Lasciamo perdere Trump, per favore

Da qualche settimana, vedo che tutti i media non fanno altro che parlare di quello che fa o dice il signor Donald Trump.

Ora, Donald Trump è semplicemente il presidente degli Stati Uniti, che già non sono uno “stato” in senso europeo, sono cinquanta stati ciascuno con un grado di independenza inimmaginabile da noi.

Poi lui è solo uno dei tre rami ufficiali del potere, e anche uno solo dei mille rami non ufficiali del potere.

Se questo pittoresco speculatore immobiliare è riuscito a farsi strada, è perché ha colto qualcosa di essenziale.

E su questo qualcosa di essenziale, il resto del mondo tace.

Per cui cerchiamo di ribadire ancora una volta una cosa già detta.

La questione fondamentale è urbanistica, cioè riguarda una scelta di sistema di vita che da settant’anni segna la vita statunitense: la suburbia.

La suburbia non esiste nei censimenti (dove l’81% della popolazione risulta “urbana”), eppure è la principale realtà degli Stati Uniti.

Uno studio organizzato da una potente agenzia immobiliare su 2008 intervistati in tutti gli Stati Uniti ha dato un risultato interessante, perché riguarda la percezione che gli intervistati hanno della propria esistenza.

Il 26% della popolazione degli Stati Uniti dice di vivere in un ambiente “urbano”

Il 53% vive nella “suburbia”.

Il 21% vive in un ambiente “rurale”.

La maggioranza “suburbana”, per poter vivere in quell’allucinato ambiente in cui magari è anche nata, non è la parte più povera della popolazione: gli italiani pauperisti queste cose non le possono apprezzare, negli Stati Uniti i poveri e semplici sono anche i falliti.

La maggioranza suburbana è l’orgoglio degli Stati Uniti, il primo paese ad aver permesso a una maggioranza di sentirsi “middle class” e non proletariato sfruttato: la redenzione concreta dell’umanità attraverso la ricchezza, da contrapporre per sempre alle fòle dei sovietici, che non avevano recinti e paletti attorni alla loro Proprietà.

Questa maggioranza vive indebitandosi per quattro cose indispensabili:

1) la casa

2) l’automobile, indispensabile per potersi muovere nella suburbia

3) gli studi dei figli

4) la salute.

Questo sistema di vita è possibile soltanto se i diretti interessati hanno una ragionevole speranza di poter pagare mutui che durano magari decenni.

E quindi senza posto fisso, si troveranno senza casa.

Senza posto fisso, alla casa, se ce l’hanno, non ci potranno arrivare fisicamente, in un’urbanistica che non ha pensato ai marciapiedi.

Senza posto fisso, i loro figli non studieranno.

Senza posto fisso, se hanno un tumore, il buttafuori dell’ospedale li prenderà a calci con doppio gusto.

Questa maggioranza della popolazione degli Stati Uniti, ogni sera va a dormire in una casetta linda, con un’automobile succhiabenzina nel garage, nell’isolamento della finta campagna, con un bravo figlio che studia…

… e sogna di trovarsi qualche giorno dopo nelle condizioni di questo signore:

homeless

Pensate all’effetto che fa a gente così, sentirsi accusare di essere poco accogliente…

Questa condizione da incubo, della maggior parte della popolazione del paese più importante del pianeta, è di conseguenza un incubo per tutto il pianeta.

Questo incubo, non l’ha creato un signore con i buffi capelli biondicci.

L’hanno creato decenni:

di architetti arditi,

di cultori dell’automobile,

di mercato grande come il pianeta e magari arriviamo pure sulla Luna,

di sognatori di progresso infinito,

di cantore di frontiere che si spostano sempre, o magari nemmeno esistono,

di amanti dell’Uomo Comune,

di gente che dice che il terreno e il paesaggio sono una merce come tutte le altre,

di truffatori che ti raccontano che il petrolio non finirà mai e se finisce ci saranno le Rinnovabili infinite,

di impostori che dicono che per ogni Problema c’è una Soluzione,

di credenti nell’Individuo e nella Famiglia,

di venditori di case finte che promettono ai cittadini paradisi rurali,

di devoti della proprietà privata diritto umano fondamentale,

di esaltatori delle Grandi Opere Pubbliche,

di pubblicitari di automobili,

di film with a happy ending,

di coccolatori della Classe Operaia,

di esaltatori del Progresso Spendendo di Più,

di sindacalisti,

di geometri che credendosi Dio, hanno diviso la terra,

di spacciatori di petrolio,

ma anche di quel patto con il diavolo che è stato l’Obamacare, cure per molti purché i guadagni delle aziende farmaceutiche siano non negoziabili.

Quando parlate di “Trump”, state parlando in verità di tutto questo: di America.

Odiate, se volete, lei e sua gemella, il Debito.

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204 Responses to Lasciamo perdere Trump, per favore

  1. Moi says:

    Eh … eh … hai capito in che senso “Trump Nuovo Berlusconi su Scala USA ergo Pianeta” ? 😉

  2. Moi says:

    Dieci Anni fa o giù di lì, potevi scrivere l’articolo sostanzialmente talquale (salvo pochi inevitabili adattamenti con-testuali …) come “Lasciamo perdere Berlusconi, per favore …”

    • Per Moi

      “Lasciamo perdere Berlusconi, per favore”

      Come spirito essenziale sì, nel senso che il mitico Berlusconi non era altro che l’espressione della realtà di buona parte dell’Italia. Poi l’Italia non è affatto gli Stati Uniti.

      • Difatti ha smesso di funzionare, come destinatario di suffragi, quando il contrasto fra la sua propaganda e la vita quotidiana della maggioranza dei sudditi è diventato incolmabile, per quanto impegno ci mettessero le gazzette a libro paga e le televisioni…

  3. Moi says:

    “Suburbia”, da NON confondersi con l’ assonante “Suburra” … ch’è poi in realtà dove i “Suburbians” (o come si chiamano) rischiano di vedere materializzarsi l’incubo !

    • Per Moi

      ““Suburbia”, da NON confondersi con l’ assonante “Suburra” … ch’è poi in realtà dove i “Suburbians” (o come si chiamano) rischiano di vedere materializzarsi l’incubo !”

      Bellissimo!

  4. Tra l’altro, è interessante notare come nell’unica “città” vivibile degli Stati Uniti, Seattle, il 90% degli abitanti si identifichino come “urbani”.

    Il Comune di Seattle ha tra l’altro rovesciato quella che è una legge assoluta in quasi tutti i comuni degli Stati Uniti: il divieto di abitare sopra un esercizio commerciale.

    Questa regola è stata cruciale nella formazione degli Stati Uniti (altro che le regolette che Trump pretende di imporre nei confronti dei cittadini iraniani).

  5. Moi says:

    il divieto di abitare sopra un esercizio commerciale.

    Questa regola è stata cruciale nella formazione degli Stati Uniti

    ——————–

    Scusa, ma non è che mi sia proprio intuitiva … potresti svilupparla un attimo, per favore ?

    😉

    Mi verrebbe da dire che il famigerato “dormitorio” crea gente alienata e/o aggressiva … ma sono di dove sono, ecco. 😉

    • per Moi

      “Scusa, ma non è che mi sia proprio intuitiva … potresti svilupparla un attimo, per favore”

      A differenza dell’Italia, ogni Stato e ogni Comune ha regole proprie.

      In quasi tutti i comuni:

      – le spiagge, se ci sono, sono private e non pubbliche

      – ogni “zone” è dedicata a una specifica attività ed è raggiungibile solo in automobile dalle altre “zones”. Quindi esiste una zona residenziale, una zona commerciale, ecc.

      – in certe “zones” (quelle della suburbia) esistono spazi minimi: ogni lotto deve occupare un certo numero di metri quadri, in modo da escluderne i poveracci e da garantire che tutti ci facciano un parcheggio. Così si evita di dover fare parcheggi pubblici o di costruire marciapiedi o altri spazi che permettano di socializzare.

  6. Moi says:

    C’è una provocazione che gira da qualche tempo : “if Facebook were a contry …” al solito, osservazioni molto varie di cui alcune interessanti.

  7. La cosa interessante è il rifiuto tutto anglosassone (e qui Peucezio potrebbe contribuire) dell’idea mediterranea di “città”.

    Gli anglosassoni non sono mai caduti preda del delirio europeo delle sorti magnifiche e progressive, forse perché le conoscevano sin troppo bene; e proprio per questo sono caduti preda dell’illusione della “vita rurale” o quasi, possibile soltanto con la devastazione petrolifera.

  8. Z. says:

    La tua analisi è interessante, ma non riesco a capire una cosa:

    se anche la condividessimo tutti, perché dovrebbe implicare la sostanziale irrilevanza – o giù di lì – dell’elezione di Trump?

    Anche l’articolo che ci segnalasti, quello sul Brexit, lo era. Ma ciò non toglie che il voto dei cittadini britannici, lo scorso giugno, è comunque una data storica e avrà comunque conseguenze storiche.

    • Per Z

      “se anche la condividessimo tutti, perché dovrebbe implicare la sostanziale irrilevanza – o giù di lì – dell’elezione di Trump?”

      Certo, l’elezione di Trump è importante, e le decisioni di Trump, e anche il suo carattere, qualche importanza ce l’hanno sicuramente, basta non esagerare il suo potere (infatti, è bastato un giudice per bloccare la sua misura “antiterrorismo”).

      Quello che io contesto è la tesi che un cattivo abbia vinto per caso la lotteria negli Stati Uniti, magari raccontando bugie, e stia per distruggere il pianeta sempre e solo perché è cattivo lui.

