Riciclaggio a chilometri zero e ciclo virtuoso per vincere la sfida globale

Come sapete, la Sfida Globale è quella cosa che dice che se vogliamo avere abbastanza soldi per continuare a riempire i nostri inceneritori di aggeggini cinesi con cui farci i selfie, dobbiamo Coniugare Tradizione e Innovazione, e far fare sempre più figli alla feconda coppia.

In questo settore la Toscana ha dimostrato di sapersi collocare ai primi posti.

Un gruppo di imprenditori della nostra regione ha avuto infatti l’idea di creare un ciclo virtuoso in grado di far copulare tutti insieme la salvaguardia del tessuto industriale, le antiche tradizioni culinarie, il paesaggio e il turismo, in un’ottica di riciclaggio a chilometri zero.

Dovete sapere che c’è un bellissimo borgo, Castelfalfi, con un territorio tre volte quello del principato di Monaco, che è stato acquistato in blocco dalla ditta tedesca TUI AG, la più grande azienda turistica del pianeta. E pensare che hanno cominciato gestendo le miniere di carbone dello stato prussiano, privatizzate nel 1923, sotto il nome – fino a tempi recenti – di Preussag, le cui fabbriche hanno riempito di piombo e cadmio alcuni distretti della Germania.

Ma i tempi e i mestieri cambiano, e Castelfalfi è diventato un condominio per i divertimenti estivi di facoltosi imprenditori tedeschi, alla ricerca di “cibo sano e scenari sorprendenti per vivere al meglio la Toscana più autentica.”

blogger-castelfalfiIl popolo di Castelfalfi dopo aver vinto la sfida globale

La zona, come ci informa La Nazione, è

Una vera bomboniera amata da turisti stranieri e italiani, a caccia di panorami mozzafiato ed eccellenze enogastronomiche. Un angolo di paradiso da investimenti milionari

I facoltosi imprenditori tedeschi sono soliti calare sul vicino Montaione per rifornirsi del rinomato pane non salato locale: così rinomato che Montaione si vende al mondo come Città del Pane. Il sito visitmontaione.com infatti poetifica così:

Un territorio da vivere, da scoprire, ma soprattutto da assaggiare. A Montaione troverete infatti una vasta scelta di prodotti tipici da degustare in occasione dei mercatini che si svolgono nel centro storico o approfittando dei tanti ristoranti del territorio. A Montaione, la vacanza è servita!

Il mitico pane locale si fa con il mitico grano locale, che a quanto pare nasce appunto da una geniale coniugazione di Tradizione e di Innovazione.

Infatti, pare che certi industriali della zona siano abituati a conferire i loro sottoprodotti più innominabili, innovativi e repellenti a una ditta di Pisa che pratica prezzi assai concorrenziali.

La ditta di Pisa a sua volta pratica una filosofia di chilometri zero, infatti questi prodotti li scarica a tonnellate direttamente su alcuni campi di Montaione, i cui proprietari vengono lautamente retribuiti. E uniscono l’utile all’utile, facendo crescere rigoroso il grano su queste grandi discariche tossiche.

Purtroppo siamo nell’Italia dei lacci e dei lacciuoli, dove pochi sanno apprezzare una geniale idea imprenditoriale. E così, invece di farli cavalieri del lavoro, di imprenditori ne hanno arrestati sei ieri:

Secondo quanto spiegato dalla gdf in una nota, le indagini hanno permesso di scoprire “una ramificata organizzazione criminale composta da imprenditori operanti per lo più in territorio toscano (nelle province di Pistoia, Lucca e Pisa)”, titolari di aziende “collegate con imprese dell’area campana gravitanti nell’orbita dei clan dei Casalesi e della cosca Belforte del comune di Marcinise (Caserta)”.

In particolare, un’impresa di Pescia avrebbe smaltito illecitamente, attraverso una “ripulitura” fittizia e l’incenerimento, scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta (pulper), contenenti sostanze chimiche molto nocive per la salute, interponendosi tra due importanti cartiere della Lucchesia – i cui titolari risultano tra gli indagati – e i vari impianti di smaltimento di Lucca, Livorno, Terni e Brescia.

montaione

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91 Responses to Riciclaggio a chilometri zero e ciclo virtuoso per vincere la sfida globale

  1. roberto says:

    non sono sicuro di capire il senso del post, ma sono sicurissimo di non capire perché in toscana mangiate il pane sciocco (se non forse sotto forma di crostino con i fegatini)

    • Z. says:

      Forse in alcune zone non era facile trovare il sale? chissà

    • Roberto says:

      Avevo letto che all’origine c’è una tassa sul sale che i pisani imponevano ai fiorentini per il passaggio del sale dalla costa a Firenze. Ma ciò detto, adesso nel XXI secolo,in piena zollverein, che bisogno c’è di continuare?

