Cosa vuol dire “fascismo” (1)

I miei lettori sono pochi, ma buoni, come dimostra la folle quantità di commenti che segue ogni post; e quindi mi permetto di imporvi una lunga riflessione a puntate.

Io non so tutti i lettori cosa intendano quando usano il termine “fascismo”: ma credo che sia una delle parole più usata dai melaninodeficienti di questo mondo (gli altri han altri grilli per la testa).

Per me è banale: il fascismo è solo un movimento che rivendica il nome “fascismo”; e come tutti i movimenti, si coglie meglio alle sue origini, quando è ancora pieno di energia e non è stato ancora completamente condizionato dalle circostanze esterne.

Tutto il resto può avere qualche analogia con il fascismo, come il ruolo del Dalai Lama può avere qualche analogia con quello del Papa, o Renzi può avere qualche analogia con il signor Alfred Fuller, ma questo non significa che in Tibet siano cattolici o che il nostro capo di governo venda spazzole.

Tra le mani in questo momento ho il libro di Roberto Cantagalli, Storia del fascismo fiorentino 1919/1925, pubblicato nel 1972 e che mescola una notevole documentazione all’esperienza vissuta, ma sa raccontare le vicende umane con grande sensibilità.

L’autore, di cui non so nulla eppure che mi sento molto vicino, scrive, e sarebbe bello che potesse sapere che quasi mezzo secolo dopo, qualcuno lo legge commosso con gli occhi che tremano di lacrime:

Per questo ci sembra che, avviandoci alla fine, con animo ancora più che di storico, di combattente, di uomo di fede, di uomo di scuola, noi coi nostri figlioli, con le generazioni avvenire, si abbia, alla vigilia di andarsene, da assolvere un debito: quello di dare onesta testimonianza del nostro tempo, valga esso quello che valga, e dobbiamo tentare di farlo, come si diceva un tempo dai nostri vecchi, “sine ira ac studio”, almeno per quel tanto che potremo essere capaci noi che, non per colpa nostra certo, né senza cagione, “troppo odiammo e soffrimmo”.

Amo Cantagalli anche per i toscanismi, ricordando che, come Dio è una sfera infinita, il cui centro è dappertutto e la circonferenza da nessuna parte, la nostra parlata, qualunque sia, è la migliore del mondo.

Cantagalli racconta un piccolo episodio che spiega perfettamente il senso del fascismo.

Seguiamo con attenzione i vari passaggi, con tutte le mie lunghissime divagazioni.

Il nucleo è questo:

Il 1 dicembre del 1920, a San Piero a Sieve nel Mugello, i coloni “bianchi” si presentano piuttosto adirati alla villa di Schifanoia della contessa Marianna di Cambray-Digny, che non regolava i conti con loro da due anni.

Intanto, nella Villa di Schifanoia – e questo è fondamentale se volete capirci qualcosa dei signori della Toscana – si trova la tomba di Giulia Cavicchi, domestica di vent’anni impiccatasi a una trave della villa per amore, cui la Marianna volle dedicare una tomba di straordinaria bellezza.

I “bianchi” erano i contadini cattolici, quell’immenso, oscuro mondo campagnolo, nemico del Progresso, che in massa aveva respinto la guerra che tanto esaltava invece i giovani cittadini, formati ai miti del Risorgimento. Con molta ambiguità da  parte dei vertici religiosi, ma con altrettanta decisione da parte della carne da cannone, che dava spesso ascolto a veggenti che parlavano con Madonne pacifiste, come ci racconta in un affascinante studio Cesare Bermani.

Proprio in quanto bianchi, quei campagnoli erano per certi versi più pericolosi dei rossi, perché sognavano di diventare proprietari dei poderi su cui lavoravano.

Poi parliamo di contesse, e la storia toscana è curiosa in questo senso: secondo un recente studio, i cognomi dei primi contribuenti di Firenze sono quasi gli stessi di seicento anni fa.

La contessa Marianna di Cambray-Digny è figlia di uno dei più grandi personaggi dell’Ottocento toscano, Luigi Guglielmo di Cambray-Digny. Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio in quattro governi, promotore del libero mercato globale come diremmo oggi, Sindaco di Firenze, architetto, matematico, membro della straordinaria Accademia dei Georgofili, una stirpe scivolata senza il minimo attrito dal servizio ai Lorena al servizio ai Savoia. E anche un grande, molte spanne al di sopra dei moderni…

La Toscana fu acquisita da Cavour all’Italia con una brillante truffa; ma certamente i signori, che stupidi non erano, si lasciarono imbrogliare con grande piacere.

Che Cambray-Digny sia un cognome foresto, non è un caso: con l’eccezione del principe Piero Ginori Conti, tutta la modernità toscana è dovuta a foresti, tra cui non pochi ebrei.

Come i fratelli Arturo e Attilio Luzzatto, calati dal Friuli, Ilva e Ferriere Italiane, le grandi imprese che campavano di Tav e appalti statali, entrambi deputati del Partito Radicale Democratico che scavalcava a sinistra il Partito Liberale e i primi ad aver inventato squadre di mazzieri per bastonare gli operai recalcitranti.

Non a caso gli squadristi fascisti arrivati in ritardo avrebbero cantato, Per Luzzatto e Mussolini eja eja alalà!

Oppure i  fratelli Alfredo e Massimo di Frassineto: figli di Sidney di James Hertz, ebreo di Amburgo promosso a Conte di Frassineto dal re sabaudo. Oggi la marchesa Giuliana Citterio di Frassineto dirige anche lei una fiorente azienda vinicola.

Dopo la marcia su Roma, Massimo avrebbe dominato sulla vita delle campagne aretine, diventando vicepresidente della Federazione nazionale degli agricoltori; mentre Alfredo avrebbe diretto poi la Banca di Agricoltura di Arezzo e sarebbe diventato Senatore, incarico che perse con una condanna per fascismo: di ebrei perseguitati, non hanno il monopolio gli antifascisti.

Le origini ebraiche di queste famiglie ci interessano soltanto per due motivi.

Primo, perché gli ebrei sono lontani dalla “arcaica cultura clericale” cui spesso si associa il fascismo; secondo, perché i Luzzatto come i di Frassineto facevano (per dirla alla veteromarxista) i propri interessi di classe, che li accomunavano appunto ai Cambray-Digny.

Ma torniamo a Luigi Guglielmo di Cambray-Digny (il cui padre fu anch’egli sindaco di Firenze ed è sepolto a Santa Croce). Ne abbiamo già parlato qui, chiamandolo sbrigativamente “architetto”, in quanto costruttore di una delle più grandi opere massoniche del mondo, il giardino esoterico della famiglia Torrigiani. Il giardino di Domizio Torrigiani, fascista e ultimo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, il giardino privato più grande d’Europa e che occupa almeno un terzo del nostro rione di case oscure ammucchiate l’una sull’altra.

E qui viene in mente il principale personaggio del fascismo toscano, presente dal primo all’ultimo giorno: il marchese Dino Perrone Compagni della Serenissima Gran Loggia di Rito scozzese antico ed accettato, poi Luogotenente Generale della Milizia, prefetto di Reggio Emilia e senatore e infine combattente nella Repubblica Sociale.

Aggiungiamo che a fianco del Perrone Compagni, che era sceso ben in basso nella scala dei nobili, c’era, ben in alto, il marchese Giuseppe della Gherardesca, che saltava anche lui sui camion futuristicamente rombanti a bastonar contadini in prima persona, per poi diventare Podestà della città di Firenze.

 Lo ricordiamo perché taluni ritengono che l’Italia Moderata si sia fatta abbindolare per un attimo dall’Ordine Fascista, ma si sia presto rinsavita, accorgendosi che il fascismo fosse solo una roba da plebaglia agitata.

Continueremo per un po’, finché non ci annoieremo…

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295 Responses to Cosa vuol dire “fascismo” (1)

  1. Mauricius Tarvisii says:

    fascismo è solo un movimento che rivendica il nome “fascismo”

    Come dissi tempo fa, secondo me convince come definizione.

  2. Z. says:

    Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.

    • Per Z

      “Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati,”

      Le persone di cui stiamo parlando, con secoli alle spalle di politica e di diplomazia, pionieri dell’imprenditoria e della tecnologia, con feudi che ricoprivano mezza regione e i cui nipoti stanno ancora in tutti i consigli di amministrazione che contano – ma sono spesso anche docenti universitari di alto livello e vero valore – non mi sembrano “tutti i candidati”.

      • Sempre per Z

        Preciso che non so nulla della storia del fascismo bolognese; ma credo che il fascismo toscano sia stato storicamente altrettanto importante.

        • Z. says:

          Credo che Gramsci conoscesse meglio il fascismo di Torino e dintorni di quello bolognese. Ma queste osservazioni ne descrivono un aspetto importante a livello nazionale, che vediamo ricorrere oggi, in tempi di crisi, e non solo in Italia.

          • Peucezio says:

            Cioè la tua era una citazione da Gramsci?
            Perché non l’hai messa fra virgolette?

            • Z. says:

              Credevo si notasse che quella frase era il frutto di una mente un pochino più sviluppata e più istruita della mia 😀

            • Peucezio says:

              Se dovessimo giudicare Gramsci da questa citazione, la differenza sarebbe a favore tuo (che ancora non la smetti di compiacerti con ‘sta storia del rozzo leguleio e a fare finta ogni tanto di non capire quello sche scrivo 🙂 ).
              D’altronde se a me un regime mi avesse messo in carcere, sparerei di quelle cazzate verso quel regime… E sarei pienamente giustificato!

  3. mirkhond says:

    E cosa successe poi ai contadini cattolici che assediavano la villa di Schifanoia?

  4. mirkhond says:

    “E qui viene in mente il principale personaggio del fascismo toscano, presente dal primo all’ultimo giorno: il marchese Dino Perrone Compagni della Serenissima Gran Loggia di Rito scozzese antico ed accettato, poi Luogotenente Generale della Milizia, prefetto di Reggio Emilia e senatore e infine combattente nella Repubblica Sociale.”

    Questo sarebbe lo stesso fascismo, il cui, leader Mussolini, secondo alcuni anche qua dentro, avrebbe perseguitato la massoneria?

  5. mirkhond says:

    Pensavo che in Toscana, nel 1920, il ceto contadino fosse tutto socialista!

  6. Moi says:

    C’è, o c’è stata fino a pochissimo tempo fa,una lista purtroppo molto lunga redatta con immagini di repertorio da parte di un certo Nero Italico (suo malgrado identificabile come Youtuber in Anglobale) il cui nome è tutto un programma :

    “L’ Italia dei Voltagabbana”, con tanti Grandi Vecchi (anche e soprattutto “Insospettabili” …) dell’ AntiFascismo che da “Piccoli Giovani” 😉 , invece …

    • Moi says:

      Uno de’ quali, addirittura, _ nel frattempo ininiterrotto fino a oggi e ad vitam _ è passato poi persino dal dire che i Carri Armati Sovietici portano la Pace al rendere Servigi al Capitalismo Finanziario Apolide … non s’è proprio fatto mancar nulla ! 😉

    • Per Moi

      “na lista purtroppo molto lunga redatta con immagini di repertorio da parte di un certo Nero Italico (suo malgrado identificabile come Youtuber in Anglobale) il cui nome è tutto un programma :

      “L’ Italia dei Voltagabbana”,”

      Attenzione, qui si parla dei fascisti di prima ora, mica di quelli che hanno trovato utile seguire qualcuno già al governo.

    • Moi says:

      A proposito di Cloak-Turners 😉 … chissà Dario Fo (*), cosa direbbe per la vittoria di Trump !

      (*)

      (che in verità, facendogli la dovuta tara ideologica, un po’ pesantuccia a prescindere, l’ ho sempre apprezzato come artista… tipo l’ ottima Lectio coram populo in Piazza Grande su Wiligelmo e San Geminiano c/o il Duomo di Modena)

  7. mirkhond says:

    Anche tu hai visto i suoi filmati?

  8. mirkhond says:

    Di Nero Italico trovai interessante il video su Mario Gramsci, il fratello sconosciuto del più famoso Antonio.
    Mario Gramsci la cui damnatio memoriae è stata talmente forte, che ancora oggi non si trova una foto col ritratto del fratello fascista di Antonio Gramsci.

  9. Moi says:

    A proposito di Cultura da Venditori

    Andrea Scanzi: “Leopolda? Un’accolita di rancorosi diretta da un venditore di aspirapolvere difettosi”
    [sic]

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/10/scanzi-leopolda-unaccolita-di-rancorosi-diretta-da-un-venditore-di-aspirapolvere-difettose/3183449/

    Hillary Clinton Vs Donald Trump = Pina Picierno Vs Antonio Razzi
    [cit. incipit]

    e si cita anch’ ora 😉 quello di cui sopra, passato dalla Lotta per il Suffragio Universale
    ai Dubbi contro (!) il Suffragio Universale.

  10. Moi says:

    Cos’è “psicologia antisociale”[sic] per spiegare il Fascismo (in senso metastorico) ? … Scusate, ma mi fa un po’ Strizzacervelli della Mutua 😉 che s’improvvisa Storico ! 😉

  11. habsburgicus says:

    @Miguel
    La mia definizione di “fascismo” è intermedia fra quella ristrettissima (e filologicamente corretta) tua e quella larga sovietica (poi estesa a dismisura nel dopoguerra dalle sinistre occidentali, fino a definire fascisti Pinochet, Videla, magari financo Díaz Ordaz, pres MEX 1964-1970, quella della Plaza de los tres poderes) di cui però mutuo un passaggio fondamentale, il ritenere “fascismo” il NS tedesco (anzi Preve, a ragione secondo me, lo definì “il più perfetto dei fascismi” dove “perfetto” non si riferisce a un giudizio morale bensì ad una valutazione fredda e oggettiva dell’efficienza rispettiva)
    Secondo me “fascisti” possono e devo essere essere definiti dei movimenti presenti in ogni Stato nei ’20 e ‘30 e primi ’40, ma non oltre il 1945 che è un discrimine assoluto (non provo ad elencarli) e dei regimi, in numero limittao, che invece elenco in ordine cronologico, dal 1922 al 1945
    1.Italia, PNF 28 ottobre 1922-25 luglio 1943 e PFR 15/9/1943-26/28 aprile 1945
    2.Germania NSDAP 30 gennaio 1933-8 maggio 1945 (ma dal 30 aprile era vacante la posizione di Führer che Dönitz non ereditò anche se mi risulta che in una base isolata dell’Egeo il comandante tedesco fece giurare fedeltà al “nostro nuovo Führer l’amm. Dönitz” e gridò “Heil Dönitz”, ma fu un atto isolato e personale; Dönitz era Reichspräsident come Hindenburg e non come Hitler che in base al plebiscito del 19/8/1934 si limitò ad esercitarne le funzioni, ma senza portarne il titolo, definendosi all’inizio Reichskanzler, più tardi Führer und Reichskanzler, in età tarda solo Führer)
    3.Spagna Falange 1939-1943 solo in questi anni la Spagna fu un regime fascista, NON lo fu più dal 1945 (e dubito dal 1943 al 1945)
    4. Romania Movimento Legionario 14/9/1940-21/1/1941 ATTENZIONE, IL REGIME DI ANTONESCU (21/1/1941-23/8/1944) NON FU FASCISTA (la Romania fu fascista per 4 mesi e basta ! fin quando Antonescu eliminò i legionari) la Romania era simile alla Spagna in quanto anche nel breve periodo fascista, il potere fu condiviso con un militare non-fascista o non pienamente fascista (Franco e Antonescu), con la differenza che Franco usò la Falange e Antonescu distrusse i legionari
    5.Ungheria Croci Frecciate di Szálasi Ferenc, 16/10/1944-4/4/1945, su parte del territorio (HORTHY NON ERA FASCISTA !!!!!)
    Ho dei dubbi se definire “fascista” 6.la NDH di Ante Pavelić (10/4/1941-8/5/1945) con i suoi ustaši o derubricarli a “semplici” tagliagole balcanici
    Bon…non sono esistiti altri fascismi al potere…NON ERA FASCISTA LA BULGARIA DI RE BORIS E DELLA REGENZA (1943-1944)
    NON ERA FASCISTA LA SLOVACCHIA DI MONS. TISO (pur essendo forse un fascista Tuka, P.M 1940-1944)
    NON FU FASCISTA VICHY
    Tra i movimenti fascisti, che ripeto non elenco tutti, includo Rex di Degrelle in Belgio, il NSB di Mussert in Olanda, il Nasjonal Samling di Quisling in Norvegia, il PPF di Doriot e il RPF di Déat in Francia ecc [ma non Laval !!!!!!!!]
    Ecco, questo è ciò che io intendo per “fascismo”
    Molto di più di Miguel
    Molto di meno di qualunque intellettualoide tessera PD/SEL 😀

    • habsburgicus says:

      intellettualloide

    • Per Habs

      Hai messo molta gustosa carne al fuoco, ma questa frase è un absburgicoso gioiello:

      “anche se mi risulta che in una base isolata dell’Egeo il comandante tedesco fece giurare fedeltà al “nostro nuovo Führer l’amm. Dönitz” e gridò “Heil Dönitz”,”

    • “cco, questo è ciò che io intendo per “fascismo”
      Molto di più di Miguel
      Molto di meno di qualunque intellettualoide tessera PD/SEL ”

      Prendiamo la parola, “sedevacantismo”.

