Il diritto a non essere offesi

Leggo oggi sul sito di Repubblica un titolo che riassume una visione del mondo:

pepeEra ora, anch’io mi sono sentito disprezzato e offeso da tutti quelli che si permettono di dire che siamo noi che giriamo attorno al Sole.

Mentre mi basta guardare la mattina verso est, vedo che è il Sole che sorge e si muove.

Da ora in poi, non permetterò a nessuno di darmi dell’ignorante per questo!

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206 Responses to Il diritto a non essere offesi

  1. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    :-) :-) :-) :-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. E lo scrive uno che ha regalato a una amica omeopata un testo di Hahnemann del primo Ottocento stampato in Tedesco a Cracovia in eleganti caratteri gotici.

    • Per Andrea

      “E lo scrive uno che ha regalato a una amica omeopata un testo di Hahnemann del primo Ottocento stampato in Tedesco a Cracovia in eleganti caratteri gotici.”

      E sicuramente, in quel difficile volume, ci saranno stati motivi più validi a sostegno dell’omeopatia, dell’affermazione che negarla offenderebbe qualcuno.

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        La storia della scienza è piena di casi in cui la negazione di un modello, una teoria, un risultato si trasforma in un’offesa personale.

        Nell’Ottocento si faceva a gara a scoprire nuovi fossili di dinosauro. Come per le figurine, si puntava ad avere la collezione completa: tutte le ossa dello scheletro di un animale della stessa specie, il cui scheletro completo avrebbe fatto bella mostra di sé nei musei attirando visitatori e alimentando il turismo. E’ la logica alla base dell’imprenditore corsaro di “Jurassic Park”, che (il libro più del film) ha il pregio di essere una storia plausibile anche oggi. Più grande era lo scheletro, ovviamente, maggiore l’attrattiva.

        Uno dei primi scheletri completi apparve in un museo USA. Un paleontologo di un altra città dimostrò come lo scheletro fosse stato montato …al contrario, la coda al posto della testa.

        Stante lo stato delle conoscenze dell’epoca, e l’estrema piccolezza del cranio di alcuni dinosauri rispetto al resto del corpo, l’errore di per sé era del tutto scusabile, e – fortunatamente per la scienza – facilmente rimediabile, dato che non sembrava ci fossero ossa mancanti.

        Tuttavia, la dimostrazione provoco’ un duello alla pistola fra il paleontologo e il direttore del museo.

        (Ignoro chi abbia vinto)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • E la storia di Johann Beringer, professore tedesco del XVIII secolo cui alcuni goliardi affibbiarono pietre scolpite sempre più fantasiose, gabellandole per fossili?
          Alla fine una scritta (fossile anche lei) che diceva VIVAT BERINGERIUS fu troppo persino per la sua dabbenaggine… e lo costrinse a passare, pare, anni ed anni a cercare di far sparire dalla circolazione le copie di un ponderoso volume in cui aveva raccolto e presentato tutti i preziosi reperti…

  2. Grog says:

    La Boldrini è omeopata?
    Oppure prende solo dosi omeopatiche di membro maschile per cui è sempre arrabbiatissima con i maschi?
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Grog

      Domanda fatta veramente da un luminare dell’ingegneria nucleare, in mia presenza:

      “Ma se la radioattività in alte dosi è mortale, in piccole dosi secondo l’omeopatia fa bene alla salute?”

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Z. says:

      In effetti, chi è disposto a pagare cinque euri per una bottiglia di succo di frutta si merita di pagarli. Ma la cosiddetta “medicina germanica” no, quella non dovrebbe essere inflitta a nessuno.

      Grazie per la segnalazione.

  3. Grog says:

    Io sono curioso, un pompino omeopatico
    – è rivolto all’asta o solo alla cappella?
    – quanto può durare?
    – è assimilabile al sesso tantrico?
    – la donna subisce danni dal non poter parlare per lungo tempo?
    – cosa ne potrebbe pensare Vladimir Luxuria?
    – Beppe Grillo lo assegnerebbe agli assessori della giunta Raggi?
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ grog

      – dipende da qual’è la parte malata. L’omeopatia agisce sempre da tutt’altra parte :-)
      – il meno possibile, altrimenti sarebbe efficace
      – sì, perché rinvia il piacere all’infinito
      – se meretrice, le si danneggia il portafoglio per il mancato introito
      – tutto il pene possibile
      – perchè, non lo fa già?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. OT

    alcuni scienziati stanno proponendo un sistema radicale per salvare il ghiaccio dell’Artico, che a sua volta potrebbe salvare dalla distruzione le città costiere del mondo:

    https://www.theguardian.com/world/2017/feb/12/plan-to-refreeze-arctic-before-ice-goes-for-good-climate-change

    Al di là della validità della proposta in sé, mi colpisce il costo stimato: 500 miliardi di dollari.

    Ora, gli abitanti del pianeta (bambini di due anni dello Zambia compresi) sono circa 7 miliardi.

    Vuol dire che (ammesso che il progetto abbia il minimo valore) ogni essere umano dovrebbe sborsare un centinaio di dollari a testa per salvare il mondo da quelle che sono sostanzialmente gli effetti dell’uso massiccio di carburanti fossili.

    E questo a sua volta ci dà un’idea di quello che avevo scritto altre volte a proposito del costo reale dei carburanti fossili.

  5. Mario says:

    Piccolo excursus diacronico-teoretico ad uso dei pelagiani che frequentano questo benemerito blog.
    L’omeopatia fu formalmente condannata da qualche intemerato pontefice della prima meta del ‘900 (quelli della seconda metà essendo tutti impostori, autentica congerie di lassisti, convitato di demoni incarnati, somma di apostati da siparietto “psychobilly”), insieme al ballo “doo-wop” ed alla ferrovia (attenzione: la ferrovia, non i treni).
    La prima, opera di massoni, risulta una volgarizzazione di antiche teorie cinesi di matrice solipsistica, inapplicabili per l’uomo occidentale: i cui “chakras” sono chiusi dal 1958, quando a Siri la CIA sostituì d’autorità l’asceta del vizio Roncalli (che prese il nome per perpetuare l’opera dell’eresiarca, poi pentito ma mai perdonato, Giovanni XXII).
    Il secondo, favorendo i movimenti pelvici, involge all’attivazione di movenze estemporanee e belluine, che a loro volta inducono a peccare “de sexto”.
    La terza, con il culto blasfemo della velocità, nuoce alla vita cristiana ed ai suoi ritmi balndi e compassati, orientando i reprobi al vaneggiamento frettoloso e lascivo, di solito –non sempre, però– orbitante entro un plesso di oniriche sembianze.

    • Z. says:

      Un bello e orribile
      mostro si sferra,
      corre gli oceani,
      corre la terra

      corusco e fumido
      come i vulcani,
      i monti supera,
      divora i piani,

      sorvola i baratri;
      poi si nasconde
      per antri incogniti
      per vie profonde;

      ed esce; e indomito
      di lido in lido
      come di turbine
      manda il suo grido,

      come di turbine
      l’alito spande:
      ei passa, o popoli,
      Satana il grande;

      passa benefico
      di loco in loco
      su l’infrenabile
      carro del foco.

      Salute, o Satana,
      o ribellione,
      o forza vindice
      della ragione!

      Sacri a te salgano
      gl’incensi e i voti!
      Hai vinto il Geova
      de’ sacerdoti.

      • Per Z

        “Un bello e orribile
        mostro si sferra,
        corre gli oceani,
        corre la terra”

        E’ affascinante rileggerlo, pensando a quel che fu messo in moto allora: poco più di un secolo dopo, stiamo guardando con terrore i ghiacci che si sciolgono grazie all’infrenabile carro del foco.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il Pessimismo è un ostacolo alla Libertà.

            Sembra tratto dal discorso di Renzi alla direzione del partito…

            • Francesco says:

              vuoi dire che qualcosa di intelligente lo ha detto pure lui?

              o tempora, o mores

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “Sembra tratto dal discorso di Renzi alla direzione del partito”

              E’ vero!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            carino, molto ingenuo ma carino

            utile a rammentare cosa potrebbe succedere se (quando?) la pacchia energetica finirà

          • Per Andrea Di Vita

            “https://it.businessinsider.com/il-mondo-e-molto-meglio-adesso-questi-6-grafici-provano-che-i-pessimisti-hanno-torto/”

            Cerco di capire il senso.

            Qualcuno dice che i ghiacci si stanno fondendo e che c’è un castello di carte di debiti che non crolla solo perché se ne fanno ancora di più.

            Questo risponde dicendo che la mortalità infantile si è ridotta rispetto al 1820.

            Boh.

            • supervice says:

              Il tizio ti potrebbe rispondere che è grazie ai debiti e al ghiaccio che fonde che ci sono meno analfabeti e che la gente si vaccina. E non ha neanche tutti i torti: il problema è la miopia dietro questa vulgata. Ogni giorno conoscenti di vario grado alzano le spallucce di fronte alle sfide che già ci sommergono (energetica, demografica, ambientale, eccetera) e citano tecno-cornucopie le più svariate: energia dalle maree, dal sole, dalle fusioni tiepide o fredde, dai peti delle mucche… di km zero, di motori elettrici. Peccato che non ne funzioni una, e ci stanno provando da più di 50 anni.

            • Per Supervice

              “Il tizio ti potrebbe rispondere che è grazie ai debiti e al ghiaccio che fonde che ci sono meno analfabeti e che la gente si vaccina. E non ha neanche tutti i torti: il problema è la miopia dietro questa vulgata. ”

              Accordo totale.

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              L’idea è, credo, la seguente (semplifico):

              “abbiamo abbattuto la mortalità infantile, che volete che sia trovare un rimedio allo scioglimento dei ghiacci!”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              >> “Il tizio ti potrebbe rispondere che è grazie ai debiti e al ghiaccio che fonde che ci sono meno analfabeti e che la gente si vaccina. E non ha neanche tutti i torti

              beh, trovo difficile trovargli un solo torto, in questa affermazione

        • Z. says:

          Miguel,

          vero, e hai anticipato il tema delle prossime NN.RR.SS.

          Noiose Riflessioni Serali, ovviamente!

    • Per Mario

      ” (attenzione: la ferrovia, non i treni).”

      Avevo letto una frase del genere in un libro del cardinale Newman, ma mi mancano i dettagli: hai qualche informazione in più?

    • PinoMamet says:

      Non so se le teorie orientali siano inapplicabili all’uomo europeo;

      molto spesso mi sembrano, gratta gratta, le stesse proprio;
      la medicina ayurvedica mi sembra la vecchia teoria degli “umori” e degli “elementi” (acqua, terra, fuoco…), i “canali” dell’agopuntura e dello shiatsu, anche se molto meno precisamente, sono noti in varie terapie popolari
      (per tradizione famigliare sappiamo curare il mal di gola, per esempio, agendo su un punto del braccio a determinati orari) e così via.

      Credo anzi che almeno qualche spunto, o più di qualche, sia arrivato in Oriente da Occidente, in epoca ellenistica o con l’irradiazione cristiana siriaca.

    • izzaldin says:

      sul treno sono d’accordo con Mario, è una invenzione abbietta che porterà l’umanità alla catastrofe. oltretutto, i testi cristiani di condanna sono molto belli da leggere, sia da parte cattolica che da parte protestante, visto che il primo sistema ferroviario di grande scala fu in UK.
      Sull’omeopatia non mi pronuncio, sul doowop invece sì: fu un errore condannarlo

  6. Moi says:

    Ha ragione Francesco : NON facciamo del Qualunquismo (che si sa … porta invariabilmente a Dx ! :) ) sulle radiazioni : è vero, ce n’è di maligne che fan venire dei gran malanni … “ma anche” [cit.] ;) , com’ è risaputo, di benigne che fan venire i superpoteri ! ;)

  7. Mario says:

    Carducci –lorsignori mi passeranno l’espressione colorita e fors’anche di influenza protogiansenista — era proprio un coglione: tronfio sul piano umano, inutilmente prosaico e greve su quello della “poiesis”, improponibile come teologo della rivolta, poi resasi di prammatica a partire dal Luterano II. Di gran lunga superiori il Pascoli, con la sua tenera poetica del fanciullino, successivamente mediata dalla psicanalisi nella ricerca estenuata del “puer aeternus”, e la voga “liberty” rimontante alla “fin de siècle”, ad opera dei crepuscolari, quasi tutti morti giovani e di tisi, alcuni in viaggio verso le Indie del mito e della storia: anime belle che testimoniarono, loro malgrado, il punto di collisione tra l’eccelsitudine del colpo di coda da retrobottega palindromo e lo splendore del fatal occaso, del nostro caro, cortese, oltraggiato Occidente.

