Quello che resta è l’Europa e un po’ di castagne

Gira in rete la foto di Mevlüt Mert Altıntaş, il giovane che ha ucciso l’ambasciatore russo ad Ankara. Non so la fonte ultima di questa immagine quale sia, e non voglio dire assolutamente nulla sui torti o sulle ragioni della sua scelta.

Provo un altro percorso.

A partire dal nome, che tradurrei così, forse imperfettamente:

Nascita del Profeta Muhammad in arabo

Morte -> Mortale -> Uomo -> Virilità -> Eroe in persiano

Roccia d’Oro in turco.

Il suo nome, nella lingua nascosta e rimossa dei cristiani, il greco, non compare, eppure sappiamo tutti che il sangue, alla fine, è quello.

Guardate poi bene il volto e l’abbigliamento, e toglietevi dalla testa tutti i luoghi comuni possibili.

Quello che resta è l’Europa.

La Turchia è l’unico paese europeo sopravvissuto, perché è l’unico paese (o quasi) a non aver subito la Seconda Guerra Mondiale, che ha distrutto l’Europa.

Dietro il giovane morto prima che gli spuntasse un solo capello grigio, vediamo il bayrak, coda di cavallo che si tiene in alto durante l’assalto, storie di steppe e di lupi e di infinito sangue.

Il razziatore Osman una notte sognò la luna che sorgeva, la luna della donna che amava, da cui sarebbe sorto un albero che avrebbe ricoperto il mondo intero: il dominio dei figli della lupa grigia.

La lupa grigia Asena soccorre il bambino combattente e con lui, genera dieci turchi, per metà umani, per metà lupi, e regna sui Turchi del Cielo e sui fabbri degli inferi.

Che poi quella mezzaluna non è altro che il simbole bizantino e precristiano di Hekate, vatti a fidare dei sogni dei monoteisti immaginari.

Sfumato, a sinistra, vedrete un disegno complesso, di cui vi narriamo la storia.

La Regina d’Inghilterra, sovrana di un terzo del globo, dona al sultano ottomano l’ordine della Giarrettiera. E già su questo nome, nonché sugli “ordini”, potremmo fare mille divagazioni che evitiamo.

Ricordiamo soltanto che tutti coloro cui si donava questo bizzarro ordine, dovevano esporre le loro armi nella chiesa di San Giorgio, al palazzo dei Windsor.

Forse non ci pensavano al rapporto di San Giorgio con la Turchia, ma la Regina dei cristiani eretici decise che anche i suoi amici turchi dovevano avere uno stemma araldico come tutti i cristiani, e così ordinò a tale Charles Young di creare uno stemma per l’impero degli Ottomani.

Young si recò a Istanbul/Costantinopoli/Bisanzio e ci lavorò sopra, assistito da Etienne Pisani (un nome, un cognome, un mondo), creando una contorta opera d’arte, che mi ricorderà sempre l’Arco di Trionfo dei Lorena di Firenze.

Pensiamo, se ci riusciamo, ai mondi che conteneva in sé il nostro ragazzo dalla nostra faccia novecentesca, sbarbata, mediterranea, innocente e assassina.

Da Hekate alle sue parole su Aleppo, Halab, la città madre del mondo:

“Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui!

“Non dimenticate Aleppo! Non dimenticate la Siria! A meno che le nostre città non saranno sicure neanche voi lo sarete. Solo la morte mi condurrà via da qui. Chiunque sia coinvolto in questa sofferenza ne pagherà il prezzo”

Shakespeare, Macbeth:

Aveva in grembo un bel po’ di castagne, e masticava e poi rimasticava:
“Dammene” – dico – “Via, strega, va’via!”,
grida quella rognosa naticona.
Il marito è salpato per Aleppo
al comando d’un barco a nome “Tigre”;
e lo farò, lo farò, lo farò!

2ª STREGA – Io ti do il vento.

1ª STREGA – Grazie. Sei gentile.

3ª STREGA – E io un altro.

mevlut-mert-altintas

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420 Responses to Quello che resta è l’Europa e un po’ di castagne

  1. mirkhond says:

    “Il suo nome, nella lingua nascosta e rimossa dei cristiani, il greco, non compare, eppure sappiamo tutti che il sangue, alla fine, è quello.”

    Non ho capito il concetto di “lingua nascosta” riferito al Greco.
    Per “sangue” ti riferisci alle radici non turche del giovane poliziotto?

  2. Moi says:

    Nel frattempo, nel Paese che l’ Europa l’avrebbe invece identitariamente distrutta …

    https://www.youtube.com/watch?v=RsDWcZuSPyQ

    Einer von uns: WIR SIND DAS VOLK

  3. habsburgicus says:

    @Miguel
    ma non potevano prenderlo vivo, con maggior organizzazione ? lo so, non me intendo nulla e magari é impossibile tecnicamente
    ma ha parlato 2-3 minuti dopo aver colpito con precisione estrema e micidiale il suo obiettivo (non é che si sia messo a sparare all’impazzata stile pazzi americni), non c’era modo di inviargli del gas soporifero, addormentarlo e poi disarmarlo ?
    indi farlo parlare ?
    lo so, mi dirai che non tutti avrebbero amato le sue parole 😀

    • habsburgicus says:

      Tex (lo so, la mie esperienza nel campo si limita al mitico Willer :D) i grandi cattivi li vuole sempre prendere vivi !
      e poi conosce sistemi che fanno parlare pure i muti 😀

      P.S
      qualora tu sia texiano (e non lo credo). ti informa che El Morisco personaggoo enigmatico e vagamente orientaleggiante, negli ultimi albi (vabbé ultimi 200 :D) é stato esplicitamente identificato con un egiziano, Ahmed, nome usato ripetutamente nell’ultimo albo [non fra i migliori]
      questo ad un fine estimatore della terra dei Faraoni non può restare ignoto ! 😀
      né a un messicano uno che ai tempi d’oro si guadagnlò il titolo di “L’eroe del Messico”, n° 4
      classica storia da Messico surreale italianizzato
      a fine n° 2 Tex sgomina un truffatore che sfrutando la crudeltà e la superstizione dei superstiti Aztechi vuole impadronirsi del loro tesoro di cui aveva trovato una permamena da uficiale all’epoca della liquidazione dei beni ecclesiastici
      ma questo era il nipote di Don Diego Ribeira, Presidente del Messico !
      che organizza una guerriglia contro gli USA in cui entra anche la spia a servizio dei messicani Dickhart (ancora normale illusionista, sarà Mefisto) e la bella sorella Lily (n° 3) che aveva sedotto un ufficiale da cui riceveva le informazioni
      Tex cade nella trappola di Lily che lo fa accusare dell’assassinio dell’ufficiale (che Tex aveva scoperto essere la “talpa”) commesso dal fratello Steve Dickhart (il futuro Mefisto) e di tradimento
      Tex deve essere impiccato, anche Marshall il capo dei rangers non gli crede ma Carson lo fa evadere, unico ad avee fidicia in lui..mitico lo scontro con Marshall dopo !
      Tex si reca in Messico e cattura i Dickhart
      decie però di continuare la lotta con i guerilleros contro il governo corrotto e poliziesco guidato dal citato Don Diego Ribeira (grasso, un tipo a metà fra Don Porfirio e Victoriano Huerta)..
      c’era un’opposizione guidata dal mite Manoel Pérez “amico del popolo”, ingenuo e buono (un richiamo a Madero ?) che aiutato da Tex, che si fa beffe di Don Felipe Fierro Capo della Polizia di Messico (ed é da vedeee la reprimenda che gli fa Don Diego Ribeira) e dal bandito Montales (un misto fra Pancho Villa e Zapata ? inassimilabili, lo so, nella realtà) riesce a vincere, liberando il Messico..Tex se ne andrà di notte rifiutando ogni onore
      Manoel Pérez farà una brutta fine nel n° 6, anche lì parallelo con Madero, Tex riuscì a liberare Montales
      molto più tardi, c.a n° 130 con un Montales già imborghesito e ormai governatore aut similia, un generale golpista con un viso da Pinochet riceve il nome che parve adatto di gen. Carranza 😀 ma senza barba Tex sgomina anche lui
      e c’é pure un Obregon, da qualche parte..
      un Calles no, che io sappia

      • Moi says:

        Invece lo Ius di Hokuto 😉 afferma che chi viola la vita e/o la dignità di una persona innocente NON merita più la propria (!) vita e deve essere eliminato all’ istante nel più atroce dei modi … giusto qualche secondo finale di pentimento e via andare !

        Vaudeville di Giorgia (prima Cosplayer Gaijinessa;) a vincere in Giappone) Vecchini in stile Cristina D’Avena sull’ originale Giapponese II “stagione”

        https://www.youtube.com/watch?v=MlGhOOrHP10

        PS

        “Oni” significa “Demonio” …

  4. Grog says:

    Per i “lupi grigi” esistono i pallettoni a lupara e non capisco la tua posizione di neutralità, il signor fu Mevlüt Mert Altıntaş è un grande figlio di troia ed uno schifosissimo assassino, ed i turchi in generale non sono meglio vanno presi per il coppino e sbatacchiati un poco contro il muro come asseriva il compianto Josiph Vissarionovich Dugaslvili che di queste cose se ne intendeva, il figlio di troia lo hanno ammazzato per impedirgli di parlare ovvio.
    I Russi non sono scemi e sono inferociti come tigri siberiane messe a dieta vegana, se fossi al posto dei mandanti non farei molti progetti per il futuro, non è escluso che interpretino l’assassinio come una ritorsione americana trasversale per la storia delle presunte ingerenze nella competizione elettorale americana (1), se è così ne vedremo delle belle con “strani” incidenti che capiteranno ad americani e/o ad inglesi.
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    (1) Accusa folle ed assurda che poteva solo venire in mente ad un diversamente bianco (negro di merda)

  5. Roberto says:

    Ammetto di non aver minimamente capito questa definizione di “unico paese europeo sopravvissuto”

    • Per Roberto

      “Ammetto di non aver minimamente capito questa definizione di “unico paese europeo sopravvissuto””

      Dovrebbe bastare la foto, per spiegarla!

      Ma anche il gesto e lo stile con cui è stato compiuto.

      • Il punto fondamentale è che la Turchia non ha avuto la cesura del 1945, a differenza dei paesi confinanti: il punto di riferimento per ogni questione, alla fine, è la Prima guerra mondiale.

      • roberto says:

        vabbé ma se per questo pure spagna e portogallo sono state abbastanza risparmiate dalla II guerra mondiale….

        sulla foto, boh che ha di specialmente ed esclusivamente europeo?
        uccidere un ambasciatore e fare un comizio è qualcosa di veramente europeo?

        ma poi, l’europa dopo il 45 ha smesso di essere europea?

        • Francesco says:

          più dopo il 1919

        • habsburgicus says:

          @Roberto
          ma poi, l’europa dopo il 45 ha smesso di essere europea?

          ti rispondo, nella mia indegnità, come N.S Gesù Cristo rispose a Pilato
          “tu l’hai detto” !

          • habsburgicus says:

            del resto vi é una cospicua letteratura sulla fine dell’Europa fra cui le opere di due diplomatici romeni antitetici fra loro ma contemporanei
            1.il romeno Grigore Gafencu, massone (oggi diremmo liberal-radical) e legato ai “poteri veri” internazionali dell’epoca sua [che non erano però i “poteri veri” della patria sua” !], Min Est dic 1938-fine mag 1940 (cadde in seguito alla vittoria tedesca in Francia che spaventò Carol II che da allora in poi cercò di avvicinarsi all’Asse in modo goffo) scrisse delle pregnanti memorie “Gli ultimi giorni dell’Europa. Viaggio diplomatico del 1939” ponendo l’accento sull’inizio del dramma, il 1939
            2.il suo non immediato successore principe Mihai Sturdza (Min Est 14/9/1940-19/12/1940), cristianissimo, anti-massonico, legionario, anti-bolscevico fino al modello e uno dei pochi che ebbe il coraggio (o l’impudenza ?) post bellum di scrivere una lode di AH, scrisse nel 1966 a Madrid il libro essenziale, se uno vuole capire l’aspetto orientale della II GM (tr it 1970), “La fine dell’Europa. Ricordi dalla patria perduta” in cui enfatizzava invece il 1945 (in RO, 1944..lui era già in esilio, a Copenaghen, dal luglio 1941 per colpa di Antonescu che lo sbatté pure in carcere, con la moglie però..struggente il racconto di come passò il Danubio, abbandonando per sempre la sua Terra che mai più più rivedrà, a Giurgiu dove dal 1954 vi é il “Podul Prieteniei”=Ponte dell’Amicizia che esaltava in nome di Marx-Engels-Lenin-Stalin, l’ultimo presto eliminato, l’amicizia fraterna della Romania e della Bulgaria popolari unite sotto la guida ideologica della grande e invitta Unione Sovietica ma dove all’epoca sua c’era solo un servizio di traghetto e un ponticino militare alla buona tedesco per Ruse, città bulgara già sede di un pascialato ottomano, Rusçuk e piena di moschee in cui si recitava il Corano ancora dopo la metà XIX ma oggi i musulmani sono invero pochissimi e dove nel 1991 un bulgaro che faceva il portiere/factotum/forse spia sino a poco tempo prima all’Hotel Riga, mi offrì non una ma due donne, invero bone :D, forse credendo che tutti gli italiani fossero come Silvio :D)

            Miguel ha quindi, e in queste cose non sbaglia mai (nell’essenza), colto il punto
            così come sul 1914, ogni volta che vi accenna, mi trovo più in sintonia con lui

          • roberto says:

            habsb,

            però a questo punto devo fare una domanda:
            cosa è quest’europa che sarebbe andata persa?

            tu mi perdonerai la mia solita assoluta mancanza di lirismo, fantasia ed immaginazione, ma se non partiamo da una definizione rischiamo di fare discorsi tipo cosa è “la napoletanità” o “la sicilianità” che sono divertenti, ma ognuno può sostenere quel che gli pare, in assenza di un parametro definitorio concreto

            • Per roberto

              “cosa è quest’europa che sarebbe andata persa?”

              Habs e io spesso siamo d’accordo nelle analisi, mentre discordiamo completamente per quanto riguarda i giudizi.

              Dietro un volto come quello che vediamo nell’immagine, c’è con ogni probabilità una storia.

              Una storia fatta di rigidità (anche nella postura, nell’igiene, nell’attenzione a piccole cose), di cose ritenute indiscutibili – il Lavoro, la Patria, la Fede, la Famiglia; di istituzioni sacralizzate, in particolare lo Stato e l’Esercito. Di una narrazione storica di persone verso cui saremmo in debito: grandi eroi e sovrani che “ci” avrebbero dato qualcosa, che noi siamo in dovere di “restituire”, anche con il nostro sacrificio personale.

              La rigidità ha aspetti positivi e negativi, tra questi ultimi la mancanza assoluta di inventiva e di creatività.

              Questa non è una “storia” araba, ad esempio; ma è la storia dell’Europa creata dalla sintesi tra Rivoluzione Francese e Stati Nazione (non è certo l’Europa del Settecento o del Medioevo).

              Ora, questo tipo di storia è quasi inimmaginabile oggi in Europa occidentale; ma senza questo tipo di storia, si può capire ben poco della Turchia.

              A Habs probabilmente dispiace che questa Europa sia morta (fuori dalla Turchia), a me no, perché è una tappa della storia.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma davvero è una storia “europea”? L’assassino parlava di Aleppo, cioè ha agito per un sentimento di solidarietà sovranazionale.

              • Per MT

                “L’assassino parlava di Aleppo, cioè ha agito per un sentimento di solidarietà sovranazionale.”

                Chiaramente, le poche frasi che conosciamo, in traduzione, di una persona di cui non sappiamo nulla, possono avere interpretazioni molto diverse.

                Ma conosco abbastanza l’immaginario turco, da ricordare che Aleppo è stata una grande città ottomana.

                Lo sparatore non si preoccupava, che so, dei musulmani del Kashmir.

            • habsburgicus says:

              ti ha risporto Miguel
              un commento meraviglioso
              l’unica differenza, come ha notato lui, é che a Miguel non dispiace che sia finita e a me sì 😀 *

              *però, attenzione, mi dispiace parzialmente..
              l’ideale sarebbe per me l’età barocca
              ma é impossibile da restaurare ed é sepolta
              invece QUELL’Europa fu conosciuta ancora da persone che conoscemmo noi stessi (i nonni, per esempio..qualcuno ha conoscuto i bisnonni) e non riesco ancora ad accettare che sia finita per sempre (come, probabilmente, é)..
              la scelta é dunque tra un “best” impossibile per definizione e un “second best” de facto ormai impossibile anch’esso ma forse non ancora in modo così chiaro e dirimente, e quindi facendo di necessità virtù ed essendo realista, mi limito a considerare il “second best” 😀

            • roberto says:

              Habsb e Miguel,
              quindi è europa una cosa fatta di

              “il Lavoro, la Patria, la Fede, la Famiglia; di istituzioni sacralizzate, in particolare lo Stato e l’Esercito. ”

              siamo d’accordo allora che non c’è niente di più europeo degli USA o della cina (qui dobbiamo sostituire Fede con “partito”)?

              scusate la provocazione ma cerco di andare oltre l’immaginario

              • per roberto

                “siamo d’accordo allora che non c’è niente di più europeo degli USA o della cina ”

                Interessante. Gli USA non direi, perché una caratteristica dell’Europa “rivoluzionaria” fu proprio il subordinamento dell’individuo alla Disciplina.

                Gli americani possono rispettare il proprio esercito, ma non sono certo forgiati dall’esercito.

                La Cina però forse (azzardo) aveva una matrice diversa, che era quella confuciana, della grande unanimità: sempre una disciplina, ma diversa da quella ideologica e spesso settaria dell’Europa.

            • Francesco says:

              scusa Roberto ma tu non lavori alla Morte Nera perchè anche l’Europa diventi una roba così?

              che ti pago lo stipendio a fare allora?

              😀

            • Francesco says:

              Aggiungi il Calcio e il Mercato e siamo a posto bene bene.

              Se poi riesci anche a togliermi dai piedi la Boldrini e la Cirinnà, che non vorrai mai ritrovarmi con le loro Famiglie al plurale.

              E magari ridurre un pò l’eccesso di Lutero e di Rousseau.

              😀 😀 😀

            • roberto says:

              miguel

              “Gli americani possono rispettare il proprio esercito, ma non sono certo forgiati dall’esercito”

              però mi sembra una società che adora l’esercito, le divise, la disciplina, le medaglie….pure nelle sue manifestazioni più anarcoide. pensa al football americano, non ti sembra “militare”?
              pensa all’infinita burocrazia privata delle corporations, o ancora al potere o rispetto di cui gode una qualsiasi divisa…
              a me sembrano degli individualisti di facciata

              • Per roberto

                “a me sembrano degli individualisti di facciata”

                Ci devo pensare, l’idea è stimolante. A pensarci, l’idea di organizzazione aziendale e del lavoro deve tantissimo agli Stati Uniti. E mi viene in mente anche Scientology…

                Forse però c’è l’idea che l’organizzazione sia una “tecnica”, una cosa che devi seguire pedissequamente per ottenere il Successo, più che un oggetto di rispetto in sé (tipo invece la monarchia, la chiesa, ecc. in Europa)

            • Francesco says:

              guardare “Gli incredibili” o leggere “Civil War” (quello della Marvel) per scoprire che questo tema è ampiamente dibattuto nel mainstream?

              mi ricordo un bel racconto di fantascienza, che inizia con una geremiade sull’America pecorona e conformista, poi Tizio inventa il campo di forza facile ed economico e il racconto finisce con una geremiade sull’America individualista e anarchica …

              dopo tutto, è una caratteristica umana essere sia egoisti sia conformisti, no?

              ciao

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              ” … una “tecnica”, una cosa che devi seguire pedissequamente …”.

              Sulla base della mia (limitata) esperienza, potrei dire che le tecniche non si “seguono”, meno che mai ” pedissequamente”. Anche perché le tecniche non sono in alcun modo riconducibili ai manuali delle istruzioni. Ciò che, invece, viene “seguito” (non sempre e non solo pedissequamente) è l’insieme di norme relativo ad uno specifico aspetto tecnico: norme che però sono ben lontane dall’esaurire la cultura tecnica.

              • Per Abd

                “Sulla base della mia (limitata) esperienza, potrei dire che le tecniche non si “seguono”, ”

                Hai assolutamente ragione.

                Mi riferivo proprio alla mentalità da “manuale delle istruzioni”.

                Certamente, il primo Manuale delle Istruzioni negli Stati Uniti è la Bibbia.

            • Zhong says:

              “Una storia fatta di rigidità (anche nella postura, nell’igiene, nell’attenzione a piccole cose), di cose ritenute indiscutibili..

              …La rigidità ha aspetti positivi e negativi, tra questi ultimi la mancanza assoluta di inventiva e di creatività.”

              In effetti tutto questo si riflette molto bene nell’arredamento in Stile Impero… …chi ha avuto la fortuna di avere nonni con case ottocentesche mi puo’ capire!

              Zhong

  6. Moi says:

    In realtà credo che il discorso di Miguel valga solo per l’ Europa Occidentale, dissolutasi nel Capitalismo Libertino (cioè svincolato dai casacamiBorghresi con il ’68) Liberal USA …mentre aldilà della Cortina di Ferro l’ identità profonda (!) Europea dello Spirito Guerriero, in qualche modo, è stata freezata dopo il 1945 nel Socialismo Reale !

  7. roberto says:

    habsb

    “ma non potevano prenderlo vivo, con maggior organizzazione ?”

    ne parlavo ieri con un amico pulotto che mi faceva notare che tutti i poliziotti europei si fottono di paura all’idea che sta gente abbia delle bombe, e che è difficile prendere vivo uno che è molto determinato a suicidarsi portando all’inferno quanta più gente possibile.

  8. Francesco says:

    Irlanda, Svezia, Spagna, Portogallo … c’è un sacco di Europa periferica che si è sfangata la guerra

    il pezzo d’Europa al di là del mare ha le serie storiche continue, anche perchè non c’è caduta sopra neppure una bomba in tutta la guerra

    i turchi non sono mai stati europei, tranne che nella testa di Ataturk. è che quando l’Europa era piccola, aveva dei vicini. poi è diventata grande e ci sono stati solo satelliti e colonie. ora che torna piccola, abbiamo di nuovo dei vicini

    parlando di Aleppo, in Siria il Baath era il partito dei contadini sciiti contro la maggioranza sunnita, e quindi lo scudo di tutte le minoranze. ho capito bene Miguel?

    in Irak invece era il partito della minoranza sunnita contro la maggioranza sciita, e quindi lo scudo delle minoranze?

    ciao

    • Carlo says:

      Alle altre domande non so rispondere, ma a quella sull’Iraq risponderei di sì per quanto riguarda le minoranze religiose: il braccio destro di Saddam Hussein, Tareq Aziz era un cattolico.

      • Francesco says:

        In effetti, una delle più grosse puttanate che ho mai pensato è che i cristiani del Medio Oriente potessero fare altro che appoggiare i governi che non li perseguitavano, per essere democratici – che significa dare il potere a maggioranze che vogliono perseguitarli, almeno in questo momento storico.

