La comunità ruscello e la comunità pozzanghera

Tempo fa, si parlava qui del particolarissimo rapporto che è esistito tra certi  inglesi e Firenze. Un po’ nei miei post, un po’ in un illuminato commento di Pino Mamet.

Poi leggo questa riflessione di Franco Arminio. Di lui so poco, oltre a quello che leggo su Wikipedia, ma l’importante è quello che dice.

Non so se sono d’accordo su tutte le virgole, e poi l’Oltrarno non è un dimenticato paese del Sud. Però è una splendida riflessione, che ci aiuta anche ad uscire dal binomio conservatore-gretto-che-non-ascolta-nessuno contro hipster-globalista.

Da qui in poi, si cita dal suo blog, mi sono permesso di spezzare i suoi lunghi paragrafi ed evidenziare alcune riflessioni che mi hanno colpito.

APPUNTI PER CHI SI OCCUPA DI SVILUPPO LOCALE

Vivere nel luogo in cui sei nato, nella casa in cui sei nato, è una cosa rischiosa. È come giocare in fondo al pozzo. Si nasce per uscire, per vagare nel mondo.

Il paese ti porta alla ripetizione. In paese è facile essere infelici.

I progetti di sviluppo locale devono tenere conto di questo fatto: non li possono fare da soli i rimanenti, perché in paese non c’è progetto, c’è ripetizione. In un certo senso il paese ti mette nello schema dell’oltranza e non in quello della brevità. È difficile essere concisi. È difficile essere innovatori. In genere ognuno fa quello che ha sempre fatto, giusto o sbagliato che sia. Se nella pasta ci vogliono due uova piuttosto che una, comunque tutti continueranno a usarne due. E chi beve non troverà nessun incentivo a smettere. E chi si guasta lo stomaco mangiando troppo continuerà a mangiare troppo.

Ci sono due abitanti tipici, il ripetente e lo scoraggiatore militante. Spesso le due figure sono congiunte, nel senso che lo scoraggiatore è per mestiere abitudinario, non cambia passo, continua a scoraggiare, è appunto un militante. Più difficile essere militanti della gratitudine, della letizia. È come se la natura umana in paese fosse più contratta, non riuscisse a diluirsi. E si rimane dentro un utero marcito.

Il paese è pericoloso, bisogna saperlo, è un toro con molte corna. Allora se da una parte la città è disumana, il paese è troppo umano, non ti libera mai dall’umano e dunque dal senso della morte e dal senso della ripetizione. Alla fine nel suo senso più profondo la vita è quella cosa che può finire in qualsiasi momento, ma che intanto prosegue più o meno allo stesso modo. E questo in paese è più chiaro. In città è come se agisse un principio diversivo, come se ci fossero altre possibilità. In realtà non ci sono, ma è come se avessi l’illusione che ci siano.

Fatte queste premesse, come si fa a fare progetti di sviluppo locale?

La chiave è dare forza a nuove forme di residenza. Il paese deve essere scelto e non subito.

Chi arriva da lontano ha un piglio, una disponibilità che non trovi in chi è affossato nel suo paese.

Il residente a oltranza anche quando è animato da buona volontà tende a impigliarsi nelle proprie nevrosi. Il paese tende a essere nevrotico. Il paese non sta bene, questo è il punto. E non ha voglia di curarsi. Lo sviluppo locale si può fare partendo da queste premesse.

Alllora bisogna aprire porte che non ci sono, bisogna esercitarsi nell’impensato, bisogna essere rivoluzionari se si vuole riformare anche pochissimo. I paesi non moriranno, anche grazie ai loro difetti, grazie al loro essere luoghi che tutelano le malattie di chi li abita. In paese si fallisce, ma in un certo senso non si fallisce mai perché si fallisce a oltranza. È come dormire sempre nelle stesse lenzuola. Bisogna arieggiare il paese portando gente nuova, il paese deve essere un continuo impasto di intimità e distanza, di nativi e di residenti provvisori. Questo produce una dinamica emotiva ed anche economica. E la dinamica è sempre contrario allo spopolamento:  bisogna agitare le acque, ci vuole una comunità ruscello e non una comunità pozzanghera.

Bisognava aprire emotivamente i paesi, dilatare la loro anima e invece la modernità incivile degli ultimi decenni li ha aperti solo dal punto di vista urbanistico, si sono sparpagliati nel paesaggio, a imitazione della città, ma è rimasta la contrazione emotiva. Il paese va aperto tenendolo raccolto. Lo sviluppo locale si fa ridando al paese una sua forma, ricomponendolo, rimettendolo nel suo centro, ma nello stesso tempo c’è bisogno di apertura. Lo sviluppo lo può fare chi lo attraversa il paese con affetto, non chi ci vive dentro come se fosse una cisti, un’aderenza, un cancro.

Il mondo ha bisogno di paesi, ma non come luoghi obbligati, come prigioni per ergastolani condannati a vivere sempre nello stesso luogo. Il paese deve essere organizzato come se fosse un premio, non come una condanna.

