Tra il vino e il sorriso

Quando tutti i morti della Siria saranno sepolti, resteranno frammenti straordinari di mundus imaginalis.

syrian-social-nationalist-partyLa foto ritrae un gruppo di militanti del Partito Socialista Nazionale Siriano, fondato nei lontani anni Trenta e che non ha mai cessato, da allora, a opporsi a francesi, inglesi, islamisti, panarabisti, sionisti e comunisti tutti insieme. Subendo sette decenni di fucilazioni e attentati, e compiendone altrettanti.

Il nome del partito non è un puro caso – in fondo, all’epoca, i tedeschi erano gli unici che non miravano a mangiarsi il Medio Oriente; e se il simbolo somiglia a qualcos’altro, è anche perché rappresenta la fusione della croce cristiana con la mezzaluna cristiana.

Qui, invece, sul fronte diametralmente opposto, la visione erotica di un giovane che si appresta a morire, magari per farsi saltare in aria proprio contro giovani come quelli della foto.

Hur al-‘ayn è colei che accoglie i combattenti morti, ha pupille nere nere e il cui hijab vale più del mondo  intero, il volto così chiaro che lui vede se stesso riflesso sulla sua guancia, e una sua perla illumina da sola lo spazio tra il cielo e la terra.

Al misero prezzo della tua vita, il suo profumo e il vino, là dove il proibito si fa lecito.

Hur al-‘ayn sono come perla e corallo
O fratelli la amo tanto
Lei è Hur al-‘ayn e io ne sono innamorato
c’è un posto per lei nel mio cuore
non dirò nient’altro!
Celebratemi così nel Giardino, la mia Huriya mi attende adesso
Mi ha detto, “parla o Zubair!”
Io ho risposto, “ti porto la pace!”
O Huriya, vengo da te, ti porto il tuo prezzo di sposa
costa molto ma ora alla fine sei con me
non essere triste, ti ho amata e ora sei mia per un prezzo basso
sorge e cala questa luce a causa delle affascinanti vergini
con questa luce troverete le chiavi delle Porte e sarete nel Giardino!
Per il nemico scaviamo una buca nel terreno, come Bin Ladin in America
tra le mie mani il Corano e anche tra le vostre
In battaglia alzo la testa
Sorridi, perché abbiamo visto che otterrai ciò che vorrai
in Paradiso saremo ricoperti di gioielli e ci sarà il vino e ci saranno le Huri
il Mio Signore ha creato la sua bellezza, prego che la renda visibile
Che Dio ci possa unire su di un letto nel paradiso del Misericordioso

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in islam, Medio Oriente, mundus imaginalis and tagged , , . Bookmark the permalink.

343 Responses to Tra il vino e il sorriso

  1. mirkhond says:

    Che splendida immagine paradisiaca, per nulla spirituale, ma molto materiale, perché l’uomo è anche materia.
    Capisco come un simile paradiso possa trovare tanti estimatori, specie se la vita è difficile e frustrante…..

  2. mirkhond says:

    Le ragazze poi, non hanno per niente un aspetto arabo e mediorientale.
    L’ultima in basso, ricorda vagamente la defunta Fabrizia Di Lorenzo…….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Tranne il ragazzo in alto a destra, somigliano tutti a gente che potrei incontrare per strada.

  3. mirkhond says:

    “Partito Socialista Nazionale Siriano, fondato nei lontani anni Trenta e che non ha mai cessato, da allora, a opporsi a francesi, inglesi, islamisti, panarabisti, sionisti e comunisti tutti insieme. Subendo sette decenni di fucilazioni e attentati, e compiendone altrettanti.”

    Non pensano di deporre le armi, dopo 70 e più anni di insuccessi?

    • Grog says:

      Sono dei patrioti che si battono per la Siria insieme a Cristiani e Mussulmani con il Presidente Assad, gli Iraniani, i valorosissimi e bravi Hezbollah che rischiano la pelle per mettere in salvo icone ortodosse loro che sono Sciti ed il trascurabile aiuto di un paesino che rappresenta solo 1/6 dell’orbe terracqueo, Santa Madre Russia.
      Sono giovani, belli e valorosi, per loro un posto in nel Paradiso Cristiano o Mussulmano è garantito speriamo molto tardi e solo per motivi di vecchiaia.
      Che Dio li aiuti
      Grog! Grog! Grog!

  4. mirkhond says:

    70 anni

  5. Mario says:

    Quella di sotto sembra bona. Chiederei una dispensa a qualche pretonzolo sedevacantista, magari me la accorderebbe per stato di necessità

  6. Peucezio says:

    Miguel,
    bellissima la foto dei socialisti nazionali siriani!

    Ma, parlando d’altro, consentimi un riferimento incrociato all’altro post: la prima volta che vado negli USA devi tassativamente presentarmi (o darmi l’indirizzo) del tipo che dice che Dio non vuole che lui paghi le tasse!
    Se non lo farai, ti tolgo il saluto 😛 , se lo farai, in cambio ti farò conoscere personaggi simpatici di Bari Vecchia!

  7. habsburgicus says:

    @Miguel
    ti chiedo venia se abbasso l’afflato poetico del tuo splendido post con quanto sto per scrivere
    ma non sarebbe più occanamente semplice, prendersi una Hur, o almeno un’imitazione passabile, su questa terra ? 😀 [leggi, escort superlusso]
    ah, mi dici tu, la Hur terrena bisognerebbe pagarla profumatamente, mentre la Hur celeste, oltre ad essere di qualità superiore [ipsi dixerunt] é pure gratis, se non fosse per un piccolo sacrificio ? 😀
    non parlo più 😀

  8. Moi says:

    Corpo femminile reificato a premio per gli appetti del bassoventre a chi meglio, fra i giovanotti ipertestosteronici, commette le peggiori brutalità maschili in guerra … dov’è la Boldrini ?! 😉

  9. Moi says:

    appetiti

  10. Peucezio spesso mi accusa di sottovalutare la “ideologia”, e se ci riferiamo a pure prese di posizione teorica, è vero.

    Non sottovaluto per nulla invece il mondo immaginale e l’uso del corpo.

    Un elemento che trovo affascinante, nel confronto tra le due immagini che vediamo qui, è proprio la posizione del corpo.

    Quelli dei socialnazionali siriani sono corpi militari, dell’età dell’acciaio.

    Mentre il corpo islamista è completamente diverso, molto più rilassato e fluido.

    Proprio questo gli dà una parvenza paradossale di modernità: la rivoluzione francese ha infatti irrigidito i corpi spontanei e sciolti dell’era precedente, che oggi si sciolgono di nuovo, in maniera però diversa.

  11. PinoMamet says:

    Consiglio al giovane mujahid di unirsi al Partito socialista nazionale siriano: c’è molta più figa, a quanto pare 😉

    seriamente:
    le belle ragazze in uniforme in Italia non sono andate (per fortuna) cronologicamente e ideologicamente oltre le Giovani italiane, ma vedo che in Medio oriente vanno ancora alla grande;
    anche la hasbarà israeliana ne sforna a quintali.

    Naturalmente da parte israeliana la didascalia ufficiale ad usum Occidentis è “visto che da noi le donne possono fare tutto? non come tra gli arabi…” 😉

    ma sono straconvinto che anche lì ci sia sotto dell’altro.

    In certi posti il Novecento non è ancora finito, insomma.

    • Moi says:

      Sicuro ? Le vigilesse, le poliziotte, perfino le carabiniere … ci son “da mò”. Ognitanto se ne vedono anche in mimetica con basco sulle 23, e treccina o chignon.

      • PinoMamet says:

        Quello è un altro discorso: sono donne che lavorano, non belle ragazze scelte come testimonial della vita in uniforme, della disciplina di partito o di ideologia, dei valori (paradossalmente) virili o viriloidi che si vuole imporre alla popolazione…

        quest’ultimo punto credo sia interessante: l’erotizzazione dei valori virili come modo di propagandarli.

        Sentivo per esempio che nell’esercito israeliano (non a caso, appunto, uno dei più grandi sfornatori di “cartoline” di belle ragazze in uniformi) sono molto più comuni le istruttrici che gli istruttori. Non so se sia vero o, appunto, di nuovo propaganda, ma il punto era, a quanto sentivo (in un servizio televisivo, per bocca appunto di una istruttrice israeliana) “pungere sul vivo” l’orgoglio maschile.

        I Greci antichi, non avendo tabù in questo senso, avevano il Battaglione sacro tebano, omosessuale; e in generale tutto l’istituto dell’efebia, che era appunto questo, cioè l’erotizzazione del “servizio militare” o premilitare.
        L’esempio proposto con il mito era quello di Achille e Patroclo.

        Visto che le società novecentesche sono profondamente eterosessuali (perlomeno nella loro parte “esibita”, il loro “rovescio”, il loro “ura” direbbero i giapponesi, è molto omo) l’esito inevitabile è l’erotizzazione della donna in uniforme.

        • Mauricius Tarvisii says:

          sono molto più comuni le istruttrici che gli istruttori

          Credo che si spieghi facilmente con i ruoli di genere.

          • PinoMamet says:

            Mmm dici?
            Lo stereotipo è il “sergente istruttore” maschio (nell’immaginario italiano: Nino Terzo, in un filmetto con Morandi giovanissimo o Fanco e Ciccio…)

            in ogni caso, interessante la lettura che ne dava la esaltata intervistata…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, ma una volta che ti ritrovi l’esercito pieno di donne succede che:
              1) per stereotipo, lo stereotipo del sergente istruttore che vomita insulti e riferimenti sessuali non va più bene
              2) devi dare da fare qualcosa alle donne, magari in linea con la concezione che hai di loro, ovvero:
              2a) non possono correre troppi rischi (non mandiamole in prima linea, al massimo mettiamole a giocare con le mitragliatrici a controllo remoto, ecc.)
              2b) ciò che fanno deve essere in linea con lo stereotipo di femminilità, quindi magari un ruolo di cura/supporto/formazione

        • Dif says:

          Ma il fatto che quelli fissati con la vita militare, la caserma, lo stare in compagnia di altri maschi con i quali dormire e farsi la doccia, siano tutti un po’ omosessuali repressi non credo sia un mistero.

          • PinoMamet says:

            Certo che no, ma notevole (e forse, chissà, espressamente voluto) il passaggio successivo: la trasformazioe della donna in “commilitone gay”.

            L’omosessualizzazione dell’attrazione eterosessuale, in chiave militaristica.

            Che ha avuto successo: prendi per esempio la pubblicità lunghissima, di un profumo bianco-e-nero, in onda in questi giorni.

            Pare un film gay, non solo nell’immagine, com’è ovvio, ma anche nei contenuti della voce narrante, di un uomo innamorato di un compagno di palestra fighissimo, che fa il culo a tutti (parole letterali della pubblicità) e che… è donna.
            Sembra quasi Querelle de Brest, il massimo della frocità cinematografica, trasposto in chiave etero (?).

            • Moi says:

              Qual è ? … Devo essermela persa.

            • PinoMamet says:

              Versace, mi pare.
              Ero a casa di amici e mi si dice, “ecco, guarda, ma l’hai vista ‘sta roba? non finisce più, sembra un cortometraggio, poi alla fine è la pubblicità di un profumo!”

              Capace che ora ne vada in onda una versione ridotta (di solito fanno così).

            • PinoMamet says:

              Insomma, non hanno tutti i torti quelli che dicono “vogliono trasformarci tutti in froci” 😉

              solo che non vuol dire “tutti omosessuali” 😉

              PS
              e certamente, il mezzo scelto non sarà il matrimonio omosessuale, che semmai al massimo ha l’effetto contrario, quello di “sfrocizzare” gli omosessuali rendendoli innocue coppiette completamente prive di “trasgressione”.

              PPS
              Continuo comunque a essere a favore del matrimonio omosessuale, e continuo a sottolineare che questo discorso (come anche quello nei commenti all’altro post) c’entra poco e niente con i “diritti”, che è cosa buona e giusta concedere ecc. ecc.

              • Per Pino Mamet

                “e certamente, il mezzo scelto non sarà il matrimonio omosessuale, che semmai al massimo ha l’effetto contrario, quello di “sfrocizzare” gli omosessuali rendendoli innocue coppiette completamente prive di “trasgressione”.”

                Mi ha molto colpito il film Banchetto di Nozze di Ang Lee, dove vediamo esattamente il meccanismo che dici: la coppia è quanto di più Mainstream American, piccoloborghese come si diceva una volta in Italia, si possa immaginare; poi, simpaticamente, siccome i cinesi sono un po’ strani (loro) devono fare una recita.

                Tra l’altro, la mia amica Helena Velena ha spesso parlato proprio di questo meccanismo, di cooptazione della “diversità” omosessuale attraverso cose come il “matrimonio”.

                Ma tutto il sistema in cui viviamo consiste in un’incessante cooptazione, integrazione, assorbimento. Chiunque è un potenziale “cittadino”, “consumatore”, atomo integrato.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Pino, Dif

              Un film di Nicolo Donato – “Brotherhood” – , di alcuni anni fa, è incentrato su questo tema: due neonazisti (uno dei quali è un ex-militare), integrati in un mondo asfittico di cameratismo, rituali fasulli e violenza, il cui amore omosessuale scoperchia tutte le fragilità e le repressioni arginate dal culto ossessivo della fisicità maschile.

            • paniscus says:

              Ma per le coppie omosessuali, quale dovrebbe essere, esattamente, il “valore aggiunto” di mantenersi orgogliosamente froci trasgressivi anticonformisti?… e quindi quale dovrebbe essere il problema, se si “sfrocizzano” diventando coppie stabili che fanno una vita quotidiana normale come tutti gli altri?

              Non crederete mica che uno SCELGA di essere omosessuale apposta perché gli piace la trasgressione e perché rifiuta la vita di coppia fissa preferendo i rapporti occasionali e promiscui?

              Quello può benissimo farlo anche uno scapolone donnaiolo o una single magnauomini eterosessuale, ma davvero non lo si sapeva?

              Che c’entra l’orientamento sessuale personale con l’aspirazione ad avere un rapporto di coppia stabile o meno?

            • PinoMamet says:

              “Ma per le coppie omosessuali, quale dovrebbe essere, esattamente, il “valore aggiunto” di mantenersi orgogliosamente froci trasgressivi anticonformisti?… e quindi quale dovrebbe essere il problema, se si “sfrocizzano””

              Nessuno, e nessuno.

              Ma, oh, si può anche parlare ogni tanto di omosessualità senza dover per forza fare campagna pro-matrimonio, eh? 😉

              Cavoli, non rendiamo il mondo esattamente come quei tizi di destra, che ce l’hanno con i “buonisti”, dicono che sia 😉

              Se ci fai caso, ho espressamente dichiarato che non stavo parlando di matrimonio omosessuale, e che la cosa comunque non c’entra niente, e che comunque sono a favore.

              Per altro stavo parlando dell’immaginario erotico eterosessuale , prendendo quello omosessuale come riferimento.

              E sì, di solito l’immaginario erotico è una cosa più trasgressiva e fuori dagli schemi del matrimonio.

            • paniscus says:

              Ma infatti l’errore sta proprio nel ridurre tutto a “immaginario erotico”.

              Se due persone si vogliono bene e desiderano stare insieme, e farsi un progetto di vita insieme, non vuol dire mica che stanno a pensare esclusivamente al sesso 24 ore su 24. E tantomeno vuol dire che si siano messe a “pensare al matrimonio” solo con l’obiettivo di fare sesso, cosa che facevano già allegramente anche senza matrimonio…

            • CarloGi says:

              Quando – mi chiedo – quando avremo il coraggio di “guardare dentro” alle sessualità, di strapparci il velo di Maya del politicamente corretto? Siamo in questo “mondo immaginario” al momento: omosessuale maschio buono, nazista pelato cattivo. A nessuno, dico proprio a nessuno, viene il mente che “il linguaggio va bene così com’è”, e (virgolette) prenderlo e metterlo in culo (chiuse virgolette) non è propriamente declinazione o epifenomeno dell’amore? Che è – non solo simbolicamente – la massima espressione di aggressività che possiamo esprimere nel nostro linguaggio prima del “ti ammazzo”? Davvero tanto stupore che due nazisti si scoprano omosessuali (film con ascensore che va nel senso del politicamente corretto)? Che coraggioso sarebbe stato il regista però se avesse mandato l’ascensore nell’altro senso: due omosessuali che si scoprono nazisti….(con tanto di popoli inferiori farciti di superstiziose superate tradizioni, spediti ai forni crematori per lasciare spazio all’uomo nuovo androgino). Lasciamo pure che si sposino, ma che cazzo me ne frega, in fondo questo mondo liquido ultracapitalista e slabbrato che si commuove per le coppiette gay che si scambiano l’anello nuziale, è lo stesso mondo che sta cancellando le pensioni di reversibilità. Saluti

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ CarloGi

              A questo link una recensione – credo – abbastanza in sintonia con il punto di vista che hai espresso…

              http://nuovocinemalocatelli.com/2016/07/27/un-film-importante-stasera-tardi-in-tv-brotherhood-merc-27-luglio-2016-tv-in-chiaro/

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              In particolare, interessantissima l’ntervista ad Helena Velena che riporto a questo link:

              https://www.youtube.com/watch?v=X-b97vcKsjw

              Una folata di (autentica) lacità: per la serie:

              “Io nacqui a debellar tre mali estremi;
              tirannide, sofismi, ipocrisia;
              ond’or m’accorgo con quanta armonia
              Possanza, Senno, Amor m’insegno’ Temi.

              Questi principi son veri e sopremi
              della scoverta gran filosofia,
              rimedio contro la trina bugia,
              sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi.

              Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno,
              ingiustizia, lussuria, accidia, segno,
              tutti a que’ tre gran mali sottostanno,

              che nel cieco amor proprio, figlio degno
              d’ignoranza, radice e fomento hanno.
              Dunque a diveller l’ignoranza io vegno.” 🙂 🙂 🙂 [cit. Tommaso Campanella].

              • Per Abd

                “In particolare, interessantissima l’ntervista ad Helena Velena che riporto a questo link:”

                interessante la citazione di Campanella.

                Helena Velena ha una capacità di riflessione originale davvero notevole.

                Non sono sempre d’accordo con lei, ma è capace di far pensare in modo straordinario.

                E mi trovo molto in sintonia con la sua assoluta mancanza di pregiudizi verso persone e identità diverse dalla sua.

                Poi come aspetto fa un po’ sorridere, ma evidentemente si diverte così.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              Errata: “intervista”, “laicità”.

            • PinoMamet says:

              “Ma infatti l’errore sta proprio nel ridurre tutto a “immaginario erotico”.”

              Può essere, ma è un errore che non faccio io quindi mi permetto di fregarmene.

              Rivendico nondimeno il diritto di parlare anche di immaginari erotici, che non sono meno immaginari degli altri.
              😉

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              “Helena Velena ha una capacità di riflessione originale davvero notevole.

              Non sono sempre d’accordo con lei, ma è capace di far pensare in modo straordinario.

              E mi trovo molto in sintonia con la sua assoluta mancanza di pregiudizi verso persone e identità diverse dalla sua.”

              Sì, infatti questo è ciò di cui mi sono reso conto.

              • Per Abd

                “Sì, infatti questo è ciò di cui mi sono reso conto.”

