Il mulino del diavolo

Immagini di Edward Burtynsky.

Guarda come gira la ruota del mulino
laggiù nella profonda valle,
nessuno sa, cosa vi succede
né cosa vi macinano.

burtynski-fac06Sulla brughiera scorre l’acqua
e si riversa sulle pale.

L’oscura torba
è nera come l’anima del mugnaio.
Sarà vero, ciò che dicono di
lui nel villaggio?

Ascolta, come gira la ruota del mulino,
là dove gli uccelli non cantano mai
dove nessuno va
per portare il grano.

Il mugnaio è un uomo
che conosce molte magie.

burtyed0405_copy0Lì nella palude come pece e catrame,
alla fredda pozza,
egli insegna le arti oscure
nella scuola nera.

Il mugnaio è un uomo ricco,
ama accumulare il suo oro
perché sa trovare molti tesori
in luoghi segreti.

burtynski-oil-olf_19ab_03Spesso lo si vede andare di notte
sopra campi e prati.

E tornare subito indietro
con carri carichi.
Allontana subito lo sguardo, per non lasciarti
incantare dallo sguardo malefico.

edward-burtynsky-earth-10-690x549Chi osa andare al mulino
e alla maniera dei mugnai
chiedere farina e lavoro
viene cacciato via a calci.

Chi, nel bisogno, al mugnaio
mendica un pezzo di pane,

non ottiene elemosina,
ma sprezzanti risate.
Il Maestra scatena i propri cani,
dodici ne ha come guardiani.

Ascolta, come gira la ruota del mulino
sempre attorno al perno.
E saprai come scorre il tempo
finché non giacerai nella tomba.

Solo il mugnaio, anno dopo anno,
resta giovane come prima.

Quando prese in mano il mulino,
nessuno si ricorda più.
Si dice che quando arrivò
abbia ucciso il vecchio maestro.

Ascolta come gira la ruota
nel fresco della sera.
Una seconda ruota si trova
nella sala del Mulino del Diavolo.

E i ragazzi stanno attorno in cerchio,
il volto tutto bianco di farina.

edward-burtynsky-proc-plant-700x450Nessuno sa verso chi punta
l’incisione sulla ruota,
ma quando si ferma vicino a lui,
lui oggi dovrà morire.

Il mulino si rannicchia nella valle
in agguato per la preda
molti ne ha già ingoiati
strappati via qui e ora.

Spesso si vedono dei giovani
che si incamminano lungo la strada del mulino.

E quello che il mugnaio ferma,
lo prende con sé come apprendista.
E’ perso per questo mondo
e non farà più ritorno.

Sieh, wie sich das Mühlrad dreht
Dort im tiefen Tale,
Keiner weiß, was vor sich geht,
Noch, was sie dort mahlen.

Aus dem Moor das Wasser fließt
Und sich auf die Schaufeln gießt.

‘S ist so schwarz von dunklem Torf
Wie des Müllers Seele.
Ist es wahr, was sie im Dorf
Über ihn erzählen?

Hör, wie sich das Mühlrad dreht,
Wo nie Vögel singen,
Wohin niemand jemals fährt,
Um das Korn zu bringen.

Denn der Müller ist ein Mann,
Der so manchen Zauber kann.

Dort am Sumpf wie Pech und Teer,
An dem kalten Pfuhle,
Lehrt die dunklen Künste er
In der Schwarzen Schule.

Der Müller ist ein reicher Mann,
Liebt’s sein Gold zu horten,
Weil er viel’ Schätze finden kann
An geheimen Orten.

Manchmal kann man ihn nachts sehn
Über Feld und Wiesen gehn.

Und kehrt er alsbald zurück
Mit belad’nem Karren.
Schau schnell weg, der Böse Blick
Lässt dich sonst erstarren.

Wer sich hin zu Mühle wagt,
Und nach Müllersitte
Dort nach Mahl und Arbeit fragt,
Wird fortgejagt mit Tritten.

Wer beim Müller in der Not
Bettelt um ein Stückchen Brot,

Erntet nicht Almosen, bloß
Höhnisches Gelächter.
Der Meister lässt die Hunde los,
Zwölf hat er als Wächter.

Hör, wie sich das Mühlrad dreht
Immer um die Nabe.
Spürst du, wie die Zeit vergeht
Bis du liegst im Grabe.

Nur der Müller, Jahr um Jahr.
Bleibt so jung, wie er es war.

Wann er die Mühle übernahm,
Weiß keiner mehr zu sagen,
Den alten Meister, als er kam,
Hat er, sagt man, erschlagen.

Hör doch, wie das Rad sich dreht
In der Abendkühle.
Ein zweites in der Stube steht
In der Teufelsmühle.

Und die Burschen stehn im Kreis,
Das Gesicht von Mehl ganz weiß.

Keiner weiß, auf wen sie zeigt,
Auf dem Rad die Kerbe,
Doch, bei wem sie stehen bleibt,
Der muss heute noch sterben.

Die Mühle liegt im Tal geduckt
Und lauert auf die Beute,
So manchen hat sie schon verschluckt
Ein Riss im Hier und Heute.

Manchmal sieht man Burschen ziehn
Auf dem Weg zu Mühle hin.

Und wen der Müller eingestellt,
Nimmt bei sich in die Lehre.
Der ist verlorn für diese Welt,
Der wird nie wiederkehren.

Der ist verlorn für diese Welt.
Der wird nie wiederkehren.

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277 Responses to Il mulino del diavolo

  1. Grog says:

    Miguel stai bene?!
    Per favore rassicuraci sul tuo stato di salute mentale, ti riteniamo un MESSICANO DEPOTENZIATO non a livello di Pancho Villa o di Emiliano Zapata ma TI VOGLIAMO BENE LO STESSO!
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Non preoccuparti se vedi draghi verdi e topi bleu, è normale!

    • per Grog

      “Non preoccuparti se vedi draghi verdi e topi bleu, è normale!”

      Infatti, per me è normale, grazie.

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        Copiato e incollato.

        Mi permetto di contraccambiare con una delle poesie che da anni rileggo con immutato piacere, che traduco all’impronta col mio tedesco scolastico e che ha un tema analogo a quello del mulino:

        L’uomo cieco che sta in piedi sul ponte
        grigio come un paracarro di regni senza nome,
        forse è lui la Cosa sempre uguale a Se Stessa
        intorno a cui gira il firmamento,
        il perno delle stelle fisse.
        Perchè tutto intorno a lui vaneggia, si pavoneggia e cola via

        E’ lui la legge incastonata immobile
        in molti movimenti tumultuosi,
        l’oscuro ingresso al mondo infero
        presso una generazione di superficie

        Der blinde Mann, der auf der Brücke steht,
        grau wie ein Markstein namenloser Reiche,
        er ist vielleicht das Ding, das immer gleiche,
        um das von fern die Sternenstunde geht,
        und der Gestirne stiller Mittelpunkt.
        Denn alles um ihn irrt und rinnt und prunkt.

        Er ist der unbewegliche Gerechte
        in viele wirre Wege hingestellt;
        der dunkle Eingang in die Unterwelt
        bei einem oberflächlichen Geschlechte.

        R.M. Rilke, Pont du Carrousel.
        http://www.rilke.de/gedichte/pont_du_carrousel.htm

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  2. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    Qualcosa che ha ispirato, sembrerebbe, il Giostraio de “L’uomo illustrato” di Bradbury, oltre ai “Satanic mills” dell’inno “Jerusalem” di William Blake, inno noto per il riarrangiamento hard rock nell’LP “Tarkus” degli Emerson Lake and Palmer.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. Francesco says:

    Loande la quale neppure i mulini vanno bene, al contrario di quanto pensava JRR Tolkien descrivendo la Contea.

    A quanto dobbiamo regredire per restare umani? L’aratro è OK? Eppure per farlo servono miniere e fuochi, sento puzza di zolfo!

    ;)

    • Per Francesco

      “neppure i mulini vanno bene”

      Se leggi con attenzione, vedrai che il nuovo mugnaio ha fatto fuori quello vecchio, che si presume fosse una brava persona.

      Ma il nostro mugnaio fa qualcosa di molto particolare…

      • Francesco says:

        se se se … dicono tutti così e poi vogliono che pestiamo il grano a mano!
        e neppure ho i nomi per gli oggetti necessari!

        :)

  4. PinoMamet says:

    Mi ricorda Il mulino dei dodici corvi, di Preussler.
    Lo lessi da ragazzo e mi piacque; lo ho già consigliato, mooooolti commenti fa, come ottimo “anti-Harry Potter”, un racconto di magia dall’ambientazione inconsuenta, abbastanza inquietante, e sul quale neppure la Chiesa, credo, troverebbe qualcosa da ridire.

  5. Mario says:

    La modernità è il maligno incarnato in un sistema teoretico, e il katéchon non c’è più da 50 anni: artificio e ripetizione di gesti meccanici hanno trasformato l’uomo in un essere prossimo al lupo Fenrir, angosciato dal non-senso, dall’assenza di significato e destinazione. Prepariamoci: la battaglia finale sarà tra Tradizione e gnosticismo inconsapevole di massa, con a capo di quest’ultimo il sommo profanatore, il pappagallo pelagiano a nome JM Bergoglio.

  6. Mario says:

    Bergoglio usa la misericordia come clava: la San Pio X, questa estate, per poco non abboccava. Ci si rifugi ad Oriente, se non ci si vuol dannare eternamente l’anima, trascinati nel gorgo infernale a colpi di bergoglionate.

  7. Grog says:

    Mi hanno ROTTO I TRUMP e ne ho le HILLARY PIENE!
    Grog! Grog! Grog!

  8. Grog says:

    YABA DABA DU!
    _______________________________________________________________
    LA VECCHIA GALLINA LESBICA TROIA ASSASSINA NON C’E’ PIU’!
    _______________________________________________________________
    Meglio un TRUMP oggi che una GALLINA domani
    _______________________________________________________________
    Grog! Grog! Grog!

    • Il Trumpo comincia male:

      ” “We will double our growth and have the strongest economy in the world”

      • Grog says:

        Scrivevi caro Miguel in risposta a
        “Non preoccuparti se vedi draghi verdi e topi bleu, è normale!”
        dicevi
        Infatti, per me è normale, grazie.
        __________________________________________________________
        Se sei per la cosiddetta decrescita felice ora è tutto chiaro.
        Il Trump monellaccio la prima cosa di cui ha parlato sono ponti, strade, dighe, ferrovie che negli USA sono tutte opere vecchie come il cucco senza ombra di manutenzione a partire dagli anni 50.
        Meglio che spendano i soldi in rinnovo della infrastrutture che in armi ti pare?
        Poi la volontà di avere rapporti equilibrati con il resto del mondo è encomiabile, non come il finto negraccio della casa bianca che dice “noi siamo i primi!” ma vaffanculo!
        Grog! Grog! Grog!

        • Francesco says:

          in effetti questo lato stalinista di Trump è intrigante … con cosa pensa di pagarle le infrastrutture? tasserà i ricchi e le multinazionali o è una tigre di carta?

          se lo facesse, sarei più tranquillo che gli USA resteranno Number One, che è sempre meglio

          ;)

          • “con cosa pensa di pagarle le infrastrutture?”

            presumo con la Grandezza Americana, che Può Tutto, tanto l’entropia non esiste.

            • Francesco says:

              Secondo me Trump è meglio di Berlusconi, che avrebbe sperato nello Stellone nazionale.

              Almeno voglio sperarlo!

              Un pensiero ai saggi del Partito Democratico che hanno affondato Bernie Sanders e fatto vincere le primarie a Hillary Clinton.

            • “http://uk.businessinsider.com/donald-trump-climate-change-global-warming-environment-policies-plans-platforms-2016-10?r=US&IR=T”

              infatti, queste sono le vere questioni; ma da altri articoli che ho letto, sono state del tutto assenti dal dibattito elettorale. HC ha detto che “crede alla scienza”, DT ha detto che la crisi climatica è una truffa cinese, ma nessuno ovviamente ha il coraggio di dire, “la festa è finita, da ora in poi voi dovrete stringere la cinghia, a differenza di noi che siamo straricchi”.

              HC fantastica sulle illusioni globaliste, DT fantastica sulle illusioni protezioniste.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        le stesse parole in bocca a persone diverse, e udite da persone diverse (ogni parlante ha per definizione un interlocutore) significano cose diverse.

        Un operaio sente quella frase e dice: “pane!”, fregandosi le mani.
        Un amministratore delegato dice: “più investimenti, speculazioni, ecc. e meno pane alla gente comune”, fregandosi le mani anche lui.

  9. Dif says:

    Domandina: ma i vari fan italiani di Putin, che con Obama alla Casa Bianca erano diventati improvvisamente anti-americani e filo-russi, facendone una questione ideologica, alla prossima crisi tra USA e Russia da che parte staranno?

    • Grog says:

      Premesso che :
      – Putin non è RUSSO ma bensì VENETO! Il cognome deriva dal veneto “PUTEO” (ragazzo) slavizzato in “PUTIN”;
      – alla CASA BIANCA avere un NEGRO (per giunta finto) è una contraddizione in termini, tanto valeva che lo chiamassero ZIO TOM.
      Alla prossima crisi tra RUSSIA ed USA dobbiamo solo sperare che non ci sia un amorevole scambio nucleare anche perché quei DISPETTOSI dei Russi dopo la seconda guerra mondiale
      ( 25 milioni di morti milione più milione meno roba che l’olocausto è una rissa da osteria )
      hanno giurato che NON COMBATTERANNO MAI PIU’ sul loro territorio e con l’aiuto di ORSO & MASHA & SCOIATTOLI hanno sviluppato missili tipo il SARMAT che lanciati su Londra farebbero dei danni anche a Parigi.
      In questo quadro IL RATTO (TOPASTRO) DELL’ARNO coadiuvato dalla SCEMA LIGURE spediscono un corpo di 150 militari nei paesi baltici!
      GRANDISSIMI PEZZI DI CRETINI! Che si limitino a rubare nella banche!
      Grog! Grog! Grog!

  10. mirkhond says:

    Addio Impero, finalmente

    Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, chiunque le vincerà o al momento in cui scrivo le abbia già vinte, segnano, per il momento solo simbolicamente, la fine dell’Impero americano. E’ mai possibile che 300 milioni di americani non abbiano saputo trovare come loro rappresentante supremo, ‘il comandante in capo’ come si esprimono, che due personaggi così squallidi, per motivi diversi ma in fondo convergenti, come Hillary Clinton e Donald Trump? Tutta la campagna elettorale si è svolta a livelli rasoterra. E’ stata concentrata non sui programmi ma piuttosto sulle caratteristiche fisiche e antropologiche dei due candidati e dei loro sostenitori. Uno degli esponenti repubblicani, ostile a Donald Trump, ha accusato il tycoon di “averlo piccolo”. E basterebbe questo per rivalutare le elezioni di quel piccolo, modesto, caciarone Paese che è l’Italia. Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto. Lo slogan del Sessantotto era “pagherete caro, pagherete tutto”, io l’ho trasformato in “rimpiangerete caro, rimpiangerete tutto”, non solo Berlusconi, ma anche la vecchia, cara e troppo facilmente dimenticata Democrazia cristiana e forse persino Bettino Craxi che è stato il vero corruttore di questo Paese inaugurando la filiera che dal Cavaliere arriva fino a Matteo Renzi.

    Per mia fortuna io non devo partecipare alle elezioni americane. Del resto non voto da quarant’anni nemmeno per quelle italiane, tranne un’eccezione per la prima Lega di Umberto Bossi. Però, se pistola alla tempia, mi si chiede di scegliere fra Donald Trump e Hillary Clinton, preferisco il primo. Per una serie di motivi. 1. Trump parla un linguaggio volgare ma diretto e franco, mentre quella madonnina infilzata di Hillary Clinton è molto più subdola e sotterranea. 2. Tutto il sistema finanziario e mediatico sta con Hillary (Borsa docet). Il che vuol dire che, paradossalmente e non so quanto volontariamente, il grande magnate rappresenta gli altri. 3. Non se ne può più della retorica per cui una donna, in quanto tale, è meglio di un uomo. E’ un razzismo sessuale rovesciato. Le tipe sono diventate intoccabili, bisogna attribuir loro sia le qualità femminili che quelle maschili. L’allenatore del Torino, il serbo Sinisa Mihajlovic, è stato messo sotto accusa dal Codacons per questa frase rivolta ai suoi giocatori: “non si può essere maschi in casa e femmine in trasferta”. Non ci si rende conto che in questo modo, credendo il contrario, si negano le qualità femminili della donna, e in fondo la donna stessa, che tutto può essere, se rimane una donna, fuorché virile. Hillary Clinton è una specie di ircocervo mostruoso per cui non è una donna ma nemmeno un uomo. E’ una sorta di ermafrodito e non credo affatto che abbia il favore delle donne americane, almeno di quella percentuale di donne che sono rimaste tali. 3. E’ il punto più importante e interessante. Storicamente i repubblicani, prima dell’avvento di George Bush, sono stati isolazionisti. Nella campagna elettorale di Trump questo elemento è apparso, sia pure qua e là, quando ha affermato che l’America ha speso milioni di dollari per avventure fallimentari in Afghanistan, in Iraq e insomma in tutto il Medio Oriente. Nessuno può sapere se Trump sia sincero in queste affermazioni. Se lo fosse l’Europa potrebbe tirare un grande sospiro di sollievo perché l’avventurismo americano si è rovesciato sul Vecchio Continente. Quindi via gli americani, raus, foera di bal e l’Europa ricominci a filarsi da sé la propria storia.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2016

    N.B. L’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano il 9 novembre 2016 è stato scritto, ovviamente, il giorno prima, e precisamente la mattina dell’8 novembre quando non si potevano conoscere i risultati delle presidenziali americane. (m.f.)