Lo sviluppo locale si fa pensando a un luogo dove si premia un’esistenza, si dà una possibile intensità, quella che viene dall’essere in pochi, quella che viene dall’avere tanto paesaggio a disposizione. Allora non si dà sviluppo locale facendo ragionamenti quantitativi, mettendo il pensiero economico metropolitano nell’imbuto del paese.

Ci vuole un pensiero costruito sul posto, ma non solamente dagli abitanti del posto. Il segreto è l’intreccio e deve essere un intreccio reale, non il prodotto di un’assemblea, di un incontro estemporaneo. Chi vuole salvare i paesi deve entrarci dentro e in un certo senso deve buttare fuori chi ci vive dentro. Si deve realizzare uno scambio continuo, qualcosa di simile al meccanismo del sangue venoso e di quello arterioso.

Lo sviluppo locale deve imitare la circolazione del sangue. In un certo senso si tratta di mettere mano agli organi interni. Spesso i paesi più belli sono quelli vuoti, come se fossero uccelli svuotati dello loro viscere. È come se la parte viscerale del paese fosse quella più malata, quella più accanita a tutelare la sua malattia.

Un’azione di sviluppo locale allora deve essere delicata ma anche dura, deve togliere al paese i suoi alibi, i suoi equilibri fossilizzati, deve cambiare i ruoli: magari le comparse possono essere scelte come attori principali e gli attori principali devono essere ridotti a comparse. E allora non si fa sviluppo locale senza conflitto. Se non si arrabbia nessuno vuole dire che stiamo facendo calligrafia, vuol dire che stiamo stuccando la realtà, non la stiamo trasformando.

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85 Responses to La comunità ruscello e la comunità pozzanghera

  1. PinoMamet says:

    Molto interessante! Da meditarci su.

    Grazie.

  2. Grog says:

    Se i toscani prendessero coscenza di essere toscani SI SUICIDEREBBERO IN MASSA(1) esclusi ovviamente i Livornesi ed i Pisani, i primi perché sono terribili sfottitori la cui esistenza arricchisce il genere umano i secondi perché servono ai Livornesi per essere sfottuti!
    Grog! Grog! Grog!
    (1) Con i dovuti distinguo, per esempio gli abitanti di SCANDICCI potrebbero esssere utili come MOSTRI per spaventare possibili invasori

  3. Grog says:

    E poi caro
    MIGUEL MESSICANO DEPOTENZIATO E CIVILE
    attenzione ad agitare le acque per passare dalla pozzanghera al ruscello perchè il ruscello potrebbe essere non di acqua fresca ma di CACCA PUZZOLENTE(1), è un poco come la storia del Re travicello e le rane.
    Grog! Grog! Grog!
    (1) Come per i dannati che dovevano sciegliefre tra le frustate o il rimanere immersi nello sterco che sembrava una pena minore sino a che non arrivava il diavolo di turni ad avvertire
    L’INTERVALLO E’ FINITO SEDUTI RAGAZZI !

  4. Roland says:

    Un piccolo paese con pochi abitanti, dove, sebbene esistano strumenti che fanno il lavoro di dieci o cento uomini, si possa indurre il popolo a non adoperarli!
    Dove si possa indurre il popolo a considerare la morte una cosa grave e a non emigrare lontano!
    Dove, sebbene esistano barche e carri, non ci sia motivo di caricarli, e sebbene esistano corazze e armi, non ci sia motivo di prepararli per l’uso!
    Dove si possa indurre il popolo a tornare all’uso delle cordicelle annodate; a gustare il proprio cibo, ad ammirare le proprie vesti, ad accontentarsi delle proprie abitazioni, a godere dei propri costumi!
    Dove, sebbene esista un paese vicino a portata d’occhio, in modo che dall’uno all’altro si odano cantare i galli e abbaiare i cani, gli abitanti sino alla loro morte in vecchiaia non si siano mai frequentati!

    • Per Roland

      “Un piccolo paese ”

      Lao Tze?

      • Roland says:

        Per il gentile Miguel Martinez,

        Sì!

        Ed un altro:

        Allora si fece avanti un muratore e disse: Parlaci della Casa.
        E lui rispose dicendo:
        Costruite con l’immaginazione una capanna nel deserto, prima di costruire una casa entro le mura della città: poiché come voi rincasate al crepuscolo, altrettanto fa il nomade che è in voi, sempre esule e solo.
        La casa è il vostro corpo più vasto.
        Essa si espande nel sole e dorme nella quiete della notte, e non è senza sogni. Non sogna forse la vostra casa? E sognando non abbandona la città per il bosco o la sommità della collina?
        Vorrei riunire nella mia mano le vostre case, e come il seminatore disperderle in prati e foreste.
        Vorrei che le vostre strade fossero valli e verdi sentieri i vostri viali, affinché potreste cercarvi l’un l’altro tra le vigne e ritrovarvi con l’abito odoroso di terra.
        Ma questo non può ancora accadere.
        La paura dei vostri antenati vi ha radunati insieme, troppo vicini.
        E questa paura durerà ancora in voi. E ancora le mura delle vostre città separeranno dai campi i vostri focolari.
        Ditemi, popolo di Orfalese, che avete in queste case? E che mai custodite dietro l’uscio sbarrato?
        Pace? Il calmo impeto che rivela la forza?
        Ricordi? L’arco di pallida luce che unisce le cime della mente?
        Avete la bellezza che conduce il cuore dagli oggetti creati nel legno e nella pietra alla montagna sacra?
        Ditemi, avete questo nelle vostre case?
        O avete solo benessere e l’avidità del benessere che furtiva entra in casa come ospite per diventarne padrona e infine sovrana?
        Sì, essa vi domina, e con il rampino e la frusta riduce a fantocci le vostre aspirazioni più alte.
        Benché abbia mani di seta, il suo cuore è di ferro.
        Vi addormenta cullandovi per stare vicina al vostro letto e prendersi gioco della dignità della carne.
        Schernisce i vostri sensi integri e li depone nella bambagia come fragili vasi.
        In verità, l’avidità del benessere uccide la passione dell’anima e sogghigna alle sue esequie.
        Ma voi, figli dell’aria, insonni nel sonno, non sarete ingannati né domati.
        La vostra casa non sarà l’ancora, ma l’albero della nave.
        Non sarà il velo lucente che ricopre la ferita, ma la palpebra a difesa dell’occhio.
        Non ripiegherete le ali per attraversare le porte, non chinerete la testa per non urtare la volta, non tratterrete il respiro per paura che le mura si incrinino e crollino.
        Non dimorerete in sepolcri edificati dai morti per i vivi.
        E sebbene magnifica e splendida, la vostra casa non custodirà il vostro segreto né darà riparo alle vostre brame.
        Poiché ciò che in voi è sconfinato risiede nella dimora del cielo, la cui porta è bruma mattutina e le finestre sono canti di quiete notturna.

  5. Z. says:

    Uhm… il paese come accoglierà gli intellettuali venuti da fuori per cambiarne i ruoli e alterarne gli equilibri?

  6. Grog says:

    Vi sospetti tutti di RENZISMO per cui verrete DEPORTATI TUTTI ALLA GORGONA.
    Grog! Grog! Grog!

  7. Moi says:

    Il paese deve essere scelto e non subito.

    https://www.youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk

    ;)

  8. Z. says:

    Una proposta da piccolo paese:

    Salvini e De Magistris chiusi in una gabbia, a sfidarsi in un incontro di MMA.

    Telecronista: il nostro Moi.

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/03/11/news/salvini_a_napoli_de_magistris-160330259/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T2

  9. Moi says:

    Globalàizingh Skiantos ;) : sarà pure, come direbbe Zeta, un “Milling Machine Dodger” ;) ma (!) Dieguito NON ha torto :

    https://www.youtube.com/watch?v=hdZl3W_ioJA

    Homo Migrans.

    Il capitale ci vuole tutti migranti

    ——————————–

    [si noti appunto l’eliminazione dei prefissi “e” ed “im” … De Profundis dello Stato-Nazione, ndr]

    • Moi says:

      E poiché ciò che chiamiamo “Diritto del Lavoro” si è sviluppato, anche non senza dure lotte, all’ interno (!) degli Stati-Nazione … De Profundis di ciò che chiamiamo “Diritto del Lavoro”. Giù pari ;) di eufemismi in Anglobale (gergo artificioso proposto-imposto per non farti sembrare un “Villain” … )sedativi della capacità di giudizio e nessuno/a/* ;) (o quasi) se ne accorge !

      • Z. says:

        L’ultimo a saltare sarà il diritto penale, ma “ultimo” è un concetto relativo. Già oggi organizzazioni sovranazionali premono per la riforma della prescrizione nell’ ordinamento italiano.

        • Moi says:

          … del tipo ?

          Cmq, sì: mi sa che gli Stati Nazione esistano ancora solo per come “fanno girare l’economia” alle Olimpiadi e ai Mondiali di Calcio …

          • Moi says:

            In fondo, i famigerati “Voti di Pancia ai Populisti” con i quali i media main stream a discorotto difendono senza mai entrare nel merito l’ Esistente … sono voti che chiedono che dei sullodati Stati Nazione resti qualcosa di più.

            Perché è vero che “i Muri Dividono” … ma è vero anche che “i Muri Proteggono”, che si tratti di Mongoli o di Alieni Taotie ;) da folklore …

            https://www.youtube.com/watch?v=av85pHZcncE

            • Moi says:

              i famigerati “Voti di Pancia ai Populisti” evocando il cui spauracchio i media main stream

              RECTIUS

              —————————–

              PS

              Sboranta secoli fa, i Liberals con i loro Social Studies NON c’erano … sennò avrebbero potuto “accòiere” [sic] i Taotie (vedi sopra) senza muri. ;)

            • Per Moi

              “Perché è vero che “i Muri Dividono” … ma è vero anche che “i Muri Proteggono”, che si tratti di Mongoli o di Alieni Taotie ;) da folklore …”

              Però è vero che la Grande Muraglia Cinese non è mai servita. Anzi, diciamo che è stata la GOII per eccellenza.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              ” … la Grande Muraglia Cinese non ê mai servita.”