        Che è un circolo vizioso, temo: più si appoggiano ai regimi per sopravvivere più sono odiati dal resto dei loro connazionali.

        Ciao

        • Carlo says:

          Beh in Iraq la vera idiozia l’hanno fatta gli americani facendo cadere Saddam, peraltro, a sentire Paola Pisi di uruknet, quest’ultimo avrebbe avuto tra i suoi ministri anche degli sciiti, quindi, pur essendo una dittatura, magari il regime baathista in Iraq riusciva a distribuire un po’ di posti di potere tra le varie componenti del paese

          • Per Carlo

            “Beh in Iraq la vera idiozia l’hanno fatta gli americani facendo cadere Saddam”

            Il governo di Saddam non è mai stato “sunnita”. Si appoggiava a grandi tribù in maggioranza (ma non solo) sunnite, e aveva come principali nemici i dotti sciiti di Najaf, più che altro perché non si lasciarono cooptare e perché avevano strettissimi legami, anche familiari, con l’Iran.

            Non so se gli americani abbiano fatto un’idiozia; certamente hanno messo in moto il mondo.

            Per dire, senza la guerra del 2003, non ci sarebbe stata la guerra civile in Siria; senza la guerra civile in Siria, non ci sarebbero stati i profughi veri o presunti dell’anno scorso; senza i profughi, il margine tra “Leave” e “Remain” in Gran Bretagna avrebbe potuto essere molto diverso, anche al contrario magari.

            • Francesco says:

              beh, allora la mossa decisiva è stata la prima guerra del Golfo … o avrebbero potuto semplicemente dire a Saddam “visto cosa succede a fare gite fuori porta” e finiva lì?

              non riesco a non credere che nel 1992 avrebbero potuto cambiare il Medio Oriente in meglio, grazie a circostanze storiche eccezionali

              ma di fatto hanno portato a esplosione il bubbone e poi se ne sono andati

            • Carlo says:

              Grazie per i chiarimenti sull’Iraq dei tempi di Saddam

        • Per Francesco

          “più si appoggiano ai regimi per sopravvivere più sono odiati dal resto dei loro connazionali.”

          Pensa anche il contrario: più il governo aiuta le minoranze a sopravvivere, più odio suscita verso se stesso.

          • Francesco says:

            ma questo stato di cose può durare “per sempre” in Medio Oriente?

            • Francesco says:

              La mia idea originale era che più tempo passava con quel tipo di equilibrio, più dura sarebbe stata la situazione dei cristiani quando questo fosse crollato.

              Oggi non ne sono affatto certo.

            • Peucezio says:

              Io però vorrei capire come cavolo è che per secoli questi vari gruppi hanno convissuto, senza che i sunniti pretendessero di cancellare tutti gli altri, né ci fosse bisogno che comandasse autoritariamente uno degli altri per impedire che i sunniti distruggessero gli altri.
              Il motivo per cui si giustifica il potere di un Assad, cioè di una minoranza contro la maggioranza, è che è l’unico modo per quella minoranza, e per le altre, di sopravvivere.

              • Per Peucezio

                “Io però vorrei capire come cavolo è che per secoli questi vari gruppi hanno convissuto”

                A occhio e croce…

                in passato, c’era una maggiore divisione per quartieri e per mestieri, non c’erano i media unificati (televisione, internet, ecc.) e soprattutto non c’era la scolarizzazione di massa.

            • Francesco says:

              per secoli i sunniti erano tranquilli e felici come maggioranza locale in un sistema mondo in cui “gli Arabi” avevano un posto soddisfacente

              credo che la crisi sia iniziata quando gli Europei hanno fatto un salto di qualità nel potere e gli Arabi si sono trovati in una grande e insultante inferiorità

              parte della reazione è stata prendersela con le minoranze – come fecero gli Italiani con i vari popoli italiani, sentiti come colpevoli della debolezza complessiva

              per vari motivi, tutti pessimi, tra cui direi “ricerca di capri espiatori deboli” e “bisogno di riaffermare la propria identità”

              ciao

            • Peucezio says:

              Miguel,
              grazie della risposta, ma per la verità la mia era una odmanda retorica.
              Tu hai accennato correttamente ai meccanismi, io sintetizzerei dicendo che la modernità è esclusivista e accentratrice.
              In Turchia un secolo fa l’hanno fatto in modo più scientifico e pianificato, in tante parti del mondo mussulmano ora lo stanno facendo in modo empirico ma non meno efficace.
              Stavolta, per una combinazione di fattori, si sono trovati contro una potenza mondiale e non sono riusciti a completare il lavoro, ma, ahimè, è un’eccezione.

              • Per Peucezio

                “In Turchia un secolo fa l’hanno fatto in modo più scientifico e pianificato, in tante parti del mondo mussulmano ora lo stanno facendo in modo empirico ma non meno efficace.”

                C’è una similitudine con quello che è successo in Turchia, ma anche una grande differenza.

                Che è data proprio dall’esplosione di un immenso mondo di giovani diplomati o laureati in scuole molto “tecniche”, cresciuti in fatiscenti palazzoni sormontati da antenne, con nessun futuro davanti e in mano smartphone e kalashnikov.

            • Peucezio says:

              Mah, fa così tanto la differenza?
              Il fatto poi che non abbiano futuro di per sé non dovrebbe produrre un atteggiamento di questo tipo.
              Il concetto di “avere un futuro” è molto nostro, direi della società industriale, col posto di lavoro fisso.
              Una volta la gente non aveva “un futuro”: dalle mie parti erano braccianti a giornata, andavano in piazza a cercare ingaggio (se scèvene a mbermètte, cioè impegnavano la giornata per il tale padrone); al massimo facevano qualche rivolta violenta e ammazzavano qualche signore, ma era gente incapace di agire in modo sistematico, secondo un progetto.
              Per voler costruire un progetto politico, o religioso, o mistico, o utopico, bisogna proiettarsi nel futuro, avere una visione (che sia buona, indifferente o criminale).
              Mi chiedo se fenomeni come l’ISIS non siano il prodotto di un certo salto nel tenore di vita della gioventù mediorientale: escludo che i loro nonni avessero più di loro (o avessero maggiori sicurezze circa il proprio “futuro”).

              • Per Peucezio

                “Il concetto di “avere un futuro” è molto nostro, direi della società industriale, col posto di lavoro fisso.”

                Condivido buona parte delle cose che dici. Ma non stiamo parlando di braccianti.

                In Italia, si inizia da pochi anni a non immaginarsi un futuro “positivo” (che sia da lavoro fisso o da successo imprenditoriale).

                In Medio Oriente, il concetto di maa fiish mustaqbal, “non c’è futuro”, è l’unica, radicata certezza di tutti questi giovani preparati a fare gli ingegneri, gli informatici, gli insegnanti di lingue europee: la certezza, da una parte che l’unico senso della vita sia il “futuro” come lo potevano intendere gli italiani degli anni Cinquanta, con la certezza che domani sarà invece peggio di oggi.

                Aule affollate e pericolanti, esami rigorosi che annientano i falliti (nessuna generazione Snowflake…), corruzione come norma e la sabbia del deserto che avanza ed entra nelle case, Facebook e Youtube, le lingue straniere come unica ancora di salvataggio…

                La catastrofe della “primavera araba” non è così difficile da decifrare.

            • PinoMamet says:

              Ma qui sei tu che vedi:

              -la pugliesità mondiale 😉

              -la Puglia come un posto immobile e disperato 😉

              scherzi a parte, non sarei così categorico.

              Immagino che tutti abbiano qualche speranza, di qualche tipo: non necessariamente legata al “progresso”.

              Credo che sia anzi probabile che i nonni, o perlomeno i bisnonni, uno su otto, dei jihadisti, avessero qualcosa, o anche molto di più.

              Non tablet e smartphone, sicuramente, che non sapevano che farsene.
              Ma magari, boh, avevano una casa.

              Quando hai una casa, al muro ci puoi appendere una stampa di cattivo gusto o un versetto del Corano, ma di sicuro non hai troppo voglia che salti per aria.

              Quando non ce l’hai, hai tutta la voglia di far saltare per aria quelle degli altri.

              • Per Pino Mamet

                “Quando hai una casa, al muro ci puoi appendere una stampa di cattivo gusto o un versetto del Corano, ma di sicuro non hai troppo voglia che salti per aria.”

                Quando parlo di Islam, mi riferisco quasi sempre a quel 20% dei musulmani che sono di lingua araba; dei turchi so qualcosa, e non c’entrano nulla con gli arabi; del resto, non sono in grado di dire quasi nulla.

                Forse una chiave utile è quella linguistica.

                Il giovane arabo possiede tre lingue.

                La prima è “il dialetto”, cioè la modalità normale, storica, di comunicazione, con tutta una cultura che Peucezio troverebbe molto affine. Con la differenza – rispetto ai dialetti di Peucezio – che il “dialetto” è ancora la modalità normale di comunicazione.

                La seconda è la lingua dominante, che può essere l’inglese o il francese. Notare che scrivo “dominante”: non è una lingua “utile” come in Italia, è tutto ciò che ti concede “futuro”, in Marocco è spesso l’unica lingua d’insegnamento. E nasce da un alfabeto, una fede, un mondo completamente diverso da quello dei tuoi nonni.

                La terza è la “lingua chiara”, al-lugha al-fus/ha, che non è legata né alla vita quotidiana, né all’insegnamento; ma vive in una propria dimensione di suono prima di tutto, una sorta di canto sottostante a tutto il resto.

                Tutto questo dà una marcia in più al giovane arabo rispetto al giovane italiano; ma gli crea anche un bel casino aggiuntivo, non pensate?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma perché? Che differenza c’è tra lo sfogarsi con un bagno di sangue collettivo e invece sfogarsi con fatti di sangue meglio distribuiti dal punto di vista geografico e temporale?

            • Peucezio says:

              Mah, secondo me i loro nonni avrebbero fatto carte false per avere le cose che hanno loro: il diploma, la laurea e soprattutto il palazzone fatiscente (magari loro avevano solo una tenda), la parabola…
              Alla fine tutti, a tutte le latitudini, vogliono le stesse cose: essere gli sfigati del consumismo, pur di starci dentro.
              Poi c’è una piccolissima élite (che probabilmente comprende buona parte della popolazione dei paesi occidentali, non sappiamo ancora per quanto) che può persino permettersi di desiderare realisticamente di essere fra i vincenti del consumismo.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              a proposito, un mio amico iraniano di facebook sostiene che gli alawiti non sarebbero sciiti ma una cosa diversa e che l’idea che siano sciiti sarebbe una credenza erronea diffusa (in cattiva fede) in occidente.
              A te cosa risulta?

              • Per Peucezio

                “a proposito, un mio amico iraniano di facebook sostiene che gli alawiti non sarebbero sciiti”

                Non sono sciiti duodecimani (e quindi è vero che sono “cosa diversa” dagli sciiti dell’Iran e anche dagli aleviti turchi), ma nascono all’interno dell’incredibile galassia di genti che rivendicava il “culto” di Ali.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              beh, ma non saranno diventati troppo ambiziosi?
              Mi chiedo se non studiassero tanto, se non sarebbero più tranquilli.
              Lo studio è deleterio, perché genera aspettative che possono venire frustrate. Anche perché proietta in un mondo altro da quello della quotidianità, ti mette in contatto con cose lontanissime da quelle che ti circondano, alienandoti e facendoti voler essere altro da quello che sei.

            • habsburgicus says:

              @Peucezio
              con queste parole mi fai venire in mente le parole che diceva l’Arcv. Genova Lambruschini (suddito quindi del nostro Re, allora Carlo Felice di venerata memoria, presso i buoni), nominato N.A in Francia da Leone XII (1823-1829) di insigne memoria, regnante Carlo X (1824-1830), ultimo Re legittimo di quella Nazione, in un libro raro di memorie che lessi a Roma, alla Sapienza, quando facevo il dottorato
              il prelato, parlando delle condizioni di Francia molto tristi rispetto all’Italia (Mazzini era ancora al di là da venire !) diceva “qui purtroppo anche i poveri [o gli operai, il senso é quello] sanno leggere e scrivere ” 😀

              P.S
              quel libro é eccezionale..e dunque é rimasto ignoto 😀 pure all’UAAR, che avrebbe potuto tirarci argomenti a iosa, vero Moi ? 😀
              Lambruschini dice pure (allora segrtissimo eh !) di preferire la vittoria dei turchi contro i greci poiché i greci avrebbero distrutto il Cattolicesimo !
              in que libro sono esposte due verità già intuite ma non sbandierate
              n° 1 il clero non amava l’istruzione degli italiani 😀
              n° 2 il Vaticano era CONTRO i greci e teneva di fatto per l’odiato Turco (che fesso non era e in quell’epoca ordinò di trattare meglio i cattolici..nel Seicento era il contrario..i pascià perseguitavano i cattolici e favorivano gli sciamatici)

            • PinoMamet says:

              “Il giovane arabo possiede tre lingue”

              I miei studenti di origine araba (alcuni di quali, curiosamente- sarebbe da indagare- non vogliono essre definiti come tali) possiedono altre tre lingue, però:

              -il dialetto (marocchino, tunisino ecc.) dei genitori
              -la lingua dei colonizzatori del paese dei genitori
              -l’italiano

              perso, quasi completamente, l’arabo classico.
              I genitori li mandano sì a lezione (la domenica, mi pare, o al pomeriggio) che poi dovrebbe essere una roba simil-catechismo;
              ma tutti quelli a cui ho chiesto dicono che dopo qualche lezione di prammatica non vanno più, perché è noioso faticoso ecc.

              Questo li rende curiosamente più divisi di prima:
              “Io i tunisini neanche li capisco”, mi diceva una studentessa marocchina.

              Non parliamo poi dei siriani… (anche in questa scuola ce n’è uno, e anche qui ho scoperto che era siriano solo dopo averlo sentito chiamare Mohamed, perché identico fisicamente agli italiani, e visibilmente diverso dai maghrebini).

            • PinoMamet says:

              Un paio di mesi fa o giù di lì, andava forte per radio la canzone dell’italomarocchina Bouchra:

              in francese, con una storia d’amore ambientata tra i luoghi caratteristici di Parigi.

              Ho letto un’intervista alla cantante, nella quale diceva che lei cantava in francese perché è la sua cultura.

            • Peucezio says:

              “Ho letto un’intervista alla cantante, nella quale diceva che lei cantava in francese perché è la sua cultura.”

              Vabbè, la Francia è così, diventano francesi pure gli extraterrestri.

            • PinoMamet says:

              Solo che lei è diventata francese in Italia!

              😉

            • Francesco says:

              Miguel

              fammi capire: la scuola nei paesi arabi è molto severa e selettiva e non serve assolutamente a nulla?

              Caspita

              • Per Francesco

                “fammi capire: la scuola nei paesi arabi è molto severa e selettiva e non serve assolutamente a nulla?”

                E’ una riflessione interessante. Sicuramente ci sono classi molto più affollate, c’è molto più “nozionismo” come si diceva una volta, ma c’è un’attenzione da parte degli allievi inimmaginabile oggi in Italia, anche per l’ossessione dell’esame di maturità (imtihaan), che se non lo passi, sei rovinato a vita.

            • Z. says:

              Messa così mi pare non solo un pessimo sistema, ma pure uno spreco enorme di tanta buona volontà.

              Praticamente un disastro!

            • Roberto says:

              Miguel

              “Il giovane arabo possiede tre lingue”

              Pure i giovani robertingi, l’italiano di papà, il tedesco ed il francese di mammà (e aggiungerei l’inglese come musica di sottofondo)

              Spero che sia un vantaggio più di un problema….

            • Peucezio says:

              Concordo con Z.
              Forse non pessimo in generale, ma questa cosa dell’unica cartuccia che o la va o la spacca mi sembra un’idiozia.
              Gli esami di maturità andrebbero aboliti proprio, anche in Italia.
              La selettività si deve fare ogni giorno, in modo che chi è incapace o non si applica non proceda, fino a quando non si scoraggia (e se non si scoraggia, peggio per lui: farà la prima media a vita, basta che non prende nessun diploma).

  9. Grog says:

    Miguel lo sappiamo che sei un MESSICANO DEPOTENZIATO ma non pensi anche tu che il fu signor Mevlüt Mert Altıntaş sia un assassino?
    Oppure quando qualcuno commette un omicidio gli dici “brichino birichino!”?
    Oppure odi i Russi e sei contento che abbiano assassinato un ambasciatore?
    Tra l’altro quel poco di Europa che resta è a Mosca e non a BELINO, se ti leggi il peana renziano della repubblica sulla povera vittima di BELINO sulla repubblica ti viene voglia di dare le chiavi del camion al bastardo islamico.
    L’unico che può sventolare il BELINO a ragion veduta è quel topo di chiavica Genovese di Francesco!
    Tu Miguel limitati all’Oltrarno e lascia stare la geopolitica perché potresti finire non nel deserto di Sonora ma in Siberia.
    Grog! Grog! Grog!

    • Per Grog

      “Oppure odi i Russi e sei contento che abbiano assassinato un ambasciatore?”

      Se vuoi una risposta seria, non entro in merito alla questione geopolitica.

      Mi sembra ovvio che il fronte saudita-jihadista-liberalamericano-israeliano sia un mostro più orribile dei suoi avversari.

      Ma sto sempre MOLTO attento a non confondere il giudizio sulle persone o sulle collettività con la mia visione geopolitica.

      Altrimenti, un “liberale” dovrebbe pensare che gli italiani fossero tutti santi nel 15-18 e mostri nel 39-43, per poi ridiventare santi di nuovo grazie alla resistenza; mentre un “reazionario” dovrebbe pensare l’esatto contrario.

      Io posso avere più simpatia per un contadino palestinese che per un colono israeliano arrivato fresco fresco da New York.

      Ma questo non toglie che il colono arrivato fresco fresco da New York (o il ragazzo di banlieue arrivato fresco fresco in Siria da Parigi per combattere con l’Isis) ritenga in perfetta buona fede di fare una cosa giusta, e sia disposto anche a rischiare la vita per farla.

      La vita è infinitamente varia.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        apprzzo sempre la tua totale mancanza di dogmatismo e manicheismo, ma

        “ritenga in perfetta buona fede di fare una cosa giusta, e sia disposto anche a rischiare la vita per farla.”

        è questo il discrimine? La buona fede?
        E soprattutto, perché chi combatte convinto è migliore di chi per esempio combatte malvolentieri ritenendolo l’unico mezzo per fare un danno minore?
        Non è meglio il secondo, il pragmatico, che in fondo, di indole, è un pacifico, un mite?

        • Z. says:

          Alle volte la saggezza del buon Peucezio mi colpisce, e a un dipresso la condivido.

        • Per Peucezio

          “è questo il discrimine? La buona fede?”

          No.

          Il discrimine per quanto riguarda le scelte storiche è che ha ragione chi, alla lunga, fa meno danni alla diversità dell’unico pianeta che abbiamo.

          Ma non è facile capire, di volta in volta, le conseguenze delle nostre scelte.

          E tante, tante scelte sono determinate dalle circostanze, dal caso della nascita in un luogo, in un ceto sociale, in un gruppo religioso, da un entusiasmo sviluppato nell’infanzia.

          Penso ad esempio a un parente acquisito, che è una persona umanamente fantastica, certamente migliore di molti che “la pensano come me”, che su temi come energia nucleare o Tav o affini, la pensa come la può pensare qualcuno che sin dall’infanzia ha sempre pensato che il bene fosse “uscire dalla miseria”.

          • Peucezio says:

            Miguel,
            “Il discrimine per quanto riguarda le scelte storiche è che ha ragione chi, alla lunga, fa meno danni alla diversità dell’unico pianeta che abbiamo.”

            Beh, ma allora oggettivamente gli integralisti sunniti sono da mettere fra i “cattivi”.
            E’ diverso il discorso del parente acquisito, che esprime opinioni innocue e non è un decisore né un attivista.
            Non ho ancora capito se ne fai un criterio oggettivo o di buona fede soggettiva. In certi tuoi discorsi precedenti mi sembrava trasparisse quasi una sorta di ammirazione romantica, pur con mille riserve, per i combattenti dell’ISIS e affini, in quanto lanciati in buona fede in una battaglia persa a priori.
            Inoltre distinguerei l’indole delle persone dagli effetti che queste producono, almeno ai livelli bassi.

            • Per Peucezio

              “E’ diverso il discorso del parente acquisito, che esprime opinioni innocue e non è un decisore né un attivista.”

              Beh, un ingegnere lo è e qualcosa ha fatto; avesse fatto più carriera, avrebbe fatto anche più danni, e sicuramente convinto di essere utile al Progresso e alla Scienza, contro l’Ignoranza e la Miseria.

              Quindi il comportamento oggettivamente dannoso si combina alla buona fede.

  10. Grog says:

    Scusa Miguel!
    Sono stato scorretto nel definirti MESSICANO DEPOTENZIATO perché in realtà sei un
    PERFETTO TERZISTA nel dare un colpo alla botte ed un colpo all’asino, bisogna dire che lo fai in modo molto intelligente ed acculturato!
    Per cui la definizione giusta è MESSICANO IRRIMEDIABILMENTE ITALIANIZZATO e ti saluto la nobile tradizione messicana di Pancho Villa, Emiliano Zapata (no,no, non il governatore della Puglia furbastro) e di quelli che fucilarono quella merda di imperatore di MASSIMILIANO sostenuto dalle armi della merda imperiale NAPOLEONE III fottendosene allegramente di tutti gli appelli delle PUTRIDE ANIME BELLE EUROPEE.
    Que Viva Mexico! Que Viva Queretaro!
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Io sono un grezzo ed il mio Eroe in realtà sono TEPEPA DETTO TIERRA Y LIBERTAD ed il ragazzino che mata el gringo con il suo mauser 7×57 “porché non ye gustava Mexico!”

    • Francesco says:

      MESSICANO IRRIMEDIABILMENTE ITALIANIZZATO

      direi che questo potrebbe essere il regalo del 2016 ai posteri ed è molto meglio di post-verità!

      Miguel, mi complimento, la tua comprensione verso Grog era ben pensata.

      Ciò detto, mandiamo altri milioni di turisti giapponesi a finire la distruzione di Venezia e che torni Aquileia!

  11. CarloGi says:

    “Ora, questo tipo di storia è quasi inimmaginabile oggi in Europa occidentale”

    Nel senso che non c’è nessuno disposto a sparare all’ambasciatore americano (va bene anche un console)?

    • Grog says:

      Certo che no! Sbagliato sparacchiare nel saloon!
      Come diceva il vecchietto del west al pistolero che sparacchiava nel saloon
      ” LIMA IL MIRINO RAGAZZO! Perché anche io da giovane facevo il pirla e poi mi hanno cacciato la canna del revolver non ti dico dove”
      Grog! Grog! Grog!

  12. Moi says:

    A proposito di USA …

    University of Wisconsin: Stop Saying ‘Politically Correct’! That’s Politically Incorrect!

    http://www.dailywire.com/news/8588/university-wisconsin-stop-saying-politically-
    pardes-seleh

    … WTF ?!

