Due signore variamente velate

Guardiamo con attenzione questo video, pubblicato da Repubblica.

Vediamo lo stand della Casa Editrice Shalom di Camerata Picena, presso il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.

La Casa Editrice Shalom, come si può vedere dal suo sito, vende numerosi articoli utili, come ad esempio le Calamite Personalizzabili, i Portaciuccio con Catenella Rosa e Immagine di Angelo e il Rosario Elettronico Multilingua.

Nel video, vediamo due signore.

Una è un’italiana di mezza età dotata di niqab elettronico dal giornalista di Repubblica.

L’altra è una mite signora palestinese di età indefinita, con hijab, e alle spalle una grande e colorata macchina distributrice di bevande della Coca Cola.

La signora con niqab virtuale spiega che Loro – un termine che non si capisce bene se si riferisca all’Isis o ai vertici di Comunione e Liberazione o a entrambi – avrebbero ordinato di coprire la seconda signora, perché la odiano.

E quindi la prima signora procede davanti alle telecamere a mettere un burqa in stile afghano alla povera signora palestinese.

Tanto, ci spiega, la palestinese è umile e non romperà.

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178 Responses to Due signore variamente velate

  1. mirkhond says:

    La signora, forse in buona fede, ignora che la Madonna è venerata anche dai MuSSulmani.
    I Santuari Mariani, sono i luoghi cristiani, che vedono anche l’affluenza di pellegrini muSSulmani…….

  2. PinoMamet says:

    Mai possibile che in Italia si debba sentire una frase di buon senso da Alfano ??

    • “Mai possibile che in Italia si debba sentire una frase di buon senso da Alfano ??”

      Invece a me non sorprende. Alfano e la sua area sono persone che sanno mantenersi invisibili e preferiscono in genere fare buoni affari che sparate mediatiche inutili. Se la mafia fosse stupida, non avrebbe il successo che ha.

      • Z. says:

        Alfano le sue sparate mediatiche le ha fatte in diverse occasioni. Di alcune si è anche discusso qui.

        Piuttosto, in questo clima di isteria collettiva mi sembra meno agitato della media.

  3. Carlo says:

    La logica del “repubblicano” (nel senso di collaboratore di Repubblica medio) è che il velo sia brutto e cattivo anche se non integrale (vedi l’articolo di Lorella Zanardo sul “burkini”) non perché sia “islamico” (non sono mica leghisti eh…), ma perché esprime la sottomissione della donna. Chissà se i Soloni di Repubblica sanno che il primo ministro del Bangladesh, che ha governato dal 1996 al 2001 e di nuovo dal 2009 ai nostri giorni (complessivamente per più tempo di Berlusconi in Italia) è una donna che va sempre in giro col velo parziale

  4. MOI says:

    E questa sarebbe la stessa Chiesa dello Spirito Guerriero Indomito e Benemerito dei Cristeros, degli Ussari Alati, dei Crociati ?! … Dei Martiri (quelli veri, NON la Caricatura Satanica dello Shahid Islamico Senza Onore !) dall’ impassibile Sprezzo della Morte sotto le più sadiche torture o condannati ad bestias ?! Di Amakusa Shiro Tokisada che rimase immobile durante il supplizio del Mino Odori ?!

    … Ah, è vero che han fatto IL Concilio ! … Nevvero, Habs ?

    • MOI says:

      Mino Odori … “danza della paglia”, veniva confezionato una specie di “poncho” di paglia a un condannato per poi darlo alle fiamme, il dimenarsi durante il rogo addosso era considerato sadicamente una danza dai carnefici. MA il sedicenne (!) Amakusa Shiro Tokisada restò immobile.

  5. MOI says:

    Onore, persino sotto la più brutale violenza che l’intacca, resta imprescindibile dall’ affrontare qualcuno al proprio livello

    https://www.youtube.com/watch?v=rqeTXzoBAfQ

    … guarda e impara, Umma !

  6. MOI says:

    Ma Shalom non era un nome Ebraico, segnatamente un saluto ?

    … Anche la Regina della Pace era (di nascita) Ebrea, mi pare 🙂 , anche se il Messia era un Fricchettone Buonista e i Confratelli Atavici di Pino 🙂 avrebbero preferito un Krav Mago 🙂 d’ Assalto !

    PS

    Ma lo aspettate ancora o , come sostengono alcuni, dopo che c’è Israele come Stato “gliel’avete data su” 🙂 ?!

  7. MOI says:

    Comunque spetta al Ciellino Francesco rendere conto di questo scempio !

  8. MOI says:

    le “altre” 😉 Olimpiadi :

    http://www.tempi.it/le-olimpiadi-dei-pistolotti#.V7i8tfmLST8

    Le Olimpiadi dei pistolotti

    Agosto 17, 2016 Giuliano Guzzo
    Saviano, Boldrini, Di Francisca. È una gara anche quella di usare le imprese sportive per vincere l’oro della banalità

    • Carlo says:

      Sul fatto che le strumentalizzazioni politiche delle Olimpiadi fatte da questi personaggi siano abbastanza penose (più che fastidiose) sono pienamente d’accordo. Tuttavia mi pare un po’ eccessivo parlare di “pensiero unico”: quella di Saviano e Boldrini è solo la “vulgata” della sinistra cui se ne contrappone una di destra del tipo”gli immigrati vengono a rubare il lavoro agli italiani, anzi no fanno parte dell’invasione islamica” (e chi se ne frega se i musulmani sono meno di un quarto della popolazione straniera residente in Italia), “gli zingari devono tornarsene a casa loro” (e chi se ne frega se la maggior parte di quelli che vivono in Italia sono cittadini italiani) etc. Il vero pensiero unico dovrebbe essere qualcosa di comune tra le due “vulgate”, per esempio il fatto che molti esponenti (non tutti) della destra e sinistra istituzionali concordano sulla superiorità ontologica della “civiltà occidentale” su tutte le altre, anche se poi ne traggono conseguenze opposte (per la destra gli inferiori non occidentali devono stare alla larga, per la sinistra se si mettono di impegno possono “integrarsi”, cioè trasformarsi in superiori occidentali).

  9. MOI says:

    Quasi 😉 in Topic … se (!) “velo” è correlato a “pudore” (insomma: se è un robo di senso compiuto o se invece è solo un tribalismo esteriore fine a sé stesso) :

    @ Tutti (specie @ Mirkhond) :

    La Danimarca vieterà il sesso tra uomini e animali perché è troppo degradante (per gli animali, non per gli uomini)

    http://www.tempi.it/la-danimarca-vietera-il-sesso-tra-uomini-e-animali-perche-e-troppo-degradante-per-gli-animali-non-per-gli-uomini#.V7i93vmLST8

  10. MOI says:

    A poposito della versione acquatica del velo : ho letto la polemica della Popolana Viola Lorella Zanardo … c’è qualche Maschietto ClericoFascista che ha da ridire ?! 🙂

  11. MOI says:

    A proposito di articoli di Shalom :

    http://www.editriceshalom.it/it/shop/articoli-religiosi/prodotti-monastici/birra-nursia.html

    perfette per il San Patrizio … a dire il vero le birre artigianali dei Monaci Trappisti hanno iniziato a “tirare” già coi Celtari 😉 , che hanno notoriamente accolto San Patrizio come Patrono della Birra 😉 !

  12. habsburgicus says:

    @Moi
    ormai ‘ste islamiche esagerano 😀 se un maschietto italico osasse dire il 10 %, le senti tu le femministe 😀
    http://www.andreamavilla.com/2016/08/20/fatima-salvi-non-potete-vietarci-velo-non-prostitute/
    leggi il primo commento, di un islamico (BO) trasudante disprezzo sessista per le donne d’Italia [che è vero, alle palanche ci tengono :D]

    • MOI says:

      E se fosse quella che Tortuga chiamava la Taqiya Inversa ?

      Cioè, Giovani Musulmani a cui il “Troiaio”, come lo chiama Mirkhond, piace e per difenderlo dall’ Islam si fingono “Islamisti” (in senso calcato dal Francese) AntiSecolarizzazione in modo tale che gli Italioti si ribellino all’ Accondiscendenza dello StraPotere Mediatico Radical-Chic ?!

      • habsburgicus says:

        Troppo complicato, a primo acchito…
        Ma quando c’è la f… di mezzo tutto è possibile 😀
        Figa Rules the Waves..e non Britannia 😀

  13. MOI says:

    Su Shalom hanno anche il “Vino Sacramentale” [sic] … ma che vino è ? Che qualità si usa ?

    http://www.editriceshalom.it/it/shop/vino-sacramentale-s-messa-rosso-lt-1.html

    Capisco il Rosso (l’etichetta dice “liquoroso” …)

    http://www.editriceshalom.it/it/shop/vino-sacramentale-s-messa-bianco-lt-0-75-6323.html

    … ma se deve essere “segno” (NON “simbolo”, che secondo Don Curzio Nitoglia è un concetto da Massoni !) del Sangue di Cristo … che senso ha il Bianco (anch’esso “liquoroso”) ?!

    … Si tratta di una trovata PostCociliare che siccome il vino bianco si abbina al pesce, allora hanno riscoperto il simbolo originario dell’ Ichthys da abbinare al vino bianco ?!

  14. MOI says:

    @ HABS

    Qua il tipo (che NON “conoscevo” …) se la prende con gli Animalisti e due cagnazzi :

    http://www.andreamavilla.com/2016/08/18/uccidete-due-bastardi-qualche-associazione-animalista-li-possa-adottare/

  15. MOI says:

    Blondy Vs Boldry 🙂 :

    […]

    Boldrini: “I femminicidi non finiranno se non saranno anche gli uomini a rivoltarsi contro questa infamia”; poi la prevedibile analisi sociologica progressista, in base alla quale accusa i maschi omicidi come venienti da un passato retrogrado e primordiale, quello dei “tabù”, della “discriminazione” ( i tempi della “verginità e del matrimonio indissolubile”, evidentemente) – ovviamente disconoscendo invece che questo genere di delitti viene al contrario dalla ipermodernità: dall’effetto che ha sui rozzi e sui semplici (quelli che si chiamavano “gli umili” quando ancora erano educati nel timore di Dio), privati di un minimo di educazione all’autocontrollo, la continua propaganda sul loro diritto supremo alla felicità sessuale e al piacere, alla liberazione degli impulsi, allo spettacolo della sensualità promossa e offerta da tutti gli schermi.

    […]

    [cit.]

    http://www.maurizioblondet.it/madame-boldrini-perche-si-sente-autorizzata-darci-lezioni/

    • Z. says:

      Curiosi questi intellettuali amati dai chelebecchiani.

      Discutono del perché la Scandinavia è in testa alle classifiche per i suicidi, quando nessun Paese scandinavo lo è (e anzi, per lo più sono indietro rispetto alla media).

      Discutono del perché il numero di donne uccise cresce, quando consultando le statistiche questa crescita non risulta (e anzi l’Italia è tra le ultime posizioni al mondo per fatti di sangue).

      Oh, poi i gusti son gusti, ci mancherebbe 😀

      • Carlo says:

        Temo che al gusto raffinato di tali intellettuali ripugni doversi sporcare le mani (cioè sbattersi) nel consultare le statistiche

  16. Grog says:

    Donne!
    Per ridurre i femminicidi meno Boldrini e più pompini!
    E con la Cirinnà anche il pompin maschile diventa assai civile.
    Grog! Grog! Grog!

    • “L’Italcafone:”

      Come al solito, Blondet generalizza, ma un po’ ci azzecca 🙂

    • habsburgicus says:

      È tutto vero….
      Ma non c’è nulla da fare
      Una volta (non troppo tempo fa) pensavo che la donna potesse fare qualcosa…fallace speranza..la donna preferisce proprio questi tipi qua 😀 e lei non è migliore, anzi !

    • PinoMamet says:

      Purtroppo vero!

      e ha ragione Habs, le donne non sono migliori, le vedo anzi a capofila ormai nella tendenza verso la sciatteria, l’arroganza e il cattivo gusto.

    • Z. says:

      Ragazzi,

      mi sento imbarazzato.

      Perché da un lato anch’io a sensazione direi che la maleducazione generale va peggiorando. Dall’altro, mi insegnarono a scuola che “i giovani non sono più quelli di una volta” si trova scritto almeno a partire dal terzo millennio a.C.