      Senza questa congiuntura, non ci sarebbe stato Trump; e senza Trump, ci sarebbe stato qualcun altro a sostenere le stesse cose:

      basta guerre internazionali,

      reindustrializziamo gli Stati Uniti,

      assicuriamo un posto di lavoro sicuro,

      ristrutturiamo le “inner cities”,

      manteniamo il livello di vita del ceto medio,

      sostituiamo l’Obamacare con un sistema di assistenza medica con condizioni scelte dal governo e non dalle case farmaceutiche.

      Persino la Clinton aveva cominciato a criticare i trattati internazionali, ma per il resto non era credibile.

      Questo non vuol dire che Trump potrà o vorrà mantenere le sue di promesse, ma queste promesse le ha espresse in modo chiaro e inequivocabile.

  9. Per Moi e Habs

    Tutti a guardare la Francia (i più informati, anche l’Olanda), invece… “populisti” a oltre il 12% nel Liechtenstein!

    https://de.wikipedia.org/wiki/Landtagswahl_in_Liechtenstein_2017

  10. Intanto, gli americani stanno intervenendo pesantemente a sostegno dell’Arabia Saudita nello Yemen.

    http://www.theamericanconservative.com/larison/the-trump-administration-may-increase-the-u-s-role-in-the-war-on-yemen/

    In fondo, è una scelta coerente: tutto il progetto di Trump si regge sull’accesso al petrolio, e l’Arabia Saudita ne è il fornitore principale.

    E’ proprio questa coerente incoerenza della presidenza Trump (“mi vanno bene tutte le guerre e tutti i commerci internazionali, purché gli Stati Uniti ci guadagnino”) che la rende preoccupante, anche se in maniera diversa dalla presidenza di Obama.

  11. Francesco says:

    posto fisso?

    eppure la narrativa delle università di economia è leggermente differente e dice che gli USA hanno come caratteristica che li differenzia dall’Europa l’estrema facilità a perdere il lavoro, l’estrema facilità a trovare un nuovo lavoro, l’estrema mobilità geografica per accettare un lavoro migliore.

    il che rende la tua analisi non convincente – anche se basterebbe fornire dati sulla crescita (?) dell’indebitamento privato rispetto al reddito da lavoro (dopo tutto la disoccupazione negli USA dovrebbe essere molto bassa)

    ciao

  12. Roberto says:

    Miguel
    Scusa se torno in topic.
    Puoi approfondire quella cosa sull’obamacare?

    Magari dare uno sguardo qui e dirmi che ne pensi?
    http://obamacarefacts.com/obamacare-pros-and-cons/

    • Per roberto

      “Obamacare”

      al volo:

      http://www.politico.com/story/2016/07/obamacare-prescription-drugs-pharma-225444

      http://www.reuters.com/article/us-usa-trump-pharmaceuticals-idUSKBN15M2B8

      https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-02-07/trump-backs-medicare-drug-price-negotiating-spicer-says

      Per quello che capisco io… dal punto di vista della “suburbia”, le cure sanitarie per tutti vanno bene; ma i loro costi ricadono su chi magari aveva già un’assicurazione medica (e quindi non migliora molto la loro situazione) e questi costi vengono stabiliti dalle case farmaceutiche.

      Trump, sotto elezioni, ha promesso un sistema assicurativo dove però le case farmaceutiche saranno costrette a negoziare i prezzi.

      Ovviamente, non sappiamo se manterrà le promesse, ma quello che volevo sottolineare è come la proposta sia in linea con le aspirazioni della suburbia.

      Come al solito, Trump fa gli interessi del suo elettorato, che non siamo noi, e sarebbe bene non identificarci con loro.

      • Roberto says:

        Interessante

        Ma la domanda che ti faccio è: estendere la copertura sanitaria a 20 milioni di persone facendo pagare quelli già coperti (con tasse o aumento delle assicurazioni) cosa che Obama ha fatto e Trump vuole disfare (vedi ultimo articolo che posti) è bene o male?

        È probabilmente vero che si poteva fare meglio o diversamente (ma non dimentichiamo che il congresso non è stato propriamente pro Obama) ma non è uno di quei casi in cui mentre a Roma si parla sagunto brucia?

        • Per roberto

          “estendere la copertura sanitaria a 20 milioni di persone […] è bene o male?”

          Beh, probabilmente è un bene per i 20 milioni e un male per gli altri: infatti non sono tra quelli che sostengono che a votare per Trump siano stati “i poveri”.

          E’ un male per i diretti interessati, in particolare in tempi in cui il peso complessivo del debito (auto, casa e università) si sta facendo insostenibile.

          • Francesco says:

            beh, non conosco i piani di Trump ma so che i costi complessivi della Sanità negli USA sono folli (parlo di % del PIL)

            se, ed è un grosso se, Trump intervenisse in modo “autoritario” su questa situazione, tarpando un pò di artigli alle assicurazioni, potrebbe far pagare a loro il costo di coprire questi altri 20 milioni senza aumentare la spesa per gli altri

            si chiama eliminare gli extra-profitti e, anche questo, rientra nei programmi delle università di economia

            saluti

            • PinoMamet says:

              Copio e incollo (grassetto mio):

              “ROMA – La spesa sanitaria in Italia è nelle ultime posizioni tra i paesi europei più sviluppati. Per il rapporto spesa-Pil, calato al 9,1%, si colloca al terzultimo posto le nazioni dell’Unione europea a 15, seguita solo da Irlanda e Spagna”

            • roberto says:

              questo è un bene o un male?

              francesco, mi corrigerà ma mi sembra che gli stati uniti siano sopra il 15% e francamente, se devo proprio rompermi una caviglia giocando a basket, preferirei che succedesse a bologna piuttosto che a boston

            • Francesco says:

              anche a me, a memoria, viene da dare ragione a Roberto su questo punto

              poi, a parità di leggi, pare che rompersi una caviglia a Calabria sia peggio che farlo a Bologna

        • roberto says:

          ” è un bene per i 20 milioni e un male per gli altri”

          detta in maniera brutale, “gli altri” possono sempre ricadere nei “20 milioni” e lo sappiamo noi come lo sanno loro.

          Inoltre se il mio vicino di casa ha la lebbre, la peste, la tubercolosi e l’orticaria, ho un certo interesse pure io a che si faccia curare (so che quest’ultimo argomento non funziona per l’appendicite o il cancro)

          • Francesco says:

            e neppure per i vicini di casa a più di due kilometri di distanza che non incontro mai, se il modello di segregazione urbana descritto da Miguel è corretto

      • Roberto says:

        Sul “fare gli interessi del suo elettorato”, su questo preciso punto non sono del tutto sicuro che il suo elettorato capisca quel che sta facendo….

  13. Moi says:

    @ MIGUEL

    C’è un’ altra parola-chiave molto ricorrente e importante, nell’ urbanistica AngloSassone, specie in USA : “downtown” ! … Come la definsci, con parole “esperienziali” 😉 tue ?

    • ruttone says:

      @moi: istanbul

      • Moi says:

        Istanbul è _ anzi, ormai “era” … _ una città del “Vecchio Mondo” secolarizzato, con i Monumentoni 😉 che attirano Turisti da “far girare l’economia” … poi c’era (credo che ormai l’imperfetto sia d’obbligo) tutto un mondo di turismo sommerso della prostituzione low cost, come certi “sitacci” 😉 documentano !

        • Moi says:

          Insomma, Miguel … what the heck is “downtown” ?!

          😉

          • Moi says:

            L’ Amerihani 😉 WASPoni poi dicono una roba tipo “dèontéon” 😉

          • lanzo says:

            Credo sia una cosa “British” piu’ che americana, basta sentirsi attentamente la mitica canzone cantata da Petula Clark. Una delle cose che mi colpi’ quando giovinetto feci una vacanza (autostop e bed&breakfast) fu lo squallore che si riscontrava una volta che si usciva da Londra centro. Casette a schiera deprimentissime. Coronation Street, una serie TV, ma quella in bianco e nero, da’ un idea.

  14. Francesco says:

    x Miguel e x il Duca

    There has been marked progress on reducing poverty over the past decades. The world attained the first Millennium Development Goal target—to cut the 1990 poverty rate in half by 2015—five years ahead of schedule, in 2010. Despite the progress made in reducing poverty, the number of people living in extreme poverty globally remains unacceptably high. And given global growth forecasts poverty reduction may not be fast enough to reach the target of ending extreme poverty by 2030.

    According to the most recent estimates, in 2013, 10.7 percent of the world’s population lived on less than US$1.90 a day, compared to 12.4 percent in 2012. That’s down from 35 percent in 1990.
    This means that, in 2013, 767 million people lived on less than $1.90 a day, down from 881 million in 2012 and 1.85 billion in 1990.

    (fonte: Banca Mondiale)

    • Mauricius Tarvisii says:

      10.7 percent of the world’s population lived on less than US$1.90 a day, compared to 12.4 percent in 2012

      Come mi insegni, esiste anche l’economia informale. Se quello che prima viveva con 90 centesimi al giorno aveva il campo che lo faceva sopravvivere e oggi invece vive con 5 dollari, ma il suo campo è sterile, non so se stia veramente meglio

      • Francesco says:

        vabbè, tocca a te dimostrarlo però!

        perchè uno cattivo potrebbe dire che il problema della povertà nel terzo mondo non esiste, è solo un errore degli statistici – che spinge a lasciare le campagne per gli slum delle grandi città

        😉

  15. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    https://www.carmillaonline.com/2017/02/03/populismi-questione-classe/

    https://www.carmillaonline.com/2017/02/05/face-off/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S.