  8. Moi says:

    Anch’io mi sono sentito disprezzato e offeso da tutti quelli che si permettono di dire che siamo noi che giriamo attorno al Sole.

    Mentre mi basta guardare la mattina verso est, vedo che è il Sole che sorge e si muove.

    Da ora in poi, non permetterò a nessuno di darmi dell’ignorante per questo!

    [cit.]

    ——————-

    Ma infatti : ogni Comunità ha dei Valori Morali, una Sensibilità in cui riconoscere e riconoscersi … e allora a tutte va garantito il Diritto Inalienabile di NON essere “triggherate” ;) per poter così “implementare” la convivenza pacifica garantita dalla Co-Sti-Tu-Zio-Ne ;) !

  9. Moi says:

    I Geocentristi, poi, sapeste quanti “Haters” :) Eliocentristi che impunemente li “triggherano” : situazione davvero tremenda ! ;)

  10. Moi says:

    Chiunque abbia da ridire … sguàini la propria Spada di Chesterton ora , o taccia per sempre ! ;)

  11. Grog says:

    Cari, simpatici, istruiti Signori che condividete questo blog messo a disposizione dall’illustrissimo gentilissimo Messicano depotenziato, dal dibattito pare chiara una cosa.
    L’Universo non è terrocentrico(*) e nemmeno eliocentrico ma (REGGETEVI FORTE) è
    BOLDRINICENTRICO perché la Signora riassume in se alcuni valori universali incontestabili:
    – sembra donna;
    – è una terribile scassa palle;
    – è diabolicamente in buona fede;
    – nessuno la vorrebbe nel letto salvo qualche masochista terminale;
    – nessuno la vorrebbe come madre;
    – nessuno la vorrebbe come figlia o sorella;
    – nessuno la vorrebbe suocera;
    – nessuno la vorrebbe come sindaco;
    – nessuno la vorrebbe come vicina di casa;
    – nessuno la vorrebbe mai aver vista ed ancor peggio udita.
    Per cui si tratta dell’ENTITA’ SOMMA DI ROTAZIONE DI PALLE
    Grog! Grog! Grog!
    (*) terrocentrismo ovvero ruotare attorno ai terroni

  12. Per Moi

    Vai, altra triggherata!

    https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/feb/15/youtube-pewdiepie-thinks-death-to-all-jews-joke-laughing-yet

    Tra le nuvole di sdegno che si alzavano, ho cercato di capire cosa fosse successo.

    Pare che un chiacchierone da Youtube con la faccia da scemo (no, non è il Noto Giovane Filosofo Italiano) abbia scherzato a proposito di un sito dove la gente mette a disposizione i propri servizi per cinque dollari; e abbia detto che magari certa gente per cinque dollari farebbe qualunque cosa; anche magari dire una cosa orribile e brutta come “death to the Jews”.

    Insomma, l’ennesima buffonata un po’ goliardica da iutubbaro, priva di qualunque significato.

    Come al solito, The Guardian pubblica il video che che nessuno avrebbe mai dovuto realizzare, un po’ come se in un’enciclica antica di quelle che piacciono a Mario, il papa di turno avesse riprodotto per intero i testi che condannava.

    Imperdibile (e in qualche modo inconfutabile) la riflessione della moralizzatrice di turno:

    “The thing is, whatever PewDiePie meant doesn’t really matter. A joke is never just a joke, you see: it always has consequences. Jokes help identify and solidify social divisions. You either get the joke and you’re one of us, or you don’t get it and you’re one of them.”

    • A proposito del triggheraggio citato da The Guardian, un fenomeno sempre più diffuso è lo scontro tra un moto irresistibile – la forza dilagante del cazzeggio ai tempi dei media virtuali – e un ostacolo impenetrabile – la censura politicamente corretta.

      Infatti, la censura colpisce un oggetto privo di ogni contenuto:

      https://it.wikipedia.org/wiki/PewDiePie

      Non è una critica la mia: per il suo pubblico sarà certamente simpatico e divertente; semplicemente, a quanto riesco a capire, non c’è nulla.

  13. Mario says:

    Per Miguel

    ” (attenzione: la ferrovia, non i treni).”

    Purtroppo no. Ricordo che la condanna fu emessa formalmente, quindi infallibilmente, da S. Pio X, “perché la ferrovia nuoce alla purezza della vita cristiana”, in virtù dell’accelerazione dell’esistenza che essa determina. Proposizione adorabile nella sua “naiveté”: vi si fa un uso misurato, misericordioso ma tetragono del gladio della dottrina, che sottilmente dapprima discerne con occhio aquilino la verità dall’errore, poi annichilisce, incenerendolo, quest’ultimo. Ghiaccio e fuoco.

  14. Mario says:

    è diabolicamente in buona fede;

    purtroppo, lo scriviamo a malincuore (vi abbiamo cogitato a lungo), v’è da segnalare codesto errore del carissimo Grog.
    La signora Boldrini è palesemente, mefistofelicamente in malafede. Ciò, è vero, presuppone una quota di intelligenza; ma il caos, liberato nella fase terminale dell’età del lupo (anche Fenrir ora è stato slegato dai vincoli, e dirige le forze dell’oscurità, fa lunghi discorsi colmi di brutture neomoliniste, ed ingolla vorace la verità), eccepisce alla norma. Per rimanere sul tema, evitando imprudenti divagazioni sapienziali, tre sono gli esempi di malafede e di oligofrenia, miscelati nello stesso perdigiorno da salottino situazionista: il nostro ex primo ministro, che ora eterodirige l’impiegato del catasto Gentiloni, e si renderà presto protagonista di uno scisma interno al PD; ciò costringerà, lo notiamo “en passant” ma addolorati, l’onorevole Cuperlo, quel lord strafatto, a ritenere colma la misura, e ad impugnare il gladio della giustizia, convocando un congresso apocalittico, in cui sarà svelata la funzione di “katéchon” nascostamente esercitata, in questi ultimi 4 inverni, da Speranza (“nomen omen”, anche qui); il nostro caro maledetto Bergoglio, che occupa la sede “materialiter”, pontificando dal rifugio di perdizione santa Marta in favore dei degenerati (da cui fu eletto, memore e quindi grato); appunto, la signora Boldrini, che, nel suo piccolo ruolo di “maitresse” della decomposizione somma, organizza festicciole a tema su mandato di Vendola: da cinema d'”essai” di periferia esistenziale, frequentati da ultimi che rimarranno ultimi, ed animati dalle miserabili officiature di riti impudichi e venali da parte del facitore di ponti che dirigono ad Hel, senza scorciatoie. Riconosciamolo: anche il pederasta impenitente può suonare la fisarmonica con sentimento e grazia, ma sul crinale della temporalità egli già scorge, nel corso delle sue toccanti esibizioni, l’abisso di ghiaccio e fuoco, che lo sopraffà. Eppure, la musica continua, imperterrita, e si perde, come il musicante, nella obliata notte di ogni tempo.

  15. roberto says:

    OT assoluto per Miguel (ma interesserà anche Habsb).

    ti consiglio vivamente questo libro
    http://www.historynet.com/book-review-the-oregon-trail.htm

    tocca in maniera molto interessante i tuoi temi, trasporti, inquinamento, geometri, rapporto con lo spazio intorno a noi, urbanismo ecc.

    alcune parti propriamente storiche sono straordinarie.
    ad esempio, la descrizione di come dopo le grandi migrazioni fra il 1843 ed il 1850 non ci si poteva più perdere perché bastava seguire la scia di rifiuti lasciati dai predecessori, che se lo riprendi per 3500 km di vuoto assoluto è impressionante

  16. PinoMamet says:

    OT

    per la serie Sono Pazzi Questi Romei… o no?

    http://www.repubblica.it/economia/2017/02/15/news/schiaffo_di_atene_a_gucci_rifiuta_56_milioni_sull_acropoli_non_si_sfila_-158345984/

    in realtà sull’avvenimento non ho un parere definito, oscillo tra due posizioni:

    -i greci a volte se la tirano un po’ troppo

    -per fortuna non tutti sono come gli italiani che basta metterci un marchio di moda e parlare (spesso, ahimè, solo parlare) di soldi e va bene tutto, la Storia e l’Arte tanto sbandierate diventano fondale per qualunque cosa

  17. Mario says:

    Al caro Mamé:

    No. non ci siamo. Lo storicismo non ha mai reso buoni servigi ad alcun pellegrino che abbia calcato la terra dei viventi.
    Ora, l’Occidente ha prodotto la più grandiosa civiltà della storia: non ha certo bisogno di “emprunts”. Esso, al contrario, ha irraggiato semi di sapienza primordiale all’universo mondo.
    Ghiaccio e fuoco: forma e fato, simmetria, gerarchia, onore sopra tutto. Rituali iperborei geometrici, eccelsi e discretamente distillati, che si distinguono dal “furor” mongolo e dalla proverbiale lascivia dei levantini, per non parlare dell’improntitudine tutta etiope: masnada di invasati sacrosantamente, in passato, ridotti ad una misura di sobrietà inaccessibile, se non per coazione, alle razze equatoriali.

    • PinoMamet says:

      ” Esso, al contrario, ha irraggiato semi di sapienza ”

      ma se mi rileggi, carissimo Mario, vedrai che è quello che sostengo anche io!

  18. Mario says:

    Per Mamet:

    E’ vero, ha ragione. Chiedo venia.
    Anche le apollinee menti indoboreali, quando ottenebrate dai ritmi oscuri portati dalle alluvioni allogene, risultano ottenebrate.

  19. Mario says:

    Per parafrasare un autore caro a tutti, i nostri pensieri di europei tra le rovine sono corti, ma la notte è lunga, oh!, quanto è lunga: “custos, quid de nocte”? Si dirige chissà dove, rispose il custode non custodito da alcuno, il treno filosofante nella notte: nella tenue notte degli indoarii, intorno ad una fiamma trascendente, colma di preci e silenzio di carmi mai scritti.

  20. Z. says:

    Si parlava giusto ieri, con Pino, di avvocati fermamente convinti – per qualche motivo che lo scrivente ignora – che esista una specie di atto formale chiamato “esposto”.

    O mi sbaglio?

    O MI SBAGLIO?

    And lo!

    http://www.lastampa.it/2017/02/16/italia/politica/spunta-una-terza-polizza-intestata-alla-raggi-un-giallo-anche-la-cassetta-di-sicurezza-di-romeo-EH86smnqcYakWHKXqIryDL/pagina.html

    Il vostro Zanardo Zalambani è così: descrive oggi il mondo di domani, lo fa solo per voi, e soprattutto lo fa a gratis.

    E proprio come e strolgh d’e Mzàn, s’un i ciapa incù i ciapa dmàn.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Mi pare che l’esposto esista, ma che non c’entri nulla con il procedimento penale. È infatti la richiesta di intervento da parte di un privato fatta all’autorità di Pubblica Sicurezza a norma del TULPS.

      • Z. says:

        MT,

        ho appena googlato il TULPS e direi che “esposto” è ivi usato solo come aggettivo: “esposto al pubblico” ed “esposto in modo visibile”, per essere precisi.

        Se intendi la richiesta di composizione dei dissidi privati (art. 1), non mi pare abbia un nome specifico indicato dal TU. Chiamarlo “esposto” mi sembrerebbe poi fuorviante: è un atto con cui si formula una richista, appunto, non con cui si espone qualcosa.

        In ogni caso, nella vicenda di Virgy direi che il TULPS c’entra circa quanto John Carmack con Gaspare Falsitta :)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sì, è l’atto di cui all’art. 1 che è chiamato esposto. Lo è anche in via ufficiale o semi ufficiale.

          • Z. says:

            Non è certo l’unico esempio di terminologia usata a raglio, ma soprattutto non è questa l’accezione di “esposto” a cui mi riferisco.

