quello che mi doveva venticinquemila lire da Natale.
    O non l’hanno arrotàto.

    Federico Maria Sardelli, circa 1995.

  2. roberto says:

    ” ricercatori […] partono dal presupposto che vi sia poca variazione tra le popolazioni umane, o che questi “soggetti normali” siano i rappresentante della specie, come qualsiasi altra popolazione.
    Sono giustificate queste ipotesi?”

    no.

    fine della ricerca, risparmiatevi il finanziamento di 100.000 dollari

    (bella l’immagine)

    • Per roberto

      “fine della ricerca, risparmiatevi il finanziamento di 100.000 dollari”

      Direi l’esatto contrario.

      Visto che praticamente tutti gli studi nel campo della psicologia comportamentale si basano su gente Weird, paghiamo questo studio 200.000 dollari e risparmiamoci i 200.000.000 spesi per gli altri studi.

      • roberto says:

        non sono sicuro di sapere cosa sia la psicologia comportamentale, ma *se* si basa sul presupposto che i WEIRD siano “i rappresentanti della specie”, beh mi sembra più interessante finanziare la psicostoriografia (e mandare gli psicologi comportamentali a sentire una lezione di marketing)

        • “non sono sicuro di sapere cosa sia la psicologia comportamentale, ma *se* si basa sul presupposto che i WEIRD siano “i rappresentanti della specie””

          “Abbiamo preso cento studenti del primo anno di psicologia dell’University di Chickenpool e abbiamo promesso cinque dollari a quello che ci avesse portato più foto di famosi giocatori di basket.

          Invece, abbiamo premiato il vincitore con una bottiglia di Coca Cola e gli abbiamo chiesto cosa pensava della sostituzione. Lui diceva di essere rimasto deluso, perché una bottiglia di Coca Cola costa meno di cinque dollari.

          Da ciò che si deduce che l’Essere Umano vuol essere premiato al proprio valore di mercato e quindi gli Stati Uniti, nel loro programma Un Miliardo di Dollari per le Donne Kikuyu, applicherà i risultati della ricerca sul campo in Kenya, se necessario rafforzando l’operato delle NGO con lancio di missili dalla vicina base militare”.

          Siamo lontani dalla fuffa freudiana, peraltro.

          • roberto says:

            “Da ciò che si deduce che l’Essere Umano vuol essere premiato al proprio valore di mercato”

            ma dai, seriamente deduci questo?
            io ne deduco che all’Essere Umano non piacciono quelli che non rispettano la loro parola….

            fuffissima non fuffa

  3. Per gli anglofoni, un articolo molto interessante sul rapporto tra economia, “homo economicus”, incentivi e punizioni di Lynn Stout:

    http://evonomics.com/how-economists-killed-your-conscience/

    • izzaldin says:

      molto interessante.
      sono sicuro che l’autrice dell’articolo si riferisca alle recenti teorie di Cass Sunstein, psicologo comportamentale e collaboratore dell’amministrazione Obama, che parla dei ‘nudge’, delle piccole spintarelle che aiutano il prossimo a ‘vivere meglio’, cioè che aiutano le grandi aziende a guadagnare nuovi consumatori, se vogliamo togliere il velo di umanitarismo..

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      Dallo stesso blog, la più efficace confutazione dell’idea di estendere l’Oltrarno oltre ai confini, appunto, dell’Oltrarno :-)

      http://evonomics.com/the-pipe-dream-of-anarcho-populism/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “, la più efficace confutazione dell’idea di estendere l’Oltrarno”

        Certo, fossero tutti così facili da confutare…

        1) l’autore usa il classico trucco del “tutto o niente”: per lui, i burocrati devono continuare a vietarti anche di buttare i rifiuti in un giardino o fare una cena con gli amici in piazza, perché l’alternativa sono “un milione di società in guerra tra di loro”

        2) il classico trucco della “libera scelta”: cioè “noi”, seduti sui nostri divani, dovremmo scegliere se preferiamo il mondo A oppure il mondo B, come se i mondi non si imponessero da soli

        3) l’astoricità – la forza dello stato dipende dall’energia che riesce ad assorbire e distribuire. Fuori dalla bolla energetica, dovrà rinunciare al controllo totale su ogni esistenza, per semplice mancanza di risorse: è un fatto che constatiamo ogni giorno, anche se per ora sostanzialmente sotto forma di divieto di fare qualunque cosa che lo stato non è più in grado di fare.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          1) L’autore, IMHO, si limita a ricordare che le uniche entità non statali funzionanti finora sono quelle con numero di componenti inferiore al numero di Dunbar
          https://it.wikipedia.org/wiki/Numero_di_Dunbar . (Se poi avesse visto certe assemblee di condominio, aggiungo io, quel numero lo avrebbe diviso almeno per dieci :-) )

          2) Noi non scegliamo la società in cui ci tocca vivere, ma il modello che riteniamo valido per questa società. Ritenere possibile un Oltrarno con centomila di abitanti è illusorio.

          3) A parità di energia, dipende da come l’energia si distribuisce. Scimmiottando la terminologia di Béjan J. Appl. Phys. 113, 151301 (2013), direi che tanto minori sono gli ostacoli alla ridistribuzione dell’energia prodotta nell’unità di tempo minori gli ostacoli alla civile convivenza. Superato il numero di Dunbar, l’ottimizzazione del trasporto di energia richiede una società gerarchica. Un’infinità di tanti piccoli Oltrarno sarebbe la ‘fitna’, il caos.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “L’autore, IMHO, si limita a ricordare che le uniche entità non statali funzionanti finora sono quelle con numero di componenti inferiore al numero di Dunbar”

            Ovviamente, ma è una mentalità da aut/aut che finisce per prendersela con un bersaglio falso.

            Oggi lo Stato finisce soltanto dove iniziano i pensieri intimi e impotenti delle persone (con qualche eccezione).

            Basta rovesciare il concetto: lo Stato inizia dove finisce la capacità delle comunità di fare da sé.

            Un quartiere o un villaggio può organizzare da sé un proprio corpo di vigili del fuoco? Sì, e la Germania lo dimostra.

            Un quartiere o un villaggio può organizzare da sé un reparto oncologico di qualità di un ospedale? No. Lì ci vuole un ente strutturato diversamente, anche se pure quell’ente potrebbe cercare di dare spazio alla partecipazione dei pazienti e dei parenti su tanti temi.

            • Sempre per ADV

              Un ultimo punto: trovo curiosa l’idea che la sopravvivenza senza lo Stato totalizzante e impersonale sia impossibile.

              Per 99.800 anni circa, la specie umana è stata senza Stato, ed è sopravvissuta.

              Da circa 200 anni esiste lo Stato, e per la prima volta esiste un serio rischio di estinzione per la specie umana.

              Non vuol dire che sia colpo dello Stato; ma ci aiuta a separare almeno le due questioni.

            • Francesco says:

              >> Un quartiere o un villaggio può organizzare da sé un proprio corpo di vigili del fuoco? Sì, e la Germania lo dimostra.

              questo è il MM anglosassone che amo: pragmatismo vs dogmatismo

              se ti mostro un oggetto più pesante dell’aria che vola, la questione è chiusa. ah, toh, un gabbiano

              :D

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              La specie umana è in pericolo perché ha superato i sette miliardi di abitanti.

              Se si salverà lo dovrà anche alla politica Cinese del figlio unico, che è la massima realizzazione dello Stato.

              Quanto agli ospedali: il mio più caro amico lavora in direzione sanitaria in un grande ospedale della mia città. Lo so io quanto si lamenta degli sprechi causati al Servizio Sanitario Nazionale dall’enorme numero di ospedali piccoli e piccolissimi che ciascuna piccola comunità si vuol tenere stretta, invece di lasciare fasciature e simili ai Pronto Soccorso locali e concentrare chirurgia e casi gravi in pochi centri ben attrezzati.

              Poi, ovviamente, de minimis non curat praetor. E’ cretino che lo Stato (o il Comune, se è per questo) si occupi di dove giocano i bimbi, una volta che ha garantito che tutti possano accedere ad almeno un campo attrezzato come si vede. Il proliferare di leggi e regolamenti non è lo Stato, ma la sua morte per soffocamento.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Se si salverà lo dovrà anche alla politica Cinese del figlio unico, che è la massima realizzazione dello Stato.”

              Ahem, temo che lo Stato Cinese, a suo tempo, si sia dimenticato di fornire un badante a testa ai due genitori del Figlio Unico.

              Per quanto riguarda la salute, è ovvio che i casi estremi dovrebbero essere trattati in pochi centri specializzati.

              Ma i costi della salute pubblica si devono a ben altro (un po’ di sano Benaltrismo ci vuole). Da una parte, i costi dei farmaci e l’idea che se ti laurei in medicina hai il diritto alla villa al mare e in montagna e pure alle Seychelles; dall’altra i costi dei malati immaginari – personalmente, l’ultima volta che ho disturbato un medio è stato per fargli una domanda di un quarto d’ora quattro anni fa, la volta precedente è stata oltre vent’anni fa.

              Adesso stiamo organizzando un corso (gratuito) sulla postura: le posture sbagliate, il modo sbagliato di camminare, consuma milioni di ore di medici che incontrano ultra-quarantenni con acciacchi e dolori vari.

              E questo corso, lo facciamo qui, dove la gente abita, senza obbligarli a spostarsi all’altro capo della città.

              Se la nostra comunità locale riuscirà così a far risparmiare – poniamo – 100.000 euro all’erario, non risulterà da nessuna parte.

              Per quanto riguarda il “de minimis”,

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              “badante”

              Adesso infatti in Cina le maglie si sono un poco allentate. Ma la crescita demografica Cinese in percentuale è niente rispetto a quella dell’Africa subsahariana, e gli effetti si vedono. Ci fosse stato Mao in Ruanda avremmo verosimilmente avuto un genocidio di meno, almeno stando alla polemologia di Bouthul che considera guerre e genocidi come ‘infanticidi differiti’.

              “costi”

              Un terzo del deficit de Servizio Sanitario Nazionale è concentrato nella Regione Lazio, ed è esploso per le convezioni con le cliniche private sotto la giunta Polverini (negli stessi anni, il ministro Storace, camerata della medesima Polverini, faceva acquistare milioni di inutili vaccini per l’influenza aviaria)

              “postura”

              Splendido. La poca prevenzione di massa (stante anche i crescenti costi del Servizio Sanitario Nazionale, v. sopra) è uno dei motivi per cui la vita media degli Italiani, ancorchè sempre ai vertici delle classifiche mondiali, ha subito di recente un lieve declino.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “ed è esploso per le convezioni con le cliniche private sotto la giunta Polverini”

              interessante. E mi sembra confermi ciò che ho detto. In particolare, l’acquisto dei vaccini inutili.

              Conservare un piccolo centro medico in un quartiere, non spendere in vaccini inutili.

              E chiedere magari ai frequentatori consigli su come risparmiare: la vecchietta che nota la finestra aperta mentre il riscaldamento è acceso a manetta.

            • Per ADV

              ” La poca prevenzione di massa (stante anche i crescenti costi del Servizio Sanitario Nazionale, v. sopra) è uno dei motivi per cui la vita media degli Italiani, ancorchè sempre ai vertici delle classifiche mondiali, ha subito di recente un lieve declino.”

              Però i regolamenti che tu santifichi, stabiliscono che non dare uno spazio a un privato che paga, costituisce un “danno erariale”. Mentre non si conta proprio quanto la prevenzione, ad esempio, fa risparmiare.

              Il funzionario che concede uno spazio pubblico gratuitamente a un corso sulla postura, negandola a pagamento a una mostra sulla moda, rischia il processo.

              Ed è anche giusto, perché si parte dall’idea che il funzionario, che ha tutto in mano, non fa entrare soldi allo Stato.

              Se si partisse invece dal presupposto che lo spazio è della comunità, che la comunità sa meglio dello Stato o del Privante cosa le serve, e che lo Stato ci deve mettere bocca solo quando si tratta di cose troppo complicate o troppo costose… Ecco che lo Stato non butterebbe soldi, il funzionario si risparmierebbe i processi e il luogo avrebbe una funzione davvero utile.

            • Francesco says:

              Andrea,

              sei sicuro dei dati sul Deficit sanitario? è un pò di tempo che i fasci hanno dovuto togliere il disturbo lì a Roma e in Lazio, l’andazzo è rimasto uguale?

              Sulla vita media italica, se il dato è vero, ci sarebbe moltissimo da capire e un sacco di tafazzismo da ritrattare

              Ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              “piccolo”

              Il piccolo centro di quartiere non ti opera un cancro al cervello e non ti garantisce una vaccinazione di massa se non a costi folli.

              Entrambe le cose richiedono una forte organizzazione centralizzata (imparo dal mio amico della direzione sanitaria). Al più, il piccolo centro di quartiere ti mette una fasciatura e ti riduce una lussatura, evitandoti di intasare i reparti di Pronto Soccorso.

              “santifichi”

              I regolamenti che tutto il mondo “santifica”, come dici tu, prevedono – oggi, e in Italia – che il funzionario debba far risparmiare allo Stato fino all’ultimo copeco perché abbiamo lo spaventoso debito pubblico che tutti sanno.

              E’ lo stesso motivo che ha portato alle sciagurate privatizzazioni dei servizi pubblici e all’universale adozione del principio del massimo ribasso negli appalti: fare cassa.

              Il che equivale a pretendere di trasportare l’acqua in un colapasta dopo averla fatta bollire: uno spreco.

              Prima, bisogna togliere i buchi, cioè la folla evasione fiscale degli autonomi che assomma a centinaia di miliardi l’anno.

              Poi, nel caso, si può anche pensare di togliere qualche regolamento di troppo.

              Il nemico non è il funzionario o il vigile urbano, che è un dipendente a reddito fisso e con la trattenuta sullo stipendio tutti i mesi.

              Il nemico è il macellaio nullatenente per l’ISEE che non paga l’asilo nido per i figli ma che ce li porta ogni mattina in Mercedes.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “I regolamenti che tutto il mondo “santifica”, come dici tu, prevedono – oggi, e in Italia – che il funzionario debba far risparmiare allo Stato fino all’ultimo copeco perché abbiamo lo spaventoso debito pubblico che tutti sanno.”

              No, lo spreco c’è ed è continuo ed enorme. Che si tratti del riscaldamento acceso giorno e notte in un locale abbandonato, o del megaprogetto TAV.

              Il problema (ripeto, ma non sembra che mi ascolti molto :-) ) è che se io:

              – prendo uno spazio pubblico gratuitamente per fare corsi per la postura che fanno risparmiare soldi all’ASL, integrare mamme straniere che altrimenti dovrebbero essere seguite da cooperative pagate dallo Stato, raccogliamo e buttiamo da noi la spazzatura, accogliamo centinaia di bambini facendo risparmiare costi di doposcuola, bene NON porto soldi allo Stato

              se io invece

              – organizza nello stesso spazio il Fashion Blogger Event e pago al Comune 500 euro, contribuisco all’erario pubblico.

              Bene, il funzionario del Comune che rifiuta i 500 euro e dice, “no quell’area è già occupata” rischia pesantemente. E meno lungaggini nei controlli ci sono, più rischia.

              E questo perché la legge ritiene di valore zero il punto di vista di chi vive attorno a quello spazio.

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              Mi baso su quanto riferitomi dall’amico in questione. Non è questione di schieramento politico quanto di ideologia.

              La spesa sanitaria cresce all’aumentare della vita media, com’è ovvio che sia (con gli acciacchi aumentano le prescrizioni di esami diagnostici ecc.).

              Al solito, quindi, c’è una fortissima spesa per interessi che matura col tempo. Su questa la dissennata gestione di alcuni anni di alcune Regioni (come il Lazio che ti dicevo o la Campania dello ‘scandalo delle forcelle’ e dei reparti di assenteisti) ha uno sciagurato effetto moltiplicatore.

              In più c’è il lievitare dei costi per le polizze assicurative contro le cause per danni intentate dai parenti dei pazienti deceduti: oggi il medico che fa i soldi non è più tanto il dentista, che soffre la concorrenza dell’Est, quanto il medico legale che fa le perizie per le cause pro o contro gli ospedali e le relative assicurazioni.

              Lo stesso sistema basato sulle convenzioni col privato, come in Lombardia – e come adesso vuole importare Toti in Liguria – si regge perché si tagliano le prestazioni: certe operazioni chirurgiche a fine anno le cliniche private non le fanno perché si sono esauriti i corrispondenti fondi regionali per l’anno fiscale in corso, e i pazienti sono allora dirottati sul pubblico.

              I soldi per i vaccini, che sono milioni e milioni di dosi e dunque costano miliardi, quelli per l’assistenza ai lungodegenti e quelli dei Pronto Soccorso vengono di solito lasciati sulla groppa delle famiglie o dello Stato.

              In Liguria l’esempio è il Gaslini, centro pediatrico di eccellenza internazionale ma ‘colosso coi piedi d’argilla’ perché dipendente dai finanziamenti della regione più anziana d’Europa: le famiglie dei piccoli ricoverati dormono o in alberghi che ci lucrano o presso i pochi appartamenti messi a disposizione dalla carità privata.

              Tutto il contrario avviene per i trapianti, che numericamente sono pochi ma dal ritorno mediatico altissimo (nessun politico taglierebbe mai un centro trapianti, e in effetti qui la Lombardia è all’eccellenza).

              Che ci rimette, salvo iniziative educative su alcune patologie (l’alcoolismo) sponsorizzate dallo Stato o dalle Regioni (a Genova gli ultracinquantenni hanno lo screening gratuito delle feci per la prevenzione dei tumori intestinali) è la prevenzione. Una cosa come i vecchi consorzi antitubercolari della mia infanzia, felice eredità della sanità pubblica, oggi sarebbero impossibili perché non privatizzabili e nemmeno riconducibili alla logica gestionale per cui l’Unità Sanitaria Locale è diventata l’Azienda Sanitaria Locale. La prevenzione è difficile da mettere a bilancio per l’anno fiscale. La stessa abolizione della visita di leva ha dato un colpo grave alla prevenzione andrologica, con aggravamento delle patologie a rischio di impotenza.

              Questo spiega, secondo il mio amico, per quale motivo pur in presenza di una dieta mediterranea che ci garantisce i posti alti della classifica della vita media, questa sia leggermente diminuita negli ultimi anni, e soprattutto perché sia leggermente diminuita (fatto più grave) la percentuale degli ultraottantacinquenni completamente autosufficienti.

              E’ molto importante che siano stati aggiornati i Livelli Essenziali di Asisstenza (LEA), aggiornamento normativo richiesto da anni per poter ricalibrare l’offerta sanitaria (notare la neolingua da economisti!). Ma in un contesto di privatizzazione strisciante rischia di essere un libro dei sogni.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              “questo punto”

              No, no, credo di averti capito bene, sono forse io che non mi sono spiegato :-)

              Il punto è che OGGI IN ITALIA (non ovunque nel mondo, in Svizzera e in Germania non è così e certamente in Polonia non era così fino a pochi anni fa) il funzionario pubblico deve sempre e comunque privilegiare l’impiego del bene pubblico per il quale l’Ente Pubblico intasca contanti da mettere a bilancio entro la fine dell’anno fiscale.

              Siamo arrivati al punto che lo stesso Comune di Firenze (lo so per certo) deve comunicare all’Erario ogni anno quanti soldi prevede di intascare l’anno prossimo…. dalle multe inflitte agli automobilisti!

              In questo contesto è chiaro che meno Stato c’è meglio è per il cittadino (specialmente per l’automobilista :-) ).

              Ma questo vuol dire che lo Stato non è necessario? No, vuol dire solo che va cambiato il criterio in base al quale lo Stato Italiano agisce oggi. Cambiamento che richiede preliminarmente un inizio di risanamento del bilancio pubblico, il che a sua volta richiede un ricupero dell’evasione ecc. ecc.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Cambiamento che richiede preliminarmente un inizio di risanamento del bilancio pubblico”

              Te lo risano io, il bilancio :-)

              Che lo Stato inizi a spendere di meno.

              Io potrei scendere qui per strada e in un paio d’ore, se lo Stato agisse in base alle mie segnalazioni, potrei far risparmiare più soldi di quelli che lo Stato mi chiede in tasse tutto l’anno.

              E sarebbe interessante, se lo facessero tutti.

            • per ADV

              “Cambiamento che richiede preliminarmente un inizio di risanamento del bilancio pubblico”

              Comunque stai dicendo che i cittadini che devono pagare tutto, potranno avere qualche voce in capitolo su ciò che i funzionari gestiscono unicamente dopo che sarà stato risanato il bilancio pubblico e sarà stato stanato l’ultimo macellaio in Mercedes.