    ” ‘Who ruined suburbia?’
    ‘I’, answered Superbia. ”

    (C. S. Lewis, ‘Present concerns’)

  16. Grog says:

    Se mi vuoi TRUMPARE
    non mi devi più scocciare!
    Oh ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye !
    Cosi almeno faccio il bidet!
    E mi prendo un cachet!
    Oh ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye !
    Se dai retta a Miguel
    fai la figura del fringuel
    Oh ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye !
    La Taglia è da DESANREMARE
    per poterla DEPIDIZZARE
    Oh ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye ye !
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Grog

      La tua BOLDRINIZZAZIONE è vicina.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Grog says:

        Magari mi potessi BOLDRINIZZARE caro Andrea!
        Invece di fare il politicamente corretto
        farei tutto con il RETTO!
        Grog! Grog! Grog!

        • Andrea Di Vita says:

          @ Grog

          No, per carità.

          Avresti troppa concorrenza!

          Molto meglio che si GROGGHEGGI la Boldrini. 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • lanzo says:

          Alla Boldrini auguro di andare in vacanza pagata da Pantalone in Svezia e visitare, senza scorta, magari Malmo, dove i suoi prediletti la trapanerebbero a dovere…

  17. Francesco says:

    OT pare proprio che Giuliano Ferrara non sopporti Trump neanche lui!

    😀

    • Per Francesco

      “OT pare proprio che Giuliano Ferrara non sopporti Trump neanche lui!”

      Dovessi basarmi solo sui nemici di Trump, lo avrei votato pure come presidente del mio condominio.

      • Francesco says:

        😀

        io no ma solo perchè ammaestrato dalla Storia (e sì, sto pensando al Grande Evento 1939-45)

  18. roberto says:

    come ampiamente previsto…braveheart!

    https://www.neweurope.eu/article/scottish-parliament-rejects-brexit-bill/

    domanda per habsb (e per chi vuole):
    il regno unito resterà unito?

      • roberto says:

        ne avevamo parlato tempo fa.

        lo sinn féin ha detto il giorno dopo il referendum che avrebbero chiesto di fare un referendum per l’indipendenza dell’irlanda del nord e la riunificazione dell’isola, ma non so quanto questa proposta susciti gli entusiasmi dei non sinn féin….

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non so. Fino ad oggi l’Irlanda è stata di fatto unita, nel senso che non c’era nessuna barriera fisica tra le due parti e quindi ciò che cambiava era giusto la bandiera. Questo non vuol dire che a Dublino non soffiassero sul fuoco per inventarsi motivi di attrito (vedi la questione dell’inno al Sei Nazioni, per dirne uno puramente simbolico*), ma ora che questa illusione di unione è saltata siamo sicuri che i nordirlandesi abbiano voglia di rimanere sulla barca che affonda? Gli scozzesi la stanno abbandonando, in fin dei conti…

          * La nazionale irlandese unita un tempo suonava l’inno irlandese quando giocava in Eire e l’inno inglese quando giocava in Irlanda del Nord (Ulster è sbagliato, mi dicono: alcune parti dell’Ulster sono in Eire), mentre nessun inno nelle trasferte. Poi hanno composto un inno per le trasferte, che dopo è stato universalizzato… solo che in Eire si suona quello insieme all’inno irlandese, mentre in Ulster si suona solo quello nuovo, perché agli irlandesi non piace God save the Queen 😀

          • habsburgicus says:

            Ulster è sbagliato, mi dicono: alcune parti dell’Ulster sono in Eire

            vero, l’Ulster occidentale é irlandese, sotto Dublino
            delle 6 contee in mano a Londra, solo 4 sono solidamente protestanti..2 (specialmente Fermanagh) avrebbero anche maggioranze cattoliche ma non é mai stato fatto un plebiscito..

            • habsburgicus says:

              ed esistono cattolici pure in quelle 4
              financo nella protestantissima Asntrim, cuore di Calvino al cubo 😀 vi sono molti presbiteriani, feccia fanaticva, ignorante e piena d’odio contro Roma (che tuttavia votò per la brexit dimostrando in quello più sale in zucca dei “cattolici del Concilio”, inclusi quelli del’Eire che ancora stravedono per la UE e manco capiscono, i tapini, che la UE é riuscita in 20 anni a far ciò che non riuscirono gli inglesi in 3-4 secoli cioé ad estinguere o quantomeno colpire a morte il Cattolicesimo ibernico !)

            • habsburgicus says:

              Antrim

          • Peucezio says:

            Mauricius,
            “(Ulster è sbagliato, mi dicono: alcune parti dell’Ulster sono in Eire)”

            Sì, ci sono tipo tre contee dell’Ulster che non solo non fanno parte dell’Irlanda del Nord, ma della repubblica d’Irlanda, ma il Donegal, la più grande, a ovest, è una delle zone dove ci sono significative aree di sopravvivenza del gaelico e c’è un sentimento nazionale molto forte.
            Da lì provengono anche gruppi musicali che fanno musica irlandese in gaelico.

            • Roberto says:

              Esatto ed in più “ulster” è un termine con una connotazione politica forte (in Irlanda) visto che è usato dagli unionisti

          • Roberto says:

            Mauricius
            Quello che volevo dire è che i non cattolici dell’Irlanda del nord difficilmente voteranno, in un ipotetico referendum, per una riunificazione dell’isola.

            • Z. says:

              Ma l’Eire rivendica o no l’Irlanda del Nord?

              Se la rivendica dovremmo appoggiare la rivendicazione, altrimenti pace…

            • Moi says:

              Ma perché non fan tanti Paesi quanti sono le Nazionali di Calcio ? Poi ognuno “si referenda” 😉 se stare nella UE ono …

      • Per MT

        “http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/brexit-northern-irealand-gerry-adams-sinn-fein-good-friday-agreement-peace-eu-a7539011.html”

        lotta armata per l’europeismo?

        🙂

      • Zhong says:

        “Insomma, le due Irlande tornano divise.”

        Da quello che ho capito io quando ci sono stato, gli inglesi dell’ Inghilterra non ci tengono tanto a tenersi l’Irlanda del nord. Invece sono gli inglesi dell’Irlanda del Nord che ci tengo a rimanere inglesi. Per esempio, andando in giro si trovano pub che sembrano di vent’anni prima dove tutti i cibi sono da manuale di lingue…. E’ una situazione che ricorda certi gruppi di emigranti italiani in Australia che parlano come 60 anni fa.

    • habsburgicus says:

      @Roberto
      secondo me, sì
      il secessionismo scozzese mi pare farlocco non riesco a prenderlo sul serio
      quello irlandese aveva senso finché l’Irlanda fosse rimasta cattolica..oggi non ne ha più
      il Galles nin secederà
      Londra non é stupida, ha un’esperienza plurisecolare e può contare sui poteri massonici che “convertiranno” alla faccia dei gonzi :D, molti in Scozia..qualora veramente si giunga al dunque !

      • Roberto says:

        “il secessionismo scozzese mi pare farlocco non riesco a prenderlo sul serio”

        Uh? Mi sorprendi, io avevo proprio l’impressione opposta

        • habsburgicus says:

          posso sbagliare io, Roberto…
          ma io sono ottocentesco e proto-novecentesco 😀
          i secessionismi devono avere dei “miti”
          gli scozzesi sin protestanti, parlano inglese e onorano la Regina…non si fanno secessioni per 2 sterline..Marx sbagliò, l’economia non é tutto

          • Francesco says:

            beh, hanno un sacco di storia indipendente a fare da “base” al secessionismo

            e nessun impero in cui fare i gradassi coi neri per conto degli inglesi

            mi pare abbastanza anche senza parlare di soldi

            ciao

          • Roberto says:

            Eh ma infatti mi sembra che gli scozzesi abbiano miti di questo tipo, a cominciare dal tiranno dominatore inglese che detta legge a casa loro.

          • lanzo says:

            Parleranno “inglese” le classi colte. Quando arrivai in autostop in Scozia (anni 70) non capivo un acca di quello che dicevano. Mi riferisco a gente normale, certo non l’accademico o il nobile.

  19. habsburgicus says:

    @Miguel
    Quanto tu hai scritto è tuto vero, con le sue conseguenze deleterie e spesso orripilanti
    Ma non è inevitabile ?
    A me sembra che siano conseguenze che nascano ipso facto dal capitalismo specialmente dalla versione estrema e senza freni in stile USA
    E al capitalismo non c’è alternativa..e o sai tu meglio di tutti noi
    Ci hanno provato le società socialiste, fallimento completo
    Forse solo una società a ordini, oggi impossibile, potrebbe migliorare un po’ le cose

  20. PinoMamet says:

    Vabbè gente:

    naturalmente sapete benissimo che il Regno Unito, ahinoi, ha un’esperienza plurisecolare di dominio “a geometria variabile” su vaste porzioni di territorio mondiale, che, se proprio voleste fare i colti, quali siete, potete far risalire alla mentalità feudale e ai rapporti di vassallaggio, oppure potete darne una spiegazione marxiana o chissenefrega;

    no, non sarà una semplice Brexit a far crollare tutto.

    Riformulo in base alle intenzioni degli scriventi: temo (per voi euroentusiasti) che non saranno le minacce di secessioni, più o meno motivate, a far tremare gli inglesi e constringerli a tornare obtorto collo all’ovile dell’EU, spiacente.

    • PinoMamet says:

      Visto che mi accusate (non del tutto a torto) di essere antieuropeista, colgo l’occasione per dire che ho accolto con gioia le recente affermazioni da parte tedesca, sull’Europa che non deve necessariamente procedere ad un’unica velocità (e con la stessa moneta).

      Finalmente un po’ di razionalità e buon senso!

      E di elasticità, pure.

    • Roberto says:

      Chi è che sostiene la bizzarra tesi che la secessione, possibile, e come già detto, ampiamente prevista, della Scozia impedirebbe il brexit?

      Ormai il dado è tratto.