                Credo che una delle persone con cui Helena Velena si troverebbe molto bene, tra i frequentatori di questo blog, sarebbe Mario.

                Credo che abbiano molto in comune, anche se i linguaggi e i gusti sembrano molto diversi.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              P.S. “Si dice” che anche Tommaso Campanella abbia intrattenuto rapporti omoerotici (il che non so fino a che punto sia storicamente attestato/attestabile: bisognerebbe invocare, in proposito, l’intervento di Habsburgicus e Mirkhond 🙂 ): mi risulta che, però, nel Cinque-Seicento, la dicotomia “etero/omo” non fosse codificata… 🙂

    • Roberto says:

      Beh il consiglio al giovane mujahid è ottimo, magari lui ti prendesse sul serio!

  12. Moi says:

    poi ci sono i paradossi “alla Red Sonja” 😉 … del tipo “nessun uomo potrà mai avermi, a meno che non riesca a battermi in un duello con la spada !”; se non è auto-reificazione della peggior logica maschile questa …

    • PinoMamet says:

      Mi ricordo un episodio simile in un Marco Polo televisivo, con una principessa mongola e una sfida di lotta…
      non so perché non ho mai letto il Milione, ma credo che l’episodio sia derivato dalla novellistica medievale
      (che con i suoi cavalieri in rapporto “feudale” con le dame, era un altro periodo di sfornamento di eroine irrealistiche, come quelle affrescate, insieme agli eroi, in quel castello credo piemontese…
      un po’ più avanti, in una situazione ormai cristallizzata, arrivano le Bradamanti ariostesche)

    • Roberto says:

      Non è la storia di Atalanta? Nessuno mi può sposare se non mi ha prima battuto alla corsa

    • Roberto says:

      Tra parentesi ho rivisto recentemente marco polo, mamma mia che differenza di universo rispetto alle cagate chiesastiche delle varie suor propina e don ciccillo che produce adesso la Rai!

  13. Z. says:

    Un dubbio da occidentale vigliaccco che tiene famiglia:

    ma se hanno proprio necessità di visioni erotiche non possono andare su youporn anziché sparare al prossimo e farsi saltare in aria?

    • Roberto says:

      che essere banale che sei!

    • Zhong says:

      “ma se hanno proprio necessità di visioni erotiche non possono andare su youporn anziché sparare al prossimo e farsi saltare in aria?”

      No purtroppo youporn etc.. sono essi stessi vera espressione della censura.

      Nel senso che fanno vedere tutto quello che vuoi ma nello spazio di 5/10 minuti giungendo subito al sodo senza nessuna possibilità di coinvolgimento emotivo. In realtà ci vorrebbe una versione porno di una cosa tipo “un posto al sole”, per dire, per soddisfare davvero emotivamente lo spettatore del porno.

      PS il pensiero non e’ mio ma del solito Zizek, ma io condivido totalmente.

  14. Mario says:

    nell’esercito israeliano (non a caso, appunto, uno dei più grandi sfornatori di “cartoline” di belle ragazze in uniformi) sono molto più comuni le istruttrici che gli istruttori.

    Diabolici: attraverso il rovesciamento della legge naturale essi credono di conquistare il mondo, la carne, il demonio. Ne saranno invece avvinti e soggiogati: poveri stolti! Il prometeismo talmudico sarà sconfitto al momento del Ragnarok, quando le potenze della luce e dell’ordine sovrasteranno una tantum e per sempre l’informe caos sionistico. Il segno tangibile di tutto ciò? Giuliano Ferrara, appeso per le folte barbe ad una cuspide della cattedrale di Chartres –ove si officeranno in continuazione messe romane, con Mons. Williamson intronizzato papa in aeternum, benedicente dalla sedia gestatoria tutta in oro zecchino e tempestata di diamanti antimodernistici — farà da spaventapasseri e, vista l’esperienza in questo ramo, da pingue, volatile banderuola.

    • PinoMamet says:

      Del resto non so se le cose stiano davvero come in quel servizio televisivo: la tizia intervistata mi sembrava piuttosto sull’esaltato, e può essere che avessero raccontato anche a lei un sacco di fregnacce, o mezze se le sceneggiasse da sola mentre le diceva.
      Però indicativo dell’immagine che, sicuramente, vogliono proiettare (un paese “femminista”, nel senso di virago un po’ stronze).

      Poi ovviamente la realtà è molto più quotidiana, e degli israeliani che ho conosciuto, uno solo, maschio, rientra nello stereotipo del macho-anche-un-po’-femminista-ma-sempre-macho, “matto di guerra”, che si vanta di essere stato in qualche corpo speciale, ama le moto le macchine il faidatè i cani ecc.

      Tutti gli altri, raccontando il loro servizio militare, raccontano sostanzialmente di una lunga naja, identica a quella di tutto il mondo, forse anche meno disciplinata di quella italiana, con lo stesso squallore e gli stessi compiti inutili per riempire il tempo (impara a fare l’elettricista… dipingi la caserma… litiga col superiore e finisci agli arresti… ridipingi la caserma…)

      e le ragazze restano normalissime ragazze, non Lare Croft.

  15. Grog says:

    Marco Polo è stato fatto prigioniero da quei puzzoni di Genovesi solo perché STREMATO DAL TROPPO TROMBARE IN CINA e per aver scambiato in via Pré una troia genovese per una Principessa Mongola.
    Grog! Grog! Grog!

    • Roberto says:

      Sarai contento di sapere che mia figlia ha picchiato un suo compagno di classe (tedesco) perché costui sosteneva che marco polo non è mai stato in Cina.

      • Mauricius Tarvisii says:

        E dove sarebbe stato?

        • Roberto says:

          Il würstel aveva letto su qualche sito complottista sciachimista, “tutto è una montaturista” (non avete idea del male che fanno quei mentecatti) che tutto è un’invenzione di rustichello da Pisa e ha iniziato a prendere in giro mia figlia che adora marco polo. Ad un certo punto la pargola si è stufata e lo ha menato (“papà, durante la ricreazione e la mia amica ingrid* faceva attenzione che la maestra non vedesse”)

          *nome di fantasia

          • Per roberto

            “Il würstel aveva letto su qualche sito complottista sciachimista, “tutto è una montaturista” (non avete idea del male che fanno quei mentecatti) che tutto è un’invenzione di rustichello da Pisa ”

            Fantastico, il duello tra infanti lezzeburghesi sull’attendibilità di Rustichello da Pisa!

            Esiste ancora qualche speranza per questo pianeta (e ci metto sia tua figlia che il suo avversario).

            • Roberto says:

              Vero, ma la mia è franco-italo-tedesca, l’altro tedesco-qualcos’altro (bulgaro?), i lussemburghesi non c’entrano
              🙂

            • Z. says:

              Miguel,

              insomma, alla fin fine sostieni che la speranza del nostro pianeta risiede nella progenie dell’élite eurocratica.

              😀

              • Per Z

                “insomma, alla fin fine sostieni che la speranza del nostro pianeta risiede nella progenie dell’élite eurocratica.”

                Però mi piace anche quello disposto a martirio per sostenere lo scetticismo nei confronti di Rustichello da Pisa.

            • Z. says:

              Certo, e anche lui è parte della progenie eurocratica. Direi non meno della sua rivale 🙂

            • Roberto says:

              Z,
              Per la cronaca il kartoffel non appartiene per famiglia all’eurocrazia, tout se tient
              🙂

            • Roberto says:

              Però, a parte il fatto che molestava mia figlia, effettivamente apprezzo il fatto che litighino per rustichello da pisa

            • Z. says:

              Si ma non credo sia una scuola media del Pilastro. Quindi sempre eurocasta è 🙂

        • Roberto says:

          Mi Aspetto che prima o poi il piccolo bastoni qualcuno che va in giro dicendo che l’allunaggio è tutta una montatura

          • Z. says:

            La cosa importante è che non si illuda di colpirne uno per educarne cento. Oggi le illusioni novecentesche sull’uomo ingegnoso e intellettuale sono tramontate, e dobbiamo essere consapevoli che – nel più ottimistico dei casi – si tratta di colpirne cento per educarne uno.

            • Roberto says:

              Ma credo che non ci sia stato nella figliola nessun intento pedagogico, ha solo manifestato in maniera tangibile il suo disprezzo per chi si crogiola nell’ignoranza e fastidio per chi vuole imporre la propria ignoranza

            • Z. says:

              L’educazione con mezzi fisici ha anche questo pregio: unisce finalità retributive, generalpreventive, specialpreventive al bisogno di sfogarsi e di fare esercizio fisico.

      • PinoMamet says:

        In effetti io sono contento di saperlo 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché ci si dovrebbe commuovere se il soldato che muore è una donna?

      • Moi says:

        … perché è donna, gli uomini “si sa” e non gliene frega un cazzo a nessuno delle singole storie; al massimo possono essere ricordati in blocco come numero in quanto numero !

      • Moi says:

        Faticare fisicamente e morire in guerra, mica sono Consigli d’ Amministrazione e Cariche Pubbliche … lì gli stereotipi dei ruoli di genere van benissimo !

  16. Mauricius Tarvisii says:

    Leggo che il PNSS ha 4 seggi nel parlamento del Sud (quello della Repubblica Araba di Siria, la vecchia Siria, insomma), mentre non mi sembra che ci sia nel parlamento del Nord (quello della Federazione Siriana).

  17. Moi says:

    *** MAI OFF TOPIC … poiché Essi sono dagli Anni Sessanta i Demiurghi Assoluti dell’ Immaginario Collettivo ***

    Sociopatici da Manuale: Fenomenologia dei Radical Chic

    http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/53585-53585/#OAJlBi0vXivX6zUp.99

    Matteo Rovatti

  18. Roberto says:

    George Michael
    Richard Adams
    Carrie Fisher

  19. Mario says:

    Ci sono questioni che si finisce con il porre a se stessi, non per anticipare qualche domanda, ma perché sono l’occasione per esprimere con precisione ciò che è più o meno diffuso, più o meno implicito nelle convinzioni che qua e là si esprimono.
    Nell’ultima notte insonne passata a smanettare su internet e ad ascoltare dell’eccellente AOR, a un certo punto mi sono domandato se sono sedevacantista. Ed ecco la risposta (rivista ed aumentata) che ho addotto: sì e no. Occorre innanzitutto che il termine sedevacantista, inventato da 30 o 40 anni, significhi: chi professa che la Sede apostolica è attualmente vacante, o almeno pericolante.
    Io non ricuso né rivendico la qualificazione di sedevacantista. Ma, poiché siamo nel campo della testimonianza della fede cattolica, questa risposta è troppo poco precisa, e andrò a svilupparla a seguire.

    • Per Mario

      “Io non ricuso né rivendico la qualificazione di sedevacantista. ”

      Sarebbe bello se fossimo tutti sedevacantisti.

      Guardiamo al perito chimico Bergoglio come guardiamo il piccolo nullafacente di Rignano sull’Arno, oppure allo speculatore immobiliare che si è comprato gli Stati Uniti, o la laureata in chimica Angela Merkel… come le piccole persone che sono, e li mettiamo tutti seduti per terra.

      E nella Sede, tutto dorato e arzigogolato come nelle tue migliori fantasie, ci mettiamo uno splendido gatto a dormire su un comodissimo cuscino di pura seta.

      Un accenno c’è già stato, a dimostrazione che non tutti i segni dei tempi sono kaliyugici:

      http://www.maulin.it/miagolii/un-gatto-nel-presepe-99

  20. Z. says:

    Il mio buon concittadino Moi ci ricordava che negli anni Novanta la produzione di bufale era un’attività sotterranea dell’estrema sinistra. Posso confermare che, almeno per quanto riguarda Bologna, ha indubbiamente ragione.

    Oggi invece è un’attività mainstream, ed è praticata da organizzazioni di tutti i colori, o di nessun colore. Ed è diventata un’attività di riferimento per molti: al punto che, secondo Moi, chi lavora per smascherare le bufale è ipso facto “del PD”, che dal suo punto di vista significa il Male.

    http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/12/27/news/tensioni_pakistan-israele_via_twitter_colpa_di_una_bufala-154936769/?ref=HREC1-22

  21. Mario says:

    Per Miguel

    Ottimo come al solito.

    Per l’altro amico:

    Paragonare Bergoglio a Renzi, mi sembra però un’esagerazione.

    In effetti, il primo riesce nell’impresa quasi disperata di risultare ancor più volgare del secondo.

    Il primo sedevacantista è proprio il perito chimico, che in effetti ha lasciato la sede vacante e risiede nell’ostello gnostico 😉 di Santa Marta.

    Sei un genio, e mi hai fatto fare quattro risate. Per questo ti sono grato.

    Prendendo spunto da quanto ha scritto Pino, riflettevo sul fatto che oggi sono tutti, almeno “de facto”, sedevacantisti:
    1) i modernisti, che fanno come par loro da più di un secolo;
    2) i tradizionalisti, che fanno come se il papa non esistesse: etsi papa non daretur;
    3) Ratzinger, che però a rigore dovrebbe considerarsi un sostenitore della tesi del papato bicefalo (o encefalitico);
    4) i sedevacantisti, in tutte le salse e varianti: non habemus papam, materialiter et/aut formaliter;
    4) gli ortodossi, per i quali il papa non vale un fico secco dal 1054;
    5) i protestanti: stesso discorso degli ortodossi, ma da qualche secolo dopo, ma per ragioni diverse: in questo caso, l’anarchia luterana è la gnosi che si storicizza;
    6) tutti gli altri, religiosi o no, che se ne infischiano del papa (stranamente, però, non di questo papa).

    Dunque, mi domando sgomento prima di passare all’ennesima recensione non pagata: chi è, oggi, autenticamente sedeplenista?

  22. Mario says:

    I chissenisti fanno parte del n. 6 o sono extra ordinem oltre che extra ecclesiam?

    Bisogna tomisticamente distinguere. Delle due, l’una; tertium non datur. Quindi:
    1) che i chissenisti facciano parte del n. 6, formalmente, concedo;
    2) che gli stessi facciano parte del n. 6, materialmente, nego;
    3) che essi siano extra ordinem, concedo;
    4) che essi stessi siano extra Ecclesiam, concedo; senonché, è possibile per loro unirsi in voto all’unica Arca di salvezza, secondo le modalità autoritativamente stabilite e fissate una volta per tutte, porca troia, dalla dottrina classica: ordinazione implicita alla verità, o atto di dolore perfetto in articulo mortis. Meglio ancora se tutti e due contemporaneamente e unitamente ad una donazione alla Chiesa (non alla setta conciliare) di tutti i beni accumulati in vita alla maniera calvinista.

    • Z. says:

      OK, il punto 4) è bellissimo per come alterna il rigore dialettico e la salace imprecazione.

      Resta un dubbio: quando dovrò fare testamento, quale CF dovrò indicare per essere sicuro che sia la Chiesa propriamente detta a ricevere la massa relitta dopo la morte della mia carcassa derelitta?

  23. Moi says:

    @ LISA

    I colori di capelli “assurdi” (ma c’è chi può accusarci di clericofascismo per questo aggettivo …) tipo rosa, verde, blu, ecc … credo che derivi dagli anime Giapponesi, con gli Anni ’90 divenuti popolari anche in USA, anche se NON retroattivamente … a parte Dragonball e Ken Il Guerriero.

  24. Grog says:

    Menare i crucchi già da bambini è opera altamente meritoria, complimenti per la tua gentile (si fa per dire) pargola terribilis!
    Il bambino crucco (ammesso che i crucchi possano essere bambini) invocava dolcemente (ah ah ) la mamma?! Muttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Gli unici bambini crucchi simpatici erano e sono Bibì e Bibò.

  25. Moi says:

    @LISA

    https://www.youtube.com/watch?v=hqHU3bactFY

    Diego Fusaro sul Darwin strumentalizzato dal TurboLiberismo (di cui l’ esecrando PD è stato ed è tutt’ora il massimo strumento in Italia) …

    4 minuti e mezzo … ma molto densi !

  26. Moi says:

    Bèrghem :

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_dicembre_23/monumento-donizetti-provocazione-scritta-velo-islamico-bergamo-463c2892-c8f3-11e6-bac6-8c33946b31a6.shtml

    Monumento a Donizetti,
    la provocazione: scritta e velo islamico

    Sul monumento vicino al teatro il cartello con la scritta «Islam in Europa 2050», sulla statua della «musa della poesia lirica» un velo nero, come quello delle donne musulmane

  27. Mario says:

    Islam in Europa 2050

    Non hanno calcolato che, secondo i miei calcoli, il mondo finirà molto prima; forse addirittura il prossimo anno, anche se non so di preciso quando. Per non parlare di quanti e quali mondi ogni giorno si dissolvono, come la neve di Thule al pallido sole dei vinti.

    • Mario says:

      Resta un dubbio: quando dovrò fare testamento, quale CF dovrò indicare per essere sicuro che sia la Chiesa propriamente detta a ricevere la massa relitta dopo la morte della mia carcassa derelitta?

      Molto bene, lei è rettamente orientato; é però ben noto che di buone intenzioni è lastricata la strada verso il limbo (abolito da Ratzinger, per questo fulminato da anatema e ridotto ad una emerita larva). Ordunque, sia sufficiente che si indichi nella causale dell’atto notorio (in bella calligrafia, possibilmente con stilografica tridentina che attesti anche una forma di caritatevole disprezzo verso le abominevoli prassi degli uomini sessuali): “Pro sede vacante iuridica circa delicta privata”, il che, lei obietterà, si riferisce ad un ente giuridicamente eclissatosi almeno dall’8 dicembre 1965, ma ancora ontologicamente sussistente nella pienezza dell’Essere, da cui promana l’essenza (perfezionamento dell’aristotelismo da parte della dottrina classica, per la puttana maledetta). Pure, che l’Essere preceda l’essenza costituisce teoresi provvidenzialmente dogmatizzata, con caratteri di piombo fuso, da S. Pio X (cf. 24 tesi tomiste, Rev.mo Padre Mattiussi). E’ altrettanto evidente che i delitti privati ineriscono principalmente al fatto di esser nati, e quindi di esistere; essi saranno pienamente mondati quanto alla colpa ed alla pena per il tramite di questo atto puro, e da un punto di vista notarile e da quello metafisico. Il relitto del miserabile corpo subessenziale, derelitto ma non subiecto alle sette concupiscenze ed ai tre inverni di un anno bisessuale, sarà così al tempo stesso causa del delitto e suo sovraessenziale mezzo di giustificazione (fede e opere, etiamsi contra Lund). Etiamsi omnes, ego non!