              Dopo gli abitanti del quartiere potranno sperare di festeggiare i compleanni dei bambini nello spazio di cui parlavo, senza costare nulla allo Stato.

            • Francesco says:

              1) il recupero dell’evasione, se fatto prima del controllo della quantità e qualità della spesa pubblica, è un crimine – oltre che un’utopia, non vedo come raccogliere acqua con un secchio bucato.

              2) Miguel ha ragione ma non si rende conto dei rischi e delle responsabilità che il Comune deve assumersi. le sue stesse accuse alle cooperative di CL mostrano quanto poco “dimostrabile” sia il contributo al bene comune di chi non è sul mercato – prevenzione e risparmi compresi

              3) mica per niente fare politica è difficile, non certo roba per psicolabili grillini. e ben poco sindacabile dai magistrati e dalla lettera della legge

              saluti

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              “te lo risano io”

              Sfondi una porta aperta: parli a un Genovese. Credo che il peggior errore di Renzi sia stato quello di aver giubilato la spending review.

              “stai dicendo”

              Quando scrivevo ‘richiede preliminarmente’ intendevo ovviamente in senso logico, non cronologico. Il guaio è che una vera lotta all’evasione fiscale non è in programma di alcun partito (grillini inclusi), perché fa perdere troppi voti.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Andrea

              se rileggi il tuo punto 2, capirai il perchè del punto 1

              gli italiani vogliono meno tasse (per sè) e più spesa pubblica (per sè).

              e se gli fai notare la contraddizione, ti dicono che basta uscire dall’Europa e non ci sarà problema!

              capisci perchè cerco una vergine da sacrificare per evocare la Troika? solo che non se ne trovano!

              :(

            • Per Francesco

              “gli italiani vogliono meno tasse (per sè) e più spesa pubblica (per sè).”

              Non so gli altri, personalmente tendo sempre a pensare come lo Stato potrebbe spendere di meno: è diventato un istinto.

            • Z. says:

              Francesco,

              — il recupero dell’evasione, se fatto prima del controllo della quantità e qualità della spesa pubblica, è un crimine – oltre che un’utopia, non vedo come raccogliere acqua con un secchio bucato. —

              Bim bum bam benaltrismo. Un po’ come dire che è “un crimine” arrestare uno spacciatore se è difficile trovare lavoro…

              Uno Stato che non recupera l’evasione fiscale è per definizione corrotto, e il resto sono scuse per non pagare :)

              Come vengono spesi i soldini recuperati, naturalmente, cambia da Paese a Paese, e certamente contribuisce molto a definire il Paese in questione.

            • PinoMamet says:

              Non ho seguito la discussione perché non è il mio genere.

              Ma “evasione fiscale” non vuol dire niente.

              Zi’ Giovanni che evade 1000 euro perché non ci sta dentro è radicalmente diverso Briatoroni che ne evade 2 milioni, e il trattamento dovrebbe essere diverso:

              “Zi’ Giovanni, ok fa lo stesso, Briatoroni, dacci tutto e anche subito”.

              Purtroppo lo Stato fa il contrario, che già è brutto, se poi interviene anche qualcuno a dire che “invece è la stessa cosa, è sempre evasione, è un furto ecc. ecc.”, peggio me sento.

            • Per Pino Mamet

              “Ma “evasione fiscale” non vuol dire niente.”

              E’ un argomento che riguarda poco i traduttori, visto che le ditte ci tengono sempre a ricevere le nostre fatture :-)

              Detto questo, non mi sembra una discussione molto sensata, se non si prendono in considerazione alcuni element fondamentali:

              1) la tendenza di ogni burocrazia (anche privata) ad espandersi all’infinito (ripassare le leggi di Parkinson)

              2) l’utilizzo del denaro come unico ed esclusivo metro di misura di qualunque cosa, e quindi la necessità di spendere in ogni occasione

              3) il fatto che se metti un funzionario per otto ore al giorno dietro una scrivania, non può che produrre cento regolamenti all’anno; ne metti mille, e producono centomila all’anno

              4) la sciagurata decisione di spendere in grandi opere inutili e imposte, in spese militari, in cultura e quant’altro

              5) l’impossibilità che questo apparato ascolti chi si trova sul posto: immaginate la vecchietta all’ospedale che si lamenta perché c’è il riscaldamento a manetta e la finestra aperte – ma se si taglia la spesa sul riscaldamento, il ministero poi risparmierà sui soldi per quell’ospedale non ci saranno nemmeno gli anestetici. E poi comunque la vecchietta non è stata nominata con un concorso né eletta, che vuole? Dicono che un rubinetto che perde una goccia ogni secondo, finisce per consumare migliaia di litri; e tutta l’Italia è così, ma chi vede la goccia, non ha diritto di azione (può chiacchierare quanto vuole, ma non conta).

              6) la dissoluzione dello Stato Nazione e la fine della sua base fiscale.

              Poi, certo, ci si può applicare a Ben Altro, tipo il macellaio con la Mercedes (personalmente non ne conosco, ma mi fido che esistono). Che se è come viene descritto deve essere molto antipatico, e mi farebbe piacere se con i soldi che gli si spillano, si potessero riparare tre delle buche nella strada che il Comune ha sbucaltato senza che nessuno gli chiedesse di farlo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Chi decide chi sono gli evasori buoni e quelli cattivi? L’associazione dei bottegai del paese? Il televoto? Un’estrazione a sorte?

            • Per MT

              “Chi decide chi sono gli evasori buoni e quelli cattivi?”

              Direi che i primi sono quelli che non sono riusciti a legalizzare l’evasione. Sia perché la contabilità è relativamente semplice, sia perché non hanno venti sedi all’estero e il migliore studio di commercialista d’italia per cavarsela.

              Insomma, è facile dimostrare che il Macellaio con Mercedes non rilasciava scontrini, o dichiarava un reddito di 2000 euro al mese mentre si comprava la casa da 1.000.000 di euro.

              Molto più difficile dimostrare che la ditta panamense che esercita legalmente i propri affari esclusivamente a Taiwan, e che si avvale della clausola che favorisce nuovi investimenti in India, sia davvero quella che ha comprato mezza Sardegna e appartenga proprio a un nullatenente di nome Briatore, portando Posti di Lavoro (tre lapdancer ucraine, dieci puliscitavoli singalesi e due trentenne sarde laureate in architettura che fanno un progetto che però è pagato dalla Regione).

            • Z. says:

              Pino,

              — Ma “evasione fiscale” non vuol dire niente. —

              Scusa Pino, ma è come dire che non vuole dire niente “omicidio”, “rapina”, “furto” o “parcheggiare in divieto di sosta”. Caso mai possiamo dire che “furto” può significare cose differenti tra loro, ecco :)

              — Zi’ Giovanni che evade 1000 euro perché non ci sta dentro è radicalmente diverso [da] Briatoroni che ne evade 2 milioni, e il trattamento dovrebbe essere diverso —

              Certo, e infatti lo è. Caso mai si potrebbe discutere se nei fatti lo è abbastanza, se dovrebbe esserlo di più, se i Briatoroni sono perseguiti a sufficienza e se certe misure volute dal governo Renzi sono buone idee (o, come la vedo io, pessime).

            • Z. says:

              Miguel,

              — Direi che i primi sono quelli che non sono riusciti a legalizzare l’evasione. —

              Che è esattamente come dire – sempre benaltristicamente – che gli assassini buoni sono quelli che non sono riusciti a legalizzare l’omicidio.

              Come a dire, esistono le guerre, i làggher, le camere a gas, le esecuzioni mirate di palestinesi e le multinazionali cattive che fanno morire di fame la gente: mica vorremo fare tanto i “moralisti” se il mio vicino di casa vuole uccidere quello che sta al piano sopra al suo…

            • Per Z

              “Come a dire, esistono le guerre, i làggher”

              Non mi sono spiegato bene.

              Intendevo che molti italiani (non io) ritengono “evasore buono” quello che non ha vie di fuga; “cattivo” quello che risparmia somme incommensurabilmente maggiori, ma riesce a sfuggire perché agisce più o meno entro la legalità.

              Sono questioni che non mi riguardano personalmente e su cui non mi schiero; e forse costituiscono comunque benaltrismi per non porsi il problema della spesa di Stato.

              Il che non vuol dire che il Macellaio con Mercedes sia una brava persona, figuriamoci.

            • Z. says:

              Miguel,

              — il fatto che se metti un funzionario per otto ore al giorno dietro una scrivania, non può che produrre cento regolamenti all’anno —

              Ehm, Miguel… c’è un funzionario che abita a casa tua che probabilmente le passe otto ore al giorno (forse anche di più) dietro la sua scrivania. A volte a scuola, a volte a casa, ma sempre lavoro è, e sempre scrivania è.

              Quanti regolamenti ha prodotto, a spanne, durante l’ultimo anno solare? :)

            • Per Z

              “Ehm, Miguel… c’è un funzionario che abita a casa tua che probabilmente le passe otto ore al giorno ”

              Credo che tu sia caduto nell’errore segnalato da Wikipedia proprio sotto la voce “funzionario”:

              “Va aggiunto che nel linguaggio corrente si tende usare impropriamente il termine funzionario per riferirsi alla generalità dei dipendenti pubblici.”

              La non funzionaria in questione, comunque, per circa un terzo del suo tempo lavorativo, lavora.

              Per un altro terzo del suo tempo, produce “carta” (virtuale) assolutamente inutile, ma obbligatoria.

              Un ultimo terzo del suo tempo è dedicato a ricevere istruzioni dall’alto che la obbligano a rendere inutile tutto ciò che ha fatto durante il terzo del suo tempo in cui lavorava.

            • PinoMamet says:

              “Scusa Pino, ma è come dire che non vuole dire niente “omicidio”, “rapina”, “furto” o “parcheggiare in divieto di sosta”.”

              Infatti è vero.

            • Z. says:

              Pino,

              ottimo, infatti niente significa niente, non sappiamo dove andiamo e chi siamo e quanti siamo (un fiorino!)…

              Però, che vuoi farci, a me piace conversare con voi, quindi tutto quanto sopra non mi impedisce di farlo… e del resto nemmeno a voi ;)

            • Z. says:

              Miguel,

              — Credo che tu sia caduto nell’errore segnalato da Wikipedia proprio sotto la voce “funzionario —

              Miguel, devi avere proprio una pessima opinione di me :(

              Un’insegnante è un funzionario perché esercita una funzione pubblica, esprimendo la volontà dell’amministrazione. Un bidello non lo è. Un commesso di segreteria neppure. Lo è il preside e lo è il DSGA.

              A parte questo, secondo te, quanti “regolamenti” scrive un funzionario del fisco della tua provincia? Certo, direttore provinciale “regola” il personale, nel senso che stila gli ordini di servizio, ma gli altri dipendenti – centinaia, ad occhio – quanti “regolamenti” scrivono?

              — Sono questioni che non mi riguardano personalmente e su cui non mi schiero; e forse costituiscono comunque benaltrismi per non porsi il problema della spesa di Stato. —

              Direi che è proprio l’esatto contrario, e non è questione di schierarsi. Le critiche al modo in cui il governo spende il denaro pubblico mi sembrano puro benaltrismo per giustificare l’evasione fiscale. Una tesi curiosa secondo cui l’evasore medio evaderebbe non per convinzione di farla franca, ma per ideologia :D

              Oh, per carità, una giustificazione per evadere la si trova sempre. Come per qualsiasi altra cosa, del resto, nessuna esclusa. Basta avere carta, penna e un po’ di fantasia al potere :)

            • Z. says:

              Intendiamoci, non voglio dire che il modo in cui un governo spende il denaro pubblico non sia importante, eccome se lo è.

              Però, l’idea che solo una cosa sia importante e il resto serva a nascondere quella cosa è meglio lasciarla ai furbetti e – peggio ancora – ai fanatici.

  4. Grog says:

    Soliti superficiali con complesso di superiorità sti anglosassoni della malora!
    Anche tu MIGUEL fa attenzione che rischi il declassamento
    da CIVILE MESSICANO DEPOTENZIATO
    a SPORCO ANGLOSASSONE BEVITORE DI THE
    Ebbene il pegggio del peggio non é il ( Weird. strano, insolito, bizzarro, inusitato, strambo ) ma
    IL PIDDIOTES FLORENTINUM(1)
    che va ucciso a bastonate, discriminato, castrato e chi più ne ha più ne metta(2)
    Grog! Grog! Grog!
    (1) genere neutro, il PIDDIOTES FLORENTINUM non è un essere umano
    (2) individuarli da piccoli sarebbe meglio, li si potrebbe vendere ai pedofili olandesi e belgi

    • Z. says:

      Pensa un incrocio tra me e Miguel.

      Miguel è un anglomessicano fiorentino che beve tè.

      Io sono un bolognese piddino che beve caffè.

      Zanardo Martinez sarebbe anglomessicano fiorentino, juventino e bevitore di tè. Ah, e piddino naturalmente (area Orlando).

      Paura eh? :P

  5. Per Grog

    E adesso goditi la musica di questo titolo, che si riferisce a un piccolo fatto di cronaca fiorentina:

    Colpo nella notte al Muraglione, aggressione con il piccone

    http://www.nove.firenze.it/colpo-nella-notte-al-muraglione-aggressione-con-il-piccone.htm

  6. Grog says:

    E’ sbagliato rubar le sigarette con il piccone e ancora di più menare il tabaccaio!
    Fatica sprecata e soprattuttto grave reato per USO IMPROPRIO DI PICCONE perchè tutti ormai sanno che il piccone va usato in modo adeguato.
    COL PICCONE SI ROMPE IL TESTONE DEL PIDDIOTONE E NON IL MURAGLIONE
    metti poi che trovassero un
    TABACCAIO SERIO CON DOPPIETTA E PALLA SLUG DA GINGHIALE
    e allora si che erano cazzi loro!
    Io i carabinieri non li capisco perché in casi simili dovrebbero aprire il fuoco con gli M12 e stecchire i malviventi invece stecchiscono solo ragazzini in motorino preferibilmente campani ma va a capire!
    Che i ragazzini in motorino spernacchino i caramba e gli scopino mogli e figlie?!
    Trattandosi di simpatici e scalmanati moretti terroni e carini non ci sarebbe da stupirsi!
    Il caramba che spara al ragazzino in motorino non è sicuramente veneto perché un veneto si ripeterebbe sottovoce.
    “porta pasiensa benedeto che poi se lo ciapi devi anchora compilar il raporto e vai a casa ancor più tardi osteria e no te paga nemen lo straordinario e quela troieta de la nineta se fa montar dal vicino mentre tu mona scrivi il raporto su la tastiera con due dita!”
    Grog! Grog! Grog!

  7. izzaldin says:

    d’accordissimo con la definizione di WEIRD. lo stesso si può applicare con il concetto, molto in voga nei paesi anglosassoni, di IQ, quoziente di intelligenza.
    il quoziente di intelligenza viene calcolato su parametri per l’appunto WEIRD, per cui è ovvio che un Kikuyu (per usare l’esempio di Miguel) avrà un punteggio più basso del figlio di un professore universitario WEIRD, e molti ne traggono conclusioni sull’intelligenza di interi popoli.
    forse l’unica cosa che leverei da WEIRD è la W di white, ormai il ceto globale occidentalizzato delle capitali europee non è più esclusivamente bianco, anzi i ‘bianchi’ sono sempre di meno in percentuale.
    la stessa espressione ‘bianco’ è un lascito del dominio culturale americano e secondo me non si può calare paro paro sulla realtà europea e soprattutto italiana

    • Grog says:

      Hai ragione Izzaldin!
      In italia i BONGHI non sono STATI MAI DISCRIMINATI (ah ah ah) semmai le BONGHE CARINE in Somalia ed Eritrea se non potevano essere legalmente sposate, già lo stato pre fascista storceva il nasino puzzolente, potevano essere DICHIARATE MADAME ED ASSURGERE AL MADAMATO ovvero comprate dalle famiglie e tenute in casa come mogli!
      Il mio povero Papà che era persona per bene a MASSAUA teneva in casa una simpatica BONGA per i lavori domestici senza USARLA COME MOGLIE e di questo dovette dare spiegazione alla famiglia della BONGA che un pochino FECE FINTA DI RISENTIRSI ma allla prova dei fatti adottò il mio vecchio come uno di famiglia NASCONDENDOLO AGLI INGLESI e trovandogli un passaggio per lo YEMEN su una barca da pesca. (1)
      Grog! Grog! Grog!
      (1) come abbiano fatto a nasconderlo è un MISTERO BONGO perché il vecchio era terribilmente veneto! 1.88 e chiaro di capelli e carnagione!

      • Andrea Di Vita says:

        @ grog

        ” come abbiano fatto a nasconderlo è un MISTERO BONGO perché il vecchio era terribilmente veneto! 1.88 e chiaro di capelli e carnagione!”

        Beh, è semplice.

        Da buon Veneto, somigliava a un Inglese. :-)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  8. PinoMamet says:

    Due cose che forse non c’entrano:

    qualche anno fa, leggevo uno studio molto simile (o questo, magari in una sua fase di sviluppo? la sigla Weird in questo senso non miè nuova) in cui appariva che i Bianchi Occidentali si comportavano in modo diverso da Il Resto del Mondo, e dividendoli per regioni, più erano Bianchi e più erano Occidentali, anzi, più erano Americani o americanizzati, in pratica, e meno si comportavano come il resto del mondo;

    il comportamento del Bianco Occidentale essendo in sostanza quello che io definirei uno Stronzo, fatto e finito
    (penso a me stesso, penso a vincere e non a cooperare, non me ne frega più di tanto di avere buoni rapporti con gli altri, sono convinto di valere più degli altri ecc.)

    Altra cosa:

    pensavo ieri a quanto erano strani, a pensarci, quei resoconti sulla “tribù che non ha mai visto l’uomo bianco”.
    Non: la tribù che non ha contatti con altre tribù, la tribù poco accessibile geograficamente, la tribù dal comportamento aggressivo, la tribù che parla una lingua isolata, la tribù che non conosce l’uso dei metalli..

    no, l’unità di misura aveva da essere “l’uomo bianco”, come se essere l’uomo bianco avesse una qualità speciale, e conoscerlo o non conoscerlo fosse distintivo.
    Se avessero mai visto un cinese o un indiano non gliene fregava niente, doveva essere l’uomo bianco.

    • Z. says:

      Quando Hobbes fa notare a Calvin che anche gli alieni potrebbero aver paura di lui, Calvin gli risponde: che dici, io sono un terrestre, mica un essere vivente che proviene da un mondo alieno e sconosciuto!

      :)

  9. Francesco says:

    In effetti credevo che si fossero accorti da tempo che trarre conclusioni generali da studi condotti su studenti universitari negli USA fosse un pelo una fesseria

    a quanto pare no!

    :D

  10. Francesco says:

    OT

    sono riuscito ad andare sul sagrato del Duomo a recitare l’Angelus con il Papa, ergo sono un uomo più felice, almeno per un pò!

    fine OT

    • roberto says:

      sono felice per te !

      (pochi giorni fa ho avuto in mano le scarpe di shaquille o’neill…ti capisco!)

      • Francesco says:

        manco fossero state quelle di Tim Duncan o David Robinson!

        era una riunione di feticisti?

  11. MOI says:

    la WEIRD sta per ” Western ” , NON per ” White ” … l’identificazione assoluta (!) delle due cose fa molto Prima Metà del Novecento !

  12. MOI says:

    Per certi versi, Corea del Sud e soprattutto Giappone sono un “IperOccidente” ;) collocato però in “Estremo Oriente” … ;)

    Il Mito del Buon Selvaggio risale al Settecento, il libro (celeberrimo: molto interessante) “Papalagi” , di Erich Scheurmann risale al 192o …

    http://www.giuliotortello.it/Papalagi.pdf

    http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/varia/papalagi.pdf

    e all’ epoca era senza dubbio di élite e anticonformista. Ma oggi (!) battersi il petto incessantemente in quanto Occidente è conformismo (!) in ambiente Accademico e mentalità diffusissima anche fra gente poco scolarizzata che però vuol essere “alla moda”.

    Ma leggerlo oggi ancora come se fossimo anche solo in quegli Eterni Anni Cinquanta del Cosplay DeLuxe ;) da Radical Chic … è appunto un Grande Giuoco di Ruolo Live, che può anche essere divertente: basta esserne consapevoli, però ;) !

