La rabbia, la paura e la speranza

Qualche giorno prima delle elezioni statunitensi (ma dopo tanti altre segnali clamorosi) l’amico Jacopo Simonetta ha fatto questa riflessione semplice, diretta e sostanzialmente inoppugnabile. Copiamo, incolliamo e ringraziamo.

La maggioranza di noi si sente defraudata di un benessere e di una fiducia nel futuro che eravamo abituati a dare per acquisiti una volta per sempre.   Dimenticando che “per sempre” nella realtà riguarda eventualmente le perdite, mai le acquisizioni.

La reazione la vediamo quotidianamente sul web e sulla stampa: rabbia, rabbia e ancora rabbia.   Ed uno spasmodico desiderio di cambiamento: di un evento drammatico o di leader carismatico che rimetta il mondo sul giusto binario, dov’era prima che “loro” rovinassero tutto.

A livello cosciente, i ragionamenti che si fanno sono tanti e diversissimi, ma sotto sotto la trama mitica che li struttura è antica e narra di come il mondo corrotto sarà distrutto e dalle sue ceneri sorgerà un mondo finalmente giusto, dove gli ultimi saranno i primi.   La forza del mito nasce proprio dal fatto che rende sinergiche le tre passioni più forti: l’ira, la paura e la speranza.   Anzi, fa scaturire la terza dalle prime due.

Nella storia non si contano le sette religiose, i movimenti politici e le rivolte animate da questo tipo di mitologia, tuttora vivissima.

A ben vedere, un motivo per essere adirati effettivamente c’è, solo che non è quello che fa presa sulle folle.

La stravagante sovrabbondanza di risorse cui siamo abituati sta finendo, lasciandoci in eredità un livello di distruzione proporzionale alla quantità di risorse usate.   Non è un fatto banale da capire, ma è risaputo da almeno 50 anni e persone particolarmente intuitive lo avevano capito anche prima.

Dunque nessuno ci ha defraudati del nostro benessere e delle nostre aspettative.  Semplicemente è arrivato l’oste e sta facendo il conto di quel che abbiamo mangiato.   Arrabbiarsi servirà solo a farsi buttare fuori a calci, dopo aver comunque pagato.

Tuttavia, un paio di categorie di persone che meritano la nostra ira ci sono.   Innanzitutto coloro che speculano vantaggi politici e/o economici sfruttando la crisi.   Ma non perché non ci ridanno dei giocattoli che sono rotti per sempre, bensì perché continuano a prometterceli.   Mentre i loro predecessori nei decenni scorsi ci hanno aiutati a restare ben fissi nel sogno, invece di cercare di svegliarci.   Ma bisogna dire che riescono così bene solo perché noi ci ostiniamo a voler credere che ci sia un mezzo per riavvolgere il Tempo e far tornare la pacchia.  Oppure che questa sia l’occasione buona per far finalmente sbocciare “la primavera dei popoli”.

Diciamocelo chiaramente: quanti voterebbero un candidato che dicesse “Se votate me e facciamo un sacco di sacrifici subito forse, fra 10 anni, andrà un po’ meno peggio di come altrimenti andrebbe”?    Nessuno, nemmeno la sua mamma lo voterebbe.

E questo ci porta alla seconda categoria di persone contro cui ha senso arrabbiarsi: tutti coloro che preferiscono continuare a sognare panfili invece di darsi da fare per tenere a galla la scialuppa bucata in cui ci troviamo.   Oppure che pensano che finire di affondarla sia il modo migliore per provocare la generale catarsi da cui sorgerà il panfilo del futuro.

Amici miei, il mito dell’Apocalisse ha un forte e profondo fascino, ma per far risorgere una civiltà dalle ceneri della precedente di solito sono necessari alcuni secoli.   E non sempre succede.

Qualcuno mi accuserà di voler sostenere la classe dirigente attuale.   Niente di più sbagliato.   Anzi, l’unico modo per sbarazzarsene sarebbe proprio smettere di inseguire i sogni da cui dipende il perverso potere che hanno su di noi.   Se la piantassimo di farci delle illusioni, diventerebbe molto più difficile manipolarci.

La barca su cui troviamo fa schifo e fa acqua, ma è anche l’unica che c’è e intorno nuotano parecchi pescecani.   E’ meglio cercare di tappare qualcuno dei buchi o rovesciarla sognando panfili?

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348 Responses to La rabbia, la paura e la speranza

  1. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    Questo post riassume meravigliosamente tutti i motivi per cui non sono grillino nè, in generale, populista.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • “Questo post riassume meravigliosamente tutti i motivi per cui non sono grillino nè, in generale, populista.”

      Certo, e vale anche per me.

      Ma dipende molto da cosa ti aspetti dai politici.

      Infatti il blog su cui è uscito l’articolo di Jacopo è gestito da un signore che da anni si occupa, non filato da nessuno, di mobilità sostenibile e di piste ciclabili. Diventando un vero esperto, probabilmente leggermente meno dotto del Docente di Scienza dei Trasporti che però doppia anche come consulente a quattro ditte che cercano di convincere il governo della necessità di fare un’autostrada che colleghi direttamente il Pantheon al Vaticano.

      La sindaca grillina di Roma ha letto il suo blog a sua insaputa, l’ha citato in un comunicato stampa

      https://mammiferobipede.wordpress.com/2016/04/15/il-mammifero-la-citta-e-le-elezioni/

      e il Municipio più popoloso di Roma gli ha conferito l’incarico di assessore alla mobilità:

      https://mammiferobipede.wordpress.com/2016/06/20/linizio-di-un-nuovo-viaggio/

      Non voglio mettere per iscritto nulla sul modo in cui vengono scelti gli assessori di Firenze, voglio soltanto dire che non tutti i movimenti politici sono uguali. Lo diventeranno con il tempo, ma a questo servono i nuovi movimenti.

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        Lo credo bene che non tutti i movimenti politici sono uguali. Mica tutti hanno dei capi che dicono quanto riportato qui e non solo qui:

        http://www.ilgiornale.it/news/interni/mafia-non-strangolacos-grillo-ha-insultatopoliziotti-giudici.html

        Fossi Jacopo, mi preoccuperei ad essere stimato da gente che stima un tipo simile, anche se mio concittadino.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          ADV che cita Il Giornale credo che ci insegni tantissimo sulla mente umana. 😉

        • Per Andrea

          “Lo credo bene che non tutti i movimenti politici sono uguali. Mica tutti hanno dei capi che dicono quanto riportato qui e non solo qui:”

          Intanto, già mi incavolo quando leggo che qualcuno “si sente offeso” da parole che non ha nemmeno sentito.

          Secondo, la battuta di Grillo non è falsa: tutti sanno che le mafie (esiste “la” Mafia con la maiuscola?) stanno in piedi perché sono affidabili, perché evitano di ammazzare la gallina che fa le uova d’oro. Lo scrive anche Saviano.

          Non capisco nemmeno bene il contesto, ma lo Stato italiano invece non ha alcun problema a mandare in rovina la gente, perché non ha un interesse a tenerla viva.

          • Z. says:

            Sei uno che si incavola facile. Credevo che la tua fase da feroce addestratore di paramilitari fosse terminata con la tua infanzia in Messico!

            — lo Stato italiano invece non ha alcun problema a mandare in rovina la gente, perché non ha un interesse a tenerla viva —

            Seh, vabbè. A volte cedi veramente al blogghismo, eh 🙂

            • Per Z

              “— lo Stato italiano invece non ha alcun problema a mandare in rovina la gente, perché non ha un interesse a tenerla viva —”

              Non è blogghismo, è un concetto espresso in maniera molto sintetica.

              La base economica del signor X che prende il pizzo da dieci persone in un villaggio della Sicilia sono quelle dieci persone, ciascuna delle quali gli passa il 10% del proprio reddito.

              La base economica di suo cugino che lavora per l’Agenzia delle Entrate è invece un ente a Roma. Le dieci persone a cui lui prende il 45% del reddito ha un legame talmente tenue con la sua base economica da rendere irrilevante per lui la loro sopravvivenza. Poi è chiaro che se dovessero andare in fallimento tutti quelli che lavorano in Italia, sarebbe un problema anche per lui, ma questo è un problema del tutto teorico.

              E’ un fatto che il mafioso chiede di meno e ha più interesse alla sopravvivenza delle persone da cui estrae soldi.

              Poi uno può dire giustamente che il mafioso investe i soldi in ristoranti a Firenze che portano ulteriore degrado, mentre lo Stato italiano investe in ospedali; ma non si può liquidare la battuta di Grillo come una “offesa a preti e magistrati” come scrive Il Giornale.

            • Francesco says:

              veramente tu avevi scritto “lo Stato italiano”, che ha decisamente interesse ad avere contribuenti vivi da spennare.

              sulla saggezza e previdenza della Mafia, che non è un tizio singolo ma una organizzazione, con base territoriale non piccolissima, vorrei sentire un esperto: a me sembrano tizi brutali che preferiscono l’uovo oggi alla gallina domani, vedi cosa fanno coi rifiuti tossici o la mancanza di loro investimenti nel turismo di massa, che li farebbe veramente ricchi

              ciao

              • Per Francesco

                “a me sembrano tizi brutali che preferiscono l’uovo oggi alla gallina domani, vedi cosa fanno coi rifiuti tossici o la mancanza di loro investimenti nel turismo di massa”

                Su questo sono d’accordo, e infatti non intendo minimamente difendere la Mafia.

                Il punto è che la battuta di Grillo contiene alcuni elementi di verità che non si possono liquidare con la solita scusa di dire che lui avrebbe “offeso qualcuno” che non stava nemmeno a sentirlo, oltretutto.

            • Francesco says:

              Ammetto che Grillo politico mi sta infinitamente sulle palle e non voglio neppure considerarlo.

              L’idea che, qualunque cosa succeda, il 5 dicembre dovrò convivere con gli elettori di Grillo e di Salvini mi disgusta profondamente. Ci sono strati di popolazione che dovrebbero essere tenuti lontani dalla Res Pubblica con le baionette (compresi i lettori di Repubblica e di Famiglia Cristiana, aggiungo per Moi)

              Ciao

              🙁

  2. rossana says:

    …Dunque nessuno ci ha defraudati del nostro benessere e delle nostre aspettative. Semplicemente è arrivato l’oste e sta facendo il conto di quel che abbiamo mangiato.

    Ehmmm…
    Non so quanto e cosa abbia fin qui mangiato l’amico Simonetta, e sarebbe appena il caso di uscire dalla gabbia delle generalizzazioni sulle risorse infinite che invece finiscono: non è che ce le siamo fumate noi pirla tanto per divertirci: acqua, petrolio e territorio, se li sono sbafati come sempre quelli con le pancione straboccanti, non i poveri cristi che si son comprati l’utilitaria negli anni del dopoguerra o quei loro figli che han voluto costruirsi la casetta in Canadà…
    Poi c’é quella per cui l’oste presenta il conto a noi, cioè sempre ai pirla, mentre chi ha sbafato a quattro palmenti è uscito con la scusa di una telefonata e non si è più ripresentato al momento del conto.
    Il problema, quando si guarda ai grandi problemi, è allargare lo sguardo fino a mettere nello stesso pentolone tutti ma poi, visto che a leggere siamo solo noi piccoli gattacci di quartiere, finiamo per dar mazzate sui piedi a chi ci sta vicino pensando di colpire le cause mentre colpiamo solo gli effetti.
    L’Apocalisse non verrà; e arrivasse, sicuro come la morte che colpirà ancora e sempre i quattro gattacci che girano qui intorno, mai quelli cui squilla il cellulare sempre al momento del conto e dell’oste.
    Però dai, diamo pedate sotto al tavolo a tutti, siamo tutti colpevoli, abbiamo mangiato tutti, abbiamo esaurito le risorse e se verrà l’Apocalisse, ci troverà nudi come vermi perché quelli che si saranno intanto infrattati al sicuro su Marte ci avranno portato via anche quelli, ché tanto ai morti che camminano i vestiti non servono…

    • Andrea Di Vita says:

      @ rossana

      “non è che ce le siamo fumate noi pirla tanto per divertirci”

      Mi permetto di citare Jacques Monod (Il caso e la necessità):

      ‘Prima o poi l’uomo dovrà pur svegliarsi dal suo stato di sogno millenario per rendersi conto della sua solitudine più completa, della sua sostanziale “estraneità”. Egli dovrà prima o poi sapere e rendersi conto di essere niente più che uno Zingaro ai margini dell’Universo. Un Universo in cui, suo malgrado, deve vivere ma che è del tutto indifferente alla sua musica, alle sue inclinazioni, alle sue speranze; un Universo del tutto sordo alle sue sofferenze e ai suoi crimini’.

      Credo, Rossana, che alla biosfera non gliene possa frega’ de meno di chi si è pippato le risorse del pianeta.

      Anzi, mi viene il sospetto che lo scialo d’oggi sia funzionale alle future tirannie. Infatti, tale scialo rende più probabile il verificarsi di una situazione di penuria generalizzata, dunque assai probabilmente di conflitto, come quella descritta nella seguente pagina del solito ‘1984’ di Orwell:

      ‘L’atmosfera sociale è quella di una città assediata, in cui il possesso d’un pezzo di carne di cavallo fa tutta la differenza fra la povertà e la ricchezza. E nello stesso tempo la consapevolezza d’essere in stato di guerra, e quindi del continuo pericolo che da essa deriva, fa parere del tutto naturale quel rimettere il potere in mano a una casta minore, e come una inevitabile condizione per sopravvivere’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • rossana says:

        @ADV

        Mica contesto “…che alla biosfera non gliene possa frega’ de meno di chi si è pippato le risorse del pianeta”, contesto l’inutilità di sentirmi chiamata in causa ogni due per tre da chi sentenzia a me (usando tanti mi, ci, dobbiamo, abbiamo, ecc) di aver mangiato risorse e mi consiglia, per il bene del pianeta, ovviamente, di ridurre gli sprechi e iniziare a cambiare stile di vita per prepararmi al tracollo del sistema.
        Non sono io a scrivere “Dunque nessuno ci ha defraudati del nostro benessere e delle nostre aspettative. Semplicemente è arrivato l’oste e sta facendo il conto di quel che abbiamo mangiato. Arrabbiarsi servirà solo a farsi buttare fuori a calci, dopo aver comunque pagato, ma l’autore Simonetta.
        E posso averne le tasche piene di guru che mi bacchettano per sprechi di cui non ho memoria?
        Non ci sto proprio su queste pippe che che allargano il disocrso per indicarci saggiamente la via che mai una volta, dico una, si ricordano di ricordare nomi e cognomi di quelli che il conto dell’oste lo lasciano da pagare agli stessi cui fin lì ha rubato campi, boschi, fiumi, acqua e aria.
        Tempo fa mi facevo scrupolo di usare l’acqua con parsimonia, perché oddio!, è un bene prezioso e dobbiamo ridurre gli sprechi.
        Poi vado a vedere e quelli che hanno casa con piscina continuano a riempirla, quelli che hanno chilometri di prato all’inglese continuano a bagnarlo, quelli che vivono nelle basi di Vicenza sono abituati a 3/4 doccie al giorno e bisogna pagargli l’acqua…e io mi limito con l’acqua del rubinetto con cui mi lavo i denti?
        Ma andate tutti in malora (non tu, eh? Dico i saggi predicatori delle risorse finite che ora arriva l’oste…)…
        Come quelli che mi predicano il downshifting e poi scopri che si sono premuniti un buon saldo di conto prima di eroicamente cambiare stile di vita.
        O quelli che mi rompono le scatole con l’inquinamento ma volano ogni due per tre ora di qua ora di là in giro per il mondo perché, insomma, è bello viaggiare e conoscere la vita delle tribù amazzoniche…Volare non inquina, eh? Quella è cultura e quindi ci si perdona…
        O quelli che si voltivano le zucchine per il km zero effettivo e poi si sparano 30km per andare a un concerto…che non inquina, e si ha anche bisogno di rilassarsi…
        Insomma, tante brave monachine che dispensano viatici per la santità senza accorgersi delle proprie incongruenze e delle banalità che propinano al volgo, cioè a me…

        • Per Rossana

          “E posso averne le tasche piene di guru che mi bacchettano per sprechi di cui non ho memoria?”

          Capita spesso che due persone leggano nello stesso testo due cose molto diverse.

          Io, come Andrea Di Vita, ci ho visto soprattutto un invito a diffidare delle pulsioni che ci portano a prendercela con qualche individuo e ad aspettarci la salvezza da qualche altro individuo, in riferimento alla politica: Renzi o Trump, Putin o Bergoglio, Grillo o Salvini; ma anche delle pulsioni che ci fanno attribuire tutte le colpe e riporre tutte le speranze in qualche politica specifica, tipo “dentro o fuori dall’Euro”.

          Le cose che dici tu sono verissime, ma sono su un altro piano e conoscendo Jacopo, onestamente non ce le vedo.

          • rossana says:

            @Miguel

            1. Capita spesso che due persone leggano nello stesso testo due cose molto diverse.

            2. Le cose che dici tu sono verissime, ma sono su un altro piano e conoscendo Jacopo, onestamente non ce le vedo.

            Credo dipenda da come osserviamo il mondo: a me riesce molto difficile non proiettare l’osservazione di ogni cosa osservata (persona, discorso, ecc) nell’universale di cui fa parte.
            Pur riconoscendo che ciò di cui si parla ha un suo piano per così dire universale, non mi riesce proprio di separarlo dal contesto personale e piccolo che riguarda le persone singole e le loro esperienze concrete.
            Non sono 2 piani, e se lo sono, sono entrambi parte dello stesso “condominio”, se mi passi il concetto…
            A forza di separare, distinguere, teorizzare, allargare, si finisce per allontanare da sé ciò che invece ci riguarda sempre, in quanto parte del tutto onnicomprensivo che il pianeta Terra è…

    • Moi says:

      @ ROSSANA

      Populista !
      Demagoga !
      Oclocratica !

      Tradotto : mi sa che hai ragione ! 😉

  3. Francesco says:

    Bello, solo non capisco la chiusa.

    La barca sta affondando per i motivi predetti, non ci sono speranze, a che pro affaticarsi a tappare le falle? Come se qualcuno avesse messo mano ai secchi per salvare il Titanic … fatica più inutile che ballare l’ultima volta

    Ciao

  4. Roberto says:

    Siamo sul Titanic

    Il comandante mi dice: forse possiamo salvare la nave, ma dobbiamo buttare a mare i passeggeri di terza classe, lasciare sulle scialuppe in mezzo all’atlantico i passeggeri di seconda classe, buttare in acqua le valige di quelli di prima, il tutto mentre gli ufficiali finiscono di cenare ascoltando l’orchestra.

    beh, non so voi, ma non sono sicuro che vorrei spendere gli ultimi minuti della mia vita a cercare di salvare il Titanic.

    Meglio un ultimo giro di valzer ed un ultimo calice di champagne.

    • Grog says:

      Si butta a mare la zavorra con il seguente ordine:
      – i piddini di qualsiasi inclinazione con precedenza per i piddini toscani ed emiliani;
      – gli arbitri;
      – le mogli degli arbitri dopo averne abusato legate alla ruota del timone;
      – i senesi;
      – gli aretini;
      – i fiorentini che parlano aspirando eccessivamente;
      – i pisani.
      Grog! Grog! Grog!

    • roberto says:

      eh no, stavolta non te la cavi così mio caro furbacchione!

      sono tutti irlandesi, nessun arbitro e si distinguono solo per essere nati figli di servi (terza classe), figli di contadini (seconda classe), figli di commercianti (prima classe), fiji de mignotta (ufficiali)

      • Grog says:

        Di grazia, come fanno gli irlandesi a scopare le donne dei cornuti se non ci sono arbitri?!
        Grog! Grog! Grog!

        • Roberto says:

          Gli irlandesi hanno la sbronza allegra e visto che sono ubriachi 24/7 passano la loro vita a ballare e far musica nei pub.
          Non trombano, si riproducono per partenogenesi

        • Moi says:

          @ GROG /HABS

          Hai mai visto il film “Quando le Donne Avevano la Coda” dell’ oramai mesozoico (no, scusate: “mesozotico” 😉 … giusto, Prof. Paniscus 😉 ? ) 1970 ?! … Prova a farlo adesso, un film così !

