Tutoring a ritroso e flipped mentoring

Qualcuno mi segnala il Piano per la Formazione dei Docenti 2016-2019 prodotto dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca.

Copincollato da infinite piccole burocratesse di tutte le scuole d’Italia (esistono ovviamente anche i burocratessi maschi, che sono di meno ma riescono a fare di peggio).

Come ai tempi di Stalin, i burocrati formano gli altri con Piani pluriennali.

Ma i burocrati non godono più della piacevole libertà dei loro colleghi sovietici, che potevano ordinare una fucilazione la mattina, ubriacarsi di vodka nel pomeriggio e finire loro stessi fucilati la sera.

I burocrati dei tempi nostri hanno come principale obiettivo quello di arrivare alla pensione senza finire in galera; una mission come si dice in aziendalese che prende la forma concreta del non fare nulla.

Ma non si può stare in un ufficio otto ore al giorno senza fare assolutamente nulla, e quindi il tempo deve essere speso a riempire carta (o il suo equivalente virtuale) e soprattutto a farla riempire ad altri.

Questa vitale necessità di tutto il ceto burocratico serve poi a mantenere una vasta rete di esperti, cioè di informatici, psicologi e sociopedagoghi sottopagati e precari che operano per conto di oscure cooperative.

Se uno nella vita, invece di zappare la terra o fare il muratore o l’insegnante, ha deciso di fare l’esperto, vuol dire necessariamente che ne sa meno – nei rispettivi campi – di chi zappa la terra, fa il muratore o l’insegnante; ma essendo un esperto, il suo compito consiste proprio nel dire a quelli che ne sanno di più di lui, cosa devono fare.

E quindi gli esperti possono soltanto produrre infinite griglie, reti verbali la cui compilazione lentamente intrappola e paralizza gli orientandi, fino a trasformare anche loro in produttori di quantità sempre crescenti di carta (o equivalente virtuale).

Nel caso qualcuno dubiti della scientificità di tali affermazioni, cito i contenuti chiave del Piano da cui siamo partiti. Non necessitano ulteriori commenti:

Didattiche collaborative e costruttive; rapporto tra saperi disciplinari e didattica per competenze; rafforzamento delle competenze di base; passaggio dai modelli di certificazione delle competenze alla programmazione “a ritroso”; progressione degli apprendimenti; compiti di realtà e apprendimento efficace; imparare ad imparare: per un apprendimento permanente; metodologie: project based learning, cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, mentoring, learning by doing, flipped classroom, didattica attiva; peer observation; ambienti di apprendimento formali e informali; rubriche valutative.

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191 Responses to Tutoring a ritroso e flipped mentoring

  1. PinoMamet says:

    Qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la Scuola italiana si sia votata all’autoaffondamento?

    • Peucezio says:

      Magari, Pino, Magari!
      Non affonderà affatto, sopravviverà così, anzi, sempre peggio, e continuerà a fare danni, sempre maggiori.

      • Francesco says:

        da come non ci sono più soldi, non credo possa durare troppo

        noi italioti guardiamo le persone (Berlusconi, Grillo, Renzi) perchè siamo convinti che i conti alla fine si aggiustano

        come no

        • Peucezio says:

          Mmmh, mi sembra poco realistico.
          Che fanno, aboliscono l’obbligo scolastico?

          • Francesco says:

            vedo più vicino il crollo del sistema

            se non ci salva Santa Troika, il futuro potrebbe essere ellenico-somalo

            🙁

  2. Francesco says:

    A volte tu maramaldeggi!

    Penso con orrore ai poveretti che hanno trasformato delle idee, alcune delle quali degne di valutazione (penso al mentoring, pessimo anglicismo per nonnismo, o al peer tutoring, che si chiamava “ci vediamo per ripassare?”).

    Se penso che a volte mi annoio a contare torni e segatrici (a nastro, a sega circolare, di peso inferiore a 1.700 kg …

    Ciao

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il mentoring non è nonnismo. Non ho ben capito cosa sia, ma non è nonnismo 😀

      • Francesco says:

        il vecio (mentor) bada che il neucc (mentored pupil?) non faccia errori, senza la sorveglianza dell’ufficiale (pardon, insegnante)

        è nonnismo, bocia!

        😀

  3. Francesco says:

    PS “rubriche valutative” significa … pagelle del fantacalcio?

    e il “peer observation” mica era “fare la spia” una volta?

    😀

    • e il “peer observation” mica era “fare la spia” una volta?”

      😀

      • Francesco says:

        immagino che l’idea sia: se il tuo compagno di banco all’improvviso ha una faccia da paura, sparisce per intere settimane, non si regge in piedi, non sbircia le femmine sotto la gonna … segnala che ha qualcosa di strano e preoccupante

        giusto prof?

  4. Peucezio says:

    Peccato però siano finiti i tempi del burocrate che viene fucilato la sera.
    Dimmi tu se merita di vivere uno che scrive un testo del genere.
    Ma anche se l’avesse scritto a casa sua, per puro diletto.

    • Francesco says:

      un pervertito?

      • Peucezio says:

        No, un demente.
        Esistono pervertiti intelligenti.

        • Francesco says:

          però, l’idea della flipped classroom, se vuole dire il giovane Pino che parla di cinema come arte, il giovane Duca che parla di storia, il giovane Peucezio che ci ammazza di glottologia … potrebbe essere interessante!

          😀

          • paniscus says:

            No, in teoria la flipped classroom vorrebbe dire questo:

            – invece di fare la tanto vituperata “spiegazione” frontale e trasmissiva, che notoriamente è il MALE, l’insegnante dovrebbe ingegnarsi a fornire in anticipo ai ragazzi, PRIMA della lezione, dei materiali di studio accattivanti, divertenti e anticonformisti;

            – ovviamente, tali materiali devono essere soprattutto multimediali e digitali (perché MAI sia che che li si possa invitare a leggere un capitolo del libro o magari un paio di paginette di dispense scritte, diverse dal libro): il top del top sarebbe l’insegnante che videoregistra una propria stessa lezione, in cui chiacchiera da solo davanti a una lavagna (possibilmente elettronica, ma nei casi disgraziati va bene anche quella tradizionale), svolgendo esattamente gli stessi passaggi che svolgerebbe dal vivo davanti alla classe in carne e ossa ;

            – nel mondo delle favole (in cui evidentemente vive chi ha partorito questa genialata), i ragazzi consultano, analizzano e sviscerano il materiale, a casa, per conto proprio…

            – …così al momento della lezione in classe arrivano conoscendo già l’argomento, e quindi si può felicemente dedicare il tempo di aula ad approfondimenti, esercizi e potenziamenti vari INVECE che alla noiosissima e inutilissima lezione frontale e trasmissiva, con somma letizia di tutti e straordinaria impennata dell’efficacia dell’apprendimento.

            (segue sotto)

            • paniscus says:

              Insomma, riassunto più diretto…

              A) metodologia tradizionale (cattiiivaaaa):

              – io spiego in classe, tenendo la solita brutta, famigerata e obsoleta lezione frontale;
              – voi studiate a casa;
              – dopo aver studiato a casa, venite a chiedermi di nuovo in classe chiarimenti su cosa non avete capito;
              – dopo che avete capito, ci si esercita tutti insieme in classe.

              B) metodologia flipped classroom (bbuoooonaaaa):

              – io NON spiego in classe, perché spiego a distanza che fa più figo;
              – voi studiate a casa quello che io ho spiegato a distanza, che notoriamente è molto più figo rispetto a come lo sarebbe se l’avessi spiegato in classe;
              – visto che sicuramente, con una metodologia tanto innovativa, avrete capito tutto, poi ci si esercita in classe tutti insieme.

              C) metodologia flipped classroom nella realtà:

              – io non spiego in classe ma spiego a distanza;
              – voi NON seguite la spiegazione a distanza e NON studiate a casa;
              – io propongo di fare un bella esercitazione tutti insieme in classe… ma voi non siete in grado di farla, perché pochissimi hanno guardato il materiale che io ho spedito a distanza, e quasi nessuno ha studiato a casa;
              – voi mi chiedete in coro belante: “profeeee, ma non potrebbe per favore rispiegarci l’argomento da capo, perché ci abbiamo provato a guardare il materiale da soli, ma non l’abbiamo capitoooooo?
              – io (dopo aver perso tempo a preparare il materiale e rinviato l’esercitazione) spiego in classe, tenendo la solita brutta, famigerata e obsoleta lezione frontale.

          • Francesco says:

            prof

            lei mi distrugge una minima speranza

            se le può essere di conforto, ho sempre amato le lezioni frontali e, di nascosto, leggevo i libri quando non avevo voglia di stare attento

            intendo i libri di testo!

  5. PinoMamet says:

    Allora traduciamo:

    didattiche collaborative e costruttive: non fare confusione in classe;

    rapporto tra saperi disciplinari e didattica per competenze: non bocciamolo anche se non sa niente;

    rafforzamento delle competenze di base: ripasso;

    passaggio dai… : ripasso, con un altro nome;

    progressione degli apprendimenti: ripasso, con un terzo nome;

    compiti di realtà e apprendimento efficace: ripasso a casa;

    imparare ad imparare: non fare confusione in classe, e ripasso;

    per un apprendimento permanente: ripasso, andare in biblioteca;

    project based learning: chiamo un esperto esterno così mi riposo per due orette mentre lui spiega delle cose che non c’entrano niente col programma; oppure, compiti a casa;

    cooperative learning: come sopra, ma divisi in gruppi;

    peer teaching: il secchione fa copiare tutti gli altri;

    peer tutoring: il bullo della classe fa star buoni tutti gli altri;

    mentoring: un tizio a caso dice alla classe di ripassare;

    learning by doing: nelle scuole non professionali non ha senso, nelle professionali vuol dire essere scuole professionali;

    flipped classroom: classe sottosopra, cioè come la trovano i bidelli alla fine della giornata, e come la fanno trovare agli studenti a inizio giornata;
    anche: ricerca da fare a casa e esporre alla classe in modo che una volta tanto non sia il professore a dire “non fate confusione”;

    didattica attiva: esiste forse quella passiva?

    peer observation: i ragazzi guardano intensamente le ragazze e viceversa;

    ambienti di apprendimento formali e informali: ripasso a casa e copiare dal secchione;

    rubriche valutative: voti.

    Nel mio vero lavoro un’impresa che si occupa di promozione mi spedì una roba come questa, lunga venti (20) pagine, di aria fritta purissima, in cui descrivevano, a forza di sinonimi italiani e inglesi, come avrebbero fatto la promozione del film nel territorio di una regione italiana.
    Secondo loro il documento di 20 pagine coincideva automaticamente con la promozione del film, e mi mandarono una fattura di più di 18.000 euro.
    Immediatamente contestata, e che si misero al culo.

    Ecco, questi documenti mi sembrano la stessa cosa, c’è un’assoluta confusione tra fini, mezzi, realtà, finzione…
    la scopo finale è il pezzo di carta , il documento fine a sè stesso che sostituisce la realtà.

  6. PinoMamet says:

    Una domanda che forse non c’entra, e forse sì:

    perché sui pacchetti di sigarette ci sono per legge delel foto terroristiche di tumori devastanti, e sulle bottiglie di vino non ci sono le foto dei barboni alcolisti? o sullo zucchero e i dolciumi quelli di obesi che si sottopongono a liposuzione?

    attenzione, non è un suggerimento di mettercele. Al contrario. Io leverei anche quelle sulla sigarette. Abbiamo capito, provocano il cancro. Basta dirlo. Ma basta con questa continua deresponsabilizzazione degli esseri umani, con il considerarli sempre dei minorati che non sanno decidere da soli, che vanno guidati, spaventati o protetti, che per andare in bici devono mettere il casco e in auto la cintura e nell’esercito il giubbotto antiproiettile anche quando non serve o può essere quasi dannoso (non lo invento io, lo imparo da un intervento online di un generale degli Alpini che ne dsicute con suoi omologhi europei nel corso di una serie di esercitazioni e scambi) perché dobbiamo essere sempre “protetti”…

    ma lasciateci un po’ liberi!