  13. MOI says:

    A proposito di Giappone :) … l’ Odium Sui in Occidente ha fatto venir su a molta gente (che fino a solo 10 o anchre 5 anni fa non l’ avrebbe mai detto …) una sacca scrotale appunto degna di un Tanuki :D

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tanuki

    E aggiungo che ai Tanuki è stato dedicato un anime molto interessante per Grandoni e Piiccini che si presta molto bene a un’ Oltrarnoscopia ;) sulle GOII Urbanistiche ;) in Epoca Heisei : “Pompoko”, di Hayao Miyazaki e Isao Takahata

    https://www.youtube.com/watch?v=oOf-0pbSG1w

  14. MOI says:

    Provocazione Finale ;)

    in quanto Occidentali, siamo i “Weirdest Specimens of the Weirdest Species on Earth”, giusto ?

    … e allora siamo Coloro che massimamente (!) hanno realizzato, concretizzato la Weirdness ;) della Natura Umana ?!

    • PinoMamet says:

      Io, come tu sai, sono contrario ai sensi di colpa da ex colonizzatori, bwana bianco cattivo e così via, non avendo personalmente mai colonizzato nessuno.

      Inoltre, sempre perché io tendo a personalizzare, insieme a moltissimi negri simpatici, ne ho conosciuto anche qualcuno no, uno in particolare che “eh, sì, è un po’ esaltato e si crede chissà chi, ma sai, al suo paese è tipo un principe…”
      “e chissenefrega, in questo di paese è uno stronzo qualunque”.

      Però davvero ci trovo poco di divertente nel fatto che gli occidentali siano, come dire, un po’ dei diversi.
      Non lo dico per offendere (sai che non sono autolesionista): è che proprio mi sembra che per tante cose si siano allontanati dalla normalità dell’essere umano.

      • Z. says:

        E meno male. La normalità dell’essere umano non è la vita dei tutsi!

        La normalità dell’essere umano – lo è stato per centinaia di migliaia di anni, o per qualche milione, a seconda di cosa chiami “umano” – è mangiare bacche e carne cruda, accoppiarsi senza troppi riguardi per la consanguineità, farsi massacrare dalle fiere, morire di fame, perdere buona parte dei denti prima dei trent’anni e spesso non superarli neppure.

        Iddio ci guardi dalla normalità :)

  15. MOI says:

    Cosa intendi ? L’individualismo sfrenato ? … è un po’ il rovescio della medaglia di un benessere in cui Qualcosa o Qualcuno pensa a tutto e a tutti/e/* ;) … Un tempo, neanche troppo remoto, era lo Stato … adesso, invece, più o meno “in camuffa” ;) è invece il Mercato, quel Libero Mercato in cui Francesco si ostina astoricamente a voler veder per forza chissà quale teofania !

    • PinoMamet says:

      Ma no, non è tanto l’individualismo, che magari c’è anche nella tribù dei Vattelapesca peggio che qua.

      Non saprei proprio cos’è; e il non sentirsi, e non essere in effetti più, “etnici”.

      I nostri nonni lo erano; oh, sì, se lo erano. Al pari dei Sioux e dei Mordvini e dei Watussi.
      Noi, temo, molto meno.
      I “weird”, zero.

      Non credere più alla magia; fare battute allusive “tongue in cheek” con riferimenti interni al mondo dei media; capire le cose in modo mediato e intellettuale; aver rottamato l’esperienza diretta, pratica, come modo principale di indagine; sentire che la Natura è una cosa brutta, o bella, o comunque che esista una “Natura”, da respingere o con la quale entrare in relazione;

      ma queste cose le sa dire meglio Peucezio, mi sa.

      • Francesco says:

        senti, noi bianchi abbiamo inventato la Nutella, questo giustifica tutta quella roba lì, ad abundantiam

        PS storicamente, a un certo punto del ‘900, tutto il globo era fatto di nazioni dei bianchi, colonie dei bianchi, la Cina che nessuno voleva e il Giappone che studiava da pazzi come diventare figo quanto i bianchi: chiaro che siamo diventati una tribù un pò diversa

        oggi che gli architetti fighi vanno in Cina, è storia antica

      • Z. says:

        Pino,

        non sono tanto convinto…

        – alla magia ci crediamo eccome, e si possono citare un milione di esempi (madonnine che piangono sangue maschile, vannemarchi, omeopatia, agopuntura…);
        – battute sui media: è un genere di battute che piace poco anche a me, ma fare battute su ciò che è ordinario è piuttosto ordinario (magari non lo è per te, e nemmeno per me se è per questo);
        – esperienza diretta: secondo me ci si basa fin troppo (e questo è tanto più vero quanto meno si è avvezzi alla cultura). Il che in un mondo così complesso tende a dare problemi e non colma le nostre lacune; per esempio, non impedisce a Peucezio a credere alle favole sui “giudici comunisti”.

        Sulla “Natura”, invece, sono d’accordo con te.

  16. MOI says:

    A proposito di Politically Correct e del termine a mio avviso “Vittoriano al contrario” ;) di Lovegiver … pare che quella prostituta Romena a Bologna sia stata uccisa (questo weekend) da un operaio di Parma, dopo che lei ha rifiutato di essere “privatizzata” in GFE (Girlfriend Experience; quindi prestazioni più affettive che sessuali) per 40.000 € !

  17. Moi says:

    “Trumpata” magistrale di Salvini :

    NO SPOILER :) :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/26/salvini-vs-gruber-putin-se-non-fosse-per-lui-ora-a-la7-avremmo-qualcuna-col-burqa-e-uno-col-mitra/3477288/

    … si triggherino pure, i Borghesucoli Conformisti Perbenisti Benpensanti del Quieto Vivere ! ;)

    • Francesco says:

      caro Moi

      come si fa a ottenere una Licenza di Sparara Menzone e Cazzate in Assoluta Libertà come quella di Matteo Salvini?

      a me potrebbe essere utile sul lavoro

      grazie

  18. francydafne says:

    Non ne sapevo nulla di “Etoro” (niente a che vedere con il social trading ovviamente) e “Kaluli”. Il mondo è pieno di tribù interessanti…. :)

  19. Un altro punto riguardo all’autonomia delle comunità, la sussidiarietà, il commoning o come lo vogliamo chiamare.

    Nel nostro giardino, ci siamo noi e c’è una cooperativa che lavora per conto del Comune con gli adolescenti.

    La cooperativa opera in base a un rigoroso bando di 3+3 anni ideato da funzionari del Comune che non hanno mai messo piede nel quartiere; e ogni anno prende alcune decine di migliaia di euro dal Comune.

    Al centro, ci vanno sei o sette ragazzi che giocano a pallone nel campetto o alla playstation.

    Noi, che non prendiamo un centesimo dal Comune, abbiamo un centinaio di bambini e di famiglie.

    La differenza sta nel fatto che non siamo vincolati da alcun programma: in ogni momento, possiamo cambiare percorso, accettare nuovi progetti, rimuovere rami secchi. Basta attenersi ad alcuni principi sostanzialmente etici.

    Mentre la cooperativa è vincolata in ogni istante a regole che ormai non hanno nulla a che fare con le circostanze; e quindi diventa sostanzialmente uno spreco di fondi pubblici, a prescindere dalle ottime intenzioni degli operatori stessi.

    Poi sono certo che per ADV la cooperativa sia da preferire :-)

    • Francesco says:

      Miguel

      vedo alcuni limiti non invalicabili: i funzionari non hanno mai messo piede nella parte di città per cui hanno scritto un bando, non mi pare nè obbligatorio nè ragionevole

      le regole del bando sono fisse per 6 anni? mi pare un eccesso di formalismo

      poi siete una città comunista, chiaro che una roba regolamentata e pubblica è preferita a una che viene dal basso :D

      PS come fanno a giocare a pallone in sei?

      • Per Francesco

        “i funzionari non hanno mai messo piede nella parte di città per cui hanno scritto un bando”

        Ovviamente esagero, non posso sapere se la sera vanno a un bar da queste parti. Ma certamente non passano ore a studiare la situazione di cui devono decidere, forse una volta ogni due anni, fanno un sopralluogo di un’ora. Non per pigrizia, hanno troppo lavoro da fare in ufficio.

        Il bando cambia, ma in base a esigenze strutturali: tagli di fondi, nuovi regolamenti, nuove direttive ministeriali, questioni assicurative, qualunque cosa tranne esigenze diciamo educative.

        Giocano in sei come capita, oppure reclutano i bambini più grandi a giocare con loro.

        Ma quello che vorrei sottolineare è come un sistema burocratico/gerarchico possa essere più costoso e meno adatto alle circostanze, di uno autogestito;

        e come il sistema burocratico/gerarchico sia sempre finalizzato a fornire un unico, preciso servizio. I vigili del fuoco italiani spengono incendi (e fanno una serie di altre attività precise).

        I vigili del fuoco tedeschi spengono incendi, curano la piazza pubblica, organizzano la festa del paese, si prendono cura dei casi difficili, vegliano sulla salute dei campi e tutti i giorni lucidano alla perfezione i loro mezzi e scrivono testi di storia locale; e i bambini sognano di partecipare, venendo ammessi però solo a 15, 16 anni. Le regole ovunque variano e si adattano alle circostanze locali.

        • Di nuovo, il problema è che il funzionario non è mai responsabile verso il “basso”, ma solo verso “l’alto”.

          Anche se un cittadino dovesse fargli causa, il riferimento resta sempre l'”alto”: la Corte dei Conti, ad esempio, che a sua volta si rifà a regolamenti nazionali.

          Anche se si creano discutibilissimi parametri di “produttività”, questi saranno sempre stabiliti con criteri che vengono dall’alto e soddisfano chi sta in alto: numero di fogli firmati, numero di chilometri percorsi, numero (al contrario) di chilometri risparmiati, numero di ore di presenze al centro gestito dalla cooperativa che ha vinto il bando.

          Tutte cose che offrono spazio per ammuina pressocché illimitata, ma aumentano l’inefficienza complessiva.

          Con questo, ripeto, non intendo negare molte funzioni utili e indispensabili del sistema statale. Voglio soltanto ripetere che non è il sistema più adatto a tutte le esigenze. E lalternativa non è sempre il “privato”.

          • Francesco says:

            Guarda che stai scrivendo a un ciellino liberista :D

            Uno che ritiene che gli essere umani vadano lasciati liberi nella massima misura possibile, senza cercare di obbligarli a essere bravi e buoni come ha pensato uno che aveva la cattedra a Francoforte o a Barkeley!

            E che ritiene che NON si metterebbero tutti a inchiappettarsi gli uni gli altri o a pensare solo a ai soldi, senza funzionari di partito che li guidino.

            Ciao

            • per Francesco

              “Uno che ritiene che gli essere umani vadano lasciati liberi nella massima misura possibile”

              Infatti, ecco perché i PRIVANTI vanno frenati (come va frenato lo Stato).

              Comunque è un tema interessante, perché mi trovo contro i liberisti e gli statalisti in ugual misura :-)

            • Francesco says:

              Beh, perchè tu sei un local-comunista, anzi un local-maoista.

              Ti perdi sia i vantaggi della libertà che quelli delle economie di scala.

              :D

              PS uomini “liberi” e “privanti” sono impossibili da separare; l’unico modo è l’educazione. credo che Z cerchi di fartelo capire da anni :D

            • Francesco says:

              Potresti anche essere un “clerical-parrocchiale”, se il termine esistesse.

              Nel senso che ami il piccolo gregge e ti preoccupi per lui.

              Ma diffidi sia di chi vuole andare per la sua strada, sia del Vescovo in visita.

          • Andrea Di Vita says:

            @ martinez

            Il guaio non è che il funzionario pubblico risponda alla legge (l’ “alto”) e non al singolo cittadino che si lamenta.

            E’ così ovunque. Ed è giusto che sia così, altrimenti il funzionario dovrebbe cambiare comportamento a ogni stormir di fronda – che è il delirio dei grillini. Mentre invece il suo comportamento deve essere uguale per tutti, ed è per questo che si ispira alla legge che appunto deve essere uguale per tutti.

            Il guaio è che per accertare che è sbagliata o assurda o insensata una qualsiasi legge – o più spesso una parte di legge, un regolamento, una delibera comunale – in Italia ci possono volere decenni, mentre altrove ci si mette molto meno tempo.

            Dunque la correzione di una norma sbagliata richiede tanto di quel tempo che si finisce col fai da te.

            Fai da te che a Firenze vuol dire magari Oltrarno, ma altrove mafia e camorra.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      “preferire”

      Vedi il mio post più sopra.

      Istituire una cooperativa per gestire un campetto da calcio è assurdo, è un po’ come far scoppiare una bomba all’idrogeno per schiacciare una noce.

      Istituire regole comuni per tutti coloro che si mettono a gestire campetti è al contrario doveroso. Altrimenti ci troveremmo i camorristi che chiedono il izzo sui palloni da calcio e sugli spogliatoi.

      Si comincia col “Meno Stato più società” e si finisce con gli scontrini di formigoni.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        >>> Istituire regole comuni per tutti coloro che si mettono a gestire campetti è al contrario doveroso

        questa frase è accettabile con duemila pagine di precisazioni

        altrimenti finiamo come in Italia: regole per qualsiasi cosa e i camorristi che si fanno pagare il pizzo per tutto

        • Per Francesco

          “questa frase è accettabile con duemila pagine di precisazioni

          altrimenti finiamo come in Italia: regole per qualsiasi cosa e i camorristi che si fanno pagare il pizzo per tutto”

          OMDAF!

          Ma pensa a quante ore di lavoro di funzionari, per scrivere le duemila pagine (poi l’inganno si trova a pagina 2001, i camorristi mica sono come i cittadini normali che capiscono solo la legge, ma non l’inganno).

          Diciamo un’ora a pagina, compresi controlli incrociati, correzioni, rischi di finire in galera per aver scritto una riga che contraddice un altro regolamento di cinquemila pagine. E senza contare i costi della revisione da parte della Corte dei Conti, della discussione in aula, delle marche da bollo e dei processi da cui il funzionario esce assolto dopo dodici anni.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Marètinez & Francesco

            Venite entrambi nel mio carrugio. Voi temete i controlli perché temete le lungaggini nei controlli. Il che non vuol dire che bisogna abolire i controlli; basta fare come all’estero e abolire le lungaggini. Il fatto che da noi in Italia le lungaggini siano di gran lunga in eccesso non significa che i controlli non ci vogliano: abusum non tollit usum. Non è perchè ci sono gli Azzeccagarbugli che si devono abolire i tribunali.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. ça va sans dire: sia l’abolizione di finezze come il certificato di esistenza in vita sia come l’inserimento della possibilità dell’autocertificazione per molti documenti si devono a una riforma voluta dalla sinistra.

            • Per ADV

              ” Voi temete i controlli perché temete le lungaggini nei controlli.”

              No, io temo i principi dietro i controlli.

              Principio uno: “il funzionario è l’unico che abbia potere su un’area pubblica (oltre ovviamente a tutti i funzionari a catena sopra di lui)”.

              Principio due: “il funzionario che rifiuta un’offerta di mille euro per quello spazio, concedendolo gratuitamente, ha rubato mille euro allo stato e va processato”

              Principio tre: “non conta ciò che si fa risparmiare alla collettività, ma unicamente i soldi che si danno allo stato”

              Principio quattro: “gli interessi di chi utilizza un servizio contano esattamente zero nel decidere o meno la fornitura di quel servizio”

              Principio cinque: “a parte lo Stato esistono solo enti privati – a scopo o no di lucro – che sono uguali in tutta la nazione e che hanno uguali diritti a tutto purché presentino le carte in regola”.

              Francamente, preferisco quando lo stato ci mette dieci anni prima di imporre una tale logica.

            • Francesco says:

              Non esattamente: in questo sono un liberale e ritengo che PRIMA di permettere allo Stato di controllare vadano stabiliti per bene i LIMITI che i controlli devono avere

              Diciamo che una Costituzione SCRITTA BENE o un sistema vivo di Common Law potrebbero andare

              Ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              Principio uno: La Natura aborre il vuoto. Se non è il funzionario ad avere il potere esclusivo, prima o poi il potere esclusivo ce l’avrà il camorrista e saranno cavoli amari per tutti.

              Principio due: Si può cambiare, se lo Stato non è costretto alla canna del gas dall’evasione fiscale dei soliti noti.

              Principio tre: Non c’è differenza fra Stato e collettività. I soldi guadagnati in un campetto sono risparmiati in un Pronto Soccorso.

              Principio quattro: gli interessi di chi utilizza un servizio pubblico contano esattamente quanto gli interessi di tutti gli altri che possono utilizzare quel particolare servizio pubblico o un altro.

              Principio cinque: verissimo!

              Uno Stato funzionante su queste basi è possibile ed auspicabile.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              1) falso, questa è la tesi di Hobbes che non regge ai fatti
              2) falsissimo, si vede da dove vieni, compagno italiano
              3) a lei Lenin e Mussolini ci fanno un baffo e un succhiotto, bacio le mani
              4) insomma, qui ha ragione MM. chi vive a 10 mt dal campetto non è come chi vive a 10 km
              5) basta capire cosa sono gli enti privati senza esagerare coi birignao

            • Per Francesco

              “1) falso, questa è la tesi di Hobbes che non regge ai fatti ”

              C’è gente che dice che nella società, se non c’è ovunque il poliziotto col randello, l’unica alternativa è il camorrista killer.

              I casi sono due: o si identificano con il poliziotto randellante/camorrista killer, perché di carattere sono loro stessi così; oppure il loro è un gioco intellettuale.

              Fortunatamente, la reale società umana è molto più complessa.

            • Z. says:

              Miguel,

              — C’è gente che dice che nella società, se non c’è ovunque il poliziotto col randello, l’unica alternativa è il camorrista killer. —

              Non è necessario che sia ovunque, il poliziotto, e non è necessario che sia particolarmente aggressivo.

              Però sì, se nessuno fa la guardia – non necessariamente un poliziotto: in alcuni posti la fa il camorrista – qualcuno presto o tardi se ne approfitterà.

              Di solito succede abbastanza in fretta.

            • Per Z

              “Non è necessario che sia ovunque, il poliziotto, e non è necessario che sia particolarmente aggressivo.”

              Il ragionamento è unilaterale.

              Poiché esiste questo (concreto e reale) pericolo, allora non deve essere ammessa alcuna forma di autogoverno, i cittadini devono rapportarsi esclusivamente come individui con i magistrati, gli insegnanti, i funzionari, dipendendo interamente dalle loro decisioni.

              Mentre il pericolo (altrettanto concreto e reale) che le istituzioni soffochino la vita delle persone, facciano scelte sbagliate, distruggano il rapporto delle persone tra di loro e con il loro ambiente, le renda alienate e isolate, e si sprechino quantità incredibili dei beni delle persone stesse, questo non conta.

            • Z. says:

              Miguel, non mettermi in bocca parole mai dette come fossimo da Vespa, ti prego!

              Non ho detto che l’autogoverno non sia possibile. Bisogna vedere se e quanto è auspicabile, ma possibile lo è.

              Se non ci fossero poliziotti ci si potrebbe autotassare per pagare dei vigilantes. O accettare la protezione di qualche uomo d’onore. Oppure fare i turni di guardia per la strada. O magari ognuno fa la guardia a casa propria.

              Lo stesso vale per scuole e ospedali.

              Basta non convincersi che si possa davvero vivere senza guardie, senza istruzione o senza cure.

            • Per Z

              “Basta non convincersi che si possa davvero vivere senza guardie, senza istruzione o senza cure.”

              la polemica statalista è sempre la stessa, prevedibile come la pioggia di novembre.

              Siccome ci vuole uno stato per costruire un mega-ospedale dove si possono fare i trapianti di cuore (e chi lo nega?), nessun cittadino si permetta di far risparmiare soldi allo stato

              gestendo un orto,

              mettendo in piedi una rete di case comunitarie per gli sfrattati,

              facendo una cena di quartiere per strada,

              ripando da sé le buche nelle strade sotto casa,

              usando uno spazio pubblico per fare i compleanni per i propri figli,

              piantando una pianta in un giardino abbandonato e trasformato in un deposito di rifiuti,

              aggiustando il muro di un edificio pubblico che sta cascando a pezzi,

              piazzandosi vicino a un cartello dove c’è scritto divieto di transito e dicendo cortesemente agli automobilisti che lì è vietato passare ((ah, i vigili hanno minacciato di denunciarci perché non ci scansiamo quando le auto vogliono passare per una strada dove c’è scritto divieto di transito)…

              Per fortuna, essendo lo stato in crisi, non hanno abbastanza vigili per fermare tutta la gente che cerca di fare qualcosa di positivo.

              Possono solo minacciarci con l’idea che, se io voglio pulire un giardino da solo senza aspettare che lo faccia lo Stato, sono un mezzo camorrista..