      Possiamo provare ad immaginare le conseguenze, possiamo discutere se il brexit ci piace o no, speculare sul quando è sul quomodo, ma pensare che si possa ritornare indietro è come sperare che la verginità ritorni dopo che se ne è andata

    • werner says:

      Riguardo alla plurisecolare esperienza di dominio “a geometria variabile” mi sento di dire che appare molto appannata negli ultimi anni.
      Aggiungo che anche la selezione della classe dirigente pare non essere all’altezza del passato.
      Il referendum scozzese, pur non ottenendo l’indipendenza ha portato parecchi vantaggi in termini di concessioni economiche e di potere. Un eventuale nuovo referendum, significherebbe o concessioni ancora più generose o l’indipendenza. Insomma agli scozzesi va bene in ogni caso, quindi hanno tutto l’interesse a farlo, o almeno a minacciarlo. Gli Inglesi invece rischiano di perderci in ogni caso e non so quale risultato sia meno peggio per loro.

    • Z. says:

      Tornare? Ma manco per idea. Out is out.

      A proposito, quando la smettono con le ciance e cominciano a fare le valigie, così potranno godersi la loro opulenza plurisecolare e il loro radioso avvenire?

      • PinoMamet says:

        Non vedo l’ora.
        A patto ovviamente che tra i prossimi ci sia l’Italia.
        E la Francia, la Spagna, la Grecia, la Polonia, la Romania… non sono egoista! 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          Diciamo che ad oggi la fine del Regno Unito è data più probabile della fine dell’Europa unita…

          • Francesco says:

            e che entrambe le probabilità stanno puntando decisamente al 50% … 🙁

          • Peucezio says:

            Sììì, come no.
            Non ci sono riusciti Napoleone, Hitler, ma vuoi che non ci riescano la Merkel, Juncker e Draghi?

          • Peucezio says:

            Aaah, nel senso di “unito”.
            Boh, può anche essere.
            Ma anche il Galles se n’andrebbe? Col Galles sempre Regno Unito rimane.

            • roberto says:

              per il galles non ho sentito di ubbie separatiste (ma sono impegnati a bere al pub, magari bisogna aspettare il giorno sobrio)

        • PinoMamet says:

          Mai avuto particolari simpatie per gli inglesi (per i gallesi sì) ma, anche esulando dal tifo, credo proprio che il tuo, Maurì, sia whisful thinking…
          poi mi puoi dire che è wishful thinking condiviso da molti: che c’entra, moltissime persone possono benissimo sbagliarsi e illudersi, proprio come una sola.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non è che la permanenza della Scozia nel Regno fosse passata per così tanti voti, l’ultima volta. E c’era il ricatto dell’uscita dall’UE: usire dal Regno Unito significava uscire anche dall’Unione e senza possibilità di rientro (per l’inevitabile veto inglese). Adesso questo argomento (fortissimo) non c’è più, anzi gioca contro.
            Poi certamente Londra potrà rispondere con i carri armati, ma questo è un altro discorso.

        • Z. says:

          Pino,

          — Non vedo l’ora. —

          La penso come te. Sono gli inglesi che ogni volta trovano scuse per rimandare a oltranza.

          Non capisco perché, visto il radioso avvenire che li attende assieme alla ritrovata libertà.

          E poi pensa che bello: una volta che saranno ricchi e felici potremo davvero seguire il loro esempio!

          • Francesco says:

            ah, ecco chi suggerisce certe idee a Le Pen e Salvini!

            vergognati!

            😀

            • Z. says:

              Ma io sono perché Salvini ci traghetti fuori dalla UE una volta appurato il boom di ricchezza e benessere nel Regno Unito. Mica prima!

              La Storia è o non è diretta verso un fine inesorabile? E allora aspettiamo che si disveli 🙂

            • Francesco says:

              la Storia è diretta verso il redde rationem dei ladri bianconeri

              allora i tempi saranno compiuti e potranno succedere quelle cose lì che dice Mario, di lupi-serpenti-dii norreni-mascelloni invitti

              😉

  21. Moi says:

    Sì, lo so : in realtà “downtown” e “centro storico” hanno in comune l’ alta concentrazione di locali da cosiddetto “Divertimentificio”, per dirla con il celeberrimo neologismo coniato dagli Albergatori Romagnoli degli Anni Ottanta !

    Però, appunto : il termine “Divertimentificio” venne coniato per indicare una costa marina “antropizzata” a livelli che neanche Hong Kong … e comunque in USA, nelle “downtowns” mancano quelle roba come la cattedralona, il palazzone / castello nobliare o il municipione del podestà con la torre civica che “sfida” 😉 quella campanaria (va be’ … questo fa molto Occidente dell’ Occidente 😉 … ) , ecc …

  22. Moi says:

    Poi chissà, non mi meraviglierei affatto se l’ Amerihani che vengno costaggiù 😉 a fare l’ Imperialismo Fuorisede 😉 … dicessero robe tipo lèz’z’gó dèontéon ovvero let’s go downtown quando vengono a impedire ai Vecchi Destrorsi 😉 😀 di realizzare il Folle Ideale di Dormire di Notte ! 😀

  23. Moi says:

    FLASHNEWS 🙂 :

    Dibba sta disetegrando Frau Gruber e il Giornalistume Main Stream !

  24. Moi says:

    FLASH NEWS 🙂 :

    Dibba sta disintegrando Frau Gruber e il Giornalistume Main Stream ! … E aggiungo “Asservito all’ Establishment delle Elites” !

  25. Moi says:

    il Nemico va sempre (!) monitorato … 😉

  26. Moi says:

    Visto che parlate di Robe Inglesi … ma quel cazzo di “Commonwealth” esiste ancora, no ? … Quand’è che lo smantellano facendone tabula rasa ?!

    … Per questo, secondo gli Statunitensi, il Canada NON esiste; o almeno … “they’re not even a real country anyway” ! 😉 [cit.]

    https://www.youtube.com/watch?v=bOR38552MJA

    • Roberto says:

      Certo che esiste!

      • Moi says:

        Anche il Lussemburgo … benché _ me lo ricordo_ in USA ti negarono del vino perché quei Rudi Bottegai non ne riconoscevano l’ esistenza ! … Ricordo bene ?

        • roberto says:

          Quasi bene

          UNA commessa in UN negozietto non sapeva dell’esistenza del Lussemburgo ed io per convincerla ho usato il peggior argomento possibile negli usa “we have a grand duke”

          • Moi says:

            Si sa: in USA gli Aristocratici esistono solo nelle fiabe … 😉

            • Moi says:

              L’ ignorante Europeo invece dirà tutt’al più che “Sì, va be’: tanto un “burgo” vale l’altro: eccole il vino !” 😉

  27. Moi says:

    Però potresti farla, Miguel, la”Groggata” 😉 di sparare in aria all’ impazzata dal balcone mentre la Gringo Youth fa tutto quel casino notturno mentre gridi a squarciagola ” ¡ Que viva el Cristo Rrrrrrrrrreeeeeeeeeeeeeeyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy !!!” 😉

    E loro terrorizzati : “This Spic 😉 😀 ‘s gotta be mad : let’s go home !” … che almeno là c’è il (progetto del) Muro ! 😉

  28. Moi says:

    @ GROG (@ tutti/e/*)

    https://www.youtube.com/watch?v=FUuL0uJy2N8

    La Sora Gina (Veneta) su Gianfranco Amato e il Gender a scuola …

    … Imperdibile !

    • Moi says:

      Bellissimo, comunque, il proverbio Veneto che “l’ uomo è fatto a clessidra : quando si riempie la pancia, si svuota la testa” [trad. ] ! … Pasolini sapeva che le Elites volevano cancellare tutto questo, per sostituirlo con lo sterile nozionismo ingollato con l’ imbuto da imparare apposta per essere scordato a spregio dopo la scuola dell’ obbligo, odiando così la vera cultura : ci stanno riuscendo pienamente, le Elites !

  29. Moi says:

    @ ROBERTO

    Visto che nientemeno che la Merkek in persona ne ha aperto la Finestra di Overton 😉 : com’è che funzia ‘sta Europa a Due Velocità ? L’ Europa quindi “più lenta” delle due … poi avrebbe la libertà di mettere fuori legge “icché vole” 😉 sul proprio territorio o dovrebbe comunque sottostare al Nichilismo Dissolutorio di Stato come l’ Europa “più veloce” ?!

    • Roberto says:

      Esistono già “due velocità”, pensa ai paesi euro e non euro o schengen e non schengen.
      Inoltre esiste già la “cooperazione rafforzata” (= due velocità), anche se usata fino ad ora poco e niente
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cooperazione_rafforzata

      Infine i tedeschi parlano di due velocità dall’inizio degli anni novanta

      • Roberto says:

        Sull’ultima frase googhela “kerneuropa schäuble”

      • PinoMamet says:

        Tutta bella o non bella teoria, ma nella pratica esiste a oggi una velocità unica e un metro unico, quello che vogliono i tedeschi.

        Poi oh, mi puoi dire, e anche hai la tua parte di ragione, che l’Europa fa tante belle cose;

        ma sull’economia, banche, euro ecc., non raccontiamocela, su.

        • Francesco says:

          1) l’Euro unico è una delle basi dell’Unione. essere fuori dall’Euro non vuole dire essere liberi dai tedeschi ma stare per 3/4 fuori dalla UE, con le conseguenze prevedibili.
          2) sull’economia, le regole devono essere condivise – sennò si finisce alle guerre commerciali che perfetti imbecilli come Trump, Le Pen, Salvini vogliono farci combattere. e le guerre sono uno spreco di risorse, quelle commerciali non servono neppure al progresso tecnologico
          3) sulle banche hai ragione ma anche torto: regole fatte male danneggiano alcuni ma … la qualità delle banche italiane è uno schifio
          4) oggi noi campiamo ANCHE perchè un pò legati a gente credibile come la Germania … senza quella pezza saremmo più nudi, non più forti

          ciao

        • roberto says:

          Pino

          “nella pratica esiste a oggi una velocità unica e un metro unico, quello che vogliono i tedeschi.”

          scusami ma ti ho fatto due esempi concreti, aldilà di ogni slogan, di cose a “due velocità” o “due dimensioni” o “geometria variabil” o quel che si vuole.