              Il parallelismo storico, secondo me, rende perfettamente l’idea. Ed è per questo che credo, alla lunga, non serviranno a nulla le barriere fisiche, legali o socio-culturali dell’America conservatrice, né quelle – ad esempio – di Israele, né, nel “nostro” piccolo italiano, regolamentazioni troppo restrittive riguardo all’immigrazione, tali da favorire la clandestinità, e riguardo all’attribuzione della cittadinanza, tali da scoraggiare l’integrazione. Anche per questo sarebbe il caso di cominciare seriamente a cercare il modo di far vivere decentemente tutti (se la ragion pratica non appassiona, vd. “utilitarismo” :) :) ).

            • Per Abd

              “credo, alla lunga, non serviranno a nulla le barriere fisiche, legali o socio-culturali”

              Penso che quando parliamo di grandi fenomeni storici, non serviranno a nulla molte cose. Ad esempio, sono convinto che nessuna campagna contro la deforestazione o per la salvaguardia delle specie potrà salvare gli orangutan o i rinoceronti dall’estinzione in Africa (altra cosa sono gli zoo olandesi), perché la storia va effettivamente verso l’annientamento di tali specie e la distruzione dei loro habitat.

              Questo non vuol dire che bisogna essere favorevoli o contrari: ma bisogna sapere che certe cose sono al di là delle scelte etiche e delle buone intenzioni di chiunque.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              Ma la scala dei tempi umani ha ben poco a che vedere con quella dei tempi naturali. Per ciò che riguarda la seconda, in effetti concordo sul fatto che non possiamo nulla, perché la natura sovrasta l’uomo, né potremmo aspettarci che le cose stessero diversamente. La prima è invece, a mio avviso, il dominio in cui l’agire umano ha rilevanza e senso, almeno fintantoché si vive nel ristretto margine dell’attualità/contemporaneità non ancora cristallizzata in storia.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              Anche perché il metro di giudizio dell’agire umano, a mio avviso, consiste sempre nelle relative conseguenze sul piano umano: non c’è dato sapere se il Mondo, di per sé, ha senso (ed, eventualmente, quale sia il senso), ma le nostre azioni, anche nel piccolo e nel quotidiano, hanno senso rispetto alle conseguenze che, dal particolarissimo punto di vista umano, ne derivano.

            • Per Abd

              “non c’è dato sapere se il Mondo, di per sé, ha senso (ed, eventualmente, quale sia il senso), ma le nostre azioni, anche nel piccolo e nel quotidiano, hanno senso rispetto alle conseguenze che, dal particolarissimo punto di vista umano, ne derivano.”

              Infatti, proprio per questo ho imparato a guardare con distacco tutto ciò che su cui nessun essere vivente ha potere, e quello che posso fare nel piccolo rione in cui vivo.

              Che è davvero molto poco; però forse più di quello che hanno fatto tutti quelli che si sono messi in testa di cambiare il mondo, da queste parti :-)

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              ” … tutto ciò su cui nessun essere vivente ha potere …”.

              Se per “potere”, intendiamo ” controllo”, allora in effetti è possibile averlo su pochissimi aspetti del reale… Ma se per “potere” intendiamo “possibilità di cambiare il corso delle cose, nel bene o nel male”, allora è anche vero che le scelte apparentemente più banali (superfluo citare la Filosofa :) ), possono avere conseguenze di vastissima portata, tali da prescindere a volte dalle prospettive e dalle intenzioni dei relativi autori… Nessuno di noi probabilmente si troverà mai in condizioni di scegliere direttamente se ed, eventualmente, come cambiare il mondo… Ma se cominciamo a confondere le persone con i gatti, per quanto mi riguarda – lo dico con il massimo rispetto – , cominciamo al contempo a perdere il diritto di esprimerci su qualsiasi argomento, indipendentemente dal fatto che ci riguardi da vicino o meno… :) E’ questo il prezzo di scegliere l’Assoluto indifferenziato: ” la notte in cui tutti i gatti sono grigi”… :)

            • Per Abd

              “Ma se per “potere” intendiamo “possibilità di cambiare il corso delle cose, nel bene o nel male”, allora è anche vero che le scelte apparentemente più banali possono avere conseguenze di vastissima portata”

              Mia esperienza quest’estate, a Brancaleone in Calabria, dove c’è un eroico gruppo di ragazze http://www.crtmbrancaleone.it/ che salva e cura le tartarughe marine – normalmente prive di nemici.

              Ce n’era una, che aveva ingoiata una di quelle palette di plastica con cui si mangiano i gelati, e stava morendo.

              Immagino che chi si mangiò quel gelato, non se ne ricordi nemmeno.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              E infatti. Hai comprovato quello che avevo scritto, riguardo alle conseguenze delle banalità. Però, ribadisco che chi sceglie l’Assoluto indifferenziato perde di conseguenza qualsiasi criterio sulla base del quale dispensare patenti di “eroismo”. E su questo, guarda caso, non hai risposto.