            • roberto says:

              “piazzandosi vicino a un cartello dove c’è scritto divieto di transito e dicendo cortesemente agli automobilisti che lì è vietato passare ”

              qualcuno ci ha già pensato con risultati buoni ma non buonissimi

              http://www.lastampa.it/2017/03/28/cronaca/i-tifosi-della-legalit-bloccano-lambulanza-Bh4Sa4dmVrMbqoJlcKdR5H/pagina.html

              :-)

              scherzi a parte, io credo che si possa benissimo vivere in una società organizzata sotto forma di stato e frae cene di quartiere, o occuparsi di un orto o fare una festa in uno spazio pubblico….
              ho molte reticenze su tutto quello che riguarda “sicurezza, controlli, polizia in senso lato” e quando la gestione di un bene comune diventa esclusiva di un gruppo

            • Per roberto

              “ualcuno ci ha già pensato con risultati buoni ma non buonissimi”

              E che c’entra con il tassista che suona il clacson per far scansare i bambini che corrono in mezzo alla strada, violando il cartello?

            • Per roberto

              “quando la gestione di un bene comune diventa esclusiva di un gruppo”

              Infatti, non dovrebbe essere di una associazione.

              Dovrebbe essere degli abitanti del quartiere.

              Poi, visto che la legge obbliga a ragionare sempre e solo in termini di privati, gli abitanti sono costretti a formare un’assocazione, ma non è una buona cosa.

            • roberto says:

              “E che c’entra con il tassista che suona il clacson ”

              ammetto che ultimante faccio una fatica pazzesca a seguirti.
              dove hai parlato del tassista?

              nel mio post (ma pregasi leggere anche il punto in cui scrivo “scherzi a parte”) il tipo che blocca l’ambulanza è una caricatura del vigile improvvisato. una caricatura perché parte sicuramente da una buonissima intenzione ma arriva ad un risultato tragicomico.

              mi sembra che sia evidente cosa c’entri l’uno con l’altro

            • Z. says:

              Miguel,

              — la polemica statalista è sempre la stessa, prevedibile come la pioggia di novembre. —

              No Miguel, e anzi, visto che sai che ti voglio bene, posso essere franco? è la tua polemica che è prevedibile come quella di un politico a un talk show, scusami :)

              Non ho detto che tutto questo debba per forza passare attraverso un’istituzione pubblica, sia lo Stato o il Comune.

              Dico che la gente ha bisogno di sicurezza, di istruzione, di cure sanitarie.

              Prendi l’istruzione, ad esempio: puoi istruire i tuoi figli in casa tu stesso, puoi pagare loro un precettore, pagare loro una scuola privata, mandarli alla scuola pubblica. Nessuna di queste, come sai bene, è un’ipotesi limite: sono tutte praticate, alcune più e altre meno.

              Puoi sostenere che tutte le scuole debbano essere statali, comunali, provinciali; che tutte le scuole debbano essere private e gestite da multinazionali, dalla comunità rionale, dalla Chiesa; che le scuole di ogni ordine grado andrebbero abolite. E così via.

              Ma una cosa è certa: se i tuoi figli crescono analfabeti con un dizionario di venti parole, ecco, allora avranno qualche problema il giorno in cui dovranno lavorare per mantenersi.

              Quindi in qualche modo ce lo dovremo porre, il problema.

              Lo stesso vale per la sicurezza e per le cure sanitarie.

            • Francesco says:

              >>> ah, i vigili hanno minacciato di denunciarci perché non ci scansiamo quando le auto vogliono passare per una strada dove c’è scritto divieto di transito

              questa, Miguel, ce la devi raccontare per bene!

              :D

            • Per Francesco

              “questa, Miguel, ce la devi raccontare per bene!”

              uscita della scuola elementare, ore 16.30.

              Cartello all’inizio della strada dice, vietato transito veicolo ore 16.20 – 16.50.

              A volte, ci sono due vigili (pagati da me e indirettamente da te) a fermare le auto sotto il cartello.

              A volte, non ci sono.

              I bambini corrono in mezzo alla strada, le mamme fanno avanti indietro con i passeggini per i figli più piccoli, la folla di genitori si accalca.

              Passano automobilisti vari incavolati neri, suonando il clacson e ordinando a tutti di levarsi dalle scatole.

              Diciamo loro, “guardate che c’è un cartello…” “e a me che mi frega, non ci sono mica i vigili, forza, scansatevi!” O se è un tassista, dice, “io passo perché faccio il tassista!”

              Ora, i vigili ci hanno detto che se non ci spostiamo, siamo passibili di denuncia. Non se noi spingiamo fuori a forza la sua auto o lo picchiamo; no, se non togliamo di mezzo i bambini e lo facciamo passare.

              In realtà, siccome blocchiamo le auto nei giorni in cui i vigili non ci sono, il rischio di venire denunciati dai vigili non è molto alto, ma la cosa dà fastidio lo stesso.

              Per me, la strada quando è chiusa al traffico, è come una piazza pedonale.

              Se un pazzo decide di entrare in macchina in una zona pedonale, sono obbligato, a rischio di denuncia, a scansarmi?

            • per Francesco

              “Per me, la strada quando è chiusa al traffico, è come una piazza pedonale. ”

              Aggiungo, prima che si riciti contro di noi la storia dell’ambulanza, che c’è una mamma che ha una bambina gravemente handicappata che arriva in macchina violando il divieto la scortiamo sempre e quando arrivano i vigili che la vogliono multare, cerchiamo di convincerli a lasciare la sua macchina in divieto di sosta cinque minuti davanti alla scuola.

              Però sono riusciti lo stesso a multarla due volte :-)

            • Z. says:

              Miguel,

              — Se un pazzo decide di entrare in macchina in una zona pedonale, sono obbligato, a rischio di denuncia, a scansarmi? —

              Non mi è nemmeno chiaro quale potrebbe essere il reato, ad essere sinceri.

              Se fossi in te:

              – prenderei le generalità complete e la matricola di chi si prende la briga di dirvi certe amenità;
              – lo informerei che se insiste ne parlerai con il suo comandante;
              – e se insiste ci andrei davvero: “Mi scusi, signor Comandante, l’agente Mametti Giuseppe dice così e così, ma è vero?”

              :)

            • Roberto says:

              “Ora, i vigili ci hanno detto che se non ci spostiamo, siamo passibili di denuncia”

              La prossima volta chiedigli “denuncia per cosa?” e chiedigli se non fare le multe non è omissione d’atti d’ufficio (no non lo è ma magari lui non legge la cassazione)

            • roberto says:

              “cerchiamo di convincerli a lasciare la sua macchina in divieto di sosta cinque minuti davanti alla scuola”

              insomma, multano la mamma con la bambina handicappata, lasciano passare tutti gli altri e vi fanno fantasiose minacce di chissà che.

              inizio a pensare che vi abbiano preso di mira per qualche motivo…..

            • Per roberto

              “inizio a pensare che vi abbiano preso di mira per qualche motivo…..”

              Assolutamente no.

              La strada è stretta, ed è giusto che multino le auto parcheggiate lì, altrimenti – ad esempio – non può passare il camion della spazzatura.

              Posti per handicappati non ci sono davanti scuola, per lo stesso motivo.

              Quindi li capisco, poi spetta a noi cercare di convincere i vigili ad ammettere un po’ di illegalità.

            • roberto says:

              PS1 nel mondo normale c’è un parcheggio riservato agli handicappati. ho passato 6 mesi della mia vita a firenze litigare con dei minchioni che posteggiavano sui posti per gli invalidi (dove io dovevo fermarmi a recuperare dei veri invalidi) dicendo “ma ovvìa resto solo un minuto”, quindi so che non è un posto normale

              PS2 sul divieto di transito però una macchina può schiacciare un bambino disattento pure se ha un invalido a bordo….

            • Per roberto

              “ho passato 6 mesi della mia vita a firenze litigare con dei minchioni ”

              La grande differenza tra l’autista fiorentino e quello napoletano è che l’autista napoletano magari non ha paura dei vigili, ma sa che se occupa un posto per handicappati, potrebbe trovarsi in guai terribili con qualche falso handicappato avente diritto storico a quel posto. E quindi rispetta la segnaletica.

              Mentre il fiorentino ha più o meno lo stesso rispetto per le “regole” del napoletano, ma è arrogante e non ha paura di nessuno.

            • “Mentre il fiorentino ha più o meno lo stesso rispetto per le “regole” del napoletano”

              Aggiungo, qui c’è il gusto della letihata, e quindi ho imparato subito ad alzare la voce per primo :-) Ovviamente (e qui si coglie la mia non fiorentinità) solo quando ho ragione io.

            • roberto says:

              “Assolutamente no.”

              e come spieghi il diverso trattamento “ammetto l’illegalità per il tassista ma non per la mamma”?

            • Per roberto

              “e come spieghi il diverso trattamento “ammetto l’illegalità per il tassista ma non per la mamma”?”

              I tassisti passano quando non ci sono i vigili. Se ci sono, non passano.

              Mentre la mamma magari arriva prima vicino a scuola, parcheggia la macchina sul marciapiede, passano i vigili e la multano.

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              A parte il fatto che in certe zone di Genova le mamme che parcheggiano sul marciapiede per portare a scuola i pargoli sono un vero intralcio alla circolazione dei bus, per cui se qualcuno riga col cacciavite la loro carrozzeria io applaudo fra i baffi, tu ti rendi conto, vero, che se consentiamo ai privati di fare i vigilantes del traffico si finisce come quei due che hanno fermato l’ambulanza col malato a bordo?

              Che si alzassero mezz’ora prima la mattina e portassero i figli a scuola col bus, come abbiamo fatto tutti.

              Fidati di uno che ha fatto il comandante di polveriera: su mille soldati più o meno di buon senso, prima o poi il fessacchiotto che si accende il sigarillo fatto a mano appoggiandosi al barile di polvere da sparo in un magazzino di esplosivi prima o poi lo trovi. L’ho beccato personalmente.

              Il vigile non muove foglia? Vai da lui in tre, gli prendi nome e numero di matricola e gli fai rapporto. Vedi come muove il posteriore, la prossima volta! La paura dello sputtanamento, del Gabibbo di Striscia la Notizia o di qualche post ben fatto su Facebook è la vera molla che spinge il funzionario poltrone.

              Fidati: meglio, molto meglio lo Stato-mamma che nessuno Stato.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Che si alzassero mezz’ora prima la mattina e portassero i figli a scuola col bus, come abbiamo fatto tutti.”

              Senti, io ci vivo e tu no.

              Questa signora ha tre figli, da prendere in tre scuole diverse, è separata (e l’ex-marito è all’estero) e lavora da matti.

              La figlia gravemente disabile la deve portare e riprendere a scuola. La figlia non riesce a fare cinquanta metri da sola a piedi.

              La mamma deve parcheggiare vicino alla scuola, dove non c’è posto per handicappati, figuriamoci; e la fermata dell’autobus a circa 150 metri, ma le linee che ci sono non ci incastrano niente con quelle che portano alle scuole degli altri due figli.

              E per farlo, visto che la strada è strettissima, deve parcheggiare sul marciapiede, che è illegale, per dieci minuti. Poiché la strada a quell’ora sarebbe chiusa al traffico, non intralcia nessuno.

              Comunque non mancherò di portarle il tuo gentile consiglio, vediamo che utilizzo ne farà. E se vieni qui e scopri un vigile che si commuove e non fa la multa alla nostra amica, puoi anche fargli rapporto.

              Non ho capito chi sarebbe il funzionario poltrone: i vigili sono ormai pochissimi, quando ci sono devono essere sempre in due (questa non l’ho capita, ma è così) e se c’è un incidente da qualche parte, devono andare lì e non davanti alla scuola. Non ho mai pensato di prendermela con loro. E’ sufficiente sostituirli.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              1) Come sarebbe a dire che Hobbes non regge ai fatti? Vai in certi quartieri di Napoli (o di Genova), e ne riparliamo :-)

              2) Con 110 miliardi di evasione fiscale? E meno male che almeno ci sono ancora dei compagni, in Italia!

              3) Se non è questa la natura dello Stato non so quale sia. Certo non una collezione di gilde semi-indipendenti, mi saprebbe troppo di pax mafiosa.

              4) Ora la legge dipende dalla distanza? Cos’è, la legalità varia con l’inverso del quadrato, come in Fisica? :-) Sulle pareti dei Tribunali sta scritto ‘la legge è uguale per tutti’, non ‘la legge è uguale per tutti i vicini’.

              5) Qui sono d’accordo: summum ius summa iniuria.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Z. says:

              Miguel,

              — Non ho mai pensato di prendermela con loro. —

              E fai bene a non prendertela con loro, sia chiaro. I vigili, come tutti noi, fanno soltanto il loro lavoro.

              Però sarebbe interessante sapere perché qualcuno ha convinto quei vigili che siete passibili di essere denunciati al PM.

              Magari è solo un misanderstènding, come dicono a Milano :)

            • Per Z

              “Magari è solo un misanderstènding, come dicono a Milano”

              Da avvocato, secondo te, io posso starmene fermo davanti alla macchina e dire, “aspetti, tra dodici minuti mi scanso, quando scade l’orario del divieto!” e tornare a chiacchierare con un mio amico, oppure no?

            • Roberto says:

              Non sono avvocato ma secondo me si (se sei una zona chiusa al traffico ovviamente). Non vedo proprio che reato commetteresti

  20. Grog says:

    Andiamo bene!
    ___________________________________________________________________________________
    Dal chirurgo che spezza il femore alle vecchiette (10 punti)
    CAZZEGGIO DA BAR. IL CHIRURGO CHE SPEZZAVA LE OSSA ALLE VECCHIETTE “PER ALLENAMENTO” SI GIUSTIFICA DAVANTI AI MAGISTRATI: “STAVO SCHERZANDO AL TELEFONO” – AI PM: “MI AVETE ROVINATO”. MA ALLUNGAVA LE LISTE D’ATTESA IN OSPEDALE PER DIROTTARE PAZIENTI NELLE CLINICHE PRIVATE, DA CUI HA INCASSATO 302 MILA EURO IN 4 ANNI (dagospia)
    _______________________________________________________________________________
    All’ex caramba che ammazza a martellate i due figli(100 punti) perché non ce la fa a pagare una “modesta” casa da 1,2 milioni di euro disegnata da un’archistar [ lo possino l’archistar ( per chi lo becca 1000 punti)]
    “NON POTRÒ PAGARE LA CASA, SONO UN UOMO FINITO” – L’EX CARABINIERE-BROKER DI TRENTO CHE HA AMMAZZATO DUE FIGLI PRIMA DI TOGLIERSI LA VITA, FINO A DOMENICA AVEVA RASSICURATO LA COMPAGNA SULL’ACQUISTO DELL’ATTICO NEL QUARTIERE DI RENZO PIANO – GIOCAVA IN BORSA PER TENTARE DI RECUPERARE (dagospia)
    ________________________________________________________________________________
    Al boss di mafia capitale intoccabile al quale chiedono di tutto salvo quello che servirebbe sapere
    1. DIETRO AL POTERE E ALL’INTOCCABILITÀ DEL ‘CECATO’ CARMINATI C’ERA LA FAMOSA RAPINA AL CAVEAU DEL TRIBUNALE DI ROMA (’99). L’OBIETTIVO ERA UN NASTRO CON UN AUDIO PREZIOSO
    2. SU 900 CASSETTE DI SICUREZZA, PIENE DI SOLDI, GIOIELLI, ORO E SOPRATTUTTO FALDONI SEGRETI DI GIUDICI E AVVOCATI, SOLO 147 SONO STATE DEPREDATE, PER LA RABBIA DEI COMPLICI
    3. CARMINATI FERMA LA RAPINA DOPO AVER TROVATO QUELLO CHE CERCAVA. DA ALLORA, IL SUO RUOLO CAMBIA: NON PIÙ UN TEMUTO ESECUTORE TRA TERRORISMO E MALAVITA, MA IL REGISTA DEGLI AFFARI ILLECITI ROMANI. LIRIO ABBATE IN UN LIBRO SVELA DI CHI ERANO LE CASSETTE (1000 punti a chi fa parlare Carminati magari strappandogli 20 unghie e l’occhio rimanente)
    ________________________________________________________________________________

    Nelle more della PAZZIA COLLETTIVA DEPIDDIZIAMO IL PAESE IN MODO CIVILE
    ovvero
    IMPALANDO IN PIDDINI SUI LAMPIONI E LASCIANDOLI MARCIRE PREVIA IMPORTAZIONE DI CONDOR ED AVVOLTOI
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Bzazzz!
    Grog! Grog! Grog!

    • Per Grog

      Bzazzzz davvero :-(

      Leggo su Wikipedia, a proposito delle Albere:

      “Gli interni sono provvisti di grandi vetrate che rendono gli ambienti luminosi, e sono stati abbelliti da marmi, ceramiche e legni pregiati. Le auto non potranno circolare e andranno posteggiate in un parcheggio sotterraneo su due livelli capace di 2.000 posti per i veicoli dei residenti e degli ospiti, garage dotato di avanzati sistemi di sicurezza e di videosorveglianza[7]. Un parco che si estende dal complesso residenziale fino alla sponda sinistra del fiume Adige occupa una superficie di cinque ettari[6]”

      “abbellito.. pregiati… niente auto visibili ma 2000 (!!) nascoste sottoterra… sicurezza…. videosorveglianza… parco”.

      • Francesco says:

        ma il parco è recintato? elettrificato? canidaguardizzato? almeno ci sono le mine antiuomo sul perimetro?

        è carente il marketing su questo punto, che pure è importantissimo

        • per Francesco

          “ma il parco è recintato? elettrificato? canidaguardizzato? almeno ci sono le mine antiuomo sul perimetro?”

          Pare che non ci sia bisogno:

          http://godsavescities.weebly.com/blog/renzo-piano-il-flop-del-quartiere-le-albere-di-trento

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            Conosco bene la zona: lì vicino c’era la caserma dove ho prestato servizio per dieci mesi. Un buco, lontano da tutto. Trento l’hanno davvero rimessa a nuovo da allora, ma parlo del centro storico e del Museo della scienza.

            Detto questo, però, mi viene un sospetto leggendo le parole “In una provincia che conta più di mille architetti e più di tremila ingegneri, non è stata costruita un’operazione culturale capace di integrare conoscenze internazionali con professionalità locali. “. Non è che i locali, noti per il loro atteggiamento un poco provinciale (eufemismo) hanno mal sopportato l’intervento di un forestiero come il Genovese Piano e hanno boicottato l’iniziativa? A pensar male si farà peccato, ma ci si azzecca, diceva Belzebù… :-)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              tutt’altro che difficile, che lo “sviluppatore immobiliare” non abbia voluto baciare le pantofole locali giuste e questi lo abbiano boicottato non per GOII ma per lesa maestà

              lotta tra gentiluomini si dice in questi casi, giusto?

        • Grog says:

          Mine :
          – tedesche “bouncing betty” che ti lasciano vivo ma ti strappano i coglioni (ferocia teutonica);
          – americane con la scritta “front to ennemy” (praticità anglosassone);
          – italiane valsessa così la morte è più bella (arte italiana);
          – russe “smiert” che ti polverizzano ( i mugiki sono sempre loro);
          Grog! Grog! Grog!

  21. Grog says:

    Maledetti Architetti
    __________________________________________________________________________
    Su una simile lunghezza d’onda è Tom Wolfe, autore di Maledetti Architetti, dal Bauhaus a casa nostra, edito da Bompiani.
    Un libricino facile da leggere tanto quanto da dimenticare, ma che è un input che i “fruitori”(come li chiamiamo noi) ci mandano, sta a noi coglierlo e smistarlo.
    __________________________________________________________________________
    http://frustrazioniarchitettoniche.blogspot.it/2008/10/maledetti-architetti.html
    Grog! Grog! Grog!

  22. Grog says:

    Mi è venuta un’ideuzza assai brillante! Visto che viviamo in tempi assolutamente pazzi perché non reintrodurre i GIOCHI GLALDIATORI?!
    Ci sarebbero diversi vantaggio, le scommesse con ritenuta fiscale, la possibilità di scaricarsi le nevrosi senza poi accoppare il vicino di bar perchè ti ha rovesciato il bicchiere di bianco, vai a vedere i giochi e ti rilassi!
    Per esempi GIORNALISTI CONTRO ARCHITETTI (lascio perdere tigri, leoni, orsi, ippopotami perché non voglio grane con gli animalisti e poi tra un ippopotamo ed un architetto o tra un orso e un giornalista non ho un attimo di esitazione nel sollevare il pollice per l’animale e rovesciarlo per l’ARCHISTRONZO o per il BUGIARDISTA )
    Si anno entrare nell’arena squadre di 3 BUGIARDISTI armati con antiche macchine da scrivere e 3 ARCHISTRONZI armati con squadrette e compassi e che si accopino selvaggiamene con il volgo che urla (in onore di MIGUEL IMPERATORE ASSISO AL CENTRO DELLA SCALINATA)
    Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè! Olè!