          • habsburgicus says:

            Buzzanca..ne ha fatti !

            tra l’altro, secondo voi, quando é caduta la censura [attiva] ?
            secondo me più tardi di quanto si pensi..
            ancora nel 1966 in Italia, nei film linguaggio castigato e al più allusioni, un po’ più forti che nei ’50, ma nulla di cangiato in qualità
            del resto all’epoca “Le Ore” pare fossero solo un giornale di modelle, scoperte sì, ma tutto sommato non nei punti essenziali
            invece nel 1970 incominciano il film sexy all’italiana che presto caratterizzeranno il deccennio..alcuni, visti oggi, sono dei cvapolavori !
            penso che in c.a 1970 sia comparso, fra i giornaletti, il primo vero porno
            dubito che film porno siano però stati girati e/o trasmessi in Italia prima del 1974, vittoria pannelliana sul divorzio e scoppola alle forze conservatrice e nazionali, oltre che religiose
            da metà/fine 1970′ siamo ormai quasi ai livelli d’oggi…anzi forse di più [il più é oggi ma solo perché c’é internet]
            giornali porno a iosa (il citato “Le Ore” era ormai divenuto un classico)
            film porno e cinema a luci rosse dappertutto
            alcune pornostar ncominciavano a farsi notare e ad essere menzionate sulla stampa “seria” fra cui Ilona Staller che nel 1983, auspice Pannella, diverrà deputata della Repubblica
            in quegli stessi anni (primi ’80), “Colpo Grosso” con Umberto Smaila sdoganò se non il porno almeno il sexy piuttosto forte, per le famiglie e in prima serata [bellissima é la canzoncina “Cin Cin”]
            la rivoluzione sessuale era compiuta
            oggi vi é qualcosa di diverso, quasi di reazione sui generis, come ha notato bene una volta Peucezio..del tipo “io te la faccio vedere, ma guai a te se osi provarci se no ti faccio sbattere in galera per stalking” ..potremmo chiamarlo il post-femminismo 😀
            ma quando iniziò ?
            secondo me, non nel 1968 (non conosco film “forti” in quella data, ma non conosco bene il tema) ma leggermente dopo e comunque non prima !
            gli anni cruciali furono secondo me il 1970-1975 quando cambiò tutto e non solo nel sesso (il divorzio resta il punto epocale ben al di là della questione iN sé “piccola”, SI FA PER DIRE)…il sesSO apparve nei film senza più censure, apparve purtroppo anche il turpiloquipo e alla fine di questo periodo pure il porno, stricto sensu inteso
            però, chiamare tutto ciò Sessantotto, come distinto dal 1968 anno in cui il PSU (PSI+PSDI) subì una cocente sconfitta, é senza dubbio fattibile e auspicabile !
            dedichiamoci quindi, propongo, alla “cronologia della rivoluzione sessuale” in Italia !

            • Francesco says:

              Ultimo tango a Parigi di che anno è? perchè le finestre di Overton le aprono gli “artisti”, poi ci passano gli Schicchi e le Pozzi.

              Poi, diciamoci la verità, la Loren e la Lollo vestite bastavano a ogni bisogna maschile.

              😉

            • izzaldin says:

              habs
              La censura cadde nel 1998 con un film dei miei concittadini Ciprì e Maresco, “Totò che visse due volte”. Un vero e proprio capolavoro.
              https://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_che_visse_due_volte#Controversie

              Quanto è sovietico il nome della “Commissione per la revisione cinematografica”? 🙂

              Per quanto riguarda Lando Buzzanca, altro mio illustre concittadino, il suo film più lascivo rimane per me il Merlo Maschio

  5. Mario says:

    Io credo che la colpa di tutto, in radice, sia di Bergoglio. Poi argomenterò, per ora accontentatevi di questa verità inoppugnabile.

    • habsburgicus says:

      beh, io credevo di essere molto critico con l’Argentino, ma mi sbagliavo ! tu mi batti 1000 a 0 ! e dai….Bergoglio ha gravi responsabiità (e la sua curia ancor di più), ma non diamogli colpa di ogni cosa brutta (o presunta tale) che accade al mondo..per favore ! 😀

      • Mario says:

        Il fatto è che il mefistofelico scarto in questione, eruttato dall’antro infernale più abietto, con la sua sola presenza insozza ogni tensione verso la bellezza, l’ordine, la simmetria, la romanità metafisica, il diritto, il rito geometrico, la virtù, l’onore. Egli è una creatura patetica e torbida come le acque malmostose di una palude yazida, colpevole ontologicamente prima che moralmente della sua stessa autocoscienza –che riesce a pensare e a far proliferare l’errore, riproducendolo costantemente per gemmazione –, architettata e praticata a tavolino fulminando non anatemi –non sia mai–, ma sibilanti malefici con mezzi sorrisetti da saltimbanco della catastrofe: il tutto, da una stanzetta del miserabile ostello Santa Marta, con bagno in comune e scrivania per celebrare messa senza canone originale, con offertorio mutilato, ma con timone multicolore come ossequio agli increduli e alla marmaglia che ci invade su mandato di Soros.

        • Z. says:

          La tensione al diritto come funziona? sarebbe tipo mettere un codice civile nella presa della corrente?

          • Per Z

            “La tensione al diritto come funziona? sarebbe tipo mettere un codice civile nella presa della corrente?”

            🙂

          • Moi says:

            Credo che Mario intenda la Tensione in senso tipo Streben da Romantische Krukkenland 😉 dell’ Ottecento … 😉

            • Mario says:

              Avete colto perfettamente il senso (direzione e significato) del mio catechizzare, esercitando la classica figura e funzione della supplenza provvidenziale.

            • Z. says:

              Occhio che alle volte da Streben a Sterben è un lampo 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          “creatura patetica e torbida come le acque malmostose di una palude yazida, colpevole ontologicamente prima che moralmente della sua stessa autocoscienza –che riesce a pensare e a far proliferare l’errore, riproducendolo costantemente per gemmazione –, architettata e praticata a tavolino fulminando non anatemi –non sia mai–, ma sibilanti malefici con mezzi sorrisetti da saltimbanco della catastrofe”
          Bellissimo! Nemmeno pescando parole a caso da un vocabolario e mettendole in fila così come sono uscite riuscirei a raggiungere una tale vetta! 😀

    • Grog says:

      Bergoglio?! Il maiale argentino al soglio!
      DAGHE MARIO CHE LI CIAPEMO
      Grog! Grog! Grog!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, purtroppo Bergoglio ci sta distruggendo con il riscaldamento globale e la deforestazione.

    • Roberto says:

      Pensavo che la colpa di tutto fosse il PD

      • Peucezio says:

        E’ Renzi, Roberto. E’ Renzi.
        Se passa il Sì al referendum, il giorno dopo salta per aria la Terra.

        • Z. says:

          No, aspetta. Di Renzi senza dubbio, ma D’Alema e la Boldrini non hanno nessuna colpa? sicuri sicuri?

          E insomma, basta fare i gufi!

          • Peucezio says:

            La Boldrini ha la colpa di esistere.
            D’Alema parla un bell’italiano. Peccato non abbia mai detto nulla in vita sua.

            • Moi says:

              D’Alema avrà pure [FORSE] salvato i Popoli Ex Jugo-Slavi, come vuole una vulgata dalle mie parti molto insistente … ma è un noto Sterminatore di Congiuntivi ! 😉

            • Peucezio says:

              Veramente ha cercato di sterminarli.

            • Moi says:

              Dici … i congiuntivi ?

              😉

            • Z. says:

              L’idea di D’Alema come responsabile del conflitto nei balcani è molto gustosa.

              Fino a non molti anni fa c’era sempre qualche cosplayer di estrema sinistra che la tirava fuori, e diceva che bisognava fare come Jospin 😀

              Però sui congiuntivi Moi non ha torto: e e il peggio è che lo fa apposta, secondo me, come se dire “io credo che questo è” sia qualcosa che la gente capisce meglio.

  6. Peucezio says:

    Comunque, venendo al senso del post,
    in realtà la soluzione sarebbe banale.
    Facciamo un corso di sopravvivenza obbligatorio per tutti.
    E a quel punto saremo tutti attrezzati a vivere senza luce, acqua corrente, riscaldamento, automobile, ecc. ecc., esattamente come si faceva prima della rivoluzione industriale, quando l’economia non metteva in pericolo il pianeta.
    La gente ‘ste cose le fa perché fanno figo, per una volta avrebbe uno scopo serio.

    • Peucezio says:

      Aggiungi, da domani, per legge un figlio solo per ogni coppia in tutta l’Africa, l’Asia (tranne paesi sviluppati, che già ne fanno pochi di loro), l’America Latina, con tanto di squadroni della morte a fare gli Erode della situazione per eliminare le eccedenze (è tremendo, ma se si vuole salvare il pianeta mi sa che senza misure così non se ne esce).
      Poi, dopo qualche decennio, si può ricominciare a parlare di due figli o al massimo tre.

      • Francesco says:

        Non credo. Se il corso di sopravvivenza è propedeutico a un mondo senza motori, il crollo della produttività dei campi, degli allevamenti, della pesca e la sparizione della medicina faranno pulizia di così tanti esseri umani che si dovrà tornare subito a fare 6-8 figli, quei pochi che saranno vivi e avranno da mangiare.

        ADV, hai mai trovato qualcuno che abbia provato a calcolare quanta gente potrebbe campare con l’agricoltura a buoi, bufali e cavalli e la pesca a vela?

        Ciao

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          “hai mai trovato qualcuno che abbia provato a calcolare quanta gente potrebbe campare con l’agricoltura a buoi, bufali e cavalli e la pesca a vela?”

          No. Però sarebbe interessante. Il punto è che non si conoscono tecniche capaci di far campare sette miliardi e rotti di esser umani senza devastare le risorse naturali.

          Ne segue che una decrescita della popolazione è probabile.

          Questa decrescita può avvenire passivamente, con carestie e epidemie.

          Oppure può avvenire per mano dell’umanità stessa.

          Nell’ultima evenienza, può avvenire coi contraccettivi o con la guerra.

          Fra contraccettivi e guerra, quest’ultima è:

          a) più rapida;
          b) meno incompatibile con alcune morali correnti;
          c) meno incompatibile con la sopravvivenza di una struttura gerarchica delle società umane.

          Come Ratzinger, mi aspetto dunque guerre a breve.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Credo che la guerra distrugga più risorse naturali che persone.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “Credo che la guerra distrugga più risorse naturali che persone.”

              Dipende da come la fai.

              “Già si solea con le spade far guerra,
              ma or si fa togliendo or qui or quivi
              lo pan che ‘1 pio Padre a nessun serra”

              (Paradiso, canto XVIII)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Le clave…

            • “Credo che la guerra distrugga più risorse naturali che persone.”

              Concordo – pensiamo alla guerra del Vietnam, dove sembra che siano morti circa 3,8 milioni di vietnamiti per cause violente dirette https://mattsteinglass.wordpress.com/2008/06/20/vietnam-war-killed-38-million-vietnamese-not-21-million/ , ma sicuramente l’impatto ambientale della guerra è stata ben più significativo. Anche aggiungendo, ad esempio, miniere negli Stati Uniti usate per ricavare i materiali con cui fare aerei che arrugginiscono nella giungla vietnamita: il danno ambientale non è solo sul posto.

          • Francesco says:

            mah

            i contraccettivi non risolvono nè il problema delle persone già in vita, nè quello dell’impronta ecologica eccessiva

            non mi paiono così efficienti come millantano i radicali e altri cialtroni

            • paniscus says:

              I contraccettivi non risolvono nulla in quel tipo di società in cui CONVIENE fare molti figli, innanzi tutto perché non tutti sopravvivono, e poi perché mantenerli costa pochissimo e possono essere sfruttati come manodopera fin da piccoli.

              In una società in cui un figlio deve essere mantenuto fino a 30 anni nel massimo benessere possibile (e poi quando si renderà indipendente non impiegherà certo i suoi guadagni per aiutare i genitori, ma se li terrà per sé), le nascite diminuiscono spontaneamente eccome.

            • Z. says:

              Figli ingrati e indegni, ecco cosa 😀

            • Roberto says:

              No Z, sei fuori strada, pure io ho una figlia preadolescente e capisco Lisa
              😉

            • paniscus says:

              Traduzione per i non capenti:

              le campagne sociali indotte dall’esterno per promuovere l’uso dei contraccettivi…

              …funzionano su quel genere di comunità in cui la gente vorrebbe effettivamente ridurre le nascite (perché avere troppi figli è un impegno concreto ed emotivo insostenibile) ma finora non sapeva come fare tecnicamente a riuscirci.

              Invece, è SICURO CHE NON FUNZIONINO su quel genere di comunità in cui alla gente non gliene può fregare di meno di ridurre le nascite, e anzi è contenta di fare più figli possibile, per le ragioni esposte sopra: ossia che, nel loro contesto sociale, avere molti figli conviene, sia economicamente che psicologicamente.

              Mi sono spiegata meglio?

            • Z. says:

              Ma oltre ad avervi tolto i parcheggi e l’addetto al banco gastronomia vi hanno anche portato via il senso dell’ umorismo?

              😀

              essù che si scherza!

            • roberto says:

              in effetti Lisa forse ti è sfuggito che ironizzavamo su

              “(e poi quando si renderà indipendente non impiegherà certo i suoi guadagni per aiutare i genitori, ma se li terrà per sé)”

              per il resto eri stata chiara, essendo tra l’altro una questione abbastanza intuitiva

  7. Mario says:

    Bergoglio ha gravi responsabiità (e la sua curia ancor di più), ma non diamogli colpa di ogni cosa brutta (o presunta tale) che accade al mondo..per favore !

    Io sarei felice di esentare il ripugnante satanasso argentino –autentica evacuazione promanante dalla bocca stessa di Lucifero — da colpe di sorta; ma egli, costituendo l’icona dottrinalmente eunuca del mondialismo e il dardo solipsistico del pauperismo decerebrato –al confronto, fra’ Dolcino, quell’infido eresiarca, era un gigante di dottrina e di pietà–, merita di essere caricato senza pietà anche di colpe che non ha: “unicuique suum”, e a Bergoglio per tutti. Spero solo che dal mio monoattico un giorno, col cannocchiale, possa assistere all’arsura rituale dei documenti del Luterano II, con annesso ingollamento coatto da parte di questo stronzo delle interviste sugli aeroplani tardosurrealisti, che invero costituiscono la realizzazione del piano di Lucifero: il Luterano III. Si tratta, per usare dei misurati eufemismi, delo sfaldamento di ogni teoresi, della riduzione a poltiglia di ogni ordine rituale che orienti il cosmo, dell’estasi laida dell’ominide che si bea del proprio marciume, di cui tracotante e compiaciuto si lorda senza pudore, e che infine lo condurrà al tracollo, assieme alle povere anime ignare che ne plaudono il tratto ammiccante da giocoliere di lupanare — ma colpevoli, codeste anime, in ragione della nascita, che inopportunamente scelsero –, nel gorgo senza fondo, vortice da cui nessuna creatura giudicata riuscì mai a sortire.

    • Roberto says:

      Vota pure sì al referendum

    • Grog says:

      Daghe Mario che li ciapemo!
      Grog! Grog! Grog!

    • Peucezio says:

      Mario,
      secondo me fai una mitizzazione negativa di Bergoglio, manco fosse Soros.
      Bergoglio è uno squallido progressista da quattro soldi, che dice più o meno le stesse cose che dice una ragazzina media di sinistra che ha fatto un po’ di liceo e parla per slogan.
      Certo, lui in più ha un’infarinatura di teologia (nei seminari un po’ la si studia) e, soprattutto ha doti di governo (è pur sempre un gesuita) ed è un tipo molto risoluto e decisionista. Ma non è certo un genio del male, è tutt’al più manovalanza del male, senza esserne neanche cosciente. E’ stato messo lì da equilibri politici mondiali, che si riverberano nel conclave: è un prodotto della temperie obamiana e politicamente corretta , così come l’elezione di Ratzinger, sul piano intellettuale infinitamente superiore, ma debole e irresoluto, è stata un prodotto della temperie identitaria occidentalista da scontro di civiltà post 11 settembre.
      Ciò non toglie che Bergoglio, data la posizione in cui è, faccia danni incalcolabili. D’altronde se metto un cretino conformista in un ruolo di altissima responsabilità, e oltretutto di guida spirituale mondiale, è logico che farà disastri.

  8. Moi says:

    Quel Pepe Mujica che citavo nel (ora) penultimo post ma che stranamente nessun ha preso in considerazione, almeno, ha predicato come razzolato … ‘sto Jacopo Simonetta, predica poi come razzola ?

    Il giochino da Monti e Fornero di colpire tanti in basso perché i pochi in alto restano intoccabili ha già reso …

    • Moi says:

      “Slumando” il suo blog, Jacopo Simonetta sembrerebbe (!) uno dedito da sempre alle seguenti tre attività :

      1
      Muoversi

      2
      Vedere la Gente

      3
      Fare le Cose

      … poi, potrei sbagliarmi.

      • Moi says:

        verba movent
        exempla trahunt

        ripeto: almeno el Umarelito 😉 Pepe Mujica con sé stesso è stato coerente …

    • Per Moi

      ” ‘sto Jacopo Simonetta, predica poi come razzola ?”

      Uno, non mi sembra che predichi, descrive una situazione.

      Due, di lavoro gira per i boschi, conta le rane e fa cose simili 🙂

  9. Moi says:

    @ ZETA

    Sicuro di sentirti bene ? JS 😉 è stato arruolato dalla Raggi Sindaca Beppista, non invochi a ‘sto giro … la PsicoSetta Satanica della Kasaleggio ASSociati che vuole Dominare il Mondo, sottraendolo al PD che Messianicamente deve Salvare il Mondo ?!

  10. Moi says:

    Comunque, per il Paradiso in Terra della Decrescita Felice … quanti Poveri (quasi tutti Negrazzi Africani, poi si passa ai Lavoratori Occidentali, se uno straccio di lavoro sotto un Padrone Gricciazzo ce l’ hanno) bisognerebbe eliminare fisicamente entro subito ?

    Ripeto, specie @ Mauricius : Gentilini è becero, ma almeno odia sinceramente e coerentemente all’ Interno dell’ Arco Storico (che non è quello adibito a latrina in Piazza Verdi) Marxista in convergenza parallela che se diverge nella forma NON diverge nella sostanza della Piattaforma (che non è una donna senza tette) Attuale !

    … chiaro, no ?

    • Per Moi

      ” quanti Poveri […] bisognerebbe eliminare fisicamente entro subito ?”

      Evidentemente non conosci bene le teorie della Decrescita.

      Non è il numero di individui che conta, ma la loro impronta ecologica.

      Quindi se bisogna fare stragi, bisognerebbe partire da chi ha cinque auto, per poi passare a quelli che ne hanno quattro e così via giù giù lungo la scala economica 🙂

      Quello di cui parli tu è invece la decrescita infelice, quella che c’è già, visto che i ricchi hanno più mezzi per sopravvivere.

      • Francesco says:

        Miguel

        un giorno dovrete spiegarmi quale blocco mentale vi assale quando leggete il celebre apologo, o anche il Marx che spiega le funzioni delle classi sociali

        se riduci l’impronta ecologica dei ricchi, i poveri moriranno di fame per mancanza di sfruttamento prima che i ricchi finiscano le scorte di caviale e di champagne

        questo Titanic è solo e si affonda tutti – non come l’altra volta che vennero navi da fuori e qualcuno si salvò sulle scialuppe

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          “se riduci l’impronta ecologica dei ricchi, i poveri moriranno di fame per mancanza di sfruttamento prima che i ricchi finiscano le scorte di caviale e di champagne”

          Il corollario di questa affermazione mi pare sia il seguente:

          “se l’umanità sopravvivrà al depauperarsi delle risorse naturali allora lo farà solo sotto forma di società gerarchiche, in cui i ricchi continueranno a sbafare alla faccia dei poveri che continueranno a tirare la cinghia”

          E’ questo corollario, credo, la causa del ‘blocco mentale’ di cui parli nel tuo post.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet says:

          Aridaje con l’apologo!

          France’, dai, dici anche tante cose ragionevoli, ma questa dell’apologo di Menennio Agrippa proprio non si può sentire!
          Stacci: era la favoletta inventata da un riccone, per giustificare il fatto che i ricconi sfruttassero i poveracci.
          E lo giustificava, di tutti i modi possibili, nel peggiore e più stupido: “nel corpo umano ci sono tante membra…”, e che cazzo vuol dire?

          Allora è meglio de Maistre, e ho detto tutto!!