    • Moi says:

      http://dailycaller.com/2015/10/22/full-circle-politically-correct-is-now-politically-incorrect-in-wisconsin/

      Full Circle: ‘Politically Correct’ Is Now Politically Incorrect In Wisconsin

      Over time PC has become a way to deflect, say that people are being too ‘sensitive,’ and police language,” a poster created by the Inclusive Excellence Center says. “It is disconnected from authentic understanding of impact.”

      • Moi says:

        24 (ormai 25) anni fa … satira.

        https://www.youtube.com/watch?v=77M2e3APoXk

        adesso … norma.

      • Per Moi

        “Full Circle: ‘Politically Correct’ Is Now Politically Incorrect In Wisconsin ”

        In realtà, non hanno tutti i torti, nel senso che il termine “politically correct” è stato quasi sempre utilizzato solo in senso ironico:

        https://en.wikipedia.org/wiki/Political_correctness

      • Peucezio says:

        Perché non prescrivono direttamente il silenzio?
        Da homo loquens a homo tacitus.
        Tanto ogni espressione nata per sostituirne una offensiva, diviene offensiva a sua volta (storpio -> handicappato -> disabile -> diversamente abile) in un processo all’infinito.
        L’idea in fondo è che il linguaggio umano è offensivo, la parola è intrinsecamente connotata in senso ingiurioso.
        Quindi tacciano, loro per primi.

        • MOI says:

          Adesso poi si ritengono “icone gay” dei videoclip che all’ epoca invece eran da prime tirelle etero 😉 tipo Sabrina Salerno

          https://www.youtube.com/watch?v=J-S5VjbtG2o

          https://www.youtube.com/watch?v=CYpYi9bLloE

          https://www.youtube.com/watch?v=wbeWU2x47hY

          … bah !

          Alla fine ha ragione Habs :

          la Fàiga è l’ Ultimo Baluardo della Logica Tomistico-Aristotelica in Occidente !

          Figah U Akhbar ! 😉

        • paniscus says:

          Aggiorniamoci, ormai anche il politically correct è stato a sua volta superato dalla sua più recente evoluzione: il “trigger warning”…

          • Moi says:

            … sennò i “Kalergic Snowflakes” 😉 vengon su traumatizzati.

            Snowflakes che possono essere anche non-Bianchi … chi è il/la/l* razzista/o/* 😀 che ha detto che la neve che cade è solo bianca ?!

            SE è vero com’è vero che “you are what you feels” _ cani (UK) e gatti (Svezia) più che compresi _ solo il ClericoFascismo può pensare che se la carbonella sente di essere cocaina … allora lo Stato debba negarle di essere riconosciuta come cocaina.

            Ho fatto l’esempio della cocaina perché associare il bianco alla neve è un Paradigma Identitario Suprematista NON-Inclusivo per le altre sostanze-minoranze !

            😉

          • Francesco says:

            scusa prof

            cosa è il trigger warning?

            non vorrei fare qualche gaffe

            grazie

            • “cosa è il trigger warning? ”

              E’ l’avvertenza tipo “attenzione questo video contiene immagini che qualcuno potrebbe trovare offensivo”, ma con un tocco pseudo-scientifico tutto americano: la visione di certe scene o l’uso di certe parole scatenerebbe (trigger) in alcune persone una reazione traumatica.

              L’insegnante di biologia che ad esempio parla in classe, anche casualmente, di “cibo ad alto contenuto calorico” potrebbe, con questa frase, triggherare una crisi in un’allieva che si percepisce come obesa tale da farle subire un PTSD (post traumatic stress disorder) per il quale, con l’aiuto di uno psicoperito, potrebbe poi chiedere i danni all’insegnante stesso.

              Tutto nasce dalle donne che hanno subito molestie, e magari non gradiscono sentire qualcuno che dice “a quelle le toccherei il sedere”; ma una volta creato questo precedente quasi comprensibile, il concetto si democratizza a tutte le persone che possono essere “traumatizzate” da qualunque cosa, ad esempio dall’accenno, durante una lezione di storia, a una guerra o anche a “slimy things”, tipo le lumache.

              Una moiata pazzesca, insomma 🙂

            • paniscus says:

              Il bello è che l’estensione indefinita della logica del “trigger warning” finisce con il CONFLIGGERE apertamente con la logica originaria del “politically correct” come forma di rispetto del pluralismo, e quindi l’applicazione pedissequa di entrambe avrebbe come unica conseguenza possibile quella di bloccare tutto, non insegnare più niente, non comunicare più niente!

              Esempio banale: descrivere, nei libri di testo per le scuole, delle scene di vita quotidiana in cui compaiono solo famiglie tradizionali perfette, con mamma e babbo regolarmente sposati e figli educati alle consuetudini più perbenistiche, non va bene perchè fa sentire esclusi tutti quelli che hanno famiglie meno convenzionali.

              E infatti, per diversi anni, sono state fatte notevoli pressioni perché in tali testi comparissero anche una certa percentuale di famiglie di tipo diverso, dal genitore single, alle famiglie ricostruite con più fratelli nati da unioni diverse, fino eventualmente anche alle coppie gay.

              Però, secondo la logica del “trauma trigger”, mettere in scena in un manuale scolastico una storiella in cui il protagonista ha genitori separati, anche quello non va bene, perché potrebbe far scoppiare una crisi di nervi in un ragazzino traumatizzato dal fatto che i suoi genitori si siano separati davvero.

              E allora cosa si descrive? Solo bambini nati sotto i cavoli?

              E si parla di scuola elementare, ma negli Stati Uniti la bomba è già esplosa anche nei corsi universitari!

            • PinoMamet says:

              Dopo tutte queste americanate, vorrei ricordare a tutti la constatazione crudamente realistica della suocera di un mio amico:

              “al mond l’è fat pr’i norméi”

              Il mondo è fatto per i normali.

              Gli, si adattino. Li si aiuti, per carità; ma senza deviare dalla logica della constatzione suoceresca.

              Crudo, lo ammetto, ma accettare questo fatto è anche l’unico modo per riuscire a vivere.
              Altrimenti cadiamo nella logica del trigger-come-si-chiama, per cui non si potrebbe più dire e fare semplicemente niente.

            • Peucezio says:

              Paniscus,
              ” la logica originaria del “politically correct” come forma di rispetto del pluralismo”

              ma davvero pensi ciò?

              Pino,
              certo, non foss’altro che per un principio statistico: se molti calzano 41 e pochi calzano 45, farò più scarpe 41 che 45.
              Ovviamente un discorso di buon senso come il tuo nell’Occidente contemporaneo scatena l’isteria.

              • Per Peucezio

                ” la logica originaria del “politically correct” come forma di rispetto del pluralismo”

                ma davvero pensi ciò?”

                Nell’Epoca del Sole Calante, la pluralità di atomi è la caratteristica fondante.

                Ogni atomo deve isolarsi, trovarsi un Safe Space https://en.wikipedia.org/wiki/Safe-space dove massimizza la propria comodità e isolamento.

                In questo contesto è perfettamente normale che l’Atomo che difende Proprietà e Diritti diventi l’unico riferimento.

                La metafora ultima dell’Occidente non è lo stato liquido, ma lo stato gassoso.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Peucezio è diventato mercatista 😉

            • werner says:

              Il tema è certamente sentito. Gli autori di South Park hanno dedicato buona parte di una stagione e un personaggio creato appositamente al tema del politically correct.

              https://www.youtube.com/watch?v=SM91UjnT564

            • Peucezio says:

              Miguel,
              certo, ma l’individualismo non è pluralismo, è il suo contrario. Il pluralismo è complessità ai vari livelli, ma quando hai individui atomizzati e un potere globale, senza livelli intermedi, hai omologazione, non pluralismo.

              Mi ricordo uno scambio di opinioni con Aldo Giannuli, quando stava ancora a Bari: lui sosteneva che in realtà le società moderne sono complesse perché per esempio negli Stati Uniti, che sono l’avanguardia del mondo, è vero che non ci sono culture locali ricche, ma c’è la ricchezza degli stili di vita individuali.
              Al momento non articolai la risposta adeguatamente, ma non è difficile obiettare che gli stili di vita individuali, per quanti siano, sono sempre un numero molto limitato e standardizzato (non dico potenzialmente, ma di fatto, nella nostra società): hai l’omosessuale, poi c’è quello che ama il sadomaso, poi c’è l’omosessuale che ama il sadomaso, poi il feticista dei piedi, e ognuna di queste preferenze e pratiche ha la sua brava etichetta in inglese, con tanto di siti di appassionati, che si organizzano pure per incontrarsi, ma alla fine, stringi stringi, sono quelle e sono uguali in tutto il mondo (sempre con le etichette in inglese nate negli USA). Il pluralismo orizzontale invece (o anche verticale legato a ceti e gruppi specifici all’interno di società complesse) è birtualmente infinito e di fatto moltiplicato e moltiplicabile in base a quante realtà geografiche possono esserci sulla Terra. Quindi quello è pluralismo vero, non la combinazione di venti ingredienti, che distribuisci in egual modo in ogni angolo dell’Orbe terraqueo.

              E’ il motivo per cui avverso l’immigrazione: se a Bitritto andasse gente di una specifica provincia o villaggio del Bangladesh e solo quella, a Capurso quella di un’altra provincia o villaggio e a Modugnodi un’altra ancora, e se il Bangladesh fosse internamente diversificato linguisticamente e culturalmente come l’Italia, e ognuno di questi gruppi portasse peculiarità specifiche e differenziate, già sarebbe un altro discorso; il punto è che in ogni angolo del mondo avremo gli egiziani, uguali a tutti gli altri egiziani degli altri paesi, i cinesi, il kebab, il ristorante cinese, il sushi, il ristorante messicano con le cose piccanti, la pizzeria, e ognuno di questi posti sarà la fotocopia di tutti gli altri di ogni altro angolo del pianeta, per cui torniamo allo schema di prima: dieci o venti ingredienti uguali dappertutto.

            • paniscus says:

              ” gli stili di vita individuali, per quanti siano, sono sempre un numero molto limitato e standardizzato (non dico potenzialmente, ma di fatto, nella nostra società): hai l’omosessuale, poi c’è quello che ama il sadomaso, poi c’è l’omosessuale che ama il sadomaso, poi il feticista dei piedi, e ognuna di queste preferenze e pratiche ha la sua brava etichetta in inglese, con tanto di siti di appassionati, che si organizzano pure per incontrarsi, ma alla fine, stringi stringi, sono quelle e sono uguali in tutto il mondo”
              ———————-

              Mi sembra quanto meno bizzarro sostenere che il concetto di “stile di vita” si riduca esclusivamente alle preferenze sessuali. Questa stessa gente avrà pure delle abitudini consolidate di vita quotidiana o degli interessi individuali che non c’entrano niente con il sesso!

            • Peucezio says:

              Lisa,
              gli americani ragionano per categorie semplici e schematiche, come Adamo, vogliono mettere un nome a tutto.
              E alla fine hai voglia a dire, tutto si riduce al sesso (sì, anche a me sembra assurdo, perché è importante ma ci sono tantissime altre cose, ma è così).

              Non so se Miguel, da americano per parte materna, sarà d’accordo.

            • PinoMamet says:

              Ecco, io sono d’accordo a metà:

              -gli americani vogliono mettere etichette a tutto;

              -no, non tutto si riduce al sesso. Però l’esempio in effetti è molto indicativo: una roba così intima (insomma…) e individuale, ridotta a una serie di categorie schematiche, per quanto numerose, sempre identiche al loro interno… dà da pensare.

  13. Moi says:

    A proposito di “matados” in Mexico :

    http://www.quotidiano.net/esteri/messico-mercato-fuochi-d-artificio-1.2767890

    Messico, esplode il mercato di fuochi d’artificio: almeno 30 morti.

    Città del Messico, 21 dicembre 2016 – E’ di almeno 31 morti, 72 feriti e decine, forse un centinaio, di dispersi, il bilancio delle sei esplosioni a catena che hanno fatto saltare in aria il mercato di fuochi d’artificio ‘San Pablito’ a Tultepec, a 50 km da Città del Messico.

    Ora del mercato, composto da circa 300 locali, non rimane quasi nulla: la maggior parte dei negozi è esplosa, come se ci fosse stato un bombardamento, precisano i media locali. “Subito dopo la prima esplosione, tutto ha cominciato a prendere fuoco – racconta un testimone -. C’era gente in fiamme che correva in ogni direzione”.

    [cit.]

  14. Moi says:

    http://laprovinciadelsulcis.com/2016/12/22/attentato-a-berlino-italiana-fabrizia-di-lorenzo-dispersa.html

    in Germania invece 12 morti e 48 feriti, NON contando la ragazza Italiana “dispersa” …

  15. habsburgicus says:

    27 anni fa
    la rivoluzione romena
    si passò da Nicolae (che ebbe aspetti positivi, oggi sempre più evidenti più passano gli altri) alla parte peggiore, in quanto più marxista, del “disciolto” (?) PCR..cioé la cricca di Iliescu 😀
    se nonostante tuto il comunismo romeno finì in quel giorno, lo si deve
    n°1, al contesto internazionale di quell’anno indimenticabile
    n° 2, alla crisi dell’URSS che impedì l’implementazione di Malta (c.a 1-2 dicembre), una Jalta dei poveri, in cui pare che il Cremlino accettò la de-marxistizzazione completa di PL, CS, H e “DDR” (forse già si proferì la parola “unificazione” o più probabilmente lì fu cosa del grandissimo Kohl “l’ultimo dei tedeschi” così come Filopemene fu “l’ultimo degli Elleni” edc Ezio “l’ultimo dei Romani”) in cambio del mantenimento del controllo effettivo su RO e BG, la seconda perejstrokizzata da venti giorni (potere a Mladenov) la prima da perestrojkizzare con la forza entro fine anno..in RO fin dall’inizio si dovette dare di più (di quanto forse previsto all’inizio) perché il popolo seppur bue per definizione aveva preso coscienza della propria forza….il comunismo esplicito dovette essere abbandonato immediatamente (come la bandiera con il simbolo marxista del reto ripudiato dalle mase, vi ricordate penso le bandiee con il buco), ma il fatto che ancora nel 1990 Iliescu chiamò i minatori (privilegiati sotto il comunismo) a spaccare teste di chi criticava troppo indica il grado di “democrazia” a cui pensava 😀 le elezioni del maggio 1990 specialmente nella vecchia [pre-1918] Romania rurale furono da tempi bui, l’FSN (l’ex-PCR) ed Iliescu arrivarono anche al 90-95 % dei voti..solo nel 1991 Iliescu capì (il tipo é furbo) che Mosca era alla frutta e che il nuovo sole era a Washington, adottò un linguaggio più moderato, pose i primi piani per la grande rapina (pardon, privatizzazione) a vantaggio dei propri sodali ed enfatizzò la rottura (spronato anche dall’ala tecnocratica del FSN guidata dal Primo Ministro Petre Roman figlio del comunissta “eletto” Valter Roman, uno dei responsabile delle peggiori cose :D, che in 1991 tuttavia, criticando l’immobilismo di Iliescu, scisse l’FSN, rompendo il monopolio del “quasi” nuovo partito-unico..ciò favorì la vita democratica normale, dove dal1 992 le forze veramente anticomuniste cominciarono a faarsi sentire; la Costituzione di fine 1991 rompe con Marx esplicitamente anche nei simboli)…solo in 1991 veramente inizia la democrazia romena..non entusiasmante però 😀
    ah, la linea di successionme, come da noi é PCI-PDS-DS-PD,
    da loro é PCR-FSN-FDSN (quello di Iliescu dopo la sissione di Roman nel 1991)-PDSR-PSD

  16. MOI says:

    Middle East History in eleven seconds 🙂 :

    https://www.youtube.com/watch?v=Ckq0bMRadKY

    😉

  17. Mauricius Tarvisii says:

    Intanto nonostante voi gufi la Salerno Reggio Calabria è terminata. E questo anche se i comunisti del CCISS segnalano la presenza di cantieri su entrambe le carreggiate 😀

    • Grog says:

      Affioramenti di arti umani dai pilastri in cemento armato della Salerno Reggio Calabria, come già scriveva l’Immenso Primo Levi in “LA CHIAVE A STELLA” scoperti per uno strano via vai di formiche.
      Grog! Grog! Grog!

  18. Mario says:

    Se heurter enfin à l’objet.

  19. Grog says:

    I servizi di INTELLIGENCE europei sono disorganizzati, infatti non solo
    NON INSEGNANO AI LORO AMICHETTI JAHDISTI AD ESSERE UN POCO ORDINATI
    e a NON lasciare in giro documenti ma nemmeno LI MARCHIANO A FUOCO.
    I peana scritti da “la repubblica” sulla generazione erasmus(*) sono da voltastomaco e fanno venire voglia di dare le chiavi del camion al primo jadista di passaggio scavalcando i “servizi segreti”.
    Poi è noto che quelle troie di tedesche a capodanno si trovano in centinaia davanti alla stazione di Colonia (Koln) munite di dildo e strap on e MOLESTANO POVERI MINORENNI MAGREBINI E AFGANI IMMIGRATI CERCANDO DI SODOMIZZARLI.
    L’unica proposta seria l’aveva fatta GIULIO ANDREOTTI che disse di amare così tanto la Germania da volerne NON DUE ma QUATTRO O CINQUE come prima di quel bastardo di Bismarck.
    Grog! Grog! Grog!
    (*) la generazione erasmus deve sostituire i morti viventi come, Scalfari, Mieli, Napolitano e banda

    • Francesco says:

      Ho sentito che lasciare un documento sul luogo dell’impresa è il modo per rivendicarla.

      L’equivalente delle tag con cui da giovani insozzano le città.

      Ma non ho idea se sia una cosa ragionevole o una boiata.

      Una Germania divisa e debole avrebbe solo due difetti: la Francia e la Russia.

      Ciao

    • Moi says:

      In Israele, dei Jihadisti ne colpiscono cento per educarne uno !

      • PinoMamet says:

        Aridaje!!

        ma sei fissato con ‘sta cosa, eh?

      • Per Moi

        “In Israele, dei Jihadisti ne colpiscono cento per educarne uno !”

        Veramente i jihadisti non toccano Israele, per una serie di motivi:

        1) Arabia Saudita e Israele ormai collaborano da anni contro il “nemico principale” di entrambi

        2) al-Qaida sostiene che Israele è un nemico troppo potente da attaccare, bisogna prima liberare il Medio Oriente dai propri oppressori interni

        3) l’Isis sta molto attenta a non farsi nemico il principale nemico del governo siriano

        Insomma, esistono molti modi per creare jihadisti educati 🙂

      • PinoMamet says:

        Ho letto qualche giorno fa un’intervista a Luttwak in cui il simpaticone sosteneva che l’Isis (“ma chiamiamolo col suo nome: Stato Islamico”) non deve essere assolutamente combattuto!
        sostanzialmente perchè fa comodo a Israele rompendo le balle all’Iran.
        Parole sue, non di Blondet…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il suo nome poi sarebbe Califfato. Isis invece è un acronimo di… Stato Islamico 😀

        • Francesco says:

          Beh, mettiamola così: a noi stati europei che problemi crea l’ISIS?

          al massimo vorrebbero unificare sotto un Califfo sunnita Siria, Iraq, Giordania e paesi del Golfo, no? una roba di arabi, interna, che può infastidire sciiti e altre minoranze locali

          giusto Miguel, tu che hai uno sguardo disincantato sul Medio Oriente?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il petrolio ce lo venderebbero comunque.

          • Per Francesco

            “al massimo vorrebbero unificare sotto un Califfo sunnita Siria, Iraq, Giordania e paesi del Golfo, no? una roba di arabi, interna, che può infastidire sciiti e altre minoranze locali”

            L’Isis cerca di essere panislamico, non solo arabo.

            E’ difficile dire cosa “vorrebbe” l’Isis, in termini geopolitici normali. Vogliono realizzare, in tempi brevi, le profezie islamiche sulla “fine del mondo” e l’avvento dell’Anticristo, scatenando la strage finale tra cristiani e “orientali”, cui seguirà il ritorno di Gesù figlio di Maria e l’islamizzazione del mondo.

            La strage finale dovrebbe avere luogo in Siria, e quindi l’idea dell’ISIS è di attirare i nemici, sia cristiani che “orientali” (diciamo persiani e russi) da quelle parti, poi ci penserà Dio a farli vincere.

          • Peucezio says:

            Francesco,
            tu non hai capito.
            Per loro il controllo territoriale di una certa area è un dato puramente strumentale e contingente, può avere valenza tattica temporanea, ma non di più.
            L’Islam (a maggior ragione in questa versione) è universalista.
            Possono persino tollerare di avere sudditi non islamici (che paghino la tassa), ma non che ci siano luoghi al mondo non governati da islamici (nella loro versione sunnita letteralista).

  20. Moi says:

    La Raggi “recupera” con un classico dei “Va’ là, ech s’ a cmandéss mé …” degli Umarell 😉 :

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/virginia-raggi-vieta-i-botti-capodanno-volano-multe-fino-500-1345315.html

    Virginia Raggi vieta i botti a Capodanno. Multe fino a 500 euro
    Il sindaco Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza nella quale vieta assolutamente dal 29 dicembre al 1° gennaio l’utilizzo di petardi, botti e fuochi d’artificio nel centro di Roma.

    Inevitabili i commenti “acuti” 😉 del tipo “tanto i vigili, da bravi parassiti statali, saran tutti a casa in malattia “

  21. Moi says:

    SEGNALO

    Messaggio agli Italiani del Family Day – Deputata Messicana Cristera AntiGender Edith Martinez (cognome diffusissimo, ma cmq NON “Depotenziata” … direbbe Grog) con Gianfranco Amato (Italiano Messicanizzato … parafrasando Grog)

    https://www.youtube.com/watch?v=YweYKSzLl7w

    • Grog says:

      Vamos a matar en nombre de Dios y la Santa Virgen de Guadalupe!
      Vamos a matar todos lo gringos y todos los protestantes y maçones!
      Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar Vamos a matar
      Olé! Olé! Olé!
      (Già Grog! )

  22. Moi says:

    Setteserequi, nome pretenzioso del giornale che dirige finanziato con soldi pubblici, io non l’avevo mai sentito nominare prima …

    • Zhong says:

      Quello che stupisce e’ la stupidita’ becera delle affermazioni del ministro.. si dovrebbe dimettere per manifesta scemenza piu’ che altro.

      Zhong

  23. Mauricius Tarvisii says:

    Anche noi avremo nuovi parcheggi interrati in centro! La giunta PD, ritenendo che essere una delle città più inquinate d’Italia non basta, decide che la soluzione non sono noiosi blocchi del traffico, ma più macchine e più posti auto!