  28. Moi says:

    @ MIGUEL / TUTTI

    La vulgata, fomentata anche dagli avversari, ha sempre voluto presentare il Generale ( Enrique Gorostieta Velarde, ndr) come un ateo mercenario. A me questa immagine, in realtà, non ha mai convinto. Ora abbiamo le prove che non era così.

    http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2016/12/22/storie/una-lettera-damore-del-generale-gorostieta

  29. mirkhond says:

    Sempre dal sito di Gianfranco Amato:

    http://gianfrancoamato.it/lultimo-natale-di-george/

  30. Grog says:

    AVVISO E’ IN CORSO UNA TERRIBILE PANDEMIA IN LAZIO
    Le autorità regionali ne nascondono accuratamente l’origine spacciandola per una volgare epidemia di meningite di cui recentemente sarebbe morta una povera maestra di cui gli allievi sono stati successivamente sottoposti
    A INUTILI TERAPIE ANTIBIOTICHE prescritte
    DOLOSAMENTE DALLA REGIONE LAZIO
    che è invece perfettamente a conoscenza delle vere
    CAUSE DELLA PANDEMIA.
    La povera maestra, brava insegnante di acuta intelligenza e con ottimo rapporto con gli allievi, è stata in realtà colpita da una
    PIDDITE CEREBRALE ACUTA
    dopo essere venuta accidentalmente in contatto con PIDDINI PORTATORI DEL MORBO nell’ufficio scolastico provinciale (ex provinciale).
    IL RIMEDIO E’ COSPARGERE LE STRADE DI GRASSO DI PIDDINO PER MITRIDIZZARE LA POPOLAZIONE
    a tal fine andranno
    BOLLITI VIVI TUTTI I PIDDINI GRASSI E/O GRASSOTELLI IN APPOSITI PENTOLONI OPPORTUNAMENTE GESTITI DA IMMIGRATI AFRICANI O PAPUASI CON LA PLATEALE DIMOSTRAZIONE DELL’UTILITA’ DEL POLITICAMENTE CORRETTO PER FARE FELICE LA BOLDRINSKAYA.
    Grog! Grog! Grog!

    • Moi says:

      @ HABS

      https://www.youtube.com/watch?v=rHQ9ZKU_PjU

      Interessante questo un po’ sibillino ma altamente suggestivo commento :

      … “Quando finisce il comunismo i comunisti diventano musulmani.”
      [cit.]

      dico sul serio, cìè qualcosa di profondamente e inquietantemente vero sul fatto che, in fin dei conti, il CattoComunismo si rende simile all’ Islam nella misura in cui lascia indietro la dimensione individuale dell’ esistenza.

      —–

      Ma purtroppo “altrove” 😉 la gente conosce solo la Dialettica del Pappappero Vs SpecchioRiflesso 😉 !

      • habsburgicus says:

        😀

      • Moi says:

        Sì, ma … che ne pensate dell’ assunto “Quando finisce il comunismo i comunisti diventano musulmani.” ?

        Ovviamente si intende “Musulmani” come mentalità profonda … NON le stronzate tipo con quale piede piede scendere dal letto o con quale mano “tirar giù l’alampo della fessa delle braghe” al cesso e con quale tirar fuori l’ uccello …

        anche se, a dirla tutta come quivi è d’uopo, da qualche parte ho letto che il Profeta invitasse i Musulmani maschietti 😉 alla minzione (come dicono i vigili urbani 😉 ) accovacciata come le donne … donde il “cesso alla Turca”.

        • Z. says:

          Moi,

          secondo me chi come me e te è profondamente secolarizzato dovrebbe riflettere che non tutti sono cresciuti in una cultura distante dal sentimento religioso.

          Certo, per te e per me può sembrare strano che islam e giudaismo disciplino cosa si deve fare prima di pregare, come ci si deve lavare e cose così. Ma per quanto strano ci possa sembrare così è, e dobbiamo accettarlo.

          E dobbiamo accettare che per molti giudei e musulmani si tratta verosimilmente di cose che incidono di più, nella loro vita quotidiana, di un autobus che esplode a Tel Aviv o di un condomino bombardato a Gaza.

          Anche tu come me sei novecentoso e ateo, e anch’io come te mi sento spettatore distante del fenomeno religioso. Ma questo non mi esime dal prenderne atto e dal considerarlo. E non esime, miseriaccia, neppure te 🙂

          • Per Z

            “E dobbiamo accettare che per molti giudei e musulmani si tratta verosimilmente di cose che incidono di più, nella loro vita quotidiana, di un autobus che esplode a Tel Aviv o di un condomino bombardato a Gaza.”

            Infatti, perché sono cose che riguardano direttamente il credente: come si veste, come mangia, cosa sogna. Il resto è “politica” ed è cosa assai remota per la grande maggioranza dei musulmani.

        • Z. says:

          Detto questo, molti comunisti con idee radicali che una volta cessato di credere comunismo hanno abbracciato con fervore radicale altre cause.

          A volte l’ecologismo, altre volte l’islam, altre ancora i propri interessi economici e personali.

          Il tratto comune tra queste persone e le loro esperienze mi sembra il fanatismo piuttosto che il comunismo o altro. Si ricorda Santayana per quella noiosa frase sul passato che se lo scordi sei condannato a ripeterlo, ma c’è una sua citazione che secondo me è di gran lunga più interessante:

          Fanaticism consists in redoubling your efforts when you have forgotten your aim.

          (per il pigrissimo duo barese, una brutta traduzione: Il fanatismo consiste nel raddoppiare gli sforzi quando ci si è dimenticati l’obiettivo.)

          • Per Z

            “Il tratto comune tra queste persone e le loro esperienze mi sembra il fanatismo piuttosto che il comunismo o altro. Si ricorda Santayana per quella noiosa frase sul passato che se lo scordi sei condannato a ripeterlo, ma c’è una sua citazione che secondo me è di gran lunga più interessante:

            Fanaticism consists in redoubling your efforts when you have forgotten your aim.”

            Riflessione interessante.

            Ho qualche problema con la definizione di “comunista”, che per me vuol dire soprattutto qualcuno cresciuto nel Grande Partito. E quindi piuttosto lontano dai sessantottini e affini; e molto “italiano” nei modi, per cui è poco tentato da cose esotiche (tipo appunto ecologismo o islam).

            Nel Grande Partito ci metto anche chi magari sognava di creare il contropartito, come certi marxisti-leninisti-maoisti, gli attuali militanti del “nuovo partito comunista clandestino”: gente che comunque ha sempre come riferimento un mondo di “acciaio” di operai, di masse, di persone “semplici e normali”, quindi niente canne, tattuaggi, genderate, sbandamenti religiosi; dove i più “strani” sono chimici e ingegneri, non certo filosofi e altri perditempo.

            Però concordo, la tua riflessione è molto interessante e tocca un elemento fondamentale del carattere umano.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              ma i comunisti della generazione di D’Alema, Veltroni, Vendola, ecc. ecc., che sono diventati tutti, quasi senza eccezioni, sostenitori dei diritti individuali nella declinazione politicamente corretta e sostenitori del mercato, come li etichetti politicamente (si possono avere tante riserve verso le etichette, ma bisogna pur usare dei nomi per poter comunicare e intendersi)?

              • Per Peucezio

                “ma i comunisti della generazione di D’Alema, Veltroni, Vendola, ecc. ecc.,”

                C’è un confine sottile tra diverse realtà spesso sovrapposte:

                1) i funzionari dell’enorme apparato partitico-sindacale-amministrativo-cooperativo

                2) quelli che si consideravano soggettivamente comunisti, che sono sostanzialmente la tipologia che descrivo io

                3) gli intellettuali, giornalisti, registi eccetera che lavoravano in qualche modo sotto la protezione del grande partito.

                I primi si sono fusi con diversi altri (soprattutto cattolici, ma anche liberali) nel PD; moltissimi sono stati fatti fuori nel corso di questo processo, a cui sono sopravvissuti i Poletti. Più che ai “diritti individuali” o al “mercato” credono a sopravvivere, a coniugare committenti ricchi ed elettori poveri, a dire le cose giuste al momento giusto e a non alimentare conflitti.

                I secondi sono essenzialmente la tipologia che ho descritto io.

                I terzi, per quello che ancora contano, sono spesso della tipologia che dici tu.

                Poi giustamente, tutto sta a capirsi, io preferisco dire “di sinistra” per indicare il terzo tipo, tu preferisci chiamarli con un nome che la maggior parte di loro non ha mai usato, cioè “comunisti”.

        • Per Moi

          “Ovviamente si intende “Musulmani” come mentalità profonda … NON le stronzate tipo con quale piede piede scendere dal letto ”

          Non ho capito: di solito, più è profonda la mentalità islamica, più stanno attenti esattamente alle cose che dici tu (ah, confermo l’ottima usanza di fare la pipì accovacciati, tra l’altro utilissima per chi porta ampia gallabeya e si trova con improvvisa esigenza in luogo aperto al pubblico).

          • Moi says:

            @ MIGUEL

            Mi pare che Sherif ElSebaie scrisse qualche volta qualcosa del tipo che l’ Islam di quale piede usare per scendere dal letto sarebbe “una roba da ignoranti” (che accomuna realtà dei Fanatici e immaginario degli “Islamofobi” …) perché il vero Islam è un sistema filosofico-spirituale meditativo per cogliere l’ essenza delle cose in una visione che riconduca ogni dettaglio al tutto.

            C’era una specie di giornalista che diceva una roba tipo ” ‘sto branco di dementi fanatici vuol distruggere il mondo se tutti non fanno le loro stesse inutili cazzate maniacali nella vita quotidiana” … lui però ribatteva che quella è la “umma ignorante”, mentre quella vera si comporrebbe di raffinati intellettuali (come lui).

            Più o meno …

            • Per Moi

              “lui però ribatteva che quella è la “umma ignorante”, mentre quella vera si comporrebbe di raffinati intellettuali (come lui).”

              Poniamo che l’Islam sia “la religione vera”.

              L’unico giudice, in quel caso, sarebbe l’Onnipotente che in ogni istante crea il mondo (al-Ghazzali).

              La domanda da porsi non è, cosa è “più bello”, “più saggio”, “più coerente”, più “morale” o “più spirituale”.

              La domanda da porsi – se vogliamo essere dei “muslimun”, dei “sottomessi” – è, cosa vuole Lui, l’Incomprensibile, da noi?

              Il problema è che lo sa solo Lui, e alla fine ci tratterà come vorrà Lui, non come parepiace a noi.

            • PinoMamet says:

              Moi

              rispondo più dalla prospettiva ebraica che da quella musulmana, ma credo che poco cambi.

              Tu sei fissato con questa cosa che lavarsi le mani in un modo o in un altro, scendere dal letto con un piede o con l’altro, siano “cazzate maniacali” e che la religione dovrebbe occuparsi di altro.

              Ma la “religione” ebraica o islamica non è qualcos’altro:
              è esattamente queste cose
              (nell’Ebraismo si chiamano mitzvòt 😉 ), poi, in più, se uno ha voglia o è particolarmente portato o interessato, c’è anche la speculazione filosofica, teologica o morale.

              Ora possono anche sembrare cazzate maniacali;
              esattamente come all’aborigeno australiano finito in Inghilterra nel XIX secolo sarebbe sembrata una “cazzata maniacale” mettersi le scarpe e le mutande…
              e all’inglese sembrava una “cazzata maniacale” invece… boh, qualunque altro stile di vita avesse avuto l’aborigeno.

              Ora tu dici “ma la religione non dovrebbe occuparsi di come mettersi le scarpe”, e questo perché tu hai in testa una religione…

            • Z. says:

              Grazie rabbi. Era esattamente quel che volevo scrivere.

              E che avrei scritto, se avessi avuto le tue competenze 😀

  31. Roberto says:

    Comunque se il tipo del filmato invece di suicidarsi viene a trovarmi potrei fargli conoscere qualche ragazza carina ed offrirgli del vino buono….

    • Peucezio says:

      Vale solo per gli aspiranti suicidi…? 😉

    • per roberto

      “Comunque se il tipo del filmato invece di suicidarsi viene a trovarmi potrei fargli conoscere qualche ragazza carina ed offrirgli del vino buono….”

      Adesso gli vado a dire che c’è un eurocrate pronto a invitarlo al parlamento europeo.

      Si potrebbe omettere la perquisizione all’ingresso?

      • Mauricius Tarvisii says:

        😀

      • Roberto says:

        Scusa ma io vengo perquisito ogni volta che entro al parlamento, perché il mio amico aspirante suicida no?

        • Per roberto

          “Scusa ma io vengo perquisito ogni volta che entro al parlamento, perché il mio amico aspirante suicida no?”

          provo a dirglielo al mio amico siriano. Temo che ti risparmierai un po’ di buon vino.

        • Roberto says:

          La discussione è divertentemente assurda, ma mi sfugge il punto della perquisizione: è islamicamente vietata? Perché in genere per farla franca basta non portarsi dietro armi ed esplosivi (ci vado una volta a settimana da vari anni e non ho mai visto siriani lasciati fuori alla porta…co sto freddo poi…)

          • Per roberto

            ” Perché in genere per farla franca basta non portarsi dietro armi ed esplosivi”

            Ma credo che il nostro amico ci terrebbe a portarsi dietro armi ed esplosivi. Aumenterebbe molto il suo interesse alla visita al parlamento europeo (in realtà la discussione è fuori luogo, perché credo che il ragazzo sia di al-Qaeda, e al-Qaeda in Siria evita rigorosamente di alienarsi le simpatie occidentali).

      • Roberto says:

        La cosa che mi fa strano è che vuole morire perché in paradiso c’è alcol e figa, dai amico vai a Firenze alle feste erasmus che un’americana ubriaca la rimorchi di sicuro!

  32. Ancora sull’Islam…

    su un taxi, ad Alessandria d’Egitto, un signore con i baffi, la giacca e la cravatta mi dice…

    ana uriidu
    wa anta turiidu
    wa’Llaahu yaf’alu maa yuriidu

    Io voglio
    e tu vuoi
    e Dio fa ciò che vuole Lui

    Che mi sembra il perfetto riassunto dell’Islam dietro tutti i singoli Islam.

    • Peucezio says:

      E dire che tutto lo scopo delle pratiche religiose sarebbe proprio far fare a Dio quello che vuoi tu.
      In fondo la transustanziazione il prete la può produrre a suo piacimento ogni volta che vuole, né Dio può opporsi in alcun modo, ma deve transustanziarsi per forza, ex opere operato.
      Mi rafforzo nell’idea che i monoteismi abramitici (e il cristianesimo latino e orientale ovviamente NON lo sono) non siano religioni, ma al massimo concezioni del divino, collegate a qualche precetto etico.

      • mirkhond says:

        Una religione senza etica, che cosa sarebbe se non una serie di pratiche magiche.

      • Z. says:

        Terzo assioma di Zeta:

        “ovviamente” significa “enormità che non voglio, né sono in grado di argomentare” 😀

        • Peucezio says:

          Ora sei anche un teologo? 😛

          • Z. says:

            Perché, per rilevare l’abuso di “ovviamente” serve essere teologi? Gulp!

            • Peucezio says:

              Certo che serve!

            • Z. says:

              Beh, allora considerando quante volte viene usato – specie sul web, ma non solo – il termine “ovviamente” per dire “non so come giustificare quel che sto per dire”…

              considerato questo, direi che l’Italia necessita disperatamente di teologi 😀

          • PinoMamet says:

            Peucè

            il cristianesimo, di qualunque varietà, è un monoteismo:
            adora un solo Dio;

            ed è abramitico:
            riconosce in Abramo il primo profeta e il primo “padre” della propria fede.

            Altre considerazioni sono sicuramente utili e interessanti, ma non perdiamo di vista la realtà dei fatti…

      • Mauricius Tarvisii says:

        La Transustanziazione, ovvero il sacrificio di Cristo, è eterno, dunque presente ogni volta che viene rivissuto. Il prete non è un mago o un santone.

        • Peucezio says:

          Dove sarebbe la consequenzialità logica della tua obiezione?
          Potere rigirarla come volete, resta il fatto che se il sacerdote validamente ordinato da un vescovo che ha la successione apostolica, ecc., ecc., pronuncia le giuste formule e fa i gesti appropriati, la transustanziazione si compie, altrimenti no.
          E questo sempre, in ogni angolo del mondo, da quando Cristo ha istituito l’Eucaristia.
          Cioè la materialità del rito può più di qualsiasi categoria morale, di fede, ecc.
          Se ti piace dire che tutto ciò è una cosa da maghi e da santoni, non ho nulla da obiettare, basta che, al di là dei nomi, ci intendiamo sul concetto. 😛

          • mirkhond says:

            Sei TU che la vedi e la trasformi in un rituale magico-pagano, perché a TE PIACE COSI’.
            Cosa che invece NON è.

          • PinoMamet says:

            Richiedo l’intervento di un teologo cattolico, ma…

            non credo che il sacerdote cristiano che decidesse di compiere la transustaziazione fuori dai requisiti minimi della liturgia, e/o per scopi non previsti da questa
            (l’unico che mi possa venire in mente, in effetti, è in ultima analisi la dissacrazione del rito)
            compierebbe un rito valido, cioè “trasformerebbe l’ostia in corpo di Cristo” a suo arbitrio.

            Il prete non è un mago, appunto.

            Diverso il caso del prete peccatore, che amministra il sacramento però per i giusti fini, all’interno della ltirugia.

            Lì la Chiesa- molto saggiamente- ha deciso che, visto che siamo comunque tutti peccatori, il rito “funziona” lo stesso.

            Lo trovo teologicamente più giusto (se siamo tutti peccatori…) e nella pratica più semplice, rispetto alle esagerazioni di certi gruppi proto-cristiani o gnostici che dividevano i fedeli in gruppi di più o meno “puri”.

            Ma è un altro discorso rispetto a dire che il prete compie la transustaziazione a suo arbitrio!

            • Peucezio says:

              Pino”non credo che il sacerdote cristiano che decidesse di compiere la transustaziazione fuori dai requisiti minimi della liturgia, e/o per scopi non previsti da questa
              (l’unico che mi possa venire in mente, in effetti, è in ultima analisi la dissacrazione del rito)
              compierebbe un rito valido, cioè “trasformerebbe l’ostia in corpo di Cristo” a suo arbitrio.”

              Certo.
              Ci vuole la materia (il rito) e la forma (l’intenzione, cioè il voler fare quello che fa la Chiesa).
              Se un sacerdote validamente ordinato compisse gli stessi gesti e pronunciasse le stesse formule con l’intento di fare una parodia o una finzione, la transustanziazione non si compirebbe.

              Però l’arbitrio rimane: purché l’intento sia quello di compiere il sacramento dell’Eucaristia e di rinnovare il sacrificio di Cristo, il prete non ha limiti nel potere di compierlo, anche a suo totale capriccio.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non è arbitrio, è fede nell’eternità del sacramento. È perpetuazione di qualcosa che esiste a prescindere dalla sua perpetuazione, non una cosa nuova.

            • Peucezio says:

              No, scusa, non ci intendiamo.
              Una facoltà può essere perpetua, ma il suo esercizio è puntuale, ha una collocazione nel tempo.
              Se do luogo alla transustanziazione alle 11,45 della mattina, vi do luogo in quel momento, non prima e non dopo.

  33. Roberto says:

    “Fanaticism consists in redoubling your efforts when you have forgotten your aim”

    Interessante

  34. mirkhond says:

    “Mi rafforzo nell’idea che i monoteismi abramitici (e il cristianesimo latino e orientale ovviamente NON lo sono)”

    Non sono nemmeno delle idolatrie politeiste.

  35. mirkhond says:

    “In fondo la transustanziazione il prete la può produrre a suo piacimento ogni volta che vuole, né Dio può opporsi in alcun modo, ma deve transustanziarsi per forza, ex opere operato.”