          1. Euro: non ce l’hanno tutti
          2. Schengen: non partecipano tutti

          poi potrai dirmi che i tedeschi dirigono la bank of england o applicano schengen a cipro o alla groenlandia, ma questa è teoria, la pratica è quella che ti descrivo

        • PinoMamet says:

          I commenti di Roberto (“esiste anche l’Europa senza Euro e con regole diverse”) e di Francesco (“l’Europa si basa sull’euro e su regole comuni”) si distruggono a vicenda 😀

          e risulat che ho ragione io, come vede del resto qualunque persona di buon senso.

          Quod erat demonstrandum…

          • Francesco says:

            veramente il tuo buon senso si basa malamente su un doppio significato di Europa nei due commenti

            Roberto pensa all’Europa istituzione politica e commerciale

            io penso all’Europa mercato unico e in prospettiva unione politica

            una unione economica ha come naturale sbocco una unione valutaria, infatti gli inglesi che non vogliono la seconda hanno sempre ostacolato anche la prima

        • roberto says:

          pino,
          tu vuoi avere ragione anche contro i fatti.

          è vero o non è vero che l’euro non ce l’hanno tutti?
          io dico di che non ce l’hanno tutti, ma se non mi credi vai a fare un giro in danimarca o a londra o a stoccolma e vedrai se puoi pagare in euro.

          è vero o non è vero che schengen non ce l’hanno tutti?
          anche lì puoi non credermi, ma basta fare un salto a londra o a bucarest e vedrai che non c’è all’aereoporto il passaggio “area schengen”

          poi certo hai ragione e che il buon senso prevalga sulla realtà…

          • PinoMamet says:

            L’euro non ce l’hanno tutti (grazie, lo sapevo) ma non mi risulta che la Romania o la Grecia (e neanche l’Italia, in effetti) abbiano lo stesso “peso” decisionale della Germania;
            e comunque l’idea di fondo era che si arrivasse, alla velocità stabilita dalla Germ… pardon, dall’EU 😉 ad avercelo tutti, e con le modalità e le regole stabilità dalla Germ… dall’EU 😉

            solo ora si sente qualche voce “ufficiale” che, a buoi scappati (Inghilterra, che non ha mai avuto l’euro ma sentiva strette le regole tede… europee) o in via di fuggire (tutti i crescenti movimenti antieuro e antieuropeisti, Le Pen in testa), comincia a dire che in fondo non è mica così tanto obbligatorio…

            • Francesco says:

              sei caduto nella trappola di Salvini (et alia)

              hanno preso le regole di contabilità (quelle scoperta da un frate italiano nel Medioevo) e hanno detto che è un trucco dei cattivi tedeschi per dominarci

              beh, mi duole informarti che non è vero

              ah, lo UK non ha mai avuto l’euro perchè aveva ancora una valuta forte, una piazza finanziaria di rilevanza mondiale, il petrolio del Mare del Nord.

              l’Europa non ha nulla di tutto questo, tranne la Germania, a cui mancano le materie prime energetiche.

              a te trarre le conclusioni

              😉

            • PinoMamet says:

              Ma caro, hanno applicato una regola di contabilità molto più antica, quella della parte del leone…
              e sì, è proprio un trucco dei cattivi (e degli stronzi) per dominare gli altri.

              Il Regno Unito non ha avuto l’euro perché ha preferito non averlo, altri non l’hanno avuto perché la Germania ha ritenuto meglio che non lo avessero, e qualche fesso, come l’Italia, lo ha avuto perché ha pensato che fosse meglio avercelo e stare alle decisioni della Germania che se l’era cucito su misura.

            • Francesco says:

              Pino

              hai iniziato a lavorare a Repubblica? perchè ti sogni le cose senza senso del ridicolo e butti tutto in politica senza ritegno

              😀

              PS ah, i tedeschi hanno fatto il patto leonino solo con le banche, per cui prima hanno ripulito le loro, poi messo regole severe. Noi coglioni abbiamo fatto finta di non avere problemi. indovina con chi è giusto prendersela?

            • PinoMamet says:

              1- con loro;

              2-con gli euroentusiasti che qui abbondano.

              PS
              io dico cose evidentissime, poi se non vuoi vederle che dire, sei in buona compagnia, ma non stupirti se ricadi nel punto 2 😀

            • Z. says:

              Pino,

              scusa, quali sarebbero le cose evidentissime che dici?

              Che il Regno Unito è in attesa di un glorioso avvenire? siamo d’accordo con te, e aspettiamo con ansia che debbano esibire il passaporto per sbarcare in Francia.

              Che i Paesi europei – mica solo la Germania, eh – pensano troppo al proprio interesse particolare e troppo poco a quello comune? sono d’accordissimo, ed è per questo che toglierei quasi tutto il potere ai Paesi membri per attribuirlo al di sopra (UE) e al di sotto (Regioni e comuni).

              Che bisogna uscire dall’Euro? sta bene, basta saperlo con un congruo anticipo. Così eviterò che i miei quattro euri vengano convertiti ex lege in carta igienica.

              Oh, vedi che non la pensiamo così diversamente 🙂

            • PinoMamet says:

              Il Regno Unito è in attesa di un avvenire migliore, senza il peso di voi europeisti, e l’uscita dall’euro sarà sicuramente un bene per l’Italia, ma non stavo parlando di queste cose;

              stavo ribadendo quanto avevo già detto, e che le “obiezioni” perfettamente contrarie tra loro di Roberto e Francesco non fanno che ribadire.

              Sempre abbasso l’UE!

            • Francesco says:

              Pino

              inizia tu allora a prenderti le Am-Lire invece degli Euro

              poi ne riparliamo, di quanto è cattiva la UE

              anzi, poi prova a piazzare a qualcuno dei BOT denominati in Am-Lire e vediamo che interesse ti chiede! 😀

              F o’paziente

            • PinoMamet says:

              “Inizia tu”?????

              tu e i tuoi amici furbacchioni europeisti ci avete fatto perdere un sacco di soldi addottando la moneta unica, e adesso credete di minacciare dicendo “mamma mia, non sapete cosa vi aspetta con le lire?”

              ma per favore…

            • Francesco says:

              la moneta unica ha fatti risparmiare tantissimi soldi allo Stato italiano (e ai cittadini)

              non hai idea di quanti ma potresti, se apri gli occhi

              con la lira tu (ed io, ahimè) saremmo ridotti alla fame, nel senso greco del termine, in breve tempo

              ma almeno tu te lo meriti!!!

              😀

            • PinoMamet says:

              L’evidenza è il contrario.

          • PinoMamet says:

            Io non ho ragione contro i fatti.
            Io ho ragione, su questa questione perlomeno, e tu puoi indorare o colorare i fatti come ti pare, ma se mi vieni a dire che l’Unione Europea non è un pasticcio a predominio germanico
            (quindi votata al fallimento, e questo non è un fatto ma una valutazione mia- e della Storia) perdonami se non ti credo.

            • Francesco says:

              l’Europa ha una oggettiva grossa presenza germanica and friends, per cui qualsiasi Unione li vede al primo posto

              ma questo è come lamentarsi per il peso della California nell’Unione al di là dell’Atlantico

            • PinoMamet says:

              Un Unione senza di loro non li vedrebbe al primo posto, e una Unione non nata come unione esclusivamente economica, e con l’economia come unico collante e chiodo fisso (un’Unione non marxista, insomma) non li vedrebbe al primo posto.

              E comunque non vedo perché dovrei volere stare all’interno di qualcosa dove i tedeschi hanno il primo posto e noi “ci si adatta”.

              Si adattassero loro, oppure ognuno per conto suo, come s’è sempre fatto.

            • roberto says:

              Pino

              “Io ho ragione, su questa questione perlomeno”

              ma su quale questione hai ragione?

              perché, dunque, abbiamo iniziato con moi che cita la merkel che dice che dobbiamo avere un’europa a due velocità ed io gli ho detto:

              1. che è un’idea non propriamente nuovissima, ripeto, schäuble inizio anni 90 (incidentalmente è il più cattivo dei cattivi tedeschi, istintivamente le idee che vengono da quella parte mi sanno di fregatura, ma de gustibus….). questo è fatto verificabilissimo, basta cercare su google “kerneuropa” o meglio ancora chiedere ad habsb;

              2. che già esistono meccanismi di “due velocità”, compreso un meccanismo previsto dai trattati già dall’inizio del XXI secolo che si chiama “cooperazione rafforzata”….basta aprire un trattato o wikipedia per vedere
              ho pure segnalato che la cooperazione rafforzata è stata usata pochissimo

              tutto qui.

              quindi, hai sicuramente ragione su tutto, ma dove ho indorato e colorato fatti?

            • PinoMamet says:

              Allora la risposta è semplicissima: ho ragione su tutto.

              L’idea dell’Europa a due velocità è senz’altro antica, ma è stata cestinata definitivamente con l’idea di avere una moneta unica, alla quale si è concesso, come deroga, che alcuni Stati arrivassero dopo (ma mica la decisione spetta a loro!) perché “non erano ancora pronti”…
              di alcuni, sospetto, a forza di non ritenerli pronti non lo saranno mai, altri vengono minacciati di “venir buttati fuori” dall’eurozona se non rispettano i criteri (che di nuovo, non decidono mica loro…)

              in tutto ciò, trovo difficile vedere tante altre velocità che quella decisa dall’UE, e in particolare dallo Stato di maggior peso (anche autoattribuito, diciamolo) cioè la Germania.