      Va bene fino a un certo punto estenderla ai lefevriani; va un po’ meno bene estenderla a qualche vescovo conservatore ma vaticanista; va ancora meno bene estenderla fino a includere gli evangelici americani; va ancora menissimo bene fino a includere i comunisti russi più “conservatori”.

      Non è che sia sbagliata la tua lista; ma vorrei riportare il termine “fascista” a quello che intendevano le persone che dicevano, “Buongiorno, mi chiamo tizio e sono fascista”.

      • Francesco says:

        scusa ma se Riina diceva “mi chiamo Totò e sono un uomo d’onore” dovremmo dire che non era un mafioso?

        domanda seria perchè non ti ho proprio capito

        ciao

  12. Moi says:

    Ci mancano solo i Severgnini & Affini che spiegano i voti che a loro NON piacciono come “Voti di Pancia”, dati a “Politici che Parlano alla Pancia del Paese” … convintissimi, Severgnini & Affini, di aver capito e spiegato Tutto con parole pregne di Significato, addirittura con un’ immagine inedita … ogni volta come se fosse la prima volta, almeno fin dal 1994 !

  13. Moi says:

    In ogni caso, le parole “Fascismo” e “Nazismo” sono divenute insostituibili come Spettri da agitare fra chi vive agiatamente di politica (di solito s’inizia a 14 anni e si va di lungo tutta la vita senza saper fare nient’altro oltre al non saper far nulla 😉 ) o dell’ attualità per raccontarla.

    • Moi says:

      “Comunismo” senz’altro meno … intanto è durato molto di più, quindi è ancora connotato “a memoria d’uomo” e inoltre _ come già dicevo una volta_ il “Comunismo” si rifa a un Ideale Eterno, che è quanto di più simile “laicamente” ai Fondamenti di Morale Monoteista !

  14. habsburgicus says:

    Torrigiani fu antifascista, Miguel..o meglio un po’ fascisteggiante come tutti, ma sin dal novembre 1922 critico…ultimo Gran Maestro..di età prefascista, ovvio ! ce ne sono tuttora
    era Raoul Palermi, della Loggia di Piazza del Gesù ad esere filo-fascista
    le logge furono sciolte in 1925 (Gramsci, PCdI, parlò contro !)…naturalmente fu una burletta ma persero presrtigio sociale e la massoneria dimunuì in quegli anni sino al 1945
    in Portogallo le logge furono sciolte nel 1935 da Salazar in modo più duro..i paramenti massonici delle loge occupate furono esposti al ludibrio popolare
    in Spagna non si scherzò dopo l’inizio della Cruzada che salvò la Spagna (18/7/1936)
    si può dimostrare che molti generali massoni restarono fedeli, per ordini di loggia, al regime rosso di Madrid..anche se il massone Cabanellas fu all’inizio a capo della rivolta
    fu dal 1938 che Franco impose la demassonizazione che durò per molti anni
    in Germania le logge normali furono chiuse nel 1933 spesso extra legem (nerboruti SA penetrarono nelle logge e fecero volsre qualcuno dalla finestra; così capito in politica ad Amburgo, feudo SPD per i primi 35 giorni di hitlerismo; il 5 marzo ci furono le elezioni del Reich, 288 NSDAP e 52 Schwarz-Weiss-Rot, la sera stesa nerboruti SA penetrarono nel municipio SPD di Hamburgo, isssarono la Hakenkreuz, diedero un po’ di sberle ai consiglieri SPD e posero fine al governo SPD..ciò sarà legalizzato qualche giorno dopo), le logge prussiane (riservate a cristiani) furono chiuse in 1935..era obbligatoria l’autocertificazione per i massoni..Georg Leibbrandt nel 1943, vice di Rosenberg all’Ostministerium non disse di essere stato massone, la Gestapo lo sgamò e se la vide brutta (Greiser, crudelissimo, nel Wartheland, fu massone ma non ea un segreto, forse di lì derivava il suo fanatico anticattolicesimo..nel 1946 solo Pio XII chiese la grazia per lui, carità cristiana vera ! ma nella Polonia marxista Pio XII non era ascoltato e Greiser fu impiccato pare dopo averlo esposto in una gabbia a Poznan/Posen)..mica era l’Italia dove sapevano che Badoglio era un altissimo dignitario della massoneria e Mussolini gli diede incarichi su incarichi..ringraziamento ? il 25 luglio 😀

    • per habs

      “Torrigiani fu antifascista”

      Attenzione, quando parlo dell’affiliazione massonica di un numero sproporzionato di fascisti, non sto cercando di dire qualcosa di paradossale, tipo “ecco, il fascismo fu il prodotto di un complotto massonico!”

      Sto soltanto sottolineando come la cultura fondante del fascismo non avesse molto a che vedere con ciò che oggi si spara a caso sarebbe “fascismo”.

      Calcola poi che quando parli di nobili fiorentini, esiste un’alta probabilità che li conosca di persona o ne conosca i discendenti, magari te ne scrivo in privato 🙂

      • habsburgicus says:

        ok..sarà un piacere 😀

      • Z. says:

        Boh, Miguel, secondo me stai facendo un po’ come il cieco della favola. Quello che tocca la gamba di un elefante ed esclama: “ecco cos’è l’elefante, l’elefante è una colonna!”.

        Che poi, se prendi famiglie che sono state potenti in ogni epoca, e ci mostri come siano state potenti anche durante il fascismo, questo significa che il fascismo sono quelle famiglie?

        Secondo me, piuttosto, significa che tra lo stato albertino e lo stato fascista, e magari tra lo stato fascista e quello repubblicano, c’è più continuità di quanto spesso si pensi, o di quanto si desideri vedere.

        • Per Z

          “Che poi, se prendi famiglie che sono state potenti in ogni epoca, e ci mostri come siano state potenti anche durante il fascismo, questo significa che il fascismo sono quelle famiglie?”

          Non voglio anticipare troppe riflessioni; ma senza queste famiglie, non ci sarebbe stato il fascismo.

          • Z. says:

            Capisco. Però immagino ci sarebbero state altre famiglie – diverse ma pur sempre danarose – a cavalcare l’onda. Così com’è successo in gran parte d’Italia, se non proprio tutta.

            Detto questo, caro Estremizzante :D, attendo con ansia le prossime puntate 🙂

          • Francesco says:

            Miguel

            ammetto di non avere neppure un’oncia delle conoscenze storiche del frequentatore medio del blog.

            Ma non pensi che sia estremamente distorcente provare a capire l’Italia da una regione si caratterizza per l’assoluta anomalia di avere le stesse famiglie al potere da 600 anni?

            A me parrebbe piuttosto la prova che detta regione è economicamente, e socialmente, arretrata, perchè non ha vissuto la rivoluzione industriale (o melgio la ha vissuta con intensità risibile).

            E soprattutto che detta regione NON è rappresentativa dell’Italia.

            Che ha come “classi dominanti” i resti delle gentes novae emerse negli anni ’60 al tempo della grande industrializzazione, non le famiglie possidenti terriere del XVII secolo.

            Ciao

            • Per Francesco

              “Ma non pensi che sia estremamente distorcente provare a capire l’Italia da una regione si caratterizza per l’assoluta anomalia di avere le stesse famiglie al potere da 600 anni?”

              Capisco la tua obiezione: è vero, la Toscana in questo senso è assolutamente anomala, mi pare.

              Però:

              1) stiamo cercando di gettare luce sul senso della parola “fascismo”

              2) il fascismo nasce prima degli Anni Sessanta e le sue “gentes novae”

              3) la Toscana gioca un ruolo fondamentale nella nascita del fascismo

              4) nel contesto toscano, racconto un episodio specifico che riguarda la campagna; ma anche gli industriali dell’epoca erano legati alla “terra”, se non altro per l’estrazione di minerali o la lavorazione dei cibi, non c’è la netta separazione che (forse) si trova in altre regioni

              5) non so molto invece delle origini del fascismo in Emilia Romagna o in Lombardia, ma da quel poco che so, credo che la questione agraria fosse fondamentale

            • Francesco says:

              beh, allora dovresti approfondire la politica agricola del fascismo, se lo vedi così legato agli agrari e ai loro sforzi per reprimere le lotte dei contadini

              l’autarchia ha l’aspetto di un sistema per tenere alti i prezzi delle derrate agricole, a vantaggio dei produttori

              e facendo fare la fame al resto del paese

              questo spiegherebbe anche il ridotto sviluppo industriale dell’Italia nel corso del Ventennio, nonostante l’appoggio delle grandi famiglie di industriali

              qualcuno può soccorrermi?

      • Carlo says:

        “Sto sottolineando come la cultura fondante del fascismo non avesse molto a vedere con ciò che oggi si spara a caso sarebbe fascismo”, sottoscrivo pienamente e vorrei aggiungere una piccola curiosità: alla massoneria (a quella catanese, però, non toscana) appartenne Telesio Interlandi, direttore del giornale “La difesa della razza”, alla faccia del “complotto giudaico-massonico” con cui sono ossessionati molti personaggi che, oggi, si credono fascisti

        • Per Carlo

          “lla massoneria (a quella catanese, però, non toscana) appartenne Telesio Interlandi, direttore del giornale “La difesa della razza””

          Questo non lo sapevo, grazie!

          • Carlo says:

            Secondo Wikipedia, che cita Aldo Alessandro Mola come fonte, il buon Interlandi sarebbe stato iniziato il 10 agosto 1919 in una loggia chiamata “Aurora”

    • Carlo says:

      Scusa Habs, a proposito dei rapporti nazismo-massoneria, io ho trovato in un libro in cui sono raccolte varie interviste fatte da Enzo Biagi un’intervista all’ex ministro nazista dell’economia Hjalmar Schacht, nella quale quest’ultimo, massone, dichiara che ai tempi dello zio Adolfo si recava al tempio con le bandierine del Reich sull’automobile e che i suoi fratelli non gli hanno mai fatto storie per questo. Questo come si concilia con le aggressioni extra legem di cui sopra?

      • habsburgicus says:

        ma-ammesso che sia esatto.-Schacht sarà stato di una loggia prussiana…
        quelle nel 1933 non subirono aggressioni e furono sciolte dolcemente nel 1935
        (le logge prussiane erano riservate a cristiani-protestanti, è chiaro-dunque cadeva ipso facto l’accusa principale che certi ambienti, e a fortiori i NS, facevano alla massoneria;
        in più nel 1914-1918 furono patriottiche schierandosi per la vittoria nella guerra imposta dal nemico pieno d’odio al popolo tedesco e nel 1918 furono contro la vergognosa resa..il tutto rendeva le logge prussiane “diverse”
        e AH ne tenne conto..all’inizio
        perché più tardi pure Schacht rischiò la morte
        là non era l’Italia

        • habsburgicus says:

          sulla resa del 1918
          fu una catastrofe..di chi fu la colpa ?
          1.pusillanimità di alcuni generaloni (eh sì, questo verrà censurato, ma è così)
          2.imbecillità del Kaiser
          3.mancanza di senso politico dei più (tranne il grande Tirpitz che avrebbe dovuto essere chiamato al potere, al di là dei partiti, nel Nome Sacro della Nazione)
          4.ambiguità dell’SPD che alla fine sabotò la guera (patriottici furono solo Noske e Winnig)
          5.tradimento dell’USPD (se vederte i loro cognomi, si capirà meglio perché le farneticazioni di AH ebbero successo) questi criminali, marxisti fanatici, scelsero apertamente la sconfitta nella chimera della rivoluzione (non che quel Lenin che ci si ostina a santificare mentre è peggio di Stalin, sia poi così diverso)
          6.gli imboscati, come quei marinaui rossi di Bremerhaven, vili e imbelli, che facevano solo sesso e la guerra la vedecano da lontanol che si ammutinarono criminalmente a fine ottobre/inizio novembre 1918 (per non finire la bella vita..per loro !) infatti l’Ammiragliato puntava ad un attacco a sorpresa contro gli inglesi che avrebbe potuto causare effetti impressionanti a Londra, che non se l’attendeva più, dopo 2 anni dallo Jutland..e invece quelli, urlanti, issarono le bandiere rosse !
          fu la Dolchstoss
          Wilson ringraziò 😀 ebbe gratis la vittoria….
          invece una resistenza fanatica (come quella che fecero nel 1944, allorché non aveva senso mentre alo aveva nel 1918), magari accompagnata dai cadaveri di 200.000 americani, avrebbe forse insegnato l’educazione a Wilson ! e si poteva ancora salvare tutto..non avremmo avuto AH..e forse si sarebbe trovato i tempo per dare una lezione a Lenin ed eliminare quel regime bestiale
          e invece no..i tedeschi fecero la rivoluzione
          e si vide come li premiarono a Versailles 😀

          *in caso di resistenza ad oltranza c’era il problema del crollo austriaco, certo; Ludendorff ci aveva già pensato prima di essere deposto il 26 ottobre; fare entrare truppe in Austria bon gré mal gré (cioè, fottendosene del governo di Vienna o di quel che ne rimaneva :D) ed eccitare i tedeschi, e aggiungo io gli altoatesini, prospettando loro il dominio degli odiati Welschen, aborriti !..una sorta di Anschluss..così si sarebbero potuti fermare gli italiani mal che vada al Brennero, e forse più a sud, per qualche mese e gli altri (serbi francesi di Salonicco ecc), provenienti dai Balcani in slovenia..più i romeni che ripresero la guerra, ma lì si potevano eccitare i magiari e i secui e fregarsene 😀 8i romeno non avevano ambizioni anti-tedesche)
          poi un bel salasso al fronte occidentale…per far capire al signor Wilson che la guerra non è un gioco 😀
          indi la pace..giusta, fore anche dura (la Germania avrebbe perso, chiaro) ma non versagliana
          e tutti sarebbero stati felici e contenti
          ma non fu così
          il popolo tedesco, con un governo imbelle, crollò alla 23° ora !
          di lì nacque ogni tragedia per l’Europa

          è tragico che i tedeschi nella I GM avrebbero avuto bisogno della durezza di governo che ebbero nella II GM, quando non serviva e anzi fu controproducente !

          • habsburgicus says:

            scusati alcuni errori ortografici dovuti alla fretta di scrivere

          • Francesco says:

            Sbaglio o la resa del 1918 fu dovuta alla sconfitta militare del 1918? o si doveva aspettare che gli eserciti nemici marciassero su Berlino?

            Tranne i nazisti negli anno ’30 non conosco nessuno che neghi quella sconfitta.

            Ciao

  15. Mauricius Tarvisii says:

    Cristo Re, ovvero l’ultima domenica dell’anno liturgico, ovvero domenica prossima comincia l’Avvento (che mette allegria, ma un tempo era periodo di penitenza, come si deduce dal colore dei paramenti 😀 ). Ho scoperto anche che anglicani e luterani ci hanno copiato questa festa, il che aggiunge una nuova somiglianza tra cattolicesimo attuale e protestantesimo e dunque immagino che ciò dimostri incontrovertibilmente che la Chiesa romana è protestante! 😀

    • Mario says:

      Bravo! Questo post mi interessa fin dal titolo.

    • Francesco says:

      Davvero? anche i luterani hanno avuto un barlume di buon senso, dopo secoli di fedele obbedienza al potere temporale?

      Questa è una grande notizia!

  16. Faccio un viaggio indietro nel tempo, a quando ero ragazzo e i comunisti dicevano che a Mosca si stava bene e non c’erano mendicanti, e a destra dicevano che i comunisti stavano cercando di minare l’unità della Patria, introducendo le autonomie regionali.

    Poi ascolto Matteo Salvini, esponente di un partito di estrema destra nato come tentativo di dividere la Patria, che da Mosca dichiara:

    ” Mosca, continua, “è una città in cui tutti rispettano le regole, non ci sono mendicanti, i lavavetri sono una categoria non pervenuta, non c’è una cartaccia per terra”.