    Grog! Grog! Grog!

  23. Torno sulla questione delle “regole per evitare il pizzo della camorra”.

    Un esempio.

    Un piccolo spazio pubblico, riservato all’infanzia.

    Il Comune l’ha assegnata da febbraio a luglio, mentre lo spazio serve da ottobre a marzo, poi si sta all’aperto.

    Il Comune l’ha assegnata a diverse associazioni a turno (non bisogna fare favoritismi) di cui una con sede all’altro capo di Firenze, perché faceva un bellissimo progetto di teatro di cui non gliene importava niente a nessuno nel quartiere, ma faceva punteggio.

    E infatti, questa associazione non si è mai vista (però guai a usare lo spazio nel giorno che spettava all’associazione).

    Nello spazio, i genitori degli infanti volevano fare un’unica cosa: festeggiare i compleanni. Sempre allo stesso, noioso modo.

    Che non fa postmoderno, non fa avanguardia, ma è la base della convivenza tra le famiglie.

    Ora, se invece di stare lì a centellinare tra questa e quest’altra associazione, si fosse dato lo spazio ai genitori del quartiere per farci i compleanni, il posto sarebbe stato felicemente utilizzato da ottobre a marzo.

    Il comportamento delle istituzioni, in questo caso, non ha alcuna attinenza all’uso reale dell’area: dipende unicamente dalla paura di violare regolamenti che garantiscono il pari trattamento tra associazioni, dalla paura di finire sotto processo per favoritismi…

    Essendo impossibile garantire la legalità in queste condizioni, lo spazio è adesso semplicemente chiuso a tutti, da un paio di anni.

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      “però guai a usare lo spazio nel giorno che spettava all’associazione”

      Vabbè, scusa, ma allora sono str… quelli dell’associazione!

      Se una mamma va da loro e chiede ‘scusate vi serve quello spazio fra due settimane? Se permettete ci facciamo la festa di compleanno per la bambina poi puliamo e ve la facciamo trovare meglio di prima’ delle persone normali le rispondono di sì senza fare storie.

      E siccome ‘sentienti non fit iniuria’, a chi è d’accordo non si fa danno, voglio vedere il funzionario comunale che si mette in mezzo.

      Mia moglie e io abbiamo fatto la festa di compleanno di mia figlia di sette anni ai giardini pubblici. Stiamo a Genova, dove al soldo ci badiamo: ma mica ci hanno fatto pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico, e sì che c’era mezza classe di mia figlia a mangiar torta e lanciar coriandoli.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        >> Se una mamma va da loro e chiede ‘scusate vi serve quello spazio fra due settimane? Se permettete ci facciamo la festa di compleanno per la bambina poi puliamo e ve la facciamo trovare meglio di prima’

        Unica risposta possibile: col cazzo, ci siamo fatti un culo così per ottenere quello spazio e adesso dimostriamo che non sappiamo cosa farci? piuttosto me li taglio e li mangio in fricassea. Giù le mani dalla nostra concessione!

        • Per Francesco

          ” Giù le mani dalla nostra concessione!”

          Uno, si fa illegalmente e non se ne accorge nessuno (tranne Adv che dice che così favoriamo la camorra :-) )

          Due, si chiede all’Associazione, sempre che si riesca a rintracciarla, e loro ci dicono, “nessun problema, chiedetelo al Comune”.

          Tre, il funzionario del Comune spiega esattamente quali leggi lui violerebbe permettendolo e ci spiega per quale motivo rischiamo la galera anche noi.

          Non è colpa né del funzionario, né dell’associazione, ma della legge.

          • Francesco says:

            Non è che abbia tutti i torti il nostro amico Ghepeù: chi distingue tra illegalità buona e illegalità cattiva?

            Il principale mestiere dei giudici è proprio quello di NON farlo e ci sono per quello. Sennò bastava il Barone Liutprando.

          • roberto says:

            “Due, si chiede all’Associazione, sempre che si riesca a rintracciarla, e loro ci dicono, “nessun problema, chiedetelo al Comune””

            mondo normale (cioè fuori da firenze):

            1)
            drrriiiiiiin

            “salve parlo con robelux, presidente della basket ASBL?”
            “si”
            “sono il presidente della baloncesto ASBL, volevamo sapere se avete possibilità di lasciarci uno dei vostri slot per allenarci”
            “no, mi dispiace, fino a maggio abbiamo campionato e non si può, dopo se volete venire ad allenarvi con noi, con piacere, dividiamo le spese. ma quanti siete?”
            “7-8″
            “perfetto, pure noi”
            “ok, avverto il comune, ci vediamo il 15 maggio”

            segue mail al comune e risposta
            “grazie per l’informazione, cordiali saluti”

            2)
            drrriiiiiiin

            “salve parlo con robelux, presidente della basket ASBL?”
            “si”
            “giovedi 22 giugno c’è la festa della scuola, avremmo bisogno della palestra”
            “ok non c’è problema, avvertite il comune?”
            “si certo, grazie e arrivederci”

            (il drrriiiin è per far scena, in genere mi arrivano delle mail)

            • per roberto

              “driiin”

              Ma nel Lussemburgo non esistono le leggi?

              non esistono le assicurazioni?

              Le associazioni non hanno responsabili legali?

              non esistono delibere di assegnazione?

              non esiste obbligo di registrazione dello statuto?

              non esiste un registro delle associazioni?

              non esiste un disciplinare per la concessione degli spazi pubblici?

              non esiste l’obbligo di adeguare il proprio statuto a tale disciplinare?

              non ci sono i bandi?

              non esiste l’assicurazione?

              Non esiste la corte dei conti?

              non ci sono centri diversi di spesa?

              non esistono cooperative incaricate delle pulizie?

              le cooperative incaricate delle pulizie non devono essere approvate con delibera comunale?

              Attento, che ti mando ADV a insegnarvi la legalità!

              :-)

            • roberto says:

              in maiuscolo le risposte

              Ma nel Lussemburgo non esistono le leggi?
              SI

              non esistono le assicurazioni?
              SI E OGNUNO HA LA SUA

              Le associazioni non hanno responsabili legali?
              ME VOILÀ, SI

              non esistono delibere di assegnazione?
              SI

              non esiste obbligo di registrazione dello statuto?
              NO, MA REGISTRARTI DA MOLTI VANTAGGI QUINDI È MEGLIO FARLO

              non esiste un registro delle associazioni?
              SI

              non esiste un disciplinare per la concessione degli spazi pubblici?
              SI

              non esiste l’obbligo di adeguare il proprio statuto a tale disciplinare?
              NO (CHE VUOL DIRE? SE GIOCO A BASKET, VOGLIO UNA PALESTRA? NON UNA PISCINA)

              non ci sono i bandi?
              SI (MA MOLTE RICONDUZIONI AUTOMATICHE, O PRIORITÀ PER QUELLI CHE GIÀ USANO GLI SPAZI,)

              non esiste l’assicurazione?
              ME L’HAI GIÀ CHIESTO; SI

              Non esiste la corte dei conti?
              SI
              non ci sono centri diversi di spesa?
              SI

              non esistono cooperative incaricate delle pulizie?
              SI, IN GENERE PERÒ SONO SOCIETÀ

              le cooperative incaricate delle pulizie non devono essere approvate con delibera comunale?
              CI SONO DEGLI APPALTI, QUINDI SI

              Attento, che ti mando ADV a insegnarvi la legalità!

            • per roberto

              “non esiste l’obbligo di adeguare il proprio statuto a tale disciplinare?”

              vuol dire che per avere la concessione di uno spazio pubblico senza bando (e quindi senza dover pagare soldi che ha unicamente chi agisce a scopo di lucro), lo statuto deve contenere alcuni elementi, ad esempio la possibilità per i consiglieri di quartiere di prendere la parola nel corso delle assemblee dell’associazione.

              Il bello è che quest’obbligo, che teoricamente vincolerebbe anche noi, l’abbiamo scoperto per caso su Internet: non esiste che ti dicano prima le cose.

              Per quanto riguarda i centri diversi di spesa, la cooperativa che sta accanto a noi (ripeto, brave persone, nessuna gelosia) dipende da un altro assessorato. Quell’assessorato paga una potentissima caldaia che pompa rumorosamente da ottobre ad aprile, soltanto che qualcuno ha murato una presa d’aria nel muro e quindi il massimo che la caldaia fornisce è una temperatura di tredici gradi.

              Il giardino invece appartiene a un diverso centro di spesa, per cui in teoria non possiamo attaccare una lampadina alla presa della cooperativa, rischio venire denunciati per furto.

              Ora, so che questo può far sorridere, ma onestamente non capisco come si possa evitare situazioni di questo tipo, salvo ovviamente chiudere un occhio.

            • Roberto says:

              “vuol dire che per avere la concessione di uno spazio pubblico senza bando (….), lo statuto deve contenere alcuni elementi”

              Capito. Allora si, ce l’abbiamo anche noi. Per esempio la regola che le associazioni sportive non possono essere uninazionali. Per fare un esempio concreto, una associazione sportiva composta da soli lituani è stata esclusa dai bandi.
              Poi tesoriere e presidente non possono essere parenti, devi fare almeno un’assemblea generale all’anno e cose così

      • roberto says:

        “Vabbè, scusa, ma allora sono str… quelli dell’associazione! ”

        totalmente d’accordo con ADV.
        ammazza, a me nell’arido e freddo nord succede in continuo che associazioni e privati si scambiano spazi, con l’unico limite che bisogna avvertire (avvertire dico, mica chiedere l’autorizzazione!) il proprietario (comune) e naturalmente che l’associazione non deve guadagnarci su!

        più ti leggo e più mi sembra che a firenze abbiate una voglia di complicare le cose semplici veramente curiosa

        oltretutto in un paese normale (lussemburgo) se un’associazione non usa gli spazi che le sono dati, beh li perde e avanti il prossimo

      • Z. says:

        Ma che significa “sentienti non fit iniuria”? Che le persone di buon senso non sono suscettibili e non se la prendono?

        :-P

        • Francesco says:

          manca un “non” iniziale credo

          “occhio non vede, cuore non duole”

          :D

        • Andrea Di Vita says:

          @ Z

          Credo voglia dire (e il mio amico Magistrato mi conferma) che non si può parlare di danno inflitto a qualcuno a seguito di una certa azione se quel qualcuno era consenziente a quella azione.

          E’ il principio per cui gli avvocati difensori degli stupratori sostengono sempre che ‘lei ci stava': se ci stava, non è stupro. Per lo stesso principio si condanna il sesso con minori: il minore, in quanto tale, lo si suppone incapace di formulare un consenso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Z. says:

            ADV,

            aaah, allora è volenti non fit iniuria ;-)

          • Z. says:

            Quanto al minore, permettimi una noiosa precisazione: non è tanto il fatto che sia ritenuto incapace di dare il proprio consenso. Infatti gli atti sessuali con minorenne sono puniti sì duramente, ma pur sempre meno duramente della violenza sessuale a danno di un minorenne.

            Nel delitto di atti sessuali con minorenne il bene tutelato non è la libertà sessuale del minore, bensì lo sviluppo armonioso della sessualità del minore.

            Infatti, se a seguito di tale reato lo sviluppo della sessualità del minore dovesse risultare compromesso, il PM valuterebbe come elemento utile per opporsi al riconoscimento delle generiche a favore dell’imputato.

    • Francesco says:

      Beh, iniziare a obbligare chi si propone per gestire uno spazio a farlo sotto pena di perdere quel diritto, per iniziare.

      Poi hai ragione: la festa di compleanno è troppo poco per il Comune … dovreste trovare un modo creativo di rinominarle ;)

      Ciao

      PS Capodanno ortodosso, capodanno cinese, capodanno irlandese, festa farlocca dei neri d’America, festa del ringraziamento, qualche festa ebraica, feste musulmane, festival buddhista, compleanno di Giordano Bruno, nascita di Giotto Dante Petrarca Baggio ……

      • Per Francesco

        “Poi hai ragione: la festa di compleanno è troppo poco per il Comune … dovreste trovare un modo creativo di rinominarle”

        Esatto :-)

        E’ tutto lì il punto: il funzionario pretende di sapere a cosa debba servire uno spazio dedicato all’infanzia (“Theater Workshop Nuove Dissonanze che propone un percorso…”) meglio dei genitori dei bambini che dovrebbero usufruire dello spazio dedicato all’infanzia.

        • Francesco says:

          ho cercato di risponderti sopra: è difficilissimo il mestiere di quel funzionario, anche se non ci fossero le mille regole folli dell’Italia

          ciao

      • roberto says:

        non potete costituirvi in associazione e dire che lo spazio vi serve per “assicurare la socializzazione in un contesto di scambi culturali internazionali nel rispetto delle Tradizioni Locali e dei Nuovi Cittadini, educando alla legalità, alla condivisione e ala accettazione delle differenze”?

        • Per roberto

          “non potete costituirvi in associazione e dire che lo spazio vi serve per”

          Intanto, questo è il primo problema: gli abitanti di un posto, i famosi vezzeggiati “cittadini” non esistono e il loro punto di vista riguardo ai servizi che lo Stato dispensa o toglie loro non conta assolutamente nulla.

          Contano solo i privati legalmente costituiti: la ditta “spettacoli ed eventi” non è diversa dalla “associazione socializzazione contestuale onlus”.

          Secondo, tra la Ditta Spettacoli ed Eventi” e l’Associazione Socializzazione Contestuale Onlus” passano solo due differenze: il fatto che la prima può offrire soldi; e il fatto che la seconda è una Onlus e quindi gode di alcuni privilegi fiscali.

          Il fatto che la seconda rappresenti realmente le persone per cui esiste lo stesso spazio non conta nulla.

          L’Associazione che rappresenta duecento abitanti del quartiere che vogliono fare feste di compleanno non ha alcun vantaggio sull’associazione di tre persone, con sede a cento chilometri di distanza, che stanno cercando un modo di fare soldi.

          • roberto says:

            questa è secondo me la solita questione di cittadini e sudditi.

            se ci fossero regole chiare e sensate (tipo: precedenza alle associazioni di quartiere, esclusione delle associazioni che non utilizzano gli spazi, responsabilità titale dell’associazione utilizzante di prestare lo spazio), non dovreste subire il capriccio del funzionario o la paura del funzionario rispetto all’associazione “cattiva”

            poi certo puoi dire che “non devono esserci regole e tutto deve essere autogestito”, e, vediamo quanto tempo ci vuole prima che lo spazio comune sia totalmente assorbito da privanti prepotenti.

            ti ricordi quando eri ragazzino a giocare a pallone al campetto, che quando arrivavano i grandi ed i prepotenti te ne dovevi andare pena mazzate? ecco….

            • Per roberto

              “poi certo puoi dire che “non devono esserci regole e tutto deve essere autogestito””

              Ma le regole sono sempre necessarie, e le modifiche che suggerisci tu non sono male (poi vorrei vedere l’intero sistema legislativo italiano che si rimodella per una cosa irrilevante come i cittadini).

              Però il punto fondamentale credo che sia sempre il non riconoscimento dell’esistenza dei cittadini; intesi non come singoli, ma come la comunità che effettivamente vive in un luogo.

              Questo oggi inizia a cambiare per forza di cose – pensiamo ai patti per i beni comuni, oppure alle cooperative di comunità – perché lo Stato non può mantenersi ai livelli degli Anni Settanta, e questa èuna condizioni irreversibile.

            • Z. says:

              Miguel,

              la tua osservazione sugli anni Settanta (immagino tu ti riferisca soprattutto ai primi anni Settanta) è condivisibile.

              Ora, pensa che negli anni Settanta, e peggio ancora negli anni Sessanta – quando i soldini c’erano, e giravano, e ne giravano tanti – l’evasione fiscale era parecchio più alta di quella odierna.

              “Parecchio” non rende l’idea, in effetti. Direi che “incommensurabilmente” renderebbe meglio l’idea.

              Poi, per carità, ci sarà sempre chi si giustificherà dicendo che evade perché “lo stato non fa niente per me”.

              Ci sta, è una scusa piuttosto banale e diffusa, tipo “ti lascio per non farti male”. In entrambi i casi magari c’è chi mentre lo dice ci crede :)

            • Per Z

              ““lo stato non fa niente per me”.”

              E perché lo stato dovrebbe fare qualcosa per me?

            • Z. says:

              Miguel,

              — E perché lo stato dovrebbe fare qualcosa per me? —

              Beh, perché non dovrebbe? A volte hai idee che non condivido e altre volte fatico un po’ a seguirti, ma sei decisamente una persona per bene :)

          • Andrea Di Vita says:

            @ martinez

            “L’Associazione che rappresenta duecento abitanti del quartiere che vogliono fare feste di compleanno non ha alcun vantaggio sull’associazione di tre persone, con sede a cento chilometri di distanza, che stanno cercando un modo di fare soldi.”

            Continui a venire nel mio carrugio…. :-)

            Dato che la legge è uguale per tutti, e’ doveroso che tale vantaggio non esista in alcun modo.

            A meno che, naturalmente, la legge non porti scritto esplicitamente che le associazioni senza scopo di lucro vanno privilegiate in quanto tali nell’uso delle risorse pubbliche rispetto a chi vuole lucrare.

            In tal caso si ha un vero e proprio intervento statale nell’economia (in questo caso, infatti, si altera il mercato degli affitti dei campi da calcio, per giocare in quelli privati si paga l’affitto), AKA ‘socialismo’.

            Come tale, va messo per iscritto chiaramente, in modo che i liberali come Francesco :-) possano contestarlo a viso aperto.

            E persino nella versione light che piace ai liberali, lo Stato serve solo a evitare che bande di figuri dotati di nodosi bastoni spadroneggi e finisca con l’occupare a piacimento proprio i campetti in cui le associazioni senza fine di lucro vorrebbero far giocare i bambini.

            Se si vuole comunque garantire lo spazio ai bambini, se ne deduce, è necessario lo Stato socialista :-) :-)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Quindi quando gli abitanti di Oltrarnoville davano una stella a un tizio cazzuto perchè tenesse a bada i balordi, tu già metti la crocetta su Stato socialista?

              Sei peggio di Ayn Rand!

              :D

            • Per Adv

              “A meno che, naturalmente, la legge non porti scritto esplicitamente che le associazioni senza scopo di lucro vanno privilegiate in quanto tali nell’uso delle risorse pubbliche rispetto a chi vuole lucrare.”

              Non dicevo che le associazioni di un certo tipo vadano favorite.

              Ho detto che (per me, non per la legge italiana) un centro costituito in un quartiere per l’infanzia dovrebbe privilegiare i residenti di quel quartiere (non le associazioni) rispetto a enti privati, a scopo di lucro o no.

              E’ già una cosa malsana che per esistere, i genitori debbano costituirsi in un ente privato e non essere semplicemente ciò che già sono: le persone (i mitici “cittadini”) che vivono in quel quartiere e usufruscono di quel centro per l’infanzia.

              Il fatto che la legge italiana, tra i suoi innumerevoli commi, non ammetta l’esistenza dell’essere umano, è questo che preoccupa.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              In effetti i più grandi nemici del marxismo in Polonia, i numerosi piccoli proprietari terrieri (la ‘Szlachta’) che difendevano con lo schioppo e l’alabarda la loro terra dalle incursioni Tartare e tenevano paternalisticamente con se’ un po’ di negri… ahem, contadini/servi della gleba sono nella storia Europea la cosa più somigliante ai ‘farmers’ Statunitensi che difendevano pozzo e bestiame dai Pellerossa col Winchester.

              Che fossero tipi tosti lo si deduce dal fatto che la parola Tedesca corrispondente è ‘schlecht’ = ‘cattivo’.

              E perfino sotto il regime Sovietico avevano la loro organizzazione satellite, il Partito dei Contadini, alleato ma non coincidente col Partito al governo.

              Comunque lo sceriffo faceva difendere la Legge decisa a Washington, cosa che a molti survivalisti d’oggi (così come ai Democratici sostenitori dei linciaggi di ieri) aveva decisamente un saporaccio di Socialismo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              “Ho detto che (per me, non per la legge italiana) un centro costituito in un quartiere per l’infanzia dovrebbe privilegiare i residenti di quel quartiere (non le associazioni) rispetto a enti privati, a scopo di lucro o no”

              In altre parole, ammetti l’esistenza di un Bene Generale che non si riduce alla sommatoria di egoistici interessi individuali. Se non è Socialismo questo… :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              ” Bene Generale che non si riduce alla sommatoria di egoistici interessi individuali. Se non è Socialismo questo”

              Bene Generale? Cosa vuol dire “generale”?