          PS
          Ovviamente anche a de Maistre mancava una rotella o due… nel ragionamento 😉 ma perlomeno un’apparenza (dico e sottolineo: un’apparenza) di logica ce l’aveva…

          • Francesco says:

            guarda che ho dalla mia non solo ADV (summa auctoritas) ma anche il 100% della Storia Umana, che è storia di società diseguali.

            e forse anche molta zoologia, che mica capita che le bestie deboli mangino quanto quelle forti.

            vi dà fastidio la disuguaglianza? mi sa che dovete farvene una ragione, è qui per restare e temo abbia solidi motivi per farlo

            ma se vuoi riprovare a fondare comuni egalitarie non sarò io a mettermi in mezzo, non sono un alt-right!

            ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              ‘Summa auctoritas’? Non sum dignus… 🙂

              @ PinoMamet

              Guarda che la disuguaglianza che giustifichi tu, quella ‘funzionale’, è esattamente lo slogan con cui i privilegiati di ogni epoca giustificano i propri privilegi.

              L’esempio è Briatore, che ad ogni occasione ripete quanto si sia fatto il mazzo a guadagnare quello che guadagna.

              Nel momento in cui ammetti la disuguaglianza fra il chirurgo e il netturbino, è difficile -a meno di non eliminare qualsiasi famiglia naturale e
              di non sostituirla con un collettivismo peggio che staliniano, veramente platonico- evitare la disuguaglianza fra il figlio del chirurgo e il figlio del netturbino.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            “che è storia di società diseguali”

            ma che minchia c’entra??

            Primo: il fatto che siano esistite, anche sempre se vuoi, società diseguali, non vuol dire che siano anche giuste, o che funzionino meglio di altre;
            è sempre esistita anche la schiavitù e la lebbra!!

            Secondo: Menennio Agrippa giustifica la disuguaglianza malissimo, fa proprio un pessimo servizio alla sua stessa causa!

            Terzo: la disuguaglianza eccessiva disturba tutte le persone dotate di cuore e di un po’ di cervello, non bastano mille apologhi latini per far cambiare idea…

          • PinoMamet says:

            Per chiarezza, visto che, ahimè, pare essercene bisogno:

            io non sono contro (e credo che nessuno lo sia) a una diseguaglianza logica, funzionale, che apporti beneficio alla società.

            Che un chirurgo, che si è fatto il mazzo a studiare, guadagni più di un netturbino, che non ha avuto la voglia o la capacità di farlo, è perfettamente logico e anche utile: altrimenti, chi farebbe il chirurgo?

            Quello che infastidisce è la diseguaglianza insensata, arbitraria o eccessiva, tipo:

            X è nobile perché bis-bis-bis-bisnopte (forse) di un tale che (forse) si è distinto nella società, e il voto di X, perfetto inetto, conta più di quello di Y, magari intelligente, abile ecc. ecc. ma non nipote di nobili.

            Oppure, Y ha la capacità di diventare chirurgo o generale, ma non può perché il posto spetta di diritto a X, perfetto idiota.
            (diseguaglianza ingiusta)

            Oppure X, chirurgo bravo e preparato che merita il suo posto, guadagna fantastilioni di volte più del netturbino, i cui figli non avranno perciò mai la possibiltà di migliorare la propria posizione
            (diseguaglianza eccessiva)

            • Disuguaglianza…

              Io sono per la MERITOCRAZIA.

              I pigri vadano a scuola, si prendano tre lauree e poi se ne stiano a casa a fare la calza, visto che non sanno nemmeno cosa siano rischi o fatica.

              I veri uomini che invece hanno voglia di lavorare vadano in discoteca fino alle 7 di mattina, spaccino cocaina con tutti i rischi d’impresa relativi e poi con i proventi si dedichino all’edilizia, unendo la saggia capacità di risparmiare sui materiali al meglio dell’arte oratoria.

            • Ma perché sempre il CHIRURGO e il NETTURBINO, tipo il Gatto e la Volpe?

              Perché non il tizio con la terza media che si è impossessato con una truffa del fondo della vecchietta per farci una gelateria esattamente sul punto dove passano i turisti e quindi può spacciare loro qualunque schifezza a cinque euro a botta?

              E dall’altra parte, l’ingegnere elettronico ucraino che fa il facchino al supermercato?

            • Francesco says:

              Pino

              io ho sempre pensato che il problema sia obbligare la gente a fare il netturbino, pensa!

              😀

              PS forse siamo in larga misura d’accordo, alla fine

            • Francesco says:

              perchè netturbino e chirurgo sono casi estremi di differenza “normale”, da capire se riconducibile allo sforzo individuale, al ruolo sociale, ad altro, e utili per capire se ci sono disuguaglianze eccessive

              i casi che citi tu sono diversi, uno viene da una situazione eccezionale, per cui in Ucraina essere ingegnere era senza valore, l’altro è un criminale, uno che usa le sue qualità al di fuori del limite consensuale

              mi pare evidente che questi due non facciano testo, perciò

              ciao

              • Per Francesco

                “i casi che citi tu sono diversi, uno viene da una situazione eccezionale”

                L’esempio ucraino è certamente eccezionale; l’altro molto di meno, anche se esagero dicendo che ha fatto solo la terza media, Briatore ad esempio è geometra.

                Conosco innumerevoli personaggi così: i Briatore sono una categoria potentissima in Italia, assieme ovviamente ai discendenti oziosi dei grandi latifondisti medievali.

                Mentre conosco tante persone che sono cresciute in famiglie in cui si è potuto studiare, dove c’erano tanti libri – diciamo come gran parte dei frequentatori di questo blog – che economicamente sono messe molto male; e sopravvivono per ora grazie ai risparmi dei genitori e dei nonni.

                E’ per questo che il famoso “figlio del chirurgo contro il figlio del netturbino” mi convince poco.

            • PinoMamet says:

              “Perché non il tizio con la terza media che si è impossessato con una truffa del fondo della vecchietta per farci una gelateria esattamente sul punto dove passano i turisti e quindi può spacciare loro qualunque schifezza a cinque euro a botta?”

              Questa è semplice:

              perché fare degli esempi si scelgono, come dire, delle cose esemplari 😉

              semplici, chiare.

              Proprio per questo non ho parlato di meritocrazia, che invece, come fai notare tu, signifca cose anche molto diverse.

            • PinoMamet says:

              “Mentre conosco tante persone che sono cresciute in famiglie in cui si è potuto studiare, dove c’erano tanti libri – diciamo come gran parte dei frequentatori di questo blog – che economicamente sono messe molto male; e sopravvivono per ora grazie ai risparmi dei genitori e dei nonni.”

              Attenzione, però:

              io, rispondendo a Francesco riguardo all’apologo, sto parlando di come dovrebbe essere un sistema:

              cioè, troverei giusto che chi si sia fatto il mazzo ha studiare, guadagnasse di più di chi non ha avuto la capacità o la voglia di farlo.

              Corollario ne è che chi ha la capacità e la voglia di studiare ne abbia anche la possibilità.

              Tu invece mi parli di come è il sistema italiano, che è un altro paio di maniche.

            • PinoMamet says:

              “a studiare”, ovviamente, senza acca.

              Ahò, sono appena tornato a casa, in treno poi, un po’ di pietà!

            • Francesco says:

              faccio notare a Miguel che un chirurgo è un tecnico, che potrebbe benissimo aver letto meno libri di Briatore, tolti quelli su come scannare la gente senza ucciderla.

              l’utilità sociale è cosa diversa dalla cultura personale.

              ciao

            • PinoMamet says:

              “i Briatore sono una categoria potentissima in Italia, assieme ovviamente ai discendenti oziosi dei grandi latifondisti medievali.”

              Tu confondi sempre l’Italia con Firenze…

              direi che nel mio non-capoluogo la seconda categoria è non pervenuta statisticamente, socialmente del tutto ininfluente;

              negli anni Novanta ci sono stati un paio di aspiranti Briatori, spazzati via dalla propria incapacità gestionale, dalla crisi nazionale, e da quella cittadina indotta da personaggi troppo infrociati nel sistema banche-politica per continuare a fare gli imprenditori “normali”.

              Per il resto la gente “che conta” mi pare abbastanza diversa da queste due categorie.

              Invece “gli oltrarnini” locali mi paiono assolutamente identici a quelli d’Oltrarno, tranne che devono lottare meno…

  11. Horatio says:

    Torno dalle Russie, e sempre mi ritrovo a leggere le linee di tensione italiane (a volte più che italiane) nel riflesso che ne offre il meraviglioso blog di Miguel. Questa volta trovo una scatenato e divertentissimo Mario che, non me ne voglia Miguel, è più interessante del triste e mesto Simonetta chiuso nel serioso dilemma tra la barchetta e lo yacht (jagen?). Trovo invece un po’ sottotono Habsbrugicus. Ho guardato anche i commenti ai post precedenti e non ho più trovato i suoi prodigiosi papiri storici, spesso follemente piantati tra commenti che trattavano di tutt’altro, che ho letto sempre con piacere (ancora mi ricordo l’interessante recensione di Bogicevic). Saluti a tutti!

    • habsburgicus says:

      cose da dire ce ne sarebbero molte, ma al momento non ho voglia anche perché mi rendo conto (in generale…non sto parlando di questo ottimo blog né tantomeno di te che anzi ringrazio sentitamente e di cuore per l’apprezzamento di lontani commenti)…qualcosa (ma neppure tanto) l’ho scritto sul mio fb, in primis su Trump…più una lunga riflessione in chat ad una, che manco ha risposto 😀 [pensandoci, se la ritrovo, posso metterla qui..é su argomento già trattato però]
      tu, piuttosto, se vuoi (è chiaro !), parlaci delle Russie….sarebbe un nuovo argomento che sicuramente interesserebbe a molti (o almeno a me)
      un caro saluto !

      • Horatio says:

        Per Habs
        mi farebbe piacere se potessi indicare il link fb. Se è una pagina che non vuoi rendere pubblica, magari puoi inviarmi il link alla mia mail: tideusaitolios@hotmail.com

        Per Miguel
        Il blog è meraviglioso proprio per le tensioni che riesce a creare, attirando – non so come – delle menti, spesso egualmente pensanti, ma con visioni del tutto contrapposte. La cosa essenziale è che non si tratta di scontri astratti tra ideologie diverse (in questo caso le ideologie resterebbero vuoti giochi cerebrali e il blog, in quanto piattaforma connettiva, si affermerebbe come l’unica e intollerante realtà esistente, e in genere i “media” non sono altro che questo). Le menti appaiono invece qui incarnate, o meglio, è evidente che sono la realtà di quel che pensano.

    • Per Horatio

      “Saluti a tutti!”

      Sì, Mario è un prezioso acquisto.

      • Mario says:

        Vi ringrazio dal fondo del cuore e dall’apex mentis. Ho sempre ritenuto Martinez –che professa idee la cui teoresi è spesso censurabile (poichè sostanzialmente incistate di dialettica hegeliana e di sussulti postsituazionisti), ma che mi trovano spesso d’accordo per una sorta di latente coincidentia oppositorum (la cui nozione fu infallibilmente condannata da innumerevoli bolle, encicliche, canoni e locuzioni interiori cui si deve ossequio, anche se non assenso dell’intelletto agente)– una persona onesta e intelligente.

  12. Moi says:

    Ho sentito tante volte il concetto di Impronta Ecologica … ma ho anche visto quasi sempre chi di presunto o effettivo dovere in scarponazzi prendersela con 100 o 1000 scalzi a sé corrispondenti. 😉

  13. Moi says:

    nel 1989 Cristina D’Avena aveva già capito tutto anche allora sulla Decrescita e l’ Ecologia:

    https://www.youtube.com/watch?v=HqvtoGlbVhg

    potrebbe essere l’ Inno, solo che “Puffi” è troppo corto rispetto a “Decriscisti”

    • Mario says:

      Vorrei solo far presente che il mio eponimo –ovviamente spurio, in ragione di evidenti motivazioni di anonimato tradizionale, che tutti comprenderete pur molti di voi rifiutando la Verità che tutto sussume — dipende da “I soliti ignoti”, autentico capolavoro totalmente strumentalizzato da Bergoglio, ma mai condannato dalla Chiesa di sempre:

      “Ragazzino, cerco Mario”.
      “Qua’ de Mario ce ne so’ cento”.
      “Questo l’è uno che ruba”.
      “Sempre cento so'”.

      PS Io per papa sceglierei Kim Rossi Stuart. Bello, fine, educato, silenzioso, gentile, timido, quasi etereo. A ben guardare, l’opposto di Bergoglio.

  14. Grog says:

    HO APPENA LETTO QUESTA CHICCA SU RISCHIO CALCOLATO
    _____________________________________________________________

    di MATTEO CORSINI

    Scorrendo le pagine on line del Giornale mi sono imbattuto in questa notizia allucinante, relativa alla proposta di introdurre una tassa comunale sui cani non sterilizzati avanzata dai deputati Anzaldi, Cova e Preziosi del PD. Si tratta di un emendamento alla legge di Bilancio che è già stato ritenuto ammissibile.
    In base alla proposta, “i proprietari o detentori di cani non sterilizzati sono tenuti al pagamento di una tassa comunale annuale, istituita da ciascun comune con propria delibera con previsione di esenzioni, riduzioni, detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti”. Ovviamente non può mancare la burocratizzazione necessaria a certificare la compliance del proprietario del cane alla nuova legge demenziale: “La certificazione di sterilizzazione chirurgica definitiva è rilasciata da medici veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe regionale degli animali d’affezione, i quali contestualmente provvedono alla registrazione della sterilizzazione dell’animale presso l’anagrafe”.

    Questi signori appartengono al partito di cui è segretario pro tempore Matteo Renzi, il quale un giorno sì e l’altro pure se ne va in giro affermando, peraltro senza che i numeri supportino ciò che dice, che da quando è al governo sta abbassando le tasse.

    Ebbene: questa sarebbe una tassa in più, peraltro davvero ignobile (quanto meno, più ignobile di tante altre). Non si capisce per quale motivo il proprietario di un cane debba pagare per non aver sterilizzato l’animale, dato che eventuali problemi sono legati al randagismo (e se un cane è randagio, per definizione non ha un proprietario che possa pagare la tassa).

    Mi fermo, perché arrivato a questo punto potrei proseguire solo usando il turpiloquio. Confesso solo, per completezza di informazione, il mio status di proprietario di quattro cani, nessuno dei quali sterilizzati. Cani che sono molto meglio di tanti uomini.
    N.d.R. – (Nella foto il cane di Leonardo Facco, che ha già dichiarato che se ne fotterà anche di questa legge idiota).
    _____________________________________________________________

    Bene la tassa ma va imposta ai PIDDINI NON STERELIZZATI.
    Anche sterelizzare i piddini OBBLIGATORIAMENTE e se individuati da PICCOLI GETTATI DALLA RUPE TARPEIA.

    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Grog vota NO solo perché non è previsto il NYET

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io metterei una tassa su i cani, se non altro per compensare le esternalità negative che provocano.
      Il cane sporca, diffonde malattie, richiede aree pubbliche apposite, consuma risorse, consuma cibo a base di carne, fa rumore e spesso ed volentieri è un pericolo per l’incolumità pubblica.

      • Grog says:

        Pensa ai
        DANNI CHE FA UN PIDDINO
        e poi vedi che
        UN CANE E’ MEGLIO DI UN PIDDINO
        Grog! Grog! Grog!

        • Francesco says:

          tassiamo entrambi allora ma il filo-cinismo imperante mi fa più schifo del boldrinismo

          sò bestie e rompono i coglioni, questa è la verità, il resto ne consegua

          PS la norma sembra scritta per far fare soldi ai veterinari

      • Z. says:

        MT,

        — Io metterei una tassa su i cani, se non altro per compensare le esternalità negative che provocano. —

        …e con la scusa della “pet therapy”, oggidì chiunque potrebbe importi la presenza del suo cane in un esercizio pubblico, con la complicità dell’esercente 😀

  15. Sulla battuta di Grillo…

    La faccenda ha veramente tutti gli ingredienti della sequenza mediatica peggiore. Lasciamo stare Beppe Grillo – personalmente mi sta antipatico e mi sembra mezzo matto, mentre invece ho imparato a rispettare tanti che sono entrati in politica grazie al suo movimento.

    E’ il meccanismo complessivo che non va. Poi magari ci sono politici più accorti a non dire mai nulla che non piaccia a tutti, come Renzi.

    1) Grillo dice qualcosa a qualcuno a Palermo, di cui si ignora totalmente il contesto: posso presumere che il senso fosse qualcosa tipo “Equitalia è peggio della Mafia quando si tratta di rovinare la gente economicamente!”, ma non ho idea.

    2) Si presume che a quel misterioso incontro con Grillo non ci fossero giornalisti del Giornale, preti, magistrati e politici.

    3) A questo punto il giornalista del Giornale, senza minimamente considerare il contesto e senza nemmeno dimostrare che Grillo aveva torto, dice che Grillo ha offeso… preti, magistrati e politici (tutta gente che notoriamente a Palermo è dal 1200 si batte come un sol uomo contro la Mafia).

    4) E aggiunge che “Un siciliano che non si sia indignato sentendo le parole di Beppe Grillo è complice della mafia”. Come se la Mafia consistesse nel dire battute che offendeno preti, magistrati e politici.

    C’è tutto qui: la malafede decontestualizzante, il vittimismo, confondere il concetto di “offensivo” con la distinzione tra “vero e falso”, l’idea che la “presa di posizione” sia tutto (confondere ad esempio il fatto di dire su Twitter “io sono solidale con gli affamati del Sudan” con un panino portato nel Sudan), l’editorialista che dà fiato alle trombe.

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      Non sono affatto d’accordo.

      1) Si racconta che Lincoln abbia detto che si può ingannare qualcuno per tutta la vita o tutti per un po’, ma nessuno può ingannare tutti per sempre. Concordo: nessuno può ingannare tutti per sempre. Se la posizione di Grillo sull’evasione fiscale non è un segreto (http://matteoderrico.it/grillo-yacht-ed-evasione-fiscale/) non si può pensare che quella frase di Grillo sia stata gratuita. “Voce dal sen sfuggita”, la chiamerebbe il poeta.

      2) Beh, almeno un testimone c’era, visto che il gironalista l’ha riportato (conveniamo qui di chiamare ‘giornalisti’ i dipendenti de “Il Giornale” di berlusconi, almeno per praticità). Si potrebbe pensare a una bufala, data la fonte, ma a parte che l’ho letta anche su altre fonti (non necessariamente più attendibili) le posizioni grilline di cui al link più sopra rendono tale possibilità poco verosimile.

      3) E’ falso che tutti i preti, Magistrati e politici combattano la mafia. E’ vero che ce ne sono che la combattono, e alcuni hanno fatto com’è noto una brutta fine. Da nipote di Carabiniere, e fiero di esserlo, ti confermo che quella frase di Grillo è uno sputo sulle loro tombe.

      4) La mafia (uso la minuscola per ovvi motivi) non consiste nel “dire battute che offendono preti, magistrati e politici”. La mafia consiste ANCHE nel “dire battute che offendono preti, magistrati e politici”. La ridicolizzazione dei rappresentanti delle istituzioni è il primo passo della delegittimazione delle istituzioni. La delegittimazione delle istituzioni è il primo passo verso la tolleranza dell’omertà, senza la quale nessuna mafia è possibile. Le istituzioni presuppongono per funzionare esseri umani che prendono la parola, “dal parlare articolato” secondo la dizione omerica; l’omertà è fatta di silenzio.

      Ne segue che, sì, è vero alla lettera, “un siciliano che non si sia indignato sentendo le parole di Beppe Grillo è complice della mafia”.

      Non soltanto un siciliano, mi permetto di aggiungere: non sono razzista.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. “mentre invece ho imparato a rispettare tanti che sono entrati in politica grazie al suo movimento”. Invidio il tuo stomaco 🙂

      • Per Adv

        “Non sono affatto d’accordo”

        interessante la tua risposta, perché aiuta anche a capire quanto siamo tutti diversi per psicologia e formazione.

        Io non credo alle istituzioni, e credo che i loro rappresentanti, quando sono ridicoli, si possano ridicolizzare. Le istituzioni non sono di origine divina, per quanto i preti abbiano cercato per tanto tempo di farcelo credere: di origine divina, c’è solo la vita.