    • Francesco says:

      1) Bettino Craxi non è stato il corruttore dell’Italia. E’ una bugia inventata da PCI e sinistra DC per lavarsi la coscienza
      2) il motivo 1. mi vede d’accordo al 100%
      3) il motivo 2. mi vede d’accordo al 99,5%
      4) il motivo 3. mi vede d’accordo al 200%
      5) il motivo 3bis (sic) mi vede diviso, perchè l’interventismo alla cazzo di cane di Obama era forse peggio dell’isolazionismo.

      saluti

    • roberto says:

      1. chi parla male pensa male e dire “al rogo i messicani stupratori e i negri fannulloni” non è solo parlare con linguaggio franco e chiaro, ma appunto “pensare male”
      disaccordo totale

      2. secondo me è una palla gigantesca, o vogliamo veramente credere che uno dei più grandi palazzinari d’america sia inviso al sistema finanziario e mediatico? mi sembra di sentire il berlusca dire che la televisione ce l’ha con lui
      disaccordo totale

      3. anche li molta retorica di fini. credo che nessuno (fini e femministe a parte) abbia detto “meglio hillary perché donna”
      disaccordo totale

      3bis fini pecca di un’ingenuità che faccio fatica a credere sincera. come abbiamo già visto su questo Blog, al dilà di quel che dice Trump, il suo programma è per la spesa militare e comunque la guerra all’Isis la vuol fare pure lui. su questo punto i due candidati secondo me erano uguali
      disaccordo (non totale perché non sono sicuro di aver ragione)

      • Francesco says:

        1 le cazzate razziste di Trump NON gli hanno impedito di ottenere parecchi voti delle minoranze, quindi devono avere un significato diverso da quello letterale. non dico migliore, dico diverso. ipotizzo una roba tipo mettere i migranti legali contro quelli illegali e i negri con un lavoro contro quelli disoccupati/criminali

        2 qui neghi l’evidenza: il 99% dei mass media ha endorsato Clinton, i mercati finanziari hanno puntato su di lei, le ricette economiche di Trump sono vaghe e preoccupanti anche nel breve periodo … mica per nulla i sondaggi hanno cannato alla grandissima (vedi Gad Lerner)

        3 lo ha detto LEI anche nel discorso in cui ha riconosciuto la sconfitta. secondo me lì nel Granducato avete più censura che a Singapore …

        3bis. spesa militare e isolazionismo possono andare a braccetto, guarda la Svizzera. la Clinton ha contribuito a scatenare la guerra in Ucraina, Libia e Siria, mica pugnette!

        ciao

        • Roberto says:

          Sul punto 3, è colpa mia, è iniziata la stagione NBA e per quanto mi riguarda la terra può pure smettere di girare che non me ne accorgerei
          ;-)

          • Francesco says:

            beato te, io se aggiungo che la NBA al conto mensile delle spese superflue posso pure spararmi

            cmq LBJ ha endorsato anche lui la Clinton!

            ;)

          • roberto says:

            NBA pass su apple TV, tutte le partite di tutte le squadre, più hilights, interviste ed un sacco di altre cose

            249 euro per 116.640 minuti di basket (+ i playoff)

            alla fine risparmi anche perché con questo piccolo investimento iniziale rinunci totalmente alla vita sociale (per 8 mesi niente più cinema, pizzerie & co)

            metti giusto in conto il costo di un possibile divorzio
            ;-)

  11. Interessante il commento di Beppe Grillo (i miei commenti al commento seguono).

    “È pazzesco. Questa è la deflagrazione di un’epoca. È l’apocalisse dell’informazione, della Tv, dei grandi giornali, degli intellettuali, dei giornalisti. Questo è un vaffa…generale. Trump ha fatto un VDay pazzesco”. Così Beppe Grillo si esalta per la vittoria del tycoon in un video postato sul suo blog. “Questa è la prova che questi milioni di demagoghi non sono le persone, ma sono i giornalisti, gli intellettuali, ancorati ad un mondo che non c’è più.”

    • A prescindere completamente da ciò che si può pensare di Trump, c’è un crollo in tutto l’Occidente del sistema di controllo, che è un tema che mi affascina.

      La specie umana è composta da una minima parte di anticonformisti e una grande maggioranza di conformisti.

      Questo garantisce la stabilità di un sistema, ma solo fino al momento in cui la maggioranza è davvero convinta che il sistema sia intramontabile e invincibile.

      C’è un attimo straordinario, in cui la maggioranza perde questa certezza, e quindi tutto diventa possibile.

      Esempi… l’attimo in cui, ai tempi della Riforma, in remoti villaggi della Germania, la gente è passata dal denunciare al parroco chi aveva espresso un parere dubbio, a prendere a martellate le immagini più sacre;

      il momento in cui i cittadini della DDR hanno scoperto che non succedeva niente se scendevi in piazza;

      il momento in cui folle di conformisti hanno tirato monetine addosso a Craxi;

      il momento in cui in Egitto qualcuno ha pensato di poter calpestare il ritratto di Hosni Mubarak e uscire vivo.

      Ecco, il sistema di controllo occidentale, che è molto più sofisticato e si fonda su un flessibile intreccio tra finanza, potere militare, bilanciamento politicamente corretto delle lobby, saccheggio delle risorse, controllo elettronico e paura di perdere il rispetto di chi conta…

      gli “occidentali” si stanno accorgendo che anche questo sistema potrebbe non detenere il monopolio del futuro.

      Non è un giudizio sulle alternative che possono benissimo essere anche peggio di ciò che sostituiscono; ma nel giro di un anno, abbiamo visto ribaltarsi tutto, da Sesto Fiorentino a Washington :-)

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        Aggiungerei alla lista il momento in cui sono volati i primi fischi al comizio di Ceausescu, quello in cui il suicidio di un ambulante ha innescato la rivolta in Tunisia, e quello in cui un baffuto elettricista saltò sul muretto ad arringare la folla ondeggiante dei suoi colleghi operai nei cantieri navali di Danzica.

        La perdita di certezza da parte della maggioranza, quella situazione di solito brevissima in cui l’orientamento di ciascuno non è più facilitato in un senso o nell’altro dall’orientamento del vicino, è stata descritta rigorosamente nel 1975 in un bel lavoro di Haken, dove si dimostra come il comportamento della folla in queste circostanze sia analogo a quello dei magnetini microscopici elementari in una calamita: se questa è riscaldata oltre a una certa soglia cessa di essere magnetizzata, ma la transizione avviene di colpo e appunto perchè ciascun magnetino cessa di sentire l’effetto dei suoi vicini. La situazione di perdita di orientamento dura appena un attimo, un attimo brevissimo rispetto alla vita della calamita, ma in quell’attimo l’intero sistema può magnetizzarsi di colpo in una direzione del tutto diversa, e financo opposta, a quella lungo la quale era magnetizzato in partenza. Che i mutamenti di sentimento di una folla siano subitanei lo aveva già osservato Gustave Le Bon, e di recente sono state tracciate delle somiglianze col moto dei banchi di pesci e degli storni di uccelli.

        La cosa interessante è che in quel momento spariscono le distinzioni fra piccolo e grande, fra microscopico e macroscopico (pomposamente si chiama ‘invarianza di scala’): l’azione di un singolo individuo può mutare la sorte di un intero popolo. In condizioni di invarianza di scala il comportamento del sistema è in larga misura universale, cioè indipendente dai dettagli del sistema stesso: il che spiega la similitudine fra la folla, la calamita, uno stormo e un banco di aringhe. Prima e dopo, il comportamento del singolo elemento del sistema (l’essere umano, il magnetino elementare, l’uccello, il pesce) è -salvo eccezioni sempre presenti- rigidamente conformista, intruppato nella media: all’inferno le palle di neve sono rare.

        Filosoficamente, diremo con Camus che la rivolta è l’unico, effimero spazio di libertà.

        The tail wags the dog, potremmo dire.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • “La perdita di certezza da parte della maggioranza, quella situazione di solito brevissima in cui l’orientamento di ciascuno non è più facilitato in un senso o nell’altro dall’orientamento del vicino, è stata descritta rigorosamente nel 1975 in un bel lavoro di Haken”

          Un commento fantastico, grazie!

        • Peucezio says:

          Miguel e Di Vita,
          d’accordo, ma secondo me è importante distinguere i fenomeni dall’alto da quelli dal basso, quelli che comportano una maggiore concentrazione di potere e quelli che ne comportano una maggiore distribuzione.
          Non tutti i fenomeni sono nettamente ascrivibili a una delle due categorie, ci sono situazioni intermedie, casi sfumati, complessi, ma in questo caso davvero farei fatica a vedere élite emergenti come motori di ciò che sta avvenendo. Cioè qui non siamo di fronte al forte, che la gente segue perché istintivamente sente il capobranco, ma alla gente che s’incazza e va a dare fuoco al castello del signore.

          • Andrea Di Vita says:

            @ peucezio

            Concordo, ma ci tenevo a sottolineare una cosa diversa.

            Invarianza di scala vuol dire che la distinzione fra piccolo e grande non ha più importanza. Ecco perché un cambiamento epocale può nascere dall’azione di un singolo elemento del sistema.

            Ciò implica che il potere, proprio come tutto il resto peraltro, fluttua casualmente e violentemente fra strutture piccole composte da pochi individui (al limite uno solo) e strutture immense, masse oceaniche. Ognuno di volta in volta diventa centro e periferia, una distinzione stabile non si può più fare. (Un corollario è che il linciaggio diventa comune; Michelet ne porta testimonianza per la Rivoluzione Francese).

            Passata la buriana, il sistema riassume un ordine non meno gerarchico di quello di prima della tempesta, anche se l’effettivo orientamento di quest’ordine dipende dalla storia concreta delle impredicibili fluttuazioni avvenute durante il “liberi tutti”. (E’ un po’ come nel gioco dei quattro cantoni).

            Tornando dalla fisica dei magneti alla storia umana, le affermazioni di Peano e di Orwell sulla stabilità dei sistemi dominati dall’ineguaglianza riguardano proprio le situazioni lontani dal “liberi tutti”, quelle situazioni che possono rimanere stabili per lunghissimo tempo e che proprio per questo- non riescono a volte a prevenire la lentissima deriva che può impercettibilmente portare il sistema verso una nuova, temporanea ma assai brusca, crisi.

            Ecco forse il perché dell’equivoco che vede i teorici dell’ineguaglianza perpetua come fautori dell’immobilismo e del potere delle classi dominanti della loro epoca. Essi descrivono uno stato ordinato stabile, la rivoluzione è instabilità.

            Sorge naturale la domanda: perché non si è ancora osservato uno stato di uguaglianza stabile? Marx si rifugiò nel messianismo, altri (come Costanzo Preve) pensano di averlo identificato nel lontano passato della nostra specie (il mito del buon selvaggio, il comunismo primitivo dei Tasaday delle Filippine). Manca ancora una risposta soddisfacente a questa domanda.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Per Andrea

              “Sorge naturale la domanda: perché non si è ancora osservato uno stato di uguaglianza stabile?”

              Mettendo da parte il resto delle cose interessanti che dici, non sono del tutto d’accordo.

              Credo che la storia sia fatta in gran parte di “uguaglianze instabili”, in genere tra popolazioni illetterate, cioè tra la stragrandissima maggioranza della nostra specie.

              Comunità di contadini che si danno una mano a vicenda, condividono l’acqua e la terra, litigano tra di loro, rifanno la pace, subiscono razzie e riprendono daccapo perché bisogna pure campare, spettegolano ma sanno che alla fine meglio accettare le stranezze di tizio o di caio, perché comunque ci tocca vivere in questo villaggio per tutta la vita, e si ha sempre bisogno di braccia.

              Solo che questa gente non “fa la storia”, e quindi abbiamo un quadro distorto.

            • Francesco says:

              >> Solo che questa gente non “fa la storia”, e quindi abbiamo un quadro distorto.

              beh, io sono abbastanza ignorante ma non mi ricordo società fatte SOLO da villaggi di contadini. c’è sempre un centro direttivo, che elabora la cultura che crea quella società, che sia una città, un castello, un monastero, un palazzo

              i contadini egiziani ci hanno lasciato le Piramidi, quelli babilonesi il ricordo dei Giardini Pensili

              ciao

            • “non mi ricordo società fatte SOLO da villaggi di contadini. c’è sempre un centro direttivo, che elabora la cultura che crea quella società, che sia una città, un castello, un monastero, un palazzo”

              Il quadro è assai vario, ma penso a vari esempi: il Vietnam, il Messico precolombiano (ma anche per molti versi ancora oggi), il Tirolo, vaste zone della Francia “ancien régime”, l’Inghilterra ai tempi dei commons, la Cina pre-1910, l’Egitto pre-Ottocento, le montagne del Marocco…

              In tutti questi casi esistevano rapporti con centri urbani, certamente; che non “creavano” la cultura contadina, abbastanza autosufficiente di suo, ma sicuramente la influenzavano, e sottraevano talvolta anche reddito alle campagne, ma non ne intaccavano l’indipendenza.

              Poi è ovvio che noi studiamo la storia del 5% dell’umanità che viveva in città, e a cui la campagna interessava solo nei termini che dici tu.

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              “Credo che la storia sia fatta in gran parte di “uguaglianze instabili” ”

              Appunto, tu riformuli la domanda che ho posto io: perché l’uguaglianza è instabile, e ad essere stabile è solo l’inuguaglianza?

              “Comunità di contadini che si danno una mano a vicenda”

              Certo, come direbbe Orwell “i prolet e gli animali sono liberi”. Libertà, uguaglianza, assenza di sopraffazione sono possibili su scala sufficientemente piccola, periferica e isolata da non mettere in discussione la gerarchia costituita (anche se nemmeno in questo caso sono necessari, v. ad es. “Padre padrone”). Proprio come i lupi nei loro branchi e le formiche nei loro formicai, i contadini e i pastori sono lasciati ad auto-organizzarsi, finché questo non mette in discussione le tasse e le corvées per il padrone.

              Il caso limite sono i Baltici. Assolutamente liberi com’erano, strutturati in società paragonate da autori moderni a quelle dei Pellerossa, all’arrivo dei Cavalieri Teutonici novecento anni fa un gruppetto di gente decisa e dotata di armature (che qualcuno aveva costruito per loro coi soldi di un sovrano straniero, il Duca di Mazovia) li ha bruciati vivi nelle loro capanne fino all’ultimo, al punto da fare sparire pure il ricordo della loro storia – di cui si conservano tracce solo nelle lingue Lituana e Lettone, solo da poco peraltro insegnate a scuola.

              “distorta”

              La storia è fatta dai vincitori, ma appunto torniamo alla questione di partenza: perché a vincere sono sempre i tiranni? Perché “La fattoria degli animali” sì, e “La città del Sole” no?

              Una risposta semplice è quella tecnologica: le società diseguali producono armi migliori. Per armi intendo sia quelle di metallo sia quelle spirituali, come le dottrine religiose che insegnano che l’autorità viene da Dio.

              Ma il problema si sposta soltanto. Perché le società diseguali producono armi migliori? O, se vogliamo riformulare la domanda: cosa rende stabile la disuguaglianza?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Miguel,

              non lo so.

              Quelli che mi citi sono, come pensi tu, civiltà autonome sfruttate dalle città lontane, o, come penso io, periferia di quelle città, legate a esse da legami di ferrea reciproca necessità?