      • Francesco says:

        ehm, è buono il pane senza sale, invita a condirlo con pietanze saporite, come i fegatini

        PS credo che a Miguel stiano antipatici i tedeschi ricchi, sul senso del post

        😀

        • “credo che a Miguel stiano antipatici i tedeschi ricchi”

          Boh, non ci ho mai pensato particolarmente. Percché dovrebbero essere peggio dei ricchi lucchesi?

          • Roberto says:

            Perché vengono da più lontano, magari in aereo, o, peggio mi sento, con un treno velocissimo
            😉

      • Peucezio says:

        Non criticatemi pure il pane sciocco!!

      • paniscus says:

        Roberto, ti svelerò un segreto, anzi due:

        a) a Firenze è facilissimo trovare sia il pane salato che quello sciapo, e chi preferisce il primo non ha alcuna difficoltà a procurarselo, senza dover andare in negozi sfiziosi e alternativi, ma in qualsiasi panetteria ordinaria;

        b) se anche persistesse una certa preferenza per il pane senza sale, da quando in qua sarebbe una bizzarria solo toscana? A me pareva che fosse diffusissimo in tutto il nord Italia,e che anzi, fino a pochi anni fa, in certe regioni del nord fosse proprio impossibile trovare il pane salato, anche a cercarlo con insistenza!

        • PinoMamet says:

          Boh, qua il pane senza sale non è diffuso per niente, e viene considerato come una specialità toscana.

          Immagino che lo si possa trovare, cercandolo bene, ma non è quello di consumo diffuso o tradizionale.

          In compenso molto diffuso il “pane di Pontremoli”, che è salato.

        • Roberto says:

          Non ho mai mangiato pane senza sale in nessun altro posto che in Toscana!

          Io ha Firenze ci ho abitato nel lontano 97, a Scandicci e il panificio sotto casa faceva solo pane senza sale tant’é che ordinavamo ogni giorno il pane normale (eravamo in sei a dividere un appartamento: sei rosette salate al giorno).
          Mi fa piacere che ora si trovi dappertutto (e non mi stupisce)

          PS ora comunque il tuo segreto non è più segreto!

        • Mauricius Tarvisii says:

          In Veneto il pane sciapo si fa perfino fatica a trovarlo ed è roba toscana. L’unico posto dove ho visto che c’è gente che lo compra e lo trovi agevolmente al supermercato è Roma.

  2. rossana says:

    Caro Miguel, ho la mattinata così perversa che, arrivata alla fine del tuo perverso post, mi sono trovata con un pensiero laido in testa:” Ma i vecchi contadini che fertilizzavano la terra cospargendola di deiezioni animali e umane, dove sono spariti?”
    Per dire che, “scarti” per scarti di “produzione” e riciclo a km zero per valorizzare i cibo locale, perché non tornare alla più biologica m….?
    Sarà anche poco attrattiva per gli olfatti tedeschi, ma vuoi mettere il gusto di ostacolare quella di plastica cinese?

    • rossana says:

      Ah, a proposito di plastica cinese: ho letto qualche giorno fa di uno studio “scientifico” che rilevava presenza di plastica digerita nei pesci che ci mangiamo.
      Il che ci fa comprendere finalmente perché oggi, per digerire qualcosa, devi provvederti prima di uno stomaco di plastica, possibilmente Made in China, che li fanno a costi irrisori…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Mi pare che sia vietato usare escrementi umani in agricoltura per ovvie ragioni sanitarie.

      • roberto says:

        però in the martian il protagonista coltiva le patate su marte usando la cacca dei suoi colleghi, non è la lobby dei fertilizzanti che spande queste bufale sulla pericolosità delle feci umane?

        • Francesco says:

          in effetti tenderei a pensare che la cacca di mammifero sia sempre cacca di mammifero.

          invece che problemi pone?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Malattie e parassiti dell’uomo non possono finire in prodotti alimentari destinati al consumo umano. Questo non vuol dire che non siamo esposti alle per esempio a parassiti (come le tenie) che invece trascorrono la fase iniziale del ciclo vitale in altri animali per poi passare all’uomo.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            A me hanno insegnato (ma non sono nè agronomo nè contadino) che le feci umane sono troppo acide, non vanno bene per concimare. Lo stesso vale per quelle dei cani. Eccellenti, invece, quelle equine.