              Poi se vuoi dirmi che un vagone arriva prima dell’altro, e che c’è un’elasticità marginale nei collegamenti tra vagoni, è un conto;

              ma sicuramente la tabella di marcia la detta il capotreno, cioè la Germania.

            • Z. says:

              Non bisognerebbe attribuire alle istituzioni comunitarie le responsabilità dei Paesi membri e la miopia opportunista dei loro governi, secondo me.

            • Peucezio says:

              Come dire che non bisogna attribuire ai coniugi la colpa del fallimento di un matrimonio.

            • roberto says:

              peucezio

              “Come dire che non bisogna attribuire ai coniugi la colpa del fallimento di un matrimonio.”

              piuttosto
              “Come dire che non bisogna attribuire ai figli la colpa del fallimento di un matrimonio.”….anche se magari i figli effettivamente non sempre aiutano….

            • Z. says:

              Direi che è il contrario:

              è come dire che non bisogna dare all’istituzione del matrimonio colpe che sono dei coniugi.

            • Peucezio says:

              Cioè il matrimonio è un’entità terza rispetto ai due coniugi…

            • Z. says:

              No guarda, la metafisica te la lascio e ti auguro buona serata 😀

            • Francesco says:

              Pino

              una Unione Europea senza Germania sarebbe a guida … francese? veramente vorresti un mangiarane, con la sua sicumera, incompetenza e sotto sotto le pezze al culo al posto dei crauti?

              perchè, vedi, non puoi fare una Unione Europea di perfettamente uguali ma devi sempre fare i conti con la realtà (economica e politica, almeno)

              a proposito, cosa ne pensate dell’uscita di Berlusconi sulle Am-Lire? come se nella sua follia senile il Nostro avesse avuto un lampo di assoluta lucidità, senza rendersene conto.

              una Moneta per i Buana, una Moneta per i Bongo Bongo. e la proposta parte dai Bongo Bongo!

              ridere o piangere?

            • Peucezio says:

              Z.,
              beh, no, la metafisica la fate voi nel momento in cui un’unione di più cose la fate diventare una cosa concreta.

  30. Moi says:

    MerkeL …

  31. Z. says:

    Ehi Duca…

    http://video.repubblica.it/edizione/bologna/bologna-scontri-all-universita-studenti-sgomberati-dalla-biblioteca-occupata/267363/267748

    puoi convincere questi giovinotti a trasferirsi all’università di Bari?

    Laggiù c’è il sole, il mare e un clima migliore rispetto a questa Bologna repressiva effasscciiista…

    • Moi says:

      Mantenuto AnarcoInsurrezionalista da Giovane, Mantenuto Statale dopo la Laurea … chi, sull’ intero Orbe Terracqueo, sta meglio del Fuorisede a Bologna ? 😉

      • Z. says:

        In realtà credo che pochissimi di loro diventeranno statali. Statali ex-ribbelli ne conosco ben pochi…

  32. OT

    Come sapete, da quindici anni la più grande potenza militare, spionistica e tecnologica della storia umana è in guerra con alcuni montanari afghani.

    Dopo quindici anni, i suddetti montanari hanno ridotto al minimo storico il territorio occupato da altri montanari amici della Grande Potenza.

    http://news.antiwar.com/2016/10/30/us-inspector-general-afghan-govt-rapidly-lost-territory-over-summer/

    Il comandante della Grande Potenza quindi chiede migliaia di soldati in più per contenere i montanari.

    http://news.antiwar.com/2016/10/30/us-inspector-general-afghan-govt-rapidly-lost-territory-over-summer/

    Dieci lunghi anni fa, lo Strategic Studies Institute dell’esercito americano aveva avuto la stessa idea. Tra le “Recommendations for overcoming the obstacles to establishing a liberal democratic state in Afghanistan“, ci metteva “Provide more troops and security forces to secure Afghanistan

    http://www.strategicstudiesinstitute.army.mil/pdffiles/pub818.pdf

    🙂

    • Francesco says:

      beh, mica ci vuole una laurea per sapere che una guerra si fa coi soldati, no?

      il problema è chiedersi perchè fare una guerra in Afganistan e non lasciare che trattino le femmine come pare a loro (i montanari, non le femmine)

      giusto?

      • per Francesco

        “beh, mica ci vuole una laurea per sapere che una guerra si fa coi soldati, no?”

        No, certo, ma ci vogliono migliaia e migliaia di laureati per fare la guerra della più grande potenza del pianeta contro quattro montanari e pure perderla.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Francesco, ma tu veramente credi che la guerra sia fatta per la condizione femminile in Afganistan? E secondo te tale condizione femminile è realmente migliorata fuori dal centro di Kabul?

        • Francesco says:

          no, credo che certi laudatores della resistenza afgana si meritino che si ricordi chi sono i loro paladini

          sul merito della guerra, i diritti delle donne non erano certo al primo posto, ma nel nation building c’erano e hanno una parte nella scofittta

  33. Grog says:

    Prendersela con i montanari afghani non è una buona idea perché pare siano irriducibili ed inclini al massacro degli invasori, chiedere a quei bei tomi degli inglesi!
    I montanari afghani pare abbiano giocato a qualche cosa di simile al polo con la testa di qualche invasore anglosassone apprezzandone la naturale durezza e durata.
    Stranamente pare che i rapporti tra i montanari afghani ed i Russi siano ultimamente molto migliorati tramite anche il miglioramento dei rapporti con il Pakistan, io se fossi un anglosassone in Afghanistan me la filerei subito prima che mi usassero la testa per una partitella amichevole di pseudo polo.
    Grog! Grog! Grog!

  34. Moi says:

    SE pensate che”Trumpismo” e “Berlusconismo” siano fenomeni meramente politici … googlate “sanremo” assieme a “sessismo” e vedete cosa esce ! 😉

  35. Moi says:

    Laura Tecce (ilgiornale.it) ironizza sulle femministe anti-Trump: ‘Da donna mi inorgoglisce la loro coerenza nell’attaccare il sessismo di Trump e poi ogni minuto attaccano Melania o Ivanka (figlia che ha spostato uno Sciamano Inuit 🙂 …)’.

    https://www.youtube.com/watch?v=2VL6A5fnJdE

  36. PinoMamet says:

    Comunque, visto che proprio insistete (ma ci credete davvero? davvero vi piace l’Unione Europea??)

    elenco i motivi principali, e ritengo molto più importanti di qualunque causa economica, per cui non mi piace l’Unione Europea:

    1- ci sono troppi tedeschi

    2-è pressochè ininfluente in politica estera

    3-ha una noiosa immagine incravattata di “ordine e civiltà”, è l’equivalente istituzionale di quei ferocissimi incravattati che manderebbero (e in effetti mandano) alla rovina tutto quanto, sempre convinti di agire “secondo quando dice la legge, all’articolo tal dei tali”, senza mai chiedersi se la legge sia giusta o meno; sì, esattamente le stesse persone che facevano arrivare in orario i treni per i campi di concentramento, se volete sapere come la penso.

    4-è priva di poesia e di immaginazione

    5-l’unica cosa buona che ha partorito è il progetto Erasmus, che si potrebbe benissimo fare senza di essa, e l’unica cosa che viene costantemente rinfacciata
    (“ma comeeeee senza Unione Europea come farebbero gli studenti ad andare a scopare in Spagnaaaa”)

    6-è priva di epos

    caspita, sembra un Banca, non uno Stato!! e a me le banche stanno sulla punta del cazzo.

    • Francesco says:

      vediamo se ho capito bene … la UE non c’entra nulla ma

      a Pino non piacciono i tedeschi

      a Pino non piacciono le regole

      a Pino non piacciono le cravatte

      a Pino non piace il grigio

      insomma, credevo che il Duca ci andasse pesante quanto a mescolare gusti personali e giudizi ma vedo che al tuo confronto è un dilettante

      PS questa UE mi fa schifo, è troppo poco politica, quindi manca di epos attuale (quello degli anni ’50 era gigantesco ma la memoria dei macelli inter-europei è ormai sbiadita), lascia troppo spazio agli Stati nazionali, mescola regole di civiltà e obbrobri nazi-laicisti, eccetera eccetera

      PPS anche a me Erasmus non dispiace

      😀

      • PinoMamet says:

        E dove sta scritto che tu abbia diritto ai tuoi gusti, e io non abbia diritto ai miei?

        • Francesco says:

          non hai compreso, fratello: tutti hanno diritti ai gusti ma nessuno ha diritto a giudicare in base ai gusti!

          c’è una differenza abissale.

          ciao

    • roberto says:

      siccome parliamo di gusti personali, a me dell’epos non me ne frega assolutamente nulla (mi sta antipatico l’epos risorgimentale italiano, figuriamoci averne un’altro….)

      mi stanno invece simpatiche piccole cose:
      – potermi mangiare in lussemburgo le arance siciliane senza dover pagare dazi doganali, ed incidentalmente mi piace che il mio amico possa vendermi le sue arance senza pagare dazi doganali
      – poter girare da un paese all’altro senza perdere ore alle frontiere, e senza farmi svuotare la macchina dal primo doganiere capriccioso
      – poter sposare in italia una tedesca e non aver problemi di visto o permesso di soggiorno permanente
      – che zio peppino che ha scavato il carbone nella ruhr possa godersi la pensione tedesca tranquillamente in calabria
      – andare in un ospedale greco se metto piede su un riccio di mare senza preoccuparmi di avere un’assicurazione
      – farmi operare di cataratte in austria se in italia le liste d’attesa sono troppo lunghe
      – vedermi su sky la premier league comprando la carta in grecia dove costa un terzo
      – non rovinarmi se telefono dall’estero (questa da luglio)
      – vedere il netflix inglese (questa verrà)
      – che mia moglie possa mandare un decreto ingiuntivo a quel figlio di buona donna che sta in germania e non le paga le traduzioni.

      insomma, tutto ciò non da la felicità, si può fare meglio e se potessi organizzare tutto io sarebbe sicuramente molto meglio, ma nel frattempo, per i miei gusti, le arance ed il resto prevalgono su epos, estetica, poesia ed immaginazione

      • PinoMamet says:

        E a me di tutta questa roba non me ne frega proprio un cazzo e non mi dice assolutamente.