        Questo non toglie che in certi casi, alcune istituzioni possano essere utili, come altre sono decisamente dannose; ma ancora prima, sono delle convenzioni che assumono personalità nella misura in cui le trasformiamo in idoli. E trovo sempre in chi idolatra le istituzioni qualche angolo oscuro, qualche muscolo fossilizzato, qualche paura incontrollabile.

        Ne ho avuto la riprova sconvolgente parlando l’altro giorno con un tale, la cui vita è stata pervertita da quarant’anni di posto fisso; che mi diceva che la base di un’associazione deve essere lo statuto.

        Mentre la base di un’associazione non sono altro che persone che si conoscono, si fidano l’una dell’altra, crescono insieme e cambiano idea con l’esperienza; poi si sa che i magistrati hanno bisogno di arrestare qualcuno se le cose vanno male, e così lo stato impone che un’associazione abbia un presidente da arrestare, un segretario che faccia vedere delle carte ai carabinieri e un tesoriere che possa contare i soldi in caso di contestazioni da fuori. Il tutto firmato e controfirmato su un pezzo di carta che nessuno legge e che si chiama “statuto”.

        Z ci ricorda spesso che “Dio non esiste”. Nemmeno lo Stato esiste.

        • Francesco says:

          Veramente esistono benissimo tutti e due. Il primo sta meglio del secondo. Per fortuna!

          Un’associazione senza statuto è una banda, che esiste per fregare chi sta fuori o chi sta dentro.

          Soprattutto, un’associazione resiste mentre le persone che la fanno cambiano. Sennò sarebbero solo le persone, casualmente vicine le une alle altre.

          Ciao

        • Andrea Di Vita says:

          @ martinez

          “Mentre la base di un’associazione non sono altro che persone che si conoscono, si fidano l’una dell’altra, crescono insieme e cambiano idea con l’esperienza”

          No, quella che dici tu non è la base di un’associazione.

          E’ la base, semmai, di un’amicizia. Almeno nel senso -altissimo- in cui la intende Epicuro.

          Se avessi ragione tu, Miguel, allora non esisterebbero ad esempio i sindacati, i quali -appunto, per statuto- hanno come scopo la difesa dei diritti precisamente di coloro che non si conoscono, pur appartenendo anche solo in modo formale alla stessa categoria.

          Non si sciopera, credimi, solo perché il nostro posto di lavoro è a rischio o perché lo stipendio è troppo basso. Si sciopera anche perché è messo a rischio il posto di lavoro di qualcun altro, che nemmeno conosciamo né conosceremo mai, ma il cui licenziamento mette in pericolo il posto di tutti.

          Finché Oltrarno si muove solo contro lo speculatore di Oltrarno, questo manderà i suoi a speculare a Scampia, e quello di Scampia verrà in Oltrarno, come in quel film di Hitchcock dove due persone uccidono ciascuna il nemico dell’altra, che non conoscono, per non destare sospetti.

          La storia cambia solo quando le potenziali vittime a Oltrarno e a Scampia, pur non conoscendosi e non avendo niente in comune tranne il ruolo di potenziali, vittime, si coalizzano. Questa è la base dei partiti politici; in democrazia, le istituzioni fungono da arena e da materasso, perché la lotta fra partiti non degeneri in aperta guerra civile.

          La civiltà comincia precisamente quando si va al di là dei rapporti personali: quando si passa cioè dalla scena della morale (‘ama il prossimo tuo’) alla scena della politica (‘la mano invisibile’, ‘da ciascuno secondo le sue possibilità’, ecc.) . Viceversa, la personalizzazione della politica, oggi come ieri, è un primo passo verso l’incubo.

          Per definizione, la base di un’associazione è il suo statuto: un’associazione senza statuto è un corpo umano privato delle ossa, una mucillaggine informe dove ogni arbitrio è possibile perché mancano regole certe e scritte. Neanche una cosca scende così in basso.

          Ecco perché diffido a priori dei seguaci di chi propugna il Non Statuto.

          Ecco perché chi assolve o attenua le colpe della mafia a Palermo per ciò stesso diventa il nemico di chi sta in Oltrarno. E chi non lo combatte aiuta il nemico.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita says:

            e lasciatemi aggiungere che in Oceania

            “nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi”

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              in Italia nulla era legale o illegale, poichè esistevano infinite leggi contraddittorie

              quindi ogni azione era eternamente sub iudice

              😀

        • Z. says:

          Miguel,

          a differenza di Dio, lo stato esiste, così come esiste l’agopuntura. Non significa che ci deve piacere. Possiamo infatti credere che l’agopuntura sia una cialtronata – e infatti lo è – ma perché sostenere che “non esiste”?

          L’aliquota media sospetto viaggi tra il venti e il trenta per cento – al 45% non ci arriva nemmeno l’aliquota marginale di Berlusconi – e direi che lo stato qualcosa ti restituisce. Io non ho pagato rette scolastiche da bambino, e non ho pagato decine o centinaia di milioni all’ospedale quando ho avuto bisogno di cure. Se mi dici che la mafia ha pagato l’istruzione e la sanità dei tuoi figli – o che ne ha sostenuto gran parte dei costi – ne discutiamo volentieri.

          Poi capisco che Grillo a Nord insulti Genny ‘a Carogna e al Sud lo esalta. I voti sono voti, i soldi sono soldi, e lui grazie ai primi sfila i secondi a chi gli va dietro. Si tratta di un’operazione ben organizzata, che in certo senso merita rispetto.

          Ma non facciamo del blogghismo. Almeno qui. Per favore. Soprattutto non voi, che siete molto più istruiti di me 🙂

          • Per Z

            credo che uno scettico direbbe che Dio, Stato, agopuntura, denaro e Ufo abbiano in comune un elemento decisivo: esistono in quanto c’è un numero sufficiente di persone che non solo ci crede, ma ha deciso di accettare che questi oggetti di credenza abbiano un valore superiore a loro stessi, anzi siano intitolati a curarli, incarcerarli, dannarli, salvarli e buttarli per strada sotto la pioggia.

            Attenzione, non sto dicendo che queste finzioni non siano utili a volte, per carità.

            Non sto nemmeno negando affatto la realtà del sogno, dell’immaginale, delle visioni o degli elfi, e non sono affatto sicuro dell’esistenza del “mondo materiale”.

            Però tra tutti gli esseri fantastici, l’Unicorno è decisamente meglio della Repubblica Italiana.

          • Z. says:

            Aspetta Miguel, mi stai a sconfondere!

            Effettivamente i meridiani dell’agopuntura sono un’invenzione, che esistono solo perché qualcuno se la rivende – col beneplacito dell’Ordine dei medici – e qualche sprovveduto ci casca e se la compra.

            Ma l’agopuntura esiste: è una tecnica, viene praticata. Insomma, c’è. Puoi “non crederci” nel senso che puoi ritenere che sia inefficace, e avresti pure ragione: ma per esistere, beh, purtroppo esiste.

            Allo stesso modo, esiste lo stato. Esistono i soldini che tu gli versi e che lui versa ai suoi dipendenti. E così via 🙂

        • Roberto says:

          Miguel

          Roberto con i suoi amici gioca a basket tutti i giovedì = gruppo che si diverte

          Roberto ed i suoi amici vogliono iscriversi ad n campionato, affittare una palestra, avere una squadra di bambini = fanno un’associazione con tanto di statuto

      • Mauricius Tarvisii says:

        Mettendola su questo piano, l’affermazione di ADV non è falsificabile: come faccio a dire se il suo sentirsi offeso sia o meno sincero? Di fatto il dialogo è impossibile quando un interlocutore la mette sul personale dei sentimenti offesi.
        Certamente fa pensare che la frase di Grillo lo offenda a distanza di anni, mentre De Luca non è mai stato meritevole del suo sdegno. Sembra quasi che l’Istituzione sia sacra solo quando a toccarla sono i nemici.

  16. Grog says:

    La differenza tra stato e mafia è che la mafia applica aliquote minori e per giunta protegge i taglieggiati sul territorio.
    Grog! Grog! Grog!

  17. Sulla questione decrescita…

    In genere, i discorsi “ecologici” riguardano proiezioni future.

    E qui interviene lo stesso problema dei meteorologi, che devono lavorare con troppe variabili; solo che le proiezioni “ecologiche” coprono decenni e devono anche prevedere le imprevedibili decisioni umane, nonché tutti i disastri che stiamo covando senza saperlo ancora (in stile amianto, per capirci).

    Per questo, io preferisco porre questioni di ordine generale e parlare del presente.

  18. Mario says:

    E’ stato messo lì da equilibri politici mondiali, che si riverberano nel conclave: è un prodotto della temperie obamiana e politicamente corretta , così come l’elezione di Ratzinger, sul piano intellettuale infinitamente superiore, ma debole e irresoluto, è stata un prodotto della temperie identitaria occidentalista da scontro di civiltà post 11 settembre.

    Interessante. Non ci avevo mai pensato. Onore all’autore di questa riflessione.

  19. In ordine generale, abbiamo non tanto miliardi di persone, quanto milioni di persone scatenate su tutto il globo a farsi concorrenza, per estrarre risorse più velocemente dalla terra e trasformare quelle risorse in rifiuti nel minor tempo possibile tramite l’uso sempre maggiore del fuoco.

    Abbiamo la certezza che questo processo, come è logico e ovvio, ha già un forte impatto dannoso sull’ambiente che deve – tra l’altro mantenere la specie umana: e qui non c’è alcun bisogno di dipingere “scenari” futuri di alcun tipo.

    E’ il presente che non va.

    • Andrea Di Vita says:

      @ martinez

      Concordo.

      Aggiungo che la rivoluzione industriale nasce quando si abbandonano le fonti di energia rinnovabili (l’acqua del mulino, la legna del bosco, i muscoli di animali e schiavi) per le fonti non rinnovabili (dapprima il carbone, poi il petrolio, il metano, l’uranio e il torio).

      Infatti, le prime ricavano la loro energia da quello che il Sole elargisce alla Terra giorno per giorno, stagione per stagione o al massimo secolo per secolo (il tempo di vita di un albero).

      Le seconde ricavano la loro energia da quello che il Sole ha elargito alla Terra nel corso di centinaia di milioni di anni (alle foreste primordiali nel caso di carbone, petrolio e metano) o di quello che la supernova il cui pulviscolo ha formato il nostro sistema solare ha lasciato in eredità alla Terra sotto forma di elementi fissili (l’uranio, il torio) qualche miliardo di anni fa.

      Dunque la quantità di energia resa disponibile dalle fonti rinnovabili è contingentata, giorno dopo giorno, da quello che il Sole ci passa; non possiamo avvicinare il Sole per produrre più elettricità il giorno che ne abbiamo bisogno per produrre di più della concorrenza e spiazzarla dal mercato.

      Invece, la la quantità di energia resa disponibile dalle fonti non rinnovabili è apparsa fino a ieri inesauribile, perché si saccheggiava un deposito arricchitosi per ére geologiche: così, in questa illusione ottica, si è andato rapidissimamente srotolando un elastico che si era andato attorcigliando per milioni di anni, e questo elastico ha fatto andare avanti lavatrici, aeroplani, cannoni, automobili…

      (Si potrebbe continuare con l’atomo per altre migliaia di anni, ma sfiga vuole che il primo uso dell’atomo sia stato militare, e così orrendo da spaventare l’umanità forse per sempre, restringendone l’uso ai soli architetti di possibili macelli preventivi futuri).

      Srotolato l’elastico, non è neanche detto che avremo abbastanza conoscenza teorica e soprattutto pratica per sfruttare l’atomo.

      In un mondo dilapidato, torneranno le fruste degli schiavi (si troverà sempre, credo, qualche prete che le giustificherà in nome della volontà di Dio).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      Nota di speranza? Allora aggiungo a quanto sopra le seguenti parole:

      A meno che qualcuno nel frattempo non cominci davvero la colonizzazione dello spazio, stile Contact, Interstellar o più verosimilmente Elysium: avremmo allora davvero risorse infinite, e ci assicureremmo anche di scamparla da future quanto inevitabili eruzioni stile Toba.

      • Z. says:

        Infatti dovremmo cercare nuovi pianeti da saccheggiare. Ce n’è tanti, e fino a prova contraria sono tutti lì per noi 😀

        • Francesco says:

          dateci il motore a curvatura e potremo avere petrolio per sempre!

          🙂

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            🙂

            Il bello è che sarebbe pure permesso dalle equazioni di Einstein, il motore a curvatura!

            Ma sarebbe instabile, e svanirebbe in un amen. A patto di non costruirlo con materia a pressione negativa… (e no, le fluttuazioni di vuoto non bastano, checché ne dica l’autore di “2001 Odissea nello spazio”)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Ti sfrutto indegnamente per tornare alla scienza: l’energia solare potrebbe salvare il nostro empio stile di vita dalla fine di carbone, petrolio e gas naturale? o, come io temo, se ce la prendiamo noi creiamo una voragine nel bilancio energetico dell’ecosistema? e delle stazioni spaziali che “prendano” energia solare e la convoglino sulla Terra sono concepibili?

              ciao

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Parlo solo di fotovoltaico, per brevità.

              Neppure gli ecologisti più fanatici immaginano una società alimentata al 100% dal solare, perché bisognerebbe che ad ogni istante ciascuno fosse elettricamente connesso con quelle parti della Terra illuminate dal Sole – cioè con tutte. Finché non si realizzerà la superconduttività a temperatura ambiente (a tutt’oggi lontanissima) questa è una impossibilità tecnica. Domani probabilmente sarà un’impossibilità politica.

              Diverso sarebbe il discorso se si potessero mettere centrali nello spazio, illuminate 24 ore al giorno dal Sole. Il problema è la trasmissione dell’energia a Terra.

              Via radio (come proposto da Tesla), a lungo andare si cuocerebbe l’atmosfera come in un forno a microonde.

              Via filo (sì, ci hanno pensato: l’idea è divulgata ad es. “Le fontane del paradiso”, di A. C. Clarke) anche in caso di satelliti geostazionari (fissi cioè sulla nostra testa man mano che la Terra gira) la forza centrifuga strapperebbe il filo anche composto del miglior acciaio.

              Se si fosse capaci di convincere i ragni a produrre il loro filo nella quantità necessaria, si potrebbe pensare a cavi composti da milioni do fili di ragno intrecciati, che servirebbero egregiamente allo scopo.

              Fuori dal fotovoltaico, si può immaginare di sfruttare lo jet stream che soffia ininterrottamente a venti Km d quota sulle nostre teste al confine con la stratosfera. E’ il progetto Italiano KiteGen, elegante ma non finanziato.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              il mio dubbio è se simili progetti non avrebbero necessariamente conseguenze sull’equilibrio energetico della Terra, finendo quindi per causare disastri lo stesso

              PS tela di ragno? ho letto che un certo P. Parker ha appena depositato il brevetto 😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ francesco

              “necessariamente”

              ‘Necessariamente’ no, perché si tratterebbe comunque di uscire fuori dall’ecosistema terrestre.

              Verosimilmente però sì, perché si tratta comunque di progetti la cui realizzazione è improbabile senza un pesante coinvolgimento dell’economia su scala planetaria.

              Ad esempio, mi si dice che la quantità di niobio necessario alla produzione della macchina sperimentale ITER per la fusione nucleare non è poi così distante dall’intera produzione annua di niobio nel mondo.

              “Parker”

              In effetti, SpiderMan raffigura bene alcuni esempi di che cosa si potrebbe davvero fare se la tela di ragno fosse disponibile su scala industriale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non servono pianeti extrasolari: sarebbe sufficiente sfruttare le risorse del nostro sistema per avere scorte praticamente infinite di risorse.
          Oppure costruire un habitat pensato per sostentare per secoli generazioni di viaggiatori che migrino verso altri pianeti abitabili.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            Concordo. Anche se coi mezzi di propulsione attuali per andare da un pianeta all’altro ci vogliono anni, il che rende a molti scopi pratici una colonizzazione del Sistema Solare molto difficile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Mario says:

      Di ritorno da esequie moderniste di destra –cui, si badi, ho atteso passivamente, rispondendo solo al “Sia lodato Gesù Cristo” (che Bergoglio, quel marrano, non ha mai pronunciato per tema di nuocere alla integrità dei suoi compari esquimesi) –, porgo a tutti voi una riflessione che mi pare urgente e necessaria.
      La poltiglia sloganistica che giornalmente Bergoglio sottopone alle masse ottenebrate dai cdd. “selfies” e dai “social networks” –che uno Zolla redivivo non avrebbe tardato a definire una mistica universale, la cui fruizione sarebbe oggi estesa anche, chessò, ad un Rondolino, apocalittico parto di una terrifica evacuazione demiurgico-primordiale –, si integra alla perfezione con l’attuale, avvilente “etat d’esprit” di Occidente, oltre che con i miasmi veicolati dalla cd. “neolingua”, che sottilmente decerebra le masse informi e sommamente colpevoli a colpi di anglismi sapientemente mescolati a semplificazioni fors’anche ispirate al “backwards masking” (le variegate teorie di un Bergoglio proteiforme, al mattino teologo del popolo e nel tardo pomeriggio sulfureo sindacalista da baraccopoli venezuelana, talora dj orchestrante dalla sua taverna Santa Marta armonie dissonanti, a maleficio di orde di infedeli altrettanto miserabili, non convincono, epperò non sono da rigettare in toto, con gesto supponente di daciamarainico sussiego).
      Ieri, osservando la suddetta scaturigine escrementizia col mio cannocchiale da tomista disincantato e flaneur immoto, ho riscontrato una microparesi del mio testicolo sinistro, ravvisando con certezza bellarminiana (“conclusione teologica”, potenzialmente dogma se un giorno qualche eresiarca ne cdovesse contestare l’asserto) un nesso causa-effetto tra l’oscura, immonda visione e la paralisi, per provvidenza temporanea, della gonade. Ad ogni modo, io non ho ben compreso se quella attuata con pertinacia sugli aeroplani tardosurrealisti sia una strategia ragionata –creare un Vaticano III a forza di pagliacciate, celie di orientamento gesuitico-burlesque, canzonature casuistiche alla “Amici miei”, tentando di integrarle con equilibrismi da circo Barnum nella infallibile, purissima, distillata teoresi cattolico-tomista–, oppure sia veramente, e meramente, l’esito situazionista degli sragionamenti di una mente debole e di un’anima che, sprofondando in se stessa, non vede altro che abisso e raccapriccio, reagendo all’oscena introspezione con le suddette eruzioni di molesto brusio di sottofondo, importuno cicaleccio da fiaschetteria di Caracas; mente (cervello, a voler esser buoni e positivisti, il che è un ossimoro), le cui sinapsi vengono continuamente intaccate e da neuroni che si compiacciono della loro impotenza attuale e dalla pressurazione propria dell’atmosfera dei detti veicoli aerospaziali, che veicolano messaggi da uno spossato oltremondo dottrinale: risultando così, in ultima analisi, in scaturigini di malcelata, spossata, maledetta inconsistenza, tutte dettate seriosamente da Goldman-Saches, e dal nostro ripetute più clownescamente a braccio, quale empio pappagallo pelagiano.

      • Francesco says:

        una duplice preghiera

        astieniti da utilizzare l’espressione cosiddetti, tanto meno la sua abbreviazione!

        questo flusso di coscienza paratattico è, da un lato, indizio di affetto per James Joyce, notorio anglofono e culattone, dall’altro fastidioso, snervante, antipatico, utile solo a celare la mancanza di nessi logici effettivi

        saluti

  20. Grog says:

    L’energia rinnovabile è a PORTATA DI MANO
    Basta legare 4 piddini ad un mulino e frustarli adeguatamente per far ruotare la macina.
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Grog

      No. Agitare la frusta costa lavoro.

      Il figlio di un mio collega ha proposto la costruzione di navi interstellari alimentate a gatti imburrati.

      Una tartina imburrata cade sempre dal lato imburrato.

      Un gatto cade sempre sulle zampe.

      Dunque, se si lega una tartina imburrata al dorso di un gatto e si lascia il tutto in caduta libera, il sistema si mette spontaneamente a girare, producendo energia rinnovabile all’infinito.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  21. Z. says:

    Francesco!

    https://www.youtube.com/watch?v=WQYN2P3E06s

    Come dicevo, è l’ultimo angolo di Novecento che resta ai nostri giorni 🙂

  22. Per Roberto

    “Roberto con i suoi amici gioca a basket tutti i giovedì = gruppo che si diverte

    Roberto ed i suoi amici vogliono iscriversi ad n campionato, affittare una palestra, avere una squadra di bambini = fanno un’associazione con tanto di statuto”

    Come spesso succede, Roberto e io diciamo la stessa cosa partendo da poli opposti.