      Saremo mica noialtri che stiamo diventando, in certa misura, un po’ anzianotti?

  17. mirkhond says:

    Veramente l’articolo è di Roberto Pecchioli. 🙂

    • “Veramente l’articolo è di Roberto Pecchioli. ”

      Insomma, mi leggo il primo terzo dell’articolo, e poi dico la mia.

      Mentre la firma era giù giù in fondo.

      Grazie, una buona lezione su come bisogna stare attenti prima di sentenziare.

      Fatta questa dovutissima confessione, mi rattrista di come ci siano tante persone sicuramente intelligenti e valide, che però non colgono la validità di quella banalissima frase, che ci dovremmo tutti scolpire nel cuore:

      “meglio accendere una sola candela, che maledire il buio”

  18. Z. says:

    La loterie de l’indécence, che forse piacerà a Rossana:

    https://twitter.com/LaSauvageJaune/status/765608378223714304

  19. MOI says:

    —– A proposito di “roba mudérna in ciśa” 😉 : —

    Marshall McLuhan
    (The Media and the Light , 111 – 12)

    One of the more recent areas in which the mike has made its power of transformation evident / is that of liturgy and ritual. Many people will lament the disappearance of the Latin Mass from the Catholic Church without realizing that it was a victim of the microphone on the altar. It is not practical to say Latin into a microphone since the mike sharpens and intensifies the sounds of Latin to a meaningless degree. That is,
    Latin is really a very cool form of verbal delivery in which mutter and murmur play a large role, whereas the mike does not take kindly to humming indistinctly. Another effect of the mike at the altar has been to turn the celebrant around to face the congregation.

    • “One of the more recent areas in which the mike has made its power of transformation evident / is that of liturgy and ritual.”

      riflessione affascinante!

    • PinoMamet says:

      “Latin is really a very cool form of verbal delivery in which mutter and murmur play a large role”

      Interessante!

  20. MOI says:

    Tra i primi a parlare di suicidi in Scandinavia fu il sociologo francese Émile Durkheim, che affrontò la questione intorno alla fine del XIX secolo. Egli ha analizzato la differenza tra i suicidi nelle popolazioni cattoliche e protestanti, concludendo che il maggiore controllo sociale del cattolicesimo comportasse un ammontare nettamente inferiore di suicidi. La Scandinavia, in quanto formata da paesi protestanti e con regole sociali meno conservatrici, aveva quindi, secondo Durkheim, tassi più elevati di suicidi. Tuttavia, il merito della diffusione globale dell’idea degli alti tassi di suicidio scandinavi spetta soprattutto agli Stati Uniti. Negli anni ’50 il presidente Eisenhower ha parlato dei rischi derivanti dall’adozione di un welfare state pubblico, prendendo come termine di riferimento la Svezia: secondo questo discorso, il socialismo era un fallimento clamoroso e gli alti tassi di suicidio svedesi ne erano la dimostrazione. Si è dimenticato di dire, però, che la Svezia di allora era uno dei pochi paesi al mondo in possesso di dati relativi ai suicidi. Non avendo all’epoca termini di paragone rispetto ad altri paesi, quindi, risultava difficile stabilire se si trattasse di dati effettivamente elevati. Ma in piena guerra fredda e con le streghe del maccartismo in pieno corso, bisognava screditare il più possibili i modelli statali nemici dell’America.Questo dato volutamente male interpretato si è così perpetrato nel tempo, evolvendosi allo status di verità non solo svedese, ma scandinava, in definitiva se da quelle parti tutti hanno freddo e fa buio, ne consegue che sono tutti socialisti dalle forti tendenze suicide. Paradossalmente, gli Stati Uniti di Eisenhower, così timorosi del welfare state pubblico, risultano oggi al 34° posto nella classifica dei paesi per tasso di suicidi, prima della Norvegia. Inoltre, per la prima volta da anni, gli States sono usciti dalla Top Ten della classifica dei paesi più felici al mondo.

    http://www.theoldnow.it/contenti-morire-la-scandinavia-suicidi.html

    • “Tra i primi a parlare di suicidi in Scandinavia”

      Aggiungo, per esperienza personale, che conoscevo diverse persone che si sono sicuramente suicidate, in Italia. In tutti i casi, proprio perché era sicuro che non ci fosse nient’altro dietro, le autorità hanno preferito rispettare la famiglia, dicendo che si trattava di semplici “incidenti”.

      Come il giovane che per mesi ci ha detto che stava male e ci ha chiamati per salutarci per l’ultima volta, e poi si è lanciato a gran velocità in macchina, attraversando campi impervi, nel Lago di Garda da un alto dirupo: normale incidente automobilistico; oppure la mia amica che si lanciò dalle trombe delle scale al quinto piano dopo aver detto che non poteva più vivere, dopo la morte di suo figlio.

      Questo falsa sicuramente le statistiche sui suicidi.

    • Z. says:

      Miguel, anche nel caso della tua amica l’autorità accettò di accreditare la tesi dell’incidente? E’ strano, ricordo che i TG Rai diedero la notizia…

  21. Z. says:

    Misure transalpine a favore della convivenza civile: tra le lacrime dei figli, una pericolosa cittadina francese è costretta a spogliarsi in nome della Laicità.

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/08/24/news/burkini_francia_nizza_polizia_agenti-146540952/

    Qui sotto vedrete gli agenti francesi che costringono la signora a svestirsi, prima di schedare il suo grave precedente; vedrete anche altri agenti che fanno la posta alle bagnanti. Con la manina sullo spruzzatore di spray al peperoncino, dicono i testimoni: sia mai che le signore estraggano una scimitarra dal costume.

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-3754395/Wealthy-Algerian-promises-pay-penalty-Muslim-woman-fined-France-wearing-burkini.html?ito=social-facebook

    Ora, io non credo in Dio. Ma se mi sbaglio, e Lui esiste, sta disapprovando parecchio: pare che tutte queste polemiche abbiano moltiplicato le vendite di burkini…

    • PinoMamet says:

      Io se fossi un poliziotto mi vergognerei, ma molto.
      Andare là bardati da antisommossa per obbligare una signora a spogliarsi.
      No, dico: per- obbligare- una- signora- a- spogliarsi.

      Faccio notare che si tratta di agenti della Municipale. Francesi, ma vigli urbani insomma: non si smentiscono.
      (“La municipale fa la multe, dai…”)

      • Z. says:

        Posso solo sperarlo, che si siano vergognati. Di certo, però, non si vergognavano quei bagnanti che li incitavano e urlavano alla donna – di famiglia francese da almeno tre generazioni – “tornatene a casa tua”.

        Ti ricordi quel discorso che facevi sull’importanza della divisa, anche per il momento in cui la divisa si toglie? Ora al posto delle ideologie ci sono le gare di insulti tra leoni da tastiera e non c’è un momento in cui la divisa si indossa o si toglie: c’è solo una rabbia furiosa senza fine, disumanizzante.

        I musulmani vogliono costruirsi una moschea? che schifo, vadano a casa loro, non rispettano le nostre Radici (detto quasi sempre da gente che non vede una chiesa dalla Cresima)! I musulmani rinunciano alla moschea e pregano in un sottoscala? che schifo, guarda che degrado, bisogna cacciarli tutti!

        I profughi vengono stipati in periferia? che vergogna, li mandassero a Capalbio dai radicalscicche! I profughi vengono accolti a Capalbio? che vergogna, gli stranieri vanno in villeggiatura e gli italiani stanno in periferia!

        Miguel si chiedeva cosa diremo, quando tutto questo finirà, dei nostri comportamenti così poco umani. Ma forse tutto questo non finirà mai, e la distinzione tra chi saprà restare umano e chi no sarà ancora più importante, forse l’unica davvero importante.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “nostre Radici (detto quasi sempre da gente che non vede una chiesa dalla Cresima)”

          Ma le nostre radici non sono i preti e le messe, ma i Trimalcioni e i locali. Il presepe, il crocifisso e tutte le altre menate sono parte della scenografia, non altro, ma la scenografia si sa che è importante.

        • “Ma forse tutto questo non finirà mai, e la distinzione tra chi saprà restare umano e chi no sarà ancora più importante, forse l’unica davvero importante.”

          Capisco quello che vuoi dire, e condivido in pieno, ovviamente.

          Però dissento sull’uso del termine “umano”.

          I comportamenti che descrivi sono assolutamente umani; e quello che sbraita contro le moschee è umano esattamente quanto lo siamo tu o io.

          Casomai, stiamo lodando una caratteristica che è un po’ disumana: la capacità di uscire da se stessi, di ammettere che le proprie convinzioni (qualunque siano) sono relative e incerte.

        • Z. says:

          No, Miguel, non sono molto d’accordo.

          Nel lanciare e rilanciare bufale cariche di odio tramite il web non ci vedo molto di umano. E’ alienante il mezzo, sono alienanti i discorsi, sono alienati coloro che li fanno.

          Possiamo parlare di quanto sia umano trovarsi ad es. al bar, parlarne tra noi, raccontare ognuno le nostre storie, le nostre paure e pure le nostre smargiassate: e in quel contesto esprimere i nostri pareri contrari alla moschea. Ma fare i leoni da tastiera per dimostrare quanto siamo più avanti degli altri, quanto siamo più social, quanto siamo più ricchi di consenso, no, tutto questo non solo non è umano ma è proprio disumanizzante.

          E siccome è del consenso di questa gente che i politicanti francesi, terrorizzati dal finire all’opposizione stanno andando a caccia, allora il risultato non potrà che essere altrettanto disumano.

          Ammettere i propri limiti, e commentare preoccupati the mess we made!, ecco, questo è umano.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Z

            Mi pare che tu scambi ciò che vorresti fosse umano con ciò che l’umano è nei fatti.

            Come gli esempi di Eichmann e di Salvo D’Acquisto ci insegnano, crudeltà e vigliaccheria sono tanto umane quanto il coraggio e l’altruismo.

            Tant’è che storicamente i governanti governano solleticando ora l’una ora l’altra di queste caratteristiche, appunto, umane.

            La Bibbia riconosce questo fatto in quell’immortale versetto di Esodo 23: “Tu non seguirai le moltitudini per fare il male”. Il male, appunto, lo fanno le moltitudini, ossia le maggioranze: il bene è nelle mani del singolo, cui l’autore biblico rivolge il suo ammonimento.

            Applicando al versetto biblico l’ipotesi ergodica, per cui la media del comportamento di tutti i membri di una popolazione a un dato istante è uguale alla media del comportamento di un solo membro per tutta la sua esistenza, concludiamo che la maggior parte del tempo la trascorriamo in bassezze, salvo elevarci in occasioni speciali.

            E siccome nessuno di noi pensa ciò di se stesso, la conclusione è che nemmeno quelli che sputano cattiverie via Facebook su froci, donne e migranti si rendono conto del male che fanno (“Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”, appunto).

            Chissà quante meschinerie ha compiuto D’Acquisto, prima di morire fulgidamente.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          Basta dare una definizione di “umano”

        • Z. says:

          Poi capisco che sia anche questione di semantica, ma ecco, il tizio che all’indomani di un terremoto come quello di ieri notte non trova di meglio da fare che postare sul web degli hate speech a caso contro “i politici”, ecco, quel tizio è stato disumanizzato.

          Ne conosco, di persone diventate così. Ho voluto loro bene, anzi gliene voglio ancora e proprio per questo mi accorgo di come questa modernità che non riescono a gestire li ha svuotati, li ha resi meno umani. Non li ha esattamente caricati di odio, che è pur sempre un sentimento umano: li ha svuotati di umanità, che è peggio, e mi auguro che riescano ad accorgersene, a tornare indietro.

          • “Poi capisco che sia anche questione di semantica”

            In buona parte sì, e ripeto che condivido tutto quello che dice, è sicuramente qualcosa che ci accomuna.

            La differenza sta nel fatto che io ritengo che non esista in noi qualcosa di “non umano”.

            La capacità di fare cose incredibili per aiutare gli altri, come quella di ammazzare a coltellate la prima persona che non ci piace, sono entrambi elementi costanti di tutti noi, finché esisteranno esseri umani.

            • Sempre sulla semantica. Probabilmente io scelgo di considerare certi comportamenti come “umani” soprattutto perché la mia reazione, con ogni fatto diciamo sconvolgente, è di immedesimarmi nel “cattivo” (per capirci), cioè di cogliere quella parte di me, che mi avrebbe portato a fare la stessa cosa.