            Parecchi avvocati – come Virgy nel link – lo usano nell’ambito di un procedimento penale, o nella speranza che ne venga aperto uno, per indicare un atto che non si sa bene cosa vorrebbe essere.

            Tu provi a chiedere chiedere: “fammi capire, hai sporto querela?” Loro ti rispondono, serissimi: “ho fatto un esposto”. Al che non osi più replicare e la dai persa.

            Così non saprai mai se hanno presentato una querela, una richiesta di interrogatorio, una memoria al PM, un’opposizione a decreto penale o chissa che diamine d’altro :D

            • Mauricius Tarvisii says:

              Tortuga tempo fa lo descriveva come una denuncia (ma solo se senza querela). La denuncia, al contrario, era la denuncia con la querela.

            • Z. says:

              In realtà, se ricordi, ero io che davo per scontato che per “esposto” intendesse “mera denuncia”. Ma mi sbagliavo. A quanto ci raccontò, le insegnarono che questo “esposto” sarebbe una cosa diversa sia dalla denuncia sia dalla querela. Tipo una denuncia ma senza far nomi, o una cosa simile.

              E in ogni caso, non mi pare che Virgy intenda la stessa cosa.

              Insomma, questo “esposto” sembra un po’ come la leggendaria pantera colorata nelle raffigurazioni nel medioevo: visto che un simile animale non esisteva, ognuno lo raffigurava come più gli aggradava :D

            • Mauricius Tarvisii says:

              O magari la Raggi vuole proprio chiedere alla polizia di intervenire perché sta per menarsi con qualcuno, chi lo sa :D

            • Z. says:

              Lo dicevo io che suo marito l’avrebbe presa male :D

  21. Grog says:

    Adesso anche voi con le molestie alla Raggi! Uffa che barba!
    Poi è così carina con le orecchie un poco a sventola che io trovo terribilmente erotiche! Ma la tipa mi sembra una tutto sommato equilibrata e normale nonché con un sistema nervoso a prova di bomba ed una pazienza della Madonna inoltre ha anche un ex marito molto per bene che la sostiene e la cosa è molto carina.
    In verità mi tirano di più le femministe integraliste alla Boldrinskaya o la tipa dei matrimoni tra pari sesso per il puro piacere, ahimè solo mentale, di immaginarle mentre mi fanno un pompino e sono
    COSTRETTE DALLE CIRCOSTANZE A TACERE
    mentre le afferro violentemente per le orecchie in modo tale da sconsigliarle di mordere, poi prima di sodomizzarle le frusto sulle chiappe nude con un ramo di nocciolo swishhhh! swishhhh!
    Grog! Grog! Grog!

  22. OT

    Per anti/pro-europeisti,

    https://www.theautomaticearth.com/2017/02/debt-rattle-february-16-2017/

    una riflessione che trovo interessante, ma non pretendo di valutare: un economista che sostiene che Grecia e Brasile hanno subito crisi di entità paragonabili in valore stimato in dollari (circa il 45% del PIL), ma il livello della vita è calato del 26% in Grecia e solo del 2% in Brasile – secondo l’autore, perché il Brasile ha potuto scaricare la crisi sulla propria valuta, la Grecia no.

    Boh, a voi ragionarci…

    • Mauricius Tarvisii says:

      La valuta del Brasile è tenuta in piedi dalle esportazioni, quella della Grecia non lo sarebbe.

    • roberto says:

      francesco ti illuminerà meglio,
      ma effettivamente una moneta debole aiuta le esportazioni ma rende più costose le importazioni.

      cosa esporta la grecia? nulla a parte cotone e pistacchio ed importa tutto. con il risultato che se domani introducono la dracma e svalutano del 20%, tutto quello che importano (dal petrolio alle medicine) costerà di più. Potranno al massimo essere più attrattivi per il turismo (tutto costa meno per il turista)

      il brasile invece esporta di tutto e quindi una moneta meno forte può aiutare

      • Francesco says:

        beh, a quello servono le svalutazioni, a rendere economico fare qualcosa e venderlo, in casa come all’estero, per non morire di fame

        il problema per quelli di sinistra* è che questa è la logica della globalizzazione, non il suo contrario

        * e non apriamo il dibattito su cosa è la sinistra, vi prego!

    • Francesco says:

      Miguel

      credo che i brasiliani si bacerebbero i gomiti se avessero perso solo il 2% di “livello della vita” negli ultimi anni.

      mi sa che qualcuno ha mescolato i dati reali con la svalutazione della moneta ma potrei scommettere una birra senza glutine che il PIL brasiliano ha perso molto più del 2% anche in valuta locale

      ciao

      • Francesco says:

        Spero mi riconoscerete che, oltre a fare affermazione roboanti e stupide, sono anche disposto a riconoscerlo.

        se per “livello della vita” prendiamo il valore del PIL in valuta locale, la storia dei due paesi è molto diversa

        il Brasile è cresciuto fino al 2014. nei due anni dopo ha perso il 7% del PIL reale, che salgono a 8,6% considerando il dato procapite.

        la Grecia è crollata tra il 2008 e il 2013, nella misura del 26%; in termini procapite va un minimo meglio (-25%) perchè la popolazione è diminuita

        da allora la Grecia è praticamente ferma

        in sintesi: finora molto meglio il Brasile ma la sua crisi è in pieno corso, quella greca si è fermata. cosa c’entri la valuta, non saprei dirlo

    • Z. says:

      Immagino che l’autore consideri, tra le altre cose, che il Brasile è ricco di materie prime mentre la Grecia importa persino le olive.

  23. Mario says:

    Rilancio: richiedo formalmente ai canonisti del blog –Andrea di Vita, Francesco, Robertino, Miguel, Mamé e Grog, tra color che or ora rimembro con una tacita fitta di dolorosa gioia– di affinare il dibattito e la teoresi sulla figura dolentemente tremembonda, sordidamente malandata, epicamente irrilevante, del pontefice sedeprivazionista, infallibile nel propagare l’errore anche allorché siede, meditabondo nel culto nell’equivoco, sulla tazza del cesso. Una comparsa di papa, che proferisce, solingo ed in una continuità fallace, una congerie di errori: alcun cardinale, di curia o con la berretta rosa lisa dall’usura e dal mistero della Storia, lo udì mai affermare il vero:

    E i tremebondi lumi
    Piegar non soffri al dubitoso evento?

    Declamò sul tema –che fa tremare vene, polsi e avambracci manichei al solo pensiero, pensato entro un cuore di ghiaccio– il musicante tralignato, dalla piazzetta a forma di incunabolo sefirotico del Monte dei Martiri, ad un crepuscolo filosofante. “Nessuno sa niente di niente”, gli ribatté il passante disincantato e manicheo, tutto avviluppato ad una baldracca duodecimana, attestando il caduco limine tra nichilismo passivo e affilata trama vedantina. Maya colpisce ancora, la danza dell’ora ci avvince, vinti ma non proni alle sette inversioni tenebrose, di un amplesso che è il debito, inestinguibile come il fuoco: di presso al quale le stirpi doriche superarono il ponte tibetano, indossarono tuniche d’ortica, volteggiarono una perenne, inconcussa danza delle spade.

    • roberto says:

      grazie per l’interesse alla mia opinione, ma devo ammettere che non ho un’opinione in materia, trattandosi di questioni organizzative di un club al quale sono stato affiliato da neonato, ma per il quale non ho più rinnovato la tessera assocciativa.

      provo un’istintiva simpatia per el papà, perché
      1. mi stanno simpatici i gesuiti (simpatia dovuta probabilmente dal fatto che le persone più intelligenti che ho conosciuto hanno studiato dai gesuiti)
      2. mi stanno simpatici gli argentini
      3. è appassionato di calcio ed in più tifa per una squadra popolare come il san lorenzo
      4. è la prima colta da quando vivo che vedo un papa con un penchant verso gli “ultimi”, e mi sembra finalmente una cosa da cristiani

      • Francesco says:

        roberto

        se tu non amassi il basket, saresti un caso umano senza speranza

        ;)

        • roberto says:

          qual è la risposta sbagliata?
          la 4? o la premessa? o tutto?
          :-)

          • Francesco says:

            direi tutto ma sui gesuiti sudamericani ho dei pregiudizi

            la loro visione del mondo è ottenebrata dal fatto di essere sudamericani

            :D

            • Peucezio says:

              Francesco,
              ma la cosa riguarda solo i sudamericani ed esclude i centro-americani?
              Oppure anche Miguel deve sentirsi chiamato in causa? :-D

            • Per Peucezio

              “ma la cosa riguarda solo i sudamericani ed esclude i centro-americani?
              Oppure anche Miguel deve sentirsi chiamato in causa?”

              Ahem, per essere geograficamente corretto fino in fondo, anzi fino in cima:

              NOI MESSICANI SIAMO NORTEAMERICANOS.

              Centroamericani, oltre ai salvadoregni, saranno alcuni tuoi parenti stretti, a cominciare ovviamente da tua sorella.

            • Francesco says:

              terribile gaffe la mia, in effetti pensavo a tutti quelli a sud del Rio Bravo

              i gesuiti a nord di quel fiume pare siano spesso pessimi ma in stile “nord-europeo” più che “guevarista”

              grazie di avermi ripreso

            • Francesco says:

              Miguel

              prima che tu metta mano al machete, sappi che in tutte le mie analisi statistiche il Messico fa pienamente parte del Nord America, insieme a Groenlandia, Canada e l’altro posto

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mario

      Grazie per l’interessamento al mio parere, ma chiedo perdono se non riesco a rispondere con qualcosa di concreto.

      Il fatto è che tutte le volte che vedo Francesco (non mi riesce di chiamarlo papa) ormai sono preso da un’irrefrenabile voglia di sbadigliare.

      Sembra uscito fresco fresco da una puntata di ‘Che tempo che fa’ tutte le volte che apre bocca. Da agnostico, non mi sorprende quello che dice né mi scandalizza. Al contrario, mi pare di sentire Veltroni. E’ più ‘papale’ l’interpretazione che ne dà Crozza. Francesco è di un’irrilevanza, come dire, levigata.

      Ratzinger era più serio, almeno mi faceva ridere per quello che diceva ma quello che diceva lo diceva col piglio di un bravo insegnante di matematica; Wojtyla l’ho sentito in lingua originale a Cracovia per puro caso, e mi fece paura.

      Yawn.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per Andrea

        “Il fatto è che tutte le volte che vedo Francesco (non mi riesce di chiamarlo papa) ormai sono preso da un’irrefrenabile voglia di sbadigliare. ”

        Ecco, a me non è mai capitato di vederlo, quindi le mie riflessioni sono mediate dai testi scritti (in realtà ho letto ben poco di Bergoglio) e soprattutto dall’effetto sui cattolici che conosco.

        • Andrea Di Vita says:

          @ martinez

          Errata corrige: tutte le volte che vedo Francesco alla televisione.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per Andrea

            “Errata corrige: tutte le volte che vedo Francesco alla televisione.”

            L’avevo capito.

            Ho visto da qualche parte il discorso inaugurale di Francesco/Bergoglio, quello che concludeva con “buona notte”, insomma, e nient’altro.

            Probabilmente ho visto più video con Osama b.L. che con lui :-)

        • Z. says:

          Mah…

          sbaglierò, ma secondo me se la Chiesa cattolica ha qualche speranza di scampare al destino profetizzato tempo addietro da Miguel – ossia, essere sopraffatta dal vannamarchismo della religiosità prettapporté – quella speranza è proprio papa Francesco.

          Poi ripeto, posso sbagliarmi; comunque, essendo ateo e sin dalla nascita (e nemmeno battezzato) la cosa mi riguarda solo indirettamente.

          • Per Z

            “secondo me se la Chiesa cattolica ha qualche speranza di scampare al destino profetizzato tempo addietro da Miguel – ossia, essere sopraffatta dal vannamarchismo della religiosità prettapporté – quella speranza è proprio papa Francesco.”

            Non lo so.

            La pompa, in tutte le forme, crea distanza; la distanza dà potere ma riduce la fiducia.