    Come sono davvero transitorie tutte le cose per cui gli uomini si entusiasmano…

  17. Mario says:

    Fascismo = “La più audace, originale, mediterranea, europea delle idee”.
    Giustizia sociale e nobiltà d’animo. Amore per i deboli, per le madri, per i piccoli, per la nazione, per l’Europa.
    Il fascismo si definisce per uno stile precipuo, che informa gli animi e nutre, temprandoli contro il lassismo cui li costringe il liberalesimo, i corpi. A ben guardare, esso è una mistica metapolitica, che per un attimo fuggevole ma luminoso come il sole di Thule ha unito i popoli europei sotto l’imperio dell’Idea. Per quell’attimo intemporale, io credo, è valsa la pena combattere: sconfitti dalla storia, i fascisti vincono nel mito, poiché il capo non ha abbandonato il suo popolo. Questa è la vittoria della nostra Europa: la milizia, ineluttabilmente destinata alla sconfitta ed alla morte, invitta nel mito immemoriale.

    • Z. says:

      Secondo me fu più che altro immessa nel vitto immemoriale…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Giustizia sociale

      Capisco che nell’era di Renzi e Marchionne ormai vi piace tutto, ma che giustizia sociale siano le squadre di picchiatori che intervengono contro gli sicoperanti mi sembra un’idea almen curiosa.

      • Z. says:

        Beh, il tradimento è punito da sempre con la morte. Sicché i sicoperanti, a ben vedere, non possono aspettarsi clemenza sotto nessun regime…

        PS: Mario vota NO per mandare a casa Renzi. Sta dalla tua parte. Tientelo, come io mi tengo Verdini, grazie 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Tientelo, come io mi tengo Verdini”

          Questo è un errore diffuso interessante. Il “no” in sé non contiene nulla se non contrarietà ad una proposta: ciò che si preferisce a quella proposta può quindi variare tra i vari contrari. Quindi, se tu e Verdini condividete la proposta, condividete una certa idea di Stato e istituzioni questo è ciò che vi unisce, mentre se io e Mario siamo contrari a quella proposta, la nostra contrarietà – paradossalmente – potrebbe dividerci, perché potrebbe essere motivata da ragioni antitetiche.
          E’ un problema che mi capita spesso quando si parla di tutela antidiscriminatoria. La tutela antidiscriminatoria mi vede piuttosto freddo per il motivo opposto per cui non piace ai suoi detrattori medi: loro sono contrari perché vogliono essere liberi di discriminare, mentre io sono contrario perché secondo me è una tutela debole e si rivela continuamente una scusa per negare tutele migliori, come nel caso dei licenziamenti.

          • Z. says:

            MT,

            — Il “no” in sé non contiene nulla se non contrarietà ad una proposta: ciò che si preferisce a quella proposta può quindi variare tra i vari contrari. —

            Senza dubbio, com’è senza dubbio che a questo referendum voterai uguale a Mario, e io uguale a Verdini.

            Comunque, senza troppa metafisica: Mario ha detto che bisogna votare NO per fare dispetto a Renzi. Quindi, ecco, sospetto che “l’era di Renzi”, qualsiasi cosa tu intendessi, non gli piaccia troppo. Referendum o meno 😀

            (del resto, mi pare che un segretario locale dell’ANPI abbia detto che tutto sommato Mussolini era meno peggio di Renzi, no? ognuno ha le sue idee…)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma io so benissimo che l’era di Renzi e di Marchionne a qualcuno non piace perché il Jobs Act è troppo poco e l’obiettivo è il modello di lavoro cinese. Ma anche in questo caso la sua contrarietà è dovuta a ragioni antitetiche alle mie.
              A te e a Serra la precarizzazione del Jobs Act piace, a me no e alle persone di cui sopra neppure. Ma se tu e Serra la pensate uguale, questo non vuol dire che io e le persone di cui sopra la pensiamo uguale.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Serra ovviamente è Davide.

            • Z. says:

              Ecco, per dirla con parole tue:

              se tu voti come il camerata Mario al referendum questo non significa che sul lavoro io la pensi come Davide Serra, a prescindere da quel che votiamo entrambi al referendum.

              A cui credo che anche Michele Serra voterà SI, peraltro!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Cioè secondo te io parlando di Renzi e Marchionne stavo pensando al referendum? Nonostante si stesse parlando di tematiche sociali, scioperi, ecc.? Guarda che questa si chiama ossessione 😀

            • Z. says:

              No, era Mario che spiegava che avrebbe votato NO per fare dispetto a Renzi. Per questo dicevo che non mi pare lo si possa accusare di simpatie renziane 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              E chi lo avrebbe accusato di avere simpatie renziane?

      • Peucezio says:

        “Capisco che nell’era di Renzi e Marchionne ormai vi piace tutto, ma che giustizia sociale siano le squadre di picchiatori che intervengono contro gli sicoperanti mi sembra un’idea almen curiosa.”

        E perché mai?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sciopero significa che i lavoratori, consci della propria debolezza, esercitano un’azione collettiva per combattere contro un’ingiustizia sociale e ottenere condizioni migliori.
          Se tu contrasti gli scioperanti stai agendo per difendere l’ingiustizia sociale.

          • Peucezio says:

            Questo in teoria.
            In Italia sappiamo bene come per decenni lo sciopero sia stato uno strumento per il mantenimento di privilegi.

            • Francesco says:

              perchè oggi cosa è?

              i lavoratori che avrebbero bisogno di scioperare per le condizioni di lavoro in cui sono non lo fanno, perchè altrimenti perdono il posto (niente licenziamenti punitivi, proprio chiudono le imprese)

              quelli che scioperano ancora sono quelli che difendono privilegi e follie

    • Francesco says:

      >> invitta nel mito

      cioè a chiacchiere hanno vinto? perchè qui a Milano, forse sai, “le chiacchiere stanno a zero” per definizione

      e comunque Nietzsche ha ben risposto a chi parlava di “amore per i deboli”, giusto?

      • “>> invitta nel mito”

        E’ facile ironizzare sulle parole di Mario, ma in realtà contengono molta sostanza interessante.

        Ecco qualche nozione al volo:

        1) “Il fascismo si definisce per uno stile precipuo, che informa gli animi e nutre, temprandoli contro il lassismo cui li costringe il liberalesimo, i corpi.”

        In questo, c’è una notevole verità: tutta l’epoca è intrisa di disciplina del corpo, che si tratti di esercizi militari, dei “pionieri sovietici”, degli ardimentosi esploratori inglesi alle parate maoiste – non a caso è l’epoca in cui ovunque c’è una leva militare obbligatoria, che non è certo legata solo al procurare carne da cannone.

        Tanto che per gli intellettuali indiani dell’epoca, era la chiave del successo degli inglesi: per questo hanno inventato allora quello oggi si chiama “yoga” e per questo hanno creato quelle grandiose forme di organizzazione di massa che si vedono nei movimenti paramilitari indiani attuali.

        2) ” sconfitti dalla storia, i fascisti vincono nel mito,”

        E’ esattamente questo punto: il fascismo del 1922 non guarda affatto indietro (tanto che riesce a reclutare gente ovunque, fregandosene del loro passato), è tutto “futuro”; il neofascismo – con un immenso aiuto in questo da parte dell’antifascismo intramontabile – è invece esattamente questo rovesciamento della sconfitta in vittoria, proprio come il culto ebraico del tempio perduto di Gerusalemme e dell’esilio.

        • Francesco says:

          Beh, gli Ebrei dicevano ogni anno “l’anno prossimo a Gerusalemme” confidando in Dio.

          I neofascisti inventano una specie di piano astrale in cui la sconfitta è la vittoria. Unica “soluzione” possibile per chi rendeva culto alla Forza e alla Vittoria e poi ha perso la guerra.

          Onestà intellettuale avrebbe voluto che si ammettesse di aver sbagliato. Persistere è solo per malati di mente.

          Ciao

          • per Francesco

            “I neofascisti inventano una specie di piano astrale in cui la sconfitta è la vittoria. ”

            Vero, ma è inevitabile nel Novecento, in cui ogni ideologia era necessariamente, o materialista o vitalista (“lo stile”), non poteva essere teologica.

            Ma dietro queste parole, c’è uno stato psichico molto simile. E non del tutto diverso da quello che anima la Serbia,anche.

            Comunque, la “onestà intellettuale” non è mai una componente di alcun movimento politico o religioso. E’ una bizzarria individuale, roba da asociali 🙂

  18. Grog says:

    Mario il “sole di Thule” non te lo passo! E poi i fascisti sono stati degli
    ASSASSINI ED EMERITE TESTE DI CAZZO
    Lasciatelo dire da un vecchio stalinista veneziano reazionario ed ortodosso, il “sole di Thule” ve lo potete ficcare nel culo voi fascisti e cattolici depravati, sempre con le chiappe rivolte a nord sperando in cazzuti lanzichenecchi che vi sodomizzino.
    Hasburgicus degrada

    • Grog says:

      (segue) quei porci depravati degli USTASCIA a “tagliagole balcanici” e sbaglia perché si tratta di SCHIFOSI TAGLIAGOLE CATTOLICI CON TANTO DI APPROVAZIONE PAPALE.
      I simboli del VATIC-ANO vanno trascinati per terra a MESTRE tra la cacca di cavallo.
      Grog! Grog! Grog!

  19. Mario says:

    Vabbé, lascio stare, non si può insultare così (il moderatore dovrebbe fare qualcosa), non tanto me che non conto un cazzo, ma una storia gloriosa –certo coi suoi falli: ma chi non ne ha?–, di guerrieri morti per l’onore, da cui anche te dipendi.

    • Z. says:

      Mario, qui non esiste nessun moderatore…

      Del resto Miguel preferisce fare l’estremizzante.

    • Per Mario

      “Vabbé, lascio stare, non si può insultare così (il moderatore dovrebbe fare qualcosa)”

      normalmente lo farei, e hai assolutamente ragione nel merito, ma Grog gode di una licenza tutta speciale qui, nei confronti di chiunque (me compreso, ovviamente).

      Puoi vedere i suoi interventi precedenti 🙂

      • Grog says:

        Mario ovviamente non intendevo offenderti personalmente, sul fascismo sono sempre un po duro.
        Apprezzo gli stupendi e generosi ragazzi della RSI che si sono battuti ad Anzio contro gli stranieri anglosassoni invasori e spaccherei la faccia a chi contesta le celebrazioni in loro onore ( di solito si tratta di maiali piddini venduti allo straniero), non apprezzo invece chi della RSI ha effettuato rastrellamenti ed operazioni contro altri italiani, ho anche le prove di intelligenti accordi tra forze RSI e partigiani COMUNISTI per non danneggiare la popolazione e tenere a freno i crucchi, l’intelligenza nello stivale non manca (l’Italia non esiste) anche se è poco usata.
        Io in politica estera ho una POSIZIONE ELVETICA NEUTRALE e non mi si dica che non si può perché lo stivale non è un piccolo paese e provocarlo potrebbe costare carissimo, poi mi sono simpatici e congeniali i Russi e la loro cultura, come anche i simpaticissimi Cechi ed il loro buon soldato Sweich e perché no quei simpatici e gloriosi matti dei Serbi che fanno cena sulla Drjna in locali su palafitte ascoltando musica di bande di ottoni zingari mangiando rasnici cevapcici e bistek (alla faccia dei vegani).
        Gli anglosassoni sono invece odiosi culattoni con donne sporche che non si lavano le parti intime ed in francesi li trovo supponenti e buff e gli spagnoli sempre sopra le righe! degli occidentali mi piacciono solo gli educatissimi Portoghesi e la loro versione a competizione che sarebbero i Brasiliani.
        I Messicani sono nel mio cuore da quando hanno fucilato un europeo scemo che pensava di fare il bullo e si è proclamato imperatore!
        Grog! Grog! Grog!

        • Mario says:

          Grazie a Martinez e Grog, allora!

        • roberto says:

          grog,
          però una cosa te la devo dire.

          io mi dispiaccio molto quando usi il nobile e generoso maiale come termine ingiurioso

          ci sono serpi, topi, scarafaggi, blatte, pidocchi, scorpioni, mosche & sansare, sanguisughe da utilizzare a questo scopo, ma il maiale è proprio l’opposto di quello che vuoi dire

    • Peucezio says:

      Mario,
      non conoscendo Grog è normale che all’inizio tu sia rimasto spiazzato.
      Noi conosciamo lo spirito che c’è dietro i suoi interventi quindi non solo non potremmo mai risentirci, ma non potremmo fare a meno di lui!

      Ma più in generale ti do un consiglio da camerata a camerata 🙂
      Per stare a proprio agio qui dentro bisogna prendersi sul serio il meno possibile e mantenere sempre una certa ironia. Poi si parla anche di cose serissime e ognuno di noi ha delle coordinate ideologiche cui crede e prende molto sul serio (tranne Miguel, di cui ammiro e invidio la libertà spirituale).
      Ma qui è un continuo sfottersi e punzecchiarsi a vicenda, ma per quanto ci accapigliamo, ci vogliamo bene 🙂

  20. Moi says:

    Anche chi pensa che il Socialismo Reale fosse Pink Friendly e Rainbow Friendly e Politically Correct a misura di Snowflakes Generation … si sbaglia di grosso ! 😉

    …………………..

    Per contro, ed è un bel Cortocircuito Kalergico 😀 , il Pink Washing e il Rainbow Washing fanno diventare Maschilisti e Omofobi e LGBTQUofobi gli AntiSionisti (altrimenti di Sx) perché in Israele …. ci han fatto di recente un Convegno di Hasbarah (o come si scrive) su Radio Radicale !

    Mentre i Palestinesi sarebbero Maschilisti e Omofobi, “Gemellabili” come Anti-Genderisti con Gianfranco Amato e Mario Adinolfi.

  21. Moi says:

    @ MARIO

    Da un tuo omonimo Fiorentino …

    http://crossfitpadova.k13.it/www.crossfitpadova.com/2012/03/30/sparta-contro-gerusalemme/index.html

    … che oggi stravede per Putin e per la memoria di Teddy Roosevelt.

  22. Moi says:

    Fra l’altro anche Abraham “Abe” Lincoln, che sarebbe alto e abbasstanza robusto anche adesso, da giovane era un tipaccio “così”, da Prize Fighter in combattimenti semiclandestini fra gli Hillbillies :

    http://nwhof.org/wp-content/uploads/2012/05/Lincoln-Print-constant-contact-600×404.jpg

  23. Moi says:

    @ HABS

    Chi l’avrebbe mai detto che, in termini di linguaggio (figurarsi aggiungendo l’ analisi dei contenuti) ‘sto Anglobale Leopoldinofono da “Grown Up Minkiakids Power” 😉 avrebbe fatto rimpiangere l’ Antico Frattocchiese ?!

  24. Mario says:

    Bisogna votare no, anche se la costituzione nasce dallo spudorato antifascismo dei voltagabbana. Tra i due mail si scelga il minore, che è, oggi, non avere al governo Renzi.
    Poi cambieremo la costituzione, ma questa volta in senso metapolitico.

    • Z. says:

      Grazie Mario. Molti dei miei amici che votano SI lo votano proprio per aver sentito ragionamenti simili!

      Sì, non è una valida ragione. Però alla fine tutto fa brodo. Il problema, piuttosto, è che quel brodo non basterà. Pace 🙂

      • Per Z

        “Grazie Mario. Molti dei miei amici che votano SI lo votano proprio per aver sentito ragionamenti simili”

        Riassumiamo.

        Renzi lancia, non richiesta, una proposta incomprensibile di cambiamento della Costituzione.

        E spiega che bisogna votare SI perché altrimenti lui (forse) si dimette.

        Quindi, visto che la riforma è incomprensibile, molta gente dice, “ah, ho capito, è un referendum su Renzi”. E si schiera di conseguenza.

        • Z. says:

          Secondo me sei troppo buono con Renzi. Dev’essere una specie di malintesa solidarietà tra fiorentini acquisiti 😀

          Infatti, per come la vedo io la gente dice che è un referendum su Renzi non perché la riforma sia più o meno comprensibile. Nessuno o quasi legge le riforme, né di Renzi né di nessun altro!

          La gente lo dice per un motivo più banale: lo stesso Renzi ha voluto personalizzare il voto sin dalla scorsa primavera, dicendo chiaramente “se perdo me ne vado”, e così trasformandolo in un referendum su se stesso dai contorni apocalittici.