            • Z. says:

              Secondo me era la notte dove tutte le vacche sono nere. Ma sono lontanissimi ricordi liceali, e io il liceo l’ho fatto in un altro secolo. Anzi, in un altro millennio :-)

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Z.

              “Secondo me era la notte dove tutte le vacche sono nere.”

              Sì, ma i “gatti grigi” erano in tema, e mi pareva suonassero meglio… :) :) :)
              A parte tutto, per la serie: “diamo ad Hegel quel che è di Hegel” :) , mi sembra interessante questo:

              http://www.oilproject.org/lezione/hegel-prefazione-alla-fenomenologia-dello-spirito-la-notte-delle-vacche-nere-2710.html

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il diritto del lavoro è già saltato nell’immaginario collettivo, visto che ormai la materia lavoristica è ampiamente confusa con quella delle politiche attive, che invece con la prima non c’entrano una cippa.

        • Moi says:

          “attive”;) … come le intende Grog ? ;)

        • Francesco says:

          MT

          non sono affatto sicuro di capire: non sarà che la materia lavoristica era regolata da norme così rigide e ideologiche da aver provocato una bella disoccupazione strutturale, su cui si è cercato di intervenire con le “politiche attive”, che hanno naturalmente inciso anche sul diritto del lavoro?

  10. Moi says:

    E infatti il Trolley Verde con le iniziali PD è logo al Lingotto … ove si sta capendo che la tanto paventata scissione non era che un giochetto da Ivantatori di Quaglie ;)

    http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2017/03/10/matteo-renzi-lingotto-trolley/

  11. Moi says:

    Incantatori di Quaglie ;) … e.c.

    —————————————

    Bertinotti, è separazione, non scissione

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/02/27/bertinotti-e-separazione-non-scissione_6e9b59fc-b181-4ce4-8a8e-56c1f3cef732.html

  12. Moi says:

    D’altronde, se ‘unn ci si accorge in Toscana di come ‘sto Piddume stia trasformando le proprie beghe interne in problemi del Paese (o dell’ illusorio simulacro TurboLiberista di esso) … dove ? ;)

  13. Moi says:

    NeoBorbonici … a voi la parola !

    http://www.corriere.it/politica/17_marzo_12/orgoglio-borbonico-b8945d80-06a9-11e7-8fe9-ed973c8b5d6a.shtml

    Paradosso de’ paradossi : Salvini come Garibaldi ?!

    • mirkhond says:

      Innanzitutto Carlo VII (e non III, come si continua a ripetere), nacque nel 1716.
      Dunque i 300 anni dalla sua nascita, si sono (sarebbero) dovuti commemorare lo scorso anno.
      Quanto a Salvini, bisogna dire che se l’è andata a cercare, in quanto nonostante la fama di scordarsi il passato, evidentemente a Napoli e nella Napolitania, c’è gente che invece si ricorda eccome i suoi sproloqui antimeridionali.
      Non si può parlare di unità degli italiani a targhe alterne e solo quando conviene al Nord.

      • mirkhond says:

        Quanto poi ai facinorosi inflitrati nei cortei, mi sembra che ci siano ovunque Salvini vada, non solo a Napoli.

      • Per Mirkhond

        “Quanto a Salvini, bisogna dire che se l’è andata a cercare”

        E ha fatto bene, dal punto di visto suo.

        Se lo avessero lasciato in pace, non se ne sarebbe accorto nessuno che avesse fatto un comizio a Napoli.

        • mirkhond says:

          La cosa che più mi ha commosso, è vedere dei manifestanti con la nostra bandiera nazionale, la cosiddetta “Frittata” :) con gli stemmi delle nostre dinastie in campo bianco.

          • Per Mirkhond

            “La cosa che più mi ha commosso, è vedere dei manifestanti con la nostra bandiera nazionale, la cosiddetta “Frittata” :) con gli stemmi delle nostre dinastie in campo bianco.”

            Ma credo infatti che la visita di Salvini a Napoli abbia fatto bene a tutti.

            A Salvini, che ha avuto una pubblicità pazzesca per un comizio di cui nessuno altrimenti si sarebbe accorto.

            E per tutti coloro che hanno trovato in lui un nemico attorno a cui entusiarmarsi, rischiare, sentirsi in guerra e superare le proprie divisioni interne.

            Insomma, una cosa molto positiva e benefica, al costo di qualche cassonetto che magari sarebbe stato distrutto comunque per motivi molto più banali.

            • Z. says:

              E chi ci ha rimesso l’auto? Ben gli sta che tanto è un boVghese?

              Magari non aveva nemmeno votato LDM…

            • mirkhond says:

              Mi sembra però che episodi di tafferugli antisalvini si siano verificati anche a Bologna.
              Zanardo, tu che ci hai rimesso?

            • Z. says:

              Niente, per fortuna.

              Poi qua siamo stati fortunati: i gruppi di cosplayer tendono a detestarsi e hanno fatto manifestazioni separate.