    Credo che tra tutti i commentatori, Roberto sarebbe quello che si troverebbe meglio a partecipare al nostro mondo oltrarnino, e potrebbe dare di più.

    Io dico che Roberto e i suoi amici amano giocare a basket. Siccome bisogna stendere un contratto con qualcuno che affitti loro lo spazio, la legge dice che ci vuole un’associazione con tanto di statuto, e mi va benissimo farlo.

    Ma ciò che anima tutto non è lo Spirito dell’Istituzione, è la voglia di giocare a basket.

    Io ho molta paura delle persone che sostengono il contrario, e ne vedo purtroppo spesso, forse perché in Italia c’è una micidiale combinazione di rispetto per il prete, di giacobinismo statalista, di avvocati azzeccagarbugli, di funzionari statali, di comunisti che credono alla Costituzione e di fascisti che credono alla Patria.

    E ho paura di gente che si è bruciata la vita a passare carte, ed è sopravvissuta perché ha imparato che le Leggi vengono prima delle persone; ma che fatta la legge, si trova sempre l’Inganno.

    Hanno visi tristissimi e guardano ogni cosa con terrore.

    • roberto says:

      troppo gentile

      non so cosa potrei dare (a parte allenare una squadrina di basket, arbitrare i tornei di calcio, cucinare alle feste di autofinanziamento e portare il proiettore alla discarica) ma sono sicuro che mi divertirei moltissimo
      🙂

    • roberto says:

      comunque proprio ieri sera avresti dovuto assistere alla litigata con il nuovo guardiano della palestra.

      sto scimunito inizia chiedendo chi è il responsabile della squadra, e poi mi chiede lo statuto e la decisione che mi designa come presidente, al che inizio ad irritarmi.

      poi mi dice che in quanto responsabile della squadra devo essere presente ad ogni allenamento “casomai qualcuno si facesse male”.

      alla mia protesta (“sono 15 anni che ci facciamo male qui e non c’è mai stato nessun problema visto che siamo tutti assicurati”) mi invoca “direttive dall’alto”.

      alla mia domanda di vedere le “direttive dall’alto” mi dice che non ce le ha e che non sono state ancora adottate

      alla mia costatazione che basta dare una stella da sceriffo ad un cretino qualsiasi per trasformare il detto cretino in un prepotente e all’invito di andare a fanculo, si ritira nella sua guardiola facendo, chissà perché, l’offeso

      infine dice “adesso chiamo la mia responsabile”, io gli porgo il cellulare e gli dico “salutamela tanto” (non ho la minima idea di chi sia) e iniziamo l’allenamento

      • Per roberto

        “comunque proprio ieri sera avresti dovuto assistere alla litigata con il nuovo guardiano della palestra.”

        Benvenuto a Firenze!

      • Francesco says:

        comodo essere altro due metri, pesare 120 kili, avere la barba da terrorista dell’ISIS e lavorare per la Morte Nera, eh?

        invidio il tuo carattere e molto

        Francesco o’timido

        • roberto says:

          “invidio il tuo carattere e molto”

          ma quello che nascondo, perché me ne vergogno, è che sono una carogna fino al midollo!

          la storia completa (e lo dico nascondendomi dietro l’anonimato) e che ad un certo punto mi sono insaccato un dito (una cosa che normalmente richiede non più di 30 secondi di attenzione) e sono andato dal custode a chiedere la cassetta del prontosoccorso, sapendo perfettamente che non c’è (lui è nuovo, non poteva saperlo, e ne ho comunque sempre una nell’armadietto della nostra squadra).
          non riuscendola a trovare, l’ho severamente cazziato citandogli regolamenti (inventati) e lamentandomi della sua scarsa professionalità e ricordandogli di chiamare la sua superiore

          vediamo martedì prossimo se la mia opera di italianizzazione di questo sventurato avrà avuto successo

          🙂 o 🙁

          • Per roberto

            “vediamo martedì prossimo se la mia opera di italianizzazione di questo sventurato avrà avuto successo”

            Veramente il custode mi sembra profondamente italiano, o almeno fiorentino.

            Certo, con alcune differenze:

            1) qui non ci sarebbe il custode, perché manca il funzionario che deve sovrintendere all’appalto del gabbiotto a una cooperativa

            2) il gabbiotto sarebbe rotto, però le spese di riparazione sono state autorizzate nel 2011 e quindi si può sperare in tempi relativamente brevi

          • roberto says:

            questa è una costatazione che mi intriga moltissimo

            io non so se sono cambiati i tempi o se firenze è molto diversa da bologna, ma il mio ricordo dell’italia è un’autorità (qualsiasi, dal poliziotto all’impiegato del più oscuro ufficio) che prima fa la faccia feroce e poi ti dice “vabbé non ti preoccupare, in qualche modo ci arrangiamo” (e non parlo di arrangiarci con corruzione, ma proprio trovare una soluzione illegale ma plausibile)

            mentre il nordico ha una legge chiara, una procedura chiara, diritti e doveri chiari e, puoi piangere finché vuoi, ma non si scappa

            nella mia esperienza, fare una sceneggiata, raccontare una storia incredibile, dare delle emozioni, ha effetto al 100% con l’autorità italiana e 1% con i nordici, ma appunto a leggerti mi sembra di capire che le cose siano radicalmente cambiate. ma quando e perché?

            • Per roberto

              “ma appunto a leggerti mi sembra di capire che le cose siano radicalmente cambiate. ma quando e perché?”

              Interessante…

              Direi che a Firenze (per altri luoghi, non so dire) c’è una legge fondata sugli incubi tipici di ogni funzionario: di venire denunciato per corruzione, per bullismo, per offesa alla proprietà privata, per non aver provveduto a prosciugare l’Arno per evitare che qualcuno possa annegarci, ma anche per non aver dato l’appalto a Tizio o Caio.

              Questa legge viene applicata in proporzione alla potenza degli avvocati che gli altri possono schierare.

              Quindi, di fronte alla prepotenza dei forti, basta scomparire e non fare niente.

              Per gli altri, c’è il nastro bianco e rosso che chiude: ogni volta che sorge un problema, basta scrivere e firmare che si è vietato l’accesso e che non si assumono responsabilità.

              Trattandosi di leggerissimo materiale in plastica, non importa poi che qualcun altro violi quel nastro bianco e rosso: basta che non si metta la violazione per iscritto.

              Il funzionario non dirà mai, “non ti preoccupare”. Semplicemente si farà negare al telefono.

            • roberto says:

              ti racconto un episodio che ti dovrebbe far capire cosa mi ricordo io dell’italia

              il nocciolo della questione era che per avere il permesso di parcheggiare la macchina di mia moglie in centro, doveva venire di persona personalmente mia suocera (proprietaria della macchina e che all’epoca abitava a perpignan) a firmare una carta e a far vedere il suo numero di carta d’identità italiana (che ovviamente non poteva né avere né fare).

              dopo un’ora di discussione con una funzionaria che non voleva sentire ragioni, ho avuto un’illuminazione: mi sono alzato tranquillissimo e, sotto gli sguardi sbigottiti di mia moglie e dell’impiegata, ho dato una violentissima testata nel muro (riesci ad immaginarmi? comunque ero giovane ed un po’ pirla….).

              al che, è scattato il meccanismo “aspetta troviamo una soluzione”, nella specie scrivere un numero inventato di carta d’identità in un formulario, tanto nessuno lo controllerà mai, con una firma farlocca sotto il modumo di domanda del permesso (tanto avevamo già una bella procura en bonne et due forme).

              questa era bologna nell’A.D 1997.

              credo che capirai il mio stupore quando leggo della firenze del 2016, nemmeno venti anni dopo!

          • Francesco says:

            più che una carogna mi sembri una persona ragionevole ma in grado di far valere le sue ragioni

            una curiosità: la cosa della divisa e del cretina in che lingua la hai detta?

            ciao

            • roberto says:

              in francese, riesco a litigare in francese meglio che in italiano

              cretino = con

              fanculo = je vous emmerde (do sempre del voi quando insulto degli sconosciuti)

              il problema è “prepotente” che non ha un equivalente preciso, gli ho detto “petit dictateur”

            • Francesco says:

              potevi dire “petit aleman” e avresti avuto la sua simpatia!

              🙂

  23. Mario says:

    E ho paura di gente che si è bruciata la vita a passare carte, ed è sopravvissuta perché ha imparato che le Leggi vengono prima delle persone; ma che fatta la legge, si trova sempre l’Inganno.
    Hanno visi tristissimi e guardano ogni cosa con terrore.

    Verissimo: basta guardare la facciaccia di Bergoglio.

    • Per Mario

      “Verissimo: basta guardare la facciaccia di Bergoglio.”

      Al di là del caso specifico, è abbastanza vero del clero in generale, che è un esempio storico radicato di Posto Fisso che esiste perché esiste un’Istituzione.

  24. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=-VGsSz1qrqc

    De Luca sulla Bindi: “Un’infame, da ucciderla!””

  25. Moi says:

    http://www.repubblica.it/politica/2016/11/17/news/de_luca_su_bindi_reazioni-152201475/

    Interessante la considerazione di Grasso … NON sarebbe il primo Politico a fare l’imitazione dell’ imitazione del comico che lo rende famoso !

  26. Moi says:

    Matteone smerda Padoan :

    https://www.youtube.com/watch?v=W35X3KxJamE

    Salvini: “Ministro Padoan quanto costa un litro di latte?

    Si noti _ e se non qui, dove ? _ che a Salvini “scappa” un po’ di accento Romano Nazional-Popolare … 😉

  27. izzaldin says:

    sulla battuta di Grillo
    posso dire che se a Palermo dici che la Stato è peggio della Mafia, voti non ne perdi 😉

    @Mario
    sta tornando di moda Zolla in certe cerchie, a quanto pare.

    @habs, Moi, Francesco
    incollo qui la risposta sopra sull’argomento ‘censura’ che rischia di perdersi fra i commenti:

    La censura cadde nel 1998 grazie a un film dei miei concittadini Ciprì e Maresco, “Totò che visse due volte”. Un vero e proprio capolavoro.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Tot%C3%B2_che_visse_due_volte#Controversie

    Quanto è sovietico il nome della “Commissione per la revisione cinematografica”? 🙂

    Per quanto riguarda Lando Buzzanca, altro mio illustre concittadino, il suo film più lascivo rimane per me il Merlo Maschio

    • roberto says:

      interessante

      a leggere qui da miguel avevo capito che la censura era colpa della sinistra benpensante e politically correct, invece, la proposta di abolire la censura smebra venire dal bimbominkia, intellettualsinistro per eccellenza, veltroni!

      • Francesco says:

        dipende dal punto di vista

        se la scopata serve a scandalizzare preti e reazionari, è di sinistra e va bene

        se serve a sollazzare berlusconiani infoiati, è di destra e misogina e non va bene

        è dura la vita del censore italico, soprattutto quello volontario che scrive sui giornali

  28. Mario says:

    Al di là del caso specifico, è abbastanza vero del clero in generale, che è un esempio storico radicato di Posto Fisso che esiste perché esiste un’Istituzione.

    Un’affermazione del genere interpreta la Chiesa come un’istituzione umana, burocratica, mondana, orizzontale. E’ condannata da Pio IX, di venerata memoria, nel Sillabo degli errori moderni. Questa è la descrizione della setta protestante originaria, poi sfarinatasi in mille conventicole di esaltati o di ottime persone. Ma, come sai meglio di me, la Chiesa cattolica è l’unica Chiesa di Cristo, dunque tutta orientata al trascendente che Le comunica senza fallo nè soluzione di continuità Grazia, che a sua volta si traduce in infallibilità, indefettibilità, unità monolitica di fede, dottrina e sacramenti, spada che divide con somma inflessibilità la Verità dall’errore, perché rigorosamente misericorde.

  29. Moi says:

    Al di là del caso specifico, è abbastanza vero del clero in generale, che è un esempio storico radicato di Posto Fisso che esiste perché esiste un’Istituzione

    ————–

    Non ci avevo mai pensato, ma … in effetti 🙂 ! E poi l’ idea veniva consolidatae sacralizzata soprattutto in quel Meridione della DC del Voto di Scambio per il Sistema Familismo Amorale, che per i “Norreni Europei” è un concetto già in zona Mafia.

    • Moi says:

      Gli Ultimi Checchi Zaloni 😉 ora, fra una pausa caffé e una pausa sigaretta e l’altra, leccano il culo alla Grande Finanza Apolide … dopo aver passato la giovinezza nel Grande Gioco di Ruolo Live in Cosplay fra Estragon, Piazza, Verdi, Visa del Pratello … secondo Voltagabbanismo Atavico !

      • Moi says:

        Il modelloTurboliberista , certo, sarebbe contro il loro interesse, ma il Potere _ mediante le Gruber e i Severgnini di Regime _ ne esige l’elogio … tanto il Familismo Morale implica la totale dissociazione psicologica fra la Predica e la Razzola 😉 !

  30. Mario says:

    i “Norreni Europei”

    Ah, gli ultimi rappresentanti della nobiltà di sangue e di spirito, miliziani eredi di quelle stentoree migrazioni dall’Indo, che tutto sommersero con la pratica di lotta e vittoria! Una stirpe incorrotta, autotrascesasi nel lume del pallido sole dei vinti, nella abbagliante luce del Nord, interminabile in estate, occulta, come gli eroi nascosti del mito, nel verno avvolgente tutti i nostri spasimi inconfessi.

    • PinoMamet says:

      Ma ci credi davvero o lo dici così, tanto per fare il personaggione? 😉

      Comunque non sono mica migrati dall’Indo , semmai verso l’Indo, come verso l’Europa, proveniendo da… boh, gli studiosi devo ancora mettersi d’accordo. Diciamo Ucraina-Urali-Asia centrale.

      L’idea che siano arrivati come guerrieri vittoriosi, magari a cavallo e biondi, è sepolta da tempo nell’album della paccottiglia pseudostorica, anche se pare che molti (non tutti) i popoli di lingua indoeuropea avessero l’idea di una società vagamente tripartita (in cui poi, a conti fatti, tutti facevano tutto, solo che qualcuno era “più bravo” in un determinato campo: vedasi il Ciclo dei Narti, nell’interpretazione di Dumezil, che si badi, è la più vicina a quella del nostro Mario…)

      Che i Norreni, o in generale i Germani, siano i loro rappresentanti più “incorrotti” è parimenti falso, pare anzi che siano tra i più “degeneri” linguisticamente.
      “Razzialmente”, se qualcuno avesse questa curiosità, non vuol dire proprio niente e non ne parlo, ma non c’è motivo di credere che un insieme basatardo di popoli distribuiti attorno agli Urali o all’Anatolia o al Tagikistan fosse particolarmente alto e biondo. Qualche biondo ci sarà stato.

    • Per Mario

      “, miliziani eredi di quelle stentoree migrazioni dall’Indo, che tutto sommersero con la pratica di lotta e vittoria! Una stirpe incorrotta, autotrascesasi nel lume del pallido sole dei vinti, ”

      Poi purtroppo per loro è arrivata [cit]

      ” l’unica Chiesa di Cristo, dunque tutta orientata al trascendente che Le comunica senza fallo nè soluzione di continuità Grazia, che a sua volta si traduce in infallibilità, indefettibilità, unità monolitica di fede, dottrina e sacramenti, spada che divide con somma inflessibilità la Verità dall’errore, perché rigorosamente misericorde”

      e così son diventati norreni con l’iphone

  31. Mario says:

    l’idea di una società vagamente tripartita

    Leggi Dumézil al posto di Repubblica o della Maraini.
    Sei il solito decostruzionista à la Foucault, che blatera cose di cui non sa nulla (avrà leggiucchiato qua e là qualche iperstoricista che negherà pure l’esistenza delle razze), pasteggiando ostriche ristrutturate su letti di indivia aromatizzata al caviale di Melanesia, in “open bar” per “apericene”, ad uso di bamboccioni estenuati dalle ermeneutiche di Saviano o Baricco.
    Il fascismo è giustizia sociale e nobiltà d’animo, ricordalo.

    • roberto says:

      “Il fascismo è giustizia sociale e nobiltà d’animo, ricordalo”

      https://www.youtube.com/watch?v=19xQnbbl-YE

    • PinoMamet says:

      In effetti scrivo quanto sopra perchè ho letto Dumèzil, a differenza di te. 😉

      • izzaldin says:

        grandissimo Pino, risposta da manuale, un’ora di applausi.
        questa battuta su Dumezil mi ha fatto capire chi è veramente Mario. se tu sostieni sia la teoria tripartita di Dumézil sia la teoria degli IndoGermani arrivati in Europa a comandare, significa che non hai capito niente di Dumezil, delle sue opere, del dibattito postumo sulle sue opere e del significato politico delle sue teorie, volte esattamente a contestare l’impostazione sposata dai teorici razzisti nazifascisti.
        inizialmente pensavo che Mario fosse un simpatico buffone, per un attimo poi ho sospettato che magari avesse qualche conoscenza fuori dal comune, invece adesso ho capito che è un semplice fascista che vuole darsi arie parlando di cose che non conosce.
        quando vira sullo psichedelico e parla di paludi malmostose e bestie bibliche diventa buffo e mi fa piacere leggerlo, ma eviterò di rispondergli su argomenti più seri perché ho capito che è un improvvisatore, magari ancora iscritto all’università o da poco laureato, e non mi va di ribattere alla fuffa con cui cerca di impressionare i commentatori qui che, come Pino, lo sgamano subito

        • Francesco says:

          OK, compagni, bel dibattito ma … chi cazzo è Dumezil? da quando esiste un interesse per la tripartizione della società indoeuropea primitiva?

          e che roba è? giocatori, arbitri, spettatori? polli, ladri, sbirri? maschi, femmine, distratti?

          🙂

          • PinoMamet says:

            Far finta di non sapere, caro Francesco, è molto chic da parte tua e lo apprezzo!!

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Dumézil era la passione della mia prof di greco al liceo. La sua prefazione alla Rapsodia di Patroclo fa parte integrante dei ricordi della mia giovinezza. Sodale di Carcopino, a sua volta pozzo di scienza della storia di Roma. Faccio prima a elencare quali lingue Europee non parlasse che quelle che parlava. Monumento delle scienze umane, studioso di storia della magia e delle religioni, sommo esperto di popoli Indoeuropei e del Caucaso.

            Quanto ai primi, sostenne la fondamentale unità della struttura delle culture dei popoli di lingua Indoeuropea, struttura divisa in tre funzioni (sacrale, guerriera e produttiva).

            Quanto ai secondi, a lui si deve la valorizzazione delle radici della cultura degli Osseti.

            https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Dum%C3%A9zil

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Massone, mi è rimasta impressa una sua citazione spesso riportata dalla mia prof: “Dopo una vita passata a studiare la differenza fra magia e religione, confesso che non ho trovato alcuna differenza fra le due”.

            • Francesco says:

              Poveretto, una vita spesa a non capire un cazzo nè della magia nè della religione!

              😀

              PS la faccina è lì per posa, il giudizio è serio

            • habsburgicus says:

              Dumézil, pur massone, era a dx (e non anti-cattolico)…ed ebbe, o gli furono attribuite dai nemici, simpatie per l’Innominabile 😀

            • Z. says:

              Cioè? votava PD?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Poveretto, una vita spesa a non capire un cazzo nè della magia nè della religione!

              😀

        • Mario says:

          Sono rettore dell’università di Capo Nord.

  32. Mario says:

    Per Mario

    “, miliziani eredi di quelle stentoree migrazioni dall’Indo, che tutto sommersero con la pratica di lotta e vittoria! Una stirpe incorrotta, autotrascesasi nel lume del pallido sole dei vinti, ”

    Poi purtroppo per loro è arrivata [cit]

    ” l’unica Chiesa di Cristo, dunque tutta orientata al trascendente che Le comunica senza fallo nè soluzione di continuità Grazia, che a sua volta si traduce in infallibilità, indefettibilità, unità monolitica di fede, dottrina e sacramenti, spada che divide con somma inflessibilità la Verità dall’errore, perché rigorosamente misericorde”

    Ma no, non tagli le cose con l’accetta, come se la storia fosse un salame o un tronco di quercia norrena. Lei è troppo fine e onesto per compiere questo grossolano fallo ermeneutico.
    Si tratta di un passaggio solo superficialmente contraddittorio, che in realtà cela, in profondità, una esoterica comunione d’intenti, rilevabile anche da un Izzaldin qualiasi.
    PS Ritengo che la religione professata da quest’ultimo –a giudicare dal nome– sia la più rozza di tutte, l’unica che mi pare incoerente se non in certe sue declinazioni sufiche; a parte, si intende, quella eschimese, che aborro con tutto me stesso.

