Tutoring a ritroso e flipped mentoring (3)

 

Continuiamo a pubblicare i commenti più interessanti al mio postu sul piano ministeriale per la formazione dei docenti 2016-2019.

Paniscus scrive:

In teoria la flipped classroom vorrebbe dire questo:

– invece di fare la tanto vituperata “spiegazione” frontale e trasmissiva, che notoriamente è il MALE, l’insegnante dovrebbe ingegnarsi a fornire in anticipo ai ragazzi, PRIMA della lezione, dei materiali di studio accattivanti, divertenti e anticonformisti;

– ovviamente, tali materiali devono essere soprattutto multimediali e digitali (perché MAI sia che che li si possa invitare a leggere un capitolo del libro o magari un paio di paginette di dispense scritte, diverse dal libro): il top del top sarebbe l’insegnante che videoregistra una propria stessa lezione, in cui chiacchiera da solo davanti a una lavagna (possibilmente elettronica, ma nei casi disgraziati va bene anche quella tradizionale), svolgendo esattamente gli stessi passaggi che svolgerebbe dal vivo davanti alla classe in carne e ossa ;

– nel mondo delle favole (in cui evidentemente vive chi ha partorito questa genialata), i ragazzi consultano, analizzano e sviscerano il materiale, a casa, per conto proprio…

– …così al momento della lezione in classe arrivano conoscendo già l’argomento, e quindi si può felicemente dedicare il tempo di aula ad approfondimenti, esercizi e potenziamenti vari INVECE che alla noiosissima e inutilissima lezione frontale e trasmissiva, con somma letizia di tutti e straordinaria impennata dell’efficacia dell’apprendimento.

Insomma, riassunto più diretto…

A) metodologia tradizionale (cattiiivaaaa):

– io spiego in classe, tenendo la solita brutta, famigerata e obsoleta lezione frontale;
– voi studiate a casa;
– dopo aver studiato a casa, venite a chiedermi di nuovo in classe chiarimenti su cosa non avete capito;
– dopo che avete capito, ci si esercita tutti insieme in classe.

B) metodologia flipped classroom (bbuoooonaaaa):

– io NON spiego in classe, perché spiego a distanza che fa più figo;
– voi studiate a casa quello che io ho spiegato a distanza, che notoriamente è molto più figo rispetto a come lo sarebbe se l’avessi spiegato in classe;
– visto che sicuramente, con una metodologia tanto innovativa, avrete capito tutto, poi ci si esercita in classe tutti insieme.

C) metodologia flipped classroom nella realtà:

– io non spiego in classe ma spiego a distanza;
– voi NON seguite la spiegazione a distanza e NON studiate a casa;
– io propongo di fare un bella esercitazione tutti insieme in classe… ma voi non siete in grado di farla, perché pochissimi hanno guardato il materiale che io ho spedito a distanza, e quasi nessuno ha studiato a casa;
– voi mi chiedete in coro belante: “profeeee, ma non potrebbe per favore rispiegarci l’argomento da capo, perché ci abbiamo provato a guardare il materiale da soli, ma non l’abbiamo capitoooooo?
– io (dopo aver perso tempo a preparare il materiale e rinviato l’esercitazione) spiego in classe, tenendo la solita brutta, famigerata e obsoleta lezione frontale.

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14 Responses to Tutoring a ritroso e flipped mentoring (3)

  1. Francesco says:

    I love Lezione frontale!

  2. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    Mi sono potuto guardare il blog solo adesso dopo parecchi giorni.

    Vedo che il linguaggio scolastico è identico a quello delle brochures delle aziende private che mia moglie traduce in Polacco.

    Si tratta di una mentalità diffusa, quindi, c’entra poco la politica.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. marco says:

    Quella è la fuffa buona, c’è pure la cattiva, cioè i vari corsi per migliorare l’efficienza aziendale e cose del genere. Se dove lavorate vi faranno dei seminari del genere vi consiglio di cominciare a cercare lavoro…
    Io me ne sono dovuti sorbire diversi, già negli anni 90, quando vivevo all’estero (cioè più sotto l’influenza ammerigana).
    Il succo di questi corsi è terrorizzare ed è molto semplice. Nel mio caso (sviluppo software) i seminari di solito consistevano in pratiche di gruppo che sembravano destinate a scoprire chi tra di noi avesse un talento per il circo… e il risultato era fare sentire inadeguati praticamente tutti. Poi qualche mese dopo arrivava l’ottimizzazione vera e propria, cioè licenziamenti e altre misure simpatiche.
    naturalmente all’azienda tutto ciò costava cifre folli, ma cosa non si fa per aiutare i dipendenti a ritrovare se stessi…

    • Andrea Di Vita says:

      @ marco

      Mia cognata lavora in Polonia, in una banca USA.

      Da lei le riunioni “motivazionali” obbligatori sono bisettimanali.