    • Francesco says:

      ti darei ragione, di pancia

      poi penso ai coglioni che vedo in giro in auto, coi bambini liberi di volare a spiaccicarsi contro i vetri per incidenti che altrimenti produrrebbero danni minimi alle sole vetture

      e non riesco più a essere d’accordo

      ciao

      • “ti darei ragione, di pancia

        poi penso ai coglioni che vedo in giro in auto”

        OMDAF!

        • Francesco says:

          OK

          allora dimmi il criterio per dare libertà a quell’animale infinitamente stupido che è l’uomo

          sapendo che Dio lo ha lasciato libero

          e che l’unico suo possibile guardiano è un altro uomo (o una regola pensata e gestita da uomini)

          grazie di cuore

          F o’stronzo

      • paniscus says:

        E sull’argomento specifico del tabagismo aggiungerei anche un dettaglio in più: la quantità insostenibile di genitori che fumano quotidianamente davanti ai figli, magari convinti che basti tenere la sigaretta non troppo vicina alla faccia del bambino, agitando la mano di tanto in tanto. Siccome questi fenomeni (si fa per dire) li noto solo fuori all’aperto, posso facilmente immaginare che siano abituati a fumare davanti ai figli anche dentro casa, o magari anche nell’abitacolo dell’automobile.

        Che sia socialmente educativo l’obiettivo di scoraggiare ALMENO quello, mi sembra il minimo…

      • PinoMamet says:

        Però (e credo sia questo il collegamento con l’argomento “scuola”) non sarebbe il caso di alzare il livello, anziché adeguarsi all’imbarbarimento generale?

        Anziché immagini shock per sigarette (e presto, chissà, per alcol… dolci.. carne… pesce.. tutto!) usare per una volta… un “soft skill” 😉 ?
        tipo la convinzione?

        io poi non ho mai conosciuto un singolo fumatore che abbia smesso di fumare per aver visto la foto del cancro alla gola sul pacchetto.
        Se ne conoscete uno, correggetemi.
        Anzi, vendono pure i copri-pacchetti in cartone, così uno può fumare bello tranquillo senza scene terribili. Ma fumano anche senza copri-pacchetto…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Confisca dei beni e privazione della potestà genitoriale ti sembrano abbastanza soft? 😀

        • paniscus says:

          per Pino:

          boh, prova a proporre tu come si potrebbe fare a usare delle tecniche di convinzione “soft” per convincere a smettere di fumare una persona adulta che fuma da 20 o 30 anni e che ha già avuto figli, i quali figli sono già abituati fin dalla nascita a vedere i genitori che fumano…

          Forse alcune forme di campagna “soft” e meno invasiva possono avere qualche efficacia nello scoraggiare dall’iniziare a fumare un giovane che ancora non l’ha mai fatto.

          Ma dubito che abbiano qualche effetto (MIGLIORE delle campagne aggressive e ansiogene) sul fumatore abituale di età matura.

          • Mauricius Tarvisii says:

            L’unica è perseguitare il fumatore, rendendogli la vita impossibile, vietando il fumo ovunque ci sia una scusa per vietarlo. Per esempio, io vieterei il fumo per strada, visto che poi i mozziconi finiscono inevitabilmente per terra.

            • Roberto says:

              A questo punto perché non vietare tout court la produzione, vendita ed il consumo di sigarette

            • Peucezio says:

              OSDAM (S sta per semestrale).

              Roberto,
              sai cos’è? Che se vieti del tutto il tabacco, uno non può neanche più farsi una fumata di pipa o di sigaro cubano di pregio in un circolo di fumatori.
              Io avrò fumato tre sigarette in tutta la mia vita, senza aspirare, ma un paio di volte all’anno in media, se mi offrono un sigaro buono, me lo gusto.
              Forse l’unica soluzione è quella che proponi, ma mi sembra un po’ troppo invadente rispetto a un principio di libertà individuale.
              Invece, oltre a misure sul genere di quelle che dice Mauricius, ci vorrebbe una repressione durissima anche per chi fuma in casa o in spazi privati avendo figli (senza arrivare a toglierglieli, che sarebbe un trauma ben più grave del fumo, ma, chessò, con multe salatissime e obbligo di partecipazione a noiosissimi programmi antifumo, tipo film americano con i tizi seduti in cerchio).

            • Mauricius Tarvisii says:

              Purtroppo dentro casa il controllo è impossibile.
              Sul divieto, sono scettico: la gente continuerebbe a fumare illegalmente in casa. Al contrario, io sostengo che la gente debba fumare legalmente in casa, finché non decide che il vizio è troppo scomodo per essere intrapreso.

            • Peucezio says:

              In realtà non sarebbe complicato.
              Triplichiamo le tasse sul tabacco, rendendolo un vizio di lusso.
              Si, si svilupperà il contrabbando, ma quando lo stato ha voluto farlo sparire, il contrabbando, ci è riuscito: ricordo nei primi anni ’90 le strade erano piene di venditori di sigarette di contrabbando, poi si è deciso che non andava più bene (ricordo il mio conterraneo Formica a una trasmissione di Giuliano Ferrara) e sparirono.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Piccolo contrabbando in realtà esiste. Parlo di gente che va a comprare sigarette in Slovenia e le rivende al barista in Italia che poi le smercia ai clienti.

            • Roberto says:

              Triplicare le tasse?
              Ma insomma in questo blog ce l’avete tutti con i più poveri!
              Un bel divieto mi sembra una misura equa.

              (Io in realtà non sono per il divieto, a casa e al circolo fumatori ognuno faccia quel che gli pare. Resta l’aria aperta sulla quale ho opinioni contrastanti. I bambini? Non so, mio padre fuma come un pazzo da sempre e sia io che mio fratello abbiamo l’orrore delle sigarette. Un padre che fuma in macchina un pacchetto di sigarette durante un viaggio Bologna Napoli credo che sia la cosa più dissuasiva che ci sia per il fumo)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non è che il fumo passivo sia consigliato ai bambini…

            • paniscus says:

              In effetti, io credo che il motivo principale per cui non ho MAI cominciato a fumare, fosse proprio il fatto che i miei genitori fumavano, e che gli amici e conoscenti dei miei genitori, nonché i genitori dei miei coetanei, fumavano quasi tutti.

              Per cui, all’epoca, a me il fumo appariva come un patetico indice di conformismo piccoloborghese tipico dei genitori di mezza età, e non certo come una trasgressione alternativa giovanile 🙂

              Però devo ammettere che, parecchi anni dopo, i miei genitori si sono ampiamente vergognati di quanto hanno fumato davanti ai figli, e si sono sbracciati a giurare e spergiurare che “se avessero avuto all’epoca le informazioni che ci sono adesso, non l’avrebbero mai fatto”… cosa che non mi sembra altrettanto diffusa tra le generazioni di fumatori più giovani.

    • Peucezio says:

      Mah, non so, io sono dell’idea che tutto quanto si fa per scoraggiare il fumo sia sempre troppo poco.
      Il punto è che tantissimi comportamenti sono sani in sé e insani se ne si abusa.
      Anche il cibo più sano al mondo, se ne mangio un quintale in una volta, mi fa male o mi fa schiattare. Lo stesso vale per l’attività fisica, per tutto.
      Un po’ di vino o di birra fa bene, inoltre è legato a una convivialità, una tradizione plurimillenaria, una serie di valori letterari, religiosi, ecc. ecc.
      I dolci, in piccole quantità, non è che facciano male, è solo che lì la soglia per superare la quantità sana è molto bassa.
      Il fumo invece è una di quelle cose che fanno male comunque, sempre e in ogni caso.
      Una sola sigaretta non fa bene, fa poco male.
      E comunque, mentre c’è tantissima gente che beve un bicchiere di vino ogni tanto o mangia un dolce ogni tanto, i fumatori occasionali sono rari, perché il fumo crea dipendenza, per cui la maggior parte degli uomini si divide in fumatori (che danneggiano seriamente la loro salute) e non fumatori assoluti, con una piccola percentuale di fumatori occasionali.
      Inoltre nessuno degli altri comportamenti dà fastidio fisico agli altri o fa danni alle persone presenti, né l’alcol, né un’alimentazione scorretta, né l’eccesso o il difetto di attività fisica, di sonno, di veglia, di lavoro, di uso del pc, ecc.

      Quindi secondo me la diffusione del fumo è un’errore della storia, una di quelle scorie di cui prima l’umanità si sarà liberata, meglio sarà per tutti.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il tabagismo fa più vittime dell’alcol. Inoltre è ciò che Epicuro chiamerebbe piacere non naturale e non necessario.

  7. Grog says:

    Io sono contrario per principio al FARE LA SPIA salvo in UN CASO
    QUANDO SI TRATTA DI DENUNCIARE I PIDDINI PERCHE’ VENGANO IMPALATI TUTTI QUANTI
    INIZIANDO DALLA MINORANZA CON
    – BERSANI (Aoh ragazzi! Non prendete pali per lanterne!)
    Grog! Grog! Grog!

    • Peucezio says:

      Anche i renziani? Sono così simpatici… La madre di un mio amico ne aveva uno per compagnia, non ha mai morso nessuno e non ha mai fatto la pipì in casa. Poi faceva sempre le feste a tutti.
      Purtroppo qualche tempo fa è morto, d’altronde aveva già tredici anni ed era malandato.

      • Grog says:

        Noi invece ne abbiamo avuto uno che in famiglia ha morsicato TUTTI senza eccezioni.
        Si trattava di VERO BASTARDO anche se di razza purissima Terrier Airedale ne ha fatte di tutti i colori, compreso farmi prendere una salatissima multa dalla forestale per un suo MARMOTTICIDIO.
        Gordon a modo suo era un vero signore perché se la prendeva solo con cani di grossa taglia e soprattutto andava d’accordo con il gatto di famiglia anche lui terribile pellaccia, sua vittima designata era un simpatico e giocherellone boxer dei vicini.
        Il boxer era anche un poco pirla ed avrebbe dovuto subire una terapia freudiana perché si avvicinava sempre con intenzioni di giocare e si beccava un morso, non ha mai capito che doveva evitare!
        Grog! Grog! Grog!

  8. rossana says:

    Ho imparato a diffidare di qualunque inglesismo infilato in ambito burocratico: 1. mi pare un insulto palese alla lingua italiana, che il burocrate dovrebbe essere obbligato ad usare e conoscere meglio della Crusca, pena il licenziamento in tronco; 2. se una cosa non si può dire in italiano, se non ne esiste la traduzione, non può essere roba che io sia tenuta a fare/praticare/rispettare. Un po’ come per le leggi dello Stato, o sono comprensibili o mi stai fregando in due modi: 1. costringendomi ad adottare un’altra lingua per tradurre il senso di una legge italiana; 2. a forza di inglesismi, stiamo perdendo l’italiano, alcune parole del quale non sono perfettamente traducibili in altre lingue perché, come succede per tutte le lingue del mondo, le parole nascono per descrivere una terra, una cultura, un ambiente sociale, una prassi d’uso spcifica di quel paese del mondo.
    Per compensare le perdite, mi trovo ormai sempre più spesso ad esprimermi in dialetto della Riviera del Brenta, perché cresciuta mentalmente globale, mi rifiuto di diventarlo per obbligo di legge.
    Tornando all’astruso scolastico riportato, il solo fatto che degli insegnanti non si ribellino, ma anzi collaborino alla’pplicazione di demenzialità simili, ne fa ai miei occhi dei traditori della lingua italiana, cioè di se stessi in quanto insegnanti.
    Pollice verso…

    • Peucezio says:

      Grandissima Rosanna!!!