          Che poi intenda o meno mantenere la promessa conta poco. Ormai il referendum c’è, e l’ha voluto lui, quando era ancora convinto di stravincerlo.

          Staremo a vedere, ma non mi faccio molte illusioni.

  25. Moi says:

    *** @ DIF, MAURICIUS, IZZALDIN & altri eventuali Sbarbi della FK(*) Generation … nonché @ GROG ***

    Altro che Snowflakes Generation (stando a Blondy, “Snowflake Whities relying on Battle Niggers VS Trump” 😉 … ricordatevi di Herr und Knecht di Hegel !) … l’aneddoto oggi impensabile di Franco Grillini :

    Il Compagno Busone [ sic !!!] 😉

    http://www.radiocittadelcapo.it/archives/il-compagno-busone-78389/

    ———————————————

    Franco Grillini: “La rivoluzione è iniziata quando ho convinto l’operaio metalmeccanico”

    Quella mitica assemblea in una casa del popolo… Rudi operai e timidi gay…

    “Toccò a me, un po’ professorino, spiegare gli obiettivi comuni di classe operaia e movimento omosessuale, sudavo freddo. Applausi tiepidini. Poi si alzò un metalmeccanico, “sono d’accordo col compagno busone”. Grande risata, crollò il muro”.

    http://www.repubblica.it/politica/2016/02/28/news/franco_grillini_la_rivoluzione_e_iniziata_quando_ho_convinto_l_operaio_metalmeccanico_-134410656/

    …da farci una Tesi di Laurea in Antropologia !

    (*)

    Fully Kalergical

  26. Moi says:

    https://i.ytimg.com/vi/aXPSzdx2pgw/maxresdefault.jpg

    @ HABS

    Dopo ‘sta copertina qua, sta circolando il nomignolo [sic] di Kalergical Geographic e … chissà perché 😉 !

  27. Moi says:

    Pope Donald I
    (in leggera 🙂 polemica con il Bergoglismo) :

    make the Vatican great again !

    http://www.rightsidesd.com/wp-content/uploads/2016/02/trumppope.jpg

    anche questa è bellina, ma NON l’ ho “memata”, o come cazzo si duce, io … a un certo punto “le trovate” su internet è come se procedessero di vita autonoma.

    • Z. says:

      In realtà non è vita autonoma. Sono migliaia e migliaia di Moi che, tutti assieme, danno il loro piccolo contributo alla divulgazione 😉

  28. Moi says:

    si dice e.c.

  29. Mario says:

    A me intriga molto questo Steve Bannon, che cita Evola e Dugin senza averci capito un cazzo.
    Inoltre, per quanto riguarda il fascismo, bisogna distinguere, come insegnano tutti i maestri di distillata, finissima dottrina tomista, tra:
    1) fascismo-regime, meritorio per le sue opere sociali, la cancellazione dei sindacati mediante il mai troppo lodato corporativismo, della massoneria e della connessa mafia, il rispetto degli orari dei treni, i diritti sociali, e per gli sgangherati accordi con la Chiesa cattolica; ottimo anche in politica estera, almeno fino alla scelta (obbligata) dell’alleanza con Hitler;
    2) fascismo-movimento, poi recuperato in extremis dalla RSI: eccezionale tentativo, globalmente riuscito, di creare l’uomo nuovo tramite un combattentismo elevato a mistica dell’onore;
    3) fascismo eterno (cfr. de Giorgio): il lume della metafisica che splende e irraggia, illuminandoli o schiantandoli a seconda delle attitudini, tutti i popoli a partire dalla ruota solare, la cui rivoluzione non falla.

    • Mauricius Tarvisii says:

      ” le sue opere sociali, la cancellazione dei sindacati mediante il mai troppo lodato corporativismo […] i diritti sociali”
      Il Dvcie ha inventato le pensioni!1!!!1! E c’è ancora qualcuno che ci crede…

      “della massoneria e della connessa mafia”
      Cioè stai dicendo che la mafia deriva dalla massoneria? E’ un’altra teoria strampalata?

      “il rispetto degli orari dei treni”
      😆

      • Z. says:

        E si poteva tenere la porta aperta quando uscivi di casa.

        Anche perché di solito non c’era niente da rubare 😀

      • Peucezio says:

        Mi chiedo se ci credete veramente alle cose che dire.
        Il fascismo ha modernizzato l’Italia.
        Poi resta da stabilire se sia stato un bene. Pasolini riteneva di no.
        Io ammiro il fascismo perché ha modernizzato l’Italia, ma soprattutto malgrado abbia modernizzato l’Italia.
        Ma resta il fatto.

        • Mauricius Tarvisii says:

          E’ stato il fascismo a modernizzarla o semplicemente è il fatto che dopo 20 anni l’Italia era 20 anni più moderna? 😀

          • Mario says:

            La forma mentis del modernista di confine lo porta ad irridere, decostruendo le sue radici e quindi tagliandosi i cosiddetti (mi scusi chi mi ordinò di non scrivere questa parola), ciò che di più ardito, idealmente e di fatto, la nostra Europa ha consegnato al mondo intero nell’ultimo, diciamo così, per difetto, millennio.
            Si noti l’implicito evoluzionismo –condannato da tutti i pontefici, venerato invece dal teatrante polacco — sotteso nell’affermazione per cui passano gli anni e ci si evolve di necessità. Tutto ciò cui assistiamo dimostra il contrario, in verità.

          • PinoMamet says:

            In questo caso non sono d’accordo con Mauricius.

            Il Fascismo sarà stato tante cose, anche contraddittorie, ma una di queste era però senza dubbio l’amore per la modernità e il Futuro.

            Certo il Fascismo non si identifica di con il solo Futurismo, però rimane sempre una roba di camionette, di motoscafi, di record di velocità aerei, di trasvolate, di architetture cubiche e razionali, di giubbetti con la zip (pardon, la lampo) e tute da ginnastica.

            • Peucezio says:

              Certo.
              Le cose vanno viste in proporzione. C’è stata un’indubbia accelerazione sia rispetto ai decenni precedenti che a quelli successivi.
              Poi non è stato l’unic periodo di modernizzazione veloce: ci metterei per esempio gli anni ’60 (ma in modo più caotico e anomico).
              Ma le architetture e tante altre infrastrutture restano lì a testimoniarlo: in tantissime città e paesi il policlinico, molti palazzi governativi (Provincia, Regione, Comune, Prefettura, ecc., secondo i casi), il palazzo di giustizia, le poste, la stazione ferroviaria, a volte l’università, sono di epoca fascista.
              Cioè c’è mediamente, nella maggior parte delle città italiane, una maggiore percentuale di edifici pubblici importanti di quell’epoca rispetto a prima e a dopo.

            • Peucezio says:

              E, Mauricius,
              a volte la tua ironia mi suona un po’ fuori luogo.
              Non è che sei più affezionato ai tuoi pregiudizi che alla verità? 😉
              O, meglio, più che ai tuoi pregiudizi, alle tue viscere: il fascismo ti sta sulle palle e allora neghi l’evidenza.
              Come se io, siccome mi sta sulle palle la Chiesa postconciliare, negassi che è molto presente nel sociale e che, sul territorio, in tanti quartieri disagiati e non, fa, meritoriamente, opera di supporto materiale e morale a tanta gente in difficoltà.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “una maggiore percentuale di edifici pubblici importanti di quell’epoca rispetto a prima e a dopo”

              Rispetto a prima è evidente: l’Italia non è l’unico paese al mondo in cui c’è stata un’accelerazione in quel periodo. Rispetto a dopo, credo che sia una logica conseguenza: poiché il momento d’oro dell’ipertrofia statale si è registrato in tutto il mondo proprio in quegli anni, è abbastanza comprensibile che successivamente le amministrazioni non abbiano richiesto un maggior numero di sedi.
              Ma costruzione di edifici per ministeri non credo che sia sinonimo di modernizzazione.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Rispondo a tutti. Credo che dobbiamo metterci d’accordo su cosa sia la modernizzazione.
            Nella prima metà del Novecento modernizzazione era industrializzazione pesante, prima motorizzazione e costruzione di opere ingegneristiche. Voi dite davvero che queste cose in Italia in quei vent’anni non sarebbero avvenute senza Mussolini? E su che basi lo affermate? Poiché popoli con un immaginario molto più bucolico di quello futurista si sono modernizzati prima, direi che il salto logico tra “ai fascisti piacevano le macchine” a “dunque senza i fascisti non avremmo avuto… (inserire qualcosa, se no parliamo per massimi sistemi)” sia ardito.

            • PinoMamet says:

              Beh, volendo il fatto che altri popoli si siano modernizzati prima potrebbe essere preso, se non come prova, certo come indizio che il Fascismo si sia speso per la modernizzazione.

              Ma resta da intendersi su cosa sia la modernizzazione, infatti.
              Io non credo sia soltando l’industrializzazione, quanto un “balzo in avanti” in tutta la mentalità.
              E credo che questo fosse in effetti nelle intenzioni, e anche nelle possibilità del Fascismo.
              (Non sempre riuscito, pieno di altrettante resistenze e reazioni ecc., beninteso).

              Ora, balzo in avanti non vuol dire necessariamente balzo “nell’avanti che piace a noi”.
              Quello fascista era bellico, un po’ tronfio, centralista e maschilista, tutte cose “out” nell’Italia di oggi.

              Ma era anche sport, vacanze di massa (o il miglior surrogato possibile, le “colonie marittime”), radio e cinema (credo anche i primi tentativi televisivi);
              ma soprattutto (mutuata in parte dal Socialismo) proprio la volontà, quasi inedita in Italia, di guardare “in avanti” e non solo indietro.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              “Italia in quei vent’anni non sarebbero avvenute senza Mussolini? E su che basi lo affermate? ”

              La storia non si fa coi se.
              Noi diciamo, o, almeno, io dico che con Mussolini c’è stata un’accelerazione che non c’è stata prima e dopo.
              Poi si potrebbe dire che il fascismo fa parte integrante di una temperie modernizzatrice che si esprimeva a vari livelli, si può vedere un’epoca come un tutto con una sua coerenza, ma, insomma, non riesco a capire il senso del giochino fantastorico di dire: “ma se non ci fosse stato l’ingrediente X, ci sarebbe stato quello Y?”.
              Se non ci fosse stato X, sarebbe stata un’altra epoca e cambierebbe tutto lo schema. Il che non significa che X sia la CAUSA di Y. Però, se un regime ha realizzato delle cose, devo constatarlo, al di là del discorso sulla temperie di un’epoca. Poi queste cose possono piacermi o meno, ma questo è un altro discorso.

            • Peucezio says:

              Pino,
              pienamente d’accordo sul merito ovviamente, ma mi ha incuriosito molto la maiuscola in “Fascismo”.
              Mi fa piacere (anche se immagino non avessi intenti celebrativi) 🙂 ma non avevo mai visto, né usato la maiuscola coi nomi di ideologie, fascismo, comunismo, nazionalsocialismo, liberalismo.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              non avevo letto l’altro intervento.
              Ma siamo sempre lì.
              Il fascismo non è un fenomeno isolato di un’Italia, eccezione del mondo.
              E’ il prodotto di una temperie mondiale e a sua volta contribuisce a (ri)plasmarla.
              In un certo senso (molto elastico, non prendermi alla lettera!) c’è stato il fascismo anche in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti.
              E anche lo stalinismo, almeno sul piano della modernizzazione, dello stato accentrato, dell’enfasi sul collettivo, insomma, dell’acciaio di cui parla spesso Miguel, è un parente strettissimo. Solo che non c’è l’ispirazione alla tradizione nazionale e c’è una violenza molto più brutale anche proprio nei numeri (si potrebbe dire che Il fascismo sia stato il fascismo più mite 🙂 ).

              • Per Peucezio

                “In un certo senso (molto elastico, non prendermi alla lettera!) c’è stato il fascismo anche in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti.”

                Concordo: Roosevelt è stato sicuramente quanto di più simile a Mussolini potesse esprimere un sistema sociale ed economico ben diverso da quello italiano.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Infatti mi domando perché abbiate contestato la mia domanda di partenza, che era: “è stato il fascismo a modernizzarla o semplicemente è il fatto che dopo 20 anni l’Italia era 20 anni più moderna?”

            • Peucezio says:

              Perché materialmente l’ha modernizzata il fascismo.
              E soprattutto perché non sono gli anni a modernizzare in sé: non è un fatto di calendario.

              Hai capito benissimo il senso di quello che ti ho detto, ma ti senti in dovere di polemizzare a tutti i costi.
              Guarda che mica mi offendo se per una volta non lo fai 🙂

            • Peucezio says:

              Comunque non l’ho contestata, ho risposto 😛

    • Carlo says:

      “Cancellazione della massoneria”, peccato che Michele Bianchi, Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi (cioè i quadrumviri della marcia su Roma), Achille Starace, Giacomo Acerbo e forse Roberto Farinacci fossero tutti massoni.

      • habsburgicus says:

        beh, quello in sé vuol dire poco
        Farinacci ruppe in modo radicale con la massoneria e ne darà prova, fino alla morte
        gli altri no (tranne Bianchi morto prima)..restarono (semi)-massoni in attesa di un XXV luglio 😀 ma anche questo non vuol dir molto..fra 1936 e 1942 pur essendo potenti non poterono dire un’acca sull’alta politica, decisa dal Duce [e sbagliata, ok ! :D]
        dovremmo finalmente capire, e mi rendo conto che non simpatico ammetterlo, che la massoneria era tutto nella Terza Italia (solo i cattolici vi si opponevano ma contavano come il due di picche, esclusi da tutto)..dunque il paradosso non è che ci fossero tanti fascisti massoni, ma che ci fosse almeno qualche raro fascista non massone 😀 [come Mussolini]
        è un po’ come nel 1510..Lutero era cattolico, Zwingli era cattolico, von Hutten era cattolico, Henry VIII e Cranmer erano cattolici
        tutti lo erano
        ciò non impedì il patatrac
        con la maasoneria, idem
        la massoneria era l’Italia, sin dalla rivoluzione nota come “risorgimento”
        i fascismo, pur con quelle origini, seppe insegnare l’educazione ai massoni
        e avrebbe potuto fare di più
        ma Mussolini notoriamente era troppo buono, con i nemici (e ingenuo, aggiungo io)..lo riconobbe anche Pio XII dopo la guerra
        e il ringraziamento del PCI/PSI (i cui capi erano stati trattati con i guanti da mussolini e pure stipendiati al confino) fu Piazzale Loreto
        il che dimostra che in politica non paga la bontà !

        • habsburgicus says:

          P.S
          nella tua lista, anche Starace ruppe seriamente
          invece Balbo era il tipo da XXV luglio…ma finì la vita il XXVIII giugno di tre anni prima..Mussolini stesso con Ciano (non massone, pur essendo di -Livorno dove è massonica pure l’aria !) lo chiamo “quel porco che fu oratore della loggia Girolamo Savonarola di Ferrara”

  30. Mario says:

    Forse il merito più grande del fascismo-regime è quello, certo per un lasso temporale di breve durata, di aver reso una massa informe di individualisti e lestofanti un popolo (volk, analogo alle beate stirpi nordiche, con cui tra ’43 e ’45 costituirono un unico fronte compatto di eroi contro la dissoluzione operata dalle due tenaglie comunista e liberaloide); ma non si possono certo dimenticare le benemerite opere sociali, davvero all’avanguardia e tutt’ora valide, ottime proprio perché fasciste.
    Pasolini, di cui apprezzai quando avevo tre anni le torve omelie a favore del mondo contadino e la tesi veramente profetica della trasformazione del PCI in partito radicale di massa, sul resto non vale una sega, sempre con rispetto parlando. Forse il suo lascito più significativo è il canzoniere friulano.

    • PinoMamet says:

      Secondo me non è stato il Fascismo a trasformare gli italiani in popolo (ha dato seguito alla tendenza nazionalista del Risorgimento e relativa retorica) ma è stato il dopoguerra a trasformarlo in non-popolo.

      Nel senso che prima dell’Unità d’Italia, c’erano tanti popoli, le cui classi colte coltivavano l’antico mito romano come passatempo.

      Dopo l’Unità d’Italia, c’è stato l’Italiano, formato a scuola e nell’esercito, pronto ad ardite imprese, virilmente alla moda, ironico nei confronti della Chiesa, e un po’ incazzato verso gli inglesi che- per puro culo- arrivano sempre primi e pensa che gli spetti di diritto il primo posto nel mondo, perché ardito e indulgente al tempo istesso.