            La pompa in un’epoca di trasparenza si mantiene con grande difficoltà: è tanto difficile impedire la derisione del trono pontificio, quanto vietare i selfie sorridenti ad Auschwitz.

            Bergoglio, in maniera assai medievale, riduce o elimina la pompa, e quindi appare più sincero: non prende in giro.

            Per questo genera simpatia – tra cattolici e non cattolici – ma dubito che generi forza.

            E dubito che un dispositivo del passato possa incidere in qualche modo sul futuro.

            Ma Dio solo sa.

  24. Mario says:

    A Roberto

    Le sue proposizioni sono tutte urticanti, riprovevoli, esecrabili; particolare spregio va indirizzato alla 4., che grida vendetta al cospetto dei Cieli. Anche la premessa costituisce sentenza (in senso etimologico) prossima alla blasfemia.
    Si emendi, La scongiuro, dalle Sue immonde cogitazioni.

    • Z. says:

      Non credo che possa parlarsi di blasfemia. E nemmeno di bestemmia, atteso che il Roberto non pone neppure in discussione elementi di natura teologica o dottrinale.

    • Francesco says:

      a discolpa di Roberto, potremmo ipotizzare che sia la prima volta che vede un Papa tout court!

      vogliamoci bene

      :D

    • Peucezio says:

      Però è sintomatico che questo papa piaccia tanto ai non credenti. Non solo a quelli, certo, piace anche a tanti cattolici, ma non ricordo nessun papa così popolare presso i non credenti, anche andando oltre ciò che posso ricordare direttamente (certo non Paolo VI, forse Giovanni XXIII, sicuramente non Pio XII e, credo, neanche i predecessori).

      Su Facebook evito di entrare nel merito di queste cose, ma una volta non ho resistito alla tentazione di “postare” una foto satirica.
      Un tizio, che fa parte di un gruppo che ho creato che tratta di tutt’altro e che è privo di qualsiasi coloritura ideologica o religiosa, ci ha tenuto a difendere Bergoglio.
      Ho subito pensato: “ecco, ho offeso i sentimenti del cattolico “ingenuo”, non addentro a questi temi, a cui piace il papa: speriamo non se la prenda”.
      Invece è venuto subito fuori che lui è un ateo, ma ha una grande stima per il personaggio. Ho evitato, facendo da pompiere, un litigio furibondo con un sedevacantista, senza mancare di notare, appunto, come fosse sintomatica appunto la popolarità di Bergoglio presso i non credenti.

      Se almeno ciò servisse a convertirli, certo, si convertirebbero a un cattolicesimo sfigurato e irriconoscibile, ma almeno supererebbero il materialismo. Ma invece nemmeno per sogno. Semmai è Bergoglio ad andare da Scalfari quando vuole una dritta, non viceversa :-) .

      • Francesco says:

        Ecco, su questo anche io sono abbastanza perplesso.

        A che pro andare da Scalfari, se non è lui che si converte a Dio? per fare conversazione?

        Magari questo Papa semina e un altro raccoglierà ma l’impressione fortissima è che demolisca la Chiesa per ottenere applausi da uno mondo che lo ha già dimenticato mentre ancora gli batte le mani.

        Per fortuna mi capita spesso di sbagliarmi

        • PinoMamet says:

          Francè

          secondo te (non Mario, che ha idee particolari e un orientamento nettamente diverso dal tuo) ma proprio secondo te:

          che sei un cattolico piuttosto normale dal punto di vista della morale, abbastanza indifferente a questioni liturgiche (la Messa ti va bene così com’è, insomma);

          pienamente integrato nel sistema sociale europeo (non mi pare che tu sia un rivoluzionario e neanche un reazionario che vuole a tutti i costi vivere sotto qualche nobile);

          che, aldilà della discutibile simpatia per CL, non pari avere idee particolari su come debba essere gestito questo o quell’ordine religioso cattolico;

          non hai mai espresso idee del tipo “occorre a tutti i costi inserire nella Messa la questione dei perfidi giudei”;

          che non hai nulla in contrario alle scoperte scientifiche degli ultimi duecento anni e dei prossimi duecento;

          secondo te, insomma, esattamente come questo Papa sta demolendo la Chiesa cattolica?

          A me pare un Papa piuttosto normale. Può stare più o meno simpatico, può essere più “a sinistra” di altri, come Ratzinger era “più a destra”, ma sempre limitatamente a una gamma molto ristretta di opzioni;
          può avere uno stile che piace o meno;

          ma insomma, non ci vedo proprio nulla di “demolente” per i cattolici e il Cattolicesimo.

          Se lo è lui, voglio dire, allora lo sono tutti i Papi dal Concilio Vaticano II, oopure nessuno.

          • Francesco says:

            Pino,

            parlo per impressioni superficiali (mea culpa) ,ma questo Papa sembra demolire l’idea stessa di una dottrina cattolica, che sostituisce con frasette prese da “Amici” di Maria de Filippi o dai Baci Perugina.

            Spero sia solo colpa mia che lo leggo male e poco ma … faccio sempre più fatica a sperarlo.

            Conta ben poco che lo faccia da sinistra o da destra, capirai bene.

          • Peucezio says:

            Pino,
            ho l’impressione che tu non colga come Bergoglio piaccia poco (o comunque susciti forti perplessità) non solo ai reazionari integristi come me o Mario, ma anche ai conservatori in genere, come può essere un Francesco, perché non è un papa moderatamente progressista, ma un papa radicalmente progressista.
            In generale poi piace poco alla maggior parte delle persone “di destra”, nel senso dei votanti medi di Forza Italia e soprattutto della Lega, lettori del Giornale, ecc. E fra questi immagino che quelli che conoscono la messa tridentina saranno il 2%.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Puecezio

              Le parole ‘papa radicalmente progressista’ mi sembrano contenere una stridente contraddizione, un po’ come le parole ‘cerchio radicalmente triangolare’.

              Se togli la Tradizione alla Chiesa, che rimane?

              Quattro teologi luterani.

              I fioretti di S. Francesco, la Virgen de Guadalupe, la Madonna della Guardia (per i Genovesi), la Madonna Nera di Czestochowa, Fatima, Lourdes, i digiuni quaresimali, il rosario, il divieto di carne di venerdì, le tredicine di Sant’Antonio, il sangue di San Gennaro, … In fondo Medjugorje si tira dietro milioni di pellegrini: tutti fessi?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              nel senso di ADV, posso essere d’accordo con Peucezio

              io dei teologi moderni faccio a meno senza problemi, tanto meno tolgo spazio a quelli bravi per far posto a loro

              più che progressista lo trovo “nichilista”: proprio non sente l’esigenza di pensare, gli basta parlare a braccio, facendo il simpaticone …

              ma spero sempre sia un difetto del mio occhio e del mko orecchio

      • Per Peucezio

        “Però è sintomatico che questo papa piaccia tanto ai non credenti. Non solo a quelli, certo, piace anche a tanti cattolici”

        Chiaramente io non posso parlare della macchina di salvezza eterna, che dovrebbe essere l’unica funzione importante della Chiesa cattolica.

        Il resto sono tutti dettagli periferici.

        Ora, tra i dettagli periferici, mi sembra che ai critici di Bergoglio sfugga,

        1) la sua retorica sostanzialmente da contadino toscano, tema di cui abbiamo già discusso

        2) il fatto che la Chiesa, almeno qui da noi, è soprattutto un immenso impero immobiliare abitato da quattro anziani fantasmi e che oscilla costantemente tra la tentazione di svendere allo speculatore immobiliare di turno e di sfamare la plebe. Una distinzione che passa parrocchia per parrocchia, prete per prete.

        In questo senso, un Bergoglio che parla appunto come contadino toscano e dice che la proprietà privata non è la prima preoccupazione di Dio è benvenuto soprattutto al tipo di cattolici che conosco io: gente molto semplice, battagliera, legata al campanile e alla storia e a un senso medievale di giustizia e carità.

        Poi vedo che in effetti Bergoglio fa colpo anche in ambienti di cui non me ne potrebbe fregare di meno, ma io non sono globale, non sono nemmeno provinciale, sono solo rionale.

        Proprio per questo, Bergoglio non mi interessa, mi interessa solo l’effetto che può avere sugli spazi posseduti dalla Chiesa fiorentina.

        • Peucezio says:

          Quindi la cosa importante è la macchina di salvezza, non i dettagli periferici.
          E su questo sono pienamente d’accordo.

          Va da sé che una visione così sociale e così poco sacramentale della Chiesa mette al centro i dettagli periferici al posto della macchina di salvezza, rendendo inservibile tutto il meccanismo.

          • PinoMamet says:

            Secondo me è proprio questo il punto in cui sbagli.

            Prima, infatti, dici che è importante la “macchina” della salvezza, cioè la liturgia

            (“leitourgei” in greco “moderno” vuol dire proprio questo: “funziona”, detto per esempio del motore di una macchina).

            e non i dettagli, come per esempio lo stile comunicativo, gli scivoloni “fuori di cathedra” o le simpatie, diciamo, politiche.

            Poi però dici che questi dettagli diventano tanto importanti che allora la macchina non funziona più, e, mi sembra, ti contraddici.

            Allargandomi da te, se posso, a tutto il mondo tradizionalista, devo dire che ho sempre avutol’impressione che le loro riserve liturgiche siano su punti un po’ troppo sottili per essere di interesse serio di più di mezza dozzina di teologi, intendo nel mondo intero;

            e servano da mero pretesto e supporto “legale” per le loro riserve politiche, che per loro sono molto più importanti, ma teologicamente, liturgicamente, per il “funzionamento della macchina-Chiesa”, contano poco e nulla.

            • Per PinoMamet

              ” servano da mero pretesto e supporto “legale” per le loro riserve politiche”

              Onestamente, e con il massimo rispetto per certe forme teologiche, credo che tu abbia ragione.

              Mi sembra che esista una sorta di costellazione psicologica, che cerca determinati dettagli lasciandosi sfuggire altri.

              Prendiamo la frase “pro vobis et pro multis”, tradotta nella nuova liturgia come “per voi e per tutti”.

              Ora, oggettivamente, i tradizionalisti hanno clamorosamente ragione a denunciare l’errore, che infatti viene giustificato così:

              https://it.wikipedia.org/wiki/Pro_multis

              Maniera buffa, perché dicendo che “gli evangelisti raccontano storie diverse, quindi traduco come mi pare”, si finisce per negare il fondamento stesso, cioè il valore assoluto degli insegnamenti degli evangelisti.

              Ma sotto questo ragionamento a mio avviso corretto, si intravede un problema proprio con la differenza tra “molti” e “tutti”; dove i “molti” sono quelli che sono nati cattolici (più i rari convertiti) e i “tutti” comprendono tutti gli altri. E qui operano altri criteri, che sono anche psicologici.

              Mentre la condanna cattolica dell’usura (che certo non è liturgica, ma a suo tempo era fondamentale) non suscita nessuna analoga fedeltà, perché si dovrebbero espellere dalla comunità tutti coloro che hanno un conto in banca.

              Con i tradizionalisti, si finisce sempre in un vicolo cieco, sul tipo:

              “che schifo, i finocchi fanno sesso contro natura!”

              “che bello, il TAV deve sbucaltare le montagne, che solo l’Uomo deve decidere come è il mondo!”

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, gli eretici si sono inventati questa storia del pro multis come giustificazione a posteriori della loro blasfemia :D
              Peccato che nel messale romano ci sia ancora scritto “pro multis” e che le traduzioni siano decise dalle singole conferenze episcopali. Dunque come pretesto per uno scisma da Roma mi sembra pretestuoso, appunto.

            • Z. says:

              Secondo me la condanna cattolica dell’usura – intesa non come “prestito che strozza il debitore”, ma genericamente come “prestito a interesse” – non viene presa sul serio per un motivo molto banale.

              Il motivo è questo: non può essere presa sul serio. Non c’è nessuna, ma proprio nessuna ragione sensata per biasimare il prestito a interesse.

              A meno di non voler condannare anche, chessò, chi pretende di essere retribuito per il lavoro che svolge, o chi pretende che gli venga pagato il prezzo dei beni che vende.

            • Per Z

              “Non c’è nessuna, ma proprio nessuna ragione sensata per biasimare il prestito a interesse.”