              Però è vero, abbiamo rischiato pure noi. Tutto sommato, se continua a scendere a Napoli per fare i giochi di ruolo con De Magistris e i suoi amici travestiti da ribelli è meglio.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Tra poco leggeremo che De Magistris era in prima linea a tirare le pietre :D

            • Z. says:

              No, era in seconda linea a far finta di stupirsi e a dar la colpa agli altri.

              Ma ripeto, finché succede a Napoli non è un problema mio, e spero che torni a Napoli anziché a Bologna :D

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma a Bologna, non essendoci De Magistris sindaco, non dovrebbero esserci problemi, no?

            • Z. says:

              Eh, non è così semplice.

              Vero è che a Bologna il sindaco non cavalca le iniziative cosplayer, che del resto qui non hanno rappresentanti in giunta.

              Però qua il tasso cosplayer/abitanti è molto più elevato che a Napoli, e il sindaco è molto preoccupato della pubblicità negativa connessa agli scontri. Questo istiga da un lato i cieghevàri e dall’altro Salvini.

              Ora, i cieghevàri a quanto pare dobbiamo tenerceli, e sia. Ma se Salvini gira al largo preferisco…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, ma Salvini non ha mai detto che i bolognesi puzzano.

            • Z. says:

              MT,

              — Sì, ma Salvini non ha mai detto che i bolognesi puzzano. —

              Moi obietterebbe che i manifestanti “bolognesi” contro Salvini erano bolognesi quanto Michele Emiliano :)

              Ma in sostanza non hai torto. E proprio perché i napoletani più di tutti gli altri italiani hanno ottime ragioni per detestare Salvini, ecco, mi sarebbe piaciuto un comportamento più responsabile da un sindaco nonché magistrato, anziché vederlo soffiare sul fuoco e poi giocare al piccolo Biancaneve.

              Sì, lo so, sono un fesso che non ha capito come gira il mondo. Eccheccivuoifà.

        • Z. says:

          Condivido.

          Probabilmente ha fatto anche l’interesse di De Magistris, che ha potuto presentarsi come Difensore del Meridione.

          La città e molti napoletani ci hanno rimesso, ma pace. Ormai LDM è al secondo mandato.

          • Francesco says:

            da nordista anti-salviniano: questa sceneggiata dovrebbe aiutare a dare per morto il progetto di una Lega Nazionale e Lepenista,

            e senza questa, Salvini è solo uno stronzo

            quindi tutto sommato potrebbe essere una cosa buona

            :)

  14. Moi says:

    @ MAURICIUS

    Altro che Focolarini, GREST, Parrocchie Arcobaleno e Pugnette CattoBuoniste varie :) :

    Sports

    MMA legend Bas Rutten [alias Sebastiaan Van Rutten, Olandese di Tilburg naturalizzato USAense ;) … ) is proud of his Catholic faith

    – See more at:

    http://aleteia.org/2017/01/07/mma-legend-bas-rutten-is-proud-of-his-catholic-faith/#sthash.zbFCiRuv.dpuf

  15. Moi says:

    Non c’è dato sapere se il Mondo, di per sé, ha senso (ed, eventualmente, quale sia il senso), ma le nostre azioni, anche nel piccolo e nel quotidiano, hanno senso rispetto alle conseguenze che, dal particolarissimo punto di vista umano, ne derivano.

    [cit.]

    ——————–

    Be’, hai spiegato molto bene (ma immagino ti venga spontaneo) perché esiste il pensiero religioso. Il tuo omonimo Di Vita sarà d’accordo … pur stando dalla parte delle Figure Prometeiche modello Gran Ballo Excelsior. ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=jh_gQybFrU4

    Zeta invece penso che resti del tutto indifferente a tutto ciò che non possa essere soggetto a una conta di voti politici, rivali internamente o antagonisti esternamente.

    • Z. says:

      E perché? perché non tifo né per Salvini né per Grillo? su, andiamo :)

      Piuttosto, nella frase che hai citato non vedo particolare pensiero religioso. Semmai il contrario.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      “d’accordo”

      Sì, sono d’accordo perché riconduce il senso delle nostre azioni a qualcosa di locale, definito solo in un limitato intorno della nostra persona nello spazio e nel tempo. Il che significa sganciarlo da arbitrarie Verità Assolute.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        veramente non capisco come qualcosa di limitato nel tempo e nello spazio possa anche solo fingere di dare un senso alle cose

        mi pare una pia finzione, peggio delle pie leggende elaborate nel Medioevo a fin di bene

        ciao

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          “finzione”

          Perché? ‘Il senso alle cose’ può essere dato dall’essere umano solo in modo limitato nel tempo e nello spazio: infatti, qualunque esso sia, la sua costruzione parte sull’esperienza, che è limitata nel tempo e nello spazio.

          Se tu cerchi di appendere due quadri parallelamente su un muro non perfettamente piano devi per forza trovare i tuoi punti spostando il doppio decimetro da carpentiere (o un righello da scuola media, all’occorrenza) tratto a tratto, un poco alla volta.

          Se tiri una linea diritta così a occhio da un quadro all’altro senza soluzione di continuità fatichi dieci volte tanto per un risultato peggiore. Non è che sei poco preciso tu, è la superficie del muro che è curva.