            Può darsi che sul suolo di Marte le cose vadano diversamente: ma al Festival della Scienza di Genova di un anno fa il professor Bignami (quello che viene sempre ospite a Superquark) ha spiegato che su Marte più che le patate crescerebbero bene gli asparagi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Z. says:

              Credo che le feci di erbivoro siano meno brense, comunque. Che diamine, se mangiano solo erba… 🙂

      • PinoMamet says:

        La storia della concimazione meriterebbe di essere approfondita.

        A parte casi di emergenza come quello, fittizio, citato da Roberto, non credo che le deiezioni umane siano mai state usate per concimare.
        Anche per un motivo semplice: gli umani fanno poca cacca.

        (Certo, poi magari nei campi c’era il singolo agricoltore che, colto dall’urgenza, “andava a cagare nella melica”, cioè nel mais, così aveva anche la privacy, ma non lo trovo statisticamente significativo 😉 )

        Ma in generale tutta la concimazione “pesante” e non episodica presuppone la disponibilità di un numero non indifferente di animali (bovini, di solito) tenuti in modo stanziale, e questa è assolutamente NON la regola nelle campagne fino agli inizi del XX sec. (in realtà anche molto oltre) e parlo anche della più fertile e relativamente più ricca Val Padana.

        • rossana says:

          @ Pino Mamet

          No so dove vivi tu, nel Veneto dove vivo io la concimazione deieizioni umane + animali era normale fino agli ’60 circa.
          Tieni conto poi che fino agli anni ’60 ancora poche erano le coltivazioni intensive, più spesso il contadino aveva i suoi pochi campi e stalle con gli animali, perciò non mancavano di fertilizzanti “ecologici”.
          Anche per la coltivazione degli ortaggi le serre sono cosa relativamente recente, e oggi chi fa coltivazioni biologiche non usa proprio alcun fertilizzante, ripiegando su sistemi di coltivazione che forzano le piante con tecniche di coltivazione innovative, ma possono farlo solo se hanno piccoli appezzamenti, non certo campi e campi (che infatti ormai si vedono raramente in Italia)

          • Peucezio says:

            Rossana,
            però mi devi spiegare come diavolo riesci a fare l’postrofino giusto (quello all’inverso) davanti a “60”.
            Sarà la prima volta in vita mia che lo vedo usato correttamente su internet (ormai perfino sui libri stampati, almeno di editrici un po’ scalcinate, vedi quello sbagliato).

        • PinoMamet says:

          Io vivo in Emilia Romagna e qua la roba della stalla con animali “fissi” i cui escrementi sono utilizzati come concime è stata introdotta a inizio XX secolo da un agronomo credo veneto, tal Bizzozzero.
          Come forma “scientifica” di allevamento+agricoltura.

          Prima, lo stile di vita e il paesaggio stesso erano radicalmente diversi, così come le razze allevate (che ora stanno venendo “riscoperte”).

      • rossana says:

        “…per ovvie ragioni sanitarie.”
        Dunque, vediamo…
        Ieri sera leggevo che:
        1. l’atrazina e la terbulitazina sono presenti in dosi significative nelle falde acquifere dalle quali attingono gli acquedotti di buona parte delle regioni Nord-NordEst (Lombardia e Veneto). Trattandosi di sostanze nocive per la salute, si provvede ad alzare i limiti consentiti per legge così che ciò che fa male può anche non far male
        2. in buona parte del Veneto (province di Vicenza, Verona, Padova) l’acquedotto che serve un bacino utenze di circa 250mila persone è pesantemente inquinato da Pfas e Pfos. Non olezzano di nulla e quindi non se ne avverte la presenza nel bicchiere d’acqua del sindaco (che è buona perché lo dice il sindaco). Cosa facciano alla salute è talmente misterioso che, per non fermare gli acquedotti, si sono per ora alzati i livelli consentiti nel bicchiere
        3. in provincia di Brescia solo nel 2015 si è arrivati alla condanna al risarcimento per danni nei confronti di un’azienda che sversava cromo esavalente contaminando le falde da cui attinge l’acuqedotto della zona con livelli fino a 4mila volte il consentito (e già che sia consentito anche un livello dello 0,0yx è da criminali): multa di ben 50mila N€uros!
        4. in provincia di Padova va ancora avanti la bonifica di un territorio fra Tezze, Cittadella, Fontaniva…per uno sversamento di cromo esavalente, piombo, da parte di un’azienda che operava in zona. Hanno dovuto deviare le tubature dell’acquedotto creando una barriera idraulica per tamponare la contaminazione delle acque che finiscono nelle case. Pare si tratti del peggior inquinamento ambientale da cromo esavalente europeo.
        Quando sento parlare di “ragioni sanitarie” che non consentono gli escrementi come fertilizzante mi viene da ridere…
        Fino agli anni ’60 del secolo scorso, era l’unico fertilizzante usato nelle campagne, e forse qualche mal di pancia l’avrà provocato, non so…
        Ma pare anche che molti siano oggi i novantenni e i centenari in Italia, tutta gente che è venuta su a verdure e grano fertilizzato con il riciclo del rifiuto organico a km zero.
        Non mi pare un così pessimo risultato…