    Dio non è un burattino a nostro servizio.
    La Transustanziazione vuol dire che Dio Si Rende ACCESSIBILE all’uomo, ma non è lo schiavo celeste che deve assecondare ogni capriccio umano.
    La tua è una visione pagana di Dio, e dunque falsa.

    • Peucezio says:

      Se non fossi accecato dalla volontà di fare polemica, sapresti che ho ragione.
      La transustanziazione avviene grazie al rito anche del sacerdote indegno, eretico, scismatico (infatti per la Chiesa Cattolica è valida quella degli ortodossi), quindi è oggettivamente assoggettata all’arbitrio di chi amministra il sacramento.
      Poi puoi interpretare la cosa come vuoi, ma il fatto è questo.

      Comunque hai una sensibilità totalmente in linea con la modernità: quest’idea per cui la religione serve ad appagare le ansie esistenziali di un uomo moderno, problematico; che è una sorta di medicina per la nevrosi e le insicurezze degli uomini d’oggi. Ma per questi scopi tanto vale andare dallo psicologo.
      Tu racconti di un mondo di coscienza individuale, di sentimento morale soggettivo, di disagio esistenziale.
      La religione è tutt’altra cosa, è certezza; il sacro fa parte di un mondo oggettivo di poteri intrinseci alle cose e al mondo, non è una dottrina filosofica per spiriti inquieti che hanno perso ogni radicamento e hanno bisogno di una specie di scialuppa, di ancora di salvezza in un mare in tempesta.
      La religiosità soggettivista e razionalista come la intendi tu (cioè come la intende il 99% degli uomini occidentali) è una finta medicina, perché perpetua le stesse logiche di alienazione che pretenderebbe di curare. E allo stesso tempo non ha nemmeno l’efficacia dei mezzi che la modernità ha creato per gestire gli scompensi che crea.

      • Mauricius Tarvisii says:

        L’arbitrio non c’entra veramente nulla.

        • Peucezio says:

          Chiamalo come cavolo ti pare 🙂

          • PinoMamet says:

            Peucè, questa cosa dell’arbitrio del prete davvero nun se po’ sentì 😉

            Scendiamo con i piedi sulla terra: tutto l'”arbitrio” che è concesso al prete consiste nello scegliere l’orario della messa.

  36. mirkhond says:

    Stai a fare tanta filosofia :), per non accettare che la Transustanziazione NON è un rito magico-pagano.

  37. mirkhond says:

    “La religione è tutt’altra cosa, è certezza; il sacro fa parte di un mondo oggettivo di poteri intrinseci alle cose e al mondo, non è una dottrina filosofica per spiriti inquieti che hanno perso ogni radicamento e hanno bisogno di una specie di scialuppa, di ancora di salvezza in un mare in tempesta.”

    Di quale religione stiamo parlando?

    Cristo é presente nel Creato, ma ne E’ anche OLTRE, visto che da LUI tutto deriva.

  38. mirkhond says:

    “La transustanziazione avviene grazie al rito anche del sacerdote indegno, eretico, scismatico (infatti per la Chiesa Cattolica è valida quella degli ortodossi), quindi è oggettivamente assoggettata all’arbitrio di chi amministra il sacramento.”

    Non l’ho mai negato.
    Solo che non c’entra niente col la ritualità magica da cui sei così attratto.
    E’ Dio che da valore alla Transustanziazione anche se compiuta da un prete indegno o eretico, non il contrario.

    • Peucezio says:

      Veramente io ho detto un’altra cosa.
      Ho detto che un Dio che fa quello che gli pare, del tutto indipendentemente dalle volontà e dai desideri degli uomini (siamo partiti dalla frasetta del mussulmano citata da Miguel) non è un Dio su cui si può fondare un culto religioso, è un po’ come il Grande Orologiaio illuminista.
      Perché scopo della religione è proprio l’interazione col divino, la propiziazione, come si diceva una volta anche in ambito cattolico.
      Cioè la religione altro non è che un insieme di tecniche e di pratiche per creare un’interazione fra il mondo umano e naturale e quello divino e sovrannaturale.
      E ho fatto l’esempio della transustanziazione, che è un caso estremo, perché la volontà divina è vincolata meccanicamente al rito: cioè non chiedi soltanto, ma ottieni per il fatto stesso di eseguirlo.

      Tu ne hai fatto l’occasione per la solita polemica sul paganesimo, ma per me paganesimo non vuol dir nulla: per me lo schema è semplice:
      religiosità – mondo della tradizione pervaso dal sacro
      ateismo, materialismo, razionalismo – mondo moderno dell’uomo individualista e secolarizzato.
      Nella misura in cui il cristianesimo esprime il primo aspetto, è una religione, nella misura in cui esprime il secondo è una dottrina umana e laica.
      E ho parlato di monoteismi abramitici, perché paradossalmente l’aspetto desacralizzato e materialista lo vedo più nelle origini (e in tutti quegli sviluppi che recuperano le origini) che negli sviluppi storici.
      Tutto qui.

  39. mirkhond says:

    “Comunque hai una sensibilità totalmente in linea con la modernità”:

    Anche tu, visto che ti piacciono le donne troie e (s)vestite da troie, così IN LINEA con l’occidente globalizzatore di oggi.
    E diciamolo una volta per tutte:

    NESSUNO è mai totalmente reazionario o progressista. In realtà queste due condizioni esistenziali dell’uomo, coesistono in una stessa persona, con varianti di gradualità, ora verso un pensiero più conservatore, ora più progressista.
    Tra il bianco e il nero, esiste un’ampia zona grigia.

    • Peucezio says:

      Mah, sai, il rapporto con la corporeità e la nudità è una cosa complessa, comunque il disciplinare, coprire, reprimere la corporeità e la sessualità è un portato dell’illuminismo.
      Oggi la globalizzazione va nel senso dell’imporre
      1) il femminismo,
      2) l’islamismo internazionale,
      che sono due varianti della stessa ideologia sessuofoba:
      le femministe isteriche che dicono che non si deve esibire la bellezza femminile perché la donna diventa oggetto; le miniranze islamiche che con l’immigrazione si diffondono in ogni angolo del mondo, che vogliono coprire e velare le donne.

      Il mondo della tradizione ha i tabù, non ha mai praticato l’anarchia sessuale, ma non è mai stato neanche sessuofobo e soprattutto non ha mai mortificato la corporeità.
      Ti consiglierei, da profano (non pretendo di accreditarmi come esperto di questi autori) di leggere qualcosa di Foucault, di Reich o di Lowen.
      Io addirittura oserei dire, e in questo secondo me c’è la profonda intuizione di Reich (poi lui era un ebreo, tirava in mezzo il fascismo, ecc.), che il potere di disciplinamento del mondo da parte dell’uomo moderno viene proprio, ed è subordinato, dal suo disciplinamento della corporeità (la medicina, gli ospedali, il pudore borghese, la repressione dell’espressività corporea così vitale e ricca nel mondo premoderno) e della sessualità.
      In effetti il controllo violento sulla natura, che genera tutti i guasti che lamenta anche il nostro Miguel, ha come presupposto il controllo sulla naturalità umana e ne è l’oggettivazione esterna, la proiezione nel mondo.

      Che poi nella nudità consumistica di oggi si perda moltissimo di tale naturalezza ed espressività e a una vera sensualità naturale si sostituisca una sessualità di plastica, te lo riconosco in pieno. Ma è l’altra faccia della medaglia del velo islamico o della sessuofobia femminista e borghese, così come la società ultrapermissiva del “Mondo nuovo” di Huxley è l’altra faccia di quella dittatoriale violenta di “1984” di Orwell.

    • Peucezio says:

      Per inciso, che l’islamizzazione del mondo rientri in un progetto che non è affatto in conflitto con l’occidentalizzazione e col potere occidentale è dimostrato dal fatto che le élite e le classi dirigenti dell’Occidente sono immigrazioniste e fanaticamente antirazziste, per cui c’impongono non solo l’immigrazione di milioni di islamici, ma anche il totale cedimento alla loro cultura, in nome della tolleranza e del multiculturalismo (perché è un dato di fatto: fra le minoranze islamiche sono le uniche a imporre dei modelli sociali e culturali: cosa impongono i sudamericani o i filippini??).
      Se in Occidente il potere non volesse l’sialmizzazione, predicherebbe o la chiusura delle frontiere o un assimilazionismo violento, invece predica costantemente e ossessivamente il contrario.

      • PinoMamet says:

        Non mi sembra una grande prova, Peucè, semmai un indizio.

        Presto smentito: al mondo non solo esiste, ma direi quasi che regna l’incoerenza.

        Inoltre le famose elite che ci governano, ammesso che gli si possa ascrivere un “piano” unico, non è detto che seguano quello che hai in testa tu.

        Piuttosto di pensare al “potere occidentale che vuole imporre il relativismo e la fine dei valori ma anche l’islamizzazione e l’imposizione dei valori islamici”

        è più pratico e semplice pensare che esiste, ed è forse maggioritaria presso chi conta, una corrente di pensiero indirizzata alla tolleranza, compresa quella religiosa, compreso l’Islam.

        • Peucezio says:

          Pino,
          in effetti mi sono espresso male.
          Non penso che la Boldrini voglia davvero vivere sotto la Sharia e le sue azioni siano volte a quello scopo.
          Penso che esistono meccanismi inconsci.
          La concezione repressiva e antiumana della vita e del sesso propugnata dalle femministe e dai progressisti si trova in oggettiva sintonia con la sessuofobia e in generale con lo spirito repressivo islamico e a qualche livello le élite progressiste occidentali questa sintonia la avvertono.
          O comunque, se anche non la avvertono soggettivamente, sono due tendenze che, oggettivamente, cospirano nella stessa direzione, sono espressione di una stessa tendenza, di uno stesso clima culturale mondiale.
          Il complottismo spesso non è negli uomini, è nelle cose. Nel banale senso che ogni epoca ha uno Zeitgeist.

          • Peucezio says:

            Poi può anche succedere che ci siano alcuni decisori o “illuminati” che certi pensieri li fanno davvero.
            Insomma, che la politica estera dell’Occidente, soprattutto quello a guida progressista (Obama, Clinton) sia stata fortemente sbilanciata in senso sunnita, in particolare dell’asse integralista egemonizzato da Sauditi e monarchie del golfo (ma anche i Balcani insegnano) mi sembra un dato evidente.

          • Per Peucezio

            “La concezione repressiva e antiumana della vita e del sesso propugnata dalle femministe e dai progressisti si trova in oggettiva sintonia con la sessuofobia e in generale con lo spirito repressivo islamico e a qualche livello le élite progressiste occidentali questa sintonia la avvertono.”

            Mi sembra un’arrampicata speculare di quelle notevoli.

            1) Idea liberale: esistono atomi vaganti nello spazio, tutti “adulti”, “razionali”, ma privi di ogni altra qualità (tra cui il sesso), che meno interagiscono meglio è (e se lo fanno, lo devono fare in maniera “consenziente” e con meno complicazioni possibili)

            2) Idea islamica: Dio crea il maschio e la femmina, carichi entrambi di tremende tensioni e diversità, con un sacco di tabù che rendono questa tensione ancora più dinamica, attorno al massimo dono che Dio dispensa al mondo, che è il sesso, la cosa che più avvicina l’essere umano alla percezione del Paradiso

            3) Cattolici: purtroppo tocca cedere spazio alle debolezze umane, ma meno si fa sesso meglio è

            • Z. says:

              Devi vedere il tutto in un’ottica diversa, che potremmo chiamare “neofranchista”.

              Per Franco tutto il male del mondo moderno veniva da ebrei, socialisti e massoni, che per lui erano sostanzialmente la stessa cosa.

              Allo stesso modo, lo si può attribuire a liberali, femministe e musulmani, e trovare qualche collegamento di sorta.

              Datemi un foglio di carta, una penna e mezz’ora e vi argomento la qualsiasi…

            • Peucezio says:

              Miguel,
              forse storicamente è vero.
              Oggettivamente però oggi la sessuofobia islamica si sposa perfettamente con quella liberal-puritana.
              Dai, che ci sia un atteggiamento repressivo verso il sesso che negli anni ’70 non c’era è piuttosto percepibile.
              Inoltre il liberalismo non è un blocco unico: è diverso quello illuminista da quello ottocentesco colorato di nazionalismo, da quello, chessò, crociano della prima metà del Novecento, dal libertarismo anni ’70 dal liberalismo politicamente corretto e sessuofobo antiberlusconiano di oggi.
              Che un certo normativismo e un atteggiamento generalmente repressivo dia un po’ il segno a questi anni, mi sembra abbastanza evidente e non c’è dubbio che il normativismo sia un tratto delle religioni semitiche, in particolare nel puritanesimo, nell’ebraismo e nell’Islam, mentre non è certo un tratto caratterizzante, per dire, del buddismo, o dei cristiani ortodossi.
              Le cose poi non sono quello che sono in assoluto, sono quello che sono nel loro contesto storico.

              Lo stesso atteggiamento verso la libertà di parola è molto indicativo: tu dai riferimento a un liberalismo astratto e universale, ma le leggi antirevisioniste e più in generale l’isteria politicamente corretta che costringe ad essere terrorizzati ogni volta che si parla di qualsiasi cosa non sono in sé tratti caratterizzanti del liberalismo, ma di una fase regressiva e autoritaria del liberalismo anni ‘2000.

              Davvero mi sorprende come tu sembri non cogliere come la repressione sia un aspetto caratterizzante di questi anni.

              • Per Peucezio

                “Davvero mi sorprende come tu sembri non cogliere come la repressione sia un aspetto caratterizzante di questi anni.”

                Non lo nego affatto.

                E’ che le motivazioni sono totalmente diverse da quelle dell’Islam.

                Poi tutto si può collegare a qualunque altra cosa: i nazionalisti ucraini sono un po’ filonazisti, il governo americano appoggia i nazionalisti ucraini, quindi Obama è oggettivamente un neonazista. Ma sono forzature.

            • Peucezio says:

              Tra l’altro questo è un aspetto fondamentale della contemporaneità che gli ottimisti come Z. e Roberto non colgono.
              Cioè a sentire loro siamo tutti amici, basta che non ci pestiamo i calli, i poveri omosessuali non danno fastidio a nessuno e se si sposano, che male fanno, le religioni possono convivere purché nessuno pretenda di imporre nulla agli altri, ecc., il tutto in un’armonia che ai vecchi reazionari come me, Mirkhond e Habsburgicus può non piacere, ma raccontato così sembra, se non nell’esito, negli intenti, un mondo pacificato dove tutti vanno d’amore e d’accordo.

              Ma in tutto ciò non si coglie un aspetto decisivo: il tono intimidatorio che il politicamente corretto esprime, che va molto al di là dell’esigenza del rispetto e instaura un clima di terrore.

              In questo senso insisto che la cifra di questi anni non è la libertà, ma il terrore repressivo, la compressione degli spazi di libertà.

            • Z. says:

              Peucè,

              chi ti ha detto che sono ottimista?

            • Peucezio says:

              Miguel,
              non so che dirti, percezioni diverse.
              Davvero non senti come l’Islam sia attuale come non mai?
              Chi se lo cagava negli anni ’70?
              Evidentemente un nesso c’è e non è solo contingente e casuale.
              C’è una temperie nella quale l’Islam ci sta perfettamente. Qualche decennio fa non era così.
              Nell’VIII secolo d.C. invece, in un contesto diversissimo, era così.
              Poi è chiaro che ogni fenomeno ha una sua storia e l’Islam non è riducibile al ruolo che può assumere in questo frangente storico.
              Ma la storia è una continua rifunzionalizzazione di tutto e non ci sono essenze pure.

            • Peucezio says:

              Z.,
              non sei ottimista nella misura in cui il mondo non è ancora riducibile all’ideologia dominante in Occidente e nella misura in cui quest’ideologia non è che sia in grado di risolvere proprio tutto.
              Ma resta il fatto che per te e Roberto quest’ideologia serve a creare un maggiore rispetto reciproco fra gli uomini (il che negli intendimenti di alcuni sarà anche così; sicuramente voi ci credete in buona fede), ma non ne cogliete il lato intimidatorio e violento.

            • PinoMamet says:

              “Davvero non senti come l’Islam sia attuale come non mai?”

              Mmm no.

              Davvero: non è particolarmente attuale. Semmai è di moda, cioè, è di moda parlarne.

              E questo per motivi storici, politici ed economici, in ultima analisi, non per qualche qualità intrinseca dell’Islam che lo renda particolarmente moderno.

              • Per Peucezio

                “Davvero non senti come l’Islam sia attuale come non mai?
                Chi se lo cagava negli anni ’70?
                Evidentemente un nesso c’è e non è solo contingente e casuale.”

                Cosa complessa…

                Con Pino Mamet, concordo nel dire che l’Islam è di moda perché… se ne parla. E se ne parla, perché è una delle due Grandi Minacce Mediatiche (l’altra è il Populismo).

                Un esempio… leggo che per la maggioranza degli europei, i principali problemi sono il terrorismo e l’immigrazione.

                Sull’immigrazione, capisco: è una realtà enorme dei nostri tempi e stiamo vedendo appena la punta dell’iceberg.

                Ma il “terrorismo” è nulla: è solo spettacolo mediatico: ogni giorno in Germania, dieci sconosciuti muoiono sotto i camion, l’altro giorno ne sono morti dodici, appena un microsbalzo statistico.

            • Peucezio says:

              C’è del vero.
              Dell’Islam si parla molto, il che non significa necessariamente un’influenza diretta dell’Islam su di noi.
              Però è una forma d’influenza anche quella, così come il terrorismo: il terrorismo non esiste: ci sono infinitamente più probabilità di morire d’incidente mettendosi in macchina che di terrorismo.
              Ma crea un clima. E il clima diventa qualcosa che segna il costume, la psicologia collettiva.

              Inoltre in prospettiva l’Islam sarà rilevantissimo, non foss’altro per un fatto demografico. E’ vero che saremo sommersi da tanti gruppi etnici di diverse religioni, ma, insomma, il rumeno e il cinese non hanno un’identità religiosa forte, gl’islamici sì.

              Quanto al populismo, in questo momento è molto forte in effetti, anche se Z. crede che Trump sia una bufala (e lo è talmente tanto che Obama sta cercando in modo scomposto e maldestro di rompergli le uova nel paniere prima ancora che s’insedi, tanto teme una svolta politica totale).

              Miguel,
              alla fine sai qual è il punto secondo me?
              Che tu pensi che il mondo islamico faccia parte del fronte degli sconfitti dell’Occidente. Questo a mio modesto parere è un equivoco capitale.
              Non foss’altro perché per avere un vincitore e uno sconfitto devi avere due soggetti diversi, mentre la storia del mondo islamico è strettissimamente legata, fin dalle origini, a quella dell’Occidente.
              Ma anche immaginandole come realtà distinte, il mondo islamico non è mai stato l’avversario dell’Occidente. Anche perché poi bisognerebbe stabilire quale mondo islamico, visto che è talmente conflittuale al suo interno che, se ti allei con uno, automaticamente risulti ostile all’altro.

              O forse vedi l’Islam come un’alterità rispetto all’Occidente.
              E non capirò mai su cosa basi tale percezione.