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/12/22/news/nuovi-park-interrati-firmato-l-accordo-ma-i-cantieri-slittano-1.14607598?ref=hftttrec-1

    • Peucezio says:

      Mi pare logico.
      Se io prendo la macchina per andare a cinque isolati da casa a fare acquisti in un negozio o in un supermercato (magari perché sono anziano e dovrei prendere due mezzi più fare un pezzo a piedi per fare lo stesso percorso, il tutto carico con le buste della spesa colme), se quando arrivo e quando torno a casa trovo subito parcheggio, circolo e inquino per cinque minuti, altrimenti, per trovare posto devo circolare per altri dieci minuti o un quarto d’ora nelle vie adiacenti, facendo danni per il quadruplo del tempo.
      E’ questo quello che gli imbecilli assessori al traffico, urbanisti e teorici vari di come dovrebbe funzionare il traffico cittadino proprio non riescono a capire, pensando che la soluzione sia ridurre i posti auto, sanzionare la doppia fila anche quando uno lascia l’auto per cinque minuti essendo nel negozio pronto a spostarla subito se gli viene richiesto dal proprietario di un veicolo che non può uscire.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Già, perché mollare l’auto nei tre parcheggi fuori le mura e fare 10 minuti di strada a piedi per fare acquisti nei negozi del centro è troppo complicato. Mentre i supermercati fuori le mura sono da povevi 😀

        • Francesco says:

          storicamente, pare che i centri chiusi alle auto siano un caso da manuale di stalinismo che funziona

          passata la prima fase di noiose lamentele, i cittadini adattano le abitudini alle nuove norme e scoprono che il centro senza auto è più bello e ci vanno e comperano

          al che le lamentele si estinguono, senza neppure bisogno della NKVD

          che la libertà è bella ma la verità viene prima!

          • Z. says:

            Non solo. Persino i commercianti scoprono che conviene pure a loro.

            Da queste parti, dopo averne dette di tutti i colori contro il sindaco, che si era permesso di far chiudere una strada temporaneamente per lavori, hanno cambiato idea. Anzi, ci hanno guadagnato a tal punto che ne hanno chiesto la pedonalizzazione permanente.

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          tieni sempre conto che ci avviamo ad essere una popolazione di vecchi (già lo siamo in parte), aggiungi il peso della spesa, il freddo d’inverno, ecc.

          La riduzione dei posti auto è funzionale a favorire le classi alte, che possono pagare il parcheggio a pagamento, usare il tassì, prendere le multe, tanto hanno i soldi, farsi accompagnare dall’autista (che rimane in macchina e al limite ci gira intorno all’isolato).

          • Z. says:

            Ci sono tante alternative alle auto.

            C’è lo scooter, la mia preferita: costa poco, inquina poco, si parcheggia ovunque.

            C’è l’autobus: costa poco, spesso viaggia a metano, non si parcheggia neppure.

            C’è la bici: costa pochissimo, non inquina, si parcheggia ovunque.

            Si può andare in ST: è gratis, non inquina e non si deve parcheggiare.

            Oppure c’è l’auto: ingombra, inquina, si rischiano multe e i parcheggi sono pochi.

            Se tutto quanto sopra non va bene, si paghi il tassì. E se non se lo può permettere, sarà utile che impari ad essere meno schizzinoso.

            La vita è complicata di suo, non complichiamola dove non lo è affatto 😀

            • Peucezio says:

              A parte la ST, che non ho idea di cosa sia (a quando una legge contro gli acronimi?), sono tutte cose inadatte per gli anziani.

              Io giuro che non riesco a capire quest’odio ideologico per le macchine, è una cosa irrazionale, aprioristica, come tutti i fanatismi.
              Il fatto che inquina si risolverebbe se si investisse seriamente nei carburanti non inquinanti; io ho il GPL che inquina pochissimo, ma se in questi anni l’odio cieco verso le auto non avesse impedito che si lavorasse seriamente all’idrogeno e all’auto elettrica, ora avremmo auto a inquinamento zero.
              Le multe le mettono in ossequio allo stesso principio d’odio (non ho mai capito perché in Italia non si sanzionano le merde dei cani per esempio: solo le infrazioni degli automobilisti sono infrazioni?), non sono una necessità intrinseca della natura e lo stesso vale per i parcheggi.
              Posso darti ragione sull’ingombro, ma è un falso problema: l’uomo attuale ha bisogno di molto spazio, ha una casa grande, ingombra molto di più in molti altri modi.

            • Z. says:

              Suola Tacco. Un mezzo economico, anallergico e salutare!

              Il resto, perdonami, è benaltrismo.

            • Peucezio says:

              Non sei solo comunista, pure ecologista 😛

            • Moi says:

              … e andare “a fette” 😉 scalzi ? cazzo serve ‘sto ST ?! 😉

  24. habsburgicus says:

    @Miguel
    La Turchia è l’unico paese europeo sopravvissuto, perché è l’unico paese (o quasi) a non aver subito la Seconda Guerra Mondiale, che ha distrutto l’Europa.

    Miguel, mi permetti
    a.di darti ragione in quanto come sempre in questi casi hai colto il punto fondamentale
    b.di espandere la tua definizione rendendola più chiara “La Turchia è l’unico paese europeo sopravvissuto, perché è l’unico paese (o quasi) a non aver subito NEPPURE CULTURALMENTE la Seconda Guerra Mondiale, che ha distrutto l’Europa.
    mi spiego..anche se avrai già capito
    qualcuno ha detto, e dirà, che pure la Sapgna restò fuori dalla II GM [e anche dalla I GM]
    e invece no..sbaglia
    la Spagna ci fu dentro e c’é ancora
    la Spagna era governata da Franco, un fascista dicono [lasciamo perdere che é assurdo, conta la percezione mediatica in certi casi]..dunque fu convolta nela caduta dei fascismi (lo capì già Mussolini nel 1944)..in ritardo trentennale, ma non cambia nulla rigorosamente
    idem per il Portogallo
    Spagna e Portogallo videro un “1945” posposto di 29 e 30 anni, ma ripeto teoricamente non cambia nulla
    tutta la cultura o meglio pseudo-cultura spagnola degli ultimi decenni (Zapatero !) è figlia dell’epoca della II GM..fascismo vs antifascismo (idem in Portogallo)..sino al 1974/1975 dominavano i fascismi, da allora c’é la luce dell’antiufascismo, così dicono !..lo so che ti fa ridere perché storicamente é una bestialità, ma ripeto contano i media in certi casi..ed é proprio così ! dunque la Spagna e il Portogallo entrano nella II GM, almeno ideologicamente
    la Turchia no ! là fascismo non significa nulla e dunque neppure l’antifascismo che anzi é un po’ una parolaccia (lo usava il Dev Sol=Sinistra rivoluzionatria, terroristi rossi, prima del 12/9/1980 quando il gen. Kenan Evren decise che era ora di finire le vacanze :D)
    e la tua argomentazione risulta rafforzata
    anzi hai più ragione di quanto forse tu stesso pensassi 😀

    • Francesco says:

      dovremmo concordare che il fascismo sia stato l’ultima espressione culturale dell’Europa per darti ragione

      grazie a Dio, Alcide De Gasperi e Giovanni Guareschi mi bastano per smentire questa tesi insultante

      c’è Europa senza il fascismo (e senza il comunismo, ca va sans dire)

      😀

      • Grog says:

        Mo ciai ragione vé! Tant’è che BRESCELLO comune di Peppone è commissariato per ‘ndrangheta!
        Ed il cattolico DEL RIO delle foto RIE firmò! Con esponenti calabri ‘ndranghetosi e votanti in zona.
        Olé! Olé! Olé!
        (Già Grog!)

    • Horatio says:

      OT Non ho mai ricevuto alcunché (neppure da Miguel, al quale avevo scritto una mail). Comincio a pensare che sia un problema del mio account. Non volendo apparire scortese, neppure in maniera semianonima, faccio un ultimo tentativo con un altro indirizzo: caelius@libero.it

  25. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=hGe7lJrusV4

    http://news.sky.com/story/trump-berlin-attacks-prove-i-was-right-on-muslim-ban-10704641

    Trump: Berlin attacks prove I was right on Muslim ban.
    It was an attack on humanity [cit.]

  26. Moi says:

    Cmq il Jihad sembra oggi incarnare perfettamente, per paradosso, uno dei motti più diffusi nel Krav Maga Israeliano :

    “One Mind, Any Weapon”

    [cit.]

  27. Moi says:

    Strage Berlino, Santanché:

    http://lapresse.it/strage-berlino-santanche-siamo-in-guerra-l-islam-vuole-imporsi-e-comandare.html

    Siamo in guerra, l’Islam vuole imporsi e comandare …

    [cit.]

    • Z. says:

      Capisco che Salvini sia triste e un po’ agitato. Vorrebbe che succedesse in Italia e invece niente, capita sempre all’estero. E lui continua a contare come il due di coppe.

  28. Moi says:

    Salvini: “Responsabili le bestie ma governi Ue complici”

    Il leader della Lega dopo le stragi di Zurigo, Ankara e Berlino: “Sono bestie quelli che schiacciano gli esseri umani, ma me la prendo con i governi e i ministri complici”.

    E la Meloni rincara la dose: “Non basta cantare tutti insieme Imagine di John Lennon”

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-me-prendo-i-complici-dellinvasione-1344467.html

    • Per Moi

      “E la Meloni rincara la dose: “Non basta cantare tutti insieme Imagine di John Lennon””

      Infatti, basterebbe vietare i camion nelle città.

      • Francesco says:

        questa è sbagliata Miguel

        bisognerebbe arrivare fino ai coltelli, in quel senso

        peraltro io (cioè nessuno) ritengo criminale e nazista questa cosa di mettere tutti i musulmani nel calderone dei terroristi

        ciao

        • Per Francesco

          “peraltro io (cioè nessuno) ritengo criminale e nazista questa cosa di mettere tutti i musulmani nel calderone dei terroristi”

          Ma una cosa può essere criminale e nazista e anche vera.

          Più importante è il fatto che oggettivamente è falso.

          Tra l’altro, il discorso di Luttwak qui non lo condivido. L’Isis non è l’Islam. E’ uno dei mille possibili, legittimi e inconciliabili modo di essere musulmani.

          • Francesco says:

            criminale e nazista era un’aggravante di falso, naturalmente

            ciao

            sulla legittimità dell’ISIS, spero di poter contare su una totale confutazione di Ritvan.

            • Per Francesco

              “sulla legittimità dell’ISIS, spero di poter contare su una totale confutazione di Ritvan.”

              Non è che basti un musulmano per negare l’islamicità degli altri musulmani.

              Infatti, questa è esattamente la principale accusa che la maggior parte dei musulmani muove all’Isis: che l’Isis si permette di decidere chi è musulmano e chi no.

              E se questo diritto non ce l’hanno i cosiddetti “estremisti”, perché dovrebbero averlo i cosiddetti “moderati”?

            • Z. says:

              Trovo molto importante il discorso di Miguel, che mi fa venire in mente gli asseriti stupratori da giendre sogiale. Che in quanto asseriti stupratori non possono essere “dissinistra” ma diventano automaticamente “fasscisti”.

              Ognuno di noi – comunista, fascista, socialista, liberale, musulmano, cattolico e via discorrendo – è bene diventi abbastanza onesto da non imputare agli altri la spazzatura morale della propria casa.

  29. Mario says:

    Non basta cantare tutti insieme Imagine di John Lennon

    In effetti John Lenone, oltre ad essere un satanista, musicalmente valeva meno di zero.

    • Moi says:

      https://en.wikipedia.org/wiki/More_popular_than_Jesus

      “More popular than Jesus” (or “Bigger than Jesus”)[a] was a controversial remark made by the Beatles’ John Lennon in 1966. Lennon said that Christianity was in decline and that the Beatles had become more popular than Jesus. The comment drew no controversy when originally published in the United Kingdom, but angry reactions flared up in Christian communities when it was republished in the United States five months later.

      —————-

      FOCUS ON

      in 1966. Lennon said that Christianity was in decline

      (Water boils at 100° C … ‘n’ I ain’t gonna give a shit ’bout °F ! 😉 )

    • PinoMamet says:

      Non credo fosse satanista, mi pare più sull’ateo andante.
      Yoko Ono mi sta istintivamente sul cazzo, invece.

      • Francesco says:

        perchè “invece”?

        anche lui era palesemente una gran testa di cazzo, benchè la musica fosse orecchiabile

        sul satanismo, se Imagine gira 24/7 all’inferno ci sarà un motivo, no?

        😀

  30. MOI says:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/23/news/sparatoria_sesto_san_giovanni-154711759/

    L’attentatore di Berlino Anis Amri ucciso a Sesto Milanese (MI): ha urlato “poliziotti bastardi”

  31. MOI says:

    Blondy sul Caso MPS …

    http://www.maurizioblondet.it/scaduti-cosi-basso-riflessione-montepaschi/

    PS

    Jedi Italiani , Trasformare la Rabbia in Forza : disintegrare la PD Star nel 2018 … le Matite Copiative siano le Spade Laser 😉 !

    • Per Moi

      “http://www.maurizioblondet.it/scaduti-cosi-basso-riflessione-montepaschi/”

      venti miliardi… calcolatrice: 20 miliardi divisi per 65 milioni di italiani fa oltre 300 euro a testa, bambini e morti di fame compresi.

      Con una famiglia di quattro persone, fa 1200 euro. E senza poter rinunciare all’hobby delle armi (quanti F-35 ci hanno messo i carabinieri per far fuori Anis Amri?).

      Ah, dimenticavo l’altro mio hobby, quello dei trenini: costo del Tav stimato prudenziale, 10 miliardi di euro, son altri 600 euro.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Guarda che ora si arriverà a Parigi in 50 minuti in meno, eh! 50 minuti che cambieranno la vita… ai residenti della Val di Susa, si intende.

      • werner says:

        Costo totale tunnel di base, quota a carico dell’Italia (stime) = 2,9 miliardi di € spalmato su più di un quindicennio (se non ci saranno ritardi).
        Quindi meno di 3 euro a testa all’anno per 15 anni.
        Peraltro… totale entrate casse pubbliche = ~780 miliardi di € annui.

  32. Grog says:

    L’agente superstite ed eroico sparatore (penso sinceramente che abbia fatto bene) ci disse al commissario
    “Dutturi! Dutturi! Il figghio ‘e bottana chi ferì a lu collega prima di schiattari spiò dovi cercari quel gran fetuso jarruso de allah! Ci spiò che allah si nascundia al bar! (allah ak bar)”
    Al che il commissario ci disse
    “Smettila di babbiare parchè lu sai chi i slamici non prendono cose spiritose pecciò defficile che il gran fetuso jarruso de allah sia trasito al bar ”
    L’agente superstite e eroico sparatore, ragazzo puri “studiato”, si arrisentì della quistione del quistore che ci aveva dato del babbioni e ci arrispusi.
    “Signuri i quisturi forse non sa che il gran fetuso jarruso de allah trase al bar per sipparsi un cappuccino con tanto di schiumetta e per nulla spiritoso! Vossia nun cunsidera bene la quistione!”
    AL CHE I DUE VALOROSI ENTRANO AL BAR CON ARMI SPIANATA
    Il barista, cumpaesano de Canicattì pure isso spià a li due che il gran fetuso jarruso de allah nun se visto ed i due valorosi si sippano un cafè offerto dal cumpaesano de Canicattì.
    MORALE
    Il gran fetuso jarruso de allah ed i suoi figghi ‘ bottana fottutissimi sono! Parchè ci ruppero la minchia ai paesani di Canicattì e così finirono tutti CADAFERI DENTRO UN TABBUTO.
    Olé! Olé! Olé!
    (Già Grog!)

  33. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    Lo studio è deleterio, perché genera aspettative che possono venire frustrate. Anche perché proietta in un mondo altro da quello della quotidianità, ti mette in contatto con cose lontanissime da quelle che ti circondano, alienandoti e facendoti voler essere altro da quello che sei.

    [cit.]

    ———-

    Questo fa molto Chiesa preConciliare, per cui era meglio un’ ignoranza “schietta” a una pseudo-cultura ove la realtà (Storica in primis !) viene adulterata dalla Propaganda Politica più o meno “Satellitare” alla Massoneria che istituì l’ Istruzione Obbligatoria.

    Se ora sono scattate delle Finestre di Overton da SX Vs il Suffragio Universale è perché i Media Main Stream (dagli Anni Cinquanta a Fine Novecento, con una Scuola sempre più marginale rispetto alla funzione primigenia di Fine Ottocento …) NON riescono più a indottrinare come una volta la “Plebaglia” che deve essere trasformata in “Popolo”.

    Quindi il Potere ha gettato la Maschera !

  34. Mario says:

    Pessimo musicista. Storicamente ininfluente. Canzonicine per hippie decerebrati. Vendette l’anima al diavolo. Ci sono testimonianze incontrovertibili. Più onesti, per non parlare della loro tecnica mostruosa, i black metallers.

  35. Mario says:

    Lo studio è deleterio, perché genera aspettative che possono venire frustrate. Anche perché proietta in un mondo altro da quello della quotidianità, ti mette in contatto con cose lontanissime da quelle che ti circondano, alienandoti e facendoti voler essere altro da quello che sei.

    Perfetto. Infatti, io sono un frustrato, un illuso in prospettiva lineare (non rovesciata), un alienato, uno che vorrebbe essere sempre un altro, e soprattutto in un altrove topico e diacronico. Soprattutto, io sono uno sconfitto, ma non un perdente: perché non ho mai smesso di combattere.

  36. Moi says:

    Il Trauma-Trigger in USA è arrivato al paradosso che , ad esempio, una locandina (o cmq un fotogramma promozionale in anteprima, o quell’ accidenti che l’è) del recentissimo film “cinecomic” degli X-Men era troppo “shocking” come istigazione alla violenza contro le donne perché … Apocalypse teneva sollevata e immobilizzata Mystique per la gola ! Mystique che poi in tutti i film/cartoni animati/fumetti fa una carneficina a episodio.

    🙂

    … Capisco molto di più la polemica di si metta a “battagliare” (come dicono quelli che siccome erano giovani nel ’68 si sentono giovani in eterno) che la Marvel dovrebbe fare un “ReNaming” (u cl’ az’idàint ch’ ai ciapéss 😉 ) in X-People ! … Dico sul serio !

    http://moarpowah.com/wp-content/uploads/2016/06/xmen-apocalypse-mystique-1024×540.jpg

    • Moi says:

      Come se poi, ma qui siamo a finezze aristotelico-tomistiche novecentesche 😉 , la gente andasse comunemente in giro vestita (da “Astronauta Alieno barra Dio dell’ Antichità 😉 ) o svestita a quel modo, con la pelle azzurra o blu scuro con eventuali scaglie e occhi gialli.

  37. Moi says:

    @ WERNER

    https://www.youtube.com/watch?v=NpEj00g9CyE

    Claire Huxtable’s feminist rant

  38. Moi says:

    Per una volta, i Tedeschi anziché sbeffeggiarci ci ringraziano …

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/berlino_tedeschi_twitter_danke_italien_de_maiziere_chiama_minniti-2158491.html

    PS

    Pare che Anis Amri abbia cercato di spacciarsi per Calabrese … probabilmente ritenendo che l’ aspetto fisico più Levantino, in Italia, sia diffuso in Calabria.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2016/12/23/news/terrorismo_anis_amri_agli_agenti_sono_calabrese-154745912/

  39. COMPITO PER MOI

    Visto che Moi ha discrete conoscenze linguistiche, un piccolo esercizio:

    1) cosa c’è che non va in questa frase?

    2) perché non è una svista, ma è voluto?

    https://www.theguardian.com/world/2016/dec/23/vladimir-putin-defeated-democrats-blame-game-not-very-dignified-trump

    “Putin said he agreed with Trump’s suggestion, made during the campaign, that the hacks could have been carried out by an individual sitting on their bed.”

    • Moi says:

      Il ” gender-neutral their ” dopo “individual” … o almeno, è la più evidente.

      • Moi says:

        c’era anche stata la fase intermedia del “his/her” …

        • Moi says:

          anche il nerd elettronico-sessuale 😉 che si porta il portatile a letto mentre hackera è un’ immagine oggi come oggi “logica” 🙂

          Io cmq mi sono limitato alla frase decontestualizzata.

          • Moi says:

            Avete presente frasi tipo “everybody take their …” o “everybody take your … ” per evitare “his” universale o “his/her” che cmq riflette il Paradigma Esclusivista del Privilegio EteroSessistaCisGender ?

            … è almeno dagli Anni ’90 che le priorità edicative in USA sono queste, e lo stanno diventando anche da noi !

            Attenzione, quindi: la Scuola Pubblica, in realtà, vi arriva quindi per ultima … specie da quando c’è internet !

            • Moi says:

              e,ovviamente, i media novecentosi 😉 “da vecchi” come TV, radio e stampa cartacea per penultimi o terzultimi o quartultimi !

            • Per Moi

              “vete presente frasi tipo “everybody take their …” o “everybody take your …”

              Almeno c’è una logica (“everybody” esprime un concetto collettivo, e può anche essere vocativo).

    • PinoMamet says:

      Non sono così linguisticamente quanto Moi, ma sbaglio a notare una malignità da parte dell’estensore dell’articolo?

      che trasforma sottilmente un “individuo che siede sul suo letto” a un “individuo che sta seduto sul loro (di Putin e Trump) letto”, sostenendo così l’immagine di Trump e Putin che vanno a letto insieme?

      • Mauricius Tarvisii says:

        E’ l’idea che ho anch’io.

      • Per PinoMamet

        “che trasforma sottilmente un “individuo che siede sul suo letto” a un “individuo che sta seduto sul loro (di Putin e Trump) letto”, sostenendo così l’immagine di Trump e Putin che vanno a letto insieme?”

        Infatti, l’unica traduzione sensata è che ci sarebbe un nerd con gli occhiali seduto sul loro (di Putin e Trump) letto. Ma il fatto stesso che l’autore sia un politocoretto lo priva necessariamente anche di un senso dell’ironia.

        • Zhong says:

          No ma in effetti e’ un problema della lingua inglese che in italiano non c’e’. L’alternativa sarebbe “on his/her bed” che e’ molto peggio.

          • Per Zhong

            “L’alternativa sarebbe “on his/her bed” che e’ molto peggio.”

            Il problema esiste anche in italiano, dove di norma il sostantivo di GENERE maschile viene usato per indicare persone di diverso SESSO.

            “I tedeschi comprano di meno a Natale” non è un titolo sessista, anche se “i” è un articolo detto “maschile”, come in “i bicchieri” o in “i piedi”.

  40. Moi says:

    http://www.repubblica.it/cronaca/2016/12/23/news/terrorismo_anis_amri_agli_agenti_sono_calabrese-154745912/

    c’è anche il “body shaming” … o meglio, c’è da sempre ma da qualche anno si dice in AngloAmericano.

    😉

  41. Moi says:

    @ MIGUEL / LISA

    Il Global Oltrarno :

    https://www.youtube.com/watch?v=r_iNRGac_uM

    😉

  42. Moi says:

    Lo stadio più grande del mondo si trova nella capitale di una nazione che ha non ha una grande tradizione calcistica. A Pyongyang, Corea del Nord ha sede il Rungrado May Day Stadium, struttura che può ospitare fino a 150.000 persone e nella quale, di solito, gioca la nazionale del paese comunista. Spesso è il palcoscenico per le grandi parate del regime guidato da Kim Jong-Un e fonti beninformate dichiarano che è più volte stato usato come «sede per le esecuzioni» di quei militari dissidenti che si sarebbero ribellati e pianificato attentati contro il Capo di Stato

    [CIT.]