  33. Mario says:

    E’ vero, ho forzato in senso fascista la ben più complessa teoresi duméziliana. Ma lo storico franco fu pur sempre canonizzato camicia bruna ad honorem! Tuttavia, ho utilizzato la figura dell’iperbole con una buona intenzione (a differenza di quanto dichiara Bergoglio, quel succube di Soros, ci si salva anche per buone opere): riportare all’ovile da cui si sono smarriti, con circiterismi, supposte agnizioni e cortocircuiti semantico-cognitivi, Francesco, Izzaldin e soprattutto Pino Mamet, per il quale nutro stima e, direi quasi, affetto cameratesco: di tono distaccato, dignitoso, eppur mosso da sfumature quasi patetico-decadenti.

    • Francesco says:

      egregio Mario

      essendo convinto da sempre di essere rimasto nell’ovile aristotelico-tomista assai amato dalla Madre Chiesa, ad onta di dure critiche e giudizi sprezzanti, faccio fatica a capire dove ella mi vuole riportare

      non so se dipenda dalla mancanza di camicie brune nel mio armadio

      ma in ogni caso sarei grato di un chiarimento

      grazie

      • Mario says:

        ma porca troia, ci vuole tanto a capire che sto scherzando?

        • Mario says:

          Inoltre, ogni chiarimento getterebbe un’ombra ambigua sui nostri rapporti, ogni rivelazione velerebbe doppiamente il mistero adombrato nelle relazioni, oggi sussistenti segretamente nei blogs invitti.

        • Per Mario

          “ma porca troia, ci vuole tanto a capire che sto scherzando?”

          Sai, la cosa buffa dei rapporti su Internet è che ognuno è realmente soltanto ciò che dice di essere, in quel momento.

          In questo senso, se arrivasse, per dire, un fanatico sionista qui e facesse il troll filopalestinese, gridando “Arafat è vivo e lotta insieme a noi!”, la discussione dovrebbe essere unicamente sulle sue affermazioni filopalestinesi.

          • Mario says:

            Più precisamente: scherzo, ma forzando le mie posizioni, intrise di clericofascismo, mio malgrado, fin nel midollo. Ho cercato in tutte i modi di liberarmi di queste ipoteche teoretiche: ma la forza del fascio –il suo simbolismo di forza invitta, più potente delle stesse chiavi petrine, oggi perse in chissà quale anfratto del Vaticano– è stata più forte di ogni mio tentativo. Mi ritengo quindi, dopo anni di autoanalisi, un fascista religioso (tradizionalista critico, nei due sensi), ma moderato ed aperto al dialogo: solo però coi marxisti critici, à la Bordiga. Il resto è spazzatura. Prendete queste mie parole per quel che valgono: un cazzo.

            • roberto says:

              ok

            • Francesco says:

              pur essendo del tutto alieno al fascismo religioso, unico mio possibile aggancio col Ventennio sono gli anni del fascismo regime, una cosa mi piace: il richiamo al marxismo

              però io sono un marxista-stalinista teoretico, non ammetto deviazioni sentimental-decadenti o latino-americane

              chiedi pure in giro

              😉

            • Z. says:

              Secondo me Bordiga era un marxista piuttosto rigido e acritico.

              Oltre che un deviazionista e un frazionista, naturalmente.

          • PinoMamet says:

            Ti confermo: non per demerito di nessuno, ma su internet non è semplice capire quando si scherza, ancor meno come si sta scherzando.

            Un fascista religioso? ottimo.

            Non mi scandalizzo di certo. Invece vorrei capire perché Bergoglio sarebbe surrealista!

            • Mario says:

              Non lo so, l’ha scritto un tizio che vendeva tappeti ma ha una certa verve letteraria, e l’immagine di questo stronzo di Bergoglio che propone una teologia liquida che deriva dalle sue frequentazioni della surrealtà è intrigante.

  34. Francesco says:

    x Z

    tu che sei del ramo: metti che Renzi perda il referendum e se ne vada davvero, cosa resta a noi cittadini, a parte una Costituzione cattiva, una legge elettorale pessima, dei conti pubblici sfondati?

    io, piuttosto che appassionarmi al derby Grillo-Salvini, mi trasferisco in Oltrarno

    🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Tutte quelle disgrazie che hai elencato… ma con una in meno, cioé Renzi 😉

      • Francesco says:

        al posto di Renzi chi?

        Grillo? un pupazzetto di Grillo? Salvini? Bersani?

        come vedi, ovunque si caschi è peggio

        • Francesco

          “al posto di Renzi chi?

          Grillo? un pupazzetto di Grillo? Salvini? Bersani?”

          Veramente se l’è voluto Renzi, nessuno gli ha detto di inventarsi un referendum per vedere quanto gli volevano bene.

          • Z. says:

            E siamo sostanzialmente d’accordo: se non altro, va detto che “votate NO così me ne vado” non è stato esattamente un colpo di genio.

            A parte questo, a Francesco posso solo rispondere come lo studente di legge più famoso d’Italia:

            si va dal Presidente della Repubblica, si rattoppa la legge elettorale in modo che anche il Senato esprima una maggioranza, si va a votare.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “votate NO così me ne vado” non è stato esattamente un colpo di genio

              Infatti questa sua uscita mi ha sempre sorpreso. Perché lo ha detto? Per compattare i suoi sapendo che a sinistra a molti questa roba non piace? Per ricompattare il partito, ma finendo con ottenere l’effetto contrario?

            • Francesco says:

              posso chiedervi di leggere la mia domanda prima di rispondere fischi per fiaschi?

              io ho chiesto “chi viene al posto di Renzi”?

              o qualcuno pensa che Nessuno sarebbe meglio di Matteino? mica siamo il Belgio o la Spagna!

              ah Z, chi dovrebbe fare una legge elettorale diversa da un folle proporzionale puro? Bersani? Grillo? Berlusconi? mi prendi per il posto che tanto piace a Grog? 😉

              x MT credo che Renzi abbia sottovalutato la forza dell’odio, che ha azzerato la constatazione che senza di lui c’era il caos del Parlamento tripartito e che lì si tornerà dopo di lui.

    • Moi says:

      “tu che sei del ramo” ….

      ———-

      In mèz al prè, savessi cussa ai era 😉 …

      [cit.]

      [o varianti locali]

  35. Grog says:

    Il ballista di Rignano ha un AVVENIRE CLARISSIMO
    nessuno ha fatto caso ad un terribile lutto del CIRCO DI MOSCA infatti è morto l’incommensurabile
    Oleg Konstantinovič Popov grandissimo artista circense sino ad ora insuperato.
    Ebbene in fatto di bugie, equilibrismi e mendacio il ballista di Rignano, sempre che studi e si applichi, potrà avere un posto nel CIRCO DI MOSCA
    Tattattara Tattattara Tattattara tara ta!
    Grog! Grog! Grog!

  36. mirkhond says:

    Franco Cardini su el Trumpo:

    Minima Cardiniana 148

    Domenica 13 novembre. Avvento ambrosiano

    QUEL TRUMP CHE SI CHIAMA PUTIFERIO

    Donald Trump ha vinto dunque le elezioni presidenziali negli USA. Un grande paese democratico, senza dubbio. Che ha saputo esprimere come candidati contrapposti due supermillionari, entrambi legati a doppio filo agli ambienti di potere statunitensi e internazionali: un gran bell’esempio di democrazia davvero (l’unico aspirante candidato presentabile, il “socialista” Benny Sanders, è stato fatto fuori subito: anche se aveva preso 13 milioni di voti, soprattutto da parte di giovani; e per fortuna è stato accolto in Vaticano, non i due protagonisti dello scellerato derby dell’8 novembre).

    Ma torniamo a Trump. Su 245.273.000 elettori aventi diritto (una cifra lontana dalla totalità degli abitanti: si perde facilmente il diritto di voto, negli States); hanno votato solo in 119.651.000, vale a dire in percentuale il 48%, meno della metà. Una straordinaria tensione politica, un’autentica passione. Poi, milioni di manifestanti hanno dimostrato sotto lo slogan He is not my president. Un’altra prova specifica di fedeltà al sistema democratico. Questa è la più grande democrazia del mondo, com’è stato detto da più parti. Una democrazia i membri della quale hanno votato in numero più basso di quanto non abbiano mai fatto in tutta la storia degli Stati Uniti.

    Dal canto mio, ho sempre sostenuto che dalle elezioni dell’8 novembre sarebbe uscito il Male Peggiore. Era una facile prospettiva. Sarebbe stato il Male Peggiore in entrambi i casi. Solo in modo differente.

    Intanto, fatemi dire che un luminoso momento di gioia ha rallegrato la mia vecchiezza. Aveva ragione Massimo Cacciari in una sua recentissima intervista: a proposito di Trump come di millanta altre cose, i media, la finanza e i politici che ormai inseguono gli uni e l’altra senza capire, hanno sbagliato tutto. Le uscite sexy di Madonna, gli shows di Meryl Streep, le ballate di Bruce Springsteen, i furori di Robert De Niro, le barricate erette a Wall Street e a Silicon Valley dai coccodrilli da sempre Padroni del Vapore, le raffiche dei più raffinati columnists e dei più strapagati anchormen televisivi non sono serviti a nulla. Nemmeno “i Mercati”, questi nuovi santuari dove si ufficiano le liturgie dell’unico Dio adorato dall’Occidente, si sono scossi più di tanto. Ho accolto tutto ciò non già con rinnovato ottimismo, bensì con il disperato ma allegro pessimismo di chi capisce che il peggio deve ancora venire, ma quanto meno ringrazia Iddio per essersi fatto adesso quattro belle risate.

    E a questo Ridere-Ridere-Ridere ha dato come al solito il suo originale contributo il Maurice Chevalier del nuovo scemenziario stile gauche-caviar. Bernard-Henry Levy sta rilasciando interviste micidiali contro Trump: prevede il peggio, disegna fantasmagoriche alleanze dei “testosteronici” Trump, Putin ed Erdogan, rivela addirittura che è stato Assad a inventare l’ISIS, rispolvera la storiella dell’”internazionale rosso-nera” (e non allude al Milan).

    Levy è sempre stato la mia stella polare. Quando afferma qualcosa, punto immediatamente sul contrario: e non sbaglio mai. Semmai, mi dà da pensare Trump: non riesco a riconoscergli alcun merito, ma se Levy ne parla così male qualcuno ne avrà pure.

    Dicono che stia sul serio preparando grosse espulsioni di migranti, che intenda mantenere le promesse sui fantasmagorici sgravi fiscali, insomma che – fedele al principio multidecennale dei governanti statunitensi e dei ceti che li appoggiano – si appresti a rubare ai poveri dell’America e di tutto il mondo per dare ancora di più ai ricchi. Non c’è da stupirsene: che i poveri lo applaudano, questa sì che sarebbe una novità. Ma chi conosce un po’ di storia statunitense ed europea sa che accade spesso per non dir sempre che i poveri applaudano i ricchi e facciano la guerra agli altri poveri.

    Ma davvero Trump è un modello di “populismo”? E di che tipo di “populismo? Davvero rappresenta ed esprime quel coagularsi della resistenza di differenti strati sociali che si sentono esclusi che, comunque, del populismo è l’essenza, e cerca di dar loro una voce e un indirizzo? Davvero si sente in qualche modo legato al vecchio progetto “neoisolazionista” statunitense, tipico dei repubblicani “storici” (quelli dell’Elefante) e risposta “di destra” al programma di Monroe del 1823 (“l’America agli americani”) laddove quella “di sinistra”, che la Clinton avrebbe abbracciato di nuovo, sarebbe stata la ripresa del principio “USA gendarme del mondo”?

    Comunque, se l’Europa non si sveglia, qualcuno dovrà bene svegliarla. E se un contributo ce lo desse proprio il Grande Matto dal Ciuffo Arancione? Sono decenni che io e altri quattro sderenati, reduci patetici eppur a modo nostro inossidabili del “Fuori-la-NATO-dall’Italia-Fuori-l’Italia-dalla-NATO”, offriamo ceri alla Madonna Stella Maris augurandoci che liberi il Mediterraneo dalle incomode presenze armate di chi sul nostro vecchio mare non ha alcuna sponda e pertanto alcun diritto (diverso il caso della Russia: il Mar Nero è un golfo mediterraneo) . L’amico Alessandro Bedini, un altro che al pari di me scrive gratis libri che difendono cause perse, ha firmato tre anni fa un saggio importante e documentato che naturalmente non ha ricevuto né recensioni né passaggi televisivi, L’Italia “occupata”. La sovranità militare italiana e le basi USA-NATO (Rimini, Il Cerchio 2013), nel quale dimostrava pulitamente a tutti quelli che si preoccupano di recuperare la sovranità monetaria del nostro paese che esso non ha soprattutto quella politica: e non ce l’ha, come non ha quella diplomatica, in quanto non ha quella militare. E’ un paese occupato. Obama, ricevendo Renzi alla grande quando ancora stava fingendo di gioire dell’Immancabile Vittoria della signora Clinton (ch’egli detesta, detestato a sua volta), non ha abbracciato un sicuro alleato, ma un fedele capo ascaro: e spero che Matteo lo sapesse. Siamo sempre stati ascari, ma almeno di quando in quando un Fanfani, un Andreotti, un La Pira, un Craxi (quest’ultimo soprattutto) avevano dei soprassalti di dignità. Perfino Berlusconi qualche volta sembrava svegliarsi dal letargo, anche se ne uscivano amenità come “lettoni di Putin” e travestimenti da inverno sovietico tipo l’incursione dei due cafoni dello hinterland partenopeo a Milano in Totò, Peppino e la Malafemmina. Renzi no: lui è allineato e coperto, fare l’ascaro gli piace e rimprovera addirittura il suo ministro degli esteri Gentiloni di non esserlo sempre e con sufficiente zelo…

    E ora? Che cosa succederà se davvero Trump applicasse alla lettera l’articolo 5 del Patto Atlantico siglato a Washington il 4 aprile 1949, e negasse la copertura NATO a chi non “adempie gli obblighi verso di noi”, a chi è indietro con i pagamenti (perché la protezioni, come in tutti i sistemi mafiosi di questo mondo, si pagano)? Il contributo minimo annuo alla comune difesa, indicato dai vertici della NATO, è il 2% del PIL di ciascuno dei 28 paesi aderenti. Gli Stati Uniti versano oggi il 3,62% del loro. L’Italia lo 0,95% (penultima: la Spagna solo lo 0.89). Me ne compiaccio: abbiamo risparmiato. E me ne dolgo: quello 0,95 poteva esser meglio impiegato altrove. Rischiano di adempiersi i voti di noialtri dinosauri anti-Zio Sam, ma in modo umiliante e inatteso: invece di andarcene noi sbattendo la porta, sarà Zio Sam, ora che si è tagliato la barbetta caprina e porta parrucca arancione, a cacciarci a pedate nel culo. Peraltro, pedate che sarebbero accolte con ilare, quasi grata umiltà.

    E allora, avanti con la European Defence Agency, anche se la strada sarà difficile, lunga e costosa: perché l’autodifesa costerebbe un bel po’ all’Italia e a tutti i paesi europei che ci stessero, ma li ricondurrebbe alla realtà. Europa, svegliati. Proclamiamolo a voce ben alta, una buona volta, che aveva ragione il vecchio Schuman: che senza un libero esercito europeo non si fa né un’Europa unita né un’Europa libera. Guardiamoci attorno, ricominciamo da qui: smettiamola di far gli interessi d’una superpotenza lontana che non è nemmeno una superpotenza. Ricominciamo a pensare concretamente a noi, al nostro Mediterraneo, alla nostra Eurasiafrica. Che sia questa una nuova possibile strada per rilanciare l’unità europea, al di là dei fantasmi neomicronazionalisti e degli isterismi xenofobi?

    http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-148/

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Anche se mi sembra un po’ troppo duro con Renzi e un po’ troppo poco col berlusca, la chiusa di questo articolo non può che vedermi favorevole.

      Non si ha civiltà senza Stato, non si ha Stato senza esercito – e più in generale senza la sovranità di decidere in proprio come difendersi. E se (ri)conquistare questa sovranità costa troppo, ci si coalizzi.

      Campoformido insegna: il volemose bene funziona poco e male.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Z. says:

      Anche io condivido l’ultimo paragrafo.

      È ora di provvedere in proprio e collettivamente alla difesa comunitaria, altrimenti siamo sovrani solo a chiacchiere.

      • PinoMamet says:

        To’, condivido anche io.
        Ovviamente non ci sto per le spese 😀 ; condivido così, ideologicamente 😉

        • Z. says:

          Cioè non condividi, a conti fatti 😀

          • PinoMamet says:

            No, dico che la Repubblica Italiana può finanziare tuttii sistemi di difesa che vuole, evitando di alzare le tasse a me .

            Beninteso, e voglio sia ben chiaro: non per pacifismo!
            Mai stato pacifista e me ne vanto.
            Proprio per non pagare le tasse!! 😀

            • Z. says:

              …e quindi, sei di fatto contrario, visto che maggiori spese militari significa maggiori oneri per la finanza pubblica.

              Il che non significa che tu sia pacifista, naturalmente.

            • PinoMamet says:

              Aridaje! Io non sto parlando della finanza pubblica!
              Per quanto mi riguarda, lo Stato è libero di alzare le tasse agli altri quanto gli pare 😉

              io sto parlando della finanza privata (mia) 😀

            • Z. says:

              E siccome difficilmente una legge porterà scritto “tassiamo tutti tranne Pino”, di fatto, sei contrario 🙂

            • PinoMamet says:

              Eh minchia, non si può manco scherzare?
              😉

            • Z. says:

              Non sulle tasse. Sono una cosa seria 😎

      • Z

        “È ora di provvedere in proprio e collettivamente alla difesa comunitaria, altrimenti siamo sovrani solo a chiacchiere.”

        Cioè noi in Oltrarno, per non essere sovrani solo a chiacchiere, dovremmo acquistare missili terra-aria e cacciabombardieri?

        Per ora, basterebbe che autorizzassero i vigili nonni all’uscita di scuola e ci facessero consultare i piani che fanno sulla nostra viabilità prima che li proclamino con comunicati stampa.

        • Z. says:

          Esatto, secondo me dovreste.

          Detto questo, provvedere alla propria difesa non è obbligatorio. Basta che poi non ci si stupisca o scandalizzi se ci tocca partecipare a iniziative autolesioniste come le sanzioni contro la Russia.

        • Z. says:

          A parte questo, qual è il problema coi vigili nonni? perché i nonni non possono fare vigilanza fuori dalle scuole?

          • Per Z

            “A parte questo, qual è il problema coi vigili nonni? perché i nonni non possono fare vigilanza fuori dalle scuole?”

            Perché:

            1) in Via della Chiesa, che è larga una spanna e praticamente senza marciapiedi, c’è un cartello che spiega agli automobilisti che durante l’entrata e l’uscita dalla scuola elementare non possono passare

            2) trattandosi di fiorentini (che non sono civili e rispettosi come i napoletani) gli automobilisti passano lo stesso, distraendosi dai loro iphone su cui stanno digitando messaggi solo per urlare parolacce ai bambini che osano attraversare loro la strada

            3) e quindi il Comune manda due vigili con una macchina a sbarrare la strada in quell’orario, con relativa spesa

            4) siccome i due vigili devono fare anche cento altri servizi, si fanno vedere in media una volta a settimana

            5) in una delle loro rare apparizioni, i vigili hanno minacciato di denunciarci se ci permettevamo di dire qualcosa agli automobilisti che passavano davanti alla scuola in divieto: non sia mai che il popolo faccia giustizia da sé, esistono le Istituzioni!

            • “5) in una delle loro rare apparizioni, i vigili hanno minacciato di denunciarci se ci permettevamo di dire qualcosa agli automobilisti che passavano davanti alla scuola in divieto: non sia mai che il popolo faccia giustizia da sé, esistono le Istituzioni!”

              Aggiungo… visto che i vigili non passano, non ci preoccupiamo più di tanto.

            • Z. says:

              Ma anche se passano, che possono fare? arrestare un nonno a caso per il reato di sgridata?