              Non mi spiegherei altrimenti l’esistenza delle città (o castelli o monasteri o altri centri “non agricoli”).

              E’ come per l’Oltrarno: senza la Firenze che odiate quanto durerebbe? cinque settimane?

            • “E’ come per l’Oltrarno: senza la Firenze che odiate quanto durerebbe? cinque settimane?”

              Ovviamente… infatti a differenza dei contadini, non abbiamo campi, che sono ciò che permette di essere liberi e autosufficienti.

              Un testo

          • Z. says:

            Non dà fuoco a niente. Dice solo parolacce sul web. Poi di persona si vedono dal lato schiena. Per ora, almeno.

        • Peucezio says:

          Tra l’altro di solito i movimenti rivoluzionari o riformatori nascono nelle città e s’irradiano nelle campagne.
          Qui è il contrario, è la periferia che s’impone sul centro.

          • per Peucezio

            “Tra l’altro di solito i movimenti rivoluzionari o riformatori nascono nelle città e s’irradiano nelle campagne.”

            Credo che qui bisogna rovesciare la prospettiva.

            La grande forza si concentra sempre nelle città.

            “Rivoluzione” e “riforma” sono concetti di un mondo in espansione.

            Qui stiamo assistendo al collasso di un mondo, e il collasso parte dalle aree deboli, poi converge pian piano verso le città.

      • roberto says:

        “C’è un attimo straordinario, in cui la maggioranza perde questa certezza, e quindi tutto diventa possibile”

        tipo quando folle di tedeschi ascoltano in visibilio il gigantesco vaffa (stile grillo) di un oscuro ex imbianchino austriaco?

        • Per roberto

          “tipo quando folle di tedeschi ascoltano in visibilio il gigantesco vaffa (stile grillo) di un oscuro ex imbianchino austriaco?”

          Non ho citato nessun episodio tra il 1914 e il 1945, perché lì il processo è diverso: la decisione dall’alto del 1914 mette in moto un processo caotico tale da sovvertire per decenni ogni ordine in Europa.

          Casomai, è il processo del 1914 da studiare: cioè perché tanti grigi burocrati conformisti si votano contemporaneamente al suicidio – in questo senso un parallelo forse c’è.

      • roberto says:

        comunque sono sostanzialmente d’accordo con te e a questo punto mi sento di dare per certa la le pen all’esliseo al prossimo turno e lanciare l’hashtag #tuttoèperduto

        (in realtà sul mio facciabuco l’ho lanciato più di un’anno fa)

        • Francesco says:

          guarda che i nodi vengono sempre al pettine, prima che poi

          abbia fede pazienza e un bel rifugio antiaereo e vedrai

          ;)

      • habsburgicus says:

        bravissimo Miguel !
        hai detto, molto meglio, quanto pensavo !

        • habsburgicus says:

          (quello dell’attimo in cui cambia tutto)
          aggiungerei quell’attimo in giu 1789 quando i deputati del Terzo Stato improvvisamentei ritennero di potere ogni cosa

          • Per Habs

            “aggiungerei quell’attimo in giu 1789 quando i deputati del Terzo Stato improvvisamentei ritennero di potere ogni cosa”

            Verissimo

          • Francesco says:

            e quando capitò lo stesso nell’Inghilterra del ‘600? da notare come quella presa di potere divenne un dato costitutivo dell’identità inglese, da allora il Potere risiede in chi controlla il Parlamento, tutto il resto gli ruota intorno (solo Cromwell fece eccezione per poco tempo)

            ciao

    • Z. says:

      L’analisi di Grillo mi sembra corretta su un punto. Votare Grillo significa votare il partito del vaffanculo – così come definito dal suo capo – e non vedo perché votare Trump sarebbe diverso.

      In questo periodo questo tipo di atteggiamento è molto conformista, oltretutto. Spandere insulti e rabbia è facile e porta sempre consenso.

  12. mirkhond says:

    Un’altra riflessione sulla vittoria di Trump :

    Ha vinto Trump. In arrivo un nuovo 11 settembre?

    Categoria: News Internazionali
    Pubblicato: 09 Novembre 2016
    Letture: 2543

    Come già abbiamo scritto per le precedenti elezioni americane, una cosa è il significato sociale del risultato elettorale, un’altra è il significato politico del medesimo.

    In altre parole, l’elezione di un determinato presidente ci indica sempre la “temperatura mentale” della popolazione americana, indipendentemente da quelle che saranno poi (o che non saranno) le conseguenze politiche di quell’elezione.

    Quando vinse Barack Obama scrivemmo che il segnale primario di quell’elezione era che l’America fosse finalmente pronta ad eleggere un nero alla Casa Bianca. Un grande passo evolutivo, nella breve storia di questa nazione, indipendentemente da ciò che poi il nuovo presidente sarebbe o non sarebbe riuscito a fare.

    La vittoria odierna di Trump può essere letta con gli stessi parametri: ci dice sostanzialmente che l’America di oggi si ribella ad un sistema politico ormai palesemente marcio, indipendentemente da quello che poi farà o non farà Donald Trump dall’ufficio ovale della Casa Bianca.

    Quella di oggi infatti non è tanto una vittoria di Trump, quanto piuttosto la sconfitta di un enorme apparato di gestione del potere, il cui strumento principale sono in media asserviti, e il cui scopo ultimo è quello di permettere ad una oligarchia di controllare un’intera nazione tramite il velo ingannevole della “democrazia”.

    Oggi tutto questo sembra vacillare di fronte ad una reazione di tipo istintivo e irrazionale nella parte più “ignorante” della popolazione. È il famoso “contadino dell’Oklahoma” (che corrisponde bene o male al nostro “pastore lucano”), che ha capito con la pancia che il sistema lo stava ingannando, e sempre con la pancia ha scelto di combatterlo con l’unica arma che aveva a disposizione: il candidato “antisistema”.

    Questo risultato travolgente è stato paradossalmente aiutato da una candidata, Hillary Clinton, che è riuscita a concentrare sulla propria persona tutto il peggio dell’attuale sistema politico: corruzione, arroganza, prevaricazione, menzogna reiterata, prepotenza e collusione; il tutto perpetrato pacchianamente alla luce del sole.

    Qui si chiude in qualche modo la lettura sociale di questa elezione, e si apre invece quella più prettamente politica.

    Come abbiamo già detto in precedenza, se avesse vinto Trump, il sistema politico si sarebbe immediatamente messo in moto per cercare di metabolizzalo e farlo diventare uno di loro. Già ci sono riusciti in parte, mettendogli accanto il fintamente pacato Mike Pence.

    E se questo non dovesse bastare, potete stare certi che entro pochi mesi (e probabilmente prima ancora dell’insediamento effettivo del 20 gennaio) l’America si troverà a fronteggiare un evento di tipo “terroristico” molto simile a quello dell’11 settembre.

    Abbiamo infatti davanti due mesi di assoluto vuoto politico, nei quali il presidente in carica Obama non più nemmeno l’autorità per incollare un francobollo, mentre lo stesso Parlamento si prepara a cedere la maggioranza assoluta al partito repubblicano.

    E con una “supermajority” [*] come questa non saranno certo i neoconservatori del complesso militare-industriale a farsi sfuggire l’occasione per lanciare definitivamente il loro sogno di “nuovo secolo americano” già dall’alba del 21 di gennaio prossimo.

    Teneteli d’occhio da vicino, i vari Bolton, Cheney, Rowe e tutti gli altri della vecchia guardia neocons, perchè qualunque cosa esca dalle loro bocche nelle prossime ore sarà destinato ad avverarsi, probabilmente in tempi molto brevi.

    Massimo Mazzucco

    [*] Per super-maggioranza si intende quando un solo partito controlla contemporaneamente la presidenza e i due bracci del Parlamento. In questo caso infatti può far passare speditamente tutte le leggi che vuole, senza dover temere una reale resistenza da parte dell’opposizione.

    http://www.luogocomune.net/LC/index.php/18-news-internazionali/4529-ha-vinto-trump

    • Francesco says:

      Ah, qui riconosco i Vati del Duca, con la loro ridicola saccenza e le previsioni scriteriate di chi domani ha dimenticato ciò che ha scritto oggi!

      >> potete stare certi che entro pochi mesi … l’America si troverà a fronteggiare un evento di tipo “terroristico” molto simile a quello dell’11 settembre.

      per non parlare della super-maggioranza, che è la quasi normalità per i primi due anni di presidenza (e i Repubblicani hanno perso seggi al Senato e alla Camera)

  13. Justin Raimondo ci ricorda le promesse che bisogna costringere Trump a mantenere:

    http://original.antiwar.com/justin/2016/11/08/trumps-revolution/

    “Trump has said that NATO is “obsolete” – and let’s hold him to that evaluation, and its clear implications. The Soviet Union has been dead since 1989. It’s time to put NATO in mothballs.

    Trump has said Japan and Korea must start providing for their own defense: let’s hold him to that one, too. It’s high time to pull US troops out of South Korea, where they are sitting ducks, and out of Japan as well. The Korean war is over: so is World War II. These countries are wealthy, as Trump has repeatedly pointed out: let them defend themselves.

    The Saudis depend on us for their defense: we send them weapons, we train their troops, while they fund terrorism and run one of the nastiest regimes on earth. They’re filthy rich, as Trump has remarked many times: it’s time to cut them loose, too.

    In short, it’s time to pressure the new President to keep his promises. Because you can be sure, as the sun rises in the West, that the War Party will try to co-opt the new administration, and do everything in their power to make sure that they retain their hegemony over US foreign policy.”

  14. Non ho ancora visto i commenti di Renzi…

    Eppure mezzo mondo si è già espresso.

  15. mirkhond says:

    Bacerà la pantofola del nuovo imperatore a stelle e striscie, come ha già fatto con Obama, e come i suoi predecessori con i precedenti cesari statunitensi.
    Da 70 anni a questa parte.

  16. Grog says:

    Ammazzate il
    RATTO DELL’ARNO A BASTONATE
    Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng! Sdeng!

    Non date la pensione di reversibilità alla vedova, si guadagni la vita con il sudore delle cosce ed affittando i pargoli ai pedofili del giardino di Boboli.

    Grog! Grog! Grog!

    • Francesco says:

      e chi si mette sull’altro scranno?

      il senile Silvio? il brasato Bersani? il selvaggio Salvini? il messicano Miguel?

      ardua questione mi opprime il petto!

      • Grog says:

        Direi Miguel!
        Magari gli vengono fuori inaspettatamente i COJONES A LA MEXICANA!
        Farà la guerra a Croazia e Slovenia per riprendersi le TERRE IRREDENTE e come mediazioni abolirà lo studio dell’italiano, dello sloveno e del croato imponendo lo studio
        DEL DIALETTO SPAGNOLO DI TEGUCIGALPA
        Abolirà l’euro e darà corso legale al MIGUELITO D’ORO E D’ARGENTO
        Diplomaticamente chiederà agli avversari
        USTED QIERE PLATA O PLOMO?
        Grog! Grog! Grog!

  17. Francesco says:

    OT

    ma tutti i frequentatori del blog che ci hanno spiegato come e perchè il Sistema non avrebbe mai permesso a Trump di vincere dove sono finiti?
    spero in osteria a festeggiare!

    :D

    • roberto says:

      in gita con quelli che dicevano che il sistema non permetterà mai il brexit
      :-)

      • Peucezio says:

        :-D

        Una (non certo l’unica) delle cose che apprezzo di te, Roberto, è che, diversamente da tante persone che vivono in un mondo onirico autoreferente (per poi svegliarsi tramortiti da sonore sberle!), tu vivi nel mondo reale.
        E’ un mondo reale che ultimamente sta diventando un po’ più come piace a me e un po’ meno come piace a te (credo), ma non tenti in nessun modo di esorcizzarlo o distorcerlo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io invece confido in Donald perché il mondo diventi più come piace a me: senza USA.

          • mirkhond says:

            Magari!

          • Peucezio says:

            Mauricius, lasciati servire, qualunque cosa scaturirà da tutto ciò, non ti piacerà.
            E se ti piacerà, vuol dire che sarà successo malgrado l’elezione di Trump o comunque indipendentemente da essa.

            L’essenza degli Stati Uniti è il messianismo, che è anche l’essenza del marxismo e del progressismo in genere.
            Un’America non messianica non è America. Quindi agisce a due livelli: influenza il mondo in un senso non messianico ed è anche meno egemonica. Ma è meno egemonica in quanto è meno messianica (l’egemonia è una forma di messianismo), per cui comunque non favorisce il messianismo nel mondo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma io infatti sono convinto che Trump sia sufficientemente inetto per raggiungere il risultato che voglio nonostante i suoi sforzi. Anche se non voglio assolutamente sottovalutare le immense risorse dell’Impero.

            • Peucezio says:

              Chiarisci meglio…

            • Per Peucezio

              “Un’America non messianica non è America.”

              Concordo, a patto che ricordiamo che NON stiamo parlando dell’America – i paraguaiani non sono per nulla messianici :-)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Trump ha le carte in regola per governare malissimo ed il suo malgoverno può danneggiare davvero tanto gli Stati Uniti. Ovviamente lui se commetterà errori lo farà in assoluta buona fede, ma se li commetterà danneggerà gli USA in un momento molto delicato.
              Ho anche aggiunto che l’Impero ha così tante risorse che per quanto Trump ci si metta d’impegno a fare cazzate questo potrebbe non smuovere la situazione di una virgola.
              Tradotto: tifo per lo sfascio.

            • Peucezio says:

              Il punto è che l’Impero è una cosa, gli Stati Uniti un’altra.
              L’impero esiste a discapito della popolazione e della società statunitense.
              Il primo uscirà malridotto dalla cura Trump, la seconda invece secondo me non ne sarà affatto danneggiata, tutt’altro.
              E non ci vedo nulla di male: se gli americani possono stare bene senza pestare i calli a me, perché dovrei dolermene?

          • Francesco says:

            MT

            per curiosità: cosa vedi di buono in un mondo come meno, o punto, USA?

            a me, che ammetto di fare fatica a vedere qualcosa di quella prospettiva, non vedo nulla di buono. neppure da cattolico fanatico e bigotto.

            grazie

        • Roberto says:

          Beh peucezio ti ringrazio molto per il complimento che apprezzo ancora di più venendo da una persona che mi ha più volte “accusato” di vivere su un altro pianeta
          :-)

          • Peucezio says:

            Si vede che ti sei stancato di Marte. D’altronde non c’è niente, dopo un po’ che ci fai? :-P

  18. izzaldin says:

    piccolo momento Cassandra,
    a leggere Repubblica, il Post o altri giornaloni sembra una sorpresa ma c’era chi a MARZO sapeva benissimo della forza di Trump
    https://ilfiumeoreto.wordpress.com/2016/03/03/donald-trump-e-una-forza-della-natura/

    a ottobre poi i segni erano già chiarissimi
    https://ilfiumeoreto.wordpress.com/2016/09/12/hillary-non-vincera-mai/

    la vittoria di Trump NON è una sorpresa per chi conosce la politica americana e per chi ricorda episodi come la campagna elettorale e il trionfo di Ronald Reagan.
    purtroppo in Italia (e in Europa) i media erano totalmente schiacciati su Hillary e da qui nasce la sorpresa.
    dico “purtroppo” (ci tengo a precisare) non perché tifassi per Trump eh, lo dico perché queste elezioni dimostrano lo stato pietoso dell’informazione italiana: se un blog semi invisibile come quello postato sopra aveva così chiara la situazione, mentre i giornali per un anno sostenevano il contrario, beh significa che qualche problema c’è…

    • Per Roberto

      “BREAKING news per miguel, no inceneritore”

      :-)

      Scrivono le Mamme:

      “TAR: E’ SENTENZA!
      GRAZIE A TUTTI VOI PER IL SUPPORTO E L’APPOGGIO!

      Quello che per molti sembrava impossibile è successo: il TAR della TOSCANA ha annullato l’AU (Autorizzazione Unica) per la costruzione dell’inceneritore di Firenze (da loro chiamato Termovalorizzatore di Case Passerini). Questo vuol dire che i lavori non potranno partire! Questo vuole dire che… #UNVISIFAFARE!!!!

      In serata usciremo con un comunicato più preciso e dettagliato, che scriveremo insieme agli altri comitati, associazioni e realtà che in questi anni hanno dedicato anima e corpo a questa battaglia.

      Intanto un grazie a tutte e tutti! E’ una vittoria importante che ribadisce una cosa che diciamo da anni: SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE!!!!!