    —————–

    Lo stadio più grande del mondo potrebbe contenere agevolmente tutta la popolazione residente di Rimini ! 😉

    … A vedere una partita, intendo ! Eh … 😉

    • Grog says:

      Okkio ragazzo perché la TAGLIA le prese dalla Corea del nord, e uno dei goals fu fatto da un certo PAK DOIK
      Olé! Olé! Olé!
      (Già Grog!)

      • Moi says:

        Invece a Seoul nel 2002 i Coreani Terroni 😀 hanno spudoratamente pagato l’ Ecuadoregno Moreno … anca parché in Corea xè i Teron quei che ‘ gh’à i schei ! 😉

  43. Z. says:

    Trump non imporrà al mondo la volontà degli Stati Uniti…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/23/onu-condanna-colonie-israele-storica-astensione-degli-usa-lambasciatore-di-tel-aviv-risoluzione-scandalosa/3280093/

    …non farà una politica militaristica spendendo soldi nell’esercito…

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/12/22/news/trump_dobbiamo_rafforzare_nostra_capacita_nucleare-154680211/

    …e toglierà il potere ai bank$ters e alla ka$ta per restituirlo al popolo!

    https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-12-22/goldman-is-back-on-top-in-the-trump-administration

    Beccaccione (s.m.) (rom.) Marito tradito. Per estensione, soggetto gabbato e menato pel naso. In nessun caso ammetterà di essere stato menato pel naso, neppure se messo davanti all’evidenza. Prima si arrampicherà faticosamente sugli specchi, poi cercherà di convincervi che la sua teoria è giusta: è la realtà che inspiegabilmente non vi si vuole adeguare. E’ fatto così, il beccaccione.

    • habsburgicus says:

      e credi che non l’avesimo previsto ? 😀
      non é qello ciò che conta, ma il segnale POLITICO
      se fermerà O RALLENTERà il politIcally correct e renderà possibile (MAGARI CONTRO I SUOI INTENDIMENTI) qualcuno dopo di lui, di ben altra pasta, la sua elezione non sarà stata invano..
      altrimenti..peggio di Hilary non potrà essere..dunque non c’era ragione per non appoggiarlo
      e forse de-federalizzerà l’aborto (cioé riservsndolo agli Stati)
      il che permetterà a North Dakota, Mississippi e qualche altro Stato di metterlo fuori legge salvando un po’ di bimbi, e rompendo il trend abortista da 50 anni assoluto e senza freni..aprendo nuobve prospettive per il lontano futuro, che noi non vedremo
      poco, dici ? basta già per gioire della sua elezione..

      • Roberto says:

        Habs
        Defederalizzare l’aborto vuol dire semplicemente che le donne del North Dakota andranno ad abortire nel south Dakota….
        Poi se il fatto di poter finalmente poter dire pubblicamente pussy e Nigger ti sembra un motivo sufficiente per gioire, che dire, gioiamo pure….

      • Z. says:

        habs,

        — e credi che non l’avesimo previsto —

        QED.

        In nessun caso [scil.: il beccaccione] ammetterà di essere stato menato pel naso, neppure se messo davanti all’evidenza. Prima si arrampicherà faticosamente sugli specchi, poi cercherà di convincervi che la sua teoria è giusta.

        Z., detto e Strolgh d’e Mzàn.

    • Roberto says:

      Era pure contro l’establushment come dimostra la nomina del petroliere e del tipo di goldmann sachs….

    • Peucezio says:

      Z.,
      fuffa, fumo negli occhi, aria fritta.
      Quello che conta è il posizionamento geopolitico, poi è ovvio che uno si arma: non è che gli Stati Uniti possono fare gli isolazionisti disarmandosi: gli salterebbero tutti addosso.

      Quando uno suscita reazioni così isteriche, vuol dire che un po’ di uova nel paniere a qualcuno le sta rompendo.

      Roberto,
      come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti e chi parla male pensa male e agisce male.

      • Moi says:

        Peucezio NanniMorettiano … Miracolo della Vigilia di Natale 😉 ?!

        • Moi says:

          diciamo che le Lobby hanno un potere immenso, Trump stesso vi è legato … ma le ha fatte uscire allo scoperto, anziché tramare nell’ ombra dovranno rendere conto al Popolo direttamente (!) di ciò che faranno !

          Il “teorema” (in senso qui meno errato che per le cronache giuridiche) di Peter Parker 😉 dice che

          “With great power comes great responsibility”

          😉

          • Roberto says:

            Eh già, se il ministro delle finanze risponde a goldmann sachs, tanto vale eliminare il ministro delle finanze e lasciare la poltrona direttamente a goldmann sachs
            😀

            • Moi says:

              è una “provocazione” che diceva anche Grillo … Trump l’ha realizzata 😉 !

            • Moi says:

              Come se in Italia si costringesse la Massoneria a uscire allo scoperto adibendo Palazzo Giustiniani a Terza Camera NON eletta … ma resa trasparente !

            • Roberto says:

              Moi,
              Sinceramente, se tu fossi stato un elettore di Trump “contro il sistema”, non ti sentiresti un po’ preso per il culo a scoprire ancora prima dell’insediamento che Trump è “il sistema”?
              Voglio dire, io,habsburgicus e te l’abbiamo sempre saputo, ma non esagera?
              Almeno da questo punto di vista i brexiter sembrano più seri (e ho detto tutto)….

            • Moi says:

              Sì: mi ha sorpreso, va be’ … ma d’altra parte, come dice Miguel, ” là ” quelle Lobbies hanno un potere immenso indipendentemente da chi vincesse.

              Poi io stesso avevo detto che il Socialismo NON è più un’ opzione … ed è questione di Capitalismo Apolide Vs Capitalismo Nazionalista.

              Il primo è molto più funzionale alla “messa in sicurezza” del Capitale e del Sistema stesso.

              • Per Moi

                “Poi io stesso avevo detto che il Socialismo NON è più un’ opzione … ed è questione di Capitalismo Apolide Vs Capitalismo Nazionalista.”

                Il “Socialismo” inteso come Stato redistributore non è più un’opzione, sono d’accordo.

                Non colgo la minima differenza invece tra i due capitalismi di cui parli.

                Nulla rappresenta meglio della FIAT il “capitale italiano”; la FIAT oggi è anche la Chrysler. E’ “capitalismo nazionalista italiano” o “capitalismo nazionalista americano”?

                Il capo della ExxonMobil cui Trump ha affidato la propria politica estera è una ditta “americana” o una ditta che comunque opera in massima parte in posti come l’Arabia Saudita?

                Ma questo vale anche per i pesci piccoli: Salvini si è portato un branco di microcapitalisti nazionalisti affamati in Corea del Nord a fare affari.

                E comunque una società, appena è quotata in borsa, appartiene agli investitori, chiunque siano; e i quei proprietari vanno, vengono, fluttuano da un giorno all’altro, senza che ci sia alcun fronte chiaro. Gli investitori della Exxon saranno sauditi, cinesi, israeliani, messicani, sarà Trump stesso?

                Il capitale non può che essere apolide; al massimo può trovare utile ottenere appalti “nazionali” di qualche tipo, certe aziende possono approfittare di norme protezionistiche in certi momenti.

                Credo che il capitalismo nazionalista sia un’illusione.

            • Peucezio says:

              Totalmente d’accordo con Moi.

              Voi avete un’idea idealista e romantica di antisistema, completamente avulsa dalla realtà. La politica è l’arte del possibile, come diceva Bismarck.

            • Z. says:

              Scusate ragazzi, lo ammetto: adoro avere ragione.

              E in questo periodo mi capita particolarmente spesso.

              😀

            • Peucezio says:

              Z.,
              su Trump nel tuo mondo immaginario.
              Io non mi aspettavo assolutamente nulla di diverso da quanto sta accadendo.
              Poi, alla fine dei quattro anni, valuteremo.

            • Z. says:

              Peucé, scusami…

              ma sopra io ho linkato una serie di articoli su Trump nel mondo reale.

              Il mondo immaginario è quello in cui “è un segnale”, in cui il nuovo Presidente inaugurerà una politica di pace mondiale e benessere, in cui il potere sarà strappato alla Ka$ta Kata$ta e restituito al Popolo Sovrano e così via.

              Ma non importa: se anche nulla di questo si verificherà, ci sarà sempre una teoria dei trumpettini della vigilia che spiega perché la teoria era giusta ed era sbagliata la realtà 😀

            • Z. says:

              Miguel,

              — Il capitale non può che essere apolide —

              Difficile darti torto. I soldini non conoscono frontiera, e gli investitori non hanno Paese.

              Al più, via, c’è qualche piccola spesa perché anche il “doganiere” abbia la sua parte.

            • Peucezio says:

              Guarda,
              intanto a me basta
              1) che abbia vinto uno che suscita l’isteria nei bempensanti e nei progressisti,
              2) che per il suo posizionalmento geopolitico non cercherà di far cadere Assad o di rompere le scatole a Putin con ogni mezzo (chi vivrà vedrà, ma non vedo perché non dovrebbe fare così).
              3) Che è meno in linea con le posizioni ultraprogressiste su aborto, omosessuali, ecc., ecc. e questo significa anche minori finanziamenti ad associazioni, ecc. Mi sembra che con Obama (e la Clinton, se avesse vinto) la tendenza sarebbe stata quella opposta.
              4) Che comunque darà un minimo di stretta sull’immigrazione (sono sempre cose che fanno da esempio).
              5) Se poi ci scappa qualche detassazione a qualche industria che non delocalizza e qualche dazio sui prodotti esteri, tutto grasso che cola.

              In ogni caso le cose hanno una forte portata simbolica, soprattutto all’esterno: in Europa e in Italia tutti hanno la percezione che ha vinto il razzista, maschilista, omofobo, reazionario. In questo senso quelli come te, che dicono che è uguale agli altri presidenti, sono irrilevanti e si contano sulle dita di una mano.
              Questo significherò due cose:
              1) un po’ da noi il progressismo si sentirà meno spalleggiato, non sentirà il vento dalla sua (ai tempi di Bush, dopo l’11 settembre io ricordo nitidamente come il sentimento anti-islamico e persino un certo identitarismo occidentalista, fosse molto più legittimato di oggi, tanto che chi se ne dissociava era riguardato o come un complottista eccentrico o come un comunistoide e quasi una quinta colonna; non è un caso che il picco di isteria politicamente corretta e filo-ricchiona abbia coinciso con la presidenza Obama),
              2) un po’ un presidente malvisto e demonizzato ci allontanerà (non dico a livello geopolitico e di potere, ma culturale) dagli Stati Uniti, il che è un bene.
              E’ curioso peraltro come la pervasività della lingua inglese (al punto che si fanno corsi universitari in inglese, molta saggistica specialistica, scientifica ma sempre di più anche umanistica, si fa in inglese) coincida con il momento in cui il mondo agnlosassone esprime i sentimenti meno cosmopoliti degli ultimi anni e meno in linea con quell’intenrazionalismo che tali scelte linguistiche implicano.
              L’ambito linguistico è quello su cui ci si possono fare meno illusioni, ma chissà mai, se il solco dovesse farsi più profondo nei prossimi anni… Non ci vuole niente a demonizzare una cultura, e quindi la sua lingua: l’uomo mitizza e demonizza con molta facilità.

            • Z. says:

              Anche io credo che il trumpettismo potrebbe aiutarci a trovare maggiore coesione in Europa. Un po’ come la grottesca tragicommedia dei grillini aiuta Renzi e il PD, per capirsi.

              Però bisogna sapere ammettere quando ci hanno menati pel naso. A me successe con Di Pietro, a MT con Dibba, a voi con Trump. Diamo un segnale!

              Dall’uomo artefice all’uomo che si crede un semaforo 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io non ho mai creduto in Dibba: l’ho mandato lì solamente per rendervi la vita un po’ più difficile.

            • Peucezio says:

              Io non ho votato, non sono americano e nessuno può avermi menato per il naso.
              Per me lo scorno e le viscere rigirate di tutti i bempensanti, anche se Trump is dimostrasse un presidente come gli altri, sarebbe comunque stato impagabile: i moralisti di sinistra devono soffrire e quando soffrono è un bene, un atto di giustizia. 🙂
              Pensa che ho conosciuto una signora appassinata di cinema che non va più a vedere i film di Clint Eastwood perché ha votato Trump.
              Ecco, se anche non arrivasse il resto (e almeno in parte arriverà), a me basta la frustrazione e l’incazzatura di questo tipo di umanità.

              Per il resto non voglio più coesione dell’Europa (absit), ma più antiamericanismo in Europa, che è tutt’altra cosa.

            • Z. says:

              MT,

              hai creduto che fosse utile votarlo. Ed è circa quel che ho fatto io con ADP e per motivi temo non troppo diversi dai tuoi.

              Ho pure disperso il voto, per giunta, quindi fagiano due volte.

              Barbara Spinelli mi piaceva, se si fosse candidata nel PSE avrei votato per lei, e guarda come si è comportata.

              Confermo, hai reso probabilmente la vita un po’ più difficile a me personalmente – non troppo, e non che altrimenti sarei stato Agnelli – ma mi chiedo se ne sia valsa la pena. Renzi e Bersani sono ancora lì, entrambi convinti che la colpa sia tutta degli altri. E in più abbiamo anche Dibba, Rocco Casalino e gli Alemanni 2.0.

              Viviamo in un mondo molto brutto, così brutto che è facilissimo peggiorarlo 🙂

              • Per Z

                “Viviamo in un mondo molto brutto, così brutto che è facilissimo peggiorarlo”

                Solita domanda… e se invece di affidare le nostre vite a politici che necessariamente ci deluderanno, ci rimboccassimo le maniche e facessimo il più possibile da noi?

            • habsburgicus says:

              d’accordissimo con Peucezio..intervento da applausi
              mi limito ad aggiungere che la Clinton non avrebbe fatto la stessa politica estera di Obama…
              infatti avrebbe mantenuto tutto il peggio di Obama,
              ma lo avrebbe peggiorato su Iran, palestinesi (dove Obama, ininfluente, passerà alla storia come il presidente che fu loro meno ostile, insieme a Carter non caso colpito da “anatema” pure lui..mai più ce ne sarà un altro così) e Russia…
              nessuno parla di Cuba..Trump prenderà l’occasione per decastrizzarla ? i tempi d’oro di Obama sono finiti, credo… e Raul Castro lo sa

            • Peucezio says:

              Infatti, le cose vanno valutate anche in relazione all’alternativa.
              Non si tratta solo di festeggiare l’elezione di Trump, ma anche di festeggiare il sospiro di sollievo per la mancata elezione della Clinton, che avrebbe scatenato guerre terribili, che significano immense distruzioni, morti, oltretutto sempre contro i meno peggio, alleandosi coi peggiori.
              In pratica si sarebbe rafforzato enormemente l’asse USA-Arabia Saudita-monarchie del Golfo-ISIS-Israele contro Assad, Putin e Iran. E questo in modo interventista, violento.
              Se l’aver evitato uno scenario del genere non è un buon motivo per festeggiare, caro Z., che vuoi che ti dica…

              • Per Peucezio

                “Non si tratta solo di festeggiare l’elezione di Trump, ma anche di festeggiare il sospiro di sollievo per la mancata elezione della Clinton, che avrebbe scatenato guerre terribili,”

                Su questo, non si può che essere d’accordo, anche perché la retorica antirussa della Clinton era arrivata ai livelli del peggior maccartismo, e stava arrivando ai livelli di guerra militare.

                Trump mi sembra abbastanza fuori di testa, ma almeno su questo punto credo che difficilmente possa essere peggiore.

              • Sul manicheismo anglosassone cui accenna Peucezio

                Credo che la mentalità americana (in questo assai diversa da quella britannica) tenda a semplificare molto le questioni.

                A volte è un male:

                – “le memorie represse sono sempre vere, se tizio si ricorda che all’età di due anni è stato violentato in un’orgia cannibale di satanisti nel club metodista del quartiere, deve essere vero”

                – “il problema nel Medio Oriente è Saddam Hussein, eliminiamolo con qualunque mezzo e da lì in poi il Medio Oriente sarà proprio come il Kansas”

                – “la Bibbia dice che il mondo è stato creato seimila anni fa quindi la geologia e la fisica e la biologia vanno gettate nella pattumiera”

                però lo stesso approccio diretto e semplice permette a tanti di guardare il mondo senza pregiudizi, per quello che è, senza lasciarsi condizionare da luoghi comuni e abitudini identitarie.

                Provate a confrontare la libertà di pensiero, la concretezza, di una Naomi Klein con qualunque intellettuale di sinistra italiano.

                L’americano chiede, “tu cosa fai qui e oggi?”

                L’europeo chiede con fare sospettoso, “ma come mai tu a pagina 424 hai usato proprio quell’aggettivo, che ricorda il pensiero di un filosofo che guarda caso aveva un amico che aveva scritto articoli su una rivista di un tizio che poi altrove aveva detto che era un monarchico asburgico?”

            • Z. says:

              Miguel,

              solita risposta: che tu faccia o meno vita attiva nel tuo quartiere, quello che decidi di fare il giorno delle elezioni – o del referendum – ha comunque conseguenze concrete.

              Votare M5S non significa pensare che se Grillo avrà la maggioranza tutto andrà a posto, o che Dibba risolverà tutti i tuoi problemi. Significa pensare che al governo M5S farebbe un lavoro migliore del PD. E per quanto ci possano piacere poco entrambi – e mediamente credo piacciano poco entrambi, in effetti – non sono due partiti uguali e al governo non farebbero le stesse cose.

              Quindi ha perfettamente senso chiedersi chi votare, che si creda o meno nell’ importanza dell’ agire collettivo diretto.

              Non è che non votando ci guadagni. È come non destinare i soldini dell’otto per mille: vanno dove vogliono gli altri contribuenti. Mica li rendono a te 🙂

              • Per Z

                “Votare M5S non significa pensare che se Grillo avrà la maggioranza tutto andrà a posto, o che Dibba risolverà tutti i tuoi problemi. Significa pensare che al governo M5S farebbe un lavoro migliore del PD. ”

                Solita risposta mia 🙂

                Tu parli sostanzialmente di efficienza.

                Probabilmente persone cresciute nella politica, nelle banche, nei sindacati, spesso “figli d’arte”, sono più efficienti di persone che devono ancora capire la differenza tra un’interrogazione e un’interpellanza. E fin qui siamo d’accordo.

                Ma io mi opongo il problema di cosa faranno, non dell’abilità con cui la faranno.

                Ad esempio, chi dei due imporrà l’aeroporto intercontinentale a Firenze, e chi farà il possibile per impedirlo?

                Poi è chiaro che l’importante è che siamo noi a documentare giorno per giorno la situazione, a costruire un parco dove loro vogliono costruire una pista, a martellare deputati magari impreparati con tutte le informazioni del caso e tempestarli di telefonate per ricordare loro di muoversi.

            • Z. says:

              Miguel, ti sei accorto che hai scritto quello che io ripeto noiosamente da una vita? 🙂

              È importante attivarsi personalmente, con la propria comunità etc., ma siccome i partiti differiscono tra loro votare questo o quel partito non è comunque indifferente.

              Senza nulla togliere all’importanza dell’attivismo di quartiere a Roma, si fatica a sostenere che Raggi, Marino, Tronca o Giorgia Meloni al timone non cambi nulla.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il posizionamento è pro-Israele. Come al solito.

        • Z. says:

          Ma certo che sì. Probabilmente di più di quanto non lo fosse Obama.

          Più in generale, appunto, fu Trump a dire: se proprio dovessi candidarmi lo farò coi repubblicani, perché quelli si bevono la qualsiasi. Direi che i fatti gli hanno dato ragione, ben oltre il suo Paese.

          Però vuoi mettere il gusto nel vedere le contorsioni anguillesche dei trumpellini della vigilia 😀

      • Z. says:

        Peucezio,

        — fuffa, fumo negli occhi, aria fritta.
        Quello che conta è il posizionamento geopolitico —

        QED.

        In nessun caso [scil.: il beccaccione] ammetterà di essere stato menato pel naso, neppure se messo davanti all’evidenza. Prima si arrampicherà faticosamente sugli specchi, poi cercherà di convincervi che la sua teoria è giusta.

        Z. e Strolgh d’e Mzàn e culpéss incora!

        😀

        • Peucezio says:

          Dimenticavo un ulteriore aspetto, che è fondamentale.
          I fenomeni non sono importanti solo per le loro conseguenze, ma anche per le loro cause, cioè come sintomi.
          Indipendentemente dal fatto che abbiano o meno sbagliato la loro valutazione, il fatto che gli elettori americani abbiano scelto uno che si è presentato come totalmente antisistema, politicamente scorretto e ultranazionalista conservatore è il segno di una trasformazione non da poco.
          E’ un po’ come la Brexit: mettiamo pure che fino alla fine venga disattesa: resta il fatto che la maggior parte degli inglesi è per l’uscita dall’Ue.
          Il tutto laddove, nell’un caso e nell’altro, tutti gli stimoli che vengono dai mezzi di comunicazione di massa e dai modelli che si presentano come prestigiosi spingono in direzione diametralmente opposta.
          In un certo senso le trasformazioni in basso mi interessano di più di quelle in alto, perché si tratta delle vere strutture profonde delle società.

  44. mirkhond says:

    “al mond l’è fat pr’i norméi”

    “Il mondo è fatto per i normali.”

    Per tutti gli altri, il protocollo cazzaniga.

    • Moi says:

      “al mond l’è fat pr’i norméi”

      [cit.]

      ———————

      Anche se costei ha fatto la Staffetta Partigiana … ora come ora è suo malgrado ClericoFascista per il MainStream !

  45. Mario says:

    Il concilio c’entra sempre

    In effetti, so da un reverendo padre di sicura tradizione che, in ragione dell’anatema fulminato latae sententiae per le innumerevoli proposizioni formalmente eretiche contenute in alcuni documenti del conciliabolo in oggetto, gli effetti non si limitarono solo all’ambito supernaturale, concernendo anche quello più prosaicamente naturale: ad es., pare tuttora sussista quel che vado a descrivere, non senza una nota di stuporoso sgomento. Una colonia di farfalle multicolori –ma non infettate dall’errore pacifista–, che albergava nei pressi della baracca Santa Marta e, prima della mefistofelica adunanza del 1962-1065, allietava le giornate di padri dottrinalmente inappuntabili con il suo delicatissimo, incessante volteggiare nell’aria tersa dell’urbe eterna, a causa degli anatemi suddetti risulta letteralmente confinata dall’8 dicembre del 1965 entro gli angusti limiti compresi tra l’ingresso del motel e i cessi in comune dello stesso, posti appena fuori la spelonca all’interno della quale Bergoglio architetta i propri sciatti malefici, per il tramite di alambicchi prestatigli ad interesse da Soros.

  46. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    La sigla giuridico-politico-economico-amministrativa è l’adattamento o il calco (nei limiti della struttura sintattica) di un eufemismo formulato in NeoAngloAmericano come NeoLingua per i MadreLingua Inglese … culturalmente egemoni sul resto dell’ “Occidente” e … d’ Immondo :).