              Ma penso che ci sia un motivo talmente ovvio… tu prendi più di quello che dai.

              Poi ci possono essere tante giustificazioni, tipo “un cliente su dieci non mi ripaga, quindi spalmo le perdite tra gli altri nove”, ma il problema sostanziale è quello.

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’usuraio vende il tempo, che appartiene solo a Dio! :D

            • Peucezio says:

              Pino e Miguel,
              alla faccia dei dettagli!
              Fra un rito solenne e ieratico e una carnevalata ridicola e melensa!
              Come dire che fra il canto gregoriano e il rock’n’roll la differenza è di sfumature.

              Comunque la macchina di salvezza non riguarda solo la liturgia, ma anche, in misura rilevantissima, la dottrina.
              Se uno dice: “frocio è bello”, poi la gente ci crede e finisce dritta all’inferno, coi diavoli che ti prendono a forcate incandescenti nel sedere!

            • PinoMamet says:

              “Come dire che fra il canto gregoriano e il rock’n’roll la differenza è di sfumature.”

              Se lo chiedi a un Ustad indiano di musica classica indiana del suo paese
              (che non è una robetta per turisti: è una tradizione altrettanto ricca e complessa della musica classica occidentale)
              potrebbe dirti che sì, è una questione di sfumature, il sistema è lo stesso.

              La Messa, la stessa cosa:
              a livello liturgico, che il rito sia ieratico e solenne o conciso e semplice non cambia nulla, purché tutti gli elementi siano al posto giusto.

              La discussione quindi è: “nel rituale cattolico attuale gli elementi sono quelli giusti?”
              NON: “che schifo le schitarrate, molto meglio l’organo a canne!”

              Naturalmente la risposta non è scontata, ma la base su cui discuterne è di una sottigliezza tale che non incontrerebbe certo i palati di molte persone…

              Lo stesso dicasi per la dottrina:
              non conta niente che il Papa dica “mi sono simpatici i froci”, mentre per esempio (non lo nascondo) le dichiarazioni sugli ebrei che non avrebbero bisogno di ulteriore salvezza, perché l’antico Patto è ancora in vigore, hanno una portata dottrinale rivoluzionaria

              (ma gli unici che se ne sono accorti sono i soliti stantii ambienti antisemiti;
              gli altri cattolici sono concentrati esclusivamente su questioni “di costume”, e gli ebrei invece lo danno per scontato…)

            • Per Pino Mamet

              “Se lo chiedi a un Ustad indiano”

              Cito solo queste righe, per dire che condivido tutto il tuo commento, dall’inizio alla fine.

    • roberto says:

      ma no, perché redimermi?
      anzi, tutti mi dicono sempre che sono buono e gentile, figura che mi sta stretta come i vestiti di dieci anni fa.
      finalmente qualcuno che capisce la mia vera natura immonda!
      grazie

      • Peucezio says:

        Infatti dovresti non per motivi morali, ma spirituali.
        In realtà secondo me vai benissimo così.

  25. roberto says:

    peucezio

    “Però è sintomatico che questo papa piaccia tanto ai non credenti”

    per quel che mi riguarda non è che “mi piace tanto”.
    provo una semplice simpatia, proprio epidermica.

    vero è che faccio un po’ fatica a capire perché si attiri tanti odi.
    in fin dei conti, secondo me non è che “gli piacciono i finocchi”, ma semplicemente non gli piace chi li tratta male. lo trovo in questo simile alle parabole di gesù che leggevamo a catechismo “beati gli ultimi”, “fate agli altri quello che vorreste che gli altri facessero a voi”, “andate a cercare la pecorella smarrita” eccetera

    roberto

    ps. mi spiegate perché la mia 4 “grida vendetta al cospetto dei Cieli”?

    • Francesco says:

      Beh, non so quale Vangelo leggevate a catechismo ma Nostro Signore era molto chiaro nell’indicare in alcuni i beati e in altri i maledetti, in base al comportamento.
      Il che è un utile modo di fornire criteri con cui riguardare la propria vita. Ci fossero solo i beati, il rischio di addolcire tutto a livelli diabetici sarebbe praticamente una certezza.

      Ora, quello che IO non amo proprio di questo Papa è il suo “chi sono io per giudicare?” che rinnega il suo mandato e l’insegnamento di Gesù.

      E non certo per gli omosessuali, di cui non me ne frega assolutamente niente (in questo sono molto poco semita).

      PS poi i beati sono i poveri e i maledetti i ricchi e molti “cristiani” lo dimenticano volentieri ma questo è secondario, rispetto al rifiuto di giudicare.

      • roberto says:

        non mi ricordo che vangelo leggevamo (già allora ero un po’ somarello su queste questioni) ma la parabola della pecorella smarrita me la ricordo (lascio li le mie 99 e vado a cercare la 100, le altre non hanno bisogno di me), il discorso della montagna pure (con tanto di costruzione sulla sabbia per chi ha ascoltato ma non messo in pratica), ma non mi ricordo la maledizione ai ricchi

    • Peucezio says:

      Roberto,
      “in fin dei conti, secondo me non è che “gli piacciono i finocchi”, ma semplicemente non gli piace chi li tratta male.”

      E’ il soltio problema del nichilismo moderno. Non è mai a favore di qualcuno, ma contro qualcun altro.
      A me piacciono sia i finocchi (mi piace Pasolini e un’infinità di altri “finocchi”), sia quelli che li trattano male :-P (purché non esagerino; in realtà mi piacciono quelli che attaccano il matrimonio omosessuale e simili, non certo quelli che trattano male uno in quanto finocchio, che mi pare un comportamento volgare e ingiusto)

  26. Grog says:

    REGOLA DEL “3” SEMPLICE

    Oronzo Calà : Allenatore di calcio serio = El tanghero(*) : Vero Papa

    Grog! Grog! Grog!
    (*)El tanghero sarebbe lo pseudo papa argentino volgare e testa di vitello che più non si può
    P.S.
    Anche a me sono simpatici gli Argentini certo è che quando fanno le teste di cazzo fanno sul serio! Olé!
    Mi ricordano in modo raccapricciante gli ita(g)liani! Bidet!

  27. Mario says:

    la mia vera natura immonda

    Non mi permetterei mai. Ho asserito che le sue cogitazioni lo sono, cosa ben differente.

    Peucezio: l’eventuale conversione al “cattolicesimo sfigurato” sarebbe peggiore dell’ateismo. Bene quindi che gli atei rimangano tali –anche se in realtà nessuno lo è, ed è proprio per questa fede implicita che c’è speranza per tutti, tranne, con chirurgica precisione, per chi dispera impenitente–, piuttosto che essere ricoverati nell’ospedale da campo diretto da Bergoglio, novello Hrymr pilotante la nave Naglfar, verso il caos dell’informale.

    Francesco: in questo caso lei non si sbaglia affatto. Si sbaglia su Cl e sulla messa, ma non su Bergoglio e gli applausi per una mano sola, che sono gli stessi di chi applaude la de Filippi, Sanremo o Giucas Casella quando calcava i carboni ardenti a “Domenica In”.

    Mamé: come al solito lei è uno tra i più fini ermeneuti del blog. Lei ha tutta la mia simpatia, per quanto io non conti un emerito cazzo. Dice una verità palese, ma proprio in quanto tale non considerata dalle masse decerebrate, quando afferma:

    Se lo è lui, voglio dire, allora lo sono tutti i Papi dal Concilio Vaticano II, oopure nessuno.

    L’accelerazione di Bergoglio si innesta su un processo già ben avviato.

    Però:

    occorre a tutti i costi inserire nella Messa la questione dei perfidi giudei

    Veramente sarebbe il contrario. Il “perfidiis judaeis” è stato espunto con un colpo di mano, invasato e eterodiretto dalle centrali del caos, di Roncalli.

    Roberto: perché la mia 4 “grida vendetta al cospetto dei Cieli”?

    Era un’iperbole per rimetterla sulla retta via. Inoltre, i degenerati non sono né gli ultimi nè le pecorelle smarrite (se operano contro natura), ma a volte connessi a lobby di pedofili e cultori dell’Avversario, anche ritualmente.

    Chiudiamo in bellezza, con Roberto:

    quello che IO non amo proprio di questo Papa è il suo “chi sono io per giudicare?” che rinnega il suo mandato e l’insegnamento di Gesù.

    Lei ha capito tutto, nonostante CL e il “novus horror”. Ciò la rende doppiamente meritevole.

    Come si vede bene, la verità emerge anche tra i diorami surrealisti che ci circondano, illusori secondo il secondo principio di estinzione.

    • roberto says:

      Mario

      “Ho asserito che le sue cogitazioni lo sono, cosa ben differente.”

      si certo, avevo notato, ma mi chiedo (e questo era implicito nella mia affermazione), possono cogitazioni immonde uscire dalla bocca di un’anima pura? intendo, cogitazioni pensate, non cose dette senza riflettere

      “i degenerati non sono né gli ultimi nè le pecorelle smarrite”
      che non siano gli ultimi possiamo discuterne (in certi casi secondo me lo sono, in altri oggettivamente no).
      ma perché non sarebbero perorelle smarrite? specialmente nel caso mostruoso evocato?

    • roberto says:

      Mario

      “quello che IO non amo proprio di questo Papa è il suo “chi sono io per giudicare?” che rinnega il suo mandato e l’insegnamento di Gesù. ”

      quelle di prima sono pinzillacchere mentre questa affermazione mi interessa sul serio.
      perché “chi sono io per giudicare” rinnega il suo mandato?
      in fin dei conti “[…] il SIGNORE è il nostro giudice” (isaia 33:22),
      mica bergoglio

  28. Mario says:

    possono cogitazioni immonde uscire dalla bocca di un’anima pura? intendo, cogitazioni pensate, non cose dette senza riflettere

    Le sue sono probabilmente cogitazioni irriflesse, non realmente pensate, riprodotte per gemmazione sulla base della costante, ubiqua, nauseabonda coazione a ripetere, che operano i mass media ed i loro putridi circuiti di dissoluzione di massa, in merito alla presunta vicinanza di Bergoglio, quel maledetto, ai poveri. Non si può stare dalla parte di questi ultimi e contemporaneamente essere stati eletti da Clinton, Obama, NSA e mafia di San Gallo. E potrei continuare, ma non voglio tediare nessuno. Ad ogni modo, la umiltà e l’amore dei poveri sono virtù che non si mostrano ad un mondo che non le comprende; esse si esercitano, come la preghiera autentica, nel segreto.

    pecorelle smarrite

    Non lo sono, credo, a parte i casi degli inattivi, poiché peccano di una delle abiezioni che gridano vendetta al cospetto dei Cieli. Con questo, siamo ben lungi dal legittimare ogni forma di violenza e/o di sberleffo nei confronti di questi degenerati. Ma le lobby cui essi a volte si attaccano andrebbero colpite chirurgicamente, estirpate dalla faccia della terra: non è però opera dei singoli, questa, ma dovrebbe esserlo della legittima autorità, oggi, sfortunatamente, insussistente.

  29. Mario says:

    in fin dei conti “[…] il SIGNORE è il nostro giudice” (isaia 33:22),
    mica bergoglio

    ragionamento crasso come il girovagare di un flaneur protestante, che torna nelle crepe di fuoco da cui tutti nascemmo.

    Basterà dire, evidentemente, che il passo di Isaia si riferisce al giudizio eterno. Il giudizio del pontefice –che Bergoglio, comunque, probabilmente non è– attiene al mandato che Cristo a conferito a Pietro, quando afferma: “A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Il potere di legare e sciogliere, quindi anche di giudicare con efficacia esecutiva, costituisce per l’appunto l’autorità giuridicamente vincolante (“legare” e “sciogliere”). Chi ha questa autorità, per l’appunto, giudica non per esercitare un arbitrio, ma per serrare i ranghi. Chi non lo fa, avendone (Bergoglio in teoria) il mandato, agisce così perché mosso dalla volontà di servire il caos, ingannando i gonzi con lo specchietto per le allodole dell’umiltà e della misericordia.

  30. Mario says:

    Se si rilegge, era una domanda seguita da un’asserzione temeraria (citazione decontestualizzata ed assolutizzata, luogo e modo classico del luteranesimo): a meno che non sia saltato il punto interrogativo in clausola, ciò che è possibile, ma non verosimile.