              Io parlo di Bene Comune, cioè di un insieme di rapporti tra persone e luoghi. Una cosa molto fluida e aperta, ma legata al posto in cui ci si trova e alle persone con cui si stabiliscono rapporti a lungo termine. Relazioni in cui possono entrare tanti, ma nulla a che fare con la umanità astratta.

              E’ “socialismo”?

            • Francesco says:

              1) ADV, arrivi tardi, io ho diagnosticato a MM dosi massicce di maoismo a breve raggio (MGR)

              2) lo sceriffo faceva rispettare la legge del villaggio – chiedi ai negri del Sud – non quella di Washington

              :)

            • roberto says:

              “Dato che la legge è uguale per tutti, e’ doveroso che tale vantaggio non esista in alcun modo.”

              nulla però ti obbliga a trattare allo stesso modo situazioni diverse (anzi!).

              la situazione dell’associazione di quartiere può ben essere considerata “diversa” da quella dell’associazione non di quartiere, al punto da giustificare un trattamento diverso ( = di favore) nella gestione dei commons del quartiere

        • Francesco says:

          e la Cultura del Dono? vogliamo dimenticare la Cultura del Dono? volete 200 articoli di Avvenire sulla Cultura del Dono per ammorbidire quelli del Comune?

          poi si passa ai tomi sulla Gratuità, naturalmente

          :D

          • Andrea Di Vita says:

            @ Fdrancesco

            La cultura del dono presuppone l’esistenza di un donatore.

            Lo Stato, purchè sia Socialista, serve appunto quando di donatori non ce ne sono.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              ma no, leggi Avvenire!

              la cultura del dono è l’età aurea dell’umanità pre-capitalistica, lo scambio gratuito non abbisogna praticamente di beni reali da scambiare, è tutta una cosa spiritual-mistica, quasi niu-eig

              ;)

              PS scusate, sono diventato cattivo con la vecchiaia

            • Per Adv

              “Lo Stato, purchè sia Socialista, serve appunto quando di donatori non ce ne sono.”

              Lo so che a Genova di donatori non ce ne sono, ma noi siamo a Firenze.

  24. Moi says:

    Il PD unisce … chi lo avversa : il Polettone, vi mancava ;) ? … E’ tornato !

    Poletti sotto accusa per la sua frase ai giovani sul lavoro, Lega e M5s chiedono dimissioni

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/03/28/poletti-sotto-accusa-per-la-sua-frase-ai-giovani-su-lavoro-lega-e-m5s-chiedono-dimissioni_3af5deb2-d368-4a9c-a1c0-f7c6e8f28ef7.html

    Poletti: «Mandare il curriculum? Meglio giocare a calcetto»

    http://www.corriere.it/scuola/17_marzo_27/poletti-mandare-curriculum-meglio-giocare-calcetto-7dadec68-131a-11e7-be9a-6ca09ed8307d.shtml

    • Z. says:

      La cosa triste è che Poletti ha ragione, almeno per quanto riguarda l’Italia. Mandare il CV in giro è mediamente inutile.

      Intendiamoci, non so se giocare a calcetto serva a qualcosa, e poi dopo una certa età rischi infortuni come niente. Ma almeno è più divertente che spedire file che quasi certamente nessuno si prenderà mai la briga di leggere.

      Provate a vedere quanti iscritti ha in media un concorso pubblico oggi, e quanti ne aveva quindici anni fa.

      • Moi says:

        Mah, più che altro intendeva (ha detto poi, NON in questi termini, difficilmente comprensibili al difuori della nostra regione … ma il concetto è questo !) che bisogna coltivare il “far balotta con chi poi t’imbazza” ;) … ma in pratica significherebbe sdoganare il peggior Familismo Amorale della peggior Vecchia DC persino in Emilia Romagna !

        … Proverbialmente nostrana “pezza che sta peggio del buco” , quindi ?!

        • Z. says:

          Non so se intendesse precisamente quello: forse intendeva dire che farsi conoscere dal vivo è più utile che farsi conoscere tramite CV.

          Ma se Poletti intendeva dire quel che tu hai inteso, ecco, allora ha tristemente ragione da vendere. Far balotta con chi poi t’imbazza è qualcosa che io trovo sgradevole, e direi anzi umiliante. Ma non c’è ombra di dubbio che sia mediamente molto più utile che scrivere e spedire CV.

          Così hanno trovato lavoro moltissimi giovani di ogni fede politica nella nostra città, nel Parlamento italiano, dovunque nel Paese.

          Caso mai, ecco, si potrebbe chiedere a Poletti cosa ha fatto il suo governo al riguardo, e perché i centri per l’impiego – non diversamente da prima che Renzi diventasse PdC – sembrino utili soprattutto a dare un impiego a chi ci lavora dentro. Si era detto che il reintegro veniva abrogato in cambio di una maggior possibilità di ricollocazione, ma chi l’ha vista?

          • Moi says:

            Oppure che mischi le squadre e salta fuori l’amico dell’ amico che cerca … ma è roba da vecchia DC, no ?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Si era detto che il reintegro veniva abrogato in cambio di una maggior possibilità di ricollocazione

            Ma ci credevi davvero? :lol:

            • Francesco says:

              il resto del mondo funziona così, una qualche speranza si poteva avere

            • Z. says:

              MT,

              — Ma ci credevi davvero? —

              Maurì, che discorsi fai? Quando tu fai una domanda a un teste la fai perché non sai quale sarà la risposta? :D

              Certo che (ad es.) Fratoianni non ci ha mai creduto, ci mancherebbe. Ma questo non gli toglie certo il diritto di criticare Poletti in merito, anzi!

  25. Moi says:

    Poletti, provocazione della Lega Nord in Senato. Tra i banchi con la palla: “Per un pallone gonfiato”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/28/poletti-provocazione-della-lega-nord-in-senato-tra-i-banchi-con-la-palla-per-un-pallone-gonfiato/3482632/

  26. Moi says:

    Poletti, Toninelli (M5S): “Calcetto meglio del Cv? Incapace. Si guardi allo specchio si dimetta”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/28/poletti-toninelli-m5s-calcetto-meglio-del-cv-incapace-si-guardi-allo-specchio-si-dimetta/3481322/

    • Z. says:

      Purtroppo, e sottolineo purtroppo, il CV di Toninelli rende difficile dar torto al ministro.

      https://rousseau.movimento5stelle.it/candidati/danilo_toninelli.html

      Purtroppo di nuovo, temo che si potrebbe dire lo stesso per molti suoi colleghi, non solo grillini.

      • Per Z

        “Purtroppo, e sottolineo purtroppo, il CV di Toninelli rende difficile dar torto al ministro.”

        Non ho capito perché. Dice che è un ex-carabiniere che fa l’assicuratore e poi si è impegnato nel M5S. Ma forse ho guardato in maniera superficiale.

        • Z. says:

          Perché leggendolo è abbastanza evidente che non è stato certo scelto in base al suo CV (e considera che è forse il più tecnico tra i grillos, poi obiettivamente “COMPETENZE SOCIALI: Onestà” non è male).

          Infatti è stato scelto perché votato, da una quindicina tra amici e parenti, tra i panchinari del M5S – i titolari, per lo più espulsi in seguito, erano già stati eletti alle amministrative.

          Il CV è stato del pari ininfluente per molti suoi colleghi, non solo grillini. Fuori dal parlamento è di utilità diciamo pure modesta nel privato; nel pubblico, salvo diversa indicazione, non è nemmeno previsto.

          Fare PR è immensamente più proficuo.

          • Per Z

            “Perché leggendolo è abbastanza evidente che non è stato certo scelto in base al suo CV”

            Non lo so, i deputati hanno bisogno di un CV?

            al volo trovo solo i dati della legislatura precedente (2011):

            http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/la-casta-forense-in-parlamento/148643/

            avvocati 87
            “dirigenti”, mestiere non meglio specificato, con 82 deputati;
            gli imprenditori con 76 parlamentari
            giornalisti con 61 posizioni
            docenti universitari (45)
            funzionari di partito (41)
            medici (30)
            gli impiegati (29)
            magistrati 7
            4 operai
            3 artigiani,
            2 paramedici
            1 agricoltore.

            Insomma, non è un disastro se c’entra pure un assicuratore, credo.

            Comunque, trovo pessimo il sistema elettorale grillino, dove chiunque può cliccare in parlamento un proprio amico. Basta collegarsi in venti o trenta su Internet ed è fatta: non è un caso che tanti poi se ne vanno, visto che li hanno eletti gli amici per fare carriera, mica per fare opposizione (senza nulla togliere ad alcune ottime persone che sono uscite dal M5S per validi motivi).

            Il problema è che il M5S vede nel parlamento il luogo decisivo, come se lì si potesse davvero decidere qualcosa: sono ancora prigionieri dell’ideologia delle Elezioni e del Cittadino Elettore. E quindi democratizzano al massimo l’ingresso in parlamento.

            Credo che la cosa andrebbe rovesciata: prima si democratizzi la società, poi la società mandi dei propri, selezionatissimi rappresentanti, se proprio serve, in parlamento, come una delle tante cose diverse che la società può fare. Senza clic sui meetup o altri anglicismi.

            • Z. says:

              Miguel, non ci capiamo.

              Il punto è: il CV non serve a granché né in parlamento né fuori.

              Toninelli è stato formato e messo in lista per difendere gli interessi della CA srl, e se avesse la seconda media sarebbe quasi altrettanto efficace nel farlo.

              Purtroppo, fare PR – cosa che io detesto, e credimi, detesto è un eufemismo – è molto più determinante dello spedire CV.

              Questo temo sia un fatto. Poi indignarsi è gratis e va di moda…

            • Per Z

              “Toninelli è stato formato e messo in lista per difendere gli interessi della CA srl”

              Avrai sicuramente informazioni riservate in merito che io ignoro.

              Ma mi sembra che il sistema elettorale grillino sia suicida, con la sua follia “democratica” è studiata per distruggere il movimento stesso, permettendo a chiunque di cavalcarlo per interessi suoi. Pessima cosa, ma il contrario dello stalinismo cui accenni tu.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Avrai sicuramente informazioni riservate in merito che io ignoro. —

              Informazioni riservate? Che Casaleggio abbia fondato il M5S nell’interesse della sua società, così come ha fatto SB con Forza Italia, non è esattamente un segreto di stato. Siamo alla davantologia più banale :)

              — Ma mi sembra che il sistema elettorale grillino sia suicida —

              Le elezioni grilline? quelle che la dinastia Casaleggio sconfessa quando non ne gradisce l’esito? Non interessano nemmeno ai loro elettori e non mi sembrano un serio problema per nessuno, men che meno per la CA srl.

              — con la sua follia “democratica” (…) studiata per distruggere il movimento stesso, permettendo a chiunque di cavalcarlo per interessi suoi. —

              Di quale “movimento” parli, esattamente? Tutti i “movimentisti”, che in effetti potevano avere interessi divergenti da quelli della CA s.r.l., sono stati epurati da quel dì.

              Comunque, ripeto, non era di questo che volevo parlare, ma del fatto che Poletti ha tristemente ragione. Come giustamente osservi, i deputati non hanno bisogno di un CV, e la più parte delle volte nemmeno i non-deputati.

              Il fatto che a starnazzare però siano soprattutto dei parlamentari (non solo grillini) è un buon indice della coda di paglia dei suddetti parlamentari (ribadisco: non solo grillini).

            • Z. says:

              Tri-ribadisco:

              il punto non sono i grillini, di cui abbiamo parlato solo per via del link di Muà.

              Il punto è che cercare lavoro, in Italia, è un susseguirsi di umiliazioni senza fine, dove davvero infarloccarsi il prossimo a suon di fuffa vale mille volte più delle tue competenze professionali.

              Prendersela con Poletti (e con il governo Renzi) per non aver fatto abbastanza al riguardo potrei capirlo. Prendersela con Poletti per aver constatato un dato di fatto sin troppo noto mi fa sorridere.

            • Per Z

              “Prendersela con Poletti per aver constatato un dato di fatto sin troppo noto mi fa sorridere.”

              concordo in pieno. Con il sornione stile imolese, Poletti ha il coraggio di dire una cosa molto italiana e molto vera.

              Anzi mi piacciono le persone che parlano chiaro e dicono cose vere.

              Hanno messo in croce De Andrè per aver detto che la ndrangheta dà lavoro http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/08/18/la-ndrangheta-da-lavoro.html (notate con che dignità De Andrè si rifiutò di sottoporsi al rituale del “sono stato frainteso”).

              Allo stesso modo, hanno massacrato un antipatico e arrogante gay di destra dal nome greco (non mi ricordo esattamente come si scrive), per aver detto che gli adolescenti con tendenze omosessuali a volte trovano positivi i rapporti con uomini più maturi, è una cosa che dà loro più fiducia in se stessi. Da non omosessuale, posso pensare che sia vero o che sia falso, ma è pur sempre una tesi interessante. Invece, no, “ecco l’apologeta della pedofilia, che schifo!”

              Trovo ributtante la tendenza a negare i fatti, perché li si considera poco eleganti.

              Solo quando riconosciamo i fatti, li possiamo cambiare.

              Ma chi va in politica sarà sempre massacrato allo stesso modo per qualunque cosa dica, non è un caso che io me ne tenga il più lontano possibile.

            • Z. says:

              Quella di FDA non era una frase “immorale”, era proprio una stupidaggine. Del resto, il Nostro amava bere.

              E non solo si è tirato indietro, ma si è tirato indietro nel più portaportese dei modi, da vero frequentatore di Porta a Porta: era una provocazione, ha detto.

              Che è il modo con cui i personaggi italo-italiani, primi tra tutti i politici quando vanno da Vespa, ammettono di averla fatta fuori dal vasino.

              Poi non ci sono dubbi: a FDA si perdona tutto sempre, figurarsi in quel periodo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma secondo me è la figura di Poletti la principale dimostrazione di quanto dice Poletti :D

        • Z. says:

          MT,

          capisco il tuo punto di vista, ma a dirla tutta credo che Poletti sia dov’è proprio in virtù del su CV!

          Mi chiederei piuttosto: è buona cosa che sia quel tipo di CV quello richiesto, nel PD, per occupare il posto di Poletti?

  27. Segnalo un articolo sugli Stati Uniti… come tutte le cose di Bifo, è pieno di intuizioni originali, ma anche unilaterali e sopra le righe.

    Insomma, una parte della verità, di questi tempi drammatici:

    http://comune-info.net/2017/03/america-destino-manifesto-come-schivarlo-forse/

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      Mi pare la nuova versione del motto ‘o socialismo o barbarie’.

      Quanto è reale, e quanto dettato dall’ideologia di Bifo?

      O, per riassumere le due domande in una sola:

      quanto dell’ideologia di Bifo descrive la realtà?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        se è un socialista, possiamo azzardare un 5%

        :D

        • Francesco says:

          Adesso che lo ho letto (il 95%, non ho resistito fino alle ultimissime righe), posso con tranquilla sicumera affermare che l’unico contenuto affermato dal signor Bifo nel suo scritto è quello che ha nella testa.

          Con ciò intendo dire che un mix micidiale di stupidità, provincialismo e pregiudizio impedisce qualsiasi contatto con la realtà esterna.

          Posso dirlo? un piccolissimo Trump nato a Bologna,che smette di essere divertente dopo un paragrafo.

      • Per ADV

        “Quanto è reale, e quanto dettato dall’ideologia di Bifo?”

        Bifo è fortemente influenzato da sentimenti e ideologia; ma è anche un intelligente osservatore di cose che sfuggono ad altri.

        Drammatizza poi certamente, e ignora il punto di vista di chi è diverso da lui – in questo senso l’elettorato di Trump è per lui puro male.

        Ma da tutto quello che leggo e sento, credo che abbia ragione nel sostenere che gli Stati Uniti siano arrivati vicini al collasso sociale, una cosa che può avere ripercussioni interessanti su tante cose nel mondo.

        • Francesco says:

          >>> credo che abbia ragione nel sostenere che gli Stati Uniti siano arrivati vicini al collasso sociale,

          uiscfull dinching, se posso chiosare

          come ripete il perfido Z, siamo tutti seduti sul fiume ad aspettare che passi il cadavere del capitalismo – tranne Roberto che si è imobscato con quella biondina

          :D

          • Z. says:

            Bifo è una persona educata e gentile, e a dirla tutta mi fa anche simpatia.

            Non di meno, il tempo eventualmente speso per leggere uno dei suoi n’importe quel article sarebbe tempo indebitamente sottratto a Diablo III.

            Che poi, scusa, mi sfugge la novità: già lo sappiamo tutti che il capitalismo è lì lì per cadere, e sarà pianto e stridor di denti. E’ così da prima che nascessi, e sarà ancora così quando sarò polvere nell’ossario della Certosa :)

            • Francesco says:

              Io mi sono avvicinato con curiosità ma lessico e tono a metà tra Bierre e Giornalisti al seguito di Kim Cicciobello mi hanno vagamente infastidito.

              Ho sempre sospettato che Emilio Fede non fosse la cosa peggiore possibile.

            • Per Francesco

              “Io mi sono avvicinato con curiosità ma lessico e tono a metà tra Bierre e Giornalisti al seguito di Kim Cicciobello mi hanno vagamente infastidito.”

              E’ interessante come tu confonda il noiosissimo stile astratto delle Bierre o le coreografie orientali di massa dei seguaci di Kim Cicciobello, con le passioni di un Bifo.

              Capisco che tu non le condivida, ma è come se un laico di sinistra dicesse, “non sopporto Buttafuoco perché quando parlo mi sembra Tommaso d’Aquino”.

              Davvero strano, non lo capisco.

            • Francesco says:

              Miguel,

              in effetti non ti capisco: le “passioni” del signor Bifo sono uguali alla commozione con cui i giornalisti nordocoreani parlano degli infami capitalisti che attentano al paradiso creato dalla Amata Dinastia

              retorica scadente, ignoranza grossolana, volgarità scambiata per vitalità: almeno quelli lo fanno per non morire di fame

              credo di riconoscere un cretino in malafede, dopo tutto ogni mattina mi guardo allo specchio

              ciao

              F o’incazzoso

            • Per Francesco

              “le “passioni” del signor Bifo sono uguali alla commozione con cui i giornalisti nordocoreani parlano degli infami capitalisti che attentano al paradiso creato dalla Amata Dinastia”

              Veramente non ti capisco io.

              Come fai a confondere:

              1) funzionario della Grande Organizzazione che scrive con immane cura esattamente ciò che lui sa compiacerà la lunga gerarchia al di sopra di lui, tremando al pensiero che una sola virgola possa dispiacere e costargli il posto o magari anche la testa

              2) rompicoglioni da una vita, che è sempre stato contro tutti, ha sempre detto che tutto ciò che agli altri piace gli fa schifo, che quello che ti presentano come paradiso è una fregatura, che crede di ribellarsi (magari a torto) anche quando cammina per strada e grazie a questo suo anticonformismo si sente più ganzo degli altri

              Il secondo può essere antipatico quanto si vuole, ma è un tipo antropologico totalmente diverso dal primo.

            • Francesco says:

              io non conosco il tizio in questione, mi baso sullo scadente scritto

              è del livello intellettuale da me descritto, magari lui certe cose le vede per compiacere il suo ego e i giornalisti nord-coreani per compiacere Cicciobello, l’esito è uguale uguale

              però mi è venuto da gran ridere pensando a certi segaioli di sinistra che provano a fare la lotta armata con la destra NRAista ….

              vedi che il Male tracima e investe anche chi sta dall’altra parte della tastiera? divento ancora più cattivo

            • Z. says:

              Miguel,

              veramente a Bifo piacciono gli aperitivi in via Clavature come a quasi tutti i bolognesi!

              :)

        • PinoMamet says:

          Certo ragazzi che siete divertenti.

          Allora, vediamo se ho imparato la lezione che ricavo:

          degli Stati Uniti, nihil nisi bonum.

