Strafatti di République

E’ ufficiale.

Il signor  Valls fa uso dell’eroina di Francia, prodotta nei migliori laboratori di Marsiglia, proprio come ai bei vecchi tempi.

valls-eroina

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223 Responses to Strafatti di République

  1. Carlo says:

    Il problema è che la Francia è, per usare un termine usato dallo stesso Miguel in un articolo del vecchio sito, un’ideocrazia

  2. Grog says:

    Gli unici prodotti validi della francia sono la MERDA e le PUTTANE, sono così tante che non esiste francese che non ne sia figlioe sguazzi felice nella merda, mi sembra quasi impossibile ma sono PEGGIO DEGLI ITALIANI, uno come Vals dovrebbe tirarsi un colpo tutte le volte che incoccia in uno specchio, o prendere il volo sbattendo le orecchie.
    Grog! Grog! Grog!

  3. rossana says:

    La Marianna – «Sul ruolo delle donne non possiamo transigere. Marianna, il simbolo della Repubblica, ha il seno nudo, perché nutre il popolo. Non è velata, perché è libera! Questa è la République! Questa è Marianne! È questo quel noi dobbiamo sempre difendere!».
    Quando ieri ho letto queste affermazioni di Valls l’ho dichiarato in cuor mio mentalmente instabile.
    Poi ‘sta storia del burkini, delle Marianne di Francia e tutto l’ambàradan è talmente idiota daq farmi seriamente preoccupare per il destino prossimo venturo delle donne europee: ma come siamo tornati ai ministri che fanno dei costumi femminili (si comincia da quelli da bagno per finire a quelli morali) il proprio cavallo di battaglia?
    Gente poi che il “cavallo” non riuscirebbe a trovarselo nemmeno cercandolo con un radar…

    • Z. says:

      Il cavallo va bene ma voi donne dovete sedervi con entrambe le gambe dalla stessa parte, ché altrimenti non istà bene 😀

    • paniscus says:

      “Marianna, il simbolo della Repubblica, ha il seno nudo, perché nutre il popolo. ”
      ——————————

      Non mi risulta che la cultura islamica abbia qualcosa contro l’allattamento materno in pubblico.

      Solo che, normalmente, se una madre nutrice (musulmana o no, non fa nessuna differenza) allatta in pubblico, la tetta non si vede perché la testa del bambino la copre, o perché magari la parte superiore della scollatura viene coperta anche da una normale maglietta, o da uno scialle indossato apposta.

      Che una tizia a tette scoperte al vento, senza alcun bambino in vista, venga identificata come una madre allattante, mi convince poco.

      • “Non mi risulta che la cultura islamica abbia qualcosa contro l’allattamento materno in pubblico. ”

        La prima volta che ho visto allattare in pubblico è stato sul tram in Egitto, mamme con hijab che non sembravano porsi nessun problema.

      • Z. says:

        Molti anni fa, quando andavo a scuola, un sacerdote di ritorno dall’Africa nera ci raccontò del pudore di quelle donne di quel Paese. Allattano in chiesa, spiegava, ma vanno in giro coperte fino alle caviglie.

        “C’è chi si scopre di sotto e chi si scopre di sopra”, commentò un’insegnante ridacchiando.

        Insomma, l’idea di allattare in pubblico mi sa tanto che fosse ben più diffusa laggiù che non quassù…

        Poveri francesi, che avranno fatto di male!

        • Tra l’altro il Corano afferma che l’allattamento materno deve durare fino a due anni (al-Baqarah).

          • MOI says:

            Sì, ma … in caso di niqab o burqa il Cinno Islamico si fa l’ Imprinting con un Saccone di Juta tipo quelli delle Poste, ci credo poi che “vien su” incazzato con il mondo, incapace di vederne cosa possa esserci ANCHE di bello !

      • Roberto says:

        Beh direi che l’osservazione di Lisa è decisiva. Solo valls vede nella marianne una donna che allatta.

        Avevo letto che il seno nudo era un simbolo contestatario, certamente non femminista (noi rivoluzionari facciamo quel che ci pare, anche permettere alle donne di girare con le poppe al vento)

  4. PinoMamet says:

    Marianna ha il seno nudo perché al pubblico maschile piace vedere un paio di tette, e il pittore pensa bene di accontentarlo.
    La cosa è vecchia come l’arte figurativa, e bastano un paio di horror di serie B o di vecchi poliziotteschi per capire che le affermazioni di Valls sono delle solenni sciocchezze.

    • PinoMamet says:

      Comunque è significativa la nudità di Marianna.

      Probabilmente tra i tanti significati attribuiteli ce’ persino quello che ha detto Valls; ma il simbolismo primario non penso sia quello.
      Prima di tutto credo ci sia un richiamo all’arte della classicità, che era fatta essenzialmente da nudi. Certo, anche, e forse principalmente, nudi maschili, ma non si può pretendere che il pittore mostrasse anacronisticamente nudi i francesi , mentre la Francia sì. E visto che è donna, c’è anche il fatto che un paio di tette al vento fa sempre piacere al pubblico.
      Delacroix comunque in altre opere richiama esplicitamente la classicità e mette mezzi nudi anche i maschi, ma qui non era il caso.

      Ciò nonostante, sebbene cioè i francesi abbiano fatto scuola (principalmente presso i cugini/fratelli latini e napoleonizzati, in primis noi italiani), a me (ignoranza mia) non risultano altri simboli nazionali a tette fuori.
      Ci riprova Delacroix con una Grecia morente, in abito nazionale e tette mezze fuori, ma non è proprio la stessa cosa e comunque non mi pare che la Grecia l’abbia poi adottata come simbolo.

      Certo non escludo singole opere che mostrino una Madre Russia con seno fuori, in fondo ogni autore ha la sua visione e segue la moda del momento, ma insomma nessuna nazione credo abbia un simbolo nazionale così identificativo come la Marianna-a-tette-fuori della Francia.

      Se diciamo Madre Russia, per esempio, che immagine ci viene in mente? a me nessuna in particolare, o magari quella di una austera matrona slava.
      L’Italia, più che altro, ha un anonimo “stellone nazionale”, che i più identificano con “il culo” che salva la nazione nei momenti più impensabili (e anche questo qualcosa vuol dire…)

      ma, vedo ora, c’è anche l’Italia turrita, che Francesco Hayez (quello del bacio? il tipo col cappelletto che bacia la tizia?) mostra con una zinna fuori, e una mano che tiene, incongruamente, un crocefisso, mentre di torri non se ne vede l’ombra… cosicchè l’impressione è più quella di una Maddalena (che forse era il quadro in origine, secondo me…) e sfido a trovare un italiano della strada che identifichi l’Italia col quadro di Hayez.
      La metto nella stessa categoria della eventuale Madre Russia nuda: licenza o licenziosità del singolo artista.

      No, no, nelle tette di Marianna c’è di più… credo che ci sia il sentimento, genuinamente francese e genuinamente da donna francese (alla Carlà Brunì) di far vedere che lei (la Francia, o la Carlà) può , che lei provoca ed è così avonti 😉 e epatte i borgesi e gli altri devono prenderla a esempio per questo…

      • Roberto says:

        Solo unA nota: la marianne come simbolo repubblicano non è nuda, in genere vedi la testa con il cappello frigio (sui timbri) e sulle statue le poppe sono coperte dalla bandiera. Poi c’è qualche rappresentazione nuda,ma appunto non è la regola

      • “Comunque è significativa la nudità di Marianna”

        Tema interessantissimo…

      • Peucezio says:

        Alla fine non ho mica capito cosa ci sarebbe di sbagliato nel discorso di Valls.
        E comunque che c’è di male nel fatto che l’abbigliamento (o il non abbigliamento) delle persone debba essere stabilito autoritativamente dallo stato?
        Siete proprio dei liberali 😛

  5. Mario says:

    Secondo me le più grandi rivoluzioni della storia degli ultimi 3 secoli sono quella fascista e quella iraniana. La prima fu caratterizzata dall’eroica appendice repubblicana: “fedeltà è più forte del fuoco”. La seconda ha dimostrato che la tradizione, pure rielaborata, è più forte dell’oro.

    • Z. says:

      Fuoco? Ah, la caldaia del treno per la Svizzera 😀

    • “Secondo me le più grandi rivoluzioni della storia degli ultimi 3 secoli sono quella fascista e quella iraniana.”

      E’ una tesi interessante.

      Ma mettiamo da parte le solite questioni di tifo, vogliamo parlarne?

      Mario, correttamente, ha segnalato un possibile punto di contatto tra le due rivoluzioni.

      Appronfondiamo…

      • Z. says:

        Parlando seriamente: anche volendo essere molto flessibili sull’uso del termine rivoluzione, la discontinuità così poco marcata – per usare un eufemismo – tra stato albertino e stato autoritario rende davvero difficile parlare di “rivoluzione”, secondo me.

        A parte questo, non mi pare proprio che lo stato fascista abbia dimostrato la stessa forza della repubblica islamica dell’Iran. Ha conosciuto una contrazione economica pressoché costante, un’esplosione della miseria tra le masse, mi pare addirittura un discreto calo demografico e ha lasciato solo rottami ai posteri.

        Qualsiasi cosa si pensi dell’Iran post-’79, ecco, loro mi sembrano messi un pochino diversamente…

        Comunque Mario se ben ricordo ha già avuto il piacere di conoscerci, sa come siamo fatti e sono certo che non si inalbera per una battuta 🙂

        • Peucezio says:

          “Ha conosciuto una contrazione economica pressoché costante, un’esplosione della miseria tra le masse, mi pare addirittura un discreto calo demografico e ha lasciato solo rottami ai posteri.”

          In quale sogno?
          Non esagerare col sangiovese, ascolta un amico 😛

      • izzaldin says:

        è difficile mettere da parte le questioni di tifo quando una delle parti in causa usa esattamente il cavallo di battaglia di una delle due fazioni: la “rivoluzione fascista” come uno degli eventi più importanti della storia umana. ancora più difficile astrarsi dal tifo se l’affermazione arriva da chi descrive la Repubblica di Salò come “eroica”.
        ricordo perfettamente di aver discusso con gente di estrema destra che diceva che “la rivoluzione fascista assieme alla rivoluzione francese e alla rivoluzione inglese è l’evento più importante della storia”.
        a parte che mi sembra si dia una importanza eccessiva a degli eventi, isolandoli dal contorno per renderli distinguibili e appunto “unici” e “fondamentali”.
        a parte che, nella mia opinione, è davvero arduo definire “rivoluzione” la presa del potere da parte del fascismo, talmente poco rivoluzionario che si appoggiò alla ben più solida monarchia (e poi alla Santa Sede col Concordato) per la quasi totalità della durata del regime.
        ma proviamo a “mettere da parte il tifo” e a giudicare secondo i canoni (sballati, a mio avviso) di Mario.
        non mi sognerei mai, in effetti, di sminuire la portata storica del fenomeno del fascismo nella storia politica dell’ultimo secolo. farei però sommessamente notare che altre “ricoluzioni” hanno avuto un effetto a lungo termine ben più importante.
        pensiamo alla “rivoluzione della plastica”, che ha dimostrato che il consumo è più forte del fuoco.
        o la rivoluzione digitale, per cui la connessione internet è più forte dell’oro.
        per non parlare della rivoluzione medico-igienica, addirittura precedente a quella fascista, per cui il batterio è meno forte del farmaco.
        credo che ance Mario dovrà concordare che queste rivoluzioni hanno avuto conseguenze infinitamente più durature della sua amata rivoluzione fascista.
        Miguel, purtroppo è difficile prendere sul serio chi trasforma il passato in un podio olimpico e attribuisce al fascismo una eccessiva importanza “mitostorica” per usare l’espressione di Moi

        • Quando parliamo di storia, parliamo inevitabilmente anche di quello che le persone ci vedono. Per questo, mi colpisce come Mario, in una frase molto sintetica, abbia subito aggiunto l’RSI al fascismo.

          E’ un tema che abbiamo affrontato in passato varie volte, e credo che contenga un errore di fondo.

          Il fascismo del 1919, qualunque cosa se ne pensi, è una “novità”, il “futuro” e “vincente”, nonché “aperto a chiunque voglia aderire”, senza che conti il passato.

          Il neofascismo invece è “noi fedeli”, un “passato che non si arrende”, “esistiamo perché abbiamo perso”.

          Sono due modelli politici opposti.

          • mirkhond says:

            E il fascismo del 1922-1943, che cos’è?

          • izzaldin says:

            a me sembra che il fascismo sia molto più invece “sicurezza” e “stabilità”.
            la novità era il socialismo, la costruzione dell’Uomo dell’Acciaio di cui tu hai parlato.
            Umanità Nova, il giornale fondato da Malatesta, in alcune aree superava il quotidiano socialista Avanti!.
            quello era la novità, il fascismo era compatibile con la monarchia quindi molto meno “nuovo” delle idee socialiste, comuniste e anarchiche.
            almeno così la vedo io

            • “a me sembra che il fascismo sia molto più invece “sicurezza” e “stabilità”.”

              Credo che sia molto importante, se guardiamo il fascismo dal capo o dalla coda.

              Fascisti e antifascisti in genere vedono unicamente la Seconda guerra mondiale e dintorni, che proprio per questo assumono un fascino mistico.

              Fascisti e antifascisti potrebbero concordare quindi nell’attribuire una “terribile, unica grandezza” al fascismo, che poi è la radice del sentimento religioso.

              Ma è evidente che i fascisti che giravano per le campagne toscane nel 1921 non pensavano a restare fedeli all’alleato tedesco fino alla morte, a combattere l’imperialismo americano e nemmeno agli ebrei (anzi erano spesso ebrei pure loro).

              Il fascismo nasce allora e si forma nelle campagne della Toscana e dell’Emilia Romagna, mettendo in pratica un modo di pensare che era molto diffuso all’epoca, e che risale al Risorgimento.

              Poi ottiene il successo anche grazie ai fattori che sottolinea Izzaldin.

      • habsburgicus says:

        io non vedo contatti tra quella fascista e quella iraniana (se non in una generica reazione a quella francese)
        ritengo più importante (anche se la aborro, dunque non faccio tifo :D) quella francese, da cui tutto nasce, l’unica che HA VINTO e che permea di sé più o meno fortemente tutto il cosiddetto Occidente (tranne in parte il mondo anglosassone che le sue rivoluzioni, la “Glorious” del 1688 per gli albionici e quella del 1776 per gli americani) anche quella russa, poi fallita, ne è una variante il che era ben chiaro almeno a Lenin (si pensi ai “Marat” di età proto-sovietica)
        la rivoluzione iraniana è anche importante, per il loro mondo, perché simboleggia che l’Occidente e la secolarizzazione possono essere sconfiti..la tesi parrà giustamente aberrante, in quanto è noto l’odio fanatico del wahhabismo estremo e del salafismo per gli sciiti duodecimani, ma sì, anche al-Qaeda, Daesh, i talebani sono figli, ancorché spuri, di Khomeini, non della sua teologia bensì del suo simbolo..pure Erdogan, diversissimo, lo é (senza Khomeini il kemalismo sarebbe ancora in pieno rigoglio)..Khomeini ha dimostrato che il Corano può tornar Legge ed è così passato alla Storia
        la rivoluzione fascista (e ancor più quella NS) potevano essere importantissime, anzi sono state l’unico tentativo coronato da successo [effimero] per cambiare il corso preso nel 1789 (i cattolici con le loro querimonie han fatto tante parole ma quasi nessun fatto durevole, e son sempre stati sulla difensiva, pure quando come sotto Franco-ma grazie alle due rivoluzioni di cui sopra, all’inizio-ebbero il potere…questo già ben prima del Concilio che è l’accettazione del 1789 in ambito ecclesiastico) ma sono state debellate in 1945 dall’alleanza degli anglosassoni con il comunismo cioè dal 1789, in tutte le sue forme [quello “soft” con echi del 1776 degli USA, quello “hard” dell’URSS], in modo completo e che non ha eguali alla Storia..dunque ormai non hanno più alcun valore storico né lo avranno in saecula saeculorum..AH è passato nella demonologia uscendo dalla Storia, BM ci è rimasto (grazie a De Felice) ma anche lui rischia..e in ogni caso non può più dire nulla ! questo indipendentemente dalle sue posizioni
        la rivoluzione messicana è folclore (per noi !)
        la rivoluzione kemalista è una variante di quella del 1789

        • izzaldin says:

          d’accordissimo con Habs, la Rivoluzione Francese, piaccia o meno, è l’unica che ha vinto.
          a posteriori, e con conseguenze meno determinanti per la storia umana, si può dire che anche la Rivoluzione Cubana abbia vinto. Fidel muore ultranovantenne ancora in sella.

          • habsburgicus says:

            vediamo però il post obitum
            anche la rivoluzione sovietica sembrava vincente sino alla morte di Stalin (e anche un po’ dopo)
            io ho nulla contro Castro, nel 1959-se ci fossi stato gli sarei stato contro-oggi invece non mi dispiace

          • Z. says:

            Habs, chissà…

            non è detto che la detronizzazione di Batista dovesse dispiacerti per forza. Sai meglio di me che il regime di Castro, all’ inizio, non volle connotarsi come socialista. Persino gli Stati Uniti riconobbero subito il nuovo governo.

            Poi certo, non avresti apprezzato gli sviluppi 🙂

            Ah, Cuba ha un tasso di omicidi molto basso per la sua area geografica. I Caraibi sono la regione dove si ammazza di più al mondo, fino al picco honduregno di 80 morti ammazzati ogni 100.000 abitanti. Cuba si ferma a 4,2. Meno della Lituania.

          • Francesco says:

            scusino signori, che io ricordi anche la Gloriosa Rivoluzione vinse e dimostrò che il Re era un semplice impiegato statale; come quella Americana vinse e dimostrò che un popolo poteva sconfiggere un Regno per poi farsi Repubblica!

            Insomma, un paio di obbrobri che certificarono la vittoria dei Geometri sui Preti e sui Poeti.

            Sennò finisce che la Riv. franc. nasce direttamente dalla mente di Satana invece che dalla Storia!

            • ” che io ricordi anche la Gloriosa Rivoluzione vinse e dimostrò che il Re era un semplice impiegato statale”

              Importante, senz’altro. Ma credo che le vere rivoluzioni anglosassoni siano state:

              – l’esproprio dei monasteri sotto Enrico VIII

              – la privatizzazioni delle terre comuni nel Settecento

              – gli appalti militari della guerra napoleonico

              – la guerra dell’Oppio che ha aperto il mercato cinese, con annesse carestie indiane

              – la creazione di un Ufficio per la Guerra per coordinare le imprese private negli Stati Uniti nel 1917

              Se si colgono questi elementi, si capisce perché quella anglosassone sia stata la rivoluzione più importante della storia, molto più importante di quella francese. I cui eredi sono oggi ridotti a occuparsi di tette e burkini.

              C’è chi la Luisiana la vende per quattro soldi, e c’è chi la compra e se la tiene.

            • Francesco says:

              ti seguo, anche perchè ne sai più di me

              tranne che sul primo punto, credo che i beni dei monasteri se li siano fregati tutti in Europa, chi prima chi poco dopo

              ciao

    • Francesco says:

      Scusa Mario ma … hai scritto che la rivoluzione fascista fu caratterizzata da un’appendice?

      Non ti sembra una demolizione totale, per una rivoluzione?

      Quell’appendice fu più caratteriale che altro, un “mi spezzo ma non mi piego” da teste dure.

  6. Mario says:

    No! Non disprezzate chi è stato protagonista di una sconfitta materiale, ma anche di una grandiosa vittoria mitostorica.

    • Per Mario

      Non ti preoccupare, Z non si lascia mai sfuggire l’occasione di fare una battuta.

      Se accetti che ogni tanto qualcuno farà una battuta, sappi che qui puoi comunque sostenere tesi che altrove verrebbero soffocate tra urla di sdegno.

    • Francesco says:

      Ehm, da cattiva persona con tendenze materialiste tenderei a valutare più la disfatta materiale, morale e politica che non la mitologia-paccottiglia miseramente sopravvissuta.

      Il Fascismo avrebbe dovuto essere la Terza Via, distinta da Demoplutocrazia e da Bolscevismo, e la Vera Via del Progresso che non tradiva le Tradizioni. Peccato che ha mantenuto queste promesse meno che Berlusconi le sue!

      F o’ milanista incattivito

  7. MOI says:

    Buon materiale per l’ Esame di Antropologia Francese … chi, invece, volesse darsi all’ Esame di Antropologia Italiana si cerchi Clemente Mastella che ha querelato Selvaggia Lucarelli … NO spoiler ! 😉

  8. MOI says:

    *** Lo sapete: vi voglio troppo bene _ nonostante che ed puléttica a sì dur ed cunprendònium cunpà di sarón 🙂 ! _ per NON condividere certe chicche con voi :

    … Poiché temo che venga rimosso :

    ATTENZIONE :

    SPOILER INSIDE : ***

    Selvaggia Lucarelli

    (Facebbok in chiaro e IlFatto)

    28 agosto alle ore 9:30 · Milano, Lombardia ·

    Nella mia personale classifica degli eventi di costume più sventurati dell’estate 2016 c’è addirittura qualcosa che batte di gran lunga il tormentone “Andiamo a comandare”, i selfie in pigiama di Vacchi e perfino le foto di Renzi in costume che si gratta la panza. Si tratta delle mie vacanze e più precisamente della tappa di cinque giorni in uno dei luoghi più vicini alla mia personale idea di inferno in cui sia mai capitata: Bangkok. Credetemi. Se state programmando un viaggio da quelle parti valutate con serenità alternative più appaganti, da quindici giorni in un bilocale a Scampia a dieci giorni nel pubblico di “Uomini e donne”. Lo so cosa state pensando. Se diciotto milioni di turisti all’anno (tra cui una buona percentuale di italiani) ci vanno non sarà mica masochismo di massa. Se Bangkok è la città più visitata al mondo dopo Londra e New York ci sarà una ragione. Ve la dico io la ragione: è la stessa per cui Mastella è stato eletto sindaco a Benevento. Ovvero: libertà di voto e di viaggio concesse con troppa facilità. Fosse per me io sequestrerei tessera elettorale e passaporto a una buona metà del paese. Ad ogni modo, mi pare corretto andarvi ad elencare le ragioni per cui Bangkok è da evitare come i Buongiorno di Gramellini quando decide che è la giornata della retorica:

    a)

    il traffico. (e badate bene che chi scrive ha vissuto a Roma prima e a Milano poi, non in una malga nel trentino) A Bangkok il traffico è qualcosa che inizia in aeroporto e finisce ai confini con il Myanmar. E’ qualcosa che non somiglia a una coda ma a un ammasso informe di automobili, scooter, moto, pedoni, cani, gatti, coccodrilli e unicorni che si superano, speronano, tamponano, sorpassano e scavalcano in un groviglio di strade in cui i colori dei semafori si interpretano soggettivamente come i quadri di Picasso e la fa da padrona il mezzo più salubre e geniale del secolo in caso di traffico: il tuk tuk. Per chi non lo sapesse il tuk tuk non è un biscotto da autogrill ma una specie di taxi a tre ruote scoperto ai lati, per cui i turisti provano l’ebrezza di percorrere tre km in tre ore trovandosi vis a vis con gli elementi più iconici di Bangkok: le marmitte. A questo va aggiunto che le emissioni delle marmitte si mescolano al caldo afoso d’agosto, per cui dopo cinque minuti nel traffico a bordo di un tuk tuk si comincia a sudare benzina VPower.

    b)

    Il clima. Ad agosto il clima di Bangkok è definito “monsonico” ma direi che “caldo porco” è la definizione tecnicamente più esatta. Sappiate che vi suderà qualsiasi cosa: le ascelle, la schiena, il portafogli. Suderà anche il ventaglio con cui proverete a sventolarvi. Riguardo la pioggia, diciamo che il monsone annuncia il suo arrivo come Satana nei film sugli esorcismi: una raffica di vento improvvisa e poi l’inferno.

    c)

    I taxi. Di taxi, va detto, ce ne sono molti, per cui trovarli è l’ultimo dei problemi. Il primo dei problemi in compenso è trovarne uno guidato da un tassista che capisca non dico l’inglese ma almeno il nome di un hotel o di una delle attrazioni più famose. Più di una volta sono salita e dopo cinque minuti di tentativi mostrando cartine, iphone, google map, opuscolo dell’hotel, foto dell’hotel e rimpiangendo amaramente di non aver mai guardato tutto Breaking bad selezionando Lingua/Tailandese, sono scesa dal taxi e ho dovuto fermare altre dieci vetture prima che qualcuno comprendesse il mio indirizzo. E stiamo parlando di una città con 18 milioni di turisti l’anno. Interessante invece l’utilizzo che i tassisti fanno del cruscotto. Di solito è utilizzato come il comò della nonna in salone: sopra c’è di tutto, da pupazzi di Hello Kitty a palle con la neve dentro.

    d)

    La skyline. Prima di partire tutti vi decanteranno la bellezza della skyline di Bangkok ammirata dagli ultimi piani dei bar più panoramici della città. Vi racconteranno che la città pare Hong Kong o New York. Sì, di notte. Peccato che a guardarli di giorno i famigerati grattacieli di Bangkok sono una sequela di orrori architettonici che Tor Bella Monaca al confronto è Bruges.

    e)

    I cavi elettrici. A Bangkok gli elettricisti hanno arbitrariamente deciso che i cavi, da un palo all’altro, non si tendono, no. Si lasciano un po’ morbidi come i fili d’argento sull’albero di Natale, per cui non di rado ti trovi ad abbassare la testa per evitare la fine della zanzara sulla griglia elettrica . E soprattutto, da un traliccio medio ne devono partire almeno 40/45, roba che sui cavi di Bangkok c’è posto per tutta la fauna ornitologica del pianeta.

    f)

    I famosi massaggi. La densità dei centri massaggi a Bangkok è di circa novanta ad isolato. Scartati quelli in cui il lieto fine non è esattamente il mal di cervicale che non c’è più, restano quelli in cui delle gentili signorine ti massaggiano col metodo tailandese che sostanzialmente è una variante della thai boxe. Io sono incappata in una signorina di 90 chili a cui devo aver chiesto “Mi fa un massaggio?” sbagliando la fonetica perché lei ha evidentemente capito “Mi mena?” e ho scontato l’equivoco con un’ora di mazzate. Poi ti credo che nei centri massaggi tailandesi si pratica la prostituzione: anche io dopo mezz’ora di manrovesci avrei pagato perché mi si facesse qualsiasi altra cosa.

    g)

    Le escursioni. Siccome a Bangkok c’è poco da vedere e pure le pagode non sono un granchè, per i turisti sono state create delle escursioni a un’ora dalla città. Una di queste è quella al famoso mercato galleggiante che consiste più o meno in questo: in un canale largo un metro e mezzo e lungo un km si raduna la flotta navale russa del Mar Nero con a bordo turisti di tutto il mondo che si credevano Marco Polo, per cui se vuoi una bottiglia d’acqua dal venditore a cinquanta barche da te, o cominci a bombardare i mezzi navali altrui o ti disseti tirando su su l’acqua del canale con una cannuccia.

    h)

    La casa di Jim Thompson. Le guide vi convinceranno ad andare a vedere la casa del defunto imprenditore della seta Jim Thompson che sparì nel nulla nel ’67 durante un viaggio senza che il suo corpo sia mai stato ritrovato. La casa è in effetti piuttosto bella ma dopo aver visto un salotto e due camere da letto, si finisce nella boutique di borse e sciarpe Jim Thompson. In compenso io credo di poter svelare il mistero sulla sua morte: Thompson è vivo e vegeto a Bangkok. E’ semplicemente nel traffico, su un tuk tuk da 49 anni, mentre tenta invano di tornare a casa.

    • Z. says:

      Io vedo il futuro, Muà.

      Vedo il giorno in cui dirai qualcosa tipo: quelli del FQ sono dei salottieri radicalscikk con indebite rivendicazioni di superiorità morale.

      Quel giorno passerai a Salvini.

      Spero che venga il più tardi possibile, quel giorno 🙂

    • Roberto says:

      Per curiosità, cosa ha fatto nella vita questa Lucarelli perché io debba avere la curiosità di leggerla?
      Se andiamo avanti così inizieremo a pubblicare gli aforismi che si leggono nei cessi degli autogrill….

      • MOI says:

        i tuk-tuk dovrebbero essere i “calessini piaggio” che trovi un po’ in tutto il SudEst Asiatico … nonché nelle isolette turustiche nostrane, tipo Tremiti, Elba, Ischia, Capri, Procida, Egadi, Eolie, Pantelleria, Lampedusa, ecc … …

      • Z. says:

        Selvaggia Lucarelli di lavoro credo faccia la blogger e le ospitate in TV. Sì, sono lavori, se ti pagano per farli 🙂

        Di aforismi da cesso dell’Autogrill ne ho trovato uno molto bello in Austria, che mi dissero molto diffuso da quelle parti:

        Wie Adolf Hitler sitz’ ich hier,
        die braune Masse unter mir.

        Lo trovo effettivamente più interessanti di molti articoli pubblicati al giorno d’oggi.

        • PinoMamet says:

          Perché non hai mai letto l’annuncio storico pubblicato nei cessi della Stazione di Fidenza:

          Se sei giovane e carino
          con gran voglia di sborrare
          347… devi chiamare
          il Gran Maestro del Pompino
          (no gays)

          Io me lo immaginavo bardato con mantello di ermellino e collana d’oro con simbolo dell’Ordine, mentre riceveva a casa sua, ma non ho avuto il coraggio di verificare 😉

          comunque, ecco, il suo ordine mi pare più serio di quelli della Massoneria 😉

          • Dif says:

            Un momento…il Gran Maestro, dunque un uomo, non vuole elargire i suoi servigi ai gay….mi sembra che ci sia un contraddizione…

          • PinoMamet says:

            Come siete limitati!

            Il Gran Maestro vuole ragazzi eterosessuali in vena di trasgrescion, non i soliti gay!

            😉

  9. Mario says:

    Purtroppo non ho mai conosciuto Selvaggia Lucarelli. Andai però a Bangkok nel ’99. I suoi abitanti mi sembrarono tutti dei liberali, lascivi e proni alle seduzioni di Occidente; più tradizionali, quasi austeri epperò lievi i vicini laotiani, che mi sorridevano dalla riva del maestoso, placido Mekong. Eppure — pensai già allora, quando non capivo nulla, ma credevo fermamente, quasi ottusamente nell’Idea — la Thailandia nel corso della seconda guerra mondiale si schierò a fianco delle potenze dell’Asse.

    • habsburgicus says:

      e Phibul Songgram, caso unico, riuscì a tornare al potere DOPO il conflitto…come filoamericano e anticomunista, però

  10. MOI says:

    Sì, ma visto che siamo in vena di “farla facile” il problema in Italia, per il Genius Loci è un altro :

    “Anche in Ucraina c’è una guerra, giusto ? E allora perché anziché uno tsunami umano di high quality fàiga che allora sì che il Piano Kalergi andrebbe bene … arriva invece uno tsunami umano di negri tutti maschi ?! ”

    Attenzione : la domanda di cui sopra, per quanto becera, NON comporta Espulsione dal Suffragio Universale per chiunque se la ponga, ergo è politicamente lecita, nevvero Habs ? 😉

    • habsburgicus says:

      io sull’ immigrazione dall’Ucraina non avrei obiezioni..
      specialmente se di ucrainE 😀
      gli ucrainI glieli lascio volentieri a Z, nelle Romagne più profonde

  11. mirkhond says:

    “Wie Adolf Hitler sitz’ ich hier,
    die braune Masse unter mir.”

    Che vuol dire?

    • Mario says:

      Grazie ancora per l’opportunità di esprimere qui opinioni eterodosse.
      I nessi tra la rivoluzione fascista e quella iraniana sono molti:
      1) l’attitudine metapolitica;
      2) la militarizzazione delle masse in senso spirituale: la massa diviene popolo per servire l’Idea;
      3) la mistica del combattimento, che è la vittoria;
      4) il ritorno alle autentiche radici dei rispettivi popoli;
      5) l’anticapitalismo e l’antimarxismo;
      6) l’elaborazione di riforme sociali impressionanti, oltre che sacrosante;
      7) lo Stato organico;
      8) l’estirpazione di cricche massoniche e plutocratiche dai gangli dello Stato.
      Che poi il fascismo abbia perso –ma lo ripeto, con fierezza e con onore: si tratta di una sconfitta solo materiale– è un punto a suo favore, in tal modo aggiungendosi romanticismo all’Idea. Molti, contro ogni considerazione opportunistica –che in Italia è la regola in tempo di pace, figuriamoci in guerra– non abbandonarono il capo, che non li abbondonò: questa è la vittoria.

      • MOI says:

        Nonostante i Patti Lateranensi (Clericalismo Politico di circostanza storica) il Fascismo era inequivocabilmente “NeoPaganeggiante” e “Secolarizzato” … questo,nonostante le comuni ossessioni economico-sociali da Lobby Ebraica, è un elemento di diversità fortissimo, rispetto all’ Iran Khomeinista !

        • Mario says:

          Mussolini morì coi sacramenti, fors’anche in concetto di santità.

        • MOI says:

          Parliam pur sempre di un Giovine Socialista di Predappio che ebbe a sfidare Dio (!) con un orologio …

          • MOI says:

            La definizione di “Uomo della Provvidenza” [cit.] è ancora vivai certe zone del Meridione, a detta di popolazioni che trasmettono il ricordo che il Fascismo fosse stato “meno peggio” dei Savoia Risorgimentali … o almeno così hanno appreso da una propaganda alla quale non hanno mai smesso di credere.

      • Z. says:

        Mario, questo forse è quel che il fascismo avrebbe voluto essere.

        Poi sappiamo cosa fu in realtà.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Che poi il fascismo abbia perso –ma lo ripeto, con fierezza e con onore: si tratta di una sconfitta solo materiale– è un punto a suo favore, in tal modo aggiungendosi romanticismo all’Idea”

        A me pare che abbia perso imbarcandosi in una guerra che cominciò con la pugnalata alle spalle ad una Francia sconfitta quando secondo il DVCE anche l’Inghilterra avrebbe avuto i mesi contati. Insomma, una vigliaccata finita malissimo, direi 😀
        Che poi sia finito onorevolmente può essere. Se definiamo “onore” come lo scannarsi tra gerarchi non appena i tempi si fanno duri, il pugnalarsi alle spalle nel Gran Consiglio e poi tentare un colpo di mano contro il governo legittimo favorendo un’invasione e un’occupazione straniera.

        • habsburgicus says:

          tentare un colpo di mano contro il governo legittimo favorendo un’invasione e un’occupazione straniera.

          lasciando perdere prima, queste due frasi sono incomprensibili..
          ti riferisci al (presunto) progetto di Muti in agosto 1943, fra l’altro non provato, mentre fu assassinato in modo vile lui ? non c’eentra nulla con il dopo
          il fascismo rinacque a Nord dopo la resa, a governo legitimo in fuga (l’invasione era già iniziata, per via della resa ed il passaggio di campo, e non c’entra nulla con il fascismo)..qualcosa già in tarda sera dell’8 settembre, episodi poi mitizzati (Franz Pagliani che entra con la rivoltella in mano nella prefettura di Badoglio a Bologna e se la fa consegnare, fascisti in camicia nera che si impadroniscono di alcuni edifici pubblici a Trieste), ma soprattutto dall’11 settembre (Roma) ed in particolare dopo la liberazione di Mussolini (12 settembre) quando i giochi erano fatti e i 2/3 d’Italia già in mano tedesca, con i marchi d’occupazioni poco dopo fatti meritoriamente ritirare dal nuovo governo fascista repubblica, il che evitò i disastri inflazionistici del Sud con le AM-Lire
          quindi le tue parole sono incomprensibili
          o forse volevi dire altro…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io parlo della RSI. Esisteva una nazione, il Regno d’Italia, con un suo legittimo governo, quello formato su incarico del Re, legittimo Capo dello Stato. Poi è arrivato il Grande Duce portato in trionfo un’orda di crucchi e si è ritagliato il proprio Stato personale nel Centro-Nord. E mentre centinaia di migliaia di internati italiani finivano schiavi nei campi di concentramento tedeschi per essersi rifiutati di tradire la patria, il Grande Duce leccava il culo all’invasore.
            Mi sembra comprensibilissimo perché si tratta di eventi noti anche ai gatti.

            • Z. says:

              Lessi che il rifiuto di tradire è stato osservato con percentuali altissime, quasi incredibili: tra il 98% e il 99% se ricordo bene.

              Certo, gli orrori dei Lager non erano noti come lo sono oggi, ma secondo me non basta per spiegare un rifiuto così massiccio e universale.

      • ” l’attitudine metapolitica”

        Tra le tante cose di cui parli, tocco solo questo tema.

        E’ vero che il Fascismo e la Repubblica Islamica si distinguevano entrambi – ad esempio – dal governo di Andreotti, perché non dicevano semplicemente, “votate per me e farò calare l’inflazione dall’1,9% all’1,7%”.

        Però in questo amplissimo senso, è “metapolitico” qualunque governo dichiari di avere qualche fine trascendente – anche quello statunitense, con la sua Missione Divina di Redimere il Mondo.

        La metapolitica fascista nasce da un filone preciso: la dichiarazione della Rivoluzione Francese, secondo cui la sovranità risiede nella Nazione. Che in quel momento diventa un’entità mistica e viva; e che continua nella retorica di Mazzini e in quella di tutti gli interventisti: il fascismo nasce a pochi mesi dalla fine della guerra, e continua semplicemente la retorica risorgimentale, che poi era anche quella dello Stato.

        La metapolitica iraniana si fonda invece su due cose, totalmente estranee allo Stato e che non esistono in Italia:

        – l’esistenza di un vasto numero di “saggi del bazar”, di persone cui ci si rivolgeva per risolvere tutte le dispute che nascevano all’interno del mercato, fondandosi su una lunga tradizione legale

        – il mito universalmente noto del sacrificio di Ali, Hasan e Husein (che qualche affinità psicologica potrebbe averla sia con il mito messianico ebraico, sia con il mito del sacrificio dell’RSI, ma non c’è nulla di simile ne fascismo quando nasce).

        Mentre lo Stato dello Shah aveva una propria metapolitica, molto più simile a quello nazionalista occidentale.

      • Francesco says:

        2) la militarizzazione delle masse in senso spirituale: la massa diviene popolo per servire l’Idea;

        – solo finchè non inizia la guerra, però

        3) la mistica del combattimento, che è la vittoria

        – a parte l’esito infausto, ti ricordo che la mistica prese il posto di strategia, tattica, addestramento e sviluppo delle armi. Per dirla alla democristiana, tanti posti di lavoro per incompetenti senza che avanzasse nulla per gli investimenti

        4) il ritorno alle autentiche radici dei rispettivi popoli;

        – quasi completamente farlocche nel caso del fascismo, obbligato a cancellare 1500 anni di storia italiana per esaltare Roma (una Roma peraltro posticcia)

        ciao

        • “quasi completamente farlocche nel caso del fascismo”

          Qui non sono del tutto d’accordo.

          Con Banti, credo che il fascismo sia per molti versi l’erede legittimo di tutta la cultura del Risorgimento. Che resta peraltro la base – dimenticata ma mai rinnegata – di tutta la “identità italiana” di oggi.

        • PinoMamet says:

          La vedo come Miguel, nel merito.

          Certamente il Fascismo esaltò principalmente Roma antica;ma lo faceva tutta la cultura italiana ufficiale, almeno dai tempi di Petrarca…

          • Francesco says:

            esaltare Roma per dimenticare il Papato, roba da massoni direi

            all’inizio per dimenticare di essere diventati zerbini per stranieri, poi però l’operazione culturale fu quella, fustigare la Chiesa per non essere diventati uguali alla Francia!

            bel nazionalismo, tra parentesi

            ciao

    • Z. says:

      “Come Adolf Hitler siedo qui,
      le masse marroni sotto di me”

      (in italiano il gioco di parole brune/marroni si perde…)

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      “che vuol dire?”

      Come Adolf Hitler io siedo qui
      la massa bruna sotto di me

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • MOI says:

        E l’ambiguità della battuta sta fra il polifosfato organico solido 😉 e le uniformi Naziste

  12. MOI says:

    Questa sì che sarebbe una clamorosa violazione di Laicità, mooolto peggio di qualunque saccone di juta ambulante in pubblico … in Francia !

    l neo sindaco Mastella si consacra alla Madonna delle Grazie

    http://www.ntr24.tv/2016/06/20/il-neo-sindaco-mastella-si-consacra-alla-madonna-delle-grazie/

    Invece in Italia, nella maggior parte dei casi fa sorridere, evocando tutt’al più un’atmosfera piacevolmente “arcaizzante” da film di Totò … una simpatica “Taronata” ;), ecco !

    • Mario says:

      credo che ance Mario dovrà concordare che queste rivoluzioni hanno avuto conseguenze infinitamente più durature della sua amata rivoluzione fascista.

      Lei è arguto, ironico, forse liberale. Io uso misurare l’importanza di una rivoluzione in termini di durata temporale. Il fascismo fu una rivoluzione perché riportò l’Italia democratico-borghese, un popolo fiaccato dagli infingimenti e dagli artifizi delle plutocrazie eschimesi, all’etica guerriera, alla dottrina aria di lotta e vittoria, alla sobrietà colma di “pietas” della Roma repubblicana.

      E il fascismo del 1922-1943, che cos’è?

      Il mito di Roma che risorge, quasi duemila anni dopo.

      • Mario says:

        errata corrigo: “io non uso”

        • habsburgicus says:

          hai letto quanto ho scritto io ? (quando esamino le varie rivoluzioni)
          quella fascista POTEVA essere grande, grandissima…così non è stato, per debellatio, definitiva (suvvia, non c’è ritorno ! il 1945 ha chiuso un’epoca, per sempre)…e per quanto io sia lontanissimo da ogni forma di fascismo, credici o no, non me compiaccio assolutamente…ma è così…che ci piaccia o no

          • Francesco says:

            >> quella fascista POTEVA essere grande, grandissima

            non mi pare ci fosse il materiale umano per fare granchè, nonostante la molta gente per bene e in gamba raggirata da BM e da AH

            proprio non c’erano le basi per essere grandi

      • ” Il fascismo fu una rivoluzione perché”

        Infatti, è difficile ragionare in termini di “grandezza”, che può significare tante cose.

        In termini concreti, credo che la rivoluzione inglese degli anni della guerra napoleonica sia stata molto più importante di quella francese.

  13. mirkhond says:

    Mi sembra che il mito crollasse nel 1940-1943, alla prova del confronto con le grandi potenze dell’epoca……

  14. Grog says:

    Qui si apre un capitolo molto delicato, della donna sono meglio le tette o il culo?
    Io personalmente sono un culofilo e le tette mi hanno sempre un poco spaventato e contemporaneamente attratto, colpa del periodo storico in cui le FEMMINISTE IMPERVERSAVANO ANCHE PER MESTRE E VENEZIA.
    Le femministe le tette le usavano come ARMA, infatti nascondevano i quarti inferiori sotto gonne lunghe e pieghettate mentre tenevano orgogliosamente le TETTE AL VENTO, se facevi una piccola ed educata “avance” ti apostrofavano con il termine MASCHIETTO COSA CAZZO VUOI al che io mi estraniavo nei miei 198 [cm] (statura non fallo) e temevo di ESSERE ABBATTUTO A COLPI DI TETTA.
    La voglia di femmina era tale per cui avevo fatto una pianta delle palestre dove si giocava a pallacanestro per trovare femmine di statura non piccola adatte alle mie misure, infine per ringraziare le signorine disponibili e ben educate che non mi interpellavano con un “che cazzo vuoi” alla prima occasione le ricoprivo di DOLCI BACINI SULLE TETTE E SUI CAPEZZOLOTTI che erano generalmente apprezzati.
    Ecco spiegata la mia dualità rispetto alla tetta.
    Grog! Grog! Grog!

    • habsburgicus says:

      le tette sono sempre le n° 1 ! senza ottime tette, la femmina è priva di qualcosa, fosse anche splendida in tutto il resto
      però financo il lato B non è da trascurare, eh..e perché non dovrebbero essere belli non entrambe ?
      pure le gambe, lunghe, belle, non son da tralasciare

  15. Mario says:

    La donna, che meravigliosa invenzione: il riposo del guerriero! Taceat mulier in ecclesia… Peccato per Eva.

  16. habsburgicus says:

    io ho sempre pensato che se il comunismo vuole rinascere, deve andare più a sinistra di Lin Piao :D, è prevedere anche gnocca per tutti 😀 vero, Moi ? 😀
    del resto, marx-leninisticamente, non è un ingiusto “privilegio borghese” che il capitalista (leggi alto manager) possa avere (e ha, se non è gay :D) figa di altissima qualità ad libitum, mentre il proletario o in genere il morto di fame è spesso (tranne l’amico di Miguel :D) anche un “morto di f.” 😀 ? o comunque non ha il meglio (modelle ventenni ecc che ovviamente manco salutano chi non è al di sopra di una certa soglia economica :D)
    il regime comunista del futuro dovrebbe provvedere a ciò, se vuole avere successo 😀
    e obbligare la supergnocca a darla 😀 per il Bene del Partito, anche allo zelante militante “sfigato”, che magari ha diffuso il Verbo di Marx-Engels-Lenin-Stalin nelle fabbriche o a scuole
    che ne pensato di questo comunismo riformato ? anche il PMLI è borghese, ne converrete 😀

  17. izzaldin says:

    @Mario
    Lei è arguto, ironico, forse liberale. Io uso misurare l’importanza di una rivoluzione in termini di durata temporale. Il fascismo fu una rivoluzione perché riportò l’Italia democratico-borghese, un popolo fiaccato dagli infingimenti e dagli artifizi delle plutocrazie eschimesi, all’etica guerriera, alla dottrina aria di lotta e vittoria, alla sobrietà colma di “pietas” della Roma repubblicana.

    guarda che l’esercito italiano aveva fatto la prima guerra mondiale, il popolo era già guerriero, e ancora di più lo erano le elites.
    ecco, questo è ciò che non vedi del fascismo: si accordò con le elites (Agnelli, Pirelli, Papato etc) e schiacciò a bastonate i contadini socialisti. non esattamente una rivoluzione, una occupazione di posti di potere piuttosto. i gerarchi erano assai litigiosi per ciò che riguardava le poltrone, e il popolo era talmente guerriero che disertò in massa.
    tu parli di “miti” che “risorgono”, Z. giustamente parla di un ex giornalista sovrappeso che si traveste da contadino e scappa come un ratto, con le tasche piene dell’oro dei suoi connazionali.

    • izzaldin says:

      p.s.
      “Lei è arguto”
      mi stupisce che un Vero Fascista come Mario si rivolga a me usando il “Lei”.
      forse nell’ultimo periodo è stato un po’ fiaccato dagli infingimenti e dagli artifizi delle plutocrazie eschimesi e ha perso la bussola.

    • habsburgicus says:

      con le tasche piene dell’oro dei suoi connazionali.

      questa é un’ignominia che si sperava, evidentemente a torto, di non leggere mai qui…che Mussolini, a differenza di molti governanti che gli succedettero, non si sia mai arricchito dovrebbe essere noto..l’unico oro, se c’era (ed era oro di governo che presumibilmente avrebbe dovuto servire a scopi politici anche se altretanto presumibilmente, se il progetto fosse riuscito, se ne sarebbe impadronito qualcuno privatamente-ma non Mussolini !) sarà pappato dal PCI..che provvederà a far tappare le bocche di chi, anche partigiano, voleva sapere troppo 😀 si pensi a Neri e alla “Gianna”, e a molti altri

      • izzaldin says:

        so bene che a Mussolini interessava il potere e non il denaro.
        ciò non toglie che quello che ho scritto corrisponde al vero, la cruda verità.
        un ex giornalista sovrappeso che si traveste da contadino e scappa come un ratto, con le tasche piene dell’oro dei suoi connazionali.

        se tu mi correggi dicendo che era “oro di governo” e che è stato preso dal PCI io naturalmente accetto l’appunto, ma detto questo, le tasche erano effetivamente piene d’oro, non di dottrina aria guerriera o di miti risorti 🙂

      • Andrea Di Vita says:

        @ habsburgicus

        “unico oro”

        Ehm…

        A Napoli l’acronimo MVSN della Milizia Volontaria dela Sicurezza nazionale era re-interpretato come ‘Magnamm’e Vuimme Sule Nuie’ = ‘Mangiamo e Beviamo Solo Noi’.

        E non si tratta di pregiudizio anti-Napoletani.

        A Genova l’austero e ricchissimo Gaslini, imprenditore dell’olio, dono’ al regime 1 miliardo (del’epoca) per la realizzazione dell’ospedale pediatrico che porta il nome di sua figlia morta. DI fronte alle ruberie e alle lungaggini che videro sparire il denaro senza costrutto, chiese e ottenne -lui riservato al limite del patologico, anche per un Genovese- udienza da Mussolini. Di fronte a lui mostro’ i documenti per la donazione al regime un’altro miliardo. Mussolini evitò il ripetersi della figuraccia e l’ospedale, tuttora centro di eccellenza per la pediatria, fu finalmente costruito.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • ““unico oro”

          Ehm…”

          Ma credo che sia una polemica non particolarmente fruttuosa 🙂

          Credo che Mussolini fosse abbastanza “onesto” nel senso grillino, e lo dimostra anche l’episodio che Andrea cita, in fondo.

          Ma proprio l’impossibilità di protestare pubblicamente ha permesso ruberie incontrollate, in tutta Italia. Difficile definire “fascisti” i ladri, nel senso che erano spesso le stesse persone che rubavano prima e che avrebbero continuato a rubare dopo.

          Ma ovviamente, durante il fascismo, erano i primi a dirsi fascisti. E ad approfittare del fatto per rendere la vita difficile a chiunque osasse commentare le loro ruberie, anche all’interno del PNF.

          Oggi fanno le stesse cose e hanno sempre la tessera del Partito Unico, ma almeno controllano con gli avvocati prima che le carte siano abbastanza in regola, e – almeno a Firenze – evitano di usare l’olio di ricino.

  18. MOI says:

    Molto paradossalmente rispetto a come si usano le parole oggi … il Fascismo all’ inizio era “Alternativo” al Bolscevismo (che salta a piè pari una fase del Marxismo … perciò è discutibile definirlo tale), ne riprende moltissimi “stilemi” : propaganda, totalitarismo, culti della personalità “in primissimis”. Sviluppa la “Nazione” anziché la “Società” , l’altra aporìa del Giacobinismo … ma dallo stesso deriva. Però NON tocca la Proprietà Privata … che era questo (!) a far paura !

    il Khomeinismo è più simile al Fascismo, tranne per una cosa molto importante : basarsi su di un’ Idea Eterna (Dio) anziché il Comunismo … difatti mentre i Fascismi crollano assieme alla Personalità Oggetto di Culto “di turno” … i Comunismi (o almeno i Socialismi Reali, come inifinita fase propeduetica al Comunismo) invece poi “van di lungo” 😉 tranquillamente con chi “va su” 🙂 dopo.

  19. MOI says:

    Dio e Comunismo sono Idee Eterne … la Grandezza di un Tempo che fu, no.

    • izzaldin says:

      bravo Moi.
      la prospettiva escatologica del comunismo gli ha permesso di sopravvivere alle figure carismatiche fondative, al contrario dei fascismi

      • Z. says:

        Veramente, al giorno d’oggi, mi sembra molto più facile dirsi “fascisti” che “comunisti”.

        Fascisti oggi: culto della violenza, botte agli avversari politici, l’Italia agli italiani, facciamo i nostri comodi, ordine e disciplina ma solo per gli altri. A volte si presentano sotto diversi nomi (e neppure sempre), ma gran differenza col fascismo di ieri non ce lo vedo.

        Comunisti oggi: boh, in cosa crede un “comunista”, oggi? nei centri sociali? nel gulag? nell’utero in affitto? in Michele Santoro?

        Quale ideologia è davvero passata di moda, tra le due?

        • izzaldin says:

          su questo hai ragione, oggi è molto più facile e alla moda dirsi fascista che non comunista.
          io concordo con Moi sul fatto che da un punto di vista storico i regimi comunisti abbiano retto più a lungo di quelli fascisti proprio grazie all’ideale della società senza classi.
          oggi entrambe le fazioni hanno i loro cosplayers ma indubbiamente hai ragione sul fatto che in Italia sia molto più semplice dirsi fascisti che non comunisti

          • mirkhond says:

            Più che dirsi fascisti (che ufficialmente, è ancora una parolaccia), ragionare e comportarsi da fascisti.
            Insomma fascisti in tutto, tranne che nel nome…..

            • habsburgicus says:

              @Miguel
              secondo me tu sottovaluti un po’ troppo l’URSS (lo fece anche AH, sei in compagnia eccellente anche se non buona :D)
              le tue intuizioni sono però molto affascinanti, come al solito, e potresti anche prenderci…
              in effetti uno dei problemi più grandi del Dopoguerra credo stia nel valutare la forza effettiva dell’URSS
              in effetti, se l’URSS fosse stata quel che dici e gli altri non se ne accorsero, fu un errore per noi entrare nella NATO (o almeno non uscirne a fine 1950′..o provarci almeno ! per entrare, spingemmo noi, contro la vulgata di sx)
              tutta la nostra politica sarebbe errata..io te lo concedo nei tardi ’70 (secondo me ad esempio, prendendo spunto dal tuo video, l’Europa non doveva aver paura del Khalq e dunque vedere in modo sereno la marxistizzazione dell’afghanistan, comunque assolutamente non aiutare gli islamici di cui si sapeva poco ma c’era già da tremare..magari, è diplomazia questa :D, estorcendo all’URSS qualche privilegio commerciale all’Est)
              sul prima di metà ’70 ho qualche dubbio
              ma, ripeto, poni una questione importante e ti invito a ritornarci..magari con un post ad hoc, quando avrai tempo e voglia !

              • “secondo me tu sottovaluti un po’ troppo l’URSS ”

                Sensazione a pelle, revocabile con un minimo di dati contrari…

                1) con Aleksandr Zinov’ev, concordo che l’URSS è stato solo il breve e pittoresco nome dato per un certo periodo alla Russia

                2) la Russia non è un gradevole vicino immediato, come possono confermare polacchi e georgiani

                3) chi attacca la Russia, finisce digerito e sputato

                4) a parte polacchi e georgiani, la Russia non ha mai avuto la testa o l’energia di rompere le scatole agli altri

                P.S. Quando erano in fase Testimone di Geova, ogni giorno dicevano cose tremende a proposito di come il mondo intero sarebe crollato. Evitando attentamente di fare qualunque cosa perché succedesse.

            • Francesco says:

              Hasb

              si diceva che l’URSS fosse un paese con un’industria pesante e militare da primo mondo e senza un’industria leggera di beni di consumo.

              ma che tra la prima, la direzione politica del PCUS, la disponibilità delle sinistre occidentali, fosse un vero pericolo

              che quello che era successo in Europa Centrale sarebbe potuto succedere in quella Occidentale, un pezzetto alla volta

              iniziando col mandare via gli americani, col tagliare le spese militari, col dividersi e finendo pian piano ad autoridursi la libertà per amor di pace

              non trovo fosse uno scenario implausibile, con le informazioni allora disponibili

              anzi, la miseria dei Russi comuni convinceva della cattiveria dei Russi comunisti

              ciao

            • Z. says:

              Le sinistre occidentali filosovietiche erano partiti che valgono quanto SEL oggi (a proposito: esiste ancora?). Forse un pelino meno.

              L’unico partito di massa nel Cominform è il PCI. Ma Stalin, assieme al Migliore secondo Canfora, aveva già concordato l’assegnazione dell’ Italia agli Stati Uniti.

              In generale Stalin non era così espansionista come lo volle dipingere la propaganda. Aveva altri difetti, diciamo, ancora non del tutto noti in Occidente.

            • habsburgicus says:

              @Francesco
              si, forse l’obiettivo era la finlandizzazione..loro non se la passarono male, ma a lungo andare poteva divenire pericolosa
              sul pericolo concreto del comunismo almeno finché visse Stalin, tendo a darti ragione e non mi fiderei molto del PCI..certo Italia ad influenza occidentale rebus sic stantibus, ma all’occasione opportuna..zac ! e cosi fece Togliatti, con un PCI legalitario e attrezzato per la lotta parlamentare e culturale ove stravinse [grazie all’insipienza dei DC] ma al contempo con la “Gladio Rossa! e con altre strutture clandestine (alcune forse patrocinate da Secchia e non da Togliatti che le eliminò una volta messo in riga il sopracitato)

            • habsburgicus says:

              @Miguel
              ucraini, lituani, lettoni, estoni, financo alcuni bielorussi si aggiungerebbero alla lista degli “oppressi” volentieri..ma concordo con te in anticipo che per i Baltici si tratta di qualcosa di recente (i lituani erano pro-russi in quanto anti-polacchi sino al 1940 !) e per gli ucraini vi è forte divisione..l’interpretazione nazionalista della storia ucraina come espressa da Hrushevs’kyj ingl 1970 (l’originale in ucraino in 10 volumi), Doroshenko ingl 1975, Magocsi, Subtel’nyj, Jekel’chyk (autori che ritengo non siano stati letti da molti in Italia, oltre al sottoscritto-tranne l’originale ucraino in 10 voll !) punta ad una “vittimizzzione2 anti-russa, diversa da autore ad autore (Magocsi oggi è odiato dagli ucraini in quanto adepto del rusynismo ovvero sostiene OGGI che gli slavo-orientali dell’Ungheria storica pre-Trianon e, con aporia storica, i Lemko della Polonia sarebbero un popolo distinto, il quarto popolo est-slavo, ovvero il popolo rusyno, che è poi la forma da cui derivò “ruteno” :D), ma siamo sicuri che questa interpretazione sia già penetrata fra gli ucraini ? io direi di no, tranne in Galizia e forse negli ambienti colti di Kyjiv

          • habsburgicus says:

            abbiano retto più a lungo di quelli fascisti proprio grazie all’ideale della società senza classi.

            ma dai..e la guerra non conta ? tutto il mondo contro il fascismo e la conseguente debellatio vorrà pur dire qualcosa
            il comunismo mai fu seriamente minacciato (e nel 1941)..solo il grande McCarthy, uomo che poteva cambiare la Storia avesse avuto la cultura necessaria (che per definizione da “americano vero” non poteva avere) rese per un attimo seria la “guerra fredda” che ebbe un momento di pericolo sotto i “buoni” Khrushchev e Kennedy, per l’incompetenza dei tipi 😀 altimenti fu una pagliacciata e solo fuffa che mascherò la spartizione del mondo fra Washington e Mosca, sino a Reagan che volle vedere le carte e scoprì che il Re era nudo
            il comunismo è finito ingloriosamente
            in Cina resta, ma è ormai capitalismo anzi “fascismo” nell’accezione volgare (regime forte, nazjonalismo, libertà economica)

            • habsburgicus says:

              e nel 1941 aiutato

            • “solo il grande McCarthy, ”

              Illustre predecessore di Hillary Clinton, nel suo tentativo di salvare gli Stati Uniti dalle trame russe 🙂

            • “ma dai..e la guerra non conta ? tutto il mondo contro il fascismo e la conseguente debellatio vorrà pur dire qualcosa”

              Non lo so.

              La Germania minacciava il dominio inglese dei mari; l’Italia quello inglese del Mediterraneo e del Nilo; il Giappone quello del Pacifico.

              L’URSS era un paese poverissimo che bofonchiava di cataclismi mondiali e mandava in giro maledizioni un po’ come fanno i Testimoni di Geova.

        • habsburgicus says:

          la moda non conta…
          il fascismo resta colpito dalla Costituzione (a proposito, alla faccia dell’eguaglianza dei cittadini 😀 eguaglianza di tutti, ma non per i fascisti 😀 che non possono neppure più crearsi un loro partito, atto illiberalissimo in sé..mi si dirà, c’è stata la dittatura..ma in PL, CS, SK, H, RO, BG, YU, EST, LV, EST, UA, MD, ALB eccetera cosa dovrebbero fare allora ? e là la dittatura durò il doppio e in ex-URSS oltre il triplo ed è finito da un venticinquennio non da settanta anni)
          ciò è rinforzato da legge Scelba, legge Mancino, legge sull’ortodossia ideologica ecc, che pone i fascisti al limbo..magari lo Stato, specialmente da Roma in giù, non applica tutto, ma ha in mano gli strumenti per distruggere nel modo più brutale in ogni momento ogni fascista vero e presunto (ogni radicalizzazione è possibile senza preavviso, parrebbe che da voi nelle Romagna-con danno economico per voi, non offendetevi, ma siete pure fessi :D-dopo le proteste di qualcuno invero rebus sic stantibus autorevole, vieteranno i gadget di Benito, forse chiuderanno pure i suoi luoghi a Predappio, tollerati financo ai tempi di Togliatti ! dando così la stretta finale al turismo “nostalgico”)
          nulla di questo per i comunisti
          hanno le cattedre universitarie, anche chi per impudenza nega i crimini di Stalin
          i loro simboli sono normalissimi, le magliette con il Che sono pure trendy
          sono protetti a tutti i livelli
          non c’è e non ci sarà alcuna legge Scelba per loro
          dunque paragone improponibile
          che poi nonostante tutto questo, il comunismo sia in coma è u buon segno 😀 del resto per battere il fascismo ci volle l’intero mondo coalizzato e una spietatezza senza parti, per vincere il comunismo bastò che Gorbaciov dicesse “contrordine compagni”..quindi sì, su quello hai ragione 😀

        • “Fascisti oggi:”

          Come sai, per me l’importante non è la correttezza dei termini (si può discutere all’infinito), ma avere una definizione chiara che sia utile.

          Quella che dai tu di “fascista” ha il pregio della chiarezza.

          Stai parlando di un tipo umano, magari abbastanza diffuso tra gli squadristi del 1921. E anche molto raro oggi in Italia: tu stesso hai scritto quanto siano rari gli omicidi in Italia; mentre di risse a sfondo politico ce ne sarà qualche decina tutto l’anno.

          “L’Italia agli italiani” poi è una questione, o del Risorgimento o di oggi, ai tempi del fascismo la questione era semmai, “la Dalmazia agli italiani”, ma ha altre sfumature.

          Io personalmente preferisco una definizione più politica e specifica, perché di gente che “faceva i propri comodi” se ne trovava anche nelle montagne del Chiapas nell’XII secolo.

          Diciamo – “esiste un interesse supremo della Nazione, che richiede la soppressione dei conflitti interni; il culto dell’apparato statale al di sopra delle parti; tiriamo la cinghia insieme che c’è la crisi economica; sorridiamo che con uno sforzo di volontà collettiva faremo splendere il nostro paese”. Roba del genere.

          • Z. says:

            Miguel,

            non escludo che, nel Ventennio, fosse possibile trovare dei tesserati al PNF che professavano il tuo virgolettato. Del resto, si trattava della propaganda diffusa per giustificare l’abuso e la violenza, e la propaganda è fatta per fare presa.

            Ma se per “fascista” si intende il fascista medio, ciò che comunemente vien detto “fascista”, credo che la mia descrizione ne identifichi un numero decisamente superiore.

            Certo, non tutte le epoche sono violente allo stesso modo: quella odierna lo è meno di quella di cent’anni fa, sicché anche i fascisti di oggi sono meno violenti di quelli di allora. Guidano altre automobili e usano il PC.

            Ma il gusto della prevaricazione, il culto della violenza, il principio “ordine e disciplina, per gli altri” descrivono tanto i fascisti di oggi come quelli di ieri.

            Poi, come tu stesso dici, il nomen iuris importa poco. Se sopra un sacco di ciò che si usa chiamare “patate” scrivo “fagioli”, il contenuto non cambia forma né sapore. L’importante è capirsi 🙂

            • Tornando a ragionare sul fascismo, Z scriveva…

              “non escludo che, nel Ventennio, fosse possibile trovare dei tesserati al PNF che professavano il tuo virgolettato. Del resto, si trattava della propaganda diffusa per giustificare l’abuso e la violenza, e la propaganda è fatta per fare presa.”

              Non sono d’accordo.

              Credo che queste cose fossero proprio la caratteristica distintiva del fascismo, rispetto ai normali traffici e prepotenze che caratterizzano tutti i rapporti umani.

              Cioè, l’idea di trattare l’intera società come un grande esercito, raccolto attorno all’industria pesante; un esercito in cui i singoli soldati dovevano trovarsi abbastanza bene ed entusiasti, dove non si dovevano mai discutere gli ordini (che alla fine erano quelli dei capitani d’industria) e dove la Nazione-Esercito doveva procurarsi i mezzi per la propria sopravvivenza dalle colonie.

              In realtà, il fascismo non ci è mai riuscito, le colonie facevano ridere eccetera, ma l’incompetenza e la corruzione non sono “fascismo”.

            • Z. says:

              Miguel, quella era la veste che il fascismo si è voluto dare divenuto regime. E ripeto, non dubito che ci sia chi ci abbia creduto, nonostante il regime ci assomigliasse quanto io assomiglio a Heidi Klum: c’era chi regalava i segreti del suo Paese a Stalin per fede politica…

              Quel che dico è che lo spirito che anima chi oggi si dice “fascista” o simili mi sembra mediamente molto simile allo spirito delle squadracce. Basta guardarli in faccia e sentirli parlare: non serve leggere i proclami posticci di qualche ideologo di regime.

              Sicché il termine “fascista”, in questo senso, mi sembra qualcosa di sempre attuale, e sostanzialmente corretto.

              • “Miguel, quella era la veste che il fascismo si è voluto dare divenuto regime.”

                Ovviamente c’è del vero in quello che dici.

                Pensiamo – storicamente – in termini di linee di forza.

                C’era una base fatta di tante cose: i tratti caratteriali che dici tui, o la lettura delle poesie di Foscolo, o esaltazioni anticlericali, o il fatto di trovarsi disoccupati dopo aver combattuto in trincea per anni, o la rabbia del bracciante sfruttato dal mezzadro, o la lite per il confine del podere con il vicino socialista o mille altre cose.

                Questa è una base informe, finché non arriva la “linea di forza”. Cioè il problema di:

                – ristrutturare le industrie totalmente votate alla produzione bellica

                – ristrutturare e modernizzare la mezzadria in modo da resistere alla concorrenza internazionale.

                Il fascismo è la decisione della Confindustria di ristrutturare l’Italia in questo modo, il resto è per me pittoresco contorno.

                Ora, la domanda è: oggi la Confindustria cosa pensa del postatore rancoroso medio su Facebook?

              • Chiarisco: molto di quello che dice Z è vero, riguardo al caratteraccio dei primi squadristi, e anche di alcuni gerarchi locali dopo. E certamente c’era una retorica fatta per far sentire importante gente così.

                Il pericolo dell’analisi di Z è che si finisca per immaginare che l’Italia per vent’anni sia stata in mano alla Curva Fiesole: gente magari un po’ manesca e ignorante, ma alla fine anche simpatica e umana.

                No, l’Italia è stata per vent’anni, come per mille anni, in mano a speculatori immobiliari, trafficanti, truffatori, sfruttatori, inquinatori, latifondisti, notai, mafiosi, notabili di stato e non.

                E che non c’erano solo in un “fascismo regime”: c’erano dal primo giorno in cui hanno deciso che faceva comodo un vivace socialista che però voleva che si sparasse agli austriaci; e ci sono ancora oggi.

            • Z. says:

              Miguel, secondo me qui mi stai facendo il marxista due volte.

              Dal punto di vista filosofico, perché consideri esplicitamente “pittoresco contorno” ciò che è l’analisi di un modo di essere, di vivere, di comportarsi che mutatis mutandis esisteva allora ed esiste oggi, subordinandolo a questioni economiche contingenti. Che però, poiché economiche, devono necessariamente essere il sostrato e il motore del resto.

              Dal punto di vista politico, perché identifichi i fascisti con l’uso che industriali e agrari ne hanno fatto, come se non fossero stati altro che “il braccio armato della reazione”, per dirla con la tradizionale analisi marxista. Certamente i fascisti sono stati impiegati dai potentati economici, e da quest’ultimi finanziati, ma i fascisti non sono un’invenzione di Confindustria, né degli agrari.

              Sicché non mi stupisce che qualcuno che disprezza chi ritiene diverso o straniero, cui piace la violenza, vessare gli altri, divertirsi a vederli soffrire, ritenere che gli altri debbano stare in riga ma non lui etc. si definisca “fascista” e sia definito “fascista”.

              Perché nell’Italia contemporanea quel genere di persone – sempre esistito, e che sempre esisterà – ha ricevuto visibilità e dignità pubblica, e investitura ufficiale, per la prima volta in un dato periodo storico, sotto il nome di “fascisti”.

              Il resto mi sembra accessorio. Certo, a volte hanno un tatuaggio con scritto DVX, altre volte uno col nome di una squadra, a seconda dei casi e delle circostanze storiche. A volte le persone di questo tipo vengono messe sotto contratto da qualche potentato e talvolta no, a seconda – di nuovo – dei casi, delle circostanze, e così via.

              • “Miguel, secondo me qui mi stai facendo il marxista due volte.”

                Una bella discussione 🙂

                Non parlo di questioni economiche contingenti, ma di potere.

                La gente che controlla banche, terre, giornali, industrie, elezioni, appalti ha potere, che non è certamente solo una questione economica, è anche umana e determina il modo di vivere di tutti.

                Se pensassi davvero che nella storia italiana ci fosse stato un fantastico intervallo di vent’anni, in cui questi sarebbero stati comandati dai ragazzi Curva Fiesole, darei un giudizio ben diverso del fascismo.

                Se poi mi dici che durante il fascismo, alcuni ragazzi della Curva Fiesole hanno fatto fortuna, e altri si sono anche illusi di essere qualcosa in più che carne da cannone, sono d’accordo.

              • Credo che il modo migliore per studiare il fascismo sia la storia locale, visto che il fascismo era nei fatti assai decentrato.

                La prima cosa che scopri è che la grande maggioranza dei Podestà erano aristocratici, gli stessi che comandavano prima. Moltissimi imprenditori, molti massoni più o meno praticanti, tanti latifondisti.

            • Z. says:

              Poi non so cosa pensi Confindustria del rancoroso medio su FB. Di certo il rancoroso medio (così come il non rancoroso) è un obiettivo della propaganda: in Italia ci sono almeno due movimenti politici attivi nel tentativo di influenzarlo, carpire il suo consenso e scagliarlo contro i propri avversari.

              Ma secondo me qui si sta uscendo dal seminario 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              “in Italia ci sono almeno due movimenti politici attivi nel tentativo di influenzarlo”

              Cioè stai dicendo che in Italia esistono solo due partiti che fanno campagna elettorale? 😀 Dal rumore di sottofondo quotidiano non direi 😀

            • Z. says:

              Ce ne sono parecchi ma solo due puntano seriamente a reclutare i rabbiosi da web. Renzi preferisce frasi nazionalpopolari per famiglie, la sinistra non pervenuta, Meloni e Magdi non saprei 🙂

  20. mirkhond says:

    Perché annuncia la giustizia sociale.
    Un pò come la Fede in Dio, se intesa correttamente…..

  21. habsburgicus says:

    @Miguel
    Ma è evidente che i fascisti che giravano per le campagne toscane nel 1921…
    Il fascismo nasce allora

    come sempre, filogicamente, hai ragione…
    io però preferisco la definizione sovietica che chiama fascismo anche il NS…tanto che ho trovato un documento dell’epoca, di fine agosto 1941, in cui mi pare Alfieri parla dei due Fascismi
    dunque quando dico fascismo, in generale, penso anche per non dire soprattutto alla versione tedesca, come puoi rendertene facilmente conto leggendo il mio comento sopra (per quanto io sia un o’ nazionalista, sostenere che ci volle tutto il mondo per debellare l’Italia sarebbe un po’ troppo 😀 )
    tutto poteva andare diversamente, non solo prima del 30/1/1933 ma anche sino al 1935/1936 (bastava lasciar prendere l’Etiopia agli italiani, di grazia e senza far storie; poi eccitarlo contro la Germania sull’Austria, magari-ma lì ci vuole la furbizia di un inglese non churchilliano :D…spingere gli jugoslavi dove c’erano anche in Serbia correnti pro-tedesche verso la Germania a sconto di scontentare i galli e ciò ipso facto avrebbe un Musolini africano nemico irreconciliabile dell’hitlerismo..E TUTTA LA STORIA SAREBBE CAMBIATA) ma andò così
    il matrimonio ex post fra Benito e AH è ora indissolubile…i più dei fascisti di oggi, quelli duri, lo ammettono
    e ne consegue a fortiori che i fascisti toscani del 1921, massoni e anti-tedeschi (in gran parte) non sono più fascisti ! lo erano allora, ma non lo sono più oggi, al massimo sono proto-venticinqueluglisti o per usare un termine introdotti oggi da alcuni ultra-fascisti sono “destristi” [gli stessi odiano il MSI ritenendolo antifascista e “destrista”]
    oggi il fascismo per definizione deriva dall’atteggiamento preso nella II GM
    il prima non conta più
    o meglio conta….ma quanto possono contare le campagne di Massimiliano di Baviera all’inizio del seicento, roba da eruditi

    p.S
    la definizione sovietica va però presa cum grano salis; io rifiuto l’estensione estrema della parola “fascismo” tipica dei “compagni”
    secondo me possono definirsi fascisti solo 4 Regimi, anzi 5 (ma erano 4 perché uno era finito)
    1.Germania NS il secondo fascismo per cronologia ma il più importante e “compiuto” (lì sono previano)
    2.Italia 1922-1943 e 1943-1945 al Nord
    3.Spagna, MA SOLO da 1939 a 1943 …dal 1943/1945 la Spagna non è più fascjsta !!!!!
    4.Romania, 14/9/1940-20/1/1941 regime nazional-legionario Antonescu dopo l’eliminazione dei legionari non è fascista !
    5.Ungheria delle Croci Frecciate, 16/10/1944-4/4/1945 (e un po’ prima)
    bon (con qualche dubbio sugli ustascia che però ritengo ultra-nazionalisti balcanici)
    non erano fascisti Salazar, Franco (dal 1945), Horthy, Mons, Tiso, Pétain e Laval, Filov ecc ecc e tantomeno Pilsudski, Smetona, Ulmanis, Alessandro I, l’infame Re Carol né Pinochet, Videla e mille altri (il fascismo finisce per sempre nel 1945)

    • izzaldin says:

      secondo me possono definirsi fascisti solo 4 Regimi, anzi 5 (ma erano 4 perché uno era finito)

      sono abbastanza d’accordo con questa distinzione.
      come definiresti però Franco, Videla e Pinochet?

      • habsburgicus says:

        gli ultimi due “dittatori di destra”
        per Franco, regime nazional-cattolico, franchismo o anche dittatura di destra, tenendo presente che è un’altra destra però (antimassonica ad esempio, mentre Pinochet era “fratello” e Videla non li amava, lui, ma aveva Massera ed era in stretti rapporti, probabilmente non di “amore” ma di “necessità” con un certo Licio…che si vantò di aver ben 6 Ministri italiani all’orecchio 😀 oltre a centinaia di deputati, senatori, militari, diplomatici, prefetti, giornalisti ecc..cioè tutto il Gotha italico di quei tempi e non solo italico, dati i rapporti con l’Argentina dei militari, e-udite, udite, con la Romania di Ceausescu ! 😀 )

        • Z. says:

          D’accordo sulle tue definizioni. Solo una domanda: cosa distingue una dittatura di destra massonica da una dittatura di destra antimassonica? In concreto, non in teoria 🙂

          • habsburgicus says:

            in altre epoche, credo, l’atteggiamento verso la Chiesa
            ma Pinochet e Videla sono post-Concilio, non si possono far paragoni con Franco che fu in gran parte pre-Concilio, ma non tutto
            per dire una Chiesa pre-Concilio avrebbe chiesto a Pinochet (fregandosene magari degli operai e dei minatori :D) di restaurare i privilegi ecclesiastici, introdurre giuramenti sul Crocefisso, religione nelle scuole, NO alla propaganda protestante, solenni cerimonie pubbliche ecc…il massone Pinochet avrebbe potuto, o voluto, accettarle ? chi lo sa…se vero massone, no
            invece Franco fece proprio questo e molto altro fra il plauso della Chiesa
            poi fecero il Concilio e si misero a criticare il buon Franco che ledeva la libertà religiosa..ah, ‘sti preti 😀 come si fa a non diventare un po’ anticlericali 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              “ah, ‘sti preti 😀 come si fa a non diventare un po’ anticlericali”

              Per la serie, i preti ci piacciono solo quando ci sostengono, altrimenti si invoca la laicità dello Stato 😀

    • “tutto poteva andare diversamente, non solo prima del 30/1/1933 ma anche sino al 1935/1936”

      Concordo in pieno. I governi della Polonia o della Grecia dell’epoca avrebbero potuto benissimo essere considerati “fascisti”, e invece…

      Una distinzione interessante sarebbe da fare tra governi “imperialisti” e governi davvero autarchici.

      Germania, Italia e Giappone avevano scelto (o avevano realmente bisogno) di espandersi.

      Turchia, Spagna, Romania, Grecia di Metaxas, Cile di Pinochet, no. E infatti sono regimi che non associamo a guerre. Poi magari è legato alla possibilità di ciascuno – magari se il Marocco non fosse stato francese, il pacifico Francisco Franco se lo sarebbe pappato…

      • Z. says:

        OK per Salazar e il franchismo postbellico. Ma perché Metaxas no?

        • habsburgicus says:

          perché non aveva un’ideologia fascista (quella del 4 agosto non lo era), non fu totalitario e mai fu riconosciuto come eguale dai fascisti
          invece un sottosegretario di Stato romeno, a fine sett 1940, tale Constant parlò di vittoria della “Romania legionaria” che portava a 4 le Rivoluzioni al potere [dunque 4 Stati fascisti anche se forse no usava il termine]
          1.rivoluzione fascista I
          2.rivoluzione nazional-socialista D
          3.rivoluzione falangista E
          4.rivoluzione nazional-legionaria RO
          cioè identificava 4 fascismi, gli stessi miei (ma 2 scomparvero, quello romeno subito quello spagnolo per evoluzione) e vi si aggiunse il fascismo ungherese. o Croci Frecciate oltre tre anni dopo

          naturalmente sono conscio che tutto dipende dalle circostanze
          supponiamo che Metaxas avesse acquisito la simpatia di Hitler; supponiamo che nel 1940 non fosse stato attaccato da Mussolini e, qualora fosse vissuto [voci di assassinio ad opera di Londra pur essendo già loro “alleato2 sentite sin da bambino fra soldati reduci dal Fronte greco] avesse attaccato, chessò la Turchia, insieme all’Asse in un’operazione Barbanera decisa da AH in luogo di Barbarossa [fantastoria]
          ora parleremmo di fascismo ellenico 😀
          ma non andò così e resta un destro qualsiasi
          mi spiace, anche le parolacce come a molti (ma non a Mario !) sembra essere “fascismo” non son per tutti !

          • Z. says:

            Epperò, Habs, a quanto ne so non è che fosse un generico dittatore di destra, tipo chessò Pinochet, di quelli che si accontentano di una popolazione docile.

            A quanto lessi cercò di mobilitare il popolo, in parte proprio sull’esempio del fascismo: adunate, retorica patriottarda, insomma quelle cose che distinguono il fascismo da una generica dittatura di destra.

            Ma forse ricordo male io…

            • habsburgicus says:

              secondo me c’entra l’imprimatur….e il copyright lo avevano AH e BM..e non glielo diedero !
              forse non è molto scientifico..ma nulla nel fascismo è scientifico !
              in un certo senso fascismo= “le forze già appoggianti regimi di destra che nel 1939-1943/1945 presero inequivocabilmente campo insieme ad AH e BM” in questo senso Dino Grandi non è fascista (non lo è più) pur essendo un ottimo esempio del fascista migueliano dei ’20 (non toscano ma emiliano)
              mentre lo è Bombacci, già marxistissimo, che morì a Dongo

            • Mauricius Tarvisii says:

              Si, può essere che una dittatura sia fascista esclusivamente quando si proclama tale.

            • Z. says:

              Boh, se quel che manca è l’imprimatur e basta allora glielo do io, che sono italiano e romagnolo come il Mascellone.

              Dichiaro Metaxas facista a pieno titolo 😀

  22. Mario says:

    A me della RSI piace il sacrificio, contro ogni tornaconto, l’onore, la fedeltà alla parola data, l’etica del combattimento, il senso del crepuscolo di un’idea intemporale che mosse il mondo: l’Europa, sotto il dominio di Roma.

    • “A me della RSI piace”

      Trovo la cosa legittima, e probabilmente corrisponde a qualcosa che molti dell’RSI hanno realmente vissuto.

      Personalmente, provo qualcosa di analogo quando penso ai sudtirolesi che hanno continuato a insegnare il tedesco di nascosto, quando il fascismo deportava chi lo faceva; o agli etiopi che continuavano a resistere quando gli italiani li avevano ormai conquistati.

      Il sentimento di restare fedeli contro ogni tornaconto è uno dei complessi motori della vita umana, e va benissimo.

      Proprio la “divinizzazione/demonizzazione” del fascismo ci fa pensare che ci sia qualcosa di particolare nella “etica del combattimento” dell’RSI, che non penso fosse diversa da quella dei montanari serbi che ingaggiarono una resistenza tremenda contro gli alleati dell’RSI.

      Restano però la questione se questi stati d’animo siano in sé “politica”.

      O anche “storia”: il dominio di Roma, reale e storico, è stato come un ragazzo, scappato dal liceo classico per arruolarsi a 16 anni nell’RSI, se lo immaginava?

    • Francesco says:

      Mario,

      senza voler essere offensivo nessuna di queste cose implica l’intelligenza di capire cosa stesse succedendo.

      E non mi interesso di nessuna nozione di Onore che implichi l’adesione allo sterminio di appartenenti a un’altra razza.

      L’etica del combattimento è roba da soldati, non da rastrellatori o da interrogatori di sospetti ribelli.

      Quando i tuoi ideali ti portano alla pratica obbligata della violenza più efferata, dovresti darci una ricontrollatina. Io. per esempio, sono meno thatcheriano di quando ero giovane e lei ha solo chiuso delle miniere.

      Ciao

      • Mario says:

        che implichi l’adesione allo sterminio di appartenenti a un’altra razza.

        No, per favore, non cominciamo con queste banalità!

        • Francesco says:

          scusi, banalità sono quelle dei giornalisti sportivi

          i fatti storici accertati parlano dell’abitudine fascista (latu sensu) di deportare ed eliminare varie categorie di antipatici, cui i repubblichini si adeguarono nei limiti delle loro possibilità

          • “i fatti storici accertati parlano dell’abitudine fascista (latu sensu) di deportare ed eliminare varie categorie di antipatici”

            non per fare il pignolo, ma:

            1) l’abitudine di “deportare varie categorie di antipatici” nasce con l’accordo tra il governo turco e quello greco nel 1921. Considerata all’epoca una garanzia di pace: se le frontiere etniche e politiche coincidono, perché farsi la guerra? Anzi, è con questa logica che nasce il sionismo, che doveva porre fine per sempre all’antisemitismo, autodeportando gli ebrei in Palestina.

            2) poco prima dell’RSI (ma non so quanto ne potessero sapere i quindicenni che aderivano all’RSI) c’era stato un immenso “scambio di popolazioni” tra URSS e Germania, con grandi passaggi di “gente antipatica” da una parte e dall’altra delle frontiere.

            3) Il fascismo – con il consenso tedesco – aveva operato uno “scambio” del genere, espellendo l’intera popolazione tedescofona del Sudtirolo, operazione fortunatamente bloccata dalla guerra. Devo ancora sentire l’Italia chiedere scusa.

            4) Lo stesso avrebbero fatto, con ben altra efficienza, i sovietici e i loro alleati, deportando o sterminando gli abitanti di un terzo circa del territorio tedesco.

            5) L’ultima espulsione totale di una popolazione in tempi recenti in Europa è stata quella dei serbi della Krajna, avvenuta in pochi giorni. Non conosco nessuno che abbia deciso di non andare in Croazia in vacanza dopo (me stesso compreso).

            • habsburgicus says:

              tutto giusto, Miguel ! complimenti

              mi permetto due piccoli “aggiustamenti”
              l’accordo GR-TR credo sia del gen 1923 e non del 1921 (ma Mustafa Kemal forse già l’auspicava, dubito i greci che ancora sognavano di vincere)
              gli accordi URSS-D furono al plurale
              l’ultimo avvenne in ‘sti giorni, il 5/9/1940, su evacuazione dei tedeschi etnici di Basarabia e Bucovina del nord, che la Romena dovette cedere a Mosca il 28/6/1940 [aggiungiamo quindi anche i romeni alla lista di chi vede russi come predatori, oltre polacchi e georgiani :D] avevo letto degli articoli illis temporibus nella stampa germanofona su questi rimpatri (e sui precedenti..anzi, l’ultimo mi accordo, fu con l’URSS il 10/1/1941 e riguardò i tedeschi di Lituania sovietizzata da qualche mese ma pare che, specialmente lituane, avendo argomenti per convincere carenti ai loro consanguinei maschi, riuscirono a farsi passare per “Volksdeutsche” ed espatriare nel Reich, evidentemente non visto come il Male assoluto 😀 o meglio il paradiso rosso era visto peggio :D) come mia abitudine li riassunsi alla buona..se ti interessano, nella versione “barbara” mia (con abbreviazioni, estensioni, sigle) te li mando anche in pvt..se li trovo ! 😀

            • habsburgicus says:

              URSS e PL (ormai marxista) deportarono pure gli ucraini fra loro (e i polacchi dalla Galizia e Volinia–quelli che rimanevano perché Bandera li aveva già massacrati in 1943)…
              quelli rimasti in Polonia (soprattutto lemko) se li autodeportarono i polacchi nel 1947 (Operacja Wisla=Operazioni Vistola) per ripopolare la “nuova Polonia” cioè i territori tolti al Reich e che, come tu ricordi (ma sei l’unico) erano stati appena alleggeriti dei loro abitanti germanofoni

            • habsburgicus says:

              dunque, ancora una volta (ma io già lo sapevo..e credo tutti i commentatori storici) dimostri la tua imparzialità, in quanti passi la prova “fascismo” su cui scivolano molti
              chapeau !
              anzi a dirla tutta, tu sei più imparziale di me (che cerco di esserlo, almeno nell’analisi) in quanto non solo superi la prova “Inquisizione” (ora démodé) e la prova “fascismo”, ma superi anche la prova “Islam” (dove talora io debordo su posizioni più ostili 😀 anche se, spesso derivanti solo dall’abitudine presa nel compiacere belle donne islamofobe su fb :D)
              con queste 3 prove si raggiunge il nirvana dell’obiettività assoluta !
              o forse ve ne è una quarta, il gender, di cui hai sempre detto poco e sei agnostico 😀

            • habsburgicus says:

              letto un documento in DDI serie IX vol VII, più o meno pag 560 (se ti va di cercarlo), di fine agosto 1941, in cui un funzionario italiano parlava degli optanti in Alto Adige e diceva che contro le previsioni di Mastromattei (il prefeto del 1939, l’Esperto diremmo oggi) che parlava di 10 %, quelli pro-Reich furono il 90 % ! probabilmente è anche per evitare uno smacco politico d’immagine che Mussolini non se la prese tanto calda, poi ci fu il 1943..e sappiamo bene cosa avvenne..a Mussolini interessava tantissimo l’immagine diciamo che è l’opposto dei governanti di oggi che pendono da un rigo del Financial Times 😀 (nel1 943 fece richiamare l’Amb turco Baydur perché questi diceva in privato che l’Italia non sarebbe stato i grado di resistetre agli americani quando fossero sbarcati ! il Duce andò su tutte le furie e riuscì a farlo richiamare minacciando sfracelli proprio prima del 25 luglio..il successore, rusen Esfref Unaydin [senza diacritici, scusatemi] presentò per ultimo le credenziali a Re Vittorio Emanuele III il 3/9/1944, mai più il vecchio Re godrà di tale piacere !)
              sempre nei DDI, a fine agosto 1941, le confidenze di un giornale tedesco in forza da noi tornato dalle vacanze in Germania che parlò di eccitazioni degli alto-atesini già emigrati contro l’Italia e nella convinzione che il Reich ce lo avrebbe di nuovo tolto 😀 solo AH era pewrcepito come fedelissimo all’accordo co il Duce e dunque ‘sti altoatesini-ovvove !.osavano chiamare traditore il Fuhrer 😀 altri parlavano di un ritorno in Italia, magari con cittadinanza tedesca, non si è ben capito, una revisione delle opzioni quindi
              altre Italie

            • habsburgicus says:

              3/9/1943, il giorno di Cassibile

              P.S
              l’ultimo Amb [nella fattispecie solo Ministro] che presentò le credenziali a un Re d’Italia fu, credo, il portoghese Calheiros e Menezes che fu ricevuto all’uopo in udienza da Umberto II Re d’Italia proprio la mattina del 2 giugno 1946 !!!!

            • Andrea Di Vita says:

              @ habsburgicus

              Credo che le prime vittime Lemko dell’Operazione Vistola si possano far risalire già al 1945. Morirono in tutto circa 4000 persone. Le altre finirono a ripopolare le terre sottratte ai Tedeschi sull’Oder, e finirono anche col perdere le loro tradizioni. Nella fretta molte loro chiese di legno rimasero intatte, e deserte. Si possono ancora oggi visitare, sui monti Beschidi, talmente isolati da essere chiamati ‘il Far West Polacco’, in prossimità dell’attuale confine Ucraino.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • habsburgicus says:

              grazie per la precisazione, Andrea !

            • Roberto says:

              ““i fatti storici accertati parlano dell’abitudine fascista (latu sensu) di deportare ed eliminare varie categorie di antipatici””

              Però il fatto che tale abitudine sia condivisa da vari regimi non me la rende più simpatica…

          • Francesco says:

            cribbio, mi consenta di notare che un conto è deportare e sterminare i nemici, operazione peraltro leggermente disdicevole

            un conto è inventarsi di sana pianta dei nemici interni per poi procedere al loro sterminio per pura cattiveria (o calcolo politico interno) (o entrambe)

            e tra deportazione e sterminio c’è una differenza morale, comunque

            che palle, raga

            • Mauricius Tarvisii says:

              Cosa? Stai insunuando che Hitler e Mussolini non fossero di una Bontà Infinita?

        • “che implichi l’adesione allo sterminio di appartenenti a un’altra razza.

          No, per favore, non cominciamo con queste banalità!”

          In effetti, è un po’ come invitare qualche francese nazionalista nel 1946, a chiedersi come poteva amare “la République” che poco dopo avrebbe sterminate decine e decine di migliaia di malgasci.

          In un certo senso, lo sterminio dei malgasci è implicito nella République stessa; ma non è il motivo per cui ci sono persone che ci credono.

          Conosco gente che crede agli Stati Uniti, nonostante abbia ucciso infinitamente più vietnamiti, di quanti ebrei abbia ucciso il fascismo.

          • Z. says:

            Quei vietnamiti erano appunto vietnamiti, mica americani. Casomai per questo saranno stati i vietnamiti a odiare gli Stati Uniti.

            Lo stato fascista invece ha mandato a morte anche i propri cittadini il cui cognome era giudicato disdicevole.

            Anche gli Alleati hanno fatto cose discutibili in guerra, ma dalle mie parte la palma dei più odiati la vinsero i tedeschi. Direi che ci sta.

          • Francesco says:

            Mig

            focalizziamoci sull’Italia: di quando sono le leggi razziali?

            ciao

            • habsburgicus says:

              2000 anni dopo la nascita di quello che sarà detto il divino Augusto, VIII Kal Oct M. Tullio C. Antonio consulibus, nell’anno DCXCI dell’Urbe, more varroniano

            • Mauricius Tarvisii says:

              Quelle contro i neri o quelle contro gli ebrei?

            • PinoMamet says:

              Mmmm se non mi sbaglio furono le stesse, o perlomeno contemporanee.

              Prima non credo che vennero promulgate leggi particolari di tipo razziale, forse solo qualche provvedimento per impedire il concubinaggio diffusissimo in Africa Orientale.

            • habsburgicus says:

              concubinaggio diffusissimo in Africa Orientale

              st’italiani già soffrivano di scarsità disponibile di passera in Italia 😀 (eppure allora non c’era la legge Merlin !)…e dunque in A.O.I perdevano ogni ritegno 😀 con le nere che si offrivano senza alcun problema !
              qualcosa di simile avverrà in Grecia, l’Armata che “s’agapò”..e ciò è triste perché, per quanto trovi piacevolissimo il sesso, ritengo pure che bisogni mantenere un contegno di fronte al nemico ! per non perdere la sua stima
              in Grecia c’erano anche tedeschi, ma non andavano dietro alla prima greca (evidentemente i tedeschi avevano una vita sessuale soddisfacente in patria)…
              pure Mons. Roncalli che era allora Del Ap a Istanbul con giurisdizinoe sulla Grecia, fece una visita in c.a 1942 (gen. Geloso) e raccontò negli A.D.S.S dell’incredibile licenza carnale che trovò ! il tono era ecclesiastico-censorio, stile inimitabile e del tutto normale anche prima, mica c’era stato il Concilio che li stesso poi farà 😀
              il fato che la donna italica se la tiri fu, è e sarà la rovina d’Italia !

  23. Moi says:

    Ma anche se è sempre meno tabù dirsi “Fascisti” il motivo 9 volte su 10 è che la “Democrazia” viene additata come sistema d’inestricabili clientele e corruttele (specie in Italia) NON perché il “Fascismo” fosse un buon sistema politico in sé.

    Poi mi pare che i NeoBorbonici siano i maggiori fautori del Fascismo come male minore (NON bene, male minore …) per il Meridione nel corso della “Storia Unitaria” dell’ Italia [non solo Risorgimento, ma anche Dualismo PCI vs DC] … ma su questo cedo parola a Mirkhond.

  24. mirkhond says:

    In parte sì, soprattutto per quei neoborbonici che hanno un passato di destra, come i defunti Angelo Manna e Pino Tosca, o, attualmente, Ulderico Nisticò.
    Per quelli che invece hanno un retaggio comunista, il Fascismo è solo l’erede e il continuatore dello stato tricolorato risorgimentale.
    E dunque qualcosa di negativo.
    Del resto, nei forum su youtube ci sono discussioni e insulti a non finire tra borbonici e fascisti.

  25. mirkhond says:

    Neoborbonico come sinonimo generalista di simpatizzante delle Due Sicilie preunitarie, non solo riguardo al movimento del professor Gennaro De Crescenzo.
    Manna, Tosca, e oggi Nisticò, non hanno e non fanno parte del movimento neoborbonico.
    Come nemmeno Nicola Zitara da sinistra…..

    • Mario says:

      Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
      quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
      quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo.

  26. Mario says:

    Era Beda il Venerabile, che aggiunge un tocco nordico all’impasto resiliente dei nostri miti imperituri. Ah, la perfinda Albione…

  27. mirkhond says:

    “Credo che il modo migliore per studiare il fascismo sia la storia locale, visto che il fascismo era nei fatti assai decentrato.”

    Alla faccia della proclamata omologazione di stampo “romano”, in realtà giacobino-mazziniana. 🙂

  28. Riprendendo la discussione con Z sui “fascisti bestia” o no, ecco copincollato da Wiki qualche brano sui sindaci/podestà di Firenze. Cioè quelli che a Firenze decidevano e mettevano in pratica il fascismo.

    Ecco la lista completa – da prima della marcia sulla Roma all’RSI, tolto qualche commissario prefettizio provvisorio:

    1) Pier Francesco Serragli Proprietario terriero e accademico della crusca, fu sindaco di Firenze dal 1917 al 1920. Presidente dell’Associazione Agraria toscana, fu segretario fondatore dell’azienda Boracifera Larderello nel 1912. Fascista della prima ora, presiede il neocostituito Fascio di Firenze nel 1918.

    2) Antonio Garbasso – Figlio di un magistrato, si laureò in fisica all’Università degli Studi di Torino nel 1892, dove si mise in evidenza con un progetto sulla variazione della resistenza di ferro e nickel in un campo magnetico e sui vettori elettromagnetici nelle onde piane. Si perfezionò recandosi in Germania per studiare con Heinrich Rudolf Hertz all’Università di Bonn e Hermann von Helmholtz all’Università di Berlino. Fu professore di Fisica Matematica all’Università di Pisa (1895-1899) e di Torino (1899-1903).

    3) Giuseppe Della Gherardesca [Wikipedia dice poco, ma sui Della Gherardesca, ci dice: “Il cognome della famiglia è un patronimico che deriva da un Gherardo, il primo membro della famiglia di cui si abbiano notizie sicure. Gherardo, vivente nel X secolo, fu Signore di Volterra, di Pisa e feudatario del castello di Donoratico. Discendeva da san Walfredo, fratello dei re longobardi Astolfo e Rachis, il cui nonno era Pemmone duca del Friuli.[1] Questa nobile famiglia possiede già nella seconda metà del X secolo feudi disseminati per tutta l’antica Tuscia.

    4) Paolo Venerosi Pesciolini
    Nato in una famiglia di grandi proprietari terrieri della nobiltà fiorentina, di professione agricoltore, aderì al fascismo dal 1920. Nel 1927 fu nominato a capo del Gruppo Industriali della Paglia e successivamente, nel 1929, segretario provinciale dell’Artigianato Fiorentino (altrove si legge, “Le prime notizie certe sui Venerosi risalgono all’anno 803, quando Carlo Magno concesse al conte palatino Federico Venerosi e ai suoi fratelli Ugolino, Brandaligio, Ubrandino, Lancellotto, Namerio, Bertolotto, Lodovico e Guglielmo, figli del conte Nambrot, la contea della quarta parte della città di Verona“)

    5) Giotto Dainelli Dolfi
    Figlio di un generale (“Vantava ascendenze illustri: il padre era imparentato con i carbonari e patrioti bolognesi Zambeccari e Ranuzzi”), si abituò sin da giovanissimo a viaggiare. Laureatosi in Scienze naturali nel 1900 all’Istituto di Studi Superiori di Firenze con Carlo De Stefani, di cui fu discepolo, si perfezionò in seguito all’Università di Vienna. Nel 1903 divenne libero docente in geologia e geografia fisica a Firenze, e dal 1914 al 1921 tenne la cattedra di geografia a Pisa. Dopo una breve parentesi a Napoli, fece ritorno a Firenze, dove nel 1924 assunse la cattedra di Geologia e paleontologia.

    • izzaldin says:

      alla faccia della “rivoluzione” di cui parlava Mario!
      in pratica nominarono gente che era al potere da secoli

      • mirkhond says:

        E in Sicilia?

        • “E in Sicilia?”

          Mi associo alla domanda.

          Sarebbe interessante che ognuno raccontasse “chi” (e non solo “cosa”) fu realmente il fascismo nel suo territorio.

          • izzaldin says:

            in SIcilia ci furono aspetti molto simili al resto d’Italia e altri aspetti assolutamente unici, ad esempio il fatto che lo squadrismo (che al nord fece più di cinquecento morti PRIMA della presa del potere) praticamente non esistette.
            Anche qui, i potentati locali vennero insigniti del potere da parte del regime fascista.
            incollo un brano abbastanza esplicativo a riguardo.

            Per contrapporsi alla posizione di arroccamento assunta contro il fascismo dai vecchi ceti dominanti, Gentile cercava di far comprendere, soprattutto ai giovani, che il fascismo, al di là della sua riduttiva funzione antibolscevica, era un movimento provvisto di un ampio respiro politico e culturale e di un convinto spirito rinnovatore che sarebbe riuscito finalmente a spazzare ” le tarlate carcasse che ingombrano ancora i circoli e le piazze”(1)#. Rilevava in tal modo la forza rivoluzionaria insita nel nuovo movimento sommamente idonea a ripudiare il passatismo provinciale per preparare una società nuova, fatta da uomini nuovi. Era un movimento cioè, che non voleva limitarsi a mutare gli equilibri istituzionali e politici, ma mirava a rieducare le coscienze. I martiri che il fascismo vantava anche in Sicilia, martiri uccisi dai rossi, come Gattuso e Schirò, o da quella mafia lungimirante che aveva in anteprima compreso il pericolo insito nel nuovo movimento, come Mariano De Caro e Domenico Perticone, indicavano ai giovani, che volevano uscire dall’asfissiante immobilismo, la strada da seguire(2)#.#

            Mussolini aveva perfettamente compreso che in Sicilia il movimento fascista non si sarebbe imposto con la stessa facilità con cui si era imposto al nord, né avrebbe suscitato analoghi entusiasmi, perciò la sua visita alla regione, annunziata fin dall’indomani della presa del potere, venne rinviata di mese in mese fino alla primavera del 1924, all’indomani delle elezioni generali disciplinate dalla nuova legge Acerbo, che conferiva un premio di maggioranza, pari ai due terzi dei seggi parlamentari al partito o allo schieramento che avesse raggiunto il 25% dei suffragi. La legge si rivelò poi superflua per rafforzare il nascente movimento fascista, poiché le liste ad esso collegate superarono in media il 66% dei suffragi, attestandosi in Sicilia intorno al 70%. Tutto ciò appare come incongruente rispetto a quello che prima si è affermato. Come può un movimento visto come estraneo e non necessario ai bisogni della popolazione ottenere da quella stessa popolazione una percentuale di voti, che oggi chiameremmo “bulgara” addirittura superiore alla media nazionale?

            Tutto ciò si spiega facilmente se consideriamo che del listone fascista facevano parte anche i rappresentanti del vecchio partito liberale che in Sicilia gravitava intorno a Vittorio Emanuele Orlando, a cui era stato conferito l’ambito ruolo di capolista e che l’intreccio politico- mafioso isolano, da sempre determinante sui risultati elettorali, era portato ad assecondare le novità vincenti cercando, tuttavia, di assoggettarle alle sue esigenze conservatrici. In altre parole, coloro che votarono per il nascente fascismo, in gran parte lo fecero senza rendersi conto di ciò che facevano, ovvero pensando a scopi che non avrebbero mai ottenuto. Infatti, i ceti dominanti e le loro clientele, si sentirono rassicurati dalla presenza in lista di Vittorio Emanuele Orlando, la cui candidatura era stata voluta dai vertici del PNF, peraltro, non come segnale di continuità con il passato, ma per il retaggio patriottico e combattentistico legato al nome di colui che aveva portato l’Italia alla vittoria nel 1918, strappandola al disfattismo che aveva cercato di sommergerla dopo la sconfitta di Caporetto.

            questo il link

            http://www.isspe.it/news/52-numeri-rassegna-siciliana/rassegna-siciliana-di-storia-e-cultura-n-26/221-il-fascismo-in-sicilia-negli-scritti-di-giuseppe-tricoli-di-gabriella-portalone.html

            • “n SIcilia ci furono aspetti molto simili al resto d’Italia e altri aspetti assolutamente unici,”

              Affascinante la figura di Vittorio Emanuele Orlando, sono andato a cercarlo su wikipedia. Che poi poteva anche essere un toscano di quegli anni.

              Potente quanto un mafioso, ma colto. Realmente colto e capace di produrre pensiero originale, dentro quel contesto sacro della giurisprudenza. Sempre in sella, qualunque cosa succedesse, capace di riorganizzare l’Italia, di aiutare il fascismo, di pugnalare il povero cretino di Mussolini alla schiena, poi a oltre novant’anni di opporsi alla “legge truffa” perché andava contro i suoi principi.

              E’ una variante aristocratica dell’Uomo d’Acciaio, che merita approfondimento.

              Grazie per avermici fatto riflettere.

            • habsburgicus says:

              di pugnalare il povero cretino di Mussolini alla schiena

              dunque ne deduco che tu aderisci alla corrente che gli ascrive un grande ruolo nella preparazione del XXV luglio… (altri parlano solo del Re, dei militari e-più fessi-dei gerarchi dissidenti)
              chissà forse fu un male non chiamarlo al potere dopo Mussolini…peggio di Badoglio non avrebbe potuto fare 😀 (probabilmente lui non volle e il Re, come è noto, era contrario ai revenants)

              • “dunque ne deduco che tu aderisci alla corrente che gli ascrive un grande ruolo nella preparazione del XXV luglio”

                No, assolutamente, so poco dell’episodio.

                Probabilmente mi sono occupato di più delle origini del fascismo e del nazionalsocialismo (sempre in maniera dilettantesca, in confronto alle tue ricerche).

              • Per Habs

                invece, più in generale, cosa ne pensi della frase “povero cretino di Mussolini”?

                Calcola che non amo il vittimismo, quindi “povero” e “cretino” non sono dei complimenti, sono delle constatazioni.

            • Z. says:

              Stavo cercando su internet quella frase su Sonnino e Orlando in missione diplomatica.

              Quella che suonava tipo: Sonnino andrà a tacere in tutte le lingue che conosce e Orlando andrà a parlare in tutte le lingue che non conosce.

              Non l’ho trovata, ma ho ritrovato questo video che mi piace sempre un sacco!

              http://www.deejay.it/news/la-ragazza-parla-tutte-le-lingue-ma-non-ne-conosce-nessuna/372942/?refresh_ce

            • habsburgicus says:

              @Miguel
              Mussolini era buono, di una bontà non del tutto trascurabile neppure fra noi comuni mortali (CON CUI NON BISOGNA PARAGONARLO)
              ma eccezionale ed unica fra Capi di stato, di governo e dittatori (CON CUI BISOGNA INVECE PARAGONARLO)
              lo riconobbe Pio XII, l’ultimo grande Pontefice romeno, dopo la guerra
              se “buono”, in politica almeno [non all’Oltrarno] è sinonimo di “cretino” [e ammetto di averlo più volte pensato anch’io] ci hai azzeccato un’altra volta ! 😀
              povero può accompagnare “cretino” ed allora si veda quanto ho appeno detto
              “povero” può riferirsi al fatto che non si arricchì [lui, non sto parlando dei gerarchi, specialmente i venticinquelugisti :D] ed in tal caso dimostrerebbe egualmente di essere un “cretino” almeno per qualunque assessore tessera PSI degli anni 1980′ 😀

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Izzaldin

              Mi sembra che il testo completo di Portalone sia pieno di informazioni e considerazioni significative, anche al di là di quelle strettamente relative al Fascismo. Ti ringrazio anche per avermi fatto conoscere questo sito di cui ignoravo l’esistenza. 🙂

      • “alla faccia della “rivoluzione” di cui parlava Mario!
        in pratica nominarono gente che era al potere da secoli”

        Io credo che sia importante sottolinearlo, perché c’è secondo me una sorta di complicità tra neofascisti e antifascisti nell’immaginare che il fascismo sia un fenomeno astorico, quasi extraterrestre, in cui gente scesa da un lontano pianeta avrebbe cominciato a fare cose le cose più straordinarie (nel bene per gli uni, nel male per gli altri) mai avvenute né prima né dopo.

        E invece basta un elenco delle persone scelte per realizzare il fascismo in una delle principali città italiane, per capire che non avevano nulla di straordinario: erano i potenti di prima e sono rimasti i potenti di oggi.

        Calcolate che Firenze è un paesino, e quindi si vengono a sapere tante cose che non si possono documentare.

        Ma so, per testimonianza di chi c’era, di come i nipoti di quella stessa gente che ha fatto il Granducato, ha fatto il Risorgimento e ha fatto il fascismo, abbia fatto anche Renzi; e con più o meno gli stessi ragionamenti lucidi sulla crisi con cui i loro avi fecero Mussolini.

        Non c’è bisogno di essere marxisti (come dice l’ottimo Z), basta essere fiorentini 🙂

        • habsburgicus says:

          ecco perché i fiorentini sono per definizione marxisti 😀

          fascio nel 1918
          può essere un errore
          o può essere un altro fascio, allora si usava (fascio interventista nel 1915 ecc)

        • Z. says:

          Miguel,

          questo è perché non siamo d’accordo: è quasi come se tu identificassi il fascismo con i potentati economici dell’epoca.

          Ora, la FIAT esisteva prima, durante, e dopo il fascismo. Ma non è che prima era giolittiana, poi fascista e in seguito democratica.

          Allo stesso modo, magari la Lega Nord vincerà un giorno le elezioni a Bologna: se avesse candidato Bernardini anziché espellerlo, del resto, forse ci sarebbe riuscita anche a ‘sto giro.

          Nella classe dirigente di Bologna certo non mancheranno il professor Roversi Monaco e la Fondazione Carisbo, l’ingegner Volta e Datalogic, l’Ateneo con la sua politica, Unipol e le coop locali, la Curia…

          Ora tutte queste persone e istituzioni non sono e non saranno “la Lega”, e neppure “la Lega a Bologna”. Forse le coop prenderanno qualche commessa in meno; forse – e dico forse – la Curia avrà qualche soddisfazione in più; alcuni assetti cambieranno di più e altri di meno; i giovani cosplayer, dal canto loro, si divertiranno di più per certi versi e di meno per altri.

          Ma non sarei d’accordo con chi, tra cinquant’anni, dicesse che la Lega a Bologna era l’Università e Datalogic.

          • “questo è perché non siamo d’accordo: è quasi come se tu identificassi il fascismo con i potentati economici dell’epoca.”

            E’ ovvio che abbiamo entrambi ragione, e infatti non contesto quello che tu dici.

            Come sempre, si tratta di mettersi d’accordo sul significato delle parole.

            Lorenzo G., figlio dell’oste fuori porta, accanto a dove c’è oggi c’è il vinaino (magari è un suo parente), a sedici anni ha ammazzato un socialista; e in seguito, si è reso noto per aver trattato a pesci in faccia un sacco di poveri oltrarnini, spesso umiliandoli e prendendoli a schiaffi in piazza de’ Nerli.

            E sembra che abbia fatto anche un po’ di soldi, perché nessuno osava chiudere la bisca clandestina che aveva aperto.

            Ha rotto le scatole per vent’anni, solo con l’RSI l’hanno mandato via.

            Ecco, Lorenzo G. era sicuramente un fascista secondo se stesso e secondo Z.

            Ma la politica del governo fascista reale a Firenze non l’ha decisa lui; i soldi sotto il fascismo non li ha fatti lui; e per quanto gli artigiani di San Frediano lo temessero, non contava assolutamente nulla.

            Il Ventennio l’hanno fatto i signori di cui ho fatto la lista prima.

            E se la Lega arrivasse al potere a Bologna, e facesse di Roversi Monaco il podestà con poteri assoluti e desse tutti gli appalti in mano a Datalogic, beh… direi che il leghismo reale a Bologna erano Roversi Monaco e Datalogic.

      • Mario says:

        Ma ritemprati da un’etica nuova ed antica al tempo stesso, quella dell’onore guerriero

    • habsburgicus says:

      Danelli aderì a Salò (forse sostituì Gentile dopo il suo assassinio il 15/4/1944 proprio a Firenze, all’Accademia d’Italia)
      ciò dimostro che almeno LUI ci credeva ! gli altri, all’epoca, presumo fossero in via di democristianizzazione/rimassonizzazione/comunistizzazione 😀

      P.S
      talvolta gli ex post servono a valutare un uomo
      io non ho dubbi ad esempio che il fascista Alfredo Cucco, sicilianissimo, ci credeva e che non era mafioso
      Cucco fu accusato di contiguità alla mafia all’epoca di Mori nei tardi 1920′ e cacciato dal PNF con disonore (e rischiò il carcere)..ciò fece rumore
      Cucco sempre protestò la sua innocenza dicendosi vittima dei nemici e dopo varie umiliazioni a fine ’30 fu riammesso
      Cucco sostenne le leggi razziali del 1938 e l’alleanza con la Germania
      nel 1943 alla vigilia del crollo Mussolini lo riabilitò pubblicamente e lo chiamò a Roma in un alto incarico del PNF
      poi ci fu l’invasione della Sicilia e la rua rimafiosizzazione ed il XXV luglio
      Cucco non tornò in Sicilia né millantò persecuzioni fasciste, cosa che avrebbe fatto-per vendetta.se fosse stato mafioso o almeno “impuro” politicamente (per carrierismo e servilismo verso i nuovi potentes)..avrebbe avuto le carte in regole per fare il senatore DC, con legami speciali con gli “uomini d’onore” 😀
      no, restò in Italia continentale e aderiì a Salò ! dove fu vice-segretario PFr..scrisse un libro nel dopoguerra “Non volevamo perdere”
      dopo la guerra riuscirò a farsi eleggere nel MSI e mi risulta che l’abbiano onorato in Sicilia nei primi 2000′ prima che la sx-oggi potente-imponesse il contrordine (e anche altri per le sue parole durante la guerra :D)
      ciò non mostra se Cucco fu un buon politico
      mostra però che Cucco non era mafioso ed era veramente un fascista

    • Mauricius Tarvisii says:

      Nei paesi salentini che io sappia fu la stessa cosa: i podestà appartenevano al ceto dei latifondisti.

      Su Treviso non saprei dire. Con una ricerca sommaria ho trovato queste (scarne) notizie.
      Del podestà Luigi Faraone non riesco a scoprire granché, oltre al fatto che praticasse la scherma (indizio della sua estrazione sociale?), che fosse laureato (si firmava “dottore”) e che ad un certo punto avrebbe fatto erigere una forca in piazza come monito per democratici e cattolici.
      Sul secondo, Ignazio Chiarelli, vedo che era bellunese (di Mel) e avvocato, è stato deputato alla Camera ed era un poeta dialettale.
      Su Giovanni Fiorioli Banchieri non trovo assolutamente nulla. Solo che una villa già appartenuta a una famiglia di patrizi veneti porta oggi (anche) il suo nome.
      Interessante l’ultimo podestà, Italo Candiago, di cui ho trovato esclusivamente queste informazioni, tratte dal sito dell’università di Bologna.
      Nato a: Cappella Maggiore (Treviso)
      Fascicolo n.: 5305
      Facoltà: Corso di perfezionamento per i licenziati delle Scuole Normali
      Data di laurea: 13/11/1923
      Titolo tesi: Obbedienza e disobbedienza nei bambini.
      Proviene dall’Università di Padova, si trasferisce a Bologna il 24 settembre 1923

  29. mirkhond says:

    “il neocostituito Fascio di Firenze nel 1918.”

    Neocostituito Fascio?
    Nel 1918?
    Ma il fascismo non nacque nel 1919?

  30. mirkhond says:

    “4) Paolo Venerosi Pesciolini
    Nato in una famiglia di grandi proprietari terrieri della nobiltà fiorentina, di professione agricoltore”

    Dubito che facesse l’agricoltore per davvero, sudando nei campi di fatica, assieme ai suoi contadini e braccianti……

  31. mirkhond says:

    “3) Giuseppe Della Gherardesca [Wikipedia dice poco, ma sui Della Gherardesca, ci dice: “Il cognome della famiglia è un patronimico che deriva da un Gherardo, il primo membro della famiglia di cui si abbiano notizie sicure. Gherardo, vivente nel X secolo, fu Signore di Volterra, di Pisa e feudatario del castello di Donoratico. Discendeva da san Walfredo, fratello dei re longobardi Astolfo e Rachis, il cui nonno era Pemmone duca del Friuli.[1] Questa nobile famiglia possiede già nella seconda metà del X secolo feudi disseminati per tutta l’antica Tuscia. ””

    Sulla Storia d’Italia Einaudi, leggevo che in Toscana, l’aristocrazia nell’VIII secolo dopo Cristo, era tutta longobarda, ed in effetti si utilizzava il termine Lambardo come sinonimo di nobile……
    Ancora oggi, diverse famiglie aristocratiche toscane, Della Gherardesca, Bardi, Altoviti, e gli estinti Aldobrandeschi, e poi gli Ardengheschi e i Guicciardini, vantano origini longobarde……

  32. Aggiungo che il nonno materno di Dainelli era Adriano Mari, che era stato presidente della Camera; i Mari non erano nobili in senso stretto, ma avevano il diritto di comparire nei registri di Santa Croce.

  33. Mario says:

    Le genealogie sono importanti, ma ancor più la nobiltà dello spirito. Il 28 ottobre tutti al Verano, a rammentare che il futuro è solo il ricordo di un lontano passato. Abbracciamoci e vogliamoci tanto bene.

  34. PinoMamet says:

    Dico la mia sull’argomento Fascismo.

    Boh? a me sembra una cosa vecchia quanto le Guerre Puniche. Senza esagerazione, quanto Mazzini e la Giovine Italia perlomeno.

    Quando le cose infatti escono dall’orizzonte dell’adesso, essendo sull’adesso quasi ininfluenti, diventano tutte contemporanee tra loro, situate in quel paese esotico (l’unico rimasto forse) che è il Passato.

    Va benissimo che uno studi il Fascismo: si studiano anche le Guerre Puniche. E ne paragoni i meccanisimi e la storia con quella del presente: idem per le Guerre Puniche, e a questo serve la Storia: magistra vitae.

    Non capisco invece come sia possibile che ci si divida ancora in tifoserie , in gente che se parla di Mussolini ha il bisogno di aggiungere sempre un’offesa e o una lode.

    Io do per scontato che il Fascismo sia stato una dittatura; che abbia fatto un sacco di robe sbagliate, e perché no un paio giuste; che sia pressapoco impossibile che torni nella stessa forma, se non nell’altro paese esotico, quello inesistente delle ucronie, cioè Il Futuro. E a me le ucronie non interessano. Stabilito questo, non capisco perché uno non possa parlare seriamente di qualcosa che ha fatto il Fascismo e magari, boh, trvare che fosse anche ben fatta, senza scatenare subito la bagarre.

    • habsburgicus says:

      d’accordo con Pino..
      fra l’altro che sia cosa irrevocabilmente passata (io dico spesso “sconfitta” ma è lo stesso) lo dico sempre, e non da oggi

    • Z. says:

      Il fascismo – per meglio dire, Mussolini: c’era chi aveva progetti differenti – ha commissionato la stesura di un signor codice penale, che il mondo arabo del’acculturazione giuridica guardava con ammirazione (specialmente per via della struttura sistematica adottata). Pensato per uno stato autoritario, certo, ma pur sempre rispettoso dei principi giuridici classici: che il regime non si fece problema a obliterare, ovviamente, ma il codice penale in sé vige ancora e questo qualcosa vorrà pur dire.

      Il codice civile unico del 1942 – unico nel senso che non si fece un separato codice per il commercio – è ritenuta anch’essa un’opera pregevole. Vige ancora oggi, e ad oggi non è facile notare la mano fascista che lo vergò: c’è chi individua l’elemento politico in una maggiore tutela del debitore rispetto ad altri ordinamenti (il che è vero, ma le differenze non sono esattamente abissali).

      E quello di Bologna, con la torre di Maratona e la pista d’atletica, resta ancora un signor stadio, che – a differenza di stadi più moderni – non ho mai visto impraticabile per la troppa pioggia.

      Oh, insomma: fare solo schifo in un quarto di secolo è difficile anche volendo, e in effetti luilà fortissimamente volle 😀

  35. mirkhond says:

    “Ecco, Lorenzo G. era sicuramente un fascista secondo se stesso e secondo Z.

    Ma la politica del governo fascista reale a Firenze non l’ha decisa lui; i soldi sotto il fascismo non li ha fatti lui; e per quanto gli artigiani di San Frediano lo temessero, non contava assolutamente nulla.”

    E alla fine, gli Oltrarnini gliel’hanno fatta pagare per i suoi crimini?

  36. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    Ti ho risposto su “corda e sapone” nel post su Aminullah … però mi sorprende che un Nostaglico dell’ Ancien Régime come te ignori la differenza fra impiccagione a secco (più “buonista” 😉 ) e impiccagione lubrifcata.

  37. MOI says:

    Mi sto disperdendo , va be’ … la metto qui che non mi ricordo più dove cazzo era :

    I

    nel Bolognese le consonanti doppie intervocaliche non ci sono, ma finali sì.

    II

    le consonanti doppie intervocaliche dell’ Italiano diventano sì una sola,ma preceduta da un raddoppiamento di lunghezza vocalico “da circonflesso”.

    III

    Parlando in Italiano, i più Anziani effettivamente leniscono le doppie consonanti intervocaliche … tipo “mat(t)one” . MA un distinguo tipo “pala” o “palla” pronunciate parlando in Italiano (oggi tutti i dialettofoni sono “bilungui” … anche i più vecchi !) non si confonde mai per pronuncia.

    IV

    Quel che manca del tutto è il raddoppiamento fonosintattico … ma è una roba che mi suona abbastanza sgradevole e illogica, usata solo in “Dizionese” 😉 o “Doppiaggese Classico” . Spesso al Centro o al Sud il presunto “raddoppiamento” suddetto è invece un “triplicamento” o un “quadruplicamento” … come le consonanti intervocaliche, spesso più “quadruple” 😉 che doppie.

  38. MOI says:

    Anzi in alcune parole la doppia consonante intervocalica c’è … tipo “pugnàtta”, “sulàtta”, il toponimo stesso “Bulåggna” (pronuncia combinando Svedese e Spagnolo: “Bulåñña” , ecc 🙂

    • Peucezio says:

      Strano. A Milano gli anziani pronunciano anche [ɲ] come scempia, per cui, quando dicono “campagna” sembra quasi stiano dicendo “Campania”.
      Pensavo che a nord della linea Massa-Senigallia non esistesse [ɲɲ].

      Interessante comunque. Ma in risposta a cos’era?

      Ad ogni modo sarebbe interessante avere un riscontro acustico.

      • PinoMamet says:

        “Pensavo che a nord della linea Massa-Senigallia non esistesse [ɲɲ]”

        esiste, esiste.

        Nella mia famiglia (che vabbè, è un po’ strana) è tradizionale; alle superiori alcuni amici nordici (insomma, emiliani) mi hanno fatto notare che la trovavano strana.

        Ma gli strani sono loro 😉 nel senso che negli ultimi decenni c’è stato, secondo me, un deciso deterioramento e scempiamento generale della pronuncia dialettale, per vari motivi:
        pigrizia fonetica, ignoranza etimologica, e a volte anche mancanza di sostrato.

        Esempio che faccio sempre, i parmigiani che dicono (e scrivono) “dabò” invece di “dabòn” (davvero): la n finale nel tempo è diventata velare e nasalizzata (a Fidenza) a Parma è scomparsa proprio, forse perché molti parmigiani non sono parmigiani affatto e non la riconoscevano…

        ma gli stessi “autoctoni”, essendo io piccolo, pronunciavano distintamente parole come “c’me” (come) mentre adesso è diventata più simile a ” ‘me”…

        • habsburgicus says:

          dabùn, con la n che si sente benissimo, si dice anche qui..stesso significato
          forse Fidenza è l’estremo luogo verso est in cui compare, seppur indebolita

          • PinoMamet says:

            Mah… a Reggio sento “dabon” con n bene evidente… credo che “dabò” sia proprio vizio dei parmigiani.

            • Peucezio says:

              Ricorda il catalano de debò, ma anche il milanese de bon (leggi [de ˈbʊ̃]), con lo stesso significato.

              Comunque, Pino (ma non solo tu qui dentro) hai una sensibilità fonetica e una profondità diatopica e diacronica nel descrivere la tua area linguistica veramente rara.
              Sarebbe un peccato se prima o poi non scrivessi qualcosa, anche solo da pubblicare online se non trovi un editore: sono informazioni preziose, che altrimenti andrebbero perse.

            • PinoMamet says:

              Eh, troppo buono Peucè!
              Più che altro mi rendo disponibile per i tuoi studi, se ti servisse una mano in ambito emiliano-occidentale 😉

            • Peucezio says:

              Tutti a me gli oneri! Già dovrò fare un lavoro sistematico sull’area apulo-barese che richiederà anni!

              Scherzi a parte, ti basterebbe qualche rudimento tecnico in più rispetto alle competenze che già hai, e potresti scrivere un saggio sui dialetti emiliani occidentali scientificamente validissimo, perché la realtà linguistica la conosci bene.

              Più in generale, perché non scrivi un libro sull’Emilia occidentale, di storia recente, costume, società, e appunto, dialetto? Ce ne fosse di gente che conosce il proprio territorio come te…

            • Z. says:

              “Dabó”, con la “o” chiusa e senza più alcuna vestigia di “n” nasale postvocalica, è esclamazione tipica del ravennate.

            • Z. says:

              “Alcuna vestigia”… uhm… mi sa che non è tanto corretto dire così 😀

            • Peucezio says:

              Il vestigio, le vestigia, come l’uovo, le uova.

            • Z. says:

              Wow, bellissimo! grazie!

              avrei potuto evitarmi la figuraccia cercando sul dizionario, in effetti 😀

  39. MOI says:

    le consonanti doppie finali sono tipiche di quei diminutivi-vezzeggiativi in “àtt” , calchi dell’ Italiano “etto”, che nel resto della regione fanno “ètt” o “étt” in assenza di alfacismi.

  40. MOI says:

    A proposito di “Segni dei Tempi” … la tecnologia si evolve, perché …

    http://gadgetsfans.com/trackr-italy/?IM=A02C&TT=T03&utm_term=4865738&sxid=06h7288r922a

    … senza ‘sto ” zavaglino ” denominato TrackR la gente non trova più il cesso da stare in cucina !

  41. MOI says:

    Invece è controverso se il “diobò” che diceva tanto “il Sic” , lo sventurato pilota di Marco Simoncelli, sia una reticenza per “diobo(no)” o “d**bue” …

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