  31. Moi says:

    @ ZETA

    Quando hai tempo e modo … la tua (abbozzata) analisi sulla ritualizzazione della violenza da parte dei “Gruppettari” di Estrema Sx, sembrerebbe interessante !

  32. Moi says:

    A Bergoglio gli fan dei gran cerripicchi e strommen ;)

  33. Mauricius Tarvisii says:

    E’ possibile far diventare la gente eurofoba?
    Sì, se sei la Corte di “Giustizia” dell’Unione Europea e te ne esci con la sentenza del 15/10/2014 (C-221/13) che oggi mi sono ritrovato sotto mano e che mi ha fatto concludere che se Trump e la Le Pen rendono tutti gli eurocrati disoccupati tanto meglio :D
    Cosa dicono i nostri amati giudici europei da farmi auspicare l’Apocalisse comunitaria? In pratica dicono che, alla faccia del principio di volontarietà del part-time affermato da un accordo quadro e dalla relativa direttiva che lo ha recepito, è conforme al diritto dell’Unione la possibilità di prevedere casi in cui il datore di lavoro possa unilateralmente mettere a part-time il dipendente. E non solo! Alla faccia del principio per cui il rifiuto del part-time non possa essere considerato mai e poi mai giustificato motivo di licenziamento, i nostri eurogiudici ci dicono che invece è possibile sbattere fuori il dipendente per questo motivo se la trasformazione è dovuta ad esigenze aziendali. Infine, alla facciazza della pattuizione scritta, ci dicono che questa non è necessaria se la trasformazione è unilaterale.
    In parole povere, l’UE aveva fatto due cose buone in croce e la Corte di Giustizia le ha buttate nel cesso. Questo vuol dire che se l’Italia facesse da sé sarebbe meglio? Assolutamente no, visto che resistente (o controricorrente? Non ricordo, perdonatemi) in questo giudizio era proprio… l’Italia! :D

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      “oggi mi sono ritrovato sotto mano e che mi ha fatto concludere che se Trump e la Le Pen rendono tutti gli eurocrati disoccupati tanto meglio :D”

      E no! Basta tentare di salire sul carro del vincitore!!
      Prima Roberto e Z. che si auguravano che vincesse la Brexit (però bisogna dire che hanno portato fortuna!), ora ti ci metti pure tu.
      Guardate che vi butto giù a calci dal carro antieuropeista! :-P

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io tifavo per il leave perché mi stanno sul cazzo gli inglesi e non condividerei con loro nemmeno lo scompartimento del treno.

      • Z. says:

        Peucezio, non ci capiamo: io sono molto felice che abbia vinto la Brexit proprio perché i furbetti stanno bene fuori dai piedi!

        Il carro te lo puoi tenere, e pure la convinzione di avere vinto qualcosa :)

    • Peucezio says:

      Scherzi a parte, mi ricordo che quando si entrò nell’euro (ma già molti anni prima, praticamente da sempre) io ero contrarissimo ovviamente, ma non ho presente praticamente nessuno che fosse contrario, tanto che passavo per eccentrico.
      Oggi persino il Sole 24 parla dell’uscita dall’euro come un fatto probabile che si dovrà in qualche modo gestire e l’antieuropeismo è diventata moneta corrente, se non di moda.

      • Z. says:

        L’argomento mi pare c’entri poco col tema di MT e ancor meno col Brexit, però per come la ricordo io è proprio come dici. Ora va di moda lo sfascismo, che è appunto diventata moneta di gran consumo. Direi quasi moneta svalutata.

        E chi vive di moneta svalutata è facile da comprare a peso ;)

    • Roberto says:

      Lascia perdere gli accordi quadri e leggi qua

      http://www.giurcost.org/decisioni/2017/0024o-17.html

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il baubau dei tempi dell’Università, il famoso “conflitto tra corti”, che ci assicuravano che fosse “assolutamente inverosimile”.
        Tempi interessanti.

        • Z. says:

          “Dialogue”, insieme a “organisation”, “programme” e sinanco “autumn” spero spariscano a breve nella pubblicistica a vario titolo collegata con la UE.

          :D

          • MOI says:

            più che altro sono “organisation”, “programme” e financo “Autumn” ad essere in obsolescenza perfino in UK a favore di “organization”, “program” e financo l’orribile “Fall” …

            • Per Moi

              ” financo l’orribile “Fall” ”

              Disaccordo! Io scrivo britannicamente “organisation” e “programme”, ma sono sempre tentato dall’antichissimo e bellissimo termine “fall”, purtroppo sopravvissuto solo negli Stati Uniti, mentre in Inghilterra c’è solo il burocratico, pretenzioso e moderno “autumn”.

            • MOI says:

              … ma non c’è l’ ambiguità con “caduta” ?

              … ogni ambiguità andrebbe rifuggita, no ?

            • Per Moi

              ” ma non c’è l’ ambiguità con “caduta” ? ”

              Esatto. E che nome migliore per la stagione declinante?

            • Z. says:

              Moi,

              saranno anche in obsolescenza nella Perfida Albione, ma certi dirigenti albionesi spesso non gradiscono affatto che vengono usate forme non-british.

              Nemmeno da parte di chi non parla inglese come madre lingua. Perché, si capisce, il vero inglese è solo il loro.

              Non vedo l’ora che la smettano di traccheggiare e di prendere tempo e si levino dai piedi. Sarei per fondare una organization che elabori un program in modo da accelerare la loro dipartita in modo che se ne vadano quanto prima. Magari entro il next fall :D

  34. Mario says:

    Secondo me l’uscita dall’euro, più che auspicabile, sacrosanta, dovrebbe essere propiziata da un pontificale tridentino celebrato da qualche vescovo sedevacantista raccattato da quarche parte, simultaneamente ad una “devotio” involontaria del ciarlatano di Santa Marta, sul grande raccordo anulare, all’altezza dello svincolo per Finocchio. Questa uscita darà il colpo di grazia a Bergoglio, che difende diuturnamente l’eurocrazia dalla taverna Santa Marta.
    “Sul raccordo anulare i ragazzi di ieri/ hanno vecchi fucili ed una fotografia/ hanno fatto la spesa ed i conti col tempo/ ma la loro ballata finisce a metà”.

  35. habsburgicus says:

    O.T
    (non storico e inusuale) [prendo però spunto, da una categoria citata prima da Peucezio ed altri, ed estendo :D]

    si parla sempre di gay stricto sensu..
    e dei trans, invece ?
    pare che sia un fenomeno che si stia estendendo….forse esonenzialmente (a quanto dicono), almeno nelle classi alte, e a MI e a Roma (a Sud sono più concreti, credo di meno)
    come lo spiegate ?
    un trans secondo voi sarebbe da paragonare più ad un uomo o più ad una donna ?
    e quelli che vanno a trans [in genere del PD, sembra :D] ?
    avebbero tendenze omosessali ? o sarebbe solo indice di noia sessuale e di “vizio” ? cioé, magari si trombano tante di quelle gnocche, che la passera cesa di avere effetto e passano ad altro ramo dell’ornitologia :D
    e quelli che continuano ad andare con donne (bisessuali) ? come classificarli ?
    é possibile che ci siano alcuni che vanno a trans solo di rado o per converso alcuni che ormai vano a donne solo raramente ?
    e fra trans e trav, sarebbe corretto ritenere i trans più “femminili” e i trav più “maschili”, cosicché uno che andasse con i trans avrebbe un grado di omosessualità latente minore di uno che andasse con i trav ? o non c’entra nulla ?
    o son de facto la stessa cosa ?
    e le lesbiche ? lì mi sembra niente di particolarmente strano..da uomo, una cosa a tre con 2 lesbiche non mi dispiacerebbe mica :D lì la massima autorità assoluta é Grog !
    vorrei un discorso serio..asolutamente non intendo offendere nessuno (dunque se per caso ci fossero dei trans/trav fra i lettori occasionali, intervengano ! con il permesso di Miguel s’intende), vorrei solo capire….bon
    anche un intervento di Miguel sarebbe gradito !

  36. Mario says:

    e dei trans, invece ?

    Il trans è la terrifica figura somatica dello sradicato, grossolano nelle espressioni del volto e nella silhouette spesso informe, prodotto in provetta dal mondialismo che gode delle sue operazioni da decomposto “salon” decostruzionista; di cui il meticciato e le derive pansessualiste costituiscono l’espressione più sordida, e più plateale.
    Come rispondere a questa sfida lanciata dal sottosuolo?
    “Amor fati”: contrastare il passo al Destino, superandolo. Sentimento del tragico: asimmetria tra vita ed Idea. Forma e fato, fuoco e ghiaccio.
    Ci si prepari, per ora, ricordando l’ammonimento dell’ultimo filosofo di Occidente: “Aber das Leben ist Krieg”. Poi giungeranno le istruzioni successive, “in due time”: lo deciderà il vicario del capo.
    Un saluto a chi è di buon sangue.

    • Z. says:

      Ebbene, qua nessuno è di sangue puro quanto me: sangue al cento per cento romagnolo, da più generazioni di quante ne riesca a contare.

      Della ruvida e sanguigna Romagna del nord, naturalmente, dove il temerario Fetonte fu inghiottito dalle nebbie e dal suolo, dove Romani e Romei pianificavano le loro conquiste, dove il genio e l’eroismo dei combattenti per la libertà suscitò l’ammirazione di Popski.

      D’altre lande discutibile e discusse, che pur ardiscono chiamarsi “romagnole”, nemmeno intendo parlare, né in questa sede né altrove né mai.

    • Moi says:

      Sono interventi estetici, più o meno riusciti, a seconda dei casi … ma il discorso XX o XY resta identico.

      PS

      Forse non tutti sanno che, quasi emblematicamente, una vagina “post-op(eration)” è un pene rivoltato tipo dito di un guanto, con il glande (se non erro) “adibito” a clitoride … tutta roba che assieme agli ormoni “femminilizzanti” fanno girare l’ economia ! ;) … Assieme ai farmaci blocca-pubertà, agli uteri in affitto (le”gippi-à” della Cirinnà) , alle innumerevoli iniziative culturali.

      Ma è a livello psichico (!) che il Genderismo si scatena :

      https://www.youtube.com/watch?v=SAHvLAJ-5aQ

      60 different Genders – Leftist LGBTTQQ-Proposal ridiculed by AfD Politician in German Parliament

      • Moi says:

        Esistono “variazioni genetiche”, tipo Sindrome di Klinefelter o simili; tipo quella di Morris ma più nota come di Kim Novak … ma sarebbe un discorso piuttosto “scientista”; ma soprattutto, paradossalmente, anche eventuali sindromi di questo tipo si rivelano psichicamente ininfluenti (!) rispetto al “sentirsi altro” rispetto al sesso di nascita, a quanto pare !

        • Moi says:

          Insomma : quanto pare NON c’è interdipendenza tra genetica e psicologia … e le “variazioni” rispetto al “Binarismo Cis” possibili nella mente sono di gran lunga (!) più numerose di quelle possibili nel codice genetico !

      • Moi says:

        In termini di “attrazione”, boh … il discorso è che può essere “aggirato” a livello estetico il dimorfismo sessuale (anche in modo ingannevole per sedurre) … però anche qui le cose si complicano : c’è chi trova la presenza di un pene _ su corpo/viso esteticamente (!) femminile _ un ostacolo insormontabile e chi invece l’ oggetto del desiderio in quel contesto !

        • habsburgicus says:

          grazie Moi (anche per gli interventi di prima)
          hai risposto, in modo esauriente, con la consueta acribia e serietà

          si, la cosa più importante é la “percezione”..e questa può essere indotta !

        • habsburgicus says:

          chi trova la presenza di un pene _ su corpo/viso esteticamente (!) femminile _ un ostacolo insormontabile

          e infatti..insormontabile é la parole giusta !
          che vuoi farci ?..io, te, Pino, Peucezio e insomma tutti i commentatori abituali siamo della “via antiqua” :D :D :D
          retrogradi impenitenti :D
          il lappismo [che non é un movimento lappone* :D] avrebbe invece un approccio forse un po’ diverso, la “via moderna” :D

          *esistevano i lappisti, nel vecchio senso..pare fossero fascaiti finnici nei 1930′

        • PinoMamet says:

          Sento in giro che in una trans o trav gli uomini troverebbero più comprensione che in una donna, in quanto la trans o trav è stata/è uomo, capisce la mente maschile molto meglio.
          Non so, riporto.