              Capita che gli adulti accompagnatori impegnino la carreggiata quando passa un gruppo di scolari, perché nessuno si faccia male. Arresti per questo non ne ho mai visti!

            • Roberto says:

              “Capita che gli adulti accompagnatori impegnino la carreggiata quando passa un gruppo di scolari”

              Ah meno male, pensavo ancora una volta che l’Italia fosse isolata dal mondo….

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “Cioè noi in Oltrarno, per non essere sovrani solo a chiacchiere, dovremmo acquistare missili terra-aria e cacciabombardieri?”

          Secondo me sì.
          E giuro che non scherzo.

          • Francesco says:

            Miguel

            ma a voi in Messico la imparano la storia dell’Alto Medioevo o state lì a strappare il cuore alle gente e basta?

            😀

          • roberto says:

            mi unisco al coro dei si.

            dovreste inoltre provvedere alla vostra energia (i cacciabombardieri come li fai volare?), cibo e acqua

  37. mirkhond says:

    Massimo Fini sul referendum:

    Io, astensionista, voto No, convinto dal fronte del Sì

    Ora che si è quasi esaurita l’orgia sulle elezioni americane e sul controverso personaggio Donald Trump, in Italia l’attenzione torna a concentrarsi sul Referendum costituzionale.

    La Costituzione, qualsiasi Costituzione, non è un tabù. Risente del momento storico in cui è stata concepita. La nostra è stata varata alla fine della guerra, dopo la caduta del fascismo e ha fra i suoi intenti principali quello di impedire il riaffiorare di un ‘uomo forte’ ed è quindi fatta di una serie di pesi e contrappesi, di misure e contromisure, di istituzioni che dovrebbero controllare altre istituzioni, appesantendola fortemente in un’epoca-turbo in cui le decisioni devono essere prese il più rapidamente possibile.

    Ma in realtà la nostra Costituzione, come ogni altra Costituzione, è solo una mera e simbolica dichiarazione di intenti e di princìpi, in cui c’è tutto e il suo contrario per cui la si può piegare in un senso o in un altro sostituendola con la cosiddetta ‘costituzione materiale’, come è avvenuto in Italia e come ammette anche quel grande studioso della liberal-democrazia che è Giovanni Sartori (Democrazia e definizioni). Tant’è che in alcuni Paesi, molto pragmatici, come la Gran Bretagna si è rinunciato ad avere una Costituzione sostituendola con la ‘common law’.

    L’errore è alla base. Non si può porre una questione così complessa, che implica il cambiamento di decine di norme, sotto forma di referendum che vuole un netto Sì o un netto No a tutto il pacchetto. In aggiunta non si può fare una riforma di questo genere in quattro e quattr’otto perché al presidente del Consiglio gli è venuta la fregola del ‘cambiamento’. Ci vorrebbe come minimo un lunghissimo e ponderato esame parlamentare. L’Assemblea Costituente, in cui erano presenti i maggiori giuristi italiani, a cominciare da Meuccio Ruini che ne divenne presidente (“Commissione dei 75”), ci mise circa un anno e mezzo di lavori per preparare il testo che sarà alla base della Costituzione attualmente vigente promulgata il 1° gennaio del 1948.

    Inoltre le nuove norme sono formulate in termini talmente involuti da non essere comprensibili non dico al comune cittadino ma anche agli esperti. Marco Travaglio ha cercato di tradurre in italiano queste norme, ma è stata una fatica improba come trasformare un testo sanscrito in un linguaggio attuale.

    In realtà fatte tutte queste premesse, il Referendum costituzionale diventa una questione di lana caprina. E’ semplicemente un Sì o un No a Matteo Renzi e alla sua politica. E’ stato lo stesso Renzi, ubbriacato dal successo alle elezioni europee che con quelle italiane hanno poco a che vedere, a trasformare imprudentemente il Referendum costituzionale in un referendum su se stesso. Chi vuole che Renzi resti al suo posto voterà quindi Sì gli altri No. Anche se non è affatto certo che se vince il No Renzi se ne vada a casa come aveva inizialmente promesso (“mi ritirerò dalla vita politica”). Perché poi ha fatto marcia indietro dicendo che se il partito glielo chiede resta al suo posto. Adesso ha fatto finta di cambiare nuovamente idea (“non sono uno abituato a galleggiare”). Del resto che credibilità può avere un tipo che dice all’amico “stai sereno” e due giorni dopo gli sfila il posto? Se lo avesse fatto in un bar non avrebbe potuto più rientrarci. Da noi è diventato presidente del Consiglio. Questa è l’Italia, di Renzi e degli ultimi trent’anni.

    In verità si sarebbero dovute invertire le due questioni. Prima varare una legge elettorale che modifichi la precedente (il cosiddetto ‘Italicum’) e poi, semmai, pensare alla questione costituzionale. Perché almeno sapremmo qual è la consistenza dei partiti che a questa Costituzione dovrebbero poi porre mano. Oggi invece sono in campo partiti che non esistono più, come Forza Italia col suo presidente ottuagenario e in pieno marasma senile o Ncd che ha percentuali da albumina o misteriose neoformazioni come Ala o l’Udc del sempreverde Pier Ferdinando Casini, mentre non sappiamo la reale consistenza delle due formazioni che si giocano la partita, i Cinque Stelle e il Pd. Elezioni subito, questa è la questione. Tutto il resto è fuffa.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2016

    http://www.massimofini.it/articoli/io-astensionista-voto-no-convinto-dal-fronte-del-si

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Mi piace spesso leggere Fini, ma stavolta l’ha fatta proprio fuori dal vaso.

      Ricordo ancora il telegiornale in cui si annunciava la formazione della prima commissione per la riforma del bicameralismo perfetto che abbiamo in Italia.

      Trentatré anni fa.

      Magari questa riforma non sarà perfetta.

      Ma il meglio, si sa, è nemico del bene.

      Se vince il NO, non vedrò una Repubblica Italiana funzionante nel corso della mia vita.

      E visto che ho giurato fedeltà alle sue leggi (da sottotenente di complemento) mi dispiacerebbe.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Z. says:

        Boh, trovo che leggere Fini sia tempo speso in modo poco proficuo, e questo articolo non mi sembra diverso dalla media.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Se vince il Sì, invece, la tua aspettativa di vita aumenterà sensibilmente, immagino, dal momento che riusciresti a vedere il giorno in cui eventualmente ci libereremmo di questa cagata abissale che ti accingi ad approvare.

        • Francesco says:

          che però è sensibilmente migliore di quella attuale, laonde la quale avremmo fatto un passo avanti, che potrebbe (potrebbe!) essere prodromo di ulteriori passi avanti

          a stare fermi, invece, non si va da nessuna parte. il che va bene solo se siamo alla Cayman, con un sacco di soldi e un ombrellone sopra la testa e un bicchierino fresco da bere e una quell’amica di Has che ci mette la crema sulla schiena

          😉

        • Andrea Di Vita says:

          @ mauricius tarvisii

          Se in cambio dell’abolizione del bicameralismo perfetto mi proponessero di eleggere Fabrizio Corona Presidente della Repubblica a vita, approverei senza esitare.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Perché?

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              Perché tale bicameralismo è una delle principali disgrazie di questo paese.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ho capito che il bicameralismo non ti piace perché è brutto, ma vorrei sapere perché è brutto.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricuis tarvisii

              “brutto”

              Perché, almeno nella versione attuale Italiana, che è poi quella che resterebbe se malauguratamente vincesse il No, i tempi di approvazione per ogni singola legge sono inutilmente raddoppiati nella maggior parte dei casi.

              Oltre alla perdita di tempo – un male di per sè – ciò raddoppia il numero di possibili imboscate parlamentari, trabocchetti, ricatti, inciuci, meline e simili.

              Il che a sua volta moltiplica il potere di interdizione e di ricatto della parte peggiore di quella che siamo soliti chiamare Casta, con effetti deleteri sull’intera vita nazionale.

              Penso che una vittoria del Si non risolverebbe integralmente il problema, ma ne sfronderebbe una buona parte.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma no, il caso Englaro ci insegna che si può fare una legge in 3 giorni se c’è volontà politica.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “Englaro”

              L’eccezione che conferma la regola.

              Posso citare i quattro anni necessari per la modifica, fra l’ennesima riscrittura e la sucecssiva di qualche punto e virgola, di un solo articolo del Codice della Strada.

              O la riforma dei programmi di matematica per i licei classici, che -so da fonte certa- è rimasta a languire per decenni negli archivi parlamentari, costantemente riportata al punto di partenza dall’insorgere, nel corso del lunghissimo iter di approvazione, di questa o di quella crisi di governo con relativo scioglimento delle Camere.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Appunto MT! con il sistema istituzionale vigente le leggi passano SOLO in circostanze eccezionali

              nella normalità, basta la lobby dei salumieri o il caudillo di Caserta per bloccare qualsiasi norma

              e quello che passa è di qualità infame, perchè ha dovuto accontentare mille bande!

              molto meglio che passi quello che vuole la banda del presidente del consiglio, con la sua facciotta stampigliata sopra e sotto gli occhi di tutti!

              ciao

      • Per Andrea Di Vita

        “Se vince il NO, non vedrò una Repubblica Italiana funzionante nel corso della mia vita. ”

        Dunque,

        noi usufruiamo da poco di uno spazio al coperto, essendo misteriosamente scomparsa una montagna di rifiuti di cui vi ho già parlato ampiamente.

        In quello spazio c’è una caldaia che fa il rumore di un treno di quelli a vapore, e che emette un tenue soffio di aria tiepida. Adesso devo capire se questo mostro ha un temporizzatore, o se butta soldi pubblici al vento ventiquattr’ore al giorno per tutto l’inverno.

        Noi non possiamo toccare i fili che fanno funzionare questa roba, perché potremmo saltare per aria tutti, trattandosi palesemente di roba che risale – se va bene – alla presidenza di Giuseppe Saragat.

        Non possiamo dire a nessuno che questa roba è palesemente fuori da ogni norma possibile, perché se no ci troveremo il magico nastro bianco e rosso a chiudere tutto il giardino per i prossimi trent’anni.

        E quindi i nostri piccoli violinisti devono scegliere se suonare i loro strumenti con un rumore di sottofondo da fabbrica del 1902, oppure provare a suonarli al buio sotto la pioggia invernale.

        Ma Andrea mi rassicura: se vince il SI, vedremo finalmente una Repubblica Italiana funzionante. Adesso lo vado a raccontare in Oltrarno.

        Votate SI, e il giorno dopo vi cambieranno le caldaie!

        • Roberto says:

          Beh, se vuoi metterla sul piano puramente dialettico, con la costituzione attuale si è arrivati al punto in cui cambiare una caldaia o buttare un vecchio proiettore sono problemi irrisolvibili

          • “Beh, se vuoi metterla sul piano puramente dialettico, con la costituzione attuale si è arrivati al punto in cui cambiare una caldaia o buttare un vecchio proiettore sono problemi irrisolvibili”

            Chiaro che scherzo quando metto in rapporto la caldaia (la normalità del rapporto tra cittadini e istituzioni) e il referendum che Renzi ha buttato lì tipo, “se pensate che io meriti di diventare il dittatore d’Italia, votatemi il 4 dicembre!”

            Immagino che anche dopo la canonizzazione del ragazzino di Rignano, la caldaia funzionerà allo stesso modo.

            Ah, ho visto stamattina che un Temporizzatore (alias Taimer) deve averlo, visto che c’era un bel silenzio.

            • Z. says:

              Che c’entra votare SI al referendum con Renzi “dittatore d’Italia”?

            • Francesco says:

              Miguel

              quindi a FI la vittoria del Sì passa per canonizzazione di Renzi?

              mamma butta la pasta, diceva un immigrato, quando la storia era ormai finita

              🙁

              • Per Francesco

                “quindi a FI la vittoria del Sì passa per canonizzazione di Renzi?”

                Ma mi sembra ovvio, mica che la gente stia lì a teorizzare sul nuovo sistema per eleggere il Senato, che dovrebbe improvvisamente far sparire le polveri sottili dai nostri cieli.

                Dicono, “Renzi è un uomo in grado di salvare l’Italia e ci chiede di votargli la fiducia”.

                Poi non so, a Milano saranno diversi.

                Ovviamente il SI stravincerà a Firenze, però è sempre buffo il fatto che non conosco nessuno che dice che voterà sì. E non è che io frequenti qualche gruppo isolato di persone che la pensano tutti allo stesso modo.

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              Ma quale dittatore? Ma in che cinema danno questo film? Ma perchè tutte le volte che qualcuno prova a far qualcosa gli si coalizzano contro tutti, da D’Alema a salvini a grillo passando per brunetta?

              Mi cadono le braccia… 🙁

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              prova a far qualcosa

              Questo è il punto focale del Sì, secondo me: proviamo a fare qualcosa, qualsiasi cosa essa sia. Mi chiedo come mai questo qualcosa non sia mai il buttarsi dalla finestra di chi propone di fare qualcosa a caso.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “mi chiedo”

              …perchè dalla finestra ci stiamo già cadendo.

              Il Si è l’aggrapparsi al ramo per evitare di andare a sbattere.

              E non ti stai a chiedere se il ramo ha le spine, se ti deve trattenere dal precipitare.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              …perchè dalla finestra ci stiamo già cadendo.

              allora non è il mio altimetro che si è rotto, cazzo!

              mi pare che il popolo italiano viva bella perniciosa illusione che le cose vadano abbastanza bene e che si possa tirare avanti un altro pò senza cambiamenti.

              chiedere ai greci no? giusto per farsi un’idea di cosa succede davvero, all’impatto con l’asfalto

              PS no, MM, non pensavo a te, tu dai lo schianto per scontato

        • Andrea Di Vita says:

          @ martinez

          Se vince il NO, tutto resta com’è.

          Se vince il SI, almeno c’è la possibilità che un governo duri abbastanza a lungo da avviare una seria riforma della burocrazia – che comprenda anche la gestione di caldaie rumorose e obsolete.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Certo, una bella riforma della burocrazia bloccata davanti alla Consulta che deve decidere se l’emendamento n. 10984 farà ricadere il testo tra le competenze del senato 😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              Ma l’avrà deciso.

              Invece adesso abbiamo un riordino degli articoli del codice della strada che rimbalza da QUATTRO anni fra Camera, Senato e Commissioni delle due assemblee perchè se qualcuno cambia anche solo una virgola le votazioni vano rifatte.

              Ma tanto chissenefrega. L’importante è far perdere Renzi…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Certo, l’avrà deciso. In attesa dell’emendamento n. 10985 che rimanderà tutto alla Consulta per una nuova decisione 😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “10985”

              Invece se vince il No non si decide nulla.

              Che bellezza.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              non mi pare che la Consulta giudichi gli emendamenti ma le leggi

              quindi prima deve essere votato e diventare parte di una legge

              poi eventualmente la Consulta potrà fare danni (ricordo quale è il mio livello di stima e fiducia nell’organo che azzerato il Porcellum con motivazioni degne di De Luca)

      • Peucezio says:

        Andrea,
        tu che sei un sostenitore (sicuramente anche preparato) del fronte del Sì, mi dai una spiegazione circa l’inizio dell’art. 117?La modifica sarebbe la seguente:

        Da:
        “La potestà legislativa è esercitata dallo
        Stato e dalle Regioni nel rispetto della
        Costituzione, nonché dei vincoli deri-
        vanti dall’ordinamento comunitario e
        dagli obblighi internazionali.”

        a

        “La potestà legislativa è esercitata dallo
        Stato e dalle Regioni nel rispetto della
        Costituzione, nonché dei vincoli deri-
        vanti dall’ordinamento dell’Unione eu-
        ropea
        e dagli obblighi internazionali.”

        Cambia qualcosa nella sostanza o è un fatto puramente nominale?
        “Comunitario” è identico a “dell’Unione Europea”? Hanno solo voluto usare una terminologia più chiara?

  38. mirkhond says:

    Non so cosa dirti.
    A me Renzi stà sulle balle con tutte le chiacchiere che fa, mente è solo l’ennesima marchetta di un’Italia asservita da più di 70 anni al potere u$a.
    Quando e se, el Trumpo, ci farà il piacere di levarci dalle balle le 113 basi nato che ci tengono in regime di sovranità limitata, allora si potrà parlare di attuare riforme costituzionali e non.

  39. Moi says:

    Ricapitoliamo la faccenda di De Luca VS la Bindi perché è paradigmatica di quanto abietto e miserando possa essere il Piddume :

    per quella stronzata delle tre “cicciottelle” alle Olimpiadi hanno sboldrinato come Dame di Carità dell’ Ottocento dal gonnone a stecche … per l’affermazione gravissima di De Luca (che già Roberto Saviano ha definito giustamente come “Camorra” allo stato puro …) restano silenti, “gnorri”, imbarazzando il Paese per Sovietoide Disciplina di Partito !

    • Per Moi

      “Ricapitoliamo la faccenda di De Luca VS la Bindi perché è paradigmatica di quanto abietto e miserando possa essere il Piddume :”

      Il politico è un animale che sopravvive se riesce a mordere per primo gli altri ed evita di mordere i membri del proprio branco.

      Altrimenti non arriva vivo nemmeno a farsi eleggere al Consiglio di Quartiere.

      Scandalizzarsi per questo è come scandalizzarsi perché i gatti mangiano i topi, o i cervi si prendono a cornate.

      • Francesco says:

        tecnicamente De Luca e Bindi sono dello stesso branco, però

        e ne esprimono due tra gli aspetti peggiori: il caudillismo meridionale e il progressismo intellettualoide (o aspirante tale)

        ciao

    • Z. says:

      Silenti non direi. Però dovrebbero prendere provvedimenti, questo sì.

  40. Moi says:

    In Fàiga We Trust

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stilista-michelle-obama-veleno-melania-trump-non-vestir-mai-1333618.html

    Stilista di Michelle Obama contro Melania Trump: “Non la vestirò mai”
    La stilista francese, Sophie Theallet, ha pubblicato su Twitter una lettera aperta per invitare i suoi colleghi a non vestire Melania Trump perché “la retorica razzista di suo marito non è da condividere”

    MILFest 😉 First Lady ever … she ain’t gonna need those rags !

  41. Mario says:

    Io ho l’impressione che la pensioncina Santa Marta sia diventata un non-luogo.

  42. Mario says:

    trasformare un testo sanscrito in un linguaggio attuale

    Impossibile: in questo caso, tradurre significherebbe davvero tradire — nel suo complesso di veicolo tradizionale della Verità, distillata nella Parola che, come dardo infuocato di amore intllettuale, annichilisce l’errore — la gloriosa lingua indoaria del sanatana dharma.

  43. Mario says:

    Ma voi almeno siete d’accordo che la venerabile Messa romana è, nel suo carattere geometrico, nella sua dignità di misura purissima e virtù sacrosanta, il rito più luminoso di Occidente? E che il “novus ordo” ne è la parodia dissacrante, l’orrore estetico e ontologico elaborato in malafede da un manipolo di filologi da salotto decostruzionista?

    • Grog says:

      Hai ragione caro Mario, la Messa tradizionale in latino aveva la sua magnificenza e dava l’idea di collegamento con il mondo superiore, invece la “messa” moderna celebrato oggi è una solenne porcheria da discoteca e mi stupisce che non preveda l’accoppiamento collettivo sul pavimento della cosiddetta “chiesa” magari progettata da qualche genio architettonico massone, puah!
      Grog! Grog! Grog!

    • PinoMamet says:

      Ho dei dubbi sulla “malafede”.

      Parlo seriamente. Va bene tutto, compresi i filologida salotto decostruzionista. Ci sta.
      Che la Messa tridentina fosse più maestosa di quella postconciliare anche è vero.

      Ma non riesco a capire perché per forza chi la ha elaborata dovesse essere in malafede o desiderare chissà che scopo “altro”, che poi è la tesi di fondo di Blondet:
      dietro a tutto, ci sarebbe una specie di complotto cosmico che vuol minare l’ordine e imporre il disordine e il caos.

      Oh, magari i membri del Concilio volevano semplicememte tornare a mandare un messaggio più vicino a quello dei Vangeli…

      Non dico avevano ragione o torto, nella motivazione o nel metodo: dico, mi pare probabile che volessere semplicemente questo.

      Che poi mi sembra essere il dilemma di fondo della Chiesa Cattolica: Tradizionee (pompa, porpore, potere temporale) o Vangelo (povertà, semplicità, vicinanza agli umili)?