              Per la maggior parte, so che – date le circostanze giuste – avrei potuto benissimo fare anch’io così.

              Solo in rari casi specifici, non riesco a provare “sim-patia”, per il “cattivo”, cioè non riesco a percepire dentro di me qualcosa di simile alle motivazioni sue.

              Questa è una forma di riflessione che è ormai seconda natura per me.

      • “Andare là bardati da antisommossa per obbligare una signora a spogliarsi.”

        E se questo è l’effetto che fa su di te, pensa all’effetto che fa su un giovane di origini vagamente islamiche, fortemente emotivo di suo e già piuttosto arrabbiato.

      • Roberto says:

        “Io se fossi un poliziotto mi vergognerei, ma molto.”

        Oh, pure io…poi però ci sarebbe l’incoraggiamento delle iene da spiaggia, come sembra ci sia stato, a farmi illudere di essere nel giusto

        (No non credo che basterebbe)

    • Andrea Di Vita says:

      @ Z

      Ma se io, peraltro noto agnostico, vado sulla spiaggia in Francia vestito da suora con un vistoso crocifisso e un campanello da Chiesa al collo (ne ho uno a casa di mia madre, ereditato da un lontano antenato prete), che mi fanno?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus says:

        ereditato da un lontano antenato prete

        visto che pure tu hai dei legami, ancorché remoti con il Cattolicesimo..che piaccia, o no, ci permea tutti ! (secondo me, financo Z, ma ante 1796 o almeno 1815..la Romagna infatti iniziò a scristianizzarci allora)
        è la religione italiana, come diceva un friulano all’Inquisitore che lo interrogava agli inizi del 1530′, negando di appartenere alla “religioso tedesca” del porno-frate Martin Lutero, quello che per trombarsi qualche monaca mise a soqquadro la Cristianità 😀 confermando il famoso detto tira più un pelo di f.. che una pariglia di buoi
        dunque PRIMA del 1542..l’Inquisizione ci fu sempre dal XIII secolo, quella di Paolo III fu una semplice riorganizzazione ed è solo convenzionalmente che si pone in quella data l’inizio dell’Inquisizione romana, una delle 3 Inquisizioni di età moderna le altre due essendo quelle spagnola (dal 1478) e portoghese (dal 1536), e la fine dell’Inquisizione medievale che esistette pressoché dappertutto sino alla Riforma, inclusa la Norvegia ! tranne, ironia della sorte, la Castiglia 😀 ! un Inquisitore del 1560 sotto Pio IV non avrebbe però avuto alcuna coscienza di essere qualcosa di diversa da un Inquisitore del 1520 sotto Leone X, al massimo avrebbe ricordato che illis diebus, nella sua gioventù, vi erano meno eretici, le Inquisizioni locali erano più alla buona e meno organizzate e si occupavano almeno in Nord Italia in primis di streghe, famoso il domenicano Prierias)

  22. habsburgicus says:

    Alla tua questione
    La risposta è “dipende”
    N° 1, se ci sono elezioni vicine, lé Président ha bisogno di un Papa Francesco, tutti insieme contro la droite ti fanno NULLA
    N° 2, se le elezioni sono lontane, le Président di turno “deve” fare il laico (per ragioni interne, chessò far dimenticare qualche regalo-a spese dei gonzi-a una giovane amante :D), ha di fronte un sé un Benedetto XVI dunque kattivo :D, allora vieni arrestato per lesa laicità e ti becchi 5 anni al minimo 😀

    • habsburgicus says:

      Però se vai vestito da suora, passi per gay o almeno trans, dunque buono 😀
      E il n° 2 diventa un n° 1
      oggi tutto dipende dalle categorie-alla faccia di Z e Mauricius 😀
      Il peggio è maschio bianco eterossessuale e per giunta cattolico e di destra..lì non avrai sconti 😀
      Il meglio è femmina, lesbo, meticcia, non-credente ma interessata al buddismo e al Dalai Lama, di sinistra ma contro Stalin lì ottieni l’apoteosi 😀
      Il resto va a gradazioni, a seconda della maggiore o maggiore vicinanza all’infimo o all’ottimo 😀

      • Dif says:

        “Il meglio è femmina, lesbo, meticcia, non credente, ma interessata al buddismo e al Dalai Lama, di sinistra ma contro Stalin, lì ottieni l’apoteosi”

        Ehm…in che mondo vivi? 🙂

        • habsburgicus says:

          nel mondo reale 😀
          o meglio nel mondo Irreale che è però quello veicolato da media, cinema, politici à la page, salotti chic (gli unici che contano)..
          Un giorno forse te ne renderai conto…
          E magari pure ti rammenterai che qualcuno l’aveva pure detto in tempi non sospetti su un oscuro, ancorché ottimo, blog 😀 altrimenti, non c’è nessun problema, si vive lo stesso 😀

        • PinoMamet says:

          Guarda Dif, secondo me ha ragione Habs.

          è un po’ la vecchia faccenda del “primato morale”; è il mondo “liberal” che detta le regole del gioco, gli altri (la “reazione”, appunto) arriva dopo a dire “ anche noi non siamo razzisti”, oppure “ noi invece rivendichiamo di essere razzisti”, ma è sempre una pezza o una battaglia di retroguardia.

          Poi può pure essere che siano la maggioranza; non so;

          immagino che ci siano contee degli Stati Uniti (forse anche un bel po’) dove tuttora i bianchi non vedono di buon occhio i neri. E viceversa, magari. Anche senza magari. Però il razzismo ha decisamente perso lo stesso, perché i razzisti, molti o pochi che siano, non possono mica scriverlo belli tranquilli nelle prefazioni dei libri, come nell’Ottocento (tipo in quello del linguista che citavo qualche giorno fa, dove a un certo punto, non si sa perché, inizia a fare un paragone con il cranio dei negri che dimostrerebbe pigrizia mentale…)

          invece, se vogliono fare i razzisti, devono trovarsi tra loro, di nascosto; magari in qualche gruppo di Facebook, sempre segnalato e costretto a chiudere e rinascere con un altro nome…

          Naturalmente non provo particolare rimpianto per i razzisti, ma il problema è quando una categoria diventa “intoccabile”, perché allora la critica che le si fa da immotivata diventa almeno un po’ motivata, e il rancore finità per trovare una valvola di sfogo.

          Mi spiego. Uno che scrivesse “i negri sono più stupidi” direbbe una bestialità scientifica, e va bene.
          Ma uno che dicesse “la cultura dei neri americani mi fa cagare” esprimerebbe solo un parere. Eppure, è un parere indicibile. Chi dice il contrario non ha mai seguito una discussione tra americani…

          io ho letto cose da fare accapponare la pelle, di tizi americani (qualcuno nero, qualcuno no) che si spingevano a dire che l’Italia è un paese razzista, perché in un blog di moda c’era la foto di una modella nera con la pettinatura strana in giro per Milano, e una sciura milanese sugli ottanta che per i cazzi suoi, spuppongo, aveva la faccia incazzata. Niente, tutti gli italiani dovevano essere razzisti, perché quella signora lì quel giorno aveva litigato con la nuora o col macellaio.
          Per non parlare del mio amico, dottorando a Boston, al quale hanno fatto una ramanzina perché ha detto “io quel ragazzo lo conosco” “quale?” “quello nero”, apriti Cielo! averebbe dovuto indicarlo in un altro modo, non sta bene notare che è nero…
          o le infinite lamentele delle minoranze che hanno da dire sul fatto che nel tal libro, scritto nell’Ottocento magari, non sono descritte come vogliono essere descritte, cioè come “hard working” (che poi è una cosa pallosissima e non vedo cosa ci sia di bello, ma tutte devono essere descritte così, ogni particolare pittoresco sul modo di parlare inglese è offensivo, ogni abitudine- specialmente se vera- è offensiva…)

          è un modo sano di ragionare? non credo, visto che un paio di decenni di political correct hanno portato alla rinascita degli scontri razziali…

          • habsburgicus says:

            d’accordissimo con la tua analisi, Pino !

          • Roberto says:

            Pino, però questo modo di ragionare (aberrante concordo) mi sembra molto ma molto più tipico degli usa che nostro. In Italia si possono tranquillamente lanciare banane ad un ministro o farle il verso della scimmia, figuriamoci che succede al raccoglitore di pomodori….
            Vogliamo poi dimenticare come si parla del popolo antipatico a (quasi) tutti? basta dire “mi faccio un bel piatto di carciofi alla giudia” per scatenare una discussione sui nazisionisti….

            No temo che sia troppo ottimista dire che i razzisti hanno perso.

          • PinoMamet says:

            Sicuramente gli USA sono più accesi in questo tipo di ragionamento.

            Ma insomma, non so… prendi l’atleta lesbica che si dichiara tale.
            Nel Facebook italiano, a quanto vedo, hai queste reazioni possibili:

            -“mi piace” e nessuno ti dice niente;
            -non dici niente ma sei d’accordo;
            -non dici ma non sei d’accordo, solo che temi le polemiche
            -non sei d’accordo e lo dici, e arrivano le polemiche…

            Ora, si può non essere d’accordo per molti motivi, uno dei quali è anche “sporche lesbiche mi fate schifo e i froci rovinano le famiglie”, certo.
            Anche per altri più civili, immagino. Ma sta di fatto che la linea è tracciata chiaramente: chi è d’accordo è libero di dirlo, chi non è d’accordo… è libero di tacerlo 😉

          • Roberto says:

            Non sei d’accordo/sei d’accordo su cosa? Me la sono persa.

          • PinoMamet says:

            Sull’atleta lesbica che fa “esce dall’armadio”…

            • Dif says:

              Riguardo il coming out dell’atleta: secondo me è stupido essere o non essere d’accordo. Non si può essere d’accordo o meno con l’orientamento di un’altra persona.
              Ma mentre posso immaginare il tenore dei commenti “pro” (che presumo esaltino il coraggio della persona in questione, dubito che qualcuno abbia detto cose tipo “fa bene a essere lesbica”) francamente non riesco a immaginare un commento “contro” che parta da un ragionamento civile.

          • Dif says:

            Fatemi pensare…secondo me c’è una sorta di discrepanza tra quella che è la cultura “ufficiale”, quella sì forse eccessivamente politicamente corretta, e quello che pensa veramente la gente.
            Cioè il fatto che fare commenti apertamente razzisti sia considerato sbagliato non vuol dire che molta gente non lo sia, basta farsi un giro su facebook.

            Credo che ci sia stato un lungo periodo in cui il modello di persona che ha descritto prima Habs, cioè il maschio bianco cattolico eterosessuale, sia stato considerato l’unico modello degno di rispetto e considerazione, superiore per natura a tutti gli altri.
            Adesso questo “monopolio” è venuto a cadere e le altre categorie stanno godendo per la prima volta del diritto di criticarlo apertamente, critiche che in qualche caso finiscono per essere ridicole, come negli esempi che porti.

            Ma da qui a dire che in Italia nel 2016 sia socialmente più accettato essere una lesbica meticcia buddista di sinistra ce ne passa.

            • “Ma da qui a dire che in Italia nel 2016 sia socialmente più accettato essere una lesbica meticcia buddista di sinistra ce ne passa.”

              Attenzione, perché sono vere diverse cose, e questo ci crea confusione.

              Come sapete, non ho la televisione, ma ho sentito il tg in casa di altri, nel momento in cui è successo l’episodio dell’atleta, ed era una cosa impressionante.

              Una ragazza mite, che ha detto senza retorica una cosa abbastanza banale (immagino che tanti atleti dicano “dedico la mia medaglia alla mamma” con lo stesso tono), è diventata lo spunto per cinque lunghi minuti di retorica, in cui si è perso anche il fatto che la tizia aveva vinto una medaglia (infatti non mi ricordo che sport facesse).

              Il giornalista ha ordinato a tutti di ammirare il “coraggio” di questa ragazza; poi giù una raffica di citazioni di politici, e infine la citazione di un melenso paragrafo di quello che la Boldrini aveva scritto su Facebook, con tanto di screenshot evidenziato.