    • Moi says:

      Ciò serve a occultare la verità, o meglio la coscienza e prim’ancora la conoscenza di essa.

  47. Moi says:

    ad esempio adesso si dice LGBTQUA ove “A” sta per “Allied (people) / Allies” … Alleati, insomma, e NON credo che l’ eco con la II GM sia frutto del caso; mi sa, anzi, di ponderato calcolo propagandistico.

  48. Moi says:

    Cmq pare che con Trump già (!) si siano date una calmata le Minoranze IperSuscettibili e Rancorose che “commetti il reato di esistere, facendo scattare in automatico tutti i trauma-triggers dell’ universo” SE sei BiancoMaschioEteroCisSessualeCisGenderico e di religione NON esotica NE’ fricchettona NONCHE’ ritieni che la Laicità debba valere per tutte (!) le religioni e non solo per il Cristianesimo !

  49. Moi says:

    *** A Politically Correct Christmas Greeting ***

    Best wishes for an environmentally conscious, socially responsible, low stress, non-addictive, gender neutral, winter solstice holiday, practiced within the most joyous traditions of the religious persuasion of your choice, but with respect for the religious persuasion of others who choose to practice their own religion as well as those who choose not to practice a religion at all;

    Additionally,

    a fiscally successful, personally fulfilling, and medically uncomplicated recognition of the generally accepted calendar year 2016, but not without due respect for the calendars of choice of other cultures whose contributions have helped make our society great, without regard to the race, creed, color, religious, or sexual preferences of the wishes.

    (Disclaimer:

    This greeting is subject to clarification or withdrawal. It implies no promise by the wisher to actually implement any of the wishes for her/himself or others and no responsibility for any unintended emotional stress these greetings may bring to those not caught up in the holiday spirit.)

    ———————————

    http://kraftmstr.com/christmas/humor/pcgreeting.html

    ————————————-

    PS

    L’ originale era con l’ anno 2000, ma dopo 16 anni è in dirittura di arrivo …nel frattempo sono nati/e/* e cresciuti/e/* la Snowflakes Generation a costante Trauma Trigger Risk !

  50. mirkhond says:

    “NONCHE’ ritieni che la Laicità debba valere per tutte (!) le religioni e non solo per il Cristianesimo !”

    Oppure per nessuna.

  51. Moi says:

    “la UE realizza in forma economica le asimmetrie sociali che le guerre producevano in forma militare”

    ————-

    Diego Fusaro

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    PS

    Aggiungiamo che la (relativa) Pace dopo il 1945 è o è stata la Pax Atomica 😉 USA vs URSS all’ insegna del Si Vis Pacem Para Bellum … la UE ha zeru tituli 😉 in materia di Pace ! Gli unici “tituli” 🙂 che le interessino essendo quelli dei Mercati Finanziari, appunto.

  52. Moi says:

    http://www.sandscripts.com/catalog/holiday/cards/gif/h341.gif

    Felice Decima Mas 😉 … MA che sia Pissì ! 🙂

  53. Moi says:

    C’è anche l’ “AmrìKanata” 😉 di quelli che “per scherzo” han lanciato la petizione contro la canzone natalizia “White Christmas” … qualunaltro, però, li avrebbe presi su serio suggerendo che “Snowy” sarebbe meglio per togliere ambiguità fraintendibile.

    • PinoMamet says:

      Vabbè, qui non c’entra neppure il corretto e il trigger, è idiozia pura e non ne parliamo…

      ma l’amico olandese già anni fa mi aggiornava sullo stato di Pierino il Nero, Zwarte Piet, che colà riveste il ruolo di “aiutante di Babbo Natale” (Sinterklaas) e che ogni tanto qualcuno tenta di rendere meno razzista. Ammesso che lo sia… sarebbe un discorso lungo.

      In realtà poi credo che sia l’evoluzione di una figura diabolica, domata dal Santo;
      a sua volta, evoluzione di figure pre-cristiane, alcuna ancora vitali e più o meno inserite nel folklore cristiano, come i krampus, i mamuthones ecc.

      • Roberto says:

        Su Pierino il Negro, quando studiavo in Olanda mi ha un po’ stupito che i bambini olandesi lasciano latte e biscotti per San Nicola e niente per lo schiavo nero, mentre i bambini tedeschi lasciano i biscotti pure al Mitarbeiter 😉

      • MOI says:

        Sì, ricordo: avevi detto anche che avevano “rimediato” 😉 moltiplicando il personaggio per tutti i colori esistenti … compresi degli alquanto improbabili blu puffo, arancione, verde, grigio …

        … mi vien da dire che così, se sbarcano degli Alieni, il TT 🙂 gioca d’anticipo. 😉

      • PinoMamet says:

        Nel parmense invece la tradizione era Santa Lucia che arrivava con l’asino.
        Non ho mai capito perché avesse l’asino, e non credo che la cosa sia mai stata particolarmente indagata, ma immagino si potrebbe trovare qualcosa di interessante (Iside, i primi cristiani…).

        Oppure semplicemente era meglio che farla arrivare a piedi 😉 e l’asino è un animale molto simpatico! 🙂

      • PinoMamet says:

        “Santa Lucia è la notte più lunga che ci sia”, recitava il detto popolare, e tutti smentivano: non è vero, il solstizio è il 21.

        Tuttavia, Lunario alla mano, è vero che i giorni intorno a Santa Lucia (appena un po’ dopo, in verità) sono quelli in cui il sole tramonta prima , anche se non i più corti in assoluto.

        Non credo di capire troppo bene la causa astronomica (cioè, il sorge tramonta prima ma sorga anche prima, rispetto al 21, fino a lì c’arrivo: ma la meccanica della cosa mi sfugge, deve essere legata all’inclinazione dell’asse terrestre che varia?) però la tradizione popolare non aveva tutti i torti.

  54. MOI says:

    Da qualche parte sulle Alpi devono avere anche dei combattimenti ritualizzati in danza di scontri fra due o più “krampus” fra di loro, e/o forme (in teoria, almeno) incruente di combattimento rigidamente regolamentato tipo lotte di soli sgambetti tenendosi per una grossa cinta … sempre in cosplay 🙂 da krampus.

    • PinoMamet says:

      …mmm mi bare la descrizione di una lotta popolare svizzera (e di un’atra dozzina di posti nel mondo 😉 ) , ma non mi risultano in costume da krampus…

    • MOI says:

      I commenti più fastidiosi sono quelli irrazionali, da “Ghérl Pàuer” di tipo “Visto la Raggi ?! Altro che Renzi: le donne sì che sanno l’ Inglese, mica come gli Uomini !” … come se fosse questione _ per dirla con la Littizzetto _ di “Avere il Walter / la Iolanda” anziché “Essere Matteo Renzi / Virginia Raggi” !

  55. Mario says:

    giuliano

    attributo terrificante come il gesto maledicente di Bergoglio, scagliato senza pudori di sorta dalla pentecostale terrazza della stamberga Santa Marta: mi rammenta il mefistofelico Giuliano l’Apostata (che, ad ogni modo, preferirei quale occupante materialiter della prima sede, rispetto al demonico eresiarca argentino).

    • PinoMamet says:

      Povero imperatore Giuliano, non amministrò affatto male, e la sua anacronistica restaurazione del paganesimo, inteso come religione impossibilmente unitaria e dogmatica sul modello degli odiati “galilei”, ricorda in effetti da vicino le battaglie di retroguardia dei sedevacantisti, anch’essi tutto sommato più preoccupati della romanitas che di Gesù Cristo…

    • Per Mario

      “mi rammenta il mefistofelico Giuliano l’Apostata ”

      Ahem… Giuliano Imperatore, prego.

      Se avesse prevalso, non avresti tutti questi problemi con il perito chimico Jorge Mario Bergoglio.

  56. Mario says:

    Confermo e rilancio: il pontificato di Bergoglio, oltre a costituire un sicuro viatico per pianto e stridor di denti, rappresenta una colossale burla gnostica.

    • PinoMamet says:

      Guarda, a me sta bene che si dica che Bergoglio distruggerà la Chiesa; che sia antipatico; che sia l’Anticristo addirittura;
      ma cosa avrebbe di gnostico proprio mi sfugge.

      Al massimo mi pare la consacrazione agli altari, per così dire, della banalizzazione della religione ad usum buoni sentimenti.

      Può non essere di gusto di tutti, ma mi pare l’opposto delle vertiginose e incomprensibili costruzioni metafisiche della Gnosi.

      • Mario says:

        http://opportuneimportune.blogspot.it/2016/12/bergoglio-riabilita-anche-giuda.html

        Caro mio, leggi qui. Bergoglio riformula in modo rozzo e rocambolesco antichi orrori, certo allora più finemente cesellati di quanto ora non faccia l’empio pappagallo pelagiano: orrori di cui si ode l’eco fin sulle tavole da picnic luterano, installate nella catapecchia Santa Marta.

      • per Pino Mamet

        “ma cosa avrebbe di gnostico proprio mi sfugge.”

        Duemila anni, fa gli antenati dei cattolici (che probabilmente somigliavano poco a quelli successivi) si fecero una gran litigata con gli gnostici, che poi scomparvero per sempre dalla storia.

        Il parallelo che viene subito in mente sono quelli che si dicono “di sinistra” oggi che ce l’hanno ancora con i “fascisti” estintisi settant’anni fa.

        La cosa è un po’ preoccupante, perché vuol dire che tra duemila anni, ci sarà gente che si dice “di sinistra” (chissa che roba sarà) che quando le viene la fitta paranoica, chiameranno ancora i propri avversari “fascisti”.

        Comunque la traduzione è semplice: “fascista” e “gnostico” significano entrambi “talmente cattivo che non lo voglio nemmeno ascoltare”.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Che io sappia gli gnostici esistono, ma sono una manciata e vivono in Iran.

        • Moi says:

          : “fascista” e “gnostico” significano entrambi “talmente cattivo che non lo voglio nemmeno ascoltare”.

          [cit.]

          ——————–

          😉

          Così come “Fascismo” ha semanticamente assorbito, loro malgrado, tanti altri sistemi ideologici … probabilmente anche “Gnosi” avrà semanticamente assorbito, loro malgrado, tanti altri sistemi religiosi.

  57. Mario says:

    le battaglie di retroguardia dei sedevacantisti,

    Che belle le battaglie di retroguardia! Specie quando si è assolutamente certi di una colossale sconfitta, da tramandare ai posteri in forma di mitologumeno che rifonda vetuste, ariosofiche ritualità.

  58. Roberto says:

    Comunque ne bergoglio ne trump ci impediranno di ricordare la nascita di Gesù, che lo si faccia in chiesa o friggendo baccalà come a casa robelux
    Buon Natale a tutti!

    • Peucezio says:

      Buon Natale anche a te!
      (pensavo fossi ateo)

    • Roberto says:

      Certo ma essere ateo non mi impedisce di augurare buon Natale a chi crede e di seguire un briciolo di tradizioni (sostanzialmente culinarie, ma pure il presepe)

  59. Mario says:

    Buon Natale a lei e a tutti voi, cari amici. Che il Bambino Gesù nasca nella grotta del nostro cuore, illuminandola come la lucerna fa col corpo, che ne rifulge.

  60. Moi says:

    Fedeli, Poletti e ora … Lotti

    http://politica.diariodelweb.it/politica/articolo/?nid=20161223_399722

    Lotti nei guai, il fedelissimo di Renzi indagato per l’affaire Consip

  61. habsburgicus says:

    Buon Natale a tutti !

  62. Moi says:

    SORPRESINA 😉 SOTTO L’ ALBERELLO 😉 :

    … prima una copertina dedicata ai Nuovi Europei , ma il Piano Kalergi NON esiste.

    https://pbs.twimg.com/media/CtIceDQW8AAxY_F.jpg

    … poi questo :

    http://www.nationalgeographic.com/magazine/2017/01/

    … ma dietro NON vi è alcuna “ideologia”.

  63. Moi says:

    NATIONAL GEOGRAPHIC

    http://www.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/news/bimbi_transgender-154640098/

    http://gayburg.blogspot.it/2016/12/e-per-compiacere-i-vescovi-che-il.html

    http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/copertina-national-geographic-bambina-transgender

    qui si dovrebbe vedere

    ————————–

    l’ edizione Italiana toglie(rebbe) quindi dalla prima copertina un gender fluid kid M to F sotto ormoni di 9 anni … e avere da ridire su questa prassi sui bambini è omofobia e transfobia !

    • Moi says:

      Ha fattoscalpore la copertina del numero di gennaio di National Geographic. Il primo numero del 2017 della rivista statunitense è intitolato Gender Revolution e mette in copertina una bella bambina con i capelli rosa. Quella ragazzina, però, è nata maschio e a soli 4 anni ha intrapreso la strada del mutamento di genere. Quella di Avery Jackson, la bimba in copertina, è solo una delle 80 storie di ragazzini transgender di tutto il mondo raccontate nel mensile scientifico.

      http://formiche.net/2016/12/24/tutti-subbugli-del-mondo-cattolico-per-la-nomina-di-valeria-fedeli-allistruzione/

      —————

      Il tutto mentre contemporaneamente, le stesse Lobby ed Elites che detengono li potere e l’ egemonia culturale, sottoscrivono follie (!) come le Eccezioni Religiose per un’ orda tribale ferma al VII secolo dopo Cristo !

    • paniscus says:

      Io mi preoccuperei di più del fatto che a nove anni si compiaccia di tingersi i capelli di rosa, piuttosto che della sua identità di transgender.

      Mettiamo pure che questa creatura sa davvero nata con cromosomi maschili ma con una AUTENTICA predisposizione fortissima all’identità femminile, tanto che sarebbe stata destinata comunque a diventare una transessuale prima o poi. E mettiamo pure che la famiglia, con adeguato sostegno medico e psicologico, l’abbia appoggiata in questo percorso.

      Bene, che q*zz c’entrano i capelli ROSA?

      Da quando in qua per affermare di essere femmine bisogna avere i capelli rosa, che in natura non esistono?

      Io di donne coi capelli rosa in giro non ne vedo, e tantomeno ragazzine di nove anni, se non per qualche festa di carnevale o provocazione umoristica…

  64. Moi says:

    @ MIGUEL

    Da quando è scomparso il “Socialismo”, è tuttavia apparso il “Populismo” come termine spregiativo liquidatorio Vs chiunque non sia un Candidone 😉 che creda di vivere nel Migliore dei Mondi Possibili … spesso, troppo spesso, viene tacciato di “Populismo” perfino il più elementare “senso di giustizia”.

    • Moi says:

      Insomma, se Monti e la Fornero dicono che M5S e Lega sono il peggio … fanno la più efficace campagna elettorale a loro favore ! 😉

    • Per Moi

      “Da quando è scomparso il “Socialismo”, è tuttavia apparso il “Populismo” ”

      Certo, infatti il “popolo” può essere contrario al capitalismo apolide, come lo chiami tu. Semplicemente, negavo l’esistenza di un capitalismo realmente “nazionalista”.

      • Z. says:

        Insisto sulle virgolette – non dovremmo parlare del “popolo” come facevano socialcomunisti, liberali e nazionalfascisti nei secoli scorsi.

        Quello che chiamiamo “popolo” è una massa di individui disaggregati, né favorevoli né contrari a nulla in particolare. Se ritengono di guadagnarci, sono favorevoli; diversamente, sono contrari o indifferenti.

        Di solito, quelli che più spintonano per salire su di un autobus superaffollato sono gli stessi che, appena saliti, alla fermata dopo gridano “non c’è più posto, non potete salire”.

  65. Moi says:

    … E’ Natale (facciamo a capirci !) !

    • Z. says:

      Auguri a tutti, cari amici chelebecchiani!

      Io vado a dormire, ché domani mi aspetta una sana abbuffata di tortellini 😀

  66. Grog says:

    Chi non Grogga a Natale in compagnia o è un Poletti o è una spia!
    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
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    BUON GROG A TUTTI
    BUON GROG A TUTTI
    Grog! Grog! Grog!

  67. PinoMamet says:

    Colgo l’occasione per ricordare che contemporaneamente è anche Hannukah (quest’anno).

    • Z. says:

      E allora anche buon Hannukah, quest’anno!

      • PinoMamet says:

        😀

        • Grog says:

          Se vuoi veramente Hannukahare prima devi Groggare!
          Attenzione al candelabro a 7 braccia perché a forza di fare i bulli va a finire che ve lo infilano indovina dove.
          Bei tipi di giudei, ti danno un pugno in faccia e poi strillano che si sono fatti male alla mano e sono stati agrrediti….birichini1
          Grog! Grog! Grog!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Allora buon Hannukah a te!

  68. Moi says:

    Boh … il mondo cambia in fretta, Kirghizistan :

    http://gayburg.blogspot.it/2016/12/il-kirghizistan-ridefinisce-il.html

    definizione di matrimonio inaudita per la classe culturale Europea !

    • Peucezio says:

      Pensa un po’ come sono eccentrici ‘sti kirghizi. Cose mai viste prima!

    • Z. says:

      Amici, scusate… ma a voi che importa se due gay si sposano o meno, detto schiettamente? Non avete interessi migliori cui dedicare il vostro tempo libero? O ne avete così tanto che non sapete come impiegarlo?

      Bah, che dire… beati voi!

      • Roberto says:

        Sembrerebbe una specie di battaglia per la conquista di una collina nella lotta fra il Bene ed il Satana politically correct.
        Se Ugo e giangianni si sposano:
        – non si possono più insultare i ricchioni, i negri e gli storpi
        – Maria e piermarcello non si sposeranno perché il secondo si sposerà con giacomoandrea
        – Gesù bambino piange
        – i musulmani ci conquistano a colpi di sodomia
        – la razza umana si estingue

        E soprattutto
        – Ugo e Giangianni avranno diritto alla pensione di reversibilità…che schifo, privilegio! E la gente si suicida perché non arriva a fine mese…

        Ma satana fa morire George Michael a Natale così vi beccate per un’altra settimana Last Christmas, tié!

        • PinoMamet says:

          “– Maria e piermarcello non si sposeranno perché il secondo si sposerà con giacomoandrea”

          Guarda, pare ‘na cazzata, epure credo che sia l’unico motivo che non viene detto praticamente mai, e anche l’unico che conti qualcosa nella percezione di chi si oppone al matrimonio omosessuale.

          (Altrimenti non avrebbe senso la paura della “distruzione della famiglia tradizionale”: nessuno degli altri motivi per opporsi al matrimonio omosessuale ha qualcosa a che fare con la difesa della famiglia tradizionale).

          Essendo una paura irrazionale, e sottaciuta, e nei vari momenti in cui viene mostrata, espressa con giri di parole e vani tentativi di giustificazione (“difendere la famiglia tradizionale”, appunto) credo che…

          ci sia qualcosa di vero.

          Solo che la parte vera è assolutamente indicibile: scava scava, si tratta della riproposizione del matrimonio combinato come mezzo risolutore dei problemi esistenziali.

          Non voglio ora discutere se sia giusto o sbagliato, che è un altro argomento (non scontato):

          fatto sta che nessuno può andare fino in fondo nel presentare questo timore, che, ripeto, è l’unico reale, perché finirebbe per assomigliare un po’ troppo a negri, musulmani, e “cattiva” compagnia cantante…

          • Roberto says:

            Non pare, è una cazzata! E oggettivamente non ha nessun senso parlare di distruzione della famiglia. Se uno si scopre finocchio dopo anni di matrimonio non ha bisogno di una legge che gli permette di sposarsi i suoi simili per lasciare la famiglia, no?

            Per me, negli antigay gioca molto di più la voglia di rompere le palle agli altri, soprattutto se gli altri sono pochi e tutto sommato innocui come i gay….

            • PinoMamet says:

              Mmm no, guarda, su questo non ti seguo.

              Rompere le palle agli altri è un bellissimo sport, ma di solito si esercita per motivi diversi.

              Ci saranno appunto- ci sono sempre, perché no?- quelli che si metteranno a fare i conti tipo “quanto ci viene a costare pagare la sanità delle coppie gay”, oppure quelli che si divertono a cercare il cavillo di legge, oppure quelli- e sono sicuramente “la dirigenza”- che ci fanno un calcolo politico.

              Ma insomma, la grande paura irrazionale (ma da non sttovalutare) della “distruzione della famiglia” non credo sia mossa da questi, che semmai ci giocano sopra o la sfruttano.

              Credo sia una questione di “uomini soli” (e donne, anche) per i quali la tua constatazione (un gay può anche lasciare una famiglia “eterosessuale”) è tuttalpiù un’aggravante.

            • Peucezio says:

              Ma perché respingere il principio di autonomia dell’individuo in nome di una concezione più organica della società significherebbe “rompere le palle agli altri”?
              La donnina all’antica che pensa che l’omosessuale andrà all’inferno e si dpspiace per lui, per cui vorrebbe salvarlo, o che crede che con le sue pratiche si ammalerà di qualche brutta malattia, può sbagliare nell’analisi, ma io ci vedo un principio altruistico o comunque di partecipazione, rispetto all’idea atomizzata per cui buttati pure nel fiume, tanto non sono cazzi miei.

            • Roberto says:

              Ti dirò di più.

              Esiste sicuramente anche un fenomeno di appartenenza “destra” (mo’ facciamo a capirci: senza dover spaccare il capello in quattro su cosa sia destra, intendo quelli che votano FN o repubblicani o fratelli d’Italia o Pegida).

              Sono di destra -> sono contro i matrimoni gai.
              Perché? Scusa sei divorziato e convivi dopo aver fatto figli con tre donne diverse, non vai a messa dalla prima comunione, l’unica cosa di cui ti interessi è prendere l’aperitivo con gli amici, sei pro aborto, …ma solo su questa specifica questione sei per i “valori tradizionali” (discussione reale avuta con un amico, e molto simile a quella avuta con altri)

            • Roberto says:

              Perché una concezione più organica della società richiede un minimo di capacità filosofica e di astrazione che avranno si e no 100 persone al mondo (anzi avrete, ti ci metto sicuramente in mezzo) e il 5% scrive qui….

              Inoltre la voglia di rompere le palle è l’unica cosa che riesce a battere pigrizia e menefreghismo, i sentimenti più umani che ci siano.

              Conoscerai sicuramente persone che si rovinano la vita per rompere le palle agli altri!

            • Peucezio says:

              Roberto,
              l’aborto per conto mio è un crimine osceno a danno di qualcuno che è completamente inerme e indifeso, però è vero che le varie civiltà umane hanno avuto atteggiamenti differenziati verso questa pratica.
              Lo stesso vale per lo scioglimento dell’unione matrimoniale.
              Ciò dimostra ancora una volta che il matrimonio omosessuale è un inedito assoluto, è anti-umano, non nel senso che va contro l’uomo in senso biologico (un’istituzione non è biologica), ma in senso culturale, cioè viola la stessa essenza dell’uomo come essere culturale, quindi ne viola l’essenza (perché l’essenza dell’uomo è la cultura, cioè il vivere associato tramandandosi dei modelli non per via genetica, ma appunto per trasmissione culturale).
              In questo senso un’analogia, più che con aborto, divorzio e simili, si potrebbe trovare con l’ateismo: l’indifferenza al sacro non si trova nemmeno nei Neanderthal, il che fa pensare davvero all’occaso del religioso come la regressione a uno stato ferino puro.
              Però, poiché l’ateismo e il razionalismo si manifestano ogni volta che una civiltà evolve e si aliena da una dimensione comunitaria organica, per cui abbiamo il razionalismo greco, il materialismo di Democrito ed Epicuro, giù giù fino all’Illuminismo, ecc., siamo già abituati a questo monstrum e quindi non ci facciamo caso. Invece nessuno prima della fine del XX, inizio XXI secolo aveva proposto seriamente il mmatrimonio fra persone dello stesso sesso (al di là, per puro paradosso, di qualche autore utopista o eccentrico che ignoro, allo stesso modo di come si racconta il mondo alla Swift in cui i cavalli sono esseri razionali e parlanti e gli uomini sono come bruti).