          Inoltre probabilmente c’è dell’omosessualità latente.
          E poi c’è semplicemente, in alcuni, la noia perversa di chi ha già provato tutto.

          Direte: eh vabbè, ma mica gli utenti delle trans prostitute saranno tutti dei D’annunzii ricchi e debosciati…
          no, ma non sottovaluterei l’impatto del porno, che ha reso visibile rivisibile, e quindi noiosa, qualunque perversione sessuale…

          Secondo invece è da riflettere sul fatto che l’immagine di donna imposta (anche alle donne) dai mezzi di comunicazione
          (la virago imbattibile MA sexy, altrettanto o più disinibita sessualmente degli uomini, sportiva e in carriera)
          è già di fatto un trans…

          • habsburgicus says:

            grazie Pino, per la risposta…
            direi che le tue considerazioni sono molto sensate, come sempre del resto
            molto probabilmente é così
            credo che tu abbia colto il punto centrale, nell’influenza del porno..e ancor di più, nell’ultimo punto (e si torna sempre all’influenza dei media)
            qualcosa di simile al tuo incipit avevo vagamente sentito anch’io..ma mi pareva così strano, che temevo di aver capito male..e invece noto che anche tu hai sentito cose simili !
            la donna avrà tutti i difetti del mondo e più spesso che no, sarà pure str°.. :D, ma io, noi non la cambieremmo mai :D
            loro sì, a quanto pare..de gustibus :D

            °in particolare l’egocentrismo femminile é sovente molto sviluppato..pur essendoci anche dei maschi di tal fatta

  37. A proposito di violenza, nel senso di imposizione di una volontà sull’altra…

    Stati Uniti, una donna senza casa viene condannata a sei anni di carcere per aver dato falsamente come proprio indirizzo quello di una babysitter, in modo che suo figlio potesse andare a scuola, rubando così oltre 15.000 d0llari di servizi educativi al Comune:

    http://countercurrentnews.com/2016/09/homeless-mother-sent-six-year/

    Ora, la cosa interessante è che la donna ammette il fatto ma non la colpa, e quindi non accetta le regole del gioco (ecco perché dicevo che il pugilato ha invece la forma ma non l’essenziale della violenza).

    • Z. says:

      Miguel,

      — Ora, la cosa interessante è che la donna ammette il fatto ma non la colpa, e quindi non accetta le regole del gioco (ecco perché dicevo che il pugilato ha invece la forma ma non l’essenziale della violenza). —

      Quindi la donna ha usato violenza al Comune tentando di imporre la propria volontà?

      Bada, non dico che non la si possa vedere così. Però se usiamo “violenza” in questa accezione finisce che non ci capisce nessuno, e il linguaggio serve a poco se non ci capisce nessuno :)

      • Per Z

        “Quindi la donna ha usato violenza al Comune tentando di imporre la propria volontà?”

        Come al solito, mi spiego male. Intendo dire che un gruppo di poliziotti ben armati possono imporre la propria volontà su una donna che in altre condizioni non sarebbe consenziente all’idea di passare sei anni rinchiusa in una stanza, e lo possono fare perché lei sa benissimo che quei poliziotti hanno i mezzi per riempirla di proiettili.

        Questa mi sembra l’essenza della violenza; e lo conferma il fatto che lei stessa dichiara di non accettare le regole del gioco.

        • Sempre per Z

          “Quindi la donna ha usato violenza al Comune tentando di imporre la propria volontà?””

          Invece non credo che un inganno costituisca violenza: infatti, l’essenza dell’inganno è il consenso, anche se con premesse sbagliate, dell’ingannato.

        • Z. says:

          Miguel,

          — Questa mi sembra l’essenza della violenza —

          A dire il vero, in Italia se evadi nessuno ti riempie di proiettili. E anche in sede di irrogazione della pena te la cavi piuttosto a buon mercato, per l’evasione in sé.

          Ma soprattutto, il fatto che la signora dice di non accettare le “regole del gioco” cosa dovrebbe confermare? Se la mia morosa mi pianta come un albero e io dichiaro di non accettare le regole del gioco (non sarei il primo né l’ultimo) allora è la conferma che mi lei ha usato violenza?

          Valutare un gesto commesso da Tizio basandomi sui sentimenti in interiore homine di Caio o sulle riserve mentali di quest’ultimo, francamente, mi sembra un criterio piuttosto bizzarro…

          • Per Z

            “io dichiaro di non accettare le regole del gioco (non sarei il primo né l’ultimo) allora è la conferma che mi lei ha usato violenza?.”

            Ottimo Z, sempre capace di approfondire…

            Per essere violenza, l’imposizione della mia volontà sulla tua si deve basare sulla forza fisica o sulla minaccia di utilizzare un potere che manca all’altro.

            E’ violenza se salti addosso alla tua morosa puntandole un coltello alla gola, ma anche se minacci di farla licenziare.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Per essere violenza, l’imposizione della mia volontà sulla tua si deve basare sulla forza fisica o sulla minaccia di utilizzare un potere che manca all’altro. —

              Eh, lo vedi allora che allarghiamo davvero a dismisura l’area della violenza?

              Non esistono relazioni davvero paritarie sotto ogni aspetto, sicché – se prendiamo per buona la definizione di “violenza” – non esiste rapporto tra persone che vada indenne da quella che tu chiami “violenza”.

              Non dico che questo punto di vista non sia interessante, capiamoci. Dico che non ci aiuta molto bene, messo così, a tracciare una linea tra ciò che è violento e ciò che non lo è.

              Z.

              PS: il diritto, come l’attività politica a sinistra, consiste in buona parte nel frantumare un oggetto già piccolo in due oggetti ancora più piccoli. Più che “approfondire” io direi “fracassare” :D

            • Per Z

              “non esiste rapporto tra persone che vada indenne da quella che tu chiami “violenza”.”

              Giusto. Forse l’elemento determinante è la minaccia o l’esercizio di pesante costrizione fisica – ti sparo al piede così non cammini più, ti ammanetto, ecc.?

            • Z. says:

              Miguel,

              se è necessario l’esercizio o la prospettazione di pesante coercizione fisica allora escludi quasi tutto ciò che non ha a che fare col pestaggio carcerazione del soggetto passivo.

              E quindi anche i casi del sindacalista che ti estorce denaro per non indire uno sciopero o del padrone che ti licenzia con un pretesto perché non vuoi fare straordinario gratis.

              È un modo legittimo di vedere la cosa, naturalmente, ma non credo sia il tuo…

            • Per Z

              “se è necessario l’esercizio o la prospettazione di pesante coercizione fisica allora escludi quasi tutto ciò che non ha a che fare col pestaggio carcerazione del soggetto passivo”

              Mi piace questa discussione :-)

              Dunque, è chiaro che c’è un continuum… mi chiedo dove catalogare azioni dove il fine (farti fare ciò che voglio io) tende a distaccarsi da un mezzo apparentemente violento.

              Se a un corteo io spacco le vetrine della boutique di moda, per costringere lo Stato a “liberare i compagni in galera” o per dire a Trump di dimettersi da presidente degli Stati Uniti, esattamente qual è il nesso?

            • Z. says:

              EC: col pestaggio o la carcerazione

            • Z. says:

              Miguel,

              — Se a un corteo io spacco le vetrine della boutique di moda, per costringere lo Stato a “liberare i compagni in galera” o per dire a Trump di dimettersi da presidente degli Stati Uniti, esattamente qual è il nesso? —

              Il nesso direi che è zero: non praticamente zero, ma esattamente zero.

              Infatti non vedo differenze particolari tra i cosplayer politici bolognesi di cui abbiamo parlato in questi giorni e i punkabbestia al Cicu di cui parlava Roberto.

              Il fine dell’azione mi sembra irrilevante per qualificare la violenza: la devastazione e il saccheggio sono atti violenti, per qualsiasi fine siano compiuti.

            • Per Z

              ” sono atti violenti, per qualsiasi fine siano compiuti.”

              Ma a maggior ragione lo è sbucaltare una montagna o abbattere un bosco, dipende un po’ dal caso se si è entro o fuori dalla legalità nel farlo (mio bisnonno, facendo una truffa, si impossessò di un edificio che io ho ereditato, e quindi le carte sono dalla parte mia e dicono che la mia vetrina è sacra; il bosco vicino a cui sono cresciuto, che ho sempre curato e difeso, risulta appartenere a qualcun altro che se ne è sempre infischiato e adesso permette pure che lo si distrugga).

            • Z. says:

              Miguel,

              — Ma a maggior ragione lo è [un atto violento] sbucaltare una montagna o abbattere un bosco —

              Perché a maggior ragione?

              Anzi, secondo me tra trasformare la natura – anche in modo radicale – e devastare ciò che è fatto dall’uomo c’è una differenza mica da ridere: non solo per la mia sensibilità, intendo, ma per quella generale.

              Intendiamoci. Quando vengono demolite le ville abusive ne sono lieto, mentre come ho già detto sono consapevole che il più grande problema dei nostri tempi – e di quelli che verranno – è certamente il problema ambientale.

              Ma faccio molta fatica a chiamare “violenza” l’opera di colonizzazione, eseguita dai Romani nel corso di secoli, grazie a cui è nata la mia terra.

              Con lo stesso criterio potremmo chiamare “violenza” anche il lavoro compiuto da Michelangelo sul marmo…

        • Z. says:

          Miguel,

          — Invece non credo che un inganno costituisca violenza: infatti, l’essenza dell’inganno è il consenso, anche se con premesse sbagliate, dell’ingannato. —

          Occhio, perché secondo questo criterio anche il soggetto estorto agisce in base proprio consenso: riguardo all’estorto, noialtri boriosi legulei diciamo, infatti, ch’egli coactus tamen voluit.

          Direi piuttosto – in modo rozzo ma direi comprensibile e spero non del tutto fuorviante – che l’essenza di quello che tu chiami “inganno” è ottenere il consenso mediante falsa rappresentazione della realtà.

          Invece, l’essenza di quella che tu chiami “violenza” consiste nell’ottenere il consenso mediante prospettazione di un male futuro.

          • Per Z

            “Direi piuttosto”

            Mi sembra di sì.

            • Moi says:

              Basta che non sia un “piuttosto che” da scatenare _ a ragione … _i Semanticsnazi ! ;)

            • Z. says:

              No, Moi, non era un “piuttosto che” di quel genere. Ho tanti difetti, ma non quello di usare “piuttosto che” in quell’accezione falsa e bugiarda :D

          • Z. says:

            Miguel,

            — Mi sembra di sì. —

            Allora questo punto i casi sono due:

            1) o parliamo di “violenza” solo quando la prospettazione della medesima è esplicitamente formulata, ma non mi pare sia quello che intendi tu;
            2) oppure è violenza anche se la prospettazione è implicita: vale a dire, purché vi sia la possibilità – almeno in linea astratta – che il male futuro si verifichi.

            In questo caso, è violenza chiedere il reso di materiale fallato (l’acquirente potrebbe ricorrere al giudice); è violenza non accordarlo (ricorrere al giudice costa e potrebbe non essere conveniente); è violenza spostare di reparto un dipendente (potrebbe temere il licenziamento e obbedire per ciò soltanto); è violenza iscriversi al sindacato (il datore potrebbe evitare di licenziare il dipendente per timore di ritorsioni)…

            Ma se pressoché ogni interazione è violenza, il termine “violenza” a che serve?

  38. Mario says:

    Ebbene, qua nessuno è di sangue puro quanto me: sangue al cento per cento romagnolo, da più generazioni di quante ne riesca a contare.

    Lei ha la mia stima, imperitura come le anime guerriere che giacciono in quiete nel Valhalla.

    D’altre lande discutibile e discusse, che pur ardiscono chiamarsi “romagnole”, nemmeno intendo parlare, né in questa sede né altrove né mai.