              Un meccanismo di sentimenti comandanti che caratterizza tutta una letteratura italiana almeno dal Settecento, misto a un modo tutto italiano di divinizzare nobili, preti e politici e i loro Illuminati Pareri

              Per motivi di ricerca storico, mi è capitato recentemente di leggere alcune agiografie di distinti ricchi fiorentini di inizio Novecento. Dovo oltre ad apprendere qualche scarno dato biografico, impariamo che erano dotati di non comuni virtù, che avevano devote compagne di vita, che i loro cuori si straziavano per la Patria in pericolo e che alla fine si sono spenti serenamente nel Signore lasciandosi dietro mogli, figli e cittadinanza intera in inconsolabile lutto.

              Ecco, ho rivisto esattamente questa retorica in quel tg.

              Questo non significa che l’atleta avesse torto, poveretta.

              Ma il suo gesto è ormai – purtroppo per lei – imprescindibile da questa melma mediatica.

              Io personalmente ho dovuto fare uno sforzo con me stesso per separare l’atleta in questione dalla melma – con un filo di senso critico in meno da parte mia, l’omofobia avrebbe fatto un nuovo adepto 🙂

            • Dif says:

              Secondo me è vero che l’approvazione del diverso è considerata una virtù imprescindibile e quando ci sono casi del genere c’è una gara a chi si mostra più solidale, ma credo che sia una cosa paragonabile, che so, all’assistenza ai poveri di una volta.
              C’è una categoria in qualche modo percepita come “disagiata” e bisogna mostrarsi solidali, ma proprio il fatto che a queste persone siano rivolte attenzioni particolari indica quanto in fondo vengano percepite come diverse e più deboli.
              Una specie di lavanda dei piedi mediatica, se capite cosa intendo.

              • “Una specie di lavanda dei piedi mediatica, se capite cosa intendo.”

                Cominciamo a mettere a fuoco la questione.

                Credo che tu abbia colto un aspetto, probabilmente ce ne sono molti che convergono.

            • PinoMamet says:

              Anche secondo me si tratta di una lavanda dei piedi mediatica, però mi pare indubbio che ci siano i segnali di un cambio di rotta dei “valori” quasi di 180 gradi e, come scrivevo qualche tempo fa, abbastanza improvviso.

              Insomma, fino a poco fa era indiscutibile il modello che dici, quello del maschio, bianco, eterosessuale, meglio se cristiano.
              Le categorie un po’ ai confini di questa, che, con un po’ di sforzo, potevano “passare” per maschi bianchi eterosessuali cristiani, si impegnavano al massimo per riuscirci
              (le infinite storie di ebrei convertiti che cambiano il cognome- curiosamente, e qui Habs ha ragione, ora il trend delle conversioni è invertito- ma da leggere anche le storie dei “neri” americani abbastanza meticci per “passare” per bianchi, o quelle dell’immigrazione portoghese negli USA e dei loro sforzi per farsi accettare come “veri bianchi” e non cugini ancora più sfigati dei chicanos…)

              all’improvviso, stop: è ufficialmente figo essere donne, femministe, lesbiche, nere, non cristiane

              (chiunque avrà letto quella frase tipo “ho conosciuto Dio: è nera” che circola su internet)

              il tutto mentre la maggioranza della popolazione, faticosamente, ha appena raggiunto lo status di maschio, bianco, cristiano, eterosessuale socialmente accettato
              (quindi non nullità semi-negro come i contadini e gli operai).

              • “un cambio di rotta dei “valori” quasi di 180 gradi e, come scrivevo qualche tempo fa, abbastanza improvviso”

                Una cosa interessante è come in nessuna società è permessa l’esistenza contemporanea di diversi sistemi di valori.

                Uso “società” in senso ampio, per indicare un grande gruppo di persone tra cui esiste qualche forma di comunicazione.

                In Italia sessant’anni fa, esistevano sicuramente sia marxisti atei che cattolici credenti; ma ognuno viveva dentro un sistema chiuso di comunicazione, dove si era comunque tutti della “stessa idea”.

                Appena si rompe il muro, e tutti comunicano con tutti a causa di Internet (semplifico), tutti sono costretti a pensarla allo stesso modo, al massimo esistono dei rumorosi bastiancontrari, che però non hanno alcun diritto al rispetto.

                Questo lo dico a prescindere dal contenuto “lecito” del momento, che può essere di qualunque tipo e cambiare continuamente: l’importante è che sia sempre unico e totalizzante.

                Anche questo è umano, se ci pensiamo.

            • Roberto says:

              Credo che abbia ragione dif sulla discrepanza fra “cultura ufficiale” e “cosa pensa la gente” (scusate le espressioni buffe, spero sia chiaro). Ma aggiungerei che una parte della “cultura ufficiale” dice apertamente quello che pensa la gente, dando il via libera al razzismo becero. Vi invito a ricordarvi il caso kyenge, un ministro regolarmente insultato, a tutti i livelli, non per la sua incapacità ma perché nera. Credo che dopo la kyenge dire che il politically correct ha vinto è palesemente falso (in Italia almeno).

            • Z. says:

              Anzitutto non è buona idea essere musulmani: uomini o donne, bianchi o neri.

              Poi provate a essere omosessuali non da architetti milanesi ma da operai in provincia. Se sopravvivete fatemi sapere. Ma così a occhio nessuno di noi sopravviverebbe: tranne forse me e Robéluxe, ma perché siamo grandi e grassi…

            • Andrea Di Vita says:

              @ pino mamet

              Esiste un fumettone hollywoodiano del 1949 a firma di Elia Kazan, “Pinky La negra bianca”

              https://en.wikipedia.org/wiki/Pinky_(film)

              nobilitato dalla recitazione di Ethel Barrymore e dalla regia di quel leccaculo spia maccartista di Kazan, che cercherà di farsi perdonare con film ‘progressisti’ come questo, come ‘Fronte del porto’, ‘Viva Zapata!’ (la mia prima fonte di informazioni sul Messico prima degli spaghetti western, scusami martinez!) , ‘Barriera invisibile’ con Gregory Peck (forse il suo capolavoro) e con romanzoni tipo’Il ribelle dell’Anatolia’, uno dei pochi film USA sul genocidio degli Armeni.

              La protagonista era una bella figliola melaninodeficiente che pero’ -per un raro ma non impossibile incidente genetico- era stata messa al mondo da una madre indiscutibilmente negra, naturalmente la solita sguattera sedotta e abbandonata. La ragazza abbandona la città natale e cambia identità, passando a tutti gli effetti per bianca al 100%… finchè non si innamora di un baldo giovinotto alto bello biondo e occhi azzurri, e al momento del fatidico Sì comincia a temere sul colore della pelle…dei futuri figli. E lì cominciano i guai.

              Il film fu censurato a Marshall, Texas, perchè descriveva una relazione inter-razziale. Ci volle la Corte Suprema USA per abrogare la decisione.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • “La ragazza abbandona la città natale e cambia identità, passando a tutti gli effetti per bianca al 100%…”

                Il caso più interessante fu certamente quello di Lawrence Dennis, che da bambino-prodigio predicatore evangelico nero divenne militare, finendo per denunciare la complicità Usa nella guerra contro Sandino in Nicaragua; in seguito divenne il cervello del movimento filo-fascista statunitense.

                Tutti sapevano che era “negro”, ma era troppe spanne al di sopra degli altri fascisti americani percHé ne facessero un problema.

                Gerald Horne ha dedicato uno splendido libro alla sua vicenda.

            • PinoMamet says:

              “Ma aggiungerei che una parte della “cultura ufficiale” dice apertamente quello che pensa la gente, dando il via libera al razzismo becero. ”

              Ma non è vero, Roberto.
              Quelli che insultavano la gente, dando voce alla parte peggiore della medesima, non erano la cultura ufficiale, non si potevano come cultura ufficiale, nessuno li ha mai scambiati per la cultura ufficiale.

              Erano anzi persone, e giornali, che menavano vanto dall’essere “contro la cultura ufficiale”.

              Ne conosco abbastanza, di persone così, per sapere come la pensano.
              E la pensano così: “la cultura ufficiale è buonista; noi invece diciamo le cose come stanno…”

            • PinoMamet says:

              Mi sono sbagliato nella fretta; errata corrige:

              “quelli che insultavano la Kyenge, dando voce alla parte peggiore della gente..”

            • PinoMamet says:

              “Poi provate a essere omosessuali non da architetti milanesi ma da operai in provincia. Se sopravvivete fatemi sapere. ”

              Z., scusami, ma che stai a ddì?

              Io al Cassero ci sono stato più volte. In effetti, io ho la tessera dell’Arcigay. Sono stato in molti locali gay e nelle spiagge frequentate da gay e lesbiche, in paesi dove tutti lo sanno e ci campano sopra e nessuno batte ciglio.
              Ma anche locali in periferie squallide. C’è un locale da queste parti che era un locale gay già quando ero bambino io.
              Mica ci vanno solo gli architetti milanesi! Ci va gente di tutte le estrazioni sociali.
              E sopravvivono eccome.

              Dici, devono tenerlo nascosto ai loro compagni di lavoro?
              Ma dove, ma cosa?
              Praticamente tutti i miei amici gay e lesbiche (che potrai capire, sono un bel po’) hanno fatto outing, e non è successo niente. Nessun diseredamento, nessuna cacciata da casa, nessun collega che ti guarda male, soprattutto nessun pestaggio.

              Guarda, non so come sia la vita gay in Arabia Saudita, ma l’Italia non è l’Arabia Saudita…

              se la passano peggio i musulmani, direi, quanto a pubbliche relazioni, e anche per loro, ce n’è voluta…

              • ““Poi provate a essere omosessuali”

                Paradossalmente, credo che stiamo passando da un approccio foucaultiano a un approccio sempre più “razzista”.

                Semplifico.

                Foucault: una volta esisteva la pratica della sodomia, tra tante altre. Poi gli intellettuali hanno deciso che quelli che praticavano la sodomia appartenevano a qualche misteriosa “specie diversa”, gli Omosessuali.

                Questa visione non è in fondo tanto diversa da quella dei “nostri nonni”, che dicevano che Tizio era un membro della famiglia X, un bravo lavoratore, beveva un po’ e aveva anche un “vizio” perché correva dietro ai soldati in libera uscita.

                Con un elemento magari di disprezzo o di derisione o di disgusto, se volete, ma nessuno pensava a Tizio come a un extraterrestre, e si rapportavano a lui in molti modi.

                La novità sta nell’idea di “essere omosessuali” come una sorta di condizione metafisica permanente, come una volta un uomo “era un aristocratico” perché era nato così.

            • habsburgicus says:

              The color of fascism…grazie per l’indicazione !

            • Andrea Di Vita says:

              @ martinez

              ‘unico e totalizzante’

              Esatto.

              Qui hai toccato uno dei punti che mi fa sempre tornare a Orwell.

              Nella sua distopia, tutti hanno da essere incapaci di formulare chiaramente un pensiero che si discosta dall’ortodossia, perchè l’ortodossia è appunto non avere bisogno di pensare.

              Cio’ avviene con l’omologazione del linguaggio, la cui forma (prima ancora dei contenuti) è dettata dal Potere in modo da individuare e punire i non-conformisti spiandone innanzitutto l’espressione, verbale e non. I Valori altro non sono che ‘luoghi comuni del linguaggio’, in altre parole ‘frasi fatte’ (il cui continuo ricorrere nel linguaggio pubblicitario prima ancora che politico Orwell denunziò sempre, riprendendo osservazioni della ‘Psicologia delle folle’ di Le Bon)

              Fin qui l’analogia con la situazione che hai descritto tu è ovvia. Ma ce ne sono altre due, non meno rilevanti.

              La prima analogia è fra la tua idea dei sistemi di valori reciprocamente impermeabili e il ‘solipsismo collettivo’ orwelliano. Infatti, il Potere non è una classe astratta di persone o una lontana istituzione, ma è innanzitutto la capacità di infliggere dolore. Il Potere, cioè, è l’atto stesso di perseguitare, escludere, linciare discriminare. Freudianamente, è l’atto fondante di ogni gruppo sociale e della Storia. Come Dio, il Potere è fine a se stesso (Orwell insiste su questo paragone con la divinità al termine di quel processo ternario ‘comprendere, capire, accettare’ che richiama l’ascensione a Dio dei mistici medievali). Ogni società a malapena sviluppata tecnicamente (‘dal Neolitico in poi’) si divide spontaneamente in gruppetti i cui membri sublimano la paura della morte infliggendo dolore/discriminazione agli esterni al gruppo in una struttura piramidale dove chi sta in mezzo lotta per rovesciare chi sta in cima arrampicandosi sulle spalle di chi sta più in basso. Questa struttura è stabile ‘come un giroscopio’, e ritorna in auge dopo ogni rivolgimento. Qui qualcuno ha letto Pareto, quando dice che la struttura stabile delle società umane, al netto di momentanei rivolgimenti e capovolgimenti di ruoli, è quella in cui l’ottanta per cento della popolazione ha a disposizione appena il venti per cento del potere d’acquisto; e Pareto non parlava dei totalitarismi.