        • Mauricius Tarvisii says:

          “molti siano oggi i novantenni e i centenari in Italia”

          Immaginiamo che siamo in sei e giochiamo alla roulette russa. Tu muori perché becchi il proiettile e io 40 anni dopo dico che, poiché in cinque abbiamo raggiunto una veneranda età, la roulette russa non è pericolosa e che tu saresti stata solo sfortunata.

          • rossana says:

            Uhmmm…Sì, forse in qualche modo hai ragione (dimenticavo che pure gli antibiotici non hanno che circa 100 anni di vita, il che ha sicuramente salvato molti attuali centenari nutriti a grano coltivato con il prodotto delle stalle…)

            • Z. says:

              Vedrai quanti centenari ci saranno, tra qualche decennio.

              Ci terranno vivi fino a centotrenta anni, fin qunado la Chiesa protesterà contro l’accanimento terapeutico e consentirà che si stacchi la spina…

  3. Grog says:

    Cara Rossana, ormai il SANO ODORE E GUSTO DI CACCA si possono percepire solo LECCANDO LO SFINTERE OLTRE AL SESSO DELLA ALLA PROPRIA AMATA!
    Sempre che la sua dieta sia adeguata ovvio e che non sia una maniaca delle saponette e si limiti alle abluzioni con acqua, altrimenti tanto vale LECCARE DIRETTAMENTE LA SAPONETTA.
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ grog

      “DIRETTAMENTE LA SAPONETTA”

      …pratica che tra l’altro costa di solito molto di meno.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. Moi says:

    Che tristezza, i green da golf come in foto sulle Vérdi Holline 😉 …

    • mirkhond says:

      Il mondo di Zanardo e dei suoi amici ricchi-fighi-snob, rigorosamente di SINISTRA. 🙂

      • Moi says:

        Inglesi (e Anglofili) : si spostano con un ” cessacchiozzo ” 😉 elettrico … lo chiamano “sport”. 😉

        • Z. says:

          Due inglesi, James e Charles, stanno giocando a golf.

          James sta per mettere in buca, quando un corteo funebre attraversa il campo ai margini del green. James si ferma, leva il cappello e attende rispettosamente il passaggio del corteo; poi si rimette il cappello, imbuca la pallina ed entrambi si avviano verso la buca seguente.

          “James, sei un vero signore, non ti facevo così galantuomo”, gli dice l’amico.

          “Beh”, risponde James, “siamo stati sposati per trent’anni…”

  5. Moi says:

    … E il famigerato Forteto ? Solo io e Grog, quivi, ne abbiamo mai sentito parlare ?!

  6. Z. says:

    Carissimi, stasera vado a sentire il diBBattito tra Renzi e Smuraglia.

    So che vi interessa tantissimo quindi vi farò sapere 😀

    • rossana says:

      Ho appena letto che se le son date…più o meno. Confermi?
      Sarebbe bello vederli fare a pugni fra loro, mi darebbe gusto

      • Z. says:

        Ma no…

        entrambi si sono presi interruzioni e fischi, ma ormai questo è l’andazzo. A parte questo, mi è sembrato un diBBattito rispettoso e abbastanza pacato. Sono rimasti entrambi abbastanza in tema, e devo dire che mi ha colpito la lucidità di Smuraglia, nonostante i suoi 93 anni compiuti il mese scorso.