              Ma soprattutto è un’altra la domanda che mi viene da farti.
              Tu in tutto il tuo discorso sul fatto di quelli che vogliono rompere le scatole agli altri dai per scontato il modello liberale, quello per cui lo stato deve solo garantire la possibilità da parte di tutti di vivere come meglio credono, senza comprimere la sicureza o la libertà altrui.
              E’ il modello in cui credi, va bene, ma non è mica l’unica forma di convivenza umana possibile o sperimentata, anzi!
              E’ normale che se uno si riconosce in un modello di società e di diritto di tipo più organicistico e comunitario, o magari anche in una via di compromesso fra i due, che garantisca un ampio margine di libertà senza fare sfregi gratuiti alla tradizione, trovi irrilevantela questione del “ognuno fa quel cavolo che gli pare, finché non pesta i calli a un altro”.
              Altrimenti il tuo è un liberalismo dogmatico :-p

            • Peucezio says:

              Ho letto dopo il tuo commento:
              “Perché una concezione più organica della società richiede un minimo di capacità filosofica e di astrazione che avranno si e no 100 persone al mondo (anzi avrete, ti ci metto sicuramente in mezzo) e il 5% scrive qui….”

              Mah, molto opinabile.
              Esistono consapevolezze implicite. Non è che chi non ha gli strumenti verbali o concettuali per esplicitarle non le capisce, anzi, le capisce benissimo.
              Molta gente si sente a disagio rispetto all’idea di rompere con usi che hanno alcune decine di millenni.
              Se domani gli uomini cominciano a nascere con due teste, permetti che mi trovo un po’ disorientato?
              La cosa non creerà problemi a te e a una serie di altre persone ideologicamente spregiudicate e moderne, ma c’è tanta gente semplice e comune, mediamente molto meno istruita di te, che invece si sente a disagio.

              Che poi ci sia chi vuole sempre rompere le palle agli altri, è un altro conto: si sono stati, ci sono e ci saranno sempre e qualunque pretesto sarà buono.

              • Per Peucezio

                “Se domani gli uomini cominciano a nascere con due teste, permetti che mi trovo un po’ disorientato?”

                Quello che non capirò mai, è come ci sia gente che non resti disorientata di fronte a…

                – umanità intera attaccata alla televisione
                – mare pieno di plastica e monti pieni di funivie e cannoncini di neve artificiale
                – lingue intere scomparse dal pianeta
                – dove c’era un bosco c’è un’autostrada che brucia tonnellate di petrolio dal fondo dell’Arabia
                – orsi polari che non vedono più la neve e il ghiaccio
                – babbinatali di plastica fatti in Shanghai e scaricati a milioni nel porto di Napoli
                – gente ridotta ad annessi di tastiere che non sanno nemmeno più camminare
                – droni che sghignazzano mentre ti guardano dalla finestra…

                e poi impazzisca perché la mia amica Paola ha sposato Marisa dopo 37 anni di convivenza.

                Mica dico che Marisa e Paola siano normali; ma il resto mi sembra infinitamente più anormale.

            • Roberto says:

              Peucezio,
              Ma io non chiedo a nessuno di rompere con le sue tradizioni millenarie, ma di non rompere con le sue tradizioni millenarie
              🙂

              Sul liberalismo, credo che sia l’unico modo per far vivere insieme (non perché vogliano vivere insieme ma perché capita così) Gino e Paolo che si amano, Roberto che vomita all’idea che a certi maschietti si tagli un pezzo di pisello, Aaron che schifa roberto, Gino e Paolo che mangiano prosciutto a colazione e così via.
              L’uniche altre possibilità sono vivere in comunità separate (ok, benissimo per me, lasciatemi la California per divertirmi con hipster e ballerine e spartitevi il resto del mondo) o schiacciare le minoranze.
              In alternativa a queste due opzioni (la prima irrealizzabile, la seconda antipatica),cosa c’è oltre a “lascia in pace il prossimo tuo come tu vorresti essere lasciato in pace”?

            • PinoMamet says:

              Premesso che io sono di quelli che voterebbero sì a qualunque proposta per far sposare Marisa e Paola, come anche Gigi e Pierfrancesco;

              a parte questo, credo che abbia un po’ ragione Peucezio.

              Il mare di plastica e i babbinatali fatti a Shanghai sono sconvolgenti, certo, ma rientrano in un ordine di pensiero a cui siamo stati abituati, si può dire, da sempre.

              Nel secolo scorso, il bosco non avrebbe ceduto all’autostrada, ma alla ciminiera;
              al posto di babbinatali di Shanghai, a Napoli sarebbero arrivate, che so, false teiere cinesi fatte in Olanda.
              Ma poco cambia.

              Invece che Gigi e Pierfrancesco si sposino è in effetti spiazzante.

              Poi uno mi dice “no, a me non mi spiazza, non mi cambia proprio niente”, e ci sta, neanche a me, però:
              1- è un discorso statistico, non personale;
              2-quasi sempre chi me lo dice ha una situazione sentimentale a posto.

              Ora, so che il punto 2 non lo caga mai nessuno, eppure mi ostino a credere che sia il fulcro del problema.

            • Roberto says:

              Accordo totale con Miguel

              Tra parentesi, mi ha fatto ridere mio figlio che, mentre leggevo peucezio, guardando in televisione le immagini di un matrimonio gay, mi ha chiesto “papà ma sono due o tre?”

            • Z. says:

              Pino, continuo a non capire.

              Siccome la vita sentimentale di Tizio fa schifo allora Tizio vuole impedire a Caio e Sempronio di sposarsi? questa è la tesi?

              Non ne sono tanto convinto: ma se così è, ecco, allora comincio a farmi un’idea sul perché la vita sentimentale di Tizio faccia schifo.

            • PinoMamet says:

              “Siccome la vita sentimentale di Tizio fa schifo allora Tizio vuole impedire a Caio e Sempronio di sposarsi?”

              Siccome l’azienda di Ermes va male e ha licenziato Peppino, Peppino e Ermes ce l’hanno con i profughi?

              Sì, penso che le persone spesso ragionino in questo modo.

              Non siamo tutti e sempre razionali, spesso siamo mossi, profondamente, da idee che con la razionalità c’entrano poco e niente.

              Se la tua vita sentimentale va male, pensaci, niente di più facile di accusare la società che ha pervertito i rapporti tra uomo e donna e permette ai gay di sposarsi, minando la solidità della famiglia tradizionale.

            • PinoMamet says:

              Peraltro, per rispondere alla tua battuta finale, moltissime e moltissimi single che conosco sono tra le persone più valide sul mercato 😉

              Ma non li definirei felici.

              Poi, mica tutti i single sono AntiMatrimoniOmosessuali;
              ovvio;

              ma direi che è facile che un A.M.O. sia single.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              in effetti il discorso vale anche per tutte le cose che hai citato.
              E’ vero comunque che esiste una forza del simbolico, tale per cui ciò che dici, se prescindiamo dalle sue conseguenze (che, riconosco, è senz’altro un errore capitale), viene percepito come un fatto di strumenti tecnici, come dire uso il cavallo, il carretto a due o a quattro ruote o l’automobile, mentre l’altra cosa tocca tasti sensibili delle basi stesse delle strutture affettive, famigliari, antropologiche, quindi non è neutra.

              Poi non c’è dubbio che le cose di cui parli hanno conseguenze infinitamente più perniciose: per i matrimoni omosessuali basta che arriva il castigamatti, invalida tutti quelli fatti, li vieta per il futuro, fa un rito riparatore, punisce un po’ di gente e nel giro di due generazioni se n’è perso persino il ricordo, mentre ciò di cui parli tu è molto più difficile e lungo da rimediare, ammesso che siamo in tempo.

            • Peucezio says:

              Insomma, l’uomo è sempre stato molto “laico” circa gli strumenti tecnici, molto meno circa certe strutture di base della società, che, all’interno di un’ampia variabilità, hanno alcune costanti assolute.
              Insomma, i mezzi di produzione, di movimento e tutto il resto sono sempre cambiati, senza provocare grossissimo scandalo.
              Oggi la cosa è andata fuori controllo, d’accordo.

            • Peucezio says:

              Roberto,
              esistono dei compromessi.
              So bene che oggi come oggi è difficile applicare alla società occidentale un modello comunitario di tipo arcaico e costringere tutti in villaggi di venti famiglie, col capo tribù e lo stregone.
              Ma da qui all’anarchia…
              Pensa al modello russo. Lì è vietata (e mi sembra una cosa di totale buon senso e buon gusto) ogni forma di propaganda a favore dell’omosessualità, non parliamo dei matrimoni, eppure io lì non solo non ho visto nessuna cappa di cupezza o di repressione, ma ho visto una società plurale, vivacissima, intellettualmente e artisticamente viva, più delle nostre avvizzite società occidentali.

            • paniscus says:

              “Invece che Gigi e Pierfrancesco si sposino è in effetti spiazzante.

              Poi uno mi dice “no, a me non mi spiazza, non mi cambia proprio niente”, e ci sta, neanche a me, però:
              1- è un discorso statistico, non personale;
              2-quasi sempre chi me lo dice ha una situazione sentimentale a posto.”

              ——————-
              Non capisco bene il discorso della “situazione sentimentale a posto”.

              Ma per il resto, mi permetto di far notare che anche il presunto spiazzamento automatico di fronte all’eventuale matrimonio di Gigi e Pierfrancesco ha avuto i suoi graduali (e abbastanza recenti) precedenti… che sembravano spiazzantissimi fino a una generazione fa e che invece abbiamo allegramente rimosso senza neanche ricordare che un po’ di tempo fa erano spiazzanti.

              Quasi 50 anni fa i miei genitori, entrambi laici e anticlericali convinti, avevano avuto una mezza idea di sposarsi solo civilmente, cosa che all’epoca era poco comune ma perfettamente regolare… ma alla fine si sentirono psicologicamente e socialmente COSTRETTI a sposarsi in chiesa, perché altrimenti le rispettive famiglie l’avrebbero presa come una tragedia insostenibile, con rischi paurosi di vergogna sociale irreparabile, rinnegamenti pubblici dei figli, anni senza parlarsi e anatemi apocalittici. E ingoiarono il rospo sullo sposarsi in chiesa, e poi anche su quello di battezzare i figli, per lo stesso motivo.

              30 o 40 anni dopo, quelle stesse famiglie (in particolare, le rispettive madri, ormai molto anziane ma ancora mentalmente sveglie), che si sarebbero stracciate le vesti se i figli si fossero “sposati solo in comune” o se i nipoti non fossero stati battezzati…

              …da quegli stessi nipoti, hanno accettato qualsiasi scelta “anomala” che avrebbero trovato inimmaginabile una generazione prima: nipoti separati e risposati, nipoti conviventi senza mai sposarsi, nipoti accompagnati con stranieri di provenienza misteriosa, bisnipotini non battezzati e non mandati al catechismo, e di tutto e di più. La coppia gay nel nostro campionario familiare ci manca, ma alla lunga le nonne avrebbero accettato pure quella, come tutto il resto.

              E ripeto, si tratta delle stesse persone che, quando erano più giovani, avrebbero trovato assolutamente inaccettabile e scandaloso anche un matrimonio solo civile ma non in chiesa.

              In teoria, più si invecchia più si dovrebbe essere abbarbicati alle proprie abitudini e intolleranti verso le novità, eppure io ho visto esattamente il contrario. Gente che era ultraconformista e bigotta a 40 o 50 anni si è rivelata affettuosamente tollerante a 80 e oltre.

              Tutto questo per dire che è facilissimo fare gli “spiazzati” quando una cosa è oggettivamente rara e poco familiare… ma che lo “spiazzamento” si fa presto a superarlo, quando si prende atto che nella società circostante quella tale cosa è diventata comune e NORMALE, e si ha avuto occasione di constatare che non morde, non ammazza e non fa paura come si credeva!

            • PinoMamet says:

              “Non capisco bene il discorso della “situazione sentimentale a posto”.”

              Sempre premettendo (non si sa mai) che io sono a favore delle nozze omosessuali;

              chi si incaponisce per qualcosa, di solito ha motivi personali per farlo, semplicissimo.

              Non è detto che li stia intepretando nel modo giusto, o che abbia individuato esattamente il problema
              (vedi l’esempio del licenziato o dell’imprenditore in crisi che se la prendono con l’immigrazione o con l’Islam);

              ma uno la cui situazione sia, come dire, fuori discussione, raramente va a rompere le palle agli altri.

              L’uomo è un animale pigro;
              ci vuole qualcosa per muoverlo.

              Calcolo politico va bene, guadagno personale di qualche tipo anche, forte fede religiosa o ideologica…

              certo, ci sono tutte nelle idee degli “antiomosessualisti”, ma non riescono da sole a spiegare perché, insomma, se la prendano così tanto con questa cosa che in fondo, come fa notare Miguel, sarebbe piuttosto secondaria e ininfluente nelle vite altrui.

              Ci deve essere sotto qualcosa di personale e di non detto.

            • Roberto says:

              Peucezio,
              ma la stessa società russa sarebbe meno bella, libera e viva se si impedisse agli omon di picchiare quattro tipi che una volta all’anno vogliono sfilare con un boa di piume di struzzo?

            • Peucezio says:

              Sarebbe libera essendo anche morale e non depravata.
              Dove sta scritto che la lobertà, per essere tale, debba sconfinare nella licenza?
              E’ come dire che se uno è islamico dev’essere per forza un integralista o, peggio, un terrorista.
              La radicalizzazione non è un completamento, è uno snaturamento.

            • Peucezio says:

              Lisa,
              bisogna distinguere due piani,
              1) il cambiamento fisiologico della società, che oggi è molto accelerato ma che in qualche misura avviene sempre, almeno nelle società storiche.
              2) La questione delle generazioni che cambiano idea.

              Sul primo punto, tutte le altre cose di cui hai parlato rientrano in ambiti di variabilità come ce ne possono essere tanti nella storia. Ciò che distingue i matrimoni omosessuali è il fatto che è un inedito assoluto. Può accadere benissimo che un anziano si senta spiazzato di fronte ai costumi più recenti, diversi quelli della sua epoca; succedeva di meno in società meno rapide nel cambiare, ma in qualche misura è fisiologico: alla fine è una questione anche banalmente di abitudine.
              Qui parliamo di tutt’altro, di una cosa che scardina gli universali antropologici, come ho già detto mille volte, quindi confligge non con l’epoca peculiare in cui l’anziano è cresciuto, ma con tutto ciò che hanno fatto tutti i suoi antenati dall’alba dei tempi, che è inscritto nel suo retaggio culturale come dato ancestrale.

              Sul secondo punto, ho avuto esperienze diverse, ma ho presente il tipo di personaggi di cui parli.
              Io però credo si tratti di un mondo non sociologicamente neutro.
              In una società molto dimanica e con tratti di spregiudicatezza come quella toscana non mi meraviglia che persone della generazione dei nostri nonni (io e te abbiamo più o meno la stessa età, quindi parliamo di gente nata verso l’inizio del ‘900) fossero così flessibili, al punto da cambiare idea, sui costumi e la morale, col passare dei decenni.
              I miei nonni e gli anziani che ho conosciuto io di quella generazione non erano così: erano gente che, almeno per quanto riguarda i valori (se parliamo delle trasformazioni tecniche è un’altra cosa: tutti si adattano alle comodità) faceva fatica a concepire un mondo molto diverso da quello in cui era cresciuta (chi più chi meno: mia nonna per esempio era più rigida delle sue sorelle).
              Poi c’è sempre una variabilità individuale, c’è gente che per carattere si adegua a qualunque cose.
              E, infine, al di là di Toscana, Puglia, Lombardia o altro, siamo in un’epoca anomala, in cui i modelli sono imposti dall’esterno più che in ogni altra epoca, perché gli strumenti di comunicazione sono potentissimi (all’inizio del ‘900 c’erano già i giornali, il telegrafo, il cinematografo, di lì a poco è arrivata la radio, sono cose che hanno conseguenze pesantissime sul livello di apertura all’esterno dei gruppi umani e sulla permeabilità rispetto a modelli esterni imposti dal centro), quindi è abbastanza normale che molta gente non abbia più un suo centro di riferimento, un sistema di valori con cui è stata cresciuta e che rimane immodificabile per la vita.
              Ma tutto ciò non è la condizione normale, è il prodotto di un’epoca molto anomala, accelerata fino all’impazzimento, che infatti produce tutti quei disastri che dice Miguel.

        • PinoMamet says:

          Invece della pensione di reversibilità dei gay non importa neinte a nessuno, tranne ai gay medesimi, e non credo di aver mai sentito un “antimatrimonio gay” particolarmente preoccupato di concederla: quindi neppure di negarla.

          Quelle sono robe che interessano chi si occupa di diritti, non chi è preoccupato (perché di questo si tratta) della propria vita sentimentale.

        • PinoMamet says:

          Ora che ci penso, sarebbe interessante calcolare la percentuale di “single” nello schieramento “antimatrimonio gay”.

          Non come quelle pseudofemministe che usano l’argomento “odi il femminismo perché sei represso, non scopi ecc.” (che mi pare anzi la negazione di qualunque femminismo, ma chissene) a mero scopo di insulto, che non risolve niente e aggrava il problema;
          peraltro molte delle persone più valide e intelligenti che conosco, di entrambi i sessi, sono single e/o piene di problemi sentimentali, in ogni caso mi sfugge quale sia il senso di usarlo come offesa.

          No, dico proprio a livello di studio sociologico.

          Se qualcuno è preoccupato del matrimonio/rapporto sentimentale altrui, credo che la causa sia una cosa più personale e intima che l’appartenenza politica o religiosa.

        • Peucezio says:

          Pino,
          in sostanza, se ho capito bene, vuoi dire che chi si oppone al matrimonio omosessuale è perché vorrebbe i matrimoni combinati?
          Personalmente non ho nulla contro i matrimoni combinati, ma chi vieterebbe di combinare anche matrimoni omosessuali? 🙂
          Francamente la tua mi pare una tesi originale, ma un po’ bizzarra.

          Toglimi una curiosità, scusa se la metto sul personale. La religione ebraica cosa dice in merito? Contempla forse la possibilità di matrimonio fra persone dello stesso sesso?
          E in caso negativo, come mai ti ritieni completamente svincolato dai precetti religiosi del culto che professi?
          Mi spiego meglio: mi rendo conto che una religione può essere persino “laicista”, cioè può vincolare il suo fedele individualmente, nelle sue scelte etiche, sessuali, ecc., ma può anche non obbligarlo a sostenere pubblicamente (con i discorsi, col voto, con le decisioni, se è un politico o un funzionario) un modello di società basato sui suoi dettami (non era così per il cattolicesimo conciliare, ma è così per tante religioni contemporanee).
          Cioè la mia religione può ritenere che io pecco se vado a letto con un altro uomo, ma non se voto per il matrimonio omosessuale o, al limite, per la depenalizzazione degli atti omosessuali.
          Ma allora mi chiedo: quali sono le basi testuali, filologiche, teologiche in base alle quali si può sostenere che l’ebraismo sostenga questa scissione e consenta l’idea di una comunità umana svincolata dalle regole etiche prescritte dalla religione? La Torah non dà esattamente quest’idea (tutt’altro!). Ma non so cosa dica il Talmud, né le sue interpretazioni, i rabbini, ecc.

          • PinoMamet says:

            Molti argomenti! vado per ordine, provo:

            -no, io non dico che chi si oppone ai matrimoni omosessuali voglia il matrimonio combinato.
            Dico che non sa di volerlo 😉 : in realtà, il suo schema (semplifico: difesa della famiglia, ricerca di un/una partner per sè stesso) porta quasi inevitabilmente lì.

            E infatti (questo era l’ulteriore passaggio, a cui non accennavo ma che hai giustamente anticipato) nessuno vieta di combinare matrimoni omosessuali, pensandoci.

            Penso semplicemente, come scrivevo, che chi si preoccupa di matrimoni sia mossa da cose più personali (quindi più importanti!) della astratta difesa o condanna di diritti altrui, e che queste cose più personali (quindi più importanti) abbiano bisogno di essere espresse, riconosciute e anche accettate.

            -la Torah condanna gli atti omosessuali maschili in modo molto chiaro, è più sfumata con quelli femminili che rientrano in un altro gruppo di condanne, ma insomma non si può dire che sia tenera verso l’omosessualità.

            Di fatto però l’atteggiamento ebraico ortodosso nei confronti degli omosessuali è perfettamente sovrapponibile a quello cattolico (ufficiale, mo’ non statemi a fare le pulci con Bergoglio gnostico, famo anche a capisse 😉 )

            Naturalmente la Torah impone una serie di regole “civili” che andrebbero applicate alla lettera: in terra di Israele, e nel caso questa fosse governata da un re legittimo di dinastia davidica.
            In tutti gli altri casi, si applica il detto aramaico “dinà d’malkutà dinà”, la legge del regno (del paese in cui si vive) è legge, che lascia aperte moltissime possibilità:
            uno potrebbe benissimo condannare l’omosessualità religiosamente, e votare a favore del matrimonio omosessuale in Oregon o in Lombardia…

      • Peucezio says:

        Ne avremo discusso un miliardo di volte.
        Mettetela così: qualunque persona della generazione dei miei nonni sarebbe inorridita di fronte a una cosa del genere (perché il discorso che una cosa non riguarda me personalmente non vuol dire nulla: ogni società ha delle sue concezioni morali e soprattutto degli istituti: se ritengono non riguardi il resto della società ma solo loro due, se la vivano privatamente e de facto senza volerne fare un atto pubblico riconosciuto dallo stato, cioè dalla comunità) e così per tutte le generazioni precedenti dall’alba dei tempi. Ora, il nascere in un’epoca è un fatto contingente che non si sceglie e io non vedo perché dovrei riconoscermi in un mondo di pazzi, in cui tutto funziona alla rovescia, solo perché sono nato nell’unica epoca e nell’unica parte (l’Occidente) del mondo dove sono saltati tutti gli schemi e gli universali antropologici che hanno governato ogni società umana in tutti i tempi e le latitudini.
        Ho avuto la fortuna (o, volendo il merito, perché ci stavo molto insieme e ne cercavo la compagnia) fin dall’infanzia di trascorrere molto tempo con persone delle vecchie generazioni, in famiglia, ma anche all’esterno, i nonni abitavano al piano di sotto e li vedevo sempre; questo mi ha dato degli strumenti critici che oggi mi consentono di essere in contatto più profondo, non solo astratto, con il passato e di non essere cieco e passivo di fronte a questa specie di delirio in cui è caduto il mondo (anzi, una parte del mondo, l’Occidente, che sta cercando di imporre agli altri questo modello, il che la dice lunga sulla carica di profondo razzismo che c’è in tutto ciò: si lamentano perché Putin o il Krighizistan si oppongono a queste depravazioni: l’idea è che l’uomo europeo occidentale ha diritto di imporre violentemente i propri modelli).