      Dopo il secondo dopoguerra, c’è stato l’italiano-di-oggi, con le pive nel sacco, che ammira gli americani che arrivano sempre primi e pensa che gli spetti di diritto uno degli ultimi posti, giusto prima degli arabi e dei negri, perché vile e intrallazzone.

      • PinoMamet says:

        E bigotto!

      • Moi says:

        dipende da cosa s’intende per “bigotto” , se s’intende “ipocrita” è semplicemente sbagliato.

        *(parola di origine Protestante Fiamminga e che designa oggi la degenerazione tipicamente Meridionale della Dulìa in antropolatria paganeggiante verso i Santi, Padre Pio in primis … sempre in attesa spasmodica di miracoli: dalla guarigione miracolosa, alla vincita della lotteria, al Vincere lu Concuòrz’o 🙂 per Entrare nello Stato … come se fosse una SottoLoggia ; ahem … come se lo fosse ?! 🙂 )

        • Moi says:

          Almeno, in Emilia Romagna “bigotto” significa questo … ma forse Pino voleva Americaneggiare 😉 !

      • Francesco says:

        Quale dopoguerra Pino? perchè l’Italia degli anni ’50, dai documenti che riesco a vederne, è ancora abitata da un popolo.

        La rottura antropologica c’è, o forse diviene visibile, dopo.

        Ciao

  31. mirkhond says:

    “la tesi veramente profetica della trasformazione del PCI in partito radicale di massa”

    Ma non fu Augusto Del Noce a dire una cosa del genere?

  32. mirkhond says:

    “Il Fascismo sarà stato tante cose, anche contraddittorie, ma una di queste era però senza dubbio l’amore per la modernità e il Futuro.”

    Lo rilevava anche Renzo De Felice quando confrontava il fascismo di Mussolini del 1919-1945, con quello degli anni ’70 del XX secolo, intriso di mitologie reazionarie, cattointegraliste e saghe norrene.
    Insomma questo secondo fascismo era più un movimento di nostalgici rivolti al passato, che l’erede di un Mussolini e compagnia bella, che invece condividevano l’ottimismo di quella che Miguel, ha definito l’Era dell’Acciaio.
    Non a caso, molti fascisti, dopo il 1945 aderirono al comunismo coi suoi miti di progresso industriale.

  33. Mario says:

    saghe norrene

    Vedo che i miei tentativi di rettificazione portano frutto. Molto bene.

  34. mirkhond says:

    De Felice non considerava però le saghe norrene, come fascismo mussoliniano del 1919-1945.

  35. Peucezio says:

    Miguel,
    fuori tema totale:
    tu che sei un esperto di cose turche e anche di distorsioni mediatiche,
    hai capito qualcosa di ‘sta legge su cui tutti si stracciano le vesti, perchbé legalizzerebbe lo stupro delle bambine?
    Per quel poco che ci ho capito, mi sembra che in realtà depenalizzi rapporti consenzienti fra adulti e ragazze minorenni e regolarizzerebbe situazioni fi uomini adulti che hanno avuto rapporti e hanno sposato ragazze adolescenti e sono finiti per questo in carcere.
    Decisivo è il limite di età: se ‘sta cosa vale per una dodicenne, è opinabile. E inoltre c’è la questione della pressione delle famiglie, dei matrimoni combinati, contro la volontà delle ragazze, che alla fine si piegano non essendo in grado di resistere alla pressione psicologica che subiscono, cosa che la legge dovrebbe combattere, non incoraggiare o legittimare.
    Ma resta il fatto che mi sembra la cosa sia stata stravolta dai media occidentali, quasi fosse stabilito il libero stupro indiscriminato.

    • Moi says:

      Boh …

      Sarà un misto di antico e moderno, in giro per il mondo … non c’era anche quella che nell’ Islam è proibito a una moglie non darla al marito, quindi _ concettualizzava l’ Oriana Furiosa _ i “Fottuti Figli di Allah praticano lo Stupro Coniugale ?!” [cit.]

      • Moi says:

        A (s)proposito, esagerando dall’ altra parte :

        http://www.italiachiamaitalia.it/introdurre-omicidio-genere-femminicidio-non-basta/

        “Il femminicidio non basta, servono l’omicidio e le lesioni di genere”. L’avvocato Daniele Bocciolini è intervenuto a “Legge a Giustizia” su Radio Cusano Campus per commentare l’ultimo caso di omicidio nei confronti di una donna avvenuto a Sassari nei giorni scorsi.

        PS

        Io credevo che “Omicidio di Genere” fosse un “passo indietro concettuale” rispetto a “Femminicidio”. Anche perché “Omicidio di Genere” implica lo stesso Essere Umano, e alle Feminazi NON va bene: la Donna deve essere ontologicamente superiore, trascendendo l’ Umano.

  36. Moi says:

    Cmq penso che l’ Italiano Post Secondo Dopoguerra sia anzitutto Disincantato … forse l’unico aspetto positivo di quel Familismo Amorale ormai salito definitivamente e irreversibilmente anche al Nord !

  37. Moi says:

    è stato il fascismo a modernizzarla o semplicemente è il fatto che dopo 20 anni l’Italia era 20 anni più moderna?”

    —————-

    è stato il Concilio Vaticano II a modernizzarla o semplicemente è il fatto che dopo 20 anni la Chiesa era 20 anni più moderna?”

  38. mirkhond says:

    “dovremmo finalmente capire, e mi rendo conto che non simpatico ammetterlo, che la massoneria era tutto nella Terza Italia (solo i cattolici vi si opponevano ma contavano come il due di picche, esclusi da tutto).”

    Esclusi anche dalle amministrazioni municipali?

    • habsburgicus says:

      qualcuno..ma pochi
      e in più, specialmente al sud, “massonizzabili” poiché l’amministrazione era quella

      • habsburgicus says:

        però non è che io sia contro la Terza Italia
        anzi ne sto riscoprendo alcuni pregi
        però va compreso che il massonismo allora era dominante, era in un certo senso l’ideologia fondante* della Nazione Italiana
        vi erano dei massoni civili, ottimi….ce ne fossero tanti così oggi 😀

        *il primo colpo, almeno presso gli irredentisti triestini, istriani e dalmati, fino all’epoca massoni tutti (per definizione ! solo gli austriacanti non lo erano) fu quando nel 1919, obbedendo ai fratelli Wilson e Clemenceau, la massoneria si schierò per i fratelli serbi contro di noi ! Giuriati e Tamaro, poi fascisti, raccontano che cadde un velo..si resero conto improvvisamente, e con terrore, che la massoneria obbediva a poteri oscuri estranei all’Italia e potenzialmente nemici ! dunque era ritenuta più pericolosa del Vaticano stesso (ciò servì a fare accettare a molti l’idea del Concordato, impossibile prima)
        ma fino al 1915 la massoneria era ritenuta la più italiana delle istituzioni ! massonismo era eguagliato a nazionalismo, irredentismo, Mazzini, Garibaldi e Oberdan…a ciò aderivano tutti i giovani patriottici
        tranne i cattolici, rinchiusi nei loro “ghetti” (e i più “liberali”, malvisti da Pio X 1903-1914, di santa memoria, scivolavano verso posizioni nazionaliste e quasi irredentiste)
        e i socialisti che credevano a Marx, il loro profeta (solo Bordiga però era coerente nell’antimassonismo, e pure Mussolini, Congresso di Reggio Emilia del 1912 in chi chiese l’espulsione dei massoni; molti erano massoni)

      • mirkhond says:

        Però gli impiegati delle amministrazioni comunali, non erano certo tutti massoni, altrimenti il mio trisnonno paterno, non avrebbe potuto lavorare come dipendente del comune di Bitonto, negli anni diciamo, 1861-1906 (non so all’epoca a che età andavano in pensione i dipendenti pubblici; il mio trisnonno morì nel 1916 a 75 anni).

        • mirkhond says:

          Trisnonno che era cattolico praticante, con un figlio sacerdote, di cui io porto il nome, oltre che confratello che partecipava alle Processioni, come quella del Venerdì Santo, e così suo figlio e suo nipote, mio nonno paterno.
          E negli anni tra 1860 e 1916!

          • mirkhond says:

            I suoi figli, tra cui il mio bisnonno, maestro di scuola elementare (professore come dicevano soprattutto i meno istruiti).

            • habsburgicus says:

              in Italia vi era una sempre una corretta distinzione fra teoria e pratica
              e nella pratica restavano quasi tutti cattolici, anche devoti !
              uomini saggi !
              nelle Puglie poi c’era Salandra, per altri versi nefasto, ma molto conservatore in questioni religiose tanto che si opporrà al divorzio nel 1902 (fece più lui, liberale, contro il divorzio che i boss DC nel 1970..quelli si occupavano solo di assessorati !)
              dunque credo che i cattolici non subissero discriminazioni
              Don Antonio, che era qualcuno, sarebbe intervenuto !

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma secondo me è la dicotomia cattolici-massoni a fare un po’ acqua.

          • mirkhond says:

            Anni fa, sul Corriere della Sera, Sergio Romano, scrisse che, dopo Porta Pia (20 settembre 1870), molti funzionari del nuovo stato sabaudo, soprattutto piemontesi, andavano con le famiglie a visitare personalmente Pio IX, confermandogli la Fede Cattolica loro e dei famigliari, ma nello stesso tempo, di essere costretti a servire il nuovo stato massonico per campare.
            E tra questi funzionari diversi generali e militari d’alto rango.

            • habsburgicus says:

              anche questo

            • mirkhond says:

              Padre Giuseppe Buttà (1826-1886), sacerdote siciliano, cappellano militare del 9° Cacciatori dell’Esercito Napoletano nel 1859-1861, e poi ardente polemista filoborbonico, raccontava che molti impiegati pubblici siciliani, dopo il 1860 avevano giurato fedeltà ai Savoia, solo per campare, ma essi dentro di loro erano rimasti borbonici e andavano in Chiesa.
              Del resto a Bitonto, anche i massoni andavano alle Processioni Cattoliche!

  39. mirkhond says:

    *il primo colpo, almeno presso gli irredentisti triestini, istriani e dalmati, fino all’epoca massoni tutti (per definizione ! solo gli austriacanti non lo erano) fu quando nel 1919, obbedendo ai fratelli Wilson e Clemenceau, la massoneria si schierò per i fratelli serbi contro di noi ! Giuriati e Tamaro, poi fascisti, raccontano che cadde un velo..si resero conto improvvisamente, e con terrore, che la massoneria obbediva a poteri oscuri estranei all’Italia e potenzialmente nemici ! dunque era ritenuta più pericolosa del Vaticano stesso (ciò servì a fare accettare a molti l’idea del Concordato, impossibile prima)

    Come sempre, poni questioni davvero interessanti e spesso ignote ai più, compreso il sottoscritto.
    Una domanda:
    Perché Wilson NON era favorevole al mantenimento degli accordi di Londra del 26 aprile 1915?
    Perché volle rifiutare di dare la Dalmazia, le cui città costiere erano venetofone e culturalmente guardavano all’Italia, a favore del nuovo soggetto jugoslavo a guida serba?
    Quali meriti avevano i Serbi in ambito massonico, maggiori di quelli italiani?
    Si è detto che in Dalmazia su 500.000 abitanti, solo 60.000 erano italiani e dunque in base al principio nazionalista, la Dalmazia era terra slava.
    Ma allora perché lo stesso principio non valse col Tirolo meridionale, terra a stragrande maggioranza germanofona e ostile all’Italia?

  40. mirkhond says:

    di dare la Dalmazia all’Italia

  41. habsburgicus says:

    sui meriti massonici dei serbi…
    a livello razionale, nulla !
    esiste però un livello irrazionale (che non mi piace e lo trovo assurdo)
    e allora potrebbe entrare in gioco il 28 giugno 1914, la scintilla
    e sarebbe quindi un “ringraziamento” ai fratelli serbi per aver dato inizio alla grande catastrofe
    poco importa che sia una motivazione folle :D; importa quel che credono loro e non siamo certi che non credessero ad autosuggestioni folli e nefaste
    😀 😀 😀

    • Mario says:

      Mi puoi citare il canone conciliare che avrebbe introdotto la chitarra in chiesa?

      Non servono canoni ai conciliari. Questa è l’essenza del modernismo, di cui Bergoglio è la manifestazione più crassa e ateoretica: permettere quel che vogliono, senza legiferare.
      La domanda vera –tu poni sempre questioni alla Introvigne, ma almeno questo lo fa perché lo pagano profumatamente — è: perché nessuno le ha proibite, le chitarre? Perché i preti clown (letteralmente) o i don Gallo non hanno avuto problemi, mentre Lefebvre è stato scomunicato?
      Un’altra domanda: tu, per caso, stai sempre dove tira il vento?

      • Per Mario

        “perché nessuno le ha proibite, le chitarre?”

        Consiglio a tutti di vedere Corpo Celeste, di cui ho scritto qui una piccola recensione:

        http://kelebeklerblog.com/2012/01/04/corpo-celeste-e-la-chiesa-realmente-esistente/

        • Mario says:

          Ho letto. E’ un post di grande profondità, il tuo, che andrebbe veramente diffuso nelle scuole e nelle università. Sono d’accordo su tutto, tranne che, in parte, sulla nota finale. In particolare, mi hanno colpito la sottigliezza della regista, nei confronti della quale, fino a pochi minuti fa, avevo un certo astio, e la radicale critica della Chiesa conciliare (non semplicemente, permettimi, postconciliare).
          Complimenti, davvero.

      • Mauricius Tarvisii says:

        tu, per caso, stai sempre dove tira il vento?

        Immagino che tu stia parlando con me.
        Questa la aggiungo alle descrizioni creative che ho collezionato negli anni. Comunque no, sono un fanatico cattolico adulto protestante, agnostico di fatto e islamofobo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ah, dimenticavo anche che sono un massone che vuole sparare preservativi sull’Africa, censurare le riviste e togliere la libertà alle donne, oltre a fare difesa di casta del Tribunale dell’Aquila e prendere ordini da Vito Crimi.

        • Moi says:

          l’ultima mi mancava … cosa ti è successo ?

          • Moi says:

            “islamofobo” , Mauricius …

            • Mauricius Tarvisii says:

              Qualche anno fa fui definito così proprio qui! 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ah, visto che ci siamo aggiungo l’ultima, kalergicissima 😀

              Io sarei “come quelli che vogliono lo “straight pride” perché per mezza giornata l’anno non si parla di loro”

            • Francesco says:

              allora UNA cosa buona ce l’hai anche tu!

              vedi che fa bene Miguel a essere accogliente?

              😀

  42. mirkhond says:

    Rileggendo questo vecchio post di Miguel, e lo spazio commenti, mi accorgo come a distanza di anni, i frequentatori di allora e di oggi, ribattano e controribattano sempre sugli stessi argomenti. 🙂
    Un pò come Tamerlano, che passava e ripassava sempre dalle stesse terre!

  43. Peucezio says:

    Mauricius,
    all’epoca avevi un blog!! Pensare che lo scopro solo ora… Perché non lo aggiorni più?? 🙁

  44. habsburgicus says:

    @Miguel
    ho letto il tuo articolo del gen 2012, meraviglioso…..e anche i commenti
    ne ho notato anche uno di Karakitap “libro nero”, mix di turco e arabo :D), nick purtroppo scomparso da tempo….orbene, splendido e interessantissimo (quello delle 3 obbedienze ortodosse: vetero-calendaristi, Patriarcato di Mosca, Patriarcato Ecumenico)
    se Karakitap per caso ci legge ancora, torni ancora a parlarci del mondo ortodosso….farebbe piacere a molti qui !
    se non ci legge più ma è rimasto in contatto con te, fagli sapere quanto io abbia apprezzato il commento, che all’epoca non vidi o non notai !
    questo blog, se non esistesse, bisognerebbe inventarlo ! come qualcuno disse dell’Austria 😀

  45. mirkhond says:

    Anche a me dispiace che sia sparito, saranno 4 anni ormai.