      Mi chiedo in effetti: quale cittadino può essere obbligato ad ottemperare a una legge o a un regolamento in una lingua che ignora o comunque non è tenuto a conoscere?
      Hanno fatto tante storie in Alto Adige, Valle d’Aosta, ecc., perché i documenti ufficiali dovevano essere tradotti in tedesco, francese, ecc., in ossequio a questo principio. E la maggioranza italofona della popolazione italiana invece? Non ha diritti?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Tu considera che una volta Renzi aveva detto di voler scrivere il nuovo codice del lavoro in inglese…

        Ovviamente alla fine non è che non ha scritto un codice del lavoro in inglese, ma non ha proprio scritto il codice del lavoro 😀

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        Mia madre, di Lucera, ha 88 anni. Due anni fa uscì di casa perché aveva finito il sale. Trovo’ un negozio aperto di recente con davanti il cartello SALE. Entrò, e si sentì dire che era una boutique che faceva SALDI. Ce ne volle, per trattenerla dall’andare a denunciare il negoziante per pubblicità ingannevole.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Peucezio says:

      Pardon, Rossana, non Rosanna 🙂

  9. IMPORTANTE! Abbiamo ritrovato il documento originale da cui proviene la citazione in questo post.

    Il pesce puzza dalla testa.

  10. Roberto says:

    Un consiglio al burocrate italiano: la prima pagina deve *sempre* essere un riassuntino (o summary) di massimo una pagina dal quale si capisca subito autore, destinatari, oggetto.

    Es.
    Ufficio complicazione affari semplici del ministero del caos organizzato si rivolge ai vampiri per spiegare come succhiare il sangue secondo la direttiva 3 luglio 2017 dell’OMS

    Così se non sono vampiro, se non succhio sangue o se so già cosa dice la direttiva, mi risparmio la lettura che il tempo è una risorsa limitata e preziosa

    • Francesco says:

      dai per scontato che lo scopo del documento sia la sua lettura, mentre l’unico scopo è la sua redazione e distribuzione, a riprova di aver speso le 8 ore di cui parlava MM all’inizio

      temo

      • Roberto says:

        Si forse hai ragione, ma scrivere una cosa che nessuno leggerà (tesi di laurea o dottorato a parte) mi sembra una cosa talmente demenziale da essere inconcepibile

        • Peucezio says:

          Ma scusa, se uno scrive un testo demenziale è un demente.
          Quindi sono dementi anche i suoi atti, compreso il fatto di averlo scritto perché nessuno lo leggesse.

          • Francesco says:

            Peucezio,

            uno che scrive un testo demenziale potrebbe essere una persona di buon senso e buona volontà, il cui posto di lavoro dipende anche dal fatto di scrivere un certo testo demenziale.
            Non è lui a fare le regole e si trova di fronte a una precisa richiesta: produci 10 pagine di nulla assoluto, usando dei termini privi di qualsiasi senso, che nessuno leggerà mai. Se non lo fai, avrai mancato a un tuo preciso dovere.
            Una volta ho fatto un tema sull’uso politico del volgare da Francesco d’Assisi a Dante, forse l’unica sufficienza piena dei tre anni di liceo. Me ne vergogno ancora.

            Ciao

          • Peucezio says:

            Mah, ammesso che sia così (ma sono molto scettico: quest’idea presupporrebbe che sotto ci sia uno intelligente, o quantomeno di buon senso, e il demente sia sopra, invece secondo me c’è un’équipe di dementi che si suddividono i compiti; come al solito sei troppo ottimista)… ammesso che sia così, dicevo, la demenza si sposta solo di un gradino più in alto, dall’estensore del testo al suo ispiratore, ma la sostanza non cambia granché.

            • Francesco says:

              sei un intellettuale della Magna Grecia (cit) che pensa che un testo debba avere un significato per avere un senso!

              invece, all’interno di una burocrazia abbastanza burocratica, diciamo un minimo stabile e sedimentata, un testo può avere senso anche solo per il fatto di esistere: ci fosse dentro, invece della roba che ci ha mostrato Miguel, il testo del Lazzarillo da Tormes, andrebbe bene lo stesso.

              come per le dichiarazioni di Salvini o di Landini: devono esistere ed essere riportate, per avere successo. mica devono dire qualcosa

              ciao

            • PinoMamet says:

              “ci fosse dentro, invece della roba che ci ha mostrato Miguel, il testo del Lazzarillo da Tormes, andrebbe bene lo stesso”

              andrebbe molto meglio, in effetti 😀

              sia come qualità della lettura, che a scopo goliardico.

              Ai miei tempi si favoleggiava di un tale che era riuscito a infilare nella versione finale della tesi di laurea espressioni come “scommetto una birra che…”, sicuro che nessuno l’avrebbe mai più letta.

            • Peucezio says:

              Ma allora non era meglio un bel documento vuoto, bianco?
              Tu stai quasi parlando di una funzione fàtica, come diceva Jakobson, cioè un parlare per dimostrare che si sta parlando, per tenere aperto il canale di comunicazione, come quando dico “pronto, mi senti?” o come quando due fidanzatini si scambiano messaggini privi di contenuto.
              Invece un discorso come quello di quel documento non è neutro: è vero che non dice nulla, ma è un nulla con una forte impronta stilistica e culturale.

              Non so se ricordi (dovresti essere più o meno della mia generazione), una storia dei fumetti di Paperone in cui lui va in cerca del nulla, perché, se possedesse il nulla, sarebbe nullatenente quindi non pagherebbe più le tasse.
              Il problema è che questo nulla aveva, paradossalmente, una consistenza ontologica e, direi, fisica, tantevvero che, custodito nel deposito, comincia a espandersi e a mangiarsi i soldi di Paperone, l’entità della cui reazione di fronte a tanto dramma puoi facilmente immaginare.
              Ecco, il nulla di questo documento è così, non è un nulla passivo, una non presenza, una negazione. E’ un nulla attivo, fagocitatore, che distrugge ciò che c’è intorno: è un nulla agente, nullificante, che trasforma in nulla l’esistente.

            • Francesco says:

              è un Nulla che serve a certificare l’avvenuta attività da parte del suo estensore, che è tenuto a essere attivo, non a fare qualcosa di utile (e neppure di malvagio, se non l’inazione sostanziale)

              hai presente il mitico facite ammuina della flotta regia? ecco, è lo stesso

              poi arrivano gli anglo-francesi e ti piallano ma è un altro discorso

              un pò come i corsi di formazione pagati dallo Stato: non devono formare, devono fingere di essere tenuti per tenere in vita formandi e formatori

              una tragedia, peraltro

              ciao

            • Francesco says:

              PS

              quella storia mi manca, non leggevo moltissimo della Disney da giovane

              molto bella

            • Peucezio says:

              Il guaio è che tutta ‘sta gente per rigirarsi i pollici e scrivere documenti deliranti come quello, viene pagata. In denaro sonante, non in frustate come meriterebbe.

            • Francesco says:

              Peucezio

              la domanda, se permetti, è COSA potrebbe fare questa gente e tutta l’altra gente pagata per non fare nulla di utile (nè in stretto senso economico e neppure con una accezione più larga di utilità)?

              quanti sono quelli da buttare su un marciapiede a cercare di campare di lavoro vero?

              parliamo di milioni di persone?

              nel caso, come si riorganizza tutta la società per evitare che collassi? persino io ho seri dubbi che il mercato sarebbe sufficiente a gestire il passaggio dal parassitismo sociale alla produttività sociale

              ciao

              • Per Francesco

                “la domanda, se permetti, è COSA potrebbe fare questa gente e tutta l’altra gente pagata per non fare nulla di utile”

                Ma perché su questo tema mi trovo tanto d’accordo con te?

                E’ esattamente questa la domanda.

                La nostra economia (da sanfredianini autogestiti) ha un enorme bisogno di manodopera: le cose da fare ci sono sempre. Potrei fare un elenco lunghissimo di lavori, prestati da esseri umani vivi e non da telecamere, di cui avremmo urgentemente bisogno, e per cui il volontariato non basta mai. E infatti accogliamo felicemente a bordo chiunque: non a caso, non siamo razzisti.

                Però abbiamo circa 200 euro in cassa, e se ci pensate sta tutto qui il problema: i lavori che servono realmente non coincidono con quelli che chi possiede i soldi ha voglia di pagare per poter guadagnare altri soldi.

            • Peucezio says:

              Potrebbero fare le pulizie, zappare la terra, raccogliere i pomodori, asfaltare le buche, raccogliere la monnezza… fare un milione di cose.
              Visto che bisogna stipendiarli perché se no sono alla fame e finiscono a dormire sotto i ponti, facciamoli almeno lavorare!

            • Francesco says:

              fare le pulizie, zappare la terra, raccogliere i pomodori: lavori svolti a condizioni di mercato dagli immigrati

              raccogliere la monnezza: ci sono già persone pagate per quello, che non lo fanno, come credo sia previsto tra le righe del loro contratto

              non mi convinci questa volta!

            • Mauricius Tarvisii says:

              A Milano non lo fanno, forse. Ma si sa che l’eccellenza lombarda è solo millantata 😀

            • Francesco says:

              pensavo a territori più meridionali, tipo Roma (o la periferia di Milano, che ha zone molto “meridionali” come comportamenti)

              ma se parlassimo dei vigili urbani, Milano è pienamente Italia

              anche se parliamo non di raccolta dei rifiuti ma di sporcizia per strada, ormai viaggiare sta diventando inutile

              ciao

            • Peucezio says:

              Francesco,
              mi devi spiegare che vantaggio c’è ad avere gente pagata perché non faccia niente, rispetto all’idea di pagarla per lavorare.
              Non mi sembra che in Italia ci sia tutto questo eccesso di manodopera per il lavori poco qualificati, anzi, mi sembra ci sia una certa carenza, altrimenti non costerebbe tanto.
              In Italia ogni volta che c’è da fare un’opera pubblica, ci si mette il decuplo che in qualsiasi altro paese; sì, c’entra anche la burocrazia e i conflitti di competenze (alimentati probabilmente da gente come l’estensore di quel testo), ma anche il costo e l’ipertutela sindacale della manodopera.
              Invece, se gente come l’estensore di quella porcheria, mantenendogli lo stipendio, fosse costretta a lavorare a calci, tipo lavori forzati, sai con quanta maggiore facilità si farebbero tante opere utili?
              Perché non mettiamo tutta ‘sta gentaglia a fare il ponte sullo Stretto?
              In Spagna Franco fece fare il Valle de los Caídos, cioè il monumento ai caduti della guerra civile, in cui fu seppellito José Antonio e poi lui stesso, quando morì, ai prigionieri e agli sconfitti della guerra civile. Fatto sta che venne fuori un’opera monumentale notevole:
              http://2.bp.blogspot.com/-mvioFwtTCEQ/VOt3R24AyuI/AAAAAAAAC3Y/o81VXJdExn8/s1600/El%2BValle%2B1.jpg
              Gli sconfitti della guerra civile erano, dal punto di vista del nuovo regime, politicamente e moralmente delegittimati, quindi furono puniti così (le condizioni di lavoro non erano proprio ottimali).
              Gente che scrive testi come quelli è delegittimata di fronte all’umanità, alla logica e al pensiero, quindi va punita sotto qualsiasi regime.

            • Francesco says:

              Peceuzio

              quelli sono pagati per fare lavori inutili, hanno mangiato la foglia e fanno finta di lavorare.