              • Per Peucezio

                “O forse vedi l’Islam come un’alterità rispetto all’Occidente.
                E non capirò mai su cosa basi tale percezione.”

                Diciamo che ho cominciato a studiare l’arabo a tredici anni, ho letto una montagna di testi islamici e mi sono laureato in lingue orientali (arabo e persiano) e ho vissuto per un breve periodo in Egitto; e ho anche conosciuto personalmente molti esponenti islamici in Italia, e sento spesso le loro riflessioni e i loro sfoghi. E ogni volta che posso, mi fermo a fare due chiacchiere anche con i marocchini, senegalesi, egiziani o pakistani che mi capita di incontrare.

                L’alterità esiste, in questo tra gli “antislamici” devo dare più ragione a Moi o alla Fallaci che a te. Anche se tendo a vedere la cosa più dal punto di vista del povero sfigato di immigrato che ha paura che sua figlia venga avviata alla prostituzione gratuita di massa, che dal punto di vista degli occidentali che temono di essere “conquistati”.

                Poi concordo con te su diverse cose: che l’Islam sia un fenomeno urbano e non “nomade” o agricolo; che sia un’ideologia che si adatta molto bene a una borghesia che unisce moralismo, arricchimento, austerità, autodisciplina e carità; che quando si crede a “me da solo di fronte a Dio”, si possa diventare facilmente “scientisti”, perché la Natura smette di essere viva, è solo una “prova” dell’esistenza del Creatore – motivo per cui i musulmani nel Medioevo non avevano alcun problema con la scienza greca e non hanno oggi alcun problema con le tecnologie moderne (utlubuu al-‘ilma hatta al-Siin, “cercate la scienza fino in Cina”).

                Infine, se l’Occidente sta arrivando al punto culminante della propria autodistruzione/occaso, non esistono “sconfitti dell’Occidente”.

            • Z. says:

              Peucezio,

              sicuramente sono più vicino all’ideologia di robélux che non alla tua, ma in che modo questo mi renderebbe “ottimista”?

              Nel mondo attuale della post-verità, dove le teorie sulle scie chimiche e la gravitazione universale di Newton hanno lo stesso valore, dove lo Stato avalla cure-truffa come l’omeopatia e dove le elezioni si vincono con siti-spargibufale i cui server sono convenientemente piazzati all’estero, perché dovrei essere ottimista?

              Al massimo posso sperare che, forse, quando avrete finito di segare il ramo su cui siamo seduti, mi farò un po’ meno male di voi.

              Ma è davvero una consolazione da poco.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              in fondo sull’Islam credo diciamo le stesse cose (anche se tu in qualche modo ne senti il fascino, mi sembra, io no).
              Poi, per carità, ci sono differenze fra gli abitanti di Triggiano e quelli di Capurso, sarei pazzo a pensare che gli islamici siano uguali a noi.
              E comunque ovviamente tu li conosci un milione di volte meglio di me, su questo non ci piove.

              Z.,
              forse hai ragione, in effetti io ti definisco ottimista perché do per scontato che la tua visione del mondo abbia vinto, mentre non è affatto così: è quella vincente, ma in un mondo complesso in cui c’è molto altro e oltretutto in questo momento segna un po’ il passo.

              Però a me non premeva tanto il punto dell’ottimismo e del pessimismo, quanto il punto che la cosiddetta tolleranza dei progressisti è una forma di violenta dittatura culturale, non per i contenuti, ma per i toni e le modalità.
              Questo in Italia non lo avvertiamo molto: c’è una certa arroganza in certi ambienti progressisti, ma non si vive ancora nel terrore.
              Ma negli Stati Uniti il clima è molto diverso e lo stesso vale per la Francia, la Germania, l’Inghilterra.
              Questo è un dato di fatto con cui tu e Roberto dovreste confrontarvi, invece la mia impressione è che tendiate a eludere la questione.

            • Roberto says:

              Peucezio,
              Parlo per me, non eludo la questione ma semplicemente la vedo in modo diametralmente opposto.

              Detesto i fanatici di ogni tipo e non ho nessuna difficoltà a considerare un fanatico violento un preside che vieta il presepe o le canzoncine di Natale, né più né meno che un prefetto che vieta il burkini in spiaggia o un tizio che impedisce alla figlia di uscire senza il niqab….fino a quelli che pestano due finocchi che si tengono per mano per strada.

              Tendo invece a pensare che il vero progressista (rectius liberale) che lascia campare la gente come vuole, nel limite in cui non fa del male al prossimo suo, sia agli antipodi della violenza e della dittatura culturale.

              Temo però che il vero progressista/liberale abbia perso e sia in via di estinzione e su questo condivido il pessimismo di Z. Vincono quelli che vogliono imporre il loro modo di vita agli altri…

            • Peucezio says:

              Roberto,
              ma qui il problema non è chi vieta il presepe, sono i gendarmi del linguaggio e della cultura.
              Non si può certo sostenere che negli Stati Uniti il politicamente corretto sia proposto attraverso una persuasione “dolce”: c’è gente che viene moralmente e professionalmente linciata per una frase.
              In Germania arrestano i genitori che con qualche scusa fanno saltare ai figli delle ore di educazione di genere.
              In Francia gli intellettuali non conformi al pensiero progressista sono continuamente aggrediti in modo violento e volgare.
              Tutto ciò per esempio negli anni ’90 non accadeva in questa misura, eppure non c’era certo un regime o un orientamento culturale prevalente di tipo razzista o reazionario.
              Succedeva, in forme diverse, negli anni ’70 in Italia, secondo logiche più classicamente politiche e con una violenza ancora maggiore, che arrivava alla p38.
              L’impressione, al di là della concezione di società che si può avere, è che siamo in una fase regressiva di cupa violenza culturale, di confromismo ottuso e aggressivo, indipendentemente dal segno ideologico. Se fossimo in un momento di analogo violento conformismo in senso conservatore, io lo rileverei. Negli anni dopo l’11 settembre c’era senz’altro un antiislamismo serpeggiante che ha avuto anche toni indiscriminati e scomposti. Poi ha prodotto conseguenze pratiche nulle sul piano della messa in discussione della società multirazziale, come io avrei potuto auspicare, mentre ha fatto solo danni altrove, ma insomma, quell’atmosfera c’era.

            • Z. says:

              Peucezio,

              in effetti non riesco ad appassionarmi a queste asserite dispute culturali d’oltreoceano.

              Il che credo possa spiegarsi, almeno in parte, col fatto che non vivo oltreoceano. Le ubbie di casa nostra mi bastano e mi avanzano 🙂

            • Peucezio says:

              Guarda che casa nostra non conta più nulla, è la periferia del mondo. A me piacerebbe che non fosse così, ma è così.
              Se vuoi capire l’epoca in cui viviamo, non è all’Italia che devi guardare.
              E i fenomeni di cui parliamo non sono nati qui e analizzarli secondo logiche solo italiane non fa capire nulla.

              E comunque non è solo oltreoceano, è in tutto l’Occidente. L’Italia fa eccezione solo perché da noi tutto si stempera, perché siamo un paese un po’ conservatore, dove le cose arrivano tardi e parzialmente depotenziate.

            • Peucezio says:

              La mia impressione è che non vuoi ammettere come il tuo beneamato progressismo (non parlo del progressismo in genere, ma di quello politicamente corretto di questi anni) crei un sistema di intimidazione e di conformismo violento, perché pensi che il progressismo sia tollerante, bello, buono, dolce e amabile e inoltre razionale e pacato, e allora scantoni altrove per eludere l’obiezione.

      • Per Peucezio

        “fra le minoranze islamiche sono le uniche a imporre dei modelli sociali e culturali.”

        Tu dici che gli emiliani cominciano a schifare il maiale e il Lambrusco e a mettere gonne più lunghe alle figliole, da quando sono arrivati i musulmani?

        Che non ci sono più i cortei Gay Pride perché leggendo il Corano i frequentatori dei localini omo stanno cominciando a chiedere perdono a Dio per i loro peccati?

        E che tra la borghesia milanese stia calando il consumo di cibo a Ramadan?

        • Moi says:

          Il Problema p a monte :

          Perché NON è stato istituito in tempo utile un Reato di Essere Musulmani in Europa, in nome della Laicità con la quale l’ Islam NON è compatibile ?

          SE da laico tu (retorico, impersonale …) da individuo avessi le pretese che hanno Kwellliah 😉 in massa da religiosi … le istituzioni ti chiamerebbero premurosamente un’ ambulanza della Neuro, e lo sapete !

          … NON è una domanda retorica, e NON ho intenti polemici. A domanda posta in termini razionali e NON emotivi, gradirei risposta razionale e NON emotiva.

          • Per Moi

            “Perché NON è stato istituito in tempo utile un Reato di Essere Musulmani in Europa, in nome della Laicità con la quale l’ Islam NON è compatibile ?”

            Provo a risponderti appunto in maniera razionale….

            tutto sommato, qualunque religione è incompatibile con la laicità, a partire dal cattolicesimo che pretende di battezzare i figli da piccoli e non come libera scelta al compimento di 18 anni, o dagli ebrei che negano il prosciutto ai loro bambini.

            In realtà, la questione è aperta.

            L’Islam non è una “fede individuale” in stile protestante, e questo crea non pochi problemi: è uno stile di vita.

            E su questo, Moi ha ragione: l’unico stile di vita accettabile alla laicità sono individui-consumatori-adulti-consenzienti, in grado di ricreare incessantemente e lucidamente i propri rapporti, in base a scelte razionali e ben informate. Già i minorenni sono esclusi in questo senso dalla “Laicità”.

            In pratica, l’Islam si pratica bene in un contesto islamico, con orari islamici, ad esempio dove la gente non ti mangia davanti durante Ramadan, o quando vai dal fornaio, non ti dice se il pane contiene strutto oppure no; oppure il cimitero non è orientato verso la Mecca.

            Infatti, molti musulmani mettono in dubbio la liceità per i musulmani di vivere in un ambiente non islamico, e quindi contrastano in tutti i modi l’emigrazione.

            Ma se qualcuno decide, nonostante tutto, di emigrare, deve sottostare alle regole del paese ospitante. In genere non ci sono grossi problemi: mi porto dietro una sola moglie riconosciuta all’anagrafe, dico no grazie quando mi offrono vino o prosciutto, cerco di ritagliarmi lo spazio per pregare ma se non posso ho la scusa della forza maggiore, oltre alla raccolta di fondi per Ramadan pago le tasse.

            L’importante è che nessuno mi obblighi a pregare in chiesa, o non si strappi il velo alle donne.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel, Moi

              Questi sono i risultati delle rilevazioni di Freedom House per il 2016.

              https://freedomhouse.org/report/freedom-world/freedom-world-2016

              E’ significativo che la Tunisia viene classificata come “paese libero” e l’Indonesia – la più grande nazione a maggioranza islamica – come “paese parzialmente libero”. Inoltre, entrambe le realtà statuali vengono identificate come “democrazie elettorali”. Tutto ciò senza esprimere giudizi di valore riguardo al modello della democrazia rappresentativa.

              Certo, il senso di “laicità” varia sostanzialmente in funzione del contesto semantico – direi – , prima ancora che culturale. Se, come per ciò che mi riguarda, la intendiamo molto semplicemente come il principio di responsabilità/libertà personale contro ogni imposizione da parte di qualsivoglia autorità (in estrema semplificazione: “chi vuole indossare l’hijab OK, chi vuole indossare la minigonna altrettanto”), allora direi che si tratta di una condizione necessaria, ma non sufficiente, per la democrazia nel modo in cui personalmente mi auguro che venga intesa.

          • Moi says:

            E c’è a tal proposito una frase di Gianfranco Amato _ auspicata per il Popolo della Famiglia che si presenta come movimento (in certe realtà già partito) molto “intersectional” purché tutti contro il Gender … _ che sembra descrivere perfettamente la mentalità islamica :

            “Poiché Dio è dalla nostra parte, siamo già la Maggioranza”

            [cit.]

            Però qui si rischia qualche cortocircuito 😉 …

            • Moi says:

              In pratica, l’Islam si pratica bene in un contesto islamico, con orari islamici, ad esempio dove la gente non ti mangia davanti durante Ramadan,

              ————

              Pensa al Kebbabaro che tiene aperto apposta per i Kuffar durante il Ramadan stesso (ce n’è, ce n’è …) in teoria si autosottopone a un Supplizio di Tantalo Islamico, no ?

              … Traditore della Umma ?

              Ma dimostrare di saper resistere alle Tentazioni … non dovrebbe essere invece una prova di Fortezza dello Spirito che Id-dio / Al-lah apprezza maggiormente ?

              Certo, stesso discorso si può fare per i Monaci : comoda isolarsi dal mondo … in un FKK Prepagato a Consumazione Illimtata 🙂 , lì sì che dimostri a Id-dio la
              Fortezza dello Spirito Vs le Tentazioni !

              … Nevvero, Habs 😉 ?

            • Z. says:

              FKK? cuss el?

          • Z. says:

            Moi,

            all di là dell’evidente impossibilità tecnica, perché dovrebbe essere reato essere musulmani (o ebrei, o buddisti)?

          • Roberto says:

            Moi prova a rispondere tenendo a mente quello che ti ho detto:
            Laïcité non vuol dire che tutti sono neutrali rispetto alla religione, ma che lo stato e le sue istituzioni lo sono. Uno stato che vieta di essere musulmani è fortemente antilaico!

            • Moi says:

              Ma la laicità come la riconosce gente che,duceva Miguel stesso, NON distingue Jan Sobieski da Voltaire ?!

            • Roberto says:

              Che c’entra con quello che dico io?
              Eddai fallo uno sforzo!
              Lascia perdere le seghe mentali da internet e stai sul pezzo
              Laicità = neutralità delle istituzioni e NON neutralità delle persone nello spazio pubblico

              Vedi che non bere a garganella davanti alla donna delle pulizie che fa il Ramadan è perfettamente compatibile con la laicità?
              Così come lasciare in pace la donna sulla spiaggia con il burkini o augurare buon Natale

            • Moi says:

              sul pezzo :

              mi sembri un po’ _ ma vale anche per Zeta … _ uno che (riciclando un’ immagine da Esopo/Fedro cara a Ritvan) veda un criceto e un elefante che attraversano un lago su un tronco d’albero e pensi … “speriamo che ‘sto tronco regga il loro (!) peso !”

            • Z. says:

              Forse ho capito.

              Forse tu sei convinto che mettere fuori legge un elefante lo renderebbe leggero come un criceto…

              Apprezzo le vestigia novecentesche di questa teoria neostalinista, secondo cui la società si può cambiare a colpi di decreto. Ma temo che non sia così facile.

              🙂

        • Peucezio says:

          Miguel,
          tu ci insegni a diffidare dei media, quindi posso anche dare per buona (anche se sarebbe da verificare) l’idea che tutte le storie sui presepi, canti di Natale, ecc. vietati, sui menù islamici in asili e scuole, ecc., ecc., siano bufale.
          Però c’è una pervasività della percezione di una presenza forte, con caratteristiche culturali vistose e dall’occidentale medio percepite come distanti e aggressive. Cioè mentre nessuno sente i cinesi come portatori di un modello, la gente (e il sistema mediatico un po’ ne è anche il riflesso: in fondo i giornalisti sono cazzoni come gli altri, solo un po’ di più) sente gli islamici come portatori di una cultura altra, aggressiva e invadente.
          Questo significa che è il modello in sé che è forte, che si fa percepire come minaccioso.
          Alla fine anche i modelli culturali sono influenzati o sono il prodotto dell’immaginario e a volte le cose si fanno persino per compiacere un padrone o un nemico immaginario. Esiste cioè una forza intrinseca di certi modelli, anche indipendentemente dalle gambe degli uomini su cui dovrebbero camminare.

          • Per Peucezio

            “l’idea che tutte le storie sui presepi, canti di Natale, ecc. vietati, sui menù islamici in asili e scuole, ecc., ecc., siano bufale.”

            Ma non escludo nemmeno che alcune siano mezze verità: pensa a genitori ignoranti, che devono trovare ogni giorno la maniera di sopravvivere in un ambiente pazzescamente alieno, sperando di non far divorare vivi i figli.

            Se tu fossi costretto a emigrare in un mondo in cui il cannibalismo e i sacrifici umani e la sodomia pubblica fossero la norma, ogni giorno dovresti inventare tu una barriera per salvare la tua famiglia, e a volte potresti anche sembrare confusamente aggressivo.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              stai facendo aumentare la mia già forte simpatia per cannibalismo, sacrifici umani e pubblica sodomia 🙂

              Scherzi a parte, capisco perfettamente cosa intendi.
              E devo dire che è veramente un mondo mostruoso un mondo che costringe a vivere gomito a gomito gruppi umani per ognuno dei quali quello che fa l’altro sembra cannibalismo e sacrifici umani.

              • Per Peucezio

                “E devo dire che è veramente un mondo mostruoso un mondo che costringe a vivere gomito a gomito gruppi umani per ognuno dei quali quello che fa l’altro sembra cannibalismo e sacrifici umani.”

                Infatti.

                Ma normalmente la situazione è “da Moi”, non “da Peucezio”: il pizzaiolo egiziano medio non ha particolare paura del fatto che ci sia gente che vada a messa, faccia presepi e altre stranezze, basta che non obblighi i suoi figli a partecipare.

                Mentre ha paura delle discoteche, dei Gay Pride o simili.

                I primi si sa chi sono (“i cristiani”) e si può dire che hanno torto a credere a tre dei invece di uno solo, mentre i secondi sono soltanto caos.

            • Peucezio says:

              Questo dimostra che la spina nel fianco sono i progressisti occidentali, non gli immigrati. Infatti vogliono compiacere gli islamici togliendo i presepi, ma non togliendi i gay pride.

              Comunque non so cosa accadrà quando gli islamici saranno massa critica: l’ISIS non è tenera con cristiani e minoranze in genere e non credo che i discendenti degli immigrati islamici saranno simili ai sufi, agli alawiti o ai colti sciiti persiani, mentre li vedo molto più facilmente ammaestrati al sunnismo radicale grazie ai soldi sauditi, del Qatar, ecc.

            • Z. says:

              Certo che la spina nel fianco sono i progressisti occidentali come me, e per ragioni ben più radicali e direi molto valide.

              Non è il musulmano che protesta perché in aula o in tribunale è imposta la presenza del crocefisso. Per lui la cosa è indifferente, o la vede addirittura con favore.

              Sono io che protesto, e che dico che sarebbe giusto toglierlo.

              Quindi certamente è con me che te la devi prendere, non col musulmano.

              • Per Z

                “Non è il musulmano che protesta perché in aula o in tribunale è imposta la presenza del crocefisso. Per lui la cosa è indifferente, o la vede addirittura con favore.

                Sono io che protesto, e che dico che sarebbe giusto toglierlo.”

                Infatti, su questo hai ragione.

                E penso che la colpa non sia dei tuoi studi di lingua araba 🙂

            • Peucezio says:

              Z. ha fatto studi di lingua araba??

            • Z. says:

              Diciamo che ci ho provato più volte. Dopo la terza ho accettato di essere troppo stupido per riuscirci 😀

            • Peucezio says:

              Ma a che ti serviva l’arabo?