  46. habsburgicus says:

    21 novembre1916-21 novembre 2016
    100 anni fa esatti moriva Franz Josef=Francesco Giuseppe, grandissimo imperatore cristiano, sul trono dal 2/12/1848, incoronato a Buda l’8 giugno 1867 Re Apostolico d’Ungheria
    è doveroso ricordarlo qui e non solo perché mi definisco “habsburgicus” 😀
    con lui morì l’Europa migliore !
    fortunati coloro che poterono vivere sotto il suo Giusto e Saggio Regno ! Monarca di altri tempi !
    la follia dei mortali è tale che alcuni, specialmente nelle terre italofone, all’epoca protestarono (non sempre), non comprendendo la grazia che avevano avuto di vivere sotto il suo regno..e che noi non abbiamo né la avranno i posteri !
    e ora, almeno quelli in Italia, sono governati anch’essi dal rignanese 😀 bel progresso, non c’é che dire 😀

    • habsburgicus says:

      P.S
      @Peucezio
      è grazie a lui se la Chiesa ha avuto la sua ultima estate di San Martino..senza di lui sarebbe stato eletto nel 1903 Rampolla (che non era il mostro dipinto dai suoi nemici ma era ambiguo in molte cose, in Francia avallò porcate estreme, con un senso politico, ma sempre pericolose) che a avrebbe verosimilmente iniziano un cammino che avrebbe portato al Concilio [in senso ideologico..magari non lo tenevano, eh] entro 30 anni, dunque con 30 anni di differenza !
      invece grazie al suo veto ci fu Pio X, l’ultimo Papa veramente grande (e santo) ! che combatté l’eresia in modo assoluto senza tregua..e le diede bei colpi
      a posteriori la crisi della Chiesa inizia già nel 1914 quando fu abbandonata la rigida politica anti-modernista….bisogna continuare, purgare, epurare..sempre ! senza tregua
      per carità Benedetto XV fu grande in politica estera (meglio di Pio XII in 1939-1945 !)
      Pio XI disse una frase che avrebbe fatto meglio a non dire, commise errori, non fu educato politicamente quando un Capo di Stato estero venne in Italia nel 1938 e avrebbe potuto appoggiare Franco di più (non lo dico io, se ne lamentò Serrano il cognatissimo parlando al nostro R. Ambasciatore Lequio, in estate 1941) ma fu buono, nell’essenza..anche se i cristeros potrebbero non essere d’accordo..diciamo che partì bene fino al Concordato e poi finì non benissimo..ma pinzellacchere rispetto all’oggi
      Pio XII sbagliò nella II GM, tradito da Montini (filo-anglosassone e, triste da dire, pro-resa dell’Italia), ma si riscattò salvando l’Italia, da solo o quasi, dopo il 1945 (la DC avrebbe fatto l’inciucio con Togliatti senza un Pio XII a spronare ! e ordinare !)
      però nessuno di questi tre fu così anti-modernista come Pio X (Pio XII addirittura ingannato, permise follie liturgiche, riforma della Settimana Santa del 1956, c’era già Bugnini, famigerato..qui siamo al Concilio prima del Concilio !)
      ma non parliamo di questo ora
      pensiamo a un Franz Josef in 1963 che avesse posto il veto a Montini..e pensiamo a un Siri Papa, al suo posto (o almeno Ottaviani) !!!!!!!!!! tutto sarebbe cambiato..non lo fu ! anche perché non c’era più il veto
      oggi il ricordo è a Franz Josef
      Hoch Kaiser Franz Josef !

      • Peucezio says:

        Molto interessante. Dove hai letto a proposito di Serrano Súñer che si lamentò di Pio XI?
        Io ho a casa un paio di suoi libri, che lui regalò a mio nonno (in uno c’è anche una bella foto con lui, Súñer, insieme al Duce, con tanto di dedica a mio nonno) e magari potrei trovare un racconto di questo episodio.
        Mi dolgo sempre di aver perso l’occasione, per pigrizia e stoltezza giovanile, di conoscere il Cuñadísimo di persona, in quel breve periodo, nel 2000, in cui vissi a Madrid e lui era ancora vivo, benché molto anziano: sicuramente mi avrebbe ricevuto con piacere, visti i rapporti che aveva con la mia famiglia. Ho mancato, ahimè, l’occasione di conoscere uno che ha contribuito, sia pure in un ruolo non primario, a fare la storia del Novecento europeo e che ha trattato di persona con Mussolini, Hitler, ecc.

        • habsburgicus says:

          @Peucezio
          nei DDI, serie IX, vol VII
          critica pure Pio XII per il suo agnosticismo [nella guerra all’URSS, eh, non pensare male 😀 sennò i sedecacantisti depennano pure lui dalla lista dei Papi :D]
          lo trovi qui
          http://www.farnesina.ipzs.it/download/pdf/NONASERIE_VOLVII
          pag 577 del file, documento 519 (pagina del libro é 517)

          • habsburgicus says:

            sedevacantisti

          • habsburgicus says:

            tuo nonno lo conosceva ?
            complimenti
            Serrano fu un grande
            tesaurizziamo l’esperienza spagnola..fu l’ultima volta in cui abbiamo vinto ! dunque la Spagna nazionale non si può e non si deve toccare (criticare si, benevolmente..sbagliò anche lei)..e non ne vedremo altre (di vittorie), almeno noi che non siamo più diociottenni..dunque teniamoci stretta quella…nel luglio 1936 per l’ultimissima volta nella Storia umana le cose andarono come dovevano andare ! 😀
            e qui veniamo al punto di Miguel
            ai tipi che lui dice essere sempre adirati..ed é vwro…ma é spiegabile…per il semplice fatto che non troverebbero alcun motivo pe essere felici 😀
            in realtà ci sarebbero i motivi personali e la propria vita, più importanti di tutto !, anche se uno tende a Sottostimarli, salvo poi rimpiangerli quando non li ha più…
            ma, politicamente, la vita per un cattolico tradizionale e di dx é un incubo, da decenni..e tale sarà sempre di più
            non c’é più la Chiesa
            non c’é più la Nazione
            stravincono i loro nemici più disprezzati e aborriti, cui oggi é permesso tutto
            (sia chiaro Trump é positivo ma rappresenta pur sempre un ALTRO MONDO, un mondo in cui c’é alla radice Calvino..non certo qualcosa che può far scaldare i cuori di un cattolico vecchio stampo..idem Putin..é ppsitivo forse più di Trump, con limiti noti mentre quelli di Trump-se ne ha come é verosimile- sono ancora ignoti, ma diamine, resta un ex-comunista del KGB, ortodosso “culturale” e forse oggi esplicito..qualcosa un po’ lontanuccio dai Monarchi cattolici e pii dei vecchi tempi, martelli degli eretici 😀 !)
            dunque il tuo stupore, per una volta, Miguel non é alla tua altezza 😀
            non ci pensare..si disse che aliquamdiu dormitat et Homerus..dunque figuriamoci me e anche te ! 😀 😀 😀

    • Carlo says:

      Anche se un po’ in ritardo vorrei ringraziare Habsburgicus per avere ricordato il centenario della morte dell’imperatore Francesco Giuseppe. Ricordo che una volta Habs disse che non gli piacevano Giuseppe II e Pietro Leopoldo, che sono i due Asburgo che mi sono più simpatici, poi disse che a lui piacevano gli Asburgo barocchi e Francesco Giuseppe. I primi non li conosco abbastanza bene per potere dare un giudizio, ma Francesco Giuseppe tutto sommatolo ammiro anche io.

  47. mirkhond says:

    Già.

  48. mirkhond says:

    “non comprendendo la grazia che avevano avuto di vivere sotto il suo regno..”

    C’è gente che non lo comprende nemmeno oggi, farneticando di pseudo-etnocidi che gli Asburgo avrebbero commesso nei confronti degli “Italiani”, soprattutto in Dalmazia!

  49. Mario says:

    Ah, l’Impero austro-ungarico… Un’Idea immortale. Però, non ho mai capito che ci stavano a fare gli ungheresi, che non sono indoeuropei.

    • mirkhond says:

      Perché fin dal 1527, gli Asburgo erano diventati sovrani allora solo di una parte dell’Ungheria, poi dopo la vittoria antiottomana di Vienna del 12 settembre 1683, e dalla reconquista che seguì fino al 1718, di tutto il paese.
      Inoltre non tutta l’Ungheria era magiarofona e non tutti gli Ungheresi magiarofoni sono di origine ugrico-altaica.

      • habsburgicus says:

        e in più le lingue non contano nulla 😀 diciamolo !

        • mirkhond says:

          Soprattutto in epoche prenazionaliste!

          • mirkhond says:

            Tempo fa lessi, che nel XII-XIII secolo, ai coloni tedeschi che ripopolarono vaste aree dell’Europa ad est dell’Elba, si aggiunsero anche dei Valloni, sia nella Germania orientale, che in Ungheria!

        • habsburgicus says:

          secondo me, (la butto lì) ungheresi e finnici sono nell’essenza indoeuropei, semplicemente per ragioni non chiare sono stati de-indoeuropeizzati linguisticamente..cioé, la lingua non-IE dei Finni e dei Magiari non è sparita come sarebbe tato logico (e vi sono molti esempi) ma si è imposta a tutti, anche a chi, dall’aspetto fisico, non ha certamente un’apparenza uralica 😀 (fra i Magiari anche altaica poiché alcun clan erano turcofoni !)

          • mirkhond says:

            Un pò quello che è successo in Azerbaigian e in Anatolia, dove linguaggi turchi originariamente legati a minoranze di invasori, si imposero su popolazioni caucasiche, armene, e romaiche.
            E’ curioso come lingue barbariche siano riuscite ad avere il sopravvento rispetto a linguaggi e a culture preesistenti molto più elevate e raffinate…
            In Azerbaigian e in Anatolia, forse si dovette al legame con la religione dei dominanti, cioé l’Islam, ma in Ungheria dove fino al 1848, la lingua ufficiale era il Latino?

            • habsburgicus says:

              infatti

            • Peucezio says:

              Mirkhond,
              “E’ curioso come lingue barbariche siano riuscite ad avere il sopravvento rispetto a linguaggi e a culture preesistenti molto più elevate e raffinate…”

              in realtà succede spessissimo. L’indoeuropeizzazione del Mediterraneo (settentrionale), ma anche dell’India, è stata questo.

            • Roberto says:

              ““E’ curioso come lingue barbariche siano riuscite ad avere il sopravvento rispetto a linguaggi e a culture preesistenti molto più elevate e raffinate…”

              Parlate dell’inglese?
              😉

            • mirkhond says:

              Nel caso della Britannia romana, sì. 🙂

  50. habsburgicus says:

    come il cattolico “Reichspost” (chiuso dai NS nel 1938) diede la notizia
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19161122&seite=1&zoom=33
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19161122&seite=2&zoom=33

    come lo annunciò l’ufficiale “Wiener Zeitung”
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=wrz&datum=19161122&seite=1&zoom=33
    e l’annuncio, in extra, dell’avvento al trono di Karl I, ora beato
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=ext&datum=19161122&zoom=33
    un giornale polacco di L’viv oggi in mano gli ucraini
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=klw&datum=19161122&zoom=33
    uno nel Montenegro occupato
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=cet&datum=19161122&zoom=33
    uno sul “nostro” Fronte carnico-giulio
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=kjk&datum=19161122&zoom=33
    l’ungherese Pester Lloyd
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=pel&datum=19161122&zoom=33
    l’ufficioso Fremdenblatt l’unico che pare il Sovrano si degnasse di leggere
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=fdb&datum=19161122&zoom=33

  51. habsburgicus says:

    perché mi dice “il tuo commento sta attendendo moderazione” ? 😀
    mi hai messo sulla “lista nera” ? 😀
    o, più probabilmente, troppi links 😀 ?

  52. habsburgicus says:

    avrete già notato (e in ogni caso l’avrà fatto Miguel) che l’ungherese Pester Lloyd lo chiama König=Re !
    il polacco ha Cesarz, più vicino al latino (ecclesiastico) del tedesco Kaiser (forse più vicino al latino cesariano, qualora la pronuncia di Caesar fosse Càisar )!

  53. Mario says:

    Anche a me dispiace che sia sparito,

    Non è sparito, si è occultato in postura antitelematica

  54. Moi says:

    Il Referndum è il 4 Dicembre … sapete quante volte fa in tempo a cambiare idea, Renzi, nel frattempo ?!

    • Moi says:

      … state sereni ! 😀 😉 🙂

      • Mario says:

        Renzi… E’ quasi peggio di Bergoglio!

        • Per Mario

          “Renzi… E’ quasi peggio di Bergoglio!”

          Più che altro, stando qui a Firenze, faccio una fatica enorme a condividere i veli di chi guarda la televisione.

          Chi vive fuori Firenze, vede una recita in cui compaiono, eternamente, Renzi, Salvini, Berlusconi, Grillo, attori che rappresentano sempre le stesse cose.

          Io di Salvini, Berlusconi e Grillo non so niente (ho assistito a un comizio di Salvini, bravino… e a uno di Grillo, sembra completamente matto) e non mi interessano.

          So esattamente come è nato Renzi, perché viviamo in un piccolo villaggio; so come è cresciuto e so come lavorano i suoi amici perché mi ci devo confrontare tutti i giorni.

          • Francesco says:

            Studia anche chi sono e come lavorano i suoi nemici, così ti fai un’idea di chi sono quelli con cui lavoriamo noi, tolto il furbo Robelux!

            🙂

            • Moi says:

              Be’, qui chi rappresenta davvero l’ Establishment sono Robelux e Zeta, Emissarii per conto rispettivamente della UE e del PD nel Blog più temuto dalle Élites 😉 !

            • Moi says:

              Poi anche il Vaticano, a un certo punto, ha deciso buonultimo di non poter più restare a guardare … inviando il Legato Pontificio Mauricius, di comprovata, incrollabile Fede PostConciliare !

              😉

            • Per Francesco

              “Studia anche chi sono e come lavorano i suoi nemici”

              Nel nostro piccolo villaggio, si viene a sapere di come un furbissimo speculatore molto legato alla Chiesa abbia presentato il venditore di tappeti di Rignano al marchese X (avi banchieri già nel 1200), un gran signore di cui tutti peraltro parlano bene, dicendogli che avrebbe salvato i soldi suoi e di tutti i suoi amici.

              A quel punto, il venditore di tappeti si trova prima sindaco poi al cuore del potere politico.

              Ora, un po’ di tempo fa, mi giunge voce che il marchese X si sia dichiarato deluso del venditore di tappeti e che per l’Italia non ci sia più speranza.

              Deluso però non vuol dire nemico.

              Infatti, non ho mai sentito che il nostro avesse nemici che contino, nemmeno in altre regioni d’Italia. Finché tiene la Confindustria, non credo che abbia nulla da temere, tranne il voto popolare che ha scelto da solo di stuzzicare.

            • Francesco says:

              Miguel

              a volte mi chiedo se ti diverti a prendermi per il culo o se a Firenze siete un pochino cecati.

              Dovrei farti l’elenco dei nemici di Renzi? Davvero???

              Ciao

              • Per Francesco

                “Dovrei farti l’elenco dei nemici di Renzi? Davvero???”

                Sì, dovresti farmi l’elenco, perché onestamente io non ne vedo.

                Non contano politici di opposizione, che fanno semplicemente il loro mestiere di andare in televisione e parlare male del governo.

                Potrebbe contare Berlusconi, visto il suo potere economico, ma a quanto leggo, non è affatto interessato a fare la guerra a Renzi.

              • OT… vedo che Blondet ha ripreso il mio vecchio post dove parlavo del film Corpo Celeste, inserito da Luigi Copertino (che è molto diverso da Blondet).

                Mi incuriosiscono i commenti che ci saranno…

            • Francesco says:

              Vediamo se capisco la posizione di Miguel: pur essendo Renzi un politico, non è utile considerare i politici come suoi avversari!

              Dovremmo trovare dei ricconi che fanno parte di una banda diversa dalla sua?

              Al contrario di Miguel, trovo significativo che tutta Confindustria, che rappresenta soprattutto le imprese che ancora stanno a produrre beni e a far lavorare in Italia, sia dalla parte di Renzi: hanno coscienza che il resto è pure peggio.

              • Francesco

                “Vediamo se capisco la posizione di Miguel: pur essendo Renzi un politico, non è utile considerare i politici come suoi avversari!”

                No, Renzi era “un politico”; attualmente è il capo del governo.

                Per mantenere un politico in tale posizione, o per toglierlo, ci vuole una forza che i semplici politici (Renzi compreso, ovviamente) non possiedono.

                Per mandare su Berlusconi c’è voluto… Berlusconi, cioè un potente impero economico; e per buttarlo giù c’è voluta la potenza politica della Germania, tanto per semplificare. Settantamila cortei contro Berlusconi non hanno ottenuto nulla.

                Quindi sì, devi trovare una forza – non necessariamente economica, potrebbe anche essere uno stato estero ad esempio – interessata a far fuori Renzi.

              • Tra l’altro mi sorprende che proprio tu, che in questo ti sei sempre dichiarato “marxista”, non cerchi di vedere i rapporti di forza, che sono tutto in politica.