        Ripeto, il discorso: “sono fatti solo, non danno fastidio a nessuno” non vale nel momento in cui si pretende un riconoscimento pubblico: se sono fatti loro, non coinvolgano lo stato, che è espressione della società. Ubi societas, ibi ius, ma si potrebbe dire Ubi ius, ibi societas: non è pensabile il diritto fuori dalla vita associata.
        Z., vabbè che sei un rozzo leguleio, ma il diritto non è solo una prassi, una scienza empirica, ha dei suoi fondamenti, ‘ste cose dovresti saperle molto meglio di me.

        Tra l’altro nessuno mi ha spiegato qual è la funzione del matrimonio (del matrimonio in genere, di quello tradizionale) nel diritto moderno delle società attuali, se non per un motivo di tradizione, di retaggio storico (o antropologico o religioso, come volete voi).
        Il fatto è che un retaggio culturale che è sopravvissuto per inerzia, è diventato funzionale per il mondo alla rovescia che dicevamo, come mezzo degli omosessuali per rivendicare una sorta di loro uguaglianza (che è ovviamente un’assurdità, perché l’uguaglianza pertiene agli individui, non alle coppie), per poter invadere con violenza, con il loro modello di coppia , la cittadella del vecchio mondo, se non con il gusto della profanazione (per alcuni sì, ma non per tutti), con il piacere di espugnare un sancta sanctorum, un istituto fondante della società tradizionale e a quel punto è tornato ad essere sacro e intangibile, un altro feticcio della contemporaneità politicamente corretta.
        E’ per questo che (in ciò d’accordo con Miguel) nel dire che il matrimonio civile andrebbe semplicemente abolito e sostituito con contratti liberi e combinabili a piacere che riguardano tutti i singoli aspetti giuridicamente disciplinabili del rapporto a due.
        Il matrimonio dovrebbe essere una cosa che si fa in chiesa, per chi ci crede o per chi vuole la bella cerimonia, per fare contenti genitori, suoceri, nonni, ecc., e basta.
        Il matrimonio civile in uno stato laico è una contraddizione in termini: io non sono per lo stato laico (perché sono per una società di tipo organico e comunitario, in cui sacro e diritto si confondono), ma se stato laico dev’essere, è assurdo che lo stato ingerisca in un rito simbolico-religioso che dovrebbe essere completamente estraneo alla sua sfera, con conseguenze pratiche perniciose peraltro, perché questo fatto del pacchetto unico (che quella testa di cazzo della Cirinnà ha esteso ai ricchioni e loro sono pure felici!) crea una serie di problemi pratici e di vincoli.

        • Per Peucezio

          “Il matrimonio dovrebbe essere una cosa che si fa in chiesa, per chi ci crede o per chi vuole la bella cerimonia, per fare contenti genitori, suoceri, nonni, ecc., e basta.
          Il matrimonio civile in uno stato laico è una contraddizione in termini”

          Infatti,ovviamente finché parliamo di rituali e non – ad esempio – di reversibilità della pensione, diritto di visita in ospedale, ecc.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Se è per questo nessuno mi ha nemmeno mai spiegato quale sarebbe la funzione del contratto, ma sopravvivo lo stesso: i negozi, nel diritto moderno, possono essere impiegati per il motivo che meglio si crede. E questo si ricava dal Codice civile del 1942, non dal manifesto del gay pride.

        • Z. says:

          Peucezio,

          il secondo assioma di Zeta recita: chi risponde con cento righe a una domanda di due righe ha quasi sempre torto, e il quasi è probabilmente di troppo.

          Tra l’altro in queste cento righe non hai trovato il tempo per dirmi l’unica cosa che ti ho chiesto: esattamente, il fatto che io sposi Mauricius in che modo ti danneggia?

    • Peucezio says:

      Comunque, vabbè, ci caschiamo sempre in questa discussione infinita, non vi convincerò mai ma rimarrò sempre dell’idea che siete persone buone e care, ma che al tempo stesso siete una manica di depravati 😛 …
      tutto era nato dalle battute mie e di Moi sul Kirghizistan, per dire come tutto ciò che è stato sempre considerato normale ora crei sconcerto e viceversa.
      Almeno dicessero: “ci piace essere anormali e voi ci rompete il cazzo”, invece di voler capovolgere i ruoli.
      La cosa irritantissima della cultura progressista è che non è lassista e libertaria, ma repressiva e autoritaria.
      Questo è il vero nocciolo dell’insofferenza che crea in chi non accetti di soggiacervi e che fa sì che abbia successo un Trump o altre figure analoghe.

  69. Mario says:

    Per Peucezio

    Sono d’accordo su tutto quel che scrive, in particolare su questo:

    e io non vedo perché dovrei riconoscermi in un mondo di pazzi, in cui tutto funziona alla rovescia, solo perché sono nato nell’unica epoca e nell’unica parte (l’Occidente) del mondo dove sono saltati tutti gli schemi e gli universali antropologici che hanno governato ogni società umana in tutti i tempi e le latitudini.

    L’unico punto sul quale dissento è questo:

    , il nascere in un’epoca è un fatto contingente che non si sceglie

    Purtroppo, noi scegliamo di nascere, e per questo andiamo soggetti al dramma della autocoscienza. La morte del corpo, a compensare l’esiziale errore di partenza, è la più grande grazia che Dio ci potesse concedere, dopo il peccato di origine.
    Il combattimento, la resa finale, la notte di Natale.
    Buon Natale

  70. MOI says:

    BLONDET SEGNALA PROVE TECNICHE DI TOTALITARISMO BOLDRINISTA

    : “Boldrini contro l’odio e le fake news. Appello ai cittadini per smascherare le bufale web. La presidente della Camera annuncia un’azione per sollecitare il debunking. “Sono in contatto con quattro esperti, lavoriamo con i social network contro la disinformazione”. Si dà anche il nome dei quattro ‘esperti’ preferiti dalla Boldrini: Paolo Attivissimo (il disinformatico – che già dimostra un partito preso ideologico ), David Puente, ex dipendente Casaleggio, Michelangelo Coltelli, alias Butac e Walter Quattrociocchi, IMT lab.

    […]

    Se la Boldrini riesce a realizzare il suo ideale, sarà un organo dello Stato a sancire quali notizie sono “false” e quali “vere”. La presidenza della Camera, organo dello Stato, raccoglierà le denunce dei debunker che ha scelto lei (almeno un concorso pubblico, no?) e poi farà sopprimere le notizie ritenute “false” da loro, eventualmente punendo i diffusori delle dette notizie false. Con azioni penali? Multe? Insomma opererà la censura. La censura di Stato contro le notizie che non approva. A suo insindacabile giudizio considerandole ‘false’.

    […]

    Se questo non si chiama “totalitarismo”, non so come chiamarlo. Totalitarismo con un tocco di dispotismo orientale, essendo tutta l’attività repressiva annunciata condotta extra-legem, e in definitiva dipendendo dagli umori e dalle rabbie momentanei della Sultana.

    […]

    http://www.maurizioblondet.it/sia-lo-sancire-quali-notizie-veree-quali-false/

    • Peucezio says:

      Come se qualunque utente minimamente smaliziato non fosse in grado di distinguere le bufale e i siti di bufale dalle notizie minimamente accreditabili.

    • MOI says:

      Senza dire che la stampa tedesca mainstream, una delle più soporifere d’Europa e politicamente corretta fino alla patologia, diventerà ancor più timorosa. E ancor più auto-censurata.

      Per esempio: già tace le notizie sulle ondate di stupri di fanciulle tedesche da parte degli immigrati musulmani. Che sono notizie vere – ma “possono istigare all’odio”.

      [ibidem]

      • MOI says:

        http://islamicamentando.altervista.org/sacro-stupro/

        per approfondimenti sull’ Etica di Emulare l’ Uomo Perfetto Eternamente Virtuoso.

        • MOI says:

          Ma Blondet NON riesce mai a prendersela adeguatamente con i Musulmani, perché odiano Israele almeno quanto lui !

        • MOI says:

          Ripeto :

          ETERNAMENTE … NON c’è Anchenoiunavoltismo che tenga !

          UOMO PERFETTO … NON c’è Nontuttismo che tenga !

          • MOI says:

            Chiunque dall’ interno (!) della Umma provi a contestualizzare, a mettere in questione i due concetti di cui sopra … è tacciato dal grosso di essa di aver tradito !

            Da fuori, nemmeno lo prendono in considerazione, se non per un tipo di “comunicazione” alla quale solo il Sionismo sa rispondere adeguatamente.

            • Per Moi

              “Da fuori, nemmeno lo prendono in considerazione, se non per un tipo di “comunicazione” alla quale solo il Sionismo sa rispondere adeguatamente.”

              Ma esattamente quando e dove il Sionismo avrebbe “risposto adeguatamente” al cosiddetto fondamentalismo islamico?

              Quando mai se ne sarebbe occupato?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Credo che la risposta adeguata di Moi sia il piombo fuso.

  71. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    Come dice giustamente Dieguito Fusasro, il Potere Grato alla Grande Finanza Apolide oggi incarnato massimamente da quelle sedicenti Sx Europee che hanno tradito sé stesse, fra le quali spicca il “nostro” PD … questo Potere (in tutte le sue forme, dalla politica, all’ intrattenimento approvato, alla “Cultura” ) … chiama “Populismo” l’ Imponderabile (!) della politica rispetto ai piani prestabiliti dalla suddetta Grande Finanza Apolide.

    I politici supportati dall’ Establishment non sono che i relativi intercambiabili Inservienti … che vedono nei cittadini e nelle istituzioni gli ostacoli da abbattere.

  72. Per peucezio

    “he gli stili di vita individuali, per quanti siano, sono sempre un numero molto limitato e standardizzato”

    Aggiungerei:

    – il tassista musulmano barbuto di New York in gallabeya che ascolta il Corano mentre porta a destinazione l’ebreo ortodosso con kippà

    – il cattolico tradizionalista del Montana che non manda a scuola i suoi dodici figli ma insegna loro il latino e a cacciare

    – gli amish “conservatori” che rifiutano l’uso della ruota

    – i neri che vivono in una comunità razzialmente esclusiva e scrivono pubblicamente che i bianchi sono figli di Satana

    – il tizio che decide di mettere la bandiera con la svastica nel cortile di casa

    – il tizio che proclama che Dio gli vieta di pagare le tasse

    Insomma, non ci sono solo i sadomaso e affini :-)”

    • Peucezio says:

      “– il cattolico tradizionalista del Montana che non manda a scuola i suoi dodici figli ma insegna loro il latino e a cacciare

      – gli amish “conservatori” che rifiutano l’uso della ruota”

      Miguel, ti ripeto, a quando un libro sull’America “profonda”?

      Circa il tradizionalista del Montana, mi piacerebbe saperne qualcosa di più.
      Quanto agli Amish, ci sono pure quelli che rifiutano la ruota? IN onore agli americani precolombiani? Io li ho presente con le loro carrozze coi cavalli, con tanto di ruote.

    • Peucezio says:

      Però non so se ciò di cui parli lo classificherei come “stile di vita”.
      Mi sembrano tipi umani, più che stili di vita. Infatti non sono esportabili.
      In Europa, America Latina, Asia occidentalizzata, ecc., ecc., importano il feticismo dei piedi con relativo nome inglese (che non conosco), non gli Amish.
      Lo stile è una cosa voluta, l’identificazione in un’etichetta, non uno stato di fatto, un modo di essere.

      Comunque quello cui Dio vieta di pagare le tasse è fantastico!!!
      Perché non ho un vicino di casa così? Mi divertirei un mondo!

      • mirkhond says:

        E come si regge una comunità, i servizi sociali, la sanità per tutti, senza pagare le tasse?

        • Peucezio says:

          Infatti in America non hanno la sanità per tutti 😉
          E comunque se lo dice Dio, tanto peggio per i servizi socialo e la sanità per tutti. 🙂

          Scherzi a parte, sento molto il fascino di questi sentimenti e dei tipi umani che li esprimono, per quanto distanti da me.
          Si tratta di distorsioni sicuramente criticabili di un principio che in sé, applicato bene, non sarebbe peregrino, quello della comunità dal basso che si fa carico dei suoi membri senza l’intervento di nessuna entità esterna.
          Il guaio di quel mondo è che è anche molto competitivo e individualista, non si tratta cioè solo di “sussidiarietà” comunitaria, ma proprio del fatto che se affoghi, te la vedi tu e il mese di marzo, che è l’aspetto peggiore di quel mondo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        importano il feticismo dei piedi con relativo nome inglese

        Guarda che si tratta di una parafilia naturale e spontanea, non di una roba importata.

        • Peucezio says:

          Non hai capito.
          La peculiarità sta nell’etichettare e rompere un continuum infinitamente complesso e sfaccettato in un mondo discreto con opzioni limitate e definite.

    • Peucezio says:

      Comunque Miguel riesce in un’impresa che qualche anno fa avrei ritenuto impossibile in assoluto, quella di farmi amare gli americani 🙂

    • Roberto says:

      Dal poco che può aver visto uno sprovveduto turista, non posso che essere d’accordo con miguel e sono proprio stili di vita!
      Penso alle 5.000 persone che ogni sera d’estate a cody armati ti tutto punto a vedere un rodeo, i cui figli a scuola hanno materie come “cavalcare senza sella” o “acchiappare il vitello” e che considerano trump “socialist scum” per via delle spese militari…

    • Z. says:

      L’uso della ruota? in che senso rifiutano l’uso della ruota?

      Questa devi spiegarcela Miguel!

  73. MOI says:

    https://www.youtube.com/watch?v=9woIrY08ZCc

    Fusaro: ‘Terribile vedere i militOnti del PD che cantano Bella Ciao’

  74. Mario says:

    “Israele” è una entità chiaramente diabolica. La fissazione del popolo deicida in un luogo determinato, tra l’altro casualmente avvenuta in Palestina qualche decennio fa, ad opera degli stramaledetti albionici, implica la solidificazione delle ridicole pretese della stirpe una volta eletta.
    Il tempo solidificato diverrà spazio quando sarà matura la trasmutazione alchemica di fine in inizio: solo allora, all’apice dell’età del lupo, Fenrir, già vincolato dal padre Loki, ingollerà Wotan, e l’eclissi della Chiesa sarà compiuta e palese: quadratura del cerchio, coincidentia oppositorum, conversione di tutti gli ebrei secondo il dettato paolino, rivelazione dell’unità trascendente nella forma universalistica schuonesca, restaurazione del primoridialismo, arsura rituale dei documenti del luterano II, discesa finale dell’Aquila Chiazzata su universi distanti, e paralleli.

    • PinoMamet says:

      Così parlò Zarathustra! 😉

      scherzi a parte, la scelta della Palestina non la definirei esattamente casuale…

      potevano scegliere altri posti? naturalmente.
      Nessuno? pure.

      Ma ecco, casuale come scelta proprio non è…

  75. Per Moi

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/25/news/mantova_minaccia_attentati_ai_treni-154855995/

    Un terrorista decisamente ITALIANO 🙂

    “Voleva 300mila euro dai carabinieri per non compiere un attentato contro treni, ma gli è andata male. Scoperto dai militari è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Mantova con le gravi accuse di attentato a impianti di pubblica utilità e alla sicurezza dei trasporti. L’uomo, infatti, un agricoltore 60enne della provincia di Reggio Emilia, aveva messo dei blocchi di cemento lungo i binari della ferrovia Suzzara-Parma e un treno li aveva urtati, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri.

    L’epilogo della vicenda, che si trascinava da oltre dieci giorni, è arrivato nella notte tra venerdì e sabato, vigilia di Natale, quando i carabinieri hanno arrestato l’attentatore, che sembra abbia agito per non meglio specificati motivi economici e familiari. Tutto è iniziato lo scorso 12 dicembre quando i carabinieri di Suzzara (Mantova), nella cassetta delle lettere della loro stazione, trovano una lettera anonima a loro indirizzata. Il misterioso autore chiedeva 300mila euro per non compiere un attentato ai treni.

    Tre giorni dopo una telefonata anonima ai carabinieri chiedeva i soldi per evitare la collocazione di blocchi di cemento lungo la linea ferroviaria Suzzara-Parma. Quattro ore dopo la telefonata, alle 6, nei pressi di Suzzara, un treno urta dei blocchi in cemento lasciati sulle rotaie, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri. Nei giorni successivi altre telefonate anonime, tra cui una rinnovata richiesta di soldi arrivata ai carabinieri, questa volta di Gonzaga.

    Le indagini, partite subito dopo la prima lettera, grazie all’esame
    delle telecamere attorno a varie cabine utilizzate dall’attentatore, hanno permesso di individuare un’auto sospetta. Ad un parente del proprietario sono state fatte sentire le registrazioni delle telefonate anonime e la voce è stata riconosciuta come quella dell’agricoltore. Durante la perquisizione della sua abitazione nel Reggiano sono stati scoperti una pistola, un fucile e altre lettere anonime preannuncianti attentati ai treni, pronte per essere spedite.”

  76. mirkhond says:

    “Mica dico che sia normale; ma il resto mi sembra infinitamente più anormale.”

    Purtroppo (o per fortuna) l’uomo riesce ad adattarsi e ad accettare anche l’inferno sulla terra.
    Questo progresso è come un mostro impazzito sfuggito di mano ai suoi demiurghi-
    Quei pochi che se ne scandalizzano sono visti a loro volta come dei matti……
    Inoltre, una volta fatta un’abitudine, è difficilissimo rinunziarvi, anche se lo si volesse…..

  77. Mario says:

    Personalmente non ho nulla contro i matrimoni combinati

    Infatti, erano gli unici che duravano una vita intiera.

    • PinoMamet says:

      Consiglio la lettura (non per dimostrare qualcosa o il suo contrario, solo perchéè gradevole) de Il ragazzo giusto, di Vikram Seth.
      Una specie di Guerra e Pace indiano, con meno guerra (è da poco finita la Partition), o un’Anna Karenina volendo, ma meno tragico.

  78. mirkhond says:

    “Ci deve essere sotto qualcosa di personale e di non detto.”

    Beh, è lo stesso meccanismo del rancore, dell’invidia verso il successo altrui, affettivo, professionale, che non è razionale.
    Perché se uno ci pensa bene, se non riesce a conquistare una donna, forse è perché non viene trovato attraente, fisicamente e in genere dall’interessata.
    Se la ragazza un pò fuori forma, un pò obesa, vede che solo le mazze di scopa tirano e vengono corteggiate, potrebbe scaricare la sua frustrazione sulle suddette mazze.
    Oppure arrivare ad autodistruggersi, o pur sopravvivendo, con tante ferite interiori ed esteriori che l’accompagnano per tutta la vita……..
    Anche perché, a volte capita, che il riuscito si pavoneggi davanti al fallito, aumentando il senso di frustrazione del secondo…..

    • PinoMamet says:

      Verissimo.
      Questa poi secondo me è l’importazione più brutta della parte più becera (ahimè, forse la maggiore) della cultura popolare statunitense importata in Europa.
      Il winner e il loser, come categorie esistenziali.

      Se gli americani fanno le stragi nelle scuole, viene da pensare, non è solo perché ci sono le armi;
      ma perché centinaia di migliaia di adolescenti americani hanno motivo di essere frustrati.

      Certo, togliere le armi di mezzo abolierebbe le stragi (e chissà, farebbe aumentare i suicidi);
      ma non risolverebbe certo la frustrazione.

      • mirkhond says:

        Temo di sì, purtroppo.
        Il male è dentro la cultura statunitense, e non è facile superarlo in una cultura incapace di solidarietà verso il sofferente.

  79. mirkhond says:

    Pensiamo a cosa prova chi non riesce a conquistare nemmeno una donna, di fronte al chiavico (come si dice a Bari), che le donne le seduce con facilità e con altrettanta facilità le pianta……..

  80. Roberto says:

    peucezio

    “Francamente la tua mi pare una tesi originale, ma un po’ bizzarra”

    Volevo dirti che in quel “ma” è sintetizzata tutta la differenza fra peucezio e robelux!
    Io avrei scritto da bravo conformista “originale e bizzarra”, e credo che questo spieghi molto
    🙂

  81. Peucezio says:

    Sì, però, ragazzi, noi siamo qui a cazzeggiare su sedevacantismo, Bergoglio, gli ortodossi, i protestanti, l’Islam…
    Io voglio conoscere la teologia che c’è dietro quello che sostiene che Dio gli vieta di pagare le tasse!
    Probabilmente è una teologia molto elementare, ma secondo me è più interessante della Summa tomista, del canone buddista e di tutto il resto messo insieme.
    Ragazzi, basta disperderci: occupiamoci delle cose veramente importanti: io voglio sapere la cosmogonia, l’ontologia, la visione escatologica, la visione etica (beh, quella dovrebbe essere semplice: basta non pagare le tasse), i riti e i dogmi del novello culto!
    Altro che Scientology o Testimoni di Geova: questa è una cosa seria!!!

  82. Roberto says:

    Certo non al livello di quello di miguel, ma io ho avuto un ricorso di un inglese che aveva dichiarato la secessione di casa sua dal Regno Unito (6/7 anni fa) ed essendo di dichiarato indipendente voleva non pagare più tasse, oltre alla restituzione di un paio di milioni di sterline che dovevano corrispondere alla sua parte del budget europeo

    • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

      “io ho avuto un ricorso di un inglese che aveva dichiarato la secessione di casa sua dal Regno Unito (6/7 anni fa) ed essendo di dichiarato indipendente voleva non pagare più tasse, oltre alla restituzione di un paio di milioni di sterline che dovevano corrispondere alla sua parte del budget europeo”.

      🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

      P.S. Buone vacanze a tutti! 🙂

      • Z. says:

        Non credo che la dichiarazione di indipendenza sia retroattiva, e i due milioni di sterline mi sembrano un po’ sovrastimati.

        Ma la prima parte non fa una piega, in effetti: se sono indipendente dall’UK non devo tributi all’UK.

        • Roberto says:

          Gli ho risposto, per la prima parte, che sono competenti i tribunali inglesi e, per la seconda, che per introdurre un ricorso alla corte di giustizia (rectius tribunale) devi essere assistito obbligatoriamente da un avvocato (peccato non potergli dare il tuo recapito, ma non posso segnalare avvocati agli aspiranti ricorrenti)

        • Roberto says:

          …e lui mi ha minacciato di morte….

          • PinoMamet says:

            Beh, l’ha presa bene 😉

          • Roberto says:

            Ho in ufficio un bellissimo disegnino di una cape ‘e muorte con sopra scritto “death to you”, ma il disegno è molto infantile spesso lo prendono per un disegno di halloween fatto dai miei figli

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