            • Z. says:

              A leggere testi in arabo, a parlare in arabo con madrelingua e così via.

              Insomma, i motivi per cui si studiano le altre lingue che sono riuscito grosso modo ad imparare 🙂

            • Peucezio says:

              Vabbè, che ragionamento, ogni lingua è portatrice di valori culturali ed estetici, non è neutra la scelta di studiarla.
              Io per un certo periodo ho studiato la ròmani, che ha un’utilità pressoché nulla. Se mi chiedevano come mai m’interessasse spiegavo che trovo molto interessante la cultura degli zingari e che oltretutto è pane mio, perché è indoeuropeistica.
              Poi ci sono lingue che decidiamo di studiare semplicemente perché ci piace il loro suono o troviamo belle le loro strutture grammaticali.

              In genere uno studia una lingua
              1) perché gli serve per motivi pratici o
              2) per le preferenze estetiche e culturali che dicevo poc’anzi.

            • Moi says:

              Evidentemente Peucezio ritiene che Zeta avesse un personale tornaconto a voler imparare l’ Arabo. Il più verosimile, pensando a Zeta, è il proselitismo politico con relativa necessità di conciliare il Partito con l’ Islam.

              Ma potrebbe anche essere qualcosa di sorprendentemente diverso …

            • Peucezio says:

              Moi, come mi fai maligno! 🙂
              La mia è pura curiosità.
              Poi Z., fa tanto l’incolto, ma il fatto stesso che frequenti questo blog (ma tante altre piccole cose) dimostrano che non gli sono affatto estranei interessi culturali del tutto gratuiti.

            • Z. says:

              Confermo. Quelli a pagamento, del resto, non posso permettermeli!

              Eppoi non ho mai detto di essere privo di interessi. Ho detto che sono gnurant. Ma non è che ne vada fiero 🙂

            • paniscus says:

              Ma perché si pensa che il laico progressista italiano abbia l’obiettivo di togliere i riferimenti cattolici dalla scuola “per far piacere agli islamici”?

              Non si arriva a pensare che l’italiano non cattolico possa fare le sue battaglie per far sparire dalla scuola pubblica i crocifissi, le visite pastorali e la recita religiosa natalizia semplicemente perché danno fastidio a lui, italiano non cattolico, e che non gliene freghi niente degli islamici??????

            • Moi says:

              @ LISA PANISCUS

              Mettiamo che io dichiari di odiare il calcio (che cmq mi lascia abbastanza indifferente) … domattina uno Sborantiliardario 😉 della Grande Finanza Apolide fonda il Felsina Football Club 2017 .

              Io, che odio il calcio, inizio a tifare il Felsina Football Club 2017 sperando che ogni volta “cacci una gran strina” 😉 al Bologna Football Club 1909 … convinto che il Felsina Football Club 2017 voglia sconfiggere il Bologna Football Club 1909 NON per vincere il Campionato, bensì apposta per vendicare me (!) di quella volta che allo Stadio Dall’Ara hanno annullato il Concerto degli Zufalotori del Gobi per farvi giocare il Bologna Football Club 1909 !

              … E dire che l’ Assessrice 😉 alla Cultura, quella tipa Quota Rosacea Inclusivista Vegana Crudista Eco Full Genderbread Person Friendly Beyond-Binaryist LGBTQUAA Friendly Intersectional MultiKulti Trauma Trigger Alertable NeoPost Next Femminist Wave con tanti “Figli NON Umani” [cit.] ci aveva investito tanti soldi pubblici ! 😉

            • Moi says:

              Zufolatori … ma anche se fossero Cuperlatori 😉 non cambia niente !

            • Z. says:

              Moi,

              evitiamo l’UCAS, ché la vita è breve e purtroppo già complicata di suo.

              A me non piace che i simboli religiosi vengano imposti a chi, come me, non è credente.

              Dovrei cambiare idea nelle speranza – sbagliata, oltre tutto! – di fare un dispetto ai musulmani?

              E andiamo, su!

  40. mirkhond says:

    “quest’idea per cui la religione serve ad appagare le ansie esistenziali di un uomo moderno, problematico; che è una sorta di medicina per la nevrosi e le insicurezze degli uomini d’oggi.”

    Perché non dovrebbe, visto che lo fa dall’alba della storia?
    A cosa servirebbero i riti magici e le superstizioni se non per placare i demoni che ci portiamo dentro?
    Perché proprio non riesci a capirlo?

    ” Ma per questi scopi tanto vale andare dallo psicologo.”

    Già ci vado, ma non basta.

  41. mirkhond says:

    “La religiosità soggettivista e razionalista come la intendi tu (cioè come la intende il 99% degli uomini occidentali) è una finta medicina, perché perpetua le stesse logiche di alienazione che pretenderebbe di curare. E allo stesso tempo non ha nemmeno l’efficacia dei mezzi che la modernità ha creato per gestire gli scompensi che crea.”

    Questa è da capire.
    Per quel che mi riguarda, mi trovo in un limbo tra una cultura alle spalle, che non mi da più niente, e il bisogno di tornare alle radici della mia Fede, che NON stanno qui, e nemmeno nelle cappelline sedevacantista.
    Purtroppo non è colpa mia se non sono nato e vissuto in una società beduina come ho sempre sognato fin da bambino.
    Non si è soli perché ci piace esserlo, ma perché non si riesce a trovare l’ambiente adatto.

  42. Moi says:

    Si potrebbe omettere la perquisizione all’ingresso?

    ——————————–

    Come ti avrebbe risposto la Madre Patria* 🙂 durante l’ Età dell’ Oro : NIET !

    😉

    *
    E chi avesse proposto di chiamarla “Genitoredue Genitoreunia” come gli odierni Eurocrati … in Siberia a busso !

    • Moi says:

      e cmq c’è sempre la “sboronata” 😉 attribuita al’ ex pugile Roberto “Manos de Piedra” Durán, che quando gli Sbirri Gringos gli chiesero all’ aeroporto se avesse con sé delle armi … mostrò le sue stesse mani di NeoCampione della categoria con un “Yes, here they are !”; che però NON fu gradito dai suddetti Sbirri Gringos.

    • Roberto says:

      Buffa la tua verve polemica su ogni cosa.

      Per entrare al parlamento si passa sotto dei portici tipo aeroporto punto e basta.
      Vale per tutti.

      Che c’entra con questa cosa il genitoreunoedue (paranoia 100% nazionale che come ti ho già detto nulla a che fare con l’Europa) e la Siberia?

  43. Moi says:

    La religiosità soggettivista e razionalista come la intendi tu (cioè come la intende il 99% degli uomini occidentali) è una finta medicina, perché perpetua le stesse logiche di alienazione che pretenderebbe di curare. E allo stesso tempo non ha nemmeno l’efficacia dei mezzi che la modernità ha creato per gestire gli scompensi che crea.

    ————-

    La cosa che mi spaventa è anche l’insipienza istituzionalizzata (massimamente incarnata da gente come la Boldrini) per cui “pace” in un contesto di faide tribali dei deserti levantini del VII secolo dopo Cristo (adesso che ha vinto Donnie si può tornare a dire e “fuck the Liberal Scum” 🙂 !) … significasse la famigerata 🙂 canzone Imagine di John Lennon, che infatti inizia subito 😉 su quella lunghezza d’onda spirituale lì !

    https://www.youtube.com/watch?v=3wsYM1GgQLU

  44. Moi says:

    Cmq, Fanatismo per Fanatismo in senso religioso … direi che è “più razionale”, o “meno irrazionale”se non altro, un “bigottismo” nostrano che crede in un preciso Sistema Etico Premi-Punizioni, reso più intrigante (!) da misteriosi “Bonus” 🙂 elargiti dal Capo Supremo 🙂 in maniera NON ponderabile statisticamente … detti “Miracoli” ! 🙂

  45. mirkhond says:

    “Nella misura in cui il cristianesimo esprime il primo aspetto, è una religione, nella misura in cui esprime il secondo è una dottrina umana e laica.”

    E’ l’uno e l’altro insieme.
    Il famoso Et-Et di Messori.

    • Peucezio says:

      Beh, ammesso che i due aspetti siano compatibili – e secondo me non lo sono, perché una società secolarizzata è l’antitesi di una soscietà pervasa dal sacro –
      del secondo aspetto francamente non so che farmene.
      E comunque una cosa o viene da Dio, e allora è sovrannaturale, o non viene da Dio, e allora fa parte dell’ordine naturale e materiale.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Tutto viene da Dio.

        • Peucezio says:

          Non per un ateo.
          Se interpretassimo il cristianesimo (e alcune sue correnti lo sono) come una forma di razionalismo materialista, paradossalmente ne concluderemmo che per tali correnti il mondo non è stato creato da Dio.

          E comunque neanche in un’ottica ortodossamente cattolica tutto viene da Dio. I peccato degli uomini vengono da Dio? La ribellione di Lucifero viene da Dio?
          Lo so che ti farebbe piacere poter ricondurre a Dio il materialismo dialettico, ma, ahimè, temo la teologia cattolica osti 😛

  46. mirkhond says:

    ??????????????????

  47. mirkhond says:

    “del secondo aspetto francamente non so che farmene.”

    Cioé non sai cosa fartene dei precetti morali che provengono dal Cristianesimo?

  48. mirkhond says:

    “al mondo non solo esiste, ma direi quasi che regna l’incoerenza.”

    Cosa che il rigido Peucezio non riesce ad accettare, perché va contro il suo ridurre la realtà in rigidi schemi filosofici.
    Ignorando che la vita non è un libro di filosofia…….

    • Peucezio says:

      Non capisci.
      La filosofia non c’entra.
      Per me la modernità è un absolutum di fronte al quale bisogna avere il coraggio di schierarsi.
      Oppure scegliere una posizione ambigua, ma allora si deve riconoscere di aver fatto una scelta ambigua. E riconoscerla come tale, tenendo conto che la scelta d’elezione nelle cose non è l’ambiguità: l’ambiguità è una scelta peculiare, anomala.

      • mirkhond says:

        Non mi sembra però che tu, ti sia davvero schierato poi tanto contro la modernità.

      • Per Peucezio

        “Per me la modernità è un absolutum di fronte al quale bisogna avere il coraggio di schierarsi.”

        Definiamo “la modernità”, nella sua essenza, poi schieriamoci.

        • Peucezio says:

          Beh, dai, l’avrò definita un milione di volte.
          Poi puoi non condividere la mia definizione, ma io mi schiero in base a quella.

          • Per Peucezio

            “Beh, dai, l’avrò definita un milione di volte.”

            Non lo so. Mi sembra che tu abbia parlato di molti aspetti, ma non abbia definito l’essenza. Nulla di paragonabile, almeno, a quanto ha fatto Guénon nel Regno della Quantità.

            Ecco perché ti chiedo di definirne l’elemento essenziale.

            • Peucezio says:

              Proviamo così (anche se l’avrò già fatto e ti sarà sfuggito :-p ), cercando di trovare il tratto unificante:

              l’essenza è l’oggettivazione della materia, della natura.
              Cioè l’uomo tradizionale proietta nel mondo esterno i suoi modelli cognitivi e logici, che sono culturalmente determinati.
              L’uomo moderno oggettivizza il mondo fisico, che quindi cessa di essere una proiezione culturale, per assumere uno statuto ontologico autonomo rispetto alla cultura.
              Da qui sia la desacralizzazione del mondo che la perdita di pluralismo (il mondo fisico è lo stesso per tutti).

              Va da sé che anche il mondo naturale dell’uomo moderno non ha niente di oggettivo e ontologicamente autonomo, perché anche l’uomo moderno ha un retaggio culturale (o anticulturale, ma anche l’uscita dalla cultura avviene in un quadro culturalmente determinato, quindi è una falsa uscita) e dietro la scienza moderna ci sono modelli relativizzabili e storicizzabili.
              Tuttavia il mondo naturale dell’uomo moderno è percepito da lui come un’alterità irriducibile (anche se è un’alterità che egli stesso pone, perché nessun ente reale ha un’esistenza autonoma) che funziona secondo logiche lineari e causali, mentre il mondo naturale dell’uomo tradizionale funziona secondo logiche isomorfiche, in cui è l’analogia strutturale a creare interazioni fra le cose del mondo (l’animale in effigie è iconico rispetto a quello vero e ciò che faccio all’uno faccio all’altro).

              Tutto chiaro?

            • Peucezio says:

              Sintetizzando al massimo potremmo dire che la modernità è l’irriducibilità ontologica dell’alterità all’identità e quindi il mondo spaccato in due, mentre nel mondo tradizionale identità e alterità si confondono e si mischiano in un’infinità di sfumature possibili.

              • Per Peucezio

                ” la modernità è l’irriducibilità ontologica dell’alterità all’identità”

                Non sono sicuro di aver capito.

                Mi sembra che tu conferisca status ontologico alla “modernità”, a differenza di Guénon: cioè ci vedi qualcosa di realmente esistente.

                Non capisco proprio la frase “irriducibilità dell’alterità all’identità”.

                Vuoi dire che “quello non può diventare questo?” Ma anche così mi sfugge il senso.

            • mirkhond says:

              “Non sono sicuro di aver capito.”

              Vedo che non sono solo ;), nel non comprendere le astrattezze di Peucezio. 🙂

              • Per Mirkhond

                “Vedo che non sono solo ;), nel non comprendere le astrattezze di Peucezio. ”

                Ma conoscendo Peucezio, credo che abbia un senso preciso, veramente in questo caso penso che il limite sia mio; o al massimo, Peucezio è stato troppo sintetico.

            • Peucezio says:

              In effetti va definito meglio.
              Identità-alterità = soggetto-oggetto.
              Il soggetto sono io, l’oggetto è il mondo esterno, tutto ciò che non è soggetto.
              Puoi intenderlo fichtianamente se vuoi.

              Comunque forse il primo intervento, un po’ più esteso, aiuta a chiarire il secondo, che è un po’ il succo del succo.

              • Per peucezio

                “alterità-identità”

                riprovo a tradurre:

                “la modernità è l’irriducibilità ontologica dell’alterità all’identità”.

                “la modernità è l’irriducibilità ontologica dell’oggetto al soggetto”.

                “La modernità è uno stato dell’essere che vieta di ridurre l’oggetto al soggetto”

                Brancolo ancora nel buio, temo.

            • Peucezio says:

              E’ il problema delle generalizzazioni massime: per forza di cose si raggiunge un piano di astrazione estrema. D’altronde tu volevi un principio unificante.

              Ci provo.
              L’idea è che nel mondo moderno la realtà fisica, la natura ha un’autonomia assoluta. La si può influenzare, ma obbedisce comunque a logiche proprie.
              Questo crea una scissione: l’uomo sa di avere di fronte a sé qualcosa di ontologicamente altro, irriducibile appunto.

              Nel mondo della tradizione i confini sono sfumati e l’uomo ha un potere magico-simbolico praticamente su tutto, quindi non esiste una vera alterità assoluta: il sole non è una palla gigantesca distante milioni di chilometri, ma un nume, un ente della realtà con cui s’interagisce con la stessa facilità con cui s’interagisce col vicino o con l’animale che si caccia.
              Questo perché nella natura l’uomo tradizionale proietta il proprio universo cognitivo e simbolico, quindi distrugge l’autonomia della natura, che diventa solo un pezzo di un suo mondo percettivo.
              E ovviamente in modo diverso da un gruppo umano all’altro, col risultato che il mondo della materia per gli uomini moderni è identico che siano americani, ingegneri indiani o operai cinesi, obbedisce alle stesse leggi, le acrte astronomiche descrivono lo stesso universo, ecc., mentre nelle società tradizionali ci sono tanti mondi fisici quanti sono i gruppi umani e le culture.
              Ma questo perché in fondo non sono fisici.
              L’implicazione filosofica cioè è che, come dicevo, la materia nel mondo tradizonale non ha uno statuto ontologico autonomo, cioè non c’è una distinzione netta fra il mondo sensibile percepito e chi lo percepisce. In questo senso si annulla lo iaio fra soggetto e oggetto.

              Ora ti è chiaro?

              • Per Peucezio

                “Ci provo.
                L’idea è che nel mondo moderno la realtà fisica, la natura ha un’autonomia assoluta. La si può influenzare, ma obbedisce comunque a logiche proprie.
                Questo crea una scissione: l’uomo sa di avere di fronte a sé qualcosa di ontologicamente altro, irriducibile appunto.”

                ok, questo ci sta, Cartesio ecc. (“ecc.” perché pochi hanno letto Cartesio, ma molti condividono le sue tesi di fondo).

                In gran parte condivido.

                Però attenzione: Cartesio ecc, nel momento in cui inventa “la materia”, la “roba misurabile lì fuori”, inventa anche il soggetto, cui i critici inglesi hanno dato il bellissimo nome di “the ghost in the machine”. Che poi è la base dell’idea del Cittadino, dell’Individuo Razionale, ma anche – a pensarci – dell’Anima che si Salva.

            • Peucezio says:

              Infatti è ponendosi l’oggetto che si pone il soggetto come distinto e nasce il soggetto metafisico moderno.
              Nella “partecipazione mistica” (uso l’espressione di Lévy-Bruhl) non c’è né soggetto né oggetto. Non nel senso nostro, che usiamo comunque termini “cartesiani”.

  49. mirkhond says:

    “Beh, ammesso che i due aspetti siano compatibili – e secondo me non lo sono”

    La vita è contraddizione, e non è necessario un libro di filosofia per capirlo.
    Basta rifarsi alle nostre esperienze personali.
    Ah, ma per te le esperienze personali e la vita sono irrilevanti se non rientrano nei tuoi schemi.
    Il Cattolicesimo, quello vero, non è altro che un millenario tentativo di conciliare gli opposti.

    • Peucezio says:

      Sì, su questo sono pienamente d’accordo.
      Ma allora si potrebbe porre la questione in un altro modo.
      Odio la modernità proprio perché è la modernità ad essere reductio, aut aut, riduzione della complessità in nome di un monismo omologante.
      Io sono un sostenitore del pluralismo. Non al punto però dal voler dare cittadinanza a ciò che lo distrugge.
      Quindi se dici questo in realtà mi dai ragione.

      Semmai a me sembra, te lo dico con rispetto, che molti tuoi ragionamenti siano il frutto di un sentimento di rancorosità. Nella tua avversione verso i corpi e la vitalità sessuale, nella tua simpatia per modelli sociali o religiosi esclusivisti e violenti, nel fascino che senti verso dottrine e modelli etici repressivi e cupi è difficile non vedere il riflesso di un risentimento esistenziale.
      In questo senso è ben vero che le tue idee sono frutto della tua esperienza di vita.
      Però non so quanto sia sano assecondare tali sentimenti
      1) perché la conoscenza del mondo è tanto più profonda quanto più è serena e quanto più si astrae dalla propria emotività (l’odio e il risentimento non sono mai stati delle bussole affidabili per comprendere gli uomini e le cose),
      2) perché comunque, indipendentemente dai riflessi conoscitivi e teorici di tali sentimenti, sono sentimenti che non fanno bene in sé. Non dico che uno se ne possa disfare così, con un atto di volontà, ma almeno dovrebbe cercare di non assecondarli, di prenderne un minimo le distanze.
      L’impressione invece è che tu ti ci sieda.