        • rossana says:

          eh eh…chissà se il quasi centenario si è mai nutrito con il grano fertilizzato a stallatico…)

        • paniscus says:

          “entrambi si sono presi interruzioni e fischi, ma ormai questo è l’andazzo. ”
          —————————-

          Renzi e il suo corteggio magico non possono più andare a mostrarsi in pubblico da nessuna parte senza essere blindati da un cordone di polizia di proporzioni da battaglione di trincea…

          • Z. says:

            Si è preso i suoi fischi anche Smuraglia, non credere. Ogni politico ha non solo i sostenitori, ma anche gli oppositori che merita 🙂

  7. Moi says:

    Dubito che Smuraglia urli “Democristiani di merda, bisognava infoibarvi tutti !” 😉 … non è più tempo, non ha piùl’età. 😉

  8. necroclerico says:

    Se fanno il pane a Montaione, paese così rustico e campagnolo e “incontaminato”…
    Figuratevi che pane fanno a Fucecchio, a un tiro di schioppo da casa mia, dove lo scenario abituale è costituito, in ordine non rigorosamente gerarchico, da:

    – inceneritore in via di dismissione;
    – piccole discariche di RSU (rifiuti solidi urbani) lungo la SP3 (strada provinciale 3, da me affettuosamente e tolkenianamente ribattezzata “Piana di Gorgoroth” per l’amenità)
    – fabbriche in disuso zeppe di amianto e scorie
    – prostituzione e night club
    – ignoranza a pacchi

    immaginate, please.

    • “Figuratevi che pane fanno a Fucecchio, a un tiro di schioppo da casa mia, dove lo scenario abituale è costituito, in ordine non rigorosamente gerarchico, da:”

      Grazie della splendida descrizione. Mi fa venire in mente il lago di Massaciuccoli, nemmeno tanto distante da te.

      Ne parlai in un vecchio post, dove racontavo di un tizio che mi fermò nei pressi di Porta San Frediano.

      Ecco tutto quello che scrissi allora:

      https://kelebeklerblog.com/2008/09/09/ancora-incontri/

      “Sta seduto su un gradino, in un’anonima stradina residenziale, con due bottiglie di birra e l’ipod poggiato per terra.
      Avrà una cinquantina d’anni, un cappellino in testa e la barba nera striata di grigio.Mi chiama con voce sommessa. Anche se non mi conosce, ha evidentemente capito che lo vorrei ascoltare.

      “Ancora non siamo in fondo a Massaciuccoli.”

      Beve un sorso.

      “Massacciuccoli l’è l’acqua più profonda che c’è. E’ piena di cadaveri.”

      Pausa.

      “Ora fanno Massaciuccoli anche a Firenze. Ha visto quanti corvi c’è? Se non c’è cadaveri, non c’è corvi!””

  9. necroclerico says:

    Qui un post ispiratomi e sviluppato da questa nostra…

    http://www.furiodetti.it/uncategorized/intervallo-da-montaione-a-altopascio/

  10. Moi says:

    Ma in Toscana ce li avete o no i GAS (Gruppi d’Acquisto Solidali) ?

    … a Bologna, spesso, sono in realtà l’ Evoluzione del mitico Pacco da Gggiù dei Fuorisede … quando _ giacché “tengono gli Amici degli Amici”… _ con proverbiale Volubilità Levantina passano CheccoZalonianamente dal FanKazzismo Universitario nel nome dell’AnarcoInsurrezionalismo al FanKazzismo Statale nel nome della Scartoffiolatrìa 😀 …

    • “Ma in Toscana ce li avete o no i GAS (Gruppi d’Acquisto Solidali) ?”

      Certo e anche abbastanza attivi, ma tutti gli associati che conosco io hanno più di 50 anni e lavorano. Casomai la caratteristica se vogliamo negativa è quella di essere una roba un po’ da architetti o psicologi, ma fancazzisti statali ecc direi proprio di no.

    • roberto says:

      pure noi abbiamo un gruppo di acquisto (io sono l’unico fankazzista eurocrate, gli altri fankazzisti di ogni tipo)…curiosamente pur essendo aperto a tutti partecipano solo italiani e belgi (francofoni)

  11. roberto says:

    OT dall’europa

    questa notizia piacerà almeno ai cattolici del blog….anzi no, nemmeno a loro visto che va contro la bizzarra idea dell’europa basata sull’odium ecclesiae…quindi ancora una volta riusciamo a scontentare tutti
    🙂

    http://www.repubblica.it/economia/2016/09/15/news/corte_europea_la_chiesa_non_deve_pagare_l_ici_arretrato-147820083/?ref=search

  12. werner says:

    Su questo tema sono moderatamente ottimista. Penso che la tutela e il rispetto generale verso l’ambiente stiano aumentando costantemente da decenni, anche se molto lentamente e con vistose eccezioni.

    • roberto says:

      sono d’accordo

    • Peucezio says:

      Werner,
      c’è del vero, ma ci sono due insidie molto serie:
      1) che il disastro diventi irreversibile più velocemente, cioè che la crescita di coscienza ecologica non arrivi in tempo;
      2) che la coscienza ecologica si concentri, come tende a fare, su battaglie simboliche, su comportamenti spiccioli (che hanno il loro peso solo quando sono seguiti da miliardi di persone, ma per arrivare a questo ci vorrà minimo una generazione o due), anziché influire sulle decisioni strategiche dei governi e soprattutto delle multinazionali, cosa molto difficile, per questo sono pessimista.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “che il disastro diventi irreversibile più velocemente, cioè che la crescita di coscienza ecologica non arrivi in tempo”
        E secondo me al momento così è

        • Andrea Di Vita says:

          @ mauricius tarvisii

          “E secondo me al momento così è”

          Non sei il solo.

          http://io9.gizmodo.com/5966689/after-extensive-mathematical-modeling-scientist-declares-earth-is-fucked

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Z. says:

            Se è così ci sono solo due alternative:

            1) pensiamo al futuro: ci massacriamo a vicenda finché non restiamo tipo un miliardo in tutto il mondo, sì da rendere più probabile la sostenibilità del nostro impatto ambientale;
            2) pensiamo al presente: ce ne freghiamo e ci diamo alla pazza gioia.

            Alternative non ne vedo.

            Voi preferite la 1 o la 2?

            • PinoMamet says:

              Non ho letto l’articolo, ma…

              fare meno figli? 😉

            • Z. says:

              Fare meno figli potrebbe funzionare, salvo due problemi:

              1) sarebbe una soluzione a lungo termine, e siccome Chéinz va di moda sappiamo cosa succede nel lungo termine;

              2) in ogni caso, è come leggere i libri di filosofia per calmarsi: funzionerebbe, se li leggessero anche gli altri 😀

              • “Fare meno figli potrebbe funzionare,”

                Quello che conta non è tanto il numero di individui, quanto l’impronta ecologica di ciascun individuo.

                Un carnivoro, con automobile, piscina e lavoro intercontinentale tra Londra e Hong Kong ha da solo il peso ecologico, poniamo, di cento vegetariani che coltivano il proprio orto e vanno in giro a piedi.

                Motivo peraltro per cui le facili battutine sui vegani lasciano me, carnivoro, piuttosto seccato.

                Ma quando si parla di “aumento della popolazione”, è importante ricordarci che la popolazione non è semplicemente aumentata di numero, in maniera incredibile, negli ultimi due secoli; quei numeri vanno moltiplicati per la differenza che c’è tra il contadino degli Appennini del 1800 e il consumatore moderno.

                Consumatore moderno che viene invitato in ogni istante della sua vita ad aumentare la propria impronta ecologica (tramite la pubblicità) proprio mentre viene, schizofrenicamente, invitato a essere “più ecologico”.

            • Roberto says:

              La due

            • “Voi preferite la 1 o la 2?”

              Il problema con la prima alternativa è che non c’è nulla di peggiore, dal punto di vista ecologico, della guerra moderna.

              Personalmente, cerco di darmi il meno possibile al pazzo consumo, il che non vuol dire che mi manchino le pazze gioie.

            • Z. says:

              Miguel,

              non conosco un solo vegano che viva dei soli prodotti del proprio orto.

              Ma ne conosco diversi che non immaginano quale sia l’impatto della loro moda alimentare sull’ecosistema.

              A parte questo, possiamo effettivamente ridurre i consumi per preservare il mondo. Anch’io cerco di fare la mia parte, com’è giusto che sia: ma se il mondo è già condannato, a che serve?

              • “ma se il mondo è già condannato, a che serve?”

                E perché mai il mondo dovrebbe essere condannato?

                Nemmeno la meteorite che ha distrutto i dinosauri sarebbe in grado di frantumare il nostro coriaceo pianeta.

            • Z. says:

              Ah, io non so Miguel. Mi basavo sull’ipotesi riportata da ADV.

              Se quell’ipotesi è vera, forse l’unica cosa che può salvarci è la riduzione della popolazione a un decimo (anche se, come osservi, anche questo avrebbe costi ecologici).

              Se non lo è il discorso cambia 🙂

              • “Se quell’ipotesi è vera, forse l’unica cosa che può salvarci è la riduzione della popolazione a un decimo”

                La popolazione attuale non è un dato significativo.

                E’ significativo il dato della “impronta ecologica”, cioè del Miguel Martinez che ieri si è mangiato tre salsicce suine con relativo impatto in termini di consumi di mangime e quindi di suolo, di cementificazione supermercatizia, di inquinamento causato dai trasporti e di mega-contenitore di plastica.

                Miguel Martinez, in quel momento, conta quanto dieci Z che frugalmente hanno colto dei pomodori coltivati sul tetto della propria casa.

                Insomma, il mondo forse può sopportare 7 miliardi di Z; non può, oggettivamente, sopportare 7 miliardi di Miguel Martinez.

                Questo è quello che pensa il pianeta, poi io e Z possiamo avere opinioni diverse su quale di noi due è più simpatico o merita di sopravvivere al posto dell’altro, ma il pianeta di queste cose se ne frega.

            • Z. says:

              Miguel,

              infatti la proposta sub 1) prevede un massacro che includa anche i Paesi più sviluppati.

              Se il pianeta è davvero condannato – certo, quell’articolo non diceva “condannato”, ma ci siamo capiti 🙂 – non c’è un minuto da perdere!

              Oppure possiamo decidere di fregarcene.

              Una cosa è certa: se la situazione è irreversibile, beh, è irreversibile, e allora perché limitare i consumi?

              • “se la situazione è irreversibile, beh, è irreversibile, e allora perché limitare i consumi?”

                L’unico motivo che viene in mente a me, è che mi piacerebbe poter portare mio figlio un’altra volta a guardare da vicino gli aironi all’alba, dove tra qualche mese faranno la pista dell’aeroporto.

                Ma hai ragione, è una motivazione sostanzialmente viscerale.

    • “Su questo tema sono moderatamente ottimista.”

      Ci sono forze diverse che operano in diverse direzioni.

      Pescando esempi che conosco bene.

      1) A Sesto Fiorentino, c’è una vera rivoluzione in corso nei comportamenti individuali, provocata dalla minaccia della costruzione di un inceneritore. Ottima notizia.

      2) Ma l’Economia Deve Crescere. E così una cordata di grandi imprese ha deciso che bisogna fare un gigantesco aeroporto intercontinentale a Firenze. Con un impatto ambientale enorme.

      3) Siccome esiste la coscienza di cui parli, questo aeroporto sarà accompagnato da “opere di compensazione”, sostanzialmente pianteranno centinaia di alberi. Molti di questi alberi verranno piantati in giardini che esistono già, al posto di verde che esiste già, ma faranno statistica.

      4) Lo scopo del nuovo aeroporto consiste nell’accelerare la “crescita” dell’economia locale, collegandola alla crescita dell’economia cinese e indiana. Che non conosce alcuna tutela o rispetto verso alcunché.

      5) Alle porte di Sesto, c’è una vasta area coperta di verde, che però è un’immensa discarica abbandonata. Qualcosa ci può crescere sopra, anzi si è formata una vita incredibile, però sotto non guarisce: non basta smettere di inquinare adesso, per togliere tutti i danni fatti in passato.

      • roberto says:

        “collegandola alla crescita dell’economia cinese e indiana. Che non conosce alcuna tutela o rispetto verso alcunché”

        almeno per la cina invece sembra proprio che qualche cambiamento ci sia

        (per esempio
        http://www.qualenergia.it/articoli/20160322-cina-piano-quinquennale-piu-green-della-storia

        http://www.greenbiz.it/energia/fotovoltaico/13508-cina-rinnovabili-85-per-cento-2050 )

        poi forse ha ragione il pessimista mauricius a dire che è troppo tardi (ed era meglio morire da piccoli, suicidarsi col cavaturaccioli), ma penso che werner abbia ragione a notare che qualche sensibilità sta nascendo

        • Mauricius Tarvisii says:

          In Cina si sono svegliati dopo che hanno avuto tempeste di sabbia a Pechino. Però dai, diciamoci che tutto va benissimo e che i problemi sono colpa degli ecoisterici.

          • roberto says:

            però non ho detto che tutto va bene, ma solo che non mi sembre più vero che la “crescita cinese non conosce tutela o rispetto verso alcunché”

            • Francesco says:

              hai già detto troppo! non basta che i modelli matematici dicano che non ce la faremo, è necessario anche lamentarsi a iosa che nessuno fa niente

              pazienza se è una palla

              poi si ripassa al boom demografico, che pure è finito da decenni

              😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              “poi si ripassa al boom demografico, che pure è finito da decenni”

              http://www.unric.org/it/attualita/22580

              2 miliardi di persone in più nei prossimi 30 anni sono bruscolini, in fin dei conti.

            • Francesco says:

              MT

              prese per buone le previsioni UN, che trattano paesi le cui statistiche demografiche mi lasciano qualche dubbio, la mia prima reazione è stata “ma non dovevamo superare i 10 miliardi da un pezzo?”

              ma devo essere rimasto alla tornata precedente di previsioni

              😀

              • “ma devo essere rimasto alla tornata precedente di previsioni”

                sì lo so che sei un antinatalista, idolatra della pillola e abortista, che vorresti vederci tutti vecchi e senza figli, ma la cultura della morte non prevarrà! 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              ““ma non dovevamo superare i 10 miliardi da un pezzo?””

              Chi avrebbe detto che nel 2016 saremmo stati più di 10 miliardi? Puoi citarmi qualche proiezione o qualche studio al riguardo?
              Io ricordo soltanto che tu citavi come Vangelo il precedente studio delle Nazioni Unite per dire che a metà secolo avremmo cominciato a diminuire di numero. Ebbene, come ho già avuto modo di dirti in passato, l’ONU ha aggiornato le proiezioni e continueremo ad aumentare almeno fino al 2100. Salvo cataclismi, ma non mi sembri il tipo che si augura la brutta morte miliardi di persone per poter dire “visto? Il problema si è risolto da sé!”.

            • werner says:

              Ci sono anche situazioni in cui lo sviluppo economico e tecnologico permettono di impattare meno sul pianeta.

              L’aeroporto di Firenze é un caso a parte… A mio parere voler fare un aeroporto intercontinentale a Firenze, a due passi dall’aeroporto intercontinentale di Pisa e a poche ore di treno da Malpensa e Roma é una stronxata anche in termini economici.

            • Francesco says:

              x mt

              a memoria, l’articolo che citavi TU diceva il contrario

              cioè che l’aumento della popolazione si sarebbe arrestato verso il 2050 a circa 9 miliardi di persone

              però ammetto che una delle prossime vite farò il demografo, mi sembra veramente che facciano previsioni alla cavolo o per avere i titoli dei giornali

              di solito finisco per concludere che sono in malafede, come direbbe Moi

              😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              France’, capisco che sei abituato alle stronzate di voi economisti, che sparate numeri a raglio di professione, ma se sei interessato alle ultime proiezioni qui trovi la revisione del 2015, sempre delle Nazioni Unite.

              https://esa.un.org/unpd/wpp/publications/files/key_findings_wpp_2015.pdf

              Nel 2100 dovremmo essere 11 miliardi. Poi ovviamente non conosco le stime del tuo personalissimo centro studi, che sforna proiezioni sulla base della tesi che tu desideri di volta in volta dimostrare. Comunque se hai qualche numero alternativo ti prego di condividerlo.

            • Francesco says:

              figa MT (sono milanese e posso) ma come fai a non ridere di previsioni al 2100?

              capisco si parlasse di altezza di sequoie, Champions League della Juventus o cicli solari, allora avrebbe anche senso

              ma giocare a fare il demografo da qui a 84 anni … vorrei lavorarci IO in quel centro studi!

  13. Grog says:

    Il forteto è un sistema DI SFOGO SOCIALE altrimenti la sinistra caviale dove C AZZO SE LI INCULA I BAMBINI?
    Grog! Grog! Grog!

  14. Roberto says:

    OT della serie hanno the face like the ass

    https://euobserver.com/institutional/135134

    Ricordate quando dicevo che dicono no a tutto just for the fun of it? Eccoli….
    Comunque è chiaro il ruolo di UK come testa di ponte americana in Europa, ed è chiaro come una volta partiti gli amici inglesi sarà un pochino più facile farsi gli interessi europei

    • werner says:

      Come accampare diritti sulla moglie dopo aver annunciato al mondo di voler chieder il divorzio.

      Peraltro inizia a girare parecchio l’idea: “loro sono usciti e crescono, non come noi…” alimentata da giornalisti pressapochisti o tendenziosi e politici furbi. Giusto oggi pomeriggio cercavo di spiegare ad alcune persone che la GB non é uscita da nulla e che in ogni caso ci vorranno anni per misurare gli effetti della Brexit.

    • Z. says:

      …e questo, Robbè, spiega anche perché faranno di tutto per andarsene il più tardi possibile. O forse per non andarsene neppure.

      Sigh.

    • Francesco says:

      ma non erano i francesi a opporsi alla Difesa Europea?

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