              L’intelligenza e l’osservazione spassionata della realtà sono permesse solo finchè servono a risolvere problemi, cioè hanno solo valore utilitaristico. Per il resto l’essere umano vive all’interno di bolle, di sistemi di valori chiusi, di monadi sociali: il termine usato da Orwell è ‘solipsismo collettivo’, nel solito ossimoro da Neolingua. I “rumorosi bastiancontrari, che però non hanno alcun diritto al rispetto” servono a tali monadi per essere perseguitati, giustificando così le monadi stesse così che i loro membri possano sentirsi gratificati in eterno dal comune disprezzo del nemico del momento. ‘Se vuoi un’immagine del futuro, pensa a uno stivale che calpesta un volto umano. E così sarà per sempre’. Ne segue che il Potere è collettivo, perchè solo la folla può linciare. Già l’Esodo scriveva del resto la frase che tanto colpi’ Bertrand Russell del ‘Perchè non sono cristiano’: “tu non seguirai le folle per fare il male”.

              La seconda analogia è quella fra il concetto da te espresso nelle parole ‘Questo lo dico a prescindere dal contenuto “lecito” del momento, che può essere di qualunque tipo e cambiare continuamente’ e l’estrema variabilità dell’oggetto della discriminazione. In Orwell una folla orgiastica passa da denunciare i crimini dell’Eurasia a denunciare i crimini dell’Estasia: qui si sente l’esperienza lavorativa dell’autore nella propaganda della BBC durante a guerra. Nel nostro mondo. l’altro ieri il frocio era reietto, oggi lo è l’omofobo.

              (C’è di mezzo ANCHE un discorso economico, al solito. Negli anni d’oro del Ku Kux Klan il giovane direttore bostoniano della filiale di un grande magazzino di Atlanta sfidava i suoi capireparto a distinguere un dollaro speso da una massaia bianca da un dollaro speso da una massaia negra. L’uguaglianza degli esseri umani è innanzitutto uguaglianza dei clienti in coda alla cassa).

              Ma c’è un meccanismo più profondo. Finardi cantava ‘perchè vedi \ avere ragione \ non è un dogma statico \ una religione’. Infatti. Cambiare nemico, e cambiarlo tutti insieme, significa ‘stare al passo coi tempi’, ‘essere aggiornati’. Significa riconoscere che cio’ in cui DAVVERO crediamo è la capacità del branco di linciare il nemico che di volta in volta ci vediamo davanti senza riguardo a chi sia il nemico; significa sacrificarci collettivamente sull’altare del futuro, come dice il Lewis delle Lettere di Berlicche. Il Potere, come da definizione più sopra, è davvero tale quando è arbitrario, ossia la vittima non può far nulla per salvarsi perchè l’oggetto della persecuzione è assolutamente arbitrario. Questa arbitrarietà della vittima dell’intolleranza è cruciale nella riflessione di Orwell, ma anche di Hannah Arendt e più tardi di Conquest e di Solzhenytsin, ma è implicitamente contenuta già nella dottrina propugnata esplicitamente a chiare lettere da Stalin sull’intensficarsi della lotta di classe (AKA persecuzione dei nemici del popolo) col perfezionarsi della rivoluzione, ossia si dà la caccia ai nemici tanto più spietatamente quanto meno quelli diventano pericolosi. SI dirà che quello di Stalin e delle sue vittime era ‘un’altro mondo’, citando il genero di Benedetto Croce, Herling-Grudzinski, che ai gulag è scampato a stento. Nel nostro mondo, quando i froci si rappresentavano come perseguitati venivano presi a calci di più, quando gli omofobi ammettono la propria debolezza culturale riducendosi alle parolacce vengono disprezzati con più gusto.

              Il genio di Orwell non sta nell’avere intuito che la disuguaglianza, e non l’uguaglianza, è lo stato stabile della società umana -già ci aveva pensato Pareto. Non sta neppure nell’indicare il ruolo centrale della guerra nella manutenzione della diseguaglianza – ci era già arrivato Lenin, anche se coi suoi ‘piroscafi’ Orwell aggiunge la teorizzazione della strategia della tensione. Non sta neanche nell’avere capito il ruolo della costruzione di un sistema di valori nel mantenimento di una struttura di potere – ci avevano già pensato Le Bon e Gramsci. E incredibilmente non sta neanche nell’avere capito fra i primi il ruolo del linguaggio – nel supportare quel sistema dato che alla stessa conclusione per il nazismo c’era arrivato Klemperer con la sua ‘Lingua Tertii Imperii’.

              Sta nell’avere chiaramente detto che tutto quanto sopra si applica ad ogni società umana dal Neolitico in poi, industriale o agricola, feudale o borghese, antica o moderna, ben prima dello stalinismo alla cui critica l’immagine di Orwell rimane da sempre appiccicata.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Roberto says:

              Pino,
              Forse “cultura istituzionale” va meglio?
              Mi piace ricordare che il ministro è stata definita “orango” dal vicepresidente del senato, mica da un avventore di una osteria!

              Comunque, eravamo partiti da “il razzismo ha perso”, veramente alla luce del trattamento riservato alla kyenge, ai musulmani, agli zingari e agli ebrei ti senti di sostenere questa idea? Se vuoi dirmi che non ci sono linciaggi e pogrom, beh hai ragione ma diamo tempo al tempo

            • PinoMamet says:

              “Forse “cultura istituzionale” va meglio?”

              se con questo termine intendi “la cultura di alcuni esponenti di alcuni partiti politici” è sicuramente meglio.

              Credo che nussuno abbia mai scambiato Calderoli per la cultura ufficiale! non si somigliano un po’ neanche a guardarli lontani venti chilometri, non solo: chi vota Calderoli lo vota proprio perché non è la cultura ufficiale.

              Se ci saranno pogrom contro i negri, e chissà; non sarà certo per Calderoli, qualunque cosa ne pensi lui.

              In realtà non credo ci saranno pogrom contro i negri (meno ancora contro gay ecc. ecc.);

              semmai non è difficile pensare che ci possano essere (e ci sono già stati) pogrom contro gli immigrati .
              Il colore è ininfluente, chiedere a romeni e albanesi.

              Poi può saltare su il Calderoli della situazione a parlare di negri, ma anche parlasse di calcio o di goldman sachs o di allunaggi il risultato non cambierebbe, i disagi dell’immigrazione non li crea lui, tenta solo di cavalcarli.

            • Z. says:

              Pino,

              — Praticamente tutti i miei amici gay e lesbiche (che potrai capire, sono un bel po’) hanno fatto outing, e non è successo niente. —

              Nemmeno a quelli che conosco io, meglio, a quelli dichiarati che conosco io. Tutti impiegati in professioni intellettuali, per lo più a Bologna: non ne conosco che facciano gli operai.

              Persino a Bologna è capitato – in un paio di occasioni in tutto, eh, ma capita anche altrove e più spesso – che un gay sia stato additato e riempito di botte; è successo a Genova, qualche tempo addietro; è successo ripetutamente a Roma e nel Lazio. Non ricordo di aggressioni analoghe a danno di “omofobi” (che è una parola poco sensata, ma ci siamo capiti 🙂 ).

              Poi – senza dubbio – ci sono alcuni ambienti dove sarebbero gli “omofobi” ad essere emarginati. Del resto, come scrisse un commentatore di Miguel, “prova ad andare a un concerto dei Mayhem con la maglia di Burzum”…

              Intendiamoci. Sono consapevole che essere omosessuali oggi non è come esserlo cinquanta o anche solo venticinque anni fa, spesso con gran cruccio di quelli che si lamentano perché anche gli omosessuali vogliono il matrimonio borghese (anche l’operaio vuole il figlio dottore, signora mia!). Sono anche consapevole che, sventolando le proprie preferenze sessuali a mo’ di bandiera, sia talvolta possibile ricavarne abilmente vantaggi e opportunità.

              Purtroppo questo non significa, però, che non esistano più ragazzi gay costretti a nascondersi, o morti suicidi per non esserne stati capaci.

            • PinoMamet says:

              Ma niente fa credere che questa sia la tendenza dominante (quella dell’omofobia).

              Direi che tutto fa credere il contrario, invece.
              Poi vabbè, non sono cose che succedono in un secondo, e neppure senza scosse, contraddizioni, rabbie represse che si sfogano e così via.

              Ma la tendenza è che se il sig. Barilla dice che non ha in programma una pubblicità con una famiglia omosessuale riceve, non certo la gogna mediatica, ma la disapprovazione generale
              (sì, ci sono certi emarginati e rancorosi che dicono “invece c’ha raggione, abbaso i froci”, ma gli emarginati e i rancorosi esistono in ogni contesto, e il fatto che possano essere violenti non è indicativo del fatto che tutti la pensino come loro…)

            • Z. says:

              Certo, sui media mainstream non lo è, e nemmeno sui videogiochi online come il Cicalino o il Tomo de’ Ceffi. E nemmeno tra gli intellettuali.

              Però ricordiamoci che esiste uno spazio molto grande al di fuori dei media e dei videogiochi, che non è sempre così democratico e a cui spesso gli intellettuali non prestano molta attenzione…

            • PinoMamet says:

              Uno spazio molto grande fuori da FB?

              Te l’ho detto, tu ti fai più grasso di quanto sei 😉

            • habsburgicus says:

              ha ragione Pino…Z, tu sottovaluti, e di gran lunga facebook 😀 (et similia)

              ne approfitto per dichiarare che, da parte mia, non avrei nulla in contrario ad entrare in relazioni facebookiane con quelli dei commentatori abituali e “storici” che siano su fb e con cui non lo sia già (con 3 sì) e che, ça va sans dire, lo desiderino anch’essi !
              ciò varrebbe pure per Z nel caso improbabilissimo che decidesse di entrarvi 😀

            • Z. says:

              Habs, chissà, forse sul mio sottovalutare i social videogame hai ragione.

              Pino invece ha torto. Purtroppo ho preso tipo 10 chili da quando ci siamo visti 🙁

            • PinoMamet says:

              Habs, io intrerei volentieri in contatto facebookiano con te!
              dei frequentatori del blog, solo uno finora è mio amico su FB.

              Ma come facciamo?
              al limite chiedi ai tuoi contatti se hanno la mia mail o fattela dare da Miguel…

              (promesso, niente Mossad!) 😉

            • habsburgicus says:

              😀

              @Pino
              via Miguel, direi:D
              se tu lo autorizzi (come hai peraltro appena fatto), penso non abbia problemi a girarmi la tua mail, da cui io poi ti aggiungerò a fb (con un messaggio privato allegato in cui ti dico che sono io, affinché non la passi come spam)

              Vi sarebbe forse un altro sistema, che mi viene in mente adesso
              Sei nei contatti di Roberto (o in alternativa di Peucezio) ?
              Se sì, condividigli la prima cosa che ti salta in mente (tipo W la UE, per Roberto; W il pre-concilio per Peucezio)..in quel caso io saprò che sei tu e ti invierò immantinentemente la richiesta d’amicizia (col solito messaggio esplicativo)
              Lo so, pare complicato 😀 ma non credo lo sia 😀

            • PinoMamet says:

              Sono nei contatti di Roberto!

            • habsburgicus says:

              risolto ! (lo dico per Miguel)
              Roberto dimostrando che a volte l’eurocrazia é diretta e dotata di buon senso ha fatto tutto in un attimo, senza ricorrere alla procedura macchinosa che avevo adombrato 😀
              quindi, una tantum, W l’Europa (quanno ce vo ce vo’, eh ! :D)

            • Roberto says:

              Habsb, puoi fare la stessa cosa tra me e peucezio? Naturalmente se peucezio è d’accordo ad essere in contatto con me sul libro de’ ceffi

          • “è un modo sano di ragionare? non credo, visto che un paio di decenni di political correct hanno portato alla rinascita degli scontri razziali…”

            Condivido lo spirito del tuo ragionamento.

            Ma anche qui, stai parlando del più umano dei comportamenti: il tentativo di sostituire a ogni dialogo, il monopolio di un unico sentimento.

            • PinoMamet says:

              Sono assolutamente d’accordo.

            • Z. says:

              Beh, io piuttosto direi che sono secoli di razzismo che hanno comportato, come conseguenza, certe aberrazioni del PC che rasentano l’ipocrisia.

              Che il PC provochi odio razziale è invece una teoria che non ho mai sentito enunciare, e che dubito trovi solide basi nei fatti.

              In Italia il PC verso gli ebrei è rispettato da tutto l’arco costituzionale – nonché da qualche partito che non disdegna oltrepassarlo! – e non mi risulta che questo abbia provocato ondate di antisemitismo. Mentre le dichiarazioni cariche di odio e livore contro arabi, zingari e musulmani si sprecano, e non mi pare che questo prevenga atti discriminatori verso di loro, anzi.

              Insomma, che certi precetti (per lo più ignoti all’Italia) del tipo “non sta bene dire a un nero che è nero” siano odiosi è vero. Ma l’odio razziale dipende da altro…

              • “Che il PC provochi odio razziale è invece una teoria che non ho mai sentito enunciare, e che dubito trovi solide basi nei fatti.”

                A differenza di Moi, a me non interessa tifare, mi interessano due concetti:

                1) come in nessun tempo o luogo, “la società” (cioè l’insieme delle persone che comunicano spesso tra di loro) possa ammettere la coesistenza di diverse opinioni su qualunque tema significativo

                2) il motivo per cui in Italia i politici – cioè persone selezionate per capire unicamente i rapporti di forza – oggi sposino il “PC”.

            • Z. says:

              di un nero che è nero, volevo dire

            • PinoMamet says:

              “In Italia il PC verso gli ebrei è rispettato da tutto l’arco costituzionale – nonché da qualche partito che non disdegna oltrepassarlo! – e non mi risulta che questo abbia provocato ondate di antisemitismo. Mentre le dichiarazioni cariche di odio e livore contro arabi, zingari e musulmani si sprecano, e non mi pare che questo prevenga atti discriminatori verso di loro, anzi.”

              è un modo di vedere le cose.

              Però è un tendone, uno scenario: la realtà è quella di dietro.

              E la realtà è che l’obbligatorietà del rito della Giornata della Memoria, come il fatto che tutti ufficialmente si sdilinquiscano (si dice?) in lodi sperticate degli ebrei, fa sì che molti (compresi molti dei lodatori) credano che questo accada perché “gli ebrei sono potenti, hanno in mano il mondo, nessuno può permettersi di opporsi a loro, quei bastardi!”

              Che è precisamente un pensiero antisemita, e uno dei più classici.

              • “Però è un tendone, uno scenario: la realtà è quella di dietro.”

                Esatto.

                Anche con il “profugo che mi ruba il posto in graduatoria per la casa popolare”, ciò che fa arrabbiare gli autoctoni non è tanto il “profugo” quanto il comportamento (vero o presunto) del proprio governo, immaginato al soldo dei sauditi o di Kalergi in persona.

            • Z. says:

              Pino,

              come sai sono in buona parte d’accordo con te.

              Sono anzitutto d’accordo sul fatto che parte del rispetto per gli ebrei – specie a destra – dipende anche dal fatto che sono percepiti come potenti e armati. Il nostro amico Moi ne è un chiaro esempio, al punto da stupirsi che sinagoga si parli del Signore anziché di bombe e rastrellamenti…

              Inoltre convengo che iniziative come il Giorno della Memoria tendano a far pensare a molti: “perché per loro sì e per gli altri no? perché quelli devono essere speciali?”. Come nel caso del caso del ragazzo nero – di cui non si deve dire che è nero, perché non istà bene – ciò che è percepito come eccessivo di solito non piace.

              Però appunto gli ebrei sono rispettati.

              E la cosa non è di poco conto. Il rispetto è anzitutto quell’atto formale che permette a chi è rispettato di vivere serenamente la propria vita. E tu stesso ci insegni a non guardare la luna quando il saggio indica il dito 🙂

              Del resto, non è che si nasce antisemiti: e se quasi nessuno – né a destra né a sinistra – ti insegna che è giusto odiare o disprezzare gli ebrei, motivi per odiarli o disprezzarli non è facile trovarne.

              Quando invece politici di ogni colore non lesinano affermazioni discriminatorie, non è così difficile che la propaganda faccia breccia. Succedeva ieri con gli ebrei, e succede oggi con arabi e musulmani.

              Così è spesso per conformismo che gli ebrei vengono rispettati, vero; ed è altrettanto spesso per conformismo che musulmani e arabi vengono rispettati meno, secondo me.

            • Z. says:

              Miguel,

              io credo che l’odio sia anche diretto, e in misura non piccola, proprio verso lo straniero.

              Non che la cosa possa stupire: guardare con sospetto e talvolta con inimicizia gli stranieri è fenomeno normale, da sempre. E non c’è motivo per cui quest’epoca debba fare la differenza.

            • Dif says:

              Sono d’accordo con il fatto che dietro il pubblico rispetto verso gli ebrei spesso si nasconde un antisemitismo rancoroso, ma credo che questo valga per molte categorie “protette”.

              Comunque una nota pagina Facebook che propone vecchie vignette dei fumetti Disney che oggi farebbero scalpore ne ha pubblicata una in cui il commissario Basettoni non voleva che fosse un “negro” a vincere una gara.
              E sotto i soliti commenti di esimi linguisti che facevano notare come “negro” in italiano non sia offensivo, e chi lo crede sia un pecorone plagiato dai film americani dove bla bla bla…

            • Peucezio says:

              Z.
              “secoli di razzismo”

              Aritmetica tutta tua.
              Il razzismo come ideologia socialmente legittimata sarà durata sì e no un secolo, diciamo molto a spanne da metà ‘800 alla II G.M.
              Come sentimento popolare è durata di più, ma sarà anche cominciata più tardi.

              Certo è che il razzismo è estraneo a qualunque società d’Ancien Régime, essendo vincolato a concetti scientifici o para-scientifici tipicamente moderni e a un’idea nazionale omologante e accentrata altrettanto moderna.
              E intendo razzismo in senso lato: le società d’Ancien Régime non si sognavano di esercitare una forma di controllo pervasivo e poliziesco sulla sessualità degli individui: la repressione contro l’omosessualità è un portato illuminista e poi positivista, legata a una più generale tendenza al disciplinamento dei comportamenti individuali, della corporeità, della salute, ecc.

              Il politicamente corretto (ma fate un bel ctrl+v ogni volta, invece di usare ‘ste cazzo di sigle, che è pure più rapido; inizialmente pensavo parlaste di qualche fantomatico partito comunista in una sorta di accezione universale!) è un’evoluzione naturale (non una reazione) del razzismo inteso nell’accezione estesa cui hai fatto riferimento: fa parte della stessa tendenza a suddividere per categorie e stabilire diritti e doveri tagliando con l’accetta; e soprattutto si iscrive nella stessa tendenza alla repressione intimidatoria e poliziesca dei comportamenti individuali.
              Non mi puoi convincere che se ti do una botta in testa, poi te ne do un’altra, la seconda è per reazione alla prima.

              • “Certo è che il razzismo è estraneo a qualunque società d’Ancien Régime, essendo vincolato a concetti scientifici o para-scientifici tipicamente moderni e a un’idea nazionale omologante e accentrata altrettanto moderna.”

                Infatti.

                Come al solito, il primo problema, sempre, è quello delle definizioni.

                Non importa che un termine sia esatto, importa che siamo d’accordo sulle definizioni, altrimenti è impossibile qualunque comunicazione.

                “Erdogan è nazista”.

                Bene, mettiamoci d’accordo.

                “Nazista. Aggettivo. Nazionalista tedesco che non accetta le frontiere imposte dal Trattato di Versailles e considera che gli ebrei siano corresponsabili della sconfitta dell’esercito tedesco””.

                Bene, Erdogan NON è nazista.

                “Nazista. Aggettivo. Persona che si crede importante e che tende a non prendere troppo in considerazione il parere degli altri”.

                Bene. Erdogan E’ nazista.

                Se si evita di definire il termine, tutti hanno ragione e tutti hanno torto.

            • Z. says:

              Peucezio,

              non c’entrano le botte in testa: banalmente, quando cambia il vento, spesso poi si esagera per il verso opposto. Credo che ognuno di noi abbia storie da raccontare al riguardo!

              Quanto al razzismo nella storia, dai un occhio qui:

              https://en.wikipedia.org/wiki/Racism#History

            • Z. says:

              Miguel,

              — Se si evita di definire il termine, tutti hanno ragione e tutti hanno torto. —

              Occhio però. Ché se ragioniamo così dobbiamo anche definire “termine”, poi dobbiamo definire “definire” e infine dobbiamo definire anche “dobbiamo” e “se” 😀

              Secondo me basta che due persone, anziché fare gli splendidi, facciano a capirsi. E diventa tutto mooolto più facile 🙂

              • “Secondo me basta che due persone, anziché fare gli splendidi, facciano a capirsi.”

                No, non è affatto così, ed è una questione fondamentale, in cui pecco spesso anch’io.

                “Fare a capirsi” non vuol dire usare a caso le parole.

                Se io faccio-a-capirmi, e dico “ndrangettosi” per definire chiunque sia nato al sud, creo un tipo di discorso; mentre al contrario, se tu mi chiedi perché a Palermo ci sono raffinerie di cocaina, ti posso stroncare rispondendo, “perché offendi i siciliani”?

                Definire i termini che si usano è indispensabile per qualunque discorso. Vanno benissimo anche definizioni arbitrarie (come la seconda che ho dato per “nazista”), a patto appunto che “facciamo a capirci”.

            • Z. says:

              Proprio questo intendo con “fare a capirsi”, Miguel: fare il possibile per spiegarsi da un lato e fare il possibile per capire dall’altro.

              Tra l’altro, e questa è per Moi: più uno è esplicito nell’ argomentare, considerando che tutti abbiamo esperienze diverse, più viene facile 🙂

            • Peucezio says:

              Z.
              “banalmente, quando cambia il vento, spesso poi si esagera per il verso opposto. ”

              Sì, ma è il meccanismo della reazione che è falso.
              Le dinamiche storiche avvengono per analogia, non per compensazione.
              I ceti borghesi hanno cominciato a fare rivoluzioni quando sono diventati sufficientemente forti per farle, non quando si sono sentiti più oppressi.
              E le classi operaie hanno fatto battaglie e ottenuto diritti quando erano in condizioni di farlo, cioè quando la loro condizione era già migliorata.
              Più un gruppo umano, che siano donne, omosessuali, minoranze etniche, ceti bassi, ecc., è oppresso, meno ha la forza e i mezzi per reagire.

              Sul razzismo vale quanto ha detto Miguel, con buona pace di Wikipedia in barbaro. Poi sicuramente anche se cerchi la voce “femminismo” parlerà dei Babilonesi, ma resta il fatto che i fenomeni sono storicamente individuati e specifici.

              • “Più un gruppo umano, che siano donne, omosessuali, minoranze etniche, ceti bassi, ecc., è oppresso, meno ha la forza e i mezzi per reagire.”

                E’ vero.

                Ma ancora più dei mezzi, conta la speranza, cioè le fantasie che noi ci facciamo sul futuro.

                Un caso tra tanti, ma è quello che mi ha fatto aprire gli occhi su questo fenomeno: Tangentopoli. Dove tutti sapevano che democristiani e socialisti rubavano, ma anche che bisognava subire, altrimenti non si sarebbe fatta carriera; poi, da un giorno all’altro, la “gente” scopriva che avere una sede del PSI nel proprio condominio poteva diventare un problema, e facevano sparire dalle vetrine dei negozi le foto dei politici che erano passati a salutarli.

                Questi momenti di passaggio sono molto brevi, e con il senno di poi, forse potremmo anche documentare l’istante in cui sono avvenuti: pensiamo all’istante, nella storia messicana, in cui 15.000 anni di “mesoamerica” sono diventati “orrori del passato pagano”, che ogni sopravvissuto doveva rinnegare e denunciare; oppure all’istante – molto simile – in cui i giovani tedeschi disposti a morire per il Reich sono diventati filoamericani.

            • Z. says:

              Peucezio,

              ti faccio un esempio.

              In una caserma italiana, ai tempi in cui esisteva la naja, si era suicidato un commilitone: asseritamente per le angherie che subiva dai nonni.

              Ora, i najoni suicidi non sono esattamente una corporazione, e men che meno i najoni angariati dai superiori.

              Eppure, in seguito, in quella stessa caserma, tutto ciò che potesse apparire gesto di nonnismo – talvolta anche una pacca sulla spalla! – veniva combattuto molto severamente. A volte in modo persino sproporzionato, per non dire eccessivo.

              Il PC 🙂 è qualcosa di questo genere, se vuoi.

              Ah, se per “razzismo” intendi le teorie pseudoscientifiche di epoca positivista sulle diverse razze allora hai ragione. Però, ecco, pressoché nessuno usa il termine in questa accezione: parlando di “razzismo” si intendono correntemente gli atti discriminatori generalizzati a danno di qualsiasi gruppo etnico o nazionale, e in questo senso usavo il termine. L’importante è capirsi. Non è che io sia solito bacchettare la gente in faccia per gli innumerevoli strafalcioni che compie quando parla di aspetti legali della vita quotidiana, e se lo facessi sarei isolato come merito 😉

              • “Eppure, in seguito, in quella stessa caserma, tutto ciò che potesse apparire gesto di nonnismo – talvolta anche una pacca sulla spalla! – veniva combattuto molto severamente”

                L’esempio va benissimo. Ma non ci spiega affatto perché fino al 1990 (poniamo) era nell’interesse dei generali fare di tutto per incoraggiare il nonnismo, e poi per scoraggiarlo.

                Perché il nonnismo è un elemento fondamentale e indispensabile di qualunque esercito da stato-nazione ottocentesca, e l’unico modo per creare un’identificazione con il corpo tale da permettere il sacrificio del soldato.

                La fine del nonnismo può essere legato alla fine delle guerre di massa, ai cambiamenti tecnologici, alla professionalizzazione dei militari, o anche semplicemente alla perdita dello stesso spirito militare: si diventa impiegati statali “normali”, come quelli del Comune, che non hanno nessun interesse che i loro sottoposti di pestino tra di loro.

            • Z. says:

              Aspetta Miguel, non correre!

              Non penso che il nonnismo abbia origine con lo Stato-Nazione, e nemmeno che sia finito con la fine della leva.

              Era solo un esempio per dire che a volte, su piccola scala come su larga scala, cambiano le mode e tracimano dalla parte opposta.

              Si potrebbero fare mille altri esempi: ne faccio uno su media scala, l’eroina in Italia.

              Dopo che l’eroina aveva picchiato duro su di un’intera generazione – e contribuito ad affossare più di un gruppetto politico – i superstiti hanno imparato a detestarla. Alcuni movimenti buttavano i membri sospettati di aver fumato una canna; più tardi, la propaganda governativa cominciò a investire su spot terrorizzanti; infine arrivò la c.d. Iervolino-Vassalli, che criminalizzava il consumo di stupefacenti, sul presupposto che fumare una canna porterebbe necessariamente a essere eroinomani, il che a sua volta porterebbe necessariamente ad essere spacciatori.

              • “ne faccio uno su media scala, l’eroina in Italia.”

                Esempio molto interessante.

                Siccome qui si spacca il capello in otto, sedici e trentadue, mi permetto due dubbi:

                1) il consumo dell’eroina è davvero calato per i motivi che dici tu? Io appartengo alla generazione “ero-ica”, e mi ricordo che il fascino stava in gran parte proprio nel fatto che “ti ammazzava” e che era “vietato”.

                2) da un punto di vista sociale (diverso da quello individuale) certi comportamenti sono a volte utili, a volte controproducenti; mentre l’eroina non credo che abbia mai fatto bene. Ma ci devo riflettere, non sono sicurissimo di quello che dico e potrei anche cambiare idea.

            • Peucezio says:

              Z.,
              sul resto ti ha risposto Miguel, aggiungo solo che il singolo episodio grave suscita reazione solo quando c’è una temperie per cui un comportamento non è più ammesso o si comincia quantomeno a guardare con sospetto. Per tutti i secoli e millenni precedenti episodi anche molto più gravi non suscitano la benché minima reazione. Tutta la storia umana funziona così da sempre.

              Sul razzismo,
              all’inizio ho accettato la tua accezione allargata, infatti ho incluso anche omosessuali, ecc., ma per quello vale appunto l’osservazione di Miguel su Foucault ecc., per cui fino a tempi relativamente recenti non esisteva la categoria dell’omosessuale, ma singoli atti.
              Se mi parli di donne o altre categorie immediatamente distinguibili posso darti ragione.
              Sul razzismo nel senso proprio del termine invece no, perché implica una visione biologista intrinseca al concetto stesso di razza e da essa non scindibile e il razzismo senza razza è un non senso.

            • Z. says:

              Miguel,

              per la verità non ho fatto ipotesi! Ho solo descritto eventi in ordine di tempo per osservare che le abitudini cambiano, anche oscillando da un estremo all’ altro.

              Perché? Immagino per il concorso di più ragioni… la moda cambia, il movimento si accorge che la roba è parecchio antipolitica, la gente che ciondola in istrada ha un certo effetto dissuasivo, l’AIDS spaventa e porta a isolare i tossici, il consumo di roba non si addice a una vita normale cui ormai sempre più gente aspira…

              Comunque effetti sociali positivi collegati all’eroina non riesco a immaginarli.

        • PinoMamet says:

          Il più comico di tutti era un commentatore agli articoli del Times of India, al tempo delle polemiche sui “due marò”.
          Diedi un’occhiata alla stamap online indiana per vedere come la buttavano giù lì: i commenti erano al livello di quelli italiani, forse addirittura peggio, e ho detto tutto…

          ma il bello era appunto questo commentatore israeliano, che diceva che gli italiani trattano male le minoranze e sono razzisti.
          Ripeto: israeliano.

      • Andrea Di Vita says:

        @ habsburgicus

        “suora”

        Difatti è per questo che ho proposto di vestirmi da suora e non da prete.

        Non che me ne mancherebbe le physique du role, intendiamoci.

        A Dubrovnik, uscito da un congresso in abito scuro, sono stato apostrofato da una suora locale in Croato: a quanto ho capito mi prendeva per un sacerdote cattolico e voleva che andassi con lei a somministrare un’estrema unzione. Non è stato facile spiegarle l’errore in cui era incorsa, perché il suo Inglese non era migliore del mio Croato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  23. Roberto says:

    Breaking news!
    Il consiglio di stato francese ha annullato l’ordinanza anti burkini così motivando: « l’arrêté litigieux a ainsi porté une atteinte grave et manifestement illégale aux libertés fondamentales que sont la liberté d’aller et venir, la liberté de conscience et la liberté personnelle. »

    • PinoMamet says:

      Traduzione: “ci siamo accorti di aver fatto una figura de merde”

      • Roberto says:

        Figura di merda mi sembra moooooolto riduttivo

        • MOI says:

          in ogni caso sempre meno peggio che nel DarAlIslam anche prima dell’ ISIS …fare ingollare loro un po’ di loro stessa minestra sulla “tolleranza” sarebbe un ottimo strumento di giurisprudenza pedagogica civilizzatrice !

          • MOI says:

            intanto, sull’ altra sponda del Mar Mediterroneo 😉 , in un Paese che secondo la Religione di Pace NON avrebbe espressamente neppure diritto di esistere …

          • MOI says:

            Io credevo che fosse più grave il camion di un mese fa, ma si vede cheabbiamo scale di valori diverse …

          • Z. says:

            Moi, i nostri Valori sono questi: ogni donna ha diritto a coprirsi e scoprirsi il capo quando lo desidera!

            E se i nostri Valori non ti stanno bene, vattene in Iran o in Arabia Saudita 😛

        • MOI says:

          più che altro è stato irrazionale partire a testa bassa contro i burqini senza prima debellare i niqab e burqa sulla terraferma, che magari sarebbe bastato a far capire che le leggi contro i simboli religiosi “ostentatorii” [sic] ci sono anche per loro, e non solo autolesionisticamente per la Laicità stessa contro la Kiesa 🙂 !

          • PinoMamet says:

            Non ho capito l’ultima parte della frase, ma fa lo stesso:
            cioè, secondo te se i poliziotti avrebbero obbligato a spogliarsi una signora per strada, anzichè in spiaggia, avrebbero dovuto vergognarsi meno?
            😉

            • PinoMamet says:

              avessero!

              appena alzato 😉

            • Moi says:

              Parlavo di rimuovere i niqab dalla faccia (qualcuno deve fare un corso di anatomia umana per imparare a distinguere “capo” e “volto” …), iniziando dalla terrraferma … e quello sarebbe da plauso alle FFdO !

            • PinoMamet says:

              Quello sarebbe una cosa da vergognarsi, se tu fossi un membro delle forze dell’ordine, tal quale farlo in spiaggia.

              Ma cribbio!

              Ma mettiti nei panni! sei un poliziotto, un uomo onesto, hai scelto questo lavoro per proteggere il tuo paese, giri con una pistola perché fai un lavoro rischioso, ti aspetti di essere mandato a combattere contro dei narcotrafficanti senza scrupoli o dei serial killer armati fino ai denti…
              ti senti prode e orgoglioso…

              e vieni mandato in giro a umiliare il senso del pudore di signore e ragazzine!!

              vestito come un pagliaccio, con il manganello e il giubbotto antiproiettile, come se corressi chissà che rischio.

              Non ti sentiresti umiliato tu ?

              nel tuo lavoro, nella tua professionalità, nel tuo orgoglio??

              • “Ma mettiti nei panni! sei un poliziotto, un uomo onesto”

                Bellissimo.

                La differenza tra un poliziotto e un traduttore, però, sta che il primo rischia in ogni momento di finire fotografato.

                I delitti dei traduttori li potrete conoscere soltanto dalle nostre reticenti confessioni.

            • Z. says:

              Se Moi pensa che costringere una donna a svestirsi significhi combattere il misticismo e la barbarie, ecco che magari preferisce questo compito alle indagini sui narcos!

    • Z. says:

      Parbleu, les toges rouges!

      🙂

      meno male…

  24. MOI says:

    L’ inghippo è che le Intellighenzie fautrici di un mondo con “le masse sempre più buone” … sono OGGI le stesse fautrici di un mondo con “le masse sempre più povere” (tanto prima o poi il Moloch del Libero Mercato risolverà tutto da sé) del Liberismo Assoluto e della Finanza Apolide che promuove l’individualismo più sfrenato che sradica e atomizza l’ individuo.

    Intellighenzie in cui giovani cialtroni sono cresciuti direttamente Liberal, i vecchi ipocriti fanno finta di non essere stati mai Marxisti …

    • MOI says:

      Quindi l’insieme di personaggi mediatici che per le Intellighenzie Agiate sono i Lupi (o Lupe) Cattivi/e Globali, per le Masse Impau(pe)rite 😉 sono propensi a diventare invece gli Uomini (o le Donne) della Provvidenza Globali …Miguel lo ha già spiegato, anche meglio di me.

  25. MOI says:

    Esprimendo l’ intellighenzia in coordinate polari, a 0° c’è la fascia di età di Fedez , a 360° di Eugenio Scalfari e a 180° di Lilli Gruber e Beppe Severgnini

  26. Roberto says:

    Posso suggerire, soprattutto a moi, questo articolo?
    http://www.riforma.it/it/articolo/2016/08/23/laicita-non-significa-neutralita

    Il libro citato è “la laïcité falsifiée” (2012), che sviluppa, correttamente secondo me, un punto importante: laicità è neutralità dello stato rispetto alle religioni, non, come sembra in questo scorcio di XXI secolo, la neutralità dello spazio pubblico (rectius, dei privati quando si trovano in uno spazio pubblico)

    • Z. says:

      Mi sembra un principio condivisibile.

      Esempio: la scuola pubblica.

      Secondo me, sulle pareti di un edificio scolastico pubblico non dovrebbero esserci simboli religiosi. Ma se ragazzi e insegnanti vogliono indossare veli, copricapi, crocifissi e simboli della propria fede ecco, questo non dovrebbe essere loro impedito.

      Lo stato non deve parteggiare per una fede o per l’altra, ma questo non significa che debba vietare ai suoi cittadini di avere, ed esprimere, opinioni in materia di fede.

      Prima che il professor Pera decidesse di passare armi e bagagli al ferrarismo d’assalto, questa era la sua tesi, che mi pare ancora oggi valida.

  27. MOI says:

    Ricordiamoci che fra Ottocento e Anni Trenta la terminologia che ora usa (quasi) solo Sizzi aveva pretesa di scientificità sistematica come delle sequenze di DNA oggi … in questo senso il “Razzismo” è senza precedenti; e anche i “postcedenti” seguono altre vie. L’idea razzista che pretende di affermare accademicamente con oggettività che “i negri sono inferiori alle altre razze perché assonigliano di più ai gorilla/scimpanzè/oranghi” sarebbe stata impossibile senza un malinteso (!) Darwinismo.

    Del resto, la diversità umana esteriore “estetica” media delle popolazioni aveva suscitato sempre anzitutto sorpresa, che poteva poi a seconda delle circostanze evolversi in paura, disgusto ma anche 🙂 ammirazione.

  28. MOI says:

    “Quoto” 😉 Peucezio … poi è chiaro che anche Bruno Vespa, difatti, se facesse un nuovo libro sul Femminismo metterebbe in sottotitolo una roba tipo “da Ippolita a Laura Boldrini” … sulla falsariga del libro già esistente su Belle Donne e Potere sottotitolato appunto “da Cleopatra a Maria Elena Boschi” [sic]

    • Z. says:

      Va bene, ragazzi. Fino alla seconda metà dell’Ottocento il diverso per etnia non aveva mai conosciuto discriminazioni sulla faccia della terra.

      Avete ragione voi. E’ tutto il mondo che è ignorante e non lo sa!

      Ora sta a voi accendere una lampadina nelle altre teste vuote (con me avete già provveduto). O vorrete mica fare gli intellettuali radicalschicche nella vostra torre d’avorio? 😀

      • ” Fino alla seconda metà dell’Ottocento il diverso per etnia non aveva mai conosciuto discriminazioni sulla faccia della terra.”

        E’ un tipo di ragionamento, che può fare non poco danno.

        Io ti dico che i “rapimenti di bambini gagè da parte dei Rom” sono bufale.

        Tu mi rispondi ironicamente, “va bene, tutti gli zingari sono santi e non hanno mai rubato nulla o fatto del male a nessuno, per carità, voi intellettuali ne sapete più di me”, che tradotto significa, “credo che marocchini, cinesi e zingari vadano espulsi tutti dall’Italia.”

        • Roberto says:

          Per capire la frase di Z devi fare l’esempio opposto

          Tu dici: “i rom rapiscono i bambini”
          Lui risponde ironicamente “certo è risaputo che loro di figli non ne fanno e pure mia cuggina ha un’amico che gli ha raccontato che in un supermercato hanno sventato un rapimento all’ultimo secondo”

        • Z. says:

          Miguel, io pensavo agli schiavi negri considerati come bestie, con cui nemmeno i pur democratici pirati avrebbero discusso da pari.

          Oppure agli “omuncoli servi per natura”, come nella Spagna della Scoperta qualcuno definì gli indios.

          Tutto questo, mi dite, sarebbe una “aritmetica tutta mia” perché la categorizzazione per razze umane sarebbe della metà dell’ottocento.

          Facciamo finta che sia vero (non credo lo sia, già Kant se ne occupò ad esempio). Che c’entra con quel che dicevo io?

          Non so, deve essermi sfuggito qualcosa 🙂

          • “Miguel, io pensavo agli schiavi negri considerati come bestie, con cui nemmeno i pur democratici pirati avrebbero discusso da pari.”

            Ma hai pienamente ragione.

            Il punto è, perché la Scienza (non in senso stretto, ma con la maiuscola, nel senso di “opinione degli esperti generalmente riconosciuti”, che possono anche essere teologi) giustifica di volta in volta ciò di cui la società ha bisogno.

            Hai bisogno di schiavi? Ecco che la Scienza scopre che i neri sono perfettamente adatti alla schiavitù.

            Hai bisogno di braccia a poco prezzo da libero mercato? Ecco che la Scienza scopre che i neri sono perfettamente uguali ai bianchi.

            • Per capirci, la differenza tra Scienza e scienza…

              La Scienza può affermare che i terroni siano delinquenti di natura, con grande felicità di quelli che al nord non vogliono concorrenza sul lavoro.

              La Scienza può affermare che i meridionali siano assolutamente identici a chiunque altro, con grande felicità di chi vuole poter contare su maggiore risorse di manodopera.

              La scienza potrebbe scoprire che i molisani siano geneticamente più tendenti a essere mancini dei lombardi, mentre i vicini abruzzesi sono i più destri di tutti.

              Una diversità reale, genetica, che magari potrebbe avere correlazioni con fattori psicologici, ma che non serve a confermare alcun bisogno sociale.

            • Roberto says:

              Boh, può essere ma secondo me il razzismo, nell’accezione “trattare come esseri inferiori gli altri” esiste prima della scienza.
              La differenza è che fino a una cinquantina di anni fa era del tutto normale, oggigiorno, almeno in una parte di mondo, e almeno in alcuni strati della società, è un fenomeno stigmatizzato

            • Z. says:

              Miguel,

              scusa, fatico sempre di più a seguirti!

              La famosa metà dell’Ottocento è il periodo in cui mi dite essere divenuti comuni e diffusi gli studi “scientifici” sulle razze?

              Beh, come tutti sappiamo non è esattamente il periodo in cui esplodeva la schiavitù. Anzi, è il periodo in cui la schiavitù lasciava il posto alle braccia salariate a buon mercato!

              Non di meno, la “società”, negli Stati Uniti, continuò a fare l’esamino ai neri – anzi, come si usava dire allora, ai negri – per oltre un secolo buono.

              Non è sempre necessario cercare e trovare la Teoria del Tutto che spieghi ogni cosa e dia ordine a tutto ciò che esiste. Spesso ciò che esiste un solo ordine non ce l’ha, temo.

              Per il resto, sono come al solito d’accordo con Robertone 🙂

            • habsburgicus says:

              prima c’era (spesso) la schiavitù, ma non il razzismo
              poche eiviltà erano più schiaviste di quelle classiche, ma il razzismo vi era sconosciuto
              anche la schiavitù moderna (da XV secolo), applicata in primis (e quasi solo) ai neri non era in origine razzista bensì “religiosa” (si partiva da maledizione a Cam)..infatti gli indios dopo qualche dubbio iniziale non furono MAI schiavizzati e neppure, in genere, gli asiatici (ma lì vi erano rapporti di forza sfavorevoli)…elementi proto-razzisti si incontrano fra i calvinisti dal XVII secolo ma sono ancora minoritari
              né era razziata la schiavitù musulmana, fiorente sino agli anni 1880’ e probabilmente tuttora presente, de facto, in alcuni paesi del Golfo (fra l’indifferenza complice dell’Occidente)
              il razzismo che non ha un particolare legame con la schiavitù, anzi i due fenomeni sono stati quasi esclusivi, è invece fenomeno prettamente ottocentesco che celebrò i suoi fasti nel primo Novecento

            • PinoMamet says:

              “Boh, può essere ma secondo me il razzismo, nell’accezione “trattare come esseri inferiori gli altri” esiste prima della scienza.”

              Sì, ma anche da prima della “scienza” delle razze.

              In realtà non c’è alcun bisogno di una spiegazione razziale per farlo: ci riuscivano benissimo anche prima, con giustificazioni del tutto diverse.
              Le “razze” sono state un incidente di percorso, per così dire, che faceva comodo quando la società europea, via colonialismo, si trovò all’improvviso di fronte a masse di persone di aspetto leggermente diverso.

            • Peucezio says:

              Scusa, Z., ma tanto per intendersi, per “fare a capirci”, come dici tu:

              ma tu con “razzismo” intendi
              – “discriminazione verso gli appartenenti a un altro gruppo umano” o
              – “discriminazione verso gli appartenenti a un’altra razza”, cioè, diciamo, “a un altro fenotipo, individuabile come tale, caratterizzato e con una sua relativa omogeneità all’interno di certe etnie o comunità umane”?

              Un popolo come entità storica, linguistica, comunitaria, insomma, che si percepisce come tale, può essere quantomai eterogeneo razzialmente, così come un fenotipo (cioè un insieme di tratti somatici empiricamente riconoscibili dagli uomini) può comprendere popoli diverisssimi e anche distanti nello spazio.
              Se si discriminano simpliciter gli appartenenti a un popolo, non è detto si tratti di razzismo inteso nell’accezione ristretta che ti ho sottoposto (la seconda), e che a me pare quella più propria, se la formazione dei derivati non è un fatto deltutto arbitrario.

  29. MOI says:

    Problematizzando :

    Un Corpo di Polizia Femminile istituito apposta Anti Niqab / Burqa ? … Sarebbe sessista in contrasto con la Sharia del Boldrinistan perché lascia alle istituende Poliziotte compiti troppo poco rischiosi rispetto agli Sbirri Maschietti ? … Però se dei Maschietti Islamici le attaccano in difesa di niqab e burqa, ‘ste poliziotte istituende che se li combattano da sole senza invocare i Colleghi Maschietti come delle Damsels in Distress però 😉 , eh …

    Colpa vostra, che complicate sempre inutilmente tutto con il Politically Correct !

    • MOI says:

      Ma poi che uniforme dare alle istuende poliziotte ? Tipo quelle delle cene di Silvio ? … Ma soprattutto, parametri fisici … tipo quelle da comica di Benny Hill, Habs 😉 ?

    • Z. says:

      Muà, Noi abbiamo tante colpe.

      Ma nessuno complica le cose quanto te 😀

  30. lara says:

    A proposito di LORO LA ODIANO

    Quanta gente di loggia travestita da cattolici c’ è dentro Comunione e Liberazione?

    • MOI says:

      nel tutto maiuscolo non credo di aver colto soggetto e complemento oggetto … potresti qualificare espressamente “loro” e “la”, per favore ?

    • habsburgicus says:

      penso molti, Lara
      del resto di questi tempi credo che ci sia un’infinità di gente di loggia in Curia, altro che in CL
      ricordiamici che già nel 1976 O.P pubblicò l’elenco, mai smentito, “La Gran Loggia Vaticana”, da cui si deduceva che era massonico il 90 % dei prelatoni…e questo nel 1976 ! tranne il povero Siri isolato in una Genova rossa e il buon Ottaviani in procinto di morire trattato da appestato in una Curia che non era più la sua, tutto o quasi era massonico nel 1976..figuriamoci oggi !
      la massonizzazione della gerarchia della Chiesa, accelerata dal Concilio ma ora tendo a credere in essere già da prima, é stata la più grande rivoluzione del 1955-1975 paragonabile alla rivoluzione sessuale del ’68 (che ha cambiato i costumi) e alla rivoluzione dis-culturale (idem)..di cui ancora, tutti, non capiamo le tremende conseguenze implicite ed edplicite

  31. mirkhond says:

    “O.P”

    Chi sarebbe?
    Questa moda delle sigle che avete!

  32. mirkhond says:

    “La Gran Loggia Vaticana”, da cui si deduceva che era massonico il 90 % dei prelatoni…e questo nel 1976 ! tranne il povero Siri isolato in una Genova rossa e il buon Ottaviani in procinto di morire trattato da appestato in una Curia che non era più la sua, tutto o quasi era massonico nel 1976..figuriamoci oggi !”

    E quali erano il 10% dei non massoni, oltre a Siri e Ottaviani?

  33. MOI says:

    @ MIGUEL

    Sempre su Scienza Vs scienza …

    che ne pensi “di tuo” 😉 del discorso “il Libero Mercato ha bisogno di Nuovi Consumi Identitari da frenesia nella moda, nell’intrattenimento, nelle cliniche di “maternità surrogate” [sic], nell’ industria famaceutica della farmacologia ormonale, ecc … e “diventa normale” la fluidità cangiante e spesso nettamente indeterminabile nell’ identità di genere ?

  34. MOI says:

    Creare un Vuoto identitario e spirituale da far riempire (ma è una frenesia inutile, come voler riempire d’acqua un colabrodo) con il consumismo spasmodico

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