          Più aumenta la distanza, maggiore la probabilità di fraintendimento; la direzione che è parallela al muro in un punto non è parallela alla direzione parallela al muro in un altro punto (questa è appunto la definizione di ‘curvatura’ abusata nei film di Star Trek, in questo caso ‘curvatura del muro’).

          E’ precisamente perché valida solo localmente, in un piccolo intorno del quadro, che possiamo sensatamente parlare di orientazione verticale, orizzontale, dritta o storta del muro.

          Il muro nel suo complesso non è come il pavimento di certe cattedrali medievali, che riprende nel suo complesso gli elementi decorativi presenti in ogni mattonella (come ad esempio la croce). E’ più simile a un tavolo di un quadro di Dalì, con gli orologi che si sciolgono e le forbici che gocciolano. Non è certo un insieme orientato globalmente e sicuramente non è simile a ciascuna delle piccole parti che lo compongono (che non sono ‘a immagine e somiglianza’ del muro).

          Le leggi della natura sono valide appunto quando chiunque le ritrova a casa sua, indipendentemente da dove si trovi e da che ore siano: ciò significa infatti che la loro formulazione avviene localmente sempre nello stesso modo. Nel caso degli esseri umani ciò non stupisce, visto che appunto per questo parliamo di ‘natura umana’ e di ‘uguaglianza degli esseri umani': ‘forse che se ci pungete non sanguiniamo?’.

          Pirandello non ha inventato nulla. Quando volle documentare quelli che per lui erano i grandi successi della Cina, Antonioni finì notoriamente per collezionare tutta una serie di figuracce, perché i Cinesi capirono le sue intenzioni tutte al contrario. E Borges nella “Biblioteca di Babele” scrive genialmente: ‘Tu che mi leggi, sei sicuro di intendere la mia lingua?’

          Il minimo comune denominatore dell’Universo è umile, non grandioso. Noi parliamo del nostro prossimo, e verso quello siamo generosi o colpevoli; il prossimo è appunto chi ci sta vicino, ed è il soggetto delle nostre morali. Al di fuori del piccolo intorno spaziale e temporale che ci circonda, il resto dell’umanità esiste come esistono Betelgeuse, Orione e i terremoti: impersonalmente (e diciamo appunto ‘lontano dagli occhi lontano dal cuore’). Il dolore è locale, come locale è la carità (‘ama il prossimo tuo’, non ‘ama l’umanità’).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Andrea

            “Il dolore è locale, come locale è la carità”.

            Sai che non mi convince del tutto? Gli incontri sono sempre particolari – d’accordo – , ma non so fino a che punto l’empatia sia selettiva: la “caritas” schopenhaueriana si caratterizza proprio come il superamento del “principium individuationis”…

            “No time, no space”, come vuole il Cantautore… :) :)

            • Z. says:

              Caritas caritatum et omnia caritas…

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Z

              La “caritas” nel pensiero schopenhaueriano acquisisce un senso diverso rispetto a quello che ha nella cultura cristiana.

          • Francesco says:

            caro Andrea

            forse ti sfugge il senso della parola “senso”

            ciao

            :D

  16. mirkhond says:

    “a Brancaleone in Calabria, dove c’è un eroico gruppo di ragazze http://www.crtmbrancaleone.it/ che salva e cura le tartarughe marine – normalmente prive di nemici.”

    Questo basta, a smentire uno dei luoghi comuni più diffusi su “Calafrica”, dove sarebbero solo mafiosi e rubastipendio.

    • Francesco says:

      ehm, un vetero-leghista troverebbe che aggiungere la categorie delle “perditempo” non migliori molto il quadro

      ;)

  17. mirkhond says:

    “E per tutti coloro che hanno trovato in lui un nemico attorno a cui entusiarmarsi, rischiare, sentirsi in guerra e superare le proprie divisioni interne.”

    Infatti è più facile combattere contro il settentrionale che ci odia apertamente, tipo Salvini e Sizzi vecchia maniera, piuttosto che contro il settentrionale che predica (quando gli fa comodo) che siamo tutti fratelli d’Italia.
    Salvo poi disprezzarci in privato e tra le pieghe dei discorsi.

  18. mirkhond says:

    Infine, c’è Pino ;), la meravigliosa eccezione di un settentrionale che vuol sentirsi meridionale, e per il quale il sud comincia a Piacenza. ;)

    • PinoMamet says:

      Grazie per il “meravigliosa” ;)

      ma in realtà il sud inizia sotto il Po per un sacco di leghisti, o perlomeno ci iniziava prima che cominciassero a cercare voti ovunque, fino in Abbruzzo.

      Salvini, dal canto suo, è stato più intelligente: visto che cerchiamo e ci servono i voti degli abbruzzesi e dei siciliani, finiamola con questa menata del nordismo, che pare interessare solo al nostro Francesco e a un pugno di bergamaschi…

      (notizia da Piacenza: uno scippatore fermato da due passanti. La scippata era cinese, i passanti nigeriani, lo scippatore bergamasco).