                Ovviamente, le forze in ballo sono tantissime, e non è detto che riusciamo a capirle tutte.

                Nell’elezione di Trump, conta di più

                l’immensa ricchezza di Trump?

                la necessità del capitalismo di produrre sempre di più a costi sempre minori, che ha distrutto l’industria statunitense?

                il bilancio sempre peggiore tra risorse e rifiuti, che sta sconvolgendo tutte le società?

                potremmo pensare anche a tante altre cose, ma in tutto questo, l’elettorato è in balia di forze immense, che non consistono certo nel maschilismo di Trump o nella supponenza della Clinton.

            • Francesco says:

              Miguel,

              non potrei essere più in disaccordo col tuo approccio engelsiano e meccanicistico (oltre che ottimista) alla politica!

              le cose che vedo io danno molta maggiore importanza alla massa che vota, capace di alzate di ingegno che gli aspiranti padroni del vapore non si sognano neppure.

              e alla politica politicante, ambiente in cui gli “esterni” devono stare più attenti che le vergini in visita a un carcere di massima sicurezza, per quanto nel loro campo contino moltissimo.

              per mandare su Berlusconi c’è voluta una inattesa consonanza tra un grandissimo numero di italiani e un piccoletto esuberante e ricco, a cui nessuno dava una chance in politica, fino al giorno delle elezioni. idem per tenercelo, per motivi la cui incomprensione è forse una buona definizione di “persona di sinistra”.

              ciao

  55. Mario says:

    per Hasburgicus

    E’ vero, il grandissimo Pio XII fu ingannato da quel triste figuro di Montini (cognome già di per sè inquietante), e permise la riforma della Settimana Santa anticipando suo malgrado la diabolica riforma conciliare. S. Pio X è il più grande pontefice degli ultimi secoli: un leone autentico contro la sintesi di tutte le eresie, gradita a quel tizio che scrive da Tarvisio.

  56. mirkhond says:

    Veramente è di Treviso (Lat. Tarvisium).

  57. Mario says:

    Ulteriore sorpresa da circo togni: Bergoglio ha detto oggi che i sacerdoti possono assolvere chi confessa di avere abortito.
    “Ecco perchè concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo”. A differenza che coi “lefebvriani”, le cui confessioni sono valide solo nel “Giubileo della misericordia” (prima e dopo no: si tratta di sacramenti a tempo), come se fossero esistiti giubilei della cattiveria. Questa testa di cazzo si fa riconoscere anche in questi “dettagli”.
    A parte il fatto che le confessioni postconciliari sono probabilmente invalide per difetto di intenzione e altre questioni, vorrei sapere dove è la svolta cui i giornali si riferiscono, e in che cosa consisterebbe la “novità” oggi ululata ai quattro venti da questo cagnaccio infernale che alcuni polli in batteria — anche se lui si ostina a dirsi vescovo di Roma — chiamano papa.

    • Francesco says:

      Non confondere il Papa con i giornalisti che straparlano del Papa. Probabilmente il Santo Padre mana di prudenza, non per questo è responsabile delle cazzete che scrivono il Manifesto o la Repubblica.

      Ah, se puoi, potresti evitare di rivolgerti alla Guida della Chiesa con termini offensivi? Giusto per “simpatia” versi chi di quella Chiesa fa parte, tipo me. Te ne sarei grato.

      • Mario says:

        Ho citato, quindi non è repubblica, è proprio bergoglio, fattene una ragione. E’ lo stesso bergoglio che spara banalità o, per sorprenderci, come no, formula la tesi dei sacramenti a tempo, affitta per pauperismo la Cappella Sistina alla Porsche e, in ultima analisi, fa il filantropo per conto dei poteri forti, con cui infatti ha eccellenti rapporti (mentre Ratzinger, che è modernista ma anche una persona seria, l’hanno cacciato, i poteri forti).
        Vedrò cosa posso fare per il linguaggio, ma bergoglio meriterebbe cose ben peggiori dei miei insulti.

        • Francesco says:

          Ma concedere a tutti i sacerdoti la facoltà di perdonare, nella Confessione sacramentale, il peccato di aborto non è una gran cosa.

          Peccato grave era e peccato grave rimane. Dargli uno statuto speciale era più un errore politico che altro.

          In effetti rileggendoti tutto vedo che dopo le contumelie al Papa e le lagne lefevriane hai detto quello che ho ripetuto io, mi scuso.

          Non vedo motivi possibili per la maleducazione e per scrivere Bergoglio minuscolo. Io Inter la scrivo con la maiuscola e pure Juventus.

          • Mario says:

            bergoglio sta distruggendo quel che rimane della Chiesa e tu pensi all’Inter e a quanto sono maleducato. Bravo.

            • Francesco says:

              io ho le giuste priorità, tu vuoi rubare il mestiere all’Altissimo

              🙂

            • Mario says:

              E poi, guarda che io in questo caso critico bergoglio per aver detto una banalità: sempre, chi è pentito, è stato perdonato. lui vuol far apparire che è misericordioso, mentre è solo un sepolcro imbiancato.

            • Francesco says:

              beh, pensare che OGGI rammentare la Misericordia e il Perdono e il Pentimento sia una banalità vuole dire capire poco del mondo

              di come è ridotto male

            • Per Mario

              “bergoglio sta distruggendo quel che rimane della Chiesa e tu pensi all’Inter e a quanto sono maleducato”

              Date le premesse da cui parti, il tuo ragionamento non fa una grinza: essere offensivi non invalida un argomento.

              Però oggi pensavo a un’altra cosa… alla modalità di Blondet, condivisa da tanti altri di “estrema destra” (chiedo scusa della definizione imperfetta, l’importante è capirsi).

              Sono sempre arrabbiati.

              Sono sempre arrabbiati per l’ultima cosa che è successo.

              Non c’è mai, mai, un momento in cui gioiscano di qualcosa.

              Mai che partano dalla gioia di cose buone e belle, che poi vanno giustamente difese.

              Per sentirsi vivi, devono essere sempre contro qualcuno che accusano di distruggere qualcosa. Però non li vedi mai attivamente costruire qualcosa che valga la pena, poi, di difendere.

              Per dare un esempio, vedo gente senza figli che si lamenta della “distruzione della famiglia”.

              Mi sembra un po’ la definizione dell’inferno, questo crearsi l’infelicità da soli.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              al di là che uno come Bergoglio è davvero una iattura enorme (ma c’è anche Trump… insomma, il mondo è bello e brutto, mica solo brutto!),
              mi chiedo se esista un qualche piccolo ingranaggio in qualche angolo del cervello umano che, se si potesse estrarre, rimuoverebbe tutta la carica di negatività delle persone.
              Io me ne accorgo su facebook.
              I più grafomani fra i miei contatti, a parte i murgiani nel mondo che rievocano i luoghi della loro infanzia, sono gente vicina ideologicamente a me (gli altri scrivono molto meno…).
              Ma hanno sempre un tono ipercritico, distruttivo, rancoroso.
              E sono sicuro che i progressisti, di sinistra, femministe, politicamente corretti e simili, sono specularmente uguali (ma più bigotti e isterici; in compenso più integrati: ci saranno anche più fighe là in mezzo).

              E’ uno dei motivi per me, e qui non sarai d’accordo, di simpatia anche antropologica verso il Sì al referendum. Ci vedo un sorriso alla vita contro un atteggiamento eternamente accigliato.

              • Per Peucezio

                “E’ uno dei motivi per me, e qui non sarai d’accordo, di simpatia anche antropologica verso il Sì al referendum. Ci vedo un sorriso alla vita contro un atteggiamento eternamente accigliato.”

                Questa è una geniale intuizione di Renzi, da sempre: raramente attacca qualcuno, e se lo fa è solo per dire che è un piagnucoloso criticone, mentre bisogna “affermare, fare”, contro “quelli che dicono sempre no”.

                Poi il suo fare consiste nel dire che farà, e poi spararne un’altra prima che la prima promessa gli si ritorca contro.

                E tutti i suoi cloni agiscono allo stesso modo: grandi sorrisi, grandi promesse, il “tu” a tutti e bacchettata sulle dita quando si “fanno solo critiche”, “non bisogna essere ideologici” ecc.

                E ovviamente ha ragione: l’opposizione in effetti sa solo criticare, d’altra parte per quello che si chiama “opposizione”.

                Tra le balle “affermative” e le incessanti critiche, ovviamente, l’unica possibilittà è ovviamente fare da sé, senza dare troppa retta a nessuno dei due.

            • Roberto says:

              Peucezio,
              Sono d’accordo e mi fai pensare alle trasmissioni di cucina. non riesco proprio a capire perché non sono capaci di fare una critica educata e la gente si diverte tanto a vedere delle persone umiliate pubblicamente….

          • Andrea Di Vita says:

            @ francesco

            “Peccato grave era e peccato grave rimane”

            Vero. Come lo è l’adulterio. Aborto e adulterio sono peccati gravi per i quali si può ricevere assoluzione da un confessore.

            Fino a ieri, se non sbaglio, l’aborto comportava la scomunica ‘automatica’, cioè senza neanche che ci volesse un esplicito pronunciamento di un’autorità ecclesiastica. E per l’assoluzione ci voleva un vescovo, mi si corregga se sbaglio.

            Madre teresa diceva che l’aborto è omicidio.

            Ora, se io ammazzo qualcuno e poi mi pento, vado dal confessore, mi confesso e mi si dà l’assoluzione; ma uscito dal confessionale devo andare a costituirmi, perché ovviamente l’assoluzione non mi esenta dalle conseguenze del mio gesto.

            L’aborto oggi è trattato alla stregua di una questione di corna.

            Peccato di pantalone, pronta assoluzione.

            Il lupo perde il pelo, ma…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Scusa Andrea, devo essere io che spiego a te la differenza tra peccato e reato?

              😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              “reato”

              Appunto!

              Stante il fatto che lo Stato non considera più l’aborto un reato (vabbè, tranne Guatemala e l’Albania di Hoxha) ma ovviamente considera ancora tale l’omicidio, si arriva all’interessante situazione per cui

              a) se un credente uccide qualcuno allora può ben confessarsi, ma comunque per mostrare sincero pentimento non si sottrarrà alla giusta pena inflitta dallo Stato

              b) se un credente pratica un aborto allora gli basta confessarsi.

              Per la Chiesa (o almeno per Madre Teresa) è omicidio in entrambi i casi; ma nel caso b) la sanzione si riduce a qualcosa di simile alle penitenze inflitte dal confessore a uno che confessa, che so, adulterio.

              Un bel ceffone a tutti i Difensori dei valori (e penso più che a Radio Maria da noi alla situazione in Polonia… 🙂 )

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              vedo che non capisci.

              1) la “pena” religiosa per l’omicidio è la stessa in entrambi i casi.

              2) solo nel caso dell’omicidio riconosciuto come tale dallo Stato, si chiede anche la confessione al braccio secolare. al quale del procurato o commissionato aborto non potrebbe interessare di meno

              mi sembra una posizione del tutto limpida.

              mi chiedo se per tutti i peccati che sono anche reati è prevista l’autodenuncia come prova del pentimento …

              ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              Non mi sono spiegato.

              Sì che quella della Chiesa è una posizione limpida: non è mica necessario essere oscuri per essere arbitrari.

              Ma trovo buffo il fatto che dopo ére passate a demonizzare l’aborto (‘princìpi non negoziabili’) adesso chi lo pratica se vuol l’assoluzione passa più o meno le stesse traversie di chi vuol l’assoluzione per una scappatella dal matrimonio.

              Me lo ricordo, l’ho visto con i miei occhi Wojtyla a Cracovia che tuonava contro l’aborto fino a perdere la voce davanti a trecentomila tremebondi Polacchi.

              E adesso? C’era bisogno di fare tutta quella cagnara?

              🙂 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Z. says:

              Francè,

              che succede se l’aborto è praticato al di fuori dei casi previsti dalla legge (italiana o di altri ordinamenti)? il confesso in chiesa deve confessare anche presso l’autorità civile per essere assolto dai peccati?

            • Francesco says:

              è quello che ho chiesto io per gli altri peccati che sono anche reati!

              ADV, la diminuzione di gravità dell’aborto è tutta negli occhi dei laicisti

              ciao

  58. mirkhond says:

    “L’indoeuropeizzazione del Mediterraneo (settentrionale), ma anche dell’India, è stata questo.”

    Nel Mediterraneo però, l’unica civiltà era quella di Creta, per il resto gente magari più esperta in agricoltura, grazie al clima e alla sedentarietà, ma non certo superiori culturalmente agli invasori indoeuropei.

    • Peucezio says:

      Ma guarda che tutte le popolazioni preindoeuropee erano superiori agli indoeuropei. A maggior ragione i Cretesi poi.
      Certo, non scrivevano, ma erano agricoltori, quindi molto meno selvaggi dei guerrieri nomadi indoeuropei (che pure avevano un po’ acquisito un’agricoltura primitiva, ma venivano dalle steppe selvagge dell’Europa orientale).
      Gli indoeuropei erano solo più forti militarmente, ma non erano in nulla superiori come civiltà. Il motivo per cui ci sembrano superiori è perché generazioni dopo hanno scritto e hanno sviluppato civiltà articolate, ma intanto hanno potuto farlo, in quanto hanno assimilato la superiore civiltà degli indigeni. O, meglio, sono gli indigeni che hanno acquisito le lingue indoeuropee, perché l’apporto di sangue degli indoeuropei era comunque minore rispetto a quello locale (anche se probabilmente in alcune parti della Grecia, diciamo in quella dorica, come anche in alcune parti dell’Italia centro-settentrionale e della costa campana, l’apporto di sangue dei portatori delle lingue indoeuropee è stato consistente).
      Con buona pace dei nazionalsocialisti, nordicisti vari, evoliani, ecc., la civiltà classica è molto meno “indoeuropea” di quanto si pensa. Infatti c’erano molte divinità femminili, di origine autoctona (persino fra i Germani: anche lì sarebbe da indagare l’entità della componente preindoeuropea).
      E soprattutto, al di là della lingua, siamo poco “indoeuropei” noi.

      • Francesco says:

        Quindi suggerisci di usare come criterio per distinguere mediterranei da indoeuropei quello del sesso delle divinità?

        Vorrei saperne di più

        • mirkhond says:

          E’ però un criterio ambiguo, viste le commistioni che ci furono.
          Peucezio segue un vecchio criterio per distinguere ciò che è preindoeuropeo e ciò che è indoeuropeo.
          Vedasi la teoria sul matriarcato divino, ripreso in epoche recenti dal femminismo wiccano alla Zimmer Bradley.
          Però ad un’ analisi più attenta, tale criterio sfuma, se pensiamo alle donne guerriere scite/sarmate, che accompagnavano i loro uomini in battaglia, generando il mito greco delle Amazzoni.
          Oppure i Longobardi, che, nelle loro sedi originarie nella Germania settentrionale, adoravano una dea.
          Longobardi tra le più selvagge e remote tribù germaniche, lontane dalla civiltà romana fino al VI secolo dopo Cristo, quando, alcuni decenni prima dell’insediamento in Italia, passarono dal paganesimo ad una superficiale conversione all’arianesimo.

          • mirkhond says:

            Anche i Curdi, genti iraniche, nel XIX secolo, avevano donne guerriere che seguivano i loro uomini in battaglia e nelle razzie brigantesche.
            Il pkk in questo, ha solo modernizzato, una caratteristica già presente nel mondo tribale curdo.
            Idem nel Luristan iraniano, quando, ancora nel 1931, durante una rivolta dei Lur contro Reza Shah che voleva sedentarizzare tali genti iraniche, le donne combatterono a fianco dei loro uomini, imbracciando i fucili.
            Cos’hanno a che fare questi esempi, di probabile derivazione scito-sarmatica, con un presunto matriarcato preindoeuropeo?

          • Francesco says:

            ma la Dea Madre dei Longobardi era indoeuropea o anteriore, come suggerisce Peucezio?

            e non ricordo bene come siamo arrivati a questa fondamentale domanda

            😀

            • mirkhond says:

              Credo che fosse indoeuropea, visto che, come ci ricorda Paolo Diacono, che scrive la storia del suo popolo negli anni 782-799 d.C., i Longobardi provenivano da terre molto settentrionali, di antichissimo retaggio indoeuropeo.
              E comunque non ne sappiamo praticamente nulla di eventuali popolazioni preindoeuropee abitanti nella Germania pre e protostorica.
              Ho l’impressione che Peucezio nel reagire al norrenismo presente in tanto pensiero di estrema destra, cada in un pensiero simil-contrario, e cioé di pensare che l’apporto indoeuropeo sia stato nullo o quasi in ambito culturale ed etnico.
              Mentre a me, sulla base di ciò che si conosce, la questione mi sembra più complessa e variegata.