      #UNVISIFAFARE #NOINCENERITORI #SIALTERNATIVE”

      • PinoMamet says:

        :D :D

        • Francesco says:

          giusto per ridere un pò, quali sarebbero le alternative al termovalorizzatore?

          a me vengono in mente solo le piramidi di eco-balle del napoletano, che tra poco saranno visibili anche dalla Luna

          • Per Francesco

            “giusto per ridere un pò, quali sarebbero le alternative al termovalorizzatore?”

            Se cerchi, troverai non poco materiale online, scritto da persone più esperte di me.

            Quello che a me colpisce, al di là delle questioni tecniche, è la decisione di piazzare un inceneritore – nonché un megaeroporto, nonché un’ulteriore corsia dell’autostrada – esattamente nella zona più densamente popolata e anche più inquinata della città metropolitana di Firenze (e anche una delle zone più inquinate di tutta Europa).

            • Francesco says:

              ci sono altri posti?

              poi, ti devo confessare, aver letto quello che hai scritto tu sul tema dei voli mi ha fatto cadere, per l’ennesima volta, le braccia.

              è l’ennesima riprova che forse aveva ragione il Medioevo: potere e conoscenza per pochi, gli altri obbediscano per il loro bene, oltre che per quello comune. e se capita un principe “discolo”, pazienza.

              mi state facendo perdere fede nella democrazia, fortuna che non conto nulla nel mondo.

              ciao

            • Mauricius Tarvisii says:

              Come facciamo da noi senza inceneritore? Semplice: i troppi impianti già attivi si contendono la nostra minima frazione secca pur di mantenere i forni accesi.
              Poi voi a Milano siete maestri nel sottopotenziare il riciclaggio pur di sfamare la miriade di termovalorizzatori che ossigena la vostra regione.

            • Francesco says:

              caro MT, messa così suona bene

              peccato che la tua fama di estremista politico e polemico mi renda molto diffidente

              ;)

            • roberto says:

              “troppi impianti già attivi si contendono la nostra minima frazione secca pur di mantenere i forni accesi”

              quindi proporrei di mandare a voi i rifiuti toscani!

              (sai le barricate? peggio che se si trattasse di una dozzina di profughe….)

              ma battute aparte, se vi dovete contendere la monnezza perché non prendete quella degli altri?

            • Per la gioia di Moi, oggi sulla Nazione…

              Firenze, 10 novembre 2016 – LE TELECAMERE del negozio di chincaglieria cinese hanno ripreso tutto: l’uomo che scappa in strada, tre cinesi che lo inseguono, il placcaggio stile rugby, le caviglie della vittima legate con il nastro adesivo, poi giù botte, tante botte.

              L’hanno spedito in ospedale: oltre ai lividi, sulla schiena anche una profonda ferita provocata da un coccio di bottiglia. E’ giustizia fai-da-te, quella più rapida. Quella di cui la comunità orientale di Prato continua a negare l’esistenza. Anche contro l’evidenza. L’uomo linciato in strada alle 21,30 di lunedì era un ladro, ipotizzano gli investigatori. E’ stato trovato a rubare in un’attività di via Pistoiese e così gli hanno voluto dare una lezione. Non importa che lui, albanese di 33 anni, di fronte ai carabinieri abbia raccontato di averci rimesso le penne solo per essere intervenuto a sedare una rissa. Non gli crede nessuno. Perché questa è una storia che viene da lontano. E affonda le proprie radici nel malessere profondo che agita la comunità cinese non solo di Prato, ma di tutta la Piana. La rivolta di Sesto – eravamo a giugno – ne è stata la spia lampante. Poi l’inchiesta della procura di Prato nei confronti di un’associazione – il Cervo Bianco – ritenuta responsabile di organizzare ronde a sfondo razziale: cinesi che si fanno giustizia da soli contro rom e nordafricani. Che usandoli come bancomat ambulanti (è inveterata l’abitudine degli orientali d’Italia di viaggiare col malloppo dei soldi in tasca), non fannno altro che sottoporli a scippi e aggressioni. Nel caso di Sesto ad accendere la fiamma erano stati i controlli delle autorità nei capannoni dei pronto moda: ritenuti troppo aggressivi, quei blitz, e in qualche modo persecutori. I linciaggi, le ronde, le rivolte: sono tutti sintomi di una sindrome. E di un mondo che cambia: i silenziosi, remissivi cinesi che finora subivano, mentre adesso si ribellano.

            • Mauricius Tarvisii says:

              @ Roberto.
              Forse non mi sono spiegato. Noi limitiamo la produzione di indifferenziato, visto che non abbiamo inceneritori. Poi quello che resta (ecoballe o CDR, ovvero combustibile da rifiuto) in parte viene usato come combustibile dai cementifici (a quanto pare quelli vanno avanti a rifiuti, per qualche ragione), mentre in parte viene contesa da padovani, lombardi ed emiliani che grazie alla loro Buona Amministrazione sono pieni di inceneritori che hanno bisogno di rifiuti da bruciare pena il lavorare in perdita.
              Ecco perché non vanno costruiti e non servono nuovi inceneritori: quello che c’è basta e avanza ed è persino troppo. Ovvero deleterio: dover sfamare l’impianto costringe a riciclare meno.

            • Roberto says:

              Mauricius
              Grazie ora ho capito

        • roberto says:

          da napoletano effettivamente una piramide azteca di ecoballe mi intriga
          :-)

          • Francesco says:

            non credo siano in grado di resistere quanto le piramidi egizie senza iniziare a puzzare temo

            • Francesco says:

              sennò varrebbe la pena di farci un bel parco a tema, con relativi albergoni, autostrade, megaparcheggi, aeroporti, ristoranti anzi pizzerie e fast food

            • Mauricius Tarvisii says:

              Le ecoballe vere non puzzano, visto che la frazione umida è stata totalmente rimossa. Hai infatti mai sentir odore strano.intorno ai cementifici che sono alimentati a ecoballe?

            • Francesco says:

              e allora vai di Parco Divertimenti Le Piramadi!

              pensa a come si ridurrebbe la disoccupazione, a quanti veri posti di lavoro!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Se voi lombardi il problema dei rifiuti pensate di risolverlo così…

            • Francesco says:

              rifiuti? a me hai descritto dei mattoni!

              PS temo di non parlare a nome dei lombardi, in ogni caso

  19. PinoMamet says:

    Non ho seguito tutti i commenti e non so se sia già stato postato, comunque metto qui la previsione di Micheal Moore
    (posso confermare che è una vera previsione e non una bufala, perché la lessi mesi fa):
    http://www.huffingtonpost.it/michael-moore/5-motivi-per-cui-donald-trump-vincera_b_11166616.html?ncid=engmodushpmg00000003

    mi pare che ci abbia azzeccato anche nel desginare gli Stati decisivi
    (Habs, che è un previsore altrettanto bravo- e anche geograficamente e storicamente accuratissimo- potrà confermare o smentire)

      • habsburgicus says:

        beh, io stesso-senza andare tanto lontano :D-tre giorni fa, domenica 6 novembre a quest’ora avevo contemplato (predetto non è la parola giusta, forse) la possibile vittoria di Trump in un lungo post su facebook, dove analizzavo Stato per Stato..la prima opzione era Trump a 274 cioè Presidente e hillary a 264 [non insisteti molto sulla parola ma è chiaro]; poi facevo la sotto-ipotesi di un mutamento del colorado che avrebbe dato, restando invariato il resto, la vittoria a Hillary [il modello era buono, ho azzeccato 45 stati su 50, ma commisi 5 errori; assegnai a hilary Michigan, Pennsylvania e Wisconsin che invece-sorpresissima andarono a Trump..qualche dubbio su Pennsylvania l’avevo, ma lasciai perdere; invece doiedi a Trump Nevada e Colorado che sono stati di Hilary; in quel sistema il perno era il Colorado,, fallace poi si vide]
        resta i fatto che stimai Trump 274 e Hillary 264 cioè Trump presidente, come opzione principale, e questo per diletto [anche se dotto], su fb, e non strapagato commentatore al TG, dimostra che si poteva prevedere…e fare anche un po’ meglio :D
        Pino, Roberto, Peucezio, Andrea Di Vita e financo Piero (che è in Laos) possono testimoniarvi che quanto vi ho riassunto è la pura verità, con un semplice controllo :D
        ho promesso a Roberto in chat di dirgli perché mi piace “tanto” (vabbé, si fa per dire) Trump..oggi sono stanchissimo, ho dormito 40 minuti in tutto a causa della mtica e storica notte, dalle 9.00 alle 9.40, ma appena potrò lo farò in breve, e lo farò qui perché può interessare a tutti
        adesso no, troppo stanco :D

        • habsburgicus says:

          scusate gli errori di tastiera ! non pochi

        • Per Habs

          “predetto non è la parola giusta, forse”

          con una precisione così, direi che la parola giusta sarebbe “profetizzato” :-)

          • Moi says:

            Anche Massimo Cacciari ha avuto il setore circa 24 ore fa …

            • Moi says:

              seNtore …

              ——————

              Cmq, come già ricordato da Mauricius, val più una vecchia puntata dei Simpsons da sola che non tutti Sondaggiari ;) Professionisti a$$€rviti all’ Ez’tàbbblishment ;) !

            • Moi says:

              L’ episodio dei Simpsons “Bart to the Future” rievocato da Mauricius è oramai di ben 16 anni fa !

              … Inutile aggiungere che ora la sua riscoperta sta spopolando !

          • habsburgicus says:

            @Miguel
            “dedotto” è più giusto :D

        • Roberto says:

          Sicuramente non ce ne è bisogno perché tra gentiluomini ci si fida, ma confermo!
          ;-)

        • Andrea Di Vita says:

          @ habsburgicus

          Confermo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • habsburgicus says:

      si, verissimo..
      e lui ha indicato anche Michigan e Wisconsin !

  20. E siccome voglio che andiate a letto felici, vi annuncio che il Capo Monnezzaro di una bella fetta di Toscana stasera è in carcere, a fare compagnia al Presidente dei Costruttori della nostra città metropolitana (il Cavalli adottivo deve ancora aspettare):

    “Banca Etruria, coop e l’affare immondizia inguaiano il direttore dell’Ato Toscana Sud: Andrea Corti arrestato a Firenze

    Il numero uno del regolatore della costosissima gestione del ciclo dei rifiuti di Arezzo, Grosseto e Siena dovrà rispondere dell’accusa di turbativa d’asta e corruzione insieme ad altri 3 professionisti chiave per l’andamento della gara e per i quali è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici. A lui in particolare i magistrati rivolgono l’accusa di aver incassato compensi illeciti per oltre 380mila euro. L’inchiesta di aprile del fatto.it”

  21. Moi says:

    Comunque magari (!) Donnie & Vlad ;) facessero rivivere al Mondo la Guerra Fredda … quanto di più (socio-economicamente e “identitariamente”) simile ad una vera e propria Età dell’ Oro una persona “Occidentale” nata entro il Fatidico 1989 possa mai immaginare !

    • habsburgicus says:

      verissimo, Moi !!!!
      u po’ egoisticamente a noi italiani andava bene tutto, altro che Gouden Eeuw !
      1.con la scusa dell’URSS, gli USA ci aiutavano e ci lasciavano fare (quasi) tutto, altro che oggi !
      2.noi inciuciavamo con l’URSS sottobanco (DC al cubo ! andreottismo applicato :D) e guadagnavamo pure lì (il PCI mangiava per sé, ma contribuiva al bene comune, non fosse altro perché la sua presenza giustificava 1)
      3.l’Est era sotto il comunismo, regime duro, dunque non c’erano immigrati e la f…. dell’Est, d qualità eccelsa, era disponibilissima verso l’italiano (e, un po’ meno, altri occidentali) :D
      poi è venuto Gorbaciov e ha rovinato tutto :D

      • Francesco says:

        :D

        i contratti con le società statali dell’Est!!! un vero sogno: compravano tantissime macchine, pagavano davvero, se qualcosa si rompeva mica c’era la fretta capitalista di riprendere a fatturare subito!

        tempi dorati davvero

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          L’anno scorso in Polonia mia suocero mi ha mostrato un vecchio modulo per la dogana fra Polonia e URSS dell’inizio degli anni ’80. Tutto bilingue, ovviamente, ma il controvalore della merce (rotoli di filo elettrico in rame) era …in dollari USA.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            infatti quando qualcuno straparla di uscita dall’Euro mi viene voglia di fargli un ripasso del concetto di “valuta forte”

            alla Grog, con un randello nodoso

  22. Moi says:

    @ ROBERTO

    Sbaglio o il Gricciazzo ;) Lu$$€mburghe$€ ;) ha detto che di Terremotati e Profughi se ne sbatte i maroni, e resta attaccato ai Kuattrini :) come un pidocchio al pube d’una vecchia bagascia ?!

    SE il Buon Giorno Si Vede dal Mattino, le cazzate da canzonetta di Cristina d’ Avena volgono al Capolinea !

    https://www.youtube.com/watch?v=LaxEicpRBk4

    • Roberto says:

      Odio non mi sembra proprio….

      • Moi says:

        Ma infatti parlo di “taccagneria”, mica di “odio” …

      • roberto says:

        il correttore politically correct non riconosce l’esclamazione oddio.

        quindi la frase va letta:

        “oddio, non mi sembra proprio….”

    • Roberto says:

      Mi ci è voluto un po’ per capire a cosa ti riferivi.

      Se rileggi, juncker ha detto che se ne frega delle sparate del pagliaccio di Rignano. Certo una tale affermazione ti farà soffrire da criptorenziano quale sei :-)

      (Altro cortocircuito: se l’odiatissimo juncker spara una bordata contro l’odiatissimo Renzi, da che parte stare?)

  23. Il 3,2 degli statunitensi, nonostante tutti i limiti sui “terzi partiti”, ha votato per Gary Johnson:

    “In his campaign for the Libertarian Party nomination, he stated he opposed foreign wars and pledged to cut the military budget by 43 percent in his first term as president.[122] He would cut the military’s overseas bases, uniformed and civilian personnel, research and development, intelligence, and nuclear weapons programs, while maintaining an “invincible defense.”Johnson opposes U.S. involvement in the War in Afghanistan and opposed the U.S. involvement in the Libyan Civil War. He has stated that he does not believe Iran is a military threat, would use his presidential power to prevent Israel from attacking Iran, and would not follow Israel, or any other ally, into a war that it had initiated.While Johnson views the Islamic threat to the US as overrated, he has been openly advocating for greater diplomacy with China regarding North Korea, which, in his view, “is the biggest threat in the world today,” stating “…one of these days, one of their ICBMs is going to work.

    Johnson presents himself as a strong supporter of civil liberties and received the highest score of any candidate from the American Civil Liberties Union for supporting drug decriminalization while opposing censorship and regulation of the Internet, the Patriot Act, enhanced airport screenings, and the indefinite detention of prisoners”

    Johnson presents himself as a strong supporter of civil liberties and received the highest score of any candidate from the American Civil Liberties Union for supporting drug decriminalization while opposing censorship and regulation of the Internet, the Patriot Act, enhanced airport screenings, and the indefinite detention of prisoners.[142] He has spoken in favor of the separation of church and state, and has said that he does not “seek the counsel of God” when determining his political agenda.[143] Johnson endorsed same-sex marriage in 2011; “

    • Francesco says:

      received the highest score of any candidate from the American Civil Liberties Union

      è sufficiente per votargli contro in praticamente qualsiasi contesto immaginabile

      :)

    • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

      @ Miguel

      Il Left-Libertarianism americano è un’area politica molto interessante, di cui mi piacerebbe sapere di più (ho ricavato diverse informazioni a riguardo da alcuni siti dedicati, ma non posso dire di averne una visione di sintesi…) …

      • Per Abd…

        “Il Left-Libertarianism americano è un’area politica molto interessante, di cui mi piacerebbe sapere di più ”

        Non parlerei intanto di “Left”, Johnson è stato un governatore del partito repubblicano.

        Il concetto fondamentale è tanto semplice quanto poco italiano.

        “Io sono un Libero Americano, non pago le tasse sul mio lavoro, nessuno ha il diritto di togliermi il fucile o il diritto di andare a letto con chi mi pare, nessuno ha il diritto di mandarmi a morire in guerre che non mi riguardano, nessuno ha il diritto di obbligarmi a mandare mio figlio a scuola o vaccinarlo, nessuno ha il diritto di dirmi che non posso mettermi il hijab o abortire o fare il saluto nazista, e nessuno ha il diritto di impormi di dare i miei documenti a un poliziotto solo perché ha una divisa che non riconosco.”

        E’ un sistema molto coerente, a modo suo, e che va contro ogni principio europeo.

        • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

          @ Miguel

          Sì, capisco perfettamente ciò che intendi. Ma il Libertarianismo americano ha anche una variante dichiaratamente orientata a sinistra, i cui margini di incoerenza :) (free market, individualismo ed uguaglianza sociale) sono quelli che mi interessano di più. Appena riesco, linko un sito a riguardo.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            In estrema semplificazione, i left-libertarians sostengono che le principali ragioni della disuguaglianza non stanno affatto nel regime di libero scambio, bensì nei privilegi garantiti alle grandi corporazioni da parte delle strutture di potere.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, è il peccato originale degli anarchici: credono che sia lo stato di natura e non il diritto a difendere il debole.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              Un breve, ma (a mio avviso) interessante, articolo in proposito è “What is “Left-Libertarianism” ?” su “studentsforliberty.org”.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Mauricius (e chiunque ne sappia)

              E se le legislazioni fossero più incisive nell’evitare gli oligopoli e, più in generale, le situazioni a concorrenza viziata/fasulla?

            • Francesco says:

              beh, in effetti dovrebbe essere il principale motivo per cui esistono, le leggi.

              ma è dai tempi degli antichi Greci che si dibatte se le leggi siano lo strumento dei deboli contro le prevaricazioni dei forti o lo strumento dei forti per prevaricare sui deboli!

              io posso solo aggiungere che la concorrenza perfetta e il libero scambio sono modelli astratti e irrealizzabili (lo insegnano da subito a economia politica) e che il mondo reale è molto più complesso

              ciao

        • Peucezio says:

          “E’ un sistema molto coerente, a modo suo, e che va contro ogni principio europeo. ”

          A suo modo non è male. Trovo un forte fascino in tutto ciò.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Salvo invocare lo Stato brutto e cattivo come garante del mercato e degli scambi.

          • Peucezio says:

            Questo è vero.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Mauricius

            Ma i left-libertarians fanno tutt’altro che invocare lo Stato: nell’articolo che ho citato questo viene evidenziato…

          • “Salvo invocare lo Stato brutto e cattivo come garante del mercato e degli scambi.”

            No, i libertarian non chiedono allo Stato di salvare le banche, di garantire il pieno impiego, di formare i quadri aziendali, di controllare il dissenso sociale o di fare guerre contro i Nemici della Libertà.

            Sono antikeynesiani coerenti.

            • Francesco says:

              puntano tutto sulla loro pistola nella fondina? sono così ingenui?

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              “… i libertarian non chiedono allo Stato di salvare le banche, di garantire il pieno impiego, di formare i quadri aziendali, di controllare il dissenso sociale o di fare guerre contro i Nemici della Libertà.”

              Ovviamente, lo stesso vale per i left-libertarians.

  24. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=uL4gjQFsw9E

    che Grande Epopea , regaz’ … che Grande Epopea !

  25. Moi says:

    @ DIF

    https://www.youtube.com/watch?v=1YRUUFYeOPI

    Guess whose side was Young Hilly ;) on …. ;)

  26. Moi says:

    @ HABS

    (non plus ultra politically scorrect ;)

    https://www.youtube.com/watch?v=pNuz2lKi4oU

    … ma Kalergi, non poteva mandarci solo immigrazione così ?! ;)

  27. Moi says:

    ;) LET’S ITALYIZE ! ;)

    Matt Renzie era certo che spostando Irreferèndume ;) a inzio Dicembre avrebbe potuto cavalcare per ben quattro settimane la Vittoria della Radical Chic Hilly … invéz’i l’ ha vént l’ Uomo del Popolo Donnie !

    … Ergo ? (NON è una domanda retorica)

  28. Moi says:

    @ GROG

    In Ferrarese “Putìn” è la versione locale del nostro “Putén” … stesso significato ed etimo di “Putèo” in Veneto. Purtroppo lo “status” culturale dell’ idioma locale non è minimamente comparabile.

  29. Moi says:

    L’ interessante (se non altro indubbiamente originale) interpretazione di Eric Zemmour :

    http://www.rtl.fr/actu/societe-faits-divers/donald-trump-c-est-la-gauche-des-annees-30-dit-eric-zemmour-7785008314

    PUBLIÉ LE 27/09/2016

    Trump VS Clinton = Sx Anni 30’s VS Sx Anni 60’s … NO Dx !

  30. Moi says:

    Berlusconi VS Trump … analogie ? … differenze ?

    la più evidente è quella che i media main stream deprecano, mentre per il popolo è quanto di più rassicurante; detta Groggianamente :

    “xè du vèci mona pién de schei che ghe piase la figa zovane !”

    e spesso “non occorre sapere altro”, almeno per scatenare il putiferio mediatico !

    ————————————–

    “Donald Trump come Silvio Berlusconi”. Una tv Usa scatta il dibattito: “Non scherziamo, this is America!”

    http://www.huffingtonpost.it/2016/11/09/trump-berlusconi-tv-usa_n_12877690.html

  31. Moi says:

    Reverse TransSpecism ;) :

    a ‘sto giro è il cagnino ;) con indosso :) la caparella :) a venir trattato come un cinno ;) dalle Toghe Dissolutorie :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-e-fido-andoin-affidamentocon-gli-alimenti-17974.htm

    • Roberto says:

      Sarei curioso di sapere quale sarebbe la decisione giusta, non overtoniana, che il giudice avrebbe dovuto prendere

      • Moi says:

        Sguainare le Spade di Chesterton …

        ——————————

        “Non portate via i cuccioli”: per la Cirinnà gli animali valgono più dei bambini

        http://www.ilprimatonazionale.it/politica/cirinna-animali-bambini-39182/#e6P5StcMffAOLgC6.99

        —————————————-

        …. se non ora, quando [cit.] ?

        • Moi says:

          Breve: i “pets” dei ricchi han più diritti dei “prodotti del concepimento” [sic] o dei “prodotti in stato di breeding impiantato per la gestazione surrogata” [sic] dei poveri ; e da una presunta Sx !

          Con il Moloche del Libero Mercato NON si scherza … e nulla Gli è impossibile : al basta avàiri di gran bajûch ! ;)

          … that’s why Donnie won ! ‘Nuff said !

          Intelligenti pauca !

        • roberto says:

          la metto in un altro modo.

          mettiamo che tu sia il giudice che deve decidere in un divorzio che fare del cane e mettiamo per una volta da parte i codici.
          cosa decideresti?

          • Andrea Di Vita says:

            @ roberto

            Salomone col suo noto giudizio ci ha offerto la soluzione, mi pare. E non sto scherzando.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Moi says:

              :D … ottima risposta, complimenti !

            • Roberto says:

              Si vede che non avete esperienza di divorzi, sennò sapreste che il povero cane verrebbe sempre effettivamente tagliato a metà….

        • roberto says:

          poi un’altra cosa

          “e da una presunta Sx !”

          che c’entra la Sx con quella storia? conosci il giudice? è una toga rossa? è un pericoloso comunista di magistratura democratica? Bertinotti approva?

          boh?

  32. Moi says:

    *** Sempre sulla Collera del Geloso … ***

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-e-fido-andoin-affidamentocon-gli-alimenti-17974.htm

    Se padre Cavalcoli avesse detto che la causa del terremoto a Norcia è stata la ribellione di Madre Natura per il mancato rispetto da parte dell’Italia degli accordi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

    [cit.]

    PS

    Il Geloso per antonomasia, almeno una volta, poiché in Italia la Bibbia NON si legge (o meglio, la leggono gli UAARini come se fosse stata scritta direttamente in Italiano la sera prima … SE proprio !) era questo :

    https://www.youtube.com/watch?v=BDerLy1xUFk

  33. Grog says:

    Penso modestamente di avere individuato uno dei grossi problemi che ci affliggono.
    Premesso che:
    – ogni tanto mi capita di guardare “STRISCIA LA NOTIZIA”, impostomi da quella zuzzerellona comandina della moglie.
    Bene ho scoperto che:
    – tutte le volte che un “GIORNALISTA” viene aggredito da un intervistato, a prescindere dal fatto che l’intervistato sia un delinquente, IO GODO COME UN MANDRICCIO (incrocio tra mandrillo e riccio) e la goduria tanto è maggiore tanto quanto è maggiore la quantità di botte che il “GIORNALISTA” prende.

    P.Q.R. PROPONGO

    L’apertura della CACCIA AL GIORNALISTA con METODI ASSOLUTAMENTE VIOLENTI ma senza armi da fuoco perché ridurrebbero la goduria nel vedere la sofferenza del VILE MENTITORE, a tal scopo sarebbe opportuno NORMARE IL CALIBRO DEI BASTONI ammessi per la bisogna per evitare eccessi tipo l’uso di INTERI TRONCHI.

    Grog! Grog! Grog!

    • Grog says:

      E’ chiaramente giornata di mie profonde riflessioni ed ho CAPITO UNA COSA
      bisogna passare dal
      POLITICAMENTE CORRETTO
      al
      POLITICAMENTE COL RETTO
      Grog! Grog! Grog!

  34. roberto says:

    leggo

    ” I giovani sembrano risvegliarsi a scoppio ritardato, di colpo allarmati di fronte alle incognite dell’America di Trump. Quei giovani martedì sono stati una delle categorie che ha tradito Hillary Clinton: la loro affluenza alle urne è stata nettamente inferiore alle attese, più bassa che nelle due elezioni vinte da Barack Obama nel 2008 e nel 2012.”

    e mi viene voglia di manganellarli due volte, prima perché non sono andati a votare e poi perché ora, a giochi, fatti protestano.
    avete perso, stateci!
    non avete voluto partecipare al gioco, stateci due volte!

    http://www.repubblica.it/speciali/esteri/presidenziali-usa2016/2016/11/10/news/trump_presidente_manifestazioni_protesta-151709152/?ref=HREA-1

    • Francesco says:

      ha detto giovani, mica ha detto intelligenti!

      :D

      • Moi says:

        … Chissà quante tartine BioEquoSolidalZeroMile :) & MultiEthnicFlavorFusion :) sprecate, in quei salotti bene dei superattici di Manhattan ! ;)

        • roberto says:

          credi veramente?

          saranno semplicemente studenti che lavorano come lavapiatti la sera per pagarsi un monolocale da dividere con topi e scarrafoni nel queens….

  35. Mario says:

    La vittoria di Trump, in sé ambigua, è purtuttavia da accogliere con gaudio, visto che la satanista Hillary Clinton (cf. “Eyes Wide Shut”, in cui uno dei personaggi è tratteggiato sul suo orrido modello) è stata sconfitta. Ora, un’asse Trump-Putin potrà funzionare da katéchon, con Dugin e i paleoconservatori statunitensi, supportati sul piano trascendente da Bloomington e da certi esiti sovraformali della filosofia perenne, a far da ideologi del Ragnarok. Bergoglio, il pappagallo pelagiano, dopo la diabolica pagliacciata di Lund, è fuori gioco: ora cominciano i guai per lui, empio satanasso del kali-yuga e lagnoso Fenrir del postconcilio, pertinace oppositore della Verità cattolica e di Occidente. “Esiste un paesino nel Nord Europa, dove la notte accade qualche cosa”: da lì ripartirà la reazione dei berserkir contro la rivoluzione da cabaret tardo-surrealista.

    • roberto says:

      eh?

    • PinoMamet says:

      Ma mi spiegate, senza polemica, come mai siano diventate così di moda queste espressioni induiste, nordico-pagane ecc. nel mondo cattolico?
      E ci metto anche il katèchon, che è greco e neo-testamentario ma non credo di averlo mai sentito prima di dieci anni a questa parte.

      Lo so anche io (non vivo su Marte) che il blog di Blondet ha diffuso l’idea del kali-yuga e del katechon; può essere benissimo che adesso ci abbia aggiunto il lupo Fenrir e il Ragnarok;

      ma non credo che se li sia inventati Blondet, penso che li abbia ripresi anche lui da qualche parte del pensiero cattolico-tradizionalista.

      Comunque mi fanno un effetto strano, un po’ da lessico-da-iniziati e un po’ da (absit inuiria) grillini che ripetono le parole d’ordine del capo, e un po’ da nascita di una religione nuova, con relativi nuovi termini, o vecchi termini con significato nuovo.

      Mi ricordo il compianto professore di Lett. Cristiana Antica, peraltro cattolico tradizionalista (ma nel solco della Chiesa cattolica romana), che faceva ironie sulla moda di usare termini come “kerygma” e “carisma”. Chissà che ne avrebbe pensato del lupo Fenrir!

      • Mario says:

        Il suo professore di LCA è venuto a mancare? Io mi sono sempre chiesto, tra le altre mille quisquilie, come facciamo ad esser certi della inevitabilità della morte di ciascuno, quindi anche di “me”. Ora, un sillogismo del genere (sempre per rimanere in tema di aristotelismo che ricerca la conciliazione con lo spirito del Cristo):
        1- un uomo è morto;
        2- io sono un uomo;
        3- io morirò (a rigore, io sono morto: conclusione paolina: “Io sono già morto”, che ben si attaglia alle elucubrazioni guénoniane sugli stati molteplici dell’essere),

        nel passaggio dalla minore alla conclusione è da rigettare, con movimento opposto al gesto di Fenrir, che alla fine dei tempi inghiottì Odino.

        • roberto says:

          la maggiore non dovrebbe essere

          “tutti gli uomini muoiono”?

          sennò non ha alcun senso

          • Mario says:

            No, perché come si fa a sapere con certezza che tutti gli uomini muoiono? Quella evidentemente è la conclusione, che però è indimostrabile.

            • Roberto says:

              con il sillogismo
              tutti gli esseri viventi muoiono
              gli uomini sono esseri viventi
              gli uomini muoiono

            • Francesco says:

              sì ma la maggiore da dove viene? abbiamo solo un campione, necessariamente limitato, di esseri viventi che sono tutti morti

              anzi, se penso a Elvis e a Marilyn non è neppure certo quello

              :D

            • Z. says:

              Jim Morrison, c’è anche Jim Morrison.

              Che comunque ormai comincia ad avere un’età.

            • Moi says:

              chissà se se staltro ;) Nobel lo daranno a Jim Morrison :D

      • PinoMamet says:

        Sì, è venuto a mancare qualche anno fa.

        Senza impegnarmi in sillogismi, lo sono venuto a sapere dai necrologi del quotidiano locale ;)

      • Mauricius Tarvisii says:

        Quelle induiste sono un misto di new age e indoeuropeismo, quelle nordiche sono anticogermanismo dei fanatici del Volk.

  36. Grog says:

    Io preferivo il PAPA CRUCCO almeno era un tipo educato, con grande cultura, mandava gli islamici giustamente all’inferno e non faceva di sicuro IL TANGHERO (tanghero non ballerino di tanto ma TANGHERO MODERNISTA).
    Benedetto XVI è stato il migliore dopo Pio XII, durante la guerra da ragazzo ha servito nella FLAK come Fanrich (cadetto) ed ha sicuramente pregato per le anime dei serventi ai pezzi da ’88 che cercavano di abbattere i barbari piloti anglosassoni che devastavano le memorie storiche europee da Cassino a Dresda, che Dio maledica loro e la loro progenie di assassini devastatori culattoni pedofili.
    Il buon Benedetto XVI non ha retto la pressione di modernisti, protestanti, ebrei ed ha preferito ritirarsi piuttosto che cedere, avrebbe dovuto accordarsi con gli Ortodossi che sono gli unici Cristiani rimasti.
    Grog! Grog! Grog!

    • Mario says:

      La verità è che da quando Bergoglio, in quell’uggioso marzo 2013, dopo l’empia rinuncia di Ratzinger, fu eletto da un manipolo di mondani al trono più alto, la verità, dicevo, è che soffro d’insonnia e di ipotiroidismo da quel maledetto giorno: 13/03/2013, con fumata bianca alle 7:06 (7 + 6 = 13). Il numero 13 è l’alchimista, colui che trasmuta il piombo in oro. Bergoglio, alchimista alla rovescia, tanghero da osteria nichilista, ha terminato di trasmutare l’oro in melma, di cui compiaciuto si cosparge. Solo gli esteti di destra hanno compreso la fine del cattolicesimo, e giustamente hanno combattuto la buona battaglia, che era chiaramente perduta: alcuni contro la dissacratoria neomessa, altri suicidandosi, altri facendosi preti sub condicione, altri ancora inventandosi tesi di raro, prezioso aristotelismo epperò incomprensibili anche a Gesù Cristo.