              Non vedo grande differenza nel fargli costruire la Piramide di Silvio I rispetto a fargli scrivere 20 pagine di fuffa para-scolastica. Anche se preferisco di gran lunga la prima ipotesi.

              Sempre finti lavori sono, perchè di lavori veri non ce ne sono.

              Questa tesi crolla di fronte ai raccoglitori di pomodori polacchi, veri lavoratori per veri lavori. Per questo spero nella troika: loro forse manderanno nei campi (o alla fame) centinaia di migliaia di piccoli burocrati inutili.

              Ah, dopo una Guerra Civile o una simile catastrofe, non li abbatti i Diritti Acquisiti con meno di quello.

              Ciao

            • Peucezio says:

              Continuo a non capire.
              Che vantaggio c’è nel mantenere dei parassiti?
              O li passi per le armi (si risparmiano future pensioni, assistenza medica e mille altre cose) o li fai lavorare per qualcosa di produttivo (non dico il mausoleo, era un esempio, ma in effetti li impiegherei per fare infrastrutture utili o, appunto, per tutto ciò che richiede manodopera dequalificata di qualunque genere: va da sé che se fossero qualificati, non scriverebbero simili scempiaggini).

              Sulla trojka no comment: io sarei per un’economia chiusa e protezionista, come sai, e per una sovranità economica, finanziaria e monetaria totale e assoluta, senza alcun tipo di restrizioni, con conseguente uscita da tutte le organizzazioni internazionali.

              Però giuro che non capisco: ti va bene la spesa pubblica per mantenere i parassiti che scrivono idiozie e non la vuoi per l’assistenza sanitaria, le pensioni, gli stipendi al personale pubblico utile (perché la trojka questo fa).

              A volte sembra quasi che tu, per contrapporti al dogmatismo distruttivo del modello socialista contrapponga dogmaticamente uno speculare dogmatismo distruttivo liberista, come se l’alternativa a distruggere non fosse costruire, ma distruggere sotto un’altra bandiera.
              I comunisti a suo tempo hanno detto di volersi contrapporre all’economia capitalista e tu, invece di prenderli a sberleffi, ci hai creduto, quindi, per contrapporti a loro, professi un capitalismo radicale e dogmatico, non come mezzo, ma come fine, per cui il benessere degli uomini e delle società non subordina il modello economico, ma vi è subordinato, quasi fosse secondario.

              E però d’altra parte difendi o tolleri il parassitismo di stato, cioè proprio gli aspetti peggiori di un modello assistenziale, statalista e iperkeynesiano.
              Boh…

            • Francesco says:

              Peceuzio,

              proprio non so spiegarmi! Anche perchè amo essere sintetico, forse troppo.

              Se ci sono esseri umani non occupabili, SE, è un grosso problema. Come dargli un finto lavoro e come pagarli è una ardua soluzione. Che si trascina dietro quelli che vogliono finire in quella situazione!

              Si aggiunga il rifiuto del lavoro manuale: i nostri amici sono TROPPO qualificati per fare qualcosa di utile (che so, badanti, colf, bidelli, adetti alle pulizie, netturbini) e pretendono un “lavoro” intellettuale.

              Io vedo una grande massa di queste persone che trascina a fondo l’intero sistema economico italiano. In questo, la UE e i mercati internazionali sono irrilevanti.

              Che fare? ucciderli tutti come suggerisci? mi pare troppo drastico e (per me) poco cristiano. Ma non so come trarne un beneficio sociale

              Ciao

              • “Se ci sono esseri umani non occupabili, SE, è un grosso problema.”

                Allora, al nostro giardino servono almeno le seguenti figure professionali (ovviamente più compiti potrebbero essere svolti dalla stessa persona):

                – un giardiniere
                – due persone che si diano i turni per aprire il giardino
                – una persona che si occupi dei rapporti con l’amministrazione, l’assicurazione, ecc.
                – un idraulico
                – un muratore
                – un esperto di questioni ambientali
                – quattro babysitter
                – due buttafuori (ne basta uno alla volta, ma idealmente su due turni)
                – un insegnante d’inglese
                – due musicisti con strumenti diversi
                – un tecnico teatrale
                – un esperto informatico per gestire sito web, mailing list ecc.
                – un addetto all’accoglienza, a telefonare alle persone, ecc.
                – un esperto di acquisti (a basso costo, ecologicamente meno impattanti, ecc.)
                – un cuoco
                – un pasticciere

                tutti al lavoro e sodo!

                La domanda c’è, il lavoro c’è, mancano solo i soldi, qualcosa non quadra nella spiegazione liberista.

            • Peucezio says:

              Eppure l’avrò detto dieci volte…
              Senza bisogno di ucciderli, rifiutano il lavoro manuale? Glie lo fai fare per forza. Oppure a casa senza stipendio, né pensione.

              Il problema è a monte: bisogna far studiare molta meno gente, per evitare che acceda all’alfabetizzazione gente che scrive testi come quelli.
              Ma una volta alfabetizzati, il danno non è irrimediabile.
              Anche a me piacerebbe fare il miliardario e campare di rendita. Ma non per questo la società è tenuta a garantirmi di farlo e di non dover fare nessun tipo di attività per campare.
              Si devono contemperare le esigenze e inclinazioni dei singoli con le esigenze della società. E il parassitismo legalizzato mi sembra troppo sbilanciato verso il primo polo: in qualche mood va corretto.
              Se proprio non vogliono raccogliere i pomodori, facciano le fotocopie, vadano in posta a fare le raccomandate, lavorino nei call center. Ma non vengano pagati per produrre testi del genere!

            • Francesco says:

              >> Oppure a casa senza stipendio, né pensione.

              e poi sono io il liberista! il problema è che questi sono tanti e organizzati, hanno sindacati e partiti e giudici a difenderli, il senso comune italiano è in larga parte loro complice.

              per questo punto sulla Troika (quando sono in vena di speranze): quelli vengono da mentalità diverse e potrebbero fare paura, orrore, terrore e lavoro anche alle masse italiote.

              sennò tocca aspettare la catastrofe.

              ciao

            • Roberto says:

              Sull’interessante discussione fra Peucezio e Francesco, un’idea che certo non è risolutiva ma potrebbe aiutare.

              Eliminare del tutto le consulenze esterne nelle pubbliche amministrazioni se hai personale in grado di fare il lavoro del consulente.

              Esempio che mi riguarda: perché mai i nostri informatici vengono pagati per sorvegliare dei progetti sviluppati da ditte esterne? Che li facciano loro gli sviluppi!
              (La giustificazione sive supercazzola che mi hanno dato è che quelli che lavorano da noi non avrebbero il tempo per aggiornarsi con la tecnologia che cambia. Se fosse vero, beh, che si rinunci ad avere degli informatici in house, ma direi che non è vero)

            • Peucezio says:

              Roberto,
              “Eliminare del tutto le consulenze esterne nelle pubbliche amministrazioni se hai personale in grado di fare il lavoro del consulente.”

              Quello sarebbe utilissimo.
              Probabilmente la mafia dei consulenti esterni è potentissima, perché lo dicono in tanti, ma non si è mai riuscito a farlo.

              Francesco,
              vabbè, certo che è difficile.
              Parliamo accademicamente: per poter fare le cose che dico io, scavalcando tutte queste opposizioni cui fai riferimento, ci vorrebbe una dittatura militare con tanto di legge marziale.
              Almeno per un certo tempo, per fare un vero repulisti e rivoltare il paese come un calzino, anche dal punto di vista legislativo.
              La Trojka, stanne certo, senti a un compare, licenzierebbe i pochi statali produttivi, ma non sfiorerebbe queste sacche di parassitismo. Sennò che trojka è: le trojke servono per non far funzionare gli stati, mica per aggiustarli.

              • “per poter fare le cose che dico io, scavalcando tutte queste opposizioni cui fai riferimento, ci vorrebbe una dittatura militare con tanto di legge marziale.”

                E tutti i piccoli funzionari lungo la catena a compilare liste di arrestati, per far vedere quanto sono produttivi, a inventarsi perquisizioni mai avvenute, ad appaltare megacarceri e ad addormentarsi a convegni in cui esperti strapagati spiegano la Teoria dell’Ordine Pubblico.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              Il solito disfattista! 😛
              Scommetti che se ci mettiamo io e Grog a capo di questa struttura, la facciamo funzionare bene?

            • Francesco says:

              >>> Eliminare del tutto le consulenze esterne nelle pubbliche amministrazioni se hai personale in grado di fare il lavoro del consulente.

              e qui cade l’expat da troppo tempo lontano dai lidi natii!

              secondo te, io non riesco a trovare che la mia amante Monica Labbbradirosa è l’unica in grado di fare un certo lavoro?

              o il mio amico Ciccio o’Monzese a dimostrare che mia figlia Monica Labbradolcissime eccetera eccetera, così anche il divieto di far lavorare i familiari lo aggiriamo?

              come diceva l’altro giorno un tizio su FB, qui si affonda lentamente e tutti pensano di poter andare avanti con il vecchio sistema, eludendo le necessarie misure draconiane.

              solo Grog potrebbe salvarci!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Immagino che la prestazione sarebbe misurata sulla base dei rapporti di un apposito neocostituito ufficio di valutazione.

        • paniscus says:

          ma scrivere una cosa che nessuno leggerà … mi sembra una cosa talmente demenziale da essere inconcepibile
          ———————-

          Ah, perché nel tuo lavoro non ti capita mai, di scrivere qualcosa che nessuno leggerà (o di cui qualcuno leggerà solo le prime tre righe e le ultime due, ignorando il resto)?

          Oppure ti capita di continuo, ma non te l’aveva ancora spiegato nessuno… e tu credevi in buona fede che che quella roba venisse davvero letta integralmente ogni volta?

          • Roberto says:

            Sinceramente non mi capita proprio mai, ma veramente mai.

            so sempre perfettamente chi leggerà i testi che scrivo, sia che si tratta di documenti interni sia atti pubblici (in quest’ultimo caso i diretti interessati se non sono contenti possono portare i miei scritti davanti ad un giudice e quindi stai sicura che fanno attenzione pure alle virgole)

            • Andrea Di Vita says:

              @ roberto

              Un pittore presuntuoso, pupillo dell’Accademia dei Tromboni, si rivolse un giorno a un negoziante di acquerelli, che aveva da tempo una clientela scarsa e saltuaria:

              ‘Dammi la più ricca delle tue tavolozze, ché devo fare il ritratto della Regina e devo far bella figura al cospetto del Re!’

              Il negoziante, che non sapeva dipingere ma che come molte persone di buon senso sapeva distinguere un Leonardo da un imbianchino, gli rispose:

              ‘Forse è meglio che cominci coi gessetti colorati su una lavagnetta, così, per impratichirti. Te ne posso dare alcuni a un buon prezzo. Poi, quando ti sarai fatta la mano, penseremo a una tavolozza’

              ‘Taci, insolente!’ rispose stizzito il pittore presuntuoso. ‘Non sai che sono il pupillo dell’Accademia dei Tromboni? Se non faro’ bella figura, ne andrà della mia testa – e anche della tua, e di tutti i tuoi fornitori!’

              Era presente per l’appunto uno di questi fornitori. Uscito che fu il pittore, il fornitore si rivolse al negoziante e gli disse:

              ‘Minacce o non minacce, il tuo dovere è dargli i gessetti. E’ una questione di etica!’.

              Al che il negoziante rispose:

              ‘Acquerelli o gessetti, la testa del pittore resterà ben salda sul collo, perchè loprotegge l’Accademia di cui fa parte pure il Re. La nostra testa sarebbe in pericolo se io non gli dessi quello che chiede. E poi, il cliente ha sempre ragione. Questa è l’etica di un negoziante’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Roberto says:

              Caro andrea, capisco che è difficile credere che un altro mondo è possibile, ma io produco roba da gettare in pasto ad avvocati feroci. Ti pare che sia gente che legge solo le prime tre righe?