      • Grog says:

        Io non ho nulla contro chi ha messo in piedi il circo riformato!
        Tant’è che andrei volentieri a vederlo bruciare sul rogo senza pretendere che prima gli spezzino le gambe e le braccia, sono anche contrario allo squartamento con cavalli per via della grande superficie necessaria.
        Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ mario

      Mia prozia, nata nel 1906 in quel di San Severo, in Puglia, mi raccontava che del prete all’altare i contadini dicevano: ‘lui se la dice, lui se la canta e lui se la sente’.

      Penso che per loro – i poveri, quelli che dovrebbero essere ‘beati – la messa in latino fosse un insieme di formule senza senso biascicate a scopo di invocazione o apotropaico, come oggi lo sono quelle di Harry Potter che infatti è infarcito di latino maccheronico.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        Harry Potter è un sacerdote cattolico?
        Non lo sapevo!

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          No, non lo è.

          Ma appunto, il Latino è passato agli occhi di tutti (tranne per quelli che hanno fatto studi classici) come la tipica lingua da formule magiche.

          Hocus Pocus Abracadabra, insomma.

          Il che non stupisce, perché per secoli la gente lo ha sentito usare in chiesa per celebrare eventi comunque eccezionali come la Transustanziazione.

          Basta guardare i vecchi cartoni animati di Scooby Doo per accorgersene. Le formule dei vari incantesimi sono tutte in Latino, mica, che so, in Greco antico o in antico Islandese o in antico Egizio. Il Latino sa di templari, di antichi castelli nela foresta, di maledizioni.

          E’ lo stesso meccanismo per cui in ‘Arancia Meccanica’ il gergo incomprensibile dei teppisti protagonisti del romanzo è infarcito di parole Russe: all’epoca l’URSS era il nemico, e l’uso di termini Russi infondeva automaticamente sospetto nel lettore che non capiva cosa significassero. (Il membro della banda di teppisti era detto ‘malcìko’, dal termine Russo per ‘ragazzo’).

          Analogamente, per dare l’idea di una solennità distante ma non automaticamente legata alla stregoneria di stampo medievale nel ‘Signore degli Anelli’ si fa largo uso di termini in Finlandese maccheronico (nei nomi di persona e nel linguaggio degli Elfi, per esempio).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            ADV

            avresto osato scrivere che le lingue degli Elfi sono finlandese maccheronico?

            Peste nera ti colga!

            🙂

  44. Moi says:

    @ GROG

    http://gayburg.blogspot.it/2016/11/trump-nomina-lultra-omofobo-jeff.html

    Trump nomina l’ultra-omofobo Jeff Sessions come Avvocato dello Stato

    —————————————————–

    http://gayburg.blogspot.it/2016/11/il-potenziale-giudice-della-corte.html

    Il potenziale giudice della Corte Suprema Usa Bill Pryor promette il carcere per i gay. Posò nudo per un sito pornografico gay negli anni ’90

    • Grog says:

      Boh…le lasciano in pace i fanciulli i gay possono anche farsi i cazzi loro in santa pace il culo è il loro e dato che sono di solito liberali ne facciano libero uso.
      Mi danno fastidio le manifestazione LGBT e tirerei volentieri una bomba a mano a frammentazione (tipo difensivo) in mezzo al mucchio che schiamazza perché oggettivamente sono di cattivo gusto, bloccano il traffico e espongono immondi troioni pelosi.
      Grog! Grog! Grog!

  45. Mario says:

    Sul complotto: è evidente che in ogni azione umana c’è uno scopo. A maggior ragione quando i filologi da conciergerie elaborarono il novus horror. Quindi, non lo chiameremo “complotto”, anche se i “complotti” sono la norma della storia. Qualcuno, generalmente molto potente, si mette a un tavolo e decide come far andare le cose; altrimenti, le cose succederebbero a caso. Il popolo, in genere, segue tutto quello che gli è proposto; per non parlare delle masse informi, come quella italiota attuale, che addirittura ha dato il 41% a Renzi per 80 euro. L’assegno a BUAN non è stato un caso. Le spinte massoniche e quelle giudaiche neppure. Nei sotterranei della sinagoga di Strasburgo successe qualcosa di molto simile a un complotto. E potrei continuare: questa è storia, sono fatti, non teorie.

    Che poi mi sembra essere il dilemma di fondo della Chiesa Cattolica: Tradizionee (pompa, porpore, potere temporale) o Vangelo (povertà, semplicità, vicinanza agli umili)?

    Questa distinzione esiste solo nella tua mente modernistico-pauper-libertaria, influenzata da rotocalchi che, in tempi migliori, sarebbero stati censurati o usati per incartare il prosciutto. Io sono dell’opinione opposta a quella del trombone Truffaut: il 90% dei libri in circolazione andrebbe arso in roghi rituali, pubblicamente, o ancor meglio le bozze presentate gettate al macero con irridente sprezzatura.
    Gli stessi che si ammantavano di porpore e di sedie gestatorie fecero costruire ospedali e orfanotrofi.
    Mi fanno poi ridere quelli che contestano il principio “predicare bene e razzolare male”. Gesù nel Vangelo, riferito ai farisei, dice: “fate quel che dicono, non quel che fanno”. Sempre meglio di bergoglio, questo sciatto ciarlatano putrefatto, che razzola male e predica direttamente dall’inferno, come residuo escrementizio ributtato per ripulsa anche dall’antro più tetro del gorgo da cui alcuno trovò mai esito.

    • Per Mario

      “Sul complotto: è evidente che in ogni azione umana c’è uno scopo. A maggior ragione quando i filologi da conciergerie elaborarono il novus horror. Quindi, non lo chiameremo “complotto”, anche se i “complotti” sono la norma della storia. Qualcuno, generalmente molto potente, si mette a un tavolo e decide come far andare le cose; altrimenti, le cose succederebbero a caso.”

      Totalmente d’accordo.

      Poi precisiamo… il complotto che realmente esiste, deve essere per forza quello che sospetto io?

    • Per Mario

      “Che poi mi sembra essere il dilemma di fondo della Chiesa Cattolica: Tradizionee (pompa, porpore, potere temporale) o Vangelo (povertà, semplicità, vicinanza agli umili)?”

      E’ una bellissima domanda, a prescindere dalla fede in una religione con cui non mi identifico (e che non attacco).

      Nella mia esperienza, le due cose sono inseparabili.

      Senza immaginario, non esiste comunità; e senza comunità di rispetto, affetto, fiducia, donazione, non possiamo sopravvivere.

      Però non è detto che quel mondo simbolico debba privare chi ne gode dei beni minimi necessari per sopravvivere.

      • PinoMamet says:

        “Per Mario

        “Che poi mi sembra essere il dilemma di fondo della Chiesa Cattolica: Tradizionee (pompa, porpore, potere temporale) o Vangelo (povertà, semplicità, vicinanza agli umili)?”

        E’ una bellissima domanda”

        Ci credo, l’ho fatta io 😉

        Mario la citava, rispondendo.

    • PinoMamet says:

      “Gli stessi che si ammantavano di porpore e di sedie gestatorie fecero costruire ospedali e orfanotrofi.”

      Questo è il punto fondamentale del tuo intervento, quindi permettimi di sorvolare sul resto come per esempio il fatto che io leggerei i rotocalchi.
      Leggo solo quelli validi: Cronaca Vera e Corna Vissute.

      Io non nego- non sono così ignorante- che quelli che si ammantavano di porpore facessero costruire ospedali e orfanotrofi.

      Mi chiedo invece: le porpore e le sedie gestatorie erano quello che aveva in mente Gesù Cristo? o i suoi Apostoli?

      Ecco, leggendo i Vangeli a me- e credo a ogni persona in buona fede- pare proprio di no.

      Ogni tre per due se la prende con i ricchi! Che devono lasciare tutto quello che hanno, che il ricco Epulone finirà all’inferno e il padre Abramo non permetterà nemmeno che il povero Lazzaro, dal Paradiso, gli mandi giù un bicchiere d’acqua, che è più facile che un cammello eccetera eccetera, che quelli con morbide vesti stanno nel palazzo del re, di dare a Cesare quel che è di Cesare e così via.

      Però in effetti la storia della Chiesa cattolica, opere di bene comprese, è la storia di un tizio ammantato di porpora, che è a tutti gli effetti un re, con tanto di potere temporale.

      Mi sembra proprio la storia di quello arrivato, arricchito, importante, con tutti gli abiti su misura… che non vede l’ora di bruciare giacca e cravatta su misura, e tornare a indossare il jeans e la maglietta di quando aveva 20 anni e manco una lira.
      (Sì, la maglietta non gli resistituirà i vent’anni, ma questo è un altro discorso).

      Una vera e propria crisi di identità ecclesiale: “chi sono io?” si chiede la Chiesa nel Concilio Vaticano II, “sono la mia storia o sono le mie radici?”

      Ora la risposta delude moltissimo una parte dei cattolici; fosse stata l’altra, avrebbe deluso l’altra parte, era inevitabile.

  46. Mario says:

    Mi chiedo invece: le porpore e le sedie gestatorie erano quello che aveva in mente Gesù Cristo? o i suoi Apostoli?

    Tornato da uno spettacolare concerto degli Europe, rispondo al simpatico Mamet, per contrastarne la esiziale dottrina pauperistico-ermeneutica-mainstream-contorsionistica.
    1) Abbiamo capito, confortati dall’intelligenza di Martinez, che i complotti esistono. Anzi, che sono la norma. Per un complotto, Gesù fu messo in croce. Milioni di altri complotti, meno gravi, seguirono. La storia è la somma dei complotti orditi dalle elites. A volte, meno spesso, si sono orditi anche complotti eticamente rispettabili. La rivoluzione fascista, che creò davvero un uomo nuovo, è uno di questi: suo fallo fu di non cercare veramente un appoggio spirituale. Per questo cadde, trascinata nella scelta obbligata dell’alleanza con gli esaltati nazisti.
    2) Figliolo, tu scambi la ricchezza dei simboli e dei paramenti con la ricchezza personale (che ovviamente c’è stata). Io non so cosa avesse in mente Gesù, come credo non possa saperlo neanche tu. Sta di fatto che le chiese più rispettabili si fregiano di questo cerimoniale elaborato e sontuoso. Solo gli stronzi sono pauperisti: fraticelli scomunicati e cacciati a calci in culo dalla comunione ecclesiale, quel babbeo di Hus, che sdoganò conventicole di protestanti settari ma oggi iperecumenici, vecchi arnesi dell’ipermodernismo in odore di zolfo, Bergogli e Boff vari, etc. Perché la pompa magna? A parte le derivazioni romane, perché essa esprime la divinità della funzione pontificia (divina perché istituita da Gesù). Perchè l’oro? Perché manifesta simbolicamente la luce della divinità. Perché non fonderlo e darne il ricavato ai poveri? Perché “i poveri li avrete sempre con voi etc.”. E’ il peccato di Giuda, che non farà una buona fine. E’ il peccato di Paolo VI, che fece fondere la tiara e demolì i simboli della regalità, mortacci sua (cfr. anche il grandioso ideale imperiale, e tutte le istituzioni politiche “tradizionali”). Non parliamo poi del ciarlatano della pampas, una testa di cazzo come pochi in circolazione, il cui pauperismo, satanico per origine e destinazione, è riprovevole, abietto e demenziale.
    Non esiste solo il Vangelo (che è “secondario” rispetto alla Chiesa, che infatti ne ha stabilito il canone), ma anche la Tradizione (orale, eventualmente scritta in secondo tempo), fonte superiore alla Scrittura (la prima è divina, la seconda ispirata). Gesù, contro Giuda che voleva dare ai poveri, si lasciò cospargere di preziosi unguenti il corpo. Il corpo di Gesù è l’altare, in chiesa: cosa vorresti metterci tu, uno straccio, un clergyman, una tovaglia usata da Bergoglio, una jellaba etno-chic?

    • Z. says:

      Il concerto degli Europe? Corpodibacco. Fanno ancora concerti?

      Ecco una cosa che ti accomuna agli altri lettori, Mario: pessimi gusti musicali 😀

    • PinoMamet says:

      Io non vorrerci metterci niente perché lo decideranno i cattolici, però, insomma, mi pare di capire che tra Vangelo e Tradizione tu preferisca la Tradizione.

      Naturalmente io, da fuori (non in quanto lettore di rotocalchi 😉 , ma perché… di un’altra parrocchia 😉 ) trovo più simpatico Gesù dei Papi “vecchio stile”.

      E trovo anche poco convincenti le spiegazioni “l’oro serve per la gloria”: caspita, se il fondatore ha detto di darlo ai poveri, mi pare chiaro che il significato della frase sia: darlo ai poveri.

      Ma questi sono in fondo fatti vostri.

      Sui complotti invece mi sa che non ci capiamo: logicamente esistono e sono sempre esistiti, quello a cui invece crede Blondet è un “complotto metafisico”. A conti fatti, crede di vivere alla fine dei tempi, e qualunque avvenimento lo prende per un segnale di questo.

      Ora, che si viva alla fine de itempi può benissimo essere una valida prospettiva religiosa; che questo significhi che Tizio si è davvero messo d’accordo con Caio (che ne so, il cardinale modernista ha dato il suo avvallo a che l’imprenditore massone finanzi il film a base di sesso sfrenato del regista ebreo, il tutto in odio alla Chiesa) è invece sul filo della paranoia, e non credo che Blondet abbia sempre ben chiara la distinzione.

      • Per Pino Mamet

        “Ora, che si viva alla fine de itempi può benissimo essere una valida prospettiva religiosa; che questo significhi che Tizio si è davvero messo d’accordo con Caio (che ne so, il cardinale modernista ha dato il suo avvallo a che l’imprenditore massone finanzi il film a base di sesso sfrenato del regista ebreo, il tutto in odio alla Chiesa) è invece sul filo della paranoia, e non credo che Blondet abbia sempre ben chiara la distinzione.”

        Non si poteva esprimere meglio, è proprio lì il punto.

    • PinoMamet says:

      Una curiosità: sei parente di Daouda?

      • Mario says:

        se il fondatore ha detto di darlo ai poveri

        Allora non te ne frega niente di quel che scrivo. E’ Giuda che dice di dare le cose preziose ai poveri. Cristo gli risponde picche.

        “Pessimi gusti musicali”.

        Gli Europe sono un gruppo fondamentale. Da sola, “The Final Countdown” vale tutta la discografia del coglione gracchiante Dylan.

        • PinoMamet says:

          Scusa, e l’episodio del giovane ricco? “se vuoi essere perfetto, vendi ciò che hai e dallo ai poveri”?

  47. Mario says:

    Io non vorrerci metterci niente

    Da un punto di vista rituale, sei un minimalista, quindi, vicino a certi esiti dell’iperfilologismo da entomologi affetti da spleen revanscista.

    Ti ricordo che “Vangelo”, fino a pochi secoli fa, significava messaggio: nel messaggio è inclusa la Scrittura, ovviamente, ma anche la Tradizione (ciò che Cristo ha comunicato oralmente ai suoi: la Messa da dove verrebbe, sennò?). Non si può certo pensare che Gesù abbia fatto, in tre anni di predicazione e in trenta di vita occulta, solo le cose riportate nel “Vangelo”.

    Pax tecum.

    • Francesco says:

      >> Non si può certo pensare che Gesù abbia fatto, in tre anni di predicazione e in trenta di vita occulta, solo le cose riportate nel “Vangelo”.

      pare che quelle “poche cose” riportate nei Santi Evangeli siano quelle necessarie e sufficienti alla salvezza dell’anima, però.

  48. Mario says:

    Altra cosa essenziale è che spesso il greco indica la “poverà di spirito”, e non quella materiale. Infatti, se un ricco dà tutto quel che ha ai poveri, rischia di farli diventare ricchi, e quindi tendenzialmente mette un ostacolo a che essi entrino nel Regno dei Cieli.
    Il problema non è tanto la ricchezza in sè, ma il fatto che essa quasi infallibilmente, appoggiandosi su una natura umana corrotta, produce attaccamento e orgoglio.

  49. Per Andrea Di Vita

    “Ma quale dittatore?”

    Chiaro che parlo dei sentimenti di Renzi, non della realtà.

    E’ ovvio che oggi tutti sono talmente condizionati da una situazione complessiva incontrollabile, che nessuno può sognare di fare il dittatore.

    A differenza di voi, io seguo da sette anni le vicissitudini di Renzi, che sono sempre identiche.

    Si presenta come candidato sindaco al Comune di Firenze e promette di realizzare in cento giorni cento punti:

    https://elenafarinelli.wordpress.com/i-100-punti-di-renzi-100-cose-da-fare-in-100-giorni/

    sono passate alcune migliaia di giorni da allora, e a leggere quel programma, viene ancora da ridere (al punto 47 c’è pure “irrompere nel futuro”).

    Come quando prese il foglio su cui noi raccoglievamo firme per risolvere la faccenda del nostro giardino, nel 2011, e ci scrisse sopra con lettere enormi, “mi impegno personalmente”. Siamo quasi nel 2017….

    Poi per un periodo ha fatto un grande “ascolto del popolo”, in cento posti diversi di Firenze nientemeno, “Niente giochini mediatici, libertà e partecipazione””

    http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2010/09/28/391116-niente_giochini_mediatici.shtml

    Alla prima contestazione (non stiamo parlando di fischi, ma di gente che si alza e ragiona in maniera diversa dall’amministrazione) i “Cento Luoghi” sono diventati virtuali, la gente poteva partecipare solo su Internet.

    Renzi spiega così la decisione di non far parlare la gente, i cui pochi clic sono stati lasciati nel dimenticatoio di qualche pagina web del Comune, totalmente ignorati:

    “Renzi lancia la versione virtuale dei cento luoghi: le assemblea si trasferiscono sul web

    „ “Si tratta di un’operazione di democrazia partecipata e partecipativa – ha sottolineato Renzi – che non ha eguali in Italia. Un percorso di trasparenza totale con l’obiettivo non è convincere nessuno. Certo noi – ha continuato – ci mettiamo la faccia perché ci sentiamo forti di quel che abbiamo fatto. Non c’è trucco non c’è inganno. Io non vi nascondo nulla, però voi – i cittadini – fatevi sentire. E del resto libertà è partecipazione”.“

    http://www.firenzetoday.it/politica/renzi-cento-luoghi-internet-28-settembre-6-ottobre.html

    Però non impara mai.

    Deve promettere di sbucheltare tutto entro dieci giorni, tanto tra venti starà dietro a un’altra promessa, basta spararne alla velocità di Twitter e promettere di dimettersi se non ci riesce, per poi trovare come restare.

    Nessuno pensa che Renzi riuscirà mai a fare il dittatore d’Italia, tranne lui stesso.

    • Sia chiaro che a me interessano poco i rivali di Renzi.

      A me interessa proprio Renzi, visto che lo conosco da molto prima di voi, e se ha buona memoria, lui si ricorderà anche di me.

      E per i primi due anni mi stava anche simpatico. Poi con quel “mi impegno personalmente”, ho capito tutto.

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        Una vecchia storiella Zen diceva che se vuoi colpire il pesce, non devi mirare al pesce. E nemmeno alla testa del pesce. E nemmeno all’occhio nella testa del pesce.

        No, devi proprio mirare al centro della pupilla dell’occhio della testa del pesce.

        Allora e solo allora, forse, dopo cento e cento tiri colpirai magari qualche squama.

        Così con Renzi. Lancia diecimila idee, nella prospettiva – se gli va bene – di realizzarne una, o forse due.

        Nell’età del Grande Fratello è già molto più di quello che fa chiunque altro, almeno qui in Italia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        Miguel

        qui non ti capisco: se facciamo fuori Renzi, non è che non sappiamo cosa succede

        succede che va al governo qualcun altro, tra un mazzo non infinito di papabili

        divisi tra quelli che non farebbero nulla di nulla (Grasso) e quelli che farebbero peggio che peggio (tutti gli altri)

        questo HA un certo influsso sulla decisione di buttar giù Renzi o meno

        ciao

        • Per Francesco

          “se facciamo fuori Renzi”

          Io e te facciamo fuori Renzi?

          Scusami, ma lui si mette sul balcone e dice, “mi butto!”

          Che ci posso fare?

          Comunque vedo che anche per te il ricatto funziona: a prescindere dal contenuto del referendum sulla costituzione che dovrebbe determinare il futuro dell’Italia, tu ti preoccupi di quanti giorni regge il governo Renzi.

          • Andrea Di Vita says:

            @ martinez

            Ovvio che se ne preoccupa.

            No, dico, hai presente l’alternativa?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

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