  37. Mario says:

    La maggiore è un enunciato dichiarativo: cioè si può dire di essa se è vera, assolutamente. L’enunciato: “tutti gli esseri viventi muoiono” resta indimostrato. Noi abbiamo evidenza del fatto che un uomo è morto, che molti uomini sono morti, che una quantità indefinita di uomini è morta, ma non che tutti mouoiono. Il passaggio dal finito (per quanto indefinito e probabile esso sia) all’assoluto (“tutti”) è un salto logicamente indebito.

  38. habsburgicus says:

    @Roberto
    In breve la risposta che ti avevo promesso..probabilmente ti parrà insoddisfacente ma d’ora in poi Trump sarà all’ordine del giorno e avremo occasioni multiple di tornarci

    A me piace Trump perché
    1.ha dimostrato che si può vincere CONTRO il 100 % delle televisioni e il 99 % dei giornali
    2.ha dimostrato che si può vincere contro l’intero establishment accademico-culturale e circa l’80 % dell’establishment finanziario [il 20 % era con lui o neutrale]
    3.Ha dimostrato che gli “scandali sessuali” montati ad arte [intendiamoci, io ci credo al fatto che molte, magari non quelle, se le sia scopate; non credo invece che le tipe dopo vari anni, “spontaneamente”, abbiano sentito il “dovere morale” di raccontare le nefandezze erotiche di Donald :D] non impediscono più la vittoria
    4.Ha dimostrato, soprattutto, che si può vincere contro il politically correct ! gli arcana imperii sono stati svelati, si può fare un Imperatore contro il volere del New York Times, delle femministe e di Wall Street
    In più Hillary era di un’antipatia rara (anche se a me, lo confesso ora, neppure dispiaceva troppo…è un tipo di donna per cui forse, se fosse stata più giovane, avrei anche provato interesse :D]
    In altre parole vedo Trump come un precursore inconsapevole che renderà possibile cose analoghe (e migliori) più vicino a noi; la diga è stata rotta, ora tocca agli europei; se non ce la fanno, la triste sorte che avranno se la saranno meritata ! [purtroppo colpirà anche gli altri, anche i “giusti”]
    Io dissi a giugno su un altro blog, con un ragionamento puramente politico, come amo io, che poteva esserci un effetto domino [lo scrissi prima della brexit]
    1.brexit SI anche lì mi interessava soprattutto la vittoria della brexit elettorale; il resto mi interessava poco, dunque non mi appassiono troppo alla questione; mi interessava l’effetto politico e quello c’è stato ! e gli eurocrati ancora se lo ricordano :D
    2 Trump SI e l’America è il mondo, purtroppo; una nuova moda in America giungerebbe anche da noi, come stato più volte in passato; allora erano megative, questa sarebbe positiva
    3. Marine ? e lì non si scherza più; sarebbe la fine della UE; una Marine all’Eliseo è la fine dell’Europa come lo conosciamo dal dopoguerra; penso che su questo sia d’accordo tu stesso, no ? (da una prospettiva radicalmente diversa dalla mia, chiaro)
    4.solo allora, i pecoroni italiani si muoverebbero; ci saranno “conversioni” all’ultimo; chissà chi verrà fuori ? Salvini ? la Meloni ? qualcun altro ? boh il Supremo stesso, che abbandonerebbe tutta l’ideologia attuale pur di cavalcare la nuova onda ? sarebbe molto italiano :D
    5.[lì scherzavo] verrebbe deposto Papa Francesco con l’aiuto delle Potenze secolari, riordinata la Chiesa e radunato il Concilio che annullerebbe quasi tutto quanto fatto dal 1965 [questo è un punto semi-serio, anche se bisognerebbe forse comportarsi proprio così :D; guardate i punti 1-4, “seri”
    Credo di averti risposto perché sono stato contento della vittoria di Trump

    P.S
    Trump non manterrà almeno il 50 % di quanto ha detto…non sono così ingenuo
    e chi se ne frega ? mica sono americano io :D
    Innanzitutto un 45 % di quanto detto sarebbe già sconvolgente
    In più, l’aspetto politico-che è priotario-resterebbe tutto !

    P.S 2
    a esere puntigliosi la risposta te l’avevo promessa mentre eravamo in chat ieri mattina, ma visto che interessa (quasi) tutti, la metto qui..c’é nulla che non sia già stato detto o accennato, magari implicitamente
    ciao !

    • habsburgicus says:

      prioritario

    • Grog says:

      habsburgicus come diavolo fa a piacerti una come la Clinton?
      Ti immagini le porcherie con la vecchia lesbicaccia?
      Sei un diabolico gerontofilo come il protagonista di “nonita” di Umberto Eco?
      habsburgicus sei un simpatico reazionario e sono spesso d’accordo con te ma di donne non capisci un’ostrega!
      LA VERA DONNA ARRAPANTISSIMA E’ THERESA MAY
      appartiene infatti alla
      IMMENSA SCUOLA DELLE PUNITRICI BRITANNICHE
      come la compianta
      MARGARET THATCHER
      Immagina… vi trovate in un cottage nello Yorkshire, ti abbassi i pantaloni e resti a CULO RIGOROSAMENTE NUDO e lei ti FRUSTA CON UNA VERGA DI SALICE, quando hai il culo ridotto ad una griglia di strisce bleu LA RINGRAZI E LA PAGHI e te ne vai felice, unica precauzione una ciambella gonfiabile da mettere sul sedile dell’auto.
      Grog! Grog! Grog!

    • Roberto says:

      Molte cose interessanti e data l’ora rispondo solo su una:

      Marine all’Eliseo per me è cosa certa, se non a questo giro (comunque possibilissimo) al prossimo.
      Sono d’accordo sul fatto che trump aiuta Marine
      Sono d’accordo che con le pen all’Eliseo tutto è finito (rectius, tutto è perduto).

      Spero di sbagliarmi ma è questione di quando non di se.

    • Francesco says:

      io ho un problema grave con i Trumpisti (oltre a piacermi per tutti i motivi che dici tu)

      tra le cose che odiano ci sono anche la matematica, la logica, il principio di non contraddizione, la contabilità, sotto sotto sono dostoievskiani e “tra la Verità e le mie idee scelgo le mie idee”

      è come se ritenessero di non poter affrontare ragionando i professoroni progressisti e quindi si rifugiassero nell’irrazionalismo, quale unica via per essere liberi dalla camicia di forza che si sentono addosso

  39. Moi says:

    Monica Cirinnà NON è una Bimbaminkia da Consiglio d’Istituto (se ancora esiste …) , giusto ?

    Ebbene, sul suo sito personale di Senatrice della Repubblica, in link all’ articolo di cui sopra (niente link diretto : evito all’ Oltrarno un pretesto per Nardella di mandare la DIGOS ;) sotto casa di Miguel … ) l’inquietante espressione “figli non umani” (cfr. NaziAnimalismo, AntiSpecismo, Singerismo, Gaianesimo, Lovelockismo, TranUmanismo, TransSpecismo, e altri gran zaffatoni ;) di zolfo …) c’è sul serio !

  40. Moi says:

    (cf. “Eyes Wide Shut”, in cui uno dei personaggi è tratteggiato sul suo orrido modello)

    [cit.]

    —————-

    davvero ?! … ma in che minuto del film ?

  41. Moi says:

    sempre @ MARIO

    molto suggestiva la tua immaginifica analisi … però ricorda di aggiungere che, affacciandosi alle Finestre di Overton, il Potere deve trovare sempre una selva di Spade di Chesterton sguainate ! ;)

  42. Moi says:

    Donald Trump visto Massimo Cacciari : Per i tecnocrati la partecipazione è un optional. Così trionfa il voto anti establishment

    http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/senza-piu-la-sinistra-contro-la-destra-non-resta-che-grillo/

  43. Moi says:

    L’ oramai politicologicamente attendibilissimo e autorevolissimo cartone animato dei Simpsons svela pure il Mistero Tricologico di Donald Trump :) :

    http://www.irishtimes.com/culture/tv-radio-web/the-simpsons-trash-donald-trump-as-president-in-fake-ad-1.2742389

  44. Moi says:

    Perché i sondaggi hanno sbagliato anche sulla vittoria di Donald Trump

    http://www.lastampa.it/2016/11/09/esteri/speciali/presidenziali-usa-2016/perch-i-sondaggi-hanno-sbagliato-anche-sulla-vittoria-di-donald-trump-2L1ISCPtNMVj5F2nB33CYO/pagina.html

    La vittoria di Trump: fallimento dei sondaggi e dei giornalisti che li hanno usati
    Abbiamo considerato i dati delle rilevazioni e le interpretazioni da parte dei guru della statistica più importanti di ciò che esprimeva la società Usa

    http://www.panorama.it/news/esteri/vittoria-trump-fallimento-sondaggi-e-giornalisti/

  45. Moi says:

    @ MIGUEL

    ————————————–

    Mexico:

    Gianfranco Amato en Español

    https://www.youtube.com/watch?v=urvXPODvwI8

    Abogados católicos de México e Italia firman convenio

    http://es.gaudiumpress.org/content/83472

  46. Moi says:

    Finalmente, grazie alla vittoria di Trump che ha ridato speranza al Mondo, i RadicalChic gettano la maschera VS il Suffragio Universale :

    ************************

    “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale”.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/sparata-renziano-trump-suffragio-universale-problema-1329657.html

    Rondolino

    —————————-

    Trump, la frase shock di Napolitano: il problema ora è il suffragio universale

    http://www.inuovivespri.it/2016/11/10/trump-la-frase-shock-di-napolitano-il-problema-ora-e-il-suffragio-universale/

    Napolitano

  47. Moi says:

    http://www.maurizioblondet.it/povero-gentiloni-grande-popolo-americano/

    TRUMP : BLONDET HIGHLIGHTS

    I “bianchi senza laurea” hanno mostrato di non avere padroni nelle loro menti, di non aver portato i loro semplici cervelli all’ammasso del conformismo autorizzato. Hanno mostrato una limpida chiarezza di visione politica eccezionale: han capito l’essenziale e il fondamentale – ciò che tutti i “colti e semicolti” occidentali non hanno capito o non hanno voluto capire.

    Grande popolo coraggioso, un coraggio politico sovrano che i nostri popoli europei non sanno più cosa sia.

    [CIT.]

    • Moi says:

      I “bianchi senza laurea” [sic]

      sono interessanti come “Antropologia Americana” … no ?

  48. Per roberto

    “Sono d’accordo che con le pen all’Eliseo tutto è finito (rectius, tutto è perduto).”

    Sono in parte d’accordo, anche per motivi diversi: il problema non è il politico di turno, che semplicemente esprime una tendenza generale; e quella tendenza generale è il risultato di un processo storico.

    La società umana (visto che ormai è tutto interconnesso in tempo reale) sta sbattendo la testa contro i confini del pianeta e l’impossibilità di mantenere un sistema artificiale di “crescita” con il petrolio e il debito.

    E’ ovvio che il nazionalismo industriale alla Trump non è la soluzione, ma i Trump hanno gioco facile.

    • roberto says:

      “il problema non è il politico di turno, che semplicemente esprime una tendenza generale”

      si certo, sono d’accordo

      e sono d’accordo pure con il resto (ma veramente non ti sembra una situazione con enormi analogie con gli anni 30 del secolo scorso?)

      • Francesco says:

        alla Malthus futurista, la guerra come distruzione creativa per uscire dalle crisi di sistema?

        più sistemica la crisi, più grossa la guerra?

        volete dare ragione al Duca?

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          Una delle pochissime volte che mi sono spellato le mani ad applaudire a un discorso di Ratzinger è stato quando ha affermato (cito a memoria) che “si sta passando da una situazione post-bellica ad una situazione pre-bellica”.

          La stessa ‘terza guerra mondiale a pezzetti’, la bella immagine di Bergoglio, ricorda le guerre nei Balcani precedenti all’attentato di Sarajevo, capitolo a mio parere trascurato del tutto ingiustamente dalla divulgazione storica.

          Le parti in causa, al di là dei conflitti locali e delle guerre di religione, sono ovviamente Washington e Pechino (che un Trump chiamerebbe impropriamente “The House Of The Rising Sun”, se volesse evocare un ricordo musicale della sua giovinezza :-) ).

          Anche perchè se Trump si dà a protezionismo e a lavori pubblici à go go con riduzione delle tasse ai ricchi e compressionde dei redditi dei poveri tramite abolizione dell’Obamacare, il debito publbico USA rischia di gonfiarsi, e i Cinesi prima o poi passeranno all’incasso. Parlando da Genovese, non penso che vorranno fare la fine del Bnco di San Giorgio con l’insolvente Carlo V… :-)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • habsburgicus says:

            ricorda le guerre nei Balcani precedenti all’attentato di Sarajevo, capitolo a mio parere trascurato del tutto ingiustamente
            giustissimo, Andrea ! (e siamo in 2, anzi in 3, con Miguel)
            io aggiungerei che lo si trascura non solo nella divulgazione ma anche in diverse monografie

          • Francesco says:

            quando lo disse? mi sembra una nota di grandissima intelligenza

            non me ne stupisco affatto, certo lui non avrebbe mai parlato di TERZA guerra mondiale a pezzi

            :/

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              All’Angelus, non ricordo quando.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  49. Tra l’altro, è per questo che considero corretto il parallelo tra Movimento Cinque Stelle e Trump: due movimenti abissalmente diversi, se non opposti, nelle soluzioni che propongono e nei modi, ma che denunciano un sintomo evidentissimo, talmente evidente da essere palese anche ai “semplici elettori”.

    Poi ovviamente le “soluzioni” sono del tutto illusorie.

  50. Credo che la differenza fondamentale tra il M5S e Trump sia nel programma economico: Trump promette una crescita del 6% annuo, mentre Grillo conclude il suo comizio a Roma con le parole:

    “L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta, sarà bellissimo farne parte”.

    Sono due retoriche e due fantasie irrealizzabili, ma indicano due pianeti opposti.

    • Francesco says:

      >> due fantasie irrealizzabili

      e hai già detto tutte sulle identità sostanziale dei due movimenti politici, secondo me

      il resto mi paiono chiacchiere

      ciao

    • Peucezio says:

      Mah…
      Grillo tenta l’impresa di coniugare il populismo (che è di destra per definizione: non esiste un populismo di sinistra e la storia recente lo dimostra) col progressismo ecobuonista e decrescitista e col moralismo giustizialista alla Travaglio.
      E per ora ci riesce benissimo.
      Col risultato di disinnescare all’origine e addomesticare la forza deflagrante del populismo. Lo dice lui stesso d’altronde: se non ci fossi stato io, avremmo avuto un movimento lepenista, razzista, fascista.Lui gioca costantemente sull’ambiguità, sulla sopprassione del principio di non contraddizione: non dice con chi sta, poi vince Trump e lo esalta; sull’Europa non si capisce, ci stiamo, non ci stiamo, ci stiamo se, ma, forse; per l’euro facciamo il referendum; la Brexit va bene, non va bene, boh; l’immigrazione non ci piace, però ci piace, non siamo razzisti, ma un po’ lo siamo…

      Maliziosamente potrei dire che Grillo è funzionale al potere per assorbire e neutralizzare la forza della protesta. In parte probabilmente è così, ma non voglio schematizzare i problemi ed eccedere nel complottismo. Ci sono ragioni profonde per cui nell’Italia dell’eterno compromesso (che però ogni tanto esporta modelli molto caratterizzati e netti: Trump in fondo è un Berlusconi americano vent’anni dopo) venga fuori un fenomeno del genere.
      In fondo Grillo è un democristiano, altro che Renzi, che vuole asfaltare tutto e tutti!

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        La tua è una critica giustissima, che infatti poteva benissimo essere avanzata da un Comunista.

        Il guaio è che per definizione il populismo separa il mondo in due, da un lato il Popolo (buono per definizione) e dall’altro la Casta (cattiva per definizione) .

        Ne segue che eliminata la Casta dei cattivi il bene trionfa e tutti i problemi si risolvono: se non si risolvono, allora (à la Stalin) è colpa degli oscuri complotti della casta non ancora pienamente sconfitta.

        Se si pensasse con la propria testa, si capirebbe subito che ha ragione il Gattopardo: morto un papa se ne fa un altro, occorre che tutto cambi perchè tutto rimanga come prima, tutti sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri, eliminata una Casta se ne riforma in poco tempo un’altra. In Italia abbiamo avuto Cola di Rienzo e Masaniello.