              • “Ti pare che sia gente che legge solo le prime tre righe”

                In effetti 🙂

                Io invece sto traducendo in queste ore una rivista intera di quelle patinate che prima di venire mandate all’inceneritore con inchiostri velenosi, faranno bella mostra di sé, intonse, sui tavolini di alcuni negozi di moda.

                La tentazione ci sarebbe da tradurre con parole qualunque in una lingua qualunque, ma c’è sempre il pericolo che almeno un autore molto narcisista se ne accorga.

            • Andrea Di Vita says:

              @ roberto

              La saggezza popolare rievocata dall’immortale Azzeccagarbugli di manzoniana memoria ci insegna che il fuffismo raggiunge vertici ineguagliati proprio nel campo dell’avvocatura.

              E’ anche per questo, forse, che le istituzioni dell’UE sono oggi così poco simpatiche a molti (e te lo dice uno che al JET, laboratorio gestito dalla UE, ci ha lavorato…:-) )

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Roberto says:

              Può darsi andrea, ma noi stavamo parlando di amministrazioni che scrivono documenti che nessuno legge, e posso assicurarti che un avvocato, scriverà pure fuffa, ma legge le cose sulle quali lavora con ferocia, appunto perché deve trovare qualcosa a cui appigliarsi

            • Roberto says:

              Ti avevo forse raccontato che le ultime cause sullo statuto del personale JET sono state introdotte un paio d’anni fa (bella fuffa in effetti….)

          • Andrea Di Vita says:

            @ paniscus

            Sfondi una porta aperta.

            Cito dal manuale di istruzioni per il cliente di una nota azienda Italiana, riguardo a una certa formula da usarsi da parte del cliente nell’utilizzare il prodotto:

            “”Si noti che, sebbene la formula non sia dimensionalmente corretta, essa è ingegneristicamente consistente e rispecchia quanto contenuto nel modello di calcolo in uso.”

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Andrea Di Vita

              Se per dimensioni intendiamo, come suppongo, quelle fisiche, non capisco proprio come una formula non dimensionalmente corretta possa essere “ingegneristicamente consistente” (???): anzi, non capisco proprio come una tale formula possa essere di alcuna utilità… In ogni caso, l’analisi dimensionale si insegna al primo anno delle lauree di primo livello dei corsi di ingegneria…

            • Andrea Di Vita says:

              @ Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già “Andrea”)

              Appunto.

              Ma quella frase era nei documenti che andavano ai soci del consiglio di amministrazione.

              Uno dei dirigenti della stessa ditta ebbe modo una volta di dire:

              “Massì, in fondo è sempre la stessa storia, F = ma… o era F = ma quadro? Non mi ricordo mai!”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Andrea Di Vita

              O santo cielo!… 🙂 🙂 🙂

      • Per Francesco

        “dai per scontato che lo scopo del documento sia la sua lettura, mentre l’unico scopo è la sua redazione e distribuzione”

        Questa è la vera sociologia!

        Infatti, è proprio così, e non metto faccine.

        • izzaldin says:

          è sempre di più così
          giornalisti online compilano “articoli” che non avranno visualizzazioni;
          studenti universitari scrivono tesi di laurea che nessuno leggerà;
          insegnanti preparano lezioni che nessuno leggerà per intero;
          operatori di call center imparano a memoria discorsi che nessuno ascolterà realmente;
          supermercati vendono prodotti che nessuno comprerà, a loro volta imbustati con plastica che non verrà mai scartata;
          le macchinette automatiche distribuiscono bastoncini du plastica per mescolare il caffè che nessuno utilizzerà mai.

          tutte queste azioni inutili (“gesti inutili” diceva il sapiente) creano posti di lavoro, sprecano fondi europei, inquinano l’ambiente ma non hanno la minima utilità nè soddisfano alcun bisogno.
          questo testo è una perla, ma di “azioni inutili”, testi inutili, oggetti inutili è pieno il mondo, anzi forse ormai sono la maggioranza di ciò che viene prodotto.
          pensate ai milioni di dollari spesi in sondaggi per le prossime elezioni americani: il loro valore sta nei minuti successivi la pubblicazione, e spesso neanche in quella minuscola frazione di tempo.
          nell’epoca dei big data il rumore di fondo ha ormai completamente sovrastata i segnali di senso compiuto, e questo testo burocratese ne è un ottimo esempio

          • Per Izzaldin

            “è sempre di più così”

            Esatto, esatto, esatto!

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              Come disse un certo amministratore delegato a un certo quadro in onore di promozione a dirigente, in presenza di un giovane neoassunto (io):

              “Dottore, lei non ha capito. Non occorre fare le cose. Occorre far vedere che si stanno facendo”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            1) vero, ci sono molti “giornali on line” che campano sperando che qualcuno clicchi sulle foto di tette e culi della colonna di destra.
            2) vero, si dovrebbero svuotare le università, di studenti e di insegnanti, averne pochi ma buoni. ricordo che Bush II si era laureato!
            3) sicuri? una lezione ben preparata trova sempre uno studente interessato, tipo me.
            4) vabbè, i call center sono un’idea demoniaca, vorrei vedere i loro conti, almeno lo spam è fatto da macchine
            5) ditelo a Caprotti, che conosceva i conti di ogni singolo prodotto esposto sui suoi scaffali!
            6) io le uso, quando prendo caffè o thè con lo zucchero

            ciao

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  14. Francesco says:

    >> Ma perché su questo tema mi trovo tanto d’accordo con te?

    forse perchè è un incubo che perseguita il mondo occidentale dai tempi del telaio a vapore e di Ludd, non credi?

    a ogni evoluzione significativa della tecnologia si ripresenta la domanda “e se questa fosse la volta buona?”

    diciamo che la cultura non ha ancora capito come affrontare la questione e le posizioni si ripetono uguali da allora (compresa quella ottimista di Peucezio: finalmente ci siamo levati dai coglioni il lavorare!)

    ciao

    • Andrea Di Vita says:

      @ francesco e martinez

      “i lavori che servono realmente non coincidono con quelli che chi possiede i soldi ha voglia di pagare per poter guadagnare altri soldi.”

      “forse perchè è un incubo che perseguita il mondo occidentale dai tempi del telaio a vapore e di Ludd, non credi?”

      Da una lapide cinquecentesca che ho visto coi miei occhi nel centro di Ascoli Piceno:

      “chi po’ non vo’
      chi vo’ non po’
      chi fa non sa
      chi sa non fa
      e il mondo male va”

      Più quantitativamente (perdonatemi, in fondo suono pur sempre un fisico… 🙂 ) mi permetto di citare la legge di Pareto: l’ottanta per cento del potere d’acquisto finisce sempre in mano al venti per cento della popolazione. Sembra che la diseguaglianza sia la condizione umana naturale, stabile, a dispetto di tutti i rivolgimenti temporanei.

      O, come disse una volta un comico che imitava il modo di esprimersi di Andreotti, l’ideolgia naturale dell’essere umano non è il giustizialismo (garantire cioè ‘justice for all’) ma l’ingiustizialismo, garantire che ciascuno abbia la spua parte di presa per i fondelli.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        beh, caro ADV, fino a ieri il mondo andava avanti benissimo, fabbricando beni di lusso per quelli dell’80% e beni del menga per quelli del 20%

        oggi il giocattolo si è rotto? siamo diventati un mondo del 90-10?

        oppure le mura che hanno permesso di avere un mondo del 70-30 qui da noi sono crollate e stiamo tornando bruscamente al bisness es iushual?

  15. Andrea Di Vita says:

    @ francesco

    Sì è rotto il giocattolo:

    https://consortiumnews.com/2016/10/14/end-of-growth-sparks-wide-discontent/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      le solite fregnacce, che valgono meno delle promesse di Renzi

      una delle cose più scoccianti di cercare di capire è incappare in continuazione in emeriti imbecilli che hanno già capito tutto e te lo propinano in lunghissime concioni

      unica cosa buona: seguono pochi canovacci e con un pò di esperienza si impara a evitarli

      grazie comunque ma è meglio rileggere il Marx della caduta tendenziale del saggio di profitto. e il Ricardo del commercio internazionale

      ciao

      • “una delle cose più scoccianti di cercare di capire è incappare in continuazione in emeriti imbecilli che hanno già capito tutto e te lo propinano in lunghissime concioni”

        Veramente l’Emerito Imbecille (se ti riferisci ad Alastair Crooke) è uno dei pochi inglesi a essere diventato un importante diplomatico per il proprio paese a forza di studiare (e lavorare per i servizi segreti) e non solo grazie a titoli nobiliari. Insomma, è una sorta di super Roberto.

        • Francesco says:

          che SA di statistiche economiche quanto il James Bond dei libri di Ian Fleming.

          a volte è triste sapere le cose, perchè demolisce velocemente i miti

          e non parlo di teorie economiche ma di più banali statistiche

          ciao

    • per Andrea Di Vita

      Sono andato a vedere l’articolo citato da Crooke, è splendido.

      E spiega anche la ragione principale per cui io, se avessi la sventura di avere la cittadinanza statunitense, non voterei per Trump:

      “If he [Trump] wins, his program too, like all the others, will be targeted towards more growth, and there’s no such thing available. And while in a no-growth scenario it’ll be a good thing for America to bring jobs back home, as is trump’s message, they won’t spell anything that even comes close to growth.”

    • Per Andrea Di Vita:

      “Se i nostri contemporanei riuscissero, nel loro insieme, a vedere che cosa li dirige, e verso che cosa realmente tendono, il mondo moderno cesserebbe immediatamente di esistere come tale”

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        “Hanno conquistato il mondo con la serietà, la disciplina, l’organizzazione, la continuità delle idee e del metodo, con la convinzione di essere una razza superiore e nata per comandare, con l’impiego meditato, calcolato della più spietata crudeltà, della fredda perfidia, della propaganda più ipocrita, messe in atto simultaneamente o di volta in volta, con una risolutezza incrollabile nel sacrificare sempre tutto al prestigio, senza mai essere sensibili nè al pericolo, nè alla pietà, nè ad alcun rispetto umano, con l’arte di alterare nel terrore l’anima stessa di loro avversari, o di addormentarli con la speranza, prima di asservirli con le armi; e infine con una manipolazione così abile della menzogna più grossolana da ingannare persino la posterità e da continuare ad ingannarci”

        Simone Weil, Germania totalitaria (Adelphi 1990)

        Lei parlava dell’Impero Romano… ma vale anche oggi, mutatis mutandis.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  16. OT

    Fantastica la vicenda del Don demonizzato per aver detto che i terremoti sono un castigo per le unioni civili.

    Leggo:

    “Tale posizione non è in linea con l’annuncio della misericordia che è l’essenza del cristianesimo e dell’azione pastorale di papa Francesco”, chiarisce nella nota l’emittente radiofonica a poche ore dalla ferma condanna del Vaticano che prendendo le distanze da quanto detto dallo speaker ha definito “deplorevoli” le affermazioni mandate in onda. “Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa”

    Cioè, il Don riafferma una banalità che sta alla base di una vasta parte della logica deuteronomica: chi tradisce il patto con il Geloso, viene punito poco dopo con pesti, stragi e terremoti.

    Ora, scopriamo che invece il Geloso che nel suo laboratorio ha inventato i terremoti, l’AIDS, la peste bubbonica, il mal di testa, il verme solitario e i pidocchi e le zanzare, è solo Misericordia.

    E la dimostrazione teologica-fessbuchiana dell’errore del Don sta nel fatto che avrebbe “offeso i terremotati”.

    Non c’è più religione.