        Adesso sentiti libero di tentare di farmi sentire in colpa (invano, ti assicuro) per zio Peppino.

      • roberto says:

        non me ne frega assolutamente nulla se ti senti i colpa o no, ma come dici tu a francesco vorrei avere diritto pure io ai miei gusti

        • PinoMamet says:

          Ah bene, perché l’ultima volta mi avete fatto due palle tante su quanto io sia cattivo e colpevole dei massacri del Novecento, per il fatto di aver detto che la bandiera europea la trovo brutta e l’inno stupido.

          • roberto says:

            io????

            sicuramente ti stai sbagliando visto che, ribadisco, non mi frega nulla di simboli e canzoncine, quindi se uno mi dice che non gli piace la bandiera dell’europa sai quanto me ne importa?

            sui massacri del novecento non credo che tu sia così vecchio

            sulla cattiveria, boh? non mi sono espresso così (perché non lo penso) nemmeno per farange o le pen….

            decisamente mi confondi con qualcun altro

          • PinoMamet says:

            No, guarda, mi ricordo benissimo.

            Puoi anche aver usato dei sinonimi: ma il concetto era quello.

            “Questo dice che per creare una società unita serve una guerra: ergo, è un pazzo guerrafondaio”
            (ergo un par de ciufoli, ma vabbè: dove ho mai detto che voglio che l’Europa “unita” si impegoli in una guerra?)
            “oppure fa finta, tanto in guerra mica ci vai lui”
            (già risposto anche a questo, ma vabbè)
            “e poi questo ci ha condotto ai grandi massacri del Novecento…”

            no, ma vabbè, guarda, basterebbe anche meno: che ne so, una nazionale di calcio unica
            “ah, ecco, siamo ridotti alle nazionali di calcio, come sei ridicolo, come sei arretrato, io penso a cose più serie, alle tasse di zio Peppino, e tu stai a pensare al calcio…”

            guarda, lascia perdere.
            Se non capite che per fare un’unità serve qualcosa di simbolico, io non posso farci niente.

            Il massimo di simbolico a cui arriva l’Unione Europea è “beh, ci mettiamo meno tempo alla frontiera” (salvo chiuderla quando fa comodo).

            Poi ci si lamenta che chi vuole la fine dell’Europa sia irrazionale: è l’essere umano che è irrazionale!

            ce ne saranno anche cinque razionali, che mettono i conti in ordine e le tasse e la comodità alla frontiera prima di qualunque altra considerazione;
            io non sono tra quei cinque, possibile che l’Unione Europea sia fatta solo ed esclusivamente a misura di quei cinque?
            (e delle banche, naturalmente. Prima di tutto delle banche).

            Beh, non pretenderete che mostri grande entusiasmo per questa istituzione…

            • Per Pino Mamet

              “Se non capite che per fare un’unità serve qualcosa di simbolico, io non posso farci niente.”

              Beh, in effetti, l’UE è una cosa cui si aderisce perché promette a persone di una certa età di ottenere una serie di servizi, in un modo difficile da capire: una cosa tipo la polizza d’assicurazione, di cui nessuno ha mai letto tutte le clausole e di cui non conosciamo le alternative.

              Nel minimo dubbio, viene abbastanza normale pensare a cambiare assicuratore.

              Con questo non esprimo giudizi sulla validità della polizza in sé, però condivido il problema che pone Pino.

            • Z. says:

              Miguel,

              se cambi assicuratore:

              1) quello vecchio non ti copre più;
              2) quello nuovo ti copre il pregresso solo se sborsi il doppio dei soldini;
              3) soprattutto, è bene trovarne un altro in fretta.

              In quest’epoca dove si fa finta che le azioni possano non comportare reazioni e conseguenze, sarebbe bene tenerlo a mente.

              • Per Z

                “se cambi assicuratore:”

                Infatti, non sto contestando la funzione dell’assicuraore (o dell’UE).

                Sto solo commentando il commento di Pino Mamet: le assicurazioni serviranno pure a qualcosa, ma non suscitano alcuna identificazione emotiva e si possono cambiare facilmente anche per un gadget pubblicitario. In questo Pino Mamet ha oggettivamente ragione, credo.

            • Francesco says:

              “Se non capite che per fare un’unità serve qualcosa di simbolico, io non posso farci niente.”

              carissimo, ti giuro

              1) lo ho capito
              2) sono d’accordo
              3) oltre che essere simbolica era anche sostanziale, la CECA: era sostanza e simbolo di un continente che si era distrutto un due guerre gigantesche, folli, mostruose, per trovarsi altri padroni a casa sua e capire che vivere in pace era meglio.

              sarà che sono cristiano ma quella roba lì per me è una grandissima roba, putacaso simile alla base ideale e concreta dell’Unità d’Italia (dopo guerre civili durate mille anni che hanno portato al dominio dello straniere per secoli e secoli)

              quindi quello che serve è MOLTA PIU’ EUROPA, CON GOVERNO ED ESERCITO UNICI

              io a quello punto, sapendo che l’alternativa è una serie di staterelli divisi tra diverse sudditanze, con la sola Germania in grado (forse) di barcamenarsi tra i “gorilla da 400 kili” che faranno la prossima politica mondiale

              ciao

          • roberto says:

            “Puoi anche aver usato dei sinonimi: ma il concetto era quello”

            no guarda, o ricordi male, o hai capito male o sei esageratamente suscettibile, perché sicurmente non ho nessuna tendeza moralistica.

            ti avrò sicuramente sottolineato alcuni (anzi tanti) aspetti/vantaggi meramente pratici dell’UE, semplicemente perché, oltre ad esistere, *per me* sono importanti.
            poi capisco benissimo che per te non lo siano, e pazienza.

      • PinoMamet says:

        Ma lo volete capire che non siamo tutti uguali ??

        dobbiamo avere gli stessi diritti, sono il primo a dirlo.

        Siamo tutti uguali come gusti e inclinazioni, assolutamente no.

        Io trovo antipatico al limite del rigetto questa positività (a me pare fasulla) su quanto sia bello stare tutti insieme, felici&razionali, senza inutili ferrivecchi come l’epos e la poesia, anzi no, con la sola e unica PoesiaAmmessa che è quella della Paaaaaaceeee e del volersi bene e di giochi senza frontiere.

        E poi appena hai bisogno di qualcosa, no, ci dispiace, la normativa prescrive che la casa ti deve essere tolta, eh non hai pagata una rata, dovevi aspettarlo, sentiti libero di dormire per strada, non vorrai mica mettere in discussione il Diritto del Proprietario, eh, il proprietario chi lo garantisce?

        Ma a parte questo, non prendertela, non è una cosa personale, siamo solo tutoi dell’ordine, per il resto ci vogliamo tutti bene e ci stringiamo le mani, stringici la mano, non sarai mica un cattivone di quelli che amano le guerre, eh?

        ma per favore…

        • Z. says:

          A me l’epica del Novecento piace, a tal punto che credo di essere il più novecentoso tra i chelebecchiani!

          Mi piace quella americana, quella socialista e trovo interessante anche il culto nazionalista, per quanto poco mi coinvolga (direi zero). Sono tre visioni del mondo che mi convincono poco: è proprio l’epica novecentosa sottesa che trovo sempre familiare. Non saprei spiegare meglio.

          Insomma, l’epica moderna mi affascina. Ma a far arenare il progetto di Europa unita non sono grandi ideologie, cosa che potrei “accettare”… chessò: la Patria, il Socialismo, la Libertà.

          Sono i miseri conticini di politici miserabili – non neccessariamente “euroscettici” – che vogliono vivere a sbafo, schivando la fresa.

          Ed ecco, in effetti il diritto di vivere a sbafo – un diritto nostro e di chi ci piace, eh, giammai del prossimo a spese nostre! – non mi convince.

          • Per Z

            “Sono i miseri conticini di politici miserabili – non neccessariamente “euroscettici” – che vogliono vivere a sbafo, schivando la fresa.”

            E’ più o meno quello che ho detto, solo che bisogna ammettere che è l’UE stesso a definire il quadro: “l’Europa ti garantisce lo 0,37% di spread, se ne vuoi di più, rivolgiti pure a qualcun altro”.

            Cap

            • Z. says:

              La UE garantisce quel che i Paesi membri vogliono che garantisca, né più né meno.

              Certo, è in grado di farlo in modo più efficiente di macchinosi complessi di accordi bilaterali, ma non può andare oltre la volontà dei suoi membri.

        • Francesco says:

          Pino

          ci stai prendendo in giro? hai appena dipinto l’intellettuale della Magna Grecia secondo Umberto Bossi!

          tante parole (epos, poesia) ma sotto sotto la pretesa di vivere a scrocco

      • roberto says:

        rispondevo comunque alla tua domanda “ma ci credete davvero? davvero vi piace l’Unione Europea??”

        • PinoMamet says:

          Infatti.

        • Z. says:

          La mia risposta è: ha diverse cose che mi piacciono, ma fin quando non si deciderà a schiantare i nazionalismi e i particolarismi sarà difficile che gli europei la vedano molto diversamente da una polizza assicurativa.

