La Venere di Botticelli declina la sapiente poetica del Lego

Vi ricordate del signor Ai Wei Wei, perseguitato fiscale cinese?

Leggo:

““Agli Uffizi un’opera di Ai Weiwei. L’artista cinese, protagonista fino a pochi giorni fa, a Palazzo Strozzi, della grande retrospettiva “Ai Weiwei. Libero” (150 mila visitatori), ha deciso di donare alla Galleria fiorentina un suo autoritratto realizzato con mattoncini Lego.”

Riteniamo che il capolavoro donato sia di un livello troppo alto per questo blog, per cui invitiamo chi volesse vederlo a seguire il link di cui sopra.

Il direttore degli Uffizi, che si vede in questa foto, commenta:

child-playing-with-legos“Un’acquisizione importante – ha detto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – che si collega alle recenti donazioni di autoritratti contemporanei incentrati sul tema del multiplo all’interno della produzione di massa e che declina sapientemente la poetica dell’autoritratto grazie all’uso dei colori primari.

Il prezioso dono di Ai Weiwei sarà visibile da novembre all’interno della nuova sistemazione della prestigiosa Collezione degli Autoritratti, nelle nuove sale ad essi destinate”. Proprio gli Uffizi hanno ospitato, in occasione della mostra appena terminata, due opere di Ai Weiwei: l’autoritratto oggetto della donazione e la scultura “Surveillance Camera”.

Anni fa, mi raccontarono di un signore irochese (che se ben ricordo nella vita normale faceva il meccanico), cooptato da un gruppo di entusiasti ecologisti a piantare alberi in giro per l’Europa, “secondo un antico costume dei nativi americani“.

Quando il meccanico è tornato a casa, ha fatto vedere a tutti i suoi amici una serie di foto di lui accanto ai sindaci di grandi città europee, mentre piantava il suo alberello nei loro giardini.

Grandissime risate e bevute di birra, perché nessuno aveva spiegato agli entusiasti europei che piantare un albero nel terreno di qualcun altro era il modo irochese di umiliare definitivamente un nemico.

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34 Responses to La Venere di Botticelli declina la sapiente poetica del Lego

  1. Ho il lieve, quasi impercettibile sospetto che i “dissidenti” in genere, con particolare riguardo agli artisti di combattivo estro e alle sedicenti perseguitate cubane che come si sta male a Cuba nemmeno a Gallarate, non godano in questa sede di eccessiva considerazione.

  2. Peucezio says:

    Nemo propheta extra patriam. 🙂

  3. Francesco says:

    a me i Lego piacevano ma adesso chi ha più tempo? e sì che ci hanno finalmente messo gli omini!

    🙁

  4. Grog says:

    Ai Wei Wei!
    Ma ………………………………………………….
    NON C’E’ LA PENA DI MORTE IN CINA?
    I CINESI D’OGGI SONO UNA PALLIDA VERSIONE DEL TERRIBILE FU-MANCHU’
    anzi direi che vale la regola del tre semplice
    MIGUEL : MESSICANO VERO = CINESE MODERNO : FU-MANCHU’
    Comunque ai toscani gli sta bene! Dopo che a Venexia abbiamo inghiottito la merda d’artista adesso tocca a loro, porca merdaccia!
    Grog! Grog! Grog!

    • Carlo says:

      Per rispondere alla tua domanda iniziale: sì, in Cina c’è la pena di morte ed è forse il paese che esegue più condanne ogni anno

      • Grog says:

        Però sti cinesi sono dei BASTARDONI ! Invece di accoppare quella merda di Ai Wei Wei lo sbologanon all’estero creando problema agli altri e ridendosela come matti ih ih ih!
        Grog! Grog! Grog!

  5. PinoMamet says:

    Il caso:
    stamattina parlo con un amico che è stato a una serie di mostre a Milano.

    Mi parla di quella di sculture, in questo caso, fatte con i Lego: io, nascondendo la mia ignoranza, evito di chiedergli il nome dell’artista: magari era proprio Huawei o come si chiama.

    Insomma, dice, i quadri sono così così, ma è interessante il concetto della democratizzazione dell’arte: il marmo costa, mentre tutti possono avere in casa dei Lego.

    Peccato, gli viene fatto notare, che ultimamente i Lego siano cari impestati, e mica te li vendono sfusi, devi comprare la confezione specifica; altro che democartizzazione, costa meno il marmo!!

    • Francesco says:

      1) no, l’artista non è quel cinese ma un altro tizio, credo un usano

      2) chi l’ha vista ha detto che è bella

      3) le scatole di Lego a tema sono carissime, anche se bellissime.
      3.1 vendono anche le scatole di pezzi sfusi che fai quello che vuoi
      3.2 è pieno di ditte che vendono Lego falsi del tutto legali e compatibili, alcuni anche belli (mi piace molto una serie sulla Seconda guerra mondiale)

      la democratizzazione dell’arte è una cagata pazzesca

      ciao

    • Per PinoMamet

      “è interessante il concetto della democratizzazione dell’arte: il marmo costa, mentre tutti possono avere in casa dei Lego.”