          Far notare che hanno (le avevano già quando le visitai io, non stupisce che non siano migliorate) infrastrutture e servizi spesso malandati o scadenti (specie nel pubblico o in tutto ciò che è “contatto con il pubblico”) e non di rado peggio dei nostri, è lesa maestà;
          ma, chi se ne macchia è ovviamente lui a essere uno che ragiona come il seguito del dittatore nord-coreano ;)

          poi oh, sono strasicurissimo che Bifo abbia esagerato e le conclusioni che trae sono opinabilissime, ma ho come le impressioni che non sia questo a scandalizzare dell’articolo, quanto, per esempio, il paragone dell’American Airlines e Aeroflot…

          • Francesco says:

            io mi limito a scandalizzarmi, ma il verbo è assai esagerato, per la generalizzazione sistematica, voluta, forzata, assurda, mossa da odio palese, sommamente ridicola!

            e io sono uno che se Trump spendeva in infrastrutture faceva bene, ti ricordo

            come se uno facesse un giro a Bergamo e dicesse che tutti gli italiani sono dei Neandertal!

            ohi, poi se vuoi sederti vicino a me mentre aspettiamo che passi il Solito Cadavero Capitalistico-usano mica mi arrabbio, anche se non credo che tu sia un buon conversatore parlando di basket

            ma Robè è sparito con rossa, questa volta

            ;)

          • PinoMamet says:

            Io non aspetto che finisca il Capitalismo, non sono uno di quelli.

            Io sono uno di quelli che crede che l’istinto di arricchirsi e stare meglio sia naturale; innaturale e idealistico, quindi pericolo, negarlo;
            altrettanto pericoloso lasciarlo completamente libero.

            Tradotto, credo in un moderato intervento riequilibratore e moderatore dello Stato.

            A parte questo, caspita, alcune cose negli USA mi pare siano piuttosto maltenute, Trump o meno, Bifo o meno.

  28. Grog says:

    Curiosissimo quello che scrive BIFO su NY e sugli US in generale, sembra quasi che rimpianga il vecchio buon mondo borghese, alla fine della fiera la NY creativa la isolata gli sta strettina e cerca di scappare in Canadà(1) per poi scoprire che il sistema di trasporti è una schifezza, il personale maleducato, gli alberghi zozzi e squallidi e che il personale di terra non ti offre più la caramella alla menta.
    Con una sinistra così ci è ancora andata di culo ad avere SOLO IL PD! (2) Poteva anche andare peggio! Forse è la sinistra bolognese che è così borghese e di merda….mah… tutti i miei amici di Bologna sono casualmente di estrema destra o paleo papalini, comunque BIFO scrive benino ma è qualcuno solo grazie all’imbecillità di matrice scelbiana che trattava gli scioperanti a colpi di MAB.
    Grog! Grog! Grog!
    (1)
    Quando BIFO vedete solo per la città
    forse voi penserete dove girando va.
    Solo, senza una meta. Solo… ma c’è un perché:

    Aveva una casetta piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

    Ma un giorno, per dispetto, SCELBA Panco l’incendiò
    e a piedi poveretto senza casa lui restò.
    “Allora cosa fece?” – Voi tutti chiederete.
    Ma questa è la sorpresa che in segreto vi dirò:

    Lui fece un’altra casa piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

    E tante e tante case lui rifece ma, però,
    quel tale SCELBA tutte quante le incendiò.
    Allora cosa fece?
    Voi tutti lo sapete!

    Lui fece un’altra casa piccolina in Canada
    con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
    e tutte le ragazze che passavano di là
    dicevano: “Che bella la casetta in Canada”!

    (2)
    INTANTO DEPIDDIZIAMO UN PO
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
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    Bzazzzzz!
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    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!
    Bzazzzzz!

  29. Andrea Di Vita says:

    @ Grog

    Chi disprezza compra.

    Caro grog, mi sa tanto che finirai nella segreteria dell’addetto stampa di Franceschini a curare i rapporti con le sezioni PD di Mestre.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Grog says:

      Sei di una perfidia unica Andrea!
      Uno come Franceschini è il massimo dello SQUALLOR PIDDEMOCRISTIANO DELLA BASSA unico caso in cui mi sono trovato d’accordo con il MOSTRO DI RIGNANO che per minacciarlo gli ricordava la fine di un’altro ferrarese merdosissimo e terribilissimo rompicoglioni come il SAVONAROLA
      Poi Mestre è già quasi depiddizzata di suo perché storicamente abitata da molti simpatici operaiacci comunisti che vogliono bene a Stalin ma lo considerano troppo tenerello.e ritengono che Laurentii Berja sia stato un pericoloso riformatore in sulfureo odore di socialdemocrazia, c’è da dire che gli ex Partigiani della zona furono in effetti molto più feroci dei romagnoli e degli emiliani che sotto sotto sono dei pappa e ciccia.
      Il veneto è civile, riflessivo, tranquillo, riconosce l’autorità costituita e la rispetta, è ingenuo ma quando si sente tradito diventa un cicinin pericoloso ed è meglio levarsi di sotto.
      Grog! Grog! Grog!

      • Andrea Di Vita says:

        @ grog

        “perfidia unica”

        Lo so.

        Non a caso ho parlato di Franceschini, e di Mestre. :-) :-) :-)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  30. Peucezio says:

    Miguel,

    molto intempestivamente ti rispondo qui al post su comunità ruscello e pozzanghera, che pone questioni che secondo memeritano alcune osservazioni.

    Ho l’impressione che l’autore parli di un paese archetipico, luogo-comune, in qualche caso coincidente con paesi veri, ma che nella maggior parte dei casi non c’entra nulla con questi ultimi.
    Io distinguerei, inevitabilmente schematizzando, diverse situazioni:

    1) il mondo rurale del passato (anche molto recente), basato sull’economia di sussistenza.
    Lì direi che la questione non si pone, perché il legame con le esigenze concrete di sopravvivenza, da parte di un mondo non alfabetizzato e a contatto continuo con la vita, con la morte e con le istanze primare dell’esistenza, fa sì che si attinga a un’esperienza esistenziale essenziale e universale, che non ha nulla di gretto o di provinciale: i contadini non sono gretti e provinciali.
    Non c’è idealizzazione romantica in ciò: parliamo di condizioni di vita precarie, tragiche, certo non invidiabili.

    2) La provincia attuale, che di provincia ha solo il nome, perché è interconnessa col mondo e partecipe della globalità quanto la città: avendo avuto a che fare con ragazzi di paesini sperduti della Puglia rurale o della Lucania, noto come siano svegli, al corrente delle novità del mondo, inseriti nel flusso vertiginoso della contemporaneità quanto e più dei ragazzi di città.
    Una mia amica mi spiegava il meccanismo per cui giovani della provincia salentina, guardando direttamente a Milano o all’estero, e andandoci di fatti a studiare, sono più aggiornati e ricettivi rispetto alle tendenze mondiali, rispetto a quelli dei capoluoghi (Bari, Lecce, ecc.), che per praticità scelgono l’università sotto casa e continuano a partecipare del provincialismo del loro capoluogo.
    Inoltre c’è anche una trasformazione di esigenze: in certi paesi pugliesi, le persone dai cinquanta in su emigrate fuori, hanno mantenuto un legame profondo col paese, legato all’integrazione comunitaria profonda e appagante che vivevano quando vi risiedevano, per cui ogni volta che tornano, si immergono con gioia nel contesto di amici e parenti di un tempo. I giovani attuali di solito hanno un rapporto molto diverso: essendoci stata una profonda trasformazione socioantropologica, sono molto meno radicati, pur essendo nati e cresciuti in paese, per cui, nell’adolescenza, vivono lo stare nel luogo come una contingenza logistica fra le tante possibili, mentre,finite le scuole superiori, vanno via, senza grandi nostalgie.

    3) La borghesia di paese fino a qualche generazione fa. Questo è forse l’unico contesto sociale per il quale è vero il discorso proposto dall’autore. Ma potenziato diecimila volte. Basta pensare alla descrizione che fa Carlo Levi dei maggiorenti di Aliano, frustrati, gretti, crudeli, rancorosi, malvagi, infidi, meschini, quasi degenerati (mentre i contadini corrispondono esattamente a ciò che ho detto nel punto 1)).

    Il punto, metodologicamente, è che “paese” vuol dire cose diversissime secondo l’epoca storica, l’area geografica, il contesto sociale, ecc., ecc., ecc., per cui il discorso dell’autore suona molto astratto e sicuramente scarsamente applicabile quantomeno alla realtà italiana.

  31. Moi says:

    A proposito di genti e robe “weird” … a ‘sto giro, “Brexit is for real” ?! ;)

  32. Moi says:

    BREXIT

    … Alééééé !

    Benny Hill (va be’ : lui era fissato con le donne giovani … ;) : ma diàmolo per buono !) Benny Hill is Alive and He Struggles Among Us :) :

    https://www.nytimes.com/2017/03/28/world/europe/uk-daily-mail-legs.html?_r=0

    https://www.theguardian.com/media/2017/mar/28/daily-mail-legs-it-front-page-sexist

    il Déili Méil l’ ha buttata in caciara sexist su quale delle due MILF Politiche ha le gambe più belle !

  33. Moi says:

    Altra gente “Weird” … i Mormoni si ricredono : a Sodoma e Gomorra, Ha-Shem era il SuperVillain ! ;)

    http://gayburg.blogspot.it/2017/03/la-chiesa-mormone-accetta.html

  34. OT

    Una zia sessantenne americana intraprendente riesce a far pagare l’università (un’università un po’ scrausa, 47.000 dollari e via) per il proprio nipote, vendendo segreti ai cinesi:

    https://www.theguardian.com/world/2017/mar/29/us-state-department-bribes-china-spies-candace-claiborne

    Il comunismo può salvare gli Stati Uniti, creiamo il libero mercato delle informazioni riservate!

  35. Grog says:

    Ci mancavano anche gli islamisti che progettano un attentato al PONTE DI RIALTO!
    E’ un vero dramma perché
    GLI ISLAMISTI SONO DEFICENTI, IGNORANTI, TESTE DI CAZZO, PAGATI DALL’INTERNAZIONALE ARCHITESTRONZI(1)
    è il ponte di quel senza Dio di Calatrava che dovevate far saltare
    ISLAMISTI PEZZI DI SOMARO FIGLI DI UN RAPPORTO TRA UN MATTARELLO ED UNO SCOLAPASTA!
    Adesso vi hanno sgamati e sono cazzi nostri che ci teniamo lo scivolosissimo ponte della Costituzione di quel mona spagnolo de l’ostrega! Ma chi è stato quel
    DEFICENTE SESQUIPEDALE CHE A SUO TEMPO GLI HA AFFIDATO L’INCARICO? CACCIARI?
    Vorrei dire all’ottimo ministro dell’Interno che con gli ISLAMISTI si può marginalmente trattare se promettono di
    DECAPITARE IN MONDO VISIONE CALATAVRA NELL’ANFITEATRO DI PALMIRA (Siria)
    potremmo anche metterci una buona parola per avere il permesso dei RUSSACCHIOTTI per non essere bombardati e di ASSAD, come argomento potremmo minacciare di far nominare Calatrava come principale ARCHISTRONZO per la ricostruzione della Siria o peggio come progettista di un ponte sullo STRETTO DI BERING.
    causando una quasi sicura guerra nucleare tra RUSSACCHIOTTONI e COWBOYS.
    Grog! Grog! Grog!
    (1) Mandateci a Mestre quegli ignoranti di islamisti che a furia di calci in culo reciteranno Pater, Ave e Gloria e faranno una novena alla Madonna dopo aver pulito i pavimenti della Sinagoga.

    • Francesco says:

      Occasione di Quasi Accordo con Grog

      si potrebbero usare gli islamisti per porre rimedio veloce, definitivo e senza appelli a numerosi errori realizzati in questo paese, a pensarci bene

      altro che mandare le ruspe che tutte le volte si fermano, mandiamoci uomini bomba volontari

      :o

  36. maura says:

    A mio pensare, per poter avere i punti vittima devi riuscire a ottenere la qualifica di vittima. Su questo argomento di potrebbe discettare a lungo e con maggiore qualifiche di quante io ne abbia. Ci sono vittime di potere (cioè riconosciute come vittime perché ora hanno potere: ebrei, omosessuali, quota parte donne, cioè le donne ordoliberiste come Boldrini, non le femministe). Essi ricercano i punti vittima anche quando non sono tali. Sono drogati di punti vittima, di visibilità vittima, guai a criticarli, guai a non essere d’accordo, guai a nominarli… Mettono il becco in ogni cosa, a prescindere. Fosse mai che perdono la possibilità di vittimizzarsi. E ci sono le vittime senza potere, che i punti vittima non se li vedono riconoscere mai a prescindere (tipo rom, musulmani, ecc.). Quindi se a una vittima doc togli una ragione di sentirsi vittima, togli il metadone a un drogato.

    • Grog says:

      Maura hai perfettamente ragione!
      RIMEDIO
      Le vittime di potere femmine vanno assegnate al sollazzo della truppa BONGA ETERO come per le marocchinate.
      Le vittime di potere uomini vanno assegnate al sollazzo della truppa BONGA CULA per il sollazzo dovuto a tutti quelli che non sono omofobi.
      Grog! Grog! Grog!
      P.S.
      Rom e mussulmanti se la cavino da soli poareti1

      • MOI says:

        Mmmmhh … dipende : Rom e Musulmani (specie i Rom) possono trovare però una Vittima di Lusso come Sponsor ;) , che coglie occasione di dichiarare con voce affettatamente accorata e grave pubblicamente che “c’è ancora taaaaanto lavoro da fare !”

        Il sottinteso è che solo la Vittima o il Vittimo o l* Vittim* Certificato/a/* :) sa Che Cosa è Giusto Fare (leggi, ordinanze, gare di appalti, fondare cooperative, Organizzare Eventi Culturali AntiDegrado per la Sicurezza di Tutti/e/* :) , qualsiasi cosa …) per tutti/e/* , senza doversi confrontare con nessuno/a/* ! :D

        • Moi says:

          una Vittima di Lusso come Sponsor, insomma, sa (o meglio: lo dà a intendere avalendosi dei media mainstream …) meglio della “vittima sfigata” :) stessa come contrastarne il Carnefice-Specchio (come già evocato)

          • Moi says:

            Tipo per “Lotto Marzo” [sic] il Collettivo di Donne Prassedi che “si muovono, vedono gente, fanno cose” che organizzano un “Gender Strike”: che è quanto di più AntiMarxista si possa immaginare, stabilendo addirittura come vestirsi per parteciparvi … almeno, in Corea del Nord, la Divisa te la passa il Partito ! ;)

  37. Francesco says:

    per ADV

    1) Hobbes parte da un pregiudizio, meglio da un giudizio parziale che è vero solo in alcuni momenti della vita di ogni uomo. trarne conclusioni generali è una puttanata mostruosa (metologicamente). tanto vale dare retta a Rousseau.

    2) chi vive sognando, muore male ma prima fa vivere male gli altri. se in Italia il tasso di evasione è doppio del resto d’Europa, prima capire perchè poi rimediare, non prima partire a spendere 110 miliardi di euro che lo Stato non avrà MAI

    3) non c’è differenza tra Stato e comunità? posso limitarmi a ridere? credo che questo sia oltre Pol Pot. fidati, c’è differenza, eccome se c’è. Deo Gratias!

    4) se siamo d’accordo, manco rileggo cos’era

    :D

    ciao!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Francesco

      Rispondo solo al punto 2), chè sul resto sono solo petizioni di principio.

      Invocando la libertà d’impresa – e mettendosi contro pure i Gesuiti! – a Genova i legaioli in giunta vogliono sospendere la giusta proibizione dei sindaci PD contro le slot machines nelle tabaccherie a ridosso delle scuole.

      Come sostenere i costi della terapia di chi sviluppa le ludopatie con tali infernali macchinette?

      Basta tassare gli spacciatori… ehm, i tabaccai che ci lucrano. Ecco che i soldi saltano fuori, se si vuole.

      Con centodieci miliardi rubati ogni anno a tutti noi, vorrei vedere che non ce ne fosse d’avanzo!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        non ce ne sono, questo è un dato assolutamente certo

        il problema con voi estremisti, gente come te e Milton Friedman, è che si finisce per discutere di astrazioni

        ;)

        PS quella delle ludopatie da cui lo Stato deve proteggerci mi pare una stronzata colossale. non stupisco ti piaccia, tu sei più stalinista di me! qui sorge un dubbio: più a DX o più a SX di me? :D

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          Quello che mi risulta incomprensibile è come tu possa essere (o apparire? :-) ) allo stesso tempo convinto cattolico e convinto liberale.

          Chesterton e Hilaire Belloc avevano già capito che se c’è una cosa che cozza frontalmente con la dottrina sociale cattolica è il liberalismo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            il punto di unione è la dignità umana individuale

            una volta appurata questa, non ho mai trovato un serio punto di contraddizione tra essere un liberale (non un pannelliano o un nazilaicista) ed essere un cattolico (non un catto-comunista)

            credo che un sociologo mi direbbe “sei un borghese”

            al che direi: che ci posso fare? sono nato così, non faccio apposta

            ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              Mi sembra un affascinante quanto pio desiderio, il fatto che la dignità umana individuale basti a sanare la contraddizione.

              L’essenza del liberalismo è la libertà economica, cioè la libertà del padrone di licenziare chi gli aggrada e come gli aggrada: “la libertà di dire al prossimo: ‘tu morirai di fame'”, secondo il felice riassunto di Bertrand Russell. Il padrone sta al dipendente come la massaia sta al fruttivendolo: libera la massaia di non comprare la lattuga da quel fruttivendolo e di trovarsi un fornitore più economico, libero il padrone di non comprare il lavoro di quell’operaio e di assumerne un altro più a buon mercato. Sicuramente quella del padrone e quella della massaia sono entrambe forme di libertà, e dunque sicuramente esercitandole si rispetta -rispettivamente la dignità della massaia e quella del padrone.

              Ma mentre può essere facile per il verdumaio trovare altre massaie, per l’operaio può non essere facile trovare altri padroni, e allora partono i bastimenti degli emigrati – o le rivoluzioni.

              La dottrina cattolica ovviamente rispetta allo stesso modo la dignità dell’operaio e quella del padrone, perchè entrambi dotati di anima immortale. Ma questa uguaglianza nel liberalismo è più apparente che reale; di fatto, salvaguardare la dignità dell’operaio e allo stesso tempo quella del padrone mi sembra difficile.

              Nel mondo dello spirito non esisteranno le classi, ma in quello reale sì.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              IMHO

              le classi sono decisamente sopravvalutate, come importanza. la dottrina cattolica ne riconosce l’esistenza, comunque, e invita a contemperare gli interessi opposti in nome dei preponderanti interessi comuni.

              IMHO bis
              se sei un bravo tornitore, credo che per te sia facilissimo trovare un padrone che ti aggrada

              se sei un laureato in scienza della comunicazione, sospetto che le cose siano più difficili

              in ogni caso, non sarà mai la struttura sociale a essere decisiva, per la dignità umana, anche se alcune possono essere più opportune di altre

              ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Comincio a dubitare che tu e io si viva nello stesso spazio-tempo. :-) :-)

              Da quando in qua uno trova lavoro solo perchè è bravo a far qualcosa o non lo trova solo perchè non lo è?

              Qualunque luogo di lavoro è innanzitutto una delicata entità ‘politica’, dove cioè valgono regole che poco hanno a che fare con le qualità individuali: regole magari non scritte, ma non per questo meno cogenti.

              E non mi riferisco alle raccomandazioni (il cui ruolo, quello sì, è stato largamente sottostimato). Ti posso presentare operai, degli autentici e stimati artigiani, che non sono stati assunti in una ditta perché, essendo bravissimi, avrebbero finito col render superflui cinque loro colleghi. Il danno che avrebbe prodotto la loro presenza alla tranquillità delle relazioni aziendali avrebbe così superato l’indubbio e immediato beneficio di ordine economico all’azienda.

              Il singolo non ottiene ciò che merita, ma ciò che riesce a contrattare.

              E – non fosse che per la forza del numero – è molto più facile contrattare condizioni vantaggiose con dei bei contratti collettivi, al di là e a prescindere dalla bravura dei singoli.

              La controprova è che quando il padrone vuole licenziare cerca sempre prima di spezzettare la forza lavoro in ‘rami d’azienda’ e simili; ed è anche il motivo per cui i padroni preferiscono sistematicamente la contrattazione aziendale (o, al limite, ad personam e fuori busta) a quella collettiva. Situazione uguale e contraria per i lavoratori.

              Ecco che la dialettica fra classi nasce spontaneamente all’interno della realtà industriale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Tè vivi in Corea del Norte? che strapotere sindacale, e relativi problemi, che mi racconti!

              Ciao

      • Per roberto

        “pure dall’altra…”

        Ma fatta la legge, trovato l’inganno:

        ” Manufacturers like KTM and Ducati, which already make bikes in Thailand, could choose to boost production there, while other European manufacturers could seek to expand outside the EU to bypass the U.S. tariffs.”

        Insomma, gli europei mandano la roba prima in Tailandia, poi dalla Tailandia la mandano negli Stati Uniti, tanto pagano il mare, il cielo e i nostri polmoni.