      • Peucezio says:

        Roberto,
        mi sembra che l’unica cosa sostanziale siano le arance (il resto è burocrazia: fa perdere un po’ di tempo, ma non impedisce le cose; e comunque, se il punto è quello, ci vorrebbero gli Stati Uniti del Mondo, perché in un mondo come il nostro, in cui ci si sposta e s’intrattengono rapporti con tutto il mondo, non vedo perché tutte queste difficoltà debbano invece valere con gli Stati Uniti o col Giappone).
        Ma, tornando alle arance, non è che senza Unione Europea esiste un obbligo ineludibile di mettere dazi fra nazioni europee. Poi a me non dispiacerebbe, ma questo non c’entra.

        Comunque, se finisce l’Ue, ti prometto che ogni tanto ti verrò a portare le arance in Lussemburgo (non in carcere), in cambio della partecipazione alla grigliata, con birra ghiacciata (e rutto libero, naturalmente).

        • Roberto says:

          Peucezio,
          Le cose che definisci burocrazia (non a torto), incidono profondamente sulla vita di tante persone.

          Ora, puoi benissimo dirmi che per tua visione del mondo di questi problemi burocratici non ti importa nulla, o che te ne importa meno di altre questioni.
          O ancora che il gioco non vale la candela.
          sarebbero argomenti che ovviamente non condivido (perché sbattono contro la mia di visione del mondo), ma perfettamente accettabile.

          Quello che faccio fatica a digerire invece è sentire che tutto quello di cui ho parlato è irrilevante o non esiste, che è poi il discorso che fa più o meno consapevolmente chi dice “l’Europa è solo banche e finanze”

          Quanto alla fine della UE spero che passerai prima (a fine mese avremo un bellissimo forno a legna), perché il mio piano B in caso di fine dell’UE non prevede affatto di restare a Lussemburgo a prendermi la pioggia.

          • Peucezio says:

            Beh, ciò che mi hai descritto mi sembrano non ostacoli che impediscono davvero di fare una serie di cose, ma che comportano che per farle ci siano degli sbattimenti in più.
            Mentre ciò che c’è in gioco sia sul piano economico che anche di valori mi sembra molto più importante.
            Che c’entra l’Ue con una pensione estera? Un’amica svizzera di mia madre aveva la pensione svizzera, che le veniva puntualmente accreditata a Milano ogni mese. Ci manca che un titolare di una pensione non abbia il diritto di vivere e di spenderla dove gli pare! Che c’entra l’Europa?

            • roberto says:

              Peucezio,
              inizio con tre cose a margine.
              1. prendere come esempio la svizzera non ci aiuta perché su tante cose (e le pensioni sono una di queste) la svizzera dal 2000 (o giù di lì) è di fatto Unione europea.
              2. il problema delle pensioni non è solo spenderle dove vuoi, ma proprio averla, cioè contare gli anni che hai lavorato in un posto e sommarli agli anni che hai lavorato in un altro
              3. il punto due si può risolvere con accordi internazionali, “basta” fare un accordo separato con ogni stato….

              ma la questione principale è un’altra.
              parliamo tutti e due di “sbattimenti”.

              la differenza è che per te questi “sbattimenti” sono in qualche modo meno importanti di “piano economico [e] anche di valori”
              ora se su “piano economico” ti posso seguire in teoria (ma in pratica non sono d’accordo), sui “valori” (e aggiungo la questione simboli discussa con pino) io considero gli “sbattimenti” più impotanti dei valori.
              Innazitutto perché sono fatto così*, poi perché non vedo in cosa concretamente l’UE incida su valori e simboli nazionali, ed infine perché continuo a non capire cosa sono il valori se non dei bastoni da dare in testa agli “altri”

              *credo su questo di essere stato fortemente influenzato dal fatto che a sei mesi di distanza io mi sono trasferito nel granducato e mio fratello negli USA, e ho assistito ad i suoi innumerevoli “sbattimenti” rispetto ai miei. poi lui è contentissimo della sua scelta (ed immagino che guadagnare abbastanza da potersi permettere un avvocato che sistema tutti gli sbattimenti aiuti), ma io sarei impazzito dopo un anno.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Pensioni e lavoro all’estero.
              Ipotizziamo che Tizio abbia fatto per 4 anni l’avvocato in Italia (pagando contributi alla cassa forense), poi 14 anni di lavoro dipendente sempre qui nel Bel Paese, quindi 4 anni di lavoro dipendente in Francia e infine un tot di anni di lavoro dipendente in Serbia, Turchia e Tunisia, per poi fare gli ultimi 4 anni in Italia versando contributi nella gestione separata INPS.
              Questo signore non avrebbe diritto alla pensione in nessuno dei regimi pensionistici elencati, perché ogni cassa per erogare la prestazione richiede un minimo di anni di contribuzione.
              In Italia a questo si ovviava con la ricongiunzione (un tempo gratuita, oggi onerosa) nell’assicurazione generale obbligatoria (AGO) INPS, per cui si faceva la somma di tutti i periodi contributivi e si erogava la prestazione dell’AGO. Per l’estero, invece, servivano e servono accordi internazionali per la totalizzazione dei periodi contributivi, ovvero le gestioni pensionistiche pagano ciascuna un assegno proporzionato al periodo di iscrizione (sono stato 25 anni in Italia e 25 anni in Canada con lo stesso stipendio? Avrò metà pensione italiana e l’altra metà canadese).
              L’Unione Europea che ha fatto? Ha reso la totalizzazione lo standard tra i paesi membri, quindi non può più capitare che un lavoratore si ritrovi in un paese con cui il proprio non abbia stipulato accordi.
              Non è una cosa da nulla, perché gli accordi non sono poi così tanti e non comprendono neppure tutta l’Europa extra UE.

              http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=9600

              Poi, certo, con la maggior parte dei paesi occidentali l’Italia aveva e avrebbe avuto convenzioni anche a prescindere dall’UE.

              Sul fronte interno, invece, l’UE ha fatto sì che venisse introdotta anche in Italia la totalizzazione, che è importante visto che adesso la ricongiunzione si paga e salata. Per esempio, se io sono stato iscritto 3 anni alla Cassa Forense e poi ho passato il resto della mia vita in AGO, per avere riconosciuti quei tre anni con la ricongiunzione dovrei pagare la differenza tra il contributo AGO (salato) e quello della Cassa (molto basso).

          • Peucezio says:

            Roberto,
            ma perché, se vai ad abitare da qualche altra parte, non farai le grigliate anche lì?

            • roberto says:

              si certo, volevo solo dire che nel caso peggiore (per me) o migliore (per molti kelebekkiani), non me ne resterò nel granducato (troppo umido, troppo cara la vita)

        • Roberto says:

          ” non vedo perché tutte queste difficoltà debbano invece valere con gli Stati Uniti o col Giappone”

          In effetti…. Solo che già è difficile eliminarle tra 28 Stati che bene o male hanno qualcosa in comune, figuriamoci metterci dentro altri mondi….

  37. Mauricius Tarvisii says:

    Vi svelo un segreto: il voto europeo di voi italiani vale più di quello dei tedeschi, almeno pro capite.

  38. MOI says:

    Dima ha fatto come il Luca di Povia ? 😉 … Oppure qualcuno voleva “diffamarlo” senza sapere che, delle due, adesso il “gay factor” di voti ne porta, almeno dei gggiovani !

    http://www.vanityfair.it/news/politica/16/05/31/luigi-di-maio-fidanzata-silvia-virgulti

  39. Moi says:

    @ MIRKHOND :

    Attenzione a non confondere il cristianesimo con l’ideologia dell’accoglienza
    Riccardo Cascioli, Direttore NBQ :

    http://www.lanuovabq.it/it/mediaVideoGallery-video-attenzione-a-non-confondere-il-cristianesimo-con-l-ideologia-dell-accoglienza-18942.htm

    (video)

    E’ lecito per un Paese scegliere gli immigrati da accogliere? Sì, lo è. Anche se questa riposta oggi scandalizza il mondo occidentale. Ma lo scandalo nasce da una stortura di giudizio alla base: scegliere, differenziare dunque regolare l’immigrazione non è un atto motivato da razzismo e di odio religioso, al contrario, è una decisione che ha a che fare con il bene comune. Viceversa, accogliere tutti, indistintamente, è un atteggiamento privo di realismo che porta a risultati dannosi per chi accoglie e per chi è accolto. A dirlo è il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero. (…) Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni…”. Perciò, attenzione a non confondere il cristianesimo, con l’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi che finisce per far più vittime che superstiti.

    [sintesi]

    • Moi says:

      L’ Irenismo era sempre stato un’ Eresia … ma trionfa “per noi stessi” congiuntamente alla Teologia della Liberazione “per gli altri” al famigerato Concilio Vaticano II, con effetti autolesionisti per cui ai Lupi _ o agli Islamici Maschiettacci 😉 Allupati di Figa Occidentale 😉 … che peggio ne parlano, più la desiderano; perché si sa : sotto la cìntola comanda Satana, in tutte le religioni ! 😉 _ neppure serve più Travestirsi da Agnelli (taqiya) … nevvero Habs ? 😉

  40. Moi says:

    le assicurazioni serviranno pure a qualcosa, ma non suscitano alcuna identificazione emotiva e si possono cambiare facilmente anche per un gadget pubblicitario. In questo Pino Mamet ha oggettivamente ragione, credo.

    [cit.]

    Miguel

    ——————

    Infatti: mai uditi / letti quei negozianti del Meridione che espressamente (!) dicono che il Pizzo a Mafia/Ndrangheta/Camorra/Sacra Corona Unita/ecc… costa meno delle Tasse allo Stato e _ soprattutto ! _ sanno che per i Ladri/Rapinatori i Picciotti armati di lupare del Boss di turno sono moooolto più “dissuasivi”degli/lle/* Assistenti Sociali della Boldrini armati di libri di Social Studies della Liberal Scum USA?!

    … O chiunque, come lei, voglia sostituire Assistenti Sociali alle FFdOO per la Sicurezza dei Cittadini, onde adibire le FFdOO a “Pretoriani” di Kasta ?!

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