      E’ un po’ come una donna che da ragazzina è stata violentata da un bruto e giudicasse i rapporti fra i sessi, l’amore, la sessualità, il matrimonio tutto in base a questo trauma infantile. Cosa ne verrebbe fuori?

      • mirkhond says:

        “E’ un po’ come una donna che da ragazzina è stata violentata da un bruto e giudicasse i rapporti fra i sessi, l’amore, la sessualità, il matrimonio tutto in base a questo trauma infantile. Cosa ne verrebbe fuori?”

        E come le potresti dare torto?

        • Peucezio says:

          Le darei torto eccome, non moralmente, ma sul piano logico.
          Perché probabilmente direbbe che tutti gli uomini, me e te compresi, sono violenti e depravati, che usano le donne, ecc. Siccome non è così, farebbe un’affermazione erronea.

        • paniscus says:

          Beh, se questa donna in seguito avesse una figlia, e inculcasse in testa alla figlia che gli uomini sono tutti bruti e criminali e che qualsiasi contatto sessuale è uno stupro, qualsiasi corteggiamento è una molestia, e che innamorarsi è male, che avere un rapporto sentimentale con un uomo è male, e che farsi una famiglia è male…

          … il torto glielo darei eccome, perché significherebbe rovinare la vita di un’altra persona che non ha colpa di quello che è successo a lei anni prima!

  50. Moi says:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Intersectionality

    … ce l’avevate 😉 , l’ intersectionality ?

    • Per Moi

      “https://en.wikipedia.org/wiki/Intersectionality”

      Tipo:

      anziano, veneto, con l’ulcera, titolo di studio quinta elementare, alcolista, disoccupato, cresciuto in un orfanotrofio vecchio stile, ignorante di lingue straniere, sospettato di tendenze pedofile perché attacca bottone con i bambini, senza famiglia, senza casa, votante Fratelli d’Italia, mezzo sordo, appena truffato da un tizio che dichiara di vedere la Madonna, picchiato da un posteggiatore abusivo napoletano che credeva per errore che gli volesse soffiare il posto di lavoro, devoto di un santo la cui chiesa è stata sconsacrata e venduta in un’operazione di speculazione immobiliare.

  51. Peucezio says:

    Fuori Tema per gli emiliano-romagnoli del blog:

    Sapevate di questo saggio?
    http://www.bulgnais.com/DialRom.html

    Parrebbe ben fatto.
    La consulenza di Canepari sta a garantire che è una cosa seria.

    • Moi says:

      il solo fatto di parlare di “Romagnoli” al plurale … già “trigghera” 😉 molti Romagnoli !

      ______________________

      PS

      Verbi come “triggherare / triggherarsi ” e aggettivi come “triggherabile”, già … sono tra noi ! … Aaaaaargh ! 😉

    • PinoMamet says:

      Sembra interessante.

      Peraltro nella scuola dove lavoro attualmente c’è un bidello romagnolo (dalla storia personale interessantissima) che mi diceva di non capire alcune frasi del riminese “stretto”, quando era giovane (lui viene credo dalla montagna).

      Interessante la differenza che fa tra dialetti “classici” e “moderni”, un aspetto spesso trascurato della questione linguistica dialettale, anche se evidentissimo in alcuni dialetti
      (il napoletano delle vecchie canzoni, ma anche quello di De Filippo, paragonato a quello parlato di oggi, per esempio, sembrano due “bestie” piuttosto diverse anche se ovviamente parenti… ma il fenomeno mi pare comune).

      • Peucezio says:

        “il napoletano delle vecchie canzoni, ma anche quello di De Filippo, paragonato a quello parlato di oggi, per esempio, sembrano due “bestie” piuttosto diverse anche se ovviamente parenti…”

        Verissimo.
        Sul piano segmentale alla fin fine sono molto simili, al netto di qualche differenza morfologica e lessicale, ma le differenze prosodiche sono così profonde che sembrano lingue diverse.

        • Moi says:

          Senza triggherare 🙂 nessuno, posso trovare orrenda l’ evoluzione del vocativo di “Gennaro” dal tradizionale “Gennà” al moderno, diffuso, pseudo-anglosassone “Genny” ?!

      • Roberto says:

        Una curiosità per peucezio:
        Che tu sappia la differenza fra il napoletano di de Filippo e quello che si sente ora, ha qualcosa a che vedere con la “classe sociale” (quello di de Filippo essendo un napoletano più “borghese” rispetto a quello che parlerebbe un camorrista di scampia)?

        Devo dire che nella mia famiglia tutti parlano un napoletano alla de Filippo (che infatti capisco senza problemi), ma non so se sia una semplice questione di generazione o c’è dell’altro

        • Peucezio says:

          Io ritengo di sì.
          Cioè la differenza è sia sul piano diastratico (ceto) che diacronico (generazione).
          Bisogna pensare, schematizzando, a quattro dialetti (attingo a mie osservazioni empiriche del tutto estemporanee, quindi prendile con tutto il beneficio d’inventario possibile),
          1) un dialetto popolare arcaico (quello delle commedie di Viviani, per intenderci),
          2) un dialetto borghese arcaico (quello di Eduardo, di Murolo, di De Crescenzo, ecc.),
          3) un dialetto popolare moderno,
          4) un dialetto borghese moderno.
          Probabilmente la maggiore distanza si registra fra il borghese arcaico e il popolare moderno.

          Tieni sempre conto che le strutture fonologiche, morfosintattiche e lessicali fondamentali sono le stesse e parliamo prevalentemente di differenze prosodiche e di sfumature fonetiche (ma di massima non fonologizzate).
          Poi ci sono piccole trasformazioni morfologiche, una per tutte i possessivi maschili: i nati dopo la II G. M. tendono a dire non più “‘o tuio, ‘o suio”, ma “‘o tuoio, ‘o suoio”, in analogia col plurale.

    • Peucezio says:

      http://www.bulgnais.com/ventoesole.html

      Qui ci sono le versioni dialettali di un racconto di Esopo.

      • Moi says:

        Be’, è un sito che apprezzo sempre, anche se come dice giustamente Pino (da perdonargli perfino se NON accende un interruttore di Sabato 😉 ) … sembrano più dei “tassidermisti” che dei “naturalisti”.

  52. Moi says:

    @ Peucezio

    Salvini ha detto una roba che ha “triggherato” 😉 appunto i Media Main Stream … cioè che la Vittoria di Donald Trump è stata liberatoria per un disperato bisogno di _ TRIGGER TRAUMA ALERT 🙂 _ di … “normalità” [parola tabù assoluta] .

  53. mirkhond says:

    “Nella tua avversione verso i corpi e la vitalità sessuale”

    Casomai avversione per i corpi scoperti e per una sessualità sfrontata.

  54. mirkhond says:

    “molti tuoi ragionamenti siano il frutto di un sentimento di rancorosità.”

    E non sbagli, perché spesso sono gli aspetti negativi del vivere, ad influenzare i nostri sentimenti.

    “nella tua simpatia per modelli sociali o religiosi esclusivisti e violenti, nel fascino che senti verso dottrine e modelli etici repressivi e cupi è difficile non vedere il riflesso di un risentimento esistenziale.”

    Mi devo trovare la digos a casa?

  55. mirkhond says:

    E comunque mi sembra che Gesù sia venuto anche per chi non è felice.

  56. Moi says:

    Ravenna che parla Italiano si contraddistingue dal resto della Romagna per le “v” abusive … tipo “Lavra” per il nome “Laura”, il “bàvle” anziché il “baùle”, o “l’ àvtostrada” per “l’ autostrada”.

    In pratica, l’eccesso opposto della Ciociaria che dice “u’acca” per “vacca”, anche se in Italia Centrale (della quale l’ Emilia Romagna NON fa parte !!!) Medianofona la gente crede che dialetto e Italiano coincidano, oppure ‘sta gente crede che l’ Italiano sia una lingua solamente scritta 😉 che si scrive in un modo e si pronuncia in un altro (e cioè come in dialetto 🙂 tipo l’ Inglese 🙂 .

  57. Moi says:

    MA una volta, che poi significa entro il 1989, una roba “intersezionale” avrebbe fatto pensare “da noi” … tipo a un torneo di calcetto fra Sezioni del PCI 😉 , magari con cronisti che descrivevano le azioni con un eloquente suggestivo bestiario 😉 immaginifico politicizzato, tipo la stra-mitica “Frenata alla Togliatti” :

    http://www.10righedailibri.it/gallery/150-anni-libri/1948-don-camillo-giovannino-guareschi

    • Moi says:

      NON è un caso se il primo (a iniziare dallo stesso “scendere in campo” primigenio …) a portare le metafore calcistiche (inizialmente considerate “indice di basso livello culturale” mentre ora sono all’ ordine del giorno condiviso !) in politica è stato Berlusconi …

      • Moi says:

        E che poi, alla luce (ma non è che chiamo “sole” la torcina a dynamo di Decathlon ?! 😉 … ) dei Social Studies, le vecchie “Sezioni” del Partito (Maiuscola perché Nome Proprio, tipo Dio per i Cattolici) erano naturaliter “intersectional” senza saperlo, o almeno senza necessitarne la nozione. Se ne rendevano conto da sé, nel Mondo Reale, semplicemente condividendo il bar e la tavola calda ove magari qualcuno faceva la sorpresa della bevanda o del piatto “esotici” … concetto che, almeno per quello e almeno a tavola o al bancone, in Italia possono bastare 15 kilometri 🙂 !

        • Moi says:

          E anche l’ Oltrarno mi pare una realtà “intersectional” … che magari funziona bene proprio perché nessuno fa la lezione in sala conferenze di un hotel sulla “intersèch-scionèlidi” 😉

  58. Moi says:

    SE per le diverse religioni le questioni di diritto e di etica diventano l’ultima delle inezie … la Laicità NON sta funzionando. Su questo, mi aspetto il Sostegno Paradossale 😉 da parte di Roberto ! 😉

    • Roberto says:

      Io ripeto che laicità vuol dire che lo stato è neutro non che lo spazio pubblico deve essere neutro.
      In questo senso (che è il vero ed unico significato di stato laico) fa strame della laicità non la tipa che va in spiaggia con il burkini, ma il sindaco che glielo impedisce

    • Roberto says:

      Poi è chiaro che lo stato laico deve restare sordo rispetto a richieste che implicano la violazione della neutralità

      • Moi says:

        … e i confini, chi li stabilisce ?

        … o meglio quale Elite li stabilisce, facendo credere alle masse che siano idee spontanee ?

        • Moi says:

          confini concettuali, ovviamente …

        • Roberto says:

          Non è chiaro?
          Lo stato è neutro, nello spazio pubblico ognuno fa quel che vuole
          Se io chiedo allo stato di non essere neutro o di impedire ad altri di fare quel che vogliono nello spazio pubblico commetto il peccato di lesa laicità.
          Esempio: tutti devono avere dei documenti di identità in cui si riconosce il volto. Raiga.
          Chiedo di essere fotografato con lo scolapasta in testa? Ok
          Chiedo di essere fotografato con il niqab? Non ok
          Chiedo di essere fotografata con un velo in testa? Ok
          Voglio girare in spiaggia con il burkini? Ok
          Non voglio avere una maestra donna perché non mi piacciono le donne? Non ok

  59. Moi says:

    @ ROBERTO

    A ‘sto giro sei inchiodato 😉 (ovviamente NON in senso Bolognese Novecentesco !) sull’ Intersectionality :

    https://www.you00tube.com/watch?v=b-QM3ZkaYvM

    Il progetto “Intersezionalità [sic !] contro le discriminazioni”, finanziato dall’Unione Europea, all’interno del programma “Gioventù in azione”,

    [cit.]

    Lezione tenutasi qui, nella Città-Vetrina dell’ Egemonia Culturale della Sx !

  60. mirkhond says:

    “nella tua simpatia per modelli sociali o religiosi esclusivisti e violenti, nel fascino che senti verso dottrine e modelli etici repressivi e cupi è difficile non vedere il riflesso di un risentimento esistenziale.”

    L’attrazione verso la Chiesa delle Origini, verso il deserto, può nascere da un disagio esistenziale, ma è un’ attrazione che provo fin dall’infanzia.
    Dunque un disagio esistenziale ma anche un richiamo dello spirito………

    • Peucezio says:

      Certo, non volevo ridurre tutto al risentimento esistenziale, è chiaro che, come tutti, hai anche orientamenti estetici e spirituali tuoi, non dettati solo dal disagio col mondo.

  61. mirkhond says:

    Poi se essere “cupi” significa disprezzare il satyricon, allora sì, sono cupo……..

  62. mirkhond says:

    Però nessun telegiornale, nessun politico parla di maschicidio.

    • Grog says:

      Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
      farsi uccidere a furia di FRUSTATE SUL CULO NUDO dalla Boldrinskaya!
      Grog! Grog! Grog!
      P.S.
      RICORDATE PER L’ANO(*) NUOVO CHE L’UNICO MODO PER FAR TACERE UNA DONNA E’ FARSI FARE UN LUNGHISSIMO POMPINO E POI VENIRLE IN BOCCA (occhio ai denti)
      e sussurrarle parole dolci e romantiche parole d’amore tipo
      SUCCHIA BRUTTA TROIA!
      (*)
      Tutti hanno bisogno di un BUON ANO NUOVO perché quello vecchio ce l’hanno rotto.
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti
      Buon nuovo Grog! Grog! Grog! a tutti

  63. mirkhond says:

    “la storia del mondo islamico è strettissimamente legata, fin dalle origini, a quella dell’Occidente.”

    Il che NON vuol dire affatto che sia Occidente.
    Come NON lo sono Russia, Armeni, Georgiani e le altre cristianità mediorientali.
    I Maghrebini poi sono occidente soltanto dal punto di vista geografico.

    • Per Mirkhond

      “Il che NON vuol dire affatto che sia Occidente.”

      Ma credo che Peucezio porti alcune intuizioni anche molto interessanti e condivisibili a livelli estremi, dove diventano pure battute.

      E’ vero che il mondo greco-romano-ellenistico-persiano-arabo-giudaico-cristiano-gnostico-musulmano costituisce un insieme, a modo suo.

      Che se si guarda indietro, affonda nel “paganesimo”, se si guarda avanti arriva all’illuminismo.

      Se si guarda a destra, arriva in India (dove anche gli alfabeti sono di origine semitica, come tante altre cose), se si guarda a sinistra arriva ai puritani del New England.

      Tutto è vero, tutto è falso.

      • Peucezio says:

        Ma non è solo quello.
        Perché io dico anche, e non prendermi alla lettera, che dopo l’Adda comincia l’Oriente, perché in fondo bergamaschi, bresciani e veneti sono dei contemplativi.
        E lo stesso vale per i tedeschi.
        Dove non vedo spirito contemplativo è nel Vicino Oriente. Non più di quanto ce ne sia in Francia o in Inghilterra intendo (che hanno i loro monasteri, ecc.).

  64. Moi says:

    How Muslims Can Destroy Europe (animated)

    https://www.youtube.com/watch?v=elPknIg5NIY

    … infondato ?

  65. Per Moi

    100 interessanti fobie:

    http://www.fearof.net/

    Tra le mie preferite, Koumpounophobia, Anatidaephobia e Sidonglophobia.

  66. Pietro says:

    Che bel post!

  67. Moi says:

    … 101 😉 ?!

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/02/ac/11/02ac112348bbfbe60e9d389b7f16512a.jpg

    Interessante tuttavia la convergenza parallela fra uno che ha scritto un libro su Madre Teresa descritta come una sadica, ipocrita e avida megera & un vecchio Cardinale in quella ex Sede Diplomatica Pontificia riconvertita in Città Vetrina un tempo dei Sovietoidi e poi , molto peggio, degli Emuli d’ Oltreoceano della Liberal Scum 😉 Statunitense !

    PS

    A chi fosse sfuggito, “101” indica in AngloAmericano anche l’ introduzione a un argomento per i Neofiti.

    PPS

    Il peggio per la fobia delle parole lunghe spetta ai legulei Tedeschi.

    • Moi says:

      In realtà il guaio delle parole in “phobia” / “fobia” è che ti mettono sullo stesso piano una situazione …

      come questa

      https://www.youtube.com/watch?v=3ggIHfwkIWM

      e come questa

      https://www.youtube.com/watch?v=gp6pIV2WjRk

      ————–

      Per Mauricius NON ci sarà differenza contestuale … per me sì ! 😉 Lui è di gran lunga più “cinofobo” di quanto io possa essere “islamofobo”.

      … Qualche “Specista” 😉 ClericoFascista ha da ridire ?!

      Intelligenti pauca ! 😉

      • Moi says:

        Lì, un commento asserisce che sebbene tutte le “razze” debbano essere considerate eguali … ciò NON significa che in automatico tali,”eguali”, debbano essere considerate necessariamente anche tutte le culture e tutte le religioni calate nel Sociale.

        Qui, però, NON passa una “Reductio ad Hitlerum” … semmai “ad Leninum” o “ad Stalinum” 😉 ; la differenza NON è infatti data da un calcolo necroragioneristico, bensì due nozioni basilari dell’ antropologia : Ethnos ed Ethos.

        Il Nazismo difatti riteneva che Immondo 😉 dovesse piegarsi a un unico “Ethnos”; il Bolscevismo (e varianti AfroAsiaticoAmerinde 😉 ancora esistenti) , invece, riteneva e ritiene ancora che Immondo 😉 dovesse e debba piegarsi a un unico “Ethos”.

        Possiamo solo aggiungere che se la tua “colpa” è un “ethnos” NON puoi redimerti … se al contrario è un “ethos”, sì: è perlomeno possibile.

  68. Roberto says:

    Peucezio,
    Continuo qui sennò ci perdiamo

    “Cioè a sentire loro siamo tutti amici, basta che non ci pestiamo i calli,”

    Qui c’è un grande equivoco!
    So benissimo che siamo tutti nemici acerrimi ed è proprio per questo che non pestarsi i calli è l’unico modo per sopravvivere!
    già cerco di non pestare i calli agli amici, ma se mi capita se ne discute. Con il nemico già cerco di sfruculiarlo, ed ogni occasione sarà un casus belli. Ergo tra nemici è proprio razionalmente meglio lasciarsi in pace.
    Poi, è qui è la mia parte ottimista, non nego di sperare in cuor mio che a forza di lasciarsi in pace, beh anche senza diventare amici ci si dimentichi le ragioni per le quali siamo nemici,ma questa è la speranza non la foto della realtà

    • Peucezio says:

      Vabbè, osservazione interessante, però io parlavo di altro.
      Sembra che vogliate evitare in tutti i modi il punto centrale della questione.
      E cioè che i diritti individuali, i modelli di convivenza fra le etnie, i diritti omosessuali e tutto quel cavolo che ci vogliamo aggiungere, qualunque cosa ne si pensi in sé, possono essere tutelati senza isterie e atteggiamenti di censura violenta.
      Tra l’altro quello che dovrebbe contare per te e per chi sostiene questo modello di convivenza è il dato fattuale, la tutela effettiva di questi diritti, non l’isteria verbale, la polizia violenta del linguaggio.
      Cioè la cosa inquietante è che i difensori del politicamente corretto impiegano molti più sforzi nella repressione isterica del dissenso che non nella tutela fattuale di minoranze varie o gruppi più deboli.
      In tutto ciò trovi che ci sia qualcosa di anomalo o davvero ti pare normale?