    • Roberto says:

      Posso dire una cosa in controtendenza rispetto al deuterononio?

      Chiunque creda che il suo amico invisibile distrugga mezzo paese giusto per capriccio, perché infastidito da una quisquillia come le unioni civili, conferma appieno la teoria di Eco su imbecilli e internet.

      • habsburgicus says:

        non è quisquilia, Roberto..
        ma sul resto, sento di darti ragione !

        P.S
        lo dico, non ho voglia di andare sotto
        questa volta d’accordissimo con Mauricius, su AT e NT e sul rispettivo valore..chapeau ! quando vuole Mauricius conosce il Cattolicesimo 😀

        P.S
        Mauricius (e altri)
        conoscete Rama Coomaraswamy, figlio di Ananda (che si prese 4 moglie, le ultime -29 e -28, chiamatelo fesso :]) ? convertito dall’induismo nel 1951 regnante il grandissimo e calunniato Pio XII di venerata memoria, sentì molto meglio di quanto di norma si comprenda in Italia il cambio avvenuto con il Concilio (pure Miguel di solito acutissimo mi sembra non comprenda benissimo..l’unico qui è Peucezio..et pour cause ! attenzione dico “cambio”, non intendo dar giudizi di valore, adesso, “cambio” mi pare neutro)..e Coomaraswamy non vide Francesco !!!!

        P.S 3
        in effetti a me a questo punto la questione interessa solo culturalmente
        continuo a non capire perché ci si ostini a ritenere che il Cattolicesimo non sia de facto estinto e spiego ciò solo con l’ “ignorantia” (non-conoscenza) di ciò che fu il Cattolicesimo, finito (umanamente, per sempre) fra 1965 e 1985, con strscichi ancora per un po’ e financo oggi (tranne alcuni gruppuscoli che-lo ammetto-sarebbero criticabili in base alle stesse norme della Chiesa pre-1958, che venerano)
        attenzioni, non mi interessa il sedevacantismo ora
        il sedevacantismo è solo una risposta al grave problema, non l’unica (lefenbvrismo ecc, georgesnantismo, volendo “messorismo” di destra :D)..se mai diventerà dominante in futuro parrà “ortodossia” e si troverà di certo un oscuro passo in Bellarmino che sembrerà prevedere tutto :]
        il problema è un altro
        è il rendersi freddamente conto, senza ALCUN GIUDIZIO DI VALORE, che il Cattolicesimo non esiste più, se non nella Fede di vari credenti, quasi sempre anziani (e in alcuni gruppuscoli, teoricamente censurabili, lo ripeto, secondo i vecchi canoni pre-1962 da loro esaltati e comunque insignificanti !)
        mi stupisco in particolare che i non cattolici qui non lo notino…
        Miguel, Pino, Roberto, Z, Andrea Di Vita e anche altri…
        Coomaraswamy ex-indù invece lo capì subito e divenne sedevacantista :] (fu ordinato prete della linea Thuc, pur essendo sposato)

        P.S 3
        in base al principio aureo “amicus Plato sed magis amica Veritas” devo dire che Francesco a Lund è stato moderato..poteva fare molto peggio :] ciò va detto, perché alcuni lo criticano troppo…cose simili le si fanno da G.P II in poi…stavolta Francesco, almeno su quello, non può essere attaccato con durezza
        e ho trovato qualche frase buona anche su altro ! va riconosciuto

        • Roberto says:

          Caro Habsb io devo ammettere che non ho assolutamente capito perché il cattolicesimo sarebbe finito. Forse è finita l’epoca del latino e dei paramenti ma per me non è quello il cattolicesimo

        • habsburgicus says:

          Coomaraswamy attaccò duramente il protestantesimo
          oggi leggevo un articolo in inglese che invece era più filo-protestante e vedeva in Lutero solo un riformista e ne vedeva il presunto medievalismo (Cardini ha seguaci anche Oltreoceano !)..in più (temi quasi mirkhondiani) attacco al neo-paganesimo del Rinascimento (GUAI ! credo di poter citare Peucezio associandolo a me nella corrente pro-Rinascimento..se sbaglio, mi scuso con lui)..tesi assurde, secondo me…ahahah [questi erano pro-Coomaraswamy, dunque contro il Concilio..essere contro il Concilio, specie nel mondo anglofono, non è garanzia di serietà !]
          il tamil di Sri Lanka Coomaraswamy invece attaccò con violenza Lutero..e capì tutto anche lì !
          Lutero, SENZA SAPERLO ;MA NON CONTA, è stato una catastrofe
          se io fossi il Gran Maestro della Massoneria, farei costruire a Lutero [pagata dagli italiani gonzi, chiaro…una scusa fatta dire al TG dal solito “economista di fama” la si troverebbe :D] una statua alta mille metri com la legenda “a colui che senza conoscerlo distrusse la religione di Roma aprendo la via alla Luce dei Tempi Nuovi, i fedeli del G.A.D.U riconoscenti”
          Lutero ha distrutto la nostra civiltà !
          tutto il male nasce da lui
          quel porco monaco il cui unico desiderio era di fare sesso, senza sentirsi in colpa [ma non potevano dargli una dispensa, uno ius scopandi :D, senza limiti ad personam..bocca, davanti e dietro :D..anche le gangbang incluse :D] è stata una calamità
          egli è il vero distruttore della civiltà Cristiana
          ed è quasi ironico che i beneficiari non lo ricordino !
          meriterebbe la loro gratitudine 😀
          Lutero è molto più a sinistra di quel Lenin che in fin dei conti ha fallito 😀 ciò farà sobbalzare molti qui..ma è così !

        • Per Habs

          “è il rendersi freddamente conto, senza ALCUN GIUDIZIO DI VALORE, che il Cattolicesimo non esiste più”

          Concordo in parte; solo che non sono sicuro che il cattolicesimo dell’anno 1900 fosse la stessa cosa della cristianità dell’anno 900.

          • habsburgicus says:

            solo che non sono sicuro che il cattolicesimo dell’anno 1900 fosse la stessa cosa della cristianità dell’anno 900

            come storico non posso che avere i tuoi stessi dubbi..
            non parliamo poi del Cristianesimo del 250 (pre-costantiniano) rispetto a quello del 900 ! o a quello del 1950 !
            limitamdoci però all’epoca cristiana (dal 313 d.C, per convenzione)-escludendo quindi i secoli formativi..
            mi pare che la continuità 313-1962 [son date convenzionali, eh; il 313 é spesso il 380 ecc ecc e nel 1962, tranne l’inizio del celebre Concilio l’11 ottobre cambia ben poco] tuttavia sia maggiore di quella 1962-2016
            ammetto che l’impressione può essere fuorviante, questo (dal punto di vista storico) te lo concedo !
            se parliamo di un “totale” rovesciamento in 102 anni, dal 1914 al 2016 penso che tu possa concordare
            ma senz’altro mi dirai (e come darti torto ? storicamente) che il 1914 era molto diverso dalla metà dell’VIII secolo d.C (alleanza Papato-Pipino)
            dunque partendo da una prima affermazine che a questo punto direi obiettiva (la parte della tua frase, dove mi concedi la sostanza) si giunge ad un seconda parte che invero si presta a discussioni ! qui sì
            ed é forse questo il “segreto” del non riconoscimento dell’ “estinzione” (de facto) ovvero il fatto che ciascuno di noi ponga l’accento su cose diverse e parta da premesse dissimili !

        • Andrea Di Vita says:

          @ habsburgicus

          “è il rendersi freddamente conto, senza ALCUN GIUDIZIO DI VALORE, che il Cattolicesimo non esiste più, se non nella Fede di vari credenti, quasi sempre anziani (e in alcuni gruppuscoli, teoricamente censurabili, lo ripeto, secondo i vecchi canoni pre-1962 da loro esaltati e comunque insignificanti !)
          mi stupisco in particolare che i non cattolici qui non lo notino…
          Miguel, Pino, Roberto, Z, Andrea Di Vita e anche altri…”

          Ovviamente parlo solo per me.

          Concordo in pieno con chi dice che l’attuale Pontefice, personalmente simpaticissimo, sembra uscito pari pari da certe pagine terzomondiste, dickensiane e pauperiste dei fumetti del suo compatriota Oesterheld.

          Il fatto che Bergoglio stia simpatico a Scalfari e a Crozza, come a dire al diavolo e all’acquasanta, vuol dire che non incide. Non è la pietra scartata dai costruttori che diventa testata d’angolo, non è scartato per niente, anzi lo portano tutti in palmo di mano…

          Delle due l’una: o si attacca il capitalismo che produce la ricchezza di beni materiali che ci circondano, e allora si rinuncia alle elemosine Statunitensi al tesoro di Pietro e si scacciano davvero i mercanti dal tempio (e non si processano il giornalista che sbugiarda i Bertone di turno lasciando i Bertone al loro posto), o si continua con novene e rosari e non si rompono i cosiddetti (se non appunto ai nemici degli elemosinieri di cui sopra). Nel primo caso allora meglio un Mujica, nel secondo un San Pio.

          A me Bergoglio più che un Papa sembra un anziano Jovanotti, quello dell’ “unica chiesa / che va da Mandela a madre Teresa”.

          Non è nemmeno marxista, perché mette insieme ecologia, rispetto dai gay, buon senso da parroco di campagna, giovanilismo e chi più ne ha più ne metta.

          In questo Bergoglio è molto Sovietico. Ai tempi della Cecoslovacchia nel Patto di Varsavia, Kundera scriveva che il modo migliore per presentarsi in pubblico di un potente è quello di fare cose simpatiche come abbracciare bambini, stringere mani e sventolare fazzoletti facendo ciao ciao con la manina, perché assolutamente nessuno può criticare questi innocui atteggiamenti infantili che risultano simpatici proprio perché ricordano l’infanzia. E il fatto di rendere non criticabili i propri comportamenti rafforza il comportamento di chi non parte prevenuto (del resto, chi parte prevenuto non va certo a vedere il Papa e dunque si autoesclude dallo spettacolo). La tecnica fu importata in Vaticano da Roncalli, lasciata in parte decadere da Montini (che infatti era meno popolare del predecessore) e portata alla perfezione da Wojtyla. Dopo l’algido e professorale Ratzinger si ricomincia ora in salsa di tango.

          Detto questo, non sono mica così sicuro che “il Cattolicesimo non esiste più”. Chesterton diceva che se una verità è eterna allora vale nel XIII secolo come vale oggi. Dunque o il terremoto (e la peste, e il dolore dei bimbi innocenti…) non è una punizione divina, o lo è.

          Se non lo è, se è paganesimo dirlo a voce alta, allora erano pagane tutte quelle generazioni di Cristiani che hanno pregato e fatto novene e processioni ed espiato peccati per allontanare e prevenire peste, epidemie, carestie, terremoti e quant’altro per quasi due millenni, almeno fino al giorno in cui un tale invento’ il parafulmine dimostrando che anche un empio munito di un’asta di metallo poteva allontanare da sè la pretesa punizione divina di un fulmine.

          Se lo è , allora ha ragione quel prete sospeso da radio Maria a sostenere che al Vaticano si sono scordati il catechismo.

          In entrami i casi il cattolicesimo non è morto. Perchè non esiste Cattolicesimo senza Papa, e il Papa, quale che sia la verità eterna, è saldo in sella.

          Sorprende semmai il silenzio papale. O forse no, stando a quanto ho detto sopra sulla tecnica Sovietica di accaparrarsi consenso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • habsburgicus says:

            grazie Andrea per avermi risposto !
            intervento molto lungo e dettagliato, pieno di interesse
            concordiamo in toto, come analisi, nella prima parte e hai solide ragioni al tuo arco nella seconda (che non mi convincono del tutto, ma ci sono)
            ciao !

    • Peucezio says:

      Mi chiedo cosa passi per la testa di questo signore.
      Sarebbe come dire che se esistesse un extraterrestre nemico della religione e amico degli omosessuali e fosse incazzato, chessò, per il fatto che non esiste il matrimonio cattolico fra omosessuali (per ora), lancerebbe un missile contro la sede dell’Arcigay.
      Certa gente ha problemi cognitivi veramente pesanti.

      Semmai, se esiste un significato simbolico di questi eventi, bisogna pensare a forze oscure, del male. In altre parole sono i ricchioni che fanno ‘ste cose (non loro, ma la nequizia che ispira la novella morale capovolta), non Dio.

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        A me quello che spaventa è il fatto che venga tranquillamente tacciato di mancanza di misericordia da parte del Vaticano un tale che non fa altro che ripetere quello che gli stessi preti raccontavano in passato:

        “Il terremoto di Lisbona, oltre che distruggere intere città, scosse anche le coscienze di un’intera generazione. Lisbona era la capitale di un paese fortemente cattolico, con alle spalle una storia di grandi sforzi di cristianizzazione ed evangelizzazione delle colonie. In aggiunta il sisma coincise con la festa di Ognissanti, e distrusse quasi tutte le più importanti chiese. Per tutti i teologi ed i filosofi del XVIII secolo questa inaudita manifestazione della collera divina rimase un mistero assai difficile da spiegare, e fu di stimolo a riflessioni filosofiche di vario tipo. Alcuni fecero risalire la causa del terremoto alla punizione divina per il massacro degli indios nelle riduzioni sudamericane dei gesuiti”

        https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Lisbona_del_1755

        Qui siamo davvero al bispensiero di ‘1984’…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  17. Isaia 24

    1 Ecco che il Signore spacca la terra,
    la squarcia e ne sconvolge la superficie
    e ne disperde gli abitanti.
    2 Avverrà lo stesso al popolo come al sacerdote,
    allo schiavo come al suo padrone,
    alla schiava come alla sua padrona,
    al compratore come al venditore,
    al creditore come al debitore,
    a chi riceve come a chi dà in prestito.
    3 Sarà tutta spaccata la terra,
    sarà tutta saccheggiata,
    perché il Signore ha pronunziato questa parola.
    4 È in lutto, languisce la terra;
    è squallido, languisce il mondo,
    il cielo con la terra perisce.
    5 La terra è stata profanata dai suoi abitanti,
    perché hanno trasgredito le leggi,
    hanno disobbedito al decreto,
    hanno infranto l’alleanza eterna.
    6 Per questo la maledizione divora la terra,
    i suoi abitanti ne scontano la pena;
    per questo sono bruciati gli abitanti della terra
    e sono rimasti solo pochi uomini.
    7 Lugubre è il mosto, la vigna languisce,
    gemono tutti.
    8 È cessata la gioia dei timpani,
    è finito il chiasso dei gaudenti,
    è cessata la gioia della cetra.
    9 Non si beve più il vino tra i canti,
    la bevanda inebriante è amara per chi la beve.
    10 È distrutta la città del caos,
    è chiuso l’ingresso di ogni casa.
    11 Per le strade si lamentano, perché non c’è vino;
    ogni gioia è scomparsa,
    se ne è andata la letizia dal paese.
    12 Nella città è rimasta la desolazione;
    la porta è stata abbattuta, fatta a pezzi.
    13 Perché così accadrà nel centro della terra,
    in mezzo ai popoli,
    come quando si bacchiano le ulive,
    come quando si racimola, finita la vendemmia.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Peccato che il signore in questione sia prete e non pastore. In ogni caso tempo fa postai un eloquente brano evangelico che fa a pezzi questa concezione.

  18. Per roberto

    “Posso dire una cosa in controtendenza rispetto al deuterononio?”

    Attenzione.

    La biografia del Geloso è piena delle contraddizioni più straordinarie, quindi sono sicuro che qualcuno potrà trovare un pezzo in cui Lui dice il contrario.

    Ma è certo che in buona parte del Testo, ci sia il ragionamento del Contratto, del Covenant: “tu mi ami, ti arricchisco; tu mi metti le corna, ti rovino”.

    Ora, “ti rovino”, il Geloso lo intende di solito in termini molto materiali, che sono stati nebulizzati da tutta la roba greco-platonica sul Mondo Immateriale: il Geloso ti fa seccare la vigna, ti ammazza le pecore, i figli e te stesso per ultimo.

    E non ci vedo niente di male, perché credo che le religioni siano giustamente profondamente materialiste, è uno degli aspetti che mi piace di più delle religioni.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma noi abbiamo un altro covenant tacito: la Chiesa interpreta e gli squilibrati esaltati tacciono.

      • PinoMamet says:

        In effetti…

        fosse stato un rappresentante di una religione… veterotestamentaria, le osservazioni di Miguel sarebbero inoppugnabili.
        Ma pure se fosse protestante, eh?

        PS
        Giusto per: il tizio israeliano che ha detto che il terremoto sarebbe stata una punizione per l’astensione del governo italiano nel voto all’Unesco famoso, è druso .
        Non ho notizie della teodicea drusa, chiedo lumi.

      • Per Mauricius

        “Ma noi abbiamo un altro covenant tacito: la Chiesa interpreta e gli squilibrati esaltati tacciono.”

        Infatti. Soltanto che facendo così, mettono a tacere gran parte delle fondamenta su cui si appoggia il Trono di Pietro.

        Perché tutto si fonda su persone, non direi “squilibrate”, ma certamente “anormali” nel senso di fuori dal normale, come la totalità dei santi, dei profeti e dei visionari; in definitiva, chiunque possa parlare di una realtà diversa da quella vista dalle masse.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La Bibbia è divisa in due parti, dove la seconda conta di più della prima (mettendola semplice), dunque ogni volta che c’è conflitto tra le due parti, prevale la seconda. La Chiesa cattolica è stata istituita e vive nella seconda parte, dunque reprimere gli squilibrati che vivono della prima non apre nessuna falla nel sistema.
          Se per qualche ragione misteriosa dovesse perdersi memoria dell’AT, ma non del NT, il cattolicesimo rimarrebbe in piedi senza troppi problemi.

          • Per Mauricius

            “La Bibbia è divisa in due parti, dove la seconda conta di più della prima (mettendola semplice), dunque ogni volta che c’è conflitto tra le due parti, prevale la seconda”

            Conosco la teoria del “prima abbiamo scherzato”, che è legittima, perché qualunque organizzazione ha bisogno di ridurre al minimo le contraddizioni.

            Ma il Creatore di tutte le organizzazioni (e delle loro contraddizioni) non ha certo alcun bisogno di sottostare a un così umano bisogno.

            E come manda le piogge, può mandare gli uragani, se gli gira.

            Proprio perché è al di sopra di coerenza, etica o logica, che a rigore dovrebbero essere semplicemente alcune delle griglie in cui inserisce le sue creature, per motivi a noi ignoti.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma per questo io dico che se quel signore fosse protestante avresti pienamente ragione. Purtroppo per lui non lo è 😀

              • “Ma per questo io dico che se quel signore fosse protestante avresti pienamente ragione”

                anche se fosse cattolico nato in un’altra epoca, ho letto tanti testi cattolicissimi del genere.

                Il bello di un Papa è che, come il Geloso stesso, può cambiare idea… e guai a contraddirlo 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il Geloso – come lo chiami – non può cambiare tout court.

            • Moi says:

              Ma il Geloso non è passato da incenerire i Sodomiti a mettere gli LGBTQU sul piedistallo ?! Dal subordinare le donne al Sacro Focolare Domestico al Femminismo Interno (seppur al momento parziale) del Sacerdozio Femminile ?!

              Va’ là che cambia eccome …

            • Mauricius Tarvisii says:

              “Va’ là che cambia eccome …”

              Leggendo queste cose si confermano tutti i miei dubbi sul fatto che gli sforzi fatti oggi dal prete per spiegare ai fedeli il concetto di “eternità” siano stati fatica sprecata 😀

          • PinoMamet says:

            Mmmmm

            può essere, in effetti.
            Ma, per come lo poni, viene il dubbio: avesse avuto ragione Marcione? Se non vi serve, che ve ne fate dell’Antico Testamento?

            • PinoMamet says:

              Rispondevo a Mauricius ovviamente.

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’Antico Testamento è premessa indispensabile del Nuovo ed è necessario per la corretta interpretazione del Nuovo. Quindi è servito, certamente. La sopravvivenza della Chiesa però non si fonda su di esso.

            • PinoMamet says:

              Mah…
              non mi sembra una ragione così stringente: o serve (sempre) o non serve.

              Insomma, o è premessa indispensabile come infatti scrivi, o non è indispensabile.

              Non si può essere indispensabili “un po'”

            • Mauricius Tarvisii says:

              La premessa è qualcosa che precede dal punto di vista logico e cronologico. Dal punto di vista cronologico, nulla quaestio, da quello logico, il sistema è ormai abbastanza raffinato ed evoluto per stare in piedi (dal punto di vista logico, dico) anche senza una propria premessa.
              Se sostieni il contrario, dimmi che cosa cadrebbe inevitabilmente se in un remoto futuro si perdesse il contenuto dell’AT.

            • PinoMamet says:

              Non è che io esattamente sostenga il contrario;

              mi chiedo invece: è vero, senza l’Antico Testamento forse l’impianto del Cristianesimo cattolico (adesso non voglio mettermi a discutere di altri) starebbe in piedi lo stesso.

              Ma allora, ha davvero senso tenerlo?
              Possibile che la Chiesa lo tenga, come dire, come un reperto archeologico? Possibile che non gli abbia invece trovato un altro valore, più pregnante, che ci sfugge?

      • PinoMamet says:

        I cattolici comunque mi sembrano i più a disagio con l’aspetto materiale dell’Antico Testamento.
        I motivi possono essere molti, e chi vuole può provocare a elencarli
        (teologia formata “dall’alto”; bisogno di differenziazione netta dalle idee pagane; mancanza di vera identificazione con il “Vetus Israel” e le sue vicende; uso del latino che serve da filtro socio-culturale…)

        fatto sta che un cattolico che se ne esce con una trovata del genere ha subito un sapore “poco cattolico”…

        e naturalmente, sul noto social network hanno capito tutto al contrario, ed eccoli prendersela con “l’oscurantismo della Chiesa”, proprio quella che ha censurato il Don…

  19. In realtà, l’errore del Don è ovvio.

    Il Geloso strapazza chi gli mette le corna.

    Cioè la tenda dei figli di Edom, oppure la famiglia di tizio che innalza un altare a un rivale del Geloso.

    A quei tempi, non si prevedeva che esistesse una fantasia tipo “l’Italia”.

    E’ improbabile che Dio distrugga la chiesa di San Benedetto a Norcia, perché a Milano (che resta impunito) un tale si sposa con un altro tale.

    In questo senso, credo anch’io che il Don abbia sbagliato: il Geloso aveva un problemi con i frati di Norcia, per motivi tutti da scoprire.

    • Moi says:

      OBIEZIONE TEOLOGICA

      … Oppure il Terremoto che _ NON dimentichiamolo … _ ha distrutto il Santuario del Patrono d’ Europa l’ ha mandato il Demone Massonico del Grande Architetto dell’ Universo alias il Principe di Questo Mondo ?!

    • Moi says:

      il Geloso aveva un problemi con i frati di Norcia, per motivi tutti da scoprire.

      [cit.]

      ‘Sti Frati : troppo “Accoglienti”, troppo “Aperti alla Modernità Mondana” … o troppo poco ?!