        Se non si cambiano le regole che facilitano il riformarsi di una Casta, poco cambia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Non lo so, non mi persuade molto questa cosa.
          Secondo me metti sotto l’unica etichetta del populismo un’idea giacobina e rivoluzionaria (ci sono i buoni e i cattivi, dobbiamo redimere il mondo uccidendo tutti i cattivi perché noi siamo i buoni e quando avremo eliminato i cattivi ci sarà un’epoca luminosa di prosperità e di pace), che, in quanto tale, è un’idea progressiva e antirealista, e d’altra parte un’idea popolare e reazionaria, cioè il sentimento di quelli che vogliono il pane, vogliono vivere tranquilli e s’incazzano solo quando viene loro resa la vita impossibile; si tratta di un sentimento non progressivo, non ideologico, antiutopistico e realistico.
          Secondo me sono due spinte antitetiche che di volta in volta, opponendosi ma anche combinandosi e alternandosi, agiscono nella storia.
          In Grillo e soprattutto nel suo elettorato c’è un po’ dell’una e un po’ dell’altra; in Trump e nel suo elettorato solo la seconda.

          • Andrea Di Vita says:

            @ peucezio

            Concordo, ma i nostri due post non si contraddicono affatto, mi sembra. La rabbia di chi teme per i pane, come nella sommossa descritta nei Promessi Sposi, è un magnifico propellente per la visione da film western del mondo (buoni vs. cattivi). Masaniello da lì partiva, da una rivolta popolare contro gli ennesimi dazi iniqui. Cola di Rienzo partì dall’insofferenza contro lo strapotere dei nobili che si combattevano l’un l’altro, un po’ come i Talibani in Afghanistan si sono avvalsi dell’insofferenza popolare contro i Signori della guerra che distrussero Kabul ben più dei Sovietici dopo il 1988.

            In tutti questi casi la pancia ha sconfitto il cervello.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Sì, è una questione da analizzare.
              Io tendo a identificare il manicheismo messianico con le élite e il popolo col buon senso, la mediazione e il senso della realtà, ma è anche vero che questi fenomeni di furore collettivo e popolare di cui parlo sono un dato storico oggettivo e ricorrente.
              Ma non penso sia una questione di emotività vs ragione. Anche il razionalismo può essere fanatico e integralista.
              Alla fine, sarà una mia fissazione, l’elemento dirimente è sempre la presenza o assenza della mediazione.

            • Peucezio says:

              “di cui parli”, non “di cui parlo”, scusa.

    • Peucezio says:

      Venendo un po’ al nocciolo,
      Miguel, posso dirti una cosa con affetto e col tributo che porto sempre al tuo genio e alla tua intelligenza dei fenomeni e del mondo (non scherzo affatto)?
      Secondo me, sbaglierò, tu hai frainteso il fenomeno Trump.
      E lo arguisco dal fatto che non ti convince perché è per la crescita.
      Qui secondo me si vede proprio il limite di vedere il mondo in una goccia d’acqua.
      Una goccia d’acqua non è la copia in piccolo del mondo. Può avere analogie col mondo, ma è un’altra cosa. E comunque, anche una copia in piccolo è copsa altra dall’originale, perché la dimensione fa parte comunque della fisionomia di una cosa e perché comunque non esistono davvero due cose identiche al mondo: se due cose sono identiche, sono la stessa cosa.
      E soprattutto nelle società complesse, il piccolo è diverso dal grande e segue altre logiche.
      So bene che nel tuo Oltrarno la decrescita, o comunque la non omologazione alle logiche della crescita, delle grandi infrastrutture, ecc. è un’esigenza reale e dal basso e non ha nulla a che fare con i vezzi ecologisti delle cinquantenni borghesi vegane che fanno mezz’ora di Yoga e di Mindfullness tutti i giorni.
      Ma a livello sistemico il discorso si capovolge. La gente comune e incolta vuole infrastrutture, autostrade, viadotti e tanto cemento! Anche perché significa lavoro, stipendio, pane. E anche meno code in autostrada.
      Quello che non vuole è l’economia finanziaria, liquida, che non si vede e non serve a niente. E non vuole quella globalizzata che gli porta via i posti di lavoro per darli ai cinesi che fanno prodotti scadenti che si rompono dopo una settimana.
      Vorrebbe una crescita tipo boom anni ’60, che produceva strade, automobili, televisori, lavatrici e lavastoviglie.
      E il tuo decrescitismo, che nella tua goccia d’acqua funziona davvero, non simbolicamente, si trova, per loro, ad essere dalla stessa parte del mondo liquido.
      Non sto esprimendo una preferenza personale, sia chiaro: nel mio mondo ideale ci si sposta con l’asino. Anche se mi è più simpatica l’automobile delle biciclette dei frocetti olandesi. E più puzza e inquina, più mi piace! Ma questa è un’altra questione: ho i miei gusti perversi.

      • roberto says:

        sono quasi totalmente d’accordo (il quasi si riferisce all’ultimo paragrafo, odio gli asini se non sotto forma di tapulone, mi piacciono le bici,per gli altri o come hobby intendo, e vorrei macchine il meno inquinanti possibile) e mi sento terribilmente comune ed incolto
        :-(

        • Peucezio says:

          Orrore! Brutto cannibale assassino!!!
          Non stuzzicare l’unico sentimento animalista che io, che mangerei cani, gatti (i cavalli li mangio già) e sarei potenzialmente antropofago, nutro, nei confronti del povero asino, da sempre compagno dell’uomo (altro che il cane!). :-D

          Io sarei non comune e colto? Ma se ho solo un’infarinatura di linguistica storica… :-)

          • Andrea Di Vita says:

            @ peucezio.

            Io non sono razzista.

            Il salame d’asino è ottimo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Delitto!!!! :-D :-D

              Una volta comunque ho ceduto anch’io alla carne d’asino. Cattiva non è in effetti…

            • Z. says:

              Fa strano pensare che una volta la carne di somaro veniva usata per tagliare gli insaccati di maiale…

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        “La gente comune e incolta vuole infrastrutture, autostrade, viadotti e tanto cemento! Anche perché significa lavoro, stipendio, pane. E anche meno code in autostrada. […] Vorrebbe una crescita tipo boom anni ’60, che produceva strade, automobili, televisori, lavatrici e lavastoviglie”

        Peccato per la gente comune. Il mondo ha dimensioni finite. Quando la gente comune ha cominciato a star sempre meglio (almeno dal punto di vista materiale) i confini del mondo erano ancora lontani. Sei decenni di crescita ininterrotta dopo il 1945 hanno consumato un terzo delle specie viventi del pianeta, e hanno più che raddoppiato l’impronta ecologica. La profondità della penetrazione della CO2 nell’oceano (la superficie che separa l’acqua marina satura di CO2, più leggera, da quella originaria, povera di CO2) sta aumentando anno dopo anno. Quando avrà raggiunto il fondo dell’oceano, questo smetterà di assorbire l’eccesso di Co2, e comincerà a restituircela.

        Tutti vogliono l’automobile e la lavatrice? Bene, non c’è posto sulla Terra per sette miliardi di automobili e lavatrici.

        Ecco perché in passato chi voleva arricchire poteva scegliere fra speculare nella finanza o fondare un’azienda o partire per esplorare il Nuovo Mondo.

        Oggi i mercati sono saturi (chi avrebbe bisogno di scarpe e medicine non ha i soldi per comprarseli) e di Nuovi Mondi non ce n’è più. La globalizzazione è stata una scappatoia, ma come l’oceano anch’essa più di tanto non può fare.

        Rimane la finanza, “l’economia finanziaria, liquida, che non si vede e non serve a niente.”.

        L’unico bene materiale di cui rimane alta la richiesta, e vendendo il quale ci si può arricchire, sono le armi.

        Consumando le quali si mantiene alta la domanda, dunque il prezzo. Un modo per consumare le armi è lasciarle invecchiare nei depositi, come è successo con le locomotive elettriche comprate da Craxi negli anni Ottanta per la Sardegna e mai messe in esercizio che sono state rottamate di recente.

        Un altro modo, più veloce, è la guerra. Che sterminando esseri umani e distruggendo beni materiali crea di nuovo spazi liberi per l’arricchimento dei privilegiati delle future generazioni.

        E il ciclo ricomincia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          E’ vero.
          Io parlavo più di immaginario che di realtà.
          Poi secondo me ci sarà comunque con Trump e col nuovo populismo anche un incremento di economia reale e industriale a scapito di quella finanziaria. E un decremento di guerre.
          Ma i limiti di cui parli sono oggettivi e insormontabili.
          Per quello che dico che le automobili puzzolenti sono un passaggio del percorso, ma il punto d’arrivo è l’asino. In senso ideale: non dico si tornerà alla trazione animale, ma a un certo punto i limiti materiali si faranno sentire.
          Ma ci penseranno i cinesi: inventeranno qualche diavoleria.

          • Z. says:

            Peucè,

            — Poi secondo me ci sarà comunque con Trump e col nuovo populismo anche un incremento di economia reale e industriale a scapito di quella finanziaria. E un decremento di guerre. —

            E la marmotta. Quella che confeziona la cioccolata. Non dimenticare la marmotta :D

      • PinoMamet says:

        L’asino è un animale molto intelligente anche il mulo (molto più dei cavalli, dicono quelli che se ne intendono), ma vorrei sapere perché a Peucezo piacciono le macchine che inquinano.

        Non l’ho mai capito, mi incuriosisce.

        • Peucezio says:

          Mah, diciamo che è un amore verso le cose che hanno una consistenza tattile, visiva, olfattiva, verso l’Italia del boom (che pure per certi versi ha avuto effetti disastrosi), ma che raccoglie molta eredità della tradizione artigianale dell’Italia medievale e comunale con qeuste competenze tecniche, questa capacità di palsmare la materia, mi piaccono vecchi meccanici che parlano in dialetto lombardo e capiscono le sfumature più sottili del rumore e delle vibrazioni del motore di una vecchia Alfa Romeo.
          Tra l’altro io questo mondo l’ho vissuto da vicino: mia madre, arrivata a Milano negli anni ’70, ha lavorato per qualche anno in una ditta milanese che vendeva ricambi per auto e macchine per le officine meccaniche. Gli impiegati, ingegneri, ecc., erano milanesi da commedia anni ’70 e facevano battute sconce in milanese da sganasciarsi dalle risate.
          Una volta c’era il problema di un imprenditore (o dirigente, non ricordo) spagnolo che doveva trattare con un’impresa bergamasca. Col fatto che mia madre è madrelingua spagnola come italiana, avendo vissuto in Spagna parte dell’infanzia e la gioventù, fece da interprete, ma il fatto è che il tizio parlava solo in bergamasco, per cui c’erano due passaggi: oltre a mia madre, faceva da interprete uno di questi milanesoni, che capiva il bergamasco e parlava un milanese che evidentemente l’imprenditore orobico comprendeva.

        • Andrea Di Vita says:

          @ pino mamet

          Esiste un racconto di fantascienza, ‘La civiltà del vento’ (‘The ultimate city’) di J. G. Ballard , che risponde precisamente a questo interrogativo.

          In una America post-apocalisse ecologica piccole comunità di hippies vivono con il solo aiuto di energie rinnovabili ai margini di megalopoli in rovina.

          Secoli dopo l’apocalisse un bambino intraprendente, rimasto orfano dopo che i suoi sono morti aspettando inutilmente dopo un incidente l’arrivo di una lentissima autoambulanza mossa a energia eolica, si avventura fra le rovine delle megalopoli, e scopre la pubblicità di una vecchia, puzzolente Oldsmobile a benzina, relitto di un lontano passato.

          Da qual momento, nel tempo lasciato libero dal lavoro dei campi e di nascosto dai guru che governano la comune, il protagonista passa la vita a ricostruire pezzo dopo pezzo l’Oldsmobile e a procurarsi benzina nei vecchi depositi. Impara da solo a guidarla, ad aggiustarla, a tenere gonfi ipneumatici e il motore in ordine.

          Nella scena finale il protagonista, ormai adulto, guida un vecchio, puzzolente, ballonzolante rumorosissimo catorcio a tutta velocità verso il suo immacolato villaggio natale, urlando come un ossesso.

          Perchè il sogno è di partire dall’automobile e di ridare vita all’intera, dannata, inquinatissima metropoli…

          Un tema simile è trattato ne “L’abisso di Chicago” di R. Bradbury. In un’America del dopobomba, un treno sgangherato porta pendolari morti di fame verso una imprecisata località nei pressi di Chicago, città che non esiste più ma che è stata sotituita da un abisso rimepitosi con le acque ormai radioattive del lago. In uno scopmpartimento, un vecchio sdentato comincia come in una itiania da ubriaco a salmodiare i nomi dei prodotti della civiltà dei consumi che non esiste più, e le liste dei coloranti e dei conservanti, e a descrivere etichette e colori del tempo oassato. La gent vorrebbe che smettesse, erchè il ricordo è troppo doloroso. Ma il vechcio insiste, e insiste ancora, a rischio di venir buttato fuori dal treno: perchè vuole che la gente ricordi il passato lusso, e si rimbocchi le maniche, e si dia da fare perchè quel lusso ritorni, e con esso la civiltà e la libertà.

          (Anche P. Dick scrive un racconto sullo stesso tema).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Z. says:

            Qual è il racconto di PKD?

            • Andrea Di Vita says:

              @ Z

              Non ricordo il titolo. Degli alieni portati sulla Terra riproducono ogni oggetto gli si venga messo davanti. Questo produce un crollo dell’economia, che a sua volta produce una guerra apocalittica. Gli ultimi esseri umani si trovano gli alieni superstiti, ormai moribondi, riprodurre a fatica gli ultimi oggetti disponibili. Un essere umano si ribella alla tradizione di sfruttare le capacità aliene e promette a se stesso di reimparare a produrre oggetti di qualità come l’umanità era abituata a fare prima dell’arrivo degli alieni.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

      • habsburgicus says:

        d’accordo con te Peucezio !
        e dunque per la proprietà transitiva, anche con Roberto (vero haa ggiunto il “quasi”, ma limitiamoci all’essenza !)..
        é raro un accordo di questo trio, specialmente dei primi due con il terzo (io e Peucezio, ma anche Roberto), bisogna festeggiare :D

    • Peucezio says:

      Aggiungo che quando si inverte il vettore della storia, conta la direzione, non il punto.
      Essere “crescitista” oggi equivale ad essere reazionario. Quando si comincia a parlare di motori rumorosi che puzzano in un mondo liquido ed etereo (parlo di simboli, lo so che a livello materiale oggi ci sono molti più motori puzzolenti rispetto a dieci anni fa, ma a causa di cinesi e indiani, non nostra), continuando su quella strada, si arriva all’asino.
      Non è così lineare la cosa, ma più o meno…

    • Peucezio says:

      Infine, Miguel,
      (poiché i precedenti interventi si presterebbero a dei fraintendimenti),
      c’è una questione di linguaggio, e mi meraviglio che tu, così attento all’immaginario e a come questo spesso serva a celare il reale, non lo colga.
      Come ho detto in un altro commento, le stesse parole hanno significati diversi a seconda di chi le dice. I linguistica si parla di “idioletto”: l’idioletto non ha solo proprie caratteristiche fonetico-fonologiche e morfosintattiche, ma anche semantiche.
      La “crescita” come viene intesa comunemente nel linguaggio del potere è un’immagine di un mondo sempre più liquido che nasconde l’incremendo di inquinamento, distruzione del pianbeta, ecc. (anche se nelle aree più avanzate c’è un decremento oggettivo dei motori che puzzano e in generale delle cose che si possono toccare, rispetto a quelle immateriali e digitali, come tu m’insegni).
      La “crescita” in bocca a Trump fa finta di parlare della stessa cosa e parla di una cosa completamente diversa. In pratica sta dicendo all’operaio e all’artigiano che lui continuerà (o tornerà) a produrre cose con le sue mani e in cambio avrà il pane per sfamare sé e la sua famiglia.
      Cioè con la stessa parola alcuni disegnano un mondo etereo, con connessioni telematiche sempre più veloci, altri un motore rumoroso e puzzolente.

    • Z. says:

      Miguel,

      — Sono due retoriche e due fantasie irrealizzabili, ma indicano due pianeti opposti. —

      Detta diversamente, cambiano solo le fantasticherie.

      Ma a parte il folklore, che cambia da Paese a Paese, non vedo sostanziali differenze.

  51. Moi says:

    Il Capitalismo Old School ;) di Donnie, rispetto alla Grande Finanza Apolide della Hilly … è una roba da URSS ;) , in senso buono :D !

  52. Moi says:

    Sì, ma … l’alternativa alla Marine è continuare a sottostare allo strozzinaggio ricattatorio del Gricciazzo “Je-m-‘en-fous” dell’ Italia fra Terremoti e Tsunami di Rifiuti Umani (v.di Zygmunt Bauman) ?!