    Ha tutte le ragioni a non farlo, ed addirittura ragione. Questa ammirabile intolleranza, diacronica e topografica al tempo stesso, è segno di vita, vita sotto il dominio di una volontà ben orientata. Ho sempre pensato che tra il lassista degenere che blatera di accoglienza indiscriminata, e poi prende a calci in culo la madre, e lo skin ubriaco che prende con grazia a calci in culo l’immigrato, e poi si fa preparare il cappuccino dalla mamma, è infinitamente preferibile il secondo. Con questo, lungi da me legittimare ogni forma di violenza, tranne che nell’un caso di specie: per legittima difesa, e quindi anche contro il lassista degenere, per il suo bene.

    Salute a lei, dunque, che è di buon sangue!

    • Z. says:

      Nella tua descrizione del “lassista degenere” è impossibile non scorgere le turbe e le nevrosi del protagonista di Ecce Bombo. Le radici della tua cultura penetrano e schiantano invitte il permafrost nichilista del gelo culturale contemporaneo, per affondare salde nel florido humus della migliore cultura socialcomunista del Novecento.

      Quanto sopra ci ricorda, ancora una volta, che l’incessante marcia trionfale del socialismo è tuttora iscritta nel cuore degli uomini migliori, e ciò che oggi è nel nostro cuore sarà nel nostro mondo un domani.

  39. Mauricius Tarvisii says:

    Per quello che può importare, i civilisti chiamano violenza anche solo la minaccia di un danno ingiusto (cioè antigiuridico), ma non l’esercizio della forza pubblica (che, appunto, non è antigiuridico). L’inganno invece è chiamato dolo ed è una fattispecie diversa.
    Ma sarà che ai civilisti interessa solo ciò che vizia la volontà individuale e il modo in cui lo fa.

    • Per MT

      “ma non l’esercizio della forza pubblica”

      ah, ecco perché i poliziotti vanno in giro con i fiori senza manganelli o pistole o manette.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Se io strappo la tua firma per un contratto dicendo che altrimenti chiamo la polizia per farti smettere quello che stai facendo (si presume di illecito) e dunque prospettandoti la possibilità teorica anche di venire manganellate a sangue se ce ne sono i motivi legali, questa non è violenza (civilisticamente intesa).

      • Mauricius Tarvisii says:

        È chiaro che sto giocando scorrettamente con una particolarissima accezione di settore della parola.

    • Z. says:

      Miguel e MT,

      il tema che introduce MT è molto importante. Ad essere sinceri, mi aspettavo proprio che lo introducesse, e direi che ha tardato sin troppo a farlo :)

      Parlare di danno ingiusto significa infatti introdurre un terzo punto di riferimento. Un punto di riferimento estraneo sia a chi commette l’asserita violenza sia a chi la subisce.

      E un punto di riferimento di questo tipo – che non significa per forza questo, si capisce – è necessario. Proprio per questo ho evitato di introdurlo stamattina. Senza, come abbiamo notato, definire in modo utile e ragionevole cosa è violenza e cosa non lo è non è facile (a meno di non usare “violenza” in un’accezione assai arbitraria, inintelligibile dalla gran parte delle persone e priva di utilità sotto il profilo pratico).

      Anzi, a mio avviso è impossibile, così come è impossile che un patto col diavolo non si ritorca contro la controparte, e per la stessa ragione: perché a interpretarne le clausole non è un terzo, è una delle due parti in causa, ossia il diavolo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Poi per me violenza in senso comune significa solo utilizzo della forza, concreto o anche solo minacciato (ma molto in concreto), che sia o meno giustificato. Già la violenza verbale la considero analoga alla violenza, ma non una forma di violenza: picchiare e insultare sono due attività profondamente diverse.
        Facciamo degli esempi:
        – la tipa di Bologna aggredita verbalmente non è vittima di violenza
        – l’ufficiale giudiziario all’ennesimo accesso che agita lo spauracchio della forza pubblica che non ha idea se e quando interverrà non è violenza
        – l’ufficiale giudiziario che aspetta la camionetta e intanto invita l’occupande a sgomberare è violenza (la minaccia è concreta)
        – il poliziotto che estrae il manganello è violenza
        – il poliziotto che ti mena è violenza

        E onestamente mi pare che nel linguaggio comune di tutti i giorni sia questo il significato che si dà di violenza. Anzi, si escludono persino casi di uso della forza minori (tipo il genitore che tira una sberla al figlio), limitandosi ad attacchi fisici più intensi.

      • Per Z

        “Parlare di danno ingiusto significa infatti introdurre un terzo punto di riferimento. Un punto di riferimento estraneo sia a chi commette l’asserita violenza sia a chi la subisce.”

        Certo, ma è come distinguere tra “omicidio” ed “esecuzione capitale”: da una parte si distingue tra chi agisce (il privato o l’istituzione), ma dall’altra si crepa sempre…

        Poi ci sarebbe da capire se per “ingiusto” si intende “contrario al senso comune della giustizia” oppure “contrario allo jus” inteso come legislazione vigente in quel momento.

        Ovviamente non si può chiederlo a chi gestisce lo jus, perché lui è sempre sicuro di essere nel… giusto!

        • Z. says:

          Miguel,

          — Certo, ma è come distinguere tra “omicidio” ed “esecuzione capitale”: da una parte si distingue tra chi agisce (il privato o l’istituzione), ma dall’altra si crepa sempre —

          Proprio così. Senza un punto terzo non c’è un (solo) metro di giustizia, così come senza un terzo punto non c’è un (solo) piano.

          Gli è che questo non vale solo per il diritto, a mio avviso, ma anche per la semantica, e dunque anche per definire cosa significa “violenza”.

          — Poi ci sarebbe da capire se per “ingiusto” si intende “contrario al senso comune della giustizia” oppure “contrario allo jus” inteso come legislazione vigente in quel momento. —

          La seconda che hai detto: in fin dei conti, ingiusto significa “antigiuridico”, come ha osservato MT. In altre parole, “contra ius”: contro il diritto positivo, vigente, non contro quello che qualcuno ritiene dovrebbe essere giustizia ed equità.

          — Ovviamente non si può chiederlo a chi gestisce lo jus, perché lui è sempre sicuro di essere nel… giusto! —

          Mica vero. Anzi, se lo chiedi a un giudice credo proprio che ti confermerà quanto sopra!

  40. Z. says:

    La lotta contro le violenze verbali di genere continua senza sosta:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/02/18/news/bologna_si_scrivera_assessora_sugli_atti_ufficiali_del_comune-158615014/

    Domani scriverò una lettera al Comune affinché d’ora in poi si scriva anche dottora, professora, insegnanta e presidenta.

    • Mauricius Tarvisii says:

      In effetti assessore andrebbe o lasciato invariato o reso nel bruttissimo “assessoressa”.

      • Z. says:

        Beh, scusa, se proprio vogliamo renderlo al femminile – non ne vedo l’impellente necessità, ma del resto io sono un rottame del Novecento – perché non dovremmo riprendere la radice come per “schermidore”, “precursore” ed “evasore”?

        E chiamiamole asseditrici, miseriaccia!

        :)

    • Peucezio says:

      E al maschile insegnanto e presidento, come usavano una volta gli ignoranti nel sud, che abituati alla vocale indistinta, la adattavano generalizzando la ‘o’, con esiti come la canzone che dice “ho scritto una lettero ai miei genitoro…”, ecc.

    • Peucezio says:

      In tutto ciò comunque c’è una grave colpa di quegli analfabeti degli accademici della Crusca.

      • Z. says:

        Non so di chi sia la colpa, e sai cosa? io posso pure capire che si senta l’esigenza di trovare nomi femminili come controparte degli equivalenti maschili. Se è necessario – e immagino che lo sia, visto che tutti i gruppi consiliari sono d’accordo – si può fare, perché no?

        Però facciamolo rispettando la lingua italiana anziché scimmiottando il lessico di Enrico Papi a Sarabanda (che oltretutto lo faceva per scherzo, mica prendendosi sul serio).

        Se decidiamo che la dott.ssa Giuseppina Mametti non va chiamata “revisore contabile”, perché è una donna, chiamiamola riveditrice contabile. Non “revisora”.

        Allo stesso modo, l’assessore Michela Martini potrà ben essere chiamata “asseditrice”, appunto, ma perché “assessora”?

        In casi del genere, la cosa che trovo più deprimente è la sciatteria, la volgarità con cui si accetta di procedere.

    • Moi says:

      @ Zeta

      Ti prenderanno però sul serio ;)

  41. Mario says:

    Ringrazio Z. per la condivisione di una “Weltanschauung” affine.
    Tengo poi a precisare, in merito al “gender” (cfr. le aperture di Bergoglio in “Amoris Malitia”), che l’anarchia è la gnosi che si storicizza.

    • Per Mario

      “Ringrazio Z. per la condivisione di una “Weltanschauung” affine.”

      Insomma, lo Stato risorgimentale-massonico-laico ti sta bene, a patto che i suoi funzionari abbiano desinenze maschili?

      A Firenze, chi comanda si chiama “la PO“: tipo “la PO Arrigoni Mario” (nome inventato) che alla fin della fiera, quando i politici e gli assessori e affini hanno smesso di fare la loro sceneggiata, è quello che decide.

      Dobbiamo insistere per avere “il PO”?

  42. Mario says:

    Non capisco, carissimo Miguel. Mi perdoni: mi ha perdonato. Quando cerco di ricondurre a cogitazioni chiare e distinte gli altrui ideologumeni, il mio pensiero spesso si pensa: e ciò costituisce, per materia grave, intenzione deliberata e piena avvertenza, peccato mortale (come si usava dire fino a qualche tempo fa, a volte atteggiandosi al modo giapponese, possibilemente di fronte al presepio napoletano: sussurando compostamente, con una mano delicatamente apposta ad appena sfiorare la bocca del reprobo).

    Ad ogni modo, appena tornato da una suggestiva Messa tridentina, officiata con perizia geometrica dal Rev. Don Ugo Carandino dell’IMBC, accendo la TV, autentica iconostasi del demonio, e chi vedo, nell’algido riverbero inopinatamente restituito dal Panavision HD? Quel coacervo di sterco sofistico e puteolenti bagattelle (per un massacro?) di Veltroni, proprio lui, che straparla di margherite asinelli ulivi con la bava alla bocca mandea, tipica di chi si approssima macilento al Giudizio: omaggiato con applausi per una mano sola da una profluvie di storpi neoterici, da reparto geriatrico centrifugo. Poi è la volta di Giachetti, tutto polarizzato in una noia più sorrentiniana che sartriana: un macellaio prestato alla congressistica come continuazione della commedia dell’arte con altri mezzi, che blatera di unità e pleonasmi da albergo ad ore, con un sorriso materico eppure al tempo stesso seriosamente dinoccolato, nella consapevolezza del suo inutile sussiego da putrefatto ronin terrigno.

    Faccio allora “reditus” “in camera caritatis”, donde sto compilando questo tenue, appena irriflesso messaggio, e decido, recidendo ogni legame col mondo quantico della dualità, di occupare il tempo che mi rimane con letture edificanti, delicate, soffuse, allusive. Estraggo allora con zelo assorto, da una teca in porcellana di Schu-zen e lapislazzuli di San Gallo, uno dei testi cui sono più legato (il vincolo è il medesimo che avvinse Fenrir, ma questa volta orientato a nordest): la “Disintegrazione del sistema” di F.G. Freda. Una lettura che distende l’animo, altrimenti prono alle sette inversioni tenebrose, “a fortiori” se accompagnata, in sottofondo, dal “lied” “Non ci sono anime”, del finissimo “chansonnier” de’ noantri, A. Venditti, redivivo Schubert.

    Mentre assaporo un ovetto “kinder” affogato in un punch interstellare, il cuore e la mente si illuminano e percorrono in un istante tutti gli algoritmi elaborati dagli algonchini prima di Bretton Woods.
    Mi convinco, allora, infine: Baldr non è morto. Forseti ne porta il testimone, custode della giustizia e della riconciliazione.
    Attendiamo il ritorno del Re attorno ad un fuoco oblato, che osserviamo fedeli alle consegne imperturbabili dalle tempeste dell’immanentismo: v’è qualcosa di trascendente, nella fiamma norrena, in cui si compendia e si scioglie l’angustia del refrattario.

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