            • Francesco says:

              grazie Duca

              PS come facevano 4 gatti a soggiogare un popolo più numeroso? senza mitragliatrici e cannoni? non me ne capacito

            • Peucezio says:

              Beh, no, nullo no: direi un’assurdità.
              E’ che è stato sempre visto come se prima delgi indoeuropei ci fosse il nulla.
              Ma non c’è dubbio che le civiltà antiche linguisticamente indoeuropee lo fossero profondamente anche culturalmente. Ma senza dimenticare la fusione con l’elemento autoctono.

          • Peucezio says:

            Beh, no, forse mi avete preso un po’ troppo alla lettera, quello delle divinità femminili è solo un aspetto, importante, ma non decisivo.

            Il mio è soprattutto un criterio etnico: siccome gli invasori indoeuropei erano meno degli autoctoni e non li hanno certo sterminati, noi discendiamo in parte dagli indoeuropei, ma in misura maggiore (almeno in certe aree) dai preindoeuropei.
            E siccome ai tempi della Grecia classica o della Roma repubblicana non è che siano note due etnie diverse con lingue diverse, vuol dire che le due etnie si erano fuse (in India hanno contribuito a creare la differenziazione delle caste), quindi ciò che attribuiamo a “greci” e “romani” è in realtà il prodotto di un popolo culturalmente profondamente influenzato dalla componente originariamente indoeuropea, ma anche di sangue in molta parte autoctono, che non può non aver influito e che riemerge periodicamente.

      • mirkhond says:

        Resta da capire come mai popolazioni barbare riescano a imporre la loro lingua a società più evolute.
        Cosa che non sempre accade, pensiamo ai Franchi occidentali, ai Burgundi, ai Visigoti e ai Longobardi, che finirono tutti col fondersi con le popolazioni latine conquistate, assimilandone la lingua dei vinti.
        Perché invece in altri casi accade il contrario?

        • Per Mirkhond

          “Resta da capire come mai popolazioni barbare riescano a imporre la loro lingua a società più evolute.”

          Una domanda affascinante.

          Il caso estremo è l’inglese, che praticamente non ha parole celtiche o latine “locali” (le parole latine arriveranno dopo, dal Continente).

          Tanto che a lungo si è pensato a uno sterminio totale degli autoctoni: cosa del tutto inusuale a quei tempi (la manodopera valeva oro, le donne pure), che non coincide con l’evidenza archeologica e che credo sia oggi smentita dall’evidenza genetica.

          • PinoMamet says:

            Però il gallese, erede dell’antica lingua dei Britanni, ha parole latine “locali”.

            C’è anche qualche ricordo di Roma nell’epos locale (il sogno di Machsen Wledig per esempio).

          • Peucezio says:

            E’ il prestigio del più forte.
            La lingua s’impone grazie al prestigio.
            E il prestigio sociale è un prodotto della forza bruta.

            • Francesco says:

              infatti in Italia si parla la lingua dei Franchi

              anzi, pure in Francia

              anzi no, parlano lingue neolatine

              come mai?

              😀

            • Peucezio says:

              Perché probabilmente questo valeva nell’antichità, ma non nel medioevo.
              In effetti l’ho espressa in modo un po’ assolutizzato.
              C’è da aggiungere che i Germani si sovrapponevano a popoli con una tradizione scritta e che avevano avuto a loro volta e in parte avevano ancora aristocrazie guerriere al proprio interno, cosa che non valeva, né l’una né l’altra, per i preindoeuropei del Mediterraneo, con qualche eccezione.

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          Azzardo una risposta (ma NON sono un linguista, quindi se dico fesserie non mi subissare di contumelie! 🙂 ) .

          Alla lunga domina la lingua di chi governa.

          Perchè gli si devono pagare le tasse, perché in quella lingua sono scritti i contratti validi col resto del mondo, perché chi amministra è colui che decide chi entra, chi esce, chi può restare e chi va in esilio, chi paga i maestri di scuola, chi sovvenziona i templi.

          Per un po’ i vecchi conservano la lingua degli avi fra le mura domestiche. Poi, con le nuove generazioni, la lingua dei conquistatori rimane l’unica, anche se in singole comunità isolate o discriminate la lingua degli avi rimane.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mirkhond says:

            Sì, è una possibilità.
            Però Franchi occidentali, Burgundi, Longobardi, Visigoti e Suebi della Galizia spagnola, adottarono tutti la lingua dei vinti, il Latino, finendo coll’assimilarsi ai vinti nella latinofonia.
            Cosa che, come ha ricordato anche Miguel, non avvenne nella Britannia romana conquistata dagli Juti, Angli e Sassoni, genti germaniche tra le più selvagge.
            Ne tantomeno in Azerbaigian e Anatolia, con le invasioni dei Turcomanni.
            Perché alcuni barbari invasori si assimilano alla civiltà dei vinti, mentre altri riescono a imporre la loro lingua?

            • Andrea Di Vita says:

              @ mirkhond

              Forse la soluzione dell’enigma sta nel fatto che la struttura statale dell’Impero Romano era molto più solida, ramificata e radicata nella Gallia (conquistata da Cesare e saldamente in mano Romana da allora) che in Britannia, dove al di là di qualche insediamento tipo Londinium e il Vallo d’Adriano anche anni dopo la conquista Romana ci fu ancora una Baodicca a provocare guai. E dopo l’imperatore Massimino (mi pare) all’inizio del V secolo, di armate Romane a nord della Manica non se ne parla più.

              Logico poi pensare che anche dove la conquista si è ben radicata i conquistatori abbiano adottato la lingua dei vinti dove questi erano molto meglio organizzati, conveniva a tutti. E’ successo anche ai Manciù in Cina.

              Il caso limite, ma ampiamente documentato, è la conquista Romana della Grecia. Lo strapotere militare Romano era indiscutibile, ma se i Romani non sono arrivati a parlare tutti Greco c’è mancato poco (Graecia capta Romanun victorem coepit), e forse anche per le concorrenti eredità culturali di civiltà non Greche come gli Etruschi e di barbari come i Galli. E comunque in Oriente il Greco è rimasto padrone, tanto che mezzo millennio dopo la conquista della Grecia nell’Impero d’Oriente si parlava Greco.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • habsburgicus says:

              Massimino (mi pare) all’inizio del V secolo

              Costantino III, “usurpatore, 407-411 d.C nel 407 d.C passò con le sue truppe in Gallia..e bon !
              forse se Onorio non fosse stato un fesso, avrebbe potuto mandare un contingente simbolico nel 413 (a ribellione finita)….non sarebbe stata una vera e propria riannessione quanto l’esplicitazione della persistenza di legami inter-romani fra Ravenna e Londinium..e sarebbe stato gradito ai Britanni romanizzati..e magari la de-romanizzazione (e ri-celtizzazione…Re Artù !) sarebbe stata meno veloce
              Onorio comunque non ci pensò..o se ci pensò, non lo fece

  59. mirkhond says:

    Nel Mediterraneo settentrionale e, soprattutto occidentale, perché sugli Ittiti/Luwiti hai perfettamente ragione.

  60. mirkhond says:

    Creta come civiltà preindoeuropea

  61. mirkhond says:

    (anche se probabilmente in alcune parti della Grecia, diciamo in quella dorica, come anche in alcune parti dell’Italia centro-settentrionale e della costa campana, l’apporto di sangue dei portatori delle lingue indoeuropee è stato consistente).

    Interessante!
    Potresti approfondire l’argomento?

  62. Mario says:

    beh, pensare che OGGI rammentare la Misericordia e il Perdono e il Pentimento sia una banalità vuole dire capire poco del mondo

    Slogan, prevedibile bergoglionata.
    1) L’ha detto per i sacerdoti: che bisogno c’era?
    2) Non hai risposto, tu che hai capito tutto del mondo (e infatti stai dalla parte di brgoglio), sui sacramenti a tempo.

  63. Mario says:

    Per sentirsi vivi, devono essere sempre contro qualcuno che accusano di distruggere qualcosa. Però non li vedi mai attivamente costruire qualcosa che valga la pena, poi, di difendere.

    Quel che dici sarebbe vero, per quanto mi compete, se la mia vita coincidesse col blog. E poi, essere incazzati non è una colpa. Tu che ne sai di quel che ho costruito io?

    • Per Mario

      ” Tu che ne sai di quel che ho costruito io?”

      Certo, non ne so nulla, giustamente, e non mi riferivo particolarmente a te.

      Se ne parlo, non è certo per fare l’incazzato anch’io; casomai mi piacerebbe vedere certe passioni diventare positive.

      D’altronde, uno stato d’animo analogo esiste anche in certa sinistra, sempre perennemente arrabbiata con la vita.

      In entrambi i casi, abbiamo a che fare con una distorsione dell’amore, una cosa analoga alla gelosia.

  64. mirkhond says:

    Per Andrea Di Vita

    Sul differente grado di romanizzazione di Gallia e Britannia sono in parte d’accordo.
    Venceslas Kruta, storico dei Celti, sostiene che se la Britannia fosse stata conquistata dai Romani 100 anni prima, oppure il dominio romano in Britannia fosse durato altri 100 anni, probabilmente anche in Britannia la latinizzazione si sarebbe imposta su tutta l’isola a sud del Vallo di Adriano.
    Non saprei.
    Comunque in Europa la latinofonia è crollata sulla sponda sinistra del Reno e sui Balcani a sud del Danubio, aree di frontiera su cui la pressione germanica (e unna, avara e slava nei Balcani), fu probabilmente più forte e più distruttiva.
    Gli Ungari/Magiari s’insediarono in una Pannonia già da secoli imbarbarita e a maggioranza slavofona, seppure con residui degli altaici Avari e di Latinofoni attorno alle rive del Lago Balaton.
    Dunque dei barbari che si imposero linguisticamente su altri barbari e imbarbariti, e che, dopo la conversione al Cattolicesimo intorno al 1000 d.C., adottarono il Latino come lingua ufficiale fino al 1848!
    Una grossa area latinofona, stando alla linguistica non rumena, sopravvisse nella Mesia superiore, in Dardania, nella Macedonia di Skopije, in sostanza nelle attuali Serbia orientale-Kosovo, Macedonia del nord, Bulgaria occidentale tra Sofia e il Danubio.
    Questa grossa area protovalacca, doveva essere ancora unita e compatta nel X secolo dopo Cristo, nonostante secoli di sommersione slava.
    Dopo il 1000, questa vasta area si frantumò in una diaspora di pastori seminomadi tra il Mar Nero, la Tessaglia (Grande Valacchia nei documenti bizantini dell’XI-XV secolo) e l’Istria, mentre il grosso di questa popolazione, intorno al XII-XIII secolo, varcò il Danubio insediandosi nella Transilvania ungherese e da lì nelle pianure a sud e ad est dei Carpazi, dando vita all’UngroValacchia e alla Moldavia.
    Ora, al momento in cui i Valacchi compaiono nei documenti bizantini e poi latini, dal 1000 circa in poi, questi latinofoni sono tutti di fede ortodossa, e, coloro che andarono a stabilirsi nell’attuale Romania, utilizzavano il Paleoslavo non solo per la liturgia ecclesiastica, ma anche come lingua ufficiale e per i documenti scritti.
    Esattamente come le vicine popolazioni slave ortodosse.
    Dunque i Proto-Valacchi, dovettero essere RIcristianizzati dai discepoli di Cirillo e Metodio intorno al IX-X secolo, adottandone lingua liturgica e alfabeto slavi, ma restando latinofoni nella lingua, sia pure infarcita di termini slavi.
    Qui abbiamo un esempio di una consistente fetta di romanità latinofona, completamente imbarbaritasi in modo tale da essere ricivilizzata dagli stessi ambienti ecclesiastici che convertirono i contigui Slavi meridionali (e più tardi i Rus’ kievani) al Cristianesimo Ortodosso!
    Ancora nell’800, nell’Austria-Ungheria, i Valacchi erano considerati ancora come i sudditi più selvaggi degli Asburgo, tanto che, si diceva, che le reclute per il servizio di leva, di provenienza valacca venivano fatti lavare e gli venivano tagliati i lunghi capeli raccolti in trecce, da parte dei sergenti!

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Confermo quanto dici sui Valacchi. Mi risulta che fossero in maggioranza pastori, che avessero un proprio codice d’onore, non troppo dissimile dal Kanun degli Albanesi, e che abbiano sempre resistito ai tentativi di ‘germanizzarli’ o ‘slavizzarli’.

      Insomma, l’ennesima minoranza etnica che costellava il mondo prima del sorgere degli Stati nazionali, molto più efficienti, gelosi e accentratori degli Imperi multietnici che li hanno preceduti.

      A questo proposito… forse ho già raccontato delle scritte in Sorabo che trovai quasi vent’anni fa presso un distributore di benzina sull’autostrada nei pressi di Chemnitz. Ne parlai, al ritorno in ufficio, con un nostro consulente Tedesco: mi disse che da piccolo lui aveva sentito una ninna nanna in quella lingua, che, a quanto gli dissero, raccontava le disavventure di una recluta di lingua Soraba durante il servizio di leva. A parte quel Tedesco, il suo compatriota benzinaio, e qualcuno in questo blog non conosco nessuno (nemmeno in Polonia, nemmeno mia moglie) che sia anche solo a a conoscenza dei Sorabi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  65. mirkhond says:

    “Mi risulta che fossero in maggioranza pastori, che avessero un proprio codice d’onore, non troppo dissimile dal Kanun degli Albanesi”

    Beh, la linguistica conferma la lunga vicinanza tra Albanesi illirici e Proto-Valacchi latinofoni.
    Pare che al momento delle invasioni slave dei Balcani, gli Albanesi erano in qualche modo “circondati” da genti latinofone.
    Secondo il linguista croato Zarko Muljacic’, anche la costa tra Antivari/Bar e Durazzo era latinofona, almeno fino agli inizi del XIV secolo, e parlanti un latino chiamato dal linguista Labeatico.
    Nello stesso Montenegro, il monte Durmitor ha un’etimologia valacca, indicante il dormiente, cioé un rifugio per la notte dei pastori valacchi e delle loro greggi.
    Secondo la linguistica, gli antenati prelatini dei Valacchi dovevano parlare linguaggi affini all’Albanese, e dunque doveva trattarsi di genti illiriche romanizzate.
    Le stesse genti che tra II e VI secolo dopo Cristo, dettero i migliori soldati di Roma, e diversi imperatori come Diocleziano, Costantino e Giustiniano.
    Dunque, per tornare al discorso originario, la lunga convivenza tra Albanesi e Valacchi, in luoghi prevalentemente montuosi, portò i due popoli a sviluppare leggi tribali non scritte abbastanza simili.
    Le più antiche tracce dell’esistenza del Kanun albanese così come di analoghe consuetudini valacche, le troviamo nel Codice Dušan, compilato nel 1349-1354, dall’omonimo sovrano serbo, e in cui si accenna a conflitti tra Valacchi e Albanesi, e considerando entrambe queste genti come “barbare” e sanguinarie, che si regolavano con consuetudini tribali e dunque tendevano a sfuggire alla giustizia della nuova compagine serba, che si ispirava a quella romano-bizantina.

  66. Mario says:

    Blondet dice la verità sul ciarlatano di regime bergoglio:

    “Guardi che il perdono confessionale a chi commette aborti esiste da sempre; solo, era un peccato “riservato”, non bastava un sacerdote ordinario, ma il vescovo. Da decenni i vecsovi hanno delegato un buon numero di sacerdoti a perdonare questo peccato. Quindi la “apertura” di Bergoglio non cambia nulla di fondamentale. E’ una pura, calcolata mossa pubblicitaria per farsi amici i media mentre è criticato all’interno della gerarchia”.

    • Francesco says:

      “non cambia nulla di fondamentale”, cosa che Papa Francesco non ha mai detto di voler fare.

      Il resto è lettura malevola e pregiudiziale.

      • Mario says:

        Non l’ha detto, perché incapace di formulare un pensiero coerente, ma l’ha fatto: in modo pagliaccesco e dissennato.

  67. Mario says:

    Implicitamente, ciò significa che chi abortisce non è più scomunicata.

  68. Mario says:

    Secondo voi, se vince il no, c’è possibilità che bergoglio si dimetta?

  69. Mario says:

    Forse c’è uno che è peggio di bergoglio: giuliano ferrara.

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