    Mi sa che perfino non pochi Musulmani “con la testa in mezzo alle orecchie” :) , alneno per la prima volta decesiva, potrebbero seriamente ponderare che …nel Segreto dell’ Urna, Allah ti vede, il Resto della Umma no ! ;)

  53. Moi says:

    *** Peggio di Trump solo la Clinton ***

    https://www.youtube.com/watch?v=eCL3PFs8Yuo

    Diego Fusaro, l’ Ultimo dei Marxisti [ndr]

  54. roberto says:

    continuo a rispondere ad habsb un po’ alla volta

    “1.ha dimostrato che si può vincere CONTRO il 100 % delle televisioni e il 99 % dei giornali
    2.ha dimostrato che si può vincere contro l’intero establishment accademico-culturale e circa l’80 % dell’establishment finanziario [il 20 % era con lui o neutrale]”

    lasciamo un attimo da parte l’establishment finanziario e fermiamoci a media e establmishment accademico culturale (che sintetizzerò con “intellettuali”, espressione che comprende opinionisti, giornalisti e quant’altro)

    qui habsb, secondo me commetti un enorme errore di prospettiva (ma a tua difesa sei in ottima e abbondantissima compagnia)

    gli “intellettuali”, nel 2016 non contano una beneamata mazza. anzi sono odiati, sbertucciati, svillaneggiati. posso fare un esempio italiano che è assolutamente illuminante? benigni! ti pare che il suo intervento pro “si” possa aver spostato un solo voto a favore del si? (se io fossi renzi, benigni sarebbe chiuso nelle segrete del mo castello….)

    se zygmunt baum va in televisione a raccontarci della società liquida, chi lo ascolta a parte noi che stiamo qui da miguel?
    se michael moore fa un pamphlet su come è sbagliato votare trump, quante persone lo ascolteranno al di fuori della sua cerchia famigliare?
    questa è gente che da anni parla solo per se stessa e per il suo, ristrettissimo, pubblico. trovo inspiegabile lo spazio che hanno sui media, ma direi che lo spazio è inversamente proporzionale all’influenza. e daltronde, chi segue interamente un dibattito in televisione? dove per seguire intendo non “tenere la televisione accesa”, ma proprio fare attenzione a quello che gli intellettuali di turno dicono

    questa costatazione, mi porta direttamente a “99% delle televisioni”.

    lilli gruber (cioè la sua equivalente americana) che in un talk show va a dire quanto è brutto trump non conta nulla.

    cosa conta invece? i miliardi di minuti di pubblicità con messaggi semplici & chiari
    un esempio che ho visto: foto di hillary, sfondo bucolico, cielo azzurro musica dolce, scritta: “questa donna deve andare alla casa bianca?”. cambio improvviso, con musica drammatica, sfondo rosso (fiamme infernali?), sbarre davanti alla faccia della clinton, nuova scritta “no, deve andare in prigione”. fine. Wow, amazing! torniamo al nostro match di baseball!

    ora, se mi segui su questa strada, e se sostituiamo “televisione” con “televisione che conta” ammetterai che trump non aveva affatto il 99% della “televisione che conta” contro…o forse non te ne sei reso conto. come sai gli ultimi giorni della campagnia elettorale ero oltreoceano e, credimi, vedere una partita di basket in televisione voleva dire sorbirsi almeno 30 minuti di pubblicità elettorale e certo questi 30 minuti non erano al 99% contro trump!

    queste sono costatazioni fattuali che mi appaiono del tutto evidenti, basta squarciare il velo di maia che gli intellettuali stessi hanno meso davanti ai nostri occhi. certo non saranno gli intellettuali a dire che loro stessi non contano una fava….

    resta invece una questione sociologica, filosofica, politica, psicologica alla quale non ho nessuna risposta. perché siamo arrivati a questa situazione?

    • Francesco says:

      Hillary ha speso più del doppio di Donald, se non mi sbaglio

      e i soldi si spendono in TV, nella politica USA

      ciao

    • Peucezio says:

      Benigni sarebbe l’esempio di intellettuale dunque…?
      Però è sintomatico quello che dici e in fondo non hai torto a metterlo fra gli intellettuali.
      Quello che c’è oggi non è cultura, è conformismo d’accatto degli speudo-colti, come li chiama La Grassa.
      Cioè abbiamo un sistema scolastico e universitario sempre più scadente, che deprime, anziché esaltare, la capacità critica e la comprensione della complessità.
      Il risultato è la ragazzina progressista conformista che difende omosessuali e immigrati e pianeg se vince Trump, ma che non è capace di articolare un pensiero elaborato.
      Ma questo ceto è in perfetta consonanza, anzi, è un prodotto del potere ancora vigente in Occidente.
      Poi io sono il primo sa ritenere (e auspicare) che questo potere sia in crisi e che ne stia emergendo uno alternativo dal basso portatore di un sistema di valori, un’estetica e un linguaggio completamente diversi. E rilevo anch’io che quell’élite ha sempre meno capacità di presa sulla gente comune e tende a diventare sempre più autoreferente.
      Però non confondiamo la cittadella del potere contro quelli che la stanno assediando e forse espugnando: i ruoli sono fin troppo chiari.
      Poi l’uomo è gregario per natura, quindi non ci si dovrà stupire se giornalisti, intellettuali e pezzi di élite cominceranno ad essere sempre più concilianti con il nuovo verbo popolare politicamente scorretto (sta già accadendo), se non addirittura ad aderirvi. Lo sconfitto raramente resiste fino all’ultimo: di solito, vista la mala parata, si arrende o passa dalla parte del nemico. Combatte fino alla morte quando sa che non c’è alternativa, quando sa che l’altro non fa prigionieri.

      • roberto says:

        non intellettuale ma “intellettuale”
        ;-)

      • Z. says:

        Peucezio, non c’è nessun assedio. C’è solo tantissima gente piena di rabbia e poca gente, avveduta, che ne trae profitto (non solo economico, eh, ne abbiamo già parlato).

        Esattamente come il M5S in Italia e con il suo Vaffanculo Day: locuzione azzeccata, poiché necessaria e sufficiente a descriverne appieno la politica.

        Questa è ormai la moda in tutto ciò che chiamiamo Occidente. Le differenze tra un Paese e l’altro mi sembrano differenze di folklore locale.

        • Francesco says:

          Z,

          l’assedio c’è eccome, invece.

          le reazioni alla vittoria di Trump ne sono la prova, esiste una parte di società – che si ritiene la parte pensante – che ha dei principi estranei a un’altra parte di società, chiamiamoli gli elettori dei populisti, anzi opposti e si sente assediata.

          in parte i Pensanti hanno letture e valori comuni coi Potenti, entrambi sono progressisti sui Diritti Civili, cosa che porta i Populisti a identificare i due gruppi. mentre i Potenti in buona misura stanno per i cazzi loro e ai Pensanti non mollano quasi nulla, sono più presi a magnare in proprio o in famiglia.

          credo che, comunque, i Pensanti siano privilegiati rispetto ai Populisti – sono meno soggetti al Mercato -e per questo sono meno arrabbiati.

          quindi ci sono i Ducetti, che cavalcano la rabbia dei Populisti contro i Potenti ladri, i Pensanti fighetti, i Terzomondiali concorrenti, facendo promesse senza contenuti.

          a questo punto introduco i Fessi Bigotti per cui le chiacchiere sui Valori hanno un grande valore e che votano secondo una logica diversa – sempre a favore dei Ducetti che i politici dei Potenti sono sempre molto “a sinistra” in tema di valori

          ciao

        • Peucezio says:

          Z.,
          con sta storia del profitto. Ma lo pensi veramente?
          Il profitto non esiste, è un mero espediente retorico degli antirazzisti.

          • Z. says:

            Francè,

            condivido in parte la tua analisi ma non c’è nessun “assedio”. C’è gente che urla la propria rabbia e si agita in modo sconclusionato, e altri che se ne avvantaggiano. A Roma governano gli equivalenti italiani di Trump, e mica c’è un assedio.

            ___

            Peucè,

            non credo di seguirti. Come dicevo a Francesco, da che mondo è mondo le persone astute sanno trovare nuove opportunità e cogliere nuove occasioni quando gira il vento. Da molto prima che parole come “antirazzismo” fossero usate per la prima volta.

            La nostra epoca, in questo, non è diversa.

            • Peucezio says:

              Ci avete proprio uan fissazione.
              Non dico che non ci siano le persone astute, ma le persone astute non hanno ideologia, indossano una bandiera per opportunismo e la cambiano subito (mi pare ovvio).
              La storia non la fanno le persone astute, perché, affinché uno possa vestirsi di una bandiera, ce ne dev’essere un altro che l’ha disegnata, che non è una persona astuta, perché alla persona astuta non frega nulla di elaborare sistemi ideologici e non ne è neanche capace (ha altre capacità).
              Quello che disegna le bandiere fa la storia. L’altro è solo uno che succhia dalla prima mammella gonfia che trova.

            • Z. says:

              Peucezio,

              — Non dico che non ci siano le persone astute, ma le persone astute non hanno ideologia —

              Ecco, questo è un tipico pregiudizio da marxista :D

              L’ideologia ce l’abbiamo tutti quanti. Non tutti ne hanno una rigida e costruita a priori come te, certo, ma ce l’abbiamo tutti quanti!

              Tra l’altro, una cosa che ho imparato leggendo questo blog è che si può benissimo essere cialtroni e anche fanatici. Due cose che prima ritenevo sostanzialmente alternative tra loro, e che alla prova dei fatti non lo sono.

              Chi disegna una bandiera non è uno che fa la storia: è solo un grafico, non necessariamente capace :)

            • Francesco says:

              A Roma l’assedio dei romani incazzati c’è stato (e ci credo, i politici normali si sono mangiati pure le pietre del Colosseo).

              Hanno mandato Marino (ed è stato sconfitto), hanno mandato Raggi (e le sta prendendo), non so cosa faranno domani.

              So che le risorse da rubare non sono infinite, mentre la fame dei ladri lo è.

              Ciao

    • roberto says:

      non dico che hillary non era presente, giusto che donald non era assente

      ti segnalo questo sito/articolo molto ben fatto sulle spese della campagna elettorale
      http://www.bloomberg.com/politics/graphics/2016-presidential-campaign-fundraising/

      se vedi fra i top vendors dei due caldidati, la distanza nel settore “media e comunicazione” non è molta (credo che trump abbia speso più su internet che in televisione, ma sei sicuramente più bravo ad analizzare questi dati, io vado un po’ ad intuito)

  55. roberto says:

    sempre per habsb,
    vorrei scriverti perché non mi piace trump ed uno dei motivi è che soffia sul fuoco dell’odio, ma prima di articolare, ecco una notizia che capita a proposito

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/11/news/il_ku_klux_klan_annuncia_una_parata_della_vittoria_per_trump-151786149/?ref=HRER1-1

    insomma piace alla gente che non mi piace
    :-)

    • Francesco says:

      >> piace alla gente che non mi piace

      beh, la capessa di PP è in giro a piangere per la sconfitta di Clinton

      il mondo è pieno di gente che non piace

      • Andrea Di Vita says:

        @ francesco

        Hai ragione, però fra la Clinton che riconosce l’esistenza di un problema di clima che si sta surriscaldando e un Trump che lo nega io, mi dispiace, preferivo la prima. (Poi in questo pianeta ci devo vivere anch’io, con la mia famiglia). E’ vero che come dice Martinez nessuno dei due ha avuto il coraggio di dire che ormai è ora di tirare la cinghia, ma Trump vuole -a quanto sembra- inventivare la produzione nazionale di combustibili fossili…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          oh, ma sul clima come sul commercio internazionale la Clinton aveva probabilmente pienamente ragione

          e nessuno dei due era per una tassazione leninista-eisenhoweriana, che avrebbe rimesso a posto i conti della nazione

          è che su temi ancora più importanti Trump è meno peggio

          ciao

          • Andrea Di Vita says:

            @ francesco

            “temi ancora più importanti”

            …per i masticabibbie.

            Per me, che vivo a Genova, città di mare ma non appartenente agli USA, un presidente USA che rifiuta -almeno a quanto sembra- di combattere il riscaldamento climatico è deprecabile sul tema più importante di tutti -l’innalzamento del livello del mare.

            Chissà che ne pensano a Kiribati, che continuando così ha pochi decenni di esistenza davanti a sè.

            Comincio a pensare di finanziare qualche “azione diretta” di Greenpeace… :-(

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Ah, in quel senso.

              Beh, visto l’influsso culturale degli USA sul resto del mondo ed essendo anche io un masticabibbie dei peggiori, resto della mia idea.

              Ciao

    • habsburgicus says:

      parte del KKK é per Hillary :D
      e il KKK, allora forte (non patetico e ridicolo, come oggi !) appoggiò Roosevelt che presmo ti piaccia :D

      ti metto il commento che ho fatto su fb ad un’americana, donna in gamba, che sa bene l’italiano e che é contro Trump soprattutto per la sua politica interna (era contrarissima a Hillary però, e avrebbe preferito Sanders..é una che non votò, lo ha detto lei stessa, anche perché daq uel che ho xcapito stando all’estero la procedura é macchinosa)

      [io]
      A me piacerebbe (da non americano….lo so, non dovrebbe interessarmi, invece sì Emoticon smile:]) che ponesse termine alla tendenza in atto da Lincoln, e rafforzata con Roosaevelt e Kennedy, di rafforzamento del potere federale centrale contro quello degli Stati..gli Stati dovrebbero tornare ad avere maggiore libertà, non solo economica, finanziaria e giudiziaria (ce l’hanno già) ma anche in altri campi, come era prima del 1861, tenendo naturalmente conto dei tempi mutati…ad esempio gli Stati dovrebbero d’ora in poi poter decidere di vietare l’aborto (il North Dakota lo farebbe..la California non lo farà), di vietare le unioni “gay” (idem) e addirittura, entro alcuni limiti che in tal caso ci debbono essere non fosse altro che per ragioni di coordinamento, di fare proprie politiche di immigrazione (il “liberal” Vermont vuole gli immigrati ? se li prenda ! ma non li imponga al conservatore Mississippi o allo Iowa !) [ogni allusione a Capalbio et similia….va fatta Emoticon smile:] Emoticon smile:])
      Ritengo che la sovranità degli Stati, che fu una delle peculiarità dell’America delle origini, quella fino al 1861 (talora pure chiamata in letteratura “First Republic”), dovrebbe essere rafforzata e riesumata…
      Fra l’altro ciò consentirebbe di giustificare e difendere ex post un sistema elettorale che oggi come oggi (e l’ho scritto e detto anch’io nei giorni scorsi) è antiquato e farraginoso…o si torna ad un’America degli Stati (e allora la farraginosità riacquisterebbe valore) oppure si prosegue nella “de facto” regionalizazione degli Stati (cioè Stati con autonomie finanziarie e fiscali, qualcosa nel giudiziario, ma poco altro) e sarebbe logico anche abolire il sistema elettorale attuale ed introdurre un voto nationwide, senza i grandi elettori….
      Io preferirei il rafforzamento dell’autonomia degli Stati..lo saranno gli americani ? e soprattutto, lo sarà Trump ?
      Spero poi che nomini un giudice della tempra di Scalia, molto conservatore e di altri (e migliori) tempi
      Invece sarebbe giusto, bello e anche intelligente dal punto di vista politico, che gli americani più di destra capiscano una buona volta che occorre tutelare i più deboli [ma non ci sentono da quell’orecchio, purtroppo] e dunque la copertura sanitaria, magari migliorandola, andrebbe non solo mantenuta ma rafforzata..Bismarck, da destra, fece grandi riforme sociali, senza in nulla toccare le prebende e i guadagni dei ricchi..Trump vorrà, e riuscirà, a fare questo, che porterebbe il suo nome nella Storia ? ho dubbi, purtroppo

      • habsburgicus says:

        stavolta NON ho parlato di politica estera, solo di cose americane..per venire incontro alla mia interlocutrice e soatenere che pure in America Trump forse non sarà così male
        ma il mio appoggio per lui é al 100 % su politica estera..e credo che pure l’amico Peucezio collimi

      • Peucezio says:

        Il KKK non è stato fondato dal massone Pike…? O aveva fondato qualche altra cosa simile bianca-razzistoide?

  56. Mario says:

    davvero ?! … ma in che minuto del film ?

    Nel director’s cut, che ancora non è ancora disponibile per le masse gnostiche, al minuto 1:23:00, ma lo possiede solo la famiglia Kubrick, il sottoscritto e un vescovo statunitense, senza giurisdizione ma, Dio solo sa quanto!, ricolmo di dottrina e pietà.

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