      Poi penso che su Salvini abbia influito (e non scherzo) la fidanzata, che è un personaggio televisivo e quindi ha una sensibilità diversa da un politicante: il pubblico è nazionale.

      PS
      comunque io sono orgoglioso del mio piccolo pezzo meridionale!

      PPS
      Ringraziamo il Signore per la creazione dei colleghi napoletani, un toccasana in un ambiente lavorativo gestito dai testaquadra…

      • Francesco says:

        in effetti il Nordismo interessa solo a me e a un pugno di economisti che pensano come salvare l’economia di questo paese

        cosa che non interessa affatto ai cittadini nè ai politici nè ai commentatori di questo blog

        per cui io cercherò di arruffianarmi Robelux per farmi trovare un posto da usciere là in Europa, in quota apolidi

        :)

        • Roberto says:

          Mi dispiace ma, come molti quasi ex colleghi britannici potrebbero confermarti, non esiste una quota apolidi.

          Poi dai, sei un economista, ti si assume in quanto tale non come usciere!

      • Z. says:

        Pino,

        — Poi penso che su Salvini abbia influito (e non scherzo) la fidanzata, che è un personaggio televisivo e quindi ha una sensibilità diversa da un politicante: il pubblico è nazionale. —

        Non l’avevo mai vista da questo lato, ma potresti aver ragione.

        Quando nel 2012 Alemanno era sommerso dalle polemiche per la neve, Salvini ancora osservava che a Milano le cose funzionavano ben diversamente. Oggi, in effetti, non credo lo direbbe più.

        • Francesco says:

          1) per fortuna romani e meridionali sono di buona memoria, quindi Salvini non è un problema nazionale come MLP ma solo un guitto

          2) visto come votano i meridionali, quando la facciamo la secessione? penso in primissimo luogo a come hanno votato negli ultimi 2-3 decenni ai referendum istituzionali

          ciao

  19. Moi says:

    A proposito di Comunità (sul serio !) “alternative” :

    https://www.youtube.com/watch?v=Yk1a_zrengc

    un Toscanaccio un po’ Grullo e Strullo che ironicamente vuol fare l’ Adam Kadmon artigianale, ride sguajat’amente :) de’ più “immaginifici” Italici (NON necessariamente razzisti, anche se molti …) commenti sul caso di Margherita la Zingara della LIDL.

  20. Il governo del Sudan Meridionale, attualmente impegnato in una guerra civile e una carestia di vaste proporzioni, ha scoperto un’interessante fonte di reddito: ha aumentato il costo dei visti di ingresso per quelli che portano aiuti da 100 dollari a 10.000.

    In effetti, la domanda è aumentata, perché no?

  21. A proposito di situazioni “win-win”, come quella di Napoli…

    1) In Olanda, il primo ministro in difficoltà sull’immigrazione e a pochi giorni dalle elezioni, ha trovato un ottimo capro espiatorio, una ministra turca da espellere dal paese. Insomma, lui è un Uomo Deciso che caccia gli stranieri, con in più la possibilità di pararsi la sinistra, in fondo la ministra è una seguace del Cattivo Dittatore.

    2) Così, l’Uomo che ha Salvato la Turchia dai Golpisti (noto come il Cattivo Dittatore in Occidente) si è trovato tra le mani l’arma infallibile che conquista il cuore di ogni turco: “l’Occidente ce l’ha con noi!”

    3) Quindi (profetizzo), l’Uomo Deciso vincerà in Olanda, il Cattivo Dittatore vincerà in Turchia, e in cambio il Cattivo Dittatore terrà sotto freno i tre milioni di immigrati che scalpitano per entrare in Europa,salvando così l’Unione Europea.

    Uno sdegno lava l’altro.

    • Francesco says:

      più che “noto come il”, lo definirei “cattivo dittatore” tout court

      alla moda venezuelana

      sai, a volte è utile ricordare i fatti dietro le etichette

      :D

  22. mirkhond says:

    “3) Quindi (profetizzo), l’Uomo Deciso vincerà in Olanda, il Cattivo Dittatore vincerà in Turchia, e in cambio il Cattivo Dittatore terrà sotto freno i tre milioni di immigrati che scalpitano per entrare in Europa,salvando così l’Unione Europea.”

    In sostanza, Erdogan starebbe lavorando per impedire l’ingresso della Turchia nell’unione europea?

    • Per Mirkhond

      “In sostanza, Erdogan starebbe lavorando per impedire l’ingresso della Turchia nell’unione europea?”

      Penso che alla Turchia, interessi ormai ben poco annegare con l’Unione Europea.

      • Francesco says:

        Erdogan mi sembra come Renzi, uomo di promesse inverosimili che ogni poco deve rilanciare

        solo che gioca in un campo dove la guerra è pratica comune, non nello stagno della politica italiana

        se scommettessi, punterei sulla Bomba Ottomana nel medio periodo, almeno come promessa

        così pareggia quella Ebraica e quella Persiana e provoca una uguale reazione Egiziana e Araba

        però. Duca, fatti coraggio, se le terranno strette in un perfetto Stallo alla Messicana! non le tireranno su Bari

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