      • Roberto says:

        Ma sono assolutamente d’accordo!
        Ho detto che detesto i fanatici, è evidente che quello che passa la vita a vedere dove venga usata a sproposito la parola negro o finocchio è un fanatico da spernacchiare.
        Poi però, a proposito di linguaggio, non puoi nemmeno cadere nell’opposto dell’insulto gratuito, ma credo che dovrebbe essere chiaro che se è intollerabile togliere dal programma scolastico la capanna dello zio tom, è ugualmente intollerabile dare dell’orango al ministro kyenge, a meno che tu non sia disposto ad accettare che la kyenge ti spari per lavare l’offesa

      • Roberto says:

        Poi vorrei farti notare che l’isteria c’è da entrambe le parti. Pensa all’isteria di quelli che lottano contro il politically correct ogni volta che c’è una pubblicità che mostra due gay in una scena di vita normale casalinga…..

        • Peucezio says:

          Vabbè, direi che nelle rispettive differenze c’intendiamo.
          Come sempre apprezzo il tuo equilibrio.

      • Per Peucezio

        “E cioè che i diritti individuali, i modelli di convivenza fra le etnie, i diritti omosessuali e tutto quel cavolo che ci vogliamo aggiungere, qualunque cosa ne si pensi in sé, possono essere tutelati senza isterie e atteggiamenti di censura violenta.”

        Trascuri un sacco di fattori.

        Io non credo allo “stato laico” che se ne sta lì, perché non credo nemmeno che esista lo stato.

        Esiste una rete di rapporti di forza molto complessa, che di volta in volta riescono a fare una legge.

        E per farla, occorre battersi. E’ normale che le leggi che concedano diritti agli omosessuali (non perdo tempo a definire i due discutibili termini, “diritti” e “omosessuali”) si ottengano con violenza, fanatismo, forza e minacce. Proprio come allo stesso modo si ottengono leggi che favoriscono i ricchi, oppure i lavoratori, oppure la lobby degli aeroporti, oppure l’ambiente, oppure i fondi alle scuole private oppure la rimozione dei crocifissi.

        • Z. says:

          Il diritto – nel diritto del lavoro è più evidente, ma vale per ogni settore – è la linea di confine dello scontro sociale.

          Dove le parti cessano di combattere e firmano un armistizio, ivi si crea il diritto.

          https://en.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Gumplowicz

          (Il diritto di cui trattasi, direbbe un amico di robéluxe 🙂 )

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non è detto. Io posso imporre diritto anche ad una minoranza in armi se sono abbastanza forte: quello dell’armistizio mi pare un modello realizzatosi solo in alcuni contesti.

          • Per Z

            “Dove le parti cessano di combattere e firmano un armistizio, ivi si crea il diritto.”

            Poi non è detto che la parte soccombente firmi alcunchè, di solito la prende in tasca e basta 🙂 L’unica sua speranza è che il vincitore tema di venire sconfitto da qualcun altro in futuro, come il PD che adesso cerca di fare leggi elettorali più rappresentative.

            Però è vero che il diritto non nasce da una perfetta giustizia, ma da uno scontro.

            • Z. says:

              La parte che la prende nel sacco accetta – obtorto collo, magari – condizioni più sfavorevoli. Noialtri legulei diciamo “coactus tamen voluit”, dandoci molta importanza 🙂

              Ma se smette di combattere significa che c’è stato un armistizio.

              A meno che non sia stata del tutto annientata fisicamente, certo, ma è improbabile…

        • Peucezio says:

          Qui schematizzi.
          Negli anni ’60, quando i negri americani hanno combattuto e ottenuto una serie di diritti, non c’era fanatismo.
          C’è oggi, dopo che da decenni giuridicamente sono identici agli altri e nella sostanza stanno messi come prima, né questo fanatismo è funzionale a riscattarli sul piano socioeconomico, anzi, spesso non viene neanche da loro.
          Non c’è un rapporto diretto fra l’esigenza di rivendicazione di spazi da parte di un gruppo e la veemenza con cui lo fa.

          • Per Peucezio

            “Negli anni ’60, quando i negri americani hanno combattuto e ottenuto una serie di diritti, non c’era fanatismo.”

            Black Muslims e Black Panthers?

            Dai!

            • Peucezio says:

              Non ne conosco a sufficienza la storia.
              Sarebbe interessante capire se i bianchi o comunque il resto della società sentisse un clima intimidatorio di oppressione violenta.
              Il fanatismo deve avere vittime, deve creare un clima generale, se no che fanatismo è.

              • Per Peucezio

                “Sarebbe interessante capire se i bianchi o comunque il resto della società sentisse un clima intimidatorio di oppressione violenta.”

                Credo che tu lasci talvolta ottenebrare la tua notevole intelligenza dalla ricerca dei cattivi.

                La differenza tra oggi e gli anni Settanta sta nella comunicazione totale tra tutti i diversi “vasi”. Tu ti senti perseguitato dalle “lobby gay”, perché sai cosa dicono e cosa pensano, mentre allora saresti dovuto andarli a cercare per sapere come la pensavano.

                E’ questo comunicazione incessante che manda in corto circuito tutto, la mancanza di qualunque spazio in cui le persone possano avere idee proprie, non esposte al mondo intero.

                E quando siamo esposti al mondo intero, ogni diversità deve essere immediata smussata via, perché stona nel coro planetario.

                E questo è il fatto veramente drammatico, il “politicamente corretto” è solo una conseguenza.

            • Moi says:

              @ Peucezio

              In effetti se tu fossi, che so, un SudCoreano con perfetta conoscenza dell’ Italiano e leggessi su ogni singolo fatto di “Gender” soltanto <La Nuova Bussola Quotidiana e Gayburg capiresti senz’altro che “in Italia c’è una Dittatura Culturale” solo che NON capiresti se a esercitarla o a subirla sono gli LGBTQUA (con la A che vale sia per “Agender” che per “Allies”/”Allied” riferito alla gente etero cis-tutto) o i Cattolici Tradizionalisti ! 😉

              Questo perché, sia per <La Nuova Bussola Quotidiana sia per Gayburg , il solo fatto che la Parte Avversa possa esprimersi pubblicamente è (!) una Minaccia alla Civiltà Umana ! 😉

            • Peucezio says:

              Miguel,
              credo che tu abbia frainteso il senso del mio discorso.
              Non sto dicendo che il fanatismo e l’aggressività siano una specificità del politicamente corretto di oggi, infatti ho citato il caso degli anni ’70 per le analogie, non per le differenze.
              Io credo che la violenza, l’imtimidazione e il fanatismo attingano a un dato antropologico universale.
              E che si trovano in genere a coincidere coi progressismi non perché i progressisti siano cattivi perché non piacciono a me, ma perché la violenza è sempre espressa dagli attori più dinamici della storia, da quelli che sentono di stare cavalcandola.

              Ma, e qui credo che sia il punto dirimente, non c’entra, come tu pensi, la contrapposizione di gruppi d’interessi: i gruppi che hanno interessi divergenti di solito trovano una composizione; nel peggiore dei casi si fanno la guerra, ma non è una guerra in cui devi annientare l’avversario in quanto è moralmente indegno. Quindi si tratta di una violenza controllata, dosata, disciplinata.

              L’origine della violenza fanatica e cieca ha un’altra origine e un altro meccanismo, che è quello del potere. E l’essenza del potere non è il conflitto, ma lo spirito gregario, cioè il gioco che s’instaura fra alcuni dominanti e il resto dei sudditi conniventi o passivi.
              Il potere semmai si inventa finti nemici per scaricare la sua aggressività, ma non sono nemici effettivi, sono immaginari. Però di solito s’incarnano in persone o gruppi effettivi (il capro espiatorio caro a Girard e al nostro amico Mauricius), che però non costituiscono nessuna minaccia reale per il potere stesso.
              E il potere non è statico, non preserva uno statu quo, un equilibrio (l’equilibrio nasce semmai dalla contrapposizione e dalla composizione di interessi che dicevamo prima); il potere è radicale, perché si accresce in una corsa all’infinito, in questo senso è progressivo.
              E non è una gestione delle cose, ma un meccanismo di autogratificazione nel dominio, per il quale la gestione è solo un mezzo o un pretesto.
              Perché appunto il potere, come l’aggressività, obbediscono a istinti primari, anzi, in fondo allo stesso istinto.

              • Per Peucezio

                “credo che tu abbia frainteso il senso del mio discorso.”

                Come sempre, quando si approfondisce, si condivide di più.

                1) Il potere ha i meccanismi da capro espiatorio che dici tu e che permettono il dominio

                2) Questi meccanismi vengono resi totalizzanti dal sistema di comunicazione totale e istantanea che c’è da alcuni anni e che non ha alcun precedente nella storia umana

                3) Il potere non è statico, è il risultato di una serie infinita di conflitti e riguarda sempre alcune cose, ma non tutte insieme.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          aggiungo un esempio secondo me lampante.
          La violenza politica comunista in Italia è nata più nel mondo studentesco che in quello operaio: mentre gli operai facevano le loro battaglie e ottenevano una serie di diritti (quelli di cui oggi si fa strame), in ambito prevalentemente giovanile-borghese si sviluppa l’hums che porta agli anni di piombo, alle Brigate Rosse, ecc.
          In Germania poi la Rote Armee Fraktion era una realtà autoreferente, completamente slegata dal mondo del lavoro.
          Quindi a me pare che non ci sia nessun nesso, storicamente, fra le contrapposizioni di interessi materiali e il livello di violenza ideologica nelle società.
          E questo perché probabilmente l’origine della violenza non sta nella contrapposizione fra gruppi e interessi, ma obbedisce a istinti che hanno poco a che fare con le ragioni pratiche. Un po’ come il sesso d’altronde: non si scopa per uno scopo (scusa il bisticcio), ma obbedendo a un impulso primario.

          • Peucezio says:

            humus

          • habsburgicus says:

            Un po’ come il sesso d’altronde: non si scopa per uno scopo (scusa il bisticcio), ma obbedendo a un impulso primario.

            i maschi…
            per le donne é un po’ diverso
            infatti sovente la donna tromba [con verbo diverso evitiamo il bisticcio] per uno scopo ben preciso….farsi dare un aumento, ottenere un posto/una posizione, ottenere un regalo/viaggio, insomma ottenere vantaggi per sé (e, talora, per altri..la contessa di Castiglione si fece trombare ad maiorem Italiae gloriam :D) ecc

            • Moi says:

              Pare che stia cambiando …

              http://video.repubblica.it/mondo/uomini-molestati-dalle-donne-il-progetto-sul-sessismo-al-contrario/161889/160380

              Uomini molestati dalle donne: il progetto sul sessismo al contrario.

              ———-

              Comunque sono il primo a esser scettico sugli “esperimenti sociali”: secondo me, c’è gente che capisce di essere su una specie di “candid camera” (come si diceva nel Novecento 😉 …) e sta più o meno a un gioco.

              Poi dipende da chi metti in un certo ruolo, specie il “Cattivo” 😉 di turno …

            • Z. says:

              La Repubblica sta pubblicando una specie di progetto di interviste di donne di ogni età.

              Ecco, secondo me sarebbe ora di fare lo stesso con gli uomini. Sarebbe probabilmente più difficile, ma proprio per questo forse più importante: le donne sono molto più brave a parlare, a comunicare e ad esprimersi. Lo fanno meglio, lo fanno più spesso e lo fanno più volentieri degli uomini.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Posso tirarmi fuori in anticipo? 😀

            • Z. says:

              …lo vedi che mi dai ragione?

              Del resto io cellò sempre, come il mascellonico DVSCE.

  69. Moi says:

    Primo Capodanno con “Misure di Sicurezza all’ Israeliana” per Milano …

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_dicembre_31/concertone-sicurezza-duomo-tiratori-scelti-diretta-smartphone-200957f0-cf36-11e6-8433-a0cc17a113ce.shtml

    Concertone e sicurezza in Duomo, tiratori scelti e diretta smartphone
    Misure antiterrorismo per l’evento di San Silvestro. Agenti tra la folla dotati di «occhi elettronici»

  70. Moi says:

    @ MIRKHOND

    https://www.youtube.com/watch?v=T24iQUfI3Fs

    La Violenza delle Donne sugli Uomini – indagine su 26.800 casi

  71. Moi says:

    in effetti non riesco ad appassionarmi a queste asserite dispute culturali d’oltreoceano.

    Il che credo possa spiegarsi, almeno in parte, col fatto che non vivo oltreoceano. Le ubbie di casa nostra mi bastano e mi avanzano

    Zeta [cit.]

    ——————————

    Sei abilissimo (pur essendo un Maschietto 😉 …) a dissimulare di essere una persona limitata che non si rende conto che le Coste di Quell’Oceano-lì digià (!) ci sono culturalmente (!) ben più vicine di quelle della Riviera Romagnola !

    • PinoMamet says:

      Esagerato!

      Poi Moi, davvero, faresti bene a piantarla con questa storia della dissimulazione. Finisci per vedere taqiyah dappertutto!
      Non basta non essere d’accordo con te per “dissimulare”…

      • Peucezio says:

        Vabbè, dai, spesso Z. fa il finto tonto per non andare in guerra. Ne fa quasi un vezzo. A chi vorrebbe darla a bere?

        • Z. says:

          Peucè,

          non so cosa dirti. Se ti fa piacere ti dico che le dispute d’oltreoceano mi entusiasmano, e poi già che ci sono prendo anche la posizione che preferisci tu al riguardo. Non vorrei passare per quello che delude gli amici 🙂

          Però, ecco, non sarebbe la verità.

          In linea di massima, preferisco affrontare i problemi nell’ordine in cui si presentano, se si presentano e quando si presentano. E per quanto mi riguarda, per me chiamare “diversamente abili” gli invalidi non è un vero problema. Diciamo che non lo è affatto.

          Che ti devo dire, sarò strano io…

          • Peucezio says:

            Sei strano sì.
            Perché in un mondo normale, indipendentemente dal segno ideologico delle cose, le reazioni sono commisurate alle azioni.
            E non c’è mai nulla di sano in un clima di caccia alle streghe.

            Se non lo ammetti è solo perché ti faresti uccidere pur di darmi ragione dopo aver preso una posizione per partito preso 😛

            • Z. says:

              Peucè, ti ho dato ragione spesso e lo sai. Basta fare la vittima 🙂

              In passato, poi, ho assistito a cacce alle streghe niente male, come il caso Dimitri vent’anni fa. Ma qui si parla di cose che non conosco se non per sentito dire da voi.

              E’ un po’ come quando habs si lamenta perché non interveniamo durante le sue dissertazioni storico-politiche (peraltro molto interessanti): che devo intervenire, io, che non so un tubero? 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il clima da caccia alle streghe è naturale, la sua repressione sarebbe antiumana. O questo discorso vale solo per i froci? 😀

            • Peucezio says:

              Vabbè, Z., ci rinuncio 🙂

  72. mirkhond says:

    Agghiacciante!

  73. mirkhond says:

    In riferimento al video postato da Moi

  74. Spezzo volutamente in due la mia risposta a Peucezio…

    Quando ci sono conflitti, bisogna contare la vera voglia di battersi.

    Poniamo tre attori:

    1) Peucezio che vuole dare del “frocio” agli omosessuali

    2) Miguel che non usa mai quella parola, ma crede alla libertà di usarla

    3) Tizio, che considera se stesso omosessuale e odio essere chiamato “frocio”.

    Peucezio ha mille altre cose che gli interessano nella vita.

    Miguel è facilmente ricattabile, perché non paga le tasse da due anni (invento, eh!).

    Tizio è interessato SOLO a impedire a Peucezio di dargli del frocio, e dalla mattina alla sera pensa a come diffamare Peucezio, a come ricattare Miguel, a come fare la vittima con la stampa, finché non trova il politico disposto a fare una legge che vieti l’uso della parola stessa: mica perché al politico gliene importi qualcosa, ma perché vede che Tizio è un attivista eccezionale e raccoglie e toglie voti.

    Alla fine, Peucezio fa la vittima (“questi progressisti, come sono aggressivi!”), Miguel fa finta di niente (“mah, teoricamente, io sarei per la libertà di parola, però…”) e Tizio stravince.

    Attorno a questa piccola guerra, poi si ricompatta la società, nascono nuovi capri espiatori e simboli, ecc.

    • Peucezio says:

      Mah, sicuramente fai una descrizione perfetta di una parte del meccanismo.
      Eppure secondo me non c’è solo questo.
      Questo integralismo dei progressisti contemporanei non sempre tocca i diretti interessati a dei diritti, anzi, in molti casi no.
      Io e molta altra gente che conosco tocchiamo con mano come le posizioni progressiste siano più aggressive delle altre, come vengano rivendicate senza nessun tipo di pudore, senza porsi il problema se i presenti sono tutti d’accordo o magari possono sentirtsi offesi dall’apprezzamento su questo o quel politico.
      Qualche settimana fa ho conosciuto una signora che non va più a vedere i film di Clint Eastwood perché ha votato Trump. Ora, escludo categoricamente che l’elezione di Trump leda qualche diritto della signora. Eppure il clima è questo.
      A me De Niro dopo le sue uscite contro Trump sta sulle palle, ma non è che non andrei a vedere un film con De Niro.

      • Z. says:

        Secondo me la spiegazione di Miguel si applica tutto sommato bene anche a scene come questa:

        http://video.repubblica.it/edizione/milano/animalisti-lo-zampone-dolente-dei-vegani-capodanno-di-protesta-a-milano/264075/264442?video=&ref=HRESS-5

        o ai noglobbal che qualche anno fa rapinavano supermercati in nome dell’esproprio proletario (a proposito, alcuni ora fanno i grillini) o cose di questo tipo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          noglobbal che qualche anno fa rapinavano supermercati in nome dell’esproprio proletario (a proposito, alcuni ora fanno i grillini)

          Alcuni invece fanno quadrato attorno al PD contro il dilagare della destra grillina 😀

        • Peucezio says:

          Semnmai si applica meglio la spiegazione mia: essere omosessuali non è una scelta, è un’inclinazione, ma essere animalisti o vegani è una fisima o comunque è una scelta ideologica, quindi non risponde a nessun interesse, non è l’emergere di un ceto, di un gruppo di portatori di interessi, è esattamente come chi ce l’ha con Trump per puro pregiudizio ideologico o, da eterosessuale, difende i diritti omosessuali, sempre solo per ragioni ideologiche.
          Il che, intendiamoci, è anche legittimo, come è legittimo voler essere animalisti (un po’ meno se coinvolgi le scelte altrui). Ma sono scelte. E la violenza non ne è un prodotto, perché sta già nella scelta: essere militanti vegani significa voler imporre agli altri di non mangiare carne, non solo non volerla mangiare, il che è una forma di violenza.
          Mentre l’operaio che vuole un salario più alto e si scontra con la polizia, usa la violenza per un fine esterno alla violenza, chi sente il bisogno di imporre qualcosa agli altri (che sia il fatto che non si deve votare Trump o che sia il non mangiare carne) asseconda una sua natura intrinsecamente violenta, un suo bisogno di esercitare un sopruso verso il prossimo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *