“Cordòglio su Twìtter, c’è ànche Fiorèllo”

“Pazzo chi al suo signor contradir vole,
se ben dicesse c’ha veduto il giorno
pieno di stelle e a mezzanotte il sole.

O ch’egli lodi, o voglia altrui far scorno,
di varie voci subito un concento
s’ode accordar di quanti n’ha dintorno;

e chi non ha per umiltà ardimento
la bocca aprir, con tutto il viso applaude
e par che voglia dir: «anch’io consento»

Ludovico Ariosto, La vita del cortigiano

Leggo che nello stesso giorno in cui è morto il partigiano antifascista (vice comandante di piazza a Modena e comandante del 3º Battaglione della 2ª Bgt Italia) Padre Gabriele Amorth, è morto anche Carlo Azeglio Ciampi. Alla giusta età, e siamo certi con cure mediche ottime, per cui una morte così, c’è da augurarcela tutti da soli e fare fuochi d’artificio quando capita.

Non spetta certo a me giudicare un funzionario che ha funzionato per un certo periodo, facendo da amministratore di un condominio in mano a ben altri padroni.

Se sono successe cose buone negli anni della sua funzione, non è merito suo; e se ne sono successe di brutte, non è colpa sua.

Lo riscatta comunque la vicenda di suo figlio, che ci rivela una commovente attenzione ai rapporti familiari nel nostro altrimenti arido burocrate.

Quello che è invece affascinante è la retorica che circonda la sua scomparsa. Perché ci rivela molto sulla macchina mediatica, cosa ben più significativa del signore che tale macchina oggi celebra e domani dimentica.

Ho fatto una semplice raccolta dei titoli presenti stamattina, verso le 10, sul sito di Repubblica.

Di particolare interesse gli ultimi due: un signore, che fa il facile e ben retribuito mestiere di  Bastian Contrario critica il defunto. Dandogli, siamo certi, un’importanza che non si meritava (i funzionari funzionano, mica fanno la storia), ma i Bastian Contrari hanno sempre bisogno di personalizzare le cose e dirlo in una battuta veloce.

Non sappiamo nemmeno dove il Bastian Contrario abbia contrarieggiato, sospettiamo su Twitter che è pure gratis e ci sta anche il vinaio di quartiere; ma la solita folla di cortigiani che segue con spionesco accanimento l’account del Bastian Contrario urla, esposto! in galera!” (qui potete seguire un’esilarante serie di brevissime cortigianate di vari politici).

Ma ecco le prefiche di Repubblica al lavoro.

Ci vorrebbe qualcuno in grado di musicarne il testo.

Mi piace in particolare il ritmo di questa: “Cordòglio su Twìtter, c’è ànche Fiorèllo“, che ricorda Dagli atri muscosi, dai fori cadenti…

“Addio a Ciampi, il presidente dell’orgoglio
Fotostoria Da Bankitalia al Colle / Le frasi del suo settennato
Il figlio dell’ottico che sognò un Paese pacificato
RepTv Giannini “Testimone di un’Italia e un’Europa mai nate”
Videoracconto Banchiere, europeista, patriota e presidente di tutti
Oggi la camera ardente al Senato – Moneta unica, la sua eredità
A Umberto Gentiloni 4 mesi fa: “Così il 2 giugno festa di tutti”
Una vita insieme all’amata Franca
Gli incontri con i potenti del mondo
Cordoglio su Twitter, c’è anche Fiorello
Quando telefonò a “Viva Radio 2″
Il discorso per i caduti di Nassiriya
L’insediamento da presidente al Quirinale
La frase: “Andare incontro a chi protesta”
Ai giovani “Aiutate gli altri vi arricchirete”
La commozione pensando a Franca
I valori: “Credo nella dignità delle persone”
A Livorno proclamato il lutto cittadino
Nella sua Toscana
Il presidente dell’articolo 9
ENGLISH The quiet man
Archivio Il rapporto con Calogero: “Quei mesi nella Resistenza in Abruzzo, lezione di libertà”
Mattarella: “Un grande italiano, grazie a lui a testa alta in Europa”
Draghi: “Un riferimento morale e civile”
Sergio Mattarella con Carlo Azeglio Ciampi
Renzi: ha servito il paese con passione
Il cordoglio dal Papa a Napolitano e Prodi
Audio Capital Prodi: “Un grande uomo”
Morte Ciampi, l’insulto di Salvini: “Un traditore dell’Italia e degli italiani”
Pd: “Parole miserevoli”
Zanda: “Esposto in procura”

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502 Responses to “Cordòglio su Twìtter, c’è ànche Fiorèllo”

  1. Grog says:

    Un mio conoscente nonché mio ex professore di disegno, validissimo ingegnere, fu espulso per INDEGNITA’ MORALE dal suo corso di allievo ufficiale in marina perché AVEVA CAGATO AI PIEDI DELLA TOMBA DI GARIBALDI, onore a lui ahimè già morto, non si estingua LA NOBILE RAZZA DEI CAGATORI SU TOMBE.
    Grog! Grog! Grog!

  2. Roberto says:

    Hai un curioso modo di non giudicare…

    • “Hai un curioso modo di non giudicare…”

      Infatti, non l’ho accusato – come fanno certi – di aver Distrutto l’Italia Inventandosi da Solo l’Euro, o simili sciocchezze.

      Non ho accusato lui di nulla.

      Quello che mi colpisce è il sistema mediatico.

    • Roberto says:

      Non ho scritto accusare, ma giudicare e mi sembra che quanto meno tu giudichi Ciampi un inutile burocrate, arido e irrilevante (o di poca importanza)

      • “tu giudichi Ciampi un inutile burocrate, arido e irrilevante”

        Avido non saprei.

        I dati fondamentali sono:

        1) che ha espresso una funzione, non ha fatto lui la storia. Una funzione che oggi è vista bene, per cui lui è un “buono”, domani potrà essere vista male e lui diventerà l’incarnazione stessa del male. Mentre era semplicemente qualcuno pagato per fare un lavoro, come lo spazzino che pulisce la strada, a prescindere da chi la percorre.

        2) Il coro cortigiano sarebbe stato identico se Ciampi fosse stato, che so, il Presidente Salvini che ci Liberò dall’Euro. Il meccanismo servile è sempre identico, a prescindere dalla retorica che accompagna questo o quel potere contrapposto.

        Lo dimostra la citazione di Ariosto, che va letta con la massima attenzione.

        • Francesco says:

          Premessa la mia limitata simpatia per Carlo Azeglio, discreto rompicoglioni con Silvio al governo, livornese laico se non azionista, patriota eccessivamente verboso, non posso che elevare la lode al funzionario che sa svolgere la sua funzione, lode maggiore quanto più è complessa tale funzione.

          Senza scordare che negli anni successivi all’Euro l’Italia ottenne vantaggi finanziari dell’ordine delle centinaia di miliardi di Euro stessi, tutti ovviamente buttati nel cesso della spesa pubblica corrente e corrotta.

          Insomma, RIP.

      • Roberto says:

        aRido

        • “aRido”

          hai ragione, una svista. Comunque, se non fosse stato arido, credo che non l’avrebbero nemmeno assunto in banca, figuriamoci alla presidenza di qualcosa.

          Dire che il presidente della repubblica è un burocrate, arido e irrilevante è un po’ come dire che una certa modella di Versace è alta, magra e bella.

          • mirkhond says:

            “alta, magra e bella.”

            Se la magrezza e l’altezza sono sinonimo di bellezza.
            Il che non è sempre stato così, e ancora oggi non per tutti è così.

          • Z. says:

            Perché un bancario dovrebbe essere necessariamente arido? e perché dovrebbe esserlo il presidente di qualcosa?

            Tra l’altro conosco diverse persone che smentiscono entrambe le teorie!

          • Zhong says:

            Ma il “signor” nel caso di Ciampi e’ la Merkel, ovvero uno simile a Ciampi che ha potere perche’ e’ nato in una nazione che sta andando bene…
            …o anche la Merkel e’ un burocrate e’ il signor e’ ancora piu’ in alto?

            Non e’ una critica, e’ per capire.

            Zhong

            • “…o anche la Merkel e’ un burocrate e’ il signor e’ ancora piu’ in alto?”

              Ma non credo che la Merkel da sola possa muovere capitali planetari con un battere di ciglio, né produrre automobili e missili dal cappello come un mago.

              Me la immagino come l’usciere, sicuramente efficiente, all’ingresso di un grande palazzo che sa dare tutte le informazioni del caso, e per questo si prende uno stipendio venti volte (ma non mille volte) più di quello di un usciere.

          • Roberto says:

            Mi associo alla domanda di moi, ed in effetti pure io ho conosciuto persone di entrambe le categorie che non sono affatto aridi e poi altri aridissimi….insomma come in tutte le categorie ci trovi di tutto, ci sono pure avvocati umani ;-)

            • “insomma come in tutte le categorie ci trovi di tutto, ci sono pure avvocati umani ”

              Non ne dubito, e infatti ho sempre sostenuto che in (quasi) qualunque categoria di esseri umani (zingari, comunisti, mafiosi, musulmani, coloni fondamentalisti sionisti, volontari della Croce Rossa o delle Waffen-SS, avvocati, casalinghe di Voghera, avvocati, neonazisti, cattolici militanti, atei dell’UAAR, occupanti di centri sociali, leghisti, laureati in economia e commercio, preti, prostitute, contadini vietnamiti) le proporzioni di figli di buona donna e di persone perbene siano più o meno simili.

              Però il discorso diventa un po’ diverso quando si tratta di arrivare ai vertici.

              Questo non dipende dalla tua bontà personale, ma dalla cattiveria di quelli a cui conviene che tu ci arrivi.

            • Z. says:

              Beh, hai sempre sostenuto tesi cerchiobottiste ed ecumeniche da polemista televisivo, allora…

              Perché, se si pretende un minimo di aderenza al mondo reale, è difficile sostenere che ci sia la stessa percentuale di brave persone tra gli stupratori e tra i calciatori, tra i mafiosi e i volontari del soccorso, tra i magnaccia e tra i collezionisti di pipe.

            • “sostenere che ci sia la stessa percentuale di brave persone tra gli stupratori e tra i calciatori, tra i mafiosi e i volontari del soccorso, tra i magnaccia e tra i collezionisti di pipe.”

              Gli “stupratori” non sono una categoria o una professione.

              Non conosco personalmente dei magnaccia, per cui su questo tema preferisco tacere.

              Per quanto riguarda quelli che gli altri chiamano mafiosi, è vero che ho usasto io il termine; ma anche lì la distinzione è estremamente difficile, e lo dico da uno che ha vissuto al sud.

              Ma quello che mi interessa è spostare il giudizio. Il leghista è meglio o peggio dell’occupante dei centri sociali? Ho conosciuto persone belle e persone spregevoli da entrambe le parti.

              Ma se qualcuno arriva ai vertici di un partito, se riesce a piacere a gente in grado di finanziarlo, se riesce a schiacciare i propri concorrenti, se riesce a diventare presentabile ai media, qualunque idea esponga, possiamo essere ragionevolmente certi che si tratti di un escremento umano.

            • Roberto says:

              Io sono invece abbastanza d’accordo con Miguel anche se per “categorie” intendevo categorie professionali.
              Cioè credo che ci siano percentuali simili di lazzaroni fra avvocati, giudici, insegnanti e operai, mentre tendo a pensare (e scusate la banalità) che tra stupratori e narcotrafficanti la percentuale di fetenti sia esponenzialmente superiore.

              Tendo invece a non concordare sul discorso sui vertici. Ne ho conosciuti alcuni che non avevano veramente nulla di arido e altri che sono dei pezzi di cacca allucinanti. Credo che si possa essere determinati anche senza essere figli di buona donna

            • “Tendo invece a non concordare sul discorso sui vertici.”

              Qui c’è una divergenza vera e fondamentale, che dipende da esperienze diverse. Ci sono probabilmente alcune differenze nella base da cui partiamo per formulare dei giudizi, ma credo che su alcune cose, tu e io siamo sorprendentemente simili.

              Quindi sarebbe davvero un argomento da esplorare scientificamente, insieme. E su cui non avrei problema a cambiare anche giudizio.

            • Zhong says:

              “Quindi sarebbe davvero un argomento da esplorare scientificamente, insieme.”

              Questo articolo ha vinto un Ig Nobel prize ma, attenzione, e’ un articolo serio:

              https://arxiv.org/abs/0907.0455

              Sostanzialmente si fa vedere che promuovere a caso potrebbe essere meglio che promuovere in base ai meriti.

              L’idea di base e’ il principio di massima incompetenza: ovvero uno viene promosso fino al livello in cui non e’ piu’ capace di ottenere buoni risultati e li’ si ferma per sempre.

            • “Sostanzialmente si fa vedere che promuovere a caso potrebbe essere meglio che promuovere in base ai meriti. ”

              In fondo, è la stessa cosa di cui parlavamo l’altra sera, mentre suonavano le campane del Carmine, io e la mia sorella adottiva moglie del Calciante Bianco.

              Considerate che io non sono scemo, e lei è una bella testa, e una persona meravigliosa per tante cose.

              Non saremo il massimo, ma insieme valiamo quanto la Merkel, Hillary Clinton e il defunto signor Ciampi.

              Ci guardiamo attorno, pensando a

              - il bambino che scappa incontrollabile dal cancello
              – il vecchio tasso che tutti danno per spacciato ma che per noi è il cuore del nostro mondo e gli abbiamo pure dato un nome, e a volte capita anche di sognarcelo
              – il tossico che nasconde la roba dentro un anfratto sulle mura del giardino
              – la mamma americana la cui figlia è stata maltrattata da qualche bambino e cerchiamo di capire chi sia
              – le vespe che hanno fatto il nido in un albero, e che minacciano di pungerci, ma se si chiama il Comune, quelli potrebbero anche avvelenare ogni forma di vita nel giardino e farcelo chiudere
              – la mamma cubana con sei figli cui vorremmo dare un lavoro, ma non abbiamo un commercialista che ci spieghi come evitare la galera se le diamo una mano
              – gli assessori che promettono e poi ci chiedono scusa, perché loro stessi dicono che il giardino è troppo complicato per loro
              – l’ente addetto alla raccolta dei rifiuti che si è dato latitante, e l’ufficio comunale che offre al massimo di donarci delle scatole di cartone per i rifiuti da mettere sotto le intemperie
              – la vicina che credevamo nemica e invece ci vuole bene, ma non si capisce bene in che rapporto sia con chi male ce lo vuole davvero
              – il sanguisuga che ci perseguita chiedendoci soldi per una roba che abbiamo firmato per sbaglio e che non ci serve e minaccia di trascinarci in tribunale
              – la vicina che credevamo amica che minaccia di denunciarci tutti perché qualcuno ha buttato dei rami davanti alla finestra di casa sua
              – il gruppo che vorebbe fare calcio tutti i giorni nel nostro campetto
              – il gruppo che fa calcio per i bambini e ci vuole fare la guerra perché l’altro gruppo ha il campetto (e magari ci fanno finire tutti in galera perché abbiamo aiutato la mamma cubana)
              – e poi il bambino mostro che tira i sassi in testa a tutti gli altri bambini, e i suoi genitori buonisti-democratici-di-sinistra che ci potrebbero denunciare se osiamo dire qualcosa

              Insomma, ci guardiamo in faccia, e capiamo come nessun essere umano dovrebbe mai pensare di essere in grado di governare San Frediano, figuriamoci tutto l’Oltrarno.

              Chi pretendesse di governare addirittura tutto il centro storico di Firenze sarebbe matto da legare, e (almeno moralmente) da fucilare direttamente.

            • Roberto says:

              ” dipende da esperienze diverse”

              Certo.
              Ed in effetti mi è capitato di vedere (e anche lavorare per) persone che sono riuscite ad arrivare a vertici vertiginosi fondamentalmente per la capacità di non mettersi contro nessuno, cosa che è molto difficile se devi comunque in qualche modo portare avanti le tue idee. Insomma l’opposto del rullo compressore che hai in mente tu (e che ovviamente ho incontrato anche io).

              Ma un esame scientifico di questa cosa si scontra con la nozione di “brava persona” o “figlio di buona donna”.
              Cosa sono?

            • “persone che sono riuscite ad arrivare a vertici vertiginosi fondamentalmente per la capacità di non mettersi contro nessuno”

              questo è vero. Io sono un gran ladro e non voto certamente per te, che sei un ladro ancora maggiore.

              Però possiamo metterci d’accordo su un tizio talmente innocuo da non far paura né a me né a te.

            • PinoMamet says:

              Personalmente no, ma “famigliarmente” abbiamo conosciuto un magnaccia.

              Ma proprio un vero “pimp” come quelli dei film americani (girava con sombrero e Harley Davidson rosa, ai tempi d’oro).

              ha cambiato mille mestieri, e lo metterei più nella categoria dei figlidi-buona-donna un po’ derelitti e strambi che affascinano Miguel (e il sottoscritto).

              Parce sepulto, e sicuramente non è una cosa personale (e neanche una critica al suo operato, di cui non so niente) ma tra lui e Ciampi sono sicuro che il magnaccia fosse molto divertente istruttivo e anche piacevole da frequentare.

            • Z. says:

              Gli stupratori sono una categoria tanto quanto i collezionisti di pipe, i ladri, i volontari del sangue o i trafficanti di schiavi. Perché non dovrebbero esserlo?

              E non si vede perché la distribuzione di persone per bene (di amanti della filosofia, di appassionati di scacchi, di vegetariani) dovrebbe essere equanime tra diverse categorie. Se non per egalitarismo ideologico, appunto…

              Su quali persone siano interessanti o meno immagino dipenda dai gusti. La mia esperienza mi dice che i delinquenti del mondo reale – a differenza di quelli di libri e film – tendono ad essere persone banali, piatte e incredibilmente scontate e noiose.

              Sui vertici, immagino che chi vi arriva debba accettare una serie di compromessi: con la propria libertà, ad esempio, e con la propria vita privata. Ma detto con tutta onestà, penso anche che considerarli per forza il Male (o sinonimi vari) sia anche

              1) un modo per consolarsi a buon mercato, e
              2) un modo per sentirsi popolo a buon mercato

              e se io non ci sono arrivato, al vertice, non è perché sono poco cinico o poco cattivo o sinonimi vari. È perché, detto senza livore o risentimento, non me lo sono meritato. Ed è giusto così.

              Sarà per la prossima vita. Intanto mi tengo questa, che non è poi così male :-)

            • Z. says:

              Ah, non ho mai sentito nessuno, neppure tra i suoi molti oppositori, sostenere che Berlinguer fosse un escremento umano.

              Poi capisco la tendenza a schematizzare e categorizzare, forse indispensabile per capire il mondo.

            • Roberto says:

              ” possiamo metterci d’accordo su un tizio talmente innocuo da non far paura né a me né a te.”

              Si.
              Oppure: tizio e caio si fanno una guerra ferocissima danneggiando tutti quelli che stanno vicini all’avversario.
              Nessuno dei due riesce a prevalere.
              Tutti si accordano sul nome di sempronio che è stato equivicino a tutti, e che non ha mai creato problemi a nessuno (una cosa così l’ho vista con tizio e caio che erano due donne…una vera carneficina dalla quale sono uscito ferito ma salvato da sempronio)

  3. Grog says:

    Tontolone si ma scemo no!
    La CAGATA SU TOMBA va fatto senza farsi acchiappare, ho fatto una visita al cimitero di Novodevičij e la tentazione di CAGARE SULLA TOMBA di Boris El’cin era forte ma per due ragioni non ho potuto farlo, UNO mancava la stimolo, DUE l’aspetto dei miliziani presenti era poco rassicurante.
    Grog! Grog! Grog!

  4. PinoMamet says:

    Fantastico!!
    con qualche piccolo aggiustamento (“l’incontro con tutti i potenti del mondo”…) si potrebbe davvero mettere in poesia e musica.
    Sarebbe un esperimento interessante, tra Manzoni e Rino Gaetano.

    Interessante un nuovo super eroe, di cui non conoscevo l’esistenza, AudioCapital Prodi…

  5. PinoMamet says:

    Io però di don Amorth una cosa sola vojo sapè (cit.):

    da dove gli arrivava questo cognome?
    che è anche il nome di un demone nei trattati di demonologia?

  6. mirkhond says:

    “da dove gli arrivava questo cognome?”

    La stessa domanda che mi ha fatto mia sorella stamattina.
    E a cui non so dare risposta…..

    • ““da dove gli arrivava questo cognome?”

      Tirolese, direi.

      • E poi c’è Eusebio Amort, il mitico teorico dell’equiprobabilismo (tema su cui sicuramente Habs sa molto più di me).

        • habsburgicus says:

          no, ne so pochissimo

          io sono un conservatore più “laico”, meno “mistico” e quindi mi interesso meno a quelle cose che pure sono inquietanti e molto ! e molto di più a questioni politiche e alla rivoluzione come sovversione dell’ordine naturale
          forse è Mirkhond che ne sa di più

      • PinoMamet says:

        Ho googlato equiprobablismo e ho iniziato a farmi una cultura sul dibattito della teologia morale nel Settecento: fighissimo!

        e da far leggere agli amici ebrei, quasi tutti convinti della vulgata che “i cristiani sono indieeeeetro” ma soprattutto “bigotti e severi, mentre l’Ebraismo lascia maggiore libertà”…

        invece qui- ma è un’opinione da ignorante eh?- mi pare che le cose stiano al contrario.
        L’Ebraismo è meno vincolante a livello dogmatico, è vero; ma a livello di morale (ma di anche di comportamento spicciolo, quotidiano, che ha molta importanza nell’Ebraismo- tipo, a che ora pregare e come lavarsi le mani- quasi zero nel Cristianesimo) la normativa rabbinica mi pare saldamente ancorata al tuziorismo (condannato invece, leggo, dal Sant’Uffizio).

      • habsburgicus says:

        mi pare ci fosse già nella Modena dei duchi
        ciò non esclude, anzi rafforza, l’origine tirolese (inizio XIX secolo, subito dopo 1815 ?)

  7. mirkhond says:

    Può darsi che padre Amorth discendesse da qualche militare austriaco al servizio della nuova dinastia di Asburgo-Este.

  8. mirkhond says:

    Eusebio Amort era bavarese.

  9. Moi says:

    Che Padre Amorth fosse un Ex Partigiano salta fuori (su oiù “testate” …) solo dopo morto …

    • Sarebbe interessante analizzare l’immaginario italiano sugli esorcisti.

      Non parlo dei credenti – parlo dell’italiano medio, insieme cinico e superstizioso, che sghignazza su certe cose e allo stesso tempo sotto sotto fa le corna mentre ne parla.

      L’esorcista appare come un individuo da una parte ridicolo, dall’altra qualcosa ci dice di starne alla larga, perché percepiamo qualcosa di inconfessabilmente pericoloso.

      L’argomento mi interessa, perché una delle persone che più stimo, per apertura mentale, attenzione alle tragedie umane, semplicità di modi, capacità di astenersi sorridendo da giudizi e condanne, simpatia per la vita delle persone comuni, è anche casualmente un esorcista, anche se non ho mai avuto a che fare con questo aspetto della sua vita.

      • PinoMamet says:

        Conosco un prete che corrisponde esattamente alla tua definizione, anche lui esorcista.

        E confermo la descrizione dell’italiano medio sulla figura dell’esorcista: da un lato se ne ride come di una cosa assurda, medievale ecc., dall’altro lo si teme e si preferisce aver poco a che fare con questa parte del suo lavoro.
        Il film L’esorcista del resto è uno dei pochi che hanno spaventato quasi tutti quelli che conosco.
        (Per inciso: anche amici non cristiani e non italiani, che dovrebbero avere immaginari del tutto diversi).

        • Peucezio says:

          Non è vero ma ci credo, come diceva Peppino De Filippo.

        • PinoMamet says:

          Credo comunque che la figura spaventi (non solo l’italiano, mi sa) proprio per i motivi che i critici di padre Amorth del forum linkato rifiutano come contrari alla dottrina cattolica.

          Cioè per tutto quel fondo, come dire, antropologico più ancora che folkloristico, di racconti in effetti lontani dalla rassicurante morale cattolica
          (secondo la quale esiste, ricordiamolo, un libero arbitrio umano che è voluto da Dio, e perciò invalicabile da altri).

          Mi ricorda un racconto di Stephen King, in cui un anziano ricorda un suo incontro di quando era ragazzino, con il diavolo, in un bosco; e mentre il ragazzino era ferratissimo nella morale cristiana, e nella lettura della Bibbia, nondimeno il demonio voleva una cosa sola, molto più banale terra terra e feroce, cioè mangiarselo , e proprio questo – la discrepanza tra ciò che insegna la morale e una paura atavica molto più forte- costituiva la parte spaventosa de lracconto
          (come di molti dello stesso autore, direi).

          • PinoMamet says:

            Il racconto di Stephen King (lo dice lui stesso) è a sua volta ispirato da un racconto (assai meno spaventoso si direbbe) vero, fattogli da un tale;

            il quale, a sua volta, è curiosamente molto simile a un altro incontro dello stesso tipo occorso, sempre in un bosco, a dei tizi del paese di mio nonno
            (a me lo raccontava mio padre, e credevo fosse un racconto folkloristico, invece a quanto pare dell’episodio si sanno nomi e cognomi).

            • Roberto says:

              Vabbè ma così mi fai paura proprio prima di andare a letto!

            • PinoMamet says:

              Beh ma gli episodi veri (sia quello sentito da Stephen King, sia quello raccontato da mio padre e mio nonno) sono meno spaventosi, anche se si tratta sempre dell’incontro con quello lì…

  10. Moi says:

    @ ROBERTO

    Se ho ben capito … Miguel guarda a Ciampi come un Ingegnere può guardare a un tipo d’iniettore in un diesel, più o meno. ;)

  11. Z. says:

    I decessi illustri scatenano sempre il battutismo da blog. E’ il web 2.0, dicono…

  12. habsburgicus says:

    @Miguel
    a testimonianza che nessuno, purché abbia un minimo di visibilità, sfugge a qualche linciaggio (o almeno semi-linciaggio) post obitum, ecco che dei sedevacantisti (aut similia) criticano già pure padre Amorth !
    http://www.cattoliciromani.com/8-principale/41469-le-ultime-discutibili-affermazioni-dell-esorcista-padre-gabriele-amorth
    io non ho neppure letto….leggete voi se vi interessa !

    • “a testimonianza che nessuno, purché abbia un minimo di visibilità, sfugge a qualche linciaggio”

      L’articolo è perfetto, magari Ciampi fosse stato trattato allo stesso modo. L’autore coglie gli aspetti (per lui) positivi del defunto, ma ha anche la correttezza di non sacralizzare i morti, e quindi coglie l’occasione per fare delle critiche.

      Analizza in maniera corretta alcune affermazioni di Padre Amorth, e afferma che per una serie di motivi oggettivi (e non emotivi) sarebbero errate; poi si può essere d’accordo o meno sui principi stessi in base a cui vengono espresse queste opinioni, che da non cristiano ovviamente non condivido.

      Un bagno rinfrescante di intelligenza, dopo le sentimentalate su Ciampi.

      • habsburgicus says:

        il che dimostra che i cattolici avevano una marcia in più, erano razionali soprattutto
        e quei fessi hanno fatto il Concilio :D distrutto tutto ed è questo che non potrò mai accettare ! io accetto ogni cosa, ma non la stupidità all’ennesima potenza..un qualcosa che, pur con acciacchi crescenti, aveva resistito a Lutero, Calvino, Robespierre, Napoleone, Cavour, Clemenceau, Calles, Hitler, Stalin non lo distruggi solo perché uno pseudo-teologo parigino o renano vuole fare bella figura ed avere una buona stampa su “N.Y Times”, eh !

        • habsburgicus says:

          la mia opposizione al Concilio, se non si fosse capito, è soprattutto estetica ! è inguardabile..chi ama il Bello e l’Ordine non può che esecrarla, indipendentemente dai suoi prolissi documenti (che non lesse né legge nessuno..come capito al “Das Kapital”, sempre citato, ma giammai letto, neppure nelle zone più rosse dell’Emilia rossa ove l’unica shahada era “vi è una sola divinità Marx e Lenin è il suo profeta” :D)

        • Peucezio says:

          E’ logico.
          Se da Aristotele, San Tommaso, la logica formale passi a sistemi di pensiero basati sulla suggestione, sugli slogan, in cui tutto convive col suo contrario, che altro puoi ottenere se non un vaniloquio senza senso, che vorrebbe puntare sull’emotivo ma che, come tutti i discorsi non ancorati su una base razionale seria, diventa solo patetico?

          • “che vorrebbe puntare sull’emotivo ma che, come tutti i discorsi non ancorati su una base razionale seria, diventa solo patetico?”

            Soprattutto perché la natura profondamente istituzionale e gerarchica della Chiesa cattolica non le permette di diventare davvero emotiva, come possono invece essere i “revivalist” americani evangelici.

            • Peucezio says:

              Non le permetteva.

              L’unica differenza è che quelli sono aggressivi, questi buonisti. Non so cosa sia meglio fra il fanatismo messianico e il patetismo buonista.
              Il primo è omicida, il secondo è suicida. Comunque sono mortali entrambi.

            • Francesco says:

              Miguel

              staresti dicendo che la Chiesa Cattolica pre-1968 (o quando diavolo è stato il CV2) non aveva elementi profondamente emotivi?

              Sbaglio o tutti i grandi predicatori erano invece formidabili nell’unire rigore teologico (e logico) con dosi “robuste” di emotività?

              Lo dico per averlo letto, ahimè è roba di secoli fa …

              Ciao

            • Peucezio says:

              Francesco,
              verissimo, ma perché c’era un distinzione netta e chiarissima fra la dottrina pura e la sua “divulgazione” popolare, non sul piano del contenuto, ma del tono e del linguaggio.
              In San Tommaso non c’è nulla di emotivo.
              E neanche nei documenti papali, al netto di qualche deprecazione, sempre però posata e motivata razionalmente.

            • Francesco says:

              in Sant’Agostino e in San Francesco, invece, c’è molto posto per l’emotività

              forse non per la faciloneria in cui sembra cadere la Chiesa attuale

              ciao

          • Carlo says:

            Io ho letto le opere di Boeckenfoerde che è un sostenitore dell’unico vero cambiamento fatto dal concilio rispetto alla dottrina precedente, cioè l’accettazione della tolleranza nei confronti delle altre religioni (di fatto già praticata in tutti gli stati cattolici compresa la Spagna franchista e il Portogallo salazarista) e i suoi argomenti a favore della tolleranza (che non è il credere che tutte le religioni siano vere, ma l’idea che la religione vera non può essere imposta con la forza) non sono slogan, ma sono razionali. Per esempio: se si dice che è moralmente giusto vietare le religioni false perché la menzogna non deve avere gli stessi diritti della verità, allora a un dittatore comunista ateo che perseguiti la Chiesa cattolica si può rimproverare solo il fatto di seguire una falsa dottrina (cioè l’ateismo), non la persecuzione in sé perché egli in buona fede è convinto di difendere la verità dell’ateismo dalla menzogna del cattolicesimo (non è un caso che i più accesi fautori della tolleranza al Concilio siano stati i vescovi dell’Europa dell’Est tra cui un certo Wojtyla)

            • Mauricius Tarvisii says:

              ” non la persecuzione in sé perché egli in buona fede”

              Questo nessuno vuole capirlo, perché tutti irrazionalmente sono pronti ad usare due diversi metri di giudizio a seconda che il male sia compiuto dall’amico o dal nemico e dunque nessuno riesce a comprendere questo aspetto.

            • Peucezio says:

              Carlo,
              ci sono alcune inesattezze.
              La Spagna di Franco cambiò delle leggi troppo restrittive, per adattarsi ai dettami conciliari.
              Inoltre, né la Chiesa preconicliare, né i tradizionalisti e i critici del Concilio hanno mai affermato che la religione vada imposta con la forza.
              Altro è impedire il pubblico scandalo, cioè la pubblica professione e propaganda di false dottrine, altro ritenere che qualcuno possa imporre con la forza a qualcun altro di credere.
              Io posso impedirti di convincere un altro di una tua tesi che ritengo erronea, ma difficilmente posso persuaderti con la forza ad abbandonare questa tesi e aderire alla mia e comunque, quand’anche potessi estorcerti con la forza un’adesione sincera (ma se è forzata non è sincera), la Chiesa non ha mai approvato o incoraggiato un comportamento del genere.
              Questo è il punto nodale della questione.
              Lo spiego a te perché non scrivi da tanto.
              Con gli altri ormai ci rinuncio, perché negano l’evidenza anche di fronte a documenti espliciti e ad evidenze logiche inoppugnabili, quindi la loro adesione al concilio è affettiva, prerazionale ed evito di sindacare sulla loro affettività.

            • Carlo says:

              Sul fatto che convertire qualcuno con la forza sia impossibile siamo d’accordo, perché come diceva Pierre Bayle, così non si rende un uomo ortodosso ma solo ipocrita, tuttavia questo non vuol dire che nessuno ci abbia mai provato: quando ci fu la strage della notte di san Bartolomeo ci furono anche molti calvinisti che per non essere uccisi si convertirono (tra essi il futuro Enrico IV che poi tornò protestante, per poi riconvertirsi definitivamente una volta re), il che vuol dire che quella strage fu anche un mezzo di conversione forzata, un testimone italiano della stessa disse che gli ufficiuoli della Madonna erano inflazionati (a causa di ex protestanti che volevano mostrarsi devoti cattolici). Comunque il principio secondo cui le false religioni dovevano essere tollerate ma non dovevano fare proselitismo, mentre la verità (in questo caso l’ateismo) doveva essere propagandata era un principio sancito nella costituzione dell’URSS se non vado errato.

            • Peucezio says:

              Carlo,
              storicamente ciò che dici è avvenuto tante volte.
              Ma non ha mai fatto parte della dottrina della Chiesa.
              Poi nella pratica si sa, ahimè…

              Quanto all’Unione Sovietica, mi sembra del tutto naturale che uno stato totalitario che professa una dottrina assuma un atteggiamento del genere.
              Il discrimine è nel merito non nel metodo.
              Cioè non è che la differenza fra un cattolico e un marxista sta nel fatto che il primo non cerca di diffondere la sua dottrina e di reprimere le altre e il secondo sì, ma nelle diverse dottrine.
              Se no qua sembra che nel mondo non esistano contenuti, ma solo metodi.
              Che è il vero vizio epistemologico della contemporaneità.

            • Carlo says:

              Il fatto che la Chiesa come istituzione non abbia mai proclamato giuste le conversioni forzate può essere vero, tuttavia alcuni apologeti (anche santi) a volte invece le hanno difese. Il testo di Bayle a cui faccio riferimento è una confutazione di un testo di sant’Agostino in cui l’Ipponate lodava il fatto che le persecuzioni contro i circoncellioni avessero fatto tornare molti alla fede (poi in altre opere Agostino sostiene posizioni più moderate per la verità), cioè un’apologia delle conversioni forzate e, sempre secondo Bayle, tale testo di Agostino era usato da apologeti delle conversioni forzate del suo tempo (visse dal 1647 al 1706).

            • Francesco says:

              >> Se no qua sembra che nel mondo non esistano contenuti, ma solo metodi.
              Che è il vero vizio epistemologico della contemporaneità.

              beh, almeno metodologicamente mi sembra una verità assoluta ;)

              la veridicità dei contenuti non è MAI verificabile al di fuori dell’esperienza, che non è tale se è obbligatoria. quindi impedire ai nazisti o ai pedofili di dire le loro porcate è sempre inutile o controproducente.

              io posso ripetere al Duca mille volte al giorno cosa è davvero l’eutanasia ma non lo convincerò mai. posso solo offrirgli la consapevolezza che su quel tema esiste un punto di vista diverso dal suo e sperare che un dì lo guardi con un occhio diverso.

              idem per Pino che si è convertito alla fede dei Perfidi … :D

              e così via

              ciao

            • Peucezio says:

              Carlo,
              bisognerebbe andarsi a vedere tutti i documenti del magistero, ecc.
              Tieni conto che persino Sant’Agostino, come anche lo stesso San Tommaso, possono sbagliare.
              Sono delle colonne portanti della teologia cattolica, ma non godono dell’infallibilità.

              Inoltre il problema non è solo la mancata repressione della pubblica professione e propaganda di eresia, ateismo, ecc.: la chiesa postconcilare va molto oltre, dice che c’è un fondo positivo anche in quelle dottrine, che ci si può salvare fuori dalla chiesa, esalta il dialogo come riconoscimento della dignità e del fondo di verità contenuto in tali dottrine, quindi relativizza la fede cattolica e la Chiesa, considerandola solo un po’ più perfetta insieme a dottrine nel complesso valide e rispettabili.
              Questa non è tolleranza, è apostasia.

            • Peucezio says:

              Francesco,
              è che l’uomo moderno secolarizzato non riesce a concepire l’idea che la società e lo stato debbano essere informati e ispirati dal cristianesimo.
              Ma se concepiamo i compiti dello stato e della Chiesa come distinti, ma orientati allo stesso scopo, la questione non si pone.

              Poi oggi è evidente che la libertà di parola sarebbe un bene, perché c’è ugualmente la repressione, ma per difendere valori capovolti.
              Ma in una società ideale il Duca potrebbe ritenere giusta l’eutanasia e anche affermarlo in una conversazione privata, ma non potrebbe andare in piazza a dirlo o pubblicarlo su libri o giornali, perché indurrebbe altre persone nell’errore e quindi sarebbe socialmente pericoloso.
              Idem Pino: continuerebbe a professare la sua religione, ma non potrebbe fare proselitismo; e d’altronde mi sembra che non abbia mai avuto nessuna intenzione di farlo.

            • Z. says:

              Ma dove starebbe il vantaggio di vivere in una società così? Per i comuni mortali come noi, intendo.

            • Carlo says:

              “Questa non è tolleranza è apostasia”, in realtà anche qui bisognerebbe andare a vedere i documenti del magistero. Comunque se io affermo che tutte le proposizioni affermate dall’Islam, poniamo, sono false dovrei affermare che è falsa l’esistenza di Dio. L’unica posizione che può davvero rifiutare in toto tutte le altre è l’ateismo. Comunque come ho già detto il problema era la persecuzione comunista contro i cattolici dell’Est. Davanti a queste persecuzioni c’erano solo tre alternative:
              1) affermare che l’unica colpa del persecutore sta nel seguire una dottrina falsa e non nella persecuzione in sé (soluzione credo mai accettata da nessuno);
              2) affermare che anche chi afferma una dottrina falsa debba godere della libertà di culto pubblico e così si può condannare il dittatore comunista che perseguita in buona fede (e questa è l’opzione scelta dalla Chiesa post-conciliare);
              3) negare la buona fede del persecutore ateo (o eretico o di altra religione) inventandosi la storiella per cui in realtà gli atei, i musulmani, gli ebrei, i buddhisti etc. sanno benissimo che il cattolicesimo è la vera religione ma perseguono nei loro errori per fare dispetto alla Chiesa cattolica o perché in realtà sono adoratori di Satana etc. Questa posizione non credo sia mai stata sposata dalla Chiesa ufficiale, ma credo sia quella dei catto-complottari da Barruel in poi

            • Peucezio says:

              Carlo,
              è chiaro che non TUTTE le affermazioni delle altre religioni sono erronee.
              E’ che il vero è nell’intero: un errore inficia la validità di una dottrina (non di ogni sua singola affermazione).

              Non ho capitoperò tutta s’ta importanza che dai alle persecuzioni marxiste.
              La cosa è molto semplice: la verità è una, i marxisti hanno torto nell’essere marxisti, quindi vanno perseguitati; hanno doppiamente torto se non solo professano il marxismo ma perseguitano pure i cristiani.
              Perseguitare le dottrine sbagliate è doveroso, perseguitare quelle giuste in nome di una sbagliata è criminale.

            • Peucezio says:

              Z.
              “Ma dove starebbe il vantaggio di vivere in una società così? Per i comuni mortali come noi, intendo.”

              Forse non c’è. :-)
              Non stavo pensando a un mondo a misura di Z. in effetti :-P
              Comunque tu sei figlio del nostro tempo, è naturale che ti sentiresti oppresso in una società teocratica. Se fossi nato nel Medioevo ti sembrerebbe naturale.
              E’ vero che le società non secolarizzate sono opprimenti per i laicisti non credenti, però in genere tendono a non produrne, quindi non si pone il problema.

            • Z. says:

              Scusa Peucè,

              stiamo a discettare di una ipotetica società dove nessuno di noi starebbe bene… bah :-D

            • Peucezio says:

              Io ci starei benissimo.
              La società d’oggi produce anche o prevalentemente laicisti come te, ma produce anche qualche cattolico oscurantista come me.

            • Z. says:

              La società di oggi produce prevalentemente laici come me – il laicismo è troppo faticoso! – e miscredenti come te che trovano molto affascinante e trasgressivo giocare a dirsi oscurantisti.

              Una società come quella che tu fingi di desiderare si svuoterebbe in due ore (il modo più efficace di votare è spesso votare coi piedi) e tu saresti il primo a fuggirne. A gambe levate :D

            • Peucezio says:

              Se ne sei convinto…
              A me basterebbe che fosse vietato il culto pubblico di protestanti, testimoni di Geova e simili, che tutt’al più un filosofo possa scrivere un dotto testo accademico in cui nega l’esistenza di Dio, ma non possa andare a fare propaganda ateistica in televisione, mica penso a un sistema nel quale ci sono soldati che ti costringono ad andare a messa ogni giorno con la mitragliatrice puntata alla schiena.
              Non vedo perché dovrei sentirmi a disagio in un contesto del genere; semmai mi sento a disagio in questo, con questa cosa ripugnante del matrimonio dei froci, coi nostri quartieri in cui fra un po’ rischiano di svettare minareti, con le coppie che possono divorziare dopo un anno e se ci sono figli, tanto peggio per loro.
              Poi sono meno viscerale di Mirkhond e riesco ad adattarmi meglio anche a questa realtà, perché so essere pragmatico e so vederci degli aspetti positivi, ma non vedo perché non dovrei voler correggere quelli che giudico negativi.

            • habsburgicus says:

              @Peucezio
              “a me basterebbe…”

              la Costituzione spagnola del 1876 stabiliva che SOLO il Cattolicesimo poteva essere praticato in pubblico, altri culti erano vietati in pubblico
              (poi la norma fu interpretata alla larga, dal 1890 i liberali ne fecero strame, ma il carattere ufficiale del solo Cattolicesimo rimase..sino al 1931…e Franco riprese quelle norme, applicandole più rigidamente, all’inizio)
              Pio IX la riteneva ancora troppo “liberale” :D, ma presto i Papi si resero conto che era l’optimum ed i cattolici difesero a spada tratta quella Costituzione

              P.S
              nel 1812 la Costituzione liberale di Cadice ancora stabiliva che era permesso solo il Cattolicesimo “l’unica vera” e vietata ogni altra
              fu la Costituzione del 1869 che introdusse la libertà di culto, insieme ad un’orgia anticlericale tanto che si disse che quella Costituzione diede la libertà a ogni religione tranne all’unica che gli spagnoli conoscessero :D
              finalmente a fine dic 1874, il gen. Martinez Campos fece un pronunciamiento e restaurò la civiltà dopo 5 anni di esperimenti (monarchia massonico-sabauda; Repubblica unitaria; Repubblica federale; governo autoritario)
              e nel 1876 la Costituzione citata diede un quadro giuridico chiaro sulla “tolleranza” (ancora criticata dal dottissimo Menéndez Pelayo, autore della celebre Historia de los heterodoxes españoles in 3 volumi)

            • Z. says:

              Peucè,

              forse ho capito perché desideri una società così orribile e deprimente: sei a libro paga di Big Pharma, che venderebbe antidepressivi a pioggia :P

        • PinoMamet says:

          Aldilà del lato estetico, ictu oculi innegabile, quello che stupisce della Chiesa postconciliare
          (che intendiamoci, secondo me a livello dottrinale, come dire, “c’ha ragione”)
          è l’atteggiamento remissivo e quasi rinunciatario nei confronti delle altre religioni. Parlo di atteggiamento, non di dottrina, eh?

          Non vedo niente di male, lo ripeto, nel fatto che abbia scelto di dialogare anzichè di condannare a priori.

          Però in effetti una cosa è dialogare, un’altra presentarsi, come dire, sul ring a mani legate, specialmente con avversari che non vedono l’ora di “suonargliele”, metaforicamente.

          • habsburgicus says:

            ottima la metafora del ring, Pino !

          • Francesco says:

            mica è un esplicito invito evangelico, però?

            se sul ring tutti menano, quelli diversi dovranno inventarsi qualcosa per non essere come tutti

          • Carlo says:

            Pino, in parte sono d’accordo con te, tuttavia questo atteggiamento di gioiosa incoscienza e ottimismo davanti al “mondo” non è un’invenzione del Concilio: ne faceva menzione già nel 1948 Mounier definendolo “buonumore da sacrestia”. Col Concilio questo “buonumore” si è accresciuto a dismisura, mentre dall’altra parte gli anti-conciliari hanno ceduto a un altro atteggiamento stigmatizzato da Mounier: il “profetismo tenebroso” (vedi gli ossessivi articolo di Effedieffe o di Blondet sulla “fine dei tempi”)

    • Roberto says:

      No grazie, ma è quello che dicevo in un altro thread

    • Peucezio says:

      Habsb.:
      “ecco che dei sedevacantisti (aut similia) criticano già pure padre Amorth !”

      Comunque a occhio non mi paiono sedevacantisti.
      I sedevacantisti italiani li conosco e conosco i loro forum.
      Qui non c’è né Guelfo Nero né gli altri.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Infatti, non sono affatto sedevacantisti. Anzi, spesso leggiucchio cose da quel forum e sono assolutamente “dentro”.

      • habsburgicus says:

        ah, ok
        grazie per la precisazione
        l’ho trovato in fb sulla pagina di uno sedevacantista (uno di Radiospada…sono sedevacantisti ? comunque ultra-lefebvristi)

        • Peucezio says:

          Radiospada sono “ecumenici” dentro il tradizionalismo, cioè accolgono sedevacantisti, sedeplenisti, lefebvriani, ecc. ecc.
          I sedevacantisti a parole li criticano per questo, nei fatti ci collaborano.

    • Mauricius Tarvisii says:

      cattoliciromani.com non è un forum sedevacantista.

  13. PinoMamet says:

    A Napolitano del Papa il cordoglio:
    addio a Ciampi, presidente d’orgoglio.
    “Credo nelle persone, nella dignità”:
    moneta unica, la sua eredità.
    Videoracconto, banchiere, presidente di tutti
    come di tutti il 2 Giugno è la festa
    “andare incontro” anche alla protesta;
    ha servito un paese con grande passione
    il presidente dell’articolo nove;
    sognò un paese, ma pacificato
    il figlio dell’ottico, nel suo settenato.
    Un grande italiano, testa alta in Europa
    ma l’Europa e l’Italia non sono mai nate:
    oggi la Camera ardente al Senato.
    Nella sua Toscana, lutto cittadino,
    ma esposto in Procura: l’insulta Salvini.
    Un riferimento morale e civile:
    aiutate un po’ gli altri, e vi arrichirete.
    Ora commozione, pensando alla Franca
    una vita insieme all’amata Banca
    ( ;) ok questa non c’è, l’ho modificata io)

    Gli incontri con tutti i potenti del mondo;
    cordoglio su Twitter: c’è anche Fiorello.

  14. mirkhond says:

    In morte di un cialtrone

    Di Carlo Azeglio Ciampi ricordo che quando era Governatore della Banca d’Italia, facendo a braccio di ferro con Soros (figuriamoci), fece perdere al Tesoro 50 miliardi delle vecchie lire. E’ stato sbandierato come un campione dell’italianità ma quando accompagnando la Regina Elisabetta a Milano passò davanti alla Prefettura che esponeva la bandiera italiana, la Regina, che il suo mestiere lo sa fare, fece un inchino mentre il cialtrone livornese, solo quando si accorse della gaffe, goffamente la imitò. Era un poveretto come quasi tutti coloro che ci hanno governato negli ultimi quarant’anni.

    Massimo Fini

    17 settembre 2016

    http://www.massimofini.it/articoli/in-morte-di-un-cialtrone

    • Carlo says:

      Con tutto il rispetto per Fini, non mi risulta che Ciampi difettasse di nazionalismo italiano (anzi questo è il suo aspetto che io apprezzavo di meno)

      • mirkhond says:

        Concordo, ma mi interessava il pensiero di Fini sull’emerito passato a miglior vita…..

        • Francesco says:

          1) temo siano stati molto più di 50 miliardi
          2) battersi contro un nemico più forte avendo dalla propria parte governi inetti e corrotti e idioti … dovremmo mica chiamarlo eroismo?
          3) buono quell’esempio per ricordare ai nostalgici della lira dove andremmo a finire davvero senza l’euro

          ciao

  15. Grog says:

    Colpa di quei GRANDISSIMI DEFICIENTI DEI FASCISTI:
    1 – a Ventotene avevano a disposizione tutti QUEI FIGLI DI TROIA POI COMPRATI DA DENARO AMERICANO che misero su la PORCATA EUROPEA e non li hanno ammazzati come cani a bastonate;
    2 – hanno COMPLETAMENTE SBAGLIATO LE LEGGI RAZZIALI infatti al posto della parola EBREO doveva esserci la parola TOSCANO;
    3 – si sono lanciati nell’OCCUPAZIONE DELLA RUSSIA (*) esercizio notoriamente pericoloso e perdente;
    4 – hanno DATO VIA IL CULO A QUEI BASTARDI DEL VATICANO con i patti lateranensi ed ora son cazzi nostri;
    I fascisti hanno fatto anche una miriade di cose buone nella previdenza sociale, nella legge bancaria, nella gestione dei trasporti e del territorio ma LE MACRO CAZZATE DI CUI SOPRA CANCELLANO TUTTO sob!
    Grog! Grog! Grog!
    (*) BARZELLETTA
    Il pentagono fa dei piani per INVADERE LA RUSSIA e chiede consiglio a chi ha esperienza in materia:
    – i francesi sconsigliano l’inverno e l’attraversamento del fiume BERESINA;
    – i tedeschi sconsigliano l’estate e il vettore sud dalle parti di VOLGOGRAD E KURSK;
    – i cinesi invece consigliano adesso e subito perché con la costruzione vie della seta i RUSSI HANNO UN GRAN BISOGNO DI PRIGIONIERI.

  16. Peucezio says:

    Comunque consentitemi di spezzare una lancia in favore del povero Ciampi.
    E’ stato uno dei presidenti della Repubblica più corretti degli ultimi anni, che ha svolto il suo ruolo di garanzia senza tracimare ediventare invadente. E soprattutto non ha fatto l’antiberlusconiano a tempo pieno al servizio dei poteri forti (poi sicuramente li avrà comunque serviti, ma c’è modo e modo, si pensi a quel delinquente di Scalfaro).

    • PinoMamet says:

      Dopo Pertini, io li ricordo così (a parlarne da vivi):

      -Cossiga: un mezzo matto

      -Scalfaro: un bigotto scemo

      -Ciampi: patriottico ma quasi inutile

      -Napolitano: un impiccione arrogante

      • Francesco says:

        Cossiga: un mezzo matto (da dire con tono di grande ammirazione)

        Scalfaro: uno scemo astioso (da dire con tono di rimpianto per i danni che provocò)

        Ciampi: uomo di buona volontà ma alieno dalla società italiana e quindi inutile

        Napolitano: navigatore scafato ma a naufragio avvenuto, quindi vano il suo stare alle pompe

        Mastella: chi?

      • Roberto says:

        Cossiga: un pazzo pericoloso
        Scalfaro: non mi era dispiaciuto
        Ciampi: molta ammirazione
        Napolitano: credo che abbia avuto il mandato più difficile di tutti e che se la sia cavata più che bene
        mattarella: boh? Chi è?

        • Francesco says:

          dai Robè, Scalfaro è stato la Morte Nera della democrazia italiana, peggio ancora di Aldo Moro, che aveva delle scusanti nella situazione internazionale!

          se la notte non dormissi, sarebbe per colpa sua e di Galliani

          :(

          • Roberto says:

            Temo che ci siano alcuni punti del settennato di Scalfaro sul quale non saremo mai d’accordo!

            Ciao

            • Francesco says:

              ammetto che Berlusconi era un pirla anche allora ma non che il PDR organizzi il suo abbattimento, approfittando bassamente della dabbenaggine di Silvio e dell’ambizione di Dini

              unica via di uscita accettabile era andare a votare: mi sarei astenuto depresso ma conscio di vivere in una democrazia

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ah, quindi non è star la Lega a uscire dalla maggioranza. Buono a sapersi.

            • roberto says:

              in effetti francesco, io non capisco come si possa prenderserla con scalfaro e non con la lega.

              anzi, a pensarci bene, in fin dei conti la lega è sempre stata coerente, è proprio che una coalizione tra AN e la lega (secessionista all’epoca) era qualcosa di altamente improbabile ed è un mezzo miracolo (demoniaco si intende) che abbia resistito così tanto.

              sull’operato di scalfaro, ha chiesto al parlamento se c’era una maggioranza e gli hanno detto di si. sarebbe stato un traditore della patria se avesse sciolto le camere

            • Francesco says:

              Ehm, la Lega decise di rompere dopo che ebbe garanzie di NON andare alle elezioni dal PDR.

              Ora, in punta di formalismo costituzionale, l’operato di OLS è accettabile. Ma nella sostanza fu una delle peggiori porcherie che io abbia mai visto.

              La paragono alla demolizione di un altro governo di B da parte dello spread, che è una valutazione del rischio paese. Ora, l’economia italiana fa schifo oggi come allora, le prospettive sono sempre negative, eppure lo spread è crollato.

              Sarò anche un fesso ma è evidente che il motivo di quello spread altissimo non era una valutazione economica.

              ciao

            • Roberto says:

              Sulla questione dello spread posso forse, con cautela, seguirti, ma non sul ribaltone

              Te l’ho detto che non saremmo stati d’accordo

              Ciao

            • Francesco says:

              Chiaro che non possiamo essere d’accordo. Per me, e ammetto i miei limiti, quel ribaltone è stata la fine della “primavera italiana” apertasi con la fine della Guerra Fredda.

              Ha riaffermato il potere assoluto dei partiti di fottersene del perchè erano stati eletti e riconsegnato gli elettori al voto tribale (o venduto) ma non politico e responsabile.

              Ha confermato la DC-regime, quella per cui litigo coi miei amici che giudicano quella porcheria come “la definizione di democrazia”.

              Ha aperto la strada al grillismo, che esprime una totale sfiducia nella possibilità da fare politica, sostituita da un confuso “tutti gli altri sono merda” che non porta da nessuna parte.

              E’ stato il Grande Crimine – eppure, se OLS avesse agito da democratico e sciolto le Camere, avrebbe vinto la sinistra e il centrodestra sarebbe morto per evidente colpa sua.

              Ciao

            • Peucezio says:

              C’è poco da difendere, Roberto: un presidente che manifesta in modo apertissimo il fatto di essere schierato e di avere avversione verso una parte politica e un leader politico nazionale non è una figura di garanzia, è la negazione di ciò che dovrebbe essere un buon presidente della Repubblica.

            • habsburgicus says:

              @Francesco
              concordo con te

              il “golpe” di Scalfaro è stata una svolta..tutto poteva essere diverso
              anche Silvio B non sarà mai più come prima
              il Silvio del 1994 AVEVA una carica inovativa…non possiamo dire se ce l’avrebbe fatta..ma se c’era una possibilità di cambiare quasi tutto era allora..poi mai più
              il SB del 2001 aveva ormai altri problemi, c’era Casini ecc e Fini incominciava a dare fastifio
              il SB del 2008 era una macchietta
              Scalfaro ha contribuito a toglierci ogni speranza ! e la verità storica impone che lo si dice !
              era ricattato ?
              era divenuto fesso ?
              mah

            • habsburgicus says:

              c’era una possibilità, logica e “anglosassone
              nuove elezione
              iudicium populi
              il popolo era contro Berlusconi ? avrebbe fato fuori i suoi candidati come tordi
              il popolo (come pensa) era per Berlusconi ? avrebbe fatto fuori come tordi i candidati della sx..e di Bossi..perché il popolo lombardo e venero avrebbe rinnegato allora il bossume !
              con Berlusconi e una AN ancora quasi MSI (non degenerata !) non saremmo entrati in Europa, non avremmo avuto l’Euro..o al limite, grazie a Martino, privilegi stile Inghilterra
              e saremmo vissuti tutti felici e contenti, come nella favole !
              grazie Scalfaro che ci hai impedito l’ultima possibilità di rinascere :D

            • habsburgicus says:

              purtroppo per l’Italia, c’era Clinton…
              il quale fra una sessione dalla Lewinsky e l’altra, pensava a come sovvertirci
              un “true American” presidente, avrebbe favorito SB o non l’avrebbe ostacolato
              e i giudici non si sarebbero mossi, mancando il “contesto giusto” ”
              o avrebbero potuto all’uopo, essere erdoganizzati :D

              invece i poteri internazionali erano tutti contro di lui (mitico l’avviso di garanzia ad hoc) e ciò rese più facile la scalfarata.e la bossata !
              con tragiche conseguenze per noi tutti..ancora oggi

            • roberto says:

              torno più tardi sulle vostre considerazioni, ma giusto per habsb

              “non saremmo entrati in Europa”

              eravamo in europa da prima di berlusconi e io non vorrei che venisse regolarmente dimenticato il referendum dell’89 (consultivo certo, ma come è consultivo quello sul brexit)….80% di partecipazione e 90% di “si” non ci sarebbero nemmeno ad un referendum sulla gnocca libera per tutti

            • Francesco says:

              A differenza di Hasburgicus, ritengo che la tragedia italiana riguardi molto poco la politica estera e moltissimo quella interna.

              Il SB del ’94 forse avrebbe potuto essere un rivoluzionario. di certo avrebbe potuto dare la sovranità al popolo (e non a Procure e Corsera e Padroni) e introdurre una vera alternanza, su base politico-elettorale e non giudiziario-partitica.

              Sarebbe stato capace di fare strame di diritti acquisiti, usi e costumi, consuetudini e giurisprudenza, di darci una Costituzione decente? Non lo so ma non si è potuto vedere.

              E in effetti allora Martino pesava e avebbe potuto incidere.

            • Z. says:

              Oppure poteva fondare una repubblica dei soviet, una teocrazia faraonica, una federazione democratica intergalattica…

              dream on!

              :D

            • Francesco says:

              Z

              il principale argomento a favore di SB come possibile vero riformatore del marcio italiano è che per fermarlo non hanno esitato a usare l’atomica

              e chi è stato l’esecutore materiale è altrettanto indicativo

              certo, contro questa tesi c’è la statura dell’uomo ma … se lo hanno fermato forse LORO sapevano cose che noi comuni mortali

    • Z. says:

      Ma mi spiegate chi sono Poteri Forti (PF, da non confondere coi Punti Ferita)? So che sono molto potenti – costringono i sindaci a nominare gli assessori e poi a rimangiarseli, tipo – ma chi sono? Cosa vogliono da noi? E perché?

      • Roberto says:

        Agnelli? soros? I massoni odiatori della chiesa?

        • Peucezio says:

          I nemici di Berlusconi.

          • Roberto says:

            Pure io quindi?
            :-)

          • Z. says:

            Peucezio, questo l’ho capito! ti ho chiesto chi sono!

            Chi è che cospirava contro Berlusconi, chi è che oggi cospira contro la Raggi… chi?

            Andrea Agnelli? Manuel Agnelli? Roversi Monaco? Laura Pausini?

            Fuori i nomi!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Come chi? LORO! Loro loro.

            • Peucezio says:

              Soros per esempio.
              O vuoi sostenere che è filoberlusconiano?
              O che magari è anche filo-Putin?

              In generale io i nomi e congomi non li so, ma non posso non constatare che la politica estera americana obbedisce a delle linee che sono che ispirano le rivoluzioni colorate, las linea del Corriere della Sera e della sinistra politica in Italia, la linea delle varie entità emanazioni del mondo anglosassone che nei vari paesi del mondo promuovono la “società aperta” contro ogni forma di sovranità nazionale forte e quindi finanziano i vari gruppi di giovani protestatari, le varie primavere, ecc.

              Insomma, è banale dire che ogni epoca esprime delle egemonie.
              Oggi l’Occidente è egemonico nel mondo (ma per fortuna è un’egemonia che comincia da un po’ di tempo a venire erosa) e all’interno dell’Occidente è egemone il mondo anglosassone.
              E dentro il mondo anglosassone gli ebrei hanno una percentuale di presenza nei posti chiave molto sproporzionata al loro numero.
              E mi pare evidente che tale egemonia spinga nel senso dell’abbattimento di tutto ciò che dà una connotazione nazionale o locale forte alle varie realtà, in nome di un progetto omologante, donde l’avversione ai nazionalismi, l’incoraggiamento ai movimenti migratori, all’integrazione, al multiculturalismo all’interno di una società (che è un falso multiculturalismo, perché si promuove una cultura unica dappertutto).

              Fatemi capire, voi negate che la storia funzioni secondo logiche di potere? E che esista nelle società complesse un dislivello immenso fra la capacità di influenza sulle cose che hanno i vari individui?
              Cioè secondo voi noi che scriviamo qui dentro (sempre con l’eccezionei di Roberto, l’ha detto lui :-) ) contribuiamo a determinare le vicende del mondo quanto quelli che si riuniscono nel gruppo Bilderberg?

            • Roberto says:

              Peucezio,
              Questo però è un po’ come la storia della coprofagia di qualche giorno fa.

              Perché soros, o gli ebrei dovrebbero favorire una società omologante? Perché ce l’avrebbero con gli Stati nazionali?

              PS. Io sto aderendo ad una corrente di pensiero, da me sviluppata, che legge la storia in chiave minimalista.
              La storia non la fanno le potenze oscure che avrebbero deciso di autodistruggere le torri gemelle per chissà quale motivo. La fa l’agente smith che, stanco, a fine turno, con la sola voglia di tornare a casa e bersi una birra ghiacciata sul divano, digita male il nome di mohammed atta e non fa scattare l’allarme.
              Tutto si spiega con pigrizia, stupidità, cupidigia spicciola, meschinità, disorganizzazione, menefreghismo di piccole persone insignificanti

              PPS esagero un pochino, ma solo un pochino

            • Z. says:

              Peucezio,

              non ci capiamo. Non ti ho chiesto una metateoria delle cospirazioni. Ti ho chiesto chi sono questi “poteri forti” che vanno di gran moda tra i dunningkrugeristi.

              Mica tutti i soci uno a uno: mi vanno bene anche nomi di società, di holding, cose così. Se il potere forte è la Cina non serve che mi dici tutti i nomi degli iscritti al PCC.

            • Peucezio says:

              Roberto,

              “PS. Io sto aderendo ad una corrente di pensiero, da me sviluppata, che legge la storia in chiave minimalista.
              La storia non la fanno le potenze oscure che avrebbero deciso di autodistruggere le torri gemelle per chissà quale motivo. La fa l’agente smith che, stanco, a fine turno, con la sola voglia di tornare a casa e bersi una birra ghiacciata sul divano, digita male il nome di mohammed atta e non fa scattare l’allarme.
              Tutto si spiega con pigrizia, stupidità, cupidigia spicciola, meschinità, disorganizzazione, menefreghismo di piccole persone insignificanti”

              Ma infatti è così.
              Sono vere entrambe le cose, per come la vedo io.
              C’è il caso, ci sono infinite variabili e imprevisti, c’è l’approssimazione umana, che non si rischia mai di sovrastimare perché è sempre superiore a ogni immaginazione.
              Ma ci sono anche i progetti, gli intenti.

              Circa il perché lo fanno, è il problema dell’origine del male. Mi chiedi di dare la risposta delle risposte: se fossi in grado sarei al di sopra dei grandi messia, forse di Dio stesso: nemmeno Gesù ha saputo spiegare il male in modo convincente e defnitivo.

            • Peucezio says:

              Z.,
              perché dovrei sapere chi sono? Non mi sono mai interessato di capire come funzionano ‘ste organizzazioni.
              Quello che ho notato sono delle linee, il fatto di voler imprimere certe tendenze storiche, il fatto di voler colpire e delegittimare certi personaggi o regimi.
              Noto che chi oggi ha il potere in occidente, tende in certe direzioni e non in altre.
              Così come nel Medioevo c’erano re che organizzavano crociate o in età romana statisti che perseguivano disegni espansionistici o di contenimento dei popoli nemici.

              Ma a ‘sto punto ti ribalto la domanda: alla fin fine è sugli scopi che non siamo d’accordo (o che non ti convince il mio discorso), non sui nomi, che non ho fatto.
              Allora ti chiedo: ammesso (almeno questo lo ammetterai) che esistono i potenti, come in ogni epoca storica (infatti esistono le grandi potenze economiche e militari), secondo te cosa perseguono? Che tipo di ideologia e di modello di società tendono a imporre o a favorire?

            • Z. says:

              Vediamo se ho capito.

              I PF non si sa chi siano. Non si sa di quali associazioni facciano parte. Non si sa bene nemmeno cosa facciano: se si sapesse, infatti, si scoprirebbe invevitabilmente chi sono. E naturalmente non si sa perché lo facciano, ammesso che qualcosa facciano.

              Ci si deve credere per fede, insomma.

              Amen :D

              Z.

              PS: i potenti li vediamo molto lontani, e ci sembrano tutti uguali, come i cinesi: ma non lo sono, proprio come non lo sono i cinesi :)

            • “PS: i potenti li vediamo molto lontani, e ci sembrano tutti uguali, come i cinesi: ma non lo sono, proprio come non lo sono i cinesi :)”

              Bellissima, questa frase :-)

            • Francesco says:

              A favore di Peucezio c’è la grandezza incredibile del male che accade sotto i nostri occhi, che pare difficile attribuire solo al Caso.

              E’ più difficile seguirlo sulla strada degli scopi perseguiti facendo quel male, qui quasi sono più portato al minimalismo: tenersi il potere che si ha, la rendita di posizione, la licenza per importare, il posto di vice-sotto-segretario.

              Però è anche strano che – per fare il primo esempio che mi viene – di 100 cose che dice Papa Francesco ne vengano riprese dai giornali sempre e solo due o tre. Che possono essere intese in una certa direzione.

              E’ strano che dall’interazione casuale di milioni di Agenti Smith nascano sempre le stesse conseguenze. Direi sospetto.

              Ma alla fin fine non ho l’intelligenza per capire dove va il mondo e mi limito a vivere nel mio Oltrarno meneghino … devo fare la pace con la moglie, oggi Il problema è questo.

              Ciao

            • Peucezio says:

              Z.,
              i poteri forti non sono un’entità metafisica, è solo un’espressione per indicare i poteri che stanno più in alto, sopra gli altri poteri nazionali o locali.
              Io sto solo affermando che le società complesse come la nostra sono gerarchiche e non egualitarie e la capacità d’influenza è distribuita fra gli individui in modo molto fortemente diseguale, il che mi pare un dato lapalissiano. Se neghi questo, tanto vale negare che quando piove, le strade si bagnano, ecc.
              In più,m e lì capisco che fai più fatica a seguirmi, io non credo che il potere persegua solo interessi individuali o di gruppo contingenti e legati a un vantaggio materiale, ma che abbia un’ideologia.
              Anche l’idea che le classi egemoni siano portatrici di un’ideologia però non mi sembra né nuova né clamorosa, anzi, mi sembra una costante storica.
              Cosa c’è in tutto ciò di complottistico o di metafisico o di fideistico? Se poi vuoi contrapporti a tutti i costi per il gusto di fare polemico che deve fare lo sfottò sempre e comunque, fa pure: sei anche simpatico a tuo modo. Purché tu sia in grado all’occorrenza di fare un discorso serio e di ammettere la validità di ragionamenti di buon senso, che non hanno nulla di sconvolgente o di eccentrico; o di confutarli, ma con argomenti fondati, non con petizioni di principio (la metafisica dell’anticomplottismo o, peggio, dell’ottimismo universale, non è meno fideistica, anzi, per molti versi lo è di più).

            • Peucezio says:

              Comunque non sono tutti uguali, ma sono tendenzialmente più solidali che conflittuali.

              Ripeto, la borghesia dell’Ottocento non era portatrice di un’ideologia? I poteri feudali medievali, non lo erano?
              Mica significa che fossero tutti uguali.
              E’ molto più facile entrare in conflitto su interessi spiccioli che sulla visione del mondo e anche in mondi molto meno integrati del nostro, in cui quindi c’era una conflittualità fortissima, difficilmente le parti in conflitto si contrapponevano sul piano della visione del mondo: io facevo la guerra a te, mi ritagliavo un peso geopolitico, militare, economico più forte, ma esprimevo lo stesso identico sistema di valori tuo.

            • “Ripeto, la borghesia dell’Ottocento non era portatrice di un’ideologia? I poteri feudali medievali, non lo erano?”

              Interessante argomento.

              Ci sono diversi fattori. Innanzitutto, l’argomento solidarietà-divisione delle elite.

              Partiamo dalla realtà del conflitto: chi arriva in alto, ci arriva in genere arrampicandosi su montagne di cadaveri, e lo fa per se stesso. Quindi in teoria avremmo persone incapaci di qualunque forma di solidarietà.

              In realtà, avviene il contrario, perché qualunque persona intelligente sa che ciò che non uccide il nemico, lo ingrassa, e che l’unione fa la forza.

              Quindi si evitano le guerre contro altri potenti, si cerca la loro alleanza – a buon rendere – e ci si limita a pugnalarsi alla schiena o a prendere a calci chi cade per terra.

              Sull’ideologia, credo che ci siano due aspetti diversi.

              Il potere richiede forme ideologiche per mantenersi: ad esempio, se non ci fosse il concetto molto ideologico di “progresso“, il capitalismo – che ha bisogno per definizione di guadagnare più di ciò che investe – morirebbe soffocato. In questo senso, qualunque capitalista è per forza un “progressista”.

              Ed è in genere anche un “progettista“, cioè una persona che ritiene che la vita vada organizzata, “gestita”, incanalata, istruita.

              Infine, è un “intercambiabilista“: cioè una persona che crede che un pezzo di terra possa essere comprata e venduta, e che con il ricavato si possa comprare indifferentemente manodopera, miniere di carbone, quadri, eccetera. E’ un egalitarismo di tutto e di tutti di fronte alla semplice quantità, misurata in quell’entità ideologica e immaginaria che è il denaro.

              In questo senso, l’ideologia sta alla base di tutto il nostro sistema:

              il concetto di progresso/crescita,

              il concetto di gestione/istruzione/regolamentazione,

              il concetto di denaro come unico metro assoluto di giudizio.

              Questa ideologia produce un mondo, quello in cui viviamo.

              Una questione molto diversa è il caso della persona che raggiunge un tale grado di potere (economico o politico) da poter fare quello che lui personalmente vuole.

              E’ il caso di tanti personaggi dello spettacolo (Brigitte Bardot e i suoi cani, Sean Connery e la Scozia, John Travolta e Scientology, ecc.); di molti imprenditori e di qualche politico (un caso notevole, Cossiga quando ha potuto togliersi finalmente “i sassolini dalle scarpe”).

              Non escludo che Soros rientri in quest’ultima categoria, ma non sono in grado di dirlo (ad esempio Soros non è filoisraeliano http://www.rense.com/general44/soros.htm, mentre altri imprenditori ebrei nelle sue condizioni si sono dedicatei esclusivamente al sionismo).

              Però è una categoria particolarissima, quella di chi può permettersi di non conformare.

            • Comunque, se separiamo gli “individui liberi” (Brigitte Bardot, John Travolta e forse Soros) dai “potenti normali”, dobbiamo vedere in che modo questi ultimi operino ideologicamente.

              Poniamo che uno di destra mi dica, “sai che i potenti vogliono favorire l’immigrazione musulmana perché odiano la fede cattolica”.

              Io non rispondo, “pazzo complottista, in galera!”

              Intanto spezzo le due parti dell’affermazioni.

              1) “I potenti vogliono favorire l’immigrazione musulmana”. Questa affermazione può essere vera o falsa; ma può anch’essere vera in maniera incidentale: i potenti vogliono favorire l’immigrazione peruviana, ma per nascondere questo fatto, per ogni dieci peruviani che fanno entrare, fanno entrare pure un musulmano, ad esempio. E se è così, cambia tutto il senso del discorso.

              2) “…perché odiano la fede cattolica”. Anche se la prima parte dell’affermazione risultasse, vera, non è detto che la motivazione sia quella che pensiamo noi. Per poter arrivare alla motivazione, ci dovremmo mettere nei panni di una persona di successo; cioè che ha saputo vincere conflitti, stringere alleanze, adattarsi alle circostanze. Tra i criteri fondamentali per il successo (come insegna qualunque manualetto americano), bisogna innanzitutto saper mettere da parte i propri pregiudizi personali.

              Io odio i siciliani; Tizio è siciliano ed è il miglior commercialista del mondo; assumo subito Tizio, prima che me lo soffi qualcun altro, e gli dico che la Sicilia è il posto più bello del mondo.

              Quindi, le motivazioni dei potenti devono essere sempre positive, e devono rendere qualcosa di utile ai potenti, altrimenti non sarebbero tali.

              E quindi, se davvero i potenti favoriscono l’immigrazione musulmana, bisogna porci la domanda sul perché in termini di “cosa ci guadagnano?”

            • Qui c’è un attacco diretto contro Soros da parte dell’organizzazione ufficiale sionista statunitense, in cui praticamente gli danno del criminale di guerra nazista:

              http://zoa.org/2010/11/102827-zoa-its-troubling-to-see-jewish-leaders-defend-israelu-s-basher-george-soros-against-glenn-becks-criticism/

            • Z. says:

              Peucezio,

              — Io sto solo affermando che le società complesse come la nostra sono gerarchiche e non egualitarie e la capacità d’influenza è distribuita fra gli individui in modo molto fortemente diseguale —

              Ehm, no. Quanto sopra è vero, e sospetto lo sia stato per buona parte delle società storiche, se non proprio quasi sempre.

              Tu hai detto altro: in sostanza, che esisterebbero entità non meglio specificate di cui non si sa né chi siano, né cosa siano, né cosa facciano, né perché; e che abbiano un’ideologia, ma non si sa quale. A cui dunque immagino si debba credere senza domandare, come ad ogni buon dogma di fede.

              — In più,m e lì capisco che fai più fatica a seguirmi, io non credo che il potere persegua solo interessi individuali o di gruppo contingenti e legati a un vantaggio materiale, ma che abbia un’ideologia. —

              Vedi sopra. Il problema non è accettare se questi nefilim abbiano un’ideologia. Caso mai è curiosa l’idea che ne abbiano una sola, come fossero tutti replicanti. Ma in effetti, fin quanto bisogna crederci per fede, possiamo immaginarli come più ci aggrada.

              — Cosa c’è in tutto ciò di complottistico o di metafisico o di fideistico? —

              Esistono esseri non conosciuti e forse non conoscibili, che fanno cose non conosciute e forse non conoscibili, che si riuniscono in organizzazioni di cui non sappiamo il nome e cospirano contro di noi senza motivo. Il complottismo e il fideismo mi sembrano serviti, quanto meno; sulla metafisica passo, ché già capire l’altra metà mi risulta difficile!

              — Se poi vuoi contrapporti a tutti i costi per il gusto di fare polemico che deve fare lo sfottò sempre e comunque, fa pure: sei anche simpatico a tuo modo. —

              Peucezio, dai, mi fai anche il permaloso? e andiamo, che ci conosciamo da anni :)

              Piuttosto, davvero faccio fatica a seguire il tuo discorso, che non mi sembra navigabile se non accettando appunto una serie di petizioni di principio su questi poteri forti.

              Senza dubbio esistono persone più potenti di noi (meno potenti di me è difficile immaginarne) e senza dubbio – come tutti, ma l’ho sempre detto – anche loro hanno la loro ideologia come io e te abbiamo la nostra.

              La cosa un po’ curiosa è immaginare che tutte le persone potenti siano unite, abbiano tutte la stessa ideologia, marcino tutte nella stessa direzione: perché dovrebbero? E anche qui sopperisce la fede: perché sì e basta.

              Qualcuno ostacola Virginia Raggi o cospira contro di lei? Benissimo, se questa è la tesi cerchiamo di capire chi è, cosa dice, cosa fa, in che modo lo fa, perché. Col rischio di non trovare un becco di nessuno e dover concludere che lei stessa è il mandante di tutte le c… che fa, come del resto tutti noi.

            • Z. says:

              Ecco, lo vedi che fare i nomi cambia le cose?

              Se ad esempio dici “i signori feudali” mi stai dando un perimetro. Posso non conoscerli tutti, o conoscerne solo una piccola parte, però un’idea ce l’ho.

              Se dico che i poteri forti sono “i sindacati”, “i Paesi arabi”, “Inter e Milan” non sto solo individuando chi sono (con un certo grado di approssimazione). Posso anche farmi un’idea di quali interessi hanno in comune e quali hanno in conflitto. E anche del perché portino avanti certe battaglie assieme mentre certe altre no.

              Come dite voi persone istruite – a me fa pensare a documenti contraffatti! – quello che dico diventa falsificabile. Non ci si deve più credere per fede: diventa oggetto di discussione, in cui ciascuno la vede a suo modo e porta i suoi argomenti. E lì riesco, forse, a seguirti meglio :)

            • Francesco says:

              Miguel

              molto interessanti le tue riflessioni sul capitalismo ma mi sovviene un ricordo di scuola: Marco Polo nel Milione scriverebbe esattamente come dici tu, avendo già il denaro e l’organizzazione dell’attività mercantile come criteri per misurare il mondo che va da Venezia alla Cina. Non so per il progresso ma conto su di lui per il profitto (!)

              Insomma, non è che la tua analisi funziona per qualcosa che chiamare capitalismo è riduttivo e impreciso?

              Ciao

            • “avendo già il denaro e l’organizzazione dell’attività mercantile come criteri per misurare il mondo che va da Venezia alla Cina.”

              Ma infatti, per quel poco che ne so, credo che il capitalismo sia nato nelle repubbliche comunali italiane. Firenze e Venezia (ancora di più) erano macchine per fare soldi (e non solo per “arricchirsi” che è concetto molto più esteso e universale).

            • Francesco says:

              >> le motivazioni dei potenti devono essere sempre positive, e devono rendere qualcosa di utile ai potenti, altrimenti non sarebbero tali.

              ehm, su questo sono in profondo disaccordo e ti accuso di marxismo! stai dicendo che i potenti vorrebbero il potere per il potere e lo userebbero solo per incrementare il proprio potere, come i capitalisti di Marx con i soldi.

              beh, no, credo che anche i potenti abbiano delle idee e cerchino di usare il potere per portare avanti quelle idee, e spesso finiscono per perderlo proprio per questo.

              come i capitalisti che hanno delle idee e investono in quelle idee e finiscono al verde

              dopo tutto sono umani, no? vero Moi? mica sono rettiliani a sangue freddo che perseguono un puro disegno di dominio

            • ” credo che anche i potenti abbiano delle idee e cerchino di usare il potere per portare avanti quelle idee, e spesso finiscono per perderlo proprio per questo.”

              Ma anch’io lo credo. Infatti un potente che perde il potere non è un potente :-) Deve avere idee redditizie e adatte alle circostanze per vincere.

            • Francesco says:

              Miguel,

              in cosa Venezia e Firenze sarebbero state diverse da Atene però? quella antica, naturalmente

              Ciao

            • “In cosa Venezia e Firenze sarebbero state diverse da Atene però? ”

              Qui si esula parecchio dalle mie competenze. Posso azzardare – senza alcuna certezza – che ad Atene mancasse il grandioso sistema contabile e bancario delle repubbliche italiane, agevolato anche dall’introduzione dei numeri cosiddetti arabi?

              In fondo, una società che non riesce a svolgere le operazioni matematiche fondamentali non può adoperare il denaro come metro di ogni cosa.

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’antica Atene era gestita come un carrozzone pubblico (per i cittadini), mentre i comuni medievali italiani assumevano spesso la forma di un comitato d’affari.

            • Peucezio says:

              Z.,
              bisogna distinguere due parti all’interno del mio pensiero in merito.
              La prima, cioè il fatto che esista l’ideologia del ceto dominante, mi pare di buon senso e, al di là delle sfumature, un po’ difficile da contestare.
              Non è che i potentila pensino in modo identico su tutto. E’ che condividono sostanzialmente la stessa visione di società, gli stessi orientamenti fondamentali. L’uomo è conformista e il potente è ancora più conformista, perché il potere implica il principio gregario, non importa da che parte lo si segua.

              La seconda parte, quella per cui ci sarebbero centri di potere occulto a livello mondiale portatori di un progetto di sovversione preciso ed elaborato, tramandato da generazioni, è una mia idea intuitiva, che non pretendo di dimostrare e su cui non pretendo di persuadere alcuno.
              E’ legata alla mia concezione religiosa: se sono cristiano, credo nel male e nell’esistenza del satanico come operante concretamente nella storia e quindi credo che esistano le forze del male e che agiscano nel mondo.
              Ma ovviamente non mi aspetterei mai che mi seguissi su questo terreno, né voglio persuaderti a farlo.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              il tuo discorso riguarda gli orientamenti pratici del potere, i suoi meccanismi funzionali. Ed è sicuramente vero.
              Ma a mio avviso incompleto.
              E’ probabilmente vero e sufficiente per la maggior parte dei potenti (ma se sono la maggior parte, sono anche i meno potenti fra i potenti, perché con la crescita del livello di influenza esercitato sulla realtà, decresce il numero di chi lo esercita).
              E per la verità ho qualche dubbio anche sul fatto che i potenti ragionino solo secondo ragioni pratiche e di vantaggio.
              La borghesia ottocentesca aveva un senso della rappresentazione di sé, aveva insomma un’estetica, una morale, un’ideologia. Questa non era strettamente funzionale ai suoi affari, era un suo dato antropologico.
              Allo stesso modo, non credo che sia per motivi pratici che la maggior parte delle persone laureate sono a favore dell’immigrazione: tutt’al più è vero il contrario: i poveri hanno tutto da perdere (o credono di aver tutto da perdere) dall’immigrazione straniera, ma non è che i laureati abbiano da guadagnarci. Semplicemente esprimono la loro personale sensibilità. Che è semmai un prodotto del loro status sociale, ma non è funzionale al mantenimento di quest’ultimo: le condizioni materiali di vita e gli stimoli che si ricevono determinano una fisionomia antropologica e culturale. Che non è funzionale, semplicemente è.

              Circa invece i potentissimi, credo siano troppo in alto per ragionare in termini funzionali, di mantenimento del poeter. Chi arriva a certi livelli secondo me, o quantomeno una parte, quella più consapevole (altri magari ci arrivano per caso, per una combinazione di fattori in parte fortuiti) è perché a suo modo ha una visione messianica. E sono quelli che influenzano di più, proprio perché hanno un progetto di lungo respiro, che va al di là della contingenza pratica e dei piccoli espedienti per mantenere e rafforzare il potere: a certi livelli il potere è una fede, una vocazione.
              Però, come ho detto, mi rendo conto che sono cose difficilmente dimostrabili.
              Ma non credo che certe tendenze mondiali così evidenti e, malgrado tutto, relativamente coerenti, siano solo il prodotto della somma e dell’interazione di mille espedienti pratici messi in atto da traffichini ad alto livello (diciamo “trafficoni”) che pensano solo a fare più soldi e a mantenere una fetta di potere.
              E non credo sia mai stato così.
              Napoleone non era un traffichino, era uno con una sua visione del mondo e della storia.
              Oggi sono nascosti, perché per come funziona questo tipo di società, palesare i giochi sarebbe disfunzionale, anche perché l’idea stessa di potere è delegittimata anche giuridicamente: in teoria saremmo in democrazia, la sovranità è popolare, uno non può fare il burattinaio e determinare le sorti del mondo legittimamente: si deve dare l’illusione alla gente di decidere lei.

            • Peucezio says:

              Z.
              “Peucezio, dai, mi fai anche il permaloso? e andiamo, che ci conosciamo da anni :)

              Sì, però, come si dice a Bari, tu sei un altro carico a chiacchiere ;-) (ci siamo capiti).
              Dev’essere un vizio di voialtri emiliani :-P

            • roberto says:

              peucezio e tutti

              ” il fatto che esista l’ideologia del ceto dominante, mi pare di buon senso”

              che il ceto dominante abbia un’ideologia mi pare ovvio.
              io contesto l’esistenza di *un* ceto dominante e quindi di un’unica ideologia.
              inoltre, per quanto dominante un ceto possa essere, io credo che il mondo sfucca totalmente agli artigli del ceto dominante (rectius, ceti dominanti)

              facciamo un esempio di una cosa di cui abbiamo già parlato ad nausema: la crisi di rifugiati.
              ebbene non mi convincerete mai che esiste un ceto dominante che è abbastanza dominante da volere che masse di disgraziati si spiaggino sulle nostre coste (e perché poi? risibili motivi tipo vogliono che scompaia la nostra cultura…mavalà….). al limite gheddaffi aveva un minimo di controllo su quella porzione di disgraziati che passavano per la libia, ma mica era lui a
              spingere somali e nigeriani ad abbandonare casa e ad andare in libia.

              insomma il fenomeno è talmente vasto, potente e incontrollabile, che non riesco proprio ad imaginare una volontà di qualcuno dietro.

              poi che ci sia qualche volontà politica (sfrutto gli schiavi? uso i rifugiati per sestabilizzare gli stati e far trionfare le destre xenofobe? uso i rifugiati in chiave anti europea?) da parte di ceti dominanti che cavalcano l’onda non ci sono dubbi, ma non sono loro a creare l’onda

            • roberto says:

              a giungo una riflessione marginale

              i “complottisti” (perdonatemi l’espressione che vuole essere solo sintetica) hanno la tendenza a vedere segni dell’esistenza delle forze oscure ma non segni opposti.

              esempio.
              assassinio della parlamentare inglese: “sono stati quelli del remain”

              attentati a new york e nel maine in piena campagna elettorale? con la logica inglese, non dovrebbero essere stati quelli del campo sicuritario, xenofobo, nazionalista ( = trump)?

            • Peucezio says:

              Roberto,
              in fondo è banale.
              Il capitalismo ha bisogno di gente sradicata, di consumisti intercambiabili. Le culture nazionali e locali sono un ostacolo per la standardizzazione dei prodotti.
              Questo al netto delle implicazioni metafisiche.

              Circa queste ultime, non è colpa mia se siamo nella Kali Yuga. :-)
              E comunque in genere chi fa le cose di nascosto fa cose poco commendevoli.

            • “Il capitalismo ha bisogno di gente sradicata, di consumisti intercambiabili. Le culture nazionali e locali sono un ostacolo per la standardizzazione dei prodotti.”

              Non lo so.

              Il capitalismo britannico è stato legato almeno fino agli anni Sessanta all’identità nazionale, come lo sono stati quelli tedeschi e francesi.

              E un mercato nazionale più grande del mondo, quello statunitense, ha formato l’attuale identità americana. E comunque oggi i prodotti vengono “localizzati” al massimo, non costa niente scrivere “viva la Juve” oppure “viva la Fiorentina” sullo stesso pezzo di plastica; anzi è questo il senso della pubblicità mirata di Facebook: arrivare alla pubblicità e al prodotto specifici non solo per ogni gruppo di persone, ma addirittura per ogni individui.

              In certi casi, poi, il capitalismo funziona meglio proprio se sostenuto da una comunità etnica: pensiamo agli ebrei in Europa o ai cinesi nell’Asia Orientale: Amy Chua (nota per un altro libro sull’educazione cinese) ha scritto un libro affascinante (World On Fire: How Exporting Free Market Democracy Breeds Ethnic Hatred and Global Instability) a proposito del monopolio che hanno le comunità cinesi sul capitalismo in Indonesia, Filippine ecc.

              Allo stesso tempo, ponendo il denaro come metro universale, il capitalismo non può che portare a un livellamento di tutto. Ma il capitalismo funziona con i dislivelli residui.

              Ad esempio, il capitalismo porta ogni angolo del pianeta ad apparire identico, e qui sono d’accordo con Peucezio; ma deve fare leva proprio sulla disperazione che questo livellamento induce, creando differenze artificiali (“venite nel luogo magico del Rinascimento, godetevi il panorama unico al mondo, venite a scoprire la fantastica tradizione degli Yanomami”), altrimenti la gente non sarebbe indotta a spendere soldi muovendosi da Houston in Italia.

            • roberto says:

              sono totalmente d’accordo con miguel e stavo proprio pensando a mercati tipo carne halal o kasher (che è, ne convengo, un caso estremo). togli le differenze di cultura e/o religione, e spariscono

            • Peucezio says:

              Miguel,
              è vero. Io non pensavo alle differenze simboliche, ma a quelle effettive.

              Ricordo una discussione con Di Vita, cheh a un pensiero antitetico al mio, ma ammiriamo reciprocamente la perfetta coerenza teorica l’uno dell’altro.
              Io lo “accusavo” di volere un mondo in cui le culture sono relegate in una sorta di museo etnografico, in uno scaffale di libreria, in cui diventano simboli vuoti, etichette prive di sostanza. Lui si riconobbe in pieno in quest’idea: nella sua concezione differenze antropologiche reali sono pericolose, distanziano da quell’integrazione universale, liberale, laica e progressiva, che lui propugna.

              Parliamo insomma di un mondo dove gli uomini sono tutti uguali a ogni angolo e latitudine, ma ognuno ha la sua bandierina colorata, diversa da quella dell’altro, tipo Risiko.

              Ricordo sempre una ragazza mussulmana cresciuta in Italia, a Milano credo, che vidi in un’intervista televisiva qualche anno fa. Portava il velo come simbolo identitario e faceva un discorso molto astratto, da tipica giovane borghese milanese, sull’importanza del poter utilizzare i propri simboli identitario in un contesto di integrazione culturale senza assimilazione (la sostanza era più o meo questa). Ma era interessantissima la sua gestualità: ricordo gesti delle mani un po’ meccanici, con i palmi e le dita rivolti verso il basso, una tipica gestualità anodina da ragazza trentenne milanese, lontana anni luce dalla gestualità mediterranea che abbiamo presente. Su una gestualità così bisognerebbe scrivere saggi di seicento pagine! E’ un argomento più rivelatore di mille analisi economiche, geopolitiche, teologiche, ecc.

            • “è vero. Io non pensavo alle differenze simboliche, ma a quelle effettive.”

              Ma guarda che condivido buona parte del tuo discorso.

              Il capitalismo ha bisogno di apparenze diverse (perfetta la descrizione della ragazza musulmana), ma intercambiabili grazie al denaro.

              Il capitalista in sé non ha bisogno che tutti parlino la stessa lingua; ma poiché per guadagnare in un sistema capitalistico, conviene a tutti imparare una sola lingua, l’effetto è il livellamento linguistico.

              Il capitalista in sé non ha bisogno di manodopera da mezzo pianeta, anzi spesso trova difficile lavorare con gente di diverse culture. Ma poiché c’è lavoro qui, qui arrivano tutti quelli che vogliono lavorare; e siccome l’inflazione di braccia deprime il mercato del lavoro, il capitalista è pure contento.

            • Si capirebbe meglio il meccanismo del capitalismo, pensando a un esempio concreto.

              Dove vanno gli imprenditori minerari, essi creano necessariamente deserti. Ma desiderano deserti?

              Al contrario: l’imprenditore che ha la fortuna di possedere un terreno ricco di rame, si arricchisce grazie alla diversità di quel terreno dal terreno circostante.

              Immaginiamolo come un dislivello – una collina di cento metri di rame puro, circondata da un deserto senza rame.

              Per acquistare quel dislivello, il capitalista spende molti soldi.

              Si rifa – se possibile con gli interessi – vendendo rame a chi vive nel deserto e che desidera qualcosa di completamente diverso da quello che ha.

              La montagna di rame finisce per diventare deserto, il deserto circostante si riempie di particelle ormai inutilizzabili di rame, cioè si inquina. La montagna sparisce e diventa uguale al terreno circostante.

              E con il guadagno che ha ottenuto attraverso questa distruzione, il capitalista deve correre a distruggere un’altra differenza.

              Ma non per questo, “desidera l’uguaglianza”, tutt’altro.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              sono pigro e mi rompo le scatole a controllare le citazioni ecc., per cui ti dirò una cosa molto vaga nei riferimenti, ma precisa nel concetto.

              Ricordo che al tempo della campagna elettorale che precedette la prima elezione di Obama, Blondet commentò un’intervista in cui Obama stesso parlava di un posto dove ha vissuto da ragazzo nel sudest asiatico (non ricordo che paese) dove c’era una società di tipo comunitario di cui lui serbava un grato ricordo e al tempo stesso osservava come oggi equilibri così siano molto fragili.
              Blondet citava anche il commento a quest’intervista da parte di un pensatore mainstream americano, che riteneva fosse grave che un candidato presidente difendesse una sorta di società chiusa, non omologata e dotata ancora di una fisionomia autonoma e non fittizia.
              Colpevolmente (si fa per dire, in realtà me ne strafrego) non ricordo minimamente il nome del tizio, ma è un minimo, insignificante esempio di come a certi livelli secondo me si sa benissimo che cosa si persegue.
              Non magari a livello dell’imprenditore minerario, ma sicuramente a livello di certi vertici dell’alta finanza o comunque di quelli (o di una parte di quelli) che finanziano le campagne elettorali dei presidenti USA.

            • “ma è un minimo, insignificante esempio di come a certi livelli secondo me si sa benissimo che cosa si persegue.”

              Ripeto, non sono sostanzialmente in disaccordo con te, come non lo sono nemmeno con Roberto, che su queste cose spesso prende posizioni assai diverse.

              E’ verissimo che esiste l’ideologia che descrivi tu (l’esempio citato è perfetto), e che ispira gran parte dei post-intellettuali dei nostri tempi (i veri intellettuali, stile Francia anni Cinquanta, erano un’altra cosa).

              E’ un’ideologia che si basa proprio sul progresso (nel senso, “oggi più ricco di ieri, domani più ricco di oggi”), sull’individualismo (“decido io cosa voglio comprare”), sull’intercambiabilità (“mi sono venduto un quadro religioso del Quattrocento fiorentino, con i soldi mi compro un night a Rio de Janeiro”) e il legalismo (“guardate che quando ho cacciato cinquanta persone dalle loro case per fare il night a Rio, tutti i contratti erano perfettamente in regola, e quindi non ho fatto nulla di male”).

              A questo, si aggiunge un tocco di identitarismo statunitense, che comincia a corrodere anche l’Italia: Tizio “è gay”, oppure “è dislessico” (il vittimismo ci sta sempre bene), a discapito di tutte le altre cose che Tizio è e che Tizio vive.

    • Roberto says:

      OADAP!

  17. Roberto says:

    Buongiorno agli euroscettici del blog

    http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11965727/emma-bonino-intervista-libero-pietro-senaldi-europa-disintegrazione-crisi.html

    (Ma libero è diventato un giornaletto porno? Ho dovuto destreggiarmi tra tette e culi per trovare questo link)

    • Francesco says:

      Ah, dici che Libero sta migliorando?

      :D

    • “euroscettici”

      Credo che qui abbiamo già colto qualche elemento di cui la crisi europea è solo un sintomo:

      http://kelebeklerblog.com/2012/11/07/il-collasso-del-mondo/

      • Roberto says:

        Ti ricordi vero che quel sintomo era, ad essere generosi, una mezza bufala?

        • “Ti ricordi vero che quel sintomo era, ad essere generosi, una mezza bufala?”

          Non sono sicuro di aver capito, se ti riferisci ai tagli alla scuola o all’acquisto di tablet.

          Sul primo tema (che poi è quello per cui ho citato oggi questo vecchio post) credo di essere abbastanza ferrato, almeno per quanto riguarda Firenze.

          Il secondo tema è abbastanza irrilevante in questo contesto, mi sembra che i tablet siano stati imposti agli insegnanti (con risultati esilaranti, visto che per risparmiare si prendono robettine che si scassano subito), ma non ancora agli scolari.

          Staremo a vedere.

        • Roberto says:

          I tablet!

          Ok non avevo capito

        • PinoMamet says:

          Perché siete a finre a parlare di tablet a scuola?

          comunque, aggiornamento.

          La scuola dell’anno scorso aveva dei computer da poco in ogni classe: registro elettronico con un sistema macchinoso, ma tutto ok.
          Pochissime le LIM.

          Quella di quest’anno, tra i vari indirizzi ha anche quello informatico.
          Quindi NON ha i computer in classe :D perché si è speso troppo per metterli nei laboratori informatici e di grafica, dove hanno da essere buoni, e comprare i relativi programmi.

          Proprio quest’anno hanno deciso di passare al registro elettronico (che io credevo avessero ormai tutti) col risultato che i proff devono portarsi il portatile o tablet da casa, o al limite il cellulare.
          Chi non l’avesse, può far domanda di un tablet in comodato d’uso.

          Registro elettronico- si direbbe-piuttosto intuitivo, solo complicato da inutili sistemi di sorveglianza (per accedere al WiFi serve una password- che comunque tutti gli studenti hanno!!- e poi se accedi col cellulare non te la chiede… boh??)
          insomma proprio una roba da giargiana, cioè, da reggiani ;)

    • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

      Ho apprezzato molto le risposte di Bonino, nelle quali mi riconosco pressoché pienamente. Sì tratta di critiche costruttive mosse da un leader politico che ha sempre fatto riferimento all’idea dell’Europa confederale.

      • Roberto says:

        Secondo me è esageratamente pessimista (Pino direbbe ottimista :-) ), ma anche io sono sostanzialmente d’accordo

  18. francydafne says:

    per lo meno chiese la grazia per Sofri

    • Grog says:

      MERDA uno come SOFRI (*) VA FUCILATO ALLA SCHIENA CON FIGLIO E NUORA insieme alla ghenga di LOTTA CONTINUA Lerner, Mieli e compagnia cantando, il loro quotidiano era pubblicato da una tipografia di proprietà CIA.
      I cosiddetti sinisitri o SONO INCREDIBILI TESTE DI CAZZO oppure GRANDISSIMI FIGLI DELLA GRAN TROIA.
      Grog! Grog! Grog!
      (*) poi che abbia ordinato o meno l’omicidio Calabresi non me ne frega una beata minchia, protagonisti un figlio di troia venduto ai trozkisti ed un lanciatore di anarchici dalla finestra! Almeno noi stalinisti a Barcellona quei rompi cazzo di anarchici abbiamo avuto la faccia si stanarli e fucilarli apertamente e di picozzare sul cranio quel gran bastardo di trotzki.

      • francydafne says:

        Che pena leggere le tue farneticazioni. Chiamare “figlio di troia venduto ai trozkisti” una bella persona come Pino è da vili e codardi.
        Conosco bene quel bastardo di Trotzki e la strage di noi anarchici a Kronštadt.
        A me Sofri non piace per niente, proprio perché con un personaggio simile non ho niente a che fare, ma rimango dell’opinione che sia stato mandato in galera ingiustamente.
        Tutto qui, niente di più, niente di meno.
        E pensare che il cavernicolo di John Hart è tanto simpatico….

        • Grog says:

          Io ho dei fortissimi dubbi sull’incriminazione di Sofri, chi lo aveva denunciato era un verme di sotto proletario facilmente ricattabile che ne ha poi tratto benefici economici e di altra natura ma il punto non è questo.
          Lotta continua era un gruppo di sporche spie e provocatori al soldo degli americani, tant’è che molti di loro si sono sistemati nella stampa mainstream e ne godono i privilegi e come i porci che sono razzolano felici nella merda.
          Non ho parlato male di Pinelli, ( l’epiteto era riferito a Sofri) che è una vittima innocente che è stata assassinata(*), …ops “colto da malessere attivo” come diceva la procura che ha lanciato mani pulite ed ha coperto Milano expo tanto da essere ringraziata dal premier! Quando si dice faccia da culo si trascura l’offesa che si fa all’onore del culo!
          Devi aver pazienza noi stalinisti siamo fatti così partiamo dai dati di fatto.
          Grog! Grog! Grog!
          (*) Lanciare anarchici dal terzo piano fa la fortuna degli eredi!

          • francydafne says:

            Ti chiedo scusa, avevo frainteso le tue parole. Ciao

            • Grog says:

              Apprezzo chi difende l’onore di un innocente ed è capace di reazioni calde e sanguigne, se sbaglia e per giunta poi si corregge “tiene çojones”.
              Francydadfne (*)delle tue convinzioni politiche poco mi interessa ma come persona sei apprezzabile e questo che conta.
              Grog! Grog! Grog!
              (*) Buono per il rilascio di 10^6 anarchici da fucilare

        • “Che pena leggere le tue farneticazioni. ”

          Per Francydafne

          Considera che Grog è un po’ un personaggio creativo qui, i cui eccessi indicano un nascosto equilibrio :-)

        • Francesco says:

          simpatico … insomma, io preferisco il formichiere

        • Z. says:

          francydafne,

          a Kronstadt i marinai si sono ammutinati durante una guerra civile. Non la metterei tra le grande colpe di Trocki, la loro fucilazione.

          • habsburgicus says:

            e invece sì…
            per una volta sono d’accoedo co un (una ?) anarchico/a !
            amicus Plato sed magis amica Veritas

            P.S
            bisogna andare ancora oltre e accusare anche Lenin..ma Trockij ne il responsabile diretto..o fra i più diretti, non ci piove

            • Z. says:

              Io no. Quando dei militari si ammutinano durante una guerra civile, non vedo cosa possano aspettarsi se non la fucilazione.

              Al di là di come la si pensi su Lenin, il comunismo o l’anarchismo, ovviamente…

  19. Peucezio says:

    Su Ciampi un articolo dell’amico Giannuli che mi sembra molto equilibrato:
    http://www.aldogiannuli.it/morte-carlo-azeglio-ciampi/
    Cita pure, senza saperlo, un mio lontano parente.

  20. PinoMamet says:

    Comunque l’unico vero Ciampi è Piero.

  21. habsburgicus says:

    @Grog
    (se vuoi rispondermi)
    veramente sei stalinista ?
    credevo che tu fosse dell’altra sponda …politica, eh..non osare neppure immaginare che io possa calunniarti :D :D ci mancherebbe

    • habsburgicus says:

      fossi

    • Grog says:

      Caro Hasburgicus non sono stalinista nel senso stretto del termine, ma amando moltissimo Santa Madre Russia come il Leone di San Marco non posso che apprezzare Iosif Vissarionovič Džugašvili detto Stalin, anche se ogni tanto gli scappava la mano e faceva un poco il birichino accoppando di quì e di là, avessimo avuto Lui in laguna al posto di aristocratici smidollati San Marco sarebbe ancora padrone della Dalmazia ed a Vienna ed a Budapest si parlerebbe la lingua veneta!
      Amare la tradizione ed essere sospettosi delle novità non è essere dell’altra sponda politica, non ho mai apprezzato chi vuole buttare tutto per aria e sono sostanzialmente un Sanfedista!
      Grog! Grog! Grog!

      • habsburgicus says:

        io, della Russia, apprezzo molto la gnocca :D
        sul resto..boh..non che sia ostile, ma neppure così russofilo…
        e un po’ di diffidenza per Putin mi resta (pur lodandolo, eh..ne avessimo noi uno ! da noi non basterebbe, ci vorrebbe Lukashenko :D)

        • Z. says:

          Mi chiedo quanta parte abbiano, nell’opinione comune via via più favorevole a Putin:

          1) la politica seguita dagli yanqui nel Vicino oriente;
          2) la propaganda filorussa sul web;
          3) la necessità intima di ordine e disciplina per gli altri che alberga un po’ in tutti noi.

          • Francesco says:

            1) il punto non conta nulla in realtà.
            o gli yanqui sono bacati e malefici fin dall’inizio o stanno sulle palle a una certa parte degli intellettuali per motivi ideali; le scelte politiche concrete non c’entrano, servono solo a confermare un giudizio già dato
            2) quella è un effetto, non una causa
            3) qui credo che tu colga il punto cruciale: contro l’anarchia e la confusione e l’ignoranza e l’arroganza degli yanqui ci vuole non solo la Tradizione ma anche un pò di sani Ordine & Disciplina. per gli altri

            :D

        • Peucezio says:

          Lukashenko… Da noi non basterebbero Stalin, Mao e Pol Pot messi assieme!

  22. mirkhond says:

    “San Marco sarebbe ancora padrone della Dalmazia ed a Vienna ed a Budapest si parlerebbe la lingua veneta!”

    Sarebbe stato bellissimo! :)

    “Amare la tradizione ed essere sospettosi delle novità non è essere dell’altra sponda politica, non ho mai apprezzato chi vuole buttare tutto per aria e sono sostanzialmente un Sanfedista!”

    Grandissimo GROG! :)

  23. Grog says:

    Vota Grog!
    Vota Grog!
    Vota Grog!
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    Vota Grog!
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    Vota Grog!

    • Moi says:

      Co l’aqua toca al culo, s’impara a nuar

      Quando che la merda monta in scagno, o che la spussa o che la fa dagno

      [cit.]

  24. Mauricius Tarvisii says:

    Bush padre sta con la Clinton. Che strano!

    • Francesco says:

      In effetti è un uomo con troppa poca fede e fantasia, un vero uomo di apparato nel senso alto ma limitante del termine.

      Io invece non credo che Trump sia più pericoloso di Clinton, pur essendo assai pericoloso.

  25. Grog says:

    Habsburgicus dixit
    “io, della Russia, apprezzo molto la gnocca”
    Caro Habsburgicus ti capisco profondamente, anche il mio povero papà, affetto grande a lui Anima semplice buona ed affettuosa che mi ha insegnato a giocare a carte e a sparare alle anatre, amava la “gnocca russa” e da bravo Venetaccio si dava da fare per impollinare fascinose femmine slave in abilissimi esercizi di mordi e fuggi, il gioco è riuscito solo parzialmente al dolce tontolone sino a quando non ha trovato la buonanima della mia mamma che oltre ad essere “fascinosa gnocca russa” aveva anche incredibili capacità di accalappiatrice della Moscova, amore grande per lei Anima di grandezza cosmica che è riuscita a farsi sposare senza essere in cinta e con rito ortodosso in quel di Venezia da un miscredente di origine cattolica con tanto di Console Sovietico come testimone oltre a diciotto parenti arrivati a Linate con Aerflot da Seremetjevo! Roba da far comparire come sotto tono un matrimonio di mafia sicula!
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Ecco perché Grog è un gran bastardo che ama Venexia e Santa Madre Russia

    • habsburgicus says:

      quindi sei pure a metà russo !
      russo-veneto, diciamo !
      così si spiega il tuo doppio amore, per la Serenissima e per l’Impero che fu degli Zar ! (e pure il rispetto per Baffone)

  26. OT

    Un articolo interessantissimo sulle scorie nucleari italiane.

    Ecco la fine che fanno le “soluzioni finali” ai nostri problemi, di ogni sorta.

    http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/lucio-fero-opinioni/nucleare-scorie-dove-il-deposito-italiano-mistero-da-30-anni-2549887/

    Nucleare scorie, dove il deposito italiano? Mistero, da 30 anni…

    Pubblicato il 19 settembre 2016 11:10 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2016 11:19
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    Nucleare scorie, dove il deposito italiano? Mistero, da 30 anni… Nella foto la ex centrale di Borgo Sabotino, LT

    ROMA – Nucleare, nel 1987 l’Italia, anzi ancor meglio gli italiani via referendum, votano per l’abbandono rinuncia all’energia nucleare e per la chiusura delle centrali nucleari che c’erano. Simpaticamente tutti trascurano, ignorano, rimuovono quel che sempre accade dopo ogni festa, anche della volontà popolare. Dopo ogni festa vanno raccolti e rimossi, stipati i coriandoli, le bottiglie, i bicchieri, i piatti, gli avanzi, i festoni…

    Solo che allora, era ripetiamo il 1987, da prendere e portate da qualche parte erano avanzi e rifiuti un po’ particolari, erano le scorie nucleari. Fin da subito materiale troppo scottante, anzi incandescente, per i nostri governi e per la nostra opinione pubblica. La nostra società civile e politica alla domanda ovvia dove le mettiamo le scorie nucleari, fin da subito e per sempre ha risposto che non se ne parla. Non se ne parla perché si rischiano nocive radiazioni elettorali, contaminazioni da protesta di piazza con sindaci, parroci e telecamere.

    Quindi dal 1987 non è che non sappiamo dove costruire il deposito italiano delle scorie nucleari, è che proprio non lo vogliamo sapere. A giugno 2014 ce ne siamo ricordati, in teoria, del problemuccio. Sono arrivati 27 anni dopo la chiusura del nucleare italiano i “criteri” per il Deposito. A gennaio 2015 doveva arrivare quindi la mappa con i siti, insomma il dove costruire il Deposito scorie nucleari italiane.

    Mappa che ovviamente non è mai arrivata. Appena dovesse apparire le popolazioni delle zone indicate come possibile sito entrerebbero in fibrillazione, sarebbe rivolta, protesta. Quindi si rinvia al 2016. Ma anche il 2016 è anno fitto di appuntamenti elettorali ed è ovvio, almeno in Italia, che chi dice dove costruire un Deposito di scorie nucleari elettoralmente si suicida. Con il fall out nucleare elettorale non si scherza.

    Puoi far spiegare che il Deposito sarà sicuro. Profondo, blindato. Al riparo da terremoti. Certificato da tutti gli scienziati possibili. Fatto come come l’hanno gli altri nel mondo. Non serve, non servirebbe. Legioni di contro scienziati della Università del Web attesterebbero il contrario e comunque sarebbe unanime nel paese il: sì, va bene, ma fatelo da un’altra parte. Qui no perché c’è il fiume, qui no c’è il castello, qui no c’è il mare, qui no c’è… La volontà popolare non c’è dubbio sarebbe Qui No. Dove allora? Come abbiamo fatto dal 1987 ad oggi? Semplice, abbiamo adottato il “metodo monnezza”. Però più in grande. Le scorie nucleari italiane le abbiamo mandate all’estero e lì stanno, lì dove i Depositi li fanno, in Gran Bretagna e Francia ad esempio. Pagando s’intende, e un sacco di soldi.

    Poiché siamo italiani e astuti abbiamo mandato le scorie nucleari all’estero per essere “trattate”, quindi temporaneamente, un temporaneamente che va avanti da un quarto di secolo e che avremmo protratto all’infinito. Peccato che dal 2019, tra soli tre anni, cominceranno a rimandarcele indietro le scorie nucleari. Ci danno cinque anni di tempo, dal 2019 al 2024, per riprendercele tutte. Metti che la mappa dei siti arrivi nel 2017, ci vogliono quattro anni e più (se bastano) per l’autorizzazione al Deposito e circa cinque per costruirlo davvero. Fa 2026/2027, siamo già fuori con l’accusa come usa dire.

    Non avremo il Deposito quando ce le rimanderanno indietro e allora cosa faremo, le metteremo in strada le scorie nucleari. No, confidiamo nel “metodo monnezza”, pregheremo dunque gli altri di tenersele ancora, magari facendoci pagare un po’ di più. E se gli altri diranno di no? Ma che domande astiose e noiose! Alla fine sarà un problema dei prossimi governi e della prossima gente, quella che verrà.

    Eccolo, da 30 anni, il mistero del Deposito scorie nucleari italiane. Dove? In nessun luogo del presente, in qualche luogo del domani proprio come quei cartelli una volta nei negozi con sopra scritto: oggi non si fa credito, domani sì.

    • mirkhond says:

      Agghiacciante!

      • “Agghiacciante!”

        L’autore ovviamente dà la colpa a chi non vuole le scorie nel proprio comune.

        Ora, credo che si tratti di un rifiuto assolutamente legittimo, proprio perché tutti sappiamo che abbiamo a che fare con politici che pensano al massimo ai propri 5 anni, mentre le scorie durano in eterno.

        E tra qui e l’eternità succederà con certezza qualcosa di simile a quello che è successo l’altro giorno in Florida (e non in Italia):

        http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/florida-980-milioni-di-litri-di-acqua-radioattiva-nella-falda-potabile-foto-2549831/

        Florida, 980 milioni di litri di acqua radioattiva nella falda potabile FOTO

        Pubblicato il 19 settembre 2016 09:26 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2016 09:26
        di redazione Blitz
        Guarda la versione ingrandita di Florida, 980 milioni di litri di acqua radioattiva nella falda potabile

        TAMPA (USA) – Circa 980 milioni di litri di acqua contaminata e radioattiva sono fuoriusciti da uno stabilimento della Mosaic, la più grande azienda al mondo nella produzione di fosfati, a Mulberry, in Florida, Stati Uniti. L’acqua è passata attraverso una voragine nella roccia di 14 metri di diametro, e si teme che possa raggiungere (o abbia già raggiunto) la falda acquifera.

        L’incidente si è verificato dopo che una voragine si è aperta sotto un impianto di fertilizzanti a circa 40 chilometri da Tampa, danneggiando il luogo di stoccaggio delle acque reflue. L’acqua contaminata contiene fosfogesso, una sostanza leggermente radioattiva frutto della produzione di fertilizzanti.

        L’azienda Mosaic, intervenuta con un pompaggio delle acque contaminate, ha assicurato che la fuoriuscita non ha raggiunto le forniture idriche private e che non ci sono pericoli per la salute dei cittadini perché il liquido radioattivo “scorre con lentezza”. Ma Jacki Lopez, direttore del centro per la diversità biologica della Flolida, ha osservato che “è difficile credere loro quando dicono ‘non preoccupatevi’, dopo che hanno tenuto nascosta la cosa per tre settimane”.

        La contaminazione è infatti venuta fuori solo pochi giorni fa, dopo la denuncia di un dipendente dell’azienda che il 27 agosto scorso ha scoperto che il suolo era sprofondato. Il dipartimento per la protezione dell’ambiente della Florida sta monitorando la situazione.

        • mirkhond says:

          Dovrebbero legalizzare l’eutanasia, se penso a tutti quei poveretti che si ammaleranno di cancro, e generazioni di contaminati.
          Anche quando ci fu il disastro radioattivo di Cernobyl, le autorità italiane si affrettarono subito a garantire che da noi non c’era pericolo.
          Poi, anni dopo scoprimmo che la nostra pasta che sarebbe dovuta essere fatta da grano di Puglia, in realtà proveniva dall’Ucraina, tra il 1986 e il 1988.
          E i risultati si sono visti anche nella mia famiglia.
          Vivo col terrore COSTANTE di prendermelo anch’io il tumore…..
          Libera nos a malo, Domine…….

          • Francesco says:

            Libera nos a timore, Domine

            che il male tanto tocca affrontarlo di sicuro, prima o poi

            Ciao Duca

            • mirkhond says:

              Non sempre si possono sopportare le sofferenze.
              Oggi la scienza può farti morire senza soffrire, ed è una conquista…..

        • Francesco says:

          Miguel,

          credo ci voglia tutta la fantasia del continente a sud del Rio Grande per negare ” la colpa a chi non vuole le scorie nel proprio comune.”

          Io farei scegliere il sito all’Università di Pechino o di Brasilia e poi lo costruirei, SOPRA i Comitati per il NO alle scorie. Letteralmente. Senza sparargli prima, per ridurre l’inquinamento da piombo.

          Potrebbe essere la volta buona che gli italiani la smettono con le cazzate – e guarda mai che inizino anche a votare come cittadini e non come sudditi.

          Perchè alla fine la colpa è tutta nostra, di noi che non votiamo o che votiamo senza avere coscienza di cosa è il voto.

          Ciao

          • “credo ci voglia tutta la fantasia del continente a sud del Rio Grande per negare ” la colpa a chi non vuole le scorie nel proprio comune.””

            E’ molto semplice, in fondo.

            Un pazzo irresponsabile, che non aveva imparato nulla da tutti gli errori precedenti dell’umanità, decise nel lontano 19qualcosa che bisognava fare una Centrale Nucleare Sicura che avrebbe (condizionale) reso felice l’umanità per sempre e che ha (indicativo) reso ricco lui.

            Questa azione è stata vagamente accettata da masse di persone senza la sua cultura, ma convinte dal fatto che il pazzo aveva titoli accademici, che prometteva posti di lavoro e che i media ne parlavano con entusiasmo.

            Inevitabilmente, il mostro creato dal pazzo arricchito è caduto in testa all’umanità.

            Bene, io non ho nessuna voglia che per quel delitto, di cui io sono innocente, debba pagare mio figlio che è ancora più innocente.

            Sta agli eredi del pazzo risolvere il problema.

            • Z. says:

              Uhm, dici che sta agli eredi dei baby-pensionati di rifondere il danno inflitto all’erario dai loro genitori? e magari lavori forzati per chi non è in grado di pagare?

              Perché come misura non mi sembra particolarmente umana. Anzi, mi sa che l’ONU ci metterebbe nel club dei cattivi, e con qualche ragione.

              Ma in effetti una bella botta al debito pubblico italiano la darebbe…

            • Mauricius Tarvisii says:

              “agli eredi dei baby-pensionati”

              Mi pare di capire che intenda i suoi eredi politici.

            • Z. says:

              Non credo, anche perché ognuno è erede politico di chi gli pare…

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              La (triste) realtà è che è difficile trovare una fonte di energia che produca tanta energia quanto il nucleare inquinando di meno.

              Da un lato, peraltro, “photovoltaic and solar-thermal plants may meet most of the world’s demand for electricity by 2060 – and half of all energy needs – with wind, hydropower and biomass plants supplying much of the remaining generation”
              (https://en.wikipedia.org/wiki/Renewable_energy#Growth_of_renewables)

              Dall’altro, “anche supponendo un consumo di petrolio costante rispetto al valore del 2004, resterebbero a disposizione solamente non più di 40 anni prima dell’esaurimento completo delle riserve petrolifere”
              (https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_di_energia)

              Almeno per oggi.

              Poi in futuro magari qualcuno in futuro troverà modo di sfruttare i venti in quota (KiteGen http://kitegen.com/) o realizzerà un cavo di tela di ragno cento volte più resistente dell’acciaio per costruire un ascensore orbitale (‘Le Fontane del Paradiso’, di Clarke) per mettere celle solari che raccolgano energia 24 ore al giorno, o costruirà materiali resistenti alla lava aprendo la via allo sfruttamento del calore del mantello sotto i nostri piedi (The ‘Core’ https://it.wikipedia.org/wiki/The_Core), o realizzerà la fusione nucleare (http://web.archive.org/web/20060820131627/http://www.efda.org/the_iter_project/introduction_to_iter.htm).

              (Ho elencato le prospettive future in ordine decrescente di verosimiuglianza).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              veramente le centrali nucleari funzionano benissimo e fanno quello per cui sono state costruite, produrre energia elettrica

              e nel mondo al di là delle Alpi le scorie nucleari le trattano e le mettono via con un certo criterio

              tolti i sovietici che le buttavano nel mare di Barents, pare

              ah, gli eredi dei cretini che hanno votato al referendum contro le centrali nucleari sono gli stessi che non vogliono affrontare il problema delle scorie nucleari, non ci sono due razze diversi di italiani. e hanno tutti l’elettricità in casa!

            • Z. says:

              Qui siamo al sud delle Alpi, e per evitare che un Gasparri o un Dibba abbiano in mano delle scorie nucleari pago volentieri una bolletta più cara.

  27. mirkhond says:

    Del resto gli avi dei Veneti e quelli degli Slavi confinavano tra Vistola e Bug.

  28. Grog says:

    I piddini sono la MERDA DELL’UNIVERSO, quando il loro amichetto monti ha bloccato le olimpiadi del 2020 non hanno detto nulla ora rompono per il NO dei 5 stelle a Roma!
    Vanno mandati a VENTOTENE ma non con i fascisti italiani di guardia perché SONO TROPPO TENERI, io propongo che vengano assunte come guardie degli KMER ROSSI, tra pseudo comunisti dovrebbero capirsi, le DONNE DEL PD DEVONO ESSERE STERELIZZATE per in maschi nessun problema se la caveranno CULATTONANDO.
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ grog

      Fermo restando che non sono particolarmente favorevole alle Olimpiadi (anche se l’idea del tiro con l’arco dentro Piazza S. Pietro, proposta da qualche spirito ameno, mi ha divertito assai :-) ) mi permetto di fare sommessamente notare che quando Monti rifiutò le Olimpiadi lo spread era circa cinque volte quello di adesso.

      Comunque vedremo come la giunta grillina doterà Roma di uno sviluppo economico alternativo a quello che avrebbero dato i lavori per le Olimpiadi. Finora in tre mesi non sono stati neanche capaci di mettere giù una giunta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Grog says:

        IL POPOLO FURENTE CONTRO Andrea Di Vita
        Accusa pubblica di PIDDISMO reato molto grave che porta ad essere IMPALATI SECONDO I DETTAMI DI VLAD (Non il mite Vlad russo ma il Conte Vlad di Transilvania).
        L’esecuzione deve essere preceduta da MILLE FRUSTATE SULLE CHIAPPE NUDE per aver creduto alla balla dello spread, se il soggetto è TOSCANO prima dell’impalamento avrà LE CHIAPPE STROFINATE DI SALE GROSSO.
        Grog! Grog! Grog!

        • Andrea Di Vita says:

          @ grog

          Beh, Toscano non lo sono, quindi ho diritto alle attenuanti.

          Comunque accetto tutto; ma a patto che la Raggi subisca la mia stessa sorte se alla fine del suo mandato Roma non sarà risorta “più bella e più grandiosa che pria”, come direbbe Petrolini.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Z. says:

          Al di là di come la si pensi sulle Olimpiadi, e delle scuse divertenti addotte per il ritardo – la tregua olimpica? maddai, era meglio il mal di testa! – Virgy ha obiettivamente ratificato la decisione più sensata.

          Roma non è proprio in ottime condizioni, e difficilmente migliorerà in modo apprezzabile con questa giunta (se e quando ci sarà una giunta). Ci mancava giusto che dovessero occuparsi delle Olimpiadi.

          Ribadisco inoltre che anch’io ho votato per Virgy :D

      • habsburgicus says:

        io naturalmente sarei per le Olimpiadi, per questioni di prestigio ! pur vedendo bene i rischi [e mi dispiace che così se le papperanno gli eredi dei giacobini..speriamo in Budapest !]
        l’unica mia seria, ma componibile :D, differenza con Miguel sta nella mia valutazione positiva delle Grandi Opere
        a me piacciono strade, autostrade, ponti….e dunque pure Olimpiadi
        mi piace RTE quando ha fatto il terzo posto sul Bosforo ! capito..terzo !
        e poi si lamentano che l’Italia è in decadenza
        conta la crescita
        l’Asia sud-orientale (lo so da amici sicuri), tipo Malaysia, è in crescita esponenziale..lasciamo stare Singapore..oggi pure il Vietnam
        là non ci sono i verdi !

        • Roberto says:

          rarissima occasione di accordo con il buon Habsb
          :-)

          • habsburgicus says:

            :D

            • Francesco says:

              guarda che anche i verdi possono servire

              pensa al casino fatto dai rossi con il lago di Aral perchè non avevano i verdi!

              è solo che devono essere un 5% del sistema, non di più, senza potere di veto

        • “io naturalmente sarei per le Olimpiadi, per questioni di prestigio !”

          Consiglio a tutti la lettura della serie di gialli di Markaris, che descrivono in dettaglio la società greca di oggi e le radici della “crisi”.

          In particolare il libro sulle Olimpiadi di Atene, che sono stati la bastonata definitiva alla Grecia, quando i corrotti hanno potuto succhiare miliardi al proprio paese.

          Ma a Roma si sa queste cose non succedono.

          • Peucezio says:

            E dire che ne hanno fatte tante, qualche millennio fa: le hanno inventate loro.

          • roberto says:

            ” i corrotti hanno potuto succhiare miliardi al proprio paese.”

            mah, secondo me puoi avere mille ragioni per essere contro le grandi opere, non ti piace il cemento, non ti piace la spesa pubblica, ecc., ma dire “non di fanno perché ci saranno degli imbrogli” vuol dire semplicemente abbassare le braccia davanti al crimine.
            capisco se è miguel, non capisco affatto se è chi ha reponsabilità pubbliche. è una chiara ammissione di incapacità e a questo punto preferisco scajola che dice “bisogna scendere a patti con la mafia”

            • “non capisco affatto se è chi ha reponsabilità pubbliche.”

              Ma non è che un sindaco controlli l’economia, la polizia, i ministeri che assegnano gli appalti e tutto il resto.

            • roberto says:

              controlla comunque i suoi appalti e la polizia municipale

              no miguel, quella del “esiste la corruzione” è una cosa che non si può ascoltare. esiste? bene fai qualcosa! (non tu, la raggi o renzi o chi per loro)

            • roberto says:

              con la stessa logica, lasciamo i terremotati nelle tende ad vitam aeternam, tanto qualsiasi ricostruzione sarà appannaggio di speculatori, palazzinari e strozzini…

            • PinoMamet says:

              Beh, la differenza è che non puoi lasciare i terremotati nelle tende per sempre, ma puoi benissimo non fare le Olimpiadi…

              capisco il tuo pensiero, in effetti:
              se il problema è la corruzione, la soluzione è combattere la corruzione, non le Olimpiadi.

              Temo però che la corruzione in Italia sia come il raffreddore, c’è da sempre e nessuno può farci più di tanto…

            • PinoMamet says:

              Il che secondo me è un punto a favore delle Olimpiadi.

              Roma è sopravvissuta a Barbari e Barberini ;) sopravviverà anche a qualche palazzinaro.

              Peccato che Roma, da millecinquecento anni buoni, sopravviva però, e non viva sul serio…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Anche la Grecia è sopravvissuta… volevo dire, anche la Grecia era sopravvissuta… :D

            • PinoMamet says:

              Mmm in realtà in un certo senso no…

              la Grecia “colta”, l’Ellade, sopravvive dopo la conquista Romana, ma non resiste al Cristianesimo, che la rende qualcosa di profondamente diverso:
              Roma antica non ne fu altrettanto cambiata, semmai lo cambiò.

              Pensa alle icone: a nessun greco antico sarebbe venuta in mente un’arte del genere. Non che mi dispiacciano, al contrario: solo che rappresentano proprio un pensiero nuovo, e forse più semitico e orientale che ellenico.

              L’Ellade popolare (che poi doveva essere quella “vera”) invece sopravvive con insospettata tenacia non solo al Cristianesimo, con la strategia solita del sincretismo (molto forte nel cristianesimo popolare greco: da noi Caronte è una figura letteraria, da loro, mutando leggermente ma neanche troppo, è ancora popolarmente la personificazione della morte) ma anche ai Turchi…

  29. mirkhond says:

    Sulle olimpiadi del 2024, non mi sembra che la Raggi abbia tutti i torti, vista l’ulteriore cementificazione e il mare di debiti che ne seguirebbero.

  30. PinoMamet says:

    Dico qualcosa a margine, che forse non c’entra, degli interventi di Peucezio su Obama e la società del sudest asiatico che per alcuni americani sarebbe una colpa grave difendere.

    Non ho potuto seguire tutta la discussione perché ho avuto altri problemi oggi…

    ma insomma, accendo il TG, e parlano di un bambino americano che è rimasto colpito dall’immagine del bambino siriano ferito, e chiede a Obama, tramite lettera, di salvarlo, andarlo a prendere e farlo venire negli USA; e fin lì va bene, non mettiamoci a criticare un bambino.
    Ma mi colpisce cosa dice: “gli daremo- tra le altre cose, libertà giocattoli scuola ecc.- la nostra lingua “.

    Come, ecco, se avere la lingua amer… padron, inglese, fosse un requisito indispensabile per essere veramente liberi e felici.

    • paniscus says:

      Ah, perché, dove la si è già sentita?

      Faccetta nera, sarai romana, noi ti daremo un’altra legge e un altro re…

    • PinoMamet says:

      Già… ma parte la legge e il re, è proprio il fatto che insomma se non parli la tal lingua, come dire, non vai bene.

      Una di quelle cose che mi irritavano sempre dei telefilm americani, l’inevitabile frase “questo è un paese libero”; sì, vabbè; ma anche questo lo è.

      L?idea che c’hanno gli americani, per i lresto in fondo brave persone, che l’unico vero “way of life” sia il loro, che in fondo tutti non aspirano ad altro che mangiare le cose degli americani e fare il tifo al baseball o al football gridando quelle cose tipo wow! amazing! awesome! e che la libertà non sia qualcosa di diverso, ma sia proprio questo , e solo questo.

      Insomma, il contrario della canzone di Gaber, per loro la libertà è davvero star sopra o un volo di un moscone, anzi, peggio, perché quelle sono robe naturali e il senso della libertà ce l’hanno davvero.
      La freedom invece consiste nel vestire tutti uguali per fasce d’età, avere le scuole con gli sportivi ignoranti che corteggiano le cheerleader ignoranti e gli sfigati che però sono nerd geniali- anzi, avere la categoria dei nerd- e tutto il corollario di quella roba che di solito è quella che agli europei di cultura universitaria piace meno dell’America.

      • PinoMamet says:

        Star sopra un albero, diceva la canzone, ho dimenticato un pezzo. ;)

      • PinoMamet says:

        Riassunto per i pigri:

        per gli americani la freedom corrisponde a un way of life (il loro).

      • Roberto says:

        È il bambino che gli dice “insegneremo la nostra lingua”?
        Nel caso mi sembra un pensiero proprio da bambino!

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Nel caso mi sembra un pensiero proprio da bambino”

          Non solo non riesco a vedermici non dico a pronunciare una frase del genere da piccolo, ma persino a pensare qualcosa di vagamente simile, ma non mi sembra proprio che il primo pensiero dei bambini italiani sia quello di far imparare la propria lingua ai propri coetanei peruviani.

        • Roberto says:

          Io forse sono influenzato dal fatto che vivo circondato da bambini che sono continuamente esposti a problemi linguistici (= non sapere se l’interlocutore mi capisce), ma a me sembra che l’idea “tizio non capisce la mia lingua, deve impararla” sia proprio istintiva. Poi viene una seconda fase: sono io che non capisco la lingua dell’altro.

          Ieri ho raccontato un piccolissimo aneddoto ma ne ho a bizzeffe
          Recentemente, dopo una bellissima estate in mezzo si cow boy con il piccolo esaltato da cowboy, rodeo et similia, alla domanda scherzosa “vendiamo la casa e andiamo a vivere in un ranch de Wyoming” la prima reazione è stata “siiiiiiiiiii!” La seconda, cinque minuti dopo, quando io ormai non ci pensavo più, un pianto disperato “ma poi a scuola nessuno mi può spiegare le cose perché non capisco niente”

      • Roberto says:

        Mi fai venire in mente mia figlia che a tre anni, dopo aver disperatamente cercato di comunicare con la zia (irlandese) in italiano francese e tedesco mi disse “ma perché zia non parla nessuna lingua?”

        • Mauricius Tarvisii says:

          Parliamo di livelli d’astrazione diversi. Tua figlia di tre anni pensava che quelle due fossero le uniche lingue esistenti (cioè identificava la diversità linguistica con l’esistenza in famiglia di due modi di parlare diversi), mentre il bambino americano sa che esistono molte lingue, ma ritiene la propria lingua intrinsecamente migliore delle altre e vuole generosamente farla imparare al mondo intero.

      • Z. says:

        OT:

        ricordiamo sempre che la libertà in effetti non è partecipazione. Anzi, non ci si avvicina neppure: libertà è semplicemente fare quel che mi pare. Quanto più posso farlo, tanto più sono libero.

        “Libertà è partecipazione” era una frase molto opportuna, che faceva vendere dischi negli anni Settanta. Ma che oggi suona, almeno alle mie orecchie, quanto mai grottesca.

  31. Grog says:

    Anche se in ritardo speriamo che si verifichi l’ipotesi del Prof.Igor’ Nikolaevič Panarin

    Da
    https://it.wikipedia.org/wiki/Igor_Panarin
    _________________________________________________________________________________
    La previsione del collasso statunitense
    La mappa degli USA dopo la disintegrazione prevista da Panarin
    Panarin è noto a livello internazionale soprattutto per la sua previsione, formulata la prima volta nel 1998, del collasso e della disintegrazione degli USA entro il 2010 a seguito d’una crisi economico-finanziaria, che avrebbe fatto emergere le contraddizioni sociali e politiche all’interno della federazione causandone la divisione in cinque parti: l’Alaska (che ritornerebbe alla Russia), l’Ovest (che entrerebbe nell’orbita economica della Cina), il Sud (dal Texas alla Florida, potrebbe essere riassorbito dal Messico o, comunque, entrerebbe nell’orbita latino-americana), il Centro-Nord (incorporato dal Canada) ed il Nord-Est (che resterebbe legato all’Unione europea).
    La fama di Panarin e l’interesse per la sua originale analisi sono aumentati dopo che, nell’autunno 2008, è avvenuta la crisi finanziaria degli USA da lui prevista con un decennio d’anticipo. Da allora è stato più volte intervistato, non solo nelle televisioni e nei quotidiani russi (con alcuni dei quali collaborava già in precedenza), ma anche da “Russia Today” e dalla “CNN”; della sua previsione s’è occupato anche il “Wall Street Journal”. In Italia la rivista di geopolitica “Eurasia” ha pubblicato sul proprio sito un’intervista a Panarin[1]; il politologo russo, sempre su invito della rivista “Eurasia”, ha tenuto nel maggio 2009 una conferenza a Milano[2].
    _________________________________________________________________________________
    Con gli USA letteralmente smontati non sarebbe più necessario un conflitto militare maggiore ed i rischi per la pace mondiale sarebbero minori, la lingua preminente poco a poco diventerebe lo spagnolo per ragioni numeriche ed il favore dell’alfabeto latino rispetto al russo scritto con il cirillico o il diabolico cinese.
    Grog! Grog! Grog!

    • habsburgicus says:

      Panarin
      Epifanio di Salamina scrisse il Panarion :D (era un catalogo di tutte le eresie in seconda metà del IV secolo d.C; credo lì, o altrove, ci diede anche molte date nei mesi più stani, compresi quelli ciprioti)

    • mirkhond says:

      Purtroppo gli USA hanno l’atomica.
      E per la loro visione “messianica” da autoproclamatisi “salvatori dell’umanità”, non si faranno mettere da parte così facilmente.
      Quelli prima di collassare sarebbero capaci di distruggere l’intero pianeta……

      • Z. says:

        Non sono così pessimista. Se ricordo bene anche i generali di Hitler si rifiutarono di usare i gas in vista della sconfitta…

        • Grog says:

          L’importante è LASCIARLI FARE DA SOLI IN CASA gli americani e magari compatirli dicendo “POARETI! COSI’ GRANDI E COSI STUPIDI!” e poi mandarci per aiuti alimentari 4.000 tacchini per il 4 luglio con tanti auguri e le istruzioni per non piantarsi gli ossi nel gargarozzo.
          Poi i giudei di di Holliwood godranno come ricci a vedere i GOI CHE SI AMMAZZANO TRA DI LORO ci faranno una favolosa serie di film, roba da far campare il geniale pedofilo Woody Allen sino ai 200 anni!
          I giudei sono incorreggibili quando godono della disgrazie altrui anche se ne derivano dei danni a loto stessi non mollano per la troppa goduria, sono già riusciti a smontare Santa Madre Russia nel 1917 e ci hanno riprovato negli anni 90, adesso si cimenteranno nello smontaggio degli Stati Uniti, devono solo fare attenzione a manipolare bene i gruppi suprematisti bianchi ed i gruppi di neri inferociti in modo che si scambino testate nucleare reciprocamente senza andare a rompere le palle ai Cinesi che sono permalosetti quando qualcuno li colpisce con una testata nucleare, ne tanto meno ai Russi che possono cancellare le coste del Nord America.
          Grog! Grog! Grog!

        • habsburgicus says:

          frase giustissima…e al contempo sottilmente faziosa…(ammirazione) è così che si vincono le cause !
          fu la dirigenza tedesca a non contemplare mai l’uso dei gas, certo i generali furono un elemento di resistenza, ma l’ordine non fu dato..dai politici
          lo so che a qualcuno non va giù che i kattivissimi tedeschi non abbiano pensato di usare i gas, mentre i “buoni” americani [con l’opposizione di Forrestal, cattolico; e di Leahy] scelsero con motivazioni risibili di “sperimentare” le atomiche sul Giappone già vinto, ma le cose stanno così, fatevene una ragione ! [così come fu Winston, lo dice lui !, a progettare di usare i gas in caso di invasione dell’Inghilterra-e li avrebbe usati ! così come, d’latro lato, il “kattivo” Stalin non solo trattò la Finlandia molto meglio di quanto i “buoni” anglosassoni trattarono noi, ma non fece bombardamenti terroristi !..questo forse solo perché non ne aveva le capacità tecniche :D; al contempo va detto che gli inglesi, per quanto pessimi, trattarono bene le donne dei paesi nemici e in prigionia, con qualche eccezione contro di noi, trattarono discretamente i nemici; invece sovietici e francesi sono colpevoli di aver autorizzato stupri in massa contro tedesche e italiane, lì tramite i “marocchini” e sono altresì colpevoli di aver trattato bestialmente i prigionieri, specialmente i francesi gli italiani; la Storia vera, rankiana, dovrebbe riconoscere tutte queste cose, evidenti..ma non lo farà :D]

          • Z. says:

            Mi sopravvaluti, la mia è solo ignoranza – avevo letto che Hitler era favorevole all’uso dei gas!

      • Francesco says:

        purtroppo un cazzo caro Duca, visto l’elenco degli altri paesi che hanno l’atomica e/o cattive intenzioni

        tocca ricordare la storia del cavallo che litigava col cinghiale?

        ah, la saggezza degli antichi greci!

        PS poi, volendo, le competenze tecnihce per farci la bomba le abbiamo anche noi

  32. Z. says:

    Baffi e malavita, visto che se ne parlava qualche giorno fa:

    http://www.baffiabuffo.it/2016/03/16/baffo-criminale-10-mustacchi-che-hanno-fatto-la-storia-della-malavita-2/

    [G]li attributi piliferi del volto hanno sempre caratterizzato le associazioni criminali, si pensi ai baffi a punta dei guappi della Camorra (tornati in auge da qualche anno come segno distintivo dei capi e degli affiliati della nuova Camorra) ma anche in Cosa Nostra i baffi hanno avuto il loro peso e in alcuni periodi sono stati uno dei segni di riconoscimento dei picciotti.

    • roberto says:

      perché la festa dell’unità non ha più niente a che vedere con la politica

      • Z. says:

        Ma no, è che è cambiata la politica. Ieri veniva Byrne, l’altroieri Bowie, oggi il capitano Kirk. Purtroppo la cosa è abbastanza in linea con l’andazzo odierno.

  33. roberto says:

    OT di aggornamento sul brexit

    sembra che possiamo seprare in una letterina dal parlamento inglese ad inizio anno prossimo

    https://euobserver.com/uk-referendum/135207

    • Z. says:

      Mai fidarsi degli eurovampiri!

      UK foreign minister Boris Johnson hinted Thursday (22 September) that his government is likely to launch EU exit talks early next year, only to be rebuked by his prime minister, Theresa May later on.

      Con calma, mica c’è fretta. Aspettiamo che Froilain DeDeErr e il Triciclista si terrorizzino un altro pochino :D

    • Z. says:

      Osserva il sig. Johnson:

      He [Boris Johnson] said it was in the “overwhelming interest” of the EU to do a deal with the UK.

      Da straordinariamente inesperto, per dirla con il ministro Madia quando era neoletta deputato, credo che abbia ragione. Solo che probabilmente ho un’idea di deal molto diversa dal quella del sig. Johnson.

      Che può succederci di così devastante? che scenda la Borsa? Ehh, pace – come dice Pino, le Borse vanno su e giù da una vita. Ce ne faremo una ragione.

      Z.

      PS: questo in teoria. In pratica temo che l’avranno vinta loro, come sempre.

    • Roberto says:

      Credo che sia interesse delle due parti trovare un accordo, ed interesse dell’UE che questo accordo sia il più favorevole possibile ai propri interessi

      • Mauricius Tarvisii says:

        Secondo me interesse dell’Unione è che non ci sia nessun accordo, che il Regno Unito si disunisca e che Scozia e Irlanda del Nord diventino due nuovi stati membri. Tutto il resto è vittoria albionica.

        • Moi says:

          Out of the balls ;) ! … Right now !

        • Roberto says:

          preferirei l’annessione dell’ulster all’irlanda e solo un nuovo stato membro

          • Z. says:

            Beh, una volta che l’Ulster diventasse indipendente immagino deciderebbe per l’annessione alla Repubblica d’Irlanda (con garanzie per la tutela della propria autonomia).

            • PinoMamet says:

              Mmmm
              mmmm

              penso di no, non credo proprio che la parte protestante dell’Ulster scalpiti per unirsi all’Eire.

              Ragazzi, su, forse l’ho già detto quelle cento volte ;) , ma non esistono solo soldi e conti in banca…

            • Dif says:

              Questa volta concordo con Pino. Sicuramente i protestanti non saranno molto entusiasti dell’idea, ma credo che dopo quasi un secolo in cui i cattolici sono stati una minoranza, adesso per par condicio tocchi un po’ anche ai protestanti :)

            • habsburgicus says:

              in verità i cattolici sono minoranza numerica da oltre 3 secoli, diciamo 1691, eh
              e minoranza in ogni senso (anche se maggioritari numericamente) da 5 secoli ! [ciò in tutta Irlanda sino al 1829]

            • Dif says:

              Giusto, io mi riferivo solo all’Irlanda del Nord da quando questa è separata dal resto dell’Eire.

            • Z. says:

              Oh, magari mi sbaglio, e chissenefrega? :D

              Non sono io quello che dice quale città dovrebbe stare in quale regione, o quale etnia dovrebbe comandare dove…

              Se, e sottolineo se, l’Ulster diventasse indipendete, farà un po’ quel che crede :D

            • PinoMamet says:

              “Non sono io quello che dice quale città dovrebbe stare in quale regione, o quale etnia dovrebbe comandare dove…”

              Io non mi sono mai spinto a dire quale etnia dovrebbe comandare, ma credo di avere il diritto, come tutti (te compreso, Z…) di dire che ritengo l’Ucraina una regione storica “delle Russie” e la Catalogna parte geografica della Spagna.

              Un altro (sbagliando :D :D ) è libero di sostenere il contrario, che c’è di strano?

              Ripeto, al mondo non esiste solo l’economia, e non esiste solo la UE (e meno male!)

            • Roberto says:

              Beh in effetto io ritengo che l’ulster sia una regione dell’Irlanda :-)

            • PinoMamet says:

              Anche io; è evidente che lo sia.

              Ciò non di meno, gli ulsteriani protestanti non sembrano ansiosi di unirsi all’Eire, gli convenga a meno a livello “europeo”.

            • Roberto says:

              Non ho mai sostenuto che i protestanti vorrebbero unirsi all’eire perché gli converrebbe, ho detto solo che *io* non vorrei due nuovi stati membri invece che uno, e che i cattolici vorrebbero l’isola riunita (il che è un’ovvietà)

            • PinoMamet says:

              Tu no, ma Z. ha scritto (e gli rispondevo) che un Ulster indipendente chiederebbe l’annessione all’Eire.

              Io ne dubito molto.

            • Z. says:

              In realtà ho scritto che – secondo me – deciderebbero per l’annessione: su input di Dublino, intendo, che rivendicherebbe la provincia, e che saprebbe garantire il medesimo grado di autonomia. L’indipendenza costa e Belfast non ha risorse particolari (tags: banche, Trilaterale, Monsanto, troika :-D ).

              Ma può darsi di no. Dipende da tante cose, tra cui la politica che vorrà seguire Londra verso Belfast nei prossimi anni.

              Poi certo se Dublino rivendicherà Belfast io saprò da che parte stare. Per quello che glie frega a loro, eh :-D

              …ah, Pino: infatti non mi riferivo a te!

          • Roberto says:

            Pino,
            Non so cosa centrino le banche in questa discussione.
            So che lo sinn fein, il giorno dopo il voto sul brexit già chiedeva un referendum per separarsi da Londra e attaccarsi a Dublino.
            Immagino che i protestanti non siano contenti, ma gli altri si

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il Sinn Fein si occupa anche di economia, come tutti i partiti, quindi banche.

          • Roberto says:

            Per dire,
            Qui non parlano di banche ma di identità e popoli

            http://time.com/4383916/brexit-vote-revived-calls-united-ireland/

            • PinoMamet says:

              C’entrano nel senso che non per tutte le persone l’economia è l’unica o la principale preoccupazione.

              Naturale che il Sinn Fein voglia… il suo scopo, e altrettanto naturale che i protestanti non lo vogliano!

            • Z. says:

              Secondo me, oltre ai desideri dei residenti in Irlanda del Nord – che dipenderanno anche da come evolverà la situazione nei prossimi anni, immagino – bisogna anche valutare la politica della Repubblica d’Irlanda.

              Ossia, se la Repubblica d’Irlanda, che è Paese membro, rivendica l’Irlanda del Nord mentre l’Irlanda del Nord è provincia di un Paese terzo, l’UE non credo abbia molta scelta sulla parte da cui schierarsi.

              Z.

              PS: tag banche, casta, neoliberismo, JP Morgan, venduti :D

            • PinoMamet says:

              Bello ma nessuno dei tuoi tag c’entra qualcosa…

              c’entrerebbe se io, come voi :D credessi che la gente si interessa solo di economia.

              Io sostengo l’esatto contrario, cioè che si interessa anche- e qualche volta maggiormente- di altre cose.

            • Z. says:

              Vero, e infatti ieri ero per la Brexit e oggi sono pronto alla mia parte di sacrifici economici sulla Brexit.

              Purché il programma sia “ti spiezzo in quattro”. Il Galles ce lo lasciamo :-D

            • Mauricius Tarvisii says:

              “credessi che la gente si interessa solo di economia”

              E’ solo per motivi economici che la Scozia non è uscita dal tuo amato Regno Unito. Ora che sono saltati i motivi economici se ne vogliono andare di nuovo, non a caso a Londra gli hanno detto che non lo permetteranno.

            • habsburgicus says:

              Io sostengo l’esatto contrario, cioè che si interessa anche- e qualche volta maggiormente- di altre cose

              io sono d’accordo con Pino
              mi limito a mettere in dubbio se ciò valga anche oggi e [l’AND dell’informatica] per l’Europa occidentale….in generale, non ho remore ad affermare che l’economia conti molto meno di quanto si creda (ciò era lapalissiano, per tutti, un tempo…e tuttora lo é, con alcune limitazioni, in Est Europa, mondo russo +ogni civiltà extra-europea)

            • “.in generale, non ho remore ad affermare che l’economia conti molto meno di quanto si creda”

              In realtà, personalmente, credo che l’economia conti molto poco: ciò che conta è la fantasia che ciascuno di noi ha del futuro.

              Sogna, ad esempio, di umiliare i propri rivali, facendo più soldi; oppure sogna di avere una vita tranquilla con i propri figli, grazie ai soldi con cui si comprerà una casa.

              In entrambi i casi, i “soldi” (ciò che chiamano “economia”) sono soltanto una fantasia; e infatti io credo che il denaro sia un ente immaginario, un idolo (o come diceva giustamente Marx, un “feticcio”).

            • PinoMamet says:

              “E’ solo per motivi economici che la Scozia non è uscita dal tuo amato Regno Unito. ”

              Il mio- amato- Regno- Unito??

              in quale realtà parallela??

              Sono favorevole alla Brexit e poco “europeista”, nel senso meschino di filo-UE, e questo è pressoché tutto quanto si possa dire della mia simpatia per il Regno Unito;
              ah, e hanno ottimi sarti.

              Poi certo, le campagne terroristiche tipo “finirete a mangiare cavoli, se non morirete di fame prima” ;9 a volte funzionano e a volte no;

              rassegnatevi (per una volta possa fare il generalizzatore anche io?
              perché mi sarei anche un po’ rotto il cazzo di generalizzazioni “a random” fatte contro di me…)

              del resto la campagna anti-indipendentista della Scozia verteva anche su altri argomenti, che non c’entrano una cippa con l’economia, tipo “siamo stati insieme per tanto tempo e ne abbiamo viste delle belle, e ormai siamo una famiglia sola”…

              ma immagino che tutte le orecchie “europeiste” siano sorde a questi argomenti.

              Sarà mica anche per questo che l’Inghilterra se ne è andata??
              Non lo so, secondo me un’Unione, dovrebbe anche dire sentirsi, tipo, uniti. L’Unione Europea ha fallito completamente in questo.

            • Z. says:

              Pino, secondo me in Iscozia la propaganda del tipo “morirete/moriremo di fame” è servita eccome.

              Una propaganda certamente esagerata, ma che aveva del vero: non si trattava di morire di fame, certo, ma dal punto di vista economico alla Scozia conviene verosimilmente restare dov’è ora. Chi ha famiglia e figli a queste cose ci pensa, e spesso anche chi non ce li ha.

              Però è vero, non si vive di sola Borsa: e infatti sono convinto che si possa e anzi si debba accettare anche il rischio di una sberla economica pur di chiudere con un “no, grazie” i negoziati con Londra.

            • Z. says:

              (chiedo venia, ho inviato il commento per isbaglio!)

              Se non altro per via degli asilanti, che finché erano in Italia erano un problema italiano e appena erano in procinto di imbarcarsi per Dover diventavano un problema comunitario.

            • Z. says:

              Miguel,

              — e infatti io credo che il denaro sia un ente immaginario —

              Non hai mica tutti i torti. Quando guardo il mio conto corrente, almeno, sono costretto a pensarla allo stesso modo…

            • Peucezio says:

              Z.,
              una delle cose che ti rendono molto simpatico e stimabile ai miei occhi e che compensano ampiamente il tuo europeismo, filocapitalismo di sinistra e tutto il resto è la prostesi prima di s “impura” (non scherzo!).

            • Peucezio says:

              Però resti un “carico a chiacchiere” :-P

            • Z. says:

              …ma che significa?

              Z.

              PS: di sinistra sarà Lei, caro Peucezio :D

            • Peucezio says:

              Lo so io che significa ;-)

            • Z. says:

              Sì, ma non costringermi a cercarlo sul web, dove magari trovo versioni apocrife della locuzione :D

            • Roberto says:

              “ciò che conta è la fantasia che ciascuno di noi ha del futuro.”

              Assolutamente si.
              Io però devo dire che la stragrande maggioranza delle persone che conosco è contenta se ha un tetto sulla testa, un piatto di minestra la sera, la ragionevole speranza di mantenere tetto e minestra per se e i propri cari nel futuro e cose di questo tipo. forse sono sfortunato a frequentare persone banali, ma bandiere, inni, frontiere, sovrani, interessano poco e niente. D’altronde come si suol dire, Franza o Spagna purché se magna.

            • ” stragrande maggioranza delle persone che conosco è contenta se ha un tetto sulla testa, ”

              Io opterei per una terza via. Cioè dove alle cose reali e sacrosante che elenchi (tetto, ecc.) si aggiungano l’amore per il luogo reale in cui vivono, per le persone reali con cui interagiscono e per la comunità; senza sovrani, inni, stato ecc. che sono fantasie imposte da fuori.

            • PinoMamet says:

              A te interessano poco o niente, Robè.
              A te: e va benissimo così, non siamo tutti uguali.

              Ma per milioni di persone queste cose che elenchi, e molte altre, un significato ce l’hanno eccome.

            • Peucezio says:

              Roberto,
              “Io però devo dire che la stragrande maggioranza delle persone che conosco è contenta se ha un tetto sulla testa, un piatto di minestra la sera, la ragionevole speranza di mantenere tetto e minestra per se e i propri cari nel futuro e cose di questo tipo. forse sono sfortunato a frequentare persone banali, ma bandiere, inni, frontiere, sovrani, interessano poco e niente. D’altronde come si suol dire, Franza o Spagna purché se magna.”

              Parli di un mondo che non esiste più da prima che io e te nascessimo.
              Non ci credo neanche se lo vedo che le persone che conosci sono così.
              A nessun uomo occidentale contemporaneo interessano queste cose, perché le dà per sontate. A tutti interessano solo la pace del mondo, i diritti dei froci e degli immigrati e tutti il resto delle stupidaggini.
              “Franza o Spagna purché se magna” è un manifesto antropologico ed esistenziale, ma di un’umanità altra, lontana anni luce dalla nostra.

            • Peucezio says:

              Z.
              “Sì, ma non costringermi a cercarlo sul web, dove magari trovo versioni apocrife della locuzione :D

              Non fare lo gnorri ;-)

            • Roberto says:

              Melius res perpensa, voto anche io per la terza via di Miguel

              Peucezio, veramente credi che ci sia una persona al mondo che baratterebbe un piatto di lasagne per i diritti dei froci o la pace nel mondo? Da quando sei un ingenuo idealista?

              Per gli immigrati poi! distribuisci un po’ di fucili e la garanzia dell’impunità e hai risolto il problema in 48 ore….

            • Roberto says:

              “A nessun uomo occidentale contemporaneo interessano queste cose, perché le dà per scontate”

              Questa poi è la cosa più strana che abbia letto da un pezzo. Ma come non siamo in piena crisi orribile, in un periodo senza nessuna speranza, con il mondo attanagliato dalla paura per il domani?

            • PinoMamet says:

              Non perdiamo di vista il punto di partenza della discussione.

              Cioè, io non credo a un’umanità “vulcaniana”.
              Non credo domani si sveglino i protestanti dell’Ulster e, dopo tutto quello che è successo con i cattolici irlandesi, dicano “due più due fa quattro, sette per tre ventuno, metti l’IVA, togli le spese, bon, ci conviene unirci all’Eire, domani ci attacchiamo a loro”.

              Ma neppure “d’ora in avanti non faremo più guerre perché le guerre sono barbare stupide e irrazionali e ci fanno perdere dei soldi”.

              Continua a sembrarmi strano che i “vulcaniani”, tra noi, si immaginino che il resto dell’umanità sia nel complesso simile a loro, mentre millenni di Storia dicono il contrario…

            • Peucezio says:

              Roberto,
              “Peucezio, veramente credi che ci sia una persona al mondo che baratterebbe un piatto di lasagne per i diritti dei froci o la pace nel mondo? Da quando sei un ingenuo idealista?”

              No, non lo credo affatto.
              Ma credo che ci vorrà altro che questa crisi del cavolo perché alla gente manchi davvero il piatto di lasagne.
              Ricordo i miei informatori dell’alta Murgia che, anziani ex contadini che hanno vissuto davvero le privazioni, ch dicevano frasi del tipo “Crèise, na nne sta crèise”: a loro sembra di navigare nell’oro rispetto ai tempi che hanno vissuto.

              E comunque non è idealismo, è il contrario :-)

            • PinoMamet says:

              Riguardo poi a Franza o Spagna ecc.:

              il modo di dire risale a un’epoca in cui un paese (il nostro) era in balia di poteri stranieri, mentre la grane maggioranza della popolazione aveva il problema concreto di sbarcare il lunario.
              Lo trovo, in questo contesto (e ha ragione Peucezio a far notare che è un contesto diversissimo dal nostro) un modo di dire assolutamente ragionevole.

              Ma, passata la necessità assoluta della sopravvivenza, l’uomo non è fatto solo di idee “ragionevoli”, ma anche di molte idee per niente ragionevoli e spesso assurde.

              L’ho già scritto che, leggendo l’elenco dei “garibaldini” locali, non ho trovato, come credevo, solo medici avvocati o aristocratici, ma un numero sorpredente di coltivatori, ciabattini e così via.
              Che probabilmente avevano superato il problema della semplice sopravvivenza, e si erano dedicati a un'”ideale”
              (magari sbagliato, ci dirà Mirkhond).

              Ma aldilà dell’analisi del ceto sociale, quanti sono stati gli ungheresi e i polacchi che sono venuti a “fare l’Italia”? e i francesi e gli inglesi (e qualche italiano) andati a “fare la Grecia”?

              Ma se non ci piacciono i sanguinosi nazionalismi ottocenteschi (sui quali, e lo dico a Mirkhond, non sto attualmente spendendo parole né di elogio né di condanna: li cito e basta);
              se non ci piacciono,

              cosa dire allora di chi va a fare il medico in Uganda o in Afghanistan?
              è una scelta razionale, questa? Non ce l’ha un tetto sopra la testa e un piatto di minestra, in Italia? che beneficio ne ricava dall’andare a farsi il culo in mezzo a popolazioni estranee e lontanissime, lasciando qua amici e affetti?

              Ma certo, mi direte- già vi sento- che nel lungo periodo operarsi per la pace è meglio che farlo per la guerra.
              Bel discorso, peccato che sia molto opinabile:
              -una persona perfettamente razionale se ne sbatterebbe di un risultato che è incerto, non dipende da lui se non in minima parte, e comunque non lo tocca;
              -ci sono altrettanti argomenti per sostenere il contrario, cioè che sia puù vantaggioso conquistare popolazioni militarmente e sfruttarne le risorse…

              che era l’ideologia imperialista, anzi, all’apice della “razionalità”, quella nazista.

            • Z. says:

              Oddio, farei molta fatica a sostenere che oggi, col precariato e tutto quanto, il problema di mettere insieme casa, pranzo e cena per la famiglia – e magari portarli a Rimini per due settimane ad agosto – sia sostanzialmente trascurabile. Immagino che ci sia capitato di frequentare ambienti differenti.

              A parte questo, secondo me stiamo guardando il problema dell’Ulster in maniera capovolta. Che a mio avviso non è “dove decidiamo di andare noi dell’Ulster”, come si porrebbe in Civ3.

              Secondo me, più tradizionalmente, si pone così: se l’Eire intende rivendicare l’Ulster avrà dalla propria parte tutta l’Unione Europea e dall’altra un Paese terzo. In mezzo, una popolazione che, in questo periodo, ridefinirà i propri rapporti con Londra, anche in base a cosa deciderà la Scozia.

              Se la Scozia lascia il Regno Unito, il Regno Unito come lo conosciamo non esisterà più – e così la storia che lega assieme Londra e Ulster – e l’annessione dell’Ulster da parte dell’Eire (e di Gibilterra da parte della Spagna) diventerà verosimilmente più facile e indolore.

              Molto comunque dipende da come andranno le negoziazioni. Il Regno Unito che si divide in quattro non è una certezza, naturalmente, è solo il mio auspicio.

            • Z. says:

              A latere, secondo me il nazismo fu essenzialmente una forma particolarmente estrema e sballata di nazionalismo.

              Mi riesce molto difficile dove sia la “razionalità”, anche tra virgolette, nell’internare milioni di persone perché sì. Credo che “delirio” ci si avvicini di più…

            • PinoMamet says:

              “se l’Eire intende rivendicare l’Ulster avrà dalla propria parte tutta l’Unione Europea ”

              Ma non credo proprio!
              Figuriamoci se l’Unione Europea si mette a occuparsi di queste cose… un pensiero di politica estera comune?? un pensiero strategico comune??
              cambiare i confini di due Stati, di cui uno addirittura non (più) membro??

              L’Unione Europea non si occupa di queste cose, per meglio dire: non ragiona così.

              Auspica belle cose, parla di reciproci vantaggi, promuove la convivenza e gli interessi comuni e tutte queste belle robe qua, ma non mi pare abbia mai parteggiato per qualche Stato, seppur suo membro, in termini di ampliamento dei confini territoriali e relativi potenziali attriti tra gruppi etnici.

            • Z. says:

              Beh, non c’è neanche mai stata l’uscita di un membro. Tra l’altro, se uno dei due non è più un Paese membro la cosa viene più facile.

              Ma in effetti per ora sono scenari piuttosto futuribili. Il governo inglese si guarda bene dal voler lasciare la UE, per ora, sicché tutto è rimandato.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “se l’Eire intende rivendicare l’Ulster avrà dalla propria parte tutta l’Unione Europea e dall’altra un Paese terzo.”

              Aggiungerei alle obiezioni di Pino,
              1) che tutti hanno paur degli anglosassoni e nessuno osa metterseli contro, anzi, l’Occidente, Europa in primis, è estremamente servile verso di loro e ci vuol altro che la Brexit per spezzare questo servilismo verso il padrone (non dimentichiamo che dietro Albione c’è il cuginetto, anzi, lo zietto Sam.
              Inoltre escludo categoricamente che l’Europa sarebbe solidale con dei cattolici, nazionalisti e oltretutto di ceto basso (lì i cattolici vivono nei palazzoni popolari, i protestanti nelle villette in stile inglese o americano).

            • Roberto says:

              Su eire-ulster-UE,
              Credo che abbia ragione Pino.
              Che ci frega di avere un pezzettino di terra in più od in meno?

              Oltretutto, e qui sono io che parlo, è una regione che gode di ogni tipo di sussidi europei, se la tenga Londra e finanzino loro la loro economia stitica

            • PinoMamet says:

              Comunque quando si tratta di Unione Europea ho l’impressione che gli europeisti del blog vivano in una realtà parallela, con il Regno Unito che non lascerà l’Unione mentre l’Unione vuole spingerlo fuori (mentre è successo esattamente il contrario), con gli ulsteriani che chiederanno l’unione all’Eire, dopo decenni di bombe e terrorismo e provocazioni, così, pacificamente, “perché gli conviene”, o in alternativi l’Eire che chiede la loro annessione e interviene la potente (!) Unione Europea ad appoggiarli…

              e chi dice che queste sono fantasie diventa un filo-albionico.
              Mah!!
              arimah!!

            • Roberto says:

              Pino,
              Tu invece tendi semplicemente a trascurare fatti concreti e misurabili.

              Sul brexit, cosa cavolo vuoi che importi all’UE, sia Stati che istituzioni, di tenere uno stato che rema sempre e sistematicamente contro da sempre? E che in più è da sempre il cavallo di Troia dello zio Sam? Io ho personalmente assistito a varie bevute di champagne il 24 giugno, ma basta leggere la dichiarazione congiunta di parlamento, consiglio e commissione del 24 giugno per avere un’idea di chi vuole cosa.

              Gli inglesi vogliono uscire? Certo? Quando manderanno la loro letterina sarò rassicurato della loro volontà

              Infine ulster: non me lo sono inventato, il 24 giugno lo sinn fein ha effettivsmente chiesto un referendum sull’annessione all’eire e il 25 giugno in Irlanda (isola) si parlava solo di quello (o so per certo, ho preparato per il mio ufficio la rassegna stampa per l’Irlanda per il dopo brexit….)

              Poi non è colpa mia se in Italia vivete in un mondo parallelo in cui si parla di tutt’altro….

            • PinoMamet says:

              Robè

              ripeto due fatti molto semplici:

              -il Regno Unito ha chiesto di uscire dall’Unione Europea

              -il Sinn Fein è il movimento indipendentista irlandese dal Regno Unito, che vuole da sempre l’unione con l’Eire.

              Ma sicuramente sono io quello che vive nel mondo parallelo, non preoccuparti ;)

            • Roberto says:

              Scusa ma che sto dicendo di diverso?

              Aggiungo giusto il piccolo dettaglio, riguardo al brexit, che sono passati tre mesi e ancora non si sa bene quando se ne andranno, immagino che non vorrai contestare questo fatto che è sotto gli occhi di tutti.
              Ma lo so che prima o poi se ne andranno, lo dicevo ben prima del referendum!

            • Z. says:

              Pino,

              sull’Eire sono solo speculazioni future.

              Sulla Brexit invece parliamo del presente. Nel quale Farage ha detto che si parlerà dell’uscita tra sette, forse dieci anni. Prima di andare farsi il passaporto UE, visto che lui può :D

              E il nuovo Primo Ministro ha detto che non si partirà neppure all’inizio dell’anno prossimo.

              I cittadini del Regno Unito, forse, avranno anche fretta di andarsene. Non saprei. I loro rappresentanti mi sembra di no.

            • Peucezio says:

              Roberto:
              “E che in più è da sempre il cavallo di Troia dello zio Sam?”

              Tu vivi in un mondo lunare.
              Dai, questa cosa dell’Unione Europea che non ama gli inglesi perché è mossa da uno spirito di indipendenza e libertà dal giogo statunitense è semplicemente fantascientifica.
              Non esiste respiro di formica in Europa che non venga fatto su precisa prescrizione di Washington.

            • Roberto says:

              Scusami la brutalità peucezio, ma non hai la più pallida idea delle cose di cui parli

            • Peucezio says:

              Vabbè, questione di metro.
              Per me se uno si mette a 90 gradi e se lo fa mettere dove dico io (stavolta scusa tu la brutalità: sai che amo il linguaggio icastico e immediato) è servo. Per i parametri europei, oltre a prenderlo nel proprio, anche senza vaselina, deve anche leccare con accuratezza e diligenza quello altrui, non senza aver fatto prima e dopo la proskynesis ed essersi profuso in ringraziamenti per il privilegio che gli viene accordato.

              Seriamente, che ogni tanto qualche leggina per non farsi invadere totalmente dai sottoprodotti americani la facciano, te lo posso pure riconoscere, ma che l’Europa o l’Unione Europea abbiano mai espresso una qualche forma di autonomia geopolitica spero non arriverai a sostenerlo sul serio.
              Basta vedere le sanzioni alla Russia, un suicidio per l’economia europea e un segno di totale assoggettamento.

            • Z. says:

              Peucè,

              l’Europa (non solo la UE) è disunita e vicende imbarazzanti come quella delle sanzioni alla Russia lo confermano.

              Il problema è questo, appunto: di fronte ad una potenza come gli Stati Uniti fatichiamo a stare coesi e alle volte ci tocca subire. Come capita a chi è piccolo e disperso (e qui do ragione a Pino: la UE non è riuscita a unire).

              Ma immaginare tutti i Paesi europei incluso Francia e Germania come sudditi degli Stati Uniti è bizzarro.

              Se continueranno a sputarsi addosso tutti quanti, però, potrebbero diventare davvero sudditi di qualche potenza straniera. Meno amichevole degli Stati Uniti, forse.

            • Peucezio says:

              Z.
              “Ma immaginare tutti i Paesi europei incluso Francia e Germania come sudditi degli Stati Uniti è bizzarro.”

              Ma davvero pensi questo?
              I tedeschi hanno il complesso della IIGM, dell’Olocausto, del senso di colpa eterno e universale, hanno il disprezzo di sé come carattere nazionale (lo denunciava Mann nelle Betrachtungen ben prima dell’Olocausto), insomma, se non sono sudditi loro…
              I francesi fanno tanto i finti nazionalisti, ma a parte che agli Americani devono il culo, ormai sono anglicizzati anche loro a tutti i livelli.
              Ma, al di là dei caratteri nazionali, la questione è che l’Europa è piena di basi americane, i servizi segreti degli stati europei sono totalmente solidali a quelli americani, il controllo è pervasivo. L’Europa è una colonia, senza cittadinanza (cioè non è che possiamo trasferirci in America a lavorare senza fare permessi, rischiare di venire cacciati, ecc.) da 70 anni a questa parte: abbiamo perso la guera e siamo occupati militarmente, anche se con una parvenza di sovranità giuridica (ogni giorno più erosa, peraltro).

            • Mauricius Tarvisii says:

              Secondo me Peucezio ha colto una parte del fenomeno. Però secondo me gli USA e l’Impero non coincidono: la City, per esempio, è centro dell’Impero tanto quanto Los Angeles.

            • Peucezio says:

              Beh, sì, l’impero è sovranazionale (ma a marca anglosassone), è il motivo per cui dicevo che l’Europa non pesterà mai i calli a Londra per l’Ulster.
              Però a livello politico-militare (forse non finanziario effettivamente) direi che le decisioni fondamentali si prendono a Washington.
              Per quel poco che ne possiamo capire.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sicuramente la quasi totalità delle scelte viene presa oltreoceano (non tutte: pensiamo alla Libia, dove in fin dei conti Obama è andato a ruota di Francia e UK), ma non sono sicuro che l’Impero sia uno Stato e che quindi abbia veramente il monopolio della forza legittima. Soprattutto ora che il centro vacilla e le varie “province” cominciano a fare un po’ come gli pare.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              “ma non sono sicuro che l’Impero sia uno Stato e che quindi abbia veramente il monopolio della forza legittima.”

              Sì, direi che su questo ci troviamo sostanzialmente d’accordo.

              Mi viene da chiederti, se anche tu riconosci che il potere vero non risiede nel potere politico ufficiale, quello visibile, identificato coi vertici politici degli stati nazionali, perché trovi così assurda l’idea che ci siano dei poteri occulti superiori agli stati e ai meccanismi della democrazia rappresentativa.

            • Francesco says:

              Essendo ufficialmente il fanatico filo-USA del forum, mi sento in dovere di smentire tutti questi amorosi sensi tra le due rive dell’Oceano, purtroppo.

              Vi ricordate gli Euromissili? per impedire all’URSS di Breznev di spaccare con un cuneo la NATO, ci volle tutta la sagacia di Andreotti. Eppure era una roba relativamente semplice.

              Vi ricordare la guerra in Jugoslavia? gli USA ci hanno lasciati a cuocere nel nostro sanguinoso brodo per anni e anni, prima di salvarci i resti della faccia.

              Vi ricordate la seconda guerra d’Iraq?

              Sia i popoli europei, sia i governi, vivacchiano con un odio ben poco nascosto verso gli Yankees, molto più che verso i Russi che ogni inverno ci prendono per le palle con la storia delle forniture di gas

              Gli unici americani che vanno per la maggiore sono quelli che odiano gli USA, alla Noam Chomsky.

              Viviamo tempi pessimi, altro che!

              :D

            • Mauricius Tarvisii says:

              @ Peucezio
              Perché credo che per definizione il potere non possa essere occulto. Può utilizzare dei mezzi occulti, può intrigare e può depistare, ma la fonte del potere ha bisogno sempre di farsi riconoscere, anche solo per dare delle direttive ai sottoposti e far capire chi comanda.
              Inoltre non sottovaluto così tanto il potere del circuito rappresentativo (o meglio, i poteri del circuito rappresentativo): è solo che è uno dei tanti poteri esistenti nel nostro sistema complesso.

            • “Perché credo che per definizione il potere non possa essere occulto.”

              Nella mia scuola personale di estremismo moderato e complottismo scettico, si insegna che il potere è normalmente relativamente sconosciuto.

              Vedere il mondo in una goccia d’acqua: a Firenze contano in tanti, contiamo anche noi a quanto pare, dalla maniera in cui in questi mesi veniamo trattati da tanti.

              E anche qui il potere è variabile: ancora un anno fa, venivamo trattati a pesci in faccia; adesso tutti ci vengono a cercare – dall’alto, in mezzo e dal basso.

              Ci vengono a cercare perché siamo un po’ di persone – loro ragionano in termini di migliaia di voti, che certo non possediamo, ma non sono abituati a vedere centinaia di persone comunque solidali tra di loro.

              Ma soprattutto siamo potenti perché non molliamo: loro ragionano in termini di fino-alle-prossime-elezioni, pensavano che noi ragionassimo in termini di fino-al-prossimo-evento-poi-ci-stanchiamo, e invece non ci siamo stancati.

              Perché sfruttiamo una cosa elementare della psiche umane: il piacere di fidarsi l’uno/a dell’altro/a, la capacità di ascoltarci a vicenda, l’intelligenza di cogliere tutte le differenze che ci sono tra le persone.

              Arriva un momento in cui in alcune cose, loro diventano più fragili di noi, e siccome non sono cretini, se ne accorgono. E vorrebbero che noi appoggiassimo loro.

              Allo stesso tempo, so benissimo che questo potere-tra-i-tanti-poteri, non conta quasi nulla rispetto al potere che hanno i grandi finanziatori, di cui pochi fiorentini conoscono i nomi.

              E quei grandi finanziatori non sono “occulti” nel senso di inconoscibili. Con un po’ di lavoro su Google, anche gli elettori potrebbero scoprire chi sono le persone che decidono della nostra città.

              E’ soltanto che chi vota, di solito non ci pensa, non va a cercare di capire chi sono.

            • PinoMamet says:

              Io non credo esistano poteri “al di sopra” degli Stati, ma credo esita una rete di potere (banalmente, quello economico) parallela a quello degli Stati e influente su questo;

              non credo a nessun “Grande Vecchio” e a nessuna “Spectre”, credo invece che una grossa multinazionale possa avere, e abbia, influenza politica ben al di sopra della volontà degli elettori di uno o più paesi; che non è una bella cosa.

              Non capisco invece quando scrivi che non possa rimanere segreto e che abbia interesse a essere riconosciuto; perché?
              mi sfugge.

              Cioè, se fossi il Signor Del Monte, per dire, non credo che avrei interesse a far sapere che ho pagato (non necessariamente in denaro) il Presidente del Vattelapescas perché smarrisca diecimila famiglie di coltivatori diretti a favore delle mie pantagioni, o perché boicotti la legge contro i diserbanti (dico per dire).

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il potere è la capacità di ottenere ciò che si vuole. Normalmente questo richiede la cooperazione più o meno spontanea degli altri, quindi devo fare in modo che chi dovrà cooperare con me sappia che deve farlo.
              Questo non vuol dire necessariamente sbandierare il potere in modo plateale, ma che io comandi in un modo o nell’altro deve essere noto agli interessati. Che io sia un politico, che sia il manager di una multinazionale o che sia un mafioso.

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              allora forse bisogna che ci intendiamo di che parliamo esattamente.
              Io non penso a un potere occulto a tutti, invisibile tranne che a chi lo detiene.
              Penso a un potere non manifesto alla maggior parte di coloro che ne subiscono le conseguenze, che ne sono di fatto assoggettati, più o meno direttamente o indirettamente.
              Se pensi anche tu a qualcosa del genere, siamo d’accordo.
              Altrimenti dovresti spiegarmi con chi identifichi, non dico il potere (detto così riconosco che è astratto), ma i poteri più forti all’interno dell’occidente.
              Cioè, se non sono Obama, la Merkel (e via via i loro successori in quelle cariche), ecc., ma sono poteri transnazionali, rispetto ai quali Obama e la Merkel sono meno potenti, ammetterai che nella percezione comune non è così. Cioè chiedi a uno che passa per strada e, quando anche intuisca che oggi ci sono poteri più forti del potere politico, difficilmente saprebbe fare qualche nome.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sconosciuti personalmente ai più sicuramente, ma le loro manifestazioni le conosciamo bene. Nel nostro paese, per fare alcuni esempi, pensiamo a Mediobanca (non in sé, ma a chi c’è dentro, ovvero il “salotto buono”), i vari Colaninno, De Benedetti e Agnelli, i vari immobiliaristi (Caltagirone in testa) e cricche di costruttori (in genere li conosciamo grazie alle intercettazioni telefoniche…).
              Ovviamente allargando il campo troviamo, tra gli altri, le varie industrie delle armi negli USA, l’industria pesante in Germania, le banche d’affari della City in Inghilterra… Poi è chiaro che gli assetti societari dietro tutti questi soggetti sono roba da addetti ai lavori.
              Ed essendo un sistema complesso, è difficile capire chi controlla chi, chi vuole cosa, chi in un preciso momento sta usando e chi è usato. Facendo un esempio vicino a noi, vi sembra facile sbrigliare la matassa di Finmeccanica/Leonardo?
              Infine se per occulto intendiamo il fatto che non troviamo in prima pagina il ruolo dei contratti della Piaggio nella vicenda dei due marò, allora possiamo anche usare quella parola. Però secondo me è un uso improprio, ecco.

            • Peucezio says:

              Ora capisco meglio cosa intendi.

              La differenza probabilmente sta nel fatto che secondo me questa gente (o, meglio, una parte) è portatrice di un’ideologia e di una visione di società, allo stesso modo di come l’illuminismo era espressione delle borghesie emergenti nel ‘700 (e peraltro non vedo grossissime discontinuità fra questi e quelli).
              D’altronde è sempre stato così: chi comanda è anche portatore di una visione della società, del costume, della sessualità. Come anche chi non comanda. Ma chi non comanda, non ha il potere per imporle.

            • Z. says:

              Mah, io mi sono fatto l’idea che per certe famiglie l’idea di plasmare la società o meno sia piuttosto irrilevante.

              Credo che siano persone molto conformiste cui interessa arricchirsi a oltranza, e basta.

              Perché? per conformismo, perché lo fanno gli altri, per non restare indietro, per competere e così via.

              Poi magari mi sbaglio.

            • Peucezio says:

              Z.,
              probabilmente, anzi, certamente è vero.
              Ma basta un potente ogni dieci che ha invece un modello di società da imporre, per riuscire a imporlo, perché agli altri 9 è completamente indifferente.
              Ammesso che lo sia: gli altri seguiranno per conformismo, convinti di crederci.

        • Z. says:

          D’accordo con MT più Gibilterra libera

          • Francesco says:

            Gibilterra Stato autonomo? e Milano no? ma siamo matti!

            • Z. says:

              Milano potrà sempre dichiarare la propria autonomia. A proprio rischio e pericolo, ovviamente…

              ma visti i tempi, è più facile che chieda l’annessione alla Cina :lol:

            • Peucezio says:

              E’ una parola…
              Milano per tutte le persone sopra i 30 anni è un dormitorio: se ne scappano il fine settimana, a ogni ponte e definitivamente appena vanno in pensione.
              Non può esistere uno stato-dormitorio.

            • Peucezio says:

              Sempre che con “Milano” non si intende tutto il nord Italia, compreso l’intero arco alpino e la Liguria.

            • Peucezio says:

              intenda

            • PinoMamet says:

              Per Milano si intende la Regione Lombardia, come è ovvio
              (la corrispondenza è biunivoca: ricorda un’intervista a Jannacci a proposito della Lombardia, “Ma per lei la Lombardia è Milano?” “No, è anche Lambrate e l’Ortica” ;) )

            • Peucezio says:

              Questo mi ricorda Tommaso Dell’Era, il quale sosteneva che se per i parigini la Francia è la periferia di Parigi, per i baresi l’Italia è la periferia di Bari.

            • PinoMamet says:

              Per i baresi non so, ma per i romani direi che l’Italia è assolutamente la periferia di Roma;
              anche nel senso che ciò che dell’Italia esula geograficamente dalla periferia allargata di Roma (fin dove i romani vanno al mare o ai monti, per intendersi) non esiste, o esiste in modo evanescente ;)

            • Francesco says:

              << Sempre che con “Milano” non si intende tutto il nord Italia, compreso l’intero arco alpino e la Liguria.

              e un paio di cantoni della Svizzera!

              :D

            • Peucezio says:

              Confermo :-)

  34. Z. says:

    La prima impressione è che ogni causa abbia i seguaci che merita…

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/09/16/news/assassini-da-tavola-no-erbivori-da-galera-una-super-vegana-e-una-carnivora-a-confronto-1.283127?ref=HRBZ-1

    …ma sarebbe una conclusione affrettata. In realtà, chi gira seminudo per strada lo fa essenzialmente per un motivo: girare seminudo per strada.

  35. Andrea Di Vita says:

    @ Z

    Erbivori da galera?

    Grandissima! :-) :-) :-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  36. mirkhond says:

    “L’Ellade popolare (che poi doveva essere quella “vera”) invece sopravvive con insospettata tenacia non solo al Cristianesimo, con la strategia solita del sincretismo (molto forte nel cristianesimo popolare greco: da noi Caronte è una figura letteraria, da loro, mutando leggermente ma neanche troppo, è ancora popolarmente la personificazione della morte) ma anche ai Turchi…”

    E influenze slave, albanesie valacche che pure persistono nel costume e nelle danze?

    • PinoMamet says:

      Ce ne sono sicuramente ma non sono ferrato sul folklore slavo (su quello albanese ci vorrebbe l’ottimissimo Ritvan, mai abbastanza rimpianto).

      Un’influenza slava/balcanica è probabilmente la credenza nei vampiri, molto sentita in alcune regioni.

      Invece lo- schifoso, si licet- costume con la fustanella credo sia una roba pan-balcanica, ipotizzo uno sviluppo dell’antica tunica o chitone.

      • izzaldin says:

        Un’influenza slava/balcanica è probabilmente la credenza nei vampiri, molto sentita in alcune regioni.

        questa cosa l’avevo sentita anche io, per caso Pino (o gli altri) ha qualche fonte scritta a riguardo? possibile che ci entrino qualcosa i bogomili?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Perché i bogomili? Anche il dualismo è d’importazione (o comunque “transnazionale”), quindi in teoria dovremmo trovare vampiri in ogni sua area di diffusione.

          • izzaldin says:

            è una voce che avevo sentito.
            forse ha a che fare con il rifiuto della croce (che spaventa anche i vampiri) o con altri aspetti della dottrina, magari chissà anche con il particolare rituale ‘eucaristico’.
            giustamente come dici tu è dualista e quindi ‘transnazionale’, però a quanto pare una volta arrivata in Bosnia la dottrina si è evoluta.
            ne so poco, per questo chiedevo a Pino se ricordasse un qualche testo in cui si parla delle origini slave del vampirismo.

            • Moi says:

              Nella Twilight Saga i Capi dei Vampiri dovrebbero essere Toscani … per fare da tramite con il Rinascimento e la Massoneria. ;)

            • Moi says:

              “Volturi” in Inglese Italianizzato … per “cavalcare” il Codice Da Vinci …

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Moi

              Non conosco affatto la saga di “Twilight”, ma so che nel contesto anglosassone i racconti dei generi ” gotico” e “horror” vengono spesso ambientati nell’Europa mediterranea almeno sin dal primo Ottocento. Ad esempio, “Il Castello di Otranto” è considerato il primo romanzo “gotico”; mentre, nel ” Frankenstein” di Shelley – di solito considerata la madre del genere fantascientifico – la protagonista femminile, di cui Victor è innamorato, ha origini italiane.

            • PinoMamet says:

              Verissimo.
              Oltre che l’Italia, va abbastanza forte come ambientazione anche la Spagna.

              Per noialtri mediterranei (in senso lato, ma visti da nord in effetti siamo tutti mediterranei, e a conti fatti non si capisce perché un bergamasco debba essere meno mediterraneo di un turco o spagnolo dell’interno dei rispettivi paesi, ben più lontano dal mare del bergamasco…)
              per noialtri funziona l’opposto, il castello tenebroso ha da essere in Iscozia e così via…

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Pino

              Sì, a conti fatti, mi pare che Milano disti dal mare più o meno quanto Siviglia… :)

            • Z. says:

              In effetti è vero, viene da immaginarlo in Iscozia.

              Eppure, per trovare un castello in mezzo alle nebbie più fitti e impenetrabili basterebbe andare a Ferrara :D

            • Moi says:

              Oggi “Castello di Otranto” farebbe pensare a dei Fuorisede appena laureati che festeggiano d’estate a frise, pucce, birre artigianali tutto bio-a-kilometrozero ballando la pizzica l’imminente sistemazione nello Stato grazie agli Amici degli Amici che tengono i loro genitori … anche se continueranno a trasognare la giornalisticamente cosiddetta Prima Repubblica !

              https://www.youtube.com/watch?v=dMdjdoooqeo

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Moi

              Ma farebbe pensare a chi?? :) :) :) A me, ad esempio, Otranto può far pensare a tutto tranne che a quello… :)

            • PinoMamet says:

              Mmm

              nella descrizione di Otranto nell’immaginario dell’emiliano, come resa da Moi, arrivo fino alle pucce;

              il resto non direi
              (le birre artigianali le bevono, di mia conoscenza, dei tizi molto locali, che si vantano di essere ancora più locali e “rozzi” di quanto siano in realtà:
              tipo, parlano malissimo dialetto ma fingono di conoscerlo e lo studiano in appositi corsi, si fanno crescere barboni da montanari pur essendo nativi della pianura, fingono di essere ignoranti pur essendo laureati e dottorati e così via…)

              mentre nessun fuorisede che si rispetti sogna la sistemazione nello Stato o la Prima Repubblica
              (quella la sogno io!)

            • PinoMamet says:

              Comunque la puccia non è male!

            • Peucezio says:

              La birra artigianale è diventata un vezzo di tutta Italia, ahimè (poi ce n’è anche di buone, non dico di no).

              Invece è vero che i salentini, una volta considerati snob, oggi sono molto più ruspanti rispetto a noi baresi. Ma ruspanti anche in senso alternativo-spontaneista, però, effettivamente, con poca affettazione.

            • Z. says:

              Peucezio,

              –La birra artigianale è diventata un vezzo di tutta Italia, ahimè (poi ce n’è anche di buone, non dico di no). —

              Sì, dicono che ce ne siano. Non possiamo escluderlo…

            • Z. says:

              Comunque credo che la gran parte dei fuorsede citati da Moi:

              – non pensi proprio a lavorare nello stato, e
              – non rimpianga particolarmente la I Repubblica, di cui probabilmente ha solo orecchiato l’esistenza!

              :)

  37. mirkhond says:

    “Un’influenza slava/balcanica è probabilmente la credenza nei vampiri, molto sentita in alcune regioni.”

    Forse questo, è uno dei motivi per cui provo un senso di depressione, un senso di oscurità, che mi impedisce di amare i Balcani per i quali d’altro canto provo attrazione.
    Quel qualcosa di oscuro che si manifesta nelle sue architetture, nel feroce nazionalismo ottocentesco che lì, a differenza che in Italia, ha attecchito i profondità tra quelle genti, creando odii inscalfibili generazione dopo generazione.
    Per averne un’immagine più positiva, devo andare con l’immaginazione, molto indietro nel tempo, nel medioevo, ma quel senso di oscura depressione suscitatomi dai Balcani, non se ne va.

  38. Moi says:

    Maurizio Blondet sull’ insipienza della Boldrinenjugend ;) :

    http://www.maurizioblondet.it/6590-2/

    • Moi says:

      Ora, in Europa si sono sviluppate conoscenze sulle particolarità delle culture “altre”. Molte di queste conoscenze si sono sviluppate durante l’epoca del colonialismo […] Queste conoscenze degli usi e costumi specifici di tribù, popoli, etnie e religioni hanno dato luogo a scienze, come l’etnologia e l’antropologia culturale, di cui esistono anche cattedre universitarie.

      Ma le ONG e i “volontari” che fanno “accoglienza ai profughi” non hanno bisogno di queste conoscenze. Essi sanno di rappresentare la Bontà, la quale […] basta e avanza a tutto

      ——– Blondy’s Highlights ;)

      • Moi says:

        Qualche giorno fa una serie di incendi ha incenerito l’affollato campo-profughi dell’isola di Lesbo. Incendi dolosi, appiccati dagli ospiti. Pare che all’origine ci sia stata una rissa fra negri dell’Africa e Afghani, che non si sopportano.

        —- L’ incredibbbalo ;) Fattaccio [ndr] —-

  39. Moi says:

    CattoSradicati PostConciliari : i Migranti del Profughistan sono giovani come noi, credono nello stesso Dio sebben in un altro modo di “declinare al plurale un’ unica realtà” [cit.] : lanciamo per aria a mo’ di coriandoli i santini di Papa Francesco … e in due e due quattro faremo una gran Balotta Multietnica come alle nostre Giemmeggì !

    … Si sbagliavano ! ;)

  40. Moi says:

    Sradicati Laici HipsteroRadicalChicFricchettoni :) : Migranti del Profughistan sono giovani come noi: in questa fine estate così calda in un’ isola del Mediterraneo Mare-ma-Ponte fra i Popoli, non possono non sentirsi anche loro
    (erre mosce e zeppole blese) :

    “Prhima che il vento z’i porhti via tutto
    E che F’ettembrhe
    Z’i porhti una f’trhana felicità
    Penf’ando ai z’ieli infuocati
    Ai brhevi amorhi finiti
    Rhef’pirha quef’ta liberhtà”

    https://www.youtube.com/watch?v=VHcAusNO3L4

    video

    https://www.youtube.com/watch?v=u4Ye66kCv2Y

    trailer

    Si sbagliavano anch’essi ;)

  41. Moi says:

    @ TUTTI
    (specie @ Habs)

    Dei Vegani tutto si può dire di male … tranne che non sappiano come farsi notare :) :

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/protesta-pellicce-nude-1.2527778

    Modelle seminude contro le pellicce, passerella vegan in piazza Duomo

    (ma non è un Animalismo Sessista ;) ?)

  42. Mauricius Tarvisii says:

    Ho appena sentito con le mie orecchie Renzi superare se stesso: ha detto che vuole reinvestire (!) il surplus commerciale tedesco. Ecco quindi la post-sinistra: avanti per collettivizzare l’economia… tedesca! :D

    • Z. says:

      Vorrai scherzare. Collettivizzare l’economia tedesca non è un obiettivo proprio nuovissimo nella sinistra, anzi :D

      A parte questo Juncker aveva detto più o meno la stessa cosa qualche giorno fa…

      • Mauricius Tarvisii says:

        In genere si voleva collettivizzare la propria economia, non quella altrui. Però capisco che questa interpretazione vi permette di dire che nulla è cambiato :D

        Cioè Juncker vuole confiscare denaro non si sa bene su che basi e a chi e ripartendo la confisca non si sa bene su che criteri? E tutto per darli a Renzi perché li investa nel taglio delle tasse?

        • Peucezio says:

          E’ la globalizzazione, bellezza.
          Ognuno decide per gli altri.

        • PinoMamet says:

          Bene, ecco spiegate in semplici parole, quelle dell’europeista Mauricius, la differenza tra l’Unione Europea e una qualsiasi federazione.

        • PinoMamet says:

          Aggiungo che, tradotto in soldoni per l’uomo della strada, cioè io, suona così:

          i tedeschi possono farsi i cazzi economici degli italiani e dei greci, mentre il viceversa non è possibile.

          • Mauricius Tarvisii says:

            ???

          • Mauricius Tarvisii says:

            Surplus commerciale tedesco: l’insieme complessivo dei tedeschi importa meno di quanto esporti e questa differenza è così elevata da danneggiare gli altri paesi europei.
            Rimedio: il governo tedesco deve favorire le importazioni per pareggiare i conti. Se il governo tedesco se ne frega, sono inflitte sanzioni (anche pecuniarie).
            Non rimedio: Renzi e Pino vanno in Germania, confiscano qualcosa per il valore di 90 mld a chi capita e lo portano come trofeo in Italia per reinvestirlo in prepensionamenti per tutti.

        • Z. says:

          Se ho ben capito Juncker ha fatto un discorso del tipo: i Paesi più solidi devono spendere e investire di più, mentre i Paesi che ancora barellano devono proseguire col rigore.

          Riferendosi, secondo il giornalista, a Germania e Italia rispettivamente tra gli altri.

          Da come MT ha riportato le parole di Matteino secondo me si riferiva a quel discorso, o meglio alla prima metà.

          È una ricetta discutibile e discussa, ma che c’entra “i tedeschi possono farsi” etc? Casomai è un lussemburghese che si fa quelli di tedeschi, italiani, greci, francesi…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quindi Renzi non ha detto le stesse cose di Juncker questa mattina. Poi se Rainews fa i tagli e rimonta le frasi per diffamare il povero Silv… il povero Renzi è un altro discorso :D

        • Z. says:

          Comunque Maurì, era una battuta, eh :-D

    • Francesco says:

      Dovrebbe far parte dei Trattati Europei, non ricordo esattamente quali.

      C’è un eccesso di avanzo commerciale che crea problemi ai paesi partner che hanno la stessa moneta o un cambio fisso.

      Roberto, ricordo bene?

    • habsburgicus says:

      ho solo dato un breve sguardo, ma su paracadutato in ago 1943, fascisti non c’erano più ! c’era stato il XXV luglio
      e più tardi, in 1945, se preso da Wolff sarebbe meglio parlare di tedeschi
      :D

      • habsburgicus says:

        e partigiani, in agosto 1943 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        e poi non siete d’accordo se constato che la Storia non serve !
        e invece non serve a nulla se si possono scrivere articoli e fare soldi, con simili castronerie !
        purtroppo, sia chiaro !!!!

  43. Moi says:

    l’economismo è un vecchio vizio marxista: fumo negli occhi, tutto uno psicodramma “nostro” … in realtà contano solo demografia e indottrinamento peso fin da cinni a manetta ;) :

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/01/09/servizio-pubblico-sottomissione-di-houllebecq/328230/

    • Z. says:

      Ora non passare da un estremo all’altro, Muà…

      tra l’altro secondo me, negli anni Settanta, Ulbèck avrebbe scritto cose tipo “libertà è partecipazione” :D

  44. Grog says:

    I fascisti si sono dimostrati DEGLI INCREDIBILI BABBIONI INCAPACI avevano tra le mani i grandissimi figli di troia BASTARDI EUROPEISTI concentrati a Ventotene e non LI HANNO NEANCHE AMMAZZATI.
    Grog! Grog! Grog!

  45. Moi says:

    http://www.controcopertina.com/i-vampiri-esistono-si-ma-non-siamo-come-in-twilight-6330/

    Inside the human blood-drinking, ‘real vampire’ community of New Orlean

    USA … [where the fuck else ?! ;) ; ndr]

  46. Moi says:

    ‘real vampire’

    prova (per Peucezio)

  47. Moi says:

    visto che discettavate di vampiri …

  48. Moi says:

    la quantità di robe assurde coniate un AngloAmericano ha dell’ inquietante come dello straordinario :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Vampire_lifestyle

    Term & Definition

    feeding : the taking of energy via blood or other forms

    mundane / nil : a closed-minded individual/ non-awakened,
    non-vampire

    black swan : a non-vampire that is sympathetic to vampires

    fledgling : someone that is new to vampire subculture

    • Moi says:

      Roberto … a quando la Normativa UE in materia ? ;)

    • Z. says:

      Non sono vocaboli coniati ad hoc, e direi che non sono neanche adoperati in modo particolarmente astruso.

      Anzi, feeding e fledgling sono usati in un’accezione quasi letterale; mundane – usato anche in altri contesti – deriva dal lessico religioso; black swan può essere tradotto con “mosca bianca”.

  49. Moi says:

    D’altronde, la Scuola MassoComunista di Francoforte _stando a Don Nitoglia _ si prefiggeva di distruggere la Logica Aristotelica … missione compiuta, direi. ;)

  50. Moi says:

    tutte noi dobbiamo sperare che lei possa diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti: assieme a lei, nello Studio Ovale saremo sedute anche noi.

    [cit.]

    http://www.huffingtonpost.it/deborah-dirani/siamo-tutte-hillary-clinton_b_7050950.html

    poi dite che sono io a esagerare e non certa gente a esistere … ;)

    • PinoMamet says:

      Beh l’ho letto e nemmeno io, che non ho alcuna simpatia particolare (o alcuna simpatia, in effetti) per le femministe, ci ho trovato niente di grave, ma neppure di strano.

      Ovviamente Trump è meno inquietante della Clinton di parecchie misure, ma questo è un ragionamento politico-cioè umano- che per una volta prescinde dal sesso.

      • PinoMamet says:

        A dire il vero, credo che invece molte femministe troverebbero parecchio da ridire sull’articolo che posti.

      • Moi says:

        secondo te personalmente, Pino, in cosa Trump è meno peggio della Clinton ?

        Credo che la tua posizione meravigli molti …

        • Z. says:

          Ma no, è di gran moda del magico mondo del web. Mi sarei stupito del contrario!

          • PinoMamet says:

            Nel magico mondo del mio web sono tutti pro-Clinton;

            io sono pro-nessuno, non voto alle elezioni americane e credo che comunque cambierà pochissimo, ma Trump mi è più simpatico.

            • Mauricius Tarvisii says:

              A me Trump inquieta semplicemente di meno.
              Ma io sono antiusano, quindi non conto: per me se gli USA sprofondano grazie alla guida ottenebrata di un immobiliarista tanto meglio. Mi preoccupa di più il mondo che sprofonda grazie alla guida ottenebrata della nuova amica dei Bush.

            • Francesco says:

              Posso mica richiamare Jeb Bush per quel posto alla Casa Bianca?

              dopo tutto il fratello intelligente dovrebbe essere lui!

            • Z. says:

              Mauricius ha fatto il primo discorso sulle elezioni USA che sono riuscito a capire!

              Si può condividere o no, ma è comprensibile, è sensato, fila.

              Ah, e poi condivido quello che ha detto il Padellaro su Renzi, Grillo e Berlusconi!

              :D

      • PinoMamet says:

        Ma dai, è un vecchio bastardo figomane che spara cazzate e se ne frega delle conseguenze perché tanto è ricco. Il suo scopo è continuare a essere un vecchio bastardo.

        Invece la Clinton è una vecchia bastarda che vuole dominare il mondo a costo di distruggerlo, e a differenza di Trump, è veramente una crede evuole e desidera la supremazia americana nel mondo.
        Peggio ancora, sorride maleficamente e piace alla gente che piace…

        • Francesco says:

          >> è veramente una crede evuole e desidera la supremazia americana nel mondo.

          togli americana e metti liberal, che è molto più preciso. ed è il vero problema.

          oltre alla brutale incompetenza sanguinaria manifestata da Segretario di Stato

  51. Grog says:

    L’unica politica SRAFIGA era MARGARET TATCHER vuoi mettere FARSI FRUSTARE IL CULO NUDO da lei!
    Altro che ROSY BINDI che al massimo ti imponeva il cilicio!
    Altro che LA BOLDRINI che al massimo ti dice maschio cretino torna nel cucinino!
    Grog! Grog! Grog!

  52. Z. says:

    A proposito di banche…

    Odifreddi, forse il più illustre esempio italiano di dunningkrugerismo, spiega in una sua intervista che è possibile farne a meno. Un modello da prendere a esempio? L’Unione Sovietica.

    http://www.huffingtonpost.it/2016/09/25/odifreddi-dizionario-stupidita_n_12180056.html

    Il complottista che è in me mi fa sospettare che Odifreddi sia un agente segreto dell’ABI.

  53. mirkhond says:

    “però a quanto pare una volta arrivata in Bosnia la dottrina si è evoluta.”

    In realtà le aree a maggior diffusione del Bogomilismo, furono la Tracia e zone della Macedonia, Serbia e qualche tratto della Dalmazia.
    La storia della Chiesa Bogomila di Bosnia deriva da un fraintendimento dello storico croato Franjo Racki nel 1869-1870.
    Il quale prese alla lettera alcuni documenti del XII-XV secolo, soprattutto ungheresi.
    Ungheria che mirava a sottrarre la Bosnia alla giurisidizione nominale dei vescovi dalmati.
    In realtà studi più accurati, hanno appurato che la Chiesa di Bosnia fu una Chiesa Paleoslava ortodossa, fondata dai discepoli dei Santi Cirillo e Metodio, rimasta isolata sia da Costantinopoli che da Roma, e che finì col venire considerata eretica proprio per via del suo isolamento.
    Quando papa Innocenzo III (1198-1216), di fronte alle accuse della chiesa ungherese, inviò un suo vicario in Bosnia, nell’aprile 1203 a Bolino Polje, in un sinodo convocato appositamente, il rappresentante del papa impose di correggere alcuni usi della Chiesa di Bosnia.
    Tipo l’abito dei sacerdoti, altari meno disadorni e la fine dell’antica pratica dei monasteri doppi maschili e femminili, con le suore che facevano assistenza ai monaci e ai preti anziani.
    L’unico riferimento ad eretici, fu il divieto di dar loro rifugio.
    Successivi documenti testimoniano il consumo della carne (la suprema bestemmia per i Bogomili), e gli Stecci, lapidi funerarie istoriate anche con rappresentazioni umane (vietate nel Bogomilismo).
    Infine l’attiva presenza dei missionari Francescani in Bosnia, tra 1340 e 1460, praticamente eliminò la Chiesa di Bosnia.
    Nel 1459, il Djed (Vescovo e capo della Chiesa di Bosnia) con 40 seguaci, fuggì in Erzegovina.
    Con la conquista ottomana del 1463, sparirono gli ultimi residui di un’arcaica cristianità ortodossa paleoslava, scambiata per eretica da un’interessata chiesa ungherese che voleva sottoporre la Bosnia alla sua giurisidizione ecclesiastica, e dalla non conoscenza della situazione, da parte di teologi cattolici che ripetevano sui loro trattati di eresiologia, notizie di antiche eresie, senza essersi mai allontanati dai loro monasteri.

  54. Moi says:

    il cigno nero in realtà è un’ altra sottospecie , non sono esemplari melanici (tipo le “pantere nere” per giaguari o leopardi) … perciò l’espressione anglofona in realtà è datata.

    • Moi says:

      e sempre a proposito di uccelli acquatici … anche la suggestiva Immagine Cristologica del Pellicano NON corrisponde scientificamente al vero.

  55. Moi says:

    la cosiddetta mosca bianca invece è tutt’altro insetto … che alla mosca somiglia soltanto.

  56. Moi says:

    Sèlta in ” bròz’ ” … ;)

    Tito era al massimo di Castel Maggiore ;)

    • PinoMamet says:

      Devo dire che un ipotetico Tito “signor Barozzi” (la versione locale del trentino Broz) non mi dispiace, a livello di fantasticheria stile Voyager ovviamente.

  57. mirkhond says:

    Casomai, Giuseppe Barozzi! :)

  58. mirkhond says:

    Comunque non sarebbe una cosa sorprendente, un’origine paterna trentina di Tito, visto che i Trentini emigravano anche all’interno dell’Austria-Ungheria.

    • PinoMamet says:

      Già… a proposito di luoghi comuni (emigrazione=meridionali) ho conosciuto una ragazza di Rieti di origini trentine, come so di trentini emigrati per lavoro in Romania…

      peraltro tutto l’Appennino parmense/piacentino è terra di emigrazione, e non è raro d’estate imbattersi, nei paesini, in vecchiette dall’aspetto del tutto “locale” che conversano in inglese o in francese…

  59. mirkhond says:

    “trentini emigrati per lavoro in Romania…”

    Anche Friulani.
    Nel 1943-1945 in Friuli, le autorità di occupazione germanica, utilizzavano molti Tedeschi della Transilvania per comunicare con la popolazione friulana, utilizzando il Rumeno come lingua franca, proprio per la presenza di immigrati friulani in Transilvania.

  60. Moi says:

    Certo che anche la Lorenzin per ‘sto “Fertility Day” [sic] è stata poco furba … poteva mettere una foto di Drughè ;) quasi tutti bianchi scattata in Piazza Verdi !

    http://gayburg.blogspot.it/2016/09/la-lorenzin-nuovamente-nella-bufera-per.html

    polemica di razzismo (basta far vedere un rasta Giamaicano o wanna-be such Nigeriano con una canna) e omofobia (pronuovono solo il metodo “tradizionale” e non il gender business tipo Vendola) evitabilissime !

  61. Moi says:

    Una delle prime infatuazioni dell’ Inghilterra “che conta” per l’ Italia esoterica è stata per il Conte di Cagliostro … in funzione AntiPapale, ma non solo.

  62. habsburgicus says:

    visto che Pino prima parlava di bergamaschi [e ne approfitto per dire di condividere pienamente quanto ha scritto sull’UE !] l’altro giorno ho visto in TV un proto-leghista che ritmava
    “solo Bergamo è Nazione, tutto il resto è Meridione” :D

  63. Moi says:

    @ HABS

    Sempre a proposito di far strame della Logica Aristotelica e Tomistica :

    http://www.huffingtonpost.it/cecile-kyenge/i-molestatori-di-colonia-non-hanno-ne-razza-ne-religione-sono-maschi-sessisti_b_8938478.html

    I molestatori di Colonia non hanno né razza né religione. Sono maschi sessisti
    Cécile Kyenge (in questo caso in Emilia Romagna s’è integrata troppo bene … fra le Professioniste della Tartina che Donnie definirebbe “dick-starved” ;)

    di che razza sei ? … maschile !
    di che religione sei ? … sessismo !

    ;)

  64. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Non esiste respiro di formica in Europa che non venga fatto su precisa prescrizione di Washington.

    [cit.]

    Washington in senso istituzionale magari no, ma i Fratelli d’Italia ;) e d’ Europa senz’altro sono la Longa Manus dei ben più arcigni Grembiulini d’Oltreoceano !

  65. Moi says:

    il politically correct maniacale, il gender sradicatutto, le discriminazioni positive battendosi il petto senza posa, il nostro stesso modo di parlare un Italiano sempre più svuotato d’ Italia nità in cui ci si limita a calcare l’ AngloAmericano facendo strame di secoli di filologia precedente, le mode, le abitudini ormai perfino alimentari, l’ AngloAmericano a raglio da “Zio Tom” Bianco ;) , e sono solo le primissime robe a cui penso …

    PS

    Un Italiano (!) che si fa chiamare “Food and Beverage Manager” [sic] … sul serio, perché mai dovrebbe avere “diritto di esistere” [cit.] ;) … me lo spiega qualcuno/a/* ;) ?!

  66. Moi says:

    Pardon : Al Bano Carrisi

  67. Z. says:

    Visto che si parlava di esorcismi, ecco un settore che non conosce crisi. O meglio, la conosce – ma per via delle troppe domande a fronte di un’offerta ad oggi non adeguata.

    http://www.lastampa.it/2016/09/24/italia/cronache/in-italia-boom-di-richieste-per-liberarsi-dal-diavolo-ma-mancano-gli-esorcisti-zCvax4XlcvJq9agrDHXVSP/pagina.html

    Ma come sappiamo, Bologna – la Capitale del Mondo – è sempre un passo avanti. A Bologna succede di tutto e pure di più. E anche nell’esorcismo, modestamente, siamo indiscussi leader.

    Non è un caso. A Bologna abbiamo il GRIS, il Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa. E’ dopo aver conferito col GRIS, secondo la stampa [1], che la madre di una ragazza allora minorenne ha deciso di sporgere denuncia per asseriti stupri subiti dalla figlia da due omosessuali, che per qualche ragione furono assolti perché il fatto non sussiste.

    Ed è proprio il GRIS che organizza corsi di esorcismo, cui partecipano “professionisti che hanno serie motivazioni”.

    http://www.bolognatoday.it/cronaca/esorcismo-bologna-corsi-gris.html

    Il corso si tiene con regolarità: nel 2014 giunge alla sua nona edizione. Tra i suoi fini, quello di formare assistenti-esorcisti (non solo professionisti, ma anche casalinghe) che possano aiutare il sacerdote a combattere il Maligno.

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/05/07/news/corso_su_esorcismo_per_sacerdoti_e_casalinghe-85467116/

    Ma Bologna non è avara: sin dal 1066, l’Urbe Dotta ama condividere la propria cultura e le proprie best practice. Così nel 2015 si è finalmente tenuto un corso a Roma, la capitale della Cristianità Universale, in ossequio alle parole del Papa: “[I]l diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/31/esorcismo-via-corso-aperto-laici-per-riconoscere-demonio/1553504/

    In un Occidente in cui i giovani sono privi di bussola oltre che di lavoro, la competenza in materia di esorcismo merita quanto meno di essere approfondita.

    Z.

    [1] La Repubblica, 22 febbraio 1996. L’indagine sui Bambini di Satana e il circo mediatico che ne fu corollario è stata narrata da Luther Blisset, Lasciate che i bimbi, 1997 e Antonella Beccaria, Bambini di Satana, 2006. Entrambi i testi sono reperibili in rete. Leggeteveli, se avete qualche minuto, perché il nostro Paese – e specialmente la nostra stampa – agli arrestati per quegli incredibili non-fatti non ha ancora chiesto scusa abbastanza.

    • Roberto says:

      Assistenti esorcisti?

      Strano che non abbiano pensato a stagisti esorcisti non pagati

    • Mauricius Tarvisii says:

      “stupri subiti dalla figlia da due omosessuali”

      E’ noto che ai gay piacciono gli uomini, ma quando c’è da stuprare preferiscono le donne.

      Il corso dell’università Regina Apostolorum è ovviamente organizzato dai Legionari di Cristo, a cui fa riferimento quell’ateneo. Lì, tra l’altro, si formano gli stessi Legionari studiandoci filosofia e teologia.
      Dirimpettaia di Regina Apostolorum è l’Università Europea di Roma, sempre dei Legionari, ma destinata agli studi laici.

  68. Moi says:

    …. Ma come ?!

    … Non Coniugano Modernità & Tradizione facendosi chiamare “Devil Chasing Managers / Assistant ” o qualcosa del genere, preferibilmente siglato, tipo DCM da dover dire magari “Dissièm” ?!

  69. Moi says:

    … e “DCA” in “Dissiéi”, ovviamente. E che siano loro a d0versi pagare il “Master” …altrettanto ovviamente !

  70. Grog says:

    I GRILLINI sono simpatici perchè hanno introdotto una NUOVA DISCIPLINA OLIMPICA.
    IL CALCIO IN CULO AL GIORNALISTA
    Funziona così:
    1 – il giornalista di mette a 90°;
    2 – (se è così fortunato da non trovare un culattone rapidissimo) il grillino gli appioppa un calcio in culo a suola piatta;
    3 – i due giudici di gara intervengono;
    4 – il giudice di gara con microfono registra il volume del “AIO” esclamato dal giornalista;
    5 – il giudice di gara con metro misura lo ZOMPO effettuato in avanti dal giornalista.
    (Un’apposita commissione è riunita per definire il regolamento ed il peso specifico dell’AIO e dello ZOMPO sul punteggio finale, come primo punto verranno bandite le scarpe con punta metallica per amplificare l’AIO).
    Vivissima preoccupazione tra i giornalisti perché un gruppo di GRILLINI INCAZZATI ha raggiunto Mosca per informarsi sul trattamento russo dei giornalisti sgraditi e pare abbia in programma un PREMIO POLITOVSKAYA, inutile dire che c’è un terribile parapiglia sui calibri ammessi e sul tipo di arma corta da usare:
    a – Tokarev 7.62×21 (nostalgici della grande guerra patriottica);
    b – Makarov 9×18 (nostalgici del colpo alla nuca modello KGB);
    c – Colt 1911 11.43×23 (quinta colonna liberale filo americana);
    d – Beretta ’92 9×21 (gruppo di pressione di origine bresciana);
    e – Mauser 9×19 (puristi del calibro).
    Grog! Grog! Grog!

  71. Peucezio says:

    Domanda, completamente off topic, per Lisa (Paniscus):
    in un manualetto di Giorgio Graffi sulla grammatica generativa leggo questa sorprendente affermazione:

    “Darwin, come quasi tutti gli evoluzionisti precedenti, e in particolare il francese Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), credeva alla cosiddetta “ereditarietà dei caratteri acquisiti”: in altre parole, egli riteneva possibile che, se un individuo sviluppa durante la sua esistenza una caratteristica anche non posseduta alla nascita, per esempio per effetto dell’esercizio di una determinara capacità, tale caratteristica potrà passare alla sua discendenza.”

    Ho sempre saputo l’esatto opposto. Se no in cosa starebbe la differenza con Lamarck e i lamarckiani?
    Come stanno le cose? E’ Graffi che dovrebbe entrare con meno disinvoltura nel terreno di altre discipline di cui sa pchissimo o c’è qualcosa di vero?

    • Z. says:

      Garagulp! Mi associo alla domanda di Peucezio!

      • paniscus says:

        Più o meno l’interpretazione è semplice: a quei tempi, CHIUNQUE non fosse creazionista era lamarckiano, Darwin compreso.

        La novità di Darwin sta proprio nell’aver introdotto una spiegazione in più che non aveva mai proposto nesusno, quella della selezione naturale di caratteri già presenti alla nascita, ma lui stesso continuò a lungo a considerare le due cose come plausibili entrambe, e a pensare che contribuissero entrambe.

        Non è che abbia detto di colpo: “wow, il meccanismo proposto da me è l’unico che basta a spiegare tutto, e quell’altro è tutta una balla!

        Poi, col tempo, maturò anche l’idea che il meccanismo lamarckiano, di fatto, fosse illusorio, o comunque trascurabile, ma ripeto, non è che ci sia arrivato di colpo.

        Teniamo conto che all’epoca non si sapeva ancora nulla di cosa fossero i geni e di come si rimescolassero da una generazione all’altra (le conclusioni di Mendel sono quasi contemporanee a quelli di Darwin, ma non erano ancora conosciute). Per tutta la vita Darwin ammise che la sua teoria, per quanto coerente ed efficace, aveva un enorme buco, cioè non poteva spiegare come venisse originata la variabilità biologica, ma solo come veniva selezionata dopo.

        Quindi, non escludo che un po’ di possibilismo sull’ereditarietà lamarkiana gli fosse rimasto fino alla fine, perchè appunto di alternative migliori non ce n’erano, all’epoca!

        • Peucezio says:

          Molto interessante.
          Chissà come mai ‘ste cose non passano nella vulgata scolastica.
          Per cui o trovi che Darwin si è inventato le mutazioni congenite dal nulla (anche se non conosceva ancora la genetica), o, come dice l’amico generativista, che era un lamarckiano sic et simpliciter (e allora no si capirebbe dove starebbe il suo apporto).

          • roberto says:

            “Chissà come mai ‘ste cose non passano nella vulgata scolastica.”

            beh dipende, per esempio gli alunni della prof paniscus queste cose le sanno!

          • paniscus says:

            “Chissà come mai ‘ste cose non passano nella vulgata scolastica.”
            ——————–

            Boh, ma dove sta scritto che non ci passino? A me sembra che ci passino eccome.

            Fai la tara al fatto che io insegno matematica e fisica, e non biologia… ma mi pare che nei libri di testo di biologia questi concetti ci siano eccome! Forse non c’erano 30 o 40 anni fa, ma adesso sì!

        • paniscus says:

          Aggiungo: un altro fattore che potrebbe aver contribuito a tenere in piedi l’interpretazione lamarckiana per molto tempo è il fatto che esistano caratteristiche genetiche (e quindi, innate) che però rimangono totalmente asintomatiche per tempi lunghi dopo la nascita e che si manifestano solo dopo parecchi anni, in età adulta, o comunque nella tarda infanzia o nell’adolescenza.

          In mancanza di diagnosi precoci, non c’era verso di capire che il bambino fosse effettivamente “nato così”, e quindi casi del genere, in passato, potevano facilmente essere scambiati per caratteri acquisiti in seguito!

          • Peucezio says:

            Sì, io mi stupisco del contrario.
            E cioè, che essendo Darwin mezzo lamarckiano e mezzo darwiniano :-) cioè, non avendo negato i caratteri acquisiti, ma avendovi solo aggiunto, non sostituito completamente, quelli innati, nella percezione comune passi come l’opposto irriducibile di Lamarck.

            Anche se capisco che effettivamente giocano almento due fattori:
            il fatto che si sia imposta la parte “congenitista”, per cui i neodarwiniani non credono affatto alla trasmissibilità dei caratteri acquisiti, quindi è abbastanza normale che questa cosa venga proiettata all’indietro: se di un autore è rimasta viva una cosa mentre l’altra è stata scartata, è naturale lo si ricordi per il suo apporto, non per ciò che poi è stato negato;
            il fatto che conta la differenza: Darwin è importante per ciò che lo ha distinto da Lamarck (la parte congenita): se avesse solo confermato l’idea “acquisizionista” di di Lamarck, oggi ricorderemmo solo Lamarck. Quindi è normale che Darwin venga identificato per la sua parte originale, non per quella che ricalca i predecessori.

  72. PinoMamet says:

    Sempre per la serie degli OT dialettologici:

    una nuova discesa verso l’orrore nel mondo dei dialetti emiliani.
    Gli abitanti di Fidenza, ex Borgo San Donnino, si sono sempre definiti, in italiano locale o dialetto italianizzato, “borgzani” (burg’zan, borghigiani).

    Noto che ultimamente la tendenza è scrivere “borsani”, che non solo fa pensare a una pronuncia completamente diversa (come quella di “borsa”) ma evidenzia anche la scomparsa della G, che si sentiva distintintamente quando ero bambino/ragazzino.

    Mi va bene vedere all’opera la tendenza trasformativa delle parlate “non istituzionali” e non scritte (ma il dialetto borgzano lo è!!) che dà conto anche, in prospettiva, dei mutamenti dall’epoca del latino parlato, che Berta filava, a oggi;

    però, insomma, caspita, se il dialetto non lo sapete non scrivetelo, che fate “più bella figura”, come si usa dire appunto qua ;)

  73. Moi says:

    la birra artigianale è un perfetto esempio di Coniugare Tradizione (inventata) e Modernità (da Food and Beverage Business) … ognuno ci mette gli aromi più localistici; per il Salento ne avranno tipo : oliva, fico d’India, cima di rapa, ecc … ; nomi volutamente stereotipati tipo : Pizzica (magari qualcuno “Pizzika” per fare Griko e KontroKultura 2 in 1), Taranta, Masciara ; etichette tipo : la ragazza che saltella a ritmo alzandosi il lembo della gonna con una mano e agitando “lu tambureddhu” a sonagli con l’altra, il ragnazzo enorme con “lu tambureddhu” a sonagli soto le zampone, la donna anziana scapigliata e spiritata (una simil-Margherita Hack ;) :) in pratica) che con la mano sx fa un gesto pagano tipo le “cornua” mentre con la dx innalza come un’ excalibur una grossa statuetta di Padre Pio che emana onde concentriche tipo ripetitore da sigla TG RAI Anni Cinquanta !

    ;)

  74. Moi says:

    Al Bano Carrisi sa di essere un “cafone arricchito”, non lo ha mai rinnegato … ne va anzi fiero.

    Flavio Briatore, invece, fa finta di non saperlo più … come fa finta di essere coetaneo di quella gnocca Calabrese “Popolana” che potrebbe essere sua figlia !

  75. Moi says:

    sempre a proposito di “Puglieserie” :) :

    http://www.ilmessaggero.it/societa/persone/checco_zalone_spot_sma_video-1988412.html

    http://www.ilmessaggero.it/societa/persone/checco_zalone_spot_sma_video-1988412.html#

    Spot di Checco Zalone (stile Politicamente-Scorretto-MA …) pro Ricerca VS la SMA

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