      Sono arrivati al punto che., a turno, ciascuno regola il proprio telefonino in modo da chiamare un collega a un’ora prestabilita durante la riunione, in modo da potersi alzare dicendo: “Sorry!.. A client…” e allontanarsi impunemente.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • marco says:

        Immagino, la Polonia attualmente è forse il paese più sotto il tallone…
        L’ultima esperienza che ho avuto, qua in Italia, è stata per me un ripasso sulle tecniche ipnotiche. Le riunioni erano tenute da un tipo talmente simpatico da essere statao subito soprannominato “la statua”, e consistevano nel bombardamento continuo di messaggi ipnotici, come insegna la PNL.
        Volendo si potrebbe prendere tutto ciò come un apprendidtato iniziatico, se sopravvivi ti avvicini all’illuminazione 😀

        • Francesco says:

          Quindi il fatto che dove lavoro io molto semplicemente il dipendente venga considerato meno delle piante ornamentali va messo nella colonna degli aspetti positivi?

          🙁

  4. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    Mi sto convincendo che l’inarrestabile passione per la fuffa che pervade il mondo sia una forma della fuga dall’assunzione della responsabilità, che Peucezio giustamente individua ad esempio negli ossessionanti moniti sui pacchetti di sigarette (come mettere stampigliato su un preservativo la scritta: ATTENZIONE: LE DONNE COSTANO).

    A sua volta, credo che la fuga dalla responsabilità sia una faccia della medaglia. L’altra faccia della medaglia è l’assenza di meritocrazia.

    Nel mondo la gente si rende più o meno conto che i giochi sono fatti, che se non sei nel manico di qualcuno, con la giusta affiliazione, le giuste parentele e conoscenze non c’è molto che tu possa fare per migliorare sostanzialmente la tua posizione.

    E siccome prendersi una qualunque responsabilità significa correre un rischio, e -come dice il proverbio- “sol chi non fa non sbaglia”, inevitabilmente uno finisce col dire: “ma chi me lo fa fare?”.

    Si finisce col nasconderci dietro la fuffa, sia essa nel burocratese, nell’abuso di un Inglese maccheronico o nel politically correct o nel ripetere le frasi fatte di questo o di quel leader o Duce o Papa o Briatore.

    Prima che in questa o in quella istituzione politica o sociale, questa resa è nel cervello di chi pensa.

    Una volta a tradire erano i chierici.

    Oggi siamo un po’ tutti Esaù.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      ritieni che la sconfitta del merito a opera della mafia sia un fenomeno mondiale?

      che poi la mafia dovrebbe essere un’organizzazione rigidamente meritocratica, no?

      ciao

      • Andrea Di Vita says:

        @ francesco

        E’ mondiale, ma non ad opera della mafia. La stessa mafia si è spappolata, tant’è che si è diffusa una criminalità spicciola affamata e feroce ma soprattutto senza il rispetto dell’ordine di beccata che c’era al tempo dei mammasantissima.

        C’ha azzeccato Woody Allen: Dio è morto, Marx è morto, e nemmeno io mi sento tanto bene 🙂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • “La stessa mafia si è spappolata, tant’è che si è diffusa una criminalità spicciola affamata e feroce ma soprattutto senza il rispetto dell’ordine di beccata che c’era al tempo dei mammasantissima. ”

          Affermazione interessantissima. Infatti, il processo di dissoluzione riguarda tutte le istituzioni – chiesa, stato, partiti, nazioni e, perché no, anche la mafia.

          • Francesco says:

            colpa mia: ho usato una volta la parola mafia in senso molto lato e un’altra in senso stretto

            scusate

  5. OT
    Piccole soddisfazioni:

    Il TAR ha fermato (per ora) il progetto del megasuper aeroporto nuovo di Firenze.

    In data 9 settembre 2015, il megacapo di tutti i costruttori di Firenze, il signor Stefano Fani, si pronuncia così, sul fatto che i lavori per il tram a Firenze hanno prodotto una collina di piombo che sta inquinando tutto un quartiere:

    “E il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, esorta a non perdere tempo: «Firenze non può permettersi di perdere anche questa occasione di sviluppo, le polemiche non siano alibi per sprecare altro tempo»”

    In data 10 agosto, il megasuper capo di tutti i costruttori di Firenze, il signor Stefano Fani, si pronuncia in questi termini:

    “Intervistato dal Corriere Fiorentino, il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, riporta invece la delusione del settore dell’edilizia di fronte alla sentenza, che mette in pericolo un’opera che porterebbe lavoro alle aziende: «A Firenze con la crisi non sono rimaste grandissime imprese – sostiene – ma era già nel pensiero di molti costituire cordate, consorzi. Si sta parlando di commesse di tanti milioni di euro».”

    Oggi leggo che il megasuper capo di tutti i costruttori, il signor Stefano Fani, è stato arrestato mentre consegnava a un ligio funzionario del Comune la miserabile cifra di 2800 euro in mazzette.

    Posso dire che sono felice?

    • Francesco says:

      secondo, quando il capo di ANCE consegna di persona una mazzetta da 2.800 euro c’è da preoccuparsi

      quella è una cifra risibile, se uno così si muove per così poco siamo vicini al “tutti alle scialuppe”

      oppure quelli che sanno sono già sulle scialuppe e noi coglioni stiamo per scoprirlo

      🙁

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