      Ma non escludo che con i Lego si possa fare qualcosa di bellino. E’ che Guaivè manco ci prova: anche non dicendo proprio che il suo principale scopo sia divertirsi da matti a prendere in giro il prossimo, lui cerca di Dire Qualcosa sui Nostri Tempi: tipo, esiste la pubblicità (bene) o viviamo nel ventunesimo secolo o i telegiornali parlano di migrazioni o il governo cinese fa pagare troppe tasse (male).

      Tutte cose interessanti, che si possono dire con meno spesa commentando su questo blog.

      • Z. says:

        E poi, non vorrei fare del campanilismo spicciolo, ma qui bazzicano ben altri interlocutori che i sedicenti artisti dei canotti!

        • Moi says:

          Qui gli Artisti, naturalmente Engagés con Stile Bohémien, sono fra i Cosplayers forse più irritanti, ma in fondo innocui 😉 . … Certo, la colpa dell’ Arte Degradante è sempre degli Asessori alla Cultura targati PD !

  6. Roberto says:

    Se parlate di questa mostra

    http://artofthebrick.it/

    È stupenda! Andateci senza esitazione, vale la pena

  7. Moi says:

    @ GROG

    L’autice per bambini della Giunti [ancora Lei: Silvana De Mari ! Vogliono radiarla dall’ Album 😉 dei Medici, ma la difenderà l’ Avvocato Gianfranco Amato …] che vuole insegnare agli studenti dove infilare il pene: «I bei peni grossi grossi e turgidi turgidi vanno nella vagina»

    http://gayburg.blogspot.it/2017/01/lautice-per-bambini-della-giunti-che.html

    PS

    Anche questa è arte 😉 …

    • Z. says:

      Boh, a me pare che molti di questi difensori puritani della famiglia tradizionale abbiano delle gran zozzerie in testa 24h…

      Forse è per questo che alla fine di famiglie ne hanno spesso due o tre ciascuno 😀

      • Francesco says:

        io mi fermo a una, non mi bastano le forze per reggerne il peso

      • Peucezio says:

        Qualche volta mi spiegherai il nesso fra puritanesimo e famiglia tradizionale.
        Comunque è ovvoio che chi è per la famiglia tradizionale abbia le zozzerie in testa, mica siamo moralisti come i froci: la gente all’antica si diverte.

        • Per Peucezio

          “Qualche volta mi spiegherai il nesso fra puritanesimo e famiglia tradizionale.”

          Io abolirei tre parole: “fondamentalista”, “fascista” e “puritano”. Fuori ovviamente dal loro legittimo contesto storico.

          • Z. says:

            Miguel,

            per come la vedo io sarebbe pure una richiesta comprensibile, ma procedendo su questa strada finiremmo per utilizzare solo avverbi e congiunzioni.

            E gli avverbi, forse, nemmeno tutti…

            • Per Z

              “per come la vedo io sarebbe pure una richiesta comprensibile, ma procedendo su questa strada finiremmo per utilizzare solo avverbi e congiunzioni.”

              🙂

              Però nel marmagnone di internet, questo blog resterebbe in vita lo stesso!

        • Z. says:

          Peucè,

          se alla tua età non hai ancora capito che di certe cose più se ne parla e meno se ne fa, temo sia troppo tardi ormai 😛

  8. mirkhond says:

    “moralisti come i froci”

    Non è una contraddizione?

    • Z. says:

      Credo che il buon Peucezio parli di una cerchia ristretta di milanesi: una cerchia in buona parte immaginaria, ma che lui sembra ritenere pressoché l’unica forma di vita esistente nell’emisfero occidentale.

      Un po’ come se io pensassi che l’Occidente fosse composto solo da cosplayer di piazza Verdi.

      Con la differenza che i cosplayer di piazza Verdi, almeno, esistono 😀

      • Peucezio says:

        Fatemi capire, secondo voi i froci sarebbero dei libertini gaudenti?

        • roberto says:

          La maggior parte di quelli che ho conosciuto sono effettivamente libertini gaudenti.
          Altri no

          • Francesco says:

            Mi sa che Roberto c’ha ragione, anche se quei froci allegri sono diversi da quelli pallosi che vogliono sposarsi in chiesa con mammà che piange felice.

            Però questi ultimi sono pochissimi, basa vedere i numeri delle unioni civili, è solo una battaglia ideologica di pochi stronzi.

            Mentre immagino che i froci normali facciano vite normali con un pò più di trasgressione dell’etero medio.

        • Z. says:

          Peucè,

          io penso che tu sia impegnato in una bizzarra battaglia a suon di categorie astratte contro un nemico che non esiste.

          Take it easy 🙂

          • Peucezio says:

            E quale sarebbe il nemico?

            • Z. says:

              L’asserita borghesia milanese che citi spesso come tuo incubo ricorrente…

              Se esiste, a proposito, secondo me frequenta quel bar di Milano Centrale dove ti vendono bicchierini di acqua marrone e lo chiamano “caffè napoletano alla cuccuma” 😀

  9. francydafne says:

    ah ah ah ah, abbiamo scoperto che a Miguel i Lego non piacciono proprio….. 😀

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