    • Per Z

      “Viva di dazi”

      leggo:

      “Washington starebbe valutando l’ipotesi di aumentare la tassazione sull’import della Vespa Piaggio, dell’acqua Perrier (Nestlè, che produce anche la San Pellegrino) e del formaggio Roquefort in risposta al bando Ue sulla carne di manzo made in Usa di bovini trattati con gli ormoni. ”

      Allora, gli Stati Uniti hanno un sacco di bovini che stanno producendo nuvole di roba che cambia il clima.

      Li gonfiano di ormoni che fanno male ai consumatori, e stanno cercando qualcuno a cui venderli.

      L’Unione Europea dice, “no”.

      E perciò gli Stati Uniti mettono una tassa sull’importazione… dell’acqua. Cioè sul trasporto di bottiglie attraverso un oceano intero, su inquinantissime navi, da vendere nei ristoranti di lusso al posto dell’identica acqua statunitense a chilometri zero.

      Poi sul formaggio Rocquefort, che potrebbero farsene pure negli Stati Uniti; e sulle Vespe, che non ho capito perché gli americani non possono prodursi nemmeno i motorini da soli.

      Boh, mi sembrano tutti matti…

      • Francesco says:

        1) sul formaggio Rocquefort credo ci siano un migliaio d’anni di esperienza dei formaggiai francesi

        2) è il bello dei Marchi: ti fanno volere uno specifico oggetto e non uno uguaglio uguaglio privo del marchio

        3) ma se l’ormone fa male, perchè non lo proibiscono pure l’americani? sono così fessi?

        ciao

        • Per Francesco

          “ma se l’ormone fa male, perchè non lo proibiscono pure l’americani? sono così fessi?”

          Credo che sia una di quelle cose ancora incerte, dal punto di vista degli studi medici.

          Probabilmente in Europa prevale il principio di precauzione, negli Stati Uniti no, ma immagino che Roberto ce la saprebbe spiegare meglio.

          • roberto says:

            sostanzialmente è come dice Miguel.

            da quello che capisce il seplice leguleio, ci sono studi che dicono che non è provato il pericolo ed altri che dicono che ci possono essere dei pericoli.
            (ho visto ora sul sito della commisisone e si parla sempre di “potential risks”)

            da questa parte dell’oceano si preferisce non usare gli ormoni finché non è provato che non fanno male, dall’altra parte si preferisce usarli finché non è provato che fanno male

            (il ghiottone vi consiglia di mangiare carne di bestie che sono cresciute pascolando tranquille sui prati)

            • Francesco says:

              ma veramente abbiamo bisogno che lo Stato (o l’Unione) ci proteggano in questo caso?

              io non ne sento alcun bisogno – e non perchè posso permettermi bistecche bio come l’ottimate Robelux ma perchè uso la testa

              ciao

            • Roberto says:

              La domanda è ottima.

              Secondo me la risposta è sì anche se voglio semplicemente esercitare una scelta, perché la scelta dipende dal fatto che nei negozi vi siano i due tipi di carne e che siano etichettati in modo da distinguerli.

            • Roberto says:

              Ps per le bistecche sono un po’ viziato ma non le compro bio.

              Per la carne quotidiana bio è solo un caso (un amico ha un amico allevatore bio e gli compriamo un paio di volte all’anno un vitello ad un prezzo scandalosamente basso visto che saltiamo la filiera)

            • Francesco says:

              begli amici che hai!

              :D

  38. Mario says:

    Amici! Camerati! Compagni!

    Lo stato popolare teorizzato da F. Freda nel 1969, nel suo magnum opus “La disintegrazione del sistema”, è la forma perfettamente calibrata di integrazione tra comunismo guerriero e fascismo di sinistra: riprende e rifonde, con ciò, il meglio delle due eccelse tradizioni mitopolitiche. Donne e fanciulli in comune, gerarchia funzionale al comando di una élite di monaci guerrieri, il cui unico fine è morire, eugenetica ben temperata, abolizione di ogni proprietà ed attività privata per estirpare in nuce il cancro liberale, estetica nazimaoista appena edulcorata da un certo qual gusto “Belle Epoque”, intransigente educazione militare dell’anima.

    Siamo presenti a noi stessi, in solitudine etica. Sacristi per vocazione, reggenti devoti in attesa del ritorno del Re, sommo sacerdote e custode del Tempio.

    • Roberto says:

      Prego fate pure, io vi guardo bevendo un gin tonic in terrazza

      • Mario says:

        Attenzione: nella forma statuale organica sopra descritta, non esistono tempo libero, gin tonic e terrazze: tutte espressioni dell’alienazione borghese che interiorizza lo sfascio.

        • Z. says:

          Mario,

          non temere: la nostra terrazza borghese resterà al di fuori della forma statuale organica sopra descritta.

          Per due motivi: anzitutto è davvero troppo organica, letteralmente. E poi noialtri si preferisce interiorizzare lo sfascio piuttosto che esteriorizzare il fascio.

        • Roberto says:

          “non esistono tempo libero, gin tonic e terrazze:”

          ‘Na vita de mmerda, con licenza parlando….dai che accendo il barbecue, passa a farti una salsiccia ed una birra che ti passa la voglia di fascio ;-)

          • Francesco says:

            vengo anch’io, appena finisce la Quaresima!

            :D

            PS porto la birra SG, tu però hai un pò di rosso vero?

    • Per Mario

      “Lo stato popolare teorizzato da F. Freda nel 1969, nel suo magnum opus “La disintegrazione del sistema””

      Direi che ci sono due elementi.

      Un’evidente citazione platonica, di cui potremmo parlare in un altro contesto.

      Ma soprattutto una classica utopia volontaristica otto/novecentesca.

      L’idea che l’Uomo (con la “U” maiuscola) possa andare su Marte, risolvere il problema della fame nel mondo, realizzare la giustizia, fare il palazzo più grande del mondo oppure creare la macchina del moto perpetuo, la lavatrice che lava più bianco che si può o la scuola che produce Cittadini Perfetti.

      Le Corbusier, Stalin e Zuckberberg, insomma.

      Ecco, una delle solite fantasie anti-organiche, direi, per nulla peggiore delle altre (anzi, non essendosi mai realizzata, è una delle meno peggiori).

      Ma come sapete, non sono portato per queste modernate.

  39. mirkhond says:

    “Donne e fanciulli in comune”

    ??????????????????????????????

    • Francesco says:

      a seguire la pratica per la sanatoria del tempio-caserma-clinica eugenetica che l’hanno fatto senza permesso

      ;)

  40. Mario says:

    Donne e fanciulli in comune?

    Ovviamente sì: il guerriero, in atto o in potenza, ha da distruggere il senso dell’ego, del possesso, della proiezione del piccolo sè presso il paesaggio esteriore: l’unica modalità che evira senza falle un tale flagello è la messa in comune del materiale umano frutto e matrice dell’accoppiamento.

  41. mirkhond says:

    E questa sarebbe una morale cristiana?

  42. Mario says:

    E questa sarebbe una morale cristiana?

    Ovviamente no: nè Platone, né Evola, né Mao erano cristiani. Neppure Bergoglio è cristiano; forse neanche Cristo lo fu; certamente San Paolo sì. Epperò, non è da escludere l’agnizione di elementi non incompatibili con il sentimentalismo devozionale cui è stato ridotto un cattolicesimo severo e inattuato.

    • Moi says:

      una moto dietro al culo (1) con WebCam in POV (2) che faceva la stessa identica strada (3) ?! Oddio … può essere: però, come serie di coincidenze, è già notevole ;) !

  43. Mario says:

    Per Miguel

    queste modernate

    E’ evidente che il platonismo di Freda è paradossalmente riformulato per il tramite del filtro nicciano (volontarismo). Ciò crea un felice cortocircuito. Trattasi di modernismo antagonista: si cavalca la tigre, stabilendo il perno della rivolta nella propria cella.

    • Per Mario

      ” si cavalca la tigre, stabilendo il perno della rivolta nella propria cella.”

      Cavalcare la tigre è un concetto interessante.

      In fondo, è l’unica via di uscita, e proprio per questo dobbiamo diffidare di tutte le mosse “reazionarie”, che siano razziste o socialiste, stataliste o clericali o laiciste… qualunque cosa sappia di “difendere il passato”, sotto qualunque forma, è attaccarsi a un cadavere, di questi particolarissimi tempi.

      Se Freda, mezzo secolo fa, si illudeva di cavalcare quell’ultimo sussulto di medioevo cinese che fu il maoismo, ci può fare tenerezza. Ma non è quella la tigre che corre famelica tra di noi.

      • Z. says:

        Miguel,

        qui ono sostanzialmente d’accordo con te, e “cavalcare la tigre” – quella di oggi, non quella di Mao – è esattamente il motivo per cui sono favorevole al reddito di cittadinanza, almeno in teoria.

        Anzi, sai cosa pensavo? Che all’atto pratico la pensi così anche tu, quando paghi 1,20 euri al bottegaio della tua strada ciò che al supermercato pagheresti 1 euro: quei 20 centesimi in più sono una forma di reddito di cittadinanza.

        Anzi, per certi versi lo sono in senso più stretto, molto più stretto, di una somma erogata da un ente pubblico.

        • Francesco says:

          si chiama “utilità individuale” nella teoria economica neo-classica

          vor dire che mi piace il negozio di quartiere e ci vado anche se costa di più

          pensa che in detta teoria sono pure liberissimo di farlo, se mi aggrada

  44. Z. says:

    Almeno una volta i cieghevàri restavano confinati a Lettere…

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/03/30/news/hobo-161806729/

    Carnascialis carnascialium et omnia carnascialis, e va bene, ma a volte mi chiedo se non giri troppa cocaina nella mia città.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Z

      Copiato, salvato e incollato, grazie! :-)

      Conferma in pieno la mia convinzione di fondo: che fra l’opposizione (anche sedicente ‘di sinistra’) al partito e la criminalità non c’e’, oggettivamente (cioè al di là delle eventuali buone intenzioni, di cui sappiamo quale strada è lastricata) alcuna differenza.

      Ogni Comunista è un poliziotto in borghese. Fu questo slogan dei cosiddetti ‘extraparlamentari’, tanti anni fa, a ispirare le mie convizioni politiche. Fa piacere constatare che le cose non sono cambiate.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        Allora, devo passare il tuo suggerimento di venire in autobus mezz’ora prima alla nostra amica?

        • Andrea Di Vita says:

          @ martinez

          Se le passi anche il mio suggerimento di prendere nome e cognome del vigile urbano e di sputtanarlo poi dal suo capo, su facebook e con Gabibbo, allora sì.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “Se le passi anche il mio suggerimento di prendere nome e cognome del vigile urbano e di sputtanarlo poi dal suo capo, su facebook e con Gabibbo, allora sì.”

            E perché sputtanarlo? Perché fa rispettare mazzinianamente la legge?

            La nostra amica viola un divieto e legalmente ha torto.

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              Perchè – mazzinianamente :-) – la legge è uguale per tutti. Se il vigile fa rispettare la legge alla tua amica allora lo deve far rispettare anche alle macchine che passano dove non dovrebbero.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Se il vigile fa rispettare la legge alla tua amica allora lo deve far rispettare anche alle macchine che passano dove non dovrebbero.”

              Allora non sono riuscito a spiegare la situazione.

              Caso 1: i due vigili ci sono, e fanno rispettare il divieto.

              Caso 2: i due vigili sono impegnati per un incidente o un qualunque altro problema, da un’altra parte, e quindi le macchine passano. Non stanno al bar, stanno lavorando (rigorosamente in due) da un’altra parte, per ordine dei loro capi.

              Caso 3: i due vigili passano velocemente per la strada, sguarnita e vedono la macchina parcheggiata illegalmente. Le fanno la multa.

              Se ci fai caso, io non partecipo mai agli sgradevoli cori degli italiani che ce l’hanno con gli “statali fannulloni”, con gli “impiegati incompetenti” e tutto il resto.

              Il problema sono le regole, non certo i poveretti che le applicano.

            • Per ADV

              “Il problema sono le regole, non certo i poveretti che le applicano.”

              A parte la battuta, vedo che tutti tendono a dare addosso agli impiegati statali (dai ministri agli spazzini).

              Se qualcosa non va bene, è sempre colpa loro, mai di ciò che loro sono costretti a fare: sono sempre da “sputtanare”, da “smascherare” per il loro poco impegno, la loro corruzione… se c’è la buca per strada, se non arrivano subito i soccorsi, se ci sono i delinquenti in giro, se un alunno viene bocciato… il diciottenne su Facebook insulta la sedicenne e c’è subito quello che pontifica, “è colpa degli insegnanti che non gli hanno insegnato i valori…” “la scuola dov’era?”

              Mai un riconoscimento della situazione pazzesca in cui sono costretti a operare, sostanzialmente da un sistema troppo grande per essere umanamente gestibile.

            • roberto says:

              faccio anche io una domanda agli avvocati del blog (o ai vigili di firenze).

              leggo sul Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503.
              “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.”
              (Pubblicato in S.O. della G.U. 27 settembre 1996, n. 227)

              articolo 11, alle le persone che hanno un contrassegno invalidi
              “[…] viene consentita, dalle autorità competenti, la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero *quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo,* oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta.”

              quindi, non potrebbe qunidi l’amica di miguel entrare nella zona con divieto temporaneo e temporaneamente parcheggiarsi?
              immagino che basti chiedere al comune che ha messo il divieto di mettere la deroga (se non c’è già).

              sbaglio?

            • Per roberto

              “leggo sul Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503″

              Grazie… lo so che è una situazione complicata da spiegare; ma la multa non gliela fanno perché entra in zona di divieto, ma perché parcheggia la macchina proprio sul marciapiede (non esistendo alcun altro spazio) e la lascia lì mentre va a prendere la figlia.

              Poi non è detto che la nostra amica non potrebbe affittare un megastudio di avvocati e con la modica spese di qualche decina di migliaia di euro e perdendo diverse giornate di lavoro per andare in tribunale, potrebbe anche vincere la causa e farsi togliere la multa.

              Però è più semplice dire al vigile, “lasciatela in pace, per favore!”, e sperare che il vigile non si chiami Giuseppe Mazzini :-)

            • roberto says:

              “ma perché parcheggia la macchina proprio sul marciapiede ”

              oh ma non hai bisogno di un megastudio, ti basta un onesto artigiano del diritto!

              io interpreto la norma così:
              a) c’è un divieto di taransito temporaneo
              b) il comune può autorizzare l’entrata e la sosta agli invalidi (e perché non dovrebbe farlo?)
              c) nell’ora del divieto temporaneo, nessuno passa,
              d) ergo non c’è bisogno di parcheggiare sul marciapiede, basta lasciare la macchina per strada

              per le multe passate non credo che ci si possa far molto, ma per il futuro? se ho ragione, non vale la pena di chiedere al comune di mettere la deroga di cui all’art. 11 DPR blablabla….?

            • Per roberto

              “io interpreto la norma così:”

              interessante, provo a spiegarglielo, grazie di nuovo!

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              Abusum non tollit usum. Non c’è Mazzini che tenga che vieti al pubblico funzionario l’uso del cervello. E’ il rifiuto di usarlo che va sputtanato: il vigile che si ostinasse a fare la multa alla tua amica nelle situazioni che descrivi va sputtanato nome e cognome su facebook e va indicato ai cazziatoni del suo capo. E difatti Roberto ti ha indicato la soluzione, in pieno accordo con le leggi.

              Morale della favola: e’ come per la faccenda dell’associazione che non dà il campetto e che lo lascia inutilizzato: non è che siccome leggi e regolamenti diventano strumento di scaricabarile in malafede che non ci devono essere leggi e regolamenti (e chi li fa rispettare).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              @ roberto

              “artigiano del diritto”

              …sotto lo sguardo beneaugurante e benevolo di Mazzini che ti guarda da lassù, naturalmente! :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  45. Mario says:

    Per Miguel

    le mosse “reazionarie”

    Freda si considera un rivoluzionario: egli non reagisce, ma sovverte. L’epilogo del ciclo nichilistico prelude al punto 0 di tutti i valori: la restaurazione del comunismo aristocratico. Ecco perché, in un certo senso, ruppe col maestro Evola, reazionario e quindi visto con sospetto dai nazionalsocialisti; infine, secondo Freda, vagamente pendente, seppure solo per ragioni di opportunità, verso il braccio americo-sionista della tenaglia mondialista.

    • Per Mario

      “Freda si considera un rivoluzionario: egli non reagisce, ma sovverte.”

      Capisco perfettamente il tuo discorso, e anche il riferimento alla rottura con il maestro.

      Ecco, a prescindere dalla singola retorica di Freda (o di Bifo o di chiunque altro, la Verità non sta in alcuna “identità”), forse il punto sta proprio qui.

      Non dobbiamo difendere nulla di ciò che c’era prima del punto 0 (né l’impero asburgico, né l’impiego industriale).

      Diciamolo senza odio, con lo spirito con cui guardiamo le foglie dello scorso autunno.

      Ma non dobbiamo distruggere o sovvertire nulla: questo unico, misterioso pianeta in cui ci è capitato di esistere è una goccia di acqua viva, di infinite delicatissime varietà, sospesa sull’abisso, e non hanno fatto altro che sbucaltarla da secoli.

      Distruggere, contestare, ribellarsi, progredire, demolire, sorprendere con la nostra meravigliosa originalità, lamentarci, fare notizia, chiamare la polizia, vittimizzarci, terrorizzare il prossimo, essere anticonformisti, è tutto un mondo di distruzione che non mi interessa più.

      Siamo all’ultimo granello di sabbia di questo pianeta, teniamocelo stretto.

      Ma non per nostalgia del passato, bensì perché da quel granello di sabbia crescerà ciò che verrà dopo il punto 0.

      Ne parliamo un giorno, a faccia a faccia?

      • Z. says:

        Miguel,

        siamo sinceri tra noi: a me sembra che sorprendere con la tua meravigliosa originalità ti interessi ancora.

        Per altri versi, se assistessi ad un abuso contro una persona inerme, perché chiamare la polizia sarebbe un atto di “distruzione”? perché non dovrebbe “interessarti”?

        Prometto che un giorno ne parleremo faccia a faccia, se vorrai :)

        • Per Z

          “Prometto che un giorno ne parleremo faccia a faccia, se vorrai ”

          Ti sei fregato da solo!

          Vorrò!

          Infinitamente meglio che cazzeggiare su Internet!

          Tre punti esclamativi.

          Unica condizione rigorosa: che sia dalla parte sbagliata dell’Arno, a Firenze.

          Se vuoi, organizzo anche l’ospitalità.

        • Per Z

          “Per altri versi, se assistessi ad un abuso contro una persona inerme, perché chiamare la polizia sarebbe un atto di “distruzione”? perché non dovrebbe “interessarti”?”

          Certo.

          Ma per “chiamare la polizia”, intendo un concetto molto più ampio. Diciamo quella cosa per cui,”su Facebook Tizio ha scritto una parolaccia, perché non lo arrestano?!”

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        “Siamo all’ultimo granello di sabbia di questo pianeta, teniamocelo stretto.”

        E tu pensi veramente che senza ritrovare un senso Risorgimentale, Mazziniano, direi quasi deamicisiano dello Stato questo sia possibile?

        Tu sembri volere nè più e ne meno che quella che una volta nella scuola Italiana si chiamava pomposamente ‘educazione civica’, cioè il rispetto esteso ad una collettività con un numero di individui maggiore del numero di Dunbar.

        Che è esattamente la finalità di “Cuore”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  46. roberto says:

    la svizzera chiude le frontiere e che dice la lega?

    “lLa sicurezza non si ottiene blindando i confini […]
    “La chiusura delle frontiere penalizza i cittadini onesti come i frontalieri o chi vuole muoversi in libertà […]”

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/svizzera-chiude-dogane-stop-ai-ladri-che-arrivano-dallitalia-1380806.html

    scusate il link al giornale ma mi ha fatto proprio ridere

  47. Moi says:

    … Externality ?! Roba vecchia: adesso, se vuoi bazzicare gli Attici della Grande Mela da vero/a/* Professionista della Tartina … “tira” l’ Intersectionality :

    https://www.youtube.com/watch?v=akOe5-UsQ2o

    … ch’è poi la Politica “normale” come dovrebbe essere, ma ‘sta roba ovvia diventa oggi controintuiva !

  48. Moi says:

    تروریسم از بانک و مالی دیگو فوزارو

    ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=hfDO2Cg54Ug

  49. Moi says:

    Quindi i prossimi “veicoli a trazione animale” Coniugheranno Modernità e Tradizione mettendo i buoi su una specie di megaskateboard :) dotandoli d’ un tubo nello sfintere anale, in sostituzione dell’ arcaico giogo ligneo ?! ;)

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