      • Francesco says:

        mi sembra che MT, appellandosi a un brano evangelico di perfetta aderenza e notevole efficacia, abbia risolta la questione

        come un teologo possa parlare un modo da dare adito a dubbi mi lascia sconvolto, invoco il rincoglionimento senile

  20. Moi says:

    Circa il Geloso che scaravolta la terra per punire gli Umani : Blondet invece se la prende con il “suo”, di Nemici Preferiti …

    http://www.maurizioblondet.it/si-terremoto-punizione-divina/

    … ma in fondo neanche troppo. Anzi !

  21. Moi says:

    Come tempo fa aveva concettualizzato Miguel, le Religioni “Classiche” sono accettabili per il Moloch del Libero Mercato nella proverbiale “misura in cui” fungano da Dispensatori-Cornucopie di Buoni Sentimenti Universali :

    per i media main stream chi è fuori dai suddetti parametri è sempre “sedicente” Cristiano/ Ebreo / Musulmano (ci provano incessantemente anche con loro) perché Dio è Amore … e il Vero Ateismo NON è tanto la mancanza di Fede, quanto invece l’ incapacità di “amare” (in senso da cartoccino dolciario Baci Perugina 😉 … )

  22. Moi says:

    una volta attribuire al Geloso le catastrofi naturali serviva magari a dare un senso a un dolore altrimenti insipegabile e intollerabile … ma in una società secolarizzata è un significato andato del tutto perduto.

  23. Moi says:

    Prima di Papa Francesco il “sedicente”, al massimo, veniva negato solo al Cattoloicesimo …

    ———– esempio pratico di toni che sotto Benedetto XVI NON c’erano, o almeno di certo non con tanta foga ————

    http://gayburg.blogspot.it/2016/10/gianfranco-amato-torna-profanare-i.html

    Gayburg :

    Gianfranco Amato torna a profanare i simboli del cristianesimo ad uso politico

  24. Moi says:

    Secondo uno dei “Banchieri di Dio” [cit.] , Ettore Gotti Tedeschi , i Monasteri Benedettini nel cosiddetto Alto Medioevo furono “le Silicon Valley” [sic] di quel periodo … esagera ?

    Penso di sì, ma la Storiografia Laic(ist)a esagera dall’ altra parte : sminuendo enormemente il Monachesimo, al quale si concede al massimo di aver scopiazzato a mano i libri dei Pagani ma senza capirci un cazzo e poi solo in Latino (ma alcuni Monaci, seppur minoranza, anche il Greco lo conoscevano bene … lo ammette perfino Umberto Eco nel 1980; quando bisognava compiacere “solo” Anticlericali e Massoncelli … ) negando le traduzioni dal Greco dei Benedettini … dando a intendere In Odium Fidei et Sui che prima degli Arabi il Greco fosse sconosciuto in Europa.

    In ogni caso, oggi, per Leuropa Scimmia della Liberal Scum from Gringoland 😉 … San Benedetto da Norcia è completamente, sempre In Odium Fidei et Sui, Altro-da-Sé
    pur essendone (anzi: proprio essendone !) il Patrono !

    … Nevvero, Habs ?

  25. Moi says:

    Oppure a qualche Monastero si attribuisce la propria Birra Artigianale, ma giusto presentando quei Monaci come un’ allegra balotta “solare”che si sbronzava in controtendenza al “Buio” del periodo … 😉

    • Moi says:

      In ogni caso, quasi nessuno più si premura di organizzare le proprie nozioni in un quadro coerente … perciò si può prima parlare di Secoli Bui, poi dire “eh, ma in quel Monastero là invece … ” che più nessuno se ne cura, specie se la massina autorità in Storia del Cristianesimo è Dan Brown che vuol spiegarci il vero significato del Rinascimento in un Paese ove confonde (!) Polizia e Carabinieri !

  26. Moi says:

    Ma no, ma no, ma no : Vacanza, il Geloso manda Vacanze !

    La frase choc della Boldrini ai bambini terremotati: “Ora siete in vacanza”

    http://www.sostenitori.info/la-frase-choc-della-boldrini-ai-bambini-terremotati-ora-siete-vacanza/263447

  27. Moi says:

    BRIVIDI : Laura Boldrini ai bambini terremotati: “Adesso siete in vacanza”

    http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12007616/laura-boldrini-bimbi-terremotati-siete-in-vacanza.html

  28. Moi says:

    Gianandrea Gaiani – Domus Orobica :

    https://www.youtube.com/watch?v=Y__cjIsa1Mo

    Operazione Svuota Africa

    • Moi says:

      … curioso, ma già lo sapevo, i Profughi Musulmani che “fanno taqiya” 🙂 di esser Gay in fuga dall’ Isis.

      … Come faranno a “verificarlo” 😉 i nostri “Zerozerosette” (come si dice in Giornalitese) ?!

      • PinoMamet says:

        Io conosco un profugo yazida (mi spiegò che roba fosse diversi anni prima che “andasse di moda” 😉 ) che a quanto pare è gay, ma ha finto di essere etero per fare un matrimonio di comodo con una spagnola.

      • Moi says:

        Inoltre pare che ci comincino ad essere Immigrati “regolari” incazzatissimi [sic] contro i Profughi che hanno ottenuto “la bambagia” subito, mentre loro “si sono fatti il mazzo” … e presagiscono che “gli Italiani” NON faranno distinguo fra le diverse categorie !

  29. Moi says:

    Per sdrammatizzare … grafico di “Repubblica, che non è Libero” [cit.] :

    http://www.repubblica.it/viaggi/2014/07/03/foto/bali_radical_ibiza_truzza_il_quadrato_semiotico_delle_vacanze-90615660/1/

    dimmi dove vai in ferie e ti dirò a quale categoria appartieni (Radical Chic, Snob, Frikkettone, Truzzo … i quattro estremi con possibilità di fluttuabilità idetitaria !), collocandoti sul piano cartesiano 2d …

  30. Moi says:

    @ ROBERTO
    Trans-Species? New Documentary Explores Thriving Community of Men Who Think They’re Puppies

    http://www.charismanews.com/world/57408-trans-species-new-documentary-explores-thriving-community-of-men-who-think-they-re-puppies

    The men who live as dogs: ‘We’re just the same as any person on the high street’

    https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2016/may/25/secret-life-of-the-human-pups-the-men-who-live-as-dogs

    Trans-Species Joins LGBTs on Alternative Lifestyle Scene

    http://www.charismanews.com/opinion/54897-trans-species-joins-lgbts-on-alternative-lifestyle-scene

    … a che punto sta la Normativa UE per i Diritti della Gente Trans-Specie [sic] ?

    • “The men who live as dogs: ‘We’re just the same as any person on the high street’”

      Ottimi per trainare slitte attraverso i ghiacci, direi.

      A zampe nude.

    • Roberto says:

      Moi,
      Non mi far più sta domanda!
      Non ho nemmeno idea di cosa dovrebbe disciplinare una direttiva sui diritti dei transpecie né che base giuridica si potrebbe utilizzare

      • Per Roberto

        “Non ho nemmeno idea di cosa dovrebbe disciplinare una direttiva sui diritti dei transpecie né che base giuridica si potrebbe utilizzare”

        Pigro!

        Fatti leggere dalla tua signora le istruzioni che Kalergi vi ha dato in merito e applicale.

  31. Moi says:

    Leoplda^7 su RAI News !

    • Moi says:

      Chissà se Zeta è là a spellarsi le mani dagli applausi come, quand’era un giovane Studente di Giurisprudenza, faceva con Togliatti 😉 ….

    • Moi says:

      da “AntiMassoneria” … sito-nome-programma.

    • Francesco says:

      beh, cosa non torna?

      il fatto che in molte parti dell’Africa oggi ci siano moltissimi poveri anche se meno gente muore di fame e il fatto che il viaggio dall’Africa all’Europa sia molto meno costoso e difficile di una volta e il fatto che oggi in Africa sappiano bene dove è l’Europa e infine il fatto che non facciamo morire di fame gli immigrati non ti paiono spiegazioni sufficienti?

  32. Moi says:

    ALTRA PISTA DI KOMPLTTISMO “SISMICO” …

    Papa Francesco va in pellegrinaggio nella Lund delle Vescovesse dell’ Eresia Protestante …

    http://antimassoneria.altervista.org/segni-dalla-terra-festeggiamenti-accelerazione-alla-scomparsa-della-vera-europa/

    …crolla il Santuario del Patrono d’ Europa (che NON è la UE !).

  33. Moi says:

    Papa Francesco si è messo a “poverinare” i Detenuti, chiedeno allo Stato di riversarne Orde in tutte le strade … come mai su ‘sta ingerenza qui nessuno ha da ridire ?! 😉

  34. Moi says:

    Renzi stesso strolga un altro Castigo Divino :

    http://video.corriere.it/temporale-leopolda-fa-saltare-luce-renzi-castigo-divino/f0aa11ec-a416-11e6-9261-ffaafc24ed7d

    Temporale alla Leopolda fa saltare la luce e Renzi: «Castigo divino»

    • “Temporale alla Leopolda fa saltare la luce e Renzi: «Castigo divino»”

      La cosa allucinante della giornata renziana è che la questura ha vietato la rituale giornata di protesta contro la stessa.

      Tali proteste sono sempre rigorosamente pacifiche, non vengono notate da nessuno, tranquillizzano e rallegrano le persone che le fanno e non fanno alcun danno al governo.

      Fu una vecchia e saggia scoperta di Giolitti: lasciando camminare le folle fino all’ora in cui vanno spontaneamente a cena da sole, si risparmiano proiettili e martìrii.

      Invece, la Questura ha deciso di vietare questo innocuo rito, con gli stessi risultati che ottengono i laicisti francesi vietando il foulard islamico.

      Sono incerto se siamo di fronte a un caso di servilismo estremo, di idiozia burocratica o di tentativo di costruire a forza il Mostro Blaccheblocche prima del referendum.

  35. Moi says:

    A me, con ‘ste considerazioni onirologiche, fate venire in mente il Marchese del Grillo Vs Gasperino er Carbonaro … 😉

  36. Moi says:

    @ ZETA

    Sergio Staino continua a tradire sé stesso :

    http://www.lettera43.it/politica/staino-con-d-angelis-l-unita-e-nata-morta_43675265461.htm

    MA ha trovato l’ Arma Segreta :

    «Molti compagni voteranno ”Sì” per dispetto a D’Alema». [sic]

    … anche se fa molto Vecchia DC !

  37. Moi says:

    Fu una vecchia e saggia scoperta di Giolitti: lasciando camminare le folle fino all’ora in cui vanno spontaneamente a cena da sole, si risparmiano proiettili e martìrii.

    😉

    • Moi says:

      cit. Miguel cit. Giolitti … e oggi proiettili e martìrii fanno sempre male all’ immagine del “brènd” che se ne lasci dietro !

  38. Moi says:

    Ma il bello deve ancora venire, quando a partire da Mercole 9 Matt Renzie inizierà a cavalcare la vittoria dell’ Ex Goldwater Girl (pentita) … con le Lédilàich in Tòtalu’àit che accuseranno di sessismo (chi è il ClericoFascista che invoca la Logica Tomistico-Aristotelica ?! 😉 ) chi vota NO !

  39. mirkhond says:

    Da noi, però, Giolitti si serviva dei mazzieri per ottenere l’elezione dei candidati locali a lui graditi, come accadde a Bitonto nel 1913, nella campagna elettorale per il sindaco, con la vittoria del candidato governativo contro Gaetano Salvemini.

  40. mirkhond says:

    Insomma, come sempre nella storia dell’Italia unificata a forza dai Savoia, due pesi e due misure tra nord e sud.
    Anche da parte di un massone “illuminato” 🙂 come Giolitti.
    Non a caso Gaetano Salvemini lo definiva il “ministro della malavita”!

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